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Alcibiade Primo diverrà schiavo. A te invece, o Alcibiade, [B] Pericle ha posto vicino come pedagogo il più inutile dei suoi servi a causa della vecchiaia, Zopiro di Tracia41. Potrei anche presentarti gli altri tipi di cura ed educazione dei tuoi avversari, se questo non fosse troppo lungo e, insieme, non bastasse a chiarire tutto ciò che ne consegue. Invece, della tua nascita crescita ed educazione, o Alcibiade, (o di qualsiasi altro Ateniese), per essere sinceri, non si cura nessuno, a meno che [C] non sia un tuo amante. Se volessi, infine considerare le ricchezze, il lusso, le vesti, gli strascichi degli abiti, gli unguenti odorosi, il gran seguito di servi, e ogni altra raffinatezza dei Persiani, dovresti vergognarti di te stesso, vedendo quanto sei loro inferiore. Se vorrai, invece, esaminare la temperanza l'ordine, la destrezza, la cordialità, la grandezza d'animo, la disciplina, il coraggio, la fermezza, la laboriosità, la brama di vittoria e di gloria degli Spartani, ti sentirai proprio un bambino [D] in tutto questo. Anche se ti riferissi alla ricchezza e pensassi di valere qualcosa riguardo a ciò, non dovremmo tacere nemmeno su tale argomento, purché tu comprenda la tua condizione. Se, infatti, intendi esaminare le ricchezze degli Spartani, capirai che le nostre sono di molto inferiori alle loro. Riguardo al territorio che possiedono, nella loro regione e in Messenia42, nessuno potrebbe paragonarsi ad essi né per la quantità, né per la qualità, né per il possesso di schiavi (tra gli altri vi sono anche gli iloti), né per il numero di cavalli, né per tutti i tipi di bestiame [E] che vengono allevati in Messenia. Comunque, anche mettendo da parte questo, presso tutti i Greci nel loro insieme non vi è tanto oro e argento quanto se ne trova in Laconia43 presso i privati. Esso, infatti, da molte generazioni vi affluisce da tutti i Greci e spesso anche dai barbari, mentre non ne esce affatto; [123 A] anzi, proprio come nella favola di Esopo44 la volpe disse al leone, si può affermare che in Sparta sono chiare le orme del denaro che entra, mentre non si vedono quelle nella direzione opposta. Pertanto, si deve proprio riconoscere che, quanto all'oro e all'argento quelli là sono i più ricchi tra i Greci e più di tutti, lo è il re perché di tali entrate le parti più abbondanti e di maggior valore toccano ai re, mentre non piccolo è anche il tributo regale che gli Spartani pagano [B] ad essi. E le ricchezze degli Spartani, come sono grandi rispetto a quelle dei Greci, così non sono nulla se paragonate con quelle dei Persiani e del loro re. Una volta udii un uomo degno di fede, tra quelli che erano stati alla corte del Re, il quale disse di aver percorso in quasi una giornata di cammino una regione molto ampia e fertile, che gli abitanti del paese chiamano "cintura della sposa del re"; ve n'era anche un'altra che si chiamava [C] "velo" e molti altri luoghi belli e ricchi erano riferiti agli ornamenti della regina: ciascuno prende il nome da una parte del suo abbigliamento. Pertanto, credo che, se qualcuno dicesse ad Amestride45, madre del re, moglie di Serse: "Con tuo figlio ha intenzione di competere il figlio di Dinomache, la quale forse ha un corredo del valore di cinquanta mine al massimo, mentre suo figlio non ha nemmeno trecento pletri di terra ad Erchia"46, ella chiederebbe stupita in che cosa confidi [D] questo Alcibiade che si oppone ad Artaserse. Penso inoltre, che direbbe: "Quest'uomo per la sua impresa non può confidare in nient'altro che nello studio e nella sapienza: solo essi sono degni di considerazione per i Greci". Ma se venisse a sapere che questo Alcibiade intraprende tale impresa, prima di tutto senza avere ancora compiuto vent'anni, poi assolutamente senza educazione e che, inoltre, mentre il suo amante gli suggerisce, per prima cosa, di imparare, perfezionarsi [E] ed esercitarsi, per poi mettersi a combattere col re, egli non lo ascolta, anzi afferma d'essere all'altezza anche così com'è, penso che ella si stupirebbe e domanderebbe: "In che cosa, allora, il giovinetto ripone la sua fiducia?". Se le rispondessimo che confida nella sua bellezza, grandezza, nobiltà, ricchezza, nelle sue qualità naturali penserebbe, Alcibiade, che siamo folli, paragonando tutto ciò con quello che si trova presso di loro. Credo che anche Lampido, [124 A] figlia di Leotichida, moglie di Archidamo madre di Agide47 (i quali furono tutti re), si meraviglierebbe, considerando i beni che si trovano presso di Pagina 15

Alcibiade Primo -di Platone  
Alcibiade Primo -di Platone  

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