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una nuova idea di canile comunale

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bimba di due anni vive con metĂ  cervello

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foto di:

il nuovo volto di marcellino pane e vino

sant'apollinare

un progetto di vetrine inedite ricuce i ricordi dei brindisini numero 1 / anno 1 marzo 2010

a Stacco: un t l'insetro scritto t fumealizzato daiesi e re tisti Pugl fumet

DEUX


numero 1 / anno 1

chiuso il 26 febbraio 2010

marzo 2010 Redazione: Via Schiavone, 12 Brindisi 0831.529491 / 347.0466197 www.piazzavittoria.net ciclostyle@piazzavittoria.net Editore: Vetrine Inedite (Ass. di Promozione Sociale) Direttore Responsabile: Serena Passarelli

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statale 172. un solo segnale stradale: pericolo di morte

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slimmy, dimagrire senza mettersi a dieta

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Impaginazione e Grafica: Stefano Ranalli Foto: Luca Montemurro Segreteria di Redazione: Ilaria Passarelli Stampa: Locopress Mesagne (BR) In redazione: Italo Bernardi Massimiliano Gatti

Maura Gatti Emanuele Vasta Giovanni Membola Gabriele Ciullo Pasquale Stefanizzi Monica Cucinelli Luciano Barbuti Michele Cavallo Roberto Spagnoletto Maria Forleo (fumetto) Un ringraziamento a tutti gli sponsor

info pubblicità 0831.529491 / 347.0466197 vetrine@piazzavittoria.net EDITORIALE Carissimi lettori, eccoci, dopo qualche mese, a proporvi già una versione migliorata di CicloStyle. E se di talenti parliamo, non potevamo far stampare il nostro magazine se non dalla Locopress dove la cortesia, la professionalità ma soprattutto la qualità fanno da padrone ed il talento è ormai un'arte. In una realtà dove tutto è scontato ed arrangiato, il nostro obiettivo è quello di fare la differenza. Alla vigilia del 5 dicembre, giorno in cui abbiamo distribuito il primo numero, eravamo timorosi di non "piacervi". Ma incoraggiati dal forte riscontro, siamo qui a ringraziare solo voi e a dire grazie per il silenzio e la non curanza dei politici tutti. Questa è Brindisi: gente vera governata dall'indifferenza, fin quando non conviene il contrario. Vi lascio con una poesia, a me dedicata e scritta da Roberto Spagnoletto, il nostro nuovo acquisto. Io trovo che questa parli di tutti i ragazzi della redazione, per questo ho scelto di pubblicarla. Buona lettura. Serena Passarelli, Direttore Responsabile Ciclostyle

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Testata registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Brindisi n. 14/2009

Sirena ula ti tsunami iund nà eti ca strascina casi, cosi e cristiani Quandu si metti an capu na cosa eti chiù tosta ti nà cozza pilosa. aggià diri la verità ca ‘nci riesci ed è capaci ca la carni la faci divintari pesci. Stu giurnali l'e' fattu cu cori intra 'tò misi e' durmuta tre ori. io' perc facitimila pi cortesia liggìtilu o ‘ndi faci nà malatìa. puru a mei mè ‘mpapucchìatu ca topu nà ‘sciurnata ti fatia aggiu duvutu scriviri nà poesia. Roberto Spagnoletto

il brigante di palazzo montenegro

ciclostyle vincenzo giove: "nelle mie vene scorre cloro"

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la donna cambia capello ma non il vizio. ultrasuoni tutti i colori

un popolo CICLoSTYLE | SETTEMBREle |foto 5 di famiglia raccontano dell’informazione

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| marzo 2010 | pag 3


Partecipa anche tu a questo progetto, da protagonista, portaci la tua testimonianza. Su tutto il materiale fornito - che verrà restituito alla fine del progetto - sarà sempre indicata la proprietà così come saranno indicati i nomi di ogni testimonianza e ricordo. Per informazioni: Tel. 0831.529491 oppure Cell. 345.6300888; e-mail: vetrineinedite@piazzavittoria.net

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PARRUCCHIERI

di redazione > redazione@piazzavittoria.net

CICLOSTYLE - storie di copertina Un progetto di Vetrine Inedite e della redazione di Ciclostyle ricuce i ricordi dei brindisini

SANT'APOLLINARE, ricordi che non possono sbiadire S

GIUSEPPE SGARAMELL A

aziende partner

sera, a voi anto gue: eppe donella) tedierdi) bato) zza. orgo luti.

S.G. Donna Parrucchieri di Giuseppe Sgaramella | via f. fornari 34 | brindisi | tel. 0831.560784 | si riceve su appuntamento martedì > giovedì 8:30 > 13:00 | 15:30 > 20:00 venerdì e sabato orario continuato 8:30 > 18:30

Sant'Apollinare è ormai parte del passato ant'Apollinare. Un mare da fare in(sopra) ilaria passarelli, brindisina, 25 anni. è lei la ma resta un ricordo prezioso per molti, anvidia, una sabbia da rubare, un lido testimonial del progetto dell'associazione vetrine inedite "sant'apollinare, ricordi che non vogliono sbiadiche per chi non l'ha potuta vivere. Nasce attrezzato come mai visti prima di re". foto di luca montemurro. per questo il progetto "Sant'Apollinare, riallora. Ecco perché l'associazione Vetrine (sotto) foto d'epoca di proprietà della famiglia mastrobiso. cordi che non possono sbiadire". Inedite con il supporto della redazione di Vetrine Inedite vuole coinvolgere tutti coCiclostyle e Piazzavittoria.net, hanno loro che possono contribuire a recuperare deciso di ricucire i ricordi dei brindisini e restituire, per conservare, l'importante attraverso foto e materiale storico sulla memoria di storia brindisina non solo a spiaggia più importante della storia delchi ne ha vissuto lo splendore, ma anche la città: la spiaggia di Sant'Apollinare. È e soprattutto alle generazioni che non ne sufficiente solo il nome per rievocare nelhanno avuto la possibilità. Per partecipare la memoria di Irma Mastrobiso le voci dei al progetto informati allo 0831.529491. bambini che giocavano e il chiacchierio dei più grandi. Resta solo lei, la figlia del ragioniere che diede vita a quella che fu la spiaggia dei brindisini e dell'élite della provincia. Irma Mastobiso sta collaborando con l'associazione Vetrine Inedite al fine di ricostruire una parentesi importante della storia della città, una parentesi durata ben 30 anni e iniziata nel 1946. La guerra aveva distrutto l'unico stabilimento balneare dove i brindisini erano soliti recarsi. Nella mente di Italo Mastrobiso nasce l'idea di un lido attrezzato, una idea che si concretizza grazie al coinvolgimento delle famiglie più benestanti dell'epoca. Il progetto fu approvato dalla Capitaneria di |porto e commissionato all'ingegnere CICLoSTYLE SETTEMBRE | 5 Casamassima: una rotonda centrale in carparo con terrazza e due ali di cabine. Fu subito il tutto esaurito. Una spiaggia da fare invidia e motivo di vanto nei confronti dei leccesi. Una spiaggia che è ancora nel cuore parrucchieri donna giuseppe dei brindisini, nei ricordi, nelle foto. Esgaramella | via f. fornari 34 | brindisi tel. 0831.560784 | si riceve mentre i più grandi ricordano, i gio- su appuntamento vani si fermano ad ascoltare senza martedì > venerdì 8:30 >13:00 | 15:30 > 20:00 però poterne gustare lo splendore. sabato orario continuato 8:30 > 18:30 www.piazzavittoria.net | ciclostyle@piazzavittoria.net


di serena passarelli > serena.passarelli@piazzavittoria.net

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CICLOSTYLE - spaccati di vita

CICLOSTYLE - spaccati di vita

IL NUOVO VOLTO DI MARCELLINO PANE E VINO Intervista a Federico Inganni, un piccolo attore di successo a soli 11 anni

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ederico Inganni è nato a Roma da madre brindisina, ha 11 anni e frequenta la prima media. Occhi vispi e carattere estroverso. È questo l'identikit del piccolo talento di origine brindisina. Ha frequentato la scuola professionale di recitazione "Fonderia delle arti" di Roma e nel suo curriculum, nonostante la giovane età, troviamo partecipazioni importanti come quella da attore co-protagonista nel cortometraggio "Niente" per la regia di Mauro Mandolini (finalista in alcuni importanti festival di cortometraggi italiani) e nel film per il cinema "I pesci rossi" per la regia di Renato Muro. Non solo. In pochi anni Federico può già vantare di essere stato scelto come conduttore di due puntate della trasmissione televisiva Identikids, in onda su Deakids (Canale 601 di Sky) e di essere il co-protagonista del film "La sella del vento" di Andrea Sbarretti. La pellicola, che narra un racconto avvincente e di straordinaria intensità emotiva, parteciperà alla Mostra del Cinema di Venezia e al Festival di Cannes e uscirà nelle sale quest'anno. Ma questo bambino, che ha dell'incredibile, è soprattutto il nuovo volto di "Marcellino Pane e Vino", una storia intensa che

ha innamorato intere generazioni e che racconta di un bambino che, abbandonato dalla mamma, viene allevato dai frati. Infatti, è stato scelto per interpretare il ruolo di protagonista nel musical "Il miracolo di Marcellino" che ha debuttato al Teatro Sistina di Roma e che ha riscosso un enorme successo e il consenso della critica. Conosciamo meglio Federico.

L'INTERVISTA Che bambino sei? Sono un ragazzino giocoso e simpatico. Come è nata la passione per la recitazione? Questa passione l'ha scoperta la mia insegnante di teatro. Frequentavo la terza elementare e stavamo preparando la recita scolastica. Io mostravo tanta passione anche solo durante le prove e non vedevo l'ora di recitare la mia parte davanti al pubblico mentre gli altri avevano una paura. Tu scrivi anche alcuni soggetti ancora inediti. Chi te lo ha insegnato? Scrivo, di tanto in tanto, piccoli monologhi prendendo spunti dai fatti che

progettazione

Scopriamo il tuo lato migliore

mi succedono. Non me lo ha insegnato nessuno, mi viene spontaneo! Qual è la cosa più bella del teatro? E del cinema? A me del teatro piace tutto ma in particolare quando l'attore improvvisa. Avete mai visto lo spettacolo "Buona la prima"? Lì gli attori improvvisano tutto. È divertente! Del cinema mi piace molto la preparazione della scena. È difficile uscire dai panni di Federico e calarti nei panni del ruolo che interpreti oppure, anche quando la storia del personaggio che interpreterai non ha dei tratti in comune con la tua vita, qualcosa di Federico c'è sempre? Bella domanda! Ci sono certe interpretazioni che mi vengono spontanee ma per altre mi devo concentrare per arrivare al risultato richiesto dal regista e devo proprio dimenticarmi come è Federico nella realtà. Qual è il momento più emozionante di un lavoro cinematografico? Quando rivedo la scena girata nel monitor. Quale di uno spettacolo teatrale?

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elaborazione

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Quando, da dietro le quinte, sento le musiche dell'inizio dello spettacolo! Vai al cinema o al teatro? Vado al cinema ma ultimamente vado spesso a teatro a vedere commedie brillanti e musicals. Attori si nasce o si diventa? Attori si nasce ma con lo studio si possono imparare moltissime cose. Qual è l'attore o il regista che ti ha insegnato più degli altri? Riccardo Trucchi come regista (è il regista di "Marcellino") e Gianfranco Phino come attore. Mi hanno insegnato come muovermi sul palcoscenico, i tempi e come entrare nella parte. Gianfranco -che fa anche il comico a Zelig!- mi ha insegnato a vivere le emozioni del personaggio che interpreto! Parlaci del " Miracolo di Marcellino" Questa esperienza è iniziata un anno e mezzo fa. Al provino c'erano tantissimi ragazzini. Mi hanno tenuto dentro tanto tempo facendomi cantare e recitare. Poi mi hanno richiamato per un altro provino "su parte" e mi hanno preso. Ho subito legato con tutti gli attori e i ballerini perché mi coccolavano, essendo l'unico bambino della compagnia. Il giorno del debutto, al teatro Sistina di Roma, eravamo emozionati. La cosa che mi piace di più è andare in tournée, partire nel pullman con tutti. Durante il viaggio ci divertiamo e ci ammazziamo dalle risate. Giovanni Fusco, uno dei ballerini, fa il "capo animatore" e finge di essere il conduttore del Grande Fratello, ci intervista come concorrenti e, alla fine, esco sempre io dalla "Casa"! Chi| èSETTEMBRE Marcellino? | 5 CICLoSTYLE

Abbiamo contattato la produzione de "Il miracolo di Marcellino" chiedendo informazioni circa le reali possibilità di vedere lo spettacolo in scena nel nostro bellissimo teatro. Le richieste per il nuovo tour dello spettacolo sono già partite. Si attende risposta. Se si vuole insegnare alla gente comune ad andare a teatro, caro Sindaco, quale migliore occasione se non questa? Marcellino è un bambino lasciato dalla mamma che sta per morire sulla porta di un convento. Viene allevato da sei frati che gli vogliono bene. Pensa sempre alla sua mamma e diventa amico di Gesù. Alla fine gli chiede di rivedere la sua mamma. Un ruolo così importante come quello di Marcellino, come ha cambiato ad oggi la tua vita? Intanto grazie a Marcellino ogni tanto non vado a scuola! Poi questa esperienza mi ha insegnato tante cose che mi sono utili per continuare a fare l'attore! Come fai a conciliare la scuola con la tua passione-lavoro? Non lo so ma ci riesco! Anche i compiti vengono in tournée con me.

Qual è il lavoro che ti è piaciuto più fare? "Il miracolo di Marcellino" ma mi sono divertito anche a recitare nel film "La sella del Vento", soprattutto in alcune scene quando noi ragazzini preparavamo degli scherzi per la bidella della scuola oppure quando abbiamo girato le scene del bagno nel torrente! Ti senti brindisino? Ogni anno che passa aumento di un livello la mia brindisinità! Ti piace Brindisi? Mi piace perché facendo una passeggiata posso subito incontrare tutti quelli che conosco. E poi è tutto vicino. In una sola ora posso andare a casa di mio nonno e poi andare a pranzo dai miei zii. Cosa non ti piace? Quando me ne vado! Ti piacerebbe poter recitare a Brindisi magari con il "Miracolo di Marcellino"? Mi piacerebbe moltissimo perché sarebbe emozionante interpretare "Marcellino" proprio in questa città dove conosco tantissime persone che mi chiedono se prima o poi verremo anche qui, perché mi vogliono vedere!

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di monica cucinelli > monica.cucinelli@piazzavittoria.net

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RASSEGNA STANCA - l'altra faccia della veritÀ

RASSEGNA STANCA - l'altra faccia della veritÀ IL CANILE VISTO DA DENTRO

UNA NUOVA IDEA DI CANILE COMUNALE

La testimonianza Vita, volontaria da oltre 30 anni presso il canile comunale di Brindisi, ci racconta una piccola storia che ha dell'incredibile: la forza della vita e dell'amore può sempre cambiare le cose e trasformarle ridipingendole nuove. "Era un cane magrissimo quando è arrivato. Era debole e stanca. Non riusciva a riprendersi e a recuperare. Un giorno poi un piccolo miracolo. Una cagnolina accanto a lei partorisce dei cuccioli, senza avere però il latte per allattarli.

Nuovi progetti e nuove speranze. Ecco come cambierà il volto della struttura

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al primo di novembre, data in cui la gestione è stata affidata alla ditta R.A. di Giuseppe Roma, importanti cambiamenti stanno interessando il nostro canile comunale. Grazie soprattutto alla presenza e all'interessamento dell'amministrazione, vicina nel garantire le autorizzazioni ed i fondi necessari, giovani professionali ed intelligenti stanno lavorando con impegno e passione alla realizzazione di una nuova realtà. Ne abbiamo parlato con Francesca Romana Martello, medico veterinario responsabile della struttura, e con la dottoressa Miriangela Sardella (associazione Teatro delle Foglie), che sta curando l'aspetto creativo e didattico del progetto. L'impegno, nello specifico, è di riqualificare la struttura del canile. In particolare si sta procedendo alla bonifica del sistema fognario che, a causa di una cattiva pendenza del terreno, crea l'allagamento dei box in cui vivono i cani. "L'intenzione - spiega la dottoressa Martello- è quella di ridefinire l'idea del canile che non si dovrà più considerare il luogo di deposito/abbandono dei cani, luogo quasi dimenticato dalla cittadinanza. Dovrà essere, piuttosto, uno spazio in cui

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| marzo 2010 | numero 1

potersi relazionare con i cani e in cui sperimentarne le innumerevoli potenzialità e le loro risorse spesso ignorate". Il progetto prevede, in particolare, l'allestimento di un ambiente gradevole e accogliente. Arancione, giallo, verde: sono questi i nuovi colori delle tristi pareti bianche di sempre. Presto saranno creati: viali alberati con piante aromatiche, un'area per lo sgambamento dei cani e una per l'addestramento dei cuccioli adottati. E poi ancora un parco giochi per bambini. Si sta pensando anche ad un'area in cui gestire esperienze di pet-therapy con persone diversamente abili, fisici o mentali che essi siano. Di particolare rilievo è la presenza della dottoressa Miriangela Sardella, esperta di teatro e responsabile del laboratorio di clown terapia presso la cooperativa Città Solidale di Latiano. Persona sensibile attenta e professionale, Miriangela si occuperà dei progetti laboratoriali e didattici tesi a favorire una serena e piacevole interazione e scambio fra il bambino e l'animale. Ottimo il riscontro per la campagna di adozione "Io scelgo te", proposta nel mese di gennaio in piazza della Vittoria.

“le ali te le forniamo noi…”

All'iniziativa ne è conseguito un maggior numero di adozioni: infatti, in media un cane al giorno ha trovato le cure di una famiglia. Per favorire l'adozione degli ospiti del canile, sarà presto attivato un sito dove si potranno visualizzare le loro foto e i dati dall'anagrafe canina. Intanto, su facebook, è nato il gruppo "amici a 4 zampe da salvare", gruppo creato da alcuni volontari e grazie al quale, anche attraverso video ed immagini, è possibile essere aggiornati su cuccioli e cani adottabili. Oggi il gruppo conta oltre 1.300 iscritti. L'aiuto dei volontari in questa realtà, è molto più che prezioso. Tra tutti è da ricordare la collaborazione con la L.E.P.A. Ma alle straordinarie capacità dei volontari si affianca il potere di occhi che in pochi attimi trasmettono quel filo sottile che lega uomo e animale in un incontro che cambia la vita di entrambi. Un cane è sempre un essere speciale ed al di là della razza, porta dentro di sé la bellezza di quel rapporto misterioso e a volte quasi magico che lo lega all'uomo e che si può comprendere soltanto vivendolo.

(da sinistra) francesca romana martello e miriangela sardella con vita, una volontaria del canile.

Richiamata da un antico istinto, la denutrita e debole ospite, produsse il latte per sfamare i piccoli della sua vicina. Una storia semplice ma che ha dell'incredibile, da brividi sulla pelle. Dai cani c'è molto da imparare. In particolare la capacità CICLoSTYLE | SETTEMBRE | 5 di amare all'infinito e l'amore sacro per la vita".

IL CANILE VISTO DA FUORI La testimonianza Ci sono realtà, giovani, che in barba a qualsiasi ordinanza comunale, in barba a qualsiasi legge, si occupano dei cani che non hanno casa, quelli che con troppa semplicità vengono etichettati come randagi. Questa è la storia di due fidanzati: lui ha 23 anni, lei 21. La loro giornata si consuma mentre cercano di prendersi cura dei cani che, sulla strada hanno costruito la propria casa, e sulla strada trovano spesso la morte. "Il canile non è il posto per loro", ci confidano forse ricordando un'immagine del canile un po' diversa da quella di oggi. Così, da anni, portano ai loro amici croccantini, gli assistono, si prendono cura di loro. Ma, cosa ben più importante, si preoccupano della loro sistemazione. Spesso si creano vere staffette lungo tutta l'Italia. Un esercito di volontari, clandestini, si attiva per far giungere il cane in qualsiasi parte della penisola. Non importa quanti soldi si andranno a spendere, quanti sacrifici si andranno a fare. Quello che è veramente importante è dare ai loro amici una possibilità, una casa, una di GIOVANNI CANTOfamiglia. Quello che veramente conta è RO fare in modo che non vivano in mezzo alla strada, dove ogni cosa è pericolo.

Quello che importa è allontanare il maggior numero di cani dalla cattiveria che porta l'uomo a preferire di avvelenarne uno piuttosto che viverne la straordinaria capacità che essi hanno di amare disinteressatamente. S. Passarelli

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francesca romana martello con alcuni cuccioli del canile.

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di Michele Cavallo > michele.cavallo@piazzavittoria.net

di redazione > redazione@piazzavittoria.net

RASSEGNA STANCA - l'altra faccia della veritÀ Raccogliamo la testimonianza della mamma di Flavio Arconzo, uno dei tanti ragazzi che su quella strada ha trovato la morte

statale 172. Un solo segnale stradale pericolo di morte S

ogni distrutti, vite spezzate, tanto doloreetantebugie.Sipuòriassumere così il triste primato di una delle più sanguinose arterie pugliesi: la Statale 172 dei Trulli. Decine di morti e centinaia di feriti: è il bilancio, sempre provvisorio, di quest'importante statale che collega 9 città di 3 diverse province (Brindisi, Bari e Taranto). Un gruppo di cittadini capeggiati da Vito Nicola De Grisantis, ha deciso di dire basta a tutto ciò, formando il "Comitato per la messa in sicurezza della

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Perché NESSUNO DIMENTICHI 

lavio Arconzo, 17 anni e una grande voglia di vivere. Autentico vulcano di idee ed iniziative. Come tanti, su quella strada, ha trovato la morte. Il racconto-ricordo è di mamma Katia Schiavone.

Statale 172 dei Trulli". L'associazione, nata prima su Facebook, conta oggi decine di adesioni e il consenso del territorio. In poco tempo, ha raccolto oltre 15 mila firme, 9 delibere comunali e 3 provinciali. Il tutto ben fascicolato e consegnato nelle mani del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini. Un primo passo per far sì che nessuno dimentichi e chi di dovere provveda a stanziare i giusti fondi per la realizzazione dei diversi progetti di messa in sicurezza da tempo redatti. Soldi

già stanziati nel recente passato e poi stornati altrove. Una delle tante promesse di intervento puntualmente disattese. Da qui, la decisione di migliaia di cittadini di scendere in campo sottoscrivendo questa grande battaglia di civiltà intrapresa dal neonato comitato, perché la Statale 172, importantissima anche per lo sviluppo economico della Valle d'Itria, torni ad essere via di vita e sviluppo, e non il pullulare di fiori, striscioni e lapidi, testimoni di tante storie di morte e di dolore.

sempre pronto a regalare un sorriso, sempre disponibile e sempre in cerca di novità. Spesso sono diventata sua complice, come quando decise di

era volato via. Anni difficili e bui. Poi l'idea di realizzare un sito www.ciaoflavio.com, messo in opera dal suo amatissimo fratellino Vito. Un modo per farlo rivivere e per potergli testimoniare quanto lo abbiamo amato e quanto ancora lo amiamo. Unico filo che ancora oggi ci tiene legati a lui. La colpa della sua morte non è di una sola persona, ma anche di tutti coloro che, pur potendo, mai si sono adoperati per intervenire su quella strada. È terribile come neanche il sacrificio di tanti giovani sia servito a smuovere le autorità competenti. Per questo, quello striscione deve rimanere lì e per questo noi del comitato continueremo sino allo stremo la nostra grande battaglia. Perché nessuno dimentichi il sacrificio di mio figlio che, fino ad oggi, non è servito a svegliare le coscienze di chi, urgentemente, deve intervenire per fermare questa lunga scia di sangue.

la testimonianza "Flavio era un ragazzo innamorato della vita e pieno di passioni neanche troppo comuni. Bravo sciatore con la predilezione per lo snowboard, appassionato di moto e sempre pronto a scoprire le novità della vita. Una ecletticità che lo rendeva adorabile agli occhi di tutti, soprattutto dei suoi amici che credo non lo dimenticheranno mai, come dimostra lo striscione da loro apposto sul luogo dell'incidente. Flavio era per noi un punto di riferimento, pag 10

| MARZO 2010 | numero 1

Flavio e Katia, la sua mamma

"trasformare" la nostra cucina in un caseificio per produrre artigianalmente del formaggio. Una delle varie esperienze che ci ha tanto divertito e che lo rendevano unico ed inimitabile. Poi all'improvviso l'incidente e il vuoto nella nostra vita. Il nostro bellissimo "uragano"

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SCOMUNICANDO

SLIMMY, DIMAGRIRE SENZA METTERSI A DIETA "Ecco il segreto per rapportarsi bene con il cibo" Simonetta Mollica (in foto)

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n gruppo di auto aiuto finalizzato al vivere sano e al dimagrimento. Un obiettivo in comune e tanta determinazione. È questo, in sintesi, il progetto di Slimmy. Nata dall'esperienza trentennale di Simonetta Mollica, l'associazione è ormai punto di riferimento per chiunque voglia imparare a rapportarsi con il cibo. Nessuna terapia alimentare, nessun farmaco, nessuna privazione. Nel corso degli incontri settimanali che si tengono ogni mercoledì, il gruppo lavora sull'educazione alimentare e sulla conoscenza degli apporti calorici di ogni singolo alimento. Tutti insieme, attraverso il confronto e il dialogo, hanno scelto di perdere peso sapientemente guidati in un percorso attivo volto ad acquisire consapevolezza del proprio io ma anche - e soprattutto- del proprio modo di rapportarsi al cibo. I gruppi di auto aiuto sono composti da persone con lo stesso obiettivo che, come in questo caso, attraverso il confronto, la condivisione delle esperienze, attraverso il sostegno reciproco, affrontano tutte le tappe che consentono di raggiungere il successo. Ciò consente una riduzione del peso corporeo e, più in generale, un miglioramento della propria salute. Scopo di ogni incontro è quello di prevenire e imparare a prendersi cura di se stessi prima ancora che degli altri. Come è nata Slimmy? L'associazione Slimmy nasce dopo dieci anni di addestramento, studio, collaborazione e lavoro con una multinazionale nel campo delle relazioni sociali grazie alla quale ho acquisito le competenze necessarie per la gestione di riunioni di gruppo, finalizzate all'acquisizione di regole comportamentali utili a gestire rapporti difficili con il cibo. Cosa vuol dire dimagrire? www.piazzavittoria.net | ciclostyle@piazzavittoria.net

Una volta avrei risposto che voleva dire rinunce, sacrifici, tristezza, nervosismo, isolamento. Oggi, dopo che per 11 anni mantengo il peso forma, posso dire che significa consapevolezza di se stessi, accrescimento dell'auto stima, amarsi e volersi bene, prendersi cura di se stessi senza per questo togliere nulla a chi ti sta vicino ,ma anzi dare molto di più perché ci si rapporta con il prossimo con molta più sicurezza. Voi non fornite nessuna dieta e nessun farmaco. Da dove deriva questa scelta? Semplice! Dal vivere in maniera serena il rapporto con il cibo poiché si impara a fare delle scelte e non delle rinunce, senza mai intaccare lo stile di vita che è parte importante del nostro quotidiano. Perché il gruppo è importante? Perché si ha la possibilità di confrontarsi direttamente con chi condivide lo stesso problema, perché spesso ci si ritiene un caso disperato e diverso dagli altri. Ciascuno perciò può, in un contesto di gruppo, far tesoro delle proprie esperienze per portare il proprio contributo agli altri. Qualunque siano le ragioni dell'obesità o sovrappeso è ovvio che, per aiutare una persona a dimagrire e a mantenere il peso raggiunto, non basta dire "mangia di meno" o eliminare vietare alcuni cibi. Bisogna imparare a conoscersi e gestire le occasioni o gli eventi che ci portano a mangiare, spesso in modo esagerato. Per questo motivo, oltre a tenere un diario alimentare giornaliero, teniamo un diario dei comportamenti e per ogni situazione vissuta andiamo a scrivere: "l'eventocosa faccio- cosa penso- cosa provo". Quali sono le difficoltà per una persona che sceglie di perdere peso? Una pratica: dover cucinare in maniera

diversa rispetto a tutto il resto della famiglia. Per noi questo non è un problema perché noi mangiamo le stesse identiche cose imparando a gestire e a scegliere. E una psicologica: quella di sentirsi "malati", diversi e comunque dover dare sempre conto a tutti dell'essere a dieta. La persona che è sovrappeso si sente malata? Malata è una parolona. Si sente diversa, impacciata nei movimenti, in seconda linea e mai protagonista Quale è il segreto per dimagrire? Amarsi, volersi bene, prendersi cura di se stessi e riconoscere le proprie capacità, dirsi "sono brava/o". Se ti sfugge qualcosa c'è la forza del gruppo che ti sostiene sempre.

LA TESTIMONIANZA Ecco una poesia in rima di una signora che, ancora oggi dopo 6 anni mantiene il peso forma grazie a Slimmy. La vita più… leggera stancata Un bel giorno mi sonompre quadrata! di essere una tipa se un po' d'orgoglio mi dissi "basta!" se hoche voglio! io potrò essere quello pevo più che fare Prova e riprova non sacon un'amica Finché un bel giorno l meno parlando del più e dein un baleno. da Slimmy mi trovai andare Ecco fatto possiamo in mezzo al mare. mi sentivo una barca intelligente Ma Simonetta, amica un salvagente. ci teneva a galla come ledì con allegria Mi ritrovavo ogni mercocompagnia. a gustare questa bella mi sono liberata Ora del vecchio vestito rmata. sfo tra mi sento davvero ero ideale vv da è so pe il te finalmen bruciare. più rto ce e non mi vorrò di prometto il buon stile di vita lo scommetto. continuerò davvero, cié vivrò E son sicura che finch mai più scorderò. questa bella avventuragio vi voglio lanciare, E per finire un messag sono scesa: e per questo che qui tare come una volta en div più o gli "Non vo una persona obesa"


di serena passarelli > serena.passarelli@piazzavittoria.net

di massimiliano gatti > massimiliano.gatti@piazzavittoria.net

SCOMUNICANDO Ha solo venti anni, la vincitrice della borsa di studio dell'Afi messa in palio per il secondo concorso dedicato ai nuovi aspiranti fotografi

SCOMUNICANDO

(a destra) una foto di pino nardelli. (in basso) una sua opera.

MARIANTONIETTA CROVELLA REGINA DELLA FOTOGRAFIA

Pino Nardelli: fame di arte, fama da pittore La pittura, il teatro, la decorazione. Ecco i segreti di un'artista internazionale

(in foto) mariantonietta crovella si è aggiudicata la borsa di studio per la frequenza ai corsi dell'afi.

T

ra tutti i partecipanti e oltre 400 foto inviate, lei, Mariantonietta Crovella si è aggiudicata la borsa di studio per la frequenza ai corsi dell'AFI (Accademia Fotografica Italiana, Ndr). Il concorso, giunto alla seconda edizione, è stato indetto dall'Accademia con lo scopo di dare una possibilità ad un aspirante e talentuoso fotografo. Particolarmente soddisfatta si è detta Virginia Frigione, titolare dell'Afi, che dopo essersi specializzata a Milano presso un la scuola di fotografia "John Kaverdash", è ritornata a Brindisi con l'obiettivo di dare una possibilità a tutti quei giovani con la passione per la fotografia. La vincitrice del concorso ha soli 20 anni, un sorriso da fare invidia al mondo intero, un carisma ed una positività difficilmente riscontrabili in una sola persona.

Mariantonietta si è diplomata come tecnico dei servizi turistici presso l'istituto Alberghiero di Brindisi. La passione per la fotografia nasce praticamente con lei ma la scopre solo qualche anno prima del diploma. Con una macchina digitale ritrae i luoghi dove è cresciuta. Parenti e amici la incoraggiano: "le foto non sono niente male". Dopo il diploma, vive una parentesi lavorativa in Lussemburgo. Le giornate sono troppo lunghe e quando arriva finalmente il momento di girare per le strade immortalando luoghi e persone, le lancette sembrano correre troppo velocemente. "Avevo già partecipato alla prima edizione del concorso indetto dall'Afi, le mie foto erano arrivate tra le finaliste ma non avevo centrato l'obiettivo", spiega Mariantonietta con gli occhi pieni di entusiasmo. "Ci ho riprovato e mi è andata bene. Ho voglia di imparare di perfezionarmi e conoscere i segreti di questa arte così particolare". E se una discreta macchina fotografica è oggi alla portata di tutti, lo stesso non si può dire del risultato. Lei trova ispirazione nella quotidianità, viene fulminata dal soggetto, cerca una propria impronta e lavora sul tema cercando anche nelle cose più

ovvie un "punto di vista" diverso. "Mariantonietta ha talento e delle doti naturali da tirare fuori e perfezionare. Le sue foto hanno delle particolarità che la contraddistinguono e che riconducono facilmente a lei", spiega Virginia Frigione.

uno degli scatti di mariantonietta crovella.

Una ragazza talentuosa, dunque, ma non solo. Una ragazza capace di rimboccarsi le maniche e lottare duramente contro tutto e tutti pur di raggiungere il suo obiettivo. Una ragazza che, a differenza della massa, non si lamenta ma si adopera per costruirsi da sola gli elementi che le regalano un sorriso fantastico e una vitalità coinvolgente e sconvolgente.

P

Quando ti sei rivelato al pubblico? Mi sono cimentato ad esporre in pubblico per la prima volta nel 1981, lungo la Scalinata Virgiliana, in occasione delle prime Sagre dei pittori. Con il passare del tempo, e incoraggiato dalle continue richieste di amici e nuovi L'INTERVISTA clienti, la mia passione ha incrementato la mia curiosità e la voglia di sperimentare tecniche e colori nuovi, spingendomi a Parlaci di te. studiare i grandi maestri contemporanei. Sono nato a Brindisi il 15 settembre 1953, Nel corso degli anni ho partecipato a ho conseguito il diploma presso l'istituto molti concorsi, collettive, personali, tecnico per geometri Belluzzi di Brindisi manifestazioni ed eventi di ogni genere. e, da sempre, ho avuto la passione per il La pittura, il teatro, la decorazione. disegno che, con il passare del tempo, I tuoi interessi sono molteplici. è divenuta passione per la pittura ad Ho cominciato a lavorare per il teatro acquerello, la mia prima espressione nel 1998. Dopo un incontro voluto dal d'arte. I primi rudimentali dipinti, sono compianto professor Francesco Sebastio stati acquistati dai miei familiari. ho realizzato, per conto di alcune E da allora non ti sei più fermato. compagnie teatrali, le scenografie di Si, incentivato da questi primi innumerevoli commedie in vernacolo apprezzamenti, ho continuato con ed ho allestito scenografie per altri le ricerche di nuove soluzioni ed eventi mondani. Da anni collaboro con espressioni, incontrando l'approvazione la Compagnia Teatrale A. De Sanctis di di due maestri corniciai: quella di Brindisi. Le mie opere fanno parte di Giovanni Chianura e Antonio Conserva. collezioni pubbliche e private, riscuotendo I due, credendo nella mia arte consensi dal pubblico e dalla critica. Ho "pulita e passionale", acquistavano Associazione Culturale dipinto alcune opere murarie e realizzato settimanalmente Associazione Culturaleintere CICLoSTYLE | SETTEMBRE | 5 cartelle di decorazioni per l'arredamento di molti acquerelli a tecniche miste. MA.DÌ.MA. ino Nardelli, brindisino, pittore di fama internazionale nonché autore delle copertine del fumetto scritto e realizzato da giovani brindisini: Deux (l'inserto staccabile del fumetto si trova nelle pagine centrali del nostro magazine).

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MA.DÌ.MA.

Associazione Culturale pag 12

| marzo 2010 | numero 1

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locali. Da alcuni anni ho conosciuto il critico d'arte Dino Del Vecchio, con il quale continuo ad avere contatti e stimoli per far sempre meglio e soddisfare la mia sete di cultura e di arte. Ultimamente ho partecipato a mostre collettive, in tutta Italia, fino a raggiungere l'Olanda nel mese di maggio 2004 e gli Emirati Arabi, in particolare Dubai, nell'Aprile 2006. Da dove nasce la tua pittura? Rappresento il mondo che mi circonda, mi ispiro alla mia terra e non disdegno di raffigurare anche situazioni, talvolta informali, che prevalgono nella mente dell'artista, sempre pronto a captare quanto di nuovo e stimolante c'è nell'aria, per continuare e crescere, cogliendo ogni sfaccettatura dell'oltre in generale. Come pensi di evitare le trappole della notorietà? Attraverso il confronto, la critica e l'autocritica che possono condurmi a raccogliere nuovi consensi. Da parte nostra, allora, l'augurio per una vita di incontri stimolanti, di critiche costruttive e di confronti maturi. Sorride.

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di massimiliano gatti > massimiliano.gatti@piazzavittoria.net

di Maria Forleo > deux@piazzavittoria.net

SCOMUNICANDO

DEUX, IL FUMETTO SCRITTO E REALIZZATO DA FUMETTISTI pugliesi

Intervista a Maria Forleo, 25 anni, autrice delle quattro tavole di Deux presenti in questo numero

L'INTERVISTA

Conoscendo meglio i nostri fumettisti

Identità segreta. Se la svelo che identità segreta è? In ogni modo il mio nome cambia a seconda della gente. Qualcuno mi chiama Molly, altri Marion, altri ancora Mariù e poi Quella delle Tartarughe. Mi fermo qui, la lista è lunga! Come sei, com'eri, come pensi che sarai. Ero un alieno, sono un animale e sarò un bella sensazione! Posso dirti che quando Giuseppe, una guida delle Cesine, invitava a sognare e abbandonare la realtà, mia sorella mi disse che quelle parole non valevano per me che anzi ogni tanto sarei dovuta ritornare nel mondo reale. Solitamente da grande si vuol fare le veline, le modelle o al massimo le scrittrici di bestseller. Cosa ti ha portato a voler diventare fumettista? Se questi sono i desideri odierni, allora vuol dire che sono di un altro pianeta! Mi è sempre piaciuto disegnare e fantasticare e allora perche non cercare di trasformare questa passione in "mestiere"?! Un giorno per vivere /sopravvivere potrei fare altro, ma sarà solo un ripiego, ahimè! Quali sono gli autori o i personaggi che hanno folgorato la tua vita artistica? La mia vita artistica si sta ancora formando e credo smetterà di formarsi quando cesserò di respirare. Non ho artisti preferiti

ma piuttosto opere preferite e ti parlo di arte in generale. Se potessi fumettare un capolavoro del cinema, della musica, della letteratura o altro: cosa sceglieresti? Mi piacerebbe fumettare musica o canzoni forse perché non sarei vincolata da immagini già esistenti. Ora mi metterei a fumettare Vecchio Frack di Domenico Modugno o Le melodie boeme di Dvorak. E come lo faresti? Con tre ingredienti: mani, cuore, testa, Le tartarughe hanno avuto una parte importante nella tua vita. Hanno sempre fatto parte della mia vita: prima come semplici oggetti ricevuti per caso, ora presi o ricevuti in dono di proposito. Da oggetti le tartarughe son diventate disegni e dipinti che mi han resa "Quella delle tartarughe". Sono belle da dipingere, con tutte quelle rughette che ti regalano sbalzi di luce ed ombra. Da più di un anno, a farmi compagnia, c'è la mia piccola Nin, una tartaruga d'acqua. "Deux" è un progetto ambizioso portato avanti da due associazioni culturali: Vetrine Inedite e Ma.Dì.Ma. Da semplice inserto, si vorrebbe far diventare il fumetto una testa indipendente a tutti gli effetti.

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Cosa ti ha spinto a collaborare? Mi piace disegnare e mettermi alla prova. Disegnare quello che hanno in mente altri è una bella sfida. Quando disegni preferisci musica e compagnia o il silenzio ascetico? Quando disegno preferisco avere come unica compagna la musica senza esseri umani che mi osservano. Lo sanno bene un gruppo di ragazzi di liceo che vennero a visitare l'Accademia di Belle Arti di Lecce. Mentre dipingevo, ascoltavo in cuffia un po' di buona musica. Credo abbiano pensato fossi impazzita dato che lasciai di getto cuffiette e pennelli e mi alzai dallo sgabello allontanandomi in fretta da loro, quando mi accorsi che mi avevano "accerchiato" per vedere come dipingevo. Come descriveresti i tuoi lavori? Dove si possono vedere? Come faccio a descriverti i miei lavori? Sono un misto di studio, ricerca e sentimento. Alcuni sono visibili su: www.equilibriarte.org/Maria Progetti per il prossimo futuro? Trasformare in fumetti le storie che ho in testa, senza trascurare la pittura. E se dovessi trovare un lavoro, non lo butterei mica. Servizi di: Assistenza e noleggio fotocopiatori delle migliori marche Assistenza tecnica informatica a domicilio o da remoto

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SCOMUNICANDO

BIMBA DI DUE ANNI VIVE CON METà CERVELLO Il caso è stato seguito da ricercatori italiani di Ostuni

I

n Puglia uno straordinario caso porta i neurologi a riconsiderare le proprie conoscenze sul cervello e sul suo funzionamento. Sappiamo già che si può vivere senza un polmone o senza un rene, il giovane atleta Pistorius (amputato bilaterale, corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio) ci ha mostrato le ultime frontiere della tecnologia applicata alla medicina, eppure molti miti rimangono ancora da sfatare. Fino ad ora, è sempre stato indicato il cervello come l'organo più importante: con i suoi 10 miliardi di neuroni e svariati miliardi di sinapsi, è un organo così complesso e misterioso da non sapere ancora oggi come funzioni realmente. Il cervello è diviso in due emisferi, collegati tra loro da un insieme di fibre nervose, detti "corpo calloso". Si è sempre pensato che i due emisferi fossero entrambi essenziali per vivere; eppure una bimba pugliese è la prova vivente che un solo emisfero cerebrale può essere sufficiente per condurre un'esistenza quasi normale. Ha due anni e in termini medici presenta una "grande cisti poroencefalica nell'emisfero sinistro, con estensione nei lobi frontale, temporale e come| riferiscono i ricercatori CICLoSTYLEoccipitale", | SETTEMBRE 5

? italiani dell'I.R.C.C.S.E. Medea di Ostuni, che hanno seguito il caso. Segnalata per difficoltà nell'uso di una mano e nel camminare, la bambina viene sottoposta ad una prima serie di analisi il cui risultato, al massimo, poteva far pensare a possibili, lievi, anomalie nello sviluppo cerebrale. Esami più accurati hanno però mostrato una realtà molto differente e del tutto inaspettata: non si tratta di lievi anomalie, ma di una disfunzione che riguarda quasi un intero emisfero, quello sinistro. Gli esami evidenziano una scarsa affluenza di sangue alle zone interessate: un vistoso danno cerebrale. Eppure, nonostante ciò, la bimba presenta solo una lieve difficoltà motoria ed un lieve

disturbo dell'articolazione della parola, ma una capacità di comprensione assolutamente adeguate all'età. Una scoperta che ha lasciato i medici a bocca aperta e ha spazzato via, in un attimo, secoli di incrollabili sicurezze: "probabilmente il concetto di efficienza del cervello non corrisponde al nostro, perché l'altro emisfero e le zone sane hanno messo a disposizione tutte le risorse (neuroplasticità) per compensare quella malata o assente", spiegano, ancora increduli, i ricercatori del Polo scientifico di Ostuni dell'Ircss Medea. "In realtà, nonostante si pensi il contrario, la medicina stessa sa di avere dei grossi limiti; molti fenomeni risultano inspiegabili alla scienza odierna, ma questo è il bello della vita", commenta Marcello Martina, stimato medico di base di Brindisi. "Come diceva Newton, siamo gli intelligenti di oggi e gli ignoranti di domani", conclude. Una scoperta che, come già altre volte, rimette in discussione le nostre conoscenze mediche, ricordandoci ancora una volta che un essere umano è un sistema di fisicità, coscienza ed emozioni così complesso, che non bastano secoli e secoli di scienza a spiegarne per intero il funzionamento.

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SCOMUNICANDO

SCOMUNICANDO Si è provato a risolvere la questione appellandosi alla distinzione scientifica dei due emisferi del cervello umano. Noi utilizziamo principalmente l'emisfero sinistro, che prevale sul destro. Nei gemelli si può pensare ad un potenziamento dell'utilizzo dell'emisfero destro rispetto al sinistro. Tutte le storie sin qui trattate possono essere spiegate scientificamente fino a un certo punto. Alcuni accadimenti avvenuti nelle vite di gemelli separati dalla nascita e vissuti in contesti differenti restano però oscuri.

Gemelli: tra mistero e realtà

La testimonianza

Casi e racconti affascinanti per la loro singolarità

D

a secoli i gemelli monozigoti suscitano interesse per il loro legame unico ed incomprensibile, forte ed inscindibile, come fossero un'unica persona in due corpi separati. Possiedono lo stesso patrimonio genetico ed il loro legame è considerato qualcosa di misterioso. Abbiamo raccolto dei casi particolari, affascinanti per la loro singolarità, studiati dall'équipe di ricerca di Thomas Bouchard, pioniere in questi studi, e da Nancy L. Segal, autorità mondiale nello studio sui gemelli.

Avevano chiamato i loro figli con nomi identici e nello stesso ordine: il primogenito di entrambi si chiamava James, il secondogenito Allen. E tutti e due avevano un cane di nome Toy. Avevano avuto esperienze lavorative simili, fumavano la stessa marca di sigarette, costruivano piccoli mobili nel tempo libero e trascorrevano le vacanze sulla stessa spiaggia in Florida. Ed infine, entrambi avevano sempre avvertito una sensazione forte di mancanza. Gli stessi studiosi si trovarono in difficoltà a spiegare similitudini così evidenti.

Una delle storie più incredibili riguarda i fratelli Jim Lewis. Una ragazza madre diede in adozione, a due famiglie diverse, i suoi due figli gemelli nell'agosto del 1939. Stranamente, entrambi i genitori adottivi, chiamarono i rispettivi figli Jim. All'età di sei anni Jim Lewis venne a conoscenza dell'esistenza di un fratello gemello e, nel 1979 decise di cercarlo. Dopo solo poche settimane, Jim Lewis di Lima bussò alla porta di Jim Springer di Dayton. Quando i due gemelli si videro avvertirono una sensazione di completezza. Raccontandosi le loro vite, si avvertì subito che non avevano vissuto due vite separate, ma una in due. Entrambi avevano gli stessi problemi di salute: si mangiavano le unghie con accanimento, soffrivano d'insonnia, a 18 anni avevano sofferto di forti emicranie, avevano problemi di cuore e si erano ingrassati ed erano dimagriti nello stesso periodo. Tutti e due si erano sposati in prime nozze con due donne di nome "Linda", avevano divorziato, e si erano risposati con due donne di nome "Betty".

Il caso delle gemelle Herbert e Doodship è a dir poco soprannaturale. Barbara Herbert e Daphne Doodship erano figlie di una ragazza madre finlandese. Separate dalla nascita erano state adottate da due famiglie diverse. Entrambe le due madri adottive erano morte prematuramente; le

I GEMELLI LEWIS

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LE GEMELLE

"Ma ecco che le due metà non riuscivano a rimanere separate: non facevano che cercarsi e, ritrovatesi, si avvinghiavano disperatamente" - Platone due ragazze, all'età di 15 anni, erano cadute dalle scale e si erano rotte un'anca. Avevano incontrato l'uomo della loro vita ad una festa da ballo quando avevano 17 anni e si erano sposate a 20. Leggevano la stessa rivista femminile e adoravano la stessa scrittrice di romanzi rosa. La prima volta che si erano incontrate, si erano presentate all'appuntamento con i capelli

Riportiamo una simpatica testimonianza di vita. tinti allo stesso modo, castano chiaro con riflessi ramati, vestite con un abito color panna, giacca di velluto scura e sottoveste bianca.

OSKAR E JACK

Differente e malinconica è la storia della coppia di gemelli studiata in modo approfondito dalla Segal. Oskar e Jack furono separati subito dopo la loro nascita quando i genitori tedeschi divorziarono. Jack rimase con il padre ebreo a Trinidad, Oskar si trasferì nella Germania di Hitler, con la madre cattolica. Malgrado il figlio fosse di origine ebrea, lo crebbe come un cattolico ed Oskar, presto, divenne un sostenitore della gioventù hitleriana. Nel 1954 s'incontrarono con una "fredda stretta di mano" a causa delle posizioni ideologiche opposte. Le somiglianze tra loro erano strabilianti: leggevano i libri al contrario, dall'ultima pagina alla prima, entrambi portavano elastici intorno ai polsi, avevano lo stesso modo di parlare con la stessa cadenza, malgrado uno parlasse tedesco e l'altro inglese, avevano lo stesso modo di camminare e di stare seduti. Entrambi amavano pranzare da soli leggendo il giornale e avevano la stessa vena ironica: starnutivano forte in ascensore per vedere la reazione dei presenti. Ma entrambi possedevano anche una personalità forte ed aggressiva. Malgrado avessero cercato in tutti i modi d'instaurare un rapporto il divario ideologico risultò insormontabile. Litigavano sempre, in particolar modo sulla questione palestinese. Nell'ultima lettera inviata al fratello, Oskar scrisse: "Se ci avessero scambiati, io sarei stato l'ebreo e tu il nazista." Jack non rispose. www.piazzavittoria.net | ciclostyle@piazzavittoria.net

Davide e Alessio. Gemelli Pierri: il caso brindisino Davide e Alessio Pierri, 11 anni, accompagnati in redazione da mamma Maria e papà Francesco raccontano la loro esperienza. Si raccontano tante storie sul legame particolare che unisce i fratelli gemelli, voi genitori, cosa ne pensate? È bellissimo. I nostri figli sono molto legati, si spalleggiano l'un l'altro e vederli così complici, per noi genitori, è motivo di orgoglio. Ovviamente, come tutti i bambini della loro età, a volte litigano,

i gemelli pierri con mamma maria e papà francesco

ma si può dire che litigano e si abbracciano nello stesso istante. I vostri figli hanno 11 anni e fisicamente sono l'uno l'opposto dell'altro, anche caratterialmente si ha questa differenza? Sì. Davide è più forte caratterialmente, Alessio è più pacato e tranquillo ma i due caratteri si compensano alla perfezione. La cosa che stupisce è il senso di protezione che hanno l'uno nei confronti dell'altro malgrado la giovane età Ci potete raccontare qualche episodio particolare? Qualche tempo fa Davide aveva la febbre molto alta e stava malissimo così noi abbiamo cercato di chiamare subito il medico, ma non riuscivamo a trovarlo. Vedevamo Alessio sempre più in ansia. Ci chiedeva continuamente del medico e sembrava che fosse lui il malato. Non riusciva a rimanere calmo. Infatti

alla fine, per la tensione, è scoppiato a piangere. Sembrava che condividesse la sofferenza del fratello. Il loro legame preclude l'amicizia con altri bambini? No, al contrario. Loro hanno bisogno degli altri bambini. Si conoscono così bene che dopo un po' che giocano tra di loro si stancano e vogliono la compagnia degli amici. Davide, mi sapresti dire un pregio di tuo fratello? (risponde Alessio) Lo so io cosa gli piace di me. Ogni volta che mi vede mangiare qualcosa mi chiede sempre di dargliene un po' ed io non gli dico mai di no. Davide è vero? Sì è vero. Mi piacciono le cose che mangia lui. E non so che rispondere, non mi viene in mente niente su quello che mi piace di mio fratello. Boh Alessio, un pregio di tuo fratello? Mi protegge. Quando sono in difficoltà mi aiuta sempre. Davide, un difetto di tuo fratello? Questo lo so. Piange sempre. Alessio replica: "Piango quando sono nervoso o mi spavento!" Alessio, un difetto di Davide? Quando litighiamo. Davide che vuoi fare da grande? Il pilota. E tu Alessio? Lo stesso lavoro di papà, impianti.

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RADICI QUADRATE Un temuto brigante grottagliese e un coraggioso nobile brindisino sono i protagonisti di una storia romantica

È

Il brigante di Palazzo Montenegro

il Gennaio 1818. Un temuto brigante ed un coraggioso nobile brindisino sono i protagonisti di una storia romantica di audacia e di coraggio, dove alla disperazione di un bandito braccato si contrappone la fermezza e la dignità di un gentiluomo che si rivela un abile mediatore e uomo di parola. Teatro della vicenda è Palazzo Montenegro, il noto edificio del lungomare di Brindisi che meglio rappresenta l'edilizia civile barocca della città, oggi residenza del Prefetto. All'epoca dei fatti dimora del cinquantacinquenne don Giacomo Montenegro, negoziatore di grano e maggiore esponente della famiglia di origini montenegrine, identificabili probabilmente come Petrovich, che si stabilirono in città verso la fine del seicento.

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RADICI QUADRATE

dici anni, Papa Ciro, spadroneggiava con Una delle ultime sere di quel lontano genla setta dei Decisi - da lui fondata - nelle naio, il ricco mercante fumava il suo sigaro campagne tra Martina Franca, Grottaglie pacificamente seduto mentre si scaldava e Francavilla. Il fuorilegge, incalzato daldavanti ad un caminetto in una delle sale le truppe britanniche, era riuscito ancora del palazzo, in attesa dell'illustre ospite per la cena, il generale irlandese Richard Church, incaricato dal una foto d'epoca di palazzo montenegro. re Ferdinando I di risolvere l'annoso problema del brigantaggio in Puglia. Don Giacomo si accorse di una presenza estranea alle sue spalle: una figura avvolta in un ampio mantello gli si avvicinava in punta di piedi. Grande fu lo spavento quando riconobbe il prete-brigante grottagliese Ciro Annicchiarico, noto come Papa Ciro, uno dei più spietati e ricercati banditi dell'epoca. Da quin-

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una volta a sfuggire alla cattura e a giungere a Brindisi per tentare di espatriare via mare. Non riuscendo a trovare un natante disponibile (il popolo era timoroso delle severe sanzioni minacciate da Church nei confronti di chi aiutava i malviventi), come ultimo disperato tentativo cercò rifugio nella residenza dei Montenegro, ignaro dell'imminente arrivo del rivale. Senza preamboli l'Annicchiarico, tra minacce e l'offerta di duecento ducati, chiese protezione al nobile brindisino: un imbarco verso una qualsiasi destinazione o un nascondiglio nell'elegante dimora. Il Montenegro rifiutò con decisione ed intimò al brigante di lasciare la casa al più presto, in quanto da un momento all'altro, sarebbe giunto il temuto generale con il suo stato maggiore. Per convincerlo del pericolo gli mostrò la tavola imbandita nella sala adiacente. Lo scalpitio dei cavalli confermava l'arrivo dei primi soldati che a breve occuparono il Palazzo e l'intorno, pertanto si rese necessario nascondere il fuggitivo in uno stanzino. Dopo aver accolto gli ufficiali inglesi, don Giacomo ritornò al nascondiglio con alcuni abiti femminili, proponendo a Papa Ciro di indossarli per passare inosservato ed uscire dalla casa. Lo avrebbe fatto accompagnare da un ragazzo, in barca, sino ai piedi del castello Alfonsino e lasciarlo "alla sua astuzia". Il piano di fuga riuscì grazie anche al velo che copriva in

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parte il viso del brigante e che gli permise di attraversare la schiera dei soldati incuriositi. Solo uno di essi ebbe l'impressione di riconoscere, dallo sguardo, gli occhi che

la cattura del brigante grottagliese ciro annicchiarico, noto come papa ciro, uno dei più spietati banditi.

potevano "appartenere solo a Ciro o al Diavolo!". Se da una parte Giacomo Montenegro non voleva venir meno "al tradizionale costume della gente nostra che considera sacra l'ospitalità, sia pure quella concessa ad un brigante", dall'altra desiderava non tradire la vecchia amicizia con l'ufficiale irlandese. Infatti, subito dopo, narrò l'intera storia al generale chiedendo comprensione. Questi cavallerescamente lo rassicurò: "Come avreste potuto consegnarlo quando avevate dato la vostra parola di non farlo? Se foste stato capace di una cosa simile, non sareste mio amico". Per esprimere la propria riconoscenza don Giacomo gli baciò le mani.

Il fuggiasco, che era riuscito a dileguarsi per le campagne con un cavallo, fu comunque catturato pochi giorni dopo dagli uomini dell'irlandese e fucilato l'8 febbraio nella piazza principale di Francavilla d'Otranto, oggi Francavilla Fontana, non prima di aver confessato ben 70 omicidi. L'intero episodio è stato dettagliatamente descritto dallo stesso generale Church nel suo memoriale sul brigantaggio, sebbene rappresenti uno smacco subito durante l'efficace lotta ai fuorilegge. Al brigante Annicchiarico, che nella sua epopea eversiva aveva colpito ed ispirato l'immaginario collettivo, sono stati dedicati alcuni libri, diversi scritti e persino un film documentario girato nel 2006.

il generale irlandese richard church.

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di giovanni membola> giovanni.membola@piazzavittoria.net

di massimiliano gatti > massimiliano.gatti@piazzavittoria.net

CICLOSTYLE - spaccati di vita

ultrasuoni

Presidente di Espressione Libera e una vita dedicata all'arte

"Nelle mie vene scorre cloro"

Testa a testa con Maria Stella Capone

Vincenzo Giove, tanto talento e passione allo stato puro. Il mix vincente del migliore nuotatore italiano ranista nel settore Master

vicenzo giove durante la gara. foto di nicola oliva.

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ettere a frutto chilometri di allenamento in pochi minuti di gara, avvalorando il talento e la passione per uno sport che dà poca visibilità. Sono queste le qualità che permettono a Vincenzo Giove di continuare a vincere e rappresentare, nel nuoto, la determinazione e la voglia di conseguire risultati importanti. Dopo un'ottima carriera giovanile oggi, il ranista brindisino, si conferma uno dei migliori nuotatori italiani nel settore Master, con un 2009 indimenticabile: la riconquista del titolo italiano di categoria "M25" ai campionati nazionali di Riccione (era già stato campione d'Italia nel 2007, Ndr) e a dicembre, nella stessa piscina, ha stabilito il nuovo record sui 100 metri in stile "rana", fermando il cronometro

ben 38 centesimi di secondo prima del precedente primato stabilito nel lontano 2005. Una settimana prima l'atleta della società Sottosopra Brindisi aveva subìto un serio infortunio, fortunatamente risolto grazie anche all'intervento dal bravo osteopata Davide Cavallo. Vincenzo ha iniziato a nuotare a sette anni. "Andare al mare con il giubbotto di salvataggio non era un bel vedere", come egli stesso racconta. "Prima - proseguenon sapevo cosa volesse dire saper galleggiare, mai avrei immaginato dove sarei arrivato". Da agonista ha partecipato ai campionati italiani giovanili nel '95 e nel '98 classificandosi quinto. La carenza di strutture sportive non gli ha permesso di esprimersi al massimo. "Mi allenavo solo 6-7 ore a settimana contro le 12 dei miei rivali. Inoltre, una serie di infortuni, hanno pregiudicato in parte il mio rendimento". A Rimini, per motivi di studio, ha ripreso a nuotare riuscendo a classificarsi e a partecipare ai Campionati Italiani Assoluti. Oggi si allena quattro volte a settimana durante le pause di lavoro, percorrendo c o m p l e s s i v a m e n te non meno di 15 chilometri. "Nessun segreto, solo tanto nuoto

e un po' di palestra. Non seguo una dieta particolare anche se ho sempre preferito mangiare sano", spiega. Da pochi mesi si è unito in matrimonio con la bella e simpatica Milena, una ragazza solare che gli dona tanta serenità e lo aiuta a raggiungere importanti traguardi non solo sportivi. "Lei sa che senza il nuoto non riesco a vivere", conferma Vincenzo. "Se non entro in vasca mi sento una larva, forse perché nelle mie vene... scorre cloro". Vincenzo Giove riesce a muoversi in acqua con eleganza, disinvoltura e con naturalezza estrema, tanto da far sembrare questa disciplina semplice e alla portata di tutti. Ma, fuori dalla vasca, è noto a tutti il suo disinteresse nonché la mancanza di abilità in altri sport, in particolare quelli dove si deve interagire con un pallone. A raccontarlo sono gli amici che lo stimano soprattutto per la sua innata modestia: "È l'immagine del nuotatore gentile, cuore e muscoli, sempre disponibile per un consiglio e con il sorriso sempre stampato sul viso, una persona positiva che apprezza l'amicizia e riesce a farsi voler bene e rispettare da chiunque, anche dai suoi avversari". Prossimo obiettivo: la conquista del titolo europeo, lavoro permettendo.

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a sua associazione è una frenetica officina che la vede sempre alla ricerca di un modo per coinvolgere una generazione, spesso ignorata da chi di dovere. Maria Stella Capone è la presidente di maria stella capone con alcuni ragazzi dell'associazione. EspressioneLibera,un'associazione di tempo libero, penso sempre di essermi dedicata agli artisti del territorio. dimenticata qualche impegno. Conosciamo meglio lei e la sua idea. Con te non ci si annoia di sicuro. Come nasce Espressione Libera? Una frase che odio è proprio: "Mi sto Espressione Libera nasce da un impegno annoiando". Sono sempre alla ricerca preso con me stessa tempo fa e nei di stimoli nuovi per i miei ragazzi. Una confronti dei ragazzi in generale. Prima volta Dario "Sylè" Nardelli mi ha detto: "In avevo un'altra associazione la "Realfiabe Brindisi dentro e fuori ho voluto provare un Heaven's Dreams", il cui obiettivo era la nuovo percorso artistico". Questo significa ricerca di spazi in città da dedicare alle che i miei sforzi vanno a buon fine, che gli attività dei breakers; ma non andò stimoli arrivano a destinazione. come sperato: nonostante fosse Cosa c'è dietro la realizzazione di una dedicata a loro, non ebbi riscontro da mostra o di un progetto con i ragazzi? parte dei ragazzi. Espressione Libera è Pochi si rendono conto degli sforzi, il proseguimento di quella esperienza, dei costi sostenuti, ma soprattutto persegue lo stesso obiettivo, ma più in dell'importanza del lavoro effettuato; generale, includendo tutta l'arte a 360 in alcuni casi si toglie manodopera alla gradi. malavita o clienti agli spacciatori, ma Chi sei nella vita di ogni giorno? sembra che a questa società non importi. Solo una donna normale, che si occupa Prima cosa facevi? della casa, lava i piatti, va a fare la Il mio primo lavoro è stato quello di spesa, e non ha mai il tempo di fare tutte conduttore sui treni, il bigliettaio. Su un queste cose insieme; al punto che nei rari treno ho conosciuto mio marito Michele. Il momenti in cui mi ritrovo ad avere un pò

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A volte, mi piacerebbe aiutarli a tal punto da poter comprare un lavoro da ognuno di loro, molti li vedrei bene negli uffici comunali o negli enti pubblici, al posto delle solite stampe.

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"Nessun segreto, solo tanto nuoto e un po' di palestra. Non seguo una dieta particolare anche se ho sempre preferito mangiare sano" pag 24

primo incontro fu più uno scontro, litigammo duramente. Il destino ha voluto che ci incontrassimo ancora sui treni e lui fece di tutto per avere un appuntamento con me. È molto importante per me, mi sprona molto, ha molte idee e mi da energia, è una persona molto solare e positiva. Come vedi questa società rispetto ai ragazzi? Il problema più grande continua ad essere la migrazione di giovani verso città con più offerte. I loro sogni sono principalmente quelli indotti dai media: un lavoro da artista dello spettacolo o da soubrette. Se gli enti non si daranno da fare seriamente, se non si creano spazi per i giovani, i giovani saranno sempre più spinti ad andarsene e diventerà una città di vecchi, soprattutto nella mentalità.

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di Gabriele Ciullo > gabriele.ciullo@piazzavittoria.net

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ultrasuoni Il giovane brindisino ci svela i particolari di Foresta Nascosta, progetto di arte pubblica di cui è coordinatore, dedicato agli abitanti di San Giuliano Milanese

le foto di Famiglia raccontano un popolo

daniele guadalupi a lavoro

C

ULTRASUONI

i sono luoghi i cui abitanti fanno fatica a costruirsi un'identità. Il comune di San Giuliano Milanese, cittadina 11 Km a sud-est di Milano, ne è esempio calzante. Non è un caso che un progetto patrocinato dall'amministrazione locale, che mira a ricostruire la memoria di un paese di immigrati attraverso l'allestimento in città di un grande album fotografico suddiviso in due container rosa, sia coordinato proprio da un brindisino "in trasferta". Daniele Guadalupi, che della raccolta delle foto di famiglia ha fatto la sua professione e ragion d'essere, si è reso disponibile a raccontare Foresta Nascosta, progetto promosso nel 2007 su iniziativa della Provincia di Milano. San Giuliano è stata soggetta, negli anni, a diversi flussi migratori. Tra i '40-'60, in seguito al processo di industrializzazione, fu popolata dai contadini delle zone limitrofe, in cerca di fortuna nelle nascenti

fabbriche. Proprio a questa urbanizzazione è stata abbinata la fase di partenza del progetto, che ha visto la raccolta di oltre 40 storie e più di 700 fotografie di famiglia degli abitanti del nucleo originario del borgo. Con questo materiale, 10 ragazzi hanno dato vita al Museo Temporaneo di Quartiere #01 e pubblicato un inserto distribuito in oltre 20 mila copie nella zona del Sud Milano. Tra gli anni '50-'70 è stata poi la volta degli emigrati dal sud Italia, che colonizzarono enormi palazzi popolari denominati "Coree". Tra questi, un nutrito gruppo di pugliesi, ancora oggi una delle comunità più rappresentative di San Giuliano Milanese. Proprio ai "terroni" sangiulianesi è dedicata la fase del progetto appena conclusa, che ha visto l'allestimento del Museo Temporaneo di Quartiere #02 a Serenella, quartiere simbolo dell'emigrazione dal Sud Italia durante il boom economico ed edilizio degli anni '60, caratterizzato da un passato sofferto e dalla fama di

zona difficile. La reputazione di laboratorio di integrazione sociale e culturale di questo quartiere si è consolidata ulteriormente grazie alla compresenza di numerosi extracomunitari, perlopiù di provenienza nordafricana che, a partire dagli anni '90, hanno invaso la cittadina. Non a caso, nei container di Foresta Nascosta sono tante le storie e le immagini di uomini, donne, anziani e bambini extracomunitari che raccontano le mille peripezie affrontate per raggiungere il suolo italiano. Il progetto, ammesso che la nuova Giunta Provinciale confermi il finanziamento, prevede altre tre fasi e si concluderà con un'unica grande mostra e la realizzazione di un catalogo. Ma in tutto ciò, qual è il ruolo di Daniele? Sono il coordinatore di un progetto che non si limita a essere un album di famiglia itinerante, ma prevede un incontro con l'universo giovanile. Per questo è eseguito da una decina di ragazzi che ho selezionato accuratamente. Il mio ruolo è appunto

incontri con i cittadini, ottobre 2009

quello di raccogliere storie, coordinando e provvedendo alla formazione di questi ragazzi. Inoltre curo la parte artistica ed esecutiva, dalla comunicazione alla gestione di concessioni e licenze. Come sei arrivato a diventare il coordinatore di Foresta Nascosta? Devo tutto alla borsa di studio della Regione Puglia "Bollenti Spiriti", che mi ha permesso di frequentare nel 2007 il Master per fotografi e Visual Designer del NABA di Milano. Qui ho conosciuto Matteo Balduzzi, responsabile progetti speciali al museo Mufoco di Cinisello Balsamo, nonché uno dei tre autori di Foresta Nascosta. Il Mufoco aveva incaricato il noto fotografo tedesco Johen Gerz di sviluppare il progetto di arte pubblica "Salviamo la Luna". I visitatori del museo dovevano farsi scattare una foto ritratto e scendere in piazza per "manifestare" la propria immagine. Su questa scia, nel 2008 sono stato coinvolto come tutor nel concorso "The Mobile City". Dovevo reclutare ragazzi provenienti

brindisine hanno compiuto negli ultimi da zone dimenticate e con anni per dare maggiore spazio alla loro raccogliere immagini cultura. Tuttavia, non voglio correre che raccontassero la il rischio di svilire un progetto che, visione della propria città. partendo dal locale, si propone di Nello stesso periodo ero ottenere una visibilità globale. E se non impegnato con le foto di si interagisce con un ricettore preparato, famiglia degli abitanti il rischio è che un progetto di questo tipo del quartiere milanese sia destinato a rimanere circoscritto Gratosoglio. Perciò Matteo ha nell'ambito locale .Il mio obiettivo, ora pensato di rivolgersi a me. come ora, è accumulare un'esperienza Perché questa fissazione tale da essere in grado di veicolare per le foto di famiglia? messaggi in modo originale, catturando Mi sono laureato all'Accademia di Belle l'attenzione della gente di strada come Arti di Bologna con una tesi in cui ho dell'intellettuale esperto d'arte. Solo così raccolto le foto della mia famiglia, tutte potrò finalmente esaudire il sogno di rigorosamente scattate a Brindisi. lavorare in Puglia. Volevo lavorare nel mondo dell'arte, ma Tutta la documentazione e le storie comda un po' di tempo avvertivo una certa plete di Foresta nascosta sono sul sito idiosincrasia per le forme tradizionali. www.forestanascosta.net Nell'ottica di poter un giorno portare cultura anche nella mia regione, ho pensato che il modo migliore per avvicinare la gente comune all'arte fosse lavorare sulle loro storie, sulla vita di ogni giorno. E ritengo che le foto di famiglia rappresentino un immaginario in grado di fare riconoscere chiunque. Quindi il tuo obiettivo Gruppo di autoaiuto è tornare a lavorare a finalizzato al vivere sano Brindisi? e dimagrimento Riconosco lo sforzo che visitatori nel container museo durante la festa di chiusura, 11 luglio 2009 le amministrazioni locali

Ciccio Riccio srl Viale Duca degli Abruzzi, 26 Brindisi / 0831.584151 / 335.8284088

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di emanuele vasta > emanuele.vasta@piazzavittoria.net

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ultrasuoni

solcando i mari, verso il sogno

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iudicare dalle apparenze è un malcostume dal quale nessuno riesce a sfuggire. Osservando Antonio Cocciolo, si potrebbe dedurre erroneamente che sia un trentenne corpulento, vincolato da una evidente passione culinaria. Ascoltandolo conversare in vernacolo brindisino gli si affibbierebbe un mestiere di camionista indefesso nelle ipotesi migliori. Tuttavia i suoi enigmatici atteggiamenti hanno sempre celato uno smisurato talento per la navigazione, esploso 8 anni fa in occasione del suo primo imbarco.Diplomandosi all'istituto tecnico nautico Carnaro come perito per gli apparati ed impianti marittimi, Antonio trovò subito impiego per gioco di fatalità. Nel 2001, oltre all'acne gli incise il volto la chiamata non premeditata della

Una favola odierna, storie di vita comune di brindisini che hanno vinto la sfida con la società: il lavoro dei sogni

te sbaragliato da un parigrado di Fano che compagnia di petroliere Montanari, che lo agevolò ad inserirsi e farsi rispettare senza indugi lo iniziò da ufficiale di macin breve tempo. Divenuto primo ufficiachine allievo, scommettendo sulla sua le, perdeva comunque la bussola: infatti, efficienza. Fu arduo il primo semestre; Antelefonava nostalgico agli amici più cari tonio aveva tanto fegato quanto stomaco, chiedendo quale fossero i cambiamenti in per evitare di patire il mal di mare. Con le una Brindisi bombardata dalle frivolezze. mani intrecciate ai motori quotidianamenChiedeva calore umano non solo dall'Alate, intriso di olio e ingessato da una tuta ska. Non gli bastava nemmeno il generoso troppo grigia per essere unta, girò l'Italia, stipendio e la sensazione di poter toccare la Libia e la Norvegia, imparando la nobile tutto il creato con un dito. Cercava insiarte della propulsione navale. Trascorreva stentemente un faro d'amore e lo captò le serate comunicando con una ciurma in maniera propizia nella stewardess filipdi marinai asiatici accalorati, che ostenpina Jane, una notte goliardica del 2005. tavano un british language da assimilare Arginando i beccheggi del cuore, Antonio tassativamente. Il suo svago era legato ai decise di sposare la sua amata dopo soli ricordi ed alla visione di qualche videocasquattro mesi al comune di San Tomas nelsetta. Spesso si sentiva smarrito, Brindisi le Isole Vergini caraibiche, era lontana, eppure Antonio meravigliando anche i suoi vi ritornava frequentemengenitori, che poi approvate, come un antico guerriero rono. Ad oggi, sull'orlo della fregiato. Trascorsi quattro promozione a direttore di anni di gavetta riuscì a farmacchine del transatlansi esaminare dalla gloriosa tico, Antonio continua ad Princess Cruises, compaelevare la brindisinità nel gnia da crociere che il 3 otmondo, in barba a Nettuno tobre del 2004 lo assunse ed i suoi castighi. Esempio prontamente per la sala di premiata dedizione, quecontrollo dell'ammiraglia sta favola odierna è volta Carribean. Fiero di sé, Anad incoraggiare i nostri tonio rischiò di "annegare" giovani a raggiungere un comunque in un ambienantonio cocciolo in alta uniforme brindisi sogno, zigzagando anche i te di assi, sfiorato dal loro della marina mercantile. web. più poderosi venti contrari. nonnismo, successivamencom

antonio cocciolo con sua moglie jane.

ultrasuoni

dal 1995 un tuffo nel passato, navigando verso il futuro pag 28

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donato bruno leo mentre dipinge.

TELEtrasporto KENOSIS Intervista a Donato Bruno Leo, artista brindisino di fama internazionale

lo studio di donato bruno leo. 

Tavolozza di colorite realtà, mani vissute quelle del maestro Donato Bruno Leo. Artista poliedrico brindisino, celebre agli estimatori internazionali. La "Croce" è il suo tratto distintivo, san Francesco la sua musa. Intervistarlo è stata una prova accattivante. Quando ha capito di essere un vero artista? Avevo 8 anni, abitavo ad Oria. Trascorrevo molte ore nella chiesa di San Francesco a contemplare quel silenzio solenne che avvolgeva il Cristo sull'altare. A diciassette anni, trasferitomi a Brindisi, feci mio il senso artistico dal pittore Giuseppe D'Elia, amico di famiglia. Scelsi comunque di frequentare psicologia a Bari, proseguendo poi gli studi a Roma fino ai 21 anni quando, un pianto di rabbia a causa di un esame rimandato, mi illuminò facendomi rispolverare quella creatività eclissata. Iniziai a frequentare l'accademia delle belle arti di Lecce e i miei voti altissimi mi fecero assicurare le borse di studio per CICLoSTYLE | SETTEMBRE | 5tutti gli anni fino alla laurea che conseguì a Napoli. Fu lì che conobbi Carmine Di Ruggero, mio professore e noto critico d'arte, che trovò geniale uno dei miei "rapaci antro zoomorfi". Da allora si è preso cura di me come un padre, dimostrandomi tutta la sua stima. Quali le esperienze più costruttive? Per una serie di positività diventai scenografo a Cinecittà per la produzione www.piazzavittoria.net | ciclostyle@piazzavittoria.net

una delle sue opere.

Yuso e per il film "Nero come il cuore" di Maurizio Ponzi. Composi lo stacchetto RAI per i mondiali di calcio del 1990 e conobbi i grandi Roberto Benigni e Folco Quillici che mi proposero delle collaborazioni. Non amante delle glorie mi rituffai nella pittura, esponendo in tutta Italia. La mostra sul "Linoleum", al fianco di grandi come Bodini, Veronesi e Pignatelli, nel palazzo della regione in Trento è uno dei miei ricordi più importanti. Decorai il comune di Mandela per il quale ricevetti consensi da vip della Roma bene. Ho sempre chinato la testa, imparando tanto. La mia irrequietezza mi riportò a vivere nella campagna brindisina dove ritrovai la forza espressiva smarrita. Grazie al critico Luigi Paolo Finizio conobbi Dores Saquegna della Primo Piano Livingallery di Lecce. Questa conoscenza mi ha aperto diverse strade sino alla selezione di una tela per il museo d'arte contemporanea di Pechino. Quali i tratti distintivi delle sue opere? Le Croci, le forme indefinite intrise di luce, il taglio astratto e lineare. Cosa vuole comunicare attraverso la sua arte?

Il ciclo di rinnovamento dell'umanità che torna all'anno zero per cogliere una molecola del Cristo. La Kenosis (processo di svuotamento intimo, Ndr) che demolisce le sicurezze dell'uomo. La sua ispirazione è del momento o da una ricerca di perfezione data dal tempo? Le mie opere sono anelli simultanei, nate da un momento di genio. Ciò che accompagna la mia continua "ricerca", la mia voglia di sperimentare tecniche nuove, è il messaggio francescano, un messaggio di luce semplice e chiaro. Brindisi si candida come capitale della cultura. Tanti i cambiamenti ma ancora tante le difficoltà per un'artista. Quali? Credo sia ridicolo propagandare ed innalzare un'attività artistica inesistente. Perdonate la schiettezza, ma qui di artisti veri non ne ho incontrati e l'arte locale è una finzione. In un ipotetico abbraccio fascinoso tra le varie arti, quale opera letteraria e quale colonna sonora assocerebbe alle sue tele? Dante Alighieri e la filobizantina Deesis. Quanto quota una tela? Una tela 100 per 150 vale 4500 euro. Vuole dare consigli utili ai nuovi artisti? Nell'arte è facile essere fraintesi, fregatevene! Non aspettate la grazia di nessuno. Siate unici e stabilitevi dove possono encomiarvi ed accrescervi. Tornate "maestri" per costruire in questa terra promettente. Il mio non vuol essere un messaggio esistenziale, ma una prova dura che vale una vita intera. numero 1

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di Luciano Barbuti > luciano.barbuti@piazzavittoria.net

La tua bomboniera è firmata

informabreve

Una tana per roditori Ecco come l'Autorità Portuale e Amministrazione Comunale volevano rivalorizzare lo scenario locale

Muddiculi u Sim cussì piccinni ca no parimu an'terra a uerra. pi nui la vita è nà continu la casa, la fatia, li bulletti a fini mesi e non ci stamu cu li spesi. Simu muddiculi muddiculi ti pani mica simu Berlusconi. Ma vulia cu sannu tutti sti putienti ca senza li muddiculi lu pani nò è nienti. Roberto Spagnoletto zavittoria.net roberto.spagnoletto@piaz

Hai qualcosa da dire? Vuoi esprimere il tuo parere, fare i tuoi auguri o semplicemente inviare un messaggio ai tuoi amici o alla tua dolce metà? Inviaci la tua e-mail a: ciclostyle@ piazzavittoria.net

sorte per Sant'Apollinare. La Sciaia è diL'Autorità Portuale e l'Amventata un quartiere della città con vista ministrazione comunale mare. Nel frattempo sono venute su un bel decidono di liberare un po' di costruzioni abusive prima iniziate, angolo del porto inpoi abbandonate. E così, di buon mattino, terno da brutture le ruspe buttano giù quelle brutture edili edili per rivaloche toglievano la vista ad uno splendido rizzare lo sceangolo del porto. Per riqualificare tutto. nario locale. Ancor più degna di nota: una bella straCome? Con da che si svilupperà dietro i palazzi della un bel muro Sciaia, lambendo il porto, restituendo a chi di tre metri è di passaggio una splendida scenografia e tante mae aiutando a snellire il traffico di via Matercerie. I primi domini. Bene, benissimo. giorni di settemFinalmente tutto ciò - che era ricettacolo bre del 2009 le ruspe di immondizia, topi e tossicodipendenti del Comune e i Vigili Urba- sarà ripulito in cambio di un bel panorani arrivano su un tratto del ma.Finalmente? Tutto è ancora li. Certo, le porto interno che riporta case sono state abbattute ma le macerie a grandi fasti del passato. sono tutte ancora in bella mostra. Niente E chi non si ricorda la spiaggia più tossicodipendenti. In cambio un bel di Marimisti con le sue cabine po' di roditori che se la spassano. E la straazzurre e le finestrelle a forma di da e il panorama? La strada? Mah, forse si oblò? Dalla parte opposta c'era la più farà. Al posto del panorama un bel muro di famosa spiaggia di Sant'Apollinare. Est tre metri iniziato e lasciato, come le macee ovest, due lati del porto che hanno www.infoserviceitalia.com / info@infoserviceitalia.com / 0831.430605 / 331.4790258 rie, per dividere l'area comunale da quella fatto la storia di questa città. Ma demaniale. ad ovest la spiaggia di Marimisti Anche questa è riqualificazione, no? non c'è più da tempo, stessa

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Inviare curriculum vitae formato europeo a: lavoro@mcorporation.it con rif. CICLOSTYLE. Casella vocale: 0831.260021

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