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Basilicata

4 Agosto 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO III n. 91/4 Agosto 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

San Carlo: i misteri dell’addio del DS a pag. 3 Cari Contro-Lettori, «abbiamo messo in sicurezza il territorio della Basilicata da quella che era la corsa a nuove concessioni petrolifere –ha dichiarato il presidente della Regione Vito De Filippo, aggiungendoUna posizione politica che viene comunicata al mondo intero e che, comunque, non potrà che essere tenuta in debito conto». Il fatto che De Filippo voglia comunicare “al mondo intero” la sua iniziativa, fa pensare che la Basilicata sia quindi pronta ad entrare nell’Opec, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, in compagnia di Angola, Nigeria, Algeria, insomma, i “colleghi” del Terzo Mondo. Ma l’indubbiamente importante iniziativa regionale, che ha suscitato sperticati e giustificati entusiasmi, tuttavia, per qualcuno “puzza” un tantino. Siamo sempre nell’Italia che cammina con i tacchi a spillo sul sottile bordo di una piscina chiamata “elezioni”, e allora c’è chi, come quelli della Ola Ambientalista e del comitato No Score Trisaia, leggono nella mossa del buon Vito qualche ammiccamento pre-elettorale. Questi qui temono che il provvedimento sia solo “un’iniziativa elettorale, magari per ricontrattare qualche spicciolo in più di royalties per tenere buoni i sindaci interessati dal raddoppio delle estrazioni, del resto previsto nel memorandum”. Per la serie, ha gioco facile De Filippo a bloccare le future trivelle, dopo averle già fatte raddoppiare. Il dibattito è più che mai aperto, e pare che su Facebook siano volate pure parole grosse. Staremo a vedere, anche perché, la Basilicata è una specie di “mare magnum” (“magnum” nel senso di grande ma anche di “io magno”), in cui ci si trova di tutto, dalle balene, ai pescecani, ai pinocchi nel loro ventre e ai mastri geppetti. Insomma, per citare Vinicio Capossela, “Marinai, Profeti e Balene”. E allora rimaniamo sintonizzati, perchè i marinai, si sa, a volte fanno delle promesse. Walter De Stradis

“L’inferno di lavorare alla Cotrab”

“Pepito” Molinari boccia l’estate di Santarsiero a pag. 5

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Maruggi, vediamoci chiaro sulle dimissioni del Direttore Sanitario del San Carlo Il comunicato sulla partenza della dottoressa Chierchini, il nuovo bando e il clima poco sereno all’ospedale di Potenza di Walter De Stradis

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a che succede al San Carlo di Potenza? Des Dorides aveva promesso mari e monti, e se n’è andato via col vento, prima di lui il cardiochirurgo Caparrotti aveva abbandonato il reparto col cuore avvelenato, e ora il direttore sanitario Patrizia Chierchini, voluta proprio da Des Dorides, lascia il suo posto. L’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza, con deliberazione n. 267 del 19.7.2012, non ha perso tempo ed infatti ha indetto avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore Sanitario. Il Direttore Generale dell’A.O.R. “San Carlo” di Potenza, Giampiero Maruggi, qualche giorno prima, aveva comunicato a mezzo stampa le dimissioni da Direttore Sanitario della dottoressa Patrizia Chierchini, per motivi “strettamente personali”. Il direttore generale, nel prendere atto della decisione e nel ringraziarla per il lavoro svolto con “professionalità e dedizione”, ha immediatamente attivato la procedura per l’avviso pubblico per la nomina del nuovo direttore sanitario. La dottoressa Chierchini assicurerà la sua presenza fino all’insediamento nuovo del direttore sanitario. Per il momento, però, è in ferie e dovrebbe tornare dopo Ferragosto. C’è da sottolineare che la locuzione “per motivi personali”, è una di quelle che solitamente si utilizzano nel calcio, quando un allenatore rompe con il presidente, e si manda all’aria tutto. Se il comunicato stampa, a quel punto, lo fa il presidente, vengono fuori le parole “per motivi personali”. Se il comunicato lo scrive invece il mister, probabilmente vengono usate parole diverse. Il fatto è, e non è un mistero per nessuno, che la Chierchini -57enne, con un curriculum notevolee il neo direttore Maruggi, nel poco tempo di convivenza non si sono mai “presi”. Le divergenze erano ormai insostenibili, ci raccontano alcuni professionisti del San Carlo, e si parla anche di alcune discussioni dai toni piuttosto accesi. Non solo, ma nei corridoi dell’ospedale si dice pure che la Chierchini non abbia affatto preso bene lo scarno ma puntualissimo comunicato stampa del direttore generale, specie per l’utilizzo di quella famosa locuzione (“per motivi personali”), magari un po’ di comodo e che potrebbe far pensare ad un colpo di testa del dimissionario. Addirittura ad un certo punto girava la voce che le dimissioni della Chierchini, prima del comunicato, non fossero state ancora formalizzate, da qui anche il risentimento della direttrice dimissionaria per il solerte comunicato di cui sopra. C’era anche chi temeva un possibile codazzo giudiziario e quindi economico per la faccenda, ma a quanto ci conferma l’ufficio stampa del San Carlo le dimissioni erano state già formalizzate, il che ha reso possibile sia il comunicato che la successiva deliberazione dell’avviso

pubblico. Secondo un noto professionista dell’ospedale da noi interpellato inoltre, la direttrice sanitaria, ancora una volta come si fa nel calcio, si è dimessa perché convinta che Maruggi avesse intenzione di rimuoverla. Un altro ancora ci ha detto che la dottoressa Patrizia Chierchini è stata gentilmente “invitata” a dimettersi. Ma, come dicevamo, quelle riportate fin qui sono soltanto voci di corridoio, cosa significhi quel “per motivi personali” lo sanno solamente il diggì Maruggi e l’ormai ex diesse Chierchini. Ovviamente abbiamo provato a contattare entrambi, ma, come detto, la Chierchini è in ferie all’estero e il direttore era irreperibile perché –ci hanno detto- a casa con la febbre. Certo è, e questo dobbiamo dirlo, che le nostre chiamate al San Carlo –fra ufficio stampa, direzione sanitaria, direzione generale e altri uffici ancora- pare che abbiano messo un po’ di agitazione in giro. Tant’è che i bene informati ci hanno detto che fra i corridoi era scattato una specie di allarme generale: “Controsenso sta telefonando!”. Come mai? Quello che possiamo riportare direttamente è che alcuni dei numerosi operatori contattati ci hanno detto che della questione non ne sapevano molto perché in quei giorni erano “fuori sede” o “in ferie”. Ma guarda un po’. Quando poi abbiamo chiesto maggiori informazioni, nonché il diretto della Chierchini a un cortese operatore, questi ci ha pregato “Per favore, non mi metta in imbarazzo”. Il clima palpato è questo. In sintesi, le

dimissioni della dottoressa Chierchini sembrano essere allora solo l’ultimo della serie dei controversi abbandoni del San Carlo, e come tale sembrano suscitare “notevoli imbarazzi”. E ora la domanda da un milione di

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omenica 5 agosto ore 20.00 nella Sala Convegni di Vietri di Potenza la Protezione Civile organizzerà un incontro con i cittadini per raccontare tutto quello che è stato fatto negli ultimi tre anni. “Come volontari saremo lieti di presentarvi tutto quello che è stato fatto negli ultimi tre anni, tutto quello che vorremmo continuare a fare per voi. Inoltre vorremmo condividere anche il nuovo abbigliamento che abbiamo preso in dotazione.” Sono queste le parole di Antonio Russo, presidente della Protezione Civile di Vietri di Potenza. I volontari apriranno la serata con la proiezione di un video che conterrà alcuni interventi effettuati dai volontari stessi e le manifestazioni finora organizzate. All’incontro saranno presenti anche il Sindaco Carmine Grande, alcuni rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e del Dipartimento regionale della Protezione Civile di Basilicata. Carla De Laurentiis

dollari: chi sarà il nuovo direttore sanitario? Sarà un puro “tecnico”, o avrà qualche simpatia politica? La domanda è lecita, viste e considerate le storie di ingerenza politica che negli anni si sono perpetrate al San

Carlo, e che furono denunciate anche dell’ex dg Michele Cannizzaro. “Chi paga il conto per la nomina e le dimissioni di Des Dorides?” Questo si chiedeva invece, qualche tempo fa, il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, a proposito della “scelta sciagurata” del presidente della Regione De Filippo e dell’assessore alla Sanità Attilio Martorano. “E i lucani cosa pensano di questi continui magheggi?”, aggiungeva. Sempre a proposito delle dimissioni della dottoressa Chierchini, “Certo è- ci dice oggi uno come Mariano Pici, consigliere regionale del PDL, molto attento alle questioni del San Carlo- che l’ospedale merita molta attenzione per quel che concerne i rapporti fra la dirigenza e i professionisti. Molta di più di quanto solitamente si dà”. Insomma, se ben interpretiamo, la prassi vuole che il direttore generale sia di nomina politica (il percorso in questo caso è Martorano e quindi, ancora più su, il solito e potentissimo Folino, vero deus ex machina) e che questi –una volta insediato- cambi le carte in tavola, rispetto alle scelte del suo predecessore. Il risultato? I continui piglia e lascia al San Carlo. La discussione rimane aperta e cercheremo di approfondire.


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Day Hospital: quando il paziente diventa impaziente

Alcuni quiz per Maruggi - Vignetta di King Buffino

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eanche a gennaio di quest’anno l’assessore Regionale Martorano inaugurava il Day Hospital Oncologico ed oggi leggiamo l’interrogazione dell’Oppositore Pici Mariano che vuole capire perché il neo direttore generale Maruggi abbia ridotto le prestazioni di Day Hospital. Abbiamo, per curiosità, cercato di trovare questa disposizione del Direttore Maruggi ma … non vi siamo riusciti (sul sito del San Carlo non vi è traccia) e, dunque, non potendo leggere il dispositivo, gli obiettivi e le sue ragioni dobbiamo contentarci di quello che ne dice l’oppositore Mariano e dare per certo che le accuse sono fondate dal momento che l’Assessore non

le ha smentite. Allora a gennaio si menava vanto di questa nuova struttura moderna ri attrezzata (ma si parlava di oncologico) ed oggi leggiamo che le attività di Day H. vengono ridotte ? E poi quali specifiche attività vengono ridotte? E per quanto tempo e per quali ragioni? Notiamo che neanche l’oppositore interrogante si poneva queste semplici domande e allora le poniamo noi all’Assessore competente e al Direttore Generale del San Carlo. Dobbiamo premettere che Controsenso si è occupato di segnalazioni di disservizi al San Carlo e ha segnalato comportamenti poco urbani di certuni operatori Sanitari ai vari livelli e ha preso atto della nota con la quale il Direttore Maruggi segna-

lava al personale sanitario l’esigenza che ognuno sia aperto e disponibile e utile al paziente (pensiamo noi per evitate che il paziente diventi impaziente) ma allora se il Maruggi ha avvertito la necessità di scrivere agli operatori sanitari per fatti di comune buon senso e di elementare buona educazione e disponibilità, ci sorprendiamo del fatto che una disposizione che disponga la riduzione delle prestazioni di Day Hospital di una struttura come il San Carlo non venga resa pubblica, con ogni mezzo istituzionale a disposizione, al fine di evitare, proprio, l’impazienza quando non lo spazientirsi dei pazienti. Ma vuoi vedere che la disponibilità e l’apertura che devono avere gli

operatori sanitari è appunto solo un dovere degli operatori … di quelli che stanno sotto per capirci? Vuoi vedere che basta che l’operatore ci sorrida e non importa se mentre lo fa ci dà un calcio negli stinchi? O meglio, vuoi vedere che mentre l’operatore ci sorride il suo capo ci fa sparire i servizi? Concludendo vogliamo domandare al Sig. Assessore che ancora ieri segnalava alla stampa una sua visita a un reparto dell’Ospedale (ma li espressamente si chiedeva “informazione visiva”, cioè TV) se ritiene dovere suo e delle strutture Sanitarie della Regione di dare informazioni quando ampliano i servizi (come ha fatto a gennaio e ancora ieri l’Assessore Martorano) e anche quando riducono i servizi e le prestazioni e, anzi, se ritiene dovere suo lo spiegare perché si riducono le prestazioni sanitarie. E vogliamo domandare al Direttore del San Carlo Maruggi se ritiene dovere suo che ogni informazione sull’incremento o sulla diminuzione di prestazioni offerte dal San Carlo che siano periodiche e/o legate a fatti contingenti o strutturali debba essere resa nota alla utenza anche attraverso la stampa o no? Ecco non vorrei che, nel passare dal gestire le Banche al gestire la Sanità, il Direttore Maruggi abbia portato con se l’abitudine di chiudere le informazioni, all’uso di come si fa con i soldi, in cassaforte.

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Dal “collant” di Berlusconi alla “cotta” di De Filippo “delegata” di trasparenza che costava non poco alla Regione». Un’affermazione che di per sé è da far risalire ad una visione politica un tantinello grave ed anche contraddittoria: la Regione aumenta le informazioni per dare ai giornali maggiore potere di controllo sull’ente territoriale, ma al contempo limita agli stessi la capacità di “intermediazione”, cioè il potere –sembra di capiredi mettere o non mettere una notizia che riguarda la Regione. Se invece il Rivelli faceva riferimento alle pubblicità istituzionali, visto che parlava di costi, c’è da dire cha anche su questo argomento ci sono state polemiche, e c’è chi ha accusato la Regione di privilegiare questo o quel giornale (cit. La Nuova del Sud del 29 giugno scorso, o le dichiarazioni di Filippo De Filippo un po’ “Marzullo” nella vignetta di King Buffino Massaro, presidente Csail), e non sono mancati putiferi orse una delle chiavi del successo circa certi incarichi di collaborazioni del tanto vituperato (dalla sinistra) nell’ufficio Stampa che portarono anche Silvio Berlusconi, è il fatto che poi ad una interrogazione del consigliere molti (della sinistra), dopo averlo sfottuto regionale Rosa. Insomma, il potere di lo hanno imitato. gestire soldi -cosa che non appartiene Sicuramente fra questi c’è il Presidente soltanto all’ufficio stampa dell’ente della Regione Basilicata Vito De Filippo, regione, ovviamente- è una cosa pubblica che ha finalmente capito (forse proprio di interesse pubblico e che riveste anche osservando l’odiato Cavaliere) che un ruolo determinante. l’aspetto riguardante la comunicazione C’è poi la questione riguardante l’idea è uno dei più importanti, uno di quelli stessa di un “quotidiano istituzionale”, da saper utilizzare, se si vuole essere quale è “Basilicata Mezzogiorno”, vincenti. giornale online finanziato dall’Ente E così, mentre l’ex Premier nei suoi Territoriale, in quanto frutto del lavoro famosi spot televisivi risalenti al periodo di dipendenti della Regione, pagati con della sua “scesa in campo”, utilizzava soldi della Regione. L’idea stessa di un il famoso collant sulla telecamera di quotidiano Realizzato dall’Ufficio Stampa fronte a lui, onde apparire più bello, più della Giunta regionale, e quindi in qualche giovane, e con più capelli, il Presidente modo espressione della maggioranza, che della Regione Basilicata Vito De Filippo è una cosa “politica”, appare controversa. ha capito che era opportuno “blindarsi”, Almeno, è quanto sostengono alcuni puntando con decisione sulla figura del consiglieri d’opposizione, che interrogati portavoce e su di un ufficio stampa che sull’argomento spesso hanno risposto con costa fior di soldi pubblici, e così fare una domanda, ovvero “che senso ha”? muro contro gli attacchi al potere della Insomma, se Berlusconi faceva uso del stampa cialtrona e di parte. collant, De Filippo sembra essersi avvalso Sia chiaro fin da subito, le nostre analisi di una vera e propria cotta di ferro, come riguardanti il come vengano investiti i quelle delle armature medievali, per soldi della Regione per l’ufficio stampa difendersi dagli attacchi da tutti i lati, et similia, e relative pubblicazioni (di come nella vicenda, francamente un po’ cui parleremo tra un momento), nulla risibile, delle contestazioni dei “buddisti hanno a che vedere con i giornalisti che tarantini” in occasione della visita del ci lavorano, e che fanno soltanto il loro Dalai Lama. O ancora, come nel caso lavoro, che non è dissimile, in questo caso, del famoso e sprezzante comunicato che da quello di altri giornalisti portavoce o ironizzava sui giornalisti che si erano dipendenti di uffici stampa di pubbliche allarmati sulle voci di “presunte” cimici amministrazioni. Chiaro è che parliamo in via Anzio: come se in Basilicata non di scelte politiche, che inevitabilmente fosse mai successo! Una prova? Digitare però si riflettono sul lavoro degli addetti la parola “cimici” proprio sul motore di e del personale impiegato negli uffici ricerca di Basilicatanet, ed almeno una istituzionali. Ne sono un esempio le notizia del genere esce fuori, “Trovate dichiarazioni, risalenti ad aprile del 2011, cimici nella stanza del sindaco di del Direttore Ufficio Stampa Giunta Policoro”. Regionale – Basilicatanet, Giovanni Ma soprattutto, le domande finali: con Rivelli, secondo il quale con le azioni tutti i giornali e siti online che ci sono messe in campo dall’ufficio stampa della in giro, quanti sono veramente quelli giunta (e fra queste è facile intuire l’allora che scaricano, e soprattutto leggono, nascituro quotidiano online “Basilicata un giornale online così pensato? Se per Mezzogiorno”) «la Regione sostiene questo giornale sono stati investititi soldi la funzione di controllo dei giornali (e la mia rubrica si occupa di questo), rispetto alla pubblica amministrazione, potevano fosse essere spesi per altre aumentando il numero di informazioni operazioni dall’utilità più immediata? disponibili, limitandone, invece, il potere di intermediazione, vale a dire quello di Tore Sparmia rivendicare un merito solo per il dare o meno visibilità a qualcosa. Un potere non di poco conto e una funzione, quella

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UN DIPENDENTE SOSPESO VUOTA IL SACCO

«L’inferno di lavorare alla Cotrab» Le assunzioni gestite dallo strapotere della politica, e la continua “paura di non essere richiamati” di Rosa Santarsiero

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uesta settimana vi racconteremo una vicenda abbastanza nota, sollevata più volte attraverso le pagine dei quotidiani locali. Da tempo i dipendenti dell’azienda Cotrab di Potenza, un consorzio di aziende urbane, concessionario del trasporto pubblico locale, lamentano una gestione, quanto mai inconsueta, dei contratti lavorativi. Infatti, buona parte degli impiegati -sia gli addetti al controllo nelle scale mobili che gli autisti degli autobus urbanivengono assunti attraverso un iter di selezione che inizia dalle agenzie interinali e termina con la chiamata diretta da parte dell’azienda. La Cotrab, tuttavia, ha una sua peculiarità: è solita stipulare contratti di durata settimanale. Capirete quanto è sacrificante per un lavoratore sottostare a direttive di questo tipo, a regole che impongono un lavoro a fasi alterne e con uno stipendio a settimane alterne. Parliamo del consorzio lucano, perché, in settimana, ci è venuto a trovare in redazione un ex dipendente dell’azienda, “sbattuto fuori” -a suo direa causa di un alterco con un altro dipendente. Sta di fatto che l’ingiusta sorte sarebbe toccata solamente a lui e non alla controparte, ben protetta -sempre secondo il nostro intervistato- dal classico clientelismo che divide et impera nel gioco delle assunzioni. Essendoci un contenzioso in corso contro l’azienda, il nostro ospite preferisce rendere note solamente le sue iniziali. Il signor A. M. è un uomo di mezz’età, da mesi attende speranzoso di riavere il suo posto, magari un contratto a tempo indeterminato, dato che è uno dei dipendenti storici dell’azienda, ed in più, in tutti questi anni di servizio ha maturato una tempistica tale da garantirgli la tanto agognata stabilità. Il signor A. ci ha raccontato che la Cotrab, da sette anni, con la scappatoia delle “assunzioni per esigenze organizzative” ( d e n o m i n a z i o n e contrattualistica) va avanti

a contratti settimanali, legittimando, così, un sistema precario di difficile soluzione. Il nostro intervistato, munito di date e carte alla mano, tra cui un recente comunicato stampa dell’UGL (Unione generale del lavoro), ci ha detto che la sua ex azienda si giova del 54% di dipendenti precari, una percentuale di

«Il mio calvario è iniziato per colpa di un collega protetto da un sindacalista» gran lunga superiore ai numeri consentiti dalla legge. Per comprendere meglio la questione, lasciamo spazio alle parole del nostro ospite: «La questione dei contratti Corab non è nuova. Più volte abbiamo sollevato la questione e stuzzicato la classe politica locale affinché prendesse provvedimenti. Non è servito a nulla. La mia storia è semplice. Lavoravo in modo continuativo per la Cotrab da molti anni. La mia collaborazione con l’azienda si è interrotta di punto in bianco, e per una sciocchezza: un litigio con un collega superabile con una semplice stretta di mano. A quel tempo prestavo servizio nelle scale mobili, ero addetto alla sorveglianza attraverso i monitor. Una mattina chiesi al collega di scendere ad aprire il portone (compito che gli spettava), poiché era tardi e la gente iniziava ad attendere impaziente davanti l’ingresso. Non l’avessi mai fatto, da allora è iniziato un vero e proprio calvario. Non solo sono stato apostrofato con parole pesanti dal collega, e, in aggiunta, trascorsa una settimana dall’episodio, non sono stato più chiamato a svolgere il mio lavoro, dopo anni di servizio. Il motivo? Semplice da spiegare. Il collega con il

quale si è consumato il litigio è consorte di un importante sindacalista, ben noto in azienda. Non voglio prendere in giro nessuno, la Cotrab è una azienda che esercita un pubblico servizio, per questa ragione, ognuno dei dipendenti è lì perché “piazzato” dal classico politico, dirigente o sindacalista di turno. Un tempo le assunzioni avvenivano attraverso il ricambio generazionale, ora non si capisce più nulla. Ad esempio, sono anni che chiediamo una graduatoria per il personale in organico. Neanche questo è possibile, ma così facendo, anche un ragazzino potrebbe prendere il mio posto, con un’unica

differenza: io sono un padre di famiglia e non posso essere relegato alla condizione di “precario a vita” per sempre. Vorrei dirle di più. Da noi non esistono ferie, Natali o Capodanni, lavoriamo assiduamente, anche con la febbre addosso. Già, perché c’è il rischio che se chiedi qualche giorno di malattia potrebbero non richiamarti. In aggiunta, la nostra azienda è solita tracciare un distinguo tra “lavoratori idonei” e “lavoratori inidonei”. Gli idonei vengono adoperati per l’ufficio movimento e la portineria, quelli non idonei o vanno a guidare gli autobus, oppure vengono mandati a casa con relativa decurtazione dello stipendio, poiché,

secondo la Cotrab “non vi è disponibilità di posti, di figure professionali in cui collocare autisti non idonei”. Da noi c’è un regime dispotico, veniamo riconfermati settimana dopo settimana solo grazie alla benevolenza di qualcuno, oppure, se non creiamo problemi. Anche l’assenza per malattia, pur se certificata, potrebbe essere una preoccupazione. Dopo il litigio con il collega e la mancata riconferma, ho fatto causa all’azienda per contratti illegittimi. Attendo la sentenza definitiva dopo l’estate, ma non mi preoccupo, poiché la nostra è una società con il più alto tasso di contenziosi: persi e pagati con soldi pubblici. Io mi aspetto che venga fatta

giustizia, per me e il resto dei colleghi che vivono nelle mie stesse condizioni. Vorrei che l’azienda mi stabilizzasse con un contratto a tempo indeterminato, mi sembra il minimo ed è ciò che mi spetta. Non è possibile lavorare con una spada di Damocle sulla testa, con l’ansia di non essere richiamati da un giorno all’altro. È umiliante, oltre che profondamente ingiusto. Sono fiducioso, per ora stringo i denti in attesa della sentenza definitiva».

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L’INTERVISTA

Pepito Molinari “suda” amaro Dalla questione Nodo Complesso alla vendita del Tribunale, l’ex onorevole e consigliere d’opposizione boccia l’estate cittadina di Rosanna De Angelis

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giorni passano velocemente, ma i disagi restano ancorati alla vita urbana potentina. Da una chiacchierata con il consigliere comunale di opposizione di Potenza, Giuseppe Molinari, si evincono responsabilità dell’amministrazione locale che sembra non riuscire a far fronte ad alcune questioni rimaste a tutto oggi sospese. Considerato il forte ritardo nella consegna dei lavori dovuto anche ai recenti contrattempi giudiziari che hanno interessato i fratelli De Gennaro, proprietari della DEC, cosa si potrebbe fare per ultimare quanto prima i lavori riguardanti il nodo complesso del Gallitello? “La vicenda giudiziaria si è verificata lo scorso febbraio e a mio avviso bisognava da subito intervenire, attivandosi con un ufficio legale al fine di individuare la strada più breve per completare l’opera. L’amministrazione più volte sollecitata ha risposto che non c’erano problemi e che i tempi sarebbero stati rispettati dalla stessa impresa capofila. Sono però trascorsi quattro mesi perdendo semplicemente del

tempo prezioso. Ritengo che sia stata proprio la procedura dell’appalto concorso a non aver funzionato, in quanto quest’ultima spesso provoca contenziosi e ricorsi. Questa politica ha aggiunto una nuova data di scadenza, prevista per la fine di dicembre. Si naviga quindi ancora nell’incertezza.” Cosa ne pensa della vendita del Tribunale e cosa propone in alternativa per risollevare un po’ le casse comunali? “Si tratta di una finanza un po’ creativa che in questo momento non funziona. Ho mostrato da subito le mie perplessità. Ho chiesto più volte se il Ministero di Grazia e Giustizia fosse stato informato della desiderata vendita del Tribunale di Potenza, e la risposta è sempre stata affermativa. Di recente ho scoperto invece che il Ministero è venuto a conoscenza di questa volontà solamente all’inizio dello scorso maggio, grazie alla interrogazione della radicale Bernardini. Il Ministero, come immaginato, si è opposto a tale scelta, in quanto avrebbe poi dovuto pagare un fitto che, in questo momento di

grandi difficoltà finanziarie e tagli vari, non è in grado di affrontare. Per recuperare liquidità, a parer mio, bisogna intervenire su altre voci, facendo altri tagli, contenendo la spesa pubblica, controllando le spese, intervenendo sulla politica

dei trasporti e recuperando i crediti ammontanti a circa 45 milioni di euro (soldi derivanti da tasse non pagate, come ad esempio i circa 5 milioni di euro riguardanti le multe non corrisposte soprattutto dai fruttivendoli ambulanti che fanno risultare di non avere

nulla di intestato).” In questo periodo si parla molto di “spending review”: secondo lei a livello comunale è giusto continuare a far utilizzare le scale mobili gratuitamente? “Non è pensabile continuare su questa strada, e già da

tempo. Bisogna stabilire un prezzo anche se politico. Inoltre l’utilizzo gratuito delle tre scale mobili non ha affatto risolto il problema del traffico che avrebbe potuto giustificarne la scelta, infatti non sono super affollate. La demagogia populista <<trasporto gratis a tutti e per tutti>> è largamente superata. Si potrebbe indicare il prezzo del biglietto unico che integri scale mobili, autobus, metropolitana e parcheggi, facendolo ammontare ad esempio alla cifra simbolica di 1 euro.” Rifacendoci all’estate potentina cos’è che la fa “sudare” di più? “Come sempre escludendo qualche manifestazione e iniziativa, la vita cittadina scorre in maniera grigia. Non ci sono momenti di aggregazione per i bambini e per gli adulti. Mi piacerebbe un protagonismo un po’ più forte da parte delle associazioni. Perdura il problema del verde, dei cani randagi e dei topi. Il decoro della città urbana è fortemente sacrificato.”

Grancia 2012: la scommessa del comune di Brindisi di Montagna di Rosa Santarsiero

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ra la folla festante e gli addetti ai

lavori emozionati, il 27 luglio scorso, sono ricominciate le attività della Grancia e le rappresentazioni del Cinespettacolo “La Storia Bandita”. Come ogni anno, i cancelli del parco sono stati riaperti al pubblico intorno alle ore 16:00, dunque, molte ore prima della proiezione dello spettacolo serale, previsto solamente per le 21:30. I visitatori, tuttavia, non hanno avuto modo di annoiarsi, poiché, sin dalle prime ore del pomeriggio, potevano prender parte alle molteplici attività predisposte dagli organizzatori. Noi di Controsenso, dopo l’intervista al sindaco Allegretti, pubblicata sul numero scorso, siamo andati a dare un’occhiata, e come qualsiasi altro spettatore abbiamo preso parte ai diversi spettacoli predisposti nelle varie aree tematiche della foresta. Ci fa piacere appurare l’immane

lavoro svolto in pochissimo tempo dal Comune di Brindisi di Montagna, che, ricordiamo, da quest’anno ha assunto la diretta gestione della Grancia.

Oltre alla riqualificazione del parco, rimesso a nuovo e ripulito per l’occasione, i molti volontari hanno allestito palchi, degli stand messi a

disposizione dei venditori e una piccola cittadella in cui gli ospiti possono gustare i prodotti tipici del paese, come le specialità a base di carne podolica. Un lavoro, quello dei volontari, svolto a titolo gratuito, per il solo piacere di garantire, anche per questa annata, l’avvio di uno degli spettacoli più seguiti negli anni. Tra le conferme menzioniamo il numero della falconeria, animato, tra l’altro, dall’unico falconiere di Brindisi di Montagna, Michele Lacerenza, in un “Anfiteatro delle aquile” rimodernato in pochissimo tempo. Anche i grifoni, i falchi, le aquile e gli avvoltoi dell’oasi naturalistica, dopo mesi di inattività e molta circospezione, hanno contribuito ad allietare la serata degli spettatori, tutti con il naso all’insù per godersi le fantasmagoriche planate dalla montagna. Oltre alla falconeria, durante la serata inaugurale, una compagnia di attori ha messo in scena una commedia

molto divertente, nello stile delle celeberrime Commedie dell’arte all’italiana del XVI secolo, maschere veneziane comprese. In serata, poi, tutti a godersi il Cinespettacolo, un grandioso esempio di teatro popolare, in cui 400 volontari e 150 figuranti danno vita ad vero e proprio film dal vivo sulla storia delle insorgenze antinapoleoniche e del brigantaggio in Basilicata nel periodo risorgimentale. Non

sveliamo di più, lasciamo ai nostri lettori la possibilità di verificare personalmente tutte le novità di questa Grancia 2012. Ricordiamo che gli spettacoli dureranno fino alla fine del mese di settembre, ogni mercoledì, venerdì e sabato, mentre, per la giornata di domenica, i visitatori potranno gironzolare solamente tra i sentieri del parco.


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Don Uva: quello che De Filippo e Martorano non sanno Secondo la Cassazione i familiari dei malati di Alzheimer non devono versare alcuna retta per il ricovero dei loro cari: si tratta di importi a totale carico del SSN di Luigi Pistone

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icenda “Don Uva” vista da un’altra angolazione. Sino a ora Controsenso si è occupato dei 500 lavoratori, tra dipendenti della “casa madre” di Bisceglie e addetti alla cucina e alle pulizie che percepiscono a singhiozzo gli stipendi. Questa volta scriveremo dei pazienti affetti da Alzheimer, tralasciando le incombenze del Nucleo Alzheimer di via Ciccotti, citando le decisioni della Cassazione. Cose che forse il governo regionale, soprattutto l’assessore alla Salute Martorano e il governatore De Filippo, non conoscevano o hanno voluto ignorare. Una “disattenzione” non giustificabile. Sino a ora i degenti ricoverati al “Don Uva” di Potenza versano una compartecipazione, ai sensi di una delibera della giunta regionale del 2002, pari a 30,50 euro al giorno per i quattro mesi succesivi a quelli coperti dal servizio sanitario nazionale e 45 euro al giorno per i mesi successivi, previo parere favorevole della commissione dell’Asp ai progetti elaborati dai medici della struttura. Tutto questo nonostante la sentenza numero 4558 del 22 marzo 2012 della Corte di Cassazione abbia stabilito che, quando ci sono condizioni di salute che richiedono una “stretta correlazione” tra “prestazioni

sanitarie e assistenziali, tale da determinare la totale competenza del Sevizio sanitario

nazionale”, non «vi è luogo per una determinazione di quote». Una simile distinzione tra gli aspetti della cura e quelli dell›assistenza, spiega la Suprema Corte, «presuppone una scindibilità delle prestazioni che non ricorre nell›ipotesi dei malati di Alzheimer, che hanno bisogno di una “stretta correlazione” di prestazioni sanitarie e assistenziali, con “netta prevalenza degli aspetti di natura sanitaria». Secondo la suprema Corte a pagare non devono essere i familiari ma il servizio sanitario nazionale. «Il tema, tanto delicato quanto complesso, relativo alla compartecipazione alle spese, sanitarie e/o socio-sanitarie, da parte degli utenti ovvero dei loro famigliari - scrivono i giudici della Suprema Corte - ha segnato, recentemente, un ulteriore punto a favore dell’universa-

Principi fondamentali del ministero della Salute

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el nostro Paese la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività prevista dall’articolo 32 della Costituzione è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale. Istituito dalla legge 833 del 1978, il SSN italiano ha carattere universalistico e solidaristico, fornisce cioè l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito e lavoro. In sintesi, ecco i principi fondamentali su cui si basa il SSN: responsabilità pubblica della tutela della salute; universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari; globalità di copertura in base alle necessità assistenziali di ciascuno, secondo quanto previsto dai Livelli essenziali di assistenza; finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale; “portabilità” dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre regioni. Il SSN assicura quindi un accesso ai servizi nel rispetto dei principi della dignità della persona, dei bisogni di salute, di equità, qualità, appropriatezza delle cure e economicità nell’impiego delle risorse. I

lismo delle prestazioni e della garanzia che delle stesse deve assicurare il servizio sanitario

nazionale» La Cassazione ha statuito che i familiari dei malati di Alzheimer non devono versare alcuna retta per il ricovero dei loro cari in quanto si tratta di importi a totale carico del Servizio sanitario nazionale, atteso che il tipo di patologia non consente di fare distinzione tra spese per la cura e spese per l›assistenza. Ma già molto tempo prima, in verità, la stessa Corte di Cassazione aveva pronunciato un’altra sentenza, la numero 4460 del 26 marzo 2003; secondo la quale «il diritto alla salute protetto dalla Costituzione è caratterizzato da un nucleo irriducibile di diritti inviolabili della dignità umana, dei quali costituisce parte integrante il diritto essenziale di assistenza. Quest’ultimo prevede l’erogazione gratuita delle prestazioni a tutti i cittadini, da parte del servizio sanitario

nazionale (articoli 1, 3, 19, 53 e 63 della legge n. 833 del 1978), gratuità che impedisce qualsivoglia azione di rivalsa. Un indirizzo interpretativo del tutto omogeneo - è scritto nella sentenza -, tale da costituire diritto vivente, presuppone che quando oltre alle prestazioni socio assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l’attività deve essere considerata comunque di rilievo sanitario e, conseguentemente, di competenza del Servizio sanitario nazionale». Secondo la Cassazione l’articolo 1 del decreto del presidente del consiglio dei ministri dell’8 agosto 1985 stabilisce chiaramente che le attività di rilievo sanitario sono quelle «che richiedono personale e tipologie di intervento propri dei servizi socio-assistenziali, purché siano diretti immediatamente e in via prevalente alla tutela della salute del cittadino e si estrinsechino in interventi a sostegno dell’attività sanitaria di cura e/o riabilitazione fisica e psichica del medesimo”». Sul principio ribadito dalla Cassazione nel marzo scorso è stata espressa soddisfazione dall’Associazione italiana malati di Alzheimer che da anni si batte in questa direzione. La legge sulla non autosufficienza che istituisce un fondo unico regionale per i pazienti non potrà non tenere conto della sentenza della Cassazione che mette a carico del Servizio sanitario le prestazioni erogate a favore di pazienti disabili gravi. In Italia i malati di Alzheimer sono circa 800 mila, il morbo è la forma

cittadini effettuano la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito delle strutture pubbliche e private accreditate ed esercitano il proprio “diritto alla salute” per ottenere prestazioni sanitarie, inclusive della prevenzione, della cura e della riabilitazione.Il governo del sistema sanitario è esercitato in misura prevalente da Stato e Regioni, secondo la distribuzione di competenze stabilita dalla recente revisione della Carta costituzionale e dalla legislazione in materia. Le previsioni costituzionali recano una complessa distribuzione di competenze in tema di salute. Da un lato, alla legislazione statale spetta la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, in forza della lettera m) dell’articolo 117, comma 2, d’altro canto, la tutela della salute rientra nella competenza concorrente affidata alle Regioni. Dunque, le Regioni possono legiferare in materia nel rispetto dei principi fondamentali posti dalla legislazione statale nonché dei livelli essenziali come individuati da quest’ultima. In proposito va ricordato come l’espressione livelli essenziali sia mutuata dalla legislazione in materia sanitaria, e che l’articolo 1 del decreto legislativo del 30 dicembre 1992, numero 502, così come sostituito dall’articolo 1, dlgs 19 giugno 1999, n. 229, vi aggiunga l’aggettivo uniformi, a testimonianza della volontà di eliminare diseguaglianze nella fruizione dell’assistenza sanitaria nelle varie aree del Paese. La definizione di livelli essenziali di assistenza è affidata a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Fnanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le

Piano Regionale della Salute e dei Servizi alla Persona l Piano regionale elaborato dall’assessorato alla Salute non convince quasi nessuno. Se l’opposizione in seno al consiglio lo apostrofa come «il libro dei sogni» ci sarà pur sempre qualche motivo. Nonostante l’attenzione di Martorano alle malattie di demenenza e Alzheimer, secondo alcuni esponenti del PdL si tratta di troppe pagine, si nota una prima incongruenza tra la delibera regionale numero 1113del 28 luglio 2011 e i dati di quest’anno: i malati di Alzheimer sarebbero passati da 5.00 a 4.000, senza considerare gli affetti da demenza che sono almeno 6.000. Nel Piano si cita la residenzialità per tali pazienti, un modo come un altro per continuare a delegare ai familiari la cura dei propri cari. L’impatto sociale del morbo è elevatissimo: non è facile reggere le spese che esso comporta, non è facile

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convivere con la carenza cronica di strutture preposte ad accogliere e a fornire assistenza medica, sanitaria e psicologica a questi malati. L’unico centro presente in regione è il “Don Uva” (soprattutto per i casi più gravi), poi ci sono i centri U.V.A di Potenza, Matera e Venosa per i malati in fase iniziale e, infine, a questi vanno aggiunte, in crescita come funghi, le strutture private che hanno “fiutato” l’affare. Un altro dato, che non c’entra con l’Alzheimer è la possibile istituzione di una cabina di regia che secondo l’opposizione servirà per sistemare qualche altro amico e che comunque non sarà altro che l’ennesimo Tavolo senza poteri che assorbirà solo risorse economiche.

più comune di demenza degenerativa invalidante a esordio prevalentemente senile. La malattia rende le persone non più autosufficienti creando così un’esigenza di assistenza. Il

poter contare su servizi sanitari, assistenza, ricerca è di grande aiuto a chi si trova in questa situazione.

Regioni e le Province autonome. Nel trentennale dell’istituzione del SSN, il Ministero ha realizzato il “Libro bianco sui principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale” redatto al Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche Vittorio Bachelet della Libera Università degli studi sociali - Luiss “Guido Carli” - e con la supervisione di una commissione di esperti dello stesso Ministero. Nel documento si ripercorrono i vari momenti di costruzione del sistema, dalla legge 833/1978 al decreto legislativo 502/1992, alla riforma del 1999 (D. Lgs. 19 giugno 1999, n. 229) fino alla modifica del titolo V della parte II della Costituzione, offrendo spunti di riflessione sull’organizzazione e sul funzionamento del SSN in particolare sui seguenti aspetti: la tutela del diritto fondamentale alla salute; la responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute della persona e delle comunità locali: il servizio sanitario nazionale; la centralità della persona; l’universalità, l’eguaglianza e l’equità di accesso alle prestazioni e ai servizi; la globalità della copertura assistenziale: i livelli essenziali di assistenza e l’appropriatezza delle prestazioni; il metodo della programmazione; il finanziamento pubblico dei livelli essenziali di assistenza; la regionalizzazione e la leale collaborazione tra i livelli di governo; l’aziendalizzazione; i soggetti erogatori e le prestazioni; la valorizzazione delle risorse

umane e professionali degli operatori; l’integrazione tra assistenza, formazione e ricerca; l’integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale.


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NEW CITY

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LA POLITICA E IL LAVORO

Vito & Vincenzo, attenti a quei due Una mattinata al consiglio regionale Si parla di precari … e di cravatte di Mario Petrone

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ercavo i materassi …. Passavo di là e in Consiglio Regionale mi sono fermato. Avevo letto che Vito De Filippo Presidente di Giunta e Vincenzo Folino Presidente di Consiglio sono ormai in guerra e, alla maniera del come l’illustre paesano Coppola ha raccontato di mafia, le truppe dell’uno e del’altro s’erano accampate in luogo nascosto per la bisogna. I “materassi”, però, non erano alla vista e io mi sono trovato a stazionare lì più del dovuto, incuriosito dal fatto che in piena seduta per approvare l’assestamento di bilancio la giunta aveva presentato un emendamento PARTICOLARE che ridotto all’osso era: al Consiglio si chiede di deliberare la preventiva approvazione del fatto che le province consentano alle società di formazione di coprire fino al 50% dei posti, di chi cessa dal servizio, con assunzione a tempo determinato da prelevare dalle long list e fino al 31/12/2013. La cosa era spiegata dall’Assessore Viti Vincenzo (con il Presidente De Filippo assente) come richiesta pressante delle province finalizzata a conservare una operatività dei servizi erogati. A questo era stato aggiunto un emendamento di SEL finalizzato a circoscrivere ulteriormente la platea di beneficiari. Nel dibattito Rosa, oppositore, si dichiara contrario perché se la Giunta ritiene utile discutere di precari, prepari una apposita proposta e se ne ragioni in Commissione; Vita di Maggioranza

afferma che non è accettabile ragionare di questi particolari precari soltanto, Romaniello illustra il proprio emendamento sostenendo che la procedura può venire sostenuta perché aumenta un minimo di diritti dei precari, Cicchetti dichiara la propria indisponibilità sulla questione perché i diritti delle persone vanno inquadrati entro percorsi certi e comprensibili, Singetta afferma che non sembra supportata da un corollario normativamente accetta-

bile la proposta della Giunta e poi mai si potrebbe discutere all’interno di un assestamento di bilancio. Il Presidente Folino chiarisce –penso io per la stampa - che la proposta della Giunta riguarda l’attività di Enti quali le province e le società formative di riferimento che in quanto operanti per effetto di un accordo quadro con la Regione abbisognano di una modifica di quel quadro per operare come immaginato. Qui si apre un siparietto

gustoso, quando il Presidente Folino segnala a Cicchetti che dovrebbe procurarsi una cravatta chiara dal momento che non si dovrebbe stare senza cravatta e che una eventuale cravatta blu su camicia blu non darebbe il giusto segno. Cicchetti, ovviamente, garbatissimamente ribadisce che non risulta una siffatta norma regolamentare e insomma ci si schermisce un po’ anche solo per rallentare il ritmo e consentire a chi deve prende-

re atto che non è aria per quell’emendamento, di inventarsi un modo elegante di uscire dalla situazione oppure, ma se così fosse mi dovrei considerare troppo importante, il presidente Folino parlando di cravatta con Cicchetti voleva informare anche chi, come me, era nel pubblico con abbigliamento non consono all’ambiente, l’opportunità che tutti si rispetti le funzioni dei luoghi. Chiaramente io rimango convinto che il Presidente Folino non si sia neanche accorto che vi era nel pubblico un uomo grande e grosso con i pantaloncini (io) e rimango dell’avviso che lanciava un messaggio al partito di maggioranza del tipo “ue’ qua finite sotto con la votazione … vedete cosa fare” e, infatti, D’Alessandro del PD chiede la sospensione e ... al rientro l’Assessore Viti ritira l’emendamento. Che dire, dunque, il Presidente De Filippo ha incassato l’approvazione, all’unanimità, della sua proposta di bloccare ogni altra ricerca petrolifera con il pretesto che quelle autorizzate sono il massimo che il territorio può sopportare, ha incassato l’approvazione del Piano Sa-

nitario Regionale e non vuole farsi coinvolgere in queste guerre per bande sui precari? Può pure essere, ma non credo che De Filippo abbia presentato la faccenda sul petrolio per compensare il Piano Sanitario Regionale che, i commentatori, accreditano come risultato a Martorano Assessore e Folino ispiratore, e poi si sia assentato strategicamente. No, io credo che politicamente si comincia ad avvertire l’urgenza di concretizzare cose fatte, invece che discutere di cose che mancano. Rimane il fatto che pace o guerra che sia, tra i due manca una prospettiva per i Lucani. Dice Folino a Bersani, infatti, ci devi aiutare perché ci stanno smontando la Basilicata, ma lo dice per fare dispetto a De Filippo o perché così è ? E se è così non è cosa che è accaduta stanotte all’improvviso e, dunque? La politica Lucana di Destra,di Centro e di Sinistra si attarda dietro queste finte azioni e noi dimentichiamo che i carburanti costano più qua che a Como ? Secondo me, la politica dovrebbe mettersi a capo e davanti la società Lucana per cambiare i rapporti con il Governo Nazionale ma la politica nostrana pare ritenga di non averci la forza neanche di pensare al cambiamento “figurarsi offrire il petto al fuoco nemico”. E allora continuano a smontarci la Basilicata, magari, all’insaputa di troppi Governanti Nostrani, per altro, veramente garbati.

Sede deliberante per la riforma dell’ordinamento forense

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isponibilità unanime dell’avvocatura a collaborare con il ministro della Giustizia Paola Severino sullo smaltimento dell’arretrato civile, a condizione però che ci sia lo stralcio della nostra professione dal DPR sul riordino delle professioni e che il governo dia presto parere favorevole alla discussione in sede deliberante del disegno di legge di riforma della professione forense, in commissione Giustizia alla Camera. Senza questi fondamentali passi in avanti, l’Aiga non è disponibile a collaborare con l’esecutivo, per proporre ancora iniziative ed interventi legislativi che, puntualmente, restano inascoltati». Lo dichiara Dario Greco, Presidente

Nazionale dell’Aiga (Associazione italiana dei giovani avvocati), che il primo Agosto ha partecipato ad un incontro con il Guardasigilli. Il leader dei legali under45 aggiunge che “la Presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, ha chiesto nei giorni scorsi al Governo la sede deliberante per la riforma della professione forense, che è ancora regolamentata da una norma che risale al 1933, e il ministro Severino ci ha detto oggi che l’esecutivo sta valutando. Non siamo più disposti ad aspettare a lungo, perché siamo convinti sia urgente restituire all’avvocatura il ruolo ed il rispetto che merita, anche in nome – chiude Greco – delle migliaia di giovani praticanti ed avvocati che, ogni giorno, nel nostro Paese, fanno i conti con le carenze di organico degli uffici giudiziari, portano personalmente i fa-

scicoli in udienza e svolgono, con senso di responsabilità e passione civile, compiti che spetterebbe ad altri funzionari pubblici nelle cancellerie”. Il Governo cerca di stringere i tempi delle riforme delle professioni, portando a casa prima della pausa di Ferragosto Almeno l’impegno degli addetti ai lavori a collaborare sui progetti ritenuti più strategici. Chiuso il decreto sulle tariffe professionali, in attesa solo dell’approdo in Gazzetta, probabilmente sarà rimandato a settembre lo schema di decreto ministeriale che disegna le società tra professionisti, la cui stesura definitiva da parte del Governo risentirà anche delle osservazioni del Consiglio di Stato ove non si è esclusa la possibi-

lità di concedere ai soci di capitale di investire in più società, opportunità negata ai professionisti. Tra i più scontenti della disparità di trattamento ci sono senz’altro gli avvocati, attualmente però distratti dal desiderio di portare a casa un risultato che attendono da 33 anni: quello di ottenere un nuovo statuto attraverso una legge. Il nodo sulla possibilità di stralciare la posizione degli avvocati da quella degli altri professionisti si dovrebbe sciogliere a seguito dell’incontro effettuato il primo Agosto con il ministro della Giustizia, Paola Severino. Un tavolo di confronto sullo smaltimento dell’arretrato civile, durante il quale i legali

italiani potrebbero ricevere la notizia tanto attesa. Il Governo sembra infatti orientato a pensare che lo smaltimento dell’arretrato civile valga bene uno stralcio e cedere alle richieste dell’avvocatura in cambio di una collaborazione garantita dai vertici del Consiglio nazionale forense (Cnf), impegnatisi a mettere in campo forze e mezzi propri per azzerare l’arretrato e far recuperare quindi quel punto di Pil che è il costo di una giustizia-lumaca.Ma il Cnf non fa mistero del fatto che la buona riuscita del dialogo dipende dalla volontà dell’Esecutivo di annunciare, già oggi, lo stralcio e l’intenzione di far licenziare lo statuto dalla commissione Giustizia della Camera in sede deliberante, come richiesto dalla presidente Giulia Bongiorno. Il Cnf affida a un comunicato l’ultimatum al Governo

avvertendo che, in assenza dello stralcio, prenderà atto dell’atteggiamento del Governo «inspiegabilmente irrispettoso – si legge nella nota – del ruolo costituzionale e della dignità degli avvocati italiani». L’impegno a fare la legge ad hoc per gli avvocati potrebbe però non bastare all’Oua, che sembra disposto a rinunciare al minacciato sciopero di settembre solo in caso di un passo indietro del ministero sulla geografia giudiziaria e in cambio dell’impegno a “non rottamare i processi”. Non firmano cambiali in bianco neppure gli avvocati under 45 dell’Aiga che approvano lo strumento della legge, ma non sono d’accordo sui contenuti di uno statuto che penalizza i giovani. Avv. Ivana Enrica Pipponzi (Presidente AIGA Potenza)


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ontrosenso

REPORT

Basilicata

L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Poste: i Sindacati lucani si mobilitano Cgil, Cisl e Uil organizzeranno alcune iniziative di protesta

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sindacati, fino a settembre, organizzeranno una serie di iniziative per protestare contro i tagli al personale e ai servizi previsti da Poste Italiane in Basilicata: “Saranno circa 80 i posti di lavoro persi negli uffici lucani, a cui si aggiungerà un peggioramento del servizio di recapito’’ e l’apertura degli sportelli “a giorni alterni’’. Lo hanno spiegato i segretari generali di Cisl e Uil, Nino Falotico e Carmine Vaccaro e il rappresentante della Cgil, Nicola Allegretti.

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA

Dimm a chi si figl e t sacci addì a chi ass’migl’ (Dimmi a chi sei figlio e ti saprò dire a chi somigli) Potenza

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


REPORT

ontrosenso Basilicata

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L’Unibas si rifà il look Le vecchie Facoltà rimpiazzate da quattro Dipartimenti e due Scuole, tutti i dettagli in una conferenza stampa Corso di Laurea in Chimica e in Scienze Chimiche dell’UniBas

di Luca Santoro ra nell’aria già da tempo e dal primo Agosto è diventata realtà la riformulazione dell’offerta formativa dell’Ateneo Lucano per l’anno accademico 2012/2013. Un cambiamento necessario proprio a cavallo del trentesimo compleanno dell’Università, centro per eccellenza di cultura e formazione professionale. Diverse le novità, su tutte la “scomparsa” delle Facoltà rimpiazzate da quattro Dipartimenti (Matematica Informatica Economia; Scienze; Culture Europee e del Mediterraneo; Scienze Umane) e da due scuole (Ingegneria; Scienze Agrarie Forestali Alimentari ed Ambientali) che consentiranno di migliorare i servizi offerti fino ad oggi in una chiave di modernizzazione didattica della struttura e,

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Presentazione del Corso di Laurea triennale in Chimica e magistrale in Scienze Chimiche dell’Università della Basilicata Il direttore amministrativo Bochicchio

voluta scelta dell’Ateneo che, in tempi di crisi economica, non ha voluto ulteriormente gravare sulle tasche degli studenti. “Mantenere l’offerta formativa significa mantenere in vita l’Università” – così il Magnifico Rettore, Fiorentino

diventare punto di riferimento per l’intero Meridione e non solo. Un polo importante entrando anche nell’ottica della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019. In più entrerà in vigore un nuovo Statuto, un nuovo

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LA NUOVA STRUTTURA 

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IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI CON LE MATRICOLE

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Il rettore Mauro Fiorentino

per la Laurea in Viticultura e Ambiente, addirittura avviando un processo di internazionalizzazione con l’Università di Reims in Francia. Tante le prospettive di studio il tutto senza aumenti di tasse per

nel corso della conferenza stampa - “siamo tra i pochi Atenei che ce l’hanno fatta”. Tra le tante novità ci sarà il Dipartimento di Culture Europee del Mezzogiorno con sede a Matera nato con l’dea di

Consiglio di Amministrazione che diventerà un vero e proprio organo di governo. Il Senato Accademico amplierà i propri poteri divenendo organo di controllo e di proposte. Ed infine il Magnifico Rettore rimarrà in carica per altri due anni. Dal punto di vista strutturale a settembre aprirà la casa dello studente, mentre sono già pronti i finanziamenti del Cipe pari a 15milioni di euro per la realizzazione di una nuova struttura. Ultima e simpatica novità l’istituzione di un bando di idee per gli studenti per la realizzazione di un nuovo logo (in occasione delle celebrazioni del trentennale) che andrà in giro per il mondo espandendo il marchio dell’Unibas, oltre a tutta una serie di iniziative, ancora in cantiere, che ad Ottobre prenderanno forma.

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a Laurea in Chimica è uno dei “corsi di laurea storici” dell’ Università della Basilicata in quanto presente nell’Ateneo lucano fin dalla sua fondazione ed ha costituito, insieme alla Matematica, il nucleo attorno al quale si è andata costruendo negli anni la Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Oggi in applicazione alla “legge Gelmini” la vecchia Facoltà di Scienze MM.FF.NN. si è scissa in due macrostrutture di cui una, il DIMIE, comprende i corsi di laurea in Matematica, Informatica e Economia, e l’altro, il Dipartimento di Scienze, comprende i corsi di laurea in Biotecnologie, in Chimica, in Farmacia e in Geologia. Quasi trent’anni di attività hanno dato modo di consolidare pienamente il CdL in Chimica, che conta su di un corpo docente completo e stabilizzato per tutti gli insegnamenti sia del corso triennale che di quello magistrale. Lo scorso anno questi corsi di laurea hanno ottenuto, dopo aver superato un lungo e dettagliato esame, le prestigiose certificazioni europee Eurobachelor ed Euromaster da parte dell’European Chemistry Thematic Network Association (ECTN). Tali certificazioni garantiscono che il titolo di studio triennale o magistrale in Chimica ottenuto presso l’Unibas sia riconosciuto ed equiparato a livello europeo, consentendo agli studenti ed ai laureati il diritto di accesso automatico ai programmi Master (o Laurea Magistrale) e dottorato di altre università sia in Italia che in Europa. Le certificazioni Eurobachelor ed Euromaster costituiscono così un importante strumento per garantire la mobilità degli studenti e dei laureati in ambito europeo, sia durante gli studi che nel corso della loro attività lavorativa. Queste certificazioni rappresentano inoltre una “patente di qualità” dei Corsi di Laurea, dato che per il rilascio è necessario che il corso di laurea rispetti numerosi e dettagliati requisiti relativi ai contenuti degli insegnamenti, alle strutture didattiche e di ricerca, nonché alla qualità scientifica dei docenti. Tali requisiti sono stati verificati presso il nostro Ateneo durante una ispezione della commissione italiana dell’ECTNA, al temine della quale i corsi di laurea in chimica sono stati promossi “a pieni voti”. Il nuovo Corso di Laurea triennale in Chimica e magistrale in Scienze Chimiche (Ordinamento 270) dell’Unibas sono stati infatti “costruiti” appositamente per rispondere ai parametri europei richiesti dall’Eurobachelor e dall’Euromaster riguardo ai contenuti degli insegnamenti, rendendo la formazione acquisita riconosciuta equivalente ed omogenea in ambito europeo. Inoltre le strutture didattiche e di ricerca, compresi i nuovi laboratori inaugurati nel 2010 al Campus di Macchia Romana, pongono questi corsi di laurea ad un livello di eccellenza in ambito nazionale.In questi anni anche l’attività di ricerca in ambito chimico, presupposto indispensabile per una didattica di qualità, si è particolarmente affermata raggiungendo risultati di rilievo in ambito nazionale ed internazionale in settori di avanguardia. Numerosi sono i settori di ricerca chimica nel nuovo Dipartimento di Scienze,

e più precisamente vanno dalla chimica dei nuovi materiali, alla conservazione dei beni culturali, all’analisi alimentare, ambientale e clinica, alla progettazione e sintesi di farmaci, aromi e fragranze, allo studio di sistemi e processi chimici e biochimici. Il CdL triennale in Chimica si è da anni assestato su un numero di immatricolati di 35-40 unità che, seppure non elevato, risulta considerevole in termini relativi alle dimensioni dell’Ateneo; questi numeri consentono di garantire ad ogni studente molte ore di attività pratica di laboratorio, dando al laureato in Chimica una abilità sperimentale idonea per un diretto inserimento nel mondo del lavoro. Attualmente la laurea in Chimica è infatti considerata tra quelle che consentono le maggiori opportunità lavorative, anche grazie al basso numero di laureati a livello nazionale. Lo stesso MIUR, insieme a Federchimica, promuove le immatricolazioni in Chimica, così come quelle in Matematica, in Fisica e in Scienze dei Materiali attraverso il Piano Lauree Scientifiche a cui aderisce anche il nostro Ateneo sia per la Chimica che per la Matematica.Le competenze del laureato in Chimica sono richieste non solo dalle tradizionali industrie chimiche e petrolifere, ma anche da quelle farmaceutiche, biotecnologiche, alimentari, elettroniche, meccaniche, energetiche e numerosi sono gli ambiti di impiego nelle aziende, dal settore ricerca e sviluppo, alla produzione, all’area commerciale. IL laureato in Chimica sia triennale che magistrale trova anche nella regione possibilità di impiego in vari ambiti, dalla libera professione ai laboratori di analisi ambientali, alimentari e biomediche sia privati che pubblici. “L’energia chimica muove la vita”: se ci si sofferma un attimo su questa affermazione si comprende come effettivamente i processi chimici avvengono sia in Natura che in Laboratorio, e in fondo cosa cerchiamo di fare in un laboratorio se non riprodurre i processi naturali per migliorare la qualità della vita? E’ impagabile la sensazione che si prova quando si arriva alla sintesi di una nuova molecola utile alla lotta contro importanti malattie, o alla comprensione di un meccanismo di reazione che cambia tutta l’ impostazione di un processo sintetico….Studiare Chimica richiede sicuramente impegno e passione, ma l’impegno viene ripagato con l’apprendimento di una Scienza sempre all’avanguardia nell’affrontare le sfide scientifiche e tecnologiche di oggi e domani e che per questo offre grandi opportunità. Prof.ssa Maria Funicello, Presidente del Corso di Studi Triennale in Chimica e del Corso di Studi Magistrale in Scienze Chimiche - Dipartimento di Scienze - Università della Basilicata


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Verde: una tirata d’orecchie ad ACTA e Comune Il municipio di Potenza ha emanato un’ordinanza sulla manutenzione del verde pubblico. Ma proprio alcuni enti sembrano non rispettarla di Antonio Nicastro

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n primavera ed in estate la natura si risveglia, i prati ritornano rigogliosamente verdi, i fiori ornano ville e giardini, le chiome degli alberi diventano fluenti e regalano un refrigerante fresco nelle giornate soleggiate. La natura però si risveglia dappertutto e non conosce misure ed in qualche caso la vegetazione è talmente esuberante da creare intralcio alla circolazione veicolare e ai pedoni. Quest’anno a Potenza la situazione è più critica degli altri anni perché a causa delle note difficoltà in cui versano le casse comunali non s’è potuto provvedere a quelle attività che in passato hanno consentito di tenere sotto controllo la vegetazione. L’ A m m i n i s t r a z i o n e Comunale a primavera inoltrata, il 22 di maggio, ha emanato un’Ordinanza del Sindaco, la n° 69 intitolata “OBBLIGO DI CORRETTA MANUTENZIONE DELLA VEGETAZIONE LUNGO

L’INTERVENTO

STRADE, FERROVIE E PERCORSI PEDONALI PUBBLICI E DI USO PUBBLICO” con la quale, verificato che la presenza di vegetazione costituisce grave pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica, si intima di provvedere a propria cura e spese, entro e non oltre 30 giorni dalla emissione dell’avviso di rimuovere, potare e tagliare rami di alberi ingombranti, tagliare le siepi che ostruiscono strade, marciapiedi e camminamenti in genere. Tutte queste attività vanno fatte nel giro di 30 giorni dall’emanazione dell’ordinanza in caso contrario si sarebbero applicate le previste sanzioni amministrative e pecuniarie (l’ordinanza è consultabile sul sito internet del Comune nella sezione “ordinanze”). Sono trascorsi oltre due mesi dalla data di pubblicazione nell’Albo Pretorio dell’ordinanza n° 69 ma la situazione in città è critica in diverse zone. Sicuramente

molti cittadini o condomini si sono attivati, anche lo stesso Comune ha provveduto a rimuovere rami, erbacce ed arbusti lungo alcune strade cittadine ma è ben poca roba rispetto alla quantità di vegetazione che andava messa in ordine. Un caso singolare e, se vogliamo, clamoroso è rappresentato dal marciapiedi di via Nazario Sauro invaso da una siepe fluente che sottrae spazio ai pedoni che lo percorrono, ebbene quelle siepi, per lo più piante rampicanti, provengono

dal Mobility Center del Comune!!!! Altrettanto clamoroso che dalla sede dell’ACTA, ente preposto alla pulizia della città, in via Lacava, sporgono sul marciapiedi i rampicanti e una siepe che orna il recinto del fabbricato. Una massa enorme costituita da edera rampicante in via della Pineta, all’incrocio con via Vaccaro, si inerpica sul muro di contenimento del sovrastante Corso Umberto I ed incombe sulla strada per una trentina di metri, una sorta di ombrello costituito da rami e foglie così fitto che potrebbe abbattersi sulla strada e sulle auto ivi parcheggiate. E’ particolarmente pericoloso l’accesso al piazzale della Stazione Centrale dall’unica strada esistente, la bretella di circa 100 metri che da viale Marconi, all’altezza del Ponte Musmeci, sbuca nel piazzale antistante la Stazione, questo tratto di strada è invaso da rami ed erbacce che costringono i pedoni a muoversi sulla carreggiata già stretta di per

se e percorsa da molti autobus, urbani, extraurbani e dai pullman sostitutivi delle FF SS con serio pericolo di essere investiti, non solo bisognerebbe tagliare rami ed erbacce ma bisogna muoversi attivare il sottopasso con annesse scale mobili pronto da 2 anni e che rimane misteriosamente chiuso. In qualche caso l’erba e gli arbusti si sono già seccati ed in questo caso rappresentano un pericolo di incendio, basterebbe la cicca di una sigaretta per alimentare le fiamme. Molti segnali stradali rimangono oscurati, qualcuno torna visibile in pieno autunno, quando le foglie cominciano a cadere. E’ evidente che questa situazione è dovuta principalmente alla carenza di risorse nelle casse comunali, in passato la

potatura, il taglio dell’erba e la pulizia delle scarpate avvenivano regolarmente, non è pensabile che gli Amministratori Comunali ignorino volutamente il problema perché sono sommersi da segnalazioni e proteste da parte di cittadini e vengono sollecitati anche da numerosi interventi sulla stampa locale che evidenzia sempre più frequentemente la presenza di ratti che trovano l’habitat ideale fra i rifiuti e la fitta vegetazione.

C’E’ DA SPERARE SOLO SU UN RICAMBIO DELLA CLASSE DIRIGENTE

Ma si vuole veramente un nuova legge elettorale per responsabilizzare i cittadini? di Mauro Armando Tita

N

on è mio costume “ritornare”... sul luogo del delitto”. La bagarre sui gay nell’assemblea PD e le volgarità di Grillo non sono state digerite da tanta seria e silenziosa opinione pubblica. La nostra solidarietà va sicuramente all’on.le Rosy Bindi . Ma, il ritrovarsi con un PD alle prese con la solita ambiguità di sorta e con la poca e scarsa chiarezza in termini di contenuti e di obiettivi ci sconforta ulteriormente e sinceramente ci “spiazza” nuovamente. Siamo un popolo democratico che ha avuto tanta pazienza e tanta tolleranza Mutuando uno spot pubblicitario di successo avevamo lanciato il famoso slogan: “No riforme, No voto”. Forse l’evidenza di una intera pagina di Controsenso sui pecoroni di Basilicata non era stata tanto digerita nè da ambienti politici vicini al PD nè tra i tanti e improvvisati opinionisti dei vari giornali locali. Vorrei solo riproporla con una riflessione postuma.

Non era il primo approfondimento... ve ne erano stati altri e più “sagaci” che avevano suscitato una vasta eco per la mancanza di riferimento a personaggi illustri da imitare e da inserire nel Pantheon del P. D. nazionale e lucano, in particolare. Un PD che nasce senza storia politica e senza identità ... doveva IMPLODERE. Non è imploso per chiaro e manifesto fallimento del Centro Destra. Si doveva prendere le distanze da una metodica che vede ancora dopo oltre cinque anni di riflessioni e di mancate proposte serie il tirare a campare e la mera gestione del potere. Quello che è avvenuto successivamente e avviene anche in Basilicata è il riflesso normale di una situazione intollerabile. Il collante della mera gestione del potere tra post comunisti e post democristiani si scontrerà tra non molto con una iniqua spending review. Una spending rewieu che ha già sancito a parere del

Vice Presidente Lo Bello il default della Sicilia. E in Basilicata basteranno le royalties per assestare debiti e sprechi riveniente dal nutrito e dilatato sottogoverno lucano?. Noi crediamo di NO! Non

amo

l’arroganza

di Santoro né la “saccenza” di Travaglio né le volgarità di Grillo, ma, la confusione che regna sovrana nei tre partiti della maggioranza Monti per il varo della nuova legge elettorale conferma l’ambiguità del momento politico che viviamo. NON POSSIAMO CHE ASSPERTTARE Un partito che non apre alle nuove generazioni in forma concreta e trasparente è un Partito destinato all’estinzione. Il popolo italiano non sopporta più i “surrogati democratici”. l Sindaco Renzi ha ragione nel voler rottamare una classe dirigente che ci ha portato sull’orlo del precipizio. Non è un mero e stupido giovanilismo è una chiara presa d’atto di qualcosa che non va. Tollerare uno strano e ipermediato riformismo crea solo sfiducia

e indifferenza. Accettare furbizie e privilegi feudali (il mancato tetto delle pensioni d’oro e le scarse sforbiciate alle prebende parlamentari ...ne sono esempio eclatante). Più cresce la sfiducia... più aumentano i grillini. Ora si affacciano timidamente anche in Basilicata. Questo piccolo ruscello può esondare se non saranno tagliati i tanti enti inutili sub regionali. Se il popolo bue non prenderà consapevolezza dei tanti sprechi e delle tante politiche nefaste rivolte al mero elettorato di filiera il ruscello dei Grillini si ingrosserà come non mai. Inizieranno le grandi alluvioni e correre ai ripari sarà troppo tardi. I tanti Bolognetti, Di Bello, Massaro (dopo la puntuale denuncia sul cerchio magico), O L A, Comitati spontanei della Val D’Agri e della Fenice non saranno più relegati ai margini della politica lucana , ma avranno sicuramente un sussulto popolare e democratico . Un sussulto popolare e democratico che

non avrà pietà di nessuna “filiera” partitica. Saranno per sempre sconfitti i furbi di ogni età (per dirla alla Dalla) e i presunti innovatori. Tutto sarà terribilmente chiaro e gli opinionisti di regime avranno poca vita. Saranno “scoperchiate” le loro ingiuste prebende e non vi saranno più le umilianti lodi di regime. Tutto dovrà essere alla luce del sole ...i gioiellieri non si occuperanno di politiche ambientali e i biologi lucani saranno nei laboratori e non nei cantieri forestali. Respireremo una nuova aria pulita dopo aver ingurgitato per anni diossina e tanti bocconi amari. Forse sto esagerando un po’ ...ma , inseguire l’ “utopia del possibile”...non è più un percorso peregrino.


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Quelle “boiate” del magistrato Un caso curioso e divertente: un giurista e italianista potentino ha un duro ma esilarante “scontro epistolare” con un togato di Michele Imperioli

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rima delle vacanze, desideriamo concludere la chiacchierata iniziata sullo scorso numero con Ivan Russo a proposito dei suoi commenti a opere e scritti. Senta, Russo, da Milano ci è stata recapitata la copia di una lettera che lei ha inviato a un magistrato, conosciuto e giurista, che scrive anche per una rivista. Constatiamo, però, che, di là dalle complesse e articolate questioni giuridiche e di lingua italiana affrontate, il tono è tutt’altro che pacato o amichevole.

Fui animoso, è vero. Ma il fatto è che è stato quel soggetto a scagliare la prima pietra, aggredendo a sproposito, nonché con toni accesi e corbellerie giuridiche, alcuni miei articoli su altra Rivista milanese, laddove io mi ero semplicemente limitato a ignorarlo del tutto, senza mai mentovarlo. Come mi sembrava giusto, perciò, gli ho reso più filoni di pane per la sua focaccia. Altro caso consimile capitò con un famoso dantista salernitano, che aveva offeso, nell’Aula Magna dell’Università potentina, tutta la platea, ventilando che nessuno di noi conosceva la Commedia: non gli andò per niente bene. Ma non teme che quel magistrato possa querelarla? E, se ciò avvenisse, come si difenderebbe? Se, malauguratamente, l’ipotesi si verificasse, mi difenderei semplicemente proferendo in Aula, ad alta voce: «Ma come, si processa un apostolo del diritto penale e dell’idioma gentil, anziché l’apostata dei due stupendi magisteri?». Ecco la lettera di Russo al direttore della nota Rivista «Esimio direttore, scrive Ivan Russo, e lo fa in merito all’articolo concernente l’asserita soppressione dell’obbligo di denunciare la detenzione di armi bianche, antiche, ecc. Non mi interessano le castronerie di M..., eccetto quando, come nella specie, esse potrebbero esporre i tiratori Fitav (molti dei quali leggono la Rivista che Ella dirige) a pericolose conseguenze, ove mai qualcuno di loro (pericolo remoto, peraltro) prestasse fede a certe farneticazioni del Nostro (ben che prospettate dalla rivista, saggiamente, come semplice provocazione): in merito, anzi, ribadisco che il mio sogno è di vedere la Redazione lesta a adottare una misura di internamento, con o senza camicia di forza, dell’uomo. In argomento, azzardo una diagnosi: considerate le righe in libertà,

e constatata l’enfatica illazione (soppressione dell’obbligo della licenza per vendere, importare, ecc., armi non comuni da sparo) che nella mente dell’autorino c o n s e g u i r e b b e all’espunzione dell’obbligo di denuncia (presupposto che, ove mai fosse esatto, non di meno sarebbe del tutto irrilevante ai fini de quibus), deduco che siamo al cospetto dell’intervallo euforico di una ciclotimia. Non escludo, però, il concorso di spunti di disturbo paranoide: li individuo massime nella convinzione esternata dal commentatorino, il quale ipotizza l’esistenza di una sorta di Spectre benefica che, in barba a quei birboni del Ministero, sta semplificando la legislazione sulle armi. Venendo a noi, Le comunico d’esser stato già indulgente nei confronti del predetto, tant’è che, al cospetto delle tante boiate da lui scritte (anche ultimamente), «vide il mio genio e tacque», sperando nel celere e auspicato avvento della fase down-mutacica della sindrome già descritta. Ora, però, avendo il soggetto superato il limite di guardia, non posso rimanere silente di fronte a quest’ultima, s c o n c i a blasfemia giuridica. Ma veniamo al nocciolo e al quia: eve. La p r i m a considerazione è che non comprendo come si prenda il lusso di parlare di virgole (ovvero d’interpretazioni basate sulla semantica: se la vogliano dire in forma più dotta) una persona che non sa neanche dove i segni d’interpunzione tengano casa. E la prova più evidente è che, già solo ponendo mente alle poche righe che sono il sunto dell’articolo, si evince che il governo della punteggiatura sta a M... come la comprensione delle formule di Poincaré sta alle ministre della “cultura” Melandri e Gelmini. La comica ricorda quella macchietta che vide un tipografo, assicurando che un libro era scevro da refusi, scrivere: «Questo testo non contiene errori di stumba». Bene, perciò, farebbe l’eretico della lingua italiana a trascrivere, come Pulcinella, i segni d’interpunzione a fine pagina, lasciando al lettore la facoltà di apporli al meglio. Di vero, e da canto un anacoluto sconclusionato (gli anacoluti, lasciamoli a Dante!), basti considerare la

stupratore del diritto penale è data dalla seguente verità: se il prologo del sedicente interprete fosse esatto, la conseguenza dovrebbe essere che neppure le armi ad aria compressa potenti dovrebbero essere denunciate! Difatti, dal momento che la lettera b) del comma 1-bis del D.Leg.vo n. 527/92 si riferisce solo alle parti di armi da fuoco e alle armi (intere) da fuoco, l’epilogo in armonia dovrebbe essere, appunto, che l’obbligo della segnalazione graverebbe nel solo caso di detenzione delle armi da fuoco e delle loro parti, asseritamente accomunate dall’esordio dell’art. 38 T.U.! Né l’esegeta (ma chi mai lo dice?!) se la può cavare con il ridicolo e maldestro, seppur menzognero e malefico, proporre (evocando la direttiva, a mo’ di cataplasma buono a por rimedio a indecorose sciocchezze) che la legge affermerebbe (ma quando mai?!) che «bisogna denunziare “armi e parti di esse come definite dalla direttiva”» (??). Si tratta di un’altra corbelleria, lasciata cadere lì: non so se per disonestà intellettuale, o v v e r o perché, in una q u a l c h e allucinazione, il sogno è diventato realtà. Nel primo caso, si tratta di un’azione indegna, poiché induce il profano a credere, in buona fede, l’esatto opposto di ciò che la legge afferma; le conseguenze sono simili a quelle che l’ignoranza di M... ha già prodotto: per esempio, condanne a carico di chi ha omesso di denunciare la detenzione di caricatori (ante D.Leg.vo n. 204/10) o affilate katane (sol perché non molate); o ha detenuto cartucce cal. 9 para (essendogli stato prospettato come lecita condizione giuridica ciò che era solamente un auspicio, pur condivisibile); ovvero se n’è andato a sparare con pistole in “campagne” private (essendo munito del solo permesso d’armi per caccia); o ha detenuto senza licenza 1.500 cartucce cal. .22 L.R.; o è andato a caccia con la carabina cal. .17 Remington; ovvero ha portato, senza giustificato motivo, lanciarazzi non

Il giurista potentino, con una feroce ironia, definisce il magistrato “stupratore del diritto penale”, e gli suggerisce un internamento immediato, ritenendolo affetto da “ciclotimia” e sintomi di “disturbo paranoide” vergognosa omissione della virgola prima di solo, talché non si comprende se la pròtasi inizi con la congiunzione se (di guisa che solo è aggettivo, con valore di unico), oppure con solo (sicché tal parola è avverbio, con valore di soltanto); in altri termini, non si sa (sto parlando di aspetti concernenti l’idioma gentile, non la ricostruzione logica) se s’intende dire «la nozione di parte ha un senso solo, se riferita (...)», ovvero «la nozione di parte ha un senso, solo se riferita (...)». Si noti, indi, l’invereconda assenza della virgola prima del secondo sia (nel vero, il segno, in tali casi, è d’obbligo). E si constatino, infine, e la turpe omissione della virgola dopo che (con la conseguenza che l’apòdosi «non può che riferire» non si collega alla congiunzione che), e la spudorata presenza di una virgola, del tutto improvvida, dopo il sostantivo

armi: insomma, che cavolo c’azzecca (direbbe un altro santone del pressappochismo) quella virgola prima di «alla nozione data (...)», quando proprio a tale complemento, finale ed esclusivo, si riferisce il periodo principale? Per ragioni di chiarezza, invio anche fotocopia illustrativa. La premessa mi consente di precisare che non intendo sfiatarmi a parlare di grammatica e sintassi a chi ignora la distinzione, basilare, tra incidentali (proposizioni o espressioni tra virgole) appositive e incidentali determinative; infatti, non credo che tali cognizioni, come pure la comprensione almeno approssimativa della materia penale, possano essere ora acquisite da M...: soglio dire che l’asinello, se non mette la coda entro il terzo anno, rimane anuro. Passo, perciò, subito all’essenziale. La prova più evidente della follia dello

classificati come armi (sul cervellotico presupposto che non sarebbero neppure strumenti atti a offendere, tant’è che una lesione cagionata dal loro sparo non sarebbe neppure aggravata dall’art. 585 c.p.); oppure ha generato scoppi pericolosi in casa propria, convenendo con la proposta secondo cui, dal momento che l’art. 703 c.p. si rivolgerebbe ai soli luoghi abitati da altre persone, ognuno è libero di far saltare la propria abitazione mercé l’uso d’artifici pirotecnici, purché senza ferire alcuno e senza disturbare la quiete; ecc., ecc., ecc. (de hoc satis, pur essendo mentovabili altre decine di fattispecie)! Aggiungo che più di un malcapitato mi ha telefonato, maledicendo il responsabile (posso indicare i nomi: uno è anche agente della polizia penitenziaria e tiratore delle nazionale) e chiedendo di conoscere la mia opinione circa impugnazioni avverso condanne, ovvero se fosse possibile caducare sentenze definitive, in forza dell’art. 625-bis c.p.p., oppure degli artt. 629 e ss. c.p.p. e 193 att., o 673 c.p.p. e 193 att. Nel secondo caso, ossia se il riferimento al dictum (inesistente) della legge è frutto d’allucinazioni, ulteriora premunt per l’auspicato ricovero, essendo patenti anche tratti di schizofrenia. Aggiungo tuttavia, per compensazione, che Pascoli giudicherebbe M... uomo fortunato, poiché vive in uno stato di perfetta e pura ignoranza (età dell’oro): tanto che questi ben potrebbe rubare la scena al suo Carrettiere, il quale, standosene sereno nel proprio mondo, scambia il «soffio di procella» per dolce «suono d’una cennamella». Salutando la Sua persona e la Redazione, augurando un Buon 2012 e rinnovando a M... l’invito (mai accettato) a un confronto con me, a faccia a faccia (leggi e sentenze alla mano), chiedo il permesso di essere io a concludere con un anacoluto “de curtisiano” e una sinestesia, che vanno trasmesse al tipo: «Tali sfilze di cavolate e di sconclusionate righe, ma ci facci il piacere di non suonarle più!». Ah, a proposito, all’artista del comico psichedelico si spieghi altresì che la liceità dell’uccisione di un animale non c’entra una mazza con l’esistenza di «un motivo» (come scrive a p. 4)! Si tratta di codificati istituti differenti. Parimenti, l’abbattimento di un cane aggressivo non è retto dalla legittima difesa, sì bene da altri princìpi. Potenza, 9.1.2012. Ivan Russo»


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Five o’ clock al Circolo Lucano Lo sciopero arriva per ferrovia di Lucio Tufano

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l teppismo di provincia, che la stampa codina si affretta a classificare come patologia sociale, consiste nello sfogo a mezzo stampa, organo né di un partito né di una idea. Una specie di grosso mastino che abbaia rumorosamente, latrando dietro il calesse che passa per la strada. Solo una bella frustata sul muso lo fa tornare a coda bassa, la lingua penzoloni per l’inutile corsa, al canile che ha lasciato. In prefettura i teppisti sono al bando per le volgarità che invano tentano di offuscare la dignità delle istituzioni. La porta chiusa del gabinetto del prefetto ad ogni ordine di cittadini e alle udienze delle commissioni nella rispettabilità dei funzionari. Dopo Maggiotti che parte per l’Aquila, arriva il rigido custode dell’ordine pubblico, Francesco Prandi: <<In Italia si fanno pericolosi esperimenti di libertà. La Basilicata è rimasta immune da quelle agitazioni che spesso

lasciano la desolazione ed il pianto>>. Sarà che le signore si spaventano degli urtoni e delle rincorse dei ragazzacci locali quali le guardie lasciano, nella festa di S. Gerardo, la più ampia facoltà di banda. Rami, ghirlande, festoni, piante, fiori, eriche, i soliti fasci di luce, lo stemma di Potenza si arrampica sino a quello di Brescia. Il ritratto di Zanardelli, che un anonimo si affrettò a trattenere nella camera oscura, viene alla luce dalle dita nervose di Perugia che pazientemente ne modella gli zigomi, i baffi, la fronte, nel gesso. Un busto dell’uomo che si è degnato di venire in Basilicata. Petroni Andrea da Venosa invece riproduce paesaggi, le valli, le pianure, gli squallidi dirupi, i contadini febbricitanti che spezzano il pane nelle zone dell’Agri. Nelle sale del Casino lucano si alzano le lancette del barometro per i balli che si protraggono sino alle quattro del mattino. I reggitori della cosa pubblica, scrive la stampa, vanno a letto col crepuscolo e dormono alla grossa, sognando. Allo Stabile si aprono le toppe chiuse dal doppio catenaccio per La casa paterna di Suderman e

Maschere di Bracco, I nostri bimbi di Byron. Lo sciopero è arrivato anche alla ferrovia, pare che nessuno se ne sia accorto. Si dice che abbia ubbidito al motto d’ordine dei compagni del deposito di Salerno. Sassate e vetri rotti alle finestre invece per l’agitazione degli studenti liceali contro i regolamenti Orlando. Un sasso ha colpito una studentessa del normale convitto femminile. Peccato, si trattava di un sasso tante volte scagliato a tentare la città dalla campagna. Da Monte Reale, una pietra ribelle, che sorvola il colle, fischia col vento sui comignoli spenti e sulle tegole. Tremila lire per i poveri di Potenza. Se ne fa interprete il deputato Pasquale Grippo partecipando al Sindaco di Potenza che: <<S.E. il ministro Giolitti tiene costantemente a cuore il bene di queste regioni>> five o’ clock al Circolo Lucano contro il tempo cattivo, perverso per la squadra delle signore che si trasferiscono tra le montagne della Cina e dell’Assam gustando la bevanda delle geishe in attesa dell’ospite che non arriva. A carnevale torna invece don Pasquale che era dato per morto. Il cavaliere Pasquale Guidani, scomparso, quattrocento lettere di condoglianze, r i t o r n a festeggiatissimo al simpatico Casino Lucano. Al Teatro Come le foglie di Giacosa e Sperduti nel buio. <<Nel millenovecentosei le guardie e gli agenti devono impedire una simile cagnara. Noi non siamo puritani e sappiamo che nelle fiere festivals, nei cafè – concert si va per stare allegri, per divertirsi, per applaudire, per disapprovare, per fare chiasso; dovunque vi sono signori e signorine si ha il dovere di essere educati né bisogna trasformare in un trivio il teatro>>. Così la stampa, attent alla nozione di buon costume e all’immagine di una città disegnata sulle velette delle zitelle, sui busti delle signore, sul bigottismo rassegnato, sulle gonne lunghe fino ai malleoli; attenta ai sorrisi indiscreti non prolungati, spezzati, soffoca

l’urlo isterico di una folla in gran parte uscita anche dai sottani a ruotare nei sensazionali numeri aerei della bella Ida, nelle sue evoluzioni serpentine, ammaliata ai motivi delle romanze e delle canzoni birichine di Ersilia Sampieri. Uno stordimento generale infatti di schiamazzi, frasi oscene, volgarità da cui prendono le distanze altre mura della città, come quelle del Casino Lucano dove si organizzano cene e, fra un supplì e l’altro, si allunga l’incerto piede esploratore, le mani sul tavolo, il busto eretto, la conversazione forbita e composta. A presidiare le cene e le tavole imbandite, le brillanti uniformi degli ufficiali, la romantica divisa che suscita sensazioni di protezione, di ordine, di regalità. Il Teatro apre le sue porte ai comizi sul suffragio universale. In consiglio comunale si scalpellano i pezzetti di porfidio per i vicoli che, da piazza Sedile portano all’Ospedale S. Carlo, per lo struscio delle solette, per il greve fraseggio delle gambe,

per gli strascichi dei vestiti con la coda, per il fiorire della seta, per il profumo dei capelli, per il luccichio dei gioielli falsi, e per gli stracci curiosi e vaganti sovrastati dalle coppole, perché l’acqua della pioggia che scorre nei vicoli non entri nelle case. La bacchetta magica del maestro Sarmiento percorre gli ambienti cittadini, la piazza e il caffè, per la esecuzione della Forza del destino, Il Trovatore, Lucia di Lamermoor e L’elisir d’amore. Nelle strade anguste e senza marciapiede il fruttivendolo vende i suoi prodotti, il mellonaro e il castagnaro erigono le loro baracche nella piazza principale, le lavandaie si raccolgono attorno alle fontanine pubbliche, abbeveratoi per cavalli e muli, le vetture da nolo, sporche e malsicure fanno il turno all’arrivo dei treni, attorno ai forni e nei punti più centrali si scaricano le fascine. Quattro guardie municipali ed un caporale vigilano sulla pulizia urbana e la vendita dei generi di consumo e pochissimi spazzini lasciano

nei vicoli le immondizie alle beccate di insaziabili galline e del vento. Non bastano i carri per il trasporto fuori della spazzatura. Il sindaco Vaccaro compie i lavori di restauro e la sostituzione delle poltrone del Teatro; la Commissione teatrale, dopo la lunga stagione lirica, chiede la fornitura di almeno altre due file di poltrone. Al pianterreno al palazzo Ciccotti, al Largo Liceo, contadini, operai, donne e ragazzi, alle gesta di Orlando, Rinaldo, Carlo Magno, dei paladini di Francia, ai tradimenti di gano di Maganza, si sganasciano dalle risate con il teatrino delle marionette di Fausto Polizy. Nei caldi pomeriggi, un arcobaleno di polvere e di acqua ai primi tentativi municipali di innaffiare le strade, un prisma colorato per i giochi e la festosa gazzarra di monelli scalzi e cenciosi. Nelle vetrine, nei negozi, nei vicoli, nelle case, nelle chiese penetra la polvere del tempo.


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SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

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Laser nella pratica odontoiatrica: una rivoluzione metodologica Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria - Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria and Medical Dental Project Team Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163 info@medicaldentalproject.com www.medicaldentalproject.com

I

l laser è uno strumento ad elevata tecnologia impiegato nei settori più disparati della vita civile industriale, commerciale, in fisica e nei settori della telecomunicazione. In medicina ha conosciuto aree di grande sviluppo, basti pensare all’oftalmologia dove è diventato lo strumento terapeutico principe grazie all’azione fototermica che serve a trattare una serie di patologie. Prima fra tutte il distacco di retina. Altri campi della medicina hanno beneficiato dell’apporto energetico mirato del laser, pensiamo alla Dermatologia e Chirugia estetica, all’Urologia, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia e l’elenco potrebbe protrarsi a tutte le discipline che implicano trattamenti chirurgici mirati. L’Odontoiatria non poteva rimanere fuori dalla sfida tecnologia dell’applicazione di energia radiante applicata ai tessuti. Negli ultimi 40 anni, soprattutto negli USA, l’uso dei laser in chirurgia orale e maxillo-facciale ha trasformato le tecniche chirurgiche. I campi di applicazione dell’energia laser sono stati rappresentati dalle anomalie strutturali delle articolazioni temporomandibolari, le lesioni precancerose del cavo orale, l’implantoprotesi e le lesioni cutanee facciali post t r a u m a t i c h e . Ma soprattutto la piccola chirurgia orale (quella di tutti i giorni del dentista pratico) si avvale di laser chirurgici quali i Diodi, il CO2, l’Erbio e, con l’evoluzione della tecnologia, l’utilizzo del Laser diventa sempre più efficace riducendo al minimo l’invasività e il disagio per i pazienti. In endodonzia le applicazioni attuali e gli sviluppi futuri dell’uso del laser sono: modificazioni della struttura interna della dentina canalare (apertura dei tubuli o fusione a seconda del tipo di laser impiegato), diagnosi dello stato fisiopatologico della polpa, pulpectomia e pulpotomia , detersione e modellamento del canale. Prima di analizzare i vantaggi applicativi dell’energia laser ai tessuti del cavo orale, soffermiamoci brevemente sugli aspetti fisici e tecnologici. Aspetti fisici e tecnologici dell’energia laser Laser è acronimo anglosassone di: amplificazione della luce per emissione stimolata di radiazione. Si tratta molto semplicemente di energia radiante emessa da una fonte

che può essere un solido (diodi ed erbio) un liquido o un gas (CO2). Ogni mezzo attivo (la fonte) emette una energia radiante di tipo ondulatorio con una propria lunghezza d’onda. La caratteristica fondamentale di ogni tipo di laser è la monocromaticità, che differenzia la luce laser dalla luce visibile emessa da un filamento di una lampadina piuttosto che dal sole. La luce visibile è policromatica, cioè composta da emissioni radianti di varie lunghezze d’ onda, che si combinano assieme e possono essere scomposte con il prisma ottico in singole bande di colore differente (fenomeno arcobaleno). Ogni laser emette una radiazione caratterizzata dalla monocromaticità, quindi da una lunghezza d’onda ben definita e stabile. Altra caratteristica fisica fondamentale della luce laser è la direzionalità o collimazione, che significa poter disporre di un fascio luminoso con divergenza trascurabile se confrontata con la luce visibile che presenta una divergenza illimitata. Inoltre, il raggio laser è coerente. Ciò significa che il complesso di onde elettromagnetiche emesse dal laser sono in perfetta fase tra loro. Queste caratteristiche concorrono a fare della radiazione elettromagnetica Laser un’energia di grande efficacia. Mezzi di trasporto del raggio laser Affinchè l’energia radiante raggiunga il punto di applicazione sul tessuto

bersaglio, ogni laser possiede un sistema di trasmissione. Questi sistemi debbono soddisfare due esigenze fondamentali: • conservare una potenza radiante nel punto di applicazione, quanto più simile a quella della fonte di emissione; • essere maneggevole. In odontoiatria la facilità d’uso è fondamentale, specie quando si lavora con il laser nei settori posteriori e interni del cavo orale. Il mezzo ideale per la trasmissione laser è la fibra ottica, ma non tutte le lunghezze d’onda viaggiano in maniera ottimale in questo mezzo. Ci sono vari materiali con cui vengono costruite le fibre ottiche, le migliori sono le fibre in silice che permettono di veicolare bene le lunghezze d’onda del diodo. Esistono poi le fibre di fluoruri che ben si adattano a veicolare le lunghezze d’onda tipiche del laser ad erbio. Le fibre policristalline sono adoperate per veicolare onde elettromagnetiche ad alta frequenza come quelle del laser CO2. Particolare importanza ricopre il diametro delle fibre, poiché diminuendo si assiste ad un aumento dell’intensità di energia dovuta alla maggior concentrazione del fascio, caratteristica utile per la chirurgia. Per lo sbiancamento o la biostimolazione si preferiscono diametri superiori e di norma

defocalizzati. Esistono poi strumenti di trasmissione attualmente in uso ( per CO2 ed Erbio ), come i bracci articolati dotati di specchi e di snodi che consentono alle varie componenti di ruotare in modo da poter maneggiare il più liberamente possibile il manipolo. La luce laser si comporta esattamente come qualsiasi radiazione elettromagnetica. La caratteristica più importante dal punto di vista clinico è l’assorbimento della luce da parte dei tessuti. Il Laser ha il pregio della grande precisione, affidabilità e visibilità del campo operatorio poiché il controllo dell’emostasi è decisamente elevato senza che il tessuto subisca un danneggiamento da propagazione incontrollata del calore. La punta del laser deve essere usata sempre in movimento per impedire l’accumulo di energia puntiforme. E’ consigliabile usare in prossimità di strutture delicate come quelle paradontali la modalità di emissione pulsata. La guarigione dei tessuti è molto più veloce in regime pulsato. In questo caso l’operatività subisce un leggero rallentamento. Il laser a diodi è indicato per la chirurgia; per rimodellare gengiva ipertrofica (in conservativa) o in protesi, oppure in implantologia. Il rimodellamento gengivale avviene in campo asciutto e permette al clinico di effettuare restauri di conservativa

o presa dell’impronta nella stessa seduta, proprio in virtù dell’ottimo controllo dell’emostasi. L’utilizzo della laser terapia risulta essere un valido aiuto complementare nella pratica della conservativa endodontica riducendo i tempi di guarigione con la biostimolazione; dominando in qualche modo la dolorabilità con l’effetto antalgico; diminuendo in ambedue i casi la somministrazione di medicinali. Come già accade nella fisioterapia tradizionale, possiamo affermare che in tutti i casi di pertinenza odontoiatrica di difficile soluzione, l’utilizzo del terapia Laser consente di offrire al paziente una nuova possibilità di cura con sensibile riduzione della dolorabilità post seduta e con il relativo o nullo ricorso ai farmaci antidolorifici. http://www.dentisti-italia.it/dentista/ laser-dentale/222_laser-a-diodi-inodontoiatria.html http://www.aiola.it/ http://www.df.unipi.it/~giuliett/ Seminari_OQ/software/Laser_ Medicina/Laser-in-medicina.pdf


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S. Carlo: “Perché non vengono pagate le guardie mediche notturne?” In una interrogazione il consigliere del Pdl, Pici, sostiene che “E’ ingiustificato non retribuire le prestazioni notturne ai medici”

I

l consigliere regionale del Pdl, Mariano Pici, alla luce di un recente provvedimento della Direzione generale dell’Azienda ospedaliera ‘San Carlo’ di Potenza che ha previsto, in un ottica di razionalizzazione delle risorse, la non retribuzione dell’attività di guardia interdivisionale, ha presentato un’interrogazione urgente a risposta orale per conoscere “il risparmio economico previsto mensile e se il provvedimento è stato concordato con le

rappresentanze sindacali”. Il consigliere chiede, inoltre, di sapere “se nell’adottare il

provvedimento la Direzione generale ha considerato la consequenziale riduzione del

personale medico in servizio che, associata alla carenza di organico, ha ripercussioni negative sulle normali attività di alta specialità dei reparti a danno degli utenti”. In premessa, Pici riferisce che “tutti i degenti delle strutture ospedaliere devono essere tutelati da un servizio di guardia medica, organizzato in modo tale da tutelare, sia i pazienti sul piano clinico sia i sanitari sul piano medico – legale. Il normale servizio di guardia medica copre le ore notturne

(20.00 – 8.00) e le ore diurne notturne festive. L’attività di guardia notturna – prosegue l’esponente del Pdl - non può essere seguita da un turno di lavoro diurno e tra le fattispecie deve essere esplicitata nella polizza assicurativa aziendale. La Direzione generale dell’Azienda ospedaliera ‘San Carlo’ di Potenza ha previsto, in un recente provvedimento, la non retribuzione dell’attività di guardia interdivisionale, consentendo al sanitario il recupero orario completo

dell’attività prestata di circa 12 ore. L’aver previsto il recupero delle ore di attività di guardia notturna, provvedimento adottato unicamente dalla Direzione generale dell’Azienda ospedaliera, comporta, però, una mancanza temporanea di specialisti dal servizio che si associa alla cronica carenza di organico”.

Diaframma L’incompreso e trascurato muscolo della serenità A cura del Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione Terapia del LinfedemaASP Potenza email: ncastelluccioinfo@ gmail.com cell. 3804326784

L’

ingegneria ci insegna che un palazzo, per stare insieme e svilupparsi verso l’alto, ha bisogno di strutture verticali, ma allo stesso tempo, per tenerlo insieme e stabilizzarlo, occorrono delle strutture trasversali. Nel corpo umano queste strutture sono rappresentate dai diaframmi. Avete letto bene. Non il diaframma ma i diaframmi. In campo osteopatico sono infatti considerati tre diaframmi: il Tentorio del cervelletto (un lembo di dura madre, meninge che separa il cervelletto dai lobi occipitali del cervello); il Diaframma toracico; il Diaframma pelvico (il cosiddetto pavimento pelvico).Mi limiterò a descrivere la funzione del Diaframma toracico, segmento muscolare estremamente importante nello sport e nel fitness. Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia e grande conoscitore dell’anatomia umana, descrivendo il diaframma toracico disse: “Per mezzo

mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni”. Sicuramente la frase di Still è di assoluto effetto e lascia presagire ed intendere parecchi concetti. Il diaframma è una parte fondamentale del nostro organismo e, se si presenta libero da restrizione, permette al corpo stesso di essere in buona salute. Occorre sapere che questo muscolo si sviluppa in fase embrionale e che la cupola diaframmatica si forma dalla migrazione di strutture che partono dal tratto cervicale (C3-C5). Questo stretto rapporto tra tratto cervicale e diaframma fa intuire come un dolore cervicale possa essere causato dal diaframma bloccato (e viceversa). Come si presenta il diaframma? E’ una cupola muscolo-tendinea che separa il torace dall’addome. Possiede una forma irregolare perché è più largo in senso laterale che in senso antero-posteriore ed è più alto sul lato destro che sul lato sinistro, per la presenza del fegato. Divisibile in due porzioni: una centrale tendinea (centro frenico) ed una periferica muscolare. Le porzioni muscolari hanno varie inserzioni: vertebrali; costali;

sternali. Il diaframma assume particolare importanza per i rapporti che contrae con importanti strutture del sistema neurovegetativo. Assieme all’esofago, infatti, passano di qui anche il nervo vago: il nervo vago sinistro è anteriore all’esofago e il destro è posteriore. Queste due componenti nervose fanno parte

del sistema di regolazione di tutta la vita vegetativa , quindi l’irritazione di uno dei due può creare dei disturbi riflessi. Le relazioni pressorie tra torace e addome sono quindi fondamentali per una corretta fisiologia. Se tali pressioni vengono ad essere alterate anche il meccanismo respiratorio si altera: in soggetti con una flaccidità addominale il meccanismo respiratorio viene ad essere “basso”, diverso da soggetti con una ipertonia addominale in cui si ha respirazione alta, apicale. Altra grande importanza la riveste dal punto di vista posturale: si osserva infatti abbastanza spesso un’iperestensione del tratto lomba-

re alto in soggetti con una respirazione di tipo alto: in presenza di un diaframma che tende a rimanere in una posizione relativamente alta (in espirazione) le trazioni continue verso l’anteriorità trasmesse dai pilastri sugli attacchi lombari possono creare di conseguenza delle accentuazioni della curva lombare nella porzione alta. Viceversa persone con diaframma basso (in inspirazione), per esempio in soggetti con una grossa ptosi (rilassamento) addominale, si osserva una perdita delle curve fisiologiche associate ad una accentuazione della lordosi lombare bassa. Il diaframma riveste una grande importanza anche sul piano emozionale, ed è vero che esiste un modo di dire caratteristico per definire un grosso stress emotivo: “mi è mancato il respiro”, oppure “ho ricevuto un pugno nello stomaco”, quindi gli shock emotivi, così come quelli fisici, condizionano inevitabilmente questa struttura e possono essere memorizzati dai tessuti. Da non dimenticare l’importanza del diaframma sulla meccanica sulla digestione: ha una funzione che facilita la peristalsi degli organi sotto diaframmatici (in particolare lo stomaco), grazie al suo movimento continuo di pompa. A questo punto ci si potrebbe chiedere a cosa serve allenare il diaframma e come lo si allena? Il diaframma è un musco-

lo coinvolto in quasi tutte le funzioni del corpo; lo si può utilizzare nella parte a terra delle lezioni di fitness collettivo; un personal trainer di alto livello può intervenire su questa parte con delle metodiche (descritte più avanti) per dare un plus nell’allenamento del proprio cliente. È auspicabile che le persone stressate e tese sblocchino il diaframma per diminuire le tensioni muscolari. Ecco qualche esercizio: AUTOMASSAGGIO DEL DIAFRAMMA: da decubito supino, esercitare con le proprie mani una pressione lieve e progressiva appena sotto al margine costale. In questo automassaggio del diaframma portare maggiore attenzione nella parte destra per la presenza del fegato. DETENSIONE DEI PILASTRI DIAFRAMMATICI: da posizione supina sistemare una pallina da tennis a livello delle vertebre lombari e cercare, con dei movimenti alto, basso, dentro, fuori, della pallina, di automassaggiare la zona. DETENSIONE TRAMITE ESPIRAZIONI: da posizione supina, appoggiare gli arti inferiori a una panca in modo da azzerare la curva lombare. Da questa posizione, inspirare ed espirare forzatamente, grazie alla contrazione degli addominali. DETENSIONE TRAMITE LAVORO PARADOSSO DEL DIAFRAMMA: da posizione supina, dopo una inspirazione cercare di espira-

re solo a livello toracico per gonfiare la pancia ovvero di portare il diaframma verso il basso (in posizione inspiratoria). L’allenamento per il diaframma andrebbe fatto ogni qualvolta ci si accorge di non respirare bene, quando si è stressati o quando si ha voglia di entrare in contatto con il proprio corpo in maniera più profonda. Il diaframma corrisponde al 3° chakra (centro di energia) o “Chakra del Plesso Solare”. In questo Chakra nasce la spinta che porta l’individuo ad affermarsi nella vita e rispetto al mondo che lo circonda, affrontando le continue sfide dell’esistenza di ogni giorno. E’ la sede del carisma personale, della consapevolezza di essere un individuo unico al di là della semplice necessità di sopravvivere. Uno squilibrio di questo centro può rendere facili all’ira, predispone a ulcere di origine nervosa, all’incapacità di essere calmi, mentre uno squilibrio in senso opposto può causare timidezza, scarsa energia, necessità di ricorrere a sostanze esterne per stimolare il proprio fisico, tendenza alla sottomissione e disturbi di digestione. CONSIGLIO QUINDI, DI NON TRASCURARE IL DIAFRAMMA, DI CURARVI E SOPRATTUTTO DI ESSERE SERENI.


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Può il paziente cardiopatico eseguire la risonanza magnetica?

di Gianfranca Losasso Medico Specialista in Cardiochirurgia gcardio@libero.it

P

remetto che questo articolo trae spunto da una domanda che un lettore di Controsenso mi ha posto nei giorni passati. Il lettore in questione aveva subito un intervento al cuore con sostituzione di una valvola cardiaca con una protesi meccanica e, necessitava di eseguire una risonanza magnetica alla caviglia; il radiologo voleva delucidazioni sul materiale della protesi di cui il paziente è portatore e sulla sua compatibilità con l’esecuzione dell’esame. Prima di tutto chiariamo che la risonanza magnetica è un metodo diagnostico per immagine computerizzato nato nel 1945, in cui un forte campo magnetico agisce sul corpo ed onde elettromagnetiche, emesse in seguito a tale esposizione, vengono rilevate dal tomografo. Le onde vengono elaborate via computer in immagini precise e diverse da quelle fornite da altre metodiche; per cui la risonanza ha una migliore rilevanza diagnostica per esempio nello studio delle strutture tumorali, soprattutto del sistema nervoso centrale, che risultano ben contrastate rispetto al tessuto circostante. Tale esame non è invasivo e cioè, non comporta la penetrazione dei tessuti con strumenti; la risonanza magnetica trova applicazione anche in diversi ambiti cardiologici per esempio, per la valutazione delle patologie congenite ed acquisite del cuore

e dei grandi vasi. Il quesito posto dal lettore se lui che ha una protesi valvolare meccanica può ugualmente eseguire una risonanza magnetica, è purtroppo molto spesso oggetto di poca chiara interpretazione da parte dei colleghi radiologi che si occupano di risonanza magnetica. Frequentemente, viene negata la possibilità di eseguire questo esame a persone portatori di protesi cardiache ed anche a pazienti sottoposti ad interventi cardiaci con successiva chiusura dello sterno per mezzo di punti di acciaio. Intanto, si può affermare che, quasi tutte le protesi cardiache meccaniche sono costruite in carbonio pirolitico, che fa parte dei biomateriali ceramici, composti inorganici che contengono sia elementi metallici sia elementi non metallici e, che per le proprie caratteristiche di resistenza meccanica e biocompatibilità, ben si adattano al lavoro richiesto ad una valvola cardiaca. Numerosi studi presenti nella letteratura medica hanno dimostrato che i pazienti portatori di queste protesi possono essere sottoposti alle radiazioni della risonanza magnetica senza che si verifichi né eccessivo surriscaldamento né alterazioni strutturali a carico delle protesi stesse. Diverse pubblicazioni scientifiche sull’effetto del campo magnetico e delle onde radio ad alta frequenza su diversi tipi di protesi valvolari concludono che le valvole meccaniche sono assolutamente sicure e non problematiche per i pazienti che si sottopongono a risonanza magnetica. Infatti, in letteratura sono reperibili varie indicazioni cliniche alla risonanza magnetica e, sulle procedure per la gestione ottimale dei pazienti cardiopatici da sottoporre a questo esame; in particolare, si segnalano quelle predisposte nel’98 dalla Task Force della Società Europea di Cardiologia. In esse si sottolinea che non sono stati rilevati effetti negativi su un lungo periodo e, che durante la procedura, solo il 2% di essi può soffrire di claustrofobia. Per i pazienti

con protesi metalliche e suture sternali in acciaio, portatori di protesi d’anca, di valvole meccaniche cardiache, viene escluso ogni potenziale rischio quando i materiali utilizzati non sono ferromagnetici cioè, non sono attratti in maniera sensibili da un campo magnetico esterno. Chiariamo che, per materiali ferromagnetici si intende il ferro, il cobalto, il nichel, disprosio e gadolinio, mentre gli elementi diversi da quelli citati non sono ferromagnetici e, quindi non risentono della presenza di un campo magnetico come per esempio il titanio, che ha un’ ottima biocompatibilità. Per sua natura quindi, il titanio non viene attratto da campi magnetici e non può subire significative forze di spostamento. Naturalmente anche il Radiologo che conosce gli apparecchi di risonanza magnetica con i quali lavora e che, nella maggior parte dei nostri Ospedali, sono di ultima generazione, potrà verificare e confermare in base alle caratteristiche della macchina a sua disposizione che, il paziente portatore di protesi è in grado di poter effettuare questo esame. Inoltre, oggigiorno, molti costruttori di valvole meccaniche eseguono test di funzionamento, sottoponendo le protesi ad un campo magnetico statico per verificare i parametri costruttivi. Naturalmente, questo discorso vale quando la protesi è ben funzionante e ben posizionata per cui è sempre buona regola eseguire un ecocardiogramma di controllo prima di effettuare la risonanza magnetica. Si raccomanda di non effettuare l’esame su portatori di protesi valvolari non verificate per la loro compatibilità (costruite prima del’69) ed evitare l’esame anche sui pazienti appena operati ai cui vasi coronarici non sono state applicate clips in leghe di titanio e tantalio. Per quanto riguarda gli stent coronarici questi possono essere composti da una varietà di materiali: alcuni sono composti da leghe di acciaio inossidabile, carbonio, oro oppure realizzati in tantalio. I potenziali rischi che la

risonanza magnetica può produrre sugli stent coronarici riguardano la possibilità di sposizionamento dei medesimi durante l’esame a causa del campo magnetico e la possibilità di surriscaldamento e la distorsione dell’immagine nel loro interno. Ma, anche in questo caso, in letteratura non si riportano problemi imputabili alla risonanza nei pazienti con stent coronarici. Per maggior sicurezza, si può comunque consigliare di attendere almeno otto settimane prima di sottoporre a risonanza magnetica i pazienti con stent, per consentire il completo e fisiologico incapsulamento dello stent all’interno del vaso e consentire così una stabile allocazione dello stesso. Per i pazienti con stent non ferromagnetici non è richiesta questo tipo di cautela. Invece, un discorso a parte meritano i pazienti con pacemaker e defibrillatori, per il potenziale rischio di indurre sui cateteri endocarditi cioè posizionati all’interno del cuore, correnti elettriche in grado di stimolare ad alta frequenza il cuore stesso, con la possibilità di innescare aritmie pericolose e minacciose. Si prende atto però, che con opportune precauzioni i pazienti con stimolatori cardiaci sono stati sottoposti a risonanza magnetica senza nessun problema. Sia i pacemaker che i defibrillatori sono dispositivi che elaborano segnali elettrici e sono pertanto intrinsecamente sensibili ai campi elettromagnetici. A tutt’oggi la presenza di un pacemaker impiantato è considerato una controindicazione alla risonanza magnetica: pertanto, quando possibile si consiglia di ricorrere a metodi diagnostici

Dott.ssa Ivana Gruosso Farmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email:

L’

eritema solare è un arrossamento della cute dovuta ad una dilatazione dei capillari successiva ad un’inadeguata esposizione ai raggi solari. Può essere accompagnato da prurito e bruciore e nei casi più gravi dalla formazione di bolle e vescicole seguite poi da desquamazione, in molti casi compare la febbre. I soggetti più a rischio di eritemi

in particolare di carote, pomodori, broccoli, spinaci, tutti alimenti ricchi di β-carotene e vitamina C. Attenzione ai bambini, più esposti agli eritemi per la pelle sensibile e delicata: applicare la crema almeno 30 minuti prima di scendere in spiaggia, ripetere l’applicazione dopo 2/3 ore, soprattutto dopo il bagno o se hanno sudato, in quanto il sudore toglie via la crema. Non farsi mai ingannare dalle nuvole!! L’azione delle radiazioni solari rimane inalterata! A livello locale per prevenire gli eritemi si possono impiegare l’olio di riso che ha un’accertata capacità di schermare le radiazioni ultraviolette, prevenendone gli effetti negativi e l’olio di sesamo, molto presente nelle creme solari, è in grado di filtrare il 30% degli UV, oltre ad essere un ottimo emolliente. I soggetti più sensibili dovrebbero preferire le creme solari con filtri fisici, come l’ossido di zinco, che sono delle polveri mi-

nerali in grado di rifrangere i raggi UV, offrendo una protezione maggiore. Chi invece non è riuscito a prevenire l’eritema per qualsiasi ragione, può applicare localmente gel di aloe vera che ha un’azione antiinfiammatoria e decongestionante, oltre ad essere un rigenerante tissutale ed un idratante. L’olio di calendula ha un’azione lenitiva, cicatrizzante, emolliente ed è un toccasana anche per le pelli più delicate come quelle dei bambini. L’olio di iperico, molto ricco di betacarotene, applicato direttamente sull’eritema calma completamente il bruciore e il dolore. Ottimo anche come doposole è l’azulene, ottenuto dall’olio di camomilla, dal caratteristico colore blu e dall’azione calmante ed antinfiammatoria.

ed il defibrillatore esterno e soprattutto con la costante presenza di un cardiologo esperto. A tale proposito infatti, sarebbe opportuno ed è consigliabile che l’esame venga eseguito in una struttura adeguata e con un’equipe multidisciplinare (radiologo, cardiologo, aritmologo, anestesista).

Essere genitori: il mestiere più difficile!

l’ossimetria, il programmatore

L’eritema solare: prevenzione e cure naturali sono quelli con carnagione molto chiara la cui pelle è meno ricca di melanina, la proteina deputata alla difesa degli strati cutanei dai raggi UV e nello stesso tempo al conferimento di un colore più scuro alla pelle. L’abbronzatura quindi non è altro che un meccanismo di difesa messo in atto dalla nostra pelle. Le radiazioni ultraviolette contenute nei raggi solari responsabili della comparsa degli eritemi, sono gli UVB che si mantengono negli strati superficiali della pelle, gli UVA invece arrivano più in profondità causando danni al dna cellulare, senza dare dei sintomi immediati. Bisognerebbe innanzitutto agire in prevenzione impiegando le giuste creme solari, adatte cioè al proprio tipo di pelle, esporsi al sole in modo razionale e graduale evitando le ore di punta , e perché no seguire un’alimentazione appropriata ricca di frutta e verdura,

alternativi per pazienti con pacemaker o defibrillatore ma, se questo non è possibile, oltre che adottare tutte le cautele tecniche indicate come, per esempio riprogrammare il pacemaker in modo da imporgli un comportamento predeterminato durante l’esame, sempre che il paziente non sia completamente pacemaker dipendente, è importante monitorare il soggetto con l’elettrocardiogramma,

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a cura della dottoressa MariaTeresa Muscillo psicologa sessuologa tel328/8317632 mariateresa_muscillo@ yahoo.it

i sono genitori autoritari che di fronte all’inettitudine del loro bambino perdono la pazienza, alzano la voce con disgusto e disprezzo e ci sono genitori che di fronte agli errori del proprio bambino mostrano pazienza e cercano di aiutarlo senza imporre la propria volontà. Possiamo classificare alcuni comportamenti inadeguati più comuni in tre principali categorie: Ignorare completamente i sentimenti. I genitori trattano il turbamento emotivo del bambino come se fosse una cosa banale o una seccatura della quale aspettare la naturale estinzione. Essi non riescono ad approfittare dei momenti carichi di valenze psicologiche per avvicinarsi al bambino o per aiutarlo ad apprendere alcune competenze emozionali;

Assumere un atteggiamento troppo incline al lasseizfare. Questi genitori notano i sentimenti del bambino, ma ritengono che qualunque strategia egli adotti per gestire la sua tempesta interiore vada bene. Questi genitori raramente intervengono per mostrare ai propri figli una risposta alternativa. Essi cercano di calmare ogni turbamento, pur di ottenere che il bambino smetta di essere triste o in collera. Essere sprezzanti, mostrando di non aver rispetto alcuno per i sentimenti del bambino. Questi genitori hanno un atteggiamento di disapprovazione e sono duri sia nelle critiche che nelle punizioni. Questo è il tipo di genitore che quando il figlio cerca di spiegare la propria versione dei fatti, gli grida irritato “Non permetterti di rispondermi!”.Per avvicinarsi ai propri figli senza rischiare di sostituirsi nelle loro decisioni, i genitori potrebbero provare a porsi come degli “allenatori”: considerare i sentimenti del bambino è importante soprattutto se si cerca di capire insieme i motivi del suo turbamento, creando un supporto emotivo forte. Per riuscire ad essere dei bravi allenatori, i genitori devono essere in grado di mettersi in contatto con la loro parte emotiva. Ad esempio un padre desintonizzato dalla propria tristezza non potrà insegnare al figlio a comprendere la differenza fra il dolore per una perdita e la tristezza che sopraggiunge alla visione di un film malinconico. Crescendo, tuttavia, i figli non sono pronti a ricevere vari insegnamenti emozionali specifici, ma ne hanno bisogno. Il gruppo di ricerca della Washington University ha scoperto che quando i genitori sono capaci di mettersi in contatto con se stessi e con la propria emotività, i bambini comprensibilmente mostrano più affetto e la relazione genitori-figli è caratterizzata da meno tensioni rispetto ai genitori che hanno una scarsa capacità di controllare i sentimenti.


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Piacevoli “Esercizi di Stile” a Lagopesole Ottimo riscontro per il particolare spettacolo messo in scena da La Compagnia Stabile, con la regia di Tonino Centola

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ono giovani e sono bravi. In più, sono guidati dalla sapiente regia di Tonino Centola, membro del celebre gruppo de La Ricotta. I ragazzi della Compagnia Stabile, si sono esibiti lunedì scorso in piazza Federico II a Lagopesole, in provincia di Potenza, in una location impreziosita dalla presenza del celebre castello che si stagliava alle spalle dei bravi attori, che fanno riferimento alla scuola “Cantiere Teatro” del già citato Centola. Lo spettacolo messo in scena dall’affiatato gruppo di performer si chiama “Variazioni di Stile”, ed

è liberamente ispirato ai racconti di Raymond Queneau raccolti sotto il titolo “Esercizi di Stile”. Pertanto, in linea con la lezione del celebre scrittore francese, i ragazzi de La Compagnia Stabile hanno interpretato, in maniera ogni volta diversa, scene di vita quotidiana, in cui lo spettatore lucano può facilmente riconoscersi, facendo scattare un agile “meccanismo comico”, che ha divertito il pubblico presente. I ragazzi della scuola di teatro hanno creato in questo modo uno spettacolo originale e semplice, dove accanto ai testi proposti dal libro, vi sono altri scritti dagli stessi interpreti, dando vita ad una rappresentazione teatrale che diventa una commistione di idee, laboratorio linguistico e vero e proprio teatro. In 21 monologhi e brevi dialoghi semplici in cui si parla del quotidiano e si abbraccia ogni aspetto di esso, gli attori giocano sulla caratterizzazione dei personaggi su un palco volutamente spoglio affinché l’attenzione del pubblico si fermi sull’attore che diventa universo parlante, con un linguaggio diverso e originale, mai scontato, ironico e divertente. Il

pubblico viene invitato ad entrare nel teatro, viene reso partecipe della scena grazie anche all’utilizzo degli slang giovanili, dello spiritoso dialetto aviglianese, del linguaggio gastronomico, di quello poliziesco e di quello retorico. Lo spettacolo vuole essere l’occasione per porre in risalto la donna, di certo non unica protagonista dello spettacolo, ma che in esso riesce a trovare l’occasione di adattarsi perfettamente ad ogni situazione sia in ambito sociale sia in quello familiare, vestendo ora il ruolo di fanciulla, ora quello di sfrenata ultras, ora quello di madre

che canta una ninna nanna al suo bambino...Ed è ancora donna di spettacolo, ironica chiromante, sensuale amante. Con semplice naturalezza affianca l’uomo come attrice, protagonista. Lo spettacolo, per la regia di Tonino Centola con la collaborazione di Isabella Urbano, è stato interpretato da Laura Bardi, Ria Galasso, Ludovica Logiudice, Annaclara Sileo, Maruska Mazzoni, Michele Tita, Marco Rafaniello, Valerio Bulsara.


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Carmine Cassese, il fabbro poeta Un ricordo del compianto cantore in vernacolo rionerese delle sue più significative poesie in vernacolo rionerese con il volumetto dal titolo “La Rarica di Mastro Carmine” a cura di Donato Mazzeo. Ci si augura che qualcuno o qualche Ente s’incarichi di pubblicare le tante, per lo più inedite, composizioni poetiche di Carmine Cassese. Intanto per iniziativa dell’Associazione

culturale “Rivonigro”, presieduta Gerardo Nardozza, da qualche anno si promuove ed organizza il Premio regionale di Poesia “I Dialetti Lucani Memorial Carmine Cassese”, giunto quest’anno alla IV edizione, che tanto successo sta riscuotendo a livello regionale. In tempi di rivalutazione delle figure

simbolo della nostra comunità perché non intitolare al poeta dialettale rionerese Carmine Cassese una strada cittadina? Sarebbe il modo migliore per onorare un uomo che ha fatto della poesia una vera ragione di vita, un esempio di amore per la sua terra che egli sognava sempre

più evoluta e degna dei grandi uomini che in essa hanno vissuto ed operato.

Scheda Spettacolo

IL GRANDE SPETTACOLO DELL'ACQUA Gerardo Maiella il Santo del popolo

di Michele Traficante

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armine Cassese è deceduto il 29 agosto 1998, all’età di 83 anni. Singolare figura di rionerese “puro sangue” Cassese era dotato di forte vena poetica. Era il fabbro poeta che sapeva forgiare i versi con la stessa capacità con cui piegava il ferro. Nato il 15 luglio 1915 in una modesta famiglia e conseguita la licenza elementare fu subito avviato al duro mestiere di fabbro, pur non nascondendo un grande amore per la cultura. Autodidatta riuscì a formarsi una buona cultura grazie anche all’amicizia con alcuni intellettuali del luogo, fra cui Giuseppe Catenacci, Nino Calice, Enzo Cervellino ed altri che gli furono prodighi di aiuto e d’incoraggiamento. La sua passione era il vernacolo rionerese. Nutriva un amore sconfinato per la sua terra, in particolare per il monte Vulture, la “sua montagna”, a cui ha dedicato centinaia di versi. La sua poesia era genuina, magari tecnicamente non perfetta ma carica di sentimento, sgorgava dal cuore, con cui rievocava fatti, persone, usi, tradizioni della sua terra e della sua generazione, dei bei tempi andati. In modo particolare per quanto si riferisce ai valori della moralità, dell’amicizia, del rispetto e dell’’attaccamento alla famiglia. Alcune sue poesie hanno ottenuto apprezzamenti e lusinghieri giudizi. Una menzione di Eugenio Montale, negli anni Settanta, al premio Viareggio lo riempiva di gioia e di orgoglio. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia in tutta Italia ottenendo ambiti riconoscimenti. A volte, strimpellando su una modesta pianola cercava di rivestire con

note i suoi versi. E’ autore, fra l’altro, anche di un interessante dizionario dei termini dialettali rioneresi, oltre che di una “biografia elementare” del Generale Giuseppe Pennella. Le sue modeste condizioni economiche non gli consentirono di pubblicare le sue numerose raccolte di poesie. Molte sue composizioni poetiche sono state pubblicate su periodici locali (“Valori”, “L’Informatore del Vulture”, Giornale della Comunità Parrocchiale SS. Sacramento”, “Partecipare”, Flash – back” ecc.) e su alcune raccolte curate da illustri autori, come Michele Dell’Aquila (“La lirica dialettale pugliese e lucana tra l’800 e il’900”, 1981; Antonio Loterzo e Raffaele Nigro (“Poeti della Basilicata “, 1981; Enzo Spera e Raffaele Nigro (“La Rarica”, 1987; Tito Spinelli (“Profilo della poesia dialettale lucana dal Cinquecento ad oggi”, 2001 ecc. Nel 1990 l’insegnante di scuola elementare Assuntina Di Filippo, nel suo pregevole volume “Il mio paese”, ha pubblicato la commovente lirica di Carmine Cassese: “Hànn accis ùmn e sbàndat”, composta per la ricorrenza dell’anniversario dell’eccidio dei 16 rioneresi da parte dei tedeschi in ritirata nel settembre del 1943. Era felice, mast’Carmine, quando poteva declamare qualche sua poesia con gli amici e in ogni occasione, pubblica o privata. I suoi occhi brillavano e la sua voce, a volte, tremolava per la forte emozione che provava nel ricordare amici carissimi, come l’ingegnere Giuseppe Catenacci (“l’ultima passeggiata”), o episodi e località a lui assai cari. Encomiabile l’iniziativa della Rivista Basilicata Arbereshe di pubblicare, nel 2009, alcune

Tutte le sere dal 28 luglio al 26 agosto 2011, ore 21.30 - Lago San Pietro, MONTEVERDE (AV) REGIA

Gianpiero Francese

COREOGRAFIE

Carmen Vella, Piergianni Manca

DIREZIONE TECNICA FONTANE

Piero Moscariello

SCENOGRAFIE E COSTUMI

Vincenzo Pacilio

LUCI E SUONI

Vidio e Roberto Carbone

PRODUZIONE E POSTPRODUZIONE MULTIMEDIALE

Gennaro Tritto

TESTI

Gianpiero Francese e Nino D'Agata

CORPO DI BALLO

14 danzatori con esperienze professionali di altissimo livello.

C’è un luogo dell’anima, dove ogni sera si ripete la stessa magia, quella de Il Grande Spettacolo dell’Acqua®, il progetto di solidarietà de La Fondazione Insieme per..., che nell’oasi naturalistica del Lago di San Pietro si traduce nella realtà di una messa in scena imponente: un intreccio di emozioni che cattura e incanta. Quando il sipario d’acqua si apre, il gioco delle luci, dei colori, delle fontane e gli archi musicali accompagnano gli attori, il corpo di ballo e le intense voci narranti di Elena Sofia Ricci e Leo Gullotta, in un viaggio emozionale dove al racconto si lega il sogno. Giunto alla sua VIIa edizione, Il Grande Spettacolo dell’Acqua 2012 è dedicato alle mamme e ai bambini. Il testo è ispirato a Gerardo Maiella (1726-1755), il Santo del popolo, l’uomo che si rivela un outsider straordinario, che senza indugio ha messo la propria fede al servizio degli umili, degli ultimi. Attraverso i dialoghi è la vita di Gerardo a scandire i ritmi della narrazione, restituendoci una riflessione sull’essenza stessa dell’uomo. “Tutto cominciò qui. Da questa terra. Una terra di rocce aride e di campagne rigogliose, di acque sotterranee e di montagne imprevedibili, dove la luce stessa ha un colore di un altro colore.” A Monteverde, piccolo borgo rurale in Provincia di Avellino, ai confini della Puglia e della Basilicata, oltre trecento volontari, un’intera comunità, solidale, senza confini, hanno reso il Grande Spettacolo dell’Acqua e il suo progetto umanitario un evento assolutamente straordinario che non può lasciare indifferenti.

La Fondazione Insieme per… www.ilgrandespettacolodellacqua.org


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ontrosenso

REPORT

4 Agosto 2012

Basilicata

Due grandi avvocati di Potenza Raffaele Santanello (1816-1873) e Raffaele Janfolla (1873- 1943) politici”. Il Pedio ricorda che, però, il 18 dicembre del 1852 manifestò la sua devozione ai Potenza. Vico Fratelli Santanello Borboni, porgendo, a nome degli avvocati potentini, il di Michele Strazza saluto a Francesco Echaniz, Procuratore Generale del Re che ra i grandi avvocati di aveva sostenuto l’accusa contro Potenza, che hanno i patrioti coinvolti nel Processo dato lustro alla storia potentino ed in quello della Setta dell’Avvocatura non solo della dell’Unità d’Italia, in atto di Basilicata, vanno sicuramente lasciare la sede lucana per quella ricordati Raffaele Santanello, di Napoli. Dato il suo gesto, poi passato alla carriera di ritenuto fedele alla monarchia magistrato, e Vincenzo Janfolla, borbonica, gli si consentì distintosi anche nell’agone l’entrata in Magistratura dove politico. L’avvocato Raffaele fece una brillante carriera. Nel Santanello nacque a Potenza 1859, infatti, lo ritroviamo il 19 giugno 1816 da Antonio Procuratore Generale del Re e da Irene Pascale. Aderì al presso la Gran Corte Criminale Circolo Costituzionale Lucano. di Potenza. L’anno successivo Arrestato nel 1850, usufruì nuovo cambiamento politico: della Sovrana Indulgenza e Santanello accetta il programma venne incluso tra gli “attendibili

T

del Comitato dell’Ordine e viene chiamato dal Governo Prodittatoriale lucano a far parte della Commissione sulle carceri. Viene, dunque, mantenuto in Magistratura dove assume sempre più importanti incarichi. E’ Procuratore Generale del Re presso la Corte di Assise di Messina e, poi, per qualche anno, Questore di Napoli, fino a raggiungere il grado di Procuratore Generale della Cassazione. L’anno prima di morire, a Firenze il 26 giugno 1873, viene nominato Senatore del Regno d’Italia. Vincenzo Janfolla, nato a Potenza l’11 marzo 1873, frequentò a Napoli il Liceo Genovesi dove conobbe Enrico De Nicola di cui fu grande amico. Nella città partenopea seguì i

corsi di Emanuele Gianturco, conseguendo brillantemente la laurea in Giurisprudenza. Risultò il primo al concorso in Magistratura nelle cui file restò per pochi anni. Si dedicò, così, alla professione forense, entrando nello studio del prof. Gaetano Cannada Bartoli e, poi, del conterraneo Pasquale Grippo. Partecipò ad importanti processi e fu più volte membro del Consiglio di Disciplina dei Procuratori napoletani. La sua oratoria, come fu detto, era improntata a “dirittura di ragionamento, semplicità, precisione, brevità”. Eliminava “ogni inutile divagazione”, rinunziando a tutto ciò che non era essenziale. Semplificava e chiarificava, riducendo “alla più scheletrica espressione ogni più

Un programma di fede, di giustizia e di libertà nello storico manifesto dell’A.N.M.I.G. lanciato al Paese nella vittoriosa giornata del 4 Novembre 1918

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el giorno in cui la vittoria compie l’unificazione della Patria Italiana e inizia la nuova storie del mondo, l’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra sente il dovere di affermare la sua volontà e la sua fede che i supremi ideali di Giustizia e Libertà, pei quali tanti fratelli sono caduti e tanta parte di umanità ha combattuto e sofferto, illumino il cammino ai popoli e si c o n c e n t r i n o nel nuovo ordine di vita sociale che l’universa coscienza reclama. Scaturisce dall’anima degli uomini l’orrore della guerra. L’umanità vuole che la Civiltà, faticosa conquista dei secoli, sia la spada e lo scudo delle generazioni future. Questo ideale gli italiani, che sotto il suo segno combatterono la guerra, hanno il diritto di affermare in cospetto tutte le nazioni del mondo. In nome del pianto e del sangue che tutte hanno versato, essi invocano da tutte una eguale solenne promessa: ogni Nazione vivrà libera e sovrana; ogni Nazione porterà il contributo del suo genio e della sua opera al progresso sempre rinnovantesi della grande famiglia umana. L’Italia, che fu la Grande Volontaria della guerra, ha fatto e ha mantenuto questa promessa, quando chiamò i suoi figli a raccolta e li armò non di odio, ma di fede; fede che è raggiata agli occhi degli eroi morenti; fede che è trasmigrata nei vivi in sacra eredità di doveri e di voleri. Da questa libera terra d’Italia, noi ci volgiamo ai combattenti e agli invalidi di tutti i paesi, affinchè si uniscano a noi in una collaborazione onesta e volenterosa, costituendo il Patto del Sacrificio che, vivente condanna della barbarie della guerra, luminoso ammonimento per l’avvenire, sarà il sicuro presidio della Società delle Nazioni.

I - PROGRAMMA MORALE LA Nazione Italiana deve mostrarsi degna della sua missione con l’esempio. La Nazione Italiana deve rinnovarsi. In primo luogo deve creare nei suoi figli la nuova coscienza civile. E’ necessario che ogni cittadino acquisti la coscienza di essere un fattore attivo del progresso nazionale ed umano: la coscienza dei diritti che gli spettano e dei doveri che gli incombono per l’adempimento del suo compito. Lo strumento che la società civile si è foggiato a tale impegno è la Scuola. (…) II – IL PROGRAMMA ECONOMICO – SOCIALE La nuova coscienza civile si deve esprimere in ogni manifestazione della vita nazionale. Noi affermiamo il nostro ideale di libertà economica e sociale. soltanto la libertà può dare a ogni nazione, ogni regione, ogni calsse, ogni individuo, le condizioni per sviluppare secondo la piena misura delle loro attitudini le loro forze di lavoro. La Nazione deve, senza voler creare una classe di privilegiati, avere uno speciale riguardo ai combattenti, perché maggiori sono le loro necessità e i loro diritti. In particolar modo i Mutilati e gli Invalidi di Guerra hanno saputo essere nell’Italia nostra aristocrazia del sacrificio e aristocrazia della virtù, esempio ammirabile a tutte le altre nazioni, forza disciplinata, consapevole ammonimento di civismo. (…) Verso quelle regioni – Mezzogiorno e Isole – che non hanno tratto nessun giovamento dall’economia di guerra, mentre hanno dato alla causa della Patria un tributo di sangue proporzionalmente

maggiore delle altre, la Nazioni deve fare un’opera di perequazione, che compensi il maggior sacrificio e vieppiù cementi la compagine economica e morale della Patria. (…) III – PROGRAMMA POLITICO Rinnovarsi deve anche la vita politica della Nazione. Per noi tutti i vecchi partiti sono morti. Lo Stato, quale lo concepivano i nostri padri, è trapassato. Non è questione di riformare questo o quell’Istituto; si tratta di mutare la sostanza. Come è mutato l’animo del cittadino, deve mutarsi il costume politico… Lo Stato non deve essere un enorme meccanismo burocratico senz’anima, ma una costruzione salita da una necessità delle coscienze, per la valorizzazione dell’individuo e per il perfezionamento della società. Tutte le costruzioni non aderenti alla realtà dello sviluppo sociale devono cadere. (…) L’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di guerra, che già raccoglie sotto le sue bandiere cinquantamila fratelli d’Italia di tutte le città e di tutte le campagne dalle pendici delle sue Alpi fino alla estremità delle sue isole, fiera del suo incorrutibile patrimonio morale e dall’attività svolta fino al giorno della vittoria al fronte ed in paese, chiama a raccolta tutte le sane energie temprate dalla trincea e tutte le oneste coscienze della Nazione. Da Milano, la sera del 4 novembre 1918 a cura di Rocco Gravina (membro dell’Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra)

arduo groviglio giudiziario”. Le sua allegazioni e i suoi ricorsi raramente superavano le quattro facciate di un solo foglio di carta bollata, dove il sillogismo, il solo possibile, si chiudeva con rigore matematico. Possedeva l’arte di estrarre il nodo di ogni controversia e di scioglierlo immediatamente. Nel novembre del 1913 fondò a Potenza l’Unione Liberale, una formazione politica vicina a Salandra che in poco tempo era passata da pochi iscritti ad alcune migliaia. L’anno dopo venne eletto in Consiglio Provinciale. Avvicinatosi a Nitti, nel 1919 venne eletto deputato al Parlamento per la XV Legislatura, venendo riconfermato in quella successiva. Tra gli altri suoi

Vincenzo Janfolla

incarichi quello di consigliere provinciale della Basilicata e di consigliere comunale di Napoli. Con l’avvento del fascismo abbandonò la vita politica, dedicandosi interamente all’avvocatura. Fu anche componente della Commissione di Riforma dei Codici. Morì a Potenza nell’ottobre del 1943 durante un bombardamento alleato. La città di Napoli volle celebrarne la fama di principe del Foro dedicandogli una strada nei pressi del rione di Miano. Un suo busto venne scoperto in Castelcapuano, affianco ai grandi avvocati napoletani, il 29 maggio 1966.


Hanno contribuito alla manifestazione gli sponsor, i commercianti e i residenti


SPORT 26 Torna a ‘casa’ il calcio di Rionero

ontrosenso Basilicata

4 Agosto 2012

In fase di ultimazione i lavori di adeguamento allo stadio calci in cu...rva

“Pasquale Corona”

a cura di tony pezzotta

di Andrea Gerardi

P

roseguono senza sosta i lavori di adeguamento funzionale e di messa in sicurezza dello stadio comunale “P. Corona” di Rionero in Vulture, impianto che ospita la gloriosa C.S. Vultur, squadra lucana di lungo corso che milita attualmente in Eccellenza, e la FST Rionero, neopromossa in Promozione. Stadio storico in terra battuta, teatro anche di molti campionati a livello semi-professionistico, da anni necessitava di un’urgente “ristrutturazione”. Appaltati nel Giugno 2011 e cominciati nell’Ottobre dello stesso anno, i lavori prevedevano la rimozione della recinzione del campo e dei cordoli in cemento armato, lo scavo di condotte drenanti, il posizionamento di una guaina impermeabile stesa sul fondo dello scavo per

di adeguamento dello Stadio Comunale “Pasquale Corona” - fanno sapere dell’Amministrazione Comunale - si inserisce in un programma più ampio di interventi già predisposto nella scorsa legislatura e che, grazie alla continuità di governo del sindaco Antonio Placido, arriva oggi a compimento”. “Il miglioramento di questo impianto sportivo - chiarisce l’assessore allo Sport Vito D’Angelo consentirà una fruizione adeguata alle necessità di questa comunità. L’impegno dell’Amministrazione Comunale è di portare a termine quanto prima i lavori che interessano questa struttura che, una volta pronta, avrà la possibilità di ospitare anche eventi di rilievo nazionale”. I lavori, che comporteranno

Le attuali condizioni del “Corona”

evitare il passaggio dell’acqua nel terreno sottostante e trasportarla, con le pendenze già impostate, nelle tubazioni laterali al terreno di gioco; la realizzazione di uno strato di riempimento su cui posare il manto erboso e la predisposizione d e l l e condotte per l’impianto di irrigazione, collocate all’esterno del campo di destinazione. “L’appalto di questi importanti lavori

un esborso di 610mila euro, sarebbero però dovuti terminare nell’Aprile del 2012 ma la data di consegna è stata rinviata: perché? Tre sono i motivi principali che hanno comportato questo ritardo: le forti nevicate che hanno flagellato il Vulture nel Febbraio di quest’anno hanno costretto la ditta vincitrice dell’appalto a sospendere i lavori per circa due mesi; l’approvazione, senza

aggravio di costi ma sfruttando i ribassi della gara d’appalto, di una variante imprevista (ma necessaria) al progetto iniziale consistente nella realizzazione di una nuova rete fognaria che faciliterà lo scolo delle acque meteoriche, la sistemazione del fabbricato avente funzione di biglietteria e la riqualificazione dimensionale e funzionale degli spogliatoi esistenti (pulizia locali, sostituzione porte, esecuzione delle pavimentazioni e dei rivestimenti interni) oggetto di atti vandalici al termine della passata stagione agonistica; l’attesa dell’esecuzione di una serie di atti burocratici obbligatori e periodici consistenti nel collaudo dell’impianto (l’ultimo a Giugno) eseguito da una ditta specializzata incaricata dalla Lega Nazionale Dilettanti che verifica, ad esempio, il corretto drenaggio superficiale e l’allontanamento delle acque dal campo di gioco. Da Palazzo Rotondo fanno sapere che l’impresa vincitrice dell’appalto sta rispettando le nuove “scadenze” e rassicura che l’impianto sportivo sarà pronto per l’inizio della nuova stagione agonistica: “ L’ A m m i n i s t r a z i o n e Comunale - tranquillizza D’Angelo - ha già ottenuto dalla LND l’utilizzo in deroga del terreno di gioco appena verrà posato il manto erboso. La Lega procederà in data successiva all’omologazione finale dell’impianto proprio per verificare direttamente, dopo una prima fase di assestamento, la reazione del manto dopo l’utilizzo”. Quindi ancora pochi mesi di attesa e Rionero in Vulture riavrà, finalmente, il suo stadio.

eccellenza

Sporting Pignola ai preparativi

C

entrata la promozione nella scorsa stagione, obiettivo raggiunto all’ultima giornata con una prepotente cinquina inflitta al Latronico, lo Sporting Pignola vuole essere pronto per la scommessa Eccellenza e disputare da protagonista anche la prossima annata. Le calde giornate estive si stanno dunque focalizzando, come da tradizione, sul mercato, con innesti che mirano a rafforzare la rosa senza dimenticare la linea verde. L’intenzione della squadra di mister Lauria è infatti quella di tenere in forte considerazione giovani promesse del calcio Lucano che, forti della casacca rossoblu, potrebbero accompagnare la società verso un altro successo. Ufficializzati intanto gli arrivi di Brindisi, Camelia e Lamorte, tutti provenienti dall’ex Atella Calcio, “si è aggiunto per il prossimo anno agonistico 2012/2013 -come comunicato dallo stesso Sporting Pignola- l’esperto centrocampista Carmine Santopietro”, ex Atletico Potenza.

Mamma, mi si sono ritirati i Potenza E’

finito il calcio parlato e s’inizia a grondare sudore. Il calcialingo, intanto, ha ripreso a leggere i giornali cercando notizie del suo Potenza. “L’estate sta finendo -canticchia il recluso per calcio- e un anno se ne va”. Al momento, però, sembra che il tempo non sia trascorso invano. E mentre la cittadina sonnecchia tra calura estiva e divagazioni balneari, i due Potenza lavorano nei rispettivi ritiri. Il Città di Potenza a Monte San Giacomo, agli ordini di Sergio La Cava, e il Rossoblù Potenza, guidato da Peppe De Stefano all’ombra ossigenata di Rifreddo. “Mamma, mi si sono ritirati i Potenza -esclama, dopo una breve riflessione, il pantofolaio lucano del calcio- e gli occhi

non li ho nemmeno sciacquati con…quel famoso detersivo (tentativo di pubblicità occulta sabotato; n.d.r.)”. Davanti ai bar sport improvvisati, nei punti strategici cittadini, i pochi sopravvissuti alle tentazioni agostane conversano di calcio in divenire. Accade così che le rose dei due maggiori club potentini si perfezionano, impreziosendosi con i nomi di calciatori di categoria superiore. Il dato palpabile è che l’interesse per le squadre cittadine cresce considerevolmente. E già questo è un dato confortante. Poi, sovviene il timore ancestrale di ricadere nel dualismo di oltre un decennio fa. All’epoca, sul manto erboso del Viviani, si esibivano l’Fc e l’Asd Potenza e la città si spaccò in una disputa che si

rivelò sterile e dispendiosa. Insomma, al momento, c’è grande curiosità per verificare gli sviluppi della nuova realtà calcistica potentina. Oltre ad un diffuso timore che si ripeta quanto di negativo è già è accaduto in città. Di questo ne è consapevole il calcialingo che vaga con la mente e sogna di tornare alla gloriosa epopea rossoblù. Se non a quella dei fasti della serie B, almeno a quella più recente della Prima Divisione. Intanto, il presente propone due realtà ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica con due campionati da seguire ed altrettanti team che si sono attrezzati con una mentalità vincente. A prevalere, su tutti i pensieri, è sempre l’idea della sintesi, da realizzare, se non nel presente, almeno nel futuro.

CALCIO A CINQUE

A2 - Meco, si ‘parte’ da Potenza

I

n attesa del cambio di denominazione e di ingressi in società la Meco Potenza inizia a mettere le basi per la prossima stagione di A2. E il sodalizio potentino, che ora fa capo al presidente Giampiero Astino, si muove guardando soprattutto in casa propria. Infatti la “potentinità” sarà il nucleo della squadra anche se non mancheranno colpi ad effetto nelle prossime settimane. Si parte dalle riconferme e da due certezze che sono rappresentate dal portiere Francesco Galasso e dall’esterno, sempre in odore di Nazionale, Giacinto Cirenza, che già l’anno scorso si è messo in luce con un girone d’andata sopra le righe e con 4 gol di cui quello decisivo col Modugno che è valso una fetta importante di salvezza. Proprio su questi due giocatori spende belle parole il neo-tecnico David Ceppi, gradito ritorno in casa Potenza, che ha voluto fortemente i due perni locali per il ritorno nel capoluogo lucano dopo la bella cavalcata dalla B alla A2 di due stagioni fa. “Le riconferme di Galasso e Cirenza sono state le mie prime richieste alla società. Perché sono due atleti del posto, ragazzi di grande carisma e in

grado di ben figurare in questo campionato. Punto molto su di loro. In particolare Giacinto deve capire che questo è l’anno della consacrazione per lui”. Gli altri potentini su cui puntare saranno il giovane Vaccaro (l’anno scorso in gol anche lui

della Meco nella stagione 2010-2011, il viceallenatore Roberto Napoli e il “poliedrico” Giuseppe Benevento: “Spero che la società mi faccia questi due regali – spiega il mister -. Napoli lo conosco benissimo e so l’aiuto che può dare alla squadra in questa avventura. E’ il meglio che c’è a Potenza. Giuseppe in città lo conoscono tutti, è un giocatore che eleva il livello tecnico del team e sa fare gruppo”. In tema di riconferme l’unico superstite della truppa italobrasiliana sarà Bachega. Ritorna in gruppo anche Mister Ceppi (www.asdmecopotenza.it) Salvatore Laurenza già in rosa in Serie in A2) e Lamattina, bomber B e in A2 fino allo scorso dell’U21 e dell’U18 che al dicembre. In tema di cessioni momento è in fase di recupero l’ex capitano Cavicchio è in dopo l’infortunio al crociato. Da trattativa con una squadra di sottolineare l’ingresso in pianta primissimo livello in Serie A. stabile in prima squadra anche Inoltre è stato confermato in del portiere Forliano, altro blocco il gruppo dell’Under 21 e prodotto cresciuto nel vivaio della Juniores che l’anno scorso rossoblù, ormai pronto al salto ha dato grandi soddisfazioni. nel futsal che conta. Ancora da ufficializzare, ma fortemente voluti da Ceppi, altri due eroi


SPORT

ontrosenso Basilicata

4 Agosto 2012

volley

CICLISMO

B2 - De Gasperi Volley tra arrivi e conferme

I

n casa De Gasperi arrivano le prime conferme riguardo alla compagine che disputerà il campionato di B2 nella stagione 2012-2013. Dopo l’ok arrivato nei giorni scorsi da parte della centrale Ileana Evangelista, la società del presidente Fieno conferma anche la presenza della centrale Angelica Muscillo e della palleggiatrice Catia Sinisi. In attesa di sapere se nella nuova rosa ritroveremo altri volti della passata stagione, è stato intanto ufficializzato un nuovo importante innesto. Si tratta della schiacciatrice potentina Francesca Nolè,classe 1985. L’atleta si è formata nel settore giovanile della Livi Volley con cui ha giocato in serie C dal 1996 al 2003. La sua lunga esperienza in B2 inizia con un’altra società di volley potentina,l’Asci, per poi proseguire a Mercato San Severino nella stagione 2004-

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2006. Nel 2006-2007 approda società è orientata a costruire in Puglia per vestire la maglia un roster in buona parte lucano. dell’Eurobios Massafra. Nella E’ una scelta che apprezzo stagione 2007-2008 è la volta perché in un momento di crisi della Volley Club Battipaglia, per lo sport questa rappresenta prima del ritorno a Potenza un’occasione d’oro per le atlete nelle file dell’Asci (2008- del posto. Ci conosciamo tutte 2009) e poi della Livi (2009- e questo non è cosa da poco. 2011). “Spero di far bene con la Perchè il fattore umano in un maglia della De Gasperi – commenta soddisfatta l’attaccanteHo accettato di fare parte di questo gruppo in primo luogo per la grande La schiacciatrice potentina, Francesca Nolè stima che nutro nei confronti del presidente Fieno campionato alla lunga conta e degli altri membri dello staff tanto quanto la condizione fisica tecnico. Sarò felice di ritrovare per ottenere buoni risultati”. in squadra Catia Sinisi, che conosco bene. Inoltre so che la

Alla Vuelta a Burgos c’è Antonio Santoro

D

opo diverse settimane lontano dalle corse a causa delle tante defezioni del calendario internazionale, Antonio Santoro è tornato a fissare il numero sulla schiena in Spagna alla Prueba Villafranca, qualche giorno fa, per poi scendere nuovamente in strada al Circuito de Getxo, sempre nei Paesi Baschi. Quest’ultima gara, in cui l’anno scorso il potentino colse un lusinghiero quarto posto, è stata come al solito molto tirata e ha visto Antonio veleggiare costantemente nel gruppo dei migliori. Nella volata ristretta che ha deciso

il risultato, si è messo a disposizione dei compagni Pellizotti, Monsalve e Felline che hanno chiuso al quinto, nono e undicesimo posto, mentre Antonio si è classificato 22esimo a 20 secondi. Mercoledì 1 agosto, il 22enne lucano si è invece messo al via della Vuelta a Burgos, gara a tappe che si sta sviluppando nell’omonima provincia spagnola, nella regione della Castiglia e León. «Dopo queste due gare in linea - ha spiegato Antonio alla vigilia - che mi hanno ridato confidenza con il ritmo di corsa, affronterò la Vuelta a Burgos per avere ulteriori conferme sulla mia

condizione dopo tanti giorni lontano dall’agonismo. Da agosto in poi spero di potermi meritare un posto in squadre per le belle competizioni del calendario italiano che potrebbero fare al caso mio e consentirmi di conseguire qualche bel piazzamento. A Burgos cercherò di essere utile alla squadra, specie a Pellizotti che sta dimostrando di star bene e potrà cogliere degli ottimi risultati su queste strade».

CURIOSITA'

Eletta Miss Equituristica 2012 RUGBY

È sempre terzo tempo Tra bel gioco e divertimento, un successo il trofeo “Il faro E’”

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on ha tradito le attese la kermesse di moda e spettacolo ‘Miss Equituristica’ ad Atella nel suggestivo scenario dell’Agriturismo ‘La Valle dei Cavalli’, grazie all’impegno della famiglia Summa e in particolare dei fratelli Salvatore ed Agostino. Con la regia dell’agenzia Lucania Network

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n successo. È questo in estrema sintesi il commento alla 3° edizione del trofeo beach rugby “Il faro E’”, organizzato dal CUS Potenza Rugby in collaborazione con l’omonimo stabilimento balneare di Scanzano Jonico, gestito da Alessandro Quaranta. La giornata di domenica 29 è stata caratterizzata da tanto divertimento, rugby e pubblico delle grandi occasioni che ha assistito curioso e partecipe alla manifestazione. In mattinata si è svolta la fase eliminatoria. 5 squadre ai nastri di partenza, tre formate da giocatori potentini e 2 formate da giocatori della Federeciana di Gioia del Colle che, per il secondo anno consecutivo, hanno onorato l’appuntamento sulla spiaggia made in Potenza Rugby. Nella finale la Federiciana ha preso in mano le redini del gioco e ha dilagato aggiudicandosi il trofeo con la 5° vittoria su altrettante partite. Al termine delle ostilità, risate, strette di mano e classico terzo tempo dove sono stati premiati gli ultimi, i primi e l’uomo del torneo, Giuseppe Cuscito della Federiciana, eletto dai 5 capitani, Sileo M., Larocca, D’Andrea, Cifarelli e Fischietti. “Non possiamo che essere soddisfatti -è stata la dichiarazione degli organizzatori potentini- Abbiamo assistito ad un torneo con una buona caratura tecnica e giocato al meglio da tutti. Il nostro orgoglio maggiore resta sempre comunque quello dello spirito del nostro torneo: divertirsi e stare assieme”. “Ringraziamo gli organizzatori per la bella giornata e l’ottima riuscita del torneo – è stata poi la dichiarazione dei ragazzi di Gioia del Colle – Vogliamo ringraziare di cuore i ragazzi del CUS Potenza Rugby per averci dato la possibilità nuovamente di poter partecipare al loro torneo, certi che non mancheremo di esserci nelle prossime edizioni”. Ora il meritato riposo per gli atleti nero verdi che si raduneranno con molta probabilità nella seconda metà del mese di agosto e che, agli ordini del duo Passarella – Sabia, inizieranno la preparazione atletica per il campionato di serie C 2012/2013.

Le prime tre classificate: al centro Carmen Gonnella

e la conduzione di Antonio Petrino, si sono sfidate nove aspiranti indossatrici, alle prese con vari defilè di abiti da sera, costumi da bagno e protagonista il giovane stilista potentino Max Futura Creation, a presentare ben 18 abiti della sua nuova originale collezione di classe, stile e lusso. Ospite d’eccezione il nuovo talento hip hop nazionale, direttamente da Mediaset, il rapper Mc Gerry ancora una volta applaudito e straordinario nella sua performance, inoltre con la pregevole esibizione di Roberto Zaccagnino, in arte ballerino cover di Michael Jackson del gruppo lucano ‘Moonwalker’. A fine serata gli attesi verdetti della giuria

(con presidente Mimmo Chiarelli, oltre a Stefano Miccolis, l’artista Morena Grieco e il fotografo Franco Ruffo), che hanno premiato la nuova testimonial e reginetta dell’evento, la venticinquenne Carmen Gonnella di Pescopagano, che ha preceduto nel computo dei voti ricevuti la 2° Tea Romaniello di Potenza e la 3° Nausica Samela di Avigliano. Appuntamento alla sesta edizione della rassegna sull’equiturismo in Basilicata con nuove sorprese e novità, oltre a spettacoli equestri, trekking, prodotti tipici, artigianato, enogastronomia e musica. A.P.

PODISMO

Il XXI Giro Podistico Tursitano a Donato Becce

I

l XXI Giro podistico Tursitano è stato vinto dal veloce Donato Becce, atleta della polisportiva Rocco Scotellaro di Matera, già affermatosi in passato sul circuito, che domenica scorsa si è aggiudicato l’VIII Trofeo Avis. Dietro di lui, il talento locale Giuseppe Francolino, che ha vinto anche la Coppa Avis, il premio spettante ai donatori (nove erano quelli in gara). Al terzo posto, invece, il giovane e promettente Maurizio Carlomagno, della Correrepollino. Per la categoria femminile ha trionfato Marianna Sollazzo, della Globe Runners Foggia, seguita da Giovanna Zizzamia, della Podistica Ferrandina, e Adriana Dammicco, della ASF Cus Bari. Ricordiamo che gli uomini hanno percorso in totale dieci km mentre le donne otto km, ma tutti quelli che sono saliti sul podio hanno portato a casa anche il cesto con i prodotti tipici locali. Il 2° Memorial

Vito Gravino è stato conquistato da Francesco Lufrano dell’Atletica Correre Pollino, che ha ricevuto il premio da Carmela Lauria, madre del giovane corridore scomparso a Roma lo scorso anno e che è stato ricordato con la splendida Wish you were here dei Pink Floyd, regalando ricordi ed emozioni ai presenti. La gara è stata organizzata dalla longeva Asd Atletica Amatori Tursi dello storico presidente Giuseppe Lippolis, per il quale l’assessore comunale allo Sport Gaetano Bruno, anche corridore della società tursitana, ha proposto “la nomina di presidente a vita”. Sul palco è salito pure Giovanni Romano, presidente della locale sezione Avis per portare i saluti e sensibilizzare alla donazione. In totale sono stati centotrenta i partecipanti, provenienti da trentatré società differenti, e tra questi c’erano tredici donne. Gli atleti sono arrivati da Puglia,

Calabria, Toscana, Campania e Sardegna, oltre che da tutta la Basilicata. Da registrare, infine, una stoccata polemica del solitamente misurato presidente dell’Asd Atletica amatori di Tursi Giuseppe Lippolis: “Sono soddisfatto della manifestazione, andata bene nonostante l’inesistente coordinamento del Comitato regionale della Fidal. Infatti, nel calendario 2012 del circuito ‘Basilicata in corsa’ sono previsti per due volte gare che si realizzano in giorni consecutivi e che danneggiano entrambe le manifestazioni (…)”. “Tuttavia -conclude Lippolis- una maggiore sinergia tra le forze imprenditoriali, istituzionali e associative potrebbe far decollare questa nostra manifestazione come motore trainante della promozione del territorio, dei prodotti tipici e del turismo sportivo”.


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Le lingue bibliche

A cura di don Marcello Stanzione esperto di demonologia ed angelologia

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anta Teresa del Bambino Gesù diceva: “Se fossi stato prete, avrei studiato a fondo l’ebraico ed il greco, al fine di conoscere il pensiero divino quale Dio si degnò di esprimerlo nel nostro linguaggio umano”. Si ammirerà quest’intuizione di Teresa che è consapevole che la conoscenza d’una lingua da accesso ad una mentalità, una cultura, una civilizzazione. Purtroppo alla maggior parte di noi, non sarà mai dato di apprendere queste lingue morte oggi nelle quali è stata composta la sacra Bibbia. Però è utile avere una idea dell’origine e dell’originalità delle lingue bibliche. L’EBRAICO L’ebraico appartiene alla famiglia delle lingue semitiche, di cui la più antica è l’accadiano, attestato da più di 2.500 anni e scritto in

lettere cuneiformi (“a forma di chiodi”). In quest’insieme linguistico, si distinguono ancora dei sottogruppi: l’ebraico, con altre lingue come il siriaco, l’aramaico, l’ugaritico, ecc., fa parte delle lingue semitiche dell’ovest. L’archeologia ha molto contribuito a situare la lingua biblica nel suo universo linguistico. Tratterò in particolare due scoperte importanti : la prima nel 1887, ha posto in luce, del tutto casualmente, nella località di Tell El Amarna (medio Egitto), la corrispondenza diplomatica (quasi 400 tavolette) tra Amenophis IV (Akhenaton) ed i re di Canaan (13791362 A.C). Uno degli interessi di queste tavolette è di darci degli elementi importanti della lingua cananea che diverrà, cent’anni più tardi, quella degli ebrei. La seconda, ben più importante, ha avuto luogo nel 1928 in una città situata sulla costa siriana, presto identificata come l’antica Ugarit. Oramai, noi disponiamo, grazie alle decine di migliaia di tavolette scoperte, d’una lingua cananea molto prossima all’ebraico (e spesso molto utile per capire i passi oscuri). L’ebraico condivide con queste lingue alcune caratteristiche : le parole sono per lo più formate da tre lettere, unicamente delle consonanti. Secondo i cambiamenti di vocali ed i prefissi e suffissi, si cambia di tempo, di genere, di significati. È una lingua relativamente semplice in cui il concreto e l’immaginato dominano. Poche articolazioni

complesse come ne conoscono il francese o l’italiano : le frasi sono spesso collegate da una semplice “e”. Poco gusto per l’astrazione dunque, ma, per contro, un posto importante è dato al racconto, sia fittizio o storico. I traduttori sanno

parte come le interpretazioni profetiche di tanti passi biblici siano in parte il frutto d’una cattiva conoscenza dei tempi ebraici. Per la gran parte, l’Antico Testamento è scritto in ebraico.

che la genialità d’una lingua è intraducibile, così come certe sfumature non esistono nella lingua moderna. Così il valore dei tempi in ebraico si ordina intorno al compiuto (il perfetto, il presente) e l’incompiuto (imperfetto, presente, futuro, secondo il caso). Questo spiega in

L’ARAMAICO Questa lingua è relativamente prossima all’ebraico, un po’ come lo spagnolo in rapporto all’italiano. È una lingua molto antica, parlata dalle popolazioni nomadi a partire dal X secolo avanti Cristo. Fin dal VII secolo, questa lingua

prende sempre più importanza per diventare, verso gli anni 500, la lingua ufficiale delle cancellerie dell’impero persiano. È la lingua che gli ebrei hanno scoperta durante l’esilio. Essi la riporteranno in Palestina, al punto che diverrà poco a poco la lingua comune. Essa non occupa un grande posto nella Bibbia, si trova in una grande parte del libro di Daniele (2, 4-7, 28) e del libro di Esdra (4, 6-8, 18, 7, 12-26). Sul piano della genialità, l’aramaico non si differenzia fondamentalmente dall’ebraico. In più le parti aramaiche sono minime in rapporto all’immensa produzione biblica. E pertanto la lingua aramaica prende sempre più importanza negli studi biblici. Almeno due ragioni spiegano questo aumento d’interesse : dapprima l’aramaico era la lingua comune in Galilea ed in Giudea al tempo di Gesù. Questo vuol dire che la produzione intellettuale verbale di Gesù si è espressa in questa lingua. Il Vangelo ha conservato alcune parole di Gesù nella sua lingua materna che sono sembrate significative: così Talitha qoum: ragazza alzati (Mc. 5, 41), effetá: apriti (Mc. 7, 34); poi la predicazione, nelle sinagoghe, si faceva in ebraico ; poi, un meturgeman traduceva in aramaico. Questo ha dato nascita ai targums (la parola vuol dire: traduzione. È riservato alle traduzioni aramaiche). Questi sono preziosi perché sono spesso molto antichi e possono dunque illuminare alcune interpretazioni del Nuovo Testamento, nel contesto dell’insegnamento di Gesù. IL GRECO

il ruolo più importante per il cristianesimo. A partire dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C), il greco diviene progressivamente la lingua comune di tutto il bacino mediterraneo occidentale.Questo da nascita ad un greco chiamato koiné, cioè comune a tutti i Greci ed a tutti i popoli che sono loro sottomessi. Questo greco è rappresentato per noi essenzialmente in tre luoghi biblici: dapprima in alcuni scritti recenti dell’Antico Testamento che non ci sono pervenuti che in greco : Tobia, Giuditta, la Saggezza, il Siracide, Baruch, i due libri dei Maccabei, dei frammenti di Ester e di Daniele. È su questi scritti che puntano le divergenze d’apprezzamento tra cattolici e protestanti: questi ultimi li designano col nome di apocrifi, cioè privati perché non li hanno trovati nella Bibbia ebraica; i cattolici, viceversa, li chiamano deutero-canonici, cioè ufficiali, benché differenti dagli altri scritti ebraici ; poi nella traduzione dei settanta : nel corso del III secolo a.C., degli ebrei d’Alessandria intraprendono questo lavoro per rendere la Bibbia accessibile a tutti quelli che non sapevano l’ebraico. Impresa enorme ! È questo testo che i primi cristiani adotteranno; il terzo luogo di questo greco biblico è il Nuovo Testamento nella sua totalità. In effetti, anche se una grande parte degli autori del Nuovo Testamento venivano da una cultura semitica, è in greco che essi hanno scritto tutte le loro opere perché a quell’epoca era un po’ come l’inglese di oggi o il latino durante il medioevo.

Di tutte le lingue bibliche, è il greco quello che ha interpretato

L’incontro con il giudice Occorsio

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el periodo compreso tra la fine del 1973 ed il marzo del 1974 viene ad evidenziarsi un´altra iniziativa nella quale si trovano coinvolti uomini risultati iscritti alla P2 o indicati, nella più volte ricordata relazione Santillo del 1976, come aderenti alla stessa quali Edgardo Sogno, Remo Orlandini, Salvatore Drago e Ugo Ricci. La Commisione ha infatti avanzato l´ipotesi che: “il gruppo facente capo a Sogno, pur non ignorando le iniziative più tipicamente eversive, abbia sviluppato sin dalla fine degli anni Sessanta, per proseguire nella prima metà degli anni settanta, una linea più legalitaria, che però muove sempre dalle premesse di un grave pericolo delle istituzioni provocato dagli opposti estremismi e dalla

incapacità delle forze politiche di farvi fronte. Tale linea quindi si pone gli obiettivi di realizzare riforme anche costituzionali e mutamenti d e g l i equilibri politici al fine di dare vita ad un governo forte e capace di resistere alle minacce incombenti sul, paese. Possono citarsi in q u e s t o contesto la costituzione dei Comitati di resistenza democratica sorti nel 1971 per iniziativa di Edgardo Sogno e le proposte

avanzate nei periodici Resistenza democratica e Progetto 80. Quello che più interessa ai fini della nostra

indagine è che la complessa tematica legata al gruppo Sogno, le proposte di riforme

costituzionali avanzate, come pure, in parte, la strategia adottata, rivelano punti di contatto con il Piano di rinascita democratica e la strategia di Gelli dopo il 1974.” Nella busta recante la dicitura :”Riservata personale” che Gelli custodiva a Castiglion Fibocchi era custodita lettera di un anonimo, secondo il quale vi fosse stata richiesta di informativa su Gelli inviata alla questura di Arezzo nel marzo del 1975 dal giudice Violante che indagava sulla eversione

di destra e nela quale si legge: leggiamo: “.....Il Gelli s e m b r a i n o l t re collegato al gruppo Sogno e ad altri ambienti che fanno capo all’ex procuratore Spagnuolo oltre che ad ambienti finanziari internazionali”. È appena il caso per un´ultima notazione sul delitto del giudice Occorsio, il quale riferì in confidenza ad un giornalista il giorno prima di essere, ucciso, di aver iniziato ad investigare sui possibili collegamenti tra l´Anonima sequestri, ambienti massonici ed ambienti dell’eversione. Per quanto si è conoscenza il

questore Cioppa, iscritto alla Loggia P2, ha dichiarato alla Commissione d´inchiesta di aver incontrato Licio Gelli nell´anticamera del giudice Occorsio, due giorni prima dell´omicidio del magistrato. L´esito dell´istruttoria relativa esclude ogni collegamento tra la Loggia P2 ed il delitto; rimane tuttavia da spiegare per quale motivo il giudice avesse convocato Gelli.


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Suanno nuovo presidente Regionale di Confcooperative di Basilicata

Un’estate in fumetteria. Unplugged: la penna & la chitarra

a penna & la chitarra. La penna è quella di Filippo Nigro e Rocco Pezzano, cantautori potentini. La chitarra è degli stessi Rocco Pezzano e Filippo Nigro che hanno interpretato le proprie canzoni. Giovedì 2 agosto il iuseppe SUANNO è il nuovo calendario estivo di presidente Regionale di Comicstore in via Confcooperative di Basilicata, Mazzini - che sta uno dei fondatori della organizzazione animando la bella delle cooperative cattoliche di Basilicata, stagione nel capoluogo un precursore, nativo di Agromonte fra teatro, dibattiti d’alto Magnano in quel di Latronico livello, cinema e altro - ha ospitato dove è stato capace di mettere su l’esibizione dei due folksinger lucani. l’AGROCARNE SUD una piccola industria di trasformazione La penna è anche quella che caratterizza di prodotti alimentari, dove da diversi anni si detiene il record i loro mestieri - Nigro è insegnante, della salsiccia più lunga, anche quest’anno è prevista la sagra Pezzano è giornalista - e che da sempre del primato. La Confcooperative di Basilicata rappresenta circa 243 cooperative associate con 21 mila soci e 2.448 occupati nei vari settori che spaziano dall’agricolo, alla produzione e lavoro, edilizia, credito e garanzia, consumo e distribuzione, cultura, turismo e sport, per finire alla solidarietà sociale. Il fatturato di questo colosso è pari a circa 242 milioni di euro, rappresenta il 3% del PIL regionale, l’occupazione rappresenta l’1,4% degli occupati in Basilicata. In questo momento critico però, il Presidente Suanno non si ritiene soddisfatto, sostiene che bisogna cercare di mettere a disposizione della Cooperazione, l’esperienza per dare il contributo all’associazionismo. Non c’è più bisogno di capannoni industriali in Basilicata, continua SUANNO, bisogna supportare le imprese esistenti attraverso: 1)Consolidamento delle passività; 2)Capitalizzazione; 3)Spese di gestione; 4)Facilitazione di accesso al credito con il rafforzamento dei COFIDI. Questi strumenti, ritiene SUANNO, possono evitare il DEFAULT del sistema imprenditoriale in Basilicata. Non avendo velleità politiche il Presidente SUANNO sarà tra coloro che stimolerà la politica, perché faccia azioni che migliorino le condizioni di vita dei propri associati. La politica, conclude SUANNO, deve rivedere la programmazione regionale.

L

G

rappresenta il simbolo delle loro passioni: la letteratura, la scrittura. La narrazione. Filippo Nigro ha portato alcune delle sue canzoni storiche, ben conosciute dal suo pubblico di aficionados, veri e propri adoratori della sua voce profonda. Fra le altre Basilicata (una ricostruzione storica e di atmosfera della regione da un punto di vista interiore: il senso di appartenenza alle proprie radici, senza che questo implichi un senso di superiorità), Senza titolo (un testo ermetico dedicato alla criticità dell’adolescenza) e Maledetta città (Potenza al microscopio, con la forza dell’Avvelenata di Guccini).

Rocco Pezzano ha invece composto molti brani recenti, ispirati a fatti di cronaca o abitudini divenute categorie mentali. Fra gli altri Guerra (ogni strada, ogni marciapiede, ogni anfratto delle nostre case diventa focolaio di battaglie che uccidono l’umanità), Occasioni perdute (un mix fra Tribuna Elettorale, la satira di Frigidaire e le chitarre dei Metallica) e Dolce amico in Fb. E poi ballate dedicate - in apparenza - a celebri supereroi del fumetto, ninne nanne e chicche dal passato. Una sorpresa per chi li ha visti cantare e suonare insieme, ricordando le notti magiche di trent’anni fa. Unplugged: la penna & la chitarra. Un modo per scrivere una bella serata.

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

Giovanni Dapoto

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Enzo Evitabile & Black Tarantella il 14 a Vietri

L’

Associazione culturale A Strapp di Vietri di Potenza è lieta di presentare il ferragosto vietrese: “’C vrim ‘a la funtana.” Le tre serate organizzate dall’Associazione A Strapp inizieranno lunedì 13 agosto con Magic Man Show, uno spettacolo per bambini con giochi organizzati in gruppo, giochi di prestigio e per chiudere balli di gruppo. Seguirà il 14 agosto con Enzo Avitabile e Black Tarantella in concerto e discoteca fino al mattino. Il giorno 15 agosto invece suonerà un gruppo di pizzica: gli Ethn’ n’ Roll con Daniele Vignola campione mondiale di Ukulele. Le serate saranno tutte accompagnate dalla Sagra del Gusto; si tratta di una degustazione di prodotti tipici lucani. Carla De Laurentiis


C O M U N E DI P O T E N Z A AVVISO ALLA CITTADINANZA ASSEGNAZIONE DI SEPOLTURE AL NUOVO CIMITERO Si avvisa la cittadinanza che è possibile presentare domanda di assegnazione di sepolture. Con convenzione Rep. N. 14941 del 27.04.2009 il Comune di Potenza ha affidato in concessione i lavori per la progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Cimitero Comunale, in località C/da Montocchino, alla Società Nuovo Cimitero di Potenza di Socomer G. L. srl . Il progetto definitivo approvato il 07.04.2010 prevede la realizzazione di loculi, cappelle gentilizie, cappelle di famiglia, cellette ossario e fosse. Il costo stabilito per ciascuna tipologia è quello riportato nella sottostante tabella: Prezzo* € 10% caparra concessione per 30 anni di loculo in 1° fila 3.780,00 378,00 concessione per 30 anni di loculo in 2° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 3° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 4° fila 2.940,00 294,00 concessione per 99 anni di cappella gentilizia 10 loculi + 16 ossari 58.950,00 5.895,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 8 loculi + 8 ossari 43.640,00 4.364,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 4 loculi + 4 ossari 24.760,00 2.476,00 concessione per 30 anni di celletta-ossario o cinerario 236,00 23,60 concessione per 10 anni di fossa 294,00 29,40 * oltre iva come per legge Gli interessati potranno presentare la domanda di concessione presso la sede del concessionario NUOVO CIMITERO DI POTENZA DI SOCOMER G. L. srl, ubicata in Potenza alla Via Matera presso Parcheggio UNO Rione Mancusi – negli orari di apertura al pubblico dal martedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle 16,30. Il progetto potrà essere visionato sul sito internet www.socomer.it oppure sul sito internet del Comune di Potenza www.comune.potenza.it area tematica servizi cimiteriali. CONDIZIONI PER L’AMMISSIONE DELLA DOMANDA 1. Gli assegnatari dovranno essere residenti o aver avuto la residenza o aventi parenti residenti nel Comune di Potenza. 2. Ogni soggetto potrà risultare assegnatario di n. 1 (uno) loculo e di un ossario per ogni componente il suo stato di famiglia o di una cappella. 3. L’assegnazione potrà avvenire solo ed esclusivamente in favore di un soggetto. 4. L’assegnazione potrà altresì avvenire a favore di soggetti defunti su richiesta del familiare. 5. E’ fatto assoluto divieto di cessione, a qualunque titolo, della prenotazione e/o concessione. 6. E’ condizione di ammissibilità della domanda il versamento del 10% del costo di concessione a titolo di deposito cauzionale come dettagliato in tabella. 7. La durata della concessione decorrerà dall’utilizzo della stessa. 8. La scelta della sepoltura avverrà con il criterio cronologico di presentazione della domanda. L’Ufficio del Concessionario del Nuovo Cimitero Comunale di Potenza è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti (e-mail: nuovocimiterodipotenza@socomer.it, tel. 0971/273524) e ha la sede in Potenza alla via Matera c/o Parcheggio Uno (Rione Mancusi). Potenza, 10/01/2012 Il Concessionario Nuovo Cimitero di Potenza s.r.l.


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Forenza, incontro con i poeti “La Vallisa” Promosso e coordinato dalla famosa poetessa Anna Santoliquido

La poetessa scrittrice Anna Santoliquido

di Michele Traficante

N

ell’ambito delle iniziative estive organizzate dal Comune di Forenza (PZ), è da segnalare in particolare la manifestazione culturale Incontro con i poeti “La Vallisa” - trent’anni dopo che si svolgerà domenica

5 Agosto, alle ore 18,30, nella Pinacoteca del Santuario del SS. Crocifisso. Alla manifestazione, promossa dalla scrittrice Anna Santoliquido, barese di adozione, ma nativa di Forenza, parteciperanno scrittori, poeti, saggisti, registi ed attori di teatro, drammaturghi e romanzieri facenti parte di quel

nucleo di intellettuali pugliesi e lucani che si riuniscono intorno alla omonima rivista letteraria che, per i suoi contenuti, rappresenta un punto di riferimento obbligato per chiunque vorrà interessarsi alla letteratura meridionale (e non) di questi ultimi decenni. Già nel lontano 1984 il gruppo dei poeti La Vallisa, proprio il 5 agosto, per iniziativa della Santoliquido e, con la collaborazione del Comune e del Centro Studi di Storia delle Tradizioni Popolari di Basilicata, presieduto dal compianto Prof. Franco Noviello, fu protagonista di una memorabile performance poetica

per le strade del paese, con l’attiva e sentita partecipazione dei forenzesi: Le radici della poesia - azioni poetiche tra la gente. Quest’anno la manifestazione è organizzata con la collaborazione del Movimento Internazionale“Donne e Poesia” e del Sindacato Nazionale Scrittori - Sezione “PugliaBasilicata”. Nella mattinata i poeti visiteranno La casa di pietra, sito natale della scrittrice forenzese, così chiamata per la poesia ad essa dedicata, molto conosciuta in campo culturale nazionale e internazionale. A sera, si svolgerà l’incontro con la presentazione dell’ultimo

numero del Quadrimestrale di letteratura, del volume di saggistica Vestali in un mondo senza sogni (SECOP Edizioni, Corato, 2011) di Gianni Antonio Palumbo, sui trent’anni di attività letteraria, e dell’Antologia di poesie La luce del mondo (Tabula Fati, Chieti, 2012), a cura di Marco Ignazio de Santis, entrambi riguardanti i poeti La Vallisa. Dopo i saluti del Sindaco di Forenza Franco Mastrandrea e di Padre Emilio Giugno, interverranno gli scrittori Daniele Giancane, Direttore della Rivista, Nicola Accettura, Rino Bizzarro, Gaetano Bucci, Marco Ignazio de Santis,

Angela Giannelli, Renato Greco, Gianni Antonio Palumbo. Parteciperanno all’incontro Nicola De Matteo, Consigliere della Provincia di Bari e il giornalista Italo Interesse. Hanno dato la loro disponibilità a partecipare anche giornalisti, scrittori e artisti del potentino e del materano. Nel corso della serata saranno eseguiti canti e musiche della tradizione forenzese. La manifestazione, aperta alla cittadinanza, sarà coordinata dalla scrittrice Anna Santoliquido.

NUOVE OPERE DI DIMATTEO ESPOSTE A NUOVA SIRI “Cielo livido di venti accarezzato fiorisce pallido” al Cenacolo dell’arte di Armando Lostaglio

U

n gradito successo sta ottenendo la mostra d’arte di Gaetano Dimatteo, nella Galleria Primo Piano (in viale Siris,112), che si protrarrà fino al 22 agosto prossimo. Il titolo della vernice è un verso poetico: “Cielo livido di venti accarezzato fiorisce pallido”. La galleria fa parte della villa-museo dell’artista, alquanto apprezzato in Italia ed in Europa. Questa sua nuova produzione ha suscitato un autentico shock negli oltre cento visitatori della vernice, i quali hanno colto nelle 30 nuove

opere la novità e la metamorfosi dell’artista-scenografo. “Nel colore – dichiarato l’autore lo spettatore ha potuto notare una rinnovata tavolozza che va dal blu al giallo all’ocra al verde al rosso cadmio, al bianco di titanio: una tavolozza che suscita forti emozioni”. Ha lavorato con il grigio ed il rosa, per evidenziare “quanto sia difficile lavorare con questi particolari colori, in quanto il rosa si “sporca” facilmente ed è difficile correggere questa battaglia”. Una rinnovata favola di colori, mutuando

quanto aveva già scritto nel 2001 il critico d’arte Flaminio Gualdoni (Corriere della Sera): “Lucano dai colori infuocati, lavora con rossi brucianti, gialli accesi, blu profondi, come se tutta la sua gamma coloristica fosse in sovra-tono, in una sorta di jazz espressionista, dai molteplici riferimenti culturali, ma insieme nudo, diretto, ruvido anche. Ci dice di stati d’animo, rabbia ed amore e dolore, così come la poesia di Pasolini”. La prima della Galleria Primo Piano ha rappresentato anche l’occasione per inaugurare il

Cenacolo dell’arte, fortemente auspicato da Dimatteo, il quale ha voluto al suo fianco Oreste Lo Pomo in qualità di poeta prima ancora che di giornalista e caporedattore Rai, oltre al senatore Cosimo Latronico, l’assessore all’ambiente del Comune Giuseppe Mitidieri, Armando Lostaglio critico di cinema (responsabile del “De Sica”BasilicataCinema), l’artista Nicola Filazzola, l’intellettuale Casimiro Longaretti, Chiara Lostaglio, la cui prima pubblicazione poetica (oltre dieci anni fa) è stata

“battezzata” da Dimatteo con suoi quadri in copertina. Molti gli imprenditori della fascia metapontina, sensibili all’arte di Dimatteo, che hanno invogliato l’iniziativa poetica, che legherà arte, poesia, recitazione, scenografia. Del “Cenacolo” il Comune di Nova Siri ha già

offerto la propria disponibilità ed impegno per la lodevole iniziativa che potrà condurre a Nova Siri e sulla fascia jonica, autori ed intellettuali che in questi decenni hanno conosciuto apprezzato la poetica artistica di Dimatteo.

I rioneresi e la nuova piazza Giustino Fortunato Interessante dibattito organizzato dall’Associazione “Le Monadi” di Andrea Gerardi

“D

alla nostra piazza alla futura piazza”: questo il tema del secondo appuntamento del “Caffé con...”, evento organizzato dall’associazione “Le Monadi” nel giardino del Palazzo Fortunato di Rionero in Vulture. L’incontro ha visto protagonisti i cittadini della città fortunatiana che han potuto porre i propri quesiti ai referenti istituzionali responsabili del Progetto “Una Piazza Italiana” che prevede la riqualificazione di due piazze storiche come Piazza G. Fortunato e Piazza XX Settembre. Presenti all’incontro moderato da Gerardo Brienza, il presidente dell’Associazione “Le Monadi” Giuseppe Potenza, l’assessore con Delega all’Urbanistica Raffaele Giordano, il presidente del Consiglio Comunale Maria Pinto, l’assessore ai Lavori Pubblici Mauro Di Lonardo e il Capo gruppo di minoranza

Donato Ramunno. E da Ramunno sono arrivate le più forti critiche al progetto: “Il Sindaco Antonio Placido si sta muovendo più nella direzione della distruzione che nella costruzione della nostra memoria storica. Questa città ha già perso il lavatoio e il cine-teatro “Combattenti”. La storia recente ci restituisce un sindaco che, con la forza dei numeri, ha deciso di distruggere due piazze e di dar corso a un progetto per l’edificazione di una nuova piazza”. Ramunno non ha nascosto poi alcune perplessità sui finanziamenti al progetto: “Di certo c’è che nelle casse comunali arriveranno i soldi per finanziare il primo lotto. Mi auguro che l’Amministrazione Comunale, e in prima persona il sindaco Antonio Placido, avranno la forza politica e contrattuale affinché possa avere i successivi finanziamenti perché la Regione Basilicata

non avrà la sensibilità di capire che il completamento di questa struttura è vitale

ed essenziale per la vita di questa comunità. Se così sarà la nuova piazza diventerà un’occasione di sviluppo e non solo di questa comunità”. A Ramunno è seguito l’intervento dell’Assessore Di Lonardo che ha elogiato l’Associazione “Le Monadi” per la recente pulizia della “Fontana Grande” e che sulla “Piazza” ha affermato: “ L’ A m m i n i s t r a z i o n e Comunale ha lanciato una sfida: riuscire a muovere risorse economiche in questo particolare momento

di crisi economica”. Ed ha aggiunto “questi lavori di riqualificazione hanno dato l’opportunità all’Amministrazione Comunale di poter eseguire dei lavori necessari nella vecchia piazza come la sostituzione di tubazioni arrugginite o la separazione nella fognatura di acque bianche e acque scure. Nonostante il problema di una quota che ci ha costretto ad approvare una variante sul progetto, i lavori stanno procedendo in maniera molto spedita e sono convinto che presto si procederà con la pavimentazione”. L’assessore Raffaele Giordano, rispondendo a Ramunno, invece ha affermato che “con un provvedimento di circa 10 giorni fa, la Regione ci ha dato la possibilità di poter utilizzare il ribasso della gara d’appalto segno che la Regione stessa sta puntando molto sul progetto”. E sui finanziamenti per il secondo e terzo lotto chiarisce: “Gli atti firmati

stabiliscono gli impegni presi dall’ente regionale quindi non abbiamo motivo di ritenere cambi di rotta. La nuova piazza è un importante tassello di sviluppo che coinvolge tutti quindi ce la metteremo tutta mobilitando le energie che ci sono”. Il presidente del Consiglio Maria Pinto, dopo una breve ricostruzione storica del progetto (dalla vittoria del concorso nazionale all’attuazione dello stesso), ne ha elogiato l’importanza ricordando che lo stesso, dal 24 Novembre, è esposto a Tokio e al Maxi di Roma. A conclusione dell’incontro è intervenuto il presidente de “Le Monadi” Giuseppe Potenza che ha posto ai relatori un quesito più che legittimo: “La Piazza sarà utile per un rilancio culturale o avrà un’altra mission?” E ha aggiunto: “E’ forte il rischio che la Piazza diventi una cattedrale nel deserto dal punto di vista non solo strutturale ma anche sociale. La Piazza potrà

essere considerata strategica solamente se l’area Vulture avrà una valenza strategica. E’ necessario inaugurare un piano di rilancio, creare un itinerario che consenta di apprezzare le bellezze del territorio”. Giordano, sottoscrivendo le parole di Giuseppe Potenza, ha asserito che “consapevoli dei piccoli numeri non possiamo avere programmazioni onniscienti ma sono necessari obiettivi condivisi, partecipati da tutti i livelli sociali e non imposti dall’alto”. In attesa del prossimo “Caffè con... “, che vedrà protagonisti i sindaci dell’area Vulture, l’Associazione “Le Monadi” porta a casa un altro successo: l’evento, difatti, è stato molto apprezzato dai numerosi presenti che hanno ricordato l’importanza di questi incontri che avvicinano sempre di più le istituzioni ai cittadini.


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Gli odori, un modo per Leela di scoprire la vita nel romanzo di Radhika Jha

“L

’odore del mondo”, Neri Pozza Editore, è il libro in cui Radhika Jha racconta la storia di Leela. Leela è una ragazza indiana che vive in Kenya, dalla sua condizione benestante si ritrova insieme alla madre ed i fratellini, a seguito della morte del padre, ad avere problemi con il negozio di famiglia e a doversi trasferire in Francia. Lì va a vivere con gli zii, che sopporta difficilmente;

mentre la mamma ed i fratelli si trasferiscono in Inghilterra. Un’ulteriore separazione per lei, che affronta solo con la speranza di potersi riunire a loro, speranza che pian piano svanisce. Inizia con il lavorare al negozio dello zio, dove incontra svariati odori di mondi opposti, che lei sente scontrarsi, ma che comunque le fanno compagnia. Leela si ritrova a vivere una serie di vicissitudini, sia nel vivere con gli zii che da sola, accompagnata da ogni genere di odore. Odori che l’aiutano a capire il mondo

e a viverlo, scoprendo così l’amore, l’affetto, il piacere. Il romanzo di Radhika Jha ci racconta Parigi quale insieme di culture e razze, da cui dagli antichi conflitti si passa a nuove fratellanze, il tutto guidato dal dono di Leela nei confronti degli odori del mondo circostante. Alessia Nardozza

Lucio Dalla: musica e parole in un’insolita serata a Pietragalla

Gallicchio, presentazione del libro: “Sull’orlo del baratro”

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na presentazione “insolita”, quella avvenuta nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Pietragalla (PZ), per il libro di Walter De Stradis intitolato “Dalla terrazza di Caruso” (Arduino Sacco Editore). Presentatore della serata, organizzata da Ivana Pipponzi – presidente AIGA Potenza- è stato difatti il consigliere regionale Nicola Pagliuca, grande appassionato di musica italiana, e quindi “moderatore per un giorno”. Alla presenza, tra gli altri, dell’onorevole Vincenzo Taddei, si è parlato molto

della musica di Lucio Dalla (protagonista del particolare “romanzo/saggio” di De Stradis) ma si è anche avuto modo di ascoltarla, grazie all’esibizione del gruppo Le Voci di Sally, band potentina di musica acustica tutta al femminile, solitamente dedita al repertorio di Fabrizio De Andrè, che per l’occasione ha reinterpretato in maniera originale alcuni successi del genio bolognese. Gen. Gal.

s t a t o presentato mercoledì 1 agosto a Gallicchio, in “Sull’orlo del baratro”, l’ultimo libro del Vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella. Alla presentazione, dopo i saluti del sindaco Pasquale Sinisgalli e del vice, Mariachiara Montemurro, insieme con l’autore interverrà il presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo. “Sull’orlo del baratro” è un libro intervista, realizzato a quattro mani con il giornalista Francesco De Filippo dove, attraverso le domande di questi, il quale si fa portavoce degli interrogativi di ogni cittadino, si cerca di dare risposte alla crisi economica. Una su tutte, la domanda che fa da sottotitolo al volume: “L’Unione europea sopravviverà alla più grande crisi dal Dopoguerra”? Completano il volume, gli scritti di economisti quali Daniel Gros, Stefano Micossi, Joseph Mifsud e un intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Continua l’impegno dell’amministrazione di

tenere alta l’attenzione su temi importanti per il futuro di tutti. Anche approfittando della bella stagione che ben dispone i cittadini a serate all’aperto e, in questo caso, della disponibilità del Vice Presidente del Parlamento europeo, a recarsi nelle piccole piazze d’Europa per discutere del futuro dell’Unione” è quanto afferma il vice sindaco, Mariachiara Montemurro, riguardo all’iniziativa.

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreria dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


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TITO VendesiAppartamento al 1° Piano composto dasaloneconbalcone,cucinottoconripostiglio, camera matrimoniale, camera singola ed un bagno+Giardino+Garage di Mq 30 RichiestaEuro125.000(Tratt.)–Rif.TS003V VAGLIO – (Centro) VendesiMonolocaleal1°Pianoconbalconcino panoramico–CompletamenteRistrutturato, Arredato eTermoautonomo Richiesta Euro 35.000 – Rif.VA001V PICERNO – (Centro Storico) Vendesi appartamento di nuova costruzione, ben rifinita e con ingresso indipendente, composta da salone, cucina abitabile, camera matrimoniale,cameradoppiae2bagni+Terrazzo panoramico di Mq 90 Richiesta Euro 158.000 (Tratt.) – Rif. PI005V PICERNO – (A solo 2 Km dall’Uscita dell’Autostrada) Vendesi Appartamento al Piano Terra di NuovaCostruzioneconIngressoindipendente, composto da salone, cucina abitabile, camera matrimoniale,2cameresingolee2bagni+Terreno circostante. RichiestaEuro155.000(Tratt.)–Rif.PC001V IMMOBILI INVENDITAALMARE MARINADI PISTICCI (MT) Vendesi in Complesso residenziale di recente costruzione fornito di servizi, piscina ed animazione,Appartamentoconingressoindipendente composto da ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, due camere matrimoniali ed un bagno + Ampio terrazzo abitabile con portico + Posto auto riservato all’esterno. Richiesta Euro 95.000 (Tratt.) TERRENI E FABBRICATI RURALI IN VENDITA POTENZA– (C.da Ciciniello Bassa) VendesiTerreno di circa Mq 2800 con rudere di circa Mq 90 Richiesta Euro 110.000 (Tratt.) – Rif. P021V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Terreno agricolo in ottima posizione di 18 Ettari - Ulteriori informazioni in agenzia Richiesta Euro 950.000 (Tratt.) – Rif. P046V POTENZA– (C.da Lagatone) VendesiTerrenodicircaMq30.000condestinazione seminativo e pascolo con Fabbricato di Mq 80+Annessi agricoli Richiesta Euro 150.000 (Tratt.) PIGNOLA– (C.daTora) Vendesi Terreno Edificabile con Progetto approvato e Concessione edilizia ritirata per la CostruzionediunaVillaBifamiliarediMq220 cadauna posta su 2 Livelli -Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 90.000 (Tratt.) - Rif.PI003V

POTENZA– (ParcoAurora) Vendesi locale di circa Mq 110 valido per uso artigianale o perautorimessa Richiesta Euro 73.000 (Tratt.) – Rif. P005V POTENZA– (Centro Storico) VendesiAttivitàavviatadiBar/PabdicircaMq 200–Ulteriori info inAgenzia - Rif. P036V AFFITTI APPARTAMENTI EVILLE POTENZA– (C.da Botte) Affittasiappartamentoal1°Pcompostodasalone, cucina abitabile con ripostiglio, due camera matrimoniali, camera singola ed un bagno Richiesta Euro 400 – Rif. P037A POTENZA– (Macchia Giocoli) Affittasi appartamento al 2°P con ascensore composto da Ampio salone, cucina abitabile, due camere matrimoniali ed un bagno + Garage + Soffitta Richiesta Euro 500 – Rif. P034A POTENZA– (Viale Firenze) AffittasiAppartamentoarredato/nonarredato al3°Psenzaascensorecompostodasalone,cucinaabitabile,trecameredaletto,unbagnoed un balcone + Posto auto in garage Richiesta Euro 500 – Rif. P036A POTENZA– (ViaAriosto) AffittasiAppartamento arredato al 2°Pcomposto da cucina, due camere ed un bagno Richiesta Euro 450 – Rif. P033A POTENZA– (Rione Murate) Affittasi appartamento al 2°P con ascensore composto da Soggiorno/pranzo, cucina con ampia veranda, una camera ed un bagno Richiesta Euro 450 – Rif. P016A POTENZA– (ViaVespucci) AffittasiAppartamentoal2°Psenzaascensore compostodaampiosoggiorno,cucina,camera matrimoniale ed un bagno Richiesta Euro 400 (Tratt.) – Rif. P006A POTENZA– (C.da Marrucaro) AffittasiAppartamentoalP.T.coningressoindipendente composto da salone, cucina, due camere matrimoniali ed un bagno Richiesta Euro 450 – Rif. P008A POTENZA–(ViaAnzio/VicinoScaleMobili) Affittasi Appartamento composto da salone, ampiosoggiorno/pranzo,cucina,cameramatrimoniale, camera doppia, camera singola e due bagni – Possibilità di averla anche arredata Richiesta Euro 600 – Rif. P027A POTENZA– (C.so Garibaldi) Appartamento arredato al 3°P senza ascensorecompostodaingresso,salone,cucinaabitabile, camera matrimoniale, camera singola ed un bagno. Richiesta Euro 600 – Rif. P023A

POTENZA– (Via di Giura) Appartamentoal1°Pcompostodaampiosalone con terrazzo, soggiorno con accesso al giardino, cucina abitabile, camera matrimoniale, 2 camere doppie e 2 bagni+Posto auto all’esterno Richiesta Euro 800 – Rif. P032A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Affittasi Villa su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzoconangolocottura,unBagno+ Garage+Cantina,1°P.Ampiosalone,2camere matrimoniali di cui una con bagno, camera doppiaedunaltrobagno+TerrenodicircaMq 3000 Richiesta Euro 1.000 (Tratt.) – Rif. P024A POTENZA– (Nei pressi Stazione Inferiore) Affittasi appartamento di nuova costruzione al2°PianoconascensorecompostodaSalone, Cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni+Possibilità di garage Richiesta Euro 800 – Rif. P021A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasi appartamento di nuova costruzione con ingresso indipendente e Posto auto, compostodasoggiorno/cucina,cameramatrimoniale, un bagno ed un ampio terrazzo + Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 550 (Tratt.) – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasi appartamento di nuova costruzione con ingresso indipendente e Posto auto, compostodasoggiorno/cucina,cameramatrimoniale, camera singola, un bagno ed un ampio balcone+Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P011A POTENZA– (Costa della Gaveta) AffittasiVillapanoramicadicircaMq300sviluppatasu2/3Livelli+TerrenodiMq3000sistemato a verde – Ulteriori informazioni in Agenzia. Richiesta Euro 900 – Rif. P017A TITO Affittasiappartamentoal1°Pcompostodasalone,soggiorno/pranzoconcucinotto,camera matrimoniale,duecameresingoleeduebagni. Richiesta Euro 330 – Rif.T001A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) Mansarda arredata al 2° Piano composta da AmpioSoggiorno/PranzoconAngolocottura, camera matrimoniale ed un bagno. Richiesta Euro 200 - Rif. PC001A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) AffittasiVillettaindipendentedinuovacostruzione completamenteArredata composta da ampio salone, cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, una camera singola ed un bagno+ Terrazzo e balconi+Terreno circostante Richiesta Euro 450 (Tratt.) – PC003A AFFITTI LOCALI COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Zona Centrale/AltaVisibilità) AffittasiLocaliCommercialidiNuovaCostruzionedidiversemetrature,apartiredaMq50 fino a Mq 800, per qualsiasi attività commerciale anche di ristorazione UlterioriInformazioniinagenzia–Rif.P035A POTENZA– (Macchia Romana) Locale Commerciale al Piano Terra di circa Mq 50 con bagno e vetrina. Richiesta Euro 380 (Tratt.) – Rif. P038A POTENZA– (C.da Caira) AffittasiCapannonedicircaMq400+Ampio Piazzale Richiesta Euro 900 – Rif. P003A POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiLocaleCommercialeconAltavisibilità +Ampio spazio circostante Richiesta Euro 850 – Rif. P029A POTENZA– (Via Del Gallitello) Appartamento Uso Studio al 1° P composta da ampia sala d’attesa/segreteria, da stanza di Mq 28 ed un bagno Richiesta Euro 480 – Rif. P031A POTENZA– (Macchia Romana) PoliambulatoriodicircaMq135,Pianoterra, ben rifinito con pareti divisorie vetrate, Unità di trattamento aria, senza barriere architettoniche-Compostoda9Vani+Accessori-IdoneoperMediciassociati,Odontoiatri,Istitutidi Bellezza e Istituti di Riabilitazione - Completo diAutorizzazione rilasciata dall’ASL. Richiesta Euro 2.200 (Tratt.) - Rif. P022A POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locale Commerciale di Mq 120 con 3 ampie vetrine ed alta visibilità Richiesta Euro 1.300 – Rif. P002A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi appartamento uso Studio al 1°P. ben rifinito composto da 2 ampie stanze con balconcini e 2 bagni Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P028A POTENZA– (Ponte 9 Luci) Affittasi appartamento ben rifinito composto da una sala d’attesa, un’ampia segreteria, 4 ampie stanze e due bagni Richiesta Euro 800 – Rif. P004A


Controsenso  

4 agosto 2012

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