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Basilicata

31 Marzo 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO II n. 73/24 Marzo 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

“Fidanzatini” di Policoro: <<Non è ancora finita>>

Tribunale in vendita ed Archivi in affitto

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Cari Contro-Lettori, il nostro povero San Gerardo è stressato. Tutti i giorni, dal suo tempietto in Centro Storico, guarda il via vai dei suoi concittadini, preoccupati dalle tasse, dal ministro Passera che annuncia mesi di rirecessione, dallo spread che torna a fare il dispettoso e dalla vicina Spagna che rischia di “contagiarci”. Ci sono poi le preoccupazioni più “futili”, del tipo: ma proprio adesso il Comune doveva fare i lavori in Piazza Prefettura, a breve distanza dai festeggiamenti del Santo Patrono? Dalla sua “edicola” il santo non può che annuire un po’ rassegnato. Ma ogni volta, proprio io ne devo fare le spese? –sembra infatti riflettere, mano sulla fronte sudata- non bastavano le solite polemiche sul vino che ogni anno si aggiungono alle endemiche difficoltà economiche in cui versano le associazioni culturali locali? Ci mancavano pure i lavori? Il Comune deve farli subito, non si può correre il rischio di pagare penali a chi deve eseguire i lavori: questo è quello che si è capito. Non di meno, Santarsiero, in questa fase del suo secondo mandato, è stretto da decisioni difficili ed alquanto impopolari. Prima la ZTL, poi i lavori nella Piazza. «Le domande che vorrei porre ai nostri cari amministratori sono le seguenti –ci scrive un imbufalito lettore (Alfonso Nardella)- Come pensate di risarcire tutte le attività commerciali per il disagio studiato che è stato procurato da queste brillanti mosse urbanistiche? Se si continua in questo modo le attività saranno costrette per forza di cose ad attuare dei licenziamenti: come faranno queste persone? Mangeranno cultura o urbanistica». Insomma, lo spread fra btp e bund sale, la recessione impazza, e il Centro Storico di Potenza muore, sembrerebbe l’amaro riassunto. Santarsiero ha messo in calendario un incontro con i Portatori del Santo ed altre associazioni per il due aprile prossimo. “Una soluzione si troverà”!, sembra sottintendere. Meglio per tutti, soprattutto per San Gerardo che, di questi tempi, è davvero sull’orlo di una crisi di nervi. Walter De Stradis

«Il farmacista Garibaldino: “eroe” di Rione Lucania

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entile Direttore, ho seguito con notevole interesse la “disputa” che si è accesa fra il farmacista “garibaldino” dott. Trerotola (nella foto – ndr) e il Presidente della Federfarma Dott. Caiazza. Non è sicuramente compito mio entrare in una questione di sindacato, ma mi preme sottolineare che ho ricevuto, in questa settimana, una miriade di attestazioni di stima nei confronti del Dott. Trerotola che ormai nel rione Lucania è diventato una icona. Come comitato di quartiere abbiamo richiesto al farmacista l’apertura del sabato perché nello stesso è presente un alto numero di anziani, la maggior parte dei quali neanche auto sufficienti, ed inoltre, si è chiesta anche l’apertura di un punto analisi all’interno della farmacia. Non credo che sia giusto parlare di interessi economici (perché tra l’altro il farmacista deve sostenere spese per il personale). Trerotola ha fatto queste scelte per andare incontro alle esigenze, non solo del quartiere, ma della città stessa. Tra l’altro grazie all’apertura di questa farmacia, il rione è cresciuto notevolmente sia dal punto di vista della qualità che da quello economico perché si sono create altre attività. Orazio Colangelo Presidente del Comitato di Quartiere di Rione Lucania

Articolo 18: Monsignor Superbo torna a parlare a pag. 7


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IL CASO DI LUCA E MARIROSA

«Mio figlio, un tesoro che ho perso» Il ricordo commosso della signora Olimpia Fuina a 24 anni dalla scomparsa del figlio, Luca Orioli di Virginia Cortese

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a scorsa settimana, ricorreva il 24esimo anniversario di morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta.I nostri lettori ricorderanno certamente la storia di due giovani di Policoro trovati morti nella casa di lei, proprio il 23 marzo del 1988. Le circostanze del decesso sono ancora avvolte dal mistero. Una verità

difficile. Molto spesso definita “scomoda” dalla mammacoraggio di Luca, la signora Olimpia Fuina Orioli, che da anni si batte con grande vigore per poter dare giustizia al figlio e piangere finalmente sulla sua tomba. “Finché non ci daranno risposte convincenti su come e perché sono morti Luca e Marirosa, continueremo a fare domande...”. Libera Basilicata ne ha celebrato il ricordo e la referente, Anna Maria Palermo, in merito all’incontro pubblico “Troppi silenzi, molte domande e tanta sete di verità” organizzato in collaborazione con l’associazione Progetto Vittime, con lo Zonta Club International e i Cittadini Attivi di Bernalda - che si è svolto, venerdì 23 marzo, nella Sala Consiliare della Provincia di Matera ha ribadito: “23 Marzo 1988 – 23 Marzo 2012: a 24 anni dalla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i giovani “fidanzatini di Policoro”, un’iniziativa pubblica per ricordare i due ragazzi e per continuare a chiedere giustizia e verità perché sono ancora troppi i silenzi e tante le domande rimaste senza risposte. A dicembre 2010 le salme dei due ragazzi sono state stumulate (per la seconda volta) per consentire accertamenti tecnici non ripetibili nell’ambito del

procedimento penale aperto dalla magistratura nei confronti di “persona da identificare per il reato di cui all’art. 575 cp commesso in Policoro il 23 marzo 1988”. L’ipotesi è quella del duplice omicidio. I corpi sono stati tumulati a dicembre 2011 ma non è stata seppellita la sete di conoscenza di quanti li hanno amati e di tutta la società civile

che non si rassegna davanti a perizie contrastanti, reticenze, irresponsabilità e imperizie”. “E’ stato un incontro meraviglioso – ci ha raccontato la signora Fuina – la sala era pienissima. Potrei definirlo un momento elevante. Isabella Urbano ha letto alcune poesie del mio Luca e ha emozionato tutti. Ritengo di poter credere che lì non si trattasse solo di umana solidarietà da parte della gente. C’è stato molto altro. Pensate che alcuni hanno fatto anche una proposta molto commovente. Qualora la Procura non avesse fondi per poter procedere a quanto richiesto da noi, hanno dichiarato la disponibilità a raccogliere risorse economiche. Sarebbe un modo per coordinarsi nella puntuale richiesta che abbiamo inoltrato.” È una verità chiesta da più parti. “Precisamente. Non la devono solo a me ora. Ma a tanti.” Ha più volte sostenuto di non tollerare le forti anomalie sulle circostanze della morte di suo figlio. Anche in quelle della perizia Introna. Cosa non va, a suo avviso? “Credo che quest’ultima sia la raccolta di supposizioni personali. Quelle di Introna sono ipotesi raccontate sulla base di una porta chiusa, quella della stanza da bagno

dove sono stati trovati i ragazzi. Porta che la madre di lei ha dichiarato essere aperta. E molti altri elementi sarebbero da valutare. I metalli rinvenuti, la posizione del corpo di Luca; ho sentito persino che, in un’altra ipotesi molto fantasiosa, Luca avrebbe chiuso la porta dopo la sua morte e si sarebbe disteso. Mi pare che si stia esagerando. Lui è stato messo in quella posizione. Non si spiega diversamente. Ma tante cose non le sappiamo e la questione è che non si può aspettare all’infinito. Sto dicendo molto poco rispetto a ciò che è al vaglio; mi riservo di farlo in seguito con espressa chiarezza.”Presto verrà pubblicata una silloge poetica contenente i componimenti di Luca. Che ricordo vuole donarci del suo ragazzo? “Luca continuerà a vivere in tutta la sua bellezza interiore. Il ricordo è quello di un tesoro che ho perso. Di una vita spezzata. Di un futuro brillante strappato da tutti coloro che avrebbero potuto ridarmi la verità e non lo hanno fatto. Perché non sentono nessun obbligo, né religioso, né morale, né sociale, né umano, né istituzionale, né familiare. È come se guardassero negli occhi i propri figli e non garantissero loro niente di niente. Per di più, in uno Stato civile come l’Italia con una Costituzione che spesso non si merita.” Qual è il suo auspicio? “Spero che la gente si riunisca sempre più intorno a questo dolore. Nessuno resti fermo a guardare, ciascuno per il proprio ruolo. Io voglio la verità; non voglio, al contrario, giustiziare alcuno, nemmeno i colpevoli. Non è concepibile “continuare a triturarmi”. È mai possibile che chi di dovere non si ponga la questione? Io mi sto lamentando perché ho ragione; le perizie sono state truccate e mi è impossibile credere alla morte accidentale. Ci si è imbattuti in troppi elementi che sostengono la causa omicidi aria. Basterebbe fermarsi a leggere. Con pochi elementi si comprenderebbero che ho ragione e ci si rimetterebbe a cercare i veri colpevoli. Non vorrei arrivare a pensare che la Procura non ne abbia voglia. Devono opporre alle mie domande, alle mie richieste degli atti ben precisi e finora ciò non si è verificato. Per questo, non posso fermarmi. Devo la verità a mio figlio.”

Bargi: “Danilo Restivo è innocente. Non è lui l’assassino di Elisa Claps” Il nuovo difensore di Restivo fa ricorso in appello e prepara dettagliate relazioni, portando alla luce presunti errori di valutazione compiuti finora di Virginia Cortese Alfredo Bargi, noto penalista napoletano, docente di procedura penale all’università di Palermo e nuovo difensore di Danilo Restivo, si dice pronto per l’appello contro la condanna a 30 anni di reclusione in primo grado per l’omicidio della studentessa Elisa Claps, uccisa a Potenza il 12 settembre 1993. Al processo italiano di primo grado, Restivo non apparve in videoconferenza, mentre per l’appello – secondo quanto reso noto nelle scorse settimane – il 40enne potentino dovrebbe partecipare, in videoconferenza o dal vivo, lo stabilirà la Westminster Magistrates Court di Londra che, il 26 giugno si riunirà per discutere sulla sua estradizione, richiesta dall’Italia.Ricorrere in appello per sfatare una serie di errori, ha sostenuto Bargi: “Testimonianze valutate male, «flop» della prova regina, organi investigativi «strabici», «ossessionati dal pensiero unico della colpevolezza di Danilo Restivo». «Restivo è innocente. Non è lui l’assassino di Elisa Claps».

Sono 91 pagine (delle quali si possono leggere stralci, sulle testate locali, in queste ore) in cui vengono analizzate varie sfumature del caso; primo errore sarebbe stato commesso dagli organi investigativi: «Tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati esaminati e selezionati in funzione della responsabilità di Restivo, di guisa che ogni altra ipotesi o spiegazione è stata eliminata in via pregiudiziale, in quanto incompatibile con l’unico thema probandum presente nel fuoco degli inquirenti, vale a dire l’apodittica convinzione della colpevolezza del Restivo». «Protagonisti di ben altro spessore rispetto a Restivo, e frettolosamente scomparsi dalla scena, sol perché asimmetrici rispetto alla costruzione unica dell’ipotesi accusatoria incentrata sin dall’inizio, sui sospetti emozionali nei confronti dell’imputato, che hanno finito per fare da schermo ai veri colpevoli». Bargi fa riferimento ad altre possibili piste, non considerate le

quali, i colpevoli potrebbero essere liberi o non individuati. «Nessuna risposta - dice - è stata data sul ritrovamento nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza del bottone dell’abito talare». E infine, «La cecità ossessiva nel perseguire il mio assistito - scrive - ha incredibilmente indotto all’abbandono di una pista molto più seriamente suscettibile di conseguire la verità sul grave fatto di sangue che avrebbero dovuto meritare ben altra considerazione». La «prova scientifica non è immune da limiti ed errori valutativi» - ha concluso.

Lucio, Amy, Witney

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ono ormai lassù tutti insieme Lucio, Amy e Witney: sicuramente avranno ripreso a cantare-un pò in inglese ,un pò in italiano-le tante bellissime musiche che pure ci hanno dato tanto qui sulla Terra. Ci hanno lasciato sensazioni di amore, di vita difficile, di dolci sofferenze, ma soprattutto di coerenza nell’affrontare in modo credibile la morta gora dell’unanimismo culturale ed artistico, che vede spesso sui palcoscenici del mondo delle vere e proprie caricature di artisti, privi di qualsiasi dote o qualità . Ma soprattutto ci hanno lasciato esempi di autonomia nel mondo variopinto della musica , sovente dipendente da questa o quella cordata politica o economica. Ricorderete sicuramente tutti il particolare momento vissuto da Edoardo Bennato quando,dopo avere ribadito che “sono solo canzonette”,rivendicò in modo deciso la sua qualità di artista libero, non riconducibile negli schemi pseudoculturali in cui pure si agitano ai nostri tempi non pochi menestrelli di Regime.

Nei giardini di marzo dell’altro grande Lucio potrete oggi vedere il grande Caruso accompagnarsi al piccolo Gesù, potrete ascoltare il sottofondo delle antiche “emozioni” incrociarsi con le parole di Amy, che raccontano come quelle d’amore siano dolci gare,”losing games”, mentre Witney va ad intonare per tutti i piccoli della Terra le sue melodiose “Ninna Nanna”. Li abbiamo amati e loro ci hanno dedicato la loro esistenza in uno scambio continuo di sentimenti e sensazioni,f onte inestinguibile di piacere e di sollievo in un contesto come quello attuale sovente impregnato di bieco quanto evanescente materialismo, privo di qualsiasi attitudine a riprodurre nell’animo dei giovani le fresche linfe dei veri valori dell’arte.


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REPORT

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Le giornate dell’impegno L

Tribunali, archivi … ed affitti

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i vuole dire che le opposizioni si oppongono al Comune di Potenza anche se la maggioranza non se ne cura e si aggiunge un altro tassello. Poco tempo fa abbiamo letto, a destra ed a manca, della faccenda del Tribunale di Potenza. L’edificio pare fosse o sia del Comune (non si capisce bene, infatti, se era o è ancora di proprietà comunale) e pare che per affrontare la faccenda debiti (questione che ha piegato ormai anche il Robusto Sindaco Santarsiero) il Consiglio Comunale avrebbe approvato o stia per approvare una cosa del genere: si vende per circa trenta milioni di euro l’immobile ai privati e così s’incassano trenta milioni con i quali si riducono i debiti comunali. L’operazione comporta che il Comune -rimborsata questa quota di debito- abbatte gli interessi che paga di 3 milioni all’anno. E vista così la cosa è un affare ma … il Comune contemporaneamente (perché è obbligato dalla legge a dare i locali al Tribunale) prende in fitto quei locali appena venduti per 3

milioni e 200 mila euro all’anno, più o meno, ed allora l’affare così com’è sembra già una fregatura perché il comune per non pagare 3 milioni di interessi all’anno ha venduto il bene e poi paga 3 milioni e 200 mila euro di fitto? La cosa non va bene per niente e se vera e se fatta proprio così allora i Putenzesi si devono incavolare assai, ma vedremo bene nel dettaglio la faccenda e ne riparleremo. Ora però apprendiamo che (segnala la cosa l’opposizione a nome del Consigliere PICERNO - PDL) il Comune di Putenz’ tiene locali vuoti a iosa e paga il fitto per tenere archivi in altri locali. La cosa, più o meno all’ingrosso, sarebbe questa: il Comune paga fitti per oltre 80 mila euro all’anno per locali in cui tiene archivi e beni vari e contemporaneamente terrebbe vuoti i locali delle scale mobili Santa Lucia lato Poggio tre Galli , come potrebbe completare e utilizzare i locali sotto nave di Via Tirreno e –insommaesempi ce ne sono quanti se ne vuole. Ed allora, s’è vero la cosa si aggiunge incavolatura ad incavolatura

perché non si mostra da parte degli amministratori la necessaria diligenza nell’amministrare i beni e non si presta la minima attenzione al denaro che sempre questi cittadini devono cacciare per coprire buchi e sperperi. A questo si aggiunge che nel dibattito sui rifiuti sempre in Consiglio Comunale è emerso che a Putenz’ la raccolta differenziata, che entro l’anno deve partire, comporterà l’aumento dei costi di gestione dei rifiuti di una cifra intorno al 10% annuo e la gente ne ha di ragioni di incavolarsi. Naturalmente non basta la voce che si forma intorno ad una cosa a far vera la cosa e noi aspettiamo che sul tribunale, come sul fitto dei locali, come sui rifiuti ci pervenga una parola di spiegazione degli amministratori perché, secondo noi, il primo dovere di ogni amministratore è quello di spiegare i pro e i contro delle proprie scelte ed azioni, ma in caso contrario ne discuteremo pubblicamente anche senza di loro perché son soldi nostri quelli che usano e abbiamo diritto di capire cosa ne fanno.

a 17^ Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle Mafie si è celebrata quest’anno a Genova con quasi centomila partecipanti... Non è mancata una continuità “potentina” con la manifestazione in Piazza Mario Pagano E’ ancora scolpito nei nostri cuori e nelle nostre menti la bella e colorita manifestazione potentina dello scorso anno. Far confluire decine di migliaia di giovani nelle nostre strade è stato bello ed entusiasmante. Era un indubbio riconoscimento ai giovani di Libera, ai preti di frontiera e ai lucani con schiena dritta che hanno creduto e fatto proprio il ricordo delle vittime innocenti, in primis la povera Elisa. Se vi è ancora una speranza la dobbiamo sinceramente a questi uomini e donne che nel passato si sono fatti promotori di lotte di libertà ed emancipazioni trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace. Non abbiamo mai dimenticato le migliaia di giovani che hanno occupato pacificamente l’aula bunker “Giovanni Falcone” in occasione del sedicesimo anniversario dalla morte. A me preme richiamare, però, l’attenzione sulla Cittadinanza giovanile lucana, sul nostro Villaggio della legalità, stanchi come siamo dell’ingiusto ripetersi di suicidi di ragazzi, di esodo biblico, di precari o disoccupati. Problema serio ancora molto sottovalutato in Basilicata. Gioventù pulita che vuole realizzare concretamente un serio percorso politico. Gioventù positiva che vuole “responsabilizzarsi e credere in una società legale e democratica”, partendo dalla nostra amata Costituzione e forse, perché no?...dal NUOVO STATUTO regionale (si spera alle ultime battute). Gioventù costruttrice di “valori e di impegni fattivi”. Gioventù che ama la propria terra. La legalità è sicurezza per chi vuole investire, è vivere democratico, è un liberarci dalle spine, pretende partecipazione e collaborazione. La legalità chiude con l’assistenzialismo e con quei comportamenti non più accettabili, come definito dall’ex Prefetto De Sena di Reggio Calabria. La legalità crea finalmente quella “rete” di partecipazione tra Istituzioni locali e Associazionismo impegnato (Libera, Caritas, Arci, Acli, “Avviso

Pubblico”, Iter/ANCI “Diritti al futuro” ecc.) anche in Basilicata. Una “rete” che dovrà far uscire gli Enti Locali da una secca di “paranoia e di assistenzialismo”, che mal si conciliano con la fattiva presenza giovanile sul territorio. Noi speriamo che la tremenda rassegnazione e il tremendo abbandono morale che pervadono il negativo quotidiano dei nostri borghi non abbiano più il sopravvento.Questa ventata e questa freschezza giovanile che ha portato alla XVII Giornata della Memoria e dell’impegno devono essere propedeutiche, all’auspicato protagonismo delle nostre aree interne, per troppi decenni, sacrificate da un mancato e ingiusto sviluppo socio-economico. Noi ci saremo e con i giovani dell’Italia che non si rassegna seguiremo questi importanti “segnali” di cambiamento. Sarà uno degli ultimi SOS che si potranno lanciare in questa direzione.I giovani di Locri, i giovani di Libera e di Legambiente , i giovani di Avviso pubblico e i giovani del Progetto “Liberarci dalle spine” i giovani della FELPA BIANCA di Potenza sono e saranno la nostra autentica speranza per il futuro. Un futuro fatto di Dignità, di Diritti, di Doveri e di vera Democrazia, dove la presenza dei giovani lucani sarà sempre più forte e sempre più condizionante per il rinnovamento della politica (quella con la P maiuscola). Un FUTURO con le quattro “D” deve pure iniziare in Basilicata. Noi lo auspichiamo da sempre. Lo abbiamo agognato in più occasioni. Lo abbiamo fatto nostro con ripetute denunce, ...senza fare sconti a nessuno. Ora siamo al redde rationem. La Classe Dirigente politica lucana deve chiudere con il passato e non deve intralciare il percorso e l’impegno fattivo dei giovani lucani , in particolare, anzi... lo deve facilitare con una condotta irreprensibile. E’ necessario che questa consapevolezza diventi patrimonio della politica e che venga tradotto in impegno e scelte concrete, generando, così, una nuova cultura del vivere comune, che dà senso e significato alle esistenze di ciascuno di NOI.

Mauro Armando Tita

«Diteci chi ha minacciato Di Consoli» “N

on sono d’accordo con quello che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa esprimerlo”, è uno dei capisaldi su cui si regge la democrazia americana. Concetto che è forse anche un po’ più avanzato di quello indicato dall’art. 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione. Sembra, tuttavia (e ritengo il condizionale d’obbligo, almeno finchè i diretti interessati non avranno chiarito i tanti punti ancora oscuri della vicenda, a cominciare da chi sia l’autore delle minacce di morte, quale

il contesto, quali – se vi sono state – le reazioni) che in Basilicata tutto ciò non valga, essendo prevalsa – da tempo – la tendenza ad evitare tutto ciò che possa “disturbare il manovratore”. Per cui, la vicenda delle minacce di morte ad Andrea di Consoli, pur con le perplessità d’obbligo in casi del genere, rappresenta un episodio emblematico di un modo di fare politica assolutamente inaccettabile: ed il tema è troppo importante per nasconderlo e non porlo al centro della discussione. E’ possibile - in Basilicata continuare a girare la testa dall’altro lato, facendo finta di

niente? È giusto minimizzare l’incidenza dei tumori, la disoccupazione, i problemi ambientali, la (o le) procure parallele ed anche minacce di morte rivolte da un politico ad un giornalista? Penso proprio di no, se vogliamo consegnare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato dai nostri padri: o almeno di pari livello… Qual è il “peso” di una minaccia quale quella che sembra essere stata rivolta a Di Consoli, penso sia inutile sottolinearlo. La conseguenza – l’unica al momento – è che l’ignoto (almeno a me) autore ha raggiunto il suo obiettivo: privare la discussione politica

di una delle poche voci critiche. Qualsiasi studente di giurisprudenza non avrebbe difficoltà ad evidenziare il nesso teleologico che lega l’azione alle sue conseguenze. Ma l’aspetto giuridico della vicenda è senz’altro marginale ed, al riguardo, mi auguro che nessun P.M. voglia sottrarre del tempo al proprio difficile lavoro per dedicarsi ad una episodio che non ha valenza sotto questo profilo. Per dissipare i dubbi e le perplessità che comunque sono ancora ben presenti, la prima cosa da fare sarebbe chiarire l’autore ed il contesto delle minacce. Chi sa parli, e spieghi (o almeno tenti)

le sue ragioni (se ve ne sono). Non è possibile pensare che vi sia chi – a qualsiasi livello, dal consigliere comunale al parlamentare – pensi di poter imporre la propria volontà e la propria visione della società, non accettando critiche o pareri contrari, forte di una legittimazione popolare (quando c’è) che non può certo essere la maschera dietro cui nascondere una crisi di idee e di valori sempre più grave. Ma è anche grave che – a distanza di giorni – nessuno abbia ritenuto opportuno commentare l’episodio o esprimere valutazioni, nel quotidiano profluvio di comunicati stampa

sui più svariati argomenti: anche questo è un deficit di democrazia che non possiamo più permetterci. Alessandro Singetta Consigliere Regionale API


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LA POLEMICA SUI LAVORI DI PIAZZA PREFETTURA

«Non facciamo incazzare San Gerardo» Parlamentari ed ex-sindaci sull’argomento del giorno: proprio adesso si dovevano fare i lavori? Niente festeggiamenti per il Santo? di Rosa Santarsiero

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er molti, la festività patronale di San Gerardo è musica, gente in strada, voglia di ridere e stare insieme, magari nel cuore del centro storico di Potenza, in piazza Prefettura. Rispetto ai tanti elementi consueti, come la Parata dei Turchi, quest’anno c’è una novità inaspettata, che in verità non tutti i potentini hanno accolto positivamente. Lunedì scorso, sono infatti iniziati i lavori di riqualificazione del centro storico, in un modo così repentino che chi per caso è

passato di lì, dalla sera alla mattina si è trovato di fronte ad una vistosa recinzione che attualmente delimita il perimetro della piazza. Fin qui nulla di nuovo, poiché in realtà, dei lavori di restyling di piazza Mario Pagano se ne parlava già da tempo, con le varie polemiche annesse e connesse al nuovo aspetto urbanistico della piazza stessa e del corso. L’intervento, che sarà ultimato in 180 giorni lavorativi, non prevederà il rimodellamento altimetrico della piazza, di cui

si parlava nel vecchio progetto realizzato dagli architetti Gae Aulenti ed Antonio Maroscia. Verrà semplicemente ricreata una nuova pavimentazione, ma in base alle quote già esistenti, senza creare, cioè, un dislivello tra via Pretoria e il Palazzo della Prefettura. Per la pavimentazione la scelta è caduta su pietre di fattura e colore diverso, ma dal Comune assicurano che si tratta comunque di materiali in linea con l’armonia del contesto. Si procederà poi con la realizzazione di un nuovo

GAETANO FIERRO EX SINDACO «Fare solo i lavori strettamente necessari»

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nche Gaetano Fierro, uomo politico, scrittore e Sindaco della città di Potenza per tre mandati, ha voluto dirci la sua: «Sicuramente, piazza Prefettura rappresenta l’angolo o la piazza che racconta meglio la storia, le abitudini ed il carattere di una città, e ciò avviene in un contesto di sobrietà ed eleganza. Voglio dire che la struttura attuale è già ben fatta, pertanto, se è necessario risistemare la pavimentazione con del materiale che non altera le premesse da me precedentemente richiamate, ben venga. Se invece pavimentare significa decontestualizzare la piazza con colori inappropriati, si commette un’operazione che non è in linea con lo stile e la riservatezza dei potentini. Piazza Prefettura è la sintesi corretta del potere laico, del potere della Chiesa e di quello del popolo. Poteri che nel tempo si sono intersecati perfettamente, senza mai infastidirsi, in un contesto ambientale dignitoso e raffinato nella sua semplicità».

MARGIOTTA (PD): «Ascoltiamo i Portatori del Santo»

sistema di illuminazione, ed infine degli alberi di alto fusto daranno un tocco di verde al vecchio e malandato volto del centro cittadino. La sorpresa di primavera del Comune di Potenza, tuttavia, ha incontrato molte resistenze, soprattutto da parte delle associazioni cittadine che ormai da mesi lavorano autonomamente (senza fondi pubblici) all’organizzazione dell’evento simbolo della città. Anche su “San Grard” è calato un velo di polemiche, anzi più che un velo, degli

scambi di battute al vetriolo tra l’amministrazione comunale e l’associazione dei Portatori del Santo. I circa ottanta volontari dell’associazione culturale potentina hanno, infatti, optato per la “secessione”. In altri termini, non muoveranno un dito fino a quando il Sindaco o chi per lui, non chiarirà definitivamente la questione, individuando degli spazi alternativi in cui svolgere le molte manifestazioni già programmate, come il consueto pranzo dei Portatori, uno dei motivi simbolo della

baruffa. Controsenso poteva lasciar correre inosservata questa polemica? Certo che no. Piuttosto che ai protagonisti, che indubbiamente vorrebbero dire e tanto hanno già detto, abbiamo scelto intenzionalmente di rivolgerci ed approfondire la questione con un altro genere di interlocutori, diversi tra loro certo, ma uniti tutti da un unico denominatore comune: l’amore per Potenza e per il suo centro storico.

DOMENICO POTENZA «Fra i due litiganti … ci perde San Gerardo»

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l primo a prestarsi alle nostre domande è stato l’avvocato Domenico Potenza, ex Sindaco della città capoluogo nel 1995. Queste le sue parole: «In merito alla contesa tra il Comune di Potenza e le associazioni cittadine, come quella dei Portatori del Santo, mi auspico solo che venga trovata una via di mezzo ed una soluzione al problema. Mi auguro che il Sindaco faccia di tutto per salvare lo spirito della festa, che in un momento difficile come quello in cui viviamo è fondamentale per i cittadini. Al contempo, invito vivamente le associazioni cittadine ad essere più responsabili e comprensive, ci sono certo dei tempi precisi che il Comune deve rispettare. E poi, con l’attuale crisi economica, il Comune di Potenza, che ha già le sue difficoltà, certo non può sobbarcarsi anche il peso del pagamento di eventuali penali alla ditta che si occupa dell’esecuzione dei lavori. D’altro canto, si arrabbiano i Portatori del Santo, si arrabbiano i vertici dell’amministrazione comunale, ma credo che si arrabbierebbe tanto di più il Santo Patrono se questa città andasse a rotoli».

Taddei (PT): «La scelta del Comune? Ridicola!»

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olto più pungente il giudizio dell’onorevole ltre ai due ex sindaci della città Taddei, che in due battute esprime un parere capoluogo, per par condicio, abbiamo in controtendenza rispetto al clima più distensivo chiesto il parere di due deputati di parti politiche tracciato dal suo collega. “opposte”, gli onorevoli Salvatore Margiotta «I lavori di riqualificazione del centro storico del Pd e Vincenzo Taddei del gruppo Popolo e di Potenza a ridosso della festività patronale? Territorio. Iniziamo dalle parole dell’onorevole Semplicemente ridicoli, così come ridicola è Margiotta: anche la scelta della Ztl h24. D’altro canto, noi «Bisogna trovare un’intesa tra le diverse dell’opposizione, non eravamo d’accordo all’origine associazioni cittadine ed il Comune. con questo progetto di riqualificazione del centro I Portatori del Santo sono una risorsa preziosa, storico, poiché altera il reale volto di piazza un’associazione dinamica di cui tener conto, e Prefettura. Immagino che ora siano state apportate pertanto un valore aggiunto per la nostra città. delle modifiche rispetto al primo progetto. Tuttavia, Non so se sarà possibile trovare degli spazi mi chiedo: l’amministrazione comunale ha aspettato alternativi, tali da consentire ugualmente lo fino ad ora, cosa le costava spostare l’avvio dei lavori svolgimento della festività di San Gerardo di qualche giorno rispetto alle festività? I Portatori nel cuore di Potenza. Sarebbe stato meglio del Santo hanno giustamente espresso una loro perplessità. Ancora una volta, l’amministrazione anticipare o posticipare i lavori rispetto alla festività stessa, ma di questo ne sa sicuramente più di me l’amministrazione comunale, che ha certo i suoi buoni motivi e delle tempistiche da comunale non ha avuto la giusta sensibilità verso questi giovani che stanno spendendo tempo ed energie, per una festa che è un bene che appartiene a tutta la cittadinanza». rispettare. Tornando ai Portatori del Santo, beh, sarebbe stato più utile ascoltarli».

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IL FENOMENO GIRA SU YOUTUBE

Siamo “i nuovi schiavi” della Basilicata

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l Caporalato è un problema diffuso nel sud, in quanto il “caporale” è sempre alla ricerca di uno sfruttamento di manodopera sottopagata e lavoro nero, a danno, il più delle volte, degli extracomunitari, in gran parte provenienti dall’Africa. Lavoro, questo, svolto nei campi e nei cantieri abusivi; senza poter esercitare i propri diritti perché spesso le vittime non

sua protesta. Protesta contro la paga, nonché contro le condizioni di vita a cui è sottoposto, in quanto alloggia in casolari in rovina e senza le giuste condizioni igieniche. Ed è proprio in Basilicata, per l’esattezza nei campi di pomodori di Venosa, che Daise Bi gira il suo videoclip di Là-bas (Laggiù), una canzone hip-hop con la quale denuncia, appunto, il problema del caporalato nonché le sue

giorni, è disponibile su YouTube. E’ possibile visualizzarlo anche sul sito Osservatorio Migranti Basilicata, regione, questa, spesso carente di politica sull’immigrazione, con poche attività sociali ed associazioni nei confronti dei migranti. Non solo è importante l’aspetto burocratico del fenomeno immigrazione, ma anche quello socioculturale, con la relativa

L’Osservatorio Migranti: «In Basilicata, le risposte delle istituzioni locali sono inadeguate e questo è dovuto ad una scarsa considerazione del fenomeno dell’immigrazione, ad una carenza nella politica sulla immigrazione, alla assenza di strutture periferiche sui territori fino alla mancanza di una organizzazione sociale dei migranti stanziali. Esistono poche associazioni ed attività sociali, culturali e formativi rivolti ai migranti e non ben collegate fra loro» ne sono neppure a conoscenza, sfociando così in uno schiavismo non riconosciuto. Sono tante le storie di giovani immigrati costretti a duri lavori nei campi al prezzo di una misera paga, ma qualcuno di loro cerca di rivendicare i propri diritti cantando. Come ha infatti recentemente raccontato “Sette”, il periodico del Corriere della Sera, Daise Bi è un giovane rapper ventenne, proveniente dal Burkina Faso, che, nell’estate 2011, va a lavorare in Lucania e proprio da qui inizia la

condizioni di lavoro. Il giovane rapper non è solo in questa lotta ai diritti, ma è affiancato da cinque giovani immigrati, che, come lui, trovano nella musica rap una valvola di sfogo. Ragazzi, questi, che vedevano la nostra Italia in tv come fosse un paradiso, ma ritrovatisi poi a ricredersi. L’idea del video parte dal sociologo Mimmo Perrotta, con la collaborazione di un musicista, due filmmaker ed altri artisti. Video girato nei pressi della zona lavorativa dei caporali ed in pochi

integrazione di queste persone nei vari ambienti, anche scolastici, cercando di evitare il fenomeno razzismo. Quella di Daise Bi non è l’unica lotta a suon di musica, anzi il rap multiculturale in Italia è sempre più presente; tra i più noti vi è, ad esempio, Zanko, che parla dei pregiudizi nei loro riguardi e dell’immigrazione.

Alessia Nardozza

Basilicata

«Noi Lucani “Ricchi & Poveri?” Adesso basta!» La regione, le risorse, le speranze. Parola all’avvocato Leonardo Pinto, Presidente del Movimento “La Grande Lucania” di Rosanna De Angelis

Daise-Bi, lavorante stagionale Q africano, denuncia col suo rap il “caporalato” lucano e non solo

Il video di Daise-Bi girato a Venosa

ontrosenso

uesta settimana continuiamo a parlare di “Grande Lucania”. Hanno già espresso in precedenza il proprio parere il Prof. Gaetano Fierro e l’ex onorevole Antonio Boccia. Oggi intervistiamo l’avvocato Leonardo Pinto, Presidente del Movimento “La Grande Lucania”. In qualità di Presidente de “La Grande Lucania” può parlarci del movimento che rappresenta? “Il movimento La Grande Lucania è sorto per dare voce ai tanti delusi dai partiti di centrosinistra e di centrodestra. Infatti, l’attuale ceto politico, costituito da ex democristiani, ex comunisti, ex socialisti, ex missini ecc., non è stato in grado di promuovere nuove aggregazioni politiche capaci di rappresentare una seria e vera alternativa ai vecchi partiti. Questi ultimi continuano a esistere, sotto “mentite spoglie”, dando vita a fusioni e alleanze ibride e contraddittorie, prive di etica e idealismo, indispensabili per poter rappresentare e attuare un progetto politico serio. La Grande Lucania ha per finalità la difesa della dignità della persona e delle aspirazioni economiche e sociali dei cittadini lucani. Condivide e si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948. Si propone la pacifica e democratica attuazione del federalismo in armonia con la legalità, l’autonomia e la solidarietà, nel solco delle Istituzioni Repubblicane e della Costituzione Italiana. Obiettivo del movimento è quello di contribuire a elevare le condizioni di vita dei cittadini lucani, mediante la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che frenano lo sviluppo della regione. Il Movimento si propone la realizzazione di tale obiettivo attraverso l’esaltazione delle risorse umane, la difesa del territorio, un’accorta valorizzazione e una corretta gestione delle risorse e ricchezze naturali, nell’ambito di un sistema ove coesistano, nel rispetto delle norme di tutela ambientale, lo sfruttamento dei giacimenti naturali, l’attività agricola, quella industriale e il turismo, favorendo altresì l’artigianato e il commercio.” Qual è la posizione de La Grande Lucania sul federalismo? “La Grande Lucania è sorto come movimento politico federalista, in risposta al federalismo imperfetto imposto dalla Lega Nord e attuato dal centrodestra con il voto favorevole dei dipietristi e l’acquiescenza del centrosinistra. La strutturazione della spesa, in senso federalista, nel campo della sanità, istruzione, gestione

e fruizione della cosa pubblica in generale, impone agli Enti Locali di amministrare secondo standard stabiliti in sede centrale, con potere impositivo a livello locale per reperire risorse per far fronte alle spese dei servizi e interventi pubblici. A tutto questo bisogna aggiungere i tagli che penalizzano le scuole lucane. Con il federalismo attuato si raggiungerà un paradosso abbinato a un vero e proprio vulnus costituzionale: i cittadini delle aree più disagiate, per usufruire dei servizi di base, saranno soggetti a una tassazione maggiore, mentre i cittadini

L’avvocato Leonardo Pinto

più abbienti e/o “fortunati”, perché residenti in regioni a maggior tasso di sviluppo e infrastrutturazione, beneficeranno di tali servizi pagando meno tasse. La Grande Lucania persegue l’obiettivo del federalismo totale. Solo così sarà possibile evitare l’ulteriore impoverimento delle nostre comunità. Dovranno essere i Lucani a decidere quando e come procedere alle estrazioni petrolifere, stabilendo anche i vantaggi che ne devono derivare, così come dovranno decidere le modalità di utilizzo della nostra acqua. Non vogliamo più leggere sui giornali che la nostra regione è la più ricca d’Europa e, al tempo stesso, la più povera. Insomma deve essere chiaro che se la disoccupazione è lucana, anche il petrolio e l’acqua devono essere lucani.” Il movimento La Grande Lucania sostiene la variazione del nome della nostra regione da Basilicata a Lucania? “Viviamo una situazione di grande disagio sociale che investe le regioni del Mezzogiorno, da sempre in ritardo negli indicatori dello sviluppo e della crescita rispetto al resto d’Italia. Se nel passato c’era una sorta di compensazione, altrimenti detta assistenzialismo, in grado di mitigare gli aspetti più negativi del divario NordSud, oggi, con la grave crisi

dell’economia mondiale, è necessario individuare nuove linee di sviluppo e diversi percorsi virtuosi, idonei a consentire un recupero delle minime guarentigie sociali previste dalla nostra Carta Costituzionale. Per il movimento La Grande Lucania è imprescindibile il recupero della nostra identità, senza la quale nessun programma può ritenersi realizzabile. Occorre che il soggetto principale, cioè il popolo (di cui gli amministratori, chiamati a gestire la “cosa pubblica”, sono semplici delegati), sia l’unico e vero protagonista della politica. La prima e fondamentale tappa dell’azione amministrativa, cui La Grande Lucania annette alto valore programmatico, è la riappropriazione del nome storico della nostra regione: Lucania. Il nome Basilicata è scaturito da esigenze amministrative territoriali di dominatori, legato alla storia di altri popoli, di altre civiltà che, per tale carattere, non esprime una propria storia, una propria cultura. È un termine surrogato, come quello di “Capitanata”, “Dipartimento” ecc., coniato per individuare un territorio da amministrare. Non occorrono sforzi per notare il divario enorme che sussiste tra il nome Lucania, radicato nell’humus concreto e fertile della realtà storica del popolo lucano, e quello di Basilicata, prodotto occasionale di inframmettenze straniere. Il nome Lucania è in perfetta sintonia con la storia della regione, cominciata con la “Repubblica Federativa dei Lucani” (il primo “Stato” sorto nella regione con una concezione politica e con un volto preciso, netto, inconfondibile): è la storia dello “Stato Lucano” che si è sempre imposta e si impone per i suoi principi nel corso dei secoli. Gli abitanti della Basilicata vengono chiamati Lucani. Questo costituisce di per sé una vera anomalia e influisce negativamente sulla nostra identità etnica, tanto da renderla incomprensibile se non addirittura indecifrabile. Infatti, la nostra è l’unica regione d’Italia i cui abitanti sono chiamati con un etnonimo che non deriva dal proprio nome. È necessario restituire alla nostra regione il nome istituzionale di Lucania, che indica un’affinità di genti, cultura, sapere, costumi e storia. La riconquista della nostra identità è indispensabile per risvegliare l’orgoglio lucano, di cui oggi abbiamo tanto bisogno per affrancarci dalle oligarchie e costruire il nostro futuro da protagonisti e non da sudditi.” L’intervista continua sul prossimo numero


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Articolo 18, la carica dei Monsignori Dopo Bagnasco, Bertone e Bregantini, sulla riforma dello statuto dei lavoratori interviene anche il “nostro” Monsignor Superbo «Maruggi dopo Des M Dorides, scelta giusta» di Walter De Stradis

onsignor Agostino Superbo torna a parlare. Il tema è il lavoro, in particolare la questione articolo 18, che spinge il vescovo metropolita di Potenza - Muro Lucano Marsico Nuovo, a rompere il silenzio. Scottato dalle polemiche sul caso Claps, il vescovo ha infatti di recente diminuito sensibilmente il numero delle dichiarazioni pubbliche, ma non ha voluto sottrarsi alla nostra richiesta di commentare –anche lui, fra i molti “colleghi”- il tema” caldo” degli ultimi giorni. D’altronde il vescovo, vice presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) nonché vertice della Ceb (Conferenza Episcopale di Basilicata), è piuttosto noto per le sue “scese in campo”, a favore dei diritti dei lavoratori. «Il grande sogno è che la politica riacquisti il governo del mondo, che oggi è in mano al mercato»; «La riflessione della Chiesa deve dialogare con i politici, con gli economisti, con gli uomini di cultura e con la gente semplice, che qui da noi è la prima a soffrire le conseguenze della crisi’»; «La Regione ha ben impiegato i fondi dell’Unione europea investendo sulla formazione. Però poi pochi laureati anche specializzati trovano un impiego». E’ questo solo un piccolo sunto dei “precedenti” del Vescovo, in ambito lavoro. La risposta alla nostra sollecitazione sull’articolo 18 è invece giunta via fax, direttamente da Roma, dove Superbo era impegnato nei lavori della CEI. In quell’occasione, nella prolusione del presidente, Cardinale Angelo Bagnasco, si erano ascoltate parole di fiducia per il governo Monti («con i provvedimenti adottati è stato portato al sicuro il Paese»), alle quali poi si era aggiunto un generico invito a «investire tutte le risorse a disposizione per dare agli Italiani, a cominciare dai giovani, la possibilità di lavorare, non solo per sopravvivere ma per la loro dignità». I fatti sono questi: dopo che persino il PD di Bersani sembra essersi ricompattato intorno ad una volontà di “accordare” in Parlamento le “note dolenti” (licenziamenti economici) della riforma Fornero, e dopo che addirittura ABC (Alfano, Bersani e Casini), sembrano aver trovato la quadratura del cerchio sulla riforma costituzionale e su quella elettorale (il “Violantellum”), la chiesa, proprio la chiesa, è apparsa un tantino spaccata sulla questione lavoro. Per la serie, Don Camillo e Peppone sembrano scambiarsi ruolo, vestiti e baffi. Tutto era cominciato con le dichiarazioni del “solito” monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso e presidente della commissione

Intervista a tutto campo con Roberto Speranza (segretario regionale PD). Dalla Sanità all’articolo 18 di Mario Petrone

C Da sinistra, in senso orario: Superbo, Bertone, Bregantini e Bagnasco

Bertone brinda alla salute di Monti. Bregantini dice che il lavoratore <<non è una merce>>. Bagnasco fa da “paciere”. Il “nostro” Superbo rompe il silenzio da Roma Cei per il lavoro, che se n’era uscito con la ormai celebre frase “Il lavoratore non è una merce”. Alla sortita del vescovo “prodiano”, aveva fatto seguito un articolo di Famiglia Cristiana in cui si sosteneva, in pratica, che il Governo di “Supermario” Monti e di “Iron Lady” Fornero, mostrava fermezza a senso unico, e cioè a danno dei lavoratori. Apriti Cielo. A gettare acqua sul fuoco ci aveva pensato però il “vicepapa”, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, di recente in visita al San Carlo di Potenza per l’inaugurazione del reparto di pediatria attivato col “Bambin Gesù”. Abito talare nerissimo ed occhialini viola, il cardinale qui aveva parlato di “corvi” (a proposito, verosimilmente, delle voci confuse sul presunto “attentato” ai danni del Papa). Pare che a Roma, invece, ad un pranzo a base di paccheri di Gragnano e di spigole (ancora loro!) a Villa Borremeo, il porporato avesse fatto innalzare i calici per un brindisi in onore di Monti, lì presente. «Presidente –avrebbe detto (secondo “Il Foglio” di Ferrara)- la chiesa la sostiene. Sappiamo bene che anche questo passaggio necessita dello sforzo corale di tutte le istanze del paese. Ma serve unità nei momenti cruciali». Non sappiamo se a questo “serioso” brindisi, abbiano fatto poi seguito altri più goderecci con tanto di rime («Questo vino è bello e fino …»)., ma

tant’è. Ed eccoci, infine, alle dichiarazioni del “nostro” Monsignor Agostino Superbo. Nel breve testo inviatoci si nota subito un richiamo alla parola “dignità” (della persona e quindi del lavoratore) già usata da Bagnasco, ma per il resto il vescovo metropolita sembra mantenersi equidistante fra i diversi “schieramenti” (ecclesiali o politici) sul tema articolo 18. «La situazione del mondo del lavoro –afferma infatti Sua Eccellenzacostituisce un assillo costante dei vescovi della Regione. La dignità della persona e la solidità delle famiglie, soprattutto per quanto riguarda un futuro sereno per i giovani, passa obbligatoriamente per una struttura valida del lavoro, riconosciuto nella sua dimensione sociale. Per questo motivo, noi vescovi seguiamo con molta attenzione tutte le trattative in corso. Nutriamo la fondata fiducia che il contributo responsabile di tutte le parti in campo, porteranno al più presto a raggiungere una soluzione, la più giusta e la più ampiamente condivisa». Insomma, niente “strappi” da parte del Governo, né ostinata intransigenza da parte dei sindacati (la CGIL), sembrerebbe affermare Superbo, ma, come dicevamo, la risposta inviataci è un testo scritto. Che in ogni caso mette al riparo da “trascrizioni” forzate o personali, eventualmente derivanti da parole dette a voce.

ontrosenso intervista il Segr. Reg. del PD Roberto Speranza. L’intervista nasce dalla necessità di riportare i partiti a dire la propria opinione sulle vicende che riguardano la gente. Accade ad ogni livello infatti, spesso a cominciare dal Sindaco, che l’eletto si consideri ingiudicabile nelle azioni concrete che fa ed è ovvio che la cosa è inaccettabile per la gente. Partendo dal livello Regionale si vuole capire se i partiti hanno compreso che il loro farsi da parte a favore degli amministratori li rende insignificanti al punto, che ben che vada, è conseguente che non contino più niente. Senza contare che se gli eletti ritengono di non dover rispondere ai partiti che li hanno designati e supportati ancor meno ritengono di dover rispondere agli elettori … e dunque serve capire cosa e come fare. Segretario, ma veramente il Partito Democratico aveva creduto possibile che un gruppo di tecnici che incassano, a testa, cifre ben oltre il milione di euro all’anno, potesse preoccuparsi di chi deve lavorare per campare? Quale opinione si è formato sulla scelta del suo partito di sostenere il Governo del milionario Monti ? Non va commesso l’errore di dimenticare cosa era l’Italia poco più di cento giorni fa. Il governo Berlusconi ci stava portando alla bancarotta. Il debito dello stato cresceva esponenzialmente. Abbiamo rischiato che non venissero pagate le tredicesime nel settore pubblico. La deriva greca era sempre più realtà. Al governo Monti, voluto da Napolitano, è stata affidata la funzione di mettere in salvaguardia i nostri conti e di restituire credibilità al Paese. Il Pd ha consentito la nascita di questo governo di emergenza che segna sul piano politico l’uscita dell’Italia dalla tremenda stagione berlusconiana. È chiaro, dal mio punto di vista, che si tratta di una fase di transizione. Alla luce della scelta politica di Monti di rompere con il mondo del lavoro sulla questione dell’art. 18 lei crede che sia ora di cominciare a pensare a come cambiare la legge elettorale per tornare a votare il più presto possibile o immagina che si debba continuare a fare finta che questi siano governanti tecnici fino al 2013 e in questo caso perché? Cambiare la legge elettorale è una priorità. Le elezioni sono tra 12 mesi e le liste bloccate hanno accresciuto la distanza tra

eletti ed elettori, impoverendo la democrazia italiana. Noi del Pd siamo impegnati in questo senso. E anche se in parlamento la nostra posizione fosse minoritaria ci impegnano a svolgere le primarie aperte ai cittadini per la selezione dei nostri candidati. Quanto alla riforma del mercato del lavoro voglio essere molto chiaro. Penso che sia un errore grave pensare che in una fase di crisi la soluzione si cerchi a partire da un indebolimento dei diritti dei lavoratori. È un segnale sbagliato che non produrrà alcun risultato. Non si può pensare che la modernizzazione del mercato del lavoro e la maggiore competitività delle nostre imprese si costruisca con meno diritti. Io penso che sia vero esattamente il contrario. Per questo apprezzo molto la battaglia che Bersani e tutto il Pd stanno conducendo su questo terreno. Passando a questioni nostre Lucane, non posso sfuggire all’obbligo di domandarle, se ritiene di potercene parlare, dall’osservatorio privilegiato che ha, cosa sta succedendo alla Sanità di Basilicata? Il balletto di Direttore Generale al San Carlo le pare cosa normale e funzionale alla proficua gestione di una simile struttura? Il presidente De Filippo nel designare Attilio Martorano quale assessore alla salute ha compiuto una scelta molto forte e coraggiosa. La sanità lucana è stata troppo spesso il luogo simbolo dello scambio spesa pubblica consenso. Scegliere Martorano ha significato mettere in campo una linea politica di cambiamento puntando su qualità, efficacia ed efficienza. Difendo con forza quella opzione politica e penso che l’indicazione di Des Dorides al San Carlo abbia rappresentato un tentativo forte di superare le logiche del passato e di investire su di una alta professionalità, con esperienze importantissime come la guida del Careggi di Firenze. Il fatto che a Des Dorides siano arrivate altre proposte è la conferma della qualità della scelta che fu compiuta. Certo avrei preferito che completasse il suo mandato. Ma rispetto all’incertezza in cui rischiava di precipitare l’ospedale più importante della nostra regione, comprendo le ragioni che hanno portato la giunta ad intervenire con tempestività. Tra l’altro, mi permetto di aggiungere che la scelta di Maruggi mi pare ancora coerente con quella impostazione di cambiamento di cui la sanità lucana ha molto bisogno.

Segretario, c’è una domanda che le devo fare perché per un lucano è un dovere morale, cui non ci si può sottrarre e dunque La Basilicata produce il petrolio che fa incassare alle compagnie e allo Stato un botto di denari, sia quando il prezzo del Greggio sale, sia quando il prezzo scende. Come spiega che noi Lucani si debba pagare le benzina di più di qualsiasi altro italiano di qualsivoglia lingua, razza e religione? Nel nostro territorio si estrae circa l’ottanta per cento del petrolio prodotto in Italia. Dinanzi a questo dato si pongono due grandi questioni che la politica deve saper coniugare, rendendole compatibili e direi addirittura reciprocamente propulsive. L’interesse dell’Italia e l’interesse della Basilicata. I due obiettivi possono e devono camminare insieme. È legittimo, infatti, che lo stato italiano, proprietario delle risorse del sottosuolo, metta in atto un’azione volta a valorizzare la propria capacità estrattiva. Una necessità che però può reggersi soltanto se è pienamente in grado di incrociarsi con gli interessi della Basilicata, a partire dalla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Una Regione alla ricerca di nuovi percorsi di sviluppo che vive oggi una dinamica di crescita fortemente complicata dalla crisi economica internazionale da una parte e dalla contrazione delle risorse pubbliche provenienti dagli altri livelli istituzionali dall’altra. Questo contesto ci impone una negoziazione forte con il governo nazionale e con le compagnie petrolifere che metta al centro il futuro della Basilicata. È evidente che il compromesso costruito alla fine degli anni 90 non regge più e che il lavoro sul memorandum, unito alle nuove possibilità offerte dall’art 16 del decreto liberalizzazioni, offre un nuovo scenario nel quale far coincidere interesse regionale ed interesse nazionale. Il bonus benzina è il modo peggiore di sprecare le risorse pubbliche. Il modo più intelligente mi pare essere quello indicato da Rifkin nella sua ultima presenza a Potenza. Capire come il vantaggio competitivo che abbiamo oggi in materia di energia grazie al petrolio possa essere utilizzato per costruire un nuovo vantaggio competitivo sul fronte delle energie rinnovabili.

continua sul prossimo numero


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31 Marzo 2012

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Alzehimer, in Basilicata sempre più la malattia dei “Poveri Cristi” di Luigi Pistone

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ertenza Don Uva di Potenza: ancora un nulla di fatto. Sono passati oltre 15 giorni dall’invito del governatore lucano Vito De Filippo a incontrare il direttore generale della Casa della Divina Provvidenza Dario Rizzi per trovare una soluzione che assicuri lo stipendio ai dipendenti e contrattare un’autonomia gestionale della struttura potentina, ma a oggi i vertici del Don Uva

Cgil, Cisl, Uil e Fials al fine di garantire gli attuali livelli occupazionali, per un struttura fiore all’occhiello della regione, e assicurare la cura dei pazienti. Il piano di risanamento presentato dal consulente del Don Uva, Augusto Toscani, invece, prevede un taglio dei lavoratori pari a 674 unità, di cui 52 a Potenza (33 appartenti all’area sanitaria e 19 a quella amministrativa). Ciliegina sulla torta, il documento è di

Ancora un nulla di fatto sulla vertenza Don Uva a Potenza. Il piano di risanamento presentato dal consulente del Don Uva, Augusto Toscani, invece, prevede un taglio dei lavoratori pari a 674 unità, di cui 52 a Potenza. La Regione vuole invece l’autonomia. di Bisceglie continuano a fare orecchie da mercanti. Anche se pare, da voci di corridoio, che a breve i vertici di Bisceglie avranno un incontro con il governatore lucano. L’autonomia è la meta che si sono prefissati i vertici della Regione Basilicata con l’appoggio dei sindacati

questi giorni, la struttura di Bisceglie prevede la cassa integrazione per 52 unità a Potenza a fronte di un prossimo pensionamento di circa 30-40 addetti tra personale medico e paramedico. Di qui l’invito dei sindacati a un pronto intervento del presidente della Regione per porre fine

a una questione paradossale e insostenibile. IL RITARDO NEGLI STIPENDI - Premesso che le Asp lucane pagano le spettanze dovute alla Casa della Divina Provvidenza ogni primo del mese e contemporaneamente i familiari dei degenti non coperti in toto dal servizio sanitario versano la propria quota prima della scadenza della proroga, tutto ciò non spiega il perenne ritardo nel pagamento degli stipendi al personale e le spettanze ai fornitori. Le prioprità messe sul tavolo dai sindacati della Funzione pubblica, Giovanni Sarli della Cisl, Angelo Summa della Cgil, Franco Latronico della Fials e Antonio Guglielmi della Uil, sono tre: pagare i dipendenti e le ditte dei fornitori e prestare maggiore attenzione ai pazienti (che sembrano sempre l’ultima ruota del carro, in barba all’articolo 32 della Costituzione). Di qui la proposta, per nulla peregrina, di Guglielmi cioè quella di dar vita a una nuova struttura che assorba il personale del Don Uva di Potenza. NESSUNO PARLA DEI MALATI - Altro punto cruciale investe i degenti per i quali non è stata spesa una parola da parte di nessuno. La struttura ospita 273 ortofrenici, ricoverati fino al recupero della funzionalità e dell’autonomia, 72 nei reparti di geriatria, 40 per la riabilitazione cardiofisica e pneumologica, 40 ex psichiatrici, 24 affetti da demenza e altrettanti per coloro che soffrono di Alzheimer. Per un totale di 473 degenti. Secodo il direttore sanitario del Don Uva di Potenza, Mori, il piano che deve elaborare la direzione di Bisceglie «deve servire per il rilancio economico e gestionale della struttura al fine di consentirle di continuare a erogare servizi di qualità che incrontrino sempre più il favore dell’utenza e la considerazione delle istituzioni». Alcuni reparti, come quelli che ospitano pazienti affetti da demenza e Alzheimer la durata massima di degenza è pari a 12 mesi: i primi 4 mesi sono a totale carico del servizio

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lcune persone prendono pensioni di 300-400 euro al mese, ben poca cosa rispetto ai costi da sostenere. Se si è affetti da tali malattie il sistema sanitario regionale adotta il modello americano: senza soldi non si può accedere a servizi che altre strutture non possono offrire sanitario, poi si prevede una compartecipazione del 30 per cento (945 euro al mese) per finire al 50 per cento (1.3501.400 euro al mese). I pazienti, a fronte di un peggioramento delle condizioni generali si vedono tassati da una quota ingiusta e onerosa. I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials hanno posto l’accento sulla necessità di istituire la lungodegenza per i malati pre e terminali e far pagare in base al certificato Isee, ma da questo versante la Regione non prende alcuna posizione. In caso di stati vegetativi non esistono nel bacino di Potenza strutture adatte, le uniche sono a Lauria, a Stigliano e a Pescopagano. Secondo il direttore sanitario del Don Uva del capoluogo, Mori, le Rsa geriatriche di Potenza potrebbero adeguatamente assolvere a questo compito assicurando il servizio ai pazienti in coma. La Regione su questi fronti deve prendere una decisione che sia l’autonomia gestionale o l’istituzione di nuova struttura sanitaria e cautelare i pazienti, vittime di un sistema viziato alla base. Le istituzioni lucane non possono considerarli cittadini di serie B – lamentano alcuni parenti dei malati- di cui si parla solo indirettamente perché in gioco ci sono posti di lavoro - ma persone cui assicurare un’adeguata assistenza, come avviene negli altri presìdi sanitari per tutti gli altri “utenti”, adeguare

la compartecipazione al reddito, se non addirittura prevedere cure gratuite, e istituire la lungodegenza per i malati gravi. Al Don Uva esiste addirittura un padiglione completamente vuoto che potrebbe accogliere altri pazienti (si consideri che i malati di demenza o Alzheimer superano il 10 per cento della popolazione). ALTRI PUNTI OSCURI - Un altro punto oscuro riguarda l’Associazione Alzheimer Basilicata, il cui ruolo fondamentale dovrebbe essere l’attività a favore dei malati. “La nostra missione - secondo la presidente dell’associazione lucana, Cristiana Coviello - è quella di diffondere l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla malattia, promuovere la ricerca scientifica, sostenere e tutelare l’ammalato e i suoi familiari”. Ma a oggi ci si interroga se l’associazione faccia incisivamente quello che maggiormente interessa ai familiari dei pazienti affetti da questa malattia degenerativa: dialogare con le istituzioni perché si garantisca la cura delle persone affette da tale patologia e far sì che si assicurino prestazioni adeguate per i degenti in fase pre o terminale, abbassando la quota di compartecipazione e allungando il periodo di degenza. Alcune persone

prendono pensioni di 300-400 euro al mese, ben poca cosa rispetto ai costi da sostenere. Se si è affetti da tali malattie il sistema sanitario regionale adotta il modello americano: senza soldi non si può accedere a servizi che altre strutture non possono offrire. Bisogna essere ricchi o avere la pensione di un alto dirigente o di altre figure che costellano il panorama manageriale del sistema Italia, e non solo. Ma l’Italia è una Repubblica che assicura il diritto alla salute soprattutto agli indigenti oppure sta diventando un Paese per soli ricchi? S’interroghino i vertici del potere istituzionale e adottino misure che rispondano in maniera adeguate alle istanze della povera gente che si trova sola a combattere una malattia da non augurare neppure al peggior nemico. Se il personale del Don Uva annuncia picchetti davanti alla Regione che si dovrà fare?, Si domandano i parenti degli ammalati. Adottare lo stesso sistema da parte dei familiari dei pazienti con malattie degenerative, propone qualcuno: forme di protesta davanti al massimo ente territoriale con tanto di striscioni e campagne di sensibilizzazione che investano tutta la regione per far comprendere a chi amministra ma anche da chi siamo amministrati.

Sul numero di Aprile “Agenda della salute”, diretto dal Dott. Gargiulo (ospite della trasmissione Elisir) una mia intervista sul laser per la miopia dal titolo: “Via gli occhiali in cinque minuti”. Il mensile è reperibile in tutte le edicole d’Italia


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Unibas- Lauree in Economia: il “sogno” della Specialistica Professori eccezionali e le speranze dei neo dottori di Luca Santoro

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d è arrivato il giorno più atteso, quello della laurea. Questa settimana abbiamo fatto incursione nel corso delle sedute di laurea in Economia presso l’Aula Magna del polo di Macchia Romana. Alla presenza della commissione, presieduta dal Prof. Ettore Bove e composta dai professori Colangelo, Rossi, Schiuma, Petraglia, Vigilante e dal sottosegretario Giampaolo D’Andrea, diciotto ragazzi hanno discusso la propria tesi e conseguito il titolo di dottore. Noi di Controsenso ne abbiamo intercettati due. Il primo che incontriamo è il neo dottore Enrico Cutro che ha da poco discusso la tesi su << I modelli di business delle attività culturali in Basilicata>>: “E’ stata un’esperienza molto positiva in quanto i docenti sono stati molto flessibili e preparati al contrario di quanto si diceva i primi anni quando giravano voci di una facoltà mediocre e non blasonata. La nostra è una facoltà ottima, funzionale e di assoluto prestigio per corpo docente e per didattica e sono orgoglioso di esser riuscito a conseguire la laurea presso

quanto, non essendoci la specialistica, sarò costretto ad andare fuori; certo il sogno sarebbe l’istituzione della specialista presso questa università perché, ripeto, il mio

questa facoltà e in questa università. Ovviamente non sono sempre tutte rose e fiori, se dovessi fare qualche lamentela magari sottolineerei il fatto che alcuni docenti venendo da fuori ci hanno costretto a dover seguire i corsi e ad organizzare le lezioni in orari improbabili e scomodi per la maggior parte di noi, ma di contro dobbiamo anche comprendere le esigenze di chi comunque si sobbarca dei chilometri per venire ad insegnare da noi. In linea di massima posso dire che la facoltà funziona e bene poi i piccoli problemi si risolvono, è solo questione di organizzazione. Quello che mi preoccupa sarà il futuro, in

percorso di studi è stato molto positivo, mi sono trovato bene e mi piacerebbe concluderlo qua, nella mia città. Il secondo che incontriamo è il dottor Matteo Catone di Buccino che ha discusso una tesi su: << Lo stato emotivo nelle piccole e medie imprese della provincia di Potenza>>: E’stato un

percorso interessante nel corso del quale ho vissuto grandi soddisfazioni, ma quella più importante è quella di oggi, la laurea. Le difficoltà ci sono state come in ogni altro percorso universitario ma con un po’ di impegno e costanza tutto si può raggiungere. Ho scelto questa università per la vicinanza territoriale al mio paese di origine, era il primo anno di istituzione di questa facoltà, non era molto conosciuta ma c’era un entusiasmo i n c re d i b i l e . Sono molto soddisfatto di quanto ho ricevuto da questa facoltà e dai suoi docenti in particolare dal relatore della mia tesi il professor Giovanni Schiuma. Il mio futuro sarà Fisciano per la specialistica che, purtroppo, qui non c’è, per il resto è tutto un punto interrogativo.

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ianpaolo D’Andrea: «Questi ragazzi hanno voglia di rimboccarsi le maniche» Nel corso della seduta di laurea abbiamo intercettato il sottosegretario Giampaolo D’Andrea, già docente dell’Università degli Studi della Basilicata e componente della commissione esaminatrice, per chiedere un giudizio sugli studenti lucani e sul futuro della facoltà: “Sono molto affezionato agli studenti di questa terra, la mia è una lunga consuetudine di attività didattica nell’Università della Basilicata prima nella facoltà di Lettere poi in quella di Economia. Devo dire, soprattutto con riferimento all’ultimo periodo, che ho trovato ragazzi interessati, intelligenti e con la voglia di rimboccarsi le maniche e concorrere anche loro alla realizzazione di un futuro migliore per questa nostra terra e questo è di buon auspicio. Per quanto riguarda la specialistica il problema, purtroppo, non è di facile soluzione perché ha a che fare con i meccanismi

piuttosto rigorosi che presiedono all’autorizzazione dell’attivazione dei corsi di laurea magistrale. Sono legati più che alla presenza degli studenti, alla presenza dei docenti di ruolo, la speranza è che possano maturare nel giro di qualche anno queste condizioni perché non c’è dubbio che una laurea di questo tipo che non possa aver lo sbocco della laurea magistrale finisce con l’impedire, probabilmente, a molti di questi studenti il completamento del loro ciclo di studi”. Lu. Sant.


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L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Nel 2011 oltre mille casi per il Difensore Civico Nel 2011 l’Ufficio del Difensore civico regionale ha trattato circa 1.000 casi, confermando il dato degli anni precedenti. E’ quanto emerge dalla relazione che il difensore civico regionale, Catello Aprea, ha inviato ieri ai presidenti della Giunta e del Consiglio regionale per illustrare i dati sull’attività svolta nel 2011 ai sensi dell’ art. 11 della legge regionale n. 5/2007. “Il nucleo centrale di tale attività – spiega Aprea - è rappresentato ovviamente dai casi formalizzati in fascicoli sottoposti ad istruttoria, con conseguenti eventuali azioni nei confronti degli enti pubblici coinvolti. A tale attività formale va aggiunta quella, non registrata e di cui, pertanto, non si conserva documentazione cartacea, svolta in via informale attraverso numerosi contatti, per lo più telefonici, con cittadini che chiedono semplici informazioni, indicazioni operative e consigli”. Quanto all’esito degli interventi, nel documento si evidenzia “che i fascicoli chiusi con esito pienamente favorevole per il cittadino, rappresentano il 51,6 % delle pratiche definite. Come negli anni precedenti, anche nel 2011 la maggior parte delle istanze pervenute riguarda, nell’ordine, gli enti locali (46,5%), gli uffici regionali (18,4%), gli enti subregionali (15,7%), le Amministrazioni periferiche dello Stato (15,1%), le società erogatrici di servizi (4,3%). I Dipartimenti regionali più coinvolti sono stati i Dipartimenti Presidenza della Giunta (29,4%) il Dipartimento Sicurezza Sociale (23,5%) e il Dipartimento Formazione e Lavoro (14,7%). Il rapporto tra le istanze provenienti dalla provincia di Potenza (78,9%) e quelle provenienti dalla provincia di Matera /(21,1%) si mantiene costante. I tempi medi di risposta delle Amministrazioni si aggirano sui trenta giorni.

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA «Tutt’ li giorn’ gessere e venéssere, ma Pasqua Bifania mai vinesse» (Da un’antica leggenda trascritta da Rocco Triani- sul ritorno dei morti, che risorgevano il 2 novembre e tornavano nella bara all’Epifania) POTENZA

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


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A Potenza, il centro di formazione per giovani

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distanza di 4 mesi dall’inaugurazione abbiamo incontrato la signora Lucia Grieco, responsabile di Italian Job, per fare un bilancio di questi primi mesi di attività: “Fortunatamente da quando abbiamo iniziato questa avventura, nei primissimi giorni del dicembre scorso, abbiamo riscontrato moltissimi aspetti positivi che hanno ripagato, al meglio, il credo con cui siamo partiti. Ad oggi dobbiamo solo ringraziare i nostri clienti per la fiducia mostrataci, per la passione e per il credo con il quale ci portano altre persone. Inizialmente, da tutta una serie di interviste che di volta in volta proponiamo alla nostra clientela, ci avevano scambiato come una scuola, in realtà la nostra è prettamente un’attività di parrucchiere dedita alla bellezza e al benessere della donna, ma anche degli uomini. Nel contempo abbiamo voluto creare un centro di formazione che non va inteso come un’accademia, ma come un addestramento del nostro <<esercito>>, del nostro team. Questo perché, è vero che il parrucchiere è un mestiere estroso, ma è anche un mestiere dove esiste un metodo,

dove esiste una conoscenza e dove esiste una pratica. L’esperienza con le clienti che vivono la nostra realtà è, ogni giorno, sempre più gratificante perché siamo riusciti a trasferire quello che è il nostro concetto: bellezza, benessere e trasparenza. Cosa intende per trasparenza? Quando parlo di trasparenza, intendo l’esistenza di un menù, di un listino prezzi, di una consulenza personalizzata. Qualcuno in questi mesi si è permesso di dire che Italian Job ha i servizi un po’ cari, quello che noi vogliamo dire è che senza strumenti, prodotti, consulenze un risultato ottimale è difficile da ottenere. Da noi viene eseguito un vero e proprio metodo che è molto lontano dalla semplice messa in piega per cui prima di dire di essere cari bisogna viverla l’esperienza, proprio per questo abbiamo dato la possibilità

Lucia Grieco di Italian Job

di fare degli abbonamenti dove la donna risparmia notevolmente acquistando un pacchetto offrendo, quindi, la convenienza perché vogliamo che la costanza premi e soprattutto faccia capire alla donna italiana che è arrivato il momento di rimettersi in ordine. Noi crediamo fortemente nel marchio italiano, il Made in Italy funziona veramente ma c’è bisogno di un cambio di mentalità e per tale motivo

non ci si deve accontentare, ma fare le cose al meglio. In questi quattro mesi tantissimi ragazzi provenienti da scuole e accademie sono venuti da noi in quanto siamo alla ricerca di personale , di norma noi utilizziamo fare prima un colloquio, successivamente un test teorico e infine un test pratico, beh quello che accade è che al momento del test pratico pochi o nessuno si presentano. Quando chiediamo di fare un test è perché dobbiamo

testare con mano il ragazzo o la ragazza che poi andremo ad assumere, ragion per cui, se il dipendente deve avere diritti e doveri anche il suo datore di lavoro deve avere un resa e verificare se il candidato è idoneo o meno. I nostri clienti hanno il diritto di affidarsi ad un professionista perché chi paga deve avere. Nonostante la mia esperienza in diversi settori non avrei mai creduto di trovare così tanti ostacoli, i metodi non cambiano mai, le persone invecchiano senza che si dia loro la possibilità di diventare parrucchieri, in Italia c’è una fame di parrucchieri, ma l’italiano scappa perché è lento e non sa cogliere le opportunità mentre cinesi vincono perché sono coraggiosi. Occorre un cambio di mentalità ed un’apertura totale verso se stessi, investire nel proprio futuro. Ripeto noi di Italian Job non siamo una

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Italian Job: l’arte del parrucchiere applicata al metodo

scuola, noi cerchiamo solo ed esclusivamente persone professioniste che lavorino con noi per affidar loro il nostro più prezioso bene, la nostra clientela. Il nostro lavoro è finalizzato al benessere del cliente, abbiamo 150mq di salone, ma i posti a sedere sono solo quattro, i lava testa sono solo tre e le postazioni d’attesa sono solo due. Questo perché il cliente non deve avere l’angoscia dell’attesa, il cliente deve essere rispettato perché ci da qualcosa di molto sacro, la propria testa. Il cliente da noi vive un’ora di totale relax, si sente protetto e curato il tutto attraverso un percorso individuale. Siamo aperti con orario continuato dalle 9:00 alle 19:00 proprio per evitare inutili attese e per offrire alla nostra clientela il massimo della professionalità e del relax: poca attesa, massima resa”.

Italian Job è a Potenza in via Ciccotti, 36 Tel. 0971/45166


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Liceo delle scienze umane “Gianturco”: una “società” al passo con i tempi Dal settore economico a quello sociale, dall’analisi della realtà allo sport come motivo attrattore, una scuola moderna sull’esempio europeo di Virginia Cortese

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rientarsi nella dimensione della mente e delle emozioni, in quella esterna delle relazioni socio-economiche, nella valorizzazione della formazione fisico-motoria e sportiva. Questa la triade di obiettivi cui il Liceo delle Scienze Umane Gianturco di Potenza, risponde con grande fermezza ed entusiasmo.Ci ha illustrato i particolari, il dirigente scolastico, Antonio Laguardia. “Le mie esperienze precedenti mi hanno visto docente prima e coordinatore di ambiti sportivi nazionali poi. Sicuramente (è in forza al Gianturco da settembre, ndr) le responsabilità cambiano; il compito educativo resta principi da perseguire ma bisogna anche gestire al meglio le risorse umane nei diversi ambiti. Ho trovato una scuola in buono stato, certamente, sto cercando dal canto mio di fornire una guida, una sorta di riferimento costante. È anche opportuno ricordare che nei cambiamenti introdotti dalla

Riforma Gelmini, il nostro Istituto Magistrale è entrato a far parte della classe dei licei, v’è il completamento dei corsi precedenti e l’avvio di nuovi percorsi. Si tratta di un lavoro impegnativo ed entusiasmante allo stesso tempo. Abbiamo il dovere di aiutare i nostri allievi nella costruzione di una

della persona, concentrandosi in particolare sulla Psicologia e sulle Scienze dell’Educazione, rafforzando lo studio delle scienze naturali e della cultura classica e moderna attraverso il latino, la filosofia e le lingue straniere. Gli sbocchi universitari più diretti sono quelli inerenti le

«Abbiamo certamente dalla nostra dei laboratori attrezzati e dignitosi. Ma non basta. Chiediamo maggiore attenzione; il nostro è un istituto con 825 studenti che si propone di dare servizi eccellenti» solida identità. A tal proposito segnaliamo la conclusione di un concorso di idee che è servito per decidere un logo, che presto pubblicheremo anche sul sito (in via di apertura quello nuovo www. istitutomagistralepz.it).” Esistono tre indirizzi di studio: Liceo delle Scienze Umane, nel quale si approfondisce la conoscenza della mente e

facoltà umanistiche (lettere, filosofia, storia, ecc), quelle legate alle scienze umane (psicologia, sociologia, scienze della formazione e dell’educazione), quelle dell’area medica e sanitaria. Opzione economico-sociale: migliora la conoscenza del sistema sociale, mirando all’approfondimento sociologico, del Diritto e dell’Economia, con

un rafforzamento della matematica e la presenza di una seconda lingua straniera.Privilegiate le facoltà più direttamente connesse alle scienze sociali quali l’antropologia, la giurisprudenza, servizi sociali e quelle linguistiche. Indirizzo Sportivo: un iter unico nel suo genere su tutto il territorio regionale nel quale lo studio delle scienze umane e la pratica motoria e sportiva s’integrano e si rafforzano reciprocamente , dando la possibilità agli studenti di sperimentare le proprie attitudini sportive. Tale offerta propone l’approfondimento della cultura e della storia dello sport, del diritto e dell’economia dello sport e della valenza educativa e formativa.Nell’arco del quinquennio (la classe partirà nell’A.s. 2012/2013, ndr) ci sarà la pratica di discipline sportive individuali e di gruppo; la realizzazione di stage formativi nei centri d’eccellenza del Coni; corsi pomeridiani per il

conseguimento di titoli e brevetti riconosciuti da poter spendere anche nel mondo del lavoro in seguito; l’organizzazione Il dirigente scolastico, Antonio Laguardia di viaggi d’istruzione finalizzati.Con delibera C.D nell’occasione di convegni e del 23/11/2011, si è deciso manifestazioni, la palestra è di mantenere il monte ore e in uso, ma è di proprietà del di variarlo nell’articolazione. Comune. Abbiamo certamente Scienze motorie, professioni dalla nostra dei laboratori sanitarie, così come scienze attrezzati e dignitosi. Ma non dell’educazione e della basta. Chiediamo maggiore formazione sono il naturale attenzione; il nostro è un sbocco per i nostri diplomati. istituto con 825 studenti che si propone di dare servizi Esistono a suo avviso delle eccellenti. Vorremmo criticità? che i nostri interlocutori istituzionali riflettessero su “Sinceramente sono questo aspetto. La scuola deve soprattutto di tipo strutturale. viaggiare alla stessa velocità Ci manca un’unica sede; v’è della società; la sua modernità infatti una centrale in via Zara passa anche dalle dotazioni e due plessi, 5 classi seguono scientifiche e tecnologiche, le lezioni nell’Istituto per questo è il segreto per Geometri e 10 sono ospitate nel annullare il gap con gli altri centro Mediafor; non abbiamo paesi europei.” un’aula magna, questo ci porta a dover uscire fuori

“New York, New Yooooork” L’esperienza della vacanza studio continua con un’altra destinazione NEW YORK CITY l’irresistibile metropoli americana, la città che non dorme mai!!! Il 22 luglio con partenza da Fiumicino un gruppo di studenti di scuola superiore e due insegnanti di lingue straniere voleranno con Lufthansa alla volta della mitica Big Apple. All’arrivo al JFK Airport, un nostro assistente di terra accompagnerà il gruppo con autobus privato direttamente al Woodward Hall Residence. L’accomodation dei ragazzi sarà in camera doppia con bagno privato e in tale sistemazione è compresa ogni forma di comfort dall’aria condizionata al mini frigo, dalla TV LCD al telefono, dal micronde e cassetta di sicurezza al salottino. Ogni mattina i ragazzi frequenteranno il corso di lingua inglese presso la Rutgers University, una delle migliori università americane a soli 30 minuti da Manhattan dove si trovano degli insegnanti giovani e dinamici ma soprattutto competenti. La frequenza alle attività didattiche è obbligatoria; solo alla fine del corso viene rilasciato l’attestato che accerta gli obiettivi raggiunti. Dopo ogni pranzo, gli alunni guidati dagli activity leaders e accompagnati dalle insegnanti seguiranno il programma socio-culturale visitando il Top of the Rock Observatory, Manhattan e il ponte di Brooklyn, il Metropilitan Museum of Art, Ellis Island e la Statua della Libertà, il Greenwich Village e Soho, Wall Street e la financial area, il Moma Museum e l’Empire State Building. Nei weekend, quando la scuola resterà chiusa, i ragazzi trascorreranno l’intera giornata del sabato una volta a Jones Beach, l’altra volta a Coney Island. Ogni sera ci sono le attività sociali quali movie night, quiz show, sport, blind date, lounge night e il farewell party prima della partenza (il 5 agosto 2012). Ma è possibile organizzare serata al di fuori del college campus esclusivamente con la guida dell’insegnante. E ci sarà tempo anche per lo shopping! La crazy NYC offre una miriade di negozi con articoli originali oltre che all’ultimo grido! Né ci si perderà l’occasione per fare un salto alla 5th Avenue, l’arteria della metropoli che vanta negozi quali Cartier, Tiffany, Abercrombie & Fitch nonché la Apple.Non resta molto tempo per le iscrizioni perché la compagnia aerea non fa sconti ai ritardatari!

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“Sociosipario”: Piazza e campagna di Lucio Tufano

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otenza non è che un paese. I confini tra città e campagna non sono ben definiti e la polvere, il piccante odore di fieno e di stallatico la invadono. I vicoli e le strade fervono di gente, di voci, di carri e di carrozze. Il suono dei martelli battuti sulle incudini proviene dalle diverse officine. Si lavora attorno ai traini, si ferrano i cavalli, i muli e le giumente che aspettano agli ingressi,

si fabbricano ruote, aratri, vanghe, falci, si aggiustano attrezzi. Il borgo affoga la città e ad ogni colpo di vento il respiro della campagna è alito di stagione. E’ la campagna che condiziona fortemente la città e le sue attività per un antico rapporto di produzione e di consumo in base al quale tutto ha origine da essa e tutto ad essa sembra doverosamente ritornare. I balzelli sono opprimenti e il dazio – consumo in particolare. Gli agenti preposti alla riscossione e che piantonano le porte della città si comportano in maniera pesante, poiché fermano paesani e forestieri specie contadini, perquisendoli e trattandoli in modo così brutale da suscitare la protesta della stampa. <<Il Lucano>> del 21 marzo 1893 nota infatti: <<Tutta Potenza conosce i mezzi violenti, inumani dei

preposti alla riscossione. Tutti i giorni avvengono scene dolorose tra infelici braccianti che venendo a lavorare in città si recano con pezzo di pane per sfamarsi durante il giorno. Ebbene, appena giungono alle barriere, sono vessati in mille modi, sono anche perquisiti per vedere se hanno nascosto qualche altra cosa. Ma non si avvede l’Amministrazione Comunale che con questi mezzi di riscossione allontana di giorno in giorno dalla città i commercianti delle province che per non sottostare a tante vessazioni portano i loro prodotti in altre piazze?>>. Nelle mattinate di domenica invece v’è un brulicare di contadini nella piazza davanti al Teatro Stabile, venuti, con quel poco che sono riusciti a raccogliere, a guadagnare qualche soldo. Curiosi dei palazzi e della gente, assorti

«Nelle mattinate di domenica invece v’è un brulicare di contadini nella piazza davanti al Teatro Stabile, venuti, con quel poco che sono riusciti a raccogliere, a guadagnare qualche soldo. Curiosi dei palazzi e della gente, assorti in una meditazione di rispetto o tacita implorazione, sostano, con lo sguardo rivolto alla Prefettura, come in attesa di chissà quale benevola concessione; completamente suggestionati da quel portone spalancato, da quei grandi balconi, da quei due carabinieri in divisa rosso – blù. Affluiscono al mercato con panieri di uova, vestiti alla meglio, di cenci e di velluto, con cappelli unti e neri e volti scuri, accompagnati dalle loro donne. Senza mai avventurarsi nel cuore della piazza; qualche sceppl finisce col trovarsi al cospetto della bella vetrina del caffè e riposo di don Michele Pergola, ma è questione di secondi perché un cameriere subito lo invita energicamente ad andarsene dicendogli che nun è cosa p’lu muss soie.»

in una meditazione di rispetto o tacita implorazione, sostano, con lo sguardo rivolto alla Prefettura, come in attesa di chissà quale benevola concessione; completamente suggestionati da quel portone spalancato, da quei grandi balconi, da quei due carabinieri in divisa rosso – blù. Affluiscono al mercato con panieri di uova, vestiti alla meglio, di cenci e di velluto, con cappelli unti e neri e volti scuri, accompagnati dalle loro donne. Senza mai avventurarsi nel cuore della piazza; qualche sceppl finisce col trovarsi al cospetto della bella vetrina del caffè e riposo di don Michele Pergola, ma è questione di secondi perché un cameriere subito lo invita energicamente ad andarsene dicendogli che nun è cosa p’lu muss soie. La crisi economica è sulla bocca di tutti, il fisco annienta le iniziative, i prezzi aumentano, molti emigrano e in ogni botteguccia, negli angoli delle quintane, in mezzo ai crocchi delle comari, nella stessa piazza, luogo di convegno, fra l’altro, di tutti i cocchieri da nolo, il discorso è uguale. Vi è una <<fonte di infezione pestilenziale>> la cui acqua scorrendo rende il terreno circostante impraticabile ai veicoli ed ai pedoni, specie nella parte dove posteggiano le carrozzelle, poiché bisogna riparare i fossi che diventano, col caldo, centri di ammorbanti esalazioni. Nell’arco laterale allo Stabile si trova un monumentale vespasiano proprio accanto all’ingresso del Casino Lucano e poiché l’arco manca di un fanale, di notte <<molti giovandosi dell’oscurità non si avvicinano all’angolo ove sorge il sullodato monumento e quindi finiscono per insudiciare tutto il pavimento dell’androne>>. Di domenica e nei giorni feriali, quando vengono per le cause o per servizio, vi partecipano anche

i contadini. Via Meridionale è completamente libera. Vi si lanciano <<a carriera>> i cavalli, attaccati alle vetture, o montati da cavalieri. Di sera lunghe file di muli rientrano, in balia di se stessi e carichi di legna e di carbone, dai vicini boschi. Anche i bracciali tornano la sera dalla campagna, stanchi ed esasperati. Qualcuno sfoga la propria disperazione con la sua famiglia, come Postiglione che, tornato avvilito dalla terra e trovando la moglie, ubriaca come al solito, nella sua casa al vico Crocefisso, le dà tante bastonate, con una mazza di scopa, sui reni e sulla pancia da farla morire. Naturalmente, non è da pensare che questo proletariato agricolo e contadino in genere frequentasse il teatro. Assolutamente inesistenti è per questa parte della popolazione potentina l’idea di poter assistere, magari anche al loggione, ad uno spettacolo teatrale, di rivista,

di operette o altro. Chiusi nel loro frugalissimo mondo, i contadini sono avulsi da qualsiasi tipo di cultura che non fosse quella che solo ad essi appartiene: la saggezza fatta di proverbi, di racconti ereditati dai padri, di leggende religiose e pagane. Quella cioè fornita loro dall’ambiente campagnolo di angoli bui e spazi aperti ed in cui tutto diventa storia, il tratturo, la siepe, la quercia, il cugno, la masseria. Cose queste che restituiscono alla loro memoria le precise distanze, le esperienze subite, le fatiche vissute, la malannata, le passioni e le storie antiche, composte dall’elemento umano, da quello naturale, da quello metafisico o del soprannaturale. Tratto da “Dal regale teatro di campagna” Ottobre 1987

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31 Marzo 2012

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NEW CITY

Basilicata

Potenza, la “Maledizione delle Basole” La mappa della pavimentazione “sofferente” del capoluogo Un problema derivante da materiali forse non adatti d i

Antonio Nicastro

L

e tante opere pubbliche realizzate a Potenza negli ultimi anni dovevano cambiare il volto alla città, non tutte le realizzazioni hanno però incontrato il favore dei potentini, in qualche caso, un esempio su tutti, la famigerata “nave” al Serpentone, hanno sollevato un mare di polemiche. In molti casi i lavori realizzati hanno presentato varie problematiche e soprattutto quando si decide di intervenire sulle strade, intese come piano viabile, spesso si sono creati più danni che altro. I progettisti animati da buone intenzioni hanno cercato di “abbellire” la pavimentazione utilizzando materiali belli da vedere ma all’atto pratico questi materiali si sono rivelati non adatti. L’utilizzo di basole e sampietrini, i cubetti di porfido, richiedono una maestria da parte di chi li deve posare, è importante che il sottofondo sia adeguato e le malte utilizzate siano adatte al clima freddo della città. Fra l’altro, tali pavimentazioni sono piuttosto costose ed è un peccato sperperare i soldi se dopo qualche tempo devono

essere riparate, utilizzando il bitume. Ci sono decine di situazioni in cui i pavimenti in basole e con cubetti di porfido sono inframmezzati con pezzi di asfalto. Relativamente agli ultimi lavori di riqualificazione, sono evidentissimi i danni alla pavimentazione a Portasalza, basolette e cubetti utilizzati insieme, presentano avallamenti e basole frantumate. In più di un’occasione si è intervenuti per fare riparazioni; in qualche caso si è provveduto a sostituire le mattonelle rotte, in altri casi s’è messa la solita pezza con il bitume. E’ evidente che i materiali utilizzati non sono adatti al transito veicolare, le basole continueranno a rompersi e i cubetti di porfido si sfalderanno. In via Pretoria, naturale continuazione del tratto stradale di Portasalza, negli attraversamenti carrabili di via Giordano Bruno e via Petruccelli si è già intervenuti più volte per sistemare la pavimentazione. Stessa cosa è avvenuta all’intersezione fra via Pretoria e Piazza sedile: qui si sono stancati di

sostituire le basole ed hanno preferito utilizzare l’asfalto al posto di tre mattonelle contigue. L’ultimo tratto di via Pretoria, dalla Caserma dei Carabinieri fino a via Bonaventura è costellato da basole asportate o divelte. Bisogna stare attenti quando si percorre questo tratto di strada se non si vuol rischiare di ritrovarsi per terra. Non meno grave è la situazione in Piazza delle Regioni dove si è inteso creare un passaggio pedonale fra il “giardino” ivi realizzato e il marciapiedi a ridosso della chiesa del Principe di Piemonte. Questo attraversamento è stato rifatto già prima di consegnare i lavori, a lavori ultimati il passaggio pedonale realizzato con mattonelle bianche si è subito disintegrato, stessa sorte è toccata alla maggior parte delle matonelle in cemento e l’attraversamento oggi è un mix fra avvallamenti, pezze di asfalto e qualche mattonella divelta qua e la. Stessi problemi per l’utilizzo degli stessi materiali li ritroviamo in piazza Don Bosco dove gli attraversamenti pedonali

all’ingresso e all’uscita della piazza si sono subito deteriorati. Di natura diversa, opera di altri progettisti, un attraversamento stradale in via Nitti a Chianchetta realizzato con mattoncini rossi con un giunto in metallo, ma con gli stessi difetti degli altri attraversamenti, mattoncini mancanti, il giunto in metallo trasformatosi in un pericoloso punteruolo. Queste

criticità fanno compagnia alle tante altre presenti sulle strade potentine, dove da qualche anno dobbiamo fare i conti con situazioni di pericolo davvero inquietanti. Mentre per le strade asfaltate si riesce a metterci la classica pezza, per queste pavimentazioni particolari non c’è niente da fare, non serve fare continue riparazioni in quanto il problema è rappresentato da

materiali non adatti e bisogna far capire a chi effettua la progettazione che è meglio non buttare soldi pubblici per opere che non risolvono i problemi ma che al contrario li creano.

Confindustra Basilicata: Michele Somma è il nuovo presidente L

a Giunta di Confindustria Basilicata ha designato, con indicazione unanime, Michele Somma alla carica di Presidente di Confindustria Basilicata per il quadriennio 2012 – 2016. Il passaggio di consegne da Pasquale Carrano a Michele Somma avverrà nel prossimo mese di giugno, nel corso della Assemblea Generale di Confindustria Basilicata. La Giunta, riunitasi in data odierna, - spiega una nota - ha accolto con favore le indicazioni del lavoro svolto dalla Commissione di Designazione che, nel corso di incontri tenutisi sul territorio, ha consultato la base associativa, individuando in Michele Somma il candidato ideale per la presidenza dell’associazione degli industriali, riconoscendogli “lunga e proficua esperienza associativa, grande capacità di equilibrio, abilità tecnicospecialistiche, rilevante carisma”. Michele Somma, 45 anni, attuale Vicepresidente di Confindustria Basilicata e rappresentante di diverse realtà produttive operanti in molteplici settori dell’economia regionale, è chiamato ora a proporre il suo programma e la sua “squadra” all’attenzione del prossimo incontro della Giunta, in programma il 23

aprile. “Sono onorato e fiero – ha commentato il presidente designato dalla Giunta - di raccogliere una così importante responsabilità, al servizio delle imprese lucane. Il momento economico e sociale risulta particolarmente complesso e, per questa stessa ragione, occorrerà moltiplicare gli sforzi per garantire la tenuta del tessuto produttivo, per ampliare la base della rappresentanza, per offrire servizi sempre più qualificati

alle imprese, per innalzare la competitività delle nostre aziende”. Il presidente designato Somma ha poi voluto “ringraziare Pasquale Carrano e gli altri colleghi della squadra di presidenza, con i quali abbiamo condiviso un percorso importante, che ha aperto nuovi orizzonti e prospettive in grado di qualificare ulteriormente l’azione di Confindustria Basilicata, per il bene delle imprese e del territorio”.


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31 Marzo 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

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Stress e obesità Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra - Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria and Medical Dental Project Team Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163 info@medicaldentalproject. com www.medicaldentalproject. com

L

o studio dello stress e dei suoi effetti ha attirato un vasto numero di ricercatori e non solo in ambito psicologico. E’ stato messo da molti in evidenza come lo stress abbia una relazione privilegiata con i comportamenti alimentari. Lo stress è uno stato in cui versa l’organismo quando

il benessere dell’individuo viene minacciato, o perché le richieste ambientali sono vissute come più complesse rispetto alle risorse personali disponibili, o perché l’individuo sta vivendo un particolare evento del ciclo vitale, come un lutto, un trasferimento, la perdita del lavoro, il divorzio ed altro, o perché si sono sommati una serie di eventi che, seppure di minore natura rispetto a quelli precedentemente elencati, vengono percepiti dal soggetto come “irritanti”, “seccanti” o “inconvenienti”. Non esiste un approccio

univoco per comprendere la relazione tra stress e salute, è fondamentalmente accettata una impostazione che guardi al caso nella sua individualità, è possibile infatti che un evento definito in generale stressante venga percepito con caratteristiche differenti da individui diversi, o in modo simile lo stesso evento definito in modo diverso. Esiste tuttavia, nelle sue linee generali, un approccio psicosociale largamente condiviso dai diversi studiosi per definire e studiare lo stress ed i suoi effetti e comprendere meglio la relazione tra stress e salute. Tale modello incentrato sulle differenze individuali nella relazione tra stress e salute propone una spiegazione ed una previsione delle variazioni dei meccanismi psicologici che spiegano i cambiamenti nell’alimentazione in gruppi specifici di persone. Il gene dello stress potrebbe essere uno dei responsabili della sindrome metabolica, infelice matrimonio tra diabete, obesità e ipertensione. Lo dicono i ricercatori israeliani del Weizmann Institute`s Neurobiology Department. Sotto accusa una proteina, chiamata Urocortin-3 (Ucn3), che stimolata in maniera eccessiva fa aumentare l`appetito e favorisce lo

sviluppo del diabete di tipo 2. E’ stato ipotizzato che lo stress psicosociale sia legato all’aumento di peso, ma gli studi epidemiologici hanno fornito indicazioni contraddittorie. Lo stress psicosociale sembra quindi essere un fattore di rischio per l’aumento di peso, ma gli effetti sono di entità poco rilevante. L’interesse iniziale sugli effetti dello stress nell’alimentazione prende le mosse dal tentativo di comprendere l’obesità. E’ stato suggerito che gli individui in sovrappeso reagiscono a stimoli stressanti o emotivi

mangiando. Questa ipotesi è scaturita da una concezione psicosomatica dell’obesità che suggerisce come gli obesi non abbiano imparato a distinguere tra fame ed ansia. Per cui tali individui reagiscono allo stress come se fosse fame e quindi mangiando, non avendo imparato a classificare come fame vari segnali fisiologici, come ad esempio le contrazioni gastriche. Tali segnali infatti diminuiscono in condizione di stress, producendo una riduzione della fame e del consumo di cibo in individui di peso normale, mentre non hanno questo effetto sulle sensazioni di fame e sui comportamenti alimentari delle persone obese. Lo stress produce un aumento significativo del consumo di cibo, in particolar modo in chi tra loro è soggetto a dieta, aggravandone la posizione , esse sono persone che spesso si sottopongono a diete e regimi alimentari rigidi nel tentativo di controllare il loro peso. Infatti, i mangiatori restrittivi limitano il proprio consumo di cibo proprio mediante processi di autocontrollo, tuttavia quando questi processi sono messi a repentaglio, la disinibizione alimentare prende il sopravvento attraverso un consumo alimentare eccessivo. Le persone a dieta inoltre non adattano il loro consumo alimentare rispetto agli atti alimentari precedenti, mentre i mangiatori non restrittivi regolano il proprio consumo mangiando meno in caso di una precedente assunzione abbondante di cibo. Lo stress influenza quindi le persone soggette a dieta sopprimendo il controllo sul consumo alimentare. Per ciò che concerne le differenze di genere, in ultimo, gli studi mostrano come le donne stressate consumano il doppio di cibi, in particolare dolci, rispetto alle donne non stressate. Le giovani donne a dieta in particolare sottoposte ad agenti stressanti tendono a mangiare quantitativi significativamente maggiori. Inoltre occorre sottolineare un andamento inverso per gli uomini normopeso, in quanto il consumo di cibo si è registrato il doppio in uomini non stressati rispetto agli uomini stressati. Secondo la ricerca della dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington, lo stress non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo. E l’ormone ‘neuropeptide Y’ (NPY), fa il

resto, permettendo l’accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari. Sia l’NPY sia il suo recettore - chiamato Y2R - si attivano infatti in due tipi di cellule del tessuto adiposo, vale a dire in quelle endoteliali che producono i vasi sanguigni e in quelle del grasso vero e proprio. Lo stress attiva questi nervi al rilascio di NPY che stimola l’accumulo di grasso. Fino a poco tempo fa, obesità e sovrappeso erano considerati problemi di carattere solamente medico o nutrizionale ma, con la diffusione di una maggior conoscenza in merito ai Disturbi della Condotta Alimentare, si è cominciato ad esplorare anche la componente psicologica sottostante a questo problema di incremento ponderale che prevede un grande costo sociale, psicologico ed

emotivo per chi ne soffre. In conclusione, le ricerche condotte indicano come la variabile stress produca un aumento significativo nel consumo di cibo per alcune classi di persone, sia perché lo stress apporta cambiamenti biologici, ma in particolare perché esistono propensioni individuali, apprendimenti, vulnerabilità all’alimentazione, che riguardano i meccanismi alimentari e che devono essere tenuti in considerazione ed in trattamento in particolare quando l’individuo vuole sottoporsi ad un regime alimentare specifico. UNA CURIOSITA’ La vita in città farebbe male alla salute Da un dossier redatto da Legambiente sembrerebbe che la vita cittadina sia la causa di stress. Le conseguenze del traffico per la nostra salute non si limitano solo agli incidenti stradali ma vi sono anche “l’obesità, le piccole

conflittualità, lo stress, il rumore e l’insonnia”. Il legame col traffico non è immediato ma è intuibile: in città si cammina poco a piedi e si usa più spesso l’auto. Camminare a piedi o in bici invece aiuterebbe a ridurre il proprio peso. Vi è poi lo stress, compagno di chi passa intere giornate in fila in mezzo al traffico. Tale stato d’animo, oltre alla frustrazione di rimanere bloccati in auto, provoca anche una maggiore litigiosità e intolleranza nei confronti degli altri, automobilisti o pedoni. Sono 6 gli italiani su 10 che litigano quotidianamente in auto. Legambiente offre anche alcune cifre riguardo al tempo trascorso in auto nelle varie città d’Italia: a Roma sono 74 minuti al giorno, a Napoli e Torino 63 e 62, a Milano un’ora esatta, a Palermo e Genova 58 e 53 minuti e Potenza non è da meno.

“Amici del Cuore”: Progetto “USB-CARD – viaggiare tranquilli” L’

Associazione Amici del Cuore di Potenza, una ONLUS iscritta sin dal 2000 nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato, ha realizzato il progetto “USB-CARD - viaggiare tranquilli”, che consiste nel memorizzare in una card (in file Pdf che può essere letto in qualunque computer di un Pronto Soccorso o studio privato) i dati anamnestici dell’associato, con i referti cardiologici più recenti e documenti sanitari relativi a qualsiasi altra patologia importante. In un file specifico di “Personal Information”, inoltre, vengono memorizzate copie dei documenti relativi ai dati anagrafici con indirizzo e numero telefono, al gruppo sanguigno, ad eventuali allergie; copie della tessera sanitaria, del codice fiscale, della patente, della Carta d’Identità e quant’altro.La memorizzazione dei documenti avviene direttamente nella USB-CARD: nessuna traccia di memoria rimarrà, pertanto, nel computer dell’Associazione, nel totale rispetto della privacy.La CARD segue l’associato come qualsiasi altro documento di riconoscimento:in caso di malessere o di incidente o di ricovero ospedaliero in qualsiasi sede, la USBCARD viene consegnata al medico del pronto soccorso per essere inserita in un computer e fornire tutte le informazioni utili del paziente. L’Associazione “Amici del Cuore” con questo progetto contribuisce a fornire ai propri soci uno strumento utile sia per i controlli di routine che per eventuali situazioni di emergenza fuori dalla propria

residenza. La memorizzazione dei dati nella USB-CARD, a titolo assolutamente gratuito per i soci, avviene solo presso la sede dell’Associazione, Largo Don Uva, 4 – Potenza, previa prenotazione telefonica (nei giorni di martedì e mercoledì - ore 10,00/12,00 e giovedì e venerdì - ore 16,00/18,00). Il progetto è stato presentato ufficialmente nel recente Convegno sullo Scompenso Cardiaco, tenutosi il 3 Marzo u.s. presso l’Auditorium dell’Ospedale S. Carlo di Potenza, nell’ambito

delle numerose attività di sensibilizzazione sulla cultura della Prevenzione e della Riabilitazione Cardiovascolare, svolte dall’Associazione “Amici del Cuore”. Il Presidente Rocco FATIGANTE Tel. 0971/445833 – Cell. 347-405808 / 340-0775412 e-mail amicicuorepz@ libero.it


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Come si può fermare il ladro silenzioso della vista 2A PARTE A cura del Dottor Vincenzo Pagliara Responsabile Branca Oculistica ASP Potenza vincenzopagliara@alice.it www.vincenzopagliara..com 339/8081041 - 0971/310792 848821821

Q

uali sono le conseguenze, sulla vista, del glaucoma? - “Nel glaucoma ciò che viene alterato non è la visione, bensì il “campo visivo” che progressivamente si restringe. Con il glaucoma in fase avanzata, è come se si guardasse attraverso un cannocchiale: si riesce a vedere al centro, ma non tutto quello che sta attorno. Ci sono strumentazioni che permettono di controllare il campo visivo e quindi lo stato di avanzamento della patologia. Allo stato attuale i danni del glaucoma sono irreversibili: una

volta comparsi, cioè, non riusciamo a farli regredire. Ciò avviene perché le fibre nervose danneggiate da questa alterazione sono irrimediabilmente morte. Se osserviamo il nervo ottico colpito da un glaucoma, questo perde il suo normale colorito roseo ed appare e pallido e “escavato”. Le fibre nervose diventano cioè sempre più sottili e il nervo ottico perde la sua normale struttura e tende così – per usare un’immagine comprensibile a tutti – ad atrofizzarsi. Se poi la patologia viene trascurata fino alla fine e non viene adeguatamente trattata, nella fase terminale porterà alla cecità irreversibile. Se invece il glaucoma viene seguito e controllato in periodo utile, si riesce a non far avanzare i danni e a mantenere la

funzione visiva residua.” - Si può dunque parlare di prevenzione del glaucoma? - “Assolutamente si. Lo scopo della prevenzione è soprattutto quello di prevedere chi può avere dei danni in prospettiva, anche se oggi ha un campo visivo perfetto. Essendo un oculista glaucomatologo da circa 30 anni, presso il Poliambulatorio della ASP di Potenza e nei miei studi seguo con attenzione le persone a rischio; per questo è importante studiare il nervo ottico prima ancora che il campo visivo venga danneggiato. Alcuni danni alle fibre nervose si presentano infatti anche diversi anni prima della vera e propria patologia, e con opportune strumentazioni sono in grado di evidenziarli.” -L’aumento della pressione dell’occhio può essere prevenuto adeguando i nostri comportamenti e stili di vita? -“No. La predisposizione al problema è anatomica, genetica e legata alla

famigliarità. Gli stili di vita, in questo caso, non c’entrano. C’entra invece, per limitare il problema, controllare in maniera adeguata la dinamica dell’umore acqueo dall’occhio. Ci sono farmaci che inibiscono la produzione di umore acqueo e altri ne facilitano il deflusso, in modo tale da diminuire la pressione intraoculare.” -Una volta diagnosticato il glaucoma, come posso curarlo? -“Ci sono vari livelli terapeutici per la cura per del glaucoma. Il primo passo è appunto quello della terapia di tipo farmacologico, con l’instillazione sull’occhio di apposite gocce. In una fase successiva si può anche eseguire un trattamento al laser che agevola il deflusso dell’umore acqueo. In caso di stato avanzato della patologia è possibile effettuare un intervento chirurgico, sempre allo scopo di facilitare il deflusso dell’umore acqueo dalla camera anteriore dell’occhio allo spazio esterno.Nella maggior

parte dei casi, tuttavia, il trattamento di tipo medico è ampiamente sufficiente per salvaguardare il nervo ottico, le fibre nervose e il campo visivo.” Come informare un paziente che ha il glaucoma? E’ fondamentale saper mantenere colloquio e spiegazioni ad un livello comprensivo. Durante il colloquio, dedicarsi per prima cosa ai punti più importanti. E’ importante dare adeguato spazio alle domande. Sottolineare l’importanza di seguire scrupolosamente la terapia e sottoporsi a controlli regolari Informare il paziente sulle varie opzioni terapeutiche disponibili, nonchè sugli effetti collaterali ad esse associati E’ bene far comprendere al paziente che la situazione è sotto controllo Verificare durante la visita di controllo che le informazioni date sono state assimilate dal paziente Le informazioni importanti possono essere consolidate usando stampati, che il paziente può leggere a casa, informando anche

i parenti sull’importanza di controllare la pressione oculare. Durante la visita successiva di controllo, verificare che il paziente sappia come effettuare correttamente la sua terapia e segua scrupolosamente il trattamento prescritto. Presso il Poliambulatorio della ASP di Potenza è possibile effettuare tutti gli esami per la prevenzione del glaucoma in una sola visita, che comprende l’esame della vista, della pressione endoculare, del fondo oculare, nonché il campo visivo computerizzato. Da circa venti anni migliaia di pazienti usufruiscono di tale servizio, che per gli ammalati di glaucoma è in esenzione ticket, prenotando al CUP al tel. 848821821. Grazie a tutti per essere un vostro punto di riferimento da tanti anni per questa importante e diffusa patologia sociale, denominata giustamente il ladro silenzioso della vista.

il reflusso gastroesofageo con o senza ernia iatale sono: pirosi, rigurgito, dolore epigastrico o retro sternale aggravato da certi movimenti, per esempio flessione in avanti del corpo; dolori di stomaco, vomito acquoso e filamentoso, alito acido, dolore nella parte inferiore del petto, dolore esacerbato da tosse ed espirazione forzata, dolore all’ingestione di cibi solidi, cefalee spesso alleviate dal vomito. L’obiettivo del trattamento osteopatico varia a seconda del problema che causa i sintomi. Se siamo in presenza di ernia iatale diagnosticata, le sindromi di carattere meccanico associate andranno sicuramente ad esacerbare i sintomi obbligando il paziente a continua somministrazione farmacologica. L’eliminazione delle fissazioni meccaniche ed il miglioramento del funzionamento dei tessuti circostanti il cardias, permette al paziente di trascorrere via via periodi sempre più lunghi in assenza di sintomi; ciò è importante perché migliora enormemente la qualità della vita del paziente e permette al medico di rivalutare la terapia farmacologica nel tempo. I riscontri sono strettamente individuali; il paziente può

passare da alcuni giorni senza sintomi fino a 2 o 3 settimane, arrivando anche ad 1 trattamento di mantenimento ogni volta che i sintomi lo richiedano. Nel caso, invece, in cui ci troviamo di fronte a sintomi perduranti per almeno tre mesi e negatività per patologia organica (es. ernia iatale) all’esame endoscopico, il trattamento, pur non differendo nei modi, può dare risultati anche più soddisfacenti. Il lavoro dell’osteopata non danneggia affatto il paziente; casomai arreca sollievo ed aiuta il corpo a guarire o lenire la sofferenza. In conclusione, è importante sottolineare ancora una volta che la patologia trattata è di esclusiva competenza medica e come tale va sottoposta ad uno specialista specifico. Diverso è il discorso relativo ai sintomi accusati dal paziente, sintomi che possono essere affrontati , in seconda battuta e con più o meno possibilità di successo a seconda dei casi , e adeguatamente contrastati anche con terapie manuali, laddove una valutazione osteopatica appropriata ne riscontri la necessità.

“Dimmi del tuo stomaco e ti dirò chi sei”- trattamento osteopatico dei disturbi gastrici Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione ASP Potenza email: ncastelluccioinfo@gmail.com cell. 3804326784

l reflusso gastroesofageo è una comune sintomatologia caratterizzata dalla risalita anomala dei succhi gastrici all’interno dell’esofago. Normalmente il cibo ingerito, in seguito alla deglutizione, passa attraverso un canale, l’esofago, che conduce il bolo alimentare all’interno dello stomaco; quì l’ambiente fortemente acido permette la digestione degli alimenti, il cui assorbimento avviene nell’intestino. Nei pazienti con reflusso gastroesofageo si ha un movimento opposto: cibo e succhi gastrici risalgono dallo stomaco nell’esofago. Quest’ultimo organo non è provvisto di sistemi di protezione contro l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco e pertanto l’irritazione dell’epitelio dell’esofago causa senso di bruciore in posizione retro sternale e dolori alla

I

deglutizione, oltre ad aumento della carie (per corrosione dello smalto dei denti ad opera degli acidi gastrici ), conati di vomito dopo aver mangiato, sensazioni di eruttazioni acide (particolarmente frequenti quando dopo aver mangiato ci si stende: la posizione orizzontale facilita il processo di risalita del contenuto gastrico nell’esofago). In pratica quando mangiamo, il cibo passa dalla bocca allo stomaco attraverso l’esofago. Tra l’esofago e lo stomaco c’è una valvola. Questa valvola si apre e si chiude. Si apre per far passare il cibo e si richiude immediatamente dopo che questo è passato nello stomaco. Se la valvola che c’è tra esofago e stomaco non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe,può capitare che parte del cibo ingerito torni indietro. Nelle persone che soffrono di reflusso succede proprio questo. Il cibo e i succhi gastrici provenienti dallo stomaco rimangono nell’esofago. lo stomaco è fatto in modo da sopportare la presenza di acido nel suo interno,l’esofago no e quindi tale presenza provoca dolore, infiammazione e ferite. Il reflusso gastroesofageo è molto comune, talvolta passeggero, talvolta sintomo di una patologia ben più grave. Le cause più comuni possono essere l’obesità, diabete mellito, condizioni di secrezione gastrica aumentata,

gravidanza, fumo, alcol, ernia iatale (condizione congenita in cui la posizione anomala dello hiatus esofageo, l’apertura dell’esofago nello stomaco,si trova in una posizione anomala che favorisce la risalita del contenuto gastrico). In ogni modo, è importante rivolgersi al proprio medico curante per descrivere il disturbo in maniera corretta e giungere ad una diagnosi certa ed improntare una terapia adeguata per controllare e/o risolvere il caso. Esiste, tuttavia, un terreno di competenze nel quale trova collocazione l’osteopatia, ossia la conoscenza di tutte quelle alterazioni di carattere funzionale che possono provocare molti dei sintomi descritti, da sole o in associazione ad alterazioni organiche. La meccanica esofago cardio-tuberositaria è piuttosto complessa. Si tratta di un’area in cui si incontrano molte forze in conflitto reciproco, inclusa la trazione meccanica. L’esofago e la parte superiore dello stomaco sono attirate dalla pressione negativa del torace e da quella positiva dell’addome, il che provoca l’insorgere in questa zona di molte patologie. La parte superiore dello stomaco è attirata verso l’alto con il rischio di ernie iatali, mentre la parte mediana e inferiore sono attirate verso il basso con il rischio di prolasso gastrico. Se l’equilibrio è rotto, la rotazione assiale

dell’esofago non agisce più in modo corretto ed è probabile che si sviluppi un reflusso gastrico. Ecco allora che l’osteopata può intervenire con probabilità di successo mediante l’utilizzo di tecniche manuali dolci (stiramenti, pompaggi, massaggi, ecc.) che cerchino di riportare il necessario equilibrio fra i tessuti che circondano il cardias. L’ernia iatale e il reflusso gastroesofageo non si presentano sempre insieme ma hanno in comune fattori predisponenti simili. Una causa importante sono l’allentamento dei tessuti connettivi e la perdita di tono basale che si verificano con l’andare degli anni. Ma in queste condizioni si vedono tipicamente anche pazienti fra i 35 e i 50 anni. Ad esempio, con una cifosi toracica acquisita si sviluppa un cambiamento nel rapporto tra la giunzione cardio-esofagea ed il diaframma, con una riduzione dell’efficienza sfinterica. Gli interventi chirurgici provocano tensioni disuguali in tutti i tessuti connessi con le cicatrici. Certe occupazioni lavorative possono contribuire alla destabilizzazione della giunzione gastro-esofagea. I lavori sedentari contribuiscono al rilasciamento dei legamenti della giunzione gastroesofagea. Sono tutte cause meccaniche che generano problemi meccanici. I sintomi che più spesso accompagnano


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La profilassi dell’endocardite

di Gianfranca Losasso Medico Specialista in Cardiochirurgia gcardio@libero.it

L’

endocardite è un’infezione che colpisce l’endocardio ossia, il tessuto che riveste la superficie delle valvole del cuore. L’endocardite può verificarsi anche negli operati al cuore quindi, pazienti già portatori di una protesi valvolare precedentemente impiantata; in questo caso, l’infezione interessa anche la protesi valvolare che ha sostituito la valvola cardiaca nativa. Le infezioni dell’endocardio si manifestano con febbre alta associata a brivido, anemizzazione con possibile rialzo dei globuli bianchi all’ emocromo. All’ecocardiogramma invece, che è l’esame ecografico del cuore, sono visibili una o più vegetazioni endocarditiche che possono determinare il cattivo funzionamento della valvola cardiaca nativa o della protesi già impiantata. L’incidenza complessiva di endocardite non si è modificata in modo significativo negli ultimi trent’anni per merito dell’introduzione e dell’uso sempre più costante degli antibiotici. Tuttavia,

oggigiorno si osserva però, un’aumentata incidenza di endocardite a carico del cuore destro ed, in particolare, della valvola tricuspide, dovuta al consumo di stupefacenti praticati endovena ed ai provvedimenti diagnostici e terapeutici che richiedono l’introduzione di cateteri attraverso i vasi sanguigni. L’endocardite batterica è un’infezione che di solito è causata da varie famiglie di germi, in particolare: Streptococchi e fra questi delle sottospeci quali: St. Viridans, Emolitico del gruppo A, Pneumococco, Enterococco del gruppo B; Staphilococchi Epidermidis, Haemophilus);

(St. Aureus,

Miceti come la Candida. Questi germi attecchiscono sulle valvole o sulle protesi valvolari perché sono già presenti ed hanno causato infezione, in altri distretti del nostro organismo: ad esempio infezioni del cavo orale, infezioni genito-urinarie ed infezioni gastroenteriche. L’endocardite su protesi valvolare si ha nel 2-3% dei pazienti entro un anno dall’intervento di sostituzione valvolare ed è più comune sulle protesi aortiche che su quelle mitraliche. Le endocarditi sono comunque meno frequenti sulle valvole biologiche che su quelle meccaniche. Le endocarditi precoci invece, e cioè le infezioni che si presentano

prima di due mesi dopo l’intervento, sono dovuti a germi molto resistenti agli antibiotici già usati al momento dell’intervento chirurgico (Staphilococco Epidermidis, Candida ed Aspergillus). Come già detto, alcuni anni fa, le endocarditi erano molto più frequenti anche perché non si faceva molto uso degli antibiotici e c’erano molti più casi di reumatismo articolare acuto che poteva colpire anche le valvole del cuore, alcune delle quali già funzionalmente alterate dalla nascita come le valvole aortiche bicuspidi o, degenerate e calcifiche. Questi pazienti, colpiti da infezioni endocarditiche su valvola o su protesi, muoiono di solito per scompenso cardiaco che si sviluppa in seguito al peggioramento della cardiopatia già esistente o per la disfunzione di base della valvola nativa. Naturalmente, altre cause di morte possono essere dovute all’embolizzazione che si origina dalla vegetazione infetta sulla valvola, dall’insufficienza renale e da altre complicanze derivanti dall’intervento cardiochirurgico oppure, naturalmente, per shock settico. Il paziente colpito da endocardite lamenta stanchezza, perdita di peso e malessere generale. La

temperatura corporea può alzarsi fino a superare i 39 °C ed essere accompagnata da brividi. Visitando il paziente è possibile ascoltare un “soffio” cardiaco dovuto al cattivo funzionamento della valvola ed avvertire un ritmo cardiaco accelerato (tachicardia). Poiché sintomi e segni dell’endocardite non sono molto specifici ma piuttosto variabili, è di ausilio

l’anamnesi ovvero, chiedere al paziente se ha già avuto o ha in atto un problema noto ad una o più valvole del cuore, se è stato recentemente operato di sostituzione valvolare con impianto di una protesi, se è un tossicodipendente o, se ha avuto un’infezione o anche solo una carie dentaria trattata senza la profilassi antibiotica. Il primo esame da fare in caso di sospetto di endocardite è sicuramente l’emocoltura: si tratta di almeno tre prelievi di sangue nell’arco delle 24 ore per isolare l’eventuale agente batterico che ha provocato la batteremia. Accanto all’emocoltura è importante

Ribes Nigrum contro le allergie

Dott.ssa Ivana Gruosso Farmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email: i.gruosso@farmaciamarchesiello.it

È

arrivata la primavera e con essa le allergie! Occhi arrossati, naso gocciolante, starnuti sono tutti sintomi delle persone affette da allergie, il cui numero è in continuo aumento soprattutto tra i bambini, a causa dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del cibo, dello stress della vita quotidiana. Per contrastare tutti i fastidi legati alle allergie, molto utile è l’impiego del Ribes Nigrum. Si tratta di un arbusto appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae, originario delle zone montuose dell’Europa e dell’Asia, in Italia si trova sia allo stato spontaneo che coltivato, soprattutto nelle Alpi Lombarde e Piemontesi e in

Alto Adige. Del Ribes Nigrum si impiegano varie parti perché hanno tutte diverse azioni terapeutiche: i frutti, ricchi di acido citrico, vitamina C, oligoelementi, flavonoidi, sono utili per la loro azione astringente, vasoprotettrice, protettrice della retina, sono quindi indicati, sotto forma di infuso o succo, per la fragilità capillare e couperose; le foglie, ricche di triterpeni e polifenoli, hanno proprietà depurative e diuretiche, vengono impiegate sotto forma di infusi o tinture madri per favorire l’eliminazione dell’acido urico, drenare l’organismo, ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. L’impiego più comune è quello sotto forma di gemmo derivato o macerato glicerico che si ottiene dalla macerazione delle gemme in una miscela di acqua, alcol e glicerina. Le gemme ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, vanno a stimolare nella ghiandole surrenali la produzione del cortisolo, un cortisone endogeno che è di grande aiuto per l’organismo per reagire alle infiammazioni. Questa azione cortisonsimile è fondamentale per contrastare ogni forma di stress, stimolare la conversione delle proteine in energia, eliminare le infiammazioni

e modulare l’azione del sistema immunitario coinvolto nella catena delle allergie. Il gemmoderivato di Ribes Nigrum viene perciò impiegato per la sua forte azione antinfiammatoria e antistaminica che agisce sia a livello cutaneo e a quello delle vie respiratorie, ed è quindi molto utile in caso di riniti allergiche, asma, bronchiti, faringiti, laringiti, dermatiti. Il Ribes Nigrum è quindi considerato il sostituto naturale del cortisone senza però avere tutti i suoi effetti collaterali, soprattutto a carico della pressione sanguigna e della glicemia e senza correre il rischio che con la sospensione della terapia il problema si possa ripresentare. L’azione antiallergica è molto utile anche per preparare al meglio l’organismo ad affrontare il periodo in cui si manifestano i fenomeni allergici oltre che come sintomatico nella fase acuta. In virtù di quanto detto si consiglia l’assunzione di 50 gtt la mattina e 50 il pomeriggio a partire da due mesi precedenti alle manifestazioni allergiche e durante tutta la fase acuta.

riuscire ad identificare il microrganismo ed eseguire perciò un antibiogramma che permette di conoscere quali sono gli antibiotici a cui il germe responsabile dell’infezione è più sensibile per effettuare una terapia antibiotica mirata e specifica. Se l’infezione con i suoi segni e sintomi persiste, è buona norma eseguire un ecocardiogramma per valutare l’ eventuale presenza di vegetazioni e di disfunzioni valvolari. Se all’ecocardio le vegetazioni non sono ben visibili, si deve effettuare un ecocardiogramma transesofageo che, attraverso una sonda introdotta in esofago, ottimizza la visualizzazione accurata di eventuali masse presenti sulle valvole del cuore. Se l’endocardite viene trattata velocemente ed in modo attento, il paziente riesce a salvarsi anche se, in alcuni casi, la sopravvivenza dipende anche da altri fattori come l’età avanzata del paziente, dalle sue condizioni generali e dalla gravità delle patologie pre-esistenti, oltre che dalla resistenza agli antibiotici. Una volta sterilizzata la valvola dall’infezione ed escluso il germe dall’organismo, si valuta se la valvola cardiaca è disfunzionante, perché ha una stenosi o un’insufficienza e, si può sottoporre il paziente ad intervento cardiochirurgico di sostituzione valvolare. L’intervento cardiochirurgico deve essere preceduto da una terapia antibiotica ottimale per almeno 24-72 ore.Per le endocarditi successive ad

intervento cardiochirurgico, la mortalità è maggiore nelle forme ad insorgenza precoce piuttosto che in quelle ad insorgenza tardiva e, nelle endocarditi sostenute da miceti (funghi).E’ importante che pazienti già sottoposti ad interventi cardiochirurgico di sostituzione valvolare o che sono cardiopatici si sottopongano, come profilassi, a terapia antibiotica quando hanno l’influenza o devono eseguire una semplice procedura terapeutica o diagnostica invasiva anche solo di estrazione dentaria. L’igiene della bocca è un concetto semplice ma che, se effettuata quotidianamente, può evitare problemi cardiologica gravi. I pazienti con endocardite infettiva da ceppi di Streptococco sensibili alla penicillina presentano di solito un miglioramento soggettivo ed hanno una riduzione della febbre entro 3-7 giorni dall’inizio della terapia antibiotica. L’endocardite infettiva da Stafilococchi invece, risponde spesso più lentamente. Una recidiva si verifica di solito entro 4 settimane ed un nuovo ciclo di terapia antibiotica può essere efficace ma, a volte non sufficiente e perciò, in questi casi, si rende necessario l’intervento cardiochirurgico. La ricomparsa di un’endocardite infettiva dopo 6 settimane in pazienti non portatori di protesi valvolari di solito rappresenta una nuova infezione piuttosto che una recidiva di quella precedente.

Uomini sempre pronti a letto? I falsi miti! a cura della dottoressa MariaTeresa Muscillo psicologa sessuologa tel- 328/8317632

L

a possibilità di incappare in una qualsiasi disfunzione sessuale da parte degli uomini è dovuta frequentemente ad un’immagine altamente mitizzata delle prestazioni sessuali. Questo è rinforzato in qualche caso dalle donne, che non smentiscono tali convinzioni. Ma quali sono questi falsi miti? Gli uomini sono convinti di dover essere sempre pronti ad avere rapporti sessuali qualora si presenti l’occasione. Questo pensiero è radicato tanto nel mondo maschile, dove emerge un modello di “macho” virile, quanto in quello femminile. La realtà è un’altra; la risposta sessuale dell’uomo è composta da quattro fasi: • eccitazione,

• erezione, • plateau, • l’orgasmo. L’eccitazione non è sempre automatica, perché su di essa incidono numerosi fattori, quali lo stress, problemi con il partner, momenti particolari di vita, scarsa attrazione verso l’altra persona e via discorrendo. L’erezione, in questi casi, può venire a mancare. Vi è mai capitato questo genere di difficoltà? Se la risposta è affermativa, fermatevi a riflettere sul momento storico che state attraversando, senza patologizzare l’accaduto o arrivare a conclusioni affrettate. Inoltre, pensiero comune di ogni uomo è la convinzione che il piacere delle donne sia determinato dalle dimensioni del membro maschile. Un’idea assolutamente erronea, poiché il piacere delle donne è molto complesso e presenta molteplici sfaccettature. Questa convinzione porta molti uomini a farsi problemi circa le proprie dimensioni, anche laddove non ci sono

riscontri oggettivi. Ne consegue ansia e senso di inadeguatezza. Avete mai avuto un pensiero di questo tipo? Per tranquillizzarvi e vivere i rapporti intimi serenamente, cercate di acquisire più conoscenze sull’anatomia genitale maschile e femminile; può aiutarvi ad uscire da false credenze che precludono esperienze gratificanti. Ultimo mito, non meno comune rispetto agli altri, riguarda l’idea che l’erezione maschile deve essere costante e totale per tutta la durata del rapporto sessuale. Questo deriva in parte dalle immagini che si vedono nei film a sfondo erotico e in parte dai racconti che si fanno tra amici. L’erezione non è totale per tutta la durata del rapporto, specie se questo è prolungato. La rigidità massima si verifica all’inizio del rapporto e nella fase antecedente l’orgasmo. Se vi siete posti il problema di non avere un’erezione costante, pensate che questo rientra nella normalità.


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Riforma ordinamento forense, le proposte Aiga Parte

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a prova del continuo declino della categoria forense si ricava dalle recenti statistiche diramate dalla Cassa di Previdenza, che dimostrano un continuo calo del reddito pro-capite, in persistente discesa dal 2007, con una perdita di ricchezza dell’avvocato medio italiano del 12% (comprensivo dell’inflazione) nel triennio 2008-2010. Forse è arrivato allora il tempo di abbandonare i facili spot e di ragionare veramente sulle liberalizzazioni nel nostro Paese. Appare quindi opportuno procedere alla liberalizzazione: a) delle compravendite immobiliari; b) delle autentiche degli atti; c) delle redazioni e pubblicazioni di testamenti; d) delle costituzioni di società, associazioni, fondazioni; e) degli atti di trasferimento di partecipazioni societarie. L’Antitrust il 5 gennaio nella sua relazione al Parlamento ha chiesto il raddoppio della pianta organica dei notai, oggi di 5.779 unità. Il Decreto Legge n. 1/2012 ha, invece, aumentato la pianta organica di alcune centinaia di unità. Se si considera che nel 1914 i posti di notaio in Italia erano 4.310, si comprende immediatamente che la misura è inadeguata, tenuto conto che tra l’indizione di un concorso

notarile e la sua conclusione trascorrono circa 3/4 anni e stante l’effettiva presenza in servizio di circa 4.700 notai, con un reddito medio nel 2004 di circa €430.000,00. La casta notarile si divide, ogni anno, una torta di circa 1.300.000 atti di compravendita immobiliare (dati dell’Agenzia del Territorio). Ossia 284 compravendite per notaio, più di uno per ogni giorno lavorativo, trovando tempo per redigere anche testamenti, pubblicarli, autenticare atti, costituire società e quant’altro. SULLE SOCIETA’ DI CAPITALI L’art. 10 della Legge di stabilità ha stabilito che, a far data dal 1° gennaio 2012, le attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico possono essere esercitate anche in forma di società senza limiti né vincoli nell’adozione dei tipi sociali regolati nel codice civile. La medesima norma ha, inoltre, previsto l’ingresso di soci non professionisti che possono detenere quote sociali di maggioranza e/o dirigere l’Organo amministrativo delle società. Solo successivamente con il maxiemendamento al DL si è normato il ruolo del socio

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di capitali limitandone la quota ad 1/3 del capitale ed escludendo i poteri di amministrazione. La Giovane Avvocatura, pur guardando con favore ad un ammodernamento della Società tra Professionisti già prevista dalla L. 96/2001 in linea con quanto richiesto dalla Commissione Europea, ritiene che le uniche forme societarie che debbano trovare ingresso nel nostro sistema siano le società cooperative e le S.r.l. a capitale esclusivamente professionale e con esclusione di soci di investitori, affinché di possa: - garantire l’autonomia e l’indipendenza del socio professionista avvocato nell’esercizio della propria attività; - garantire il rispetto per i soci professionisti dei rispettivi codici deontologici e dei principi fondamentali delle professioni; - scongiurare ogni possibile infiltrazione nelle società tra professionisti e non di capitali di provenienza illecita. Del resto anche in altri Paesi membri dell’Unione Europea (Francia, Germania, Regno Unito) non vi è previsione alcuna dell’ingresso del socio

di puro capitale nelle società tra professionisti e ciò proprio per la tutela dei principi sopra enunciati. Sempre a tutela dei medesimi principi in Spagna, invece, pur essendo disciplinate le società con soci di capitale non professionisti, è stato previsto per essi uno sbarramento pari ad ¼ della quota del capitale complessivo e, comunque, il divieto di conferire loro poteri di rappresentanza. In ogni caso, la limitazione alla partecipazione societaria al 33% (prevista dalla Legge di conversione del D.L. 1/2012) di per sé non garantisce l’indipendenza e l’autonomia del professionista e comporta la necessità di regolare, tra gli altri aspetti, i conflitti d’interesse, la cessione delle partecipazioni, l’obbligatorietà di clausole di gradimento e l’esclusione dei poteri di amministrazione del socio investitore. L’AIGA auspica che l’Avvocatura venga coinvolta direttamente nella redazione di regolamenti di attuazione ad oggi necessari per far sì che il modello societario sia adeguato alle peculiari esigenze della professione di avvocato. continua sul prossimo numero Avvocato Ivana Enrica Pipponzi – Presidente AIGA Potenza

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Un convegno su “Il lavoro e le sue declinazioni”

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a Commissione Regionale Pari Opportunità di Basilicata ha patrocinato, unitamente al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, alla CCIAA di Potenza, a Confedilizia Basilicata e alla Confindustria, l’evento organizzato dall’AIGA Potenza, I Lavori: il lavoro e le sue declinazioni, tenutosi lo scorso 24 marzo.All’evento, moderato da Oreste Lopomo, Caporedattore testata giornalistica Regionale Rai-Basilicata, hanno preso parte l’Avv. Enzo Sarli - Presidente Ordine Avvocati Potenza, l’Avv. Giuditta Lamorte – Componente coordinamento nazionale legali Confedilizia e rappresentante della CRPO di Basilicata; l’Avv. Giovanni Salvia – Giuslavorista; la Dr.ssa Margherita Perretti – rappresentante Confindustria Basilicata, nonché Consigliere CCIAA Potenza; la Dr.ssa Lucia Fierri – Funzionario Ispettivo Direzione Provinciale del Lavoro di Basilicata; l’Avv. Morena Rapolla – Componente Comitato scientifico AIGA Potenza; l’Avv. Luca Lorenzo – Segretario Aiga Potenza; la Dr.ssa Mariarosaria Colangelo – Presidente Psi&co La Minerva; il Dr Giuseppe Calabrese – Presidente Potenzialmente Onlus; ha concluso i lavori l’Avv. Ivana Enrica Pipponzi, Presidente AIGA Potenza. Il Convegno ha toccato i vari aspetti del mondo del lavoro. Partendo dal divario retributivo tra uomini e donne, quale manifestazione delle discriminazioni di genere, ha toccato i temi economici del pink new pil, come esposto dalla Dr.ssa Margherita Perretti - e dell’incentivazione delle politiche di genere per favorire l’inclusione nel mondo del lavoro delle donne e l’incremento del tasso di natalità, auspicati nel “pacchetto conciliazione” del Ministero per le

pari opportunità, come evidenziato dall’Avv. Lamorte.La questione e le problematiche del lavoro giovanile, affrontate dall’Avv. Salvia, risultano essere condizionate dalla grave disoccupazione dei giovani frutto della crisi economica. Oggetto di discussione è stata anche la riforma dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori da parte dell’Avv. Lorenzo, nonché l’analisi, condotta dall’Avv. Rapolla, della legge sul Collegato Lavoro al fine di metterne in risalto le numerose criticità semantiche e connesse al ruolo centrale dei poteri del Giudice del Lavoro.La dottoressa Fierri ha presentato l’attività di controllo svolta dal personale ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla luce anche delle novità introdotte dalla L. 183/10. La parte finale del convegno ha visto la presenza del Dr Calabrese che ha palesato le difficoltà dell’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro e della Dr.ssa Colangelo, che svolge, con la propria associazione, una meritoria attività di reinserimento dei carcerati nel mondo del lavoro. Le conclusioni, affidate all’Avv. Pipponzi, che ha richiamato altresì le parole di introduzione e saluto dell’Avv. Sarli, hanno posto l’accento sulla problematica delle riforme che hanno toccato il mondo dell’avvocatura, riforme che determinano un vero e proprio cortocircuito a totale scapito dei cittadini. Avv. Giuditta Lamorte Componente Commissione Regionale Pari Opportunità Basilicata Responsabile dei rapporti con la stampa AIGA Potenza


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Riflessioni sull’“anti-pedagogia” della politica In un volume di Alfredo Bocchetti, analizzate e contestate alcune iniziative degli ultimi tempi di Michele Traficante

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l mio nipotino Matteo, appena nato. Entrato in un mondo di frequenti inganni e di valori spesso offesi. Con l’augurio che si guardi bene dai primi e lotti per i secondi”. Ecco il Matteo Alfredo Bocchetti pedagogo ed educatore pensoso della formazione democratica dei giovani. In questa dedica del suo recente volume” L’antipedagogia dei politici”, Armando Editore, Roma, pagg.212, lo stimato dirigente scolastico, in pensione da alcuni anni, fissa i principi basilari di una sana ed attuale formazione dei giovani, mirante alla consapevolezza delle false ideologie sociali

ed etiche, al rispetto e difesa dei principi e dei valori della democrazia. Lo fa, col piglio dell’uomo di scuola dalla profonda formazione didattica e pedagogica, analizzando e infine contestando tre problematiche, negli ultimi tempi saliti alla ribalta delle cronache politiche, in chiave

prettamente scolastica. Interessante la metodologia usata da Bocchetti in questo pregevole lavoro; vale a dire l’intervista semistrutturata “poiché ritenuta la più funzionale a coglierne i vari aspetti e la più avvincente per chi è interessato ai problemi della scuola, dell’orientamento e della formazione”. Ne viene fuori una specie di reportage sulle problematiche più scottanti che investono il complesso mondo della Scuola italiana dei nostri tempi.La prima questione riguarda il “Caso Adro”, vale a dire l’azione maldestra del sindaco Oscar Lancini di Adro, paesino della provincia di Brescia, che, nel settembre del 2010, fece stampigliare ben 700 marchi del “Sole delle Alpi”, simbolo del partito leghista, sui pannelli del giardino, sui muretti, sui cestini di rifiuti, sugli zerbini e sui banchi di una Scuola Primaria Statale dedicata all’ideologo della lega Nord, Gianfranco Miglio. Con argomentazioni a s s o l u t a m e n t e inoppugnabili Bocchetti giudica il comportamento del sindaco di Adro come “un modo forzato di orientare il processo formativo che non è educazione alla libertà ma educazione – plagio, che è la forma di azione più repressiva e più alienante che si possa esercitare sull’alunno”. In effetti, il sindaco di Andro con la sua azione “ha adottato una strategia di condizionamento psicologico che è caratteristico delle società dove la democrazia non è tollerata”. Tanto che il sindaco di Adro, alla fine, è

stato costretto a fare marcia indietro. In più si trattava di un’impostazione di pretto regionalismo che precludeva una formazione culturale non solo democratica ma aperta ad una visione di respiro nazionale ed europeo. Il secondo argomento affrontato (e contestato) riguarda la proposta di legge avanzata il 18 febbraio 2011 da ben 19 parlamentari sulla richiesta d’istituire “una Commissione parlamentare d’inchiesta

sull’imparzialità dei libri scolastici”. Da una lettura approfondita della relazione che accompagna tale proposta di legge, Bocchetti ha subito rilevato l’incongruenza se non addirittura l’infondatezza della temuta imparzialità dei libri di testo in uso nelle scuole italiane. Il che dimostra, a suo giudizio, scarsa dimestichezza se non proprio chiara inesperienza dei parlamentari proponenti sulle problematiche pedagogiche e didattiche che attengono la formazione degli alunni. Ciò

dimostra che esistono ancora oggi orientamenti politici che contrastano con i risultati delle ricerche delle Scienze dell’educazione. E qui Bocchetti fa degli opportuni e documentati riferimenti (con programmi scolastici, decreti, leggi e circolari ministeriali ecc.) ad altri periodi storici in cui i libri di testo erano chiaramente orientati da precisa ideologia. Infatti, “durante il ventennio fascista il libro di testo era il vero ed unico maestro in quanto la Scuola doveva avere la funzione di formare il nuovo uomo e il nuovo cittadino italiano. Doveva costruire l’italiano fascista”. Non per niente per il Duce “Il governo esige che la scuola si ispiri alla identità del fascio […] esige che la Scuola in tutti i suoi gradi e in tutti i suoi insegnamenti educhi la gioventù italiana a comprendere il fascismo e a vivere nel clima storico creato dalla rivoluzione fascista”. E poi il suo simbolo (il fascio littorio) riprodotto e collocato ovunque. La terza problematica presa in esame (critico) da Bocchetti attiene “la pedagogia dell’orientamento – formazione”. Si tratta “di una situazione drammatica che coinvolge genitori e studenti che devono vedersela con l’orientamento e l’accesso all’Università”. Bocchetti, avvalendosi dei risultati di una ricerca, da lui condotta, con questionari somministrati a professori, prima della Scuola media di 1° grado e poi a professori e studenti di tre

Istituti d’istruzione superiore (Liceo scientifico Federico II di Melfi, Liceo classico Quinto Orazio Flacco, Liceo scientifico Galileo Galilei e pedagogico Emanuele Gianturco di Potenza), mette a fuoco la grossa lacuna di un’inadeguata azione della scuola media sull’orientamento scolastico. Per cui “ la scelta dell’Istituto Superiore è fatta in modo superficiale, acritica, sia da parte degli alunni che da parte dei genitori”. Ciò avviene perché “ non c’è ancora una seria e scientifica valutazione delle tendenze e delle potenzialità culturali degli alunni”. Ne consegue, sostiene Bocchetti, che, poiché negli alunni non vi è una maturità adeguata ad una scelta così impegnativa e non hanno ancora una piena e solida conoscenza del percorso formativo delle Scuole Superiori, la scelta quasi sempre è condizionata ad esigenze logistiche e desideri dei genitori”. Ovviamente in tale contesto scolastico, familiare e sociale le difficoltà degli studenti emergono prepotentemente nel corso della frequenza dell’Istituto Superiore frequentato che portano, a volte, all’abbandono del corso di studio e quasi sempre disorientamento nell’accesso all’Università. Di qui Bocchetti propone delle indicazioni didattiche e metodologiche per ovviare a tali inconvenienti. In primis “che l’attività di orientamento deve interessare tutta l’azione didattica quotidiana nei tre anni della Scuola Media e che bisognerebbe promuovere iniziative di informazione sulle

prospettive occupazionali presenti sul territorio”. Ecco perché occorre “saper gestire l’insegnamento – apprendimento in chiave euristica cioè far sì che l’insegnate o il team docente metta in condizione l’allievo di evidenziare le proprie potenzialità, le proprie attitudini e i propri interessi con esperienze di apprendimento laboratoriale”. Questioni di ordine socio-pedagogiche non di poco conto queste sollevate da Matteo Alfredo Bocchetti, analizzate con serietà, professionalità e competenza proprio da un uomo che nella Scuola e per la Scuola ha impegnato le migliori energie intellettuali e culturali, sia come stimato insegnante di scuola elementare prima, sia come affermato dirigente scolastico poi e sia come coordinatore di attività di aggiornamento e formatore di docenti. Bocchetti ha, fra l’altro, già pubblicato diversi libri molto apprezzati di carattere socio-pedagogico. Riflessioni ed indicazioni di Bocchetti, sapientemente argomentate, che vanno tenute nella dovuta considerazione da parte di chi opera e decide sui destini della scuola. Non per niente Bocchetti si rivolge anche al Ministro della P.I. (l’allora ministro Maria Stella Gelmini con la sua Riforma) perché si prendano quei dovuti provvedimenti a ché la Scuola assolva in pieno e democraticamente alla preparazione di cittadini consapevoli e adeguatamente formati per una società sempre più globalizzata, anche sul piano economico, sociale e culturale.

Il titolo della croce, un pezzo di legno ricco di storia “L

’Osservante amoroso della volontà del Padre” così Maria Luisa Rigato, teologa e biblista romana, tedesca di nascita, in uno dei passaggi più affascinanti della sua relazione svolta nell’auditorium del Seminario in viale Marconi a Potenza, ‘Il titolo della Croce’, organizzato dall’Istituto superiore di Scienze religiose, un auditorium gremito di studenti, docenti e appassionati della materia, tra i quali anche il direttore dell’Istituto, don Pasqualino Basta e l’arcivescovo della diocesi di Potenza – Marsico Nuovo – Muro Lucano, monsignor Agostino Superbo. Una dissertazione, quella della Rigato, che ha saputo far sintesi di anni di esperienza e di studi, passati attraverso indagini, ricerche, docenze nei più importanti atenei cattolici, convegni, consulenze, interviste, non ultima quella rilasciata alla redazione Rai di Voyager. Convinta

dell’autenticità della tavoletta di noce mediterraneo, o almeno della incisione riportata sulla stessa, così come del ‘Sudario di Oviedo’ e della Sindone, con buona pace dei “radiocarbonisti” così come definiti dalla studiosa. I risultati delle indagini condotte con la datazione ottenuta attraverso il radiocarbonio, infatti, che assegnano al pezzo di legno lungo 26 centimetri, largo 14 e spesso 4, del peso di poco inferiore ai 700 grammi, una data di realizzazione compresa tra il 690 e il 1140, non hanno minimamente scalfito le certezze della professoressa, fondate su un esame comparato dei testi biblici e degli altri riscontri storici. Ritrovato nel 1492, nel sottotetto dell’attuale Basilica della Santa Croce in Gerusalemme, rivolto verso l’abside, è custodita all’interno di una teca argentea realizzata in occasione del ritrovamento. Ha subìto interventi antimuffa e antitarme che ne hanno

consentito una discreta conservazione. “E’ rilevante la conformità della tavoletta ai vangeli, soprattutto con quello giovanneo, contiene il titolo latino, quello più importante dal punto di vista giuridico, perché pronunciato da Pilato”. Doveva quindi contenere il nome del condannato e il motivo della condanna. “Scritto da destra verso sinistra – ancora la Rigoni – alla maniera ebraica, inciso quindi probabilmente da un ebreo, che ha centrato perfettamente la dicitura nella sua lingua, mentre ha scritto in maniera approssimativa quelle in greco e in latino, con una distanza tra le lettere man mano minore, lettere che hanno un’impostazione tipica del I secolo”. L’esperta ha quindi prospettato varie ipotesi, provando a completare alcuni segni parzialmente cancellatisi nel corso dei secoli, tutte ipotesi più che verosimili, fino a quella che sulla tavoletta ci fosse riportata una “profezia

involontaria del governatore romano: ‘Gesù è il vostro re’ la cui alternativa credibile potrebbe essere ‘Ecco il vostro re’, constatato come ci si rivolgesse a giudei”. L’averlo condannato come re, spiega anche il suo essere avvolto in un lenzuolo di lino e cosparso di aromi, tecniche riservate solo alle salme di persone regali. Il non aver trovato tracce dei profumi, secondo la Rigoni, è da attribuire al fatto che gli stessi erano usati a secco, “così come per la Sindone”. Dopo alcuni passaggi sulla tomba di Giuseppe di Arimatea, l’uomo al quale il corpo di Gesù era stato donato, per una necessaria sintesi la trattazione ha affrontato il momento del primo ritrovamento, quello di Elena, mamma dell’imperatore Costantino, nel 325, data fino alla quale non era possibile avere accesso a Gerusalemme e al tempio, entrambi “sigillati da Adriano nel 135”. Quell’Inri ‘Iesus

Nazarenus Rex Iudaeorum’, secondo la traduzione del vangelo giovanneo di San Girolamo, giunse a Roma all’epoca del papa Gregorio Magno, che proprio in virtù del ‘legnetto’, decide di attribuire il titolo di basilica alla chiesa romana. Questo particolare spiegherebbe anche la datazione con il radiocarbonio, che potrebbe riferirsi, dunque, a una copia “certamente fedele” prodotta in quella occasione. Un titolo di per sé insignificante, sul quale però concordano 7 racconti storici, particolare che non può non destare interesse. La conclusione della docente universitaria è riservata alla differenza tra Nazireo, “colui che ha aderito al nazireato, voto che tra l’altro non consentiva di bere alcolici, e che dunque Gesù non avrebbe potuto fare ricordando quando accaduto durante l’Ultima cena e poi sulla croce, quando accetta la spugna imbevuta d’aceto e

Nazoreo, colui che osserva, custodisce i comandamenti”, proprio l’Osservante amoroso della volontà del Padre. La fede cristiana prescinde da segni e miracoli, li supera, non può prescindere, però, dal fondamento storico. Marco Fasulo


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Raffaello Lospinoso Severini, sindaco e Deputato Nato a Melfi nel 1918 è stato anche sindaco della sua città ove è morto nel 1981 di Michele Strazza

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affaello Lospinoso Severini nacque a Melfi il 22 luglio 1918 in una importante famiglia della borghesia lucana. Compì i primi studi a Frosinone. Si laureò a Roma in Giurisprudenza e, ritornato a Melfi, intraprese l’attività forense nello studio legale dello zio Arduino Severini, podestà e deputato fascista, ottenendo la reggenza della Pretura di Tolve in qualità di vicepretore onorario. Entrato in magistratura, venne destinato al Tribunale di Trieste. Chiamato alle armi, come sottotenente rimase prima a Trieste, poi a Foggia e Caserta. In seguito fu Sostituto Procuratore Militare a Tirana. Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio riuscì a sfuggire alla cattura dei tedeschi, raggiungendo Trieste in abiti civili. Scoperto, fu rinchiuso nel campo di smistamento di Mantova in attesa di essere internato in Germania. Dopo esser riuscito a fuggire raggiunse Roma. Nel dopoguerra lasciò la magistratura, non sentendosi portato per il ruolo

di “comminatore di pene” come soleva dire. A tale proposito i familiari ricordano le notti insonne passate dopo aver irrogato una condanna. Ritornato a Melfi, dopo l’esperienza in Azione Cattolica si avvicinò alla Democrazia Cristiana dove ricoprì varie cariche provinciali. Per vari anni fu Assessore provinciale. Sindaco di Melfi, Vicepresidente dell’Ente Irrigazione di Puglia e Basilicata, il 19 maggio 1968 fu eletto alla Camera con 24.689 voti di preferenza (V Legislatura). Venne riconfermato deputato alle elezioni politiche del 7 maggio 1972 con 30.238 voti di preferenza (VI Legislatura). A Montecitorio fu componente

della IV Commissione “Giustizia” ed il 5 ottobre 1972 relazionò alla Camera sul Disegno di Legge Delega per l’emanazione del nuovo codice di procedura penale (DDL n. 864-A), sottolineando l’urgenza e la necessità di riformare un codice nato durante il fascismo e non più condivisibile alla luce dei nuovi principi costituzionali. Tale riforma per lui si poneva tra quelle che riguardavano “il rinnovamento delle strutture portanti del nuovo Stato democratico, in via di faticosa e difficile costruzione sulle macerie dello Stato dittatoriale”. Essa era diretta “in uno dei settori più delicati e più infuocati”, quale quello dell’amministrazione della giustizia, “caduto in una profonda e preoccupante crisi a tutti nota e da tutti rilevata”. Di qui l’urgenza di modificare profondamente un codice, nato in un momento storico della vita nazionale completamente d i v e r s o , che portava con sé “una impostazione ideologica e politica che la Carta costituzionale, posta a fondamento e sostegno del nuovo Stato democratico, non poteva non ripudiare”. In realtà – sottolineava il deputato melfitano – più che di “riforma” del vecchio codice si doveva parlare di “nuovo codice”, viste le profonde differenze con il sistema precedente. Tale impostazione risultava presente in tutto l’articolato del disegno di legge che – precisava Lospinoso Severini – si apriva, all’art. 2,

“con una solenne ed impegnativa affermazione, pregna di contenuto”, che individuava ed indicava la volontà politica del legislatore, l’affermazione, cioè, che il nuovo codice doveva attuare i princìpi della Costituzione ed adeguarsi alle norme delle convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e relative ai diritti della persona ed al processo penale. Per lui il richiamo consacrato nella legge di delega doveva significare “un impegno chiaro, preciso e cogente per il legislatore delegato a calare nella norma codificata quei principi inviolabili di rispetto della persona umana, vista come soggetto operante nell’ambito dell’intera società”, nonché di piena ed indiscussa garanzia per l’esercizio di tutti i diritti che le competevano e che la qualificavano e l’arricchivano, considerando concretamente che il vero principale protagonista del processo era l’uomo; anche se si riteneva avesse infranto la legge, l’uomo restava e doveva rimanere tale ed aveva il diritto “di vedersi pienamente tutelato contro qualsiasi abuso e qualsiasi sopraffazione”. A Montecitorio si occupò di diverse materie, presentando varie proposte di legge. Ricordiamo quelle sul processo del lavoro, sulle opere irrigue e gli acquedotti, sui presidi nelle scuole medie superiori e, non ultima, il 10 giugno 1974, la proposta di legge per l’istituzione della provincia di Melfi. Lasciato l’impegno parlamentare, per molti anni presiedette il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori del Tribunale di Melfi. Morì nella città federiciana il 19 marzo 1981.

La Basilicata al Salone del Restauro di Ferrara Esposti documenti e manufatti dell’Archivio di Stato di Potenza e del Comune di Pietragalla

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uest’anno la Basilicata sarà presente con un rilievo del tutto speciale alla XIX edizione del Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni culturali e ambientali che si svolge a Ferrara fino alla giornata di oggi. In particolare, nello stand del Ministero per i beni e le attività culturali, saranno esposti tre importanti documenti dell’Archivio di Stato di Potenza e una antica bandiera tricolore del Comune di Pietragalla. I quattro pezzi sono stati restaurati presso il Laboratorio di legatoria e restauro dell’Istituto archivistico potentino. Il pezzo più antico che sarà esposto è costituito da un frammento pergamenaceo di Bibbia atlantica in scrittura carolina, risalente con buona probabilità al XII secolo. Il frammento presenta una bella iniziale decorata che introduce il libro del profeta Geremia: l’esame effettuato presso il laboratorio di analisi chimiche per i beni culturali dell’Università del Salento ha fatto emergere la presenza di vari pigmenti tra cui, oltre al cinabro e all’orpimento, anche il prezioso lapislazzuli Il

secondo documento è la bellissima mappa raffigurante il corso del fiume Ofanto, proveniente dal fondo Azienda Doria Pamphili e databile al XVII secolo. L’interesse della carta è dato non tanto dal rilievo idrografico, quanto dalla precisa ricognizione della rete viaria che insisteva sul bacino dell’Ofanto: infatti, se è noto il percorso della strada consolare di Puglia, molto meno si conosce dei percorsi secondari che ponevano in relazione il vasto bacino agricolo della Basilicata e dell’Irpinia con i poli commerciali di Napoli e Barletta. Ma l’intervento di restauro più significativo è rappresentato da una planimetria risalente al 1882, riportante la pianta del carcere succursale dei Gesuiti di Potenza. La carta, proveniente dal fondo Prefettura di Basilicata, appartiene ad un gruppo di tredici tavole raffiguranti gli istituti carcerari dei quattro distretti giudiziari della provincia di Basilicata (Potenza, Matera, Melfi e Lagonegro). Le tavole furono ritrovate circa venti anni fa arrotolate in un cilindro di latta, ridotte praticamente in frammenti e fortemente disidratate: le condizioni erano tali da farle

ritenere del tutto irrecuperabili. Considerata l’assenza di notizie riguardanti interventi eseguiti su documenti di analoga tipologia, le operazioni di recupero hanno impegnato il personale dell’Archivio di Stato di Potenza in un propedeutico lavoro di ricerca e sperimentazione. Alla fine, il restauro del supporto cartaceo e il riposizionamento dei frammenti ha consentito una soddisfacente ricostruzione delle tavole e la completa restituzione della loro leggibilità. Accanto ai documenti, sarà esposta anche la bandiera che fu donata dal Comando della Guardia nazionale di Napoli alla Guardia nazionale di Pietragalla in omaggio al coraggio dimostrato dalla popolazione e dalla Guardia nazionale del paese lucano nel respingere l’assalto tentato da una banda di briganti nella serata del 16 novembre 1861. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia la bandiera, il cui stato di deterioramento generale si presentava alquanto critico, è stata sottoposta ad un importante intervento conservativo presso il Laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato del capoluogo. L’Archivio di Stato

di Potenza, inoltre, è fra i soggetti promotori (insieme alla Direzione Generale per gli Archivi, Servizio II “Tutela e conservazione del patrimonio archivistico”, all’Archivio di Stato di Bologna e all’Archivio di Stato di Torino) di uno dei seminari previsti dal fitto programma del Salone. Il seminario, incentrato sul tema “I laboratori degli archivi di Stato: una risorsa per la tutela del patrimonio archivistico”, si svolgerà il prossimo 29 marzo, a partire dalle ore 15.00, secondo il seguente programma:Saluti e introduzione: Ferruccio Ferruzzi, dirigente Servizio II “Tutela e conservazione del patrimonio archivistico”, Livio Acchiardi, sindaco Comune di Dronero (CN), Rocco Iacovera, sindaco Comune di Pietragalla (PZ). Relatori: Valeria Verrastro, Archivio di Stato di Potenza, Maria Carmela Benedetto, Archivio di Stato di Potenza, Francesca Boris, Archivio di Stato di Bologna, Cecilia Laurora, Archivio di Stato di Torino, Marzia Rizzo, Archivio di Stato di Torino.

A Rionero quarto concerto canoro dell’Annunciazione

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giovani della Schola Cantorum della Chiesa della “SS. Annunziata” di Rionero e della Chiesa di “Santa Maria del Sepolcro” di Ripacandida hanno organizzato la IV edizione del tradizionale concerto canoro “ Ave Vergine Maria”, in occasione della Festa dell’Annunciazione alla quale la parrocchia rionerese è dedicata. E’ la prima volta che i giovani cantori di Rionero si esibiscono insieme ad un altro gruppo e questa novità è stata apprezzata dal numeroso pubblico intervenuto non solo perché è sempre un grande piacere vedere una chiesa piena di giovani, cosa che purtroppo oggi non avviene, ma pure perché è un’occasione per condividere gli stessi valori della fede e dell’amicizia. “E’ un’idea nata tra i banchi di scuola” ci tiene a precisare Gianni Marino, direttore artistico del coro rionerese, perché Rosa Lamorte, componente del coro di Ripacandida ed io frequentiamo la classe IV M dell’Istituto d’Arte e allora abbiamo pensato di unire le nostre voci per lodare Dio e Maria col canto”. Nella graziosa Chiesa dell’Annunziata, nella quale è possibile ammirare, sopra l’altare maggiore, una bellissima statua che “racconta” l’annuncio a Maria, si sono levate al cielo le chiare voci dei giovani che hanno quasi narrato, con molti canti nuovi, la vita della fanciulla di Nazareth, la sua fede, la sua mitezza, la sua umiltà e la sua grandezza per la profonda obbedienza. Del resto già il parroco della Chiesa dell’Annunziata di Rionero, Don Felice Dinardo, lo aveva ben sottolineato durante la sua omelia nella Santa Messa che ha preceduto il concerto e cioè che non bisogna pensare o fare grandi cose ma

semplicemente testimoniare ciò che il Signore ha fatto per ciascuno di noi. La Schola Cantorum di Ripacandida ha presentato brani in cui forte è stato il messaggio dell’amore accompagnati dall’organista Donato Carmine Gioiosa, dal violinista Tiziano Gioiosa e dal chitarrista Gabriele Gilio. “…E’ il pane del cielo che ci fa vivere” hanno cantato in un brano che ha fatto esplodere tutto l’amore per Gesù Eucarestia e poi: “Noi esultiamo in Te, Gesù” perché è solo per amore che è venuto in mezzo a noi e ha fatto “Cieli nuovi e terra nuova” per lavare il mondo dal peccato e rendere onore e potenza solo a Dio col meraviglioso canto “ Re di Gloria”, un inno ricco di spiritualità nel quale sembra che ognuno di noi si racconta e guarda alla propria vita fino a ricevere il dono più grande, hanno detto i giovani, e cioè una vita felice in Paradiso. I giovani cantori di Rionero, accompagnati dall’organista Mario Manfreda, hanno adorato Gesù col canto “Grande è il Signore” per le meraviglie che compie in noi e con le note del brano “Nella Tua presenza”hanno fatto intendere che ci si può “impregnare” dell’amore di Dio e allora hanno cantato “Prenderemo il Largo” per dire “…saliremo su questa barca anche noi.navigando insieme a Te, Gesù”. Don Felice ha prontamente comunicato ai presenti, con visibile gioia, di fare un’esperienza di fede e di preghiera comunitaria a Mejougorie nel prossimo mese di Agosto. Il Signore compie meraviglie!

Angela Traficante


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Il Melfi artiglia solo un punto a L’Aquila La Calabria conquista la vetta: Catanzaro leader e Lamezia vice

di Lorenzo Morano

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ermina a reti bianche la sfida dell’Arturo Valerio di Melfi tra i lucani e gli aquilani; arriva per il Melfi il punto numero 30, valido la per la terzultima piazza, a sole tre lunghezze dalla salvezza. Non negativa per generosità la prova dei lucani, per la prima volta guidati in panchina da mister Bitetto, subentrato in settimana al dimissionario Rodolfi che ha lasciato la società normanna per motivi familiari. Contro una della nobili del torneo i lucani offrono una gara prodiga; partono bene e si presentano più volte dalle parti dell’estremo abruzzese: al minuto numero 8 è il solito Giorgio Russo a farsi pericoloso, peccato che al cospetto del portiere ospite si lasci quasi ipnotizzare e recuperare da un difensore. Al quarto d’ora è ancora un’azione nata da una punizione dell’ala lucana a creare lo scompiglio nell’area degli aquilani, tant’è che la palla si stampa sul palo. Il Melfi si muove bene in campo ed i 30 punti di differenza tra le due compagini non si vedono per nulla; gli abruzzesi si affacciano dalle parti di Scuffia solo alla mezz’ora con Colussi che lascia partire un tiro che non preoccupa minimamente il portiere lucano. Il primo vero pericolo per i lucani arriva a cinque minuti dallo scadere con

Cunzi, provvidenziale però l’intervento a liberare l’area di Gennari. Allo scadere secondo brivido per i gialloverdi, Ruggiero non sfrutta una disattenzione della difesa lucana e, con Scuffia mal piazzato, non punisce i gialloverdi. Al rientro dalla pausa la musica è la stessa, nessuna delle due formazioni vuole il pari: al 17esimo Gerolino di testa manda di poco fuori una punizione di Tirelli, ma pochi minuti dopo l’Improta abruzzese, omonimo della punta melfitana, dopo aver rubato una palla a Viola, viene fermato ancora una volta in maniera provvidenziale da Gennari. Sprecano la palla dei tre punti i lucani alla mezz’ora: Ambrogetti disegna una parabola perfetta a mezz’altezza nell’area ospite, ma Tirelli a due passi dal gol manda la sfera sopra la traversa. Poteva andare meglio ai lucani visto lo spettacolo offerto in campo; ad ogni modo ora in casa Melfi la testa è proiettata solo alla prossima sfida di Campobasso, dove i lucani saranno chiamati ad affrontare un team dalla classifica tranquilla, ma non troppo, essendo avanti solo di sei lunghezze, e che è reduce dalla sconfitta per 2 a 0 in casa dell’Arzanese, tutte condizioni queste che non spianeranno certo la strada agli uomini del presidente Maglione.

SERIE D

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inisce male lo scontro diretto nella corsa ai play off per il Francavilla: il Brindisi non perdona e punisce con un poker la formazione lucana. A rete Morello, Fasullo, Corvino e Chianese, mentre per gli ospiti tabellino a secco e addio, almeno per adesso, al quinto posto. I pugliesi infatti scavalcano

A complicare il cammino del Melfi c’ha pensato in questa 35esima giornata l’Isola Liri che in casa ha travolto con un pesante 4 a 1 il Celano ed ha pertanto scavalcato i lucani di una lunghezza; per fortuna il Catanzaro ha voluto approfittare al meglio del turno di riposo del Perugia per impadronirsi della vetta della classifica, vincendo per 2 a 0 a Vibo Valentia e quindi non facendo allontanare la Vibonese dal Melfi. Il Perugia riposa ed anche il Lamezia ne approfitta per agganciare gli umbri in seconda posizione a quota 69 ad una lunghezza dal Catanzaro, grazie alla vittoria di misura sull’Aprilia. Sono solo due le altre vittorie della giornata, in questo turno caratterizzato dal segno “X”: vince il Chieti lo scontro diretto con la Paganese e scavalca pertanto i salernitani in classifica, che comunque restano in zona play-off, anche se tallonati ad una sola lunghezza dal Gavorrano, protagonista del netto 3 a 0 sul Giulianova; per la cronaca doppietta del capocannoniere Giordano Fioretti, vera macchina da gol di questo campionato. Come detto pareggiano tutte le altre: finisce 1 a 1 il derby campano tra Ebolitana ed Aversa, punto che fa sicuramente bene ai casertani e meno ai salernitani; stesso risultato tra Fondi e Fano in una gara dove il pari va bene

ad entrambe, mentre l’identico risultato non è proprio il massimo tra Neapolis e Milazzo, ancora entrambe vicine alla zona pericolosa. Archiviata come visto la giornata numero 35, la prossima offre al Catanzaro una ghiotta occasione per prolungare la scia positiva in quanto ospiterà l’Isola Liri, avversario decisamente alla portata per gli uomini di mister Cozza. Il Perugia se non vorrà perdere terreno dovrà fare bottino pieno in casa dell’Ebolitana, mentre il Lamezia sarà chiamato in casa del Giulianova. Il turno si rende interessante in particolar modo per il Melfi, in quanto molte sue avversarie, come visto per l’Isola Liri, sono chiamate a gare impegnative, come ad esempio il Neapolis che sarà di scena nel capoluogo abruzzese, o come lo scontro diretto tra Milazzo e Vibonese, motivi questi che dovrebbero spingere maggiormente il Melfi a far bene in quel di Campobasso. Il turno continua con il derby campano tra Aversa Normanna ed Arzanese e le sfide incrociate tra Chieti e Gavorrano per la zona playoff, con gli abruzzesi a Fano ed i toscani ad Aprilia. Chiude la giornata la sfida Celano-Fondi ed il riposo della Paganese.

Brutto stop per il Francavilla i rossoblu e agguantano momentaneamente l’ultima piazza utile per l’accesso ai play off. Gli uomini di mister Lazic preparano il contrattacco con l’Internapoli. Rimedia l’ennesima sconfitta l’Oppido con il Nardò che proprio con i lucani ritorna a vincere. È l’Angelo Cristofaro a trovare per primo il vantaggio, sul chiudere di un primo tempo giocato senza paure, ma alla fine sono i padroni di casa a portare via il bottino pieno firmando un perentorio 3-1. Cerca disperatamente punti la squadra lucana che nel prossimo incontro dovrà vedersela proprio con il Brindisi, che si spera sia ancora sazio della vittoria con il Francavilla. Pareggia invece l’Irsinese con il Fortis Trani e colleziona un altro punto in una classifica che però non può dirsi tranquilla. Prossimo impegno dei materani con la Sarnese.

Il lamento dei calciatori “esodati” opportunità e rende difficile emergere, soprattutto ora che iocare in una squadra non vi è presente una squadra di calcio in Basilicata professionista». come professionista Secondo Mentari, molti talenti non è facile. Basti pensare che in del Potenza S.C. dopo aver fatto regione, tolto il Melfi che milita tanti sacrifici per realizzare il in C2 e i cui giocatori hanno sogno di una vita militando in un un contratto da professionista, settore giovanile professionista non restano che addirittura di l’Oppido, il prima divisione, Francavilla e il «si trovano senza Matera che giocano sbocchi perdendo in serie D. Poi c’è tutte le motivazioni l’Eccellenza con che hanno avuto l’Atletico Potenza fin dalla nascita, e Capobianco. costretti a militare Attualmente in campionati Gianvito Mentari sono 66 i giovani inferiori come che militano tra i serie D, Eccelenza e giovanissimi (14-15 anni), gli Promozione o addirittura senza allievi (16-17 anni), e quelli squadra. Dopo essere arrivati della squadra Beretti (18-20 a giocare contro squadre di anni). Tra questi ci sono almeno settore giovanile addirittura 20 talenti sprecati perché di serie A, si perdono tutte le mancano i procuratori. Il motivazioni. L’augurio è che rammarico per molti potentini è il Potenza calcistico possa quello di non avere una squadra riemergere dando possibilità tra i professionisti, negli anni ai talenti futuri della città». Il Sessanta si militava in serie B sogno nel casetto di Mentari è poi c’è stato negli ultimi tempi quello di riprendere a giocare da un posto in C1. Alla fine si professionista. Dopo la rovinosa à giunti all’oblio calcistico. disfatta sotto la direzione di Tra i tanti talenti sprecati c’è Postiglione con la retrocessione Gianvito Mentari di vent’anni dalla C1 all’Eccellenza, un che nel 2005/2006 ha giocato episodio è ancora impresso nel Potenza S.C. (allievi nella memoria dei tifosi: la regionali), dal 2006 al 2009 partita in Eccellenza tra Murese nel Potenza S.C. (Berretti), nel e Potenza finita 0-1. Con un 2009/2010 in eccellenza con positivo esordio di Gianvito il Picerno, ma in prestito, per Mentari che con tre interventi poi tornare nel 2010/2011 nel da campione e un rigore parato Potenza S.C (in eccellenza). ha permerso a Mastrangelo, «Ho iniziato a tirare i primi calci autore del gol, di incamerare all’età di 7 anni nel S. Maria tre punti. Mentari è stato ed è - ricorda Gianvito Mentari un vero talento che però non - dopodiché sono passato trova spazio in una regione all’Asso Potenza-Dedalo per dove mancano squadre ad alto poi passare al settore giovanile livello e oggi guarda al futuro del Potenza S.C. Ma come tanti soprattutto aspirando al lavoro giovani calciatori di Potenza - con un posto nelle forze armate. continua Mentari - la strada da fare nel calcio è difficile, infatti molti giovani talenti vengono persi in quanto la città non offre di Luigi Pistone

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SPORT

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ontrosenso Basilicata

IL punto

calci in cu...rva

sull'eccellenza

a cura di tony pezzotta

Botta a Muro e stracciAtella della Madonna nera

L’Atletico ‘riposa’ in vetta Il Viggiano ‘scivola’ e cede il primato Si torna in campo fra due settimane

di Antonio Petrino

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ade clamorosamente la capolista Viggiano e perde in malo modo sul terreno di gioco di un redivivo Atella Monticchio che coglie il risultato di prestigio e si ricandida per un posto nei play off. Ne approfitta l’Atletico Potenza che ritorna in vetta in solitudine, grazie ad una convincente e netta affermazione sul campo di una Murese poco incisiva; scontata inoltre la vittoria ad Avigliano del

Real Metapontino che non perde contatto con il vertice e spera ancora, mentre il Valdiano vince senza giocare per grazia ricevuta dal C. Tanagro ritiratosi dal torneo. Quindi ancora tutto in gioco nei quartieri alti, con tutte e quattro le pretendenti che possono ancora dire la loro fino alla fine per il primato. Si conferma quinta forza del campionato il Policoro che regola con il minimo sforzo un Pietragalla alla ricerca di punti sicurezza. Pisticci costretto alla resa sul campo

del Moliterno con questi ultimi in disperata risalita, Picerno a valanga sulla malcapitata Vultur e Tolve isolato in penultima posizione per effetto del riposo. Campionato che si ferma per due settimane per dare spazio al Torneo delle Regioni e alle prossime festività di Pasqua, a cinque turni dalla conclusione si ritornerà in campo il prossimo 15 aprile.

La Vultur non si rialza E

nnesima sconfitta, come previsto, per la dismessa Vultur che a Picerno subisce un’altra goleada e continua a procedere in malo modo nel torneo, dopo la chiusura del capitolo presidente Graziano e la nomina da parte del s i n d a c o Placido del consigliere Nardozza come traghettatore e commissario pro-tempore fino alla fine di questo amaro finale di stagione. Trasferta senza storia con i padroni di casa che ‘infieriscono’ oltremodo sui ‘poveri’

avversari per un 5-0 umiliante e spietato. A fine gara le espulsioni per i rioneresi di Huchitu e Di Francesco la dicono lunga sulla mancanza di tranquillità e il nervosismo che emerge in una situazione inaccettabile e proibitiva. Bianconeri che riescono ancora a ‘conservare’ intatto il nono posto, ma perdono tre lunghezze di vantaggio sui picernesi e sul Moliterno e vedono ormai assottigliarsi il margine di punti accumulati nel girone di andata, con prospettive non certo rosee

per le ultime cinque gare, con conseguente possibile peggioramento della posizione di classifica, ma comunque praticamente al sicuro da negative sorprese. Si ritornerà in campo il prossimo 15 aprile al cospetto della prima della classe Atletico Potenza, ovviamente senza pretese, con l’auspicio che la lunga pausa del periodo pasquale possa regalare un minimo di serenità all’ambiente e soprattutto programmazione fin da ora per il prossimo futuro.

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he bella strapazzata di olive nere della Val d’Agri. E’ accaduto domenica scorsa, in viale Marconi, nell’abitazione del calcialingo. L’occasione, ghiotta, è stata quella della gara del Viggiano contro l’Atella di Perchinelli. Che buffa la vita del recluso per calcio, proprio quando pensava di poter sfatare il tabù delle gare in trasferta, viaggiando con piglio Atletico oltre Potenza, è arrivata la dilagante vittoria di Muro. Il menu, dunque, è stato profetico, avendo previsto un “timballo la Murese” farcito con patate da Battaglia. Il risultato finale gratifica il pantofolaio lucano che, ancora oggi, gongola come un porcellino, felice e satollo. Se, però, la botta è venuta da Muro, nella valle di Vitalba è scaturita una stracciAtella della madonna nera, come la pece che avvolge la perdita del primato viggianese. Ed ora si va al riposo con una pausa di due settimane, nel corso delle quali ci sarà da gustare la colomba ed anche l’uovo di Pasqua con relativa sorpresa. Il Torneo delle regioni, bagnerà le tavole

lucane, sulla sponda jonica, con un’essenza calcistica nostrana. Intanto il calcialingo continua a gioire come non accadeva, ormai, dai tempi del Potenza. Il primato in classifica dell’Atletico riconcilia un po’ tutto l’ambiente rossoblù con il proprio destino. D’incanto sembra quasi che i dubbi, sulle reali possibilità di promozione dei potentini, alimentati dai risultati altalenanti delle settimane precedenti, siano definitivamente dissolti nel nulla. Mancano cinque giornate, nelle quali sembra che la contesa sia ancora tra la formazione di Camelia e quella di De Stefano.Il piatto più gustoso, nelle gare che restano ancora da disputare, sembra essere il confronto di Montalbano Jonico tra i rossoblù del presidente Capobianco e il Real Metapontino del patron Casalnuovo. Insomma ne vedremo delle belle in questo finale incandescente del torneo di Eccellenza che, complice la primavera, spingerà gli sportivi lucani a seguire, sul campo, questa fase avvincente della massima serie regionale.

Tolve: sabato 14 aprile Torneo di Tressette presso la Società Operaia “Chi bara al Tressette, prende in realtà, in giro solo se stesso”. All’insegna dell’assoluto “fair play”, si svolgerà il Torneo di Tressette, sabato 14 aprile 2012, presso la Soms di Tolve. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati, che la Società di Mutuo Soccorso Operaio del comune lucano, spera giungano copiosi.

Torneo delle Regioni: pronti e via

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arte il Torneo delle Regioni. Tra lo stop di Eccellenza e Promozione, riflettori tutti puntati sui protagonisti della settimana: la Basilicata, che dopo la passata edizione nel Lazio è ormai pronta ad ospitare la

storica kermesse della Lega Nazionale Dilettanti nel suo cinquantunesimo anno, e, ovviamente, il calcio. Fino al 9 aprile quasi 250 gare, per gli oltre 2700 tra atleti e dirigenti che compongono la base della piramide del calcio italiano,

che metteranno di fronte le rappresentative di tutti i comitati regionali della LND, convogliando in terra lucana ben 6 squadre ciascuno, una per categoria: Juniores, Allievi, Giovanissimi e Femminile per il calcio a 11 e Calcio a 5 maschile e femminile. Già da questa mattina i primi verdetti dei gironi, che si protrarranno fino a giovedì 5 Aprile (il 4 Aprile si riposa), le cui rispettive vincitrici nelle varie categorie andranno a comporre le coppie che si giocheranno le semifinali, rispettivamente del 6 Aprile per il Calcio a 5

e del 7 Aprile per il Calcio a 11. Solo il Calcio a 5 regalerà già la prossima settimana il nome dei vincitori (le finali femminili e maschili si giocheranno al PalaErcole di Policoro a partire dalle 10.30 di sabato mattina), mentre le compagini migliori del calcio a 11 se la giocheranno nella giornata di chiusura. La Lega Nazionale Dilettanti ha previsto anche quest’anno il consueto spiegamento di forze in termini di comunicazione: oltre al puntuale aggiornamento del sito dedicato (www. lnd.it/torneodelleregioni)

e dell’applicazione per iPhone iLND (scaricabile gratuitamente su App Store), sarà possibile vivere ogni giorno le emozioni del Torneo attraverso le immagini della trasmissione TDR Tv on line ogni sera sul player youtube della Lega Dilettanti. Inoltre gli atleti avranno a disposizione un quotidiano gratuito, distribuito negli hotel, di ben 16 pagine dedicato alle loro gesta durante il Torneo. Diverse, infine, sono le novità in serbo sui social network facebook e twitter. Inoltre, per caratterizzare con il ‘sorriso’ la 51^ edizione

del Torneo, spazio al ‘festival della comicità’, una kermesse nella kermesse che permetterà a tutti gli ospiti di ‘gustare’ il vero sapore della risata. Ogni sera, infatti, nei villaggi dove alloggeranno atleti, tecnici e dirigenti, gruppi lucani dediti più alla comicità che allo sport, si esibiranno per regalare momenti di relax. In questa sfida comica saranno gli stessi spettatori a scegliere i migliori. Base operativa della manifestazione sarà la costa Jonica tra Policoro e Metaponto.


SPORT

ontrosenso Basilicata

PROMOZIONE

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Controsenso: Finalmente!

L’undici rossoblu ritrova vittoria, entusiasmo e capitano di Giusy Trillo

I

l Controsenso torna alla vittoria. La notizia della decima giornata del girone di ritorno sembra essere proprio questa. I ragazzi di mister Romano, archiviata la deludente prova di Lagonegro, “la peggiore partita della stagione” per stessa ammissione dell’allenatore, trovano finalmente i tre punti, i primi del 2012 dopo tre pareggi e ben cinque sconfitte, e danno una scossa alla classifica. “Una grande prestazione, degna di una partita di calcio. Siamo stati grintosi, abbiamo lottato su tutti i palloni e siamo riusciti a tenere in difesa, nonostante la presenza di un solo giocatore di ruolo, Iula, a seguito delle numerose assenze per squalifica”. La squadra rossoblu, che solo una settimana fa sembrava condannata a farsi risucchiare dal vortice delle ultime

posizioni, ritrova l’entusiasmo e guarda con rinnovato ottimismo all’obiettivo dell’anno. “Dobbiamo metterci a correre per costruire la nostra salvezza. La prova messa in campo domenica, contro un Bernalda che ha positivamente impressionato, grazie alla buona commistione di gente esperta e giovani, ci voleva. Possiamo farcela”. Provvidenziale il lungo stop che investirà la categoria in queste settimane e che permetterà al gruppo potentino, sulla scia del morale ritrovato, di allenarsi al meglio e ritrovare, dopo il risultato pieno, anche la forma migliore, in vista dei match importanti che attendono la compagine. A dare man forte alla squadra rossoblu anche il ritorno di capitan Pietrafesa che, dopo aver accompagnato i suoi compagni nella cavalcata dello scorso anno, spera di

CALCIO a

“E’

vincere. Avrò pochi cambi a disposizione e spero di recuperare tutti gli acciaccati ma io alleno questi ragazzi tutti i giorni e vedo in loro impegno e professionalità non comuni e so che chiunque sarà chiamato in causa darà oltre il cento per cento”. Cosa aspettarsi da questo Fasano che, per la cronaca, l’ultimo punto l’ha conquistato proprio con la Meco nel girone di andata? “Davvero non so – risponde Bosco – è una squadra con tanti giovani, meglio non fidarsi. Io penso al mio gruppo. Serve una grande prova per ottenere il massimo della posta in palio”. I tre punti sarebbero fondamentali in chiave salvezza: “Fin quando non ci sarà la matematica è inutile parlarne – chiude Bosco – dobbiamo rimanere vigili e concentrati fino alla conquista dei nostri obiettivi”. Il messaggio è chiaro. E lo è anche per i tifosi della Meco che il presidente Mecca chiama a raccolta per la gara di domani alle 15,30: “Abbiamo due squalificati di peso, ma la loro assenza può essere colmata anche dall’urlo del PalaPergola. Mi aspetto di vedere il palazzetto di Rossellino pieno e caloroso”. L’ADDETTO STAMPA

coppia di testa, match quasi proibitivi pensando all’undici che scendeva in campo qualche settimana fa, il gruppo è convinto: “Possiamo toglierci le nostre soddisfazioni”. Aspettare per credere.

Controsenso-Bernalda: il saluto tra i due capitani

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A2 - Meco: attenti al Fasano

la partita più importante della stagione”. Così il presidente Mecca descrive - in modo incisivo - il match che la Meco disputerà domani (sabato 31 marzo) al PalaPergola contro il Fasano. Forse non sarà decisiva ma di sicuro molto delle sorti del sodalizio rossoblù passano dalla sfida coi pugliesi, già retrocessi, è vero, e con in campo solo Under 21, ma che si presenteranno a Potenza col piglio e lo spirito di chi non ha nulla da perdere. Mentre la Meco non può permettersi passi falsi. Non a questo punto della stagione. E quando i tre punti diventano pesanti anche il pallone e le gambe lo diventano, inoltre ai potentini mancheranno due perni come Noro e Bachega, re assoluto dei marcatori l’uno, principe degli assist l’altro. Assenze di rilievo. Lo sa bene anche mister Bosco che si ritrova con le scelte ridotte all’osso ma che non perde mai il buonumore e carica i suoi. “Per un motivo o per l’altro riusciamo sempre a complicarci un po’ la vita, ma nonostante le assenze di Noro e Bachega sono fiducioso e domani faremo di tutto per

poter guidare i suoi anche verso la salvezza. Dopo la pausa pasquale, subito contro la capolista Aurora Marconia e, a distanza di soli sette giorni, sotto con lo Sporting Pignola. “Per noi inizia un nuovo campionato”, ha commentato il mister, e anche contro la

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FEMMINILE

C - Il Rionero frena la capolista Shaolin T

rasferta amara per la capolista Shaolin che, in casa del FST Rionero, subisce una sconfitta di misura e arresta temporaneamente la propria corsa per la promozione. Sconfitta maturata al termine di una partita vibrante e particolarmente sentita da entrambe le compagini. L’inizio delle bianconere è subito incisivo e dopo appena due minuti Gallucci è scaltra a rubare un pallone incustodito dalle potentine e a portare in vantaggio la squadra di casa. Gli entusiasmi della tifoseria son presto accesi. Dinnanzi uno Shaolin timido nelle ripartenze e visibilmente teso, il Rionero appare arrembante, veloce e fa dei rilanci lunghi il proprio punto di forza, sfiorando a più riprese il raddoppio con Posa, Benedetto e Scarcia. Ma Napoli è superlativa: i suoi interventi provvidenziali si impongono puntualmente sulle avversarie. Lo Shaolin non brilla e non punge e la traversa di Pesile al 23’ è l’unico vero pericolo regalato alla squadra di casa. Nella ripresa finalmente si assiste ad un nuovo match: il Rionero continua a mantenere alto il pressing ma lo Shaolin non sta a guardare e riesce meglio a divincolarsi, imbastire

il gioco e a farsi vedere nell’area difesa da Di Tolve. Lavanga, Pastore e Fundone provano ad agguantare il pareggio. Le squadre se la combattono, il tifo degli spettatori anima il palazzetto ma non demotiva le potentine che anzi al 16’ con un delizioso pallonetto di Carlucci beffa le retrovie bianconere. Il Rionero contesta la rete ma il giudice di gara è inamovibile. E’ finalmente pari. L’agonismo sportivo puro da una parte e la sete di vittoria dall’altra, vivacizzano la gara. Pare che nessuna delle due squadre voglia accontentarsi del pareggio. Si osa. Ma a tre minuti dalla fine, con un perfetto diagonale Schirò insacca Napoli accarezzando il palo e firma il 2 a 1. Concitati saranno gli ultimi minuti ma ormai è fatta: il Rionero si porta a casa i tre punti. In casa Shaolin, ci si aspettava un match temibile ma a condizionare la partita è stato un primo tempo particolarmente opaco che ha imbrigliato le redini orange. Sconfitta indolore che, prima della pausa pasquale, lascia spazio all’imminente prossimo incontro: martedì infatti lo Shaolin ospita alle 18 il Real Pignola. Partita determinante in casa United per non perdere il vertice della classifica.

NUOTO

Agli Europei si nuota lucano

Rocco Potenza (foto www.swimbiz.it)

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nche il nuotatore Rocco Potenza entra a far parte della squadra Nazionale per i Campionati Europei di nuoto a Debrecen, che si svolgeranno dal 21 al 27 maggio. L’atleta lucano si è aggiunto alla lista dei prequalificati (medagliati o finalisti individuali ai Mondiali 2011), di quanti hanno raggiunto il primo posto o il tempo limite nei Campionati Assoluti indoor di marzo e degli atleti funzionali alle staffette, grazie alla medaglia d’oro conquistata lo scorso agosto alle Universiadi cinesi di Shenzhen, nei 1500 stile libero con il tempo di 15’00’’57. Una grande soddisfazione per il classe ’89, tesserato con la società Aurelia Nuoto Unicusano, che tra nomi di certo più altisonanti cercherà sicuramente di lasciare il segno. A lui un grande in bocca al lupo.


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SPORT

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C - Per l’Olimpia B1M - La Virtus guarda VOLLEY prove oltre

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a sconfitta subita a Gaeta ha lasciato qualche segno sul morale dei ragazzi di Dalù che, in grande emergenza per gli infortuni di capitan Zuccaro e di Sambucci, sono rientrati a mani vuote dalla trasferta laziale. È capitato dunque a proposito, questa volta, il turno di riposo per la Virtus Potenza, che in questa settimana ha potuto smaltire, almeno in parte, l’amarezza per una stagione bersagliata dalla malasorte. Ma la sosta è stata anche l’occasione per procedere nella grandi manovre che dovranno permettere alla Medical Center di guardare oltre, come ha spiegato senza mezzi termini il direttore sportivo Crichigno. “Restiamo concentrati sul campionato in corso, perché l’obiettivo è sempre quello di ben figurare nelle quattro partite che mancano al termine, ma abbiamo iniziato a guardare anche alla prossima stagione e ci stiamo muovendo in una duplice direzione: organizzativa e tecnica. Per questo sono stati avviati i primi contatti con qualche

imprenditore del capoluogo: è nostra intenzione, infatti, allargare la base societaria e rafforzare il sodalizio con la struttura dirigenziale. Dall’altra parte abbiamo cominciato già a parlare con alcuni procuratori per costruire una formazione all’altezza delle nostre ambizioni, fermo restando che, per quanto riguarda la prima squadra, ripartiremo da quanto di buono è stato costruito in questa annata, seppur sfortunata. (…) Insomma, restiamo convinti che Potenza meriti una pallavolo di alto livello e l’ambizione della Virtus è quella di regalare agli sportivi potentini le migliori soddisfazioni”. Nonostante il momento poco fortunato, continua a pensare positivo anche coach Dalù che però, dopo aver sacrificato Cavaccini come schiacciatore a Gaeta, anche nella trasferta di domani a Pizzo Calabro, data la squalifica di Gribov, si ritroverà a gestire un’emergenza.

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della partecipazione ai playoff, in quanto quarta forza del torneo che se la dovrà vedere con la capolista Lavello. Al Melfi toccherà affrontare la seconda forza del campionato, ossia il Montescaglioso, ma prima dei play-off le due compagini si affronteranno oggi per chiudere la regular session; turno che comunque non muterà gli assetti della griglia play-off, in quanto l’Ingest Montescaglioso è distante sei lunghezze dalle melfitane. Appuntamento pertanto alle 19,00 presso la palestra comunale di Melfi.

Basilicata

TAEKWONDO

Giuseppe è già campione L’

ASD Power Center ha partecipato al campionato regionale cadetti B, svoltosi presso il palazzetto dello sport di Ostuni il giorno 25 marzo 2012, con l’atleta Giuseppe Pafundi, che ha conquistato la medaglia nella categoria -30 kg cinture bianche e gialle diventando campione. Pafundi ha dovuto affrontare diversi incontri per approdare in finale. Ha dovuto battere ai quarti l’atleta Federico Mazzei, vincendo per 7 a 1; poi ha battuto in semifinale

ASI (Automotoclub Storico Italiano), ente predisposto al rilascio di certificati o attestati di identità, datazione e storicità su veicoli di interesse storico, dopo aver ricevuto ripetute segnalazioni, in sede e da parte dell’ACI, di possibili utenti che erroneamente si rivolgono a quest’ultima per informazioni su tali veicoli, precisa che solo nella propria sede è possibile richiedere: l’Attestato di Datazione e Storicità-AdS (L.342/2000 art.363) necessario per determinare l’esenzione o la riduzione delle tasse automobilistiche; il Certificato di Rilevanza Storica CollezionisticaCRS (D:M. 19/3/2010) necessario per la

circolazione dei veicoli d’interesse storico e collezionistico dal 19/03/2010 e il Certificato d‘Identità-CI (omologazioneTarga Oro) ai fini privatistici per la partecipazione ai raduni ASI. Chi abbia, prima del 19/03/2010, ottenuto un AdS o un CI, non necessita di CRS, poiché il certificato precedentemente rilasciato ha la stessa efficacia, così come le domande presentate prima di tale data. Questa certificazione diviene fondamentale per evitare sanzioni di vario genere (se un veicolo, sostanzialmente storico, viene posto in circolazione privo di CRS incorre nella contravvenzione per violazione del Codice della Strada). Diventa quindi

fondamentale chiarire come muoversi e a chi rivolgersi e a tal proposito l’ASI, già dai primi mesi del 2012, si è prodigata per una veloce e semplificata compilazione della modulistica necessaria per la richiesta di tutti gli attestati o certificati per i veicoli d’epoca. E’ importante inoltre precisare che, le Regioni considerano storiche le auto e le moto certificate Asi e Fmi, e che tali veicoli se possiedono oltre i 30 anni di età sono esenti dal bollo auto. Per ulteriori info: uffici ASI, per Potenza e provincia, in via Appia, 21/D;

ISCRIZIONI 2011 – 2012 IMPIANTI: NUOVA STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA DEL CENTRO UNIVERSITARIO SPORTIVO DI MACCHIA ROMANA LUNEDI’ E VENERDI’ NATI DAL 1999 AL 2001 ORE 16.30 – 17.30 —- NATI DAL 2002 AL 2004 ORE 17.30 – 18.30 —- NATI DAL 2005 AL 2007 ORE 18.30 – 19.30. STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA CENTRO SPORTIVO ROSSELLINO MARTEDI’ E GIOVEDI’ ORE 18.30- 19.30 CAMPO EX ENAOLI (SOLO GIOVANISSIMI E ALLIEVI – NATI DAL 1995 AL 1998) LUNEDI’ E MERCOLEDI’ 18.00 – 19.00 E’ GARANTITA LA PARTECIPAZIONE A TUTTI I CAMPIONATI DELLA FIGC DI CALCIO E CALCIO A 5 PER ISCRIZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI: 333/8614840 – 333/3320263 – 0971/52091 ORE PASTI Pulizie ospedaliere Pulizie industriali Disinfezione e pulizie trasporti pubblici Resina per architettura d’interni Via del Gallitello, 163 – Potenza Tel. E Fax 0971-46078 info@sepim.it

L’atleta Giuseppe Pafundi

l’atleta Luca Mastrongelli vincendo per 2 a 1 ed infine, con grande emozione, ha sconfitto in finale Nicolò Gosciolo. Giuseppe Pafundi già alla sua prima esperienza di gara, avendo cominciato da poco a frequentare i corsi di taekwondo, ha dunque dimostrato di avere stoffa. La società ASD Power Center lo ringrazia e gli augura un futuro roseo e pieno di soddisfazioni, un primo passo sperando in un lungo cammino.

MOTORI

Precisazioni ‘storiche’

MOTORI

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di play-off on la certezza dei play-off conquistati anzitempo, l’Olimpia Volley Melfi ha evaso la pratica con il Montalbano-Scanzano, battendo le joniche per 3 a 1, risultato che ha consegnato alle ragazze di mister Vincenzo Pontolillo il 28esimo punto in classifica, che vale la terza piazza del campionato regionale di serie C. Sabato scorso, presso la palestra comunale di Melfi, Laviano e socie hanno concesso alle ospiti solo il terzo set; frazione in cui le padrone di casa hanno racimolato solo 16 punti, tanti quanti ne avevano concessi alle joniche nel secondo set, vinto con facilità dalle padrone di casa, come del resto il primo, chiuso sul 25 a 20 ed il quarto ed ultimo, chiuso con il punteggio di 25 a 17. Ad ogni modo risultato non negativo per le ragazze di Montalbano anch’esse certe con un turno d’anticipo

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Chico Postiglione in tuta ufficiale

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Postiglione scalda il motore

o scorso fine settimana è ripartita la stagione agonistica del pilota lucano Chico Postiglione. Sull’autodromo di Misano, infatti, si sono svolti i primi test collettivi del campionato italiano Porsche Carrera Cup, presenti tutti i team iscritti al monomarca tedesco. Un debutto positivi per Postiglione che, in forze al nuovo e plurivincente team Ebimotors, dovrà difendere il fresco titolo di campione italiano vinto dal suo predecessore Alessandro Balzan. Il potentino nella prima sessione di prove ha fatto un lavoro di rodaggio al motore della sua nuova Porsche Carrera 911 GT 3, sotto precise e dettagliate indicazioni dello staff dell’Ebimotors, e, nonostante non abbia mai forzato i ritmi, è riuscito a chiudere al 5° posto con un tranquillo 1’39”800. La seconda sessione ha dato molto spazio all’assetto della Porsche, tanto il lavoro con la telemetria per cercare di capire come poter migliorare lo stile di guida del lucano e la cosa ha dato i suoi frutti immediatamente. Tornata dopo tornata Postiglione ha infilato una serie di giri veloci fino a stabilire con il tempo di 1’38”333 il terzo tempo assoluto delle prove, il secondo crono è stato fatto segnare da Ferrara in 1’38”160, mentre il debuttante Mancinelli ha ottenuto il primo posto in 1’38”110. Il dato importante è che i due piloti che lo hanno preceduto hanno usato gomme nuove, mentre il team di Postiglione ha preferito “accontentarsi” del terzo crono di giornata, per conservare il treno di gomme nuove in ottica debutto campionato a Vallelunga, dando dunque subito grande prova di tattica sportiva. Al debutto Postiglione ha dichiarato: “Grande lavoro svolto con il mio nuovo team, la professionalità in casa Ebimotors occupa il primo posto, la cura del mezzo tecnico è maniacale e le riunioni tra lo staff tecnico e me sono state intense e molto produttive. Le mie sensazioni di guida sono state tenute in considerazione giro per giro, e senza coperture nuove ho girato costantemente sul passo del 1’38”600 che in gara sarebbe un passo record. Il lavoro è stato concentrato tutto sul rodaggio del motore e sull’assetto, e nonostante non abbiamo rincorso il crono sono contento del mio terzo tempo assoluto. Dopo questo intenso lavoro nello Shakedown di Misano non vedo l’ora di iniziare questa nuova stagione agonistica, il livello dei piloti è alto anche quest’anno. Ci sarà il ritorno di Ferrara, già vincitore di questo campionato al suo debutto nel 2007, ci sarà Matteo Malucelli ed anche il giovane Mancinelli, mattatore di queste prove, sarà da tenere d’occhio; ma sono sereno e concentrato per dar battaglia a tutti.” L’appuntamento per il via del campionato italiano Porsche Carrera Cup è fissato per il 5 e 6 maggio a Vallelunga.


REPORT

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Via Crucis: i riti della settimana santa di Pasqua nel Vulture U

na tradizione consolidata che non svanisce e che puntualmente ritorna alla ribalta con rinnovato vigore e classico stile. In prossimità delle festività di Pasqua, si ripresentano con cadenza annuale e con la prevedibile relativa attesa (a dire il vero sempre meno rispetto alle annate precedenti) i suggestivi riti legati alla settimana santa nella zona del Vulture, con le sacre rappresentazioni della cosiddetta Via Crucis, prevalentemente ponendo l’accento su quelle più rinomate e rappresentative di Atella, Barile e Rionero (oltre a queste,

per opportuna conoscenza e menzione meritoria, ve ne sono altre interessanti in diversi centri lucani e non solo). Riflettori puntati ovviamente sullo stesso motivo conduttore, con descrizione incentrata e messa in opera con numerosi figuranti delle ultime ore di Gesù fino al pietoso atto della drammatica crocifissione, le tre citate iniziative sono frutto di differenti impostazioni, con diverse modalità di rivisitazione e attuate secondo un calendario ormai consolidato, con apertura della “tre giorni” il giovedi santo ad Atella, il giorno dopo a Barile e il sabato l’atto

conclusivo a Rionero. Ognuna delle pittoresche rappresentazioni riscuote alla pari incondizionato successo e gradimento da parte del numeroso pubblico presente (anche da fuori regione), che fa da cornice e segue con evidente interesse e spesso con il giusto trasporto emotivo (specie i più devoti), molti muniti di videocamere e attrezzati di macchine fotografiche per immortalare i momenti clou della processione, con le tre località in questione che in una logica e palese competizione si contendono la palma del miglior evento a livello di

organizzazione e che giocano le loro carte di prestigio e notorietà per attirare più attenzione possibile. Esempi riusciti ed efficaci di operazioni di affermazione di marketing territoriale. Resta il fatto che tutte meritano felicitazioni e plausi per la loro originalità, soprattutto negli ultimi tempi, tenendo presente che sono aumentate le difficoltà nel reperire personaggi figuranti e come in tanti casi se non ci fossero autentici appassionati e persone disposte ad impegnarsi davvero tanto per mettere il tutto su nel migliore dei modi, si rischierebbe di poter disperdere

antiche tradizioni così radicate e sentite dalla popolazione, con spiacevoli conseguenze anche in termini di salvaguardia di usi e costumi per iniziative che per tanti anni hanno offerto (e continuano) vera promozione turistica e indiscusso appeal delle località in questione. Anche se è doveroso sottolineare, a giusta ragione, a proposito di promozione, si reclama un opportuno maggior “lancio” e sostegno da parte di chi di competenza per questi eventi, che se propagandati a dovere contribuirebbero senza dubbio a incrementare ancora di più interesse, curiosità e flussi

Atella apre le danze A Rionero 180 figuranti

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ra le sacre rappresentazioni ‘simbolo’ del Vulture, ad aprire il ‘trittico’ (oltre a Barile e Rionero) della settimana santa, come da tradizione consolidata, la ‘prima’ cronologicamente e di giovedi è quella del centro angioino che nella circostanza raggiunge il traguardo di quota 47 edizioni. Iniziativa apparentemente simile in rapporto alle altre, ma con evidenti caratteristiche e impostazioni differenti, con la medesima passione e vissuta con autentico spirito di intensità nell’interpretazione della rivisitazione del dramma della morte di Cristo. Si comincia alle ore 16 circa, con organizzazione e coordinamento curato dalla Pro Loco ‘Vitalba’ con il supporto dell’amministrazione comunale, dipartimento Cultura e Lavoro della Regione Basilicata e Azienda di Promozione Turistica, realizzata nel pieno coinvolgimento di tutta la comunità atellana e dei suoi 4.000 abitanti circa. Sapiente, preziosa e di qualità la regia di Mario Coviello che annovera circa 100 figuranti in costume d’epoca, che con professionalità, impegno e abnegazione ‘ritornano’ al passato e riportano gli attenti spettatori all’epoca dei fatti, immedesimandosi nei personaggi e trasmettendo emozioni che riescono a coinvolgono il pubblico nel dramma storico della passione. La rappresentazione prende il via da Piazza Gramsci con dialoghi recitati che ripropongono le fasi del

processo subìto da Gesù da parte di Ponzio Pilato, con a seguire il corteo che si snoda per il caratteristico percorso del centro storico, con la processione che si arricchisce di ulteriori personaggi che incontrano Cristo, come la Samaritana, la Veronica e il commovente incontro con la Madonna che avviene in prossimità di Porta Melfi e della Dogana, che unitamente al Castello sono le uniche testimonianze ‘superstiti’ e ancora visibili degli antichi fasti della cittadina nel 1400. Caratteristica saliente e specifica dell’evento atellano è la figura del ‘Cireneo’, scelto dal tribuno tra le persone che assistono alla manifestazione, mentre di forte impatto drammatico sono le cadute di Cristo che caratterizzano il percorso sotto il peso della croce, fino all’arrivo sul luogo della crocifissione, ultimo atto che si svolge nei pressi del Sito Paleolitico a due passi dal cimitero. Tra le curiosità citiamo che nel passato era usanza ‘tassativa’ far interpretare i ruoli di Gesù e la Madonna ad una coppia di fidanzati prossimi alle nozze nel corso dell’anno, ma negli ultimi anni tale tradizione non è stata applicata, complice le difficoltà nel reperire persone con tale requisito e ‘volontarie’, quindi gli organizzatori hanno deciso di scegliere in alternativa in base alle richieste pervenute previa valutazione. Altri ‘fioretti’ o ‘voti’ previsti nel ‘regolamento’ attuativo della rappresentazione, quello dei tre anni consecutivi da ricoprire per i vari ruoli e osservare un periodo di tre giorni di digiuno precedenti il rito. In chiusura, per un ritorno alle tradizioni del passato, i promotori fanno appello fin da ora per l’edizione 2013 a coppie di fidanzati e futuri sposi nell’anno in questione (anche se non di Atella) per i ruoli principali di Gesù e Maria. A. P.

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na sacra rappresentazione che ha origini antiche, nata agli inizi come semplice processione (con le sole statue) è diventata col passare degli anni sempre piu’ articolata e ricca di svariati figuranti, che secondo una ‘richiesta’ di profonda devozione vi prendevano parte per adempiere ad un voto, con reali sacrifici (‘phietas’ sottoforma di astinenza e digiuno per tutto il mese che precedeva l’evento) a cui si sottomettevano e la cronica povertà dei costumi, il piu’ delle volte loro malgrado rattoppati e di poco valore (con le figure femminili che indossavano l’abito della cerimonia nuziale che passava dall’una all’altra). Peraltro i ruoli femminili erano ricoperti da fanciulle vergini e rigorosamente ‘timorate’ di Dio, inoltre tutti i personaggi ottemperavano all’impegno per tre anni. Col tempo l’iniziativa si è ‘evoluta’ con conseguente attenuazione del rigore delle origini, mirando ad una maggiore qualità nella scelta di costumi e personaggi, per meglio immedesimarsi nelle vicende dell’epoca e dei rispettivi ruoli dei protagonisti, ovviamente senza tralasciare storia, riferimenti e tradizioni. Negli anni settanta col contributo di intellettuali rioneresi è stata aggiunta la drammatizzazione di alcuni ‘momenti’ della passione di Cristo, probabilmente per caratterizzarsi rispetto a quella di Barile che continuava ad essere, indiscutibilmente, la più’suggestiva. Se ciò suggestionava maggiormente, a parere di alcuni ‘penalizzava’ in modo considerevole la processione che veniva interrotta e ricomposta piu’ volte. Nel 2000 la Confraternita Maria Santissima del Monte Carmelo promotrice della processione la affida ad una associazione, le ‘Mele Marce’, grazie all’impegno di Nicheo Cervone e Rosa Preziuso che danno inizio ad una generale revisione. A quest’ultima anche il compito di rinnovare completamente i costumi dopo una attenta lettura dei dati storici e dei testi sacri, con plauso particolare e meriti riconosciuti, essendo da sei anni l’unica responsabile della gestione della manifestazione, incarico impegnativo ma da essere orgogliosi visto il successo conseguito. La processione ha inizio con la sfilata dei protagonisti della vicenda umana di Gesù dalla domenica delle Palme con l’ingresso trionfale a Gerusalemme fino alla

crocifissione e alla resurrezione. Accanto ai personaggi consolidati e conosciuti integrano la rappresentazione altri con ruoli ‘educativi’: il Moro e i Moretti che rappresentano ‘l’altro’, ‘il diverso’, ciò che non è cristiano; la Zingara vestita di nero e coperta d’oro che rappresenta la dissolutezza, la corruzione, il peccato; il nero del suo abito identifica il peccato, il male, l’assenza di luce che è Dio; l’oro è il mezzo che corrompe e rappresenta la forza del potere, dei suoi vizi e i monili che ricoprono copiosamente il personaggio sono generosamente messi a disposizione dalla comunità, per certi versi orgogliosa così’ di mostrare la ricchezza che possiede e quindi la forza economica che ne scaturisce. Malco sfila incappucciato con le scarpe calzate di traverso e fustiga le persone, indicando la punizione di coloro i quali, ciechi, hanno condannato Gesù; Giuda vaga irrequieto lungo il percorso della processione, seguito dalla Tentazione, bella e misteriosa, che raffigura il demonio che si è impossessato di lui. Con la Madonna Addolorata, San Giovanni e Maria Maddalena sfilano le Pie Donne indicate nei Vangeli come discepoli del Signore. Seguono Giuseppe D’Arimatea e Nicodemo rappresentanti del Sinedrio, saggi anziani che cedettero in Gesù e rappresentano quindi la forza del bene. Ancora un gruppo di fanciulle che simboleggiano gli Angeli della Resurrezione, la vita dopo la morte, angeli bianchi che portano il cielo pasquale e il grano germogliato dei sepolcri, che è simbolo ella vita che rinasce. La processione si chiude con le statue della Madonna Addolorata e del Cristo morto accompagnate dalla suggestiva ‘colonna sonora’ musicale, con atto finale pieno di emozione della ricostruzione del Golgota, con la crocifissione del Cristo e il pianto della Madonna. Partecipano alla sacra rappresentazione come da tradizione di Sabato 7 Aprile (partenza dal Centro Sociale dalle ore 10 e termine alle ore 13 circa nello stesso luogo) 180 figuranti a cui si aggiungono i portatori di statue rigorosamente vestiti a lutto e le bande musicali cittadine. A. P.

di visitatori, tenendo presente la qualità e il livello che esprimono tali iniziative. Per il resto, dopo mesi di prove e preparativi, si spera e ci si affida alla clemenza delle condizioni metereologiche per evitare che il tutto possa essere turbato o vanificato sfortunatamente. Antonio Petrino

A Barile “La Processione dei Misteri” E’

stata definita la “Processione dei Misteri” e rappresenta la più antica e rinomata in Basilicata e tra le più famose in Italia, tra le rappresentazioni viventi (risale al seicento e quest’anno festeggia secondo alcuni i 400 anni) e detiene il ‘primato’ in fatto di prestigio, suggestione, pathos e misticismo. Si tiene il Venerdì Santo nel ridente borgo di origine albanese alle pendici del Vulture a partire dalle ore 15 (ora e giorno in cui Gesù morì oltre duemila anni orsono) a seguire la consueta fase liturgica nella Chiesa Madre Un evento celebre e atteso, di grande appeal e fascino, che si snoda tra il percorso cittadino del piccolo centro, con la popolazione quasi interamente coinvolta in una struggente ed emotiva partecipazione. Il tutto è preceduto da un’antica tradizione al suono dello squillare delle trombe sotto le case di chi indosserà i costumi dei personaggi più importanti del rito, alla quale si aggiunge (come in altri casi simili) il digiuno e meditazione devota per il mese che precede la rappresentazione per colui che impersonerà il Cristo. Quasi 120 i figuranti con in evidenza i ruoli classici menzionati nel Vangelo, oltre a personaggi metaforici creati dall’immaginario collettivo. Fra questi trentatre giovani donne, che rappresentano gli anni di Cristo e la Zingara, che sfoggia gioielli in quantità accompagnata dalla zingarella, a simboleggiare ricchezza e lussuria mista a malvagità. La pregevole organizzazione con dovizia di particolari è a cura del “Comitato Sacra Rappresentazione Via Crucis di Barile”, in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria delle Grazie e l’Associazione turistica Pro Loco Sono presenti nella processione tre figure del Cristo: con la croce, con la canna e con la colonna, per ricordare i momenti in cui a Gesù fu data una canna (‘ecce homo’) come scettro e quando lo stesso fu legato per essere fustigato. In passato i tre nominati figuranti sfilavano coperti, erano avvolti da un sudario bianco che non consentiva di riconoscere gli interpreti. In seguito, a partire dagli anni ‘40, la figura del «Cristo con la croce» sfila scoperta: cammina scalzo per l’intero percorso (circa quattro chilometri), trasporta una pesante croce e trascina una catena di ferro. Sono ancora oggi incappucciati il Cristo con canna e quello con la colonna. Degni di particolare interesse altri personaggi storici della fede e tradizione della sacra rappresentazione barilese, tra cui la Madonna che con grande professionalità ricopre un ruolo difficile e delicato in maniera impeccabile. Da ricordare infine che quasi trent’anni fa, precisamente l’11 maggio 1983 il Comitato propose a Roma e nella Città del Vaticano, alla presenza di Giovanni Paolo II, l’inimitabile processione con giustificato onore e soddisfazione. A. P.


ontrosenso

REPORT

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Johannes Klements e le apparizioni misteriose

A cura di don Marcello Stanzione esperto di demonologia

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n caso, antico nel tempo, di apparizione di un’anima del purgatorio, ma di cui si ha una documentazione straordinariamente attendibile, è quello avvenuto a Pressburg dal 24 luglio 1641 al 29 giugno 1642. Su questo fatto è stato scritto un libro dall’abate canonico Alexander M. Gaibl di Pressburg col titolo “Narratio rei admirabilis” ossia “ Descrizione di un fatto straordinario” e che ricevette il 22 gennaio 1910 l’Imprimatur dell’Arcivescovo di Praga. Ma già nel 1643 era stata data alle stampe una descrizione dei fatti per opera di Michael Kopchani, allora Vescovo di Pressburg. In questa narrazione sono riportate le testimonianze sotto vincolo di giuramento di 32 testimoni, ed essendo apparso subito dopo la conclusione degli avvenimenti, ha pieno diritto di attendibilità, tanto più che allora il caso mosse una gran curiosità e diede occasione a discussioni generali. Ed è certamente

molto importante che tra i testimoni vi fossero anche dei non cattolici, che attestarono la verità del fatto. In breve si tratta di questo: “Viveva a Pressburg un certo Johannes Klements, soprannominato Zwespenbauer, protestante, che 7 anni prima della morte si fece cattolico. Fino alla conversione aveva condotto “una vita non certo irreprensibile” ma poi cambiò “talmente i suoi costumi assieme alla religione, che lo si vide e sentì piangere e sospirare in chiesa”. Dopo la morte apparve, sempre con lo stesso aspetto, per quasi 100 volte ad una ragazza ventenne, certa Regina Fischerin che si distingueva per la sua devozione, e cominciò già poche settimane dopo la sua scomparsa. Egli appariva alla ragazza, di giorno e di notte, in modo pauroso, anche quand’essa cambiò casa, ed andò in un altro luogo. Una volta le apparve perfino su un battello che scendeva il Danubio e su cui essa si trovava. Per consiglio di un sacerdote, alla fine essa rivolse la parola al morto che le disse, con la stessa voce che aveva avuto in vita:” Figlia mia, ti prego per amor di Dio, vai da mia moglie e dille di dar via i 200 fiorini, perché sono prezzo di sangue!”. Inoltre durante la vita aveva fatto diversi voti che non aveva mantenuto e che le specificò (far dipingere un’immagine della Mater Dolorosa e farla mettere nella chiesa principale, oltre a far celebrare 3 S. Messe, offrire 12 candele consacrate e dare una certa somma in elemosina ai poveri). Quest’era la ragione della sua inquietudine, per cui non poteva lasciarla in pace. Una volta che Regina gli disse: “Io non so chi tu sia!” egli rispose: “Mi chiamo Klements Zwespenbauer”. Dopo ripetute insistenze dello spirito, la ragazza andò infine dalla vedova del morto e le disse ciò che costui chiedeva. La donna negò di saper qualcosa del denaro; disse a Regina di non spaventar gli altri: sua madre (dopo la

morte) aveva già girato per la casa ed aveva spaventato i domestici presentandosi sotto forma di spettro; la vedova s’impegnava ad occuparsi del ritratto di Maria, promesso dal marito. Regina Fischerin però ribatté che il marito voleva ch’essa desse a lei il danaro per il quadro; ma la vedova non volle. Quando lo spirito riapparve e Regina lo pregò di lasciarla in pace, egli ribatté: “No, non cederò, finché non hai portato a termine la faccenda. In qualsiasi parte tu possa fuggire, ti seguirò sempre!”. Una volta che Regina, spinta da un grande bisogno di tranquillità, gridò eccitata al morto: “Per tutti i Sacramenti…! Via di qui, vecchio briccone, torna nel luogo da dove sei venuto, non hai niente a che fare con me!” lo spirito arretrò con volo triste e sparì, ma ricomparve il giorno seguente e le diede un “forte schiaffo, così forte ch’essa credette che la testa le fosse andata a pezzi”. Lo schiaffo lasciò dei segni molto chiari: dal naso e dalla bocca uscì tanto sangue che ne furono bagnati non solo il viso e le mani, ma anche tutto il vestito. Testimoni ineccepibili assicurarono che questo sangue aveva un forte odore di cadavere; uno dei testimoni aggiunse di averlo toccato con le proprie dita e di aver sentito per due giorni interi odor di cadavere su tutto il proprio corpo. Dopo il colpo Regina svenne e rimase senza conoscenza fino alla mattina del giorno seguente. Alcuni giorni più tardi lo spirito riapparve e, alle domande dei presenti, disse di aver picchiato così Regina perché essa aveva usato contro di lui delle parole di maledizione; l’aveva fatto come esecutore e vendicatore della giustizia divina. Infine confessò di aver ucciso un uomo per la somma di 200 fiorini; aveva purificato se stesso ed il suo delitto nella S. Confessione, ma poiché non aveva avuto dal confessore una penitenza adeguata alla gravità della colpa, ora doveva sopportare per espiazione le punizioni più dure. Per

consiglio del suo confessore, Regina, chiese allo spirito varie prove ch’egli fosse realmente colui che diceva; il morto allora impresse a fuoco, più volte, la propria mano su un fazzoletto, su una tavola e su altri oggetti: lasciò in tutto 5 impronte. Questa mano, la destra era identica a quella che aveva avuto in vita; la falangetta dell’indice gli era stata tagliata in seguito ad un panereccio e la mutilazione è ben visibile nelle impronte! (le fotografie lo confermano). L’identificazione del morto con lo spirito era dunque completa. Quando infine soddisfatto a tutte le richieste dello spirito e Regine, in un dato giorno stava nella propria camera assieme a diversi sacerdoti, tutti udirono che lo spirito diceva con la sua voce naturale: “Oh mio Dio, oh, mio Signore, tu sei la mia consolazione e la mia forza, il mio rifugio e la mia speranza, finalmente entrerò nella beatitudine eterna!”. Il 28 giugno 1642, come aveva predetto, in presenza di un gran numero di persone, tra cui diversi sacerdoti, lo spirito si congedò dalla fanciulla sotto forma di una bianca colomba e non apparve più”. Regina Fischerin in seguito, trovandosi in una condizione molto misera, ricevette dall’Imperatore Ferdinando III una pensione annua; nella relativa disposizione che si trova ancor oggi nell’archivio delle finanze di Vienna, è detto: “Vi rendiamo noto che in seguito all’umile preghiera di Regina Fischerin di Halstatt e per una ragione speciale, e particolarmente in memoria di un fatto miracoloso che la divina Provvidenza attuò attraverso di lei, negli scorsi anni, a Pressburg, per la liberazione di una certa anima dal Purgatorio, abbiamo dato ordine e permesso di pagare alla stessa, per il suo sostentamento, per la durata della sua vita e togliendo dalle entrate della nostra Camera ungherese, un fiorino ungherese al giorno”. Il fatto che già 5 mesi dopo gli avvenimenti

narrati comparisse un libro, conservato ancor oggi, con i risultati dell’indagine fatta per ordine dell’allora Arcivescovo di Gran, garantisce che nel corso del tempo la storia di

questo fatto unico non ha avuto aggiunta o coloritura.

P2: Licio e Mino

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opo le considerazioni svolte sulla protezione accordata a Gelli dai Servizi non può non destare meraviglia che questo comportamento venga rovesciato radicalmente quando non solo il silenzio su Gelli viene rotto ma addirittura l’informativa COMINFORM finisce in mano al giornalista Mino Pecorelli che, in forza della sua professione, inizia a somministrarne in piccoli frangenti posti in sequela, con dosaggio parziale che non viene però portato a compimento a seguito del suo assassinio, occorso pochi giorni prima della

preannunciata pubblicazione integrale del contenuto del documento. E’ certo che il giornalista Pecorelli avesse accumulato nel corso della sua carriera più di un motivo per temere della propria incolumità, per cui non sarebbe opportuno credere o supporre che la totale pubblicazione abbia potuto nuocere alla figura di Gelli, il quale tuttavia ne avrebbe avuto senz’altro nocumento in forza del fatto che ancora si ignorava . Così pure nel corso della vicenda ITALICUS, il servizio, ha effettuato un cover

up a carico delle informazioni ritenute in sede di informativa COMINFORM allorquando il direttore dei Servizi negava al giudice inquirente la conoscenza delle notizie contenute nell’informativa, che appunto in possesso del Servizio. Ovviamente va de plano che ciò avvenisse non solo e non tanto per proteggere Gelli, ma per la più sottile ragione che il patrimonio di conoscenze contenuto dal documento veniva considerato dai Servizi come essenziale strumento in loro mano per controllare il soggetto, che reso pubblico

non avrebbe più consentito loro di essere gli unici arbitri sul come e sul quando farne uso, cosa che, per l’appunto, si sarebbe verificata dopo poco più di un anno. Dunque e di soccorso assumere il fatto che non siano i Servizi controllati da Gelli, ma al contrario, essi stessi controllori del personaggio Gelli. La soluzione proposta ci consente di risalire un anello della catena, rispondendo ad una serie di quesiti, per aprirne nel contempo altri di forse maggiore portata. Affermare che Licio Gelli è

uomo dei Servizi segreti sin dagli esordi della sua carriera vale a chiedersi se questa sua situazione sia rapportabile all’organizzazione in quanto tale o a suoi settori, in considerazione della variegata sfaccettatura settoriale interna che l’apparenza monolitica rilevabile dall’esterno non farebbe sospettare. Quello che con tutta onestà si può dire è che in materia di così difficile trattazione e di fronte ad un personaggio

di così sfuggente profilo ogni ipotesi è in astratto formulabile e nessuna conclusione può palesemente dichiararsi assurda. Questo è anche quanto può essere affermato, sulla scorta della conoscenza degli atti in possesso della Commissione, circa la vexata quaestio della presunta veridicità o meno delle notizie che l’informativa COMINFORM consegna oggi alla storia su Licio Gelli.


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IN PLATEA

Consigli di Bellezza di Loredana Venturini Immagine Donna Estetica - Solarium

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a primavera e’ alle porte ed e’ ora di rimetterci in forma per prepararci a scoprire qualche centimetro di pelle in piu’ ! Prima di tutto come stiamo? Pigre ed ingrigite dal lungo inverno? E’ il momento giusto per lavorare su noi stesse utilizzando prodotti che usiamo nella quotidianita’ Oggi parliamo di scrub (termine inglese utilizzato per indicare un tipo di trattamento estetico finalizzato all’esfoliazione dell’epidermide). Per mantenere l’epidermide elastica e morbida le regole sono due: Esfoliare e Idratare. Con una corretta esfoliazione infatti la pelle riacquista rapidamente la sua naturale luminosita’.Eliminare le cellule morte che si accumulano sulla superficie

Come rimettersi in forma per la primavera Con un peeling corpo al naturale cutanea è un gesto prezioso per la bellezza della nostra pelle. L’esfoliazione agisce a livello superficiale eliminando ispessimenti , ruvidità e restituendo alla pelle un aspetto più luminoso. Gli Scrub per il corpo contengono particelle granulose che strofinate sulla pelle svolgono un’azione lievemente abrasiva al fine di eliminare le cellule morte e le impurità . I granuli , più o meno grandi, sono ricavati da sostanze naturali come i sali marini , lo zucchero di canna ,il miele e i gusci di frutti frantumati . Fare bene uno Scrub richiede veramente poco tempo; iI prodotto puo’ essere massaggiato sulla pelle asciutta o bagnata ed il massaggio puo’ essere più profondo e prolungato nei punti ruvidi e spessi come gomiti , ginocchia, piedi ed al contrario va mantenuto leggero nella parte interna delle gambe e delle braccia ed in presenza di capillari dilatati e fragili. Completato il massaggio occorre risciacquare accuratamente per eliminare ogni traccia del prodotto. Dopo l’esfoliazione è importante ristabilire il film idro-acido lipidico indispensabile per proteggere la cute dagli agenti esterni con l’abbondante applicazione di una crema

idratante o nutriente. Tutto questo può essere realizzato anche da voi con prodotti di uso quotidiano che normalmente abbiamo in casa .Occorre dell’olio di Argan o dell’olio di Jojoba ma possiamo sostituirli con del normale olio di oliva o del miele. Versatene un po’ in una ciotola ed aggiungete del sale da cucina o dello zucchero . Miscelate in parti uguali ed applicatelo sulla vostra pelle massaggiandolo e subito dopo... sotto la doccia per il risciacquo . Dopo aver asciugato il corpo la vostra pelle apparirà più levigata e luminosa ,ma il trattamento sarà completo solo dopo aver applicato una generosa quantità di crema idratante o nutriente da massaggiare fino al completo assorbimento. VI ASPETTO SABATO PROSSIMO PER ALTRI CONSIGLI DI BELLEZZA.

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

EAZY SKANKERS

“Changes”

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entre il mercato del reggae internazionale (a parte qualche improvvisa fiammata) sembra arrotolarsi su se stesso, a casa nostra le novità più gustose arrivano … da casa nostra. Un concetto questo, che ci piace ribadire. Un esempio su tutti: il secondo album degli Eazy Skankers -uscito già da diverso tempo, per la verità- ma che è giunto in redazione inviatoci direttamente da Raphael, cantate italo-nigeriano frontman della band savonese. Il disco, il secondo degli Eazy Skankers, è stato realizzato presso lo studio Dub de Demon di Luserna San Giovanni, ed è stato mixato da Madaski (Africa Unite) che ne ha curato anche la produzione artistica. Ci troviamo pertanto di fronte ad un lavoro di roots reggae in cui un sound “alla Africa Unite” (e quindi con nuance “alla Steel Pulse”), si sposa alla grande con un aroma alla “Bob Marley”, grazie ad alcuni ritmi morbidi, ma anche soprattutto alla voce di Raphael. Il cantante fa sua la lezione vocale del Re del Reggae, in qualche modo, però, attualizzandola e personalizzandola (ascoltare “Liberate Nigeria” o “Rasta Postman” per credere) . Di qui l’invito alla band, da parte di chi scrive, ad insistere con i brani in italiano, rispetto a quelli presenti nel disco (fra cui la splendida “Un altro Giorno”). Forse così ci sarà minore “appeal” internazionale, ma gli Eazy Skankers potrebbero essere l’unica band ad avere la peculiarità di un frontman che canta quasi come Marley, ma in italiano.

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Via del Gallitello

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In Programmazione: Coppa Speranze Fiat Melfi 2012 SiderurgikaTv incontra: Fidas Donatori Sangue "Medicina della Solidarietà" - Mannaia "Live in Vacchereccia" - Catastrofe 831 Le Nostre Pubblicazioni On-Line: Vulture Magazine, notizie dal cuore della Basilicata; Evasion, blog del libero pensiero; Libri Liberi.


C O M U N E DI P O T E N Z A AVVISO ALLA CITTADINANZA ASSEGNAZIONE DI SEPOLTURE AL NUOVO CIMITERO Si avvisa la cittadinanza che è possibile presentare domanda di assegnazione di sepolture. Con convenzione Rep. N. 14941 del 27.04.2009 il Comune di Potenza ha affidato in concessione i lavori per la progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Cimitero Comunale, in località C/da Montocchino, alla Società Nuovo Cimitero di Potenza di Socomer G. L. srl . Il progetto definitivo approvato il 07.04.2010 prevede la realizzazione di loculi, cappelle gentilizie, cappelle di famiglia, cellette ossario e fosse. Il costo stabilito per ciascuna tipologia è quello riportato nella sottostante tabella: Prezzo* € 10% caparra concessione per 30 anni di loculo in 1° fila 3.780,00 378,00 concessione per 30 anni di loculo in 2° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 3° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 4° fila 2.940,00 294,00 concessione per 99 anni di cappella gentilizia 10 loculi + 16 ossari 58.950,00 5.895,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 8 loculi + 8 ossari 43.640,00 4.364,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 4 loculi + 4 ossari 24.760,00 2.476,00 concessione per 30 anni di celletta-ossario o cinerario 236,00 23,60 concessione per 10 anni di fossa 294,00 29,40 * oltre iva come per legge Gli interessati potranno presentare la domanda di concessione presso la sede del concessionario NUOVO CIMITERO DI POTENZA DI SOCOMER G. L. srl, ubicata in Potenza alla Via Matera presso Parcheggio UNO Rione Mancusi – negli orari di apertura al pubblico dal martedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle 16,30. Il progetto potrà essere visionato sul sito internet www.socomer.it oppure sul sito internet del Comune di Potenza www.comune.potenza.it area tematica servizi cimiteriali. CONDIZIONI PER L’AMMISSIONE DELLA DOMANDA 1. Gli assegnatari dovranno essere residenti o aver avuto la residenza o aventi parenti residenti nel Comune di Potenza. 2. Ogni soggetto potrà risultare assegnatario di n. 1 (uno) loculo e di un ossario per ogni componente il suo stato di famiglia o di una cappella. 3. L’assegnazione potrà avvenire solo ed esclusivamente in favore di un soggetto. 4. L’assegnazione potrà altresì avvenire a favore di soggetti defunti su richiesta del familiare. 5. E’ fatto assoluto divieto di cessione, a qualunque titolo, della prenotazione e/o concessione. 6. E’ condizione di ammissibilità della domanda il versamento del 10% del costo di concessione a titolo di deposito cauzionale come dettagliato in tabella. 7. La durata della concessione decorrerà dall’utilizzo della stessa. 8. La scelta della sepoltura avverrà con il criterio cronologico di presentazione della domanda. L’Ufficio del Concessionario del Nuovo Cimitero Comunale di Potenza è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti (e-mail: nuovocimiterodipotenza@socomer.it, tel. 0971/273524) e ha la sede in Potenza alla via Matera c/o Parcheggio Uno (Rione Mancusi). Potenza, 10/01/2012 Il Concessionario Nuovo Cimitero di Potenza s.r.l.


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Le scuole festeggiano la primavera Simpatiche manifestazioni a San Fele e a Ruvo del Monte di Pino Di Lucchio

Ruvo del Monte, festa dell’albero - Intervento di Vittoria Lucia Cefola

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a giornata del 21 marzo è stata festeggiata delle scuole e i docenti di Ruvo del Monte e San Fele che hanno salutato la primavera con canti, poesie, esibizioni musicali. Numerosa la partecipazione dei genitori e della

cittadinanza tutta. La Giornata Nazionale dell’Albero nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo mondiale ed italiano per la tutela della biodiversità, il contrasto ai cambiamenti

climatici e la prevenzione del dissesto idrogeologico. La manifestazione di Ruvo del Monte è stata preceduta dalla benedizione degli alberi dal parroco don Gerardo Gugliotta. Cinque alberelli che simboleggiano cinque bambini nati nell’ultimo anno

a Ruvo del Monte. In seguito l’intervento della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di San Fele, Lucia Cefola Lucia, la quale, anche, in qualità di Assessore Comunale alla Cultura di Ruvo del Monte, ha rimarcato l’importanza di questa giornata in ambito ecologico, sociale e scolastico. La Legge n° 133 del 29 gennaio 1992 obbliga ogni Comune d’Italia di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica. Oltre ai consueti saluti alle autorità presenti, la Dirigente scolastica ha voluto dedicare un minuto di silenzio ai bambini vittime della strage di Tolosa. Il clou della manifestazione è stato rappresentato dai ragazzi che, con canti e poesie, hanno inaugurato l’arrivo della primavera, riscoprendo i valori ambientali ed ecologici Inoltre i ragazzi hanno effettuato un’ampia ricerca sul mondo vegetale, sia di carattere scientifico sia storico. Gli alberi, comparsi sulla Terra circa 300 milioni

di anni fa, costituiscono un elemento indispensabile dell’ecosistema, per il ciclo della vita, per l’equilibrio climatico e per la sopravvivenza delle specie. Circa 10 mila anni fa, finita l’ultima glaciazione, l’Italia era abitata da non più di 30-35 mila persone e, il bosco ricopriva quasi l’intera penisola. Con l’aumento della popolazione e il fiorire della pastorizia e dell’agricoltura, iniziò in modo sistematico l’uso del legno e la conseguente diminuzione del patrimonio boschivo. L’albero è anche fonte di alimentazione, favorisce le scoperte mediche, ha ispirato l’arte, la religione, il mito. Molte sono le rappresentazioni legate all’albero; infatti, è il luogo dove si celebravano giuramenti, feste, riti e avvenimenti storici. Anche la scuola di San Fele si è cimenta con canti e poesie a salutare la primavera e scoprire i principi ambientali e naturalistici. I bambini portavano tanti manifesti colorati con

disegni e messaggi sul rispetto dell’ambiente. Hanno partecipato numerosi genitori e cittadini che hanno applaudito calorosamente le esibizioni dei bambini, divertendosi insieme a loro in una meravigliosa giornata primaverile. Presenti esponenti della giunta comunale di San Fele, tra cui l’Assessore Mauro Cerone il quale ha ringraziato i bambini e le insegnanti per aver regalato queste emozioni. Mauro Cerone ha ricordato che si impara e si fa esperienza più nei boschi che sui libri di scuola. Saluti anche dai rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato. Dopo la benedizione degli alberi da parte del parroco don Francesco Consiglio, i bambini, aiutati militi del Corpo Forestale dello Stato, dalle insegnanti e da alcuni addetti comunali hanno concluso la cerimonia piantando gli alberi.

Policoro centro del Mediterraneo: il Circolo Velico Lucano premiato a Roma

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opo aver fatto conoscere, insieme alla vela, il nostro mare in Italia e in Europa, il Circolo Velico Lucano di Policoro punta a diventare il riferimento del Mediterraneo. Lo ha annunciato il suo presidente, Sigismondo Mangialardi, nel corso della premiazione della sua attività, tenutasi il 21 marzo presso l’Associazione dei Lucani a Roma. Ospiti della serata Vito De Filippo, la giornalista Anna La Rosa, l’Assessore alla formazione, lavoro, cultura e sport, Vincenzo Viti, l’Assessore alle infrastrutture, opere pubbliche e mobilità, Agatino Mancusi, il Direttore generale dell’Apt, Giampiero Perri, e l’onorevole Morassut.Il circolo velico Lucano di Policoro, creato trentadue anni fa dai Mangialardi, è una realtà imprenditoriale che ha portato

nell’area nuove figure professionali - istruttori di nuoto, di sci nautico, di vela - volgendo in particolare l’attenzione alla formazione e all’occupazione dei giovani. Nella struttura, che vanta 14.000 presenze, arrivano ragazzi da tutta Italia e non solo, e lavorano 120 persone. Inoltre, da poco è stato concluso un accordo che farà di Policoro il centro di navi dei giochi studenteschi di vela, golf, intergolf e orientamento. Sport innovativi, resi accessibili, che danno una risposta al mondo della scuola e dei giovani. «Ciò che merita di essere sottolineato ha detto Filippo Martino, presidente dell’Associazione Lucani a Roma - è che si tratta di un’industria che sensibilizza i giovani a rispettare il mare e la natura e che, soprattutto, è auto-generata, e non paracadutata come le molte attività

che frequentemente hanno caratterizzato il Mezzogiorno». Aspetto, quest’ultimo, importante anche secondo la giornalista calabrese Anna La Rosa che da diversi anni frequenta il Circolo Velico. Per De Filippo «Mangialardi rappresenta la Basilicata forte e intraprendente», e «la conferma dell’esistenza nel Mezzogiorno di eccellenze» a dispetto di quella «lobby delle cartine geografiche che prova a descriverlo come un territorio omogeneo dove si dilapidano risorse». Insomma, per De Filippo, Mangialardi è «un esempio che il Sud può farcela, soprattutto per i giovani». «Certo - ha aggiunto il Presidente - intorno a Mangialardi c’è un sistema turistico che grazie all’Apt sta crescendo, come confermano i dati del 2011, peraltro in controtendenza rispetto alla

media nazionale. E il 2012 vedrà l’inaugurazione di due nuovi attrattori, il Volo dell’aquila e il grande spettacolo sulla diga di Senise che racconterà lo sbarco dei greci». Commosso e soddisfatto del successo ottenuto l’imprenditore policorese. «Ora però - ha detto Mangialardi - bisogna assolutamente guardare al Mediterraneo. L’Europa non è soltanto finanza, business, moneta. Non è nata su questi valori, ma su quelli di solidarietà, tolleranza e socializzazione, e chi rappresenta tutto questo è il Sud Italia, penisola avanzata del Mediterraneo. Il Circolo Velico Lucano in questo momento rappresenta la possibilità di lanciare la Basilicata come meta europea e mondiale del turismo giovanile. Il sistema turistico italiano ha commesso un grave errore a non lavorare sui giovani al

La premiazione

quale bisogna rimediare, perché sono proprio loro la forza trainante».E’ chiaro che, come lo stesso Mangialardi ha sottolineato, affinché questo progetto possa esprimersi in tutti i suoi valori è’ indispensabile far sì che i nostri giovani, che sono propositivi e vogliono vivere momenti di eccellenza e di qualità, etica, morale e spirituale, possano avere competenze, specificità e potenzialità necessarie.

E, soprattutto in un momento economico difficile come quello che stiamo vivendo, in particolare per la disoccupazione dei giovani, la loro precarietà e assenza di prospettive per il futuro, è senza dubbio cruciale il ruolo della Regione nella programmazione e gestione dei Fondi strutturali europei. Lucia Stefania Manco


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Descrizione degli angeli nelle pagine di don Marcello Stanzione

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li Angeli. G u i d a essenziale”, Libreria Editrice Vaticana, è un libro di don Marcello Stanzione (sacerdote salernitano ed esperto di Angelologia), nel quale tratta il mistero degli angeli, descrivendone l’esistenza nella Sacra Bibbia ma soprattutto nella tradizione della Chiesa. Nell’opera si parte dalla storia della devozione verso di essi, del loro ruolo sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo Testamento. Nel libro si

descrive il ruolo che essi hanno vicino a Cristo e nei confronti della chiesa; nonché riguardo la fine del mondo, in quanto essi esercitano sulla Terra un ministero di giustizia, con riferimento all’angelo sterminatore e al giudizio universale. Vi è anche un approfondimento sulla natura angelica, con la classificazione in tre specie di spiriti, ossia lo spirito umano, lo spirito angelico e lo Spirito Divino, che si muovono in tre sfere. Si aggiunge anche la descrizione delle facoltà degli angeli, ovvero l’intelligenza angelica

e la volontà angelica. Don Marcello Stanzione parla poi della creazione degli angeli e delle loro apparizioni sotto forma umana (non essendo uniti a questi corpi, essi potevano agire spiritualmente e a distanza su altri corpi ed esseri). Egli ci parla anche del grande combattimento avvenuto in cielo fra San Michele e i suoi angeli contro il drago, ovvero contro Satana, ed il suo confinamento negli inferi, nonché la divisione degli angeli in angeli che divennero luce e quelli che divennero notte. Nel libro si descrive anche il potere

malefico dei demoni; ma anche i nove cori angelici, le varie distinzione fra le gerarchie ed i ruoli che assumono. Vi è poi un ulteriore approfondimento sui tre arcangeli: San Michele, San Gabriele e San Raffaele; nonché poi sui sette angeli che assistono il Trono di Dio, tra i quali rientrerebbero i tre arcangeli. Infine, don Marcello, ci parla anche dei gruppi esistenti di devozione agli angeli. Alessia Nardozza

La riscoperta poetica di un antenato, nel libro di Diodato Sansone

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iodato Sansone uomo dalle molte anime”, Luciano Editore, è un libro a cura di Diodato Sansone. Proprio come ci dice l’autore, l’opera è una rievocazione del suo antenato. L’autore, studiando le carte di famiglia, ha scoperto che il suo antenato, oltre ad essere un politico, era anche un poeta, da qui la stesura definitiva del libro. Nel libro sono riportate una serie di specificazioni sulla figura di Diodato Sansone appunto, collocato fra quegli uomini intellettuali romantici che hanno avuto un certo spessore nel Risorgimento. L’autore ci riporta alcune notizie sulla sua vita e le cariche ricoperte dal suo antenato, per passare poi alla descrizione della sua figura politica e degli avvenimenti susseguitisi in quel periodo, nonché alla presentazione di alcuni documenti nel libro in riferimento a ciò ed alle nomine che Diodato Sansone ricevette da Ferdinando I, Francesco I e Ferdinando II. Nel libro si passa poi alla figura di Diodato Sansone come poeta, descrivendo il suo excursus in tale ambito. Egli compose molte opere poetiche in latino; in queste pagine viene citata un’ode alcaica scritta in onore di Ferdinando II, pubblicata poi nel libro “Accademia del 12 gennaio” del 1943, contenente anche opere di altri autori lucani. Dalle ricerche dell’autore sono emerse circa una settantina di poesie dell’antenato, molte in latino, che trattano temi quali l’amore, la gelosia, nonché fatti dell’epoca ed opere satiriche, di cui solo alcune riportate in quest’opera, anche in latino. Alessia Nardozza

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreria dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


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lità posto auto riservato Richiesta Euro 235.000 (Tratt.) - Rif. P057V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale al 1°P. con Bagno Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) - Rif. P073V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale Arredato al 1°P. con Bagno Richiesta € 48.000 - Rif. P044V POTENZA– (Centro Storico) VendesiMonolocaleristrutturatoedarredato al P.T. con Bagno Richiesta € 45.000 (Tratt.) - Rif. P001V POTENZA–(C.daPiandiZuccheroacirca Km 5 da Potenza) VendesiappartamentoalP.T.coningressoindipendentecompostodaingresso,ampiosoggiorno/pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno Richiesta Euro 60.000 (Tratt.) - Rif. P032V PIGNOLA Vendesi Appartamento composto da ingresso,soggiornoconangolocottura,camera matrimonialeconbalcone,camerinaconbalcone ed un bagno+Cantina di Mq 55 Richiesta Euro 75.000 (Tratt.) - Rif. PI002V TITO SCALO Vendesi Appartamento al 2° Piano completamente ristrutturato, composto da salone, cucinotto,2camereedunbagno+Ampiobalcone–Con possibilità di Garage di Mq 33 RichiestaEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS002V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Salone con ampio angolo cottura e con terrazzino, un disimpegno, Camera matrimoniale, camera singola ed un bagno Richiesta Euro 135.000 – Rif. TS009V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Soggiorno/pranzo con angolo cottura, un disimpegno, camera matrimoniale con terrazzino ed un bagno Richiesta Euro 90.000 – Rif. TS008V TITO Vendesi appartamento composto da ampio saloneconcamino,cucina,cameramatrimoniale, camera singola ed un bagno + Garage di circa Mq 30 Richiesta Euro 138.000 (Trattabili) – Rif. T009V TITO VendesiImmobileconingressoindipendente composto da ingresso, cucinotto, soggiorno/pranzo, camera matrimoniale ed un bagno+Cantina/Legnaia Richiesta Euro 32.000 (Tratt.) – Rif.P007V TITO Vendesi Appartamento ben rifinito al 1° Pianocompostodasoggiorno/pranzo,cucina, camera matrimoniale, uno studiolo, un bagno, un ripostiglio e due balconcini. Richiesta Euro 110.000 (Tratt.) – Rif. P002V TITO VendesiAppartamentoal1°Pianocomposto da salone con balcone, cucinotto con ripostiglio,cameramatrimoniale,camerasingolaed un bagno+Giardino+Possibilità di garage di Mq 30 RichiestaEuro105.000(Tratt.)–Rif.TS003V PICERNO Vendesi Immobile panoramico e completamente ristrutturato su 2 livelli:- P.T. Ampio soggiorno/pranzoconcaminoinpietra,cucinotto ed un ripostiglio; - 1°P. Camera matrimoniale, una camera doppia ed un bagno RichiestaEuro128.000(Tratt.)–Rif.PC006V PICERNO – (Centro Storico) Vendesiappartamentodinuovacostruzione, benrifinitaeconingressoindipendente,compostadasalone,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, camera doppia e 2 bagni+ Terrazzo panoramico di Mq 90 RichiestaEuro158.000(Tratt.)–Rif.PI005V PICERNO – (A solo 2 Km dall’Uscita dell’Autostrada) Vendesi Appartamento al Piano Terra di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente, composto da salone, cucina abitabile, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni+Terreno circostante. RichiestaEuro155.000(Tratt.)–Rif.PC001V VILLE IN VENDITA POTENZA– (Sant’Antonio La Macchia) Vendesi Villa bifamiliare, ben rifinita, di circa Mq 300 oltre Terrazzi e giardino – Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 490.000 (Tratt.) – P035V POTENZA– (Costa della Gaveta) VendesiVillapanoramicadicircaMq300sviluppata su 2/3 Livelli + Terreno di Mq 3000 sistemato a verde – Ulteriori informazioni in Agenzia. Richiesta Euro 630.000 (Tratt.) – Rif. P030V

POTENZA– (C.da Ciciniello) Vendesi Immobile indipendente sviluppato su2Livelli:P.T.Salone,soggiorno/pranzo,cucina,dispensaedunbagno;-1°P.Cameramatrimoniale con bagno, 2 camere doppie, un bagno ed una zona lavanderia+Terreno di circa Mq 4000 Richiesta Euro 250.000 (Tratt.) – Rif. P009V POTENZA– (C.da Dragonara) Vendesi Villa Panoramica di Nuova costruzione così composta:P.T.Ampio salone con camino, cucina abitabile, camera matrimoniale con cabina armadio e bagno;1°P.2 camerematrimonialiconterrazzo,unacamera singola con terrazzo, un ampio bagno ed un vano lavanderia; P. Sottotetto: circa mq 50 completamente abitabili con un bagno+Ampio terrazzo + Terreno Mq 2000 sistematoaverde-Possibilitàdisceglierelerifiniture interne Richiesta Euro 385.000 - Rif. P072V POTENZA– (ParcoAurora) VendesiImmobileconIngressoindipendente sviluppatosu 3Livelliedotatoanchediascensoreinterno:-P.T.AmpioGarageconCantina complessivamente Mq 285;1°P.Ampio salone, ampio soggiorno/pranzo con camino e terrazzo, cucina abitabile, uno Studio e 2 bagni;2°P. 4 camere da letto di cui una con bagno+Altro Bagno+Terrazzo circostante a tutte le camere+Ampio spazio esterno recintato+Cancello RichiestaEuro1.200.000(Tratt.)–Rif.P020V POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villa sviluppata su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, un Bagno+Garage+Cantina,1°P.Ampiosalone, 2camerematrimonialidicuiunaconbagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 355.000 (Tratt.) – Rif. P019V

– Composta da salone di mq 70, cucina abitabile,2camerematrimoniali,2bagnieduna Tavernetta indipendente Richiesta Euro 250.000 - Rif. PI001V TERRENI E FABBRICATI RURALI IN VENDITA POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Terreno agricolo in ottima posizione di18Ettari-Ulterioriinformazioniinagenzia Richiesta Euro 950.000 (Tratt.) – Rif. P046V POTENZA– (C.da Lagatone) Vendesi Terreno di circa Mq 30.000 con destinazione seminativo e pascolo con Fabbricato di Mq 80+Annessi agricoli Richiesta Euro 150.000 (Tratt.) PIGNOLA– (C.da Tora) VendesiTerrenoEdificabileconProgettoapprovato e Concessione edilizia ritirata per la Costruzione di una Villa Bifamiliare di Mq 220cadaunapostasu2Livelli-Ulterioriinformazioni inAgenzia Richiesta Euro 90.000 (Tratt.) - Rif.PI003V TITO SCALO Vendesi Fabbricato rurale posto su 2 Livelli+Terreno di Mq 3000 (Frutteto e Vigneto) RichiesteEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS003V VENDITALOCALI EATTIVITA’ COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) Vendesi Locale Commerciale di Mq 120 con 3ampievetrineedaltavisibilità+Possibilitàdi Garage di circa Mq 30 Richiesta Euro 280.000 (Tratt.) – Rif. P037V POTENZA– (Via dell’Edilizia) Vendesi immobile commerciale/direzionale dicircaMq300,benrifinito,accreditatoanche per corsi di formazione Richiesta Euro 610.000 (Tratt.) – Rif. P034V

coningressoindipendenteePostoauto,compostodasoggiorno/cucina,cameramatrimoniale, un bagno ed un ampio terrazzo + Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 550 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) AffittasiAppartamentoArredata/Non arredatacompostodaSoggiorno/pranzoconangolocottura,cameramatrimoniale,2camere singoleedunbagno+Ampioripostiglio+Cantina+ n°2 Posti auto riservati Richiesta Euro 500 (Tratt.) – P006A POTENZA– (Rione Francioso) Affittasi Mansarda composta da cucina abitabile, una camera, ampio ripostiglio ed un bagno – Termoautonomo Richiesta Euro 320 – Rif. P012A POTENZA– (Rione Francioso) Affittasi a studentessa o lavoratrice ampia stanza singola arredata–Termoautonomo Richiesta Euro 230 + Spese TITO Affittasi Appartamento completamente ristrutturato e ben rifinito composto da ampio salone, cucina, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni. Richiesta Euro 450 – Rif.T001A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) AffittasiVillettaindipendentedinuovacostruzionecompletamenteArredatacompostada ampiosalone,cucinaabitabile,2camerematrimoniali,unacamerasingolaedunbagno+ Terrazzo e balconi+Terreno circostante Richiesta Euro 450 (Tratt.) AFFITTI LOCALI COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locale Commerciale di Mq 120 con 3 ampie vetrine ed alta visibilità Richiesta Euro 1.300 – Rif. P002A

POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Villa di nuova costruzione indipendenteepanoramicadicircamq400,cosìcomposta:-P.T.Ampio salone, ampio soggiorno, cucina abitabile, uno studio ed un bagno + Cantina e garage;-1°P. 5 ampie camere da letto e 3 bagni+Terreno di circa Mq 6000 completamente recintato Richiesta Euro 580.000 – Rif.P011V

POTENZA– (Macchia Romana) Vendesi locale commerciale di nuova costruzione al P.T. di Mq 114, con ottima rendita mensile, composto da unico ambiente con bagno, antibagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 210.000 (Tratt.) – Rif. P026V

POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi appartamento al 1°P. ben rifinito composto da 2 ampie stanze con balconcini e 2 bagni Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P028A

POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVilletta indipendente sviluppata su 2 livelli, completamente da Ristrutturare, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto, bagno e cantina;1°P.Camera matrimoniale, cameradoppiaebagno+Terrenodicircamq 2.000 Richiesta Euro 165.000 - Rif. P012V

POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P001V

POTENZA– (Ponte 9 Luci) Affittasiappartamentobenrifinitocomposto da una sala d’attesa, un’ampia segreteria, 4 ampie stanze e due bagni Richiesta Euro 800 – Rif. P004A

POTENZA– (ParcoAurora) Vendesi locale di circa Mq 110 valido per uso artigianale o per autorimessa Richiesta Euro 85.000 (Tratt.) – Rif. P005V

POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVilletta indipendente sviluppata su 2 livelli, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto, bagno e cantina;1°P.Camera matrimoniale,cameradoppiaebagno+Terreno di circa mq 2.000 Richiesta Euro 265.000 - Rif. P013V

POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Attività avviata di Bar/Pab di circa Mq 200–Ulteriori informazioni inAgenzia Rif. P036V POTENZA– (Via Vaccaro) Vendesi garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P010V AFFITTI APPARTAMENTI

TITO Vendesi Villetta indipendente e ben rifinita composta da ampio soggiorno/pranzo con camino, angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno+Terreno di Mq 2500 Richiesta Euro 138.000 (Tratt.) – Rif. T008V TITO Vendesi Villa Bifamiliare, ben rifinita, con Giardino indipendente, così composta:P. Seminterrato:Tavernetta con bagno e Cantina;P.T.Salone, cucina abitabile ed un bagno;1°P. 2 camere matrimoniali, camera singola e 2 bagni;P.Mansardato:Camera matrimoniale, cucina ed un bagno Richiesta Euro 375.000 (Tratt.) – Rif. T005V PIGNOLA– (Pantano) Vendesi Villetta panoramica indipendente, nuova costruzione, così composta Soggiorno/Pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, cameretta e bagno+Terreno circostante di circa Mq 2000 Richiesta Euro 130.000 – Rif. PI010V PIGNOLA– (C.da Pantano) Vendesi Villa Bifamiliare di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente sviluppata su2Livelli:P.T.:Ampiosaloneconcamino,cucina abitabile ed un bagno-1°P.Camera matrimoniale, 2 camere singole ed un bagno+Ampio giardino circostante Richiesta Cadauno/Euro 220.000 (Tratt.) – Rif. PI015V PIGNOLA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villetta Bifamiliare così composta:P.Interrato:Ampio garage, cantina, zona lavanderia e scala interna di collegamentoconilP.T.;P.T.Soggiorno/pranzocon angolo cottura, 2 camere da letto ed un bagno+Terreno di oltre Mq 3000 Richiesta Euro 210.000 – Rif. PI005V PIGNOLA– (C.da Ruovolo) VendesiporzionediVillaTrifamiliareconIngressoindipendenteconGiardinodiMq3000

POTENZA– (Via di Giura) Appartamento al 1° P composto da ampio salone con terrazzo, soggiorno con accesso al giardino, cucina abitabile, camera matrimoniale, 2 camere doppie e 2 bagni+Posto auto all’esterno Richiesta Euro 800 – Rif. P032A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi appartamento al 1° Piano Arredata/Non arredata composta da soggiorno, cucinaabitabile,cameramatrimonialeedun bagno Richiesta Euro 500 – Rif. P008A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Affittasi Villa su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzoconangolocottura,unBagno+ Garage+Cantina,1°P.Ampio salone, 2 camere matrimoniali di cui una con bagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 1.000 (Tratt.) – Rif. P024A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasiappartamentoconingressoindipendentecompostodaampiosoggiorno/pranzo, unacameramatrimonialeedunbagno+Parcheggio antistante Richiesta Euro 450 – Rif. P003A POTENZA– (Zona Montereale) Affittasi appartamento Ristrutturato Arredato/Non arredato composto da Soggiorno conAngolocottura,cameramatrimonialeed un bagno+Scantinato Richiesta Euro 500 (Tratt.) – Rif. P016A POTENZA– (Nei pressi Stazione Inferiore) Affittasi appartamento di nuova costruzione al2°PianoconascensorecompostodaSalone, Cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni+Possibilità di garage Richiesta Euro 800 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasi appartamento di nuova costruzione

POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi locale commerciale di Mq 300 completamente ristrutturato con 3 ampie vetrine e posti auto riservati Richiesta Euro 2.700 – Rif P013A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi locale commerciale di mq 75 con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P015A POTENZA– (Centro – Nei pressi Posta) Affittasi locale commerciale di mq 90 con bagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 600 – Rif. P019A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno e vetrina Richiesta Euro 350 (Tratt.) – Rif. P005A POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 Richiesta Euro 150 POTENZA– (Centro) AffittasilocaliCommercialidiMq55/110forniti di bagni e spogliatoi Richiesta Euro 500/1000 – Rif. P018A POTENZA– (Via Isca del Pioppo) Affittasi Locali ad Uso Commerciale/Studio al P.T. di diverse metrature Ulteriori informazioni in Agenzia – Rif. P020A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi al 1°P. appartamento Uso Studio di Mq 55+Posto auto riservato Richiesta Euro 500 – Rif. P022A POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locali Commerciali al P.T. di nuova costruzione di Mq 70/90/150 circa Richiesta Euro 600/800/1.400 POTENZA– (Zona Centrale) AffittasilocaleBar/Pizzeria/Ristorantedicirca mq200con50posti,completamentearredato e con tutte le autorizzazioni Richiesta Euro 2.500 (Tratt.) POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiAppartamento uso Ufficio di Mq 70 Richiesta Euro 600 - Rif. P009A POTENZA– (Immediate vicinanze) Affittasi Locali uso deposito di Mq/Cadauno 100 con piazzale antistante Richiesta Euro/Cadauno 450 – Rif. P007A


ControSenso  

3 Aprile 2012