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L’Idv: “Pronto l’emendamento Chiaromonte (Pd)-Compagna (Pdl) per l’immunitàparlamentare”. E la chiamano “anticorruzione” www.ilfattoquotidiano.it

Mercoledì 13 giugno 2012 – Anno 4 – n° 139

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DVD € 8,80 + € 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

GRILLO: “CARI PARTITI, CALMA CROLLATE TROPPO IN FRETTA” A

Tecnici senza pallottoliere

di Marco Travaglio

Il simbolo di 5 Stelle anticipa al Fatto le prossime mosse: un “Costituzione Day” per la democrazia diretta. “Se arriviamo primi non farò il premier. Ma da Napolitano ci andrò, per dirgli: ‘Questa volta l’hai sentito il boom?’” ra mi tocca diventare moderato, sennò Odamente. questi partiti spariscono troppo rapiSono anni che dico che sono morti, ma insomma, fate con calma, non esagerate a prendermi alla lettera...”. Beppe Grillo se la ride mentre strimpella la sua pianola canticchiando su una base va-

gamente jazz, nel salotto della sua villa. “Se ne stanno andando troppo in fretta. Io faccio di tutto per rallentare, mi invento qualche cazzata per dargli un po’ di ossigeno, ma non c’è niente da fare”. (m. trav.)

pag. 2 - 3 z Beppe Grillo (ELABORAZIONE FABIO CORSI)

GOVERNO x Il premier convoca d’urgenza Alfano, Bersani e Casini per parlare di conti

“DOPO LA SPAGNA TOCCA A NOI” MONTI: “BASTA LITI O VADO VIA” I mercati non credono al salvataggio delle banche iberiche. Italia contagiata, lo spread schizza a 490. Il Prof: “Restiamo compatti”

Udi Paul Krugman

di Stefano

dubbio alcuno la ripresa Spoenza economica dell’America dola crisi finanziaria è stata de-

Feltri e Carlo Tecce

a situazione è pericolosissima”, ripetono Lresponsabile tutti nei corridoi del Tesoro, la dirigente del debito pubblico Maria Cannata è sempre più preoccupata.

CATTIVERIE

pag. 4 z

Cecchi Paone: “In Nazionale ci sono due gay, un bisex e tre metrosexual”. Io almeno un centravanti me lo sarei portato (www.spinoza.it)

MA SE OBAMA IMPARASSE DA REAGAN?

Pentito della ‘ndrangheta rivela

“Già arrivato il tritolo per uccidere Gratteri”

ludente. Da tempo, infatti, vado sostenendo che il periodo di tempo successivo al 2007 è una vera e propria “depressione”, vale a dire un arco di tempo prolungato di debolezza economica e di elevati livelli di disoccupazione che, come negli anni Trenta del secolo scorso, non cessa. pag. 18 z

Figli di un concorso minore di Paola Zanca

alla volta, i figli di nessuno U nosi sono alzati in piedi e hanno cominciato a cantare l’Inno di Mameli. Sono rinchiusi da ore nella sala dell’hotel Ergife, patria romana degli aspiranti vincitori di concorsi: questa volta sulla roulette ci sono tre posti di procuratore all’Avvocatura dello Stato. Alle otto

di mattina tutti giù per le scale, in fila per depositare borse, telefonini, appunti. Poi l’appello dei 975 candidati. Infine la consegna dei fogli protocollati, l’apertura delle buste e la lettura della traccia d’esame da ascoltare con le dita incrociate. Speriamo che sia quella buona. Sono le due del pomeriggio, ormai. Ma la trafila non è stata uguale per tutti. C’è chi si è por-

tato dentro il serpentone dell’Ergife i codici commentati e li ha nascosti in bagno. C’è chi dice che nessuno ha controllato il contenuto delle buste. C’è chi ha notato tra i nomi una “figlia di”. Sono partite le urla, i fischi. Il concorso è stato sospeso “per disordini”. “Esagitati” li hanno chiamati. Quando sono arrivati i carabinieri, cantavano: “L’Italia s’è desta”.

di Beatrice Borromeo

chili di esplosivo al Sariaedici plastico per far saltare in il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri: lo ha rivelato un collaboratore di giustizia appena qualche giorno fa. pag. 11 z

pri i giornali e ti viene il dubbio che il governo tecnico abbia abolito anche la lingua italiana. La Stampa: “Esodati: per l’Inps sono 390 mila. L’ira di Fornero”. Repubblica: “Scontro sugli esodati. L’Inps: sono 390 mila”. Corriere della Sera: “‘Gli esodati sono 390 mila’. L'ira di Fornero”. Intanto, se gli esodati sono 390 mila, come dice l’istituto pensionistico nazionale, unico depositario di questo dato, l’“ira” dovrebbe essere quella degli esodati dimenticati dalla Fornero contro la Fornero medesima, non certo della Fornero contro l’Inps. Ma poi che diavolo significa “scontro” o “ira della Fornero”? Ira contro chi? E perché? L’unico giustificato motivo di ira, la Fornero l’avrebbe per la tardività con cui sono arrivate quelle cifre, che l’Inps avrebbe dovuto diffondere molto prima: possibilmente prima che la Fornero partisse in quarta con la “riforma” delle pensioni che allunga l’età pensionabile a 67-68 anni mentre le aziende rottamano i lavoratori a 50. Lei però non fece caso a questa pinzillacchera. Salvo poi scoprire che, se mandi a casa un lavoratore più presto e lo mandi in pensione più tardi, si allunga il periodo in cui non ha più stipendio e non ha ancora pensione. Questa professorina spocchiosa avrebbe dovuto informarsi presso l’Inps e pretendere di sapere quante persone si trovano in quella situazione, e solo dopo procedere alla riforma. Invece la Rottermeier de noantri non chiese nulla, l’Inps non disse nulla e la riforma passò (con i voti degli stessi partiti che ora cadono dal pero). Poi, grazie a Cgil, Fiom, Servizio pubblico e Il Fatto, l’esercito degli esodati affiorò oltre il muro della censura e dell’omertà. Allora la ministra col codice a barre in fronte si batté una bella manata sul medesimo e scoprì l’acqua calda, promettendo di provvedere a sistemare 65 mila esodati. E tutti a dirle che erano almeno il quadruplo. Ma lei niente, non una piega, anche se già l’Inps l’aveva riservatamente avvertita. Sempre con l’aria della salvatrice della Patria, portò a spasso il suo monumento come se niente fosse fino all’altroieri, quando finalmente l’Inps ha comunicato ciò che già tutti sapevano da un pezzo: gli esodati sono 392 mila. E meno male che la prof è un “tecnico”, presentata dai turiferari a mezzo stampa come “uno dei massimi esperti di sistemi pensionistici”. Una che dovrebbe perlomeno saper fare di conto. Ma forse è troppo pretendere, nel governo che nomina due banchieri ai vertici Rai e offre al direttore generale uscente un posto nell’Autorità dei Trasporti. E nel Parlamento che nomina garanti della Privacy un dermatologo del Pd e la signora Vespa. In un paese normale, uno a caso fra i modelli dei nostri tecnici, la Fornero avrebbe speso qualche altra lacrimuccia, poi sarebbe corsa a dimettersi e a nascondersi; in alternativa, il premier l’avrebbe chiamata a Palazzo Chigi con la lettera di dimissioni già pronta, solo da firmare, riconsegnandola ai suoi sventurati allievi. Invece madama Elsa è sempre lì, dritta sul suo piedistallo, a dare ancora lezioni. Ce l’ha con i vertici dell’Inps. E non, si badi bene, perché abbia le prove che gli esodati sono 65 mila come dice lei e non 392 mila come dice l’Inps. Ma perché “dare numeri così, su questioni che interessano molti italiani, è deresponsabilizzante e grave, alimenta il disagio sociale”, roba che “in un’azienda privata porterebbe al licenziamento dei dirigenti” perché “il documento è stato diffuso ad arte per danneggiare il governo”. Cioè: il fatto di essersi dimenticata prima 392 mila esodati, e poi 392 mila meno 65 mila, è un dettaglio trascurabile. Quanti siano davvero questi benedetti esodati non le importa un fico secco: ciò che le preme è che non si sappia in giro. Se no c’è persino il rischio che i 392 mila esodati scoprano di esserlo e s’incazzino. Dopodiché Stampa, Repubblica e Corriere potrebbero addirittura titolare: “La Fornero ha nascosto 392 mila esodati. L’ira degli esodati”. Non sia mai.


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13 Giugno 2012

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