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n. 48

MENSILE - ANNO VI

2010

BRASILE Tariffa ROC – POSTE ITALIANE SpA – Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004, n. 46) – Art. 1 C. 1 – DCB Milano

La festa più matta del mondo!

COLOMBIA Un arcobaleno di colori

CIPRO L’affascinante isola della filosofia e dell’amore

CAPO VERDE Magia ed energia nel cuore dell’Atlantico

ANTILLE Voglia di Caraibi...

TRENTINO e

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A tutta neve!

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EDITORIALE | viaggiando.tv

Una nuova avventura... “A vantaggio del mondo sono le imprese di coloro che attraversano tanti mari, tanti climi diversi, tante genti straniere per acquistare quelli che comunemente son detti beni di fortuna!” Miguel De Cervantes, Don Chisciotte della Mancia

I viaggiatori sono in realtà dei tessitori. Nel loro instancabile andare e venire intrecciano storie, conoscenza, tolleranza, pazienza ed esperienza. E vivono davvero la multidimensionalità. Anche sulla Rete. Il gruppo di amici su Facebook aumenta ogni giorno ed è bello incontrare nuove persone con voglia di condividere e di suggerire piccoli accorgimenti che possono rendere il nostro lavoro ancora più utile. In un mondo che si dibatte tra tanti problemi il viaggiatore è il saggio che riunisce dove altri dividono, che porta occhi e voce là dove qualcuno vuole ci sia solo oscurità e silenzio. Siamo una famiglia! E viaggiare è più che un piacere o un bisogno. È una vocazione. È una forma di ribellione. È un modo di affermare la propria

visione del mondo senza lasciarsi fuorviare da pregiudizi e luoghi comuni. E allora viaggiate con noi, sulle nostre pagine, scaricate il nostro primo documentario al quale a breve seguiranno tanti altri. Perché saremo un magazine da ascoltare e non solo da leggere. Questo nuovo anno si presenta ricco di novità. Tanto per cominciare il restyling grafico della vostra rivista. Siamo certi che vi piacerà così come è piaciuto a noi. E poi tante altre sorprese che bollono in pentola... ve le sveleremo pian piano nel corso di questo 2010 che porta un lampo di rosa negli animi di tutti grazie ai cenni di ripresa economica in ogni settore. Così partire sarà una scelta ancora più facile. Un affettuoso augurio di buona lettura a ciascuno di voi... Patrizia Bertolotti

PRIMO PIANO L’EUROPA DIVISA SULLA SCANSIONE CORPOREA IN AEROPORTO Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha già annunciato che 10 apparecchiature per la scansione corporea completa saranno installate all’Aeroporto di Fiumicino, a Roma, presso lo scalo milanese di Malpensa e al Marco Polo di Venezia entro i prossimi tre mesi. Tutto è partito dalla U.S. Transportation Security Administration, che utilizza già 40 di questi strumenti in diversi aeroporti degli Stati Uniti, e ne ha chiesto l’adozione anche agli scali europei. Ma alcuni Paesi non

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concordano sull’opportunità di adottare misure simili. Il portavoce del ministro degli Interni tedesco, Stefan Paris, ha fatto sapere che la Germania approverà l’installazione degli scanner soltanto quando verrà dimostrata oltre ogni dubbio la loro utilità per la sicurezza e l’assenza di pericoli per la salute dei passeggeri, oltre all’adozione delle misure necessarie perché non leda la privacy dei viaggiatori. La questione, quindi, sembra essere lontana da una soluzione definitiva.


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3-07-2009

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SOMMARIO |

FEBBRAIO 2010

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NUMERO 48

GRANDI

ITINERARI 70. Cipro L’isola infranta Il fascino malinconico delle bellezze naturali e artistiche nella terra di Afrodite. Tra merletti e filosofia...

40. Capo Verde Stregati dalle dune Natura sorprendente, rocce vulcaniche, piscine salmastre e spiagge di “borotalco” nel paradiso tropicale più vicino...

52. Colombia Un arcobaleno di colori

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Alla scoperta di un Paese dalle mille sfaccettature: dalle foreste amazzoniche alla vivace cultura delle città

84. Trentino Meraviglia tra i monti

66. Antille Un sogno realizzabile

Speciale Piemonte

Una meta romantica per eccellenza dove vivere la propria favola in uno scenario esotico e travolgente

Gira la rivista...

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Sulle cime predilette dal Grand Tour alla scoperta di sapori genuini, magnifiche piste e passeggiate in troika


FEBBRAIO 2010

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NUMERO 48

n.. 48

BRASILE La festa più matta del mondo! Tariffa ROC – POSTE ITALIANE SpA – Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004, n. 46) – Art. 1 C. 1 – DCB Milano

In copertina: Carnevale di Barranquilla, Colombia Foto di Fabrizio Angeloro

SOMMARIO |

COLOMBIA Un arcobaleno di colori

CIPRO L’affascinante isola della filosofia e dell’amore

CAPO VERDE Magia ed energia nel cuore dell’Atlantico

ANTILLE Voglia di Caraibi...

A

TRENTINO

no C er AS nt T ide IN gu li A mini cabi I L as TA 4 t

A tutta neve!

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I

8. News

98. Weekend Italia Nella Tuscia per scoprire una terra ricca di mistero, storia e buona tavola

Notizie dal mondo

12. Curiosità Fatti strani ma incredibilmente veri!

14. Agenda & eventi Arte, musica, cinema, folclore, fiere: occasioni reali

106. Weekend Europa Tre giorni nelle più belle città d’Europa

Viaggi all’insegna del piacere nelle più belle Spa d’Italia e del mondo

114. Libri & recensioni

26. V.I.P. Gerry Scotti

Da mettere in valigia per viaggiare anche con la mente

Il mondo visto dagli occhi dei personaggi dello spettacolo, dell’arte

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112. Tendenze Benessere

30. Giramondo

110. Tendenze Viaggi

116. Idee in Valigia

Brasile in maschera. I magnifici cinque do Carnaval!

Natura, avventura, storia, archeologia, gusto, sport,

Tutte le novità di moda, hi-tech, bellezza e benessere per benessere

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GIRAMONDO | BRASILE IN MASCHERA |

DI PIETRO SCÒZZARI

S

SALVADOR DE

BAHÍA

ignore e signori, benvenuti alla follia pura. Folía, d’altronde, è un concetto strettamente legato al carnevale brasiliano. Nella succursale dell’Africa brasileira, nello Stato di Bahía, la parte del leone, dal punto di vista festaiolo, la fa la capitale Salvador, dove tutto o quasi s’incentra sulla figura del trio elétrico, un gigantesco carrozzone ricoperto di casse acustiche dalle quali esce musica al massimo volume. La gente lo segue pulando (“saltando”) e sudando. Secondo le statistiche, questo sarebbe il carnevale più grande del mondo. Qui si svolge la festa di strada più imponente: circa 25 chilometri d’asfalto, senza contare piazze e strade minori, sono il teatro della folía per un’intera settimana. Si stima che, tra locali e turisti, in questo periodo nelle strade saltino, ballino, cantino, bevano e amoreggino circa due milioni di persone. I circuiti principali sono il giro nell’antico centro storico, il Pelourinho (Pelò per gli aficionados), quello di Campo Grande, che parte da praça Castro Alves, e la sfilata che va dalla spiaggia della Barra a Ondina. Il trio elétrico domina negli ultimi due, a traino dei gruppi e dei cantanti più famosi. Quest’anno sono previste le presenze di Ivete Sangalo e Beyoncé Knowles. Tra i ritmi più gettonati, l’Axé e il Samba Reggae, solo per citare quelli “storici”, ma ogni anno vengono proposte sonorità sempre nuove. Nel Pelò si partecipa al carnevale più antico della città, con maschere di cartapesta, birra a go go e marcette più o meno spontanee. Preparatevi a farvi polpacci d’acciaio per salire e scendere per le ladeiras, le stradine acciottolate del quartiere. QUANDO: il carnevale di Salvador inizia con la musica che risuona per le strade, amplificata dagli altoparlanti dei trios elétricos, e quest’anno si protrarrà dall’11 al 17 febbraio. CON CHI: la portoghese Tap propone un volo da Milano e Roma per Salvador via Lisbona, mentre Alitalia e Tam fanno scalo a São Paulo. Naar (naar.com) propone un pacchetto completo per cinque notti con partenza su richiesta, trasferimento da e per l’aeroporto con assistenza in italiano, sistemazione in doppia standard, prima colazione a buffet brasiliano e mezza giornata di visita della città con guida in italiano. In hotel di categoria turistica il prezzo va dai 950 euro a persona in su. Il volo dall’Italia ha un prezzo che parte da 750 euro con circa 250 euro di tasse. INFO: salvadordebahia.it - bahia-online.net.

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GIRAMONDO | BRASILE IN MASCHERA |

DI PIETRO SCÒZZARI

S

SALVADOR DE

BAHÍA

ignore e signori, benvenuti alla follia pura. Folía, d’altronde, è un concetto strettamente legato al carnevale brasiliano. Nella succursale dell’Africa brasileira, nello Stato di Bahía, la parte del leone, dal punto di vista festaiolo, la fa la capitale Salvador, dove tutto o quasi s’incentra sulla figura del trio elétrico, un gigantesco carrozzone ricoperto di casse acustiche dalle quali esce musica al massimo volume. La gente lo segue pulando (“saltando”) e sudando. Secondo le statistiche, questo sarebbe il carnevale più grande del mondo. Qui si svolge la festa di strada più imponente: circa 25 chilometri d’asfalto, senza contare piazze e strade minori, sono il teatro della folía per un’intera settimana. Si stima che, tra locali e turisti, in questo periodo nelle strade saltino, ballino, cantino, bevano e amoreggino circa due milioni di persone. I circuiti principali sono il giro nell’antico centro storico, il Pelourinho (Pelò per gli aficionados), quello di Campo Grande, che parte da praça Castro Alves, e la sfilata che va dalla spiaggia della Barra a Ondina. Il trio elétrico domina negli ultimi due, a traino dei gruppi e dei cantanti più famosi. Quest’anno sono previste le presenze di Ivete Sangalo e Beyoncé Knowles. Tra i ritmi più gettonati, l’Axé e il Samba Reggae, solo per citare quelli “storici”, ma ogni anno vengono proposte sonorità sempre nuove. Nel Pelò si partecipa al carnevale più antico della città, con maschere di cartapesta, birra a go go e marcette più o meno spontanee. Preparatevi a farvi polpacci d’acciaio per salire e scendere per le ladeiras, le stradine acciottolate del quartiere. QUANDO: il carnevale di Salvador inizia con la musica che risuona per le strade, amplificata dagli altoparlanti dei trios elétricos, e quest’anno si protrarrà dall’11 al 17 febbraio. CON CHI: la portoghese Tap propone un volo da Milano e Roma per Salvador via Lisbona, mentre Alitalia e Tam fanno scalo a São Paulo. Naar (naar.com) propone un pacchetto completo per cinque notti con partenza su richiesta, trasferimento da e per l’aeroporto con assistenza in italiano, sistemazione in doppia standard, prima colazione a buffet brasiliano e mezza giornata di visita della città con guida in italiano. In hotel di categoria turistica il prezzo va dai 950 euro a persona in su. Il volo dall’Italia ha un prezzo che parte da 750 euro con circa 250 euro di tasse. INFO: salvadordebahia.it - bahia-online.net.

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REPORTAGE | MONDO | CAPO VERDE

CAPO VERDE

stregati dalle dune

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| VIAGGIANDO

Magia, energia e un’aura particolare. Sal e Boavista hanno ancora tanto da regalare a chi sa cogliere la loro essenza di natura pura al 100 per cento. Sperando in un futuro sostenibile testo di Vittorio Giannella e Teresa Scacchi - foto di Vittorio Giannella

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REPORTAGE | MONDO | CAPO VERDE

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stregati dalle dune

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Magia, energia e un’aura particolare. Sal e Boavista hanno ancora tanto da regalare a chi sa cogliere la loro essenza di natura pura al 100 per cento. Sperando in un futuro sostenibile testo di Vittorio Giannella e Teresa Scacchi - foto di Vittorio Giannella

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REPORTAGE | MONDO | CAPO VERDE

«S

tretto tieni il sogno, perché se il sogno muore la vita diventa incapace di volare», questo verso di Paul Bowles mi porta sempre alla mente l’arcipelago di Capo Verde, queste dieci briciole di terra nera cadute, come raccontano le leggende locali, dalle mani di Dio dopo la Creazione. L’idea di passare nel giro di cinque ore da un inverno grigio e freddo a un’eterna estate è sempre stato il sogno di molti qui in Italia. Anche per la luna di miele una località tropicale che non sia troppo lontana è una meta ambita e invitante. Grazie alla progressiva apertura delle isole di Capo Verde al turismo questo sogno è sempre più una realtà. E i capoverdiani sono diventati abili imprenditori del settore, per fare in modo che la loro terra diventi sempre più desiderata, non solo dai turisti, ma in questi ultimi anni anche dagli imprenditori immobiliari. IERI COME OGGI, QUESTO arcipelago al centro dell’Oceano Atlantico è sempre stato oggetto del desiderio di Paesi del Vecchio e Nuovo mondo. Qui, infatti, attraccavano i vascelli brasiliani che venivano a rifornirsi dell’ottimo sale, mentre navi baleniere americane incrociavano in queste acque i cetacei, che qui vengono a riprodursi, per cacciarli. Ancor prima, le vele dei portoghesi sospinte dagli alisei giunsero in questi lidi facendone una loro colonia fino alla definitiva indipendenza, ottenuta con sacrifici, attentati e rivolte il 5 luglio 1975. Anche la popolazione si è formata attraverso commistioni di europei, africani e sudamericani, lo si intuisce guardando gli abitanti delle numerose isole.

Non è difficile incontrare persone con incarnati mulatti, occhi verdi e capelli biondi, bizzarrie genetiche che vanno di pari passo con una cultura meticcia, molto poco africana anche se le isole distano solo 500 chilometri dalla costa senegalese. Sal e Boavista sono le “isole tropicali” più vicine all’Italia, con spiagge deserte e infinite, bianche, nere e dorate e un mare che soddisfa chi ama fare snorkeling, come la baia das Gatas, dove le condizioni particolari delle correnti fanno in modo che i coralli vi crescano in abbondanza, creando una biodiversità incredibile che dà l’impressione di immergersi in un acquario ricco di tanti pesci colorati e dalle diverse fogge, in piena sicurezza. Il sostantivo “Gatas” si riferisce all’innocuo squalo nutrice, che nei periodi estivi è facile incontrare in queste acque. E per chi ama praticare il surf, ci sono luoghi ben segnalati dove le onde sono davvero formidabili. Insomma, gli ingredienti per fare di queste isole un paradiso tropicale ci sono tutti, compreso sole, balli, musica e spensieratezza, e oggi sono ancora più comode da raggiungere grazie alla recente apertura dell’aeroporto internazionale di Rabil, a Boavista. CHI ARRIVA A SAL è subito incantato dall’isola. La spiaggia dorata di Santa Maria, lunga otto chilometri, è popolata fin dalle prime ore della giornata da decine e decine di turisti che fanno footing, incrociando e confondendo le loro orme con le tracce lasciate sulla sabbia dalle tartarughe che qui, nella notte, vengono a deporre le uova. Dove la spiaggia costeggia

In apertura, le dune di Chave al tramonto. In alto, la suggestiva spiaggia di Santa Maria. A destra, una ragazza di Fundo das Figueras, a Boavista. Nella pagina a fianco, formazioni laviche a Cabo do Sol.

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REPORTAGE | MONDO | CAPO VERDE

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tretto tieni il sogno, perché se il sogno muore la vita diventa incapace di volare», questo verso di Paul Bowles mi porta sempre alla mente l’arcipelago di Capo Verde, queste dieci briciole di terra nera cadute, come raccontano le leggende locali, dalle mani di Dio dopo la Creazione. L’idea di passare nel giro di cinque ore da un inverno grigio e freddo a un’eterna estate è sempre stato il sogno di molti qui in Italia. Anche per la luna di miele una località tropicale che non sia troppo lontana è una meta ambita e invitante. Grazie alla progressiva apertura delle isole di Capo Verde al turismo questo sogno è sempre più una realtà. E i capoverdiani sono diventati abili imprenditori del settore, per fare in modo che la loro terra diventi sempre più desiderata, non solo dai turisti, ma in questi ultimi anni anche dagli imprenditori immobiliari. IERI COME OGGI, QUESTO arcipelago al centro dell’Oceano Atlantico è sempre stato oggetto del desiderio di Paesi del Vecchio e Nuovo mondo. Qui, infatti, attraccavano i vascelli brasiliani che venivano a rifornirsi dell’ottimo sale, mentre navi baleniere americane incrociavano in queste acque i cetacei, che qui vengono a riprodursi, per cacciarli. Ancor prima, le vele dei portoghesi sospinte dagli alisei giunsero in questi lidi facendone una loro colonia fino alla definitiva indipendenza, ottenuta con sacrifici, attentati e rivolte il 5 luglio 1975. Anche la popolazione si è formata attraverso commistioni di europei, africani e sudamericani, lo si intuisce guardando gli abitanti delle numerose isole.

Non è difficile incontrare persone con incarnati mulatti, occhi verdi e capelli biondi, bizzarrie genetiche che vanno di pari passo con una cultura meticcia, molto poco africana anche se le isole distano solo 500 chilometri dalla costa senegalese. Sal e Boavista sono le “isole tropicali” più vicine all’Italia, con spiagge deserte e infinite, bianche, nere e dorate e un mare che soddisfa chi ama fare snorkeling, come la baia das Gatas, dove le condizioni particolari delle correnti fanno in modo che i coralli vi crescano in abbondanza, creando una biodiversità incredibile che dà l’impressione di immergersi in un acquario ricco di tanti pesci colorati e dalle diverse fogge, in piena sicurezza. Il sostantivo “Gatas” si riferisce all’innocuo squalo nutrice, che nei periodi estivi è facile incontrare in queste acque. E per chi ama praticare il surf, ci sono luoghi ben segnalati dove le onde sono davvero formidabili. Insomma, gli ingredienti per fare di queste isole un paradiso tropicale ci sono tutti, compreso sole, balli, musica e spensieratezza, e oggi sono ancora più comode da raggiungere grazie alla recente apertura dell’aeroporto internazionale di Rabil, a Boavista. CHI ARRIVA A SAL è subito incantato dall’isola. La spiaggia dorata di Santa Maria, lunga otto chilometri, è popolata fin dalle prime ore della giornata da decine e decine di turisti che fanno footing, incrociando e confondendo le loro orme con le tracce lasciate sulla sabbia dalle tartarughe che qui, nella notte, vengono a deporre le uova. Dove la spiaggia costeggia

In apertura, le dune di Chave al tramonto. In alto, la suggestiva spiaggia di Santa Maria. A destra, una ragazza di Fundo das Figueras, a Boavista. Nella pagina a fianco, formazioni laviche a Cabo do Sol.

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REPORTAGE | MONDO | COLOMBIA

Colombia

un arcobaleno di colori Dalla costa caraibica alle porte dell’Amazzonia, alla scoperta di un paese dalle mille sfaccettature che sta cambiando radicalmente testo di Manuela Fiorini - foto di Fabrizio Angeloro

L

a Colombia è un Paese dai mille volti. Sorprende per la sua natura meravigliosa, anche se ancora, in alcuni luoghi, non è possibile esplorarla a fondo in tutta sicurezza. Le imponenti città dalla storia millenaria si presentano con il loro bagaglio culturale fatto di chiese, monumenti, musei, che ha contribuito alla nascita di questa nazione dalle tante sfaccettature anche contraddittorie. Senza dimenticare le tracce lasciate dalle civiltà perdute, il cui fascino misterioso ci ricorda che qui, prima degli europei, fiorivano società assai progredite. E poi, le spiagge caraibiche, lambite da un mare cristallino e dalla vegetazione lussureggiante e il sorriso aperto della gente, che ci ricorda quanto i colombiani amino il divertimento, la musica, il ballo, il buon cibo, ma, soprattutto, la loro terra meravigliosa. LA PRIMA TAPPA DEL viaggio in questi luoghi straordinari è la città di Medellín, la più importante della regione dell’Antioquia. Famosa per avere dato i natali allo scultore Fernando Botero, la città è circondata dalle vette frastagliate della catena andina, che la protegge dalle variazioni climatiche, mantenendo temperature miti per tutto il corso dell’anno. Caratteristica, questa, che le è valso l’appellativo di “Città dell’eterna primavera”. Anche se ancora permane qualche pregiudizio legato al turbolento passato della zona, connesso ai cartelli della droga, oggi Medellín è profondamente cambiata ed è annoverata tra le città più sicure della Colombia. Ad attrarre qui i visitatori, oltre alla bellezza e alla storia dei suoi monumenti, è la cordialità e l’ospitalità dei suoi abitanti, i paisas, come vengono chiamati gli abitanti dell’Antioquia. Discendenti dagli antichi agricoltori, sono considerati i “texani” della Colombia, aspetto che sottolineano con un atteggiamento decisamente spavaldo, degno dei più navigati cowboy. Il centro della città, che si sviluppa attorno al Parque de Bolívar, spicca per le caratteristiche case coloniali imbiancate a calce, mentre le strette viuzze brulicano dell’umanità che le percorre in tutte le direzioni, con passo


REPORTAGE | MONDO | COLOMBIA

Colombia

un arcobaleno di colori Dalla costa caraibica alle porte dell’Amazzonia, alla scoperta di un paese dalle mille sfaccettature che sta cambiando radicalmente testo di Manuela Fiorini - foto di Fabrizio Angeloro

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a Colombia è un Paese dai mille volti. Sorprende per la sua natura meravigliosa, anche se ancora, in alcuni luoghi, non è possibile esplorarla a fondo in tutta sicurezza. Le imponenti città dalla storia millenaria si presentano con il loro bagaglio culturale fatto di chiese, monumenti, musei, che ha contribuito alla nascita di questa nazione dalle tante sfaccettature anche contraddittorie. Senza dimenticare le tracce lasciate dalle civiltà perdute, il cui fascino misterioso ci ricorda che qui, prima degli europei, fiorivano società assai progredite. E poi, le spiagge caraibiche, lambite da un mare cristallino e dalla vegetazione lussureggiante e il sorriso aperto della gente, che ci ricorda quanto i colombiani amino il divertimento, la musica, il ballo, il buon cibo, ma, soprattutto, la loro terra meravigliosa. LA PRIMA TAPPA DEL viaggio in questi luoghi straordinari è la città di Medellín, la più importante della regione dell’Antioquia. Famosa per avere dato i natali allo scultore Fernando Botero, la città è circondata dalle vette frastagliate della catena andina, che la protegge dalle variazioni climatiche, mantenendo temperature miti per tutto il corso dell’anno. Caratteristica, questa, che le è valso l’appellativo di “Città dell’eterna primavera”. Anche se ancora permane qualche pregiudizio legato al turbolento passato della zona, connesso ai cartelli della droga, oggi Medellín è profondamente cambiata ed è annoverata tra le città più sicure della Colombia. Ad attrarre qui i visitatori, oltre alla bellezza e alla storia dei suoi monumenti, è la cordialità e l’ospitalità dei suoi abitanti, i paisas, come vengono chiamati gli abitanti dell’Antioquia. Discendenti dagli antichi agricoltori, sono considerati i “texani” della Colombia, aspetto che sottolineano con un atteggiamento decisamente spavaldo, degno dei più navigati cowboy. Il centro della città, che si sviluppa attorno al Parque de Bolívar, spicca per le caratteristiche case coloniali imbiancate a calce, mentre le strette viuzze brulicano dell’umanità che le percorre in tutte le direzioni, con passo


REPORTAGE | MONDO | ANTILLE

Q Piccole Antille

un sogno realizzabile

Natura selvaggia, spiagge incredibili, tramonti da mozzare il fiato: Dominica, Guadalupa e Martinica sembrano essere sempre più vicine... Tutto merito dei low cost testo di Lorenzo Valentini

uante volte guardando fuori da una finestra, in pieno inverno, il freddo che s’insinua dappertutto, abbiamo pensato ad una bella vacanza ai Caraibi? Mare, sole, spiagge bianchissime, musica dal ritmo travolgente… Un sogno che mai come in questo periodo, con le favolose offerte a prezzi imperdibili, può diventare realtà. Di paradisi i Carabi ne hanno da vendere, ma se cerchiamo qualcosa che non sia solo spiaggia-abbronzante-mare-lettino le Piccole Antille, un pugno di isole che si estendono da Porto Rico al Venezuela, offrono tre destinazioni davvero speciali. Parliamo di Martinica, Guadalupa e Dominica. Molto vicine tra loro, ognuna di esse offre particolari aspetti “caraibici” che le rendono uniche e sicuramente da visitare. L’ISOLA DI DOMINICA, ad esempio è la destinazione perfetta per naturisti ed ecoturisti. Se per un errore temporale Cristoforo Colombo dovesse incappare nel nostro secolo e sbarcarvi di nuovo, state certi che la riconoscerebbe. È praticamente rimasta intatta, nella sua immensa distesa di vegetazione, con scenari che ricordano più le Hawaii che i Caraibi. Ultima isola dell’arcipelago ad essere colonizzata dagli europei, fu ceduta dalla Francia alla Gran Bretagna e tuttora conserva una esigua comunità di stirpe pre-colombiana, gli indigeni caribi, che vivono in una piccola parte della costa orientale. È, dunque, l’aspetto natura quello che più colpisce l’immaginario del viaggiatore. Un’esplosione di colori, felci enormi, anthurium dall’incredibile carnosità e orchidee selvatiche unite alle più alte vette dei Caraibi che culminano nel Morne Diablotin di ben 1.450 metri, fanno di quest’isola un vero paradiso da esplorare. L’Emerald Pool, la “piscina di smeraldo”, è uno dei luoghi da non perdere. Irrorata da una

possente cascata, la piscina naturale si trova in una grotta adorna di felci lussureggianti. Siamo nel Parco Nazionale Morne Trois Pitons, 64 chilometri quadrati di terra dove si trova anche uno dei sentieri da trekking più impegnativi dei Caraibi: quello che conduce ad un’altra meraviglia della natura, il Boiling Lake. È il secondo lago bollente del mondo, una fumarola sotterranea dalla quale erompono gas emessi dalla lava fluida sottostante. Un paesaggio incredibile. In tutta l’isola le sistemazioni sono più che dignitose, ma non aspettatevi alberghi sfarzosi. Qui, a Dominica, il vero lusso è dato dall’essere totalmente immersi nella natura più pura. Di altro tono e charme è l’isola di Guadalupa, dipartimento francese d’oltremare, conosciuta anche come “Farfalla dei Caraibi”. Basta farsi un giro su Google maps per capirne il motivo: dall’alto appare nella sua particolare forma che ricorda appunto una farfalla. Le sue ali sono Grande Terre e Basse Terre, le due isole maggiori, a cui si aggiungono altre cinque isole: La Désirade, Marie-Galante, Les Saintes, SaintMartin e Saint-Barthélemy a comporre un paradiso tropicale nel cuore delle Antille. Separate da uno stretto braccio di mare, le due grandi isole offrono paesaggi completamente diversi: Basse Terre è formata dalla parte emersa di un vulcano, La Soufriere, che raggiunge i 1.467 metri d’altezza. Lungo le sue pendici si allunga una lussureggiante foresta tropicale di oltre 17.000 ettari, parco nazionale nel 1989 e territorio ideale per trekking ed esplorazioni. Al suo interno crescono vigorose più di 3.000 specie di piante e vivono un gran numero di animali esotici, fortunatamente non velenosi. Scenografiche le cascate e i piccoli laghi, riforniti dai numerosi corsi d’acqua. I fondali sono una grande attrattiva per i sub, grazie anche alla riserva sottomarina dedicata all’oceanografo VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | MONDO | ANTILLE

Q Piccole Antille

un sogno realizzabile

Natura selvaggia, spiagge incredibili, tramonti da mozzare il fiato: Dominica, Guadalupa e Martinica sembrano essere sempre più vicine... Tutto merito dei low cost testo di Lorenzo Valentini

uante volte guardando fuori da una finestra, in pieno inverno, il freddo che s’insinua dappertutto, abbiamo pensato ad una bella vacanza ai Caraibi? Mare, sole, spiagge bianchissime, musica dal ritmo travolgente… Un sogno che mai come in questo periodo, con le favolose offerte a prezzi imperdibili, può diventare realtà. Di paradisi i Carabi ne hanno da vendere, ma se cerchiamo qualcosa che non sia solo spiaggia-abbronzante-mare-lettino le Piccole Antille, un pugno di isole che si estendono da Porto Rico al Venezuela, offrono tre destinazioni davvero speciali. Parliamo di Martinica, Guadalupa e Dominica. Molto vicine tra loro, ognuna di esse offre particolari aspetti “caraibici” che le rendono uniche e sicuramente da visitare. L’ISOLA DI DOMINICA, ad esempio è la destinazione perfetta per naturisti ed ecoturisti. Se per un errore temporale Cristoforo Colombo dovesse incappare nel nostro secolo e sbarcarvi di nuovo, state certi che la riconoscerebbe. È praticamente rimasta intatta, nella sua immensa distesa di vegetazione, con scenari che ricordano più le Hawaii che i Caraibi. Ultima isola dell’arcipelago ad essere colonizzata dagli europei, fu ceduta dalla Francia alla Gran Bretagna e tuttora conserva una esigua comunità di stirpe pre-colombiana, gli indigeni caribi, che vivono in una piccola parte della costa orientale. È, dunque, l’aspetto natura quello che più colpisce l’immaginario del viaggiatore. Un’esplosione di colori, felci enormi, anthurium dall’incredibile carnosità e orchidee selvatiche unite alle più alte vette dei Caraibi che culminano nel Morne Diablotin di ben 1.450 metri, fanno di quest’isola un vero paradiso da esplorare. L’Emerald Pool, la “piscina di smeraldo”, è uno dei luoghi da non perdere. Irrorata da una

possente cascata, la piscina naturale si trova in una grotta adorna di felci lussureggianti. Siamo nel Parco Nazionale Morne Trois Pitons, 64 chilometri quadrati di terra dove si trova anche uno dei sentieri da trekking più impegnativi dei Caraibi: quello che conduce ad un’altra meraviglia della natura, il Boiling Lake. È il secondo lago bollente del mondo, una fumarola sotterranea dalla quale erompono gas emessi dalla lava fluida sottostante. Un paesaggio incredibile. In tutta l’isola le sistemazioni sono più che dignitose, ma non aspettatevi alberghi sfarzosi. Qui, a Dominica, il vero lusso è dato dall’essere totalmente immersi nella natura più pura. Di altro tono e charme è l’isola di Guadalupa, dipartimento francese d’oltremare, conosciuta anche come “Farfalla dei Caraibi”. Basta farsi un giro su Google maps per capirne il motivo: dall’alto appare nella sua particolare forma che ricorda appunto una farfalla. Le sue ali sono Grande Terre e Basse Terre, le due isole maggiori, a cui si aggiungono altre cinque isole: La Désirade, Marie-Galante, Les Saintes, SaintMartin e Saint-Barthélemy a comporre un paradiso tropicale nel cuore delle Antille. Separate da uno stretto braccio di mare, le due grandi isole offrono paesaggi completamente diversi: Basse Terre è formata dalla parte emersa di un vulcano, La Soufriere, che raggiunge i 1.467 metri d’altezza. Lungo le sue pendici si allunga una lussureggiante foresta tropicale di oltre 17.000 ettari, parco nazionale nel 1989 e territorio ideale per trekking ed esplorazioni. Al suo interno crescono vigorose più di 3.000 specie di piante e vivono un gran numero di animali esotici, fortunatamente non velenosi. Scenografiche le cascate e i piccoli laghi, riforniti dai numerosi corsi d’acqua. I fondali sono una grande attrattiva per i sub, grazie anche alla riserva sottomarina dedicata all’oceanografo VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | MONDO | CIPRO

Cipro

l’isola infranta Il fascino malinconico dei templi, l’artigianato raffinato e una cucina dai sapori mediterranei caratterizzano l’isola che ha dato i natali alla dea greca dell’amore, Afrodite testo e foto di Alberto Caspani

U

n filosofo non lo ammetterà mai, tanto meno il fondatore della scuola stoica. Eppure, le rughe sulla fronte di Zenone tradiscono inconfutabilmente una certa apprensione. Balzano all’occhio non appena si osservi la statua che i suoi concittadini gli hanno dedicato di fronte al municipio di Larnaca, che ai tempi, fra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, si chiamava ancora Kition. Per uno che ha trascorso la vita a elogiare la superiorità della ragione sul sentimento, essere nato sull’isola della dea dell’amore deve essere sembrato quasi una beffa del destino. Oggi osserva sfilare sotto il suo piedistallo frotte di giovani che notte e giorno affollano il Foinikoudes, il lungomare puntellato di palme sul quale si succedono alcuni dei locali più famosi di Cipro. Se un turista si avvicina alla sua statua, quasi sempre lo confonde con il suo omonimo collega di Elea, lo Zenone che inventò i paradossi sull’irraggiungibilità della tartaruga di Achille o sulla freccia che non potrà mai centrare il bersaglio. Ne è testimone il municipio alle sue spalle, splendido esempio di architettura coloniale britannica. “Questo” Zenone era solito affermare che i miti sono solo favole per addolcire la cruda realtà, con buona pace delle coppiette d’innamorati che arrivano fino a Petra tou Romiou, ostinandosi a disegnare cuori di pietre bianche sulla spiaggia ove Afrodite mosse i primi passi, un arioso golfo dalle acque trasparenti. PROPRIO QUESTO, INFATTI, SI aspettano i visitatori di Cipro quando giungono sull’isola. Pensando alla Grecia classica, credono di trovarvi il mito e la bellezza, mentre Larnaca parla loro dell’ineluttabilità della storia, punta il dito sui segni del tempo. Non può fregiarsi dei grandi musei e delle numerose chiese di Nicosia, l’illustre capitale ad appena 45 chilometri più a nord, né tanto meno dei siti micenei o alessandri-

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| VIAGGIANDO

ni di Paphos, che si gode tramonti infiniti sull’estrema costa occidentale. Non ha un porto cosmopolita come Lemesos e neppure un’oasi naturalistica pari a Capo Gkreko, nei pressi di Agia Napa. Eppure tutti passano per Larnaca, dal momento che il suo aeroporto funge da ingresso principale al Paese ormai dal 1974. Posto a dovuta distanza di sicurezza dal confine della mai riconosciuta repubblica turca di Cipro Nord, si trova più o meno alla stessa distanza da tutte le attrattive dell’isola. A 32 chilometri dalla città si trovano curiose abitazioni cilindriche risalenti al periodo neolitico. Si tratta di alcune case-alveare che costituiscono il sorprendente villaggio di Choirokoitia, patrimonio Unesco d’immenso valore preistorico. Sarebbe il luogo ideale, di grande pregio simbolico, da dove i cittadini di domani potrebbero costruire una nuova storia cipriota sotto il segno dell’unità e dell’ordine. Esattamente come avrebbe voluto Zenone, prima che la passione di Afrodite sconvolgesse i cuori dei suoi connazionali e infrangesse il Paese in due. Minareto e campanile si fronteggiano a Larnaca senza pretese d’egemonia, l’uno dolcemente accarezzato dalle palme che crescono sul lago salato della città, l’altro baciato dal sole che immancabilmente splende sulla chiara pietra calcarea con la quale il centro storico è stato costruito. Entrambi consapevoli del proprio peso originario, ma non per questo pronti a rovinare sui fedeli di sponda opposta. Da una parte, la moschea di Hala Sultan Tekkesi è, infatti, uno dei siti musulmani in assoluto più venerati sin dal 648 d.C. Al suo interno custodisce la tomba della zia di Maometto, Umm Haram, tragicamente morta cadendo dal suo mulo proprio nel punto in cui il gran califfo Moavia avrebbe poi fatto edificare il sito sacro. Dall’altra, la chiesa bizantina di San Lazzaro cela, invece, le spoglie dell’uomo che Gesù stesso fece tornare in vita, finendo poi per essere nominato VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | MONDO | CIPRO

Cipro

l’isola infranta Il fascino malinconico dei templi, l’artigianato raffinato e una cucina dai sapori mediterranei caratterizzano l’isola che ha dato i natali alla dea greca dell’amore, Afrodite testo e foto di Alberto Caspani

U

n filosofo non lo ammetterà mai, tanto meno il fondatore della scuola stoica. Eppure, le rughe sulla fronte di Zenone tradiscono inconfutabilmente una certa apprensione. Balzano all’occhio non appena si osservi la statua che i suoi concittadini gli hanno dedicato di fronte al municipio di Larnaca, che ai tempi, fra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, si chiamava ancora Kition. Per uno che ha trascorso la vita a elogiare la superiorità della ragione sul sentimento, essere nato sull’isola della dea dell’amore deve essere sembrato quasi una beffa del destino. Oggi osserva sfilare sotto il suo piedistallo frotte di giovani che notte e giorno affollano il Foinikoudes, il lungomare puntellato di palme sul quale si succedono alcuni dei locali più famosi di Cipro. Se un turista si avvicina alla sua statua, quasi sempre lo confonde con il suo omonimo collega di Elea, lo Zenone che inventò i paradossi sull’irraggiungibilità della tartaruga di Achille o sulla freccia che non potrà mai centrare il bersaglio. Ne è testimone il municipio alle sue spalle, splendido esempio di architettura coloniale britannica. “Questo” Zenone era solito affermare che i miti sono solo favole per addolcire la cruda realtà, con buona pace delle coppiette d’innamorati che arrivano fino a Petra tou Romiou, ostinandosi a disegnare cuori di pietre bianche sulla spiaggia ove Afrodite mosse i primi passi, un arioso golfo dalle acque trasparenti. PROPRIO QUESTO, INFATTI, SI aspettano i visitatori di Cipro quando giungono sull’isola. Pensando alla Grecia classica, credono di trovarvi il mito e la bellezza, mentre Larnaca parla loro dell’ineluttabilità della storia, punta il dito sui segni del tempo. Non può fregiarsi dei grandi musei e delle numerose chiese di Nicosia, l’illustre capitale ad appena 45 chilometri più a nord, né tanto meno dei siti micenei o alessandri-

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ni di Paphos, che si gode tramonti infiniti sull’estrema costa occidentale. Non ha un porto cosmopolita come Lemesos e neppure un’oasi naturalistica pari a Capo Gkreko, nei pressi di Agia Napa. Eppure tutti passano per Larnaca, dal momento che il suo aeroporto funge da ingresso principale al Paese ormai dal 1974. Posto a dovuta distanza di sicurezza dal confine della mai riconosciuta repubblica turca di Cipro Nord, si trova più o meno alla stessa distanza da tutte le attrattive dell’isola. A 32 chilometri dalla città si trovano curiose abitazioni cilindriche risalenti al periodo neolitico. Si tratta di alcune case-alveare che costituiscono il sorprendente villaggio di Choirokoitia, patrimonio Unesco d’immenso valore preistorico. Sarebbe il luogo ideale, di grande pregio simbolico, da dove i cittadini di domani potrebbero costruire una nuova storia cipriota sotto il segno dell’unità e dell’ordine. Esattamente come avrebbe voluto Zenone, prima che la passione di Afrodite sconvolgesse i cuori dei suoi connazionali e infrangesse il Paese in due. Minareto e campanile si fronteggiano a Larnaca senza pretese d’egemonia, l’uno dolcemente accarezzato dalle palme che crescono sul lago salato della città, l’altro baciato dal sole che immancabilmente splende sulla chiara pietra calcarea con la quale il centro storico è stato costruito. Entrambi consapevoli del proprio peso originario, ma non per questo pronti a rovinare sui fedeli di sponda opposta. Da una parte, la moschea di Hala Sultan Tekkesi è, infatti, uno dei siti musulmani in assoluto più venerati sin dal 648 d.C. Al suo interno custodisce la tomba della zia di Maometto, Umm Haram, tragicamente morta cadendo dal suo mulo proprio nel punto in cui il gran califfo Moavia avrebbe poi fatto edificare il sito sacro. Dall’altra, la chiesa bizantina di San Lazzaro cela, invece, le spoglie dell’uomo che Gesù stesso fece tornare in vita, finendo poi per essere nominato VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | ITALIA | TRENTINO

TRENTINO

meraviglia tra i monti

84

| VIAGGIANDO

Elegante meta sin dai tempi del Grand Tour, la valle del Primiero ha un’importante tradizione di ospitalità, arricchita da una gustosa cucina e da moderni impianti sciistici testo e foto di Erika Mariniello

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REPORTAGE | ITALIA | TRENTINO

TRENTINO

meraviglia tra i monti

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Elegante meta sin dai tempi del Grand Tour, la valle del Primiero ha un’importante tradizione di ospitalità, arricchita da una gustosa cucina e da moderni impianti sciistici testo e foto di Erika Mariniello

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REPORTAGE | ITALIA | TRENTINO

H

anno affascinato i grandi viaggiatori inglesi del Grand Tour, hanno ispirato illustri uomini di cultura come Dino Buzzati, scrittore, giornalista e pittore italiano di inizio Novecento e, ancora oggi, lasciano senza fiato i numerosi turisti che, ogni anno, raggiungono la provincia di Trento. Le Pale di San Martino dominano la valle di Primiero e la boscosa val Canali. Il Cimon della Pala, chiamato anche il “Cervino delle dolomiti”, pur non essendo la vetta più alta, è la più famosa dell’intera catena e si erge sulla strada di Passo Rolle che conduce a San Martino di Castrozza. «Un meraviglioso gruppo di vette che renderanno per sempre straordinari i luoghi ai loro piedi», così ha scritto l’alpinista e naturalista irlandese John Ball, a cui è stata dedicata una delle montagne. SCELGO L’AUTO PER raggiungere questa località turistica e mi addentro lentamente, paesino dopo paesino, nella valle. Ammiro i colori candidi dell’inverno e respiro i profumi dei boschi lungo la strada, stuzzicata da una frizzante aria di montagna. Il navigatore indica poco più di 13 chilometri dalla meta: ho raggiunto Fiera di Primiero, mi avverte un cartello stradale. È il momento di fare una sosta. Per il pranzo decido di fermarmi in un ristorante per gustare qualche ricetta tipica. Assaggio un piatto di canederli in brodo, i knodel, nella traduzione tirolese. Una tra le più gustose pietanze della gastronomia locale, è costituita da saporiti e nutrienti gnocchi di pane impastati con speck e formaggio e cotti in un consommè di carne.

Una vera delizia per il palato! Poco dopo incontro Gualtiero, un giovane abitante del paese che mi svela, con orgoglio, i segreti di questa piccola, nobile borgata le cui origini risalgono al lontano Quattrocento, quando la valle era un feudo dell’aristocratica famiglia Welsperg. Diventato capoluogo per la sua posizione geografica strategica, il paese per anni è stato un punto di riferimento della nobiltà dell’epoca soprattutto grazie alla presenza di miniere di rame, ferro e argento. Incuriosita dal racconto, prima di salire a San Martino di Castrozza, mi addentro nel centro storico di Fiera. Il palazzo delle Miniere è il primo edificio che si staglia davanti a me, una costruzione tardo-gotica che nel Quattrocento era la sede del Giudice Minerario. A fianco si erge maestosa la chiesa arcipretale di Pieve dalla facciata spoglia, che pare quasi incompiuta. Ma l’altare gotico a portelle in legno che si trova all’interno mi lascia a bocca aperta. Esco e mi accorgo che il sole sta per tramontare e la temperatura è prossima allo zero, potrebbe nevicare da un momento all’altro. Mi fermo in un bar del centro per riscaldarmi con una tazza di tè caldo prima di rimettermi in viaggio verso San Martino. Raggiunta la meta, dopo una cena a base di gnocchetti con radicchio e speck e un assaggio di strudel, tipico dolce alla mele trentino, mi concedo il meritato riposo. AL RISVEGLIO, L’IMMAGINE delle cime innevate mi regala una suggestione impagabile. Sono le otto e trenta del mattino e mi aspetta

In apertura, i Campanili della Val di Roda, affascinanti formazioni della catena delle Pale di San Martino. Sopra, le Dolomiti sono un affascinante scenario per la pratica dello sci alpinismo. A destra, una veduta di Fiera di Primiero, il centro più importante della valle. Al centro, anche i bambini hanno il loro spazio per divertirsi sulla neve. Nella pagina a fianco, i cavalli neri di razza norica vengono usati per il traino della troika.

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anno affascinato i grandi viaggiatori inglesi del Grand Tour, hanno ispirato illustri uomini di cultura come Dino Buzzati, scrittore, giornalista e pittore italiano di inizio Novecento e, ancora oggi, lasciano senza fiato i numerosi turisti che, ogni anno, raggiungono la provincia di Trento. Le Pale di San Martino dominano la valle di Primiero e la boscosa val Canali. Il Cimon della Pala, chiamato anche il “Cervino delle dolomiti”, pur non essendo la vetta più alta, è la più famosa dell’intera catena e si erge sulla strada di Passo Rolle che conduce a San Martino di Castrozza. «Un meraviglioso gruppo di vette che renderanno per sempre straordinari i luoghi ai loro piedi», così ha scritto l’alpinista e naturalista irlandese John Ball, a cui è stata dedicata una delle montagne. SCELGO L’AUTO PER raggiungere questa località turistica e mi addentro lentamente, paesino dopo paesino, nella valle. Ammiro i colori candidi dell’inverno e respiro i profumi dei boschi lungo la strada, stuzzicata da una frizzante aria di montagna. Il navigatore indica poco più di 13 chilometri dalla meta: ho raggiunto Fiera di Primiero, mi avverte un cartello stradale. È il momento di fare una sosta. Per il pranzo decido di fermarmi in un ristorante per gustare qualche ricetta tipica. Assaggio un piatto di canederli in brodo, i knodel, nella traduzione tirolese. Una tra le più gustose pietanze della gastronomia locale, è costituita da saporiti e nutrienti gnocchi di pane impastati con speck e formaggio e cotti in un consommè di carne.

Una vera delizia per il palato! Poco dopo incontro Gualtiero, un giovane abitante del paese che mi svela, con orgoglio, i segreti di questa piccola, nobile borgata le cui origini risalgono al lontano Quattrocento, quando la valle era un feudo dell’aristocratica famiglia Welsperg. Diventato capoluogo per la sua posizione geografica strategica, il paese per anni è stato un punto di riferimento della nobiltà dell’epoca soprattutto grazie alla presenza di miniere di rame, ferro e argento. Incuriosita dal racconto, prima di salire a San Martino di Castrozza, mi addentro nel centro storico di Fiera. Il palazzo delle Miniere è il primo edificio che si staglia davanti a me, una costruzione tardo-gotica che nel Quattrocento era la sede del Giudice Minerario. A fianco si erge maestosa la chiesa arcipretale di Pieve dalla facciata spoglia, che pare quasi incompiuta. Ma l’altare gotico a portelle in legno che si trova all’interno mi lascia a bocca aperta. Esco e mi accorgo che il sole sta per tramontare e la temperatura è prossima allo zero, potrebbe nevicare da un momento all’altro. Mi fermo in un bar del centro per riscaldarmi con una tazza di tè caldo prima di rimettermi in viaggio verso San Martino. Raggiunta la meta, dopo una cena a base di gnocchetti con radicchio e speck e un assaggio di strudel, tipico dolce alla mele trentino, mi concedo il meritato riposo. AL RISVEGLIO, L’IMMAGINE delle cime innevate mi regala una suggestione impagabile. Sono le otto e trenta del mattino e mi aspetta

In apertura, i Campanili della Val di Roda, affascinanti formazioni della catena delle Pale di San Martino. Sopra, le Dolomiti sono un affascinante scenario per la pratica dello sci alpinismo. A destra, una veduta di Fiera di Primiero, il centro più importante della valle. Al centro, anche i bambini hanno il loro spazio per divertirsi sulla neve. Nella pagina a fianco, i cavalli neri di razza norica vengono usati per il traino della troika.

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WEEKEND | ITALIA | LAZIO MARCHE TOSCANA Gradoli

Lago di Bolsena

IL PRANZO DEL PURGATORIO

UMBRIA Bolsena

Tuscania TUSCIA

Ferento VITERBO

Lago di Vico

ABRUZZO

Tarquinia Lago di Bracciano

ROMA Fiumicino

Laghi di Albano e Nemi

MOLISE Latina

CAMPANIA

A fianco una veduta di Viterbo. Sotto la loggia del Palazzo Papale, in piazza San Lorenzo a Viterbo. Per maggiori informazioni: Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Viterbo, Piazza dell’Oratorio, tel. 0761 375 325 aptviterbo.it - tusciainforma.it

© Funnybear

Tuscia

una terra che val bene un viaggio L’ anima ammantata dal mito di un antica popolazione, gli Etruschi. Paesaggi ancora incontaminati, campi fertili che donano uve e olive d’eccezione. Se cercate cultura, tradizioni, benessere e buona tavola, questa è la vostra prossima meta! testo di Stefano Bonafè

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| VIAGGIANDO

È

la terra del mistero etrusco. Etruria prima e Tuscia poi, la provincia viterbese invita a perdersi nella sua storia, nelle leggende, nel folclore e nelle tradizioni enogastronomiche che dopo tanto camminare, rinfrancano il palato e lo spirito. Un percorso che si snoda intorno al capoluogo di provincia, Viterbo appunto, che sorge su un grande pianoro ondulato da colline giusto ai piedi dei Monti Cimini. La città prima importante centro etrusco, di cui restano molti reperti archeologici ed estese necropoli, divenne dominio romano nel IV secolo d.C. ma conobbe il massimo splendore nel Medioevo. Una ricca toponomastica ricorda questa epoca soprattutto nel quartiere San Pellegrino, il meglio conservato, dove torri, archi, fontane e botteghe artigianali e antiquarie sanno ancora irretire gli sguardi dei passanti. Ben protetto dalle mura difensive, il centro storico è un tripudio di chiese e palazzi tra cui il famoso Palazzo Papale, con l’elegante loggia, in Piazza San Lorenzo. Qui si tennero i primi conclavi per l’elezione del papa, tra cui quello più lungo di tutti i tempi. Sembra che i cardinali, indecisi nella scelta di un capo della chiesa furono letteralmente messi cum claves, cioé sotto chiave dai viterbesi per

Ogni anno, il mercoledì delle ceneri, nel comune di Gradoli si celebra il Pranzo del Purgatorio, in ossequio ad una tradizione nata nel XVI secolo ad opera della Fratellanza del Suffragio, oggi Confraternita del Purgatorio. Lo scopo della Fratellanza era quello di suffragare le anime del Purgatorio attraverso la celebrazione di messe e di sostenere i poveri raccogliendo fondi. E così ancora oggi, come accadeva oltre 500 anni fa, la mattina del giovedì grasso i membri della Confraternita indossano il saio marrone, la mantellina viola, il cappuccio e con tamburino al seguito bussano a tutte le porte del paese ricevendo offerte di ogni genere. Nel pomeriggio dello stesso giorno, quanto raccolto viene venduto all’asta in piazza e con il ricavato si procede all’acquisto degli ingredienti necessari alla preparazione del Pranzo del Purgatorio: 250 chilogrammi di fagioli, 600 chili di luccio, nasello e baccalà, 60 di tinca. Sono gli stessi componenti della Fratellanza a cucinare e servire circa duemila commensali, ospitati in un ampio locale messo a disposizione dalla Cantina Sociale. Fin dalla nascita di questo evento, il menù è sempre lo stesso: fagioli in bianco conditi con olio extra vergine dei colli gradolesi e un pizzico di pepe; minestra di riso con sugo di tinca (solo i cuochi-membri sono a conoscenza della ricetta); luccio in umido; nasello fritto; baccalà lesso condito con olio ed un trito di aglio e prezzemolo; una mela. Informazioni e prenotazioni: Pro Loco Gradoli, tel. 0761 456 810. Comune di Gradoli, tel. 0761 456 082. Un’occasione per scoprire questo incantevole paesino dell’Alta Tuscia, tra le colline dei Volsini, in posizione panoramica sul lago di Bolsena, Nel centro storico di Gradoli si ammirano il cinquecentesco palazzo Farnese, che ospita un piccolo museo con ceramiche risalenti al XV-XVI secolo e costumi rinscimentali, e la chiesa della Maddalena, con facciata barocca. All’interno si trovano un fonte battesimale marmoreo rinascimentale ed un affresco del Cinquecento raffigurante la Madonna con il Bambino. In un ambiente apposito è stato allestito un piccolo museo d’arte sacra.

costringerli a mettersi d’accordo. Da non perdere una visita alla chiesa di Santa Rosa che conserva il corpo incorrotto della suora francescana canonizzata nel 1457. Vicino alla chiesa si trova ancora la casa della Santa con l’urna lignea che conteneva le spoglie. Dopo una scorpacciata di cultura si parte alla scoperta della meravigliosa campagna che circonda questo gioiello medievale. FUMI LATTESCENTI, POLLE D’ACQUA bollente e un’aria intrisa di vapore sulfureo... Non siamo nell’Inferno dantesco, ma a soli otto chilometri dalla città. Le sorgenti termali impreziosiscono questa terra vulcanica ricca e generosa. Le cavità naturali diventano piscine aperte a chiunque voglia ristorarsi grazie alle proprietà chimiche dell’acqua che sgorga a una temperatura tra i 30 e i 65 gradi centigradi. Famose sono quelle calcaree di Bagnasco, strada Castiglione, mentre quelle sulfuree di Bulicame, citate nella Divina Commedia, si trovano a ridosso di Viterbo e proprio all’ingresso del parco è possibile visitare l’Orto Botanico dell’Università degli Studi della Tuscia, e le piscine Carletti, strada MartaVIAGGIANDO |

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WEEKEND | ITALIA | LAZIO MARCHE TOSCANA Gradoli

Lago di Bolsena

IL PRANZO DEL PURGATORIO

UMBRIA Bolsena

Tuscania TUSCIA

Ferento VITERBO

Lago di Vico

ABRUZZO

Tarquinia Lago di Bracciano

ROMA Fiumicino

Laghi di Albano e Nemi

MOLISE Latina

CAMPANIA

A fianco una veduta di Viterbo. Sotto la loggia del Palazzo Papale, in piazza San Lorenzo a Viterbo. Per maggiori informazioni: Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Viterbo, Piazza dell’Oratorio, tel. 0761 375 325 aptviterbo.it - tusciainforma.it

© Funnybear

Tuscia

una terra che val bene un viaggio L’ anima ammantata dal mito di un antica popolazione, gli Etruschi. Paesaggi ancora incontaminati, campi fertili che donano uve e olive d’eccezione. Se cercate cultura, tradizioni, benessere e buona tavola, questa è la vostra prossima meta! testo di Stefano Bonafè

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È

la terra del mistero etrusco. Etruria prima e Tuscia poi, la provincia viterbese invita a perdersi nella sua storia, nelle leggende, nel folclore e nelle tradizioni enogastronomiche che dopo tanto camminare, rinfrancano il palato e lo spirito. Un percorso che si snoda intorno al capoluogo di provincia, Viterbo appunto, che sorge su un grande pianoro ondulato da colline giusto ai piedi dei Monti Cimini. La città prima importante centro etrusco, di cui restano molti reperti archeologici ed estese necropoli, divenne dominio romano nel IV secolo d.C. ma conobbe il massimo splendore nel Medioevo. Una ricca toponomastica ricorda questa epoca soprattutto nel quartiere San Pellegrino, il meglio conservato, dove torri, archi, fontane e botteghe artigianali e antiquarie sanno ancora irretire gli sguardi dei passanti. Ben protetto dalle mura difensive, il centro storico è un tripudio di chiese e palazzi tra cui il famoso Palazzo Papale, con l’elegante loggia, in Piazza San Lorenzo. Qui si tennero i primi conclavi per l’elezione del papa, tra cui quello più lungo di tutti i tempi. Sembra che i cardinali, indecisi nella scelta di un capo della chiesa furono letteralmente messi cum claves, cioé sotto chiave dai viterbesi per

Ogni anno, il mercoledì delle ceneri, nel comune di Gradoli si celebra il Pranzo del Purgatorio, in ossequio ad una tradizione nata nel XVI secolo ad opera della Fratellanza del Suffragio, oggi Confraternita del Purgatorio. Lo scopo della Fratellanza era quello di suffragare le anime del Purgatorio attraverso la celebrazione di messe e di sostenere i poveri raccogliendo fondi. E così ancora oggi, come accadeva oltre 500 anni fa, la mattina del giovedì grasso i membri della Confraternita indossano il saio marrone, la mantellina viola, il cappuccio e con tamburino al seguito bussano a tutte le porte del paese ricevendo offerte di ogni genere. Nel pomeriggio dello stesso giorno, quanto raccolto viene venduto all’asta in piazza e con il ricavato si procede all’acquisto degli ingredienti necessari alla preparazione del Pranzo del Purgatorio: 250 chilogrammi di fagioli, 600 chili di luccio, nasello e baccalà, 60 di tinca. Sono gli stessi componenti della Fratellanza a cucinare e servire circa duemila commensali, ospitati in un ampio locale messo a disposizione dalla Cantina Sociale. Fin dalla nascita di questo evento, il menù è sempre lo stesso: fagioli in bianco conditi con olio extra vergine dei colli gradolesi e un pizzico di pepe; minestra di riso con sugo di tinca (solo i cuochi-membri sono a conoscenza della ricetta); luccio in umido; nasello fritto; baccalà lesso condito con olio ed un trito di aglio e prezzemolo; una mela. Informazioni e prenotazioni: Pro Loco Gradoli, tel. 0761 456 810. Comune di Gradoli, tel. 0761 456 082. Un’occasione per scoprire questo incantevole paesino dell’Alta Tuscia, tra le colline dei Volsini, in posizione panoramica sul lago di Bolsena, Nel centro storico di Gradoli si ammirano il cinquecentesco palazzo Farnese, che ospita un piccolo museo con ceramiche risalenti al XV-XVI secolo e costumi rinscimentali, e la chiesa della Maddalena, con facciata barocca. All’interno si trovano un fonte battesimale marmoreo rinascimentale ed un affresco del Cinquecento raffigurante la Madonna con il Bambino. In un ambiente apposito è stato allestito un piccolo museo d’arte sacra.

costringerli a mettersi d’accordo. Da non perdere una visita alla chiesa di Santa Rosa che conserva il corpo incorrotto della suora francescana canonizzata nel 1457. Vicino alla chiesa si trova ancora la casa della Santa con l’urna lignea che conteneva le spoglie. Dopo una scorpacciata di cultura si parte alla scoperta della meravigliosa campagna che circonda questo gioiello medievale. FUMI LATTESCENTI, POLLE D’ACQUA bollente e un’aria intrisa di vapore sulfureo... Non siamo nell’Inferno dantesco, ma a soli otto chilometri dalla città. Le sorgenti termali impreziosiscono questa terra vulcanica ricca e generosa. Le cavità naturali diventano piscine aperte a chiunque voglia ristorarsi grazie alle proprietà chimiche dell’acqua che sgorga a una temperatura tra i 30 e i 65 gradi centigradi. Famose sono quelle calcaree di Bagnasco, strada Castiglione, mentre quelle sulfuree di Bulicame, citate nella Divina Commedia, si trovano a ridosso di Viterbo e proprio all’ingresso del parco è possibile visitare l’Orto Botanico dell’Università degli Studi della Tuscia, e le piscine Carletti, strada MartaVIAGGIANDO |

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WEEKEND | EUROPA |

DI STEFANO BONAFÈ

a Kranjska Gora

a Bruxelles

Nel segno di Magritte

Il richiamo della natura Immersa nel cuore delle Alpi Giulie, al confine fra Slovenia, Italia e Austria, Kranjska Gora è una rimomata meta turistica sportiva, molto conosciuta nel mondo grazie ad eventi internazionali come la Coppa del Mondo di sci alpino e la Coppa del Mondo di salto con gli sci. La municipalità di Kranjska Gora è situata nell’area dell’alta valle del fiume Sava, un paradiso per gli amanti delle escursioni. Nel Parco naturale del Tricorno è possibile fare fotosafari per immortalare esemplari di animali alpini, mentre le cascate di Martuljek e le sorgenti di Zelenci, con l’attiguo lago verde smeraldo, sono considerate vere perle del mondo alpino. Zelenci è una riserva naturale importante poiché testimonia gli eventi geologici del passato, oltre ad essere habitat di numerose specie animali e vegetali rare ed in pericolo. Altra ambita meta di escursione è la cascata Pericnik, tra i salti d’acqua più noti in Slovenia. Essa è composta da due cascate, quella inferiore, dal salto di 52 metri, e quella superiore, dal salto di 16 metri, che d’inverno si trasformano in una miriade di stalattiti e di piastre di ghiaccio dai colori azzurri e verdi.

Nel 2009 la capitale belga ha reso omaggio al talento e alla fama del grande maestro surrealista inaugurando il Musée Magritte Museum (info: musee-magritte-museum.be). L’edificio custodisce la più vasta collezione permanente di opere magrittiane: ben 200 straordinari lavori, incluse due versioni de L’empire des lumières, i celebri Le Joueur Secret e Le Retour, oltre a testimonianze scritte, fotografie, disegni e filmati realizzati da Magritte e dai suoi amici. Realizzato nel centro di Bruxelles, il Musée Magritte Museum si può considerare il punto di partenza ideale per un viaggio in città alla scoperta dei luoghi abitualmente frequentati dal maestro. Come la taverna La Fleur en papier doré , oggi convertita in un centro culturale dedicato a Magritte, o Le Greenwhich dove l’artista era solito giocare a scacchi e discutere dei suoi lavori con amici e avventori. Infine merita una visita la casa dove Magritte visse per 24 anni con la moglie Georgette. Qui dipinse i suoi capolavori, tra cui L’Empire des lumières. Oggi l’abitazione è diventata il René Magritte Museum, sede ufficiale degli “amici del surrealismo”.

Le opere del maestro sono distribuite su tre diversi livelli del Musée Magritte Museum. Tutte le visite guidate cominciano sempre partendo dal terzo piano

D’inverno si possono vivere emozioni indimenticabili scalando le cascate ghiacciate e ammirando i panorami alpini a bordo di una slitta trainata da renne

©OPT

ITINERARIO LA NONA ARTE BELGA - 3 giorni, 2 notti Lucky Luke, i Puffi, Tintin, Blake e Mortimer. Chi non conosce questi leggendari personaggi dei fumetti? Forse però non tutti sanno che proprio in Beglio essi ebbero origine. Per scoprire tutto ciò che riguarda la “nona arte belga”, dagli albori alle creazioni contemporanee, visitate il Centro Belga del Fumetto. All’interno si trovano collezioni permanenti, mostre temporanee e la più grande “fumettoteca” del mondo con una collezione di oltre 25mila album. La capitale belga ospita in ogni suo angolo negozi che vendono fumetti nuovi e di seconda mano, articoli da collezione e gadget tridimensionali. Inoltre gli appassionati del genere non possono mancare una visita al Percorso del Fumetto, nel centro di Bruxelles: una passeggiata tra 30 murales giganti con i più famosi eroi del mondo del fumetto “made in Belgium”. La quota comprende voli a/r e sistemazione all’Hotel Vendrome*** con prima colazione. Quota da: € 132 a persona, Partenze: fino a marzo 2010 cocktailviaggi.it - Tel. 02 693 361

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| VIAGGIANDO

Alcuni dei capolavori di Magritte, nato a Lessines il 21 novembre 1898 e morto a Bruxelles il 15 agosto 1967. In alto, Shéhérazade. Sopra a sinistra, La bonne Foi. Sopra a destra, Carte Blanche. Sotto, Le Retour.

ITINERARIO BENESSERE ALPINO - 3 giorni, 2 notti Gli amanti dello sport trovano a Kranjska Gora un ambiente ideale. La città, oltre ad essere la base di partenza per escursioni tra i boschi alpini e le montagne circostanti, dispone di strutture per le discipline invernali, parco acquatico e piscina, campo da golf, Bike Park per ciclismo estremo, campi da tennis e da beach volley. E per rigenerarsi dopo una giornata di sport ecco il pacchetto Benessere alpino del Resort Špik, appartenente al Gruppo Hit, comprensivo di colazione e cena a buffet, un massaggio, un ingresso al centro benessere, un ingresso giornaliero al mondo delle saune Špik, ingresso illimitato al parco acquatico Aqua Larix, alla piscina del centro Kompas e al mondo acquatico Špik. Quota da: € 126 a persona, Partenze: dal 21 marzo al 27 novembre 2010 hit.si - Tel. 00386 4 587 71 00

Kranjska Gora ospita piste per snowboardisti e sciatori sia esperti sia principanti, collegate con un sistema di sei seggiovie e 13 sciovie, oltre a un percorso segnato di 40 chilometri per lo sci di fondo, immerso nella natura. VIAGGIANDO |

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WEEKEND | EUROPA |

DI STEFANO BONAFÈ

a Kranjska Gora

a Bruxelles

Nel segno di Magritte

Il richiamo della natura Immersa nel cuore delle Alpi Giulie, al confine fra Slovenia, Italia e Austria, Kranjska Gora è una rimomata meta turistica sportiva, molto conosciuta nel mondo grazie ad eventi internazionali come la Coppa del Mondo di sci alpino e la Coppa del Mondo di salto con gli sci. La municipalità di Kranjska Gora è situata nell’area dell’alta valle del fiume Sava, un paradiso per gli amanti delle escursioni. Nel Parco naturale del Tricorno è possibile fare fotosafari per immortalare esemplari di animali alpini, mentre le cascate di Martuljek e le sorgenti di Zelenci, con l’attiguo lago verde smeraldo, sono considerate vere perle del mondo alpino. Zelenci è una riserva naturale importante poiché testimonia gli eventi geologici del passato, oltre ad essere habitat di numerose specie animali e vegetali rare ed in pericolo. Altra ambita meta di escursione è la cascata Pericnik, tra i salti d’acqua più noti in Slovenia. Essa è composta da due cascate, quella inferiore, dal salto di 52 metri, e quella superiore, dal salto di 16 metri, che d’inverno si trasformano in una miriade di stalattiti e di piastre di ghiaccio dai colori azzurri e verdi.

Nel 2009 la capitale belga ha reso omaggio al talento e alla fama del grande maestro surrealista inaugurando il Musée Magritte Museum (info: musee-magritte-museum.be). L’edificio custodisce la più vasta collezione permanente di opere magrittiane: ben 200 straordinari lavori, incluse due versioni de L’empire des lumières, i celebri Le Joueur Secret e Le Retour, oltre a testimonianze scritte, fotografie, disegni e filmati realizzati da Magritte e dai suoi amici. Realizzato nel centro di Bruxelles, il Musée Magritte Museum si può considerare il punto di partenza ideale per un viaggio in città alla scoperta dei luoghi abitualmente frequentati dal maestro. Come la taverna La Fleur en papier doré , oggi convertita in un centro culturale dedicato a Magritte, o Le Greenwhich dove l’artista era solito giocare a scacchi e discutere dei suoi lavori con amici e avventori. Infine merita una visita la casa dove Magritte visse per 24 anni con la moglie Georgette. Qui dipinse i suoi capolavori, tra cui L’Empire des lumières. Oggi l’abitazione è diventata il René Magritte Museum, sede ufficiale degli “amici del surrealismo”.

Le opere del maestro sono distribuite su tre diversi livelli del Musée Magritte Museum. Tutte le visite guidate cominciano sempre partendo dal terzo piano

D’inverno si possono vivere emozioni indimenticabili scalando le cascate ghiacciate e ammirando i panorami alpini a bordo di una slitta trainata da renne

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ITINERARIO LA NONA ARTE BELGA - 3 giorni, 2 notti Lucky Luke, i Puffi, Tintin, Blake e Mortimer. Chi non conosce questi leggendari personaggi dei fumetti? Forse però non tutti sanno che proprio in Beglio essi ebbero origine. Per scoprire tutto ciò che riguarda la “nona arte belga”, dagli albori alle creazioni contemporanee, visitate il Centro Belga del Fumetto. All’interno si trovano collezioni permanenti, mostre temporanee e la più grande “fumettoteca” del mondo con una collezione di oltre 25mila album. La capitale belga ospita in ogni suo angolo negozi che vendono fumetti nuovi e di seconda mano, articoli da collezione e gadget tridimensionali. Inoltre gli appassionati del genere non possono mancare una visita al Percorso del Fumetto, nel centro di Bruxelles: una passeggiata tra 30 murales giganti con i più famosi eroi del mondo del fumetto “made in Belgium”. La quota comprende voli a/r e sistemazione all’Hotel Vendrome*** con prima colazione. Quota da: € 132 a persona, Partenze: fino a marzo 2010 cocktailviaggi.it - Tel. 02 693 361

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Alcuni dei capolavori di Magritte, nato a Lessines il 21 novembre 1898 e morto a Bruxelles il 15 agosto 1967. In alto, Shéhérazade. Sopra a sinistra, La bonne Foi. Sopra a destra, Carte Blanche. Sotto, Le Retour.

ITINERARIO BENESSERE ALPINO - 3 giorni, 2 notti Gli amanti dello sport trovano a Kranjska Gora un ambiente ideale. La città, oltre ad essere la base di partenza per escursioni tra i boschi alpini e le montagne circostanti, dispone di strutture per le discipline invernali, parco acquatico e piscina, campo da golf, Bike Park per ciclismo estremo, campi da tennis e da beach volley. E per rigenerarsi dopo una giornata di sport ecco il pacchetto Benessere alpino del Resort Špik, appartenente al Gruppo Hit, comprensivo di colazione e cena a buffet, un massaggio, un ingresso al centro benessere, un ingresso giornaliero al mondo delle saune Špik, ingresso illimitato al parco acquatico Aqua Larix, alla piscina del centro Kompas e al mondo acquatico Špik. Quota da: € 126 a persona, Partenze: dal 21 marzo al 27 novembre 2010 hit.si - Tel. 00386 4 587 71 00

Kranjska Gora ospita piste per snowboardisti e sciatori sia esperti sia principanti, collegate con un sistema di sei seggiovie e 13 sciovie, oltre a un percorso segnato di 40 chilometri per lo sci di fondo, immerso nella natura. VIAGGIANDO |

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SPECIALE | PIEMONTE |

DI MASSIMO NARDI

Il bello del

PIEMONTE

T

erra di storia, agricoltura e innovazione tecnologica. Il Piemonte si presenta così. Dolci colline che accolgono filari di vitigni rigogliosi, cime innevate che abbracciano l’intera regione, pianure dove da secoli mani premurose curano tenere piantine di riso. E ancora folclore, castelli e leggende. Come quelle legate alle lotte politiche che infiammavano le sue città più importanti. Capitale prima del ducato di Savoia, e poi del Regno d’Italia dopo l’Unità, Torino conserva importanti testimonianze di quel periodo, a partire dall’aula del Parlamento Subalpino, ancora oggi conservata in Palazzo Carignano. Il trasferimento a Roma della capitale non ha privato il Piemonte della sua centralità nell’elaborazione delle idee e nella partecipazione ai grandi movimenti di trasformazione delle relazioni sociali. E Torino ne è diventata il

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fulcro nel suo nuovo ruolo, conquistato a partire dalla metà dell’Ottocento e strenuamente difeso oltre le soglie del nuovo millennio, di capitale dell’industria grazie soprattutto alla Fiat, la cui fabbrica, il Lingotto, oggi è stata convertita in uno dei centri polifunzionali più importanti d’Europa. Un fulgido esempio della capacità di rinnovarsi e trasformare le crisi in occasioni di sviluppo che consente oggi al Piemonte di posizionarsi come centro nevralgico dell’innovazione e delle nuove tecnologie, non più solo in Italia, ma nell’intera Europa. A tutto questo si aggiunge una ricchezza artistica e paesaggistica che raramente trovano un corrispondente all’altezza in altri luoghi del mondo. Un esempio eclatante sono le 15 Residenze Reali dei Savoia, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità nel 1997, che hanno un

valore architettonico già importante, accresciuto dalle opere d’arte conservate in alcune di esse. Un patrimonio culturale che ritroviamo anche nelle numerose antiche abbazie, nelle chiese e nei sette Sacri Monti, anch’essi presenti, dal 2003, nella lista dell’Unesco. A completare questa panoramica si aggiungono oltre 400 musei capaci di garantire una proposta suggestiva e completa agli amanti dell’arte, abbracciando sedi espositive e allestimenti che vanno dall’archeologia all’arte contemporanea, dalle scienze naturali al cinema, dalle arti decorative all’antropologia. Oltre a ciò il Piemonte, con i suoi 160.000 ettari di aree protette, offre la possibilità di conoscere paesaggi naturali unici e habitat tipici del territorio alpino, collinare e di pianura. Il 41 per cento del territorio è caratterizzato da imponenti catene montuo-

se che accolgono località sciistiche di fama internazionale, dove si sono tenute le ultime olimpiadi invernali, mentre il restante 59 per cento è suddiviso tra colline e pianura, dove si trova la principale risaia d’Europa. Tra le aree tutelate sono presenti due parchi nazionali: il Gran Paradiso e la Val Grande, e particolare importanza rivestono il sistema della fascia fluviale del Po, che interessa tutto il tratto piemontese del fiume e l’area nordorientale occupata dal Lago Maggiore e dal Lago d’Orta. Passato e futuro, arte e cultura gastronomica, artigianato e ricerca si fondono in una regione attenta all’innovazione e, allo stesso tempo, alle straordinarie ricchezze naturali e paesaggistiche, dove le occasioni culturali si coniugano con i divertenti locali che accendono la movida piemontese. VIAGGIANDO |

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SPECIALE | PIEMONTE |

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erra di storia, agricoltura e innovazione tecnologica. Il Piemonte si presenta così. Dolci colline che accolgono filari di vitigni rigogliosi, cime innevate che abbracciano l’intera regione, pianure dove da secoli mani premurose curano tenere piantine di riso. E ancora folclore, castelli e leggende. Come quelle legate alle lotte politiche che infiammavano le sue città più importanti. Capitale prima del ducato di Savoia, e poi del Regno d’Italia dopo l’Unità, Torino conserva importanti testimonianze di quel periodo, a partire dall’aula del Parlamento Subalpino, ancora oggi conservata in Palazzo Carignano. Il trasferimento a Roma della capitale non ha privato il Piemonte della sua centralità nell’elaborazione delle idee e nella partecipazione ai grandi movimenti di trasformazione delle relazioni sociali. E Torino ne è diventata il

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fulcro nel suo nuovo ruolo, conquistato a partire dalla metà dell’Ottocento e strenuamente difeso oltre le soglie del nuovo millennio, di capitale dell’industria grazie soprattutto alla Fiat, la cui fabbrica, il Lingotto, oggi è stata convertita in uno dei centri polifunzionali più importanti d’Europa. Un fulgido esempio della capacità di rinnovarsi e trasformare le crisi in occasioni di sviluppo che consente oggi al Piemonte di posizionarsi come centro nevralgico dell’innovazione e delle nuove tecnologie, non più solo in Italia, ma nell’intera Europa. A tutto questo si aggiunge una ricchezza artistica e paesaggistica che raramente trovano un corrispondente all’altezza in altri luoghi del mondo. Un esempio eclatante sono le 15 Residenze Reali dei Savoia, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità nel 1997, che hanno un

valore architettonico già importante, accresciuto dalle opere d’arte conservate in alcune di esse. Un patrimonio culturale che ritroviamo anche nelle numerose antiche abbazie, nelle chiese e nei sette Sacri Monti, anch’essi presenti, dal 2003, nella lista dell’Unesco. A completare questa panoramica si aggiungono oltre 400 musei capaci di garantire una proposta suggestiva e completa agli amanti dell’arte, abbracciando sedi espositive e allestimenti che vanno dall’archeologia all’arte contemporanea, dalle scienze naturali al cinema, dalle arti decorative all’antropologia. Oltre a ciò il Piemonte, con i suoi 160.000 ettari di aree protette, offre la possibilità di conoscere paesaggi naturali unici e habitat tipici del territorio alpino, collinare e di pianura. Il 41 per cento del territorio è caratterizzato da imponenti catene montuo-

se che accolgono località sciistiche di fama internazionale, dove si sono tenute le ultime olimpiadi invernali, mentre il restante 59 per cento è suddiviso tra colline e pianura, dove si trova la principale risaia d’Europa. Tra le aree tutelate sono presenti due parchi nazionali: il Gran Paradiso e la Val Grande, e particolare importanza rivestono il sistema della fascia fluviale del Po, che interessa tutto il tratto piemontese del fiume e l’area nordorientale occupata dal Lago Maggiore e dal Lago d’Orta. Passato e futuro, arte e cultura gastronomica, artigianato e ricerca si fondono in una regione attenta all’innovazione e, allo stesso tempo, alle straordinarie ricchezze naturali e paesaggistiche, dove le occasioni culturali si coniugano con i divertenti locali che accendono la movida piemontese. VIAGGIANDO |

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Viaggiando n 48  
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viaggiando n 48 - febbraio 2010

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