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15 mila euro per volare a Londra su un aerotaxi: le ruberienel Carroccio non cancellano le ruberie di Lusi ignorate dalla Margheritay(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Venerdì 13 aprile 2012 – Anno 4 – n° 88

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

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LEGA: SI INDAGA SU CALDEROLI

A che serve Monti? di Marco Travaglio

che serve il governo Monti? Sappiamo bene perché è nato: perché quello precedente, guidato (si fa per dire) da B., era capace di tutto ma buono a nulla; e persino quando fu commissariato dalla troika Merkel-Trichet-Sarkozy continuò a fare il furbo con finte manovre finanziarie piene di niente. Serviva un governo presieduto da una persona autorevole agli occhi della comunità internazionale e dei famosi “mercati” (e non era difficile trovarla, visto chi c’era prima), ma soprattutto disinteressato al consenso elettorale, cioè in grado di imporre sacrifici a chi, o per numero (lavoratori e pensionati) o per peso specifico (le grandi lobby), spaventava i partiti e li dissuadeva da misure sgradite a questo o a quello. Monti è autorevole, o almeno molto più di chi c’era prima e, più in generale, di tutti i leader politici italiani. Le misure impopolari contro pensionati e lavoratori le ha prese. Non quelle contro le lobby, ben protette da vari ministri. Ma tanto è bastato per domare lo spread per un po’ e quindi garantire un buon collocamento dei nostri titoli di Stato. Ma questo valeva fino alla settimana scorsa. Poi lo spread è risalito oltre i livelli di guardia (di pari passo col risveglio dei partiti, i primi stop su art. 18 e anti-corruzione, le prime critiche della stampa finanziaria internazionale) e l’ultimo collocamento dei titoli è andato male. Segno che gli speculatori non si contentano più di un altro al posto di B.: ora vorrebbero vedere un governo nel pieno delle sue funzioni, con una maggioranza omogenea e compatta, cioè in grado di decidere senza piatire e mercanteggiare ogni giorno in Parlamento i voti dell’una o dell’altra banda. Se il consenso del governo resta alto, anche se ben sotto i livelli di due mesi fa, è perché tutt’intorno si agita una galleria di mostri da paura: la sola prospettiva che possano tornare “quelli di prima” (tutti i politici) basta a terrorizzare gli italiani, inducendoli a preferire, tutto sommato, i tecnici. Ma più per rassegnazione che per convinzione. Tantopiù che i partiti non riescono nemmeno a tagliarsi dell’1% i rimborsi elettorali, mentre ogni giorno finisce indagato un leader o tesoriere ladro per uso privato della sua carica o dei nostri soldi. Ed ecco la domanda: a cosa serve, di qui alla scadenza naturale della legislatura (aprile 2013: fra un anno), il governo Monti? Cosa dovrebbe fare, lo sappiamo tutti: un elenco infinito di riforme. Ma cosa può realisticamente fare, con questa maggioranza Brancaleone, divisa su tutto fuorché sulla paura fottuta del voto? Dopo la Finanziaria, le finte “liberalizzazioni”, le pensioni e l’art. 18, il piatto di Monti piange: a parte le famose e fumose “misure per la crescita” (per cui s’è già capito che non c’è un euro), nulla di fattibile risulta all’ordine del giorno. La patrimoniale non si fa: B. non vuole. La Rai non si tocca: B. non vuole. I tagli alla casta sono tabù: i partiti non vogliono. Di anti-corruzione manco a parlarne, così come di prescrizione, falso in bilancio, manette agli evasori. Il rischio anzi, toccando la giustizia ora, è risvegliare gli zombie: bavaglio anti-intercettazioni, responsabilità civile dei giudici e abolizione della concussione (cioè dei processi Ruby e Penati). Una volta piazzati gli ultimi titoli di Stato (a maggio), il governo rischia di girare a vuoto per i successivi 10 mesi. Facendo ciò che Monti dice di aborrire: il “tirare a campare” di andreottiana memoria. Se è così, tanto vale sciogliere le Camere tra un mese e votare in autunno. Spetta a Monti dimostrare che non è così, inventandosi una o due mission forti che giustifichino la sua sopravvivenza fino all’anno prossimo. Presenti in Parlamento, “prendere o lasciare”, senza concordarle con nessuno, una legge che cancelli la Gasparri e disinfesti la Rai dai partiti e un pacchetto di norme contro la criminalità finanziaria. Se avrà i voti, avrà reso un servigio al Paese. Se non li avrà e cadrà, darà comunque degna sepoltura ai partiti-cadavere e sarà comunque un bel modo di morire, per una giusta causa. Risparmiandosi e risparmiandoci un anno di inutile agonia.

SOLDI E PARTITI: LEGGE FANTASMA A Resa dei conti in via Bellerio: cacciati Belsito e la Mauro, sacrificata da Bossi per salvare il Trota. Faro dei pm di Milano sul triumviro. Un’orgia di denaro pubblico, ma la riforma dei “rimborsi” si arena Mentre si scoprono altri 13 milioni distratti da Lusi alla Margherita, il testo partorito da Alfano, Bersani e Casini rischia tempi lunghi. E non c’è traccia dell’annunciato congelamento della rata estiva da 100 milioni pag. 4 - 5 - 6 - 7 - 8 z

Udi Stefano Feltri TREMONTI: MA BOSSI RIMANE IL LEADER Tremonti osserva con distacco la crisi della Lega, convinto che alla fine Bossi sarà ancora il Gveroiulio leader, ma si indigna per essere stato accostato ai

Rosi Mauro

(FOTO ANSA)

misfatti dell’ex tesoriere Belsito. “In quei giorni stavo scrivendo i decreti conseguenti alla lettera della Bce, come si può pensare che mi mettessi a dar consigli finanziari a Belsito?”. pag. 7 z

COMPENSI D’ORO x Chi sono e quanto guadagnano dirigenti pubblici e privati nell’era dell’austerità

Viva la crisi: 134 milioni a 50 manager Anche coi bilanci in rosso, si aumentano la paga a spese dei piccoli azionisti: la classe dirigente economica costa più della politica Malagutti e Meletti pag. 3 z

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Oggi corteo a Roma

Fornero, ultima beffa: “Gli esodati? Solo 65 mila” di Salvatore Cannavò

Marco Tronchetti Provera (amministratore Pirelli) e Paolo Scaroni (ad dell’Eni) (FOTO ANSA / LAPRESSE)

del Lavoro Elsa Fornero ha dato finalmente i numeri IMaldeilaministro cosiddetti lavoratori esodati ribattezzati in “salvaguardati”. sensazione è che si tratti di numeri poco plausibili: soltanto 65 mila persone “complessivamente interessate”.

pag. 2 z

Udi Gianni Barbacetto

MALASANITÀ Indagato anche il vescovo di Altamura

nbeni culturali?

Altra inchiesta su Vendola I pm: “Peculato, falso e abuso”

Artisti e studiosi: DENARI DI B. Ornaghi dimissioni A MINETTI il direttore generale E PAPI GIRL

di Antonio Massari

ue avvisi di garanzia in due giorni: è la settiDPuglia, mana più nera, per Vendola, governatore della che ieri ha scoperto di essere indagato per abuso d’ufficio, falso e peculato, in un altro filone dell’inchiesta barese sulla Sanità. pag. 9 z

Montanari pag. 18z

CATTIVERIE I soldi della Lega venivano destinati all’istruzione di Renzo Bossi. Ma quanti cazzo pensavano di averne?

(www.spinoza.it)

egui i soldi, dicono da semSri. pre gli investigatori miglioLo sanno bene anche Ilda Boccassini e Antonio Sangermano, i pm dei processi Ruby. E seguendo la pista dei soldi sono arrivati a scoprire altri versamenti. pag. 9 z


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NA

BOLAFFI

LA STAMPA

BOLAFFI

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

VENERDÌ 13 APRILE 2012 • ANNO 146 N. 102 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Una giornata di tensione per i titoli di Stato

LA FASE DUE COMINCIA

Lavoro, allarme Bce “La disoccupazione crescerà ancora” Fornero: gli esodati sono 65 mila. Cgil: falso

CON UN PATTO FRA I PARTITI FRANCO B RUNI

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a tempo il governo è entrato in una fase di attenzione alla crescita, preparando i provvedimenti di promozione della concorrenza, le semplificazioni normative, la riforma del mercato del lavoro. E’ una strada difficile anche perché va cercato il necessario consenso politico su ciascuna misura. La Mattina, Martini, Mastrobuoni e Schianchi ALLE PAG. 2 E 3

CONTINUA A PAGINA 31

Fuori anche Belsito, salvo Renzo Bossi. Soldi ai partiti: niente tagli fino al 2013. Caso Lusi, ecco tutti i trucchi per i rimborsi

Vince Maroni, via Rosi Mauro

Espulsa dalla Lega: “Vittima del rancore”. I pm indagano su Calderoli PULIZIA Il sogno svanito E GIOCHI DI POTERE MICHELE B RAMBILLA

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a giustizia sommaria ha questo di bello: che ti porta a parteggiare per il condannato. Ieri ad esempio ci ha costretti a simpatizzare per Rosi Mauro, alla quale avevamo chiesto, non più tardi di qualche giorno fa, di lasciare la vicepresidenza del Senato.

Roberto Maroni voleva l’espulsione di Rosi Mauro e ieri davanti al Consiglio federale della Lega l’ha ottenuta. Il Carroccio ha deciso la cacciata anche dell’ex tesoriere Belsito, ma ha scelto invece di graziare Renzo Bossi. Il Congresso è stato fissato per il 30 giugno a Milano.

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ANALISI

del federalismo

Una parabola di 20 anni di speranze e delusioni Luca Ricolfi A PAGINA 31

LE INCHIESTE DI BARI

Peculato, abuso d’ufficio e falso Nuove accuse per Nichi Vendola

Colonnello, Poletti, Ruotolo

Indagini su un ospedale, coinvolto pure un vescovo Viaggio in Puglia, una regione travolta dalle inchieste

E IL TACCUINO di Sorgi DA PAG.8 A PAG.11

Carmine Festa e Giuseppe Salvaggiulo ALLE PAGINE 14 E 15

LE IDEE

Diaz, il film che sana una ferita ANTONIO SCURATI

A

ndare a vedere Diaz è un dovere civile. Il film di Daniele Vicari sulle violenze perpetrate da alcuni reparti della polizia durante il G8 di Genova del luglio 2001, non sarà una visione piacevole, non sarà una visione divertente, non sarà una visione conciliante. Sarà, in compenso, un’esperienza memorabile. CONTINUA A PAGINA 34

LA POLIZIA MUNICIPALE INTERROMPE LA PROTESTA DEI FIGURANTI ACCUSATI DI ESTORCERE SOLDI AI TURISTI

Centurioni contro vigili, rissa al Colosseo

CONTINUA A PAGINA 31

BANCHE

Unicredit, gli azionisti scelgono Vita Fondazioni e soci privati raggiungono l’accordo sul nuovo presidente

L’ULTIMATUM DELL’EX MINISTRO

Manacorda e Spini ALLE PAGINE 24 E 25

GIOVANNI C ERRUTI

COREA DEL NORD

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er Belsito è bastato un colpetto, via subito, espulso, roba da pochi minuti. Ma per lei, per Rosi Mauro, ce ne son voluti almeno tre e infine il quarto, il colpo più potente, quello di Maroni. «Un attimo, Umberto - dice a Bossi -: adesso finiamola con questa pantomima. Se non prendiamo questa decisione, l’espulsione, finisce che la Lega salta per aria». CONTINUA A PAGINA 9

Il missile di Kim fa infuriare Usa ed Europa Esploso dopo il lancio nella notte. Convocato il Consiglio di sicurezza Maurizio Molinari

CHIARA ROCCI/LAPRESSE

La protesta dei centurioni ieri davanti al Colosseo: contestano la decisione del Comune che li sfratta

Buongiorno

MASSIMO GRAMELLINI Ragazzino, come mai cammini accanto ai binari del treno? Vado per la mia strada, risponde Flavio alla donna di Moncalieri che lo interroga dal bordo del viale. Meglio allontanarsi dalla città, seguire il percorso della ferrovia finché ci sono soltanto prati intorno. E’ allora che il ragazzino posa a terra lo zaino e corre fra i binari con un tempismo perfetto che impedisce al macchinista di frenare. Aveva quindici anni e un quattro e mezzo di matematica nel suo diario. Adesso scaveranno sulla sua famiglia, il genitore duro, il genitore assente. Tutto vero, tutto relativo. Di assoluto c’è solo quel gesto che sembra ricordarci qualcosa. I nostri quindici anni. Quando la vita è ancora una cosa seria da prendere molto sul serio, senza chiaroscuri né ironie a farci da guscio. Quando un quattro a scuola non è un ÷

Talarico A PAGINA 19

La vita seria quattro, ma una sentenza definitiva. E lo sfiorire del primo amore diventa l’archetipo irripetibile di ogni sofferenza futura, come ricorda Nick Hornby alla fidanzata trentenne che lo ha lasciato, nell’incipit memorabile di Alta fedeltà: «Se volevi davvero incasinarmi, dovevi arrivare prima». Perché poi la vita cambia e ci cambia, rendendoci disponibili ai compromessi, ai ragionamenti, alle lusinghe del buon senso e della convenienza. Uno impara a dominare gli istinti, a mentire a se stesso oltre che agli altri, a osservare la realtà in diagonale e non sempre di petto. Ma non tutti arrivano a questo stadio. Qualcuno si ferma prima. Perché più idealista, più tormentato, più debole. Nessuno lo incolpi e nessuno si senta in colpa. Flavio è andato per la sua strada e a me viene soltanto da dirgli ciao.

A PAGINA 16

Per un’occasione importante, scegliete un regalo che vale.

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VENERDÌ 13 APRILE 2012

Anno VII - N. 102

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In Basilicata in tandem con Il Mattino

Potenza, via della Chimica, 61 - Tel. 0971.476552 - Fax 0971.903114 - E-mail: redazione@nuovadelsud.it - Direttore: Domenico Parrella - Poste Italiane Sped. in A. P. - D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art.1, c. 1 - DCB Potenza-Reg.Trib. di Pz N. 334 del 03/08/05 - Pubblicità e amministrazione: Agebas Srl - Via della Chimica, 61 - Potenza - Tel. 0971.594293 - Fax 0971.903114 - E-mail: info@agebas.it

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Con la scusa di “allargare la democrazia negli enti” lievitano da 3 a 5 i consiglieri di Sel e Acqua Spa

Politici con “contratto di solidarietà” Mancano le poltrone: i partiti aumentano i membri dei CdA e non risparmiano su nulla Sindaci sotto i 35 anni? “La Regione sostiene ePartitocrazia potere, è una Pochini. Ma ci sono più vice terroristi e assassini” crisi di regime

POTENZA- La crisi colpisce anche la politica. I tagli di Comunità montane, assessori e consiglieri comunali ha lasciato nel panico i partiti che, in modo bipartisan, hanno trovato l’accordo per aumentare i posti in alcuni Consigli di amministrazione di enti sub regionali. Dalla Regione ci si affretta a spiegare: non significa crescita dei costi. In sostanza, la crisi ha fatto crescere le poltrone lasciando inalterati i costi: una sorta di “contratto di solidarietà” tra politici. Un’idea anche per consiglieri regionali e parlamentari. La crisi tocca tutti.

di M. BOLOGNETTI* Solo il 2% dei primi cittadini ha meno di 35 anni. Il 20% dei vice. Ma i giovani amministratori lucani sono in crescita.A PAGINA 5

aro direttore, nel ringraziarti per l’attenzione che hai voluto riservare al mio intervento sulle nomine negli enti regionali, tengo a sottolineare che la mia non voleva essere una “lezione”, ma semmai un invito a riflettere (...).

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Un incontro dell’associazione Nessuno tocchi Caino, con i Radicali di Pannella. A PAGINA 5

A PAGINA 10

A PAGINA 3

I carabinieri: diffidate dagli sconosciuti. La polizia: dal 2011 furti dimezzati Tricarico, sconterà 7 anni di carcere

Padre pedofilo abusò Potenza, dopo i “falsi postini” è ancora allarme su truffe e raggiri della figlia: condannato

Anziani beffati dai falsi parenti Castelgrande, mille abitanti ma con due vigili in “guerra”

Forestazione Il 24 in sciopero i 4.500 braccianti A PAGINA 7

Un’auto dei vigili urbani, A PAG. 9 Continua l’attività dei carabinieri sulle tracce dei truffatori dopo le ultime segnalazioni a Potenza.ALLE PAG. 12 E 13

Il Tribunale di Matera A PAGINA 11

Petrolio Sindaci e cittadini sempre più contrari A PAGINA 7

“Si danneggia il turismo” Il Palasassi intitolato a Bagnale

Matera in lutto: lo sport e la città onoreranno la sua memoria

Albergatori contro la tassa di soggiorno a Maratea: non aiuta le casse comunali di LEONARDO VENTRELLA*

’introduzione della tassa di soggiorno a Maratea, nel momento in cui le imprese sono gravate da un’alta pressione fiscale e da alti costi di gestione, rischia di danneggiare il settore già fortemente provato dalla crisi. Tale balzello, pur non rappresentando una vera manna per le casse degli enti locali,rischia di provocare un forte impoverimento in capacità ricettiva.

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Il compianto Salvatore Bagnale e il Palasassi di Matera A PAGINA 22 E NELLO SPORT

A PAGINA 8

Veduta aerea di Maratea col Cristo


Prime Pagine Giornali  

13 Aprile 2012

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