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VIAGGIATORI.COM

NEPAL A METÀ STRADA TRA TERRA E CIELO Quindici giorni di trekking ai piedi dell'Everest.

FRAMMENTI SENESI Un attraversamento geografico e interiore dentro una città di grande intensità.

& C R E A T I V I T Y

CAPO NORD 25 giorni in bicicletta da Bologna a Capo Nord. Un viaggio di 4200 km attraverso sei nazioni.

VIAGGIATORI.COM - © OfficineKairo s.it - # 03-20 1 7

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S


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VIAGGIATORI.COM

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S

#03 - 2017

& C R E A T I V I T Y


A P P U N T A M E N T I

In tutta Italia a partire dal 4 Marzo e durante la primavera 2018

IL MESE DELLA M O B I L I TÀ D O L C E Vivere la cultura dello spazio aperto seguendo territorio e paesaggio lungo un filo dolce e continuo a bassa velocità. Ricercare bellezze paesaggistiche e storiche del territorio, ripercorrendole lentamente per riscoprire ogni sua ricchezza culturale, estetica ed emozionale. Con queste premesse riparte il "Mese della Mobilità Dolce" ideato da Co.Mo.Do. Eventi di punta saranno la tradizionale Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, giunta alla 11a edizione, e la novità della Giornata del Turismo Equestre. Il compito di Co.Mo.Do. attraverso l'organizzazione del Mese della Mobilità Dolce è di portare economia green attraverso la mobilità leggera e l'intermodalità in aree a vocazione turistica e paesaggistica, individuando sistemi di reti di percorsi fruibili dal turismo dei bikers e dal turismo familiare, dai cavalieri e dai pedoni coinvolgendo associazioni ed enti locali al dialogo con le Istituzioni perché d'obbligo possano investire nelle infrastrutture verdi, come accade in Europa.

www.mobilitadolce.org


Studenti in cammino lungo il tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia. Foto: Luigi Fasciglione

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Voci da una vendemmia siciliana FEATURED LOCATION

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Nepal a metà strada tra terra e cielo

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TRAVEL

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Il mio Stelvio

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Solcare il Mediterraneo

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Frammenti senesi

ART PASSION

BIKE PASSION

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PHOTOGALLERY

TRAVEL

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In bicicletta da Bologna a Capo Nord


L A

C O V E R

Norvegia: renne al pascolo nei pressi di Capo Nord. - Foto di Mara Magni

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F E A T U R E D

L O C A T I O N

VOCI DA UNA VENDEMMIA SICILIANA La Tenuta delle Terre Nere possiede vigneti in quattro contrade: Calderara Sottana, Guardiola, Santo Spirito e Feudo di Mezzo.

Fin dalla prima vendemmia del 2002 vinifica le uve ed imbottiglia i vini delle sue contrade separatamente, prima azienda a voler esprimere nella loro purezza le virtù poliedriche dell’Etna. Tutte le vigne di proprietà sono ubicate nel versante nord dell’Etna, nei comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo. Più precisamente tra i 600 e i 900 metri s.l.m. nella fascia collinare che si estende tra la frazione di Solicchiata e Randazzo, tradizionalmente riconosciuta la zona principe per il Nerello Mascalese. Se l’Etna è da considerarsi come la “Borgogna del Mediterraneo”, questa fascia collinare equivarrebbe sicuramente alla sua “Côte d’Or”. Foto Eleonora Ambra Mario Aldo Castania Tiziana Gatto Lorenzo Sapienza Per la preziosa collaborazione al reportage fotografico si ringrazia Christian Liistro di www.tenutaterrenere.com.


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Vendemmia in Contrada Calderara Sottana.

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Ăˆ necessaria esperienza per tagliare i grappoli giusti.

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È una luna da vigna. Da bambino credevo che i grappoli d’uva li faccia e li maturi la luna. Non so, – disse l’amico. – Per me è sempre la stessa. Ora il brivido mi aveva lasciato e la luna col suo sapore di vendemmia ci guardava entrambi come una creatura che conoscevo e ritrovavo. Cesare Pavese

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Usiamo i panari, come una volta.

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La prestigiosa critica di Wine Spectator per “Opera Wine” 2018 ha stilato la sua annuale classifica delle 107 migliori cantine italiane; tra queste eccellenze è annoverata per la Regione Sicilia anche la Tenuta delle Terre Nere. Il meglio che l'Italia e la Sicilia possano offrire agli amanti del vino di qualità.


Sul tavolo di selezione.

Davanti a una vigna matura che te ne fai di una forma e di un nome. Lascia fuori l’ingombro dei pensieri. Entra dentro, scavalca con pochi passi gli ultimi frammenti d’estate, segui i filari e apriti ai colori rubicondi dell’autunno, come se fossi una sola cosa con loro. Fabrizio Caramagna

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Tenuta delle Terre Nere.

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Quando, in autunno, raccoglierete l’uva dalle vigne per il torchio, dite in cuor vostro: “Anch’io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio, e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne”. E in inverno, quando spillerete il vino, fate che vi sia in voi un canto per ogni coppa; e nel canto vi sia memoria dei giorni d’autunno, della vigna e del torchio. Kahlil Gibran

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Raccolta manuale.

“

Tra quelle vigne ad altezza d’uomo, su ogni tralcio, su ogni zolla di terra su cui sorgono i filari sta segnata la secolare fatica contadina. Il vignaiolo comincia a potare la vite quando le sue scarpe si immergono ancora nel fango dell’inverno. Davide Lajolo

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Panoramica di una parte della proprietĂ a Calderara Sottana.

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Quel che resta della pigiatura.

“

Ci vendemmia il sole Chiudiamo gli occhi per vedere nuotare in un lago infinite promesse. Giuseppe Ungaretti

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T R A V E L

N E PA L A M E TĂ€ S T R A D A TRA TERRA E CIELO Qui ritrovi te stesso, con tutti i tuoi immensi e umani limiti, dentro a qualcosa di cosĂŹ semplice ed essenziale come la fatica fisica, la gioia pura di trovare delle mele fresche in un negozietto locale, il piacere di scaldarsi le mani sulla stufa dopo il freddo di fuori, la felicitĂ di fermarsi a riposare al sole, in cima a una salita, mangiando una barretta energetica mentre contempli i rododendri in fiore, la perfezione della tua tazza fumante di black tea alla fine di una lunga giornata. Testo Greta Lomaestro Foto Stefano Mantovan


I gradoni cosĂŹ faticosi per i trekker vengono risaliti con facilitĂ dai portatori locali e dagli animali da carico.

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Q

uindici giorni di trekking in Ne-

Dopo l’arrivo a Kathmandu e l’incredibile

pal, nella Regione del Khumbu,

volo interno per raggiungere il famigera-

ai piedi dell’Everest: un viaggio di

to aeroporto di Lukla – il più pericoloso del

nozze ben strano, a pensarci. Ma è stato il

mondo, dicono, con la sua pista arroccata sul

nostro ed è impossibile togliersi quelle sen-

fianco di una montagna a 2.500 metri di al-

sazioni dal cuore, quei paesaggi dagli occhi…

tezza – iniziamo il nostro cammino verso la

e quell’intuizione, quel momento di epifania

prima tappa, Pakhding, un passo dopo l’altro,

che ti prende quando arrivi col fiatone ai

lo zaino in spalla e un subbuglio di emozio-

5.000 metri di Gokyo, sentendoti malissimo

ninell’animo.

fisicamente ma con dentro una grande luce,

Accanto me e mio marito, c’è Ang Rinji Sher-

la voglia di non mollare nonostante tutto.

pa, la nostra guida, un ragazzo di 27 anni

Il Nepal è un’esperienza mistica ma non tra-

dall’inglese perfetto, che ci accompagna con

scendente: è tutto molto fisico, devi fare affi-

una gentilezza silenziosa e il sorriso aperto

damento su te stesso perché nel Solukhumbu,

di chi ti accoglie in casa propria. C’è grande

dentro il Sagarmatha National Park, i trasporti

orgoglio nei suoi occhi, grande dignità e un

non esistono, hai solo la forza delle tue gam-

pizzico di divertimento quando vede come

be. Beh, in realtà alcuni trasporti ci sono: gli

restiamo attoniti davanti alle cime che ci

yak e i muli per le merci, nonché gli elicotteri

mostra, insegnandoci i nomi: quello è l’Ama

che solcano incessanti il cielo, per recupera-

Dablam, quello il Kanthika, quello ancora il

re feriti e persone semplicemente spossate

Lothse… e là dietro, laggiù in fondo, da que-

dalla salita, con sintomi di mal di montagna.

sto punto panoramico per salire a Namche

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Atterraggio perfetto al famigerato “Tenzing-Hillary Airport” di Lukla, la porta d’accesso al Solukhumbu.

Muri mani con iscrizioni che recitano il mantra buddhista Ohm mani padme uhm.


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Indicazioni per l’Everest Base Camp.

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Bazaar, lo vedete? Quello è Sagarmatha o,

no caotica e accogliente, per non parlare dei

come lo chiamano gli occidentali, il monte

profumi e dei colori delle spezie nei giorni di

Everest.

mercato.

Non è bello come gli altri, è un sassone, là

Qui ci si ferma per acclimatarsi,due notti in

dietro, la prospettiva inganna l’occhio e lo

un tipico lodge – piccoli rifugi chiamati an-

rende quasi piccolo… ma il suo nome, la sua

che tea houses, gestiti dalla popolazione lo-

sola presenza, riempiono di aspettativa. Il

cale, dove si dorme in camerette doppie, su

traguardo è il campo base: ci arriveremo?

materassini bassi poggiati su assi di legno,

La capitale del territorio sherpa – “sherpa è

nel proprio sacco a pelo, mangiando prodotti

il popolo, è un errore parlare di sherpa per de-

tipici cucinati al momento. I lodge sono la

finire le guide himalayane, non tutti gli sherpa

quintessenza della spartanità ma le persone

sono guide… è un lavoro” ci spiega Rinji – è

accoglienti e il cibo basico ma abbondante ci

Namche Bazaar, cittadina che si sviluppa a

rendono felici: felici, sì, perché qui ritrovia-

mezzaluna, incredibile da osservare dall’al-

mo l’autenticità, l’essenza. Il famoso essen-

to, tutta un saliscendi, a cui si arriva con una

ziale, quello invisibile agli occhi, qui lo vedi

camminata impegnativa di ben 7 ore, con ol-

benissimo: lo vedi nel delizioso dal bhaat, il

tre 1300 metri di dislivello rispetto alla tap-

pasto tipico della zona a base di riso bollito e

pa di partenza. I tetti colorati e i negozietti

zuppa di lenticchie, lo vedi perché ovunque

di qualsiasi cosa possa servire a un trekker,

alzi lo sguardo incontri sorrisi e disponibilità,

dall’attrezzatura base alle stecche di ciocco-

lo vedi perché ti senti minuscolo nel teatro

lata fino ai medicinali da farmacia, la rendo-

montuoso più impressionante del pianeta.

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Il più lungo e celebre ponte sospeso nepalese: quello attivo è quello superiore, quello inferiore è in disuso.

Veduta dall’alto di Namche Bazaar, capitale del popolo sherpa.

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Scorcio in Namche Bazaar, con ruota di preghiera colorata sulla destra.

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Namche Bazaar dall’alto della collina di Syangboche ha la forma di un colorato semicerchio.

Una bianca stupa, piccolo tempio buddhista come ce ne sono molti lungo il percorso.

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Qui ritrovi te stesso, con tutti i tuoi immen-

innamorati della vicina Valle d’Aosta. Mo-

si e umani limiti, dentro a qualcosa di così

striamo alla guida una foto del Cervino e ci

semplice ed essenziale come la fatica fisica,

dà ragione, sorride. Il Dudh Khosi, il fiume

la gioia pura di trovare delle mele fresche in

sacro, scorre nella valle sotto di noi, lo vedia-

un negozietto locale, il piacere di scaldarsi le

mo quando attraversiamo gli incredibili ponti

mani sulla stufa dopo il freddo di fuori, la fe-

sospesi, mentre a volte camminiamo così in

licità di fermarsi a riposare al sole, in cima a

alto da sentirlo soltanto in lontananza, un

una salita, mangiando una barretta energeti-

suono portato dal vento, insieme alle cam-

ca mentre contempli i rododendri in fiore, la

panelle degli yak di passaggio.

perfezione della tua tazza fumante di black

Continuiamo a salire, i giorni passano e per-

tea alla fine di una lunga giornata. Piccole

diamo il senso del tempo. C’è solo la sveglia

cose che ti danno la misura di come da noi,

all’alba, Namaste, buongiorno: la colazione e

nella società occidentale, perdere il contatto

poi lo zaino in spalla, si parte, zhom zhom,

con la realtà significa avere così tanto di su-

andiamo, ci dicono Rinji e Rita. Rita è il no-

perfluo, da dare ogni cosa – ogni cosa – per

stro portatore, un ragazzo giovanissimo, for-

scontata. Quando scontata non è.

te come un supereroe: i portatori sono colo-

Dalla balconata panoramica di Syangboche,

ro che trasportano attrezzatura da scalata e

durante il giorno di acclimatamento, vedia-

borsoni dei trekker, oltre a varie merci, fino ai

mo le cime più famose e rimaniamo incan-

villaggi più in quota. Un lavoro faticoso che

tanti davanti all’Ama Dablam: incredibile,

loro fanno cantando, ridendo, salendo i ripi-

sembra il Cervino! Pensiamo noi, piemontesi

di gradoni senza mai avere il fiatone, senza

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L’interno della stanza di un lodge: le camere garantiscono privacy e un posto comodo dove riposare… non sono riscaldate quindi è consigliato dotarsi di un buon sacco a pelo.

fermarsi. La montagna ce l’hanno nel DNA.

per gli abitati di Khumjung e Machermo. Ar-

Ogni giovane portatore, imparando al meglio

riviamo a Gokyo e i laghi rilucono, appena

sentieri e percorsi, oltre a studiare l’inglese,

increspati dal forte vento, che agita le ban-

può ambire a diventare una guida, ci spiega-

diere di preghiera, appese ad ogni sasso, ad

no.

ogni stupa – cioè i tempietti buddhisti pre-

L’area di Porthse è il bivio: qui si decide se

senti ad ogni curva, spesso accompagnati

percorrere la strada canonica, espressa, per il

dai muri mani, cioè pareti di roccia intarsiata

Campo Base dell’Everest, oppure se visitare

con scolpito il mantra buddhista ohm mani

la valle più a sinistra, meno battuta. Il nostro

padme uhm, e dalle ruote di preghiera, dei

viaggio prevede entrambe le valli, quindi ci

cilindri di legno o metallo da far girare, muo-

muoviamo in direzione di Gokyo, passando

vendoli sempre con la mano destra, per pu-

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rificarsi l’anima e far volare in alto le proprie

passi si fanno più lenti, la disidratazione è un

speranze. Il buddhismo tibetano ci affasci-

pericolo sempre dietro l’angolo, l’appetito

na, è una filosofia di vita che si basa sulla

svanisce… un mio lieve malore notturno e il

meditazione e, sostanzialmente, sul miglio-

giorno dopo torniamo a Machermo, dove c’è

ramento di sé tramite il rispetto verso ogni

un piccolo ospedale da campo. Mi visitano,

elemento del mondo che ci circonda. Niente

non è AMS (Acute Mountain Sickness), è solo

dogmi, niente riti vuoti: Rinji, con il suo “ro-

un problema metabolico, pressione troppo

sario” buddista sempre al polso, ci spiega il

bassa. Ma ora si scende, si torna al bivio. E

significato dei colori delle bandiere di pre-

qui succede ciò che nessun trekker vorrebbe

ghiera, che riprendono gli elementi naturali,

succedesse: il corpo non regge, sono trop-

e con orgoglio ci dice che ama la propria re-

po debole per risalire la seconda valle. Addio

ligione perché è l’unica che non ammette la

campo base, rimaniamo alle quote più basse

violenza. Persino gli induisti, loro “cugini” per

di Tengboche e poi approcciamo una cauta

credenze religiose, contemplano la violenza,

discesa. A Tengboche visitiamo il monastero,

perché sacrificano gli animali: i buddhisti no,

cercando un po’ di pace, tentando di lenire il

non c’è mai stata una guerra o uno scontro in

dolore del fallimento personale di non rag-

nome del Buddha, e noi ne restiamo colpiti.

giungere l’Everest Base Camp, la delusione

A Gokyo, di notte, il cielo è così vasto e nero

di chi mi sta accanto e si trova costretto a

che le stelle non si contano, sono infinite, ci

scendere quando vorrebbe invece salire an-

fanno venire il groppo in gola. Purtroppo, la

cora.

quota inizia a farsi sentire: passati i 4.500 i

Ma se c’è una cosa che ho imparato in Nepal

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Panoramica tra Machermo e Gokyo.

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Notturna a Gokyo: pochissime luci, silenzio perfetto e cielo stellato.

Camminare a 5.000 metri è un’esperienza faticosa ma incredibile. In lontananza i monti Cholatse e Taboche.

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Il forte vento è una costante in quota.

Splendido esemplare di yak bianco. Il termine “yak”(maschile, mentre “nak” è per le femmine) definisce gli animali selvaggi di razza pura, caratterizzati da maggiore stazza e pelo lungo. La maggior parte degli animali da soma che si incontrano sono in realtà incroci con bovini.

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Veduta di Dole, lungo la strada verso Phortse Tenga.

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Le bandiere di preghiera sventolano su ogni punto panoramico e area di sosta.

Tra massicci e vette, ci si sente sempre minuscoli, circondati da questi prodigi della natura.

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La valle in cui scorre il fiume Dudh Khose e la sagoma dell’Ama Dablam, una delle più riconoscibili.

è che un passo dopo l’altro, con lentezza, le

È il cammino ciò che conta, non la meta.

difficoltà e i limiti si superano. Stavolta non

Voglio ringraziare, oltre alla nostra guida e

abbiamo raggiunto il traguardo ma la for-

al nostro portatore citati nell’articolo, an-

za tratta da questo viaggio ci scorre ancora

che Daniele e Caira di Focus Himalaya Tra-

dentro. Ti cambia la prospettiva, ti porta a

vel, l’agenzia milanese specializzata in viag-

guardare con senso critico alle cose mate-

gi-trekking in tutto il mondo, per il supporto

riali, a disintossicarti dall’eccesso, a capire

organizzativo e umano che ci hanno dato

che ciò che conta è più profondo, più essen-

prima, durante e dopo la nostra avventura

ziale e scarno. È l’impegno che ci metti, è il

nepalese.

fuoco che ti brucia dentro. È l’input, più che

Grazie perché è stato tutto davvero auten-

l’output. E comprendi che ogni passo è fon-

tico.

damentale, ogni singolo, minuscolo, titubante e tremante passo in più, non solo l’ultimo.

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L’area del monastero di Tengboche è caratterizzata dal colore porpora.

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La valle inondata di luce ci lascia senza fiato: seguendo il profilo delle montagne, accanto al Lothse, in secondo piano sulla sinistra, si può scorgere il Monte Everest.

Bandiere di preghiera che decorano un ponte sospeso sul fiume Dudh Khosi.

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Lukla ha anche un eliporto da cui si alzano di continuo velivoli deputati al trasporto delle merci e al soccorso.

Greta Lomaestro, classe 1984, è da sempre appassionata di scrittura e di viaggi, oltre che di musica (rock e new wave, soprattutto), di serie TV e di cucina (preparare dolci – e mangiarli, soprattutto). Lavora nel mondo della comunicazione e del digital da quasi dieci anni: oggi è Head of Communication della società di consulenza SEO Pro Web Consulting, in Svizzera. Sposata - da poco - con il meraviglioso compagno di una vita, ha anche un cane, un bulldog inglese di 4 anni, Penelope, detta Penny (come Penelope Widmore, il personaggio di “Lost”). Viaggiare per lei significa immergersi nella cultura locale con rispetto, in punta di piedi, adattarsi al contesto, muoversi leggeri con poco bagaglio e minima attrezzatura, sperimentare il nuovo, riempirsi gli occhi di bellezza e riflettere su ciò che si ha – e, di conseguenza, su ciò che si è (e viceversa). Tra i viaggi che le sono rimasti dentro con più forza ci sono il giro zaino in spalla per i grandi parchi nazionali nell’Ovest degli Stati Uniti, la prima grande avventura mai vissuta, l’Islanda, la terra del ghiaccio e del fuoco, e il Nepal, in particolare la Regione del Solukhumbu, descritto in questo articolo.

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B I K E

P A S S I O N

I L M I O S T E LV I O In realtà quello che ti resta dentro è la luce. La combinazione di esposizione, delle valli, le ombre dei rilievi più consistenti, il periodo dell’anno (tra giugno e luglio) riescono a incantare qualsiasi viaggiatore, immettendolo subito nella dimensione della contemplazione, avvicinandolo, anche solo per un attimo, alla convinzione che quassù, tra queste montagne, si è veramente vicini al cielo, a quel soprannaturale a cui tutti, in qualche modo, tendiamo. Testo e foto Roberto Greco

T

ornare a quasi un anno di distanza in quei

Mi potreste dire “come hai fatto a dimenticare il blu

territori, su quelle montagne che hanno

cobalto del cielo?”, su cui si stagliava maestoso il

fatto grande il ciclismo, quello vero, quel-

gipeto che ho avuto la fortuna di vedere. Oppure

lo epico, era una occasione troppo appetibile. Per

come fai a dimenticare nel tuo racconto il bianco

me e per migliaia di ciclisti amatoriali Stelvio, Gavia,

dei ghiacci da cui si originano celebri torrenti dalle

Mortirolo sono parole mitiche, cariche di significa-

acque purissime? In realtà quello che ti resta den-

to, di fatica e di gioia, di sudore e di sorrisi stampati

tro è la luce. La combinazione di esposizione, delle

in faccia non appena tornati a valle. Ma quelle mon-

valli, le ombre dei rilievi più consistenti, il periodo

tagne, che ospitano il più antico parco nazionale

dell’anno (tra giugno e luglio) riescono a incantare

Italiano sono molto, molto di più.

qualsiasi viaggiatore, immettendolo subito nella di-

Potrei dirvi che quello che affascina e lascia incanta-

mensione della contemplazione, avvicinandolo, an-

ti è il verde dei prati, il fucsia dei rododendri, il verde

che solo per un attimo, alla convinzione che quassù,

scuro del pino mugo, ma non sarebbe sufficiente.

tra queste montagne, si è veramente vicini al cielo,

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La conca bormiese e il parco dell'hotel Bagni Nuovi.

Il tracciato del sentiero delle terme attraversa punti di indicibile bellezza, dove le acque termale e quelle di sorgente si mischiano per poi rifluire verso l'Adda.

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a quel soprannaturale a cui tutti, in qualche modo,

sempre contraddistinto, così eccomi a gironzolare

tendiamo.

nei dintorni della località Bagni Nuovi, ove è collo-

Ma la montagna ognuno la vive a modo proprio

cato lo splendido complesso termale con il lussuoso

e per me non c’è montagna senza mountain bike.

Hotel 5 stelle in stile liberty ove ho la fortuna di

30 anni fa quando ho scoperto questo fantasti-

alloggiare. L’atmosfera è rarefatta, sembra di essere

co mezzo di trasporto non avrei mai creduto che

sospesi a cavallo di due epoche e mentre guido una

potesse diventare una presenza così forte, impor-

modernissima mtb full con ruote da 27,5” del tipo

tante e continua della mia vita. Dopo avere fatto e

sovradimensionato con potente motore bosh di cui

completato l’edizione 2016 della Alta Valtellina Bike

imparo a dosare scatto e potenza, percorro sentieri

Marathon, la possibilità di ripercorrere in parte quei

antichissimi che conducono alle Fonti Pliniane, de-

suggestivi tracciati e affrontare nuove sfide mi ha

scritte dal grande scrittore romano, che aveva avuto

entusiasmato sin da subito, sebbene ad accogliermi

modo di fruirne e trarne grande giovamento. Il pae-

alla stazione di Tirano, oltre alla splendida presiden-

saggio è incantato, si attraversano ruscelli di acque

tessa del Bike Club di Valdidentro e presidente del

termali, le cui temperatura consente l’attecchimen-

sodalizio AVBM di cui sopra, ci fosse un caldo in-

to di specie altrimenti inesistenti a queste altitudini;

fernale ben superiore ai 37°, preludio di quella che

è un susseguirsi di piccole curve e strappetti consi-

sarebbe diventata la più calda e insopportabile delle

stenti, sicuramente poco adatti ad una bici che auto

estati italiane.

regola l’erogazione di supporto in base alla potenza

Il Parco Nazionale dello Stelvio ha organizzato le

della pedalata.

cose in grande ed ha inserito questi 4 giorni di bel-

Rischio di finire fuori un sentiero strettissimo quan-

lissime escursioni nel programma “Cammina foreste

do, fermandomi, vedo lo splendido complesso ter-

2017” della regione Lombardia, con un'unica ecce-

male di Bagni Vecchi e del suo antichissimo albergo.

zione. Avremmo impiegato delle mountain bike e

Sin dal periodo romano vi furono create delle pro-

del tipo più innovativo, mtb full suspended a peda-

fonde vasche per l’immersione, che veniva fatta, in

lata assistita. La cosa fa storcere il muso ai puristi

appositi spazi anche agli animali, per disperdere i

della pedalata “muscolare”, me compreso, ma devo

parassiti e garantirgli una buona salute. Complessa

dire che dopo le prime rampe, affrontate con l’ausi-

è la storia dei possessi e delle successioni verifica-

lio del motore elettrico al minimo, il maggiore peso

tesi nel corso dei secoli, dopo la caduta dell’impero

e la quota fanno più gioco dell’ausilio, come mi ram-

romano, ma la costante è quella dell’impiego e del-

menta il cardio.

la capacità “miracolosa” e curativa di queste acque,

Una prima esplorazione la compio da solo, in omag-

provenienti da ben 9 fonti diverse, specifiche per

gio a quello spirito di scoperta e ricerca che mi ha

la cura di malattie diversissime tra loro, e dovute

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Un connubio indissolubile bici e salita al passo dello Stelvio.


Lungo un sentiero che dalla pedemontana del Reit conduce al centro di Bormio.

Lo splendido edificio principale dell'hotel Bagni Nuovi in stile liberty e nostro luogo di residenza per questa vacanza.

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all’intersezione di faglia della sovrastruttura lapidea

le nostre fiammanti full suspended a pedalata assisti-

dolomitica sul basamento granitico impermeabile,

ta partendo dallo splendido pianoro che sovrasta i

in corrispondenza della faglia del Reit.

bacini artificiali di Cancano.

Il primo giorno comincia con una forte perturba-

I laghi hanno una particolarissima colorazione az-

zione giunta improvvisamente nella notte a scon-

zurro tenue, dovuta al pietrisco chiarissimo che co-

volgere i piani di viaggio, dopo un mese di giugno

stituisce il fondo degli invasi, di cui è possibile scor-

decisamente torrido ed atipico per queste zo-

gere in un sol colpo dal rifugio Monte delle Scale la

ne,consigliando una prima visita alla splendida sede

conformazione allungata e la diversa capacità del

del parco, in Valfurva sotto la faglia del Reit, dove,

lago di San Giacomo e di quello di Cancano vero e

coadiuvati dai validissimi esperti botanici, zoologi e

proprio. Quest’ultimo è stato creato mediante una

geologi del parco trascorriamo 2 ore completamen-

ardita diga ad arco rovescio di cui gli ingegneri ita-

te rapiti.

liani sono stati inventori e promotori, per sfruttare

Finalmente la pioggia accenna a diminuire e com-

i dislivelli a fini idroelettrici, convogliando in questi

pletiamo il giro delle visite con il complesso termale

grandi bacini le acque di numerosi torrenti, di cui ci

di Bagni Vecchi con le bellissime vasche all’aperto

vengono efficacemente illustrati i tortuosi percorsi,

fruibili tutto l’anno che consentono l’affaccio sul-

non sempre naturali!

la conca bormiese e dove il direttore ci racconta

Una volta saliti in sella la strada passa leggera sotto

la storia di questo caratteristico albergo montano,

le nostre magnifiche e sovradimensionate ruote, il

incastonato nella roccia, oggetto di molti rimaneg-

paesaggio è mozzafiato, sullo sfondo il Gran Zebrù

giamenti che però ne hanno mantenuto vivo lo

e tutto il gruppo dell’Ortles, il ghiacciaio del Forno

spirito dell’architettura austera di montagna, priva

e la Punta dei tre Signori, più a sud est l’imponente

di quell’eccesso decorativo tipico dell’architettura

gruppo dell’Adamello chiude gli elementi percepiti,

montana del versante svizzero o altoatesino. La vi-

mentre la strada, tortuosamente si inerpica e assu-

sita si protrae illustrando i bagni romani, la grotta

me le fattezze della vecchia mulattiera militare, un

sudatoria, il bagno medievale e quello imperiale, in

po’ esposta in qualche punto , superando su piccoli

una girandola di emozioni e sensazioni che solo un

ponti spumeggianti torrenti ingrossati dalle piogge

luogo così magico può regalare ai propri ospiti.

notturne.

L’alternanza della pioggia sconsiglia di affrontare il

Arriviamo nei pressi di alcune fortificazioni militari

percorso in salita che dalla ss38 dello Stelvio con-

che risalgono alla grande guerra, quando si com-

duce, lungo il corso dell’Adda verso i laghi di Canca-

battè duramente anche solo per pochi metri, e la

no, percorrendo una vecchia mulattiera militare di

strada improvvisamente impenna passando dal 7%

grandissima bellezza, per cui decidiamo di inforcare

di pendenza media a ben oltre il 10%. I nostri ac-

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Il lago del Cancano con la diga ad arco con spinta inversa.

Il gruppo si prepara alla pedalata che, a causa del tempo meteo sarĂ breve.

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Lo stretto sentiero che "precipita" verso il fondo valle alla base della diga.

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La strada diventa mulattiera militare e si inerpica verso il pratone sommitale dello Stelvio.

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Il Lago di Cancano e sullo sfondo il S. Giacomo sbarrato dall'altra diga.

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compagnatori, con Daniela in testa ci fanno vedere

parco dello Stelvio alla quale sono invitato come

(ma purtroppo per ragioni di tempo e di clima che

relatore per la mia ormai trentennale esperienza

volge al brutto non ci fanno provare) la fantastica

italiana ed europea e nella qualità di emissario del

mulattiera fortemente esposta in alcuni punti, che

sodalizio Alpine Pearls - Mediterranean Pearls, a cui

sale inerpicandosi sulle pendici del monte Pedeno-

aderisce anche il comune ospitante, Valdidentro.

lo, raggiungendo il pratone del passo dello Stelvio

La seconda giornata si apre all’insegna del bel tem-

tutto in mountain bike! Una nuova via allo Stelvio

po e la vista dalle camere dell’Hotel Bagni Nuovi si

oltre quella stradale della SS38.

apre a 360° verso la conca di Bormio, la Cima Piazzi

Con enorme rammarico devo fare dietrofront, inizia

e più in lontananza verso la lingua montuosa sviz-

a piovere e la temperatura è improvvisamente ca-

zera che, incuneandosi nel confine italiano, arriva a

lata; il tempo volge al brutto e ci consente a stento

ridosso delle splendida cittadina di Tirano.

di arrivare all’attendamento predisposto dalla loca-

La ridente località di Valdidentro ha puntato molto

le associazione alpina, per consentire di rifocillarci

sulla mobilità dolce e da anni è diventata perla delle

con salumi tipici della zona, con in testa la bresaola,

alpi, propugnando una metodica di sviluppo turisti-

accompagnati da frittelle riempite con formaggio fi-

co imperniata sull’impiego delle tecnologie a bas-

lante (sciatt), semplicemente divine, che fanno da

so impatto ambientale nel campo dei trasporti ed il

antipasto (si fa per dire!) al piatto principe “i Piz-

neo sindaco crede molto in questo e mi mostra due

zoccheri” tagliatelle rustiche e dal formato “molto”

vecchissime foto che illustrano la Decouville costru-

robusto create da mani sapienti mischiando farina

ita per portare i materiali di costruzione della diga

bianca con farina di grano saraceno, il tutto condito

dal fondo valle alla località Cancano e un fantastico

da un ricco formaggio di casera, burro, salvia ed al-

Elettrobus Fiat che portava turisti e lavoratori da

tre erbe aromatiche.

Valdidentro sino alle torri di Fraele con un ardimen-

Il perdurare delle condizioni meteo avverse, com-

to tecnico dell’infrastruttura che ancora oggi lascia

pletato il lauto pranzo ci costringono ad un mesto

ammirati.

ritorno in albergo, dove ci attende un rilassante

È ora di salire sulle bici, con un vero e proprio ca-

bagno termale nella splendida cornice dello stabili-

leidoscopio di colori e sensazioni, è la giornata giu-

mento termale interno all’albergo. Nel tardo pome-

sta che si concluderà con oltre 50 km di percorso

riggio il sole fa finalmente capolino e asciuga com-

ed un discreto dislivello in salita. La prima parte è

pletamente le campagne regalandoci un fantastico

veramente piacevole oltreché facile e ci conduce

pomeriggio, che impiegheremo per partecipare alla

attorno ai due laghi di Cancano, passando davanti

conferenza organizzata dalle autorità locali per par-

alla chiesetta dove c’è una bella funzione in ricordo

lare di mobilità dolce nelle foreste lombarde e nel

degli alpini,con direzione il confine della svizzera e il

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Monte Cornaccia e il confine svizzero.

La Valle di Fraele e l'omonimo passo.

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Verso la Valle del Ferro.

Lungo la Val Mora, selvaggia e poco conosciuta valle in congiunzione con la Svizzera.

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La sterrata che conduce ad anello ai Laghi di Cancano.

Suggestiva inquadratura della Cima Piazzi, sorgente della Levissima e in primo piano una delle torri di Fraele.

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settore Livignasco.

tente guida spiega con dovizia di particolari l’esi-

La giornata è calda, l’aria piacevolissima, sarà una

stenza di una fitta rete di avamposti militari strut-

perfect day ride e ci guardiamo l’un l’altro, io e i miei

turati per consentire la vigilanza sui villaggi e sugli

compagni pedalatori, con un sorriso stampato sulla

attacchi perpetrati da popoli ostili presenti oltre le

faccia, tra verdi prati e argentini ruscelli giungiamo in

montagne. Un ingegnoso sistema di scale lignee

breve alla radura del Grasso di Pra Grata, massiccio

consentiva, infatti, di giungere sino alle torri, ma

montuoso che sovrasta l’area delle ferriere. Questo

nel caso di attacco dal fondovalle, i guardiani, es-

è un luogo magico, in passato popolato, si dice, da

sendo il passaggio obbligato nella strettissima gola,

streghe che impiegavano l’area per i loro sabba, ma

davano fuoco alle scale bloccando gli aggressori. Le

che oggi, molto più prosaicamente rimane muto te-

torri hanno ancora l’impianto originario e svettano

stimone delle enormi fatiche dei lavoratori che in

su tutta la valle, fornendo un sicuro punto di riferi-

questa zona estraevano dalle viscere della monta-

mento agli escursionisti.

gna il minerale ferroso da cui poi si estraeva il fer-

La marcia riprende e in discreta salita si giunge in

ro con successive manipolazioni. Oggi rimangono i

Val Vezzola, e da lì al passo del Foscagno dove ve-

poveri resti di qualche baracca, i grandi accumuli di

niamo accolti in Malga Trela con un tripudio di cibi

materiale di scarto dell’estrazione del ferro e i forni

della tradizione locale di produzione esclusivamen-

di cottura, oltreché numerosi toponimi (quale Cassa

te locale, anzi proprio fatta dai proprietari in mal-

del ferro, Punta del ferro).

ga. Il rifocillamento non fa mancare neanche il latte

Sul lato della cima del Serraglio, massiccio montuoso

fresco e le ricotte, che sicuramente non possiamo

condiviso con la Svizzera, una mulattiera sale ardita,

tralasciare, pur sapendo che tra breve la strada si

attraversando subito il confine e perdendosi alla vi-

farà più impegnativa e “guidata” per cui non si può

sta; è la strada dei contrabbandieri, transitata sin dai

indugiare con il vinello locale!

tempi più remoti, quando il sale e le spezie erano

Il monte Trela domina a nord l’itinerario e mi ricorda

beni di incredibile valore, soprattutto per i popoli di

il punto denominato Bocchette di Trela che costi-

montagna afflitti dalla carenza cronica dello iodio,

tuisce uno dei punti più duri del percorso della Alta

e che oggi è allegramente utilizzata dai variopinti

Valtellina Bike Marathon, quando il nostro sguardo

bikers transfrontalieri che in una stessa giornata at-

viene attirato dal passaggio maestoso dello spaz-

traversano questi confini di carta più volte, senza

zino dei cieli, il gipeto, dall’apertura alare impres-

riflettere sull’importanza che questo gesto riveste.

sionante , specializzato nella sistematica ricerca di

In facile progressione ritorniamo da un’altra strada

carcasse di animali morti. Un divertente ma impe-

che ci porta a circumnavigare il lato sud dei laghi

gnativo single track, utilizzato anche in gara conduce

per giungere alle torri di Fraele, dove una compe-

verso la zona del Foscagno e da li in forte discesa

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L'ardita costruzione della strada provinciale di Cancano, una volta percorsa anche dal bus elettrico di produzione fiat che sfruttava un sofisticato sistema di alimentazione a catenaria.

Snodo cruciale della sentieristica dell'Alta Valtellina, poco sotto le bocchette di Trela incontriamo due simpatici cavalieri.

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Validi supporti alla nostra pedalata con il corpo forestale dello stato oggi integrati nell'arma dei carabinieri.

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Fioriture estive, da sole già un buon motivo di visita.

verso l’innesto della decouville, il cui tracciato punta

saggi naturali, in un contesto paesaggistico ed ar-

dritto ad Arnoga, ma che noi , purtroppo oggi deci-

chitettonico di grande bellezza, circondati da ma-

diamo di non percorrere, sebbene la restante parte,

estose e splendide montagne, abbiamo modo di

in sola esclusiva discesa ci conduce al fondovalle e

riposare il corpo e rigenerare lo spirito, in attesa di

al grande spazio pubblico per attività di Valdiden-

una sontuosa cena presso il ristorante dell’albergo.

tro vicino all’imponente centrale idroelettrica, che

L’ultimo giorno riserva l’attraversamento delle due

da sola vale la visita per la splendida architettura

splendide valli Viola e Grosina, contraddistinte da

industriale.

una fitta vegetazione nella parte più bassa,mentre

La degna conclusione della giornata avviene in com-

le aree sommitali , superiori ai 2000 metri, sono ca-

pleto relax effettuando uno dei numerosi percorsi

ratterizzate da prati e più in alto dal paesaggio aspro

benessere offerti dalla struttura termale dell’Hotel

e roccioso, punteggiato da splendidi rododendreti

Bagni Nuovi, dove tra docce emozionali, calidarium,

e scuri pini mughi. Le previsioni meteo però non

frigidarium, impacchi di fango e stupendi idromas-

lasciano scampo e dobbiamo rinunciare alla prima

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parte della gita, quella muscolarmente più interes-

troppo grazie alle informazioni forniteci dal glacio-

sante, in forte salita che conduce da Isolaccia, frazio-

logo del servizio regionale lombardo, grande scien-

ne di Valdidentro, alla fantastica Alpe Boron, situata

ziato con esperienza internazionale, apprendiamo

proprio sotto la cima Piazzi, splendida montagna

le metodiche di formazione dei ghiacci e come sia

con ghiacciaio di 3100 m dalle cui pendici nasce la

necessario disporre di ben 10 metri di neve per po-

sorgente della celeberrima acqua Levissima, che in

tere avere 1 solo metro di ghiaccio. La previsione è

omaggio alla “sua” montagna la riporta nell’etichet-

veramente infausta e l’arretramento dei ghiacciai, la

ta. L’accoglienza in malga è come sempre schietta

diminuzione consistente delle precipitazioni nevose

ma sincera, a volere rimarcare come in montagna

e le temperature anomale sembrano indicare una

i rapporti sono sicuramente più autentici e questa

fine triste per buona parte dei ghiacciai siti in terri-

famiglia di stampo prettamente matriarcale, vede

torio nazionale.

nelle donne di famiglia il fulcro di una resilienza e

Finalmente il maltempo sembra accennare ad una

di un attaccamento alla natura senza paragoni. Pur-

tregua e, giunti con i mezzi di supporto presso Ar-

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La decouville scorre placida verso gli alpeggi d'alta quota.

Appena in tempo prima del fortunale.


II Passo di Val Verva, in corrispondenza del monumento agli alpini. Fine delle salite!!

noga, inforchiamo le nostre bici per percorrere pri-

canonica della chiesetta attigua.

ma la decouville e poi una bellissima strada forestale

Il tempo di una birra, due chiacchiere sull’azione an-

che in continua ascesa, sotto un cielo plumbeo e

tispopolamento condotta dalla regione Lombardia

minaccioso porta all’Alpe Verva. La sosta è provvi-

presso le sue montagne e siamo di nuovo in picchia-

denziale, in quanto da lì a poco un vero fortunale

ta lungo strade ora asfaltate, ma prima di giungere

si abbatte sulla località. Le povere bici sono sotto

a Grosio lungo la val Grosina, veniamo condotti al

l’acqua scrosciante ma poco importa, quello che

cospetto del grande colosso Arboreo, un maestoso

conta è che noi siamo al coperto e veniamo rifo-

ippocastano che cresce lungo un antichissimo sen-

cillati ampiamente con i prodotti tipici locali che ci

tiero acciottolato sulle alture che circondano Gro-

deliziano e rinfrancano. La giornata non è finita, per

sio. In breve siamo giù,a percorrere le splendide vie

cui, archiviata la parentesi degustativa saliamo fino

contornate di palazzi e ville settecenteschi, su basi

al Passo di Verva per poi iniziare a scendere senza

rinascimentali di questo splendido luogo con il cuo-

soluzione di continuità verso Grosio, con la presen-

re pieno di emozioni, certi che questa vacanza sarà

za di marmotte incuriosite e per niente spaventate,

un arrivederci.

fino a giungere al gruppo di case del rifugio Eita, ex

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Daniela Secchi, la nostra guida.


In risalita verso la Val Verva.


A R T

P A S S I O N

SOLCARE IL MEDITERRANEO Installazione di Lorella Salvagni Alla mostra Blachernitisse Contemporanee, Bisanzio-Venezia Immagini dal Mediterraneo, ospitata a Villa Pisani di Stra dal 21 settembre al 26 novembre 2017, Lorella Salvagni ha presentato la sua nuova installazione. L’opera è un’imbarcazione, partita da Bisanzio e diretta a Venezia. È la prua della nave che trasporta un manufatto prezioso: l’icona della Blachernitissa. Mostra a cura di ARTLIFE for the World In collaborazione con: Museo Nazionale Villa Pisani, MIBACT, Regione Veneto e Città Metropolitana di Venezia Riflettere sulle Blachernitisse corrisponde al mettersi in viaggio per terre e tempi lontani, luoghi estesi, attraversati, conquistati e vissuti da popoli diversi, di diverse culture e diverse atmosfere. Terre designate a diventare le “culle” delle due civiltà: l’Oriente e l’Occidente. La mia installazione evoca il viaggio, che dall’Oriente porta all’Occidente, solcando il Mediterraneo che, per secoli, è stato il mare affascinante e fascinoso per popoli antichi e moderni, ponte tra i territori, luogo di scambi, teatro di storia e di cultura. Foto Angela Federico Mariuccia Santello

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L’opera è un’imbarcazione, partita da Bisanzio e di-

sa come la fonte sublime di purificazione, di guari-

retta a Venezia. È la prua della nave che trasporta

gione, di rigenerazione e di salvezza. “Vergine Fon-

un manufatto prezioso: l’icona della Blachernitissa.

tana”, la scultura sacra per gli antichi, che dispensava

Tanto importante è tale presenza, da posizionarla

acqua benedetta.

a prua, come una polena, a cui affidare la rotta e la

In tale contesto, se l’installazione, riuscisse anche a

protezione dei naviganti, per preservarli dai pericoli

fare da specchio e richiamo degli odierni dramma-

degli abissi e delle tempeste.

tici naufragi nel Mediterraneo e del tragico esodo

La Blachernitissa è l’icona della Madonna in atteg-

delle migliaia di profughi e migranti, in fuga dall’or-

giamento orante, che indossa il maphòrion, o man-

rore delle guerre e della fame... ben venga questa

to bizantino, il quale le copre il capo e il corpo, av-

ulteriore metafora!

volgendola in un drappeggio minimale.

Il Mediterraneo così diventa di nuovo protagonista,

Dagli orifizi sgorga l’acqua. Fori sono presenti sul

come ponte tra le genti, via di salvezza e di soprav-

corpo e da tutti esce l’acqua, metaforicamente inte-

vivenza, e sogno di un futuro.

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P H O T O G A L L E R Y

FRAMMENTI SENESI Un attraversamento geografico e interiore dentro una città di grande intensità, dentro un paesaggio culturale pieno di reticoli di strade luminose o policrome. È stato come compiere un viaggio celeste e terrestre purché con un cuore aperto. A viaggio finito, si esce dalla città e si esce da un mondo, da un regno distinto dell’anima come da una strana cornice purgatoriale e si rientra nella vicenda ordinaria della vita. Foto Debbisanna

A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena. Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole. Curzio Malaparte

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“

Vicoli, salite, volte, valli (‌) raccolgono i livelli della mossa topografia senza aggrovigliarsi: si pensa piÚ a un tessuto di trama e di ordito fantasiosi che non ad una imbrogliata matassa e neppure a un gomitolo. Mario Luzi

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Il reticolo delle sue strade accoglie invece (la luce) con parsimonia, in molti casi solo nei più alti fastigi si incendia il sole. Tuttavia il riverbero ed il riflesso delle incandescenti sommità diffondono una lucentezza anche nei covi e nei ristagni d’ombra. Mario Luzi

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Piazza del Campo, ti ricordi, dall’alto sembrava un’enorme conchiglia, e lo sparo iniziale era il lampo di un’unica perla… Mario Castelnuovo

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Mi guarda Siena Mi guarda Siena mi guarda sempre dalla sua lontana altura o da quella del ricordocome naufrafo? come transfuga? mi lancia incontro la corsa delle sue colline, mi sferra in petto quel vento, lo incrocia con il tempoil mio dirottamente che le si avventa i fianchi dal profondo dell’infanzia e quello dei miei morti e l’altro d’ogni appena memorabile esistenza… siamo ancora io e lei, lei e io soli, deserti. Per un più estremo amore? Certo. Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, 1994 Mario Luzi

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Un’opera d’arte unica, che non ha paragone nel nostro mondo occidentale… un solo animale completo, con testa, cuore, arterie, zampe, di cui rimane lo scheletro quasi intatto, depositato su tre colli. Bernard Berenson


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Perché a Siena c’è questa strana abitudine per cui se non vinci il Palio, lo perdi. Andrea De Gortes conosciuto anche come Aceto


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Che città felice è quella che non benedice i fantini ma i cavalli. Renzo Cassigoli

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Il mistero della città viene dalle sue strade, strette in curve, girate le une sulle altre, a forma di spirale o di chiocciola (…) infilando una strada si ha l’impressione di costeggiare, senza vederla, una strada più interna; e di compiere il giro della città, pure in uno spazio ristretto, seguendo un numero infinito di itinerari. Così ogni strada ha un doppio fondo, un segreto, e quasi un retroscena che l’accompagna. È questo il primo e il più grande incanto di Siena. Guido Piovene

In un mondo in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più difficili, in una società in cui cadono ad uno ad uno i miti e le certezze, a Siena la Contrada rimane. Daniele Magrini

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T R A V E L

I N B I C I C L E T TA DA BOLOGNA A CAPO NORD Sono partita titubante sulla buona riuscita di questa che per me personalmente è un’impresa. Poi sono stata coinvolta appieno dai panorami e dal viaggio tanto da non accorgermi nemmeno dei chilometri che scorrevano. I confini rappresentavano delle piccole mete intermedie che ogni volta mi hanno emozionato. Testo Mara Magni Foto Mara Magni Niccolò Pierini


Lo spettacolare tramonto in cui ci siamo imbattuti a Oulu, centro commerciale ed amministrativo della regione dell'Ostrobotnia settentrionale.

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Eccoci al cospetto delle due torri. Finalmente il giorno della partenza da tanto sognato. Bologna senza traffico alle 6 del mattino ci fa da cornice ed emozionati diamo le prime pedalate verso Nord.

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Durante la prima tappa pedaliamo intensamente con l’obiettivo di oltrepassare Trento prima di sera (280km). Durante una delle poche pause fatte in questa giornata abbiamo scovato questo circolino davvero unico nel suo genere che ha stimolato la nostra curiosità.

S

u un viaggio così lungo ed intenso si

con chi ti sta attorno. Tutti sono curiosi e si

possono scrivere tante cose e sotto

avvicinano per fare qualche domanda. Ho

tanti punti di vista. Sono partita titu-

attraversato zone in cui le persone del luogo

bante sulla buona riuscita di questa impresa.

non sono abituate a ricevere turisti e questo

Poi sono stata coinvolta appieno dai pano-

traspariva dall’espressione stupita dei loro

rami e dal viaggio, tanto da non accorgermi

volti.

nemmeno dei chilometri che scorrevano. I

Dopo il passaggio in Svezia la densità di abi-

confini rappresentavano delle piccole mete

tanti è scarsa rispetto a quella della Dani-

intermedie che ogni volta mi hanno emozio-

marca, Germania, Austria ed Italia. In Finlan-

nato.

dia ci sono addirittura più renne che abitanti.

Di giorno in giorno il paesaggio intorno a me

Nei pochi paesini incontrati lungo il percorso

cambiava insieme alle abitudini delle perso-

(anche uno ogni 80/100 chilometri in certe

ne. La bici ti permette di entrare in empatia

zone), i pochi negozi presenti vendevano po’

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Pochi chilometri dopo Innsbruck, ci aspetta una bella salita che apre le porte alla Baviera. Questa foto è stata scattata a Mittenwald, un paesino incantato con case dalla facciata dipinta ed un piccolo canale che scorre davanti ai deliziosi negozietti di artigianato.

Dopo quattro giorno di viaggio eccoci arrivati al cospetto della chiesa di San Lorenzo a Norimberga.

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Eccoci alle porte di Bamberga. Pedalando tanti chilometri al giorno a volte si fa fatica a rendersi conto di dove ci si trova.

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Siamo finalmente sbarcati in Danimarca. Il traghetto è segno di un piccolo traguardo, ma il nostro entusiasmo è stato abbattuto dalla vista del cartello stradale che vuole ostinatamente ricordarci tutti i chilometri rimasti da fare per arrivare alla fine del continente.

La sera in cui siamo arrivati in Danimarca abbiamo trovato una zona di campeggio libero attrezzata con qualche capanno per dormire ed una zona per fare il fuoco.

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Eccoci sul ponte di Storstrøm. Qua tira un vento davvero forte!

di tutto. Dal punto di vista tecnico non ho

zionante. Sono arrivata verso sera, godendo-

mai avuto grossi problemi, a parte la rottura

mi a pieno quella bellissima giornata di luce

della pedivella. Quasi sempre ho dormito in

nordica, dove il sole rosso bacia la terra e il

tenda, nei boschi. Ho scelto di portare con

mare.

me tutta l’attrezzatura in modo tale da essere

In 25 giorni sono arrivata alla meta. Il viaggio

autosufficiente in ogni situazione. In questo

è stato arricchito dal punto di vista umano e

modo il carico risulta più pesante ma si è più

scientifico dagli incontri con i ricercatori del-

liberi di scegliere quando e dove fermarsi. In

le Università di Innsbruck, Monaco, Copena-

Finlandia gli appartamenti erano particolar-

ghen, Stoccolma, Rovaniemi e Turku.

mente economici e l’ambiente esterno ino-

Ad Innsbruck, presso il dipartimento di Ener-

spitale a causa delle zanzare, quindi qualche

gy and Efficient Building dell’UIBK, ho svolto

notte mi sono concessa il lusso di pernottare

la tesi magistrale e quindi mi sento a casa. Mi

in casa. L’arrivo a Capo Nord è stato emo-

hanno mostrato il loro nuovo laboratorio in

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Una foto veloce prima dell’incontro all’Università di Copenaghen. Qui uno scorcio sul porto vecchio della città.

Sbarcati in Svezia spesso ci imbattiamo in laghi o fiordi e dolci colline. Nella foto ci troviamo affacciati al fiordo Bråviken del mar Baltico.


Qualche momento di follia su una tipica strada secondaria svedese immersi nelle campagne di questa terra.

In Svezia piace molto lo stile Americano ed hanno una passione particolare per le macchine.


A Turku intervistiamo una professoressa dell’università sul suo lavoro. Al porto ci colpisce questa folkloristica nave dal nome non proprio tipicamente finlandese.


In questa foto ci troviamo a Skassundet affacciati sul fiordo del Mar Baltico Himmerfjärden. La strada qua finisce e per attraversarlo bisogna imbarcarsi su un piccolo traghetto gratuito che costantemente pendola da una costa all’altra.

Dispersi nel nulla delle lande finlandesi, affamati ed assetati, ci fermiamo in questa sorta di campeggio dove mangiamo qualcosa e come spesso accade inizia a piovere. Ci imbattiamo in un raduno di caschi blu che hanno voglia di raccontarci le loro storie (qualcuno parla inglese).


Pedalando lungo una tipica strada infinitamente lunga e dritta immersa nella foresta finlandese ci incoraggiamo dandoci un cinque.

Dopo una notte passata in una legnaia per ripararci da un imminente tempesta di fulmini, siamo ripartiti e lungo la strada abbiamo scorto questa simpatica rappresentazione di una coppia di sposini.


Alice Cooper ed il suo serpente ci osservano mentre ci allontaniamo da Oulu.

Ciclabile sul fiume Lijoki.


Avvicinandosi a Rovaniemi il panorama finlandese inizia a cambiare. Il terreno si fa piĂš ondulato e gli alberi piĂš bassi.

Ecco il cielo che si specchia sul fiume a tratti lago che arriva a Rovaniemi.


Messaggi subliminali‌

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Strada desertica ed infinitamente lunga.


Eccoci in Lapponia ormai vicini al confine con la Norvegia.


In senso orario: 1. Durante le prime pedalate in Norvegia ci accoglie aria fredda ed un vento forte. Ci accorgiamo di questa casina abbandonata che attira la nostra attenzione. 2. Arrivati in Norvegia, ci dirigiamo ad Alta, dove torneremo per prendere l’aereo di ritorno. 3. Per arrivare a Capo Nord pedaliamo lungo la costa est della Norvegia, in una strada che costeggia prima Porsangerfjord poi il mare di Barents. 4. Presi dalla felicità generata dal panorama fantastico, ci viene voglia di fare due capriole.

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Potrebbe sembrare un fotomontaggio ma non lo è! Una renna imponente ci attraversa la strada per scendere sulla costa.

In questa remota area quasi disabitata ci sono piĂš renne che persone. Le renne sono anche padrone della strada e ci trottano allegramente.


Ci prepariamo ad entrare nel tunnel che ci porterà dal continente all’isola di Magerøya dove si trova Capo Nord. Fino al 1999 l’unico modo di arrivare sull’isola era in traghetto. Attraversarlo in bici è stata una esperienza unica nel suo genere. Si scende 212 metri sotto il livello del mare con una rampa di 3 km per poi risalire sull’isola con una seconda rampa di altrettanti km. Si sente il peso del mare al di sopra e l’aria è quasi irrespirabile a causa dell’alto grado di umidità e smog.

cui possono testare le macchine per il riscal-

che per arrivare alla formula odierna, ritenu-

damento e il raffrescamento degli ambienti

ta da molti un modello, ci sono voluti anni.

in modo da aumentarne l’efficienza e ridurne

Poi ho incontrato David Cannella, ricercato-

quindi i consumi.

re italiano che sta studiando la produzione di

A Monaco, era attiva una scuola estiva sul-

biofuels. Mi ha spiegato che questi vengono

la sostenibilità. A Copenaghen ho incontra-

prodotti dagli scarti delle coltivazioni e quin-

to Natalie Marie Gulsrud del Sustainability

di non generano più un problema di tipo eti-

Science Centre che mi ha spiegato l’impor-

co e che il bioetanolo viene prodotto a par-

tanza della progettazione del verde urbano

tire da materie prime provenienti a meno di

per quanto riguarda l’aspetto psicologico e

50 chilometri dal sito di produzione ovvero

della prevenzione di alluvioni. Mi ha raccon-

la bioraffineria. Ogni impianto di produzione

tato che la progettazione delle piste ciclabili

di bioetanolo funziona però solo con il tipo

a Copenaghen è iniziata moltissimi anni fa e

di biomassa per cui è stato pensato quindi gli

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impianti vanno studiati e localizzati in fun-

A Rovaniemi, presso l’Artikum Science Centre,

zione delle caratteristiche del territorio.

ho incontrato Giuseppe Amatulli che si oc-

A Stoccolma ho visitato lo Stockolm Resilien-

cupa dei problemi correlati alla difesa della

ce Centre dove ho incontrato Matteo Giusti

popolazione tradizionale Sami. I terreni de-

che mediante potenti strumenti informatici

dicati a loro vengono pian piano espropriati

ha raccolto informazioni e studiato come il

dalle grandi aziende ed il cambiamento cli-

verde negli asili influenzi positivamente la

matico rende difficilmente disponibile il cibo

crescita dei bambini.

necessario per l’allevamento delle renne che

A Turku ho incontrato la professoressa Ka-

sono il principale sostentamento di tale po-

triina Siivonen del Finland Futures Research

polazione. Mi ha spiegato cosa significhi per

Centre che mi ha spiegato come i vari team

un popolo essere sostenibile: «Per sviluppo

collaborino per studiare i problemi legati alla

sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi

sostenibilità in modo completo. Lei in parti-

i bisogni del presente senza compromettere la

colare si è occupata di studiare lo stile di vita

capacità delle generazioni future di soddisfare

della popolazione dell’arcipelago.

i propri.»

Le ultime meravigliose curve e saliscendi prima di arrivare alla meta. Abbiamo rallentato per respirare a fondo quei momenti fantastici, incorniciati da un tramonto mozzafiato.

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Tipiche tende lapponi sulla riva del mare di Barents.

Maailmanpyörä maiseman edessä, meri maiseman sisällä. Una ruota panoramica di fronte al paesaggio, il mare dentro il paesaggio. Tiina Lehikoinen


“

Ristikko verkkokalvoilla, maisema ei ole yksi. Maisema ei koskaan ole yksin. Una rete sulla retina, il paesaggio non è solo uno. Il paesaggio non è mai solo. Tiina Lehikoinen


Kasvit hengittävät, eivät henkisty. Lo spirito delle piante respira, non spiritualizza. Tiina Lehikoinen


Arrivati!! Ora è il momento delle foto di rito di fronte al «Globo» di Capo Nord.


Mara Magni, 26 anni è dottoranda dell’Università di Bologna e attivista di "Terracini in Transizione", un progetto nato con l’obiettivo di trasformare la sede di via Terracini della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Alma Mater in un living-lab della sostenibilità. Mara ha percorso, col suo amico Pietro, Ingegnere Meccanico presso la Ducati, 4200 km in 27 giorni con delle bici da strada cariche di tutto l’equipaggiamento necessario ad affrontare il viaggio in autosufficienza, pedalando attraverso l’Italia, l’Austria, la Germania, la Danimarca, la Svezia e la Finlandia, fino all’isola di Magerya, in Norvegia, dove si trova il punto più a nord del continente. Mara ha ottenuto l’appoggio dell’Università di Bologna con la quale è stato sviluppato il progetto di viaggio che ha coinvoto la rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (RUS). Dalle Università di Innsbruck, Monaco, Copenaghen, Stoccolma e Turku ha raccolto informazioni riguardo alle nuove tecnologie riguardanti la mobilità sostenibile ed il risparmio energetico, per poi divulgarle nei media e nei social network.

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Contest fotografico

La tua strada 2018 In occasione del Mese della Mobilità Dolce e della 11a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate Fino al 15 Maggio 2018 Sarà premiata la foto più significativa, più coinvolgente, capace di raccontare una strada, un’alzaia di un fiume, un cammino religioso, una transumanza, una ippovia, una greenways nata da un binario dimenticato. 1° PREMIO: un soggiorno eco-friendly di una notte offerto da ECOBNB, network di mete e hotel ecostostenibili.

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Interno del Castello Vistaterra di Parrella (Torino). Acquarello di Marco Samek Lodovici


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Viaggiatori.com Journal è un’idea di Officine Kairòs Edizioni S.a.s. www.officinekairos.it Progetto editoriale Debbisanna Team Sebastiana Falchi, Fabrizio Giglioni, Roberto Greco, Lorella Salvagni, Marco Samek Lodovici Contributors Debbisanna, Greta Lomaestro, Roberto Greco, Lorella Salvagni, Mara Magni, Christian Liistro, Niccolò Pierini, Angela Federico, Mariuccia Santello, Luigi Fasciglione, Eleonora Ambra, Mario Aldo Castania, Tiziana Gatto, Lorenzo Sapienza, Stefano Mantovan www.facebook.com/viaggiatoricom www.youtube.com/user/viaggiatorimagazine twitter.com/viaggiatoricom


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