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CITTà sulla Via Lauretana

Melozzo da Forlì, Angelo con colonne e il profeta Isaia

rarono fino alla prima metà del sec. 19° coinvolgendo tutta la costa marchigiana e non solo. Le mura castellane sono segno, dunque di quell’esigenza come il bastione di Sangallo, oggi restaurato, che conserva al suo interno le casematte dalle quali si metteva in opera la difesa della città. Così anche il bastione di Porta Marina dal quale si gode un suggestivo panorama, da una parte verso il Conero e il mare, dall’altra verso le absidi-fortezza della basilica.

La Santa Casa

Prezioso il Museo Pinacoteca (28 sale, 2000 mq) che raccoglie dipinti, sculture, oggetti di oreficeria, arazzi, maioliche, derivanti dal Santuario o donati alla

Curiosità Tra i molti e illustri visitatori del Santuario di Loreto vi fu, nell’inverno del 1576, Giovanni d’Austria, il vincitore della battaglia di Lepanto. Narrano le cronache che giunse a Portorecanti per via di mare e da lì salì a piedi fino al santuario portando con sé la maggior parte degli schiavi cristiani da lui liberati che lasciarono a Loreto, come ex voto, le loro catene e i loro ferri. Con essi furono fabbricati i cancelli alle dodici cappelle a ricordo della loro libertà riconquistata per intercessione della Madonna, e della felice e fortunata impresa navale.

Santa Casa nel corso del tempo e che costituiscono un vasto patrimonio artistico eterogeneo nato dall’arte e dalla fede. Nella raccolta dei quadri sono di primaria importanza i dipinti che Lorenzo Lotto (1480 ca. 1556), presente come oblato nel Santuario, eseguì negli ultimi anni della sua vita che lì si concluse. Pregiata la raccolta di maioliche del Ducato di Urbino e vasi da farmacia di F. A. Grue. Il Tesoro della Santa Casa conserva alcune eccezionali opere di oreficeria tra cui un crocifisso in argento del Giambologna, dono di Cristina di Lorena nel 1573.

Città sulla Via Lauretana  
Città sulla Via Lauretana  

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