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Anno 2 Numero 237 del 05/12/2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Presentata la mappa regionale elaborata dall’Irccs-Crob di Rionero. Risultati inviati alla Cattolica di Roma

Registro tumori: ecco i dati

L’incidenza tra i lucani inferiore al dato nazionale, l’analisi sul triennio 05-07

•A PAG. 2, 3 e 4

Un momento della conferenza di presentazione del primo registro tumori della Basilicata

I lucani si ammalano di meno di tumore rispetto alla media nazionale ma è necessario mantenere alta l’attenzione sul fenomeno visto che gli stili di vita possono incidere sui risultati, uniformando il dato lucano a quello italiano. Questo uno dei risultati che emerge dal primo registro tumori della Basilicata, elaborato dal Crob e relativo al triennio 2005-2007. I dati sono stati presentati in Regione alla presenza del presidente della Regione Basilicata,

Vito De Filippo, l’assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, il direttore generale dell’Irccs Crob di Rionero, Pasquale Amendola, e il responsabile del registro tumori dell’Irccs Crob, Rocco Galasso. Dalla ricerca emerge che i casi segnalati in regione sono stati 374 tra gli uomini e 265 tra le donne ogni 100.00 abitanti, a fronte di una media nazionale pari a 465 casi segnalati tra gli uomini e 336 tra le donne, prendendo come riferimento lo stesso campione della popolazio-

Intesa interregionale su Autorità di bacino

Federparchi contro le trivelle nello Jonio

Spettacolo e cultura Ddl in Commissione

Approvato il disegno di legge che ratifica l’accordo tra le Regioni Basilicata e Campania

Espressa netta contrarietà alla richiesta della Shell per operazioni di ricerca in mare

L’esame prosegue velocemente. Settore “fondamentale per lo sviluppo economico della regione”

•A PAG. 5

ne. Non sono state registrate particolari differenze tra gli anni presi in esame e le zone della Basilicata considerate ma i risultati saranno ora inviati all’Università Cattolica per avere una lettura scientifica e obiettiva dei numeri forniti dalla ricerca del Crob. Resta comunque alta l’allerta sul fenomeno dei tumori, che rimane un problema serio per la popolazione e il primo registro tumori potrà essere d’aiuto per formulare piani di intervento e prevenzione.

•A PAG. 5

•A PAG. 5

Le polemiche sulla tassa di ingresso a Matera, critiche sulla segnaletica non chiara e sui pagamenti on line

Si avvicina la scadenza del 17 dicembre per il pagamento dell’Imu, le tariffe in regione per case e capannoni

Le associazioni contro le decisioni del Comune che arrecano danno al turismo

Sui fabbricati industriali versamento pesante con un aumento fino al 81% rispetto all’Ici

Una segnaletica poco chiara, non facilmente comprensibile e che non informa a sufficienza i turisti riguardo la tassa di ingresso a Matera, che in questo caso rischia di creare danni ai turisti e ai visitatori che si fermano nella città dei Sassi.

Ancora qualche giorno e arriverà la nuova scadenza per il pagamento dell’Imu. Secondo i dati elaborati dalla Uil, a Potenza il costo per il 2012 sulla prima casa è in media di 70 euro totali, 678 euro invece per le seconde abitazioni. I

Ancora allarmi sulla questione della tassa di soggiorno a Matera, le associazioni del ramo turistico accusano il Comune di non aver predisposto un piano di informazione chiaro e adeguato per il versamento della tassa di soggiorno.

La Gazzetta del Mezzogiorno

numeri potentini sono in linea con quelli di Matera, dove il costo per la prima casa è leggermente maggiore, 73 euro, mentre inferiore per le seconde, 519 euro. Per i capannoni industriali il costo cresce di 736 euro rispetto al pagamento previsto dell’Ici.

Il Quotidiano della Basilicata


05.12.2012 N. 237

PAG. 2

Basilicata Mezzogiorno

REGISTRO TUMORI BASILICATA

Lucani meno colpiti da tumori Media inferiore al dato italiano, la ricerca del Crob in via di accreditamento all’Airtum I lucani si ammalano di tumore di meno rispetto al resto degli italiani, in particolare del Centro e del Nord Italia, con un’incidenza dei tumori tra la popolazione lucana inferiore alla media nazionale ma non per questo da non tenere sotto controllo, in particolare in relazione agli stili di vita che tendono a uniformare il dato lucano con quello italiano. Questi alcuni dei risultati della ricerca sul tasso di incidenza tumorale elaborato dall’Irccs Crob nel triennio 2005-2007, presentato alla Regione Basilicata e in via di accreditamento all’Airtum, l’Associazione nazionale registri tumori. L’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Crob di Rionero ha completato da pochi giorni la raccolta dei dati sull’incidenza dei tumori in Basilicata, lasciando trascorrere solo le poche ore necessarie alla organizzazione dei dati stessi. I dati sono stati presentati dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dall’assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano, dal direttore generale dell’Irccs Crob di Rionero, Pasquale Amendola, e dal responsabile del registro tumori dell’Irccs Crob, Rocco Galasso. Il registro, voluto dalla Regione Basilicata, mostra l’andamento del tasso di incidenza oncologica in regione, consentendo il raffronto con il dato generale nazionale rilevato dai registri tumori e con quello delle macro aree del Paese (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole). Il dato lucano è stato poi analizzato anche per aree basandosi sui territori dei Pois, ossia Alto Basento, Marmo Platano Melandro, Lagonegrese Pollino, Val d’Agri, Vulture Alto Bradano, Bradanica Medio Basento, Metapontino Collina Materana. Dalla ricerca effettuata dall’Irccs-Crob emerge che nella nostra regione il tasso di incidenza tumorale incide, nel periodo 2005-2007, sul totale della popolazione con 374,4 casi tra gli uomini e 265,2 tra le donne per 100.000 abitanti. La statistica tiene conto delle persone di età compresa tra gli zero e gli ottantaquattro anni, campione ritenuto significativo ai fini degli studi dell’incidenza oncologica dai rapporti Airtum, ma presenta analogamente a quanto fanno gli altri registri tumori anche il

dato generale che comprende tutta la popolazione, inclusa quella al di sopra degli 84 anni. I due dati mostrano andamenti analoghi nei due campioni presi in esame. I dati indicano che i lucani si ammalato di tumore ma l’incidenza è più bassa rispetto al tasso nazionale rilevato dai registri tumori, che in Italia misurano 465,3 casi nei maschi e 336 tra le femmine ogni 100.000 abitanti. Il gradiente geografico vede la nostra regione inserita nel contesto del dato Sud e Isole, dove si registrano 387,7 casi tra gli uomini e 284,2 tra le donne ogni 100.000 abitanti, e favorita nella comparazione con le altre tre macro aree del Paese prese a riferimento: Nord Ovest, 492 maschi, 341,6 femmine per ogni 100mila abitanti, Nord Est, rispettivamente 497,8 e 365,9, e Centro, 434,1 e 323,7. Quanto ai dati tra le diverse aree Pois della regione, il quadro che emerge è variegato, anche con dati disomogenei nei diversi anni all’in-

In regione registrati 374 casi tra gli uomini e 265 tra le donne ogni 100.000 abitanti terno della stessa area. La ricognizione dei dati fin qui effettuata costituisce la prima fase dell’attività di sorveglianza oncologica. I dati che sono stati appena consegnati dall’Irccs Crob alla Regione verranno immediatamente inoltrati all’Università Cattolica a cui è stato commissionato uno studio per avere una lettura scientifica dei dati stessi e una valutazione sulle variazioni legate agli anni e alle zone specifiche del territorio. Tutte le rilevazioni saranno inoltre pubblicate on line, rispettando le normative sulla privacy che nello specifico impongono di non pubblicare dati a dimensione troppo bassa per evitare che a livello locale si possa individuare le persone affette dalle patologie, in modo da essere affidate alla valutazione della comunità medico scientifica e di chiunque ne avesse interesse. (bm8)

Tassi specifici per età  >  d da 0 a 84 anni MASCHI

FEMMINE

Basilicata ASP ASM

2005 376,6 376,6 375,6 ,

2006 408,9 410,7 406,7 ,

2007 384,8 387,1 380,8 ,

2005 275,9 273,5 281,1 ,

2006 285,3 277,2 300,9 ,

2007 266,1 252,6 290,7 ,

Alto Basento Marmo Platano Melandro Lagonegrese Pollino Val D'Agri Vulture Alto Bradano Bradanica Medio Basento Metapontino Collina Materana Potenza Matera

387,4 326,4 357,4 361,2 456,3 352,2 359,3 338,8 430 6 430,6

399,9 417,9 314,6 411,9 466,4 432,1 381,7 453,2 419 0 419,0

398,9 352,5 327,1 385,7 400,8 376,7 369,1 450,7 405 2 405,2

249,7 286,9 251,5 264,8 246,9 280,3 301,9 345,1 257 3 257,3

259,9 319,0 249,3 215,8 270,2 272,7 297,1 342,2 335 9 335,9

257,4 222,3 191,6 231,7 266,8 254,9 309,2 320,7 301 1 301,1

AIRTUM Nord Ovest Nord Ovest Nord Est Centro Sud e isole

458,8 490,4 497,0 434,4 385,4

469,6 492,4 497,5 423,6 389,1

472,7 496,5 499,7 443,9 392,6

332,4 344,7 361,9 333,1 280,7

341,4 345,0 368,6 316,8 286,1

337,1 324,5 368,1 312,9 292,8

Tutte le sedi escluso cute / Tassi specifici per età (per 100.000) ‐ Std EU 


05.12.2012 N. 237

PAG. 3

Basilicata Mezzogiorno

REGISTRO TUMORI BASILICATA

“Dati utili per la prevenzione”

De Filippo: “Evitare manipolazioni dei numeri”. Martorano: “Risultati trasparenti per tutti”

Tassi specifici per età  >  d da 0 a oltre 85 anni MASCHI

FEMMINE

Basilicata ASP ASM

2005 398,7 396,4 403,0

2006 432,4 434,0 430,5

2007 408,8 410,2 406,8

2005 282,9 280,5 288,3

2006 296,4 289,5 309,5

2007 274,9 262,6 296,9

Alto Basento Marmo Platano Melandro Lagonegrese Pollino Val D'Agri Vulture Alto Bradano Bradanica Medio Basento d i di Metapontino Collina Materana Potenza Matera

408,2 349,5 378,5 375,9 478,7 3 66 376,6 378,2 352,9 475 9 475,9

425,5 437,2 333,4 418,5 504,9 4 6 457,6 402,6 476,1 445 2 445,2

422,9 370,4 349,2 396,7 436,4 410 0 410,0 388,2 469,3 432 3 432,3

256,9 293,8 262,3 272,5 252,2 282 8 282,8 308,5 349,0 272 5 272,5

272,1 333,6 255,6 228,9 281,7 282 0 282,0 303,0 361,9 348 3 348,3

265,4 234,3 194,7 243,0 281,6 261 261,5 316,2 331,4 305 6 305,6

AIRTUM Nord Ovest Nord Ovest Nord Est Centro Sud e isole

484,0 517,8 526,2 457,9 403,7

494,8 521,7 524,4 442,8 407,1

498,3 523,0 528,1 464,7 411,5

345,8 360,3 376,3 344,7 289,8

354,7 359,8 382,9 327,2 294,1

350,6 337,5 383,4 323,8 301,4

Tutte le sedi escluso cute / Tassi specifici per età (per 100.000) ‐ Std EU 

“L’incidenza dei tumori in Basilicata è un problema reale da affrontare, che si posizione come dato al di sotto della media nazionale, ma comunque da tenere sotto controllo senza manipolazioni per interessi di parte. I risultati che emergono dalla ricerca del Crob devono essere messi a disposizione di tutti, dei cittadini e della comunità scientifica e resi il più trasparente possibile, anche grazie alla lettura che sarà effettuata dall’Università Cattolica”. Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e l’assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, hanno commentato, durante la presentazione del rapporto tumori, i numeri e i dati forniti dalla ricerca effettuata dal Crob di Rionero. “Purtroppo dobbiamo fare i conti con la realtà delle patologie oncologiche e abbiamo il dovere di farlo in modo serio, con dati attendibili e con un monitoraggio costante”. Queste le parole del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, a commento del registro tumori. “I dati del registro tumori lucano, uno dei primi a dimensione regionale in Italia, ci rappresentano un problema reale - prosegue De Filippo ma ci mostrano come il dato puntuale sia perfettamente in linea con quello delle stime e cioè che la situazione dei tumori anche in Basilicata è in crescita, ma che al momento siamo al di sotto del dato nazionale e nella media esatta di quello meridionale, sebbene sia per i dati locali che per quelli nazionali e meridionali la realtà puntuale del fenomeno sia superiore a quella mostrata dalle proiezioni statistiche”. “Di questi dati dobbiamo avere rispetto affinché siano utilizzati dalla comunità medica e scientifica nel migliore dei modi. E mi permetto di suggerire a tutti di evitare di tirare i numeri da una parte o dall’altra per giustificare le posizioni di allarmismo o trascuratezza. Paradossalmente ci troviamo a verificare che alcune aree indicate da qualcuno come luoghi di morbo e morte sono quelle con gli indici più bassi, ma questo non vuol dire che dobbiamo far calare l’attenzione su queste zone. Dobbiamo, tuttavia, prendere atto che quello che già si annunciava trova conferme: la Basilicata ha indici di malattia oncologici infe-

riori al resto del Paese, ma il dato mostra una tendenza all’omogeneità con l’uniformarsi degli stili di vita. Non è un caso che, nella differenziazione dei dati interni alla Basilicata, gli indici maggiori si registrano nelle due città capoluogo e nella zona industrialmente più sviluppata”. “Prendiamo atto dei dati registrati nel triennio 2005-2007. Sono numeri trasparenti e disponibili alla consultazione di tutti. Per la loro complessità, occorre esaminarli attraverso una lente d’ingrandimento appropriata e scientifica. Per questo abbiamo incaricato l’Università Cattolica per uno studio che fornisca una lettura rigorosa e affidabile”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano, durante la presentazione del registro tumori dell’Irccs Crob in Regione. “Con l’avvio dell’accreditamento all’Airtum, la Basilicata si dota di uno strumento importante con il quale, grazie alla sua dimensione regionale, saremo in grado di affron-

“Problema serio da affrontare, con il registro più coscienza su pianificazione e interventi” tare con maggiore consapevolezza i passaggi successivi di studio e pianificazione, valutando le situazioni di contesto”. Martorano ha poi precisato che “al momento possiamo solamente fare osservazioni obiettive di carattere numerico e statistico e queste osservazioni ci mostrano un dato in linea con quello dell’Italia Meridionale, che al proprio interno, ossia tra le diverse aree Pois, contiene, come sempre in questi casi, dati più bassi e dati più alti che finiscono poi per comporre il dato medio. Parimenti, osservando l’andamento dei dati negli anni, è possibile notare come in alcune zone si susseguano picchi in un’annualità e numeri più bassi in altre. Ma non vogliamo passivamente fermarci a quello che sembra un normale effetto statistico e, proprio per questo, abbiamo scelto di chiedere il sostegno della Cattolica”. (bm8)


05.12.2012 N. 237

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Basilicata Mezzogiorno

REGISTRO TUMORI BASILICATA

Uno dei pochi in Italia e l’unico nel Sud

Per la ricognizione sono state utilizzate 2.500.000 schede di dimissione ospedaliera e 3.500 cartelle cliniche Alla conferenza di presentazione dei dati del Registro Tumori erano presenti anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza, Pasquale Amendola ed il responsabile del Registro tumori dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Crob di Rionero, Rocco Galasso. “L’Ircss Crob ha fatto richiesta di accreditamento all’Airtum (Associazione italiana registro tumori) per il triennio 2005, 2006 e 2007 e contemporaneamente prosegue l’attività per gli altri anni dal 2008 in poi”. “E’ un lavoro certosino che ha impegnato la struttura. Il registro tumori della Basilicata – ha affermato Amendola - rappresenta una realtà importante in quanto si tratta di uno dei pochi registri su base regionale, l’unico nel Mezzogiorno. Il dato di copertura relativo al sud e isole (32% secondo l’Airtum) è assorbito per la gran parte dalle due isole maggiori; la copertura residua ne rende critica la comparabilità dei dati del Registro di

Basilicata”. Per il responsabile del Registro tumori Ircss Crob di Rionero, Rocco Galasso “la registrazione è l’unico modo per conoscere quante persone residenti in un determinato territorio sono malate di cancro e che tipo di tumore hanno. Le informazioni registrate sono vitali per la ricerca sul cancro. Le funzioni principali dei registri sono quelle di monitorare i

Che cosa è la banca dati e come viene realizzata

TASSI SPECIFICI PER 100.000 ABITANTI - STANDARD EUROPEO

Tassi di incidenza per sede tumorale MASCHI    da 0 a 84 anni

Istituita su base regionale, raccoglie informazioni sul tasso di incidenza rispetto alla popolazione residente a rischio Il Registro Tumori in Basilicata In Basilicata è presente un Registro Tumori su base regionale istituito dalla Regione, affidato al Crob e confermato dalla legge regionale 14 del 2011. L’attività del Registro di Basilicata nel corso degli anni è stata centrata sulla definizione dei flussi e sulla analisi dei dati e finalizzata al miglioramento della qualità del dato e all’efficienza dei sistemi automatici. L’Accreditamento Airtum L’Accreditamento Airtum riflette gli scopi dell’Associazione che sono quelli di consentire il confronto tra i dati epidemiologici riguardanti i tumori nelle

Da qualche mese è attivo il progetto ‘Itacan’ dell’Airtum che presenta i principali indicatori epidemiologici dei tumori più diffusi sulla base dei dati dei Registri Tumori italiani. Questa applicazione internet fornisce l’accesso ai dati aggregati e produce grafici e tabelle.

I Registri tumori pubblicano dati vecchi?

La scelta del 2005 Il Rapporto 2010 dell’Associazione italiana dei Registri tumori pubblica i dati di prevalenza dei tumori al primo gennaio 2006 e il Rapporto 2011 contiene i dati di sopravvivenza dei malati seguiti fino all’anno 2007, ma questo non significa che i dati pubblicati siano vecchi.

Il 2005 è il primo degli anni per cui possono essere forniti dati di incidenza sia per la estensione della banca dati prevalenti (le prime SDO sono del 1996) e il 2005 è il primo anno in cui si ha la disponibilità contemporanea dei dati dei servizi di anatomia patologica regionali.

2005 2006 2007

Labbro

0,7

2,0

1,9

Osso

0,9

1,6

0,0

Leucemia linfatica acuta

1,5

2,8

Lingua

5,1

2,8

1,6

Pelle, melanomi

7,4

7,1

7,9

Leucemia linfatica cronica

7,3

2,6

5,0

Bocca

2,5

1,8

0,8

Pelle, non melanomi

78,9

79,7

75,9

Leucemia mieloide acuta Leucemia mieloide acuta

2,9

5,2

5,1

Ghiandole salivari

0,3

0,0

0,6

Mesotelioma

0,4

2,0

1,3

Orofaringe

1,4

2,0

1,6

Sarcoma di Kaposi

2,5

3,1

1,9

3,0

Rinofaringe

1,3

0,4

1,0

Tessuti molli

2,7

3,0

1,4

Ipofaringe

05 0,5

10 1,0

05 0,5

Mammella

06 0,6

18 1,8

14 1,4

Faringe NAS

0,8

0,6

0,6

Pene

0,2

2,1

1,4

Esofago

3,1

4,8

3,5

Prostata

57,5

61,5

69,1

Stomaco

18,2

16,6

18,6

Testicolo

5,9

9,1

5,4

Intestino tenue

1,1

1,7

1,3

Altri genitali maschili

0,2

0,0

0,2

Colon

32,4

42,2

33,3

Rene, vie urinarie

12,4

10,8

11,1

Retto

19,9

24,6

18,7

Vescica

30,1

32,4

26,3

g Fegato

24,5 ,

25,4 ,

22,2 ,

Occhio

, 1,4

0,4 ,

1,5 ,

Vie biliari

5,7

3,8

4,0

Encefalo e altro SNC

9,9

9,2

9,4

Pancreas

7,6

8,4

10,2

Tiroide

5,1

4,8

8,2

Cavità nasale

0,9

0,9

0,3

Altre ghiandole endocrine

0,0

0,2

1,0

Laringe

7,4

7,0

8,6

Linfoma di Hodgkin f d d k

3,6

2,5

5,4

Polmone

47,9

48,9

48,6

Linfoma non Hodgkin

19,3

21,0

13,4

Altri organi toracici

1,7

1,8

1,2

Mieloma

4,7

4,4

6,8

2,4

Leucemia mieloide cronica

1,0

2,0

Altre MMPC e SMDC

6,0

14,4

9,4

Leucemie NAS

1,3

1,1

0,9

Miscellanea

0,5

0,5

0,2

Mal definite e metastasi

8,3

6,7

6,7

2005     > 2006     > 2006 2007     >

Totale escluso cute t

TOTALE

376,6 408,9 384,8

455,5 488,6 460,7

Tassi di incidenza per sede tumorale

REGISTRO TUMORI DELLA BASILICATA   >  4 dicembre 2012

8

FEMMINE    da 0 a 84 anni 2005 2006 2007

2005 2006 2007

Tassi di incidenza per sede tumorale

2005 2006 2007

Labbro

0,0

0,1

0,1

Osso

1,0

1,5

0,5

Mieloma

Lingua

0,3

0,8

0,4

Pelle, melanomi

7,8

7,5

7,3

Leucemia linfatica acuta

0,0

0,9

1,4

Bocca

0,5

0,3

0,3

Pelle, non melanomi

55,4

53,4

51,0

Leucemia linfatica cronica Leucemia linfatica cronica

1,5

2,1

1,5

Ghiandole salivari

1,5

0,5

0,0

Mesotelioma

0,2

0,0

0,2

Orofaringe

0,0

0,2

0,4

Sarcoma di Kaposi

0,3

0,6

0,1

Rinofaringe

1,3

0,1

0,0

Tessuti molli

3,2

0,4

3,2

Ipofaringe

00 0,0

03 0,3

00 0,0

Mammella

79 6 79,6

84 8 84,8

70 9 70,9

Faringe NAS

0,0

0,0

0,0

Utero, collo

7,8

7,4

5,0

Esofago

0,2

0,2

0,8

Utero, corpo

17,1

15,9

Stomaco

10,6

8,1

11,3

Utero NAS

0,9

0,5

4,3

4,5

5,5

Leucemia mieloide acuta

2,8

1,3

1,6

Leucemia mieloide cronica

1,2

0,5

1,9

Altre MMPC e SMDC

8,2

5,0

10,6

Leucemie NAS

1,3

1,1

0,4

17,0

Miscellanea

0,6

0,0

0,8

0,9

Mal definite e metastasi

4,1

5,6

3,5

Intestino tenue

0,4

0,3

1,0

Ovaio

10,2

11,8

9,4

Colon

24,4

27,8

18,6

Altri genitali femminili

1,8

3,3

1,2

Retto

11,6

13,0

10,0

Rene, vie urinarie

5,2

6,6

4,7

g Fegato

3,6 ,

7,3 ,

9,3 ,

Vescica

, 2,9

7,5 ,

2,6 ,

Vie biliari

4,6

7,1

4,1

Occhio

1,3

0,9

0,0

Pancreas

4,8

5,2

5,8

Encefalo e altro SNC

9,0

5,9

10,0

Cavità nasale

0,8

0,0

0,7

Tiroide

19,5

18,0

21,0

Laringe

0,4

0,1

0,2

Altre ghiandole endocrine l h d l d

1,0

1,0

0,0

Polmone

6,6

6,8

9,7

Linfoma di Hodgkin

2,4

2,8

3,0

Altri organi toracici

0,5

0,4

0,5

Linfoma non Hodgkin

8,9

9,2

8,6

2005     > 2006     > 2006 2007     >

Totale escluso cute t

TOTALE

275,9 285,3 266,1

331,2 338,7 317,1

Tassi di incidenza per sede tumorale

REGISTRO TUMORI DELLA BASILICATA   >  4 dicembre 2012

MASCHI    da 0 a oltre 85 anni

9

FEMMINE    da 0 a oltre 85 anni 2005 2006 2007

2005 2006 2007

2005 2006 2007

2005 2006 2007

I dati dell’Airtum e il progetto “Itacan”

diverse aree geografiche del Paese, di sorvegliare e valutare la patologia oncologica in termini di mortalità, incidenza e sopravvivenza, studiarne l’andamento temporale e di comparare i risultati così ottenuti con quelli osservati a livello internazionale.

trend di incidenza e sopravvivenza dei tumori nel tempo, in differenti aree geografiche, valutare l’efficacia della prevenzione del cancro e dei programmi di screening, valutare la qualità ed i risultati della diagnosi e cura dei tumori, sostenere indagini sulle cause dei tumori”. “L’attività dei registri – ha spiegato Galasso - si basa sulla ricerca attiva dei casi

attraverso fonti primarie e secondarie ben definite e verificate nella loro completezza. Adeguati livelli di completezza e precisione della registrazione sono raggiungibili utilizzando, come principali, fonti schede di dimissione ospedaliere, archivi di anatomia, istologia e citologia patologica, archivi di mortalità, cartelle cliniche. Ulteriori fonti complementari utilizzate dal registro sono il servizio di radioterapia, gli archivi di esenzione ticket per i pazienti affetti da patologia oncologica. Per la ricognizione dei dati sono state utili 2.500.000 di schede di dimissione ospedaliera, 200.000 referti dei servizi di anatomia patologica e per il triennio 3.500 cartelle cliniche consultate”. “Il registro tumori valuta l’efficacia degli strumenti di prevenzione messi in atto, sia quelli individualie e primari che quelli secondari come gli screening. Rappresenta anche uno specchio di quanto siamo stati bravi nel curare i tumori”.

2005

2006

2007

2005

2006

2007

Labbro

1,4

2,0

2,3

Osso

0,9

1,6

0,0

Leucemia linfatica acuta

1,5

2,7

2,4

Labbro

0,0

0,1

0,1

Osso

1,0

1,6

0,5

Mieloma

4,6

4,5

5,8

Lingua

5,0

2,7

1,5

Pelle, melanomi

8,3

7,5

7,8

Leucemia linfatica cronica

8,0

3,0

5,0

Lingua

0,3

0,8

0,4

Pelle, melanomi

7,8

7,4

7,3

Bocca

2,5

1,8

1,0

Pelle, non melanomi

83,5

86,2

82,8

Leucemia linfatica acuta

0,0

1,0

1,4

Leucemia mieloide acuta Leucemia mieloide acuta

3,3

5,6

5,3

Bocca

0,6

0,4

0,4

Pelle, non melanomi

60,4

58,3

57,1

Ghiandole salivari

0,3

0,0

0,6

Mesotelioma

0,4

2,0

1,3

Leucemia linfatica cronica Leucemia linfatica cronica

1,5

2,5

1,7

0,0

Mesotelioma

0,2

0,0

0,2

1,6

Sarcoma di Kaposi

2,5

3,0

2,1

3,4

0,6

1,9

2,2

1,5

1,3

1,0

Ghiandole salivari

Orofaringe

Leucemia mieloide cronica

Sarcoma di Kaposi

0,5

0,8

0,1

Tessuti molli

2,6

3,6

1,6

10,6

0,4

1,0

14,7

0,2

0,4

6,7

0,0

1,3

Altre MMPC e SMDC

Orofaringe

Rinofaringe

0,0

Tessuti molli

3,2

0,4

3,2

05 0,5

Mammella

1,1

0,1

10 1,0

1,5

1,3

05 0,5

1,6

Rinofaringe

Ipofaringe

Leucemie NAS

Ipofaringe

00 0,0

03 0,3

00 0,0

Mammella

80 4 80,4

85 6 85,6

72 0 72,0

Faringe NAS

0,7

0,6

0,6

Pene

0,2

2,1

1,6

Esofago

3,3

5,2

3,5

Prostata

62,1

68,1

73,4

Stomaco

20,0

17,8

19,5

Testicolo

5,8

9,0

5,3

06 0,6

18 1,8

14 1,4

Intestino tenue

1,1

2,4

1,3

Altri genitali maschili

0,2

0,0

0,2

Colon

36,2

44,2

34,4

Rene, vie urinarie

12,5

10,7

11,8

Retto

20,7

26,1

19,8

Vescica

31,3

34,4

29,4

Fegato egato

25,4 5,

27,2 ,

23,2 3,

Occhio

1,4 ,

0,4 ,

1,5 ,

Vie biliari

6,6

4,0

5,7

Encefalo e altro SNC

10,0

9,1

9,3

Pancreas

7,8

8,7

11,6

Tiroide

5,1

4,7

8,2

Cavità nasale

0,9

0,9

0,3

Altre ghiandole endocrine

0,0

0,2

1,0

Laringe

7,8

6,9

8,7

Linfoma di Hodgkin

3,6

2,5

5,6

Polmone

50,0

52,3

52,6

Linfoma non Hodgkin

19,6

21,5

13,3

Altri organi toracici

2,0

1,8

1,2

Mieloma

5,3

4,5

7,4

REGISTRO TUMORI DELLA BASILICATA   >  4 dicembre 2012

Miscellanea

0,5

0,5

0,2

Mal definite e metastasi

9,0

7,3

8,1

2005     > 2006 > 2006      2007     >

Totale escluso cute t

TOTALE

398,7 432,4 408,7

482,2 518,6 491,5

Leucemia mieloide acuta

2,7

1,5

1,6

Leucemia mieloide cronica

1,5

0,5

2,0

Altre MMPC e SMDC

8,3

5,6

11,1 0,5

Faringe NAS

0,0

0,0

0,0

Utero, collo

7,9

7,7

5,0

Leucemie NAS

1,2

1,2

Esofago

0,3

0,3

0,8

Utero, corpo

17,2

16,2

17,2

Miscellanea

0,5

0,0

0,8

Stomaco

11,0

9,5

12,3

Utero NAS

0,9

0,5

1,0

Mal definite e metastasi

5,4

7,1

5,1

Intestino tenue

0,6

0,6

0,9

Ovaio

10,2

11,9

9,3

Colon

25,5

28,5

19,3

Altri genitali femminili

2,3

3,5

1,7

Retto

11,5

13,6

10,6

Rene, vie urinarie

5,3

6,9

5,0

g Fegato

4,1 ,

8,1 ,

9,5 ,

Vescica

, 2,9

8,0 ,

2,6 ,

0,9

0,0

Pancreas

5,0

5,7

6,1

Encefalo e altro SNC

9,1

5,9

10,1

Cavità nasale

0,7

0,0

0,7

Tiroide

19,3

17,9

20,8

Laringe

0,4

0,1

0,2

Altre ghiandole endocrine l h d l d

0,9

1,0

0,0

Vie biliari

10

2005 2006 2007

2005 2006 2007

5,0

7,8

4,6

Occhio

1,4

Polmone

6,6

7,0

9,9

Linfoma di Hodgkin

2,3

2,8

3,0

Altri organi toracici

0,4

0,4

0,6

Linfoma non Hodgkin

9,3

9,5

8,9

REGISTRO TUMORI DELLA BASILICATA   >  4 dicembre 2012

2005     > 2006     > 2006 2007     >

Totale escluso cute t

TOTALE

282,9 296,4 274,9

343,3 354,7 332,0

11


PAG. 5

05.12.2012 N. 237

Spettacolo e cultura in Quarta commissione l’esame del ddl Tanti emendamenti . I lavori procedono speditamente, nella prossima riunione si spera di raggiungere il parere favorevole

La IV Commissione consiliare “Politica sociale” ha dedicato gran parte dell’ultima seduta al disegno di legge su “Norme organiche in materia di spettacolo e norme di disciplina delle attività culturali”, congiunto alla proposta di legge di iniziativa del consigliere Romaniello (Sel) su “Norme in materia di spettacolo dal vivo”. “I lavori – ha detto il presidente della Commissione Rocco Vita – procedono speditamente, soprattutto, considerando la gran mole di emendamenti presentati dai consiglieri. La finalità è quella di raggiungere il parere favorevole entro la prossima riunione della Commissione”. Il settore culturale è, per decisione di tutti i consiglieri, fondamentale per lo sviluppo economico della regione, pertanto, “l’impegno della Regione si sviluppa – come recita la pdl di Romaniello – nell’attuazione e nella promozione di un’ampia varietà di interventi”. In conclusione dei lavori, la Commissione ha deciso di chiedere l’audizione del Presidente della Giunta in merito alla proposta di legge di iniziativa del consigliere Navazio su “Modifiche alla legge regionale 45/2000 – Interventi a favore della famiglia”.

Basilicata Mezzogiorno

Rappresentanti delle Regioni presenti negli organi di governo dell’organismo

Autorità di bacino del Sele Intesa Basilicata e Campania Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che ratifica l’accordo tra i due enti. Gli altri provvedimenti discussi in assemblea Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il ddl riguardante la ratifica dell’intesa interregionale tra la Regione Campania e la Regione Basilicata per l’accorpamento dell’ ‘Autorità di bacino interregionale del fiume Sele’ all’‘Autorità di bacino regionale di Campania sud ed interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele’. Principio ispiratore: la compartecipazione dei rappresentanti delle due Regioni negli organi collegiali di governo dell’Autorità di bacino del fiume Sele. Approvata all’unanimità una mozione sottoscritta da Braia, Robortella, Straziuso, Dalessandro e Restaino (Pd) con la quale il Consiglio impegna il Presidente della Giunta regionale a mettere in campo ogni azione utile per finanziare progetti tesi a diffondere la ‘cultura dell’infanzia’; a predisporre ogni azione utile, attraverso il dipartimento Salute, per l’applicazione della ‘Linea Guida 21’ attraverso un programma da redigere entro 6 mesi insieme ai primari di psichiatria infantile delle Aziende sanitarie di Potenza e Matera; a rendere disponibili le risorse previste nella

Una seduta del Consiglio regionale

Federparchi Basilicata

No a trivelle nello Jonio Federparchi Basilicata esprime la propria contrarietà alla richiesta della Shell di effettuare operazioni di ricerca di idrocarburi nel Mar Jonio. “Lo sviluppo dell’arco jonico-metapontino -ha dichiarato Domenico Totaro coordinatore di Federparchi Basilicata- passa attraverso la valorizzazione del patrimonio naturalistico, culturale, agricolo e turistico. Lo sfruttamento delle risorse minerarie , in questo contesto, è in conflitto con le azioni fin qui svolte e con quelle pogrammate che ancora devono trovare attuazione. Oltretutto, la vocazione del territorio del Metapontino non può essere alterata da scelte non condivise e partecipate dalle popolazioni” Legge regionale 33/2008 di 15.000 euro per il 2009, 2010 e 2011 per soddisfare le domande acquisite dalle due aziende che ad oggi risultano inevase; ad attuare le indicazioni contenute nell’ordine del giorno approvato nel

luglio del 2011 per incrementare le risorse per il finanziamento della Legge 33/2008 per l’anno 2013 e contribuire ad allievare i disagi delle famiglie che hanno nel loro nucleo soggetti affetti da disturbi autistici.

All’unanimità è stata approvata la mozione a firma di Rosa (Pdl) con la quale si chiede che la Giunta regionale presenti al Consiglio, entro 30 giorni, una relazione dettagliata sullo stato attuale dell’impiantistica depuratori nei vari territori dei comuni della regione e un piano di intervento ‘impianti di depurazione’ dotato della necessaria copertura finanziaria che soddisfi le esigenze ancora esistenti sui territori”. A maggioranza è stata licenziata la mozione (primo firmatario Mollica – Mpa), con la quale si impegna la Giunta regionale ad inserire nel memorandum sul petrolio la realizzazione del raddoppio della SS 658 Potenza-Melfi sulla quale spesso si verificano incidenti, molti dei quali mortali.

Dal Consiglio Registro tumori (1) Rosa e Venezia (Pdl) “I dati del registro tumori per le annualità 2005, 2006 e 2007 sono vecchi. La normalità vorrebbe che i dati avessero un aggiornamento in tempo reale, mensile. In Basilicata sono aggiornati al 2007, un lavoro che poca utilità potrà portare alla conoscenza del fenomeno e sugli atti di prevenzione da adottare. Il nostro invito a De Filippo è che si impegni a far sì che entro sei mesi anche in Basilicata si viva nella normalità con uno strumento come quello del Registro Tumori aggiornato al 2012” Artigianato Benedetto (Idv) Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato tra giugno 2011 e giugno 2012, lo stock dei prestiti erogati alle imprese artigiane della nostra regione è calato del 7,7%, più marcato alle famiglie produttrici artigiane con meno 9,2%. In totale i prestiti ad imprese artigiane della Basilicata ammontano a 332 milioni di euro; alle famiglie produttrici artigiane invece 189 milioni di euro. Tra il III trimestre 2012 e il III trimestre 2011 sono scomparse oltre 200 imprese. Il recente Avviso pubblico del Governo per l’integrazione dei fondi rischi delle cooperative e

dei consorzi fidi della Basilicata con un investimento di 3,8 milioni di euro è solo una boccata d’ossigeno per le anemiche casse delle pmi. Registro tumori (2) Napoli (Pdl) I dati presentati non sono i medesimi prospettati dagli istituti di ricerca. Con questo non si vuole mettere in discussione il lavoro di nessuno, si richiama tuttavia tutti a confrontare i dati e i sistemi di rilevamento che sono stati pubblicati. L’aumento dei tumori è comunque confermato da tutti. Poco o nulla è stato fatto per contrastare l’inquinamento, il Governo regionale intraprenda azioni a favore di una seria politica ambientale. Consulta famiglia Navazio (Ial) All’indomani dell’insediamento della Consulta regionale per la famiglia, esprime le sue congratulazioni per la nuova composizione e coglie l’occasione per inviare alla neo presidente, Roberta Maulà, la sua proposta di legge attraverso la quale la Regione Basilicata deve riconoscere la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio quale istituzione privilegiata per la nascita,

la cura e l’educazione dei figli, nonché per l’assistenza ai suoi componenti. Il secondo assunto è che la famiglia non venga più intesa come una diversa articolazione, ma attraverso l’introduzione del ‘Quoziente familiare Basilicata’, rappresentarla come realmente essa è, alleviando il carico fiscale e i costi sociali sulla famiglia, incoraggiandone così la crescita e la natalità. Scuola Vita (Psi) Con una lettera all’assessore alla Cultura, Vincenzo Viti, ha proposto un tavolo tecnico-istituzionale per individuare una soluzione condivisa sui problemi strutturali della sede dell”itis Einstein” di Potenza. “L’istituto- ha sottolineato il consigliere Vita - in oltre 50 anni, ha assolto ad importanti funzioni di formazione di numerose generazioni. E’ necessario evitare la frantumazione in varie sedi e locali sparsi nel capoluogo e assicurare la continuità di servizi essenziali per studenti e docenti. Al tavolo dovrebbero essere presenti il dirigente scolastico e rappresentanti del Consiglio di istituto, amministratori della Provincia di Potenza, del Comune di Potenza, della Regione e dell’Ufficio Scolastico regionale”.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

12 Primo piano

Mercoledì 5 dicembre 2012

Trasporti nel caos Previsto il rafforzamento su tutta l’area di Centro-Nord Al Sud l’utenza dovrà accontentarsi dei pullman sostitutivi

Trenitalia taglia la tratta jonica Con l’orario invernale, soppressi da lunedì tutti i convogli da Sibari a Metaponto di ANTONIO CORRADO L'UFFICIALITA' della notizia si acquisirà domani, nel corso di una conferenza stampa convocata da Trenitalia alla stazione Termini di Roma, dove verrà presentato il nuovo orario invernale dei convogli su tutto il territorio nazionale. Ci saranno le immancabili sorprese positive per il Centro-Nord, dove viaggeranno circa cento treni in più, ed altrettanti tagli inesorabili e scandalosi al Sud, soprattutto tra Calabria, Basilicata e Puglia jonica. In pratica, le tre regioni saranno isolate tra loro, con notevoli complicazioni per gli utenti della fascia jonica, che volessero imboccare le principali direttrici ferroviarie verso il Nord. Il tutto a due settimane dal Natale. L'annosa questione del cambio d'orario invernale, in vigore fino a giugno 2013,quest'anno sta assumendo, pertanto, un'aurea che dire comica è poco. Si potrebbe addirittura oltrepassare il tragicomico. Come l'idea geniale di azzerare completamente la circolazione tra Sibari (Cs) e Metaponto, dove da lunedì viaggeranno solo un numero imprecisato di autobus sostitutivi, con inevitabili gravi disagi per l'utenza, che praticamente raddoppierà i tempi di percorrenza nei circa 150 chilometri interessati. Tutta l'alta dorsale jonica calabrolucana rimarrà completamente isolata, tanto che le sbarre degli storici passaggi a livello potrebbero restare alzate almeno fino a giugno. In realtà, già dallo scorso anno, i treni regionali erano ridotti al lumicino (3 coppie al giorno, più una coppia di InterCity da/per Roma Termini) anche tra Metaponto e Taranto, con gran parte dei treni sostituiti da autobus. Ancora una volta, le motivazioni di questo autentico disastro nel trasporto pubblico locale ed interregionale, sono da ricercarsi probabilmente nel mancato accordo tra le Regioni stesse, a proposito dei finanziamenti per il mantenimento di tali servizi. Come sempre, a farne le spese è "ovviamente" la ferrovia jonica, martoriata da continui tagli da più di dieci anni. A stigmatizzare questa decisione è il consigliere comunale di Policoro, Giu-

CHE il nostro Sud sia martoriato anche sotto il profilo di mobilità e trasporti, ne eravamo pienamente consapevoli, ma arrivare ad azzerare i treni lungo 150 chilometri di costa, popolata da decine di centri urbani, ci sembra davvero troppo. Al di là del grave disservizio, il dato più sconcertante è certamente quello legato all’informazione per l’utenza. O meglio alla disinformazione. Sì, perchè con uno staff organizzativo che sembra un ministero, Trenitalia non ha ancora informato chiaramente l’utenza su portata ed entità dei tagli, che incideranno profondamente nella vita di centinaia di pendolari. Diremo di più: quando un povero cronista cerca di indagare sulle caratteristiche di questo provvedimento, stranamente annunciato in pompa magna nel Centro-Nord Italia, dove i treni saranno aumentati, si vede costretto ad un lungo ed estenuante peregrinare telefonico, che lo conduce alla Direzione regionale della Calabria, con sede a Reggio Calabria. Da lì una

Potenziate solo linee al Nord

Tempi di transito raddoppiati

gentile incaricata, ci dice che il responsabile è impegnato per tre giorni, poi alla nostra osservazione di dover fare un pezzo su di un quotidiano che informa la gente, quindi gli utenti paganti di Trenitalia, ci prega di inviare formale richiesta. Lo facciamotempestivamente,ma passanoleore e nessuno ci risponde. Allora il cronista petulante, che vuole a tuttii costiinformare iloro utenti,colmando inconsapevolmente un loro gravissimo vuoto comunicativo, si vede costretto a richiamare la signora gentile, che prima prende tempo, poi ci richiama dicendoci candidamente: “Abbiamo girato la sua richiesta alla Regione Calabria, le risponderanno loro”. Ma come, la Regione Calabria ci deve dire quali convogli saranno soppressi da Trenitalia, a cinque giorni dai tagli annunciati solo su circolari interne? A noi sembra un assurdo papocchio all’italiana, oppure un modo per dare il benservito alla “gente inutile del Sud”. a.corrado@luedi.it

STORIA DI UNA DÈBACLE

Dall’elettrificazione del 1989 alla desertificazione del 2011

IL calvario dei tagli ai treni sulla fascia jonica calabro-lucana, ha origini antiche e subdole. Cercheremo di riassumerle per anni. Nel 1989, con i lavori di elettrificazione in corso e che si sarebbero protratti fino al 1991, erano presenti in orario 17 treni in senso dispari e 16 in senso pari, di cui 5 coppie erano collegamenti a lunga percorrenza, tra cui l'appena istituita coppia di InterCity "Magna Graecia" sullo stesso percorso dell'Espresso, ed infine due Diretti notturni,di cuiuno periodico composto da sole cuccette, con termine/origine corsa a Crotone, diretti a Milano Centrale. Non esistevano però collegamenti diretti su Roma Termini. Variegato era il panorama dei treni Regionali, che all'epoca si chiamavano ancora Locali. Sette coppie percorrevano il tratto Sibari - Taranto e ritorno, due Sibari - Metaponto. Tra Taranto e Metaponto e

vv, esistevano alcuni treni Locali diretti sulla linea Basentana, ma con termine corsa alla stazione di Grassano - Garaguso - Tricarico: da lì in poi si proseguiva in bus, causa sospensione linea per lavori di elettrificazione. Anno 1993il traffico aumenta, e si passa a 19 treni in senso pari e 18 in senso dispari, nei giorni lavorativi. Neifestivi i trenisi riducevano a 12 in senso pari, e 15 in senso dispari. Sparisce solo la classificazione di Diretto per i treni notturni. Il treno Locale 3791 Rocca Imperiale - Cosenza diventa Regionale 3749, e viene prolungato a Policoro - Tursi. Anno 1997: Primo leggero calo dei servizi regionali, compen-

sato però da un incremento di quelli a lunga percorrenza. Inalterato il particolarissimo Regionale Policoro - Cosenza. Anno 2002: Nuovo leggero aumento del numero dei treni: si parla di 18 treni in senso dispari e 19 in senso pari tra Sibari e Metaponto, di cui 7 a lunga percorrenza: nessuna variazione rispetto al 1997, con l'unica differenza che la "Freccia Jonica" Milano Centrale - Crotone e vv diventa InterCity Notte "Freccia del Levante". Anni 2010-2011: Dopo il periodo di "massimo splendore" raggiunto nel 1999, inizia il declino. Il 2010 può essere considerato l'ultimo anno di relativa normali-

seppe Ferrara (Insieme per Policoro), che addossa anche alla Regione Basilicata la superficialità nella gestione di questo servizio. Quello che sembra più preoccupante è che il gravissimo provvedimento, che porta per la prima volta alla sospensione del servizio ferroviario su parte della Jonica, sta passando totalmente inosservato in tutte (o quasi) le amministrazioni locali e provinciali, e non di meno dalle popolazioni di quelle zone, che molto probabilmente solo in minima parte sono a conoscenza di quello che avverrà tra cinque giorni. Sì, perchè Trenitalia non ha ancora pubblicamente reso noto il provvedimento

(chissà perchè) ed abbiamo faticato non poco a trovarne conferma e prova documentale presso la Dirigenza di Calabria e Basilicata, competente per il trasporto regionale sulla tratta in questione. In questi anni abbiamo assistito a continui tagli, ridimensionamenti, treni nati già per essere soppressi, con le uniche migliorie (se così si possono chiamare) sulla celeberrima dorsale Torino-Salerno. Quest'anno, però, l'impresa capeggiata da Mauro Moretti (nella foto) sembra voglia davvero superare il limite, cancellando definitivamente il pubblico servizio. Quello che è più grave, a pochi giorni dall'entrata in vigore del

nuovo orario, ancora una grossa fetta dell'offerta nazionale non è stata caricata sul sito, di cui quasi tutti i collegamenti regionali. Quali le giustificazioni da parte di Trenitalia? Probabilmente quelle di sempre, ovvero l'assenza di mercato. Tradotto in parole povere, nessuno li prende. A corredare ciò, anche la progressiva diminuzione dei fondi a favore della “compagnia di bandiera”, per espletare il cosiddetto servizio universale, ergo tutto quel servizio che rientra nelle fasce non a mercato, quindi sovvenzionate dallo Stato. In pratica è come dire che le Regioni Basilicata, Puglia e Calabria non hanno saputo impe-

tà. Tra Sibari e Taranto si hanno 9 treni pari e 9 treni dispari, di cui 2 a lunga percorrenza: dopo la soppressione di tutti i treni a lunga percorrenza presenti negli anni precedenti, gli unici superstiti sono l'InterCity Notte "Freccia del Levante" Milano Centrale Crotone prolungato a Reggio Calabria Centrale, e l'InterCity "Murge" Crotone - Milano Centrale. Tra Sibari e Metaponto si passa a 11 treni pari e 12 disperi, includendo sempre i due treni lunga percorrenza, mentre tra Metaponto e Taranto si passa rispettivamentea 15e13treni. Inquesto caso, però, ai due Ic/Icn jonici, si aggiungono due coppie di InterCity ed una di Espressi notturni tra Taranto e Roma Termini, per un totale di 5 coppie di treni a lunga percorrenza. Assenti quasi totalmente i treni Regionali tra Potenza e Taranto, limitati ad un Regionale da/per Napoli Centrale.

gnare i loro fondi per Trenitalia. E considerando che far viaggiare un Frecciarossa costa un bel pò, viene da spiegarsi perchè non si sono soppresse le corse meno proficue, deviando il denaro risparmiato per garantire i servizi (e migliorarli, aumentando quindi esponenzialmente l'attrattività) verso il resto del Paese. La soluzione è presto fornita: inserendo sulla dorsale Alta velocità molti treni, che siano essi Frecciargento o Frecciarossa, si “saturano” le linee riducendo così al lumicino le tracce orarie libere per gli operatori privati in concorrenza. Viva l’Italia! a.corrado@luedi.it


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

16 24 Ore in Basilicata

Mercoledì 5 dicembre 2012

Si avvicina la scadenza del 17 dicembre: le tariffe a Potenza e Matera su prime e seconde abitazioni

Imu, ecco quanto costa la casa

Mazzata sui capannoni industriali: si paga fino all’81% in più rispetto all’Ici di ANTONIO LIOTTA POTENZA - Si avvicina a grandi passi la scadenza per il pagamento del saldo Imu fissata per il prossimo 17 dicembre. Toccherà, quindi, mettere le mani al portafogli e, come evidenziato da uno studio della Uil, in molti casi le tredicesime serviranno proprio a coprire i costi della nuova imposta municipale unica. Secondo i calcoli del sindacato, a Potenza il costo per il 2012 sulla prima casa è in media di 70 euro totali, in virtù dell’aliquota del 5 per mille. Per le seconde abitazioni del capoluogo, invece, ci vorrannocomplessivamente 678euro (aliquota del 10,6 per mille). Prezzi simili anche a Matera: nella città dei Sassi, la prima casa pesa un po’ di più sulle tasche dei cittadini (73 euro nonostante l’aliquota base del 4 per mille), mentre si pagherà qualcosa in meno sulle seconde abitazioni: nel 2012, il costo complessivo è in media di 519 euro ad immobile (l’aliquota del 7,6 per mille). Ma per chi ha un’attività economica, spesso il conto da pagare non è solo quello di prime e seconde case. Un’indagine della Cgia di Mestre ha calcolato quanto costerà l’Imu sui capannoni industriali: una vera e propria stangata per i proprietari di questa tipologia di immobili, con rialzi considerevoli rispetto all’Ici pagata nel 2011. E se i più colpiti saranno, a livello nazionale, gli imprenditori che operano nel comune di Milano, con un maggior prelievo del 154,4% rispetto allo scorso anno, anche in Basilicata gli aumenti sono degni dinota. Secondoi datidella Cgia, infatti, a Potenza l’Imu sui capannoni costerà

Un modulo per il pagamento dell’imposta municipale unica

l’81,7% in più rispetto all’Ici 2011, in pratica 736,4 euro in più rispetto a quanto dovuto con la vecchia Ici: se nel 2011, si pagavano 901,23 euro, quest’anno la cifra da sborsa-

re è pari a 1.637,66 euro. Un rialzo considerevole legato anche alla variazione dell’aliquota su questa tipologia catastale, schizzata dal 7 per mille al 10,6 per mille, il valo-

re massimo previsto dalla normativa. Nella classifica stilata dalla Cgia, Matera si colloca, invece, nelle ultime posizioni, anche se anche nella città dei Sassi ci sarà comunque un incremento del 30,3% del costo rispetto all’Ici: in soldoni, i proprietari materani di capannoni dovranno sborsare 642 euro in più dell’anno scorso, passando dai 2.122 euro del 2011 ai 2.765 di quest’anno (l’aliquota è passata dal 7 al 7,6 per mille). Un aumento, quindi, molto simile a quello che dovranno sostenere gli imprenditori potentini. In tempi di crisi, non è proprio una bella notizia: né per le famiglie, già alle prese con tante spese e lavoro col contagocce, né per chi ha un’attività economica e deve far quadrare i conti in un momento in cui la congiuntura economica è davvero difficile.

La crisi del settore agricolo fotografata dai dati Istat

«In un anno 255 aziende in meno» POTENZA - «Sono circa 600 le aziende agricole e zootecniche registrate alle Cciaa di Potenza e di Matera in meno. Di queste 255 attive in meno, tra il III trimestre 2012 e il III trimestre 2011. Dopo aver evitato l’emorragia di posti di lavoro nei primi 6 mesi dell’anno, mantenendo alta l’occupazione nelle campagne, l’agricoltura arresta la dinamica positiva e purtroppo inverte la rotta». È quanto afferma il responsabile dell’Ufficio economico della Cia, Paolo Carbone, commentando i dati diffusi dall’Istat. «Complice la crisi – spiega Carbone - è in corso una riorganizzazione della struttura aziendale che da un lato mette completamente fuori mercato le micro imprese e i piccoli produttori e dall’altro favorisce l’aggrega-

zione e il rafforzamento dimensionale delle aziende più grandi e competitive che continuano ad assumere manodopera, anche se in rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Gli alti costi produttivi, la “stangata” dell’Imu e la burocrazia elefantiaca –dice il dirigente della Cia - hanno pesato enormemente sulla gestione delle aziende. Senza contare che la terribile siccità di quest’estate ha inciso sulla vendemmia 2012 contribuendo a ridurre i quantitativi dell’8% e aver tagliato del 20% le coltivazioni di pomodoro da industria». «Problemi - conclude - che hanno contribuito a determinare un calo dell’occupazione nel settore. Le aziende al III trimestre attive in Basilicata sono 18.610 contro le 19.265 dello stesso periodo del 2011».

Tavolo dei sindaci sulle nuove prospettive

Futuro Fiat, Fassino chiama a confronto Valvano a Torino IL sindaco di Torini, meriggio alle ore 16 e Piero Fassino, chiama 30 nel Palazzo municial confronto sulle deli- pale della città di Toricate questioni Fiat i col- no. IL tema affrontato sarà “Il futuleghi primi ro degli stabicittadini delA M M O RT I Z Z AT O R I limenti Fiat la città intein Italia”. ressate dagli «Il tavolo stabilimenti Feneal: «Bene tecnico istitudel gruppo zionale - ha automobilil’accordo» commentato stico. Tra questi - insie- POTENZA - «L'accordo il primo cittame agli am- relativo al riconosci- dino della citministratori mento anche per l'anno tà federiciana di Cassino, 2012 degli ammortizza- - è una buona Giuseppe Pie- tori sociali in deroga per opportunità trarcone, di i lavoratori over 55 e per affrontaTermoli, Bas- che raggiungono il re- re una situaso Antonio Di quisito della pensione zione delicata Brino, di Po- negli anni successivi, che interessa migliano sottoscritto da Cgil, Ci- anche uno dei d’Arco, Raf- sl, Uil e che riguarda tut- motori econofaele Russo, ti i comparti, compresi i mici della nodi Gruglia- lavoratori provenienti stra Basilicasco,Roberto dal settore dell'edilizia, ta e non solo. Montà, di Mo- è un importante stru- Si discuterà dena, Giorgio mento di rafforzamento delle prospetPighi, di Ma- della tutela dei lavorato- tive produttiranello, Lu- ri anche delle costruzio- ve e occupadel cia Bursi, di ni di cui c’è assoluto bi- zionali Atessa, Nico- sogno. Lo sostiene il settore auto la Cicchetti, segretario regionale in Italia. In di Pratola della Feneal-Uil Dome- un momento in cui l'innoSerra, Anto- nico Palma. vazione nel nio Aufiero, di Verrone, Cinzia Bos- settore automotive è si e di Cento, Piero Lodi - fondamentale, nell'aci sarà anche il sindaco rea di San Nicola di Melfi di Melfi, Livio Valvano, che ne ha dato notizia. Il sorgerà il campus deditavolo istituzionale è cato alla ricerca proprio fissato per questo po- in questo settore».

Assemblea con il sottosegretario Fanelli

Pollino, la Cgil chiede un tavolo nazionale

MORMANNO - Costituire un tavolo nazionale per la messa in sicurezza del territorio del Pollino colpito da due anni da uno sciame sismico che è culminato il 26 ottobre con una scossa di magnitudo 5.2. È su questa proposta che il sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli si è confrontato con la Cgil della Calabria e della Basilicata nel corso di un’assemblea svoltasi ieri a Mormanno. «Sono qui – ha detto Fanelli – in rappresentanza non solo del Ministro dell’Ambiente, ma del governo». Il sottosegretario, nel corso del suo intervento, ha ripreso favorevolmente la proposta, avanzata dalla Cgil, di costituire un tavolo nazionale per l’emergenza e per individuare soluzioni per la messa in sicurezza e il rilancio produttivo del territorio del Pollino. Fanelli ha poi posto l’attenzione sulla necessità di attivare tutte le risorse finora non utilizzate dalla Regione per metterle a disposizione attraverso una progettualità seria e concreta sull'assetto idrogeologico e sul rischio sismico. Nel corso dell’assemblea, che ha visto anche la partecipazione della Cgil dell’Emilia-Romagna e dell’Umbria, i rappresentanti sindacali di Calabria e

Alessandro Genovesi

Basilicata hanno proposto che il punto di partenza del tavolo nazionale sia rappresentato all’Accordo di programma Quadro (Apq). L’assemblea è stata conclusa da Vera Lamonica, della segreteria nazionale della Cgil. «Siamo qui per non fare spegnere i riflettori – ha detto – sull'area del Pollino e per determinare azioni concrete a favore delle popolazioni di questo territorio, partendo dalla difesa dei servizi alla persona, come il presidio ospedaliero, per il quale la Cgil si batterà a tutti i livelli. Il Governo e le Regioni dovranno attivare misure concrete e aiuti economici per le attività produttive e il mantenimento dei livelli occupazio-

nali in un ottica di rilancio di Basilicata e Calabria, partendo dal lavoro». All’assemblea di ieri in Calabria ha partecipato anche il segretario regionale della Cgil Basilicata, Alessandro Genovesi. «È evidente - ha detto il segretario lucano - che serve un supporto, un sistema allargato in grado di aggredire i nodi critici di un “sistema locale” nell’area del Pollino che non ha risorse endogene tali da potersi mettere in sicurezza da solo. Da qui la stessa nostra iniziativa e le proposte specifiche che avanziamo a governo e Regioni». Secondo Genovesi, inoltre, «una riflessione vera sul sistema territoriale del Pollino deve tenere insieme il rischio sismico con la vulnerabilità più generale del territorio, soprattutto in riferimento al rischio idrogeologico e alla condizione di anzianità delle infrastrutture primarie (rete viaria, reti idriche, elettriche, telefoniche, fognature). Se da un lato la scarsa antropizzazione dei nostri comuni ha infatti ridotto gli impatti assoluti in termini di rischio umano, dall’altro ha pesato e pesa sulle condizioni infrastrutturali delle zone, anche in relazione a risorse e peso politico ed economico».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

X I MATERA CITTÀ

Mercoledì 5 dicembre 2012

I NODI DEL TURISMO

LE AREE DI SOSTA «Sui cartelli solo l’indicazione del sito del Comune. Così si arrecano C’È CHI TEME L’EFFETTO BOOMERANG internet disagi ai turisti», afferma Luca Paoliccelli

SUL PIEDE DI GUERRA «Cancelleremo la città dei Sassi dai nostri itinerari di visita», sostiene l’associazione nazionale coordinamento camperisti»

«La tassa di ingresso è illegittima e va rivista» Critiche su segnaletica ambigua e impossibilità di pagare in loco LA TASSA DELLA DISCORDIA Il cartello in piazza della Visitazione che indica l’applicazione della tassa di ingresso in città. In alto, alcuni camper nella stessa piazza situata di fronte al Palazzo di Giustizia [foto Genovese]

DONATO MASTRANGELO l «L’applicazione della tassa di ingresso sugli autobus turistici, roulotte e caravan non è conforme al Codice della Strada per cui chiediamo che l’Amministrazione comunale proceda a riformulare la delibera». A dichiararlo, sollevando dubbi sulla legittimità del provvedimento è Luca Paolicelli di Guide Matera che ritorna sulla vicenda già oggetto di discussione nelle scorse settimane. A quanto pare, le richieste degli operatori turistici e delle associazioni dei camperisti sarebbero rimaste al momento disattese. «Soltanto giovedì scorso - rileva - Paolicelli - sono stati apposti in città i cartelli con su scritto che c’è in vigore la tassa di ingresso per autobus turistici, camper e roulotte. Ma le indicazioni sul cartello si limitano soltanto ad invitare gli utenti a rivolgersi al sito del Comune per le operazioni di pagamento con evidenti disagi per i visitatori che giungono a Matera. Noi, invece, avevamo chiesto all’Amministrazione che venisse data la possibilità di pagare in loco la tassa di ingresso oppure attraverso la cosiddetta “Matera card”, la carta prepagata che era stata annunciata per fruire di alcuni servizi turistici e della quale non vi è ancora traccia». Il rischio, secondo coloro che contestano le modalità di applicazione della tassa di ingresso è il tutto possa rivelarsi come un effetto boomerang per il segmento turistico nella città dei Sassi. Pure l’associazione nazionale coordinamento camperisti è sul piede di guerra, ritenendo che «la tassa di soggiorno rischia di scoraggiare l’arrivo dei camperisti. Un camperista - si legge nella nota - ci ha inviato l’ennesimo esempio di come un Sindaco, non conoscendo ancora oggi il codice della Strada in vigore dal lontano 1992, imponga a camper e roulettes, cioè a veicoli inesistenti per la Legge, un’imposta di soggiorno. Siamo curiosi di vedere quale segnaletica apporranno a tutti gli ingressi al territorio comunale di Matera per avvisare di come e dove fare il pagamento di tale imposta.

La nostra Associazione avviserà tutti i camperisti di tale iniziativa e sicuramente Matera non rientrerà nelle mete da visitare. Invieremo questo atto a Paolo Bicci, presidente

SERVIZI CARENTI

«Trattandosi di una imposta di scopo sarebbe giusto dare ai visitatori i necessari comfort» di APC-Associazione Produttori Caravan e Camper perché d’ora in poi chi vende le autocaravan dovrà avvisare il probabile cliente che, oltre i divieti e le sbarre, troverà anche da pagare un’imposta di soggiorno con relativo tour per trovare l’ufficio preposto a tale oblazione. Vediamo se e come interverranno. Da

parte nostra - conclude la nota - abbiamo attivato i consulenti giuridici per i necessari interventi al fine di far revocare detto assurdo provvedimento». Ed è proprio sulla presunta illegittimità della delibera che pone l’accento Luca Paolicelli. «A nostro avviso - la delibera non è conforme a quanto previsto dall’articolo 7 comma 9 del Decreto legislativo 285/92 del Codice della Strada (“I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”) che prevede di indicare le apposite aree di sosta per i mezzi turistici. C’è un altro particolare non trascurabile: trattandosi di una tassa di scopo sarebbe giusto dinanzi ad un corrispettivo in denaro servizi adeguati a beneficio dei turisti».

Pedicini e Genchi Tarsu, il nodo pagamento tra lamentele sugli errori e disagi per le lunghe code «Sono giorni che l’ufficio tributi è letteralmente preso d’assalto tanto che questa mattina (ieri, ndr) si è trasferito al piano terra della casa comunale. Una moltitudine di gente, a cercare informazioni, taluni per reclamare su evidenti errori che hanno innalzato il valore della tassa pagata, altri meravigliati di pagare così tanto; non gli era giunta ancora la novità sulla Tarsu che, comunque la racconti, è un aumento che raddoppia la precedente tassa sui rifiuti». A sostenerlo è il consigliere comunale del Pdl, Adriano Pedicini «Più consumi più paghi, se hai una famiglia numerosa sei svantaggiato - sostiene Pedicini - questo perché quello che vale è il concentrato di rifiuti che produci, quindi è chiaro che la tanto contestata tassa oggi chiede maggiori importi soprattutto alle famiglie numerose. Questo in linea di massima ma anche chi è solo se confronta la tassa rispetto allo scorso anno troverà un aumento. Dalla Tarsu all’Imu e se ciò non bastasse una valanga di arretrati tra le sanzioni più disparate, sono queste le novità scovate raschiando il barile dalla società “Servizi Locali” appaltata dall’Amministrazione, che come abili segugi, pagati con modica somma di 35 mila euro al mese più un incentivo dell’8,8% sulle imposte recuperate, stanno annullando, per i fortunati che le anno, le tredicesime dei cittadini ai quali lo slogan “spendi nella tua città” suona beffardo». A denunciare le lunghe code al Comune riscontrate in questi giorni per via della Tarsu è Mimmo Genchi di Matera Cambia. «Le cartelle Tarsu sono state consegnate ai cittadini tra il 29 e il 30 quando la scadenza era stata fissata per lo stesso giorno della fine del mese. Non vorrei che il tutto sia riconducibile al fatto di inserire gli oneri rivenienti dalla Tarsu nelle voci di ricavi del recente assestamento di bilancio.

OLTRE LA CRISI L’INIZIATIVA IN COLLABORAZIONE CON CONFESERCENTI E CONFCOMMERCIO

Le altre notizie

Consumi, una card per gli studenti per acquistare con vantaggi in città

INCONTRO NELLA CASA CAVA

Pianificazione urbana siti Unesco a confronto

Iniziativa della Camera di Commercio per favorire l’economia CARMELA COSENTINO l Compra nella tua città. Nella tua città c’è tutto. È lo slogan lanciato qualche anno da fa dalla Camera di commercio per spronare i cittadini a sostenere l’economia locale acquistando prodotti in loco. Un’iniziativa che ha già dato buoni risultati, e che lo scorso anno è stata rafforzata dalla campagna “Prezzi di Natale” realizzata in collaborazione con le associazioni di categoria, che ha visto la partecipazione di 129 esercizi commerciali che nel periodo natalizio hanno applicato tra il 20 e il 30 per cento di sconto, ai possessori di una tessera acquisti. Per questo Natale un aiuto al commercio arriva direttamente dai consumatori, e in particolare dagli studenti degli istituti superiori materani che hanno proposto all’Ente camerale, di realizzare una tessera che riporta lo slogan “Noi studenti diciamo: compra nella tua città. Nella tua città c’è tutto”. L’iniziativa, presentata ieri mattina nell’aula magna del Liceo scientifico “D. Alighieri”, vede il coinvolgimento di sette istituti scolastici, il Liceo artistico “C. Levi”, il Liceo ginnasio “E. Duni”, l’Istituto tecnico Loperfido-Olivetti, l’Isti-

tuto magistrale “T. Stigliani” , l’Istituto di istruzione superiore “Isabella Morra”, l’Istituto professionale servizi alberghieri e ristorazione “Turi” e il Liceo scientifico “D. Alighieri” per un totale di circa 5 mila studenti che fino al 31 marzo saranno i testimonial del commercio locale. «L’idea – hanno spiegato Pierluigi Porcari, rappresentante del Liceo scientifico, e Saverio Carlucci, rappresentante dell’Istituto Loperfido-Olivetti, insieme agli studenti Carmelo Fascella e Andrea Grieco – nasce per sostenere l’economia del territorio. È un periodo di crisi non solo per i commercianti, ma anche per noi consumatori e con questa card si potranno bilanciare entrambe le esigenze. Adesso passeremo alla fase della contrattazione diretta con i titolari degli esercizi commerciali che sono poco più di un centinaio, 129 dalla lista fornitaci dalla Camera di commercio, e naturalmente l’auspicio è che questa operazione vada in porto e che si riesca a prolungare oltre il termine stabilito». Entrando più nel dettaglio, «la tessera rivolta agli studenti e alle loro famiglie – ha sottolineato Angelo Tortorelli, presidente dell’ente camerale – non è nominativa e non sarà valida durante il

PROMOZIONE

5 mila studenti saranno i testimonial del commercio materano

periodo dei saldi, dal 2 gennaio al 2 marzo, né sarà applicabile sulle vendite promozionali. È una card che differisce dalla tessera studenti emessa dal Miur (Ministero Università e Ricerca), in collaborazione con il Mibac (Ministero per i beni e le attività cultuali) e il Ministero dei Trasporti proprio perché spendibile esclusivamente nella città di Matera nei negozi che hanno aderito all’iniziativa distinguibili per il logo che esporranno sulla vetrina del negozio. Al termine dell’operazione infine valuteremo i risultati raggiunti e discuteremo anche della possibilità di proporre una ulteriore tessera nel periodo di Pasqua, allargata questa volta ai comuni della provincia in cui sono presenti istituti superiori». La stampa della tessera sarà affidata alla Confesercenti che insieme a Confcommercio sostiene gli studenti e la Camera di commercio in questa operazione.

LA CARD Il periodo di crisi si tenta di bilanciare le esigenze di consumatori e negozianti

n «Sviluppo urbano sostenibile e comunità locali. Territori patrimonio mondiale Unesco a confronto” è il tema di un workshop che si terrà il 5 dicembre, con inizio alle ore 9.30, nella Casa Cava di Matera, e il 6 dicembre, sempre alle 9.30, nella Chiusa di Chietri, a Alberobello. L’iniziativa, finanziata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, è organizzata dai Comuni di Matera e di Alberobello in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata. LO PRESENTA DON BASILIO

A Sant’Agnese si parla del libro su Lourdes

n Su iniziativa dell’associazione “Amici della Grotta di Lourdes” oggi alle alle 18 nella Parrocchia Sant’Agnese sarà presentato l’ultimo libro-inchiesta di Vittorio Messori, dal titolo “Bernadette non ci ha ingannati”, dedicato alla storia di Bernadette Soubirous. La presentazione del libro sarà curata da Don Basilio Gavazzeni.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.12.2012

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Matera Mercoledì 5 dicembre 2012

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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

Ieri a Roma l’incontro tra Ornaghi e 16 delle città candidate a rappresentare la cultura

Matera 2019, ecco il bando

Respiro europeo e coinvolgimento delle comunità tra i punti forti del testo di ANTONELLA CIERVO FORSE il paragone è azzardato ma si può considerare effetto dell’entusiasmo Kper l’incontro romano di presentazione del bando per le candidature a capitale europea della cultura: Salvatore Adduce richiama la frase di John Fitzgerald Kennedy nel 1963 in Germania, la celebre: «Ich bin ein berliner - sono un berlinese». Così, in nome di una condivisione territoriale il sindaco della città dei Sassi invita i lucani a dire: «Io sono un materano». Da ieri la sfida ha registrato il secondo step: la presentazione del bando che sarà il canovaccio necessario su cui costruire una posizione che potrà rientrare nel gruppo ristretto di città che la commissione composta da 13 membri sceglierà entro la fine del 2013. E’ stata Ann Branch, componente della commissione europea ad illustrare ai presenti (16 città italiane presenti, 5 assenti, ndr.) ad illustrare i punti più importanti del dossier che, per ogni città prevede un massimo di 80 pagine in cui concentrare il materiale della candidatura. «Deve essere principalmente una città e non un intero territorio; importante il programma di iniziative per il 2019; le attività devono avere una dimensione europea; non incide sulla scelta la dimensione della città nè il numero degli abitanti. Sulla base delle esperienze passate la rappresentante della Commissione europea ha delineato i benefici della candidatura dividendoli in tre gruppi: culturali, economici e sociali». Prossime tappe: la lista ristretta per la fine del 2013, la selezione finale nell’autunno 2014 e la nomina ufficiale nel 2015. Adduce è soddisfatto, gestisce poco la prudenza, sa che Matera è un nome più volte pronunciato, tenuto in considerazione. Preferisce riferirsi al bando che, per molti versi: «Sembra ritagliato su Matera per alcuni requisiti ed elementi. Uno degli aspetti su cui concentrare l’attenzione è il fatto di poter realizzare in un periodo così complicato per l’economia, alcuni investimenti di una certa importanza ed imponenza. E’ necessario puntare su elementi di attrattività del luogo che con un programma realistico può diventare facilmente raggiungibile. La crisi morde in modo diverso il nord e il sud, per questo - conclude - è necessario coinvolgere la Regione in questa chance da giocare fino in fondo». Paolo Verri, direttore di Matera 2019, non ha mai interrotto il suo lavoro che oggi prosegue sulle linee tracciate dal bando: «E’ importante il concept originale di base su cui lavoreremo e identificheremo Matera». Per ora bocche cucite,

L’ANTEPRIMA

Alcuni momenti dell’incontro che si è svolto ieri a Roma per presentare il bando di selezione di Capitale europea della Cultura nel 2019 a cui parteciperà anche Matera. Nella foto da sin: l’assessore alla Cultura Alberto Giordano, il direttore del comitato Matera 2019, Paolo Verri e il sindaco Salvatore Adduce mentre ascoltano l’intervento di Ann Branch, della commissione europea

la competizione è più che mai sfrenata. Verri punta anche sul tema della dimensione europea della candidatura: «Come accaduto con festival of Festival, abbiamo fatto lavorare operatori dello spettacolo e culturali progettando su caratura europea. La stessa cosa che è accaduta con Materadio quando abbia riunito diverse realtà a lavorare insieme». Sulla iniziative di respiro europeo, Verri sarà impegnato ulteriormente nei prossimi tempi, così come sul fronte del coinvolgimento della comunità. «Tra febbraio e marzo il progetto di Matera 2019 sarà inserito on line prosegue Verri - per discuterne attraverso i social network pe una candidatura condivisa».

IL PROGETTO PER IL PROSSIMO GOVERNO SI chiamerà Italia 2019 e sarà il progetto che il prossimo Governo, qualunque esso sia, dovrà inserire in agenda come strumento di programmazione e valorizzazione delle attività poste in essere finora dalle candidate a capitale europea nel 2019. «Al ministro - spiega il sindaco Salvatore Adduce - diciamo di prendere in carico le progettazioni delle città che, a prescindere da chi vincerà, potrà essere messo a valore. C’è già qualcosa di molto concreto - precisa 16 città italiane stanno lavorando su proposte e programmi che potranno diventare un unico grande progetto. Il sindaco di Ravenna - aggiunge Adduce - mi ha chiesto di andarlo a trovare, credo che questo dimostri che stiamo lavorando su una linea giusta e che stiamo declinando bene tutti gli aspetti che riguardano Italia 2019». A Roma, Italia 2019 è stato illustrato dal direttore Paolo Verri: «E’ un progetto a cui il Mibac tiene molto perchè qualifica molto il nostro Paese - spiega - E’ un’idea forte e spero che nel prossimo Governo ci sia un ministro in Grado di valutarlo come si deve».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.12.2012

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Potenza Mercoledì 5 dicembre 2012

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Prosegue il presidio sul tetto. Lavoratori, al freddo e al gelo, decisi a non mollare

Don Uva, sciopero della fame E dal prossimo 6 gennaio scatteranno i 72 licenziamenti NON si placa la protesta dei lavoratori del “Don Uva di Potenza” che da giovedì scorso sono in presidio permanente sul tetto della struttura di via Ciccotti. Il vento è gelido e tagliente. Ti entra nelle ossa e a nulla servono i piumini, i cappelli, i guanti e le coperte. Su quel tetto - e sul solaio dove sono state montantedelle piccoletende dacampeggio - fa freddo. Tanto freddo. Di giorno e soprattutto la notte. E il maltempo e il nevischio hanno finito con l’aggravare una situazione già drammatica di per sé. E quando il gelo impedisce anche alle mani di muoversi loro a turno si rifugiano in una piccola stanzetta dove sono state montate delle stufe. Giusto il tempo di riprendere un po’ di calore e si torna fuori. E per mangiare? Ci pensano i colleghi ma anche il personale medico. Si smonta dal turno di lavoro, si va a casa, si cucina e si porta il cibo a quelli che stanno sul tetto. Una vera e propria catena di solidarietà quella che si è attivata al “Don Uva”. E se è vero che il prossimo 7 dicembre ai lavoratori dovrebbe essere pagata la mensilità di ottobre - salvo ulteriori coup de théâtre da parte della “Divina Provvidenza”, ormai esperta in quest’arte - questo sarà possibile solo perché il concordato preventivo è stato presentato, al Tribunale di Trani, lo scorso 8 novembre. In ogni caso se pure dovesse arrivare questo stipendio i lavoratori - uno di loro da ieri ha cominciato lo sciopero della fame mentre l’altra sera una delegazione ha protestato sotto gli alloggi della suore - non hanno intenzione di mollare. Sono padri e madri di famiglia. Molti di loro si sono conosciuti sul posto di lavoro e si sono sposati e, pertanto, negli ultimi due mesi, nessuno è riuscito a portare a casa neanche un centesimo. Bollette da pagare, fitto, mutuo - per chi è riuscito a comprare una casa - oggi sono in sospeso. Proprio come le loro vite. E c’è davvero chi non riesce a metter insieme il pranzo con la cena. Dopo anni e anni di tira e molla non c’è più posto per la pazienza. Loro, i dipendenti del “Don Uva”, ne hanno avuta fin troppa. Oggi è solo la forza della disperazione che dà loro la forza per resistere. La situazione è grave perché coinvolge famiglie, che oramai non percepiscono lo stipendio da due mesi e non riescono a soddisfare neanche i bisogni primari. No «dal tetto non scendiamo» dicono all’unisono«fino aquandononsolo non riceveremo le mensilità arretrate ma soprattutto non ci verranno fornite rassicurazione sul nostro futuro lavorativo». Un futuro che potrà essere garantito solo se si arriverà alla tanto invocata autonomia gestionale della struttura di Potenza da quella di Bisceglie e di Foggia. E non sarà di certo una cosa di facile soluzione. Come se non bastasse sul capo dei dipendenti della struttura di Potenza pende anche la spada di Damocle dei 72 esuberi previsti dal piano di risanamento aziendale redatto, per conto della “Divina Provvidenza”, dall’avvocato Arturo Toscani. Ed è proprio quel piano di risanamento che è alla base del concordato preventivo che ha sparigliato le carte anche della legge, approvata dal consiglio regionale di Basilicata, in base alla quale era stato dato mandato all’Asp di provvedere, utilizzando i fondi per l’accreditamento, al pagamento dei salari ai dipendenti per poi girare a Bisceglie lesomme rimanenti.Insomma la chiave per risolovere la vertenza c’è. Ma bisognerà attendere il mese di gennaio. Solo allora si potrà capire se quella chiave - ovvero il concordato preventivo - è giusta per scongiurare il fallimento. Fallimento che, per assurdo, sarebbe la soluzione per la sede di Potenza. Solo così, infatti, la Regione Basilicata potrebbe imboccare la via della gestionealternativa. Maper questobisognerà aspettare l’anno nuovo. Il Tribunale di Trani, lo scorso 8 novembre, infatti, haconcesso 60 giornialla Con-

POTENZA (PU)

«Serve consiglio ad hoc»

Ambrosia

Dal 12 niente pasti né servizio di pulizia E DAL prossimo 12 dicembre i 75 dipendenti dell’Ambrosia che si occupano del servizio mensa e del servizio pulizie hanno comunicato che saranno costretti a interrompere i servizi prestati fino a ora all’internodel “Don Uva”.I 75lavoratoriavanzano bencinque mensilità arretrate. Non solo. L’Ambrosia, che avanza dalla “Divina Provvidenza”un credito di 11 milioni di euro, tra l’altro non ricevono più le materie prime dai loro fornitori che a loro volta non possono essere pagati. Insomma la situazione all’interno della struttura di via Ciccotti va peggiorando di giorni in giorno. E dal prossimo 12 dicembre i pazienti della struttura dovranno fare i conti con le mancate pulizie e con le cucine che, purtroppo, rimarranno chiuse.

Il vento gelido che soffia sul tetto. Accanto alcuni lavoratori si riscaldano davanti a una stufa prima di tornare all’aperto (foto Mattiacci)

gregazione Ancelle della Divina Provvidenza per depositare la concreta proposta di concordato preventivo, invocato dall'Istituto di Bisceglie, per scongiurare l'istanza di fallimento promossa dalla Procura della Repubblica. Unatto forteedovutoquello delprocuratore Carlo Maria Capristo sulla base delle risultanze emerse nell'ambito di un'inchiesta (dell'ex pm Cardinali e ora, dopo il suo trasferimento a Bari, nelle mani del collega Curione) per la presunta truffa ai danni dell'Asl Barletta-Andra-Trani (Bat) e dell'Asl di Foggia, dove l'opera voluta da Don Pasquale Uva conta una sede secondaria. Una terza è quella di Potenza. E tutte sono legate alle sorti giudiziarie della casa madre. La “Divina Provvidenza” per scongiurare l'ipotesi del fallimento ha formulato quella che in gergo giuridico è chiamata “domanda di con-

cordato preventivo con riserva”. In pratica, inizialmente c'è solo una generica dichiarazione di volontà a cui poi, col benestare del Tribunale, deve seguire una precisa proposta che tenga conto di tutti i profili debitori. La “domanda di concordato con riserva”, ricordiamo, è stata presentata lo scorso 8 novembre dagli avvocati della Casa della Divina Provvidenza (Balena, Battiante e Fortunato) nell'ambito dell'udienza che si è tenuta davanti al giudice delegato Alfonso Pappalardo. Il Tribunale ha ammesso l'istituto biscegliese fondato nel 1922 a metter nero su bianco, per l'appunto entro 60 giorni, i termini economici e temporali del concordato preventivo in continuazione d'impresa. Il fine cui mira la Casa Divina Provvidenza è duplice e simultaneo. Da un lato, si mira ad un accordo con i creditori per modificare, alleggerendole, le condizioni originarie delle ob-

bligazioni in capo all'istituto. Il debito ammonta a oltre 400 milioni di euro. Dall'altro, si dovrà comunque prevedere un nuovo piano gestionale per voltare pagina, sotto gli occhi di un commissario giudiziale. Il provvedimento del Tribunale di Trani costituisce solo il primo passo di un iter che si preannuncia elefantiaco, su cui i giudici dovranno tornare ad occuparsi per le valutazioni definitive. In tutto questo, però, c’è da tenere conto che entro il prossimo 6 gennaio diventeranno esecutivi i provvedimenti dilicenziamento peri 72lavoratori che per la “Divina Provvidenza” sono in esubero nella sede di Potenza. L’unica cosa che la politica lucana può fare, per evitare che i dipendenti trascorrano il Natale e il Capodanno sul tetto, è quella di chiedere che il tribunale di Trani decida prima di gennaio. Alessia Giammaria a.giammaria@luedi.it

LA SOLIDARIETÀ DELLA QUINTA COMMISSIONE

«Siamo a vostra disposizione» «SIAMO qui per ascoltarvi, ringraziarvi per quanto fate per la nostra città, alla quale offrite un servizio di qualità e preziosissimo, e sostenervi in questa protesta. Auspichiamo che possiate ricevere quanto vi spetta e che si addivenga a soluzioni che garantiscano il futuro di voi lavoratori e di un presidio sanitario indispensabile per la nostra comunità». Così il presidente della Quinta commissione consiliare permanente, Sebastiano Papa, nel corso dell'incontro che ha visto i componenti dell'organo consiliare svolgere una seduta straordinaria all’interno del “Don Uva”. Presenti anche gli assessori Nicola Lovallo, Antonio Pesarini e Donato Pace alla mattinata che ha visto i rappresentanti del Comune prima incontrare

i lavoratori in presidio permanente davanti al cancello d'ingresso, successivamente la delegazione si è spostata negli uffici della direzione sanitaria laddove, durante l'incontro con il direttore Vincenzo Mori, Papa che coordina i lavori della Commissione competente in materia di Lavoro e Attività produttive, ha confermato come «la Commissione che in questa sua visita è mossa da una volontà bipartisan, rimarrà aperta e pronta a raccogliere ogni utile suggerimento per offrire per quanto possibile ogni forma di supporto richiesto». Commissari e assessori si sono quindi recati sul tetto della struttura per incontrare i lavoratori da più giorni impegnati in questa ulteriore forma di rivendicazione. Qui alcuni loro rappre-

sentanti hanno avuto modo di far conoscere come «in diversi casi si sia dovuti ricorrere a prestiti anche per raggiungere il luogo di lavoro, altri sono giunti a chiedere alle banche una sospensione del mutuo contratto, proprio per la mancanza di risorse finanziarie. C'è la preoccupazione che al termine della vicenda, la struttura possa essere smantellata e il personale smistato altrove, senon proprio postoin mobilità». Il presidente Papa ha ribadito «la volontà di rimanere comunque vicino ai lavoratori e alle loro famiglie, al di là del nostro essere qui oggi fisicamente, volontà dimostrata dall'intero Consiglio comunale attraverso l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno che attesta la nostra solidarietà».

«BASTA atti di solidarietà. Si intervenga per tutelare pazienti, degenti, dipendenti e ditte esterne fornitrici di servizi». Così Sergio Potenza, capogruppo dei Popolari uniti in consiglio comunale, nell’annunciare la richiesta di una convocazione urgente di un consiglio comunale aperto utile a trovare soluzioni a sostegno dei lavoratori dell'opera Don Uva di Potenza. «Su iniziativa del gruppo consiliare dei Popolari Uniti è stata depositata stamane (ieri per chi legge n.d.r.) la richiesta di un consiglio comunale straordinario aperto per trovare possibili soluzioni a sostegno dei lavoratori dell'Opera Don Uva di Potenza». L'amministrazione comunale «non può rimanere inerme - ha fatto sapere l’esponente politico cittadino - di fronte alla grave situazione in cui versano i dipendenti della struttura ospedaliera del capoluogo, in protesta permanente ormai da sei giorni». Si tratta di «un gruppo di dipendenti del posto e di una struttura di fondamentale importanza per la città. Peraltro - prosegue il consigliere dei Popolari Uniti - è notizia di oggi, che nelle prossime ore potrebbe essere sospesa l'erogazione dei pasti ai degenti a causa del mancato pagamentodel servizio. La struttura in questione, come noto, ospita portatori di gravi minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali, quindi non autosufficienti e spesso privi anche di assistenza familiare». Per Potenza bisogna intervenire per «tutelare i pazienti, i degenti, i lavoratori e le ditte esterne fornitrici di servizi, andando oltre gli attestati di solidarietà», Solideriatà che ierimattina lo stesso Potenza ha portato ai lavoratori in presidio permanente sul tetto. «Considerato che eventuali problemi dell'ente avrebbero, direttamente o indirettamente, effetti di non poco conto sulla città di Potenza abbiamo chiesto - conclude il consigliere dei Popolari Uniti la convocazione, anche presso la sede del Don Uva di un'apposita seduta aperta a tutta la cittadinanza per dibattere su quali iniziative intraprendere per garantire servizi e livelli occupazionali».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.12.2012

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MATERA E PROVINCIA I XI

Mercoledì 5 dicembre 2012

SANTA BARBARA

LA FESTA DEI VIGILI DEL FUOCO

EMILIO OLIVA l Quest’anno Santa Barbara si è sdoppiata. Sono state due le feste celebrate nel Materano in onore della patrona dei Vigili del fuoco. Avrebbe voluto sdoppiarsi anche il comandante provinciale, Eugenio Barisano, che non ha potuto recarsi a Policoro, dove la ricorrenza si celebrava per la prima volta, essendoci in concomitanza la festa a Matera. «Ero tentato di mandare a Policoro una controfigura», ha scherzato ieri mattina durante il suo discorso, preceduto dalla messa celebrata da mons. Piedomenico Di Candia, vicario dell’Arcidiocesi, con la collaborazione dei frati francescani della parrocchia di Cristo Re, e accompagnata dalla esemplare prova del coro Totus Tuus diretto da Cettina Urga. Sono stati 5.431 gli interventi (2180 solo quelli della sede centrale) eseguiti dai Vigili del fuoco nella provincia nel corso del 2012: 3113 hanno riguardato incendi, 1970 i soccorsi a persone, 136 gli interventi stradali, 126 gli allagamenti. Ma questi numeri non sono stati elencati nel consuntivo esposto dal comandante, che per sua scelta declina l’impegno di divulgare «cifre che annoiano – ha detto – e risultano anche poco rappresentative del lavoro svolto dai Vigili del fuoco». Due invece le immagini evocate da Barisano, quelle della neve e del fuoco, per raccontare l’attività svolta nell’arco di un anno. In inverno l’emergenza neve, «occasione che è servita a me per conoscere

Basilicata Mezzogiorno

CERIMONIA SDOPPIATA Quest’anno la ricorrenza oltre che nella caserma di via Timmari è stata celebrata per la prima volta anche a Policoro

BILANCIO DI UN ANNO Sono stati 5.431 gli interventi nel 2012: 3113 per incendi, 1970 per soccorsi a persone, 136 sulle strade, 126 per allagamenti

Dalla neve agli incendi un’emergenza continua «Ma più prevenzione costerebbe meno dei danni di calamità» quasi la totalità dei comuni della provincia, anche quelli più lontani, trovando in ognuno tanta dimostrazione di affetto e di gratitudine nei confronti dei Vigili del fuoco, che in talune occasioni mi fanno venire la pelle d’oca e a volte anche l’imbarazzo per quanta cordialità è dimostrata dai cittadini lucani». In estate, «un altro

momento difficile», i tanti incendi boschivi, «meno numerosi rispetto agli anni precedenti, ma con un danno maggiore in termine di superficie bruciata». Le due emergenze sono state affrontate con poche risorse, malgrado l’impegno di molte comunità locali, ma anche senza «qualche cosina» che poteva essere fatto

L’AMAREZZA

dal punto di vista organizzativo «e mi auguro si faccia per il futuro – ha ammonito il comandante – perché la prevenzione ha costi sicuramente inferiori rispetto ai danni che eventi calamitosi naturali provocano». Barisano ha annunciato inoltre il completamento dell’organico del distaccamento di Tinchi, nel comune di Pisticci, dove quest’anno è stato sperimentato anche un presidio di soccorso acquatico. Al termine, nel piazzale della caserma di via Timmari, si è assistito al saggio professionale che riassume il lavoro dei Vigili del fuoco. Sotto gli occhi di invitati e scolaresche, della scuola materna L’Albero azzurro e delle scuole elementari di via Cappelluti e via Bramante, la voce dello speaker, Eustachio Manicone, ha illustrato sei esercitazioni: la simulazione di un incendio al terzo piano di uno stabile e il recupero di un ferito dal tetto, il salto su un cuscino pneumatico, lo spegnimento di un incendio generato da liquido infiammabile, il recupero di materiale radioattivo, lo spegnimento di un incendio di alcune bombole di gpl, tre prove di addestramento delle unità cinofile. Prima della discesa di personale del Saf, Speleo alpino fluviale, dal castello di manovra, anche una macchietta comica preparata dagli anziani del Corpo con l’intervento finale di quattro vigili del fuoco junior, Pierfrancesco Montemurro, Eustachio Montemurro, Michele Antonio Rondinone e Francesco Pio Dona, tutti ultraminorenni.

L’EMOZIONE

Meno roghi dello scorso anno, ma più superfici bruciate

«Nei comuni tanta dimostrazione di affetto e di gratitudine»

GIORNATA INTENSA Le unità cinofile. In alto, l’ing. Eugenio Barisano [foto Genovese]

SAGGIO PROFESSIONALE La macchietta comica e, in alto, altre due dimostrazioni [foto Genovese]

I PROTAGONISTI SOTTO QUELLE DIVISE IL CUORE SPESSO PREVALE SUL LAVORO

POLICORO SU INIZIATIVA DEL COMUNE

L’eroismo quotidiano di uomini coraggiosi Un encomio e altri 12 riconoscimenti

Piazza Segni ha ospitato la prima festa

l Eroi a volte dimenticati dalla storia e anche dalle cronache dei giornali, forse perché salvare una vita umana, e magari mettere a rischio la propria, è considerato parte del lavoro quotidiano. Ma i Vigili del fuoco, pronti a far valere il cuore oltre ai compiti istituzionali, come ha ricordato all’omelia mons. Domenico Di Candia, vicario dell’Arcidiocesi, durante la celebrazione della festa in onore di Santa Barbara, sembrano accettare senza riserve questo destino. Non cercano la ribalta. La più grande ricompensa per la loro abnegazione o per un atto di coraggio può essere anche un semplice «grazie». Il Ministero dell’Interno tuttavia non ha voluto dimenticare alcuni Vigili del fuoco che con il loro esempio, ogni giorno o in eccezionali situazioni legate a emergenze o calamità, testimoniano lo spirito di sacrificio e l’alto senso del dovere di chi veste quella divisa. Si spiega così la consegna di riconoscimenti che ieri mattina ha chiuso la parte ufficiale della cerimonia. Per «il coraggio, l’abnegazione, l’alto senso del

l POLICORO. Per iniziativa dell’Amministrazione comunale (la proposta è partita dal consigliere comunale Giuseppe Ferrara ed è stata subito accolta dal sindaco Rocco Leone), si è celebrata per la prima volta la festa di Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, dei minatori e dei marinai. Nella chiesa del Buon Pastore, alle 10.30, con il vescovo, mons. Francesco Nolè, hanno concelebrato la santa messa i parroci don Salvatore De Pizzo, don Antonio Mauri e don Nicola Modarelli. Al termine, in piazza Segni, gremita di cittadini e soprattutto di scolaresche, si è svolto il saggio eseguito dai vigili del fuoco del Comando provinciale, del Comando di Policoro, di volontari e colleghi provenienti anche da altri distaccamenti. È stato simulato l’intervento in caso di incidente stradale, la ricerca di dispersi con l’ausilio di cani, lo spegnimento di bombole di gas, il soccorso di persone intrappolate su strutture alte e il montaggio di scale particolari. Al termine della manifestazione, ringraziando i vigili del fuoco e il loro impegno a servizio della comunità, il sindaco ha consegnato al locale Comando una pergamena con la dedica “Per la saggezza, la fede e la serenità con la quale affrontate ogni situazione. Al [n.buc.] vostro coraggio che è il nostro coraggio”.

dovere e la professionalità dimostrati il 2 marzo 2011 nel salvataggio di una persona in procinto di suicidarsi» il vigile esperto Pietro Iacovazzi, che intervenne in quel frangente pur essendo libero dal servizio, è stato premiato con un encomio, ricevuto dalle mani del presidente della Provincia, Franco Stella. Diplomi di lodevole servizio concesso a personale collocato a riposo sono stati conferiti per mano del prefetto, Luigi Pizzi, al geom. Antonio Fiorentino, al capo reparto Antonio Scarciolla e ai capi squadra Francesco Paolo Gambetta, Tommaso Pellegrino e Vincenzo Pilato. Altri sette vigili del fuoco esperti si sono fregiati della croce di anzianità, per aver prestato servizio nel Corpo per oltre 15 anni. Si tratta di Nunzio Nicola Basile, Giuseppe Carlucci, Giovanni Ciardiello, Donato Marcosano, Cosimo Damiano Matera, Giuseppe Iacovuzzi, Cosimo Damiano Rondinone. Oggi la grande «famiglia» dei vigili del fuoco del Comando provinciale, oltre al

comandante, si compone di 173 unità, dei quali 4 funzionari, 42 capi squadra, 110 vigili permanenti e 17 unità del supporto amministrativo contabile. Il Corpo è presente non solo a Matera, ma anche a Policoro, Ferrandina, Tinchi e Montalbano Jonico. Nel periodo estivo il potenziale cresce con i distaccamenti stagionali di Metaponto borgo e Grassano-Garaguso. Di rilievo l’attività formativa che nell’anno appena concluso ha impegnato i vigili del fuoco con l’espletamento di 15 corsi sulla legge 626 per la sicurezza sul lavoro ai quali hanno partecipato circa 400 iscritti. Sono stati rilasciati 250 attestati di idoneità e sul fronte della prevenzione con il progetto Scuola sicura è stato coinvolto circa l’80 per cento delle scuole di tutta la [em.ol.] provincia.

PREMIATO L’encomio che il vigile esperto Pietro Iacovazzi ha ricevuto dalle mani del presidente della Provincia, Franco Stella [foto Genovese]


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA E PROVINCIA

Mercoledì 5 dicembre 2012

 AVIGLIANO IL GRANDE SMOTTAMENTO SULLA SP 6, ALL’INGRESSO DEL PAESE, STA CREANDO NON POCHI PROBLEMI

La frana e il maltempo fanno crescere i disagi Gli automobilisti lamentano il rischio che si corre con i percorsi alternativi. Consegnato il progetto di ripristino dell’arteria SANDRA GUGLIELMI

l AVIGLIANO. L’inverno, come preannunciato, è arrivato. La settimana è iniziata regalandoci i primi fiocchi di neve e le prime gelate e le condizioni atmosferiche hanno acuito i timori sui disagi causati dalla chiusura della Sp 6 in seguito alla frana dello scorso 22 ottobre. La gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione comunale ha subito in questo mese e mezzo numerose critiche e l’arrivo del ghiaccio era atteso come uno spauracchio. Alle pessime condizioni manutentive delle strade attualmente utilizzate come alternativa per raggiungere Potenza ma soprattutto le frazioni che affacciano sulla Valle di Vitalba e la Potenza – Melfi (in quanto per il capoluogo, anche se con maggiori disagi, si può utilizzare la provinciale che passa per Montocchio, percorso che sono costretti a fare camion e pullman) si aggiunge un’elevata pendenza che rende pericolose le discese e impraticabili le salite.

Ma c’è di più: a rendere ancor meno sicure queste strade in cui la segnaletica orizzontale è considerata un optional di lusso, ci hanno pensato i segnali di carta, di ridotte dimensioni, non rinfrangenti e deteriorabili con pioggia e neve. Le barriere stradali, poi, nonostante l’estrema pericolosità della strada e le ridotte dimensioni della carreggiata, sono state improvvisate con paletti e nastri, poco adatti se una vettura dovesse sbandare rischiando di finire nel burrone o sui binari della sottostante ferrovia. Ancor più pericolosa la percorribilità di notte e con scarsa visibilità, in considerazione anche dei banchi di nebbia, frequenti nella zona. Altro tasto dolente è il senso unico di contrada Impiso, da qualche giorno invertito perché stava letteralmente mettendo ancor più in ginocchio le attività commerciali della zona “Tre scalini”. Le richieste, fatte da singoli cittadini e diverse forze politiche, di allargare il tratto di strada occupando d’urgenza il terreno limitrofo e di apporre due semafori a valle e a monte dei villini, sono state bocciate dall’am-

ministrazione. «Il semaforo – spiega il primo cittadino Vito Summa – rischierebbe di creare code che manderebbero in tilt il traffico urbano, mentre non ci sono, allo stato attuale, i presupposti per un decreto d’occupazione d’urgenza per pubblica utilità». Un’apertura, invece, arriva dal primo cittadino alla richiesta di alcuni viaggiatori della Fal su gomma (che studiano o lavorano in zone lontane dalle stazioni ferroviarie) di istituire un servizio navetta dalla stazione di Potenza, così da poter utilizzare il treno ed evitare i disagi connessi al nuovo tragitto. «Verificherò la fattibilità della richiesta – ha spiegato Summa – ma anche la più ampia condivisione da parte dei viaggiatori». «Comunque – ha concluso il sindaco – la cosa più importante in questo momento è il ripristino della viabilità sulla sp6. La scorsa settimana è stato consegnato il progetto dei lavori presso l’ufficio Difesa del suolo del dipartimento Infrastrutture e mobilità della Regione, ed entro Natale contiamo di riaprire la strada». Sperando nella clemenza del tempo.

VORAGINE ALL’INGRESSO DEL PAESE La frana sulla sp 6 sta creando non pochi problemi ai cittadini di Avigliano costretti a rischiosi percorsi alternativi

 BELLA UNA GRANDE FOLLA HA PARTECIPATO IERI AI FUNERALI DELL’ASSESSORE COMUNALE MORTO IN UN TRAGICO INCIDENTE  SENISE IN UN INCONTRO TESTIMONIANZE DI GENITORI

Una comunità commossa per l’addio a Vito De Vito

Autismo, «no alla cura con psicofarmaci meglio un sorriso»

Padre Duarte: « Se n’è andato un giovane con grandi ideali» FEDERICA D’AMBROSIO l BELLA. Ieri è stato il giorno del lungo e commosso addio di Bella all’assessore Vito De Vito morto tragicamente in un incidente stradale, sulla sp 83. Una folla interminabile e con le lacrime agli occhi gli ha reso omaggio. Il paese perde un pezzo della sua storia recente. Dopo la sosta in Comune, dove è stata allestita la camera ardente, il feretro ricoperto di rose, portato a spalla dagli amici più cari, si è avviato verso la Chiesa di S. Maria delle Grazie. Il corteo era preceduto da giovani con in mano corone di fiori. A seguire il clero e un ragazzo che portava la maglietta dell’Inter, la squadra del cuore con il numero 25, il giorno della sua nascita. Un migliaio di persone da tutti i Comuni del Marmo Platano, incredule, hanno voluto tributare un ultimo abbraccio all’amico. Il Comune per consentire a tutti di partecipare al rito ha preventivamente installato sul sagrato del tempio un maxischermo e interdetto la zona al traffico. La cerimonia è stata concelebrata da don Simphorien e da padre Ovidio Duarte. Nell’omelia Duarte ha cercato le parole giuste per limare un dolore troppo grande e dare conforto ai cuori straziati dei familiari e dei presenti. «Il nostro Vito – ha detto - è divenuto caro a Dio e portato altrove, perché le difficoltà del mondo presente non alterassero la sua intelligenza e l’inganno delle cose passeggere non oscurasse ciò che di bello ha ricevuto da Dio. Quando Dio permette che accadano determinate cose non possiamo credere che abbia voluto una sciagura per noi, ma piuttosto dovremmo chiederci cosa vuole comunicarci. Altrimenti, dovremmo pensare che Dio ci ha fatto un grande torto, perché ci ha tolto uno dei nostri migliori giovani, pieno di entusiasmo e di desiderio di vivere con impegno i grandi ideali della vita, come il matrimonio, che aveva programmato per agosto e i valori, come l’amicizia, la gioia e lo sport». In tanti hanno voluto dare l’ ultimo saluto. Il sindaco Michele Celentano commosso ha sottolineato che «Vito, indimenticabile e insostituibile, ha tracciato una via per i giovani. Un esempio per tutti a credere in se stessi e a portare avanti con coraggio i propri progetti». Le ultime parole di Henry Scott Holland lette da Pietro Izzi: «La morte è niente. Sono solo passato dall’altra parte. Asciuga le tue lacrime e non piangere se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace».

EGIDIA BEVILACQUA

FOLLA COMMOSSA AI FUNERALI Gente da tutto il Marmo Platano per l’ultimo saluto a Vito De Vito ieri a Bella

 POTENZA NEI GIORNI 7-8 E 9 DICEMBRE PER BATTERE LE LEUCEMIE

Ritornano le «Stelle di Natale Ail» L’appuntamento nel capoluogo e in 23 centri della provincia l POTENZA. Si rinnova anche in Basilicata l’appuntamento con le Stelle di Natale dell’Ail. Le piazze italiane impegnate il 7-8 e 9 dicembre con il tradizione appuntamento di solidarietà promosso dall’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi ei mieloni sono 4 mila. Tra queste, oltre al capoluogo di regione, anche in 23 centri della provincia. Si tratta di Arioso, Acerenza, Albano di Lucania, Anzi, Atella, Avigliano, Barile, Brienza, Calvello, Calvera, Cancellara, Castelgrande, Castelluccio Superiore, Castelmezzano, Castelsaraceno, Cersosimo, Episcopia Fardella, Filiano Francavilla sul Sinni, Genzano di Lucania e Lagonegro. La manifestazione ha permesso negli anni di raccogliere significativi fondi

destinati al finanziamento di progetti di ricerca e assistenza e ha inoltre contribuito a far conoscere i progressi della ricerca scientifica nel campo dei tumori del sangue. «Stelle di Natale» è realizzata, sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica, con l’impegno di migliaia di volontari che offriranno una piantina a chi verserà un contributo minimo associativo di 12 euro. Le stelle dell’Ail sono tutte caratterizzate dal logo dell’associazione. I rilevanti risultati negli studi scientifici e le terapie sempre più efficaci hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti affetti da malattie del sangue. Da qui la necessità di proseguire su questa strada.

l . Autismo. Roba di un altro mondo. Uno strepitoso Dustin Hoffman nel celeberrimo «The rain man»” interpreta magistralmente vizi, veleni, tic e virtù, di un piccolo grande uomo affetto da questa neurodiversità. Da allora sono trascorsi più di vent’anni durante cui tale problematica, che colpisce un bambino su cento entro i primi tre anni di vita, è di gran lunga aumentata. Di conseguenza anche in Italia più di una porta è stata aperta, con l’intento di conoscerla e trattarla attraverso un approccio più competente e mirato. Nell’area sud della regione però, a tutt’oggi, si riscontra ancora tanta «ignoranza» probabilmente dettata dal fatto che se ne parla poco. Alcuni sostengono per paura, altri invece, per indifferenza. Spesso, infatti, capita che la condizione autistica sia circoscritta ai luoghi in cui le persone interessate vivono, vale a dire la famiglia, la scuola, i centri di riabilitazione. Ma cos’è realmente lo spettro autistico e in che modo possiamo aiutare chi vive direttamente questa condizione tanto delicata quanto complessa? A queste ed altre curiosità si è cercato di dare una risposta nel corso del convegno dal titolo «Autismo. Comprenderlo dall’interno» che si è svolto presso la scuola dell’infanzia «Belvedere» di Senise. Ad organizzarlo, l’associazione lucana Autismo guidata da Zaira Giugliano di Potenza, in tandem con l’associazione di volontariato «Insieme» presieduta da Filomena D’Aranno. Tra i relatori, il dott. Carlo Calzone che opera presso il

Centro di neuropsichiatria infantile di Matera e la dottoressa Flavia Caretto autrice del libro «Autismo e Autonomie personali» presentato nel corso dell’incontro che si è proposto come un momento di crescita, riflessione, approfondimento e confronto: «Ma soprattutto come una sfida- ha precisato Filomena D’Aranno- tutti noi spesso ci scontriamo con quella montagna da scalare che è la società, ma per le persone autistiche quest’ impresa è spesso irrealizzabile. Non abbiamo la pretesa di appianare le montagne- ha concluso- bensì aprire nella fitta selva della giungla quotidiana, dei sentieri che possono essere attraversati da chi è più debole». E così, attraverso la testimonianza toccante e diretta d’alcuni genitori di bambini autistici, accompagnata dai chiarimenti offerti dagli illustri relatori, i numerosi presenti hanno potuto finalmente comprendere che l’autismo non è una malattia che si cura con dosi massicce di psicofarmaci, bensì un modo diverso di vedere il mondo, nel quale bisogna entrare con il desiderio di aprirvi un riflesso di luce. «Questo però non significa che gli autistici non abbiano diritto alla salute- ha precisato la battagliera Zaira Giugliano- spesso le famiglie affrontano da sole la problematica perché non hanno punti di riferimento, pertanto a breve ci attiveremo per sottoscrivere una petizione on- line poiché dall’anno scorso una proposta di legge regionale sull’autismo, depositata da 4 consiglieri, giace in quarta commissione senza essere stata mai discussa, approvata e finanziata».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VI I POTENZA CITTÀ

Mercoledì 5 dicembre 2012

SAPORI LUCANI

CULTURA DELLA BUONA TAVOLA

MARIO LATRONICO l Armonia e buona cucina. Un mix perfetto tra divertimento e allegra competizione ha accompagnato la cena-evento di «Stasera Cucino Io», il primo cooking contest lucano tra appassionati chef organizzato dall’agenzia di eventi Scai Comunicazione di Potenza ed andato in scena presso il Ristorante Bacco del Grande Albergo di Potenza. Quattro coppie di aspiranti chef, composte da cuoco ed aiuto cuoco, si sono messe alla prova in una gara culinaria sperimentando le proprie creazioni nella cucina di un vero ristorante e con l’utilizzo di prodotti stagionali rigorosamente del territorio lucano. Alla fine la vittoria è andata alla coppia formata da Giulia Lebotti e Rossella Nolè, che nella vita di tutti i giorni svolgono rispettivamente attività di marketing e consulente assicurativo. Il piatto presentato dalle due giovani aspiranti chef è stato il cosciotto di agnello ai pistacchi con sformatine di zucca, accompagnato dal vino GIuv 2009 bio Aglianico del Vulture Doc. Consensi anche per le altre tre coppie di partecipanti, vale a dire Federica Cosenza e Giuliana Cosenza (primo piatto «Sentiero D’Autunno», gnocchetti di castagne con crema di fontina) Cristina Coviello e Guido Sica (lasagne con zucca, alici e mandorle) ed infine Sara Vaccaro e Giovanni Lancellotti (pasta fresca con baccalà, mollica di pane ed uva sultanina). Molto ampia la partecipazione dei commensali

MANIFESTAZIONE «Stasera Cucino Io»: primo cooking contest lucano tra appassionati chef organizzato dall’agenzia di eventi Scai Comunicazione

QUATTRO COPPIE Quattro coppie di aspiranti chef, composte da cuoco ed aiuto cuoco, si sono messe alla prova

Stasera piatti ricchi ti cucino la Basilicata Fra gara e divertimento, manifestazione di chef a Potenza (circa un centinaio) che hanno apprezzato gli sforzi dei giovani cuochi gustando le varie pietanze fino a tarda sera. Cinque i parametri da sottoporre ai voti individuali della giuria tecnica composta da sette partecipanti: abbinamento degli ingredienti, qualità della cottura, originalità della ricetta, presentazio-

ne del piatto e armonia complessiva. Tra i giurati tecnici presenti lo chef Mario Dionisio, noto consulente sulla ristorazione, Lara Ferrigno, presidente dell’associazione «ArteGusto» di Potenza, Maria Giuliani sempre di ArteGusto, Antonio Eugenio Maria Masella, coordinatore regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Gia-

CREAZIONI

PRODOTTI

Sperimentate le proprie creazioni in un vero ristorante

Utilizzabili solo prodotti stagionali e del territorio lucano

EVENTO In alto, al centro, le due vincitrici della prima tappa del contest di cucina

SERATA La giuria e gli aspiranti chef durante la prova che si è svolta al Grande Albergo

POTENZA MANIFESTAZIONE NEL GIORNO DELLA PROTETTRICE, SANTA BARBARA

Festa dei Vigili del fuoco e spirito di servizio «Così affrontiamo il rischio per gli altri» EMANUELA FERRARA l «Salviam la vita agli altri, il resto conta poco». Inizia così l’inno dei Vigili del Fuoco intonato prima della dimostrazione nel giorno di santa Barbara, protettrice dell’ordine. È stato un giorno di festa per il comando provinciale di Potenza ma anche un giorno di riflessione ed esercitazione. Nell’anno 2012 sono stati effettuati più di seimila interventi esposti dal comandante provinciale Antonio Tuzzolo. Tre le emergenze che hanno dovuto affrontare e che hanno tenuto impegnato il comando. Le abbondanti nevicate dello scorso febbraio che hanno coinvolto i vigili del fuoco per una ventina di giorni, le operazioni anti-incendio estive, massicce ma nella media, ed, infine, in ordine cronologico, il sisma del Pollino, insieme a tutte le altre attività che ogni giorno vedono gli uomini dei Vigili del Fuoco in prima linea. Tutte emergenze affrontate con coraggio, umanità e professionalità. Come ogni anno si registrano incrementi negli interventi di soccorso e prevenzione a di-

mostrazione dell’alto valore umano e professionale di questi uomini a servizio della comunità. «Portiamo il soccorso a chi ci chiede aiuto», continua l’inno. Ed una piccola dimostrazione delle operazioni che quotidianamente ci si trova a svolgere, viene data nel piazzale del comando operativo. Una simulazione di incidente d’auto con soccorso al conducente rimasto incastrato tra le lamiere, una spettacolare quanto significativa discesa volante dalla classica scala telescopica con saluto al tricolore, lo spegnimento di bombole di gas infuocate e una simulazione di soccorso con teleferica effettuata da una vigilessa che trasportava la barella. Questa volta era tutto finzione ma nella realtà spesso e volentieri questi uomini si trovano a dover fronteggiare simili situazioni. «Un giorno senza rischio è un giorno non vissuto, il pompiere paura non ne ha». Tanto il coraggio, tanta la professionalità e tanta la riconoscenza che ogni cittadino dovrebbe riconoscere ad ogni singolo vigile del fuoco.

nluca Lasorella, console regionale di Basilicata per la «Union Europeenne des gourmet», Alessandro Galella, socio della stessa «Union Europeenne des gourmet», ed infine lo chef Santangelo Antonio di «Villa Arcobaleno» di Brindisi di Montagna. Hanno votato anche il resto dei commensali presenti ai vari tavoli con un voto risultante da una media dei giudizi e poi espresso per ogni tavolo in un unico indicatore. Partner dell’evento alcune aziende agroalimentari che hanno aderito al progetto mettendo a disposizione i propri prodotti: le cantine Paternoster (ogni tavolo recava il nome di un particolare tipo di vino) l’azienda agricola Fontana Salvatore di Melfi, il forno Centola, Pace e Becce, Olio Oroverde di Ferrandina, General Dolce, La Pasta Fresca Mediterranea di Potenza, Emmedue di Potenza e Agrocarne Sud di Latronico. Tra i partner tecnici pure Carrefour market ed Eurospin, le acque minerali Fonte Itala e il negozio di accessori Fullsport che ha messo in palio dei premi per i vincitori (orologi). Il miglior premio per i vincitori comunque è però la possibilità di partecipare alla prossima cena evento che si terrà sempre al ristorante Bacco e che vedrà Giulia Lebotti e Rossella Nolè cimentarsi con due affermati chef come Frank Rizzuti di Potenza e Francesco Sposito di Napoli. «Va apprezzato l’impegno di tutti questi giovani» ha spiegato lo chef Mario Dionisio componente della giuria.

VIGILI DEL FUOCO Alcuni momenti della esibizione delle attività di soccorso, in occasione di Santa Barbara, ieri a Potenza [foto Tony Vece]


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

24 Ore in Basilicata 17

Mercoledì 5 dicembre 2012

Grande partecipazione allo Stabile per il libro che rende omaggio a Elisa Claps

Gildo: «Presto importanti novità»

Il fratello sul palco parla di «depistaggi e incompetenze» e annuncia risvolti POTENZA - Pubblico dalle grande occasioni ieri sera al Teatro Stabile per la presentazione dell’ultimo libro dedicato alla vicenda Claps scritto dalla psicologa del locale Tribunale dei Minori, Assunta Basentini, e dall’avvocato Cristiana Coviello del Telefono donna che è parte civile nel processo. Ma un ruolo molto attivo, nella pubblicazione, pur non rivestendo il ruolo di autrice, l’ha rivestito anche Barbara Strappato, capo della Mobile potentina fino a due mesi fa e ritornata in città per partecipare alla presentazione condotta con adeguato stile e personalità coinvolgente dal caporedattore della Rai, Oreste Lo Pomo. E pur senza toni roboanti, non sono mancati nella serata forti sottolineature su quello che non ha funzionato nelle indagini che hanno tenuto nascosto il corpo di Elisa, per lunghi anni nel tristemente, ormai celebre sottotetto della Trinità. E proprio la Strappato ha così rievocato il nuovo corso delle indagini riprese dalla Polizia di Stato, e a cui è stato tributato il plauso della funzionaria non mancando poi di precisare: «Sono arrivata a Potenza nell’ottobre del 2007 e sono andata a riprendere quei faldoni. A mio avviso il primo depistaggio è stato quello di voler credere all’allontanamento volontario di Elisa avviando ricerche dappertutto. Bastava leggere i diari della ragazza per capire che mai si sarebbe allontanata da casa e che la soluzione del caso era a pochi metri di tutti». Tesi ribadita da Gemma Tuccillo, presidente del Tribunale dei minorenni a Potenza, e che grazie a questa pubblicazione ha scoperto la regione in cui adesso opera, non avendo vissuto quei tragici fatti. In sala era presente, in prima fila, Filomena Claps, che deve aver molto patito nell’ascoltare lo struggente monologo in cui Elisa si rivolge alla mamma, un passo recitato con intensa partecipazione dalla brava attrice Carlotta Vitale, accompagnata dal suono della chitarra di Renato Pezzano. E il moderatore della serata è anche riuscito a far salire sul palcoscenico, dopo breve insistenza, Gildo Claps, fratello della ragazza uccisa, che non ha mancato di puntualizzare alcuni aspetti della vicenda. A partire dal ringraziamento espresso ad Assunta Basentini per aver registrato con puntualità, fin dal 1993, la «grave pericolosità di Danilo Restivo», elemento questo - ha ribadito Gildo - trascurato dal magistrato competente dell’epoca, la dottoressa Genovese, «perché se nella vicenda di mia sorella hanno pesato alcune tragiche casualità ci sono state anche delle gravi incompetenze». Gildo ha anche ringraziato con molta partecipazione l’impegno di Barbara Strappato, per aver cambiato il corso delle indagini. «Ci furono scontri durissimi nella polizia ha ribadito Gildo - a capo degli investigatori prima di Barbara era stata messa una persona indegna e non è un caso che la dottoressa Strappato appena arrivata a Potenza a noi familiari ha chiesto scusa per come si era comportata la polizia negli anni precedenti». E quindi il fratello della vittima ha ricordato i depistaggi, «alcuni ancora confusi, altri gravi. Nel libro Elisa sente molti rumori in quel sottotetto. Furono tanti. Il quadro non è ancora chiaro. Credo che nei prossimi giorni ci siano delle importanti novità». La presentazione ha registrato anche gli interventi, tutti molto positivi nei confronti del libro, da parte del maestro scientifico di Assunta Basentini, il professore Paolo Capri, il questore di Potenza, Romolo Panico, del sindaco Vito Santarsiero, del nostro direttore Paride Leporace e delle due autrici. Redazione Potenza

Assunta Basentini, Barbara Strappato e Cristiana Coviello danno voce della ragazza uccisa

Al lato Filomena Iemma e Gildo Claps seduti tra il pubblico dello stabile. In basso, da sinistra, Assunta Basentini, Vito Santarsiero, Cristiana Coviello, Barbara Strappato, Gemma Tuccillo, Paolo Capri

IL CASO DI POLICORO

“Niente è come sembra” è l’ultimo romanzo di Tommaso Carbone

Collusioni, misteri e colpi di scena Il giallo ispirato ai fidanzatini di ANTONIO LIOTTA

Il precedente.

È uscito nel 2010 “La commorienza. La misteriosa morte dei fidanzatini di Policoro”(Marsilio), il libro in cui Andrea Di Consoli, giornalista, poeta e narratore, prova a “smontare” una alla volta le dicerie fantasiose sulla morte di Marirosa e Luca, dai "festini" a base di droga allo scherzo finito male. Emerge così un Sud colmo di corruzione, di sciatterie inquirenti, di bigottismi reticenze. Un'inchiesta giornalistica, in cui a parlare sono le carte processuali, alcune persone informate sui fatti e in cui si tenta di ricostruire la vicenda senza pregiudizi.

POTENZA - Un investigatore privato sulle tracce di una verità scomoda, sepolta sotto strati di polvere e coperture d’ogni genere.Un sistemadiabolico diconnivenze, che unisce magistrati corrotti, professionisti della società bene, imprenditori rampanti e una criminalità organizzata che è braccio armato e insieme stazione appaltante di grandi affari. E ancora: festini a base di sesso e droghe, ragazze giovanissime e disinibite, un malavitoso creduto morto che si nasconde in una masseria di campagna e un altro condannato a trent'anni, che con le sue parole apre uno squarcio di luce nella nebbia del depistaggio. Gli ingredienti per un giallo all'ultimo respiro ci sono tutti, ancora di più perché sullo sfondo c'è la tragica fine di due giovani innamorati trovati senza vita, in una notte di febbraio del 1989, nella vasca da bagno della casa di lei. Una scena tragica che fa balzare subito alla mente la tragica storia dei fidanzatini di Policoro, Luca e Marirosa, e il mistero di quella morte tanto discussa per cui ancora oggi si continua a chiedere giustizia. Perché, in fondo, nessuna verità è scontata, anzi, “Niente è come sembra”. È questo il titolo del giallo del lucano Tommaso Carbone pubblicato di recente nella collana Rusconi Libri. Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, grazie alla scrittura fluida dell’autore, ai dialoghi incalzanti, alle descrizioni d’impatto e senza fronzoli. C'è molto della storia di Luca e Marirosa nel libro dell'insegnante di Grassano: c'è la tenacia, il coraggio e la voglia di scoprire la verità della madre di lui, una donna che non ha mai creduto alla morte accidentale dei ragazzi e per questo decide di affidarsi allo squattrinato investigatore Max Fer-

retti per provare a riaprire il caso. C'è quel “segreto”a cui la giovane Miriam fa cenno in una lettera al fidanzato Francesco, poco prima della tragica morte di entrambi. Ci sono tutte quelle perizie contraddittorie sulle cause del decesso, la riesumazione delle salme a distanza di anni, quella ferita riscontrata sul corpo della ragazza che non convince e alimenta nuovi sospetti. Ma nel libro di Carbone si respira anche tanta Basilicata, che anima di quotidianità queste 232 pagine tinte di giallo: sin dalle prime righe, sulla scena compaiono gli operai della Fiat di Melfi, che scendono dai pullman per il loro turno pomeridiano. Ma anche il pecorino di Moliterno e quello di Filiano, i suggestivi paesaggi lucani, come quello murgico al confine con la Puglia, la cima bianca del Pollino, la vecchietta che vende a bordo strada i prodotti della terra, la babele linguistica di dialetti, le maioliche di Vietri. Ma a dare vita al racconto non è solo l'ambiguità di una storia “maledetta”,dicui nonsiriescearicomporre la trama: i protagonisti sono densi d'umanità, le loro storie piene dei problemi dellavita di tuttii giorni.Uno su tutti: Ferretti, ex poliziotto espulso dal corpo per aver sparato ad un pericoloso ma disarmato - serial killer, alle prese con un matrimonio ormai in crisi, difficoltà di comunicazione con il figlio adolescente e un’agenzia di investigazione che non naviga in buone acque. Eppure, mentre rischia la vita indagando sulla tragica fine di Miriam e Francesco, riassapora quella felicità che non provava da tempo. Una sensazione che si materializza durante la colazione a letto dopo una notte d’amore con Gaia, giovane e affascinante collega, entrata sulla scena in punta di piedi e piombata a capo fitto in una vicenda di cui diventerà, suo malgrado, protagonista.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.12.2012

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Basilicata Mezzogiorno

IV I POTENZA CITTÀ

Mercoledì 5 dicembre 2012

LA CITTÀ INVIVIBILE RIFIUTI SOLIDI URBANI

SPAZZATURA Rifiuti di ogni tipo continuano ad essere abbandonati nella scarpata nonostante le numerose segnalazioni

COLLEGAMENTO Rimane disagevole il collegamento tra le scale mobili e la stazione Fal: una scaletta e uno stretto budello fangoso

Discarica abusiva in via Armellini La spazzatura si accumula nella scarpata tra le scale mobili e la Ferrovia Apulo Lucana GIOVANNA LAGUARDIA

I RIFIUTI NELLA SCARPATA DI VIA ARMELLINI

l Una lussuosa scala mobile, un passaggio incompiuto verso la stazione delle Fal e in mezzo tanta, tanta spazzatura abbandonata. È una vera e propria discarica a cielo aperto quella che si palesa in tutta la sua bruttezza ai cittadini che entrano o che escono dalle scale mobili di via Armellini. Nella scarpata incolta che scende da via Armellini verso la stazioncina delle Ferrovie Apulo Lucane si annida davvero ogni tipo di rifiuto solido urbano. Come si può vedere dalle foto scattate in questi giorni da Enzo Bianchi, tra gli arbusti e l’erba si annidano bottiglie di plastica, tetrapack, lattine. Insomma, il contenuto di interi sacchetti della spazzatura che, evidentemente, invece di essere portati negli appositi cassonetti o, almeno, nelle vicinanze, vengono gettati nella scarpata. Col risultato che la zona, immediatamente a ridosso del centro storico e molto frequentata soprattutto dopo l’apertura delle scale mobili, è diventata un vero e proprio tempio dell’inciviltà. Una bolgia dantesca in cui è costretto a tuffarsi chi, volendo raggiungere la stazione Fal dalle scale mobili, è costretto a servirsi della scaletta di cemento e della stretta stradina sterrata che funge da precario collegamento (ora resa anche scivolosa dalla presenza delle foglie autunnali cadute dagli alberi). La stradina dovrebbe essere sistemata grazie ad un progetto congiunto Comune di Potenza-Fal ma, come si può vedere dalla foto, attualmente le sue condizioni sono davvero precarie, al limite della impercorribilità, piena di terra, sporcizia, rifiuti e per di più senza alcunaforma di illuminazione pubblica. Non è la prima volta che la Gazzetta, su sollecitazione dei cittadini - utenti, denuncia sia le precarie condizioni del collegamento sia la discarica a cielo aperto. Abbiamo dato ampio spazio alle lamentele dei cittadini, tanto per fare qualche esempio, a febbraio del 2009, a marzo del 2010, a marzo 2011 e ancora a marzo del 2012. Nonostante tutto, però, la situazione delle scarpate sottostanti via Mazzini e via Armellini e del collegamento con la stazione Fal continua a rimanere di grave degrado. E ignoti inquinatori continuano ad aggravare la situazione gettando i propri rifiuti tra l’erba senza alcun riguardo per la maggior parte dei cittadini che, invece, aspirano a poter vivere in una città pulita e a misura d’uomo.

DENUNCE

Numerose le denunce dei cittadini nel corso degli anni

ASPETTANDO LA NUOVA PIAZZA BONAVENTURA

-52 CANTIERE L’area dove stanno sorgendo box-auto interrati [foto Tony Vece]

RIFIUTI La scarpata delle scale mobili di via Armellini piena di rifiuti: un problema ormai irrisolto da molti anni [foto Bianchi ] .

POTENZA LA DENUNCIA DELLA CIA DI BASILICATA: LE CAMERE DI COMMERCIO REGISTRANO 600 AZIENDE IN MENO

La scure della crisi si abbatte anche sulle aziende agricole l Anche l’agricoltura arretra sotto i colpi della crisi: circa 600 aziende agricole e zootecniche in meno sono state registrate alle Cciaa di Potenza e di Matera, di cui 255 attive in meno, tra il III trimestre 2012 e il III trimestre 2011: dopo aver evitato l’emorragia di posti di lavoro nei primi sei mesi dell’anno, mantenendo alta l’occupazione nelle campagne, l’agricoltura arresta la dinamica positiva e purtroppo inverte la rotta. Nel terzo trimestre del 2012, infatti, il settore registra una flessione tendenziale del 4,3 per cento: colpa dell’intensificarsi della crisi economica con l’aumento esponenziale degli oneri fiscali, ma anche della parallela impennata dei costi produttivi in un periodo in cui il settore ha dovuto fare i conti con una siccità devastante che ha bruciato interi raccolti. La denuncia arriva dalla Cia di Basilicata e si basa sui dati delle rilevazioni diffusi dall’Istat. E in tutto questo a pagare il prezzo più caro sono i piccoli produttori, che costituiscono l’ossatura del sistema agricolo della Basilicata. «Complice la crisi, è in corso una riorganizzazione della struttura aziendale -spiega Paolo Carbone responsabile Ufficio Economico della Cia- che da un lato mette com-

pletamente fuori mercato le micro imprese e i piccoli produttori e dall’altro favorisce l’aggregazione e il rafforzamento dimensionale delle aziende più grandi e competitive che continuano ad assumere manodopera, anche se in rallentamento rispetto ai mesi precedenti. È innegabile, infatti, che l’agricoltura oggi mostra segni di affanno. Il settore paga la mancanza di interventi adeguati, che è andata a incrinare la vitalità e la tenuta delle imprese e che, di fatto, ne ha bloccato la ripresa. Gli alti costi produttivi, la “stangata” dell’Imu e la burocrazia elefantiaca – dice il dirigente della Cia - hanno pesato enormemente sulla gestione delle aziende. Senza contare che la terribile siccità di quest’estate ha inciso sulla vendemmia 2012 contribuendo a ridurre i quantitativi dell’8 per cento e aver “tagliato” del 20 per cento le coltivazioni di pomodoro da industria. Tutti problemi -conclude Carbone- che hanno contribuito a determinare nel terzo trimestre un calo dell’occupazione nel settore e la mortalità di aziende che al III trimestre 2012 in Basilicata sono attive in 18.610 contro le 19.265 dello stesso periodo del 2011».

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5 dicembre 2012