Page 26

Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.02.2013

PAG. 8

Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA

Venerdì 8 febbraio 2013

 MELFI A SEI ANNI DALLE ORDINANZE DI SGOMBERO PERCHÈ RITENUTE PERICOLANTI LE PALAZZINE SONO IL REGNO DEL DEGRADO E ALLA MERCÈ DEI LADRI E DEI VANDALI

Gli alloggi Ater cadono a pezzi Quelle case devono essere abbattute, ma è tutto fermo per una controversia La storia L’allarme nel 2003 con i primi cedimenti .

La storia comincia nel 2003 con la caduta di un pezzo del tetto in una della 14 palazzine interessate dallo sgombero di 123 alloggi. Dapprima sembrava qualcosa di poco rilevante ma poi, con verifiche, sopralluoghi e perizie, si scopre che, in effetti, quegli edifici, risalenti agli anni ’70 del secolo scorso, furono coIN BALIA DEI VANDALI Le palazzine da abbattere oggi sono alla mercè di ladri e vandali x

x

x

.

struiti con basse percentuali di cemento. Ne consegue una logica psicosi e, contemporaneamente, la preoccupazione dei residenti. Parte anche un iter giudiziario che vede impegnato il comitato formato dai residenti e, dall’altra parte, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, braccio edilizio della Provincia di Potenza. Tanti gli incontri, gli scontri e le parole spese per dare risposte alla vertenza venutasi a creare ed i risarcimenti da chiedere per le ordinanze di sgombero che si dovettero adottare. All’inizio del 2009 i primi 270mila euro suddivisi tra 78 proprietari ed 11 inquilini. Poi altri 330 mila, sempre sborsati dalla Regione. Successivamente, ulteriori cause per danni morali ma, in mezzo a tutto, la decisione di abbattere quei condomini. Provvedimento che non si è ancora verificato. Serve, insomma, che la questione venga ripresa in considerazione, per dare corso a quanto stabilito e, insieme, scongiurare epi[m.t.] sodi spiacevoli.

MARCO TUCCI l Ad oltre sei anni dalle ordinanze di sgombero che le svuotarono perché ritenute pericolanti e a dieci dall’inizio della vicenda, le palazzine Ater del rione Valleverde sono sempre lì, alla mercé di qualunque cosa gli sia potuto accadere nel frattempo. Oggetto di vandalismo, ma anche obiettivo di furto di tutto ciò che è stato impossibile portare via, soprattutto a scapito dei residenti che, al momento, di lasciarle non hanno fatto in tempo a recuperare le migliorie apportate. Inoltre, gli edifici di via Taranto, non provvisti di cancello e recinzione, sono divenuti ricettacolo di rifiuti di qualunque genere, ma pure dormitorio per senza tetto e, non ultimo, comodo luogo appartato per qualsiasi tipo di operazione illegale, visto che i muri alzati per chiudere gli ingressi negli edifici sono stati spesso rotti. Insomma, quelli conosciuti come i «123 alloggi», oltre ad attendere il destino di essere abbattuti, sono diventati una sorta di incubo per chi ci abita intorno, tra via Venezia e via Sanremo. Diverse le volte che hanno segnalato alle autorità competenti il de-

grado che hanno davanti agli occhi quotidianamente e gli episodi illegali che, loro malgrado, hanno visto. «Specie quando è buio- hanno riferito gli interlocutori della Gazzetta- avvengono movimenti che fanno facilmente immaginare qualcosa di illecito e si sentono spesso urla che provengono dagli appartamenti». E, in merito, ci sono stati gli arresti in flagranza di reato a danno di ladri che stavano depredando quegli edifici. Ma, come si comprende, ad oggi nulla è avvenuto concretamente per la soluzione del problema. Non può ancora succedere, cioè non può essere mossa una pietra, poiché quelle costruzioni rappresentano ancora materia di controversia giudiziaria anche se il Consulente Tecnico d’Ufficio, nominato dal Tribunale, ha terminato il suo compito da diversi mesi. Pare, infatti, che ci siano richieste di risarcimento danni, pure di natura morale, da parte di qualche sfrattato. Un pieno diritto, s’intende, ma è chiaro che ciò ha allungato i tempi di esecuzione di quanto previsto e la situazione è sempre quella descritta, cioè molto negativa ed in via di inevitabile peggioramento.

TRA DEGRADO E RIFIUTI I 123 alloggi Ater in rovina di Valleverde rappresentano un incubo per i residenti della zona [foto m.t.] .

.

 RIONERO IN VULTURE DOPO LE REITERATE PROTESTE IN VIA UMBERTO I E VIA VITTORIO VENETO

Infiltrazioni d’acqua in garage e cantine finalmente gli interventi riparatori

l Infiltrazioni d’acqua nei locali sottostanti le vie Umberto I - Vittorio Veneto e Vico V. Veneto - Vico Storto Umberto I. Le lamentele, fino alla nausea, dei cittadini sono state ascoltate e i sollecitati interventi «riparatori» sono, finalmente, arrivati. Ecco i fatti. Sentiamo Antonio Del Riccio, proprietario di una cantina in vico Vittorio Veneto: «non è la prima volta - dice - in cui sono costretto a denunciare fastidiose e pericolose infiltrazioni d’acqua derivanti da rotture o

scoppi di tubatura nella condotta idrica cittadina gestita da Acquedotto Lucano». «Già da diversi giorni sono costretto al pompaggio dell’acqua infiltrata nel mio locale che si trova al di sotto di via Umberto I° continua- senza nessuna risposta dalle istituzioni contattate, li il Comune di Rionero e lo stesso Acquedotto tramite il numero verde Per di più son dovuto quasi scendere a patti, per smaltire l’acqua dalla cantina, con gli operai impegnati nei lavori in piazza Fortunato, per

non scaricare acqua mentre lavorano. E’ una rottura continua. Avrei percorso altre strade se il problema non si fosse risolto». Lamentele sono state esposte, alla Gazzetta, anche da diversi commercianti con esercizi fra via Umberto I e Vico Storto Umberto I, per infiltrazioni nel bar e schizzi di acqua sporca sulle vetrine facendo rilevare che non è affatto la prima volta e che a nulla sono valse le denunce verbali rappresentate agli Uffici comunali [ddl] e all’Acquedotto.

le altre notizie LAGONEGRO VIABILITÀ

Riaperta al traffico la Fondovalle del Noce n La fondovalle del Noce è stata riaperta al traffico all’altezza del km 30,250, «dove si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza a seguito di una frana verificatasi lo scorso 18 gennaio». Per l’Anas «i lavori hanno riguardato la rimozione del materiale pericolante e l’installazione di reti paramassi». Riapertura al traffico anche dello svincolo di Lagonegro Nord sull'autostrada A3.

MELFI DISAGI Infiltrazioni

 RIONERO LA STORIA DI ANTONIO DI LUCCHIO «Io salvo per miracolo dai forni crematori nei campi nazisti»

 SATRIANO IL PROSSIMO 10 FEBBRAIO Il «carnevale nel parco» quando uomo e natura sono una favola ecologica

 TITO LUCANI INSIGNI. IL CORDOGLIO DELLA CRLE È morto Reinaldo Gargano è stato ministro affari esteri uruguaiano

l La giornata della memoria è stata vissuta con emozione da circa 150 alunni (ex scuola media) «F. S. Nitti». L’ incontro clou con uno dei superstiti dei campi di concentramento nazisti. In palestra l’incontro con l’ultranovantenne Antonio Di Lucchio, (classe 1922), ma ancora lucidissimo, superstite dai campi di sterminio tedeschi. Ha introdotto i lavori il dirigente scolastico Domenico Quatrale. L’insegnante Raffaella Di Lucchio , ha fermato l’attenzione anche su altre violenze avvenute in altre circostanze simili. «Nonno» Antonio, ai ragazzi, ha ricordato la sua odissea cominciata SALVO Antonio Di Lucchio in Grecia, dove fu fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, il suo arrivo in Germania, zona Berlino – Rudolf Lager, dopo 14 giorni di viaggio attraverso Bulgaria, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, la sua permanenza nei campi di concentramento «salvandomi dai forni crematori per vero miracolo: due volte vennero a prendermi, due volte mi trovarono con la febbre alta e mi lasciarono. Il 1945 fummo liberati dagli americani, . Mai più, [ddl] ragazzi,ricordate».

l Un grande investimento in tradizioni locali e volontariato culturale, un piccolo investimento in fondi pubblici. Questo il profilo del Carnevale al Parco, che, con un budget di circa 7mila euro, darà inizio, il 10 febbraio prossimo, ad un percorso di valorizzazione del Carnevale di Satriano, in cui si mettono in scena «i riti ancestrali dell’uomo-albero, grazie ai quali l’uomo e la natura si fondono e si confondono dando vita ad un’affascinante favola ecologica», da cui il sottotitolo «Natura in maschera». L’appuntamento è promosso dal Comune, dal Parco dell’Appennino lucano e dal Gal. La manifestazione è stata presentaVERNICE Il tavolo ta ieri, a Potenza. Hanno partecipato il direttore generale dell’Apt, Gianpiero Perri, il presidente del Parco, Domenico Totaro, e il sindaco di Satriano, Michele Miglionico. La giornata comincia all’alba con il raduno dei «Rumit», uomini ricoperti completamente di edera, e degli «Urs», vestiti invece di pellicce di animali e con il volto coperto da stoffa bianca, che vagheranno tra i vicoli del paese per «elemosinare» doni in cambio di un buon auspicio. Saranno poi organizzate escursioni nei boschi per mostrare ai [l.col.] visitatori come raccogliere l’edera per il Rumit.

l Il presidente della Commissione regionale lucani all’ estero, Luigi Scaglione esprime a nome di tutto l’ organismo, il cordoglio per la scomparsa dell’Insigne lucano Reinaldo Gargano, già Ministro degli Affari Esteri uruguaiano e presidente del Partito Socialista Uruguayo. Nato in Paysandù (Uruguay) discendente della famiglia Gargano di Marsico Nuovo ed Ostuni di Tito, è stato per anni giornalista e segretario generale del Partito Socialista dello stato sudamericano potenziando molteplici attività di carattere politico sociale per l’Uruguay. Nel suo costante impegno di uomo di governo e legislatore, fu senatore SCOMPARSO Gargano della Repubblica negli anni 1984-2004 anni nei quali potenziò numerose azioni di sviluppo per tutti i territori latino americani. Nel 2008 fu promotore del Gemellaggio fra i Comuni di Tito e Marsico Nuovo con la Città di Montevideo (Uruguay). «Gargano - ha ricordato Scaglione - ha rappresentato per la comunità lucana in Uruguay un grande riferimento morale ed istituzionale, un illustre lucano che ha contribuito a tenere alto il nome della Basilicata nel mondo». Cordoglio anche di Vincenzo Folino, consigliere regionale del Pd «perdiamo - ha detto - un grosso punto di riferimento».

VILLAGGIO ECOLOGICO

Futurenergy fa tappa al «Gasparrini» n Il villaggio ecologico di “Futurenergy: risparmia, cammina, pedala, rispetta”, teso a sviluppare il binomio pratica sportiva - sostenibilità, dopo Lagonegro, Marsiconuovo, Melfi, Moliterno, Potenza, Picerno e Venosa, proponendo comportamenti e stili di vita orientati al risparmio energetico e ad un corretto equilibrio tra consumi, ambiente e rispetto della natura, continua il suo viaggio e oggi fa tappa alla scuola superiore «Gasparrini» alle ore 11.

MOLITERNO TECNICI DELLA PREVENZIONE

Il corso di laurea rimane in Basilicata

n Il corso di laurea triennale dei Tecnici della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, dell’Università Cattolica di Roma, rimane a Moliterno. Il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, ringrazia il presidente della Regione, Vito De Filippo, che dopo il ripristino del Corso di Laurea degli infermieri nelle sedi di Villa D’Agri e di Lagonegro, ottiene un brillante risultato per la nostra Regione, in un periodo di assoluta austerità per gli Atenei.

Prime Pagine Giornali  

8 febbraio 2013