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VIAGGIATORI.COM

Ri v i s t a i n d i p en d ente d a l 1994

FLÂNEUR A LUBIANA Dalla piccola capitale slovena, città mitteleuropea discreta, colta ed elegante.

VIAGGIATORI A CASTIGLIONE DI SICILIA Respiriamo l’odore del borgo: un profumo unico, inimitabile.

& C R E A T I V I T Y

I GRANDI PARCHI USA L’orizzonte lontano, epico, il cielo immenso, cangiante, le strade a perdita d’occhio.

VIAGGIATORI.COM - © OfficineKairo s.it - # 01-20 1 8

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S


V V


VIAGGIATORI.COM

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S

#01 - 2018

& C R E A T I V I T Y


P H O T O

P A S S I O N

LIFE CAPTURED Foto selezionate allo Street Awards 2017 LensCulture, Inc. Photographs Foto Debbisanna

"Calma e stanchezza di fine giornata", una foto ampiamente narrativa e formalmente curata; bello l'uso del bianco nero, linguaggio astratto che elimina i troppi - spesso distraenti - dettagli del colore. La fotografa ha saputo cogliere il momento e sfruttare un delicato controluce; il soggetto che porta la sua croce in metropolitana è davvero un'efficace metafora della fatica del vivere.


"Oggi sposi"; in questo scatto la fotografa ha creato anche una buona composizione, dinamica e ben bilanciata; l'andamento dei soggetti asseconda quella del paesaggio sullo sfondo, e in particolare la figura della sposa che si muove - come per uscire dal frame - risulta particolarmente dinamica: in un certo senso essa "porta" lo sguardo dell'osservatore fuori dalla scena, stimolando la sua immaginazione.

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FEATURED ARTIST

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Flâneur a Lubiana

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PHOTO REPORTAGE

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70

I 10 Parchi più belli d'Italia

Giovanni Felis

Viaggiatori a Castiglione di Sicilia FEATURED LOCATION

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GREEN PASSION

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I grandi Parchi USA

1a Giornata Nazionale del Turismo Equestre

EVENTS

TRAVEL

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L'Area Faunistica Parulana a Forni di Sopra PHOTO REPORTAGE

e Colonna sonora per il lettore

7 Pieces di The Jimmy Giuffre 3 https://open.spotify.com/album/0e0DAn3GXu9fltwa8uL3AN

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L A

C O V E R

Lubiana, il Ponte dei Draghi. - Foto di Debbisanna

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Un signore con il cappello si mostra in gran fretta (2012) Olio su marmo e legno - cm 24x57

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F E A T U R E D

A R T I S T

G I O VA N N I FELIS Il pittore Giovanni Felis dipinge le aspirazioni e le tensioni del nostro tempo privilegiando la sfera del sacro. I suoi colori decisi e il suo segno netto sono chiara testimonianza di un credo che si traduce nell'armonia delle strutture compositive e nella lumimosità del messaggio espressivo. Pittore colto dalla profonda spiritualità, convinto che la bellezza salverà l'umanità nuova, promuove da tempo una ricerca sulla solidarietà tra i popoli con riflessioni che riguardano la testimonianza d'amore del Cristo. Paolo Giansiracusa

G

iovanni Felis nasce a Messina nel 1980

In collaborazione con ANG (Agenzia Nazionale

e si diploma all'Accademia di Belle

Giovani) e l’Associazione INWARD, è operatore

Arti di Catania. Esperto in discipline

culturale specializzato al tavolo nazionale di esperti di StreetArt.

pittoriche nei beni Culturali è un giovane esponente dell'arte siciliana contemporanea. Tra i firmatari del movimento d’arte contemporanea "Obaism

Ha esposto a Messina (VogArt), alla Fondazione

International Art", fondato nel 2009, in occasione

Mazzullo di Taormina, al Salone Liberty della

del primo centenario della fondazione del Futurismo,

Accademia delle Belle Arti di Siracusa, al Museo

dal 2017 è stretto collaboratore del Fondatore della

Civico di Floridia, alla rassegna internazionale

Fiumara d'Arte Antonio Presti. È docente di pittura

sull'Arte Sacra di Gozo, alla Galleria d'arte di Ispica

al Sert di Messina.

con "omaggio a Guttuso", al Castello Ursino di

Fra i suoi ultimi lavori si citano il Mandala "Amore

Catania.

Divino" realizzato presso il Comune di S.Alessio

Ha allestito i decori interni del Teatro Comunale

Siculo Parco Ducale per la II Edizione del "Sicily

del Comune di Novara di Sicilia, ha coordinato un

Tibet Festival" della Fondazione Mahakaruna, il

lavoratorio di maschere per il Teatro Massimo Bellini,

coordinamento generale del progetto G37, summit

per il teatro Stabile e il Piccolo Teatro di Catania.

della poesia generato dalla politica della bellezza

Ha partecipato al IV Salone dei Beni e delle Attività

della "Fondazione Fiumara d’Arte" nel Bosco delle

Culturali di Venezia, presso i Giardini di Castello,

Betulle.

Pad. Italia.

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Ci sei sempre stata (2007) Olio su tela - cm 70x80

In cielo in terra (2012) Olio su tela - cm 60x70

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Autoritratto (2009) Olio e tecnica mista su tela - cm 60x70 Mi diverte la libertà di creare ciò che voglio mantenendo la mia poliedrica nature.

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La volli follemente (2012) Olio su tela, legno, ferro cm 1,91x1,89x7,5 - kg 130

Vampiri in cittĂ (2012) Olio su tavola e sabbia del deserto cm 143x125

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Esperienza gotica (2012) Olio su tavola - cm 35x47

Questi mondi (2012) Olio su legno - cm 35x53

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“

Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa. Edward Hopper

Gesta di rinascita (2013) Olio su tela - cm 150x150

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Ti riconosco vagare nei campi di calcio (2013) Olio su tela - cm 50x60

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Il peccato più grande di tutti è l’amore (2013) Olio su tela - cm 60x80

Ulisse (2013) Olio su tela - cm 50x70

Le persone che possiedono un mio quadro non comprendono bene che cosa hanno. Ogni quadro è una fiala piena del mio sangue. È con quella che l’ho fatto. Pablo Picasso

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Tacco dodici (2013) Olio su tela cm 80x100

Vola tutto (2013) Olio, sabbia del deserto tunisino, foglia d’oro 24 carati, minerale del rame, rubino, ametista, conchiglie, legno su tela - cm 100x90

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Paesaggio fuori controllo (2013) Olio su legno - cm 92x102

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Il Re pinguino incatramato in preghiera (2013) Olio e benzina su legno - cm 54x92

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Baccano, sarĂ la terra che non va a dormire, forte ti fai sentire, per il bene che posso trovare (2013) Olio su tela - cm 50x60

“

Io credo in Michelangelo, Velasquez, e Rembrandt; nel potere del disegno, nel mistero del colore, nella redenzione di tutte le cose per mezzo della sempiterna bellezza, e al messaggio dell’Arte che ha reso quelle mani benedette. Amen. George Bernard Shaw

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Il mio contributo al mondo è la mia abilità nel disegnare. Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che fu nella preistoria. Riunisce l'uomo e il mondo. Vive nella magia. Keith Haring

Il topolino avvelenato (2013) Olio su tela - cm 53x74

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P H O T O

R E P O R T A G E

FLÂNEUR A LUBIANA Città sul fiume lungo il quale gli Argonauti trasportarono il vello d'oro, città di palude nata dall'eredità di Emona, capitale delle Provincie illiriche di Napoleone, città dalle facciate barocche e in stile Sezession, Lubiana capitale slovena, centro politico e culturale, a modo suo unisce le caratteristiche delle regioni orientali e occidentali, settentrionali e meridionali. Testo e Foto Debbisanna


“

Ci sono pochi luoghi in una vita, forse persino uno solo, in cui succede qualcosa; dopodichĂŠ ci sono tutti gli altri luoghi. Alice Munro


È

un pomeriggio autunnale livido e la

strate di pietra, sopra le quali sistemò dei

città è una sinfonia di grigi mitte-

lampioni. Da ogni ponte laterale due scale

leuropei. Che cosa è che colpisce il

portano sulle terrazze sopra il fiume. Il fiume

viaggiatore quando arriva a Lubiana? La sua

si avvicinò così alla città e creò una speciale

colta eleganza, raffinatezza e compostezza,

atmosfera veneziana. Su queste scale Plečn-

quell'eleganza della discrezione e della so-

ik fece piantare dei pioppi, incorniciati dallo

lidità, con quel tratto mitteleueropeo anno-

spazio di mercato le cui chiome sono una

dato da elementi architettonici di ispirazione

bella miglioria all'aspetto della città. Il ponte

greca e romana, misti a motivi delle tradizio-

è completato da un chiosco del Rokus sulla

ni bizantine e islamiche. Lubiana deve molto

sponda destra, all'inizio del mercato coper-

alle creazioni dell’architetto Jože Plečnik che

to, e sulla sponda sinistra, da un chiosco di

con il suo opus creativo le ha conferito una

giornali.

particolare specialità urbanistica, inserendo-

Il Tromostovje è il punto chiave nel quale si

la fra le più importanti città d'arte del XX se-

interseccano due assi urbani: quello acquati-

colo.

co e l'altro che collega il colle del Rožnik con

La visita parte dal Municipio (Mestna hiša)

il colle del castello (Ljubljanski Grad). Total-

e si snoda per il centro storico. Il maestro

mente pedonalizzato, è una piacevole pas-

Plečnik si dedicò alla sistemazione delle rive

seggiata, su cui artisti di strada vivacizzano

della Gradašcica e della Ljubljanica, proget-

l’atmosfera, collegando la piazza principale

tando il Ponte di Trnovo e il Trnovski Pristan

di Lubiana al centro storico. Da ogni ponte

(approdo di Trovo) dove, chi cerca quiete la

laterale partono queste due scale che con-

trova o chi vuole passeggiare si ripara all'om-

ducono a suggestive terrazze alberate sopra

bra di deliziosi antichi salici. Plečnik eliminò

il fiume.

la ringhiera di metallo dal ponte centrale e

Il percorso continua lungo le mura romane

allestì tutt'e tre i ponti con massicce balau-

attraverso la piazza Trg Francoske Revolicije

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La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. Gianni Rodari


con la colonna lirica, il monumento al poeta

eleganti dallo stile austro-ungarico.

sloveno Gregorcic e il complesso di Krizan-

Attraversando l'Art Nouveau si arriva al Dra-

ke, l'ultima grande opera di Plečnik. Si arriva

gon Bridge (Zmajski Most) che è una delle più

infine alla Biblioteca Nazionale ed Universi-

grandi attrazioni di Lubiana: lungo circa 33

taria, uno delle opere più belle del maestro lubianese. Il Ponte Triplo di Lubiana indica l’accesso alla Città Vecchia. Dal XII secolo, la Mestni Trg è stata uno dei centri della città medievale. Più tardi, gli edifici medievali sono stati sostituiti da palazzi barocchi, tra cui il Municipio. Di fronte si erge la famosa Fontana dei tre fiu-

metri, al momento della costruzione, è stato tra i tre più grandi ponti in Europa. Costruito con il cemento armato e lastricato di asfalto, vi si ammirano i quattro grandi draghi che proteggono i suoi angoli, simboli dallo stemma della città. Motivi floreali decorano il suo arco e ringhiere, mentre piccoli grifoni

mi Carniolan, opera dello scultore Francesco

abbelliscono otto candelabri in bronzo. Non

Robba. Gli edifici medievali sono ben con-

crederanno mai che sei stato a Lubiana se

servati, molti i negozi, caffè e ristoranti. Le

non ti fai una foto vicino al drago...

stradine portano a piccole piazze e palazzi


“ “

Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie. Renzo Piano

La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole. Italo Calvino

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Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati. Antonio Tabucchi


Ci sono spazi nascosti in una città, vita nascoste e vacuità nascoste, e finestre più buie dove le ombre delle persone passano fugacemente fuori dalla nostra vista. Kate Milford


Pagatemi queste righe a peso d'oro, non per la loro straordinaria bellezza ma perché io stesso le devo pagare così care. Se stimo ogni stelletta dieci centesimi e un centesimo ogni profondo mormorio del mare, dieci lire il fuocherello rosso sulla cima dell'Etna e mezza lira ogni ora dell'aria balsamica - come vedete, non tengo conto né dei riflessi del mare, né delle palme, né del vecchio castello, e nemmeno del teatro greco che di notte non ha niente con cui attirare l'attenzione - allora, veramente ne vale la pena e sia lodato Dio che mi ha mandato in questa parte del mondo. Karel Capek


F E A T U R E D

L O C A T I O N

V I A G G I AT O R I A CASTIGLIONE DI SICILIA Viaggiatori. Li osservo dallo splendido parco della fortezza greca. Mi raggiungono; insieme respiriamo l’odore del borgo: un profumo unico, inimitabile, un tuffo in uno dei ricordi dei nostri immaginari luoghi del cuore. Il bianco accecante dell’arenaria dei roccioni si fonde con l’incredibile forza del nero della pietra lavica. Tutto è simbiosi; gli elementi si rincorrono, si intrecciano, esplodono in un vortice di passione.

Testo Cettina Cacciola Foto Debbisanna Martina Giglioni


I vicoli con il loro gradoni sono l’anima del

dal castello la vista delle acque dell’Alcantara

borgo medievale, palazzi incastonati nella

con i suoi prismi di magma corvino che

pietra, chiese, castelli e cisterne gelosamente

intrappolano lo sguardo.

custoditi come rare pietre preziose dalla

I viaggiatori sognano. Anch’io insieme a

tempra tenace dei suoi abitanti.

loro. Siamo immagini, profumi, colori, sapori.

E odore di menta e di basilico, sentori di vini

Viviamo la visione che accompagna il nostro

e di oli pregiati, panni candidi stesi al sole,

incedere per le vie di Castiglione, diventiamo

il respiro del profumo dei gelsomini che

quella brezza sottile che vorremmo sempre

rincorre la quiete del primo pomeriggio, e

annusare per sentirci magicamente vivi.

Cettina Cacciola è Coordinatrice dell'Ufficio Informazioni Turistiche del Comune di Castiglione di Sicilia.


“

L' Etna nevoso, colonna del cielo d'acuto gelo perenne nutrice; mugghiano dai suoi recessi fonti purissime d'orrido fuoco, fiumi nel giorno riservano corrente fulva di fumo e nella notte ròtola rocce portando alla discesa profonda del mare, con fragore. Pindaro


G R E E N

P A S S I O N

I 1 0 PA R C H I P I Ù B E L L I D ' I TA L I A L'Italia è stata definita il "Giardino d'Europa" e vanta infatti un grandissimo numero di oasi verdi: dai parchi pubblici ai giardini privati che spesso sono veri gioielli nascosti, dai parchi storici ai piÚ moderni giardini contemporanei costellati di opere d'arte all'aperto. Se volete iniziare a conoscere questi affascinanti luoghi verdi che talvolta si trovano a due passi da casa, affidatevi ai suggerimenti del network www.ilparcopiubello.it. Testo Laura Sajeva

Villa Cornaro Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto. (Foto di Maurizio Sartoretto)


Giardino Botanico Chanousia (Valle d’Aosta) Uno dei giardini botanici alpini più antichi d'Europa, un vero museo vivente della flora alpina. A 2170 m di altitudine, presenta oltre 1.000 specie di piante officinali, carnivore e specie rarissime. Un paesaggio alpino di notevole bellezza che si estende su una superficie di circa 10.000 mq con vista sulla grandiosa mole del Monte Bianco e su altre imponenti cime. Colle del Piccolo San Bernardo - La Thuile (AO) (Foto di Paola Soffranio)

Giardino della Minerva a Salerno (Campania) Un orto "terrazzato" e cinto da mura, ricco di storia e strutturato su cinque grandi terrazzamenti di coltivazione collegati e inquadrati visivamente da una lunga scalea pergolata. Pregevole il sistema di distribuzione dell’acqua, composto di fontane e vasche di accumulo, una per ogni terrazzamento. Il giardino fu sede, nel XIII secolo, di attività sperimentali e didattiche collegate all’antica Scuola Medica Salernitana e, pertanto, può essere considerato l’antesignano degli orti botanici che nei secoli sono stati istituiti. Vicolo Ferrante Sanseverino, 1 - Salerno

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Nelle pagine precedenti: Villa Torrigiani a Camigliano (Toscana) Riconosciuta come monumento nazionale, la villa con la sua teatrale facciata ornata di statue è coronata da un giardino "a orto" nato come Teatro di Flora. Un imponente viale di cipressi esalta l’arrivo nel parco, dove la collezione di camelie antiche e di rare specie botaniche danno al giardino un aspetto romantico. Via del Gomberaio, 3 - Camigliano, Capannori (LU) (Foto Lupi - Da Ville Lucchesi, Editore PUBLIED)

In basso e a destra: Oasi Zegna a Trivero (Piemonte) Una vasta area montana di circa 100 km2 dove tra metà di maggio e fine giugno si può godere delle fioriture della splendida "Conca dei rododendri". Un giardino meraviglioso, ricco di colori, da visitare autonomamente o con visite guidate soprattutto nel momento di massima fioritura. Strada Provinciale 232 Panoramica Zegna, 10 - Trivero (BI)


Parco Burcina “Felice Piacenza� (Piemonte) Un grande bosco fa da contorno e sfondo al giardino storico informale, dove le piante sono disposte in maniera apparentemente casuale, con boschetti alternati a prati e radure, grandi alberi isolati e un laghetto romantico. Da segnalare la fioritura tra maggio e giugno della collezione di rododendri, unica per cultivar e ibridazioni, nondimeno la presenza di maestose sequoie dichiarate "alberi monumentali d'Italia". Cascina Emilia - Pollone (BI) (Foto Cerutti)


Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (Lombardia) Una delle più apprezzate "ville di delizia" del territorio milanese, definita la "piccola Versailles" grazie al suo bel giardino alla francese, il più esteso in Lombardia, ricco di specie arboree, elementi decorativi, sculture e fontane. Sono circa 1.500 gli alberi che popolano oggi i circa 8,5 ettari del giardino, dove trova spazio anche un laghetto navigabile. Via Madonna Fametta, 1 - Castellazzo (MI)

Villa Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto (Veneto) Un incantevole giardino romantico che presenta un alternarsi di prati, specchi d’acqua, collinette, gruppi arborei e architetture "disperse". Nelle acque del lago si specchia la splendida Serra ispano-moresca, mentre sullo sfondo si ritrova la splendida Cavallerizza, un'arena per equitazione coronata da 52 statue. Un gioiello ritrovato grazie all’intervento dell’Università degli Studi di Padova. Borgo Treviso, 73 - Castelfranco Veneto (TV) (Foto di Maurizio Sartoretto)

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A sinistra e in alto: Villa della Pergola ad Alassio (Liguria) Rigoglioso giardino all’inglese affacciato sul mare, che nei mesi primaverili accoglie i visitatori con la sua splendida fioritura della collezione botanica con oltre 35 varietà di glicini, arbusti rampicanti, le cui infiorescenze formano grappoli profumati di colore lilla, rosa, bianco e blu. Da segnalare anche la collezione, unica in Europa, con oltre 400 varietà di agapanti. Via Privata Montagu, 9 - Alassio (SV) (Foto Archivio Villa della Pergola)

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Villa della Porta Bozzolo (Lombardia) Una "villa di delizia" a due passi dal Lago Maggiore, tra saloni affrescati in stile rococò e uno scenografico e monumentale giardino all'italiana: un'originale sequenza di terrazzamenti con scalinate e balaustre in pietra risalgono la collina fino al grande prato verde del "teatro", con la peschiera e un ripido sentiero verso il panoramico belvedere. Donata al FAI nel 1989. Viale C. Bozzolo, 5 - Casalzuigno (VA) (Foto Gabriele Basilico)

Villa Madama a Roma (Lazio) Sede di rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri e antica villa di delizia, legata al nome di Raffaello e della sua scuola, presenta nella parte antistante la loggia un giardino all’italiana con siepi di bosso, frutto di un restauro novecentesco; da segnalare la sottostante peschiera e la Fontana dell’elefante, che evoca l’elefante "Annone", portato nel Cinquecento dall’ambasciatore del Portogallo a Roma. Via di Villa Madama - Roma (Foto Alberta Campitelli)

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Il mitico albero che dà il nome al Joshua Tree National Park: una pianta che cresce esclusivamente in quest’area ristretta.


T R A V E L

I G R A N D I PA R C H I U S A E IL MITO DEL VIAGGIO ON THE ROAD In un instante ci siamo ritrovati catapultati proprio nella dimensione che immaginavamo: l’orizzonte lontano, epico, il cielo immenso, cangiante, il lungo nastro argentato della strada a perdita d’occhio… ricordo le colline fuori dalla città, coperte di pale eoliche, la superstrada a più corsie che a poco a poco veniva sostituita da strade più semplici.

Testo Greta Lomaestro Foto Stefano Mantovan

È

stato il primo grande viaggio, per me e il mio

Un itinerario di oltre 20 giorni, ma abbiamo dovuto

consorte: la prima vera avventura, la scintilla

comunque escludere molte mete che avremmo vo-

che ci ha fatto comprendere quanto muover-

luto toccare… il concetto di "ampi spazi" negli USA è

ci leggeri, con lo zaino in spalla e solo una vaga idea

follia pura, entropia, non potete comprenderlo fin-

di dove ci troviamo sulla mappa del mondo, sia una

ché non ci siete. È tutto così immenso ma al tempo

dimensione perfetta per noi. Un sogno da sempre,

stesso così raggiungibile: e questa è un po’ la sintesi

nutrito a suon di Into the wild e romanzi di viaggio…

della cultura americana, l’idea che l’impegno e la vo-

i Grandi Parchi degli Stati Uniti hanno richiesto un

lontà possono portarti ovunque, anche incredibil-

po’ di tempo per l’organizzazione, totalmente fai-

mente lontano.

da-te, ma ne è valsa la pena.

Il nostro personale "sogno americano" prevedeva

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Il mitico Golden Gate Bridge, il ponte rosso di San Francisco.


Alcatraz, la prigione di massima sicurezza in cui sono stati incarcerati alcuni tra i peggiori criminali della storia americana, come Al Capone.

numerose tappe: arrivo a San Francisco, 2 giorni di

americano – qualche motel prenotato da casa tra-

visita alla città e poi via verso l’entroterra, per vi-

mite Booking, qualche tappa invece lasciata libera,

sitare Yosemite, la Death Valley, Bryce Canyon, Zion

senza alloggio stabilito, perché vogliamo poterci

National Park, Monument Valley, poi il Gran Canyon,

muovere senza troppi vincoli.

capatina a Las Vegas, Joshua Tree National Park,

San Francisco è una città meravigliosa, grande e

qualche giorno di riposo vicino a San Diego e ripar-

viva ma a misura d’uomo: le emozioni più forti sono

tenza verso Milano da Los Angeles.

state attraversare a piedi il Golden Gate Bridge e

Poco bagaglio, il fido zaino da trekking, qualche

la visita ad Alcatraz (prenotata con mesi e mesi di

cambio di abiti a dir poco casual, scarpe comode,

anticipo, è blindatissima). Ma la verità è che ti senti

passaporto, tessera onnicomprensiva del National

ancora "statico", sì sei America, ma è come visitare

Park Service, che dà diritto all’ingresso in ogni Par-

una capitale in Europa. Il senso vero degli Stati Uni-

co – si paga ad auto, non a persona, ed è esclusa

ti, la libertà, la strada… sentivamo come un’urgenza,

la Monument Valley perché territorio Navajo, non

un’ansia positiva. Fino al giorno della vera partenza,

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Gli scoiattoli grigi sono una presenza costante nel parco di Yosemite… non date loro da mangiare, il cibo “umano” non fa bene ai piccoli roditori.

L’atmosfera sospesa e quasi soprannaturale del Tenaya Lake poco dopo l’alba.


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L’incredibile veduta dello Yosemite National Park, dal punto panoramico di Glacier Point.

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Monolake è un piccolo lago salato: l’ecosistema salino è l’habitat naturale per insetti e piccoli uccelli.

quando siamo saltati a bordo di una piccola Jeep a

Paese dei Balocchi, dove la più piccola esperienza

noleggio e siamo usciti da San Francisco, passando

quotidiana diventa mito. Ad esempio, la prima sosta

per il Bay Bridge.

a una pompa di benzina, per mettere carburante e

In un instante ci siamo ritrovati catapultati proprio

fare colazione: il primo – e anche l’ultimo – donut

nella dimensione che immaginavamo: l’orizzonte

della vacanza, unto e glassato come quelli di Homer

lontano, epico, il cielo immenso, cangiante, il lungo

Simpson, a suo modo orribile a livello gastronomi-

nastro argentato della strada a perdita d’occhio… ri-

co, ma delizioso perché autentico, perché parte di

cordo le colline fuori dalla città, coperte di pale eo-

quella sovrastruttura culturale lì, quella che cerca-

liche, la superstrada a più corsie che a poco a poco

vamo.

veniva sostituita da strade più semplici.

E non è l’unico episodio apparentemente insigni-

Per noi, trentenni cresciuti con i film, i telefilm e i

ficante ma pieno di uno stupore puro e infantile:

romanzi di formazione americani, infarciti di una

parcheggiare l’auto davanti alla porta del motel,

cultura pop ampiamente a stelle e strisce, inizia il

prendere il ghiaccio alla macchina del ghiaccio, la-

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vare i vestiti alla lavanderia a gettoni del motel

gioiello incastonato nella California orientale: all’ar-

stesso – sempre dotato di piccola piscina, proprio

rivo vediamo il lato più “turistico”, il punto panora-

come lo immaginereste – comprare l’acqua in enor-

mico di Glacier Point, i suoi scoiattoli grigi, simpatici

mi contenitori squadrati, sorridere al supermercato

e golosi, l’infopoint che impareremo a riconoscere

davanti a confezioni di corn-flakes delle dimensioni

– immancabile e utile. Gli Americani fanno di tut-

di un sacco di mangime per cani da 12kg, imparare

to perché le attrazioni principali di ogni Parco, i

a ragionare in miglia e in galloni, mangiare saporiti

viewpoint soprattutto, siano facilmente accessibili

hamburger di bisonte, pile gustose di pancake con lo

e raggiungibili con l’auto. Starete pensando: ecco, i

sciroppo d’acero e bere litri di caffè lungo free-refill,

pigri d’oltreoceano… invece no, a mio avviso è una

farsi le foto con i cartelli delle Highway… un piccolo

cosa bellissima, sono attenti ai bisogni di tutti, ci

mondo nuovo ma noto, abitudini mai sperimentate

sono anche tante persone disabili che fanno questo

ma in qualche modo conosciute, accoglienti.

percorso. Troneggiano sopra di noi le due celebri

Punto di partenza è Yosemite National Park, un

cime del parco: l’Half Dome e El Capitan, formazio-

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L’alba su Zabriskie Point: il sole colora a poco a poco le dune.


“Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?” (J. Kerouac)


Veduta della Death Valley dall’alto della collina di Dante’s View.

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La distesa desertica di Badwater Basin è un ampio sentiero lastricato di sale grezzo a 86 metri sotto il livello del mare.

Las Vegas mostra il suo meglio al calar della notte quando si riempie di luci.


Un nastro d’asfalto che corre a perdita d’occhio e sopra di noi un cielo immenso, vivo, mutevole, cangiante…

ni granitiche stondate e cesellate da millenni di ven-

colazione a base di muffin e caffè al minuscolo ri-

to e intemperie, vero paradiso per scalatori (ahimè,

fugio di Tuolumne Meadows, tra climber in assetto

non è una nostra specialità… per ora).

da scalata – è fermarci al Tenaya Lake: un luogo so-

Il vero cuore di Yosemite però è più nascosto, più

speso nel tempo, un lago glaciale, ricoperto da una

intimo: lo scopriamo all’alba, il giorno successivo,

sottile nebbia bassa che ci fa pensare a fuochi fatui

mentre percorriamo la Tioga Road, la strada che

e rituali sciamanici.

lo attraversa. Il freddo ci coglie di sorpresa, siamo

Scollinando il Tioga Pass, si esce dal lato est del par-

in calzoncini: chi ci aveva pensato, siamo in mon-

co, superando il lunare paesaggio di Monolake – un

tagna! Spesso non si comprende questa semplice

lago salino dall’ecosistema a dir poco particolare – e

verità perché noi italiani siamo abituati a percepire

ci si può fermare a Lee Vining, un piccolo borgo con

l’ambiente montano come verticalità: qui, invece, ci

un delizioso diner che sembra uscito da una pun-

si trova spesso sulla piatta altitudine orizzontale de-

tata di "Happy Days"… hamburger e pollo all’ananas

gli altipiani. La vera magia – dopo un’indimenticabile

sono favolosi. Dopo una notte in un incredibile mo-

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Una propaggine del Virgin River, nel cuore di Zion National Park: rosso, azzurro e verde sono i toni accesi che colorano tutto il parco.

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Non si è mai davvero pronti allo spettacolo degli hoodos, i “camini delle fate” di Bryce Canyon.


La prospettiva si ribalta osservando Bryce dal sentiero che corre sul fondo del canyon‌ con un occhio al cielo per prevenire temporali e eventuali flash flood.

L’Antelope Canyon, nel cuore della terra Navajo, un capolavoro naturale cesellato dall’acqua e dal vento.


tel da film horror a Beatty – un paesino di 50 anime

ci fanno persino un’Ultramaratona qui, follia pura –

in mezzo al nulla più totale – ci svegliamo prima

imbocchiamo la scenic road chiamata Artist’s Drive,

dell’alba per veder sorgere il sole sulla Valle della

un susseguirsi di collinette di sabbia colorata a cau-

Morte. Mai viste prima così tante stelle in un cielo

sa dei minerali presenti nel suolo. Sembra di stare

notturno, c’è tutta la Via Lattea sulla nostra testa...

in un pianeta desertico di Star Wars, tipo Tatooine

La Death Valley è sorprendente e vedere l’alba a

o Jakku.

Zabriskie Point raggiunge apici di poesia e commo-

Le tappe successive sono parchi "minori", sulla car-

zione davvero inarrivabili. Alle 8.00 del mattino ci

ta, ma in verità sono delle rivelazioni: Bryce Canyon

sono già 35 gradi e non vogliamo sapere quale tem-

e Zion National Park. Bryce è celebre per i suoi "ca-

peratura raggiungerà nel mezzogiorno questa conca

mini delle fate" o hoodos, formazioni rocciose che

salina – il Badwater Basin si trova a 86 metri sotto

formano guglie irregolari, di arenaria e calcare, ros-

il livello del mare. Tant’è che dopo una rapida salita

sastre e simili a totem. Ci arriviamo verso sera e ci

al punto panoramico di Dante’s View – da cui si

godiamo il tramonto sulla valle… da mozzare il fia-

può ammirare il bacino secco e salato sottostante…

to. Il giorno successivo percorriamo anche uno dei

Di passaggio nei dintorni della cittadina di Page, in Arizona, ci fermiamo a osservare l’immenso Horseshoe Bend, formazione rocciosa che emerge dalle acque di un meandro del fiume Colorado.


Maestosa e spirituale, la Monument Valley è un luogo magico, di meditazione e riflessione.

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La terra rossa della Monument Valley, che ci rimarrà addosso per giorni‌

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Veduta dall’alto del Grand Canyon: una vera, gigantesca catena montuosa.


sentieri che scende fino al fondo della gola per poi

poi non la lascia semplicemente cadere a terra, non

risalire, con un occhio al cielo che va annuvolandosi:

la getta… no, l’accompagna, la posa con riguardo, a

in questi luoghi, in pericolo di flash flood, cioè inon-

testimonianza di un legame che rimane inalterato

dazioni improvvise all’interno dei canyon, è sempre

nel tempo, di un rispetto per l’ambiente che molti di

in agguato, come avvisano numerosi cartelli.

noi hanno perso.

Zion è un paradiso terrestre: i colori sono così vi-

La tappa successiva è il Grand Canyon: all’inizio

vidi che sembra di trovarsi dentro a una fotogra-

quasi una delusione, poi una scoperta bellissima.

fia post-prodotta. Il rosso accesso del terreno, il

Arriviamo al viewpoint sotto un cielo tempestoso

verde brillante e intenso della vegetazione… unico

e una pioggia torrenziale, osserviamo il paesaggio

rimpianto, non aver avuto il coraggio di percorrere

dall’alto e restiamo spaesati. Si tratta di una vera

il letto del fiume Virgin, il sentiero acquatico "The

e propria catena montuosa, immensa, lontana e gi-

Narrows" una strettoia dentro la gola con l’acqua

gantesca… cosa ci aspettavamo, le gole di Wile E

che dalla caviglia potrebbe tranquillamente salire

Coyote? Sì, forse sì. La verità è che è così esteso

fino al torace. Magari la prossima volta!

da non riuscire ad abbracciarlo con lo sguardo né

Proseguiamo verso la Monument Valley dove ci

con l’obiettivo della videocamera. Facciamo un giro

aspettano gli incredibili buttes, formazioni rocciose

all’infopoint, è sera, siamo un po’ interdetti. Ma il

dalle forme evocative, sempre merito dell’erosione,

giorno successivo capiamo tutto: il Gran Canyon va

diventati celebri come scenario cinematografico. E

vissuto – come ogni cosa nella vita – da dentro, non

assolutamente magici nell’immaginario locale Na-

basta osservarlo superficialmente. Imbocchiamo il

vajo. Percorriamo all’alba la strada sterrata che cor-

Bright Angel Trail, evocativo nome del percorso che

re tra le guglie di roccia e ne restiamo affascinati:

scende verso la valle di questa incredibile formazio-

non solo il ricordo sarà indelebile… anche la terra

ne naturale, giù giù, fino al cuore, fino al fiume Co-

rossa, che ci rimarrà sui vestiti e sulle scarpe per

lorado, dove gli Anasazi, antichissimi abitanti della

settimane, nonostante i lavaggi! Altra esperienza

zona, vivevano in piccole grotte vicino alla riva. Ne

che ci ha fatto sgranare gli occhi è la visita all’An-

percorriamo solo un tratto, un paio d’ore per scen-

telope Canyon: uno dei posti più suggestivi del

dere e quasi tre per risalire – per arrivare al fiume

Pianeta, un vero capolavoro naturale, dove la roc-

bisogna fare un trekking di più giorni – ed è davvero

cia cesellata dall’acqua di tante inondazioni prende

faticoso: il caldo è allucinante e i ranger girano at-

forme arrotondate e sinuose. La guida locale che ci

tenti tra i trekker, offrendo borracce d’acqua ai più

accompagna fa un piccolo gesto, a fine visita, che

sprovveduti.

non dimenticheremo mai: prende tra le mani una

Dopo una sosta di una notte nella cornice luccican-

manciata di terra rossa per mostrarcela da vicino, e

te di Las Vegas – con una delle più deliziose bistec-

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Iniziamo a percorrere il Bright Angel Trail e ci addentriamo nella valle del Grand Canyon, che custodisce i reperti degli Anasazi sulle sponde del Colorado.

America significa anche cibo delizioso e‌ calorico: colazione con la formula “build your own pancakeâ€?, energia per tutta la giornata!


che mai mangiate, consumata su un terrazzino con

peggiano regole di sicurezza che insegnano come

la vista sulla città, un soggiorno nel famoso hotel

evitare di farsi rapinare e come capire se alla porta

a forma di castello medievale e una capatina d’ob-

c’è un soggetto armato di pistola. Saltiamo di nuovo

bligo al casinò, dove abbiamo perso 20 dollari nel

in auto e guidiamo nella notte, sotto un cielo tra-

tempo di un battito di ciglia – ci rituffiamo nel nulla.

punto di stelle, pregando di non bucare una gom-

Davvero nel nulla, perché la strada verso il Joshua

ma proprio lì, in mezzo al deserto, lontani da tutto…

Tree National Park si snoda nel deserto per miglia e

fino a che vediamo in lontananza il bagliore di 29

miglia. La nostra tappa intermedia prevedeva la so-

Palms, la porta del Joshua Tree National Park, dove

sta nella cittadina di Laughlin – una sorta di Las Ve-

troviamo al volo una stanza in un Motel6 per poche

gas in miniatura, più provinciale e malfamata - ma,

decine di dollari.

dopo una rapida ispezione del motel in cui dovrem-

Se vi piacciono gli U2, sarà un’emozione vedere l’i-

mo soggiornare, l’ambiente ci sembra un pochino

conico albero, il joshua tree appunto, con i suoi rami

troppo "country" per i nostri gusti: in camera cam-

nodosi e i suoi ciuffi di verde stentato, proteso ver-

Oasi di palme all’interno del desertico Joshua Tree National Park.


so un cielo incredibilmente azzurro nella canicola

chiassosa e sporca, ma forse è solo il contrasto con

che già si fa sentire dal primo mattino… facciamo

gli scenari naturali che ci siamo appena lasciati alle

una passeggiata fino a un’oasi, meravigliandoci per

spalle. Solo il molo di Santa Monica ci fa sorridere e

i gechi colorati che si scaldando al sole su ogni roc-

tornare un po’ bambini, tra gelati e montagne russe.

cia.

Abbiamo percorso oltre 4.000 km, attraversando

Rimaniamo perplessi, quando il road trip finisce:

molti Stati: California, Nevada, Utah e Arizona, ol-

soggiorniamo al mare, a La Jolla, vicino a San Diego,

tre alla Navajo Nation. Ogni sguardo, ogni passo, è

per tre giorni, ma siamo irrequieti. Il posto è splen-

stato pura meraviglia. E ci ha fatto capire ancora più

dido, tra le palme, il verso buffo dei leoni marini e

chiaramente quanto la nostra massima espressione,

il profumo di oceano, ma non siamo più abituati

come esseri umani, sia dinamica: solo in movimen-

a dormire più di una notte nello stesso letto. San

to, solo alla ricerca di qualcosa, solo in viaggio, ci

Diego è una bella città, vivibile e godibile, mentre

sentiamo davvero completi.

Los Angeles non ci è piaciuta: troppo tentacolare,

Un piccolo geco si scalda al sole.


La Jolla, un gioiello incastonato sulla costa californiana.

Un elegante pellicano, abitante della costa di Orange County.


Il molo di Santa Monica a Los Angeles, con il suo famoso Luna Park.

Greta Lomaestro, classe 1984, è da sempre appassionata di scrittura e di viaggi, oltre che di musica (rock e new wave, soprattutto), di serie TV e di cucina. Lavora nel mondo della comunicazione e del digital da quasi dieci anni: oggi è Head of Communication della società di consulenza SEO Pro Web Consulting, in Svizzera. È sposata con il meraviglioso compagno di una vita, nonché compagno di viaggi, Stefano Mantovan, che è il fotografo e videomaker ufficiale di ogni meta. Hanno anche un cane, un bulldog inglese di 4 anni, Penelope, detta Penny. Viaggiare è una necessità, una volontà di scoperta, una ricerca continua di qualcosa, di quello stupore, di quella meraviglia, grazie ai quali l’esistenza ha molto più senso. Tra i viaggi che le sono rimasti dentro con più forza ci sono questo tour on the road per i Grandi Parchi Nazionali degli Stati Uniti, il trekking nella Everest Region in Nepal e il giro del “ring” in Islanda. La prossima destinazione è già in progress…

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i

ion s r u c s e ed e t a i g g sse a p , i n u d liano a Ra t i e l a r ru o d n o m l ne

I am

MESE DELLA MOBILITÀ DOLCE CO.MO.DO.

1

Domenica 20 Maggio 2018

a

Giornata Nazionale del Turismo Equestre

Con l’Alto Patronato del Parlamento Europeo

Con il Patrocinio di FEDERAZIO NE

Partners tecinici

Media Partner

Grafica: OfficineKairos.it - Photo courtesy: Ivan Tassone

VIAGGIATORI.COM

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TREC TRE ES U Q

A TURISM IAN O E AL IT


E V E N T S

1 a G I O R N ATA NAZIONALE DEL TURISMO EQUESTRE Dal 20 maggio al 30 giugno 2018. Raduni, escursioni, passeggiate rurali in tutta Italia. Manifestazione organizzata da "I grandi Eventi Co.Mo.Do." In un realtà economica e culturale, il turismo equestre contribuisce a sviluppare valori orientati alla natura, alla tutela dell'ambiente, alla conservazione e manutenzione di spazi ricreativi naturali, alla scoperta del patrimonio e alle relazioni umane; è un modo diverso di approcciarsi al cavallo, una splendida avventura in compagnia di un animale la cui storia è stata strettamente legata a quella dell'uomo per millenni. Il turismo equestre conferisce al mondo rurale un modo per rigenerarsi, per diversificare le sue attività, per aprirsi nuove prospettive. Creatore dell'occupazione, il turismo equestre è una sicura fonte di opportunità socio-economiche per i nuovi turismi in Italia. Co.Mo.Do., con la Prima Giornata Nazionale del Turismo Equestre (da domenica 20 maggio 2018 a sabato 30 giugno) vuole farsi portavoce nazionale di questa forma di turismo che è una delle parti del turismo outdoor in mobilità dolce, in cui si intrecciano natura, cultura e le caratteristiche tradizionali di campagna, cultura popolare, artigianato, gastronomia locale.

www.mobilitadolce.org


Il cavallo possedeva al massimo una qualità che faceva dimenticare tutti i suoi difetti; aveva il “sangue”, sangue “che si fa sentire”, come dicono gli inglesi. I muscoli fortemente rilevati al di sotto della rete delle vene, distesi sotto la pelle sottile, mobile e liscia come raso, sembravano duri come ossa. La testa asciutta, con gli occhi in rilievo, luminosi e vivi, si allargava verso le froge prominenti dalle membrane iniettate di sangue all’interno. In tutta la linea della cavalla, e in particolare nella testa, c’era qualcosa di volitivo e nello stesso tempo di dolce. Era una di quelle bestie che sembra non parlino solo perché la conformazione della loro bocca non lo permette. Lev Tolstoj 120


E Dio prese un soffio del vento del Sud. E vi alitò sopra. Così creò il cavallo. Massima dei beduini


Poi il Gran Lombardo raccontò di sé, veniva da Messina dove si era fatto visitare da uno specialista per una sua speciale malattia dei reni, e tornava a casa, a Leonforte, era di Leonforte, su nel Val Demone tra Enna e Nicosia, era un padrone di terre con tre belle figlie femmine, così disse, tre belle figlie femmine, e aveva un cavallo sul quale andava per le sue terre, e allora credeva, tanto quel cavallo era alto e fiero, allora credeva di essere un re, ma non gli pareva che tutto fosse lì, credersi un re quando montava a cavallo, e avrebbe voluto acquistare un'altra cognizione, così disse, acquistare un'altra cognizione, e sentirsi diverso, con qualcosa di nuovo nell'anima, avrebbe dato tutto quello che possedeva, e il cavallo anche, le terre, pur di sentirsi più in pace con gli uomini come uno, così disse, come uno che non ha nulla da rimproverarsi. Elio Vittorini


“

La gioia essenziale di stare con i cavalli è il mettersi a contatto con i rari elementi di grazia, bellezza, spirito e fuoco. Sharon Ralls Lemon

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Dovunque l’uomo abbia lasciato la sua impronta durante la lunga ascesa dalla barbarie alla civiltà, noi vi troviamo accanto l’impronta dello zoccolo del cavallo. John Moore


P H O T O

R E P O R T A G E

L'A R E A FA U N I S T I C A PA R U L A N A A FORNI DI SOPRA L'area faunistica di Forni di Sopra é immersa nella natura all'interno del Parco delle Dolomiti Friulane, da alla possibilità ai visitatori di osservare nel loro ambiente naturale e in libertà esemplari di lince, volpe, cervo e gufo. La Cooperativa Pavees gestisce l'area dal 2018 e per la nuova stagione ha organizzato attività didattiche ed eventi a tema. Durante la visita all'area faunistica, l'elemento indispensabile è il rispetto per la fauna. Gli ospiti, per poter osservare gli animali, devono tenere un comportamento silenzioso e rispettoso e dovranno impegnarsi nella ricerca degli animali, anche attraverso l'utilizzo di binocoli. I percorsi didattici nell'area faunistica di Forni di Sopra sono due: il primo - della durata di un'ora e 30 - che consiste in una passeggiata, il secondo - durata due ore e 30 - approfondisce gli aspetti legati alla biodiversità dell'area. Fino al mese di giugno si può visitare l'area sabato, domenica e festivi, dalle 11 alle 17, nel periodo estivo sono previste aperture da martedì a domenica.

Testo parcodolomitifriulane.it Foto Vincenzo Lavorante


La lince europea è la più grossa specie di lince esistente. È più grande di un gatto selvatico e le sue dimensioni coincidono pressappoco con quelle di un cane di taglia media come il pastore tedesco o il pastore belga. Il suo peso è distribuito in modo tale da permetterle movimenti agili e veloci, indispensabili per la cattura delle sue prede. La lince risulta essere molto rara sull'arco alpino e appartiene ad una specie che si colloca al vertice della piramide alimentare. La presenza di un predatore come la lince su un territorio è quindi indicatrice di un ambiente integro e di particolare valore naturalistico ed ecologico, nonché di una gestione della fauna selvatica corretta e sostenibile. Forni di Sopra si conferma quindi come un piccolo territorio ricchissimo di particolarità faunistiche, un vero e proprio patrimonio ambientale collettivo che si deve continuare a preservare intatto e a fare conoscere.


Avvistare una volpe nel Parco delle Dolomiti Friulane è sempre emozionante. Ha il muso lungo e affusolato, le orecchie dritte, appuntite e nere nella parte posteriore e le zampe corte. Il suo aspetto è gradevole, la sua folta pelliccia è lunga, la coda soffice e il colore del pelo può mutare con le stagioni. È un animale notturno, ma vive indisturbato anche di giorno, riparandosi sotto i cespugli, in piccoli fossi, nelle tane scavate da lui stesso o in tane di tassi o istrici abbandonate. Le splendide immagini realizzate in questo servizio dal fotografo Vincenzo Lavorante documentano molto bene la vitalità e la vivacità di uno splendido esemplare durante la stagione invernale. In montagna predilige i boschi e le zone ricche di nascondigli fin oltre i 2.500 metri di quota. Si nutre di lepri, conigli, roditori, ricci, ma tende ad escludere i toporagni e le talpe; mangia insetti, uccelli, uova, lombrichi, carogne e rifiuti. In estate e in autunno integra la sua dieta con frutti selvatici e bacche. Le sue esigenze alimentari sono di circa 500 gr. di cibo al giorno. In gennaio-febbraio i maschi corteggiano le femmine e poi avvengono gli accoppiamenti: di solito la volpe ha un rapporto monogamico e le coppie rimangono unite fino allo svezzamento dei piccoli. Le nascite avvengono dopo circa 50 giorni di gestazione: nei primi 15 giorni di vita dei cuccioli le femmine non li lasciano mai ed è il maschio a rifornirli di cibo. L’allattamento dura un mese, durante il quale però gli adulti portano ai piccoli anche cibo rigurgitato che integra la loro dieta. Lo svezzamento si completa in due mesi.


“

Non disperare della vita. Tu possiedi senza dubbio forze sufficienti per superare i tuoi ostacoli. Pensa alla volpe che si aggira per campi e boschi in una notte d’inverno per soddisfare la sua fame. Nonostante il freddo e i cani da caccia e le trappole, la sua razza sopravvive. Io non credo che nessuna di loro si sia mai suicidata. Henry David Thoreau


Il Friuli Venezia Giulia è caratterizzato dalla più grande biodiversità d'Italia, e gli animali più facilmente osservabili e distinguibili sono senza dubbio i mammiferi. Il cervo nobile deve il suo nome al portamento "altezzoso": con il collo eretto e la camminata elegante, si muove leggero ed elegante nei boschi più fitti, nelle praterie a diverse altitudini; è maestoso, veemente e veloce nel trotto e nel galoppo, tanto che in piena corsa può raggiungere e superare i 60 km/h, agile e abile nel salto che, talvolta, può raggiungere in altezza anche i 2 m e più del doppio in lunghezza. Il cervo svolge generalmente un’attività crepuscolare-notturna, vive in branchi composti da femmine e giovani guidati da una femmina adulta. Ha la necessità di disporre di spazi molto ampi, per questo vive in boschi misti e foreste ricche di radure, ma talvolta si spinge anche sui pascoli più elevati. È originario dei boschi umidi situati lungo i corsi d’acqua, ma si è ben adattato a tutti i nostri tipi di foresta: lo troviamo infatti dalla pianura fin al di sopra del limite del bosco. In autunno e in inverno si ciba di frutti selvatici ed erba secca e, quando questi cominciano a scarseggiare, di corteccia di alberi. In primavera ed estate si nutre invece di varie specie foraggiere, di gemme e frutti selvatici. Il maschio entra a far parte del branco solo nel periodo degli amori (settembre – ottobre): in questo periodo i maschi più forti (dominanti) emettono un richiamo amoroso (bramito) per invitare le femmine all’accoppiamento o per sfidare altri eventuali maschi rivali. La durata della vita può raggiungere i 18/20 anni. Tel. 0433 096296 (centro visite) - info@areafaunisticafornidisopra.it

Oasi di natura nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, Patrimonio Naturale UNESCO, sovrastata dalle splendide vette delle Dolomiti della Carnia, nel cuore del Friuli, Forni di Sopra è la meta ideale per una vacanza estiva e invernale all'insegna del contatto con la natura. Posta a 907 metri di quota in un'ampia conca soleggiata, Forni di Sopra per la sua particolare attenzione a favorire un turismo sostenibile a mobilità dolce è inserita nel consorzio Alpine Pearls. Circondata da bellissimi boschi e prati fioriti, è un paradiso geologico, ambientale e naturalistico, dove si respira l'aria fresca di alta montagna. Alpinismo, trekking e MTB sono solo alcuni degli sport che si fanno nella stagione estiva, mentre in inverno piste da fondo e da discesa preparate alla perfezione attendono tutti gli amanti degli sport invernali. Moderne infrastrutture sportive, il nuovo centro wellness e i deliziosi prodotti e piatti tipici completano l'offerta di questa Perla Alpina, dove tutte le mete sono comodamente raggiungibili senza dover usare l’automobile. www.alpine-pearls.com/it - www.perlealpine.it


A cura di

M. Debora Sanna - Roberto Greco

GRAN TOUR SICILIA LUNGO LE FERROVIE DIMENTICATE Volume fotografico IN PREPARAZIONE

L'uomo sa già tutto: deve solo ricordarlo. Alda Merini

I BOOK DI MEDITERRANEAN PEARLS


Contest fotografico

La tua strada 2018 In occasione del Mese della Mobilità Dolce e della 11a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate Fino al 30 Maggio 2018 Sarà premiata la foto più significativa, più coinvolgente, capace di raccontare una strada, un’alzaia di un fiume, un cammino religioso, una transumanza, una ippovia, una greenways nata da un binario dimenticato. 1° PREMIO: un soggiorno eco-friendly di una notte per due persone offerto da ecobnb.it, network di mete e hotel ecostostenibili.

Info su www.mobilitadolce.org


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