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Fiat, Passera chiede “chiarezza”. Infatti Bonanni dice: “Non sono santi, ma sanno fare le auto”. L’ultima speranza è la supercàzzola www.ilfattoquotidiano.it

Domenica 16 settembre 2012 – Anno 4 – n° 220

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€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

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REGIONE LAZIO PRONTA CASTA: PURE L’UFFICIO CON LA DOCCIA T

TelecomMedia

di Marco Travaglio

Dieci milioni di euro per far alloggiare i 48 consiglieri come al grand hotel: 12 imprese interessate, fidejussioni pagate e opere preventive. Poi lo scandalo del Pdl guasta la festa e la Polverini fa marcia indietro. Ma chi paga i danni? Paolin pag. 2 z

Nel Paese dei ladri di Antonio Padellaro

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bbiamo sbagliato a non dire no a quei soldi”: poche parole sufficienti a spiegare perché alle prossime elezioni i cittadini difficilmente riusciranno a distinguere tra il Pd e la vecchia politica dei forchettoni. E non serve che l’autore di questa frase, Esterino Montino, capogruppo dei Democratici alla Regione Lazio, dica che non è la stessa cosa spendere il denaro pubblico in ostriche o in manifesti se poi, alla resa dei conti, sia i ladri matricolati sia chi ladro non si considera hanno ugualmente intascato senza batter ciglio una barca di soldi (a parte stipendi, emolumenti, rimborsi e prebende varie, altri 140mila euro a disposizione di ogni consigliere). Non ci soffermeremo sulla Banda Bassotti Pdl capitanata da quel Franco Fiorito che, solo a guardarlo (180 chili di peso incartati nel gessato d’ordinanza), evoca l’invettiva romanesca diventata inno nazionale: qua è tutto un magna magna... E anche se, per ammissione dell’onesto Montino, 8 mila euro democratici sono stati spesi per magna’ in un ristorante di Rocca di Papa (“iniziativa politica”, s’intende), è inevitabile che le colossali ruberie dei partiti spianino la strada a quell’“antipolitica” che fa tanto inorridire le anime belle della sinistra. Insomma, Grillo potrebbe prendere il sole tranquillo sullo scoglio ligure, visto che per il Movimento 5 Stelle lavorano alacremente i detentori del malloppo (il villone e le casette in Canada del margherito Lusi, i festini con apposite ragazze per il gessato ciociaro, per non parlare del cerchio magico leghista finanziato dal fisiognomico Belsito). Mentre gli onesti democratici di Bersani e Renzi fanno un po’ la figura del palo della banda dell’Ortica che “scrutava nella notte perché vederci non vedeva un’autobotte”. Luca Ricolfi lo ha scritto sulla Stampa (3 settembre): nell’elettorato italiano sta accadendo quel che accadde vent’anni fa con lo sbriciolamento della Prima Repubblica, quando “diminuì drasticamente la quota di italiani che ragionavano in termini di destra e sinistra e aumentò la quota di quanti ragionavano in termini di vecchio e nuovo”. Il nuovo potrà anche urlare e dire troppe parolacce, ma basta l’apparizione di un Alfano o di un Casini che auspicano le necessarie riforme, mentre i loro sottoposti s’ingozzano di ostriche a spese nostre, per trasformare un Casaleggio nel conte di Cavour.

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(FOTO LAPRESSE)

SOLDI PUBBLICI

Il Tesoro rottama Renzi: “6 milioni buttati” Calapà pag. 9 z

REPORTAGE x Viaggio tra Campania e Puglia: pale, sole e malapolitica

Eolico al Sud, miliardi al vento Sporco affare per pochi intimi di Antonello Caporale

è un paesino che lega la Ctoriandela Campania alla Puglia. I viaggiadiretti a Bari lo incontrano alla

all’interno pag. I - VIII z

sommità dell’Appennino, finita la salita dell’Irpinia d’Oriente. Spalanca gli occhi alla Daunia, li dirige sugli ettari di grano del Tavoliere, verso Foggia. pag. 6 - 7 z

(FOTO ANSA)

Udi Furio Colombo

nlibano

LA FINANZA MODELLO AL QAEDA

Sabra e Chatila: la strage e l’orrore trent’anni dopo

l modello è al Qaeda. Niente volto, niente Stato, un patrimonio fluido e portatile, continua guerra di propaganda, molta potenza che può colpire dovunque, ma puoi raggiungere solo inventando un nemico vicario, qualcuno a caso. pag. 18 z

I

pag. 14 -15z

CATTIVERIE Rivelazioni storiche: Eugenio Scalfari, un po’ prima di fondare Repubblica, votava Monarchia

oh, Mediaset vuole comprarsi La7 da Telecom Italia Media. Direttamente o tramite una testa di legno. Chi l’avrebbe mai detto. Alla vigilia della campagna elettorale in cui si gioca tutto come nel '94, B. vorrebbe neutralizzare la riserva indiana in cui si sono rifugiati gli artisti e i giornalisti cacciati da Mediaset e Rai. Ma sarebbe una notizia se non volesse farlo: vorrebbe dire che non è più lui. Invece è sempre lui, dunque non c’è notizia. Infatti gli unici a stupirsene sono quelli che lo davano per morto, anzi trovavano comodo darlo per morto. Per rimuovere il problema, evitare esami di coscienza e nascondere un fatto imbarazzante: cioè che da nove mesi governano con lui. Stiamo parlando del Pd, dell’Udc, dei fan acritici del governo Monti e dei loro house organ. Avete mai sentito le parole “antitrust” e “conflitto d’interessi” nelle bocche capienti di Bersani, Renzi (il suo spin doctor è Giorgio Gori e ci siamo capiti), Casini, ma pure Vendola? Le avete più lette su Corriere, Stampa, Repubblica, Unità? Nominarle significa infrangere un tabù, agitare il drappo rosso dinanzi al Caimano, rinfocolare l’antiberlusconismo (non sia mai), turbare la quiete dei tecnici. E resuscitare vecchi interrogativi che è meglio lasciar sepolti: perché il centrosinistra nel biennio 2006-2008 e il governo tecnico da novembre a oggi non han neppure tentato di riformare la legge Gasparri? Troppo pericoloso, meglio lasciar perdere. L’ultimo a parlarne, a parte noi del Fatto e il solito Di Pietro, fu Beppe Grillo nel V-Day del 2008, quando lanciò un referendum (poi bocciato dalla Cassazione) contro la Gasparri: il solito populista antipolitico che fa il gioco della destra. Mica come il compagno Violante, che nel 1995 confessò alla Camera di aver “garantito a Berlusconi e Letta che non gli sarebbero state toccate le tv”. Ora la questione non è se B. riuscirà a papparsi La7 (ovviamente per spegnere un piccolo ma pericoloso concorrente delle sue reti e soprattutto un focolaio d’infezione, cioè di informazione più libera o meno asservita del lazzaretto Raiset): se non lo farà, sarà solo perché il suo gruppo è alla canna del gas. La questione è che, a norma di legge Gasparri, potrebbe farlo. Lo spiega, sul sito del Fatto, Nicola D’Angelo, già membro Agcom: “In base all’art. 43 della Gasparri, Mediaset può acquistare La7 in quanto il limite antitrust è che nessun soggetto può avere ricavi superiori al 20% del sistema integrato delle comunicazioni (Sic). Nel calderone infinito del Sic, Mediaset detiene circa il 13%” e anche con La7 resterebbe sotto il tetto. Anche perché la pubblicità non è computabile nel Sic. Del resto, nel 2007, quando Tronchetti-Provera annunciò di voler vendere Telecom (con La7 in pancia) a una cordata messican-americana, il centrosinistra riattaccò la litania dell’“italianità” da difendere, anche a costo di darla a Mediaset, magari in tandem con l’amico Colaninno. Disse Fassino: “Mediaset è un operatore del settore, quindi può fare un’offerta”. Il Foglio svelò “incoraggiamenti dalemiani” a B. tramite il solito Latorre. Entusiasta, ma che sorpresa, anche Violante: “C’è un Berlusconi imprenditore e un Berlusconi politico: se, come imprenditore, investe le sue risorse in un settore di importanza strategica per il nostro Paese, non ci trovo niente di male”. Il 19 aprile B. accolse l’invito all’ultimo congresso Ds di Firenze e naturalmente parlò d’affari, i suoi: “Mediaset è pronta a entrare in Telecom per difenderne l’italianità... Siamo stati richiesti: il mio è un atto di generosità patriottica”. Poi, siccome era all’opposizione, propose un bel governo di larghe intese. E nessuno osò contestarlo. Poi Telecom finì alla cordata italo-spagnola Intesa- MediobancaTelefònica. Ora che Mediaset ci riprova, stupisce soltanto lo stupore dell’Unità, che titola sdegnata “Amici di Berlusconi su La7” e lancia l’allarme per “il pluralismo informativo”. Ma mi faccia il piacere.


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NA CA CT MI RM LV

A 50 giorni dal voto, un inserto di 16 pagine e una mostra che si apre mercoledì a Torino vi guidano alla sfida per la Casa Bianca

“For President” La Stampa, Magnum Photos e Fondazione Sandretto raccontano le elezioni Usa

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ANNI DI FRASSINELLI

LIBRI PREZIOSI

Il segreto nelle mani I grandi scatti raccontano

“I sacrifici per vincere” Dukakis: quando ci provai

Mario Calabresi A PAG.I

Paolo Mastrolilli A PAG.V

A caccia del ceto medio Gli americani più corteggiati

“Decisiva la leadership” Parla l’ambasciatore Thorne

Gianni Riotta A PAG.II

Marco Bardazzi A PAG.IX

Dalle spille a YouTube Come cambia la campagna

La cultura e il potere La politica diventa arte

Maurizio Molinari A PAG.III

Francesco Bonami A PAG.X

LA LA STAMPA STAMPA

GRANDE PROMOZIONE

QUOTIDIANO NEL 1867 1867 QUOTIDIANO FONDATO NEL

DOMENICA 16 SETTEMBRE 2012 & ANNO 146 N. 256 & 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE ­ D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB ­ TO www.lastampa.it

Il ministro del Welfare: non toccheremo Articolo 18 e Statuto dei lavoratori

Visco: ripresa nel 2013 ma la politica eviti le liti Grilli: niente manovra bis

DOPO L’ORDINE DI AL QAEDA GLI AMERICANI IN FUGA DAI PAESI ISLAMICI A RISCHIO

“Attaccate le ambasciate Usa”

Unione bancaria, le regole dividono l’Europa Berlusconi: per candidarmi aspetto la riforma Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco invita la politica a essere cauta, lo impone la crescita che ancora non c’è e la ripresa economica che arriverà nel 2013 anche se i fattori di rischio e instabilità - «ad esempio le tensioni in Medio Oriente» - permangono numerosi. Grilli chiarisce che non ci sarà bisogno di manovra bis anche se il governo è ancora alla ricerca dei fondi per evitare l’aumento dell’Iva. Sulla scena irrompe Berlusconi che torna a parlare: al Paese serve una vera guida e la mia candidatura dipende dalla legge elettorale.

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SE LA FED SPARA CON IL BAZOOKA DELL’INCERTEZZA MARIO DEAGLIO

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robabilmente già da domani la Fed, la banca centrale degli Stati Uniti, comincerà a comprare sul mercato finanziario americano titoli a reddito fisso di ogni genere al ritmo di circa 1,3 miliardi di dollari (un miliardo di euro) al giorno. Con quali risorse? Con quelle che la stessa Fed «stamperà» sul momento gonfiando complessivamente la liquidità di 40 miliardi di dollari al mese. Per quanto tempo? Fino a quando ce ne sarà bisogno, ossia finché l’occupazione, la cui crescita è bassa, insufficiente a riassorbire i 7-8 milioni di lavoratori resi disoccupati dalla crisi, non darà segni di duratura risalita. Anni prima della sua nomina, Bernanke, il governatore della Fed, aveva spiegato che seguire questa strategia equivale a stampare banconote, caricarle su un elicottero, alzarsi in volo e buttarle su una città: la gente le raccoglierà e comincerà a spenderle e spendendole rilancerà l’economia.

Bertini, Giovannini, Magri, Orighi, Zatterin, Amabile DA PAGINA 6 A PAGINA 11

LA CRISI DELL’AUTO

Il governo alla Fiat: fate chiarezza Passera e Fornero chiedono un incontro Sindacati, è scontro Bonanni­Camusso Francesco Spini

PRIMARIE DEL PD

LE DUE MOSSE CHE SVELANO CHI È RENZI LUCA RICOLFI

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Matteo Renzi, ultimamente, vengono rimproverate un mucchio di cose, ma soprattutto una: la tendenza a glissare sui contenuti, sulle proposte programmatiche, sulle cose concrete che farebbe se diventasse presidente del Consiglio. Pochi giorni fa, ad esempio, sul «Corriere della Sera» Antonio Polito lo ha invitato a prendere posizioni precise su nove punti, fra cui alcuni della massima importanza (ad esempio: come farà a ridurre il debito pubblico di 400 miliardi in soli 3 anni?). Renzi, nella risposta, svicola con un espediente retorico: «Se rispondo punto per punto mi accuseranno di essere rimasto fermo al tempo in cui partecipavo ai telequiz». CONTINUA A PAG. 25

La protesta contro il film blasfemo arriva anche in Europa con arresti a Parigi e Anversa. Dallo Yemen giunge un messaggio di al Qaeda che incita ad assaltare e colpire le ambasciate americane in tutto il mondo. E proprio lo Yemen e il Sudan dicono no all’invio di truppe Usa a protezione delle ambasciate. E da Washington nella notte arriva l’ordine di evacuare le ambasciate di Tunisi e Khartoum.

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Bagnoli, Bresolin, Cerruti, Galeazzi, Stabile DA PAGINA 2 A PAGINA 5

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CONTINUA A PAG. 25

BRET HARTMAN /REUTERS

Il presunto autore del film che ha scatenato le rivolte, scortato fuori casa dagli agenti in California

DOVE NASCE E COME CRESCE LA NUOVA GALASSIA DEL TERRORE PAOLO MASTROLILLI

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INVIATO A NEW YORK

in dal principio, i rapporti dell’Intelligence in arrivo dalla Libia e dall’Egitto sono stati chiari: «Lasciate perdere il video, è solo un pretesto. E non date retta alle varie rivendicazioni, che sono solo specchietti. Questi attacchi sono premeditati, con-

dotti da Al Qaeda, o da ciò in cui si è trasformata l’organizzazione di Osama bin Laden. L’obiettivo è deragliare la primavera araba, compromettere le relazioni tra i nuovi governi e l’Occidente, e provocare una svolta radicale nell’intera regione». CONTINUA A PAG. 3

Un gesto eversivo figlio della libertà, un’azione asimmetrica molto diversa dal dare

Il vero dono non vuole niente in cambio ENZO BIANCHI

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siste ancora il dono, oggi? In una società segnata da un accentuato individualismo, con i tratti di narcisismo, egoismo, egolatria che la caratterizzano, c’è ancora posto per l’arte del donare? Ecco una domanda a mio avviso decisiva: nell’educazione, nella trasmissione alle nuove generazioni della sapienza accumulata, c’è attenzione al dono e all’azione del donare come atto autentico di umanizzazione? C’è la coscienza che il dono è la possibilità di innescare i rapporti reciproci

80 ANNI DI FRASSINELLI

tra umani, qualunque poi sia l’esito? Da una lettura sommaria e superficiale si può concludere che oggi non c’è più posto per il dono ma solo per il mercato, lo scambio utilitaristico, addirittura possiamo dire che il dono è solo un modo per simulare gratuità e disinteresse là dove regna invece la legge del tornaconto. In un’epoca di abbondanza e di opulenza si può addirittura praticare l’atto del dono per comprare l’altro, per neutralizzarlo e togliergli la sua piena libertà. CONTINUA A PAG. 28

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Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 181 del 17/09/2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Università

Campus a Matera Al via i lavori all’ex ospedale La superficie complessiva dell’edificio che sarà ristrutturato per la realizzazione di 156 alloggi è di circa 4.000 metri quadrati

Siglato un protocollo d’intesa tra la Regione e l’Opera romana pellegrinaggi

La Basilicata tra fede e turismo

Il territorio lucano inserito negli itinerari dell’Annus fidei Un momento dell’incontro che ha preceduto la firma del protocollo d’intesa che vede la terra di Basilicata tra le tappe dell’Annus fidei

Il contratto di appalto è stato sottoscritto venerdì scorso con l’impresa Ge.Di Srl che si è aggiudicata la realizzazione degli interventi previsti, per un importo di 4.918.565,64 euro. La firma del verbale di consegna dei lavori è avvenuta a Matera alla presenza dell’assessore alle Infrastrutture, Agatino Mancusi.

La Basilicata tra le mete dell’Annus fidei. Lo stabilisce un protocollo siglato a Lauria tra la Regione e l’Orp. L’ad dell’Orp, padre

Atuire, ha definito la Basilicata ricca di tracce della cultura cristiana. Il presidente De Filippo ha detto che l’intesa “sposa l’esigen-

za di promuovere la regione nel mondo” e l’assessore al Turismo, Pittella, ha definito il protocollo “uno strumento per la crescita”.

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Salute

Politica

Scuola

Al via il dialogo tra non udenti e istituzioni

L’intervento del presidente Vito De Filippo

Gli auguri del governo regionale agli studenti

Un progetto senza tante parole “Un ponte per comunicare”

Tra fondi e priorità una partita in corso

Suona la prima campanella

Governatori del Sud a confronto

Gli alunni tornano tra i banchi

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Con un abito di strass e perle Carmen Lasorella ha detto sì Il rito civile a Terracina

Crisi del Polo murgiano, Basilicata e Puglia collaborano a un’intesa Incontri a Matera e Santeramo

Tra gli invitati alcuni volti noti del piccolo schermo, tra cui Caprarica e Bonaccorti

Presenti imprenditori, sindaci dell’area e rappresentanti del distretto del salotto

Nozze civili nella tenuta di Terracina per la giornalista lucana Carmen Lasorella, che ha impalmato il fidanzato storico Giuseppe Falegnami. Lasorella indossava un abito bicolore tempestato di strass e perle che lasciava le spalle

Incontro oggi alla Provincia di Matera per il rilancio del polo murgiano. Presenti le organizzazioni imprenditoriali, i rappresentanti sindacali, del distretto del salotto e i sindaci dell’area. Nel pomeriggio incontro

nude. Pochi gli invitati, tra cui alcuni colleghi della Rai (Antonio Caprarica e Corradino Mineo) e altri volti della tivù. Gli sposi si sono conosciuti anni fa quando la giornalista era inviata rai e lui operatore.

La Gazzetta del Mezzogiorno

analogo a Santeramo in colle. Al vertice, promosso dalle Regioni Basilicata e Puglia, partecipano il direttore generale del ministero per lo Sviluppo economico, Sappino, e gli assessori lucani Marcello Pittella e Vincenzo Viti.

Il Quotidiano della Basilicata


17.09.2012 N. 181

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Basilicata Mezzogiorno

12 le pagine dedicate alla regione nel depliant di promozione Un protocollo d’intesa approvato dalla giunta regionale prevede la Basilicata tra le tappe ufficiali degli itinerari religiosi, culturali, artistici e paesaggistici associati al pellegrinaggio a San Pietro in occasione dell’Annus Fidei. Il protocollo è stato sottoscritto nei giorni scorsi a Lauria, nel complesso monumentale di San Bernardino, dal presidente della Regione, Vito De Filippo e dall’amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, padre Caesar Atuire. Erano presenti anche l’assessore al Turismo, Marcello Pittella, e il coordinatore generale del’Orp, Claudio Tosi. “Il territorio lucano - ha commentato padre Caesar Atuire - è ricco di tracce e monumenti della cultura cristiana. Occorre far conoscere questo patrimonio anche alle nuove generazioni e a chi vive fuori da questa regione. Lo scopo di questo protocollo è proprio quello di far apprezzare la storia e i monumenti cristiani della Basilicata fuori dai confini regionali e nazionali. Portiamo migliaia di pellegrini in Turchia a visitare le chiese rupestri quando ne abbiamo di meravigliose a Matera. Faremo del nostro meglio per promuovere il territorio lucano”. Opera romana pellegrinaggi è un’attività del vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del cardinale vicario del Papa, che ha tra le proprie finalità l’organizzazione di pellegrinaggi e di altre iniziative di cristiana pietà verso luoghi religiosi e di

Intervenendo a Barile al convegno “Accordo di programma - Parco delle cantine per uno sviluppo possibile e compatibile, organizzato nell’ambito della manifestazione “Tumact me tulez”, l’assessore all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone, ha ricordato quanto il settore vitivinicolo sia uno strumento importante per la promozione turistica. .“L’importanza del comparto in regione - ha detto - è nota a tutti soprattutto per la capacità di fungere da trai-

La firma del protocollo d’intesa tra l’Orp e la Regione Basilicata

L’Annus fidei promuove il turismo lucano Sottoscritto un protocollo tra Regione e Opera romana pellegrinaggi che vede la Basilicata tra le tappe ufficiali degli itinerari religiosi e artistici dell’Anno della fede particolare interesse culturale, spirituale ed ecumenico. Con questa intesa l’orp diventa partner istituzionale della Regione per offrire supporto nella definizione e organizzazione dei vari progetti di valorizzazione religiosa e storica e di promozione del territorio lucano, caratterizzato da un ricco patrimonio artistico e culturale. In particolare, il patrimonio delle opere d’ar-

te reperibili in Basilicata affidate alla cura pastorale delle chiese locali, verrà valorizzato in funzione

Lo strumento di promozione degli itinerari, in cui saranno inserite dodici pagine dedicate agli itine-

Padre Atuire: “La Lucania è ricca di tracce e monumenti della cultura cristiana” catechetica e in virtù della sensibilità del mondo contemporaneo verso il rapporto fra fede e arte.

rari lucani, sarà un libretto, detto booklet dell’Annus Fidei, realizzato in più lingue e distribuito da Enit

in 25 uffici esteri, da Isnart in mille ristoranti italiani nel mondo, dal World italian cultural institutes in 90 uffici nel mondo, in 76 camere di commercio italiane e estere, in 50 Paesi, 140 uffici, 24 mila aziende, nelle agenzie Alpitour e a bordo di Alitalia e Small Planet partners Iata, di Trenitalia e di Ntv. Al booklet verranno inoltre affiancate lettere a decision makers, fiere e presenta-

zioni internazionali, workshop, conferenze stampa e press meeting, social media e invii a mailing list cattoliche. Duecentomila euro la somma che la Regione verserà all’Orp (tramite l’Apt) per la realizzazione delle attività previste nel protocollo d’intesa, che terminerà il 24 novembre dell’anno prossimo, giorno conclusivo dell’anno della Fede. (Bm4)

Pittella

De Filippo L’intesa con l’Orp sposa l’esigenza di far conoscere in tutto il mondo il nostro territorio e i suoi ambiti

La formula del viaggio-pellegrinaggio è un valido strumento di promozione della nostra terra

Molto motivato il presidente della Regione, Vito De Filippo, in occasione della firma del protocollo con l’Orp: “Spesso - ha dichiarato - è il bisogno di spiritualità e di consolazione che porta il visitatore nei paesi lucani, per costatarne non solo il genius loci ma anche apprezzarne la loro bellezza artistica e culturale. Una ricerca di cultura delle radici e di calda socializzazione che il popolo lucano ha imparato a soddisfare, agevo-

Propositivo l’assessore al Turismo, Marcello Pittella, all’indomani dell’intesa con l’Orp. “Stiamo cercando - ha detto Pittella - di mettere a sistema un’offerta variegata che destagionalizzi il flusso turistico in Basilicata. Nelle azioni previste dal Piano regionale per il turismo, puntiamo a incentivare una strategia di opportunità per i visitatori a largo raggio che ricomprenda la valorizzazione di parchi, mare, cultura, archeologia ed entro-

lato dalla significativa presenza di luoghi sacri e suggestivi che affascinano il turista. Il Protocollo con l’Opera Romana Pellegrinaggi - ha continuato De filippo - sposa in pieno l’esigenza della Regione Basilicata di promuovere anche a livello internazionale i suoi ambiti a valenza religiosa e culturale. Ospitare i pellegrini dell’Annus fidei sarà quindi un’esperienza che ci coinvolgerà nel riscoprire, insieme a loro, il nostro patrimonio” (Bm4)

terra lucano, ma anche quegli itinerari turistici che conducono i visitatori sui luoghi sacri e nelle festività a carattere religioso. Per queste ragioni anche la formula del viaggio pellegrinaggio rappresenta un valido strumento di promozione culturale e turistica del territorio lucano”. “Abbiamo deciso di investire su itinerari alternativi capaci di una forte attrattiva. E’ in questo contesto che si incardina il cosiddetto ‘turismo di fede’. (Bm4)

Il vino nuovo attrattore Mastrosimone a Barile: “Il settore vitivinicolo fa da traino per le altre produzioni”. E sul Parco delle cantine: “Ribadisco tutto il mio impegno” no per le altre produzioni agroalimentari tipiche e di rappresentare al meglio il nostro territorio. Il legame tra turismo e produzioni di qualità è diventato sempre più importante, come dimostra il trend positivo dei dati relativi al turismo del vino. L’Enoteca regionale - ha spie-

gato - è un importante strumento per potenziare l’attività di promozione del settore, tale da poter diventare il punto di riferimento del mondo produttivo e un luogo di incontro tra operatori, consumatori e turisti”. Mastrosimone ha ricordato che a luglio la giunta ha approvato lo

Statuto e la sede principale dell’Enoteca e che inizieranno gli incontri per la raccolta delle adesioni. Quanto all’istituzione del Parco delle cantine, Mastrosimone ha ribadito l’impegno affinché “vengano adottati gli atti connessi all’applicazione del provvedimento che definiscono l’istituzione e i compiti della Conferenza dei servizi e del Comitato tecnico–scientifico e vengano riservati anche nei prossimi anni i fondi necessari”. (Bm4)


17.09.2012 N. 181 “La condivisibile tesi per cui il sud deve concentrarsi su vere priorità presuppone un postulato ossia che la priorità dell’Italia come dell’Europa sia il Mezzogiorno perché è qui e solo qui che si possono avere i più ampi e rapidi margini di crescita”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo al confronto tra i governatori del Sud sul tema “Concentrare i fondi su vere priorità” organizzato a Napoli nell’ambito dell’evento “Piano europeo crescita per il sud”. “Senza far torto alla meritoria opera che sta conducendo il Ministro Barca - ha proseguito de Filippo - devo dare atto che il processo

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Basilicata Mezzogiorno

Lo sviluppo passa dal Mezzogiorno

Il presidente De Filippo al confronto tra i governatori del Sud di concentrazione delle risorse per lo sviluppo del Mezzogiorno si era già avviato in precedenza nella concertazione tra i Governatori del Mezzogiorno e l’allora ministro della Coesione Fitto, con le Regioni che hanno aderito volontariamente a questa impostazione di lavoro, impegnando sia fondi comunitari che non si era riusciti a spendere, sia fondi che pure erano destinati ad altre iniziative. Ma qui torna il tema

delle risorse. Perché, ad esempio, la Germania che oggi è motore e spesso ago della bilancia dell’Europa ha saputo investire in 20 anni per recuperare il

ritardo di sviluppo dell’ex Ddr meglio di quanto l’Italia abbia saputo fare in 150 anni, mettendo in campo risorse, secondo uno studio dell’Università

di Berlino, superiori all’intero debito pubblico tedesco e pari 1500 miliardi di euro. Il risultato è che anche se quell’area tedesca che ancora oggi non ha raggiunto i livelli delle regioni dell’ovest il Pil si è più che raddoppiato, raggiungendo il 70% del livello dei territori dell’ex Germania Ovest e globalmente la Germania riesce a finanziare il proprio debito pubblico, per andare su un tema di strettissima attualità, ad un costo reale

che , al netto dell’inflazione, in qualche caso è addirittura negativo, mentre continua a sostenere la crescita dell’Est con la “Soli”, la tassa di solidarietà che ancora oggi porta qualcosa come 50/60 miliardi di euro annui e si prevede che il divario tra le due aree del Paese possa definitivamente abbattersi entro la fine di questo decennio recuperando quell’ulteriore 30% di divario del Pil che rappresenta un’area di crescita di ricchezza per tutto il Paese e un’interessante sacca di crescita del gettito tributario tedesco. E’ logico - conclude il presidente - partire dalle risorse già disponibili nel Mezzogiorno.” (Bm6)

Una piattaforma sul web e due sportelli “dedicati”. Così i non udenti potranno dialogare con le istituzioni

Comunicare oltre le parole

Martorano: “Il progetto consentirà di eliminare un isolamento spesso insopportabile” Giù le barriere della comunicazione per chi non sente. Assicurare una comunicazione idonea ai non udenti affinché possano dialogare meglio con i cittadini udenti, con la pubblica amministrazione e accedere ai servizi socio sanitari regionali: è questo l’obiettivo che si pone “Un ponte per comunicare”, un progetto sperimentale della durata di un anno dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (Ens) approvato e sostenuto dalla Regione Basilicata, assessorato alla Salute. Presentato venerdì mattina durante un incontro al teatro Stabile dall’assessore alla Salute Attilio Martorano e dal presidente del consiglio regionale dell’Ens, Giovanni Gorgoglione, il progetto mira ad

persona con tutti i contesti utili al loro benessere socio-sanitario. Grazie a una piattaforma sul web e ad uno sportello dedicati (uno per provincia), i sordi potranno rivolgersi ad un operatore sempre disponibile a comunicare con loro e per loro, interrompendo il silenzio e l’isolamento di molti sordi lucani.

“Un ponte per comunicare” Il servizio è stato presentato al teatro Stabile di Potenza

Saranno predisposte due postazioni, a Potenza e a Matera, attive durante la settimana. Quattro operatori garantiranno il dialogo tra gli udenti e i non udenti, tra una pubblica amministrazione e il cittadino sordo che vorrà interrogarla su questioni d’interesse. Si tratta di operatori specializzati, che conoscono la Lingua dei segni (Lis) e hanno acquisito particolare com-

È doveroso per il sistema assistenziale lucano garantire ai cittadini che vivono una disabilità parità di accesso ai servizi e alle cure mail, sms, fax e videochat. In Italia i non udenti iscritti all’Ens sono circa 27.000 di cui 500 lucani, anche se in Basilicata si contano complessivamente oltre 1000 sordi. I sordi lucani avranno così a disposizione una piattaforma tecnologica che gli consentirà di accedere ai servizi socio sanitari “Con grande impegno abbiamo promosso e sostenuto, insieme con l’Ente

Grazie all’ausilio di nuove tecnologie gli utenti potranno rivolgersi a operatori specializzati che conoscono la lingua dei segni aiutare, attraverso una comunicazione visiva sviluppata tramite gli strumenti della video-chat, e-mail, sms e fax, i non-udenti a superare l’isolamento in cui spesso vivono e a inserirsi nei contesti sociali. “Un ponte per comunicare” sarà uno strumento facilitatore che consentirà ai non udenti di farsi ascoltare dal mondo che li circonda, per consentire loro di interagire in prima

sotto il profilo tecnologico, che consentirà di avvicinare i non udenti al contesto sociale che li circonda. È dovere del sistema socio-assistenziale lucano garantire ai cittadini che vivono una disabilità, parità di accesso ai servizi e alle cure”. Così l’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano, intervenendo venerdì mattina alla presentazione del progetto “Un ponte per comunicare”.

petenze nell’uso degli strumenti tecnologici a supporto del progetto. Il servizio sarà attivo tutti i giorni della settimana, h24. Negli orari di chiusura sarà possibile contattare, con un semplice sms, i servizi di emergenza. In pratica il non-udente avrà la possibilità di mettersi

in contatto, attraverso un sito dedicato, per ricevere i servizi socio-sanitari e di emergenza 24 ore su 24. All’interno del servizio, gli operatori saranno in grado di ricevere da un utente sordo una telefonata con Dts per poi tradurla al telefono a voce e viceversa. Ma c’è anche la possibilità di comunicare via

“Grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e alla professionalità degli operatori specializzati - ha spiegato l’assessore - il progetto consentirà ai non udenti di eliminare un isolamento spesso insopportabile, garantendo allo stesso tempo l’inclusione sociale e il benessere della persona. E’ nostro impegno preciso - ha concluso Martorano - favorire

In Italia i non udenti iscritti all’Ens sono circa 27.000 di cui 500 lucani anche se in Basilicata si contano complessivamente oltre 1000 sordi per la protezione e l’assistenza dei sordi, il progetto ‘Un ponte per comunicare’, uno strumento particolarmente avanzato

tutte le condizioni possibili per abbattere fastidiose barriere e assicurare una migliore qualità della vita dei cittadini”. (Bm6)


17.09.2012 N. 181

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Basilicata Mezzogiorno

Energia, De Filippo: “L’Italia deve evitare le scorciatoie pericolose” Il governatore lucano è intervenuto alla conferenza internazionale promossa dall’Api al Pianeta Maratea sul tema “Uscire dalla crisi con la Green Economy”

Sul tema “Petrolio” “Pazienza e capacità di dialogo per affrontare la questione con equilibrio”

In alto De Filippo mentre interviene a Maratea e un pozzo petrolifero a Viggiano

“L’Italia è un Paese che ha molte debolezze sul versante energetico ma ci sono scorciatoie per affrontare questo problema che vanno evitate perché sarebbero fallimentari. Per questo spero che anche le ipotesi che in documenti informali attualmente circolano sulla riforma dell’articolo 117 della Costituzione che fa dell’energia una materia a responsabilità concorrente tra Stato e Regioni venga definitivamente accantonata perché produrrebbe lo stesso risultato fallimentare che ha prodotto la strategia di centralizzazione fatta negli anni scorsi in materia nucleare”. Lo ha affermato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo all’incontro internazionale promosso dall’Api a Maratea sul tema “Uscire dalla crisi economica con la green economy”. De Filippo ha sottolineato che “in materia energetica bisogna rilanciare la concertazione e la condivisione con i territori. E questo può rappresen-

tare anche un’opportunità per il Mezzogiorno, per il quale la green economy e l’insieme di quelle azioni che vanno sotto il nome di smart cities, città che consumino sempre meno e siano più sostenibili, possono rappresentare un’occasione di riscatto, un terreno di semina che chiami tutti a dare il proprio contributo per rilanciare questa parte del Paese”. Addentrandosi più specificatamente nelle questioni che riguardano la Basilicata, il presidente della Regione ha spiegato che “ci troviamo in uno scenario delle fonti fossili tra i più importanti al mondo, e questo porta molti interessi, ma anche molte ansie. Dobbiamo avere molta pazienza e capacità di dialogo per affrontare la questione con equilibrio. Ma la Basilicata ha una sua molteplicità a cui tutti gli uomini e le donne di questa regione non intendono per sempre rinunciare. Dobbiamo essere agricoltura, turismo, ambiente, beni culturali, e chi si affaccia a queste terrazze di Maratea capisce che

il rapporto tra petrolio e destino della Basilicata sta esattamente a questo incrocio: sapremo garantire anche per il futuro questa molteplicità e credo che su questo punto, all’interno della nostra comunità regionale, ci sia una condivisione superiore a quella che appare”. Parlando della Regione, De Filippo ha sottolineato il ruolo dato a tutela dell’ambiente dall’assessore al ramo, Vilma Mazzocco, esponente dell’Api, a cui ha espresso “condivisione e sostegno, conscio che non sia stata messa in un posto comodo” ed ha sottolineato anche il qualificato contributo di proposta sempre offerto dal capogruppo dello stesso partito, Alessandro Singetta, all’interno del Consiglio Regionale così come dal segretario regionale dell’Api, Carmine Nigro, nell’ambito della

coalizione. Infine, facendo cenno alle primarie del centrosinistra, De Filippo ha ribadito il suo sostegno alla candidatura del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ma ha espresso anche apprezzamento per il candidato sostenuto dall’Api, Bruno Tabacci: “Gli riconosco – ha detto il governatore lucano - lo stesso profilo di serietà merito e rigore nelle primarie di cui sento una grandissima esigenza. Se tutti quanti, come Bersani e Tabacci asciugassero un po’ le strategie di movimentismi e cinismi che fanno aumentare il senso di distanza tra politica e comunità, faremmo un servizio notevole per democrazia e libertà, valori che non rappresentano conquiste fatte una volta per sempre ma che vanno coltivati e costruiti ogni giorno”.

“No a centralismi” “In materia energetica bisogna rilanciare la concertazione e la condivisione con i territori. La Basilicata fa i conti con gli idrocarburi con l’obiettivo di garantire la propria molteplicità a cui nessuno intende rinunciare e all’interno della nostra comunità regionale, credo ci sia una condivisione superiore a quella che appare. Ci troviamo in uno scenario delle fonti fossili tra i più importanti al mondo, e questo porta molti interessi, ma anche molte ansie. Dobbiamo avere molta pazienza e capacità di dialogo per affrontare la questione con equilibrio”.

Dal Consiglio Trasporto urbano Napoli (Pdl)

Festa nazionale Psi Vita (Psi)

Politica Rosa (Pdl)

“Nella proposta di contratto del Comune di Potenza al Cotrab per i prossimi 18 mesi viene richiesto personale con contratto a tempo determinato, scelto, sembra, con selezione pubblica. Il servizio di trasporto pubblico urbano è sovvenzionato dalla Regione che deve intervenire.” Napoli si è fatto promotore di un incontro che si svolgerà alle 17 di oggi presso l’assessorato ai Trasporti tra una delegazione di lavoratori e l’assessore Mancusi.

Intervenendo a Perugia alla Festa nazionale del Psi Vita ha rilanciato la battaglia comune con i socialisti dell’Umbria perché le piccole regioni conservino due province, attraverso un modello di governance territoriale e di sviluppo locale che tenga conto dell’imminente costituzione delle Unioni dei Comuni. “Il nuovo civismo e il welfare municipale - ha detto - devono diventare i temi prioritari per affrontare, soprattutto nel Mezzogiorno, la gestione dei Comuni e in generale degli Enti Locali”.

Se andiamo a ritroso negli anni, abbiamo una Basilicata sempre uguale se non peggio e gli stessi Ras tranne qualche cambiamento di consiglieri di passaggio. Voglio ricordare a Folino che chi ha dimostrato di non saper governare deve lasciare spazio ad altri.

Volontariato Benedetto (Idv) “E’ ingiustificata l’esclusione della Basilicata dal Programma ‘Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno’ finanziato con 37,4 milioni di euro a favore di associazioni costituite da giovani under 35enni di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia”. Benedetto ha sollecitato De Filippo e Martorano ad un intervento nei confronti dei ministri per la Cooperazione internazionale e per la Coesione territoriale.

Festa provinciale Pu Scaglione (Pu) Alla festa provinciale dei Pu ad Atella, Scaglione ha detto che le battaglie di posizionamento tra anime diverse del maggior partito della coalizione fanno alimentare i dubbi sulla capacità di sostenere il peso delle nuove sfide. “La riconferma di un’adesione al centro-sinistra – ha detto - significa per i Pu un cammino di coerenza che esige altrettanta coerenza da parte degli altri attori”.

Politica Falotico (Mpa) Si svolgerà oggi pomeriggio alle 18,30 a Ferrandina presso l’hotel degli Ulivi il quarto incontro di “Io vivo x te, idee in corso” . Al centro del dibattito il tema della reindustrializzazione. “Vogliamo imbastire una proposta che prospetti da un lato la possibile uscita dalle secche di un’industria troppo spesso traballante, dall’altro che guardi con il binocolo della razionalità e della scelta migliore in quale dei tanti settori la regione potrebbe trovare un posto concreto”.


17.09.2012 N.181

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Basilicata Mezzogiorno

Mancusi: “L’intervento dà a Matera un ruolo di primo piano nel settore dell’alta formazione e della ricerca”

E’ realtà il Campus a Matera

Sottoscritto in Regione il contratto di appalto per il recupero dell’ex Ospedale civile La realizzazione

“Saranno disponibili

degli interventi

156 posti alloggio

ha un importo

per 144 studenti

di quasi 5 milioni

meritevoli e 12

di euro.

per studenti e docenti

L’ultimazione

di master universitari”

dei lavori è fissata il 3 ottobre 2014

Al via i lavori per il recupero e la ristrutturazione edilizia del secondo padiglione dell’ex Ospedale civile di Matera che sarà adibito a residenza per gli studenti universitari. Il contratto di appalto è stato sottoscritto dal dirigente generale del Dipartimento, Mario Cerverizzo, con l’impresa “Ge.Di Srl” che si è aggiudicata la realizzazione degli interventi previsti, per un importo di 4.918.565,64 euro. La firma del verbale di consegna dei lavori è avvenuta lo scorso venerdì,

14 settembre, alla presenza dell’assessore alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità, Agatino Mancusi, nella sala Sassi della sede della Regione Basilicata, in via Annibale di Francia, a Matera. L’opera, il cui importo progettuale complessivo ammonta a 12.995.461 euro, è cofinanziata con fondi del Miur, della Regione Basilicata e dell’Ardsu che ha sottoscritto un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. “Il Campus universitario di Matera – ha commentato

il vicepresidente della Regione, Agatino Mancusi - si appresta a diventare realtà. Finalmente partono anche i lavori per la residenza studentesca. La ristrutturazione dell’edificio, realizzato negli anni ’50, costituisce un ottimo esempio di recupero del patrimonio edilizio esistente. Si renderanno disponibili complessivamente ben 156 posti alloggio, di cui 144 destinati agli studenti meritevoli e 12 per studenti e/o docenti di master universitari.

L’intervento si iscrive a pieno titolo nella programmazione regionale che assegna a Matera un ruolo importantissimo, di primo piano, nel settore dell’alta formazione della ricerca, e si inserisce nelle azioni strategiche complementari alla candidatura della Città dei Sassi a Capitale della Cultura 2019”. La superficie complessiva dell’edificio che sarà ristrutturato per la realizzazione degli alloggi è di circa quattromila metri quadrati.

La nuova sede dello studentato, che sarà gestito dall’Ardsu Basilicata, ospiterà inoltre aule e aree per servizi culturali e didattici, ricreativi, di supporto, gestionali ed amministrativi per ulteriori milletrecento metri quadrati. Il plesso da ristrutturare - si legge nella relazione progettuale - è facilmente riconvertibile per ospitare uno studentato, perché: è una struttura multipiano a impianto planimetrico ottimale per accogliere le nuove funzioni. Inoltre gode di un’ottima

posizione ed esposizione sulla salubre “collina del Castello” ed è ben collegata alla rete viaria cittadina, vicina al centro della città, al quartiere “storico” di Lanera, alla tangenziale e alla tratta metropolitana; è inserita nella più ampia area del Campus universitario della città. Il secondo padiglione dell’ex Ospedale civile è un edificio con decise qualità architettoniche. La data di ultimazione dei lavori è prevista per il 3 ottobre 2014, in poco più di due anni dalla consegna.

Primo giorno di scuola, gli auguri di De Filippo e Viti agli studenti Il governatore lucano e l’assessore alla Formazione augurano a tutto l’universo scolastico lucano un anno sereno da affrontare con impegno e passione Messaggi di auguri del presidente della Regione Vito De Filippo e dell’assessore alla Formazione Vincenzo Viti agli studenti lucani che iniziano oggi il nuovo anno scolastico. De Filippo invita gli studenti ad impegnarsi nello studio per prepararsi al futuro. “ La vita pretende competenze – ha dichiarato - il mio augurio è quello di affrontare con serenità, impegno e passione questo nuovo anno scolastico. Occorre essere preparati e competitivi per affrontare le sfide del futuro e voi siete il futuro di questa regione. Non fatevi cogliere impreparati. Nonostante il difficile momento economico il sistema scolastico lucano continua ad essere considerato uno dei migliori di Italia, grazie anche alle competenze e

al senso di responsabilità dei docenti, dei dirigenti, e del personale scolastico e non scolastico. Il mio augurio va anche a loro affinchè garantiscano sempre l’impegno profuso per la crescita del sistema scolastico e riescano a trasmettere alle nuove generazioni gli elementi per la conoscenza ma

“La vita pretende conoscenze e competenze” anche quei valori etici e sociali alla base di una società democratica. Auguri dunque a tutto l’universo scolastico – ha concluso De Filippo – per un nuovo anno di formazione, crescita e conoscenza”. “Oggi più che mai la scuo-

la è chiamata ad una sfida straordinaria – ha detto l’assessore Viti - la crisi che stiamo attraversando deve indurci a raccogliere tutte le energie per un salto di qualità che porti le Istituzioni, le famiglie, gli studenti e il corpo docente a cogliere l’occasione che tutte le crisi, anche le più gravi, propongono: trasformare il disagio in un propellente e in una spinta a cambiare i vecchi quadri concettuali, gli schemi superati, le relazioni sottostanti a obsoleti modelli educativi e formativi e a un’organizzazione scolastica che sappia replicare ai tagli determinati dalle pratiche di dimensionamento sofferte in questi anni. Noi non faremo mancare la più incisiva partecipazione al dialogo fra Istituzioni, famiglie e

sistema scolastico.Il Governo regionale sta avviando la riprogettazione per “poli” del sistema scolastico, legandolo a vocazioni, culture, interessi e domande insediati sul territorio, chiamando gli Its a costituire pezzi funzionali ad una forte innovazione culturale e formativa e facendo così della Scuola il perno di una strategia ricostruttiva della coesione civile e culturale e della forza costitutiva di una Regione. Tenuta e unità della comunità regionale sono infatti un bene più forte, capace di reggere ad ogni pretesa di ridurre la Basilicata ad appendici subalterne dei territorio contermini. Agli studenti, agli insegnanti, al personale non docente e alle famiglie lucane auguro buon lavoro”.

Il Governo regionale sta avviando la riprogettazione per poli del sistema scolastico legandolo a vocazioni territoriali


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA

Domenica 16 settembre 2012

 MELFI DOPO LE SCELTE DI MARCHIONNE DI ACCANTONARE IL PROGETTO ITALIA INTERVENGONO I SEGRETARI REGIONALI DEL PD DOVE CI SONO STABILIMENTI FIAT



L’invito anche per il governo: «Non può stare a guardare»

«In ballo il futuro lavorativo dell’area»

l Il convincimento di Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, di accantonare il progetto «Fabbrica Italia» che avrebbe dovuto rilanciare il settore auto in Italia sta creando grande preoccupazione, in primis tra gli operai che temono di perdere il loro posto di lavori, tra le forze sindacali e le forze politiche. E proprio i segretari regionali del Partito Democratico dove ci sono stabilimenti Fiat insieme al responsabile lavoro ed economia del partito, Stefano Fassina, hanno lanciato un ulteriore campanello d’allarme sul futuro della Fiat in Italia chiedendo sia all’azienda che al governo interventi non più rinviabili. «Siamo molto preoccupati per il futuro di Fiat in Italia - sottolineano Roberto Speranza (Basilicata), Enzo Amendola (Campania), Silvio Paolucci (Abruzzo), Gianfranco Moragando (Piemonte) ed Enzo Gasbarra (Lazio). - Gli ultimi drammatici dati sulle vendite, la continua perdita di quote di mercato di Fiat sia in Italia che in Europa e le esternazioni di Marchionne che di fatto ha messo fine alla chimera di "Fabbrica Italia" e ai consistenti impegni di investimento ad essa connessi, danno il senso di una strategia aziendale in cui gli stabilimenti italiani rischiano di perdere centralità». «Il governo - hanno continuato i segretari regionali del Pd - non può stare a guardare. Siamo dinanzi ad un terreno strategico dal

l «Dopo tutti i sacrifici che da 20 anni sono stati richiesti al sito di Melfi, è urgente sedersi intorno ad un tavolo per discutere con Azienda e Regione focalizzando un'iniziativa utile di confronto con impegni precisi. Per la Fiat di Melfi andava sostenuto un progetto di rete tra le regioni da diventare programma ambizioso prendendo avvio dalla Basilicata. Tutti dobbiamo essere responsabili nel tutelare Fiat, poiché c'è di mezzo il futuro occupazionale, dell'intera industria e di tutto il territorio, non si può compromettere il futuro della fabbrica lucana». Così il segretario regionale Ugl, Giuseppe Giordano che evidenzia «solo in Basilicata il settore automotive è costituito da 50 imprese di fornitura, in cui lavorano 3.873 persone con un fatturato di 1,15 miliardi di euro nel 2009 (per le sole produzioni effettuate sul territorio). Si tratta – spiega - per lo più di piccole aziende, a servizio di uno stabilimento che nel 2010 ha assemblato 243 mila automobili. Oggi – continua Giordano - ancora si è in tempo per spingere le aziende piccole, medie, grandi e Fiat tentando di farli uscire da questo incessante stillicidio di cigo, ‘consorziandoli’ in progetti di rete di largo raggio allargando e cogliendo tutte le opportunità di espansione, condividendolo con altre regioni con al centro Sata per svolgere un ruolo da protagonista, in sinergia con una politica industriale a sostegno alle reti di imprese che oggi ancora non esiste».

Fiat, «è l’ora di chiarire le strategie aziendali» quale passa la tenuta di parte rilevante del sistema industriale nazionale. Sarebbe folle rassegnarsi alla perdita di funzione in un settore in cui abbiamo storicamente saputo svolgere un ruolo di primo piano. Tanto più dopo i pesanti sacrifici richiesti e ottenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori e dopo la limitazione della democrazia sindacale nelle azien-



de del gruppo». «È arrivato il tempo per Fiat hanno concluso - di liberare il campo da ambiguità e di chiarire le reali strategie aziendali. Il governo riferisca in parlamento e attivi, di concerto con le regioni coinvolte, ogni possibile azione per riportare gli stabilimenti italiani al centro del progetto [a.mass.] Fiat».

SETTORE AUTO IN CRISI Il piazzale della Sata di Melfi con le auto prodotte dallo stabilimento. Servono interventi per rilanciare il settore .

SUL CASO FIAT IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO HA INCONTRATO IL SINDACO DI MELFI LIVIO VALVANO

Passera si impegna per Melfi

l «Il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, seguirà da vicino la questione dello stabilimento Fiat di Melfi». È quanto emerso nel corso di un incontro con il sindaco di Melfi, Livio Valvano e il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini nell'ambito della «Festa Nazionale Socialista» in corso nel week end a Perugia. Per il ministro Passera urge attivare una stretta collaborazione con il sindaco di Melfi Valvano per seguire ed avviare a tutti i livelli sinergiche iniziative per fare in modo che la Fiat resti in Basilicata e rilanci lo

IL MINISTRO Il sindaco Valvano a sinistra con il ministro Passera stabilimento di San Nicola di Melfi. Il sindaco Valvano ha comunicato al ministro Passera «l'apprensione che in questo momento affligge

Melfi, la Basilicata e l'intero Mezzogiorno di Italia sollecitando forti iniziative anche congiunte dinanzi al rischio incombente che si pa-

venta per la casa automobilistica Fiat di Melfi e in Italia. Il Ministro è apparso «consapevole dell' elevato impatto occupazionale e della necessità non più rinviabile di stringere forti relazioni con il sindaco di Melfi e l'azienda Fiat con l'obiettivo di ripensare ad un rilancio dello stabilimento Fiat». Tra l’altro questo in un momento in cui l'innovazione nel settore dell’automotive è fondamentale nell'area di San Nicola di Melfi dove sorgerà il campus dedicato alla ricerca proprio in questo settore.

TIMORI NEI SINDACATI


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Matera 35

Domenica 16 settembre 2012

Il consigliere Pedicini dopo l’ulteriore rinvio del bando per gli impianti sportivi

«Basta che tutto resti provvisorio» LA politica di centro sinistra innalza una barricata sullo sport, forti e prepotenti arenano e rimandano le decisioni sui bandi di gestione degli impianti sportivi, di consiglio in consiglio, alimentando il contrasto politico tra maggioranza e minoranza su temi, quali lo Sport, sui quali si dovrebbero trovare unanimi consensi e, senza grandi impegni approvare all’unanimità i bandi pubblici nell’interesse della comunità. Siffatti concetti primari non sfiorano minimamente la morale di chi governa, che sembra non rendersi conto che su tali temi non dovrebbe trovare divisione alcuna. L’ errore che questa sfrontata maggioranza sta per commettere è quella che sulla pratica sportiva si faccia il suo sport solita-

rio. Ma tutto questo, per talune forze politiche conta poco, la posta in gioco è ben più alta: quella di assicurarsi la clientela politico elettorale alla quale non può rinunciare e continuare a mantenere la provvisorietà. L’interesse pubblico è violato perchè ogni gruppo politico ha i suoi interessi sugli impianti sportivi della città che, di fatto, sono svincolati alla proprietà comunale perchè acquisiti alla totale gestione di feudatari ben noti. E’ giunto il momento di allenarsi alle grandi manovre di contrasto e di potere, di mostrare i muscoli per far vedere chi comanda la città, per prepararsi a gettare in terra questa consiliatura, o farla vivere subordinando il tutto nella visione di traguardi elettorali vicini e lontani. Sono questi i veri pro-

blemi e i bandi dello sport fungono da catalizzatore alle beghe politiche. Una maggioranza di centro sinistra apparentemente l’uno contro l’altro, fatta di consiglieri che oggi sono coesi domani no, che si dividono e si contrastano, salvo trovare l’unanime accordo quando si tratta di rimandare le decisioni. E’ quello il momento che trova tutti compatti a spostare o sospendere i consigli. Nel novembre 2011 quando la commissione consiliare per lo sport aveva avviato i lavori, sembrava che finalmente qualcosa di serio si volesse fare; si è lavorato di comune accordo accogliendo esperienze e valori di ogni componente la commissione sino a giungere ad un insperato ma trovato consenso generale. Improvvisamente senza ap-

parenti motivi tutto si è ingarbugliato e si è compreso che non si vuole giungere da nessuna parte e quanto fatto in un anno di riunioni debba essere demolito. Le delibere giunte in consiglio hanno frantumato una maggioranza che non rispetta più i patti per quanto deciso nelle commissioni e, pone tutto l’ostruzionismo necessario per evitare il voto delle delibere frutto di un lavoro minuzioso. L’ennesimo rimando del Consiglio comunale di questa settimana, ha spostato la decisione che tornerà a breve in consiglio, tasteremo il polso a questa maggioranza ma si è certi che continuerà il solito boicottaggio. Da lunghi anni la gestione degli impianti sportivi va di proroga in proroga, non si percepisce la logica perver-

sa che sfugge a qualunque raziocinio economico; non vi è gestore di impianto che abbia bilanci attivi, si passa da passività piccole e grandi. Tutti dicono di voler al più presto dare competitività agli impianti sportivi ma a tali intenzioni si pongono interessi ben più grandi ai quali non si vuole rinunciare specie quando finalmente qualcosa si muove e importanti ri-

strutturazioni mettono a nuovo alcuni impianti. Il gruppo consiliare Pdl contrasterà tenacemente tali logiche perchè ritiene che la qualità di una città si misura anche dalle eccellenze degli impianti sportivi e dallo sport in genere; nel modo sano di intendere la vita, lo sport, il tempo libero, a prescindere dalla politica che fai. Adriano Pedicini consigliere Pdl

Nel corso della giornata l’analisi del comparto proseguirà in un vertice a Santeramo

Salotto, primi passi per l’accordo Domani l’assessore regionale Viti terrà un incontro informativo in vista dell’intesa LUNEDI’ alle 11 nella sala consiliare della provincia di Matera si svolgerà un incontro informativo sullo stato delle istruttorie relative al progetto di rilancio del “polo murgiano”. «Si tratta –spiega l’Assessorato regionale alla Formazione e lavoro - di un passaggio intermedio che condurrà , in attuazione delle intese sottoscritte a Roma con il sottosegretario De Vincenti dagli assessori di Basilicata e Puglia Viti e Capone, all’individuazione e alla sottoscrizione a fine settembre del “contratto” conclusivo della lunga e controversa vicenda». All’incontro parteciperanno le organizzazioni imprenditoriali, i rappresentanti del movimento sindacale, il distretto del salotto, i sindaci dell’area lucana. Nel pomeriggio, analogo incontro con gli amministratori regionali pugliesi e con le forze produttive sociali ed istituzionali di quella regione, avrà luogo a Santeramo in Colle. Il Ministero dello Sviluppo Economico sarà rappresentato dal direttore generale Sappino, che sta coordinando le istruttorie. L’incontro - introdotto dallo stesso Assessore al Lavoro Viti - vedrà l’intervento dell’assessore alle Attività Produttive Pittella. Il futuro del distretto del mobile imbottito, ma soprattutto dello sviluppo del polo murgiano alla luce dell’accordo di programma assume, oggi più che mai, i connotati di un passaggio epocale. La crisi del settore è sotto gli occhi di tutti, ma il lavoro svolto finora fa pensare che si sia vicini alla meta. L’incontro previsto lunedì e promosso dalla Regione Basilicata e dalla vicina Puglia è un ulteriore legame sviluppato tra due aree che in Comune hanno avuto una realtà produttiva di tutto rispetto e che oggi fanno i conti con una realtà in drammatica difficoltà. Tempi certi e passaggi ormai chiari, fanno il resto e potrebbero portare direttamente alla svolta che imprenditori e ex lavoratori si aspettano. matera@luedi.it

L’interno di uno dei salottifici che proliferavano a Matera e nella Murgia pugliese. Accanto l’assessore Viti che sarà presente all’incontro che si terrà lunedì mattina nella sala consiliare della Provincia

Tragni e Lionetti: «La sferzata del sindaco è stata un chiaro segnale di allarme»

«Bene Adduce, ma ora si vada avanti» Alleanza per l’Italia: «Uno sforzo per raggiungere gli obiettivi di governo» «IN questa delicata fase politica, sentiamo il bisogno di esternare queste considerazioni, anche per evitare che il nostro “silenzio mediatico” possa essere scambiato per incondizionato ed illimitato consenso, condivisione ed approvazione nell’attuazione del programma». Lo scrivono in una nota Giuseppe Tragni e Pasquale Lionetti, rispettivamente segretario cittadino e presidente del gruppo consiliare di Alleanza per l’Italia. «La sferzata data dal sindaco con l’azzeramento della Giunta - proseguono - dai modi discutibili sotto il profilo della partecipazione politica, è unchiarosegnaledi allarmeacuitutte le forze politiche della coalizione del centro-sinistra non devono rimanere insensibili. Da tempo, non solo in consiglio ma anche nelle commissioni consiliari, alcuni gruppi ed alcuni consiglieri, sembravano non perseguire più gli obiettivi che questa coalizione aveva condiviso nel programma elettorale, intraprendendo una serie di iniziative che hanno determinato di fatto il rallentamento dell’attività consiliare. E’vero anche che negli ultimi mesi proseguono -èvenutaa mancareuna adeguata azione di coinvolgimento e partecipazione, soprattutto per le forze politiche prive di rappresentanza in Giunta, nell’individuazione delle scelte e delle decisioni anche su temi di grande rilevanza. Alla condivisione delle questioni nelle riunioni di maggioranza o dei

Il Comune di Matera

capi-gruppo di maggioranzadi inizio mandato, si è preferito, negli ultimi mesi, il decisionismo nell’ambito dell’esecutivo, con la convinzione, evidentemente, che tutte le questioni potessero attenere soltanto a quel livello di partecipazione. I malumori a volte esternati a volte no, percorrevano e percorrono diversi gruppi di maggioranza e non solo, anche le varie correnti di singoli partiti, nonostante fossero ben rappresentati in Giunta. In questi due anni, Alleanza per l’Italia con impegno e responsabilità, attraverso il capogruppo, ha assicurato all’azione amministrativa comunale, una costante e proficua attività istituzionale all’interno delle com-

missioni consiliari e del Consiglio Comunale, condividendo le sceltee le decisioni assunte dalla coalizione di governo. Ciò è accaduto senza rinunciare alle idee ed ai valori che ci contraddistinguono, perseguendo la legittimità e la trasparenza degli atti amministrativi, presentando emendamenti e proposte di modifica alle deliberazioni, all’interno delle sedi istituzionali, senza “strilli” né “slogan” sui giornali. Del lavoro svolto da Alleanza per l’Italia al Comune di Matera e della sua lealtà ed affidabilità politica - concludono - vi è evidente traccia negli atti delle commissioni e del Consiglio Comunale.

Il contributo offerto da Api in tutte le sedi dell’attività amministrativa del Comune di Matera, ma anche della Provincia e della Regione, deve trovare la giusta gratificazione anche in termini di rappresentanza. Il tema politico in discussione in questi giorni e dunque la completa definizione dell’assetto dell’esecutivo, non può esaurirsi tra i partiti maggiori o tra le varie correnti, così come non può non tenersi conto del contributo fornito in termini di consenso elettorale, e nei due anni trascorsi, in termini di affidabilità e lealtà politica, di capacità di proposizione e di innovazione di ciascuno partito della coalizione. Nessuno dimentichi che al Comune di Matera, alle elezioni amministrative del 2010, Alleanza per l’Italia ha dato un notevole contributo per la vittoria del centro-sinistra, a sostegno del Sindaco Salvatore Adduce, risultando il quarto partito della coalizione. Alleanza per l’Italia esprime apprezzamento e fiducia nel Sindaco Adduce enella coalizionedi centro-sinistra, valutapositivamente irisultati raggiunti sinora, ma ritiene che sia giunto il momento in cui un maggior sforzo debba essere prodotto per raggiungere esaurientemente gli obiettivi di governo. Alleanza per l’Italia auspica che a breve possa chiudersi questa fase delicata, il tutto al fine di rinnovare e rimodulare un condiviso programma politico-amministrativo con slancio e maggiore vigore per la nostra città». matera@luedi.it


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012

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Potenza

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Domenica 16 settembre 2012 REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

La protesta dei lavoratori del Cotrab dal 2003 con contratti rinnovati ogni settimana

Chiesti diritti, fuori i precari I sindacati: «Si sono rivolti ai magistrati e sono stati puniti». Attacco al sindaco HANNO protestato davanti alla sede del Palazzo di città i precari del Cotrab di Potenza. Con cartelli e slogan, infatti, hanno manifestato tutta la loro rabbia per una situazione di precariato che si portano avanti da una vita, dal 2003 per la precisione. E ora - spiegano - «sono stati scacciati dal mondo del lavoro per aver chiesto la tutela dei loro diritti». La grave situazione - spiegano i sindacalisti della Faisa-Cisal (Federazione autonoma italiana sindacati autoferrotranvieri) - ha avuto origine circa sette anni fa, quando la gestione del servizio urbano fu affidato, dopo una gara d’appalto, al Cotrab. Circa 5 milioni di euro l’importo dato per la gestione del servizio di trasporto pubblico urbano. Un servizio che, con la Sti, aveva cominciato a dare i suoi primi positivi frutti, ma che ora «è inutile, arraffazzonato e indecente sotto ogni aspetto. Il costo del servizio, al contrario, è volato a oltre 13 milioni di euro, spingendo il Comune verso il dissesto». «La verità - spiegano i sindacati - è che il servizio viene svolto dal 2003 da ottanta lavoratori interinali». E i contratti dei lavoratori sono settimanali: «alcuni di loro hanno visto passare oltre 320 contratti di lavoro». E dopo otto anni «di promesse e carezze gratuite, i lavoratori si sono rivolti alla Magistratura, chiedendo che i loro diritti fossero tutelati». La risposta: «il direttore del Cotrab ha sospeso immediatamente i lavoratori, sostituendoli con altri precari». Ma quello che i lavoratori sostituiti non accettano è il comportamento del sindaco, «che ha incaricato l’ufficio legale del Comune, scagliandosi con particolare acredine contro i precari, al fine di tutelare l’interesse di una società privata. E leggere nelle carte dell’Ufficio legale del Comune le stesse tesi sostenute dal Cotrab fa accapponare la pelle. Se poi si considera che un lavoratore precario costa più di un dipendente, allora il cerchio si chiude. Appare difficile tollerare come il Cotrab percepisca un utile senza rischiare nulla di proprio: si pensi che il ricavo della vendita dei biglietti e degli abbonamenti non copre l’1 per cento del costo di esercizio. Così come forse qualcuno ignora che le obliteratrici sui mezzi pubblici sono fuori servizio, non vi è controllo dei viaggiatori». Immediata la replica dell’amministrazione comunale: «E’ opportuno comunicare - ha spiegato il sindaco, Vito Santarsiero - che nella proposta di contratto offerta dal Comune di Potenza al Cotrab per il servizio del trasporto pubblico urbano per una durata di 18 mesi, il Comune di Potenza ha chiesto l’utilizzo del personale con contratto a tempo determinato e selezione pubblica dello stesso». «Riteniamo – ha aggiunto – che questo sia stato uno degli elementi che ha indotto, solo oggi e senza alcun confronto con il Comune, a cercare percorsi di stabilizzazione per personale lavorativo nei riguardi del quale abbiamo assoluto rispetto. Riteniamo però che, sia la selezione pubblica sia il numero delle unità, da definirsi in funzione strettamente necessaria al servizio, rappresentano elementi fondamentali per l'amministrazione che non può farsi carico, con il proprio servizio, di personale in maniera indifferenziata. «Ci spiace che - ha concluso Santarsiero - sia proprio la segreteria provinciale Cisal a porre il tema considerata la propria precisa conoscenza del problema».

Santarsiero Le unità prese in base alle necessità

DAL PALAZZO

Sicurezza

Vigili davanti alle scuole

Alcuni dei precari Cotrab davanti l’ingresso degli ascensori di piazza XVIII Agosto. In basso due dei cartelli di protesta contro il sindaco e i consiglieri (foto Mattiacci)

COLPO IN STILE “I SOLITI IGNOTI”

Rubano cassaforte ma sono beffati All’interno trovano solo due fucili FURTO con scasso a Tito, nella notte tra venerdì e sabato. Ritorna l'allarme ladri di appartamenti nella cittadina dell'hinterland potentino, dopo un relativo periodo di tranquillità. Un film già visto, nottetempo un gruppo costituito da almeno due persone si è introdotto nell'abitazione sita lungo la via principale all'inizio del centro abitato, forzando cancello e portone che si trovano sul retro della palazzina. Un’abitazione non isolata a poche decine di metri da due bar e diverse abitazioni, nella quale vivono, in appartamenti separati, due famiglie. Complice l'ora tarda, i ladri mettono a soqquadro l'abitazione del signor Lacava, Agendo completamente indisturbati scardinano una grossa cassaforte, circa un metro per sessanta centimetri, trovata all'interno di un armadio e fissata al muro con dei travetti di metallo, dandosi alla fuga con il maltolto. Fin qui tutto come da prassi, salvo il risvolto dai tratti quasi comici. Come al solito ladri ben informati sulle abitudini e gli spostamenti della famiglia, hanno scelto con cura il momento in cui agire. Nell'appartamento da mesi non dorme quasi mai nessuno poiché il proprietario resta spesso a dormire presso l'agriturismo del figlio, in montagna a Tito, mentre la figlia, che vive al piano superiore con tutta la famiglia, è via da qualche giorno. Il momento è propizio e i malviventi ne sono consapevoli, forzareun portone, scardinare una pesante cassaforte dal muro, lanciarla dalla finestra sempre sul retro e caricarla sul mezzo richiede tempo e provoca alquanto rumore. Il fat-

La palazzina dove si è verificato il furto

to che la cassaforte si trovasse così ben nascosta e avesse un peso considerevole, una settantina di chili, avrà illuso i malviventi di aver fatto il colpaccio, convincendoli ad andar subito via tralasciando ogni altra cosa. Nella tarda mattinata di sabato il proprietario passa da casa, nota subito il chiavistello del cancello forzato e una finestra aperta, e quando sale sopra si trova davanti agli occhi lo scompiglio di un appartamento svaligiato: caos, cassetti rivoltati, oggetti per terra, ma in camera da letto la piccola cassaforte dove sono custoditi i pochi oggetti preziosi di famiglia è intatta. Solo l'armadio aperto ela cassadi ferrostrappata dal muro. «Più stupore misto a rabbia - dice il signor Lacava raccontando l'accaduto, nella cassa sono da sempre custoditi soltanto due fucili da caccia, regolarmente denunciati, e qualche cartuccia». Si reca quindi con il figlio alla caserma dei Carabinieri per la denuncia e mentre si redige il verbale, arriva una chiamata informativa dalla ca-

serma di Picerno, dove un cittadino ha trovato vicino alla propria campagna, in località Porcomorto, una cassaforte, aperta, con dentro dei fucili ed alcune cartucce. I malviventi, forse di fuori ma necessariamente con un appoggio nel paese, devono essere rimasti con l'amaro in bocca, dopo aver aperto la succulenta cassaforte trafugata con tanta fatica, così da abbandonarla e far perdere le proprie tracce. Resta comunque il fatto che è difficile individuare i responsabili, una banda probabilmente collegata ad altri furti in zona come quelli avvenuti ripetutamente a Tito l'inverno scorso e Pignola anche quest'estate. Una banda di cui potrebbe far parte il cadavere ancora non identificato di un uomo, ritrovato quest'estate proprio in agro di Tito con indosso una tuta nera a coprirne i vestiti, particolare che ha fatto supporre agli investigatori si trattasse di un ladro morto durante un colpo. Salvatore Lucente

VENTISEI agenti e 12 postazioni fisse davanti ad altrettanti istituti garantiranno, a partire da domani, la vigilanza e la sorveglianza davanti alle scuole del capoluogo. Non solo. Gli agenti della Polizia locale provvederanno anche alla regolamentazione del traffico soprattutto negli orari di entrata e uscita dei bambini. Via Lazio, via Calabria, via Ciccotti, via Di Giura, via Perugia, via Anzio, via Verdi, via del Popolo, viale Marconi e via Leonardo Da Vinci, le strade cui verrà rivolta maggiore attenzione e dove ci sarà “tolleranza zero” per le violazioni di fermata e sosta abusiva. Gli operatori della Polizia locale anche quest'anno saranno affiancati da personale volontario di Protezione civile che ha aderito al progetto partito lo scorso febbraio. I volontari delle associazioni Vo.la, Sisma Legambiente e Falchi della Lucania saranno “occhi attenti” che aiuteranno i bambini ad attraversare la strada in sicurezza e vigileranno prevenendo o impedendo eventuali casi di molestie. In campo anche un servizio di Pronto intervento dell'Unità operativa di infortunistica stradale, per intervenire tempestivamente in caso di incidenti stradali che potrebbero rallentare, ulteriormente, la circolazione nelle ore di punta.

Nuovo cimitero

Bando per i loculi

SARA’ pubblicato domani dal Comune il bando per la costruzione degli ultimi 180 loculi del nuovo cimitero, la cui apertura è prevista per il mese di giugno del 2013. La notizia è giunta al termine di un incontro tra il sindaco, Vito Santarsiero, l’assessore all’ambiente, Nicola Lovallo, e i dirigenti degli uffici competenti. «Gli ultimi 180 loculi – si legge in una nota sono necessari per garantire il fabbisogno di unità sepolcrali per il primo semestre del 2013». Con il nuovo cimitero «il vecchio camposanto diventerà più cimitero storico monumentale».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 16.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Matera Domenica 16 settembre 2012

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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440 Matera

Adduce: «I bambini non potevano essere spostati in un capannone o in un garage»

«Ecco la scuola più adatta»

Visita guidata alla Marconi che ospiterà alcuni degli ex alunni di via Bramante di ANTONELLA CIERVO L’APPUNTAMENTO è fissato perle 12.Salvatore Adduceritarda solo qualche minuto e poi entra all’interno della scuola elementare Marconi. Nonostante l’insofferenza poco celata nell’istituto da parte di alcune docenti, la presenza dei giornalisti diventa necessaria per illustrare le battute finali di una vicenda che coinvolge i 506 bambini della scuola di via Bramante, i loro genitori e i docenti. Da domani circa 150 alunni frequenteranno le lezioni all’interno della struttura del rione Piccianello. Sono quelli che erano iscritti alle sette sezioni ( 3 II classi e 4 I classi, ndr.) nella scuola elementare e materna di via Bramante. La nuova platea si agigungerà ai 443 già esistenti in via Marconi, Altre tre classi (III, IV e V classi), in altrettante sezioni, verranno ospitate nella scuola di piazza degli Olmi. In via Greco verranno allocate due classi (UnaIV e una V classe). Infine quattro sezioni di scuola materna andranno in via Greco. E’ questa la nuova mappa dell’istruzione che ieri Adduce ha confermato e che, nel corso della visita guidata all’interno della scuola, ha consentito di descrivere aule, spazi comuni, servizi igienici e strutture di supporto dell’edificio. Parla senza sosta, il sindaco mentre illustra gli spazi che ospiteranno i bambini, quasi a voler rispondere a distanza alle osservazioni presentate fino a qualche ora prima dei papà e dalle mamme dei bambini. «Dovevano essere trasferiti in un’altra scuola, non in capannoni o altri locali. In questa sede ci sono tutte le infrastrutture che servono. L’ipotesi di qualcuno di utilizzare spazi di un istituto superiore ha aggiunto - non era concepibile. I bambini dai 6 ai 9 anni

Oggi catena umana intorno all’ex istituto

«Non ci dividete» L’appello delle maestre che traslocano da sole

Ieri il sindaco Salvatore Adduce ha svolto una visita nella scuola Marconi dove si recheranno da domani alcuni ex alunni di via Bramante

non possono condividere un contesto strutturale e sociale così diverso dal loro». Nel corso della stessa giornata aveva già incontrato con l’assessore Simona Guarini, i genitori dei bambini di via Bramante per un ultimo confronto e per chiarire che la soluzione individuata all’epoca dell’ordinanza, il 3 agosto scorso, è rimasta la più adat-

ta. I controlli nell’edificio ormai vuoto, proseguono, per comprendere quali saranno gli interventi più adatti. «Verifiche statiche nella scuola ha spiegato Adduce - sia sotto il profilo della staticità che della tenuta antisismica hanno imposto questa decisione». Rispedisce al mittente le voci che circolano sempre più insistentemente circa appetiti di speculatori edilizi sullo spazio dove sorge la scuola chiusa. «Sono cose che non stanno nè in cielo nè in terra. Per quanto ci riguarda quell’edificio, scuola è e scuola rimane. La Marconi è una realtà storica, in situazione decorosa, con classi adeguate, spazi adatti, servizi pre e post lezioni per le esigenze delle famiglie». Le esigenze dei genitori, aggiunge, risiedono soprattutto nel fatto che l’area nord della città non sia servita da una scuola e dunque lasci scoperta una gran parte della popo-

lazione. «Mi sono reso conto che non esiste un’edificio che serve la zona e quartieri come Acquarium o Giada». La visita prosegue a spron battuto e giunge fino al giardino, attraverso palestra, lunghi corridoi, aule vuote solo per alcune ore. Adduce è convinto che laMarconi sia, finalmente, la panacea. Per quanto durerà questa situazione? «Entro settembre verificheremo qual è il destino della scuola di via Bramante dal punto di vista statico. Sto controllando con ricognizioni ancora più approfondite, soluzioni per un’unico edificio». L’ingresso degli alunni di via Bramante, hanno assicurato i vertici della Marconi, verrà garantita da un’ingresso diverso per evitare congestioni, così come gli orari di uscita saranno calibrati alle esigenze dei genitori. Adduce entra in un’aula vuota e si siede alla cattedra. Meglio sindaco o maestro? a.ciervo@luedi.it

OGGI alle 17 si terranno tutti per mano per creare una catena umana che circonderà, per difenderlo, l’edificio di via Bramante che il Comune ha deciso di chiudere per motivi di sicurezza. Le insegnanti, insieme ai genitori e ai bambini proseguiranno con un corteo pacifico verso il centro della città. La sfilata renderà ulteriormente visibile il loro no alla decisione di dividere in quattro plessi diversi gli scolari di elementare e materna. Nella borsa hanno stracci per pulire le loro nuove aule, risme di fogli, il materiale che rappresenta ancora il legame con l’edificio che le ha viste insegnare per tanto tempo. Maria Continisio è una delle docenti. Con dolore ha dovuto lasciare quelle aule e si appresta, da domani, a lavorare in nuovi spazi. «Non possiamo accettare passivamente questa soluzione. Lunedì saremo qui, al lavoro, ma non siamo d’accordo - spiega. Parla dell’ipotesi dei locali del Circo (che attualmente ospita l’aula consiliare, ndr.) che, però, non è stata presa in considerazione

dell’amministrazione comunale. «Alla Marconi non vogliamo andare perchè, in questo modo perderemmo la nostra identità di scuola. Via Bramante non esisterebbe più. Al Circo, invece, saremmo tutti insieme pechè la scuola è collegialità». Il trasferimento non è indenne da fatica di tutti i tipi: «Ho preso il mio materiale dal garage dove lo avevo messo e, ieri - aggiunge la signora Continisio - e sono venuta qui a portare tutto il necessario. Ci hanno aiutato i nostri mariti e i nostri figli». Tabelle della vulnerabilità sismica e della staticità sono un altro degli elementi di confronto. Le insegnanti sostengono che i parametri della scuola sarebbero in linea con quelli nazionali e dunque non avrebbero dovuto richiedere un provvedimento così drastico. Aggiunge Angela Micillo, docente e mamma: «Nemmeno l’ascensore è adeguato. Come faranno i bambini disabili a raggiungere i piani superiori? a.ciervo@luedi.it

Documento congiunto di personale e sindacati contro le decisioni del Comune

«Ecco perchè non siamo d’accordo» IN un comunicato congiunto il personale dell’ex IV circolo di via Bramante e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil scuola e Snals hanno messo in evidenza, ancora una volta, i nodi centrali che sono al centro del rifiuto della proposta del Comune. «Il 13 settembre scorso, nella scuola primaria di via Greco il personale della scuola del VI Istituto Comprensivo si è riunito per discutere in merito all’ordinanza del Sindaco del 3 agosto di chiusura del plesso di via Bramante e di allocazione delle classi presso le scuole di via Marconi, piazza degli Olmi e via Lazazzera. Il corpo docente - si legge anco-

ra - ha messo in luce l’impossibilità di un il regolare avvio dell’anno scolastico per i seguenti motivi: impossibilità di garantire l’azione didattica dei singoli insegnanti perché impegnati su più classi dei tre plessi; impossibilità di organizzare l’orario di funzionamento della scuola per l’eccessivo frazionamento degli interventi didattici che ignora i tempi e i ritmi di apprendimento del bambino in questo segmento dell’età evolutiva; difficoltà per i genitori di accompagnare e prelevare i propri figli dislocati in diversi plessi distanti tra loro e dalle proprie abitazioni, impossibilità della scuola di conservare la

propria identità storica e culturale». Nella nota si segnala ancora: «Indisponibilità ad oggi di tutte le aule assegnate. Alla luce di quanto esposto, considerata la fondata preoccupazione di annientamento del nostro istituto, vista l’impossibilità di essere ascoltati dall’Amministrazione Comunale per condividere le proposte offerte dalla scuola e dai genitori oltre che la mancata volontà di interloquire con altri organi superiori territoriali, tutto il personale del VI Istituto Comprensivo ribadisce la propria volontà a non tollerare che l’attuale allocazione delle

Una delle riunioni fra Comune e sindacati

classi perduri oltre lo stretto tempo necessario ad essere collocati in un sito unico per poter garantire il pieno diritto allo studio dei bambini in una città candidata a

capitale della cultura 2019, ma i cui amministratori della scuola che è cultura non hanno alcuna considerazione». matera@luedi.it


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 17.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

MATERA PROVINCIA I V

Lunedì 17 settembre 2012

 MONTALBANO JONICO NON PUÒ TORNARE IN PAESE PERCHÈ SERVE UN’ABITAZIONE A NORMA DI LEGGE PER I DISABILI. MA PER IL SUO PROBLEMA È UNO SCARICABARILE

Gerardo ha bisogno di una casa

Ha 25 anni, faceva il muratore e ora vive solo attraverso la macchina a cui è collegato ENZO PALAZZO l MONTALBANO JONICO. Si chiama Gerardo Ciminelli, ha 25 anni, faceva il muratore e in una notte dell’aprile scorso è passato da una vita di speranza e umana, a una vegetativa e non umana. Durante il sonno, in vacanza nel nord Italia con la fidanzata, ha avuto un arresto cardiaco che l’ha trasformato in un vegetale. Vive solo attraverso le macchine, come Eluana Englaro, ed è ricoverato a Fontanellato di Parma, dopo essere stato ricoverato nella struttura ospedaliera di Legnano. Questa sua vita vegetativa, non solo gli ha tolto la quotidianità, anche quella banale fatta di piccole cose della vita, magari anche noiose, ma vere, ma gli ha anche stroncato il futuro e i sogni dei quali il futuro stesso si nutre. Questa sua vita vegetativa, come è facile intuire, è solo l’inizio del suo calvario, al quale si aggiunge, per lui e la sua famiglia, un secondo dramma, quello che sta accadendo per riportarlo a casa. Che è non meno pesante e coinvolgente sotto l’aspetto emotivo e affettivo dell’evento traumatico che l’ha ridotto totalmente incosciente in una corsia di ospedale. La casa di cui ha bisogno Gerardo deve essere a norma di legge per disabili, dovrà essere attrezzata dall’Asl per l’assistenza di una vita vegetativa e, chiaramente, sarà difficile sfrattarli, vita natural durante dell’ex muratore. Oltre a questioni economiche, è l’altro motivo per cui la famiglia

Cani e padroni sono un flagello

MONTALBANO JONICO. Il sindaco Enzo Devincenzis ha più volte promesso che è disposto, come amministrazione, ad aiutare la famiglia Ciminelli in relazione al dramma che vivono, ma la «casa – avrebbe detto stando a ciò che afferma Giuseppe Ciminelli – se la devono trovare loro». La famiglia Ciminelli chiede però di requisire un appartamento Ater, azione sulla quale il sindaco vuole un’autorizzazione del prefetto, mentre secondo la famiglia Ciminelli il prefetto non centra nulla essendo un atto che tocca al sindaco direttamente. «Non pretendiamo nulla – afferma Ciminelli -, chiediamo semplicemente che ci venga assegnata una casa dell’Ater che è disabitata, in via Nicola Romeo, in quanto questo sindaco l’ha assegnata a due coniugi (Ciminelli fa nome e cognome) che abitano in un’altra abitazione sempre a spese del Comune». [e.p.]

Ciminelli chiede una casa al Comune, perché nessun privato è disposto a dare strutture in fitto, conoscendone il dramma e le condizioni. «Qui, a Montalbano Jonico, fanno a scarica barile – dice il padre, Giuseppe – . Il sindaco scarica sul prefetto e il prefetto sul sindaco. Ho parlato col sindaco Enzo Devincenzis, il quale mi ha riferito, esponendolo anche in Consiglio comunale in ri-

sposta a una interrogazione, che per requisire un alloggio per mio figlio ha bisogno dell’autorizzazione del prefetto. Ma la casa che noi chiediamo che venga requisita è dell’Ater, che centra il prefetto? Il quale, sollecitato da noi, ha già risposto che ha allertato il sindaco. E allora io dico, a che gioco giochiamo?». Giuseppe Ciminelli è cardiopatico, diabetico, invalido e pensionato ad appena 450 euro al

 BERNALDA UNA STRUTTURA OCCUPATA ABUSIVAMENTE. VA LIBERATA ENTRO IL 20

Scatta lo sgombero nel Centro turistico utilizzato come ricovero di animali

Ordinanza del sindaco diretta ad un residente di «Torre di Mare» ANGELO MORIZZI l METAPONTO. Con un’ordinanza, il sindaco Leonardo Chiruzzi (Pd), ha intimato a un residente del luogo lo sgombero del Centro servizi turistici, utilizzato come ricovero di animali e pertanto occupato parzialmente da cavalli da maneggio. «I vigili urbani – scrive Chiruzzi – hanno prima segnalato la presenza degli animali all’interno della struttura, individuandone poi il proprietario, P.D. La situazione persiste dall’epoca dell’esondazione fluviale dell’1 e 2 marzo 2011. A quell'epoca – precisa Chiruzzi – a causa delle situazioni emergenziali causate dai fenomeni alluvionali, per la sicurezza di persone, luoghi e animali, fu tollerata la presenza degli animali in quel luogo, ma solo in maniera temporanea e, quindi breve. In seguito, però, nonostante alcune bonarie e ripetute sollecitazioni a liberare i luoghi da parte della Polizia municipale, nulla è cambiato. In tal modo l’immobile in questione, posizionato in contrada Torre di Mare, continua di fatto ad essere sottratto alla sua funzione pubblica principale, in ragione dell’abusiva presenza di animali, foraggio e attrezzature. Ne deriva, pertanto, un danno reale all’Amministrazione ed alla cittadinanza. oltre che, in primo luogo, all’utenza del Centro ser-

 GRASSANO STRADE INZOZZATE

Chi deve intervenire? Si potrebbe utilizzare un immobile dell’Ater

ANIMALI INVECE CHE PERSONE Il Centro servizi turistici di Bernalda vizi (associazioni sportive, culturali e altre)». Il sindaco, inoltre, in assenza di alcun tipo di autorizzazione dichiara «non più tollerabile il protrarsi di una simile situazione, soprattutto per le negative ricadute igienico-sanitarie. Tra l’altro – aggiunge Chiruzzi – il signor P.D., dispone, nelle vicinanze del Centro servizi turistici, di un’area adeguata ed attrezzata, nella quale ha, fino ad allora, ed ancora oggi, sempre ricoverato suoi animali. Il sovraccarico fecale, rilevabile sul suolo e sulla pavimentazione della struttura, producono notevoli problemi di igiene pubblica».

Nell’ordinanza sindacale, dunque, si intima al trasgressore di «liberare entro il 20 settembre da ogni cosa e corpo estraneo il Centro servizi turistici di Torremare, provvedendo, a proprie spese, alla bonifica integrale e alla sanificazione dei luoghi interessati. L’ufficio patrimonio del Comune, verificato lo sgombero delle parti abusivamente occupate ed impropriamente utilizzate, valuterà, in seguito, eventuali danni all’immobile, che saranno imputati a totale carico dell’abusivo. In caso di inosservanza verrà immediatamente applicata una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 500 euro».

GIUSEPPE PONTILLO

mese. Per campare si arrangia come può col resto della sua famiglia, perché i suoi soldi se ne vanno in viaggi per andare a trovare il figlio, «perché i sentimenti non vanno via con la malattia, anzi, si cerca di dare più sostegno affettivo e non solo fisico al figlio malato, perché non perdiamo mai la speranza che si possa svegliare e tornare il Gerardo che noi conosciamo».

IL DRAMMA Gerardo Ciminelli, 25 anni, in una notte è passato da una vita umana ad una vegetativa [foto Palazzo]

l GRASSANO. Se il cane è il migliore amico dell’uomo, non sempre i padroni di cani sono i loro migliori amici e ancora di meno dei loro simili. A Grassano gironzolano per le strade numerosissimi cani portati al guinzaglio da ragazzi, da giovani, da donne e da uomini adulti. Senza dire che alle prime ore del mattino si vedono madri di famiglia condurre a spasso il cane, logicamente il più lontano possibile dalla propria abitazione. Sono animali che sprigionano i loro bisogni corporali in ogni punto di strada. Addirittura qualcuno trova il “regalo” vicino all’uscio di casa e vicino a qualche vaso di pianta ornamentale, oltre che lungo i marciapiedi. Di conseguenza bisogna stare attenti dove si posano le scarpe dei piedi che rischiano di “luridarsi”. Per ovviare a questo grave inconveniente di sporcizia, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Sanseverino (che è medico) e dal suo vice Maria Porsia (che è veterinario) ha emesso una ordinanza che obbliga i portatori di cani al guinzaglio di essere forniti di busta di raccolta. Senza tema di smentita si può affermare che l’osservanza è al cinquanta per cento. Perché, girando per le strade, principali e secondarie, si notano escrementi rilasciati ed anche persone che non recano in mano la busta di raccolta. Può darsi che costoro non abbiano letto quell'avviso. Ed allora, perché non ripeterlo per una ulteriore e maggiore diffusione d’infor mazione? Oppure bisogna intensificare il controllo.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

II I BASILICATA PRIMO PIANO

Domenica 16 settembre 2012

TRIBUNALI ADDIO

IL CONTO ALLA ROVESCIA Dal 13 settembre è partito il conto alla che porterà alla soppressione LA RIORGANIZZAZIONE DEI PRESIDI rovescia delle diverse sedi. Lavoratori trasferiti

Giustizia, addio a 24 presidi giudiziari Il Tribunale di Melfi «cancellato» definitivamente entro 3 anni ANTONELLA INCISO

LA PROTESTA Nella foto d’archivio la manifestazione di sindacie d avvocati per evitare la soppressione

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Resistenza Il Comune di Melfi impugnerà questo decreto Gli abitanti di Melfi e del Vulture non hanno digerito la scelta della soppressione del Tribunale di melfi. Il presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Melfi, Dino Di Ciommo è categorico: «La soppressione del nostro tribunale è un insulto a tutta la regione Basilicata che a sempre dato senza ricevere niente. Non ci fermeremo – ha aggiunto Di Ciommo – e, anzi, rilanceremo la nostra azione di protesta impugnando il decreto e impegneremo i nostri organi nazionali in tal senso e attendiamo fiduciosi anche il riscontro del presidente De Filippo che si è impegnato inviando una protesta. ». Il sindaco Livio Valvano, rincara la dose: «La città di Melfi e il Vulture sono molto delusi da come si è svolta l’intera vicenda. Dispiace per l’azione delle forze politiche che si sono divise e dispiace soprattutto per il Pdl che si è distratto dal tenere insieme l’intero territorio della Basilicata. Spero che qualcuno non voglia utilizzare, strumentalizzandola, la chiusura del tribunale durante la campagna elettorale. Il comune di Melfi impugnerà il decreto e chiederà di sostituire Melfi a Lagonegro». [a.pac,]

l Cancellati definitivamente. Senza appello, senza possibilità di revisione, senza nessuna speranza. Cancellati definitivamente, dopo che il presidente Napolitano ha firmato il decreto sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Dal 13 settembre scorso ventiquattro presidi giudiziari lucani sono entrati nell’elenco delle strutture chiuse della Basilicata. Due tribunali e ventidue uffici del giudice di pace, infatti, sono stati aboliti e l’organizzazione della giustizia sul territorio lucano sarà completamente ridisegnata. A diventare un ricordo saranno il Tribunale di Melfi e la sede distaccata del Tribunale di Pisticci ma anche gli uffici del giudice di pace di Chiaromonte, Lauria, Sant'arcangelo , Irsina, Pisticci, Rotondella, San Mauro Forte, Stigliano, Tricarico, Palazzo San Gervasio, Pescopagano, Rionero in Vulture, Venosa, Acerenza, Avigliano, Bella, Calvello, Genzano di Lucania, Laurenzano, Marsico Nuovo, Vietri di Potenza e Viggiano. Ed i tempi per tutto questo? Non da «giustizia lumaca» come avvenuto sino ad oggi per molti processi e procedimenti. Per la chiusura dei tribunali, infatti, si dovrà attendere un anno. Il tempo massimo per esaurire le udienze che sono già fissate e per fissare le nuove nella sede dell’accorpamento. Più lunghi, invece, i tempi destinati al trasferimento effettivo con chiusura della sede: per il tribunale di Melfi sono previsti tre anni al massimo. Tre anni che serviranno per ultimare l’iter e disporre il trasferimento del personale amministrativo e giudiziario presso le altre sedi. Già, il personale. Uno dei riverberi della chiusura delle diverse sedi si avrà proprio sul personale, sulla gente che lavorava presso gli uffici giudiziari. In particolare, il personale am-

ministrativo con il decreto attuativo è finito a disposizione del Ministero della Giustizia e sarà assegnato, con molta probabilità alla sede accorpante. Diverso il destino dei magistrati. Al Ministero, infatti, è stato predisposto un listone dove saranno elencati i tribunali con i posti liberi che i magistrati perdente posto potranno occupare su richiesta. Insomma, una ridistribuzione sull’intero territorio nazionale con assegnazione ad altra sede. E se magistrati e personale amministrativo dovranno spostarsi presso altri Tribunali o Procure, lo

stesso dovranno fare anche gli avvocati, in particolare i circa 200 legali iscritti al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Melfi. Per le cause o, più semplicemente, per documenti e certificati dovranno recarsi a Potenza. Percorrendo mediamente, tra andata e ritorno, almeno cento chilometri su una delle strade più trafficate della regione, la «Potenza- Melfi». Il che, di fatto, avrà riflessi non solo sul traffico e la sicurezza in quella zona ma soprattutto sui costi che i cittadini dovranno pagare per i procedimenti penali. Con tutto quello che questo significa per ogni famiglia.

IL DETTAGLIO I RIFLESSI SUL TERRITORIO DELLA CHIUSURA DEI PRESIDI GIUDIZIARI LUCANI

Costi lievitati e altre strutture a rischio: ecco le conseguenze l Il primo riflesso sono i costi che lievitano. Inutile nasconderselo: i riflessi della chiusura dei presidi giudiziari lucani li pagheranno i cittadini che saranno costretti a fare chilometri e chilometri per partecipare ai processi o per ottenere un certificato. Questo, però, non è l’unico rischio che corrono i territori lucani, in particolare quello del Vulture - Melfese. La chiusura del Tribunale di Melfi, infatti, potrebbe portare anche ad un declassamento di altre strutture come il commissariato di polizia o la caserma dei carabinieri. Solo per fare degli esempi. Per questo, nonostante la firma del presidente Napolitano e nonostante l’iter per la chiusura sia iniziato, i sindaci del Vulture appaiono decisi ancora a dare battaglia. Come conferma il presidente dell’area programma del Vulture. Michele Sonnessa. «Non bisogna arrendersi dobbiamo proporre sia il ricorso al Tar sia fare pressioni

sulla Regione perchè impugni l’incostituzionalità della norma - dice Sonnessa - rispetto ad una prima fase di delusione, dobbiamo andare avanti e farci promotori di queste iniziative con gli altri sindaci. La nostra posizione è andare fino in fondo, anche perchè a pagare sono i cittadini. I costi sono in termini sociali, i risparmi in termini economici non ci sono. Se si utilizza la struttura del tribunale per accogliere i giudici di pace i costi sono gli stessi, ed allora il danno è ai cittadini - continua Sonnessa - L’assenza di un presidio di legalità comporta, infatti, il venir meno del principio di legalità e di sicurezza di un territorio e con l’ inevitabile esposizione alla vicina Puglia ed alla criminalità organizzata le conseguenze sono a catena. Il Tribunale è il primo danno, ci potrebbe essere la chiusura di altri uffici ad esso legati. Per questo il ricorso è inevitabile, altrimenti significa una sicura resa [a.i.] che non possiamo consentirci».

E per l’accorpamento a Pisticci si prevedono tempi brevi PIERO MIOLLA

PISTICCI La sede distaccata

l PISTICCI. Con la pubblicazione del decreto legislativo 155 sulla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre, i 95139 cittadini ai quali la sezione distaccata di Pisticci amministra giustizia dovranno spostarsi, da settembre 2013, nella sede centrale di Matera. La soppressione dello storico ufficio giudiziario pisticcese (attivo da ben prima del secolo scorso) è infatti ufficiale e, come ha avuto modo di precisare il presidente del tribunale di Matera, Giuseppe Attimonelli Petraglione nel corso di una conferenza stampa, «l’accorpamento alla sede centrale sarà fatto in tempi ristretti». Chi, dunque, si era illuso che l’articolo 8 del citato decreto potesse essere applicato anche alla cittadina basentana, deve ricredersi: esso prevede che, in presenza di specifiche ragioni organizzative o funzionali, il Ministro della Giustizia possa disporre che, per un periodo non superiore a 5 anni, gli uffici, di fatto, rimangano dove sono tuttora. Le ragioni di cotanta urgenza vanno ricercate, a giudizio di

Attimonelli, nella situazione drammatica in cui versa la sezione di Pisticci, «una creatura nata male per le continue defezioni», e nella capacità di Matera di accorparla: «Ci sono tutte le possibilità per farlo», ha spiegato il presidente del tribunale ricordando anche di essersi speso fin dal suo insediamento per assicurare «la sopravvivenza di Pisticci, che ha una sua centralità importante». In effetti, conti alla mano, la sezione di Pisticci ha servito ben 34013 famiglie, interessando una superficie di 172964 metri quadrati comprendente, oltre a Pisticci, anche Accettura, Aliano, Bernalda, Cirigliano, Colobraro, Craco, Garaguso, Gorgoglione, Montalbano Jonico, Nova Siri, Oliveto Lucano, Policoro, Rotondella, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Scanzano Jonico, Stigliano, Tursi e Valsinni. La domanda, a questo punto, è anche di tipo operativo: fino all’entrata in vigore del predetto decreto (fissata a settembre 2013) cosa ne sarà della sezione pisticcese e del personale, endemicamente insufficiente? Alla prima domanda ha risposto Attimonelli, chiarendo appunto che

il trasferimento sarà fatto in tempi brevissimi, anche se, di fatto, prima di settembre 2013 la sede di Pisticci non potrà essere chiusa: logico pensare, dunque, che in attesa di staccarne la spina, l’ufficio verrà ulteriormente depotenziato con il trasferimento di altre competenze a Matera. In merito al secondo punto, invece, è il decreto che viene in soccorso. L’articolo 5, infatti, recita che «i magistrati che esercitano le funzioni, anche in via non esclusiva, presso le sezioni distaccate soppresse si intendono assegnati alla sede principale del tribunale». Idem per il personale amministrativo, che «entra di diritto a far parte dell’organico dei tribunali cui sono trasferite le funzioni, anche in soprannumero riassorbibile con le successive vacanze». Infine, le udienze: quelle fissate a Pisticci fino a settembre 2012, dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere tenute in loco, quelle fissate ad una data successiva, a Matera. In ogni caso, fino all’entrata in vigore del decreto, il processo si considera pendente davanti all’ufficio giudiziario destinato alla soppressione.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 15.09.2012

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ATTUALITÀ I IX

Sabato 15 settembre 2012

ESTATE FASHION LA RISORSA BELLEZZA

PASSERELLA Si concludono diversi concorsi di bellezza che hanno visto tra i protagonisti ragazzi e ragazze lucani. Consensi di pubblico e giuria

RICONOSCIMENTI Consensi per Carmen Gonnella e Francesca Di Carlo. Tra i maschi, oltre a Rocco Gallucci, anche Marco Gimbatti

Un po’ di Basilicata tra i più belli Ottimi risultati alla finale di «Miss e Mister d’Italia» che si è svolta ad Ascoli Piceno l Non solo miss Italia. L’estate 2012 sarà ricordata come la stagione della bellezza. Tanti altri concorsi hanno fatto da satellite all’evento di Montecatini Terme. Consensi, in particolare, per la finale regionale del tour «Miss e Mister Belli d’Italia» che si è tenuta a Monticchio Sgarroni nel ristorante «Cantuccio del Vulture». L’evento è ideato e organizzato dal patron calabrese Franco Buccinà con il supporto del referente regionale Antonio Petrino e la collaborazione logistica e operativa dell’agenzia Lucania Network. Manifestazione affermata e che negli anni ha visto protagoniste diverse aspiranti modelle e modelli che sono riusciti a

conquistare notorietà e opportunità di lavoro nel campo della moda e dello spettacolo, oltre a proporsi come utile e funzionale trampolino di lancio per aspiranti indossatrici e fotomodelle che hanno l’ambizione di provare a raggiungere obiettivi e concretizzare un sogno della propria esistenza. A ospitare l’evento della finale nazionale, la cittadina di Martinsicuro in provincia di Teramo e per la serata finale l'incantevole scenario di piazza del Popolo di Ascoli Piceno, condotta dalla frizzante Floriana, personaggio tra i più noti del programma tv «Grande Fratello». Dopo le selezioni, le pretendenti fi-

naliste sono state ridotte a 25 (più 25 ragazzi): la giuria ha eletto la marchigiana Maria Paola Martellini (di Ascoli Piceno) e Roberto Sanci di Oristano rispettivamente Miss e Mister Belli d’Italia 2012 e testimonial del concorso per il prossimo anno, oltre che figuranti per ospitate ed eventi a rappresentare l'evento spettacolo in ogni parte d'Italia. Ottimi piazzamenti per le miss che rappresentavano la Basilicata: buoni riscontri e ammirazione per Carmen Gonnella di Pescopagano e Francesca Di Carlo di Rionero, mentre era assente per motivi personali Katia Stia. Tra i mister più votati e premiati Rocco Gallucci di Rionero ha conquistato la fascia

nazionale «Mister Bello d'Italia 2012 uomo ideale» risultando tra i primi dieci in assoluto, con grande e giustificata soddisfazione per un risultato prestigioso che fa onore all'immagine personale del protagonista, della sua città e della regione. Per la categoria maschile molti apprezzamenti e complimenti anche per Marco Gimbatti di Venosa. Per miss e mister lucani per i prossimi mesi diverse opportunità di presentare all'opinione pubblica la fascia come finalisti nazionali in eventi e manifestazioni. Il concorso nazionale avrà un'appendice ancora più importante per la fine di settembre con l'appuntamento con le finali internazionali di Malta.

Due lucane alla finale di «Miss Grand Prix»

SERATA DI GLAMOUR EVENTO A destra Carmen Gonnella e Francesca Di Carlo. A sinistra le due ragazze con Angelica Guglielmi, Licia Ricciuti e Alessia Mecca. In basso Rocco Gallucci e Marco Gimbatti

l Ci saranno anche due lucane alla finale nazionale di Miss Grand Prix 2012. Si tratta delle materane Noemi Lapolla e Sophie Elyacoubi (nella foto in alto) che grazie alla loro bellezza e presenza scenica sono riuscite a superare le pre finali nazionali e si sono aggiudicate il posto tra le ragazze più belle d’Italia pronte a sfidarsi per l’ambito titolo. Le giovani ragazze, entrambe di Matera città, ambiziose e determinate, hanno superato il difficile scoglio delle prefinali dove erano in gara più di 100 miss rappresentanti tutte le regioni italiane ed ora sono tra le 30 che posso ambire al passaggio alle serate finali. La finale nazionale si terrà questa sera allo «Stadio del Mare» di Pescara. Condurrà lo spettacolo la showgirl Justine Mattera mentre Paolo Limiti (che, tra l’altro, è stato il primo marito di Justine) sarà il presidente della giuria.

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L’«uomo ideale» è un rionerese conquista la fascia Rocco Gallucci l Vent’anni, fisico palestrato, è lui l’«uomo ideale» secondo la giuria nazionale di «Miss e Mister Belli d’Italia». Si chiama Rocco Gallucci ed è un ragazzo di Rionero, commerciante di tappezzeria e intimo. Ha deciso di partecipare al concorso per gioco e curiosità, ma anche con la segreta speranza di avere una chance per entrare nel mondo dello spettacolo. «Mi hanno parlato di questa opportunità alcuni amici - dice - e alla fine ho deciso di iscrivermi principalmente per divertirmi e

fare nuove amicizie». Ma ora, con la fascia di «uomo ideale» un pensierino al mondo della moda ci può stare? «Certo. Queste sono occasioni che danno molta visibilità e aver vinto una fascia potrebbe consentirmi di avere diverse opportunità non solo nella moda». Punti anche al cinema? «Perché no. È un mondo che mi affascina e vorrei farne parte». Ma per fare l’attore non basta solo essere belli. Bi-

sogna studiare... «Lo so ed è per questo che conto di iscrivermi a corsi specifici». Hai già partecipato a casting? «No, ma sono intenzionato a muovermi un po’ sperando di essere notato». Cosa ne pensa la tua famiglia del successo ad Ascoli Piceno? «Lo sa soltanto mio padre. Prima o poi lo verranno a sapere tutti. Penso che alla fine saranno orgogliosi di me».

PREMIO Le ragazze lucane

In attesa di un futuro da attore o modello, oggi cosa fai per vivere? «Lavoro nel settore del commercio vendendo tappezzeria e intimo. È un’occupazione che mi piace, ma è ovvio che mi attrae di più lo spettacolo». Aiuta l’aspetto estetico in un lavoro come il tuo? «Conta. Nel commercio è importantissimo il modo di presentarsi e avere un aspetto gradevole significa migliorare il tuo approccio con la clientela».

MODELLO Rocco Gallucci, 20 anni, commerciante di Rionero, aspira a diventare modello o attore .


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 17.09.2012

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IV I MATERA CITTÀ

Lunedì 17 settembre 2012

L’EDIFICIO INAGIBILE IERI UNA CATENA UMANA

LA BATTAGLIA Genitori, docenti e sindacati, riuniti in comitato, chiedono un plesso unico (e non smembrato in quattro sedi) e trasparenza degli atti

Abbracciano la scuola che rischia di sparire E oggi gli alunni di via Bramante entreranno in aula più tardi EMILIO OLIVA l La campanella del primo giorno di scuola suonerà un’ora e mezzo dopo per i 506 alunni dell’Istituto comprensivo di via Bramante. Ieri sera i genitori, oltre 200, dopo aver abbracciato con una catena umana la loro scuola, chiusa con ordinanza del sindaco, perché a rischio di

sospetti di speculazioni edilizie. «Mi sembra strano che due relazioni tecniche elaborate a distanza di pochi mesi entrino in contraddizione», eccepisce Giulio Arenella, segretario provinciale della Cisl scuola. «Questo plesso era un fiore all’occhiello di Matera nord», ricorda Milena Vizziello, madre di un bambino che fa la seconda elementare ed ex alunna della scuola di via Bramante. «Chiediamo un unico plesso. Noi abbiamo un solo figlio e il disagio per noi è più ridotto rispetto alle famiglie più numerose che avranno difficoltà ad accompagnare i bambini in scuole distanti. Perciò ci uniamo alla loro lotta». «Il rischio – interviene il marito, Giuseppe Matera – è che questo plesso sparisca. Se non decideranno di recuperarlo o ricostruirlo, le iscrizioni entro gennaio non saranno raccolte. Significa che la scuola non esisterà più e si creerà anche un problema per gli insegnanti, che rischiano la cattedra». Le scelte dell’Amministrazione comunale e l’indisponibilità al confronto sono contestate duramente da genitori, insegnanti e sindacati, riuniti nel “Comitato di via Bramante unita” che prepara per sabato una manifestazione generale. «La soluzione di trasferire le venti

classi di via Bramante in quattro plessi non ci ha mai convinto», rimarca Elisabetta Morfini, mamma di un alunno. «Conduciamo questa battaglia per mantenere il plesso unico, l’identità e la storia di questa scuola. Purtroppo sin da principio le determinazioni del sindaco sono andate nella direzione opposta. E al di là di quel che si vuol fare apparire, la soluzione individuata non è soddisfacente. Nel plesso di via Marconi ci sono classi al terzo piano e quello di piazza degli Olmi è assolutamente improponibile. Ci sono barriere architettoniche, scale a chiocciola dagli spigoli vivi, ringhiere non a norma, corridoi stretti e vie di fuga precluse dall’assenza di uscite di emergenza. Un’aula ha al suo interno un lavandino e altre tre sono ubicate in un piano interrato di difficile accesso». I sindacati invitano l’Amministrazione comunale a far presto perché il plesso di via Bramante sia restituito al quartiere. «Questa è una scuola, a servizio di una zona popolosa, che ha già subito un taglio di classi con il piano di dimensionamento scolastico. Se ora la chiudiamo senza indicare una data di apertura, la condanniamo ad una morte lenta a danno della cittadinanza e a danno dell’organico, di cui la scuola dispone», osserva Michelangelo Ferrara, segretario provinciale della Uil scuola. «Matera – incalza Fernando Mega, segre-

Classi a tempo prolungato Il servizio di mensa scolastica esteso alle scuole medie Anche quest’anno sarà esteso alle scuole medie “Nicola Festa” e “Giovanni Pascoli” il servizio di mensa scolastica rivolto alle classi a tempo prolungato. «Questa Amministrazione comunale – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Simona Guarini – diversamente dalle precedenti, dal momento del suo insediamento ha deciso di estendere il servizio di mensa scolastica anche alle scuole medie. L’iniziativa è voluta non solo per andare incontro alle necessità dei genitori e degli studenti, ma anche per continuare un progetto di educazione alimentare particolarmente importante in questa fase di crescita dei ragazzi». Il servizio interesserà circa 180 studenti. «Nonostante le difficoltà economiche dovute ai tagli dei trasferimenti statali – afferma il sindaco, Salvatore Adduce – abbiamo voluto mantenere questo servizio ritenendolo di grande utilità per le famiglie, ma anche per la scuola che in questo modo potrà proporre un modello didattico più articolato».

LE OMBRE

Rivendicati atti concreti per fugare i sospetti di speculazioni edilizie

crollo, hanno deciso di ritardare l’ingresso dei loro figli in aula, per protesta. E minacciano azioni più dure. «Bloccheremo la città», avvertono i più esasperati. Temono che la scuola sia soppressa e chiedono trasparenza sulle carte, a cominciare dalla relazione tecnica che certificherebbe il rischio di crollo, per fugare i

PROTESTA I genitori in via Bramante [foto Genovese] tario provinciale della Filcem Cgil, genitore di un alunno – è una città che soffre di una edilizia selvaggia. La testimonianza sta nel fatto che tutta la zona nord negli ultimi dieci anni ha avuto una crescita esponenziale con circa sei mila unità abitative, cemento selvaggio, e nemmeno una scuola. Ma c’è da fare anche un ragionamento su tutta l’edilizia scolastica, che è a pezzi, e questa protesta civile vuole essere l’occasione per sensibilizzare l’Amministrazione comunale perché faccia presto a fare di questo edificio di via Bramante una scuola moderna per i bambini che verranno».

INIZIA LA SCUOLA UN NUOVO ANNO ALL’INSEGNA DELLE DIFFICOLTÀ, TRA PERSONALE RIDOTTO ED EDIFICI CHE HANNO BISOGNO DI ESSERE RIQUALIFICATI PARADOSSO SEGNALAZIONE DA MONTALBANO

Suona la prima campanella

11.992 studenti della secondaria superiore, 19.758 tra infanzia, primaria e media LA CATENA UMANA Genitori e insegnanti cingono l’edificio di via Bramante in segno di protesta contro la mancanza di certezze sul futuro della scuola. Oggi gli alunni entreranno in aula più tardi mentre si prepara una manifestazione generale [foto Genovese]

EMILIO SALIERNO l Tutti nelle aule. Per chi non lo ha già fatto nei giorni scorsi, si avvia l’anno scolastico. Sono 11992 gli studenti della secondaria superiore, 19.758 quelli del primo ciclo (infanzia, primaria e media). Le lezioni termineranno l’11 giugno, mentre le prime festività sono fissate per il 2 e 3 novembre, ponte di Ognissanti, poi dal 24 dicembre al 6 gennaio e 11 e 12 febbraio (vacanze di Carnevale). Scuole chiuse dal 28 marzo al 2 aprile per Pasqua. La messa in sicurezza degli immobili, come ha avuto modo di chiarire la Provincia, è una delle priorità dell’ente, ma bisogna trovare nuovi canali di finanziamento per far fronte alle necessità delle strutture del nostro territorio. Non a caso, i sindacati della scuola hanno chiesto un incontro con il prefetto per acquisire i dati completi sulla situazione in tutta la provincia, una sorta di monitoraggio per capire le reali necessità. Gli ultimi e più consistenti interventi per l’edilizia scolastica risalgono ad un paio di anni fa quando furono attivate procedure di appalto per circa 1 milione e 600 mila euro. La Provincia è impegnata nella gestione di 32 istituti con 38 plessi per una superficie coperta di oltre 150.000 metri quadrati. Ma la scuola materana ha bisogno anche di insegnanti e lavoratori tecnici e amministrativi. Già lo scorso anno, sono venuti meno, comprendendo tutti gli ordini di scuola, 150 posti nell’organico dei docenti. Bisogna anche dire che in Basilicata la popolazione scolastica si assottiglia: - 1600

alunni per il 2011/2012. E per quest’anno, la circolare ministeriale e la bozza del decreto interministeriale prevedono per la Basilicata una riduzione di posti, per tutti gli ordini di scuola, pari a 112 unità. Un numero che potrebbe aumentare sino a 200. Tra i dati significativi, quello dell’organico di diritto della scuola primaria. Per il 2012/2013 c’è una riduzione di 230 alunni (- 154 Potenza, - 76 Matera). Nel Materano sono 300 le classi con il tempo normale e 166 con il tempo pieno. Intanto, nessuna anomalia al Liceo

artistico Carlo Levi di Matera. Gli studenti dello scorso anno scolastico non ammessi all’esame di Stato, aggiungendosi ai 26 della classe quarta 2011/2012, creano una classe da 35, e questo non è possibile per motivi di sicurezza e per garantire gli indispensabili spazi operativi nell’aula. Già ad agosto - quando tra nuovi iscritti provenienti dalla quinta dello scorso anno e i 26 della quarta si veniva a formare una classe di 32 studenti - la dirigente Filomena Cancellaro ha chiesto all’Ufficio scolastico regionale di formare due classi, venendo meno, con una da 32, i requisiti della

normativa. A settembre, poi, se se sono aggiunti altri dei non ammessi all’esame dello scorso anno, facendo aumentare il numero sino a 35. Il problema è che l’Ufficio scolastico, da agosto, non ha fatto sapere ancora nulla al Liceo Levi su come procedere per l’anno che inizia oggi, di qui il problema, nel senso che la quinta 2012/2013 non può accogliere i nuovi iscritti. C’è un altro aspetto da considerare: le iscrizioni vanno fatte entro agosto, mentre alcuni genitori dei ragazzi non ammessi all’ultimo esame di Stato si sono presentati a settembre per adempiervi.

Nessun tablet in Basilicata La colpa del Pil FILIPPO MELE l La segnalazione è giunta alla Gazzetta da alcuni insegnanti dell’Isis Pitagora di Montalbano Jonico, ma il problema ha una valenza provinciale e regionale. Si tratta dell’annuncio dato giorni dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e riportato dai giornali così: «Tutte le classi scolastiche di medie e superiori d’Italia avranno un computer ed al Sud ad ogni insegnante sarà fornito un tablet». «Solo che – hanno scoperto i docenti del Pitagora – andando a leggere quelle che sono le Regioni interessate abbiamo verificato che tra queste non c’è la Basilicata. Insomma, a noi niente tablet». Di fatto, solo ai loro colleghi di Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, sarà fornito il prezioso strumento formativo ed informativo. I nostri interlocutori si sono chiesti: «La Basilicata forse non è al Sud?». Già, perché la nostra regione, con il Molise, l’Abruzzo e la Sardegna, è stata esclusa da questa misura? Perché il “ricco” ente locale confinante con le “povere” Campania, Puglia e Calabria, non fa più parte a titolo principale “dell’Obiettivo Convergenza”, ex Obiettivo 1. Obiettivo dell’Unione Europea di cui fanno parte regioni con il Pil pro capite inferiore al 75 per cento della media comunitaria. La Basilicata ha un Pil pro capite più alto e nel periodo 2007-2013 ha avuto lo status di Phasing Out (non più “Area depressa” al pari delle altre meridionali, ma continua a titolo transitorio a far parte del loro stesso Obiettivo, disponendo però di minori fondi). E nel periodo 2014-2020 la nostra regione sarà completamente fuori dal “Convergenza”. Non si sa se è il caso di ridere o di piangere. Per l’Europa siamo i ricchi del Sud. Roba, quasi, da non crederci.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 17.09.2012

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Lunedì 17 settembre 2012

E’ così che la Grancia vola Una nuova gestione che stupisce ancora: dopo 12 anni i visitatori (paganti) continuano ad aumentare di ANTONELLA GIACUMMO BRINDISI DI MONTAGNA - Era l’ultimo appuntamento della stagione 2012 quello di sabato scorso e tra i tantissimi volontari che affollano e animano il Parco della Grancia c’era grande emozione. Questi ultimi due mesi ai quali si è arrivati con grande fatica, tra tante incertezze - hanno portato grandi risultati. Insperati, dice il direttore del Parco Cosimo Damiano Nicoletti. Il 2012 è l’anno dei cambiamenti, del passaggio di gestione e delle novità organizzative. Tutto fatto, però, non snaturando un prodotto che funziona, anche a distanza di dodici anni. L’ultimo giorno, nonostante il tempo, porta a Brindisi di Montagna gruppi da Molfetta, Bari e, addirittura, dalla Sardegna. «Erano di passaggio a Melfi - spiega Nicoletti - e hanno deciso di fermarsi anche qui». E siccome «da noi funziona più il passaparola che la pubblicità», non è improbabile che dalla Sardegna, il prossimo anno, arrivino altre comitive. Del resto l’accoglienza riservata dai giovani che si occupano delle varie attrazioni è talmente calda da farti dimenticare il freddo e anche quelle strade così malmesse che devi per forza percorrere per raggiungere la Foresta della Grancia. Le povere infreddolite ballerine, così come i falconieri e il simpatico presentatore, si fermano con bambini e adulti anche a spettacolo terminato. E sorridono, scherzano, mostrano ai piccoli curiosi guanti e cinture. E restano lì a disposizione per far foto o per mostrare i rapaci a chi ha voglia di continuare a osservare i loro voli. Ed è bello, da lucano, vedere come questo parco piaccia così tanto anche a chi viene da così lontano. Ti rende orgoglioso di una terra che, è evidente, ha tanto da offrire. «Peccato che sia difficile farlo capire proprio a chi ci sta più vicino, ovvero ai potentini - sottolinea il sindaco di Brindisi, Nicola Allegretti - Qui arrivano tantissimi pugliesi, ma il potentino non viene. Ne conosco alcuni che fanno anche delle critiche, ma quando gli chiedo se sono mai venuti a vedere lo spettacolo mi rispondono di no. E le abbiamo provate tutte: ho anche dato dei cupon per l’ingresso gratuito. Mi hanno accusato di svendere così l’evento. Ma la mia intenzione era dimostrare che neppure così vengono. Eppure gli alberghi a Potenza si riempiono quando c’è lo spettacolo». Un esempio di come ci sia qualcosa che non funzioni nel nostro modo di valorizzare le ricchezze che possediamo. Se il Parco oggi è ancora in piedi «dobbiamo ringraziare i pugliesi». Il Parco della Grancia non è solo il cinespettacolo “La storia bandita”. C’è tanto altro. Parliamo di una superfice enorme: in tutto

Il cinespettacolo. A destra il team dello spettacolo di falconeria

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UN PO’ DI CIFRE

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I costi e la passione dei giovani

Più di 400 volontari: «Un fenomeno da studiare» LA stagione 2012 si chiude con un 10% in più di visitatori rispetto all’anno precedente. E sono soddisfatti gli organizzatori che, proprio quest’anno, forse non l’aspettavano questo risultato. «Anche perché - dice il vicesindaco di Brindisi di Montagna, Gerardo Larocca - i dati sul turismo nazionale non sono molto incoraggianti. Noi siamo in controtendenza. E siamo anche stati un po’ penalizzati dal maltempo: ci sono stati due sabati di pioggia e ovviamente non abbiamo potuto fare lo spettacolo». E questi due sabati in meno «ci hanno impedito - rimarca il sindaco Allegretti - di fare il vero salto di qualità. Ma possiamo comunque dirci soddisfatti». E la presenza del direttore dell’Apt, Giampiero Perri, anche all’ultimo spettacolo è certo la dimostrazione di come comunque questo resti uno dei grandi attrattori regionali. «Peccato - sottolinea, però, Nicoletti - che i fondi a disposizione siano sempre meno e soprattutto, arrivino in ritardo. Qui le spese di gestione sono enormi e spesso la nuova stagione deve ripartire con i debiti pregressi da saldare. E non è una sfida semplice. Quest’anno poi è stato tutto in salita. La gestione è passata ex novo dalla vecchia società al Comune di Brindisi di Montagna e noi siamo stati in dubbio se partire o meno fino all’ultimo. Quando abbiamo deciso di avviare la macchina avevamo già perso del tempo prezioso. Consideri che - continua il

50 ettari di bosco, 12 quelli gestiti per tutte le attività. E sono tanti. Però di cose da fare ce ne sono, a partire dalla mattina. Dalle fattorie didattiche, al teatro per bambini, dagli spettacoli di

direttore del Parco - i tour operator cominciano la loro attività già intorno ad aprile. E noi allora non sapevamo neppure se ce l’avremmo fatta o meno». Una sfida. Vinta grazie ai giovani e combattivi amministratori di Brindisi - che hanno messo sul piatto alcuni rimborsi derivanti dalle royalties del petrolio - e agli stessi cittadini del comune che ha ereditato questo bene. Il resto è venuto direttamente dalla biglietteria. «So che il biglietto è un po’ caro - continua Nicoletti - quest’anno l’ingresso al cinespettacolo era di 24 euro. Ma la gestione dell’evento costa». In più, dopo i mesi invernali -bisogna rendere nuovamente agibile il parco per le attività. «Ma sono stati i giovani del posto a ripulire tutto. Così come sono stati loro a occuparsi delle pulizie dei bagni, per esempio. E tutto volontariamente, per passione, per amore di questo territorio». Poi ci sono le comparse. Anche loro fanno tutto volontariamente. «E quest’anno - continua Nicoletti - abbiamo aggiunto una giornata in più, il mercoledì. I villaggi turistici ci hanno chiesto un’apertura infrasettimanale. E loro non hanno mancato neppure questo appuntamento. E’ un fenomeno che dovrebbe essere studiato: sono 400 e ogni anno continuiamo ad avere richieste di poter partecipare. Non lo fanno per soldi. Ma chi lavora qui non lo fa per questo. Lo fa per amore».

falconeria ai concerti. E poi la passeggiata a dorso di un asino e il piccolo borgo “dei sapori”, dove si possono assaggiare tante piccole bontà. C’è la podolica e le frittelle, ma anche - per chi sta a

dieta - lo spiedino del brigante, tutto a base di frutta. E il contorno a tutto questo è uno spettacolo naturale straordinario. La montagna, con i suoi colori e il suo lungo respiro, davvero tol-

Nicoletti

Allegretti

Larocca

gono il fiato. Ed è per questo che arrivano da tanto lontano pur di non perdere una giornata all’interno del Parco. Che poi, a conclusione, regala “La storia bandita”. Sono passati 12

anni e la formula è sempre la stessa. C’è la voce di Michele Placido a raccontare la vita di Carmine Donatelli Crocco, ci sono circa 400 comparse a dare colore e corpo a uno spettacolo che certo non lascia indifferenti. E lo dimostrano due cose: restano incollati ai loro posti anche i bambini più piccoli, affascinati da quella montagna che si anima di luci. E gli adulti non si alzano neppure se - come accaduto sabato scorso - un temporale si abbatte su spettatori e attori. Si aprono tanti ombrelli, ma la maggior parte del pubblico non si alza, continua a seguire le vicende di quei briganti che «calpestati ci vendicammo». E ovviamente sono tutti dalla parte di quei briganti, «a noi miseri nulla è perdonato, fatta era l’Italia ma non le sue promesse. Libertà e terra non erano a noi concesse». Il racconto - che storicamente magari non è proprio puntuale - colpisce però gli spettatori. E quelli meridionali, probabilmente, ancora di più, dal momento che nella battaglia dei briganti contro i piemontesi non è mai stato firmato l’armistizio. Ed è simbolicamente efficace la carrellata finale di foto di emigranti. Il più delle volte meridionali, che lasciano la loro terra e i loro cari e partono. Con quelle valige che contengono pochi e miseri averi e la speranza di tornare, ma a testa alta, senza più padroni e senza lo spettro della fame. Un quadro che, a distanza di qualche secolo, purtroppo è rimasto immutato. a.giacummo@luedi.it


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 17.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Potenza 39

Lunedì 17 settembre 2012

Riflessione sulle potenzialità dell’evento

Se il turismo diventa opportunità di lavoro I GIOVANI di Brindisi di Montagna ci vogliono credere. La valigia vorrebbero usarla solo per le vacanze e non per un viaggio verso un’altra vita. E per questo hanno dato, in questi mesi, il loro impegno anche gratis. «E’ un’opportunità - spiega una di loro - per il nostro paese». Ma anche per la crescita delle loro professionalità. «Nello staff spiega il direttore Nicoletti - ci sono persone che hanno cominciato qui al Cinespettacolo 12 anni fa come comparse. Poi hanno cominciato a fare qualcosa con le luci e oggi lavorano per i concerti di Baglioni o Vasco Rossi. Sono ragazzi che sono nati e cresciuti qui, che hanno imparato e che, infatti, tornano ogni anno. Lasciano tutto e tornano qui, anche se magari soldi non ce ne sono e viene dato loro solo un piccolo rimborso spese». Il Parco della Grancia è una doppia possibilità per questi ragazzi: offre loro un’opportunità di lavoro ma fa emergere anche dei talenti. E non sono pochi quelli che oggi questa professionalità la sfruttano altrove. Ed è per questo che noi lucani dovremmo sostenerli poi questi progetti: per dare un futuro a chi non vuole andar via. Ma ci vogliono investimenti, non solo economici. Anche di passione. E per una volta dovremmo perdere il vizio di criticare sempre tutto ciò che ci appartiene. Dovremmo andarne fieri piuttosto. E pensare come un successo generale il fatto che il 75% dei visitatori (paganti) venga dalla vicina Puglia che pure di bellezze abbonda. E piuttosto dovremmo cominciare a pensare a come far rete attorno a questi “grandi attrattori”. E un primo passo da fare è quello di sistemare le strade di

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mo a vedere quello che, invece, c’è e funziona. Gli amministratori possono non lavorare bene, possono non funzionare. Ma questo non ci vieta, come cittadini di organizzarci e lavorare. «La libertà - dice Crocco nello spettacolo - non è cambiare padrone. E’ dire senza timore “è mio” e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. E’ vivere di ciò che si ama». Impariamo a “pensare da briganti”, allora. Non solo per far scena durante le feste, ma anche quando c’è da mostrare una Basilicata che non si arrende a un destino di povertà e silenzio. a.giacummo@luedi.it

accesso. Quell’unica strada di collegamento è sconnessa, con il manto completamente rovinato. E già questo non è un buon biglietto da visita. Perché è vero che si tratta di un turismo per il momento solo estivo, ma nulla vieta al comune di Brindisi di pensare in futuro anche a eventi invernali che possano attrarre e far guadagnare il territorio. Che poi se arrivano pullman (e arrivano) di turisti e noi non sappiamo accoglierli e mostrargli anche le tante altre nostre ricchezze, il fallimento non sarà solo degli organizzatori dell’evento di turno, ma anche di tutti noi che ci lamentiamo sempre di quello che non c’è e non riuscia-

TRA RIONERO E RIPACANDIDA

Presentato “Il compito di Clara”

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Book and wine, serate tra vino e letteratura

Sopra i tanti presenti allo spettacolo di falconeria. Accanto gli asinelli per un insolito giro. Sotto il concerto

RIONERO - Si è conclusa con un ottima riuscita la serata Book and Wine presso le Cantine Eleano sulla strada provinciale Rionero-Ripacandida. Una serata ricca di cultura, musica e degustazione di vini. E' stato presentato il libro: “Il compito di Clara” edito da Leone Editore, seconda opera di Alessandro Faino. Un'opera che affronta il problema dei disturbi alimentari nel bambino. La serata è stata condotta da Antonio Dellisanti, scrittore e giornalista. Il libro è stato presentato ed analizzato da Aldo Cammarota che con un'analisi attenta e approfondita dell'opera, ha trasmesso al nutrito ed appassionato pubblico, i tratti salienti del libro stimolando un dibattito molto vivo. Molto intense ed efficaci le letture di alcuni brani del libro fatte da Lillino Covella. La serata è proseguita con la degustazione dei vini della Cantina Eleano e delle gelatine di Aglianico e di Moscato novità assoluta nella gamma dei prodotti di questa Cantina che va sempre più affermandosi nel panorama internazionale dei produttori di vino. Due giovani maestri di musica, i fratelli Gioiosa di Ripacandida, hanno allietato con piano e violino questa riuscita serata. Lorenzo Zolfo

Alcune immagini della serata nelle Cantine Eleano


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 15.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Potenza Sabato 15 settembre 2012

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Aumento dei costi in città e carrello vuoto: suggerimenti per stringere la cinghia

Come cavarsela in tempo di crisi Non solo corsa ai discount, basta aguzzare l’ingegno e non perdere le occasioni DALL’ Adiconsum alla Federconsumatori una cosa è certa: a Potenza i consumi si sono ridotti. In assenza di dati certi - ci dicono in fase di elaborazione, almeno per i prodotti alimentari, mentre per il tempo libero e altri prodotti (prezzi di pizzerie, bar, ristoranti ma anche abbigliamento, palestre, corsi di ballo, spettacoli, cinema) pare non ci sia alcun monitoraggio, se non la risoluzione di problemi legati ai singoli casi - come punto di partenza si possono considerare quelli diffusi alcuni mesi fa dall’ Istat e qualche settimana fa da AltroConsumo. A giugno 2012, secondo l’Istat, infatti, c’è Potenza tra le città i cui prezzi registrano gli aumenti tendenziali più elevati (+4,8%), con Genova (+4,1%) e Trieste (+3,8%). Gli aumenti maggiori riguarderebbero le bevande alcoliche e tabacchi (+8,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,6%) e trasporti (+6,4%) Sempre più famiglie acquistano dunque al discount, secondo AltroConsumo che segnala per ilcapoluogo di regione i costi più alti negli ipermercati. La crisi, inoltre, cambia le abitudini dei cittadini che dicono addio alla tradizionale colazione al bar e scelgono di farla a casa aumentando gli acquisti di caffé macinato (+1 per cento), latte (+2), biscotti (+3) con il miele che cresce del 4 per cento e le fette biscottate addirittura del 5. La crisi taglia i consumi e cambia il menu: a tavola c’è già chi ha attuato la spending review portando più pasta (+3 per cento) e meno bistecche (-6 per cento), con una flessione media dei consumi alimentari in quantità stimata pari all'1,5 per cento. Le famiglie tirano la cinghia: meno vestiti e scarpe, meno mobili e oggetti per la casa. Ma si cerca anche di risparmiare sulle spese dedicate alla cultura e al tempo libero con meno cinema, teatri e viaggi. Tra il 2010 e il 2011 risultano in contrazione, su tutto il territorio nazionale e in particolare nel centro e nel mezzogiorno, le spese destinate all'abbigliamento e alle calzature: da 142 euro a 134 euro. Continua a contrarsi anche la quota di spesa destinata all'acquisto di arredamenti, elettrodomestici, servizi per la casa (dal 5,4% del 2010 al 5,1% del 2011), in particolare mobili e oggetti. L’uomo è un animale sociale e come tale tende ad adattarsi all’ambiente in cui vive. Tuttavia, ci sono delle abitudini o dei “pregiudizi” che nonostante le condizioni avverse non riescono proprio a mutare. Come la possibilità di rivolgersi a mercatini dell’usato. Di contattare gruppi di acquisto solidali o armarsi di guanti e rastrello e attrezzare un piccolissimo orto sul balcone di casa, come fanno tanti in molte grandi città. O, ancora, partecipare a iniziative di scambio e baratto. Da questo punto di vista da sottolineare la scarsa intrapendenza in città. Le uniche giornate di scambio sono quelle parrocchiali fatte simbolicamente a livello di catechesi. Pensare che a Parigi, per esempio, sono diventati appuntamenti fissi e consolidati da anni, ormai, i così detti “svuotacassetti” - in Italia si chiamano “svuotacantine” e riguardano prevalentemente i mobili, mentre quelliparigini l’abbigliamento e le giornate in cui è possibile lasciare per strada in un angolo predisposto oggetti da arredo, in modo che chiunque, in quella giornata, possa prendere o lasciare. In attesa di cambiamento, cerchiamo in questa pagina di segnalare quelle iniziative che possono aiutare le famiglie potentine a far rientrare i conti. Anna Martino

A giugno nel capoluogo prezzi più alti

Da Portobello per ogni tipo di usato

Alcuni oggetti al mercatino dell’usato

Il carrello della spesa in un ipermercato

DETERSIVI ALLA SPINA

Le Ekobolle della convenienza SOSTENIBILITA’ ambientale e risparmio è anche il motto di Ekobolle il punto vendita che dispone di una svariata gamma di detersivi. La novità? Sono rigorosamente sfusi. Lavapavimenti, detersivo per bucato, ammorbidente, lavapiatti, saponi, igienizzanti per il bagno o la ceramica, prodotti per lavastoviglie. Tutti con un prezzo ridotto perché non imbottigliati. Il negozio, in via Giovanni XXIII, dispone di erogatori per l'emissione dei prodotti “alla spina”, proprio come quelli per la birra.

Il meccanismo è molto semplice e veloce. Bastaportare con séun recipiente vuoto che verrà poi riempito di detersivo e che, una volta svuotato, tornerà ad essere riutilizzato. Il riutilizzo diretto del contenitore riduce del 30 per cento il quantitativo di plastica che gira fra le mura domestiche. Nel negozio si trovano anche i flaconi vuoti da riempire (acquistandoliuna solavolta)e dariutilizzare per le successive ricariche. I costi vanno da un massimo di 2,80 euro al chilo a un minimo di 0,35.

IL nome è quello che richiama una famosa strada di Londra, dove si trovano le cose più strane e l’usato è molto di moda: Portobello road. E Portobello è il grazioso e accogliente negozio in via della Chimica, di Antonio Rato. Ha aperto da poco più di un anno fa e nel corso del tempo ha notato un certo incremento di clienti, sia di chi vende che di chi acquista. Portobello è infatti un mercatino dell’usato, l’unico a Potenza - l’altro è a Tito - così come è tradizionalmente inteso: un “bazar” dove c’è un pò di tutto. Mobili, pezzi da collezione, oggetti e fino a qualche tempo fa anche l’abbigliamento. Quest’ultimo

settore ha deciso dopo un pò di eliminarlo completamente: troppe poche richieste. La gente si butta soprattutto sull’acquisto dei mobili, di qualità e a buon prezzo. Una scrivania, per esempio, va dai 30 ai 50 euro. Ovviamente più il “pezzo” è in buono stato, più il prezzo sale leggermente. In linea di massima il costo di partenza è al 50 per cento del valore dell’oggetto. A quanto pare questo tipo di attività è una “convenienza”per il cliente quanto per il titolare dell’attività. Almeno fino a questo momento, dice Antonio. Poi, la crisi si sa, è anche rischio: per superarla bisogna buttarsi.

Gruppi d’acquisto solidali e orti urbani: l’esperienza di Legambiente

Tra la tradizione e il risparmio La filiera corta è alla base di Campagna amica della Coldiretti SI chiamano Gruppi di acquisto solidali. Ovvero gruppi di persone che decidono liberamente di fare acquisti assieme e che, nel determinare cosa comprare e presso chi, fanno scelte consapevoli e con il minor impatto ambientale possibile favorendo filiera corta, chilometro zero, diritti del lavoro e qualità dei prodotti. Il Circolo Legambiente di Potenza da tempo ormai permette a diverse famiglie di fare la spesa presso il proprio gruppo di acquisto. I produttori, rigorosamente lucani, scaricano le loro cassette di frutta, verdura, farina, pasta, legumi, carne e formaggi il giovedì. Il venerdì, in base alla spesa mandata via e mail, il cittadino ritira la sua spesa. La convenienza? Sicuramente la possibilità di avere prodotti sempre stagionali e del posto, di cui si conosce con certezza la provenienza. Un prodotto genuino e biologico - dice il presidente del Circolo Alessandro Ferri - che normalmente è di nicchia, perchè specifico di quel territorio, come le mele di Baragia-

Un momento della piantumazione dell’orto urbano al Parco Baden Powell

no, per esempio, o l’arancia “taccia” di Tursi. Questi prodotti diventano alla portata di tutti e a prezzi convenienti: 80 centesimi

la mela di Baragiano, 50 l’arancia. Rispetto al fruttivendolo o l’ipermercato il risparmio a livello di spesa è notevole.

Con dieci euro si portano a casa fino a 9 chili di spesa. Di qualità. In questa stessa ottica il Circolo Legambiente di Potenza ha realizzato un orto urbano al Parco Baden Powell. La logica è quella dell’autoconsumo, un bene per la salute e per le tasche, oltre che per i territorio e l’intera comunità dal momento che preserva le aree dalla crescente urbanizzazione. Sono una decina i cittadini che si sono “presi in carico” l’orto, dopo aver risposto ad un bando e aver effettuato un corso di giardinaggio e piantumazione. Pomodori, zucchine, peperoncini, cetrioli, zucchine. Un ritorno alle origini e agli antichi sapori, oltre che un modo per risparmiare. La filiera corta viene applicata anche dalle associazioni di categoria come la Codiretti che a Potenza ha diversi punti vendita della così detta “Campagna amica”. Il prezzo che viene loro applicato è standard ed è lo stesso in tutta Italia: meno il 30 per cento del prezzo sul mercato.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 16.09.2012

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POTENZA CITTÀ I V

Domenica 16 settembre 2012

IL PERSONAGGIO

LA NOTA GIORNALISTA POTENTINA

Basilicata Mezzogiorno

VIP Tra gli invitati noti volti della tivvù da Antonio Caprarica a Corradino Mineo fino ad Enrica Bonaccorti

Le nozze private di Carmen Lasorella Matrimonio a Terracina, pochi invitati. Noi c’eravamo l Carmen Lasorella, la bella giornalista potentina, si è sposata ieri pomeriggio. Dopo aver messo a rumore i siti di gossip (con le pubblicazioni affisse sulla bacheca del Municipio di Roma) sfuggendo com’è suo costume alla ribalta mediatica, Carmen (57 anni) ha celebrato il suo matrimonio ieri pomeriggio nella splendida tenuta di Terracina (Latina). Lo sposo è Giuseppe Falegnami (63 anni). I due si sono conosciuti sul lavoro quando, anni fa, Carmen era inviata della Rai e lui era operatore. La sposa, bellissima e raggiante, ha indossato un abito bianco d’atelier bicolore tempestato di strass e perle. Sposo in abito scuro, all’occhiello fiori scelti dal bouquet di Carmen. Al termine del rito civile, celebrato nel parco della villa, è stata letta la preghiera di San Giovanni Crisostomo «La vita in due», del quarto secolo d.C. «Così uniti (un uomo e una donna) non hanno più paura di niente», uno dei versi. Nonostante lavori da anni a Roma e in giro per il mondo, il

legame tra Carmen e la Basilicata non si è mai interrotto. Tra gli invitati, molti colleghi della sposa, tra cui i giornalisti Rai Antonio Caprarica e Corradino Mineo, e altri volti noti della tivvù, presente ad esempio Enrica Bonaccorti.

Testimone di Carmen, il fratello Giacomo. Anche lo sposo ha chiesto a suo fratello di fargli da testimone. Buffet di pesce (particolarmente apprezzate le ostriche) inaffiato con Traminer e rosè di Renano. Gran festa fino a tarda notte.

FIORI D’ARANCIO Alcune immagini della cerimonia nuziale celebrata a Terracina; qui in alto gli sposi in compagnia delle rispettive madri (foto Tony Vece)


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