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8-04-2009

Cara>eris-che


Rischi
derivan-
dall’uso
 dell’azoto
liquido


•  L'azoto
è
un
gas
molto
comune
in
natura
(compone
il
 79%
dell'atmosfera
terreste)
che
ha
un
punto
di
 ebollizione
molto
basso,
a
77,35
K,
(‐195,82
°C).

 •  Quindi
se
viene
rido>o
allo
stato
liquido
per
 compressione,
poi
può
essere
trasportato
so>o
 pressione,
e
quando
viene
liberato,
assorbe
grandi
 quan-tà
di
calore
per
poter
evaporare.



Servizio
di
Prevenzione
e
Protezione

 ‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐
 Università
degli
Studi
della
Tuscia
di
Viterbo



Cara>eris-che
 •  Con
questo
sistema
l'azoto
 liquido
può
essere
u-lizzato
 come
potente
refrigerante.

 •  Per
o>enere
temperature
 inferiori
in
genere
è
necessario
 l'elio
liquido.


Premessa
 •  L’uso
di
liquidi
criogenici
é
 diventato
frequente
nella
tecnica
 moderna,
nell’industria
e
nei
 laboratori.
 •  Ques-
gas,
infaY,
hanno
in
 comune
due
proprietà:
la
 temperatura
estremamente
 bassa
ed
il
notevole
aumento
di
 volume
che
accompagnano
la
 vaporizzazione.


Biologia
 •  In
campo
biologico
l'azoto
liquido
viene
 adoperato
per
la
conservazione
di
materiale
 biologico
o
di
origine
biologica
per
lunghi
 periodi.

 •  Viene
dunque
adoperato
per
lo
stoccaggio
di
 linee
cellulari
adoperate
nella
ricerca
 scien-fica,
o
di
campioni
di
liquido
seminale,
o
 per
la
conservazione
a
lungo
termine
di
 proteine
par-colarmente
labili.


Premessa
 •  Daremo
le
prescrizioni
par-colari
 rela-ve
all’azoto
liquido
per
prevenire
 infortuni
causa-
dalle
sue
proprietà.

 •  E’
necessario
infaY
che
l’u-lizzatore
 conosca
profondamente
le
proprietà
dei
 gas
e
dei
liquidi
criogenici
con
cui
opera,
 le
istruzioni
d’uso
delle
apparecchiature
 e
le
norme
an-nfortunis-che:
solo
così
 potrà
lavorare
in
sicurezza.


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8-04-2009

NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA
 •  Il
conta>o
con
il
liquido
criogenico
 provoca
sulla
pelle
lesioni
del
tu>o
 simili
alle
us-oni
(da
cui
il
nome
di
 us-oni
criogeniche).
 •  L'en-tà
del
danno
aumenta
con
il
 diminuire
della
temperatura
e
con
il
 prolungarsi
della
durata
del
conta>o.
 •  In
caso
di
lesioni
gravi
con
formazione
 di
vesciche,
immergete
la
parte
lesa
in
 abbondante
acqua
non
riscaldata.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA
 •  Il
riempimento
di
un
recipiente
caldo
o
 l’immersione
di
un
ogge>o
caldo
(la
 temperatura
ambiente
é
calda
rispe>o
 alle
temperature
in
ques-one)
deve
 essere
effe>uato
lentamente.

 •  Si
riducono
così
le
conseguenze
 dell’ebollizione
e
si
evitano
spruzzi
di
 liquido.



NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA
 •  Evitate
di
riempire
i
contenitori
oltre
il
 livello
di
sicurezza:
l’eccesso
di
liquido
 aumenta
il
tasso
di
evaporazione
ed
il
 pericolo
di
trabocchi
durante
il
 trasporto.
 •  Per
il
trasferimento
dei
contenitori
pieni
 u-lizzate
sempre
mezzi
appropria-
e
 carrelli
studia-
allo
scopo.
 •  Per
il
trasferimento
dei
contenitori
pieni
 u-lizzate
sempre
mezzi
appropria-
e
 carrelli
studia-
allo
scopo.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA
 •  Applicate
poi
delle
compresse
fredde
e
 trasportate
il
ferito
dal
medico.
 •  Qualora
invece
la
lesione
fosse
 superficiale
(pelle
arrossata
o
piccole
 vesciche),
lavate
la
parte
lesa
in
acqua
 fredda
fino
a
che
il
dolore
non
sia
 passato.

 •  Non
forate
le
vesciche.
 •  Tenetevi
sempre
a
distanza
di
sicurezza
 da
un
liquido
che
bolle
o
che
proieY
 spruzzi
e
ado>ate
le
misure
proteYve


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA


•  Inoltre
si
riducono
notevolmente
le
 sollecitazioni
termiche
indo>e
sul
 materiale
dal
brusco
 abbassamento
di
temperatura.

 •  U-lizzate
pinze
dalla
presa
sicura
 per
immergere
o
estrarre
oggeY
 dal
liquido.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA
 •  Nei
locali
ove
si
faccia
uso
di
liquidi
 criogenici
tenete
sempre
a
portata
di
 mano
una
quan-tà
adeguata
di
acqua
 fredda.
 •  Evitate
di
toccare
con
le
mani
(o
con
par-
 del
corpo
non
prote>e)
tubazioni
o
 recipien-
non
isola-
contenen-
liquidi
 criogenici:
la
superficie
estremamente
 fredda
può
incollarsi
saldamente
alla
 pelle
che
potrà
lacerarsi
quando
 tenterete
di
separarla
dal
metallo.


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8-04-2009

NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
LA
TEMPERATURA


•  Ricordate
che
oggeY
 normalmente
morbidi
e
pieghevoli
 a
temperatura
ambiente,
 diventano
estremamente
duri
e
 fragili
alle
temperature
di
ques-
 liquidi.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
INDUMENTI


•  Protezione
del
capo
 •  U-lizzate
gli
occhiali
di
 sicurezza
muni-
di
apposi-
 ripari
laterali
oppure
una
 visiera.

 •  In
casi
par-colari
indossate
il
 copricapo
di
protezione
(cuffia
 o
elme>o).


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
INDUMENTI


•  Protezione
del
corpo
 •  Indossate
tute
o
camici
 preferibilmente
privi
di
tasche.

 •  Evitare
di
portare
orologi
o
 gioielli.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
–
LA
VENTILAZIONE


•  Tenete
i
liquidi
criogenici
in
ambien-
ben
 ven-la-
in
modo
da
impedire
eccessive
 concentrazioni
di
gas
evaporato.

 •  Atmosfere
sovraossigenate
cos-tuiscono
 pericolo
di
incendio
e
concentrazioni
 eccessive
di
altri
gas
possono
provocare
 l’asfissia.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
INDUMENTI
 •  Protezione
delle
mani
 •  U-lizzate
guan-
di
cuoio
o
di
 amianto
per
maneggiare
 qualsiasi
ogge>o
che
possa
 essere
stato
in
conta>o
con
il
 liquido.

 •  I
guan-
dovranno
calzare
in
 maniera
ampia
in
modo
da
 poterli
ge>are
via
rapidamente
 nel
caso
penetrasse
del
liquido
 all’interno.


NORME
DI
SICUREZZA
GENERALI
‐
INDUMENTI
 •  Protezione
dei
piedi
 •  A>en-
al
rischio
di
versare
il
liquido
criogenico
nelle
 calzature.

 •  Per
precauzione
portare
sempre
i
pantaloni
all’esterno
 di
s-vali
o
scarpe
in
genere.
 •  NON
EFFETTUATE
OPERAZIONI
CON
 AZOTO
SENZA
INDOSSARE
LE
SCARPE
 CHIUSE
 ATTENZIONE:
Se
non
seguite
queste
 disposizioni
vi
esponete
ad
un
rischio
 di
cui
sarete
responsabili.


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8-04-2009

I
recipienJ
 •  I
contenitori
criogenici
sono
 cos-tui-
con
materiali
in
 grado
di
sopportare
brusche
 ed
elevate
variazioni
di
 temperatura.

 •  Possono
essere
di
-po
aperto
 oppure
proteY
da
uno
sfiato
o
 disposi-vo
di
sicurezza
che
 consenta
lo
scarico
del
gas.


I
recipienJ
 •  Tenete
d’occhio
il
 manometro
di
controllo:
la
 pressione
non
deve
 superare
il
60%
del
valore
 di
taratura
della
valvola
di
 sicurezza.
 •  Usate
soltanto
il
tappo
o
il
 coperchio
forni-
con
il
 contenitore.


Travaso
 •  Il
dispenser
va
inserito
a>raverso
il
 collo
del
contenitore
e
immerso
 nel
liquido
sino
in
fondo,
ma
 lentamente. •  Non
esagerate
con
la
pressione!
 •  E’
pericoloso
impiegare
pressioni
 più
elevate
di
quella
appena
 sufficiente
alla
estrazione
del
 liquido.


I
recipienJ
 •  Se
usate
un
disposi-vo
di
spillamento
 (o
dispenser)
oppure
un
beccuccio
 per
il
travaso,
controllate,
ad
intervalli
 regolari,
che
lo
sfiato
non
venga
 ostruito
dal
ghiaccio
formatosi
per
la
 solidificazione
dell'umidità
 atmosferica.
 •  Uno
scarico
inadeguato
può
essere
la
 causa
di
un
eccessivo
aumento
di
 pressione
con
possibile
danno
del
 recipiente
o,
in
casi
limite,
lo
scoppio.


Travaso
 •  Prima
di
procedere
ad
un
 riempimento,
accertatevi
che
il
 contenitore
che
voi
supponete
vuoto
 non
contenga
invece
acqua
o
liquidi
 criogenici. •  Usate
un
imbuto
per
travasare
il
 liquido
in
un
contenitore
di
piccole
 dimensioni.
 •  Meglio
usare
il
disposi-vo
di
 spillamento
a
pressione
(o
dispenser)
 per
estrarre
il
liquido
da
contenitori
 più
grandi.



VenJlazione
degli
ambienJ
 •  L’azoto
liquido
deve
essere
 conservato
ed
u-lizzato
in
ambien-
 ampi
e
ben
ven-la-.

 •  L’evaporazione
anche
di
modeste
 quan-tà
di
azoto
liquido
può
ridurre
 pericolosamente
la
concentrazione
 dell’ossigeno
presente
nell’aria.

 •  Così
può
accadere
che
l’operatore
 perda
completamente
i
sensi
anche
 non
accusando
alcun
malessere
o
 capogiro.



4


8-04-2009

VenJlazione
degli
ambienJ
 •  Un
tenore
di
ossigeno
nell’atmosfera
 inferiore
al
16%
é
pericoloso
per
la
 vita
dell’uomo.
 •  Se
avete
dubbi
sulla
concentrazione
 di
ossigeno
in
un
locale
chiuso
in
cui
 si
conservi
azoto,
ven-late
 abbondantemente
prima
di
entrare.
 •  Non
lasciate
mai
residui
di
azoto
 liquido
in
un
locale
angusto
o
privo
di
 finestre
d’areazione
e
applicate
i
 cartelli
di
pericolo
alla
porta.



Pronto
soccorso
 •  Nel
caso
accada
che
una
persona
 adde>a
alle
lavorazioni
con
azoto
 liquido
vacilli
oppure
perda
i
 sensi,
portatela
in
zona
arieggiata
 e,
se
necessario,
pra-catele
la
 respirazione
ar-ficiale
e
 chiamate
immediatamente
un
 medico
(tel.
118).


fine
 Grazie
per
l’a>enzione
 Franco
CIOCE
 Esperto
Qualificato

 Università
degli
Studi
della
Tuscia
di
Viterbo



• 

Parte
del
materiale
è
tra>o
da
“SEMINARIO
DI
FORMAZIONE
E
INFORMAZIONE
PER
LA
MANIPOLAZIONE
DI
 LIQUIDI
CRIOGENICI”
di
Fabio
Bertocchi
‐
Laboratorio
NMR,
Università
di
Roma
“Tor
Vergata”


5

Azoto  

Cara>eris-che
 Biologia
 1 •  L’uso
di
liquidi
criogenici
é
 diventato
frequente
nella
tecnica
 moderna,
nell’industria
e
nei
 laboratori...

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