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L'evoluzione della Via lauretana

dina sul Chienti. Di là seguimmo un sentiero basso ed agevole che traversava questi monti. Dacché avevo schiaffeggiato il mio vetturino - grande affronto qui, secondo l’uso locale, (ne è esempio il vetturino che uccise il principe di Tresignano) non vedendomi più seguire da costui e dato che ero un po’ preoccupato per la piega che avrebbe potuto prendere l’incidente, mi fermai - cambiando il progetto - (che era di andare a Tolentino) a cenare a Valcimarra, piccolo villaggio, a otto miglia sito sul Chienti. La domenica, vale a dire il giorno seguente, seguimmo sempre la vallata tra le montagne coltivate e fertili fino a Tolentino, cittadina che traversammo e dopo la quale incontrammo il paese che diveniva più pianeggiante ed ai nostri lati non avevamo che delle collinette praticabili […]. E questa strada lungo il Chienti era bellissima e verso la fine era pavimentata di mattoni. Arrivammo a Macerata, diciotto miglia, bella cittadina […], sita su un’altura dalla forma rotonda e che da ogni parte va sollevandosi verso il mezzo: non vi sono molti nuovi edifici.[...] In città si entra per una porta nuova ove a lettere d’oro è scritto ‘Porta Buoncompagno’; è la continuazione della strada che il Papa ha costruito. Qui è anche la sede del legato per il paese della Marca d’Ancona. Quando offrono il vino, per fare sentire il vero sapore ve ne danno di quello cotto: infatti sogliono fare bollire il vino fino a che non si riduce a metà, per renderlo migliore. Ci accorgemmo di essere sulla strada di Loreto dal momento che incontravamo tanti pellegrini che andavano e venivano. E non solo si trattava di gente da poco, ma anche di persone ricche, che facevano il viaggio a piedi vestiti da pellegrini; alcuni si facevano precedere da uno stemma e dal Crocifisso e vestivano una livrea. Dopo pranzo

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Città sulla Via Lauretana  
Città sulla Via Lauretana  

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