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ottobre 2012 - informazione sugli eventi culturali e sociali della nostra città

LAVORI PIAZZA FORTUNATO

L’AUTUNNO PER NOI

20 Agosto 2012 10 Settembre 2012

25 Settembre 2012

Sa di tempo che passa l’autunno, inesorabile, quasi insopportabile, malgrado i colori che offre alla vista siano decisi e forti, ineluttabili come il cielo quando decide di piovere. Emana una certa nostalgia, perché l’orologio del tempo si riannoda su se stesso e il crepuscolo si avvicenda e cede il passo ad un anno che finirà. Un profumo di incenso, che sa di antico e di profano, un segno del nuovo che ancora attende, mentre ci adottano i versi del poeta lucano Giulo Stolfi che, ne “Il peso del cielo”, scrive: I miei passi soltanto sono vivi / nel silenzio inquietante della notte aperta di colpo / in arene di biacca. / Vecchio vicolo amico / dalle macerie degli anni / per incanto riappari ma i tetti / sopportano a stento / il peso del cielo (…) non vedo i gerani le viole / la menta alle finestre (…) / Mi veglia un angelo affranto / ora che è liscia, affilata / la guancia della luna.” E’ sempre la poesia, dunque, a raccontarci il disagio del tempo che vola su di noi, con un’invincibile frequenza, mentre a noi tocca “sopravvivere a stento”. Eppure i sogni

dell’adolescenza ci promettevano altro. Ci proiettavano oltre. Futuri incerti ma vivaci e talvolta estremi. Questo ci promettevamo. Mai avremmo pensato di delegarlo il futuro, a gente così incauta, incolta, relegata alla cronaca misera del quotidiano e che non sa programmare il divenire se non che per i propri personali interessi. Non prende mai a costoro quel senso di crepuscolo che sappia guardare alla guancia della luna,

non hanno “angeli affranti” a vegliare su di loro. Mai avremmo immaginato che avremmo delegato il futuro a questi sventati attori senza scena. Occulti protagonisti che decidono da troppo tempo sulle nostre vite, che però odorano di pietra inerte e polverosa. E’ passato alla Mostra di Venezia un film straziante, “La cinquième

saison” (La quinta stagione, di Woodworth e Brosens, fiamminghi), che nel grigio disegna un futuro nel quale le stagioni si ribellano all’uomo. Struggente e riflessivo, di quei film che i Fiorito e simili non vedranno mai. Alberi senza frutti e aurore senza luce hanno programmato (come in quel film) questi personaggi per le generazioni a venire. Abbiamo delegato a troppa gente e per troppo tempo le vite di generazioni di onesti corridori di corse in salita. Malgrado tutto, anche quest’autunno ci avvolgiamo nel languore di un tempo che passa, ma che può essere ancora nostro, che può ancora raccontarci e farci intravvedere luce nuova. In questo tempo sbandato, pietoso e pur romantico. Si può uscire dalla “normalità eterna” imposta da un’egemonia senza volto? E’ l’autunno del nostro tempo a farci guardare bagliori di futuro, nonostante l’inverno incomba, e le stagioni continueranno ad avvicendarsi. Ci salveremo, è un augurio, dall’avvento della quinta stagione. Armando Lostaglio


RIQUALIFICAZIONE PIAZZA GIUSTINO FORTUNATO E PIAZZA XX SETTEMBRE. UTILIZZO DI BASOLE, VERO E PROPRIO ARREDO URBANO CHE CARATTERIZZA LA CITTADINA FORTUNATIANA

Un aspetto interessante dei lavori di riqualificazione che stanno interessando le due Piazze storiche di Rionero in Vulture G. Fortunato e XX Settembre è sicuramente l’utilizzo delle basole vero e proprio arredo urbano che caratterizza cittadina fortunatiana. Le prime basole, di fattura “industriale”, sono state posizionate a partire dal Palazzo Fortunato a scendere verso Piazza XX Settembre. Raggiunta la decima fila, sono state però sostituite da pietre laviche di fattura più “antica” ovvero sono state riutilizzate le basole che erano già presenti in Piazza XX Settembre. Ma come è avvenuto questo recupero? Tutte le “vecchie” e pesanti basole sono state raccolte e consegnate alla Ditta di lavorazione di marmo e affini “Euromarmi” dei fratelli Di Lucchio che si trova in Via Monticchio a Rionero in Vulture; ditta che quotidianamente, da circa quattro mesi, procede al taglio delle suddette pietre vulcaniche.

Queste vengono disposte quattro per volta su un tavolo in legno dove, successivamente, un’enorme smerigliatrice ad acqua le taglia di netto ad una misura pari a circa 10 centimetri di profondità. Una volta tagliate vengono poi disposte su un bancale in attesa di essere riportate in Piazza. ”Dopo la prova iniziale con delle basole rimosse dalla Piazza, avevamo stimato il taglio di 30-35 metri di pavimentazione al giorno. Oggi in realtà, se siamo fortunati, arriviamo a circa 15-20 metri al dì”. Se la forbice tra stima e realtà è così ampia allora è diventato un lavoro antieconomico? “Si lo è e seppur sia diventato un lavoro poco remunerativo per la nostra Azienda, abbiamo deciso di continuare a farlo per rispetto dei nostri operai e dei cittadini rioneresi.

E’ un periodo di crisi, il lavoro scarseggia e, seppur consapevoli dei rischi che corriamo, non ce la siamo sentita di tirarci indietro”. Oltre ad un’imprevista “lentezza” nella lavorazione, ci sono stati anche una serie di sfortunati eventi che hanno rallentato i lavori: “qualche giorno fa s’è rotto il pistone del braccio che utilizzavamo per spostare questi massi e nell’attesa che venga riparato siamo stati costretti a fare lo stesso lavoro <a mano>. Per spostare ogni pietra vulcanica sono necessarie almeno 2 persone quindi noi, per questo tipo di lavoro, teniamo quotidianamente impegnati tre

operai che si dedicano solo ed esclusivamente a questa lavorazione.

CENTRO COMUNALE ANZIANI

CONFERENZE MEDICHE

POLIARTROSI

Ogni basola poi ha una propria profondità: alcune arrivano anche a 30-40 centimetri causando, considerando l’enorme peso, rallentamenti nel trasporto e nel taglio. Il disco della smerigliatrice è soggetto anche a veloce usura difatti ne abbiamo già sostituiti due (ogni disco costa circa mille euro ndr) e per terminare il lavoro ce ne serviranno almeno altri due”. Per ora, in circa tre mesi di lavorazione, sono stati lavorati circa 400 metri di pietre laviche. In totale saranno 800 i metri di pietre laviche interessate a questo tipo di lavorazione. Un plauso va quindi alla ditta Euromarmi dei Fratelli Di Lucchio che, seppur in condizioni sempre meno vantaggiose, non ha mai smesso di lavorare garantendo così la normale prosecuzione dei lavori in piazza. Lorenzo Zolfo .

Anche quest’anno il Centro Comunale Anziani ha organizzato alcune Conferenze Mediche, per gli anziani del Centro e per tutta la cittadinanza; con l’obiettivo di conoscere meglio alcune malattie, comuni alla terza età. Il primo appuntamenti si è tenuto il 13 Settembre, sul tema: Poliartrosi. L’incontro è stato presentato dal Presidente del Centro Anziani Mauro Sasso. Ha relazionato il Dr. Giuseppe Mecca. L' artrosi è una malattia articolare degenerativa, cronica e progressiva. E’ la malattia reumatica più diffusa e colpisce entrambi i sessi: in Italia ne soffrono oltre 4 milioni di persone. L'artrosi colpisce la maggior parte delle persone anziane, ma non ne sono risparmiati i soggetti più giovani, tanto che questa malattia rappresenta la principale causa della perdita di giornate lavorative. Le lesioni degenerative osservate a carico delle articolazioni sono molteplici e coinvolgono la cartilagine, l’osso subcondrale e le inserzioni tendinee. Non infrequentemente il processo degenerativo può complicarsi con fasi di infiammazione delle strutture articolari, determinando tumefazione con versamento liquido. Le articolazioni più frequentemente interessate sono: la colonna vertebrale, l’anca, il

ginocchio, le dita delle mani e dei piedi. L’artrosi può essere classificata in una forma primaria, spesso diffusa a molteplici articolazioni, e in una forma secondaria, più frequentemente localizzata. L’artrosi primaria riconosce un terreno genetico predisponente e non è infrequente osservarla in più soggetti appartenenti alla medesima famiglia. L’artrosi secondaria può colpire anche soggetti giovani ed è legata, ad esempio, a traumi, obesità, malformazioni degli arti inferiori, attività lavorativa (uso di strumenti vibranti , manovre ripetitive sotto carico o in posizioni non fisiologiche), artriti, ecc.

Il sintomo più frequente lamentato dal malato con artrosi è il dolore. Questo si accentua con il movimento e si riduce con il riposo. Raramente insorge durante il sonno, a meno che non sia concomitante un processo infiammatorio. Con il progredire della malattia può essere presente anche a riposo e accompagnarsi alla sensazione di rigidità mattutina, generalmente di breve durata. Quando la degenerazione dell’articolazione è evoluta il malato presenta una limitazione funzionale, più o meno invalidante a seconda delle sedi articolari coinvolte. Infatti si possono osservare quadri sintomatologici differenti a seconda delle sedi articolari interessate. Le articolazioni portanti artrosiche, per esempio anca e ginocchio, possono

ostacolare il cammino; l’ artrosi delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessarie per diversi atti quotidiani; l’artrosi del rachide oltre al dolore può associarsi ad alterazioni dei dischi vertebrali con patologia compressiva sulle radici dei nervi e quindi dolore parestesico irradiato lungo gli arti (rachialgia, sciatalgia, cruralgia).

Spesso sono presenti deformazioni (molto evidenti alle mani, ad esempio) con “nodulazioni” a livello delle articolazioni inter-falangee distali e prossimali con deviazione dell’asse articolare. Una variante temibile che può colpire donne in età pre-menopausale è l’artrosi erosiva. In questa variante, diagnosticabile radiograficamente, possono essere persi completamente i normali rapporti articolari, come nell’artrite reumatoide o nell’artrite psoriasica, con grave compromissione della funzione. Nonostante non sia stato verificato un nesso tra condizioni climatiche e artrosi, il malato riferisce spesso che il dolore può accentuarsi durante i cambiamenti climatici, soprattutto con l’umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo ad uno freddo. www.youtube.com/rioneroinvulturetv

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CENTRO COMUNALE ANZIANI

CONFERENZE MEDICHE

SCOMPENSO CARDIACO Secondo appuntamento con le Conferenze Mediche del Centro Comunale Anziani. Il 20 settembre la Dr.ssa Maria Gabriella D’Adamo ha relazionato sullo “Scompenso Cardiaco. L’incontro è stata presentato da Luigia Bozza. Il cuore è un muscolo, che funziona come una pompa in grado di far circolare il sangue in tutto il corpo tramite le arterie e le vene. Può essere diviso in due parti: quella destra, che, dopo aver ricevuto il sangue dai vari distretti corporei, lo pompa nei polmoni, dove riceve ossigeno, e quella sinistra che lo distribuisce ai vari organi, agli arti ed al cervello. Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non è più in grado di pompare il sangue in maniera adeguata alle richieste dell’organismo. Ciò non significa che esso si sia fermato ma piuttosto che non si riempie più bene o che non ha più la forza per svuotarsi adeguatamente ed immettere sangue sufficiente in tutto il corpo. Una minore quantità di sangue circolante comporta una minore disponibilità di ossigeno per i vari organi. Questa malattia rappresenta la tappa finale comune a molte malattie anche molto differenti tra loro dal punto di vista della causa e della manifestazione clinica. Le più comuni sono: l’aterosclerosi coronarica, che restringe e riduce il flusso nelle coronarie, le arterie

che nutrono il cuore. Molti pazienti con scompenso cardiaco hanno avuto, nella loro vita, un infarto miocardico. Secondo la Società Europea di Cardiologia i valori della pressione arteriosa sono così classificati: l’aterosclerosi coronarica, che restringe e riduce il flusso nelle coronarie, le arterie che nutrono il cuore. Molti pazienti con scompenso cardiaco hanno avuto, nella loro vita, un infarto miocardico.

le cardiomiopatie, cioè malattie primitive del muscolo cardiaco, caratterizzate in alcuni casi da una esagerata dilatazione (cardiomiopatia dilatativa), in altri da una eccessivo ingrossamento (cardiomiopatia ipertrofica) del cuore; spesso rimangono senza una causa nota. le malattie valvolari, in cui una o più valvole cardiache (prevalentemente quelle della parte sinistra, vale a dire la mitrale o l’aorta) cambiano la loro forma restringendosi o perdendo la capacità di chiudersi in maniera ottimale.

l’ipertensione arteriosa, che può causare dapprima ispessimento delle pareti (ipertrofia) e successivamente sfiancamento (dilatazione) del cuore.

Altre condizioni possono interessare secondariamente il cuore e predisporre allo sviluppo dello scompenso, in particolare il diabete e l’insufficienza renale, ma anche l’abuso continuativo di alcool, le malattie cardiache congenite, le infezioni del cuore, le aritmie e l’uso di farmaci assunti soprattutto per malattie neoplastiche (radioterapia e chemioterapia).

Si è dimostrato che alcune cardiomiopatie hanno un’origine genetica; è pertanto necessario informare il proprio medico dell’eventuale esistenza di questo disturbo tra i propri parenti. Nel caso in cui, tramite test specifici, la causa genetica venga confermata è necessario estendere i controlli cardiologici anche ai propri parenti più stretti in modo da permettere una eventuale diagnosi precoce. In questa condizione patologica, gli organi, ricevendo meno sangue non sono in grado di svolgere efficientemente la loro funzione. Questo spiega perché possono comparire sintomi non solo cardiaci ma anche disturbi che originano da altri distretti dell’organismo. Lo scompenso cardiaco è una malattia “cronica”: in pratica esso è progressivo nel tempo e, spesso, non può essere guarito del tutto. E’ caratterizzato da un andamento “ondulante” con fasi di stabilità alternate a fasi di crisi che talvolta richiedono il ricovero ospedaliero. I sintomi con cui più frequentemente lo scompenso cardiaco si manifesta, e che

vanno pertanto riferiti al proprio medico sono: Dispnea (affanno o mancanza di respiro): può comparire dopo sforzi intensi o anche minimi (lavarsi, camminare,…). In alcuni casi può manifestarsi anche a riposo o dopo essersi sdraiati. Talvolta può insorgere in forma grave ed improvvisa durante la notte costringendo a dormire con più cuscini o, addirittura in posizione semiseduta o seduta. E’importante che il paziente sappia identificare il livello di sforzo in cui la dispnea compare, in modo da poterlo comunicare al proprio medico. Affaticamento, stanchezza: che può essere presente, in alcuni casi, anche a riposo, o dopo minimi sforzi. Capogiri: soprattutto quando non è associato a brusco cambio di posizione, condizione in cui spesso è normale. Nicturia: è la necessità di urinare più volte nell’arco della notte, solitamente più frequentemente che durante il giorno. Edemi (gonfiore): compaiono soprattutto ai piedi ed alle caviglie, ma possono estendersi anche alle gambe ed all’addome, causando un improvviso ed eccessivo aumento di peso. Essi sono causati dalla ritenzione idrica che è tipica di questa malattia. L’aumento di 2-3 kg in pochi (1-3) giorni deve far preoccupare ed avvisare il medico. Tosse: bisogna fare attenzione soprattutto alla nuova comparsa di tosse in posizione sdraiata. Palpitazioni. Perdita dell’appetito. www.youtube.com/rioneroinvulturetv

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Badia di San Michele FESTA DI SAN MICHELE

La Badia di San Michele lo scorso 29 settembre, è stata presa d’assalto da circa mille persone, devoti e simpatizzanti, giunti anche da fuori regione, dalla Puglia e Campania, per festeggiare San Michele Arcangelo (tanta gente non si è vista neanche durante le passeggiate e le visite del mese scorso). Il parroco rettore della Badìa, Fra Giuseppe Cappiello già da tempo ha preparato un ricco programma. Dal 20 al 29 si sono succedute le Novene a San Michele con recita della Corona Angelica.

Il 28 settembre, vigilia della festa, dopo la recita della Corona Angelica e santa messa, alle ore 19,30, con partenza dalla Badia, si è svolta una fiaccolata con preghiere e canti accompagnando la statua di San Michele intorno al lago piccolo. Il 29 settembre, alle 8,30-10 e 11,30 sante messe, alle ore 16,30 tradizionale processione sul battello partenza dal chiosco 2000 e accoglienza della statua all’imbarco dei pedalò con la partecipazione delle dame e dei cavalieri dell’associazione “In cammino con S.Gerardo Majella”. Ore 17,30 santa messa presso lo chalet del lago piccolo

e prosieguo della processione accompagnata dalla banda musicale “Giuseppe Verdi” di Rionero, diretta dal M° Donato Santoro, fino alla Badia. A seguire un intrattenimento musicale nella piazzetta antistante la Badia. Uno spettacolo pirotecnico ha chiuso la festa. “la Chiesa, fin dall’antichità- ha riferito Fra Giuseppe- sia in Oriente che in Occidente, non ha mai cessato di tributare un culto speciale all’Arcangelo San Michele. Anche la nostra comunità di Monticchio ha il privilegio di onorare il Principe delle Milizie celesti, Colui che da sempre viene considerato il “Soccorritore dei Diritti di Dio” e il “Difensore della Chiesa” contro le insidie del demonio. Rivolgiamoci all’Arcangelo Michele perché da Lui sostenuti nella lotta contro le insidie del male sappiamo proseguire nel cammino di sequela del Signore Gesù. In questi due giorni si è sentito il calore dei presenti, anche di quelli venuti dagli altri centri limitrofi. Ringrazio i collaboratori e le forze dell’ordine per la riuscita dell’evento. Il prossimo 11 ottobre la chiesa inaugura l’Anno della Fede, l’accesso alle realtà soprannaturali, al mistero di Dio, alla divina rivelazione. San Michele Arcangelo è stato un autentico difensore della chiesa, porta della fede”. www.youtube.com/rioneroinvulturetv

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Il dottor Antonio Savella, medico e fermodellista di un tempo

Stroncato da una feroce malattia, è scomparso nel 2010 mentre era nel pieno della propria attività il medico Antonio Carlo Savella, un professionista impeccabile, alquanto adorato non soltanto dai suoi pazienti. Da qualche giorno una sala del Distretto sanitario, attiguo al CROB di Rionero, è intitolato al suo nome, per iniziativa dell’Amministrazione comunale. Ma soprattutto, ci piace ricordare che il dr. Savella era un cultore ed appassionato di modellismo, o meglio, di fermodellismo. Una passione – conferma il giornalista Michele Rizzo, suo cognato – che trae sicuramente origine da una spiccata propensione infantile per i treni, nata dalla frequentazione delle stazioni ferroviarie dove spesso veniva accompagnato da suo padre, Adamo, il cui genitore era ferroviere. Un viaggio nella propria infanzia, un viaggio lungo binari e motrici, stazioni e trenini che hanno affascinato generazioni intere con la passione di partire, magari anche solo con la fantasia.

E così, Antonio Savella, nel corso degli ultimi trent’anni, ha realizzato modelli e raccolto tutto il materiale necessario per poter dar vita al suo grande sogno: un enorme plastico ferroviario. Era alquanto aggiornato sulle specifiche riviste del mondo ferroviario e, nelle poche ore libere, si recava entusiasta a rifornirsi degli attrezzi giusti di varie dimensioni per poter lavorare su qualsiasi materiale. Amava inoltre incontrare, parlare, consultare e scambiare informazioni con amici ferrovieri ed appassionati di fermodellismo. Questo suo obiettivo era purtroppo sempre rinviato a causa dei molti impegni lavorativi ma soprattutto a causa del limitato spazio a disposizione nella sua precedente abitazione. Il trasferimento nella sua nuova casa, e quindi la possibilità di poter disporre di uno spazio maggiore, gli ha permesso di iniziare a materializzare il suo sogno.

Ha quindi realizzato la struttura portante in legno di una trentina di metri quadrati, sulla quale avrebbe trovato spazio un bel paesaggio con stazioni, scambi, binari, strade e ponti. La caratteristica di questo plastico sarebbe stata costituita da tutti quei dettagli che aveva costruito personalmente, dai pali dell’illuminazione con minuscole luci funzionanti, ai modellini dei treni nei quali aveva inserito mini telecamere al posto del macchinista. Ce ne parla con emozione Rizzo, rendendoci partecipe di questa passione che

è particolarissima, anche perché richiede molta attenzione ai dettagli.

Avrebbe avuto infatti un ruolo centrale nel plastico la riproduzione della stazione ferroviaria di Rionero in Vulture (condivisa con Atella e Ripacandida), pazientemente costruita su scala, utilizzando semplici fotografie d’epoca. Era un’opera della quale andava molto fiero e che non è stata, purtroppo, ultimata. Il suo laboratorio è rimasto così come lo ha lasciato, si è cercato ora soltanto di proteggere dalla polvere tutto ciò che aveva costruito con tanto entusiasmo.

In quella struttura, conclude Rizzo, tutto il suo sogno, tutta la sua passione di viaggiare e per i treni, l’aveva trasmessa anche ai suoi nipotini, che con gli occhi lucidi saltavano di gioia e gli battevano le mani ogni volta che lui provava una locomotiva che viaggiava su un pezzo di binario. Il fermodellismo che Antonio amava, l’amore per i treni, quei sogni che non hanno età, evocano il video di quella canzone che Mogol dedicava al compianto amico Lucio Battisti, dal titolo emblematico: “L’arcobaleno”. Armando Lostaglio www.youtube.com/rioneroinvulturetv

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RICORDI DI UN’ESTATE (1^ Parte) I ricordi ci sfuggono i mesi passano, le emozioni degli eventi di questa estate diventano dei flashback. Le telecamere di Siderurgikatv, grazie alle collaborazioni con i comuni del Vulture, hanno registrato tutti gli eventi e messi in rete su internet. Un lavoro che dura da quattro anni per dare, l’opportunità, di chi vive fuori, di vivere l’allegria dei nostri paesi. Un’estate intensa dove le comunità danno il massimo per accogliere i turisti, gli immigrati, i propri cittadini. Iniziamo da San Fele con l’evento Spiritualia. Fitto il calendario degli appuntamenti di questa terza edizione e prestigiosi gli ospiti d’eccezione che hanno animato le serate sanfelesi di fine luglio. Luca Salerno, giornalista e inviato del Tg2 e attuale conduttore di “Bella Vita” su Rai Uno, ha dialogato con la giornalista lucana Antonella Inciso sui media e la narrazione della fiducia. Protagonista della seconda serata è stata invece Denny Mendez, ex Miss Italia, attrice e modella, che ha discusso con la giornalista della Tgr Basilicata, Isabella Romano, sul tema integrazione e fiducia. L'ultima serata ha visto protagonisti lo storico Giordano Bruno Guerri e il governatore della Basilicata, Vito De Filippo, che si sono confrontati sul tema “Crisi e fiducia. Storia dell’Italia che non si è arresa”. Sempre sul cartellone di Spiritualia, grande successo del Premio “San Fele d’Oro 2012”, che quest’anno è stato assegnato a Rocco Pappaleo, Vittorio Sgarbi, Alberto Fortis e Donato Sperduto. www.youtube.com/sanfelewebtv

Giunta alla seconda edizione; Rapone il Paese delle Fiabe: arte, musica, letteratura, fotografia e cinema si intrecciano per regalare al pubblico un’atmosfera fiabesca. Rapone paese delle fiabe è il progetto con cui il Comune di Rapone vuole offrire un nuovo modo di guardare il territorio fatto di magie e suggestioni ispirate dai racconti popolari di antica tradizione e dal grande fascino dei luoghi. Quest’anno la giuria del Concorso era composta da: Claudio Elliot scrittore, Paride Leporace direttore de Il Quotidiano della Basilicata, Isabella Romano giornalista Rai. Mattatore e presentatore della serata Guido Burzio. Splendita la serata con lo spettacolo musicale dei Makardia, proiezioni video a cura di Uncosofactory, danze acrobatiche di Amalia Rocco lettura musicale “Momo è Zazà” di Raiz & Giuseppe De Trizio. I vincitori del Concorso: I Sezione (7 – 10) anni Andrea D'Andrea con il racconto: "Un regalo per Den". Seconda classificata la classe IV d di Orta Nova. Nella II sezione (11 - 13 anni) vincitore un gruppo di Rapone: Stefano Angelillo, Francesco De Luca, Ilaria Graziano, Simone Graziano, Vita Grieco, Donato Soriano, Serena Tozzi. Secondo classificato Gabriele Larocca di Modena. Il vincitore della III sezione Roberto Junior Giannetti di Rapolla, secondo Antonella Graziano di Ruvo del Monte. IV sezione da (19 anni in su) Emilio D'Andrea con il racconto "i sette misteri di Rapo Nobello, secondo Donato Montesano di Tricarico. www.youtube.com/raponwebtv Il cartellone estivo ruvese anche quest’anno è stato ricco di eventi e manifestazioni, religiosità. Come non ricordare la Sagra dei

Cavatiell’ cu’ cas’ r’cott’’ o la Sagra dell’Agnello. La Parata e la sfilata dei briganti con la rievocazione storica dell’assalto e saccheggio di Ruvo (quest’anno è stata anche inaugurata una lapide commemorativa dei martiri del brigantaggio). Positiva la seconda edizione dell’estemporanea di Pittura in omaggio a “Donato Rubertone”. www.youtube.com/ruvodelmontetv

L’estate rionerese è stata segnatoa dai grandi concerti di Noemi, Nomadi, Terra Nostra; che hanno raccolto in piazza numerose persone provenienti anche dalla regioni limitrofe. www.youtube.com/rioneroinvulturetv

Indimenticabile i grandi eventi organizzati dalla Pro Loco di Venosa: Katia Ricciarelli, lo spettacolo di cabaret “Una Rotonda sul Mare, “Lui e Gli Amici del Re e il gran finale dello spettacolo dei divertentissimi Mudù al completo. www.youtube.com/prolocovenosa

Pino Di Lucchio

Stampato in Proprio Supplemento a Piccola Città, Autorizzazione Tribunale di Melfi n.2/91, Direttore Responsabile Armando Lostaglio www.comunedirioneroinvulture.pz.it Numero Verde 800-604444 www.youtube.com/rioneroinvulturetv

www.siderurgikatv.com Associazione Vibrazioni Lucane Via Ortilizi, Rionero (Pz) evasion.giornale@libero.it

INDUSTRIA GRAFICA FOTOGRAFICA – Rionero in V.

Info Rionero, ottobre 2012  

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