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Basilicata

10 Marzo 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO II n. 71/10 Marzo 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

Lettere

L’intervista:

1800: Potenza, il

sull’In-Giustizia

Bubbico e

Centro e il Teatro

il “compromesso storico” a pag. 3

a pag. 6

alle pagg. 14 e 15

Cari Contro-Lettori, visto e considerato che il nostro Rocco Papaleo è un attore, ci piace citare due scene da altrettanti film comici italiani. Fracchia La Belva Umana (1981) di Neri Parenti con Paolo Villaggio. Il sosia di Fracchia, la Belva Umana appunto, è un pericoloso e sanguinario criminale, con un’unica debolezza: la mamma. Una vegliarda appiccicosa e petulante che lo costringe, quando il figlio va a trovarla (assai di rado), a mangiare un quintale di pastrocchio di cioccolata e a scansare i suoi reiterati tentativi di baciarlo sulla bocca. Al Bar dello Sport (1983), di Francesco Massaro con Lino Banfi. Ad un certo punto del film, la tv del bar trasmette un servizio sul vincitore di un tredici miliardario, un Napoletano (fino a quel momento povero) attorniato di parenti che se lo coccolano e se lo sbaciucchiano. Lui dice al cronista “E’ una famiglia tanta assai, e questo è un miracolo”. Non fa in tempo a finire di parlare che un ragazzo si fra strada fra i parenti e dice: “O zì, ricordati che mi avevi promesso la motocicletta 18 cilindri …”. Tant’è che uno del bar commenta “Quello lì è troppo fesso per essere Napoletano, ha detto a tutti che ha fatto 13”. Or dunque, Rocco Papaleo è un lucano che ha fatto fortuna, per certi versi un “13”, e che ogni tanto torna a trovare “sua madre”, la sua terra, la Basilicata. Ebbene, considerati i suoi successi, qui da noi c’è chi lo verrebbe presidente della Film Commission, c’è chi lo vorrebbe trasformare in un “Beppe Grillo (parlante) lucano”, c’è chi gli rimprovera di aver fatto il film con i soldi della Total, chi si aspettava un intervento su tematiche scottanti lucane dal palco di Sanremo, chi lo attende come un salvatore della patria. Insomma, ogni volta che viene da queste parti (come mercoledì scorso) c’è chi se lo vuole sbaciucchiare tutto, bocca compresa, soffocandolo di pastrocchio di cioccolata, richieste di “regali” e quant’altro. Accade poi, che quando un piccolo giornale come il nostro gli chiede di partecipare ad una delle nostre spiritose rubriche, il Rocco regionale è stanco e non ne può più. E’ solo un attore, e come tale sbaglia anche lui e miracoli (addirittura qualche politico aveva suggerito di rifarsi al suo percorso) non ne fa e non ne può fare, e non ne vuole fare. Non facciamoci sempre riconoscere e ricomponiamoci. Sdrammatizziamo invece, e rifacciamoci ad una sua battuta. Quando qualcuno l’altro giorno gli ha detto grazie per il suo lavoro a favore della Basilicata, lui ha prontamente risposto “Quale favore, io lo faccio per me!”. Walter De Stradis

Promessa mantenuta per l’Antico Acquedotto

“Q

uello di oggi è un momento storico importantissimo e di grande emozione personale e per la città intera. Tempo fa, ai taccuini di Controsenso, ho fatto una promessa ben precisa che è stata ampiamente soddisfatta: le pietre, resti dell’antico e prezioso Acquedotto Lucano che, inizialmente versavano in condizioni di abbandono e di incuria, sono state prelevate e messe in sicurezza in una prima fase, presso una struttura di Riofreddo; e oggi, di concerto con la Soprintendenza e la Provincia di Potenza consegnate al Museo Provinciale del rione Santa Maria del capoluogo” – Questo il commento di un entusiasta Assessore comunale alla viabilità del Comune di Potenza, Antonio Pesarini. Il nostro settimanale si è interessato per molti anni della questione, evidenziandone le forti criticità che ora finalmente sono state risolte. “Abbiamo affidato i resti alla Dottoressa Caritati, direttrice del museo; ci è stato consegnato il verbale e in seguito provvederemo a una cerimonia ufficiale alla quale sarà presente il primo cittadino, Vito Santarsiero” Vir. Cor.


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MANI PULITE 20 ANNI DOPO

Lettere, Ingiustizia e Dolore Giovanni De Blasiis, l’uomo che denunciò le connivenze lucane, aveva scritto al Presidente dell’ENI suicidatosi in cella di Walter De Stradis

Giovanni De Blasiis

«I

l pm disse a Gabriele Cagliari che lo avrebbe liberato il giorno dopo e poi è andato in vacanza, mentre Cagliari si è suicidato». Queste sono le crude parole che ha usato Silvio Berlusconi tempo fa, a proposito di uno degli episodi più amari di Tangentopoli (di cui in questi giorni ricorre il ventesimo anniversario), quale il suicidio in carcere del presidente dell’ENI. Un sacchetto di plastica avvolto intorno alla testa. La storia ha poi chiarito che il magistrato inquirente non aveva nessun tipo di responsabilità nel tragico evento, ma la vicenda di Cagliari è rimasta emblematica di quel periodo (in cui non mancarono altri suicidi illustri). «Guarda, vorrei dirti delle cose su Giovanni De Blasiis, ma mi è stato consigliato di farmi gli affari miei. Ho paura che non sia poi vero che si sia suicidato». Sono queste invece le ancor più crude parole che non di rado ci siamo sentiti rivolgere da persone che conoscevano l’ex consigliere comunale di Potenza, Giovanni De Blasiis, ex dirigente regionale (ufficio legislativo) di estrazione DC, sindacalista e presidente/fondatore dell’Associazione Basilicata Spettacolo. Giovanni si è tolto la vita nel novembre del 2004. Su di lui, il peso insopportabile di un arresto ingiusto (avvenuto nel 1993) per la vicenda famosa della gara di affidamento del Grande Albergo, vicenda dalla quale De Blasiis fu pienamente scagionato, ottenendo anche un risarcimento dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che aveva condannato l’Italia a pagargli 20 milioni di lire per eccessiva lunghezza del procedimento giudiziario. Giovanni De Blasiis, di cui “Controsenso” si è occupato spessissimo negli anni, tanto da riaprirne quasi il caso, successivamente fece delle denunce contro gli intrecci massonicopolitico-affaristici lucani. Se ci sono stati ben due capitoli, finora, di “Toghe Lucane”, le denunce di De Blasiis (che già quindici anni fa ci aveva messo in guardia anche su Fenice) ne rappresentano senz’altro il “prequel”, un Capitolo Zero. De Blasiis forse fu vittima anch’egli di una moda manettara che si propagò in tutt’Italia, una moda che voleva in ogni regione ed in ogni città uno o più arresti alla “Mani Pulite”. La storia del dirigente lucano, è stata di recente riportata in un bel libro intitolato “La malagiustizia” (Saccomanno e Sangerardi – Laruffa Editore), ed è una vicenda che ogni tanto ricompare sulle pagine nostre ed anche di altri, perché non è una di quelle da lasciare a prendere polvere in qualche comodo cassetto, insieme alla altre (troppe). Il fatto è che il giorno in cui Cagliari si tolse la vita, De Blasiis gli scrisse una lettera “mai spedita”, in cui rievocava il dolore e la disperazione che aveva anch’egli vissuto, solo qualche giorno prima, fra le mura ostili del carcere di Potenza (La lettera che De Blasiis scrisse invece a Di Pietro, anch’essa nel carteggio in nostro possesso, l’avete già letta su queste pagine ed è anch’essa presente nel libro citato - ndr). Pubblichiamo la lettera a Cagliari perchè, parallelamente alla celebrazione del ventennale di Mani Pulite, si è parlato molto anche della realtà delle carceri italiane. Una realtà quasi da Cayenna.

20 Luglio 1993 ore 23.30

A Gabriele Cagliari. Lettera aperta mai spedita Così come ne “Il Processo” di F. Kafka “Qualcuno doveva aver calunniato Josef K. , perché una mattina, senza che egli avesse commesso nulla di male, fu arrestato”, così io, alle 5.30 del 7 Giugno ’93, senza che avessi commesso alcun reato, fui privato della mia libertà d’azione. Iniziò per me e per la mia famiglia un doloroso, inspiegabile calvario. Parlare dei minuti, delle ore e dei giorni che seguirono non mi riesce facile. Certo, potrei farne una cronaca minuziosa, ma non riuscirei in ogni caso ad esprimere quel depredamento, quel sistematico saccheggio interiore cui fui sottoposto sin dal primo istante per quegli interminabili undici giorni, dodici ore e trenta minuti di custodia cautelare. Se è vero che l’affermazione della propria individualità è sempre stata una legittima aspirazione dell’uomo, è altrettanto vero che l’uomo ha cercato anche di coltivare una scienza che quell’aspirazione fosse in grado di soffocare in qualsiasi momento. E se un metodo sicuro per demolire la personalità di una persona consiste nell’isolarlo completamente dagli altri, un sistema non meno efficace si rivela quello di costringerlo, insieme con i propri simili, in uno spazio insufficiente. Se nel primo caso il moto della follia appare centrifugo, poiché nell’assoluto isolamento la coscienza lievita e si espande nella vertigine dell’infinito, questa medesima coscienza tende, nell’angustia e nella promiscuità coatte, a smarrirsi, scivolando in una follia centripeta che non guarda più al futuro, ossia al panico di un’imminente disgregazione, ma si ripiega su se stessa, verso un passato preumano che la schiaccia con l’inverosimile somma dei morti e sofferenze già avvenute. La personalità regredisce, allora, e si fonde in un’anima comune, istintiva, nella quale esiste solo

l’impulso a ritirarsi da un dolore onnipresente. Se mai un moto di reazione diverso da questo avesse potuto ancora smuovere la totale ebetitudine in cui ero precipitato, esso sarebbe stato forse suscitato, per assurdo, dal grottesco della stessa condizione umana: una risata, così l’immaginavo, una risata che mi avrebbe da un momento all’altro contagiato, trascinando tutti in un clamore terribile, tale da scuotere l’universo intero più delle urla e dei pianti. Ma con il

che la tua persona riusciva a suscitare ancora in LORO, e che in premio ti dava lo scampato pericolo giornaliero, e quel sozzo giaciglio sul quale crollavi tutte le sere, e la broda che ti ammanivano per placare una fame implacabile, una fame che dopo ore ed ore di tormento viscerale trascendeva in un senso di lacerante solitudine metafisica, come se ogni dio ti avesse beffato, ripudiandoti per sempre senza remissione. In questo stato di vuoto, di abbandono, di palese tradimento, ecco che i miei stessi aguzzini assurgevano ad un tratto al luogo di quella deità vacante, p o i c h é avevano su di te un potere di vita e di morte che non trascuravano mai di esercitare.

«In questo stato di vuoto, di abbandono, di palese tradimento, ecco che i miei stessi aguzzini assurgevano ad un tratto al luogo di quella deità vacante, poiché avevano su di te un potere di vita e di morte che non trascuravano mai di esercitare» tempo anche questa forza motrice che conoscevo sotto il nome di dolore si ridusse: solo diventando insensibile, infatti, potevo sperare ancora di mantenermi in vita. Così, ad un certo punto, il dolore smise di crescere, come l’acqua di un invaso che abbia raggiunto l’apertura di sfogo ed il cui livello, benché alla fonte essa continui a sgorgare con veemenza, rimanga comunque identico. Anche i sentimenti di cui un tempo andavo fiero e che credevo di possedere in abbondanza si erano ridotti a ben poca cosa. Ciò che mi stupiva a volte era che l’odio stesso si fosse esaurito, e che al suo posto prendesse lentamente forma una sorta di assurda gratitudine per quell’ombra di considerazione

Non c’era da stupirsi, dunque, se con il tempo ti sentivi crescere dentro una sorta di ammirazione per come svolgevano diligentemente il proprio lavoro, fino al punto che cominciavi a preoccuparti di non essergli troppo di peso, fino a sentir nascere in te una cattiva coscienza nei loro confronti. Ciò di cui parlo, questo sovvertimento interiore che per un verso fu la cosa più terribile della mia prigionia, cerco ancora oggi di rimuoverlo, ma resta inabissato in fondo al mio essere, come l’impalpabile impressione di non dover scordare qualcosa che, tuttavia, non ricordavo. Quando ero bambino, il peggior dubbio che potesse assillarmi sulla Divinità era che dietro quella maschera di saggezza e di severità che sembrava mostrarmi, potesse celarsi il volto di un folle,

e che fosse questo il vero volto del Padre che ci aveva fatti a sua immagine e somiglianza ed al quale avevo giurato devozione eterna. In quei momenti, per vincere il terrore che mi afferrava, dovevo aggrapparmi con la mente a qualcosa che conoscevo bene e che mi apparteneva, e fissarci sopra con tutte le forze la mia attenzione, finchè questo sospetto blasfemo non fosse scomparso. Ecco che in quel mondo alieno, dove ogni aspirazione umana era stata cancellata, e sovvertito ogni principio divino, dove non si aspettava altro se non che tu facessi un passo falso per massacrarti e dove ogni volta manteneva un valore solo per quanto e fino a quando poteva tradursi in forza produttiva (la mia custodia cautelare doveva tradursi in delazione di cose che non sapevo) tutto quello che mi circondava diventò ad un tratto un’astrazione. I sogni che durante la notte prendevano il posto della realtà, finirono per invadere anche il tempo della veglia, fino a diventare un fluire ininterrotto dove solo il nulla poteva spiegare il nulla. Così, dopo un po’, l’unica realtà a tenermi in vita fu, paradossalmente, un’astrazione. Fu il volto di mia moglie e dei miei bambini a sostenermi in quel tempo senza fine, ma fu un’allucinazione continua. E’ vero, il Vangelo ci mette in guardia dal fare idoli delle cose terrene: ma queste regole non erano certo pensate per chi come me era precipitato nella Geenna. Neppure quando credetti di essere in punto di morte quel pensiero mi abbandonò. L’unica liberazione poteva forse trovarsi nell’oblio. Per questo ti sei dato la morte. Mentre la cellula primitiva che era in me obbediva ancora a quel primo essenziale comandamento da cui presumibilmente era nata e si era conservata la vita: “Tu fuggirai il dolore!”. Il Signore ti abbia in pace. Giovanni De Blasiis


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La nostra regione ha bisogno di una sana imprenditoria

ACTA e Rifiuti: la “Permanente” di Iacobuzio

Iacobuzio nella vignetta di King Buffino

fottersi la reputazione e dopo … menzogne a tonnellate …. per giustificare. La faccenda rifiuti in Potenza, ma anche in Basilicata …. è proprio così : “ogni volta la spasimante si è concessa, senza riserve, all’ ardito di turno, e ogni volta l’ardito ha usato e abusato di lei per poi lasciarla peggio o anche solo più usata, ovviamente, di come l’aveva trovata” e la spasimante è chiaro che è la popolazione di Potenza come quella della Basilicata. Il rifiuto, dunque, qui è ormai un problema avvitato perché dal 2002 si è fatto appunto il piano e null’altro. Nel frattempo sono stati fatti gli ATO e poi sono stati disfatti e il problema rifiuto lì è rimasto. E poi si è fatto l’ATO Regionale che sostituiva quelli provinciali e il rifiuto non si è mosso e poi si sono tolti i presidenti e si è nominato il Commissario Liquidatore e la cosa anche se “liquida “ sta sempre lì con i suoi impiegati, Dirigenti e Commissari ben pagati. E poi si narra che il Consiglio Comunale di Potenza ha predisposto un piano (un altro) per i rifiuti che miracolosamente dovrebbe portare la raccolta differenziata a oltre il 65% rispetto al 16% di oggi. Ma il 16% deriva dai piani di allora e dagli arditi che si sono succeduti, baldanzosi, nell’usare e abusare della spasimante nel decennio passato e…. quindi? Per finire, si corre il rischio che sia stata verosimile anche

V

izi passati e prossime Virtù …. DI ACTA a Potenza? Iacobuzio viene ascoltato in Commissione al Comune di Potenza alla VI° permanente (che non è la messa in piega dal parrucchiere) e a giudicare dal commento, quasi godurioso, del Presidente della permanente (certo Antonio LOSASSO), ACTA avrebbe fatto di tutto e di più, dallo sgombero neve a quello rifiuti, e quindi l’immagine di quei rifiuti per strada, quasi abbandonati, è il sogno che hanno coltivato gli oppositori (pur di dare la colpa a chi Governa) e non è l’incubo che è stato e sta davanti ai nostri occhi. Ma il caro LOSASSO ci deve spiegare perché mai il IACOBUZIO ha sentito il bisogno di spiegare che quei rifiuti per strada dipendevano dal fatto che si erano bagnati, e dipendevano dal fatto che la stazione di trasferenza di TITO non li accoglieva e insomma il LOSASSO ha goduto, secondo noi, anzitempo e fuori contesto. È indiscutibile, infatti, che la neve non la

ordina ACTA o il Sindaco Santarsiero e, dunque, quello che hanno fatto per fronteggiare le nevicate va bene per ACTA come per il Comune, come anche per la Provincia di Potenza e LACORAZZA, ma quello che è stato lo spettacolo dei rifiuti e quelle che sono le spiegazioni date sono i soliti vizi passati riproposti al presente per giustificare la promessa della futura virtù. Insomma, come quella spasimante, di un tempo, che ogni volta, speranzosa, si è concessa fino a

la notizia di stampa che narrava del funzionario provinciale, allora competente ai rifiuti, che non avrebbe concesso il permesso per la discarica a Potenza e avrebbe autorizzato, invece, una società cui partecipava lui che nel frattempo andava in pensione e … insomma quasi la PREVIDENZA INTERGATIVA fatta in casa. Ma può pure essere che siano state e siano solo maldicenze …. cui hanno messo la veste della verosimiglianza.

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ur avendo vissuto con la crudeltà del dato occupazionale il caso Petrolio lucano su mass media e blog nazionali constatiamo favorevolmente la linea intransigente delle segreterie confederali di CGIL CISL e UIL sul “contratto di settore” ENI e parti sociali. Alle mancate promesse occupazionali sul Petrolio aggravate dalla perdita di oltre 7000 addetti nella PMI lucana ci viene in soccorso la lucida analisi del prof Marco Percoco, economista della Bocconi, lucano di origine. Lucida analisi che per noi, uomini lucani di buona volontà, significa ripercorrere progetti ed esperienze positive . Esperienze che, ancora oggi, sono trattate come “best practices” da Italia Lavoro, Confartigianato ed altri soggetti virtuosi. Esperienze che hanno lasciato e tracciato un solco profondo nell’imprenditoria lucana, quella libera, e non garantita dalla “protezione sociale”. Che cosa vuol dire, caro prof. Percoco, “decidere e rischiare” in Basilicata? Su questo argomento abbiamo sicuramente diritti di primogenitura. Uno dei grandi mali delle PMI del Mezzogiorno e della nostra regione, in particolare, oltre ai problemi strutturali denunciati da Percoco e oltre alle ridotte dimensioni, l’altro aspetto patogeno è dato, senza alcun dubbio, ancora oggi, dal “familismo”. Familismo che è diventato patogeno, più di altre regioni del Sud e del Nord. Un pullulare di “discendenze” che condiziona enormemente il gracile sistema economico lucano. A tutto ciò si sono assommati per decenni quei finanziamenti in conto capitale, meglio conosciuti, come “fondo perduto” (di nome e di fatto). Finanziamenti, barbaramente, “piovuti” con la 488 per supportare una “ fragile economia informale” e un “localismo economico” già garantito dai protettori di sempre”. Tutto ciò ha creato una sorta di “blocco”. Un blocco che si è protratto per diversi anni, fino ai giorni nostri, senza aver creato alcun serio “effetto moltiplicatore”. Gli effetti di tale sciagurata politica industriale e di un ingiustificato e ingiusto DISASTRO ASI si pagano, amaramente, oggi. Ecco un’altra “forte motivazione” della crisi odierna delle PMI lucane. Siamo vissuti e stiamo vivendo con serie contraddizioni di mercato che vedono, nonostante le gravissime frizioni sindacali, la sola Fiat “guidare” l’intera economia e il drogato “PIL” lucano. Un PIL che fa leva sulle esportazioni della grande industria e che ha poco da spartire con il nostro “localismo” produttivo e con le nostre piccole e medie realtà industriali ed artigianali. Non siamo mai riusciti ad imporre il nostro tessuto connettivo e produttivo. Il già presidente della Confindustria lucana

Attilio Martorano e l’attuale presidente Pasquale Carraro dovevano rispondere su questo “PIL drogato” e sull’assoluta mancanza di “indotto” lucano nelle aree della “Grande Industria”. Non abbiamo ricevuto altro che “SILENZIO ASSORDANTE”. Oggi, più di prima, il prof. Percoco ci insegna che “ piccolo è bello” e che... “bisogna cambiare strutturalmente il sistema produttivo locale, per poter garantire una crescita di lungo periodo che sia stabile e duratura” E’ il fulcro di tale rivoluzione quale sarà, caro prof. Percoco, se perdura questa politica dell’improvvisazione e delle mancate programmazioni socio-economiche? Una politica economica lucana che si rispetti deve dare priorità a talento, concorrenza e ricerca continua. Deve far sentire il fiatone all’Università lucana, beneficiaria, tra l’altro, di trenta milioni di contributi regionali. Deve costruire un controllo certosino basato su analisi costi-benefici e su RISULTATI palpabili. L’ultimo SOS lanciato da tanti giovani lucani delusi e rassegnati, va in questa direzione, nonostante i buoni propositi del RedditoPonte. Abbiamo tralasciato una seria politica sui nostri prodotti di nicchia, che si sono sempre più sfaldati nel “mercato globale”. Ora nutriamo una residua speranza sulla vera “rifondazione” delle nostre PMI, con un vero sistema di trasporti, di telecomunicazioni e di ricerca e, soprattutto, lo speriamo e lo auspichiamo, profondamente, con il supporto tecnico e il management dell’Area Science Park di Trieste e di “Basilicata Innovazione”. Un mercato siffatto, “aperto, protagonista e vincente” potrà creare vera innovazione di processo e di prodotto e vera ricerca, uscendo, definitivamente, da un mercato precario e poco garantito per il futuro. Per fare questo occorre investire sui nuovi manager e sulle nuove professioni, sull’information technology che muove i primi passi in Basilicata, con esperti lucani che si vanno ad affermare in altre regioni e che sono pronti a tornare come il nostro prof. Percoco. Riusciremo in questo intento, se, all’interno delle imprese e della società lucana, sarà avvertita l’esigenza di promuovere una nuova stagione di offerte economiche con serie Imprese capaci di inserirsi concretamente nel mercato globale e capaci, soprattutto, di dare un taglio definitivo alla ricerca spasmodica di sterili incentivi, di desueto assistenzialismo e di inefficaci politiche che il segretario regionale PD Roberto Speranza definì, qualche tempo fa, meramente COMPENSATIVE. Mauro Armando Tita


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Perché l’asfalto di Potenza dura così poco? Una città martoriata dalle buche: la mappa delle voragini stradali … e qualche seria riflessione di Antonio Nicastro

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a tregua è durata poco, gli automobilisti devono di nuovo prestare massima attenzione nel percorrere le strade cittadine per evitare buche, avallamenti, t o m b i n i sprofondati; in alcune strade siamo in presenza di veri e propri percorsi di guerra. Ci si è messa l’abbondante nevicata di febbraio per far precipitare le cose, lo spargimento di sale da un lato ha consentito di rendere sempre percorribili le strade cittadine dall’altro ha contribuito ad accelerare il processo di sgretolamento dell’asfalto già in atto. Ci sarebbe da interrogarsi sulla qualità del bitume e sulle modalità di posa in opera utilizzati

in città perché non è normale che a Potenza e non già in altre città la vita media della pavimentazione stradale è così scandalosamente bassa. Buona parte del dissesto della

pavimentazione dipende dalla normale usura, spesso lo spessore del tappetino non è adeguato agli standard tecnici, molte volte si bitumano le strade in condizioni climatiche inadeguate, il buon senso vuole che l’asfalto vada steso con temperature costanti mai inferiori ai 10 gradi ed invece da queste parti si opera in condizioni nettamente peggiori, tanto per fare un esempio la rotatoria di via del Gallitello di fronte la galleria è sta bitumata nel mese di dicembre e di sera!!!! E’ normale che dopo poco tempo bisogna convivere con le buche. Partendo dalle strade più centrali elenchiamo le vie ove è si sono registrate le buche più numerose, a riprova dei dubbi espressi sulla “tenuta” del nostro asfalto.. In via Mazzini, dove da tempo non si fanno lavori sui sottoservizi, sono numerosissime le buche ed i pezzi di asfalto saltati. In via Vaccaro, che presenta buche per tutta la sua lunghezza, si nono rifatti i profondi avvallamenti all’intersezione con viale

PROSSIMA APERTURA NUOVO PUNTO VENDITA UOMO - DONNA

Dante, non sono serviti quindi i lavori di rifacimento totale del sottofondo fatti due anni fa. Un pericolo rilevante per i motociclisti è rappresentato dallo scavo di circa 15 cm eseguito per molti chilometri in città per la posa di cavi a fibre ottiche da parte di operatore telefonico. I lavori fatti nell’autunno scorso terminarono con la bitumatura di tutte le strade interessate dai lavori, tutto sembrava perfetto ma poi il sottofondo ha ceduto e per molti metri si è creato un solco ribassato di alcuni centimetri ed in qualche caso si sono create buche profonde anche profonde più di 10 cm, i casi più clamorosi in viale Marconi e in via Cavour per cui i mezzi a due ruote devono prestare particolare attenzione. E’ abbastanza grave che strade di recentissima costruzione presentino problemi seri al fondo stradale, ci riferiamo alle strade che fanno parte dell’ormai famigerato Nodo Complesso. Nei pressi della rotatoria di viale dell’UNICEF di fronte la galleria inaugurata prima di Natale un pezzo di asfalto si è sbriciolato ed è visibile la rete elettrosaldata messa per rinforzare il sottofondo, non sta meglio il tratto che collega la rotatoria al viadotto che porta in via Vaccaro, qualche buca e avvallamenti che rendono particolarmente pericoloso il transito e, per farla completa, tutta la segnaletica verticale si è già cancellata. Dall’altro lato della galleria, in via del Gallitello, lo cose non stanno messe meglio, anche qui qualche buca, qualcuna già tappata, e fondo che si sta deteriorando dopo

nemmeno tre mesi dalla messa in esercizio della rotatoria. Per l’allacciamento ai sottoservizi dei nuovi fabbricati sorti in via del Gallitello sono stati fatti molti scavi ed alcuni dei quali, complice il maltempo, si sono trasformati in trappole per gli automobilisti, specialmente quando piove o in presenza di acqua non si sa se una pozzanghera può nascondere una voragine. Chi conosce la strada ha imparto ad evitare questi trabocchetti, coloro che non conoscono le insidie delle strade potentine diventano clienti di meccanici e carrozzieri e lo testimoniano i tanti copri cerchi disseminati lungo le strade cittadine. Anche le strade cittadine che non ricadono nelle competenze del Comune di Potenza, ci

riferiamo a quelle all’interno della Zona Industriale gestite dal Consorzio ASI, non sono immuni da deterioramento e la presenza di buche è ricorrente in molte strade però bisogna dare atto alle squadre di manutenzione dell’ASI che cercano di tappare almeno le buche più grandi o quelle sulle strade più importanti, avviene sul Ponte Musmeci dove i giunti di dilazione tendono a sgretolarsi e, in attesa del bel tempo per interventi risolutivi, chi entra in città utilizzando l’uscita Potenza Centro della Basentana per lo meno evita eventuali danni alla propria auto, passato il ponte più famoso di Potenza si consiglia di procedere con gli occhi ben aperti.

Intanto il Comune ci “mette una pezza” P

oco meno di diecimila euro l’importo impegnato dal Comune per effettuare i primi interventi sulle buche che interessano le strade cittadine, formatesi soprattutto a seguito degli interventi di spazzamento neve e spargimento di sale e ghiaia, interventi indispensabili durante le copiose precipitazioni registrate nel mese di febbraio. “Si procederà – spiega l’assessore alla Viabilità Antonio Pesarini – operando prioritariamente sulle arterie viarie cittadine interessate dai maggiori volumi di traffico veicolare, quelle nelle quali si registrano le anomalie stradali più evidenti, secondo quanto stabilito dall’ufficio Viabilità. Lo stesso ufficio – spiega ancora l’assessore – ha predisposto anche lavori più corposi che, trascorsa questa prima fase, ci consentiranno di intervenire strutturalmente su alcuni tratti dove si riscontrano difficoltà tali da richiedere l’installazione di appositi cantieri, con la contestuale chiusura delle strade interessate. Per il momento ci muoveremo anche seguendo, per quanto possibile, le numerose segnalazioni pervenuteci e che comunque invitiamo a continuare a fare, anche per verificare eventuali dimenticanze nelle quali potremmo incappare”.


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IL GOVERNO, I SOLDI … E LA BASILICATA

Bubbico e il nuovo “Compromesso Storico” Intervista esclusiva al senatore lucano che è stato relatore sul decreto “Cresci Italia” insieme a Simona Vicari del PDL di Mario Petrone

I

l senatore lucano del PD Filippo Bubbico è stato, insieme alla senatrice del PDL Simona Vicari, relatore del decreto liberalizzazioni. Lavorando gomito a gomito con il sottosegretario De Vincenti, hanno scritto a mano decine di emendamenti. L’intervista al senatore Filippo Bubbico, nasce dall’esigenza di farsi raccontare – dall’interno – l’esperienza di una collaborazione forzata tra destra e sinistra intorno a problemi concreti. Insomma la domanda è: le soluzioni

democrazia compiuta non deve mai puntare all’unanimismo, ma deve puntare ad un confronto leale onesto tra posizioni diverse. Io penso che la destra e la sinistra il centro destra il centro sinistra devono mantenere ciascuno il proprio profilo la propria identità. In questo momento stiamo sostenendo un Governo di Emergenza Nazionale perché il Governo Monti non nasce da una consultazione elettorale, ma da una rinuncia di Berlusconi di fronte ad una situazione drammatica per il nostro Paese che era sul punto di dichiarare fallimento. Di fronte alla profonda crisi i partiti, che fino al giorno prima si sono combattuti, hanno convenuto di sostenere un Governo Tecnico per salvare il Paese. Possiamo dire, dunque, che in effetti si è fatto un compromesso solo per salvare il sedere del Paese ? Certo che è un compromesso per il Paese e il lavorare gomito a gomito con la

ai problemi sono per forza ideologiche? Si può dire, in sostanza, che i problemi del Paese si possono risolvere soltanto con il filtro del liberismo piuttosto che con quello del Socialismo o viceversa? Non è, per caso, che troppe volte sarebbe più utile il semplice buon senso? Senatore, ritiene proficuo questo modo di lavorare con la destra gomito a gomito sui provvedimenti o se è un fatto eccezionale dovuto alla crisi. Insomma il dover ricercare l’accordo consente di raggiungere obiettivi seri o comporta che si facciano provvedimenti promozionali fondati sul Compromesso? Bella domanda, impegnativa. In via generale io penso che i partiti devono confrontarsi, scontrarsi, combattersi ciascuno con l’idea di affermare il proprio punto di vista, ma ciascuno dovrebbe puntare a fare emergere l’interesse generale sempre, quindi in condizioni normali il confronto tra i partiti dovrebbe potersi sviluppare all’interno di questo sentire comune che consiste nella tutela dell’interesse nazionale e generale. L’alternativa tra partiti diversi e l’avvicendamento al governo sia una cosa utile, positiva. L’alternanza consente di introdurre stimoli nuovi nell’azione di Governo. Una

e metterli nella Banca d’Italia a disposizione del fabbisogno dell’Italia. Se noi, infatti, non avessimo fatto questa manovra avremmo avuto una situazione pazzesca: lo Stato doveva emettere titoli e pagare interessi anche per questi soldi che rimanevano li inutilizzati. Il Paese spende di interessi una barca di soldi e quegli interessi non sono risorse sottratte anche ai comuni alle province e alle regioni? Aggiungo: il disastro nel quale ci troviamo per effetto del debito pubblico accumulatosi è stato prodotto solo dallo Stato o anche dai comuni, province e regioni? Se noi oggi chiediamo sacrifici al pensionato al cassa integrato come si può consentire che rimangano sotto il tappeto 11 miliardi e nel frattempo andare a pagare gli interessi su quelle somme? È un fatto certo che le regioni province e comuni rivendicano la propria autonomia, giustamente però, si trattava di evitare di pagare ulteriori interessi su soldi che al momento non erano impegnati. Insomma, bisognava evitare, per capirci, di fare debiti inutili del tipo: “Il marito andava a prendere i soldi in banca e pagava interessi mentre la moglie con il conto in Banca attivo non prende niente di interessi e non presta i soldi al marito”. Ma Senatore il problema è piuttosto nel meccanismo.

«Sulle professioni questo decreto è abbastanza incerto e timido e questa incertezza rischia di scontentare tutti» Vicari del Centro destra è stata una sfida importante per me e per la Vicari perché entrambi ci siamo dovuti sforzare per individuare le soluzioni più utili al paese che fossero coerenti con gli obiettivi del decreto cresci Italia. Le opposizioni IDV e Lega affermano che avete rilasciato un provvedimento che non affronta alcun problema e che, anzi, se vogliamo, peggiora i problemi dal momento che affronta argomenti di facciata. Per la Lega, infatti, la questione della tesoreria unica è argomento da far alzare le barricate perché lo si ritiene un attentato al federalismo, secondo il loro punto di vista. Ci spiega in cosa consiste e perché la lega avrebbe torto? Questa norma sulla Tesoreria Unica consiste nel prendere 11 miliardi di Euro che sono fermi inutilizzati nelle tesorerie locali

I soldi saranno resi disponibili presso la Banca d’Italia in tempi ragionevoli altrimenti questo crea problemi. Certo che un qualche fastidio ci sarà ma è niente in confronto al risparmio che in conto interessi facciamo, poi le regole gestionali rimangono le stesse per cui invece di chiedere i pagamenti alla propria tesoreria si chiederanno i soldi alla Banca d’Italia. Quindi lo stesso meccanismo funzionerà anche per le scuole e le altre amministrazioni.? Certamente, il meccanismo è quello e consente di fare risparmi considerevoli. Per IDV, invece, il provvedimento non si liberalizza niente e anche l’aumento del numero di farmacie viene usato piuttosto come pannicello caldo. Qualche farmacia in più non risolve niente infatti. Qual è

la sua opinione brevemente e perché IDV sbaglierebbe? IDV ha scelto di stare con un piede dentro e con un piede fuori e quindi quando ci sono cose popolari dice: “sono state fatte perché le ho volute io quando ci sono cose impopolari dice io ero contro”. Io penso che la posizione di IDV sia abbastanza precisa: loro badano esclusivamente al

deve dire che sconto mi si fa l’anno prossimo se non faccio incidenti. Mi si deve consentire di valutare le offerte delle varie compagnie e di scegliere quella che più mi conviene. Veniamo ora a questioni dolenti per i Lucani, ovvero parliamo di petrolio e dintorni. Le Liberalizzazioni, si diceva, dovevano incidere sulla rete di distribuzione e

«IDV ha scelto di stare con un piede dentro e con un piede fuori e quindi quando ci sono cose popolari dice: sono state fatte perché le ho volute io quando ci sono cose impopolari dice io ero contro» consenso da capitalizzare. La questione delle assicurazioni e il vincolo posto nello scatto automatico dello sconto in mancanza di incidenti è cosa buona e giusta, ma lei crede davvero che il problema vero dell’aumento delle polizze di questi ultimi quindici anni sia questo ? A noi pare che tutta la politica dell’ultimo quindicennio, come minimo, sia stata una sistematica truffa consumata a danno dei consumatori di RCA. Qual è la sua opinione e ci può anticipare eventuali linee di azione sulla faccenda, della Commissione o della sua parte politica? Concordo esattamente con il giudizio formulato. Noi abbiamo avuto in tutti questi anni e abbiamo una situazione che ha visto togliere soldi a tutti gli assicurati a vantaggio delle assicurazioni e se vogliamo stare ancora a quello che propone IDV…. Voglio dire che la soluzione che propone ( fare l’agenzia antifrode) è un alibi per le assicurazioni perché le Assicurazioni oggi non hanno interesse a sconfiggere i truffatori perché a fine anno, constatata la spesa, ricaricano l’utile che devono fare (diciamo 10) e ti fanno pagare 110. Con l’Agenzia gli daremmo addirittura l’alibi alle Compagnie perché poi direbbero: c’è l’agenzia che deve combattere le frodi e… Insomma faremmo un altro carrozzone inutile e costosissimo. Noi diciamo invece che le assicurazioni devono dire in anticipo quanto pago quest’anno e mi si

sulle modalità di gestione dei carburanti e far diminuire i prezzi alla vendita. A Lei pare che il decreto affronti la questione? Lei vede diminuire i Prezzi? Noi abbiamo modificato il decreto del Governo. L’art. 17 finalmente introduce nella distribuzione dei carburanti primi elementi di mercato. Con l’Art. 17 si dice che i distributori – rispettando norme e regolamenti che saranno emanati – anche i distributori non proprietari dell’impianto possono organizzarsi per comprare e farsi trasportare i carburanti in maniera più conveniente. Oggi il distributore deve comprare solo dalla compagnia di riferimento. Con l’art 17 modificato si incomincia a consentire ai distributori di guardarsi intorno. Dobbiamo considerare la cosa un timido inizio allora? Un inizio non proprio timido, infatti, i petrolieri sono un poco nervosi. E attenzione perché nel decreto modificato abbiamo previsto che se le parti non si mettono d’accordo con decreto del Ministro dello Sviluppo economico saranno fissati i termini di regolazione tra le parti compagnie e distributori. Certamente è cosa utile ma poi dipenderà dalla serietà del Ministro di turno perché se il Ministro è uno a cui hanno regalato casa a sua insaputa o uno che si è occupato di promuovere film osè non c’è molto da sperare. Certo, questo vale sempre,

però la legge prevede che il decreto del Ministro può essere impugnato e quindi ci sono i rimedi opportuni. La faccenda delle professioni è seria oggi come è stato allora con Bersani e le sue lenzuolate: un grosso problema e un enorme ostacolo allo sviluppo del Paese lo sappiamo tutti. Lei ritiene veramente che si affronti e si risolva questa cosa con l’eliminazione delle tariffe minime, non crede invece che ci sia bisogno di rivedere tutto a partire dagli ordini? Sono d’accordo con voi. Con questa domanda in particolare sono perfettamente d’accordo perché sulle professioni questo decreto è abbastanza incerto e timido e questa incertezza rischia di scontentare tutti. I professionisti che si vedono assediati e privati delle proprie certezze sulle tariffe come sui preventivi e i giovani che si sentono trascurati ed esclusi. Bisogna affrontare la questione in ogni suo aspetto ed avere consapevolezza che la faccenda va affrontata e risolta e non in un momento solo. Oggi prendiamo la parte buona nel senso che il problema è stato posto e non possiamo considerarlo risolto da questo punto di vista. Concludendo Senatore, una domanda divertente. Secondo lei è cosa seria che il governo ora come già nel 2007, ci venga a raccontare che liberalizzare le licenze dei Taxi faccia la differenza tra la vita e la morte nello sviluppo del Paese? Insomma se a Matera o a Potenza si raddoppiassero le licenze avremmo creato altri dieci o venti ricchi nababbi o altri dieci o venti quasi morti di fame? Sono d’accordo con il ragionamento che sta sotto la domanda. Ma sapete perché succede tutto questo? Si scambia la situazione di Roma con quella dell’Italia e si è pensato che da Roma si potesse decidere quanti Taxi dovevano esserci a Potenza o anche a Canicattì. Insomma, che a Roma non si trovi un taxi è vero, ma immaginare che da Roma si debba decidere quanti Taxi mettere a Melfi era assolutamente fuori luogo e bisognava cambiare come abbiamo fatto. In conclusione la politica può essere anche un sano ragionare di cose concrete e di soluzioni più o meno praticabili tra centro destra e centro sinistra, come tra rappresentanti e rappresentati, a patto però che ognuno smetta di ragionare del sesso degli angeli e dica, come fa il Senatore Bubbico, cose chiare e anche se il dirle non porterà tutti ad applaudire.


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Quei Campani che vogliono entrare nella “Grande Lucania” Sono anche le politiche di quella Regione, a far scattare nel cuore del Cilento e del Vallo di Diano la voglia di unirsi alla Basilicata di Gaetano Fierro

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a Grande Lucania non è un’identità geopolitica di oggi, si è costituita tanto tempo fa sulla base di un sistema sociale fondato sulla democrazia, l’arte, il costume e l’economia. Essa si estendeva dalla Porta Rosa di Ascea fino alle Tavole Palatine di Metaponto, dal Promontorio di Capo Palinuro fino alla foce del Basento sullo Ionio. La rappresentazione cartografica della Grande Lucania più antica si trova nella Tabula Peutingeriana che risulta essere la sola carta geografica che ci permette la conoscenza della regione in età classica. Con il nome di Tabula Peutingeriana viene oggi indicata la copia medioevale di una carta dell’età romana che descrive tutto il mondo conosciuto dagli antichi e che, attualmente, è conservata nella Biblioteca Nazionale di Vienna. La Grande Lucania occupava una vasta area, per larga parte pianeggiante ed assolata e, nell’interno, increspate dai massicci nevosi, ampie zone dell’Appennino Meridionale da cui si scorgevano, anche oggi, le bellezze del Golfo di Policastro ed i caldi tramonti del Golfo di Taranto. Una comunità unita ed ospitale, questa era, autentica testimone della grande storia. Ricordiamo che gli Enotri, antichi abitanti della Lucania, accolsero sui lidi di Ascea di Focei, una popolazione errante, padrona con le sue pentacontere dei mari incogniti, respinta ovunque andasse, per costruire insieme nel 540 a.C. la città di Velia, patria di Parmenide e Zenone. In quel tempo, Velia (Ascea) raggiunse una tale floridezza, economica e culturale, così consistente da

oscurare sia la padronanza della città di Sibari nel golfo di Taranto che il predominio di Poseidoni (Paestum) nel mar Tirreno. Un grande parco del pensiero, così potrebbe intendersi la antica Lucania, che ebbe vita e sostanza nella Magna Grecia con la scuola pitagorica di Heraclea e la scuola eleatica di Velia: due facce di quella medaglia che è la storia della civiltà mediterranea, la cui linfa del sapere deriva da quel mondo antico. Accanto a questa scuola del pensiero che fu detta “eleatica” sorse una scuola medica la cui fama varcò gli stessi confini del territorio tanto che Plutarco ci narra che navigò verso Elea d’Italia (esisteva altra Elea in Medio Oriente) per trattenervisi e riacquistare la sua salute. Per secoli in quelle terre ci fu pace e sviluppo, poi, le cose cambiarono nel tempo, come mutarono i destini degli

uomini e gli assetti territoriali delle istituzioni locali, ignari del loro avvenire. Tutta la Lucania storica, sotto i Romani all’inizio del III secolo, diventò, secondo le letture di Strabone e Plinio, la III Regio augustea: comprendeva la Lucania, il Cilento e la Calabria. Successivamente, con l’avvento dei Longobardi di Benevento nel 750, l’antica Lucania, senza Calabria, formò il castaldato di Lucania. In seguito, con lo smembramento del ducato beneventano dei Longobardi, il Cilento fu donato ai Sanseverino e passò col principato di Salerno, dividendosi così dalla restante parte della Lucania antica, la quale passò sotto il domino bizantino. La Grande Lucania fu dissolta nel territorio e nel toponimo: il Cilento rimase nel tempo con Salerno, mentre la parte orientale della regione lucana con i Bizantini assunse il toponimo

di Basilicata, che si sovrappose definitivamente all’antico nome di Lucania. I Normanni, Federico II, gli Angioini, gli Aragonesi, in epoche successive, continuarono a tenere divisa la Lucania in Basilicata e in Principato di Salerno, ma non le sue tradizioni, la cultura, il fattore linguistico – dialettale, le sue soffocate aspirazioni. Avvicinandosi ai nostri tempi, la Politica, precisamente nel 1806, modificando il corso dell storia, pensò di riorganizzare l’assetto amministrativo dei territori interni della Basilicata. L’artefice dell’operazione fu Giuseppe Bonaparte che, con un editto, divise in tre Province il territorio, elevando la città di Potenza a capitale. I francesi occuparono il Regno delle due Sicilie – come affermerà Napoleone nel suo proclama all’armata stanziatasi a Napoli – per punire il tradimento del Borbone, venuto meno al patto di alleanza stipulato con la Francia e introdussero alcune riforme, giustificandole come strumetni di governo idonei per garantire alle popolazioni meridionali la pace interna e l’ordine sociale. lo esprimerà bene uno dei più sagaci collaboratori di Re Giuseppe, Andrè Francois Miot, ministro dell’interno, affermando in un suo Rapporto sullo stato del Regno, del 1808, che “molte cose sono state fatte, nulla tuttavia si è eseguito con una dannosa precipitazione (ma) tutto è stato accompagnato da una saggia lentezza”. Tuttavia è stato vano stravolgere, nei secoli, alla luce di quello che stiamo verificando, i perimetri dell’antica Lucania per indebolire l’identità delle sue popolazioni. La Politica, infatti, non ha saputo interpretare

la storia millenaria di un popolo dalla forte tempra, che ha saputo conservare nel proprio DNA i geni di una personalità marcata che, periodicamente, manifestandosi, riaccende la fiaccola della speranza per ritornare sulla questione di sempre: la ricomposizione della Grande Lucania. Ieri, ma soprattutto oggi, sono anche le politiche del Governo campano, così come sono rappresentate, a far scattare nel cuore del Cilento e del Vallo di Diano quel visibile e reciproco desiderio di stare insieme, di unirsi alla Basilicata. Una specie di bisogno che si riscontra in ogni angolo della società civile, soprattutto negli ambienti produttivi e culturali più liberi. Le ragioni sono le seguenti: - la diversità socio – culturale del Cilento da Napoli e dalla sua provincia. Basti solo elencare alcune peculiarità del Napoletano: l’agricoltura di tipo estensivo; l’impatto ambientale della mobilità di persone e merci: la ricollocazione e riconversione di attività produttive mature; la ristrutturazione del sistema portuale e dei servizi mercantili; l’antropizzazione dell’area vesuviana e della città di Napoli; la presenza di illegalità organizzata e diffusa in vaste aree e in vari settori economici; la precarità geologic dell’area flegrea; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. la disattenzione dell’Amministrazione provinciale di Salerno, impegnata a rendere compatibile il suo capoluogo con i progetti di viabilità e sistemazione produttiva che interessano la

confinante area metropolitana napoletana ed il sistema portuale; per non parlare della considerazione che deve riservare alla promozione e salvaguardia della costiera amalfitana, che presenta caratteristiche paesaggistiche e di sviluppo diverse dal Cilento. Si comprende facilmente come l’impegno delle Istituzioni campane si, prioritariamente, indirizzato alla risoluzione di tutti questi problemi. Allora la motivazione di fondo di questa storica querelle, che si riaffaccia a fasi alterne, dipende sì dal fatto che i poteri centrali, Napoli con il suo “napolicentrismo” e Salerno, siano lontani dal basso Cilento o dal Vallo di Diano, come giustamente è stato accenanto, in verità, nelle rimostranze delle popolazioni “lucane” c’è il richiamo di una fede, di una diversità culturale, di una volontà forte di autotutelarsi, che spinge naturalmente verso chi è simile, uguale e condivide con te, nel territorio, un percorso comune fatto di sentimenti e di rivincite sociali. A sostegno di questa tesi, non a caso, c’è la storia. La storia che conta, quella che seriamente rivaluta e rilegge le vicende degli uomini per collocare, al di là di quello che accade nelle loro esperienze personali e collettive, nel contesto sociale giusto, perché più appropriato rispetto alle loro origini e differenti tradizioni. E’ opportuno, a questo punto, ricordare: c’era la Magna Grecia nel sud d’Italia e, non essendo più visibile, istituzionalmente, come una volta, è scomprarsa nell’immaginario collettivo e nelle considerazioni generali.

«Monti vuole punire gli avvocati» Intervista a Ivana Pipponzi, Presidente AIGA Potezna (associazione Giovani avvocati) di Potenza di Leonardo Pisani

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ome mai quando si parla di liberalizzazioni in Italia subito si insorge? Anche alla proposta sulle riforme degli ordini professionali si fa subito scudo. Anche voi giovani avvocati siete contrari; ma non dovreste esserne i maggiori beneficiari?

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l Decreto liberalizzazioni, così come congegnato, è stato solo “fumo negli occhi” per i cittadini in quanto ha riguardato quasi esclusivamente le libere professioni. Invero, altri sono i settori dell’economia che necessitano di vere liberalizzazioni: i trasporti, l’energia e le frequenze radiotelevisive. Vi è, poi, il settore delle compravendite immobiliari, illogicamente riservate a 4.700 notai in Italia, con costi per l’utenza molto spesso ingiustificati ed esorbitanti. Aumentare di 500 unità la pianta organica dei notai è una misura inadeguata ed inutile, dato che per svolgere un concorso di notaio occorono circa 5 anni e non si riesce a coprire tutti i posti disponibili. La vera liberalizzazione è di consentire agli altri liberi professionisti di redigere gli atti di compravendita, le costituzioni di società, le

autentiche degli atti, smantellando il monopolio notarile. Questa è vera concorrenza con un reale abbattimento dei costi per gli utenti. Questa sparuta categoria professionale si divide ogni anno una torta di 1.300.000 atti di compravendita immobiliare (dati dell’Agenzia del Territorio), ossia 284 compravendite per Notaio, più di una per ogni giorno lavorativo. Cosa non vi convince della proposta del Governo Monti? Non ci convince l’intento inutilmente punitivo nei confronti degli avvocati, una categoria già liberalizzata nei fatti e nei numeri. Nel 1985 vi erano 48.327 avvocati; nel 2011 si sono superati in 230.000. Tale è parsa l’abolizione definitiva delle tariffe professionali che costituiscono soltanto un parametro di riferimento, sempre derogabile dalle parti. Con la manovra di agosto era stato introdotto l’obbligo di corrispondere un equo compenso al praticante; purtroppo, il decreto legge sulle liberalizzazioni ha abrogato parte dell’art. 3 del

D.L. 138/2011: ciò significa che il compenso per il praticante non sarà più un obbligo di legge. È evidente che il governo Monti è a favore dei giovani soltanto a parole, ma nei fatti è capace di sfornare provvedimenti punitivi per i liberi professionisti. Allora, ben vengano le liberalizzazioni se si aboliscono le rendite di posizione, se si combattono i monopoli, se si aprono i mercati e se si valorizza il merito. Ma la si smetta di fare i forti con i deboli ed i deboli con i forti. Però le statistiche mostrano che il mercato favorisce le rendite di posizione di chi già esercita da tempo, mentre i redditi dei nuovi avvocati tendono sempre a diminuire. Invero di reali rendite di posizione non può certo parlarsi nell’ambito dell’Avvocatura. E’ pur vero che gli Avvocati c.d. anziani hanno un reddito superiore ai colleghi giovani che dipende solo dalla maturazione di crediti professionali parametrati alle lungaggini dei tempi di Giustizia. In sostanza un giovane Avvocato dovrà

attendere in media circa 10 anni per vedersi riconosciuto il frutto del lavoro svolto oggi! In realtà le vere rendite di posizione che il Decreto Monti ha salvaguardato non liberalizzando l’economia, sono quelle delle grandi imprese, delle banche e delle assicurazioni. C’è grande preoccupazione per il gravissimo stato di crisi in cui versa l’Avvocatura Italiana. Le recenti statistiche date dalla Cassa di Previdenza dimostrano un continuo calo del reddito procapite degli avvocati, in discesa dal 2007, con una perdita di ricchezza dell’avvocato medio italiano del 12% (comprensivo dell’inflazione) nel triennio 2008-2010. Crisi che colpisce maggiormente i soggetti deboli della nostra categoria: i giovani e le donne. Invero, è questo è il senso della protesta dell’Avvocatura (astensione dalle udienze per i giorni 23 e 24 febbraio), non si sta liberalizzando l’economia, ma si stanno ampliando soltanto le rendite di posizioni dei grandi gruppi economici. Una delegazione dell’AIGA ha incontrato con il Presidente del

Senato Schifani ed il Presidente della Camera dei Deputati Fini per spiegare le ragioni della vostra contrarietà alla liberalizzazione. Quale è la vostra alternativa? Siamo grati al Presidente Schifani ed al Presidente Fini per l’attenzione rivolta al mondo forense in materia di liberalizzazioni; il Decreto Monti non vede contraria l’avvocatura in maniera pregiudiziale, tuttavia riteniamo che le misure messe in atto siano errate e dannose sia per cittadino che per il sistema giustizia. Confidiamo, dunque, che il Parlamento possa emendare il D.L. 1/12. Quali sarebbero allora i correttivi per migliorare le possibilità di accesso alla avvocatura e dare maggiori possibilità a chi intraprende la strada dell’avvocatura? In Primis salvaguardare l’art. 24 della Costituzione che sancisce il diritto di difesa, inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, nonché garanzia di conoscenze tecnico-giuridiche che il cittadino comune non ha, tali da consentire

l ’ e q u o contraddittorio tra le parti. Qualunque tipo di intervento legislativo che vada a ledere l’integrità, la dignità e l’onore della professione forense non fa altro che asservirla alla logica imprenditoriale ed economica dei grandi gruppi assicurativi, bancari, di riscossione ed industriali. Invece il tentativo di rendere fruibile la professionalità dell’avvocato con l’abolizione dei minimi tariffari finisce per dequalificare l’intera categoria a discapito del cittadino che non è parte delle logiche politico-economiche delle grandi lobby e delle grandi caste nazionali ed internazionali. Dannoso anche la proposta dell’ingresso di soci, di solo capitale, negli studi professionali, che minerebbe l’indipendenza intellettuale dell’avvocato, offrendo il fianco al possibili capitali di dubbia provenienza.


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10 Marzo 2012

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Papaleo: «Meglio se non parlo» Una lezione sull’Utopia, presso l’Università della Basilicata, ma prima alcune parole su un suo Il comparto edile lotta per più lavoro e meno infiltrazioni mafiose eventuale ruolo istituzionale e sulla Film Commission Lucana P di Teresa Russo

di Virginia Cortese

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o abbiamo incontrato a pranzo, presso l’“Art Restaurant” di Potenza. È mercoledì e l’attore di Lauria, Rocco Papaleo, sta per parlare agli studenti dell’università lucana dell’Utopia Sociale. Gli abbiamo chiesto di rispondere simpaticamente alla nostra rubrica “Se io fossi Presidente della Regione”, il cui scopo è quello di dare voce a coloro che rivestono ruoli differenti, ma che pure amano la propria terra e che al limite hanno idee e alternative per poterla risollevare dalle sue ataviche difficoltà. Ma il nostro ci ha confidato di essere stanco, di doversi abituare alla grande attenzione mediatica del post Sanremo e di vivere giornate convulse. La domanda che gli abbiamo posto è stata giudicata molto seria e meritevole di attenzione maggiore. L’impressione che abbiamo avuto è che Papaleo, provato com’era,

non se l’è sentita di aderire su due piedi all’iniziativa della nostra rubrica, onde non dire precipitosamente qualcosa di cui poi pentirsi. Ma Papaleo non ha comunque lesinato opinioni decisive durante un’intervista precedente, rilasciata ai microfoni del tg regionale, e addirittura a proposito di un suo ipotetico ruolo “riconosciuto” nella promozione turistica e nella Film Commision si è espresso fermamente. “Quello a Sanremo lo definirei un piacevolissimo incidente di percorso; avevo stoppato le mie recite teatrali e ora le ho riprese, ricomincio il viaggio nel teatro esattamente da dove l’avevo lasciato. Quella di oggi è un’iniziativa interessante.” Grazie al successo e alla grande eco del film, Basilicata Coast to Coast, sei stato definito un po’ come un ambasciatore nel mondo di questa

regione. Ti piacerebbe un riconoscimento ufficiale nell’ambito della promozione turistica? “No. Mi onorerebbe ma non sarebbe nelle mie capacità… cerco di essere un artista, un artigiano per meglio dire. Svolgo il mio lavoro e se attraverso esso la mia terra e la mia gente possono ottenere un beneficio ne sono lieto. Ma un posto istituzionale per me sarebbe fuori luogo, non ne sarei all’altezza.” Neppure se questo fosse all’interno della Film Commision lucana di cui si parla tanto? “Se ne parla tanto. È stata fondata? No! E allora nemmeno in quel caso proprio perché se ne parla soltanto.” Nessun dubbio d’interpretazione, ci è parso di capire!

er gli italiani la casa, di proprietà, è una ragione di vita. Il perdurare della crisi, però, ha investito anche questa parte di mercato che, inevitabilmente, ha colpito tutto il settore edile. È importante specificare che quando si parla di edilizia ci si riferisce non solo “alla casa” ma di un settore che presenta più professionalità – lapidei, laterizi, affini del legno. Il comparto edile sta subendo fortemente questa crisi, direttamente con la perdita di posti di lavoro e la chiusura di imprese; indirettamente con la scarsa apertura ad ogni sorta di ammodernamento e manutenzione del territorio e altre concause quali la burocrazia e le infiltrazioni mafiose. 300.000 posti di lavoro persi, un dato che rispecchia il calo delle iscrizioni delle imprese alla Cassa Edile che, nei primi 9 mesi del 2011 hanno registrato un calo del 5,8% rispetto al 2010, anno in cui il calo era stato del 6,6% rispetto all’anno precedente (7,6% nel 2009). Anche le iscrizioni degli operai alla Cassa Edile sono caratterizzate dal segno meno: -6,8% periodo gennaio-settembre 2011, -8% 2010, -9,8% nel 2009. Così come sono diminuite le ore lavorate dagli operai iscritti: -5% primi nove mesi 2011, -8,4% nel 2010, -11,2% nel 2009. Tutto ciò si collaca in un quadro ben più complesso in cui l’Italia appare come un fuscello sbattuto da un vento furioso che disorienta tutti. L’inadempienza del governo precedente nei confronti degli italiani che chiedevano sia la riforma dello stato sociale, interventi in campo fiscale ed economico e sia il ritorno al rigore morale dei rappresentanti della politica, sono arrivati i tecnici di Monti ai quali gli italiani, ripristinato il rigore morale, chiedono di poter vivere con dignità la propria condizione di uomini- lavoratori- figli-genitori. È chiaro che l’ideaale di “società della piena occupazione”, che ha caratterizzato il secolo scorse, non esiste più. La questione oggi è invece una questione salariale, a cui si aggiunge anche la necessità di migliorare specificità e competenze delle maestranze, istituzioni più legittimate, città più compatibili con questo

tempo, l’etica del lavoro. Dove per etica si fa riferimento a tutte le anime del mondo lavorativo; etica dei comportamenti oltre che delle intenzioni. Sabato 3 marzo 2012 a Roma, i lavoratori delle costruzioni insieme ai sindacati di riferimento Feneal- Uil – Fillea- Cgil – Filca-Cisl hanno manifestato il proprio malessere sociale. 30.000 lavoratori proveninti da tutt’Italia si sono ritrovati per chiedere di rilanciare la macchina degli investimenti che dia prospettive, non solo le garanzie sugli ammortizzatori sociale. La ripresa del settore edile sarebbe un segnale forte, non solo di ripresa economica ma anche contro la piaga della criminalità che ormai permea ogni settore produtti. Tra le delegazioni non è passata inosservata quella dei lavoratori rappresentati da Feneal-Uil Salerno che ha portato a Roma il feretro del lavoro. Una bara e tanti manifesti che riportavano tutte le opere mai portate a termine. Tanti erano, anche, i cartelli che denunciavano la pericolosità delle infiltrazioni mafiose. La crisi è un viatico per le mafie; le imprese che con difficoltà reperiscono credito sono facili prede. Penetrare il settore delle costruzioni non significa solo riciclare denaro sporco, inquinare la concorrenza e ammalare l’economia ma vuol dire, anche, condizionare le tendenze e gli equilibri di intere comunità. Così come accade anche per la filiera agroalimentare le cosche tra indifferenza e connivenze, si sono infiltrate anche in questo settore offrendo servizi a prezzi stracciati. E in un settore che ha assunto sempre più la caratteristica di una giungla, tra assegnazioni poco trasparenti, ribassi sempre più elevati, subappalti sempre più numerosi e lavoro nero. Le tecniche d’infiltrazione della mafia nelle economie legali, secondo quanto emerso dal report Ires, sono legate a forme imprenditoriali, finalizzate alla produzione di beni o servizi, con una serie di vantaggi competitivi rispetto all’imprenditore legale: la possibilità di scoraggiare i competitori, il costo ridotto della forza lavoro e la maggiore flessibilità delle condizioni

di impiego dei lavoratori, la sicurezza e flessibilità finanziaria di cui egli può godere impunemente. Tutto ciò avviene lentamente, progressivamente, intrecciando interessi tra criminali organizzati, amministratori, politici e professionisti. Gestire attività economiche lecite permette al mafioso di mantenere saldo il controllo sul territorio e, disponendo di strumenti privilegiati per cancellare le tracce della provenienza illecita del denaro, trovare uno strumento per migliorare la propria posizione sociale. Il coinvolgimento nella criminalità economica, dall’altro, sono due direttrici solcate dai gruppi criminali, non solo in Italia ma in tutta Europa. C’è una prospettiva di cambiamento? Nelle parole del Segretario Genereale Feneal-Uil Antonio Correale si riassume necessità di produrre il cambiamento per non affondare nelle sabbie mobili della crisi e delle speculazioni. Il segretario, nel suo intervento alla manifestione del 3 marzo, con molta franchezza dice: “La politica e le Istituzioni non sottovalutino il profondo disagio sociale che rappresentiamo: nessuno si illuda che siano i lavoratori a pagare il conto dei privilegiati. Basta, basta con questa politica ingiusta, vessatoria, miope su politica fiscale e spesa pubblica – ha detto il segretario - che colpisce sempre gli stessi, che impedisce di rinsanguare i redditi da lavoro e di creare le condizioni per nuovi investimenti. Questo non vuol dire risanare il Paese ma strangolare il lavoro, l’economia reale, le prospettive di crescita.”


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L’Unibas apre al Mediterraneo Visita dell’Ambasciatore del Re del Marocco L’avvio di un confronto nella prospettiva di una collaborazione scientifica, culturale e umana di Michele Imperioli

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assan Abouyoub, ambasciatore a Roma del Re del Marocco, ha fatto visita all’Università degli Studi della Basilicata. Uomo della diplomazia ma anche un umanista contemporaneo:

pone l’uomo e la sua libertà al centro dello sviluppo di una società, in una visione rinnovata del comune destino che accompagna i Paesi del Mediterraneo. Accolto e salutato, a nome anche della comunità scientifica, dal Rettore, Mauro Fiorentino, l’ambasciatore ha tenuto una conferenza sul tema “Economia e sviluppo umano nelle aree del Mediterraneo e del Maghreb”. Il Rettore e l’Ambasciatore esprimono vivo, reciproco compiacimento per i risultati scientifici e umani prodottisi in occasione della visita, grazie soprattutto al prezioso contributo culturale assicurato dalla partecipazione attiva

Romana con l’alto diplomatico, i rappresentanti delle istituzioni, il rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, Mauro Fiorentino e i presidi di facoltà. Lo scorso luglio l’ambasciatore era stato di nuovo in visita in Basilicata e in quell’occasione furono strette intese per lavorare insieme su progetti legati alle energie rinnovabili. della comunità accademica. Al contempo il rettore Mauro Fiorentino e l’ambasciatore Hassan Abouyoub auspicano ulteriori iniziative comuni, atte ad alimentare una permanente collaborazione scientifica tra l’Università degli Studi della Basilicata e le Università del Marocco, a partire dagli

«I rapporti con il Mediterraneo sono fondamentali per la Basilicata: un’occasione importante per l’ateneo lucano e per riprendere iniziative sulle quali da tempo in termini di partnership e collaborazione, stiamo lavorando»

Foto di Donato Zeccola

studi economici, giuridici, demo-etno-antropologici e dalla governance dello sviluppo umano nelle aree del Mediterraneo e del Maghreb.«I rapporti con il Mediterraneo sono fondamentali per la Basilicata. La visita dell’ambasciatore del regno del Marocco in Italia, Hassan

Aboyoub è un’occasione importante per l’ateneo lucano e per riprendere iniziative sulle quali da tempo in termini di partnership e collaborazione, stiamo lavorando». E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Vito De Filippo, a margine dell’incontro presso il campus universitario di Macchia

«Il futuro delle comunità mediterranee – ha dichiarato l’ambasciatore – è collegato alla loro capacità di fare fronte comune e lavorare a una strategia unitaria. La Basilicata fa parte del Mediterraneo e dal punto di vista storico e culturale ha una posizione geografica unica per il processo di integrazione dei popoli”. L’ambasciatore, nel ricordare tratti comuni tra le due terre ha evidenziato come la Basilicata, possa essere “un laboratorio del modello alternativo per l’area del Mediterraneo. Qui, c’è la possibilità di reinventare l’economia della conoscenza e puntare a uno sviluppo umano importante per la crescita economica».


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ontrosenso

REPORT

Basilicata

L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Il comandante interregionale della Guardia di Finanza, in visita a Potenza

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ella mattinata del giorno 8 marzo 2012, il comandante interregionale delle fiamme gialle per l’Italia meridionale, generale di corpo d’armata Vito Bardi, ha reso visita ai reparti del corpo della regione Basilicata. Giunto presso la sede del comando regionale Basilicata e del comando provinciale della guardia di finanza di Potenza, è stato ricevuto dal generale di brigata Gaetano Barberi e si è intrattenuto con tutti i comandanti e gli ufficiali dei reparti della regione, con una rappresentanza del personale in servizio e in congedo ed i delegati degli organi di rappresentanza militare. L’occasione è stata propizia per incontrare le massime autorità della regione.

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA

Men la pret e accov la man (Lancia il sasso e nasconde la mano - Rapolla PZ)

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


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Al rientro da una tre giorni di lavori a Barcellona, la signora Pepe, fa un resoconto entusiasmante

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Atelier Emozioni: “Il nostro obiettivo è aiutare le spose a realizzare il proprio sogno” di Virginia Cortese

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Barcellona da domenica 4 marzo a martedì 6, l’atelier Emozioni ha partecipato alla grande anteprima “La sposa 2013” promossa dal Fashion Group Pronovias, la cui linea “La Sposa” è in esclusiva per la titolare, la signora Luciana Pepe. Un marchio di altissimo livello presente sulla stampa di settore internazionale e su prestigiose riviste come Vogue e Marie Claire. “Pronovias detta tendenza –ha spiegato la signora Pepe- e ha offerto ai suoi clienti un’opportunità che ho ritenuto, personalmente, di non perdere. Per me, professionalmente, è stata un’occasione irripetibile, oltre che un enorme privilegio. L’incontro con culture diverse, con mondi poliedrici ci ha consentito di far tesoro di un’esperienza ricca sotto vari profili. È chiaro che quanto ci è stato trasferito verrà riproposto in anteprima nel prossimo autunno/inverno, a partire dalla Fiera della Sposa, quest’anno in anticipo peraltro, e che si terrà nel mese di Novembre. La grande soddisfazione sarà motore per

fare sempre meglio e di più.” Come si sono svolti i lavori nella città spagnola? “Dopo la giornata di accoglienza, le successive sono servite per inoltrarsi tecnicamente nell’iniziativa. Per questa sfilata, la Basilicata era presente solo con l’atelier Emozioni, e anche questo è stato grande motivo di orgoglio. Il Palazzo del Congresso ha fatto da cornice per le sfilate nel settore Sposa e Cerimonia e dopo un momento di formazione, utile a fornire una consulenza appropriata e specifica per le coppie, motivo unico di interesse, l’ordine di tutta la collezione per l’anno successivo.” La volontà di crescere e migliorarsi si traduce in numerose manifestazioni di interesse più vario. Può illustrarci i progetti in atto e quelli che intende realizzare in futuro? “Il periodo che stiamo affrontando è di profonda

crisi. Ci viene richiesta una dinamicità sempre più elevata e noi tentiamo, per accontentare coloro che ci preferiscono, di offrire una rosa di scelte molto ampia. L’iniziativa Happy Bride ne è un esempio. Si tratta di un’alternativa di tipo economico; si permette a tutte di poter aver il vestito che hanno sempre sperato di indossare nel giorno più importante della propria vita, in un range di prezzi variabile e contenuto. Mi preme sottolineare che il servizio non ne perde di qualità, tanto meno di attenzione nei confronti della persona e comunque dei protagonisti dell’evento “matrimonio”. Un approccio consimile è quello che ci consentirà, a partire dal prossimo settembre, di noleggiare gli abiti per la donna (eccetto accessori e calzature), per andare incontro anche a coloro che per differenti motivazioni non possono permettersi un abito; ma così non s’impedisce

loro di realizzare, comunque, un desiderio. Abbiamo predisposto, ancora, un corso di ballo prematrimoniale, sussistente in 6/8 lezioni che si svolgono nei saloni del nostro show room, con maestri qualificati. E per dimostrare disponibilità sempre più forte, abbiamo aperto 4 sale che possono

ospitare contemporaneamente e nella grande riservatezza dei singoli casi 4 famiglie, 4 realtà, 4 sogni.” Gli abiti da cerimonia della collezione 2012 saranno presentati alla città domenica 18 marzo alle ore 18 presso l’atelier Emozioni in viale Marconi, 87 a Potenza.

“Proporremo la linea da donna e la collezione Prima Comunione per paggetti e damigelle. La cittadinanza è invitata, per prenotare la seduta, il numero di riferimento è il seguente: 0971/53691.”


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Telecamere: Occhio alle multe A

bbiamo scambiato due parole con Francesco Romaniello, amministratore della Pro.Tec., che ci parla di interessanti novità nel campo della sicurezza. «La Pro.Tec – dice Romaniello- è una Società nata nel 2007 dalla convergenza dell’esperienza ventennale nei settori impiantistico e sicurezza dei tecnici che l’hanno avviata, eroga servizi di ingegneria legati alla progettazione impiantistica elettrica e degli impianti speciali e di sicurezza, effettua attraverso l’Organismo Notificato Ellisse Verifiche di terra e degli impianti elettrici in conformità al DPR 462/01, offre consulenza in materia di Sicurezza sul Lavoro D.Lgs 81/08 e s.m.i. nonché sicurezza dei Cantieri temporanei e mobili oltre ad offrire una serie di servizi in materia ambientale e risparmio energetico, legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili e risparmio energetico negli edifici e nella pubblica illuminazione. Questi servizi vengono erogati direttamente attraverso i tecnici Pro.Tec ma anche con il supporto di altre professionalità e società specializzate nei vari settori di competenza riuscendo a garantire un elevato standard qualitativo con tempistiche e costi competitivi».

Nello specifico vogliamo porre l’attenzione su una tematica molto importante nell’ambito degli impianti speciali e di sicurezza, oggi molto sottovaluta dai datori di lavoro, l’argomento è gli impianti di videosorveglianza. Questi sono dei sistemi atti alla rilevazione e registrazione video di eventi legati alla attività svolta negli specifici ambienti di lavoro con l’intento di preservare la sicurezza, dei lavoratori, dei prodotti e delle attrezzature rispetto all’azione di atti criminosi e/o vandalici con la possibilità di identificare gli autori di tali atti o semplicemente fungere da deterrente per chi intende compiere queste azioni. Sono costituiti da sistemi di ripresa (telecamere), apparecchi di monitoraggio (monitor di visualizzazione) apparecchi di registrazione e comunicazione anche in remoto e sistemi di interfaccia con impianti di allarme. Oggi la sempre maggiore diffusione di tali impianti pone l’attenzione sul come questi vanno ad interagire con la presenza dei dipendenti all’interno delle attività tali problematiche sono diventate da subito preoccupazione del legislatore che ha inteso bene porre delle regole alla base della installazione di tali sistemi.

Che cos’è un impianto di videosorveglianza?

Nel dettaglio cosa prevede l’art. 4 della L. 20/05/1970 n.300 e a

quali rischi va incontro chi non ottempera a tale obbligo? La legge n° 300 del 1970 conosciuta anche come Statuto dei Lavoratori racchiude tutte le: NORME SULLA TUTELA DELLA LIBERTÀ E DIGNITÀ DEI LAVORATORI, DELLA LIBERTÀ SINDACALE E DELL’ATTIVITÀ SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO E NORME SUL COLLOCAMENTO. Nello specifico l’art. 4 della Legge recita “ E’ vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.” In sostanza chiunque abbia una attività commerciale e/o di servizio che per esigenze di sicurezza intende installare un sistema di videosorveglianza

deve inoltrare una “Istanza di Autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi” ai sensi dell’art. 4 della Legge n° 300 del 20/05/1970. La Direzione Provinciale del Lavoro provvederà ad un sopralluogo per visionare ed autorizzare tale installazione. Ottenuta l’autorizzazione il committente può autorizzare una Ditta specializzata all’installazione nelle modalità e nei punti indicati dal progetto. Occorre tener conto che l’art. 38 della legge 300/70 stabilisce che per la violazione dei commi 1 e 2 dell’art. 4, è prevista l’ammenda da euro 154 ad euro 1.549 ovvero l’arresto da quindici giorni ad un anno, aggiungendo che, nei casi più gravi, le pene dell’arresto e dell’ammenda sono applicate congiuntamente ed infine che, quando, per le condizioni economiche del reo, l’ammenda stabilita può presumersi inefficace anche se applicata al massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino al quintuplo. Nei casi previsti dal secondo comma, l’autorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall’articolo 36 del codice penale. L’autorizzazione della direzione provinciale del lavoro è obbligatoria oltre alle

nuove installazioni anche per i vecchi impianti?Telecamere: Per gli impianti esistenti, già installati e funzionanti, per i quali non si è proceduto alla istanza di autorizzazione, anche su consiglio della Direzione Provinciale del Lavoro, si può procedere attraverso una sorta di “sanatoria” che comporta la interruzione della attività di videosorveglianza, scollegando tutte le apparecchiature presenti dell’impianto, la rimozione delle telecamere installate e l’avvio della pratica di autorizzazione, in attesa del sopralluogo per verificare la fattibilità l’impianto non deve essere ripristinato, solo dopo il sopralluogo e la realizzazione anche di eventuale modifiche indicate dagli Ispettori, ottenuta l’autorizzazione, si potrà procedere nel ripristinare la funzionalità dell’impianto nelle modalità e consistenza previste dal progetto. Ci può descrivere l’iter tecnico-burocratico che la vostra azienda deve espletare per l’istanza da rivolgere all’ufficio del lavoro? In parte l’iter è stato già anticipato in precedenza, in particolare per ciò che concerne nello specifico la nostra attività ci proponiamo alla committenza come supporto tecnico nella

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Francesco Romaniello, amministratore della Pro.Tec., ci parla di interessanti novità nel campo della videosorveglianza

Francesco Romaniello, amministratore Pro.Tec.

redazione della richiesta di istanza con l’elaborazione di tutta la documentazione tecnica necessaria anche attraverso sopralluoghi e misure. Chi sono i vostri potenziali clienti? Tutti coloro che per esigenze di sicurezza intendono installare all’esterno e/o all’interno, o lo hanno già fatto e vogliono sanare la loro situazione in ottemperanza alla Legge, sistemi audiovisivi di videosorveglianza e registrazione, in particolare Pubblica Amministrazione ed Enti pubblici, privati e/o attività commerciali, artigianali ed industriali con presenza di lavoratori. La Pro.Tec è a Potenza in Via delle Medaglie Olimpiche, 7 Tel . 0971-650736 / Cell. 3407485763


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10 Marzo 2012

La scuola media La Vista Incontra … “Johnny il seminatore”

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iovedì 1 marzo 2012, l’aula magna della Scuola Media La Vista pullula di ragazzi desiderosi di incontrare “Johnny il seminatore”, il meraviglioso protagonista nato dalla feconda penna letteraria di Francesco D’Adamo, scrittore, giornalista e docente, soprattutto. Ma chi è Johnny? Johnny è un giovane aviatore che difende la libertà del mondo e combatte LAGGIU’. Non chiedetevi dove si trovi LAGGIU’ o a quale paese corrisponda, perché è un paese qualsiasi, dove c’è una guerra in corso, una di quelle di cui i telegiornali danno quotidianamente notizia. E qualunque sia il paese, qualunque sia la guerra, ci sono sempre da un lato soldati che credono di combattere per una giusta causa, dall’altro poveri inermi che ne subiscono le conseguenze. E fra i soldati c’è Johnny, l’aviatore, che con il suo aereo, sorvolando paesaggi di indicibile bellezza, semina mine, colpendo gente ignara e sprovveduta. Quando torna a casa viene accolto come un eroe, ma lui non si sente un eroe, lui è tornato a casa perché non vuole più fare la guerra. L’incontro con Francesco D’Adamo rientra nel “Torneo di lettura”, iniziativa organizzata da una rete di scuole, a cui partecipa quest’anno scolastico con tutte le classi la Scuola Secon-

daria I grado La Vista dell’Istituto Comprensivo Potenza III. La guerra, argomento di scottante attualità, coinvolge i ragazzi, suscitando profondi interrogativi. Esistono guerre giuste? Perché si combatte? Qual è il ruolo di chi costruisce e vende armi nella definizione e nel permanere dei conflitti? La tanto agognata pace nel mondo come potrà essere raggiunta, se il cielo continua a essere solcato da seminatori di morte come Johnny ? Tutti questi dubbi affiorano durante l’incontro con l’autore che è letteralmente sommerso dalle domande dei ragazzi, i quali, con inconsapevole insistenza, pensano di ottenere una risposta che “giustifichi” gli orrori di tutte le guerre. Sicuramente Francesco D’Adamo non ha risposte da dare, ma, esperto nelle problematiche sociali (chi non conosce “Storia di Iqbal”?) e sensibile conoscitore dell’animo adolescenziale, riesce a trasmettere un intenso messaggio di speranza, indicando ai suoi attenti ascoltatori il non facile percorso da seguire per un mondo più giusto. Lilla Prete

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Gli alunni della scuola elementare della Direzione Didattica II Circolo di Potenza in visita alla Polizia Locale G

li alunni della 2^ C della Scuola Primaria del 2° Circolo di Potenza accompagnati dalle proprie insegnanti, hanno visitato il Comando della Polizia Locale di Potenza. A ricevere la delegazione il Comandante insieme al Vicecomandante e gli ufficiali in servizio. I giovani ospiti hanno potuto visitare i vari uffici, nonché passare in rassegna i diversi mezzi a disposizione della Polizia Locale. Interesse e meraviglia nei volti dei bambini nell’ascoltare e vedere, su sussidi audiovisivi, in particolare gli effetti negativi degli incidenti stradali. A conclusione della visita gli alunni hanno recitato in coro la “Filastrocca della sicurezza stradale” che, riprodotta su pergamena, è stata regalata al Comandante come ringraziamento tangibile per l’ospitalità ricevuta dalla Polizia Locale che li ha, a sua volta, omaggiati di una penna con il logo del Comune e del Corpo. “Accettiamo di buon grado - ha detto il Comandante della Polizia Locale Donato Pace – iniziative di questo tipo, inserite nel discorso più ampio del servizio di educazione stradale che, come è ormai tradizione, da oltre un decennio la Polizia Locale svolge nelle scuole cittadine”. Grazie al lavoro svolto in sinergia con le scuole, la Polizia Locale di Potenza, infatti, si impegna ad educare i giovani al rispetto delle regole; il Corpo di Polizia Locale di Potenza, infatti, oltre ad occuparsi dell’attività di divulgazione delle regole basilari del Codice della strada, attraverso l’Educazione Stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, si dedica anche alle lezioni finalizzate al conseguimento del

certificato di idoneità alla guida del ciclomotore, noto come “Patentino”. L’educazione stradale, intesa non come esclusiva conoscenza tecnica, ma come importante momento per stimolare la crescita di bambini e ragazzi volta al rispetto delle regole può, con la “cultura delle regole”, sviluppare nei giovani il rispetto dei diritti degli altri, la tolleranza nei confronti del diverso da sé, una maggiore considerazione per i membri più deboli della società aiutandoli a divenire adulti indipendenti e responsabili; inoltre, permette di accrescere la fiducia e consapevolezza del ruolo del personale di Polizia che opera sulla strada soprattutto per la sicurezza e la tutela del cittadino: regole del buon vivere, che ci si auspica, siano veicolate dagli alunni all’interno delle famiglie. A tal proposito, per ogni ordine di scuola, è stato studiato un iter che tenga presente delle fasce di età degli interlocutori, degli obiettivi educativi, dei contenuti, della metodologia e degli strumenti didattici più idonei. Nel corso dell’anno 2011, il numero di istituti presso i quali è avvenuta la formazione è stato pari a 10, mentre sono stati 12 i corsi effettuati, per una formazione pari a n. 215 ore (Liceo Scientifico Statale “Pier Paolo Pasolini”, Istituto Tecnico Industriale Statale “A. Einstein”, Liceo Artistico Statale, Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, Istituto di Istruzione Superiore “G. De Lorenzo”, I.T.C. “Leonardo da

Vinci”, Istituto Comprensivo “L. Sinisgalli”, Istituto comprensivo Statale “A. Busciolano”, ITC “F. S. Nitti”, Istituto Magistrale Statale “E. Gianturco”) -.Sono state, altresì, realizzate ulteriori iniziative, come il “Progetto di Educazione stradale” che ha coinvolto alcune scuole primarie con la finalità di inculcare anche nei più piccoli il rispetto per il Codice della Strada ed il progetto “Pedibus – Progetto per la mobilità sostenibile”: un ciclo di incontri sostenuto dalla Regione Basilicata e da Legambiente, finalizzati ad incentivare, altre modalità di mobilità e contrastare al contempo il fenomeno dell’inquinamento, trasmettendo un importante messaggio educativo ai nostri figli. Non solo, l’iniziativa che mira a disincentivare l’uso dell’automobile per raggiungere le scuole, ha permesso ai piccoli passeggeri dell’Autobus immaginario “Pedibus”, di riscoprire gli spazi cittadini, la socializzazione fra coetanei, l’appartenenza alla comunità, sviluppando al contempo un senso di responsabilità e attenzione che li aiuterà ad affrontare i “pericoli” del traffico cittadino.


REPORT

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La grandiosa epopea di cipria e letame: di Lucio Tufano

U

n legame ancestrale, antico, ombelicale, viscerale, per mancanza di fogne il 1874, un legame onirico, dei cacasenno, di contadine ed ex contadini senza cessi, con il buiòlo sul primo gradino di antri dove si scende. In una città dove gli abitanti, al posto degli scudi e delle monete d’oro, sognano cascate di merda, dove i passanti distratti vi mettono il piede o per via ricevono pacchetti legati col nastro o spaghi come se fossero prodotti cosmetici già distribuiti dall’industria e dal consumo. Un complesso generalizzato di Edipo per i cittadini che godono due volte, quando desinano e quando defecano. Una città senza cessi pubblici, che ha a disposizione, immediatamente ad ogni svolta, l’aperta campagna, sa di poter fare in libertà in qualsiasi momento come risposta alle persecuzioni e ai dispetti. Perciò la seduta riservata è entrata nella cultura popolare, nei proverbi, nei motti, nelle barzellette. Dove c’è ancora chi non è riuscito ad espellere tutto il veleno che trattiene dentro, così come per un complesso di castrazione o un mancato processo di completamento della propria personalità o di ossessione, di afflizione nel tentativo sempre

vano di simulare e dissimulare la propria origine. Una comune affezione degli adulti è per esempio la stitichezza. <<Una poderosa, immensa, cretacea montagna che smotta gradualmente nel Basento?>>. E’ qui che ogni perbenismo, ogni velleità di distinguersi dagli altri, ogni ambizione, l’anelito fervido e la tenaci, il fervore nelle azioni, l’alacre presenza nel codazzo dei presenti, il bisogno di protezione, il complesso di persecuzione, costituiscono gli aspetti più salienti di una evidente volontà di fuga. Una materia senza blasoni, comune plebea, media, indistinta che non caratterizza origini illustri e non predilige il mantenimento delle anagrafi importanti. <<Nelle vicinanze del Largo Seminario, in vico Savoia, un cumulo di terra misto ad altre sostanze emana un puzzo insopportabile, per le inveterate e pessime abitudini dei nostri contadini>>. Oh santi numi! In un giornale subalpino è apparso il ditirambo che divilipende la città e offende il senso della ospitalità. Indigna i cittadini esasperati dalla prosopopea dei piemontesi.

Ragazzi, ciuchi porci gatti e cani Merda, piscio, pidocchi ed altri insetti S’ammucchiano perfino sopra i tetti Dante questa cloaca bolgia disse Accidia, ira, lussuria su vi scrisse.

Potenza fra la merda stassi Merda son le contrade e merda i sassi E merda troverai ovunque passi… …perfino i sacri bronzi Vanno icheggiando: stronzi… stronzi…! Nel caffè cittadino si discute dell’oltraggio. Don Emilio Maffei, poeta e letterato, canonico della Cattedrale, chiede penna e calamaio e scrive la risposta. Un pazzo ubbriaco

Dovunque il guardo io giro Merda dovunque miro

ditirambo

Dal rimpinzato eruttava

ed

stomaco

Spiri dovunque il vento Un rospo vil dal cavurresco laco,

Puzzo di merda io sento: Dunque il Basilicata

Ei di merdosa e lussuriosa bava

Potenza è una cacata? Da Partenope ubbriacato

Giove

Tanto la bocca sporcamente empiva,

ha

Che il vero porco subalpin mostrava.

Brulican corpi rabbiosi, insani

Nato e cresciuto delal Dora in riva,

Potenza con vomitato.

dolore

Al truogolo polenta,

pasciuto

di

Sazio dei nostri polli e manzi, arriva

Questa terra, ergeva il grido

che,

stolta

E vi chiamò con termini più veri <<Ruffian baraffi e simili lordure>>.

.... E voi veniste qui, porci puliti,

Ad insultar con voce virulenta

«Spudorata ebbrezza rurale, mescolanza di fieno marcio e sterco, contro la cipria, pudibonda polvere onirica, utilizzata piano, leggera, di specchiere situate nel tepore delle camere, guance, giochi del carnevale, gardenia settentrionale. Aristocrazia polvere, nuvola, pulviscolo che invade le toelette e i camerini delle ballerine»

Ad ostentarvi principi e marchesi. Noi vi ricordiam tutti allibiti Per fame e freddo, miseri, cenciosi, Dopo un mese paffuti e ben vestiti. Voi buoni a nulla, ciuchi presuntuosi, Macchine, poltronieri,

modulisti,

Freddi egoisti e pretendenti esosi. Questa è la vostra merda, e l’Alighieri

Storico duello, schermaglia ingenua e rabbiosa ma che tuttavia imprime un suo marchio, reca una sua allegoria, rappresenta enunciazioni araldiche da trascrivere sulle pergamene municipali, da riportare nel gonfalone, nella grande <<smorfia>> dei significati, nel codice surreale, nella storia controversa di contadini piccolo – borghesi, la prima lite tra terrestri e polentastri. E’ anche possibile che questo abbi potuto costruire un marchio infamante per coloro che invece avrebbero dovuto risalire ad un sorta di ragione biblica o di origine mitologica per capire quanto invulnerabile e di sacro vi sia nella atroce eresia di sporcare.

Voi contemplò nelle alte sue pitture,

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ontrosenso

REPORT

10 Marzo 2012

Basilicata

quando città e campagna erano Teatro E’ forse questo passato che li ha resi conformisti, invidiosi l’uno dell’altro, furbi anzichenò e prudenti e con un olfatto intollerante e schizoide, conservatori ad oltranza che fa rima con panza e con creanza. La verità è che i bronzi, la parte nobile del metallo, col tempo e le intemperie si sono ossidati e quasi ormai se ne sono andati. Quella che invece rivela inaudite capacità di resistenza è una oligarchia di stronzi, che si tramanda. Tutto risale all’epoca delle feci difficili a trattenersi, alla epopea della pancia, del panciotto fustigato, del chi troppo si abbassa il culo mostra, del chi si corca cu’ i criature, a questa fuga dall’infanzia contadina, all’ostinato rifiuto del campo concimato dallo sterco, come <<Merdaruolo>>. Sono le viscere putrefatte della città ripudiate dalla frenetica ricerca di nascondere i rifiuti dentro i tubi della fognatura, viscere moderne del nuovo apparato dirigente che convogliano altrove le ambigue ragioni della piccola

borghesia, rete di tubi che filtrano altri tubi, fognature e condotte che trasudano il dolore, il sudore della classe dirigente, il malore della gente, lo sforzo di non produrre niente. Vennero le fogne, l’impianto di depurazione e il gesto dell’ingegnere che beve nel bicchiere tutto d’un fiato il potabile fato della città. Aggrappata a queste vecchie mura, la storia dei poveri e dei ricchi. Attorno a questo mucchio, a queste pietre grigie, la fiaba contadina del letame: aria frugale, agreste, rispetto al delicato odore di gala e di eleganza. Spudorata ebbrezza rurale, mescolanza di fieno marcio e sterco, contro la cipria, pudibonda polvere onirica, utilizzata piano, leggera, di specchiere situate nel tepore delle camere, guance, giochi del carnevale, gardenia settentrionale. Aristocrazia polvere, nuvola, pulviscolo che invade le toelette e i camerini delle ballerine. Malinconia del Pierròt, frivolo pallore aristocratico, fascino discreto della opposizione

al cattivo odore. Contro le convivenze, le coabitazioni di uomini, bestie e bambini, i comportamenti animali, promiscuità e didattica dell’Esopo totalizzante e ossessivo, la cipria è maschera antigas, polvere refrattaria, spray, bomboletta delle bombolette, soffice piumino, batuffolo impregnato per

Il Centro “chiuso” di Potenza rimpiange i fasti del suo Teatro L

e polemiche sulla ZTL, e sulla relativa “chiusura” (effettiva o meno) del Centro Storico, hanno coinvolto anche alcuni appassionati (nonché operatori) del Teatro Potentino, che temono che la già non eccezionale affluen-

za agli eventi in cartellone allo storico “Stabile”, possa affievolirsi ancor di più con il provvedimento adottato dal sindaco. Ma com’era il Teatro di una volta a Potenza? Com’era l’Età dell’Oro di quest’arte, nel capoluogo?

Cercheremo di ricordarla, attraverso i preziosi scritti di uno storico impagabile ed impareggiabile come il nostro Lucio Tufano.

le acconciature alla moda, ventaglio a piume di faraoni, Cleopatràs lussuriose, riti del pavone, allodole sul becchime e la zizzania nei campi di frumento. La signora s’incipria talcolfatto in toilet water e la gonna è un balcone che si gonfia. La città, al centro del mondo, fa arrivare dalle periferie, Napoli, Milano, Torino: old lavander and spring, after shaving lotion, rose by rose. Da Palermo: il bergamotto, lo spirito del limone per le tasche, le

camicie e i colli inamidati, polsi, gemelli, ascelle, per quelli di Portasalsa e di via Roma, dopobarba, spruzzi e sprazzi, lanoline soaps, beauty per il bavero del commendator, in contrasto con il fiato caldo che proviene dalle mucche e che alimenta le lucciole sotto il muraglione. Pare – fumiers, fumo di ieri, etimo nostrano. I signori stanno sopra e sotto stanno gli stallieri, gli scudieri. Si instaura una scala, un piano sociale, una curva di livello che i geometri si affrettano a

disegnare, un parametro fisso. Chi sta su odora, chi sta giù èuzza. Ma i contadini hanno trasferito l’odore e le case.

Tratto da “Dal regale teatro di campagna” Ottobre 1987 Bagatto libri


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SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

Basilicata

Radiofrequenze e medicina estetica, sentirsi belli è possibile Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra - Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria and Medical Dental Project Team Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163 info@medicaldentalproject. com www.medicaldentalproject. com

“D

ottore può far qualcosa per ringiovanire il mio volto, per farmi tornare a sorridere?” Sono sempre di più i dentisti che si sentono porre questa domanda dalle proprie pazienti alla fine di un trattamento odontoiatrico. E sempre di più sono i dentisti che stanno cambiando il loro approccio terapeutico portando il paziente ed il suo benessere in primo piano: non solo denti dunque, ma persone. Il medico odontoiatra che intuisce ed abbraccia questo nuovo orizzonte comincia un percorso che, partendo dall’odontoiatria e servendosi della medicina estetica, indirizza il proprio lavoro non solo dal punto di vista dentale, ma, in modo olistico, sull’intera persona: persona dunque e non malattia, e quindi ricerca della salute del paziente passando per il suo benessere. E un paziente che entrerà nello studio di un odontoiatra, aperto a queste nuove frontiere che la m e d i c i n a estetica gli mette a disposizione, ben presto capirà che non troverà solo cure per i suoi problemi dentali ma

anche e soprattutto specialisti in grado di prendersi cura di tutta la sua persona. Ma a questo punto il lavoro e la professione dell’odontoiatra cambierà radicalmente. Il “saper ascoltare” ed il “saper capire” le esigenze del proprio paziente verrà ancor prima del “risolvere” i suoi problemi: conoscerlo e capirlo per poi curarlo. Ecco perché la medicina estetica può tranquillamente entrare tra le tecniche proposte da uno studio dentistico per tutto ciò che riguarda la regione della bocca ed il terzo medio e inferiore del viso (nasolabiali, sottolabiali, perioculari), insomma per tutto ciò che riguarda il volto ed il suo sorriso. Accanto alla medicina estetica più invasiva, come i riempitivi o “filler”, le apparecchiature elettromedicali rappresentano un modo per correggere gli inestetismi di varia natura stimolando, in modo del tutto naturale e assolutamente non invasivo, i processi ricostruttivi del derma. LE RADIOFREQUENZE L’uso terapeutico della radiofrequenza (RF) ha avuto inizio negli anni ‘20, quando è stata introdotta l’ elettrocauterizzazione da Bovie e Gusting. Nel 1950, i neurochirurghi hanno utilizzato la radiofrequenza RF in prestazioni in intraoperatoria e precisamente, lesioni localizzate del sistema nervoso centrale. L’ablazione a RF è stata riconosciuta negli 60 anni come una tecnica efficace e senza rischio per il trattamento di aritmie cardiache indotte da un focus ectopico nodulare. La tecnologia RF è oggi utilizzata in molti campi medici, soprattutto per la cauterizzazione o ablazione. La radiofrequenza è stata recentemente utilizzata in medicina estetica in maniera non invasiva e non-ablativa quindi in dermatologia per trattare le rughe e il rilassamento della pelle

del viso e del corpo, per ridurre masse localizzate cicatrici grasso, cellulite e l’acne. Il Funzionamento della radiofrequenza si basa sul riscaldamento del derma profondo e del tessuto sottocutaneo. Fino a pochi anni fa l’unico modo per affrontare efficacemente il rilascio dei tessuti a lungo termine del viso, è stata la blefaroplastica o la chirurgia lifting. Le rughe sono state precedentemente gestite da ablazione con anidride carbonica e laser. E’ vero che i laser sono efficaci, ma con un tempo di recupero e guarigione per il paziente molto lungo. Gli interventi in chirurgia plastica sono spesso associati al rischio di infezioni, perdita di colore, sanguinamento e cicatrici e con periodi di recupero lunghi. Un metodo non-ablativo di recente introduzione per il trattamento delle rughe sono i laser YAG laser pulsato (ittrio - alluminio - granato) come emittrice di fonti di luce pulsata (IPL) evita i rischi di infezioni ma anche questa con un tempo di recupero minimo, questa è una tecnica di procedura ablativa. La Radiofrequenza (RF) è stata usata dall’inizio del secolo in molti settori della medicina per la cauterizzazione. Nel Novembre 2002, un nuovo dispositivo basato sui principi di radiofrequenza non ablativa è stata introdotta per tonificare la pelle del viso. La FDA ( Food and Drug Administration: ente per il controllo degli alimenti e dei farmaci) ha dato la sua l’approvazione per utilizzare questa tecnica nel trattamento delle rughe nella regione periorbitale, facciale e del collo e del corpo. Questo dispositivo trasmette calore profondo, il calore prodotto dalla radiofrequenza, provoca la denaturazione e la contrazione delle fibre di collagene (e questo produce una effetto lifting di stiramento e compattamento della pelle), e stimola la produzione di nuovo collagene rigenerando le cellule del derma con conseguente distensione delle

rughe. Le sorgenti luminose (laser e IPL) inducono riscaldamento del tessuto sulla base di assorbimento a target di lunghezze d’onda diverse. Questo principio descritto da Anderson e Parrish nel 1983 è un sistema di non-ablativo RF che produce calore uniforme che viene generato dalla resistenza (impedenza) del tessuto naturale resistenza al movimento di elettroni in un campo di Radio frequenza. Il meccanismo d’azione della FR si basa sulla legge Fisica Ohm (Energia = I2. T Z.) che afferma che l’impedenza Z (ohm) calore-elettrone, dipende dalla quantità di corrente I (ampere) in correlazione del tempo t (secondi), l’energia è misurata in joules (10) . Un computer registra la temperature interna della pelle, la forza applicata e l’impedenza per produrre energia sufficiente ad ottenere il risultato voluto tramite programmazione è possibile indicare dei parametri temporali al trattamento da eseguire. Il sistema volumetrico RF lavora tra 60 e 70 ° , i segni clinici che si possono osservare sono i seguenti: Primariamente si osservano

modifiche immediate, subito dopo il trattamento i legami della struttura della molecola del collagene sotto l’effetto del calore cambiano, causando contrazione con effetto ringiovanimento. Secondariamente, nel tempo si evidenzia un più graduale incremento di contrazione del collagene e del rimodellamento del tessuto che dura diversi mesi. Il profondo riscaldamento indotto dal manipolo, stimola la circolazione sanguigna locale (vasodilatazione ed iperemia) con drenaggio di depositi di grasso al sistema linfatico, (il produttore). D’altra parte, quando troppa energia penetra nella pelle, può manifestare complicazioni cliniche, tra cui l’atrofia e/o cicatrici, che è legata ad un fattore di cellule morte . Nel 2003, il dottor RuizEsparza ha pubblicato uno studio in cui 14 su 15 pazienti trattati con radiofrequenza per il ringiovanimento della pelle del volto ha mostrato un miglioramento estetico soddisfacente a testimonianza dell’efficacia e dell’efficienza di questo trattamento. La radiofrequenza (RF) è quindi

un’alternativa non ablativa e non invasiva per il trattamento di rilassamento dei tessuti del viso e del collo. Inoltre, può essere utilizzata per ridurre cicatrici da acne e lesioni attive acne. Sebbene questa tecnica non migliora il rilassamento così come la chirurgia plastica ha però il vantaggio di dare risultati soddisfacenti evitando periodi di recupero e potenziali complicazioni che sono sempre associate alla chirurgia. I fattori positivi connessi all’uso di RF radiofrequenza per applicazioni medico estetiche e dermatologiche sono: l’assenza di dolore. Gli effetti collaterali associati rari con tempo ininfluenti di recupero. Ulteriori studi randomizzati sono necessari per convalidare le osservazioni ottenute precedentemente ed incoraggiare ad utilizzare questa tecnica per dare risposte alla dermatologia e alla medicina estetica, in particolare nel trattamento di rilassamento cutaneo del corpo, e nella riduzione di masse di grasso localizzato e della cellulite.

Des Dorides: “il problema c’è ma si può risolvere” Il Dg dell’AOR San Carlo di Potenza risponde all’assessore alla sanità Martorano

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Martorano e Des Dorides

a polemica degli scorsi giorni presso la Cardiochirurgia del San Carlo sembra essere arrivata ad un punto di fattiva risoluzione proprio in queste ore. Il Direttore generale, Des Dorides, infatti, in una conferenza stampa indetta lo scorso giovedì ha chiarito punto per punto gli interventi da effettuare per colmare un problema atavico del

reparto di Cardiochirurgia, per l’appunto. A riaprire la questione, il Sindaco di Avigliano che colpito da un’ischemia si è diretto nel capoluogo toscano per farsi operare dopo un passaggio proprio presso la struttura ospedaliera del potentino. Sostenendo quanto dichiarato già dall’Assessore regionale alla sanità Attilio Martorano, il Dg Des

Dorides ha in seguito specificato: “sarà ratificato ufficialmente un accordo con l’Ospedale San Camillo di Roma grazie al quale sia i nostri cittadini che i nostri medici potranno beneficiare e confrontarsi con professionisti di altissimo valore. Ciò ci consentirà di risolvere in modo definitivo le attuali criticità presenti. I nuovi specialisti che potranno

mettersi a disposizione per alcuni interventi delicati sicuramente saranno da richiamo per ulteriori pazienti di fuori regione. Vi è inoltre il bando di concorso per la nomina del nuovo Primario; il reparto ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per poter diventare autonomo.”


ontrosenso

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

Basilicata

10 Marzo 2012

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Il congresso in oculistica pediatrica : le novità

A cura del Dottor Vincenzo Pagliara Responsabile Branca Oculistica ASP Potenza vincenzopagliara@alice.it www.vincenzopagliara..com 339/8081041 - 0971/310792 848821821

S

i è tenuto recentemente il II Corso di Aggiornamento in Oftalmologia Pediatrica, Convegno Campano dell’AIERV (Associazione Internazionale per l’Infanzia e la Riabilitazione Visiva). Sono state presentate delle interessanti novità, sia per la diagnosi precoce delle malattie oculari dei bambini, che riguardo l’utilizzo del laser refrattivo anche in età pediatrica, per la correzione dei difetti visivi ed un miglior recupero del visus. Inoltre si è dato ampio rilievo alle novità in campo della abilitazione/ riabilitazione visiva in oftalmologia pediatrica. Presidenti del Convegno due eminenti cattedratici; il Prof. Giovanni Cennamo dell’Università di Napoli ed il Dott. Michele Fortunato dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Con il Prof. Cennamo ho avuto il piacere e l’onore di preparare la tesi di laurea in medicina e chirurgia e di specializzazione in oculistica, entrambe ottenute con Lode. Con il Dott. Fortunato è stato naturale fare amicizia in questi anni, incontrandoci a svariati congressi di Oftalmologia Pediatrica; può considerarsi il “Rocco Papaleo” degli oculisti lucani, in quanto è nato e cresciuto ad Aliano e poi a Sant’Arcangelo

e da anni è Responsabile in Oculistica al “Bambino Gesù” a Roma. Come di consueto vi informerò su queste nuove possibilità terapeutiche, chiarendo e semplificando termini specialistici, per rendere comprensibile il messaggio di prevenzione e di riabilitazione visiva nei più piccoli. Penso che per un medico sia fondamentale impegnarsi per comunicare, in quanto se si hanno le idee chiare sulle varie patologie, sarà semplice esprimerle in modo comprensibile, senza nascondersi dietro “paroloni” di difficile interpretazione. Ricordo che, al terzo anno di Specializzazione, superai tutti gli esami con 30 e Lode ed il Prof. D’Esposito, uno dei più noti specialisti in oftalmologia pediatrica, si complimentò con il sottoscritto per la mia chiarezza di linguaggio che, parole sue, denotava chiarezza di idee. Ulteriori notizie potrete trovarle sui siti www. vincenzopagliara.abcsalute.it e www.vincenzopagliara.com dove vi sono numerosi articoli scritti su giornali nazionali come “Starbene”, “Il Sole 24 Ore”, “Agenda della Salute” di Elisir RAI 3, “Il Giornale”, PiùSalute&Benessere del Sole24Ore. Anche su Facebook c’è una pagina di oculistica all’indirizzo www.facebook.com/ oculistapagliara. Di recente ho avuto il piacere di essere iscritto all’Ordine dei Giornalisti, per la continuità nel pubblicare articoli su giornali nazionali come L’Attualità, edito a Roma e diretto dal Prof. Cosmo Sallustio Salvemini. Nonostante tanti impegni “nazionali”, continuerò il progetto su “Controsenso” di rendervi partecipi delle novità in oculistica, dopo aver pubblicato le lezioni tenute all’Università Cattolica al Corso di Laurea per “Assistente Sanitario”, grazie all’affetto ed all’interesse dimostratomi da numerosi lettori e pazienti. Penso che diffondere norme di prevenzione facendo educazione sanitaria, contribuisce a preservare la salute dei cittadini. Ma veniamo alle notizie del

Congresso, decisamente interessanti ed, alcune, “rivoluzionarie”. La prima relazione ha ribadito il concetto che la comunicazione con i genitori ed i bambini è fondamentale in oftalmologia pediatrica. Inoltre si è dato giusto risalto al ruolo del Pediatra nella diagnosi precoce delle malattie oculari. Ricordiamo che un esame all’apparato visivo è indispensabile alla nascita, con successivi controlli intorno ai 3 anni e poi, per tutti i bambini, verso i 5-6 anni, per la prevenzione dell’occhio pigro (Ambliopia). Il Pediatra con la luce di una semplice piletta o con l’oftalmoscopio diretto potrà visualizzare il riflesso rosso del fondo oculare, i riflessi pupillari e la simmetricità dei riflessi corneali, per valutare l’opportunità di un approfondimento oculistico. In caso di lacrimazione e secrezione persistente di un solo occhio (dacriocistite dei neonati) prescriverà un collirio antibiotico associato al massaggio del canalino lacrimale o consiglierà la visita oculistica, per risolvere entro il primo anno di vita tale frequente patologia dei neonati ed evitare un intervento chirurgico. Inoltre valuterà la presenza di una ptosi (abbassamento della palpebre superiore), di un nistagmo (movimento oscillatorio dei bulbi oculari), di una cataratta congenita (riflesso biancastro del fundus), di uno strabismo o di una differenza di visus tra i due occhi, tutti fattori che possono determinare l’Ambliopia o occhio pigro. Una grande novità consiste nella possibilità di effettuare il test genetico per la degenerazione maculare, nei bambini come negli adulti. Si tratta di un esame di grande utilità che si diffonderà a scopo preventivo e terapeutico, per il quale sono già operativo, considerato il mio interesse per la prevenzione e l’aggiornemento. Anche per il glaucoma pediatrico si è ribadita l’importanza di una diagnosi precoce, che si può effettuare per la presenza di

notevole fotofobia , cioè fastidio alla luce, e di megalocornea, cioè occhi molto grandi. Una novità riguarda il cheratocono, una distrofia corneale che determina un’anomala conformazione della cornea “a cono”, da diagnosticare precocemente in età pediatrica, che può esordire anche negli adolescenti e nei giovani adulti. Sembra essere più frequente nei bambini allergici, in quanto il continuo sfregamento e stropicciamento (eye rubbing) dell’occhio può determinare un’assottigliamento dell’epitelio corneale, un aumento delle pressione intraoculare ed un’alterata viscosità del film lacrimale, favorendo l’instaurarsi di questa importante malformazione, che può essere responsabile di un deficit visivo. Anche i bambini con Sindrome di Down e con Sindrome di Marfan presentano più frequentemente il cheratocono; con lo sviluppo è prevalente nelle femmine, in quanto sono più soggette a disturbi endocrini. Oggi vi sono vari esami clinici e strumentali per lo studio della cornea, come la Topografia Corneale e la Pachimetria. Questi risultano indispensabili per una diagnosi precoce di cheratocono e per la valutazione dell’uso di lenti a contatto semirigida gaspermeabili. Anche nei bambini si possono usare le lentine, specialmente se vi è un astigmatismo o una miopia molto elevata su di un solo occhio (Anisometropia), in caso di cheratocono o dopo un intervento per cataratta congenita. Da anni mi interesso di lenti a contatto ed alcune volte, in questi casi, le ho prescritte ai bambini. La lente a contatto consente una visione migliore, una riabilitazione visiva più rapida e contribuisce a risolvere anche dei problemi psicologici nei piccoli pazienti, dovuti ad occhiali con lenti troppo spesse. Ovviamente sarà l’Oftalmologo Pediatra a valutare l’opportunità dell’uso delle lentine, che devono essere costruite con geometrie particolari per adattarsi agli occhi

dei bambini; quindi sono sconsigliate le lenti usa e getta, che hanno delle curvature standard. Un’altra grande novità riguarda l’uso del laser rifrattivo e del cross linking nei bambini tra i 9 ed i 13 anni. In caso di cheratocono o di gravi ametropie, specialmente se monolaterali, oggi si consiglia l’intervento laser, allo scopo di stabilizzarne l’evoluzione e di favorire un recupero visivo.La tecnica laser è simile a quella degli adulti, valutando la scelta di PRK,LASIK e dell’utilizzo del laser a femtosecondi. Fino ad ora ho sempre effettuato l’intervento laser nella fascia di età tra i 25 ed i 45-50 anni con ottimi risultati; vorrà dire che in alcuni casi selezionati si potrà intervenire anche molto più precocemente, per evitare interventi chirurgici più invasivi., come anelli intrastromali corneali, trapianto di cornea ed impianto di lentina intraoculare (IOL).Sarà importante la corretta terapia post-intervento ed a tal fine ci è stato presentato un nuovo collirio antibiotico monodose a base di azitromicina, la cui somministrazione dura solo tre giorni, indicato anche negli adulti in caso di congiuntivite. Quindi sono state illustrate le tecniche diagnostiche nel bambino ma in questo caso, interessandomi di oftalmologia pediatrica da circa un quarto di secolo con quasi centomila visite e centinaia di partecipazioni a congressi, avevo ben poco da apprendere, tranne qualche piccolo dettaglio tecnico. Infine si è dato ampio risalto all’Ambliopia o Occhio Pigro. Non mi stancherò mai di ripetere che la prevenzione e l’informazione sono indispensabili per salvare la vista di un occhio di un bambino, in quanto dopo i 10 anni le possibilità di recupero sono praticamente nulle. Il termine ambliopia deriva da “amblyos” cioè ottusa e “ops” cioè visione. Si tratta di una visione ottusa, cioè deficitaria di un occhio, raramente di entrambi, che si recupera con occhiali e

bendaggio dell’occhio migliore ed eventualmente con esercizi di ortottica, utili specialmente se c’è strabismo o deficit dell’accomodazione.. In conclusione, il “take home message”, cioè il messaggio da portare a casa è il seguente: tutti i bambini in età pre-scolare devono essere visitati da un medico oculista, preferibilmente esperto in oftalmologia pediatrica, per la prevenzione dell’occhio pigro o ambliopia. In molte ametropie elevate si consigliano lenti a contatto “customizzate”, cioè su misura per i bambini; questa è una novità relativa, in quanto in questi anni le ho già prescritte diverse volte. La novità assoluta è che per il cheratocono e per i deficit visivi accentuati, specialmente se monolaterali, si può effettuare la correzione con laser già intorno ai 10 anni. Dopo aver acquisito una notevole esperienza effettuando il laser a giovani ed adulti, sarà il caso di approfondire questo campo delicato, limitandomi a selezionare i casi che potrebbero averne più giovamento. Nel cross-linking per cheratocono la tecnica, già di per sé piuttosto semplice ed innocua, è molto simile a quella degli adulti, contenendo ed arrestando lo “sfiancamento” della cornea. Nei casi più complessi l’utilità dei congressi consiste anche nel comprendere i propri limiti ed avere contatti con colleghi molto esperti nei vari settori ultraspecialistici, in quanto il nostro dovere è quello di seguire e di risolvere i problemi dei pazienti nel modo migliore, magari fornendo i nominativi di oculisti specializzati a risolvere quel caso specifico. Leggete ed eventualmente rileggete l’articolo, ricordando che la curiosità e l’interesse ad apprendere, tipico dei bambini e degli scienziati, è un modo per tenere sempre in allenamento i nostri neuroni e per mantenerci giovani ed aggiornati, in quanto anche a cento anni ci sarà sempre qualcosa da imparare!

Paramorfismi e dismorfismi

Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione ASP Potenza email: ncastelluccioinfo@gmail.com cell. 3804326784

T

ra le varie conoscenze che devono appartenere al bagaglio culturale e professionale di un buon Riabilitatore, sicuramente un posto di primo piano lo occupano le problematiche dei Paramorfismi e Dismorfismi. Riconoscere la presenza di una asimmetria posturale e suggerire perentoriamente al soggetto interessato una sollecita consulenza Medico Specialistica, significa evitare grossi guai di salute ed importanti accidenti muscolo-scheletrici.

L’età evolutiva è caratterizzata da un continuo sviluppo corporeo, sia dal punto di vista osseo e della mobilità articolare, sia relativamente all’ampliarsi dei tendini e dei muscoli. L’accrescimento di queste parti costringe il corpo ad assumere posizioni nuove talvolta scorrette per ricercare nuovi equilibri, che possono alla lunga tradursi in atteggiamenti sbagliati dello scheletro. Si parla in questi casi di Paramorfismi, indicando con tale espressione tutto ciò che, pur determinando un’alterazione della forma corporea, è correggibile. I Paramorfismi, rappresentano quindi degli atteggiamenti posturali spesse volte risultato del profilo psicologico del soggetto interessato che somatizza attraverso l’impostazione posturale una dimensione psichica particolare. Non sono pertanto presenti delle vere alterazioni morfologico-strutturali dell’apparato scheletrico e ciò rende reversibile ogni alterazione di questa natura a fronte di una eventuale utile quanto necessaria evoluzione dell’abito psicologico dell’individuo. Queste problematiche sono particolarmente frequenti in fasce di età tipicamente difficili e travagliate come sicuramente quella della pubertà e adolescenza. I Paramorfismi più comuni sono: Atteggiamento

ipercifotico,

la cui caratteristica principale è l’aumento della curva del tratto dorsale della colonna che già di per se rappresenta una cifosi normale, in questi casi esasperata da un atteggiamento di ulteriore flessione, senza che alla base sia presente alcuna alterazione strutturale vertebrale. E’ un atteggiamento solitamente abbastanza fissato, nonostante la relativa giovane età dei soggetti e pertanto è difficoltoso trattare questo problema e poterne constatare dei risultati in tempi accettabilmente brevi. Atteggiamento scoliotico consiste in una deviazione della colonna sul piano frontale posteriore, solitamente modesta a livello dorsale e/o lombare I Dismorfismi Rappresentano vere e proprie patologie, a volte anche di grave entità. L’aspetto decisamente più importante e che ne peggiora drasticamente la prognosi è la presenza di alterazioni strutturalimorfologiche delle componenti vertebrali. Le possibilità di regressione di tali alterazioni sono pressoché nulle anche se una diagnosi precoce che porti ad un trattamento conseguente può rallentarne l’evoluzione fino al compimento della crescita scheletrica, dopo di che l’ingravescenza della patologia rallenta sensibilmente fino alla stabilizzazione definitiva del

quadro. I Dismorfismi più comuni sono: Cifosi dorsale: determinata dalla diminuzione dell’arco cifotico fisiologico dorsale,solitamente irreversibile. Occorre sottolineare che non sempre è così netto il limite tra atteggiamento ipercifotico e cifosi vera. Un atteggiamento cifotico può sfociare in una deformazione irreversibile della colonna dorsale Scoliosi: latero-deviazione di tratti della colonna sul piano frontale con rotazione dei corpi vertebrali. Compare solitamente in età giovanile (infanzia e pubertà) e più precocemente insorge più aggressiva risulta. Dismetrie degli arti nferiori:frequentemente sono presenti differenze di alcuni millimetri tra i due arti, ciò può essere considerato parafisiologico ed i meccanismi di adattamento compensatorio del sistema posturale risultano sufficienti. Se l’entità di tale differenza in lunghezza degli arti è maggiore si verifica un certo bascula mento compensatorio del bacino e ciò può significare una corrispondente curva di compenso della colonna vertebrale. La Ginnastica Medica Correttiva applicata al trattamento dei paramorfismi e dimorfismi intesi come

manifestazione di non armonico sviluppo del sistema osteomuscolare nei giovani in accrescimento. Ginnastica Correttiva è un nome improprio perché non si ha la presunzione di correggere deformazioni ossee ma attraverso l’applicazione di stimoli adeguati si interviene per un più equilibrato ed armonico controllo della postura. Questo lavoro ha lo scopo di usare le conoscenze del comportamento psicomotorio visto nella sua globalità per una migliore percezione di postura e movimento, anche se il principio terapeutico risiede nel controllo della posizione e del movimento innaturale o abnorme. Ottimi risultati in trattamenti per scoliosi vere ,atteggiamenti scoliotici,piedi piatti,cavi,controllo delle dismetrie degli arti inferiori, ipercifosi e spalle intraruotate, scapole alate,torace astenico ecc.. Il trattamento prevede l’applicazione di una, massimo due sedute a settimana. L’attività è basata sull’applicazione di posture compensative ai vizi posturali. Le posture devono essere mantenute durante l’apprendimento di giochi sensoriali in forma ludica per sviluppare tutte le funzioni senso-motorie che in un bambino sono fondamentali e comprendono esperienza sensoriale,presa di coscienza del corpo ed esperienza con piccoli

attrezzi. Un altro aspetto da non dimenticare è l’educazione dell’individuo all’auto correzione e alla sensibilizzazione sulla base della comprensione del trattamento proposto e motivazioni dello stesso sin dalle prime sedute per un efficace integrazione della correzione posturale negli atteggiamenti e gestualità della vita quotidiana. Premesso che ogni individuo è un caso a sé, a seconda del soggetto, dell’età, del sesso e della patologia viene elaborato un programma terapeutico di lavoro individualizzato. Spesso il rachide non è l’unico elemento interessato, ma per il fatto che il corpo si comporta sempre come un’entità unica e causa di compensi, le alterazioni possono estendersi alle cinture scapolari e pelviche o addirittura fino all’insieme degli arti inferiori. Dal punto di vista articolare , l’azione viene sempre diretta nel senso della correzione per quello che riguarda il piano sagittale senza dimenticare la componente diagonale del movimento e la mobilizzazione sui piani assiali,frontale e orizzontale. Da un punto di vista muscolare si ricerca la migliore estensibilità ed elasticità muscolare qualunque siano i gruppi muscolari interessati, per ridare loro un equilibrio fisiologico più vicino alla funzionalità normale.


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10 Marzo 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

ontrosenso Basilicata

Le malattie cardiache durante la gravidanza II PARTE di Gianfranca Losasso Medico Specialista in Cardiochirurgia gcardio@libero.it

N

ell’articolo precedente si è parlato in maniera generica dei rischi a cui può andare incontro una donna in corso di gravidanza che è affetta da una patologia cardiaca. Più nello specifico diciamo che, le pazienti affette da un’insufficienza valvolare mitralica o aortica che non hanno sintomi o che hanno pochi disturbi, in genere tollerano la gravidanza senza problemi; mentre, a quelle che hanno sintomi gravi, si consiglia di sottoporsi ad un intervento cardiochirurgico di sostituzione valvolare prima di iniziare la gravidanza. La stenosi mitralica spesso si associa alla comparsa di fibrillazione atriale ed ha come complicanza letale, l’edema polmonare. L’intervento cardiochirurgico a cuore aperto di sostituzione valvolare mitralica, aumenta il rischio di aborto e di danno fetale. Il

trattamento medico è basato sulla limitazione dell’attività fisica, dell’affaticamento e dell’ansia; sulla prevenzione o sulla tempestiva correzione dell’anemia e sul pronto trattamento dell’infezioni. Il prolasso della mitrale si verifica soprattutto nelle donne gravide e tende ad essere di origine familiare, congenita. E’ generalmente un’anomalia isolata anche se può associarsi alla Sindrome di Marfan o ad un difetto del setto interatriale (parte del cuore che normalmente separa due cavità cardiache). Le pazienti asintomatiche non richiedono alcun trattamento oltre alla profilassi antibiotica durante il parto, quando l’endocardite batterica è una possibile complicanza. Le pazienti affette dalla Sindrome di Marfan, che è una anomalia congenita che colpisce il tessuto connettivo, sono esposte ad un rischio maggiore di dissezione dell’aorta e di rottura di aneurismi aortici in corso di gravidanza che è pertanto sconsigliata. Questa cardiopatia congenita è più comune tra i figli di madri che ne sono affette. A volte una cardiomiopatia inizia verso

il termine della gravidanza o nel periodo postpartum. Questa Sindrome, chiamata cardiomiopatia del peripartum, colpisce maggiormente le pluripere, le donne con più di trent’anni, quelle che hanno avuto gravidanze gemellari e quelle affette da preeclampsia gravida cioè, con alti valori di pressione arteriosa durante la gravidanza. La cardiomiopatia del peripartum ha una mortalità del 50% a 5 anni ed ha un’elevata probabilità di recidivare nelle gravidanze successive che sono, quindi, controindicate. Le pazienti che hanno già avuto un intervento cardiochirurgico e sono portatrici di una protesi valvolare normofunzionante tollerano bene l’aumento del carico emodinamico in gravidanza. Le protesi valvolari possono essere biologiche o meccaniche. L’uso di protesi biologiche in donne in età fertile è spesso raccomandata per evitare la terapia anticoagulante durante la gravidanza. Tuttavia, queste protesi hanno una durata limitata nel tempo portando alla necessità di un reintervento. In più, si è evidenziato che le protesi biologiche subiscono una rapida degenerazione durante la gestazione. Le

protesi meccaniche invece, hanno una durata illimitata anche se, richiedono una terapia quotidiana con farmaci anticoagulanti orali che possono causare un aumento dell’incidenza di aborto spontaneo, di parto prematuro e di malformazione fetale (410%). In particolare, i farmaci anticoagulanti orali devono essere interrotti nel primo trimestre, per il loro rischio teratogeno all’inizio della gravidanza, mentre l’impiego dell’eparina sottocutanea può aumentare l’incidenza di trombosi a livello delle protesi valvolari. Per tale motivo, soprattutto nelle pazienti a rischio, sarebbe opportuno sospendere la terapia anticoagulante orale nei primi tre mesi e sostituirla con terapia eparinica. Dal quarto all’ottavo mese di gravidanza, se non esistono controindicazioni particolari, può essere ripresa la terapia con l’anticoagulante orale. La terapia eparinica deve essere sospesa all’inizio del parto; in caso di travaglio di parto già iniziato in pazienti sotto terapia con anticoagulante orale, viene indicato il taglio cesareo per evitare il sanguinamento

Dott.ssa Maria Rita MilellaFarmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email: mr.milella@farmaciamarchesiello.it

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ome abbiamo già evidenziato nel precedente articolo la tosse è un riflesso nervoso composto da una rapida e precisa sequenza di eventi e quando stimoli meccanici o irritativi attivano i recettori a rapido adattamento del tratto tracheobronchiale parte il c.d. “colpo di tosse”. La tosse è comunque un meccanismo difensivo tipico di chi soffre di affezioni anche lievi al livello di laringe , faringe , bronchi e polmoni. La finalità è quella di “allontanare” dall’apparato respiratorio sostanze irritanti come fumo vapori irritanti come quelli di ammoniaca , corpi estranei o come nella maggior parte dei casi eccesso di muco. Infatti è molto importante il colpo di tosse per eliminare il muco In caso di tosse grassa e pro-

un danno al feto. L’effetto dell’anestesia, delle tecniche chirurgiche e soprattutto della circolazione extracorporea (CEC) ovvero, della macchina che sostituisce la funzione del cuore e del polmone durante l’intervento, ed il conseguente danno fetale non sono ancora abbastanza conosciuti. Perciò, la cardiochirurgia deve essere raccomandata per le pazienti che non rispondono alla terapia medica e, quando è possibile, devono essere preferite le procedure che non richiedono la CEC. Inoltre, per minimizzare il rischio di teratogenicità, ossia di danno al feto, la chirurgia dovrebbe essere evitata nel primo trimestre di gravidanza. Quando la gravidanza è a termine, se è indicato il taglio cesareo, deve essere eseguito contemporaneamente alla procedura cardiochirurgia. Il monitoraggio fetale è essenziale per la diagnosi precoce di bradiaritmie fetali, che si manifestano spesso durante la chirurgia cardiaca in circolazione extracorporea. Questo fenomeno è indicativo di sofferenza fetale ed è dovuto ad un ridotto flusso di sangue a livello della placenta.

Il tradimento al femminile!

TOSSE GRASSA duttiva sono consigliati principi attivi dotati di attività mucolitica e fluidificante in grado di facilitare l’espulsione del muco da parte delle ciglia vibratili localizzate a livello dell’epitelio bronchiale con l’aiuto del colpo di tosse: • acetilcisteina e carbocisteina hanno gruppi funzionali contenenti zolfo che sono in grado di legare lo zolfo presente nelle mucoproteine del catarro rompendo le fitte maglie rendendolo meno viscoso; • bromexina ed il suo metabolita attivo ambroxolo mostrano la medesima capacità fluidificante aumentando la presenza di un fattore surfattante a livello bronchiale in grado di aumentare lo scivolamento del muco e quindi facilitarne l’espulsione; • il sobrerolo invece agisce modificando la biochimica del muco prodotto randendolo più ricco d’acqua quindi più fluido ed è anche in grado di aumentare l’attività delle ciglia vibratili per favorirne l’allontanamento. I rimedi naturali: sambuco, propoli, aglio, grindelia, piantaggine e timo. In omeopatia: • Arsenicum album si usa quando alla tosse si associano sibili respiratori e l’espettorazione è di muco liquido e schiumoso; • Si prescrive Aralia

e l’emorragia fetale, che possono essere provocati dalla contrazione uterina. In questi casi si può somministrare eparina a poche ore dal parto, se non esistono problemi emorragici. L’allattamento non è controindicato nelle pazienti sotto terapia anticoagulante. Un altro problema importante è l’uso dei farmaci cardiovascolari che dovrebbe essere evitato durante la gravidanza, a causa dei loro effetti dannosi sullo sviluppo del feto. Quando questi sono necessari, bisogna valutare con accuratezza il rapporto rischio-beneficio della terapia, cercando di utilizzare, se possibile, i farmaci a basso rischio. Inoltre, è da considerare il problema dell’allattamento ed il passaggio dei farmaci nel latte materno: l’1-2% del dosaggio farmacologico materno si osserva nel latte prodotto dopo la gravidanza. Pertanto, prima di assumere un farmaco cardiovascolare è opportuno che la donna in gravidanza consulti il suo ginecologo. In sintesi, la chirurgia cardiaca durante la gravidanza non è associata ad un aumento del rischio materno, mentre essa può provocare

un iceberg di un rapporto coniugale in crisi;

a cura della dottoressa MariaTeresa Muscillo psicologa sessuologa tel- 328/8317632 mariateresa_muscillo@yahoo.it quando la tosse è spasmodica, soprattutto nelle primissime fasi del sonno e migliora dopo l’espettorazione di catarro denso; • Squilla marittima è indicata quando la tosse è violenta ed è presente una grande quantità di muco che viene espettorato dopo una lunga serie di colpi di tosse; • Se la tosse è produttiva, grassa, rimedi come Kalium sulphuricum possono favorire l’espettorazione (muco giallo verdastro); • Kalium bichromicum si può usare quando l’espettorazione, giallo verdastra, ha consistenza densa e si stacca a fatica dalle mucose; • Antimonium tartaricum si rivela indispensabile nel trattamento pediatrico e per i pazienti anziani che presentano una scarsa capacità di espettorare.

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a un sondaggio del 2002 condotto dall’agenzia di Klaus Davi, è emerso che il 70% delle donne ha tradito, almeno una volta, il partner. Vero o no questo sondaggio mette in rilievo il fatto che il sesso ai giorni nostri è spesso vissuto come un fattore separato dal cuore e che la probabilità di avere esperienze alternative al matrimonio è molto frequente. Le donne che hanno più di un uomo possono essere raggruppate in sei categorie: Donne che non sono innamorate, che rimangono col marito per “fedeltà passiva”, per inerzia, per ragioni economiche oppure per i figli. Esse trovano delle alternative nel tradimento che può essere vissuto solo con il corpo o anche con il cuore. Le scappatelle rappresentano, in questi casi, la punta di

Donne-arcipelago, che oltre ad un’isola principale hanno bisogno di circondarsi di atolli e isolotti. Il mondo sentimentale è scisso e parcellizzato: la tenerezza con un uomo, la passione con un altro, l’interesse culturale o politico con un terzo e via dicendo; Donne che sono state tradite e che si consolano attraverso la vendetta e il tradimento; Donne stabili, ma ossessionate da una passione che le obbliga ad andare contro i loro principi morali; Donne con un eros stimolato solo dalla trasgressione; Ninfomani dominate da un’urgenza erotica: il loro oggetto sessuale è indifferente. Si tratta di persone che lottano contro la depressione e il vuoto è riempito dalla ricerca spasmodica del sesso. Sembra che le donne oggi portano avanti dei comportamenti che da secoli venivano adottati dagli uomini; tuttavia ci sono ancora molti uomini “all’antica” che non amano i vagabondaggi sessuali delle proprie

partner, motivo questo di divorzi e separazioni. Le donne hanno molto più successo rispetto al passato in campo professionale e questo le fa diventare più esigenti nelle relazioni d’amore e meno propense alle rinunce. Bisognerebbe trovare il giusto compromesso tra le esigenze del singolo e il mondo reale: viviamo sempre più in un mondo di narcisisti che cercano in maniera compulsiva la soddisfazione immediata dei propri bisogni. Invece basterebbe fare delle scelte giuste, che comportano sacrifici e rinunce, e andare incontro ad una frustrazione sana che aiuta a capire la strada da percorrere per ottenere serenità e tranquillità nei rapporti.


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ontrosenso Basilicata

Essere donna ed essere lucana, quant’è dura la salita di Rosa Santarsiero

Quattro chiacchiere con Giusy Tolve, scrittrice, illustratrice ed insegnante. Una delle tante giovani lucane che cercano di emergere in una realtà difficile

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nche Controsenso ha voluto lasciare un piccolo ritaglio di giornale per celebrare – a suo modo – la festa della donna. Forse qualche lettrice resterà delusa, ma non si parlerà in questo spazio di paillettes, signorine urlanti, o feste rituali proprie delle tante discoteche che offrono spogliarelli a buon mercato. Abbiamo piuttosto scelto di intervistare una giovane donna, che come tante altre della sua età cerca di sbarcare ogni giorno il suo lunario.

Molti lettori la conosceranno, Giusy Tolve è l’autrice potentina di Mal di LunaLa figlia del licantropo bianco, edito da Albatros-Il filo. Un’opera prima sì, ma destinata ad essere una trilogia avvincente. La stessa autrice, infatti, ci ha confessato che è già pronto per la pubblicazione il “secondo atto” del suo progetto letterario: Mal di Luna- A caccia di sangue. Giusy Tolve, oltre che scrittrice, è una illustratrice (vincitrice del concorso “Black Candies”), una collaboratrice del Magazine La zona morta

diretto da Davide Longoni, e dulcis in fundo, una giovane insegnante, che come tante altre è costretta a sopportare una vita fatta di stallo, precariato e di interminabili graduatorie. Come una “Suffragette dei giorni nostri”, Giusy Tolve espone ai lettori il suo pensiero riguardo la giornata della donna, sottolineando come questa, insieme alle tante altre festività, oramai ha perso il suo smalto ed è diventata solo una delle tante frivolezze commerciali. Lasciamo spazio alle parole della scrittrice lucana:

«La “giornata internazionale della donna” ha la funzione di ricordare tutte le conquiste che noi signore siamo riuscite ad ottenere nell’ultimo secolo. Di fatto è innegabile che moltissimi traguardi sono stati raggiunti: basti pensare alla legalizzazione dell’aborto, alla libertà di dichiararsi omosessuali, alla quasi parità di diritti in un ambiente di lavoro. Eppure, anche se siamo nell’epoca del progresso e della globalizzazione, e non si fa altro che parlare di emancipazione femminile esaltando le qualità che noi donne possediamo, allo

stesso tempo in Europa guadagniamo in media il 15% in meno degli uomini. Quelle italiane addirittura il 16% in meno. Vi siete mai chiesti come mai? Io lo faccio continuamente. Quando una donna sostiene un colloquio di lavoro le viene ancora chiesto se ha intenzione di sposarsi ed avere figli, come se essere madre possa rappresentare ancora una limitazione alle proprie capacità o possibilità lavorative. E questa non è un’affermazione casuale, ma il frutto dell’esperienza fatta sul campo. Purtroppo molte di noi, per pareggiare i conti con i colleghi uomini hanno deciso di adattarsi a questa tendenza rinunciando al proposito di mettere su famiglia: quasi il 43% non ha figli. Le conseguenze? Disastrose per il sistema che non riuscirà mai a compensare una popolazione

sempre più stanca, fatta in generale di persone anziane e nel mio caso di insegnanti affaticati e demotivati. Ovviamente esistono anche tendenze contrarie, casi meritevoli di elogio nei quali manager uomini hanno fatto la precisa scelta di assumere per lo più donne, consapevoli del fatto che queste ultime si dimostrano abili, precise, e affidabili. Sarebbe bello se quest’anno tutti si fermassero a pensare a quale insostituibile ruolo hanno le donne nella società, quale incredibile capacità propositiva riescono ad infondere in qualsiasi attività vengano inserite. Abbattiamo definitivamente tutti i vecchi stereotipi che di noi donne evidenziano solo la bellezza fisica, vuota e sfuggente. Ed esaltiamo l’enorme potenziale che noi tutte possediamo».


- Non è richiesta alcuna garanzia aggiuntiva. - Non occorre motivare la richiesta di finanziamento. - Minima documentazione necessaria: documento di identità, ultima busta paga/cedolino pensione, codice fiscale. - La rata mensile resta fissa per tutta la durata del prestito, comprensiva di ..ogni onere. - Il prestito può essere estinto anticipatamente o rinnovato prima della sua na ..turale scadenza per ottenere un nuovo finanziamento (nei termini.previsti ..dalla normativa) - La durata del finanziamento è compresa tra 24 e 120 mesi ( dipendenti. ..statali). - Non occorre possedere un conto corrente. - Accessibile anche a chi ha ritardi di pagamento o protesti. - Può essere destinata anche alla restituzione di altri prestiti contratti.

Messaggio pubblicitario a scopo promozionale. La cessione del V° è un prodotto: Unicredit S.p.a. con sede legale in Roma, Via Alessandro Specchi, 16, capitale sociale € 9.648.790.961,50 interamente versato, iscritta al Registro delle Imprese di Roma con il numero di codice fiscale 003481701001 ed al Repertorio Economico Amministrativo presso la Camera di Commercio di Roma al numero 1179152, Banca iscritta all’Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario UniCredit iscritto nell’Albo del Gruppi Bancari al numero 31351, società aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Avvisi e fogli informativi analitici presso i nostri uffici, in osservanza alle norme sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari finanziari L 154/1992. I prestiti sono erogati tramite intermediari finanziari e banche autorizzate. L’erogazione è discrezionale e salvo approvazione degli Enti di Credito e compagnie Assicurative che assicurano il prestito. TAN e TAEG/ISC entro i limiti consentiti dalla legge (Rilevazione trimestrale di Banca d’Italia) ed è variabile in funzione dal piano di ammortamento, anzianità di servizio ed età del richiedente. Agente di zona OMNIA SERVICE SRL – Via Sanremo, 178 – Potenza Partita Iva 01621870763 – U.I.C. M.C. 82539 – N.U.I.C AG. A24057


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Lucio Dalla: c’è Rionero dietro uno dei suoi successi Paola Pallottino è infatti l’autrice, fra l’altro, delle parole della nota canzone “4 marzo 1943” di Michele Traficante

H

a suscitato viva emozione la improvvisa morte del cantautore bolognese Lucio Dalla, avvenuta il primo marzo scorso in un Hotel svizzero. La popolarità di Lucio Dalla era enorme ed estesa non solo in Italia ma anche all’estero. Le sue canzoni hanno accompagnato generazioni di persone che trovavano nelle sue canzoni qualcosa di “magico” e di coinvolgente, oltre che di forte emozione. Memorabile Il suo spettacolo musicale che tenne a Rionero in Vulture il 9 agosto dell’anno scorso. Una folla immensa occupò tutta la Piazza XX Settembre e le strade e i vicoli laterali. In circa due ore Lucio Dalla incantò il pubblico entusiasta con le sue più belle note canzoni. Fra le sue più fortunate e amate canzoni un posto particolare l’occupa “4 marzo 1943” con la quale nel 1971 partecipò al Festival di San Remo piazzandosi al 3° posto. Fu un successo enorme che lanciò definitivamente Lucio Dalla nel panorama internazionale della canzone. Non tutti sanno, però, che le parole di quella canzone sono state scritte da Paola Pallottino, allora apprezzata poetessa e oggi affermata professoressa

e docente universitaria. Paola Pallottino, nata a Roma nel 1939, quattro anni prima di Lucio Dalla, è figlia di Massimo Pallottino (1909-1995) originario di Rionero in Vulture e famoso etruscologo, al cui nome è stato intitolato il Museo archeologico nazionale del Melfese con sede nel castello di Melfi. Paola Pallottino è rimasta sempre molto legata alle sue radici lucane intrattenendo saldi rapporti con i numerosi componenti della famiglia Paollottino residenti a Rionero in Vulture. In particolare col prof. Antonio Pallottino, anch’egli delicato poeta e autore di diverse pubblicazioni. Proprio a Rionero in Vulture, alcuni anni fa, Paola Pallottino presentò il suo libro” L’occhio della tigre: Alberto Della Valle fotografo e illustratore Salgariano” (Editore Sellerio, Palermo 1994, pagg.232), che fu accolto con molto interesse dal pubblico intervenuto. Paola Pallottino nel 1961 sposò a Roma l’urbanista e architetto Stefano Pompei il quale ebbe il primo incarico per dirigere piani regolatori in Tunisia. Pur lontano dalla capitale Paola Pallottino continuò a coltivare con estro le sue doti poetiche e compose diversi testi di canzoni

Paola Pallottino nel suo studio

anticonformiste per quei tempi. Tornata in Italia Paola Pallottino, su suggerimento di comuni amici, inviò alcuni testi a Lucio Dalla, ormai già affermato cantautore. Così nacque il sodalizio artistico fra i due. La collaborazione fra la Pallottino e Lucio Dalla durò alcuni anni con canzoni di notevole successo.La Pallottino scrisse per Lucio Dalla altri testi di canzoni che furono magnificamente musicate dal cantante bolognese. Fra queste ricordiamo la famosa “Un uomo come me”, “Anna Bell’Anna , “Il gigante e la bambina”, quest’ultima, però, Lucio Dalla la passò a Ron che la musicò. Singolare la vicenda relativa alla canzone “4 Marzo 1943” il cui titolo originario era “Gesubambino”. Presentata al Festival di San Remo la canzone incontrò resistenza da parte della Rai che la trovò “sconcia” per cui non solo il titolo venne cambiato da Lucio Dalla con la data della sua nascita, appunto 4 marzo 1943, ma furono apportate anche alcune modifiche al testo come “ i ladri e le puttane “in “la gente del porto”, “giocava alla Madonna” in “giocava a far la donna”. Tuttavia la canzone ebbe grande successo e vinse anche il premio del miglior testo decretato dalla giuria presieduta da Mario Soldati.

Rara foto di Lucio Dalla con Paola Pallottino


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ontrosenso

REPORT

Basilicata

Francesco Lovito, Deputato di Moliterno nel 1861 Fu eletto nel collegio di Chiaromonte, prima e poi in quello di Brienza e di Potenza di Michele Strazza

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acque a Moliterno il 22 ottobre 1830 dall’avv. Martino e da Celestina Miadorena originaria di Craco. Le condizioni di salute lo costrinsero ad abbandonare gli studi napoletani di Giurisprudenza e a ritornare nel 1850 a casa. Grazie ai contatti con Giacomo Racioppi e Tiberio Petruccelli si avvicinò alle ideee liberale. Non ritenuto particolarmente pericoloso dalla polizia borbonica, fu comunque sottoposto a sorveglianza per i suoi contatti con esponenti liberali. Nel 1854 si laureò in Giurisprudenza nell’Ateneo napoletano. Nel 1858 divenne sindaco di Moliterno, incarico che mantenne fino all’agosto del 1860 quando, dopo l’insurrezione lucana, venne chiamato a Potenza a far parte della Giunta Amministrativa, dirigendo l’Ufficio degli Affari di Guerra ed organizzando i l “Battaglione Lucano”. Nel 1861, dopo aver combattuto il brigantaggio nelle zone dell’Agro e del Sauro, fu eletto deputato in rappresentanza del collegio di Chiaromonte nell’VIII Legislatura. Massone, sedette in Parlamento per circa 40 anni di seguito fino alla XXI legislatura, prima nel collegio di Chiaromonte e poi in quelli di Brienza e di Potenza. Alla Camera sedette a sinistra, partecipando assiduamente ai lavori parlamentari ai quali non fece mai mancare il suo contributo, soprattutto sulle questioni finanziarie in cui dimostrò grande competenza. Si occupò molto degli interessi meridionali, schierandosi contro la tassa sul macinato e i provvedimenti Sella e Minghetti per il pareggio del bilancio, e fu componente di importanti commissioni compresa quella del Bilancio. Nel

1862, costituitosi il governo Rattazzi, insieme a Giuseppe Ricciardi, chiese inutilmente un dibattito sulla situazione del Mezzogiorno d’Italia. Dopo il rigetto della proposta i due deputati riuscirono ad ottenere la costituzione di una commissione per impegnare il governo ad adottare una politica meridionalista. Nell’estate del 1863, nella discussione sulla “Legge Pica” per la repressione del brigantaggio, sottolineò l’aspetto militare della questione sgomberando il campo da qualsiasi approfondimento delle motivazioni sociali del fenomeno. Così facendo, quale esponente della classe dei notabili lucani, tese a spostare l’interesse dalla responsabilità dei possidenti meridionali alla sola violenza dei briganti in armi. Sostenne, infatti, l’assurdità dell’accusa ai proprietari di cooperare con il brigantaggio “perché il brigante nega(va) la proprietà”. Nel 1870 divenne, ma solo per tre mesi, Segretario Generale del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Insieme a Del Zio e Branca nel 1871 si oppose al tentativo del Governo di rinviare la questione della tratta ferroviaria CandelaSanta Venere. Sempre sulle ferrovie si ricorda un suo discorso per la Ferrovia Eboli Reggio, linea interna-linea esterna (Tip. Eredi Botta, Roma 1879).Con Lacava propose il rimpatrio, a spese dello Stato, degli emigranti che si trovavano a disagio in America. Come il Lacava, cui fu politicamente molto legato, influì sulla composizione delle amministrazioni locali per controllare meglio il consenso nel proprio collegio elettorale. Di qui i suoi stretti contatti con i prefetti potentini con i quali aveva una corrispondenza segreta e di cui si serviva

per una costante politica clientelare. Dal giugno 1881 al dicembre 1883, su indicazione di Depretis, fu Segretario Generale del Ministero dell’Interno. Per quell’incarico non accettò alcun compenso economico, devolvendo gli emolumenti spettantigli ai “bisognosi” della Basilicata. Quest’ultima carica era particolarmente importante, sia per il ruolo di Segretario Generale, figura essenziale nei ministeri sino alla istituzione di quella del Sottosegretario di Stato (Legge 12 febbraio 1888, n. 5195), sia per le assenze prolungate di Depretis che gli diedero in mano la gestione degli Interni in un momento particolarmente delicato per la vita del nuovo Stato. Nel dicembre del 1883, ritenendolo colpevole di aver favorito suoi diffamatori, il deputato Giovanni Nicotera gli sputò in faccia in un corridoio di Montecitorio, chiamandolo “massaro, pecoraro, mascalzone”e sottolineando che non lo schiaffeggiava per non sporcarsi le mani. Di qui le sue dimissioni e il duello tra i due, conclusosi con il ferimento tutt’altro che lieve del deputato lucano alla mano sinistra. Stante il divieto penale dei duelli il Procuratore del Re chiese l’autorizzazione a procedere contro i due deputati ma la Camera la negò, non avendola mai concesso in passato per tale reato. Il fatto, comunque, ebbe gravi ripercussioni sulla sua carriera politica, inibendogli futuri incarichi di rilievo a differenza di Nicotera che, invece, divenne, anni dopo, nuovamente Ministro dell’Interno. Nell’ultimo periodo si disinteressò dell’attività politica, facendo vita riservata. Dopo aver ospitato nel suo palazzo di Moliterno, nel 1902, Zanardelli nel suo famoso viaggio in Basilicata, il 23 giugno 1904 fu colpito da una infermità cerebrale per cui non si presentò alle elezioni del novembre 1904 per la XXII Legislatura. Morì a Moliterno il 6 gennaio 1906 all’età di 76 anni. Giustino Fortunato ed Emanuele Gianturco nei telegrammi di condoglianze ne ricordarono l’esempio di correttezza e dignità e il suo impegno per la Basilicata.

Il Crocifisso di Forenza: quanta emozione Si trova nella chiesa annessa al Convento dei frati minori francescani di Michele Traficante Pintorno da Petralìa Soprana, dei Frati Minori Riformati di Sicilia e di Fra Stefano da Piazza Armeria con numerosi fratelli laici del centro meridionale d’Italia, Fra Angelo lavorò molto in Calabria, nelle Puglie, in Lucania, Nel Lazio”. A lui si attribuiscono, secondo una leggenda locale, ben 13 crocifissi di cui, questo di Forenza, sarebbe l’ultimo e quello che probabilmente suscita maggior emozione

I

l Crocifisso di Forenza è forse il più bello ed espressivo di tutta la produzione dei crocifissi della scuola calabra sicula del’600. Infatti, Coco Primalado ne ”La Riforma Francescana in Basilicata”, parlando della Chiesa del S.S. Crocifisso di Forenza, afferma. “ Su l’altare maggiore della chiesa, che è a tre navate, vi è un Crocifisso, immagine di Nostro Signore, simile a quella della chiesa di S.Antonio di Stigliano, miracolosissima, concorrendovi per devozione, non solo le popolazioni delle terre circonvicine, ma anche delle provincie contigue”. In una pregevole pubblicazione di padre Emilio Giugno, uno dei più attenti e profondi conoscitori della storia di Forenza, ripubblicato nel 1996, è tracciata la storia e le caratteristiche, di notevole valore artistico, del Crocifisso di Forenza. “Alcuni studiosi e criticaci d’arte (Coco, Galli, Neri e padre Brienza) – sostiene padre Giugno – attribuiscono il Crocifisso di Forenza a Fra Angelo da Pietrafitta, francescano, che operò nella seconda metà del ‘600. Formatosi alla scuola di Fra Umile

per la purezza delle linee, la serenità dolce e straziante insieme al volto del Cristo in Croce. Ed è questo volto sublime che incanta e commuove i fedeli. “E’ un’espressione singolare – afferma padre Giugno – da qualunque lato lo si contempli”. Infatti, a sinistra di chi guarda, appare quasi vivo e sorridente; osservandolo da vicino, al centro dell’altare, appare agonizzante, il respiro affannoso, la bocca aperta con la lingua sporgente; ma basta ritrarsi indietro, quasi alla stessa direzione, per vederlo all’apice

dell’agonia; il corpo e il viso lucidi di sudore, la bocca tutta aperta per l’ultimo respiro, ed una lacrima, come perla, sotto l’occhio sinistro. Lentamente spostandosi verso destra, si ha l’impressione che la testa, come al rallentatore, si reclini leggermente sulla spalla destra. Sostare poi a metà percorso, per osservare quella contrazione nervosa del labbro che sa di smorfia di dolore, come il rantolo del morente, l’espressione più drammatica del Cristo che muore. Camminare ancora lentamente verso la porta del coro ed osservare il viso che da sofferente va nella posizione di quiete e di riposo, fino ad apparire già morto”. Una drammatica rappresentazione degli ultimi istanti di vita di Cristo sulla Croce che, tuttavia, non suscita orrore, secondo le finalità dello scultore ma “pietà e dolcezza”. Da qui la straordinaria devozione dei forenzesi per il loro Crocifisso che nel corso dei secoli non è scemata per niente, anzi è aumentata di generazione in generazione. Il Cristo in Croce è di altezza leggermente superiore al normale, anatomicamente perfetto, dall’ampio torace, la testa lievemente reclinata sulla spalla destra e tormentata dalla consistente, ma non troppo voluminosa, corona di spine, con la caratteristica piegatura del perizoma fermato alla corda. Restaurato nel 1985, la scultura di legno, di grandissimo pregio artistico, è ritornata a troneggiare sul monumentale altare maggiore, ispirato alla più accesa enfasi barocca della chiesa, avente ai lati le statue, pure lignee, dell’Addolorata e di san Francesco.


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SECONDA DIVISIONE

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Un Melfi a gonfie vele a caccia del tris

Rallentano in vetta Perugia e Catanzaro. Fioretti macchina da gol di Lorenzo Morano

S

ettimana decisamente positiva per i colori gialloverdi, vanno in archivio il 31esimo ed il 32esimo turno con sei punti nel carniere melfitano, che portano i lucani a quota 27 punti ad un soffio dalla zona salvezza, sempre in attesa del responso del ricorso che potrebbe riconsegnare al team di presidente Maglione ulteriori due punti, e sempre in attesa di recuperare un turno. Arriva pertanto con il morale alle stelle la compagine di mister Rodolfi allo scontro diretto con il Milazzo, che si disputerà d o m e n i c a all’Arturo Valerio, dove approderà un avversario reduce dal 3 a 1 casalingo con l’Ebolitana e con 31 punti conquistati. Contro i siciliani, i lucani privi dello squalificato Giorgio Russo, dovranno mettere in campo quanto di buono mostrato nelle ultime due gare; gare in cui Russo e soci hanno avuto la meglio su due team sicuramente più quotati. Domenica scorsa dal Valerio è uscito sconfitto il forte Chieti, con il risultato di 2 a 1, figlio di una gara che ha visto un Melfi padrone del campo nella prima frazione, capace però di passare in vantaggio solo nel

secondo tempo con Gennari, ed addirittura farsi rimontare da una rete di Sabbatini; rete fortunatamente vanificata dal primo gol in gialloverde della punta Improta. Ed è sempre Improta a far gioire i lucani nel turno infrasettimanale realizzando su penalty il primo dei due gol con cui i lucani, in terra abruzzese, hanno avuto la

il Melfi, che come detto arriva nella migliore delle condizioni al 33esimo turno, turno in cui l’avversaria più prossima, ossia la Vibonese, proveniente dallo 0 a 0 in casa del Perugia, se la vedrà con il fanalino di coda Celano, battuto mercoledì 1 a 0 dal Fano. Turno ostico per il Neapolis, altro concorrente del Melfi, che dopo aver perso per 3 a 0

meglio sul Giulianova. Per la cronaca Melfi in vantaggio al quarto d’ora della prima frazione, mentre il raddoppio è a firma di Spirito che dopo una bella fuga infila nel sette la rete del definitivo 2 a 0 a pochi minuti dal triplice fischio; nel mezzo vanno segnalate una traversa colpita da Improta al 40esimo del primo tempo ed un rigore parato da Scuffia al 24esimo, penalty che avrebbe potuto portare la gara sul pareggio. Punti pesantissimi quindi per

con il Campobasso, domenica ospiterà la Paganese, reduce dalla sconfitta interna con il Gavorrano, che a Pagani subisce 3 gol, ma ne fa 4, e registra la doppietta del capocannoniere Fioretti, valida per il 26esimo gol personale del bomber toscano. Forti di questa goleada esterna i toscani, per la 33esima giornata, ospiteranno la capolista Perugia, che come detto è stata rallentata dalla Vibonese, ma senza grossi patemi in quanto anche il

Catanzaro ha conquistato un solo punto in casa dell’Aprilia (1 a 1), pari che ha permesso però al Lamezia di agguantare i cugini al secondo posto, con 63 punti, grazie al 3 a 2 sull’Arzanese, che domenica osserverà il turno di riposo, mentre la Vigor giocherà in quel di Chieti ed a Campobasso sarà di scena il Catanzaro. Brusca frenata invece per gli aquilani che perdono 2 a 0 ad Aversa, e domenica s a r a n n o chiamati al derby con il Giulianova, che come a b b i a m o visto è stato sconfitto con il medesimo risultato dal Melfi. Giornata no per l’Isola Liri, che per via della sconfitta interna contro il Chieti (1 a 0), si è vista scavalcare dai lucani e domenica sarà chiamata al derby laziale in casa del Fondi, fresco di riposo. La giornata infine si chiude con la sfida di medio classifica tra Fano ed Aversa Normanna e lo scontro tra Ebolitana ed Aprilia; riposo osservato dall’Arzanese.

Lucane tra gioie e dolori SERIE D

S

e l’Irsinese vede la salvezza, l’Oppido si arrende al fanalino di coda Finisce a reti inviolate l’incontro tra Francavilla,

impegnato in trasferta, e Viribus. Il match, forse alla vigilia considerato pratica semplice da sbrigare per i lucani in odore di podio, non risparmia emozioni e neanche sorprese. Padroni di casa e del campo, i ragazzi di mister Cioffi creano numerose occasioni pericolose senza riuscire a bucare la porta avversaria, i rossoblu cercano di rispondere ma anche

in questo caso senza successo. Alla fine un buon punto per entrambe, forse più amaro per il Francavilla che dovrà fare certamente di più nel prossimo impegno col Martina. Incassa tre punti d’oro il Gaeta che ospita su campo neutro l’Oppido e lo saluta fermando il risultato sul 2-1. Uno scontro diretto per la salvezza che punisce l’Angelo Cristofaro, ora a un solo punto dall’ultimo gradino del podio, obbligato a risollevarsi nell’insidioso incontro che lo attende: all’orizzonte l’Internapoli. Va decisamente meglio all’Irsinese che conquista un importante successo casalingo contro una Turris prima capace di riacciuffare con Esposito il pareggio, dopo il gol di Coquin, e poi, costretta all’inferiorità numerica dall’espulsione di Amoroso, inerme di fronte al raddoppio di Lupacchio. La salvezza è sempre più vicina.


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10 Marzo 2012

Basilicata

IL punto

calci in cu...rva

sull'eccellenza

a cura di tony pezzotta

L’Atletico e la figura dei baccalà

Il Viggiano conserva la vetta Mentre Atletico e Metapontino frenano, il Valdiano li sorpassa di Antonio Petrino

L

a capolista Viggiano ‘vince’ anche senza giocare (ferma per il turno di riposo), approfittando dei clamorosi e inattesi risultati conseguiti dalle dirette concorrenti, con l’Atletico Potenza che spreca l’occasione sul campo amico di agganciare i valligiani in testa e si fa raggiungere con non poca amarezza al termine del recupero dai picernesi in un concitato e contestato finale. Stessa sorte per il Real Metapontino (con l’esonero di Bacci e l’atteccante Petilli fuori rosa) nel derby ionico con il Policoro, con questi ultimi che in chiusura di gara riescono a pareggiare e rovinare la giornata alla squadra del presidente Casalnuovo. Non delude certo il Valdiano che espugna Pietragalla (ora penultimo) e tallona la capolista ad una sola lunghezza. L’Atella Monticchio conquista i tre punti a tavolino per il ritiro del C. Tanagro e si riappropria del sesto posto ad un passo dalla zona play off, seguito

dalla Murese che esce indenne dalla trasferta di Moliterno recuperando il doppio svantaggio. Exploit del Tolve sul campo di un Pisticci in calo e tre punti fondamentali per i potentini che finalmente abbandonano il penultimo gradino, mentre per la Vultur è una formalità o quasi superare il fanalino di coda Avigliano e consolidare la sua classifica per evitare sorprese. Il prossimo turno vedrà la prima della classe Viggiano sul difficile campo di Tolve con questi ultimi impegnati in piena risalita dai bassifondi, mentre spicca il big match tra Valdiano che riceve la visita del Real Metapontino con punti preziosi in palio per la leadership. Turno agevole da non fallire e dal pronostico chiuso per l’Atletico Potenza in quel di Avigliano con possibilità in caso di successo di mirare al primato. Policoro quinta forza del campionato che riceve

una Vultur convalescente e senza pretese da una trasferta che si preannuncia poco redditizia, mentre l’Atella Monticchio ha l’occasione di restare in zona play off ospitando un Pietragalla in grande difficoltà. Stesso discorso in chiave spareggi di fine torneo per la Murese che sul proprio campo cercherà il risultato pieno contro un Pisticci in momento no, invece tra Picerno e Moliterno sono in gioco punti importanti per uscire fuori dalla zona pericolosa. Da segnalare che nessuna squadra riposerà in questa giornata, dato che lo stop forzato sarebbe toccato al C. Tanagro ritiratosi nelle ultime settimane.

Vultur, a Policoro per ‘riconquistare’ i tifosi

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SPORT

opo tante fasi travagliate e giustificato disappunto, ritorna al successo pieno la compagine bianconera, guidata da Ceruzzi in panchina e con il supporto di alcune pedine rientrate con l’apporto di due new entry. Pronostico rispettato contro il fanalino di coda Avigliano ormai alla deriva, ma che continua ad onorare il torneo con dignità e quindi meritevole di rispetto e consensi. Rioneresi sottotono e in precarie condizioni fisiche per la mancanza di allenamenti che non riescono a emozionare il pubblico presente a Lavello e spazientiscono più volte i tifosi, anche se c’è

da ammirare disponibilità e voglia di esserci per chi ha deciso di rimanere e accettare le condizioni restrittive conseguenti alla crisi societaria. Nel secondo tempo l’undici vulturino riesce senza infamia né lode a perforare la difesa ospite e brindare al gol con il baby Lapadula al quarto d’ora e sette minuti dopo con l’attaccante Di Francesco, aggiungendo altri tre punti a consolidare il nono posto (al momento che consente di restare in posizione sicura da eventuali rischi) e a tenere a distanza le inseguitrici della zona bassa della graduatoria. L’interesse e gli stimoli degli

ambienti sportivi cittadini sono scemati per le note vicende che hanno non poco ridimensionato l’attenzione e la considerazione. Per il prossimo turno i rioneresi sono attesi dalla difficile trasferta dal pronostico avverso a Policoro contro il team dell’ex Valente, con quest’ultimo desideroso di vendicare la sconfitta dell’andata (coincise con il suo esordio in panchina), inoltre di consolidare l’ottimo quinto posto (anche dopo il prodigioso pari in casa del Real Metapontino) e restare in area play off. Ant. Pet.

E’

desolato il calcialingo, dopo l’ultima gara dell’Atletico a Potenza. Quella che doveva essere l’occasione per l’aggancio alla capolista Viggiano, in vetta alla classifica del campionato d’Eccellenza, si è trasformata in un autogol colossale. A gioire, indirettamente la squadra valligiana che, mantenendo la testa della graduatoria, ha tratto il massimo beneficio dal turno di riposo. Alle spalle dei potentini torna a farsi sentire il Gaetano Romanelli Valdiano, rinfrancato dal successo esterno di Pietragalla. Continua a perdere colpi il Real Metapontino, il cui patron lancia i suoi strali che mietono vittime in casa jonica. Che il torneo fosse equilibrato ed incerto era già risaputo. Che, però, nascondesse delle insidie così velenose, specie in questa fase cruciale del calendario, nessuno avrebbe mai avuto l’ardire di pronosticarlo. Sta accadendo, dunque, che, in barba a qualsiasi pronostico della vigilia, le formazioni più accreditate a compiere il salto decisivo, falliscano il match point. L’Atletico Potenza,

per sua sfortuna, l’ha già dimostrato, proprio domenica scorsa contro l’Az Picerno. A qualcuno sorge il sospetto che sia subentrata la sindrome da promozione: una sorta di brivido che corre lungo la schiena e paralizza gli arti dei calciatori, nei momenti decisivi. Le coronarie dei sostenitori potentini, in ogni caso, sono fortemente a rischio. Per la prima volta, dopo tanti successi rossoblù ottenuti sul filo di lana, l’Atletico è rimasto imbrigliato nella sua stessa tela, perdendo su un calcio di rigore, molto discusso, concesso al 94° minuto. E’ stata una bastonata incredibile da mandar giù, specie dopo aver ritrovato, per più di qualche minuto, la testa della classifica. Insomma, ora è tutto da rifare. L’avversario è di quelli che portano, inevitabilmente, a rilassarsi. Gli uomini di mister Camelia effettuano una gita ad Avigliano, dove affronteranno i ragazzini di Sabato. Al calcialingo, solo al pensiero, già viene l’acquolina in bocca. “Speriamo solo -bofonchia il recluso per calcio- di non fare la figura dei baccalà”.

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ControsensoMiglionico: è rischio sorpasso

PROMOZIONE

di Giusy Trillo

S

i cercava una vittoria “scaccia-crisi” e invece è arrivata l’ennesima sconfitta. Il pareggio agguantato in extremis con il Rotondella, che pure aveva

fatto ben sperare, non porta bene e il Controsenso si fa agganciare da un Ferrandina in versione casalinga, per nulla disperata. Disperati invece i rossoblu che, nonostante i

progressi espressi sul campo, al primo errore si fanno superare da un diagonale di Pierro. È 1-0. Il primo tempo corre veloce e il risultato non cambia, anche grazie a Uva che

quando può ci mette una mano. Nella ripresa però sembra poter cambiare qualcosa. Per i colori ospiti entra infatti Santarsiero che, dopo soli cinque giri di orologio, impensierisce la difesa del Ferrandina senza però lasciare il segno. I padroni di casa non si chiudono e si dirigono pericolosamente verso l’area avversaria dove Iula si appella al fallo per fermare Grieco. È punizione dal limite, espulsione del difensore, che lascia i suoi compagni in dieci, ma soprattutto raddoppio per i padroni di casa che con Mastrangelo non falliscono il calcio piazzato. Buona la reazione dei potentini che nonostante lo svantaggio continuano a spingere e alla fine il gol arriva proprio con Santarsiero. Rinvigoriti dalla marcatura il Controsenso organizza un vero e proprio assalto alla porta avversaria ma Fraccalvieri è bravo a evitare il peggio. Finisce 2-1 con i potentini costretti ancora una volta a leccarsi le ferite. Ora in calendario l’incontro in casa con il Miglionico. L’obiettivo: scongiurare il sorpasso.

Il saluto tra Controsenso e Miglionico nel match dell’andata

CALCIO A

5

C

A2 - La Meco sfiora il colpaccio

5

FEMMINILE

C - La reazione del Cus di Mirko Buonomo

La Meco scesa in campo contro l’Acqua Claudia

I

l calcio a 5 a volte è un po’ così. Spettacolare e spietato. L’anticipo del 21esimo tra Meco e Acqua Claudia Roma si può sintetizzare in questo modo. Il risultato dice 3-3 ma i numeri non rendono l’idea di quanto visto al PalaPergola perché fra le due sirene si sono visti 40 minuti di futsal adrenalinico. La “piccola” Meco contro un futuro “gigante” del calcio a 5: la differenza non si è vista e ad andare davvero vicina alla vittoria è stata la squadra rossoblù che a 2 minuti dal triplice fischio era avanti di due gol. Poi il portiere di movimento e qualche

decisione arbitrale dubbia ha permesso alla vicecapolista romana di raggiungere un pari quasi insperato. Alla fine il PalaPergola resta con addosso un mix di sensazioni contrastanti: rabbia (per il pari), soddisfazione (per la qualità del match), gratitudine (per la prestazione dei rossoblù). Mister Bosco nonostante il rammarico per il successo sfumato a un passo dalla gloria – può essere orgoglioso della sua creatura. Il tecnico catanese ha forgiato un gruppo capace di andare avanti anche tra mille difficoltà e qualche defezione dell’ultima ora come quella di

Cirenza, presente in panchina ma di fatto inutilizzabile. E poi Bosco può rallegrarsi anche per aver trovato nuovi protagonisti: Galasso superbo tra i pali, Brugin al primo gol stagionale, Machado tirato a lucido, oltre ai soliti Noro (doppietta nonostante fosse febbricitante), Bachega, Salomao e Lara (l’unico un po’ al di sotto delle aspettative). Tutto questo porta solo un punto. Ma il calcio a 5 è un po’ così: spettacolare e spietato.

Capitan Gaddi, autrice di una grande prestazione con 6 gol

A

l termine di una partita dominata il Cus Potenza C5 vince per 9 a 0 contro un Manleva incapace di tenere il ritmo delle potentine. Al 4’ il Cus trova il vantaggio con Gaddi che è la più lesta a mettere in rete una corta respinta del portiere Ghirlandi. Nei minuti successivi continua il monologo con le conclusioni di Gaddi e di Tesoro e al 13’ trova il raddoppio con una conclusione dalla lunga distanza di Pandolfo, assistita da Tesoro.

Un minuto dopo è Gaddi con una grandissima punizione dal limite a trovare il 3 a 0 per il Cus. Per vedere la reazione del Manleva bisogna aspettare il 26’ con Paiano che da posizione favorevole tira addosso a D’Oronzo, al 28’ colpisce il palo con Pozzuoli e al 30’ colpisce la traversa Galante con una conclusione precisa da posizione defilata. Ad inizio secondo tempo il Cus ricomincia a dominare in lungo e in largo e dopo 7 minuti trova il 4 a 0 con Tesoro, assistita in maniera

magnifica da La Casa. Il Manleva cerca un’ultima reazione con Paiano ma le sue conclusioni risultano imprecise. Tra il 15’ e il 19’ Gaddi fa 4 gol trovando il 5 a 0 di testa sul lancio di Tesoro, il 6 a 0 deviando in rete un tiro cross di La Casa, il 7 a 0 su tiro dal limite, dopo un illuminante assist di Tesoro, e l’8 a 0 con un tiro a pochi passi dal portiere dopo un precisissimo passaggio di La Casa. Negli ultimi minuti è Gerardi a completare l’opera con un grandissimo gol assistita dall’esperta Baraglia. In conclusione si può dire che le ragazze di mister Brindisi hanno smaltito la delusione derivante dalla bruciante sconfitta subita a Pisticci con una grandissima prestazione di squadra e sono pronte a lottare per vincere il campionato. Il prossimo incontro per il Cus Potenza C5 è in casa contro il Flacco Venosa domenica 11 marzo alle ore 15 e 30 al Centro Sportivo Icaro.


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Basilicata

Asd Venosa, la Carella non basta

VOLLEY

B2F - Corporelle fuori dal tunnel

N

onostante la sconfitta al tie-break, la convincente prova di domenica scorsa contro la Livi non ha tolto il sorriso alle ragazze della Corporelle. Riuscire a tener testa alla formazione seconda in classifica all’indomani di un periodo decisamente poco brillante è stata una bella prova di carattere per la squadra di mister Claps. In campo, ai fini del risultato, ha pesato quel pizzico di sangue freddo e di concentrazione in più da parte della Livi. Ancora una volta, come nel match d’andata. Capitan Sinisi e il resto del gruppo sapevano fin dalla vigilia del match che non sarebbe stata impresa facile tenere a bada le ambizioni del ben

equipaggiato roster di Nino Gagliardi, ma la determinazione a fare bene in campo ha portato quantomeno molti applausi e un punto in più in classifica. “E’ stata una partita intensa. La squadra è tornata ad esprimere lo stesso gioco di una volta. E’segno che per noi la crisi ormai è alle spalle”. Parola di Valeria Restaino, una delle punte di diamante della Corporelle Potenza, le cui schiacciate sabato si sono dimostrate decisive in più occasioni. “Abbiamo

ugualmente portato a casa un buon risultato e siamo riuscite a mettere più volte in difficoltà l’avversario. Non c’è amarezza in questa sconfitta, ma la consapevolezza di aver dato il massimo e di aver giocato con il cuore. Credo che d’ora in avanti vedremo un’altra Corporelle, impegnata a guardare avanti e a dare sempre di più. Siamo già proiettate verso la gara contro le casertane della Volalto. All’andata abbiamo vinto e sicuramente la voglia di riscatto renderà le nostre prossime avversarie più agguerrite che mai”. In foto Rita Laviano

di Lorenzo Zolfo

Olimpia Melfi: un derby dolceamaro di Lorenzo Morano opo le fatiche di un derby entusiasmante per l’Olimpia Volley Melfi c’è la prova casalinga contro la Livi Potenza, che si terrà sabato 10 marzo alle 19,00 presso la palestra di Piazza Pasquale Festa Campanile. Le ragazze di mister Vincenzo Pontolillo sono chiamate a riprendere la marcia play-off dopo le fatiche di Lavello, gara in cui le melfitane hanno fatto a dir poco tremare la capolista, che però si è imposta sull’Olimpia per 3 a 2 (25/15; 20/25; 22/25; 25/23; 15/9 i parziali). Momento cardine del match il quarto set, con l’Olimpia avanti anche nel parziale: 23 a 21; appare chiaro come si possa parlare di una vittoria sfiorata, per certi versi mancata, in casa Melfi. Due errori di fila delle melfitane hanno

D

nella sostanza rimesso sui binari le padrone di casa, capaci di vincere il set, ed aver la meglio poi nel tie-break. Quinto set dove la fatica di una gara giocata ad alti livelli, si è fatta sentire specie per Rita Laviano che sino a quel momento era stata protagonista di oltre 60 attacchi; il naturale calo della schiacciatrice, ex di turno con la lavellese Daniela Cataldi, ha di fatto poi spianato la strada al Lavello. Ad ogni modo mister Pontolillo ha espresso piena soddisfazione per quanto messo in campo dalle proprie ragazze, l’ambiente è decisamente più sereno, più fiducioso; tutte hanno disputato prestazioni importanti, e cosa positiva finalmente la difesa è quella della passata stagione: degna di nota. A fine gara, come detto nei giorni scorsi,

V

In foto Rita Laviano

entrambe le società si sono “fermate” assieme per predisporre gli ultimi accorgimenti per la tappa provinciale del mini volley, del giorno seguente, organizzata da Olimpia e Lavello e tenutasi sempre Lavello; evento che come da pronostico ha fatto registrare risultati più che soddisfacenti.

enosa. Nella palestra del “Battaglini” ha preso il via il campionato di III divisione femminile per l’ASD Pallavolo Venosa con una sconfitta. Un’ora e 45’ di gioco da parte dell’Asci Potenza, trascinate da Giacomino, quasi sempre vincenti le schiacchiate e Micele, per avere di un Venosa ancora alla ricerca di una fisionomia di gioco e dove la presenza dell’esperta Angela Carella, ex giocatrice di serie B del Lavello, non è bastata. Nel 1° set, ad una partenza favorevole delle ospiti, 6-3, Carella ha sfoggiato tutta la sua bravura nelle conclusioni portando la squadra a vincere il set per 25-20. Nel 2° set Miceli in battuta e Giacomino nelle conclusioni, favorite da alcuni errori difensivi

delle locali, trascinano l’Asci Potenza ad una facile vittoria del set. Nel 3° set parte bene il Venosa che si porta sul 10-6. Poi le solite disattenzioni difensive delle giovanissime ragazze venosine permettono all’Asci di recuperare fino al 21 pari. Un errore di Pepe da il 25 alle ospiti. Nel 4° set, anche l’esperta giocatrice Carella sbaglia conclusioni facili, 6-1 per l’Asci. Di Mantova e Pellegrino A. sbagliano in ricezione (il vero grattacapo per il mister Sinisi). Anche l’alzatrice Pellgrino M. commette errori grossolani, Laconca non chiude bene le conclusioni e l’Asci Potenza con schiacciata vincente di Morello chiude set e partita sul 25-20.

BASKET

Memorial Edmondo Landi: la Basilia c’è N

ISCRIZIONI 2011 – 2012 IMPIANTI: NUOVA STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA DEL CENTRO UNIVERSITARIO SPORTIVO DI MACCHIA ROMANA LUNEDI’ E VENERDI’ NATI DAL 1999 AL 2001 ORE 16.30 – 17.30 —- NATI DAL 2002 AL 2004 ORE 17.30 – 18.30 —- NATI DAL 2005 AL 2007 ORE 18.30 – 19.30. STRUTTURA COPERTA E RISCALDATA CENTRO SPORTIVO ROSSELLINO MARTEDI’ E GIOVEDI’ ORE 18.30- 19.30 CAMPO EX ENAOLI (SOLO GIOVANISSIMI E ALLIEVI – NATI DAL 1995 AL 1998) LUNEDI’ E MERCOLEDI’ 18.00 – 19.00 E’ GARANTITA LA PARTECIPAZIONE A TUTTI I CAMPIONATI DELLA FIGC DI CALCIO E CALCIO A 5 PER ISCRIZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI: 333/8614840 – 333/3320263 – 0971/52091 ORE PASTI Pulizie ospedaliere Pulizie industriali Disinfezione e pulizie trasporti pubblici Resina per architettura d’interni Via del Gallitello, 163 – Potenza Tel. E Fax 0971-46078 info@sepim.it

ell’ambito del quarto “Memorial Edmondo Landi”, il Comitato Fip di Basilicata ha premiato domenica mattina le società vincitrici dei campionati regionali per la stagione 2010-’11 con gli Oscar del Basket Lucano. Alla Basilia il riconoscimento per il successo nei tornei Under 13, Under 15 e Under 17 femminile. Intanto, dopo il turno di riposo previsto dal calendario per la 18a giornata del girone M di serie B Nazionale, sono ricominciati martedì gli allenamenti della Basilia Potenza in vista dell’importante incontro che attende le potentine sabato prossimo, 10 marzo. Al palaPergola arriverà infatti il Coconuda Stabia, attuale seconda forza del girone, in una sfida che vede la squadra di coach Michele Paternoster desiderosa di riscattare il pesante -23

Foto Giovanni Allegretti

rimediato a Castellammare nella gara d’andata, quando la Basilia disputò forse la peggior prestazione del suo campionato. Dalla 18a giornata intanto è arrivato il primo verdetto ufficiale, con il primo posto matematico nel girone M della capolista Lpa Ariano Irpino, già qualificata nel modo migliore alla poule promozione. Rinviata invece la gara tra Eurorida Sorrento e Villa Icaro Ottaviano che si disputerà il prossimo 15 marzo alle ore 20.


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REPORT

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La venerabile madre De La Touche

A cura di don Marcello Stanzione esperto di demonologia ed angelologia

M

argerita Claret de la Touche è nata a Saint- Germainen-Laye il 15 marzo 1868. E’ entrata nella Visitazione di Romans il 20 novembre 1890. Il 6 giugno 1896 ha il suo primo incontro con il padre Alfredo Charrier, s.j., che diventa il suo principale confidente e direttore spirituale. Il 5 giugno 1902 riceve le prime comunicazioni soprannaturali in merito a un’Opera da fondare per unire di più i sacerdoti fra loro e farli annunciatori e testimoni di Dio Amore

Infinito, perché il suo regno di amore si diffonda nel mondo. Tali comunicazioni vengono regolarmente trasmette al p. Charrier e annotate per scritto dalla suora; parte di questi scritti formeranno il materiale del libro Il Sacro Cuore e il Sacerdozio (per le vicende relative alla stesura di questo piccolo libro si veda la Presentazione). Il 6 marzo 1906 ella , insieme con tutta la comunità, si trasferisce a Revigliasco (Torino), a causa dell’espulsione dalla Francia. Il 16 maggio 1907 viene eletta superiora, e in tale carica resterà sei anni, durante i quali la comunità si trasferirà prima a Mazzè (Torino) e quindi a Parella (Torino); queste due ultime località si trovano nella diocesi di Ivrea il cui vescovo – mons. Mateo Filipello – prende a cuore la vicenda della nostra suora e si fa promotore nell’attuazione dei desideri manifestati dal Signore. Nel maggio 1910 esce la prima edizione de “Il Sacro Cuore e il Sacerdozio”. L’Opera per i sacerdoti, con la demoninazione di Alleanza Sacerdotale, verrà istituita in diocesi di Ivrea da mons. Filipello il 16 giugno 1918. Nel frattempo suor Luisa Margherita aveva aperto in Vische (To) una nuova Visitazione con l’intento

speciale di pregare per i sacerdoti (19 marzo 1914). A Vische essa muore il 14 maggio 1915. L’Alleanza Sacerdotale è il ramo centrale di un ‘Opera più vasta, l’Opera dell’Amore Infinito, che comprende pure: gli Amici e le Amiche di Betania, e le Missionarie dell’Amore Infinito (Istituto Secolare); tutti i rami hanno lo scopo di vivere la consacrazione a Dio Amore e di pregare per i sacerdoti. Gesù si manifesta a lei, la prepara, le parla la ispira. Nel giorno del S. Cuore del 1902 (era il 6 giugno), mentre pregava davanti al SS. Sacramento affinché il Signore le conceda la grazia di ben formare le novizie di cui è incaricata, la voce del Maestro le rivela la sua vera missione con queste parole: “Ti darò delle anime di uomini, delle anime di Sacerdoti”. In un primo momento rimane sorpresa, ma poi cresce in lei la consapevolezza di essere stata affidata ai sacerdoti e che il Signore altresì glieli affida: “Soffro molto, ma sono felice perché soffro per i Sacerdoti!”. A distanza di un secolo, il suo messaggio è attuale. Il S. Padre Benedetto XVI, indicendo l’Anno Sacerdotale, ha inteso “far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del

Sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea”. La venerabile riflette nei suoi scritti affinché i sacerdoti siano consapevoli della loro identità e della loro missione. Da questa radice nasce l’offerta che ella fece della sua vita per il Clero. Anzi, lo stesso Gesù le fa capire che vuole che la “nostra cara Visitazione sia l’ausiliaria orante del Sacerdozio”. Questa richiesta, pur essendo diretta ad una particolare famiglia religiosa, evidenzia in realtà un appello che riguarda tutte le Claustrali. Madre Margherita, da parte sua, scrive pagine bellissime da cui traspare tutto il suo amore per il Sacerdozio: “Vorrei poter proteggere, difendere, custodire queste anime sacerdotali che Gesù mi ha insegnato ad amare tanto; vorrei poterle avviluppare nel Cuore del Divin Maestro, affinché esse sfuggano ai pericoli che le minacciano. Non potendo nulla per esse, vado da Gesù: gli dico che l’amo, che lo voglio amare con tutto il cuore, con tutte le mie forze; con la mia tenerezza, con le mie amorose suppliche, cerco di strappargli le grazie necessarie ai miei Sacerdoti. In questo intimo dolore materno che mi strazia il cuore, l’Amore infinito, vivente nella mia anima,

spande una pace, una dolcezza , un riposo tutto celeste”. Si sarebbe potuto rappresentare in modo più profondo l’anelito alla maternità spirituale? La sua spiritualità è caratterizzata essenzialmente da due elementi: la consapevolezza dell’Amore di Dio – cosa che la conduce ad una fiducia totale, ad un abbandono filiale e confidente tra le braccia del Padre – e l’unione mistica al Cristo Sacerdote. La via percorsa è semplice e accessibile a tutti. Sulle orme di S. Francesco di Sales la Venerabile de La Touche comprende che il mondo ha bisogno della carità che sgorga dal Cuore del Salvatore. Per questo esorta innanzitutto le sue Claustrali (fu prima maestra delle novizie e poi superiora delle monache visitandine) a vivere una carità fine e delicata,

facendo fiorire i sentimenti di Cristo e diventando così quasi un riflesso del suo Cuore Misericordioso. Molte pagine di questa venerabile Madre riportano quel che Gesù le va insegnando riguardo all’essere e alla missione del Sacerdote. Nell’attacco all’identità stessa del Prete, che oggi mette in discussione molte delle sue certezze, le parole di questa Monaca, vissuta un secolo fa, portano tanta luce e sono fonte di grande consolazione. Sì, il Prete rimane sempre un uomo debole e fragile, ma il Cristo Sacerdote lo rende quasi una “incarnazione” di sé per continuare la sua opera. Il Signore ha bisogno di sacerdoti santi perché le anime conoscano sempre più il suo Cuore, si lascino illuminare dalla sua verità e riscaldare dal suo amore.

Licio Gelli: qualche ipotesi S

i caratterizza dunque un diverso atteggiamento dei Servizi nei confronti di Licio Gelli, che nella circostanza cessano praticamente di occuparsi di lui proprio quando dovrebbero iniziare, avendolo schedato negli archivi quale “pericolosissimo” elemento sovversivo, probabile agente dei paesi dell’Est. E’ questa una contraddizione che è immediatamente rilevabile dalla documentazione fornita dai Servizi, alla quale corrisponde l’altra contraddizione rilevabile da un approccio esterno al problema, ossia prescindendo dal fascicolo in esame, ove si rileva la mancata attività informativa sul Gelli da parte dei Servizi che contrasta con il peso che il personaggio va di seguito acquistando nel frangente, sino a giungere a livello di pubblica notorietà, per argomenti e motivi tali da non poter non interessare un apparato informativo istituzionalmente primariamente indirizzato, alla acquisizione di informazioni sensibili per la tutela della sicurezza dello Stato.

La contraddittorietà di questo atteggiamento viene denunciata de facto dalla circostanza che altri organismi informativi quali la Guardia di Finanza e l’Ispettorato per l’antiterrorismo, palesemente non collegati con i Servizi di informazione, pervengono autonomamente a valutare nel 1974, Gelli, quale soggetto meritevole di essere preso sotto osservazione per le sue molteplici attività, in primis, quella di possibile contatto con ambienti eversivi di destra, sul rilievo delle quali attorno al 1974-1975 la stampa dell’epoca fornirà notizie e valutazioni a profusione . La sperequazione quantitativa di produzione di documenti da parte dei Servizi segreti e l’attività investigativa degli altri organismi informativi fornisce dunque un secondo punto di riferimento per le considerazioni in oggetto. Orbene, superando l’aspetto quantitativo documentale, appare utile entrare nel merito della medesima produzione, esitandosi estremamente significativo la comparazione

tra la velina dei Servizi del 1977 e la relazione Santovito del 1978 da un lato, e le informative Santillo, in particolare quella del 1976, dall’altro, imponendosi come dato alquanto palese che i primi due documenti che nascono per impulso esterno, ossia dalla richiesta del Ministero della difesa, sottovalutino, se non altro, minimizzandola, nella nota del 1977, la Loggia P2 per incentrare l’analisi sulla massoneria in generale, seguendo un’ottica che consente di sviluppare su tale generico argomento un ampio discorso a metà tra l’analisi sociologica e l’interpretazione politica, eludendo approfondimenti sulla attività piduista, riservandosi molto di più argomentazioni di carattere disquisitorio non già di carattere informativo. Altro discorso invece afferisce per le note dell’Ispettorato antiterrorismo; il questore Santillo infatti confermando le proprie doti di investigatore da tutti riconosciutegli, ma che non gli valsero la nomina a direttore del SISDE,

evoluzione dell’IGAT, alla cui guida fu preferito il generale Grassini, quest’ultimo poi risultato iscritto alla Loggia P2, centrando il cuore del problema fornisce una serie di documenti che in luogo di fumose considerazioni sulla massoneria rilevabili anche da pubblicazioni in commercio, danno precise informazioni su Licio Gelli e sulla Loggia Propaganda 2, sebbene nella nota del 1976 che sarà l’ultima della serie, è dato riscontrare, grossolane inesattezze sulla massoneria, laddove si confonde l’Ordine dunque i primi tre gradi, con il Rito scozzese, ma fornendo precise e dettagliate notizie sulla Loggia P2 che segneranno una mirata attenzione investigativa in stridente contrasto con la singolare disattenzione dei Servizi nei confronti di Licio Gelli e della sua organizzazione. Possiamo dunque in sintesi affermare l’esistenza di una sorta di cordone sanitario informativo posto dai Servizi a tutela ed a salvaguardia della figura di Gelli e di quanto lo

riguardasse, secondo una linea non smentita di continuità, che non interessa soltanto il periodo dell’apogeo della sua carriera, epoca nella quale sarebbe spiegabile facendo ricorso all’argomento dell’influenza da lui acquisita nel Servizio e fuori di esso, ma che rimonta sale evidentemente al 1950, allorquando il nostro, è ancora un personaggio di ben minore caratura, tale comunque, da non potergli certamente addebitare azioni di pressione deviante sui Servizi. Una continuità di atteggiamento insomma che accompagna il Gelli durante lo sviluppo della sua carriera, senza apprezzabili scarti che ne contrassegnino i progressi che verranno, invero, assai sorprendenti. Ovviamente, fatta salva la competenza e la professionalità dei nostri Servizi informativi di allora al pari di quelli odierni, non rimane altra conclusione che quella di riconoscere che Licio Gelli è egli stesso un operatore appartenente ai Servizi medesimi, poiché è tale ipotesi l’unica che trova logica spiegazione nella copertura dai questi assicurata al loro sodale, in modo sia

passivo, nella misura in cui non sono state assunte informazioni circa il soggetto Gelli, sia pure attivamente, non fornendone ovviamente contezza all’autorità politica che ne fa richiesta, proprio a salvaguardia dell’ agente operante. Tale assunto al quale si è perviene stricto sensu, fornisce spiegazione ad alcuni dei problemi cui la Commissione si è posta, ma sebbene non chiarendo la natura dell’informativa COMINFORM, inserita nel fascicolo Gelli del 1950.


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LE NOSTRE RECENSIONI

IN PLATEA

POSTI IN PIEDI IN PARADISO

MULTI CINEMA RANIERI TITO SCALO - PZ

N

el film Posti in piedi in Paradiso, Ulisse, un ex discografico di successo, vive nel retro del suo negozio di vinili e arrotonda le scarse entrate vendendo “memorabilia” su e-bay. Ha una figlia, Agnese, che vive a Parigi con la madre Claire, un’ex cantante. Fulvio, ex critico cinematografico, scrive di gossip e vive presso un convitto di religiose. Anche lui ha una bambina, di tre anni, che non vede quasi mai a causa del pessimo rapporto con l’ex moglie Lorenza. Domenico, in passato ricco

imprenditore, è oggi un agente immobiliare che dorme sulla barca di un amico e, per mantenere ben due famiglie, fa il gigolo con le signore di una certa età. Ha un rapporto conflittuale con i due figli più grandi ed è perennemente in ritardo con gli alimenti da versare alla sua ex moglie e all’ex amante Marisa, da cui ha avuto un’altra figlia. Dopo un incontro casuale, durante la ricerca di una casa in affitto, Domenico realizza di avere incontrato due poveracci come lui e propone ad Ulisse e Fulvio di andare a vivere

insieme per dividere le spese di un appartamento. Inizia così la loro convivenza e la loro amicizia.Senza esplicite prese di posizione, ma con uno sguardo che non tradisce più la sua abituale fascinazione nei confronti di un femminile imperscrutabile, Verdone sfodera i suoi artigli da gattone e dissacra veri e falsi miti squisitamente contemporanei, a cominciare dalla proverbiale carità cristiana e dalla cieca fiducia in uno stato assistenzialista. Come i padri della grande commedia

all’italiana, da Steno a Scola passando per Monicelli, riesce poi nella encomiabile missione di rendere divertenti, a volte perfino spassose, situazioni di cui non c’è nulla da ridere.

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

Pittura: “Donna del 2012”

I

n occasione della giornata dedicata alla “Festa della Donna”, per ricordare le donne operaie che morirono tragicamente bruciate quell’8 marzo 1908, nasce l’iniziativa “Donna del 2012”, una mostra personale di pittura di Lucia Bonelli in Contrada Giuliano presso la galleria – studio di Angelo N o l è . Tre giornate, da giovedi 8 a sabato 10, dedicate interamente al ruolo della donna nella società odierna che offrono occasioni di dibattito e confronto per ricordare quelle tante donne che nel silenzio lavorano e accudiscono la famiglia, quelle tante donne che nel silenzio subiscono la violenza brutale dell’uomo in famiglia, al lavoro e nella collettività. Lucia Bonelli, esponente dell’arte contemporanea potentina, sin da piccola appassionata di arte, dopo la maturità e la formazione conseguita durante il suo soggiorno universitario a Napoli, ha trasformato la sua passione in un impegno coinvolgente, professionale e soprattutto costante nel corso della sua vita. La sua pittura è densa energia espressionista; le emozioni sono forti e tutte segretamente racchiuse nei colori usati nei suoi dipinti, accattivanti ed affascinanti,

malinconici e graffianti al contempo. Nei meandri inferiori della residenza di Nolè, in un’ala del compendio immobiliare, è ubicata la galleria – studio, location dell’evento; tra mura di pietra e mattoni a faccia vista, rese suggestive da archi a tutto sesto, nicchie e arredo rigorosamente in legno con giochi di colori e di luci, trova corrispondenza lo spazio dedicato alle tele di Lucia Bonelli. Con l’opera dal titolo “Donna del 2012”, l’artista trae ispirazione da una mitica considerazione di Edmondo De Amicis : “Una donna è sempre un mistero: non c’è che affidarsi al suo viso e all’ispirazione del proprio cuore”. I volti delle donne sono tanti, difficile elencarne la moltitudine delle diversità, nel tempo esse hanno cardato la lana, trecciato i giunchi, lavorato nei campi, assistito i familiari e i conviventi, divenendo il motore propulsivo della famiglia e custode del focolare

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10 – 20 – 30 EURO CICIRIELLO domestico, tuttavia sono ancora poche le donne protagoniste e autorevoli nella vita pubblica e sociale. Di fronte a queste tematiche, entra in gioco il ruolo dell’artista, a Lucia il compito di sensibilizzare i visitatori, di fare uso dell’arte come mezzo efficace di comunicazione, utilizzarne il suo linguaggio visivo, diretto e immediato. Con le sue opere, e per la sua tecnica inconfondibile “ a nudo” nel prediligere la sensualità e l’anatomia del corpo femminile, esalta il ruolo della donna che rappresenta la bellezza, la vita, essa, al pari della terra, procrea, dà la vita dal suo stesso corpo.

ABBIGLIAMENTO Viale Dante,39 POTENZA

JAMES SENESE E’ fernuto o tiempo

U

n uomo, uno strumento musicale: James Senese, “black scugnizzo” di Napoli, eroe del “Neapolitan Power” insieme a Pino Daniele, Tullio De Piscopo e Tony Esposito, sa suonare il sax come nessuno. Un suo disco, un suo assolo, lo riconosceresti tra mille. Non si sa come fa, ma lo fa. E anche la sua voce, terrigna e “soul” al contempo, è una merce rara, sin dai tempi dei Napoli Centrale, il gruppo che lo consacrò (dopo i fasti melodici degli Showmen) al sound a cui è dedito tuttora: un jazz-folk mediterraneo potente ed evocativo. Passati ormai da un pezzo i sessant’anni, James Senese esce con un altro album, che forse non aggiunge nulla di nuovo al lavoro fatto fin qui, ma che ce lo restituisce su disco in buona forma, con alcuni picchi tipici del suo repertorio come lo scoppiettante pezzo finale “Je me chiamo Carminiello”. Davvero un gradito ritorno.

lo trovi anche su www.siderurgikatv.com www.siderurgikatv.com : Video, Filmati, Notizie, Eventi dall’Italia e dalla Basilicata In Programmazione: Ciao Lucio... I rioneresi ti ricorderanno sempre, Rionero - Premiazione Over 80, Festa della Donna, Documenti - Telecento Giornale, Italiani nello Spazio – serie comica, Fondazione Fortunato – convegno di studi. Le Nostre Pubblicazioni On-Line: Vulture Magazine, notizie dal cuore della Basilicata; Evasion, blog del libero pensiero; Libri Liberi.


C O M U N E DI P O T E N Z A AVVISO ALLA CITTADINANZA ASSEGNAZIONE DI SEPOLTURE AL NUOVO CIMITERO Si avvisa la cittadinanza che è possibile presentare domanda di assegnazione di sepolture. Con convenzione Rep. N. 14941 del 27.04.2009 il Comune di Potenza ha affidato in concessione i lavori per la progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Cimitero Comunale, in località C/da Montocchino, alla Società Nuovo Cimitero di Potenza di Socomer G. L. srl . Il progetto definitivo approvato il 07.04.2010 prevede la realizzazione di loculi, cappelle gentilizie, cappelle di famiglia, cellette ossario e fosse. Il costo stabilito per ciascuna tipologia è quello riportato nella sottostante tabella: Prezzo* € 10% caparra concessione per 30 anni di loculo in 1° fila 3.780,00 378,00 concessione per 30 anni di loculo in 2° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 3° fila 4.300,00 430,00 concessione per 30 anni di loculo in 4° fila 2.940,00 294,00 concessione per 99 anni di cappella gentilizia 10 loculi + 16 ossari 58.950,00 5.895,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 8 loculi + 8 ossari 43.640,00 4.364,00 concessione per 99 anni di cappella di famiglia tipo 4 loculi + 4 ossari 24.760,00 2.476,00 concessione per 30 anni di celletta-ossario o cinerario 236,00 23,60 concessione per 10 anni di fossa 294,00 29,40 * oltre iva come per legge Gli interessati potranno presentare la domanda di concessione presso la sede del concessionario NUOVO CIMITERO DI POTENZA DI SOCOMER G. L. srl, ubicata in Potenza alla Via Matera presso Parcheggio UNO Rione Mancusi – negli orari di apertura al pubblico dal martedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 ed il mercoledì dalle ore 15,00 alle 16,30. Il progetto potrà essere visionato sul sito internet www.socomer.it oppure sul sito internet del Comune di Potenza www.comune.potenza.it area tematica servizi cimiteriali. CONDIZIONI PER L’AMMISSIONE DELLA DOMANDA 1. Gli assegnatari dovranno essere residenti o aver avuto la residenza o aventi parenti residenti nel Comune di Potenza. 2. Ogni soggetto potrà risultare assegnatario di n. 1 (uno) loculo e di un ossario per ogni componente il suo stato di famiglia o di una cappella. 3. L’assegnazione potrà avvenire solo ed esclusivamente in favore di un soggetto. 4. L’assegnazione potrà altresì avvenire a favore di soggetti defunti su richiesta del familiare. 5. E’ fatto assoluto divieto di cessione, a qualunque titolo, della prenotazione e/o concessione. 6. E’ condizione di ammissibilità della domanda il versamento del 10% del costo di concessione a titolo di deposito cauzionale come dettagliato in tabella. 7. La durata della concessione decorrerà dall’utilizzo della stessa. 8. La scelta della sepoltura avverrà con il criterio cronologico di presentazione della domanda. L’Ufficio del Concessionario del Nuovo Cimitero Comunale di Potenza è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti (e-mail: nuovocimiterodipotenza@socomer.it, tel. 0971/273524) e ha la sede in Potenza alla via Matera c/o Parcheggio Uno (Rione Mancusi). Potenza, 10/01/2012 Il Concessionario Nuovo Cimitero di Potenza s.r.l.


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L’Intervista “ Pittorica”- Lorusso Giorgio “P

di Angelo Nolè

ercorsi urbani” è il titolo del primo ciclo di Lorusso Giorgio, dedicato alla città di Potenza, in particolare agli elementi di interesse storico-artistico. Sono dodici opere di tecnica mista che evidenziano la presenza di elementi architettonici di interesse civile e religioso che, nei vari stilemi, attestano un glorioso passato della nostra città, ma soprattutto la presenza e l’influenza artistica di popoli stranieri presenti sulla nostra terra in epoche remote. Giorgio, è un artista autodidatta che coltiva la passione per l’arte sin da piccolo, dedicandosi anche alla poesia. Come nasce la tua passione per l’arte?

Sin da piccolo ero affascinato dal lavoro di mio padre, muratore, che nei fine settimana passava il tempo nel suo laboratorio a fare suppellettili e attrezzi vari con materiale di riciclo e poi quando avanzava un po’ tempo realizzava sculture in pietre e pezzi ornamentali per ville e masserie come mortai e pestelli, occhielli per le scuderie di cavalli ecc.. Come nasce il ciclo “Percorsi

urbani”?

dio del vino, agghindato con pampini di vite e grappoli d’uva, circondato dalle “Baccanti” le quali danzavano lussuriosamente in corteggiamenti, portò i suoi vini migliori, e brinda in allegria”.

Negli ultimi anni abbiamo visto rifiorire la nostra città soprattutto sul piano artisticoculturale, tante persone hanno dedicato spazi ed eventi al nostro centro storico con pubblicazioni di libri da parte di studiosi lucani, rubriche e schede artistiche curate soprattutto dal settimanale “Controsenso Basilicata” e poi l’azione costante del nostro sindaco Vito Santarsiero ha risvegliato la coscienza dei cittadini verso la storia potentina, perciò ho voluto dare il mio contributo.

Tu hai partecipato a diverse mostre collettive in città e nei paesi dell’area potentina, credi di essere pronto per una prima personale? Credo proprio di si. Sto lavorando per la mia prima personale “di arte e di poesia”; è un evento che presenterò in una galleria privata dell’area potentina e che sarà caratterizzato dal coinvolgente connubio fra parole e pittura. Non è una mia scoperta, vorrei soltanto ripercorrere la strada di un gran maestro come Leonardo Da Vinci che considerava la pittura come una poesia che si vede e non si sente mentre la

Ci puoi trasmettere le sensazioni, le emozioni che un artista prova nel dipingere un soggetto, un mondo immaginario, a volte desiderato?

poesia una pittura che si sente ma non si vede. A questo punto l’intervista diventa più emozionante, nel trattare la poesia si arricchisce di pathos; ascolto con gioia alcune rime di Giorgio dedicate ai paesi lucani, Tolve e Serra di Vaglio B.: << Tolve, dolce, agreste e pastorale, tu che per i monti sali, pieni di ulivi sciolti. Tolve, piena di telvose ed altre ancestrali cose>>; Serra di Vaglio Basilicata: << tu, ti ergi in quella maestosa valle incontaminata e fiera,

piena di resti del passato, di quella civiltà che nessuno ha dimenticato>>. Lasciamo la poesia per conoscere altre opere pittoriche di Giorgio, espressa in piccoli formati di tecnica varia, olio su cartoncino, grafica o disegno artistico puro. Come nasce il dipinto “La festa del sacro fuoco”? “Io amo la mia terra, la Lucania e la sua storia,

testimone di civiltà antiche e dominazioni straniere. Da una recente visita agli scavi di Serra di Vaglio nasce l’idea di rappresentare il mondo della mitologia greca secondo la mia immaginazione; con “ La festa del sacro fuoco”, cerco di evidenziare alcuni particolari di una festa ‘immaginaria’ proposta da Estia, dea del fuoco che ordina a un centauro, creatura divina metà uomo-metà cavallo, di cacciare un cervo per il banchetto, Bacco, intanto,

“…La pittura nasce dal desiderio di creare, di definire un qualcosa dando la giusta tonalità usando colori caldi o freddi, allungandoli o accorciandoli, cioè, schiarendoli o scurendoli secondo il soggetto del dipinto, a seconda che si vuol dare una forma più nitida, trasparente o più coperta. Per me dipingere significa distensione, rilassamento, ogni pennellata dà libertà di movimento, più spazio nel tempo, ogni sentimento scaturisce da quel giusto spessore che delinea il libero gesto o sfogo, quasi voglia dire che l’anima sprigiona la nostra forza interiore”

Il centro anziani di Rionero festeggia gli over 80 Una simpatica cerimonia accompagnata dalla Corale Vulturis Cantores di Pino Di Lucchio Conservatorio di Foggia con la partecipazione anche del M° Francesco Paolillo al piano e di Luciano De Rosa alla chitarra. La corale ha proposto diversi brani, classici, strumentali, folcloristici. Ricca di oltre

rionerese. Basti pensare alla Festa della Castagna, al Premio Letterario, al Presepe Vivente, agli Incontri di Medicina. E’ davvero un laboratorio di idee e d’iniziative unico a Rionero in

descritto bene tutte le parti della vita per poi buttare via l’ultimo atto, come un poeta senza arte…”. La quarta età è certamente l’età più delicata della vita, ma è anche un’età interessante, un’età dove si

I saluti dell’Amminitrazione comunale da sinistra Maria Pinto, Mauro Di Lonardo

A

nche quest’anno, come è ormai consuetudine consolidata, il Centro Anziani Comunale di Rionero in Vulture ha voluto festeggiare e premiare tutti gli Over 80. Una serata speciale che ha visto gli ottantenni protagonisti, festeggiati da tutto il Centro Anziani, parenti, e amministrazione comunale. La manifestazione, preceduta da una santa messa celebrata da don Sandro Cerone nella Chiesa - santuario della Madonna della Misericordia, si è svolta sabato, 3 marzo scorso, nella Sala Conferenza delle Suore della Misericordiose,

presente un folto pubblico. Ha presentato la manifestazione la professoressa Luigia Bozza, sempre presente in queste manifestazioni e animatrice di mille altre iniziative dell’Università delle Tre Età, della Fidapa e del CIF, coadiuvata dal vicepresidente Luigi Di Lucchio in rappresentanza del Centro Comunale Anziani. L’ins. Pietro D’Adamo, in sostituzione del presidente del Centro Comunale Anziani, Mauro Sasso assente per motivi di famiglia, ha brevemente illustrato il significato delle manifestazione con quale si vuole testimoniare l’affetto

e la gratitudine verso coloro i quali, con la ragguardevole età di ultraottantenni, costituiscono ancora fonte di saggezza e d’insegnamento per le nuove generazioni. Saluti dell’Amministrazione Comunale sono giunti dal Presidente del Consiglio Comunale, Maria Pinto e dall’Assessore dei Lavori Pubblici, Mario Di Lonardo. Durante le fasi delle premiazioni si è esibita la corale di Barile, Vulturis Cantores, diretta dal valente M° Bruno Falanga, docente al

Un momento della cerimonia

venti elementi, ha riscosso grandi applausi e consensi nelle esecuzioni musicali. Il Centro Comunale Anziani di Rionero, sin dalla sua nascita, si è sempre distinto per le numerose iniziative che propone alla comunità

Vulture. Questo per rimarcare il contributo che l’anziano può apportare al tessuto sociale di una collettività. Già Cicerone parlava della vecchiaia dicendo: “Non è verosimile che la natura abbia

è accumulato esperienza e saggezza. Per questo motivo, i giovani devono recuperare i valori e la memoria che gli anziani hanno accumulato negli anni e possono trasmettere.


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ontrosenso

REPORT

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Basilicata

Michele Giacomino, il percorso artistico di uno scultore

“M

ichele Giacomino: uno scultore potentino oltreoceano”, Grafiche Finiguerra – Lavello, è un libro di Anna Rosa Tatiana Simone che traccia il percorso artistico di Michele Giacomino, scultore lucano. La Deputazione di Storia patria per la Lucania, nel 1996, promosse

un progetto sulla ricerca dell’emigrazione lucana all’estero, prestando particolare attenzione alla documentazione custodita negli Archivi di Stato di Potenza e Matera. Con tale ricerca fu sviluppato un data-base con tutti i nomi trovati nei registri di rilascio dei passaporti, con tutti

i relativi dati dei richiedenti. E fu durante questa fase che furono considerate le “Carte Michele Giacomino”, una serie di recensioni ed articoli raccolti dallo stesso artista nell’album “Cenni biografici de la mia vita artistica”; documenti che non hanno, però, rimandi cronografici, rendendo difficoltosa la ricostruzione cronologica dei suoi lavori. Dopo anni, tali carte, sono state riconsiderate, e Anna Rosa Tatiana Simone è stata la prima a fare

una ricerca interamente basata sull’analisi dei documenti prodotti da Michele Giacomino. Molte delle opere dell’autore tutt’ora non ne si conosce l’ubicazione, l’unica conferma di parte della sua produzione deriva dalle fotografie e dagli scritti presenti nell’Archivio di Stato di Potenza. Michele Giacomino prese la decisione di lasciare il proprio paese per trasferirsi all’estero, ma, diversamente da molti altri artisti meridionali, egli ha conosciuto

in vita una certa notorietà in America Latina; investito poi, nel 1926, della nomina a Cavaliere della Corona d’Italia, da parte di Vittorio Emanuele III. Grazie all’impegno nelle ricerche svolte, l’autrice ha potuto tracciare un percorso biografico e professionale dell’artista Michele Giacomino. Alessia Nardozza

Politica e Manuale di passioni nel sopravvivenza alla FINE romanzo di del PETROLIO Rocco De Rosa: Albert K. Bates La mela malata Editrice AAM Terra Nuova 2008

“La mela malata”, Iride Edizioni, è un libro ad opera di Rocco De Rosa, autore di svariati saggi e narrative; il libro trae spunto dalla vicenda di “Mani pulite”. Quello di Rocco De Rosa è un romanzo che inizia con l’incontro di imprenditori e politici, locali e non, donne ossessionate dal potere e dall’amore, svoltosi in un edificio in Valle dell’Agri, la valle del petrolio che si trova tra la Basilicata e la Campania. Questi importanti personaggi si riuniscono al fine di discutere di progetti, persone che cercano di puntare sempre più in alto. L’incontro viene poi

interrotto dai carabinieri, che mettono in manette alcuni dei personaggi, a seguito di indagini su una serie di affari. Tutti sentono, poi, gravare su di loro il peso delle responsabilità della politica n o n c h é degli eventi verificatisi. Persone, queste del romanzo, che vengono incoraggiate dal testamento morale di un vecchio imprenditore, don Francesco, ad andare avanti senza lasciarsi frenare da alcun ostacolo. Nel romanzo dominano, non solo gli interessi, ma anche le passioni dei protagonisti; personaggi che si trovano sotto il controllo della politica e risultano potenti e fragili nello stesso momento, proprio come spesso realmente risulta essere l’uomo. Alessia Nardozza

L’

autore è un avvocato ambientalista americano e uno dei co-fondatori dell’Ecovillage Network of the Americas. Il libro tratta del petrolio, del suo costo, del picco della produzione e di tutte le implicazioni che ne derivano nella nostra vita quotidiana. Dalla prefazione di Maurizio Pallante, esperto della decrescita in Italia, apprendiamo che per produrre un chilo di carne sono necessarie unità di energia pari a circa 16 litri di benzina, mentre per produrre un chilo di proteine vegetali occorre solo un litro di benzina. “Secondo i dati Istat il consumo pro capite di carne in Italia è di 80 chili. Pertanto una famiglia di quattro persone mangiando 320 kg di carne all’anno, consuma più di 5.000 litri di benzina. Il passaggio a una dieta vegetariana oltre ad apportare grandi miglioramenti in termini di salute, consentirebbe di ridurre i consumi di fonti fossili”. Ma, basterebbe ridurre della metà il consumo di carne per ottenere un risultato soddisfacente. Secondo Bates, una volta iniziato il declino della produzione di petrolio e gas, siamo di fronte a tre scenari possibili. Il primo prevede un atterraggio morbido, dove governi e mercati reagiscono alla fine dell’oro nero con alternative sempre nuove e migliori. Il secondo scenario prevede uno scivolone rapido, dove gli errori dei governi e delle società transnazionali producono una discontinuità sempre maggiore dei servizi essenziali con l’innesco di una recessione economica che si inasprisce gradualmente. “La terza possibilità è un atterraggio ancora più brusco, con un collasso improvviso dei mercati, deprezzamento delle valute nazionali, crescita della povertà e la perdita dei punti di riferimento.” Il raggiungimento del picco della produzione di petrolio

e gas produrrà un cambiamento profondo e globale nella nostra vita e nelle nostre coscienze. “Il processo comincia costruendo cameratismo tra quelli che la pensano allo stesso modo. I passi seguenti si concentrano sull’aiutarci a vicenda a mettere a posto le nostre case e tornare ai fondamenti: imparare e risparmiare l’acqua, lavorare la terra, coltivare il cibo e conservarlo, costruire una casa efficiente, riscaldarla e illuminarla, mantenere una certa mobilità e vivere in maniera sostenibile”. Una persona può vivere senza cibo per un mese, ma senza acqua sopravvive solo per pochi giorni. Dobbiamo quindi diventare più rispettosi del valore dell’acqua e prendere misure sempre migliori per proteggerla e conservarla. Siamo abituati a mangiare alimenti fuori stagione e provenienti da regioni lontane. “Quando il petrolio si farà più costoso e più scarso, gli incrementi di prezzo colpiranno il settore dei trasporti. Ciò influirà sul prezzo del cibo. Più un alimento viene da lontano, maggiore sarà il suo costo”. Alcuni agricoltori hanno dimostrato quanto sia pratico e conveniente produrre cibo vicino alle città dove il cibo viene consumato. “In futuro, nei giardini delle case e dei quartieri agricoltori e non, terranno piccoli stagni con pesci e gamberi. Useranno i polli, le capre e i conigli per tenere sotto controllo le erbacce gli insetti. Adottare una dieta vegana o produrre proteine animali su scala piccola e locale, sono modi per restare felicemente ben nutriti”. Uno dei maggiori benefici dell’abbondanza di carburanti fossili durante l’ultimo secolo è stata la grande disponibilità di cibo. Questo ha prodotto un’enorme incremento della popolazione umana, ma anche effetti collaterali come l’obesità. Questo non dipende solo dalla quantità del cibo che mangiamo ma

anche da cosa mangiamo. “Negli alimenti industriali è difficile evitare additivi onnipresenti come zuccheri raffinati, sodio, acidi e ormone della crescita bovino. Le culture che tradizionalmente hanno cucine magre si stanno occidentalizzando, mettendo latticini, carne e patate al posto di riso e fagioli. L’obesità sta aumentando enormemente soprattutto in Giappone e in Cina”. L’automazione ha creato uno stile di vita più sedentario e inoltre passiamo molto del nostro tempo libero in un mondo virtuale, con televisori, computer e videogiochi. “Per perdere peso e mettersi in forma basta un’equazione molto semplice. Se assumete più calorie di quante ne consumate, allora aumentate di peso. La strada migliore è aumentare l’attività fisica limitando al contempo le calorie per mezzo di una dieta moderata”. Le camminate regolari sono molto importanti per la salute. Infatti si possono prevenire e curare molti problemi di salute spostandosi a piedi tutti i giorni. Prendere la macchina per andare al supermercato dietro casa contribuisce sia all’obesità che all’inquinamento. Un’alternativa all’usare una tonnellata di acciaio per spostare una sola persona è viaggiare in gruppo, condividere una macchina (car sharing) o usare i mezzi pubblici. “ La sfida più dura al grande cambiamento non è fisica, bensì mentale. Le società dipendenti dai beni di consumo e dal modello dello spreco creato dalla cultura dei consumi, dovranno cambiare radicalmente a livello collettivo. La strada più facile è ridurre le aspettative e semplificare gli stili di vita”. Carl Honoré, portavoce dl movimento Slow, suggerisce alcuni modi per rallentare adatti a tutti: “ Camminare invece di guidare. Leggere invece di guardare la televisione. Mangiare a casa con la

famiglia e gli amici. Praticare yoga, tai chi o meditazione. Staccare dalla tecnologia”. Carl Honoré dice che “ la filosofia Slow può essere riassunta con una parola sola: equilibrio. Essere veloci quando ha senso essere veloci ed essere lenti quando c’è bisogno di lentezza”. Il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini dice “Essere lenti significa avere il controllo dei ritmi della propria vita. Siete voi a decidere a quale velocità andare in una certa situazione”. Cinquant’anni fa, in Sri Lanka, il dottor Ari Aryaarante fondò un movimento di giustizia sociale chiamato “Risveglio attraverso la Condivisione”. Lo scopo di questo movimento è la creazione di una società “senza povertà e senza ricchezza”. Il suo manifesto è espresso in questo elenco di dieci punti: “Un ambiente pulito e bello. Acqua pulita a sufficienza. Vestiario essenziale. Una dieta bilanciata. Una casa semplice in cui vivere. Cure mediche di base. Sistemi di comunicazione essenziali. Fabbisogni energetici di base. Una buona educazione. Sostegno culturale e spirituale”. “Quindi preparatevi. Liberatevi dei debiti. Comprate quello di cui avete bisogno per sentirvi preparati a tutto. Vendete il resto. Producete il vostro cibo. Aiutate i vicini e conosceteli meglio. Questa era della Terra, con tutte le sue energie sfruttate è unica. Le opportunità e le sfide del mondo di oggi sono il prodotto di tutto quello che è successo prima. Potremo continuare a vivere anche nel mondo di domani”. Om Tat Sat. yogateacher@tiscali.it

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreria dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


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Richiesta Euro 258.000 (Tratt.) – Rif. P004V POTENZA– (Via Danzi) Vendesiappartamentoal3°Pianoconascensore composto da salone, cucinotto, camera matrimoniale, 2 camere doppie, ripostiglio e 2 bagni +Soffitta Richiesta Euro 165.000 (Tratt.) – Rif. P023V POTENZA– (Zona G) VendesiAppartamentodinuovacostruzione ben rifinito composto da soggiorno/pranzo, cucinotto, camera matrimoniale, 2 camere singole, una zona lavanderia e 2 bagni+Ampio terrazzo+Garage di Mq 35 circa Richiesta Euro 385.000 – Rif. P018V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi intero stabile completamente ricostruito e ben rifinito posto su 3 livelli +Terrazzo+ Ampia tavernetta – Ulteriori informazioni inAgenzia. Richiesta Euro 380.000 – Rif. P022V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi Appartamento con ingresso indipendentesitoal1°Piano,compostodasalone, cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni Richiesta Euro 315.000 – Rif. P015V POTENZA– (Parco Tre Fontane) Vendesiappartamentoal1°Pianocomposto da salone con balcone, cucina abitabile con veranda, camera matrimoniale, camera doppia, camera singola e 2 bagni+Soffitta+ Scantinato Richiesta Euro 220.000 – Rif. P002V POTENZA– (Nei pressi di P.zza Bologna) VendesiImmobileconingressoindipendente posto su 3 livelli:P.T: Salone, cucina, un bagno,unazonalavanderiaedunripostiglio; 1°P: 2 camere matrimoniali, una camera singola ed un bagno;P. Mansardato di Mq 65 circa da poter ricavare un ulteriore unità immobiliare Richiesta Euro 350.000 – Rif. P008V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Pianoconascensore,compostodasalonecon ampio terrazzo, cucina abitabile, camera matrimonialeconbagno,cameradoppia,camerasingolaedunbagno–Parcheggioriservato Richiesta Euro 245.000 - Rif. P027V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Piano con ascensore, composto da soggiorno/pranzo con angolo cottura con terrazzino, una camera matrimoniale ed un bagno – Parcheggio riservato Richiesta Euro 135.000 - Rif. P024V POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiAppartamento ben rifinito sito al 3° Pianoconascensorecompostodaampiosoggiorno/pranzo, cucina, camera matrimoniale, camera singola, un bagno e un Terrazzo – Parcheggio riservato Richiesta Euro 165.000 – Rif. P028V POTENZA– (Rione Francioso) VendesiAppartamento completamente Ristrutturato e ben rifinito al 2° Piano con ascensore,compostodaampiosalone,cucina abitabile, camera matrimoniale, camera doppia, camera singola, 2 bagni+2 Balconi+PostoAuto riservato Richiesta Euro 315.000 (Tratt.) – Rif. P017V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo appartamento al 2° Piano senza ascensore composto da soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale ed un bagno–Da ristrutturare Richiesta Euro 60.000 – Rif. P025V POTENZA– (Via Cavour) VendesiAppartamentoal2°Pianocomposto da salone, cucina, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno+2 Balconi+Soffitta+Parcheggio riservato Richiesta Euro 135.000 – Rif. P014V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Immobile di oltre mq 300, Luminoso, Panoramico e con rifiniture di pregio, sviluppato su 3 Livelli, così composto:P.1°.Ampio salone con camino, sala pranzo, cucina abitabile ed ampio bagno; P.2°.3 camere da letto matrimoniali di cui una con spogliatoi e bagno in camera+Altro bagno a servizio all’intero piano;P.Attico.Soggiorno/pranzo, 2 camere matrimoniali ed un bagno; Richiesta Euro 1.050.000 – (Tratt.) Rif. P069V POTENZA– (C.so Garibaldi) Vendesi Appartamento ristrutturato composto da salone, cucinotto, zona lavanderia, camera matrimoniale, camera singola, un bagnoedunaveranda+Scantinato–Possibilità posto auto riservato Richiesta Euro 235.000 (Tratt.) - Rif. P057V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale al 1°P. con Bagno Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) - Rif. P073V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale Arredato al 1°P. con

Bagno Richiesta € 48.000 - Rif. P044V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Monolocale ristrutturato ed arredato al P.T. con Bagno Richiesta € 45.000 (Tratt.) - Rif. P001V POTENZA–(C.daPiandiZuccheroacirca Km 5 da Potenza) Vendesi appartamento al P.T. con ingresso indipendente composto da ingresso, ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno Richiesta Euro 60.000 (Tratt.) - Rif. P032V PIGNOLA Vendesi Appartamento composto da ingresso,soggiornoconangolocottura,camera matrimoniale con balcone, camerina con balcone ed un bagno+Cantina di Mq 55 Richiesta Euro 75.000 (Tratt.) - Rif. PI002V TITO SCALO VendesiAppartamento al 2° Piano completamente ristrutturato, composto da salone, cucinotto, 2 camere ed un bagno+Ampio balcone–Con possibilità di Garage di Mq 33 RichiestaEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS002V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Salone con ampio angolo cottura e con terrazzino, un disimpegno, Camera matrimoniale, camera singola ed un bagno Richiesta Euro 135.000 – Rif. TS009V TITO SCALO VendesiAppartamentodinuovacostruzione composto da Soggiorno/pranzo con angolo cottura, un disimpegno, camera matrimoniale con terrazzino ed un bagno Richiesta Euro 90.000 – Rif. TS008V TITO VendesiImmobileconingressoindipendente composto da ingresso, cucinotto, soggiorno/pranzo, camera matrimoniale ed un bagno+Cantina/Legnaia Richiesta Euro 32.000 (Tratt.) – Rif.P007V TITO Vendesi Appartamento ben rifinito al 1° Piano composto da soggiorno/pranzo, cucina,cameramatrimoniale,unostudiolo,un bagno, un ripostiglio e due balconcini. Richiesta Euro 110.000 (Tratt.) – Rif. P002V TITO VendesiAppartamentoal1°Pianocomposto da salone con balcone, cucinotto con ripostiglio, camera matrimoniale, camera singola edunbagno+Giardino+Possibilitàdigarage di Mq 30 RichiestaEuro105.000(Tratt.)–Rif.TS003V PICERNO Vendesi Immobile panoramico e completamente ristrutturato su 2 livelli:- P.T. Ampio soggiorno/pranzo con camino in pietra, cucinotto ed un ripostiglio; - 1°P. Camera matrimoniale, una camera doppia ed un bagno Richiesta Euro 128.000 (Tratt.) – Rif. PC006V PICERNO – (Centro Storico) Vendesiappartamentodinuovacostruzione, benrifinitaeconingressoindipendente,compostadasalone,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, camera doppia e 2 bagni+ Terrazzo panoramico di Mq 90 RichiestaEuro158.000(Tratt.)–Rif.PI005V PICERNO – (A solo 2 Km dall’Uscita dell’Autostrada) Vendesi Appartamento al Piano Terra di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente, composto da salone, cucina abitabile, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni+Terreno circostante. Richiesta Euro 155.000 (Tratt.) – Rif. PC001V VILLE IN VENDITA POTENZA– (Sant’Antonio La Macchia) VendesiVillabifamiliare,benrifinita,dicirca Mq 300 oltre Terrazzi e giardino – Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 490.000 (Tratt.) – P035V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Villa panoramica di circa Mq 300 sviluppata su 2/3 Livelli + Terreno di Mq 3000 sistemato a verde – Ulteriori informazioni inAgenzia. Richiesta Euro 630.000 (Tratt.) – Rif. P030V POTENZA– (C.da Ciciniello) Vendesi Immobile indipendente sviluppato su2Livelli:P.T.Salone,soggiorno/pranzo,cucina, dispensa ed un bagno;- 1°P.Camera matrimoniale con bagno, 2 camere doppie, un bagno ed una zona lavanderia+Terreno di circa Mq 4000 Richiesta Euro 250.000 (Tratt.) – Rif. P009V POTENZA– (C.da Dragonara) Vendesi Villa Panoramica di Nuova costruzione così composta:P.T.Ampio salone con camino, cucina abitabile, camera matrimoniale con cabina armadio e bagno;1°P.2 camerematrimonialiconterrazzo,unacamera

singola con terrazzo, un ampio bagno ed un vano lavanderia; P. Sottotetto: circa mq 50 completamente abitabili con un bagno+Ampio terrazzo +Terreno Mq 2000 sistemato a verde - Possibilità di scegliere le rifiniture interne Richiesta Euro 385.000 - Rif. P072V POTENZA– (ParcoAurora) VendesiImmobileconIngressoindipendente sviluppato su 3 Livelli e dotato anche di ascensore interno:-P.T.Ampio Garage con Cantina complessivamente Mq 285;1°P.Ampio salone, ampio soggiorno/pranzoconcaminoeterrazzo,cucinaabitabile,unoStudioe2 bagni;2°P.4camere da letto di cui una con bagno+Altro Bagno+Terrazzo circostante a tutte le camere+Ampiospazioesternorecintato+Cancello Richiesta Euro 1.200.000 (Tratt.) – Rif. P020V POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villa sviluppata su 2 Livelli:P.T.Ampiosoggiorno/pranzoconangolo cottura, un Bagno+Garage+Cantina,1°P.Ampio salone, 2 camere matrimoniali di cui una con bagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 355.000 (Tratt.) – Rif. P019V POTENZA– (Costa della Gaveta) Vendesi Villa di nuova costruzione indipendente e panoramica di circa mq 400,così composta:-P.T.Ampio salone, ampio soggiorno, cucina abitabile, uno studio ed un bagno + Cantina e garage;-1°P.5 ampie camere da letto e 3 bagni+Terreno di circa Mq 6000 completamente recintato Richiesta Euro 580.000 – Rif.P011V POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVillettaindipendentesviluppatasu2 livelli, completamente da Ristrutturare, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto, bagno e cantina;1°P.Camera matrimoniale, camera doppia e bagno + Terreno di circa mq 2.000 Richiesta Euro 165.000 - Rif. P012V POTENZA – (Piani del Mattino /C.da Baragiano) VendesiVillettaindipendentesviluppatasu2 livelli, così composta:P.T.Soggiorno/pranzo, cucinotto,bagnoecantina;1°P.Cameramatrimoniale, camera doppia e bagno + Terreno di circa mq 2.000 Richiesta Euro 265.000 - Rif. P013V TITO Vendesi Villetta indipendente e ben rifinita composta da ampio soggiorno/pranzo con camino, angolo cottura, camera matrimoniale, camera doppia ed un bagno+Terreno di Mq 2500 Richiesta Euro 138.000 (Tratt.) – Rif.T008V TITO Vendesi Villa Bifamiliare, ben rifinita, con Giardinoindipendente,cosìcomposta:P.Seminterrato:Tavernetta con bagno e Cantina;P.T.Salone, cucina abitabile ed un bagno;1°P. 2 camere matrimoniali, camera singola e 2 bagni;P.Mansardato:Camera matrimoniale, cucina ed un bagno Richiesta Euro 375.000 (Tratt.) – Rif.T005V PIGNOLA– (Pantano) Vendesi Villetta panoramica indipendente, nuova costruzione, così composta Soggiorno/Pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, cameretta e bagno+Terreno circostante di circa Mq 2000 Richiesta Euro 130.000 – Rif. PI010V PIGNOLA– (C.da Pantano) Vendesi Villa Bifamiliare di Nuova Costruzione con Ingresso indipendente sviluppata su 2 Livelli:P.T.:Ampio salone con camino, cucina abitabile ed un bagno-1°P.Camera matrimoniale, 2 camere singole ed un bagno+Ampio giardino circostante Richiesta Cadauno/Euro 220.000 (Tratt.) – Rif. PI015V PIGNOLA– (C.da Pian Cardillo) Vendesi Villetta Bifamiliare così composta:P.Interrato:Ampio garage, cantina, zona lavanderia e scala interna di collegamento con il P.T.;P.T.Soggiorno/pranzo con angolo cottura, 2 camere da letto ed un bagno+Terreno di oltre Mq 3000 Richiesta Euro 210.000 – Rif. PI005V PIGNOLA– (C.da Ruovolo) VendesiporzionediVillaTrifamiliareconIngresso indipendente con Giardino di Mq 3000–Compostadasalonedi mq70,cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, 2 bagni ed una Tavernetta indipendente Richiesta Euro 250.000 - Rif. PI001V TERRENI E FABBRICATI RURALI IN VENDITA POTENZA– (Costa della Gaveta) VendesiTerreno agricolo in ottima posizione di18Ettari-Ulterioriinformazioniinagenzia

Richiesta Euro 950.000 (Tratt.) – Rif. P046V POTENZA– (C.da Lagatone) Vendesi Terreno di circa Mq 30.000 con destinazione seminativo e pascolo con Fabbricato di Mq 80+Annessi agricoli Richiesta Euro 150.000 (Tratt.) PIGNOLA– (C.da Tora) VendesiTerrenoEdificabileconProgettoapprovato e Concessione edilizia ritirata per la Costruzione di una Villa Bifamiliare di Mq 220 cadauna posta su 2 Livelli-Ulteriori informazioni inAgenzia Richiesta Euro 90.000 (Tratt.) - Rif.PI003V TITO SCALO Vendesi Fabbricato rurale posto su 2 Livelli+Terreno di Mq 3000 (Frutteto e Vigneto) RichiesteEuro135.000(Tratt.)–Rif.TS003V VENDITALOCALI EATTIVITA’ COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) VendesiLocaleCommercialediMq120con 3 ampie vetrine ed alta visibilità+Possibilità di Garage di circa Mq 30 Richiesta Euro 280.000 (Tratt.) – Rif. P037V POTENZA– (Via dell’Edilizia) Vendesi immobile commerciale/direzionale di circa Mq 300, ben rifinito, accreditato anche per corsi di formazione Richiesta Euro 610.000 (Tratt.) – Rif. P034V POTENZA– (Macchia Romana) Vendesilocalecommercialedinuovacostruzione al P.T. di Mq 114, con ottima rendita mensile, composto da unico ambiente con bagno, antibagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 210.000 (Tratt.) – Rif. P026V POTENZA– (Via Pretoria) Vendesi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P001V POTENZA– (ParcoAurora) Vendesi locale di circa Mq 110 valido peruso artigianale o per autorimessa Richiesta Euro 85.000 (Tratt.) – Rif. P005V POTENZA– (Centro Storico) Vendesi Attività avviata di Bar/Pab di circa Mq 200–Ulteriori informazioni inAgenzia Rif. P036V POTENZA– (Via Vaccaro) Vendesi garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 30.000 (Tratt.) – Rif. P010V AFFITTI APPARTAMENTI POTENZA– (Via di Giura) Appartamento al 1° P composto da ampio salone con terrazzo, soggiorno con accesso al giardino,cucinaabitabile,cameramatrimoniale, 2 camere doppie e 2 bagni+Posto auto all’esterno Richiesta Euro 800 – Rif. P032A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi appartamento al 1° Piano Arredata/Non arredata composta da soggiorno, cucinaabitabile,cameramatrimonialeedun bagno Richiesta Euro 500 – Rif. P008A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) Affittasi Villa su 2 Livelli:P.T.Ampio soggiorno/pranzo con angolo cottura, un Bagno+Garage+Cantina,1°P.Ampiosalone, 2camerematrimonialidicuiunaconbagno, camera doppia ed un altro bagno+Terreno di circa Mq 3000 Richiesta Euro 1.000 (Tratt.) – Rif. P024A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasiappartamentoconingressoindipendentecompostodaampiosoggiorno/pranzo, una camera matrimoniale ed un bagno+Parcheggio antistante Richiesta Euro 450 – Rif. P003A POTENZA– (Zona Montereale) Affittasi appartamento Ristrutturato Arredato/Non arredato composto da Soggiorno con Angolo cottura, camera matrimoniale ed un bagno+Scantinato Richiesta Euro 500 (Tratt.) – Rif. P016A POTENZA– (Nei pressi Stazione Inferiore) Affittasiappartamentodinuovacostruzione al 2° Piano con ascensore composto da Salone, Cucina abitabile, 2 Camere matrimoniali e 2 bagni+Possibilità di garage Richiesta Euro 800 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Rossellino) Affittasiappartamentodinuovacostruzione coningressoindipendenteePostoauto,composto da soggiorno/cucina, camera matrimoniale, un bagno ed un ampio terrazzo + Possibilità di Garage e Cantina Richiesta Euro 550 – Rif. P025A POTENZA– (C.da Pian Cardillo) AffittasiAppartamentoArredata/NonarredatacompostodaSoggiorno/pranzoconangolocottura,cameramatrimoniale,2camere singole ed un bagno+Ampio ripostiglio+Cantina+ n°2 Posti auto riservati Richiesta Euro 500 (Tratt.) – P006A

POTENZA– (Rione Francioso) AffittasiMansardacompostadacucinaabitabile, una camera, ampio ripostiglio ed un bagno – Termoautonomo Richiesta Euro 320 – Rif. P012A POTENZA– (Rione Francioso) Affittasi a studentessa o lavoratrice ampia stanza singola arredata–Termoautonomo Richiesta Euro 230 + Spese TITO Affittasi Appartamento completamente ristrutturatoebenrifinitocompostodaampio salone, cucina, camera matrimoniale, 2 camere singole e 2 bagni. Richiesta Euro 450 – Rif.T001A PICERNO – (Nei pressi UscitaAutostrada) Affittasi Villetta indipendente di nuova costruzione completamenteArredata composta da ampio salone, cucina abitabile, 2 camerematrimoniali,unacamerasingolaed un bagno+ Terrazzo e balconi+Terreno circostante Richiesta Euro 450 (Tratt.) AFFITTI LOCALI COMMERCIALI/UFFICI/GARAGES POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiLocaleCommercialediMq120con 3 ampie vetrine ed alta visibilità Richiesta Euro 1.300 – Rif. P002A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi appartamento al 1°P. ben rifinito composto da 2 ampie stanze con balconcini e 2 bagni Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P028A POTENZA– (Ponte 9 Luci) Affittasiappartamentobenrifinitocomposto da una sala d’attesa, un’ampia segreteria, 4 ampie stanze e due bagni Richiesta Euro 800 – Rif. P004A POTENZA– (Via Vaccaro) AffittasilocalecommercialediMq300completamenteristrutturatocon3ampievetrine e posti auto riservati Richiesta Euro 2.700 – Rif P013A POTENZA– (Via Due Torri) Affittasi locale commerciale di mq 75 con bagno ed una vetrina Richiesta Euro 600 (Tratt.) – Rif. P015A POTENZA– (Centro – Nei pressi Posta) Affittasi locale commerciale di mq 90 con bagno e 2 ampie vetrine Richiesta Euro 600 – Rif. P019A POTENZA– (Via Pretoria) Affittasi piccolo Locale Commerciale al P.T. con bagno e vetrina Richiesta Euro 350 (Tratt.) – Rif. P005A POTENZA– (Via Vaccaro) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 Richiesta Euro 150 POTENZA– (Centro) AffittasilocaliCommercialidiMq55/110forniti di bagni e spogliatoi Richiesta Euro 500/1000 – Rif. P018A POTENZA– (Rione Francioso) AffittasiLocaleristrutturatousostudioalP.T. di Mq 40 con Bagno e antibagno Richiesta Euro 450 (Tratt.) – Rif. P023A POTENZA– (Via Isca del Pioppo) Affittasi Locali ad Uso Commerciale/Studio al P.T. di diverse metrature Ulteriori informazioni in Agenzia – Rif. P020A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi al 1°P. appartamento Uso Studio di Mq 55+Posto auto riservato Richiesta Euro 500 – Rif. P022A POTENZA– (Via Del Gallitello) Affittasi Locali Commerciali al P.T. di nuova costruzione di Mq 70/90/150 circa Richiesta Euro 600/800/1.400 POTENZA– (Zona Centrale) Affittasi locale Bar/Pizzeria/Ristorante di circa mq 200 con 50 posti, completamente arredato e con tutte le autorizzazioni Richiesta Euro 2.500 (Tratt.) POTENZA– (Via Del Gallitello) AffittasiAppartamentousoUfficiodiMq70 Richiesta Euro 600 - Rif. P009A POTENZA– (Immediate vicinanze) AffittasiLocaliusodepositodiMq/Cadauno 100 con piazzale antistante Richiesta Euro/Cadauno 450 – Rif. P007A POTENZA– (Via Dei Mille) Affittasi Locale Uso Artigianale di Mq 130 con altezza di Mt 6 e con Piazzale antistante recintato Richiesta Euro 1.200 (Tratt.) - Rif. P014A POTENZA– (Macchia Romana) Affittasi Garage di nuova costruzione di Mq 30 circa Richiesta Euro 150 - Rif. P012A TITO SCALO Affittasi Locale di Mq 65 ad uso Artigianale/Deposito+Piazzale Richiesta Euro 270 - Rif. TS003A


ControSenso  

19 marzo 2012

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