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Micciché, candidato in Sicilia: “Sbagliato intitolare l’aeroporto a Falcone e Borsellino, meglio Archimede”. Cambiato pusher?y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Mercoledì 19 settembre 2012 – Anno 4 – n° 222

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

RUBANO SOLDI PUBBLICI A MAN BASSA MA I PARTITI BOCCIANO I CONTROLLI Mentre gli scandali dilagano dal Lazio alla Lombardia, la maggioranza alla Camera affossa le certificazioni indipendenti sui bilanci dei gruppi. Meglio tenerli segreti Nicoli e Perniconi pag. 4 z SALERNO COME TIRANA DI HOXHA Udi Marco Lillo

Sprofonda la piazza del sindaco De Luca

POLVERINI, SCHELETRI E SPRECHI solo il Vaffa finale, Cse perimamancava Renata Polverini – non fosil vestitino bianco e l’inf les-

Renata Polverini (FOTO LAPRESSE)

sione romana – sembrava davvero un clone di Grillo: “Bisogna dimezzare le commissioni e cancellare quelle speciali, azzerare i contributi per i gruppi”. pag. 2 z

FRANCONE & FRANCHINO RAS DEL LAZIO

Udi Enrico Fierro

Udi Fabrizio d’Esposito

FIORITO, LO SCHIAFFO DI ANAGNI

BATTISTONI TRA VACCHE E QUATTRINI

pag. 3 z

pag. 3 z

Conducator I lavori sulla mega-piazza della Libertà di Salerno, sognata dal sindacoconducator Enzo De Luca per celebrare i suoi fasti e ospitare un giorno le sue ceneri

Caporale pag. 5 z

TRATTATIVA x Parlano Lia Sava e Francesco Del Bene, gli altri due pm di Palermo: “Non si può stare zitti”

“Attacchi ingiusti al pool, basta silenzi” PALERMO-SANTO DOMINGO

vendicano una storia professionale “cristallina’’ e respingono ogni attacco all’inchiesta. Sono i pm della trattativa lontani dai riflettori: Lia Sava e Francesco Del Bene, entrambi di Md. pag. 7 z

“Si sono scatenati i peggiori pregiudizi contro l’indagine, specie da parte di chi non conosce le carte. Che cosa dovremmo fare? Tacere all’infinito?”

nfamiglie siciliane

di Lo Bianco e Rizza

Miranda Dell’Utri indagata (riciclaggio): “Pm pazzi, coi soldi faccio quel che voglio” Borromeo pag. 6 z

dieci anni coordinano inDmo achieste di mafia: “Non abbiaperso un processo’’. Oggi ri-

Miranda Ratti (FOTO ANSA)

Udi Tomaso Montanari

STATI UNITI

Udi Nanni Delbecchi

LEONARDO: RENZI NON BUCA PIÙ

Romney, un’altra gaffe: “Me ne frego dei poveri e dei parassiti”

Dal Trota al Triglia: FUORIONDA, ULTIMO GRIDO Lombardo candida suo figlio DEI POLITICI

to con Marchionne”, diceva Matteo Renzi qualche mese fa: e il ragazzo è coerente. Mentre Marchionne è costretto a smontare il piano ‘Fabbrica Italia’, il suo fan abbandona la caccia al Leonardo fantasma di Palazzo Vecchio. pag. 19 z

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+$!"!}!#!}

envenuti nell’era fuorionda. Perché non ci sono dubbi, ormai è questa l’ultima frontiera della lotta politica e quindi delle strategie mediatiche (qualcuno vede la differenza?). pag. 22 z

B Mitt Romney (FOTO LAPRESSE)

Una frase “rubata” a sua insaputa e rivelata dal figlio di Carter imbarazza il leader repubblicano Gramaglia pag. 16 z

Cattani pag. 13z

CATTIVERIE Afghanistan, raid Nato uccide otto donne. I talebani l’hanno scambiato per un gesto di distensione (www.spinoza.it)

Il secondo tragico Marchionne di Marco Travaglio

C’

è un che di irresistibile nel dialogo (si fa per dire) a distanza fra il duro Sergio Marchionne e gli omuncoli gelatinosi del governo, dei partiti e dei sindacati moderati (Cisl e Uil). Lui, il duro che non deve chiedere mai perché viene ubbidito prim’ancora che dia gli ordini, annuncia che dei 20 miliardi di investimenti promessi, col contorno di 1 milione e 400 mila auto e altre supercazzole che potevano essere credute solo in Italia, non se ne fa più nulla. Perché? Perché no. E gli impavidi ministri, sindacalisti e politici che fanno? Gli chiedono di “chiarire”. I più temerari aggiungono “subito”, ma sottovoce, vedimai che s’incazzi e li prenda a sberle. Ora, tutto si può rimproverare a questo finanziere scambiato per un genio dell’automobile, tranne la carenza di chiarezza: è dal 2004 che dice ai quattro venti che dell’Italia non ne vuole sapere, molto meglio i paesi dell’Est, dove la gente lavora per un tozzo di pane e non chiede diritti sindacali perché non sa cosa siano, e gli Usa dove Obama paga e Fiat-Chrysler incassa. Ma quelli niente, fingono di non capire, chiedono chiarimenti, approfondimenti, spiegazioni, aprono tavoli, propongono patti, invocano negoziati, lanciano penultimatum, attendono il messia dei “nuovi modelli” naturalmente mai pervenuti. Ma in quale lingua glielo deve spiegare, Marchionne, che dell’Italia e dell’auto con bandierina tricolore non gliene frega niente? In sanscrito? Sentite Passera: “Voglio capire meglio le implicazioni delle sue dichiarazioni”. Un disegno di Altan potrebbe bastare. Sentite la Fornero, quella col codice a barre in fronte: “Non ho il potere di convocare l’amministratore delegato di una grande azienda” (solo quello di entrare con la scorta armata ai gran premi di F1), però vorrebbe “approfondire con Marchionne cosa ha in mente per i suoi piani di investimento per l’occupazione”. Ma benedetta donna: niente ha in mente, te l’ha già detto in musica, che altro deve fare per cacciartelo in testa? Infilare l’ombrello nel coso di Cipputi? Sentite Fassino: “L’ho sentito, mi ha dato rassicurazioni”. Ci parla lui. Sentite Bonanni, quello con la faccia da Bonanni che firmò tremante gli accordi-capestro a Pomigliano e Mirafiori: “Marchionne ci convochi subito e chiarisca se il Piano Fabbrica Italia lo mantiene e lo utilizza quando riprende il mercato o no”. Ma certo: i 20 miliardi li tiene lì sotto il materasso in attesa che la gente si compri tre Cinquecento e quattro Duna a testa, poi oplà, li sgancia sull’unghia per la bella faccia di Bonanni. Ma che deve fare quel sant’uomo per far capire che i 20 miliardi non esistono e ha preso tutti per i fondelli? Fargli una pernacchia sarebbe un’idea, ma poi quelli replicherebbero: “Vorremmo capire meglio il significato profondo del gesto, Marchionne apra al più presto un tavolo per fornirci le necessarie e ineludibili delucidazioni atte a chiarire il senso recondito, anche tra le righe, della pernacchia”. Se non ci fossero di mezzo decine di migliaia di famiglie, ci sarebbe da scompisciarsi per queste scenette da commediola anni 80, dove il marito trova la moglie a letto con un altro e la interroga tutto compunto: “Cara, esigo un chiarimento sulla scena cui ho testè assistito”. O da film di Fantozzi. La sua Bianchina, con a bordo la signorina Silvani, viene affiancata dall’auto di tre energumeni che afferrano un orecchio del ragioniere. La Silvani li insulta. Quelli estraggono dall’auto Fantozzi a forza e lo massacrano di botte, mentre lui li apostrofa con fierezza: “Badi come parla!”. Pugno in faccia. “Vorrei un momento parlamentare con voi”. Setto nasale. “Lo ridichi, se ha il coraggio”. Spiaccicato sul tettuccio. “Badi che se osa ancora alzare la voce con me...”. Giacca squarciata. “Bene, mi sembra che abbiamo chiarito tutto, allora io andrei...”. Lo finiscono a calci e lo lanciano come ariete nel parabrezza. Ora Fantozzi fa il ministro tecnico e il sindacalista moderato. Tanto le botte le prendono i lavoratori.


Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 183 del 19/09/2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

L’assessore annuncia la convocazione dell’amministrazione comunale e dei vertici aziendali

Sostenibilità

5,6 mln di euro per interventi finalizzati alla tutela ambientale Gestione delle risorse e direzione lavori alle Aree programma

Lavoratori Cotrab, è necessario un accordo

Mancusi: “Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti” sul caso dei 21 impiegati licenziati dall’azienda dopo il ricorso alla magistratura

Il Programma di forestazione 2012 destina 5,6 milioni di euro ad interventi di compensazione ambientale nei territori interessati dalle estrazioni petrolifere. Tra gli obiettivi alla base delle tante azioni previste nel piano: la conservazione delle foreste, la valorizzazione delle aree verdi, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la conservazione del patrimonio forestale pubblico, il miglioramento della funzione turistica e l’ampliamento del verde urbano. E’ quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale. A PAG. 3

L’intesa per rendere le scuole 2.0

Un’azione di concertazione con le parti per tutelare i lavoratori e i cittadini che beneficiano del trasporto pubblico. Questo l’obiettivo dell’assessore alle Infrastrutture, Agatino Mancusi, nel corso dell’incontro che si è svolto in assessorato con sindacati e lavoratori del Cotrab. Al centro delle discussioni il caso dei 21 lavoratori licenziati. L’assessore ha invitato tutti i soggetti coinvolti a “un’assunzione di responsabilità”, annunciando due nuovi incontri con l’amministrazione comunali e con i rappresentanti dell’azienda. Un mezzo che appartiene al Consorzio trasporti aziende Basilicata

A PAG. 2

Stanziati oltre 14 milioni di euro, la metà da parte del governo centrale ma ancora non versati alla Regione

E’ stato firmato ieri l’accordo aderente al Piano nazionale scuola digitale A PAG. 3

L’Europa arriva a Matera Dal 21 al 23 settembre parte Materadio 2012

Metapontino, partono i lavori Obiettivo la messa in sicurezza degli argini danneggiati dall’alluvione del marzo 2011 A PAG. 4

Un’immagine dei danni causati dall’alluvione nel Metapontino

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L’iniziativa “Io mangio lucano” arrivano i ristoranti di qualità che offrono i prodotti tipici

Le creazioni della stilista lucana Teresa Farese in mostra da oggi alla Milano fashion week

Il progetto mira a sostenere i produttori garantendo più trasparenza per i consumatori

La giovane di Melfi esporrà i suoi abiti all’appuntamento internazionale della moda

A breve la qualità e la genuinità “lucana” dei ristoranti sarà riconoscibile grazie alla certificazione “Io mangio lucano”. L’iniziativa, presentata ieri a Potenza, vuole promuovere tutta la filiera dell’agroalimentare, sostenendo

La vetrina internazionale della moda di Milano, la prestigiosa Milano fashion week, mette in mostra quest’anno anche il talento lucano, grazie ai lavori della giovane stilista di Melfi Teresa Farese e alla sua linea di abbiglia-

le produzioni eccellenti. I ristoratori dovranno accettare rigide regole sugli alimenti e sulle ricette per poter ricevere la certificazione, garantendo in questo modo gli stessi consumatori finali dei prodotti tipici.

La Gazzetta del Mezzogiorno

mento Tf. Un’occasione importante per la giovane lucana di farsi conoscere a livello internazionale e confrontarsi con alcuni dei più importanti stilisti, portando sul palcoscenico internazionale le sue creazioni più innovative.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

Dalla riunione è emersa la necessità di convocare rappresentanti comunali e vertici aziendali per un tavolo comune di confronto Il consorzio trasporti aziende Basilicata gestisce il trasporto pubblico a Potenza

L’attività di mediazione durante l’incontro tra l’assessore regionale alle Infrastrutture e le parti coinvolte

Cotrab, serve una soluzione

Mancusi: “Necessaria un’assunzione di responsabilità da parte di tutti” Un’azione di concertazione con tutte le parti coinvolte per tutelare i diritti dei 21 lavoratori del Cotrab, licenziati dall’azienda, e i cittadini beneficiari del servizio di trasporto pubblico. Questo l’impegno assunto dall’assessore regionale alle Infrastrutture, opere pubbliche e mobilità, Agatino Mancusi, durante l’incontro in assessorato con il direttore generale

del dipartimento, Mario Cerverizzo, il coordinatore del personale del Cotrab e segretario provinciale della Faisa Cisal, Donato Colangelo, del rappresentante della stessa organizzazione sindacale, Saverio Ciannella e una rappresentanza dei lavoratori. I 21 impiegati interinali sono stati licenziati dall’azienda dopo una dimostranza in sede giudiziaria per chiedere il rico-

noscimento di un diritto lavorativo, dopo anni di lavoro precario e con contratti rinnovati settimanalmente. Dopo il ricorso alla magistratura, come riportato dai rappresentanti sindacali, i lavoratori sono stati sostituiti con altri interinali a chiamata diretta. Durante l’incontro, in cui è stata illustrata la situazione attuale, l’assessore Mancusi ha chiesto un’assunzione di responsabilità

I 21 lavoratori sono stati licenziati

stra alla ricerca di una soluzione di mediazione con l’obiettivo di far reintegrare i 21 lavoratori licenziati. “Una situazione - ha affermato l’esponente della giunta regionale - che

umanamente, prima da cittadino e poi da amministratore, è incresciosa. Informerò anche il presidente della Regione, De Filippo, e convocherò subito il sindaco di Potenza, l’assessore al ramo e il dirigente dell’ufficio competente per chiedere delucidazioni. In un secondo passaggio convocherò i vertici del Cotrab per tentare un intervento di mediazione”. (bm8)

fila per realizzare questa iniziativa e lo ha fatto coinvolgendo, intorno a Matera, tutta la Regione con iniziative che creano ‘contaminazioni culturali’ in più punti del nostro territorio con ponti ideali in altre città europee. Ed è la stessa visione alla base della candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura per il 2019

una città che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale ma che ancor prima è sintesi e crocevia di culture in Europa e in quell’ambito particolare e al tempo stesso ancor più vasto che è il Mediterraneo. Una realtà confrontandosi con la quale e, ancor più, visitando la quale, è facile stupirsi e al tempo stesso riconoscersi”. (bm8)

a causa del ricorso alla magistratura per chiedere più diritti lavorativi dopo anni di impiego precario da parte di tutti: ai sindacati “che in tutti questi anni hanno permesso questo meccanismo del rinnovo settimanale”, ai lavoratori, a chi gestisce l’azienda e a chi ammini-

Lo spirito europeo sbarca nei Sassi Al via Materadio, la festa di Radiorai3 dedicata alla candidatura di Matera a Capitale della cultura Arricchire il territorio grazie alla visibilità mediatica offerta da Materadio Europa, progetto di Radiorai3 capace di collegare la città dei Sassi con altre realtà europee. Questo il commento del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, che giudica positivamente la festa organizzata da Radiorai3, che si terrà a Matera e in altri centri lucani dal 21 al 23 settembre. “Il rapporto per rompere l’isolamento di un territorio si è invertito rispetto agli anni in cui Levi fu al confino in Basilicata: oggi conta un po’ di meno chi si riesce a portare in regione rispetto a quanto conta portare la regione al di fuori dei suoi confini. In quest’ottica dobbiamo inquadrare l’esperienza

di Materadio che, grazie all’impegno di istituzioni locali e Rairadio3, ha dato frutti lo scorso anno e ne darà sicuramente anche quest’anno”. La tre giorni organizzata da Materadio vuole far conoscere Matera in Europa, portando a sua volta esperienze europee nel comune lucano. Protagoniste dell’edizione 2012 saranno le città di Marsiglia, Turku, Guimaraes (tutte Capitali europee della cultura) e Sofia, altra candidata per il 2019 oltre Matera. Rispetto allo scorso anno, dedicato a far conoscere la vita nella città lucana e le tante meraviglie del territorio, la rassegna 2012 sarà incentrata sul contesto europeo e sulle nuove prospettive e opportunità che si po-

De Filippo: “I contatti con altre città arricchiranno il nostro territorio” Un’immagine di Matera

tranno realizzare per la candidatura di Matera a Capitale della cultura. Con le parole di intellettuali, artisti e testimoni Materadio vuole far comprendere cosa significa ritrovarsi al centro del Mediterraneo. Oltre alle città europee, la rassegna sarà presente anche nei quattro centri lucani (Pisticci, San Pao-

lo Albanese, Rionero in Vulture e Tito) che hanno aderito al programma “Visione urbane”, progetto della Regione Basilicata, finanziato con 4 milioni di euro con fondi Fas, per l’avvio di “centri per la creatività” in regione. “E’ questa visione - ha spiegato De Filippo - che ha portato la Regione Basilicata a essere in prima


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Basilicata Mezzogiorno

5,6 milioni dal Programma di forestazione 2012 per interventi di compensazione nei territori del petrolio

Salvaguardare l’ambiente

Tra gli obiettivi dichiarati: migliorare la funzione turistica e ampliare il verde urbano Il Programma di forestazione 2012 destina 5,6 milioni di euro ad interventi di compensazione ambientale nei territori interessati dalle estrazioni petrolifere. Gli obiettivi del piano saranno raggiunti attraverso un mosaico di azioni mirate: interventi per la conservazione delle foreste, valorizzazione delle aree verdi, prevenzione del dissesto idrogeologico, conservazione del patrimonio forestale pubblico, miglioramento della funzione turistica e ampliamento del verde urbano. E’ quanto prevede una delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’Ambiente Vilma Mazzocco. La gestione delle risorse e la direzione lavori

piuttosto che intervenire in maniera più estensiva su poche zone. Tale criterio – ha osservato – ha la sua validità in ordine ai diversi aspetti sia tecnici che ambientali che sottendono alla progettazione degli stessi. Queste attività – ha concluso Mazzocco – rappresentano un importante obiettivo per le Aree Programma coinvolte che sono chiamate a realizzare i lavori il più possibile in regionale – ha spiegato l’assessore Mazzocco. Ciò ha fatto sì che gli interventi che la Regione ha programmato negli anni siano mirati ad azioni di tutela e di valorizzazione del patrimonio forestale, considerata anche la notevole eterogeneità delle caratteristiche e il ruolo centrale che il bosco as-

Lo stanziamento deriva da una delibera approvata dalla giunta regionale

verdi non solo nelle aree più vicine ai pozzi, ma anche in quelle più o meno distanziate da essi. Le tipologie di intervento – ha spiegato ancora l’assessore Mazzocco – pongono particolare attenzione agli interventi di mitigazione degli effetti ambientali e al miglioramento del contesto di vivibilità. Nelle riunioni preliminari alla stesura del

La gestione delle risorse e la direzione dei lavori saranno affidate alle diverse Aree programma lucane sarà affidata alle Aree Programma Basento Bradano Camastra; Marmo Platano Melandro; Metapontino Collina Materana; Val d’Agri. Le attività saranno svolte dal personale delle ex Comunità montane, attestato ad uno specifico nucleo di forestazione. “La grande valenza ambientale, naturalistica e la complessità ecosistemica, sono i connotati principali del patrimonio forestale

“E’ stato firmato ieri a Roma, tra il ministro dell’Istruzione, università e ricerca (Miur), Francesco Profumo, l’assessore del dipartimento Formazione, lavoro, cultura e sport della Regione Basilicata, Vincenzo Viti, e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Franco Inglese, l’accordo operativo per l’implementazione del Piano nazionale scuola digitale”. Lo ha reso noto con una certa soddisfazione l’assessore Viti. “La finalità dell’accordo – ha commentato – in coerenza con il piano di sviluppo previsto dall’agenda digitale italiana, è quella di modificare gli ambienti di apprendimento in modo

sume nel sistema ambientale. Partendo da questi presupposti – ha aggiunto – con il Programma annuale di forestazione 2012 abbiamo prestato attenzione ai territori sui quali ricadono i pozzi petroliferi. Efficienti sistemi forestali nelle adiacenze delle aree di estrazione producono il cosiddetto “effetto filtro” verso le colture agrarie delle aree interessate. Ne consegue

Efficienti sistemi forestali creano un particolare “effetto filtro” verso le colture agrarie dell’area riducendo l’inquinamento

peraltro un minore inquinamento dei suoli su un più ampio raggio. L’assorbimento dell’anidride carbonica, creata dalle attività antropiche, è garantito dal bosco che funziona da “pozzo di assorbimento” (carbon sink) del gas serra. Le azioni di compensazione ambientale sono inserite nella programma-

zione forestale regionale diventando negli anni strumento cardine della politica forestale nell’area della Val d’Agri. Gli interventi mirano quindi ad attuare opere di miglioramento sui complessi boscati esistenti e di imboschimento, per far sì che queste formazioni vegetali funzionino da polmoni

Le iniziative in campo puntano ad attuare opere migliorative sui complessi esistenti e le porzioni di imboschimento progetto si è concordato proprio con gli Enti territoriali di eseguire opere puntuali in tutti i Comuni interessati dalle estrazioni,

Le scuole della Basilicata sempre più digitali Siglato ieri a Roma l’accordo operativo tra Viti e Profumo da renderli adeguati alle esigenze della società ed integrare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella didattica quotidiana. Le principali azioni previste con il finanziamento del Miur, pari ad euro 344.575, riguarderanno, mediante l’acquisto con sistema Consip, l’installazione di 61 lavagne interattive multimediali LIM (di cui 17 nella scuola primaria, 19 nella secondaria

A scuola con le nuove tecnologie

di primo grado e 25 nella secondaria di secondo

grado), la realizzazione di una Scuol@ 2.0 e quattro

amministrazione diretta e con l’ausilio di maestranze locali”. A partire dal 2010 si è registrata una riduzione delle risorse economiche destinate ad interventi di questa natura da parte del governo centrale. Le risorse disponibili, dunque, provengono dal bilancio regionale e senza le royalties derivanti dal petrolio non sarebbe stato possi-

Cl@ssi 2.0 (in aggiunta alle 14 già esistenti) nella secondaria di primo e secondo grado, oltre all’acquisto di due Kit per garantire la piena funzionalità di alcune scuole di montagna. La Regione Basilicata – ha agiunto Viti – ha contribuito, per il medesimo obiettivo, con un cofinanziamento pari ad euro 140.000 (con le risorse del Programma operativo Fse Basilicata 2007/2013), di

bile destinare 5,6 milioni di euro ad un Programma di forestazione che si può certamente considerare ambizioso. (bm9)

cui 126.000 euro destinati alla formazione del personale della scuola e 14.000 euro per l’acquisto di infrastrutture e hardware. Il cofinanziamento regionale, inoltre, consentirà di accedere ad una quota premiale. E’ stato perciò possibile anche per la tempestiva iniziativa del dipartimento Formazione e dell’istituzione scolastica lucana inserirsi in un processo che – ha concluso l’assessore – tende a fare, sia pure attraverso un’operazione sperimentale destinata ad una graduale diffusione, dell’alleanza fra scuola, nuovi saperi e tecnologie, uno degli elementi di forza e di coesione della comunità regionale”. (bm9)


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Basilicata Mezzogiorno

Presto al via i lavori di ripristino degli argini dei fiumi danneggiati dalle piogge

Metapontino in sicurezza

Interessati dalle opere di messa in sicurezza i corsi d’acqua: Bradano, Basento, Sinni e Ofanto. In corso anche le azioni di una delibera di giunta che stanziava 1 milione di euro

Parità. Botta (Crpo): no a grembiule solo per le ragazze La presidente della Commissione regionale Pari opportunità parla ai dirigenti scolastici

Saranno avviati nel giro di poche settimane le operazioni di messa in sicurezza degli argini dei fiumi lucani Bradano, Basento, Sinni e Ofanto danneggiati dalle alluvioni avvennute nel marzo 2011, sulla scorta del lavoro di ricognizione e di conta dei danni messo a punto dal Dipartimento Infrastrutture a seguito dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 novembre scorso, con la quale, tra l’altro, il Presidente della Regione, Vito De Filippo, è stato nominato Commissario Delegato. Per queste opere, che hanno richiesto una serie di autorizzazioni e di procedure amministrative che hanno impegnato gli uffici in questi dieci mesi dalla nomina del Commissario, i fondi a disposizione sono 14,5 milioni di euro, di cui 7 assegnati dal Governo nazionale, ma non ancora materialmente trasferiti alla Regione Basilicata. Sono invece già in corso,

da parte dei competenti uffici del Dipartimento Agricoltura regionale, le azioni previste da una specifica delibera della Giunta regionale, con la quale sono state stanziate in favore delle famiglie e delle imprese danneggiate del Metapontino ulteriori risorse finanziarie,

rio Delegato, nel corso dell’ultimo anno, ha più volte sollecitato il Dipartimento Protezione Civile Nazionale per ottenere l’accreditamento delle risorse stanziate dalla legge 14 settembre 2011 n. 148 (recante misure per la stabilizzazione finanziaria e per lo svilup-

po), pari, come si diceva, a 7 milioni di euro. Nel frattempo, la Regione Basilicata ha provveduto a deliberare una prima anticipazione di 1,4 milioni di euro, approvando, in data 16 febbraio 2012, il primo stralcio degli interventi programmati per un importo complessivo di 11,3 milioni di euro suddivisi in quattro gruppi.

Il primo gruppo comprende due interventi per complessivi 650 mila euro; il secondo comprende sette interventi per complessivi 9 milioni di euro, di cui 4 finanziati dal Fesr per l’importo complessivo di 6,7 milioni di euro. Il terzo gruppo comprende tre interventi per complessivi 1,15 milioni di euro di cui 300 mila finanziati dal Fesr ed infine nel quarto gruppo è previsto un solo intervento per complessivi 500 mila euro. Il territorio interessato dalle alluvioni, lo ricordiamo, è quello è quello di Scanzano Jonico, Bernalda, Metaponto, Policoro. Nel marzo 2011 si sono registrate fortissime piogge alluvionali, piena ed esondazione dei fiumi, sovraccarico d’afflusso d’acqua della diga della Riserva regionale San Giuliano e altri corsi d’acqua minori, a causa delle intense precipitazioni. A Metaponto sono stati stimati seri danni alla zootecnia, con capi di bestiame annegati.

La presidente della Crpo, Antonietta Botta, chiede “la collaborazione dei dirigenti scolastici delle scuole medie della regione in merito all’utilizzo del grembiule da parte degli alunni” .“La Commissione Regionale Pari Opportunità di Basilicata – precisa la presidente Botta - la cui attività è finalizzata ad attuare quanto enunciato nell’articolo 3 della Costituzione italiana, in considerazione dell’inizio del nuovo anno scolastico, chiede la collaborazione di tutti i dirigenti delle scuole medie, in merito ad un tema di attualità che investe la parità di genere”. “L’inizio dell’anno scolastico – pone nuovamente il problema del famigerato ‘grembiule nero’, che continua ad essere utilizzato in tante scuole medie, simbolo palpabile di discriminazione sessuale, essendo solo le ragazze obbligate ad indossarlo, restandone esonerati, invece, i ragazzi. Considerata la polemica che imperversa, anche a livello nazionale, su questo tema, la Crpo di Basilicata invita i dirigenti scolastici degli istituti che prevedono ancora l’uso del grembiule esclusivamente per le ragazze, a voler provvedere, attraverso la modifica del regolamento scolastico, a ristabilire la parità di genere, abolendo l’obbligo di far indossare il grembiule nero alle ragazze, oppure introducendo una uniforme divisa per tutti gli alunni. La Crpo di Basilicata – conclude Botta - è certa di trovare le giuste sensibilità per aiutare la promozione e la tutela della parità di genere”.

I fondi a disposizione Per queste opere stanziati 14,5 milioni di euro, di cui 7 assegnati dal governo nazionale, ma non ancora trasferiti alla Regione rivenienti dal bilancio regionale, pari ad un milione di euro, in attesa che in sede governativa, anche su input dei parlamentari lucani e pugliesi, vengano individuate ulteriori poste di bilancio per far fronte ai danni accertati agli alluvionati. Il Presidente della Regione, Vito De Filippo, nella sua veste di Commissa-

Dal Consiglio Scomparsa minori IV Commissione

Enoteca regionale III Commissione

Scuola Napoli (Pdl)

Fiat Navazio (Ial)

Sata Rosa (Pdl)

Reindustrializzazione Mollica e Falotico (Mpa)

Continua il lavoro di approfondimento su tre pdl: azioni a sostegno degli orfani da uxoricidio; disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno della scomparsa di minori e norme per la valorizzazione delle discipline del benessere e bio naturali. Audito il funzionario del dipartimento Sanità, Gianni Pecol Cominotto il quale ha ricordato le funzioni che possono essere svolte dalla Regione, esclusivamente di carattere socio-assistenziale e quelle di pertinenza dell’autorità giudiziaria.

Audito il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Andrea Freschi il quale ha ricordato che lo Statuto dell’Enoteca regionale prevede tre categorie di soci: fondatori, ordinari e onorari, stabilisce i contributi e le quote per il funzionamento delle attività e individua gli organi. I commissari hanno evidenziato alcune criticità. Il presidente dell’organismo Giannino Romaniello nel ribadire di puntare più sul privato che sul pubblico, ha detto che formulerà un parere con alcune osservazioni.

In Basilicata, a rispondere all’appello dopo il suono della prima campanella, sono stati 86.192 alunni. Più di mille in meno rispetto allo scorso anno. L’economia regredisce più che altrove ed è la causa esclusiva che spinge tanti giovani nuclei familiari a cercare fortuna verso altri lidi. Le nostre esortazioni di revisione dei piani di investimento regionali continuano a cadere nel vuoto. Ci resta l’amara consolazione dei dati, nella certezza che, agendo in maniera diversa, potrebbero essere sovvertiti

L’annuncio dell’abbandono del progetto Fabbrica Italia era prevedibile.I dati della crisi europea dell’auto sono spaventosi e sappiamo bene che Fiat regge solo grazie alle vendite americane della Chrysler. Fiat elabora piani strategici pluriennali per indirizzare le proprie attività nel loro insieme ed in tutto il mondo. Fiat, come ogni suo concorrente, riesamina continuamente i propri piani, adeguandoli alle condizioni del mercato, per replicare alle azioni e posizioni adottate dagli altri produttori.

Più di un volta sono intervenuto sulle troppe casse integrazioni alla Sata di Melfi ed avevo affermato che la Fiat e la famiglia Agnelli devono tanto alla terra di Basilicata. Ingenti finanziamenti hanno creato uno stabilimento dinamico e competitivo. Speriamo che il governatore De Filippo faccia in modo che la Fiat rispetti gli impegni presi. Egregio governatore De Filippo lo faccia e di certo questa sarà una battaglia dove troverà il Pdl di Basilicata tutto a sostenerla, ma solo per il bene dei lucani.

A Ferrandina si è svolto il quarto appuntamento della manifestazione “Io vivo x te” con il dibattito sulla Val Basento. Mollica ha parlato “di una politica in grado di avere un occhio alle emergenze ed uno alla lunga prospettiva, senza slancio oggi non potremo legarci all’onda della ripresa domani”. “Il popolo lucano – ha detto Falotico - deve sempre essere coraggioso.Dalle compagnie estrattrici va preteso un intervento che si sostanzia in nuovi posti di lavoro dalla Val D’agri alla Val Basento”.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

IV I POTENZA CITTÀ

Mercoledì 19 settembre 2012

LA CITTÀ CHE VERRÀ

COSÌ CAMBIA IL CUORE DI POTENZA

IL PROGETTO DELLA DISCORDIA Tra cambiamenti progettuali, polemiche, scontri anche sul web, la nuova piazza è quasi pronta. L’inaugurazione a ottobre

La nuova piazza Prefettura a un passo dalla consegna Ma mancano alcuni dettagli che faranno slittare i lavori di qualche giorno Il responsabile del progetto Pino Brindisi: «Ai primi di ottobre saremo pronti» MASSIMO BRANCATI l Diciamo subito che i tempi non saranno rispettati al minuto spaccato. Manca solo una settimana alla data di consegna di piazza Mario Pagano, come evidenzia il nostro «count down» quotidiano, ma i lavori non sono terminati. Tuttavia Pino Brindisi, responsabile del progetto, spiega che siamo ormai ai dettagli. «Nei primi giorni di ottobre - assicura - tutto sarà pronto. Il sindaco e l’amministrazione dovranno soltanto decidere la data dell’inaugurazione ufficiale». Ad allungare i tempi hanno contribuito intoppi e ritardi come la consegna della pavimentazione per i non vedenti, giunta a destinazione soltanto due giorni fa. I nuovi lampioni, invece, verranno consegnati entro la fine di questa settimana. Tra gli ultimi interventi realizzati ci sono le griglie sistemate all’interno della piazza con attacchi per l’energia elettrica: saranno a disposizione di eventuali stand come quelli del mercatino del Natale. Sono pronte anche le otto panchine in pietra spazzolata, lunghe circa 1 metro e 80 centimetri, che però verranno sistemate soltanto all’ultimo giorno di fronte agli alberi, tutti dotati di impianto di irrigazione. Tra oggi e domani, inoltre, come assicura Brindisi, via Petruccelli dovrebbe essere riaperta completamente dopo i lavori di restyling che hanno consentito di recuperare anche la «gradinata della vergogna», quella che per anni è stata coperta da una staccionata. «La squadra di operai - aggiunge Brindisi - è impegnata anche nelle pulizie con i residui della pavimentazione che ogni giorno vengono portati via. Domani (oggi per chi legge, ndr) interverremo di fronte al palazzo della Prefettura per ricongiungere idealmente l’area alla pavimentazione della piazza. «Questo progetto - spiega l’architetto Domenico Maroscia - ha richiesto un’enorme attenzione da parte del nostro gruppo di progettisti perché tutti i potentini sentono un po’ propria la piazza. Quindi abbiamo dovuto tenere conto di un’attenzione particolare per l’aspetto tecnico, per la memoria, per gli usi e costumi e, in genere, per le abitudini legate a piazza Prefettura. Ci voleva la forza da parte dei progettisti di confrontarsi con tutto questo ma di restare nella contemporaneità rispetto a cosa era la piazza in passato ed a come lo sarà in futuro. Questa piazza, che in passato non era la principale piazza della città, è diventata negli anni un luogo definito per tre importanti motivi: perché è baricentrica rispetto a tutto il centro storico, perché ha permesso di de-

L’ATTESA PER LA CONSEGNA DELL’OPERA

LA LETTERA

Privati della nostra identità le magnolie? Non resistono

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Il gruppo «Più Potenza» guida il fronte dei critici

CANTIERE Manca una settimana alla data ufficiale di consegna della piazza [foto Tony Vece]

molire vecchi edifici fatiscenti e perché con questa piazza si impose l’idea dell’allora intendente di finanza di far sentire la forza e la presenza dello Stato con l’imponente complesso di San Francesco. In passato inoltre – ha aggiunto il progettista – si è sempre adattata la piazza alle necessità

La polemica La festa patronale e il pranzo dei Portatori La vigilia della festa di San Gerardo fu all’insegna della protesta. Quella dei Portatori del Santo che, per effetto dei lavori in piazza Pagano, restarono senza «sede». Delusione da parte del gruppo di volontari per l’apertura del cantiere a due mesi dalla festa di San Gerardo, quando la piazza principale della città avrebbe dovuto ospitare, come lo scorso anno, il «Pranzo dei portatori». I circa ottanta volontari dell’associazione - dissero i Portatori - sono a lavoro oramai da quasi tre mesi per tentare di regalare alla città la più grande edizione dei festeggiamenti del Santo Patrono mai realizzata. Ma l’apertura del cantiere sembrò aver tarpato le ali ai giovani volontari. «Purtroppo a due mesi dall’evento - protestarono - senza nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione o del comitato scientifico, abbiamo visto le foto della piazza recintata per i lavori». Minacciarono di non organizzare l’evento, ma alla fine si raggiunse un accordo e la protesta rientrò.

del momento. La piazza invece deve tornare a essere del pedone e tutto andrà relazionato a come si starà in una piazza che verrà ampliata del venti per cento. Ogni cosa nella nuova piazza avrà un sua funzione, ogni dettaglio non è stato lasciato al caso».

Insomma, dovremmo essere alle battute finali. I potentini, come si vede nell’articolo che riportiamo nell’altra pagina, in linea di massima preferiscono aspettare la consegna della piazza per pronunciarsi sulla qualità del progetto. Ma, ne siamo certi, le polemiche non finiranno.

l La piazza delle occasioni perse. La prima domanda: era proprio necessario? Con tutto quello che la città denuncia, lamenta, offre in termini di degrado, sporcizia, incuria. Prendiamo il verde urbano. una chimera assoluta. Dal più piccolo giardino di quartiere al grande parco cittadino è tutto incolto, improvvisato, casuale. La natura, non quella bella, rigogliosa, lucente, ma quella che nasce e cresce nell’abbandono più totale, la fa da padrone. E non è un bello spettacolo. Per non parlare dello stato di manutenzione delle strade, i marciapiedi, insomma tutta l’urbanistica cittadina. Facciamo un giro a piedi e se va bene va bene, ci sloghiamo una caviglia. Facciamo un giro in macchina, e se va bene, i semi-assi ci bestemmiano: «Ma perché sei venuto da qui?». La seconda domanda: si poteva fare meglio? Ad esempio, la scelta delle magnolie. Leggiamo dal libricino del verde urbano, redatto, tenetevi forte, dallo stesso ufficio verde pubblico del Comune di Potenza: «La magnolia è una pianta che richiede esposizione al sole o ombra parziale e al riparo dai venti forti». Perfetto. Esattamente quello che accade in una piazza (piazza «polmonite») senza ombre a Potenza, città notoriamente dal clima caraibico e priva di vento. Ottima scelta. Altro esempio sulla domanda «si poteva fare meglio»? Sembra che al livello sottostante della piazza sia tutto vuoto. Quale occasione migliore per fare parcheggi? Altra occasione persa. Tra qualche anno consegneremo ai nostri figli una città completamente priva di quella identità che possedeva quando ce l’hanno consegnata i nostri genitori. Ma tanto noi c’abbiamo le magnolie, che ce frega? Il gruppo Più Potenza

LE TAPPE IL «PRELIMINARE» APPROVATO DALLA GIUNTA COMUNALE IL 10 OTTOBRE 2007. LAVORI FINANZIATI DA UN MILIONE DI EURO

Un progetto criticato e modificato si ribellò anche il popolo di internet l La riqualificazione di piazza Mario Pagano ha fatto discutere (e continua a far discutere) la comunità potentina negli ultimi anni. Da quando, cioè, il 10 ottobre del 2007 la Giunta comunale approvò il progetto preliminare firmato, come riportava la Gazzetta «da Gae Aulenti Architetti Associati per un importo di un milione di euro». Un anno dopo il progetto di riqualificazione finì anche sul sito web dell’amministrazione dove venne realizzata una apposita specifica con le principali immagini virtuali e un modulo per inserire i commenti. E siamo all’ottobre del 2008. Circa un anno dopo, nel mese di dicembre del 2009, il progetto raccolse i consensi del comitato di quartiere del centro storico, in un’assemblea alla quale intervennero il sindaco Santarsiero e l’architetto Maroscia, uno dei progettisti. Qualche mese dopo, a fine gennaio del 2010, la riqualificazione di piazza Prefettura sembrava praticamente cosa fatta quando, come riportato dalla Gazzetta del giorno 28, «dopo che il 20 gennaio, il progetto definitivo ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, due giorni fa è arrivata l’approvazione da parte del Comune capoluogo». Secondo le informazioni raccolte dalla Gazzetta in quell’occasione e riportate nello stesso articolo,

TAGLIO Operazioni per ricongiungere la pavimentazione della piazza a quella di via Pretoria «il lavoro è quindi tornato ai progettisti che entro il mese di marzo consegneranno il progetto esecutivo che porterà alla gara di appalto e all’inizio effettivo dei lavori entro luglio. Poi vorranno circa 5 mesi e a Natale la nuova piazza Mario Pagano sarà ultimata». Il Natale del 2010 è passato, così come quelli del 2011 e del 2012 con la piazza che fino a maggio scorso ha dovuto fare i conti con sanpietrini vaganti in più punti e buchi nella pavimentazione

«tappati» alla bell’e meglio con del bitume e nessun posto per sedersi. «Ci sono stati alcuni ritardi - disse il sindaco Santarsiero - dovuti anche a problemi nel trasferimento dei fondi indipendenti dalla nostra volontà». A maggio scorso, a ridosso della festa di San Gerardo, i lavori sono finalmente partiti. Ma anche in questa occasione non sono mancate le polemiche legate (si legga nel box al lato) alla tempistica sovrapposta alla festa più importante di Potenza.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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II I BASILICATA PRIMO PIANO

AGROALIMENTARE ECONOMIA E CERTIFICAZIONI

Basilicata Mezzogiorno Mercoledì 19 settembre 2012

SELEZIONE Verranno ammesse le prime venti aziende in base all’ordine cronologico della domanda presentata

Arriva il ristorante con il marchio di qualità Presentata a Potenza l’iniziativa «Io Mangio Lucano» PRESENTAZIONE Nella foto a sinistra, un momento della presentazione dell’iniziativa, nella sede della Camera di commercio. Si mira a valorizzzare l’intera filiera agro-alimentare, dal campo alla tavola. A destra, nella foto di Tony Vece, le tipiche «’nserte» di peperoni cruschi appese a seccare

GIOVANNA LAGUARDIA l Arriva il ristorante lucano «doc», certificato e garantito. L’iniziativa, presentata ieri mattina a Potenza nella sede della camera di Commercio, coinvolge, oltre allo stesso ente camerale, che ha finanziato totalmente il progetto, Legambiente Basilicata, Associazione Cuochi Potentini, Confcommercio e Ascom. L’idea è quella di promuovere non solamente i prodotti tipici, ma l’intera filiera dell’agroalimentare, della ristorazione e dell’ospitalità. Come? Dando la possibilità di utilizzare il marchio di certificazione collettiva «Io mangio Lucano», ai ristoranti che si impegneranno ad inserire nel proprio menu almeno il 50 per cento di prodotti tipici e almeno due prodotti a marchio Igp o Dop. Non solo: le ricette tradizionali della provincia di Potenza dovranno rappresentare almeno la metà di quelle inserite nel menu. In più il ristoratore deve impegnarsi a rispettare tutta una serie di altre «regole» per collegare l’offerta al territorio e alle tradizioni, sia nell’arredamento della struttura ricettiva, sia per quanto riguarda le attrezzature di sala (oltre naturalmente a rispondere a tutti i requisiti di legge in materia igienico sanitaria e ad essere impeccabili dal punto di vista dell’ospitalità). «L’iniziativa ha detto il presidente della Camera di Commercio di Potenza, Pasquale Lamorte - ha l’obiettivo di promuovere da un lato la bontà dei prodotti lucani già riconosciuti con certificazione o in corso di riconoscimento e dall’altro la qualità della ristorazione. Per molti anni la Camera di commercio di Potenza ha lavorato ad un marchio nazionale per la certificazione della ristorazione e dell’ospitalità in genere, al quale hanno aderito una cinquantina di strutture in provincia di Potenza. Dall’altro lato siamo anche l’ente deputato a “vegliare” sull’osservanza dei disciplinari per i prodotti certificati. Con questo progetto si chiude l’anello. “Io mangio lucano” intende riconoscere e premiare proprio chi sceglie di contribuire a rafforzare l’identità di un territorio e delle sue produzioni migliori». La presenza di un’associazione ambientalista come Legambiente è un’ulteriore garanzia per il consumatore. «Questa iniziativa - ha commentato il presidente Marco De Biasi - da un lato fornisce maggiori occasioni di sbocco sul mercato ai prodotti quanto ai produttori, dall’altro rafforza il rapporto di “trasparenza” con il consumatore, che diventa più consapevole. L’auspicio è che con questa nuova buona pratica si dia una maggiore visibilità ai prodotti di eccellenza di cui il territorio dispone e un maggiore impulso al mercato locale. Noi siamo convinti che la Basilicata abbia tantissimi prodotti di qualità che, insieme alle risorse umane e le professionalità a disposizione, possano

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essere validi esempi di un’economia virtuosa». Per Marco Trotta dell’Ascom il marchio «Io mangio lucano» è il punto di partenza «di una rete sul territorio, che dovrà avere l’obiettivo non tanto di esportare i prodotti lucani fuori, ma di importare i turisti sul territorio. Speriamo che questo progetto sia il punto di partenza di un’offerta turistica e gastronomica più ampia, che coinvolga tutti i settori economici». Il presidente dell’Associazione Cuochi Potentini, Rocco Pozzulo ha sottolineato che «questo marchio è motivo di orgoglio perché consente di vedere riconosciuta, oltre all’indubbia valenza delle nostre tipicità, anche la professionalità di chi si adopera per la trasformazione dei prodotti e per la presentazione di ricette, spesso innovative, che hanno l’obiettivo di soddisfare tutti i sensi». A partire dai prossimi giorni tutti i ristoranti della provincia di Potenza in regola con il pagamento dei diritti camerali potranno fare domanda per aderire all’iniziativa, inviando l’apposita scheda di collaborazione alla Camera di Commercio di Potenza. Dopo una valutazione preliminare dei requisiti il ristorante verrà sottoposto ad una verifica da parte di tecnici specializzati. Le strutture considerate idonee potranno esporre la vetrofania con il logo, che potrà essere riportato anche sui menu. la domanda dovrà essere inviata entro il 19 ottobre prossimo. Verranno ammesse le prime venti aziende in base all’ordine cronologico di arrivo. Per aver diritto al marchio le aziende dovranno aderire ad uno specifico disciplinare, sottoponendosi in maniera volontaria e gratuita al giudizio di un organismo terzo chiamato a valutare la rispondenza dei requisiti richiesti.

MERCATO

Più sbocchi per i produttori, più trasparenza per i consumatori

DISCIPLINARE

Le aziende dovranno rispettare rigide regole per prodotti e ricette

ROTONDA UNA TROUPE DI UNO M;ATTINA VERDE ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI DEL PARCO DEL POLLINO

La melanzana rossa va in televisione l Vetrina televisiva per uno dei prodotti tipici più interessanti del panorama enogastronomico della Basilicata. Oggi alle ore 10 Alessandro Di Pietro darà spazio nel suo programma, Uno Mattina Verde, alla Melanzana Rossa di Rotonda Dop. Una troupe televisiva, guidata dalla regista Carla Lombardi, nei giorni scorsi ha visitato Rotonda per sco-

prire insieme a Vincenzo Pandolfi produttore aderente al Consorzio di Tutela - gli orti della valle del Mercure dove da agosto a novembre si coltiva il pregiato ortaggio. Una tappa anche a Lauria nello stabilimento della Evra srl- per scoprire insieme a Raffaele Leopardo – responsabile Ricerca&Sviluppo - le proprietà salutistiche dell’estratto da Me-

lanzana Rossa di Rotonda Dop. Poi, una bella tavola imbandita nell’Agriturismo Calivino, per assaggiare il tortino di Melanzana Rossa Dop, piatto vincitore del concorso tra i ristoratori di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore nell’ambito dell’edizione 2012 della Sagra «il Bianco & la Rossa DOP».

POTENZA IL DISCIPLINARE INDICA I PRODOTTI TIPICI, LE RICETTE TRADIZIONALI E LE RICETTE «RIVISITATE»

Il paniere dei prodotti compresi nel menu ad «origine controllata» I ristoranti potranno presentare fin da oggi la candidatura l Arrivederci cotoletta alla milanese e cordon bleu, benvenuti mischiglio e rafanata. Per ottenere l’ambito marchio con i rebbi della forchetta e l’occhiolino, scelto dalla Camera di Commercio per rappresentare l’iniziativa «Io mangio lucano», i ristoratori della provincia di Potenza dovranno proporre ai propri clienti un’ampia scelta di prodotti e di ricette tipici della provincia di Potenza (anche se con qualche «incursione» della provincia di Matera, come il pane Igp e le olive di Ferrandina). Come primo requisito gli chef dovranno attingere alla materia prima certificata. Innazitutto i prodotti dop e Igp, dal caciocavallo silano, al pecorino di Filiano al canestrato di moliterno , dai fagioli di Sarconi e di Rotonda al peperone di Senise e alla melanzana rossa. poi i prodotti tradizionali, dove per tradizionale si intende un «prodotto agroalimentare le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per il

territorio interessato, secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni. Alcuni di questi sono già oggetto di certificazione volontaria come l’agnello delle Dolomiti Lucane o comunque godono di una certa popolarità, come la carne podolica, i salumi (preferibilmente di suino nero lucano), i caprini, i lampascioni, la strazzata, i mostaccioli, i peperoni cruschi, i pomodori secchi di Tolve, il rafano. Altri ancora tutti da scoprire, come u’ zuzumagliu, la riscicola, la rosacatarra, la ndussa, la ‘ncandarata, la shtridhla. Tra i vini e le bevande non dovranno mancare i vini doc della regione, Aglianico, grottino, Matera e Val d’Agri, e i rosoli tradizionali della provincia di Potenza , ai sapori di alloro, finocchietto, liquirizia, more e così via. Per quanto riguarda l’acqua, invece, l’iniziativa strizza l’occhio alle campagne promozionali di Legambiente sull’acqua di rubinetto (al naturale o con aggiunta di gas). Ma le materie prime sono solo uno

step. Il disciplinare del marchio, infatti, comprende anche tutta una serie di ricette che non dovranno mancare nei menu dei ristoranti aderenti all’iniziativa. possono essere ricette e piatti tipici della provincia di Potenza oppure ricette e piatti tipici «rivisitati» in chiave moderna o ancora piatti moderni realizzati con prodotti tipici. Tra le ricette tipiche troviamo, ad esempio, i fusilli alla rafanata, il mischiglio della contea di Chiaromonte, gli strascinati con la menta, l’agnello di Pasquetta, il bollito dei pastori, la ciambottella, le cartellate, i dolci di noci. Tra i piatti rivisitati, i cavatelli con fagioli di Sarconi, i fusilli con peperone crusco di Senise, la rafanata con pezzente, il capretto «cacio e uova». Infine, gli chef lucani potranno far galoppare la fantasia con piatti come la finissima di baccalà all’arancia staccia e olive nere, le cortecce con ragù bianco di podolica e provolone, le polpette di maiale nero lucano con fagioli bianchi di Rotonda.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

BASILICATA PRIMO PIANO I III

Mercoledì 19 settembre 2012

ADESIONI Il Forim: il numero di imprenditori che chiedono la certificazione è in aumento per tutti i prodotti con il marchio

GIRO D’AFFARI Il segmento dei prodotti italiani certificati ha un giro d’affari che tra Dop e Igp supera i 9 miliardi di euro l’anno MARCHIO A sinistra, il logo dell’iniziativa: potranno esporlo i primi venti ristoranti selezionati. A destra, nella foto di Tony Vece, prodotti tipici della Basilicata

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Dop, Igp e marchi collettivi ma sarà «vera gloria»? Ecco come incidono le certificazioni sul mercato dei prodotti

Produzioni certificate Italia prima in Europa L’Italia resta salda al comando della classifica Ue delle produzioni certificate. Rispetto alle 239 certificazioni registrate dall’Istat al 31 dicembre 2011, il numero dei riconoscimenti per il Belpaese è ancora aumentato nei primi nove mesi di quest’anno: oggi il totale delle denominazioni d’origine sale a 246, di cui 154 Dop, 90 Igp e 2 Stg. Per la Cia «Si tratta di un primato che conferma ulteriormente l’eccellenza delle produzioni “made in Italy” rispetto ai nostri competitor più agguerriti. Francia e Spagna ci seguono, infatti, ma a notevole distanza: Parigi si ferma a 191 riconoscimenti e Madrid a 157». Il segmento dei prodotti italiani certificati ha un giro d’affari che tra Dop e Igp supera i 9 miliardi di euro l’anno, di cui 2 miliardi legati all’export. «Ma - commenta la Cia - si può fare ancora di più, visto che a oggi quasi l’80 per cento del fatturato totale del comparto è legato a poche denominazioni: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma e Prosciutto San Daniele. Per questo adesso è necessario sviluppare le tante certificazioni molto meno conosciute ma suscettibili di forte crescita». Allo stesso tempo bisogna «rafforzare la lotta alla contraffazione e usare “tolleranza zero” contro l’italian sounding, considerato che le cifre delle truffe sono in costante aumento. Ad oggi i sequestri di prodotti alimentari sofisticati superano in Italia il valore di un miliardo di euro l’anno».

l Denominazione di origine, indicazione geografica, marchi collettivi, marchi territoriali: il paniere dei prodotti agroalimentari è diventato una vera e propria selva di sigle. E anche la Basilicata non fa eccezione, con una miriade di autentiche «chicche» della tradizione rurale ed agro-silvo-pastorale che cercano di guadagnare un posto al sole in un mercato sempre più asfittico. Una delle strade più «battute» per la promozione dell’agroalimentare è proprio quella della certificazione. Collegare, cioè, un prodotto al territorio dove viene coltivato alla sua qualità, alle tradizioni rurali, alla tracciabilità. E così ai tradizionali peperoni di Senise o alla melanzana di Rotonda, certificati dall’Unione europea, si aggiungono via via l’agnello delle Dolomiti lucane, il cavolfiore dell’Ofanto, il pomodoro «cietta’icale» di Tolve, la cicerchia, la strazzata, il miele e tanti altri ancora. Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Ovvero, i prodotti certificati riescono davvero ad avere performance migliori sul mercato rispetto a quelli non certificati? Vale la pena per i produttori sottoporsi ad un rigido disciplinare? I prodotti certificato incontrano veramente il favore dei consumatori? Per la Camera di Commercio di

Potenza, che è l’ente che certifica il rispetto dei disciplinari, non ci sono dubbi. La risposta è positiva. «Anche se non ci sono percentuali da citare - dice il presidente Pasquale Lamorte - in generale i prodotti con marchio di qualità hanno risultati migliori sul mercato rispetto a quelli senza marchio, anche se a volte i costi di produzione sono superiori. Grazie al marchio, però, si riescono di solito a raggiungere nuove nicchie di

mercato. Un esempio è quello dell’agnello delle Dolomiti Lucane che, proprio grazie al marchio di certificazione collettiva è riuscito a trovare la strada della grande distribuzione». Anche Franco Fucci, del Forim, conferma il trend. «Le vendite dell’agnello delle dolomiti lucane sono praticamente triplicate da quando c’è il marchio, ovvero in tre anni. per i prodotti a marchio europeo, dove l’iter è più complesso, il beneficio

può avere tempi più lunghi ma comunque non manca. lo riscontriamo anche dal numero sempre in aumento di imprenditori che chiedono la certificazione». Il prodotto certificato, inoltre, porta con se un maggiore valore aggiunto perché, sottolinea il presidente di Legambiente Marci De Basi «è un prodotto sicuro, tracciabile ed in grado di raggiungere nicchie di consumatori più esigenti». [g.lag.]


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

POTENZA CITTÀ I V

Mercoledì 19 settembre 2012

PARERI Nelle foto a sinistra Vittorio Zuardi e Michele Arcieri. A destra Raffaella Raimondi e Domenico Dragonetti [foto Tony Vece]

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SONDAGGIO Nelle foto a sinistra Giuseppe Mauro e Vincenzo Capitolo. A destra Giuseppe Pesile e Antonio Vignola [foto Tony Vece]

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I COMMENTI UN NOSTRO MINI-SONDAGGIO A POCHI GIORNI DALLA CONSEGNA DELL’OPERA CONFERMA LA DIVISIONE GIÀ EVIDENTE ALLA VIGILIA DELL’APERTURA DEL CANTIERE

La città si «spacca» sul volto della piazza Giudizi contrastanti. Ma la maggior parte dei potentini preferisce aspettare la fine dei lavori per esprimersi l Ci si sofferma davanti al cantiere a sbirciare. Chi fa una smorfia, chi indica un punto della piazza, chi chiede spiegazioni agli operai avvolti in una nebbia di polvere, frutto di perforazioni. La domanda è sempre la stessa: ma ai potentini piacerà questa nuova piazza Mario Pagano? Un nostro mini-sondaggio non ha certo l’ambizione di avere un carattere scientifico ma è comunque un primo assaggio di quello che si dirà a Potenza dopo la consegna dell’opera. Giuseppe Pesile è il più critico dei cittadini che abbiamo ascoltato ieri mattina in via Pretoria: «Così non mi piace. Non va bene nel contesto di un centro storico, la vedo troppo moderna e hanno cancellato qualsiasi segno che ricordasse com’era un tempo. Ad ogni modo aspetto la fine dei lavori per dare un giudizio definitivo». Congela qualsiasi commento Raffaella Raimondi: «Per la verità - dice - non mi sono soffermata molto sul cantiere. Aspetto che la piazza sia terminata per esprimermi». Si esprime, invece, Michele Arcieri. E va giù duro: «Hanno rovinato la piazza. Dovevano mantenere intatto il suo volto perché qui c’è la storia di Potenza e invece l’hanno completamente rifatta, dando vita ad uno scenario che non c’entra proprio nulla il passato». Domenico Dragonetti e Antonio Vignola vanno in controtendenza e si schierano dalla parte di chi «promuove» la nuova piazza: «A noi piace. Bella, in particolare, l’idea di sistemare gli alberi com’era un tempo. E poi occorreva darle una sistemata visto che fino a

SEI MESI Secondo i tempi previsti dall’appalto dei lavori, la piazza deve essere pronta entro 180 giorni dall’inizio dell’opera. Ci sarà uno «sforamento», assicura il Comune, solo di pochi giorni [foto Tony Vece] .

qualche mese fa era completamente abbandonata a se stessa. Questo è il cuore della città e va curato con estrema attenzione. Ci auguriamo che dopo la consegna non ci siano i soliti vandali a rovinare tutto». Convinti della bontà del progetto anche Vittorio Zuardi e Vincenzo Capitolo anche se, a loro parere, sarebbe stato meglio mantenere un qualcosa che ricordasse la storia della piazza: «Manca un riferimento storico - dicono - e forse questo è l’unico neo del progetto». Sulla stessa

lunghezza d’onda è Giuseppe Mauro: «Tutte le innovazioni vanno bene, ma - sottolinea - ormai qui di storico non c’è più nulla. La piazza è il luogo dove ogni cittadino trova il suo senso di appartenenza. È necessario che qui si custodisca la memoria della città. Certo, non si poteva più andare avanti con la piazza com’era fino a qualche tempo fa. Occorreva fare qualcosa per migliorarla». [ma.bra.]

IL CASO IL PROGETTO PRELIMINARE FU ASPRAMENTE CONTESTATO E GIUDICATO TROPPO «INVASIVO» ANCHE DALL’ALLORA MINISTRO BONDI

Niente vasche e coperture resterà il dislivello con via Pretoria

RITOCCHI Interventi per sistemare tubazioni e quant’altro al di sotto della nuova pavimentazione [foto Tony Vece]

l Il progetto originario (quello preliminare, non esecutivo) era diverso. Più «invasivo». Furono previste finanche due vasche nell’area nord della piazza e coperture a mò di gazebo. Un assetto che non piacque a molti. A cominciare dall’allora ministro per i Beni culturali Sandro Bondi che, in una sua visita a Potenza, fu chiaro, inequivocabile: «Quando arriverà sul mio tavolo il progetto della nuova piazza Mario Pagano non passerà». Parole pronunciate in piena campagna elettorale con il ballottaggio tra Vito Santarsiero e Giuseppe Molinari. Fu proprio Molinari a criticare duramente il progetto di Gae Aulenti, parlando di un piano calato dall’alto, senza un minimo di condivisione con la comunità cittadina. Sulla scia delle parole del ministro e, soprattutto, di un generale malcontento registrato dall’amministrazione attraverso le pagine del suo sito internet, il progetto fu modificato. Gae Aulenti, architetto di fama internazionale, si era fatto prendere la mano dando corpo ad un’idea progettuale probabilmente troppo innovativa, o semplicemente avvertita come «non propria» dalla comunità potentina. «Per Gae Aulenti - specificò a novembre del 2009 l’architetto Domenico Maroscia nel corso di un incontro - rivedere il progetto significa dire che ci sono errori nella progettazione, ma l’architettura de-

ve essere anche in grado di fornire risposte ai problemi che si presentano, soprattutto quando si tratta di luoghi di aggregazione, di spazi pubblici». Due le correzioni apportate rispetto al progetto originario: l’eliminazione delle vasche la cui scelta fu ritenuta infelice anche per le rigide condizioni climatiche della stagione invernale - e della pendenza. Nel progetto originario si pensò di livellare la piazza con via Pretoria prevedendo sca-

LUCI SULLA PIAZZA

I lampioni sono sostituiti con un sistema di illuminazione dal design minimalista lini di fronte al palazzo della Prefettura. Invece la pendenza rimarrà quella attuale (circa 180 centimetri «mascherati» dai lavori) con piccoli livellamenti da realizzarsi in prossimità del teatro Stabile, dove scompare il primo gradino. Eliminata anche l’idea di realizzare una sorta di palco nella parte antistante il palazzo della Prefettura, idea «un po’ fantasiosa» come l’ha definita lo stesso Maroscia. Nel nuovo progetto i lampioni sono sostituiti con un sistema di illuminazione dal design minimalista, da collocare «non

a mò di recinto, come previsto in precedenza». Ma la rimozione dei vecchi lampioni non è passata inosservata. C’è chi ha contestato anche la scelta di sostituire questi impianti definiti «storici» con corpi illuminanti costituiti da steli in acciaio inox, forse troppo moderni per una piazza che vuole continuare a «custodire» la memoria della città. Ed ancora: sulle stradine che circondano la piazza saranno installati una serie di dissuasori per impedire il parcheggio selvaggio e quelli a pistone idraulico per consentire il carico e scarico delle merci. Niente più fontane, dunque, nel progetto che si sta completando in questi giorni. E tra gli edifici intorno alla piazza, il teatro Stabile assume un ruolo primario determinando le geometrie del disegno di pavimentazione. È definito un camminamento laterale, di bordo, segnato da un filare di alberi sempre verdi, e panche in pietra per la sosta. Si realizza in questo modo una nuova e comoda area di sosta, attrezzata con panchine e protetta dall'irraggiamento solare. Scompare lo stradino di servizio sul fronte dello Stabile, consentendo l’ampliamento della superficie piazza. Particolari soluzioni tecniche, presenti anche a San Giovanni Rotondo, favoriranno il deflusso delle acque piovane. [ma.bra.]


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VI I POTENZA CITTÀ

BASILICATA NOIR

IL GIALLO DEL POZZO DI BARILE

Mercoledì 19 settembre 2012

ANALISI SUI MOZZICONI Repertate davanti alla fontana una decina di cicche della stessa marca delle sigarette comprate da Sveva a San Nicola di Melfi

Sveva, Dna maschile sulle cicche di sigaretta Un uomo si è intrattenuto con la ragazza davanti alla fontana MISTERIOSA MORTE Uno dei fotogrammi del video acquisito dai carabinieri all’autogrill di San Nicola di Melfi. Sveva Taffara sta comprando un pacchetto di sigarette [foto Tony Vece]

dal nostro inviato

FABIO AMENDOLARA l BARILE. C’è il Dna di un uomo su alcune cicche di sigarette che i carabinieri hanno prelevato a Barile davanti alla fontana «Bozza», a due passi dal pozzo in cui è stato trovato il corpo senza vita di Sveva Taffara, la ragazza di Settimo Torinese la cui morte è ancora avvolta dal mistero. Sveva il 6 agosto - giorno della scomparsa e molto probabilmente dell’omicidio (il corpo della ragazza è stato trovato il 21 agosto, dopo essere rimasto per una quindicina di giorni a mollo) - aveva comprato un pacchetto di sigarette durante la sosta all’autogrill di San Nicola di Melfi. Sui fotogrammi estratti dal video acquisito dai carabinieri alla stazione di servizio c’è impresso l’orario: 18.19. Lo stesso orario è stampato sullo scontrino fiscale che i carabinieri hanno trovato nel portafogli di Sveva. Un testimone, il professor Michele Musto di Rionero in Vulture, ha riferito agli investigatori di aver visto la ragazza trascinare i bagagli all’uscita di Barile, in direzione Ginestra. Erano le 19. Da quel momento comincia il buco nero che gli investigatori - l’inchiesta è coordinata dal pubblico mi-

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nistero Renato Arminio della Procura di Melfi - stanno cercando di colmare in queste ore. È certo ormai che Sveva non è rimasta da sola alla fontana. Dal pacchetto comprato a San Nicola di Melfi - che è tra i reperti dell’inchiesta - mancano 15 sigarette. Una decina di mozziconi della stessa marca sono stati repertati nelle vicinanze della fontana. Qualche sigaretta potrebbe averla fumata insieme all’autista della Fiat Punto bianca (ancora non identi-

TRASPORTI A POTENZA

ficato) nel breve viaggio per Barile. Ma è difficile pensare che abbia fumato da sola una decina di sigarette per passare il tempo davanti alla fontana. Su alcune cicche le investigazioni scientifiche hanno dato risultati positivi individuando tracce di Dna maschile. Chi è l’uomo che si è intrattenuto con Sveva? E perché non si è ancora presentato dai carabinieri? È quello che stanno cercando di accertare gli investigatori.

POTENZA STOP ALLE RICERCHE

GIUSTIZIA IMPUTATO BRUSCELLA

Ultimo sms di Allegretti a una sua amica Poi scompare

Testimone oculare racconta in aula la strage di Natale a Genzano

l Sono state infruttuose, sino a oggi, le ricerche di Mario Allegretti 39 anni, residente a Potenza, direttore del centro di assistenza fiscale del patronato Acli potentino, tanto da indurre i carabinieri a sospendere le sue ricerche. Lo ha scritto ieri il quotidiano valdostano «Gazzetta Matin». Di lui si sono perse le tracce il 18 agosto scorso; giorno dal quale il cellulare dell’uomo risulta spento. L’ultima traccia è un messaggio dello stesso giorno a un'amica: «vado sul Monte Bianco a rigenerarmi lo spirito». Il 4 settembre la Chrysler Voyager di Allegretti è stata rinvenuta nel piazzale di La Palud a Courmayeur. Nessuna traccia del giovane; un prelievo al bancomat in una banca di Aosta, poi il nulla.

l Un solo testimone oculare è stato ascoltato oggi, a Potenza, dalla Corte d’Assise per il processo (che si celebra con il rito immediato) per il triplice omicidio avvenuto a Genzano di Lucania (Potenza) il 24 dicembre del 2011, che vede come imputato Ettore Bruscella (di 77 anni), accusato di aver ucciso Antonietta Di Palma (55 anni) e i suoi due figli, Maria Donata Menchise (31) e Matteo Menchise (27). La prossima udienza si svolgerà il 9 ottobre: la Corte ha ascoltato un giovane che ha assistito alla scena dal balcone di un’abitazione poco lontano, e che ha raccontato i momenti principali della vicenda. Il triplice omicidio è stato commesso la sera della vigilia di Natale: Bruscella uccise le tre persone con un fucile.

IL CONVEGNO OCCHI PUNTATI, IN PARTICOLARE, SULLA VIOLENZA DI GENERE E SULL’EMERGENZA SOCIALE IN BASILICATA

Centro antiviolenza della Uil denunce di stalking e mobbing MARIA VITTORIA PINTO

PROTESTA Sit-in dei 21 precari licenziati da Cotrab [foto Tony Vece]

Vertenza Cotrab: l’assessore Mancusi farà da mediatore tra azienda e precari l Un’azione di concertazione con le parti per tutelare da una parte i diritti dei lavoratori e dall’altra i cittadini beneficiari del servizio di trasporto pubblico. È questo l’impegno assunto dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità, Agatino Mancusi durante l’incontro di ieri mattina con il direttore generale del dipartimento, Mario Cerverizzo, il coordinatore del personale del Cotrrab e segretario provinciale della Faisa Cisal, Donato Colangelo, del rappresentante della stessa organizzazione sindacale, Saverio Ciammella e una rappresentanza dei 21 lavoratori interinali licenziati dall’azienda a seguito della loro dimostranza in sede giudiziaria per chiedere che dopo anni di lavoro precario e con contratti rinnovati settimanalmente fosse riconosciuto loro un diritto lavorativo. Successivamente al ricorso alla Magistratura, come hanno esposto i rappresentanti sindacali, i lavoratori sono stati sostituiti con altri interinali a chiamata diretta. Mancusi ha detto che convocherà i vertici della Cotrab per tentare un intervento di mediazione.

l Si è svolto ieri, nella sala A del palazzo del Consiglio regionale di Basilicata, un convegno sul tema «Centro antiviolenza» promosso dalla Uil di Basilicata. Presenti in sala Nino D’Andrea, responsabile del Centro antiviolenza della Uil di Basilicata; Carmine Vaccaro, segretario generale della Uil di Basilicata; Matteo Restaino, legale della struttura; la psicologa, Rocchina Romaniello, e Alessandra Menelao, responsabile nazionale del Centro antiviolenza della Uil. La violenza, sia fisica che verbale, è un fenomeno in forte espansione e investe ogni categoria di persone e ogni fascia d’età. La violenza di genere è una grave emergenza sociale e risulta necessario rafforzare politiche di prevenzione e di sensibilizzazione per arginare il problema. «La Uil si occupa di questo fenomeno da 15 anni - afferma la dottoressa Menelao - e ha cominciato a stringere collaborazioni sempre più importanti e incisive per metterlo in evidenza; collaboriamo con le Pubbliche Amministrazioni, abbiamo formato i dipendenti dell’Inps, abbiamo istituito un protocollo con Uil Polizia, ed il nostro obiettivo è che ogni categoria debba avere un centro d’ascolto, poiché ogni situazione è differente per ogni differente ambito lavorativo». Lo stalking e il mobbing sono due grandi piaghe che caratterizzano la società moderna. «Stalking - spiega la dottoressa Romaniello - è un termine inglese che indica un fenomeno psicologico chiamato anche «sindrome del molestatore assillante». È quell’atteggiamento assil-

INCONTRO Il convegno organizzato ieri a Potenza dalla Uil [foto Enzo Bianchi] lante messo in atto tramite molestie da parte dello stalker che insegue, aspetta e cerca informazioni sulla sua vittima. Spesso le vittime sono donne, perseguitate dall’ex, da un ammiratore insistente o semplicemente da un collega di lavoro: è tuttavia difficile tracciare un quadro omogeneo degli stalkers, i quali non sempre soffrono di disturbi mentali che li portano ad assumere un atteggiamento di tipo ossessivo nei confronti della stalking victim». «Un’altra piaga da non sottovalutare - prosegue la dottoressa Romaniello - è il mobbing, termine tratto dal verbo inglese «to mob», che significa «assalire in massa». Heinemann, medico svedese, usò tale termine negli anni ‘80 per definire un comportamento adulto, simile al bullismo nei bambini, veri-

ficatosi nell’ambiente di lavoro, caratterizzato da attacchi frequenti di gruppi di adulti nei confronti di uno dei propri colleghi». Il centro antiviolenza Uil di Basilicata, con sede a Potenza in via Nicola Stigliani, si occupa di questi problemi già dal 2009, quando era sede Adoc. «L’esperienza fatta fino a oggi - sottolinea Nino D’Andrea con il Centro di ascolto, attivato grazie alla Uil e all’Adoc, ci ha reso punto di riferimento per molti. L’auspicio di questo nuovo Centro Antiviolenza è quello di offrire una maggiore tutela alle vittime e un aiuto concreto per superare le criticità senza demonizzare nessuno; nella convinzione che anche stalkers, molestatori e bulli, sono persone da aiutare, certo con priorità diversa rispetto alle vittime».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA

Mercoledì 19 settembre 2012

 NOEPOLI I DOCENTI SI RIDUCONO DA 3 A 2. IL PLESSO GIÀ COLPITO CON L’INTRODUZIONE DELLE PLURICLASSI

«Tagliano» un insegnante banchi vuoti per protesta

La singolare iniziativa dei genitori e degli alunni della primaria IL PAESE Nelle foto di Vergallito alcune immagini della scuola di Noepoli

MARIAPAOLA VERGALLITO l NOEPOLI. La scuola è ufficialmente cominciata tre giorni fa ma i banchi dell’Istituto comprensivo Statale di Noepoli sono vuoti. Lo sono perché genitori e alunni vogliono cercare di far valere le proprie ragioni per quello che definiscono un modo sbagliato di organizzare la didattica. E, questa volta, non si tratta della battaglia contro le pluriclassi che «ci sono -dicono -perché i numeri degli alunni presenti sono comunque risicati. Lo accettiamo. Ma, quello che non accettiamo è che, quest’anno, sia stata tolta l’ennesima unità nel corpo docente e gli insegnanti della primaria sono passati da 3 a 2». Gli alunni sono 14 in tutto. Ma è un numero diviso nelle quattro classi presenti (la seconda classe non c’è). E questo si traduce in una difficoltà maggiore da parte degli insegnanti rimasti nel dare attenzione a tutti gli alunni che, naturalmente, hanno bisogno di insegnamenti diversi dalla prima alla quinta elementare. Problema analogo nelle classi della scuola secondaria di primo grado dove, da quest’anno, si è deciso di accorpare tutti gli alunni, indistintamente. In questo caso i genitori chiedono di non inglobare assieme alle altre due classi almeno i 7 ragazzi della terza media, più grandi, bisognosi di una didattica diversa (tra l’altro in questa classe sono presenti dei ripetenti). Nel caso della secondaria di primo grado il corpo docenti è rimasto invariato rispetto all’anno scorso. «Riscontriamo un grave disagio in merito alla qualità dell’insegnamento garantito ai nostri figli - dice Mario Semeraro in rappresentanza dei genitori - se protestiamo è per garantire una qualità migliore per i nostri figli. Noi chiediamo di avere un insegnante in più ma se gli organi competenti riuscissero a trovare soluzioni alternative idonee, noi saremmo pronti ad ascoltare. Certo è che questa non è una situazione accettabile». Molti genitori minacciano addirittura di trasferire i loro figli negli istituti di altri paesi vicini. «Le difficoltà oggettive sono evidenti - spiega un insegnante, Guido La Ventura perché i programmi tra le prime e le ultime classi sono completamente diversi. Non dovrebbero esistere alunni di serie A e alunni di serie B, come forse chi di competenza a volte dimentica». Tra i partecipanti al «presidio» davanti alla scuola troviamo anche il parroco di Noepoli, don Giacinto, perché, spiega, «si tratta di una manifestazione spontanea senza slogan e questo indica la sincera preoccupazione dei genitori per il futuro dei loro figli. Non dimentichiamo che dietro ai numeri ci sono bambini. Mi auguro che le istituzioni scolastiche prendano a cuore questo problema. Che taglino altrove».

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 MARATEA DOVEVA ESSERE UNA SOLUZIONE TAMPONE MA LA PAURA È CHE DIVENTI UN PROVVEDIMENTO DEFINITIVO. IL SINDACO RASSICURA

I bimbi della materna nella stessa classe con quelli della scuola elementare: è polemica LA SCUOLA Anno scolastico con diversi problemi iniziato quest’anno a Maratea

PINO PERCIANTE l MARATEA. Per la scuola elementare San Giovanni Bosco di Maratea il nuovo anno scolastico inizia come era finito quello vecchio. Cioè nel caos più completo. L’edificio, infatti, continua ad ospitare i bambini degli asili di Porto Scalo e San Basile dal momento che non sono stati ancora fatti i lavori per ripristinare le vecchie sedi chiuse a maggio dell’anno scorso in quanto ritenute inagibili. Così al suono della prima campanella i bimbi si sono ritrovati di nuovo tutti insieme in locali nati per ospitare solo la scuola elementare. «Doveva essere una soluzione temporanea avevano detto dal comune. Invece eccoli là circa 200 bambini in una sola struttura – tuonano alcune mamme dei piccoli alunni i bagni non sono stati adeguati, alcune attività ludiche non si possono effettuare per mancanza di spazi e la convivenza arreca disturbo alle lezioni delle elementari, stante le note esigenze diverse

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legate alle fasce d’età». Il sindaco Mario di Trani si difende: «Capisco il disagio delle mamme e mi dispiace. Ma avevo già riferito loro in una riunione tenutasi quest’estate che non c’erano altre soluzioni se non quella dell’accorpamento alla San Giovanni Bosco». Il primo cittadino non da speranza che le cose pos-

 POTENZA SI TERRÀ A POTENZA DAL 21 AL 23 SETTEMBRE PROSSIMO

Enti locali, nel week end la Festa nazionale del Pd l POTENZA. Presentato alla stampa ieri mattina, nella sede regionale del Pd a Potenza, il programma della Terza Festa nazionale del Partito Democratico in Basilicata dedicata agli Enti Locali. In una sua nota Davide Zoggia, responsabile nazionale Pd Enti Locali, sottolinea che il Partito democratico «considera le realtà territoriali la vera spina dorsale del sistema democratico del Paese e ha sempre lavorato per valorizzarne il ruolo e le funzioni». Presenti alla conferenza stampa il segretario della città di Potenza, Giampiero Iudicello, il segretario della provincia di Potenza, Antonello Molinari, e il segretario regionale, Roberto Speranza. «Per un partito senza padroni come il nostro -ha affermato Speranza - è essenziale ricucire il rapporto politica-società e restituire ai partiti e alla politica la loro principale funzione, in quest’ottica il Pd si apre al dialogo con i cittadini per superare insieme questo difficile momento economico e sociale». Sarà il centro storico di Potenza ad ospitare dal 21 al 23 settembre la Festa nazionale del Pd, che sarà aperta dal capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini; a chiuderla sarà il vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Nicola Latorre. Prevista un’intervista al sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Giampaolo D’Andrea. Presenti amministratori locali e nazionali: i presidenti Anci Toscana,Campania e

sano cambiare presto. Infatti, dice: «I genitori devono rassegnarsi: i lavori a Porto scalo sono importanti e quindi se ne va tutto l’anno e forse anche di più. Diversa invece la situazione di San Basile dove gli interventi da fare sono meno complicati e quindi i bambini potrebbero rientrare prima».

 RIONERO IN VULTURE DIVERSE LE SEDI PREVISTE

Nuovo anno al via con due Comprensivi DONATO DI LUCCHIO

EVENTO L’incontro del Pd [foto Enzo Bianchi] Calabria, Mercedes Bresso, presidente comitato delle regioni UE, e Flavio Zanonato, sindaco di Padova. A fare da cornice ai 4 focus su Istituzioni, Comuni, Donne e Sviluppo,momenti di intrattenimento culturale, le esibizioni musicali dei Damash, Musicamanovella, Krikka Reggae, Bobo Rondelli e lo spettacolo «La solitudine del re» di Mauro Monni, in ricordo di Aldo Moro. [l.col]

l RIONERO IN VULTURE. Anno scolastico con varie novità nella scuola rionerese, in cui sono stati introdotti i cosiddetti «comprensori scolastici». Ora sono nati due Comprensori. La nuova scuola primaria comprende: sezioni di scuola per l’infanzia (edifici di Contrada Gaudo e Via Galliano), le classi della scuola primaria (edificio al Piano Regolatore) e due classi prime di scuola secondaria di primo grado, nello stesso edificio, con dirigente scolastico Gerardo Antonio PInto e la scuola d’istruzione secondaria di primo grado allocata nell’edificio nuovo di via M. Catenacci Rubino, con le classi di scuola media e due classi prime di scuola primaria, in più due sezioni di scuola per l’infanzia in via P. Corona – Campo sportivo col nuovo dirigente scolastico, Tania Lacriola. Interessati circa 1200 alunni. «Abbiamo predisposto un ricco programma di accoglienza degli studenti – pre-

cisa, l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Paola D’Antonio- per dare un senso di festa alla giornata che segna, per molti bambini, il primo contatto col mondo dell’istruzione scolastica, per un percorso formativo che varrà per tutta la vita, che si spera ricca di soddisfazioni, soprattutto nel campo del lavoro». Per la giornata inaugurale sono state coinvolte varie associazioni culturali o meno della città. Fra esse figurano l’Arcadia, con uno spettacolo teatrale per i bambini della scuola dell’infanzia; il Grappolo d’Oro, con spettacolo di maschere e giochi vari destinati agli alunni delle prime classi di scuola primaria; la musicale «Orsomando» presenterà una favola musicale, canti e giochi per altri bambini della scuola dell’infanzia; e per finire, venerdì 21 settembre, «Tutti all’Opera», presso il teatro «La Piccola», per uno spettacolo teatrale teso alla fruizione della magia della musica lirica con la Compagnia teatrale «L’Albero». [d.d.l.]

 PALAZZO S.G. Ancora ritardi è scontro sulla mensa l PALAZZO S. GERVASIO. L’anno scolastico è appena iniziato e già fioccano le polemiche a Palazzo San Gervasio. Da un lato il Pdl che ha raccolto le preoccupazioni dei genitori degli alunni «ipotizzando che per ragioni tecniche la mensa scolastica potrebbe essere aperta addirittura a novembre, se non oltre» e sottolineando che «i genitori vorrebbero che si istituisse un comitato mensa, con compiti e mansioni legittimate dall’assise del consiglio comunale». Dall’altro, il sindaco Michele Mastro ha detto che «la nuova giunta comunale ha perso qualche giorno di tempo per varare gli atti tesi all’affidamento del servizio mensa scolastica». «Nel contempo abbiamo raccolto le problematiche e le lamentele connesse alla precedente gestione con il chiaro intento di migliorare le deficienze pregresse - precisa il sindaco - mettendo in campo la qualità del servizio e la qualità dei prodotti da dare ai bambini. Tutto questo ha comportato una piccola perdita di tempo con uno slittamento del servizio mensa di una quindicina di giorni. Prima di dare inizio all’apertura dell’anno conclude - abbiamo provveduto a sistemare alcune situazioni di disagio fra cui la discarica di una fogna a cielo aperto proprio sotto la scuola elementare». Per l’assessore alla pubblica istruzione Rossella Di Tullo «le polemiche sono strumentali» Nella scuola elementare durante i mesi estivi sono stati impiegati i lavoratori socialmente utili per realizzare una piccola biblioteca e per ripristinare delle stanze ormai abbandonate e mai utilizzate- dice l’assessore Per tranquillizzare i genitori possiamo dire che stiamo valutando la possibilità di dare in affidamento temporaneo da subito il servizio mensa in attesa del bando di concorso. Il giorno dopo l’apertura delle buste ,che sarà il 3 ottobre, partirà immediatamente il servi[f.d.f.] zio»


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Matera

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Mercoledì 19 settembre 2012 REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

Ieri la presentazione a Roma. Coinvolte anche Sofia, Marsiglia, Turku e Guimaraes

Materadio parla d’Europa

Apre i confini l’edizione 2012 della Festa di Radio3 che torna dal 21 settembre dall’inviata MARGHERITA AGATA MATERADIO ritorna e allarga lo sguardo all'Europa. Se la prima edizione della festa di Radio 3 Rai nei Sassi è stata un'occasione preziosa e riuscita per parlare della città, del territorio, delle risorse culturali e della sua gente, quella di quest'anno amplia gli orizzonti oltre i propri confini per aprirsi al confronto con identità e culture altre. Un modo per riallacciare i fili della storia e dell'attualità con le vicende di Matera e della Basilicata e disegnare nuove prospettive e opportunità in vista della candidatura di Matera a capitale europea della cultura 2019. Matera (Italia) e Sofia (Bulgaria), città candidate a Capitale europea della Cultura nel 2019, Marsiglia (Francia), Capitale europea della cultura 2013, Turku (Finlandia), capitale europea della cultura 2011, Guimaraes (Portogallo), capitale europea della Cultura 2012 saranno le protagoniste della seconda edizione di Materadio,che siterrà dal21 al23 settembre. Il fitto programma della tre giorni è stato illustrato ieri a Roma, nella sede della Stampa estera, dal sindaco di Matera Salvatore Adduce, dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi, dal direttore del Comitato Matera 2019 Paolo Verri, dal direttore dell'Apt di Basilicata Gianpiero Perri e dall'addetto stampa dell'Unione europea Beremliysky, alla presenza dei parlamentari lucani Margiotta e Bubbico, della sovrintendente Marta Ragozzino e della presidente della Fondazione Olivetti, Laura Olivetti. Il quartier generale di Materadio sarà ancora una volta Matera che con i suoi villaggi neolitici e gli antichi rioni di tufo ancora oggi racconta al mondo la storia dell'uomo. Ma l'attività sarà estesa agli altri quattro centri lucani della creatività che hanno preso forma e vita grazie al programma “Visioni urbane” della Regione Basilicata. Infatti, la programmazione artistica si svolgerà in contemporanea anche a Pisticci, San Paolo Albanese, Rionero in Vulture, Tito dove si esibiranno gli artisti di quattro città europee: Guimaraes, Marsiglia, Sofia e Turku. «C'è un filo rosso nelle voci, gli ospiti, i suoni di questa seconda edizione di Materadio - ha spiegato in conferenza stampa il direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi -È il tentativo di trovare un punto di vista diverso per guardare spazi e problemi del nostro tempo. Con la particolarità di provare a farlo dal cuore di un luogo assolutamente unico come i Sassi e le piazze di Matera, attraverso la radio che si rivela ancora una volta il mezzo più capace di raccontare i territori e metterli in connessione. L'Europa emergerà in maniera più o meno chiara in tutti gli appuntamenti di questa nostra seconda festa. Spero che quel filo conduttore appaia evidente negli eventi musicali e

NEWS SINERGIE

Comuni lucani nell’etere Cinque comuni lucani per altrettante nazioni. Nord, Sud, Est e Ovest del vecchio continente si intrecceranno in un felice rapporto di scambio e di esperienze con le realtà locali dell'intera regione, secondo lo spirito che l'Unione Europea cerca di infondere ad ogni sua azione. In questo percorso saranno coinvolte anche le radio delle rispettive nazioni per allargare la conoscenza, le riflessioni per una nuova idea di futuro, di cultura e di Europa. Non solo Matera dunque, ma anche da nord a sud, Rionero in Vulture, Tito, Pisticci, San Paolo Albanese. Comuni piccoli, poco noti fuori dai confini regionali, dove pulsano talenti che vogliono confrontarsi con il resto d'Europa e del mondo, e lo fanno di solito grazie ai libri, al cinema, al web. Ma grazie a Materadio 2012 questa contaminazione diventa concreta e porta in queste quattro comunità la Finlandia, il Portogallo, la Francia, la Bulgaria, attraendo artisti e organizzatori culturali che hanno gestito capitali europee della cultura, o si stanno candidando (è il caso di Sofia, la capitale bulgara) proprio come Matera. La lettura del manifesto di Ventotene, l' “atto di nascita” dell'utopia europea, il punto di partenza di un viaggio attraverso la storia di luoghi e culture diverse, unite dal desiderio comune di condivisione e fratellanza. m.agata@luedi.it

In alto la conferenza stampa di Materadio 2012, ieri a Roma. In basso uno dei concerti nei sassi dell’edizione 2011

GLI OSPITI

Dalla letteratura ai dj set

Adduce: Vogliamo sfatare l’idea leviana di terra della disperazione teatrali come nelle occasioni di dibattito e di incontro con intellettuali, storici, giornalisti, imprenditori». «Dopo esserci interrogati su chi siamo - hachiarito Paolo Verri, direttore del Comitato Matera 2019 - in questa seconda edizione proviamo a fare dell'Europa la nostra casa, dando casa alle più diverse espressioni culturali del nostro continente. E proprio perché riteniamo che le altre città candidate a Capitale europea dellaCultura nonsono nostre rivali o antagoniste, ma semplicemente compagne di strada di un percorso di crescita e integrazione, quest'anno ad essere coinvolta non è solo la città di Matera ma tutto il territorio regionale. Si comincia domani

Verri: Le altre città non sono rivali ma soltanto compagne di strada

a Matera con Concita De Gregorio pronta a raccontare “L'Italia vista da qui”e la voce inconfondibile di Teresa Salgueiro (già dei Madredeus) a rendere omaggio al Portogallo e alla capitale europea della Cultura 2012 Guimaraes. In contemporanea nei 4 punti cardinali della Basilicata eventi per raccontare le altre nazioni protagoniste di Materadio 2012. Si prosegue sabato con tutta la Basilicata che converge su Matera, dove Luciano Canfora racconterà “L'Europa vista da qui” e, a coronamento dell'incontro tra culture, l'Orchestra di Piazza Vittorio inonderà piazzetta San Giovanni della sua musica fatta di contaminazioni e mescolanza di lingua e generi. Il gran finale

domenica, con 50 appuntamenti in 3 giorni su 5 sedi diverse”. A rendere visibile il dialogo tra l'Europa e Matera uno spazio dedicato all'Unione europea che sarà punto di accoglienza dei visitatori in piazza Vittorio Veneto. «L'idea di Materadio 2012 non poteva non piacerci - ha detto l'addetto stampa dell'Ue Beremlijsky- soprattutto perché rafforza il legame tra cultura e Europa, per questo saremo presenti con due workshop: il primo sull'energia e il secondo sulla creatività, aperti al confronto tra esperti, giornalisti e istituzioni». «Materadio 2012 sarà un'edizione corale - ha sottolineato il direttore dell'Apt Gianpiero Perri - Attraverso Materadio, infatti, quest'anno

Ecco alcuni degli ospiti di Materadio Europa: Valerio Corzani, Peppe Voltarelli , Raul Colosimo, Marino Sinibaldi, Concita De Gregorio, Krikka Reggae, Mirko Guerrini, Mirio Cosottini, Massimiliano Virgilio, Punta Corsara (la compagnia di teatro di Scampia), Carlo Andrea Bollino, Alfonso Desiderio, Lucio Battistotti, Evgeny Utkin, Michele dall'Ongaro, Tetraktis Percussioni, Teresa Salgueiro, Aldo Brizzi, Daniele Sepe & Rote Jazz Fraktion, Gilles Desplanques, Dario Carmentano, Dj Devasto, Dj Keng, Arthur Green, Ulderico Pesce, Maria Letizia Gorga, gruppi folk del Pollino, L'Albero di Melfi, David Walters, Dupain, Dj Oil, Manuel D'Oliveira, Soloists Chamber Orchestra, “John-Eleanor”, Annamaria Giordano, Gianni Pittella, Salvatore Adduce, Karl Hoffmann, Marcelle Padovani, Loredana Paolicelli - Beatriz Fornabaio, Quartetto Bernini, Luciano Canfora, Oscar Del Barba, Teatro delle Albe, Andrea Borgnino, Emilio Dalmonte, Giuseppe Massaro, Luca Telese, Alessandro Laterza, Enrico Bivio, Pino Saulo, Sandro Satta, Antonello Salis, Orchestra di Piazza Vittorio, Orchestra da Camera di Matera, Giovanni Sollima, Michele Suozzo, Enrico Stinchelli, Cinzia Forte, Marco Scolastra… m.agata@luedi.it

Matera compie un ulteriore passo in avanti in virtù del coinvolgimento del territorio, che rappresenta una novità da non sottovalutare rispetto alla scorsa edizione. Un messaggio chiaro anche a noi stessi, che condividiamo e operiamo affinché Matera possa beneficiare di un'intera rete di eccellenze regionali, attestando sempre più marcatamente l'identità di una vera capitale regionale, non come eccellenza a sèstante ma puntodi riferimento di tutta la cultura e il turismo lucano». E del senso più autentico della candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 ha voluto parlare, in conclusione, il sindaco Salvatore Adduce. «Non è una competi-

zione fine a sé stessa ma l'occasione per fare cose buone per la città - ha sottolineato la seconda festa di Radio 3 Rai ci consente di farne alcune. In primo luogo sfatare l'idea leviana di terra della disperazione. Matera è soprattutto città dell'accoglienza e la facilità di collegamento con l'aeroporto di Bari ne enfatizza il ruolo. Poi: mettere in circuito energie e idee nuove (i cantieri nei Sassi che vedono impegnati giovani creativi finlandesi sono un esempio emblematico). La cultura, in quest'ottica, diventa un investimento strategico per costruire il futuro. Materadio si inserisce perfettamente in questo progetto più ampio e ambizioso». m.agata@luedi.it


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 19.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Mercoledì 19 settembre 2012

26 Venosa I lavori e il particolare contesto geologico permettono solo un accesso controllato

«Catacombe: nessun divieto» Parla il Soprintendente De Siena. Il sito può essere visitato previa autorizzazione VENOSA - «Nessun divieto per le catacombe». Una dichiarazione che non lascia margini di interpretazione quella di Antonio De Siena, Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata. Dopo le polemiche dei giorni scorsi alimentate dal Comitato “Venusiae 2.0”, De Siena chiarisce la posizione dell'Ente in merito alla questione. «Prima di tutto le catacombe non sono in stato di abbandono. C'è un monitoraggio continuo al suo interno e diversi lavori sono ancora in corso. Dopo l'incendio dello scorso anno nei pressi dell'uscita di Santa Orofina, si è reso necessario un intervento e, ovviamente la chiusura di tutta la parte interessata». Una questione di sicurezza, sottolinea il soprintendente. Del resto le vie di fuga, in un ambiente che in alcuni punti è molto stretto, sono fondamentali per una normale fruibilità del sito. Un sito che ha delle particolarità da cui non si può prescindere. Prima di tutto ci troviamo in presenza di un contesto geologico che è stato danneggiato dal tempo. La sua staticità riesce a “mantenere”, solo perché c'è un microclima particolare. Vien da sé che uno dei compiti principali della Soprintendenza è quello di conservare questo microclima, senza del quale - è bene ribadirlo - la struttura potrebbe subire dei danni. A questo si devono aggiungere gli spazi angusti che in alcune zone rende difficile il passaggio se si è in presenza di più visitatori. Per questi motivi, l'Ente ha

IL CASO

Riparata la recinzione Le pecore “no pasaràn” VENOSA - Lo avevamo puntualmente riportato - con tanto di foto - sulle colonne de “Il Quotidiano”. All'interno delle catacombe al posto dei turisti c'erano le pecore. Una notizia che ha fatto molto discutere. La Soprintendenza - che su questo non ha certo colpe - è corsa subito ai ripari. «E' stata tagliata la doppia recinzione che delimita il sito - ha spiegato De Siena - e quindi il pascolo è potuto entrare tranquillamente. Già venerdì (giorno dell'uscita dell'articolo ndr) abbiamo provveduto a ripararlo».

Sopra il Soprintendente ai beni archeologici della Basilicata, De Siena. Sopra una panoramica del sito. A sinistra un interno e a lato il giorno dell’inaugurazione alla presenza del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni

pensato a un modello di gestione che da una parte limita di fatto l'ingresso a gruppi di poche persone, dall'altra permette la sua fruizione anche in presenza di lavori. «Consentiamo aggiunge De Siena - limitati flussi di visitatori nel primo braccio dietro una normale richiesta. A nessuno -

precisa - è stato negato l'accesso al sito archeologico. Comprendiamo le esigenze della comunità, ma per motivi legati al contesto geologico in cui ci trovamo, permettiamo un accesso controllato del primo braccio». L'iter da seguire è molto semplice. Chiunque voglia visitare le catacombe può

fare una normale richiesta alla Soprintendenza. Il responsabile del processo valuterà la richiesta e se ci sono le condizioni la autorizzerà. Allo stato attuale, secondo quanto riferito dalla stessa Soprintendenza, nessuna richiesta scritta è stata evasa. «I lavori non sono terminati e quindi al-

meno per il momento bisogna convivere con queste limitazioni. Una volta terminati gli interventi - conclude De Siena - possiamo pensare a un progetto di visita sistematico che abbraccia flussi turistici ben più ampi di quelli attuali». Anche il primo cittadino di Venosa sta seguendo con

attenzione la vicenda. Insieme alla comunità venosina spera che le catacombe ebraiche possano essere restituite presto alla completa fruizione dei turisti. Una speranza che la Soprintendenza sta cercando di trasformare in realtà in tempi brevi. gierre

LA SEGNALAZIONE

Il Comitato non abbassa la guardia VENOSA - E' ua questione che sta facendo rumore. A segnalarlo, ancora una volta è il comitato cittadino Venusiaeduepuntozero che ha promosso una raccolta di firme, bel oltre 900 per la riapertura della catacombe. «Ilsegretario delPd diVenosa, -spiegano in una nota - immaginiamo autorizzato, domenica scorsa,ha potuto finalmente visitare le Catacombe Ebraiche accompagnato da amici e da due funzionari del centro dei Ministero dei Beni Culturali di Venosa». «Stiamo portando avanti una battaglia per l'apertura immediata delle Catacombe Ebraiche, non può dispiacerci se il sito viene visitato e ammirato, in particolare da gente che viene da fuori. Quindi, non riteniamo che il segretario delPd diVenosa,coni suoiamici,siano dei privilegiati. Noi non siamo invidio-

si, semplicemente desideriamo che quella possibilità sia estesa a tutti». «Avendo chiesto l'autorizzazione, il segretario del Pd locale ha potuto constatare quali difficoltà pone questa procedura, e avrà toccato con mano l'impossibilità di chi viene da fuori di accedere alle catacombe con un procedimento autorizzativo. Noi abbiamo chiesto che tale procedura venga superata dando a tutti la possibilità di un accesso ordinato. Con questi sentimenti, ci siamo recati fuori dai cancelli delle catacombe per chiedere al segretario del Pd una sua firma per la nostra petizione, visto che fino ad ora non ha ritenuto di firmarla. Pensavamo che tale sopralluogo alle catacombelo avessero convinto che quel monumento non può rimanere chiuso e, quindi, non avrebbe dubbi nel sottoscrivere la petizione. La

meraviglia provata dalla visita gli avrebbe tolto ogni esitazione». Una firma che poi a detta del comitato non c'è stata. I membri del sodalizio hanno poi interloquito con un funzionario della Soprintendenza il quale ha ribadito che il sito archeologico era aperto e non chiuso. Per la cronaca. Il gruppo era formato da poco più di 20 persone. Come sottolineato anche dal comitato erano autorizzati a farlo. Inoltre, visto il numero cospicuo di persone, si è dovuto procedere a una turnazione tra i visitatori, proprio perché allo stato attuale, come spiegato da De Siena, l'accesso al sito deve necessariamente essere controllato per evitare “scompensi” all'interno delle catacombe che ne potrebbero compromettere la stabilità. l. z.

L’interno delle catacombe come apparivano nell’ottobre del 2007 quando vennero aperte al pubblico


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Il centro di aggregazione giovanile a Chianchetta

Ragazzi, creativi, potentini Con un sacco di belle idee L’ETA’ media si attesta sui vent’anni, ma tra i 600 iscritti ci sono adolescenti e qualcuno un po’ più grande. Hanno idee, voglia, qualche sogno e - in ogni caso - il coraggio di averci messo la faccia. Sono consapevoli che quel centro di aggregazione giovanile, l’ex campo di bocce di Chianchetta, è una struttura pubblica: presto qualcuno verrà a chiedere loro conto di cosa hanno combinato, delle promesse mantenute, del tempo impiegato. Un gruppetto più piccolo della marea di iscritti - forse neanche ci si aspettava questa mole di iscrizioni - è stato eletto nel ruolo di direttivo. Carmelo Perretta, il presidente del centro comunale, ha venti anni, studia informatica e qui a Potenza ci è rimasto per scelta. «A un progetto che coinvolgesse i miei coetanei stavo lavorando da un po’. Così, quando ho saputo del bando di iscrizione al centro di aggregazione giovanile, mi sono buttato. E ora sono qui, con gli altri, a lavorare per aprirlo all’intera città». In questi giorni al centro vanno per gli ultimi ritocchi, per definire i programmi, avviare bene sito e account sui social network. Raccolgono le disponibilità tra gli iscritti all’associazione (Alternative Motion) fondata per gestire il centro, come richiesto dal regolamento. Hanno già chi potrà dare lezioni di inglese e di ballo, ci sono ragazzi pronti a realizzare piccoli corsi di musica. Vogliono costruire uno spazio di riferimento anche per gli universitari. Al momento è tutto un gran cantiere aperto. Alessandro Bernabei, nel gruppetto, è quello sportivo. La prima cosa che ti dice è che in città le strutture per lo sport sono inadeguate. Classe 1992, vorrebbe che si desse un po’ più ascolto alla sua generazione. Soprattutto a quella parte che qualcosa di buono davvero vuole farla. Solo che - spiegano un po’ tutti - la maggior parte delle volte, se c’è un’idea, l’istituzione è lontana. Non ne fanno una questione di sostegno economico, sembrano capire il momento complesso delle amministrazioni locali sul fronte finanziario. «Ma se hai una buona idea, a volte, anche per avere ascolto spiegano - serve la “raccomandazione”». Certo, le risorse economiche pure sono argomento importante: le utenze, il materiale, la connessione (sì, perché vogliono aprire il collegamento wireless). Da regolamento comunale, la posta in bilancio è di 5.000 euro all’’anno. Ma in attesa che l’ente abbia i fondi, si appoggiano al sostegno dei privati. In tanti si sono dati da fare, soprattutto nel rione: la parrocchia, la scuola calcio. Nicola Marino - classe 1993 - è il più piccolo del direttivo. Neodiplomato, ha scelto di mettersi alla prova: «Mi sono detto che non era il caso di fare come la maggior parte dei ragazzi che, dobbiamo ammetterlo, si lamentano sempre sull’assenza di possibilità, ma poi non si mettono in gioco». Tutti e tre vivono nel quartiere, ma sulle polemiche che hanno investito il centro prima che aprisse, sono irremovibili: «Siamo stati votati forse anche perché abbiamo saputo interpretare una struttura in cui siamo cresciuti e che vogliamo difendere. Ma gli iscritti al centro vengono da ogni quartiere. Questo sarà il centro di aggregazione dei ragazzi di tutta la città». Cominciano, allora, con la programmazione delle attività e con un evento inaugurale a fine mese. Poi, «finalmente» si apriranno le porte della struttura. Sara Lorusso

Presto corsi di danza, musica e il wireless «Uno spazio di tutti»

Da sinistra Nicola, Carmelo, Alessandro

NEL QUARTIERE

«Ma quale monopolio, solo impegno» «QUELLE polemiche sono state strumentali, venivano dalla politica». Orazio Colangelo, presidente del comitato di quartiere di rione Lucania le ha vissute, seguite e ha spesso replicato. Lui è uno di quelli che anche alzando i toni - ha sbattuto spesso i pugni sul tavolo per chiedere che quel centro, un ex campo di bocce, non restasse inutilizzato e diventasse una struttura destinata ai ragazzi. Quando, alcuni mesi fa, in consiglio comunale e nel mondo dell’associazionismo si discuteva del destino della struttura, era sul regolamento di gestione del centro che nascevano le polemiche. Il rischio, facevano notare alcuni consiglieri, era nella modalità di elezione del presidente: scelto tra gli iscritti, come evitare che un rione portasse più voti? A rione Lucania, però, hanno sempre replicato rac-

contando come stanno le cose nel quartiere. Come al pensano, è cosa nota. «La politica - continua Colangelo - deve star fuori da questo centro di aggregazione giovanile. E sia chiaro, tra i ragazzi del direttivo non c’è nessuno che abbia una tessera politica. E’ vero, molti di loro sono di qui, del rione, ma invece di fare polemica, sarebbe il caso di domandarsi perché sono stati eletti». Colangelo, che quei ragazzi li conosce bene, impiega poco a spiegarlo. «Sono bravi, motivati, entusiasti. Hanno fatto buone proposte e forse è stato anche evidente il legame che hanno con questo posto, hanno messo in chiaro il fatto di volerne tutelare finalità e destinazione. Hanno costruito consenso con l’entusiasmo genuino. Ecco, tutto impegno, altro che monopolio di Chianchetta». sa.lo.

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Moda

TF: la stilista lucana alla MILANO FASHION WEEK Teresa Farese, di Melfi, sarà presente con il brand delle iniziali del suo nome all’ appuntamento internazionale della moda che apre oggi

La stilista

La prestigiosa vetrina modaiola apre i battenti oggi nella capitale meneghina. I capi della ventinovenne originaria di Melfi saranno in mostra nello spazio espositivo dedicato alle giovani griffe. A riscuotere grande interesse nel pubblico di settore, infatti, ci sono anche i nuovi volti della moda. Sempre più spesso giovani fashion designer costituiscono un richiamo per critica e pubblico, proprio come Teresa Farese, che si è fatta subito notare dagli addetti ai lavori per la particolarità del suo brand “TF”: un concentrato di creatività e di stile. Giovanissima ma determinata, nel 2010 apre il suo atelier, ed è proprio in quel laboratorio fuori dal comune che prendono vita le sue creazioni. La sua linea è un’eclettica combinazione delle sue esperienze, uno stile unico e ricercato, che nella sua essenzialità riesce ad esaltare la femminilità e la personalità delle donne che indossano i suoi capi. Ogni abito ha per la fashion designer un particolare significato: è un’ emozione di un momento della vita che prende forma nei suoi disegni e si concretizza nelle sue creazioni. A parlare del suo estro è la stessa stilista che dice: “Le fonti di ispirazione variano da collezione a collezione. Potrei nominare molti stilisti che mi hanno affascinata e ispirata. Ma il mio debole è per la Maison Chanel con il suo raffinato abbinamento cromatico di bianco e nero e le linee sartoriali

senza tempo. Il mio è uno stile è raffinato ed essenziale, contraddistinto dalla particolare cura del dettaglio e da linee morbide ed avvolgenti. I modelli della nuova collezione sono realizzati con tagli di haute couture: tagli asimmetrici, drappeggi e ricami che impreziosiscono ogni capo rendendolo unico”. Dal sabato lo stand di teresa Farese sarà aperto a Palazzo delle Stelline in corso Magenta, con ingresso gratuito. Un’occasione importante per farsi conoscere a livello nazionale ed internazionale. “Partecipare a questo evento è per me una grande opportunità, poter avere un riscontro positivo da professionisti del settore è fondamentale, sono certa che sarà una grande avventura carica di emozioni.” Queste le parole della fashion designer. Sui progetti futuri Teresa non ha dubbi, continuare ad avere la possibilità di mostrare e vendere i modelli firmati TF, continuare a dar vita alla sua creatività, anche se per ora cerca di godersi il presente con i piccoli successi che lei e il suo brand stanno ottenendo. “Di sogni -dice- ce ne sono tanti, ma preferisco tenerli nel cassetto”. Una lucana dotata di un talento innato, che ha già ottenuto apprezzamenti e riconoscimenti importanti, uno stile inconfondibile di cui sicuramente sentiremo parlare ancora. Gabriella Zaccagnino

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& Ar


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34 Tricarico Costantine: «Sono versi romantici, molto attenti ai minimi particolari»

L’anima inglese di Scotellaro I traduttori della rivista Mpt vedono nel poeta lucano tante affinità con i britannici TRICARICO - «Rivolgiamo il più cordiale saluto agli amici inglesi, che sono nostri ospiti stasera: il professore e scrittore David Constantine, sua moglie la prof.ssa e traduttrice Helen Constantine, la scrittrice e traduttrice Caroline Maldonado. Sono venuti in Basilicata e a Tricarico in particolare, per conoscere il paese di Rocco Scotellaro e per rafforzare i legami intessuti da qualche anno con il nostro Centro a motivo dello studio che essi conducono sulla poesia di Scotellaro». Queste le parole della professoressa Carmela Biscaglia, direttrice del “Centro Documentazione Rocco Scotellaro” nell'accogliere rispettivamente direttori della prestigiosa rivista inglese «Modern Poetry in Translation» (Mpt) e traduttrice nonché presidente del Cda della Fondazione. Biscaglia, dopo aver fatto conoscere meglio gli ospiti alla platea parlato della rivista letteraria “Modern Poetry in Translation”, fondata in Inghilterra nel 1966 da Ted Hughes e Daniel Weissbort «con lo scopo -ha spiegato- di tradurre poesie che avessero come tema la realtà contemporanea, e di far beneficiare scrittori e lettori in Inghilterra e in America del lavoro di poeti esteri con cui confrontarsi. Tra essi, il gruppo di questi traduttori ha incluso Scotellaro. Pertanto, con l'opera di traduzione e divulgazione della sua poesia nella lingua internazionale per eccellenza, la conoscenza del poeta lucano oltrepassa decisamente i confini nazionali». Biscaglia ha ricordato che sono già state tradotte e pubblicate (nel 2008 e nel 2009) e che nel prossimo anno è previsto grazie alle Edizioni Smokestack Books di Middlesbrough la pubblicazione del volume

L’uditorio di Tricarico ed i traduttori di Scotellaro

“Tu non ci fai dormire”, con 50 poesie di Scotellaro tradotte Allen Prowle e da Caroline Maldonado. David Constantin ha dapprima parlato del lavoro che lui e la moglie svolgono, di come hanno conosciuto Scotellaro e del per-

ché il loro interesse si è soffermato in maniera sul poeta lucano: «Dirigendo Mpt, non sappiamo mai a che cosa andiamo incontro. -hanno spiegato- Le poesie ci arrivano in traduzione da tutti gli angoli del mondo, da ogni Continen-

te, attraverso gli oceani. E definire “moderno”(nel nostro titolo) significa qualsiasi moderna traduzione di qualsiasi poesia di qualsiasi luogo e di qualsiasi periodo, si potrebbe dire che le poesie ci vengono anche attraverso i secoli, dalla

Grecia omerica, dall'Italia rinascimentale e ora dalla Cina. Non sappiamo mai che cosa ci attende, da dove, da quando. Ecco come Rocco Scotellaro ci è arrivato: ci è arrivato nella cartella della posta, nell'inglese di Allen Prowle, una rivelazione. Né il poeta, né il traduttore ci erano noti; Scotellaro ha molto in comune con una fondamentale tradizione della poesia inglese, ben esemplificata in scrittori romantici come Blake e Wordsworth. Penso ai consigli di Blake ai poeti che “dovrebbero insistere molto sui minimi particolari…”. Scotellaro lo fa. E, nel farlo, rivolge la sua attenzione alle reali circostanze in cui le persone reali vivono la loro vita. La sua poesia è radicata nel “qui e ora”, 'proprio nel mondo… Il poeta, radicato e lavorando nel particolare, fa di quel materiale qualcosa che è allo stesso

Grassano Si dividerà tra altre 2 scuole

San Mauro, Accettura e Oliveto

Dirigente a metà al Comprensivo

GRASSANO - E' suonata in perfetto orario la campanella per gli alunni di Grassano delle scuole di ogni ordine e grado. Il primo giorno di scuola porta sempre tanta vivacità e per le strade cittadine, fermento non solo per quanti cominciano un nuovo ciclo di studi ma anche per i tanti che continuano il percorso scolastico già intrapreso. Lunedì mattina è iniziato il via vai dinanzi ai cancelli delle scuole ma già di di buon ora i tanti alunni delle scuole superiori erano in attesa dell'autobus per raggiungere Matera, a seguire gli alunni dell'Itc, fino ad arrivare agli ultimi alunni dell'Istituto comprensivo Ilvento. E se per l'Itc tutto è fi-

lato liscio, per l'Istituto comprensivo, ancora ospite dei locali dell'Itc, l'apertura è stata all'insegna di un pezzo mancante, cioè la Presidenza. A Grassano è giunto il reggente Gerardo Desiante, che ha preso servizio lo scorso primo settembre e che sarà il dirigente scolastico non solo dell'Istituto comprensivo grassanese, ma anche del quinto circolo Matera e del comprensivo di Irsina. Ad accogliere gli alunni delle classi della scuola primaria anche il sindaco, Francesco Sanseverino, e la giunta che hanno augurato buon anno ai bambini ribadendo semplici regole di rispetto ed ecologia per tenere pulito il paese. Rispetto e regole anche per l'ini-

tempo vero per lui e figurativo di una verità che si estende oltre quel tempo e luogo. Noi riconosciamo alcune situazioni, alcune configurazioni di circostanza ed emozione che sono ricorrenti, che le persone provano di nuovo nella loro vita in altro luogo». A chiudere la serata, in cui un ruolo importante, come ricordato in apertura da Biscaglia, l'ha rivestito il professor Vito Sacco, intermediario culturale e linguistico, il video “Rocco Scotellaro. Vita e opere del sindaco poeta di Tricarico”, tradotto dalla professera Carmela Santangelo, le letture delle poesie curate da Giuseppe Miseo e i canti affidati al cantore Antonio Guastamacchia con l'accompagnamento di alcuni suonatori di strumenti della tradizione musicale lucana. Paolo Paradiso provinciamt@luedi.it

Paesi senza Rai I cittadini scrivono ad Adiconsum

Il primo giorno di scuola

zio degli alunni della secondaria di primo grado che sono stati accolti dalla responsabile di plesso, Maria Becci, che ha augurato buon anno scolastico agli alunni e alle loro famiglie. Giovanni Spadafino provinciamt@luedi.it

SAN MAURO FORTE - Pervengono all'Adiconsum Cisl di Matera, da parte dei cittadini residenti nei comuni di San Mauro Forte, Accettura e Oliveto Lucano ricorrenti segnalazioni perla mancataricezione deicanali Rai. «A distanza di oltrequattro mesi dal passaggio al digitale terrestre l'Adiconsum di Matera continua a ricevere segnalazioni di cattiva ricezione dei canali televisivi che rende impossibile ai cittadini accedere all'informazione del Tg Basilicata e di altri programmi Rai. -si legge in una nota di Adiconsum- E' la totalità dei cittadini dei paesi che lamenta la mancanza del segnale televisivo, schermi oscurati o con immagini a quadretti. E' opportuno ricordare che i cittadini pagano un canone per poter accedere al servizio pubblico ed è bene che la Rai si adoperi per risolvere nel più breve tempo possibile i problemi».

CURIOSITÀ STIGLIANO - E' noto, fra quanti hanno letto o si sono interessati alla storia di Stigliano, che nel 1643 fu il primo capoluogo della Basilicata. L'altissimo sperone di roccia su cui sorgeva il castello, il punto più alto del centro storico, domina la media Valle del Sauro con una vista che spazia nei territori interni della Puglia, continua con il Golfo di Taranto, prosegue fino alla catena del Pollino e verso le più alte cime dell'Appennino Lucano. Questa visuale denota l'importanza strategica e il controllo territoriale che poteva essere esercitato da quella posizione fin dai tempi più remoti. La posizione geo-topografica del paese ebbe sempre grande importanza poiché permetteva il controllo visuale di un vastissimo territorio, per questo motivo Stigliano rientrò più volte nel Demanioregio nelXII secoloe, come Castrum Astiliani, nel XIII secolo. Il Demanio regio era quel feudo non assegnato ad un feudatario. Questo accadeva a causa della morte senza eredi del possessore o della sua ribellione al sovrano, per cui la corona reincamerava i beni inattesadi riassegnarliaqualcun

Nel 1643 la cittadina della Valle del Sauro era punto di riferimento regionale

Quando Stigliano era capoluogo altro. Spesso le popolazioni del feudo preferivano pagare per ottenere il Demanio regio ritenendo meno gravoso essere sotto la diretta giurisdizione del sovrano piuttosto che di un feudatario. Era frequente, tuttavia, come nel caso di Stigliano, che la corona avocasse a sé il controllo diretto di quei feudi che, per le caratteristiche territoriali, la posizione strategica e le difese, ben si prestavano per il controllo territoriale di una determinata regione. Analizzare le condizioni socioeconomiche di un territorio, di una nazione, di un paese è fondamentale quando si affronta uno studio sistematico e di ben altro spessore rispetto al semplice articolo che state leggendo. L’importanza di Stigliano non poteva certo ascriversi ad una migliore condizione socio-economica rispetto ad altri centri lucani. A renderla importante fu la sua posizione e la sedicente ricchezza del suo feudo

(rappresentata dalle risorse di cui godevano e di cui erano proprietari i baroni, non le popolazioni che al massimo beneficiavano di qualche liberalità da parte di quei signori), o, come per secoli fu rinomato, del suo Stato, il quale era composto dalle Terre di Stigliano, Aliano, Sant'Arcangelo, Roccanova, Guardia, Accettura, Gorgoglione e Alianello. Lo Stato di Stigliano, nato con i conti della Marra fu elevato a maggior prestigio dai principi Carafa, e fu tale, sebbene ridimensionato, fino all'eversione della feudalità sotto il dominio dei principi Colonna. Nel 1520, Antonio Carafa ricevette da Carlo V il titolo di principe proprio su Stigliano, il paese più grande ed evidentemente più importante di quello Stato. Lì, Eligio della Marra, predecessore dei Carafa, vi eresse il convento e la chiesa di Sant'Antonio da Padova e quei principi la scelsero come loro ultima dimora. Affidato alle cure dei

Frati Minori dell'Osservanza, il convento, dicono le cronache, fu un'operad'arte notevole.Per lasalubrità dell'aria e per la bellezza del sito, nel convento venne istituita un'infermeria e una farmacia, mentre alcuni altri ambienti furono destinati all'istruzione, alle arti e alle lettere. Nell'elenco delle case di studio generali e provinciali nel Capitolo del 1593, il convento di Stigliano figura come casa di studio di diritto canonico per la Basilicata. I principi Carafa fecero donazioni per svilupparne e accrescerne la sua importanza. All'interno della chiesa si trovava il pregevolissimo polittico datato 1521, al presente conservato nella chiesa di Santa Maria Assunta, opera di Simone da Firenze, voluto da Luigi Carafa, padre di Antonio. Nel 1528, pur non essendo uno dei centri più importanti della regione, fu scelta come sede dal governatore della Basilicata e quindi ca-

poluogo della regione. Durante una delle tanteguerre di predominio che videro il re di Francia Francesco I di Valois opporsi all'imperatore Carlo V d'Asburgo, avvenne il tentativo di conquista del Regno di Napoli da parte dei francesi comandati da Lautrec. Giovanni Francesco della Magna, già scacciato dal Reame per ribellione all'imperatore, con l'occasione di questa guerra, vi era tornato fedelissimo alla causa francese. Partito dalla Francia al seguito di Lautrec, fu inviato da questi insieme al conte di Capaccio, Francesco Sanseverino, ad occupare con alcune compagnie di fanti il Cilento e la Basilicata centro-meridionale. Come capoluogo e sede del governatore, Stigliano divenne un centro politico di prestigio ed ebbe funzione di piazzaforte, grazie anche alla sua posizione geografica che permetteva il controllo territoriale di una vasta parte della Basilicata. Queste peculiarità divennero ancora più importanti quando i francesi inclusero Stigliano nel numerodi presidi creatial fine di contrastare le bande che gli spagnoli avevano armato e organizzato in Basilicata [...]. Da Stigliano.net


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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

L’amore? Per Luciano non ha prezzo Sopra il manifesto dell’Oktoberfest da Tuccio ad Avigliano: in un angolo ancora una dedica ad Assunta

Il parapiglia nel ristorante e l’arrivo dei carabinieri. Ma Summa risponde: «Tutte sciocchezze messe in giro dai miei concorrenti» L’altra storia

Il fratello dello sposo e la mogliettina infedele “SPOSO trova sposa con fratello”. Provate a googlare questa frase e vi appariranno nomi di paesi come Atella o un noto ristorante di Avigliano. Ebbene sì. Chiacchiericcio in salsa lucana? Cosa ci sia vero in pochi lo sanno. Certamente la storia circola da un mesetto ed è paragonabile alle vicissitudini tormentate delle più importanti telenovelas. Il bello che ormai ha superato l’agorà del paese ed è sbarcata sul web: l’hanno ripresa anche testate online. Quel passa parola davanti le porte e nei bar sembra sia diventato, ormai, un vero e proprio taglio&cucito 2.0. Ma passiamo ai fatti. Il tutto sarebbe successo a inizio agosto. Protagonisti una giovane sposa “impaziente” e un marito “bifronte” a poche ore dal sì sull’altare. La festa, che sembrava svolgersi tranquillamente, sarebbe infatti stata turbata all’improvviso da un evento bizzarro. Lo sposo, non vedendo più la moglie in sala, si sarebbe recato nella camera che l'hotel aveva messo a loro disposizione e qui l'amara sorpresa: la giovane donna, ancora in abito bianco, in atteggiamenti poco “familiari” con il cognato, il fratello dello sposo, nonchè testimone della coppia. Lo sposo sarebbe poi corso subito in sala, annunciando agli invitati che la festa finiva lì. Poi un breve racconto dei fatti accaduti e il parapiglia generale. E i racconti di lì si fanno confusi. C’è chi sostiene, addirittura, che siano arrivati in sala i carabinieri, chiamati dagli invitati spaventati dalla chiusura di tutte le uscite. Perchè a quel punto - questi i racconti “del popolo”nessuno voleva più saldare il conto per un matrimonio andato così male (non certo per colpa del ristoratore, però). Ci crediamo? Vincenzo Summa, proprietario del ristorante dove si sarebbe svolto il presunto adulterio, dichiara al telefono che «sono tutte menzogne. Non è mai successo nulla di tutto ciò. Sono stanco di tutte queste false voci, messe forse in giro da concorrenti ristoratori, ricorrerò alle vie legali per sedare questo fiume di “sciocchezze” che mettono solo in cattiva luce il mio locale». Vero o falso che sia, a sentire questa storia emerge solo un’unica grande verità: il pettegolezzo cambia nome, si rinnova ma non passa mai di moda. Un punto fermo. lova

SI dice che in amore contino più i fatti delle parole, che i sentimenti si esprimono con sguardi e si manifestano nei comportamenti, ma tuttavia una frase dolce accompagnata da un gesto "teatrale" a volte può risultare molto più gradita all'universo femminile. A dimostrare ciò sono i dati. Un portale dedicato alla ricerca dell’anima gemella ha intervistato, ultimamente, duemila iscritti chiedendogli di descrivere la dichiarazione d’amore dei propri sogni, ovvero le parole che desidererebbero sentirsi dire dal partner o, comunque, dalla persona alla quale sono interessate. Dal sondaggio vien fuori che le donne, essendo tendenzialmente più estroverse e loquaci, hanno meno difficoltà ad esprimere le proprie sensazioni e per questo probabilmente preferiscono dichiarazioni più teatrali, mentre gli uomini, più riservati di natura, prediligono situazioni più discrete. Ma si sa che l'eccezione in amore è una mina vagante che può capovolgere e amplificare le situazioni. Un esempio di "eccezione" nel comportamentomaschile sièpalesato inun paese a pochi chilometri da Potenza, Avigliano. Qui un giovane ristoratore, noto a tutti come Luciano, il figlio di Tuccio, ha deciso di dichiarare tutto il suo amore per l'amata "Assunta", con un gesto plateale verso fine agosto: manifesti 6x3, recanti frasi "cuoricinose", in giro per Potenza. Nessun cognome, nessuna spiegazione ma un dolce "ti amo", un "per te Assunta" e una dichiarazione di matrimonio. Il gesto, ovviamente, ha destato da subito non poca curiosità tra i cittadini di Potenza, che hanno iniziato a domandarsi chi potesse essere questo romantico Luciano, a scovare in famiglia, a chiedere in giro e pubblicare sui social network le foto dei manifesti. I commenti sono i più disparati e tante le storie fantasiose cucite addosso a questi due ragazzi: Luciano e Assunta diventati, a loro insaputa, protagonisti di chiacchiere potentine. Molti fanno il tipo per Luciano, molte donne sospirano un "fortunata lei", altri bacchettano il ragazzo: avrà sicuramente "fatt u ciuot cu n'ata figliola e Assunta t'ha sgamat?", altri ancora si chiedono come mai abbia speso tutti quei soldi per i manifesti invece di investirli in un viaggio in Brasile dove avrebbe trovato sicuramente una donna "chiodo schiaccia chiodo". E invece no. Incuriositi dall’ultimo manifesto in ordine di tempo - quello con il quale si pubblicizza l’Oktober fest da Tuccio ad Avigliano e nell’angolo si dedica l’evento ancora una volta ad Assunta - abbiamo fatto due più due e trovato, alla fine il famoso Luciano. E, telefonicamente, il “figlio di Tuccio” ha confessato: è lui l'autoredell'insolita eteatraledichiarazione e vuole solo lei al suo fianco.

La storia che c’è dietro tutti i manifesti dedicati ad Assunta

Un amore nato tanti anni fa, nel 1995, ma terminato nel marzo del 2010. Una donna che, racconta Luciano, non potrà mai dimenticare. Una brava e dolce ragazza, amorevole, genuina e sempre presente soprattutto in quegli anni in cui lui, per problemi di salute, ha improvvisamente smesso di parlare. Lei, però, non l'ha mai lasciato. Anzi, gli è stato sempre accanto aiutandolo al ristorante, facendolo mangiare e imboccandolo quando ce n'era bisogno, curandolo e trasmettendogli l'entusiamo che poi gli ha ridato la voglia di riprendere a parlare. Ma otto anni di silenzio, questo dare incondizionato senza mai ricevere alcuna spiegazione per quel lungo silenzio, possono risultare tanti anche a chi è molto paziente. Così - racconta Luciano - Assunta lo lascia. Dopo qualche mese, improvvisamente, ritorna a parlare e il primo pensiero è lei. La cerca, le chiede perdono ma lei non torna sui suoi passi. Questo rifiuto fa ricrollare Luciano in un muto silenzio. A maggio 2012, però, gli ritorna la parola e nonostante i due anni passati senza di lei, l'amore per quella dolce ragazza di una contrada di Avigliano, non

è mai andato via. Così vien fuori l'idea di tappezzare Potenza di manifesti 6x3, con dichiarazioni in giro per la città dove Assunta ormai lavora da qualche anno. Lui, a cuore aperto, ha dichiarato di essersi accorto solo negli ultimi anni di tutti i sacrifici, della pazienza e delle cure generose di Assunta nei quindici anni di fidanzamento. Forse troppo tardi, qualcuno potrebbe obiettare. Come lei abbia reagito a tuttociò nonsappiamo, oquanto menoLuciano afferma di non aver nessuna notizia da lei. Quale sia la verità di Assunta e i realimotivi chel'hanno spintaalla rottura e ai rifiuti non lo sapremo mai. L'unica cosa che sappiamo con certezza è che Lucianoama davveroquesta donna perchè, come scrive Shakespeare, “Se l'amore non ti ha fatto commettere mai neanche la più piccola follia, vuol dire che non hai mai amato”. Raccontare la storia che vi è dietro i manifesti soddisferà di certo la curiosità di molti ma al contempo spazzerà via tutte le storie inventate ad hoc su una storia d'amore che ha un vissuto profondo da rispettare e di cui prender nota. Loredana Vaccaro

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