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VIAGGIATORI.COM

MONGOLIA, GLI ULTIMI CACCIATORI Un magnifico viaggio nella remota regione dei Monti Altai.

& C R E A T I V I T Y

ANGKOR Photo-reportage da uno dei più spettacolari siti archeologici del sudest asiatico.

LA BELLA ESTATE FA Dalle luci calde del Mediterraneo, una serie di scatti di barche a riposo.

VIAGGIATORI.COM - © OfficineKairo s.it - # 02-20 1 7

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S


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VIAGGIATORI.COM

A JOURNAL ABOUT T R A V E L S

#02 - 2017

& C R E A T I V I T Y


A P P U N T A M E N T I

Loggia di Giulio Romano, via Pescheria MANTOVA 6 - 9 settembre, ore 21,30

12 ANNI DI A R T E S U L L’A C Q U A Per dodici anni, a partire dal 2004, durante il Festivaletteratura, l’Associazione Non Capovolgere Arte Contemporanea ha realizzato nel Rio di Mantova un evento unico e originale, Arte sull’Acqua, che ogni anno ha fatto dono alla città di installazioni, musica, video, performance, danza e scrittura. Per il 2017 Non Capovolgere ha scelto di presentare un book d’artista, che documenta in modo prezioso e completo tutte le edizioni di Arte sull’Acqua, per sostenere un nuovo e importante progetto: il recuper della Pescheria di Levante, della Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano, costituita dagli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani. Sarà quindi un’opportunità coinvolgente per valorizzare il percorso straordinario già segnato da Arte sull’Acqua e per proiettarsi contemporaneamente verso le sfide future.


Lorella Salvagni, Ritorno, installazione sull’acqua (mt 14 x 0,70)

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La bella estate fa

PHOTOGALLERY

TRAVEL

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Angkor nel cuore del Regno Khmer PHOTO-REPORTAGE

Ritratti mediterranei

FEATURED PHOTOGRAPHER

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Mongolia gli ultimi cacciatori

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Bohinj la nuova perla

FEATURED LOCATION

BIKE PASSION

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Ciclismo Calvairate Milano


L A

C O V E R

Mongolia: vincitore del buzkashi, gioco equestre durante il quale una carcassa di capra senza testa, viene contesa tra due cavalieri. - Foto di Rossana Cintoli

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P H O T O G A L L E R Y

LA BELLA E S TAT E FA Chi ha il dominio del mare ha il dominio su tutto, scriveva Temistocle. Il mare, come azzurro fuso, vasca per gabbiani e barche di pescatori che dondolano e cullano, si incontra con la terra: le paure vaniscono, immerse in un bagno di luce. Il mare è nudo davanti. Il rumore dello scirocco. Ci si perde a ricordare la bella estate fa e tutta quella iraconda lingua di luce mediterranea sulla spiaggia ora quasi vuota. Sono barche che hanno sentito il bisogno di andare, dove la vista arriva fino all’orizzonte e dove quel che si vede restituisce una specie di nuovo respiro. Dalle luci calde del Mediterraneo, una serie di scatti di barche a riposo dove il sole prima o poi tornerà a dileguarsi. Fino alla prossima estate. Là dove inizia la Sicilia in quel dentro, più dentro dove il mare è il mare. Testo e foto Debbisanna Location Nizza di Sicilia

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Il Mediterraneo è il mare più calmo, il più onesto e il meno mistico. S’interpone – con la sua assenza di onde – tra l’uomo e l’Assoluto. Emil Cioran

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Pippo Saraceno, pescatore di Nizza di Sicilia

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Fedro aveva scelto con cura le parole, per non dare il via a una discussione: «Secondo me insieme con la barca noi compriamo lo spazio, il nulla, il vuoto... enormi distese di acque aperte... e distese di tempo senza scadenze... È una merce che vale un sacco di soldi... difficile da trovare di questi tempi.» Robert M. Pirsig

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In mare è la mia vita arrisicata, d’inverno, in mezzo al Faro di Messina: al vento, a la fortuna abbandonata, di notte con le negre onde cammina. Un remo ed una vela ha conservata la stanca mia barchetta peregrina, e così sola va per disperata, ché Amore lo comanda e ‘l Ciel destina. Francesco Galeota


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Il mare è sempre bello, nei suoi colori, le sue voci, i suoi umori, non sono mai riuscito a capire come gli artisti greci abbiano potuto concentrarsi e dare forma a tante meraviglie avendo sotto gli occhi sempre un tale spettacolo fascinoso, ammaliante. A me basta il ricordo del mare a occupare tutta la mia fantasia. Cit. “Gruppo di famiglia in un internoâ€?

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Guarda fuori dal finestrino. Non ti torna alla memoria di quando eri nella barca? E di quando quella notte eri disteso, lo sguardo rivolto al cielo, e l’acqua di cui ti ricordavi non era poi così diversa dal paesaggio... Tu ti chiedesti: “Come mai il paesaggio si sta muovendo ma la barca è ferma?” E ancora... “Da dove vieni tu?” Crispin Glover

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Sul mare non è come a scuola, non ci stanno professori. Ci sta il mare e ci stai tu. E il mare non insegna, il mare fa, con la maniera sua. Erri De Luca

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Vivere in un ambiente è bello quando l’anima è altrove. In città quando si sogna la campagna, in campagna quando si sogna la città. Dappertutto quando si sogna il mare. Cesare Pavese


T R A V E L

MONGOLIA G L I U LT I M I C A C C I AT O R I Viaggiare in questo paese in cui ci sono luoghi in cui la civiltà sembra non voler arrivare, offre la possibilità di vivere una esperienza fuori dal comune e la durezza e la difficoltà di un viaggio che per lunghi tratti non può offrire alcun confort, vengono ripagate con la vastità, col silenzio e con la solitudine pieni di ricchezza inaspettata.

Testo e foto Rossana Cintoli

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I panorami sconfinati che sa offrire la Mongolia, pianure immense, montagne imponenti e nessuna traccia umana. Sullo sfondo di questa valle la catena dei monti Altai.

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I giochi di luci e di ombre lungo le pendici della montagna colorano d’oro i timidi boschi che crescono ad alta quota in queste regioni freddissime. Nella valle scorre lo Tsagaan-Gol (fiume bianco) che scende ghiacciaio Potanin.

In questa regione non esistono strade e non ci sono indicazioni. Le piste sono battute da mezzi fuoristrada.

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La

Mongolia con i suoi circa 3

casa di legno, con il fumo delle stufe che sale

milioni di abitanti concentrati

verso il cielo limpido per scaldare i lunghi e

per quasi la metà nella capitale

freddissimi inverni e le tiepide estati. Rare

Ulan Baator, in un territorio vastissimo, è il

sono, in questa terra, le giornate di pioggia

paese con la più bassa densità di popolazio-

che facilmente si trasformano in neve e am-

ne al mondo. In un territorio ostile coperto

mantano di bianco le montagne e le pianure.

di steppe montagne e deserti, con un clima

Viaggiare in questo paese in cui ci sono luo-

freddo, un terzo della popolazione è dedita

ghi in cui la civiltà sembra non voler arriva-

all’allevamento e pratica il nomadismo.

re, offre la possibilità di vivere un’esperienza

Il nostro viaggio si è snodato tutto nella re-

fuori dal comune e la durezza e la difficoltà

gione dei monti Altai, all’interno nella pro-

di un viaggio che per lunghi tratti non può

vincia di Bayan Olgii e quelle limitrofe. Basta

offrire alcun confort, vengono ripagate con

lasciare la città per sentirsi immersi in una

la vastità, col silenzio e con la solitudine pieni

dimensione insolita fuori dal mondo e fuori

di ricchezza inaspettata.

dal tempo. Montagne imponenti, valli incon-

In buona parte di questa sconfinata nazione

taminate, panorami sconfinati di cui non si

non esistono strade ma solo disagevoli piste

vede la fine e nei quali, per chilometri e chi-

prive di qualsivoglia indicazione e percorribili

lometri, non si incontra anima viva, animali

con mezzi 4x4, i mezzi più comuni sono in-

liberi al pascolo, aria tersa e cieli di un azzur-

fatti i mitici e spartani furgoni russi a trazione

ro brillante. Rare tracce di umanità di tanto

integrale UAZ 452 condotti da autisti esper-

in tanto con qualche gher o qualche piccola

ti sempre armati di cacciaviti e chiavi inglesi

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Ogni dimensione umana si perde di fronte a questi spazi infiniti.

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Le piste sono impervie e ricche di guadi e attraversamenti. Gli UAZ 452, furgoni spartani e indistruttibili a trazione integrale, sono i mezzi che piĂš frequentemente si incontrano lungo questi tracciati.

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per gli interventi d’emergenza sui vecchi ma

con la cura della famiglia e con la cucina fat-

indistruttibili motori.

ta con quel poco che hanno a disposizione,

Nella regione nord-occidentale del paese,

una vita dura vissuta al ritmo lento del respi-

nella zona della catena montuosa dei mon-

ro della loro terra.

ti Altai, si concentrano le minoranze etniche

Tra la popolazione di etnia Kazaca è ancora

Tuva e Kazake che per motivi geografici han-

viva la tradizione della caccia con le aquile.

no maggiori contatti con le regioni confinanti

In questi territori impervi e difficilmente rag-

russe e cinesi piuttosto che con le altre po-

giungibili è rimasta intatta questa tradizione

polazioni mongole. Anche loro si dedicano

di caccia millenaria che viene praticata anco-

alla pastorizia transumante e se durante l’in-

ra oggi dai burkitshi, fieri depositati di questa

verno si rifugiano in case di case di legno, in

arte che viene tramandata di padre in figlio.

estate migrano verso i pascoli di montagna

Le aquile, che vengono addestrate fin da pic-

vivendo nelle tradizionali capanne circolari

cole dopo essere state sottratte dai loro nidi,

denominate gher con le quali, all’occorrenza,

sono scelte tra gli esemplari femmina per via

si spostano di pascolo in pascolo.

delle maggiori dimensioni e per la loro indo-

I tempi della loro vita sono scanditi dai ritmi

le più aggressiva che le rende migliori per la

della natura; si alzano al levar del sole e si

caccia rispetto agli esemplari maschi. In que-

ritirano al tramonto; gli uomini si occupano

sta lunga fase di preparazione esse diventa-

degli armenti che portano al pascolo e alle

no un membro della famiglia trasformando

donne toccano instancabili giornate che co-

le loro abitudini e abituandosi a vivere con

minciano con la mungitura e proseguono

l’uomo e condividendo con lui spazi e usi; tra

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Gli UAZ 452 non temono i fuoripista neanche quando è necessario guadare i Fiumi.

loro e il cacciatore si instaura quindi un lega-

vilegiato è anche quello che questi uomini

me forte con un rapporto quasi simbiotico

creano con i cavalli sempre presenti nel-

grazie al quale questo imponente volatile (gli

le mandrie che circondano le gher. I caval-

esemplari adulti pesano circa 12 kg) si lascia

li mongoli, piccoli, forti e instancabili sono

condurre senza ribellione. Tra uomo e ani-

stati da sempre fieri compagni di viaggio, di

male esiste un patto di caccia e le prede cat-

caccia e di battaglia sin dai tempi di Gengis

turate vengono divise equamente, all’uomo

Kaan. Ogni cavaliere mongolo confidava nel

le pelli e all’aquila le carni. Dopo nove-dieci

suo cavallo per raggiungere il cielo dopo una

anni di caccia a servizio dell’uomo i rapaci

morte eroica. Anche in tempi meno bellicosi

vengono lascati liberi e tornano alla vita sel-

questo legame è rimasto inalterato nell’ani-

vaggia.

ma mongola e il detto popolare “un mongo-

Non ci sono solo le Aquile. Un rapporto pri-

lo senza cavallo e come un uccello senza ali”

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Ponte di legno sullo Tsagaan-Gol tra i laghi Hoton e Khurgan dove il guado è impossibile.

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Una donna nomade impegnata nella mungitura, questa è una pratiche svolte già alle prime ore del giorno prima di dedicarsi alle altre faticose attività quotidiane.

La mungitura presso un campo nomade di etnia Tuva.

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Un piccolo gruppo di gher si affaccia sul lago Dayan.

In questo isolamento il contatto con il mondo esterno è assicurato da ricetrasmittenti che vengono alimentate da piccoli pannelli solari.

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rende chiara la forza e il significato di questa

sottrarre la capra all'avversario.

simbiosi.

Quanto resisterà ancora tutto questo non si

Nel mese di settembre i cacciatori abban-

può sapere; i giovani non amano questa vita

donano le loro Gher e il loro bestiame per

e sono sempre di più quelli che se la lasciano

radunarsi vicino alla città di Bayan Ulgii,

alle spalle per spostarsi nella moderna Ulan

vera e propria città di frontiera, dando vita

Bator. Prima che la civiltà porti questi uomini

al “festival delle Aquile” dove si esibiscono

e queste donne lontani dalle loro tradizioni

mostrando le loro doti di cacciatori e adde-

verso una vita meno dura e prima che que-

stratori di aquile e cimentandosi in giochi di

sto legame con aquile e cavalli venga defini-

equitazione. Tra questi il più spettacolare è

tivamente perso per lasciare spazio al solo

il buzkashi (detto anche kokpar) è un "gioco"

intrattenimento turistico, questo sarebbe un

di antica tradizione mongola di che in altre

viaggio da non perdere. Un viaggio di po-

nazioni dell'Asia centrale è un vero e proprio

chi giorni non può certo bastare per capire

sport nazionale (Kazakistan, Afghanistan).

come sia la vita in questi luoghi e come, in

Letteralmente significa "acchiappa la capra"

questi tempi, tutto ciò sia ancora possibile

dove appunto, una carcassa di capra senza

ma vivere anche per poco quello che que-

testa, viene contesa tra due cavalieri. Nella

sto isolamento ha conservato non vi lascerà

contesa è concesso più o meno tutto anche

delusi.

colpire col frustino il cavaliere avversario o il suo cavallo, spintoni e strattoni sono ordinaria amministrazione. Vince chi riesce a

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Il campo tendato ci seguiva negli spostamenti in tutta la zona del Tavan Bogd National Park. Quando ci si allontana dalla città non esistono strutture ricettive e non sempre è possibile pernottare in gher.

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L’addestramento delle aquile inizia molto presto, i giovani esemplari sono prelevati direttamente dai nidi e poi abituati a trovare nell’uomo il proprio riferimento.

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L’aquila diventa parte del mondo del cacciatore.

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Il rapporto che si crea uomo e aquila va al di lĂ della mutua collaborazione.

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Cavalieri mongoli in sella ai loro cavalli si cimentano nel kokpar contendendosi una capra.

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Il vincitore della sfida festeggia

Il cacciatore lancia lo sguardo verso l’aquila prima di lanciarla all’ultima caccia prima del tramonto.

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Non si sa se altre la seguiranno in questa passione ma ora non si può dire che la caccia è una cosa per soli uomini.

Rossana Cintoli è nata a Roma nel 1961. Sposata con due figlie ,vive in provincia di Viterboe e svolge la sua professione di ingegnere presso un ente che si occupa di protezione ambientale. Si avvicina alla fotografia negli anni 80 praticandola con continuità a livello amatoriale. Da alcuni anni ha cominciato a coniugare questa passione con l’altra passione, quella dei viaggi e la scoperta di luoghi e popolazioni l dai costumi, dalle abitudini e tradizioni lontane dai nostri modelli di vita e di società. La fotografia è diventata il mezzo per fissare la memoria delle esperienze e delle sensazioni vissute nel contatto con il diverso. Ha affinato la propria tecnica fotografica grazie a fotografi professionisti e di reportage frequentando corsi e workshop fotografici senza dimenticare di utilizzare negli scatti il proprio punto di vista. Ha esposto le proprie fotografie in mostre collettive e ha partecipato con buon riscontro a concorsi e contest nazionali e internazionali.

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F E A T U R E D

P H O T O G R A P H E R

R I T R AT T I MEDITERRANEI Ritratti posati di Salvatore Ventura, milanese di nascita che vive e lavora in Sicilia. Fotografo amatoriale che scatta con una Canon EOS 5D Mark II, predilige ritrarre paesaggi ma sopratutto volti miscelando sapientemente tecnica compositiva ed estetica. Le modelle sono volti di donne ritratte nel paesaggio mediterraneo. Gli scatti di Salvatore Ventura rappresentano molto piĂš del semplice momento, fanno intravedere una storia. Foto Salvatore Ventura Modelle Liliana Cicala e Adela Moldovan


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Se sapessi scrivere la bellezza dei tuoi occhi e cantare in nuovi metri tutte le tue grazie, il futuro direbbe: questo poeta mente; mai un volto sulla terra ebbe tratti cosĂŹ celesti. William Shakespeare

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Quando facevo i ritratti alla gente iniziavo dagli occhi. Li studiavo per minuti e minuti, li abbozzavo con la matita e quello era il segreto perché una volta che voi avete disegnato gli occhi... Succede che tutto il resto viene da sé, è come se tutti gli altri pezzi scivolassero da soli intorno a quel punto iniziale [...] il problema è: dove cavolo sono gli occhi del mare? Alessandro Baricco

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Una luce è giusto uno spicchio di storia. Se c'è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia. Riesce a capire che esiste, da qualche parte, e che se lei la trovasse, quello sarebbe il suo ritratto? Alessandro Baricco


P H O T O - R E P O R T A G E

A N G KO R NEL CUORE DEL REGNO KHMER Angkor, nella provincia settentrionale di Siem Reap in Cambogia, è uno dei più importanti siti archeologici del sud est asiatico. Il Parco Archeologico si estende su circa 400 chilometri quadrati ed è composto da decine di templi, opere idrauliche (bacini, dighe, canali) e vie di comunicazione. Tra il IX e il XV secolo Angkor è stata la capitale del Regno Khmer. Con imponenti monumenti, differenti antichi piani urbanistici e grandi serbatoi d'acqua, il sito è una concentrazione unica di testimonianze di una civiltà eccezionale. Si contano a centinaia i templi induisti e buddisti situati nell'area, dei quali circa 80 sono gli edifici più importanti, mentre delle costruzioni comuni, costruite con materiali deperibili non sono rimaste che poche tracce. Templi come Angkor Wat, Bayon, Preah Khan e Ta Prohm, esempi di architettura Khmer, sono strettamente legati al loro contesto geografico, oltre ad essere intrisi di significato simbolico. In particolare Angkor Wat, costruito nel XII secolo come tempio induista ma trasformato poi in tempio buddista, è un edificio gigantesco, il più grande monumento religioso al mondo, ed è simboleggiato nella bandiera nazionale cambogiana. Foto Franca Sardi


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L O C A T I O N

BOHINJ L A N U O VA P E R L A È l'utima arrivata tra le località che aderiscono al circuito delle Alpine Pearls. Il network, istituito nel 2006, unisce alcune tra le più belle località alpine sotto il denominatore comune della sostenibilità e della mobilità dolce. L’obiettivo è offrire ai viaggiatori proposte turistiche consapevoli, senza stress e in piena armonia con la natura, da vivere senza utilizzare l'automobile. La valle di Bohinj è incastonata come un gioiello nel cuore delle Alpi Giulie slovene, con i suoi oltre venti villaggi che incarnano in un’unica visione passato, presente e futuro. Gran parte del territorio comunale si trova nel Parco Nazionale del Triglav. Tantissime le attrazioni, in un ambiente non ancora condizionato dal turismo di massa, che ne fanno una meta ideale per gli amanti delle attività all'aria aperta e in mezzo alla natura. Da non perdere la salita in funivia al monte Vogel, dal quale la vista sul lago e sulla valle è davvero spettacolare. Photo courtesy Alpine Pearls


Le cascate Savica sono una delle principali attrazioni di Bohinj. Le sue acque verdi e cristalline precipitano per 60 metri disegnando una caratteristica forma biforcuta e terminano in un piccolissimo laghetto. Fanno parte del corso di uno dei rami sorgentiferi dai quali si forma il fiume Sava, uno dei maggiori affluenti del Danubio. Il monte Triglav (Tricorno), con i suoi 2864 metri, è la vetta piÚ alta della Alpi Giulie e di tutta la Slovenia, della quale è monumento nazionale inserito nello stemma ufficiale.

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Il lago di Bohinj, il piĂš grande della Slovenia, è un meraviglioso specchio d'acqua vietato alla navigazione a motore. Ăˆ possible noleggiare una barca a remi, partecipare a un tour guidato su barca elettrica, oppure fare una passeggiata a piedi o in bicicletta lungo il suo perimetro.


I pascoli di Zajamniki, meta di magnifiche escursioni in Mountain Bike.


A Bohinj sono praticabili tutte le attività sportive a contatto con la natura. Innumerevoli le possibilità per gli amanti del trekking, in un contesto paesaggistico di grande spettacolarità. Numerosi anche i percorsi ciclistici lontani dal traffico automobilistico, e non manca un bike park per le MTB sul monte Vogel. Per gli amanti delle attività acquatiche, c'è solo l'imbarazzo della scelta: canottaggio, rafting, immersioni, pesca sportiva. E inoltre percorsi a cavallo, arrampicate e, per i più coraggiosi, il parapendio. Info: www.alpine-pearls.com/it

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B I K E

P A S S I O N

C I C L I S M O C A LVA I R AT E MILANO C'è una nuova piccola e attrezzata officina per il ciclismo nel quartiere Calvairate a Milano. È un piccolo negozio orientato alla gestione di interventi anche non convenzionali. Lo gestisce Emanuele Samek Lodovici che lavora da molti anni artigianalmente con competenza e maestria operando su manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonché assemblando bici complete e apportando modifiche anche significative. La politica di prezzi è onesta e competitiva; queste son le parole usate fra artigiano e ciclista: foratura, sostituzione camera d'aria più copertone, spurgo, raggi e centratura, revisione mozzo, movimento centrale serie sterzo, centraruote, telaio, sabbiatura e verniciatura professionale a polvere con passaggio in forno dello stesso, rimontaggio e regolazioni, bike elettrica con motore brushless nel movimento centrale. Particolare attenzione è posta al settore del cicloturismo, a quello urbano e a quello della bici fuoristrada. La Ciclismo Calvairate è rivenditore Cinelli, KHS, Soma, Jamis, Vertek. www.ciclismocalvairate.com - via Maspero 43, Milano Foto Debbisanna


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La mia prima bicicletta aveva le ruote grosse, da cross come dicevamo allora, un sellino lune e stretto degno di un chopper, e un telaio da femmina. Ai giardinetti non mi ha mai dato soddisfazione; in compenso i miei genitori mi permettevano di usarla per andare a scuola. Sulla mia bici mi trasformavo in una specie di Atreju in groppa al suo drago bianco e rosso. In groppa al mio drago ho imparato che una bici da femmina, senza cambio e un po' arrugginita, può portarti piÚ lontano di qualcunque Bmx. Basta inventarsi la storia giusta e non aver paura di attraversare la strada. Wu Ming 2


Seppellitemi con la mia bici, come un mongolo col suo cavallo. La bici vecchia intendo, quella che non ho più. È strano: dopo tanti anni ancora non so dire perché l'ho cambiata con una più lucida e veloce. Mi ci arrovello e non ho risposte. Era superata in tutto: manubrio, cambio, sellino, pedali. Ma più passa il tempo e più mi manca il suo affusto da contadina, forte come un cavallo della steppa, persino il suo colore datato, rosa confetto. Paolo Rumiz, "La mia prima bicicletta”


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Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa del numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti Dino Buzzati


www.mediterraneanpearls.it


T h a n k s fo r reading !


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Viaggiatori.com Journal è un’idea di Officine Kairòs Edizioni S.a.s. www.officinekairos.it Progetto editoriale Debbisanna Team Sebastiana Falchi, Fabrizio Giglioni, Roberto Greco, Lorella Salvagni, Marco Samek Lodovici Contributors Debbisanna, Rossana Cintoli, Franca Sardi, Salvatore Ventura, Alpine Pearls, Pippo Saraceno, Liliana Cicala, Adela Moldovan www.facebook.com/viaggiatoricom www.youtube.com/user/viaggiatorimagazine twitter.com/viaggiatoricom


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