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Basilicata

17 Novembre 2012

DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO III n. 103/17 Novembre 2012 Redazione:Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100- Potenza Tel. e Fax. 0971 - 092255

L’ex sindaco contro il prete “politico”

Il tribunale, il tabacchino ... e le “balle”

a pag. 3

<<San carlo, così si finisce su “Striscia”>>

a pag. 5

a pag. 8

Cari Contro-Lettori, avrete tante volte letto editoriali e fondi di direttori di giornale, in cui questi rimpiangevano i mitici anni Sessanta o Settanta in cui loro, da giovani, erano tutti “politica e contestazione”. Avrete anche letto i duri paragoni con la realtà di oggi, in cui gli stessi opinionisti inorridivano di fronte al “bestiario” dei nostri ragazzi, tutti febbrilmente impegnati come sono fra palestre, discoteche (quando va bene), tablet, facebook, twitter, youtube, cellulari, I-pad, I-Pod, Maria De Filippi, Twilight, Amici, X-Factor, la moto del mio ragazzo, il piercing della mia ragazza, minicar, giornaletti insulsi, capelli alla Dragon Ball, linguaggio idiota, sega a scuola, i soldi di papi, e via discorrendo. Noi che odiamo (e fortunatamente non siamo) i vecchi tromboni, pur annichilendoci davanti al vuoto pneumatico e alla pochezza cosmica che affligge gran parte (non tutti) degli esponenti delle nuove generazioni, non facciamo gli splendidi e confessiamo che, ai nostri tempi (anni Novanta) ogni scusa era buona per fare sciopero a scuola. Niente politica. Niente contestazione. Solo fancazzismo. Finiva uno sotto la macchina a Genzano? Sciopero. Il Capo del Governo aveva la forfora? Sciopero. Il più delle volte. Ma la realtà di oggi, a distanza di una ventina d’anni, è addirittura peggiore. Il più delle volte. Per questo abbiamo alzato la

testa dal piatto quando al tg abbiamo sentito dei giovani che hanno dato una mano di bianco e di giallo alle pareti del consiglio regionale a colpi di uova marce. Sia chiaro, lungi da noi plaudire alla violenza o alla

sommossa, ma non possiamo fare a meno di notare che la veemente protesta studentesca di qualche giorno fa (nella foto), dal generico è scesa nello specifico: i nostri giovani sembrano aver spento i lettori mp3 con le canzoni di Lady

Gaga e Laura Pausini e hanno veicolato il disgusto alimentato dalle notizie sugli abusi della casta, anche e soprattutto lucana, in un rigurgito di anti-mala-politica regionale. Un risveglio delle coscienze (spontaneo, e non veicolato

da movimenti e associazioni opportuniste) che dovrebbe preoccupare i nostri politici dormienti e mangerecci. I giovani stanno riaprendo occhi e orecchie e ci auguriamo che –pur mantenendosi sempre lontani da eccessi di

sorta- sappiano cementificare questo rinato spirito critico e assorbirlo. Specie quando andranno a votare. I giovani stanno tornando. Walter De Stradis


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17 Novembre 2012

Basilicata

SOLDI, DISOCCUPAZIONE E SPRECHI

Basilicatanet “sorvola” sulla faccenda D’Agostino: potrebbe dover rispondere della storia delle 800 euro per un giorno di lavoro

A

LLORA amici di TORE …. Questa settimana la carne da arrosto avanza …. Pensate che Bankitalia ci conferma che la disoccupazione avanza e invade la indifesa Lucania senza incontrare alcuna resistenza. I politici sono presi da problemi provinciali (quasi paesani) e manifestano senza rischiare cariche di polizia e sembra quasi che se non cancellano la Provincia di Matera in Basilicata sparisce il problema disoccupazione. Devo credere

cosi perché alla manifestazione per Matera c’erano tutti ma proprio tutti De Filippo quasi a braccetto con Folino e cera il VITI, il Santochirico e c’era l’Antezza e c’erano financo quelli del PIDIELLE e Latronico, con il Venezia e poco più indietro il Rosa, ma certamente c’erano quelli che fanno intergruppo e mi fermo per ché non voglio farvi arrabbiare amici io so,i nfatti, che voi potendo farlo senza rischi … ne direste di cose intorno al fatto ed agli attori. Tornando a

noi, però tutti li a manifestare tranquilli e abbiamo scoperto, per caso anche il perché, hanno affidato a un certo D’Agostino (esperto pure questo) per la modica cifra di 500 euro al giorno lo studio del problema disoccupazione in Lucania. C’è polemica sui giornali per questa spesa e il D’Agostino pure abbozza una difesa (del tipo nega sempre: se tua moglie ti scopre con l’amante se ti vuol bene ti crederà alla fine la moglie….) ma la polemica,s econdo me amici, è sbagliata perché se dopo tanti decenni o dopo tanti secoli (che dire si voglia) paghiamo ancora 500 euro al giorno a un esperto per farci studiare le cause della disoccupazione, allora siamo stracotti. Avrei capito quella spesa se l’incarico fosse stato di studiare le iniziative di legge utili a creare prodotti richiesti dal mercato e a farli fare da lucani in Lucania ma se questo, pure, fosse l’incarico datogli che ci azzecca il D’Agostino? Tutto questo per introdurre il tema nostro che è la qualità e l’oggettività della informazione istituzionale che fa Basilicatanet e Mezzogiorno Basilicata. Nessuno dei due mezzi, infatti, ha accennato a questa diatriba e sarà pure vero che si tratta di un incarico di miserevoli 25 mila euro, ma sono 25 mila litri di latte comprato al supermercato o

no? Si potrebbe alimentare a latte una persona bisognevole x 25 mila giorni più o meno e cioè all’incirca x 68 anni. Una cosa simile, però, non sollecita il Direttore Rivelli e nessun altro della redazione e la cosa ci incuriosisce al punto che ci facciamo altre domande del tipo: forse quelli di BASILICATANET NON POSSONO RICAMARE SU QUESTE COSE PER EVITARE CHE ALTRI RICAMINO SU LORO. Potrebbe accadere che qualcuno chieda il nome del tipo di Basilicatanet che ad agosto è costato 800 euro per un giorno, a tutti noi. Oppure potrebbe capitare che un altro meno obiettivo di chi scrive si domandi e domandi come sono spesi i 900 mila e più euro (stipendi a parte) che sono la dotazione dell’Ufficio stampa della Giunta se non abbiamo capito male? Insomma ci stiamo formando l’idea che Basilicatanet non pubblichi cose e/o persone che possano dire verità scomode, ma solo per evitare di dover rispondere delle proprie spese. Ma questa è una opinione malevole che aspetta, inutilmente, di venire documentalmente smentita. ALLA PROSSIMA AMICI e LA BONTA’ VI PERVADA.

L’affresco di San Michele Arcangelo: ci scrive il parroco Gentile Direttore, le scrive il parroco di S. Michele Arcangelo di Potenza, fra Antonio Basso. Ho letto qualche giorno fa sul vostro giornale il trafiletto, a firma di Giovanni D’Andrea, riguardante l’affresco presente nella no-

stra chiesa, minacciato dalle infiltrazioni umide dovute alla pioggia. La ringrazio per l’attenzione a questo importante reperto e per dovere di cronaca la informo che, durante l’estate appena trascorsa, la parrocchia ha dovuto affrontare una pesante spesa proprio per rifare la coper-

tura del tetto su cui è ubicato l’affresco, per prevenirne un ulteriore deperimento. Mi sono anche premurato di intervenire subito sull’affresco e tra pochi giorni inizieranno i lavori di recupero da parte del restauratore. Naturalmente in tutto questo ho già avvisato la Sovrintendenza. L’Ordine dei Frati minori ha sempre avuto grande cura degli edifici e delle opere d’arte che le venivano affidati e anche in questo caso ho dato la priorità a questi lavori nonostante le difficoltà economiche. Proprio per questo da un lato voglio rassicurare l’opinione pubblica che un intervento d’emergenza per preservare l’affresco è stato fatto e dall’altro la prego di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto i nostri amministratori rispetto a questi temi, perché riservino una parte delle loro risorse al sostegno di chi del patrimonio artistico si prende cura anche in assenza degli enti preposti. saluti fraterni fra Antonio Basso

Un “graffio” a Patroni Griffi di Mario Petrone

I

o diffido di quelli che hanno troppo. Anche di quelli che hanno solo due cognomi come Patroni Griffi che viene a Potenza come Ministro e dopo aver dichiarato che, lui, loro pensavano che si potesse fare una sola provincia in Basilicata -ma a Matera- per cui avremmo avuto Potenza Capoluogo di Regione e Matera Capoluogo di Provincia…. e che la colpa, se non si è fatta la genialata, è di Santarsiero Vito ingegnere non geniale- Sindaco (secondo Patroni Griffi) della città di Potenza. Santarsiero gli manda a dire e perché non l’avete scritto nella legge? E si potrebbe finire qua la discussione ma non sarebbe giusto verso i Lucani e, dunque, diciamo qualche cosa concreta sulla faccenda. Il Ministro ha dichiarato che l’intento del Governo non è quello di ridurre il personale riducendo il numero di Provincie e neanche quello di ridurre i servizi, perché qualcuno quei servizi dovrà continuare a svolgerli e allora verrebbe da dire ha ragione LACORAZZA che parla di risparmi da ridere fatti con il taglio del consiglio Provinciale di Matera. Ma sempre il Patroni Griffi nella sua veste di Ministro sta già facendo mettere mano alla struttura amministrativa correlata a quella Provinciale, per cui si immagina che ci si stia organizzando per far sparire sedi provinciali tipo prefettura, questura, INPS, INAIL e chi più ne ha ne metta... e non potrebbe essere diversamente altrimenti avrebbero ottenuto la diminuzione degli Enti e la permanenza o addirittura l’aumento della spesa, anche se solo per il fatto dell’aumento naturale dei costi. Ma intanto il Ministro viene a Potenza e allora Folino gli scrive per sollecitare una revisione della decisione e De Filippo organizza un rassemblement preliminare per assumere una posizione comune che possa aiutare il Ministro a rivedere la questione. Naturalmente si chiede e sollecita l’adesione dei parlamentari delle tre Regioni interessate a non rimanere con provincia unica e si spera che in Parlamento si riesca a cambiare ma si tace, e non potrebbe che essere così, sul fatto che ci

si aspettava da un governo di esperti un provvedimento che calcolasse e dimostrasse l’utilità e il risparmio conseguente alla riduzione del numero di provincie. Si tace sul fatto che in questa come in troppe altre situazioni il Governo degli Esperti adotta provvedimenti con un fine e realizza invece il fine opposto. Facciamo un esempio concreto, per capirci: il Governo poteva scrivere una legge per fissare un tetto a tutte le retribuzioni derivanti da cariche e incarichi pubblici

e dire per esempio che il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio hanno diritto a percepire la stessa retribuzione del Presidente degli Stati Uniti di America e a scendere a cascata ogni altro incarico o carica veniva parametrato a queste retribuzioni, e per esempio i Giudici della Corte Costituzionale prendono la retribuzione dei Presidenti detti meno il 2% e così a scendere fino alle retribuzioni dei Presidenti di Regione, di Provincie e anche Sindaci e determinare risparmi per miliardi all’anno. E invece il Governo in quest’anno ha solo messo tasse, aumentato accise, bloccato gli stipendi dei lavoratori e impiegati, eliminato le pensioni che non siano per morte e ha prodotto un incremento sensibile di parecchi miliardi del debito pubblico che dichiara di voler abbattere. Insomma, a essere buoni questi esperti sono solo “ONESTI INCOMPETENTI” ed allora mi preoccupa il rassemblement organizzato da De Filippo, ma seriamente sono più preoccupato da quello che il Ministro vorrà capire perché è capace che capisca fischi per fiaschi ed allora buona notte alla Basilicata.


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IL BANDO DEL COMUNE AL TRIBUNALE

Marche da bollo, balle e sospetti Come preannunciato dal nostro giornale, si è scatenato il putiferio intorno alla riapertura del tabacchino al Palazzo di Giustizia di Rosa Santarsiero

«C’

è del marcio in Danimarca». D i r e b b e Marcello ad Orazio, in una delle più celebri tragedie di Shakespeare: l’Amleto. E noi, non per fare le Cassandre della situazione: avevamo preannunciato “Una serie di sfortunati eventi” riguardo la concessione del tabacchino situato nel tribunale di Potenza. Neanche un mese fa, precisamente sul numero del 20 ottobre scorso, Controsenso titolava: «Tribunale: le marche da “bollo” e le “balle” del Comune». Segnalammo una strana anomalia nel bando pubblico concernente proprio l’assegnazione del chiosco nel tribunale di Potenza. Nel bando si leggeva testualmente: «(…) Resta inteso che il Comune ha facoltà insindacabile, sia per la gara nel suo complesso che per ciascuna delle singole fasi del procedimento, di non dar luogo alla gara stessa, di prorogarne le date, ovvero di sospendere o aggiornare senza che i concorrenti possano accampare pretese di sorta». Non ci dilunghiamo ulteriormente nello spiegare ciò che sembra di per sé lapalissiano. Specie per i maligni. Ebbene, lo scorso giovedì 8 novembre si è aperta ufficialmente la garaa per accaparrarsi il locale. Vincerà chi tra i tanti aspiranti farà l’offerta economica piùù alta. Tuttavia, l’iter consueto ha subìto qualche piccolo intoppo. Durante l’apertura dei plichi contenenti le buste dei partecipanti, è stata ravvisata la presenza di numerose domande incomplete. Alcuni degli offerenti hanno chiesto di poter integrare tutta la documentazione mancante. In presenza di una simile situazione, la commissione anziché continuare la gara e valutare in un secondo momento le domande accettate con riserva, ha optato per la sospensione. Sì, la gara è ripresa a distanza di una settimana (cioè giovedì scorso), nonostante le buste dei concorrenti fossero già state aperte. Ricordiamo che ciascuno dei contendenti ha consegnato una busta grande contenente

la domandina compilata su apposito modulo, ed una piccola (sigillata e contenuta all’interno della stessa busta grande) relativa all’offerta economica. A dispetto delle proteste dei concorrenti, la commissione ha sospeso ed aggiornato i tempi della gara. E i presupposti c’erano tutti, perché consentiti in virtù dello stralcio del bando che abbiamo riportato in precedenza. Abbiamo contattato alcuni dei partecipanti alla gara, chiedendo un parere su quanto è accaduto. Uno dei tanti concorrenti è l’avvocato Franco Del Monte, neanche a farlo apposta, un esperto di diritto amministrativo. «A mio giudizio la gara è stata sospesa a causa di un errore di procedura. All’apertura dei plichi, la commissione ha ravvisato la presenza di numerose domande incomplete e di altre annullabili, poiché errate nella compilazione. Ci sono state anche delle sonore proteste da parte di alcuni dei concorrenti. Nonostante tutto la gara è stata sospesa per una settimana. Ma oramai tutte le buste erano già aperte. Al momento le domande sono state esaminate, restano sigillati solo gli involucri piccoli relativi all’offerta economica. g Teoricamente è legittimo

sospendere ed aggiornare una gara, ma così facendo vengono meno i principi di continuità e trasparenza della pubblica amministrazione. Ora che le buste sono state aperte, chi può garantire la tutela della trasparenza? Voi tempo fa sollevaste uno degli aspetti

controversi del bando. A mio giudizio ci sono anche altre parti che lasciano perplessi. Anzitutto la questione relativa al capitolato d’oneri che tutti i partecipanti avrebbero dovuto firmare attraverso sottoscrizione, e non per autocertificazione; poi il criterio scelto per l’aggiudicazione. Vincerebbe chi propone l’importo più alto degli altri, senza tener conto di altri fattori come la qualità o l’affidabilità. Staremo a vedere». Oltre all’avvocato Del Monte, abbiamo contattato un altro dei partecipanti alla gara, che preferisce restare anonimo, e che ci ha rivelato degli aspetti significativi. «Qui al tribunale comanda il Comune. Deve considerare un altro fattore: questo bando è stato anomalo sin dalle origini. Abbiamo versato 1,500 euro di cauzione, mi sembra una condizione poco democratica. Non mette nelle stesse condizioni tutti i partecipanti. Io ho presentato la mia domanda con estremi sacrifici, compresi quelli per racimolare la somma della cauzione. Sono un padre ed ho voluto dare una possibilità a mio figlio, un giovane disoccupato. Il mio morale, ad oggi, è pessimo. Che avvenire e quale futuro diamo ai nostri figli, se le cose funz funzionano sempre in que questo modo? Le dico di più. Ho ricevuto del delle strane ‘pressioni’ per il solo fatto di aver part partecipato alla gara. Mi chie chiederà il perché? Glielo spie spiego subito. A questo taba tabacchino ambiscono “del “delle persone che cont contano”: un consigliere com comunale (interessato d tempo ad acquisire già da uno spazio commerciale t nel tribunale) ed un noto impr imprenditore. Basta farsi due conti… Io non so chi si aggiudicherà questo locale Alla luce degli ultimi locale. eventi e mi riferisco alle eventi, contestazioni dei partecipanti durante la gara, credo che saranno obbligati a seguire le procedure canoniche». Mentre andiamo in stampa, apprendiamo che l’apertura delle buste è stata rinviata anche nella giornata di ieri.

S

cioscia popolo, questo nuovo appuntamento avrà questo nome, proprio come una canzone del nostro famosissimo Domenico Modugno. Questa canzone dice proprio questo, che quando la legna è secca e asciutta prende fuoco facilmente e fa un’enorme fiamma che arriva fino in cielo e Scioscia Scioscia si alimenta sempre di più. Vedendo le manifestazioni di questi giorni con grande partecipazione di minorenni, mi rendo conto che anche la legna che ancora dovrebbe essere verde già si è seccata... Si è proprio cosi: ci hanno fatto seccare come la legna, non hanno proprio più niente da togliere, ma come fanno la notte a prendere sonno? L’articolo 5° oramai non funziona più, la gente non sopporta più niente. La tensione è sempre più alta, e finalmente anche in questa città si incomincia a reagire, le uova lanciate contro il consiglio regionale ne sono la prova. Se vuoi lavorare come precario, se hai un progetto innovativo «fotovoltaico» addirittura per i socialmente utili, ti devi rivolgere a qualcuno. Su questo mi devo soffermare e vi devo raccontare un episodio al quale ho assistito in un paese lucano. Una persona invita un amico a prendere un caffè in un bar insieme a un esponente del centrodestra; l›altro risponde “Verrei volentieri, ma se mi vedono con quella persona non gli fanno fare più i socialmente utili a mio fratello, che poverino ha due figli a qui come sai quelle sono le uniche aspirazioni”. Conclusione: la dignità di una persona sotto i piedi. Insomma, per avere tutte queste umiliazioni ti devi rivolgere per forza al Santone, che tutti sanno ormai chi è, e soltanto questo giornale ha avuto il coraggio di dirlo. Certo, il direttore responsabile di questa testata giornalistica non aspira come altri direttori ad una postazione pubblica, pagata con soldi pubblici, in cambio del silenzio. No, il nostro direttore fa il giornalista.

no.../ e che ato vò’?/ E pígliate, pígliate, pígliate pure li figlie.../ e tècchete, tècchete, tècchete pure ‘a mugliera.../ e zùcate, zùcate, zùcate pure lu sango.../ e zùcate, zùcate, zùcate pure lu sango.../ zùcalo, zùcalo, zùcalo si vuó’ zucá!/ Ma, /attiento a te.../ ‘A legna/s’è seccata.../ e ca perciò te dico: “Attiento a te!” ‘A legna,/’a legna,/’a legna s’è seccata.../E quanno è secca e asciutta/ piglia fuoco... S’aíza la vampa.../e avvampa!/Saglie.../e ‘ncielo arriva.../E’ fiamma viva!/Chi ‘a pò stutá?! Scióscia popolo!/shhhhh.... shhhhh.........../’ncopp’a stu ffuoco ardente.../shhhhh....shhhhh.........../ arapíte ‘a fenesta.../la-lai-lai-lá.... ‘Mpizzalo, ‘mpizzalo, ‘mpizzalo comm’a saciccia.../stùtalo, stùtalo, stùtalo comm’a cannela... zùcalo, zùcalo, zùcalo comm’a lu sango.../ lálala - lálala - lálala - lálala - láila.../lálala- lálala - lálala - lálala- lá.../’Mpizzalo, ‘mpizzalo, ‘mpizzalo comm’a saciccia/ stùtalo, stùtalo, stùtalo, comm’a cannela.../scánnalo, scánnalo, scánnalo comm’a capretta.../scánnalo, scánnalo, scánnalo comm’a capretta.../scánnalo, scánnalo, scánnalo si vuó’ suná.../

Per questo io dico scioscia scioscia popolo, è arrivato il momento di reagire.

Saglie.../e ‘ncielo arriva.../E’ fiamma viva:chi ‘a pò stutá?.....

Al prossimo appuntamento.

Scioscia tu/e scioscio io.../e sciusciammo tutte ‘nzieme.../quanno ‘o popolo s’aunisce ca se passa ‘o primmo sciuscio../ scioscia, scioscia,/scioscia, sció’... scioscia, scioscia, scioscia, sció’...

Frundone Il testo della canzone di Modugno Si tiene na fenesta, te la ‘nzerrano.../ Tiene na chianta ‘e rose e ll’hê ‘a annasconnere.../ e che bello, ce spogliano!/ Pure ‘o sciato ce levano.../ pure ‘o sciato ce leva-

FITTASI APPARTAMENTO ARREDATO DI MQ 72 (Pal. Ungaro Via del Gallitello, 93) 85100 POTENZA tel. 0971/52042


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17 Novembre 2012

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L’anniversario della morte di De Blasiis

Massoneria potentina, l’uomo che provò a stanarla Il 14 novembre è ricorso l’ottavo anniversario del suicidio un po’ troppo “puntuale” di un uomo tremendamente scomodo di Virginia Cortese

C

ontrosenso se n’è occupato spesso negli anni. La sua è una di quelle storie che lascia l’amaro in bocca. Che fa arrovellare il cervello perché si pensa che materialmente è mancato il tempo. Forse, si poteva fare di più, parlare di meno, agire diversamente. Giustizia (in)giusta. Verità da cercare, sempre e comunque. Si è parlato di accanimento giudiziario nei suoi confronti, di errori grossolani, di indifferenza. Con un epilogo tragico e doloroso: la morte. Giovanni De Blasiis è stato responsabile dell’Ufficio Legislativo del Consiglio Regionale della Basilicata, consigliere della DC al Comune di Potenza dal 1985 al 1995 presidente dell’Associazione Basilicata Spettacolo. Il 3 marzo 1993 la sua vita è cambiata radicalmente: gli viene notificato (insieme agli altri componenti del Cda) un avviso di garanzia per “abuso di ufficio e conseguente turbativa d’asta in ordine all’affidamento, alla Soltur srl, del Grande

SAN CARLO: IL CASO STRANGIO

I sindacati: «Una vicenda che non doveva mai iniziare»

L’

La moglie: «Per noi Giovanni è un eroe. E la città ha il diritto di ricordarlo» Albergo di Potenza”. Il 2 agosto del 1990 De Blasiis era stato nominato, quale rappresentante del Comune di Potenza, nel consiglio di Amministrazione della società Grande Albergo Spa, e per consentire la riapertura del noto albergo potentino danneggiato dal terremoto del 1980, delibera di predisporre un bando a trattativa privata perché fosse dato in gestione, al quale partecipano sia singoli che società. Ad aggiudicarsi l’appalto è la Soltur Srl. Un imprenditore di Muro Lucano denuncia una presunta irregolarità e consegna il proprio fascicolo in Procura. Il 26 maggio De Blasiis scrive al pm titolare dell’indagine a suo carico, e descrive con apposita documentazione la propria versione. Chiede inoltre di essere ascoltato sia dal magistrato del Pubblico Ministero che dal giudice per le indagini preliminari. Ma prima di tutto, si dimette dall’incarico pubblico rivestito per non intralciare il lavoro della magistratura. Il 7 giugno 1993 viene arrestato e

resta in carcere per 11 giorni. Cinque anni dopo, il 3 giugno 1998, tutti gli imputati sono prosciolti con formula piena. Si legge nella sentenza: “Non ci fu abuso d’ufficio, non ci furono tentativi di favorire imprese amiche, non ci furono appalti truccati. La gara per gestire il Grande Albergo fu regolare”. Il 27 luglio 1994 Giovanni De Blasiis, si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e chiede la condanna dello Stato italiano per l’uso improprio da parte dei suoi magistrati della carcerazione preventiva in violazione dell’articolo 27 della Costituzione. L’Italia è condannata per violazione della Convenzione sui diritti dell’Uomo in relazione all’eccessiva lunghezza del procedimento giudiziario a cui è stato sottoposto il cittadino Giovanni De Blasiis. Il risarcimento successivo sarà di 15 milioni di lire per danni morali e 5 milioni di lire per le spese legali. Il 14 novembre 2004, l’uomo, il politico, il padre esemplare si toglie la vita

nella sua casa di campagna ad Armento. Da allora, molto è stato scritto, numerose pubblicazioni di quel raffinato intellettuale che la città di Potenza perde troppo presto e ingiustamente. Un passaggio è fondamentale: negli anni che intercorrono dal suo ingiusto arresto al suo suicidio, Giovanni aveva denunciato con ogni sua forza gli intrecci fra poteri forti, massoneria, magistratura e politica. De Blasiis in breve tempo divenne un personaggio molto scomodo, e per questo anche isolato, bersagliato da minacce e da querele per le sue denunce, anche televisive. L’ex consigliere comunale, tanto per dirne una, aveva anche previsto il pericolo dell’inceneritore Fenice. Per queste ragioni, ai familiari e non solo il suo suicidio è apparso, come dire, un po’ troppo “puntuale”. Abbiamo contattato la moglie del compianto De Blasiis, la signora De Canio alla quale abbiamo chiesto di lasciare un messaggio, un ricordo, un monito ai

giovani della nostra terra. Ci ha riferito: “Preferirei non dire nulla di personale; per noi Giovanni è un eroe, è chiaro. E penso che la città ha diritto di ricordare un uomo come Giovanni. Per i ragazzi è un esempio per l’impegno personale che ha profuso in regione, è una fonte di ispirazione. La speranza, è quanto posso e voglio trasmettere ai più piccoli. Stiamo assistendo allo sgretolamento a livello politico, i vecchi metodi sono messi ampiamente in discussione, e auspico accada anche in questa città. I giovani devono sapere che si può cambiare. Mi piace pensare che quanti non hanno avuto la fortuna di conoscere Giovanni, lo ricordino per la sua figura emblematica, per ciò che ha scritto. In modo obiettivo e oggettivo, insomma.” “Mi sono sempre opposta ed esposta in questi anni – ha concluso – in quella che non era una diatriba tra due parti contendenti ma la comunicazione del desiderio di pulizia, c’era e c’è bisogno di metodi nuovi, nella politica e nella società. Le mie vogliono essere parole di speranza e non di vendetta.”

INTERVENTO - La Sezione del Lavoro del Tribunale di Potenza ha confermato la sentenza di prima istanza emanata dallo stesso tribunale nel settembre ultimo scorso, impugnata dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo, annullando la sanzione disciplinare a carico del Neonatologo dr. G.S. Si pone fine ad un’incresciosa vicenda che non doveva mai iniziare e che invece ha causato ferite che interessano un po’ tutti. Il compiacimento per l’esito positivo della vicenda è affiancato dalla triste riflessione che, sempre più spesso, il sistema tende ad esaltare i poteri monocratici delle varie Direzioni e questo, a volte, p u ò

comportare la perdita della consapevolezza di avere a che fare con dei Professionisti che sono “in trincea” tutti i giorni, in continuo contatto con le sofferenze altrui, lavorando spesso in condizioni di “alta tensione”. Sono proprio loro che, di fatto, tra innumerevoli difficoltà, portano avanti la Sanità reale, perché ogni giorno occorre dare risposte sia ai reali bisogni di salute dei cittadini sia alle richieste pressanti da parte della comunità, incline ad amplificare mediaticamente ogni sorta di insoddisfazione. Le disfunzioni, che ci possono anche stare, nella stragrande maggioranza dei casi sono determinate dalla carenza e di adeguate risorse, mentre sono sistematicamente addebitate proprio a coloro che stanno in

trincea, in prima linea. Ed ora cosa succede? Continuare a subire passivamente tutte le lagnanze possibili, ed in aggiunta anche le reprimende dirigenziali, oppure rivendicare un ruolo attivo al buon funzionamento dell’azienda “San Carlo”? L’orientamento dei sindacati è verso un percorso comune finalizzato alla realizzazione di un clima aziendale quanto più sereno possibile per far fronte insieme al ciclone

che sta investendo il pianeta Sanità. Naturalmente, in caso di diverso avviso, saremo pronti a fare la nostra parte. Nel rapporto con l’Azienda, restiamo però convinti che bisogna puntare sulla prevenzione e possibilmente sul superamento pacifico degli elementi conflittuali; non sono quasi mai necessari provvedimenti sanzionatori che, per la loro stessa natura, possono comportare motivazioni artificiose e controproducenti interpretazioni delle norme contrattuali, con possibili serie ricadute sul clima aziendale e sull’importante lavoro da svolgere ogni giorno ed a tutti i livelli. Le OO.SS. della Dirigenza medica A.O.R. San Carlo - Potenza


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DELLE VIRTU’ DELLA POLITICA

La vicenda dei “portaborse” alla Regione: Il marsupio, il canguro e il cangurino di Lucio Tufano

E come non farsi coinvolgere e non rispondere agli stimoli lanciati di tanto in tanto da più che loquaci editoriali?

S

pecie quando sembra raccogliere il nesso oscuro tra “mediocritas totalitaria” e “fascismo comportamentale”, tra le banalità del paternalismo e dell’ipocrisia, la gestione impenitente ed imperterrita del potere ed il sarcasmo che se ne deduce. È un dovere da compiere, quello di approfondire ogni sregolatezza ed ogni vicenda che riguardano l’interesse personale ormai divenuto linfa portante di un potere perpetuo, solido o in frammenti. Ebbene, se usiamo la parola “fascismo”, lo facciamo non per indicare il fascismo storico o i fascismi militari e politici delle dittature che hanno afflitto il mondo, e, senza che – “intelligenti pauca” – con essa si voglia equivocare o depistare il discorso dalle “dolenti note” della condizione italiana e meridionale della politica. Piuttosto vogliamo, secondo i più moderni e recenti significati che la parola “fascismo” contiene, raffigurare con essa il vuoto di democrazia, l’abuso del potere, il vezio della volontà democratica, la “mobile inamovibilità” che non ha nulla da invidiare al più subdolo trasformismo, la conservazione patologica di potere mediante il dolo e l’autoritarismo; insomma con tale espressone si vogliono riassumere i peccati mortali ed i vizi capitali della politica di oggi. Si sa come la storia della politica, ma più di questa, le storie del potere si siano avvalse di rapporti ombelicali tra notabilato e gregariato, di intese privilegiate nelle quali si instaura, a danno degli altri, iscritti ad un partito o componenti di un organismo, una condizione di permanente protezione da parte di un leader, di un dirigente o di un onorevole, nei confronti di un solo gregario. La letteratura dell’antipolitica né è colma, si tratta di delfini, di pupilli, di comparielli o figliocci, di nipoti e pronipoti… Anche se dall’età classica al Medioevo ed al Rinascimento si sono susseguiti i mentori, i pedagoghi, i consiglieri, a voltre fraudolenti, certi rapporti si sono sempre consolidati ed incancreniti con il passare delle epoche e con il disfacimento delle democrazie socialiste e liberali. Ora ci preme

prendere in osservazione il nostro meridione e la nostra Basilicata, questa sorta di “delfinato di Lilliput, per capire quali analogie abbiano “la sindrome di Bruto”, il cavallo di Caligola Incitatus, portato al Senato, i laboratori di Frankensterin, nei quali personaggi allucinanti, servono a fare da megafono ossequioso ed ubbidiente al padrone. Padroni che hanno inventato la loro creatura, cieca esecutrice della loro volontà e che serviva a rappresentarli come “ubiquità”, ed anche perché idee e proclami trovassero più ampia diffusione. Vicende che hanno caratterizzato rapporti di viscerale fedeltà e fiducia, a dispetto delle aspettative dei più, a danno dell’abnegazione della causa, deludendo la militanza più attenta del partito o del movimento. Vada per il “portaborse” che, con assidua o remissiva sudditanza, si assoggetta al servizio cui è preposto, vada per ogni forma di “escalation” cui si predispone o è sollecitato il fidato collaboratore del leader che ne dilati la personalità, ne assicuri la presenza, ne garantisca l’impegno e la fedeltà al programma elettorale. Quando non sono “fantasma” dei consiglieri regionali – come scrive Leo Amato ne “il Quotidiano del 13/11/2012”. Ma i fenomeni che da secoli hanno segnato il processo di democrazia degenerata o di “fascismo strisciante o comportamentale”, il nepotismo dei Borgia e dei Farnese, dei “generismi” come

quello di Ciano e Mussolini… delle saghe dinastiche e delle famiglie despote di un territorio o di un partito…di tutti coloro che nella storia si sono avvalsi di individui più docili, più utili e più adulatori, più vicini per coabitazione, assuefazione e disponibilità o subordinazione piena, simpatia, sentimenti e affettazione del soggetto più piccolo nei riguardi del soggetto dominante, dal quale ottenere vantaggi, favori, carriera, collocazione più agevolate.

Quello del marsupio è un fenomeno tipicamente italiano, anzi meridionale, caratterizzato da una dote precipua che la mentalità corrente della gente scambia per virtù o savoir faire. Invece si sa bene, da parte degli addetti ai lavori, che si tratta di scaltrezza e “leccaculismo”, una ideologia molto in voga dalle nostre parti.

Il marsupio è una custodia, la più sicura e calda, che il padrino, a dispetto della democrazia interna, violando ogni regola di educazione e di civile convivenza, predilige per proteggere i suoi più fidati amici

Costoro primeggiano per corrispondenza di “amorosi sensi”, di affinità, di cieca fiducia, di mobilitazione e dedizione gregaria. Il fenomeno riguarda perfino la predilezione del comandante di una nave corsara ove non vi sono regole, gerarchie, gradi, ruoli specifici, bensì solo rapporti e connivenze istituzionali ed occasionali, per l’umile mozzo. Rapporti spesso incomprensibili, insopportabili per chi invece, ed è la maggioranza degli astanti, viene trascurato e deluso, addirittura danneggiato nelle aspettative e negli esiti, nel lavoro e nel tempo profusi per raggiungere un determinato obiettivo di lotta civile. Ma il marsupio è una

custodia, la più sicura e calda, che il padrino, a dispetto della democrazia interna, violando ogni regola di educazione e di civile convivenza, predilige per proteggere i suoi più fidati amici, differenziandosi da tutte le altre forme di adozione, di pupillismo o di delfinato. È una tasca dove si custodiscono i protetti verso tappe che il canguro ha già raggiunto nella sua escalation. Il marsupio appare una forma diversa dalle tradizionali forme di protezione, giacchè esso non si limita a custodire un solo gregarietto ma ne può assecondare in grembo più di uno. Perciò tra gli esemplari di animali politici che vanno per la maggiore, vi si riscontra il mammifero

marsupiale appartenente al genere canguro della famiglia dei macropodidi, o saltatori. L’analogia del canguro riguarda un tipo di clonazione che di solito si verifica nella politica, nelle vicende di potere ed istituzionali, in quei partiti senza etica e senza alcuna democrazia interna. È caratteristica, di quest’animale politico il procedere per salti da un posto all’altro, e sempre con il marsupio occupato dai cangurini, che si trovano custoditi nel marsupio e, pertanto, godono di tutti i posti che il canguro grande va occupando con i suoi salti. Dal marsupio sono usciti tutti, quasi tutti quelli che naturalmente hanno ottenuto successo, giacchè hanno incontrato il loro canguro che, in considerazione della loro fedeltà, ha aperto loro la tasca del marsupio e lì ha portati, di grado in grado, per ogni balzo di potere. Quello del marsupio è un fenomeno tipicamente italiano, anzi meridionale, caratterizzato da una dote precipua che la mentalità corrente della gente scambia per virtù o savoir faire. Invece si sa bene, da parte degli addetti ai lavori, che si tratta di scaltrezza e “leccaculismo”, una ideologia molto in voga dalle nostre parti. Perciò vi sono quelli che, rispetto alla gran parte della militanza di un partito o di un movimento, riescono ad essere i più gratificati, per incarichi esterni, di fiducia ed istituzionali, sulla base dei rapporti di confidenziale e lunga amicizia con il grande canguro. Come corre il canguro, così corre il cangurino. Basta guardasi un po’ intorno e si ravvisa un po’ dappertutto il fenomeno. I canguri procedono indisturbati ed imperterriti a tessere la loro tela, i cangurini a fruire delle nuove postazioni, a far capolino dal marsupio che li ha tutelati per tutto il tempo, occorrente al canguro, nell’occupazione di nuova aria e nuove posizioni. È superflua qualsiasi critica al fenomeno, in un tale caos di democrazia alla deriva. Un fatto è quasi certo che chi è contro l’arrampicatore istituzionale opportunista e borioso, chi si oppone al misero Machiavelli locale del fine democristiano che giustifica perfino il mezzo comunista e viceversa, non può stare né dalla parte dei progressisti né dalla parte della reazione, bensì dovrà aspettare che succeda l’irreparabile.


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17 Novembre 2012

ontrosenso

NEW CITY

Basilicata

UNA TESTIMONIANZA IMPORTANTE «San Carlo, così si finisce su “Striscia la Notizia”» La lettera-sfogo di una cardiologa potentina che lavora al Nord Le raccomandazioni dei politici e i disservizi all’ospedale del capoluogo

T

ante volte abbiamo parlato dei disservizi della sanità lucana, sperando di alimentare un confronto costruttivo. Il silenzio, all’altro capo del telefono, e i diktat aziendali volti a “non parlate con codesti giornalisti”, sono assordanti. Siamo messi all’indice, ma ne riparleremo. Que-

sta settimana ci scrive una cardiologa di Potenza che lavora fuori città, e che –pur firmandosi con nome e cognome- ha chiesto l’anonimato. Ha paura per la salute dei suoi genitori. Il racconto che fa di alcune problematiche riguardanti l’ospedale potentino, segnalatele

mediante episodi che riguardano i miei genitori (per esempio). Premetto che io lavoro da anni al Nord e torno però una volta al mese a Potenza per rivedere la mia famiglia. In queste occasioni, capita che faccia qualche visita, per lo più ad amici e chi mi ha conosciuto, ha avuto anche modo di appu-

rare la mia onestà professionale. Sorvolo sul tema dei tempi di attesa per eseguire un esame strumentale e sul clientelismo già iper noto, mi spiego meglio: Ricordo la segretaria di un politico della Regione Basilicata che, ad una cena, venendo a conoscenza che sono

menti cardiologici tra cui una prova da sforzo. Mi soffermo su questo perché mi chiama la figlia di questa signora in questi giorni e mi dice che finalmente martedì sono andate in Ospedale con l’impegnativa del medico curante dopo la mia richiesta, che è la richiesta di un medico specialista e, la dottoressa che doveva eseguire questo esame (preciso non invasivo) si è rifiutato di farlo perché non lo riteneva necessario senza però lasciare loro nulla di scritto per testimoniare e giustificare la non esecuzione di tale accertamento. E, se la figlia la trova morta uno di questi giorni, ci dobbiamo stupire se ha avuto un infarto o di cosa? Lascio a voi il commento di ciò anche perché si insiste tanto sulla prevenzione, ci stupiamo delle morti improvvise eppure … una donna sintomatica, di 71 anni, la Cardiologa la rimanda a casa perché per lei non c›è indicazione a fare l›esame. Non tutti hanno il denaro di fare esami privatamente o spostarsi in altri luoghi! Un altro esempio: mi chiama poco fa la figlia di una signora che ho in

La cardiologa scrive: «Mio padre è stato operato di tumore al colon e deve eseguire il sangue occulto nelle feci (…)A mio padre è stato detto di conservarle nel suo frigorifero o sul balcone!!!» dai suoi pazienti, e dai suoi stessi genitori, si commentano da sole. Le leggerete. Noi ci limitiamo, come già in passato, a rendere pubblico il malessere di un cittadino, questa volta particolarmente qualificato, e più che titolato per apporre qualche obiezione all’operato di alcuni reparti del San Carlo. Nessuna verità assoluta, per carità, ma ancora una volta lo spunto per una discussione che potrebbe rivelarsi costruttiva, sempre se dall’altro lato si degneranno di risponderci, una volta tanto. «Gent.ma Redazione di Controsenso e Direttore De Stradis, vi scrivo questa email perché ritengo mio dovere segnalare a voi, che siete giornalisti, una situazione sanitaria che riguarda l’Ospedale di Potenza, che ho avuto modo di constatare in maniera sempre più grave negli ultimi tempi sia attraverso i pazienti che seguo e sia personalmente,

medico si fece «scappare» una raccapricciante verità e, cioè che oltre alle numerose richieste di raccomandazioni per posti di lavoro, questo Politico riceveva numerose richieste da parte degli elettori per essere raccomandati a fare più presto gli esami strumentali di cui avevano bisogno». A questo punto della lettera la scrivente parla poi di un reparto in cui per fare subito l’esame, occorre prenotare una visita privatamente da un certo medico dello stesso reparto. La lettera prosegue. «Da Lunedì scorso, ogni giorno, ricevo almeno una telefonata da parte dei miei pazienti, che fanno davvero indignare! Una signora con dolore al petto durante lo sforzo ed affanno ed extrasistoli, si è fatta visitare da me a Marzo ed io le ho prescritto una serie di accerta-

cura, in terapia con la cardioaspirina, che tutti sanno essere gastrolesiva, perché il medico non le vuole più prescrivere il gastroprotettore e se lo deve comprare perché questo farmaco fa venire il tumore gastrico? Mi sembra davvero di stare su Scherzi a Parte! Un altro esempio: mio padre e’ stato operato di tumore al colon e deve eseguire il sangue occulto nelle feci, che è anche un esame di screening. Si raccolgono tre campioni in tre volte diverse (per motivi naturalmente statistici) e si portano in Ospedale dove vengono conservati in un frigorifero ed in condizioni adeguate. A mio padre e’ stato detto stamattina di raccogliere i tre campioni anche tutti insieme (al diavolo la probabilità statistica!!) e se, proprio voleva raccogliere tre campioni in tempi diversi, poteva conservarli nel frigorifero di casa o sul balcone! Ma vi rendete

conto? Purtroppo, l’elenco e’ lungo ma ho già approfittato troppo della vostra pazienza. Tutto questo mi dispiace perché amo la mia regione, la mia città e mi dispiace perché così si finirà su STRISCIA LA NOTIZIA! Diciamo che la mia famiglia ha la fortuna di avere me che li seguo, anche se da lontano e l’alternativa di potermi raggiungere e fare gli esami qui. Ma altra povera gente, anziana, poco colta, senza familiari, come fa? Io non sono una giornalista e vi chiedo se vi arrivano mai segnalazioni da parte dei vostri lettori su queste cose? Vi chiedo se mai qualcuno si è accorto dell’importante migrazione sa-

nitaria che riguarda la nostra Regione che deve poi rimborsare l’importo degli interventi fatti nella vicina Puglia o altrove? Io temo che i miei genitori possano all’improvviso stare male e non poter salire da me e condivido, perciò, scusate la mia viltà, la non possibilità di poterci rimettere nome e faccia per denunciare queste situazioni. Aggiungo che, anche nel mio reparto si sbaglia, dappertutto si sbaglia, motivo per cui non voglio fare la parte della cosiddetta “professoressa”. Quello che sicuramente cambia tra Nord e Sud riguarda l’umanità:al San Carlo e’ davvero raro trovare un dipendente dispo-

nibile, non presuntuoso e non arrogante, dal medico al portantino solo perché indossano un camice e sono intoccabili!!!! Vi chiedo l’anonimato, e per questo chiedo scusa ma, lo faccio per il bene della mia famiglia che non gode di buona salute e vive a Potenza. Scusate la lunghezza dell’email e resto a disposizione per conoscere il vostro punto di vista. Grazie - Lettera Firmata». Il nostro telefono funziona e la nostra e-mail pure. Da chi di dovere, attendiamo le repliche.

L’INTERVENTO

Le dimissioni di Mancusi, un buon segno Quasi come un triste presagio avevamo riflettuto nei precedenti editoriali sulle denunce della stampa locale. Denunce che venivano prese sul serio e che godevano di affidabilità e autorevolezza. Mai potevamo supporre o preventivare il fulmineo “ beau geste” delle dimissioni del vicepresidente Agatino Mancusi. Un beau geste da apprezzare in tutti i sensi. Anche nei momenti più cupi una classe dirigente seria e che si rispetti può rispolverare il vecchio orgoglio lucano e la sua grande dignità. Grande dignità che smentisce una società lucana cloroformizzata. Perché, ci chiedevamo qualche mese addietro, il popolo lucano non si indigna sui veleni della Fenice e del Petrolio, sugli incarichi e gli emolumenti d’oro dei bonificati di sempre e sulle disgustose politiche familistiche e feudatarie? Perché il popolo lucano è caduto in un letargo sociale pauroso? Tanti opinionisti di Controsenso lo approfondivano con caparbia ostinazione in queste ultime settimane di fuoco e di furore giornalistico. Una prima risposta a un simile quesito è data, sicuramente, dalla presenza massiccia, polverizzata e marginale di tanti piccoli Comuni, tanti campanili che non riescono a fare notizia. La forte presenza senile in questi “cimiteri dei vivi” non può dar luogo ad alcuna indignazione. I giovani presenti in loco e i loro coetanei cittadini di Potenza e Matera si ritrovano nella fascia d’età adolescenziale, età della spensieratezza e dei primi amori e sono poco propensi ad organizzare giornate di lotta. Restano i giovani universitari “part time” (poche presenze mensili nei borghi natii) e le giovani mamme/casalinghe. Non a caso nelle manifestazioni di lotta della Vald’agri e lavellesi la presenza di molte mamme con baby si è fatta notare più della presenza giovanile. Queste mamme sono consapevoli del rischio che incombe sulle loro famiglie, sul futuro dei loro figli. I veleni trasmessi dalla Fenice e dalle cattedrali petrolifere dell’ENI intaccano il fragile equilibrio del territorio del Melfese e della Val d’Agri. Un territorio che ha immense ricchezze sia sul piano agro industriale che su quello artistico monumentale, paesaggistico e culturale. Resta la cosiddetta cittadinanza attiva. Cittadinanza attiva che riesce a creare movimento e opinioni a macchia di leopardo con una peculiarità tutta lucana. Si indigna per qualche settimana e si ammutolisce

per lunghi periodi. Restano i “ pirati” di sempre, i Bolognetti, i Pesce e gli “indignati” dei movimenti ambientalisti. Resta il rammarico delle mancate riforme strutturali. Da Scanzano in poi il “Contratto per le Riforme” sottoscritto da ben ventuno consiglieri nella passata legislatura non ha sortito alcun effetto concreto. Il vecchio slogan laico socialista sul riformismo forte è ammuffito in soffitta. Le forze politiche non hanno ancora acquisito consapevolezza dei processi in atto. Da tempo immemore langue una rinnovata e concreta politica radicata sul territorio. La patogena incapacità di spesa dei nostri Amministratori Comunali dovrebbe risvegliare le più assopite coscienze. Non si possono tollerare incompiute storiche e residui passivi per centinaia di milioni di euro in presenza di una crisi economica spaventosa. La Confindustria Lucana in un sussulto di orgoglio lucano richiama la fumosità dei progetti di del ministro Profumo e dice basta ai contributi polverizzati e di nicchia. Noi che abbiamo a cuore la vera equità (non quella sbandierata dai Tecnici del Governo Monti)siamo convinti che le ricadute della crescita delle imprese debbano riguardare tutto il territorio lucano. Sindacato e Impresa devono operare in autonomia senza la “cappa” matriarcale della Regione se, finalmente, dimostrano di avere gli “attributi”. La “musica del desiderio” tanto sbandierata nei mesi scorsi resterà tale se non vi sarà un vero Sindacato di Proposta. Sono parole e concetti che sosteniamo da decenni. Siamo stanchi di affrontare crisi e licenziamenti quotidiani. di rincorrere a questo o a quel Tavolo di concertazione e di trattative finalizzate a provvedimenti tampone senza veri e concreti risvolti occupazionali., di aggiornare i nostri lunghi elenchi di cassintegrati. Se la Confindustria lucana sostiene che bisogna “spendere e non sprecare” vorrà dire che nei prossimi giorni si aprirà una vera e lunga stagione di auspicate riforme condivise. Forse, dopo il beau geste delle dimissioni di Mancusi ... un piccolo spiraglio di fiducia si è aperto, non vanifichiamolo con egoismi e cattiverie di sorta. Mauro Armando Tita


ontrosenso Basilicata

17 Novembre 2012

Nuove norme e aggiornamenti del 2012

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l Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato una procedura, che permette di semplificare il rilascio delle autorizzazioni all’installazione di impianti di videosorveglianza recependo istanze che provenivano sia dal mondo degli installatori, sia dal mondo dell’industria e del commercio, emanando una procedura, che permette di semplificare il rilascio delle autorizzazioni all’installazione di impianti di videosorveglianza, come previste dall’articolo 4 della legge 20 maggio 1970, numero 300, comunemente chiamata statuto dei lavoratori. Questa legge va vista in abbinamento con il decreto legislativo 196/2003, codice in materia di protezione dei dati personali, che prevede che l’installazione di impianti di videosorveglianza all’interno di attività industriali, commerciali e del terziario possa avvenire solo con l’accordo delle rappresentanze sindacali. Questa disposizione, che certamente ha una sua ragione di essere, nella pratica veniva a creare un ostacolo non indifferente, quando non vi erano rappresentanze sindacali con cui il titolare del trattamento potesse dialogare. Numerosi titolari di trattamento hanno incontrato difficoltà, quando, in assenza di una rappresentanza sindacale locale (oppure davanti ad

obiezioni da parte della stessa rappresentanza) occorreva ricorrere alla valutazione espressa dalla Direzione Provinciale del Lavoro, cui la legge attribuisce la facoltà di dare una valutazione finale circa la possibilità di installare gli impianti di videosorveglianza. La legge fa obbligo agli ispettori

della direzione provinciale del lavoro di effettuare un sopralluogo, nel quadro di un accertamento tecnico preventivo, dopo aver ricevuto la richiesta di istallazione dell’impianto, per verificare la piena conformità dell’impianto (di cui si propone l’istallazione) con i dettati di legge, sia in materia di protezione dei dati personali, sia in materia di protezione dei lavoratori da indebite osservazioni. La nuova circolare semplifica l’iter autorizzativo, in quanto si richiede solo che il titolare presenti una richiesta di autorizzazione, che soddisfi a determinati requisiti, per

vedersi rilasciare in forma semi automatica l’autorizzazione stessa. Gli ispettori non devono più recarsi sul posto e debbono solo verificare che la richiesta avanzata dal titolare di trattamento, sia congrua con le disposizioni di legge e con le indicazioni di questa procedura semplificata. Venuto meno l’accertamento tecnico preventivo, l’iter per ottenere la autorizzazione è decisamente accelerato e ciò non potrà che far piacere sia ai titolari del trattamento, sia agli incaricati, sia ai lavoratori stessi, perché l’utilizzo di questi impianti ha ormai dimostrato nel tempo una valenza positiva nei confronti della riduzione degli eventi criminosi. Importante però tener presente che questa nuova procedura non rende automatico il rilascio dell’autorizzazione all’istallazione dell’impianto tvcc, ma permette di evitare che debba essere dapprima svolto l’accertamento tecnico preventivo; pertanto, a rigore di legge, la presentazione di questa domanda, se pure perfettamente conforme ai dettati di legge e della circolare, non significa che la autorizzazione è implicitamente concessa: occorre comunque attendere il tempo strettamente necessario perché la direzione provinciale competente convalidi il

procedimento autorizzativo. Si fa notare che questa procedura si applica solo laddove non sia stata in precedenza già ottenuta l’approvazione della rappresentanza sindacale aziendale, che permette di superare questa specifica, anche se ora semplificata, proceduta. A questo punto, alleghiamo una traccia della nuova formulazione della richiesta di autorizzazione all’istallazione di impianti di video sorveglianza, in assenza di accordo previo con la locale rappresentanza sindacale. COMMENTO DELLA DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITA’ ISPETTIVA ALLA NOTA MINISTERIALE N.37 DEL 16/04/2012 Sulla base di tali premesse si ritiene opportuno fornire, d’intesa con la Direzione Generale delle relazioni industiali e dei rapporti di lavoro, le seguenti indicazioni volte a semplificare ed uniformare le modalità operative degli uffici territoriali concernenti il rilascio dei provvedimenti in esame. In primo luogo va evidenziato come nel corso degli ultimi anni alcune attività economiche (quali ad esempio ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante etc…) sono divenute attività a forte rischio di rapina a causa

delle consistenti giacenze di denaro e pertanto l’utilizzo di impianti audiovisivi rappresenta, sempre e comunque, sia un fattore deterrente che uno strumento per assicurare le fonti di prova nei giudizi relativi a eventuali condotte penalmente rilevanti. Ciò premesso le esigenze legate alla sicurezza dei lavoratori sono oggettivamente obiettiate da tali circostanze e pertanto in qualche modo oggetto di una “presunzione” di ammissibilità delle domande volte all’installazione delle apparecchiature che potranno –ed anzi dovranno – consentire la massima potenzialità di controllo dell’incolumità del

“Informazione pubblicitaria”

PRIVACY E VIDEOSORVEGLIANZA

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personale lavorativo e dei terzi. Da ciò consegue che il rilascio dell’autorizzazione da parte della DTL non necessita in tali ipotesi di un accertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi in quanto sostanzialmente ininfluente ai fini del rilascio dell’autorizzazione. Concludendo l’IMEP è una società abilitata all’istallazione di telecamere.

IMEP E’ A POTENZA in L.go Santa Famiglia, 7 85100 Potenza Tel. e Fax 0971 471919


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17 Novembre 2012

REPORT

ontrosenso Basilicata

L’ISTANTANEA DI KING BUFFINO Furti di carburante a Potenza: la foto-denuncia

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umenta che aumenta, ritocca che ritocca, potrebbe essere l’inizio di una frase magica per scongiurare qualche maleficio, ma non lo è, in quanto si pensava che non si arrivasse mai a certi episodi soprattutto nella nostra città, ed ecco comparirli: furti di carburante durante la notte. Ci è giunta la segnalazione spiacevole: il fatto risalirebbe alla notte a cavallo tra domenica 4 e il lunedì mattina, nei pressi dei parcheggi presso piazza Zara. Il mal capitato (che ha fotografato il tutto) si è trovato di fronte alla situazione del boccaporto del carburante aperto e con un tubicino di plastica lungo ancora lì a conferma dello spregevole gesto, oltre al serbatoio completamente vuoto. Si spera che a seguito di questo episodio, si possano intensificare i controlli notturni da parte delle forze predisposte alla sicurezza pubblica, al fine di evitare spiacevoli situazioni a danno degli onesti cittadini. Giovanni D’Andrea

L’invio di materiali (testi, fotografie, disegni etc.), alla redazione di “Controsenso Basilicata” e all’editore “Publicom”, deve intendersi quale espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione per qualsiasi fine ed a titolo GRATUITO, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione GRATUITA su qualsiasi supporto, cartaceo e non, e su qualsiasi pubblicazione della Publicom. Testi, disegni e fotografie inviati su supporto cartaceo non verranno restituiti.

IL PROVERBIO DELLA SETTIMANA

L’erva ca nun vuoi t nasc’ nd’a l’uort. L’erba che non vuoi ti cresce nell’orto. Avigliano - Pz

Editore Publicom S.r.l. Direzione - Amministrazione - redazione Via Vespucci - Parcheggio 3 - 85100 Potenza Tel. 0971 092254 - 092255 Fax. 0971092256 controsenso@email.it Direttore Responsabile Walter De Stradis Registrazione Tribunale di Potenza n. 778/09 Impaginazione grafica: Giovanna Cafaro Stampa: Martano Editrice Srl Via delle Magnolie, 70026 Modugno - Bari


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17 Novembre 2012

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UNIBAS: grande successo per il primo corso di Lingua Araba Numerose le iscrizioni - iniziate le lezioni presso il CLA (Centro Linguistico di Ateneo) tenute dal professor Aljaramneh di Luca Santoro

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ono iniziate lunedì scorso, alla presenza di circa 110 studenti, le lezioni di arabo organizzate dal Centro Linguistico di Ateneo e tenute da Fares Aljaramneh, docente all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, di origini palestinesi. Ancora una volta il CLA, diretto dal professore Michele Goffredo, coadiuvato dal dottor Matteo Schiavo, risponde presente alle esigenze degli studenti, ma non solo anche del mondo dei professio-

nisti, in quell’ottica di apertura al mondo che vede nel processo di internazionalizzazione il suo perno centrale. “Il Centro Linguistico di Ateneo ha come vocazione quella di estendere l’internazionalizzazione per non rimanere chiusi alle tradizionali lingue che nel tempo sono rimaste sempre le stesse” – queste le parole del professor Goffredo in esclusiva al nostro settimanale – “Una volta che è venuto meno il corso di laurea di Lingue, che abbiamo cerca-

to di mantenere fino a quando è stato possibile, si è sentita sempre di più l’esigenza di allacciare dei rapporti che richiedevano sempre più una conoscenza diretta. Abbiamo quindi pensato al bacino del Mediterraneo e all’Oriente. Questa idea nata all’inizio come corso per pochi ha incontrato un successo che non ci aspettavamo con circa 110 iscritti e tante altre richieste che, per motivi di organizzazione, non siamo riusciti ad

accontentare. Non è solo una moda, ma l’interesse da parte degli studenti è reale e pertanto noi ci metteremo tutto l’impegno possibile. Non è solo un corso orale, ma anche scritto per cui occorre impegno e passione da parte di tutti. Abbiamo avuto richieste anche da parte di colleghi di altre facoltà che intendono instaurare rapporti diretti con l’università L’Orientale di Napoli, in tal senso il professor Serra si sta impegnando in prima

IL GIUDIZIO DEI COLLABORATORI DEL CLA

ha il merito di organizzare sempre

persona per il riconoscimento dei crediti formativi da parte dell’università partenopea”. La straordinarietà di questo corso è stata la sua diffusione attraverso canali comunicativi innovativi di cui il CLA si è dotato, come Facebook che riesce a raggiungere oltre diecimila persone. Al tal proposito di dottor Schiavo ha aggiunto :”Raggiungere gli utenti esterni per noi è motivo di soddisfazione perchè ci permette di aprire nuove frontiere, far co-

FARES ALJARAMNEH: “INSEGNARE ARABO? UNA OPERAZIONE CULTURALE FORTE” n esclusiva a Controsenso Fares Aljaramneh di origini palestinesi, docente del primo corso di arabo del Centro Linguistico di Ateneo. “Dal 1995 sono lettore di Arabo presso

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di trasmettere allo studente che non è arabo anche gli aspetti grammaticali più complessi. Sono venuto a contatto con il CLA attraverso il professor Serra che, prima dell’estate, mi

l’Università L’Orientale di Napoli, durante questo percorso ho potuto acquisire una esperienza nell’insegnamento che mi ha permesso di mettere a punto una metodologia di insegnamento che permette

contattò per propormi questa idea. Ho accolto questo richiamo del professore credendo fortemente in questo progetto che per me diventa una operazione culturale molto forte. L’incontro tra il mondo

Il prof Goffredo e il gruppo CLA

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iada Possidente: “Ho apprezzato molto questa iniziativa perché il Centro Linguistico davvero si sta proponendo come centro di eccellenza nel panorama delle lingue. SI è avviato quel processo di innovazione che fino ad oggi mancava, mi

riferisco ad iniziative come ad esempio i Campus fino ad arrivare ai corsi di lingua araba e si spera per il futuro in quelli in lingua cinese. Il CLA oggi è diventata una realtà dinamica che si propone sul territorio in una chiave moderna”. Michele Amodeo: “Il Centro Linguistico

cose innovative che vanno oltre l’attività prettamente didattica. L’arabo è un primo passo per avvicinarci ad una parte di mondo fino ad oggi sconosciuta”.

LA VOCE DEI CORSISTI

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n occasione della prima lezione di arabo abbiamo ascoltato anche la voce di alcuni partecipanti. Il primo che incontriamo è un docente universitario: “Il mio rapporto

con l’arabo è una lunga storia, lo conosco come il latino nel senso che riesco a leggerlo senza problemi. Seguo questo corso per una cultura personale anche se potrebbe servirmi

anche professionalmente. Io ho cominciato a studiare arabo 35 anni fa, con lunghe interruzioni, ma il tutto con un autoapprendimento che mi ha permesso solo di acquisire competenze scritte. Sono qui per apprendere anche gli aspetti del parlato”. Le altre che incontriamo sono delle giovani ragazze attratte da questa lingua: “La lingua araba è molto interessante e rappresenta una opportunità in più per il nostro futuro professionale. Oggi l’arabo è una lingua molto richiesta in ambito lavorativo, conoscerla diventa un buon biglietto da visita”.

noscere l’immensa cultura dei paesi arabi anche e soprattutto al mondo delle professioni significa diventare un centro di sostegno al lavoro e alla produttività per la Basilicata. Nasce oggi, con il primo corso di arabo della regione, la strategia che porterà l’Ateneo Lucano a diventare punto di riferimento per coloro i quali intendono allacciare rapporti di carattere internazionale”.

arabo e quello occidentale è fondamentale per instaurare rapporti duraturi e la lingua potrebbe diventare l’elemento di raccordo tra queste due realtà. Il corso è strutturato in 60 ore, partiremo d a l l ’ A B C dell’arabo per poi passare a elementi grammaticali e segni ortografici fondamentali nell’atto della scrittura. Occorre spiegare passo per passo le tecniche di scrittura accompagnandole parallelamente con la loro pronuncia. L’arabo è una lingua che accompagna più di venti paesi, è una lingua parlata da più di 400 milioni di persone, per tali ragioni diventa oggi fondamentale per relazionarsi con i paesi islamici. Alla fine del corso lo studente potrà raggiungere un livello base (si impara a scrivere; regole grammaticali; leggere brevi frasi ; usare il vocabolario). Un livello intermedio e un livello avanzato saranno invece raggiunti successivamente solo per chi vorrà approfondire la conoscenza dell’arabo che, ripeto, è una lingua difficilissima”.


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… A volte ritornano … Bagno di folla a Potenza per l’incontro con Ciriaco De Mita. Un capoluogo inguaribilmente legato alla vecchia Dc di Walter De Stradis

«N

on mi sento un dinosauro». «Le valutazioni sul mio operato le farò un attimo prima di morire». «Nel mio libro ho scritto in modo garbato della mia uscita dal Pd perché sono diventato buono, mi dicono». «Sono una persona di una ingenuità tremenda. Ho sempre pensato che il furbo vive male». In quanto a battute, non ha nulla a che invidiare al Divo Giulio Andreotti, il vecchio Ciriaco De Mita -se non “dinosauro”, almeno “mostro sacro” della Dc- che sabato scorso è stato a Potenza per presentare il suo ultimo libro “L’Italia non è finita”. Padrone di casa il buon Gaetano Fierro “Silver Fox”, che per l’occasione ha richiamato nel capoluogo anche uno come Angelo Sanza, ex potentissimo che ora si coccola il sempre florido elettorato pugliese e una bella pensione d’oro. La notizia è che la Dc –o come volete chiamarla adesso- a Potenza è ancora viva e vegeta. E non perché il buon Tanino a un certo punto ha declamato “Sono e rimango democristiano a vita”; non perché gente come Flovilla, Di Mauro e altri pesci via via sempre più piccoli si accalcavano per una stretta di mano o una “photo opportunity” con De Mita o lo stesso Sanza; ma perchè la sala consiliare della Provincia, sede dell’incontro moderato da Oreste Lo Pomo, era colma fino all’inverosimile. E questo, nonostante le battuttace consumate la mattina fra i tavolini del Gran Caffè sull’incartapecorimento di De Mita, e quelle sparate la sera, in Piazza Prefettura, a proposito dei “guadagni” di una vita dell’ottantacinquenne ex presidente della Democrazia Cristiana. Potenza è malata di centrismo,

Fierro e De Mita durante l’incontro

Flovilla e Sanza “photo opportunity”

almeno da una certa età in su, e i guai di Agaten Mancusi non sembrano intaccare la nostalgia per quella “calda

D’Argento, in spasmodica attesa per un gran rientro? Staremo a vedere. Intanto, all’Udc si mendica chiarezza

stato toccato da argomenti che riguardano le connivenze presunte con associazioni di stampo mafioso? Quello

nominati e non i candidati e quindi protesta. Per quanto riguarda il fenomeno grillino, loro sono molto attenti ai problemi, anche se poi non riescono, come dire, ad inquadrarli sul piano generale, ma la loro attenzione è focalizzata al problema. Il che dà alla pubblica opinione la sensazione che questi,

«La storia di Mancusi? Non so nulla. A livello nazionale, finora sono state fatte le ammucchiate, ma per vincere, non per governare» coperta” (un po’ corta per la verità) con lo scudo crociato. Ne beneficerà, finalmente come si augura in cuor suo, uno come Tanino Volpe

Fierro e De Mita

sia a livello locale che nazionale, a proposito degli intenti. Una “chiarezza” che, tanto per dirne una, non sembra proprio “cristallina” nel “politichese” stretto del vecchio volpone nuschese Ciriaco De Mita. Prima dell’incontro col pubblico, abbiamo avuto la possibilità di rivolgergli alcune domande. Abbiamo filmato il tutto e vi proponiamo una trascrizione quasi fedele. “Quasi” perché abbiamo voluto renderla un minimo intellegibile al lettore non avvezzo al “poli-loquio” di uno come De Mita. Uno che le cose te le dice eccome, ma sta a te coglierle fra le mille parole (salvo che non si parli di indagini, come leggerete). Provateci. Presidente, è consapevole di quello che si è letto oggi sui giornali in Basilicata, e cioè che un importante esponente dell’Udc (Agatino Mancusi, che sarebbe indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ndr) è

che sta succedendo un po’ in tutte le regioni di Italia: siamo messi peggio che con Tangentopoli? Quello che sta succedendo in Italia lo conosco, quello che succede in Basilicata no.

oltre ai vaniloqui siano più concreti. Io leggo la posizione di Schifani come la necessità di ricollegare il rapporto tra eletti e elettori. Questo fa la legge elettorale. Poi quello che bisogna aggiungere alla legge elettorale è la motivazione che consente all’elettore di

scegliere. E purtroppo debbo dire che da questo punto di vista la carenza della politica c’è. Prima o poi si parla sempre di un Casini come possibile ago della bilancia a destra e sinistra: ma gli Italiani sono irrimediabilmente malati di centrismo? Non mi pare che sia così. Casini ha avuto il merito di indicare che la malattia si sarebbe aggravata. Che il bipolarismo non avrebbe avuto vita lunga. Ora la cosa singolare è che il bipolarismo bipartitico non ci ha portato fuori dal disagio, e quindi dovremmo discutere perché non si è riusciti e noi non siamo riusciti a doppiare questo passaggio, perché abbiamo fatto le ammucchiate per vincere e non per governare. Quindi anche quando si sostiene che bisognerebbe dare almeno a uno le condizioni di governabilità, la sua governabilità non è legata alla legge ma al consenso degli elettori.

Niente di diverso da ciò che leggiamo tutti i giorni sui giornali, a proposito delle altre regioni. Un’ondata di malapolitica. Salta sicuramente all’occhio un disagio causato dalle istituzioni inadeguate e questa è la valutazione politica, poi i comportamenti personali spettano alla magistratura. … e uno Schifani che dice che la legge elettorale nuova è pensata per non far vincere Grillo che immagine dà? Che Paese siamo? No, io l’ho percepita in maniera diversa. Il fatto è che la gente ha un sistema elettorale che sceglie i

Sanza con alcuni amici in Piazza Prefettura


ontrosenso

REPORT

Basilicata

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Ospedale San Carlo: in arrivo il Non macchinario “lacrime e sangue” dimentichiamoci di Bosco Piccolo L L di Rosa Santarsiero

a città di Potenza si estende su una superficie di oltre 170 kilometri quadrati, la grande maggioranza degli abitanti vive nel nucleo abitato e nelle numerose contrade c’è un numero considerevole di potentini. Qualcuno non ci crederà ma sono una settantina le contrade potentine, fino a qualche anno fa erano popolate esclusivamente da gente vissuta sempre in campagna, dopo il terremoto del 1980 si è avuto un boom di costruzioni nelle contrade. In molti hanno deciso di abbandonare la sempre più caotica città e sono andati a popolare l’hinterland che stava cominciando a decrescere, in pratica c’è stata una sorta di osmosi, molti “campagnoli” sono venuti ad abitare in città e molti “cittadini” si sono

trasferiti nelle campagne circostanti la città. Se gli abitanti della città devono fare i conti con il traffico, l’inquinamento, lo stress, quelli che vivono nelle periferie devono convivere con la mancanza di servizi ma si consolano con il contatto con la natura incontaminata. Sta di fatto che circa un terzo di popolazione potentina vive nelle contrade o fuori dal perimetro abitato. Alcuni di questi abitanti hanno dovuto abbandonare la contrada dove avevano deciso di vivere, ci riferiamo a Bosco Piccolo, un gruppo di case e annessi agricoli ubicato a nord di Potenza, raggiungibile dalla superstrada Potenza – Melfi uscendo alla fermata Tiera e percorrendo circa 4 km in direzione della frazione Demanio San Gerardo,

subito dopo la contrada Bosco Grande. Fino al 24 febbraio 2005 la vita scorreva serena a Bosco Piccolo, poi venne la sera di questo giorno, e gli abitanti di Bosco Piccolo non dimenticheranno mai perché una frana devasto il suolo e la vita di quelle persone. Nei giorni successivi la natura completò l’opera rendendo inagibili quasi tutte le case della contrada, in pratica si è salvata solo la chiesa dedicata a San Michele e pochi altri fabbricati. In pochi giorni si consumò il dramma di molte famiglie che all’improvviso si ritrovarono senza le case e le stalle e i depositi utilizzati per lo svolgimento dell’attività agricola. Alcune di quelle case che il movimento franoso ha reso inagibili erano state costruite solo pochi anni prima e in molti stavano pagando il mutuo. Dopo tante tribolazioni e molte proteste, alle famiglie di Bosco Piccolo venne dato un risarcimento economico che però non è bastevole per comprarsi o costruirsi una nuova casa, per alcuni la perdita dela casa è stato un danno molto rilevante, per tutti, invece, l’amarezza di dover abbandonare il luogo dove erano nati loro, i loro avi e i loro figli, in pratica Bosco Piccolo è diventato un paese di fantasmi, come Craco vecchio, Campomaggiore o Romagnano. Ad attraversare il tratto di strada all’interno di Bosco Piccolo per raggiungere contrada Demanio San Gerardo ti assale l’angoscia, vedere quelle pareti sventrate o quelle case inclinate ti fa venire i brividi. A quasi 8 anni dal tragico evento

la Protezione Civile del Comune di Potenza si appresta a mettere in sicurezza l’intera contrada, ciò significa demolire tutti i fabbricati rimasti in piedi. Il destino di questa contrada si compie in maniera tragica, ancora qualche giorno, il tempo di spostare cavi elettrici e telefonici dalle pareti e di Bosco Piccolo non rimarrà più nulla, gli sfortunati abitanti di questo incantevole posto si sono dispersi nelle contrade limitrofe, qualcuno ha deciso di trasferirsi in città, un pezzo di Potenza viene letteralmente cancellato. Antonio Nicastro

a scorsa settimana, Controsenso ha segnalato ai lettori una questione di preminente interesse pubblico che riguarda tanto l’attività dell’ospedale San Carlo di Potenza

verrà ripristinato a breve. Il macchinario è stato finalmente comperato, o meglio, la Regione ha autorizzato l’acquisto dello stesso. Entro una ventina di giorni la nuova apparecchiatura verrà consegnata al nosocomio

di giugno scorso, poiché il vecchio macchinario, dopo anni di logorio, smise di funzionare. Tuttavia, per dovere di cronaca, vogliamo sottolineare -ancora una volta- che l’azienda ospedaliera San Carlo sin da

quanto quella della Regione Basilicata. Parlavamo di un macchinario utile al controllo dell’aggregazione piastrinica. Un tipo di analisi che svolgono quotidianamente le persone affette da patologie quanto mai comuni, come il diabete. Ebbene, la signora che ci aveva contattato per segnalare il problema, e il resto dei pazienti interessati, saranno contenti di sapere che il servizio

potentino, seguirà un corso di formazione per gli addetti al settore e, in seguito, il servizio verrà finalmente ristabilito. I pazienti, cioè, potranno tornare ad eseguire nuovamente questo tipo di analisi del sangue, evitando, così, di recarsi al di fuori della Regione, in strutture private che svolgono questo esame a caro prezzo. Ricordiamo che il servizio era stato sospeso dal mese

subito, ovvero dalla scorsa estate, aveva manifestato il problema, rivolgendosi ai vertici regionali per l’acquisto della nuova attrezzatura diagnostica. Controsenso è stato il primo giornale a riportare quello che è a tutti gli effetti un dato di fatto. Siamo lieti, anche se in minima parte, di aver contribuito alla risoluzione di una faccenda utile ai cittadini.

Problemi con i nuovi biglietti del trasporto urbano

C

i sono giunte segnalazioni sui nuovi biglietti del trasporto urbano cittadino, che rendono difficile l’obliterazione nelle apposite macchinette. Difatti, abbiamo constatato che i nuovi biglietti che hanno avuto un nuovo restyling, entrano con fatica e non si riesce ad obliterarli; questo, perché confrontando i vecchi biglietti con i nuovi, quest’ultimi sono più larghi di poco, sufficiente a far sì che non possano essere obliterati. Forse sarà dovuto ad un errore di tipografia, chissà. Si spera che si possa risolvere questo piccolo disguido onde evitare di incentivare, sempre più persone a salire senza biglietto, ora con una scusa valida.


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17 Novembre 2012

CONTROSENSO SCUOLA

ontrosenso Basilicata

Storie di Abriola e della Val d’Agri rivivono nelle pagine di Mario Aldo Toscano al Premio Letterario Basilicata T L’Azione cattolica diocesana in ra i premiati nella XLI edizione del Premio Letterario Basilicata c’è Mario Aldo Toscano, professore ordinario di Sociologia dell’Università di Pisa, a cui è stato assegnato il premio speciale par la narrativa lucana della Regione Basilicata con il romanzo-saggio In quell’epoca, meridione. É’ un’opera originale a cui fatti di vita quotidiana, vicende personali, a volte, dolorose, riferimenti a protagonisti della vita pubblica, alle tradizioni gastronomiche e religiose, alla scuola, ai trasporti ed alle comunicazioni, alla condizione igienicosanitaria ed altro, elaborati con sapienza dall’autore, conferiscono anche il valore di indagine antropologica, sociologica e politica. E’ ambientata ad Abriola, piccolo centro lucano e suo paese natio, ed a Marsicovetere e nella Val d’ Agri dove ancora oggi il Professore ama trascorrere i periodi di vacanza. Ad Abriola trascorse interamente la sua infanzia con la sua famiglia, la balia ed il marito di lei che assecondarono i suoi interessi e le sue curiosità e gli consentirono di fare esperienze straordinarie che svilupparono in lui un’attenzione particolare per qualsiasi forma di vita. La narrazione limpida e particolareggiata fa rivivere persone vere a lungo custodite con cura nel cuore

e nella mente e riporta alla luce avvenimenti ed episodi che nell’insieme tratteggiano la storia della sua infanzia e fanno emergere il quadro di una comunità in trasformazione caratterizzata da intense relazioni in cui ognuno partecipa e condivide le vicende degli altri e scambia o dona quel poco che ha per lenire i disagi legati alla povertà diffusa. In questa situazione tutti dovevano contribuire ad accrescere il reddito della famiglia, anche i ragazzi che, terminata al massimo la scuola primaria, venivano per lo più avviati ai lavori nei campi dove, più che a scuola, imparavano a vivere, ad assumersi responsabilità e potevano acquisire le competenze necessarie per potersi guadagnare da vivere con dignità. L’ autore prende come riferimento la vita di queste comunità tipiche del meridione nel secondo dopoguerra per far emergere – come spiega in un’intervista a Radio Radicale - i cambiamenti che intervengono nella società meridionale, per comprendere i motivi per cui il meridione stenta ad entrare nella modernizzazione e quindi ad operare secondo la razionalità che pervade la società contemporanea e capire come mai la Basilicata, per quanto ricca di risorse, continui ad essere povera. Ma, al di là del valore scientifico, l’ opera è anche un omaggio a persone

ed ambienti nei quali è stato felice ed è un dono grande ed inatteso per Abriola che si vede ricostruito un segmento significativo della storia e della vita della sua comunità da una firma così prestigiosa. Ad Abriola pochi sanno che il prof. Toscano è un punto di riferimento per gli studi sociologici in Italia ed all’estero, ma, senza voler sminuire il suo valore, per tutti quelli che lo conobbero bambino o adolescente è rimasto sempre semplicemente quel Mario a cui, anche allora, tutti volevano bene perché era già una bella persona. D’altra parte quando gli capita di incontrare una persona legata agli anni trascorsi ad Abriola il suo sguardo sincero si illumina di più e invita ad eliminare le formalità per poter ricordare liberamente qualche episodio di un tempo in cui le persone, pur avendo più problemi di oggi, stavano meglio insieme.La gente di Abriola deve essergli grata per le cose che ha scritto e per gli spunti di riflessione che ne derivano che confermano anche quanto sia ancora forte il suo legame con il paese natio. Con le più vive felicitazioni per il premio che, tra i tanti che gli sono stati assegnati, è particolare perché viene dalla nostra Regione per un lavoro sulla Basilicata, auguri per altre e più belle soddisfazioni. Rocco

ritiro nella parrocchia di Santa Cecilia a Potenza

E’

stato don Mimmo Florio coparroco della parrocchia di Santa Cecilia di Potenza a fare da padrone di casa in occasione del ritiro spirituale diocesano di Azione cattolica organizzato dalla presidente Felicita Covino. Diverse le realtà rappresentate sul totale di 60 parrocchie che compongono la più grande diocesi di Basilicata. Dopo la preghiera delle Lodi condotte proprio da don Mimmo, l’arcivescovo monsignor Agostino Superbo ha proposto ai molti presenti una ‘lectio divina’ sul quinto capitolo delle lettera paolina agli Efesini, alla quale è seguito un periodo di riflessione e successivamente quello dedicato alla preghiera personale, secondo lo schema monacale. La giornata si è conclusa con la celebrazione Eucaristica nella chiesa del popoloso quartiere potentino di Poggio Tre Galli. “Le virtù cardinali secondo un’ottica cristiana – ha spiegato il vescovo della diocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo – individuano la giustizia come la qualità che porta a essere santi, la fortezza che trova fondamento nella forza di un Dio che muore il Venerdì santo, la temperanza di chi fa tutto ciò che piace a Dio e la prudenza il cui esempio massimo si riscontra nella paura, nella tristezza, nell’angoscia del Getsemani. Il battesimo ci conforma a Cristo per Grazia, intesa come Spirito Santo, e Paolo nei capitoli 4 e 5 della lettera agli Efesini esorta a prendere la strada della vita nuova in Cristo. La novità della vita cristiana risiede nel vivere concretamente le virtù senza deviare la via indicata dal Signore. L’uomo accoglie più facilmente la sapienza umana, il cristiano segue la sapienza della Croce e la Vergine Santa accanto al Crocifisso è ‘Sede della sapienza’. La virtù – ha concluso monsignor Superbo – se è via di mezzo è da considerarsi ‘mediocre’. Nella storia la Madonna e i Santi sono l’esempio più bello e autentico della ‘vita nuova’ alla quale il Battesimo ci prepara”.

Fellone

Giornata mondiale dei diritti dei minori Premiazione delle scuole partecipanti al concorso multimediale sui diritti dei minori 17 novembre, ore 9.00 - Potenza, Teatro F. Stabile

D

al 1 al 20 novembre di quest’anno in tutto il mondo si stanno celebrando con diverse iniziative i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Potenza insieme al CISMAI Basilicata - Coordinamento Italiano dei Servizi Contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia- hanno promosso la diffusione della Carta Comunale dei Diritti dei Minori e bandito un concorso multimediale nelle Scuole della Città di Potenza. Il concorso multimediale è consistito nell’adozione di uno o più diritti della Carta Comunale dei Diritti dei minori da parte delle scuole e nella loro rappresentazione attraverso vari mezzi di espressione (disegno,video o altra forma artistica). Il Comune di Potenza e il CISMAI di Basilicata invitano gli insegnanti,gli alunni,i minori e i loro genitori e chiunque voglia approfondire il tema dei diritti dei minori a partecipare alla Giornata del 17 novembre.


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17 Novembre 2012

SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

ontrosenso Basilicata

LOW BACK PAIN, IL DOLORE LOMBARE Dr. Nicola Straziuso Medico-Chirurgo - Odontoiatra Master II° Liv in Ortognatodonzia Gnatologia e Funzione Masticatoria - Master II° Liv in Ottimizzazione Neuro-Psico-Fisica con Convogliatore di Radianza Modulante - Otorinolaringoiatra Specialista in Foniatria Via Appia, 206 Potenza Tel. e fax. 0971 - 601163

I

l dolore lombare è una condizione clinica molto frequente nella popolazione. Si stima che nel mondo occidentale l’incidenza annua di lombalgia acuta sia del 5% degli individui adulti e che nell’arco della vita la prevalenza sia dell’80% . La tendenza alla cronicizzazione di questo disturbo (Chronic Low Back Pain) è del 15-20%, anche nei casi in cui si attui una terapia correttiva della condizione che sostiene il sintomo, di tipo conservativo o chirurgico. Secondo il National Institute of Neurological Disease statunitense, il dolore cronico è un dolore continuo che dura da più di 3 mesi. Studi di Hasenbring del 1994 dimostrano come un’elevata percentuale di pazienti, oscillante tra il 10% e il 60%, lamenta dolore lombare cronico anche dopo interventi chirurgici o conservativi che correggono la presunta causa del dolore. La maggior parte dei disturbi che colpiscono la colonna lombosacrale è di natura meccanica. Per comprendere il dolore e la compromissione funzionale di questa regione è importante definire e comprendere l’unità funzionale spinale. La colonna vertebrale è costituita da una serie di segmenti sovrapposti. L’unità funzionale è composta da due corpi vertebrali adiacenti, disposti uno sopra l’altro, separati da un disco intervertebrale e da tutte le articolazioni ed i legamenti in/fra essi contenuti. L’unità funzionale può essere suddivisa in un segmento anteriore, che è sostanzialmente una struttura flessibile di supporto, che sostiene il peso ed assorbe i traumi, costituito da due corpi vertebrali adiacenti e dal disco intervertebrale fra essi contenuto, e in un segmento posteriore, costituito da quelle strutture che formano la parete esterna del canale spinale e comprende quindi i peduncoli, i processi trasversi, le faccette articolari, le lamine e i processi spinosi posteriori, sedi di inserzione della muscolatura estensoria. Ogni unità funzionale comprende tutti i tessuti indispensabili per la funzionalità globale. Questi tessuti possono essere dotati di nocicettori, provocando dolore. Una lesione di ciascun componente l’unità funzionale può portare a compromissione funzionale dell’intero sistema. Il dolore compare quando il tessuto leso è innervato da terminazioni nocicettive. Le condizioni dolorose associate ad una meccanica del corpo alterata sono così diffuse che la maggior parte delle persone adulte possiede una conoscenza di base di tali problemi. Il dolore localizzato in regione lombare è il sintomo più frequente, sebbene siano in crescita casi di dolore al collo, alle spalle e al braccio. Con il risalto dato alla pratica del correre, sono frequenti problemi a carico del piede o del ginocchio. Quando si

parla del dolore associato ai difetti posturali, ci si sente spesso chiedere perché ci siano molti casi di postura scorretta senza sintomatologia algica, e perché difetti posturali simili di lieve entità diano origine a sintomi di stress muscolare o meccanico. La risposta ad entrambe le domande va cercata nella costanza del difetto e nella capacità di adattamento da parte dell’organismo: il dolore compare nel momento in cui cessa la capacità di adattamento: la postura può apparire assai scorretta, eppure il soggetto gode di una buona flessibilità e la posizione può essere cambiata rapidamente; la postura può sembrare buona, ma è presente una rigidità o tensione muscolare che può limitare la mobilità a tal punto da impedire il cambiamento rapido della posizione. La scarsa mobilità, non altrettanto evidente quanto un difetto di allineamento, ma svelabile in test per la flessibilità e la lunghezza muscolare, può essere il fattore di maggior importanza. Fondamentale per la comprensione del dolore associato a postura difettosa è il concetto secondo il quale gli effetti cumulativi di tensioni costanti o ripetute per un lungo periodo di tempo possono dare origine allo stesso tipo di problemi che si osservano quando la causa è uno stress improvviso e grave. I casi di dolore posturale sono estremamente variabili nel tipo di insorgenza e nella gravità dei sintomi. Vi sono casi in cui compaiono solo dei sintomi acuti, generalmente in seguito ad uno sforzo o una lesione improvvisa. Alcuni casi si manifestano in modo acuto, altri sviluppano dei

sintomi dolorosi cronici, mentre altri presentano sintomi cronici che, occasionalmente, si riacutizzano.

dei lombi, Spinali, Interspinali, Multifidi, Intertrasversari, Gran dorsale, Dentato posteriore inferiore) ed i muscoli che flettono le cosce sul

IDET (termocoagulazione discale). Questa tecnica viene attualmente poco praticata

CAUSE DI LOMBALGIA • • • • • •

Affezioni di competenza reumatologica Cause statiche e/o traumatiche Localizzazioni vertebrali di processi sistemici (es. tumori) Fenomeni riflessi e/o sintomatici di patologie viscerali (renali, Affezioni neurologiche Problemi di natura psicogena

LA PREVENZIONE L’azione preventiva o di ristabilimento della situazione anatomo-fisiologica della zona lombosacrale dovrebbe seguire due direttive principali. Mantenere sempre forti i muscoli che flettono la gabbia toracica sul bacino (Retto dell’addome, Obliquo esterno ed Obliquo interno) e i muscoli che estendono le cosce sul bacino (Grande gluteo, Bicipite femorale nel capo lungo, Semitendinoso, Semimembranoso, Grande adduttore, Piriforme) in quanto portano il bacino in posizione di retroversione (azione delordosizzante). In questo modo la lordosi lombare tende ad attenuarsi ed i carichi discali vengono scaricati perpendicolarmente ed in maniera equamente distribuita su tutta la superficie delle vertebre. Allungare e mantenere elastici i muscoli che estendono la gabbia toracica sul bacino (Sacrospinale, Quadrato

bacino (Psoas iliaco, Retto anteriore del Quadricipite femorale, Sartorio, Tensore della fascia lata, Pettineo, Lungo adduttore, Breve adduttore, Gracile) in quanto contrastano la retroversione del bacino (azione lordosizzante). LA TERAPIA Per la lombalgia l’armamentario terapeutico è ampio. Il trattamento fisioterapico della lombalgia include laser-terapia, ionoforesi, stretching, ginnastica posturale e, se non è presente dolore, mobilizzazione attiva e ginnastica (preferibilmente in acqua calda) per il rinforzo dei muscoli e dei legamenti paravertebrali (intorno alla colonna vertebrale). La chirurgia del dolore lombare va correlata al caso clinico ed include, in ordine di complessità: denervazione delle faccette

gastroenteriche, pelviche, ecc.)

coblazione (vaporizzazione a bassa temperatura -42°- del disco con effetto decompressivo) allargamento del canale spinale Interventi di stabilizzazione La denervazione delle faccette, la coblazione e la termocoagulazione discale vengono effettuate per via percutanea.

http://www.neurochirurgia2000. com/lombalgia/lombalgia.htm h t t p : / / w w w. p s i c h e s o m a . c o m / cinque-modi-per-ridurre-il-dolorelombare/ http://www.neurochirurghi.com/ rachialgie/lombalgia.htm


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SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

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POSTURA CORRETTA

A cura del Dott. Ft. Nicola Castelluccio Osteopata D O Posturologo Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione Terapia del LinfedemaASP Potenza email: ncastelluccioinfo@ gmail.com cell. 3804326784 3319030750

L

a corretta postura è il punto di partenza per una guida sicura poiché è il fattore che condiziona notevolmente la sensibilità e la capacità di controllo della propria vettura da parte dell’automobilista. Fate attenzione, stare seduti in auto non è come stare sulla propria poltrona a riposarsi e vedere la televisione. Ecco perché prima di mettere in moto l’auto, specialmente in procinto di effettuare lunghe percorrenze, è molto importante verificare bene la posizione assunta, in modo da avere le giuste proporzioni per permettere di girare il volante naturalmente, azionare il cambio, premere i pedali ed avere una corretta visibilità della strada. Ma non esiste una posizione standard per tutti. Alla base della sicurezza troviamo la Concentrazione dell’ Automobilista, è infatti molto importante mantenere viva l’attenzione per permettere di accorgersi tempestivamente di un pericolo e reagire in tempo utile per evitare guai. Normalmente, ci si sente dire che i nostri dolori siano causati dalla postura sbagliata che manteniamo ogni giorno specialmente durante il lavoro, nulla di più vero. Ma la postura corretta in auto? Si tende a trascurare spesso questo aspetto ma l’incidenza della postura in auto su questo genere di problemi ha una notevole rilevanza e non bisogna necessariamente essere tassisti, camionisti, persone che passano l’intera giornata in strada, per risentirne fisicamente. In auto, tendenzialmente non si cura molto la posizione di guida

CONSIGLI UTILI PER UNA GUIDA SICURA Comunicazione digitale: tra bisogno reale e limite esclusivo

più corretta al fine della salute, forse perché molte persone sottovalutano il tempo della propria vita trascorso nell’abitacolo ed i danni al corpo di una postura scorretta in auto. La posizione seduta in auto costringe la colonna vertebrale ad assumere una posizione diversa da quella fisiologicamente corretta, per questo motivo la conformazione del sedile, il tipo di strada percorsa e l’efficienza delle sospensioni, hanno una rilevanza particolare nel favorire o meno l’insorgenza di dolori identificati genericamente come mal di schiena. Ecco alcuni consigli su come sedersi bene all’interno dell’auto, per correggere la postura e stare comodi durante i lunghi spostamenti o le code in autostrada, a garanzia anche di una maggior sicurezza di guida.

corretta. Come prevenzione può essere molto utile uno spessore lombare con un diametro di circa 5 cm (cuscino McKenzie ), questo aiuta a mantenere la curvatura fisiologica del tratto lombare come nella posizione eretta, ottenendo così una diminuzione del carico vertebrale. Durante i lunghi viaggi, si consiglia una breve sosta ogni 2 ore, per fare qualche passo e stirare la schiena. Regolare correttamente il poggiatesta Se non è posizionato a dovere, non serve a nulla. La parte centrale del poggiatesta deve essere alla stessa altezza delle orecchie. Infine, tra la testa e il poggiatesta ci dovrebbe essere una distanza pari a due dita. Gli specchietti retrovisori

Regolare la distanza dal volante e dai pedali in modo ottimale Con i piedi in appoggio sui pedali, le gambe devono essere leggermente piegate con un angolo di circa 100°/120°. Regolare l’altezza del sedile in modo da avere i fianchi leggermente al di sopra delle ginocchia. Posizionare le braccia, in modo da tenere il palmo della mano comodamente appoggiato sulla parte superiore del volante. La Postura più adatta Testa, collo, spalle, devono stare il più possibile rilassati e dritti. In questo modo, la schiena manterrà la lordosi, ovvero la sua curvatura naturale. I vantaggi non si limitano solamente alla schiena. Stando dritti la cassa toracica e l’addome si dilatano, evitando quindi di comprimere i polmoni e gli organi interni, in questo modo migliorerai la respirazione. Inclinazione dello schienale Le spalle devono essere appoggiate saldamente contro lo schienale del sedile. Regolare lo schienale a circa 15/20 gradi e tenere le mani sul volante nella posizione corrispondente a ore 9e15, la distanza del sedile deve consentire di raggiungere il volante senza piegare in avanti le spalle, in questo modo le spalle sono per forza appoggiate allo schienale, posizione necessaria per mantenere la postura

Sono 3, ed è buona norma utilizzarli tutti. Chi, come molti, si serve solo di quello centrale, avrà per forza di cose un panorama ridotto di ciò che accade alle sue spalle. I retrovisori vanno regolati di modo che, per guardarli, non sia necessario allungare il collo o piegare la testa, ma basta girare gli occhi. Entrata e uscita dall’auto Anche questo aspetto è di particolare importanza, il busto e gli arti inferiori dovrebbero muoversi sempre sullo stesso piano, in questo modo si evitano movimenti rapidi di torsione. Le stesse modalità di movimento dovrebbero essere applicate anche quando si ripone o si prendono oggetti dal sedile posteriore.

Over Sharing e patologia comunicativa Confronto con il vice presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Antonio Telesca di Virginia Cortese

L

a trasmissione di parole e immagini, negli ultimi anni, è divenuta facile e velocissima. Il web ha trasformato qualsiasi volontà di comunicazione in realizzazione di desideri estremi, in sostanza alla portata di tutti. Quandanche abbia rappresentato un modo per ridurre le distanze di spazio, talvolta ha interferito (modificandolo), il tempo biologico e sociale di chi ha fruito in modo intensivo della rete. A tutti i livelli. I social network, emanazione diretta dell’universo internet, hanno portato, poi, alla luce l’esperienza più esibizionista di sempre, quella della condivisione. Ed è così, che tra bisogno e ossessione, si è arrivati a dover denunciare un vero e proprio allarme: l’over sharing. Il sovraccarico di informazioni riservate, lasciate nell’etere a discapito e nonostante i soggetti interessati. Un segnale negativo del quale abbiamo discusso con il vice presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi, il dott. Antonio Telesca; un professionista della nostra terra che ci

Oggetti nelle tasche posteriori dei pantaloni Un particolare che forse alla maggioranza delle persone sembra banale è ad esempio il portafogli nella tasca posteriore. Ricordate di togliere il portafogli dalla tasca dei pantaloni quando siete seduti alla guida ma anche quando siete seduti in una qualsiasi poltrona, il principale indiziato è proprio questo accessorio maschile. Stare seduti a lungo con il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni potrebbe causare una contrazione da difesa da parte dei muscoli glutei e piriforme, e generare il dolore alla schiena e all’arto inferiore. Una corretta posizione di guida, quindi, può fare la differenza, anche per una corretta e sicura guida. L’errore più comune è quello di non essere seduti in modo composto. C’è chi siede troppo distante e chi troppo vicino. Il consiglio più sincero che posso dare è che non importa quale automobile si guidi, la sua cilindrata o la sua potenza, conseguire la PATENTE DI GUIDA NON SIGNIFICA SAPER GUIDARE UN AUTOVEICOLO, ma solo essere abilitati alla guida dello stesso, non bisogna spingersi al limite perché si è in possesso di una licenza e di un automobile e, soprattutto, il limite non va mai cercato su strade ed autostrade. Tutti questi consigli relativi ad una guida sicura ed a una corretta postura nell’abitacolo, non saranno mai abbastanza per una reale e concreta sicurezza stradale, se non accompagnati dal rispetto delle regole del CODICE e di quelle etiche e civili della prudenza e della prevenzione ad ogni chilometro percorso. BUON VIAGGIO

anche tutto ciò che rende significativa una relazione umana.” Una ricerca, condotta tempo fa da una testata nazionale, proponeva dati preoccupanti, inerenti la tendenza delle neo mamme a “svelare” ogni tipo di particolare intimo della vita e della crescita dei propri figli. Significativa la storia di una mamma che ha raccontato il suo iter. “Penso che sia pressoché naturale che una donna che vive la maternità provi un insieme di sensazioni così intense e profonde da voler estendere, a tutti, l’importanza e il valore che ella ne attribuisce in linea generale; infatti, sono sempre più le mamme che postano annunci di gravidanza, di nascita o immagini del loro bambino in rete, talvolta anche per scambiarsi consigli. Ma se la necessità è quella del riconoscimento del “valore” della propria esperienza, essa rischia di rimanere altamente frustrata da quelle peculiarità intrinseche a internet di cui abbiamo precedentemente parlato. Quello che sembra mancare è una risposta intima ed empatica a ciò che viene comunicato: l’empatia è legata al riconoscimento dell’altro nel suo sentire e non nel suo mostrare, al fine di ricevere conferme e sostegno.” L’errore, dunque, starebbe nell’affidarsi a un surrogato di rapporto comunicativo?

ha accompagnati in un percorso che apre numerosi spiragli di riflessione. Comunicare. Un bisogno o un atteggiamento patologico? “La comunicazione rappresenta uno dei bisogni più significativi dell’essere umano e nell’era dei social network il fenomeno dell’over sharing sembra inserirsi all’estremo.” Che cos’è l’over sharing? “La definizione rimanda all’eccesso di condivisione di Informazioni; si tende a comunicare emozioni a tutti, indistintamente, alla ricerca affannosa di qualcuno che possa ascoltarci.” Facebook, Twitter e affini rappresentano, dunque, una minaccia? “Non direi. O non del tutto. Essi sono da considerare un mezzo di comunicazione e quindi come tale possiedono caratteristiche ma anche limiti che, da una parte consentono una trasmissione estensiva, dall’altro rendono difficile una comunicazione di tipo intensivo perché, privandola di feedback prevalentemente non verbali, rendono difficile costruire gli aspetti di partecipazione e interesse, che costituiscono il vero motivo per cui noi comunichiamo e conseguentemente

“Tutta la comunicazione affettiva è raggiungibile attraverso il rapporto diretto e tramite una vicinanza che sia fisica, emotiva e in grado di esprimere emozioni. I bisogni che muovono la comunicazione sono molteplici e tale aspetto può darci un’idea di quanto internet possa essere largamente utilizzato. Tuttavia ritengo che, in realtà, possa essere considerato funzionale esclusivamente da quelle persone che, a mio parere non sono la maggior parte, e sono motivate, il più delle volte, da aspetti di esibizionismo e voyeurismo. Nella nostra “storia” empirica, proprio perché internet non permette una comunicazione intensiva, espone abbastanza facilmente a una disillusione così cocente, quanto era alta l’esigenza di comunicazione iniziale. Per molte persone, infatti, l’utilizzo dei social network appartiene a una fase della propria esistenza e tende progressivamente a ridursi a mano a mano che se ne sperimenta l’inefficacia sul piano comunicativo-emotivo accompagnato, a volte, da un residuo di inquietudine, legato alla difficoltà di “cancellare” il proprio passaggio in quell’universo, per l’appunto. Potremmo dire che è un comportamento che tende all’autolimitazione nel tempo.” Cosa potrebbe consigliare, a tal proposito, alle mamme? “L’indicazione vale senza dubbio per tutti: sarebbe preferibile circondarsi di amici e parenti che possano realisticamente condividere il vissuto ed essere “testimoni” diretti della vita e delle vicende che ognuno di noi vive, solo così il nostro bisogno di comunicazione può essere appagato.”


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SALUTE... GLI SPECIALISTI CONSIGLIANO

Basilicata

Vac Therapy una medicazione in schiuma di alcool polivilinico e sottoposta a pressione negativa. Naturalmente la medicazione in schiuma viene ricoperta da una pellicola adesiva trasparente e semi occlusiva, prima di essere

collegata all’aspirazione, che produce il vuoto a livello della ferita. Questo strumento favorisce il processo di guarigione in quanto, la sua azione prepara il letto della ferita alla chiusura, riduce gli edemi, agevola il processo

di granulazione tissutale, rimovendo l’essudato e l’altro materiale infetto. Per utilizzare questo prodotto è naturalmente necessario assicurarsi che il paziente e la ferita siano idonei a riceverla. E’ necessaria una buona

di Gianfranca Losasso Medico Specialista in Cardiochirurgia gcardio@libero.it

G

razie all’impegno di tanti ricercatori e medici spinti da grande motivazione, negli ultimi anni fino ai giorni nostri, la medicina ha migliorato molti aspetti sia, per quello che concerne l’aspetto diagnostico che, terapeutico della cura delle malattie. In questo articolo ci interesseremo di un argomento non prettamente chirurgico ma, terapeutico, molto utile ed innovativo nella cura e guarigione delle ferite, quindi anche di quelle chirurgiche. A questo punto, è bene fare una premessa: può capitare che un paziente operato al cuore abbia, durante la sua successiva degenza, un problema di infezione della ferita sternale ossia, dell’incisione chirurgica che è stata effettuata per accedere al cuore. Tutto questo può, oltre che prolungare il ricovero del paziente, inficiare il suo umore, nonostante il buon esito cardiologico dell’intervento ed aumentare la spesa sanitaria per la struttura nella quale si trova ricoverato. A questo proposito, un sistema efficace ed innovativo è la cosiddetta VAC (Vacuum Assisted Closure) che è un trattamento avanzato, di nuova generazione per la cura delle ferite e può, essere utilizzata sia in ambiente ospedaliero che domiciliare, quando il paziente ritorna a casa. La ferita viene coperta attraverso una schiuma di poliuretano o

I

l tabagismo è la principale causa di morte prevenibile nel nostro paese, è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori. Una boccata di fumo corrisponde all’introduzione di 3000 sostanze (alcoli, acidi, idrocarburi), la maggior parte delle quali è tossica e nociva tanto che riduce

casi di tessuto necrotico o di escara, di applicazione diretta su strutture vitali esposte (tendini, legamenti, vasi sanguigni, siti anastomotici), osteomielite non trattata, ferite di natura maligna, sensibilità all’argento. Tutte le ferite trattate con la VAC Therapy devono essere monitorate ad intervalli regolari. La medicazione con la VAC va cambiata ogni 48-72 ore, ma non meno di tre volte a settimana; in presenza di infezione potrebbe essere necessario rinnovare più frequentemente la medicazione. Il cambio della medicazione deve essere regolato sulla base delle condizioni della ferita e delle condizioni cliniche del paziente ed in conformità alle prescrizioni del medico curante.

Il lutto: un evento difficile da affrontare

L

a morte di una persona cara è un evento devastante che lascia delle ferite che con tutta probabilità non si a cura rimargineranno mai del tutto. Il della dottoressa tempo può aiutare ad affrontare la MariaTeresa Muscillo separazione defi nitiva, ma non è psicologa sempre così. Succede spesso che sessuologa telper non sentire dolore si fi nisce 328/8317632 per non sentire affatto, le emozioni mariateresa_muscillo@ vengono anestetizzate, congelate yahoo.it e controllate. Apparentemente tutto va bene, la vita prosegue, ma la paura di vivere diventa sempre più ingombrante, si fugge dalle relazioni perché si teme di perdere nuovamente il legame. Il mondo emotivo è qualcosa di orribile, di terrorizzante, da evitare; incontrarlo potrebbe disgregare quel poco che si riesce a tenere unito. Si possono individuare quattro fasi dell’elaborazione del lutto:

No al fumo!

Dott.ssa Maria Rita MilellaFarmacia Marchesiello www.farmaciamarchesiello.it c.so Garibaldi 92 85100 Potenza tel 097121179 email: mr.milella@farmaciamarchesiello.it

tenuta ermetica sulla ferita e, che la medicazione venga mantenuta per almeno 22 ore. Occorre inoltre, monitorare e controllare gli allarmi che possono essere sensori di eventuali scolamenti della pellicola e, quindi della mancanza di vuoto. L’utilizzo di questo dispositivo e la medicazione della ferita deve esser effettuata con guanti ed attrezzatura sterili per evitare la contaminazione della stessa. Quali sono dunque, le indicazioni a curare una ferita mediante il dispositivo VAC? L’indicazione all’utilizzo della VAC è per ferite sia croniche che acute, traumatiche, deiscenti, ustioni, ulcere diabetiche e, sottoposte a lembi ed innesti. L’uso della VAC sembrerebbe anche ridurre il rischio di infezione in alcune tipologie di ferite. Non è indicata questa tecnica nei

l’aspettativa di vita del fumatore di 6/8 anni rispetto al non fumatore. Le malattie correlate al fumo di sigaretta sono il tumore polmonare, le malattie croniche ostruttive, l’asma bronchiale, la bronchiolite respiratoria. Il fumo causa riacutizzazioni di episodi asmatici e il non corretto utilizzo dei farmaci. I fumatori sono infatti resistenti alle terapie corticosteroidee in quanto le particelle del farmaco si vanno a combinare con quelle nicotiniche raggiungendo dimensioni tali che da non riescire più a penetrare nell’apparato respiratorio. La prima cura da fare è smettere di fumare! Passo necessario anche per il trattamento delle patologie cardiovascolari: il fumo interferisce con le terapie antipertensive, raddoppia il rischio di ictus, aumenta il colesterolo cattivo, riduce quello buono limitando anche i benefici delle statine, impiegate per il controllo del colesterolo. Ma come si può rinunciare alla nicotina, che legandosi ai suoi recettori presenti a livello del sistema nervoso centrale, rila-

scia dopamina procurando una sensazione di benessere?? Il percorso è sicuramente complesso e ricco di insidie, ma non impossibile!! Un ruolo chiave viene svolto dalla volontà e dalla consapevolezza della dipendenza dal fumo, punti di riferimento possono essere il medico di famiglia e il farmacista di fiducia, a cui non bisogna esitare a chiedere consigli. Per evitare gli stimoli che portano alle sigarette è consigliabile un’alimentazione ricca di frutta e verdura, di acqua, in quanto la nicotina viene eliminata attraverso i reni. È importante mettere in atto delle strategie comportamentali che aiutino a gestire gli stimoli esterni per estinguere gradualmente la memoria condizionata del fumo: rimandare il desiderio di fumare fino a quando non passa, impegnare il tempo facendo qualcosa di piacevole. I benefici non sono immediati ma si manifestano gradualmente: minore affanno, scomparsa di tosse stizzosa, normalizzazione dei valori pressori, miglioramento del colorito del volto,

riduzione dell’ingiallimento dei denti, miglioramento delle prestazioni sessuali. Smettere di fumare comporta anche un risparmio economico e visto il periodo di crisi non sarebbe male! Incidenti di percorso si possono verificare ma non bisogna farsi abbattere dal senso di fallimento, si può ritornare a smettere con maggior successo!! La sigaretta elettronica rappresenta un aiuto per riuscire a smettere di fumare, a prescindere se contenga o meno nicotina, appaga nella gestualità. Tutti ci chiediamo se è sicura: ad un convegno mondiale tenutosi a Monaco questa estate i cardiologi hanno evidenziato che il vapore che si sprigiona dalle sigarette elettroniche, contenenti una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina e aromi alimentari, non è dannoso per il cuore. La sigaretta elettronica rappresenta quindi una valida alternativa al fumo di tabacco, purchè sia certificata e di qualità.

1.

Disperazione acuta: rifiuto, rabbia e dolore sono i sentimenti che pervadono questa fase;

2.

Ricerca della persona perduta: irrequietezza fisica e preoccupazione per il morto;

3.

Disorganizzazione: c’è la presa di coscienza della perdita e il dolore è talmente forte da stordire la persona, da estraniarla dal mondo esterno;

4.

Organizzazione: il dolore si affievolisce e i pensieri tristi si accompagnano ai ricordi piacevoli della persona amata.

La morte è un evento che non investe solo l’individuo ma l’intera famiglia. Ogni membro familiare ha un legame unico col defunto, per cui il senso di perdita investe le relazioni al suo interno, comporta un dolore individuale e allo stesso tempo sfida il senso di appartenenza. La famiglia ha il compito di riorganizzarsi, di ricostruire la rete di relazioni al suo interno e di sopperire alla mancanza della persona perduta. Non sempre, però, questo avviene: le reazioni emotive alla perdita sono, talvolta, coerenti alla preesistenti modalità relazionali della famiglia e possono essere esasperate. Si verificano, in tali circostanze, sintomi psicopatologici transitori, che possono bloccare il tempo evolutivo dell’individuo e della famiglia, congelando le risorse e le prospettive evolutive. Il lutto prolungato produce un impoverimento degli scambi e l’illusione che la perdita non è mai avvenuta. Andare alla ricerca delle risorse per superare le sfide della vita e recuperare il tempo evolutivo della famiglia è un obiettivo delle terapia familiare. La condivisione del dolore permette di rimettere in circolo le emozioni, di sperimentare la solidarietà e non sentirsi soli.


Impaginazione e grafica Isabella Soldo

PAGINA AUTOGESTITA E DENUCLEARIZZATA www.costituentecologista.it – www.politicheverdi.it maniverdi@gmail.com Anno 2012 - n. 16 EDITORIALE

Dossier Choc: veleni e rifiuti uccidono sempre di più!

Veramente terribile il verdetto che viene fuori dai dati ISTAT e dallo studio ventennale dell’ISTITUTO TUMORI DI MILANO.

“ ”

Tassi di mortalità sempre più alti a Potenza e a Matera I dati sono sempre più eloquenti: “I tassi di mortalità sono più alti a Potenza e Matera”. Ora, però, è il momento di fare dei passi in avanti. Non si può più continuare a produrre solo dati. Servono bonifiche dei tanti siti inquinanti. Iniziare a fare tanta prevenzione. L’incidenza del tumore dell’apparato digerente è alta. I potentini hanno il record della mortalità per le malattie del sangue. Urge uno studio che metta in evidenza il rapporto tra “Avvelenamento del territorio e Rischio per la salute dei lucani”. Insomma abbiamo tutto il diritto di conoscere le “Cause delle tante morti per cancro”. Diversamente le future morti per tumore saranno considerate “omicidi” e qualcuno dovrà pagare per questo. Bisogna, con ogni urgenza possibile, trovare o provare il “nesso” tra degrado ambientale del territorio lucano, l’incenerimento, l’elettromagnetismo, l’estrazione del petrolio, gli sversamenti illegali e “ l’incremento dei tumori dei lucani”. Lo studio epidemiologico nei siti inquinati ha la duplice finalità di chiarire i nessi causali fra le esposizioni che caratterizzano il sito e la comparsa di determinate patologie, nonché di fornire elementi conoscitivi utili all’attività di risanamento ambientale.

Urgono interventi di prevenzione sanitaria e bonifica dei siti inquinati!

La cosa importante e urgente è che i nostri amministratori si rendano conto della situazione di pericolo in cui ci troviamo e mettano in campo tutti gli interventi di “prevenzione sanitaria” e di “bonifica” del territorio regionale. La scienza ufficiale conosce bene il legame tra i principali contaminanti rilevati nel nostro territorio e le neoplasie dei bronchi, della trachea, dei polmoni, della vescica, della prostata, del pancreas, dei reni, della tiroide, delle ossa, della pelle, del sangue. Bisogna sapere se anche i nostri amministratori ne sono a conoscenza. Mario Nicola Di Dio

Boom di tumori in Basilicata I cittadini lucani sono più a rischio cancro che altrove. I dati ISTAT e lo studio, durato 20 anni, dell’Istituto Tumori di Milano non mentono.

A Potenza e Matera i tassi di mortalità sono più alti che in altre zone. In Basilicata è alta l’incidenza del tumore dell’apparato digerente. Potenza ha il record della mortalità per le malattie del sangue.

CHIEDIAMOCI:

“Quali le “FONTI” di questi tumori?” forse…… Gli scarichi radioattivi del Centro ITREC di Rotondella? Le polveri ferrose, Pm 10, Pm 2,5, Idrocarburi aromatici, Diossine, Benzo-apirene? Il termodistruttore FENICE-EDF di Melfi? Gli effetti collaterali delle estrazioni petrolifere in Val d’Agri? L’inquinamento “non rilevati” dagli invasi: MonteCotugno, Pertusillo, Camastra? Le Discariche di rifiuti pericolosi? L’amianto e la Trielina dell’area ex-Materit di Ferrantina? I Fanghi di perforazione stoccati un po’ qua e un po’ la nella regione? I Fanghi industriali e Fosfogessi prodotti dall’attività industriale della ex-liquichimica di Tito? Le 15 tonnellate (stimate) di sostanze tossiche e cancerogene (Trielina) versate dalla DARAMIC nelle falde di Tito? “... e tanto ALTRO ancora!”

O forse è colpa dei tanti piatti di orecchiette e strascinati che noi lucani mangiamo?


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Conclusa la vendemmia nella zona del Vulture

“Must’ e vin”a sant’Martin’ La vinificazione di ieri e di oggi. Il vitigno aglianico pare sia arrivato nella zona del Vulture nel VII-VI secolo di Michele Traficante

“A

sant’Martin, must’ e vin” (A san Martino ogni mosto si fa vino). E’, questo, uno dei proverbi più noti nella zona del Vulture che, spesso, si sentiva pronunziare, con evidente soddisfazione, dai nostri vecchi viticoltori. Ma, quest’anno, le cose

sono andate diversamente. Non si è aspettato la festa di san Martino (11 novembre) per far ribollire il mosto nei tini, anzi per quella data il vino già fermenta da un bel po’(una caratteristica tipica dell’Aglianico, per cui, imbottigliato, diventa naturalmente spumante) nelle capaci botti di rovere nei tanti “ceddari” (grotte scavate nel tufo). Infatti, quest’anno, le favorevoli condizioni climatiche hanno accelerato la maturazione dell’uva ed anticipato la vendemmia di almeno 20 giorni. Qualcuno ha addirittura, fatta la vendemmia, cominciato la raccolta delle olive che, di norma, inizia ai principi di dicembre. I frantoi sono già tutti in attività per la molitura delle olive. Ma com’è andata la vendemmia quest’anno nella zona del Vulture? A sentire i diretti interessati, più che buona; ottima la qualità, ma con una leggera riduzione della quantità rispetto all’anno precedente. La vinificazione in parte, è stata effettuata con metodi tradizionali nelle antiche cantine scavate nel tufo vulcanico e parte, sicuramente la maggior parte, con sistemi moderni negli stabilimenti vinicoli di Rionero in Vulture, di Barile, di Venosa, di Acerenza ecc. In questi giorni è partita anche la commercializzazione del vino novello, di pronta beva, di Aglianico del Vulture. E’ un vino rosso particolarmente fresco e aromatico, il primo vino della vendemmia appena trascorsa. Prodotto sulle colline della zona del Vulture, terreno vulcanico che ottimamente si presta alla coltivazione del vitigno aglianico, grazie alla capacità di intraprendenti imprenditori del settore, il vino Aglianico si è conquistato un mercato di tutto rispetto sia in Italia e sia all’estero. Il vitigno aglianico pare sia arrivato nella zona del Vulture nel VII-Vi secolo a.C. portato probabilmente dai coloni greci che

dalla costa ionica si avventurano nell’interno della regione lucana. Che il vitigno sia di origine greca è confermato dal fatto che il nome, originariamente era “Ellenico”, in seguito trasformatosi in “Ellenico”, poi in Allanico”, infine, durante la dominazione aragonese, corretto in

“Aglianico “a causa della doppia “ll” pronunciata in “gli” secondo l’uso fonetico spagnolo. La produzione di Aglianico si aggira sui 130 mila ettolitri (oltre ottomila ettolitri a Doc). I terreni coltivati a vigneti sono circa 6.400 ettari, di cui 2.633 registrati all’Albo presso la Camera di Commercio di Potenza, ricadenti nei comuni di Atella, Barile, Ginestra, Maschito, Melfi, Rapolla, Rionero, Ripacandida (zona classica) e Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Venosa (zona di bassa collina e pianeggiante). Numerosi i vinificatori della zona

(circa 391 registrati all’Albo della Camera di Commercio), sia come privati produttori e sia associati in cooperative. Negli ultimi anni sono sorte grosse ed affermate aziende vitivinicole che, con estesi vigneti, con viti sistemate a filari, ove hanno costruito imponenti stabilimenti enologici con enorme cantine scavate nel tufo vulcanico. Infatti, nell’area del Vulture, è cambiata la geografia della produzione dell’aglianico. I contadini di una volta, che si recavano nei loro vigneti con gli asini e i muli per i duri lavori della zappatura (almeno quattro volte all’anno), dell’irrorazione delle viti con solfato di rame per combattere la peronospora e “la malattia vecchia” e poi la zolfatara ecc., non ci sono più. Non più la processione di animali da soma con le bigonce o ceste piene per il trasporto dell’uva dai vigneti al paese. Non più il canto durante la pigiatura fatta con i piedi nelle cantine in paese, e la vinificazione nei capaci palmenti ( grosse vasche in muratura) e poi la festa della spillatura, quando si toglieva “lu priglion’(un pezzo di legno usato come tappo) e l’uscita violenta del vino nell’”angel” (una piccola vasca pure di muratura). E ancora, dopo la spillatura, il “cap’canal” (un abbondante pasto), in uso in tale occasione, a base di baccalà “ a ciambott”, con l’ottimo olio extravergine di oliva e peperoni cruschi, accompagnato adeguatamente dal fresco e spumeggiante vino appena spillato. In tale circostanza era lecito alzare un po’ il gomito. Insomma, non più

“per le vie del borgo / dal ribollir de’ tini, / va l’aspro odor dei vini / l’anime a rallegrar”, come cantava il poeta Giosuè Carducci nella bella poesia intitolata proprio “San Martino”. Anche i piccoli produttori della zona del Vulture si sono adeguati; spariti del tutto gli animali da soma (asini e muli) si sono attrezzati con mezzi meccanici per la coltivazione della vite, si sono muniti di piccole pigiatrici elettriche, per la fermentazione del mosto usano grossi tini di materie plastiche (rari quelli di doghe di legno), il vino viene filtrato e conservato in damigiane. Oggi la vendemmia passa quasi inosservata, la si fa in fretta. Non è più una festa come una volta che durava diverse settimane; la vendemmia è rimasta solo un lavoro faticoso e basta. Moderni mezzi meccanici trasportano l’uva dai vigneti alle cantine o agli stabilimenti enologici e altrettante moderne macchine enologiche vinificano. Il vino, separato dalle bucce e dai raspi, va finire in enormi contenitori di cemento o silos d’ acciaio per la macerazione (o fermentazione) e nessuno lo vede. Operano ormai i grandi viticoltori, o meglio imprenditori del vino, con le loro vaste tenute (un’azienda addirittura ha oltre 100 ettari di vigneti), in cui hanno costruito enormi cantine nel tufo e munite delle più moderne strumentazioni per la migliore vinificazione e conservazione del pregiato vino Aglianico. Un tempo si diceva: “Il miglior vino si fa nella vigna” e pare che si ritorni a vinificare nei vigneti come un tempo. Sono questi attivi imprenditori, oggi, a monopolizzare quasi l’intera produzione di uva aglianico della zona e a commercializzare il rinomato “rosso” del Vulture, su tutti i mercati nazionale ed internazionali.

Ormai l’Aglianico del Vulture, il primo vino lucano a fregiarsi, con decreto del Presidente della Repubblica del 18 febbraio 1971, del riconoscimento di denominazione di origine controllata (Doc) e oggi anche DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita), viaggia in bottiglie caratteristiche, con artistiche ed accattivanti etichette, per finire sulla tavola di esigenti degustatori dal palato fino. Un ricordo, ormai, il tempo in cui il vino si vedeva “alla frasca” presso le stesse cantine dei produttori o loro abitazioni,

dove numerosi avventori (quasi sempre altri contadini viticoltori) i quali, come si diceva” a r’tenn” (scambio della visita) passavano da una cantina all’altra. Così, fra un “patron e sott’) (un gioco da bettola, molto in voga allora, con lo scopo di portare qualche giocatore “urm” cioè lasciarlo a bocca asciutta), fra un litrot’t e l’altro, essi trascorrevano i caldi pomeriggi e serate d’estate, tornando a notte fonda, barcollando alle proprie abitazioni. Altri tempi, altre usanze. Mah, forse è meglio così! Si sa, indietro non si torna!


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Rionero, un presidio turistico nel palazzo fortunato Sarà gestito dalla Pro Loco in un locale concesso dal Comune di Michele Traficante

E

ra ora che Rionero avesse un adeguato presidio turistico al servizio dei tanti turisti e studiosi che si recano nella città di Giustino Fortunato. Sarà a giorni finalmente disponibile, su concessione dell’Amministrazione comunale, un locale della “torretta” del prestigioso Palazzo Fortunato, ove la locale Pro Loco potrà svolgere al meglio la sua azione di supporto alla più efficace funzione di promozione turistica non solo per quanto riguarda la città di Rionero ma per l’intero comprensorio del Vulture. Infatti, il presidio turistico è un centro di centro di informazione ed assistenza in grado di assicurare, potenziare e migliorare i servizi offerti al turista. Un centro di grande valenza culturale come

Rionero, ove, se si escludono alcuni lodevoli casi, da troppo tempo purtroppo vige una disattenzione verso il

patrimonio storico e culturale, la presenza di un presidio ben attrezzato ed efficiente posto nel centro storico,

stimolerà sicuramente forme di turismo sostenibile rispetto alle caratteristiche ambientali e culturale del territorio. Inoltre il presidio diventerà un punto di riferimento, di collegamento e di orientamento per i protagonisti del settore: turisti, imprese, fornitori di servizi, associazioni, istituzioni e associazioni. In verità la locale Pro Loco già da tempo ha a disposizione materiale promozionale della Regione Basilicata sul Vulture ma sta anche stilando in proprio materiale informativo sulla peculiarità di Rionero: da informazioni storiche sul Palazzo Fortunato fino alla Biblioteca Comunale passando

per Torre degli Embrici e i Laghi di Monticchio fino al Museo del Brigantaggio e della Civiltà Contadina. Nella Torretta del Palazzo Fortunato, rende noto la Pro Loco, si provvederà ad istallare anche l’Internet Social Point dove si potrà navigare sul web attraverso una connessione gratuita messa a disposizione dall’associazione e dalla Regione Basilicata per tutti gli utenti: dai semplici cittadini fino, per fare un esempio, agli extracomunitari del Burkina Faso che avranno l’opportunità di chiamare i propri cari in Africa attraverso il servizio di chiamata “Voip” (Voice Over Interenet Protocol), tecnologia che permette di telefonare a costi molto bassi in qualsiasi parte del mondo senza differenze geografiche. Verrà ancora – aggiunge la

Pro Loco – anche fornito un servizio di connessione wi-fi gratuita in tutta Piazza Giustino Fortunato. I giovani avranno quindi la possibilità di riappropriarsi della loro piazza (da mesi interessata da lavori di sistemazione e riqualificazione) e, attraverso la connessione gratuita, di utilizzare i tanto amati social network non più dalle loro abitazione, ma dal centro storico della cittadina fortunatiana. Insomma la “Torretta”, grazie all’impegno dell’Amministtazione Comunale e della Pro Loco, diventerà un vero e proprio punto di riferimento per cittadini e turisti.

I Granata di Rionero Fra più noti il martire del 1799 Michele Granata e l’agronomo Luigi Granata di Michele Strazza a famiglia Granata di Rionero in Vulture annovera importanti personaggi storici. Innanzitutto Michele Granata, martire della Repubblica Partenopea. Nacque a Rionero il 25 novembre 1748 da Ciriaco e da Maddalena Lauria. La famiglia che aveva fatto fortuna nel commercio volle avviarlo alla vita monastica nell’Ordine dei Carmelitani Calzi. Con il n u o v o nome di padre Francesco Saverio da Rionero Michele Granata iniziò il suo percorso nella nuova vita. Dopo un periodo nel convento di Barile, come maestro e lettore di Teologia, lo ritroviamo a Napoli, nella Chiesa del Carmine, in Piazza Mercato, dove ebbe l’incarico di Padre Provinciale e Diffinatore Perpetuo. Grazie proprio al suo zelo il Padre Generale dei Carmelitani consentì che il suo nome venisse scolpito sopra la campana maggiore del Carmine. Per le sue condizioni di salute si trasferì al Convento Carmelitano della Trinità degli Spagnoli che aveva ambienti migliori. Qui si dedicò alla cura degli infermi. Nel 1778 divenne professore di matematica alla Reale Accademia Militare dove insegnò anche filosofia e geometria. Nel 1780 pubblicò Brevi notizie della vita di Nicola Martino, missionario e geografo trentino (16141661). Scrisse, poi, un testo di elementi di algebra

L

e geometria. Si avvicinò alle idee repubblicane e, con l’accusa di educare i giovani con una impostazione politica non proprio ortodossa, assieme al Caravelli venne dispensato dall’insegnamento con assegno di pensione. Due anni dopo venne rinchiuso nelle carceri arcivescovili partenopee. Ma il 25 ottobre 1789 fu richiamato all’insegnamento. Nel 1793 lasciò nuovamente l’insegnamento, andando a dirigere il monastero dei Carmelitani di Santa Maria della Vita a Montesano. Nuovamente arrestato, venne rinchiuso nella fortezza di Gaeta insieme a mons. Forges Davanzati ed Eleonora Pimental Fonseca. Uscito di carcere nel luglio del 1798 insieme ad altri 59 detenuti tra cui Mario Pagano, ritornò all’Annunziatela ma per poco, perché, proclamata la Repubblica, entrò nel governo come Commissario. Ebbe, così, l’incarico di reggere, insieme a Domenico Bisceglia, Ignazio Buonocore e Celestino De Marzis, il Cantone di Sannazzaro, uno dei sei in cui era stata divisa Napoli. Di fronte alla minaccia delle truppe del cardinale Ruffo fece parte della commissione incaricata della

riorganizzazione dell’esercito repubblicano e della difesa dei rioni di San Ferdinando e San Giuseppe. Caduta la Repubblica, v e n n e condannato a morte e giustiziato a Napoli il 12 dicembre del 1799. A Rionero, sulla parete della casa natale al Piano dei Morti (oggi via Umberto I n. 81), Giustino Fortunato nel 1881 fece murare una lapide che lo ricorda come “Martire della Libertà” . Suo nipote fu Luigi Granata, nato a Rionero in Vulture l’11 novembre 1776 da Benedetto e Rosa Melchiorre. Si addottorò in utroque jure a Napoli dove fu allievo di Conforti e di Pagano, oltre che di suo zio Francesco Saverio. Profondo conoscitore dei problemi dell’agricoltura, pubblicò: Teoria elementare per gli agricoltori (voll. 1-3, Napoli 1824), Economia per lo Regno di Napoli (voll. 1-2, Tip. Nunzio Pasca, Napoli 1830, Tip. del Tasso, Napoli 1835) e il saggio Mezzi per migliorare la economia rustica del Regno

di Napoli quando deteneva la Cattedra di Agraria e Scienza Silvana nella “Real Scuola di Applicazione di Ponti e Strade”. Ispettore Generale delle acque e foreste, pubblicò: Trattato della coltivazione delle piante conosciute più utili all’uomo ed agli animali domestici. Nel 1835 venne stampata per la seconda volta la sua opera Economia rustica e nel 1839 uscirono gli Elementi di agronomia e della scienza silvana. Su incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, diede alle stampe il Catechismo agrario ad uso delle scuole elementari stabilite nelle Comuni del Regno di Napoli del cavalier Luigi Granada (Tip. Niccola Vanspandoch e C., Napoli 1841). Ricoprì anche gli incarichi di segretario aggiunto e bibliotecario della Accademia Pontaniana. Fu membro inoltre della Real Società Agraria di Torino. Si spense a Napoli nel maggio dell’anno 1841. Pronipote di Michele Granata fu Vincenzo Maria Granata. Nato a Rionero l’1 marzo 1828 da Benedetto e Raffaela Raiola, a 15 anni entrò, con il nome di fra’ Antonio, nel convento di Laurenzana dei Minori Riformati versando la somma di cento ducati. Dopo

il primo semestre di noviziato, ottenuto l’esonero dal servizio militare e compiuto il tirocinio annuale, passa al convento di Avigliano dove assume il nome di Francesco Saverio, in onore del prozio. Trasferitosi prima a Potenza e dopo a Napoli presso il convento di San Pietro ad Aram, completa i suoi studi di diritto canonico, storia ecclesiastica, lingua ebraica, matematica e fisica. Durante l’epidemia di colera del 1854 è in prima linea nell’assistenza dei malati. Mandato nel convento di Forenza, vi insegna letteratura e filosofia, educando i giovani novizi a non disprezzare i sentimenti di libertà. Accusato di idee liberali, è costretto a lasciare l’Ordine e a ritornare a Rionero. Nel 1860 si trasferisce a Venosa dove apre una scuola privata molto frequentata. Dopo due anni trascorsi a Napoli come precettore di un giovane menomato di una ricca famiglia borghese, ritorna a Rionero dove inaugura una scuola privata di letteratura italiana e latina. Emigrato in Brasile nel 1778, si ferma a Villa de Cosmo dove insegna latino nel Collegio di Joaquem de Sant’Anna. Nel nuovo Paese si dedica anche alla poesia, pubblicandone alcune su riviste brasiliane. Nel 1889, a seguito della lunga siccità e della febbre gialla presenti in

quelle zone, torna in Italia, riprendendo l’insegnamento privato a Rionero e pubblicando: Saggio di Poesie in Dialetto rionerese (Tip. Ercolani, Rionero 1897), Nuove poesie in dialetto rionerese (Tip. Liccione, Melfi 1899), Nuovissime poesie in dialetto rionerese (Vecchi Ed., Trani 1900). Muore il 19 aprile 1911. Altre sue opere sono: Il Rionerese (Tip. Ercolani, Rionero 1881), Gioie e dolori (Tip. Ercolani, Rionero 1896), Il pensiero dei pensieri (Tip. Ercolani, Rionero 1896), Supplemento alle poesie in dialetto rionerese (Vecchi Ed., Trani 1900), Memorie di un insegnante privato (Vecchi Ed., Trani 1900), La coppa di Ebe (Vecchi Ed., Trani 1903, Per una lapide commemorativa nel comune di Rionero in Vulture (Tip. Ercolani, Rionero 1882), Per la festa dello Statuto (Tip. Ercolani, Rionero 1882), Elogio funebre dell’illustrissima signora Anna Tronconi Nicolucci (Tip. Pierro e Veraldi, Napoli 1899), In excelsis (Vecchi Ed., Trani 1905), Per la commemorazione funebre di Re Umberto (Vecchi Ed., Trani 1900).


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ontrosenso

SPORT

17 Novembre 2012

SECONDA DIVISIONE

Basilicata

Il Melfi sfiora il colpaccio “Tarpata” L’Aquila, all’Arturo Valerio arriva una Salernitana super

di Lorenzo Morano

A

ccarezza ancora una volta il sogno della vittoria il Melfi di mister Bitetto, che al Fattori di L’Aquila, costringe i forti abruzzesi al pari ed in rimonta. 1 a 1 è il risultato del turno numero 11 per i gialloverdi, ancora protagonisti di una rimonta subita. L’undici lucano composto da Scuffia, Gennari, Bonasia, Porcaro, Dermaku, Benci, Spirito, Muratore, Improta, Giglio, Conte; con Porcaro spostato sulla mediana a causa delle assenze di Suarino e Locci, a L’Aquila dopo dieci minuti si era già portato avanti, grazie ad una conclusione di Conte, abile a sfruttare un errore di Mucciante, che mette nelle condizioni il gialloverde di infilare la porta del portiere Testa. Malgrado le defezioni il Melfi in Abruzzo gioca bene e merita il vantaggio, tant’è che per lunga parte anche della ripresa, il sogno dei tre punti non è affatto cosa proibitiva. Alla mezz’ora arriva però la doccia fredda, l’omonimo aquilano del centravanti melfitano, Improta, serve un assist al bacio ad Agnello che di testa mette la palla nell’angolino, dove Scuffia non può arrivare e fissa il punteggio sul pari. A rendere

ancor più amaro questo risultato ci pensa sul finale il gialloverde Caira che si divora la rete dell’1 a 2, mancando una ghiottissima occasione, praticamente a porta sguarnita. Sicuramente tutti avrebbero firmato per un pari contro gli aquilani, prima della gara, ma visto quanto accaduto nei 90 minuti di gara, di sicuro qualche rammarico c’è, anche perché dalle parti basse della classifica le antagoniste cominciano a farsi avanti: l’Arzanese viaggia a braccetto dei lucani a quota 12 punti, avendo pareggiato per 1 a 1 con il Foligno, distante solo un punto, mentre la Vigor Lamezia grazie alle vittoria di misura sul Fondi per 1 a 0 si è portata anch’essa a 12 punti; più distante il Borgo fermo a 7 punti dopo la sconfitta di misura per 1 a 0 nel derby con il Pontedera. Tornando al discorso Melfi e proiettandoci al prossimo match, di sicuro possiamo parlare dell’incontro più importante della stagione, per il fascino che la sfida suggerisce per via dell’avversario decisamente blasonato ed in stato di grazia. Il 12esimo turno vedrà approdare all’Arturo Valerio di Melfi la

Salernitana dell’ex Guazzo, tra le altre cose autore della seconda delle tre reti con cui i campani hanno tramortito la capolista Aprilia, nel 3 a 0 dell’Arechi. I campani dopo il cambio di panchina non hanno sbagliato un colpo e viaggiano a vele spiegate; l’entusiasmo che si respira nella città di Salerno e la vicinanza al centro lucano, faranno in modo che i granata saranno seguiti in Basilicata da un nutrito pubblico, pertanto Melfi-Salernitana è di sicuro una gara da non perdere. Vola, quindi, la Salernitana, ma lo fa anche il Martina che senza troppi clamori si è portata a 21 punti, come i campani, battendo in trasferta per 1 a 0 il fanalino di coda Campobasso. Con lo stesso risultato, come già visto, anche il Pontedera porta a casa l’intera posta in palio, nel derby con il Borgo a Buggiano, grazie alla rete numero 8 di Grassi, che gli vale la guida della classifica marcatori; un risultato d’oro questo dei toscani i quali accorciano sulla capolista, che a quota 26 punti dista solo due lunghezze. Finisce 2 a 0 per i padroni di casa l’altro derby toscano tra Gavorrano e Poggibonsi, un risultato che permette ai primi di

agguantare i secondi, ora entrambi i team viaggiano a quota 18 punti, tanti quanti ne ha il Chieti grazie all’1 a 0 con cui a Reggio Calabria ha liquidato la pratica Hintereggio, per la cronaca rete di De Sousa, anch’egli ad 8 reti. La giornata si chiude con tre punti preziosissimi per l’Aversa che grazie all’1 a 0 interno, contro il Teramo, si è portata proprio a ridosso degli abruzzesi. Chiusa la parentesi relativa all’undicesima giornata, domenica 18 novembre il campionato di Lega Pro 2, girone B, offre un turno decisamente interessante, sono numerose le sfide da tenere d’occhio maggiormente, rispetto alle altre. La sfida di cartello è sicuramente il big-match tra le prime due della classe, con l’Aprilia che farà il diavolo a quattro per avere la meglio sul Pontedera, anche perché di fronte ai propri tifosi vorrà prontamente archiviare la pesante sconfitta di Salerno. Altra gara d’alta quota è MartinaGavorrano con i toscani che scenderanno in Puglia desiderosi di agguantare i biancoazzurri. Ancora giornata di derby la 12esima, e come da prassi ci si sposta dalla Toscana all’Abruzzo,

che sono le regioni con più team in questo girone, assieme alla Campania; il derby che andrà in scena sarà quello tra il Chieti e L’Aquila, divisi in classifica da un solo punto. Scontro diretto nelle zone basse della classifica, dove il Borgo a Buggiano, in casa, cercherà di tenere lontano il Campobasso, ma soprattutto di non perdere terreno dal Foligno, che domenica avrà sulla carta un match alla portata, contro la matricola Hintereggio, che approderà in Umbria. Scontro diretto anche a Teramo, dove approderà una Vigor in ascesa e desiderosa di sorpassare gli abruzzesi. Il turno, infine, si

chiude con le sfide PoggibonsiAversa e Fondi-Arzanese.

Potenza, che confusione SERIE D

Tra cessione e nuovi soci, torna in bilico il destino dei colori rossoblu Francavilla: arriva Amatucci di Giusy Trillo

“M

amma mia!” Il Potenza degli incubi è tornato. Non tanto quello delle sconfitte, che non se n’è mai andato davvero e a cui quasi quasi, seppur tristemente, la città si stava abituando, ma quello delle “jacuvelle”, di cui davvero non si sa più che farsene. A dieci turni dall’inizio di un campionato i n f a t t i altalenante, ma solo negli umori, un’altra settimana si chiude e, per l’ennesima volta, il bilancio è tutt’altro che positivo. Non solo il bis casalingo, tra Battipagliese e Puteolana, è stato archiviato come una catastrofe, ma la squadra rossoblu è tornata pure a fluttuare nel limbo. Prima l’allenatore si sarebbe dimesso, poi ci avrebbe ripensato lasciando il passo al presidente, che ha invece confermato nero su bianco l’intenzione “di cedere la società -così recitava

CALCI IN CU...RVA

a cura di Tony Pezzotta

D

a qualche tempo il calcialingo non dorme più. Il suo Potenza non gli dà pace. Se ne sta sempre affacciato alla sua finestra in viale Marconi con vista sullo stadio Viviani. Pensa e riflette

il comunicato- o di valutare la possibilità di un coinvolgimento di nuovi soci”, garantendo però “sin d’ora che sarà comunque portato a termine il campionato in base a quelle che potranno essere possibilità di gestione”. L’ambiente, inoltre, sarebbe “abbastanza compattato e sereno e comunque motivato” in vista dei prossimi impegni e tutti i tesserati avrebbero “rinnovato la loro disponibilità al progetto sposato ad inizio stagione con la stessa società”, anche in virtù di un Agovino “rasserenato”. Tutti tranquilli allora? Decisamente no. Mister Agovino potrebbe, a questo punto, ri-ripensarci, visto e considerato che dopo gli addii di Caruso e soprattutto Tortora, la squadra che aveva accettato di condurre verso la salvezza, si ritrova in modo evidente ancora più lacunosa di prima; senza contare che l’apertura del mercato è vicina

e qualcuno (forse tanti) potrebbe anche decidere di prendere altre strade, decisamente meno ripide da risalire. Insomma, se dal campo in pochi giorni sono arrivate ben tre sconfitte, due contro le compagini ospiti, che al Viviani hanno fatto en plein, e una contro la sfortuna, tra pali, traverse e rigori che ancora gridano vendetta in area, la peggiore arriva invece lontano dal gioco, contro la voglia crescente in città di pensare già a un prossimo anno, più o meno solare. Quello in corso si riscopre invece tempestoso, nonostante le rassicurazioni di rito; mentre il Potenza si riscopre sul mercato, alla ricerca di un nuovo nome, magari senza andare troppo lontano (vedi Eccellenza), che possa assicurare continuità. Tra voci di contatti e soluzioni più o meno probabili, l’unica cosa certa, e neanche tanto, è che oggi si parte per Bisceglie

e se non ci si aspetta da una trasferta del genere il miracolo sul campo, si spera almeno che porti ‘consiglio’ fuori. I tifosi soprattutto lo sperano, né quelli di Serie D né quelli di Eccellenza, solo i tifosi del Potenza. Chi la continuità l’ha ritrovata è invece il Matera, tornato a tallonare le prime delle classe dopo la vittoria larga conquistata in casa del Sant’Antonio Abate, mentre procede a piccoli passi il Francavilla, che fa 1-1 con il Pomigliano, scivolato inesorabilmente in zona play out. Un calo costato la panchina a Lazic, destinato ad altro incarico sempre nella famiglia dei sinnici, che ha lasciato il testimone al suo secondo Antonio Amatucci. Una soluzione interna, dunque, nel tentativo di capire cosa davvero non va.

Potenza: una squadra, un leone, una bandiera su ciò ch’è stato il calcio negli ultimi quindici anni. Poi, si ferma e scandisce i momenti significativi, nel bene e nel male, del vissuto rossoblù. Ad ogni flash si apre una ferita profonda, specie quando ripercorre i momenti degli ultimi cinque anni. In ultimo sfoglia, rapidamente, l’album dell’ultimo anno con l’onta delle due società rossoblù che egli non tarda a definire un’idiozia pura. “Davvero il

popolo potentino è arrivato a tanto -si domanda il recluso per calcio- pur di detenere il potere di decidere in maniera assoluta”? Probabilmente sarà bastato l’ultimo fotogramma scattato domenica scorsa, in occasione dell’ennesima gara casalinga persa dal Potenza contro la Puteolana. In quella circostanza veniva ripreso il presidente Capobianco, sempre più desolato, mentre ciò che resta degli ultras

potentini, inveivano contro di lui, invitandolo a farsi da parte. Sarà stato sufficiente questo per far scattare una molla nel pantofolaio lucano che, ora, non dorme più. Il suo Potenza sprofonda e, in lui, prevale l’angoscia. Il sonno è pregiudicato anche dalle voci che si rincorrono in queste ore di grande frenesia. Tra dichiarazioni strappate e smentite varie, in città si sa già che è in corso una trattativa tra Capobianco e Ferrara,

i titolari dei due sodalizi potentini. Qualcuno ha già azzardato anche l’oggetto e le modalità dell’accordo. Mentre andiamo in stampa, però, c’è solo la certezza che la squadra partirà per Bisceglie alla guida del tecnico Agovino. Negli ambienti sportivi cittadini c’è grande attesa per un momento che, a dire il vero, era già atteso quest’estate, quando ci fu un primo approccio che, sembrava inizialmente, dovesse dar luogo ad

un’integrazione. All’epoca non se ne fece nulla. Si spera, oggi, di ricevere la notizia tanto attesa del matrimonio tra Città di Potenza e Rossoblù Potenza. Una squadra, un leone, una bandiera, per riprendere la marcia della storia del calcio, nel nome del Potenza.


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Tolve a picco e il Metapontino allunga

ECCELLENZA

Ma è la Vultur a fare notizia: ko al Rossoblu di Antonio Petrino

L

a capolista Real Metapontino vince ancora senza problemi con il C. Oppido e allunga il passo, approfittando della seconda sconfitta consecutiva stagionale del Real Tolve che è costretto allo stop da un Picerno in rilancio. Sarà Fioraso, protagonista indiscusso della gara, a siglare al 36’ il gol della vittoria, uno stupendo diagonale di esterno destro che trafigge l’incolpevole Fusco. Rallenta anche il Valdiano, bloccato sul pari interno da un buon Policoro, mentre vince ancora il Viggiano con un roboante successo in casa del fanalino di coda Tursi. L’exploit della giornata è la clamorosa vittoria della Vultur in campo avverso contro un deludente Rossoblu Potenza, con i bianconeri che agganciano il quinto posto. Battuta d’arresto per il Moliterno sul campo

difficoltà. Importante vittoria del Pignola con una Murese ancora a secco. P e r l’undicesimo turno del torneo, la prima della classe è attesa dalla trasferta di Muro Lucano, agevole sulla carta, invece il big match della giornata è la sfida Davide Fioraso, autore del gol della vittoria tra R. Tolve del Picerno sul Tolve e Valdiano con gli ospiti distanziati del Miglionico e ritorno alla di due lunghezze con la vittoria per il Pietragalla prospettiva che in caso di con un Marconia ancora in vittoria si ritroverebbero al

secondo posto. Tenterà di avvicinarsi alle primissime posizioni il Viggiano che riceve la visita del Pietragalla, e il Policoro che ospita l’ultima della classe Tursi. Occasione anche per la Vultur fra le mura amiche, che cercherà il successo con il Pignola per continuare nella striscia di vittorie. Possibilità di riscatto per il Rossoblu Potenza che in casa dovrà mirare alla conquista dei tre punti contro un modesto Miglionico. Moliterno atteso dalla trasferta di Marconia, con questi ultimi alla ricerca del risultato pieno per abbandonare i bassifondi, mentre il C. Oppido cercherà di tornare al successo davanti ai propri tifosi contro il Picerno.

Figc lucana: uno scherzo per il Trivigno?

Profondo Rossoblu La Vultur rimonta ed è sorpasso in classifica non si fa attendere e si concretizza al 24’ grazie ad uno sfortunato autogol di Corbo che sembra chiudere il match. Sei minuti più tardi però lo stesso difensore bianconero si riscatta e accorcia le distanze per i rioneresi prima della fine La gioia della Vultur, vittoriosa sul Rossoblu Pz del primo tempo. La ripresa si apre con il fulmineo gol mpresa sensazionale per gli uomini di Libutti che permette alla Vultur di di Caprioli che riescono a ritornare al recuperare il doppio handicap e quindi successo esterno dopo più di un mese addirittura di vincere la gara. All’ultimo e mezzo e ribaltare prodigiosamente degli otto minuti di recupero concesso un doppio svantaggio che cominciava dall’arbitro Capolupo, la squadra di a delinearsi come una nuova sconfitta Caprioli riesce infatti a portare a casa in campo avverso. Il vantaggio dei l’intera posta in palio, con Barbaro che potentini arriva dopo solo un minuto e di testa trafigge Grieco. Una prova di mezzo con Sperandeo, che tramuta in forza per i bianconeri, con carattere, rete una palla vacante, e il raddoppio grinta e determinazione in un successo

I

prodigioso che consente ai rioneresi di raggiungere il quinto posto (appaiati al Policoro) e dimostrare anche con i numeri il proprio valore, grazie ad un ottima prova del collettivo e al supporto dell’ultimo arrivato, l’esperto Ciardiello. Se per il Rossoblu Potenza arriva la prima sconfitta interna, maturata sul neutro di Rifreddo, per i bianconeri si conta invece la terza vittoria consecutiva, un trend positivo che si cercherà di allungare nel prossimo turno in casalinga, con un Pignola da tenere nella giusta considerazione, per continuare a racimolare punti e aggiungere soddisfazioni ed entusiasmo ad una piazza ‘calda’ ed esigente da sempre. Ant. Pet.

Coppa Italia Regionale - Pronti per le semifinali!

D

isputate mercoledì scorso le gare di ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia regionale, con verdetti praticamente acquisiti già nelle gare di andata di due settimane prima, per le otto contendenti a mirare ad ottenere i lasciapassare per i quattro posti utili per le semifinali. Il Real Metapontino, capolista dell’Eccellenza è la prima semifinalista, che pur sconfitto di misura a Oppido, forte del risultato dell’andata passa il

turno. Il Valdiano si qualifica grazie al risultato a reti bianche nella trasferta di Marconia, dopo aver vinto per tre reti a favore nel match di andata. Il Viggiano passa il turno e bissa la larga vittoria ottenuta in casa nella gara di andata e si impone anche a Picerno. Rinviata per nebbia a data da destinarsi la partita a Rifreddo tra Rossoblu Potenza e R. Tolve, ma sarà sicuramente una pura formalità per gli uomini di mister Camelia a

qualificazione praticamente acquisita, considerando il largo successo esterno con quattro realizzazioni conseguito a Tolve nel confronto dell’andata. I risultati: Marconia - Valdiano 0-0; C. Oppido – R. Metapontino 1-0; Picerno - Viggiano 1-2; Rossoblu Potenza – R. Tolve rinviata per nebbia. Ant. Pet.

I

n periodo elettorale, si sa, il clima si fa pesante. In questi giorni poi il freddo inizia a pungere, la pioggia batte in testa e i risultati, a volte, si vedono. Non dovrebbe dunque sorprendere che, a poche battute dalle elezioni che decideranno il nuovo nome incaricato alla Presidenza della F.I.G.C. Basilicata, giunga in redazione la nota di alcune società di calcio regolarmente iscritte al campionato di terza categoria lucana (A.S. Asi Potenza; A.S. Giarrossa; A.S.D Poggio Tre Galli; S.C. Macchia Romana; A.S.D United Dedalo Shaolin; A.S.D. Trivigno 2012; A.S. Aicsportclub Potenza) piuttosto singolare. Le società, infatti, “disconoscendo formalmente i gironi del campionato decisi coattivamente dal Comitato”, chiedono “di sospendere immediatamente il calendario formulato nel Comunicato Ufficiale del 14/11/2012” e “di convocare al più presto una riunione con tutte le società di terza categoria per poter decidere i gironi insieme ai rappresentanti delle stesse società”. Ma cosa è successo? Tutto nascerebbe dalla collocazione nel girone C di categoria dell’A.S.D. Trivigno che, andando oltre l’identificativo alfabetico del raggruppamento, che pure dovrebbe portare fortuna

(vedi fattore C), è costretto a fare opposizione. Stando al calendario stilato, la compagine del presidente Blescia, inserita in girone, per citare qualche nome, con Castelsaraceno e Maratea, sarebbe infatti costretta ad affrontare trasferte alquanto onerose, che certo non si sposano con lo spirito amatoriale anima di un campionato di terza categoria, trainato, aldilà dei sacrifici che pure si fanno, dalla disinteressata passione per il calcio. Non sarebbe dunque stato seguito alcun parametro di tipo logistico-territoriale, né il criterio dell’anzianità di iscrizione, di cui la società di Blescia avrebbe anche potuto godere per essere inserita tra i nomi dell’hinterland potentino. A cordiale richiesta di spiegazioni, da quanto viene riportato in un esposto alla procura federale, in Federazione si sarebbero così giustificati: “non e’ colpa nostra se voi vi appoggiate al Poggio Tre Galli”, società calcistica di Potenza che sarebbe associata al neo candidato alla Presidenza della F.I.G.C. Basilicata Sig. Carlo Maglia, “noto rivale alla candidatura dei referenti in questione”. Ma cos’è, uno scherzo?


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17 Novembre 2012

ontrosenso Basilicata

Fipav - Elezioni del Comitato Provinciale di Potenza Il programma di Donato Castronuovo Per affrontare i temi fondamentali del programma, è indispensabile partire da tre concetti basilari: Trasparenza - Nuovo metodo di lavoro - Concetto di condivisione. Trasparenza: Le scelte adottate dovranno rispondere al principio della trasparenza, con comunicazioni chiare, il tutto improntato alla corretta comunicazione e all’adozione di comportamenti di responsabilità.

Nella foto Donato castronuovo

R di

iceviamo e pubblichiamo il programma e gli intenti Donato Castronuovo,

candidatosi alla presidenza del Comitato Provinciale di Potenza. “Il Comitato a servizio del territorio”:

I

protagonista;

Concetto di condivisione - Sentirsi valorizzati e considerati: Il nostro obiettivo primario sarà far sentire tutti i tesserati partecipi di uno stesso progetto. La collaborazione sarà privilegiata e la politica delle contrapposizioni e delle divisioni, nella nuova gestione, non avrà spazio alcuno. Tutti faranno parte di una unica grande famiglia: quella della pallavolo. Sarà riconosciuta la dignità ad ognuno per qualsiasi tipo di ruolo ricoperto, nella certezza che il contributo di tutti porterà alla crescita del Comitato.

organizzazione impianti.

“Attenzione e servizio alle Società”, e “Attenzione e impulso” per il settore giovanile; questi sicuramente i punti qualificanti del documento programmatico, e nella cui direzione opereranno tutte le iniziative dei Comitati Provinciali e Regionale di Basilicata. L’agonismo e il territorio prima di tutto; la scuola e le societa’;

dovuto forzare di più le battute: prima della gara di oggi, quando andavamo al servizio, ci limitavamo a buttare la palla al di là della rete; stasera, oltre ai cinque ace messi a segno, rischiando di più la battuta, abbiamo avuto la possibilità di fare quei break-point che ci hanno permesso di distaccare gli avversari”. Nel primo set, infatti, è il muro di Granito e Parisi che consente alla Energy Italia 01 di recuperare il piccolo svantaggio iniziale (10-13); gli attacchi di Marolda e Maiorana segnano il sorpasso (19-17) e il

solito Nuzzo porta il primo set in casa Virtus giocando con le mani del muro gaetano (25-20). Nel secondo parziale, con il turno in battuta di Granito, i potentini scattano subito in avanti; la Serapo Volley Gaeta si riavvicina (16-14) ma il set si chiude bene (25-20). Il Coach della Serapo, Tony Bove, a questo punto stravolge la squadra: Gaeta recupera subito lo svantaggio iniziale (6 - 2) e tra ‘muri’ e contestazioni riapre la partita vincendo il terzo set (20-25). Il quarto atto è, però, dominato dalla Energy

essere

volontario,

Italia 01: Parisi, lucidissimo in regia, varia continuamente il gioco, ottimo Benedetto in difesa e poi ci pensano Marolda, Granito e Nuzzo a scacciare il fantasma dell’ennesimo tie-break. “Forse è la mia migliore partita da quando sono a Potenza - ha dichiarato Parisi negli spogliatoi - ho giocato bene a muro e in battuta, ma sono contento in particolare perché penso di aver fatto una gara di carattere”.

Il 22 novembre le elezioni alla Federcalcio Lucana di Pino Gentile

E’

essere

Una situazione, quella che si registra in seno al comitato regionale della Federcalcio di viale del Basento, diventata esasperata, che si poteva evitare con,la razionalità, il ragionamento ed il buon senso prima che la malattia colpisse Rinaldi, Carlo Maglia, suo agguerrito antagonista, nel rispetto di precedenti intese raggiunte con lo stesso Rinaldi, aveva chiesto di poter correre per la presidenza con reggenza per i soli primi due anni, cedendo poi la presidenza. Ciò al fine di poter completare il suo straordinario percorso sportivo e di vita. Ma “pierino” ha detto no, in ossequio all’orgia di potere da cui è afflitto, che lo induce a ricandidarsi. Rinaldi tira dritto per la sua strada, non ascoltando la voce di chi gli sta vicino. Il rischio reale che corre il Colucano è quello di avere ai vertici della gestione personaggi che hanno creato un clima irrespirabile, poco incline alla goliardia ed al saper stare insieme. Come insegnano le elementari regole della cultura sportiva. Le società lucane del calcio

dilettantistico sono chiamate, ora più che mai, ad una scelta coerente con una politica di gestione del Colucano (oggi attestata nella dispersione di energie in confronti che sono veri scontri, che non fanno bene al nostro ambiente) che punti al rilancio del nostro calcio attraverso progetti e non la difesa di meri interessi corporativi. Piero Rinaldi e Carlo Maglia, dunque, in piena lotta per la conquista della presidenza regionale della federcalcio.Chi prevarrà? La risposta alle urne: al momento in cui il giornale va in stampa, non abbiamo avuto riscontro circa la presentazione dei candidati inseriti nelle due liste presentate alla competente commissione. Di tutto questo ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori. Appuntamento a sabato 24 novembre 2012 quando Controsenso riporterà la cronaca commento delle elezioni.

C - Olimpia Melfi: avvio sprint

P

e

Sono queste, a nostro avviso, le priorità del CP di Potenza, sono queste le azioni sulle quali sarà concentrata la nostra attenzione. Siamo consapevoli di presentare un programma ambizioso ma conosciamo le potenzialità di cui potremmo fruire ed è per questo che vogliamo metterci in gioco. La nostra richiesta è di credere a questo percorso e partecipare alla sua realizzazione, di avervi come collaboratori al fine del raggiungimento di tutti i nostri propositi. Crediamo fermamente in un Comitato Provinciale in cui tutti si sentano rappresentati, in cui nessuno si senta escluso o trascurato, insomma un CP capace di rispondere alle richieste ed alle esigenze delle Società e dei tesserati. Noi ci prefiggiamo questi obiettivi e lavoreremo per raggiungerli.

marketing e web;

Ci ragiono e canto iniziato il conto alla rovescia, in vista delle elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo del comitato regionale lucano della Federcalcio, quadriennio olimpico 2012-2016, che si terranno giovedì 22 novembre. Messaggi trasversali, parole in codice, caratterizzano l’attesa, per la riproposta, per la terza volta consecutiva, alle risposte delle società lucane di calcio per la candidatura alla presidenza del Colucano di Rinaldi Pietro, Pierino per i suoi amici. La gestione del Colucano da parte di Rinaldi, particolarmente quella dell’ultimo quadriennio, non è piaciuta alla “minoranza” presente in consiglio direttivo, in particolare a Carlo Maglia, figura carismatica del calcio lucano, già vice presidente vicario, indicato da molte società come alternativa a Rinaldi, oggi vittima di gran parte dei suoi collaboratori, potenziali “corvi” pronti a sfruttarne le sue debolezze, a causa di alcuni problemi di salute che non gli consentono di essere al massimo.

gare

formazione e aggiornamento;

B1 - Energy Italia 01 Potenza, finalmente!

VOLLEY

l potente attacco in diagonale di Luca Nuzzo, che segna il punto del 25-18 e aggiudica alla Energy Italia 01 Potenza il quarto set e la prima vittoria stagionale, e’ quasi una liberazione per gli uomini di Marolda. “Finalmente il muro ha funzionato bene - ha commentato a fine partita il sorridente allenatore e s c h i a c c i a t o r e dei lucani - ma soprattutto siamo stati bravi a mettere in difficoltà la ricezione del Gaeta. Leggendo le statistiche degli incontri precedenti ho notato che avremmo

questo è lo slogan che caratterizza il programma che si vuole realizzare per il prossimo quadriennio.

Nuovo metodo di lavoro - Condividere e ascoltare: Il metodo operativo del Comitato Provinciale sarà modificato rafforzando la discussione, la condivisione e il confronto delle idee, nel rispetto dei ruoli.La condivisione e l’ascolto verranno utilizzati, usufruendo anche dell’interazione con il Comitato Regionale, come “modus operandi” nei confronti delle nostre società, attraverso incontri nel corso dell’anno sportivo basati sul metodo proposta/confronto. Questa nuova e diversa cultura dell’ascolto, contribuirà a creare un clima di lavoro che nel breve e medio termine contribuirà a consolidare il

patto associativo.

arte con un rotondo 3 a 0 in trasferta l’avventura dell’Olimpia Volley Melfi di mister Vincenzo Pontolillo, nel campionato regionale di serie C. A cadere sotto i colpi di Rita Laviano e socie è stata la Livi Volley Potenza, uscita sconfitta con i seguenti parziali: 23 a 25; 12 a 25; 5 a 25. Già i parziali evidenziano il chiaro andamento della gara che si può sintetizzare con un confronto aperto solo nel primo set, con le melfitane decisamente contratte e protagoniste di numerosi errori, sia in battuta che in attacco, anche il destino del set è comunque sempre stato nelle mani delle federiciane, sempre avanti sino al 18 a 22, quando hanno subito un break che ha portato la gara sul pari 22, momento in cui si è registrato l’allungo decisivo. Dal secondo set in poi è venuta fuori la vera Olimpia; raggiunta una sorta di tranquillità le ragazze hanno iniziato a giocare al loro modo, sia in difesa che in attacco, aggiudicandosi con facilità il set. Strada spianata nel set decisivo grazie ad un avvio sprint delle ospiti, in breve avanti con il punteggio di 16 a 3, condizione questa che ha permesso a mister Pontolillo di far partire la girandola dei cambi: Stefani Caruso per Daniela Cataldi e Milena Ciociola per Fabiana Caruso, andando a vincere il set senza nessun problema e quindi la gara, grazie ad un’ottima prestazione di capitan Laviano, coadiuvata dalla buona prestazione dell’intera squadra. Squadra che in palestra, in settimana, lavorerà duro per affrontare il prossimo match casalingo, dove alle 19.00 di sabato 17 novembre, presso la Palestra Comunale, se la vedrà contro il Montalbano-Scanzano.


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17 Novembre 2012

LOPATRIELLO A BRIGLIA SCIOLTA SU “CONTROSENSO”

L’ex sindaco contro il prete “politicante” L’ex Primo Cittadino di Policoro, in attesa di giudizio per l’inchiesta che lo ha travolto, ci spiega il perché del suo “livore” contro Don Cozzi di Walter De Stradis gennaio 2011 era stato arrestato con l’accusa di concorso in corruzione aggravata in una inchiesta relativa ad appalti per la rete di pubblica illuminazione. Oggi, Nicola Lopatriello, ex sindaco di Policoro e attualmente vice coordinatore nazionale enti locali per il movimento politico “Grande Sud”, è in attesa della prima udienza del processo che dovrebbe svolgersi a fine dicembre. “Ho lavorato bene per il mio Comune”, sostiene, “quando il pm che ha ereditato il mio fascicolo da ‘Toghe Lucane’ ha chiesto ed ottenuto il mio

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confermo e sottoscrivo. Don Cozzi e i suoi sono dei mestieranti, dei politicanti, degli imbonitori di piazza. Sono persone a caccia di visibilità». Certo che non le manda a dire. Non l’ho mai fatto. Il giorno in cui io non parlo, io muoio. Don Cozzi sono anni che ce la mena con la storia dei Fidanzatini di Policoro ed Elisa Claps. Sono storie terribili, ma se ne è letteralmente appropriato. Come se gli altri 600mila lucani fossero una massa di coglioni, o di collusi, a cui queste storie non interessano. E invece io dico che non c’è un solo lucano che non vorrebbe

«Don Cozzi ha ambizioni politiche. Parla come se in Basilicata ci fosse solo lui e gli altri 600mila lucani fossero una massa di coglioni a cui non frega nulla della giustizia»

«La Regione eroga contributi al Cestrim perché sa che è meglio così» proscioglimento, ha detto che tutti i sindaci d’Italia dovrebbero comportarsi come me”. Recentemente è stata molto “vistosa” l’assenza dell’ex Primo Cittadino (“In paese mi voglio bene tutti e mi rimpiangono”) alla manifestazione “Mò basta criminalità”, tenutasi nel suo comune a seguito del presunto attentato subito da un agente di polizia a cui hanno bruciato l’auto. Ha fatto altrettanto rumore un suo comunicato in merito, in cui ancora una volta Lopatriello tirava qualche “picconata” a Don Marcello Cozzi di Libera, fra i promotori dell’evento, dandogli in pratica del “politicante”. Un fatto eclatante. Ne abbiamo parlato al telefono col protagonista. Ecco, asetticamente, le sue considerazioni. « S ì ,

sapere la verità su questi fatti di sangue. E invece? E invece Don Cozzi se ne appropria. Come se ci fosse solo lui. Il motivo? Non mi sente? L’ho già detto. Visibilità. E anche tornaconto personal alle. e personale. Si riferisce ai fondi che la Regi ion o e eroga al Cestrim? Regione C’è questo

prospetto con i mandati in cui si leggono cifre un po’ a pioggia, e un po’ di totali: 61mila euro, 30 mila euro, 51 mila euro. A partire dal 2003. Non molti soldi, dopotutto. Le faccio io una domanda: perché la Regione eroga questi soldi al Centro Studi di Don Cozzi? Perché evidentemente ritengono che è meglio non mettersi contro questi qui. Chiarisco: le iniziative del Cestrim sostenute dalla Regione sono lodevoli, certo, ma il desiderio di non scontentarli secondo me c’è eccome. Ma a lei invece chi

gliela fa fare? Guardi, io mi incazzo, e di brutto, quando si danno certe etichette alla mia terra. Tipo. “Il Metapontino è come la Locride”. Ma siamo impazziti? Come si permettono? In un’altra regione sarebbe scoppiata una rivolta. E giustamente. E poi, le dico un’altra cosa, per tornare al discorso dei fondi. Alcuni sindaci del circondario, miei amici, hanno partecipato alla manifestazione perché si sono visti in qualche modo costretti. Mi hanno detto: “Nicò, mi tocca andarci. Hai visto mai che mi mettono all’indice”. Ecco di cosa stavo parlando. Parla della gente, ovviamente.

Beh, quando uno proclama verità e giustizia e lo si critica, immediatamente si passa dalla parte dei cattivi. Ma le cose non sono così semplici. Anche sulla raccolta fondi per questo poliziotto a cui hanno bruciato l’auto. Sia

Me lo rispieghi. Gli obiettivi politici di Don Marcello sono evidenti. Voglio dire, ha firmato per il Movimento Arancione dell’amico De Magistris. Più politico di così. Sono sicuro che fra poco ci ritroveremo lui,

chiaro, è un mio amico. Ma io chiedo a Don Cozzi e a quelli come lui: perché una raccolta di fondi quando non siamo nemmeno sicuri che sia stata la mala, e non magari qualche vicino tifoso della squadra avversaria? Di più, ecco la mia proposta: raccogliamo i soldi per le aziende agricole, quelle sì tartassate dalla criminalità. Ma questo non lo dice nessuno, perché un agricoltore non ha la divisa. Il poliziotto “tira” di più. Secondo me lei ritiene che il sacerdote abbia intenti politici. Non gliel’ho detto perché credevo che fosse ovvio, che diamine, eh.

o qualcuno per lui, candidato da qualche parte. E poi, De Magistris, detto Giginieddu U Flop’ è uno dei peggiori magistrati che ci siano stati. Basta leggere le carte del Csm … Beh, direi che può bastare. Chissà che Don Cozzi non voglia risponderle, proprio su queste pagine. Noi aspettiamo. Io voglio precisare che in queste osservazioni non c’è nulla di personale. E’ solo che ritengo bisogna stare molto attenti, prima di ricoprire di merda e di ignominia una regione. Specie se è la propria.


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LA FIABA “CENERENTOLA” RAPPRESENTATA A RIONERO

Successo della perfomance del gruppo teatrale dell’Ass. Cult. Astea di Emanuela Russillo

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a sempre sono le fiabe classiche che hanno deliziato e fatto sognare tante generazioni alimentando la loro fantasia negli anni, forse più belli, della loro vita: la fanciullezza. La fiaba riveste un ruolo importante, capace com’è di catturare l’attenzione dei bambini, divertendoli ma lasciando filtrare messaggi ed insegnamenti. Una di queste fiabe fra le più note è certamente la meravigliosa Cenerentola che ha due versioni: quella dei fratelli Grimm e quella di Charles Pearrult e che ha avuto diverse e fortunate trasposizioni cinematografiche, ad incominciare dalla celebre animazione di Walt Disney del 1950 e anche televisive. Ed è proprio la fiaba Cenerentola che è stata proposta con un interessante spettacolo per opera del gruppo teatrale dell’Associazione culturale “ASTEA”. Si è trattato di una intelligente “elaborazione in chiave moderna fusa e… confusa”, coordinata e diretta da Olimpia Traficante con la fattiva collaborazione di Antonio Russillo, Roberto Pallottino e Luigi Di Lucchio.

Lo spettacolo è andato in scena anche per gli alunni della locale scuola Primaria (in mattinata) ed ha mandato in visibilio i piccoli spettatori entusiasti per la bravura degli interpreti e gli effetti scenici. Bello l’effetto della diffusione di stelline colorate sul palcoscenico e in tutta la sala. La rappresentazione della fiaba “Cenerentola” presso il cinema “Vorrasi” di Rionero in Vulture, nella serata del 10 ottobre, ha riproposto diversi temi di lettura e da sempre affascina non solo il mondo dei bambini, ma anche quello degli adulti. L’intreccio avvolgente e fantastico composto di fate, grillo parlante e strega ha catturato l’entusiasmo dei bambini, sia dei piccoli attori sia degli spettatori in sala. Assai indovinata la scenografia con alcuni elementi di arredo che hanno dato l’idea della modernità della rappresentazione, esempio

computer e carrozzella. E, ancora, il principe azzurro si presenta con una automobile fuoriserie che ha molti più cavalli di una carrozza, il

ballo finale con Cenerentola ed il principe è iniziato con un celebre valzer di Strauss ed è continuato e terminato con la sfrenata musica di Grease, una Cenerentola che chiama la fata con il cellulare e, poi, lo stesso linguaggio usato che rimandava a battute molto vicine al dialetto rionerese. Il che denota che la chiave di lettura delle fiabe è universale e valida in tutti i tempi. Si parla infatti di sentimenti, di angherie subite

in famiglia, di prepotenze che spingono la vittima, in questo caso “Cenerentola”, a cercare un rifugio ed una compensazione nel fantastico. L’interpretazione del papà del principe è stata apprezzata per la spigliatezza della recitazione e perché ha riproposto i sentimenti umani di un qualsiasi papà che vuole una discendenza. Gli attori si sono saputi immedesimare con intelligenza nei personaggi della fiaba e la loro recitazione naturale, semplice, autentica e non artificiosa ha attirato l’attenzione del pubblico anche il più attento ed esigente e non sono mancati i momenti di vero divertimento e di sorriso. Nel contrasto tra il bene e il male, rappresentato da “Cenerentola” e dalla matrigna con le figlie, come in ogni fiaba, vince il bene. In questo modo il bambino cresce sereno e trova conforto. Apprezzabile è stato l’intervento delle fate di altre favole, sia per la novità della soluzione trovata sia per la bravura e la perizia nella recitazione. Alla fine i superbi vengono vinti e solo i deboli e gli ingenui

emergono grazie alla loro bontà ed al loro abbandono in forze superiori. E’ l’insegnamento che da sempre ha affascinato e che è capace di donare ancora un po’ di serenità agli spettatori. Insomma si è trattato di un ottimo lavoro, grazie all’impegno e all’affiatamento mostrato da tutto il gruppo teatrale e anche alla lunga ed impegnativa preparazione dello spettacolo. Questi i magnifici piccoli interpreti:Dalila Larotonda, Martina Sabia, Gianvito Tartaglia, Antonino Catalano, Silvia Catalano, Kiara Di Palma, Maria Pia Di Palma, Antonio Chieppa e Fabiana Mascolo. Ottima la perfomance degli attori per hobby: Carmela Scatorchia (Matrigna), Carmine Di Palma

(Principe), Daniele D’Onofrio (Grillo e Granduca), Francesca Palladino (Fata Smemoranda). Gessica Maulà (Strega Grimilde), Giusy Asquino (Cenerentola), Pasquale Labella ( Il re), Santa Pallottino (Fata Turchina), Maria De Rosa, Francesca Di Palma, Chiara Mascolo, Alessandra Traficante, Rebecca D’Angelo, Carmen Valenza e Iolanda Santoliquido. (altre fate). Fotografia: Emanuela Russillo. Video: Donato e Vito Di Pierro. Audio e Luci: Dynamic Sound.

Innovazione del ciclo produttivo e abbattimento degli sprechi

E’

fondamentale per una corretta gestione economico – finanziaria innovare il ciclo di produzione con riguardo all’abbattimento degli sprechi. Un buon riferimento può essere rappresentato dall’organizzazione dell’ipresa in “Lean Thinking”con il coinvolgimento delle risorse umane. Il “Lean Thinking” rappresenta una rivoluzione di pensiero, un nuovo modo di ragionare, laddove l’azienda mira a ridurre i tempi di lavorazione, aggredire gli sprechi, accrescere la flessibilità. Snellire per essere competitivi è uno dei tanti benefici che provengono attraverso l’applicazione della strategia operativa “Lean Thinking” applicando alcuni principi, semplici ma di basilare importanza: identificare gli sprechi per poi eliminarli di più con un minor consumo di risorse; identificare ciò che vale (value) e individuare ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo; identificare il flusso del valore (value stream), allineare le attività che creano valore nella giusta sequenza; far scorrere il flusso del valore (flow), mettere in atto le attività a valore senza interruzioni, fare in modo che il flusso sia tirato (pull) e far scorrere il flusso in base alle richieste del cliente, riorganizzare la produzione in funzione del cliente. Partendo dal concetto che il cliente deve “tirare il prodotto “ è esemplificativo il caso di un forno che produce il pane. I forni tradizionalmente producevano lavorando la notte per portare il pane al negozio la mattina presto. Quindi il personale che lavorava di notte si affaticava più facilmente con la conseguenza di complicare

la vita sociale; per l’azienda occorreva un maggior costo dei salari. L’intervento in ottica di “Lean Thinking”, che muove dalle esigenze del cliente, ha visto il proprietario, riconsiderare le abitudini del consumatore finale. Mentre una volta il pane si vendeva la mattina presto, oggi solo il 7/10 % viene venduto a quell’ora. L’intervento ha portato a riconsiderare gli orari di lavoro in funzione dei tempi di vendita e a pianificare una produzione che durasse tutto l’arco della giornata, in linea con il ritiro del pane dal negozio. E’ sicuramente una giusta impostazione, tanto che oggi tale attività lavora in ottica di “Lean Thinking” ed ha ottimi risultati economici e di redditività. E’ necessario, dunque, puntare alla perfezione, assumerla come riferimento per programmi di miglioramento costante. E’ evidente che l’applicazione dei principi del Lean, soprattutto in un’azienda tradizionale, provoca un grande cambiamento sia sul piano fisico sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, orientamento ai processi, team interfunzionali, responsabilizzazione, delega e sviluppo competenza a livelli operativi, snellimento delle funzioni); tutto questo comporta quindi un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria “rivoluzione culturale”. Innovazione aziendale

Angelo Nolè

organizzativa


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A Potenza c’è “Voglia di Teatro” di Alessia Nardozza

I

n una regione come la Basilicata, dove la politica divide, ci pensa la cultura ad unire. Ragion per cui “Cose di Teatro e Musica” assieme ad un’altra associazione di Matera, si

sono uniti per fare un consorzio sulla produzione e distribuzione del teatro in Basilicata. Si è costituito, quindi, il “Consorzio Teatri Uniti di Basilicata”, progetto che si concretizza tra due luoghi che sembrano combattersi senza motivo e che cerca quindi di rafforzare i rapporti tra le due città (Potenza e Matera) nel nome della cultura. A tal proposito si è aperta la Stagione Teatrale “Voglia di Teatro 2012-2013”, organizzata da Cose di Teatro e Musica con

il Comune di Potenza, cui compartecipano, inoltre, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Basilicata, Voglia di Teatro, Info&Tickets. E’ organizzata in 13 spettacoli in cartellone e divisa in sezioni, quali: musica, teatro tradizionale, teatro greco, comicità, teatro di ricerca (ovvero teatro civile, che quest’anno è dedicato alla politica. Ci saranno 4 spettacoli dedicati a vari personaggi, come Borsellino e Andreotti). Gli elementi di spicco sono, ad esempio, il prossimo spettacolo, di Cesare Picco, “Blind Date (Concerto al buio)” (6 dicembre), il primo concerto di pianoforte eseguito interamente al buio, dove il pianoforte farà sentire la sua voce nel buio della sala, solo percezione di sensazioni. Successivamente ci sarà Peppe Servillo con “Spassiunatamente”, un concerto dedicato a Napoli, alla cantata napoletana, quella meno conosciuta. Altri elementi saranno personaggi quali Claudio Buccirosso, per la comicità, Giobbe Covatta, Giulio Scarpati. Previsti anche altri cartelloni come “Cantieri d’Arte”, ovvero una rasse-

gna dedicata alle associazioni, alle compagnie amatoriali, alle nuove creatività regionali ma anche di fuori. Il prossimo evento, cui si stanno iscrivendo numerose cover band anche di fuori, è il “Tributo a Claudio Baglioni”. Tra le varie attività, da menzionare è la “Scuola di Teatro”, arrivata al secondo anno e che presenta circa un centinaio di iscritti, da sei anni a salire. Le iscrizioni sono ancora aperte e, da gennaio, partiranno anche altri laboratori, corsi di dizione, di

videomaker, sartoria teatrale (dove si privilegiano le realtà locali professioniste, che hanno un curriculum), corsi di scenografia. E’ una scuola dove i docenti sono tutti attori, formati o che fanno formazione continua e hanno compagnie di produzione, la si sta impostando come una vera e propria scuola di teatro. Tutte le compagnie che, a partire dal Comune di Potenza che patrocina la

NIKYJAHMAN “Stand firm” scuola mettendo a disposizione il teatro, si sono consorziate per favorire la nascita della scuola sono: Cose di Teatro e Musica, Gommalacca Teatro, Hdueteatro, Info&Tickets. Si sta inoltre valutando anche un master sul giornalismo, in virtù del fatto che in questa regione non vi è alcun critico teatrale, quindi stanno cercando di contattare giornalisti a livello nazionale, critici teatrali che si occupano sia di testate radiofoniche che televisive e della carta stampata. Gli organizzatori si stanno adoperando per trovare un accordo e poter così partire con questo progetto. Il primo spettacolo della stagione è stato quello di Gennaro Cannavacciuolo “Volare – Omaggio a Domenico Modugno”, che ha riscontrato notevole affluenza, grazie all’abilità che ha avuto nel far interessare persone di tutte le età. Si è notato anche un iniziale avvi-

Le avventure di CAPITAN VAFF di king buffino

Evento fashion a Lavello con una tappa del ‘Moda Show’

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a kermesse ideata dall’agenzia Lucania Network con protagonista la bellezza ed esibizioni di arte varia, torna in una serata alternativa in un appuntamento con in primo piano flash dedicati a gusti e tendenze femminili e non solo. Nella suggestiva cornice chic del risto pub ‘Red Krystal’ del centro del Vulture, in corso Giustino Fortunato, le indossatrici Lorella Santarsiero, Carmen Preite, Lucia Liuni, Tea Romaniello, Katia Daskaliuk e Francesca Di Carlo hanno sfilato in vari defilè tra costumi da bagno, nuove tendenze con la par-

tecipazione dello stilista Max Futura creation con l’anteprima di abiti interamente realizzati a mano della nuova collezione 2013 e abbigliamento donna ‘Marvi’ total look (azienda del posto) con la partecipazione di ospiti e attrazioni, tra cui il ‘Mister Europa Basilicata 2012’ Pasquale Archetti, il cover di Vasco Rossi l’artista musicale Eugenio Ciampa (del gruppo live ‘Etereo’) e le performances di danza del ventre e del fuoco di Elektra ‘the lady of fire’. Un evento coinvolgente e diverso dal solito, in versione indoor, presentato da Antonio Petrino, con

sponsor ufficiale Autoricambi GM di Grosso Michele di Melfi, con la partecipazione del fotografo ufficiale Dario Bruno e una buona cornice di pubblico per una serata emozionante e piacevole con coinvolgimento del pubblico e consegna gadgets omaggio. Prossimi appuntamenti con il ‘Moda Show’ itinerante in programma nelle settimane di dicembre in altri locali della regione. Antonio Petrino

cinamento dei giovani, per i quali è improntata la seconda parte della stagione, che presenterà, quindi, linguaggi molto variegati. Per i ragazzi e gli studenti, inoltre, sono previste promozioni, ovvero un abbonamento di 100 euro per tutti gli spettacoli. Ai vari spettacoli in programmazione si aggiungono anche incontri con gli attori presso l’Università.

IN PLATEA CINEMA RANIERI

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e non ci fossero Matera e il suo circondario la Basilicata non avrebbe una scena reggae degna di questo nome. Basti pensare ai bernaldesi Krikka Reggae (noti in tutta la Penisola), o agli esordi dei materani Patachanka Soledada e agli exploit del sing-jay Bobo Sind. Direttamente dalla Città dei Sassi arriva questo interprete dalla bella voce, un giovanissimo che si fa chiamare Nikyjahman e che indossa degli occhialoni anni settanta che fanno molto “roots”. Il giovane interprete ha appena lanciato su youtube il video del suo nuovo singolo, “Incancellabile”, ma ha già al suo attivo alcuni mini album autoprodotti, uno dei quali in compagnia dei “Soul Vibration” e un altro in solitaria, “Stand Firm”, che recensiamo nella nostra rubrica settimanale. Nicola ha una bella voce, dicevamo: ed è questo che salta subito all’occhio, anzi all’orecchio, e in un genere come il reggae, in cui ultimamente ci si buttano un po’ tutti, ma proprio tutti, non è una cosa da sottovalutare. Il cd si compone di sei brani, cantati sia in inglese, che in italiano, che in “materano”. Va detto che il nostro rivela ancora qualche ingenuità, tipica di un percorso ancora in fieri, soprattutto nella stesura dei testi, appassionati vero, ma in realtà un po’ banalotti, con i soliti riferimenti alla religione rasta che si sentono un po’ ovunque nel reggae. Ovvietà a parte, che sicuramente andranno smaltite via via nel cammino, Niky sa come costruire un pezzo, sa come cantarlo, e ha uno stile suo molto personale e molto dolce. Alla fine è proprio questo che conquista: la semplicità di un ragazzo che canta col cuore. Ci aspettiamo cose importanti da questo artista lucano.


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MONITOR

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Quesito di Controsenso agli accademici lucani D

a studiosi di fisica di altre regioni (con un noto accademico, genio mondiale della Relatività Ristretta, che è venuto a far visita al Russo, il nostro Direttore è stato anche a cena: vi sono le foto), ci è giunta la conferma che Ivan Russo sarebbe riuscito a semplificare pure la Relatività delle accelerazioni, ossia la Relatività Generale, come ha fatto per la Ristretta. Anzi, per la precisione, più che di mera semplificazione, si tratterebbe d’impostazione che, pur originale e comprensibile finanche dai ragazzi delle scuole medie, sarebbe del tutto ortodossa. Dato che non abbiamo competenza in materia, e siccome ci piace essere prudenti e non sposare facili enfasi, ci rivolgiamo al mondo accademico della Basilicata, al quale chiediamo se quanto sarà esposto tra poco è conforme o no ai canoni della scienza. In altre parole, siccome l’università della Basilicata e altri centri di ricerca lucani annoverano tanti docenti universitari, domandiamo loro se le formule del “semplificatore” sono o no scientificamente valide. In caso di esternazione di dubbi o perplessità, siccome ci piace che la scienza non sia mortificata a terreno di sterili dispute da salotto, tipiche dei politicanti e dei cialtroni parolai (tanto che alla fine del dibattito nessuno spettatore sa chi ha detto il vero, e chi il falso), inviteremo i protagonisti a un simpatico e costruttivo confronto dialettico con Russo, registrando (con il consenso di tutti gli intervenuti), parola per parola, le rispettive esposizioni, sicché si faccia, una volta per tutte, chiarezza in merito; infatti, o il naif sbaglia, e allora è bene spiegarlo a lui e a chi ha fiducia nelle sue tesi; oppure ha ragione, e allora si tratterebbe di una novità assai rilevante: percorsi logici e formule che, anziché essere di difficilissima comprensione, diventano invece accessibili, rispettando al tempo stesso la canonicità richiesta dalla fisica e dalla matematica. Ci rivolgiamo, dunque, oltre che ai docenti di matematica e fisica delle medie (e superiori, e inferiori) e ai cultori della materia, anche ai chiarissimi professori Auriemma, Bianco, Cioffi, Cocolicchio, Cuomo, D’Alessio, Mancini, Satriano, Serio, Tramutoli, nonché alla giovane ricercatrice Vitiello (di cui giornali e televisioni hanno detto tanto bene), e via dicendo, ai quali domanderemo quanto segue. Siamo certi di ottenere risposte, atteso che l’intellighenzia scientifica lucana non si farà sfuggire l’occasione per dimostrare che la nostra bella terra non è la cenerentola.

e quindi, in ultimo, grazie alla esplicitazione matematica derivante dall’operazione di Russo, ad ottenere :

Questo percorso conclusivo (ossia la sostituzione di cui sopra) è identico a quello di Parisi, benché i due arrivino a tale equivalenza (più che equazione) con discorsi del tutto autonomi e indipendenti tra loro, sì che, dunque, appare confermata la plausibilità delle due semplificazioni. Se così è, allora, significa che

Ed eccoci alla celeberrima formula einsteiniana. Ora, se i passaggi e gli artifici appena esposti sono corretti sotto il profilo matematico, allora risulta effettivamente comprensibile, con facilità, il percorso logicomatematico di Russo, il quale ricorre all’esempio pratico di una feccia che, viaggiando, acquista massa: ovviamente, non è qui il luogo adatto per parlare di tal esemplificazione, ma assicuriamo che anche i ragazzini delle medie inferiori possono capirlo. VENIAMO ALLA RELATIVITÀ GENERALE

3 Domandiamo se, come per la speciale, è la valida seguente equazione (“proporzione”), la quale si fonda sui medesimi concetti, con la sola differenza che al moto lineare uniforme è sostituito quello uniformemente accelerato:

INIZIAMO DALLA RELATIVITÀ SPECIALE (DETTA ANCHE RISTRETTA O PARTICOLARE)

1 Domandiamo se, impostata l’equazione nei termini che seguono

è vero o non è vero che dallo sviluppo delle operazioni si ricava il noto fattore di Lorentz:

Dove: τ è il numero delle frazioni di tempo che scandisce l’orologio (veloce) dell’osservatore; θ è il numero delle frazioni di tempo dell’orologio più lento (quello del viaggiatore sito in un sistema galileiano, ovvero un sistema che si muove di moto rettilineo uniforme); c è la velocità della luce; v quella del sistema in moto, calcolata (già ab origine) come frazione di quella della luce: dunque, come assoluto, in quanto rispettiva frazione di un’invariante. I medi (di valore identico, tanto che si risolvono in quadrato) sono rivenienti, rispettivamente, dalle misurazioni che il viaggiatore opera nel proprio sistema (inviando un raggio- regolo di luce), sia con riguardo alla perfetta direzione del moto, sia con riguardo alla direzione diametralmente opposta: spazio che per lui è invariante, laddove l’osservatore misurerà lunghezze differenti, dato che, nel primo caso, il ricettore “fugge” dal raggio regolo (che lo insegue), mentre, nel secondo caso, il ricettore va incontro al raggio di luce.

2 Se è vero o non è vero che la formula di Planck

è applicabile, come sostiene Russo (ma, per vero, lo fa anche Parisi, ordinario di Teoria quantistica alla Sapienza, nel libro divulgativo Dipende, edito da Lapis), anche all’energia

Dove Mm è la massa in movimento galileiano; Mr è la massa a riposo; Em è l’energia del sistema in moto; Er è quella del presidio in quiete. Se, poi, conoscendo il valore del quoziente Em, è possibile o no impostare un’equivalenza (più che un’equazione) sì che si “ricavi” (ovvero sia evidenziato) il valore del divisore (radice quadra di 1-v2/c2), mercé il conferire al dividendo (Er) il valore E (che, per facilità, consideriamo pari a 1) e impostando la seguente moltiplicazione:

Chiediamo lumi in ordine allo sviluppo dell’equazione, che, secondo Russo, si risolve in

Dove: τ è il numero delle frazioni di tempo che scandisce l’orologio (veloce) dell’osservatore (che sta fuori del sistema uniformemente accelerato); θ è il numero delle frazioni di tempo dell’orologio che va più piano (quello del viaggiatore che sta nel sistema); a è il valore dell’accelerazione. Chiediamo, indi, se quest’ultima formula ottenuta può essere scritta anche nel modo seguente:

considerando at al quadrato come numero fisso (quadrato della massima velocità raggiunta o raggiungibile, in ipotesi, dal sistema accelerato, dopo un determinato tempo), di modo che la variante sia λ (Lambda: distanza del sistema accelerato dal punto di massima velocità raggiunta o raggiungibile), che, per comodità, possiamo considerare pari a 1 nel punto di massima velocità (approdo), mentre tende all’infinito nell’altra direzione (punto di partenza: quello in cui ha avuto origine l’accelerazione). Ci si dica, quindi, se la velocità raggiungibile o raggiunta (at), considerata da altra prospettiva come velocità di fuga (ovvero la velocità occorrente al sistema per “uscire” dal campo gravitazionale), che chiamiamo Vf, è convertibile (come sostiene Russo) o non è convertibile nel seguente valore della forza del campo gravitazionale:

Dove G è la costante gravitazionale; M è la massa del corpo “attrattore”; R è il raggio della sfera. Perché, se tal sostituzione è valida, bisogna convenire che i concetti correlativi alla dilatazione temporale generata da una sfera non rotante (concetti dalla difficoltà veramente proibitiva) sono resi accessibili ai ragazzi delle medie (con discorso che non può essere qui riportato), giacché si giunge alla formula che, a dir di Russo, è accademica (e chiediamo se tale formula è veramente accademica o no):

Dove R, più che il raggio del corpo massivo, è, nella sostanza, una coordinata di Schwarzschild.

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In altre parole, desideriamo sapere se è formalmente corretta la seguente equivalenza:

Domandiamo altresì se, passati alle orbite circolari, è vero o non è vero che la velocità media orbitale è equivalente a:

Per dirla in modo più chiaro: in ogni divisione, il divisore può essere ricavato moltiplicando il quoziente per il quadrato del divisore, fratto il dividendo, sicché, se il divisore è costituito da una radice quadra, non occorre necessariamente ricavarla nel modo classico (talvolta assai complicato), bensì basta moltiplicare il suo quadrato (ovvero, nel nostro caso, il valore senza radice) per il quoziente, e dividere il tutto per il valore del dividendo. Talché, tenendo presente che E è convenzionalmente posta pari a 1, sia legittimo (o no) trascrivere l’equivalenza in altro modo: ossia

Perché, se così è, si ottiene addirittura la semplificazione della dilatazione del tempo con riferimento alle orbite circolari (concetti dalla difficoltà da far paura):

Perché, se l’impostazione è corretta, è possibile, a dir di Russo, il seguente artificio matematico, che diventa veramente originale e risolutivo

Dove ro è uguale a

Infatti, a questo punto, si constata che la quantità ricorda quella dell’energia cinetica classica che porta a scrivere:

apposta in parentesi tonda per facilitare i termini, , dove al posto della massa (m), qui compare

Se le formule cui Russo fa riferimento sono realmente esistenti, e se i suoi passaggi matematici sono coerenti, sì che le sue formule semplificate risultino corrette, allora garantiamo (e lo garantiscono anche alcuni studiosi) che la logica e il discorso esplicativo sottesi sono ridotti davvero a una semplicità stupefacente. Attendiamo risposte da parte di ogni persona competente, e appassionata di temi che, pur sembrando di pura fantascienza (per es., viaggi nel passato), diventano, invece, plausibili, almeno sotto il profilo teorico.


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REPORT

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Il mondo di “Punteville” approda alla fumetteria Comicstore di Potenza di Rosa Santarsiero

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abato scorso, nella fumetteria Comicstore di Giulio Laurenzi, a Potenza, si è svolta la presentazione di “Punteville”, un romanzo illustrato, scritto dal potentino Gianluca Caporaso e dalla disegnatrice romana, Rita Petruccioli. La serata si è svolta con successo in una location affollata da adulti e bambini. In particolar modo, i più piccoli si sono lasciati trasportare dalla magia dei disegni realizzati sulla pagina di cortesia di ogni volume acquistato, dalla giovane e brava Petruccioli, coautrice del testo. Alla serata hanno preso parte, oltre ai due autori, l’editore del testo, Marcello Lavieri e Domenico Colucci che, nella seconda

parte della presentazione, ha rallegrato il clima con un spettacolo del suo teatro delle ombre, liberamente ispirato alla “Città di Punto”, uno dei capitoli del libro. Prima che iniziasse la presentazione potentina del romanzo, abbiamo fatto quattro chiacchiere con i due autori. Rita Petruccioli ha descritto in questi termini la sua “avventura puntevilliana”: «Questo libro è nato da un’idea di Gianluca Caporaso. Sono stata contattata in qualità di illustratrice. Il testo mi è piaciuto molto, l’ho trovato subito interessante. È un’idea brillante. In realtà non c’è un solo protagonista, ma ogni capitolo ne ha due: un uomo e una donna che vivono il loro amore in città magiche, la città di virgola, di punto, di puntini puntini. Anzi, ho lavorato su ogni capitolo affinché avesse la sua personale

pagina di benvenuto. Questo è un libro adatto ai bambini ed agli adulti. Ai più grandi serve ad emozionarsi, ai piccoli per imparare il magico mondo della punteggiatura e conoscere nuove storie. Lavorare a questo progetto con Gianluca Caporaso è stata davvero una bella esperienza». Il potentino Gianluca Caporaso, autore del testo: «L’idea è nata dal desiderio di raccontare delle storie. Trame legate e messe insieme. D’altro canto la parola raccontare deriva dal greco léghein che ha molteplici interpretazioni, tra le quali legare e mettere insieme. Non è un libro indirizzato solo ai bambini, ma è una piazza in cui vivono e si incontrano adulti e piccini. Mi piaceva pensare a questo spazio comune in cui la gente si incontra, specialmente in un momento di crisi come questo.Ho riscoperto la bellezza del raccontare».

I due autori con il libro

AMateraoggipresentazione de “Basilicata I luoghi della narrazione”

“B

asilicata, i luoghi della narrazione” sarà presentato oggi a Matera alle scuole superiori della Città presso ill Teatro Comunale alle ore 10,30 da alcuni degli autori: Marta Ragozzino, Raffaello De Ruggieri e Franco Vitelli insieme ai Sindaci di Potenza e Matera Vito Santarsiero e Salvatore Adduce. Modera Mario Trufelli, anch’egli uno degli autori del libro. Il libro nasce alla fine del percorso che la Regione ha compiuto durante le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia e non è un catalogo qualsiasi. Abbiamo avuto, infatti, bisogno di ricomporre la cronaca e le riflessioni su una parte significativa della nostra storia millenaria perché solo grazie alla forza del nostro passato è possibile continuare in una nuova storia che concretizza le scelte di innovazione e di sviluppo operate dalla regione. Per questo abbiamo chiesto a storici, scrittori e studiosi della cultura e dell’arte di lasciare le loro

riflessioni sul 150° dell’Unità d’Italia, sul cammino della Basilicata e, poi, abbiamo raccontato ciò che in ogni comune e nei luoghi più significativi è accaduto per ricordare al meglio la partecipazione del popolo di Basilicata alla costruzione del nostro Paese. “Basilicata, i luoghi della narrazione”, è, dunque, il libro dell’Unità e viene presentato nell’Università e negli Istituti superiori della regione perché le tracce del nostro passato ma anche gli spunti di futuro che se ne traggono, possano essere non solo narrate ai giovani studenti ma anche essere un motivo in più per confrontarsi. Il libro sarà inviato nei comuni, nelle scuole, nelle biblioteche perché costituisca un punto fermo ed ineludibile della cronaca e della storia giubilare dell’Unità d’Italia.

AVVISO A TUTTI GLI SCRITTORI “A BASSA DISTRIBUZIONE” Avete pubblicato un libro per una casa editrice piccola o indipendente? Inviateci il libro che avete pubblicato, lo recensiremo su queste pagine, e invieremo le copie spediteci alla libreria dedicata “L’ Autore” di Bella – PZ, che le esporrà e le metterà in vendita. Per maggiori info contattare controsenso@email.it e telefonare allo 0971/092255. oppure inviate direttamente i libri a: Redazione Controsenso Basilicata, Via Vespucci snc – Parcheggio Tre 85100 Potenza.


Controsenso, 17 novembre 2012