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Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 195 del 05/10/2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Agricoltura

Fondi per frenare le scorribande di lupi e cinghiali Provvedimento della giunta per garantire la coesistenza della fauna selvatica in terreni produttivi dei siti della “Rete Natura 2000”

Nota unanime da parte della Conferenza in un incontro con il governo

Regioni, primo “sì” al dl taglia-spese Le linee generali vanno nella direzione indicata dagli enti

Il testo del Decreto sarà valutato nel dettaglio. Chiesto un incontro al presidente del Consiglio per insediare la “Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica” Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone, la giunta ha approvato un bando per il contenimento della fauna selvatica e la coesistenza degli animali con le attività produttive agricole. In particolare nei siti di pregio della “Rete Natura 2000”. Agli imprenditori, singoli o associati, contributi fino a sessantamila euro.

L’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni ha incontrato il governo per ascoltare l’illustrazione delle linee generali del

Decreto. Il provvedimento - secondo la nota unanime dell’organismo - va nella direzione indicata dalla Conferenza delle Regioni nelle

riunioni del 26 e del 27 settembre per il raggiungimento degli obiettivi che le stesse Regioni hanno proposto.

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Il caso

Sanità

Agricoltura

La questione aperta da una madre di Brienza

La Fondazione Bisceglia sostiene i bambini

Al termine previsto un esame per il patentino

Un chilometro per lo scuolabus Fanelli scrive al sindaco Scelzo

Malattie vascolari: siglato il protocollo

Prodotti fitosanitari, al via corso dell’Alsia

L’accoglienza delle stanze di Ale

Da lunedì nel Comuni di Picerno

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Sulla ciminiera del Mercure per chiedere lavoro. La protesta di 4 operai della centrale Enel

Piazza Prefettura, Gae Aulenti l’aveva immaginata in un modo Cos’è rimasto di quel progetto?

Preoccupazione a Laino Borgo per il futuro occupazionale. Impianto fermo da tempo

A giorni l’inaugurazione. Ma il cuore del borgo non piace a molti: colpa dei “pali” e non solo...

A 65 metri di altezza per chiedere un lavoro. Quattro operai della centrale Enel del Mercure, a Laino Borgo, sono saliti sulla ciminiera dell’impianto. Vogliono garanzie sul futuro occupazionale dopo il fermo imposto dal Consiglio

Quei pali sono davvero brutti: questo è ciò su cui concordano praticamente tutti, da chi tutto sommato gradisce il nuovo aspetto di piazza Prefettura a Potenza, a chi è indifferente fino a chi aborre il risultato finale del lungo

di Stato. La mancata riattivazione, sostengono, determinerebbe anche gravi ripercussioni sull’economia dell’area. Per il 10 ottobre è prevista tra l’altro la Conferenza dei servizi organizzata dalla Regione Calabria.

La Gazzetta del Mezzogiorno

restauro. Certo è che del progetto originale della grande Gae Aulenti non resta molto. Tante le modifiche intervenute in corso d’opera, in seguito alle riunioni delle autorità locali con i rappresentanti dei cittadini.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

Unanime la Conferenza sulle linee generali del Decreto illustrate dal governo: si va nella stessa direzione

Tagli, primo ok dalle Regioni La strada era stata indicata dall’organismo nelle riunioni del 26 e del 27 settembre Governo e Regioni in armonia, quanto meno sul decreto che dovrà tagliare le spese delle pubbliche amministrazioni locali. E’ stato il presidente Vasco Errani a presentare la nota approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni. L’ufficio di presidenza dell’organismo ha incontrato il governo che ha illustrato le linee generali del decreto. “Dalla illustrazione - si legge nel comunicato - il provvedimento va nella direzione indicata dalla Conferenza delle Regioni nelle riunioni del 26 e del 27 settembre per il raggiungimento degli obiettivi che le stesse Regioni hanno proposto”. Ed ecco i punti: riduzione parametrata di tutti gli emolumenti percepiti dai consiglieri, dai presidenti e dai componenti della giunta; riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori adeguando, ove occorra, gli Statuti entro il 31 dicembre 2012; limitazione e uniformità, sulla base di criteri omogenei, della spesa dei gruppi consiliari, eliminando i benefit sotto qualsiasi forma, riconoscendo

esclusivamente il finanziamento delle spese riferite alle funzioni politico-istituzionali dei gruppi. Tali spese debbono essere sottoposte al controllo della Corte dei Conti garantendo la piena trasparenza; eliminazione della possibilità di costituire nuovi gruppi che non abbiano corrispondenza con le liste elette; fissazione del numero delle Commissioni consiliari permanenti o speciali, prevedendo la possibilità di costituirne da un minimo di 4 a un massimo di 8, in base al numero dei consiglieri. Questo “ok” delle Regioni è solo il primo passo. Successivamente sarà valutato nel dettaglio il testo del decreto. La Conferenza chiede da subito un incontro al presidente del Consiglio per insediare e rendere immediatamente operativa la “Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica”. L’obiettivo è giungere a una definizione condivisa dei costi dei servizi erogati ai cittadini, aprendo una nuova fase di rapporti fra le Regioni e il governo. (bm3)

Obiettivi: riduzione di tutti gli emolumenti; diminuzione del numero di consiglieri e assessori; limitazione della spesa dei gruppi consiliari

Stop a nuovi gruppi che non siano collegati alle liste elette; fissazione del numero delle Commissioni: minimo 4, massimo 8

Fondo di coesione, sì dalla II Ccp al piano di riparto della giunta Destinatari del sostegno economico sono i Comuni più svantaggiati delle aree interne della Basilicata per i costi dei servizi resi ai cittadini La delibera della giunta regionale sulla disciplina di applicazione del fondo di coesione interna è passata in seconda Commissione consiliare permanente. L’organismo competente su Bilancio e programmazione ha approvato il provvedimento all’unanimità (al momento del voto erano presenti il presidente Autilio e i consiglieri Dalessandro, Singetta, Romaniello, Rosa e Navazio). Destinatari del sostegno economico sono i Comuni più svantaggiati delle aree interne della Basilicata per i costi dei servizi resi ai cittadini. Il Fondo di coesione interna è un programma di rivitalizzazione dei piccoli comuni delle aree interne della Regione caratterizzati da particolari condizioni di declino socio economico e demografico. Il contributo, di fonte regionale, viene erogato ai comuni selezionati come beneficiari sotto forma di contributo a fondo perduto. I contributi sono pienamente cumulabili con ulteriori provvidenze derivanti da altre normative vigenti o in fase di approvazione. I comuni sono selezionati in base alle condizioni di svantaggio demografico e socio economico e al fatto stesso di appartenere alle aree interne. I progetti finanziabili sono: interventi di riqualificazione urbana; gestione associata di servizi pubblici comunali; organizzazione di eventi ricreativi; incentivi al rafforzamento demografico. Le condizioni che devono avere i comuni per accedere: non essere costieri; avere una soglia minima di abitanti non superiore a 2.000 unità; avere un tasso di spopolamento 1991-2000 non inferiore al 5%. (bm3)

Finanziabili anche “eventi ricreativi”

Formarsi da vigile Prosegue l’attività formativa per gli operatori della Polizia locale organizzata dall’ufficio Autonomie locali del dipartimento presidenza della giunta regionale con il Comitato tecnico consultivo per la Polizia locale. Lunedi 8 ottobre sarà sviluppato il modulo “Tecniche operative per il controllo del territorio”. Il corso si terrà a Potenza nella Sala Inguscio e a Matera in Provincia.

Dissesto, Mancusi: più integrazione fra soggetti L’assessore all’incontro convocato dal prefetto di Matera Pizzi

L’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, ha partecipato a un incontro convocato dal prefettodi Matera Luigi Pizzi per fare il punto e concertare misure finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico e alla manutenzione degli alvei e degli argini dei corsi d’acqua. Mancusi ha rivolto un invito alla “maggiore integrazione tra comuni, enti strumentali e istituzioni per favorire il confronto e la collaborazione sugli interventi di prevenzione emanutenzione del territorio, contro il verificarsi di calamità”. Nel corso dell’incontro il commissario straordinario per gli interventi del rischio idrogeologico, Francesco Saverio Acito, ha fatto il punto sullo stato di attuazione degli interventi seguiti ai danni procurati dall’alluvione 2011. La Regione Basilicata ha investito 7,5 milioni di euro e aggiunto un milione di euro. Resta in attesa di 7,5 milioni di euro di risorse governative non ancora accreditate. L’assessore Mancus ha confermato la piena disponibilità al confronto con gli enti locali e ha riferito di voler impiegare un volontariato di protezione civile specializzato per le singole calamità (in relazione al nuovo regolamento di settore). (bm3)


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Basilicata Mezzogiorno

Un bando per frenare le razzìe dei cinghiali Il provvedimento mira a garantire la coesistenza tra la fauna selvativa e le attività agroforestali

Garantire la coesistenza Rosa Mastrosimone. “L’av- ammissibile. La misura della fauna selvatica con viso - spiega Mastrosimo- commenta l’assessore - si le attività agro-forestali. E’ ne - si è reso necessario propone inoltre di svilupquesto il senso di un ban- per cercare di risolvere pare una gestione attiva do appena approvato dal- l’annoso problema dei delle risorse naturali, cola giunta per il sostegno danni provocati alle col- niugando la gestione agriagli investimenti non pro- ture agricole in particola- cola a quella faunistica. Si duttivi nei terreni agricoli. re dai cinghiali. Le risorse tratta di una dimensione Potranno ottenere contri- finanziarie provenienti dal in cui le aziende agricole buti fino a sespossono contrisanta mila euro, Contributi fino a sessantamila euro buire a migliogli imprenditori, rare la fruizione singoli ed asso- per gli imprenditori anche associati pubblica di siti di ciati che ope- che operano nella “Rete Natura 2000” pregio dal punto rano nelle aree di vista ambien“Natura 2000” per la rea- Psr Basilicata 2007/2013 - tale e paesaggistico dellizzazione di strutture in aggiunge - ammontano la Rete Natura 2000. Per grado di garantire questa complessivamente a due questo motivo - aggiunge “coabitazione” tra gli ani- milioni di euro. Il sostegno Mastrosimone - sono fimali e le colture. sarà erogato sotto forma nanziabili investimenti fiIl provvedimento è stato di contributo in conto nalizzati alla realizzazione varato su proposta dell’as- capitale, fino all’80% del di sentieri, punti di sosta sessore all’Agricoltura, costo dell’investimento e piazzole per escursioni

di Margherita Sarli Sono centocinquanta gli alberi padri della Basilicata, secondo l’ultima indagine del Corpo forestale dello Stato, ma la Carta degli Alberi sarà presto ampliata grazie all’iniziativa “M’appare il bosco”. I cosiddetti alberi monumentali d’Italia, ovvero quei soggetti arborei caratterizzati da una propria individualità sia perché eccezionalmente vecchi, sia perché protagonisti di episodi storici, rappresentano un patrimonio d’inestimabile valore che

Due cinghiali in “libertà”

naturalistiche, cartellonistica, strutture per la gestione della fauna selvatica, recinzioni elettrificate per la protezione e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”. La scadenza di presentazione delle domande è fissata entro trenta giorni

dalla pubblicazione del bando sul Bur. Il bando sarà, inoltre, pubblicato su www.basilicatanet. it, www.basilicatapsr.it, www.arbea.basiIicata.it. Di danni provocati alle colture, in particolare dai cinghiali, si è più volte discusso in questi ultimi

I monumenti della natura Prende corpo l’iniziativa “M’appare il bosco”, un censimento degli alberi secolari e dall’alto valore storico. L’iniziativa rientra nel progetto Epos Madre Foresta impone l’obbligo della loro tutela. E’ da questa convinzione che, nell’ambito del progetto Epos Madre Foresta, messo in campo dall’Osservatorio Ambiente e Legalità, i Ceas Il Vecchio faggio, Basilicata 1799 e Unitre, nasce l’idea di un censimento di questi monumenti della natura. Questa volta però toc-

Scorcio di un bosco lucano

cherà ai cittadini “fare la conta”, segnalando alla Legambiente Basilicata la presenza di alberi padri, indicandone la localizzazione e raccogliendo rumors popolari che ergano l’esemplare arboreo a “testimone del passato”. Una sorta di concorso, con scadenza al 31 ottobre 2012, sostenuto dal Corpo forestale dello Stato che

mesi. Ampi confronti tra associazioni e istituzioni per risolvere un problema che, anche economicamente per gli agricoltori, è divenuto importante. Con il bando appena varato, si segna un passo in avanti forse decisivo. (bm2)

“ha aderito con entusiasmo all’iniziativa – ha detto il comandante regionale – non solo in quanto partner del progetto ma perché rilancia un’attività già sperimentata dal Corpo forestale negli anni 80 di mappatura su tutto il territorio nazionale”. Singoli cittadini, Pro loco, enti locali, comuni potranno candidare il proprio Albero padre compilando una breve scheda scaricabile sul sito www.legambientebasilicata.it e www. eposbasilicata.it da inviare via mail a ceasasso@ legambientebasilicata.it.

Tra i banchi per conseguire Nella terza decade di ottobre, invece, workshop in aula il patentino fitosanitario Due giornate sulla semina Da lunedì prossimo nel Comune di Picerno un corso organizzato dall’Alsia sui prodotti, l’utilizzo, i rischi e le norme in vigore

Martedì nel centro Alsia di Pantano di Pignola dimostrazione pratica sulle nuove tecniche più “attente” all’ambiente

Tutto sui prodotti fitosanitari. Dalla leggi esistenti all’uitilizzo e ai susseguenti rischi. Lunedì prossimo, nella sede del Comune di Picerno, a partire dalle 18 prenderà il via il corso, della durata di venti ore, durante il quale saranno esaminate le tematiche inerenti il settore dei prodotti fitosanitari. Si discuterà, in particolare, della legislazione nazionale di settore, dell’esame dei rischi associati all’utilizzo degli agrofarmaci, della difesa integrata e delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti. Ai partecipanti del corso, previo superamento di un esame finale, sarà rilasciata tra l’altro, un’abilitazione in forma di “pa-

Doppio appuntamento sulle innovati- gie più avanzate. ve tecniche seminative maggiormente Nella terza decade di ottobre, invece, seattente all’ambiente. Martedì prossimo minario tecnico in aula con il ricercatore porte aperte all’Azienda agricola speri- del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentale dimostrativa Alsia Pantano di mentazione in Agricoltura, sezione per Pignola. la cerealicoltura di Foggia, Antonio TrocCon il contributo della Università degli coli che illustrerà i risultati della semina Studi della Basilicata sarà effettuata una su sodo condotti in diversi ambienti sul prova in campo di semina di cereali e territorio nazionale.. foraggiere su terreni Le due iniziative riena lavorazione zero. Le proposte rientrano trano nell’ambito del Saranno impiegate, in “Agritrasfer in sud” Progetto “Agritrasfer in particolare, nuove in sud”, “Realizzaseminatrici dedica- Prevista la presenza zione di un sistema te e progettate per di docenti dell’Università permanente per il questo tipo di lavotrasferimento dei rirazione che, grazie a particolari innova- sultati delle ricerche e delle innovazioni zioni meccaniche, consentono di ridurre per l’agroalimentare nelle Regioni del drasticamente i costi di lavorazione. Vi Sud Italia” realizzato dal Consiglio per la partecipano direttamente le industrie Ricerca e la Sperimentazione in Agricolcostruttrici di macchine regionali e na- tura, finalizzato a promuovere la diffusiozionali, portando il meglio della loro pro- ne delle innovazioni e il trasferimento dei duzione, le novità del settore, le tecnolo- risultati della ricerca alle imprese. (bm2)

tentino” da parte della Regione Basilicata - dipartimento Agricoltura / Ufficio Fitosanitario, per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari classificati, in particolare con le sigle, come molto tossici (T+), tossici (T) e nocivi (Xn). Gli incontri costituiranno anche un’utile opportunità di informazione per chiunque svolga attività di vendita, di consulenza o di utilizzo dei prodotti fitosanitari in merito alle novità introdotte dal decreto legislativo n. 150/2012 pubblicato lo scorso 30 agosto 2012 sulla Gazzetta ufficiale n. 202 in attuazione della direttiva comunitaria 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei fitosanitari.


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Basilicata Mezzogiorno

La Consigliera di Parità scrive al sindaco Scelzo Il caso di una giovane mamma di Brienza costretta a percorrere un chilometro ogni giorno per accompagnare il figlio allo scuolabus La Consigliera regionale di parità, Maria Anna Fanelli, ha chiesto al sindaco di Brienza, Pasquale Scelzo, di essere ricevuta per discutere in merito alla questione sollevata dalla signora Rosanna Di Muro che lamenta la negazione di un diritto in relazione alla difficoltà di dover partire, ogni mattina, da contrada Monte per accompagnare il figlio all’istituto

scolastico di Brienza, in quanto lo scuolabus non raggiunge la sua abitazione poiché il tratto viario di competenza comunale è stato privato della manutenzione opportuna. “La signora Di Muro – evidenzia Fanelli – riconosce in tale disservizio una discriminazione in quanto il servizio di scuolabus non garantisce il trasporto scolastico rurale solo al

suo bambino di tre anni. Tutto ciò, peraltro, pur avendo effettuato il pagamento senza poter usufruire del mezzo. Inoltre, la giovane mamma lamenta che l’unica proposta alternativa ricevuta è stata quella di accompagnare suo figlio a circa un chilometro da casa per poi farlo salire sulla scuolabus. La signora – ad avviso della Consigliera – richie-

de un intervento concreto del Comune di Brienza per conciliare problematiche socio-assistenziali esistenti nel nucleo familiare, dovute alla presenza di persone adulte e anziane non autosufficienti, con quelle legate alla cura e ai doveri genitoriali che non si possono di certo violare”. La Consigliera aggiunge che, qualora ci fossero le condizioni, “sarebbe

Scuolabus

auspicabile la definizione di un progetto individuale, a cura dei competenti servizi sociali, contenente sia gli interventi socio-assistenziali per le persone non autosufficienti della famiglia, almeno negli

orari di apertura e chiusura della scuola, che le prestazioni da attivare, anche con l’ausilio del volontariato, per fornire servizi di accompagnamento del minore con mezzi alternativi”. (bm9)

Ottobre di formazione Le stanze di Ale all’ospedale San Carlo per i bambini

Siglato un protocollo tra la Fondazione Bisceglia e l’Aor

Partendo da malattie reumatiche, connettiviti e spondiloartriti si arriverà alla chirurgia generale sui tumori del colon retto

L’obiettivo è sostenere le persone con malattie vascolari

Un mese nel segno delle attività formative. L’auditorium dell’Azienda ospedaliera “San Carlo” a Potenza sarà teatro di appuntamenti di aggiornamento professionale. Domani – fa sapere l’Aor – è in programma il secondo focus sulle malattie remautiche rare, a cura del dipartimento regionale di Reumatologia, diretto dal dottor Ignazio Olivieri. Dopo l’incontro dell’anno scorso, dedicato alla malattia di Behcet, a cui prese parte l’oftalmologo giapponese presidente della società internazionale dedicata a questa malattia, è la volta delle connettiviti. L’impegno non si esaurisce perchè venerdì

Il San Carlo diventa punto di riferimen- generale Giampiero Maruggi, per la to terapeutico nel Mezzogiorno per i sensibilità e per l’impegno profuso per pazienti affetti da malformazioni va- risparmiare ai giovani pazienti della Bascolari rare. L’annuncio l’ha dato ieri il silicata e delle regioni limitrofe i tanti prof. Cosmoferruccio De Stefano, diret- disagi legati ai lunghi viaggi della spetore scientifico della Fondazione “Ales- ranza. La Fondazione anima il progetto sandra Bisceglia - W Ale”, che ha siglato “Le stanze di Ale” per favorire l’accesso un protocollo di colai servizi da parte laborazione scientifi- Attivati specifici ambulatori degli utenti interesca e terapeutica con dove i piccoli pazienti sati. Sono stati perl’AOR San Carlo, ed ciò attivati ambuè stata costituita nel vengono inquadrati latori, denominati 2009 con lo scopo di e guidati per le cure appunto “le stanze sviluppare intervendi Ale”, dove i pati di sostegno in favore di famiglie di zienti vengono inquadrati da specialibambini affetti da malformazioni va- sti che poi contattano strutture capaci scolari. Gran parte dei pazienti di que- di aiutarli. La Fondazione ha verificato sta patologia – ha spiegato De Stefano che nell’AOR San Carlo sono presenti – non sa dove andare. La nostra Onlus, professionalità, tecnologie e modelli specializzata in materia, catalizza i pa- organizzativi in grado di pervenire alla zienti e li guida ai centri terapeutici”. La diagnosi e al trattamento chirurgico presidente della Fondazione, Raffaella delle malformazioni vascolari, così da Restaino, ha ringraziato l’assessore alla collocarsi su standard elevati, diffusi e Salute, Attilio Martorano e il direttore fruibili di servizio. (bm9)

12 e sabato 13 ottobre si svolgerà un convegno all’Hotel Sant’Angelo, nel Sasso Caveoso di Matera, sulla malattia di Behcet e le spondiloartriti. Lo stesso giorno si terrà un convegno sulla cuffia dei

rotatori, mentre sabato 20 ottobre il congresso di chirurgia generale sui tumori del colon retto. Il 27 un convegno organizzato dal dipartimento Materno Infantile promuoverà la cultura della donazione del sangue del cordone ombelicale. “Non si possono assicurare livelli di eccellenza – ha detto il direttore generale Giampiero Maruggi (nella foto) – senza una costante attività di aggiornamento e di confronto con le esperienze più avanzate. In più campi, del resto, il nostro personale figura tra i soggetti trainanti in una gamma di discipline che continuamente si rinnovano”. (bm9)

Dal Consiglio Semina su sodo Scaglione (PU)

Suoli Asi Napoli (Pdl)

glie, dei giovani e degli anziani”.

Il presidente del gruppo consiliare dei Popolari uniti, Luigi Scaglione, ha depositato ieri mattina un’interrogazione a risposta orale, per richiedere al presidente della Regione quali novità sono sopraggiunte sul tema della “semina su sodo” (sod seeding), una tecnica di coltivazione che non richiede alcun tipo di lavorazione preliminare del terreno e determina una riduzione dell’erosione del suolo. La materia era stata oggetto di una sua precedente interrogazione trattata nella seduta consiliare dello scorso 6 dicembre 2011.

“Una componente della maggioranza che guida la Regione Basilicata e il Comune di Potenza si preoccupano, a giusta ragione, dei ritardi nel trasferimento in favore del capoluogo di alcuni suoli gestiti dall’Asi. Un argomento su cui si discute da tempo, rispetto al quale monta la preoccupazione per lo stato degrado in cui versano alcune aree cittadine”. Lo ha detto il consigliere Napoli aggiungendo che di certo l’area va riqualificata affiancando agli spazi di verde all’aperto, da riqualificare, contenitori culturali fruibili da parte dei bambini, delle fami-

Forestazione Mattia (Pdl) “La situazione paradossale che si registra nelle aree Marmo-Melandro per l’attuazione del Piano di forestazione con gli addetti ‘discriminati’ in base alla precedente appartenenza (Comunità Montana Melandro o Marmo-Platano) è un’ulteriore conferma delle difficoltà che avevo segnalato all’avvio della gestione delle attività del Piano 2012 di forestazione delegate dalla Regione alle Aree Programma”. A sostenerlo è il consigliere del Pdl Franco Mattia, sottolineando “la necessità

che si superi la discriminazione, facendo in modo che gli operai forestali realizzino lo stesso numero di giornate lavorative, attraverso il superamento del divario tra 151 giornate per gli 85 operai idraulicoforestali del Melandro e le 112 giornate per i 93 operai idraulico-fore stali del Marmo-Platano”. Porto Maratea Pici (Pdl) Il consigliere regionale del Pdl, Mariano Pici, ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere al governo regionale di conoscere “lo studio di fattibilità e il progetto del porto-canale di Castrocucco di Maratea e quali azioni

la Regione ha assunto, in questi anni, ed intende assumere per realizzare l’importante infrastruttura turistica”. Ambiente Mazzeo (Idv) Il consigliere regionale Mazzeo ha espresso “sostegno alla richiesta di costituzione come parte civile dei Comuni del melfitano ed alle sigle che hanno organizzato il sit-in davanti al Palazzo di giustizia di Potenza per l’inizio del processo sul disastro ambientale di San Nicola”, rimarcando che “quando arriva il momento di lottare per avere verità e giustizia bisogna scegliere da che parte stare”

Don Uva Rosa (Pdl) “Martorano l’assessore innamorato delle mozioni e non dei fatti”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pdl, Gianni Rosa. “Nel Consiglio di martedì - afferma Rosa - si è assistito all’ennesima farsa perpetrata nei confronti dei lavoratori del Don Uva. Dopo un lungo dibattito sulla relazione ‘futuristica’ presentata da Martorano, ‘l’assessore maggioranza’ ha preteso che il Consiglio votasse l’ennesima mozione, concretamente inutile, in quanto nella sostanza identica a quella già approvata all’unanimità dal Consiglio l’11 settembre scorso”.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Primo piano 7

Venerdì 5 ottobre 2012

Politica lucana

Scure del governo sui Consigli Non avranno soldi i monogruppi

Consiglieri: da 30 a 15 Monti approva il decreto taglia - costi e chiede il dimezzamento del numero dei legislatori di SALVATORE SANTORO POTENZA - Da trenta consiglieri a quindici. Meno Commissioni permanenti, niente soldi ai monogruppi è stop ai baby pensionati. Queste le principali misure previste dal governo che maggiormente interessano alla Basilicata. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri sera tardi il disegno di legge sul taglio dei costi delle amministrazioni pubbliche. Una scure su tutte le Regioni. O almeno sugli enti regionali così come sono stati finora. Tantissime le misure e i tagli restrittivi nei confronti delle Regioni. A partire dal numero dei consiglieri di ciascuna amministrazione. Il premier Monti all’uscita dalla riunione del consiglio dei ministri ha chiesto il dimezzamento del numero attuale entro e non oltre sei mesi. Vale a dire che in Basilicata i consiglieri eletti dovrebbero passare da 30 a 15. Cioè meno dei soli consiglieri del Pd più Pdl che oggi in Basilicata arrivano a 18 totali. Dalle agenzie alcuni governatori a caldo hanno auspicato un taglio del 35 per cento. Che significherebbe per la Basilicata passare dagli attuali 30 a 19 massimo 20. E di conseguenza spariranno anche le attuali cinque commissioni consiliari permanenti con buona pace dei vari presidenti e vice presidenti. Ne potranno essere composte al massimo due o tre. Ma su questo punto ancora mancano dettagli. In ogni caso la sensazione almeno a sentire le parole a caldo del presidente del consiglio Mario Monti è che si vada a una sterzata dura e senza sconti. E le Regioni non sembrano avere la forza, dopo settimane di scandali, di fare muro. Oltretutto a quanto pare il governo avrebbe agito anche seguendo i suggerimenti della Conferenza dei presidenti delle Regioni. Ovviamente nel decreto del governo dei tecnici non c’è solo il taglio sul numero dei consiglieri regionali. Sono tante le novità. Anche a livello di gruppi consiliari. Secondo quanto si è appreso dalle agenzie nella nuova legge sarebbe escluso alcun contributo in qualità di rimborso ai monogruppi. Vale a dire che in Basilicata dove attualmente i monogruppi sono oltre 10, nessuno di questi otterrebbe benefit. Una rivoluzione per gli assetti che a via Verrastro durano da anni. Ma non solo. Novità anche sul piano delle spese delle Regioni anche in ambito sanitario. Sarà la Corte dei conti a sopraintendere al controllo preventivo di legittimità dei vari Piani sanitario regionali. Un altro capitolo che dovrebbe cambiare sensibilmente è quello del trattamento pensionistico dei consiglieri regionali: confermate l'eliminazione dei vitalizi e l'applicazione del metodo contributivo per il calcolo della pensione. Nelle more, non potranno essere corrisposti trattamenti pensionistici o vitalizi in favore di coloro che abbia-

no ricoperto la carica di presidente della Regione, di consigliere regionale o di assessore regionale solo se i beneficiari abbiano compiuto 66 anni d'età e ricoperto la carica, anche se non continuativamente, per almeno 10 anni. Coloro sono stati consiglieri regionale per un a sola legislatura non maturano più diritti. E se non bastasse nel decreto sono annunciati anche controlli molto più severi. Le operazioni di controllo spetteranno alle sezioni regionali della Corte dei Conti, che verificheranno con cadenza trimestrale, la legittimità e la

regolarità delle gestioni nonchè il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio di ciascun ente locale. Spetterà invece agli enti locali stessi definire i controlli sulle società partecipate assumendosene la responsabilità. Fortissime restrizioni anche per i sindaci e i presidenti di provincia che in passato non hanno presentato nelle loro amministrazioni conti in ordine: non potranno ricandidarsi per i prossimi 10 anni. Insomma nasce una nuova era.

Stop pensioni: almeno 66 anni e 2 legislature

L’aula del consiglio regionale di Basilicata

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ITALIA FUTURA

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I Giovani democratici di Potenza contro la scelta del consigliere Singetta

Conferenza del Sud prima a Bari e poi a Lagonegro SI svolge domani la Conferenza interregionale di Italia Futura di Puglia e Basilicata. L'evento avrà inizio nella città di Bari alle 10 e proseguirà alle 17 nella città lucana di Lagonegro. Al tavolo degli interventi saranno presenti il senatore Nicola Rossi, il presidente di Italia Futura Puglia, Salvatore Matarrese, il presidente lucano Tito Di Maggio accompagnato dal direttore generale del movimento Carlo Glinni. Interverrà il senatore Santo Versace. Per la prima volta si incontreranno tutte le associazioni locali di Italia futura presenti sui territori con le dirigenze nazionali e regionali del Movimento. Si presenteranno le linee programmatiche e verranno definite le tappe del percorso di radicamento sui territori del progetto politico di If che va via via definendosi e che auspica il coinvolgimento di sempre più numerose persone, finalizzato ad un cambiamento radicale dello status quo di cui necessitano non solo le nostre regioni, ma l'intero Paese.

IN ATTESA DI RENZI IN BASILICATA

«Atteggiamento vergognoso» Il consigliere regionale Singetta

POTENZA - Oggi Singetta presenta la visita di domenica mattina a Potenza delrottamatore delPd, Matteo Renzi. Il consigliere regionale eletto nelle liste dell’’Api, Alessandro Singetta hafatto la sceltaall’interno del Pd. Una scelta che era nell’aria e che lo stesso Singetta aveva già annunciato almeno da tre mesi sia all’assessore Mazzocco e sia al segretario Nigro. Ma non c’era nulla di ufficiale. Ora sì. Ma la scelta ovviamente

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crea reazioni. La più dura è da parte del segretario cittadino dei Giovani democratici di Potenza: «Seguo il dibattito politico dalla stampa o spesso direttamente nelle sedi dove si svolgono manifestazioni pubbliche, perché sono convinto che ancora si possa cambiare in meglio ciò che la cattiva politica riduce a scontri tra tifoserie e vergognose degenerazioni in stile ‘basso Impero Romano. Purtuttavia, debbo esprimere sgomento e vergogna per quello che sto leggendo da qualche mese. Sin dalla vigilia della prima visita di Matteo Renzi in Basilicata, il consigliere regionale Alessandro Singetta, non esitò dall’inviare alla stampa la sua velata nota nella quale si intravedeva il sostegno al sindaco fiorentino. Ieri la conferma ufficiale! Sono inorridito dai continui giri di valzer del consigliere regionale. Il miglior maggiordomo di corte non cambia il tweed per soddisfare il proprio padrone con la stessa rapidità con cui Singetta salta di partito in partito. Anche il grande ‘Bobo’ Vieri, noto a più non tanto per le sue doti

L’INTERVENTO

atletiche, quanto per la sua ricca collezione di casacche che ha indossato in carriera, si sentirebbe in difficoltà nel leggere i comunicati e gli interventi pubblici dell’indeciso consigliere lucano. Viviamo un periodo di scollamento pericoloso tra la società e la gestione pubblica delle nostre cose, del nostro futuro. Ed io, come tanti altri, sento doveroso denunciare tali comportamenti che gravano sulle nostre spalle molto di più dello strumentale dibattito sui costi della politica. Nel rispetto di tutte quelle persone in cui vive con forza la speranza di un migliore mondo possibile, auspico che chi pratica comportamenti del genere venga allontanato dai partiti e dalla buona politica. Il consigliere Singetta sia chiaro con i propri elettori e dica chiaramente a quale ennesimo partito intende iscriversi! In un dibattito sulla rottamazione e sullo scontro generazionale, il sindaco di Firenze non credo abbia tanto piacere a registrare, tra i suoi supporters, un vecchio volpone della politica uso a cambiare partito all’occorrenza».

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Il Pdl copi Romney contro Obama POTENZA - Sono rimasto sorpreso dal “duello televisivo” tra Obama e Romney, dove lo sfidante r, svantaggiato nei sondaggi ha vinto il confronto tv con una strategia intelligente, basata certo sulle sue idee politiche ma sopratutto colpendo le contraddizioni e gli errori del presidente Obama. Bene ha fatto l’esponente della destra americana, una lezione che purtroppo il centrodestra italiano sembra non aver compreso o peggio ancora attua una schizofrenia politica che sta mettendo sempre più in difficoltà la tenuta elettorale e l’immagine del Pdl nell’opinione pubblica, anche tra gli stessi simpatizzanti.Il Pdlrestaoggi inParlamento il maggior gruppo, con uomini di esperienza governativa e politica, in affanno, che rimane da un lato in dife-

sa su tutto e di contro in attacco su questioni “irritanti”come gli inopportuni emendamenti salvaRuby presentatie giustamente rigettati e criticati dal ministro Severino. Una capacità del Pdl nazionale di farsi del male da solo, non guardando in faccia la realtà e non comprendendo quello che il paese reale chiede: una politica che faccia uscire dalla crisi e un miglioramento della condizioni economiche e sociali. Invece si continua a ripetere gli errori del passato. Errori che possono risultare fatali e che direttamente danneggiano anche chi nei territori lavora ogni giorno con passione e sacrificio e con senso etico dell’attività politica. La lezione di Romney andrebbe attuata immediatamente dal gruppo dirigente nazionale del centrodestra, senza

indugi, senza tentennamenti perché le idee e le proposte ci sono, la visione della società e del futuro del paese la si ha. Invece di pensare ai processi milanesi, è opportuno che si dedicano a fare emergere le contraddizioni del centrosinistra perché anche lì esiste una questione morale che viene abilmente sviata. E il Pdlnazionale presta il fianco, giocando in difesa mentre sono evidenti le difficoltà politiche sia interne al Pd stesso dove l’oligarchia tenta di stroncare ogni possibilità di rinnovamento. E ancor più sono nebulose le proposte di un centrosinistra che non ha ne ideee ne una realeprospettiva di governoper l’Italia.Losinota daicontinui distinguo anche sulla stessa legge elettorale, dove l’interesse primario è solo autotutelare l’oligarchia e

non voler dare la scelta all’elettore. Cosi per le questioni etiche, per le proposte economiche, per lo stato sociale. Il Pd principalmente ma poi ogni pezzetto di centrosinistra apre ampie autostrade di confusione e dichiarazioni ambigue, fumose: segnale preciso che nonhannopolitica. MentreilPdltace, un comportamento direi surreale e impolitico, che presta il fianco e amplifica tutte quelle voci demagogiche e anti-sistema che ora hanno più appeal nell’opinione pubblica. Che Roma prenda esempio dalla politica americana e prenda esempio anche dai quei tesserati e militanti che in ogni paesello italiano fanno politica, anche senza avere a disposizione le casse di batman. Gianni Rosa


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Potenza Venerdì 5 ottobre 2012

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Dal sindaco e De Filippo impegni precisi per realizzare il progetto verde in area Cip Zoo

Un parco da 12 mila firme

«Non andiamo con il cappello in mano, questa è volontà popolare. Partecipata» Il risultato, va da sè, è «straordinario». E forse neanche se lo aspettavano all’inizio, quando tutto è cominciato un po’per caso. Ma adesso l’idea del parco della città al posto dell’ex suinicola, nell’area ex Cip Zoo, viene sostenuta da più di 11.000 cittadini: 11.713 le firme raccolte per la precisione. «E non sono neanche tutte. Ancora arrivano moduli non consegnati per tempo». Ne sono arrivati persino ieri mattina, durante la conferenza stampa convocata dal comitato promotore del parco. Le altre firme - quelle quasi 12mila firme raccolte - sono state consegnate al sindaco Santarsiero e al governatore Vito De Filippo. «Perché ora - fanno sapere dal comitato - comincia la seconda fase. In questi fogli è raccolta una chiara volontà popolare. Ora spingeremo perché la politica le dia seguito». Il punto è tutto lì, nella forza dell’iniziativa: si misura esattamente in quella cifra. «Noi non andremo a perorare una causa con il cappello in mano - spiega Pierfrancesco Barba - Qui stiamo parlando di un progetto che ha raccolto una mobilitazione senza precedenti». Sono andati dalle istituzioni con un bagaglio importante: la consapevolezza di un consenso costruito su un percorso di partecipazione dal basso. Tutto è nato qualche mese fa. I progettisti dello studio Wop (architetti, ingegneri e paesaggisti) hanno avviato una ricerca sull’area: il progetto di quel parco, con pochissimo costruito e impatto praticamente nullo, è nato così, con il rigore dello studio scientifico, ma senza pretesa di realizzazione. Quando alcuni cittadini ne hanno visto i contenuti, in pochissimo tempo l’idea ha cominciato a diffon-

Una immagine del progetto del parco al posto dell’ex Cip Zoo

dersi. Prima tra pochi gruppi di persone, poi tra le associazioni, infine condivisa in incontri e assemblee pubbliche, organizzate in tutta la città da un comitato nato in modo spontaneo. Il progetto del parco si estende su un’area vasta quasi 9 ettari e - secondo i calcoli dello studio Wop - costerebbe circa 7 milioni di euro, bonifica compresa. Ora, tenendo conto che l’operazione è già in corso (terminerà da programmi regionali nel 2013), la spesa per realizzare il parco potrebbe persino diminuire. «Per adesso abbiamo avuto degli impegni precisi», ricorda Antonio Nicastro, uno degli animatori del comitato. Il sindaco si è impegnato a mettere il progetto del parco (lo studio Wop lo ha praticamente regalato alla collettività) a base della gara che dovrebbe bandire per rea-

lizzare l’area pubblica. De Filippo, invece, si è impegnato a mettere in atto le procedure burocratiche e amministrative necessarie per arrivare almeno a pensarla quella gara. La proprietàdel suolodell’ex suinicola, per ora, è della Regione; la potestà pianificatoria è, invece, del Consorzio industriale. Da tempo è in atto un accordo per cui l’Asi dovrebbe cedereal Comunela titolarità delle aree in zona industriale, quelle nate quando i capannoni sorgevano in periferia e che ora, invece, hanno una chiara vocazione commerciale. «Il ritardo del passaggio è evidente» ed è passo fondamentale per andare avanti. Perché nel frattempo la Regione dovrebbe modificare la legge regionale sull'Urbanistica per assegnare al Comune il diritto di pianificare in

quelle zone. Poi spetterebbe al Comune riaprire il capitolo regolamento urbanistico che non ha potuto occuparsi dell’area Asi: a questo punto il Municipio dovrebbe programmare in quelle aree, stabilire volumi, destinazioni, approcci. «Molto dipende dalla volontà politica, pur sapendo che serve tempo. La consegna del suolo da parte della Regione - spiega Gianpiero D’Ecclesiis-sarebbe ungestoforte. L’ente pubblico cederebbe un suolo il cui valore è virtualmente oggi in bilancio) di circa 20 milioni di euro, in una zona appetibile. Nel farlo, direbbe ai cittadini: ecco, metto a disposizione della comunità un suolo vasto, per farne uno spazio di svago, di vita sociale, sottraendolo alla cementificazione». E magari per dare alla città un te-

soro verde (il progetto prevede pochissima volumetria, solo quella dei servizi igienici e della reception, con un laghetto, campetti di basket, piste ciclabili). Soprattutto adatto ai disabili, alle persone svantaggiate». Basta ascoltare tutto il pratico di Alba Montagnuolo per rivivere l’inadeguatezza di Potenza per chi è in carrozzina, cammina con difficoltà o è accompagnatore di un disabile. La mobilitazione del comitato (e delle decine di cittadini - fa notare Simona Brancati, altra presenza importante del gruppo - che stanno lavorando, tutti da volontari, al progetto) va avanti. «Stiamo studiando anche soluzioni normative e economiche da poter suggerire, perché la pubblica amministrazione non abbia alibi da accampare». Un po’ di iniziativa la chiedono anche ai privati, magari agli artigiani, ai commercianti, agli imprenditori che vivono e lavorano nell’area compresa tra l’ex cip Zoo, il parco del Basento, Rossellino. «La zona accrescerebbe il proprio valore. I privati sarebbero i primi ad averne ritorno. Spetta anche a loro impegnarsi per dare ora un contributo a un sogno della città». Né si accampino scuse sulla futura e costosa manutenzione, vista l’estensione prevista per il parco. «Realizzando il giardino in movimento ai piedi del ponte Musmeci abbiamo dimostrato - ricorda Gerardo Sassano del Wop - che se fatta in maniera corretta, rispettando l’ambiente naturale e il ciclo delle piante, costa poco in termini di risorse e tempo». Il senso dell'intera vicenda, allora, da qualunque parta la si affronti, è sempre lo stesso. Quel parco, basta volerlo. Sara Lorusso


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18 Primo piano NEL PROGETTO INIZIALE

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Riqualificazione nel capoluogo

Via la vasca e niente dislivello IL progetto che era stato immaginato dal team guidato da Gae Aulenti prevedeva una vasca sul lato della piazza che si affaccia sulla Prefettura. Era stato proprio quello uno dei punti più criticati dalla cittadinanza. Ma non è l’unico ad essere stato eliminato. E’ venuta meno anche l’idea di di eliminare la pendenza di piazza Mario Pagano: il dislivello sarebbe stato colmato attraverso una gradinata - situata al centro della vasca - che avrebbe fatto da ingresso su quel lato.

LE PROTESTE PER LE MODIFICHE

LA PIAZZA

Cosa resta Dal disegno di Gae Aulenti alle A pochi giorni dalla consegna di SARA LORUSSO

POTENZA - «Mi piace la nuova piazza Prefettura? Sinceramente non lo so, mi appartiene troppo per essere obiettiva. Se mai fra 5 anni mi piacerà tantissimo e rimarrà sempre e comunque, il salotto buono della città». La cosa divertente, poi, sarà aggiornarsi tra un po’. «Se mai ne riparliamo al prossimo restauro: e allora sarà divertente rileggere le parole di tutti noi». Quelle di Antonella Pellettieri, ricercatrice, storica, potentina, e quelle di tanti altri. Si sono sommate, sovrapposte, mescolate, rinfacciate. In questi giorni, a Potenza, non si parla di altro: della piazza. Lo si fa nelle piazze private e pubbliche di città - in strada, nei bar, a casa - e in quelle connesse attraverso social network in Rete. E’ soprattutto su Facebook che i potentini stanno sviluppando il dibat-

«Ne riparliamo al prossimo restauro sarà divertente rileggerci» Le assemblee e l’avvio delle modifiche TRE anni fa ci è voluto poco (anche allora) perché la mobilitazione prendesse piede. E ci furono provocazioni, volantini, dibattiti (fu rispolverata persino il progetto di un parcheggio sotterraneo). Insomma, «tutto ma non questa riqualificazione», era un ritornello diffuso. Il faccia a faccia tra l’amministrazione e la popolazione durò diverse ore in un teatro Due Torri gremito. Partirono da lì i cambiamenti al progetto. Ma i pali - presenti in quello originario - in quelle giornate di contestazione, non furono messi così in discussione.

tito - su più tempi - che consegna un giudizio sulla nuova piazza Mario Pagano. Piazza Prefettura - qui per tutti piazza Polmonite - è stata riqualificata. Il 13 ottobre sarà aperta al pubblico, ma già da qualche giorno si mostra per quello che è. Nuova pavimentazione (lastre chiare al posto dei vecchi sanpietrini, recuperati a loro volta lungo il perimetro), panchine e alberi (coma era una ventina di anni fa), pali d'acciaio a cui sono agganciati led che fanno una bella luce e consumano poca energia. Ma sono alti, si notano, troppo secondo alcuni: da lì è partito il dibattito. Quella che tra qualche giorno sarà riconsegnata ai cittadini è «una piazza che spiazza», per dirla con le parole di Mary Zirpoli. «Una piazza stravolta, contorta, rubata alla comunità». Una delle principali linee di critica si basa proprio sulla sensazione di uno scarso coinvolgimento della comunità nel percorso di riqualificazione. «Il bando di gara presentato dal Comune doveva essere il risultato di una discussione (se necessario anche decennale) con i cittadini», fa eco Antonio Roccanova. A poco servono i richiami dell’amministrazione sulle assemblee di quando, tre anni fa, il progetto ori-


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Primo piano 19

Venerdì 5 ottobre 2012

Il dibattito a pochi giorni dalla consegna (il 13 ottobre) I pali dell’illuminazione, le panchine, gli alberi. Sarà funzionale?

DI POTENZA

del progetto

riunioni per modificarlo. Con ritorno di polemica quel che resta della storia. Ma l’identità era a largo Sedile ginario fu criticato tanto, da costringere Palazzo di città a una rimodulazione importante. Il progetto - firmato da un architetto di fama internazionale come Gae Aulenti, che ha in Antonio Maroscia la guida del team locale - prevedeva una vasca, il superamento del dislivello della pavimentazione con tanto di scalinata e i pali dell'illuminazione. C’erano già, ma forse non era chiaro quanto sarebbero stati alti: all’epoca la mobilitazione non si concentrò su questo dettaglio. Ma il punto di vista non è univoco. Era stato un blogger locale (conoscitore delle dinamiche sociali) come Giuseppe Melillo a tracciare un orizzonte diverso. «A me la nuova piazza piace. Mi piace perchè la storia non è ferma e immobile come un acquario. La storia è un torrente, fiume, sempre in movimento, docile o violenta ma mai ferma». Come a Parigi con la torre Eiffel o Londra con la ruota. «Le identità non si studiano a tavolino ma si creano vivendo i luoghi e segnando gli spazi, condividendo le esperienze dentro questi spazi e luoghi - ha scritto - La piazza mi piace perchè ora è una piazza. La storia ci aveva consegnato uno slargo». Le parole di Melillo hanno aperto un fronte duro di replica e contro re-

Basilicata Mezzogiorno

plica. «La storia le città la hanno costruita nel tempo, ma non a danno della storia passata», dice Alessandro Galella, militante del Pdl e presidente dell’associazione Portatori del Santo. Non avrebbe avuto da ridire se una simile piazza fosse stata realizzata in periferia. Ma in centro? «A Potenza ne abbiamo avuti fin troppi di genialoidi che hanno demolito i pochi pezzi di storia sopravvissuti a terremoti, guerre, bombardamenti e amministratori scellerati». Il dibattito prosegue e si porta dietro anche un fronteggiarsi politico, è normale. Ma le parole di Melillo fermano un punto molto importante: è vero, piazza Prefettura è la piazza principale della città. Lo è diventata presto, «ha saputo» farsi eleggere piazza principale, per dirla con Pellettieri. Ma non è la piazza dell’identità. La storia della città si costruisce qualche metro più in là, in piazza del Sedile (oggi piazza Matteotti). Lì il Municipio, la ribellione, la repressione, la festa, l’albero della Libertà, le case e la cattedrale. Piazza Mario Pagano è, però, la piazza che viene riconosciuta alla vita sociale, che si affaccia sullo “struscio” di via Pretoria. Che ospita le manifestazioni, i mercatini di Nata-

le, il pranzo dei Portatori del Santo, la processione religiosa, i comizi elettorali. Eccolo, allora, uno degli snodi del dibattito. Che cosa diventerà adesso? Come potrà ospitare manifestazioni collettive? Il passeggio, fino a questo momento, piazza Prefettura non lo ha mai ospitato: ci si girava attorno. Ora, forse, potrà almeno ospitare capannelli, dotata come sarà di panchine e di alberi (questi sì che c’erano in passato). Potrà ospitare stand (il pavimento è dotato di mattonelle mobili per il montaggio non invasivo). Sarà una piazza funzionale? Ecco, questo la città lo scoprirà vivendola. E ne riparlerà, magari, tra qualche anno. Sara Lorusso

«Le identità non si studiano a tavolino ma si creano nei luoghi»

(l efoto storiche di piazza Mario Pagano a destra sono state pubblicate dall’account “Potenza Storica” su Facebook; a centro pagina, la foto di Mattiacci)

Amarcord della piazza


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MATERA CITTÀ I XI

Venerdì 5 ottobre 2012

VANDALI IN AGGUATO

UNA ZONA SALUBRE DAL PUNTO DI VISTA CLIMATICO

Un sito invidiabile, è ricco di beni ambientali e storici

CHI GESTIRÀ QUANTO RECUPERATO?

CASINO PADULA Un particolare della rete di recinzione che si trova all’ingresso della struttura rurale. I soliti forse ignoti si stanno già attrezzando per fare visita, a modo loro, ai locali già recuperati e ora chiusi .

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Nel Casino Padula un centro di quartiere annunciato dal 2004 PASQUALE DORIA l La conclusione dei lavori era prevista il 12 gennaio scorso. L’anno non è ancora trascorso, ma l’annuncio ufficiale dell’iniziativa da parte dell’Amministrazione comunale risale all’inizio di novembre del 2004. Si tratta di uno dei fiori all’occhiello dei Progetti integrati di sviluppo urbano, Pisu. Con comprensibile soddisfazione, fu illustrata la progettazione definitiva ed esecutiva, la costruzione e gestione tecnica, economica e funzionale. Agna avrebbe avuto presto il suo Centro polifunzionale di quartiere, da avviare nella ex masseria Casino Padula. Ricco l’elenco di opere previste, a partire dalla ristrutturazione e dall’ampliamento della struttura rurale. Accanto a questa presenza intimamente legata al paesaggio agrario locale, fu annunciata la costruzione di una palestra polivalente, alcuni campetti sportivi e relativi servizi, la costruzione dei

parcheggi e l’adeguamento della viabilità intorno al sito, la sistemazione di percorsi pedonali e della recinzione dell’intera area. Non è tutto. Era prevista anche la valorizzazione a verde del Parco degli ulivi, la realizzazione di un laghetto, l’illuminazione esterna, l’impianto d’irrigazione, oltre alle pavimentazioni e all’arredo urbano dell’intero centro. I fondi c’erano. L’importo complessivo dell’investimento ammontava a oltre 5 milioni di euro e, a partire dalla data della stipula della convenzione, si disse che lavori avrebbero dovuto essere ultimati entro 24 mesi, il 15 giugno 2007. Voltiamo pagina. Il 14 gennaio del 2011 nuovo annuncio dell’Amministrazione comunale. Sono stati consegnati i lavori di riqualificazione del Casino Padula, nel rione Agna. L’investimento complessivo non è più quello del 2004. È ridotto a 1 milione e 700 mila euro. I fondi sono gli stessi, Pisu. Neppure la destinazione d’uso è

CASINO PADULA Uno degli ingressi laterali della struttura rurale e uno dei campetti in erba sintetica già realizzati alle spalle della ex masseria .

mutata. Spesa confermata per il Centro di quartiere polifunzionale. All’interno dell’immobile, una masseria sorta all’inizio del secolo scorso nel rione Agna e poi passata nella disponibilità del Comune a seguito degli espropri previsti dal piano di edilizia economica e popolare di Agna Le Piane - decisione, per come è maturata, di cui si potrebbe parlare a lungo oggi, sono previsti spazi per una biblioteca e per iniziative di socializzazione. La struttura conta una superficie di circa 800 metri quadrati, divisi su due piani. Nel parco esterno, di svariate migliaia metri di superficie, è prevista la realizzazione di un campo di pallacanestro e uno di calcetto con annessi spogliatoi. Bisogna ricordare, inoltre, che i lavori subirono un deciso rallentamento a seguito del fallimento dell’azienda che aveva vinto la prima gara di appalto per la riqualificazione dell’immobile. Fu quindi necessario rescindere il

l La zona è ricca di presenze naturali e culturali. Caratterizzano la fetta di territorio compresa tra le residenze di via Cappuccine e quelle più estreme di Agna Le Piane. Suggestivo il colpo d’occhio che segue il confine nord-est dell’abitato, segnato dalla profonda incisione calcarenitica della Gravina. Siamo già dentro il Parco regionale della Murgia. Insomma, i residenti, possono contare su questo paesaggio spettacolare e, se solo voltano lo sguardo dalla parte opposta, sulla verde fossa Bradanica, colorata l centro da una macchia intensa di azzurro, il Lago di San Giuliano. Una posizione invidiabile e tra le più salubri dal punto di vista climatico di Matera. Non è tutto, perchè questo patrimonio naturale è arricchito dal complesso rupestre della Madonna dell’Abbondanza, all’ingresso del quartiere Cappuccini, dalla chiesa dei Cappuccini Nuova, dalla Madonna dell’Arena, ad Agna. Lungo il torrente Gra-

VICINI ALLA GRAVINA Uno scorcio del complesso rupestre di S. Nicola all’Ofra

vina, dalla chiesa della Madonna dell’Arena, dalla Cripta del Cristo Docente, dai complessi rupestri di San Nicola all’Ofra e di Lamacacchiola, oltre all’intricato sistema di grotte che danno vita al sito archeologico carsico della più famosa Grotta dei Pipistrelli. Il tutto è punteggiato da diversi Casini di campagna. Snelle residenze estive realizzate dalla bor[p.d.] ghesia rampante del secolo scorso.

le altre notizie STATO SOCIALE

Lavoro, l’ex ministro Damiano in città

COLPO D’OCCHIO Come appare il casino Padula da via del Leone

INGRESSO PRINCIPALE Il cancello in ferro battuto via dei Pesci contratto e procedere allo scorrimento della graduatoria per andare avanti con il cantiere, che avrebbe dovuto chiudere lo scorso 12 gennaio. Nodi tecnici che, però così fu detto - avrebbero dovuto essere sciolti unitamente alla pre-

disposizione di un bando di gara per la gestione del centro polifunzionale. C’era la consapevolezza del bando. Ma, ora, il bando c’è? Errore frequente: consegnare su un piatto d’argento prede così indifese ai vandali di turno.

IL CANTIERE IERI MATTINA NON C’ERA NESSUN OPERAIO DENTRO

I lavori sembrano vicini alla loro conclusione l Da una parte la rete di recinzione appare già manomessa. All’ingresso del Casino Padula, in via dei Pesci, il cancello in ferro battuto non sembra aver scoraggiato i soliti curiosi: magari fossero solo ficcanaso. Il cantiere ieri mattina era chiuso. Non c’era anima viva dentro. Ad ogni modo, i residenti dicono che fino all’altro giorno c’era gente che lavorava. Hanno dipinto di un bel verde oscuro le pareti degli spogliatoi e piazzato ovunque telecamere da attivare quando e se verrà avviato un sistema di sorveglianza a circuito chiuso. Insomma, non sono propriamente i lavori preannunciati alla vigilia del primo appalto, ma se non si è arrivati alla conclusione delle opere poco ci manca. Sono stai realizzati due campetti in erba sintetica e l’impianto di illuminazione; anche quello per la luce notturna appare completato. La sistemazione a verde intorno alla struttura rurale è ancora da venire. Non c’è più traccia neppure del laghetto e del parco degli ulivi annoverato nelle opere previste nel progetto originario, quello del bando del 2004. All’interno della ex masseria non è possibile

entrare. Ma le pareti esterne indicano un’avanzamento dei lavori prossimo alla sua naturale conclusione. I residenti del vicinato, che hanno avuto la fortuna di lanciare una sbirciatina all’interno, dicono che i locali sono ampi e luminosi, comunque vuoti. Secondo le intenzioni di chi aveva pensato alla realizzazione di un Centro polifunzionale di quartiere, a servizio dei circa ottomila residenti tra Cappuccini ed Agna, gli interni avrebbero dovuto essere consegnati già arredati e, tra l’altro, dotati di una biblioteca interna. Il cartello issato all’ingresso della struttura rurale indica una spesa di circa 1 milione e 500 mila euro. Si era partiti con 5 milioni e c’è chi giura che non si è andati oltre 800 mila euro. C’è sempre tempo per fare i conti. A questo punto, però, due aspetti andrebbero chiariti, soprattutto per il rispetto dovuto ai residenti. Si completeranno i lavori? E prima di ultimarli non è forse il caso di definire un bando di gestione, così da non abbandonare tutto nelle mani dei soliti «sfa[p.d.] sciatutto» a tempo pieno?

n L’on. Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente dell’associazione Lavoro & Welfare, parteciperà ad una tavola rotonda sul tema “Superare la crisi: più sviluppo, più lavoro di qualità” in programma oggi, alle 16, nella sala convegni della Camera di commercio. Dopo il saluto di Angelo Tortorelli, presidente dell’ente camerale, introdurrà i lavori la senatrice Maria Antezza, responsabile “Lavoro&Welfare” Basilicata, a cui seguirà l’intervento del presidente della Regione, Vito De Filippo. All’incontro, moderato dal giornalista Pasquale Doria, prenderanno parte rappresentanti del mondo del lavoro e delle forze sociali. Una sede dell’associazione Lavoro & Welfare sarà inaugurata a Montescaglioso, alle 20, in piazza Roma. INIZIATIVA ASM IN OSPEDALE

Diabete mellito e percorsi diagnostici

n Si parlerà di “Percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali del diabete mellito tra ospedale e territorio” in una due giorni, in programma a Matera, dalle 8.30 di oggi, nell’auditorium Moscati dell’ospedale Madonna delle Grazie. L’iniziativa, organizzata dalla Azienda sanitaria Matera con referente scientifico Angelo Raffaele Venezia, diabetologo, farà il punto su questa malattia e su come viene curata in ospedale e sul territorio. Concluderà la due giorni l’assessore regionale alla Sanità, Attilio [fi.me.] Martorano. AGRONOMI E FORESTALI

Corso di formazione sui rifiuti in agricoltura n Inizia oggi alle 18, nella sede dell’Università di Basilicata in via Annibale Maria di Francia, il corso di formazione “Rifiuti in agricoltura” organizzato dall’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Dopo la presentazione del corso da parte del presidente dell’Ordine, Carmine Cocca, e i saluti del coordinatore del corso, Bartolomeo Tota, seguirà la relazione del professor Gabriele Giordano, chimico specializzato sui rifiuti.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.10.2012

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VIII I POTENZA E PROVINCIA

Basilicata Mezzogiorno Venerdì 5 ottobre 2012

 VIGGIANO I DIECI CANDIDATI CHE HANNO PARTECIPATO AL CORSO SARANNO CONTATTATI INDIVIDUALMENTE OGGI DALL’ AVA SPA CHE COMUNICHERÀ LORO L’ESITO DELLA PROVA

Petrolio, arriva il lavoro per cinque tecnici fanghisti formati in Basilicata

I neo assunti saranno impegnati in vari giacimenti LUIGIA IERACE l VIGGIANO. Si aprono le porte del lavoro per i primi cinque tecnici fanghisti formati in Basilicata. I dieci candidati che hanno partecipato al corso saranno contattati individualmente, oggi dalla società Ava spa di Roma, che comunicherà loro l’esito della prova. Per cinque di loro questo significherà l’assunzione e l’avvio di un’attività molto richiesta nel settore petrolifero. Per gli altri la consegna di un attestato di partecipazione che consentirà loro di mettersi in gioco con un titolo e una professionalità spendibile in Italia e all’estero. Per un anno i neo assunti ruoteranno sui diversi giacimenti petroliferi, in base alle richieste del mercato, spaziando dalla Basilicata ad altri siti produttivi italiani ed esteri in un settore, quello estrattivo, caratterizzato da forte mobilità, con un alternanza di 15

giorni di lavoro, proprio per le caratteristiche di quest’attività. La selezione dei nuovi assunti avviene al termine di corso di formazione per Tecnici Fanghisti Junior, finalizzato proprio all’assunzione di cinque dei candidati e promosso dalla società Ava azienda leader nel settore dei fluidi di perforazione, in collaborazione con Assoil School, la scuola nata a Viggiano, su iniziativa del Settore Beni e Servizi di Assomineraria e di 16 Imprese sue associate. È il primo centro di alta formazione che sorge su una delle sponde del Mediterraneo, in Basilicata, nell’area industriale potentina la cui mission è quella di qualificare risorse umane con avanzate competenze per le imprese service dell’upstream on shore e off shore locale, nazionale ed internazionale. Il bando di selezione del corso, diffuso quest’estate attraverso i canali delle Università e dei Centri per l’Impiego locali, e conclusosi due settimane fa, ha richiamato

LABORATORIO Nella foto tecnici fanghisti al lavoro più di settanta candidature, tra cui sono stati selezionati dieci tra giovani laureati e laureate, e diplomati della Val D’Agri. Alla prima settimana di aula presso l’Assoil School di Viggiano, è seguita quella teorico-pratica presso il Laboratorio Ava di Roma. Sotto la guida dei docenti, i giovani candidati hanno svolte le prove di laboratorio tipiche e specifiche del ramo di attività di Ava. La fase formativa si è poi conclusa con un test finale, per valutare l’apprendimento dei partecipanti. Durante il corso, i partecipanti sono stati coinvolti in un assessment di selezione, tra esercitazioni psico attitudinali di gruppo ed individuali, avendo così l’opportunità di sperimentare uno strumento di crescente utilizzo da parte delle aziende, sempre più attente nella scelta delle loro risorse. E oggi per la metà dei partecipanti l’ingresso nel mondo del lavoro.

 POTENZA LA SITUAZIONE DEI PENITENZIARI LUCANI DENUNCIATA DALL’OSAPP. PER IL SINDACATO «MANCANO UOMINI E MEZZI»

Carceri, «200 posti carenti in organico» Alla Polizia penitenziaria di Melfi non corrisposte le ore di straordinario degli ultimi 3 mesi

l Sono circa 200, secondo l’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria), i posti ancora da coprire nelle carceri lucane, a cui si aggiungeranno altri 50 pensionamenti di agenti entro la fine dell’anno: a questo si collega anche un «sovraffollamento delle strutture» con 500 detenuti rispetto a 400 posti disponibili. L’ Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria (Osapp) ha invitato l’ amministrazione regionale penitenziaria a chiarire urgentemente le cause che hanno determinato l’inspiegabile ed ingiustificabile mancata corresponsione delle ore di straordinario effettuate dalla Polizia penitenziaria di Melfi negli ultimi tre mesi, nonostante siano state obbligate per attività operative e detentive. Non solo. L’ Osapp segnala ai vertici del Dipartimento la «grave carenza di polizia penitenziaria nella regione Basilicata stimata in 200 unità da dividere per le carceri di Melfi, Matera e Potenza per vuoti dovuti ai recenti pensionamenti e riforme delle Commissioni mediche Ospedaliere oltre ad un vuoti nei ruoli della polizia penitenziaria di sovrintendenti ed Ispettori per le stesse motivazioni». Per la fine di quest’anno la previsione del sindacato è di ulteriori cinquanta unità in pensione per effetto della riforma Fornero che alimenterebbe preoccupazioni future per chi ha già conquistato diritti maturati dalla legge popi lasciati incerti. L’Osapp ha di recente nuovamente denunciato al capo del dipartimento per la mancata attribuzione dell’indennità armata spettante alle forze di polizia tra cui la polizia penitenziaria impiegata operativamente nei servizi di vigilanza e di controllo territorio ed edifici penitenziari che da due anni non sarebbe più attribuita nella sua interezza a tutte le unità indistintamente presenti presso il Prap penitenziario di Potenza. L’Osapp «non esclude, in assenza di concrete motivazioni e ri-

sposte, una assemblea generale di tutti i quadri dirigenziali sindacali delle strutture penitenziarie adulti e minori della regione Basilicata, lavori che saranno presieduti dal vicegenerale nazionale Osapp Mimmo Mastrulli. Infine «per le condizioni di vita nei penitenziari a causa del sovraffollamento detentivo e per le pessime condizioni di igiene e sicurezza il sindacato scriverà al ministro Guardasigilli ed al capo vicario del dipartimento Simonetta Matone sensibilizzandoli sulle accennate disfunzioni».

CARCERE LUCANO L’ingresso del luogo di detenzione di Melfi

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 LAGONEGRO VIABILITÀ  BRIENZA FANELLI CHIEDE UN INCONTRO COL SINDACO Lavori sull’«A3» Scuola, «un progetto individuale domani chiude tratto per accompagnare il bambino» di carreggiata nord Lo scuolabus non raggiunge l’abitazione del piccolo

l Ancora lavori sull’A3 e inevitabili disagi agli automobilisti in transito. Dalle ore 8.30 alle ore 13 di domani sabato 6 ottobre, sarà chiusa al traffico la carreggiata nord dell’autostrada «A3» Salerno-Reggio Calabria nel tratto compreso tra gli svincoli di Padula e Lagonegro nord . Lo ha reso noto l’Anas specificando che «il provvedimento si rende necessario per ripristinare le due corsie per senso di marcia tra i km 111,200 e 112,300, a seguito dell’ultimazione dei lavori eseguiti negli ultimi giorni agli imbocchi della galleria Scargilelle».

l La Consigliera Regionale di Parità, Maria Anna Fanelli, ha chiesto al sindaco di Brienza, Pasquale Scelzo, di essere ricevuta per discutere in merito alla questione sollevata dalla signora Rosanna Di Muro che lamenta la «negazione di un diritto» in relazione alla difficoltà di dover partire, ogni mattina, da contrada «Monte» per accompagnare il figlio all’istituto scolastico di Brienza, in quanto lo scuolabus non raggiunge sua abitazione poiché «il tratto viario di competenza comunale è stato privato della manutenzione opportuna». «La signora Di Muro – evidenzia la Consigliera Fanelli – riconosce in tale disservizio una discriminazione in quanto il servizio di scuolabus non garantisce il trasporto scolastico rurale solo al suo bambino di tre anni. Tutto ciò, peraltro, pur avendo effettuato «il pagamento senza poter minimamente usufruire dello scuolabus». Lamenta inoltre, che l’unica alternativa propostale è stata quella di «accompagnare» suo figlio «a circa un chilometro da casa per poi farlo salire sulla scuolabus». «Spiace la vicenda

vissuta dalla signora Rosanna Di Muro – scrive la consigliera al primo cittadino di Brienza - per cui sono sicura che Lei, quale motore propulsivo della sua comunità locale, sulla base dei bisogni e delle necessità espresse da questa giovane mamma vorrà individuare le buone prassi per rimuovere gli ostacoli che, peraltro, non consentono alla signora Di Muro, dall’inizio del nuovo anno scolastico, di accudire quotidianamente il fratello disabile sulla sedia a rotelle e i suoi tre nonni. Infatti la stessa si trova costretta a dedicare l’intera mattinata nel percorso da contrada Monte a Brienza, percorso che deve affrontare” per ben quattro volte, per cui per come lei stessa evidenzia, rientra a casa alle tredici». «Pertanto sarebbe auspicabile la definizione di predisporre, a cura dei competenti servizi sociali comunali, un progetto individuale contenente sia gli interventi socio-assistenziali per le persone non autosufficienti della famiglia (almeno negli orari di apertura e chiusura della scuola del bambino) che le prestazioni da attivare, anche con l’ausilio del volontariato».

VAL D’AGRI L’OPINIONE DI GENOVESI (CGIL)

Contratto di sito per tutelare salute ambiente, sviluppo l Oggi si sottoscrive il Contratto di settore (o di sito) in Val d’Agri. Per il segretario regionale della Cgil lucana, Alessandro Genovesi, «rappresenta un'importante vittoria del sindacato e di tutti quei cittadini e istituzioni che hanno sostenuto la nostra battaglia per rivendicare tutela dell'ambiente e della salute, creazione di nuova occupazione, difesa dei posti di lavoro nei cambi di appalto». «Soprattutto - aggiunge Genovesi - può rappresentare un tentativo organico di condizionare positivamente una grande azienda come l'Eni affinché sia protagonista di uno sviluppo di qualità dei nostri sistemi imprenditoriali, garantendo una buona e duratura occupazione». Un percorso che, sottolinea il dirigente della Cgil, ha trovato nella Regione un soggetto importante: «ha sempre sostenuto le nostre ragioni (e per tanto dovrà, due volte di più, mantenere gli impegni che si è presa e nei tempi stabiliti dall'intesa stessa)». Genovesi sottolinea un’esigenza da «porre all'attenzione di tutti» perché si apra adesso «un percorso analogo a quello fatto con la Total/Shell, coinvolgendo da subito le comunità locali, informandole correttamente, garantendo ancora ulteriori tutele in termini di salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza e soprattutto chiedendo alla multinazionale inglese, da subito, anche un'altra cosa: degli oltre 1,5 miliardi di euro destinati ad investimenti in Basilicata una buona parte di questi devono andare ad aziende e lavoratori del posto». «Un po' - ricorda il dirigente sindacale come si fece per l'arrivo della Fiat a Melfi, quando si ottenne che quasi l'80% dei lavoratori da assumere fossero lucani. Magari con l'ambizione che Total porti in Basilicata anche ricerca, innovazione, lavorazioni di qualità per far crescere valore aggiunto e capacità di stare sui mercati nazionali ed internazionali». «Agli amici di Confindustria e delle altre associazioni datoriali e alla Regione Basilicata - aggiunge Genovesi - chiediamo infatti di “imparare” dagli errori fatti. Oggi che tutti insieme proviamo a cambiare pagina. Coinvolgiamo di più, in una discussione libera e partecipata, i cittadini e lavoratori di Tempa Rossa e dei comuni circostanti, costruiamo – come la Cgil ha fatto, all'inizio un po' in solitudine, a Villa d'Agri – una piattaforma dal basso che, tenendo conto delle specificità, dia il massimo di garanzia e tranquillità a tutti, vincolando la Total ad un piano per il monitoraggio ed il controllo ambientale secondo i massimi standard internazionali; esportando il contratto di sito appena sottoscritto con l'Eni; chiedendogli di vincolare una parte importante dei lavori da fare a vantaggio dei nostri concittadini disoccupati». «Se serve - conclude Genovesi - mettendo a disposizione le competenze e gli strumenti formativi necessari, anche con un piano straordinario della Regione attingendo alle risorse del Fondo Sociale Europeo e – magari – destinando “una quota della quota” a quei tanti operai e impiegati in mobilità da anni, a cui dobbiamo, prima di tutto, fornire un lavoro stabile e di qualità e non un mero (e misero) sussidio».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

POTENZA CITTÀ I V

Venerdì 5 ottobre 2012

VERTENZA TRASPORTI

L’ATTESA PER LA NUOVA PIAZZA PREFETTURA

PARLANO I LAVORATORI LICENZIATI

+9 CANTIERE Sabato 13 ottobre è prevista la consegna della piazza [foto Tony Vece]

COTRAB I lavoratori licenziati [foto Bianchi]

Cotrab, «bus senza nulla osta e autisti trattati come schiavi» La Cisal e il Psc - Partito Comunista chiedono le dimissioni del sindaco GIOVANNA LAGUARDIA l Prosegue la protesta dei 21 lavoratori licenziati dal Cotrab dopo aver chiesto la stabilizzazione del proprio contratto di lavoro. E ieri mattina i protagonisti della vicenda, insieme ai rappresentanti del sindacato Faisa Cisal Dabbene e Colangelo, del Psc-Partirto Comunista Coletta e all’avvocato da cui sono rappresentati nella vertenza contro l’azienda, Capuano, hanno incontrato la stampa per raccontare la propria vicenda. «Questa non è una vertenza come le altre - ha esordito il segretario regionale Cisal Dabbene - perché lo scenario in cui ci si muove è particolare: da dieci anni questi lavoratori sono assunti settimanalmente senza soluzione di continuità. Dunque senza poter fare ferie o malattie. Senza alcun diritto. Poi, quando hanno deciso di denunciare il Cotrab, sono stati licenziati». I ventuno lavoratori, tutti autisti, hanno raccontato storie di continuo disagio, di tante promesse di stabilizzazione mai mantenute

TRASPORTI Un momento della conferenza stampa [foto Bianchi] (qualcuno, nel corso della sua carriera lavorativa, è stato assunto settimanalmente per 325 volte di seguito), di lavoratori costretti a presentarsi in servizio anche ingessati, per non essere licenziati, di mezzi fatiscenti e non in regola. «Gli autobus - è stato spiegato nel corso della

conferenza stampa - non hanno neppure il nulla osta rilasciato dalla Motorizzazione civile, non sono idonei alla larghezza della sede stradale di tutte le principali strade della città». Massiccio, inoltre, il ricorso al lavoro precario. «Nel Cotrab - ha spiegato l’avvocato Capuano - me-

diamente il 57 per cento della forza lavoro è precario: gli assunti in organico sono 67 unità contro un fabbisogno minimo di 105». Ma il Cotrab non è l’unico ad essere «sotto accusa»: i lavoratori, la Cisal e il Psc puntano il dito anche contro l’amministrazione comunale, che si è costituita ad opponendum nella vertenza e chiedono le dimissioni del sindaco Santarsiero. «Questa - ha detto Luciana Coletta è una vicenda di schiavismo all’inter no di una azienda che lavora per la pubblica amministrazione. Da otto anni non sono fatte gare di appalto per affidare il servizio di trasporto pubblico. Dove vanno a finre i soldi dei contribuenti?». «Perchè il sindaco non si è mai reso conto di quello che succedeva?», aggiunge Colangelo della Cisal . Sindacato e lavoratori, intanto, annunciano di voler proseguire la lotta ad oltranza. «L’azienda aveva proposto la riassunzione se avessimo ritirato la denuncia - dicono - ma ormai non c’è più alcuna fiducia. Andremo avanti».

POTENZA AFFRONTATI I PROBLEMI LEGATI AGLI EFFETTI DEL DIMENSIONAMENTO, ALLE MENSE E AI TRASPORTI

l Le diverse componenti della scuola, dirigenti, docenti, genitori, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni comunali si sono incontrate ieri a Potenza nei locali della scuola Sinisgalli per la Consulta della Scuola, organo di cui l’Assessore all’Istruzione, Giuseppe Messina, è Presidente, vice Presidente, la Dirigente Sinisgalli, Giovanna Gallo, presenti il Sindaco della città, Vito Santarsiero, il Presidente della IV commissione consiliare comunale, Pietro Rosa, il neo-Dirigente dell’Ufficio Istruzione, Lapenna. La consulta è stata convocata in forma allargata, con presidenti delle commissioni mensa, dei comitati di quartiere, degli organi collegiali scolastici, delle Associazioni CIDI, Daniela de Scisciolo, e Legamebiente, Paolo Malinconico, che hanno aderito alla Consulta. Si respi-

rava, ieri, un’aria di confronto e di intesa, di partecipazione e libertà, come ha sottolineato la Vice Presidente Gallo, citando Gaber. La Consulta sta dando i suoi frutti di democrazia partecipativa e di confronto sui temi caldi della scuola: effetti del dimensionamento, mense, trasporti e integrazione. Giuseppe Molinari, coordinatore minoranza in consiglio comunale, ha riconosciuto l’impegno dell’Amministrazione nel far partire subito mense e trasporti, ha posto il problema degli edifici scolastici rimasti vuoti, che devono essere riutilizzati opportunamente. Il Presidente del Consiglio di Circolo di Rossellino ha posto il problema dell’utilizzo delle mense rimaste inutilizzate. La Presidente CIDI, de Scisciolo, a sostegno dell’importanza del dimensionamento, sottolineava che ora va costruita la cultura del dimensionamento e della continuità sco-

lastica. L’Assessore Messina ha illustrato il nuovo Regolamento per il funzionamento e la gestione partecipata del servizio di mensa scolastica, che dovrà essere approvato in Consiglio Comunale. Elementi innovativi l’adeguamento della rappresentanza al sistema dei centri cottura, l’inserimento di alunni, a livello di scuola media. «Nessun aumento delle rette per le famiglie - ha detto l’Assessore – abbiamo tenuto conto dell’ISEE, con esenzione fino a 8000mila euro, e del numero di figli. L’uso del disincentivo del trasporto solo ad uso dei bambini nell’ambito dell’Istituto comprensivo di riferimento territoriale, ha portato a 3 nulla osta, ad esempio, nella scuola di Rossellino. Una migliore distribuzione degli alunni garantisce la sopravvivenza delle scuole di periferia». Ampia la discussione, serrato e sereno il confronto, un buon annuncio

POLITICA

Singetta con Renzi oggi lascia l’Api n Si svolgerà oggi, alle 11,nella Sala 3 del Consiglio regionale, a partire dalle ore 11, l’incontro di presentazione delle tappe lucane dell’iniziativa di Matteo Renzi, «Adesso!». A darne notizia il consigliere regionale Alessandro Singetta, che fa sapere di «condividere i propositi e le iniziative di Renzi». Traduzione: lascia l’Api. PROVINCIA

Oggi incontro dei «piccoli Erasmus» n Scuola, sicurezza degli edifici e nuove tecnologie. Ruoterà attorno a questi tre pilastri l’incontro che si terrà oggi nella sala del Consiglio provinciale (piazza Mario Pagano) a partire dalle ore 9.30, del Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza con i 100 studenti delle classi quarte dei Licei che negli scorsi mesi hanno partecipato al progetto «Le Learning weeks - Study tour in Europa (piccoli erasmus)». AGRICOLTURA

Corso per operatore fitosanitario n Il giorno 8 ottobre 2012, presso la sede del Comune di Picerno, alle ore 18.00 prende avvio il corso, della durata di venti ore, durante il quale verranno esaminate le tematiche inerenti il settore dei prodotti fitosanitari: dalla legislazione nazionale di settore all’esame dei rischi associati all’utilizzo degli agrofarmaci; dalla difesa integrata alle attrezzature per l’applicazione dei prodotti.

Consulta della scuola focus su edifici e mense vuoti LORENZA COLICIGNO

le altre notizie

PROVINCIA

Raccolta differenziata i dati sono su Internet della prossima Conferenza della Scuola, in programmazione. Il Sindaco Santarsiero ha rivendicato il ruolo delle politiche scolastiche comunali nella valutazione positiva dello SVIMEZ sul capoluogo. Gallo, a proposito dell’integrazione dei soggetti disabili, ha sollecitato un incontro con il direttore Inglese, per una migliore organizzazione per il prossimo anno, perché il ridotto numero di collaboratori scolastici finisce con lo svilire il ruolo degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.

SCUOLA Ieri si è riunita a Potenza la consulta della scuola in forma allargata

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n Sono on line sul sito dell’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti (www.provincia.potenza.it/provincia) i dati validati riguardanti la raccolta differenziata effettuata dai comuni della Provincia di Potenza per l’anno 2011. Lo rende noto il vicepresidente della Provincia di Potenza Massimo Macchia il quale evidenzia come per l’anno appena trascorso la raccolta differenziata si attesti al 19.83%.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

IV I BASILICATA PRIMO PIANO

CENTRALE MERCURE IL SITO IN MEZZO A DUE FUOCHI

Venerdì 5 ottobre 2012

LO STOP DUE MESI FA A 65 metri d’altezza per chiedere garanzie sul loro futuro occupazionale in seguito al fermo imposto dal Consiglio di Stato

RIFLESSI NEGATIVI La mancata riattivazione della centrale, secondo i lavoratori, determinerebbe gravi conseguenze sull’economia dell’area

Sulla ciminiera per chiedere lavoro La protesta dei lavoratori dell’impianto di Laino Borgo: «Apritelo, non inquina» PINO PERCIANTE l «Non scenderemo fin quando non avremo conferma della riunione fra le Regioni, il Parco e il Ministero». È questa la dichiarazione resa alla Gazzetta da uno dei quattro lavoratori della centrale del Mercure che ieri mattina alle 7, con un gesto disperato, sono saliti sulla ciminiera dell’impianto, a 65 metri di altezza, per chiedere garanzie sul loro futuro occupazionale a seguito del fermo imposto all’incirca due mesi fa dal Consiglio di stato agli ultimi lavori di riconversione a biomasse. La protesta dei lavoratori è alquanto determinata. Infatti, nessuno di loro è disposto a recedere se non prima di aver ottenuto definitive rassicurazioni sulla convocazione del «tavolo» istituzionale. La protesta nasce all’indomani di un incontro avuto con il presidente del Parco Domenico Pappaterra. «Il quadro prospettato non ci ha soddisfatto perché l’impegno assunto di discutere la questione anche con il Ministero e i presidenti delle due Regioni, almeno fino a questo momento, non si è concretizzato - dice uno dei lavoratori sulla ciminiera che la Gazzetta ha contattato telefonicamente –. E i tempi si sono fatti stretti sussistendo il termine del 31 dicembre per l’ottenimento da parte di Enel degli incentivi previsti. Se ciò non accadesse si potrebbero avere gravi conseguenze con il disimpegno dell’Enel che il tal modo rinuncerebbe alla gestione della centrale». A sostegno della protesta sulla ciminiera, gli altri lavoratori

PROTESTA Istantanee scattate ieri davanti alla centrale del Mercure, a Laino Borgo. Nei riquadri i lavoratori intervistati dalla Gazzetta

Carlo Celano

Francesco Ventre

Vincenzo Rizzo

Gino Campana

Salvatore Orlando

Giuseppe Tancredi

LA CONTRO-PROTESTA L’ACCUSA: «L’IMPIANTO NON È ECO-COMPATIBILE»

La storia Undici anni di intoppi

Il fronte del «no» non molla la presa l Sull’altro fronte si registra l’azione contraria delle associazioni ambientaliste, determinate nella richiesta di chiusura della centrale. Anche oggi ribadiscono con forza la loro contrarietà ritenendo che l’impianto sia incompatibile sul piano economico, su quello ambientale e su quello della salute. Oltre alle associazioni, la schiera di contrari alla centrale del Mercure annovera anche alcuni comuni, tra cui Rotonda e Viggianello. Quella della centrale del Mercure è una storia che si trascina ormai da dieci anni. Per gli oppositori, la centrale è situata all’interno di un’area doppiamente protetta a livellonazionale e comunitario (Parco Nazionale del Pollino e Zona di Protezione Speciale – Zps Pollino e Orsomarso). Sempre secondo i contrari, lapotenza elettrica prevista per la centrale del Mercure di 41Mwe ne farebbe uno degli impianti a biomasse più grandi d’Europa. Inoltre labiomassa necessaria ad alimentarlo sarebbe nell’ordine delle 400. 000 - 500.000 tonnellate all’anno da trasportare su strade già orainsufficienti a sostenere il normale traffico veicolare. Infatti, sarebbero circa 150 le corse giornaliere dei tir per trasportare la biomassa. Secondo i contrari le emissioni del traffico dei tir andrebbero ad assommarsi all’impatto inquinante determinato dalla combustione del-

la biomassa e dai vari scarichi della centrale. Il tutto con gravedanno per l’ambiente protetto del Parco del Pollino, la sua biodiversità, le specie vegetali ed animali, tra cui la lontra. Ai rischi per l’ambiente e le specie protette, animali e vegetali,presenti nell’area, vanno aggiunti, a dire sempre dei contrari, quelli per la salute delle popolazioni che sarebbero legati alle emissioni aeree e al loro persistere nella Valle del Mercure, dotata di scarsa ventilazione e caratterizzata, con elevatafrequenza, dal fenomeno atmosferico dell’inversione termica cheprovoca un ulteriore ristagno d’aria e dunque degli inquinanti a livello del suolo. Le Amministrazioni Comunali di Viggianello e Rotonda ribadiscono che “la sentenza del Consiglio di Stato del 1 agosto scorso che ha smantellato definitivamente l’intero impianto autorizzativo relativo alla centrale non solo è una vittoria dei principi di legalità e giustizia che troppo spesso stentano ad affermarsi nei nostri territori, ma è anche una grande affermazione per tutti quelli che tali principi hanno sostenuto e difeso per i lunghi anni di questa emblematica vicenda.

presidiano il piazzale dell’impianto chiedendo a gran voce il lavoro che rischia di essere negato. Fra di loro vi è un diffuso malessere. «Abbiamo famiglia – dice Giuseppe Tancredi – e non sappiamo cosa dare da mangiare ai nostri figli. Infatti, dopo la sentenza del Consiglio di stato non si è mosso più niente. Se non dovesse verificarsi la riattivazione della centrale vi sarebbero gravi conseguenze per l’economia della zona che in questi mesi ha avuto grossi benefici grazie ai lavori di riconversione dell’impianto». I lavoratori insistono sull’inesistenza di danni per l’ambiente che produrrebbe l’entrata in funzione della centrale. Dice, infatti, con foga Franco Converso: «Questa centrale brucia solo legno vergine e sviluppa calore pari a 2000 caminetti. Provocatoriamente ho detto ai miei colleghi: perché non chiediamo la chiusura immediata di tutti i camini di Rotonda e Viggianello? Inquinano molto di più rispetto alla centrale perché noi almeno i fumi li trattiamo». E scatta l’applauso dei suoi colleghi. «Senza dire – aggiunge - che duecento persone sono state mandate a casa dalla sera alla mattina». Sulla stessa lunghezza d’onda ovviamente tutti gli altri lavoratori tra cui Vincenzo Rizzo, Carlo Celano, Francesco Ventre e Martino Cersosimo. Preoccupati i sindacati. Si teme un ulteriore rinvio della conferenza di servizi prevista per il 10 ottobre determinando così altri ritardi e ogni decisione sul futuro dei lavoratori e dell’occupazione della zona.

Le amministrazione di Viggianello e di Rotonda da sempre in prima fila nel tutelare i diritti fondamentali alla salute, alla tutela dell’ambiente, alla eco sostenibilità, all’occupazione seria e concreta, intendono denunciare che questo tipo di protesta assume i contorni della strumentalizzazione, crediamo, concertata con la stessa Enel, che insiste nel voler ripresentare un progetto smontato punto per punto dai giudici e bocciato da tempo dalle [p.per.] popolazioni che si oppongono».

TABELLA I lavori commissionati per la riattivazione dell’impianto con l’impiego di biomasse come combustibile .

Quella della centrale del Mercure è una storia che sembra non avere mai fine. Dal 2001 l’Enel, proprietaria della centrale, una struttura che risale alla metà degli anni ’60, accetta di riconvertire una delle due sezioni dell’impianto, situato tra Basilicata e Calabria, da olio combustibile a biomasse. La prima autorizzazione viene rilasciata dalla Provincia di Cosenza il 2 settembre 2002, a seguito di tre conferenze dei servizi con tutti gli enti interessati, fra cui il Parco, la Regione Calabria, l’Asl di Castrovillari. Sulla base di questa autorizzazione Enel inizia a realizzare i lavori di riconversione dell’impianto che comportano un investimento di circa 70 milioni di euro. Lì per lì sembra a tutti una grande idea, ma un po’ alla volta, mentre il lento e laborioso iter burocratico procede, iniziano a scoppiare grane e contenziosi. Con il risultato che ad oggi è ancora tutto fermo. Anche nel 2005 la centrale era quasi pronta per partire ma tutto si bloccò e alcuni operai per protesta, allora come oggi, salirono sulla ciminiera, per sollecitare il riavvio del cantiere. Il primo agosto scorso il Consiglio di Stato annulla per un vizio di forma il decreto della Regione Calabria che autorizzava l’Enel a far entrare in funzione la centrale del Mercure. Una volta a regime, la Centrale del Mercure assicurerebbe 150 posti di lavoro tra diretti indotto e oltre mille nuovi posti per la filiera del legno.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

II I BASILICATA PRIMO PIANO

SOS AMBIENTE

L’INCENERITORE DI SAN NICOLA

Venerdì 5 ottobre 2012

INDAGINE SU DUE FRONTI Due i filoni dell’inchiesta: il primo riguardante l’ipotesi di disastro ambientale, l’altro le assunzioni «pilotate»

In tribunale la Seveso lucana Fenice, 10 anni di «veleni» Si costituiscono parte civile Rionero, Melfi, Lavello e varie associazioni MASSIMO BRANCATI l I Comuni di Rionero, Melfi e Lavello, il Wwf, il comitato per il diritto alla salute e la Fiom-Cgil (si veda nell’articolo a pagina III) si sono costituiti parte civile nel procedimento che riguarda il presunto inquinamento ambientale prodotto dall’inceneritore Fenice. La formalizzazione della richiesta è avvenuta ieri nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup di Potenza, Rosa Larocca. Il 16 novembre è prevista una nuova udienza (nella scheda che pubblichiamo in basso i nomi dei 34 indagati, a cui si aggiungono «Fenice» e la società di lavoro interinale «Tempor»), durante la quale saranno presentate memorie sulla costituzione di parte civile e dovrebbero cominciare gli interrogatori, tra cui quello di Bruno Bove, ex coordinatore provinciale dell’Arpab, che ieri era presente in aula. L’inchiesta, lo ricordiamo, è divisa in due filoni: uno riguardante l’inquinamento dell’inceneritore e le omissioni dell’Arpab; l’altro le assunzioni all’ente che all’epoca era guidato da Vincenzo Sigillito. Secondo l’accusa, i dirigenti di Fenice, la società che gestisce l’inceneritore di Melfi, sapevano di inquinare e, contando sulle coperture dell’Arpab, avrebbero continuato a farlo per dieci anni, a partire dal 2000. La magistratura parla di «disastro ambientale» a cui si aggiungono altri reati, dall’omissione dei doveri d’ufficio alla truffa, ricostruiti dal sostituto procuratore Salvatore Colella e accertati dai carabinieri del Noe. Reati per una vicenda di

cui Sigillito, arrestato a ottobre dello scorso anno, è accusato di essere il «fulcro»: sarebbe stato proprio lui, a parere dell’accusa, a nascondere la contaminazione dell’area e, quindi, a favorire il prosieguo della normale attività lavorativa di Fenice. Insomma, l’ex direttore dell’Arpab è considerato il promotore «dell’associazione a delinquere» nel momento in cui avrebbe deciso di far chiudere in cassaforte le analisi che aveva effettuato l’ufficio di Matera e che dimostravano l’inquinamento di Fenice. Quei dati, a parere dell’accusa, li ha nascosti sia ai carabinieri, sia ai magistrati. Ha preferito parlarne con i suoi avvocati e con Erminio Restaino, all’epoca capogruppo del Pd alla Regione, indagato per concorso esterno nell’associazione a delinquere e, per questo, dimessosi dalla carica di assessore. Secondo gli investigatori «era consapevole delle iniziative intraprese da Sigillito e dai suoi complici», a cominciare da Bruno Bove (anche lui arrestato a ottobre del 2011), definito «il punto di congiunzione della parabola omissiva che ha favorito Fenice», e Ferruccio Frittella, ex dirigente Arpab, anche lui indagato per associazione a delinquere, «consapevole che analizzando dopo diverso tempo i campioni la presenza di mercurio non sarebbe stata più rilevante». Accanto all’ipotesi di disastro ambientale c’è quella di truffa perchè in tutti questi anni il termovalorizzatore avrebbe incassato soldi per smaltire i rifiuti di diversi comuni dell’area nord applicando un sovrapprezzo giustificato col carattere eco-compatibile del processo di smal-

timento in discarica. Capitolo assunzioni «pilotate». La società di lavoro interinale Tempor e il suo responsabile locale, Luigi Montano, sono accusati di essere stati intermediari tra le segnalazioni di Sigillito e l’assessore regionale alle attività produttive Erminio Restaino (all’epoca capogruppo del Pd). L’obiettivo: assumere all’Arpab amici e parenti di amici per garantirsi un sostegno elettorale in vista delle primarie del Pd e delle amministrative nel capoluogo lucano. Assunzioni con contratti di lavoro interinale rinnovati per non meglio identificate esigenze «improrogabili».

POTENZA LA VICENDA DEL TERMODISTRUTTORE DI SAN NICOLA DI MELFI INCROCIA GLI ALTRI TEMI CHE RIGUARDANO L’ECOSISTEMA NEL TERRITORIO LUCANO

Quelli della protesta a oltranza

Sit-in degli ambientalisti contro «tutti coloro che sapevano e non hanno parlato» EMANUELA FERRARA l La popolazione lucana e tutti i gruppi che da sempre lottano perchè giustizia sia fatta, non restano in silenzio. Quel silenzio che in un certo senso ha caratterizzato questa vicenda. Sit-in davanti al Palazzo di Giustizia potentino in occasione della prima udienza del caso Fenice, a carico di tutti coloro che sapevano e non hanno parlato. Unico scopo sotto tante bandiere, «denunciare lo stato di assoluta assenza sui problemi legati al petrolio ed all'ambiente». Non solo termodistruttore Fenice di Melfi, ma anche petrolio ed Ilva. «Perchè – come sostiene Vanni Minni, portavoce del gruppo 1000 per Taranto – i crimini perpetrati contro l'ambiente lucano non riguardano solo la Basilicata, ma tutta Italia». Che il petrolio estratto in Basilicata arrivi a Taranto è storia comune. Ovvio quindi vedere pugliesi affollare gli stand montati davanti al tribunale di Potenza. «Solo la vera partecipazione popolare – continua Vanni Minni – può far risorgere questa nazione. È arrivato il momento di dire basta. Non possiamo continuare ad avvelenare la nostra terra, così facendo perderemo anche la possibilità di riconvertirla». Si parla tanto di petrolio, «venduto» come grande ricchezza della Basilicata, ma il giudizio popolare è ben altro. La vera ricchezza la stiamo perdendo. «L'unico avere degno di nota è l'acqua, peccato che la si sta inquinando a dismisura e chi denuncia i reati viene a sua volta denunciato». Il riferimento dei manifestanti è al tenente della polizia provinciale Giuseppe Di Bello che per primo ha condotto indagini sull'inquinamento delle falde della diga del Pertusillo: «Siamo qui – ha dichiarato – per interrogare la classe politica, coinvolta direttamente. Sono un convinto sostenitore di misure importanti contro queste

persone. Prima di ogni cosa avrebbero dovuto dimettersi. Bisogna vietargli di ricandidarsi a qualsiasi carica sociale e politica. A i politici nessuno li tocca». Nemmeno quando commettono reati gravi contro la popolazione che amministrano, tanto che ci si spinge a parlare di un pesante capo di accusa: «Propongo – chiude Di Bello – l'incriminazione per omicidio colposo». Tanti i casi di tumore in aumento nella nostra regione come in Puglia. Si parla di un aumento di casi tumorali del 120% dal 2002 ad oggi. In particolare, si definiscono parte lesa i cittadini di Lavello, vicinissimi al termodistruttore Fenice. «Sono qui per loro – dice Fiorenzo Magni – tutti i cittadini per legge hanno diritto alla salute. Su Fenice tante le parole che si sono dette. Una sola cosa è certa ed inequivocabile: va spento». «Quella di oggi non è una battaglia politica – afferma Mariantonietta Ciminelli dei Radicali Lucani – Però la memoria storica va difesa. I primi ad intraprendere la battaglia che ha portato a questo processo sono stati i Radicali Lucani». Rappresentati da Maurizio Bolognetti che punta il dito contro ciò che non è stato fatto: «Parlo ancora del paradosso Fracassi – dichiara – Chiediamo al procuratore Colella come sia possibile pagare un Ctu e non fornirgli le analisi richieste. In modo particolare Fracassi ha richiesto analisi per verificare se la contaminazione di Fenice sia arrivata o meno fuori dal perimetro del termodistruttore (se le falde acquifere siano state o meno contaminate). Nessuno ha mai risposto. Non esistono analisi epidemiologiche e chimiche». Non potevano mancare i giovani, coloro che questo mondo inquinato dovranno viverlo. «I giovani ci sono – è la voce di Sebastiano Eufemia dei Ribelli web – Non dobbiamo emigrare per trovare lavoro ma non dobbiamo nemmeno morire per lavorare».

Maurizio Bolognetti

Giuseppe Di Bello

Maria Antonietta Ciminelli

Sebastiano Eufemia

Fiorentino Magni

Vanni Minni


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

22 24 Ore in Basilicata La donna accusata di furto patteggia e ottiene la sospensione della pena

Venerdì 5 ottobre 2012

Mamma Marina verso la libertà Ma la scarcerazione slitta di un giorno a causa di un disguido burocratico Don Uva La Fials dice stop

POTENZA - Era previsto per ieri pomeriggio, ma un inghippo nel trasferimento del decreto dal tribunale di Potenza al carcere di Castrovillari ha fatto slittare a oggi la scarcerazione di Marina Dordevic, la giovanissima mamma di origine croata detenuta insieme al suo bambino di dieci mesi. Ma, al di là di queste ore di ingiusta detenzione, la ragazza, e soprattutto il piccolo Damiano, sono liberi: ieri mattina il tribunale di Potenza, davanti al quale si è celebrato il processo di primo grado a carico della ventitreenne di origine croata – accusata di un tentativo di furto insiemea un’altraconcittadina – che si è concluso con un patteggiamento a quattordici mesi di reclusione. Una pena sospesa, visto che le due imputate sono incensurate, che dà la possibilità a Marina e Damiano di lasciare il carcere. Ma la cancelleria del tribunale di Potenza non ha immediatamente avvisato la direzione del carcere e nessuno, a Castrovillari, ha potuto aprire le porte a madre e figlio. Appena appreso l’esito del processo, ieri pomeriggio davanti al carcere di Castrovillari a bordo di un camper sono arrivati da Napoli, dove vivono, il ma-

La sede del tribunale di Potenza

rito della giovane detenuta e i suoi altri tre figli piccoli: Patrizia, Ornella e Martini di 2, 4 e 6 anni. Ma non hanno potuto abbracciare la loro mamma e il loro fratellino. E hanno dovuto trascorrere la notte nella loro casa viaggiante, parcheggiati in una piazzole nei pressi del carcere. Ad attendere l’uscita della ragazza e del bambino c’era anche Franco Corbelli, il leader del movimento Diritti civili che si è battuto per ottenere l’immediata scarce-

razione della ragazza, appena saputo che era detenuta insieme al bambino di dieci mesi. Così, la felicità di Corbelli che da alcune settimane è impegnato nellabattaglia pertoglierli dalcarcere –per la decisione del giudice potentino si è stemperata nella collera per un disguido che ha impedito a quel bambino di essere immediatamente libero come avrebbe sempre dovuto essere. A prescindere dalle accuse a carico della ragazza – che lai ha sempre respinto, di-

chiarando di essere entrata in quel appartamento dopo aver bussato e solo per chiedere l’elemosina - Corbelli contro «l’ingiustizia, la disumanità» che c’è neltenere un bambino diappena 10 mesi, che è ovviamente innocente per definizione, in una cella, dentro un passeggino. Marina e Damiano, lo ricordiamo, sono arrivati nel carcere di Castrovillari nel gennaio scorso, trasferiti dall’istituto di Potenza, dove la ragazza era stata portata inizialmente, perché lì non era presente il “nido” che invece esistenel carcere calabrese: ma si tratta di due piccole stanze, con giochi e culla, comunicanti con la cella della madre. È stata lei, come la legge prevede, a fare richiesta di tenere il figlio appena nata con sé per poterlo allattare. Ma –come ha fatto notare il leader di Diritti civili –la stessa legge mette in campo misure alternative di detenzione, come gli arresti domiciliari, per le detenute mamme. Tanto più se si tratta di detenute in attesa di giudizio di primo grado. Al di là di come sono andate le cose fino a ieri, «da oggi – ha detto Corbelli – almeno una pagina di disumanità viene chiusa». Francesco Mollo

Risolti in serata i problemi tecnici sulla terza rete Rai

TgR delle 14 senza audio Interrogazione di Latronico

GIORNATA di disagi per gli utenti lucani di Rai 3. Un problema tecnico ha provocato l’assenza di audio che ha impedito a molti telespettatori si ascoltare l’edizione delle 14 del telegiornale regionale. Il problema è stato risolto nella seratadiieri.«La Rai-silegge in una nota inviata in serata - è intervenuta immediatamente, attraverso la consociata Rai way, per limitare il disagio ai telespettatori lucani». Molti hanno pensato che il problema dipendesse dal televisore di casa. E invece si è trattato di un problema tecnico che si è verificato in tutte le case. A sempre ieri a sollevare il problema anche il senatore del Pdl, Cosimo Latronico che in proposito ha interrogato il ministero dello Sviluppo economico,denunciando idisagi non risolti che si sono venuti a creare con il passaggio al digitale. «A quattro mesi dall’avvio del digitale –ha sottolineato il parlamentare lucano – vi sono comprensori della regione Basilicata dove l’assenza del segnale è costante. Nella fascia jonica metapontina e nella città di Matera si registra l'assenza del segnale oppure interferenze che non consentono la ricezione. Negli ultimi tempi non mancano

problemi di funzionamento anche in altri territori del sud della Basilicata e del nord-est (Vulture Melfese) e della stessa area della città capoluogo di regione». Il senatore ha chiesto al sottosegretario competente, Massimo Vari, «di intervenire con tempestività per garantire una soluzione del problema denunciato». Ma dallasede Rai rassicurano: «A seguito dei controlli periodici effettuati da Raiway riguardanti il segnale Digitale Terrestre in Basilicata, è risultato che il territorio preso in esame è servito da una 'buona' copertura complessiva. In particolare - aggiunge Taverniti - in alcune limitate zone quali parte della città di Matera, del Metapontino e del Vulture-Melfese, sono state evidenziate ancora interferenze per le quali è stato nuovamente sollecitato l'intervento del Ministero». Ma in serata una nota del comitato di redazione ha chiesto una rapida risoluzione dei problemi. «A distanza di quattro mesi dallo spegnimento della tv analogica e il passaggio alla tv digitale terrestre - si legge - sono troppi i cittadini lucani che continuano a lamentarsi per la cattiva ricezione, principalmente dei programmi della Rai».

SANITÀ VINCENTE

Al San Carlo “Le stanze di Ale” POTENZA - Il San Carlo diventa il punto di riferimento terapeutico nel Mezzogiorno per i pazienti affetti da malformazioni vascolari rare. L’annuncio è stato dato ieri pomeriggio dal professor Cosmoferruccio De Stefano, direttore scientifico della Fondazione “Alessandra Bisceglia - W Ale”, che ha siglato un protocollo di collaborazione scientifica e terapeutica con l’Azienda ospedaliera del capoluogo. «La gran parte dei pazienti di questa particolare patologia - ha spiegato De Stefano - non sa dove andare. La nostra onlus che è specializzata in materia catalizza i pazienti e li guida ai centri terapeutici». La presidente della Fondazione, Raffaella Restaino, ha ringraziato l'assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano e il direttore generale Giampiero Maruggi, per la sensibilità dimostrata e per l'impegno profuso per risparmiare ai giovani pazienti della Basilicata e delle regioni limitrofe i tanti disagi legati ai lunghi viaggi della speranza. Data appunta la difficoltà diagnostica la Fondazione anima il progetto “Le stanze di Ale”, per favorire l'accesso ai servizi da parte degli utenti interessati. Sono stati perciò attivati specifici ambulatori, denominati “Le stanze di Ale”, dove i pazienti vengono inquadrati dallo staff di specialisti della Fondazione che provvedono a contattare le strutture del territorio che possano aiutare i loro assistiti. La Fondazione ha verificato che al San Carlo, struttura di riferimento regionale per l'eccellenza, sono presenti quelle professionalità, le tecnologie e i modelli organizzativi interni in grado di pervenire alla diagnosi e trattamento chirurgico delle malformazioni vascolari, così da collocarsi su standard elevati, diffusi e fruibili di servizio.

L’ospedale Don Uva

POTENZA - «ALT alla procedura di mobilità per i dipendenti della Casa Della Divina Provvidenza». A sostenerlo è la Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità (Fials). «Sembra non esserci più scampo - si legge nella nota- poiché dinanzi alla pesantissima esposizione debitoria l'Ente ha avviato la richiesta di mobilità al Ministero del Lavoro per 587 dipendenti e ben 72 riguardano la sede lucana. E' un atteggiamento “arrogante” quello dei vertici aziendali che in piena autonomia e senza alcun confronto ed informativa hanno formalizzato le decisioni prese. Il tutto a discapito dei pazienti, delle loro famiglie e dei lavoratori che come sempre lavorano con dedizione, professionalità ed umanità». «La notizia oggi campeggiava sulle testate pugliesi - precisano il segretario provinciale Costanzo e i membri della segreteria aziendale Monaco e Sagaria - ma appare incredibile apprendere che la richiesta al Ministero del Lavoro per la cassa integrazione prima era per 664 dipendenti e solo 52 unità della sede di Potenza. Da 52 oggi il numero lucano è incrementato di altre 20 unità. Perché? Oggi ci chiediamo come mai vi è stato una riduzione dei numeri per le sedi pugliesi a dispetto della sede lucana? E' questo un prezzo troppo alto e inaccettabile. Si chiede troppo ai lavoratori e a maggior ragione, ai dipendenti della Cdp di Potenza centro di eccellenza per l'intera Basilicata. Ed allora qual è l'effettivo “rilancio aziendale” e quale ruolo si vuole assegnare a una struttura come Potenza, che non ci stancheremo mai di ribadire, è la realtà lavorativa per tante famiglie lucane? Non c'è più tempo da perdere. Invitiamo il presidente De Filippo e l'assessore Martorano a concretizzare le varie promesse e gli impegni presi con i lavoratori e i sindacati nei vari incontri e assemblee susseguitesi nel corso di questi difficili mesi di trattative, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e la qualità dei servizi. Il tutto nell'interesse della comunità lucana».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.10.2012

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Basilicata Mezzogiorno

X I MATERA CITTÀ

Venerdì 5 ottobre 2012

OPERAZIONE ENZITETO

ATTIVITÀ SPASMODICA Un ritmo giornaliero di sei-sette furti, la sera la notte, e sopralluoghi mattina e poPER LA CITTÀ LA FINE DI UN INCUBO emeriggio. Senza alcuna pietà per le vittime

DOVE E COME AGIVANO I colpi anche a Bari e provincia. Le attrezzature: mazzole, ricetrasmittenti, spray e un apparecchio per neutralizzare gli allarmi

Arrestati dalla Mobile i predoni delle ville

POCHE ORE DOPO IL BLITZ Una camera a soqquadro. Sotto, la conferenza stampa in Questura e i componenti della banda specializzata nei furti [foto Genovese]

Sgominata una banda di sei baresi: un centinaio i furti EMILIO OLIVA l Erano diventati l’incubo dei proprietari di ville, case di periferia, masserie e casolari. Rubavano denaro e oggetti di valore, facendo man bassa anche dei legami affettivi, e a lavoro finito lasciavano in ricordo del loro passaggio camere messe a soqquadro e rovistate da cima a fondo. Si tratta dei sei componenti di una banda di baresi sgominata dalla Squadra Mobile materana, dopo mesi di indagini dirette dall’ispettore Luigi Martino, responsabile della III Sezione Reati contro il patrimonio. Almeno un centinaio i colpi accertati, in un periodo compreso tra febbraio e aprile scorsi, una trentina dei quali compiuti a Matera e gli altri a Bari, Santospirito e in 14 comuni della provincia: Altamura, Binetto, Bisceglie, Cassano, Gioia, Giovinazzo, Gravina, Grumo Appula, Molfetta, Palo, Sannicandro, Santeramo, Terlizzi, Trani, Valenzano. All’operazione, battezzata Enziteto, il nome del famigerato quartiere di Bari nel quale vivevano i componenti della banda, hanno collaborato Squadra Mobile, Nucleo prevenzione crimine e una pattuglia del Corpo forestale di Bari. In carcere, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti in appartamento, sono finiti Vincenzo De Noja, 42 anni, la mente del gruppo, Maurizio De Stefano, 29, Nicola Cassano, 28, Vitantonio Fiore, 26, l’unico che non avrebbe precedenti, e Nicola Pascazio, 25 anni, ai quali l’altra notte, fino alle prime luci dell’alba, sono state notificate altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari Rosa Bia su richiesta del sostituto procuratore Alessandra Susca. Ad un sesto elemento, Giovanni De Noja, 18 anni, figlio di Vincenzo, è stato invece imposto l’obbligo di dimora.

FORO Il buco aperto in una parete L’attività «spasmodica» della banda, capace di compiere anche sei-sette furti al giorno, è stata ricostruita ieri mattina in una conferenza stampa convocata in Questura. I sei operavano senza sosta, «di sera e di notte, dedicando mattina e pomeriggio all’effettuazione di sopralluoghi per furti istantanei o da pianificare», ha precisato Nicola Fucarino, dirigente della Squadra Mobile. «Erano sopralluoghi molto intelligenti. Per non destare sospetti, la banda utilizzava vetture che i suoi componenti chiamavano “auto polizia” perché si trattava di modelli generalmente in uso alle forze dell’ordine come auto civetta». La mattina erano frequenti gli incontri con altre bande (come testimonia un video della Polizia) in un bar di una stazione di servizio sulla statale 100 dove si scambiavano le informazioni sugli obiettivi, per non intralciarsi. Tra i ferri del mestiere, oltre a pesanti mazzole, usate per

sfondare i muri perimetrali di ville e casolari quando non era possibile forzare porte e finestre, c’erano ricetrasmittenti adoperate per mantenere i contatti, spray per oscurare le telecamere e jammer, apparecchi per neutralizzare ogni comunicazione telefonica collegata agli allarmi. «Chi restava fuori con compiti di vedetta, in caso di movimenti di forze dell’ordine, se si trattava di vigili di Polizia locale o di guardie di vigilanza, aveva l’ordine di dargli addosso con l’auto», ha spiegato Fucarino. Altra caratteristica della banda era la profonda conoscenza del territorio. Ma anche lo studio delle vittime, i proprietari delle ville. I sei li chiamavano «animali». Individuavano le loro abitudini, le auto. Il profilo degli autori dei furti tracciato dagli investigatori è quello di uomini spietati e cinici. «Vabbè, anche con i morti si fanno i soldi», dice Vincenzo De Noja nel corso di una intercettazione dopo il furto di un’urna cineraria contenente i resti di una bambina deceduta nel ‘97 poco dopo il parto. La banda, oltre a non escludere di trovarvi qualche gioiello, avrebbe valutato di poterla usare per estorcere denaro ai familiari. Ma per ragioni ancora ignote, meno di 24 ore dopo il furto, cambia idea e restituisce l’urna depositandola davanti al cancello d’ingresso della villa in cui era stata rubata. Nel corso di perquisizioni domiciliari, oltre a refurtiva, consistente in 400 euro in contanti, orologi, oggetti di arredo e un portafoglio, gli agenti di polizia hanno sequestrato quattro ricetrasmittenti e una pistola calibro 6.35 marca Beretta con tanto di numero di matricola. Alla Forestale sono state invece affidati dieci tartarughe della specie Testugo hermanni e tre pappagalli monaci rubati anch’essi ai proprietari, ma importati e acquistati illegalmente.

Vincenzo De Noja

Maurizio De Stefano

Nicola Cassano

Vitantonio Fiore

Nicola Pascazio

Giovanni De Noja

IL QUESTORE IL RIPETERSI DI FURTI ERA DIVENTATO UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO

GLI ARRESTATI CHI È VINCENZO DE NOJA

Errico: «Bisognava fermarla a tutti i costi»

Saccheggi ed estorsioni il lungo curriculum del capo della banda

l Ha voluto esserci alla conferenza stampa anche il questore, Pasquale Errico, per testimoniare l’encomiabile lavoro di indagine svolto dalla Squadra Mobile, e in particolare dalla III Sezione Reati contro il patrimonio, che lo ha condotto «alla vecchia maniera», basandosi cioè su tecniche e attività investigative tradizionali. «Bisognava sgominare a tutti i costi questa banda – ha detto Errico – perché era diventata nel territorio materano una questione di ordine pubblico». Nel marzo scorso il borgo La Martella è stata una delle zone più martoriate. «I cittadini materani – ha spiegato il questore – erano messi ormai in ginocchio da questi continui furti in appartamento, che sotto il profilo psicologico è un genere di reato che pone le vittime in una condizione di prostrazione estrema. Immaginate cosa vuol dire tornare a casa e trovare la casa svaligiata. Significa colpire l’intimo

di una persona, perché il ladro che entra in un appartamento viola la sfera intima della vittima in quanto mette le mani nei beni della famiglia, nei monili e negli oggetti personali che sono anche ricordi affettivi». Quanto il furto in appartamento sia «un reato ostico» oltre che odioso lo ha evidenziato invece il dirigente della Squadra Mobile, Nicola Fucarino. «Contrariamente al traffico di sostanze stupefacenti, in cui emerge statisticamente il numero di soggetti che possono essere identificati, a catena, per la rete di contatti che contraddistingue quella fenomenologia criminosa, i furti in appartamento – spiegato Fucarino – non presuppongono necessariamente un contatto con la vittima o fra più autori, ma il fatto si consuma in una maniera istantanea, e se il gruppo che opera si avvale di schede telefoniche di servizio, cioè impiegate solo per conversazioni afferenti fatti delittuosi, è prati-

INDIZI DI PROVA La refurtiva e la pistola sequestrati [foto Genovese] camente impossibile l’arresto fuori dalle ipotesi di flagranza». Quando non si ottengono risultati con il lavoro di prevenzione o quando manca la collaborazione dei cittadini, gli investigatori hanno perciò di fronte un compito arduo. «Si tratta di spulciare, trovare coincidenze, rilevare piccoli indizi che possono consentire l’individuazione di una persona sospetta o di riuscire a scoprire, come è avvenuto nelle indagini dell’operazione Enziteto, l’unica scheda telefonica, intestata a terze persone, per risalire alla indentificazione di tutti gli elementi della banda. Ed è per questo che il lavoro della III Sezione Reati contro il patrimonio – ha osservato il capo della Mobile – si rivela ec[em.ol.] cezionale».

IL VIDEO GLI INCONTRI AL BAR TRA BANDE

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In un video della Squadra Mobile un incontro tra bande nel bar di una stazione di servizio sulla statale 100. Le istruzioni a pag. 25.

l Dai gamberoni custoditi nelle celle frigo del deposito di una ditta ittica che si affaccia sul Mar Piccolo di Taranto ai pneumatici per mezzi industriali (valore 250 mila euro) portati via dalla sede di una società di Soriano del Cimino, in provincia di Viterbo, passando per la cassaforte di un casa editrice di Monopoli. Sono alcuni dei colpi messi a segno dalla criminalità barese che ha fatto dei furti ai danni di aziende, depositi, negozi, abitazioni un business su vasta scala. Sono predoni perfettamente organizzati, abili nel procurarsi informazioni e nel preparare i saccheggi con gli agganci giusti per piazzare la merce al mercato nero in qualunque condizione. I quartieri periferici di San Paolo, San Girolamo ed Enziteto rappresentano le basi logistiche dalle quali i ladroni baresi partono alla «conquista» delle terre più lontane. Nel maggio scorso gli investigatori della Squadra Mobile hanno smantellato un’organizzazione composta da 11 persone, tra baresi e cerignolani, banda specializzata nei furti in depositi industriali ed esercizi commerciali. Tra gli indagati anche il barese di Enziteto, Vincenzo De Noja, 39 anni, uno dei nomi coinvolti nella inchiesta «Enziteto» della Questura di Matera. L’inchiesta ha preso le mosse, nel luglio del 2008, dalla coraggiosa denuncia di un imprenditore edile di Gravina di Puglia, che raccontò agli investigatori di avere subito un tentativo di estorsione da parte di gente senza scrupoli che gli avevano chiesto 20 mila euro per «proteggere» un suo cantiere a Bitritto. Sempre De Noja è stato coinvolto nel 2010 nella inchiesta «Take Away». Trentacinque le ordinanze che furono eseguite a carico di un a banda che ricettava generi alimentari e aveva la sua sede al quartiere San Paolo e ramificazioni a Foggia, Matera, Salerno, Napoli e Milano. [l.nat.]


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.10.2012

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16 Primo piano

Basilicata Mezzogiorno

Venerdì 5 ottobre 2012

Anniversario “...Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso.E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti”

STEVE JOBS

Dopo un anno dalla morte del visionario della APPLE Alla base della società tecnologica moderna: dall’abbandono degli studi universitari al frutto proibito

di COSIMO MARTEMUCCI C'èungiovaneneglianni settantacheimmaginacomesarebberostatiidecennifuturi eviveperrenderequestaintuizione realtà. Abbandonato alla nascita dai suoi genitori biologici, dato in adozione ad una famiglia di modesta condizione sociale, all'età di 19 anni dopo aver lasciato gli studi universitari ha le caratteristiche di un caso perso, di un ragazzo destinato a diventare un reietto della società, un disadattato. Lavora un periodo per l'Atari, società di videogiochi, poi parte per l'India alla ricerca del lato spirituale. Al suo ritorno, mentre la Silicon Valley sta imparando a trasformare il silicio in oro, con un suo omonimo Steve Wozniak appassionato di computer come lui mette le basi della tecnologia moderna. Questo sodalizio può essere considerato l'incontro più importante dell'ultimo trentennio. Apple , “mela” il frutto preferito di Steve Jobs , è nome della società creata in un garage da due appassionati di pezzi riciclati dicomputer cheoggi 5 ottobre2012 conuna capitalizzazione di mercato superiore ai 648 miliardi di dollari supera il Pil addirittura della Svizzera (pari a 636 miliardi di dollari ) posizionata stabilmente sul podio dei gioielli americani seguita da Google e Microsoft. Siamo negli anni 70 i computer sono destinati a grandi aziende ed ad organizzazioni governative come l'esercito. La gente comune ignora di averne bisogno e vedendoli ingombranti e complicati nell'utilizzo non immagina che da li ad un ventennio sarebbero entrati a far parte della vita quotidiana di ciascuno di noi. Steve Jobs lo ha capito e come molti suoi concorrenti ammetteranno in seguito, riesce ad essere sin da subito un passo avanti a tutti, guidando con grinta, caparbietà ed arroganza la rivoluzione digitale in 6 settori dell'economia: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia,tablet, editoria, elettronica.A 22anni lancia l'Apple II che vende decine di milioni di copie, ma il primo vero successo di Steve Jobs è il Macintosh. Il Macintosh è il primo computer della storia ad entrare in una borsa, con un design ed una grafica accattivante,di facile utilizzo, con in dotazione il mouse. Storica è la sua presentazione il 24 gennaio 1984 quando per la prima volta un computer si presenta da solo grazie ad un dispositivo che trasforma il testo in testo vocale. Quando il Macintosh inizia a pronunciare il testo stabilito, nella platea scoppia il delirio :grida, applausi e gente che saltada una parte all'altraesaltata. Il teamMacintosh natoda unaselezione diSteve Jobsin persona,rigorosa espesso crudele caratterizzata da brutali scenate e licenziamenti immediati è pronto a dedicarsi anima e corpo al progetto a tal punto da fare delle magliette con la scritta “lavoro 90 ore a settimana e mi piace pure”.Jobs liconsideraisuoipirati,lavorano duramente e sopportando i suoi sbalzi di umore accettano di affidarsi ad uno strano fenomeno chiamato il campo di distorsione della realtà di Steve Jobs. Il campo di distorsione della realtà a dire degli ingegneri del team Macintosh” è un incredibile miscuglio di stile retorico, volontà indomabile e ansia di manipolare qualsiasi fatto in modo che puntasse all'obiettivo prefisso, fino a quando Steve si trova nella stanza ammettono questo campo ti intrappola e senti di poter far cose impossibili. Con Steve accanto senti di poter fare tutto”. Una volta terminato il prototipo le firme di tutti i membri del team saranno incise all'interno di ciascun Macintoshin quanto “gli artisti firmano le proprie opere”. Nessuno a parte qualche operatore avrebbe mai visto quelle firme ma l'idea che fossero presenti all'interno di ciascun Macintosh rende il team consapevole di aver partecipato a qualcosa di importante. E' un successo che ispirerà l'intero campo informatico a partire dalla concorrente ed in seguito patner:la Microsoft. La Apple quotata in borsa è cresciuta, è un azienda con varie migliaia di dipendenti e con unconsiglio diamministrazioneche aduncerto puntoprova a governare Steve Jobs. Arrogante, impaziente, impulsivo e lontano dalle esigenze aziendali viene visto, sbagliando, come un problema più che come una risorsa. Jobs ha 30 anni quando viene licenziato dalla sua stessa società. Si sente tradito e senza prospettiva. Ma la passione per il suo lavoro lo spinge ad andare avanti ed a non abbandonare ciò che sin da bambino aveva saputo di amare: i computer. Crea la NeXT e di li a poco diviene amministratore della Pixar .Con il suo ingresso nella Pixar la tecnologia incontra l'arte rivoluzionando il mondo del cinema. Nel 1995 la Pixar presenta il primo cartone animato realizzato interamente su computer” Toy Story” un successo che riporta Steve Jobs alla ribalta proprio mentre il declino della Apple sembra ormai destinato a condurre la società al fallimento. Nel 1996 Steve Jobs per la prima volta dopo 11 anni rimette piede al campus Apple e nel gennaio successivo riprende il timone della nave. La Microsoft è padrona del mercato e la Apple con bilanci sempre più negativi ed azionisti importanti in fuga ha perso la sua appetibilità, è necessario secondo Steve Jobs reinventarla e far ricordare achi si affidaalla Applecosa la distinguedalle altre società informatiche. Nasce la campagna pubblicitaria “Think different”in cui non si parla di un prodotto esaltandone le qualità ma si parla delle persone che utilizzando tale prodotto, delle persone che con un prodotto Apple sono tanto folli da immaginare di realizzare i propri sogni e perché no cambiare il mondo. Nel 1997 lo Steve Jobs che torna alla Apple è un uomo maturo che comprende da subito quanto fosse necessaria una revisione delle linee di prodotto, così tra tagli di settori aziendalie dipersonale giunsealla divisionedel lavoroApple a 4 specifici spazi: Consumatore, Professionale,Desktop e Portatile per i quali creare 4 grandi prodotti. Purtroppo con la sua maturità e nel periodo di maggiore genialità produttiva arriva la malattia nel 2004 scopre di avere un tumore che un anno fa il 5 ottobre 2011 l'ha portato via.


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