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ROMA QUARTIERE OSTIENSE _ paesaggio urbano


ROMA QUARTIERE OSTIENSE _ paesaggio urbano

Ostiense è il nome del decimo quartiere di Roma, indicato con Q.X. prende il nome dalla via principale: via Ostiense. Da oltre un decennio l’area Ostiense è uno straordinario laboratorio di trasformazioni urbane, un’area strategica per lo sviluppo e la modernizzazione di Roma nel XXI secolo. Area di pregio per la sua posizione strategica: è collocata a cavallo delle Mura Aureliane, a ridosso del centro storico, lungo un asse direzionale verso l’EUR e verso il mare che è oggi cruciale per lo sviluppo della città contemporanea. Straordinario paesaggio urbano che vede accanto a grandi topos della città antica (il Monte Testaccio, la Piramide), di quella paleocristiana (la Basilica di San Paolo fuori le mura) e di quella contemporanea (il cimitero acattolico e Porta San Paolo), i segni di una Roma che è stata protagonista nel processo di modernizzazione della città nel primo cinquantennio post-unitario. Osservando una vista aerea possiamo notare ampi spazi inedificati, numerosi siti di archeologia industriale, edifici degradati o abbandonati da anni, estese aree che ospitano attività industriali ancora attive, un’edilizia e un tessuto urbano che attendono solo di essere modernizzati.

VISTA AEREA DEL QUARTIERE OSTIENSE


_ Roma Ostiense tra età moderna e contemporanea E’ possibile scandire la vicenda della zona Ostiense tra età moderna e contemporanea in quattro fasi. La prima fase attraversa tutta l’età moderna e giunge fino all’età del periodo pontificio: l’area dell’Ostiense, che corrispondeva grosso modo alla parte suburbana della circoscrizione della parrocchia di San Paolo fuori le mura, aveva una destinazione interamente agricola con una scarsa presenza di edifici rurali e un tessuto connettivo stradale a maglia larga, prevalentemente di collegamento trasversale tra le grandi vie consolari che si diramavano dalla capitale. In epoca anteriore all’erezione della parrocchia di San Paolo (1708), il territorio dell’Ostiense faceva parte della giurisdizione ecclesiastica della parrocchia di Santa Maria in Cosmedin, che si estendeva su un’area amplissima. A partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento cominciano a manifestarsi i primi segnali dell’avvio di processi di cambiamento: un omnibus collega il centro della città alla basilica di San Paolo, battelli a vapore solcano il fiume dal mare a Ripa Grande. Nel 1859 viene inaugurata la stazione ferroviaria di Porta Portese che collega il porto di Civitavecchia alla Capitale. Nell’Ottocento pontificio, a parte il drammatico incendio della basilica di San Paolo (1823) che comportò comunque imponenti lavori per la riedificazione, l’evento più carico di conseguenze per la storia del territorio Ostiense è costituito dalla costruzione di un ponte ferroviario sul Tevere per prolungare la linea Civitavecchia-Roma fino alla nuova stazione centrale di Roma Termini. L’opera inaugurata da Pio IX nel 1863 venne significativamente denominata “ponte dell’Industria”.

Con l’unione di Roma all’Italia inizia la seconda fase storica dell’area Ostiense. Un nuovo slancio alla connotazione definitiva dell’Ostiense come polo industriale e di grandi servizi per la città sarebbe venuto sia dall’azione del Comitato pro-Roma marittima, fondato da Paolo Orlando nel 1904 che sottolineò con forza la nuova prospettiva di sviluppo di Roma nella proiezione della città verso il mare, sia dall’avvento al governo municipale della giunta Nathan e dall’approvazione, nel 1909, di un nuovo Piano Regolatore che avrebbe definitivamente ordinato lo sviluppo dell’intero quadrante Ostiense in funzione della sua destinazione a zona industriale e di servizi strategici per la città. Così nel giro di pochi anni si concretizzarono grande opere e nuovi imponenti insediamenti, alcuni dei quali, anche a causa della Grande Guerra, sarebbero poi stati inaugurati nei primi anni del regime fascista; basti ricordare le nuove officine per la produzione del gas della Società AngloRomana (1910) e i Magazzini generali (1912).

GAZOMETRI

MAGAZZINI GENERALI


I mutamenti erano stati rapidi e profondi ed avevano modificato radicalmente il paesaggio e tutta la geografia dell’area anche per effetto degli insediamenti della popolazione operaia. Negli ultimi anni del fascismo viene tuttavia a cadere la priorità Ostiense e le innovazioni progettuali si concentrano sulla nuova direttrice Tiburtina-Tor Sapienza. Il secondo dopoguerra, a seguito dei pesanti bombardamenti, segna una nuova cesura e l’inizio di una terza fase contrassegnata da un progressivo decadimento e abbandono degli insediamenti produttivi in relazione sia al venir meno di alcune attività produttive, sia all’incremento del valore fondiario delle aree in funzione della grande crescita della popolazione urbana e di una caotica intensificazione edilizia. L’agonia dell’Ostiense si prolunga fino agli inizi degli anni Novanta ed è segnata da un vuoto progettuale, da un deperimento del sistema logico e dall’aggressività di alcuni edifici (un esempio sono gli attuali Uffici della Prefettura e del Comune). Con i primi anni Novanta, in conseguenza dell’insediamento nell’area Ostiense della terza università statale di Roma, si apre la quarta fase: la Roma Ostiense attuale. Negli ultimi anni si sono avviate significative trasformazioni, sollecitate in gran parte dall’insediamento consistente e ad ampio raggio dell’Università “Roma Tre”. Un messaggio culturale importante sul terreno sia del riuso degli spazi di archeologia industriale e di edifici storici, sia della sperimentazione, dell’innovazione e della produzione culturale è venuto dall’apertura di una sezione dei Musei Capitolini alla Centrale Montemartini. Al di là di questo fatto rilevante, c’è in tutto il territorio, specie nelle zone a ridosso degli exMercati generali, del Gazometro e della riva destra del Tevere, un emergere e diffondersi di nuove iniziative legate in parte ad attività culturali, in parte a forme di svago, in parte ad attività enogastronomiche e, più in generale, a nuove iniziative commerciali. Non esiste alcun altro settore della città che stia conoscendo innovazioni di altrettanto interessante significato, spessore e multipolarità. L’impatto che ha avuto e che ha l’Università “Roma Tre” sull’area Ostiense, con riflessi anche sulle zone di confine, è stato straordinario e funge oggettivamente da volano dei processi di trasformazione non solo sotto il profilo urbanistico ma anche demografico e socio-economico. L’università ha poi svolto una funzione complessiva di promozione culturale con riferimento al territorio e coinvolgendo la popolazione per richiamare l’attenzione su alcune questioni di fondi tra queste la lezione essenziale che le innovazioni urbane vanno ideate avendo ben presente che in questa area si sono espressi i valori di una Roma del lavoro che non bisogna disperdere, e questo deve costituire il caposaldo principale del progetto urbano.

CENTRALE MONTEMARTINI


_ Il progetto urbano L’area Ostiense ha in sé tutti i requisiti per tornare ad essere un laboratorio straordinario di innovazione urbana. Naturalmente si tratterà di un apporto diverso alla modernizzazione della Capitale, che potrà più efficacemente riguardare i settori della ricerca e della formazione, della cultura, dei servizi per l’accoglienza, dell’enogastronomia, dei servizi avanzati, di un commerciale di qualità capace di soddisfare anche la domanda di un turismo esigente. Nel disegnare la città futura è infatti essenziale porre un’attenzione permanente sul nesso tra memoria e progetto: trasformare l’Ostiense in una nuova importante centralità urbana dove i segni e i valori del passato si fondano armoniosamente con l’innovazione sia attraverso restauri conservativi e mutamenti di destinazioni d’uso, sia mediante nuove espressioni architettoniche. Si tratta di tutelare e valorizzare i caratteri dominanti dell’area, il fiume e le attività produttive, di rispettare i simboli e le prospettive (la piramide e la Basilica di San Paolo fuori le mura).

_ Progetto urbano Ostiense - Marconi Il progetto urbano Ostiense-Marconi si occupa prevalentemente della riqualificazione dei due quartieri Ostiense e Marconi della città, caratterizzati da un passato produttivo e industriale oggi in radicale trasformazione. Le aree industriali ormai dismesse ed il congestionamento del traffico sono i problemi principali di cui si occupa il progetto, che propone di riconvertire i luoghi chiave dei quartieri in aree destinate all’Università di Roma Tre e una nuova viabilità per il decongestionamento del traffico.

RENDER


_ Analisi urbanistica per un edificio in Via Caboto

FOTO AEREA DELL’AREA E DELL’EDIFICIO IN OGGETTO

Destinazione dettata dal PRG STRALCIO PRG DI ROMA ADOTTATO CON C.C. N°33 DEL 20 MARZO 2003


LEGENDA PRG DI ROMA


_ Norme Tecniche di Attuazione

Art.29. Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato (T4) 1. Sono Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato i tessuti intensivi di espansione post-unitaria ad isolati regolari prevalentemente residenziali, interni ed esterni alle Mura Aureliane, realizzati in genere sulla base di impianti urbani pianificati nei Piani regolatori del 1883 e 1909. 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2, DR2, DR3, AMP1, AMP3, NE1, come definiti dall’art. 25, commi 4, 5 e 7. 3. Per gli interventi di categoria RE2, DR2, AMP1, AMP3, i volumi dei corpi di fabbrica demoliti possono essere recuperati attraverso: - interventi di sopraelevazione e aggiunta laterale, o nuova sagoma; nel primo caso, i nuovi volumi dovranno configurarsi come coronamenti architettonicamente coerenti con l’edificio esistente di altezza non superiore a m. 4 e la loro linea di colmo dovrà essere interna ad un inviluppo della sagoma definito da una inclinata di 45° a partire dalla linea di gronda esistente; - la copertura parziale o totale di corti e cortili interni, se non architettonicamente strutturati, ad un’altezza non superiore a quella del piano-terra, attrezzando la superficie di calpestio a tetto-giardino. 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 21, comma 11, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni: a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di vendita oltre i 250 mq e le destinazioni Agricole; b) la destinazione Parcheggi non pertinenziali è consentita solo nei tessuti esterni al Municipio I; eventuali localizzazioni all’interno del Municipio I sono consentite solo previa redazione di uno strumento urbanistico esecutivo che ne verifichi la compatibilità urbanistica e ambientale; c) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di vendita”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mezzanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diretto a piano-terra.


AMOR