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Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Quotidiano Regione Basilicata Anno 2 Numero 250 del 27/12/2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Dono al Papa

Illustrato al presidente De Filippo il “Local Report Eni in Basilicata”

“Presepe frutto di una grande storia lucana” Il governatore a Roma per l’inaugurazione dell’opera di Artese: “Ha contribuito un’intera comunità. Grazie al Papa per l’opportunità”

Tutto il petrolio barile per barile

Dal ‘98 assegnati 585 milioni di euro in royalty L’occupazione totale è stimata in 2.146 persone

“L’opera del maestro Artese è frutto di una grande storia che la Basilicata può raccontare”. Il presidente De Filippo in piazza San Pietro all’inaugurazione del presepe lucano donato a Benedetto XVI. “Ha partecipato un’intera comunità. Lo scenario di Matera ben rappresenta i valori di sobrietà, umiltà e semplicità”. A PAG. 3

Alla Facoltà di Agraria dell’Unibas

De Castro, laurea honoris causa Cerimonia con De Filippo

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Lsu, Viti assicura: fondi per il 2013 Ci sarà la copertura finanziaria “per dare un sostegno alle famiglie” e anche per la fuoriuscita volontaria “La Regione Basilicata assicurerà anche per il 2013 la copertura finanziaria dei progetti degli enti locali che vedono

impegnati lavoratori socialmente utili”. Lo fa sapere l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Viti.

Il governatore sottolinea come la Basilicata sia molto attenta ai temi al centro del report e si aspetti, nell’immediato futuro, evoluzioni importanti specie sul fronte delle contropartite Occupazione, ambiente, salute, sicurezza e gestione delle emergenze, royalty, autorità locali e comunità: questi i temi del “Local report 2012 dell’Eni in Basilicata”, consegnato al presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo da Ruggero Gheller, responsabile del Distretto Meridionale dell’Eni. Nel documento vengono fornite informazioni qualitative e quantitative sulle performance di sostenibilità di Eni in Basilicata nei tre impianti di Ferrandina, Pisticci

e Val d’Agri. “Gli indicatori di performance riportati – hanno spiegato dall’Eni - si riferiscono al triennio 20092011, una forbice pluriennale che consente la confrontabilità dei dati su più anni per una corretta lettura delle informazioni e per una completa visione a tutti gli stakeholder interessati all’evoluzioni delle performance di Eni in Basilicata”. Il presidente De Filippo ha rimarcato come la Regione Basilicata si aspetti importanti contropartite.

A PAG 10

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Più spazio per accogliere l’immondizia nella discarica ancora chiusa di Pisticci

I cittadini scendono in piazza per difendere i “loro” uffici delle Poste a rischio chiusura

Concesse dal dipartimento Ambiente le autorizzazioni a riaprire il sito

Alla protesta presenti molti abitanti di Possidente e S. Antonio Casalini

Prosegue il “tour” nel sistema di smaltimento dei rifiuti in Basilicata. Tappa nella discarica di Pisticci, chiusa tempo fa ma che, già da oggi, potrebbe essere riaperta: il dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha in-

fatti concesso il placet a ricavare volumetrie in più per conferire nuovi rifiuti. Lo spiega il sindaco Di Trani che riferisce di 2.000 metri cubi disponibili a La Recisa, come confermato anche da un docente dell’ateneo lucano.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Passare il Natale non a casa con panettoni e zeppole ma in strada con striscioni e fischietti è sicuramente un atto che sottintende una voglia di protestare assai accentuata. In questo caso, protagonisti erano i cittadini di

Possidente e Sant’Antonio Casalini, frazioni rispettivamente di Avigliano e Bella. Il sit-in strada era indirizzato ai vertici di Poste Italiane, colpevoli di voler tagliare gli uffici nei due abitati. Per i cittadini, un grosso disagio.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

La società petrolifera ha sintetizzato nel “Local Report” il triennio 2009-2011 in Basilicata e lo ha presentato al presidente della giunta

Eni: l’attività in un dossier

Dal ‘98 a oggi sono arrivati 585 milioni di euro in royalty. L’occupazione globale è stimata in 2.146 persone

De Filippo: “Ci aspettiamo, nell’immediato futuro, evoluzioni importanti specie sul fronte delle contropartite all’impegno economico”

Sopra un pozzo di petrolio e, sotto, la consegna del Local Report

Si chiama “Local report 2012 dell’Eni in Basilicata”: è la summa di tutto ciò che riguarda le attività petrolifere che la società effettua in Basilicata. Il lavoro - che si riferisce al triennio 2009-2011 - è stato redatto dalla stessa azienda e consegnato nei giorni scorsi al presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dal responsabile del Distretto Meridionale dell’Eni, Ruggero Gheller. I temi sono diversi: occupazione, ambiente, salute, sicurezza e gestione delle emergenze, royalty, stakeholder (ossia “portatori di interes-

se”, tutti i soggetti del territorio con cui l’azienda ha rapporti), comunità. Nel documento vengono fornite informazioni qualitative e quantitative sulle performance di sostenibilità di Eni in Basilicata negli impianti della Val d’Agri ma anche di Ferrandina e Pisticci. Spiegano i portavoce Eni: “Gli indicatori di

Qualità Conformità e attendibilità del documento certificate dal gruppo Ernst & Young performance riportati si riferiscono al triennio 2009-2011, una forbice pluriennale che consente la confrontabilità dei dati su più anni per una corretta lettura delle informazioni e per una completa visione a tutti gli stakeholder interessati all’evoluzioni delle performance di Eni in Basilicata”. De Filippo rimarca come la Regione Basilicata sia molto attenta ai temi del

Gli lsu possono stare tranquilli per l’anno a venire. Lo assicura l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Viti, che dichiara: “La Regione Basilicata assicurerà anche per il 2013 la copertura finanziaria dei progetti degli enti locali che vedono impegnati lavoratori socialmente utili”. “Confermati - prosegue Viti - anche gli incentivi per la fuoriuscita volontaria dalla platea che conta al momento poco più di 400 lavoratori. Si tratta di un risultato che non era affatto scontato alla luce della nota situazione di ristrettezza in cui versa la finanza pubblica e dei pesanti tagli ai trasferimenti di Regioni ed enti locali”. “Con queste risorse - spiega ancora l’esponente della giunta - saremo in grado di assicurare un reddito e un lavoro digni-

report e si aspetti, nell’immediato futuro, evoluzioni importanti specie sul fronte delle contropartite all’impegno economico della Basilicata. “nell’ambito - aggiunge - di un discorso avviato da tempo e che il governo in carica, a dispetto dei tempi assegnati, non ha condotto a termine”. Sul sito internet dell’Eni (www.eni.com) si trova il documento integrale e sispiega che “principale destinatario sono le comunità lucane interessate dalle attività petrolifere”. “Il rapporto - è scritto ancora - è focalizzato sull’attività di Eni in Val d’Agri

e si pone non solo come inizio di una nuova forma di informazione verso il territorio ma anche come scambio attivo con gli stakeholder, chiamati a fornire suggerimenti e contributi per un’evoluzione e un arricchimento del Local Report. Al fine di rendere la comunicazione più rigorosa e trasparente, il Local Report è stato certificato da Ernst & Young, che ne ha verificato la

L’assessore al Lavoro Viti assicura la copertura finanziaria della Regione Basilicata

Lsu, fondi anche per il 2013

“Saremo in grado di assicurare un reddito e un posto dignitosi a centinaia di famiglie, altrimenti prive di qualsiasi sostegno” tosi a centinaia di famiglie, che sarebbero altrimenti prive di qualsivoglia forma di sostegno al reddito, e di consentire ai Comuni di assicurare ai cittadini servizi di fondamentale importanza difficilmente erogabili direttamente o attraverso il ricorso a privati e comunque a costi sensibilmente superiori”. Cosa sono i lavori socialmente utili? Vennero così definiti dal decreto legislativo numero 468 del ‘97. “Le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva”.

Confermati anche gli incentivi per la fuoriuscita volontaria dalla platea di 400 unità

I progetti di lsu possono essere attivati solo in alcuni settori. Fra questi: cura e assistenza all’infanzia, all’adolescenza, agli anziani; riabilitazione e recupero di tossicodipendenti, di portatori di handicap e di detenuti; interventi mirati nei confronti di soggetti in condizione di particolare disagio e emarginazione sociale; raccolta differenziata, gestione di discariche e di impianti per il trattamento di rifiuti solidi urbani, tutela della salute e della sicurezza nei luoghi pubblici e di lavoro, tutela della aree protette

conformità e l’attendibilità”. Ernst & Young è una società (più propriamente una “rete” di società) che si occupa, in tutto il mondo, di servizi professionali alle imprese. Le attività di Eni in Basilicata sono governate dal Distretto Meridionale con sede a Viggiano - che gestiscei ricerca e produzione di idrocarburi in tutto il meridione. Nel documento sono spiegate le relazioni con le autorità locali e gli accordi per lo sviluppo del territorio, come il recente protocollo sul local content siglato il 5 ottobre 2012, e descritti i progetti di spese per il territorio (5,1 milioni di euro nel 2011). Un capitolo è dedicato ai temi delle royalty e dell’occupazione. Le royalty versate da Eni a Regione e comuni interessati ammontano a 63 milioni di euro nel 2011 e a oltre 585 milioni di euro nel periodo 1998-2012. Per quanto riguarda il lavoro, oggi il Distretto Meridionale impiega direttamente 291 persone. Di queste, più della metà è residente in Basilicata. Ma, in totale, i dipendenti rilevati che lavorano presso le imprese fornitrici del Distretto Meridionale sono, infatti, 2.146, di cui il 47% è lucano (e il 31% in particolare della Val d’Agri). (bm3)

e dei parchi naturali, bonifica della aree industriali dismesse e interventi di bonifica dell’amianto; miglioramento della rete idrica, tutela degli assetti idrogeologici e incentivazione dell’agricoltura biologica, realizzazione della opere necessarie allo sviluppo dell’agricoltura anche nelle zone montane, della silvicoltura, dell’acquacoltura e dell’agriturismo; piani di recupero, conservazione e riqualificazione, compresa la messa in sicurezza degli edifici a rischio, di aree urbane, quartieri di città e centri minori, in particolare di montagna; adeguamento e perfezionamento del sistema dei trasporti; interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale; iniziative per il miglioramento e lo sviluppo del turismo. (bm3)


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La piazza gremita nel giorno della prima L’opera è stata donata a papa Benedetto XVI da Apt e Regione. “Esprimo ancora gratitudine a sua Santità per questa straordinaria opportunità che ha offerto a tutta la Basilicata. Lo scenario di Matera rappresenta bene i valori di umiltà, sobrietà e semplicità”

Alla cerimonia presente anche il governatore De Filippo: “Un’intera comunità ha partecipato all’iniziativa”

“Una grande storia lucana”

Inaugurato in piazza San Pietro a Roma il presepe del maestro Artese Da Grassano a Roma per svelare il mistero della Natività. Il presepe lucano in piazza San Pietro, donato al Papa Benedetto XVI dall’artista Franco Artese, di Grassano su iniziativa della Regione e dell’Apt di Basilicata, è stato inaugurato il pomeriggio del 24. Cerimonia sobria e affascinante. In apertura, l’introduzione della banda della gendarmeria vaticana. A seguire l’esibizione, con un brano sacro dialettale, dei Cantori Materani diretti da Alessandra Barbaro. Poi, su i veli con l’intervento del presidente della Regione, Vito De Filippo e il rito dell’accensione di un lume da parte del Papa sulla finestra dell’Angelus. Il presepe contiene degli omaggi alla Basilicata e ai Sassi di Matera. E’ esposto anche il Carro in cartapesta ca-

S’ispira al paesaggio della Murgia e al tipico ambiente del mondo contadino, della “civiltà delle mani” ratteristico della festa del 2 luglio della Madonna della Bruna. “Nell’esprimere nuovamente gratitudine a sua Santità Benedetto XVI che ha dato alla Basilicata questa straordinaria opportunità, esprimo un sincero orgoglio per quello che la mia Regione è stata in grado di offrire al mondo in questo Santo Natale: una bella opera del maestro Artese che come tutte le belle opere è frutto di una grande storia che la Basilicata può raccontare”. In queste parole tutto l’orgoglio del governatore lucano De Filippo al momento dell’inaugurazione della grande opera di Artese. “Abbiamo chiamato una comunità intera a partecipare a questa iniziativa - ha aggiunto il presidente - e in tanti hanno voluto contribuire a questo dono che avevamo con modestia offerto al Santo Padre. E’ lo scenario di Matera ben rappresenta quel contesto di un presepe con i valori di sobrietà, umiltà e semplicità”. Il giorno di Natale, poi, Rai 1 ha trasmesso alle 8,45 un servizio proprio dedicato “Presepe lucano a San Pietro”. L’allestimento di Artese si ispira al paesaggio culturale della Murgia materana, dove le case, le chiese, i santuari,

scavati nella roccia, le une sulle altre, danno vita a un corpo unico che accoglie in un abbraccio la Natività e lo sguardo del visitatore. In questo scenario sono riconoscibili, tra gli altri, la chiesa rupestre Convicinio di Sant’Antonio e quella di San Nicola dei Greci. L’ambiente è tipico dell’antica civiltà contadina lucana, la “civiltà delle mani”, basata sul lavoro nei campi e degli antichi mestieri, connotata da una dimensione laboriosa e frugale, da un’umanità fortemente pervasa da spirito di sacrificio e senso religioso. E’ la rappresentazione di un mondo legato ai valori essenziali della famiglia, del lavoro, della solidarietà e da una concezione della vita aperta al Mistero. Il grande presepe di Artese si è trasformato anche in

ambasciatore lucano nel mondo. Tanto che una copia è stata donata alla fondazione Giovanni Paolo II in Argentina. E’ motivo di grande orgoglio per le comunità italiana e lucana nel Paese suidamericano vedere collocato nella Casa Rosada una delle espressioni più qualificate dell’artigianato artistico della Basilicata, lasciando così un segno indelebile anche del legame di questa comunità con il popolo argentino. L’iniziativa patrocinata dalla Regione e propiziata dall’Apt, in collaborazione con la fondazione Giovanni Paol,o II, entra nella campagna di promozione del turismo religioso e dell’immagine regionale su scala internazionale. (bm2)

L’artista

Allestimento

Attratto dal tema della Natività Opere nelle città più importanti

Circa 150 metri quadri per oltre cento statuine

Da New York a Spoleto, da Washington a Roma, Monaco, Parigi, Lubiana, Varsavia Dublino, fino al grande lavoro per il Museo della Natività di Betlemme (1999), commissionatogli dall’Unesco. Da 30 anni attratto dal tema della nascita di Gersù. Fin a quando, giovanissimo, ha iniziato a esporre nelle più importanti città del mondo. Il maestro Francesco Artese nasce nel 1957 a Grassano. Nel 2009, in occasione di “La Basilicata per San Francesco”, ha realizzato un presepe monumentale a Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Nel 2010 ha esposto la sua opera di 60 mq nella sede Rai di Roma in via Teulada e nel 2011 ha realizzato a Loreto un allestimento di 40 mq per conto della Regione, per rendere omaggio alla Madonna di Loreto, punto di riferimento della devozione mariana italiana. Al momento l’opera più importante è allestita a Betlemme nel Museo mondiale della Natività e rappresenta i Sassi di Matera. (bm2)

E’ un’opera monumentale, di circa 150 mq. E’ realizzato in polistirene e ricoperto da malta cementizia a effetto “tufo”, su una struttura di elementi in metallo e legno della dimensione in pianta di 11 per 13 metri. Il basamento è poggiato al suolo con un sistema di plinti di cemento armato sui quali sono fissati tralicci in alluminio. In questo modo l’allestimento risulta sollevato da terra di circa 90 cm e ha un’altezza che varia dai 6 agli 8 metri. Una seconda struttura abbraccia il presepe facendolo entrare in simbiosi con l’architettura della Basilica di San Pietro. L’allestimento illuminotecnico è curato dallo scenografo Mario Carlo Garrambone, con il particolare obiettivo di valorizzare con la luce l’opera di Artese attraverso l’utilizzo di sistemi tecnologici di stile cinematografico. Le statuine, oltre 100 pezzi, hanno un’altezza variabile: le figure in primo piano sono alte 32 centimetri, le altre 26. (bm2)


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Una laurea ad honorem per Paolo De Castro

Basilicata Mezzogiorno

Odontoiatria sociale bilancio dell’anno 2012 da parte dell’Asp

De Filippo ha ricordato il forte legame tra la Basilicata e il presidente della commissione Agricoltura e Foreste del Parlamento europeo

Il servizio prevede attività chirurgiche nell’ospedale di Chiaromonte e nel Poliambulatorio di Lauria

“Il conferimento della laurea honoris causa a Paolo De Castro dà prestigio al nostro Ateneo e rafforza il legame della Basilicata con il presidente della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, prestigiosa personalità dell’Europarlamento e qualificato interprete dei bisogni e delle scelte comunitarie nel settore primario”. Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo partecipando lo scorso 21 dicembre a Potenza al conferimento della laurea honoris causa in Scienze e tecnologie alimentari a Paolo De Castro. “La scelta operata dalla Facoltà di Agraria di conferire un riconoscimento così importante a De Castro – ha aggiunto De Filippo - è particolarmente felice, soprattutto perché cade nel trentennale della nascita dell’Università degli Studi della Basilicata. Il nostro Ateneo è giovane e dinamico e grazie a queste qualità, specie nel settore primario, ha certamente saputo accompagnare i processi di sviluppo delle imprese locali, che sono state pronte a recepire ed adeguarsi ai programmi europei per lo sviluppo in agricoltura. Sul fronte delle strategie a sostegno

Tempi di bilanci per il servizio di “Odontoiatria Sociale” dell’Azienda Sanitaria di Potenza che prevede un’attività chirurgica, che si effettua presso il Presidio Ospedaliero di Chiaromonte, ed una attività ambulatoriale che si effettua presso il Poliambulatorio Distrettuale di Lauria. Tra il primo gennaio e il 30 settembre del 2012, sono state effettuate 18 sedute operatorie per un totale di 85 accessi. Nello stesso periodo sono state garantite, tra l’altro, 83 visite e valutazioni e controlli post intervento; quaranta terapie estrattive, sono stati seguiti 124 pazienti, 69 maschi e 54 femmine, di cui 117 residenti in Basilicata e 6 provenienti da fuori regione. Lo rende noto l’ufficio stampa dell’Asp, che in una nota ricorda come “con questo progetto la persona portatrice di disabilità complessa ha potuto accedere ad un percorso curativo e di mantenimento che ha previsto la presa in carico globale del paziente che si è concretizzata attraverso la predisposizione di progetti curativi e di mantenimento individuali, realizzati in modo multidisciplinare integrato. L’obiettivo primario di tale processo è stato quello di consentire il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile, caratterizzata in particolar modo dall’ integrazione sociale, dal mantenimento delle relazioni interpersonali e dall’acquisizione e/o incremento delle abilità. Il progetto – sottolinea l’Asp - è stato mirato al trattamento di quelle persone che soffrono di malattie che devono essere trattate in ambiente protetto come cardiopatici, coagulopatici, epatopatici, Disabili psico fisici, non autosufficienti e/o affetti da patologie sistemiche, Persone affette da anomalie genetiche. Gli interventi vengono eseguiti anche in presenza di clown terapia che aiuta il paziente a superare tale prova. Per quanto riguarda l’attività chirurgica il servizio di Odontoiatria Speciale per il paziente critico viene effettuato due volte al mese presso l’ospedale di Chiaromonte. Gli accesi avvengono il martedì o il sabato, con orario operatorio 8-14 e controllo per tutto il pomeriggio. In tale attività, seguendo lo spirito “speciale” del progetto, sono stati trattati i pazienti critici, divisibili in due grosse categorie; soggetti con ritardo cognitivo e psico-motorio e soggetti con patologie respiratorie e cardiocircolatorie.

L’ingresso dell’ateneo lucano

del tessuto produttivo agroalimentare e zootecnico - ha continuato il presidente della Regione Basilicata - il governo regionale è costantemente impegnato a promuovere processi di innovazione e a sostenere gli operatori del settore, con l’obiettivo di rafforzare la filiera produttiva lucana, raccogliendo gli input che giungono dall’Europa. Mi piace pensare - ha concluso De Filippo - che il presidente della commissione Agricoltura e Sviluppo

rurale abbia accettato l’invito rivoltogli dalla facoltà di Agraria, con la consapevolezza che c’è un legame profondo tra la Basilicata e l’Europa, tra la ricerca, il sapere accademico e le nostre imprese agricole, tra la comunità lucana e Paolo De Castro”. Negli anni 1998-2000, De Castro viene nominato ministro delle Politiche agricole e forestali nel primo e nel secondo governo D’Alema. Al termine delle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera

dei deputati nella lista dell’Ulivo. Dal 17 maggio 2006 e sino alla fine della XV Legislatura ha ricoperto l’incarico di ministro delle Politiche agricole del secondo governo Prodi. Nell’aprile 2008 è stato eletto al Senato. Alle elezioni per il Parlamento Europeo di giugno 2009 è eletto deputato. Il 20 luglio 2009 è eletto all’unanimità da tutti i gruppi politici Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo.

Dal Consiglio Politica/1 Rosa (Pdl) L’anno che si avvia a conclusione per il Pdl non è stato un anno facile. E’ sotto gli occhi di tutti la confusione che sta attraversando il centrodestra italiano e che si è abbattuta come uno tsunami su tutti gli uomini e le donne che hanno sempre lavorato in modo serio e concreto per il partito. l brindisi non resta che farlo in modo virtuale con l’auspicio che i cuori puri e militanti del centrodestra trovino la forza per poter andare avanti al di là di qualsiasi contenitore o risultato elettorale. Politica/2 Folino (Pd) Siamo ad un passaggio storico della vita del nostro Paese ed il Partito democratico si presenta autorevolmente come il soggetto che può aprire una nuova stagione di progresso e di cambiamento in Italia. Il nostro primo obiettivo deve essere riavvicinare la politica ai cittadini e colmare quel divario fatto di sfiducia e di rabbia che rende più debole la democrazia nel nostro Paese. Dentro questo scenario dovrà pensarsi la Basilicata del futuro che proprio nel rapporto con lo stato giocherà le sue partite decisive. Architettura istituzionale, risorse naturali, infrastrutture sono i temi principali di un agen-

da serrata di confronto tra regione e governo da cui dipenderà un pezzo significativo del futuro della nostra comunità. Attraverso il passaggio delle primarie del 30 dicembre e delle prossime elezioni politiche ritengo che possano essere rilanciate le ragioni di fondo che hanno tenuto assieme tanti cittadini che nel 2009 sostennero la candidatura di Roberto Speranza a segretario del Pd e che oggi chiedono a tutti noi di continuare ad avere coraggio investendo nel cambiamento e nell’innovazione politica in Italia come in Basilicata. Io farò la mia parte. Politica/3 Vita (Psi) “I socialisti per l’Italia che verrà. Un Paese da costruire su idee nuove”: è questo il senso dell’iniziativa “Le tue idee per la tua Italia”, lanciata dal Psi. “Si tratta di un’idea innovativa per raccogliere idee innovative. Una consultazione popolare per ampliare gli spazi di partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Con questa straordinaria mobilitazione vogliamo stringere con gli italiani un patto nel nome della libertà e dell’equità. C’è la necessità di rafforzare l’identità di un partito che, in centoventi anni di storia, ha sempre mostrato enorme attenzione alle riforme e al progresso civile dell’Italia. I gazebo che saranno predisposti per dare vita alla cam-

pagna saranno collocati nelle piazze principali di tutte le provincie italiane dei comuni con più di 15mila abitanti. Potranno partecipare all’iniziativa tutti i cittadini italiani maggiori di 16 anni compresi i migranti con regolare permesso di soggiorno. Le consultazioni si svolgeranno il prossimo 5 gennaio dalle 10 del mattino fino alle 17, ma sarà anche possibile votare online sia sul sito del Partito che su quello dell’Avanti! già dal prossimo 31 dicembre”. Uffici postali Autilio (Idv) Il presidio popolare nel giorno di Natale davanti l’ufficio postale di Sant’Antonio Casalini nel comune di Bella, con il sostegno dell’Anci, ci deve sollecitare a riprendere il tavolo con Poste italiane perché stoppi lo sciagurato piano di chiusure in contrade rurali e piccoli comuni ed accetti il confronto senza farci trovare di fronte ad atti unilaterali. Perdere un ufficio postale a Sant’Antonio Casalini di Bella, come a Marsicovetere o a Mezzana di San Severino Lucano o ad Agromonte equivale perdere un presidio di servizi non solo specificatamente legati alla corrispondenza ma servizi di carattere bancario - finanziario specie in contrade, frazioni rurali e piccoli paesi sprovvisti da sempre di sportelli bancari.


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Istruzione è crescita

La nostra migliore energia è il cervello dei nostri giovani

Formazione Intesa col Ministero e sostegno all’Università: puntiamo sulla cultura e sulle capacità dei ricercatori lucani

Sperimentazione dell’Apprendistato professionalizzante per incentivare l’inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro

a cura dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale

Crediamo nella cultura come investimento, nella formazione come strategia. Per questo sosteniamo programmi che vadano oltre la scuola e guardino alle imprese


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.12.2012

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II I BASILICATA PRIMO PIANO

IL TOUR DEI RIFIUTI UN SISTEMA «FRAGILE»

Giovedì 27 dicembre 2012

Le difficoltà nel Metapontino sono dovute anche ai contenziosi legali con le ditte affidatarie del servizio di raccolta

Pisticci «ritaglia» altri spazi per accogliere l’immondizia Più volumetria: oggi potrebbe riaprire la discarica di contrada «La Recisa» PIERO MIOLLA l È imminente la riapertura della discarica di contrada La Recisa, a Pisticci. Lo ha reso noto il sindaco della città basentana, Vito Di Trani che, raggiunto telefonicamente, ha confermato come «le autorizzazioni del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, necessarie per aumentare la volumetria dell’impianto di altri 10mila metri cubi, sono state concesse e sono in arrivo negli uffici competenti del Comune. Ritengo, dunque, che già da domani mattina (oggi per chi legge, ndr) la discarica possa essere riaperta per il conferimento dei nostri rifiuti solidi urbani». Le notizie positive, però, non si fermerebbero qui: Di Trani ha infatti svelato che «dopo un ampio consulto con i dirigenti regionali e con un noto professore dell’Università di Basilicata, è emerso come in realtà l’impianto di La Recisa abbia ancora circa 2mila metri cubi di disponibilità che potremo sin da subito sfruttare». In buona sostanza, nella discarica di Pisticci sarebbero nuovamente disponibili circa 12mila metri cubi? «Sì – ha confermato Di Trani – i primi 2mila rivenienti dalla precedente autorizzazione all’ampliamento della volumetria da 20mila metri cubi. Gli altri 10mila, invece, sono quelli relativi all’autorizzazione che ha di fatto bloccato la discarica in questi pochi giorni nei quali siamo stati costretti a conferire a Salandra. Ritengo che il problema sia risolto, almeno per ciò che concerne

questa emergenza, ma è ovvio che è nostro compito, oltre che nostra ferma intenzione, risolvere le difficoltà legate al ciclo dei rifiuti in modo più duraturo». In che modo? «Attraverso un altro ampliamento da 50mila metri cubi, già finanziato dalla Regione Basilicata con la concessione al nostro Comune di un cosiddetto fondo di rotazione che ammonta ad un milione e 100mila euro: in tal modo noi potremo

SINDACO Vito Di Trani procedere con tranquillità, sia perché da un lato abbiamo i 12mila metri cubi di cui le ho già parlato che ci consentono il conferimento senza affanni, sia perché, per l’immediato futuro, c’è un fondo consistente a nostra disposizione con il quale potremo effettuare tutti i lavori di ampliamento ed adeguamento strutturale che sono necessari». Sindaco, a Pisticci però corre voce che, in realtà, il problema delle autorizzazioni non fosse a Potenza, ma

in qualche ufficio del Comune: cosa c’è di vero in tutto ciò? «Assolutamente nulla: in realtà mancavano le autorizzazioni dagli uffici competenti di Potenza: ora le abbiamo ottenute e possiamo stare tranquilli. Il resto, mi creda, non ha un minimo fondamento di verità: si tratta, evidentemente, della solita dietrologia». Problema risolto, dunque? Staremo a vedere: già questa mattina verificheremo se la discarica di La Recisa riapre e se accoglie nuovamente i rifiuti della cittadina basentana e quelli di Craco: Potenza, infatti, da tempo non conferiva più a La Recisa. Sul tema, va ricordato, c’era stata la presa di posizione del capogruppo consiliare del Fli, Mimmo Lazazzera, che aveva scritto al sindaco ed al presidente del consiglio comunale, Rocco Fuina, per chiedere loro delucidazioni. «La chiusura comporta un considerevole aggravio di costi, non preventivati, per le casse comunali e sarà utile conoscere il loro ammontare. Nella seduta dell’ultimo consiglio l’assessore all’ambiente dichiarò che l’approvazione dell’ampliamento della discarica sarebbe arrivato da li a breve permettendo di immagazzinare diverse decine di migliaia di tonnellate di rifiuti: la chiusura testimonia l’inattività e la manifesta inadeguatezza dell’amministrazione comunale che si muove nel solco della sempre più evidente ed imbarazzante inattività delle precedenti amministrazioni di sinistra, che hanno ripetutamente amministrato la città segnando in modo nefasto le sorti della comunità».

I RIFLESSI LA CHIUSURA DEL SITO DI PISTICCI HA CREATO PROBLEMI IN TUTTA L’AREA JONICA. MIASMI NELLA ZONA DELLA CHIESA

Natale tra cumuli di spazzatura a Bernalda e Metaponto lido Gestione rifiuti: il Tar dà ragione alla Tradeco, esclusa dalla gara ANGELO MORIZZI l Più che un Natale coi fiocchi è stato un Natale tra i rifiuti, quello vissuto da bernaldesi e metapontini. Oltre ai lustrini delle feste, ha dominato la scena l’immondizia accatastata lungo le isole ecologiche del paese o quella trascinata per le strade da randagi e gatti, per i quali è stato sicuramente un Natale di abbondanza. Meno contenti, naturalmente, i cittadini e perfino i sacerdoti, visto che a ridosso della casa parrocchiale Mater Ecclesiae, si è creata una vera e propria discarica a cielo aperto, con miasmi propagati nell’aria dalla notevole umidità. La chiusura del punto di raccolta e smaltimento di Pisticci, ha provocato problemi a quei Comuni come Bernalda che la utilizzavano. In attesa di nuove soluzioni, che tardano a venire, però, e proprio nei giorni di maggiore produzione di immondizia, lo

spettacolo non è stato certo dei migliori, e non certo per la negligenza degli operai di Teknoservice che, con i mezzi a disposizione, hanno cercato, perlomeno, di alleviare il disagio rimpiendo i mezzi di raccolta. Frattanto, il nervo scoperto della raccolta dei rifiuti solidi urbani, con la raccolta differenziata e il porta a porta, che continuano a segnare percentuali disastrose e imbarazzanti, sollecita il dibattito politico cittadino, anche a livello di contenziosi legali. Ultima in ordine di tempo quella con la Tra.de.co. srl di Altamura, che succederà alla Teknoservice nel servizio di raccolta, a partire dalle prossime settimane. La Tra.de.co srl, aveva vinto, nei mesi scorsi, il bando di concorso, per l’aggiudicazione del servizio quinquennale, ma era stata esclusa dalla concessione, per il riscontro di incongruità nell’offerta prodotta. L’appalto era stato conseguentemente assegnato alla ditta

Basilicata Mezzogiorno

«Onofaro Antonino srl», posizionata al secondo posto in graduatoria Il successivo ricorso al Tar di Basilicata, però, ha dato ragione alla società pugliese. Il Tribunale amministrativo regionale, ha sentenziato che la Tra.de.co. dovrà gestire il servizio, condannando il Comune di Bernalda al pagamento di 10 mila e 600 euro per le spese legali. Un film già visto, quello dei contenziosi sui rifiuti,

quasi sempre sfavorevoli al Municipio jonico, che ha avviato negli anni scorsi, cause legali, con diversificate motivazioni, nei confronti di Alesia, Avvenire e Teknoservice.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 27.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

16 24 Ore in Basilicata Gli abitanti delle due zone non vogliono “piegarsi” al destino imposto dall’azienda

Giovedì 27 dicembre 2012

Poste, uniti nella protesta

A Sant’Antonio Casalini e a Possidente cittadini in strada contro la società E’ STATO un Natale nel segno della protesta quello passato nelle comunità di Sant’Antonio Casalini a Bella e a Possidente. Amministratori, anziani ma anche giovani e bambini, hanno voluto presidiare l’ufficio postale a seguito della chiusura “imposta” dall’azienda. Due comunità orfane di un servizio essenzia-

le per tutti: aziende, famiglie e in particolare anziani costretti ad andare in altri paesi per poter ritirare la propria pensione. «Il vero tema della questione ha detto il sindaco di Bella, Michele Celentano raggiunto telefonicamente nella giornata di ieri - è capire se Poste Italiane riveste il ruolo di servizio pubblico.

 CELENTANO: «LA NOSTRA LOTTA NON SI FERMERÀ»  BELLA - L'Amministrazione Comunale di Bella continua ad opporsi contro Poste Italiane, anche nel giorno di Natale. Tutta la popolazione si è congiunta per mettere in salvo l'Ufficio postale di Sant'Antonio Casalini. All'incontro ha partecipato anche il presidente dell'Anci Basilicata, Vito Santarsiero, che ha difeso i cittadini e lì ha stimolati a continuare la battaglia, sempre uniti e compatti. «Il Natale è anche scendere in campo per difendere il proprio territorio, i propri diritti e un servizio fondamentale - dichiara il presidente Anci, Vito Santarsiero- stiamo facendo una battaglia insieme, con lo scopo di riprendere un cammino di crescita e di sviluppo. I presidi hanno senso se la comunità difende i propri diritti all'unanimità, altrimenti, singolarmente significa perdere». È assurdo trascorrere serenamente le festività natalizie, se tale chiusura crea notevoli disagi, soprattutto, per quella utenza più debole, formata da anziani e persone non autosufficienti, che difficilmente potranno raggiungere paesi distanti 15 o 20 Km, senza nessuna difficoltà. Nessuno può accettare che sia negato un diritto ed un servizio dovuto, specialmente se l'atteggiamento di Poste Italiane si sia svelato più volte contraddittorio, visto che l'Amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, aveva garantito che nessun ufficio postale della Basilicata sarebbe stato chiuso, e sembrava interessato a sottoscrivere degli accordi con i Comuni. Ma niente di tutto ciò. Ormai,

l'unico obiettivo di Poste Italiane è di non collaborare con i Comuni, e di tirare avanti con le logiche padronali e aziendali, che penalizzano profondamente il territorio e i cittadini. Di conseguenza, la popolazione si è vista calpestare un diritto inviolabile a cui non possono rinunciare. Quindi, nel corso della manifestazione i cittadini fortemente delusi e con toni irritati, reclamano il ripristino del servizio e spiegano che «è vergognoso mettere a dura prova noi cittadini, non possiamo raggiungere dalle zone rurali altri uffici postali, se le corse dei pullman sono soltanto due (inserite in fasce orarie proibitive) e, in più, per raggiungere le fermate degli autobus risulta altrettanto scomodo». Il sindaco di Bella, Michele Celentano, ha replicato affermando che «la Regione prenda, una volta per

tutte, un'opportuna posizione con chiari accordi, adatti ad evitare ulteriori divergenze e fallimenti». «Nessuno è disposto ad accettare un tale provvedimento - continua il sindaco Celentano - la nostra lotta sarà combattiva e lunga: si è deciso di rafforzare i presidi permanenti davanti l'ufficio postale, oltre che attuare i consigli comunali aperti e tutte le forme legali contro Poste Italiane». La spinosa questione sarà affrontata in Regione, in due importanti appuntamenti: il prossimo 8 gennaio 2013, data in cui si riuniranno i sindaci e l'Anci, e il prossimo 14 gennaio 2013, invece, sarà l'occasione di un grande vertice sempre in Regione, con Poste, Anci, Sindacati, Sindaci e tutta la cittadinanza coinvolti, decisi collettivamente a riprendersi il proprio ufficio postale. Maria Rosaria Aquino

Si farà il punto della situazione in vista dell’incontro più importante che ci sarà la settimana dopo dove sul tavolo, oltre all’Anci, si siederà la Regione Basilicata e Poste Italiane. In quella sede si capiranno le reali intenzioni dell’azienda di telecomunicazioni.

 SIT-IN PERMANETE DAVANTI ALL’ALBERO DELLA SPERANZA 

POSSIDENTE - Le feste non li hanno piegati. Anzi. La loro protesta va avanti contro la chiusura dell’ufficio postale. Sono stati molti i cittadini che si sono ritrovati intorno

al Comitato aderendo ai turni di vigilanza e di presenza. L'albero nei presso del gazebo si è arricchito di tanti messaggi edi tantelettere alle autorità in cui ognuno

Sopra il presidio davanti alle poste di Sant’Antonio Casalini. In alto il sit-in a Possidente. Sotto il consigliere Autilio

AUTILIO: «RIPRENDERE IL TAVOLO DEL CONFRONTO» «RIPRENDERE il tavolo con Poste italiane perché stoppi lo sciagurato piano di chiusure in contrade rurali e piccoli comuni ed accetti il confronto senza farci trovare di fronte ad atti unilaterali». A sostenerloè ilcapogruppodi Idv in Consiglio Regionale Antonio Autilio, ricordando che nel mese di luglio scorso, è stata discussa in Consiglio una sua mozione «a sostegno delle sacrosante rivendicazioni di cittadini, sindacati di categoria dei lavoratori postelegrafonici e amministratori comunali». «Allo stato attuale credo che ci siano due strade da percorrere: la prima - precisa - si riferisce al fatto che Poste italiane ha incassato circa 3 milioni di euro per la gestione dell’operazione della card carburante, in attuazione di uno specifico provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico, ed altre risorse incasserà nel 2013 con la cosiddetta operazione di ricarica della card. Pertanto deve assumere un comportamento di maggiore responsabilità nei confronti della nostra Re-

Questo è un aspetto fondamentale che bisogna affrontare. Perchè se non riveste più questo ruolo, la politica ci deve dare le risposte». E proprio la politica cerca di muoversi per scongiurare la chiusura degli uffici. Il giorno 8 gennaio ci sarà un vertice tra Anci e sindaci interessati alla vertenza.

gione e dell’utenza che da troppo tempo è costretta a subire gravi disservizi e disagi, sino alla chiusura di sportelli. Si tratta di far pesare il ruolo specifico che la società svolge in Basilicata grazie alle nuove entrate derivanti dalle royalties del petrolio rispetto alle quali nel recente passato si era ipotizzato un incremento di occupazione (specie portalettere e sportellisti) ed invece ci troviamo di fronte alla diminuzione di personale e servizi. La seconda – aggiunge Autilio – riguarda la costituzione dell’Unione dei Comuni alla quale saranno affidate funzioni di gestioni di servizi a livello consortile: è l’occasione di riprendere l’idea dell’Anci di stipulare con Poste italiane specifiche convenzioni che amplino la gamma di servizi tradizionalmente postali in modo da far diventare gli stessi uffici, soprattutto nelle contrade rurali e nei piccoli comuni, presidi di servizi alle comunità. La stessa card carburanti può diventare card postale per tutti gli usi consentiti dalle carte di cre-

UNA LETTERA DI “ORDINARIO” DISAGIO di LUCA SABIA*

dito-bancomat”. “Perdere un ufficio postale a Sant’Antonio Casalini di Bella, come a Marsicovetere o a Mezzana di San Severino Lucano o ad Agromonte – conclude Autilio - equivale perdere un presidio di servizi non solo specificatamente legati alla corrispondenza ma servizi di carattere bancario - finanziario specie in contrade, frazioni rurali e piccoli paesi sprovvisti da sempre di sportelli bancari”.

esprime speranze e proposte. Il momento più intenso e' stato raggiunto sicuramente la mattinata del 25, allorquando tutti si sono recati in piazza dove hanno trovato ad attenderli il Sindaco di Avigliano Vito Summa, il sindaco di Filiano, nonchè consigliere provinciale, Peppino Nella, i consiglieri provinciali Ivan Santoro e Aurelio Pace e il presidente Anci e sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, oltre al consigliere regionale Giannino Romaniello e al Comitato per la riapertura dell'ufficio postale di Avigliano Scalo. Nella Piazza "Massimo Troisi", piena come non mai, mischiati tra i cittadini vi erano molti consiglieri della maggioranza e della minoranza del comune di Avigliano, tre cui il consigliere Vito Lorusso e gli assessori Vito Lucia e Anna D'Andrea. Il comitato, a nome dei cittadini, ha ringraziato i presenti per la solidarietà e l'impegno dimostrato e ha espresso la ferma volontà di non arrendersi confermando la decisione di intensificare le azioni di protesta nei prossimi giorni. I rappresentanti delle istituzioni hanno confermato la loro vicinanza alle esigenze della popolazione e il loro impegno a impedire a Poste questi veri e propri atti di sopruso e di arroganza, figli di una concezione grettamente mercantile di un servizio nato e sviluppatosi dal secondo dopoguerra, anche, come presidio di civiltà. I rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni si sono reciprocamente scambiati l'impegno a fare ogni cosa dipendente dal proprio ruolo per costringere Poste italiane a rivedere la scelta fatta e a ripristinare immediatamente i servizi soppressi.

SONO uno studente fuorisede, vivo a Torino dove studio Medicina e Chirurgia. Tornato a casa per le festività natalizie, mi sono trovato di fronte all’amara sorpresa della chiusura dell’ufficio postale di Possidente. In quell’ufficio ho avuto dalla nascita un libretto di risparmio postale nel 1984 e ho aperto il mio primo c/c postale nel 2002. Molte volte ho accompagnato i miei nonni, durante gli anni passati, a ritirare la pensione. Tragitto di pochi passi che i miei nonni, durante l’anno, compivano da soli e in piena autonomia. Motivo di benessere psichico oltre che sociale, il riuscire a svolgere, senza l’aiuto di nessuno, piccole commissioni quotidiane, come andare a ritirare la pensione. Faccende che molte volte sono lo stimolo ad uscire di casa e scambiare qualche parola sul tempo e sui tempi che corrono. Molti anziani vivono nella frazione di Possidente e nei suoi conglomerati di case attigui, e tutti afferiscono all’ufficio Postale di Possidente. I miei nonni ultranovantenni fanno parte di questo gruppo di persone e sono, come loro, privati di un servizio essenziale. Lo scorso lunedì 24 dicembre, ho messo in macchina mio nonno novantacinquenne per un insolito viaggio in auto, andare a ritirare la pensione a Lagopesole. Arrivati presso l’ufficio postale ecco puntuale il disservizio: alle 12.30 liquidità già esaurita. Soli 20 euro in cassa e, come se non bastasse, un’ impiegata che ci “rimproverava”

di essere arrivati tardi e di non aver pensato che fosse ovvio che la vigilia di natale ci sarebbero stati molti prelievi. Al danno, la beffa.Mio nonno, visibilmente dispiaciuto mi ha chiesto cosa fare, così gli ho proposto di risalire in macchina e provare all’ufficio postale di S. Giorgio di Pietragalla, sito in un punto diametralmente opposto, nel territorio delle campagne Aviglianesi, rispetto a Lagopesole. Così, risaliti in auto, ci siamo diretti là. E qui si è palesata la sorpresa più amara: ufficio postale di S. Giorgio di Pietragalla già chiuso, alle 13.00, ben prima dell’orario di chiusura stabilito(13.45 nei feriali) senza alcun motivo plausibile, né preavviso o ragione apparente.Sono certo che molte siano le storie di disagio dei nonni, e degli anziani in generale, causate dalla mancanza di un servizio essenziale come le Poste; tutte storie molto simili a quella qui raccontata.E’palese che Poste Italiane, azionista totalmente pubblico, sia dotata di un perverso senso dell’umorismo. Si pensi infatti che il motto delle Poste, dal sito poste.it, è “un mondo di servizi”. Tuttavia sarebbe più aderente alla realtà dei fatti parlare, piuttosto che di servizi, di disservizi.Pertanto, ai miopi dirigenti di Poste Italiane, sarebbe bene ricordare il significato e l’etimologia di servizio(lat. servìre; prestar opera): opera di interesse pubblico prestata dallo Stato o dagli enti locali, direttamente o attraverso concessioni e appalti, a favore della collettività. *Studente universitario


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Giovedì 27 dicembre 2012

Protagonisti a San Pietro

Musica e lunghi applausi per l’inaugurazione in Vaticano

Il Papa onora il presepe lucano Il Gesù di Artese nasce tra i contadini. Perri: «Basilicata destinazione dello spirito» VATICANO - La Banda del Vaticano ha anticipato l’apertura, poi, intorno alle 18, la benedizione ufficiale di Benedetto XVI al presepe in Vaticano donato dalla Regione Basilicata con l’accensione del lume acceso dalla finestra della stanza del Papa, accompagnata da lunghi applausi. Una giornata di emozioni ed orgoglio per la delegazione lucana che la sera della Vigilia ha partecipato a questo momento di assoluto protagonismo nel mondo cattolico della Basilicata ha vissuto il suo momento da protagonista assoluto nel mondo cattolico. Il presepe di Franco Artese è stato aperto al pubblico con una cerimonia inaugurale in diretta sulle tv Vaticane, Radio Vaticana e le tv lucane, oltre ai collegamenti con tutte l'informazione mondiale. Alla presenza del governatore della Città del Vaticano, Cardinale Bertello, e del segretario di Stato, monsignor Sciacca, le autorità lucane hanno dato il via ad un'esperienza unica, che ha visto Matera al centro della Cristianità. La Madonna dell'Accoglienza - così Artese ha definito la sua Madonna - con le braccia aperte accoglie altri bambini in un'ambientazione del tutto particolare: il Convicinio di Sant'Antonio, tra le chiese rupestri più suggestive di Matera. «Un presepe pensato per i bambini - ha spiegato un emozionato Franco Artese, che da Grassano è giunto a San Pietro, definito come uno dei principali artisti meridionali - che racconta la nostra terra, le nostri tradizioni e la cultura della Basilicata tutta». La Natività lucana presenta scene di vita quotidiana, animate da oltre 100 statuine di terracotta, alte fra i 28 e i 22 centimetri. Alla Radio Vaticana che ha intervistato Artese, il maestro ha spiegato che «il presepe di piazza San Pietro – che ha una dimensione di circa 160 metri quadri – è la rappresentazione del mistero in un ambiente tipico lucano: i Sassi di Matera. La natività è una grotta, una chiesa rupestre, di cui a Matera ce ne sono 154». «Ho realizzato la Grotta – ha rivelato – in una chiesa rupestre, con gli affreschi in stile bizantino del 1300. Quindi i Sassi di Matera diventano la culla della Natività, del mistero che ha cambiato la storia dell’Uomo. Cristo che nasce in mezzo ai nostri contadini, in mezzo alla gente semplice, umile». Un presepe impegnativo, dunque, anche per dimensioni e numero di personaggi e soprattutto anche per l’ambientazione, quindi per la costruzione delle case, del paesaggio. «Ho iniziato a giugno – ha confidato l’artista – la realizzazione del progetto. Poi, l’esecuzione dalla fine di luglio: ha richiesto diversi mesi di lavoro. Ci sono circa 100 personaggi. E' bello: a fare il presepe si cresce, e quindi si matura. Anche il presepe fa maturare le persone». Il presidente dell’Apt, Gianpiero Perri, presente alla cerimonia di inaugurazione ha dichiarato: «Quest'occasione storica del Presepe a San Pietro rappresenta la tradizione, l'arte e la fede di una comunità regionale e della sua storia, ma rappresenta anche l'occasione per comunicare al mondo intero che la Basilicata è una destinazione "dello spirito" con i suoi luoghi ed i suoi itinerari per un turismo religioso che sul nostro territorio può essere davvero elemento trainante» «Il presepe che si faceva insieme nella nostra casa mi dava grande gioia», ha scritto su Twitter, Benedetto XVI, subito dopo la messa della Notte di Natale.

L’artista: «Ho pensato ai più piccoli»

Le immagini del presepe realizzato da Franco Artese e donato dalla Regione Basilicata al Vaticano. L’opera è stata inaugurata il pomeriggio della vigilia di Natale con l’accensione del lume da parte di Benedetto XVI. Ad aprire la cerimonia il Coro della città di Matera

La Natività benedetta dal Santo Padre

I COMMENTI

De Filippo: «Opera frutto della nostra lunga storia» IL governatore lucano, Vito De Filippo, in occasione dell’inaugurazione del presepe è tornato a esprimere gratitudine a papa Benedetto XVI che ha dato alla Basilicata una straordinaria opportunità: «Esprimo un sincero orgoglio - ha dichiarato - per quello che la mia Regione è stata in grado di offrire al mondo in questo Santo Natale: una bella opera del maestro Artese che come tutte le belle opere è frutto di una grande storia che la Basilicata può raccontare». Così il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Presepe in Piazza San Pietro donato dalla stessa Regione al Santo Padre. «Abbiamo chiamato una comunità intera a partecipare a questa iniziativa - ha detto De Filippo - e in tanti hanno voluto contribuire a questo dono che avevamo con modestia offerto al Santo Padre. È lo scenario di Matera ben rappresenta quel contesto di un presepe con i valori di sobrietà, umiltà e semplicità».

L’intervento del sindaco

«Matera parla al mondo» «IL presepe di Artese racconta in tutto il suo splendore la storiadella nostraidentitàe,in modochiaroedefficace, iSassidi Matera e il parco della Murgia materana, patrimonio mondiale dell'umanità. Con questa iniziativa Matera offre nuovamente al mondo intero il suo patrimonio culturale costruito in migliaia di anni impegnandoci a valorizzarlo ulteriormente ed a proseguire il percorso di promozione sul solco della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura del 2019». Questoilcommentodel sindacodiMatera,SalvatoreAdduce, presente alla inaugurazione del presepe di Franco Artese, in piazza San Pietro, a Roma. «Guardare gli occhi incantati e pieni di stupore dei tantissimi fedeli che hanno ammirato il capolavoro dell'artista di Grassano è un motivo di grande soddisfazione. Nei prossimi giorni, insieme all'Apt e alla Regione Basilicata a cui va il nostro ringraziamento per aver promosso e sostenuto questa iniziativa che vede ancora una volta protagonista Matera, costruiremo altre occasioni di promozione»


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Basilicata Mezzogiorno Giovedì 27 dicembre 2012

22 Gli interventi riguarderanno tra gli altri la messa in sicurezza dei percorsi escursionistici

San Fele, una “cascata” di fondi

In arrivo dalla Regione 140.000 euro per valorizzare le cosidette “U Uattënnierë” SAN FELE - Una buona notizia per uno dei posti più suggestivi dell’intera regione. Con determina del 27 novembre2012 -DipartimentoUfficio Programmazione-Giunta Regionale è stato assegnato al Comune di San Fele un contributo di 140.000 per finanziare i primi tre interventi previsti dal Piano Programma valorizzazione turistica delle cascate di San Fele ,approvato recentemente dall'amministrazione comunale. Uno stanziamento che certamente contribuirà a rendere ancora più fruibili le cosiddette “U Uattënnierë”. Gli interventi in particolare comprendono: la messa in sicurezza dell'alveo fluviale,asta e aree di stretta pertinenza del torrente Bradano ( tratto ponte Acquafreddacascate u uattenniere) e tratto cascata paradiso. Inoltre sono previsti interventi di messa in sicurezza, sistemazioni e segnaletica dei percorsi escursionistici: monte Castello, Nocicchio, u Vurton , Paradiso compreso i sistemi di attraversamento del torrente (ponti) - sistemazione casetta presente nell'area delle cascate. Infine questi fondi serviranno per l’acquisizione di aree e manufatti per il progetto di miglioramento e riqualificazione del sistema torrente Bradano e dei siti dei vecchi opifici (mulini e gualchiera) alimentati ad energia idraulica (presenti nel primo tratto del torrente Bradano , dalla fontana acquafredda alle cascate u uattenniere). Con questo finanziamento anche la Regione intende dare il propriocontributo per la definitiva consacrazione di questo autentico angolo di Paradiso. «Le cascate - si spiega sul sito www.cascatedisanfele - prendono il nome “U Uattënnierë”, la trasposizione dialettale di “gualchiera”: macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. Sfruttando la forza motrice dell’acqua, una grande ruota azionata trasmetteva il movimento ad un

E a Lavello l’Arma mette in fuga dei ladri

Palazzo, prima ruba l’oro e poi cerca di rivenderlo Giovane ai domiciliari

Le cascate di San Fele

cilindro orizzontale nel quale erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni. Questi terminavano con pesanti magli (o folloni) che, entrando e uscendo da una vasca (dove sul fondo venivano posti i tessuti), servivano a gualcare la lana; le proprietà feltranti del panno venivano

così rese più compatte e meno ruvide. La gualchiera di San Fele èrimasta inuso finoagli anni ‘40 del secolo scorso. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi molini,icui resti(cosicomequelli della Gualchiera) testimoniano l’ingegno e la dedizio-

ne al lavoro dei Sanfelesi. Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari dell’associazione , costituita per valorizzare e promuovere il territorio di San Fele, oggi possiamo ammirare alcune delle cascate “U Uattënnierë”, riportate alla vista e al loro antico ed affascinante splendore».

ALTO BRADANO - E’ di una persona arrestata e di due autocarri provento di furto recuparati, nonché refurtiva varia per un valore complessivo di 20.000 euro, il bilancio di un'intensa attività di controllo del territorio operata dagli uomini della compagnia carabinieri di Venosa, al comando del capitano Vincenzo Varriale. L'attività repressiva - sottolineano dall’Arma - assume particolare rilievo in quanto condotta nel periodo che precede le festività natalizie, durante il quale, com'è noto, aumentano esponenzialmente i reati in genere e quelli contro il patrimonio, in particolare. A Palazzo San Gervasio, i carabinieri della locale stazionehanno trattoinarresto in esecuzione di ordine di

Genzano Prese di mira dai vandali

Due statue sacre salvate dai carabinieri

GENZANO DI LUCANIA - Alcuni giorni fa sono stati benedette, dal parroco don Tommaso Fradusco, due statue religiose sistemate nel cortile antistante la caserma dei Carabinieri. Le sculture, rappresentanti rispettivamente la madonna e un cristo, erano precedentemente allocate in una piccola nicchia opportunamente costruita, già da tantissimi anni, al bivio fra Genzano e Banzi; ma più volte erano state oggetto di atti vandalici, e così i marescialli Angelo Calculli ed Alessio Pepe hanno deciso di tenerle lì, al sicuro, dopo l'accurato restauro delle stesse da parte di un esperto artigiano. Le imprese Nei, Potenza e Festa hanno offerto il materiale ed il lavoro necessario alla messa in posa, in occasio-

Le due statue si trovano nel cortile della caserma dei carabinieri

ne delle festività natalizie. Erano presenti tutti gli uomini dell'Arma, rappresentanti dei vigili urbani, don Gaetano Corbo e membri di al-

cune associazioni culturali del paese. Un bel gesto, che ha commosso la cittadinanza. gia. gue.

carcerazione emesso dalla procura della repubblica presso il tribunale di Melfi, un pregiudicato del luogo, D.P. di 22 anni. I gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli inquirenti a suo carico hanno consentito l'emissione del provvedimento cautelare per il reato di ricettazione in concorso. Gli investigatori hanno accertato che il giovane aveva venduto alcuni monili in oro, per un valore di circa 500, euro presso un negozio “compro oro” di Palazzo San Gervasio, gioielli che erano stati precedentemente asportati all'interno di un'abitazione dello stesso comune lucano. Il ricettatore, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione, in regime degli arresti domiciliari. A Lavello, i carabinieri della locale stazione sono intervenuti in località Gaudiano, all'interno di un sementificio, dove era in corso un furto di materiale ferroso e merce di vario tipo. I malfattori, alla vista dei carabinieri e sentendosi braccati, hanno abbandonato la refurtiva e si sono dati alla fuga nelle campagne circostanti, facendo perdere le tracce. I militari dell’Arma hanno recuperato, oltre alla refurtiva, anche due autocarri rubati alcuni giorni prima nel comune di Foggia. I veicoli erano stati utilizzati dai malviventi per caricare il materiale rubato. I mezzi e il materiale recuperati, per un valore complessivo di oltre 50.000 euro, sono stati restituiti ai proprietari. Sono tuttora in corso ulteriori indagini finalizzate al rintraccio dei responsabili del tentato furto.

Venosa Grande successo per il concerto dell’orchestra di fiati

Venosa, gita fuori porta alla città della scienza

VENOSA - Nella Cattedrale Sant’Andrea, un successo ha riscosso il IX Concerto di Natale a cura dell'Orchestra di Fiati "Amadeus" diretta dal M° Michele Natale. L’evento presentato dalla bella ed affascinante Alessandra Mettola, alla presenza del presidente dell'orchestra Amadeus, Lorenzo Cicenia, sindaco Avv. Bruno Tamburriello, del presidente del consiglio comunale, Luisa D'Urso, del presidente della pro-loco, Michele Duino, del parroco della cattedrale, don Mauro Gallo e di don Vincenzo D'Amato ha deliziato il numeroso pubblico con brani natalizi (Adeste Fideles, White Christmas, Tu scendi dalle stelle, Stille Nacht, Happy Christmas) e musica di Morricone (from the film, The legend of 1900) e di Webber (Jusus Christ Super Star). Il parroco della Cattedrale, don Mauro ha avuto parole di compiaci-

VENOSA - E’ stata positiva l’esperienza didattica degli studenti del 2° anno del Liceo Scientifico e Liceo Classico dell'I.I.S.S. "Quinto Orazio Flacco" presso la Città della Scienza di Bagnoli. Un museo scientifico interattivo di ultima generazione, uno strumento educativo di diffusione della cultura scientifica e tecnologica dove i visitatori divengono protagonisti attivi del “fare scienza”. Accompagnati dai docenti, di Scienze, Chimica e Fisica, Musto, Leggieri, Di Lisi, gli studenti hanno appreso nella sezione Fisica (operatore Mario) i vari esperimenti, sull'acqua ed energia, dal peso specifico alla viscosità, dalla forza di gravità a quella elettromagnetica. Una breve visita al laboratorio di Astronomia ha consentito agli alunni di capire il gioco del Sole,della Terra e delle Stelle. Nella se-

“Amadeus” incanta la cattedrale

Alcune immagini del concerto che si è tenuto nella cattedrale di Venosa

mento: «i concerti musicali in questo periodo ci aiutano ad entrare più facilmente nel mistero del Natale, dell'Incarnazione». Il sindaco, Tamburriello ha aggiunto: «la musica dell'orchestra Amadeus hanno esaltato i nostri animi in questa cattedrale portata alla ribalta nazionale una settimana fa con la diretta della santa messa su Rai.Il mio augurio, dopo

tanta crisi, è che il 2013 sia più favorevole e prospero per la nostra comunità, che con tanto orgoglio la amministro». Il presidente della pro-loco,Michele Duino, consegnando un attestato in pergamena al direttore dell'orchestra, ha ricordato l'ex assessore agli spettacolo Saverio Mongiovì, prematuramente scomparso, per il suo impegno profuso in questa

comunità. Don Filippo, componente dell'Orchestra Amadeus ha sottolineato: «la Fede è armonia, come la famiglia e la musica». Il presidente Cicenia ha esaltato le doti del M° Natale: «promuove col cuore e con tanta umiltà la passione per la musica, lui che ha avuto trascorsi musicali con la marina Militare ed alla Scala di Milano». lo. zo.

zione “Il Filo della Vita” con l'operatore Gennaro, gli studenti hanno fatto una esperienza nel mondo della Genetica. Ecco il commento di alcuni studenti su questo viaggio didattico. Teresa Giambersio della classe 2^ B Ginnasio: «l'angolo sulla evoluzione della vita mi ha coinvolto più degli altri.Anche gli esperimenti di Chimicasono statiinteressanti. E' stata una esperienza scolastica costruttiva che grazie alle basi apprese nella scuola,abbiamo avutomodo di consolidare la nostra preparazione scientifica». Maria Antonietta Bruno della classe 2^ A Scientifico ha aggiunto: «siamo riusciti a verificare sul campo una didattica che a scuola si apprende più sui libri. Il laboratorio è stato completo perché ci ha fatto verificare il ph delle varie soluzioni». l. z.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.12.2012

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MATERA CITTÀ I IX

Giovedì 27 dicembre 2012

IL VOTO DI DOMENICA GLI SFIDANTI PER ROMA

Basilicata Mezzogiorno

LE PROPOSTE I «renziani» sono due: Mirna Bruna Mastronardi e Vito Auletta. Tra i «vecchi», Bubbico, Antezza e Chiurazzi

GLI ALTRI CONCORRENTI In campo anche la bernaldese Maria Gallitelli, Pino Lacicerchia, sindaco di Craco e Vittoria Purtusiello di Policoro

Primarie, volti nuovi nella mischia Il Pd sceglie i candidati per le politiche di febbraio. E questa volta le donne sono di più LA SFIDA Giorni di forte impegno per i candati delle primarie provinciali del 30 dicembre con le quali il Pd sceglierà i parlamentari alle elezioni politiche che si terranno il 24 e 25 febbraio del 2013 [foto Genovese]

PIERO MIOLLA l Pierluigi Bersani batte Matteo Renzi 6-2: non è il risultato di un incontro di tennis tra i due aspiranti premier del Pd che si sono confrontati al ballottaggio delle primarie il 2 dicembre scorso, ma il rispettivo numero dei candidati che si sfideranno alle primarie provinciali del 30 dicembre per la scelta dei parlamentari alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. In “quota Renzi” ci sono la pisticcese Mirna Bruna Mastronardi, 40 anni, impiegata al Cup dell’ospedale di Tinchi, e il materano Vito Antonio Auletta, 54 anni, impiegato della Cassa Edile provinciale di Matera. Gli altri sei candidati, invece, sono tutti afferenti al segretario nazionale e candidato premier Bersani, ad iniziare dai tre senatori uscenti, la materana Maria Antezza, 47 anni, il montese Filippo Bubbico, 58 anni, ed il senatore di Nova Siri, Carlo Chiurazzi, 54 anni, che dovranno guadagnarsi la candidatura a Roma sfidando, oltre ai due “renziani”, anche la bernaldese Maria Gallitelli, 54 anni, dirigente Agrobios, Pino Lacicerchia, 56 anni, sindaco di Craco e Vittoria Purtusiello, 29 anni, ingegnere progettista di impianti fotovoltaici di Policoro. Anche Sinistra Ecologia e Libertà, però, farà nominare il proprio capolista alla Camera (per il Senato, infatti, è già stato designato Giovanni Barozzino, uno dei tre operai-simbolo dello scontro fra Fiat e Fiom a Melfi, reintegrati dal giudice e mai riammessi dall’azienda sul posto di lavoro), attraverso le primarie: in questo caso, però, la lista è unica per le due province, al contrario di quanto deciso dal Pd. A contendersi un posto per capeggiare la lista di candidati a Palazzo Madama saranno la pisticcese Lidia De Nittis, infermiera ed ex consigliera comunale in quota Rifondazione nella consiliatura guidata da Pasquale Bellitti, Caterina

Colonna di Matera e Giovanni Rondinone, assessore all’Ambiente della Provincia di Matera. Le primarie, dunque, continuano: la scelta dei parlamentari di Pd e Sel avverrà proprio grazie a quell’efficace strumento di democrazia diretta da esse rappresentato, che ha richiamato milioni di cittadini tra fine novembre e dicembre e grazie al quale viene in qualche modo superato il vulnus di democrazia che il “Porcellum”, la legge elettorale approvata dal governo Berlusconi nel 2008 per limitare la prevedibile vittoria di Romano Prodi, contiene al suo interno impedendo agli elettori di esprimere la preferenza. Le primarie si svolgeranno domenica 30 dicembre: ad esse potranno partecipare gli elettori che

L’APPUNTAMENTO Alle urne il 30 dicembre dalle 8 alle 21

hanno già partecipato alle primarie per il candidato premier e gli iscritti ai due partiti che hanno deciso di “consultare” i cittadini, appunto Pd e Sel. Sull’esito della consultazione, ovviamente, non è il caso di fare pronostici, anche se, specie nel Pd, i tre senatori uscenti sembrano piuttosto avvantaggiati. Non va sottovalutata, però, la tendenza dei cittadini alla novità: in tal senso, le candidature degli altri 6 contendenti potrebbero anche dare qualche sorpresa. Particolarmente in bilico, poi, sembra essere l’esito nel Metapontino, dove oltretutto le primarie di fine novembre hanno messo in evidenza una crescita esponenziale del fenomeno Renzi, soprattutto a Marconia e Policoro, centri che in teoria potrebbero determinare qualche sorpresa. In quota Sel, invece, la lotta sembrerebbe circoscritta al sindaco di Rionero in Vulture, Antonio Placido ed all’assessore Rondinone.

La macchina organizzativa Le operazioni di voto negli stessi seggi istituiti il 25 novembre e il 2 dicembre Le primarie del Partito democratico si svolgeranno domenica 30 dicembre negli stessi seggi già istituiti in tutta la provincia di Matera in occasione della scelta del candidato premier gli scorsi 25 novembre e 2 dicembre: si voterà nell’arco di una sola giornata, dalle 8 alle 21. La macchina organizzativa è la stessa, oramai ben oliata, e perciò non dovrebbero esserci problemi per questa nuova tornata di voto che coinvolge gli iscritti e i simpatizzanti del Partito democratico della nostra provincia. Saranno ammessi a partecipare al voto per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale solo coloro che risulteranno iscritti nell’albo delle primarie dell’Italia Bene Comune, cioè che hanno partecipato alle primarie di fine novembre, oppure iscritti e tesserati di Partito Democratico e Sinistra, Ecologia e Libertà. L’elettore che si recherà alle urne riceverà due schede: una per ciascun genere (maschile e femminile), per la circoscrizione Camera e due schede per il Senato. Su ciascuna scheda che si recherà alle urne potrà (p.miol.) esprimere una sola preferenza.

NATIVITÀ UNA FOLLA ENORME AFFLUISCE PER AMMIRARE L’OPERA DI FRANCO ARTESE

ammirato il capolavoro dell’artista di Grassano è un motivo di grande soddisfazione. Nei prossimi giorni, insieme all’Apt e alla Regione Basilicata a cui va il nostro ringraziamento per aver promosso e sostenuto questa iniziativa che vede ancora una volta protagonista Matera, costruiremo altre occasioni di promozione che accompagneranno il presepe di Artese fino alla fine di febbraio in modo da cogliere appieno questa straordinaria opportunità che ci è stata offerta». Intanto, a Roma, la fila di persone che visita il presepe sta creando non pochi problemi all’organizzazione del Vaticano perchè l’afflusso è davvero enorme. Una coda di gente talmente lunga, di giorno e di notte, che è possibile ammirare il capolavoro di Artese solo per pochi secondi, il tempo di qualche scatto e via.

ATTACCO AI VERTICI

Angelino si appresta ad uscire dall’Udc? n Il consigliere comunale Giovanni Angelino protesta per il mancato invito alla direzione regionale dell’Udc attaccando il segretario regionale, Palmiro Sacco, e il partito reagisce indicandogli la strada dell’uscita. «Alla direzione regionale – precisa il capogruppo dell’Udc al Comune, Domenico Fiore – sono stati invitati dal presidente del partito, Tanino Fierro e vi hanno preso parte i componenti democraticamente eletti nel congresso. Il consigliere Angelino, per quanto autorevole, avendo aderito al partito dopo il congresso, non ne fa parte e pertanto non poteva né doveva essere invitato. Attaccare per questo il segretario regionale è un atto di gratuita offesa che non merita altra replica. La posizione assunta da Angelino in questa circostanza ha tutto il sapore della strumentalità finalizzata ad altri scopi, neanche tanto nascosti, che sembrano preludere ad una sua uscita dall’Udc. Se fosse questa la sua reale intenzione, non cerchi pretesti, non aspetti Natale, e proceda senza indugio alcuno. Ho già riunito il gruppo consiliare alla presenza del vice sindaco e all’unanimità abbiamo deciso che non sentiremo la sua mancanza». OGGI IN OSPEDALE

Si rivedono i clown nel reparto di ortopedia n Spinti dalla richiesta di una mamma, i clown dell’associazione di clownterapia e musicoterapia Oasi del sorriso ritornano nell’ospedale Madonna delle Grazie, oggi, dalle 10, nel reparto di ortopedia. E porteranno giochi ai bambini ricoverati, ma anche tanti motivi per sorridere, una delle migliori medicine per ogni malato.

BEL GESTO PROTAGONISTA UN CINESE

Gli occhi del mondo sui Sassi grazie al presepe in Vaticano l «Il presepe di Franco Artese racconta in tutto il suo splendore la storia della nostra identità e, in modo chiaro ed efficace, i Sassi di Matera e il parco della Murgia materana, patrimonio mondiale dell’umanità. Con questa iniziativa Matera offre nuovamente al mondo intero il suo patrimonio culturale costruito in migliaia di anni impegnandoci a valorizzarlo ulteriormente ed a proseguire il percorso di promozione sul solco della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura del 2019». Lo afferma il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, che il 24 dicembre ha voluto essere presente alla inaugurazione del presepe di Franco Artese, in piazza San Pietro, a Roma. «Guardare gli occhi incantati e pieni di stupore dei tantissimi fedeli che hanno

Le altre notizie

Trova un portafoglio con 700 euro e lo ridà al proprietario

CAPOLAVORO La Natività di Artese

l Il bel gesto di Natale vede protagonista un cinese, Claudio, titolare di un’attività commerciale in via La Martella. La mattina del 25 dicembre, trova sul pavimento del suo negozio un portafoglio. Lo raccoglie e una volta aperto si rende conto che contiene una bella somma: 700 euro. Non riesce a capire chi dei suoi clienti possa averlo perso e avverte una emittente televisiva locale del ritrovamento, che ne dà notizia immediatamente. A guardare la tv c’è anche la proprietaria del portafoglio, una ragazza che si era recata nel negozio dei cinesi la mattina di Natale, che tira un sospiro di sollievo. Va così da Claudio - come racconta Silvio Cristallo, che appreso il fatto ha ritenuto bene di segnalarlo alla stampa - che gli restituisce il portafoglio smarrito.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

IV I POTENZA CITTÀ

LA FESTA DEGLI ALTRI DISAGIO SOCIALE E BENEFICENZA

Giovedì 27 dicembre 2012

UNA MANO TESA È piaciuta l’idea del ristorante «I fratelli La Bufala» che ha offerto il pranzo ai poveri della città. Camierieri e cuochi rinunciano alla paga

Un pranzo per i poveri nel Natale di solidarietà Schermaglie tra politici per la presenza del sindaco Santarsiero MASSIMO BRANCATI l È una di quelle iniziative che ti riempiono il cuore. Un gesto di concreta solidarietà e di beneficenza, per dirla con Gian Antonio Stella, «tracciabile», nel senso che è immediatamente verificabile la platea a cui si è tesa la mano. Un Natale di amore, comprensione e aiuto quello targato 2012 grazie all’idea del ristorante-pizzeria di Potenza «I fratelli La Bufala» che ha organizzato un pranzo natalizio per i più poveri della città. Un’ottantina gli ospiti scelti grazie alla collaborazione del Comune di Potenza e della Caritas, osservatori dell’indigenza che purtroppo nel capoluogo lucano sta assumendo sempre di più i connotati di una vera emergenza: la povertà ha raggiunto livelli tali da impedire a diverse famiglie di potersi sedere attorno a una tavola imbandita e consumare un pranzo completo. Le statistiche, frutto di una recente rilevazione della Caritas diocesana, confermano la gravità della situazione segnalando che a Potenza 800 nuclei familiari vivono con un reddito (saltuario) di appena 300 euro mensili. E in questo segmento di poveri ci sono ben 364 famiglie che non hanno alcun reddito. Se consideriamo che le famiglie residenti nel capoluogo sono all’incirca 15.000, quelle indigenti, dunque, risultano essere il 5,5 per cento. Ed è un dato sottostimato rispetto alla situazione reale. Non è un contesto soltanto cittadino: in Basilicata, secondo il rapporto Censis pubblicato lo scorso anno, il 9,1% delle famiglie (quasi una su 10) ha difficoltà ad acquistare i beni alimentari di prima necessità. Un dato fortemente negativo che piazza la nostra regione al terzo posto nella graduatoria nazionale della povertà alimentare,

COMMENSALI

Un’ottantina gli ospiti scelti su indicazione della Caritas e del Comune dietro alle sole Sicilia e Sardegna e distanziando di quasi tre punti percentuali la Calabria. Di fronte a questo quadro drammatico, l’iniziativa de «I fratelli La Bufala» assume un maggiore significato. L’intuizione del titolare del ristorante, Daniele Oliviero, è stata vincente e, ne siamo certi, aprirà gli occhi (e il cuore) di tanti altri imprenditori. Ad Oliviero va il merito anche di aver coinvolto altri segmenti del commercio cittadino come la catena Giocoleria che ha regalato giocattoli ai figli degli ospiti. Il ristoratore si dice sorpreso di tutta l’attenzione mediatica che il pranzo è riuscito a catalizzare su di sé, ma non nasconde un pizzico di delusione per le polemiche suscitate dalla presenza del sindaco della città, Vito Santarsiero, che ha servito gli antipasti ai commensali. Il primo cittadino è stato accusato di aver «sfruttato» politicamente l’evento: «Non capisco certe critiche -

TAVOLA Gli ospiti di Natale. A destra il sindaco serve gli antipasti [servizio fotografico di Tony Vece] dice Oliviero -. Ritengo che il sindaco abbia fatto bene a partecipare dando un segnale di vicinanza a chi soffre, agli ultimi, a chi vive di stenti». Santarsiero - che nel giorno di Natale ha anche incontrato i lavoratori del Don Uva e i manifestanti che da giorni presidiano gli uffici postali di Possidente e Sant’Antonio Casalini di Bella - avrebbe fatto meglio a tenersi fuori? Non ne siamo convinti. Anche perché se avesse ignorato le manifestazioni di so-

lidarietà, di sicuro sarebbe finito lo stesso nel mirino dei suoi detrattori. Che lo avrebbero accusato di trascorrere un Natale lontano dai problemi reali della città. La forza dell’iniziativa va oltre le «schermaglie» di stampo politico. Detto questo, va anche evidenziato che sul fronte del contrasto alla povertà il Comune dovrebbe fare molto di più, altrimenti quella del sindaco-cameriere si rivelerà davvero solo un’operazione di marketing e di immagine, l’unica cosa

di cui non ha bisogno il mondo del disagio sociale. Restano, comunque, flash di una bella giornata e di un gesto d’amore a cui hanno contribuito tutti i dipendenti del ristorante, pronti a rinunciare allo straordinario, felici di poter contribuire a rendere speciale il Natale per tante famiglie. Un’iniziativa da replicare e da imitare. Con una raccomandazione: evitare di ricordarsi dei più bisognosi solo nel giorno di festa, fregandosene tutto il resto dell’anno.

PRANZI E CENONI NELLE CASE DEI LUCANI

SANITÀ I DIPENDENTI DEL DON UVA HANNO TRASCORSO LE FESTE MANIFESTANDO. «IL NOSTRO È UN NATALE DI ANSIA»

Si risparmia su tutto ma non a tavola speso l’11% in più

Il tetto è la loro seconda casa «Gli stipendi? Servono certezze»

«Almeno in Basilicata non ci sono stati casi significativi di negozi aperti anche a Natale e Santo Stefano, mentre la tendenza degli acquisti è in linea con quella nazionale. Servono scelte in grado di far ripartire la crescita ed allontanare il pericolo di un declino. Le imprese sono pronte a fare la loro parte come hanno fatto in questi anni difficili ma attendono segnalinuovi da Istituzioni e politica, anche a livello regionale». È il commento del presidente della Confesercenti di Potenza Prospero Cassino all’andamento del Natale 2012 secondo l’Osservatorio Confesercenti, che aggiunge come quasi tutti i lucani abbiano trascorso il Natale – sia la cena della vigilia oppure il pranzo – nel calore di un focolare, con la famiglia o le proprie conoscenze: un’intenzione segnalata, secondo un sondaggio Swg-Confesercenti, alla vigilia di Natale, addirittura nella nostra regione dal 96% degli intervistati, il 3% in più rispetto allo scorso anno. Contestualmente, aumentano anche i corregionali che decidono di non festeggiare: quest’anno sono il 9%, il triplo del 2011. In netta diminuzione i coperti al ristorante, riducendosi a una pattuglia di intervistati, appena la metà dello scorso anno. Non a caso sono stati pochissimi i ristoranti aperti nei capoluoghi e nei grandi-medi centri della Basilicata. Le prenotazioni hanno riguardato, come da tradizione, gli agriturismi, sia pure stabili con Natale dello scorso anno. La crisi ha decisamente influito sulla scelta di festeggiare dentro casa il Natale, ma di certo non ha spento la voglia di celebrare. Almeno a tavola: quest’anno si è speso di più per il menù natalizio, il 10% in più rispetto al 2011, per una media di 97 euro a testa. In particolare, si assiste a una diminuzione consistente – per la prima volta dal 2009 - della quota di italiani indirizzati verso una scelta low-cost, con spesa contenuta entro i 75 euro.

EMANUELA FERRARA l Non rinunciano a presidiare la struttura i dipendenti del Don Uva. Rinunciano piuttosto a passare il Natale tra le mura domestiche e con i loro familiari. Queste festività sono insomma giorni simbolici in cui non si può abbassare la guardia, anzi. È proprio in questi giorni che si trova molta più gente davanti al cancello e sul tetto del centro riabilitativo a consumare i classici ma amari pranzi e cenoni di Natale. Se da una parte, infatti, c’è stato l’accredito degli stipendi di settembre ed ottobre, dall’altra nessuno dimentica la scure licenziamenti che verte sulla testa di 72 lavoratori e i mancati rinnovi di alcuni contratti fanno capire la drammaticità della situazione. Un Natale amaro alla «Casa Divina Provvidenza». Tra chi era di turno e chi ha continuato imperterrito la lotta, si potrebbe quasi dire che i 407 dipendenti Don Uva fossero tutti nella struttura. Certo, gli stipendi sono arrivati. Guai a definirli però un regalo di Natale, il loro accreditamento era solo ciò che spettava di diritto. Tre mesi senza stipendio equivale ad accumulare bollette, rate del mutuo non pagate e chissà cos’altro. Questi soldi dunque sono serviti non di certo per i regali di Natale, come ha fatto la fetta di popolazione più fortunata, ma per risanare i debiti. Eppure la paura non si ferma davanti ai soldi finalmente arrivati. Il piano di risanamento aziendale va avanti e, a dimostrazione di ciò, ci sono già i

PRESIDIO I lavoratori del Don Uva che continuano il sit-in sul tetto dell’istituto per chiedere certezze sul futuro dell’istituto [foto Tony Vece] .

primi licenziamenti. Nello specifico si tratta di contratti scaduti e non rinnovati ma, si sa, l’azienda ha proposto tagli per 72 persone. Numero ingiustificabile secondo lavoratori e sigle sindacali. A quanto pare, all’interno del don Uva ci sarebbe di tutto ma non personale in eccesso. Si potrebbe parlare al massimo di mala organizzazione. Ci sono reparti, infatti, in cui abbonda il personale Oss (operatore socio sanitario) e reparti quasi completamente scoperti. Su questo aspetto ci sarebbero da fare delle migliorie ma non tagli al personale. Al momento ci si trova già in difficoltà per i mancati rinnovi di contratto. I dipendenti sembrerebbe

facciano già i doppi turni per coprire i licenziamenti effettuati in questi giorni. Come si può pensare allora che ci sia personale in eccesso se si è già costretti a lavorare il doppio dopo i soli tre contratti non rinnovati? Vorrebbero una risposta i 407 ma soprattutto vorrebbero la certezza sul futuro. I soldi accreditati non bastano. La paura è quella che a gennaio ci si ritrovi punto e a capo. Stipendi mancanti, licenziamenti in corso e nessuna garanzia di lavoro. La data del 20 gennaio è attesa come il giorno della verità. Solo allora si verrà a conoscenza del piano aziendale e solo allora si capirà cosa temere davvero.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

I XVII

Giovedì 27 dicembre 2012

Segnala le tue attività artistiche e le tue iniziative nel campo dello spettacolo e del divertimento a: redazione.basilicata@gazzettamezzogiorno.it

VIVILAREGIONE

LA PERFORMANCE SARÀ APERTA DAI LENULA

A TRICARICO C’È IL TEATRO NELL’AUDITORIUM

n Raiz, storico leader degli Almamegretta, e Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, sono i protagonisti di “Raiz & Fausto Mesolella in Wops” (viaggio musicale senza passaporto) a Policoro. Questa sera, dalle 22.30, si esibiranno all’Absolute Cafè. Ad aprire il concerto saranno i Lenula, giovane band pugliese, che realizza una sintesi di blues, swing e psichedelia anni ‘60. Consumazione obbligatoria (7 euro). Info, tel. 345 / 242.19.71.

n Va in scena a Tricarico oggi, alle 21, nell’auditorium comunale (repliche domani e dopodomani), la commedia “La maledizione del talismano nelle mani” per la regia di Luciano Pisani. Con Pasquale Lamarra e Maria Dema recitano Luigi Nacucchio, Antonio Guastamacchia, Maria Diele, Angela Mazzone, Giuseppe Fedele, Maria Angerame, Valentina Romano, Michele Di Persia, Mimmo Dell’Aquila, Filomena Dema e Tiziana Soldo. [v.d.l.]

Raiz e Fausto Mesolella in scena a Policoro

La maledizione del talismano nelle mani

INIZIATIVE LO STORICO GRUPPO HA REALIZZATO IL TERZO VOLUME DI «CANTI TRADIZIONALI E FOLKLORISTICI DELLA LUCANIA»

IMPEGNATI DA ANNI Il Gruppo Folk Matera è da sempre impegnato nel conservare e diffondere i canti e i costumi tradizionali

Il Gruppo Folk Matera e la memoria storica della cultura popolare

.

Un lavoro di ricerca raccolto in un compact disc di CARMELA COSENTINO

U

n viaggio alla scoperta delle tradizioni lucane attraverso i canti popolari. Brani inediti, alcuni incisi per la prima volta ed altri ancora conservati da storici suonatori, dagli anziani e dagli studiosi. Insomma, un bel lavoro di ricerca ma anche di conservazione della memoria storica da oggi racchiuso nel cd “Gruppo Folk Matera Vol. 3 Canti tradizionali e folkloristici della Lucania” presentato a Matera nella sala convegni della Mediateca provinciale. L’album, registrato e mixato nello Studio Strada Recording da Angelo Cannarile e prodotto da Claudio Mola, si compone di 15 brani eseguiti da Eustachio Di Cecca detto “U Fattòr” (voce), Francesco Duni (voce e chitarra) e Vincenzo Mola (basso), membri storici della formazione nata trent’anni fa, a cui si sono aggiunte le nuove leve Vittorio Coretti (percussioni), Claudio Mola (fisarmonica e organetto), Gianfranco Delvecchio (tamburello), Alberico Larato (zampogna e chitarra battente), Antonio Vitale (tamburello), Bruna Barbaro e Adele Ca-

TRADIZIONE ORALE

Sono raccolti canti «misti» in cui c’è un’alternanza di dialetto e lingua italiana

talano (voci) e i musicisti Anna Maria Losignore (viola), Massimo Abbatino (chitarra acustica) e Rino Locantore (cupa cupa e bottiglia), senza dimenticare il Coro composto da 15 coristi. «L’album – ha spiegato Mola –, frutto di cinque anni di ricerca e rivisitazione musicale dei brani, segue i primi due capitoli, Volume 1 e 2, registrati e prodotti nei primi anni ‘80 su supporto lp in vinile. Nel corso degli anni il Gruppo Folk Matera ha svolto una capillare opera di raccolta di testi che meglio rappresentano la tradizione orale lucana e ne ha interpretato le musiche attraverso la composizione di brani inediti oggi entrati a far parte della cultura tradizionale collettiva». Quanto ai brani, «nel disco – racconta Eustachio Di Cecca – sono presenti canzoni tradizionali materane e canti “misti” in cui c’è un’alternanza di dialetto e lingua italiana e questo perché molti brani sono stati composti insieme a musicisti di altre regioni italiane. Un brano dal titolo “Nan è gìst” invece appartiene al gruppo materano Sassi Rock». Il Gruppo Folk Matera opera da anni nel territorio materano per conservazione e diffusione dei canti e dei costumi tradizionali assicurando alle nuove generazioni la possibilità di mantenere il contatto con il passato. «Un’operazione – ha aggiunto Larato – che

EDITORIA ISA GRASSANO PRESENTA A «LE MONACELLE» IL SUO ULTIMO LIBRO

Per viaggiare «in rosa» un divertente manuale a dimensione di donna portiamo avanti attraverso laboratori didattici dedicati ai più piccoli. Di recente abbiamo tenuto laboratori di ballo insegnando la pizzica materana e salentina e laboratori sul tamburello, la zampogna e l’organetto. Alcuni di questi strumenti sono costruiti da noi, io ad esempio realizzo le zampogne mentre Gianfranco Delvecchio i tamburelli e Rino Locantore la cupa cupa, strumento intorno al quale ruoterà l’evento di Carnevale, riservato ai più piccoli». Info, www.ragnatelafolkfestival.it.

I

l suo nuovo libro è una sorta di manuale dedicato a tutte le Thelma & Louise, o aspiranti tali. È una guida in rosa per affrontare una vacanza tutta a dimensione di ragazze, per fare solo ed esclusivamente cose da donne. E si preannuncia già come suo nuovo successo librario. Stiamo parlando di “In viaggio con le amiche”, la nuova fatica di Isa Grassano per i tipi delle edizioni Newton Compton che l’autrice presenterà oggi a Matera a Le Monacelle (via Riscatto, ore 18) insieme alla scrittrice Gabriella Denisi. Dopo averci fatto scoprire «101 cose divertenti, insolite e curiose

da fare Gratis in Italia» (2011), la giornalista lucana di origini (è nata a San Mauro Forte), ma cittadina del mondo per vocazione e professione, questa volta si rivolge direttamente all’altra metà del cielo. E con il suo stile frizzante ed elegante offre consigli e suggerimenti, itinerari, idee utili e sfiziose perchè ogni “ragazza con la valigia” possa trovare “cose che vuoi uomini non potreste immaginare” in una dimensione rigorosamente in rosa. Alle lettrici, dunque, non resta che prendere alla lettera il sottotitolo del volumetto: «Mollate tutto e partite! Non vi resta che fare le valigie». [effe]

PERSONAGGI L’ARTISTA È STATO IN CITTÀ PER UN CONCERTO DI GRANDE RAFFINATEZZA

di SERAFINO PATERNOSTER

A

Matera era venuto lo scorso anno per partecipare alla prima edizione di Materadio, la festa di Rai Radio3. Insieme al fratello, Toni, Peppe Servillo propose, nella suggestiva cornice del Parco del Castello, una lettura di alcuni autori napoletani. Nessuno avrebbe potuto immaginare allora che quella performance avrebbe rappresentato una felice anticipazione dello spettacolo teatrale e musicale che il cantante sta portando in giro sui più prestigiosi palcoscenici italiani. E non poteva mancare nel cartellone dell’associazione In-

Il cantante Peppe Servillo appoggia la candidatura di «Matera 2019» Compagnia interamente dedicato a Napoli ed alle sue migliori espressioni creative. E così, alcune sere fa, al Duni, Peppe Servillo, figura chiave del famoso gruppo casertano Avion Travel, si è presentato con la sua abituale verve capace di coniugare la tradizione popolare con le forme più innovative della espressività, la cultura di ispirazione europea, con il quartetto d’archi, e quella più radicata nella trasmissione orale, più vicina all’improvvisazione e al jazz. Ne è uscito fuori uno straordinario affresco della canzone classica napoletana. Grazie

certamente alla bravura del Solis String Quartet con Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, violino, Gerardo Morrone, viola, Antonio Di Francia, violoncello. Un quartetto tutto napoletano e formato da musicisti tutti diplomati al Conservatorio di San Pietro a Maiella che, nei suoi concerti, appunto, cerca di unire la canzone napoletana con il jazz, la world music, il pop e la musica contemporanea. Nel 2006 ha vinto il premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo e quest’anno lo abbiamo visto sullo stesso palco accompagnare Noa in duetto con Eugenio Finardi.

SUL PALCO DEL DUNI Peppe Servillo è stato interprete di uno straordinario affresco della canzone classica napoletana [foto Genovese] La singolare rilettura dei classici napoletani attraverso la voce di Servillo e gli originali arrangiamenti del quartetto d’archi, hanno avuto il pregio di spogliare di tutti gli orpelli questi capolavori, donando loro una raffinata ele-

ganza, senza privarli di quella forza e di quell’incisività che ne hanno decretato il successo planetario. In questo modo il repertorio napoletano ha brillato di nuova luce attraverso una sorta di rigenerazione linguistica senza perdere di vista

l’identità che per Servillo rappresenta un valore fondamentale. Come ha riferito nel corso di un’intervista video raccolta da Massimo Lanzetta nel centro storico e pubblicata sul sito di Matera 2019. «Matera – ha detto Servillo – può certamente vincere questa sfida non solo per il suo straordinario dinamismo culturale, ma anche perché questa vivacittà è il frutto di una identità che affonda le radici in un tempo lontanissimo. Non conosco i termini burocratici, ma credo che diventare capitale europea della cultura significa riscoprire il valore della identità di un territorio. E Matera, in questo senso, non credo abbia rivali».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 27.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

10 Primo piano

Giovedì 27 dicembre 2012

Il giallo di Potenza

Nuovo processo per Benguit Al centro i sospetti su Restivo

Riaperto il caso Oki Shin La commissione di revisione inglese accoglie il ricorso sulla morte della studentessa coreana di LEO AMATO POTENZA - «LA Commissione per la revisione dei casi criminali ha rinviato la condanna di Omar Benguit alla corte d’appello». Lo ha reso noto con una nota ufficiale il ministero della giustizia del Regno Unito accogliendo il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Winchester, che a gennaio del 2005 lo ha giudicato responsabile per l’omicidio di Jong-Ok ShinShin, più conosciuta come Oki. Per il delitto della studentessa aggredita il 12 maggio del 2002 a Bournemouth, i legali di Benguit da tempo accusano Danilo Restivo, dell’ex ragazzo di Erice, già condannato a 40 anni in Inghilterra per la morte di Heather Barnett e a 30 in Italia - ma soltanto in primo grado - per l’omicidio di Elisa Claps. La decisione di proporre un ricorso alla commissione per la revisione dei casi giudiziari era arrivata a maggio del 2010, dopo la scoperta del corpo di Elisa nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza, solo qualche giorno prima che la polizia del Dorset prelevasse Restivo nell’ambito delle indagini sul caso della sartina trucidata in casa proprio di fronte alla sua abitazione sempre di Bornemouth, esattamente quattro mesi dopo la 26enne coreana (12 novembre 2002) soltanto a qualche centinaio di metri di distanza. Benguit sta scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Oki Shin, ma il ministero della giustizia inglese spiega che dopo una «dettagliata ed estesa revisione del caso» s’è deciso per la riapertura sulla base di «nuovi elementi in grado di incidere sull’attendibilità di un teste dell’accusa che ha reso dichiarazioni durante il processo, e altri ancora su un diverso soggetto che se fosse stato conosciuto all’epoca del dibattimento avrebbe messo in condizione la difesa di Benguit di suggerire un possibile sospettato alterna-

L’omicidio di Elisa Claps arriva Appello il 29 gennaio

Il dilemma degli inquirenti sul mistero del ritrovamento

Oki Shin

tivo per il delitto». Dal dicastero della regina non fanno direttamente il nome di Restivo, ma riportano il testo di un comunicato della Commissione che a novembre del 2011 confermava di aver iniziato la revisione del processo dopo aver ricevuto un ricorso «incentrato principalmente sui sospetti alternativi nei confronti di Restivo (...) La commissione - proseguiva il comunicato - sta seguendo diverse ipotesi investigative durante la revisione della condanna di Benguit. Quelle ipotesi includono anche il fatto che un testimone del processo è apparso in seguito in una puntata del Jeremy Kyle Show (talk show pomeridiano della tv commerciale inglese Itv) fornendo una versione del suo ruolo nella vicenda. Questo è uno dei argomenti - concludeva la Commissione - che saranno affrontati durante la revisione, ma è troppo presto per dire se avrà delle implicazioni e di che tipo per il caso».

Nei prossimi giorni verrà dunque fissata una nuova udienza davanti alla Corte d’appello, che all’epoca (luglio del 2005) aveva respinto il ricorso di Benguit meno di 6 mesi dopo la condanna di primo grado. Un’ordinanza con le motivazioni della decisione è già stata inviata alle parti e dal Ministero spiegano di non poter rivelare i suoi contenuti esatti mentre la commissione non rilascerà altri commenti. Mediamente la commissione, che ha base a Birmingham ed è composta da 11 persone nominate dalla regina su indicazione del primo ministro, riceve 1.000 ricorsi all’anno da Inghilterra, Galles e Nord Irlanda, dei quali di solito soltanto attorno al 4% (1 su 25) vengono accolti. Il suo compito è di valutare se c’è la concreta possibilità che una condanna non sarebbe stata confermata in appello sulla base di nuove prove o indizi non emersi in primo grado.

POTENZA - Tra un mese Danilo Restivo potrebbe essere in aula a Salerno dove la Corte d’appello - a meno di imprevisti - dovrà decidere sul ricorso contro la condanna come unico responsabile della morte e dell’occultamento del corpo di Elisa Claps, il 12 settembre del 1993. Il suo legale, Alfredo Bargi, ha puntato molto su chi è salito lassù da allora fino al giorno del ritrovamento ufficiale del corpo, e avrebbe compromesso la scena del delitto in maniera irrimediabile. Ha proposto scenari alternativi e ha indicato per nome «protagonisti di ben altro spessore rispetto al Restivo» in tutta questa vicenda. Ora però rischiadi ricevere un aiuto inaspettato proprio da parte di chi meno si sarebbe aspettato, ed è quello che per gli inquirenti sta diventando un vero e proprio dilemma. Sono slittate ancora, nonostante gli annunci degli ultimi mesi, le clamorose novità attese dall’inchiesta bis sul giallo di Potenza, quella che dal 17 marzo del 2010, data del ritrovamento “ufficiale” del cadavere di Elisa, sta cercando di far luce su chi sapeva della sua presenza nel sottotetto della chiesa della Trinità e non ha detto nulla, dagli ultimi mesi a ritroso fino all’epoca del fattaccio. Se si pensa al mistero che ancora avvolge i tempi e i modi con cui sul corpo della ragazza sono finite tegole, e si pensa anche assi di legno e quant’altro l’ha coperta per 17 anni per poi sparire nel nulla o quasi - si capisce che non si tratta di questioni del tutto indifferenti anche rispetto alla domanda fondamentale su chi l’ab-

I DUBBI DEI LEGALI

Il teste prezzolato, quello che dà 7 versioni e le telecamere Cosa non torna nella ricostruzione della polizia del Dorset DALLA polizia del Dorset finora è arrivatosolo un“no comment”imbarazzato sulle accuse per cui è stata chiamata in causa dai legali di Omar Benguit, in carcere da 10 anni con per l’omicidio di Oki Shin. Ma nel ricorso accolto nei giorni scorsi dalla commissione inglese per la revisione dei casi giudiziari ce n’è anche per loro e non si tratta di parole dolci. Uno dei primi testimoni contro Benguit avrebbe infatti ammesso di aver ricevuto pressioni dagli investigatori per deporre il falso. John McLeod, così si chiama il teste rintracciato dai legali di Benguit, in cambio della dichiarazione di averlo visto coperto di sangue, ha parlato della promessa di uno sconto di pena per una rapina di cui era imputato e di un trattamento carcerario di favore. Di fatto avrebbe ottenuto appena tre anni e mezzo di condanna nonostante i precedenti. Sempre McLeod avrebbe inoltre dichiarato che quando in seguito si sarebbe rifiutato di confermare la sua testimonianza davanti ai giudici la polizia gli avrebbe detto pressappoco questo: «Noi abbiamo rispettato la nostra parte dell’accordo ora tocca a te». Così gli sarebbe stata offerta una sistemazione in un carcere di minima sicurezza che gli avrebbe aperto la strada per il rilascio successivo col braccialetto elettronico. Des Jenson, l’avvocato che ha preso il posto dell’anglomolisano Giovanni Di Stefano nella difesa di Benguit, agli ini-

Heather Barnett

zi di giugno aveva spiegato ai media d’oltremanica che «queste nuove prove segnano un passo avanti importante verso la soluzione del caso». Inoltre si era detto ancor più convinto che la materia tornerà presto in un aula di Tribunale, dove sul banco degli imputati, a suo avviso, dovrebbe salire una volta per tutte Danilo Restivo, il killer di Heather Burnett e di Elisa Claps. A spingere i sospetti nei suoi confronti innanzitutto il fatto chevicino al corpodella studentessa coreana sia stata ritrovata una ciocca di capelli che non apparteneva alla vittima. Il 12 maggio del 2002 Oki Shin aveva 26 annie stava nel suo appartamento di Bournemouth, quando a poche centinaia di metri dall’abitazione della sartina uccisa 4 mesi dopo, è stata accoltellata a morte. Inoltre, stando a quanto hanno riferito alcuni esperti interpellati dai

legali di Benguit la ferita della ragazza sarebbe compatibile con un coltello come quello trovato nella borsa di Restivo due anni dopo, quando è stato fermato dalla polizia mentre si aggirava in un parco poco lontano in atteggiamenti a dir poco sospetti, facendo molta attenzione alle donne che si trovavano nei paraggi. Dunque un teste «invogliato» dalla polizia, un’arma compatibile con il delitto, ma non solo. Perché tra gli elementi che andrebbero rivisti per scagionare Benguit ci sono anche i filmati delle telecamere di sorveglianza vicino al luogo dell’omicidio della studentessa coreana, che non avrebbero registrato il passaggio diautomobili deltipo diquella con cui secondo l’accusa l’assassino Benguit sarebbe arrivato e poi si sarebbe dileguato una volta compiuto il delitto. A parlare dell’auto era stato il teste chiave contro di lui, una prostituta, Beverley Brown, peraltro pure tossicodipendente, che in realtà avrebbe fornito non meno di sette versioni diverse dell’accaduto, fino a smentirsi definitivamente in un talk show televisivo. In pratica se in Tribunale si era limitata a dire di aver accompagnato Benguit sul posto e poi di averlo aspettato vedendolo risalirein macchinasporcodi sangue,a beneficio del pubblico televisivo il suo racconto si sarebbe arricchito della scena dell’accoltellamento. lama

bia uccisa. Come quella sul proprietario del bottone «rosso cardinalizio» scoperto durante l’autopsia tra i reperti prelevati vicino al corpo e quella su chi ha aperto “la finestra” da cui si sospetta che siano fuoriusciti i miasmi della decomposizione che avrebbero potuto attirare attenzioni indesiderate nel sottotetto. Motivi per cui l’avvocato Bargi ha chiesto alla Corte d’appello una nuova perizia sull’esistenza di «ulteriori profili genetici sulla maglia della povera Elisa Claps e la loro eventuale corrispondenza a quelli di altri protagonisti della tragica vicenda, rimasti però sullo sfondo». Si tratta di Eris Gega e Francesco Urciuoli, considerati entrambi dei “pretendenti” della giovane ragazza uccisa e Don Mimì Sabia, ex parroco della Trinità, deceduto nel 2008. E’ tra i successori di quest’ultimo e in particolare l’ex viceparroco Don Vagno Oliveira e Silva che si sono concentrati a lungo i sospetti degli investigatori, dopo che era in entrato in contraddizione con le donne incaricate di fare le pulizie nel sottotetto mesi prima del giorno del ritrovamento sulla scoperta del cadavere. Se gli venisse contestata formalmente un’accusa di reticenza è evidente che la cosa potrebbe fare ingresso come un nuovo elemento nel processo d’appello contro Restivo. Per gli inquirenti il rischio è dunque di portare nuove ombre più che elementi di chiarezza in un processo che in primo grado si è concluso con esito favorevole. Ombre che potrebbero rimetterlo in discussione facendo pendere la bilancia della corte dalla parte del dubbio abbandonando le certezze.

LA FIRMA DELL’ASSASSINO

Le ciocche di capelli, l’arma e la dinamica PER l’omicidio di Heather Burnett, la sartina che abitava proprio di fronte casa sua a Bornemouth nel Dorset, è stato condannato a 40 anni e per quello di Elisa Claps è stato condannato a 30 in primo grado. Due delitti accumunati da una serie di elementi, quella che in gergo è stata chiamata “la firma dell’assassino”. Se poi al nome di Danilo Restivo dovesse essere associato anche un altro omicidio allora si potrebbe dire “la firma di un serial killer”, perché per fare un omicida seriale servono almeno tre delitti. Gli esperti sul punto sono categorici. Per il resto non manca nulla al caso del ragazzo di Erice cresciuto a Potenza e poi partito per l’Inghilterra, una voltascontata la pena perfalsa testimonianza nelle indagini sulla “scomparsa” di Elisa Claps. Problemi giovanili, difficoltà di relazione, manifestazioni precoci di uno spirito di prevaricazione. Chi hanno scavato nella sua vita hanno trovato questo ed altro, ma la “prova regina”, secondo i giudici inglesi, più delle tracce parziali di materiale genetico trovate in casadella sartina, è quella suamania per i capelli delle donne. Ne tagliavada ragazzo alle compagne di scuola. Ne avrebbe tagliati a Elisa, non si sa se per farne un trofeo o chissà che cosa. Infine ne hanno trovati nelle mani di Heather Barnett. Poi c’è chifa notarecheanchevicino alcorpodiOki Shince n’era una ciocca che non apparteneva alla vittima. Ma ci sono anche altre analogie tra i tre delitti: come il fatto che l’aggressione sia avvenuta da dietro e che l’arma del delitto sia stata una lama. l.amato@luedi.it


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