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Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

Potenza Venerdì 8 febbraio 2013

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Questa la cifra che ancora serve per completare i lavori di risanamento dell’area

Cip Zoo, 2 milioni per la bonifica La Regione farebbe fronte a questa spesa con fondi propri entro il 2014 A OGGI l’attività di bonifica dell’ex Cip Zoo, partita due anni fa, è già costata all’incirca 200.000 euro. Ora bisognerà provvedere - ed è questa la parte più difficile e delicata - allo smaltimento di quelle che erano le coperture delle stalle e del mangimificio. Coperture tutte costruite in eternit. Per una simile bonifica occorrerebbero circa 2 milioni di euro. La Regione ha intenzione di far fronte a tali spese con fondi propri, possibilmente entro il 2014 e si starebbero già predisponendo gli atti per indire la gara di appalto. Sono così già trascorsi due anni da quando è cominciata l’attività di bonifica, da parte della Regione Basilicata, dell’area ex Cip Zoo dove, se tutto andrà per il verso giusto, dovrebbe sorgere, il Parco urbano della città, ideato dallo studio Wop. I lavori di bonifica, ricordiamo, hanno preso il via a febbraio del 2011 all’indomani della rimozione, da parte della magistratura, dei sigilli apposti a seguito del sequestro dell’area effettuato dal Noe dei carabinieri. Sfalciata l'erba e rimossi gli alberi caduti si è provveduto poi a ripulire i locali utilizzati in passato come mangimificio, uffici, officina. Sono stati demoliti alcuni piccoli fabbricati e sono stati smaltiti anche alcuni rifiuti speciali come le attrezzatura che ancora giacevano abbandonate nella struttura. E dire che da circa 23 anni la città di Potenza ha dovuto fare i conti con la presenza di quest’area abbandonata nei primi anni ‘90 a seguito del definitivo fallimento della Cip Zoo che altro non era che un’allevamento di maiali insediatosi proprio all’ingresso della città.

LA PETIZIONE

Bus urbani Proteste in via Ionio

Alcuni dei fabbricati ancora in piedi all’interno dell’ex Cip Zoo dove è già in corso da due anni la bonifica

Dopo il fallimento l’intera area - circa 90.000 metri quadrati di estensione - è stata lasciata in balia di se stessa senza che nessuno se ne occupasse o preoccupasse. E mentre la struttura crollava e perdeva pezzi si ipotizzava di utilizzare quell’area come luogo dove farci sorgere qualsiasi cosa. Come la tanto invocata “Cittadella dei saperi”sposorizzata dalla Provincia. Poi si è pensato di costruirvi impianti sportivi con tanto di delocalizzazione dello stadio Viviani , presenza did una piscina olimpionica e anche un

palaghiaccio. Un consorzio di imprese potentine aveva previstola realizzazionedi tanti fabbricato ad uso commerciale e direzionale. Poi lo scorso anno l’idea di dare vita vita a un grande polmone verde: il “Parco della città” ideato dallo studio Wop. Idea che è piaciuta talmente tanto che circa 12.000 cittadini non hanno esitato ad apporre la propria firma sotto unapetizione poiconsegnata alsindaco di Potenza, Vito Santarsiero, e al

presidente della Regione, De Filippo. Ora le questioni ancora da risolvere sono due: portare a termine la bonifica dell’area e far sì che il terreno, su cui sorgeva l’ex Cip Zoo, oggi di proprietà dell’Asi passi al Comune. Un passaggio che non dovrebbe trovare molti ostacoli. L’importante comunque è che venga portata a termine la bonifica e che davvero si voglia realizzare il “Parco della città”. al.g. a.giammaria@luedi.it

Il capogruppo del Pd al Comune, Carretta

MINI ERASMUS

Emergenza rifiuti «Nuova strategia Acta»

«VISTA la difficile situazione della raccolta dei rifiuti di questi ultimi giorni, è giunto il momento che l'Acta assuma una funzione strategica, candidandosi a gestire il ciclo dei rifiuti in ambito non più cittadino, bensì comprensoriale». Così Gianpaolo Carretta, capogruppo Pd al Comune di Potenza, alla luce della nuova emergenza rifiuti che in questi giorni ha attanagliato il capoluogo di regione. Per l’esponente politico il «Comune sta già facendo molto sia in termini di raccolta differenziata, sia in termini di spazzamento, emolto farànon appenapartirà laraccolta porta a porta, che, grazie all'approvazione da parte della Giunta regionale del tanto atteso finanziamento di circa 9 mi-

L’ANALISI

segue dalla prima

L'irrefrenabile voglia di raccontare e raccontarsi, di dire, partecipare, comunicare trasforma i sindaci in direttori, i comuni in editori. Piccole testate crescono, accanto al polo multimediale della Regione ecco che affiorano le 40/48 pagine programmate e annunciate da Santarsiero. Per ora c'è la manifestazione d'interesse per la stampa e la distribuzione, annunciata un po' sotto sotto, in verità, poco più di una settimana per presentare il progetto, poi si vedrà. Eppure nell'ottimizzazione della spesa gli enti pubblici hanno subito tagliato il costo dei giornali.

lioni di euro da investire nel progetto per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nell'area metropolitana di Potenza, ci porterà ai livelli delle città europee, dove il sistema di raccolta domiciliare è già prassi da tempo». È necessario, però, mettere «finalmente in campo una nuova strategia di raccolta e differenziazione, magari utilizzando come stazione di trasferenza la discarica di Pallareta o realizzandone una nuova che possa servire tutto il bacino di Potenza centro, o ancora riconvertendo l'inceneritore in termovalorizzatore di nuova generazione». L’Acta, però, per Carretta «deve uscire da una gestione frammentaria ed episodica, attuando, con traspa-

200 gli studenti

Cassonetti pieni e buste di rifiuti a terra

renza e con diminuzione dei costi, una strategia nel minor tempo possibile, che sia duratura ed efficace». Occorre, dunque, che siano prese decisioni «in merito ad un'eventuale strategia complessiva - ha concluso i Carretta che ci faccia uscire dalla fase provvisoria e che garantisca costidi gestione più bassi per l'intera collettività, affinché si possa rispondere meglio alle esigenze di ordine e pulizia che provengono dalla comunità cittadina».

OGGI, alle 9.30, nella sala Giunta di piazza Mario Pagano, saranno presentati alla stampa i progetti di mobilità per l'anno 2013, circa 200, rivolti ad altrettanti studenti che avranno l'opportunità di fare tirocini formativi all'estero. Per i primi 97 mini Ersamus è già stato pubblicato il bando i cui dettagli saranno illustrati oggi dal presidente della Provincia Piero Lacorazza, dagli assessori alla Formazione, alla Pubblica istruzione e alla Cultura - rispettivamente Rossi, Vicino ePietrantuono dal presidente e dal direttore dell'Apof-il, Laguardia e Romaniello. Parteciperà alla conferenza stampa anche il presidente della Consulta provinciale degli studenti Albano.

Datemi un giornale e vi governerò la città Dopo Matera anche Potenza: i sindaci si danno all’editoria Tra l'altro Santarsiero è stato tra i primi I-pad munito e cinguetta che è una bellezza. Nel mondo della rivoluzione digitale è -- però sempre la carta con foliazione 40/48 che seduce. Questa vituperata, biasimata, disprezzata carta condannata a morte dai teorici con la testa nel web, è ancora la più desiderata. E così si fanno pasticci, da una parte si taglia e dall'altra si spende, con la pretesa di go-

vernare timoni e grafica, con la pretesa, soprattutto, di gerarchizzare il tipo di notizia che deve arrivare al cittadino. Con il rischio di creare confusione (il condomino non farà più differenza tra il volantino dell'ipermercato e il giornale, trova tutto gratis nel palazzo) e assottigliare quella esigua fetta di mercato libero che ancora rimane alle aziende editoriali pure. Comprese le edicole. Razio-

nalità vorrebbe che se gli enti avessero qualcosa da comunicare lo facessero attraverso gli organi che fanno questo di professione, perché è meglio che ciascuno faccia bene il proprio mestiere e perchè contribuire a mantenere in piedi aziende editoriali libere è un bene per la comunità. Dalla politica del vecchio addetto stampa siamo passati alla costruzione degli uffici stampa, dal vecchio "comu-

A QUASI 15 giorni dall’entrata in funzione, in via sperimentale, del nuovo Piano di trasporto pubblico, non si placano le proteste dei cittadini. Centocinquantasei residenti di via Ionio hanno sottoscritto una petizione consegnata ieri mattina in Comune. I 156 cittadini - che abitano nelle palazzine che affacciano su via del Gallitello - lamentano il fatto che le linee cinque e otto, che hanno sostituito la uno e la sei, non passano più nella parte bassa di via Ionio che, in pratica, è stata divisa in due. I residenti che abitano nella parte alta di via Ionio possono prendere gli autobus delle linee 5 e 8 alla fermata che si trova nei pressi della farmacia Caiazza, mentre quelli che abitano nella parte bassa o devono risalire via Ionio persalire sul 5 e sull’8 o devono scendere su via del Gallitello e prendere i bus che transitano da lì. Nella petizione i cittadini chiedono che l’amministrazione comunale faccia transitare le linee 5 e 8 anche nella parte bassa di via Ionio ripristinando le vecchie fermate. Questo onde evitare disagi e penalizzazioni per quei cittadini che abitano nella parte bassa di via Ionio. Cittadini, per lo più anziani, che con, non disponendo di mezzi propri, con difficoltà, soprattutto con il freddo e il cattivo tempo dei mesi invernali, devono o scendere su via del Gallitello o salire e raggiungere la fermata che si trova nei pressi della farmacia. Non solo. I 156 firmatari della petizione hanno anche chiesto che vengano rispettati gli orari di transito dei bus che passano con ritardo e causano disagi ai lavoratori che non riescono più ad arrivare in orario.

neinforma" ai giornali diretti in proprio. C'è dunque una curiosa contraddizione nella scelta strategica dei comuni, dosano il wifi ma commissionano carta, invia decine di comunicati al giorno dall'ufficio stampa ma nonostante tutto sentono di dover arrivare direttamente nelle case dei cittadini con un giornale che non sappiamo cosa potrà contenere di più di quello che quotidianamente pubblica il sito del comune o pubblichiamo noi quotidiani. Ah, questi benedetti, maledetti giornali. Tutti ne parlano male, tutti li vogliono. Lucia Serino l.serino@luedi.it

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8 febbraio 2013