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I vivai pistoiesi

Il Ce.Spe.Vi. e le visite alle aziende vivaistiche La rilevante dimensione economica e sociale dell'attività vivaistica di piante ornamentali ha creato i presupposti attraverso i quali, a Pistoia, potesse sorgere il Centro Sperimentale per il Vivaismo. La società CE.SPE.VI. è nata come s.p.a. nel 1981 per iniziativa della Camera di Commercio e della Cassa di Risparmio di Pistoia.

Il Centro Sperimentale per il Vivaismo sorge alle porte di Pistoia nella zona dell'ex campo di volo, tra l'autostrada Firenze-Mare, il casello di Pistoia ed il raccordo autostradale per la montagna. Sui 26 ettari, acquistati dal demanio dello Stato nel 1973, sono state realizzate negli anni ottanta strutture e i primi impianti di collezioni di piante. Le strutture sono rappresentate da un'ampia costruzione modulare che ospita magazzini, uffici, sala riunioni; due serre fisse in ferro e vetro e un'area attrezzata per l'allevamento delle colture in contenitore. I terreni sono occupati per 4-5 ettari dall'area del centro direzionale e dei servizi, dove si trovano tutti gli edifici, le serre ed il giardino d'ingresso oltre ai vari insediamenti sperimentali delle Università di Firenze e Pisa e del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche). Inoltre circa 12 ettari sono destinati a collezioni di piante ornamentali, mentre i restanti 10 ettari sono destinati ad espandere queste ultime. Le collezioni di piante ornamentali ospitate presso il Centro fanno parte di un progetto chiamato "Banca del Germoplasma". Questa ha lo scopo di raccogliere le diverse varietà di piante ornamentali da esterno, verificarne la rispondenza genetica e fitosanitaria, al fine di conservare il ricco patrimonio genetico delle piante ornamentali. Inoltre, è a disposizione degli operatori e degli studiosi, fornisce materiale di propagazione di qualità ai vivaisti e tiene aggiornato il settore delle novità vegetali. Gli impianti, realizzati inizialmente dall'Istituto per la propagazione delle specie legnose del C.N.R. di Firenze, in seguito sono stati ampliati in collaborazione con il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell'Università di Firenze, e sono costituiti da conifere, alberature e arbusti da fiore e da siepe. Attualmente la Banca del Germoplasma rappresenta già un'importante realtà al servizio del vivaismo, come campo catalogo e sorgente di materiale di moltiplicazione qualificato.

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E' inoltre un valido strumento didattico per diffondere la conoscenza delle piante tra studenti e appassionati del settore. Le collezioni coprono ormai una superficie di 12 ettari con oltre 3.000 esemplari di piante appartenenti a 700 specie diverse.

All’interno del Centro di sperimentazione è presente una stazione meteorologica computerizzata , installata nel 1989, viene che viene utilizzata per la tenuta della banca dati del clima pistoiese. I dati raccolti, oltre ad essere utilizzati come riferimento per le ricerche svolte presso la nostra sede, vengono pubblicati sul Notiziario e sul sito Web, dove possono essere consultati liberamente (particolari elaborazioni vengono fornite su richiesta a vari Enti, professionisti e studiosi). Inoltre sono disponibili gli archivi storici dal 1951 al 1989, ricostruiti dal CNR-IBIMET sulla base dei dati degli Annali Idrogeologici dell'IGM, per operare confronti e statistiche.

Il Centro, nel corso della sua evoluzione, si è gradualmente conquistato il ruolo di punto di riferimento di tutti i vivaisti pistoiesi. Gli operatori del settore lo hanno sempre considerato un po’ come la loro casa comune, dove ritrovarsi, discutere dei problemi, incontrare gli esponenti del mondo scientifico, i rappresentanti degli Enti locali o istituzionali. Per questo motivo vi hanno preso sede vari organismi ed associazioni del settore. E' stato già citato il Centro Studi per il Vivaismo, che è un'associazione senza scopi di lucro che promuove studi, ricerche, convegni e tutte le iniziative che favoriscono il progresso dell'attività vivaistica pistoiese. Presso il Centro ha sede l'Associazione Vivaisti Pistoiesi che raggruppa un gran numero di aziende del settore, comprese le più grandi e prestigiose.


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I vivai pistoiesi

Infine vi ha preso sede appena costituito il Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale della Provincia di Pistoia, il nuovo

Gli operatori del settore hanno aderito pienamente all’iniziativa e durante le varie visite, anche grazie ad un

organismo riconosciuto nel 2006 dalla Regione Toscana, che ha lo scopo di coordinare le attività delle istituzioni pubbliche e degli operatori, attuando iniziative di programmazione negoziata e stabilendo accordi di partenariato, per sostenere lo sviluppo economico e la valorizzazione delle risorse del territorio Con l’edizione di Vestire il Paesaggio 2010 il CESPEVI, in considerazione dell’attività svolta e dell’importanza rivestita all’interno del mondo vivaistico , ha organizzato le visite ai vivai pistoiesi avvalendosi della collaborazione e del coordinamento del suo direttore Dott. P.Marzialetti La seconda giornata del convegno è stata completamente dedicata a questa iniziativa ed i partecipanti hanno avuto la possibilità, sapientemente guidati da esperti del settore, di visitare le varie realtà vivaistiche provinciali all’interno delle quali hanno potuto apprezzare le tipologie lavorative, e organizzative inerenti al vivaismo pistoiese. Pistoia costituisce da tempo la provincia leader a livello non solo nazionale ma anche europeo nelle produzioni del verde.

coordinamento estremamente organizzato, hanno dato ai visitatori la possibilità di potersi rendere conto di molte delle tante realtà aziendali distribuite su tutto il territorio.

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Le visite, in orari e percorsi stabiliti, si sono sviluppate partendo da varie zone cittadine ed hanno coperto tutta la piana pistoiese fino a realizzare un totale di sette percorsi completi ed andando a coinvolgere sedici aziende vivaistiche in totale

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La produzione locale ha potuto, così, fare bella mostra di se stessa presentandosi al meglio all’attenzione di tutti i visitatori che ne hanno potuto apprezzare la qualità e la tipologia coltivativi realizzata sia in vaso che in pieno campo:

Nominativo Aziende Vivaistiche VIVAI PIANTE BIAGINI VIVAI PIANTE BRESCHI FRANCO VIVAI PIANTE CIA PISTOIA – Gruppo vivaistico VIVAI PIANTE GIORGIO TESI VIVAI PIANTE ROLANDO INNOCENTI & FIGLI VIVAI PIANTE INNOCENTI E MANGONI . VIVAI PIANTE MATI VIVAI PIANTE MATTEINI VIVAI PIANTE MENICHINI VIVAI PIANTE MENOTTI MELANI VIVAI PIANTE ROMITI. VIVAI PIANTE SIGNORI MAURIZIO VIVAI PIANTE TESI UBALDO E FIGLI VIVAI PIANTE TRINCI IVAN VIVAI PIANTE VANNUCCI VIAVAI PIANTE ZELARI.

Una vera eccellenza della nostra produzione è senz’altro rappresentata dall’arte topiaria che non ha mancato di incuriosire i visitatori che si sono dimostrati estremamente sensibili alle particolarità della lavorazione ed alle essenze verdi adoperate per la realizzazione della scultura verde.

I visitatori sono stati intrattenuti all’interno dei vari vivai ed hanno potuto valutare con attenzione il grande numero di specie verdi coltivate approfondendo completamente sia la conoscenza del territorio che quella della piantumazione interessata.

Produzioni più significative Conifere – Latifoglie – Arbusti sempre verdi – Arbusti da fiore – Arbusti a foglia caduca – Piante di tipo mediterraneo – Piante rampicanti – Palme e affini – Esemplari a pronto effetto – Bonsai e macrobonsai – Esemplari a pronto effetto (aceri giapponesi e comus florida) – Piante forestali – Rose – Giovani Piante – Arte topiaria e piante a forma Il vivaio ha potuto essere visitato nella sua completezza ed il programma stipulato con le aziende ha chiaramente illustrato tutte le particolarità strutturali e lavorative interne ai vari vivai.

Durante le visite all’interno dei vivai sono state esaminate tutte le tematiche principali relative alla manifestazione di Vestire il Paesaggio ed in particolar modo quelle legate allo sviluppo del tema centrale della manifestazione e cioè relative all’uso del verde per migliorare la qualità della vita, affrontato in tutti i suoi più diversi e molteplici aspetti, sia dal punto di vista ambientale, che salutistico, che di pianificazione territoriale e turistica. La finalità di questa particolare giornata di incontri e di confronto oltre ad evidenziare la grande capacità produttiva del vivaismo locale ha fatto individuare nella Aziende visitate una forte ed innovativa esigenza progettuale inerente la realizzazione del paesaggio, teso ad utilizzare sapientemente ed in modo corretto le opportunità offerte dall’ampia gamma di piante coltivate nel distretto pistoiese e a far emergere nuovi indirizzi di ricerca per la produzione di alberi ed arbusti, sempre più rispondenti alle esigenze degli operatori coinvolti, a vario titolo, nella commercializzazione e nello studio dei varie settori legati alla cultura del verde ed al vivaismo.


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I premi a Vestire il Paesaggio

I Premi a “Vestire il Paesaggio”

Premio Pietro Porcinai - VI Edizione

La conoscenza e l’apprezzamento di Vestire il Paesaggio hanno avuto un rapido e sempre crescente sviluppo anche a livello internazionale e così, anche l’obiettivo di consolidare il ruolo di Pistoia nell’ambito della produzione del verde e di costruzione del paesaggio, si è sviluppato sotto molteplici aspetti. Al ruolo di contenitore di eventi, che Vestire il Paesaggio ha quindi assunto, non poteva mancare quello di galleria delle eccellenze ed i premi delle varie manifestazioni nel settore del verde, rappresentano questo. Nell’edizione 2010, oltre ad un maggior spazio dedicato al Premio Porcinai, organizzato dalla rivista Verde Editoriale e già presente nell’edizione 2007,

Intitolato a Pietro Porcinai, celebre paesaggista fiorentino, il Premio è organizzato dalla casa editrice di Milano “Il Verde Editoriale”, in collaborazione con la Provincia di Pistoia e la Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, è nato al fine di ricordarne la figura e l’opera. Giunto nel 2010 alla sua sesta edizione, nell’anno della significativa ricorrenza del centenario della sua nascita, si intende premiare una realizzazione, progetto, saggio, ricerca o altra opera, che abbia contribuito significativamente all’affermazione e all’approfondimento dell’architettura del paesaggio in Italia. Vincitori delle passate edizioni sono il Parco di Celle a Pistoia ex-aequo con la Città di Bolzano (1997), la Sistemazione di piazza San Babila di Luigi Caccia Dominioni a Milano (1999), il Giardino delle terme di Sciacca (2001), in Sicilia, di Alessandro Tagliolini, l’Opera complessiva di Ippolito Pizzetti (2003) e il Restauro di Villa Regina a Torino (2007). Il Premio è stato consegnato ufficialmente, nell’ambito dell’evento Vestire il Paesaggio 2010, tra i bellissimi mosaici del Parco di Pinocchio a Pescia.

Vestire il Paesaggio 2007: Convento S. Domennico a Pistoia, consegna da parte del Sindaco di Pistoia Renzo Berti del Premio Porcinai per il restauro di Villa della Regina a Torino.

ha accolto il Premio Angelo Tosi, organizzato da “Coniolo Fiori” in collaborazione con l’Associazione Direttori e Tecnici Pubblici Giardini. Un terzo ed inaspettato premio è stato quello assegnato nel corso del Convegno al Dr. Renato Ferretti da parte della Confagricoltura di Pistoia.

Angelo Tosi a “Coniolo Fiori” 2007 fra il Sindaco Giovanni Spinoglio e la Monferrina

I numerosi ospiti di Vestire il Paesaggio, prima della consegna del premio, hanno partecipato a una vista guidata del pacro accompagnati dal Sindaco Roberta Marchi.

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I premi a Vestire il Paesaggio

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Le autorità hanno ribadito il legame della unione tra bellezza naturale del territorio, la sua valorizzazione umana e la promozione non solo turistica ma proprio della qualità della vita. Messaggio che parte proprio da Vestire il Paesaggio.

Suggestiva è stata la scelta del Parco, progettato proprio da Porcinai come ribadito nella cerimonia di premiazione. La giuria all’unanimità ha conferito il Premio Pietro Porcinai 2010 al parco pubblico di Milano Boscoincittà.

Il Sindaco di Pescia Roberta Marchi ha introdotto la cerimonia, a cui sono intervenuti, il Presidente della Provincia Federica Fratoni, il Consigliere Regionale Caterina Bini e per la Fondazione Collodi, che ospitava l’evento, il Direttore Daniele Narducci. Giovanni Sala Direttore di Acer, rivista del Verde Editoriale, ha condotto e commentato la premiazione.

Il progetto è stato avviato da Italia Nostra fin dagli anni ‘70 grazie ad una convenzione innovativa con il Comune di Milano che ha messo a disposizione più di 30 ettari di terreno agricolo per costruire un vero e proprio boscoparco. Pietro Porcinai considerava il bosco simbolo sacro dell’umanità, complemento dell’uomo in ogni suo aspetto materiale e allegorico; allevarlo e curarlo significava pertanto svolgere una missione a essenziale beneficio della collettività. Per la prima volta al primo premio è stata data, grazie ai contatti attivati dalla Provincia, una medaglia d’oro della Presidenza della repubblica, personalizzata per il premio, consegnata da Caterina Bini Presidente della Commissione Regionale Attività Produttive alla Presidente di Italia Nostra Margherita Mottola Molfino.


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All’interno del Boscoincittà si è poi costituito il Centro di Forestazione Urbana che ha permesso di contribuire allo sviluppo di altre iniziative di grande rilievo e successo nella città di Milano, come ad esempio il limitrofo Parco delle Cave e il Parco Nord Milano. Una menzione speciale della giuria è stata assegnata all’opera complessiva dell’artista Giuliano Mauri, scomparso a maggio del 2009. Giuliano Mauri deve la propria notorietà ai numerosi interventi definiti “architetture naturali”: lavorando con materiali reperiti in loco come rami e tronchi, ha dato vita a opere monumentali vive come la “Cattedrale Vegetale” in Val di Sella o la “Voliera Umana” al Parco di Monza o il “Ponte delle Stagioni” presso il Castello di Padernello (BS). I suoi sono paesaggi viventi, opere legate al processo ed alla naturale caducità del materiale impiegato, che la natura stessa completerà via via i vuoti lasciati dal loro stesso disfacimento. Questa caratteristica è degna di segnalazione come indice di una particolare sensibilità e rispetto dei luoghi in cui l’artista ha inserito le proprie opere, utilizzando materiali ecocompatibili e rispettosi degli ecosistemi, riassorbibili dall’ambiente. Ha ritirato il premio il sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti, dove Mauri ha realizzato un anfiteatro vegetale.

I premi a Vestire il Paesaggio

I suoi giardini sono capaci di recepire le migliori sollecitazioni mosse dalla tradizione e dal contesto in cui vengono costruiti, pur mantenendo una spiccata personalità. È inoltre degno di segnalazione il fatto che il Parco Paternò del Toscano, gestito dopo la scomparsa di Ettore Paternò dalla nipote Stena, sia diventato sede di una Onlus che promuove la cultura e la formazione nell’ambito del paesaggismo.

Premio Porcinai 2010 – Bosco in Città di Milano

Menzione speciale a Giuliano Mauri, una delle sue opere “Cattedrale Vegetale”

Una seconda menzione speciale della giuria viene conferita a Ettore Paternò del Toscano, giardiniere catanese considerato “Il Pietro Porcinai della Sicilia”, che a partire dagli anni ’60 ha dato vita al parco che circonda la sua abitazione, il “Parco Paternò del Toscano”, che racchiude ben 42 varietà di palme e numerose piante autoctone, seguendo un percorso di ricerca che ha coinvolto in egual modo e con pari passione, gli elementi vegetali e le architetture.

Menzione speciale a Ettore Paternò del Toscano, “Parco Paternò del Toscano”

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Premio Angelo Tosi

Il Premio Angelo Tosi viene assegnato in tempi e località diverse ogni anno, in modo da far conoscere l’esempio e il messaggio di Angelo, un uomo che amava in maniera disinteressata la natura e il verde. Tosi, nel 1961 diventa dipendente comunale della sua città, Casale Monferrato, e nel 1968 diviene Capo Servizio dell'area che si occupa della cura del verde. Sotto la sua direzione i giardini pubblici di Casale hanno subito una radicale trasformazione, coinvolgendo gli alunni delle scuole in iniziative volte ad avvicinare le future generazioni a piante e fiori. Ha organizzato varie iniziative nel campo del verde, tra cui corsi per principianti, concorsi e mostre-mercato come "Riso e Rose". Angelo Tosi era un uomo che amava in maniera disinteressata la natura e il verde, a tutti i livelli. Nel 1961 diventa dipendente comunale della sua città, Casale Monferrato, nel 1968 diviene Capo Servizio dell'area che si occupa della cura del verde ed entra poi a far parte dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, fino a diventarne tesoriere, carica mantenuta fino alla sua scomparsa. Sotto la sua direzione i giardini pubblici di Casale hanno subito una radicale trasformazione, coinvolgendo gli alunni delle scuole casalesi in iniziative volte a far conoscere e ad avvicinare le future generazioni a piante e fiori. Ha organizzato corsi per principianti del verde, concorsi e mostre-mercato, tra i quali "Riso e Rose", che riveste attualmente un ruolo importante come manifestazione sul territorio. Ha dato vita ad una cooperativa sociale, ancora oggi operante sul territorio come manutentrice del verde, ed aveva un progetto che avrebbe coinvolto le persone recluse, rimasto incompiuto per la sua repentina scomparsa.

Coniolo Fiori ha istituito il "Premio Angelo Tosi", che viene assegnato in tempi e località diverse ogni anno, in modo da far conoscere il più possibile l’esempio, il messaggio ed il ricordo di Angelo.

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Il Premio Angelo Tosi, è organizzato dalla Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini e dal Comune di Coniolo.

Nel 2010, è stato consegnato, nell’ambito di Vestire il Paesaggio, il giorno 3 luglio, durante il Convegno a Villa “La Magia” dal Sindaco di Coniolo Giovanni Spinoglio e dal Presidente dell’Associazione Stefano Cerea, alla presenza del Presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni a Giovanni Nardelli, Vicepresidente Nazionale e Delegato della Regione Puglia dell'Associazione Italiana Direttori e Tecnici dei Pubblici Giardini.

Anche il Dott. Nardelli come Angelo Tosi si è impegnato negli anni su più fronti, tutti rivolti alla tutela del verde e dell'ambiente, su un territorio dove probabilmente è più difficile operare.


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Premio Confagricoltura Pistoia Il giorno 3 luglio a Villa “La Magia”, è previsto il confronto fra produttori, progettisti e costruttori del verde, con i vivaisti ed i rappresentanti delle associazioni e della stampa, animato dal giornalista ed esperto del settore Luigi Carcone.

Durante la Sessione, due delegati della Confagricoltura di Pistoia, entrambi rappresentanti di storiche famiglie di vivaisti pistoiesi, Antonella Biagini e Francesco Mati, hanno chiesto al moderatore un momento di attenzione.

Francesco Mati, ha preso la parola e dopo pochi minuti tutti i partecipanti al convegno hanno finalmente capito il motivo dell’inaspettata interruzione del confronto: l’Associazione di categoria Confagricoltura di Pistoia, ha deciso di consegnare un riconoscimento al Dr. Renato Ferretti, Dirigente dell’Area Pianificazione Strategica Territoriale della Provincia di Pistoia, attivo nel settore del Florovivaismo da molti anni.

I premi a Vestire il Paesaggio

Il riconoscimento, consegnato da una partecipe Antonella Biagini al sorpreso agronomo, è consistito in un attestato che riportava la dicitura “A Renato Ferretti per la competenza, l’impegno e la passione nel sostenere il Florovivaismo a Pistoia”, firmato dal Presidente della Confagricoltura Pistoia Dr. Edoardo Chiti.

Il Dr. Ferretti, visibilmente commosso e compiaciuto, ha ringraziato l’Associazione e tutti i presenti per il riconoscimento ricevuto. Particolarmente gradita anche la scelta del momento della consegna, durante l’evento internazionale Vestire il Paesaggio, del quale è il responsabile tecnico fin dalla prima edizione.

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Gli eventi

Presentazione del libro “Il giardino che cura” di Cristina Borghi. Nell’ambito delle iniziative collaterali di “Vestire il Paesaggio 2010” venerdì 2 luglio, è stata organizzata dalla Provincia di Pistoia in collaborazione con l’U.S.L 3 di Pistoia, la presentazione del libro della d.ssa Cristina Borghi “Il Giardino che cura”, presso la Casa dell’Anziano del Centro “Monteoliveto”, nel Chiostro Vetrato, in via Bindi a Pistoia. In concomitanza con la seconda giornata del Convegno internazionale, è stata presente l’autrice del libro, che il giorno successivo ha tenuto un’apprezzatissima relazione nella sessione “Il verde per la qualità della vita” di “Vestire il Paesaggio 2010”, insieme al Direttore Generale della U.S.L. 3 dr. Alessandro Scarafuggi, il prof. Giulio Masotti per la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il prof. Giancarlo Matocci Presidente del Centro “Monteoliveto” ed il Dr. Renato Ferretti.

Un folto pubblico interessato all’argomento, al termine della presentazione ha posto numerose domande alla d.ssa Borghi che in sintesi, con il suo libro, ha inteso dimostrare, dopo un breve escursus storico e sulle qualità curative di piante, fiori, frutti e verdure, l’importanza della coltivazione di un orto o di un giardino per il benessere psicofisico dell’individuo portando una serie di esempi. Le autorità intervenute hanno ringraziato l’autrice per la presenza e la calorosa presentazione partecipando anch’essi con interventi al successivo dibattito che ne è scaturito.

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Cristina Borghi, medico-chirurgo, che per trent'anni ha studiato l'effetto terapeutico e il profilo di sicurezza di alcuni farmaci oggi sul mercato, si è posta domande più sottili sul processo di guarigione che non dipende solo dalla terapia farmacologica, ma anche da tutti gli elementi del contesto di cura. Si e convinta così dell'importanza di riconoscere che l'ambiente - umano e naturale - è fondamentale per la salute. Il verde, i fiori, il giardino e l'accudirli portano equilibrio nel corpo e nella mente, risvegliando il medico che è in noi. Ci regalano bellezza; ci comunicano gioia, armonia, pazienza, fiducia, speranza e forza che ci distraggono dal nostro malessere o dalla malattia e ci offrono una valida motivazione a vivere e a resistere alle avversità. Il verde intorno a noi migliora la qualità della nostra vita: non è un farmaco nel senso medico-scientifico del termine, ma è un potente complemento della cura, dà sollievo nella sofferenza fisica e psichica, riduce io stress e ci aiuta a convivere con la malattia e con il disagio. Progettare aree verdi nei luoghi dì cura diventa così fonte di guarigione: è una ricerca nuova e innovativa che coinvolge medici, architetti, agronomi intenzionati a migliorare la qualità dell'assistenza.


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Il Teatro di Verzura a Vila Stonorov - Fondazione Jorio Vivarelli - “Musica Temporis” Nel contesto e nello spirito di “Vestire il Paesaggio” alcune aziende vivaistiche Pistoiesi, con il patrocinio di Confagricoltura e la collaborazione della Fondazione Jorio Vivarelli, hanno proposto la realizzazione di un evento culturale che recuperasse la tradizione settecentesca, tipicamente toscana, del “Teatro di Verzura”. Il progetto, proposto alla Provincia di Pistoia ed alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dall’Associazione “Musica Temporis” che gestisce la Scuola di Musica del Comune di Montale, ha avuto lo scopo di inserire uno dei settori trainanti dell’economia pistoiese, il vivaismo, in un percorso culturale quale il recupero e la creazione di teatri tradizionalmente inseriti in contesti naturalistici. In un luogo ricco di suggestione come Villa Stonorov, sede della Fondazione Jorio Vivarelli, è stato individuato un esempio moderno di teatro estivo all’aperto, appunto un Teatro di Verzura, progettato dallo stesso Maestro Vivarelli. Le quinte, la scenografia e gli altri elementi del teatro sono interamente costituiti dalla tipica e rigogliosa vegetazione del giardino e del parco.

Le grandi sculture del Maestro arricchiscono, come nelle famose Ville Toscane, l’aspetto e l’atmosfera ambientale. La manifestazione di benvenuto in occasione dell’evento internazionale “Vestire il Paesaggio” ha voluto anche costituire, per Villa Stonorov, l’occasione ufficiale per riprendere programmi di valorizzazione mediante attività culturali all’aperto di tipo musicale e di connubio con le arti figurative contemporanee. Il concerto del 1° luglio a Villa Stonorov, è una delle iniziative organizzate in collaborazione con il Comune di Pistoia che ha organizzato la serata e la cena di benvenuto, insieme alla Fondazione Jorio Vivarelli: L’introduzione all’evento è stata condotta dal Dr. Pessutti per “Musica Temporis”, dal Dr. Masotti della Fondazione Cassa di Risparmio e dalla Dr.ssa Ferretti della Fondazione Jorio Vivarelli.

Gli eventi

La Fondazione Jorio Vivarelli La Fondazione Pistoiese Jorio Vivarelli, collocata sui primi tornanti che portano ad Arcigliano, è sorta nel 2000 con la donazione alla città di Pistoia delle opere e della villa fatta costruire dal Maestro e da sua moglie Giannetta. Ne fanno parte il Comune di Pistoia, la Provincia di Pistoia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il Comune di Montale e l’Ansaldo Breda SpA. La Fondazione ha per scopo statutario la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell’opera e del patrimonio artistico-culturale del Maestro. Essa promuove e patrocina mostre, pubblicazioni d’arte e iniziative culturali di studio e ricerca capaci di valorizzare l’opera di Jorio Vivarelli e la cultura artistica della città di Pistoia.

La Villa Stonorov ed il Museo L’edificio che ospita la Fondazione Jorio Vivarelli e il Museo nasce alla fine degli anni Sessanta dal progetto di Oskar Stonorov, uno tra i maggiori esponenti dell’architettura razionalista che fece parte, con Mies von der Rohe, Gropius e Mendelsohn, dell’ondata di esuli che tra gli anni Venti e Trenta lasciarono l’Europa per gli Stati Uniti, contribuendo in tal modo a introdurre e diffondere, nella realtà americana del New Deal, le acquisizioni e le esperienze del Movimento Moderno. Stonorov coltivò un’inguaribile passione per la scultura. La villa da lui progettata, apparentemente semplice, si rivela in realtà sapientemente curata fin nei minimi particolari, particolari che la rendono profondamente toscana: dal cotto rosso alle mura color ocra, fino alle grandi porte-finestre ad arco che si aprono su un parco ricco di ulivi, cipressi, mimose, acacie, tigli e pioppi.

Negli spazi interni sono custodite le sculture, i disegni, le incisioni, le medaglie, le monete e quanto altro rientra nella poliedrica produzione artistica di Jorio Vivarelli. Attraversando le sale è possibile seguire il percorso creativo dello scultore dalla sua giovinezza artistica ai celebri Crocifissi che testimoniano la violenza e l’umiliazione subita da chi, come lui, fu prigioniero nei campi di concentramento. Dalle opere intimiste dei primi anni di produzione, che indagano sulla vicenda esistenziale dell’uomo, si passa alle opere per le piazze ideate durante il soggiorno americano con Stonorov, per finire con l’ultimo periodo caratterizzato dal celebre ciclo dell’Uomo Nuovo. Le opere di Vivarelli, presenti in Europa, Stati Uniti e Giappone, parlano un linguaggio universale, capace di toccare popoli di differenti culture, in quanto espressione artistica di temi e valori quali la bellezza della natura, l’amore materno, la dedizione filiale, il dolore e la morte, intesi come sacrificio e riscatto dell’uomo.

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Gli eventi

Visita al Parco di Pinocchio In occasione della seconda giornata della manifestazione di “Vestire il Paesaggio”, nel tardo pomeriggio, è stata effettuata la visita al Parco di Pinocchio situato nel borgo antico di Collodi alla presenza del Sindaco di Pescia Sig. Roberta Marchi e del Presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Sig. Pier Francesco Bernacchi

Un ruolo particolarmente apprezzato è stato quello avuto dalla guida del parco che ha accompagnato esperti e giornalisti lungo i vialetti del percorso illustrando, con dovizia di particolari, tutte le stazioni visitate.

Il fascino suscitato dal famoso burattino in tutti i partecipanti coinvolti nella visita in programma ha, per un piccolo momento, dovuto lasciare spazio alle bellissime immagini del paese di Collodi, un borgo tipico del paesaggio locale che si inerpica lungo la dorsale collinare pesciatina andando dalla famosa “Villa Garzoni” al “castello” del paese stesso. La giornata estiva, particolarmente favorevole, ha reso piacevole la visita al borgo ed in particolar modo al Parco di Pinocchio.

Il Parco è stato realizzato dopo la stesura del libro: Le avventure di Pinocchio. All’interno dello spazio dedicato alla storia del burattino più famoso del mondo, circondati da arte e architettura del verde, i visitatori hanno potuto vivere a contatto con il famoso personaggio uscito dalla penna di Carlo Lorenzini detto per l’appunto “Collodi” che nel paese omonimo aveva trascorso i primi anni di infanzia e vi aveva fatto ritorno, da adulto, per amore del luogo e della famiglia materna. All’interno del percorso segnalato sono state ripercorse tutte le tappe più importanti e significative del libro

Un ampio spazio è stato dedicato alla visita dei mosaici

delle statue e dei piccoli edifici ambientati nel verde che non hanno mancato di suscitare in tutti i visitatori curiosità, stimolandone fantasia e vecchi ed indimenticabili ricordi di fanciullezza. Il serpente, i carabinieri, il gatto e al volpe, l’osteria del gambero rosso, il cavallo blu, il grillo parlante fino al ciuchino hanno completato l’interessantissima visita del parco che ha avuto il suo momento più significativo

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Gli eventi

durante l’incontro con la balena; all’interno e all’esterno della quale tutti i nostri ospiti si sono potuti dilungare a fare foto e a raccogliere immagini eloquenti e caratteristiche della giornata.

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Molte sono state le figure istituzionali presenti che si sono adoperate nella consegna agli interessati dei premi previsti dalla manifestazione e hanno avuto modo di far conoscere il proprio pensiero in merito all’evento stigmatizzandone la grande importanza all’interno di tutto quello che possa riguardare il progetto e la realizzazione del paesaggio futuro. Un particolare ringraziamento è stato attribuito alla Fondazione “Carlo Collodi” che ha collaborato, alla realizzazione della visita offendo a tutti i partecipanti l’ingresso e le guide gratuite al parco di Pinocchio.

Nel tardo pomeriggio, intorno alle ore 19,00, alla presenza del Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Toscana Caterina Bini è stato consegnato il Premio Pietro Porcinai, ritenuto il più grande paesaggista italiano del 900 che, fra le tante opere realizzate, era stato anche il progettista della parte a verde del Parco di Pinocchio. L’opera del progettista fiorentino ha

fortemente caratterizzato il profilo verde del giardino di Villa Garzoni provvedendo ad identificare tre distinti componimenti, formati da diverse piante, selezionate per specie, effetto cromatico e valenza simbolica. Dette caratterizzazioni non sono sfuggite ai visitatori presenti che in svariati momenti hanno sollecitato l’intervento della guida del giardino preposta ad accompagnarli.

Terminati gli interventi di tutti gli amministratori la giornata di visita al parco ha avuto la sua degna conclusione nella Piazza del Parco stesso dove, con ingresso riservato, si è svolta la cena di chiusura della giornata offerta dal Comune di Pescia alla presenza di tutti gli amministratori intervenuti e del Sindaco del Comune ospitante Roberta Marchi.


Capitolo 6

La Fattoria di Celle L’area dove si trova la Fattoria di Celle si estende lungo la strada provinciale montalese che unisce la città di Pistoia al paese di Montale. Il contesto naturale che la caratterizza risulta essere estremamente policromo, si va, infatti dal bosco ceduo, alla prima collina, dai terreni dove si sviluppano le colture vivaistiche a quelli prettamente agricoli dove, si riesce a produrre un buon Chianti ed un ottimo olio extravergine di oliva. In questo contesto è inserito questo eccezionale esempio di giardino romantico che si espande su una superficie complessiva di circa circa 30 ettari e che è riuscito, quasi inconsapevolmente, ad unire e rappresentare, in un unico elemento, la Provincia che lo accoglie evidenziandone le realtà culturali, paesaggistiche, operative e artistiche . Storicamente la Fattoria risulta poggiare su fondazioni realizzate intorno all’anno mille ma fu il Cardinale pistoiese Carlo Agostino Fabroni che nel 600 la realizzò compiutamente facendole assumere la forma attuale. In seguito, per volere della famiglia Caselli e per opera dell’architetto ottocentesco Giovanni Gambini la fattoria verrà ampliata e ristrutturata . I manufatti architettonici presenti nel parco, dopo il restauro ottocentesco, che comprende la Voliera di Bartolomeo Sestini, la palazzina del Tè, il monumento egizio, le scogliere con le cascate, i due laghi, formano un complesso unico nel suo genere, fortemente integrato con il tessuto naturale circostante tale da costituire “inconsapevolmente” il futuro contenitore di molte delle opere di arte contemporanea fra le più innovative realizzate in questi ultimi anni.

Dopo questi brevi segni storici relativi alla fattoria di Celle e che ci hanno portato dalla sua prima realizzazione fino ai nostri giorni, occorre spostare la nostra attenzione in avanti in modo di arrivare ad identificare un periodo specifico, quello relativo all’immediato inizio del secondo dopoguerra. Fu in questo particolare momento storico che iniziò l’incredibile opera del mecenate pratese Giuliano Gori il quale, grazie ad una approfondita conoscenza e frequentazione di un novero di artisti, in quel periodo espressione di rinnovamento e di nuova tendenza, intraprese i primi passi di un percorso che lo porterà alla realizzazione artistica della “fattoria di Celle”. Intorno al 1950 l’opera del collezionista assunse connotazioni importanti e manifestò l’esigenza di doversi munire di un adeguato spazio dove poter gestire e collocare al meglio la numerosa raccolta artistica in suo possesso.

Gli eventi

Il collezionista storico di Prato iniziò la costruzione , nel centro storico della città. di una elegante palazzina destinata a divenire un centro nevralgico della sua attività e meta consueta di numerosi esponenti del mondo delle arti visive e della cultura fino alla fine degli anni sessanta. L’ opera implementativa ed il grande dinamismo del collezionista pratese fece si che, a distanza di circa venti anni dalla realizzazione della palazzina espositiva, si manifestassero problematiche di spazio esplicativo. Intorno al 1970 la collezione appartenente al Gori venne trasferita nel complesso della Fattoria di Celle , nuova residenza della famiglia.

Nel 1982 la collezione assume una connotazione più completa e articolata, infatti in questo periodo venne aperto al pubblico e inaugurato un progetto di carattere artistico-ambientale che coinvolse gran parte del parco, della fattoria, dei locali coperti ubicati nel complesso residenziale. Oggi grazie a questo tipo di scelta artistica e alla grande progettualità espressa dai maestri d’arte, la collezione di Gori può disporre di opere permanenti che sono state realizzate in base agli spazi espositivi offerti singolarmente dal collezionista pratese agli autori delle opere. Il contesto ambientale all’interno del quale si è lavorato si differenzia significativamente da altri tentavi similari esistenti. Infatti contrariamente a quanto avviene per le opere di arte contemporanea ambientate in esterno, dove quasi costantemente si utilizzano materiali perlopiù precari, sufficienti a durare il tempo della manifestazione, a Celle si riesce a realizzare installazioni permanenti in cui l’artista è coinvolto nella realizzazione dell’opera. Inoltre, nel contempo si riesce a realizzare, con al committenza, una sinergia espressiva che pone come condizione, l’utilizzo dello spazio non più come semplice contenitore bensì come parte integrante dell’opera realizzata. Tutto questo ha dato vita a un grande laboratorio creativo che continua senza sosta nella produzione e nella sperimentazione di nuovi linguaggi artistici quali espressioni sistematiche delle diverse discipline artistiche contemporanee.

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Gli eventi

Capitolo 6

IL PARCO

Il bosco virgiliano (I. H. Finlay)

Venere (R. Morris)

Le tre pietre (O.Lanu)

L’albero meccanico (A. Mendini)

Katarsis (M. Abakanowicz)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

LA VILLA

Sole e luna catturati a Il testacoda: La coda dell’arte povera Celle - (G. Ruffi) (M. Pistoletto)

Camera di San Franmcesco (N. De Maria)

Commedia pittorica (A. Spoldi)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

LA FATTORIA

Un’ opera per Celle (C. Parmiggiani)

Senza titolo (D. Prigov)

Non dove (E. Vedova)

Scultura Celle (P. Coletta)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

CASCINA TERRAROSSA

Cette obscure clartè qui tombe des étoiles (A. Kiefer)

CASAPEPPE

Linee in quattro direzioni con tutte le loro combinazioni su quadrati neri – (S. Lewitt)

Senza Titolo. (R. Morris)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle


Capitolo 6

Gli eventi

IL PARCO

Le Fontane dell’amore (H.Golba)

Dafne (G. Spagnulo)

Melanconia II (R. Morris – C. Parmiggiani)

Grande estruso (F.Corneli)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

LA VILLA

Sonata a sette….. (P.Fogliati)

Albero d’acqua + labbra (G. Penone)

L’Italia di Prato ( L.Fabro)

Pendant (G.Paolini)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

LA FATTORIA

Senza titolo /M. Abakanowicz)

Anello verde di Prato (R.Long)

Collage di un musicista (G. Chiari)

Non dove (E.Vedova)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

PARCO

Le reti di Solomone (Aycock)

VILLA

VINCItore (M.Paladino)

FATTORIA

la mia idea del cosmo ( E.Mattiacci)

VILLA

Pelli di mucca……… (G. Zorio)

Le immagini utilizzate sono state selezionate dal sito ufficiale COLLEZIONE GORI – Fattoria di Celle

PARCO

La cerimonia del tè(A. (D. Karavan)

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Gli eventi

Opportunamente e perfettamente organizzata la visita alla collezione risulta meta ambita da migliaia di artisti, esperti, cultori e appassionati ogni anno, e riveste un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni che si aprono all'arte contemporanea. L’opera di puro mecenatismo intrapresa dal Gori ha dato alla Provincia di Pistoia la possibilità di valorizzare un territorio che con il lavoro del collezionista è riuscito a acquisire una valenza artistica di eccellenza e qualità nel mondo.

Capitolo 6

Durante le edizioni di “Vestire il paesaggio” negli anni 2007 e 2010 la collezione artistica della Fattoria di Celle ha avuto un ruolo di primissimo piano nello sviluppo e nella organizzazione degli eventi. Nel 2007 grazie alla fattiva collaborazione del Gori all’interno dei locali della Fattoria è stato organizzato il convegno dedicato alla realtà vivaistica e alle potenzialità produttive per il paesaggio a cui è seguito un dibattito sul tema che coinvolse un alto numero di interessati i quali, in un secondo momento, poterono effettuare anche la visita guidata alla collezione artistica .

Il Gori dimostrando nella sua opera grande attenzione è riuscito nell’intento di allargare gli orizzonti artistici di tutta la nostra comunità mettendo a disposizione il suo “romantico giardino”. Nel parco ha realizzato un percorso unico nel suo genere, completamente a disposizione di tutti coloro che, con adeguato anticipo e secondo le regole organizzative richieste, ne siano interessati e vogliano partecipare alle viste necessariamente guidate da esperti.

Il grande lavoro effettuato da Giuliano Gori ci ha potuto accompagnare anche durante l’edizione di “Vestire il paesaggio” del 2010 durante la quale la Fattoria di Celle è stata meta ambita di visitatori e di collezionisti partecipanti alla seconda edizione della manifestazione organizzata dalla Provincia di Pistoia. Al Gori e alla sua famiglia va quindi rivolto un ulteriore ringraziamento per l’opera svolta a livello culturale ed artistico. In momenti come quelli attuali trovare persone che amano l’arte e la mettono a disposizione di tutti in modo disinteressato ma assolutamente partecipe e fattivo non è una cosa ricorrente. Con l’attenta opera di Gori siamo riusciti a crescere tutti e a farlo assieme a tutto il territorio utilizzando una sinergia che non è sicuramente di facile realizzazione soprattutto nel contesto socio politico che stiamo vivendo. Chiudiamo questo paragrafo sperando che oltre ad illustrare una vera eccelleza pistoiese si sia riusciti anche a valorizzare, se mai ce ne fosse necessita, un luogo di enorme valore artistico e un uomo ed una persona eccezionale che ha dimostro di possedere, inoltre, un grande profilo culturale.


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Gli eventi

Il Funaro a Vestire il Paesaggio Nell’ambito della manifestazione, preziosissima è stata la collaborazione con il Centro Culturale il Funaro di Pistoia, che ha offerto indimenticabili immagini di Vestire il Paesaggio.

Il Funaro, nato nel settembre del 2009 grazie all’impegno di un gruppo di operatori ed artisti, si è sviluppato come centro culturale indipendente divenendo residenza per artisti della scena internazionale, oltre che come spazio aperto dedicato alla cultura, alla formazione e all’integrazione sociale a disposizione dei cittadini. La collaborazione di Vestire il Paesaggio con il Funaro si è articolata in più passaggi ed in diversi luoghi. A Pistoia nella sede di via del Funaro, sono stati esposti i disegni dei bambini di “Mi vesto di verde!” in un suggestivo allestimento d’altri tempi. A Villa “La Magia” a Quarrata, gli attori ed i figuranti di “Memorie fuori porta”, hanno accolto gli ospiti all’apertura del convegno rendendo indelebile la memoria del luogo e creando un paesaggio nel paesaggio.

Alle Terme “Tettuccio” di Montecatini, l’evocazione del paesaggio del percorso narrativo “Sguardo escluso”, ha concluso l’edizione 2010 di Vestire il Paesaggio. Il percorso narrativo “Lo sguardo escluso” alle Terme Tettuccio di Montecatini La manifestazione del 2010 su come si pensa e si produce il paesaggio, non poteva concludere quindi il suo percorso così intenso di idee ed esperienze, se non con un evento culturale dedicato ad esso.

Capitolo 6

Nello splendido cortile delle Terme Tettuccio di Montecatini, sul palco dei concerti, incorniciato da un’imponente colonnato marmoreo, l’attore Massimo Grigò, accompagnato dalle musiche di Rony Bargellini, ha dato vita ad un percorso narrativo sul tema del paesaggio con “Lo sguardo escluso”. Una veglia d'altri tempi, dal tono complice e confidenziale, che si è aperto con: …Giacomo Leopardi ci insegna che il modo migliore di vedere il paesaggio consiste nello stare dietro una siepe ed escludere la vista. In un certo senso, fare finta di non esserci. Immaginare un paesaggio, sentirne gli odori, i rumori, le sensazioni epidermiche è l'unico approccio possibile. E' l'immaginazione che ci permette il salto di qualità indispensabile a renderci consapevolmente parte del tutto, a realizzare il dolce naufragio. E' così che, attraverso lo sguardo escluso dei poeti e dei grandi narratori che ci possiamo appropriare di un paesaggio, fissarlo per sempre nel nostro immaginario e renderlo immune agli inevitabili cambiamenti che l'opera, spesso sconsiderata o criminale, dell'uomo apporta. “Il paesaggio non è una semplice fotografia dell'occhio. Anche noi quando vediamo un paesaggio, lo vediamo già dato da una memoria culturale. Una volta fissato memorabilmente da uno scrittore, tracciato dal colore psichico della scrittura che lo ha dipinto, quello rimane il vero, il reale, l'autentico paesaggio”. Possiamo visitare Recanati e passeggiare fin sul “monte” Tabor, ma qualsiasi cosa vi si possa trovare, qualsiasi autostrada si possa scorgere o anche solo udire dal colle, quali che siano i mutamenti apportati nel tempo quello resta per noi Il paesaggio che Leopardi ci consegna per sempre…

Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare. E si conclude con la poesia “Disdetta” del grande Giorgio Caproni:

E ora che avevo cominciato a capire il paesaggio: “Si scende”, dice il capotreno. “E' finito il viaggio”.


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