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Il governatoreVisco: “Gestione corretta delle banche o cambino i vertici”. Giusto. Allora Bankitalia colpirà chi non rispetta le regole? y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Venerdì 1 giugno 2012 – Anno 4 – n° 129

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Libro € 1,80 + € 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

LA CARICA DELLE LISTE CIVICHE Oltre a Grillo e Montezemolo, a destra e a sinistra, fioriscono le sigle pronte ad approfittare del tracollo della politica tradizionale. Ci sarà anche Saviano? Lui: “Non mi presento”, ma parla di un “nuovo percorso” Scalfari al Fatto dice: “È la nostra speranza, la sinistra ne ha bisogno”

Udi Luca Telese

di Fabrizio d’Esposito

a Terza Repubblica sarà l’Apocalisse dei partiti? L’ultimo, devastante Lsondaggio dell’Ipsos a Ballarò ha fornito dati eloquenti. Il 55 per cento del campione considera esaurita la spinta propulsiva dei “partiti tradizionali”, anche se dovessero presentare le fatidiche “facce nuove”. Per quanto riguarda poi il prossimo inquilino di Palazzo Chigi, il 31 per cento vorrebbe “un nuovo rappresentante della società civile”. Monti e il resto si trovano ben sotto. pag. 4 z

IL CANDIDATO DI REPUBBLICA DIVIDE IL PD ugenio Scalfari non ha dubbi: RoEperberto Saviano può essere decisivo decidere le prossime elezioni. E dunque, il Pd deve appoggiare la sua lista, senza esitazioni. Ma i Democratici si dividono. Per tutti, Stefano Fassina: “Se vuole può presentarsi con noi, se no nessun sostegno”. pag. 5 z

MARGHERITA DEI MISTERI

Lusi, la Procura: “Scomparsi altri 50 milioni” Di Giovacchino e Vecchi pag. 7 z

CALCIO IN GALERA x Puntate vietate per oltre un milione e mezzo

LE SCOMMESSE DI BUFFON GLI AZZURRI NELLA BUFERA La Federcalcio: “Basta, sono solo sospetti”. Bonucci indagato. Nell’inchiesta altre partite di pag. 2 - 3 z serie A

ANDARE O NO AGLI EUROPEI?

Meglio rinunciare anche se... Padovan pag. 3 z

(FOTO LAPRESSE)

Udi Stefano Feltri

TERREMOTO AL NORD

Beha pag. 3 z

ndomani il cda

Mediobanca caccia BANKITALIA, Perissinotto CON VISCO MENO POLITICA dalle Generali

Paura e rabbia Altre 50 scosse Allarme per gli sciacalli Caselli, Liuzzi, Sansa, Truzzi pag. 10 - 11 z

Par tiamo, ma a certe condizion i

n anno fa c’era Mario Draghi, la Banca d’Italia era l’unico contropotere economico al governo, spiegava come fare le manovre, dove tagliare, lanciava frecciatine a Giulio Tremonti. pag. 9 z

U

(FOTO LAPRESSE)

Malagutti pag. 14z

CATTIVERIE Napolitano: la parata sarà sobria. Non ci sarà B. a far battute sulle belle fighe terremotate e sulle crocerossine che sfilano (www.spinoza.it)

1° Giugno e mezzo di Marco Travaglio

a Presidenza della Repubblica, nella persona di Sua Eccellenza Giorgio Napolitano che ci tiene tanto perché è l’ultima volta e la profezia dei Maya incombe, comunica di aver deciso di confermare sia la parata militare del 2 Giugno, ribattezzata per l’occasione “1° Giugno e mezzo”, sia il ricevimento al Quirinale con duemila invitati, ma in ossequio alla sobrietà che si deve al Paese in un momento drammatico contrassegnato da attentati, stragi, spread e movimenti tellurici ondulatori e sussultori, impartisce le seguenti, inderogabili direttive. Le illustrissime Autorità civili, finanziarie, militari e religiose invitate alla sobria parata militare all’Altare della Patria e in via dei Fori Imperiali dovranno presentarsi sul palco d’onore in abbigliamento essenziale, prive cioè dei consueti pennacchi, medaglieri, mostrine, galloni, uniformi, palandrane, paramenti, stivaloni, galosce, berretti, cappelli, tricorni, feluche, elmi, corazze, piumaggi, parrucche, parrucchini anche se in catrame, ciglia e unghie finte, tacchi col rialzo, anelli in platino, oro e bigiotteria, pròtesi al silicone, wonderbra, rinforzini e imbottiture da patta in cotonina. Sempre in ossequio alla sobrietà, i carabinieri a cavallo sfileranno a piedi, mentre i militari già appiedati marceranno in ginocchio su distese di ceci. Chi vorrà portarsi comunque il cavallo, dovrà evitare i purosangue e prendere un ronzino da tiro in prestito dalle caratteristiche botticelle romane. I bersaglieri, dismessi i copricapi con piume e le divise troppo variopinte, indosseranno il loden e, lasciata a casa la troppo solenne fanfara, avanzeranno non di corsa, ma molto lentamente fischiettando sottovoce. Idem per la banda degli alpini, la cui sobrietà verrà testata da prove del palloncino a sorpresa. I cani da valanga saranno equipaggiati con le consuete borracce, ma prive di sostanze alcoliche: gazzosa e fanta per tutti. I carrarmati avanzeranno privi di cingoli, dotati di sole ruote, spinti a mano da appositi fanti o tirati con apposite funi. Gli aerei cacciabombardieri potranno avere una sola ala. Gli elicotteri da guerra saranno sprovvisti di elica. I cannoni avranno la bocca coperta da un preservativo in ghisa. Quanto al ricevimento al Quirinale, non si terrà nei troppo opulenti giardini del Palazzo, ma nei giardinetti pubblici siti nelle vicinanze. Al posto dei soliti tavoli imbanditi, si impiegheranno le più spoglie panchine in pietra, fra l’altro utilissime affinché vegliardi e cariatidi presenti comincino ad abituarsi. Gli invitati – alte e basse cariche dello Stato in servizio o ex, cardinali, arcivescovi, monsignori, sagrestani, imprenditori e prenditori, manager e magnager, banchieri e bancarottieri, pregiudicati, imputati, inquisiti, prescritti, impuniti, colpevoli non ancora beccati, faccendieri, piduisti, pitreisti, piquattristi, massoni, ciellini, opusdeini, papponi, mignotte, poetastri, guitti, schitarranti e pennivendoli di regime, nani e ballerine – sono pregati di non sfoggiare abbigliamenti troppo sgargianti e acconciature vistose. È gradito l’abito loden, anche e soprattutto per le escort. Vietato l’accesso agli yacht, dunque Formigoni o viene a piedi o resta a casa. Abolito per sobrietà il tradizionale catering, ciascuno si porterà il pranzo al sacco in appositi zainetti di tela, gavette e/o giberne metalliche. Resta inteso che le tartine non potranno contenere caviale o salmone canadese o foie gras, ma al massimo patè di olive. Vivamente consigliata, accanto a ogni miliardario, la presenza di un barbone prêt-à-porter, anche per confondere gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate di cui non si escludono blitz a sorpresa. I massoni, per questa volta, lasceranno a casa grembiuli e compassi. Per la delegazione dei ladri, come sempre folta e variegata, si raccomanda di astenersi almeno per quel giorno dal borseggiare i vicini di tavolo, anzi di panchina. O, se proprio non riescono a trattenersi, di devolvere sobriamente la refurtiva ai terremotati.

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Lo spread a 470, le Borse giù, vertice telefonico d’urgenza Obama-Merkel-Hollande-Monti. E se fosse sbagliata la cura?y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Giovedì 31 maggio 2012 – Anno 4 – n° 128

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Un Paese a sua insaputa di Marco Travaglio

erché un terremoto del quinto-sesto grado Richter, così come un paio di giorni di pioggia, fa strage solo in Italia (oltre, si capisce, al resto del Terzo mondo)? La risposta l’ha data a sua insaputa il neopresidente di Confindustria Giorgio Squinzi, quando ha detto che i capannoni industriali sbriciolati dalle scosse del 20 e del 29 maggio erano “costruiti a regola d’arte”. La questione, il vero spread che separa l’Italia dal mondo normale, è tutto qui: nel concetto italiota di “regola d’arte”. La nostra regola d’arte è quella che indusse la ThyssenKrupp a non ammodernare l’impianto antincendio nella fabbrica di Torino perché, di lì a un anno, l’attività sarebbe stata trasferita a Terni. Risultato: sette operai bruciati vivi. Mai la ThyssenKrupp si sarebbe permessa di risparmiare sulla sicurezza nei suoi stabilimenti in Germania, dove le tutele dei lavoratori sono all’avanguardia nel mondo. In Italia invece si può. Perché? Perché nessuno controlla o perché il controllore è corrotto dai controllati. Oltre all’avidità dei singoli, purtroppo ineliminabile dalla natura umana, il comune denominatore di tutti gli scandali e quasi tutte le tragedie d’Italia è questo, tutt’altro che ineluttabile: niente controlli. Salvo quelli della magistratura, che però arriva necessariamente dopo: a funerali avvenuti. Dal naufragio della Costa Concordia al crollo della casa dello studente a L’Aquila, dalle varie Calciopoli ai saccheggi miliardari della sanità pugliese, siciliana e lombarda, dal crac San Raffaele ai furti con scasso dei Lusi e dei Belsito, dalle cricche delle grandi opere e della Protezione civile alle scalate bancarie, dalla spoliazione di Finmeccanica alle ruberie del caso Penati, giù giù fino alle casse svuotate di Bpm e Mps, alle piaghe ataviche dell’evasione, degli sprechi, delle mafie e della corruzione, quel che emerge è un paese allergico ai controlli. Che, se ci fossero, salverebbero tante vite e tanto denaro, pubblico e privato. Ma la nostra regola d’arte è quella di allargare ogni volta le braccia dinanzi alla “tragica fatalità” o alle “mele marce”, per dare un senso di inevitabilità a quel che evitabilissimamente accade. Mancano i controlli a monte perché tutti si affidano alle sentenze a valle. E poi, quando arrivano le sentenze a valle, non valgono neppure quelle. Formigoni, mantenuto dagli amici faccendieri Daccò e Simone che hanno scippato 70 milioni alla fondazione Maugeri, ente privato ma farcito di fondi pubblici dalla Regione di Formigoni, non si dimette perché “non sono indagato”. E perché, anche se lo fosse cambierebbe qualcosa? Qui non tolgono il disturbo né gli indagati, né i rinviati a giudizio, né i condannati. La giustizia sportiva ha definitivamente condannato e radiato Moggi dal mondo del calcio per i suoi illeciti sportivi, revocando alla sua Juventus due scudetti vinti con la frode, poi lo stesso Moggi è stato pure condannato dalla giustizia penale (a Roma in appello e a Napoli in tribunale). Eppure il presidente Andrea Agnelli seguita a elogiarlo come “grande manager” e rivendicare i due scudetti vinti col trucco. E ora difende Conte, “solo indagato”. Perché, se fosse condannato come Moggi cambierebbe qualcosa? Battista sul Corriere minimizza il calcioscommesse: “Un pugno di partite sporcate... se qualcuno imbroglia, non sono tutti imbroglioni”, “non è vero che così fan tutti”, ergo bisogna “essere severi con chi ha violato un codice penale e un codice morale, ma non dissolvere le differenze”. Bene bravo bis. Peccato che il 7 maggio, quando la Juve ha vinto il 28° scudetto, Battista abbia scritto che è il 30° (“tre stelle, meritate e vinte sul campo, cucite sulla maglia”) e chissenefrega delle sentenze (“nessuno ha mai pensato che una storia gloriosa fosse una storia criminale”), frutto di “processi sommari” perché c’entrava anche l’Inter. Dunque così fan tutti. Ricapitolando: niente controlli prima, niente sentenze dopo. È il Paese dell’Insaputa. Arrivederci al prossimo funerale.

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IL DISASTRO LA PARATA (FOTO EIDON)

(FOTO ANSA)

Napolitano: “Non dobbiamo piangerci addosso”. E conferma la festa militare del 2 giugno con ricevimento nei giardini del Quirinale Una scelta che stride con le scene di morte e devastazione in Emilia Rivolta sul web. Fo e Rame: “Presidente, chieda scusa e ci ripensi” Caselli, Liuzzi, Marceddu, Pacelli, Palombi, Sansa, Tessadri, Vecchi pag. 2 - 3 - 4 - 5 z

Le sfilate no di Furio Colombo

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omincerò con un ringraziamento agli Uffici del Quirinale per le spiegazioni e i chiarimenti gentilmente ricevuti. Concluderò con una esortazione convinta e appassionata: il 2 giugno la parata no. Cerco di essere chiaro. Quando, nella rubrica delle lettere di questo giornale, rispondendo a un lettore, ho detto che la celebrazione di una parata militare non avrebbe potuto rappresentare lo stato d’animo di questo Paese troppo provato, troppo colpito, voci autorevoli della Presidenza della Repubblica hanno chiesto di distinguere fra costo ed evento. Il costo, hanno detto, era stato ridotto al minimo. Per esempio, le Frecce tricolori passeranno una sola volta sopra il Monumento al Milite Ignoto. Ma il simbolo – i soldati italiani che sfilano per rendere omaggio alle vittime del terrorismo e alle missioni italiane nel mondo – “non può essere cancellato”. Precisando: “In caso di necessità, sarebbe l’ultima cosa da fare”. Credo di parlare a nome di molti cittadini italiani, e delle tantissime voci che si raccolgono in rete, se dico: È proprio il simbolo che conta. Il Presidente sta con i cittadini colpiti, spaventati, confusi, che sono abituati a conoscerlo e riconoscerlo, sia nelle situazioni di festa che nei momenti in cui cercano fiducia. Al-

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cuni cittadini italiani e alcuni cittadini immigrati sono morti, in questi giorni e in queste notti, mentre lavoravano in fabbriche già danneggiate, dunque rischiando, consapevoli di quel che vale il lavoro italiano nella situazione di crisi grave che stiamo vivendo. Non saranno le Frecce tricolori a rincuorare le famiglie abbandonate senza casa e senza la persona cara che lavora e sostiene. Il senso di ciò che dico è che se in certi momenti della Storia sono i soldati a rappresentare un Paese (o così innegabilmente è accaduto, ed è giusto ricordarlo) in altri momenti sono coloro che lavorano, sono operai e tecnici e piccoli imprenditori che, con il lavoro, provvedono a difendere sia l’immagine sia l’economia del Paese. È a essi che va dedicato il 2 giugno, certamente questo 2 giugno. Non stiamo togliendo una festa ai soldati. La Repubblica è tutti, e questa volta i suoi eroi sono sotto le macerie di un terremoto.

ALLARME INASCOLTATO x L’ingegner Gianni Bignardi

Prima di morire aveva detto: “Altra scossa e crolla tutto” Il tecnico aveva previsto la sciagura: “I capannoni sono a rischio perché le travi sono solo appoggiate”. Martedì è stato travolto a San Felice durante l’ennesimo sopralluogo Truzzi pag. 3 z CALCIOSCOMMESSE x Nuove accuse dall’inchiesta campana

Buffon insulta i magistrati S’indaga su Napoli-Samp All’azzurro replica il pm: “Se ha cose da dire venga a Cremona”. Mazzarri ammette: “Con l’Inter serviva a entrambi un punto” De Carolis, Massari e Pagani pag. 10 - 11 z UNIPOL-BNL x Assolti Fazio e altri “furbetti”

Consorte condannato per 2 reati ma esulta: “Caduto il teorema” Un anno e 7 mesi in appello: niente più aggiotaggio, ma restano l’insider e l’ostacolo alla Consob Mascali pag. 6 z

CATTIVERIE A causa del sisma muoiono undici operai. Bè, allora è come una giornata di lavoro qualsiasi (www.spinoza.it)


Prime Pagine Giornali  

1 Giugno e 31 Maggio 2012

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