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Basilicata

3 Marzo 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO II n. 70/03 Marzo 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

Petrolio: quella

Facciamo

Unibas:

sera a casa

“i conti” con la

L’Amministrazione

di Gigi (Nuzzi)

sanità lucana

parla “giovane”

a pag. 3

alle pagg. 6 e 7

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Cari Contro-Lettori, un partito, specie se di maggioranza (in questo caso regionale), ogni tanto (ma giusto ogni tanto) deve dar conto a chi lo ha votato della propria coerenza. Parola grossa? Crediamo di no, se l’Italia dei Valori non di rado tira (anzi strattona) le lunghe ed appuntite orecchie al PD e al paffuto Governatore lucano Vito De Filippo. Fortuna che le bacchette non si usano più, altrimenti Big Vito avrebbe le mani gonfie come palloncini ad acqua. Spesso e volentieri, alcuni degli uomini del senatore Belisario, omonimo del famoso Generale macedone (a proposito: che ne penserà di Monti che ha promesso un’Italia meno “Bizantina”?), sono sembrati utili e graditi alla causa della coalizione di centrosinistra come un’operazione chirurgica superflua ad un piede. Uno degli uomini forti del partito in regione, Nicola Benedetto (persona arguta e pungente di suo, di mestiere imprenditore, che quindi a sua volta appare come una specie di versione nostrana del Berlusconi Nazionale tanto inviso all’IDV), una volta diede del “Ponzio Pilato” al “pacioso” Governatore della Gallia (nel senso di “polli”) Vito il Grande. Lo stesso Generale Belisario (quello di oggi, con gli occhiali), in un’intervista su un quotidiano locale, dichiarò “Siamo le vittime del cannibalismo bulimico del Pd. Assistiamo al banchetto perenne di un Pd ingordo e pigliatutto”. Insomma, una crapula politica di epoca tardo –ma tardoRomana. Bene. Non è che abbia tutti i torti il senatore. Ma, visto e considerato che è un accanito lettore di giornali, nonché un puntuale e solerte fustigatore di costumi, ci piacerebbe (ed è un invito ufficiale) che commentasse con noi l’articolo di Panorama (29 febbraio 2012, pagina 56) a proposito del già avvocato e consigliere di IDV Scicchitano, uomo caro a Tonino, indagato da due procure, per abuso d’ufficio e fatture false. La faccenda -racconta il prestigioso settimanale- è quella del crac della Federconsorzi, di cui Scicchitano è stato uno dei commissari liquidatori. Si parla di un “complesso giro bancario” che avrebbe fatto finire dei soldi “a una vecchia signora di 88 anni” (la madre di Scicchitano) che ha poi fatto un bonifico per una “’donazione’ al figlio”. Nessuna sentenza per ora, e quindi sempre e comunque “presunzione di innocenza”, ma visto che a tal proposito Di Pietro sta zitto, Senatore ci dica qualcosa almeno lei, nero su bianco, che noi Lucani non ci capiamo più niente. Sa, con tutte queste contraddizioni. Walter De Stradis

Il Centro “chiuso” di Potenza rimpiange i fasti del suo Teatro

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e polemiche sulla ZTL, e sulla relativa “chiusura” (effettiva o meno) del Centro Storico, hanno coinvolto anche alcuni appassionati (nonché operatori) del Teatro Potentino, che temono che la già non eccezionale affluenza agli eventi in cartellone allo storico “Stabile”, possa affievolirsi ancor di più con il provvedimento adottato dal sindaco. Ma com’era il Teatro di una volta a Potenza? Com’era l’Età dell’Oro di quest’arte, nel capoluogo? Cercheremo di ricordarla, attraverso i preziosi scritti di uno storico impagabile ed impareggiabile come il nostro Lucio Tufano.

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Petrolio: quella sera a casa di Gigi (Nuzzi) Nella regione con il giacimento petrolifero più vasto d’Europa, si muore di fame e stenti De Filippo spalle al muro su La7 di Virginia Cortese

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etrolio, ricchezza, vantaggi, economia in risalita. Tali sostantivi (nel bilancio di attività reali) dovrebbero essere correlati. Se non fosse che per contro il prezzo della benzina sale ai massimi storici. Le ragioni sono da cercarsi nel (mal)governo della risorsa primaria: l’oro nero. Se n’è discusso lo scorso mercoledì, nella trasmissione d’inchiesta del giornalista Gianluigi Nuzzi su La7, “Gli intoccabili”. Ospite della serata, tra gli altri, il governatore Vito De Filippo. Ed è proprio in questa occasione che, lo “sceicco lucano” (qualcuno lo definisce così, ironicamente) ha voluto portare la versione di un popolo, di una regione (il Texas italiano, così titolava il servizio) con il più alto tasso percentuale di povertà e l’ancora maggiore tasso di emigrazione giovanile. Viggiano è un paese di 3.000 anime. In questo luogo, vi sono i pozzi in concessione di Shell, che racchiudono il giacimento petrolifero più grande d’Europa. Il giornalista Galeazzi, de La Staffetta Quotidiana, ha fornito un dato sconcertante: “In questa zona si estrae per il 60% del 6% del bisogno nazionale di petrolio.” Ciò, tradotto, vuol dire più di 7mln di euro al giorno. Eppure nell’ultimo rapporto Istat, la regione ha il (molto triste) primato tra le regioni povere. Giambattista Mele, consigliere comunale ha sottolineato: “I lavoratori, impiegati nel Centro Oli, sono 45, nell’indotto 450 totali. Un numero desolante.” Alta intensità di capitale vuol dire molto investimento e poca occupazione. Le voci dei cittadini/padri di famiglia sono disperate: “A noi hanno fatto contratti a tre mesi, nonostante dovessimo avere la priorità, trattandosi della nostra terra, ma i dirigenti preferiscono persone che vengono da fuori regione.” Dicevamo dell’enorme capitale. Ma che fine fanno i soldi? Le royalties sono basse, equivalgono al 10% attualmente. Ogni barile vale 85 euro, 42 euro servono a coprire i costi, 20 euro è l’utile finale. Davvero un’esiguità. Alle casse, però, arrivano somme non indifferenti: da 14 milioni di euro del 2008, a 11 milioni nel 2011. A cosa servono? Ai servizi sociali, agli interventi per ammodernare le strade e alle nuove pratiche di supporto all’agricoltura, magari a creare presupposti

per lavoro. Ma fattivamente, non ci si riesce. Altro nodo della più generale questione è il controllo. Chi effettivamente ha la misura del quantitativo estratto? Il giornalista Nicola Piccenna ha sintetizzato: “L’Eni pratica l’automonitoraggio delle estrazioni. Al Ministero solo controlli campione”.

l’uliveto, si sono ammalati; siamo un esperimento.”- dice un agricoltore. “Non ci hanno proposto niente –aggiunge un allevatore- sono un macellaio dall’età di 6 anni. La mia azienda dura da 4 generazioni. Questa è l’ultima. Le mucche mangiano l’erba contaminata. Noi siamo stati macellati ora. Io mi sono fatto da solo e voi

mi tagliate le gambe. Vedo solo fallimento, distruzione.” Due donne hanno, laconicamente, aggiunto: “Al risveglio c’è sempre odore di gas; nauseante. Perché De Filippo non viene a stare un po’ qui? Perché non se ne rendono conto? Non abbiamo visto il sindaco, né la commissione regionale, né quella nazionale.” Durante il consiglio comunale aperto, dello scorso 20 febbraio, intorno al tavolo sono seduti il dottor Gheller, responsabile del distretto meridionale di Eni, l’amministrazione comunale e la regione nella persona del presidente della giunta. Gli animi sono caldi e Gheller ci tiene subito a chiarire: “Per noi, questa è l’occasione per spiegare come procediamo nel monitoraggio e a cosa vorremmo portassero gli investimenti. Almeno 400 persone impiegate per 20 mesi.” De Filippo rassicura: “A me non importa niente di Eni; non si estrarrà nemmeno un barile in più rispetto agli accordi del 1998, se insieme non lo decidiamo. Se la comunità mi dice che è no, sono sul no.”

L’anello al naso S

e un giovane “no tav”, provocando ed aggredendo un giovane carabiniere ottiene ancora una volta che sui Media gli spazi siano occupati da una cieca violenza praticata da piccole bestiole protette unicamente da qualcuno che continua a qualificarsi in modo del tutto improvvido come uomo di sinistra, allora perchè dovremmo stupirci che chi 20 anni fa sparava sulla polizia oggi abbia la possibiltà di assurgere ad incarichi istituzionali. La realta è che il nostro Paese ancora non riesce ad uscire in modo completo dall’antico dualismo che da sempre contrappone, senza che ve ne siano validi motivi, giovani che dimostrano il loro vero amore per il Popolo facendo in modo che tutti siano veramente uguali o comunque si sentano come tali ad altri giovani che , filogiudati a loro insaputa da schifosi capipolo ,si atteggiano a rivoluzionari da quattro soldi, ignorando nel modo più assoluto il senso ed il valore di una Vera Rivoluzione,di cui peraltro da sempre l’Italia a torto o a ragione è stata privata se non defraudata,a differenza di tante altre nazioni d’Europa. E allora Signori dei Tav e del No Tav se siete capaci alla fine fatela

questa pecie di rivoluzione ma dovete assicurarci che, una volta fatta questa rivoluzione,che una volta impiegata tutta la violenza che vi pervade insieme alle tante ignoranze che vi perseguitano, voi sarete poi capaci di convincere democraticamente quel 35% di attuali cittadini astenuti,nauseati dalla latenza di una vera politica, a partecipare in modo attivo e fattivo alla vita politica del Paese. Assicurateci che di qui a qualche mese la pattuglia degli ex sparatori o presunti tali non vada alla fine ad ingrossarsi di altri illustri e giovani membri ed arruffapopolo, i cui meriti consisteranno magari essenzialmente nel sapere provocare,sfottere e magari umiliare giovani ragazzi in divisa chiamati a compiere il loro dovere, in cambio di una misera paga, restando però questi titoli sufficienti per una loro cooptazione nell’empireo di coloro che, agendo contro la Legge,ottengono alla fine riconoscimenti ed incarichi per le abominie commesse al sevizio dell’eversione.

L’Intervento del Presidente della Regione come registrato, è problema, difficoltà e inquietudini, e non è facile che diventi opportunità. Pietro Dommarco (Ola), si mostra critico nei confronti della Regione. “Si è appreso che circa 62 mln, sono stati utilizzati per appianare i buchi nella sanità. Questo non è esempio di sviluppo.” In Norvegia, con una pressione fiscale maggiore, c’è il tasso di sviluppo umano più alto al mondo, ciò vuol dire che ridistribuisce introiti della fiscalità. In Basilicata, 100 euro vengono assegnati a ciascun automobilista. Da più fronti è stato definito, “un contentino”. Don Cozzi, per anni parroco nella Val d’Agri, ha rimarcato: “20 anni fa, tutti sono rimasti folgorati. Avevano promesso il lavoro. Ad oggi, dov’è? Ritengo che su un altare nazionale si stia sacrificando la dignità della popolazione.” Le voci di chi, infine, subisce quanto accade sul proprio territorio sono piene di rabbia, disperazione, disillusione: “Avevo piantato la vigna e

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a regione può decidere il futuro- afferma Nuzzi, e rivolgendosi al Governatore, De Filippo dice: In palio c’è il raddoppio della produzione petrolifera. La Basilicata è la regione più povera e invece potrebbe essere il Texas, con il tesoro che ha proprio sotto i piedi. Come mai questa contraddizione? In nessuna parte al mondo, le attività estrattive hanno prodotto nell’immediato soprassuolo, ricchezza e sviluppo. La Basilicata ha cambiato la storia del rapporto; nel 1998, infatti, con l’Eni viene firmato il primo accordo del percorso nazionale per le royalties. Si tratta dell’aliquota (molto bassa) 7% rispetto agli introiti che, fin a quel momento, non esisteva. Tutto ciò che l’Eni ha fatto nella prima fase, è andato a beneficio dell’Italia e dell’azienda. Il petrolio,

Al di là dell’impatto ambientale, si verifica anche una certa difficoltà occupazionale. Si preferiscono persone di fuori. Perché? Le compagnie si son trincerate, nonostante lo sfondamento che abbiamo operato, dietro il voler reclutare persone professionalmente pronte. A quel punto, abbiamo chiesto alle imprese di fare di più, è nata l’alta scuola di formazione, di AssoOil (Confindustria), che è una rete che mette insieme tutte le imprese. Una beffa, il buono da 100 euro? È davvero una cosa ridicola. Si tratta della distribuzione di un aumento del 3% (trenta mln di euro, circa) distribuita ai patentati. Iniqua. Chi non ha la patente o gli anziani non ne beneficiano; chi ha

tre macchine, ne ha di più. Abbiamo fatto tutto, quasi incatenandoci, perche il Ministero per lo Sviluppo economico e per l’Economia si convincessero, per tutti, cittadini e istituzioni, è davvero una beffa. Con governo Berlusconi, si era pronti a firmare un accordo che prevedeva, da una parte, l’aumento della potenzialità degli impianti, dall’altro, in 20 anni 6 miliardi in infrastrutture. L’idea è proseguita con il governo Monti? Mi preme sottolineare che l’attività estrattiva produce gettito che favorisce gli italiani, il 30% sono il 3% dell’Economia nazionale. L’Eni è, dunque, lo Stato per buona parte. Il governo Monti ha deciso di inserire un articolo, il 16, nel decreto “Salva Italia”, che riconosce alle Regioni che concorrono al fabbisogno energetico nazionale, una quota delle risorse fiscali connesse alla produzione

delle risorse minerarie. La norma legislativa avrà ricadute straordinarie per la Basilicata che potrà finalmente finalizzare le risorse collegate allo sfruttamento delle sue importanti risorse minerarie a progetti di sviluppo produttivo ed infrastrutturale del territorio regionale. Una stima prudente del Ministero dello Sviluppo economico realizza che si genereranno risorse del valore di 30 md di euro nei prossimi vent’anni con un gettito fiscale di 17 md per lo Stato.” Autocertificazione delle estrazioni. Lei ci crede? Sarebbe favorevole a installare contatori sigillati? Abbiamo premuto perché tale funzione venisse trasferita alle regioni. Fino a prova contraria devo credere allo Stato. Se taroccano i dati, è lo Stato a non essere attendibile. Lo Stato deve garantire. Se ci fossero malversazioni, mi auguro che qualcuno le persegua.


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Marchionne ci fa davvero preoccupare

Le Benedette domande S

tavolta mi d o m a n d o f i g l i u o l o Benedetto, ma allora anche tu sei stato folgorato – a suo tempo – e sei disceso in campo – politico s’intende – per fare meglio che si può il lavoro privato di imprenditore? Di questo ti accusa in pratica il quotidiano La Nuova, figliuolo caro e Benedetto, e lo fa con abbondanza di particolari. Certo, chiariamo ai lettori, che si tratta di scrittura giornalistica, e non certo di sentenza definitiva di un qualche tribunale. Partono però dal fatto che anche tu sei “a rischio” conflitto di interessi e dicono che nel momento in cui tu, usando della tua funzione di capogruppo IDV in consiglio regionale, contesti le scelte fatte da chi ha deciso di reinvestire in quel di Tito, piuttosto che dove potrebbe tornare utile alla tua impresa, faresti più o meno come il Silvio Nazionale. Ma sei nel partito che vuole perseguire il Silvio per tutti i suoi conflitti e se persegui il Silvio e gli altri (per cose ancora da dimostrare) allora altri potrebbero voler ridire su di te. Quelli della Nuova ci inzuppano certo, ma Benedetto è un bel po’ che ti agiti e anzi ti agiti sempre e su ogni cosa devi dire la tua parola di verità e di competenza. Giustamente accusi per la gestione dei rifiuti a Matera come a Potenza (perché paghiamo Fenice per bruciare i rifiuti che invece ci potrebbero venire pagati come combustibili) e noi siamo al tuo fianco (e lo abbiamo detto), però dopo il tempo e i tanti pezzi cominciamo a domandarci… ma se la pensi veramente come dici e scrivi, perché voti le porcherie che il Vito e il Viti ti fanno votare (più o meno così definisci le politiche che fanno)? Allora si pongono domande mica da niente del tipo: Benedetto sei coerente? Se sì -e ti fanno votare solo porcherie- esci allo scoperto, dà seguito alle tue ragioni, esci dalla maggioranza. O Forse, abbiamo dato eccessivo peso alle tue dichiarazioni, e le hai fatte per marcare il territorio o l’esistenza, e non certo perché volevi segare l’albero su cui sei seduto? E intanto La Nuova dice che Orienta srl è una tua azienda in soccorso della quale avresti proposto un particolare percorso a certi finanziamenti regionali. Concretamente, dice La

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L’inserto di febbraio del Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti, ha dedicato la copertina e il servizio di apertura della rivista Dossier, all’imprenditore Nicola Benedetto, evidenziando la produttività delle aziende di Bernalda e Pisticci e il particolare intervento di recupero di Palazzo Gattini a Matera. Nel servizio dedicato all’imprenditore Benedetto si sottolinea la rinnovata cultura d’impresa utilizzata per affrontare i mercati esteri e per rendere emergente una realtà imprenditoriale del Sud. Nuova, avresti proposto di scorrere la graduatoria delle domande di finanziamento Valbasento, e nel caso tu avresti il finanziamento assicurato perché Orienta (la tua ditta) è la prima in graduatoria dei non finanziati. e si tratterebbe di 4,5 milioni e non sono bruscolini. I soldi,si sa, non bastano mai figliuolo, dunque, e conviene tu smetta di dire peste e corna di tutti e di chiunque… perché prima o poi qualcuno che

legge i giornali (sempre che questi non s’ingannino) le peste e le corna le vorrà dire anche di te. In ogni caso, mettendo anche che La Nuova abbia scritto castronerie, converrai con noi che se si è detto, a proposito del tuo avversario Berlusconi, che un ricco imprenditore non può capire i poveri, lo stesso si potrebbe dire anche per te.

opo l’intervista dell’Ad Fiat Marchionne al Corriere della Sera gravano dei seri sospetti sulla conferma del polo lucano SATA. Il sospetto sulla chiusura di uno dei due stabilimenti Fiat ipotizzati da Marchionne grava, come sopracitato, proprio sulla nostra SATA. Troppi fari accesi sul caso dei tre operai integrati non sono stati certamente “digeriti” bene dalla dirigenza Fiat. Dopo Pomigliano e la Serbia... qualcosa di grave sta avvenendo. In barba a tutta la contrattazione nazionale e in barba alle migliaia di miliardi prosciugati alle casse dello Stato...nel recente passato la DELOCALIZZAZIONE dei siti industriali FIAT è ormai una cruda realtà. Come sono crudelmente attuali quelle denunce alla luce della precisa e puntuale analisi di D’Agostino. Denunce e riflessioni riprese e condivise anche da tante sigle sindacali.Un silenzio continuo, immutato nel tempo. Un mutismo che non ha mai fatto alcun cenno sulla produttività giapponese della mega fabbrica lucana. Non a caso Marchionne aveva confermato i dati di quella nostra riflessione sulla Stampa e sul Corriere della Sera. Si era scoperto che la Fabbrica di Melfi era seconda in Europa dopo quella polacca. Si è penalizzato lo stabilimento polacco per dare a Pomigliano il titolo di “fabbrica modello”. Si umiliano i tre operai “sindacalizzati” dopo la sentenza della Corte d’Appello di Potenza, s’inasprisce con minacce e ricatti di capi UTE, il dialogo con le maestranze dopo aver “raggiunto” un clima disteso e sereno in seno alla Fabbrica. Perché tanta violenza. Perché tanto livore nei confronti dei tesserati Fiom? Che cosa si cela dietro questi assurdi e violenti comportamenti? Eppure eravamo orgogliosi di aver raggiunto un equilibrio tra istituzioni regionali e Fiat/Sata, grazie alla creazione del “Campus per l’innovazione del manifacturing”. Oggi siamo curiosi di conoscere i risultati di questo accantonato intervento di Alta Formazione. Lo dobbiamo ribadire e constatare amaramente che nella Sata di Melfi non sono, ancora oggi, visibili “ né le rappresentanze e né le presenze imprenditoriali lucane. L’indotto non ha mai parlato lucano... da sempre. Le proposte delle macro regioni ipotizzate dal defunto e non dimenticato prof. Gianfranco Miglio diventano sempre più cruda realtà. Lo dimostra il federalismo fiscale, lo dimostrano le tante manovre finanziarie comprese quelle montiane. Vorremmo sperare che il dimenticato Campus innovativo possa far finalmente crescere le nostre professionalità

“autoctone”. Vogliamo chiudere con una formazione avulsa dai processi produttivi e fine a se stessa. Vogliamo un effetto moltiplicatore della formazione di secondo e terzo livello, sia in termini di alta professionalità sia di impatto sul mercato. Siamo stanchi di stucchevoli furbizie esperite alle spalle dell’affamato (di lavoro) popolo lucano. Non possiamo foraggiare ricerche e applicazioni per altre Università e per altri Centri di Eccellenza e, soprattutto, per altri giovani laureati, non lucani. Per queste serie motivazioni il dimenticato Campus e seri e finalizzati stages formativi di secondo e terzo livello devono, finalmente, dare un segnale serio e concreto alle nostre giovani generazioni professionalizzate. Noi siamo fiduciosi nel “rinnovamento icano” lucano. Vogliamo sperare che il Piano FIAT che ama l’Italia smentisca l’attuale mancata attenzione di Marchionne e della dirigenza SATA e chiuda con questa rancorosa politica del personale. Una dirigenza Sata che riproponga la moderazione e la capacità di mediazione dell’avvocato Gianni Agnelli, apra al territorio, alle istituzioni e coinvolga i nostri economisti. La chiusura, il rancore e la disattenzione verso il nostro territorio non più è credibile ora che siamo convinti (lo gridiamo ancora una volta) di non essere più un NUMERO nella GALASSIA dell’Organizzazione FIAT. Al contrario noi lucani del Nord siamo orgogliosi di avere la presenza di un grande stabilimento nel Melfese . Uno stabilimento che rappresenta il secondo gioiello della famiglia Agnelli. Una realtà industriale moderna e nordica che interloquisca con senso democratico sia con le maestranze sia con i giovani ricercatori lucani coinvolti nel management e nel “defunto” Campus. Uno stabilimento, infine, che si caratterizzi, come da sempre sostenuto dal grande Adriano OLivetti, sul profondo rispetto verso i lavoratori e verso quei seri e tanto umili Lucani di grande dignità, che credono nel futuro della SATA nonostante queste nubi minacciose che si addensano nei nostri cieli. Del resto qualche mese fa lo stesso Sergio Marchionne definiva lo stabilimento Fiat / Sata come POLO LUCANO. E’ stato un bell’esempio di maturata fiducia nei nostri confronti che non può essere vanificato da comportamenti chiusi, violenti e antidemocratici. Mauro Armando Tita


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Palazzetto dello sport: dopo venti anni ci siamo …quasi Caso più unico che raro nei lavori pubblici, il “PalaLavangone” costerà esattamente quanto preventivato: 15 miliardi delle vecchie lire di Antonio Nicastro

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a costruzione del palasport del capoluogo di regione è una lunga telenovela. L’opera è stata “ideata” dalla Comunità Montana Alto Basento, un ventennio fa, ed ha avuto un iter lavorativo tormentato ma che forse sta per terminare. Il forse, visti i precedenti è d’obbligo. Ne abbiamo parlato con Gerardo Ferretti, Commissario, della Comunità Montana alto Basento, che ha ereditato il classico “pulpitiello” ma con molta probabilità sarà lui ad effettuare il taglio del nastro di un’opera pubblica attesa da troppo tempo e che forse ha stabilito il record di ritardi. L’idea di un impianto sportivo, in quel posto, va contestualizzata ai primi anni 90, si inseriva in ragionamenti urbanistici che prevedevano di delocalizzare a Lavangone, lo Stadio Viviani e prevedeva un’importante opera viaria, la tangenziale nord, che è rimasta

incompleta. In effetti, il posto scelto per costruire il palazzetto sarebbe stato strategico se la tangenziale fosse stata costruita per intero, se lungo la linea ferroviaria che passa a poche decine di metri dalla struttura, fosse stata realizzata una fermata, ma in tutti i casi il posto è raggiungibile con una certa facilità sia percorrendo la Potenza – Melfi che utilizzando il tratto di tangenziale che dai Piani del Mattino arriva a Tiera. La progettazione di un “edificio polivalente per attività sportive culturali e sala congressi” venne fatta da un consorzio di imprese denominato CTS e la Comunità Montana si fece carico di reperire i finanziamenti e curarne la direzione dei lavori. Lavori che iniziarono nel 1994 e che hanno subito stop e rallentamenti per una serie di vicissitudini che hanno fatto perdere le speranze agli sportivi potentini di veder completato l’impianto sportivo. In molti si

sono fatti l’idea che in questi 18 anni di lavori i costi sono lievitati a dismisura ed invece, caso più unico che raro nei lavori pubblici, il palazzetto costerà esattamente quanto preventivato: 15 miliardi delle vecchie lire, a cui va aggiunta una spesa supplementare di 420 milioni, parliamo sempre di lire, per l’aumento delle aliquote IVA nel frattempo intervenute. Ed in effetti 15 miliardi e mezzo per una struttura imponente come questa non è una cifra esagerata. Esagerati sono i tempi per l’ultimazione. Le tante sospensioni dei lavori sono state determinate da alcune traversie oggettivamente non prevedibili ed alle vicissitudini interne al pool di imprese che s’era assunto l’onere di costruire il palazzetto, si sono perse per strada i partner dell’Impresa Sorrentino che è rimasta la sola a completare i lavori. Dopo pochi anni dall’inizio dei lavori il tetto del Palazzetto, da poco ultimato, volò via a causa di un vento impetuoso. Il tetto è stato rifatto senza ulteriore aggravio di spese ma con inevitabile p e r d i t a di tempo. Ultimamente a rallentare i lavori ci si è messo anche il Patto di Stabilità. In pratica i lavori sono

agli sgoccioli, il palazzetto è praticamente ultimato, manca qualche piccola rifinitura. Ci sono da ultimare quelli di sistemazione esterna, ritardati da lungaggini burocratiche riscontrate per lo spostamento di alcuni servizi come la linea telefonica. Ma, garantisce il Commissario Gerardo Ferretti, il collaudo statico con esito positivo è stato fatto, si è avuto l’OK dall’ASP per quanto riguarda le autorizzazioni di competenza, si attende, ma è già stato richiesto, il parere della Commissione Pubblici Spettacoli.Una delle criticità accessorie per rendere accessibile l’area è la strada di collegamento del palazzetto alla superstrada Potenza – Melfi. Una strada di proprietà della Comunità Montana e che presenta una serie di problematiche per quanto concerne il fondo oltre che per l’apposizione di adeguata segnaletica, in via di sistemazione grazie ad un finanziamento regionale riveniente dai fondi destinati al Patto dei Giovani e che consentiranno di effettuare i lavori di adeguamento della strada e di ultimare l’ampio parcheggio esterno con 1.000 posti auto. Chiamarlo semplicemente Palazzetto dello Sport però non rende l’idea.

L’enorme fabbricato oltre ad ospitare il campo di basket e volley con le tribune disposte su tre lati con capienza di 3.400 spettatori, dispone di un numero rilevante di altri spazi che ne fanno un polivalente dotato d’ogni confort con impianto di riscaldamento a pavimento e climatizzazione. Sono stati previsti spazi per il fitness, la danza, palestre per preriscaldamento, per bowling, squash, scherma, bar, sala stampa, camerini per gli spettacoli musicali, postazioni per operatori radio e TV. Il Commissario Ferretti è ben consapevole che per mantenere in esercizio un contenitore di tante attività è fondamentale un modello di gestione adeguato ed è in tale ottica che si sta studiando un bando per dare in gestione il Palazzetto dello Sport; un bando che deve permettere di affidare la gestione ad un soggetto che sia in grado di reperire risorse che

consentano di ammortizzare le enormi spese gestionali. L’utilizzo come area concerti, per esempio, garantirebbe sostanziosi incassi ma è già allo studio la possibilità di dotare l’area di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia pulita che, oltre ad essere utilizzata per il funzionamento degli impianti tecnologici, garantirebbe un discreto profitto da utilizzare per la gestione. Dopo 18 anni di attesa, questa volta, pare che l’impegno di inaugurare il Palazzetto sia concreto, se non dovessero intervenire altri impicci a settembre finalmente le squadre potentine di volley e basket potranno giocare in quell’impianto atteso per troppo tempo. Nell’attesa, facciamo gli scongiuri e pensiamo ad un nome per questo impianto, quello che circola da tempo, Palalavangone, è decisamente inappropriato.

I giovani Avvocati chiedono vere riforme

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l Governo Monti ritiene che le liberalizzazioni siano necessarie per assicurare la ripresa economica nel nostro Paese. Al teorema segue il corollario: l’abrogazione immediata delle tariffe professionali. Il provvedimento ha determinato un vero e proprio cortocircuito a totale scapito dei cittadini che rischiano oggi di non ottenere la condanna alle spese di giudizio a carico della controparte o l’addebito al debitore dei costi relativi al precetto (l’atto che precede il giudizio diretto alla soddisfazione concreta del creditore). In mancanza dei parametri ministeriali relativi alla liquidazione delle spese in ambito giudiziale, si è creato un vuoto normativo che ognuno riempie a modo suo: alcuni magistrati hanno sollevato questione di legittimità costituzionale, in

altri fori vi sono state intese tra magistratura e avvocatura approdate talvolta alla decisione di applicare, almeno per ora, le vecchie tariffe. Gli effetti sono stati nel complesso così nefasti che anche la politica in qualche modo si è posta il problema. L’operato del Governo denota problemi di metodo e di merito. Sarebbe stato doveroso ascoltare preventivamente le rappresentanze delle categorie interessate ed in particolare quelle più giovani, in modo da intervenire avendo conoscenza obiettiva della situazione reale ed escludendo ogni generalizzazione. Il problema, infatti, è particolarmente grave per l’avvocatura, garante del diritto, che non può essere travolta da una deriva mercantilistica, e ciò a maggior ragione per la crisi anche economica che essa attraversa. Il

mercato professionale è ormai saturo; i redditi medi sono in costante calo, specialmente per i giovani e le donne, e si allarga la percentuale degli avvocati non iscritti alla Cassa a causa del mancato raggiungimento del reddito minimo ai fini Irpef, pari ad € 10.100,00 per il 2011. Se si intende quindi intervenire a favore dei giovani professionisti, evitando le mortificazioni e cercando le opportune valorizzazioni, il piano deve essere organico e lungimirante evitando interventi spot come l’abolizione delle tariffe, che rischia di andare ad esclusivo vantaggio dei grandi gruppi economici. In primis, l’Aiga da tempo chiede che l’iter parlamentare diretto all’approvazione del disegno di legge sulla riforma della professione forense giunga velocemente a conclusione. Certo la norma va collegata ai principi contenuti nella manovra estiva di stabilità e altri miglioramenti sono auspicabili: compenso non soltanto ai praticanti, ma anche ai collaboratori di studio; eliminazione di barriere anagrafiche e dei privilegi legati all’anzianità di iscrizione all’albo; go-

vernance effettivamente unica nella quale i giovani e le donne siano giustamente protagonisti attraverso la previsione almeno temporanea di quote, intese come strumenti di accelerazione della rappresentatività. Ma la riforma professionale non può comunque essere disgiunta da una profonda riforma organica del sistema giustizia, di cui la classe forense, garante dei cittadini, è parte integrante e determinante. Occorre mettere in sicurezza l’efficienza del sistema, piuttosto che tendere alla deflazione tout court del contenzioso, come è avvenuto negli ultimi anniattraverso l’aumento vertiginoso dei contributi unificati, la mediazione, e altri interventi che allontanano il cittadino dalla giustizia. Il recupero del ruolo e del valore dell’avvocatura passa di certo attraverso le giuste risposte alle domande di giustizia. Piuttosto che sottoporre la professione legale alla legge della giungla, è più ragionevole intervenire in positivo, creando nuovi spazi di mercato per i giovani avvocati, ma anche valorizzando il merito e le competenze di chi ha investito

per anni negli studi. Un esempio per tutti: perché gli avvocati non possono autenticare le firme anche al di fuori dell’ambito della difesa in giudizio? L’Aiga da tempo ha chiesto la modifica dell���art. 2703 c.c. per attribuire anche agli avvocati il potere di autenticare le firme, oggi riconosciuto soltanto a Notai e pubblici ufficiali, senza ottenere immediata e concreta risposta nemmeno da quella parte della politica che pure si dichiara a favore delle liberalizzazioni. È altresì indispensabile assicurare maggiore trasparenza nell’assegnazione di incarichi e consulenze (giudiziari e non) i quali dovrebbero essere assegnati a rotazione e con una particolare attenzione ai più giovani, proprio per consentire il maturare di una adeguata esperienza professionale e per regalare la felice prospettiva di una società fondata su merito, competenze e talento. L’abrogazione delle tariffe è stato quindi un palese errore, uno specchietto per le allodole, un provvedimento per distogliere l’attenzione da temi ben più importanti ed urgenti. La giovane avvocatura ne è

consapevole e chiede con forza riforme che costituiscono un effettivo vantaggio per cittadini e giovani professionisti. Avv. Ivana Enrica Pipponzi Presidente AIGA Potenza


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SanitĂ : saldo economico in negativo servizio a cura di Luigi Pistone

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a sanitĂ  lucana non gode di ottima salute e necessitĂ  di “cureâ€? appropriate. Soprattutto prendendo in esame il saldo tra mobilitĂ  attiva (pazienti extraregionali che si rivolgono alle strutture sanitarie lucane) e quella passiva (data dagli emigrati lucani verso altre regioni). Un dato che è negativo se riferito ai soli ricoveri. Il saldo economico comprendente ricoveri, medicina, specialistica, farmaceutica, cure termali, somministrazione farmaci e trasporti con ambulanza o elisoccorso, riferito al 2011, è pari a un esborso economico di 30.985.908 euro (58.435.005 euro di entrate contro 89.420.913 euro di uscite). Sul versante ricoveri, in regione, la mobilitĂ  attiva ha portato 44.096.196 euro (15.644 ricoveri) contro i 72.181.196 euro di quella passiva (24.371 ricoveri). Un po’ meglio la situazione sul fronte della specialistica attiva con 386.693 prestazioni, pari a un incremento di 9.795.197 euro, mentre quella passiva è costata 7.991.080 euro per 472.135 prestazioni, con un saldo positivo di 1.804.108 euro. Negativo invece il dato riferito alla medicina generale: la mobilitĂ  attiva ha portato nelle casse regionali 108.884 euro grazie a 15.378 prestazioni, mentre la mobilitĂ  passiva è stata di 22.191 cure per una somma di 649.237 euro; il saldo è negativo: pari a 540.354 euro versati ad altre regioni. Tutto ciò per quanto riguarda la regione Basilicata.

MobilitĂ  attiva e passiva di Asp e Asm

L

a maglia nera, per prestazioni fuori regione, spetta all’azienda sanitaria di Potenza con 299.907 cure specialistiche, pari a 4.841.934 euro, 14.869 ricoveri ospedalieri e day hospital per un importo di 44.144.030 euro e 14.484, interventi di medicina generale (14.484 prestazioni) per un importo di 406.725 euro, per un totale negativo pari a 49.392.689 euro. Se aggiungiamo farmaceutica, cure termali, somministrazione diretta di

farmaci e trasporti il tutto è pari a 54.375.523 euro. Meglio l’azienda di Matera con 172.121 cure nel settore specialistico in strutture sanitarie non lucane per un esborso pari a 3.148.422 euro, ricoveri e day hospital pari a 9.498 per un importo di 28.030.500 euro e 7.679 interventi di medicina generale per un importo di 241.195 euro (per un totale di uscite parziale pari a 31.420.117 euro). Se comprendiamo gli altri servizi, come per l’Asp,

la cifra in uscita è pari a 34.802.352 euro. Il potere attrattivo di pazienti extraregionali, nel 2011, ha portato all’Asp 4.707 ricoveri (10.315.956 eurro), 11.017 per cure di medicina generale (78.583 euro) e 111.442 per prestazioni di specialistica ambulatoriale (1.492.733 euro), per un totale incamerato parziale di 11.887.272 euro ai quali vanno aggiunti gli altri servizi compresi i residui manicomiali, per un totale complessivo di

14.621.589 euro. All’Asm i ricoveri e day hospital sono stati 4.216 (9.985.901 euro), gli interventi di medicina generale 4.361 (30.300 euro) e 175.889 (4.620.769 euro) per interventi ambulatoriali, per una somma parziale di entrate pari a 14.636.970 euro, ai quali vanno aggiunti i settori di farmaceutica, somministrazione diretta di farmaci, trasporti e residui manicomiali per un totale complessivo di 15.420.839 euro.

Occorre diminuire i tempi di attesa per gli esami diagnostici

S

e si promuove la prevenzione e la cura della salute, rafforzando l’integrazione sociosanitaria si potrà consentire al nosocomio San Carlo di Potenza di liberarsi delle funzioni proprie del territorio e di esaltare la sua vocazione di ospedale

di alta specialitĂ  con le conseguenze di offrire ai cittadini servizi qualiquantitativi idonei a evitare la “fugaâ€? verso altre regioni. Altro problema di non poco conto da risolvere sono i lunghissimi tempi di attesa per esami diagnostici nelle strutture sanitarie,

come nel caso dell’Asp o dello stesso ospedale San Carlo. Un altro punto da potenziare è la cosiddetta Adi, assistenza integrata domiciliare. Gli obiettivi sono la promozione e il sostegno della qualità della vita a domicilio o in strutture adeguate a ospitare

gli anziani e i soggetti disabili bisognosi di cure continuative alle quali non possono provvedere autonomamente. In questo caso, però, occorre, un intervento deciso e fattivo della Regione.

Comunque tanti pazienti di fuori preferiscono il “San Carlo� e il Crob

L’

azienda ospedaliera “San Carloâ€? di Potenza ha fatto registrare, nel 2011, per quanto riguarda la mobilitĂ  attiva, 4.767 ricoveri e day hospital per un importo di 15.857.048 euro, mentre per la specialistica ambulatoriale le prestazioni

sono state 58.296, portando nelle casse regionali 1.504.740 euro, per un totale parziale di 17.361.788 euro, ai quali vanno aggiunti i servizi di somministrazione diretta di farmaci e trasporti, per un totale complessivo di 18.616.070 euro.

Buona anche la posizione dell’ospedale oncologico regionale di Rionero (Crob): la mobilità attiva ha portato 1.954 ricoveri e day hospital per una somma di 7.937.480 euro, mentre la specialistica ambulatoriale ha fatto registrare 41.066

interventi per un importo di 2.176.953 euro per un totale di entrate pari a 10.114.433 euro, al quale va aggiunta la somministrazione diretta di farmaci per un incremento di 1.204.091 euro.

I

euro), il Lazio con 2.469 pari a 7.696.782 euro, l’Emilia Romagna con 1.716 ricoveri pari a 7.330.792 euro, la Toscana con 1.526 (4.623.571 euro) e la Calabria con 1.223 cure (pari a 2.682.142 euro). I pazienti della Basilicata hanno preferito altre regioni per malattie riferite all’apparato muscoloscheletrico e tessuto

connettivo (3.981 prestazioni per un importo di 13.796.678 euro), all’apparato cardiocircolatorio (2.569) con un esborso di 13.074.103 euro, al sistema nervoso (1.868) per 6.650.529 euro, all’apparato digerente (1.615) per 4.209.038 euro, alle malattie mieloproliferative e neoplasie scarsamente differenziate (1.303) per

3.838.051 euro, all’apparato respiratorio (853) per 2.983.660 euro, al fegato, vie biliari e pancreas (860) per 2.773.789 euro, al rene e vie urunarie (1.086) per 2.725.160 euro, a orecchio, naso, bocca e gola (1.262) per 2.447.963 euro. I dati sono riferiti alle prime nove patologie.

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Numero Ricoveri

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I

l terzo millennio non nasce sotto i migliori auspici, tanto che il flusso di emigrazione è piÚ alto rispetto a quello di immigrazione dei pazienti, come evidenzia in nomogramma di Gandy (descritto nella pagina a fianco). Con il taglio di 7,5 mln di euro nel settore sanità da parte di Tremonti durante il governo Berlusconi le difficoltà sono aumentate per le strutture sanitarie regionali, costrette ad accollarsi con pochi mezzi tecnici e scarse risorse umane il carico di risolvere i problemi quotidiani per continuare a garantire all’utenza un servizio quantomeno dignitoso. Occorre offrire prestazioni adeguate alle richieste dei pazienti lucani dando attuazione anche a quelle delibere approvate ma ancora giacenti nei cassetti delle istituzioni lucane, come nel caso dei malati cronici, delle demenze e dei malati di Alzheimer (in quest’ultimo caso si tratta di oltre il 10 per cento della popolazione, concretizzando l’applicazione del certicato Isee per la compartecipazione e prevedendo le lungodegenze per i malati in fase pre e terminale). Sino a oggi le famiglie degli ammalati di queste tristi patologie restano infatti sotto il giogo dell’unica struttura presente in regione, il Don AZ: Sanitaria

Ma è alta l’emorragia di lucani che si rivolgono fuori regione lucani che si sono ricoverati in strutture sanitarie di altre regioni, durante il 2011, sono stati 24.371 con un esborso dalle casse regionali pari a 72.181.196 euro. La piĂš “gettonataâ€? è stata la Puglia con 9.124 prestazioni (24.681.269 euro), seguono la Campania con 3.379 (7.729 euro), la Lombardia con 1.862 ricoveri (8.314.605

Sichiedono migliori servizi per le patologie degenerative e non solo

25.296 21.552 38.144 3.110 88.102

Uva, per nulla sufficiente a dare risposte alle tante richieste e che prevede un esborso economico per molti esorbitante, il tutto a tempo determinato. Come se bastassero dodici mesi, quando le aziende sanitarie approvano le proroghe richieste dai medici della Casa della Divina Provvidenza, per curare la demenza o l’Alzheimer, in quest’ultimo caso si tratta di una patologia in fase degenerativa. Occorre urgentemente un presidio stabile nel capoluogo che ha un bacino di utenza pari a circa 170.000 utenti, compreso l’hinterland, evitando di affidarsi a strutture private non sempre capaci di garantire la presenza di infermieri e medici. Non è piÚ economicamente sostenibile mantenere in vita strutture fallimentari trasformandole in ospedali per cronici o presÏdi per i malati in condizione neurovegetativa. Tutto ciò è fattibile se si tiene in considerazione la necessità di istituire strutture non troppo distanti dalle residenze dei malati cronici. Non è pensabile che da Potenza e centri viciniori i familiari sostengano, ad esempio, viaggi verso Tricarico o Lauria.

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ontrosenso

REPORT

Basilicata

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per la Regione Basilicata I presidi sanitari regionali necessitano di interventi strutturali Il “Nomogramma di Gandy”

L

a posizione delle aziende sanitarie regionali, durante il 2011, non è stata delle migliori, il dato emerege dall’apllicazione del nomogramma di Gandy che studia il flusso di mobilità nell’ambito di una struttura sanitaria. Tale modello statistico si pone l’obiettivo di valutare il dimensionamento di una struttura ricettiva rispetto alla richiesta del proprio bacino di utenza.

L’eguaglianza dalla quale si origina il modello è data dal rapporto tra la popolazione affluente e quella residente. Nel primo caso si tratta della somma dei ricoveri dei residenti e quelli degli immigrati. Nell’altro termine del rapporto si conteggiano gli emigrati (mobilità passiva) al posto degli immigrati (mobilità attiva). I parametri che consentono lo studio sono: la popolazione affluente o bacino di utenza

(ricoveri). In questo caso sono tutti i pazienti che usufruiscono dei servizi della struttura ospedaliera presa in considerazione, costituiti dai ricoverati residenti più coloro che vengono da altre regioni. Attraverso il rapporto tra i ricoveri dei residenti più i pazienti di altre regioni con i ricoveri dei residenti più coloro che si rivolgono a strutture fuori regione si ha il flusso di mobilità che può essere in pareggio

(immigrati=emigrati), maggiore di uno, quando il flusso è in attivo o positivo (immigrati maggiore degli emigrati), in questo caso il bacino di utenza è maggiore a quello che ci si aspettava. Se gli immigrati sono minori degli emigrati (I minore di E) il flusso di mobilità sarà passivo cioè negativo. Quando il dato si colloca vicino alla “A” si supera l’efficienza con elevata efficacia in quanto i residenti non vanno via

e la struttura attira altri pazienti, se si colloca in prossimità della “B” il sistema è efficiente perché autosufficiente. Diversi diventano i casi quando i dati sono vicino alla “C”, cioè azienda sanitaria con alta interdipendenza con altre strutture sanitarie dando un flusso di mobilità molto elevato, oppure alla “D”, in questo caso l’azienda sanitaria necessita di urgenti interventi di risanamento

se non addirittura di chiusura. Tutte le strutture sanitarie regionali, tranne il Crob di Rionero, si collocano distanti dal punto “B” e quindi necessitano di interventi strutturali per raggiungere l’autosufficienza, questo per quanto riguarda la mobilità attiva e passiva dei ricoveri ospedalieri. I dati delle tabelle pubblicate sono riferite all’anno 2011.


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3 Marzo 2012

ontrosenso

REPORT

Basilicata

«Noi Lucani figli di Nessuno» L’appello di Dino Bavusi, in arte “Zì Gerard”, eroe del teatro popolare potentino: «Il bonus Arisa e Papaleo: quando la politica lucana ha “bisogno” di loro benzina è un contentino» di Giusy Trillo di Rosa Santarsiero Da qualche tempo, noi di Controsenso, abbiamo lanciato un’iniziativa, una rubrica provocatoria e irriverente :“Se IO fossi il Presidente della Regione Basilicata…”. Lo scopo è quello di dar voce a chi ha idee, suggerimenti o semplicemente critiche da rivolgere all’amministrazione politica vigente. Questa volta, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Dino Bavusi, attore e regista teatrale della compagnia dialettale “Zi Gerard”, che appunto prende il nome da uno dei suoi più celebri personaggi. Bavusi è uno dei nomi noti della città di Potenza. I non giovanissimi ricorderanno sicuramente la sua memorabile trasmissione televisiva, “Fatt’ d’ ngasa nostra”, in cui (insieme al fido Zi Rocc, al secolo Dino Lagrotta) tra gli anni ‘80 e ‘90 ha bacchettato e sbeffeggiato la politica e il costume della città. Bavusi, da uomo di teatro “popolare”, offre in questa sede consigli super partes, lontani cioè da logiche politiche o dalle classiche polemiche legate a questo o quel partito, il suo

C’

il giudizio di un politologo, ma quello di un cittadino/artista che gentilmente ha offerto il suo parere, affrontando - senza peli sulla lingua - i temi più disparati: dalla disoccupazione giovanile ai problemi legati all’economia. Alla domanda: “Se lei fosse il Presidente della Regione Basilicata farebbe…”, Bavusi risponde in modo pungente, memore forse dell’esperienza della sua fortunata trasmissione. Queste le sue parole: «Io il Presidente della Regione Basilicata? Un bell’ incarico. Ho notato negli ultimi anni un po’ di lassismo da parte degli organi regionali. Se dovessi parlare dei tanti problemi che contraddistinguono la nostra Regione, beh, non basterebbe un intero pomeriggio. Posso

«La nostra è una Regione singolare, ricca di bellezze, storia, folklore, tuttavia anziché incentivare questi fattori i nostri rappresentanti politici la tagliano fuori dal resto d’Italia, assecondando il modus operandi di Trenitalia»

è solo un modo per discutere e far riflettere i lettori sulle tante problematiche che caratterizzano la Regione. Le domande rivolte al nostro interlocutore affrontano problemi di carattere sia politico che sociale. Certamente quello di “Zi Gerard” non sarà certo

provarci. Vorrei partire dalla questione del petrolio, nello specifico, dal bonus idrocarburi. Noi cittadini non riusciamo a renderci conto che circa 100 euro di bonus benzina, non sono altro che un contentino rispetto al quantitativo di greggio estratto

giornalmente dai numerosi pozzi petroliferi sparsi per la Regione. Non dimentichiamo che la Basilicata beneficia delle royalties più basse, il 10%, quando nel resto del mondo il tasso è pari al 40-50%. Non so come, ma so di certo che tutti questi soldi potrebbero essere spesi meglio, magari per garantire un’occupazione ai tanti giovani (figli di nessuno) che questa regione la stanno lasciando in balia di se stessa, partendo verso lidi più fortunati. Il turismo, la viabilità, i trasporti, altri temi spinosi, tutti collegati tra loro. La nostra è una Regione singolare, ricca di bellezze, storia, folklore, tuttavia anziché incentivare questi fattori, che potrebbero essere motivo di crescita, i nostri rappresentanti politici la tagliano fuori dal resto d’Italia, assecondando il modus operandi di Trenitalia. Non è possibile che un cittadino o un semplice turista per partire o arrivare in Basilicata debba sorbirsi viaggi interminabili, e in treni non dissimili dalle storiche littorine. In ultimo la Ztl, la limitazione del traffico nel centro storico. L’idea è giusta, è bello un centro libero dalle auto, ma hanno ragione anche i commercianti, il blocco non dovrebbe essere totale. Piuttosto, sarebbe utile una pianificazione della Ztl a fasce orarie, tale da consentire ai potentini di raggiungere Via Pretoria in auto, per acquisti, servizi, o perché no, per recarsi a teatro, magari ad uno dei miei spettacoli».

era una volta il trio La Ricotta con la sua “bella scoperta”; c’erano le ‘veline’ della Regione -ve le ricordate?(quattro ragazze lucane ‘inviate’ lungo le spiagge riminesi, con tanto di gonnellina e maglietta firmata MERIDIONALI CIALTRONI, in risposta alla querelle innescata dall’ex ministro Tremonti) e ora ci sono Arisa e Rocco Papaleo. Nuovi promoter crescono e gli ultimi portabandiera di una lucanità genuina che piace sono loro. Lo dice il presidente della Giunta Vito De Filippo “ R o c c o Papaleo e Arisa dal palco di Sanremo hanno regalato alla Basilicata un meraviglioso spot”; lo sostiene il presidente del gruppo consiliare del Pd, Luca Braia - “Una Basilicata che, finalmente con orgoglio, possiamo dire esce rafforzata”- e lo conferma il capogruppo del Psi in Consiglio regionale, Rocco Vita. Ed è quest’ultimo a darci il la (tanto per ‘accordarci’ con il palcoscenico sanremese) affermando che i due “simboli di eccellenza” dovrebbero in qualche modo ispirare una più oculata politica, perché su “capacità, professionalità e competenza” dovrebbero basarsi le “scelte delicate” con le quali quotidianamente la classe politica deve fare i conti. Condividiamo a pieno l’apprezzamento per i due artisti lucani e il principio espresso, ma dobbiamo ammetterlo: sperare che sia ‘SanRemo’ ad illuminare le menti degli oratori del Palazzo suggerisce che non stiamo messi troppo bene; e poi all’immagine lucana del nostro presidente, sempre in prima linea, che una volta parlotta ‘Fitto Fitto’ con l’ex ministro per gli Affari Regionali e

poi gomito a gomito con il professor Monti, ci eravamo affezionati. Si sa, però, l’innovazione continua e noi, che prendiamo a cuore il fare (e magari pure bene) dei nostri amministratori, abbiamo deciso di capire quanto Rosalba e Rocco siano loro vicini (se devono dare una mano!). La cantante ci aveva visto lungo già nel 2009, quando ‘sbancava’ la competizione sanremese con la sua ‘Sincerità’. Tra chi ammette i suoi “sbalzi d’umore”, chi accusa il vicino delle sue “solite storie” e un “lasciarsi ogni due settimane” la metafora politica è davvero troppo evidente, anche pensando alle giunte un po’ ‘singhiozzanti’ della De Filippo’s Governance (singhiozzanti nel senso che ogni tanto qualcuno, come in preda ad un singhiozzo cronico, dalla sedia salta e finisce per terra). Arisa la sua ‘dritta’ l’ha data -Sincerità!- ma rischiando di essere letteralmente retorici la convivenza con la politica ci sembra ossimorica quel tanto che basta. Poi la svolta (“Adesso sembriamo due amici / … / Si litiga quello è normale / Ma poi si fa sempre l’amore”) e a

dimostrarlo ci prova la “relazione stabile” con Martorano, unico intoccabile dell’ultimo rimpasto: salva la poltrona e salvo pure l’incarico. Bingo. Cerchiamo di tenere a bada un’immaginazione birichina che cerca subdolamente di sfuggire al nostro controllo ma sulle parole “Sincerità / Adesso è tutto così semplice /Con te che sei l’unico complice / Di questa storia magica / … / E mano nella mano dove andiamo si vedrà” l’immagine del presidente De Filippo e dell’assessore Martorano che mano nella mano corrono felici tra i banchi della Giunta ci assale. Cambiamo tema. Bellissima ‘La Notte’ presentata quest’anno sul palco dell’Ariston, ma sul commento struggente del cittadino lucano all’inciso “E quando arriva la notte, la notte” -“Si, ma adda passà sta nuttata???”ci convinciamo di passare a Papaleo. Attore, anche drammatico, comico, cantante, un ‘equilibrista’: “Non eccello in un ambito solo, -ha dichiarato sul Corriere della Sera- diciamo che nel mix riesco a farla franca”. Praticamente un ‘politico’. Si è messo in gioco a Sanremo riuscendo a bucare lo schermo, non solo grazie alla sua ‘foca’ (da riproporre ai nostri politici - pronti a ‘scattare’). Aveva promesso di non lasciare la sua lucanità dietro le quinte e lo ha fatto. Bell’esempio da seguire. Scegliamo lui per chiudere, avvalorando la nostra tesi, riproponendo l’istantanea che proprio l’attore lucano ha regalato, con un omaggio al poeta potentino Vito Riviello: “C’è un campo di girasoli a Cortona d’Arezzo. C’è un campo di paraculi a Cortina d’Ampezzo”. E da queste parti?


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ontrosenso Basilicata

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Unibas: l’Amministrazione parla giovane Intervista al nuovo Direttore Amministrativo dell’Ateneo Lucano, il dottor Lorenzo Bochicchio di Luca Santoro

Q

uanti di noi, nel corso della propria avventura universitaria, si sono mai chiesti chi fosse il Direttore Amministrativo e, soprattutto, qual è il ruolo che questa figura, apparentemente irraggiungibile, svolge? Noi di Controsenso, per l’occasione, lo abbiamo domandato allo stesso Direttore Amministrativo dell’Ateneo Lucano, il dottor Lorenzo Bochicchio. Dr.Bochicchio ci può illustrare, in linea di massima, qual è il ruolo del

Direttore Amministrativo? “Il Direttore Amministrativo ha fondamentalmente funzioni di coordinamento di tutte le attività di natura amministrativa dell’Ateneo. Il concetto di amministrazione è molto ampio e per sintetizzare potrei dirle che amministrazione è tutto quello che riguarda la gestione delle attività contabili, giuridiche, di supporto alla didattica e alla ricerca. Questa è l’accezione tradizionale di attività amministrativa, in questo momento storico,

«Il mio è un senso quasi missionario nei confronti di una istituzione che, se funziona bene, ci consente di offrire un futuro ai nostri ragazzi»

invece, lo sforzo dei vertici amministrativi è quello di proporre attività di programmazione e di pianificazione strategica, di monitoraggio sui flussi di spesa e di reperimento fondi. La recente riforma Gelimini segnerà il passaggio da funzioni amministrative in senso stretto a funzioni gestionali , di qui la necessità di sostituire alla figura del Direttore Amministrativo la figura del Direttore Generale al quale verrà chiesto l’adempimento di funzioni più ampie. Il mondo accademico sta diventando sempre più competitivo e diventa fortemente

necessario investire sul marketing istituzionale e sull’immagine degli atenei , in questo senso la comunicazione, l’organizzazione di eventi, la qualità dell’attività didattica e di ricerca assumono un ruolo sempre più rilevante”. Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta ad accettare questo incarico? “Sono stati due elementi, innanzi tutto l’università è un mondo affascinante perché si alimenta del rapporto con gli studenti, con la ricerca, con la didattica e queste sono delle dimensioni che mi hanno sempre affascinato e poi, soprattutto, la consapevolezza di vedere l’università come un potente incubatore di speranze, di prospettive di vita per la nostra terra. È quasi un senso missionario nei confronti di una istituzione che, se funziona bene, ci consente di offrire un futuro ai nostri ragazzi”. Ci può dare un giudizio sull’Ateneo Lucano?

“Questa università ha grandi potenzialità, il punto di forza è costituito dalla qualità della didattica, dall’offerta formativa apprezzabilissima e dal rapporto numerico, di grande favore, tra docenti e discenti. Questo consente di costruire una interlocuzione costante con tutto quello che ne deriva, mi riferisco al fatto di poter essere seguiti in tutto il percorso accademico”. Dal punto strutturale alcuni studenti del Francioso lamentano carenze di vario genere e soprattutto c’è la sensazione di essere considerati di serie B rispetto a quelli di Macchia Romana, cosa ci può dire in merito? “Questo è una aspetto interessante, questa università deve imparare ad essere più vissuta dai ragazzi. Un ambito sul quale sarebbe opportuno lavorare e aprire una riflessione è la percezione che questa università ha nel contesto cittadino e regionale. L’Unibas e la sede del Francioso hanno la necessità di essere più vissute dai ragazzi, manca ancora la dimensione del Campus oltre che la dimensione goliardica perché, alla fine, gli anni degli

studi universitari sono i più belli della propria esistenza e su questo devo dire che il polo del Francioso ha ancora delle lacune ma anche dei grossi margini di miglioramento”. Su Matera invece cosa ci può dire? “A Matera si sta lavorando per costruire un Campus di stampo anglosassone con l’auspicio che quel polo possa vitalizzare il tessuto cittadino ed esser visto come elemento attrattivo per tutti coloro orbitano nei territori vicini”. Si sente di dare qualche consiglio agli studenti lucani? “E’ importante investire sul merito e nello studio, continuare a credere e a sperare che il merito possa essere premiato. Viviamo in un contesto che non induce grande ottimismo anche in relazione al peso che la meritocrazia può avere nelle prospettive di vita di ognuno. Il consiglio che posso dare è quello di trovare la forza e la speranza di credere nello studio che, oggi, è l’unico mezzo che può concorrere a costruire una esistenza migliore”.


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3 Marzo 2012

ontrosenso

REPORT

Basilicata

L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Matera: condannato a 30 anni l’uccisore di Anna Rosa Fontana

A

l termine di una camera di consiglio durata circa dieci minuti, il gup di Matera, Rosa Bia, ha condannato a 30 anni di reclusione Paolo Chieco, di 54 anni, riconosciuto responsabile dell’omicidio pluriaggravato della sua ex convivente, Anna Rosa Fontana, di 38, avvenuto la sera del 7 dicembre 2010, a Matera, davanti al figlio minorenne della donna, ferita mortalmente con numerose coltellate. Il gup ha condannato Chieco dopo un processo svoltosi con il rito abbreviato.

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA «Loc fai vecchij, arraggiunann i pacc» «Qui invecchi, invano, cercando di far ragionare i pazzi» (Vietri di Potenza)

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


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ontrosenso Basilicata

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Imep: la sicurezza al servizio di tutti “Informazione pubblicitaria”

Tempi duri per i ladri - nuovo antifurto sicuro: il nebbiogeno di Luca Santoro

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egli ultimi anni in Italia la videosorveglianza ha avuto una fortissima espansione, sistemi di videoripresa a circuito chiuso sono stati installati in molte strutture pubbliche e private considerate a rischio, quali banche, uffici postali, ma anche supermercati, musei, stazioni ferroviarie ecc.. Inoltre, sempre più spesso, sistemi di videosorveglianza sono utilizzati come strumento di vigilanza dei centri urbani per una migliore sicurezza e un monitoraggio sempre costante. A Potenza leader di questo settore è la ditta Imep. Noi di Controsenso abbiamo contattato il titolare, il signor Giuseppe Piancazzo, che vanta un’esperienza trentennale sul territorio regionale e nazionale, per capirne di più. Sig.Piancazzo ci può fare una cronistoria della realtà Imep? “L’azienda nasce nel 1982 con una prima sede a Pietrapertosa, successivamente dopo aver effettuato una serie di lavori interessanti il cerchio si è allargato anche su Potenza e l’intera provincia e di conseguenza abbiamo deciso di trasferirci presso il capoluogo nel 1989. Le prime attività riguardavano solo ed esclusivamente l’impiantistica elettrica, col tempo gli orizzonti hanno aperto nuove prospettive che hanno portato ad occuparci anche ’impiantistica telefonica per uffici. Di pari passo con le

richieste del mercato ci siamo man mano dedicati ad impianti di videosorveglianza, allarmi, automazione, collaborazione con altre aziende che eseguivano impianti di telecontrollo e telemisura ed inoltre ci siamo specializzati in impianti di monitoraggio degli agenti atmosferici. Negli ultimi anni questa diversificazione, sempre di pertinenza dell’attività, è stata l’arma vincente mantenendo sempre lo standard di impiantistica sopra elencato dando importanza sempre alle esigenze che il mercato ci richiedeva. Di conseguenza ci siamo specializzati attraverso corsi di formazione certificati e dimostrabili in qualsiasi momento. L’azienda è certificata ISO 9000, ha tutti i requisiti per poter rispondere a gare bandite dagli Enti Pubblici e specificatamente su certificazioni OS30, OS19, OG11, OS22. In più siamo presenti sul commercio elettronico della Pubblica Amministrazione oltre che nella realizzazione di impianti telefonici di secondo livello. Al nostro interno ci componiamo di personale amministrativo e tecnici specializzati divisi per squadra e in base alle varie tipologie dell’attività tutti regolarmente assunti”. A chi vi rivolgete? “Ci rivolgiamo a tutti coloro i quali ci fanno richiesta, sia Enti Pubblici che privati. L’azienda si muove su tutto il territorio

regionale, in parte campano e pugliese e sporadicamente anche nel settentrione d’Italia. Tra i principali lavori svolti possiamo annoverare il monitoraggio dei livelli delle dighe, videosorveglianza della città di Potenza, Camera di Commercio e altri Enti sia Pubblici che Privati”. Ci può parlare dei sistemi di videosorveglianza? “Il sistema di video sorveglianza attuale con le nuove tecnologie consente molta più libertà nella esecuzione perché tecnicamente risponde alle esigenze di ogni singolo cliente e nello stesso tempo anche dal punto di vista economico è molto vantaggioso perché vi è un ventaglio enorme di tipologie di prodotto. La video sorveglianza oggi non è più la sola visione dell’immagine, ma si è arricchito attraverso il trattamento dell’immagine stessa. Qui si colloca il discorso sulla privacy e della sua normativa che impone delle regole ferree affinché non se ne faccia un uso distorto. Il sistema di suddivisione e registrazione delle telecamere consente di poter eseguire la registrazione in modo molto preciso sia per data, sia per variazione d’immagine e la stessa verrà cancellata per legge nell’arco delle 24 ore successive e , nei casi particolari, andrà meglio chiarito con il garante della privacy. Le telecamere sono di svariati tipi:ad ottica fissa e variabile; con e senza infrarossi

per la visione notturna, telecamere D o m e brandeggiabili (comandabili a distanza); F a s h i o n (riprende l’immagine a 360 gradi); telecamere termiche (per il controllo ad esempio di incendi o per stazioni e aeroporti)”. Sui sistemi d’allarme cosa ci può dire? “Gli impianti d’allarme hanno subito un miglioramento tecnologico a vantaggio della facilità d’uso e a vantaggio dei costi. Questo sistema oggi consente di essere collegati oltre che con il sistema telefonico anche tramite internet per una migliore supervisione dello stato dell’impianto e dei sensori ad esso collegati. Oggi l’impianto d’allarme è utile non solo in caso di furto, ma anche per un controllo d’accesso, per una supervisione in caso di perdita di gas o fumo, per un controllo elettrico,per l’ accensione e lo spegnimento a distanza di lampade e sistemi di irrigazione”. Quali sono le novità del

Il titolare Piancazzo Giuseppe

momento? “La novità del momento, che consente la totale sicurezza nell’azzerare eventi di furto da parte dei ladri, è il sistema Nebbiogeno (www.nebbiogeno. it). Questa apparecchiatura è nata dal fatto che si è notato che i furti hanno una durata media che va dai 10 ai 30 minuti e serve da miglioramento e completamento del sistema d’allarme. Il nebbiogeno ha il compito di riempire gli ambienti di nebbia non nociva nel tentativo di ostacolare la visione e la fuga dei malviventi. Sicuramente una novità importante e rivoluzionaria

che migliorerà notevolmente la sicurezza di coloro i quali ne faranno uso”. IMEP di PIANCAZZO GIUSEPPE Largo Santa Famiglia, n.7 – 85100 POTENZA Tel. 0971 471919 E-mail: info@imeptel.com Web: www.imeptel.com


REPORT

ontrosenso Basilicata

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Matera: occhi e orecchie aperte su violenze e stalking Intanto l’Associazione Telefono Donna plaude alla sentenza del G.U.P. Di Matera, Rosa Bia, sull’uccisione di Anna Rosa Fontana di Michele Imperioli

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ontinua a essere attivo presso la Provincia di Matera lo sportello di ascolto di soggetti vittime di maltrattamenti e violenze. Si tratta di un servizio legale gratuito che l’Ente ha previsto al fine di tutelare le vittime di maltrattamenti, stalking o di famiglie che dovessero trovarsi in situazioni di problematiche o di disagio che si avvale della collaborazione e della consulenza gratuita dell’avvocato Concetta Rollo. Lo sportello è attivo, previa comunicazione (il martedì e il giovedì pomeriggio) al numero 0835 306235 presso l’ufficio della Consigliera di parità sito al primo piano del palazzo provinciale, nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 16 alle ore 19. In caso di urgenza o di necessità particolari il servizio potrà essere attivato anche in

orari e giornate diverse. Intanto l’ Associazione Telefono Donna plaude alla sentenza del G.U.P. Di Matera, Rosa Bia, che ha condannato Paolo Chieco a 30 anni di reclusione per l’uccisione di Anna Rosa Fontana, avvenuta a Matera il 7 dicembre del 2010. “Una sentenza, che rende giustizia per tutto quello che Anna Rosa nel corso degli anni ha dovuto subire, da parte del suo ex convivente, spesso inascoltata e non presa sul serio”. “Un femminicidio, questo di Anna Rosa – si legge in una nota di Telefono Donna - abbondantemente annunciato ( preceduto persino da un episodio simile poi banalmente condannato), come tanti altri di cui quasi ogni giorno sono vittime le donne. Il femminicidio, infatti, è in Italia, la prima causa di

morte per le donne fra i 16 e i 44 anni, ed è in costante aumento, da quando, nel 2005 ,è iniziato ad essere monitorato da parte di quelle donne che da anni si occupano della violenza degli uomini contro le donne. Ma tutto ciò accade nella quasi indifferenza generale”. I femminicidi sono dei delitti – aveva detto qualche tempo fa la presidente di Telefono Donna - che dovrebbero essere giudicati in maniera a sé stante, perché cercati e voluti, perché l’epilogo di storie quasi tutte simili, che vedono la donna volersi sottrarre non all’amore, ma al possesso e al controllo di quel particolare uomo. A gennaio scorso, tra l’altro, è stata a Roma, alla Camera, Violeta Neubanuer, membro del Comitato Onu per l’eliminazione

delle discriminazioni nei confronti delle donne. Alla sua presenza e a quella delle istituzioni italiane è stato presentato il Rapporto Ombra- 30 anni di CEDAW,

sulla condizione delle donne italiane. In particolare ci si è soffernati proprio sul numero impressionante di femminicidi che in Italia aumentano di anno in anno senza che ci sia

un allarme sociale. Senza che, una volta accaduto, almeno ci sia la giusta condanna.

La grave situazione agricola lucana

S

e mai vi fosse stato bisogno di ulteriori prove circa lo stato di salute della regione Basilicata, i dati recenti sul censimento dell’agricoltura lo dimostrano ulteriormente. Essi sono perfettamente in linea con quanto già riportato nei dati sulla situazione demografica, anzi per altri versi sono ancor più allarmanti perché incidono in modo determinante su quello che è sempre stato il settore economico più significativo e pertanto trainante della regione. I dati riguardano quelli provvisori dell’ultimo censimento sull’agricoltura raffrontati con quelli del 2000. Pur provvisori e quindi adeguabili nella stesura finale, i dati riportati sono comunque rappresentativi nella loro macroscopicità. Le aziende agricole in Basilicata passano da 76.034 del 2000 alle attuali 49.955, ossia una riduzione di oltre 26 mila aziende, pari al 34,3%. Di conseguenza anche la superficie agricola utilizzata (SAU) si contrae di oltre 64 mila ettari, pari a

-12,5%. L’unico dato positivo rilevabile è la dimensione media aziendale che si accresce allineandosi quasi alle regioni del centro e del nordest. E’ un dato quest’ultimo che alle aziende attive consente o può consentire la importante riduzione dei costi di produzione. Ma vediamo come la superficie agricola utilizzata (SAU) si ripartisce tra le colture massimamente praticate nella regione . E’ consequenziale che tutte le colture produttive agricole si riducano fortemente tanto in termini di numero di aziende quanto in superficie utilizzata, perdendo circa 17 mila ettari di seminativi, 4 mila di frutteti, 3 mila di vigneti e via così dicendo. Come si può ben vedere tutto si è contratto rispetto alla complessività delle colture agrarie e lo stesso si è verificato per le aziende zootecniche. Le 20.141 aziende presenti nel censimento 2000 si riducono attualmente a solo 5.746, ben 14.395 aziende zootecniche, ossia circa il 72% in meno. Chi subisce una fortissima contrazione sono gli allevamenti ovi-caprini con una riduzione elevatissima di numero di capi, oltre 110 mila unità. Anche qui l’unica circostanza positiva è data dall’incremento medio aziendale dei capi. Ciò che

i dati però non rilevano, ma è facilmente intuibile, è la stretta correlazione tra le attività zootecniche e territorio, ossia sono le attività zootecniche massimamente praticate nelle aree collinari e montane (ovi-caprine) che si spengono definitivamente senza la sostituzione con altre significative ed alternative produzioni agricole. La conseguenza è che si chiudono le attività e si desertifica il territorio con tutto ciò che questo comporta in termini fisici, produttivi, economici, umani e sociali: frane, incendi, inondazioni, perdita d’attività e di produzioni, d’identità, di cultura, di tradizioni, ecc., ecc. Quanto detto è facilmente dimostrabile, come si è già visto, dalla contrazione complessiva delle produzioni agricole, ma ancor di più dalla riduzione dell’impiego complessivo della manodopera agricola. In dieci anni vi è stata una contrazione di addetti in agricoltura di oltre 65 mila unità. Di quella impiegata poi l’80% rimane tuttora manodopera fornita dal semplice conduttore, al massimo coadiuvato da quella familiare, e solo per il 20% si fa ricorso a quella esterna. Inoltre, si riduce drasticamente non solo la manodopera, ma anche

le giornate lavorative impegnate di ben oltre 275 mila, pari a -28,5%. Oltre il 78% di quest’ultimi non supera le 100 giornate lavorative annue, ma ancor di più è significativo il dato che riguarda l’età dei conduttori, ossia quelli che superano i 60 anni e ben oltre sono il 47% contro appena il 10% dei conduttori giovani (quelli di età fino a 40 anni). Quindi il ricambio generazionale è bassissimo e pertanto le prospettive future sono di una ulteriore e drastica riduzione delle aziende agricole, degli addetti al settore e del peso economico del comparto agricolo. Altro dato significativo è costituito dal grado di scolarizzazione dei conduttori, per i quali solo il 27,5% ha un titolo di studio superiore (diploma e laurea), la restante parte ha un basso titolo di studio (media inferiore 29%, elementare 35%, nessun titolo 8%). Ed infine la

distribuzione degli addetti tra maschi e femmine è ancora in forte appannaggio dei primi nel rapporto di circa 2 a 1, anche se il peso delle donne tende proporzionalmente ad accrescere seppure in una contrazione complessiva degli addetti. Allora è del tutto evidente, che rispetto ad una situazione così catastrofica, occorre mettere in campo ed anche celermente misure adeguate e mirate, non avendo quelle avviate, attraverso i fondi comunitari di quest’ultimo decennio,

minimamente inciso sui fenomeni degenerativi. Evidentemente bisogna immaginare altro, ma di questo ci occuperemo in un prossimo approfondimento, avendo con questo articolo voluto dare solo uno spaccato conoscitivo, seppur sintetico, della grave situazione in cui versa questa regione. www.aldomicheleradice.it aldomicheleradice@hotmail.it

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REPORT

3 Marzo 2012

ontrosenso Basilicata

Quei Dirigenti … “freschi Brunetti” Un “turn over” con poca “alternanza” nelle poltrone che contano alla Regione … e non solo di Mario Petrone

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ub Padanica…Azz’ oggi si torna finalmente a parlare di Brunetta. Su tutti i quotidiani, oggi venerdì, si parla di Brunetta e delle accurate nomine fatte alla CIVIT che doveva assicurare la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni e che affidò al Martone Antonio Magistrato del Consiglio di Stato (pare). Si parla pure dei componenti di questa commissione tra i quali Patroni Griffi -oggi vice Ministro- che avrebbe speso dal 2009 ad oggi oltre 4 milioni di euro senza fare e produrre niente (si sa con soli 19 impiegati e dirigenti che vuoi fare?). Si parla com’è ovvio, del fatto che il Vice Ministro “Martire economico” -certo Patroni Griffi- avesse accettato sua sponte (spontaneamente insomma) di lasciare l’imponibile di oltre 500mila euro annui per fare il Vice Ministro, a neanche 175 mila euro, sempre all’anno. Se ne racconta anche con riferimento al fatto che a uno come il Martone Junior che nulla sapeva di informatizzazione, il Brunetta Ministro avrebbe pagato una consulenza sulla informatizzazione di interi paesi terzi…. per ben 50 mila euro. Detta così, può essere

letta al diritto, come dice papà Martone a Repubblica, che afferma che Il Brunetta ha dato quei soldi a suo figlio per ripagarlo di altre collaborazioni e non certamente per l’Informatizzazione … il figlio, infatti, è un Giuslavorista. Ma avete notato che da un poco di anni questi Giuslavoristi hanno occupato la scena e non la mollano neanche a costo di farsi ammazzare? Speriamo che non sia questa l’intenzione del giovane Vice Ministro Martone, che nella ricerca di notorietà ha ben dimostrato di saperci fare, a prescindere, se consideriamo la sua dichiarazione sui ventottenni sfigati che a quella sorta di età non si sono ancora laureati. Insomma, per farla breve, si parla di cose che - nella migliore delle ipotesi - sono solo “turn over” di compari e comparielli fatti con le cose pubbliche e con i soldi che noi fessi paghiamo quando facciamo benzina o gasolio piuttosto che quando ci danno il salario o lo stipendio già bello che purgato. Ma se ne deve dire a tutto tondo e allora si deve fare una relazione diretta con quanto è accaduto e accade qui da noi in Lucania. Anche qui - magari le cose sono meno appariscenti e meno

chiaramente spuattananti - però, come diceva la canzoncina della favola “ ho visto cose da raccontare ma… mai elefanti volare”, vi sono dirigenti buoni per ogni battaglia che vengono lanciati nella mischia a far stragi di problemi che però duri a morire imperterriti rimangono la’ a pie’ fermo in attesa che sia lanciato e si sfracelli altro valente dirigente e poi altro ancora….. Insomma, come dimostra chiaramente l’affare Brunetta, lo sport Nazional Popolare in Italia è diventato ormai quello di spostare, a far finta di risolvere problemi, il fior fiore dei Dirigenti, che solo così possono giustificare di incassare due e tre e quattro volte lo stipendio di un Ministro. Per concludere con una parola di speranza, posso dire sinceramente che a fare così non ci vuole grande abilità e,dunque, pure io così saprei fare il Presidente o il Ministro o anche solamente il Vice Ministro alla Martone, come con quegli esiti attesi (se è per fare finta anche io saprei fare il Dirigente e pure l’amico mio valter azzo’), circa la soluzione dei problemi anche io saprei ben fare il Dirigente alla Regione Basilicata.

A Melfi un evento per “Il Giorno più bello”

P

resentazione ufficiale a Melfi nella sala ricevimenti del Relais La Fattoria del progetto ‘Damato Luxury Weddings’ curato e coordinato dalla responsabile Anna Gallo. In un apposito evento, denominato ‘Wedding Salon’, alla presenza di un numeroso pubblico e di diverse coppie di futuri sposi provenienti dall’intera provincia di Potenza e aree limitrofe, sono stati illustrate caratteristiche e finalità relativi all’attività dell’organizzazione e fornitura di servizi

specifici per il giorno più bello, con numerose proposte consigliate per il matrimonio, con la partecipazione di diverse aziende del settore che per la circostanza hanno evidenziato le loro proposte e offerte. In particolare, spazio per la Sartoria Rosato con la collezione sposa 2012 (in un apprezzato defilè); Soldano cerimonia uomo; designer gioielli; hair couture; photographer; flower design; idee bomboniere; arredo; musica e tanto altro. Nel corso della serata, la presentazione in

anteprima ed esclusiva della nuova linea di abiti firmati ‘Greta Damato’ con l’esaltazione della classe e del prestigio dell’alta sartoria italiana e l’esperienza di oltre 25 anni di cucito di mani esperte, con la scelta accurata dei tessuti e la ricerca e cura del dettaglio (prossima apertura in via Roma a Lavello). A chiudere l’interessante show room un aperitivo beneaugurante e buoni sconto per i futuri sposi. Antonio Petrino


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ISTITUTO COMPRENSIVO DI BELLA (POTENZA)

Incontro con l’attore Rocco Barbaro nelle scuole della Basilicata

L’

attore Rocco Barbaro con la scrittrice Emanuela Da Ros è stato il 27, 28 e 29 febbraio 2012 nelle scuole di Bella, Baragiano, Rionero, Filiano e Picerno per presentar e il suo spettacolo teatrale “Giulietta e Romiao che racconta la storia di un gatto rock Romiao che conduce una vita emarginata, inseguendo un solo sogno: quello dell’amore, o della felicità. Sulla sua strada Romiao, il gatto dallo spirito libero, incontra Giulietta, una gattina troppo per bene. Una gattina chic. Una gattina “antropizzata” nello spirito, nel modo di pensare. La relazione potrebbe apparire impossibile. Ma l’apparenza sotto gli artigli della sostanza, o del caso, o della vita, finisce sempre con l’essere graffiata e messa a nudo. Rocco Barbaro è nato a Torino da genitori emigrati da Reggio Calabria e ha trascorso a Reggio l’infanzia e la giovinezza. Frequenta la scuola di dizione e recitazione di Rodolfo Chirico e Gianni Diotayuti e il laboratorio dell’attore di Raul Manso. Ha iniziato la sua carriera con alcune esperienze nel cinema, nel teatro e in televisione, poi il successo arriva allo Zelig di Milano a fianco di David Riondino. Rocco Barbaro ha lavorato per Rai 2, Telemontecarlo e Radio 105 ed ha debuttato nei

più prestigiosi teatri italiani: Parioli di Roma ed il Ciak di Milano. Ha trovato anche il tempo per scrivere un libro dal titolo”Menefotto!”. Brillante autore ed interprete, racconta in tono ironico la sua esperienza di emigrante alle prese con la stressante realtà milanese. Chi è Rocco Barbaro? Rocco Barbaro è un ragazzo di 56 anni (1-11.1955) che ha smesso di crescere da quando è diventato padre di Tommaso, quasi 7 anni fa. Perché fai il comico ? Faccio il comico perché mi sono accorto di esserlo sempre stato senza saperlo, e allora ho deciso di coniugare l’utile al dilettevole, accorgendomi che far sorridere gli altri è un compenso che, oltre a darti da vivere, ti arricchisce umanamente. Quali sono stati i tuoi maestri? Sarebbero tanti i maestri di riferimento dai quali prendo ispirazione, dal musicista cantautore al postino che non consegna più lettere d’amore. Se devo indicare due figure che mi hanno sempre affascinato facendomi sorridere, dico Totò e Giorgio Gaber. Nel corso della tua carriera hai raccontato il Sud, anticipando il filone di “Benvenuti al Sud” di Bisio e Siani e il successo di

Rocco Papaleo al Festival di Sanremo che si è appena concluso. Quale è il sud che ti piace raccontare? Al sud si vive benissimo fino a quando ti accorgi che stai partendo da quel sud in cerca di qualcosa che, probabilmente, si trova da qualche altra parte. Forse al nord. Mi piace raccontare tutto quello che mi appartiene, e il sud fa parte del mio vissuto. Mi piace raccontare il bisogno di riscatto che è tipico del meridionale, mi piacerebbe raccontare quella rivincita del sud, ma è un copione che non ho ancora trovato. Secondo te con la crisi, lo spread, i debiti della Grecia c’è ancora speranza per la rinascita del nostro meridione? C’è sicuramente speranza per il sud non solo per una rinascita, ma per uno sviluppo nuovo rispetto al “nuovo” del nord. Il sud nel muovere certi passi, può evitare di fare quelli inutili (e in questo saremmo maestri con lostro sano culto dell’ozio). Il sud è ricco e ancora non lo sa! (..quando il sud ha scoperto che c’era il nord l’ha detto a tutti, quando il nord ha scoperto che c’era il sud non l’ha detto a quelli del sud). Mi sono permesso di citare una mia battuta per sintetizzare quello che non saprei dire in

altro modo. Chi è il meridionale che va al nord oggi? Come fa a rimanere se stesso? Per me non è mai esistito un confine tra sud e nord. Dopo quasi trent’ anni che vivo a Milano mi rimprovero solo di non essere mai andato in Norvegia o in Lapponia, piuttosto che in Tanzania o in Australia. E’ così vasto il mondo che bisognerebbe, quantomeno, tentare di perdersi in esso annullando ogni punto di riferimento possibile. Lavori da anni in teatro, in televisione e hai anche avuto esperienze cinematografiche. Dove, secondo te, dai il meglio di te stesso. Quali corde diverse suoni per far ridere, riflettere il tuo pubblico? Penso che il meglio di me stesso lo do quando lavoro dal vivo, ma ammetto che qualsiasi altro mezzo (televisione, cinema, radio), se usato bene, può valorizzare il racconto che si vuol fare uscire. Nel cinema, per esempio, si dimentica spesso il gran buon lavoro fatto in fase di montaggio di un film, o la grande professionalità del doppiaggio, o come la direzione della fotografia sia stata determinante per raggiungere certi effetti. Alla fine è sempre il risultato di un lavoro di gruppo, anche se si notano solo le “star”.

N e l l e scuole della Basilicata presenti “Giulietta e Romiao”, u n o spettacolo per bambini. Come ti avvicini al loro mondo? Su cosa li vuoi invitare a pensare con la storia dei due gatti innamorati? Il testo di Emanuela Da Ros racconta una storia d’amore e questo sarebbe già sufficiente a giustificarne la messa in scena, ma la riflessione , comunque, nasce dal conflitto che

scaturisce tra i due protagonisti Giulietta e Romiao: lei con la puzza sotto il naso vanitosa e ambiziosa, lui scapestrato vagabondo perdigiorno. Due modelli a confronto nella leggerezza di un racconto per bambini: la

sete di potere contro il piacere della pura semplicità.Come finisce? Ci vediamo allo spettacolo. Mario Coviello, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Bella

L’intervista “impossibile” a Mario Monti – parte 2a S

econda parte dell’intervista immaginaria al Premier.

D. Signor Presidente quel che afferma è vero e noi lo si condivide però al posto delle Olimpiadi quali iniziative il Governo intende aiutare? A noi interessano le opportunità che le Olimpiadi creavano e ci interessa sapere quali alternative ci saranno se ci saranno. Crediamo che per fare sviluppo ci sia bisogno di lavoro e opportunità di lavoro e impresa. R. Compito del Governo che Presiedo non è certamente quello di intraprendere al posto dell’Imprenditore e tanto meno quello di definire ed attuare in proprio iniziative di sviluppo ma piuttosto di

aiutare una crescita ordinata del paese mediante iniziative di controllo della spesa (leggi eliminazione degli sperperi) e, per esempio, fissare un tetto alle retribuzioni dei Dirigenti Pubblici e delle imprese partecipate dallo Stato è proprio questo evitare che il paese continui a spendere e spandere come se avesse la Banca del Divino e infinito Soldo dal quale attingere per pagare ogni desiderio perché ogni soldo buttato è un danno ai giovani di questo paese ed alle loro prospettive. D. Ma Sig. Presidente allora un giovane a chi si deve rivolgere per avere risposte credibili sulle proprie prospettive di futuro dal momento che lei

Capo del Governo afferma che il Governo non intraprende in proprio? R. Caro Professore Lei ha finalmente fatto la domanda giusta e mi consente di rispondere concretamente che è compito della scuola formare i giovani nelle conoscenze e nelle competenze e di farlo aprendosi alla società, alle sue articolazioni, alle sue iniziative e imprese di modo da fare incontrare agevolmente i bisogni dell’impresa e della società con le capacità della scuola di formare uomini e professionisti che poi da lavoratori,professionisti o imprese affronteranno e risolveranno i bisogni. Insomma non crederà mica

che il paese possa permettersi una scuola che viva per conto proprio nel suo universo parallelo. La scuola è lo sforzo più concreto che il paese deve fare per aiutare la fantasia a concretizzarsi in iniziative e imprese, la curiosità a trasformarsi in saperi, e i giovani a trasformarsi in imprenditori (si perché ognuno di questi giovani deve diventare imprenditore di se stesso prima di ogni altra cosa). Oggi bisogna smettere di credere che arrivi l’Uomo buono che pensa ed agisce per noi e i nostri bisogni e serve che ognuno impari e sappia dare valore a se stesso ed alle cose che sa e sa fare e che fa e vende. E in questo campo una scuola come la

sua con tutti gli indirizzi che ha all’attivo potrebbe essere una giusta palestra nella quale far esercitare il giovane e nella quale costruire le competenze necessarie a muoversi con sicurezza e abilità nel mondo. Bisogna solo che a questo vi dedichiate voi che nella scuola lavorate e che lo facciate sapendo bene che diversamente non aiutate i giovani e i vostri figli. Concludendo la finzione posso riepilogare affermando che questa impossibile intervista è stata resa possibile dal fatto che è bastato trasformare le affermazioni e le iniziative pubbliche del Governo e del Presidente Monti in dichiarazioni finalizzate, nel nostro piccolo, ad affrontare

situazioni e dubbi del quotidiano di un ragazzo che sta per scegliere a quale scuola superiore iscriversi o anche situazioni e dubbi di chi adulto deve aiutare il figliolo a fare una scelta. Diciamo conclusivamente che ci proponiamo di coltivare i talenti che i ragazzi ci vorranno portare per aiutarli a crescere rigogliosi di modo che da adulti ognuno di loro sia in grado di portare il proprio contributo originale alla società. E qui mi fermo e mi firmo 2πr che si legge 2 pi greco r ed è solo la formula per calcolare la circonferenza del cerchio. 2πr


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3 Marzo 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

ontrosenso Basilicata

Radiofrequenze e medicina estetica, sentirsi belli è possibile Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra - Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria and Medical Dental Project Team Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163 info@medicaldentalproject. com www.medicaldentalproject. com

“D

ottore può far qualcosa per ringiovanire il mio volto, per farmi tornare a sorridere?” Sono sempre di più i dentisti che si sentono porre questa domanda dalle proprie pazienti alla fine di un trattamento odontoiatrico. E sempre di più sono i dentisti che stanno cambiando il loro approccio terapeutico portando il paziente ed il suo benessere in primo piano: non solo denti dunque, ma persone. Il medico odontoiatra che intuisce ed abbraccia questo nuovo orizzonte comincia un percorso che, partendo dall’odontoiatria e servendosi della medicina estetica, indirizza il proprio lavoro non solo dal punto di vista dentale, ma, in modo olistico, sull’intera persona: persona dunque e non malattia, e quindi ricerca della salute del paziente passando per il suo benessere. E un paziente che entrerà nello studio di un odontoiatra, aperto a queste nuove frontiere che la medicina estetica gli mette a disposizione, ben presto capirà che non troverà solo cure per i suoi p r o b l e m i dentali ma anche e soprattutto specialisti in grado di prendersi

cura di tutta la sua persona. Ma a questo punto il lavoro e la professione dell’odontoiatra cambierà radicalmente. Il “saper ascoltare” ed il “saper capire” le esigenze del proprio paziente verrà ancor prima del “risolvere” i suoi problemi: conoscerlo e capirlo per poi curarlo. Ecco perché la medicina estetica può tranquillamente entrare tra le tecniche proposte da uno studio dentistico per tutto ciò che riguarda la regione della bocca ed il terzo medio e inferiore del viso (nasolabiali, sottolabiali, perioculari), insomma per tutto ciò che riguarda il volto ed il suo sorriso. Accanto alla medicina estetica più invasiva, come i riempitivi o “filler”, le apparecchiature elettromedicali rappresentano un modo per correggere gli inestetismi di varia natura stimolando, in modo del tutto naturale e assolutamente non invasivo, i processi ricostruttivi del derma. LE RADIOFREQUENZE L’uso terapeutico della radiofrequenza (RF) ha avuto inizio negli anni ‘20, quando è stata introdotta l’ elettrocauterizzazione da Bovie e Gusting. Nel 1950, i neurochirurghi hanno utilizzato la radiofrequenza RF in prestazioni in intraoperatoria e precisamente, lesioni localizzate del sistema nervoso centrale. L’ablazione a RF è stata riconosciuta negli 60 anni come una tecnica efficace e senza rischio per il trattamento di aritmie cardiache indotte da un focus ectopico nodulare. La tecnologia RF è oggi utilizzata in molti campi medici, soprattutto per la cauterizzazione o ablazione. La radiofrequenza è stata recentemente utilizzata in medicina estetica in maniera non invasiva e non-ablativa quindi in dermatologia per trattare le rughe e il rilassamento della pelle del viso e del

corpo, per ridurre masse localizzate cicatrici grasso, cellulite e l’acne. Il Funzionamento della radiofrequenza si basa sul riscaldamento del derma profondo e del tessuto sottocutaneo. Fino a pochi anni fa l’unico modo per affrontare efficacemente il rilascio dei tessuti a lungo termine del viso, è stata la blefaroplastica o la chirurgia lifting. Le rughe sono state precedentemente gestite da ablazione con anidride carbonica e laser. E’ vero che i laser sono efficaci, ma con un tempo di recupero e guarigione per il paziente molto lungo. Gli interventi in chirurgia plastica sono spesso associati al rischio di infezioni, perdita di colore, sanguinamento e cicatrici e con periodi di recupero lunghi. Un metodo non-ablativo di recente introduzione per il trattamento delle rughe sono i laser YAG laser pulsato (ittrio - alluminio - granato) come emittrice di fonti di luce pulsata (IPL) evita i rischi di infezioni ma anche questa con un tempo di recupero minimo, questa è una tecnica di procedura ablativa. La Radiofrequenza (RF) è stata usata dall’inizio del secolo in molti settori della medicina per la cauterizzazione. Nel Novembre 2002, un nuovo dispositivo basato sui principi di radiofrequenza non ablativa è stata introdotta per tonificare la pelle del viso. La FDA ( Food and Drug Administration: ente per il controllo degli alimenti e dei farmaci) ha dato la sua l’approvazione per utilizzare questa tecnica nel trattamento delle rughe nella regione periorbitale, facciale e del collo e del corpo. Questo dispositivo trasmette calore profondo, il calore prodotto dalla radiofrequenza, provoca la denaturazione e la contrazione delle fibre di collagene (e questo produce

una effetto lifting di stiramento e compattamento della pelle), e stimola la produzione di nuovo collagene rigenerando le cellule del derma con conseguente distensione delle rughe. Le sorgenti luminose (laser e IPL) inducono riscaldamento del tessuto sulla base di assorbimento a target di lunghezze d’onda diverse. Questo principio descritto da Anderson e Parrish nel 1983 è un sistema di non-ablativo RF che produce calore uniforme che viene generato dalla resistenza (impedenza) del tessuto naturale resistenza al movimento di elettroni in un campo di Radio frequenza. Il meccanismo d’azione della FR si basa sulla legge Fisica Ohm (Energia = I2. T Z.) che afferma che l’impedenza Z (ohm) calore-elettrone, dipende dalla quantità di corrente I (ampere) in correlazione del tempo t (secondi), l’energia è misurata in joules (10) . Un computer registra la temperature interna della pelle, la forza applicata e l’impedenza per produrre energia sufficiente ad ottenere il risultato voluto tramite programmazione è possibile indicare dei parametri temporali al trattamento da eseguire. Il sistema volumetrico

RF lavora tra 60 e 70 ° , i segni clinici che si possono osservare sono i seguenti: Primariamente si osservano modifiche immediate, subito dopo il trattamento i legami della struttura della molecola del collagene sotto l’effetto del calore cambiano, causando contrazione con effetto ringiovanimento. Secondariamente, nel tempo si evidenzia un più graduale incremento di contrazione del collagene e del rimodellamento del tessuto che dura diversi mesi. Il profondo riscaldamento indotto dal manipolo, stimola la circolazione sanguigna locale (vasodilatazione ed iperemia) con drenaggio di depositi di grasso al sistema linfatico, (il produttore). D’altra parte, quando troppa energia penetra nella pelle, può manifestare complicazioni cliniche, tra cui l’atrofia e/o cicatrici, che è legata ad un fattore di cellule morte . Nel 2003, il dottor Ruiz-Esparza ha pubblicato uno studio in cui 14 su 15 pazienti trattati con radiofrequenza per il ringiovanimento della pelle del volto ha mostrato un miglioramento estetico soddisfacente a testimonianza dell’efficacia e dell’efficienza

di questo trattamento. La radiofrequenza (RF) è quindi un’alternativa non ablativa e non invasiva per il trattamento di rilassamento dei tessuti del viso e del collo. Inoltre, può essere utilizzata per ridurre cicatrici da acne e lesioni attive acne. Sebbene questa tecnica non migliora il rilassamento così come la chirurgia plastica ha però il vantaggio di dare risultati soddisfacenti evitando periodi di recupero e potenziali complicazioni che sono sempre associate alla chirurgia. I fattori positivi connessi all’uso di RF radiofrequenza per applicazioni medico estetiche e dermatologiche sono: l’assenza di dolore. Gli effetti collaterali associati rari con tempo ininfluenti di recupero. Ulteriori studi randomizzati sono necessari per convalidare le osservazioni ottenute precedentemente ed incoraggiare ad utilizzare questa tecnica per dare risposte alla dermatologia e alla medicina estetica, in particolare nel trattamento di rilassamento cutaneo del corpo, e nella riduzione di masse di grasso localizzato e della cellulite.

San Carlo: arriva il ticket “elettronico” e niente più file I

pagamenti del ticket nell’ospedale San Carlo di Potenza potranno essere effettuati sul sito internet dell’azienda ospedaliera e nei bancomat della Banca Popolare di Bari senza alcun costo aggiuntivo, e con l’invio immediato della ricevuta fiscale, valida per la dichiarazione dei redditi. La nuova metodologia è stata presentata giovedì mattina dal direttore generale dell’Ospedale San Carlo, Andrea Des Dorides, e dal vice direttore generale della Banca Popolare di Bari, Gianluca Jacobini. Saniticket è un servizio che consente di pagare le prestazioni e i ticket sanitari dell’Azienda Ospedaliera

Regionale San Carlo comodamente e senza code agli sportelli. E’ possibile pagare il ticket sanitario per le prestazioni offerte dall’AOR San Carlo con nuove modalità: presso tutti gli sportelli Bancomat nelle agenzie della Banca Popolare di Bari o cliccando su un apposito link del sito del San Carlo (che conduce alla piattaforma e-commerce della Banca Popolare di Bari) e inserendo i dati richiesti: - anno e numero di prenotazione della prestazione ricevuti dal CUP - data di nascita del paziente A fine operazione si potrà stampare la ricevuta/ quietanza di pagamento valida ai fini fiscali. Il servizio è

Un momento della conferenza stampa

attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno ed è senza costi aggiuntivi per i correntisti BPB. Potrebbero essere applicate le commissioni se previste dalla propria banca «Senza entrare nel merito della consistenza del ticket che non ci riguarda –ha

spiegato il diggì del San Carlo Des Dorides- stiamo cercando di renderlo almeno il più semplice possibile. Ci sono in cantiere altre innovazioni importanti: a breve ci sarà la possibilità di ricevere il referto dell’esame effettuato, tramite internet. In pratica,

solo l’esame stesso non lo si potrà fare via web». «Siamo tesorieri dell’ente dal 2009 – ha aggiunto Jacobini, vice direttore generale della Banca Popolare di Bari- e oggi abbiamo messo a punto due novità importantissime: l’ordinativo informatico (che

consente di rendere i soldi disponibili immediatamente per l’ospedale), e il “saniticket”. Non ci saranno più file, in questo modo, e la produttività aumenterà».


ontrosenso

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

Basilicata

3 Marzo 2012

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Fasi dell’intervento A cura del Dottor Vincenzo Pagliara Responsabile Branca Oculistica ASP Potenza vincenzopagliara@alice.it www.vincenzopagliara..com 339/8081041 - 0971/310792 848821821

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apprima si instilla nell’occhio un collirio anestetico topico; il paziente è steso su un lettino, si applica un divaricatore palpebrale (blefarostato) per mantenere l’occhio aperto e si effettua la rimozione dell’epitelio corneale manualmente con un apparecchio che somiglia ad una piccolissima mazza da golf ; poi si continua con una spatola rotante, simile ad uno spazzolino da denti. Si procede con la centratura del laser e con l’ablazione, sempre con il controllo dell’ eye tracker ,che ci fa lavorare tranquilli, in quanto il laser si ferma se l’occhio del paziente si muove. Infine la regolarizzazione

finale con lo smoothing, una specie di levigatura ed infine l’applicazione di una lente a contatto, che ha la funzione di proteggere l’occhio come una bendina. Quindi si prescrive la terapia, a base di colliri antibiotici ed antinfiammatori per qualche giorno e di lacrime artificiali a base di acido ialuronico per qualche mese. Si preferiscono colliri monodose, perché sono senza conservanti. Infine si prescrive un collirio al cortisone con dosaggio a scalare per evitare l’ haze, cioè la eventuale possibile formazione di opacità corneali. La PRK è sicura ed efficace, agisce soltanto sulla superficie corneale e non c’è bisogno di tagli intrastromali (per separare la parte più superficiale della cornea, detta epitelio, dalla parte intermedia detta stroma) con il laser a femtosecondi o con il microcheratomo, come nella Lasik. Il lieve dolore post-operatorio può durare fino a due giorni ed il recupero visivo è un po’ più lento, ma i risultati finali sono ottimi. Il fenomeno detto “Haze” è raro, in quanto con i colliri si evita il formarsi di opacità corneali. Il tipo di ablazione è molto precisa, lasciando superfici ben levigate, migliorabili ulteriormente con lo smoothing. La

riepitelizzazione si ottiene velocemente con lenti a contatto post-laser per pochi giorni e con l’impiego di colliri. La LASIK (Laser Assisted in Situ Keratomileusis) necessita di una microincisione con un bisturi motorizzato, il microcheratomo, o meglio ancora con il laser a femtosecondi; si crea sulla cornea un sottile e piccolo lembo a forma di disco che viene sollevato come la pagina di un libro. Poi si agisce con il laser sugli strati sottostanti della cornea e quindi si riposiziona il lembo senza bisogno di punti di sutura. Dopo l’intervento si può avere secchezza oculare. Il laser a femtosecondi è un laser con impulsi ultraveloci della durata di circa 100 femtosecondi, cioè di una brevità impensabile per la mente umana. Si comporta come un finissimo bisturi chirurgico, con una geometria di taglio programmabile a computer, quindi con una precisione di taglio superiore a qualsiasi taglio manuale. Si utilizza per preparar lembi corneali nella LASIK e nel trapianto di cornea. Per diottrie molto elevate, età superiore ai 40 anni o per spessori corneali insufficienti si possono utilizzare le IOL fachiche, cioè delle lentine simili a quelle che si utilizzano

per gli interventi di cataratta, ma senza togliere il cristallino.In pratica è fondamentale conoscere il valore delle diottrie e dello spessore corneale per la scelta della tecnica più indicata. Infine per la correzione della presbiopia, la difficoltà nella visione da vicino che inizia dopo i 40 anni, ci sono vari tipi di intervento, ma nessuno sembra garantire oggi dei risultati particolarmente soddisfacenti. Sono disponibili lenti intracorneali, tecniche con laser a radiofrequenza,cristallini artificiali multifocali e accomodativi, che attualmente si possono usare anche per gli interventi di cataratta, evitando l’uso degli occhiali da vicino. In pratica per la presbiopia le tecniche corneali con laser sono in continua evoluzione e i risultati forniti ogni anno sono progressivamente migliori, ma nessuno è risolutivo con certezza. Per i presbiti, per ora, la soluzione dell’occhialino da vicino, o meglio ancora delle lenti multifocali o progressive, realizzato su misura dall’ottico, resta ancora la soluzione più sicura. In conclusione, oggi

gli interventi con il laser per togliere gli occhiali hanno compiuto dei giganteschi progressi, in quanto si svolgono in condizioni e tecniche fino a qualche anno fa impensabili. Si pensi che la maggior parte degli interventi con il laser dura meno di 1015 minuti, non è necessaria anestesia né ricovero, ma basta un collirio anestetico; non si prova alcun dolore, l’occhio recupera la visione corretta nel giro di poche ore o pochissimi giorni, si possono operare entrambi gli occhi contemporaneamente e nella maggior parte dei casi si riescono ad eliminare totalmente gli occhiali. Per ottenere questi risultati straordinari il paziente deve

essere idoneo all’intervento, cosa che può stabilire soltanto un medico oculista preparato, dopo una lunga e dettagliata visita; l’operazione va effettuata con un laser dotato di tutti i più moderni ritrovati della tecnologia biomedica. L’oculista, quindi, deve essere competente ed esperto in materia; è anche importante mantenere un atteggiamento realista nella valutazione dei risultati, che nella maggior parte dei casi sono buoni, migliorando la vista e la qualità della vita. Per ulteriori chiarimenti e per domande più specifiche potete contattarmi al 3398081041 o alla mail vincenzopagliara@ alice,it. Buona vista a tutti!

La sindrome femoro -rotulea : trattamento riabilitativo quadro clinico: Fattori congeniti (presenti cioè sin dalla nascita ); Difetti di allineamento dei segmenti articolari; Dismetrie degli arti inferiori o del bacino; Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione ASP Potenza email: ncastelluccioinfo@gmail.com cell. 3804326784

Lassità legamentose articolari del ginocchio;

L

Posture scorrette realizzate in ambiente lavorativo e/o sportivo;

a sindrome femoro rotulea è una condizione clinica caratterizzata essenzialmente da un dolore che viene solitamente riferito sul ginocchio, posteriormente all’osso della rotula, e che si può estendere ai lati del ginocchio stesso, aumentando soprattutto dopo posture prolungate particolari, ad es. a ginocchia flesse, durante gli esercizi di squat o pressa in palestra, nello step, nella salita e discesa dalle scale o in attività sportive di vario tipo ( corsa, calcio, calcio a 5, volley, basket ecc.). Questa sindrome è molto comune, responsabile del 30% di tutte le patologie dolorose che colpiscono il ginocchio, e coinvolge in particolare il sesso femminile e gli sportivi. Diversi fattori possono essere coinvolti nel determinismo del

Fattori acquisiti Eventi traumatici diretti; Eventi traumatici indiretti (rottura del legamento rotuleo, ad esempio) Ipotonia muscolare traumatica;

post-

Sovraccarichi funzionali (uso di tacchi alti, ad esempio). Nella gran parte dei casi, la patologia si associa ad un alterato allineamento della coscia e della gamba, per cui la rotula, nei movimenti di flessoestensione del ginocchio, “strofina” sulle strutture circostanti, infiammandosi. La sindrome necessita di trattamento quando, da episodi sporadici di dolore articolare, evolve in dolore cronico persistente. Piegare il ginocchio quindi, aumenta la pressione tra la rotula e i suoi vari punti di contatto con il femore. Le attività che richiedono ripetuti piegamenti e impatti come nella corsa

(in particolare in discesa) o nel salto possono essere fattori favorenti la patologia. Il carico che può causare il dolore e peggiorare il danno cartilagineo dipende da diversi fattori quali il tono muscolare, la lunghezza muscolare, il livello di allenamento, lo stato di salute psicofisica del soggetto ed infine, l’allineamento dell’apparato estensore. L’insieme di tutti questi fattori può spiegare perché questa patologia colpisca anche le persone sedentarie. Sebbene siano stati compiuti numerosi studi non è stata ancora individuata una causa biomeccanica primaria di dolore femoro rotuleo. Sono stati invece individuati diversi fattori di rischio e sono state formulate diverse teorie: Piede Pronato: i piedi pronati e i piedi piatti sono quei piedi che mancano di un corretto supporto dell’arco mediale. La pronazione del piede causa come compenso una rotazione interna della tibia o del femore che altera il corretto allineamento della rotula. Spesso in questi casi dopo una attenta valutazione può essere utile utilizzare una ortesi che corregga l’arco plantare o in altri casi che stimoli il piede verso la supinazione. Piede Cavo: il piede cavo al contrario di quello pronato è un piede che ha un arco plantare più accentuato. Un arco plantare di questo tipo solitamente è rigido e non riesce ad ammortizzare correttamente i carichi quando il piede appoggia sul terreno. Un piede che non ammortizza, durante la corsa o il salto,

scarica tutte le sollecitazioni sul ginocchio stressando le strutture capsulo legamentose dell’articolazione femoro rotulea. TRATTAMENTO RIABILITATIVO Il fulcro del trattamento riabilitativo è il riequilibrio muscolare dell’apparato estensore o meglio di tutto l’arto inferiore e il bacino. In molti casi può essere utile un test isocinetico per quantificare il deficit di forza e il rapporto fra muscoli estensori e flessori. Inoltre è importante valutare l’equilibrio muscolare e il controllo attivo delle articolazioni dell’anca e della caviglia che, giocano un ruolo fondamentale nel ridurre il sovraccarico a livello della articolazione femoro rotulea. Uno degli strumenti utili per quantificare il controllo propriocettivo dell’anca, del ginocchio e della caviglia è la pedana stabilometrica. Il trattamento di un problema così complesso deve essere necessariamente individualizzato e deve essere preceduto da una attenta valutazione che sappia determinare tutti i fattori contribuenti al disturbo. Solitamente viene richiesto un riposo relativo dalle attività sportive che possono creare sovraccarico, possono essere invece mantenute alcune attività aerobiche come il nuoto, la camminata e l’ellittica. L’uso del ghiaccio dopo l’attività è consigliabile per mantenere sotto controllo il dolore e l’infiammazione.

Gli antiinfiammatori non steroidei non hanno dimostrato di essere più efficaci delle altre terapie conservative il loro uso deve quindi essere valutato caso per caso e concordato con il medico. Durante il percorso riabilitativo solitamente il fisioterapista cerca di migliorare la qualità del movimento attraverso la terapia manuale, la mobilizzazione articolare, e allungando i muscoli più rigidi in modo mirato inoltre può fare uso, se necessario per controllare il dolore, di terapie fisiche. L’uso del taping e di eventuali ortesi (ginocchiere) è molto controverso. Il tape e le ginocchiere sembrano essere efficaci, in particolare, per ridurre il dolore percepito dal paziente mentre sembrano non essere utili per modificare la direzione di movimento della rotula. L’uso di plantari può essere invece utile in quei soggetti in cui il piede influenza negativamente la biomeccanica di tutto l’arto inferiore. In molti casi può essere sufficiente scegliere le calzature più adatte al tipo di sport e di piede facendosi consigliare da personale specializzato. La seconda fase dell’intervento riabilitativo è quella rieducativa nella quale attraverso esercizi di rinforzo specifico, stretching, riequilibrio muscolare e

propriocettivo si cerca di stabilizzare i risultati ottenuti. Il risultato del trattamento conservativo è solitamente buono in particolare se viene mantenuto un programma di esercizi di mantenimento e le adeguate modificazioni delle proprie abitudini da parte dei pazienti. La sindrome femoro rotulea in conclusione, sebbene ampiamente studiata, rimane ancora un problema controverso sia per quanto riguarda le anomalie anatomopatologiche predisponenti sia per quanto riguarda il trattamento. E’ tuttavia doveroso rilevare come il trattamento fisioterapico conservativo risulti ottenere, nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 95% ) ottimi risultati a patto che non siano presenti anomalie francamente evidenti che richiedono un approccio chirurgico.


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3 Marzo 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

ontrosenso Basilicata

Le malattie cardiache durante la gravidanza di Gianfranca Losasso Medico Specialista in Cardiochirurgia gcardio@libero.it

L’

incidenza di avere un disturbo di natura cardiologica durante la gravidanza oggi è poco frequente, soprattutto per merito della marcata riduzione della patologia reumatica. Le alterazioni cardiache in corso di gravidanza sono rappresentate principalmente dalle cardiopatie congenite per cui, spesso, la paziente era stata sottoposta ad intervento cardiochirurgico in precedenza. Poiché la gravidanza impone al muscolo cardiaco un lavoro supplementare, che aumenta notevolmente con l’aumentare dei mesi di gestazione, bisogna sapere se la paziente aveva già prima della gravidanza, una storia di cardiopatia o di fattori di rischio per malattie cardiovascolari (fumo di sigaretta, abuso di alcool, ipertensione arteriosa, diabete mellito, ecc.).

Durante la gravidanza è ovvio che la madre deve provvedere oltre che al fabbisogno del suo corpo, anche a quello del nascituro con conseguente aumento delle richieste di rifornimento e di ossigeno a tutti i tessuti, sia della madre che del bambino. Pertanto, aumenta del 50% la portata cardiaca materna ossia, la quantità di sangue che il cuore della mamma pompa a tutto il corpo; aumenterà del 50% anche la volemia. L’aumento del volume di sangue può portare all’insorgenza di una anemia durante la gravidanza che fino ad un certo punto si considera “fisiologica” ovvero normale, per difetto quantitativo di produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. E’ fisiologico e, si osserva in tutte le donne gravide, un aumento della frequenza cardiaca di circa 2030 battiti al minuto in più ed è spesso frequente il reperto di tachicardia sinusale; mentre, la pressione arteriosa rimane costante. Infatti, l’inaspettata scoperta di un “soffio” cardiaco della madre durante la gravidanza richiede ulteriori indagini diagnostiche. La stenosi valvolare mitralica è

la più frequente alterazione cardiaca in gravidanza e costituisce il reliquato di una forma reumatica. In circa il 25% delle donne affette da una stenosi mitralica misconosciuta, i sintomi compaiono per la prima volta durante la gravidanza. Nel corso della gestazione, le condizioni cardiologiche della paziente si possono complicare, nonostante i frequenti controlli medici, il riposo, l’eliminazione dello stress o dell’anemia, la profilassi con la penicillina ed il controllo del peso corporeo. La comparsa di un’aritmia cardiaca impone alla puerpera il ricovero ed il riposo a letto. Periodi particolarmente delicati sono quelli tra la 28° e la 34° settimana, durante il travaglio ed immediatamente dopo il parto, quando il cuore è sottoposto al massimo sovraccarico fisiologico. Naturalmente, il feto condivide con la madre l’aumentato rischio dovuto alla patologia cardiaca materna. Può, infatti, morire durante un episodio di insufficienza cardiaca della madre o può nascere prematuramente. Il travaglio ed il parto sono pericolosi

per una paziente cardiopatica, a causa dello stress del travaglio, dello sforzo e dell’aumentato ritorno venoso al cuore dall’utero in contrazione che interferiscono marcatamente con l’emodinamica cardiaca.Nel periodo postpartum, la paziente deve essere strettamente monitorata poiché la mobilizzazione dei liquidi produce ampie oscillazioni della funzione cardiaca. Le pazienti cardiopatiche non devono essere considerate fuori pericolo per diverse settimane e devono essere tenute sotto controllo da un cardiologo. Per le donne gravide con insufficienza cardiaca in fase iniziale, il rischio di morte in gravidanza non è aumentato. Mentre, le pazienti con insufficienza cardiaca più avanzata, che sono sintomatiche per dispnea, affaticamento e tachicardia

Dott.ssa Ivana Gruosso Farmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email: i.gruosso@farmaciamarchesiello.it

D

urante la stagione fredda le tisane rappresentano un buon modo per scaldare l’organismo e per assumere liquidi, in particolare quando il freddo ci fa passare la voglia di bere acqua. Le tisane calde sono molto utili anche per alleviare i sintomi influenzali, raffreddore, congestione nasale, soprattutto nel periodo invernale, quando siamo maggiormente esposti a rischi! Le piante officinali che non devono mancare nelle nostre tisane sono quelle con proprietà antinfiammatorie, antisettiche, mucolitiche, antibatteriche. La Malva è ricca di mucillagini che agiscono rivestendo le mucose di uno strato vischioso in grado di proteggere i tessuti molli del corpo da agenti irritanti. Per questo motivo l’uso di questa pianta

a cura della dottoressa MariaTeresa Muscillo psicologa sessuologa tel- 328/8317632 mariateresa_muscillo@yahoo.it

vanno assunte la sera prima di andare a letto per pochi giorni. Stressati dalla via quotidiana il ricorso ad una calda tisana rilassante potrebbe essere un buon metodo per allontanare i pensieri! Il Tiglio è un valido aiuto per chi ha disturbi del sonno, è calmante e sedativo. La Passiflora è antispasmodica e calmante, l’ Escolzia rilassa la muscolatura e agisce sul sistema nervoso centrale favorendo il sonno. Se invece decidiamo di disintossicare il fegato da alcool, fumo, diete non equilibrate, le tisane disintossicanti che ci sono di aiuto sono a base di tarassaco, carciofo e bardana. In caso di gonfiore addominale e difficoltà digestive potremmo assumere una tisana a base di finocchio, rabarbaro, carbone vegetale.

insufficienza cardiaca in corso di gravidanza si verificano in pazienti con insufficienza cardiaca in fase avanzata. Nel prossimo articolo si parlerà in maniera più specifica delle singole patologie cardiache che possono manifestarsi in gravidanza e del loro trattamento.

Eiaculazione ritardata: quando si diagnostica?

Una tisana al giorno…. è indicato nelle forme catarrali delle prime vie aeree, per sfiammare e idratare la gola in caso di faringiti, laringiti, tracheiti. La Spirea andando ad inibire la sintesi delle prostaglandine, responsabili del processo infiammatorio dei tessuti, ha un’azione antipiretica, analgesica, antinfiammatoria ed è quindi utile in caso di febbre e in caso di dolori articolari e reumatici. L’Erisimo, detto anche erba dei cantanti, è consigliato nel trattamento delle infiammazioni della gola, nei casi di afonia e disfonia dovute a laringite, faringite e tracheite, per la forte azione antisettica e antinfiammatoria sulle vie respiratorie. La tisana al Karkadè, dal caratteristico colore rosso intenso, ha forte azione antisettica in aggiunta la vitamina C in esso contenuta, esercita un’azione antiossidante e antinfluenzale, mentre le mucillagini proteggono e leniscono i tessuti interni dell’organismo. In caso di difficoltà di transito intestinale magari legato a cattiva alimentazione, ritmi frenetici ci possiamo aiutare con le tisane lassative. Queste ultime mantengono la funzionalità intestinale stimolando la peristalsi e favorendo l’evacuazione senza causare diarrea o dolori addominali. Le erbe maggiormente presenti in queste tisane sono la senna, frangola, tarassaco, sambuco,

dopo un’attività fisica o anche a riposo, hanno un rischio di morte anche fetale, aumentato. Queste donne non dovrebbero iniziare una gravidanza se prima non sono state completamente studiate e mostrano un miglioramento con la terapia medica o chirurgica. Praticamente, tutte le morti dovute ad

L’

eiaculazione rappresenta il momento finale della catena funzionale caratterizzata da “libido-erezione-orgasmoeiaculazione”. L’elemento essenziale dell’eiaculazione sono la produzione del liquido seminale e la sua espulsione attraverso le vie seminali. L’eiaculazione ritardata rappresenta l’inibizione del riflesso eiaculatorio: pur mantenendo intatta la capacità erettiva ed integro il desiderio sessuale, l’individuo non è capace di eiaculare durante il coito. Il sintomo può essere anche più grave, laddove c’è un’incapacità di raggiungere l’orgasmo. Viene diagnosticata l’eiaculazione ritardata quando: L’eiaculazione è comunque raggiungibile, ricorrendo a modalità erotiche quali la masturbazione; L’uomo che soffre di

eiaculazione ritardata, percepisce la costante sensazione che il riflesso eiaculatorio stia per realizzarsi da un momento all’altro. Circa il 44% dei soggetti intervistati in una recente ricerca italiana ha affermato di soffrire di eiaculazione ritardata, ma il dato più interessante riguarda la notevole importanza del vissuto soggettivo di questi soggetti rispetto a quello soggettivo. Questo perché è molto difficile tentare di definire il tempo “giusto” entro il quale è possibile esperire l’orgasmo. La difficoltà di stabilire la norma di ciò che è sano o patologico nell’ambito della sessualità, pone maggiore importanza sul vissuto soggettivo del singolo o della coppia. Secondo la psicoanalisi l’eiaculazione ritardata è un’espressione di paure inconsce di castrazione, laddove la vagina è vissuta come materna. In questo caso avviene un compromesso attraverso il sintomo nevrotico: ci si potrà permettere il rapporto sessuale e l’eventuale piacere, evitando la pericolosa eiaculazione. Ci possono essere cause più superficiali quali l’ansia da prestazione, dove l’uomo

sente di non essere all’altezza di un compito oppure un problema relazionale di coppia (il sintomo diventa uno strumento di lotta per il potere o l’espressione dell’ambivalenza del matrimonio). In ultima analisi l’eiaculazione ritardata può essere dovuta alla paura inconscia di diventare padre e di prendere coscienza del passaggio dall’essere ragazzo alla condizione adulta, con tutte le responsabilità che comporta. La terapia psicologica per l’eiaculazione ritardata diventa molto efficace nel momento in cui si parte da una buona motivazione al cambiamento, che scaturisce dall’esigenza del tutto soggettiva di godersi la sessualità fino in fondo.


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ontrosenso

REPORT

Basilicata

Lucio, i nostri ricordi “potentini” Celebrato sui giornali il “passaggio” del compianto Dalla a Matera. Ma anche il capoluogo e la provincia hanno memorie indelebili di Walter De Stradis

Lucio Dalla a Rionero (Foto: Giovanni Marino)

L

ucio Dalla è morto. Viva Lucio Dalla. Il nostro giornale, come raccontato nel volume “Controsenso: 100 Prime Pagine da Paura” (Arduino Sacco Editore), avvalendosi della tecnica del “giornalismo pop” (da noi battezzata così), spesso si è servito di spunti offerti dal cinema, dal fumetto e dalla canzone. E Lucio Dalla, poeta brutale, greve ma delicato, cinico ma sognatore, di spunti negli anni ce ne ha offerti tanti. Nei giorni scorsi, i giornali lucani si sono affrettati (e giustamente) a celebrare il “passaggio” di Lucio Dalla in Basilicata, e in particolare a Matera, di cui si era dichiarato fan e sostenitore della candidatura a Capitale della Cultura per il 2019. Lucio Dalla, però, è stato anche a Potenza e nella sua provincia. In tempi recentissimi, ha lasciato ricordi indelebili anche qui. I lettori ci hanno chiesto di ricordarli. Solo l’estate scorsa, infatti, il Lucio Nazionale si era esibito nel corso di una splendida serata a Rionero in Vulture. Qualche tempo prima, nel

2008, chi scrive aveva avuto l’opportunità di seguirlo in una memorabile esibizione al Teatro Stabile di Potenza. Si trattava di una serata a favore del Fai, (Fondo per l’Ambiente Italiano). Eccone il resoconto, integro, pubblicato sul numero dell’8 novembre 2008. “Faremo una figuraccia”, borbottava qualcuno sulla soglia del Teatro Stabile di Potenza, martedì sera. In cartellone, c’era l’attesissimo concerto di Lucio Dalla a favore del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano). Il fatto è, però, che circolava voce che i biglietti venduti non fossero poi tantissimi. “E ti credo –apostrofava qualcun altro“I prezzi arrivano fino a 100 Euro!”. Insomma, fra i cronisti e gli spettatori della “Potenzabene” che aspettavano di entrare, serpeggiava il timore che la nostra piccola città non si rivelasse “all’altezza” di ospitare certe star, rivelando la sua faccia più micragnosa e taccagna. Forse. Però, la vera “figuraccia” –nonostante una grande esibizione del cantautore bolognese- si

Lucio Dalla a Rionero (Foto: Giovanni Marino)

è consumata all’interno del teatro, e non certo fra il pubblico. Poco prima dell’esibizione di Dalla, si è infatti officiato il solito “siparietto”, con uno svogliato sindaco che ha introdotto al pubblico il prevedibile monologo del presidente milanese del Fai. Le orecchie sopite e gli occhi appannati degli astanti però si sono spalancati quando quest’ultimo, in vena di “complimenti”, ha così esordito: “Vedendo Potenza, non mi aspettavo un teatro del genere”. Il sindaco è trasalito, ma è rimasto composto. Accortosi della gaffe, il presidente del Fai ha cercato di “rimediare”: “Voglio dire che mi sono sentito a casa, mi sono sentito in Italia”. Evidentemente, c’era qualche dubbio che Potenza si trovasse anch’essa in Italia. E’ partito poi –forse per “rimediare” ancora- un discorso sull’”Italianità” e l’importanza di appartenervi. E’ probabile che Lucio Dalla, ascoltando da dietro le quinte, si sia messo le mani nel parrucchino. In ogni caso, la lodevole iniziativa è proseguita bene e Vito Santarsiero ha annunciato che presto nascerà una sede potentina del Fai. Dopo i convenevoli, ha preso il via il concerto vero e proprio. Ed eccolo lì, il grande Lucio che, barba bianca, orecchino e toupè color oro, sembrava un vecchio marinaio stile Capitan Findus. La voce, nonostante l’età, è però quasi quella di una volta. Il pubblico, costituito in gran parte da ”dignitari” ed accreditati (fra cui anche noi cronisti),

è rimasto in un incantato silenzio. Sui palchetti, si mormorava anche che Lucio Dalla si fosse un pochino “Celentanizzato”, visto che ogni canzone era preceduta da un “sermoncino”. Ma non è così. Chi conosce il piccolo genio bolognese, sa che nelle esibizioni dal vivo il cantautore vuole che il pubblico abbia una visione precisa del significato dei suoi brani. Lucio, martedì sera, sapeva bene di trovarsi in Italia. E pochi come lui hanno saputo raccontarla.

Lucio Dalla a Potenza (Foto: Rocco Esposito)

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REPORT

Basilicata

La ribalta dei vicoli spenti di Lucio Tufano

P

arte prima, seconda e terza con pianoforte e mandolino, fioretto e sciabola e una dovizia di signorine per la popolare ricreatio (il Ricreatorio popolare), le piume al vento, il passo leggero, la voce flebile, i cori della fanteria, le toccate, le sonate, le serenate, l’adagio grazioso, l’andante allegro: le signore e le signorine, si ritrovano in platea, nelle arie musicali e nei fasci di pietose rose rosse. Bernoccoli, sussulti di spavento, strattoni, spine bianche a dispetto per le ragazze da marito. Sassaiole dall’alto per chi, dalla via Meridionale o da Portasalsa, se ne va alla Stazione o per chi, al picchio del battente, ha sostituito il veloce e moderno trillo del campanello elettrico. I primi lampioni sono i palloni, i luna park dei vicoli spenti, appesi sul viale alberato. Le case dipinte sono il lenzuolo bianco dove saltellano e disegnano, i loro giochi e il loro mondo, gli adolescenti scalzi che si fanno grandi negli usci dei sottani: i ragazzacci, i teppisti per i quali si vorrebbe accrescere il numero delle guardie e che,

con le loro ribalderie, mettono a serio repentaglio la vita di chi passa per alcune vie. La via del Popolo è la palestra per le loro prodezze. Sono già due mesi che il teatro è chiuso nonostante l’illuminazione elettrica, essendovi sul tappeto due proposte: spettacolo di varietà o operette? L’operetta, la fiaba europea, rallegra il pubblico dei palchi. Sbirciano alla cattura impertinente di sguardi femminili, mimetizzati dal vezzo del ventaglio merlettato, dalle codi di volpi argentate, dalle teste di gatto soriano. Frou-frou del bal tabarin strugge i gentiluomini che aspirano nervosi dal bocchino lunghe boccate di potere. I baffetti ritti, le arcate sollevate del sopracciglio, nel tentativo di darsi un contegno sprezzante, ammaliante, da ganimede e da scettico blu. Le note squillano melodiose tra le pareti, nell’aria sudata di fiori e di colonia. Luci della ribalta e voci femminili. L’operetta deliziosa e leggera coinvolge tutti gli spettatori, i giovani sognatori, dai colli duri, le farfalle, le giacche attillate, i calzoni stretti fino alle scarpine. Fischiettano e credono di fischiare il motivetto, nell’occhio mobile della civetta. Pubblicato sul libro “Dal Regale Teatro di Campagna” -1987 Bagatto Libri

Il letto dei tramonti L’

Ottocento si dilegua con le trine, il garibaldino al convento, la priora di S. Luca, le clarisse continuamente scrisse dal Conte Benso, il grande letto dei tramonti scanditi nelle tele, che si sfaldano tra gibus e tende ricamate, le acconciature dell’Italia al muro e le camicie aperte, insanguinate di bandiere svettanti su carri di fieno. Nelle nebbie di Magenta brucia Solferino. Sfuma il paesaggio lombardo nelle macchie terse di Fiesole e in quelle chiare campagne del Sud, e i colori si dipanano nei cupi, nei buchi di tavolozze cosio – nazionali. Le rosse vaporose di Toulouse, i girasoli di Van Gogh, i notturni indaco/viola turbano più dei piovroni Miramare. Tra gli orli e le biscrome svolazzano pudiche crinoline, le licenziose signore

delle camelie trangugiano in un fiato i cristalli di champagne tra fachiri in alta uniforme; guarisce il mal sottile nelle lunghe cavalcate. Gli scioperi hanno il dissenso della borghesia e scomuniche ecclesiastiche. Pio Nono è prigioniero in Vaticano, le poche guarentigie sopprimono gli ordini religiosi. Il pane a sessanta centesimi il chilo, rispetto alle due lire di paga dell’impiegato: quanto pesa la tassa sul macinato! Il Gattopardo vaga nei grandi saloni gremiti di ombre, di specchi, di sigari toscani e dal balcone sugli aranceti entra il sapore del meridione. Ettore Ciccotti legge <<Il Capitale>>. Muore di colera nelle Indie Orientali sulla nave Maddaloni il senatore Nino Bixio quasi una espiazione per le esecuzioni ordinate nel

Sud d’Italia. Quintino Sella fa stampare le cartoline postali a centesimi 10. Verga racconta del castello di Trezza e Verdi è il primo musicista a Palazzo Madama. Cade la destra storica su di una buccia di procedura, il pareggio di bilancio. Minghetti ha incrementato la fabbrica di spaghetti. La sinistra muggisce, Pio Bove, con De Pretis. Ogni anno emigrano in centomila, nessuno sa del miserere meridionalis, ora pronobis. Lamarmora s’invola in uno squillo. Poggia la stanca sciabola e gli speroni il re galantuomo, al capezzale le veglia la Rosina, contessa di Mirafiori. Uno spillo, uno spiedo, il camoscio, salve Piemonte! La casa di Savoia conosce la via dell’esilio!

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REPORT

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ontrosenso Basilicata

L’eroe lucano Nicola Russo onorato a Vercelli Nato a Rionero in Vulture, ha meritato la medaglia d’oro al valor militare di Michele Traficante

U

na bella notizia è giunta nei giorni scorsi a Rionero in Vulture con un prestigioso riconoscimento al generale rionerese che onora la Basilicata intera. Il Comando di Gruppo Batteria del 52° Reggimento Artiglieria “Torino” di Vercelli -Caserma “MOVM (Medaglia d’Oro al Valor Militare) Aldo Maria Scalise”, erede delle Memorie del reggimento impegnato nella Campagna di Russia ( XXXV Corpo d’Armata è stato dedicato alla memoria del generale rionerese MOVM Nicola Russo. L’eroico militare di Rionero militò proprio in

quel Reggimento impegnato nella tragica Campagna di Russia e meritando la Medaglia d’Oro al valor militare. La bella notizia è stata comunicata anche al sindaco Rionero in Vulture dalla sig.ra Caterina Libutti Cicchiello, residente a Salerno, nipote più anziana del generale Nicola Russo. Ovviamente la signora Caterina Libutti Cicchiello ha espresso profonda gratitudine alle Autorità Militari, al presidente nazionale del prestigioso Istituto del Nastro Azzurro, Gen. Carlo Maria Magnani e al presidente della Federazione di Vercelli, Tomaso Vialardi di

Sandigliano, per la sensibilità nel realizzare l’ultimo desiderio di un Artigliere; quello di legare in modo imperituro il suo nome al reggimento in cui aveva servito con coraggio e onore e ricordare altresì, in Lui, i suoi valorosi Uomini.La Federazione Nastro Azzurro di Potenza, ha inviato una nota di compiacimento al Comando del 52° Reggimento di Artiglieria e al Comando del Gruppo Batteria di Vercelli. Ma chi era il valoroso militare a cui è stato attribuito tale ambito riconoscimento? Nella schiera degli uomini che la nostra terra ha dato alla Patria bisogna

L’on.Filippo Longo successe a Giustino Fortunato

di Michele Strazza

N

ato a Rionero in Vulture l’8 luglio 1870 da Flaminio e da Gagliardi Silvia, fu avvocato e professore di Diritto a Napoli. Nel 1902 venne eletto, in rappresentanza del mandamento di Rionero, al Consiglio provinciale. Il 9 febbraio 1909 i notabili rioneresi, preso atto della volontà di Giustino Fortunato di non ricandidarsi alla Camera, lo scelsero come proprio rappresentante nell’imminente consultazione elettorale. Egli si presentò ufficialmente come candidato dei radicali. Tale scelta fu molto opportuna in considerazione che nel collegio di Melfi la presenza delle forze popolari era abbastanza ramificata. Ma essa fu anche il frutto di un abile calcolo. Bastava, infatti, leggere il suo programma elettorale per rendersi conto di quanto poco avesse in comune con le forze popolari. Definito da Fortunato “un radicale per modo di dire”, al primo turno ricevette l’appoggio socialista. Sconfessato dal partito radicale e da quello socialista, si presentò al turno di ballottaggio riuscendo ad essere eletto con 1.843 voti contro i 1.719 di Decio Severini. Nonostante un

ricorso per brogli presentato dai suoi avversari, la sua elezione venne convalidata. Fu rieletto, sempre al ballottaggio, nel 1913 con 6.345 voti contro i 6.080 voti di Decio Severini. Nel maggio del 1916 la Giunta delle Elezioni della Camera dei Deputati annullò, per manifesti brogli (votazione da parte di morti ed emigrati) e per esclusione dei rappresentanti del Severini, la sua proclamazione a deputato avvenuta al termine delle operazioni di ballottaggio, inviando gli atti all’autorità giudiziaria. Nel 1914 fu rieletto al Consiglio provinciale sempre per il mandamento di Rionero con 1932 voti. Ripresentatosi nel fronte nazionalista nelle elezioni politiche del 1921, non ottenne i voti necessari per ritornare in Parlamento. Il 2 dicembre 1899 sposò Elena Doti, figlia dell’avv. Beniamino Doti di Moliterno. In un suo discorso, tenuto a Lavello nel 1910, in contrapposizione con il partito socialista, si occupò della condizione delle masse contadine che, a causa del mancato superamento dei residui feudali, mostravano di non essere ancora in possesso di una “chiara coscienza politica collettiva”. Alla Camera intervenne più volte sui problemi della Giustizia. Nel 1912 avversò la legge di riforma giudiziaria con un lungo discorso nel quale, dopo aver segnalato gli inconvenienti principali dell’ordinamento della magistratura, fece un esame accurato del progetto di legge sullo sdoppiamento delle carriere di pretore e giudice e sulla proposta di giudice unico, esprimendo la sua ferma opposizione al provvedimento. Più volte interrogò il Ministro

dei LL.PP. sul difficile stato della tratta ferroviaria Foggia-Potenza chiedendo, “nell’interesse di tutti i paesi del Melfese”, l’esecuzione di lavori d’ampliamento delle stazioni ferroviarie di Rionero - Atella - Ripacandida e Barile, “da gran tempo reclamati da quelle popolazioni per necessità del movimento commerciale”. Morì a Napoli il 2 gennaio 1937. Tra le sue opere giuridiche Della surrogazione reale nel diritto civile italiano (1897) e Del caso

fortuito e del rischio e pericolo in materia di obbligazioni (1894). Quest’ultima pubblicazione fu molto criticata per il suo “disordine” e l’autore fu accusato di aver copiato ampiamente altri lavori. Numerose le allegazioni giudiziarie lasciate sui più disparati argomenti. Ricordiamo Breve memoria per Il signor Luigi Anastasia contro il Banco di Napoli avanti la Corte d’Appello di Potenza (Napoli 1901) e la memoria Avanti l’Eccell.ma Corte d’Appello di Potenza per i Proff. Filippo e Nicola Longo contro Maria Savina Tedeschi e Luigi Libutti (Stab. Tipografico F. Lubrano, Napoli 1905).

tranquillamente annoverare il generale di corpo d’Armata Nicola Russo, ”Il martire dei campi di prigionia” ( ha trascorso con grande dignità e inenarrabili sofferenze ben 12 anni , dal 1942 al 1954, quale prigioniero di guerra in Russia), medaglia d’oro al valor militare. Nato a Rionero in Vulture il 22 ottobre 1897 da Giovanni, commerciante e da Caterina Farano, frequentò la scuola media inferiore presso l’Istituto Tecnico di Melfi e le scuole normali a Lacedonia dove si diplomò nel 1916. Nello stesso anno fu chiamato alle armi e l’anno dopo, 1917, fu inviato sul fronte albanese per frequentare il corso allievi Ufficiali di Complemento. La sua carriera iniziò proprio in Albania e in zona di guerra, dove nel maggio 1918 conseguì il grado di Aspirante. Nel luglio dello stesso anno quello di Sottotenente e nel luglio del 1919 il grado di Tenente. Con questo grado fu trasferito, dalla zona di guerra in Albania nella zona di armistizio sul fronte italiano, in Artiglieria da Montagna. In questo periodo fu decorato della Croce al Merito di Guerra per le campagne 1917 - 1918 - 1919. Fu congedato il 1920 e ritornò a Rionero dove riprese gli studi e partecipò al 1° Concorso per esami nel 1923, dopo aver fatto tirocinio presso le locali scuole elementari. Vinto brillantemente il concorso, fu nominato, nello stesso anno, insegnante di ruolo in Ripacandida, dove esplicò la sua missione di maestro dal 1923 al 1925. In quest’anno vinse il concorso per il passaggio ad Ufficiale in servizio permanente e preferì rientrare nell’Esercito. Volontario, prese parte alla campagna d’Africa per la conquista dell’Impero. Con la colonna del generale Santini partecipò all’occupazione di Adigrat, Macallé, Amba Alagi, Quoram, Dessié. Dichiarata finita la Campagna Etiopica, rimpatriò e, per malattia contratta in guerra, rimase in Italia e fu assegnato alla Scuola Centrale di Artiglieria a Civitavecchia, dopo aver ottenuto una seconda Croce al Merito di Guerra. Allorché Hitler, annullando il superbo successo diplomatico conseguito da von Ribbentrop con Stalin (cioè il famoso concordato Urss - Germania, mentre a Mosca era la delegazione anglo-francese a trattare), invase la sterminata Russia, gravi preoccupazioni si ebbero in Italia, alleata ed obbligata a dare (senza esserne stata avvertita) il suo indispensabile contributo di sangue. L’illustre storico rionerese, Raffaele Ciasca, a buone ragioni riteneva che dove aveva fallito un Napoleone Bonaparte non poteva riuscire un “ imbianchino” austriaco, se appena gli sfuggisse dalle mani quella “ fortuna bendata”

Accoglienza di Nicola Russo a Rionero

che era la guerra lampo, fattore indispensabile nella sterminatezza della terra in cui operava. E questo fattore gli sfuggì. Col grado di Maggiore Comandante, del 1° gruppo del 52° Reggimento di artiglieria della Divisione “Torino”, Nicola Russo prese parte alla II Guerra mondiale per le operazioni di guerra in Balcania, sulla frontiera occidentale e nella Campagna di Russia dal luglio 1941 al dicembre 1942. Per le campagne 1941 - 1942 ottenne altre due Croci al Merito. Il 2 dicembre 1942, durante il ripiegamento sul Do, e dopo un furioso accanito combattimento fu catturato e preso prigioniero con le armi in mano. Il duro calvario della prigionia durò oltre undici anni, fra stenti, privazioni e patimenti inenarrabili. Un episodio di fulgido eroismo, consumato in prigionia, contribuì a fargli avere in patria la medaglia d’oro. In un campo di concentramento i prigionieri erano allo stremo della sopportazione e minacciavano una rivolta in gruppo che sarebbe stata indubbiamente soffocata nel sangue. Fu l’ascetico animo eroico del Russo ad evitarlo. I soldati russi avrebbero inesorabilmente falciato chiunque si fosse avvicinato al reticolato che recingeva il campo. I prigionieri italiani erano ben consapevoli di ciò. Ma il grave rischio non fermò l’ufficiale italiano che, con sereno sprezzo della morte, andò incontro ai fucili mitragliatori, fino a sfiorarli col petto, chiedendo di parlamentare. I fucili non spararono e il nemico - ammirato da tanto coraggio - consentì, sia pure in via transitoria, a migliorare le condizioni dei prigionieri. Al ritorno in patria Nicola Russo, minato nel fisico ma non nello spirito fiero del combattente, aveva ancora 57 anni, ma in pessime condizioni di salute. Dovette ricoverarsi all’Ospedale del Celio di Roma. Rimesso in salute, riprese servizio, beneficiò degli scatti di carriera con la promozione a generale. Gli

furono conferite numerose onorificenze, fra cui quella di Cavaliere della Stella Coloniale per la Campagna d’Etiopia, di Cavalier Ufficiale della Corona d’Italia per benemerenze varie, di Cavalier Ufficiale al Merito della Repubblica. Al ritorno dalla Russia fu impaziente di rivedere il suo paese natale, ove fu accolto calorosamente con una grande manifestazione di popolo. All’arrivo del treno alla stazione di Rionero in Vulture, il 17 febbraio 1954, si affacciò al finestrino e salutò i concittadini portando la mano alla visiera. Tutti furono presi da commozione nel vedere che l’occhio sinistro era spento, sotto il caratteristico dischetto nero.Durante i discorsi di bentornato in piazza Giustino Fortunato, alla presenza di numeroso pubblico, avvenne un fatto curioso. Ad un certo punto il palco su cui si trovavano i vari oratori (il sindaco, Alberto Amorosino, l’arciprete, don Michele Di Sabato ed altre persone, oltre allo stesso gen. Russo), cedette e quasi tutti finirono giù. Per fortuna nessun danno alle persone, solo un pò di paura. Per qualche tempo Nicola Russo visse a Rionero nella sua casa, poi si trasferì a Roma ove si spense il 20 aprile 1958. Nel decennale della sua morte il sindaco di Rionero in Vulture, Enzo Cervellino, dispose l’apposizione di una lapide con medaglione marmoreo del gen. Russo, realizzata negli stabilimenti di Ludovico Bertoni di Pietrasanta di Lucca, in piazza Giustino Fortunato perché sia ricordato il valoroso soldato, l’uomo integerrimo, l’ufficiale prestigioso quale esempio fulgido d’amore per la patria e per la città che gli dette i natali. Nella lapide suddetta c’è un errore di trascrizione della motivazione per il conferimento della medaglia d’oro, giacché inizia con la parola “Combattente” anziché “Comandante”.


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SECONDA DIVISIONE

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Melfi tra luci e ombre

Perugia e Catanzaro allo scontro diretto in ‘volata’. Lamezia sempre ok di Lorenzo Morano

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oveva essere la settimana del rilancio per i gialloverdi di mister Rodolfi, invece i lucani, dopo aver conquistato in rimonta un punto d’oro in casa dell’Aversa Normanna nel turno di domenica scorsa, sono caduti in casa dell’Isola Liri mercoledì scorso, nella prima delle due gare di recupero dovute al maltempo delle settimane addietro. Il 2 a 2 della sfida di Aversa aveva fatto ben sperare in casa Melfi, anche perché maturato in rimonta, su un campo decisamente ostico. Ad Aversa i melfitani hanno recuperato addirittura un doppio svantaggio arrivato già nemmeno dopo un quarto d’ora, grazie ad una partenza sprint dei granata, finalizzata sempre da Grieco. Un colpo del genere avrebbe tramortito chiunque, ma i lucani già al 19esimo avevano accorciato le distanze con il solito Ambrogetti, a cui nella ripresa il neo entrato Lionetti aveva dato manforte realizzando la rete del pari. L’entusiasmo di Aversa si è però trasformato ben presto in delusione dopo la sconfitta per 2 a 1 al Nazareth di Isola Liri, che aggiunge tre punti importantissimi alla propria classifica, dopo quello conquistato domenica scorsa grazie al pari per 1 a 1 con il Giulianova. Arriva quindi dal Lazio una sconfitta pesantissima che permette all’avversario di scavalcare di fatto i gialloverdi in classifica,

lasciando ai lucani il peso della penultima piazza del torneo. È questa comunque una sconfitta che sa veramente di beffa, perché subita non solo in rimonta, ma soprattutto in pieno recupero, per l’esattezza al 94esimo. Al Nazareth il Melfi era partito anche bene, andando in vantaggio già al 14esimo grazie ad un’autorete di Lucchesi, favorita da una conclusione di Improta. Al gol dei lucani

in settimana ha conquistato 4 punti pesantissimi: i primi 3 battendo per 2 a 0 il forte Gavorrano del capocannoniere Fioretti, ed il quarto punto nel recupero di mercoledì pareggiando contro il Catanzaro, che proveniva dalla facile vittoria in casa del Celano per 3 a 0.Mercoledì scorso ha recuperato anche il Celano, che a sorpresa si è imposto per 2 a 1 sull’Arzano che portava in dote il successo

vanno aggiunte anche una serie di occasioni importanti, tra cui un legno colpito da Giorgio Russo, nella prima frazione di marca gialloverde. La ripresa però presenta una musica diversa, i padroni di casa hanno il piglio di chi vuol fare bene ed agguantano prima il pari con Martinelli, e poi, come detto a tempo scaduto, addirittura il gol della vittoria con Nello Russo. Situazione delicatissima in casa Melfi in virtù anche del prossimo match, che vedrà arrivare all’Arturo Valerio il temibilissimo Chieti, che

esterno per 2 a 1 sulla Vibonese. L’ultimo recupero previsto nella giornata riguarda il Campobasso che con il risultato di 3 a 1 si è sbarazzato dell’Ebolitana: quarto punto in una settimana per i molisani, grazie al pari esterno per 1 a 1 contro il Milazzo della giornata numero 30, mentre nemmeno un punto per i campani che domenica scorsa erano stati superati per 2 a 0 dal Fondi. A questi risultati va aggiunto il pari del big match PaganeseL’Aquila, gara terminata con il punteggio di 1 a 1 e le vittorie

di Perugia e Vigor Lamezia: gli umbri con il punteggio di 2 a 0 hanno evaso al Renato Curi la pratica Aprilia, mentre i calabresi con il minimo scarto di 1 a 0 al D’Ippolito hanno dato il benservito al Neapolis. Domenica 4 marzo prossimo, la 31esima giornata, oltre Melfi-Chieti, offre un turno decisamente interessante per via di una serie di match di notevole importanza, su tutti spicca la sfida di Catanzaro dove si affronteranno le prime della classe, Perugia ed appunto Catanzaro. Gara interessante sarà quella che si disputerà in terra toscana, dove approderà il Lamezia propenso ad allungare la scia positiva, contro un Gavorrano in cerca di riscatto. Turno sulla carta a favore degli aquilani che in casa ospiteranno il Celano, anche se come noto i derby sono sempre gare a parte ed il Celano, galvanizzato dal successo sull’Arzanese, potrebbe giocare brutti scherzi ai cugini. L’Arzanese se la vedrà con l’Isola Liri, pertanto in campo ci saranno due compagini dagli umori diametralmente opposti. Il turno prosegue con la sfida tra Giulianova e Paganese, ed una lunga lista di scontri diretti che riguardano ogni zona della classifica: ApriliaAversa Normanna, NeapolisFondi, Fano-Milazzo ed Ebolitana-Vibonese; fermo ai box il Campobasso.

Oppido e Francavilla ok. Stop per l’Irsinese SERIE D

L’Oppido in azione

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a la grande l’Oppido con il Ctl Campania costretto alla sconfitta dalla sua trasferta lucana. Finisce 3-2 per i padroni di casa che nonostante un primo tempo incerto, costato anche il gol del momentaneo svantaggio, prima si guadagnano il pareggio e poi tutta la posta in palio. Giustamente soddisfatto a fine gara m i s t e r Manniello che dovrà ora preparare i suoi al più abbordabile G a e t a . Proprio la squadra laziale è stata la

protagonista dell’exploit del Francavilla che ha conquistato il quarto posto in solitaria infliggendo all’avversario un sonoro 7-1. Evidentemente ai in discussione il match per la gioia dei tifosi rossoblu che sperano di replicare l’imperioso successo nella prossima trasferta in programma contro la Viribus Unitis. Non si ripete invece l’Irsinese che archiviato il successo nel recupero infrasettimanale con il Nocera, ne prende poi tre in casa del Casarano. Si cercano conferme ma la Turris non può attendere.

Errata corrige: Ci scusiamo per l’errore presente nel numero della scorsa settimana. Questo il risultato esatto del recupero tra Oppido e Viribus Unitis: 4-1.


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Basilicata

IL punto

calci in curva

sull'eccellenza

a cura di tony pezzotta

L’Atletico saluta la Coppa ma attacca la vetta di Antonio Petrino

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alutata la fase nazionale della Coppa Italia, comunque di tutto rispetto la prestazione messa in campo al “Ventura” al cospetto di un Bisceglie più esperto, il club rossoblu dell’Atletico Potenza può ora dedicarsi completamente al campionato. Vittoria prodigiosa e fondamentale quella di domenica scorsa sul difficile campo del Valdiano, ottimo undici rivelazione del torneo. Il team di mister Camelia espugna Monte S. Giacomo e si riporta in seconda posizione a tre lunghezze dalla capolista Viggiano (che pur non giocando incassa i tre punti a tavolino per il ritiro del C. Tanagro), scavalcando il Real Metapontino (che osservava il turno di riposo). Il Policoro resta quinto pur fallendo l’appuntamento con la vittoria nel confronto interno con il pericolante Moliterno (che continua a risalire), mentre si avvicina a due lunghezze la Murese che non ha grosse difficoltà in casa dell’Avigliano a portare via l’intera posta in palio. Ritorna

al successo ‘all’inglese’ l’Atella Monticchio nel derby con la rigenerata Vultur e spera ancora di agguantare il gruppo ‘play off’, invece stabile il Pisticci a metà graduatoria con punto esterno sul terreno di gioco del non tranquillo Picerno. Pareggio nella parte bassa della classifica nel quasi spareggio per uscire dalla zona a rischio (qualora ce ne fosse bisogno) tra Tolve e Pietragalla. Il prossimo turno vedrà l’Atella Monticchio con tre punti in più senza giocare (riposo forzato per il forfait del C. Tanagro) e lo stop (a rotazione) della capolista, che rischierà di essere raggiunta

dall’Atletico Potenza di scena al ‘Viviani’ contro un non irresistibile Picerno. Cercheranno di approfittare alla stessa maniera il Real Metapontino nell’insidioso derby contro il Policoro e il Valdiano in versione possibile riscatto in campo avverso a Pietragalla. Pisticci opposto ad un Tolve desideroso di conquistare punti sicurezza; idem per il Moliterno in casa con una Murese avversario di tutto rispetto. Vultur che ospita l’Avigliano con tanta voglia di cancellare questo periodo buio e regalare al suo pubblico una vittoria beneaugurante.

Vultur: gli arrivi dopo le partenze

Foto www.csvultur1921.it

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ontrosenso

SPORT

opo il naufragio e l’ammutinamento in quel di Lavello con il Valdiano nel precedente turno di campionato, ritrova la rotta la Vultur (orfana del mister Ronzulli e dei calciatori ‘dissidenti’) affidandosi all’allenatore in seconda (vecchia gloria rionerese) Walter Ceruzzi e al ritorno di pedine recuperate, tra cui Scippo, Cirillo, Ranaudo, Di Francesco, Carretta e Pizzulo, oltre ai nuovi arrivati il portiere Schettino e il

difensore Angona (entrambi campani e classe ’91), grazie all’interessamento del consulente sportivo Vito Giordano (padre originario della città) che si sta prodigando non poco per assicurare alla squadra altri tasselli per cercare di chiudere nel migliore dei modi questa travagliata stagione agonistica. Il derby quasi stracittadino con i cugini angioini vede questi ultimi prevalere e vendicare la sconfitta dell’andata,

grazie alle reti di Larotonda G. in chiusura di primo tempo e Brindisi a pochi minuti dal fischio finale. Gara vivace e pimpante per non sfigurare davanti ad un numeroso pubblico, diretta in maniera non certo impeccabile dal direttore di gara calabrese Zimmardo. Buona ma ancora da riassestare la versione ricompattata dei bianconeri, vicini al pari con Scippo che con i compagni di squadra sotto di un gol ha colpito un palo in una pregevole azione. Situazione societaria ancora in stand-by e sotto l’egida di sindaco e vice, con l’intento di fornire il supporto necessario al presidente Graziano o chi per lui di conquistare la matematica permanenza e cercare di guardare al prossimo futuro in modo completamente differente. Per il prossimo turno i rioneresi ricevono la visita dell’attuale fanalino di coda Avigliano, con l’obiettivo imprescindibile di ritornare al successo pieno e cercare di regalare una timida emozione all’infreddolito e bistrattato pubblico di casa.

Ant. Pet.

Sinfonia rossoblù I

l calcialingo torna a sorridere. Domenica scorsa, dopo l’ennesima vittoria dell’Atletico Potenza ottenuta sul filo di lana, ha prenotato un day hospital per accertamenti cardiologici. Le coronarie del pantofolaio per calcio, ormai, a furia di ribaltamenti di risultati negli ultimi secondi, sono state messe a dura prova. E dire che questo inconveniente non ricorreva da tempo. A rompere la tranquillità di stagioni vuote e piatte è intervenuta una rinascita dal basso dei campionati dilettantistici. Quest’anno, poi, con l’intento dichiarato di effettuare il salto di categoria, diventa tutto più difficile. Ora, però, la lotta si riapre e domenica, i rossoblù potentini, tornano a giocare al Viviani. Arriva l’Az Picerno che atterra morbidamente nell’impianto di viale Marconi. Gli uomini di Camelia non hanno scelta: devono portare a casa il bottino pieno per agganciare la capolista Viggiano, ferma al palo dal turno di riposo previsto dal calendario. Il campionato di Eccellenza s’infiamma, in questa fase cruciale e coinvolge gli appassionati del calcio locale. Non c’è che dire è un torneo livellato ed entusiasmante, rovinato solo dalle defezioni, in corso d’opera, dell’Sc Potenza, prima, e del Comprensorio Tanagro, poi. Più di una società grida al campionato falsato e, ciò, in considerazione del fatto che, a questo punto del torneo, in una fase decisiva, quand’è in corso il girone di ritorno, il ritiro della formazione campana comporta l’attribuzione

di vittoria a tavolino, a tutte le squadre che avrebbero d o v u t o affrontare il Tanagro. In ogni caso, tutte le compagini affilano le armi e si organizzano per affrontare quest’ultimo scorcio di campionato. L’altra squadra del gruppo di testa, il Gaetano Romanelli Valdiano, va a far visita al Pietragalla. Gli uomini di mister Potenza, dopo aver imposto il pari esterno al Real Tolve, nel derby dell’Alto Bradano, viaggiano più tranquilli. Probabilmente, si andrà avanti così, fino all’ultima giornata. Il calcialingo riprende a spolverare e a pulire, con cura, la sua postazione vetrata sul Viviani. Dall’alto è necessario vedere bene e, il palco sul Viviani, a giudizio del recluso per calcio, è come avere un posto in prima fila a teatro. Avanti il prossimo: c’è il Picerno i cui colori ricordano le sfumature cromatiche del Potenza: il rosso e il blù.

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SPORT

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Una trasferta per la vittoria “scaccia-crisi”

PROMOZIONE

Il Controsenso a Ferrandina per i primi tre punti del girone di ritorno di Giusy Trillo

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sorcizzata l’ennesima sconfitta di un girone di ritorno avaro, il Controsenso torna a fare punti, anzi, punto. Disputato sul

federale del capoluogo, finisce infatti in pareggio l’incontro in casalinga con il Rotondella che dopo aver trovato il gol sullo scadere del primo tempo, si fa

Controsenso-Ferrandina del Girone di andata

CALCIO A

ricambiare il ‘favore’ a pochi secondi dal triplice fischio, quando Cristian Santangelo non si lascia sfuggire l’ultima palla utile del match e la mette alle spalle di Vampo. 1-1. Partono in realtà bene i potentini, rischiando anche il vantaggio al 14esimo con un colpo di testa di Bovio che si stampa sul palo, ma prima la doccia fredda siglata Ripa, poi l’espulsione di capitan Santangelo Giovanni, che lascia i suoi in dieci dal quinto minuto della seconda frazione, sembrano tagliare le gambe ai rossoblu e preannunciare un altro amaro epilogo. Così non va e l’undici di Romano evita la quarta sconfitta dell’anno, che

questa volta sarebbe stata sì difficile da digerire. Ci si prepara ora alla trasferta contro il Ferrandina che nelle sei partite del girone di ritorno è riuscito a mietere otto punti, turno di riposo compreso. “Stanno attraversando un buon momento -riconosce mister Rosario Romano- ma i miei ragazzi stanno bene e ora cerchiamo una vittoria scaccia-crisi” per uscire finalmente dal loro momento di difficoltà. La prova con il Rotondella fa ben sperare, se non altro per l’ottimo, di certo non per l’avversario, pareggio agguantato sullo scadere, sintomo di una reazione che la squadra ha comunque voluto e cercato con tutte le forze. Forse è proprio questo il segno che qualcosa sta cambiando.

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VOLLEY

A2 - Meco, ‘riposo’ meritato

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essuno si aspettava regali e infatti l’Orange Passion, fanalino di coda, non ne ha fatti. La Meco Potenza espugna Poggiomarino ma il quintetto di coach Peri, ora certa della retrocessione in Serie B, ha onorato lo sport con una prova gagliarda che ha costretto Cirenza e soci a restare in partita fino all’ultimo secondo dell’incontro. Il tabellino dice 5-3 per i rossoblù che hanno condotto il match dall’inizio alla

fine con l’unica pecca di non concretizzare le numerosissime occasioni create (alla fine si sono contate oltre 50 conclusioni nello specchio della porta avversaria). Numerosi gli spunti di ragionamento dopo la seconda vittoria consecutiva dei ragazzi di Bosco nella gara valida per il 20esimo turno di campionato: la forma strepitosa di Bachega entrato in tutte le marcature rossoblù con due gol e 3 assist, la capacità di

trasformazione di Noro (32 reti stagionali), ma soprattutto il quarto posto raggiunto dalla Meco (piena zona play-off) in un turno in cui, però, tutte le squadre di bassa classifica fanno punti. Il sodalizio di Mecca e Colucci guarda in alto (inevitabilmente vista la splendida posizione che occupa) ma dà un occhio anche indietro dove la distanza dalla linea dei play-out resta sempre di 4 punti. Una cosa è certa. Ci sarà da sudare fino all’ultimo “urlo” di sirena di questo torneo. Intanto alle porte c’è una nuova pausa per la Final Eight di Coppa Italia di A2. La Meco tornerà in campo sabato 10 marzo contro la “big” del Cf Acqua Claudia Roma (ex Canottieri Lazio).

Coach Berruto a Pz per il Regional Day l’olimpionico Jury Chechi, ha invitato Santarsiero all’incontro del prossimo 19 marzo a Roma, nel corso dei cui lavori sarà presentata una proposta di legge a che i proventi delle scommesse sportive siano reinvestiti nella costruzione di palestre per le scuole primarie sul territorio della penisola. Accolta molto favorevolmente la proposta, Il coach della Nazionale italiana Mauro Berruto (www.cronachema- come l’invito, il Sindaco Santarsiero ha sottolineato ceratesi.it) come l’ANCI, di cui è membro avvero positiva la ad educare ed educare del Consiglio Nazionale e giornata lucana del CT all’allenamento”, due concetti Presidente della Sezione della Nazionale Maschile di che interagiscono cooperando Regionale di Basilicata, Volley, Mauro Berruto, giunto alla crescita culturale e sociale potrebbe favorevolmente martedì scorso a Potenza dell’individuo. L’ex giocatore dare il proprio apporto. Nel insieme a Mario Barbiero, “scadentissimo a pallavolo”, pomeriggio l’appuntamento ex coach della Nazionale come dichiarato testualmente, alla Caizzo con i venti ragazzi Cadetti, per il consueto si è infatti riscattato con selezionati tra le varie società appuntamento annuale del il suo ruolo di tecnico sportive della regione e Regional Day, dedicato ai che, con poche e semplici visionati dall’occhio attento talenti più promettenti della regole, tenta di insegnare dei due tecnici. Infine, un pallavolo maschile, indicati qualcosa e di lasciare un incontro-dibattito aperto con dai selezionatori provinciali messaggio positivo alle nuove i tecnici della regione per e regionali. La visita si è generazioni. Poi, l’incontro un esame della situazione aperta con l’incontro presso con il primo cittadino del sul territorio e per illustrare l’auditorium dell’Istituto capoluogo, Vito Santarsiero. le nuove proposte della Comprensivo Potenza Terzo Berruto, fondatore di federazione nazionale del capoluogo, dove, ad una un’associazione che riunisce circa i programmi volti foltissima platea di studenti tutti i CT delle principali all’incentivo del movimento e docenti, Berruto si è nazionali italiane (calcio, ed in particolare del settore intrattenuto a parlare non solo basket, pallavolo, pallanuoto, maschile. di pallavolo: “L’allenamento etc) e che ha come testimonial

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SPORT

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ontrosenso Basilicata

VOLLEY

BASKET

Medical Center, si può fare

DNB - Innotec e Bbc Bernalda: pronti al derby

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he non fosse una stagione fortunata per la Medical Center lo si era capito già da tempo, ma il derby con la Coserplast Matera ne ha dato un’ulteriore riprova, anche con l’infortunio di Riccardo Sambuchi, costretto a uscire nel corso del terzo set: i primi esami diagnostici hanno fatto escludere le ipotesi più pessimistiche, ma hanno comunque evidenziato che il problema è di notevole entità e quindi il prosieguo della stagione dello schiacciatore di Velletri risulta seriamente compromesso. Tornando alla partita di domenica sera al Palapergola, Dalù e i suoi ragazzi ci hanno provato in tutti i modi a portare a casa il match: tattica,

strategia e carattere non sono bastati, ma ancora una volta la Virtus ha dimostrato di essere più viva che mai e di non essere disposta a mollare la presa, anzi.

Ed è proprio questo l’aspetto che più conforta, al di là del punto strappato alla capolista in pectore del torneo: il fatto di aver giocato alla pari contro una formazione di valore, mantenendo un buono standard di gioco per tutto l’arco del match, indipendentemente dallo schieramento e dai protagonisti proposti. Ma tutti i meriti vanno però anche a un’avversaria di tutto rispetto. Si aspettano conferme dal prossimo impegno con l’Ortona.

Olimpia Melfi: derby a tutta birra di Lorenzo Morano

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arà big match la sfida di sabato 3 marzo in quel di Lavello, tra la prima della classe e l’Olimpia Volley Melfi di mister Vincenzo Pontolillo. Un big match che vede l’Olimpia Volley arrivare nella tana della capolista nella migliore delle condizioni, forte del netto successo per 3 a 0 sul Bernalda; ma sarà anche un derby dal sapore particolare in quante le due società notoriamente “amiche”, si sfideranno un giorno prima della tappa provinciale di mini volley, dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni, organizzato in collaborazione dai due sodalizi, che si terrà sempre nella cittadina lavellese. A Lavello, come detto, le ragazze di

mister Pontolillo porteranno in dote la vittoria netta maturata sul Bernalda; un successo che ha evidenziato ancora una volta il nuovo volto delle melfitane, dove la tranquillità è l’elemento cardine, condizione questa che ha permesso a tutte le atlete scese in campo di disputare buone prestazioni. Oltre all’affiatamento raggiunto dalla nuova palleggiatrice, Danila Ridolfo, ed il resto della squadra, bisogna segnalare un’altra nota positiva in casa Melfi: l’esordio in serie C dell’under 18 Rita Barbetta, protagonista di una buona gara. Contro la capolista sarà una gara dal sapore diverso in particolar modo per due giocatrici dell’Olimpia: la melfitana Rita Laviano e la lavellese Daniela

L’under 18 Rita Barbetta all’esordio

Cataldi, due atlete che a Lavello hanno vissuto anni importanti, conquistando la storica promozione in B2 e disputando anche il successivo campionato nella citata categoria; pertanto sia Laviano che Cataldi, come tutto il resto della squadra, daranno il massimo, spinte dalla voglia di mettere in difficoltà la capolista, proveniente dalla vittoria per 3 a 2 contro il Montescaglioso.

di Antonio Pace

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ISCRIZIONI 2011 – 2012 IMPIANTI: NUOVA STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA DEL CENTRO UNIVERSITARIO SPORTIVO DI MACCHIA ROMANA LUNEDI’ E VENERDI’ NATI DAL 1999 AL 2001 ORE 16.30 – 17.30 —- NATI DAL 2002 AL 2004 ORE 17.30 – 18.30 —- NATI DAL 2005 AL 2007 ORE 18.30 – 19.30. STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA CENTRO SPORTIVO ROSSELLINO MARTEDI’ E GIOVEDI’ ORE 18.30- 19.30 CAMPO EX ENAOLI (SOLO GIOVANISSIMI E ALLIEVI – NATI DAL 1995 AL 1998) LUNEDI’ E MERCOLEDI’ 18.00 – 19.00 E’ GARANTITA LA PARTECIPAZIONE A TUTTI I CAMPIONATI DELLA FIGC DI CALCIO E CALCIO A 5 PER ISCRIZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI: 333/8614840 – 333/3320263 – 0971/52091 ORE PASTI Pulizie ospedaliere Pulizie industriali Disinfezione e pulizie trasporti pubblici Resina per architettura d’interni Via del Gallitello, 163 – Potenza Tel. E Fax 0971-46078 info@sepim.it

er l’Innotec sembra che il dottor Miriello abbia sciolto la prognosi sulla malattia che da molti turni attanaglia il quintetto potentino, decimato dagli infortuni e dall’inesperienza dei giocatori cosiddetti panchinari. Infatti, nel match di sabato scorso contro il Corato, arrivato a Potenza consapevole delle carenze degli avversari, la grinta la tecnica e il cuore messo in campo dal team bianco-rosso hanno portato in porto due punti d’oro per il cammino verso i play-off. Finale al Pala Pergola Innotec 84 Corato 75. Con questa vittoria e con due gare da recuperare l’esperto Miriello e il suo team viaggiano a 26 punti nei piani alti della classifica della DNB, dove i cugini della Bbc Bernalda, con la sconfitta maturata sulla costiera cilentana, ad Agropoli, sosta al quint’ultimo posto a 18 punti. Da sottolineare, a fine gara, l’amarezza di coach Binetti che ha denunciato un arbitraggio a senso unico e la maleducazione di un gruppo di tifosi cilentani che hanno avuto la libertà e la facoltà di avvicinarsi alla panchina lucana mettendo in soggezione il roster rosso-blu. In questa

tornata del campionato della DNB da elogiare il cammino incontrastato del team siciliano della valle dei tempi, l’Agrigento, che dopo aver sbancato il palazzetto di Bisceglie è sempre più regina a quota 42 dando 8 punti di distanza alla seconda, la pugliese Martina F., vincitrice in esterna a Pescara. Seguono a ruota il Roseto, Reggio Calabria, Pescara e Innotec. Nella prossima giornata da non perdere il big match tra le due lucane: al Pala Campagna arriva l’Innotec che vorrà riprendersi quello che ha perso all’andata quando il Bernalda si aggiudicò il derby a Potenza. Come sempre in questi casi incerto il pronostico e protagonista solo lo sport, anche se i rosso-blu hanno assolutamente bisogno di conquistare i due punti per risalire la classifica. Dando un’occhiata al calendario, la capo classifica ospita il Rieti, il Martina F. attende il forte Reggio e a Roseto è derby con il Francavilla F., mentre il Pescara si va a prendere due punti facili a Giuliano, team rassegnato allo zero in classifica.


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REPORT

Basilicata

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La via crucis: un pio esercizio quaresimale

A cura di don Marcello Stanzione esperto di demonologia ed angelologia

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ei venerdì di quaresima è tradizione nelle nostre parrocchie fare il pio esercizio della Via Crucis. Dopo la S. Messa, la Via Crucis è la preghiera più meritoria per le anime del Purgatorio. L’amore che Gesù ha avuto per le anime in tutta la sua vita e specialmente nella sua passione e morte è talmente grande che non può essere compreso pienamente da nessuno. Se l’anima potesse comprenderlo morirebbe d’amore o morirebbe per il dolore, nel primo caso nel considerare la misericordia di Dio, nel secondo vedendo Gesù cristo così misconosciuto ed offeso dagli uomini. La morte di Gesù è, dunque, un mistero d’amore e di dolore, che ha

avuto come fine la nostra salvezza eterna. Non ci sono spiegazioni razionali. L’amore di Dio non ha un “perché”: è gratuito. L’amore si riconosce soprattutto nel soffrire per l’altro. Durante la sua vita Gesù aveva detto: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri nemici”. Ma il suo amore è ancora più grande, perché ha dato la vita per noi suoi nemici in quanto peccatori. Il profeta Isaia, diversi secoli prima, diceva del Redentore: “Veramente egli si è addossato i nostri mali, si è caricato dei nostri dolori. Noi lo credevamo trafitto, percosso da Dio e umiliato, mentre egli fu piagato per le nostre iniquità, fu calpestato per i nostri peccati. Il castigo, che è pace per noi, pesò su di lui e le sue piaghe ci hanno guarito. Tutti noi andavamo errando come pecore, ciascuno deviava per la sua strada, ma il Signore ha fatto ricadere sopra di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si è umiliato e non ha detto una parola; quale agnello che si porta ad uccidere, come una pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non ha aperto la bocca. Con iniqua sentenza fu condannato”. Il pio esercizio della Via Crucis ci fa rivivere la Passione e la morte di Gesù con tutte le sue sofferenze ed umiliazioni, nelle quali si legge a chiare

lettere il suo amore infinito e misericordioso. Non possiamo né dobbiamo fare la Via Crucis come spettatori che guardano, ma come anime che condividono le sofferenze di Gesù per il bene dell’umanità e delle anime del Purgatorio. Fare come Maria che, nel silenzio, ha partecipato alle sofferenze del Figlio, bevendo fino in fondo l’amaro calice. La Passione e morte di Gesù è un libro di meditazione inesauribile, è un oceano sconfinato… Il crocifisso è la sintesi e il compendio dell’amore di Dio, è il segreto della vita spirituale. Come nella Chiesa primitiva i battezzandi, per essere liberati dal peccato, venivano immersi nell’acqua, così noi, se vogliamo liberarci dalle pastoie del peccato e dalle inclinazioni peccaminose, dobbiamo immergerci nella meditazione della Passione e morte di Gesù Cristo. Il nostro Divin Redentore ha sofferto nel corpo, nel cuore e nell’anima. Sofferenze del corpo: flagellazione, incoronazione di spine, crocifissione… Sofferenze del cuore: tradimento di Giuda, rinnegamento di Pietro, ingratitudine del popolo, presenza di sua Madre. Sofferenze dell’anima: abbandono totale, fino a farlo gridare: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Gesù muore come un

malfattore. Gli uomini che gli stanno attorno sono mossi da un odio bestiale, come belve selvagge straziano il suo corpo; trionfano le potenze infernali. Chiediamo a Gesù ed a Maria la grazia di portare con cristiana rassegnazione, per la spinosa via del mondo, la nostra croce. Come il sale insaporisce le vivande, così il dolore, accettato ed offerto, deve rendere gradire a Dio le nostre azioni anche le più insignificanti. Le piccole croci di ogni giorno formano la via sulla quale dobbiamo camminare per andare in Paradiso. L’amore che non passa per la sofferenza non è genuino. “Il patire nella vita è una grazia divina maggiore

della grazia del godere, perché il Signore vuole essere pagato con quella stessa moneta che Egli ha sborsato per noi” (S. Giuseppe da Copertino). La penitenza e la mortificazione sono indispensabili per la salvezza. I cinque sensi (gola, vista, udito, tatto, olfatto) ci portano al peccato se male utilizzati,costituiscono, invece, un mezzo che ci unisce intimamente a Gesù se li utilizziamo col mortificarli spesso. Uno dei santi che ha diffuso tra il popolo la Via Crucis, oltre S. Paolo della Croce, è stato il francescano S. Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), predicatore instancabile ed infiammato d’amore per la

Passione di Cristo. Nell’Anno Santo 1750, S. Leonardo predicò la Via Crucis nel Colosseo. Era la prima volta che si celebrava un rito religioso nell’anfiteatro Flavio. Da quell’anno, in quel luogo dove tanti martiri versarono il proprio sangue per amore di Gesù Cristo, ogni venerdì Santo, si svolge il rito della Via Crucis, con la partecipazione del Papa e di una folla immensa di fedeli. D’allora il Colosseo fu considerato un luogo sacro, meta di devoti pellegrinaggi, e nessuno ne asportò più pietre per usi privati.

Licio Gelli agente “congelato” I

l Servizio per la prima volta denuncia l’esistenza dell’informativa COMINFORM e delle notizie in essa contenute, elementi questi sinora accuratamente celati per come già evidenziato in precedenza e dei quali ci si era ben guardati dal menzionarli nei rapporti precedenti, quale che fosse l’autorità richiedente. L’informativa consente così al Servizio di non escludere: “Che il Gelli possa essere divenuto un agente dell’Est nell’immediato dopoguerra in cambio della salvezza, sia stato successivamente “congelato” secondo la metodologia più classica propria dei Servizi segreti, sia stato fatto gradualmente penetrare in settori sensibili e tenuto alla mano per lo sfruttamento delle occasioni più propizie”.

Ovviamente va del plano che siamo nel campo del verosimile, ma alla base di ciò sta il difetto “ab origine” di del fatto che venga appalesato tutto ciò solo a seguito del sequestro di Castiglion Fibocchi, in un documento che letto in modo comparato a quello precedentemente analizzato denuncia la sua inequivocabile natura di uscita di sicurezza da una situazione che avrebbe visto il Servizio ben più pesantemente coinvolto nel fenomeno oggetto del rapporto, come di seguito si leggerà. È apparso utile fornire una illustrazione analitica della documentazione in possesso della Commissione d’inchiesta in materia, in primis per seguire il filo logico della stesura della relazione della Commissione, eppoi in quanto attraverso ciò si tenta

di pervenire alla comprensione della figura di Gelli e della sua ascesa e per la spiegazione dell’accumulazione di potere in capo allo stesso è confluito, personaggio questi, che molti affiliati, in sede di loro audizione, hanno concordemente definito, come modesto e di mediocre cultura, “non avvertendo forse come una simile affermazione finisse, in ultima analisi, per tornare a loro personale disdoro.” Quest’ultima, parafrasi dalla relazione stessa. Si è indugiato sulla esposizione della documentazione cartolare in funzione al fatto che l’analisi sin qui comparata degli stessi documenti risalta ineluttabilmente nongià una speciosa patinatura, quanto la possibilità di comprensione dell’evoluzione di eventi concatenati e susseguenti

che diversamente letti non avrebbero alcun apparente legame tra essi. All’uopo dunque, assumendo questo strumento metodologico si deve distinguere preliminarmente le fonti informative su Licio Gelli in due approssimativi gruppi: quelle provenienti dai Servizi di informazione propriamente detti, SIFAR, SID e infine SISMI e SISDE, e quelle provenienti da organi informativi non riservati ma non meno importanti: Guardia di Finanza e Ispettorato generale antiterrorismo. Trattando quelle provenienti dal primo gruppo occorre premettere che il materiale pervenuto alla Commissione è stato assunto dalla stessa, in considerazione del fatto che il dossier riguardante Gelli, sia stato inviato sotto la nuova gestione immune da influenze

piduiste. Il rilievo primario è in termini quantitativi, constatando come da esso risulti una consistente attività informativa dedicata al personaggio a far data dal 1950, alla quale si contrappone una scarsa di produzione documentale successiva, si da consentire alla Commissione d’Inchiesta di affermare tranquillamente che dopo il 1950 il fascicolo Gelli diventa praticamente inesistente ovvero inerte, fatte salve poche sporadiche eccezioni. L’informativa COMINFORM del 1950 segna praticamente l’inizio della fine del fascicolo Gelli, dato questo che non può sfuggire all’attenzione dell’osservatore in quanto, non solo l’informativa costituisce il documento di gran lunga più esauriente, acquisito agli archivi del Servizio riguardo

a Licio Gelli, ma perché proprio in ragione della gravità delle informazioni e valutazioni in essa insite, lungi sarebbe dovuta essere l’idea dall’interrompere le segnalazioni e delle note dedicate al medesimo, avrebbe anzi dovuto inaugurare, a rigor di logica, una stagione di più ampia documentazione.


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ontrosenso Basilicata

3 Marzo 2012

LE NOSTRE RECENSIONI

IN PLATEA MULTI CINEMA RANIERI TITO SCALO - PZ

QUASI AMICI

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opo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione come badante personale... Per dirla senza troppi giri di parole, la persona meno adatta per questo incarico. L’improbabile connubio genera altrettanto improbabili incontri tra Vivaldi e gli Earth, Wind, dizione perfetta e slang di strada, completi eleganti e tute da ginnastica... Due universi opposti entrano in rotta di collisione ma per quanto strano possa sembrare prima dello scontro finale troveranno un punto d’incontro che sfocerà

in un’amicizia folle, comica, profonda quanto inaspettata che li renderà... Intoccabili. “Intouchables” (ancora una volta il titolo italiano vanta una banalità imbarazzante), ispirato a una storia vera, rientra nel filone di film sulle “strane coppie” con in più la tematica dell’handicap; fortunatamente i registi Nakache e Toledano, autori anche della perfetta sceneggiatura circolare, evitano ogni più piccola concessione retorica alla vicenda, anzi (mal)trattata con sferzate di irresistibile cinismo umoristico. Così, quella che poteva essere l’ennesima parabola strappalacrime sul dolore e la riconciliazione si rivela

un racconto autentico ed emozionante di un’amicizia senza alcuna commiserazione, in cui le lacrime finali sgorgano sincere e non comandate. Forse il congegno del gioco delle parti è fin troppo estremizzato per poi assicurarsi vincente (e se Philippe fosse stato un comune mortale d’appartamento invece che un faraonico Castellano?) ma almeno ci viene risparmiata la consueta moraletta buonista sui malati in carrozzella. Meravigliosi i due protagonisti, François Cluzet e Omar Sy (quest’ultimo premiato agli

ultimi César), affiatati pur nell’evidente antitesi, e da applausi l’intensa colonna sonora nel nostro Ludovico Einaudi.

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

GHETTO EDEN

I Marciantes a Vietri di Potenza

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Marciantes sono un gruppo di persone europee partite da Nizza, in marcia verso Atene con lo scopo di parlare direttamente con i cittadini in assemblee popolari, facendo luce sui problemi locali e giungendo con il dialogo, a vere soluzioni. La scelta di Atene a riguardo non è un caso; Atene è la “capitale” della democrazia. Si pensi a questo proposito all’Agorà, la piazza principale per gli antichi Greci, il centro economico, commerciale oltre che politico in quanto era il luogo della democrazia per antonomasia, era la sede delle assemblee dei cittadini che si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi. A Vietri di Potenza sono arrivati sabato scorso e sono stati accolti dalla Protezione Civile che ha cercato di mettere a disposizione al meglio quello che era loro necessario. In ogni luogo d’Italia hanno detto di essere stati accolti bene ma forse, a Vietri, l’organizzazione non era delle migliori visto che, i poverini, hanno dovuto arrangiarsi per il bagno e hanno utilizzato la fontana pubblica per lavarsi. Nell’assemblea popolare tenuta domenica scorsa, i giovani hanno spiegato che manifestano in modo pacifico, per liberare la parola, per riappropriarsi della politica attraverso l’incontro, lo scambio di idee, le assemblee popolari generando una discussione dapprima individuale poi collettiva e giungendo a possibili soluzioni alternative al sistema capitalistico europeo. Durante l’assemblea molti sono stati gli interventi dei cittadini vietresi che hanno mostrato attento e curioso interesse nel discorso e negli obiettivi dei giovani ragazzi e che si sono infine anche congratulati per il coraggio e per la fiducia dimostrata nel credere che ribellarsi possa portare a qualche risultato concreto. Carla De Laurentiis

“Fuori Città” D

opo oltre vent’anni di successi da parte dei Sud Sound System, e il proliferare di artisti, band, crews e dj’s che hanno affollato le dance hall della “Giamaica d’Italia”, sembrava quasi che il reggae salentino, avesse ormai detto tutto. A parte qualche episodio di originalità a sprazzi (il progetto etno-dub degli Insintesi, o le escursioni dei BoomDaBash), il Salento ormai non sembrava più foriero di novità davvero originali. Ecco che arrivano però i Ghetto Eden, un gruppo che già a vederlo sembra avere qualcosa da dire. Abbiamo infatti a che fare con un quartetto di artisti originari per metà del Salento, e per metà del Senegal: DJ Zinfo, Khadim, Flavio e Malick. La loro musica è pertanto una mistura piuttosto armoniosa di “roots africano” e dance hall tipico delle spiagge salentine. Come dicevamo –ed è proprio il caso di dirloqualcosa di nuovo sotto il sole di quelle parti: un reggae urbano, ma esotico, energico e malinconico. Il disco dei Ghetto Eden, non a caso si intitola “Fuori Città”, ed è stato interamente registrato nello studio dei SSS, con le basi curate dai più famosi Terron Fabio, Nandu Popu, GGD e mixato da OMH Guru. Bravi davvero.

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C O M U N E DI P O T E N Z A AVVISO ALLA CITTADINANZA ASSEGNAZIONE DI SEPOLTURE AL NUOVO CIMITERO Si avvisa la cittadinanza che è possibile presentare domanda di assegnazione di sepolture. Con convenzione Rep. N. 14941 del 27.04.2009 il Comune di Potenza ha affidato in concessione i lavori per la progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Cimitero Comunale, in località C/da Montocchino, alla Società Nuovo Cimitero di Potenza di Socomer G. L. srl . Il progetto definitivo approvato il 07.04.2010 prevede la realizzazione di loculi, cappelle gentilizie, cappelle di famiglia, cellette ossario e fosse. Il costo stabilito per ciascuna tipologia è quello riportato nella sottostante tabella: Prezzo* € 10% caparra concessione per 30 anni di loculo in 1° fila 3.780,00 378,00 concessione per 30 anni di loculo in 2° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 3° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 4° fila 2.940,00 294,00 concessione per 99 anni di cappella gentilizia 10 loculi + 16 ossari 58.950,00 5.895,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 8 loculi + 8 ossari 43.640,00 4.364,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 4 loculi + 4 ossari 24.760,00 2.476,00 concessione per 30 anni di celletta-ossario o cinerario 236,00 23,60 concessione per 10 anni di fossa 294,00 29,40 * oltre iva come per legge Gli interessati potranno presentare la domanda di concessione presso la sede del concessionario NUOVO CIMITERO DI POTENZA DI SOCOMER G. L. srl, ubicata in Potenza alla Via Matera presso Parcheggio UNO Rione Mancusi – negli orari di apertura al pubblico dal martedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle 16,30. Il progetto potrà essere visionato sul sito internet www.socomer.it oppure sul sito internet del Comune di Potenza www.comune.potenza.it area tematica servizi cimiteriali. CONDIZIONI PER L’AMMISSIONE DELLA DOMANDA 1. Gli assegnatari dovranno essere residenti o aver avuto la residenza o aventi parenti residenti nel Comune di Potenza. 2. Ogni soggetto potrà risultare assegnatario di n. 1 (uno) loculo e di un ossario per ogni componente il suo stato di famiglia o di una cappella. 3. L’assegnazione potrà avvenire solo ed esclusivamente in favore di un soggetto. 4. L’assegnazione potrà altresì avvenire a favore di soggetti defunti su richiesta del familiare. 5. E’ fatto assoluto divieto di cessione, a qualunque titolo, della prenotazione e/o concessione. 6. E’ condizione di ammissibilità della domanda il versamento del 10% del costo di concessione a titolo di deposito cauzionale come dettagliato in tabella. 7. La durata della concessione decorrerà dall’utilizzo della stessa. 8. La scelta della sepoltura avverrà con il criterio cronologico di presentazione della domanda. L’Ufficio del Concessionario del Nuovo Cimitero Comunale di Potenza è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti (e-mail: nuovocimiterodipotenza@socomer.it, tel. 0971/273524) e ha la sede in Potenza alla via Matera c/o Parcheggio Uno (Rione Mancusi). Potenza, 10/01/2012 Il Concessionario Nuovo Cimitero di Potenza s.r.l.


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In memoria di Pietro Di Lonardo, sindacalista della Cisl Intitolata a lui la Sala audiovisiva del Centro Sociale “P. Sacco” di Rionero di Armando Lostaglio

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l comitato di gestione del Centro Sociale “P. Sacco” di Rionero, la segreteria regionale della CISL, la città di Rionero, hanno inteso ricordare – su proposta del CineClub “V. De Sica” – la figura di Pietro Di Lonardo, con una targa a memoria, con la quale viene intitolata la Sala Audiovisivi del Centro Sociale. Ad officiare la benedizione, alla presenza di oltre trecento persone, il Vescovo della Diocesi di Melfi, mons. Gianfranco Todisco, il quale ha ricordato l’importanza del lavoro e della solidarietà, elementi di testimonianza che hanno caratterizzato l’impegno umano di Pietro, deceduto a 51 anni, poco più di due anni fa. Lo hanno ricordato Giovanni Natale, segretario della CISL di Rionero, per lunghi anni a stretto contatto di lavoro, ma anche Rino Cammarota, presidente del comitato di gestione del Centro Sociale, lo stesso sindaco di Rionero, Antonio Placido, e il segretario generale CISL lucano, Nino Falotico, che per decenni ha avuto Pietro fra i suoi più concreti attivisti nel sindacato. Come Cineclub “De Sica” lo abbiamo ricordato nel film IL CAPPOTTO di Alberto Lattuada, del 1952, con Renato Rascel e ispirato a Gogol, alla cui sceneggiatura ha collaborato anche il “nostro” Sinisgalli. Se avesse avuto modo di conoscere Pietro Di Lonardo,

chissà se la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia avrebbe lanciato quelle invettive contro il sindacato che, a suo dire, difenderebbe i ladri ed i fannulloni. Persone come Pietro, sindacalista e fervido credente, hanno fatto grande il sindacato

Pietro Di Lonardo e non solo, l’associazionismo solidale, le relazioni umane. E una brutta malattia, nell’arco di un anno, lo ha strappato ai suoi affetti, a sua moglie, ai suoi ragazzi adolescenti, alla sua anziana madre. E a tutti quei pensionati, operai, disoccupati cui prestava un infaticabile servizio umano prima ancora che “vertenziale” e previdenziale. Fino all’ultimo si è

battuto, col sorriso, per battaglie civili verso ASL ed Inail per quei riconoscimenti collettivi di malattie, contro le inumane leggi che penalizzano chi soffre. Quanto segue è un articolo che gli avevo dedicato ben prima che si ammalasse, quando parte delle sue ore libere, dopo il duro lavoro nell’azienda di acque minerali (Cutolo) le trascorreva al Centro Sociale “in sezione”, quella della Cisl, come amava chiamarla. Per questo ci pareva giusto che proprio il Centro Sociale gli dedicasse una targa a memoria futura, verso una persona dolce ed “invisibile”, che, pure quando era ammalata, trovava il tempo per far compagnia ad un suo parente in fase terminale. Persone piccole che fanno grande questo mondo, e che lo fanno amare. Per questo è indispensabile ricordarle. Non è molto alto Pietro, la sua statura è però inversamente proporzionale alla sua disponibilità, alla sua diligenza. E’ persona fattiva, attenta, disponibile. Così lo riconoscono i compagni di lavoro all’azienda di imbottigliamento di acque minerali, così lo descrivono quelli del sindacato, dove ogni sera si reca per dare il suo contributo, anonimamente, quasi senza farsi accorgere. Torna con le scarpe ancora umide dal lavoro, e in pochi minuti è già pronto per andare “in sezione” (come dice lui). Lì c’è sempre da fare: una vertenza, un’assemblea

A Teatro la Potenza che non c’è più

Da sinsitra Natale, Cammarorta, Placido, Todisco, Falotico, Lostaglio (Foto Traficante) da organizzare, dichiarazioni da compilare, c’è un amico con qualche problema di lavoro e non solo: si era messo in testa da qualche tempo di operare per l’istituzione di un telefono-ascolto per quelle famiglie assillate dal problema della droga e che magari non avevano trovato un primo punto di riferimento. In fabbrica aveva saputo di diversi casi e si era prodigato a contattare associazioni di volontariato anche nelle regioni vicine, per trovare un minimo sbocco al grave problema che sta torturando anche le piccole città. Pietro è un operaio ed un operatore a tutto campo, turni in azienda e poi anche la campagna, dai pomodori alle viti alle olive e anche un orticello per le esigenze

di tutti i giorni. I suoi bambini lo seguono un po’ ovunque, laddove è possibile, attenti ad apprendere quanto, con semplicità, lui esprime. In sindacato fa molto, soprattutto nell’azienda ove opera, nella quale di recente si è giunti a controllare il tempo che si sta in bagno. Ogni bisogno viene controllato. Questo è per lui sindacalmente inaccettabile. Almeno certi bisogni non andrebbero controllati. Gli sembra che si torni indietro nelle conquiste ottenute in azienda. Per questo gli succede di avere discontinuità nell’azione e nella presenza. Ma non ne fa un dramma, non va in polemica. Eppure non demorde, va avanti con semplicità. Un dirigente sindacale una volta si espresse

sul conto di persone simili, asserendo che sono proprio queste persone che fanno grande il sindacato. Quando lo si chiama per qualsiasi attività è sempre pronto, anche ad anticipare di tasca, come quando si propose una lapide (artistica) da erigere ai caduti sul lavoro, davanti al Centro sociale realizzato con i fondi di CGIL, CISL e UIL all’indomani del terremoto. La lapide si fece e si inaugurò un non lontano 1° Maggio. Pietro era lì, entusiasta e poco visibile, forse per la sua statura. Ma la statura di un uomo è ben altra cosa.

“Il grido dell’anima” di Valerio Selvaggi, scrittore di Grassano di Hamza Zirem

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l 23 e il 24 febbraio, al Teatro Stabile di Potenza, si è rinnovato l’ormai annuale appuntamento con la Compagnia Teatrale Dialettale “Zì Gerard”, che ha indetto la prima rassegna di Teatro Dialettale Potentino “Lidia Bavusi”. Il desiderio di incentivare gli sforzi di quanti credono (e lavorano con impegno e passione a tale fine) nella possibilità di dotare anche una regione come la Basilicata di una propria tradizione teatrale e di garantire al pubblico potentino (e non) una certa continuità nell’avvicinarsi al teatro in vernacolo, ha spinto la Compagnia di Zì Gerard ed il Centro Artistico Basilicata ad organizzare la suddetta manifestazione. La rassegna è nata anche come sentito omaggio alla memoria della nota ed amata attrice potentina, scomparsa pochi mesi fa, Lidia Bavusi, la quale, nella sua lunga carriera artistica, ha lasciato una traccia indelebile nel teatro locale, con le sue indimenticabili interpretazioni al fianco di Gerardo Crisci senior e del fratello Dino “Zì Gerard”

Bavusi. “U curred a sei”, questo il titolo dello spettacolo andato in scena giovedì e venerdì scorsi, è un divertente atto unico scritto e diretto dal noto ed amato attore, autore e regista potentino Dino “Zì Gerard” Bavusi, che da anni ci ha abituato a lavori di qualità, sempre nuovi, se non addirittura innovatori. Come sempre Dino Bavusi porta sulla scena anche in questa commedia spaccati di una Potenza che non c’è più, la Potenza dei vicoli, delle tradizioni dimenticate, delle forti disuguaglianze sociali. “U curred a sei” ci catapulta nella Potenza degli anni 50, mettendoci di fronte ad un interessante aspetto sociale, culturale ed economico delle classi popolari di più di mezzo secolo fa: il matrimoniocontratto. Attraverso il vivace alternarsi di personaggi “tipici” (i giovani innamorati, i mariti succubi delle mogli, la vicina pettegola, il sagrestano avido), ci immergiamo in un mondo passato, con i suoi riti e le sue leggi. Assistiamo così ai tentativi dei giovani Rocco e Rusina di liberarsi da avite e vincolanti tradizioni, rivendicando il

diritto di coronare il loro sogno d’amore senza necessariamente soddisfare la fondamentale richiesta della “terribile” Carmela, madre dello sposo: se Rusina vorrà “vedere i calzoni di Rocco appesi al letto” dovrà garantire un corredo degno, un corredo “a sei”. Proprio Carmela è il personaggio chiave per cogliere i dati sociologici sui quali la commedia permette di riflettere. Innanzitutto, Carmela è degna rappresentante di una precisa categoria sociale: le donne, alle quali era all’epoca precluso qualsiasi ruolo significativo nella vita pubblica, ma che erano la vera colonna portante della famiglia, di cui gestivano l’economia e qualsiasi questione di rilievo, matrimonio dei figli compreso. Inoltre Carmela incarna bene il desiderio delle classi popolari di un’ascesa sociale che si concretizza, ai loro occhi, nell’ostentazione di un corredo ricco, simbolo di un benessere e di uno status che in realtà non posseggono. L’azione della commedia è imperniata su vere e proprie trattative matrimoniali che coinvolgono l’intero vicinato e su esilaranti dialoghi, impreziositi dall’impiego di termini dialettali ormai scomparsi: tutelare e trasmettere alle giovani generazioni il dialetto, pilastro della nostra identità culturale, è infatti uno dei principali intenti del teatro di Zì Gerard, che, ancora una volta, ha saputo offrirci circa due ore di divertimento, cultura e riscoperta delle nostre radici. Donatella Violante

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alerio Selvaggi, nato nel 1941 a Grassano, apre il proprio cuore e traduce la sua esistenza in un romanzo pubblicato dall’editrice Erreci. L’autore descrive i propri pensieri più intimi e osserva con maggiore attenzione le sue esperienze. Tiene traccia di alcuni episodi della sua vita ripercorrendo i momenti più espressivi. Ci divulga le sue emozioni e sensazioni latenti, ricapitola in maniera forte i diversi aspetti che contrassegnano la sua realtà associando un po’ di fantasia. Attraverso una testimonianza autentica, il filo dei ricordi scorre e si snoda tra i momenti di un’intensa importanza. È nella precisione dei dettagli che Selvaggi rivela la propria grandezza. Riesce a far vedere al lettore il mondo nel modo in cui lui l’ha vissuto, esprimendolo in maniera rilevante. Riproduce le relazioni umane vissute ed i luoghi che abitano lucidamente la sua memoria. Il libro è pieno di riflessioni, Valerio diffonde i suoi pensieri e chiarisce bene tante nozioni, ci dà le sue dissertazioni minuziose e originali sulla vita, l’amore, la modernità, la dignità, i drogati, la perdita dei valori… Il romanzo, di un forte sentire, è l’autoritratto esistenziale di chi ha vissuto con generosità, e maturato un rapporto fondamentale con saggi maestri. Il grido dell’anima è una storia affascinante che ha scavato negli angoli più bui della sensibilità coinvolgendo vite che si incrociano e si affrontano. È un bilancio di un uomo tormentato, impegnato nella sua depressione e la sua evasione. Ci fa pensare all’Urlo del celebre pittore norvegese Edvard Munch, opera simbolo dell’angoscia e dello smarrimento che segnano la vita. Il personaggio Erio, spinto da un bisogno interiore, espone per staccarsi da una profonda crisi

dovuta ad una quasi tragedia familiare. Lui, che è stato ottimista e solare, il dirupo degli eventi, lo ha fatto sprofondare nella desolazione. È condannato a rivivere la sua vita fra ricordi che sconvolgono il suo orizzonte esistenziale e il suo sistema di valori. Nella sua mente scorre un bisogno di giustizia e di ricomposizione della memoria. Erio sente oggi più che mai l’importanza di amare la sua terra, di riprendere i passi di una volta. Ritrova un quadro di cari ricordi ed affetti verso le cose umili. Questo suo descrivere è un ritorno sentimentale, che gli fa rivedere il volto autentico della Basilicata, un viaggio nella storia. La Basilicata si presenta in gran parte selvaggia, offrendo un’incredibile varietà di ambienti e paesaggi di grande fascino e di straordinaria bellezza. Terra di leggende, piena di misteri e credenze popolari. Terra di uomini forti che conoscono solo il sudore, terra piena di umanità, di generosità, di passione e amore. Si racconta attraverso le immagini del cinema che si sono scelti questi luoghi per stupire e incantare. Preferita dai grandi cineasti di fama internazionale, come Mel Gibson, Pasolini che hanno scelto di ambientare i loro film in questa suggestiva cornice popolare. Questa è la Basilicata la sua terra! Le sue radici! Terra sua, terra di sogni e tanta fantasia, dai mille volti, tanti colori e molta poesia. Erio constata con delusione che “La Lucania nella sua fortunata posizione con tante risorse dal petrolio all’agricoltura e sfortunata per una gestione sfavorevole da governanti che hanno altri obbiettivi rispetto alla crescita e alla prosperità del popolo e delle sue ricchezze.” Dopo una vita difficile tra luci ed ombre, amori, dissidi, arrivi e

diruppi, si apre la strada del rientro alle origini, alle sue radici, alla sua terra, alla sua Tr i v i g n o , dove ha lasciato le sue impronte, i ricordi più cari della sua infanzia. Erio si perde nella spirale della sua storia. Tutto quello che ha fatto, che vede, che sente, non ha più significato. Le cose hanno perso una svolta inaspettata e un deviamento che lo ha fatto vagabondare nelle strade sconosciute. Gli vengono parole di ispirazione strazianti e dipinge di colori miserevoli il suo diario, scavato nei meandri dell’animo. Ogni ricordo è un richiamo, una verità che gli brucia dentro, e come una sfida al buio di domani. Erio legge e rilegge il passato con la paura del presente. L’autore consacra alcune pagine sui briganti della Basilicata, parla dello spettacolo della Grancia e presenta con orgoglio il libro di Fulvio Caporale intitolato “Briganti a Trivigno”. Erio riflette alle mille combinazione della vita, ai tanti incontri, da cui possono derivare infinite ricostruzioni. Osserva che la sofferenza fa parte della vita, il dolore è nobile e grandioso, eleva spiritualmente. Non pensa più alla vendetta. Non pensa più di essere sfortunato degli altri, ora crede che questa esperienza sia stata utile, lo ha indurito, facendogli capire di più la vita. L’ultima frase del libro afferma: “Erio non è ciò che pensate, è ciò che è.”


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REPORT

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Basilicata

La voce dei clandestini riemerge dalle acque in un libro di Mimmo Sammartino

“U

n canto clandestino s a l i v a dall’abisso”, Sellerio editore Palermo, è un libro di Mimmo Sammartino; scrittore, giornalista, che scrive di un fatto di cronaca

realmente verificatosi. L’evento in questione è il più grande naufragio avvenuto nel Mediterraneo dopo la guerra, le quali vittime furono 283 migranti, nel Natale del 1996. La nave è la Yiohan, che trasportava

immigrati clandestini provenienti dall’India, Sri Lanka e Pakistan. Nel libro, ad esempio, si descrive una madre che perde i suoi figli; ma che continua a sognare e sperare nel ritorno del figlio 17enne, del quale un pescatore, Salvatore Lupo, ne trova i documenti e, finalmente, qualcuno parla dopo tanto

silenzio. Silenzio in quanto nessuno credeva ai migranti sopravvissuti del naufragio, ma che poi, con varie ricerche, la verità è venuta fuori grazie a quanti hanno fatto in modo che ciò accadesse. Uomini, ragazzi, i cui corpi sono rimasti in fondo al mare, senza ne giusta sepoltura ne nome, a cui è stata negata

Le opinioni ed i HATHA YOGA sentimenti nella Un viaggio alla raccolta di poesie scoperta del Sé nel sè di Antonio Pace

“L

’abbraccio. Raccolta di poesie”, Pisani T. Edizioni – 2012, di Antonio Pace, è appunto una raccolta di poesie guidata soprattutto da un sentimento di tenerezza. Poesie che si riferiscono lla quitidianità, illustrando le opinioni dell’autore, esercitando quella libertà di opinione per la quale egli scrive. Antonio Pace spazia fra vari temi, dalle elezioni politiche ai canti popolari dedicati alla Beata Vergine del Carmelo. L’autore esprime considerazioni anche sulla questione delle scorie a Scanzano Jonico, ad esempio, oppure sull’abbandono della lira fino a parlare della pasta

“paisan’”, n o n c h é descrivere un mestiere come quello del medico. A queste si aggiungono le sue opinioni sui mondiali di calcio 2006 e 2010, ma anche una sezione Remember (per non dimenticare) dedicata appunto a descrivere personaggi del paese dell’autore scomparsi prematuramente, a cui si accostano anche nomi più conosciuti nella sezione Dediche. L’autore si dedica anche ai deboli e agli anziani, con un certo pessimismo, se vogliamo, rivolto ai giovani che non hanno più molta considerazione dei principi ereditati, dimenticando, a volte, persino i loro cari al cimitero. Antonio Pace con i suoi lavori cerca sempre di difendere i valori tradizionali, ai quali è legato, e le usanze del passato. Tutto il lavoro è scritto in dialetto aviglianese. Alessia Nardozza

Svami Gitanada Giri - Laksmi

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vami Gitananda Giri è un maestro indiano che ha messo a punto un sistema evolutivo chiamato Gitananda Yoga che integra hatha, jnana raja e laya yoga in una sintesi che riporta lo yoga alla sua purezza originaria. Questo libro tratta del sistema Gitananda Yoga, e analizza le principali differenze tra la pratica dello yoga e la pratica sportiva. La pratica dello yoga non richiede alcuna attrezzatura costosa ma comporta semplicemente una revisione dello stile di vita e dell’alimentazione ed è lontana dall’atteggiamento edonistico dello sportivo moderno. “Nella maggior parte degli sport, lo sforzo è la condizione ordinaria per l’atleta, perché la pratica sportiva sovraccarica il sistema nervoso simpatico, con il risultato di alterare le risposte organiche e ghiandolari. Le sostanze chimiche, rilasciate in quantità eccessive dalla ghiandole sottoposte a stimolazione, sono molto distruttive, debilitanti e tossiche: generano l’invecchiamento precoce del tessuto muscolare nervoso e osseo, causando infiniti danni a ogni organo del corpo, pelle e capelli compresi. Al contrario, le pratiche yoga moderano l’attività del sistema nervoso autonomo e generano una lieve dominanza del parasimpatico, condizione nella quale l’attività delle ghiandole e degli altri organi deputati alla secrezione di sostanze chimiche è tenuta sotto controllo dalle funzioni mente-cervello”. La pratica dello yoga genera benessere, salute, guarigione, ringiovanimento e longevità. Le tecniche yogiche sviluppano il corpo nella sua interezza a differenza delle

pratiche sportive che potenziano quasi esclusivamente la parte del corpo coinvolta nell’attività. “Lo yoga è la scienza dell’evoluzione consapevole che consente al ricercatore sincero di accelerare il ritmo lento del progresso spirituale”. Svami Gitananda ritiene che lo hatha yoga è lo strumento adatto a favorire l’evoluzione dell’essere umano perché lo eleva dalle sue tendenze animali fino a raggiungere i regni divini dell’essere. L’essere umano è dotato di un cervello rettile e di uno mammifero che sono comuni anche alle specie inferiori di vita e ai loro istinti primitivi di sopravvivenza: l’istinto sessuale, il senso del dominio, della territorialità ecc. Poi vi è la corteccia cerebrale, il cervello umano che non è condizionato dall’istinto ma che è in grado di fare scelte consapevoli. La consapevolezza è la chiave del controllo e una pratica intelligente di hatha yoga genera consapevolezza in ogni cellula. “Mentre lo yoga promuove una consapevolezza ampliata e il controllo degli elementi interiori, le attività sportive coltivano la consapevolezza esteriore e il controllo dei fattori ambientali esterni”. Nella ricerca yogica della perfezione, non vi è competizione e lo yogin cerca di migliorare se stesso rinforzando il corpo, purificandolo e portandolo sotto il controllo cosciente. “La maggior parte degli sport e delle attività fisiche moderne è praticata in piedi e tutto lo sforzo è compiuto in questa posizione. Al contrario lo yoga esplora e sviluppa tutte le posizioni possibili. Il corpo viene allenato in varie posizioni, come quella seduta, in piedi, accovacciata,

verità e giustizia per troppo tempo, per cinque lunghi anni. E’ come se la narrazione fosse guidata dalle voci dei corpi adagiati sul fondo del mare, a cui Sammartino associa un lirismo particolarmente armonico. Alessia Nardozza

prona, su di un fianco, supina e persino quella capovolta”. Alcuni sport, come il tennis, producono uno sviluppo muscolare di un solo lato del corpo a spese dell’altro lato. Inoltre è credenza diffusa che la competizione genera il massimo rendimento. “Lo yoga insegna che il non attaccamento ai risultati dell’azione genera efficienza poiché rende l’aspirante emotivamente libero da quel pensiero competitivo e teso verso l’obiettivo che genera sforzo e tensione”. Con la pratica regolare dello yoga il corpo diviene più flessibile e disciplinato attraverso un grande numero di posture. Inoltre l’uso della luce solare del mattino per pratiche ringiovanenti, l’attenzione scrupolosa all’alimentazione, la capacità di lasciarsi andare durante il rilassamento finale, la consapevolezza dell’importanza dell’aria pura sono alcuni fattori che possono dare grande sollievo agli affanni dell’uomo moderno. “Come lo scultore asporta lentamente tutta la materia non essenziale da un blocco di granito, così lo hatha yogin asporta giorno dopo giorno, tutto il non essenziale dalla sua natura”. Nell’attività fisica l’uomo comune è soggetto a un enorme dispendio di energia che può recuperare solo con il riposo. “La differenza tra generare energia attraverso posture e movimenti del corpo e dissiparla sta nella coerenza dell’azione. Nello yoga ogni azione e ogni posa sono strutturate secondo principi energetici formulati con il medesimo rigore di una regola grammaticale”. Generalmente parlando l’uomo è diventato un essere sedentario. Infatti usa il corpo solo per compiere azioni ordinarie come stare in piedi, camminare, sedersi. Paragonando questo numero limitato di movimenti al grande numero di azioni e posture contenuti in una sessione di yoga, comprendiamo come la pratica

regolare ed equilibrata permette il mantenimento di una salute fisica emozionale e mentale. “Lo yogin ricerca l’unione a ogni livello della vita: dentro di sé l’armonia e l’equilibrio del complesso corpomente-emozioni, e all’esterno l’amicizia e la gentilezza. Egli vive soddisfatto dell’essenziale. Controllando i desideri e dominando le motivazioni egoistiche, la mente diventa ferma, stabile e concentrata. Egli rimane semplicemente il testimone dello schiudersi del fiore del suo risveglio”. Gli studenti di yoga devono impegnarsi a seguire uno stile di vita puro, moralmente ed eticamente sano. “In ragione della natura rigorosa degli insegnamenti, questo sistema (lo yoga) non gode del favore delle masse, eppure decine di migliaia di persone lo praticano in tutto il mondo”. Dice Svami Gitananda Giri “Lo yoga è un vostro diritto di nascita. Reclamatelo! La salute e la felicità sono un vostro diritto. L’evoluzione spirituale e il moksa (la liberazione) sono la vostra meta. Perseguitela!”. Om Shanti Shanti Shanti yogateacher@ tiscali.it

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreris dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


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Richiesta Euro 258.000 (Tratt.) – Rif. P004V POTENZA– (Via Danzi) Vendesiappartamentoal3°Pianoconascensore composto da salone, cucinotto, camera matrimoniale, 2 camere doppie, ripostiglio e 2 bagni +Soffitta Richiesta Euro 165.000 (Tratt.) – Rif. P023V POTENZA– (Zona G) VendesiAppartamentodinuovacostruzione ben rifinito composto da soggiorno/pranzo, cucinotto, camera matrimoniale, 2 camere singole, una zona lavanderia e 2 bagni+Ampio terrazzo+Garage di Mq 35 circa Richiesta Euro 385.000 – Rif. P018V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi intero stabile completamente ricostruito e ben rifinito posto su 3 livelli +Terrazzo+ Ampia tavernetta – Ulteriori informazioni inAgenzia. Richiesta Euro 380.000 – Rif. P022V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi Appartamento con ingresso indipendentesitoal1°Piano,compostodasalone, cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni Richiesta Euro 315.000 – Rif. P015V POTENZA– (Parco Tre Fontane) Vendesiappartamentoal1°Pianocomposto da salone con balcone, cucina abitabile con veranda, camera matrimoniale, camera doppia, camera singola e 2 bagni+Soffitta+ Scantinato Richiesta Euro 220.000 – Rif. P002V POTENZA– (Nei pressi di P.zza Bologna) VendesiImmobileconingressoindipendente posto su 3 livelli:P.T: Salone, cucina, un bagno,unazonalavanderiaedunripostiglio; 1°P: 2 camere matrimoniali, una camera singola ed un bagno;P. Mansardato di Mq 65 circa da poter ricavare un ulteriore unità immobiliare Richiesta Euro 350.000 – Rif. P008V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Pianoconascensore,compostodasalonecon ampio terrazzo, cucina abitabile, camera matrimonialeconbagno,cameradoppia,camerasingolaedunbagno–Parcheggioriservato Richiesta Euro 245.000 - Rif. P027V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Piano con ascensore, composto da soggiorno/pranzo con angolo cottura con terrazzino, una camera matrimoniale ed un bagno – Parcheggio riservato Richiesta Euro 135.000 - Rif. P024V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Pianoconascensorecompostodaampiosoggiorno/pranzo, cucina, camera matrimoniale, camera singola, un bagno e un Terrazzo – Parcheggio riservato Richiesta Euro 165.000 – Rif. P028V POTENZA– (Rione Francioso) VendesiAppartamento completamente Ristrutturato e ben rifinito al 2° Piano con ascensore,compostodaampiosalone,cucina abitabile, camera matrimoniale, camera doppia, camera singola, 2 bagni+2 Balconi+PostoAuto riservato Richiesta Euro 315.000 (Tratt.) – Rif. P017V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo appartamento al 2° Piano senza ascensore composto da soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale ed un bagno–Da ristrutturare Richiesta Euro 60.000 – Rif. P025V POTENZA– (Via Cavour) VendesiAppartamentoal2°Pianocomposto da salone, cucina, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno+2 Balconi+Soffitta+Parcheggio riservato Richiesta Euro 135.000 – Rif. P014V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Immobile di oltre mq 300, Luminoso, Panoramico e con rifiniture di pregio, sviluppato su 3 Livelli, così composto:P.1°.Ampio salone con camino, sala pranzo, cucina abitabile ed ampio bagno; P.2°.3 camere da letto matrimoniali di cui una con spogliatoi e bagno in camera+Altro bagno a servizio all’intero piano;P.Attico.Soggiorno/pranzo, 2 camere matrimoniali ed un bagno; Richiesta Euro 1.050.000 – (Tratt.) Rif. P069V POTENZA– (C.so Garibaldi) Vendesi Appartamento ristrutturato composto da salone, cucinotto, zona lavanderia, camera matrimoniale, camera singola, un bagnoedunaveranda+Scantinato–Possibilità posto auto riservato Richiesta Euro 235.000 (Tratt.) - Rif. P057V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale al 1°P. con Bagno Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) - Rif. P073V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale Arredato al 1°P. con

Bagno Richiesta € 48.000 - Rif. P044V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale ristrutturato ed arredato al P.T. con Bagno Richiesta € 45.000 (Tratt.) - Rif. P001V POTENZA–(C.daPiandiZuccheroacirca Km 5 da Potenza) Vendesi appartamento al P.T. con ingresso indipendente composto da ingresso, ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno Richiesta Euro 60.000 (Tratt.) - Rif. P032V PIGNOLA Vendesi Appartamento composto da ingresso,soggiornoconangolocottura,camera matrimoniale con balcone, camerina con balcone ed un bagno+Cantina di Mq 55 Richiesta Euro 75.000 (Tratt.) - Rif. PI002V TITO SCALO VendesiAppartamento al 2° Piano completamente ristrutturato, composto da salone, cucinotto, 2 camere ed un bagno+Ampio balcone–Con possibilità di Garage di Mq 33 RichiestaEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS002V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Salone con ampio angolo cottura e con terrazzino, un disimpegno, Camera matrimoniale, camera singola ed un bagno Richiesta Euro 135.000 – Rif. TS009V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Soggiorno/pranzo con angolo cottura, un disimpegno, camera matrimoniale con terrazzino ed un bagno Richiesta Euro 90.000 – Rif. TS008V TITO VendesiImmobileconingressoindipendente composto da ingresso, cucinotto, soggiorno/pranzo, camera matrimoniale ed un bagno+Cantina/Legnaia Richiesta Euro 32.000 (Tratt.) – Rif.P007V TITO Vendesi Appartamento ben rifinito al 1° Piano composto da soggiorno/pranzo, cucina,cameramatrimoniale,unostudiolo,un bagno, un ripostiglio e due balconcini. Richiesta Euro 110.000 (Tratt.) – Rif. P002V TITO VendesiAppartamentoal1°Pianocomposto da salone con balcone, cucinotto con ripostiglio, camera matrimoniale, camera singola edunbagno+Giardino+Possibilitàdigarage di Mq 30 RichiestaEuro105.000(Tratt.)–Rif.TS003V PICERNO Vendesi Immobile panoramico e completamente ristrutturato su 2 livelli:- P.T. Ampio soggiorno/pranzo con camino in pietra, cucinotto ed un ripostiglio; - 1°P. Camera matrimoniale, una camera doppia ed un bagno Richiesta Euro 128.000 (Tratt.) – Rif. PC006V PICERNO – (Centro Storico) Vendesiappartamentodinuovacostruzione, benrifinitaeconingressoindipendente,compostadasalone,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, camera doppia e 2 bagni+ Terrazzo panoramico di Mq 90 RichiestaEuro158.000(Tratt.)–Rif.PI005V PICERNO – (A solo 2 Km dall’Uscita dell’Autostrada) Vendesi Appartamento al Piano Terra di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente, composto da salone, cucina abitabile, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni+Terreno circostante. Richiesta Euro 155.000 (Tratt.) – Rif. PC001V VILLE IN VENDITA POTENZA– (Sant’Antonio La Macchia) VendesiVillabifamiliare,benrifinita,dicirca Mq 300 oltre Terrazzi e giardino – Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 490.000 (Tratt.) – P035V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Villa panoramica di circa Mq 300 sviluppata su 2/3 Livelli + Terreno di Mq 3000 sistemato a verde – Ulteriori informazioni inAgenzia. Richiesta Euro 630.000 (Tratt.) – Rif. P030V POTENZA– (C.da Ciciniello) Vendesi Immobile indipendente sviluppato su2Livelli:P.T.Salone,soggiorno/pranzo,cucina, dispensa ed un bagno;- 1°P.Camera matrimoniale con bagno, 2 camere doppie, un bagno ed una zona lavanderia+Terreno di circa Mq 4000 Richiesta Euro 250.000 (Tratt.) – Rif. P009V POTENZA– (C.da Dragonara) Vendesi Villa Panoramica di Nuova costruzione così composta:P.T.Ampio salone con camino, cucina abitabile, camera matrimoniale con cabina armadio e bagno;1°P.2 camerematrimonialiconterrazzo,unacamera

singola con terrazzo, un ampio bagno ed un vano lavanderia; P. Sottotetto: circa mq 50 completamente abitabili con un bagno+Ampio terrazzo +Terreno Mq 2000 sistemato a verde - Possibilità di scegliere le rifiniture interne Richiesta Euro 385.000 - Rif. P072V POTENZA– (ParcoAurora) VendesiImmobileconIngressoindipendente sviluppato su 3 Livelli e dotato anche di ascensore interno:-P.T.Ampio Garage con Cantina complessivamente Mq 285;1°P.Ampio salone, ampio soggiorno/pranzoconcaminoeterrazzo,cucinaabitabile,unoStudioe2 bagni;2°P.4camere da letto di cui una con bagno+Altro Bagno+Terrazzo circostante a tutte le camere+Ampiospazioesternorecintato+Cancello Richiesta Euro 1.200.000 (Tratt.) – Rif. P020V POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villa sviluppata su 2 Livelli:P.T.Ampiosoggiorno/pranzoconangolo cottura, un Bagno+Garage+Cantina,1°P.Ampio salone, 2 camere matrimoniali di cui una con bagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 355.000 (Tratt.) – Rif. P019V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Villa di nuova costruzione indipendente e panoramica di circa mq 400,così composta:-P.T.Ampio salone, ampio soggiorno, cucina abitabile, uno studio ed un bagno + Cantina e garage;-1°P.5 ampie camere da letto e 3 bagni+Terreno di circa Mq 6000 completamente recintato Richiesta Euro 580.000 – Rif.P011V POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVillettaindipendentesviluppatasu2 livelli, completamente da Ristrutturare, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto, bagno e cantina;1°P.Camera matrimoniale, camera doppia e bagno + Terreno di circa mq 2.000 Richiesta Euro 165.000 - Rif. P012V POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVillettaindipendentesviluppatasu2 livelli, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto,bagnoecantina;1°P.Cameramatrimoniale, camera doppia e bagno + Terreno di circa mq 2.000 Richiesta Euro 265.000 - Rif. P013V TITO Vendesi Villetta indipendente e ben rifinita composta da ampio soggiorno/pranzo con camino, angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno+Terreno di Mq 2500 Richiesta Euro 138.000 (Tratt.) – Rif.T008V TITO Vendesi Villa Bifamiliare, ben rifinita, con Giardinoindipendente,cosìcomposta:P.Seminterrato:Tavernetta con bagno e Cantina;P.T.Salone, cucina abitabile ed un bagno;1°P. 2 camere matrimoniali, camera singola e 2 bagni;P.Mansardato:Camera matrimoniale, cucina ed un bagno Richiesta Euro 375.000 (Tratt.) – Rif.T005V PIGNOLA– (Pantano) Vendesi Villetta panoramica indipendente, nuova costruzione, così composta Soggiorno/Pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, cameretta e bagno+Terreno circostante di circa Mq 2000 Richiesta Euro 130.000 – Rif. PI010V PIGNOLA– (C.da Pantano) Vendesi Villa Bifamiliare di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente sviluppata su 2 Livelli:P.T.:Ampio salone con camino, cucina abitabile ed un bagno-1°P.Camera matrimoniale, 2 camere singole ed un bagno+Ampio giardino circostante Richiesta Cadauno/Euro 220.000 (Tratt.) – Rif. PI015V PIGNOLA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villetta Bifamiliare così composta:P.Interrato:Ampio garage, cantina, zona lavanderia e scala interna di collegamento con il P.T.;P.T.Soggiorno/pranzo con angolo cottura, 2 camere da letto ed un bagno+Terreno di oltre Mq 3000 Richiesta Euro 210.000 – Rif. PI005V PIGNOLA– (C.da Ruovolo) VendesiporzionediVillaTrifamiliareconIngresso indipendente con Giardino di Mq 3000–Compostadasalonedi mq70,cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, 2 bagni ed una Tavernetta indipendente Richiesta Euro 250.000 - Rif. PI001V TERRENI E FABBRICATI RURALI IN VENDITA POTENZA– (Costa della Gaveta) VendesiTerreno agricolo in ottima posizione di18Ettari-Ulterioriinformazioniinagenzia

Richiesta Euro 950.000 (Tratt.) – Rif. P046V POTENZA– (C.da Lagatone) Vendesi Terreno di circa Mq 30.000 con destinazione seminativo e pascolo con Fabbricato di Mq 80+Annessi agricoli Richiesta Euro 150.000 (Tratt.) PIGNOLA– (C.da Tora) VendesiTerrenoEdificabileconProgettoapprovato e Concessione edilizia ritirata per la Costruzione di una Villa Bifamiliare di Mq 220 cadauna posta su 2 Livelli-Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 90.000 (Tratt.) - Rif.PI003V TITO SCALO Vendesi Fabbricato rurale posto su 2 Livelli+Terreno di Mq 3000 (Frutteto e Vigneto) RichiesteEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS003V VENDITALOCALI EATTIVITA’ COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiLocaleCommercialediMq120con 3 ampie vetrine ed alta visibilità+Possibilità di Garage di circa Mq 30 Richiesta Euro 280.000 (Tratt.) – Rif. P037V POTENZA– (Via dell’Edilizia) Vendesi immobile commerciale/direzionale di circa Mq 300, ben rifinito, accreditato anche per corsi di formazione Richiesta Euro 610.000 (Tratt.) – Rif. P034V POTENZA– (Macchia Romana) Vendesilocalecommercialedinuovacostruzione al P.T. di Mq 114, con ottima rendita mensile, composto da unico ambiente con bagno, antibagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 210.000 (Tratt.) – Rif. P026V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P001V POTENZA– (ParcoAurora) Vendesi locale di circa Mq 110 valido peruso artigianale o per autorimessa Richiesta Euro 85.000 (Tratt.) – Rif. P005V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Attività avviata di Bar/Pab di circa Mq 200–Ulteriori informazioni inAgenzia Rif. P036V POTENZA– (Via Vaccaro) Vendesi garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P010V AFFITTI APPARTAMENTI POTENZA– (Via di Giura) Appartamento al 1° P composto da ampio salone con terrazzo, soggiorno con accesso al giardino,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, 2 camere doppie e 2 bagni+Posto auto all’esterno Richiesta Euro 800 – Rif. P032A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi appartamento al 1° Piano Arredata/Non arredata composta da soggiorno, cucinaabitabile,cameramatrimonialeedun bagno Richiesta Euro 500 – Rif. P008A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Affittasi Villa su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, un Bagno+Garage+Cantina,1°P.Ampiosalone, 2camerematrimonialidicuiunaconbagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 1.000 (Tratt.) – Rif. P024A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasiappartamentoconingressoindipendentecompostodaampiosoggiorno/pranzo, una camera matrimoniale ed un bagno+Parcheggio antistante Richiesta Euro 450 – Rif. P003A POTENZA– (Zona Montereale) Affittasi appartamento Ristrutturato Arredato/Non arredato composto da Soggiorno con Angolo cottura, camera matrimoniale ed un bagno+Scantinato Richiesta Euro 500 (Tratt.) – Rif. P016A POTENZA– (Nei pressi Stazione Inferiore) Affittasiappartamentodinuovacostruzione al 2° Piano con ascensore composto da Salone, Cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni+Possibilità di garage Richiesta Euro 800 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasiappartamentodinuovacostruzione coningressoindipendenteePostoauto,composto da soggiorno/cucina, camera matrimoniale, un bagno ed un ampio terrazzo + Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 550 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) AffittasiAppartamentoArredata/NonarredatacompostodaSoggiorno/pranzoconangolocottura,cameramatrimoniale,2camere singole ed un bagno+Ampio ripostiglio+Cantina+ n°2 Posti auto riservati Richiesta Euro 500 (Tratt.) – P006A

POTENZA– (Rione Francioso) AffittasiMansardacompostadacucinaabitabile, una camera, ampio ripostiglio ed un bagno – Termoautonomo Richiesta Euro 320 – Rif. P012A POTENZA– (Rione Francioso) Affittasi a studentessa o lavoratrice ampia stanza singola arredata–Termoautonomo Richiesta Euro 230 + Spese TITO Affittasi Appartamento completamente ristrutturatoebenrifinitocompostodaampio salone, cucina, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni. Richiesta Euro 450 – Rif.T001A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) Affittasi Villetta indipendente di nuova costruzione completamenteArredata composta da ampio salone, cucina abitabile, 2 camerematrimoniali,unacamerasingolaed un bagno+ Terrazzo e balconi+Terreno circostante Richiesta Euro 450 (Tratt.) AFFITTI LOCALI COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiLocaleCommercialediMq120con 3 ampie vetrine ed alta visibilità Richiesta Euro 1.300 – Rif. P002A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi appartamento al 1°P. ben rifinito composto da 2 ampie stanze con balconcini e 2 bagni Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P028A POTENZA– (Ponte 9 Luci) Affittasiappartamentobenrifinitocomposto da una sala d’attesa, un’ampia segreteria, 4 ampie stanze e due bagni Richiesta Euro 800 – Rif. P004A POTENZA– (Via Vaccaro) AffittasilocalecommercialediMq300completamenteristrutturatocon3ampievetrine e posti auto riservati Richiesta Euro 2.700 – Rif P013A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi locale commerciale di mq 75 con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P015A POTENZA– (Centro – Nei pressi Posta) Affittasi locale commerciale di mq 90 con bagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 600 – Rif. P019A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno e vetrina Richiesta Euro 350 (Tratt.) – Rif. P005A POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 Richiesta Euro 150 POTENZA– (Centro) AffittasilocaliCommercialidiMq55/110forniti di bagni e spogliatoi Richiesta Euro 500/1000 – Rif. P018A POTENZA– (Rione Francioso) AffittasiLocaleristrutturatousostudioalP.T. di Mq 40 con Bagno e antibagno Richiesta Euro 450 (Tratt.) – Rif. P023A POTENZA– (Via Isca del Pioppo) Affittasi Locali ad Uso Commerciale/Studio al P.T. di diverse metrature Ulteriori informazioni in Agenzia – Rif. P020A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi al 1°P. appartamento Uso Studio di Mq 55+Posto auto riservato Richiesta Euro 500 – Rif. P022A POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locali Commerciali al P.T. di nuova costruzione di Mq 70/90/150 circa Richiesta Euro 600/800/1.400 POTENZA– (Zona Centrale) Affittasi locale Bar/Pizzeria/Ristorante di circa mq 200 con 50 posti, completamente arredato e con tutte le autorizzazioni Richiesta Euro 2.500 (Tratt.) POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiAppartamentousoUfficiodiMq70 Richiesta Euro 600 - Rif. P009A POTENZA– (Immediate vicinanze) AffittasiLocaliusodepositodiMq/Cadauno 100 con piazzale antistante Richiesta Euro/Cadauno 450 – Rif. P007A POTENZA– (Via Dei Mille) Affittasi Locale Uso Artigianale di Mq 130 con altezza di Mt 6 e con Piazzale antistante recintato Richiesta Euro 1.200 (Tratt.) - Rif. P014A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 150 - Rif. P012A TITO SCALO Affittasi Locale di Mq 65 ad uso Artigianale/Deposito+Piazzale Richiesta Euro 270 - Rif. TS003A



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