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Basilicata

26 Maggio 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO III n. 82/26 Maggio 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

Disabilità: Santarsiero riceve i nostri lettori a pag. 3

Un “Far West” chiamato “Zona Industriale” a pag. 5

Cari Contro-Lettori, nei prossimi giorni Potenza farà largo a una pacifica invasione. Sono armati di lance, urlano, ringhiano, cantano e hanno la faccia nera, ma, grazie a Dio, non sono arrabbiati. I Turchi della proverbiale processione, in questi momenti terribili, si spera rappresentino un effluvio di pur breve, ma necessaria distensione, di amorevole comunanza, di serena condivisione. Il tutto, mentre il Paese e le sue città vengono contaminati da ben altri effluvi: percorsi di odio, di sangue, di disperazione e di incertezza. Un’invasione subdola e azionata dal basso, capeggiata da ratti che si nascondono nell’ombra, che con i loro morsi sperano di portare in giro la peste. Ancora una volta. E allora che il nostro Basento navigabile possa diventare una fontana di pace, di tolleranza, di speranza e di rivalsa, intesa come lotta alla rassegnazione. E che questo corso d’acqua simbolico possa irrorare tutto il Paese, diramandosi città per città, paese per paese, casa per casa. Buon San Gerardo a tutti.

Walter De Stradis

Palazzo di Giustizia di Potenza: Il Ministero contro Santarsiero ULTIMISSIMA - Il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, comunica che è stato presentato da parte del Ministero della Giustizia un ricorso al TAR per la Basilicata, contro gli atti amministrativi e le determine dirigenziali relative alla procedura di vendita del Tribunale. Il Sindaco ha trasferito il ricorso all’Ufficio legale per gli atti consequenziali. Santarsiero ha inoltre puntualizzato che ha sempre informato gli organi ministeriali competenti, Monti compreso. La vendita del Tribunale, sostiene il sindaco, rientra nell’ambito della forte azione di risanamento del Comune di Potenza il cui debito, che aveva toccato i 176 milioni di euro ed oggi ridotto a 110 milioni di euro, costringe l’Amministrazione da anni all’esborso, con somme interamente a carico della spesa corrente, di una rata mutuo annuale di 12,5 milioni di euro.Il canone di locazione è stato definito da una perizia tecnica dell’Agenzia del Territorio regolarmente richiesta e pagata dal Comune di Potenza. Stranamente – conclude Santarsiero- non vengono citati casi come quello del Tribunale di Ascoli che il Ministero ha venduto ad un fondo immobiliare ed ha poi preso in locazione pagando un canone annuale.

“Pensioni d’oro”: vediamoci chiaro a pag. 9


ontrosenso

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Basilicata

26 Maggio 2012

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Potenza e l’handicap: il Sindaco incontra i nostri lettori I protagonisti della nostra rubrica “I furbetti del contrassegno” ricevuti a Palazzo di Città di Rosa Santarsiero

R

i c o r d e r e t e sicuramente uno degli articoli di Controsenso delle scorse settimane, in cui i disabili da noi intervistati nell’ambito della rubrica “I furbetti del contrassegno”, chiedevano al Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, un colloquio chiarificatore. Ebbene, siamo lieti di informare che questo incontro effettivamente c’è stato. Mercoledì scorso, nella sede del Palazzo di Città, il signor Luigi Rondanini e la signora Salvina hanno ottenuto dal Sindaco tutte le delucidazioni che si aspettavano. Il Sindaco di Potenza, in una lunga conversazione, ha spiegato non solo a noi, ma anche a questi due ospiti d’eccezione, qual è la situazione attuale in riferimento al rilascio dei contrassegni per disabili, e a che punto sono gli interventi varati dal Comune per la rimozione delle barriere architettoniche. Noi di Controsenso siamo di certo soddisfatti per aver contribuito positivamente alla risoluzione di questo genere di difficoltà, e di poter raccontare una storia a lieto fine, in cui, almeno per una volta, l’amministrazione e i cittadini hanno trovato un punto d’incontro e parlato un linguaggio comune. Luigi Rondanini e Salvina hanno strappato al Sindaco delle promesse importanti, non solo in riferimento alla problematica del

Santarsiero annuncia: «Un milione di euro per abbattere le barriere architettoniche» «P

“contrassegno facile”, e, pertanto, alla mancanza di controlli adeguati sugli stessi, ma soprattutto in merito alla rimozione degli ostacoli di natura architettonica che impediscono a queste persone di vivere una vita normale, visto e considerato che si tratta di disabili autosufficienti e in grado di guidare un’automobile. Quello di mercoledì scorso è stato un incontro pacato e risolutore, quantomeno

Problema n.2 : «Poco dialogo sulla disabilità» «I

n questa città non esiste una collaborazione con la Consulta dell’handicap, manca una reale interazione sia tra i disabili che tra la stessa

amministrazione e le persone affette da handicap. Per questa ragione, noi ci mettiamo la faccia e scegliamo di parlare e chiedere spiegazioni in

prima persona. Ma perché non possiamo collaborare tutti insieme in modo produttivo?»

dei mille dubbi palesati dai disabili intervistati nei precedenti numeri del nostro settimanale. Riportiamo, di seguito, un sunto di questa “singolar tenzone” tra Luigi

Rondanini, Salvina e il Sindaco di Potenza. Iniziamo dalle parole dei due disabili potentini.

Problema n. 1: “Troppi gli ostacoli, in città» «R

aggiungere il Comune o via Pretoria, per noi, è sempre un grattacapo. Non solo i parcheggi per disabili sono distanti dal centro storico, ma sistematicamente per uscire dall’automobile dobbiamo inventarci degli stratagemmi di fortuna per scansare degli intralci come: muretti, pavimenti sconnessi, oppure dei parcheggi collocati a ridosso di strade strette e trafficate. Come possiamo scendere in tranquillità dalle nostre automobili se le carrozzine

finiscono inevitabilmente per incastrarsi in qualche ostacolo? La stessa sede del Palazzo di Città non ha una rampa d’accesso, al suo posto c’è un gradino ad accoglierci. Ci rendiamo conto che piazza Mario Pagano è nel pieno dei lavori di riqualificazione, ma non è una situazione nuova. I problemi sono sempre gli stessi, per questo auspichiamo che una volta chiusi i cantieri tali criticità vengano rivalutate».

Problema n. 3: «Stop ai contrassegni “facili”»

«I

n conclusione, noi insistiamo sulla rimozione delle barriere architettoniche e sul controllo dei contrassegni. Perché il Comune

non procede con la realizzazione un censimento dei talloncini per disabili? Ma, a nostro giudizio, è necessario prima un controllo sui possessori di un

contrassegno e questa verifica deve essere effettuata a tappeto, non a campione».

er quanto riguarda il primo problema, quello dei contrassegni, accetto di buon grado l’idea del censimento, sarà un lavoro lungo, essendo stati rilasciati negli anni circa 1500 contrassegni, ma col tempo riusciremo ad avere un quadro risolutivo della situazione. In merito al controllo sull’utilizzo dei parcheggi da parte dei disabili, chiederò al comandante della Polizia Municipale, Donato Pace, una maggiore attenzione. Capirete, però, che un vigile non può fare anche l’investigatore privato e, pertanto, seguire una persona quando scende dall’auto per vedere se effettivamente si tratta di un disabile o di un parente che abusa di un contrassegno. I vigili dovrebbero trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ma ovviamente non sempre è così. Dovremmo colpirne uno per educarne mille, ma questa è una questione di senso civico, che non è presente in tutti i cittadini, quindi una strategia di questo tipo non sarebbe utile. Sono favorevole ad avviare, piuttosto, una campagna di sensibilizzazione nelle scuole o nei luoghi deputati. In merito alle barriere architettoniche, non posso dire altro che la nostra è una città nata e sviluppatasi male negli anni. Tuttavia, vorrei rassicurarvi. Verrà approvato nei prossimi mesi un progetto che costerà circa un milione di euro, ma riusciremo ad abbattere le barriere architettoniche in più di cento punti della città di Potenza, lungo il percorso del Tpl (trasporto pubblico locale). Inoltre, visto che c’è questa problematica della collocazione dei parcheggi

arancioni in città, nell’ambito dello stesso progetto dei cento punti, verrà predisposta una nuova linea logistica che terrà conto delle esigenze dei disabili in riferimento ai luoghi pubblici, o alle strutture che erogano servizi; in altri termini, i parcheggi per portatori di handicap verranno disposti secondo una nuova impronta organizzativa. La mia amministrazione punta molto sui trasporti pubblici e sulle scale mobili. Per questa ragione, una persona affetta da handicap può raggiungere comunque la meta scelta attraverso i mezzi cittadini, come il Ponte Mobile, che è dotato di un ascensore verticale, oppure grazie alle scale mobili di via Armellini, in cui sono stati collocati dei servoscala che assolvono comunque alla loro funzione. Vista la vostra disponibilità e l’atteggiamento propositivo, prima che il progetto riguardante le barriere architettoniche venga approvato, ve lo mostrerò e chiederò il vostro parere, correggendo, in corso d’opera, le eventuali pecche. In conclusione, quando i lavori di piazza Mario Pagano termineranno, faremo insieme una passeggiata per la città, da via Pretoria a piazza della Costituzione Italiana, sfruttando il Ponte Mobile. E visto che Controsenso, nelle scorse settimane, ha dato voce alle vostre storie, porteremo con noi, se lo vorrà, anche il Direttore De Stradis».


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Il Corecom preoccupato per lo “switch off”

Rifiuti a Potenza: un’ipotesi di “Class Action” D ire male dei rifiuti a Potenza è necessità. Noi notiamo che nessuno vuole mettere mano seria alla questione o faccenda e l’ “affare” si trascina. Per l’ennesima volta i rifiuti per terra e i cassonetti ricolmi e per l’ennesima volta il TGR intervista il presidente di ACTA Iacobuzio che per l’ennesima volta ci spiega cosa sta accadendo e…stavolta si tratta della discarica di Venosa che non riceve più della metà dei rifiuti prodotti a Potenza: e allora che li raccogliamo a fare? E poi dove li metteremmo? E poi ci spiega che sono in attesa dei finanziamenti regionali del nuovo piano di raccolta rifiuti. Poi interviene la OLA Organizzazione Lucana Ambientalista che chiede il Commissariamento della gestione dei rifiuti a Potenza perché, a loro dire, è manifesta l’incapacità di affrontare il problema rifiuti da parte di ACTA, del Comune e di quanti altri vi hanno competenza. Poi ti arriva il Bolognetti Radicale e ti sostiene che almeno bisogna smettere di parlare di emergenza rifiuti a Potenza perché “emergenza” indica una situazione eccezionale e qui siamo invece alla normalità. Nel frattempo il Macchia assessore Provinciale competente ti parla ti difficoltà burocratiche tra Potenza e Venosa e poi ti raccomanda che presto la Regione si farà carico della spesa del nuovo piano di raccolta rifiuti … ecco di nuovo l’intervento Regionale auspicato risolutore. Concretamente, chiacchiere quante ne vuoi, perché se uno considera che al momento in cui aumentarono l’appannaggio al nuovo Presidente di ACTA si spiegò che era necessario pagare di più per essere serviti meglio...e oggi verrebbe da dire: ‘Azz!’ che miglioramento abbiamo avuto! Per le pretese di Commissariamento della OLA si deve ammettere che

Il presidente Trerotola: “Difficile orografia del territorio, operazioni da fare in poco tempo” Appello per “limitare al massimo eventuali disservizi”

“I

Vignetta di King Buffino

da un certo punto di vista -e se consideri che a parte raccogliere qui e andare a depositare in discarica altro non sanno fare questi gestori dei rifiuti -vi sono tutte le ragioni, perché non ha senso pagare tante persone per un servizio così scassato. Purtroppo la domanda è: anche volendo commissariare cosa commissari? Se commissari l’ACTA, togli solo tre amministratori per metterne uno, ma la situazione quella è, per cui avremmo solo il cambio di persona che si fa intervistare ad ogni emergenza o normalità rifiuti in strada. Se commissari

la provincia quale gestore dei rifiuti quelli ti rispondono che loro non hanno competenza se non quella di fare gli appalti per gli impianti di compostaggio e li hanno fatti, e allora? Se commissari l’alto Commissario ATO Rifiuti, quei ti risponde che lui è in carica solo per gestire la eliminazione degli ATO Provinciali…In pratica, se la politica non comprende che la gente non ne può più di giochi e giochini non se ne esce. Sul cosa si può fare la nostra opinione è semplice: dal momento che non possiamo chiamare Guido Bertolaso il

risolutore (ci ha i problemi suoi) e dal momento che in ACTA, al Comune, all’ATO e alla Regione (tralasciamo la Provincia che davvero pare non averci competenza) non riescono ad avere un’idea che non sia discarica,inceneritore, cementificio …. noi diciamo tutti a casa!, ovvero avviamo una Class action contro questi gestori e facciamoci pagare i danni, quelli materiali per servizi che paghiamo senza averceli e morali perché pretendono pure di prenderci per i fondelli.

l passaggio alla tv digitale, previsto in Basilicata dal 24 maggio all’8 giugno, determinerà inizialmente qualche problema di corretta ricezione del segnale, specialmente nelle aree di confine dove già oggi in alcuni casi si riceve il segnale della terza rete Rai di altre regioni. Se a questo si aggiunge poi la complessa orografia del nostro territorio, si capisce subito che lo switch off, operazione complessa che sarà effettuata in pochissimo tempo, riserverà probabilmente qualche problema anche in Basilicata, dopo i disservizi registrati in altre regioni e da ultimo in provincia di Foggia”. E’ quanto afferma il presidente del Corecom Basilicata, Ercole Trerotola, che esprime “preoccupazione” e lancia un appello “a tutti i soggetti interessati, a partire dalla Rai e dalle sue consociate, perché nelle prossime ore operino per limitare al massimo eventuali disservizi. Il Corecom, attraverso il tavolo tecnico sul Dtt, cercherà di mettere in campo ogni iniziativa utile a garantire ai lucani una buona qualità tecnica del nuovo servizio”. Per Trerotola: “E’

essenziale innanzitutto una corretta informazione sul passaggio al digitale terrestre, soprattutto per tutelare e supportare i cittadini meno esperti e le fasce sociali più deboli. Ricordo ancora una volta che per il passaggio al digitale terrestre è possibile utilizzare gli stessi impianti di ricezione del segnale analogico, a cui va aggiunto (se non è già integrato nel televisore) un decoder, attraverso il quale nel giorno dello swith off dovranno essere riprogrammati i canali. Per ogni chiarimento i cittadini possono rivolgersi al Ministero dello Sviluppo economico, telefonando al numero verde 800.022.000, attivo dal lunedì al sabato, esclusi i giorni festivi, dalle ore 8,00 alle ore 20,00”. “Mancano ormai solo pochi giorni allo switch off – conclude il presidente del Corecom – e nelle prossime ore è prevista l’assegnazione delle frequenze che ci auguriamo abbia un impatto positivo anche sull’emittenza locale, che è essenziale l’informazione e la comunicazione nella nostra regione”.


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Un Far West chiamato Zona Industriale Nelle aree di competenza del Consorzio ASI vigono vecchie norme particolari non adatte alla situazione attuale di Antonio Nicastro stata la proposta di un gruppo di giovani progettisti potentini, riuniti nello studio WOP, che ha scatenato il dibattito sulla sostenibilità della città di Potenza e sulla voglia dei potentini di vivere la propria città in modo diverso da come avviene oggi.La proposta di trasformare l’area che ha ospitato un grande allevamento suino, la famigerata Cip Zoo, in un grande parco cittadino ha fatto riscoprire ai potentini la voglia di partecipazione. Bisogna fare un passo indietro

E’

diventata via dell’Edilizia, sull’altra sponda del Basento, oggi denominata via della Chimica, altri insediamenti per lo più commerciali, un’altra area simile s’è sviluppata a Riofreddo, in pratica quella che oggi viene denominata “zona industriale” si sviluppa da Rossellino fino A Riofreddo. Il Consorzio ASI ha gestito per anni questa “porzione” di città potendo contare sui finanziamenti statali,

nel tempo, al 1959, per capire perché un pezzo di Potenza è stato “scorporato” dalla città. Quella che era estrema periferia della città negli anni ’60 del secolo scorso cominciò ad essere interessata dai primi insediamenti industriali, la Chimica Lucana, la SiderPotenza, l’Italtractor, la Ponteggi Dalmine, la Mondial Piston, la Magneti Marelli occuparono i verdi prati sulle sponde del Basento e l’intera area venne “staccata” dalla città ed inserita nel Consorzio Industriale della Provincia di Potenza. Oltre alle industrie manifatturiere nacquero quelle legate al mondo dell’agricoltura, la Centrale del latte e la Cip Zoo. Subito dopo il terremoto del 1980 venne sottratto parte del suolo della Cip Zoo e venne realizzata un’area per piccole attività produttive oggi

infrastrutturando tutta l’area e costruendo, fra l’altro, il ponte Musmeci, capolavoro d’architettura e principale accesso alla città per chi arriva dal raccordo autostradale Potenza-Sicignano e dalla Basentana.Col tempo però quell’area si è completamente trasformata ed ha completamente perso le caratteristiche che determinarono l’inserimento nelle aree consortili dell’ASI. Alcune delle grandi aziende insediate hanno chiuso i battenti, a cominciare dalla Cip Zoo, e l’area s’è pian piano trasformata in area commerciale e direzionale e sono emerse le contraddizioni derivanti dalla gestione di quest’area “delegata” ad un Consorzio che come

missione aveva il compito di creare opportunità per nuovi insediamenti industriali. La pianificazione urbanistica delegata al Consorzio ASI è stata improntata a scelte

adatte ad un’area che doveva ospitare industrie e quindi non si è pensato di dotare la zona di strutture adatte agli insediamenti che si sono creati che non sono stati di tipo industriale. Mancano parcheggi e marciapiedi, il trasporto pubblico è carente. Con l’adozione del Regolamento Urbanistico avvenuta qualche anno fa

il Comune di Potenza non ha tenuto fuori tutta l’area compresa nelle competenze del Consorzio ASI, ciò ha creato le prime polemiche quando s’è appreso che in

via della Tecnica si sarebbero realizzati altri fabbricati dalle volumetrie esuberanti derivanti dal Piano Regolatore consortile e che metterebbero in ginocchio la viabilità in quanto pianificata secondo le esigenze derivanti dallo strumento urbanistico del Comune di Potenza. Oggi quel pezzo di città si è completamente trasformato,

poche le industrie ancora in attività una delle quali, la Siderpotenza, andrebbe urgentemente delocalizzata, tantissimi i fabbricati che ospitano attività commerciali, non mancano le attività direzionali e quelle artigianali, anche il settore dei servizi è largamente presente. Durante la giornata sono migliaia le persone che “frequentano” la zona in virtù della presenza di importanti uffici: l’ARPAB, la Camera di Commercio, l’ARBEA, l’ufficio del lavoro, la RAI e tante piccole attività

a carico degli imprenditori, infatti i servizi che sono erogati dal Consorzio, per esempio la pulizia e manutenzione delle strade sono utilizzati dall’intera cittadinanza e non solo dagli insediati che li pagano, la raccolta dei rifiuti, è affidata al Comune e pagata dagli insediati direttamente all’Ente, l’acqua viene fornita dall’ASI ma è pagata a parte, in sostanza si fa pagare due volte per gli stessi servizi. Ovviamente chi opera nelle aree consortili non è contento di essere sottoposto ad una tassazione supplementare rispetto agli imprenditori

pubbliche e private.Per sopperire alla mancanza di parcheggi in via della Fisica qualche anno fa venne “demolito” un marciapiedi e trasformato in parcheggio, caso più unico che raro in Italia. Nelle aree di competenza del Consorzio ASI vigono leggi e normative particolari che vennero emanate per gestire insediamenti industriali e che oggi mal si conciliano con l’attuale status. Da qualche tempo il Consorzio ASI, per sopperire alla mancanza di fondi che lo Stato ha cessato di erogare, ha introdotto una quota “condominiale” a carico delle attività insediate a fronte di erogazione di alcuni servizi, ma nelle aree industriali all’interno della città si è al cospetto di doppia tassazione

che operano fuori dall’area consortile.Dopo oltre 50 anni, grazie al dibattito scatenatosi intorno al Parco della Città, si torna a parlare del “rientro” di tutte le aree oggi gestite dal Consorzio ASI alle competenze amministrative del Comune di Potenza, il confronto politico è diventato vivacissimo, è evidente che dietro la questione ci sono interessi particolari e qualcuno vorrà mantenere privilegi acquisiti col tempo ma l’interesse della città e dei cittadini deve prevalere e lo scorporo della parte più pregiata di Potenza dalle competenze del Consorzio ASI è una priorità assoluta.

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Ma che ci facevano “li Turchi” a Potenza?

di Tommaso Pedio, tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Venerdì 13 giugno 1980

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ncora una volta Potenza ha assistito alla <<sfilata dei Turchi>> e ancora qualcuno si è chiesto cosa ricordi e cosa rappresenti questa sagra nella storia della città. Perché i Turchi a Potenza in occasione dell festa del santo? Forse per ricordare il miracoloso intervento del santo contro un assalto degli arabi spintisi nell’alta vallata del Basento ed insidiatasi nella roccaforte di Pietrapertosa e in quella di Abriola con presidi nella valle della Camastra? Ma la nave? Perché la nave a Potenza? E’ una vecchia storia di cui nessuno riesce a spiegare l’origine. Qualcosa che si ricolleghi al mare? Le Crociate! Reduce dalla crociata del 1047 Luigi VII di Francia si ferma a Potenza accolto da Ruggero d’Altavilla. Questa tesi prospetta alla fine dello scorso secolo Raffaele Riviello. Ma è una ipotesi che non soddisfa l ’ a u t o r e delle <<Costumanze>> potentine. Bisogna andare oltre: intorno al 1013 il longobardo Vamfredo conte di Potenza cade contro i

saraceni che hanno occupata e tengono saldamente Conza. Ma anche questa tesi non regge. Forse il ricordo della spedizione di Carlo V contro Barbarossa nel 1535? E’ anche questa una ipotesi prospettata dal Riviello il quale, però, lascia insoluta l’origine e il significato di questa sagra. Sull’argomento ritorna qualche anno dopo Giacomo Racioppi: in una nota inserita nel secondo volume della Storia dei popoli, lo storico lucano ne ricollega le origini all’arrivo di Oronzo, il martire cristiano sacrificato a Potenza al tempo del Diocleziano e che i potentinio scelsero poi come patrono della città. La nave è quella che ha condotto da Cartagine i dodici fratelli destinati al martirio. E la nave rimane anche quando nel XII secolo Potenza sceglie come nuovo patrono Gerardo da Piacenza. Questa tesi, data l’autorità di chi l’ha prospettata, prevale: nessuno più discute sull’origine di questa sacra pantomima che – lo afferma il Riviello e lo ha ripetuto il Racioppi – <<si ripete ogni anno da tempo immemoraile alla festa del santo patrono>>. Ma veramente si ripete da tempo immemorabile? Mario Brienza, un erudito ricercatore di memorie patrie, non ha trovato cenno alcuno a questa sagra nelle antiche memorie potentine. L’origine di questa pantomima non è poi tanto lontana. E allora? Forse trae origine dalla battaglia di Lepanto? Ma Potenza non accolse nessun reduce dalla battaglia svoltasi nelle acque di Lepanto il 7 ottobre 1571. partecipò invece all’entusiasmo con cui l’Europa cristiana apprese

che il 12 settembre del 1683 i soldati di Leopoldo II d’Austria erano riusciti a respingere l’armata ottomana spintasi minacciosa sotto le mura di Vienna. Ma anche questa tesi non regge: la <<sfilata dei Turchi>> non ha antiche tradizioni. Non la ricorda come sagra tradizionale nessun cronista settecentesco. Nel dicembre del 1633 il capitolo della cattedrale fissava le norme regolanti le festività del santo patrono. Ne discuteva ancora nel marzo del 1739 e ne approvava definitivamente il programma nel 1756. Nessun cenno nelle decisioni adottate nel capitolo della cattedrale alla sagra dei turchi da celebrarsi in onore del patrono della città. A distanza di circa ottant’anni, nel 1826 veniva pubblicato a Potenza un opuscolo il <<Sacro apparecchio alla festa di S.

Gerardo principale protettore della Città e Diocesi di Potenza proposto (ed approvato)… nel 1756>>. Nelle norme fissate dal capitolo della cattedrale e nel programma della <<festa>> da celebrarsi in occasione della ricorrenza della giornata del patrono pubblicato nel 1826 non c’è cenno alla <<sagra dei Turchi>> o a qualcosa del genere. E allora? Tutte le supposizioni che fanno risalire ad epoca immemorabile questa sagra sono prive di fondamento. Quale allora l’origine di questa tradizione che è comune anche in altre cittadine del Mezzogiorno? Non certo come sostengono

alcuni, il miracoloso intervento di un vescovo o di un santo che avrebbe respinto una incursione degli Arabi di Taranto nel X secolo o, come sostengono altri, per ricordare la battaglia di Vienna nel 1683. l’origine della sagra dei Turchi è molto semplice. In una vecchia cronaca redatta dal cancelliere delle università di Potenza nel 1578, venne descritto l’arrivo del giovane conte Alfonso de Guevara. Per rendere omaggio al signore, la città – che sollecita la concessione degli statuti cittadini – predispone grandi feste. Tra l’altro si organizza, con la partecipazione di tutta la città, una grande parata nella

valle del Basento: due esercit sono schierati in battaglia, quello spagnolo e quello turco. <<Guidò la cavalleria – si legge nella vecchia cronaca – il magnifico Orazio Teleo… La Fantaria di poi uscì incontro sotto della cappella di Santa Maria di Betlemme con una vistosa salva. Si diede più assalti alla compagnia turchese e moresca che stava nello Taglio Nuovo verso il Vaglio dov’erano fatti tre castielli ai quali si diede batteria e furono presi e abbruggiati…Li Turchi e li Moreschi incatenati furono posti addentro alla barca e seguendo per ordine prima la Cavalleria poi la Fanteria e poi la barca con sopra lo magnifico Oratio se ne vennero vicino alla Città e propriamente al Monte – continua il cronista – andavano avanti e così s’intrò nella città>>. Gli angeli, i cavalieri cristiani, la barca che era servita agli amici ottomani per risalire il Basento, i turchi… Sono tutti elementi oggi della sagra popolare. Questa cerimonia piacque ai potentini e fu ripetuta in altre occasioni ad iniziativa – siamo nella seconda metà del XVI secolo – di Paolo Amati, <<il più autorevole dè Nobili potentini>>. A metà del cinquecento e nel secolo successivo questa cerimonia aveva carattere esclusivamente civile. Soltanto qualche secolo dopo – dopo il colera del 1856 – Potenza volle ricordare la fine dell’epidemia e, da allora, la vecchia manifestazione assunse un carattere religioso e divenne leggenda. Foto tratte dalla mostra allestita dal Comune di Potenza nelle scale mobili


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Quelli che hanno San Gerardo “sulle spalle” Il presidente dell’Associazione “Portatori del Santo”: “Felici di esserci sempre” di Rosanna De Angelis

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n un passato lontano festeggiare il Santo Patrono, San Gerardo, aveva per i potentini oltre che un valore religioso anche un importante significato sociale che coinvolgeva tutti. La partecipazione attiva portava i cittadini a esporre sui balconi le coperte migliori, indossare durante la processione “lu uareniedd”, vestire abiti turchi per la sfilata… In questo modo tutti, almeno per un giorno, dimenticavano le sofferenze e le difficoltà quotidiane. Presenza costante “il vino di S.Gerardo”, che contraddistingueva la celebrazione pagana, offerto in un clima di gioia e allegria, che accompagnava spesso e volentieri gli stessi “turchi” durante la sfilata. Col passare degli anni, però, la tradizione è andata pian piano scemando, così quei pochi ma importanti riferimenti sociali e culturali sono stati abbandonati. Questo ha causato un inevitabile allontanamento dei potentini, che si sono ritrovati a non vivere più la festa come evento di aggregazione sociale, ma come svogliato appuntamento annuale. Il Comune ha provato a incoraggiare la partecipazione popolare alla

tempietto di San Gerardo, figura centrale della sfilata, abbandonando così la prassi comune dal 1980 di trainarlo con un carrello. Tutti i figuranti partecipano spinti dal proprio attaccamento alla città e dalla forte devozione verso il Santo. Subito dopo ci è venuta l’idea di far precedere la processione e la

manifestazione in vari modi, offrendo ad esempio un compenso monetario ai turchi figuranti. Poi nel 1996, con la crisi, il Comune, non potendo più sostenere alcune spese, ha chiesto la partecipazione di volontari. È nata così nel 1997 l’associazione culturale “I Portatori del Santo” decisa a contribuire all’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Questa settimana intervistiamo, in occasione dell’inizio dei suddetti festeggiamenti, il Presidente della summenzionata associazione, Alessandro Galella. “I Portatori del Santo” quali cambiamenti hanno portato alla manifestazione potentina? “La prima cosa che abbiamo fatto è stata ripristinare la tradizione di portare a spalla per devozione il

alle altre serviva per organizzare le serate successive… Ed è da qui che nasce l’attuale “Cantina del Portatore”. Altra innovazione è rappresentata dal “Pranzo dei Portatori”, iniziativa che ha avuto origine nel 2002 dalla volontà di noi portatori e dei ragazzi figuranti di pranzare insieme prima della sfilata dei turchi. Un pranzo all’aperto, nel centro storico della città, in un clima di allegria e divertimento contagioso tra musica e balli tradizionali. Idea nata casualmente che è diventata un incredibile successo: infatti in pochi anni siamo passati da venti a quattrocento coperti! Intento dell’associazione è quello di far sì che sempre più giovani, di anno in anno, possano conoscere e apprezzare le tradizioni e la storia della Basilicata, in modo tale

che la festa diventi espressione di appartenenza alla comunità potentina.” Quali le iniziative di quest’anno? “La festa dura cinque giorni, dal 26 al 30 maggio. Le iniziative più importanti sono: la Cantina del Portatore, con tarallucci, vino, balli e musica popolare; la prima

La storia dell’associazione

L’ sfilata dei turchi da alcuni giorni di festa, organizzando degustazioni tipiche. All’inizio speravamo di poter coinvolgere almeno un ristorante per ogni Porta della Città, ma venuta meno Porta San Giovanni, abbiamo coinvolto direttamente i cittadini che ci hanno offerto prodotti come: vino, salsicce, tarallucci… Le degustazioni prevedevano un’offerta che cumulata

edizione del Festival Internazionale di Musica Folk, con gli InisFail, Zastava Orkestar, Barbarian Pipe Band; il Pranzo con i Portatori. Il tutto quest’anno avrà luogo in Piazza Bonaventura in quanto Piazza Prefettura è chiusa per lavori.” Siete soddisfatti delle soluzioni trovate dal Comune per ovviare all’indisponibilità di Piazza Prefettura? “Siamo soddisfatti di essere comunque nel centro storico e speriamo che la piazza, per come sarà rinnovata, possa ospitare per tutto il resto della nostra vita la manifestazione. Piazza Prefettura è sicuramente il luogo naturale più bello e più adatto a ospitarla.” Il Presidente ha voluto poi concludere l’intervista dicendo: “L’anno scorso la manifestazione ha richiamato 180mila persone e questo grazie all’attività dei Portatori del Santo che hanno fatto sì che la festa del Protettore del capoluogo diventasse la ricorrenza più seguita e più importante della Basilicata. Ogni iniziativa è stata ed è tuttora realizzata senza alcun contributo da parte del Comune. A finanziarci sono stati gli imprenditori privati, il singolo cittadino e gli sponsor più importanti. I cittadini non lo sanno, ma anche il ricavato della lotteria proposta dal Comune di Potenza non dà ad alcuna associazione il benché minimo ausilio. Il ricavato infatti va interamente allo stesso Comune per coprire esclusivamente le spese che avrebbe dovuto accollarsi direttamente. I cittadini comprano i biglietti pensando di dare una mano a noi, ma non è assolutamente così!”

associazione culturale “I Portatori del Santo” nasce nel 1997. Un gruppo di amici legati da un forte comune denominatore, l’attaccamento alla città natale, decide di voler contribuire all’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono del capoluogo. Nasce, così, un lavoro di ricerca sulle origini e sulle tradizioni della festa. I soci dell’asoociazione si sono soffermati soprattutto sul modo in cui venivano, nel passato, organizzati i festeggiamenti e sul significato sociale che la festa rivestiva per i potentini. Si è così riscontrato che la partecipazione popolare si sostanziava in manifestazioni spontanee come quella di esporre sui balconi le “coperte” migliori. Anche il “vestirsi da turchi” o da soldati per la “sfilata”, evento clou della festa pagana del 29 maggio, era un modo per coinvolgere la cittadinanza che, almeno per un giorno, si dimenticava delle sofferenze e delle difficoltà quotidiane. Un elemento fondamentale che contraddistingueva la celebrazione pagana era il vino. Moltissimi gli aneddoti sulle tradizioni popolare che raccontano di feste nelle cantine, dove “il vino di S.Gerardo” veniva offerto in un clima di gioia e allegria. “Allegria” che spesso accompagna gli stessi “turchi” durante la sfilata. Alla processione religiosa del 30 maggio, che va distinta dalla festa pagana, invece, non poteva mancare “lu uareniedd”. Col passare degli anni, però, la festa è andata pian piano perdendo il suo significato tradizionale e così quei pochi ma importanti riferimenti sociali e culturali sono stati abbandonati. Questo ha causato un inevitabile allontanamento dei potentini, che si sono ritrovati a non vivere più la festa come “evento” di aggregazione sociale ma come abulico “appuntamento”

annuale. Le soluzioni adottate nel corso degli anni per risollevare la festa sono state deludenti. Vani sono stati i tentativi di “spettacolarizzare” la sfilata stravolgendo le figure partecipanti al corteo e includendo così sbandieratori, acrobati, show-man etc. . I potentini, da protagonisti della festa, divennero, insomma, semplici spettatori. Esempio tipico del’abbandono dei valori e delle credenze popolari è il fatto che dal 1980 “il tempietto” dedicato al Santo Patrono, figura centrale della “sfilata”, veniva trainato da un carrello anziché essere portato a spalla Per “incoraggiare”, poi, la partecipazione popolare alla manifestazione, a tutti i “turchi” figuranti veniva garantito un compenso monetario! Tutto questo andava a svilire il vero significato e i valori della festa. Dal 1997 il cambiamento di rotta. Oggi, tutti i figuranti partecipano spinti solo dal loro attaccamento alla città e i “Portatori del Santo” sono ritornati ad omaggiare S.Gerardo e l’antico “Tempietto”, onorati di portari sulle proprie spalle “il peso” del simbolo del capoluogo. Per riscoprire, inoltre, la semplicità e la genuinità tipiche della festa e delle tradizioni lucane, ogni anno “I Portatori del Santo” rianimano il cuore pulsante dell’antica Potenza. E così, in pieno centro storico, tra canti e balli della tradizione popolare, tornano a trionfare “tarallucc’ e vino”. Intento dell’associazione è quello di far sì che sempre più giovani, di anno in anno, possano conoscere e apprezzare le tradizioni e la storia della lucania, di modo che la festa torni ad essere espressione di appartenenza ad una comunità e ad una città: Potenza!


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26 Maggio 2012

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“VOCI DALLA CRISI”

«Braccia “rubate” all’agricoltura» Il commerciante e “opinionista” Ilario Ungaro ha una ricetta per uscire dalla recessione: un ritorno alle origini di Rosa Santarsiero

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nostri lettori non saranno certo sorpresi di trovare, sulle pagine di Controsenso, un intervento del noto commerciante di Potenza, Ilario Ungaro. Oltre ad aver indossato i panni – forse un po’stretti – del governatore della Basilicata nella nostra rubrica “Se io fossi il Presidente della Regione Basilicata farei…”, e ad aver bacchettato i commercianti del centro storico in merito alle polemiche sulla Ztl; ancora una volta, l’ex Sindaco di Trivigno torna a parlare e a far parlare di sé. In questo caso, Ilario Ungaro ci ha dato una sua personale visione della crisi economica e di come la stessa ha segnato in modo rovinoso la nostra Regione. Memore della sua fortunata esperienza politica, Ungaro offre, in questa sede, delle soluzioni non tanto per risolvere quanto per cercare di sopravvivere a questa fase di stallo. Tra una chiacchierata e un ricordo di gioventù, Ungaro ci ha confessato di essere stato sorpreso dallo straordinario successo politico del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, auspicandosi anche per la nostra Regione una ventata di cambiamento. Signor Ungaro, lei ha voluto dirci la sua, riguardo alla situazione politica in Basilicata. A questo punto, cosa ne pensa del modo di amministrare la nostra Regione? «Qui sono davvero tante le cose che non vanno. Un aspetto davvero fastidioso è il continuo riciclo delle poltrone, già, un riciclo, perché i nomi sono sempre gli stessi. Si tratta di persone che vengono spostate da una parte all’altra come se fossero pedine nel

gioco degli scacchi. Ma sa qual è il vero problema? Che spesso si tratta di gente che non è all’altezza del ruolo assegnato. Gli enti sub-regionali hanno una loro valenza, o meglio, l’avrebbero se solo fossero amministrati al meglio, e se le risorse e i fondi venissero investiti in modo proficuo. Questa incapacità di gestire e amministrare correttamente la nostra Regione ci sta mandando al patibolo, e non so fino a quando questa situazione potrà durare». La disoccupazione giovanile (e non) in Basilicata è un “cavallo di battaglia”. Lei da uomo di esperienza e dall’alto dei suoi anni, cosa vorrebbe dire ai tanti giovani che giorno dopo giorno stanno spopolando questa terra? «Guardi, innanzitutto, io non voglio né rimproverare né demonizzare i giovani. Fare delle ramanzine in questo periodo non sarebbe certo auspicabile, finirebbero per essere simili a quelle di un padre che ripete a

suo figlio che è un buono a nulla; apparirebbero controproducenti e non si otterrebbe alcun risultato, se non quello di alimentare ancor di più lo stato di demoralizzazione. Io voglio solo dire ai giovani di non mollare, di crederci, indipendentemente dal fatto che si possa trattare di un sogno realizzabile o meno. Io sono arrivato a Potenza molti anni fa, sono l’esempio tangibile di chi è partito da zero e senza aiuti da parte di nessuno. Ho lavorato una vita, ma oggi non mi posso lamentare. Qualcuno potrà obiettare che i tempi sono diversi rispetto ad allora, ma io sono dell’idea che se qualcosa la si vuole davvero il risultato è garantito. I giovani devono iniziare ad alzare la voce e a farsi sentire, non possono limitarsi ad accettare in modo acritico quanto accade intorno a loro. Lottate e non datevi mai per vinti». Lei è un imprenditore. Che suggerimento vuol dare ai giovani che scelgono di

restare in Basilicata? C’è qualche settore in cui vale la pena di investire? «In questa città aprono e chiudono negozi in continuazione. Sa secondo me qual è la scelta vincente? L’agricoltura. Io penso e credo fermamente che l’agricoltura sia la strada giusta. Dobbiamo ritornare alle origini, la nostra è una Regione che per anni ha tratto il suo sostentamento dall’agricoltura. Oggi siamo diventati tutti “signori all’impiedi”, tutti laureati e nessuno ha voglia di sporcarsi le mani. Be’, io credo che per “tirare il carretto” le mani bisogna sporcarsele. Ma poi cosa c’è di sbagliato nell’investire del denaro mettendo a coltivazione dei terreni. Nei paesi di terreni a disposizione ce ne sono a iosa. Con un prezzo ridotto e qualche idea, si potrebbe creare un’imprenditoria basata sulle produzioni tipiche del posto. Questa è un’idea vincente, che tra l’altro è comune nel nord Italia. Ricordo, che in una intervista realizzata tempo fa da Controsenso, dal suo Direttore De Stradis, dissi che vorrei togliermi lo sfizio di andare in Sardegna e ritornare con una quindicina di pastori. Li lascerei a lavorare in uno dei nostri paesi, bene, io scommetto che nel giro di poco tempo diventerebbero tutti imprenditori, e ben remunerati tra l’altro». Per anni è stato il Sindaco di Trivigno e da anni vive a Potenza. Una sua candidatura a Sindaco della città è da escludere? «Io Sindaco della città di Potenza? No, lo escludo. Sono troppo vecchio ed ho fatto il mio tempo. Tuttavia, continuo e continuerò a dire la mia».

Vaccaro (Uil): «Bisogna puntare sull’ apprendistato»

<<P

iù che puntare sul bonus assunzioni al Sud che, come riferisce oggi il Sole 24 Ore in Basilicata potrebbe consentire entro fine anno meno di un centinaio di nuovi posti di lavoro, l’ennesima

indagine della confederazione degli artigiani di Mestre, realizzata su scala nazionale, su professioni-mestieri più richiesti, conferma l’esigenza che poniamo da tempo di puntare con maggiore convinzione sull’apprendistato professionalizzante>>. A

sostenerlo è il segretario regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro, secondo il quale i dati diffusi dal quotidiano di Confidustria non ci hanno sorpreso perché sin dal primo commento sulle misure decise dal Governo in materia di credito di imposta

abbiamo invitato politica ed istituzioni a non farsi facili illusioni in quanto la posta finanziaria è troppo limitata specie per la nostra regione alla quale è stato assegnato appena 1 milione di euro».

AL SUPERMARKET, DIETRO IL BANCO DEI SALUMI

«Tonino, per favore, fammi credito»

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e la vita “al tempo della crisi” può essere dura nel capoluogo, figuriamoci in un comune dell’entroterra lucano.Siamo tornati ad Acerenza, paese che esprime tipicamente le gioie e i dolori, le luci e le ombre dei comuni della nostra Regione. Siamo con un esercente, il signor Tonino Brando, proprietario di un supermarket e col signor Tonino –dietro il banco dei salumi- vogliamo parlare un po’ di crisi e di recessione. Nell’arco di un anno se lei dovesse fare una percentuale, quanto è cresciuta la crisi ad Acerenza? Diciamo che abbiamo avuto una perdita di almeno un 25%. Purtroppo si sta ripetendo quello che è successo quarant’anni fa e cioè, i giovani, un po’ per studio, un po’ per lavoro, sono costretti ad andare via per realizzarsi e per sentirsi autonomi economicamente. E il giovane è quello che c o n s u m a maggiormente prodotti alimentari e quant’altro: questa, è la causa maggiore della nostra crisi. Poi, nel frattempo, si è aggiunta la crisi generale. Quali clienti sono più svantaggiati e cosa viene comprato di meno, rispetto a prima? E’ chiaro che se la massaia deve eliminare qualcosa dal suo carrello della spesa, intelligentemente, elimina quei prodotti dei quali può fare a meno sulla tavola: può essere il dolce, il gelato … sappiamo benissimo che ci sono degli “sfizi” che vengono consumati anche sulla tavola e, chiaramente, ed è lì che si limitano. Il commerciante è, a volte, una specie di confessore perché comunque la gente viene e parla, le signore si lamentano. Mi vengono fatte più frequentemente le richieste

di credito. Vengono tirati in ballo assegni post datati e tutto il resto, e noi –pur sapendo che per legge non si può fare- quando possiamo fare credito e dare una mano lo facciamo. E se lei potesse chiedere una cosa al sindaco …? Abbiamo una bellissima cattedrale, della quale se n’è parlato tanto e se ne parla ancora. Vorremmo che si puntasse di più sulla sua storia, visto che c’è e non la dobbiamo inventare, come in altri posti. Io spero

sempre che qualche politico con l’aiuto di un buon gruppo di giovani riunitisi con associazioni, pro loco e quant’altro, possa spingere il turismo perché, attualmente c’è solo un turismo “mordi e fuggi”. Insomma, giusto il tempo di vedere la Cattedrale e di mangiare un panino ma, questo tipo di turismo non porta giovamento. Se lei avesse la possibilità di parlare due minuti con Monti, invece, cosa gli direbbe? Gli direi che, nonostante il momento difficile per tutta l’Italia, dovrebbe avere un occhio particolare per queste realtà che stanno soffrendo maggiormente ed eliminare quegli sprechi che vengono evidenziati dai media, dalla satira. Sappiamo che ci sono sprechi dappertutto e i primi che dovrebbero ridimensionarsi per dare una mano a noi, dovrebbero essere proprio loro.


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“PENSIONI D’ORO” E POLEMICHE

Lo scivolone “all’insaputa” di Bubbico & Co. C di Mario Petrone

oncorso “Cuore Toro”, la vendetta dei cuori d’oro. Ovvero, hanno fatto miseramente fallire quello che avevamo individuato come un concorso per Cuore Toro di quelli della TV di una volta quando gli Arbore facevano i guitti . Avevamo creduto a un concorso per cuori pieni di bontà, quali ci erano sembrati i cuori dei senatori del Materano che avevano votato secondo la richiesta del Governo per salvaguardare le pensioni dei Dirigenti, che altrimenti avrebbero perduto soldi e passione. I Senatori,invece, si incaricano di dichiarare che il loro intento era quello di salvaguardare solo lo Stato. Il ragionamento è più o meno il seguente: Il Governo Monti ha, finalmente, ridotto le retribuzioni dei dirigenti dello Stato e,dunque, coloro che hanno maturato i requisiti pensionistici (tra i dirigenti ovvio) piuttosto che subire pure la riduzione pensionistica, se ne vanno in pensione. E lo Stato, al loro posto, deve assumerne di altri (dirigenti) altrettanto validi e pagare le pensioni a quelli e gli stipendi a questi con grave danno. Di qui l’emendamento presentato dal Governo e il loro voto favorevole. Naturalmente chi contesta l’operato dei nostri, con a capo quelli di SEL, per

guadagnarsi una qualche simpatia politica, ha stravolto la verità e presentato la questione quasi ingiuriosamente e come una truffa tentata ai danni dei cittadini cosa che, come spiegano i Senatori , non è. Mannaggia a me perché anche io ho parlato del problema delle pensioni d’oro dei dirigenti dello Stato e dei senatori Lucani favorevoli, e mi tocca ritornare sulla faccenda anche se i Senatori BUBBICO e CHIURAZZI e L AT R O N I C O se la prendono essenzialmente con SEL che ne avrebbe fatto una specifica c a m p a g n a denigratoria nei loro confronti. Nel precedente commento trattavo la questione come fatto di costume perché era chiaro che si trattava solo di quello. Insomma, se un paese si è abituato a credere che tutti i diavoli sono rossi,

Vignetta di King Buffino

ci vorrà fatica perché si convinca che i diavoli,questa volta, sono neri anche davanti all’evidenza. Nel caso delle pensioni d’oro dei Dirigenti si trattava di costume e di mal costume indotto dal

Governo con lo Stesso Ministro Fornero, che ha tagliato tutto alle persone normali, ma si poneva il problema di salvaguardare i “cosiddetti” diritti acquisiti dai dirigenti. Si pensi che ci sono centinaia di migliaia di persone che non hanno più un lavoro ed erano stati inviati verso la pensione con accordi di cassa integrazione ( tra imprese e governo) che ora si ritrovano senza lavoro,senza c a s s a integrazione e senza pensione perché il Governo ha cambiato i modi di andare in pensione e a questi (che sono solo persone normali come noi ) la Fornero dice non ci sono i soldi. Era evidente anche al cieco che il Governo trattava diversamente il ricco ( che andava protetto con quella

norma ) e il povero,invece, abbandonato. Si era preferito, dunque, un tono scherzoso e riferimenti di antica memoria, tutti a presidio delle buone maniere di una volta, del buon tono, dell’essere fiducioso dell’italiano antico ( questo Governo per educazione e toni dolci recupera , quasi, l’estinto buon italiano) di quando l’uomo viveva senza malizia, al punto che le giovanette potevano perdere la verginità, anche solo, scivolando alla fontana – che risaputamente era luogo pericoloso ove si andava a lavare i panni e a fare rifornimento di acqua per lavarsi – al punto che finanche il santo prete – ingenuo e fiducioso pure lui che riceveva le confessioni – quasi invocava il sindaco /podestà per interventi risolutori di una situazione di così grave pericolo per le sue giovanette e pecorelle. Gli interessati, invece, pur in presenza della dichiarazione della Finocchiaro capogruppo PD in Senato che ammette questo errore, insistono nel dichiararsi nel giusto. Che dire, io non sono un partito, ma chi ha letto il mio precedente e le loro dichiarazioni potrebbe credere al fatto di costume, come lo descrivevo, o credere alla denigrazione politica come la descrivono i senatori. Tocca, quindi,

spiegare semplicemente : il sistema pensionistico opera pro quota (in pratica, il diritto alla pensione sotto forma di diritto e sotto forma di quanto ti spetta, vengono ripartiti in quote: la quota precedente la norma e quella successiva alla norma che entra in vigore) per cui ai Dirigenti nessuno, e neanche il Governo, aveva potuto toccare il maturato al momento del cambio della retribuzione ….. il cambio riguarda la quota di pensione che scatta dopo la riforma e solo quella. Concretamente se il dirigente “Amato”, per dire un nome a cavolo, ha maturato il massimo della pensione in anni (che sono 40) il nuovo sistema non lo tocca ed allora a che sarebbe mai servita una norma specifica di salvaguardia? Ma è evidente che poteva servire solo a conservare privilegi. Ah già, ma nessuno sa che i dirigenti (quelli che scrivono le leggi) godono di svariati privilegi …. beninteso a loro insaputa e anche a insaputa dei politici che li hanno approvati. Ma qui mi fermo perché altrimenti mi costituisco, quasi ,in partito pure io e magari a mia insaputa.


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26 Maggio 2012

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L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Il Questore incontra i rappresentanti dei Comitati di Quartiere di Potenza

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el pomeriggio di lunedì 21 maggio 2012, presso la sala riunioni della Questura di Potenza, il Questore dott. Romolo Panìco ha incontrato i rappresentanti dei Comitati di Quartiere della città di Potenza. Sono state rappresentate le attività che la Questura espleta quotidianamente per garantire la tranquillità sociale e per ottimizzare le risorse. Molto si punta sulla prevenzione dei reati e sul controllo del territorio. La compartecipazione del cittadino può permettere alla Polizia di valutare le circostanze, analizzare le criticità e porre in atto un piano di intervento, anche coordinato con le altre Forze dell’ordine, finalizzato a garantire maggiore serenità. A tal fine è stato distribuito un brevissimo questionario in forma anonima all’interno del quale si chiede ad ogni singolo cittadino, per il tramite dei propri rappresentanti di zona, di evidenziare le priorità d’intervento per rendere più sicuro il proprio quartiere. Lo stesso, elaborato dai comitati di quartiere, verrà restituito in Questura per la predisposizione dei necessari interventi.

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA

Nun sputà n’ciel cà n’vacc t ven! (Non sputare in cielo che in faccia ti ritorna) POTENZA

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


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Erosione costiera: Unibas e Regione per mitigare il fenomeno Intervista al professor Michele Greco, coordinatore degli studi sull’erosione della costa metapontina di Luca Santoro

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orniamo a parlare di ingegneria ambientale e lo facciamo con il professore Michele Greco docente presso l’Unibas e coordinatore degli studi effettuati dalla stessa università sui problemi riguardanti l’erosione della costa jonica. Prof. Greco, la settimana scorsa in occasione del Trend Expo, si è tenuta una lezione aperta di presentazione del corso di laurea in Ingegneria Fisica e Ambiente. Ci può illustrare brevemente di cosa si è discusso? “Si sono illustrati i temi stringenti che riguardano la situazione della nostra regione, nello specifico il rischio idrogeologico e quindi piene e alluvioni; desertificazione che è un problema di perdita del suolo; rischio costiero e non ultimo anche il tema dei rifiuti in particolar modo sulla filiera dei rifiuti definiti speciali. È stata una opportunità per poter comunicare con i giovani su tematiche attuali che vedono impegnata l’Università in prima linea”. A proposito dell’erosione costiera, qual è la situazione attuale?

Il professor Michele Greco

“Negli anni abbiamo cercato di far interagire il rischio idrogeologico con quelle che sono le dinamiche costiere ed è questo l’aspetto su cui abbiamo lavorato e molto. Abbiamo supportato la regione sia in termini di studi locali per fare interventi mirati,sia in una visione un

SCEGLI L’UNIVERSITA’ DELLA BASILICATA Codice Fiscale: 96003410766 La legge 183/2011 (legge di stabilità 2012) ha riconfermato la possibilità di destinare il 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno della Ricerca Scientifica e delle Università. E’ possibile operare la scelta attraverso il modello CUD 2012, il modello 730 1, il modello Unico Persone Fisiche 2012. Per destinare il 5 per mille all’Università degli Studi della Basilicata occorre indicare il codice fiscale 96003410766 e firmare nell’apposito spazio: “Finanziamento della Ricerca Scientifica e della Università”.

po’ più ampia di quella che può essere la panificazione o il piano di gestione delle fasce costiere con l’occhio rivolto al rischio erosione e al rischio di inondazione. La connessione è legata a come sono utilizzati i nostri corsi d’acqua ponendo maggiore attenzione sull’arco costiero di Metaponto

rispetto a quello Tirrenico che per la sua configurazione geomorfologica e idraulica non presenta rischi elevati come quello del versante jonico. La nostra attenzione è rivolta a valutare sugli archi di costa quelli che sono i rischi di inondazione e di erosione simulando condizioni di aggressione meteo marina corrispondente a differenti scenari che vanno dalla mareggiata ordinaria fino ad arrivare a mareggiate estreme. Con la Regione stiamo lavorando su questo strumento in modo da poter costruire una effettiva valutazione del rischio della nostra area. Da qui c’è tutta la nostra esperienza maturata negli anni rispetto alle valutazioni di quelle che sono le criticità non solo nell’ambito costiero inteso come spiaggia, ma anche rispetto alla parte che è immediatamente retrostante alla spiaggia stessa, cioè ci siamo posti il problema dell’interconnessione dei territori con le infrastrutture principali, penso ad esempio alla statale 106 jonica o alla ferrovia”. Cosa ancora si può fare per

La costa metapontina

mitigare il fenomeno? “L’urgenza è quella di potenziare il nostro sistema conoscitivo, abbiamo bisogno di ripristinare e costruire nuovi sistemi di monitoraggio su parametri che fino ad ora non abbiamo mai completamente valutato. Acquisire dati in maniera diretta per poter meglio programmare gli interventi. Noi come Università abbiamo supportato la Regione con uno studio che abbiamo consegnato già da un anno e mezzo sul quale la Regione Basilicata ha progettato un intervento che in questo momento è in corso di aggiudicazione. Questo è

un momento importante per iniziare ad utilizzare metodiche nuove per poter impiantare un monitoraggio completo e costante. Così facendo possiamo sempre più rafforzare la nostra presenza attorno agli enti preposti alle tematiche del rischio costiero per ottimizzare le risorse che ci sono e meglio indirizzare quelli che possono essere i futuri mezzi migliorando, dunque, lo stato della conoscenza”.


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IL CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI: ANCORA POLEMICHE

«Disgustata dal sistema, mi vergogno»

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ontinua a far discutere il concorso per dirigenti scolastici di cui si sono svolte le prove scritte. Il TAR, nel frattempo, ha respinto alcuni ricorsi di cui abbiamo dato contezza sul numero scorso, ma dopo la lettera pubblicata sul quotidiano “La Nuova del Sud” (che denunciava la “sgrammaticata” traccia della prima prova) e quella pubblicata sul portale “Orizzonte Scuola” (che lamentava una certa “ambiguità” della seconda), è stata un’ulteriore missiva ad alimentare il dibattito, su delle prove che si teme siano state espletate “alla Lucana”. La lettera, intitolata significativamente “il concorso della vergogna”, anche questa volta è firmata da un docente che ha partecipato alle prove, ed è stata pubblicata sul quotidiano tematico online “La tecnica della Scuola”. La riportiamo integralmente. <<Antefatto: accesso agli atti e lettura elaborati dei concorrenti per il reclutamento di D.S. Inizio col premettere che la mia riflessione non vuole essere, assolutamente, un giudizio espresso sulla produzione individuale dei colleghi, (non ne ho le competenze, né il ruolo) a cui va, senza dubbio, il merito di aver sostenuto lo sforzo dell’impegno, tra le mille contraddizioni e le

tante difficoltà, per ottenere il riconoscimento dell’ammissione all’orale. Chiaramente questo non vale per tutti. Chi, come me, ha dovuto leggere e interpretare significanti e significati, ha cercato di decifrare comunicazioni, cogliere verità, comprendere giudizi e valutazione, comparare conoscenze e risultati, non può che assumere la posizione scettica della sospensione del giudizio(epochè) e affidarsi alla riduzione fenomenologica di Husserl. Il dato di fatto, ciò che viene percepito è evidente alla mia coscienza: i contenuti, le conoscenze rielaborate nelle produzioni scritte sono le medesime, oserei dire con lessico filosofico universali, d’altra parte non è da noi, non ancora, elaborare nuove teorie pedagogiche, didattiche… La differenza, deduco, consiste nella modalità di organizzare i concetti, nell’uso del linguaggio, nella capacità argomentativa, nella formazione culturale e professionale del singolo docente. Su una considerazione, però, dobbiamo tutti convenire, in quanto apodittica e dogmatica: la traccia è quella, i criteri di valutazione sono quelli e bisogna necessariamente attenersi a quanto dettato dalla traccia, a quanto stabilito, proposto e nell’intenzione e nell’espressione dei segni,

bisogna, insomma, produrre un contenuto necessariamente adeguato alla richiesta. Ebbene così non è, così non è stato. Ognuno,senza generalizzazioni gratuite, ha spaziato nella direzione congeniale alla percezione del momento o alla personale e quindi relativa interpretazione della richiesta e l’assurdo sta, a mio modesto parere, nel sistema di valutazione applicato, inversamente proporzionale(la proporzione è tra l’obiettivo e il risultato), con osservazioni ermeneutiche, tutte da interpretare, a metà “tra l’intuizione cartesiana e il sillogismo aristotelico”, come se mancassero argomenti a sostegno di una tesi a volte troppo “debole”, altre troppo “alta”. I dubbi che mi assalgono sono tanti e non è questa la sede per esternarli. Argomento, pertanto, la mia esperienza: ho elaborato concetti, conoscenze, teorie pedagogiche, strategie didattiche, funzione del D.S… (le stesse dei miei colleghi, giuro,) con analisi puntuale e critica, una certa congruità e organicità di stile e questo mi viene riconosciuto a livello generale, poi, desumo dalla valutazione numerica del 2 (mi vergogno di una considerazione banale a un lavoro che ha richiesto tempo e impegno), che la trattazione dei singoli punti o

riferimenti non sia rispondente alla richiesta. Al danno segue la beffa: dopo aver faticato ben 8 ore per elaborare la seconda prova, nemmeno l’onore di leggerla, come se il mio lavoro valesse meno del tempo da impiegare per leggerlo. Mi vergogno di essere un’ insegnante, mi vergogno di aver studiato tanto, riportando danni fisici alla persona e restrizioni alla famiglia. Ho letto e riletto la mia produzione sino allo sfinimento e trovo di prevalentemente o eccessivamente teorico quanto di teorico vi è in altri, niente di più, niente di meno. Non sono l’ultima “pivella” nella processione infinita delle occasionalità, ho letto e valutato centinaia di compiti, adoro scrivere e scrivere nella consapevolezza e nella connessione mente-mano, sono attenta all’uso delle parole, scrupolosa e rigorosa nell’ottemperare alle richieste e, infine, dovrei essere in grado, perlomeno, di argomentare correttamente, essendo una “razionalista filo- kantiana”, almeno questo consentitemelo. Certo la valutazione di una commissione è insindacabile, ma anche il sentimento di vergogna che provo, la vergogna di essere un’insegnante, la vergogna di aver scelto di lavorare e sacrificarmi per questa scuola,

la vergogna di essere stata valutata alla stregua di chi non è in grado di comprendere e di scrivere “in un certo qual modo” è insindacabile. Mi vergogno di essere un’insegnante: abbandonata dal Sindacato, non tutelata dal Ministero di appartenenza, senza alcuna garanzia dagli Uffici competenti, eppure tutti parlano di sussidiarietà. So di essere dura con le parole e me ne dispiace, ma quanti sanno del mio risentimento, della superficialità di una valutazione che ti classifica con un 16, tanto chi ti conosce, chi sei, che fai mai di tanto eccezionale !!!! Sono nauseata del sistema a-logico, poco meritocratico, del sistema dei punti di vista, delle prospettive, della relatività, pretendo giustizia, certezze, chiarezza, evidenza obiettiva. Chiedo, pertanto, la disponibilità, da parte di docenti universitari o docenti con specifiche competenze, a leggere e valutare il mio elaborato, per avere, almeno, la gratificazione di sapere che, forse, quelle conoscenze espresse con quel linguaggio e in quella forma non hanno ottenuto la giusta considerazione e la giusta attenzione. Chiedo a

chi di competenza di far sì che quei valori, tanto osannati negli scritti, come la dignità umana, la non discriminazione, la certificazione delle competenze, la qualità dei processi formativi, la valorizzazione delle diversità e delle potenzialità, l’equità dei risultati…, trovino adeguata realizzazione e non restino semplici impressioni. Risparmio ai lettori l’offesa intellettuale della lettura di alcune produzioni ,ma non deve il D.S., tra le tante competenze, possedere quella di saper scrivere in forma corretta e di saper concettualizzare con lessico e linguaggio appropriato, seguendo una logica coerente e finalizzata alla gestione di risorse soprattutto umane? Ai posteri l’ardua sentenza!!! Ai presenti un esame di coscienza: veritas habitat in interiore.>>


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Rionero, una “battaglia” di Controsenso «Sì all’isola pedonale davanti alla scuola primaria» di Angela Traficante

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orniamo ad occuparci dell’istituzione dell’isola pedonale nel piazzale antistante la Scuola Primaria di Rionero, già denunciata, a chiare lettere, su queste pagine, per evidenziare la gravità delle condizioni relative al traffico caotico ed ai rischi reali che corrono ogni giorno bambini ed adulti negli orari di entrata e di uscita dalla scuola. La questione da noi sollevata ha catturato l’attenzione di chi è chiamato a risolvere il problema e pare che qualcosa si sia realmente mosso, almeno per quanto riguarda gli impegni assunti per risolvere, una volta per tutte, un disagio che al momento non garantisce per niente la sicurezza dei cittadini, in particolar modo dei bambini. Intanto il dirigente scolastico della Scuola Primaria “Michele. Preziuso”, Gerardo Antonio Pinto, ci ha reso noto che già nel Settembre del 2010 e nell’Agosto del 2011, ha scritto al Sindaco della città ed al Comando della locale Polizia Municipale per sollecitare interventi idonei per garantire la sicurezza davanti al plesso scolastico.“Vi è una situazione di grave sovraccarico del traffico di persone e di mezzi -si legge tra l’altro nelle lettere inviateci dal dirigente Antonio Pinto- e anche il parcheggio degli scuolabus è effettuato in modo incongruo lungo le vie di esodo ed essi ostruiscono l’accesso alla zona di raccolta antistante

Da noi interpellato, il sindaco Placido prende un impegno l’ala sinistra dell’edificio per le classi di uscita dall’ingresso principale”. Ben vengano le sollecitazioni del Dirigente scolastico, ma sinceramente una lettera all’anno sembra un po’ poco se si considera la gravità della situazione . Come dire, è meglio insistere se si vogliono ottenere risultati visibili e risolutivi. Alcuni consiglieri comunali di opposizione, in particolare Antonio Spadola, si sono fatti portavoce della questione nell’ultimo Consiglio comunale ed hanno presentato interrogazioni nelle quali hanno chiesto la risoluzione immediata del problema. Tuttavia pare che notizie confortanti vi siano al riguardo in quanto il sindaco di Rionero, Antonio Placido, ha preso subito a cuore il problema e, nel corso di una nostra intervista, ha espresso e manifestato tutta la sua disponibilità per individuare interventi risolutivi, informandosi tempestivamente pure sulle motivazioni che hanno determinato tale situazione presso il Comando della Polizia municipale.“Prendiamo atto che il problema c’è e che va risolto – ci ha dichiarato il Sindaco - “ e sono reali le

condizioni non solo di grande disagio ma anche di pericolo dei cittadini ed in particolar modo dei bambini”. “E’ mia preoccupazione intervenire con i fatti per garantire la sicurezza”. Come pure il sindaco Placido si è impegnato a sollecitare il proprietario di alcuni suolo semi-abbandonati a provvedere alla loro pulizia. Poche parole che hanno però fatto assumere un impegno ben preciso al primo cittadino, il quale, nel corso dell’incontro, ha dato un forte segnale di concretezza,

senza sollevare onerose altre questioni di viabilità urbana che allungherebbero i tempi di risoluzione del problema e solleverebbero polveroni inutili senza dare alcuna risposta.“Posso affermare che dal prossimo mese di Settembre, in coincidenza con la ripresa delle attività didattiche dopo la pausa estiva, sarà nuovamente istituita l’isola pedonale davanti l’edificio scolastico della Scuola Primaria”. Così ha dichiarato, senza mezze misure, il sindaco Antonio Placido assumendo un preciso

impegno con la comunità. Nell’immediatezza non è stato possibile ripristinare il divieto di transito anche perché, ci ha spiegato lo stesso sindaco, in questo periodo vi è nella città una situazione di precarietà e di emergenza di traffico dovute ai

lavori che si stanno realizzando in centro per la costruzione della nuova piazza. Pertanto si confida nella pazienza e nel buonsenso dei cittadini perché, è chiaro, che si tratta di una situazione provvisoria. Tale situazione, che deriva dai lavori in corso, ha determinato, come si sa, un diverso ed inusuale sistema di circolazione in città ed istituire fin da adesso l’isola pedonale avrebbe comportato, secondo il primo cittadino, altri disagi per il traffico urbano. Intanto, si ritiene che l’isola pedonale davanti la scuola per

15 minuti prima e dopo l’entrata e l’uscita degli alunni non comporterà, anche da settembre in poi, alcun disagio perché si tratta di un’area abbastanza vasta, centrale e ben articolata con le principali strade che si intersecano nella città e che danno la possibilità di raggiungere qualsiasi zona senza problemi. Infatti,Via Turati e Via Lecce consentirebbero tranquillamente a chi viene da Via Potenza di immettersi su Via Galliano e proseguire verso la stazione ed il centro della città; come per Viale dei Martiri, Via Rosselli è possibile per chi viene da Via Galliano di immettersi su Via Potenza. Così chi da via Potenza ha come destinazione Monticchio, deviando per Viale della Libertà e Via Michele Preziuso può immettersi su Via Giorgio Amendola. Chi, invece, viene da Via Giorgio Amendola può percorrere Via Michele Preziuso, Via Della Libertà ed immettersi su Via Potenza. Dunque, la zona interessata dall’isola pedonale, non è chiusa ad “imbuto” e non si causerà alcun disagio ai cittadini per raggiungere le proprie destinazioni. Bisogna allora attendere Settembre per la risoluzione del problema. Intanto l’impegno da parte dell’Amministrazione comunale rionerese c’è. Aspettiamo i fatti e speriamo che sia la volta buona.

Stop alle “lotte di campanile” Ancora aperta la questione dei cittadini “contesi” da Ripacandida e Rionero di Michele Traficante

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uello che sembrava facile a prima vista, secondo buonsenso, si sta rivelando molto più difficile e complicato di quanto previsto. Ci riferiamo all’incresciosa situazione in cui si trovano dei cittadini rioneresi che hanno le loro abitazioni nel tenimento del comune di Ripacandida. Alcune famiglie di braccianti rioneresi nel 1967 hanno avuto assegnate abitazioni, realizzate dall’allora Icap di Potenza quali alloggi Ailberg, destinate a lavoratori agricoli e riservate ai soli residenti del comune di Rionero in Vulture. Da allora, pur essendo le abitazioni ricadenti nell’agro di Ripacandada, benché sul Serro

San Francesco, su suolo di proprietà del comune di Rionero nell’immediata periferia del centro urbano, i cittadini si sono sentiti a tutti gli effetti rioneresi e, in verità impropriamente, iscritti nell’anagrafe e nelle liste elettorali di Rionero. Primo grave errore, anche se fatto in buona fede. Il comune di Rionero si è sentito in obbligo di assicurare a quei “suoi” cittadini i servizi necessari (acqua, luce, metano e raccolta dei rifiuti urbani). Già allora, nel 1967, si sarebbe dovuto provvedere pacificamente e di comune intesa fra i due Comuni, a far passare quei pochi cittadini, che con le loro abitazioni occupavano ed occupano poche

centinaia di metri quadrati, al comune di Rionero. Cosa che non stato è fatto, continuando a far permanere una situazione anomala. Col tempo le cose si sono aggravate; altri rioneresi hanno costruito abitazioni nell’agro di Ripacandida a cui hanno chiesto ed ottenuto regolare licenza edilizia, (contrada Cappabianca e Frascolla) e quindi diventando cittadini ripacandidesi a tutti gli effetti, ma che oggi vorrebbero passare nel comune di Rionero. E qui le cose si sono, ovviamente, complicate. Intanto, in rispetto alle norme contenute nella legge anagrafica n.128 del 24 dicembre 1954, dopo l’ultimo censimento Istat tutti gli abitanti di San Francesco, ricadenti con le loro abitazioni del tenimento di Ripacandida, sono stati iscritti d’ufficio nell’anagrafe e nelle liste elettorali di quel Comune. Naturalmente suscitando malumore e proteste da parte di quei cittadini, che hanno da sempre vissuto la vita amministrativa, sociale, religiosa e culturale della città fortunatiana, con la conseguente prese di posizione dell’amministrazione comunale di Rionero a loro sostegno.

Si è parlato di revisione dei confini fra i due Comuni (cosa non semplice con le attuali normative di legge), con lo scorporo di ben 70 ettari di terreno (oggi appetibili per l’avvenuto insediamento di importanti aziende vitivinicole) da Ripacandida e Rionero. Si è cercato di far intervenire istituzioni pubbliche per dirimere la questione, ma giustamente e comprensibilmente, bisogna riconoscerlo, ha trovato la netta opposizione dell’amministrazione comunale di Ripacandida che non intende rinunciare a parte del suo territorio.La questione si è inasprita fra i due Comuni con la conseguente sospensione da parte del comune di Rionero di tutti quei servizi già assicurati a quei “suoi “ cittadini. Insomma si è creato un “casus belli” del tutto comprensibile ma non giustificato fra Rionero e Ripacandida. Un detto dalle nostre parti dice: I ciucc’sciarr’n e i varril’ s’ rompn’ (gli asini si azzuffano e i barili si rompono). Infatti, nel nostro caso le amministrazioni comunali litigano e chi ci va di mezzo sono gl’incolpevoli cittadini del quartiere di San Francesco.Che

fare, allora? A nostro modesto parere, sedersi intorno ad un tavolo e ragionare, con calma e responsabilità. Magari almeno valutando la possibilità, dopo un accordo compensativo, della cessione da parte del comune di Ripacandida di quelle poche centinaia di metri quadrati di suolo del Serro di San Francesco, ove sono insediate gli alloggi costruiti dall’ex Icap, occupate da poche famiglie di rioneresi, che si trovano quasi attaccati alle abitazioni che si trovano nel comune di Rionero. Infatti, la strada che porta allo svincolo per la superstrada Potenza - Melfi, segna il confine fra il territorio di Ripacandida, a sinistra, e quello di Rionero, a destra. Siamo sicuri che una tale soluzione non troverebbe la netta e pregiudiziale opposizione dell’amministrazione comunale di Ripacandida e dei ripacandidesi, che è gente responsabile e comprensiva. E finalmente si darebbe serenità a quei cittadini rioneresi che, giustamente e non per colpa loro, non ne possono più di una situazione, incancrenita nel tempo, che non trova più giustificazione alcuna, che non giova certamente né alla tranquillità degli animi e né

alla proverbiale e consolidata concordia fra le due comunità. Infatti, non pochi ripacandidesi nel corso degli anni si sono trasferiti a Rionero trovando massima accoglienza e generosa ospitalità, come pure tanti rioneresi sono passati a Ripacandida trovando altrettanta accoglienza e generosa ospitalità. Perché, allora, esacerbare gli animi, non trovare una soluzione concordata e di reciproca soddisfazione in questa vicenda che sta “compromettendo” l’armonia fra le due comunità limitrofe? Perché “incaponirsi” in assurde posizioni di rivendicazioni, o peggio, incomprensibili ed ingiustificate “lotte di campanile”, inconcepibili nel terzo millennio e in tempi di “globalizzazioni” e di “accorpamenti” nei servizi essenziali a favore dei cittadini? Si sta profilando, addirittura, da parte dello Stato, la opportunità (convenienza, necessità?) di aggregare i comuni più piccoli (meno di 5 mila abitanti) e ci si vuol arroccare ancora in sterili ed anacronistiche posizioni di campanile? Meditate gente, meditate!


REPORT

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La Premiazione del concorso “Nicola Sole e il sentimento della Patria”, bandito dalla provincia di Potenza I PREMIATI SEZIONE A 1° classificato Giuseppe Lauletta Liceo classico “Giovanni Pascoli” di Viggiano - classe II A 2° classificata Federica Carlomagno Liceo classico “Giovanni Pascoli” di Viggiano - classe II A 3° classificata Nicole Serra Liceo scientifico “Giuseppe Peano” di Marsiconuovo - classe VC SEZIONE B 1° classificato Maria Pia Appella Scuola secondaria di I grado dell’ Istituto comprensivo “Nicola Sole” di Senise - classe II C 2° classificata Raffaella Petrocelli Scuola secondaria di I grado dell’ Istituto comprensivo “Nicola Sole” di Senise - classe II C 3° classificati: Ex aequo Maria Martina Spagnuolo Scuola secondaria di I grado dell’ Istituto comprensivo “Nicola Sole” di Senise - classe II C Giammaria Occhipinti Scuola secondaria di I grado dell’ Istituto comprensivo “Nicola Sole” di Senise - classe III E

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i è svolta, martedì mattina, presso il Museo archeologico provinciale di Potenza, la cerimonia di premiazione delle scuole e degli alunni vincitori del concorso “Nicola Sole e il sentimento della Patria”. Il concorso, bandito dalla Provincia di Potenza e dalla Fondazione Carical, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi della Basilicata, i Comuni di Senise e di Viggiano e l’Ente Parco dell’Appennino lucano, rientra nelle iniziative promosse dalla Provincia per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Fin dallo scorso autunno, l’Amministrazione ha pubblicato il bando di concorso rivolto alle scuole primarie, alle

scuole secondarie di I grado e alle scuole secondarie di II grado con sede nei comuni ricadenti nelle aree più significative nella vicenda biografica e creativa del poeta e patriota lucano Nicola Sole, quelle della Val d’Agri e del Pollino-Lagonegrese (come delimitate dalla Regione Basilicata nel Piano di offerta integrata di servizi). Il concorso è stato articolato in tre sezioni e ha richiesto ai concorrenti di elaborare un commento o, per gli alunni delle scuole primarie, una resa grafica (disegno, fumetto, presentazione multimediale o video) di specifiche liriche di Nicola Sole. Gli studenti e le loro scuole hanno aderito in maniera significativa, facendo pervenire ben quarantanove elaborati.

Alla cerimonia, coordinata dalla dirigente alla Cultura Maria Cristina Caricati, erano presenti l’assessore alla Cultura Francesco Pietrantuono e l’assessore alla Pubblica Istruzione Rosaria Vicino, che hanno sottolineato con soddisfazione l’attiva partecipazione delle scuole coinvolte e come il concorso abbia rappresentato un fecondo cammino assieme alle nuove generazioni nella conoscenza della vita e delle opere di Nicola Sole e, attraverso di esse, della storia dell’Unità italiana. Tra gli altri intervenuti vi era anche la docente di critica letteraria dell’ Università degli Studi della Basilicata Maria Teresa Imbriani. La mattinata si è conclusa con il

Saggio musicale dell’Orchestra “Nicola Sole” - Scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale di Senise e con la visita da parte degli alunni di Viggiano e di Potenza al museo archeologico provinciale e, in particolare all’esposizione permanente archeologica e alla mostra documentaria “La libertà che vien sui venti...”. Gli elaborati vincitori del concorso, assieme alle relazioni offerte ai convegni organizzati lo scorso dicembre, saranno pubblicati nella collana Tracce: Giovani menti lucane, promossa dalla Provincia di Potenza. (R.S.)

SEZIONE C 1° classificato Ex aequo Michele Grande Scuola primaria “Leonardo de Lorenzo” di Viggiano classe IV A Achille De Rosa Scuola primaria “Leonardo de Lorenzo” di Viggiano classe IV A 2° classificato Ex aequo Antonio Carrelli Scuola primaria “Leonardo de Lorenzo” di Viggiano classe V A Pasquale Bentivenga Scuola primaria “Leonardo de Lorenzo” di Viggiano classe V A 3° classificato Vincenzo Mariano Lista Scuola primaria dell’Istituto comprensivo “Nicola Sole” di Senise - classe V A

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NEW CITY

26 Maggio 2012

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Con Patrizia Rinaldi, la finalissima del “torneo di lettura” L

unedì 21 maggio nell’aula magna dell’IC Potenza III si è conclusa l’edizione 2011/2012 del “Torneo di lettura” organizzato dall’IC di Bella, che ha visto impegnati l’Istituto Professionale di Pescopagano, il Liceo Scientifico di Muro Lucano e la III A della Scuola secondaria

“Quando non ci sarò”. I ragazzi hanno affrontato la gara non solo con il fermento e l’entusiasmo che caratterizzano ogni sana competizione, ma anche con la passione per la lettura. La finalissima è stata condotta con attenzione e imparzialità dai Dirigenti Scolastici

proprie risposte. La gara, combattuta fino all’ultima domanda, si è conclusa con un bellissimo ex equo tra i ragazzi di Muro Lucano e quelli di Potenza premiati dalla scrittrice Patrizia Rinaldi che ha partecipato all’evento presentando il suo libro “Rock sentimentale”. Interessante e ricco di spunti il confronto tra l’autrice e i ragazzi che hanno dimostrato di aver apprezzato la trama, lo stile e il linguaggio del testo letto. Dall’incontro emerge l’amore della Rinaldi per i giovani e per il loro mondo fatto di musica, di amore e di amicizia, ma anche il forte legame con la sua Napoli, città caratterizzata da forti contraddizioni, problematiche sociali, ma anche da struggente bellezza e grande fascino. In un’intervista la scrittrice dichiara: ”la realtà scolastica cambierà quando ci si renderà finalmente conto che far crescere bene e con competenza di studio

Il “Torneo di lettura” organizzato dall’IC di Bella, ha visto impegnati l’Istituto Professionale di Pescopagano, il Liceo Scientifico di Muro Lucano e la III A della Scuola secondaria I grado La Vista di Potenza I grado La Vista di Potenza. Le classi finaliste si sono cimentate in un questionario, un cruciverba e un anagramma sul libro di Maria Viteritti

Santeramo e Coviello che hanno sostenuto gli alunni preparati, agguerriti e pronti alla contestazione pur di mostrare la validità delle

i nostri ragazzi è il migliore investimento per il Paese”. Quanto amare risuonano queste parole all’indomani dell’attentato all’Istituto Professionale ”Morvillo Falcone” di Brindisi! Un minuto di silenzio, su invito della Dirigente Santeramo, sottolinea la riflessione sulla violenza dell’attentato. Gli occhi di tutti sono bassi, la commozione scende come un velo sull’aula magna della La Vista, ma la lettera del ministro Profumo lascia ai ragazzi, nostro futuro, un messaggio di speranza.

“THIS IS THE FINAL CALL TO .........DUBLIN!”

Non e’ la battuta di un film ne’ la triste conclusione di un romanzo d’avventura della letteratura irlandese. Si tratta invece di un invito ad iscriversi alla vacanza studio che si terra’ dall’8 al 15 luglio 2012 nella citta’ di Dublin ( Dubh Linn, in lingua gaelica che significa palude nera). Anche se si tratta di una sola settimana potrai seguire un corso intensivo di lingua inglese ( sia di mattina che pomeriggio) presso la DSE ( Dublin School of English) a Wellington Quay oppure decidere di estendere a 2 settimane la permanenza nella capitale irlandese frequentando di mattina il corso semi intensivo di lingua inglese mentre il pomeriggio dedicarlo alle attivita’ socio culturali come da programma: O’ Connell e Grafton Street, Guinness Storehouse, St Stephen’s Green, Down the Liffey, The Trinity College, O’ Doneghues, Saint Patrick’s Cathedral, Ha’penny Bridge, l’ area del Temple Bar. La sera resta libera per godersi la citta’ nei suoi angoli piu’ caratteristici e suggestivi dove non si possono non scattare foto uniche e originali ai giardini del Dublin Castle, al Blue Liffey Glass, alla Kilmainham Gaol, alla Cathedral Bridge, alla George Street Arcade e dinanzi alle statue in bronzo di James Joyce o Molly Malone. Non manchera’ una sera dedicata al ballo irlandese visto che in molti locali e’ consuetudine ballare la tradizionale ceili dancing ( ballo di gruppo) e la solo dance ( ballo di un singolo ballerino/a). Ci sono due gruppi di studenti che partecipano a questa vacanza studio, uno con partenza da Napoli ed uno da Roma; pertanto, se anche dovessi essere fuori sede, puoi contare di partire con noi da uno di questi due aeroporti. E, in base a questo, potrai anche scegliere tra due tipi di accomodation, uno presso la University of Dublin ( con camere singole e bagno privato) o l altro presso un hotel tre stelle con vista mare lungo Merrion Road ( con camere singole e/ o doppie) con bagno privato. Essendo un albergo, potrai godere del complimentary te e caffe nella tua camera, del quotidiano gratuito alla reception, cosi come wi fi gratis nella lobby o nelle stanze di meeting oltre, naturalmente del cibo delizioso servito nel bar ristorante della struttura alberghiera.

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26 Maggio 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

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Postura, visione ed occlusione: tre elementi di un unico insieme Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra - Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria and Medical Dental Project Team Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163 info@medicaldentalproject. com www.medicaldentalproject. com

E’

cosa ormai accertata che le patologie che interessano l’apparato stomatognatico interferiscono su tutto il corpo. Pazienti che si presentano con vertigini, acufeni, emicranie muscolotensivi, disturbi oculari, dolori alla colonna vertebrale e appoggio plantare errato possono avere delle malocclusioni ( in sostanza non chiudono correttamente la bocca). L’odontoiatria moderna, ormai è cosa nota, è il prodotto di una miscela di saperi che negli ultimi decenni hanno prodotto risultati straordinari. L’articolazione temporo-mandibolare, che permette alla mandibola di masticare, ridere e muoversi, è spesso interessata nelle patologie occlusali. Tutto questo si manifesta con dolore a livello della zona auricolare, o rumore nell’apertura o chiusura, o dolori muscolari. Tale patologia và curata la dove è possibile senza molti indugi. I m u s c o l i temporali, g l i oculomotori ecc... fanno parte del sistema posturale. L’articolazione temporomandibolare spesso risente della loro disfunzione che è causa di patologie. La postura è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale. Il sistema di controllo dell’equilibrio e della postura coincidono al controllo del tono muscolare formando così il sistema tonico posturale. Il compito basilare di questo sistema è quello di consentire all’uomo la stabilità posturale che coinvolge anche il sistema visivo. Entrando in quest’ottica il dentista moderno deve essere cosciente di tali condizioni al fine di indirizzare correttamente al medico e per prevenire abitudini posturali viziate. Per realizzare ciò il lavoro si divide su più

livelli. Il primo tiene conto dei recettori sensoriali: esterocettivi cutanei, visivi, vestibolari, uditivi ed occlusali che posizionano le varie parti del corpo all’interno dell’ambiente. Il secondo tiene conto dei centri superiori: nuclei vestibolari, cervelletto, formazione reticolare, corteccia celebrale che integrano e rielaborano i dati combinando i processi cognitivi e strategici. Infine ci sono effettori: nuclei cranici da cui partono i comandi verso i muscoli per la stabilizzazione visiva e posturale. È la pedana posturometrica che ci permette di valutare l’interazione dei muscoli ai vari livelli del soma e comprendere quindi in quale distretto del corpo devo intervenire. Molti disturbi della visione sono

spesso la conseguenza di patologie occlusali di terza classe, morsi inversi sia omolaterali che bilaterali. Spesso le scoliosi sono curate solo nel distretto ortopedico. Sarebbe necessario, invece, valutare l’interazione che c’è tra scoliosi e mal occlusione e intervenire prima che una delle due prenda il sopravvento. La scoliosi è infatti una patologia multifattoriale, ove i muscoli hanno un ruolo preponderante. Non esiste una postura ideale per tutte le persone, perché i tessuti si adattano per soddisfare le condizioni di stress in maniera individuale. Per tale motivo occorre un approccio individuale mirato al singolo paziente. Oggi si parla sempre di più del problema della postura in età scolare, reso ancora più importante dalla crescente

diffusione dell’uso del personal computer che impone ai ragazzi un rilevante impegno anche durante il tempo libero a discapito delle naturali esigenze di movimento. Il sistema visivo si trova così a dover mantenere un’attenzione prolungata alla distanza di 25-30 centimentri dagli occhi con una importante richiesta di accomodazione e convergenza. L’abitudine a mantenere distanze molto ridotte determina un enorme dispendio di energia con conseguente affaticamento visivo che si può tradurre in calo dell’attenzione, bruciore, dolore agli occhi, difficoltà nello svolgere un lavoro prolungato. Il mantenimento nel tempo di una postura errata può poi favorire l’insorgenza di problematiche funzionali e strutturali all’intero organismo. Harmon,

scienziato del novecento, ha studiato a lungo il rapporto fra postura e prolungata attività visiva prossimale ed è giunto a definire quella che deve essere considerata la distanza ottimale di lettura ovvero quella corrispondente alla lunghezza dell’avambraccio, misurata dal gomito fino alla prima falange del dito indice. In presenza di una postura irregolare, dobbiamo ricordare che essa può essere legata a diversi fattori: ambientali, visivi, psicologici, organici e abitudinari. Una corretta analisi e un successivo intervento devono perciò prevedere il coinvolgimento di numerose figure professionali. L’approccio posturologico non può infatti prescindere da una visione multidisciplinare. Ecco perché non è sufficiente avere dieci decimi per una performance visiva ottimale, ma è necessario

che la visione sia supportata da una impostazione armonica di tutto il corpo. Attualmente circa il 70% delle persone presenta queste problematiche e l’età in cui compaiono varia dai 15 a 60 anni. Sono colpite più frequentemente le donne. Questi pazienti nel tentativo di recuperare il loro benessere si rivolgono a tanti specialisti i quali difficilmente riescono a collegare le varie sintomatologie presenti ai disordini occlusali e articolari. In definitiva potremmo dire che la postura non è una somma di riflessi, ma un’interazione polisensoriale dove un insieme di strutture anche differenti tra loro, interagiscono per ottenere un risultato, ma quest’ultimo è ancorato al caso specifico (individuale) e non può essere inquadrato come qualcosa di collettivo.


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SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

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Classificazione delle cataratte capsulare, 2) Cataratta capsulo-lenticolare, 3) Cataratta lenticolare, che può essere corticale o nucleare. Infine, in base all’evoluzione, possiamo avere una cataratta stazionaria ed una cataratta evolutiva (incipiente, avanzata, completa). A cura del Dottor Vincenzo Pagliara Medico Chirurgo Responsabile Branca Oculistica ASP Potenza vincenzopagliara@alice.it www.vincenzopagliara..com 339/8081041 - 0971/310792

V

i sono vari tipi di cataratta, che possiamo distinguere nelle seguenti categorie: Congenita, 2) Giovanile, 3) Senile, 4) Patologica o sintomatica, 5) Complicata, 6) Traumatica, 7) Secondaria, 8) Iatrogena. Prima di esaminare una per una i suddetti diversi tipi di cataratta per chiarirne il significato e le caratteristiche, ricordiamo che questi diversi tipi di cataratta possono dividersi a secondo della sede dell’opacità in: 1) Cataratta

CATARATTA NITA O

CONGEGIOVANILE

Possono essere dovute a ereditarietà e malformazioni oculari provocate da radiazioni alla madre durante la gravidanza o da altri fattori teratogeni come alcuni farmaci; da embriopatia in seguito a rosolia materna o toxoplasmosi, da processi infiammatori intraoculari, turbe metaboliche come la galattosemia o il diabete materno; rachitismo, spasmofilia, ecc.Possono essere parziali o totali; possono essere evolutive o stazionarie per tutta la vita; unilaterali o più spesso bilaterali, simili tra i due occhi.Tra le varie forme cliniche ricordiamo la polare (in corrispondenza di uno dei due poli della capsula, anteriore e posteriore) con scarso deficit visivo; fusiforme, stellata,

zonulare (la più frequente che determina grave deficit visivo quando è diffusa, al centro del cristallino). Tali forme sono di interesse del medico oculista; vita, al quello che è importantissimo sapere è che nella cataratta congenita è fondamentale la diagnosi precoce e l’eventuale intervento chirurgico nel primo anno di vita, al massimo 2-3 anni, per evitare l’ambliopia da deprivazione. In pratica se l’occhio non ha la possibilità di “imparare” a veder nel primo anno di vita, determinante per lo sviluppo della visione, resterà “pigro” per tutta la vita. Un intervento chirurgico tardivo potrebbe rivelarsi inutile; ecco perché è importante il ruolo dell’oculista, meglio se si interessa di oftalmologia pediatrica, ma è necessaria la collaborazione del pediatra e dei familiari del bambino, che devono inviarglielo al minimo sospetto, per consentire un tempestivo recupero visivo. CATARATTA SENILE E’ sicuramente la forma più frequente di cataratta acqui-

sita, comparendo più spesso tra la quinta e la sesta decade di vita, senza una causa apparente. A seconda della sede può suddividersi in: nucleare, quando le opacità interessano la parte centrale del cristallino detta nucleo; corticale, quando le opacità risiedono negli strati più esterni, detti corticali; cortico-nucleari, quando le opacità sono sia corticali che nucleari, interessando tutto il cristallino. A seconda dell’estensione e dell’entità dell’opacamento può suddividersi in: incipiente, quando le opacità sono poco estese;

O SINTOMATICA Appartengono a questo gruppo numerosi tipi di cataratta dipendenti da malattie generali. Il tipo più frequente è la cataratta diabetica, che può svilupparsi sia in età giovanile che adulta. E’ quasi sempre bilaterale e rapidamente progressiva. Si può avere cataratta in età giovanile in forma bilaterale nella Sindrome di Down, nella distrofia miotonica e nella sclerodermia. Anche in seguito all’ingestione di sostanze tossiche può formarsi una cataratta, in forma bilaterale e rapida. CATARATTA COMPLICATA

avanzata, quando le opacità sono molto diffuse; completa o matura, quando l’opacamento interessa tutti gli stati del cristallino; ipermatura, quando vi è liquefazione delle fibre corticali del cristallino che si riduce di volume e può determinare come complicanza la sua sublussazione o lussazione. CATARATTA PATOLOGICA

E’ in stretta dipendenza con affezioni delle altre strutture oculari come le uveiti, la miopia elevata, il glaucoma assoluto, il distacco di retina e la retinite pigmentosa. CATARATTATRAUMATICA In caso di trauma contusivo di notevole violenza o di ferita perforante può aversi una cataratta traumatica. Con la rottura della capsula del cristalli-

no l’ umor acqueo penetra nel cristallino, ne rigonfia le fibre e le opacizza. CATARATTA SECONDARIA Dopo l’intervento chirurgico di cataratta si può avere l’opacamento di residui del cristallino che permangono nel campo pupillare dopo l’interevento. Ciò provoca una riduzione del visus; in questi casi una semplice capsulotomia con lo yag-laser, simile ad una “pulitura” che dura pochi minuti, restituisce la visione che si aveva in precedenza. continua sul prossimo numero

Il linfedema

A cura del Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione Terapia del LinfedemaASP Potenza email: ncastelluccioinfo@ gmail.com cell. 3804326784 NUOVE ACQUISIZIONI IN CAMPO RIABILITATIVO

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el corso degli ultimi anni, una crescente attenzione è stata dedicata, in ambito internazionale , alla cura dei sintomi del paziente oncologico. La prospettiva di una “SIMULTANEOS CARE”, in cui le terapie finalizzate al controllo della malattia e quelle per la cura dei sintomi siano integrate, rappresenta uno degli obiettivi più importanti dell’oncologia clinica moderna. In questo contesto, le terapie di supporto e la RIABILITAZIONE ONCOLOGICA hanno assunto una valenza clinica e di ricerca sempre più ampia, al punto da indurre società scientifiche nazionali ed internazionali a considerarle come parte fondamentale dei servizi che tutti i reparti di oncologia dovrebbero essere in grado di offrire ai loro pazienti. Le terapie di supporto, intese come la cura dei sintomi provocati dalla malattia e/o dai trattamenti ricevuti, devono pertanto essere parte

integrante della terapia in tutte le fasi della malattia. L’insieme di questi interventi rientra in una logica di riabilitazione, infatti, molti degli obiettivi sono rappresentati dal miglioramento della qualità di vita (QdV), dell’autostima, dell’autocontrollo, dell’equilibrio psichico e spirituale e delle funzioni motorie deficitarie. Cos’è il LINFEDEMA? Il linfedema è caratterizzato da un accumulo di liquidi e proteine nel tessuto sottocutaneo in seguito ad una riduzione, più o meno significativa, della funzionalità del sistema linfatico con conseguente aumento del volume del distretto corporeo interessato. Quali sono le cause del LINFEDEMA? Il sistema linfatico può essere insufficiente a causa di alterazioni congenite ( linfedema primario) o divenire insufficiente in seguito a lesioni del sistema linfatico (linfedema secondario). Le cause più frequenti che determinano l’insorgenza del linfedema secondario sono per lo più riconducibili alla rimozione chirurgica parziale o totale dei linfonodi (ascellari o inguinali), talvolta associata alla radioterapia e alla chemioterapia. In questi casi il linfedema non deve essere interpretato come un segno di errore medico bensì come un possibile “effetto collaterale” del trattamento antitumorale. Prevenzione del LINFEDEMA Attualmente non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità dell’impiego di

provvedimenti medici, chirurgici e fisioterapici al fine di una profilassi assoluta del linfedema secondario. Ciò nonostante per tutti i pazienti che hanno subito una linfectomia ascellare o inguinale è consigliabile il rispetto di alcune regole di comportamento al fine di ridurre il rischio di insorgenza o, qualora già presente, contrastare un suo possibile peggioramento. Temperature eccessive: evitare l’esposizione prolungata ai raggi solari senza schermo protettivo, bagni caldi, bagno turco, bagni termali, sauna, ecc.. Cura della pelle: utilizzare protezioni solari a schermo totale, idratare bene la pelle, utilizzare repellenti contro le punture d’insetto, evitare ustioni e lesioni cutanee ripetute (agopuntura, iniezioni endovenose o sottocutanee, morsi o graffi di animali, spine ed aculei). Cura delle unghie: prestare particolare attenzione a non tagliare le pellicole cutanee. Esercizio muscolare: l’arto interessato non deve essere sollecitato meno degli altri. L’attività muscolare stimola infatti il flusso linfatico. Devono però essere evitati movimenti intensi e ripetuti contro resistenza oppure leggeri e monotoni protratti a lungo. Utili il nuoto, la cyclette senza resistenza, la ginnastica dolce a corpo libero e la deambulazione su percorsi non impegnativi o su tapisroulant. Nutrizione: evitare un aumento ponderale eccessivo in quanto la proliferazione del tessuto adiposo può aumentare il rischio d’insorgenza del lin-

fedema o peggiorarlo qualora si sia già manifestato. Abbigliamento: evitare indumenti troppo aderenti lungo l’arto interessato e le zone limitrofe. Eventuali complicanze del LINFEDEMA La linfa che ristagna nei tessuti dell’arto è particolarmente ricca in proteine e rappresenta un terreno fertile per lo sviluppo di batteri. Il rischio di un’infezione batterica locale(linfangite) è pertanto più elevato negli arti a rischio o affetti da linfedema. E’ per tale motivo che si consiglia di evitare lesioni sulla cute, anche di piccola entità! Nel caso di una linfangite la cute dell’arto interessato può arrossarsi, diventare calda e comparire dolore. Il gonfiore aumenta e può accompagnarsi a sintomi generali come febbre elevata, tremore, nausea e vomito. In tal caso contattare immediatamente il medico di riferimento che adotterà, una volta confermata la diagnosi di linfangite, il trattamento farmacologico più idoneo. In corso di linfangite qualsiasi trattamento fisioterapico per il linfedema dovrà essere sospeso e ripreso soltanto dopo valutazione medica. Il trattamento del LINFEDEMA Qualora il linfedema si manifesti, quanto più precoce sarà la diagnosi ed il relativo trattamento, tanto migliore sarà l’esito della cura. E’ bene sapere che il miglioramento di un edema linfatico è reso possibile dalla combinazione di più provvedimenti fisioterapici

quali il LINFODRENAGGIO MANUALE, l’ELASTOCOMPRESSIONE ovvero il trattamento compressivo con bende e l’impiego di calze o maniche elastiche,ovvero TUTORI ELASTICI da abbinare ad ESERCIZI MUSCOLARI adattati. Il trattamento deve essere effettuato esclusivamente da fisioterapisti specializzati nelle problematiche linfologiche e soltanto dopo valutazione medica. CONCLUSIONI Il linfedema è una malattia cronica, ad andamento evolutivo, con esiti spesso invalidanti sia sul piano fisico che psicologico. L’obiettivo principale della strategia terapeutica è contrastare l’evoluzione del linfedema. Il trattamento prescritto più frequentemente è un ciclo di Linfodrenaggio manuale, ripetuto più volte durante l’anno. Il risultato è ottimo nei primi cicli di trattamento ma perde nel giro di pochissimo tempo il risultato. I cicli successivi perdono di efficacia man mano che il linfedema peggiora. Quindi il Linfodrenaggio manuale, non deve essere prescritto come unica tecnica nel trattamento e non deve essere considerata la terapia di elezione negli stadi avanzati. Si utilizza sempre un abbinamento delle tecniche ma personalizzandolo in relazione allo stato ed alla severità della malattia ma anche alle condizioni generali del paziente, nell’ottica di un ottimale utilizzo delle risorse. La durata del ciclo terapeutico deve essere tale da ottenere il miglior risultato possibile; questo obiettivo

si considera raggiunto quando si ottiene una stabilizzazione del volume dell’arto e della consistenza tissutale. Un ciclo troppo breve non arresta l’evoluzione della malattia mentre uno troppo lungo non è utile per il paziente e spreca risorse. Se immediatamente dopo il termine del ciclo terapeutico non viene impostata una fase di mantenimento, il linfedema tende SPONTANEAMENTE a recidivare, in tempi più o meno brevi. I cicli di richiamo devono essere impostati solo dopo aver verificato il mantenimento del risultato. QUALSIASI trattamento fisico deve essere comunque adeguato al caso. Non vi fidate di gente che si improvvisa fisioterapista o addirittura super specialista in Linfodrenaggio e pratica manovre addirittura dannose per il linfedema. Diffidate dei praticoni. Il vero fine delle nostre terapie non deve essere solo sgonfiare l’arto ma migliorare gli aspetti familiari, sociali e lavorativi della persona ossia: la sua QUALITA’ di VITA.


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La sostituzione valvolare aortica per via transcatetere E’

noto che la medicina è in continuazione evoluzione e, così anche la chirurgia si aggiorna lasciando spazio a tecniche nuove e/o alternative ai classici interventi. di Gianfranca Premettto che la Losasso valvola aortica è una Medico Specialista struttura cardiaca che, come una sorta di “porta”, separa il ventricolo sinistro dall’aorta, l’arteria più grande del nostro corpo che nasce direttamente dal cuore. La stenosi della valvola aortica degenerativa e calcifica è quindi, una malattia che colpisce la valvola aortica impedendole di aprirsi bene in una fase del ciclo cardiaco in cui il sangue dovrebbe essere pompato dal cuore nell’arteria aorta.

Quella aortica è la valvulopatia più frequente nelle popolazione occidentale legata allo stretto legame che esiste tra l’eziologia degenerativa ed il fenomeno di invecchiamento della popolazione generale. Quando un paziente affetto da stenosi aortica incomincia a lamentare la comparsa di sintomi o questo disturbo della valvola determina una disfunzione del ventricolo sinistro, si ha una prognosi infausta a breve termine. A questo proposito, la sostituzione valvolare aortica, di cui ho già parlato in altri articoli, è il trattamento di prima scelta poiché migliora la prognosi sia a breve che a lungo termine e, la qualità di vita. Tuttavia, l’intervento cardiochirurgico, considerato a basso rischio di mortalità nella popolazione generale, può non essere fattibile in un certo sottogruppo di pazienti nei quali il rischio operatorio sarebbe troppo alto o se giudicati inoperabili per la concomitante presenza di altre morbilità come, per esempio, una severa insufficienza renale e/o respiratoria. Voglio precisare che l’età avanzata, di per sé, non è da considerare una controindicazione alla cardiochirurgia pur comportando, nell’ultraottantenne, un rischio maggiore rispetto a quello della popolazione più giovane. Tuttavia, il nostro team ha operato e continuare ad operare di sostituzione valvolare aortica, molti pazienti di età superiore agli ottant’anni con ottimi risultati clinici. Tuttavia, la possibilità di impiantare una protesi aortica per via percutanea o per via transapicale rende possibile, per una larga parte di pazienti ad alto rischio chirurgico o non operabili, un trattamento ugualmente efficace. Il primo impianto di protesi valvolare per via percutanea è stato eseguito alla fine degli anni ’90 sulla valvola polmonare e, nel 2002 si dimostrò la fattibilità dell’impianto percutaneo della protesi valvolare aortica in

pazienti anziani inagurando così, una nuova era nel trattamento della patologia aortica nell’anziano. L’indicazione cardiochirurgica a sostituire la valvola aortica viene data a quei pazienti che hanno una stenosi severa all’ecocardiogramma, sia che abbiano già manifestato sintomi sia che no ne abbiano ma, è consigliata anche a coloro a cui viene diagnosticata una stenosi aortica di moderata entità in presenza di sintomi quali: angina, affanno e/o episodi sincopali soprattutto, prima che il vizio valvolari possa penalizzare la capacità di contrazione del cuore. Come già descritto, il trattamento di scelta, poiché assicura in modo significativo una migliore prognosi e sopravvivenza per il paziente a breve ed a lungo termine, è l’intervento cardiochirurgico eseguito in circolazione extracorporea in cui si sostituisce la valvola aortica nativa con una protesi biologica o meccanica; quest’intervento ha generalmente un basso rischio chirurgico e le complicanze, immediate e a distanza che si possono verificare, sono piuttosto rare, nonostante l’età media dei pazienti operati si attesti sopra i settanta anni e nonostante presentino una notevole complessità per le numerose comorbilità di cui sono affetti. Il rischio di mortalità legato all’intervento può essere dovuto ad un’insufficienza cardiaca acuta, a complicanze neurologiche, emorragiche ed a infezioni che non dipendono dal tipo di protesi impiantata. Le complicanze a distanza che si possono avere sulla protesi impiantata sono dovute al rischio tromboembolico, emorragico dato dalla terapia anticoagulante cronica, dall’endocardite ossia dall’infezione che può attecchire sulla protesi o dalla degenerazione della protesi biologica stessa. E’ chiaro che, un paziente che viene operato di sostituzione valvolari aortica che ha già di base un’insufficienza cardiaca e, quindi ha una pompa cardiaca inefficace, avrà un rischio più alto di mortalità intraoperatoria e nel successivo decorso postoperatorio. L’età avanzata rappresenta un rischio, sia precocemente sia tardivamente, legato alla compromissione multiorgano tipica dell’anziano.

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e radiazioni solari rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la nostra pelle che va salvaguardata dal sole non solo esternamente, con appropriati filtri solari, ma anche dall’interno attraverso l’integrazione con adeguate sostanze antiossidanti. L’esposizione solare è infatti responsabile del foto-invecchiamento cutaneo che si va a

sovrapporre all’invecchiamento biologico e che si manifesta con l’approfondimento delle rughe, in particolare di quelle di espressione, con alterazioni della pigmentazione e dell’elasticità cutanea. Questi processi di invecchiamento sono mediati dall’eccessiva produzione di radicali liberi generati dalle radiazioni UV-B, pertanto le capacità antiossidanti della pelle risultano determinanti nel contrastare questi processi degenerativi. Il β-carotene è il carotenoide più attivo, presente in concentrazione maggiore nei frutti e negli ortaggi verdi e arancioni (spinaci, peperoni, carota, zucca, albicocca), è il precursore della vitamina A, infatti viene convertito nella mucosa intestinale in vitamina A con formazione di due molecole di trans-retinolo, mostrando una significativa azione antiossidante. Nonostante la sua diffusa presenza negli ortaggi, l’assorbimento del β-carotene

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n occasione della Settimana Nazionale della Tiroide, quest’anno dedicata alle patologie tiroidee nella donna, l’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici) di concerto con l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e l’Azienda Ospedaliera San Carlo, organizza un convegno per sensibilizzare l’opinione pubblica sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide e sul loro impatto sulla salute della donna, con particolare riguardo alla gravidanza, alla menopausa e all’azione preventiva della iodoprofilassi. Il Convegno si terrà a Potenza, presso la Sala Minerva del Grande Albergo il 28 maggio a partire dalle ore 17,30, sarà rivolto a medici, pazienti e a tutta la cittadinanza e vedrà la partecipazione di endocrinologi e ginecologi

continua sul prossimo numero

con gli alimenti è molto basso, ciò spiega perché è necessario ricorrere alle integrazioni che al contrario hanno un migliore assorbimento. Diversi studi, soprattutto in questi ultimi anni, hanno dimostrato che il β-carotene ha la massima efficacia contro le malattie da fotosensibilità. Ha inoltre l’importante effetto di accrescere la soglia di esposizione oltre il quale inizia a manifestarsi l’eritema solare, dando quindi la possibilità di esporsi al sole abbastanza a lungo per abbronzarsi. Riducendo il danno cellulare indotto dagli UV-B, diminuiscono la manifestazioni di prurito, rossore, bruciore e gonfiore. Del resto l’azione del β-carotene nei tessuti umani è simile a quella che esercita nelle cellule vegetali, ossia quella di agire da schermo cellulare contro i danni dei radicali liberi indotti dalla luce solare. Attenzione però: la massima protezione non si osserva prima di

Basilicata

Il 28 a Potenza un convegno sulla tiroide

β-carotene e luteina: amici del sole

Dott.ssa Ivana Gruosso Farmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email: i.gruosso@farmaciamarchesiello.it

ontrosenso

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

4-6 settimane di terapia! Quindi chi vuole esporsi ai primi caldi al sole deve subito ricorrere ai ripari! Per proteggere la vista dalla radiazioni solari e per prevenire malattie degenerative della macula, è utile l’integrazione di luteina. Quest’ultima fa parte della famiglia dei carotenoidi e come tale è presente in frutta e verdura, nell’occhio umano si trova nella macula, la parte centrale della retina, responsabile dell’acuità visiva. Oltre ad avere un’azione antiossidante, la luteina forma i pigmenti maculari, un sorta di filtro che impedisce alla radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare il tessuto sensibile della retina, contribuendo al recupero delle funzioni visive dopo che si è stati abbagliati o dopo una lunga esposizione al sole.

dell’Azienda Sanitaria di Potenza e dell’Ospedale San Carlo, che illustreranno i rapporti tra sesso femminile e patologie tiroidee, le possibili interferenze negative delle malattie tiroidee sulla donna gravida e sul feto, le relazioni intercorrenti tra menopausa e tireopatie focalizzando l’attenzione sulle conseguenze della carenza di iodio negli alimenti e la possibilità di prevenirle attraverso la supplementazione alimentare di iodio.

La centralità della sessualità in un rapporto! a cura della dottoressa MariaTeresa Muscillo psicologa sessuologa tel- 328/8317632

L’

eccitazione sessuale è una risposta a stimoli di natura assai varia: percettivi e/o immaginari, esterni o interni, legati ad aspetti relazionali con persone o cose, erotici o autoerotici, omoerotici o eteroerotici. È arduo descrivere compiutamente questa complessità, legata oltre che ai canali sensoriali anche ad aspetti culturali in continua evoluzione. Erotismo e autoerotismo sono, infatti, realtà magmatiche ed indifferenziate, alimentate sensorialmente e culturalmente. La sessualità occupa una posizione centrale nelle relazioni umane e soprattutto nella relazione coniugale; la natura sessuale di tale relazione è talmente importante da essere considerata nulla in caso di impedimento grave, perfino da chi ritiene indissolubile il matrimonio. Gli organi sessuali sono fatti per entrare in relazione tra loro e, pertanto, mediare il rapporto tra due persone. Nella sessualità tutto richiama il concetto di alleanza: il coito richiede l’interazione collaborativa dei due corpi per il raggiungimento del piacere comune; la procreazione avviene attraverso l’unione cooperativa delle cellule sessuali; il piacere sessuale si rivela una molla potente per un’alleanza. Quest’ultima emerge dal concreto psicofisiologico della relazione sessuale: pene e vagina, in virtù degli appetiti, distinti, autonomi e personali dell’uomo e della donna, sono spinti ad entrare in relazione e a sollecitare le persone ad uscire da schemi semplificati di un rapporto non paritario.L’orgasmo richiede un tempo per essere raggiunto e ha una durata delimitata. Il piacere ha le sue leggi, non può essere perenne, conosce impeto e quiete, pienezza e insoddisfazione; la completezza, temporalmente intesa, non esiste. Il gesto sessuale può essere ripetuto, ma non conduce mai ad una soddisfazione duratura. L’orgasmo resta un’esperienza personale incomunicabile, anche se vissuta al massimo dell’intimità. Avviene un ridimensionamento degli aspetti soggettivi della relazione a vantaggio di quelli oggettivi, legati al riconoscimento dell’altro come persona distinta, anche se congiunta.


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REPORT

Basilicata

Finalmente qualcosa di buono dalla Fiat D di Mauro Armando Tita

opo la bella notizia della sentenza TAR sul Campus non vogliamo esimerci da un serio dibattito dopo aver tanto riflettuto e tanto coraggiosamente denunciato nel recente passato. Ci riferiamo al Piano Fiat e alla formazione specialistica e a Melfi Strategica. Non vogliamo in alcun modo glissare sulla rivoluzione FIAT in Basilicata.Oggi però siamo più ottimisti perché dopo anni di vergognosa stasi possiamo fare affidamento su questo intervento di Alta Formazione. Siamo stanchi, noi lucani di buona volontà, di guardare dal buco della serratura, lo dicevamo ieri lo confermiamo oggi.Nella Sata di Melfi, nonostante i nostri accorati appelli alla Confindustria lucana, non sono visibili “né le rappresentanze e né le presenze imprenditoriali lucane.” L’indotto FIAT non parla lucano da sempre. Il Campus non è un ennesimo intervento di Alta Formazione, ma un vero

arricchimento manageriale delle nostre professionalità “autoctone”. Tanti “valorosi” laureati si sono avvalsi di mega contributi lucani per master e specializzazioni e poi hanno preferito... lidi più sicuri.Siamo stanchi di queste furbizie esperite alle spalle dell’affamato (di lavoro) popolo lucano. Non possiamo foraggiare ricerche e applicazioni per altre Università e per altri Centri di Eccellenza e, soprattutto, per altri giovani laureati, non lucani. Qualche mese fa uno specializzato, non lucano, da noi denunciato con seri approfondimenti pubblicati in Primo Piano, plaudeva all’intervento formativo di alta specializzazione , finanziato dalla Regione Basilicata, e... goduto dal 99% di ragazzi laziali e settentrionali. Del resto la disattenzione della SATA verso il nostro territorio non era più credibile. Ora che il Campus è progetto concreto e fattibile siamo convinti di non essere più un

NUMERO nella GALASSIA dell’Organizzazione FIAT. Un Campus per l’innovazione del manifacturing e uno stabilimento che rappresenta il secondo gioiello della famiglia Agnelli è foriero di occupazione e di nuovi investimenti per uno stabilimento che rappresenta (quasi del tutto) il nostro PIL. Uno stabilimento, infine, che dopo il Campus si deve caratterizzare, come da sempre sostenuto dal grande Adriano Olivetti, sul profondo rispetto verso i lavoratori e verso quei seri e tanto umili Lucani. Del resto lo riconfermiamo oggi il Piano Fiat rafforzato e potenziato dal Campus ci appartiene e la Fabbrica/ Territorio SATA ora più di prima la consideriamo nostra. La consideriamo nostra realtà viva e produttiva sperando che Sergio Marchionne ci ridefinisca come nel recente passato: “POLOLUCANO”.

Vietri: primo consiglio comunale

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omenica 20 Maggio si è tenuto il primo Consiglio presieduto dalla nuova amministrazione vietrese. Con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto avvenuto nel Nord Italia e della giovane studentessa Melissa Bassi morta a Brindisi, l’assessore Francesca D’Angelo ha esposto i punti all’ordine del giorno: Convalida dei Consiglieri, giuramento del Sindaco, votazione per i consiglieri, nomina del Vicesindaco e degli assessori ed esposizione delle linee programmatiche. L’amministrazione è composta dal Sindaco Carmine Grande, dal Vicesindaco Vincenzo Guercio con poteri di firma ai lavori p u b b l i c i , manutenzione b e n i comunali e ambiente, dagli assessori Francesca D’Angelo con poteri di firma per la Pubblica istruzione, pari opportunità, viabilità, opere di civiltà nelle campagne, assistenza e servizi sociali e

attività produttive, Alessandro De Laurentiis con poteri di firma per edilizia, urbanistica, bilancio, turismo, commercio e patrimonio e dai Consiglieri Emidio Carleo con delega allo sport, impiantistica sportiva e referente delle associazioni di volontariato e Francesco Cardillo con delega a rappresentare il Comune nelle conferenze dei Sindaci nell’area programma “Marmo-Platano-Melandro.” E’ seguito poi l’intervento del Sindaco per informare la popolazione delle primissime cose che si stanno effettuando: riqualificazione delle strade di campagna (zona Carito, S. Vito); apertura immediata della Sp12 Vietrese a seguito di un incontro tenuto con l‘Assessore alla Provincia, valorizzazione del territorio nell’ambito religioso e il turismo del “weekend”; adozione del regolamento urbanistico; incontro con il Direttore generale dell’Apt Basilicata per approvare la proposta di una zona adibita

a Centro addestramento cani; richiesta per ottenere finanziamenti per il progetto del Ferragosto; soluzione per la differenziata; sopralluoghi per ripristinare Piazza del Popolo; incontro con il Direttore generale dell’Acquedotto lucano per l’acqua nelle campagne; accordi per decespugliatore nelle zone rurali e per pulizie nel centro abitato; creazione del sito comunale e formazione di un gruppo di collaboratori esterni di fiducia che, gratuitamente, avranno il compito di assistere il Sindaco nel coordinamento di tutte le attività del Comune e di tutte le attività dei cittadini pubbliche e private nonché per esercitare funzioni di indirizzo e di controllo attribuiti dalla legge.Il Sindaco ha precisato inoltre nel suo intervento che la riapertura della Sp12 Vietrese, punto di forza della campagna elettorale, sarà possibile solo dopo il passaggio, già concordato con l’Assessore Valluzzi, da strada provinciale a strada

La filiazione naturale 2° parte

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er le controversie concernenti i soli aspetti economici e quindi l’attribuzione dell’assegno di mantenimento al figlio è rimasta immutata la competenza del tribunale ordinario. L’art. 148, comma 1, seconda parte, c.c. dispone che «quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, legittimi o na-

turali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli». Sulla base di questa previsione, quindi, in caso d’insufficienza dei mezzi di cui dispongono i genitori, gli ascendenti prossimi—ossia, nella maggioranza dei casi, i nonni—possono essere chiamati a sostenere in tutto o in parte l’onere economico necessario per il mantenimento

della prole. Tale norma, così riformulata dalla riforma del diritto di famiglia del 1975, si distingue dalla versione originaria per aver esteso l’obbligo degli ascendenti anche in capo ai figli naturali e per aver altresì mutato il titolo e il sistema in cui si svolge tale obbligazione. Nella precedente disciplina, infatti, nell’ipotesi in cui i genitori non fossero stati in grado di adempiere l’obbligo di mantenimento dei figli, quest’ob-

comunale e sul turismo religioso ha informato che il gemellaggio con Murolucano, per far sì che Vietri rientri nel progetto S. Gerardo Maiella, prevede anche un gemellaggio ecclesiale e che visti i tempi di scadenza sarà concluso il prossimo anno.Gli esponenti della minoranza, Vincenzo Felitti e Rocco Carleo, nei loro interventi hanno assicurato la massima collaborazione con la maggioranza per il fine del “vivere bene” e hanno

affermato che vigileranno sulla riuscita delle proposte fatte nel programma elettorale. Infine hanno assicurato che la loro sarà un’opposizione di contributo a prescindere dallo schieramento politico. A tale intervento è seguito il saluto del Sindaco Carmine Grande il quale ha sottolineato come detto precedentemente dalla minoranza, che i diritti del cittadino non hanno un colore politico e che, trovandoci in democrazia, il cittadino

può esprimere la preferenza per qualunque schieramento e prescindendo da questo, l’amministrazione deve essere a vantaggio di tutti gli elettori.

bligo sarebbe automaticamente passato in capo agli ascendenti. Con la nuova formulazione, invece, non si configura più un passaggio dell’obbligo dai genitori agli ascendenti, ma ci si limita a richiedere a questi ultimi di mettere i figli in condizione di adempiere i loro doveri genitoriali a favore della prole. Ciò premesso, va rilevato che in un caso posto di recente all’attenzione del Tribunale di Genova, è stato precisato che il riferimento legislativo relativo al non avere i genitori i mezzi sufficienti al mantenimento, non vada inteso «in maniera assoluta, perché l’insufficienza dei mezzi ammette anche un’integrazione parziale e non la sostituzione di

una categoria all’altra». La sentenza conferma l’orientamento già affermato da autorevole dottrina, secondo cui l’obbligazione degli ascendenti è sussidiaria o d’integrazione, e opera se i genitori non hanno i mezzi sufficienti per il sostentamento dei figli. L’obbligazione degli ascendenti può, quindi, concorrere con quella dei genitori ed essere tra loro ripartita in base alle rispettive capacità. Non è necessario, in altri termini, che i genitori non provvedano affatto al mantenimento della prole per far maturare l’obbligo ex art. 148 c.c., ma è sufficiente che consti un apporto contributivo insufficiente del nucleo genitoriale, perché gli ascendenti debbano essere chiamati

a intervenire economicamente in via sussidiaria e complementare.Nel caso posto dalla nostra lettrice, dunque, si ritiene opportuno convenire in giudizio sia il padre della minore, obbligato principale, che i genitori di quest’ultimo, obbligati in via subordinata e sussidiaria. In tal modo il giudice sarà chiamato, in caso di accertamento negativo sulla capacità reddituale del padre della bambina, ad accertare l’obbligo ex art. 148 c.c. degli ascendenti prossimi a sopperire in tutto o nella misura dovuta al mantenimento della minore.

Ponendo fiducia nella pazienza di tutti i cittadini e ringraziando coloro che hanno votato e non la lista “Leali per Vietri”, ha invitato la cittadinanza ai festeggiamenti in onore della vittoria. Carla De Laurentiis

Avv. Ivana Enrica Pipponzi


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REPORT

Basilicata

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Morti bianche e da fuoco di Lucio Tufano

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uccede che passando attraverso lo stretto solaio dell’edificio scolastico municipale dove sono in corso dei lavori, questo sprofondi trascinandosi undici operai. Per due di loro è la morte tra le macerie; altri due rendono l’anima in giornata. Altri sette tenta salvarli l’arte medica del dottor Gavioli e l’opera del signor Rotondo, direttore sanitario dello ospedale provinciale S. Carlo. Contusioni alle gambe, alle braccia, alle mascelle e gonfiore allo scroto e al pube. La piazza del duomo, per le esequie organizzate dal comitato, è gremita di gente di ogni classe, per le vittime del lavoro. Bandiere e distintivi delle associazioni operaie, industrianti, giovanile e tipografica, e la banda del Circolo Musicale fanno il giro della città. Il Teatro chiude per aprire il giorno dopo con una sera di beneficenza in cui gli artisti

si prestano gratuitamente per numerosissimo pubblico. <<Carità fratelli. La carità è legge divina e umana, di fratellanza, di mutualità, di reciproco aiuto e soccorso. Soccorriamo la sventura. Apra la borsa il ricco e dia monete d’oro. Divida il povero parte del suo pane a favore degli infelici>>. Il Signor Gaetano Briganti, appaltatore dell’edificio, viene arrestato per negligenza; le vittime domandano una riparazione. In vico Crocifisso un cittadino ha alzato il gomito e colloquia fino a mezzanotte con le stelle finale di agosto. Le guardie gli misurano <<la pelle>> e lo rinchiudono al fresco. Per via Pretoria invece due colpi di revolvers, per cittadini di classe più elevate che si insultano e bastonano, fischiano alle orecchie dei passanti. Le botteghe e i negozi ne occultano le armi e chi le ha usate. Entrambi malconci continuano la passeggiata facendo finta di nulla come le guardie e i carabinieri. Ci si congratula con il Dottor Marocco Achille che, per una questione delicatissima su cui non occorre fare commenti, si è beccato, nei due duelli sostenuti con uno di più bravi schermidori di Italia, il signor De Marinis di Napoli, una pistoletta alla gamba destra e,

nel secondo duello, una ferita, piuttosto grave, di sciabola al braccio.

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uochi di paglia, incendi alle lenzuola, alle coltri, ai guanciali, alla biancheria, alle finestre che addobbano i padiglioni e accendono le notti dei potentini. Senza vigili del fuoco, nessuno tenta di spegnere le passioni dell’epoca, la piromania (brucia pagliara) e l’uxoricidio. In Corte di Assisi, Fedele Veglia, ventisettenne da Ferrandina, imberbe, dagli occhi sanguinosi e torbidi, uxoricida, è dannato ad una pena. Sulla porta della sua prigione sta scritto: sempre! Nel dubbio, ne siamo certi, il futuro legislatore cancellerà dal codice penale la tetra e ributtante figura del carnefice. Guardiamo alla Germania, dove l’istruzione non leggera ha elevato il popolo ad un livello di altissima civiltà.

Al Teatro Stabile

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inalmente si ha il piacere di assistere all’opera del Gounod <<Fra Diavolo>> e alla <<Traviata>> di Verdi. Si spera che per l’avvenire i voti di qualche grosso spettatore di buon cuore non abbiano a perdersi tra dissensi, le simpatie e le antipatie. Comunque la sontuosa e ricca cena offerta valga almeno a chiudere la bocca a ognuno; anche tre quarti delle invitate vollero rimanere digiune quantunque ammirate e soddisfatte della squisita cavalleria degli offerenti. Dopo tutto scrive <<L’Indipendente>> abbiamo noialtri di Potenza da trascorrere delle serate che altrove altre città ci invidiano.

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n agosto la cittadinanza pullula di giovanotti dai dodici ai venti anni, senza arte né parte. Nei caffè, nelle bettole, nei portoni dei vasti palazzi tentano il soldo, giocano al <<tozzamuro>>. Si squarciano le camicie con i coltelli, si rincorrono a bastonate per la pubblica via, fanno la guerra con i sassi e le fionde rompendo i vetri sulla via Pretoria e mettendo a pericolo i passanti. Michele Pergola e il portone di casa sua. Domenico Crisci per quello che succede in un caffè vicino al suo negozio e Luigi Iorio per quanto accade ogni sera nel Largo dell’Ospedale civile, ne sono i testimoni.

Branca Leone rampante <<O

gni sera la signora Matilde Manguso manda in visibilio, il pubblico, lo affascina, lo trasporta allo applauso. La signora Virginia Brunetti, dalla voce robusta e sonora è di scuola raffinata, contemporanea sobriamente l’opera della cantante con quella dell’artista… Un bravo alla signora Marfisa. Salvatore Starace e Luigi Cafareccia, divertono immensamente per la loro comica>>. Nella serata d’onore <<non vi è neppure un posto di loggione; la parte più colta e più select della cittadinanza, che ama e gusta il teatro corre ad ammirare nuovamente l’arte della seratante…>>. Per parecchie sere in scena La Figlia di Madame Angot con l’esordio del tenore Alfredo Palumbo. Ma non tutta la gente frequenta il teatro tanto è vero che il critico mondano, pur congratulandosi col solerte impresario Raffaele Bellucci – Sessa, il quale non trascura nulla per accontentare il pubblico e rimprovera a quest’ultimo il fatto di non accorrere più numeroso. E con questa compagnia allo Stabile che coincide la ventura di S.E. Ascanio Branca, <<Decoro della Basilicata>>. Deputato sin dal 1870 nel collegio di Potenza, Branca ne è il rappresentante politico da ben ventun anni e questa volta, anno 1891, ministro dei lavori pubblici nel governo di Rudinì, dopo esserlo stato già nel 1876 e nel 1878 dell’agricoltura, industria e commercio. Assai popolare nella sua città egli riceve entusiastica accoglienza. <<Sin dalla mattina la città è imbandierata; ai balconi, alle finestre mi è riuscito di vedere vecchie, che non conoscevo nemmeno, e sono innanzi negli anni; ragazze, che sino a ieri avevano occultato le loro bellezze; insomma S.E., ha avuto una festa da sposo fortunato>>. Iersera poi la città illuminata non con luce municipale, presentava un mediocre aspetto, le Società operaie e numerosi cittadini percorsero le varie strade, preceduti dalle due bande musicali, e sempre acclamando S.E. Branca>>. <<La giunta municipale è al completo. Noto l’ex sindaco Cav. Spolidoro. Ammirevole la toilette di tutti, il motto d’ordine, stiffelius e cravatta bianca, e nessuno, nemmeno i consiglieri comunali vìolano il motto. Un po’ di stonatura per i Gibus e cappelli a cilindro. Vi sono mezzetti, vi sono stoppelli, Gibus di dimensioni geometriche impossibili>>… <<L’Ing. Capussele mi chiede conto della sua toilette – è elegante – l’assistente Uva non sa consolarsi dell’arrivo di S. Eccellenza. Il Prof. Malfitani mi telegrafa chiedessi scusa a S.E. dell’involontaria assenza trovarsi a Roma… Il Prefetto comm. Vitale è sorridente per la riuscita della dimostrazione>>. Fin dalle prime ore del mattino e ancora prima che l’impresa teatrale facesse affiggere i cartelli, la notizia che S.E. Branca sarebbe intervenuto alla serata di gala, andarono venduti tutti i biglietti <<furono presi tutti i palchi e tutta la platea, di talchè la sera, non essendoci posto per nessuno, i palchi erano gremiti di teste come il loggione>>. La migliore società è assiepata nel teatro. Egli appare in palco tra il fragore degli applausi e delle grida <<biondo, elegante come sempre, sorridente>>. Si rappresenta la D. Juanita. <<Dopo il primo atto viene intonato l’inno reale e migliaia di voci gridano ripetutamente: Viva il Re, viva Branca>>. Non mancano, alla fine dello spettacolo, la fiaccolata e le bande musicali, una grande dimostrazione in onore di sua eccellenza. La città è in festa con bande, luminarie, fiaccolate per circa due gorni. V’è da sottolineare che tanta festa non è affatto giustificata in <<mezzo a tanta miseria>>, ma <<l’entusiasmo portato fino al fanatismo>> trova forse le sue ragioni nel fatto che vedono, nell’opera di lui, onorata la città e la provincia. Sua eccellenza, prima di partire, promette di far costruire la stazione ferroviaria di <<Gesuiti>>, località vicina alla città e non a S. Maria, secondo il desiderio di molti cittadini.


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26 Maggio 2012

REPORT

ontrosenso Basilicata

La storia di uno dei più antichi Santuari della regione Esce “La Madonna del Monte Saraceno”: intervista all’autore Franco Villani di Michele Imperioli

È

stato da poco pubblicato, a cura del Comitato Feste di Calvello, per le edizioni Erreci di Anzi, il volume La Madonna del Monte Saraceno - Storia e tradizioni - di Franco Villani e fotografie di Giovanni Larocca. Proviamo a conoscere le novità più salienti di questo testo che descrive la storia della festa religiosa certamente più importante e conosciuta del paese. Intanto perché la Madonna è detta del monte “Saraceno?” Il toponimo di “Monte Saraceno” ci ricorda che il luogo in cui sorge il Santuario è riferibile alla presenza dei Saraceni che, gli inizi del 900, si insediarono ad Abriola, paese che, insieme a Calvello e a Piertapertosa, faceva parte del sistema difensivo dei Saraceni, ultimo baluardo contro i Bizantini. Così quest’area montuosa si trovò ad essere un punto di confine e di conflitto tra la cultura saracena e quella bizantina. Secondo una leggenda locale, affine a tante altre presenti nel sud e in Basilicata, una statua della Madonna sarebbe stata nascosta proprio per sottrarla ai Saraceni e alla loro furia iconoclasta. La statua sarebbe poi stata ritrovata; in quel luogo, i calvellesi costruirono la cappella della “Madonna del Monte Saraceno”, che sorge a 1320 s.l.m. sul

massiccio del Volturino. Quando è nato il rituale delle processioni al monte? Le feste si sono sempre svolte nelle date odierne? Non si sa con certezza quando è iniziato il rituale di portare a maggio la Madonna al Santuario e di riportarla in paese nel mese di settembre. Il rituale si ispira certamente al ciclo agrario: in primavera la Madonna era portata in montagna e dalla cappella proteggeva le colture. Tornava in paese, a settembre, poco prima del raccolto. La Madonna del Monte, pertanto, era considerata un simbolo della società contadina. Ma le due ricorrenze di maggio e settembre non si sono sempre svolte nelle attuali date: la seconda domenica di maggio e il giorno 8 settembre. Fino al 1857 entrambe le processioni, quella che portava la Madonna al Santuario e quella che la riportava in paese, si svolgevano non nei giorni attuali, ma, rispettivamente, nella prima domenica di maggio e nella prima domenica di settembre. Poiché nel 1857 il terremoto distrusse la chiesa e rovinò la statua della Madonna del Monte che fu inviata a Napoli per il restauro, dal 1857 al 1866, non si svolse nessuna delle due processioni. I calvellesi, tuttavia, per non venir meno alla loro devozione,

si recavano alla festa della Madonna di Viggiano i cui rituali erano identici a quelli della propria festa. La ripresa dei festeggiamenti impose importanti cambiamenti. Fu allora, infatti, che, per non sovrapporre la festa di Calvello a quella del Santuario di Viggiano, fu deciso di trasferire la festa della Madonna del Monte Saraceno nella seconda domenica di maggio (e non più nella prima) e dal Santuario riportarla in paese l’8 settembre (giorno della nascita di Maria) e non più la prima domenica di settembre, come avveniva in precedenza. Qual è il significato dei falò della vigilia, i cosiddetti “Fucanoi”? Nelle sere della vigilia della festa, per le strade del paese, vengono accesi numerosi falò, detti “fucanoi”. Nei giorni precedenti, i bambini del rione raccolgono le ginestre e i sarmenti secchi della vigna, ammassandoli ai bordi delle strade ove verrà acceso il falò, proprio come si legge in James Frazer (il ramo d’oro), che così scrive:“Da tempo immemorabile i contadini d’Europa accendono falò soprattutto in primavera e in autunno”. Infatti, legati al ciclo agrario e di origine pagana, i fuochi erano una sorta di rito di espulsione degli spiriti della notte e

del male dalla vita degli uomini. Oggi animano le sere di tutte le feste religiose più importanti del paese. Di pagano, per dir così, è rimasta la gara tra i rioni del paese, che si impegnano a realizzare un fuoco tanto grande da costringere il quadro con l’effigie del santo festeggiato a sostare, in quella strada, fino a quando le fiamme non si abbassino e consentano un passaggio più agevole. Da quanto tempo si svolge la processione per le vie del paese? In paese, ogni anno, il 18 luglio, da tempo immemorabile, si svolge una grande fiera. Nel 1871 venne istituita, nei primi giorni di settembre, una seconda fiera. Ciò, ovviamente, attirò altra gente dai paesi vicini provocando uno scambio commerciale più ampio e, quindi, una maggiore ricchezza. Fu così che lo svolgimento della fiera offrì al comitato per la festa la possibilità di allungare i festeggiamenti di una ulteriore giornata. In pratica il comitato ebbe denaro sufficiente per pagare una festa più lunga; poiché era stato raccolto abbastanza denaro e c’era una banda disponibile a suonare anche il giorno seguente, si decise di far svolgere, il giorno successivo, una processione per le vie del paese. E così

dal 9 settembre del 1891, dopo la Messa, la statua della Madonna esce dalla chiesa per compiere il giro del paese. Perché due incoronazioni? Nel 1933 arrivò a Calvello, da Pietragalla, un giovane prete, don Luigi De Bonis che è stato arciprete del paese per circa settanta anni. Sin dagli inizi del suo sacerdozio, don Luigi è stato uno dei più convinti sostenitori che la festa della Madonna del Monte fosse l’evento religioso più importante per il paese. Per questo don Luigi presentò alla Commissione Vaticana una richiesta di incoronazione della Madonna. La prima richiesta, presentata nel 1946, non fu accolta; la seconda del 1947 venne invece accettata. Si procedette pertanto alla incoronazione che avvenne nella chiesa madre il giorno 9 settembre 1947. Dall’anno successivo la festa di settembre diventò l’avvenimento religioso e popolare più grande del paese, tanto che intorno al 1970, anche la Parrocchia fu ufficialmente denominata “Parrocchia Maria Santissima del Monte Saraceno. Ma non sono mancati anche atti incongrui. Le due artistiche corone d’oro, deposte sul capo del Bambino e della Vergine, regalate con grande devozione da tutto il popolo calvellese, furono rubate nel 1953. Nel 1983

un nuovo atto vandalico ha rubato il Bambino che è stato successivamente rifatto da artigiani di Ortisei. Così l’8 settembre 1986 si è proceduto, con nuove corone d’oro, ad una seconda incoronazione. Come si potrebbe spiegare, in poche parole, il significato di questa festa per i calvellesi?” Eletta Regina del popolo calvellese, la Madonna del Monte Saraceno è il simbolo della devozione mariana del paese. La lunga storia di questa Madonna si intreccia con quella personale di ciascuno di noi. “Andare al monte a trovare la Madonna” è fra le giornate più attese da ogni calvellese. La strada che conduce al Santuario è, da molti secoli, sempre la stessa. La spettacolare catena umana che trasporta la pesante caggia, nell’ultima ripida salita che conduce al Santuario, può essere considerata emblema di questa festa e simbolo dell’unione ideale dei cuori di tutti i fedeli.

Forenza, successo della mostra d’ arte “sacre visioni” Alla pugliese Agnese Bagnardi il 1° Premio del concorso promosso da “In Arte” di Pino Di Lucchio

S

i è svolta nei giorni scorsi, nel convento SS. Crocifisso di Forenza, la Mostra collettiva “Sacre Visioni”, legata al concorso opere di pittura sacra.La Mostra è stata inaugurata il 3 Aprile alla presenza dello staff della rivista In Arte (Annalisa Signore, Giovanna Russillo, Francesco Mastrorizzi, Angelo Tedesca - direttore In Arte) che hanno curato l’evento. Intervenuti

La premiazione della 1^ classificata, Agnese Bagnardi

anche il sindaco di Forenza, Francesco Mastrandrea, che ha patrocinato la manifestazione; S.E. mons. Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi – Rapolla -Venosa e Padre Emilio Giugno, rettore del Santuario del SS. Crocifisso.Gli artisti che hanno partecipato al concorso (provenienti da Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia) sono stati: Agnese Bagnardi, Angela Barra, Pietra Barrasso, Pier Roberto Bassi, Alessandro Calabrese, Rosa Cerreta, Stella D’Amico, Daniela Di Pede, Pasqualino Festa, Fabio Giocondo, Anselmo Gorga, Rosa Iorio, Rosita Izzo, Raffaele Izzo, Antonia Leonetti, Rachele Leonetti, Roberta Lioy, Pierluigi Lo Monte, Antonio Loffredo, Rocco Mezzela, Maria Eugenia Mlendea, Maria Grazia Montesano, Sante Muro, Yana Nozdracheva,

Mariantonietta Pescuma, Alfredo Razzino, Loredana Salzano, Rosa Maria Santangelo, Ernesto Santaniello, Daniela Santoro, Maddalena Spinelli, Luigi Stanco, Maddalena Strippoli, Ida Tricarico, Silvia Venuti, Anna Maria Verrastro.Ampia l’affluenza di pubblico alla mostra e l’interesse da parte della stampa pure su internet. Interessante anche il percorso didattico che ha visto coinvolto le classi elementari e medie delle scuole di Forenza.Agnese Bagnardi di Taranto è stata la vincitrice della I edizione del concorso di pittura “Sacre Visioni”, conclusosi nella giornata di giovedì 3 maggio a Forenza, in concomitanza con i festeggiamenti del SS. Crocifisso.L’artista pugliese è stata premiata nel corso della cerimonia di chiusura della manifestazione, avvenuta nel refettorio del

convento francescano, alla quale hanno partecipato il sindaco di Forenza, Francesco Mastrandrea, Padre Emilio Giugno, rettore del Santuario del SS. Crocifisso, e il direttore di “In Arte”, Angelo Telesca. Presente anche buona parte dei partecipanti al concorso, molti di loro giunti da fuori regione.Agnese Bagnardi ha vinto con il dipinto, a tecnica mista su tela, intitolato “Fede”, con la seguente motivazione, emessa dalla giuria di autorevoli esperti costituita dai componenti della redazione di “In Arte”: “L’opera si caratterizza per un vivo sincretismo simbolico e stilistico, che va dal mondo moderno all’iconografia antica, rappresentata dalla corona di spine, simbolo eloquente della Passione di Cristo. L’autrice riesce a cogliere lo spirito religioso e l’alito vitale della Salvezza nella

sua essenza più intima e ad evocare la sofferenza di Cristo attraverso la stratificazione e la disomogeneità della materia plasmata.”.Secondo classificato è Antonio Loffredo di Volla (NA), con il dipinto “Deposizione”, “per la qualità stilistica dell’esecuzione pittorica, non scontata, e per la resa espressiva della composizione, con cui ha raggiunto un’armonia d’intenti. L’artista, attraverso un’iconografia piuttosto tradizionale, ispirata ai grandi Maestri dell’arte del Rinascimento italiano, si è sforzato di rendere attuale il messaggio di Pietà cristiana e di Fede, come dimostra lo sfondo moderno che fa da cornice ideale al momento della Deposizione di Cristo. Gradito anche il riferimento al luogo in cui si svolge il concorso. “Terzo classificato è risultato, invece, Sante Muro, di Satriano di Lucania

(PZ), con l’opera “Mater”, apprezzata dalla giuria “per la delicatezza con cui viene ritratto un frammento di universale, intima affettività, che coniuga in un’unica immagine l’aspetto sacro e quello profano, e per le emozioni che vengono fatte affiorare dalla superficie cromatica attraverso la sua matericità.” La vincitrice Agnese Bagnardi, sorpresa per il risultato conseguito e visibilmente emozionata, ha manifestato la sua felicità per la “giornata indimenticabile”. Il Sindaco di Forenza ha, invece, espresso soddisfazione per la riuscita della manifestazione, sia dal punto di visto turistico che artistico, e l’auspicio che ancora maggiore successo e partecipazione possa ottenere una seconda edizione de concorso, da organizzare nel 2013.


ontrosenso Basilicata

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Lega Pro 2: domani ancora in campo

calcio

E il Melfi conferma la ‘linea verde’ aspettando Bitetto di Lorenzo Morano

C

ontinua il calcio giocato della Lega Pro 2, girone B, che deve ancora sancire la compagine che seguirà Perugia e Catanzaro in Lega 1, per quanto riguarda i play-off; mentre per quanto riguarda il discorso playout, decisamente più articolato, potrebbero essere entrambe le squadre del girone a dover abbandonare la categoria, in quanto nel discorso salvezza è “coinvolto” anche il girone A. Domenica scorsa sono partite le citate fasi; Paganese-Vigor Lamezia ed ApriliaChieti per quanto riguarda la promozione e NeapolisVibonese per la permanenza. Un gol del solito Orlando al quarto d’ora ha permesso alla Paganese di iniziare con il piede giusto l’avventura playoff. Gli azzurrostellati hanno infatti battuto al Marcello Torre per 1-0 la Vigor Lamezia

di mister Costantino, nella semifinale di andata degli spareggi promozione. Unica nota dolente della giornata per i salerntani l’espulsione di Galizia in pieno recupero, che impedirà al numero 7 campano di partecipare alla sfida di ritorno del D’Ippolito. Decisamente più ricca di

emozioni l’altra semifinale dove il risultato di 2 a 2 ha evidenziato il grande orgoglio del Chieti, con Lorenzo Del Pinto, che ad una manciata di minuti dalla fine c’ha messo l’anima ed ha segnato un gol che vale veramente oro. Per ben due volte in svantaggio, i neroverdi hanno

acciuffato il pari a pochi minuti dalla fine, giocando in inferiorità numerica dal 27esimo del primo tempo per l’ingenua espulsione di Lacarra. Ora gli abruzzesi indubbiamente hanno il morale a mille, dopo aver superato un ostacolo decisamente grosso,

anche perché adesso possono contare su due risultati su tre nel match di ritorno, in virtù del miglior piazzamento in classifica, ma anche soprattutto per l’apporto che l’Angelini saprà donare ai suoi uomini. Per la cronaca segnaliamo le reti della gara: al 16esimo Criaco per l’Aprilia a cui replica al 20esimo Sabbatini con un cucchiaio dagli undici metri: rigore fischiato per atterramento dello stesso da parte di Gomes. Al 25esimo Aprilia ancora in vantaggio con Calderini: la sua conclusione colpisce il palo e si insacca nella rete. AL 38esimo, come già detto, è Del Pinto a far saltare di gioia il popolo neroverde, che ora giustamente continua a sperare nel salto di categoria con maggiore convinzione. Morale alle stelle anche per la Vibonese che nella gara 1 playout ha espugnato il Vallefuoco di Mugnano di Napoli grazie ad una rete al 28esimo della prima frazione a firma di Doukara; un risultato questo che avvantaggia notevolmente i calabresi, che nella sfida di ritorno potranno contare anche

sull’apporto del Luigi Razza. Ovviamente, come detto in apertura, chi supererà questo turno, avrà compiuto solo un primo passo per la salvezza, in quanto dovrà affrontare un ulteriore scontro con la vincente dei play-out del girone A; chi uscirà indenne da questo scontro avrà salva la categoria. Ad ogni modo non resta che lasciare la parola al campo, che si esprimerà domenica 27, con i match di ritorno, giornata in cui, come detto, ci sarà già un primo verdetto, ossia chi giocherà la prossima stagione tra i dilettanti. Chiudiamo infine con qualche notizia da Melfi, dove la società sta lavorando per reperire tutte le risorse per affrontare al meglio la decima avventura tra i professionisti: linea verde nuovamente confermata; la società intende nuovamente avvalersi di under di buona prospettiva, inoltre sembrano essere sempre maggiori le possibilità di riconferma di mister Bitetto.

Scirea Cup, conto alla rovescia Definiti i tre gironi per l’edizione 2012. Il 2 giugno il calendario

I

l comitato organizzatore dell’evento sportivo ha sorteggiato i gironi della sedicesima edizione della Coppa Scirea, che a partire dal prossimo torneo sarà riconosciuta con la nuova denominazione Scirea Cup, denominazione che promuove un nuovo brand per il torneo internazionale di calcio under 16 nato nella città di Matera, per onorare la memoria di un grande campione

della Juventus e della Nazionale Italiana, Gaetano Scirea. Nel girone A sono state inserite Lazio, Partizan Belgrado, Avanti Altamura e Di Cagno, nel girone B si sfideranno Juventus, Roma, Capurso e Bari, nel girone C si affronteranno Inter, Sparta Praga, Invicta Matera e Virtus Laterza. La presentazione ufficiale del torneo è prevista sabato 2 giugno 2012, giornata in cui sarà svelato anche il calendario della manifestazione. La Coppa Scirea è sempre stata concepita come una festa che esalta la lealtà nello sport, e anche questa edizione, che può vantare una rosa di giovani talenti “campioni” affermati nelle squadre di club e nelle rispettive Nazionali, è pronta ad appassionare il numeroso pubblico che gremirà gli spalti dello stadio XXI SettembreFranco Salerno di Matera e i campi pugliesi di Altamura, Laterza, Ginosa, Capurso e Bari.


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SPORT

26 Maggio 2012

IL punto

Il Real Metapontino si candida alla Serie D

Balvano e Latronico ok! Gli undici di Valanzano e Matinata in festa. Addio Promozione

Finisce a reti inviolate il match con

Una formazione del Metapontino (www.realmetapontino.it)

di Antonio Petrino

E’

il Real Metapontino la squadra che rappresenterà la Basilicata nelle semifinali dei Play off nazionali, validi per candidarsi in caso di affermazione per l’inserimento nelle griglie della prossima serie D.La formazione ionica, che al termine del torneo aveva paventato l’ipotesi di poter snobbare gli spareggi, è ritornata sui suoi passi ed ha conquistato tale diritto (grazie anche al vantaggio e al requisito di aver terminato il campionato al secondo posto) con il pareggio ottenuto davanti ai propri

tifosi a Montalbano contro il Viggiano di mister De Stefano (forte del perentorio 3-0 ottenuto nella gara precedente contro il Policoro).Valligiani al di sotto delle aspettative e padroni di casa in formazione tipo più determinati ma senza colpire, con le due squadre che chiudono i novanta minuti a reti inviolate.Non cambia il risultato nei tempi supplementari e a festeggiare sono gli uomini del presidente Casalnuovo, con l’unica pecca delle espulsioni di due pedine fondamentali per il prosieguo come Grieco e Novembrino. Ad attendere l’undici

materano gli agrigentini dell’Akragas (vittoriosi per 2-0 sull’Alcamo) con gara di andata in Sicilia domenica e ritorno in Basilicata il prossimo 3 giugno.Doppio confronto difficile e impegnativo per la formazione lucana, al cospetto dei più quotati avversari, con il piccolo eventuale vantaggio di giocare il ritorno in casa. In bocca al lupo al team di mister Camassa con la speranza di poter ben figurare e tentare di poter proseguire nell’avventura dopo un pregevole torneo.

Avigliano, pensieri d’eccellenza N

on poteva esserci stagione peggiore per l’Avigliano calcio, una storia di un sodalizio che dura dal 1927, che si ritrova a dover affrontare un campionato cosparso di difficoltà di natura economica e organizzativa.La gestione è affidata al commissario straordinario Nicola Mecca, unico reduce della dirigenza che da diversi anni aveva gestito il calcio ad Avigliano, alla guida tecnica un trio di tutto rispetto; Renato Claps, Catalano e Sabato, costretti a lavorare con una rosa di calciatori giovanissima, costretta a lottare in primis contro l’inesperienza. Comunque siano andate le

cose l’obiettivo era quello di mantenere la categoria e grazie alla rinuncia di F.C. Potenza e Tanagro, la formazione allenata da Sabato rimarrà nel massimo campionato regionale.Onore e merito a Vito Sabato il tecnico che con sacrificio personale ha portato avanti un lavoro cosparso di insidie e difficoltà: accollarsi numerosi compiti logistici e soprattutto la capacità di riuscire a tenere in vita un gruppo continuamente soggetto a demoralizzazione e delusione.A poche giornate dal termine la possibilità concreta di veder costituita una nuova e solida società con gente appassionata di calcio pronta a programmare

così come si faceva lo sport 40 anni fa.Poi la possibilità di presentare il nuovo sodalizio societario in occasione del torneo Scirea ai principi di giugno in occasione del libro che spiega in modo dettagliato tutta la storia del calcio Aviglianese dalle origini ad oggi scritto dal professor Franco Bochicchio. Si stanno creando quindi le condizioni per disputare nuovamente il campionato di eccellenza nonostante quest’ anno le cose siano andate male, ma in cambio quale squadra si sarebbe salvata spendendo 13.000 Euro? Francesca Monaco

Basilicata

promozione

sull'eccellenza

il Viggiano. Prossimo avversario l’Akragas

ontrosenso

per Rotondella e Grottole

N

on lascia spazio alla fantasia il 5-2 con cui il Balvano punisce il Rotondella e conquista a suon di gol la permanenza nel campionato di Promozione lucana. A partire meglio, in realtà, è il Rotondella che trova il gol al 25esimo del primo tempo con Ripoli. Il Balvano però non ci sta e dopo aver preso le misure domina la seconda frazione. Apicella realizza un rigore e rimette in parità dopo soli due giri di orologio, accompagnando la squadra ai supplementari. Nell’entra time la goleada. Il Rotondella riaggancia l’avversario dopo la rete di Romano, ma in dieci non riesce a trovare un altro acuto e deve subire il severo verdetto. Amara delusione anche per il Grottole che, forte del pubblico amico, non riesce a conquistare la salvezza. La condizione non è delle migliori anche per il Latronico che però riesce a pescare per primo la rete. Il primo brivido per il Grottole che però grazie a un rigore riporta il risultato sul pari e assapora la permanenza in

categoria grazie al miglior piazzamento in classifica. Sembra fatta per i padroni di casa che portano a casa indenni il primo tempo

supplementare, ma Ronca non ci sta e regala ai suoi compagni una Promozione insperata.

calci in cu...rva a cura di tony pezzotta

Nel nome di Potenza

T

utto ebbe origine dal nome. Potenza come emblema di forza, di virilità. Un leone sulla scala che riempie di orgoglio lo stemma della città capoluogo di regione della Basilicata. La squadra di calcio del Potenza divenne ben presto la piccola fidanzata d’Italia disputando, negli anni sessanta, ben cinque campionati di serie B. Il calcialingo è assorto nei suoi pensieri nostalgici. Quel Potenza rivive ancora nei suoi ricordi di ragazzino inconsapevole. E i fotogrammi del Potenza tra i cadetti, infatti, sono diventati schegge di memoria che riaffiorano spesso, specie, in lustri di grandi magre. Il Potenza che ha conquistato la promozione in serie D si chiamava Atletico. Un nome come tanti, un simbolo che ha accompagnato la rinascita partita da uno dei livelli più bassi che la compagine rossoblù abbia mai conosciuto da quando è iniziata la sua bella e tormentata storia calcistica. Il sodalizio potentino, nei giorni scorsi ha lanciato un sondaggio, rivolto alla cittadinanza, ai tifosi e ai simpatizzanti della maggiore squadra di calcio cittadina. L’oggetto dell’indagine pone al centro il nome da attribuire all’ex Atletico Potenza. Il nome che avrà ricevuto il maggior numero

di voti-preferenza sarà, poi, quello del quale si fregerà il prossimo Potenza. Il recluso per calcio vorrebbe già trovarsi un anno o due avanti. Come se questo purgatorio, dopo l’inferno dei campionati dilettanti lucani, non dovesse mai avere inizio. Per lui il Potenza è soltanto uno, con un solo stemma, due soli colori: il rosso e il blù, un solo leone dal cuore sofferente ma ancora vivo. Si ricomincia a lottare e a tifare per un’unica bandiera e questo è già un successo, considerando la caduta vertiginosa dai professionisti, avvenuta appena un paio d’anni fa. Di ciò che sarà nei prossimi mesi, al momento, non è dato sapere. C’è ancora tanto riserbo, peraltro motivato, considerando la fame di notizie e di gossip che aleggia intorno al calcio potentino. C’è tanta curiosità di vedere all’opera i dirigenti della società che si affaccia in serie D. E c’è anche la segreta speranza che possa proseguire la striscia di successi stagionali, arrivato, al momento a tre promozioni consecutive.


SPORT

ontrosenso Basilicata

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Pozzovivo ha sempre più ‘fame’ CICLISMO

Il lucano tra i protagonisti indiscussi del Giro 2012

U

n altro piazzamento di tutto rispetto per Domenico Pozzovivo che nella Falzes-Cortina, diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2012, rimedia un sesto posto importante ma soprattutto una vetrina che fa ben sperare. Sulla strada del Giau il ciclista della Colnago rimane vicino alla maglia rosa Rodriguez, Ivan Basso, Scarponi, Hesedjial e Uran e a 450 metri del

Gran Premio della Montagna tenta l’attacco e affonda, riuscendo a transitare per primo sotto lo striscione del GPM. Il gruppetto però non si scioglie e i sei si preparano alla volata. Nel tutti contro tutti sembrano doversela giocare Basso e Scarponi, ma è un Rodriguez sornione a tagliare per primo il traguardo, mentre Pozzovivo dopo la bella prestazione si è accomodato al settimo posto

della classifica generale (mentre andiamo in stampa è ancora questa la classifica del campione di Policoro). Buona dunque la risposta del lucano, soprattutto dopo la crisi di fame che lo aveva colto alla fine della Pian dei Resinelli di domenica scorsa.

A Melfi le Miniolimpiadi 2012

L

a città di Melfi ancora una volta diventa protagonista attiva verso le politiche sociali di integrazione attraverso lo sport, la cultura della prevenzione e la sicurezza, a cura della Direzione del Primo Circolo Didattico “F.S. Nitti” della città Federiciana nella persona della dirigente prof.ssa Maria Filomena Guidi. Importante il ruolo strategico del manager

Domenico Pozzovivo (www.cyclingnews.it)

MOTO

per sé e per l’avversario. Scuola Secondaria 1° Grado e Associazioni idem Cultura sportiva: solidarietà, integrazione, inclusione sociale Scuola Secondaria 2° Grado Idem

Roberto Lafornara a Salandra Il vespista ha fatto visita al suo paese di origine

U

n vero trionfo la visita a Salandra di Roberto Lafornara, il vespista solitario di origini salandresi partito da Albenga il 5 maggio e giunto l’11 maggio a Matera, per portare il messaggio di gemellaggio della città della fionda e la bandiera, da far sventolare sulla città dei Sassi. Tour felicemente concluso, si direbbe. Neanche per idea. Originario di Salandra, Roberto Lafornara si è trovato accerchiato dal calore umano di parenti ed amici ed ha dovuto sottostare alle invadenti regole della celebrità. Il circolo socioculturale Salandra Scrive e il locale motoclub, col patrocinio dell’Amministrazione comunale, ne hanno infatti organizzato la visita al paese dei suoi avi. È sceso in campo così il dinamico Presidente del motoclub di Salandra, Vincenzo Castellano, affiancato da una squadra interregionale di undici motociclisti, fra i quali il campione italiano di mototurismo 2011 Donato Nicola Orlando, che da Ferrandina, dove alloggiava,

Il campione italiano di nuoto paraolimpico, il lucano Emilio Frisenda

L’arrivo a Salandra di Lafornara

hanno accompagnato Roberto fino a Salandra per un incontro istituzionale. Durante l’incontro, presso la sala dell’Affresco del Municipio, così si è esprersso il sindaco Giuseppe Soranno, apprezzando il profondo senso di appartenenza del vespista: “Che sia Lafornara ambasciatore e porti i saluti e i ringraziamenti al collega sindaco di Albenga”. Lafornara ha avuto parole di elogio per la calorosa accoglienza e ospitalità del popolo lucano, e non solo, ricordando la solidarietà trovata nei pressi

L’incontro al Municipio

di Potenza il 9 maggio, dove rimase fermo per circa due ore. “La mia ripartenza -ricorda Roberto- è stata resa possibile grazie all’immediato intervento organizzativo di Pietro Dinnella e Rocco, direttore del giornalino “Parco Lucano”, che mi sono venuti a recuperare con un piccolo furgonato. Pietro si è fatto 20 minuti di strada chiuso nel furgonato per tenere la vespa inclinata su di un lato perchè con l’ingombro del parabrezza non era possibile tenere la vespa sul cavalletto, mentre poi l’officina meccanica D&G di Satriano di Lucania mi ha rimesso in sesto la vespa gratuitamente”. Ringrazia infine tutti gli sponsor che, insieme all’Amministrazione comunale di Albenga, pur con le ristrettezze finanziarie, lo hanno sostenuto anche economicamente per portare a termine l’impresa. La parola passa al poeta Mario Marzario e la conclusione al presidente del motoclub Vincenzo Castellano. Costantino Di Cunto

scolastico che ha coinvolto vari partners tra cui il comune di Melfi, l’Istituto Istruzione Superiore “Ten. R. Righetti”, la scuola Secondaria di Primo grado “Berardi”, l’A.I.A.S.-Onls Melfi, il Liceo Artistico Statale “P. Festa Campanile” di Rionero in Vulture, lo CSEN di Basilicata, il C.I.P., lo Special Olympics, l’ASD Athena Melfi, l’Ass. Spazio Ragazzi di Avigliano e il Centro di Riabilitazione “Ada Ceschin Pilone” Padri Trinitari di Venosa, che messi in rete hanno dato vita alla straordinaria kermesse sportiva dove la genesi dello sport ha trovato la sua massima espressione in termini di partecipazione e solidarietà tra i partecipanti. Di rilievo l’organizzazione in collaborazione con lo CSEN di Basilicata e INAIL della II° Edizione del Concorso “Walter Di Tuccio”, rivolto alle classi della Scuola Primaria, della Scuola secondaria di Primo e Secondo Grado e alle Associazioni, secondo i seguenti temi: Scuola primaria Le attività sportive che pratico: rielaborazione originale e creativa. Cultura sportiva : rispetto

Cultura Sportiva: Il valore della cooperazione attiva all’interno di un gruppo di pari Lo sport nell’arte: studio iconografico Per

la

cronaca

il

14

inclusione”. Il 19 maggio’12 presso lo Stadio “Arturo Valerio” invece ha preso il via la pratica dell’attività sportiva. Di prestigio l’incontro del venerdì a cui hanno preso parte tutti i referenti dei partner ed in particolare la presenza del neo campione italiano di nuoto paraolimpico, il lucano Emilio Frisenda, il prof. Domenico Milito, docente Associato di didattica e Pedagogia Speciale all’Università della Basilicata, il sindaco Livio Valvano e l’assessore provinciale di Potenza, Francesco Pietrantuono. L’assise è stata coordinata dalla dirigente scolastica Guidi, che dopo aver sottolineato lo sforzo nel coinvolgere le famiglie dei circa 200 ragazzi partecipanti al fine di fare squadra per una migliore educazione, ha invitato le istituzioni ad essere sempre più attente nella realizzazioni di strutture che coinvolgono la partecipazione dei giovani in attività di sana competizione e integrazione. Altresì interessante quanto l’atleta paraolimpico ha dichiarato nel suo intervento, che ha sottolineato come, dopo

Un momento della manifestazione

maggio’12 dalle ore 15,00 presso la Palestra della Scuola Primaria “F.S.Nitti” si è aperta la mostra grafico – pittorica “Concorso Walter Di Tuccio”, mentre venerdi 18 maggio ’12 presso la Sala Consiliare “Nitti – Bovet” del comune di Melfi si è svolto un importante convegno dal tema “Sport e Pedagogia Speciale per favorire processi di

l’incidente accorsogli durante il lavoro, attraverso lo sport abbia scoperto una nuova vita che lo ha rigenerato, insegnandogli i valori importanti: “il cielo è bello, il mondo che ci circonda è bellissimo”.

Sandrino CAFFARO


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MONITOR

Basilicata

A scuola di sicurezza con gli “ Angeli della strada “ L’evento, promosso dalla Fondazione ANIA in collaborazione con la Cattolica Assicurazione, si è svolto presso diverse scuole della provincia di Potenza

E’

stato un grande s u c c e s s o il progetto “Angeli della strada” che si è svolto presso diversi plessi scolastici della provincia di Potenza. L’evento, promosso dalla Fondazione ANIA in collaborazione con la Cattolica Assicurazione, ha visto coinvolti numerosi bambini delle classi primarie. A fare gli onori di casa, ovviamente, i dirigenti scolastici di riferimento ed il corpo docente ottimamente supportati dalla responsabile dell’iniziativa, l’agente Canosa Antonietta dell’agenzia Cattolica di Potenza – sede Gallitello. La finalità del progetto è stata quella di portare a comprendere i vari pericoli che si incontrano nelle

strada ed evitarli, grazie alla conoscenza delle regole e al rispetto delle stesse. In che modo? Ania ha pensato di parlare con lo stesso

sicurezza quando ci si trova, ad esempio, alla giuda di una bici, ma anche di identificare figure di riferimento importanti per la sicurezza

linguaggio degli interlocutori proponendo una serie di filmati ed attività didattiche che permettessero ai bambini di aquisire non solo tutte quelle nozioni indispensabili per un comportamento in

sulle strade: i vigili urbani, poliziotti e carabinieri. Per cui si è passati dalla visione di vari cartoni animati della Walt Disney, in primis il famoso Nemo, allo svolgimento di alcuni

giochi per chiudere con l’illustrazione e spiegazione dei segnali stradali. Sorprendente ed entusiasta è stata la risposta di tutti come spiega Canosa – “ Siamo orgogliosi del lavoro svolto. L’attenzione è stata massima rispetto ad una esigenza reale e spesso

sottovalutata come quella del comportamento da osservare sulla strada. Evidentemente dimentichiamo che un errore di valutazione potrebbe essere fatale.” A conclusione di tutto, ad ogni alunno è stato rilasciato un attestato di partecipazione e un piccolo gadget a ricordo dell’evento. L’iniziativa, che ben è riuscita, non finirà

qui, anzi, gli “Angeli della strada” sono già pronti per lavorare “ a tutta sicurezza “ e coinvolgere, in futuro, altre scuole continuando a sensibilizzare quella cultura della sicurezza stradale tanto utile alla società civile.

Un prestigioso premio all’APT

“I

l progetto dell’Apt ‘Digital Diary’ rappresenta una prova matura di conoscenza ed utilizzo di tutti i più moderni linguaggi della comunicazione, da quelli cinematografici a quelli del web marketing turistico per promuovere la Basilicata attraverso la rete”. E’ quanto dichiara l’assessore regionale al Turismo, Marcello Pittella, in merito al premio per il settore ‘servizi turistici’ del concorso ‘La PA che si vede’, che il Direttore Generale dell’Apt, Gianpiero Perri, ha ricevuto a Roma, nel corso del Forum

PA 2012, “Il web marketing turistico – aggiunge Pittella – è uno strumento rapido ed efficace per promuovere online la Basilicata. Valida è stata l’intuizione dell’Apt di coinvolgere in questo innovativo progetto sette giovani videoartists e blogger di tutto il mondo che, selezionati attraverso un bando pubblico, hanno prodotto sette video dopo sette giorni di visita al territorio. L’utilizzo di queste formule di promozione turistica on line che mettono insieme creativi e innovatori – conclude Pittella – rappresenta un nuovo obiettivo delle politiche di

promozione della Basilicata che la Regione intende sicuramente rafforzare”. “E’ anche grazie a questo progetto – afferma Giampiero Perri – che la Basilicata oggi sta relazionandosi in maniera più strutturata ad un contesto di web marketing nazionale e la realizzazione della giornata Btwic ne è una conseguenza. L’attenzione che si sta creando su queste nuove forme di promozione turistica e di creazione di opportunità per creativi e innovatori, rappresenta un nuovo punto di partenza per le strategie di comunicazione future a cui la programmazione strategica

dovrà garantire strumenti e risorse”. Nato da un’idea di Mikaela Bandini di Cantforget. italy, il progetto si caratterizza per l’assoluta facilità di divulgazione sui social media, in virtù della totale assenza di copyright e per un linguaggio particolarmente facile da divulgare sui nuovi mezzi. Gli stessi hanno dato vita ad un canale dedicato su Youtube e messi in concorso tra loro per raggiungere il maggior numero di visualizzazioni. Grazie alla competizione, i giovani esperti di web marketing hanno fatto raggiungere ai video un totale di circa 180 mila visualizzazioni.

Giampiero Perri


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REPORT

Basilicata

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L’emigrazione lucana e le “restrizioni” americane di Michele Strazza ella documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Potenza vi è traccia di due interessanti circolari del Commissariato Generale dell’Emigrazione sul periodo successivo ai provvedimenti normativi di restrizione dei flussi migratori presi negli Stati Uniti durante gli anni

N

le condizioni del mercato del lavoro erano tali da far preferire ancora la strada della partenza.I lavoratori, infatti, invece di attendere i sussidi che non venivano mai, preferivano continuare ad emigrare, malgrado “le notizie non buone” sulla possibilità di trovare lavoro all’estero. Ma, subito dopo, ci si rese

A seguito dell’Immigration Act del 1921, dunque, anche l’emigrazione lucana subisce una netta riduzione, essendo gli Stati Uniti il Paese privilegiato nei viaggi della speranza che partivano dalla regione. Se, infatti, nel periodo 1919 - 20 avevamo 16.371 unità, nel triennio 1921 – 23 l’emigrazione si

Venti.Gli Stati Uniti avevano proceduto, negli ultimi anni, ad un forte ridimensionamento della propria politica immigratoria. Già nel 1917 era stata sancita la non ammissione degli analfabeti. E possiamo ben immaginare come ciò avesse svantaggiato gli emigrati lucani, dato che, ancora nel 1911, in Basilicata il 65% dei suoi abitanti di età superiore ai 6 anni era analfabeta. Ma è nel 1921 che gli Stati Uniti “danno un colpo all’acceleratore” approvando, con un “Quota Act”, l’ingresso sul proprio territorio solo di una quota pari al 3% dei connazionali residenti in America al censimento del 1910. Il Governo americano era piuttosto preoccupato: il saldo netto degli arrivi, alla fine del 1920, aveva, infatti, toccato una media di 52.000 immigrati al mese e, nel febbraio del 1921, la confusione nel porto di New York era stata così grande da indurre le autorità a dirottare su Boston le navi cariche di emigranti.La scelta di basarsi sul censimento del 1910 venne motivata dal pretesto che i dati di quello del 1920 non erano ancora definitivi. In realtà la decisione mascherava ben altri scopi come quello di stabilire i contingenti in data precedente rispetto ai grandi flussi immigratori provenienti dall’Europa Orientale e Meridionale. Fortissime furono le reazioni che scoppiarono nei Paesi più direttamente colpiti dal provvedimento ed anche l’Italia non mancò di far sentire, ma inutilmente, la propria voce.Inizialmente, almeno in Basilicata, la portata delle “restrizioni” americane venne, per così dire, “sottovalutata”:

conto che l’emigrazione non aveva più gli sbocchi di prima, mentre a nulla servivano i tentativi di aggirare i divieti.Continuamente il Commissariato Generale per l’Emigrazione inviava alle autorità locali numerose circolari nelle quali si invitava a vigilare su tali tentativi. Così, ad esempio, anche in Basilicata giungeva la circolare n.1 del 13 gennaio 1923 nella quale si segnalava che molti connazionali, “mal consigliati da disonesti speculatori e nella lusinga di arrivare ad eludere le disposizioni della legge restrittiva americana”, chiedevano il passaporto per Cuba e per il Messico, dirigendosi in tali Paesi specialmente dai porti francesi, con l’intenzione di passare, in seguito, negli Stati Uniti. E’ bene che si sappia – concludeva amaramente la circolare – che tentativi di questo genere ad altro non giovano che a creare serie delusioni ed imbarazzi ai nostri emigranti, perché non è assolutamente possibile, mediante espedienti di questo genere, entrare nel territorio della Confederazione. Esisteva, infatti, “una perfetta organizzazione di detectives federali”, organizzata a Cuba proprio per sorvegliare ogni movimento di emigranti. Ed anche successivamente, con la circolare n.33 del 12 aprile 1923, sempre il Commissariato per l’Emigrazione stigmatizzava l’altro espediente, “artificiosamente incoraggiato dai favoreggiatori di emigrazione clandestina”, di espatriare come appartenenti a categorie fuori quota oppure come “passeggeri di classe, fuori turno di prenotazione”.

riduce a 16.013 unità. La differenza appare più marcata se ci riferiamo al contingento medio annuo che, nel periodo 1921 – 23, si riduce a poco più di 5.000 unità. Nel 1924 un nuovo Quota Act, la “Johnson - Reed Law”, riduce la quota di ingresso al 2% dei connazionali residenti negli Stati Uniti al censimento del 1890, comportando una fortissima penalizzazione per i Paesi, come l’Italia, di giovane emigrazione. In definitiva la quota annuale per l’Italia veniva ridotta a 3.845 unità.Le conseguenze non si fanno attendere in Basilicata: nel quadriennio 1924 – 27 il contingente medio annuo di espatrio scende a poco più di 4.000 unità (17.251 in valore assoluto). I contraccolpi furono notevoli anche sul piano economico, con la drastica riduzione delle rimesse degli emigranti che contribuiva a peggiorare sensibilmente la bilancia dei pagamenti della quale avevano sempre rappresentato una voce importante.L’emigrazione italiana è costretta a dirigersi verso altri Paesi, specialmente in America Latina. Ma anche in questi la situazione non è florida e le difficoltà economiche scoraggiano molti espatri.Con il “cambiamento di rotta” del fascismo e la crisi mondiale l’emigrazione lucana subirà una ulteriore forte caduta, mentre nel 1929 interverrà a complicare le cose l’ennesimo provvedimento legislativo restrittivo americano che ridurrà a 153.000 il tetto massimo di immigrazione annua complessiva (5.802 per l’Italia), adottando come base il censimento del 1920.

Scrive “Il Popolo Lucano” del 13 – 14 settembre 1921: «… essi partono ugualmente, convinti che all’estero, anche se potranno lavorare due o tre giorni soltanto per settimana, guadagneranno più di quello che guadagnerebbero lavorando qui continuamente».


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SOAK OFF o SMALTO GEL ?

IN PLATEA MULTI CINEMA RANIERI TITO SCALO - PZ

Consigli di Bellezza a cura di Loredana Venturini Immagine Donna Estetica Solarium Via Ciccotti,11 Potenza Tel. 0971 45637

semipermanenti e i gel uv soak off .

smalto .VA COMUNQUE ELIMINATO CON LA LIMA.

In commercio ci sono smalti semipermanenti che si presentano in confezione simile a quella dello smalto dotato già di pennello che va catalizzato in lampada uv . La sua caratteristica principale è la facilità di stesura data dall’omogeneità del colore. Tale prodotto puo’ essere applicato sia su unghie naturali che su quelle ricostruite .

COSA SONO I GEL SOAK OFF?

QUAL E’ LA SUA DURATA?

C

are amiche , questa settimana parleremo della differenza tra gli smalti

Dipende non solo dalla base sulla quale viene applicato, dalla qualita’ del prodotto ma anche da come viene fissato. Lo smalto semipermanente è da considerarsi una via di mezzo tra l’applicazione del gel uv colorato e uno

Sono gel di ultima generazione piu’ morbidi e porosi dei classici gel la cui caratteristica principale è che possono essere rimossi attraverso l’applicazione di un solvente specifico.Tale prodotto non consente la correzione della forma dell’unghia naturale , ne l’allungamento, possibile solo col gel poiché ci permette di realizzare la cosiddetta curva C. L’applicazione del SOAK OFF ci consente di coprire bene l’unghia naturale creando uno strato protettivo non invasivo e ben tollerato dalle unghie naturali. A differenza del GEL il SOAK OFF assicura come il gel una copertura totale ma sen-

za dare eccessivo spessore. La durata è di circa 3 settimane , dopo di che è possibile cambiare colore in quanto le unghie naturali non subiscono traumi da limatura. A voi la scelta!! Se desiderate avere ulteriori informazioni mandate le vostre mail a: venturil@hotmail.it Vi aspetto al prossimo appuntamento! Loredana Venturini

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

Chiara Civello

Le associazioni e la politica: scontro o unione?

L’

Associazione LED(Lucani e Democratici) ha organizzato al Consiglio Regionale della Basilicata un confronto-dibattito dal titolo: “Rinnovare la politica, cambiare la società- Le Associazioni a confronto”.Una discussione di notevole interesse nella quale sono intervenuti il Presidente dell’Associazione LED Rocco Giorgio, il Presidente del Circolo Angilla Vecchia Enzo Fierro, il Presidente del Movimento Generazionale Lucano Alessandro Galella, il Presidente dell’Associazione Prima Persona Mario Polese e il noto giornalista Mimmo Parrella che ha anche moderato il dibattito. Le associazioni vanno difese perché non si contrappongono alla politica, anzi sono un modo di confronto e di discussione con essa, ha sostenuto Rocco Giorgio, e anche se è un periodo di crisi dobbiamo ripensare a noi stessi.Forte l’intervento di Enzo Fier-

ro che ha parlato dei problemi tra la politica e le associazioni riferendosi alla città di Potenza. La città appartiene a tutti ed è ora che si svegli dal suo assopimento perche’ Potenza merita di piu’ e tutti devono lavorare con passione affinche’ si ritorni a fare la vera politica per il bene della città.Ottimo il discorso di Alessandro Galella che fa della concretezza la base della sua Associazione.Il Movimento Generazionale Lucano nasce dopo la perdita delle elezioni dell’Onorevole Molinari con lo scopo di essere la parte sana della politica lucana ormai logorata.I partiti sono un limite alle associazioni, poiché vanno avanti sempre gli stessi.Le Associazioni devono essere il veicolo per smuovere il colosso del governo.Per questo se si è scontenti del proprio partito lo si lascia, sostiene Galella, creando un’alternativa all’attuale sistema politico, come ad esempio le liste civiche.L’intervento

La semplicità di una donna L

a semplicità è l’unico strumento che non tradisce mai. Anche con il tempo è autentica, senza maschere. È lei che danza senza i veli di primavera sgorgando limpida e aggrappandosi all’angelicità . È scelta, è riconosciuta senza avanzi, è parte di quella donna detta : acqua e sapone. Di solito, siamo un elemento composto di ornamenti e sovrastrutture estetiche o che appaiono non semplici. Essere semplici non vuol dire “privarsi” o costruirsi per apparire ma trovare quel-

la felicità interiore o quiete stabile definita come conoscenza dello spirito . Questa dote deriva dalla sensibilità di una persona che in un modo o nell’altro percepisce gli stati d’animo e cerca di adattarsi nell’ambiente sociale specie nel lavoro. La semplicità è la bellezza delle cose non materiali, un pregio e un valore, la qualità dell’ampia emozione e la grandezza universale. È collegata all’umiltà materna, al sublime, all’intuito e l’amore. Non si compra e né vende. La semplicità non è

conclusivo di Mario Polese offre a tutti la possibilità e la libertà di critica.Bisogna combattere l’ antipolitica con la buona politica e questo è possibile solo con l’unione e il dialogo tra le varie associazioni, sostiene Polese. L’associazione Prima Persona, anche se nata dall’ idea di un rilevante politico come Gianni Pittella, è formata da giovani che credono in quello che fanno, ma soprattutto da persone che possono esprimersi liberamente su svariati temi della società al fine di migliorarla. Se vogliamo cambiare le cose uniamo la politica e le associazioni a favore del bene comune. Brigida Lambariello

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Riflessioni in Libertà di Rosa Santoro un vestito ma la trasparenza cristallina, la verginità, il tradurre il proprio aspetto. È lo specchio di un individuo, l’intelligenza e la chiave della vita. È sacra e divina, una semplice monetina. Essere sé stessi .

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Al posto del mondo

C

hiara Civello, cantautrice e pianista jazz romana è poco conosciuta in Italia, mentre è invece una star in Giappone e negli Stati Uniti, dove ha studiato e vissuto (tra Boston e New York) per ben 15 anni. Ma è famosa anche in Brasile per la collaborazione con Ana Carolina, regina della Bossa Nova di Rio de Janeiro, e per il successo di «Resta», sigla della telenovela «Passione». Ed è per queste sue frequentazioni internazionali, nate da tanti incontri fortunati, che Chiara ha sempre scritto le sue canzoni prevalentemente in inglese. La prima eccezione l’ha fatta due anni fa con «Cuore distratto», brano inciso da Paola Turci. Da quel momento Chiara ha capito che poteva esperimersi anche nella sua lingua madre, l’italiano. La sua partecipazione alla gara canora è stata per settimane al centro di polemiche e discussioni perché il suo brano «Al posto del mondo» sembrava non essere inedito. Il brano avrebbe partecipato, senza essere poi preso, alle selezioni di Sanremo Giovani nel 2010. In realtà, come prevede il regolamento, da questo pezzo Chiara non ha mai avuto un riscontro economico e dunque è rimasto in gara. “Al Posto del Mondo” è anche il titolo del primo album, registrato e prodotto interamente in Italia, ed è composto da 10 brani inediti. Questo nuovo lavoro è la fotografia più fedele della Chiara Civello di oggi, più che mai libera di volare nel successivo “E se” sui trapezi dell’orchestrazione circense alla Bacharach (con il quale firma l’intensa “Trouble”; raccogliersi nella dimensione “bluesy” di “Hey Caro Ragazzo”, impreziosire quella autentica perla di cultura musical/popolare che è “Il cuore è uno zingaro”. Ma è anche la Chiara Civello di “A me non devi dire mai”, scritta a quattro mani Bungaro, esempio di quel gusto acustico degli arrangiamenti che alla fine, pone il suggello del suo stile avvolgente. Come in “Ma una vita no” da ascoltare a luci basse, con l’anima in difesa per non farsi troppo coinvolgere. Salvo poi cambiare atmosfera e tutto il resto con il torrido rock di “Got to Go”, scritto con Jesse Harris già autore per Norah Jones.

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Eventi dall’Italia e dalla Basilicata

In Programmazione: Lavello -"Corrado IV il Sogno di un Imperatore", Rionero - Giovani Atifascismo Costituzione, Omphalos "Live a Rionero", Nomadi "Live a Ruvo del Monte", Articolo 31 "Live a Rionero", Tarantolati di Tricarico "Live a Melfi". Le Nostre Pubblicazioni On-Line: Vulture Magazine, notizie dal cuore della Basilicata; Evasion, blog del libero pensiero; Libri Liberi.


C O M U N E DI P O T E N Z A AVVISO ALLA CITTADINANZA ASSEGNAZIONE DI SEPOLTURE AL NUOVO CIMITERO Si avvisa la cittadinanza che è possibile presentare domanda di assegnazione di sepolture. Con convenzione Rep. N. 14941 del 27.04.2009 il Comune di Potenza ha affidato in concessione i lavori per la progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Cimitero Comunale, in località C/da Montocchino, alla Società Nuovo Cimitero di Potenza di Socomer G. L. srl . Il progetto definitivo approvato il 07.04.2010 prevede la realizzazione di loculi, cappelle gentilizie, cappelle di famiglia, cellette ossario e fosse. Il costo stabilito per ciascuna tipologia è quello riportato nella sottostante tabella: Prezzo* € 10% caparra concessione per 30 anni di loculo in 1° fila 3.780,00 378,00 concessione per 30 anni di loculo in 2° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 3° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 4° fila 2.940,00 294,00 concessione per 99 anni di cappella gentilizia 10 loculi + 16 ossari 58.950,00 5.895,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 8 loculi + 8 ossari 43.640,00 4.364,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 4 loculi + 4 ossari 24.760,00 2.476,00 concessione per 30 anni di celletta-ossario o cinerario 236,00 23,60 concessione per 10 anni di fossa 294,00 29,40 * oltre iva come per legge Gli interessati potranno presentare la domanda di concessione presso la sede del concessionario NUOVO CIMITERO DI POTENZA DI SOCOMER G. L. srl, ubicata in Potenza alla Via Matera presso Parcheggio UNO Rione Mancusi – negli orari di apertura al pubblico dal martedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle 16,30. Il progetto potrà essere visionato sul sito internet www.socomer.it oppure sul sito internet del Comune di Potenza www.comune.potenza.it area tematica servizi cimiteriali. CONDIZIONI PER L’AMMISSIONE DELLA DOMANDA 1. Gli assegnatari dovranno essere residenti o aver avuto la residenza o aventi parenti residenti nel Comune di Potenza. 2. Ogni soggetto potrà risultare assegnatario di n. 1 (uno) loculo e di un ossario per ogni componente il suo stato di famiglia o di una cappella. 3. L’assegnazione potrà avvenire solo ed esclusivamente in favore di un soggetto. 4. L’assegnazione potrà altresì avvenire a favore di soggetti defunti su richiesta del familiare. 5. E’ fatto assoluto divieto di cessione, a qualunque titolo, della prenotazione e/o concessione. 6. E’ condizione di ammissibilità della domanda il versamento del 10% del costo di concessione a titolo di deposito cauzionale come dettagliato in tabella. 7. La durata della concessione decorrerà dall’utilizzo della stessa. 8. La scelta della sepoltura avverrà con il criterio cronologico di presentazione della domanda. L’Ufficio del Concessionario del Nuovo Cimitero Comunale di Potenza è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti (e-mail: nuovocimiterodipotenza@socomer.it, tel. 0971/273524) e ha la sede in Potenza alla via Matera c/o Parcheggio Uno (Rione Mancusi). Potenza, 10/01/2012 Il Concessionario Nuovo Cimitero di Potenza s.r.l.


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REPORT

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Undicesima giornata del sollievo all’Irccs Crob Il 31 a Rionero un interessante convegno socio sanitario per trattare il tema delle cure palliative di Michele Traficante

I

l dolore in Italia affligge ogni anno milioni di persone. Eppure, a distanza di due anni dalla sua entrata in vigore, molti cittadini ancora non conoscono la legge 38/2010 che garantisce ai malati l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Indirizzata a soggetti affetti da patologie croniche, la terapia del dolore è utilizzata anche in un insieme di interventi terapeutici ed assistenziali rivolti al paziente in fase terminale. La legge 38/2010 prevede una maggiore attenzione alla qualità delle cure e un adeguato sostegno socio-assistenziale al malto e alla sua famiglia, per garantire un buon livello di qualità della vita. Infatti, secondo quanto richiamato dalla legge 38/2010 i sanitari dovranno rilevare, attraverso il colloquio con il paziente, le caratteristiche del dolore e la sua evoluzione, le limitazioni che esso provoca alle attività di vita quotidiane e i benefici della terapia antalgica.Nell’ambito delle iniziative/eventi per la XI Giornata nazionale del Sollievo, promosse dal

Ministero della Salute, dalla conferenza dalle Regioni e Province Autonome, si terrà il 31 maggio prossimo, presso l’Irccs Crob di Rionero, ove è attivo l’Hospice diretto dal dott. Pasquale Di Leo, un interessante convegno socio sanitario proprio per trattare l’argomento relativo alle cure palliative e al sollievo del dolore anche nella nostra regione..L’importante evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto d’Arte “Carlo Levi” di Rionero, ha come obiettivo indagare quale contributo possono dare le arti nel percorso di umanizzazione delle cure soprattutto nel setting (impostazioni) delle terapie di supporto e palliative. L’incontro sarà articolato in due sessioni di lavoro. La prima antimeridiana (09-13) sarà di tipo scientifico, caratterizzata da relazioni di tipo tecnico ed avranno per oggetto: “Arte e neuroscienza”, “La Biodanza”, “La Teatroterapia”. Dopo un intervallo musicale seguiranno relazioni di tipo esperienziale: “Umanizzare gli spazi di cura con l’arte”, “L’arte e la cura, un viaggio dal buio alla

luce”. Previsto anche visite guidate all’ ambulatorio di terapia del dolore. La seconda sessione pomeridiana (1819,30) sarà articolata in un incontro dibattito dal titolo: “Umanizzare le cure per non sentirsi soli” seguito da una rappresentazione teatrale in vernacolo rionerese dell’associazione culturale “Rivonigro” dal titolo “Ar’niur’ e Arn’uris’”, (Rionero e rioneresi, storia e vita di un paese). L’incontro dibattito, condotto dalla giornalista RAI Basilicata Grazia Napoli, vedrà gli interventi dei dottori Pasquale Amendola, Mario Marra, Sergio Molinari, Giuseppe Cugno, Domenico Saraceno, Pasquale Negri, Gianvito Corona, Pasquale Di Leo, oltre alle testimonianze del vicario generale della diocesi di Melfi - Rapolla -Venosa, don Vincenzo D’Amato, di volontari della “Gigi Ghirotti Basilicata Onlus”, di operatori sanitari, pazienti e loro familiari.

Fondo Sanitario, Martorano: «Rinvio incomprensibile, a esser ottimisti»

“N

el condividere pienamente l’allarme del presidente Errani sull’ennesimo rinvio, da parte del Governo, del riparto del fondo sanitario non vorrei che definire incomprensibile tale posizione finisca con l’essere un atteggiamento ottimista”. Così l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Attilio Martorano, affianca il proprio disappunto a quello di altri rappresentanti delle Regioni italiane.“Di certo – ha aggiunto Martorano – c’è che i ritardi mettono in difficoltà gli enti e ancor più le imprese per ritardi nei pagamenti che, invece, si dovrebbe fare di tutto per

superare. Ma a questo si affianca un’incognita: dato che le Regioni hanno trovato l’intesa sul riparto del fondo nazionale per assegnare le singole quote regionali, il rinvio fa venire il dubbio che l’elemento di riconsiderazione del Governo possa essere a monte e riguardare il fondo stesso. Un’ipotesi che la ragionevolezza porta ad allontanare, poiché siamo convinti che nessuno voglia distruggere il sistema sanitario italiano, ed è per questo che quanto successo non trova altra definizione che “incomprensibile”.

Ticket, Sanità Futura: giusto rimodularlo su base Isee “L

a rimodulazione del ticket sulla sanità ambulatoriale e specialistica deve tenere conto dei principi di equità e di tutela del diritto alla salute in modo da superare la situazione che si è registrata durante questa prima fase di applicazione del ticket lucano, molto diverso da

quello di altre regioni, segnata dalla riduzioni delle prestazioni e di conseguenza dell’attività delle strutture della sanità privata”.E’ questa la posizione del Comitato di crisi della sanità privata lucana, promotore di una petizione popolare per la rimodulazione del ticket che ha raccolto l’adesione

di 13mila cittadini lucani, illustrata da Michele Cataldi (Sanità Futura) nell’incontro di ieri con il direttore generale del Dipartimento Salute Tripaldi.Il rappresentante del Comitato ha sottolineato l’esigenza di dare una risposta ai cittadini che hanno sostenuto la richiesta

di rivedere il sistema dei ticket, richiesta che ha trovato un primo importante risultato con l’approvazione di un odg in Consiglio Regionale, in occasione della Finanziaria Regionale 2012, con l’impegno della Giunta a procedere alla rimodulazione, sentita la competente Commissione Consiliare, sulla base dell’Isee dell’assistito.A parere di Cataldi “il metodo dell’ Indicatore della situazione economica equivalente è l’unico in grado di garantire equità a differenza invece di quello in vigore che si riferisce al costo della prestazione erogata”.

Cercasi addetto area commerciale, con esperienza, per consolidato progetto di comunicazione. Per informazioni telefonare ai numeri 0971/58448 - 0971/092255


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REPORT

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Basilicata

Il quinto Il nuovo “giallo napoletano” di Vito accordo Don Miguel Ruiz, Don Rosario Ferrone Josè Ruiz con Janet Sarà presentato alla Libreria dell’Autore di Bella il prossimo 1 giugno alle 18

“R

elatività centrale”, Arduino Sacco Editore, di Vito Rosario Ferrone, è un libro colto e bello: nelle sue righe si intrecciano le vicende del protagonista, il commissario Lombino, che vuole sposare la dottoressa Scarfoglio. A turbare l’organizzazione delle nozze, una serie di vicende noir, che il commissario cerca di dipanare con la sua intelligenza concreta ed i suoi ricorrenti interrogativi sulle teorie di Einstein. Il romanzo infatti scorre come su due binari paralleli: su uno viaggia la storia personale

del commissario con omicidi, una inspiegabile morte violenta e due fidati agenti coinvolti in un agguato. Sull’altro è tutto un alternarsi di umoristiche domande e ragionamenti che il commissario si pone. Napoli, con tutte le sue mille sfaccettature, sia positive che negative, fa da sfondo a tutta la vicenda, ma sempre a modo suo, con ironica fatalità. Alessia Nardozza

La libertà di scrivere: il Partito degli Autori ed altre storie

L

ettera agli autori Il principio su cui si basa il progetto editoriale della casa editrice Arduino Sacco Editore nel suo contesto associativo è quello, soprattutto, di appartenenza, d’identificazione in un’idea comune: quale?, una ed inviolabile: il diritto d’espressione, il diritto di progettare, divulgare il proprio pensiero, le proprie opere al di là delle appartenenze familiari e politiche. Sarà la cronaca, la storia a giudicare. Non più il mercato. Dare sempre più valore al principio che il parere positivo degli editoruncoli a pagamento e non, o, della critica letteraria in genere, è puramente illusorio e di nessun valore. La trasparenza è in quello che insieme possiamo fare, promuovendoci l’un l’altro. Ogni autore è il promoter di se stesso e degli autori che come lui appartiene a un comune progetto editoriale. La forza sta nel saper sviluppare un’azione editoriale verso un’unica direzione, creare un consenso di un proprio pubblico di lettori in alternativa a quello tradizionale sempre più impenetrabile, legato a quelle logiche, non solo di mercato, ma particolarmente di appartenenza soprattutto clientelare. Se non si comprende questo, non si va da nessuna parte. L’unico modo per affermarsi è creare un mercato parallelo a quello ufficiale, sfruttare le nostre potenzialità individuali, unendo le sinergie di tutti per promuovere se stessi e gli altri autori. Fermi su questo principio dobbiamo prodigarci verso le tante iniziative che insieme con voi

stiamo creando. È il caso di citarne alcune cominciando da GIRA L’AUTORE che ha preso il via dopo la 2° FIERA DELL’AUTORE a Potenza, maggio 2012, in cui sono stati protagonisti gli stessi autori che hanno incontrato la gente nei tanti stand proponendo le proprie opere, i LIBRI A SORPRESA, un’idea originale per arrivare ai tanti lettori con autori che, probabilmente, non sarebbero mai stati acquistati spontaneamente in libreria. E scoprire nuovi scrittori. E non meno la vendita dei LIBRI A METRO. LA CONVENTION DELL’AUTORE che ogni anno si ripete in un incontro fra tutti gli voi autori per dibattere proposte e progetti, IL PARTITO DEGLI AUTORI, e la nascita delle librerie dell’autore luogo preposto ai soli libri non in distribuzione. Uniti possiamo diventare una forza e una realtà, più siamo sotto uno stesso progetto e più possiamo tentare questa grande avventura, disperderci per credere alle menzogne per un arraffato programma editoriale di sopravvivenza, non facciamo altro che alimentare il gioco dei potenti dell’informazione che mirano a una frammentazione editoriale e ideologica per meglio gestire il mercato secondo i propri interessi. L’Editore Arduino Sacco

Mills - Edizioni Il Punto d’Incontro

D

on Miguel Ruiz è autore di numerosi best-seller tra cui “I quattro accordi” ed è un maestro Nagual del lignaggio tolteca dei Cavalieri dell’Aquila. Con la conquista spagnola la conoscenza esoterica tolteca è stata nascosta e tramandata segretamente di generazione in generazione.“Benché sia stata mantenuta segreta per secoli, la antiche profezie avevano predetto l’avvento di una nuova era in cui sarebbe stato necessario restituire la saggezza ancestrale alla gente”. Miguel insegna che gli esseri umani sono stati addomesticati, come gli animali, attraverso un sistema di punizioni e ricompense. “Nell’addomesticamento umano ci vengono imposte tutte le regole e i valori della nostra famiglia e della nostra società. Diventiamo adolescenti, non abbiamo più bisogno di qualcuno che ci addomestichi: ormai abbiamo imparato a giudicarci e a ricompensarci in base allo stesso sistema di credenze che ci è stato insegnato, a usare le stesse ricompense e le stesse punizioni”. Durante la nostra vita prendiamo un grande numero di accordi, con noi stessi, con la società e con le persone che ci circondano. Questi accordi limitano la nostra vita. Miguel insegna cinque nuovi accordi che, messi in pratica, possono rompere il 85% dei vecchi accordi. Il primo accordo è Sii impeccabile con la parola. “La vostra felicità è nelle vostre mani e dipende dal vostro uso della parola. Se siete arrabiati e usate la vostra parola per scagliare su un altro del veleno emozionale, sembra che la state usando contro quella persona, ma in realtà la state usando contro di voi. Sii impeccabile con la parola significa non usare mia il potere della parola contro voi stessi”. “Tutto ciò che percepite è un riflesso del reale. Tutto ciò che percepite viene filtrato dal vostro sistema globale di credenze. Il risultato

dell’intepretazione di tutto ciò che percepite attraverso il vostri sistema di credenze è il vostro sogno personale. Così create un’intera realtà nella vostra mente”. Il mondo che crediamo di vedere al di fuori di noi è in realtà dentro di noi. La nostra mente sogna continuamente ma non ne siamo consapevoli.

Solo quando diventiamo consapevoli di vivere in un sogno facciamo un grande passo nella nostra evoluzione, perché ci assumiamo la responsabilità della nostra creazione. Il secondo accordo è Non prendere nulla in modo personale. “Quando vedete che nulla di quello che gli altri fanno o dicono riguarda voi, non vi importa più se parlano male di voi, se vi accusano, se vi rifiutano, se non condividono il vostro punto di vista. Nessuna maldicenza vi tocca. Qualunque cosa dice la gente non vi tocca, perché siete invulnerabili alle loro opinioni e ai loro veleni emozionali. Siete inattaccabili dai predatori, dalle persone che usano la maldicenza per ferire gli altri, dalle persone che vogliono usare gli altri per ferire se stesse. Quando capite che tutti gli esseri umani vivono ognuno nel proprio mondo, nel proprio sogno, il secondo accordo diventa un semplice fatto di buon senso: Non prendere nulla in modo personale”. Gli esseri umani hanno sempre creduto che nella loro mente esistesse un conflitto: il conflitto tra il bene e il male. “Bene e male sono solo il prodotto di questo conflitto, perché il vero conflitto è tra la verità e la menzogna. O forse potremmo dire che tutti i conflitti sono il risultato delle menzogne, perché nella verità non c’è conflitto.

La verità non ha bisogno di dimostrazioni. Invece le menzogne esistono solo se le creiamo e sopravvivono solo se ci crediamo. Crescendo impariamo così tante menzogne che l’intera struttura delle nostre menzogne diventa molto complessa. Supponiamo che ciò che pensiamo sia la verità assoluta e non ci fermiamo mai a considerare che la nostra verità è una verità relativa, una verità virtuale”. Il terzo accordo è Non supporre nulla. “Fare supposizioni è andare in cerca di guai, perché la maggior parte delle supposizioni non è la verità. Una supposizione porta ad un’altra, saltiamo alle conclusioni e prendiamo la nostra storia in modo molto personale. Poi diamo la colpa ad altri e cerchiamo di giustificare le nostre supposizioni parlando male di loro. Se facciamo domande, non faremo supposizioni. La cosa migliore è sempre chiedere e fare chiarezza”. Il quarto accordo è Fai sempre del tuo meglio. Fai sempre del tuo meglio è un accordo che tutti possimo mettere in pratica. “Non aspettatevi di essere sempre impeccabili con la parola, o di non prendere mai nulla in modo personale, o di non fare mai supposizioni. Fate semplicemente del vostro meglio. Il quinto accordo è Sii scettico ma impara ad ascoltare. La verità non ha bisogno che voi ci crediate. Solo le menzogne hanno bisogno di essere credute. “Gli altri vi esporranno la loro storia personale, vi esporranno il loro punto di vista, ciò che ritengono la verità. Non dovete esprimere la vostra opinione, non dovete essere in accordo o in disaccordo. Ascoltate semplicemente. Se non imparate ad ascoltare non capirete mai quello che gli altri dicono. Non c’è niente da cercare. Non dovete cercare il paradiso: siete già in paradiso qui e ora. Si avvicina il momento in cui gli esseri umani non crederanno più alle menzogne. Iniziamo da noi stessi ma lo scopo è quello di cambiare l’intera umanità. Ma come possiamo cambiare l’umanità se prima non cambiamo il nostro mondo”? Om Shanti Shanti Shanti. yogateacher@ tiscali.it

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreria dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


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POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Immobile di oltre mq 300, Luminoso, Panoramicoeconrifinituredipregio,sviluppato su3Livelli,cosìcomposto:P.1°.Ampiosalonecon camino, sala pranzo, cucina abitabile ed ampio bagno; P.2°. 3 camere da letto matrimoniali di cui una con spogliatoi e bagno in camera+Altro bagno a servizio all’intero piano;P.Attico.Soggiorno/pranzo, 2 camere matrimoniali ed un bagno; Richiesta Euro 1.050.000 – (Tratt.) Rif. P069V POTENZA– (C.so Garibaldi) Vendesi Appartamento ristrutturato composto da salone, cucinotto, zona lavanderia, camera matrimoniale,camerasingola,unbagnoeduna veranda+Scantinato–Possibilità posto auto riservato Richiesta Euro 235.000 (Tratt.) - Rif. P057V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale al 1°P. con Bagno Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) - Rif. P073V POTENZA– (Centro Storico) VendesiMonolocaleArredatoal1°P.conBagno

PICERNO – (Centro Storico) Vendesiappartamentodinuovacostruzione,ben rifinitaeconingressoindipendente,compostada salone, cucina abitabile, camera matrimoniale, cameradoppiae2bagni+Terrazzopanoramico di Mq 90 Richiesta Euro 158.000 (Tratt.) – Rif. PI005V PICERNO – (Asolo 2 Km dall’Uscita dell’Autostrada) VendesiAppartamentoalPianoTerradiNuova CostruzioneconIngressoindipendente,compostodasalone,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni+Terreno circostante. Richiesta Euro 155.000 (Tratt.) – Rif. PC001V IMMOBILI IN VENDITAALMARE MARINADI PISTICCI (MT) Vendesi inComplessoresidenzialedirecentecostruzione fornito di servizi, piscina ed animazione,Appartamentoconingressoindipendente composto da ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, due camere matrimoniali ed un bagno +Ampio terrazzo abitabile con portico + Posto auto riservato all’esterno.

GINOSAMARINA(TA) Vendesi immobile al P.T. con ingresso indipendente eampioresedecircostantecompletamente recintato, composto da soggiorno/pranzo, cucinotto, 2 camere matrimoniali e bagno Richiesta Euro 53.000 (Tratt.) GINOSAMARINA(TA) Vendesi immobile con ingresso indipendente su 2 Livelli:- 1°P: Ingresso, due camere matrimonialeebagno;-2°P:Ampiosoggiorno/pranzocon angolocotturaconampioTerrazzopanoramico, una camera matrimoniale e bagno – Divisibile anche in 2 Unità Immobiliari indipendenti Richiesta Euro 72.000 (Tratt.) TERRENI E FABBRICATI RURALI IN VENDITA POTENZA– (C.da Ciciniello Bassa) VendesiTerreno di circa Mq 2800 con rudere di circa Mq 90 Richiesta Euro 110.000 (Tratt.) – Rif. P021V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Terreno agricolo in ottima posizione di 18 Ettari - Ulteriori informazioni in agenzia Richiesta Euro 950.000 (Tratt.) – Rif. P046V POTENZA– (C.da Lagatone) VendesiTerrenodicircaMq30.000condestinazioneseminativoepascoloconFabbricatodiMq 80+Annessi agricoli Richiesta Euro 150.000 (Tratt.) PIGNOLA– (C.da Tora) VendesiTerrenoEdificabileconProgettoapprovatoeConcessioneediliziaritirataperlaCostruzionediunaVillaBifamiliarediMq220cadauna postasu2Livelli-UlterioriinformazioniinAgenzia Richiesta Euro 90.000 (Tratt.) - Rif.PI003V TITO SCALO VendesiFabbricatoruralepostosu2Livelli+Terreno di Mq 3000 (Frutteto e Vigneto) Richieste Euro 135.000 (Tratt.) – Rif. TS003V VENDITALOCALI EATTIVITA’COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) Vendesi Locale Commerciale di Mq 120 con 3 ampievetrineedaltavisibilità+PossibilitàdiGarage di circa Mq 30 Richiesta Euro 280.000 (Tratt.) – Rif. P037V POTENZA– (Via dell’Edilizia) Vendesi immobile commerciale/direzionale di circa Mq 300, ben rifinito, accreditato anche per corsi di formazione Richiesta Euro 610.000 (Tratt.) – Rif. P034V POTENZA– (Macchia Romana) Vendesilocalecommercialedinuovacostruzione al P.T. di Mq 114, con ottima rendita mensile, compostodaunicoambienteconbagno,antibagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 210.000 (Tratt.) – Rif. P026V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P001V POTENZA– (ParcoAurora) VendesilocaledicircaMq110validoperusoartigianale o per autorimessa Richiesta Euro 85.000 (Tratt.) – Rif. P005V POTENZA– (Centro Storico) VendesiAttività avviata di Bar/Pab di circa Mq 200–Ulteriori informazioni inAgenzia Rif. P036V AFFITTI APPARTAMENTI POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi appartamento al 2°P con ascensore compostodaampioingresso,salone,cucinaabitabile, tre camere da letto, due bagni ed un ripostiglio + Soffitta. Richiesta Euro 600 (Tratt.) POTENZA– (Immediate Vicinanze) Affittasi appartamento al P.T. con ingresso indipendente composto da Soggiorno/Pranzo con camino, camera matrimoniale ed un bagno Termoautonomo Richiesta Euro 250 – Rif. P016A POTENZA– (Via di Giura) Appartamentoal1°Pcompostodaampiosalone con terrazzo, soggiorno con accesso al giardino, cucinaabitabile,cameramatrimoniale,2camere doppie e 2 bagni+Posto auto all’esterno Richiesta Euro 800 – Rif. P032A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasiappartamentoal1°PianoArredata/Non arredata composta da soggiorno, cucina abitabile, camera matrimoniale ed un bagno Richiesta Euro 500 – Rif. P008A POTENZA– (C.da Pian Cardillo)

Affittasi Villa su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, un Bagno+ Garage+Cantina,1°P.Ampio salone, 2 camere matrimoniali di cui una con bagno, cameradoppiaedunaltrobagno+Terrenodicirca Mq 3000 Richiesta Euro 1.000 (Tratt.) – Rif. P024A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi appartamento con ingresso indipendente composto da ampio soggiorno/pranzo, una camera matrimoniale ed un bagno+Parcheggio antistante Richiesta Euro 450 – Rif. P003A POTENZA– (Nei pressi Stazione Inferiore) Affittasi appartamento di nuova costruzione al 2°PianoconascensorecompostodaSalone,Cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni+Possibilità di garage Richiesta Euro 800 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasiappartamentodinuovacostruzionecon ingressoindipendenteePostoauto,compostoda soggiorno/cucina, camera matrimoniale, un bagnoedunampioterrazzo+PossibilitàdiGarage e Cantina Richiesta Euro 550 (Tratt.) – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasiappartamentodinuovacostruzionecon ingressoindipendenteePostoauto,compostoda soggiorno/cucina,cameramatrimoniale,camera singola, un bagno ed un ampio balcone+Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P011A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) AffittasiAppartamentoArredata/Nonarredata composto da Soggiorno/pranzo con angolo cottura,cameramatrimoniale,2cameresingoleed un bagno+Ampio ripostiglio+Cantina+ n°2 Posti auto riservati Richiesta Euro 500 (Tratt.) – P006A POTENZA– (Rione Francioso) Affittasi Mansarda composta da cucina abitabile, una camera, ampio ripostiglio ed un bagno – Termoautonomo Richiesta Euro 320 – Rif. P012A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) Affittasi Villetta indipendente di nuova costruzione completamente Arredata composta da ampio salone, cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, una camera singola ed un bagno+Terrazzo e balconi+Terreno circostante Richiesta Euro 450 (Tratt.) AFFITTI LOCALI COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locale Commerciale di Mq 120 con 3 ampie vetrine ed alta visibilità Richiesta Euro 1.300 – Rif. P002A POTENZA– (Via Pretoria) AffittasiappartamentousoStudioal1°P.benrifinitocompostoda2ampiestanzeconbalconcini e 2 bagni Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P028A POTENZA– (Ponte 9 Luci) Affittasiappartamentobenrifinitocompostoda una sala d’attesa, un’ampia segreteria, 4 ampie stanze e due bagni Richiesta Euro 800 – Rif. P004A POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi locale commerciale di Mq 300 completamenteristrutturatocon3ampievetrineeposti autoriservati–UlterioriinformazioniinAgenzia - Rif P013A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasilocalecommercialedimq75conbagno ed una vetrina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P015A POTENZA– (Centro – Nei pressi Posta) Affittasilocalecommercialedimq90conbagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 600 – Rif. P019A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno e vetrina Richiesta Euro 350 (Tratt.) – Rif. P005A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasial1°P.appartamentoUsoStudiodiMq 55+Posto auto riservato Richiesta Euro 500 (Tratt.) – Rif. P022A POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiAppartamento uso Ufficio di Mq 70 Richiesta Euro 600 - Rif. P009A POTENZA– (Immediate vicinanze) AffittasiLocaliusodepositodiMq/Cadauno 100 con piazzale antistante Richiesta Euro/Cadauno 450 – Rif. P007A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 150 - Rif. P012A TITO SCALO Affittasi Locale di Mq 65 ad usoArtigianale/Deposito+PiazzaleRichiestaEuro270-Rif.TS003A



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