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Il coltivatore Reggiano - Aprile/Maggio 2012 - numero 02 del ??/??/2012 - Poste Italiane Spa - Spedizione in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB BO filiale RE - Pubbl. 45% - Prezzo â‚Ź 1,00 - Contiene I.P. e I.R.

NUMERO 02 - Aprile / MAGGIO 2012

Il coltivatore A cura della Coldiretti di Reggio Emilia

Arriva la prima pasta tutta italiana

PAC: Il futuro dell’agricoltura dopo il 2013


editoriale

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Riconosciute le peculiarità dell’agricoltura Arriva la prima pasta tutta italiana Il futuro dell’agricoltura dopo il 2013 La condizionalità ha delle novità Registro dei trattamenti di campagna Servizi innovativi per gli associati Invalidità civile: a chi e come? Avvisi di pagamento per il Consorzio Fitosanitario I cinghiali mangiano 2 q.li di “Parmigiano Reggiano” al giorno Organigramma Coldiretti Reggio Emilia in evoluzione Assemblea Giovani Impresa “Coltiviamo il futuro” Nuovo servizio centralino Gite e soggiorni primavera - estate: si parte!

Il Coltivatore Reggiano N° 02 - Aprile/Maggio 2012 Proprietario: Federazione Provinciale Coldiretti Direttore responsabile: Giovanni Pasquali Autorizzazione del Tribunale Di Reggio Emilia n. 82 del 8.05.1954 Redazione e amministrazione: via Nicolò Copernico 28/a -42124 Reggio Emilia Redazione: Sabrina Campani Pubblicità, impaginazione e stampa: Kaiti expansion s.r.l. via Caduti delle Reggiane 1/G, Reggio Emilia tel. 0522.924196 - fax 0522.232317 info@kaiti.it - kaiti.it

Riconosciute le peculiarità dell’agricoltura

C

Ci siamo impegnati a far riconoscere al Governo le peculiarità proprie del settore agricolo per tutta la durata del tavolo tecnico che ha dato vita al disegno di legge contenete le modifiche sulle misure fiscali e queste sono state riconosciute. Acconti più leggeri, revisione dell’imposta ed esenzione per i terreni montani sono alcune delle modifiche all’Imu che il Governo ha inserito nel decreto sulle semplificazioni fiscali. Sono state accolte tutte le richieste che Coldiretti ha presentato per evitare che venga seriamente compromessa la redditività delle imprese. Siamo consapevoli del periodo difficile che sta affrontando il Paese e noi non ci siamo mai tirati indietro soprattutto quando a governare le scelte sono stati i principi come sostenibilità, equità e riconoscimento delle oggettive peculiarità. E in questo senso va riconosciuto al ministro Catania impegno e determinazione. Le misure fiscali, in particolar modo in relazione all’Imu, comportano un indubbio sacrificio anche per gli agricoltori che va messo in relazione alla fase economica che stiamo attraversando e che ha costretto a forti sacrifici l’intera società italiana. Le ultime modifiche per la fiscalità agricola testimoniano però l’impegno del Governo a tutelare la specificità del settore. Abbiamo chiesto al Governo di tutelare la specificità del settore e di consentire alle aziende agricole una produttiva prosecuzione del loro lavoro e le correzioni introdotte e le scelte adottate nel disegno di legge di delega fiscale sembrano assicurare un quadro complessivo sostenibile. Il Governo infatti ha dimostrato la propria disponibilità a valutare l’entità del gettito Imu sui fabbricati rurali dopo il primo acconto del 30% di giugno e nel caso copioso superamento, come da noi ipotizzato, di ridefinire le aliquote e le agevolazioni in linea con le nuove valutazioni ed eventualmente intervenire prima del saldo di dicembre. Ad oggi quindi ci avviciniamo al pagamento dell’Imu sicuramente turbati ma con alcune miglioramenti in più che rinfrancano: • vengono esentati dall’imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale nei Comuni montani • viene introdotta una franchigia (fino a 6.000 euro) ed una riduzione d’imposta (fino a 32.000 euro). • viene ridotto al 30% il pagamento dell’acconto Imu giugno 2012 per i fabbricati rurali strumentali.

Stampatore: Nuova Grafica scarl - 41012 Carpi (MO)

Il coltivatore

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primo piano

prima pasta italiana

Arriva la tutta

Dal campo allo scaffale Coldiretti, Coop Italia e Legacoop agroalimentare lanciano il prodotto simbolo della cucina nazionale

C “

Il grano con cui è fatta cresce con il nostro sole, la nostra acqua e solo nelle nostre regioni

4 Il coltivatore

Con la crisi arriva la prima pasta “autarchica” tutta italiana dal campo allo scaffale, che valorizza esclusivamente il territorio, il grano e il lavoro degli italiani, ma è soprattutto il frutto della prima esperienza innovativa di co-imprenditorialità che taglia la filiera e garantisce una più equa ripartizione del valore aggiunto generato da un prodotto di una superiore bontà, qualità e sicurezza. L’iniziativa è di Coldiretti, Coop e Legacoop Agroalimentare che hanno scelto il prodotto simbolo della cucina nazionale per avviare una collaborazione senza precedenti, con l’obiettivo di dimostrare come mettendo a sistema gli elementi distintivi del Paese si possano trovare occasioni di crescita trasformando dichiarati punti di debolezza in altrettanti punti di forza. «Con la pasta tutta italiana nasce la prima esperienza di co-imprenditorialità – commenta il presidente di Coldiretti Reggio Emilia Marino Zani, intervenuto alla presentazione. Un accordo diretto tra Consumatori e Produttori che garantisce la provenienza e la

tracciabilità, accorcia la filiera e assicura una equa distribuzione del valore. Così facendo viene offerto ai consumatori un prodotto di altissima qualità che valorizza il territorio, il grano e il lavoro degli italiani, a partire dalle aree più difficili del Paese». Una sorta di “compromesso storico” della tavola tra soggetti a volte antagonisti lungo la filiera che nell’interesse generale hanno deciso però di mettere insieme le risorse migliori dell’Italia e degli italiani: 100% italiano è il grano, 100% italiani sono i luoghi di produzione e vendita, 100% italiani sono gli imprenditori, le più grandi organizzazioni dei produttori agricoli e della distribuzione italiana. L’origine del grano è un vantaggio anche per i consumatori per la maggiore qualità complessiva e il minore contenuto di aflatossine, classificate potenzialmente cancerogene, che aumentano con i lunghi trasporti nel grano importato e la conservazione in ambienti umidi, come ha confermato il nutrizionista Giorgio Calabrese.


primo piano

La pasta di altissima qualità della filiera agricola italiana arriva negli scaffali degli oltre 1400 punti vendita di Coop con il marchio unico 100% Italia in 5 formati, trafilata al bronzo, essiccazione lenta, qualità ottima, no ogm. Il primo di una linea che, a regime, includerà altri prodotti eccellenti della tradizione gastronomica italiana. Non è un caso che a cucinare per la prima volta la pasta sia stato scelto uno chef italianissimo, un maestro della cucina di casa nostra come Massimo Bottura. E a sancire l’inizio di una collaborazione che vede come co-protagonisti le più importanti organizzazioni dei produttori e dei consumatori italiani la presenza del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. “In un momento in cui il Paese sta cercando nuove strade per tornare a crescere noi offriamo una esperienza concreta nell’agroalimentare, leva competitiva che mette a sistema le straordinarie capacità imprenditoriali e le potenzialità dei nostri territori- afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini. L’Italia costruirà il proprio futuro tornando a fare l’Italia, ovvero valorizzando al meglio quello che ha già di unico e di esclusivo, a cominciare dal cibo”. Tra gli altri co-protagonisti il CSQA, l’ente di certificazione indipendente che ha il compito di tracciare l’intera filiera e che ha guidato i tre protagonisti del progetto nel percorso di coinvolgimento che ha permesso di giungere alla definizione concordata del prezzo minimo equo da pagare agli agricoltori. Ovvero un prezzo adeguato sia per gli investimenti effettuati sia per la remunerazione del lavoro e dei mezzi di produzione. Per gestire nel tempo il progetto inoltre è attivato un Comitato di Gestione della Filiera in Coimprenditorialità a cui spetta anche la decisione sul reinvestimento degli utili al singolo agricoltore che il prezzo del grano coprirà in ogni caso i costi di produzione e al consumatore di acquistare la migliore qualità al giusto prezzo. Un’altra importante vittoria del vero Made in Italy è l’annuncio della cessione da parte della

finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico, Simest, delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy. Una conclusione positiva, a cui anche il nostro territorio e le sue istituzioni hanno dato un importante contributo, infatti la Provincia, numerose amministrazioni comunali e i consorzi di tutela hanno adottato delibere con le quali si denunciava che le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza con prodotti autentici del Made in Italy. Lactitalia ha annunciato che ‘’Simest ha portato a conclusione la procedura di partecipazione alla società dalla quale è uscita con la cessione delle quote’’ dando piena adesione al rafforzamento del contrasto all’italian sounding e alla diffusione del made in Italy, cosi come indicato da una recente direttiva del Ministero dello sviluppo economico’’. Simest ha prontamente recepito la direttiva in materia agroalimentare emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede la revoca di partecipazioni deliberate, qualora le imprese pongano in essere pratiche commerciali in grado di indurre in errore i consumatori, anche nei mercati esteri, circa l’origine italiana dei prodotti commercializzati, sia attraverso elementi specifici dei prodotti stessi che del relativo packaging’’. Una vicenda incredibile si è chiusa positivamente ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse. Per questo ora l’impegno del Governo e del Parlamento deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy.

Dall’alto: Chef Massimo Bottura e Sergio Marini; sotto: Marino Zani alla presentazione della Pasta 100% Italia

Pasta 100% Italia = buona al 100%

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opportunita’

agricoltura 2013

Il futuro dell’ dopo il

Le prime proposte della Politica agricola comunitaria che riguarderanno le opportunità dal 2014 al 2020

I Fausto Castagnetti

Dacian Ciolos, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, e Sergio Marini

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Il Commissario all’agricoltura europeo Dacian Ciolos ha presentato nell’autunno scorso la proposta di riforma della PAC, che riguarderà il periodo 2014/2020, ora in discussione in tutti i Paesi facenti parte dell’Unione Europea per arrivare entro la fine dell’anno al documento definitivo che dovrà essere votato in Commissione Agricoltura a Bruxelles. Gli aiuti Pac agli agricoltori italiani registreranno una diminuzione a regime del 6%, pari a circa 285 milioni di euro in meno all’anno rispetto al 2013. La struttura giuridica della nuova Pac non è cambiata ed è formata da due pilastri (Aiuti diretti e Psr) e da quattro regolamenti (pagamenti diretti, Ocm unica, sviluppo rurale e finanziamento della Pac). Per quanto riguarda i pagamenti diretti viene previsto un processo di convergenza del livello medio dei pagamenti diretti del 1° pilastro tra i vari Paesi, al fine di ridurre le attuali disparità e promuovere una equa distribuzione del sostegno finanziario con un adattamento parziale e graduale. «Il calo delle risorse al nostro paese è uno degli effetti più evidenti della proposta presentata dalla Commissione Ue - commenta il presidente della Coldiretti reggiana Marino

Zani. La proposta cosi come è non va bene e si prospetta una trattativa tutta in salita ma metteremo in campo ogni azione utile per realizzare una riforma della Pac più equa e giusta perché, in un momento di forte crisi economica, le risorse vanno indirizzate verso una agricoltura che dà risposte in termini di competitività, occupazione, sicurezza alimentare e soprattutto verso chi l’agricoltura la fa sul serio e ci vive». Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, il testo – ha rilevato Coldiretti - li definisce solo in base alla quantità di aiuti che ricevono premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti. La proposta, inoltre, prevede una riduzione del budget che – sostiene Coldiretti - l’Italia non merita affatto anche considerando che aumenta in modo significativo il divario tra le risorse che il nostro Paese versa all’Unione Europea e quello che recupera attraverso la Politica agricola. Risorse Il massimale per i pagamenti diretti assegnato all’Italia nel 2014 è di 4,024 miliardi di euro che, in seguito al processo di convergenza, ridistribuzione degli aiuti fra Stati Membro, si ridurrà nel 2019 a 3,842 con -4,5%. La diminuzione ef-


opportunita’

fettiva è però del 6,9%, considerando il massimale del 2013 di 4,125 miliardi di euro. Tetto massimo agli aiuti La proposta prevede l’istituzione di un tetto massimo agli aiuti di 300 mila euro per azienda con l’applicazione di riduzioni in base a scaglioni degli aiuti dai 150 ai 300 mila. Le riduzioni possono però essere attenuate in relazione al numero dei dipendenti e ai salari pagati dall’azienda. Più lavoro si impiega e minore è la riduzione degli aiuti diretti. Agricoltore attivo La proposta definisce “agricoltore attivo” le aziende individuali o società che ricevono aiuti diretti per almeno il 5% dei proventi ottenuti da altre attività non agricole. Il criterio non si applica a chi riceve meno di 5.000 euro in pagamenti diretti, che in Italia rappresentano l’88,5% dei beneficiari Pac. Riformulazione dei pagamenti diretti La proposta di regolamento prevede un’articolazione in sei tipologie di pagamenti diretti, da attivare entro percentuali del massimale nazionale, parzialmente flessibili rispetto alle scelte dei singoli Stati: 1) pagamento disaccoppiato di base (obbligatorio); 2) pagamento disaccoppiato ecologico o greening (obbligatorio); 3) pagamento disaccoppiato alle aree svantaggiate (facoltativo); 4) pagamento disaccoppiato giovani agricoltori (obbligatorio); 5) pagamento disaccoppiato piccoli agricolto-

ri (obbligatorio); 6) pagamento accoppiato per settori strategici, tipo art. 68 (facoltativo). 1) Pagamento di base e valore dei titoli A partire dal 2014 entrerà in vigore il regime del pagamento di base assegnato in modo uniforme a tutte le aziende, non più in relazione alle specifiche coltivazioni (accoppiato) ma per la coltivazione scelta in base alla all’attività aziendale o all’andamento del mercato (disaccoppiato). Il vecchio pagamento unico aziendale è destinato a scomparire. Entro il 2019 tutti i titoli all’aiuto saranno uniformati nel valore in modo graduale, tenendo però parzialmente in considerazione i criteri storici per il calcolo del valore dei titoli, per evitare pesanti e immediate conseguenze per gli agricoltori. 2) Pagamento ecologico o greening Gli agricoltori che hanno diritto al pagamento di base dovranno osservare le pratiche agricole salvaguardando il clima e l’ambiente attraverso la diversificazione delle colture, il mantenimento dei pascoli permanenti e la destinazione di superfici a fini ecologici. Gli agricoltori che rispetteranno tali pratiche, gli agricoltori biologici e le aziende in aree Natura 2000 (zone con particolari habitat), avranno diritto ad un pagamento a superficie calcolato sulla base del 30% del massimale nazionale. 3) Pagamento per zone svantaggiate La proposta prevede il pagamento agli agricoltori la cui azienda sia ubicata, in parte o totalmente, nelle aree soggette a svantaggi na-

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opportunita’

turali come stabilite dal nuovo regolamento sullo sviluppo rurale, utilizzando sino al 5% del massimale nazionale. 4) Pagamento per i giovani agricoltori Viene istituito un pagamento annuale ai giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda, o che hanno già presentato nei cinque anni precedenti la domanda al regime dei giovani agricoltori del Psr e che hanno meno di 40 anni di età al momento della presentazione della domanda. 5) Pagamento piccoli agricoltori Inoltre viene previsto per i piccoli agricoltori, ovvero che hanno diritto a ricevere un contributo tra i 500 e i 1.000 euro, un pagamento semplificato che sostituisce tutti gli altri pagamenti diretti. Per finanziare tale pagamento gli Stati possono utilizzare fino al 10% del massimale nazionale annuale. 6) Pagamento per settori strategici Permane la possibilità per gli Stati di destinare fino al 5% (deroghe sino al 10%) del massimale per concedere alle aziende agricole aiuti accoppiati a favore di settori o aree con particolari difficoltà e particolare importanza per ragioni economiche, sociali e ambientali, a condizione che l’aiuto serva per mantenere il livello attuale di produzione. Misure di Mercato (OCM Unica e OP) La proposta di regolamento istituisce una unica organizzazione comune di mercato per tutti prodotti agricoli che prevede, per evitare turbative di mercato e salvaguardare il reddito degli agricoltori, il mantenimento dell’intervento pubblico per alcuni settori (cereali, riso, burro, latte in polvere, carni bovine) e dell’ammasso privato (zucchero bianco, olio d’oliva, lino da fibra, carni bovine fresche o refrigerate, burro, latte scremato in polvere, carni suine, ovine e caprine). Inoltre, taluni aiuti settoriali vengono soppressi (per esempio latte scremato in polvere, il luppolo e i bachi da seta) così come il sistema delle quote di zucchero dal 30 settembre 2015. Viene previsto il riconoscimento delle organizzazioni di produttori e delle loro associa-

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zioni, nonché organizzazioni interprofessionali, da parte degli Stati membri, a tutti i settori coperto dall’OCM unica. Inoltre, il sostegno per la costituzione di gruppi di produttori per tutti i settori, viene collocato nella politica di sviluppo rurale. La proposta prevede uno strumento per l’applicazione di misure eccezionali per risolvere problemi specifici e di misure di sostegno per malattie animali o perdita di fiducia dei consumatori. Inoltre, la clausola di perturbazione di mercato è estesa per coprire tutti i settori dell’attuale Ocm unica. Infine, per consentire agli Stati membri di rafforzare la politica di sviluppo rurale, per gli anni 2014-2019, viene introdotta una certa flessibilità con la possibilità di trasferimento sino al 10% dell’importo dei pagamenti diretti dal 1° al 2° pilastro. Anche la Corte dei Conti europea, nel formulare il suo parere sulla proposta della riforma Pac, ha evidenziato degli aspetti particolarmente critici come la complessità del quadro normativo, oneri amministrativi eccessivi, mancanza di performance dei pagamenti diretti, inadeguatezza dell’indicazione degli obiettivi e del livellamento agli aiuti e limiti all’ingresso per i giovani agricoltori. In particolare, la Corte riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per semplificare le disposizioni della Politica agricola ma ritiene che il quadro normativo resti troppo complesso. Nonostante la dichiarata volontà di focalizzarsi sui risultati, tale politica continua ad essere fondamentalmente concentrata sulla spesa e sul controllo della spesa e, di conseguenza, più orientata alla normativa piuttosto che al risultato. La Corte esprime un parere anche in merito all’intento della Commissione di destinare i pagamenti agli “agricoltori in attività” e ritiene che permanga il rischio che i pagamenti possano ancora essere eseguiti anche a favore di beneficiari che non esercitano alcuna attività agricola. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la Corte ha sottolineato l’importanza di definire gli obiettivi concreti specifici perseguiti dalle misure proposte e di far sì che il sostegno sia mirato alle zone rurali che più ne necessitano.


Adempimenti

condizionalità

La ha delle novità

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Con il 2012 sono state introdotte fasce tampone lungo i corsi d’acqua

La condizionalità rappresenta gli impegni che gli agricoltori devono rispettare per accedere agli aiuti comunitari diretti. La tutela dell’ambiente, la sicurezza alimentare dei consumatori, la salvaguardia igienicosanitaria e il benessere degli animali sono gli obiettivi fondamentali che ha posto l’Unione Europea. In questo modo attraverso l’applicazione della condizionalità l’Unione Europea fa rispettare le buone pratiche agricole e modalità operative più rispettose della sicurezza alimentare, dell’ambiente e del benessere animale. La condizionalità si applica attraverso un insieme di ATTI, chiamati Criteri di Gestione Obbligatori (C.G.O.) e di NORME, definite Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (B.C.A.A.). Gli adempimenti, che le aziende agricole devono rispettare per poter beneficiare di pagamenti diretti, sono da tempo in vigore ma solamente a partire dal 2005 il rispetto

di tali adempimenti è diventata “condizione” necessaria per percepire gli aiuti diretti. Dal 2012 gli impegni dei requisiti minimi per il PSR (che rimangono invariati) si applicano alle aziende con terreni che ricadono non soltanto all’interno delle Zone Ordinarie, ma anche nell’ambito delle Zone Vulnerabili ai Nitrati e sono state introdotte le fasce tampone lungo i corsi d’acqua. Le fasce tampone devono avere almeno una larghezza di 5 metri lungo i corsi d’acqua, intesa come superficie stabilmente inerbita spontanea o seminata oppure arbustiva od arborea spontanea od impiantata, al fine di proteggere le acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento derivante dall’attività agricola. Nel caso di corsi d’acqua senza della fascia

Angelo Cabassi

tampone, l’agricoltore è tenuto alla sua costituzione. L’ampiezza della fascia tampone viene misurata prendendo come riferimento il ciglio di

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Adempimenti

Corsi d’acqua Naturali T. Liocca R. Andrella T. Lonza T. Tassobbio R. Maillo T. Crostolo T. Campola T. Modolena T. Quaresimo Rio Moreno T. Rodano - Canalazzo Tassone T. Acqua Chiara F. Secchia T. Riarbero C.Le Cerretano R. Ozola T. Lucola R. Spirola T. Secchiello T. Tresinaro Corsi d’acqua Artificiali Canalazzo di Brescello Can. S. Silvestro Cavo Cava Cavo Bandirola Cavo Macera Coll. Alfiere Coll. Impero Fosso Canalazzo Cavo Parmigiana Moglia Cavo Dugara Scaloppia Can. di Risalita Can. Castelnuovo Cavo Bondeno Cavo Diversivo Bresciana Cavo Linarola Cavo Naviglio Coll. Principale (Mantovane Reggiane) Can. Redefossi Cavo Tagliata Fossa Luzzarese

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sponda; i 5 metri si devono considerare al netto della superficie eventualmente occupata da strade, eccetto i casi di inerbimento, anche parziale, delle stesse. Si intende per: • Ciglio di sponda: il punto della sponda dell’alveo inciso (o alveo attivo) a quota più elevata; • Alveo inciso: porzione della regione fluviale associata a un corso d’acqua compresa tra le sponde dello stesso, sede normalmente del deflusso di portate inferiori alle piene esondanti; • Sponda: alveo di scorrimento non sommerso; • Argine: rilevati di diverse tipologie costruttive, generalmente in terra, che servono a contenere le acque, onde impedire che dilaghino nei terreni circostanti più bassi. Per le scoline e i fossi collettori (fossi situati lungo i campi coltivati per la raccolta delle acque in eccesso) e le altre strutture idrauliche artificiali, prive di acqua propria e destinate alla raccolta e al convogliamento di acque meteoriche, presenti temporaneamente non sono necessarie le fasce tampone. Ma sono esclusi anche gli adduttori d’acqua per l’irrigazione, rappresentati dai corpi idrici le cui acque sono destinate soltanto ai campi coltivati, i corpi idrici in cui la quota del fondo risulta essere superiore rispetto al campo coltivato e i corpi idrici provvisti di argini rialzati rispetto al campo coltivato

che determinano una barriera tra il campo e l’acqua. Nelle fasce tampone è vietato effettuare ogni lavorazione ad eccezione di quelle necessarie alla capacità filtrante della fascia stessa. Inoltre è vietato applicare fertilizzanti inorganici, è assoggettato alla normativa vigente l’uso dei letami, concimi azotati e ammendanti organici e l’uso dei liquami è soggetto alla direttiva Nitrati. Sono esclusi dall’obbligo di estirpazione gli impianti arborei eventualmente ricompresi nella fascia tampone già esistenti dallo scorso anno. È possibile l’impianto ed il reimpianto purchè vengano rispettati gli obblighi inerenti la fascia tampone. Sono ammesse deroghe rispetto agli impegni nei casi di coltivazione di risaie, di superfici ricadenti in “aree montane” e di terreni stabilmente inerbiti per l’intero anno solare. Per il primo anno di applicazione sono esentate dall’impegno anche le superfici già investite a cereali autunno-vernini seminate antecedentemente all’entrata in vigore del suddetto decreto.


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Servizi

Servizi innovativi

per gli associati

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Opportunità e convenienza per la telefonia, assicurazioni ed energia

La Coldiretti si apre a nuovi servizi per andare incontro ai propri associati e trovare sempre più soluzioni convenienti nello svolgere delle proprie attività. Le ultime nate sono la telefonia con Agritel, l’assicurazione infortuni per i pensionati con Green, l’energia e il gas con Unogas. Agritel è una società creata da Coldiretti per accentrare i costi di telefonia per tutte le strutture Coldiretti e oggi allargata a tutta la community per offrire un risparmio economico. Uno sportello di Agritel infatti è attivo presso tutti gli uffici Zona di Coldiretti a cui rivolgersi per ricevere una comparazione dei piani tariffari e, verificato l’effettivo risparmio sul costo della bolletta, procedere con la stipula del contratto e la successiva assistenza. Una idea dell’effettiva convenienza: 0,06 euro al minuto verso tutti gli operatori mobili e verso la rete fissa! Anche per sottoscrivere la Polizza Infortuni Pensionati Coldiretti, polizza studiata appositamente per i pensionati iscritti a Coldiretti con meno di 85 anni, è possibile recarsi presso gli uffici Zona. La polizza ha un costo di 100 euro all’anno e copre 24 ore su 24, le attività in azienda e fuori

dall’azienda. Quindi sia che il pensionato guidi il trattore, si occupi di giardinaggio o vada a giocare a bocce la polizza infortuni lo copre con un valore assicurato di 150 mila euro per invalidità permanente e di 75 mila euro in caso di morte. Tra i servizi che Coldiretti propone ai propri associati c’è anche la consulenza per scegliere la convenienza per energia e gas. Infatti Unogas è oggi uno dei primi operatori privati nella vendita di gas naturale in Italia con una rete di consulenti energetici, che, oltre alla fornitura di servizi, propongono soluzioni tecnologicamente innovative, in un’ottica di risparmio e di utilizzo razionale dell’energia. Basta attivare contratti per l’approvvigionamento energetico destinati all’uso agricolo per beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 10% per la fornitura di energia elettrica e di gas destinata all’azienda. Il consulente Unogas fornisce la modulistica per richiedere la riduzione e segue nelle procedure contrattuali. Gli uffici Zona di Coldiretti diventano dunque referenti non solo per le pratiche legate all’azienda agricola e ai servizi alla persona ma anche per la consulenza relativa a servizi innovativi come la telefonia mobile, le assicurazioni e la fornitura di energia.

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Epaca

Invalidità civile: a chi e come?

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Procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile e legge 104

Elena Comitini

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La legge italiana accorda dei benefici a chi viene riconosciuto invalido civile, portatore di handicap, non vedente e affetto da sordità acquisita in età prelinguale. Le persone con minorazioni o infermità di tipo fisico, psichico o sensoriale, che provochino limitazioni di carattere funzionale, possono fare domanda perché venga riconosciuta loro, dall’Inps, l’invalidità civile. Sono considerati invalidi civili i cittadini con difficoltà a svolgere i compiti e le normali funzioni della propria età, se minori di 18 anni o maggiori di 65, oppure che abbiano una riduzione della capacità lavorativa di almeno un terzo. Il riconoscimento dell’invalidità civile dà diritto ad agevolazioni e prestazioni assistenziali di vario tipo - se si hanno i necessari requisiti, e sulla base di specifiche tabelle - tra cui la pensione d’inabilità, l’indennità di accompagnamento, l’indennità mensile di frequenza e l’assegno sociale. Ecco allora una guida per richiedere l’invalidità civile 1. Recati dal tuo medico di fiducia o dal medico convenzionato Epaca Coldiretti e chiedi che ti rilasci il certificato per l’invalidità, che dovrà essere da lui trasmesso telematicamente all’INPS. 2. Il medico ti restituirà la stampa del certificato ed una ricevuta con il numero di pratica da esibire al momento della domanda e della visita. 3. Recati nella sede a te più vicina del Patronato Epaca per inoltrare gratuitamente la domanda di invalidità civile ricordandoti di portare con te la ricevuta del certificato

medico inviato telematicamente dal medico. 4. Inoltrata la domanda di invalidità civile riceverai nel tuo domicilio la lettera di convocazione con indicata la data e l’ora in cui si terrà la visita medica . 5. A questo punto, dovrai presentarti all’accertamento presso l’Asl competente. Al termine del procedimento di accertamento ti verrà notificato il verbale sanitario. 6. Porta il verbale al Patronato Epaca per verificare l’esito, nel caso questo dovesse essere negativo, potrai fare ricorso con la tutela e l’assistenza necessaria del tuo patronato,qualora, invece, la richiesta di invalidità dovesse essere accettata il tuo patronato ti dirà quale documentazione è necessaria per ricevere la prestazione di tua spettanza. Ogni anno l’Inps ha l’obbligo di verificare la permanenza dei requisiti per il pagamento delle prestazioni assistenziali agli invalidi civili, tramite la richiesta di moduli ai diretti interessati. La novità è che dal 2011 anche i moduli Icric (richiesto ai titolari di indennità di accompagnamento o di frequenza) e Iclav (per i titolari di assegno mensile) vanno presentati per via telematica. Il modo più semplice per effettuare tale spedizione è quello di rivolgersi, ad esempio, al Caf Coldiretti che ha stipulato una convenzione con l’Inps per questo servizio. Tutto ciò interessa anche gli invalidi civili titolari di indennità di frequenza e i titolari di pensione sociale o di assegno sociale. Per questi ultimi, è stato predisposto il modello Accas/Ps, anch’esso presentabile più facilmente tramite il Caf.


Notizie Flash

pagamento per Consorzio Fitosanitario

Avvisi di il

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in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

Il Consorzio Fitosanitario Provinciale e il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale riscuoteranno in modo congiunto i contributi a carico dei consorziati, proprietari o usufruttuari di terreni di Reggio Emilia. Questa sinergia, oltre a comportare una riduzione dei costi di riscossione a carico dei due Consorzi, faciliterà i contribuenti, chiamati a versare i contributi un’unica volta, con risparmio economico e di tempo. Circa 11.000 contribuenti del Fitosanitario, anche contribuenti del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, riceveranno un unico Avviso di pagamento con gli importi dovuti ad ogni Consorzio distinti con unico pagamento, con diverse modalità a disposizione. Diverse anche le scadenze di pagamento, differenziate in base all’importo dovuto per la Bonifica, a cui viene poi sommato l’importo dovuto per il Consorzio Fitosanitario. In dettaglio: per i contribuenti che solo di Bonifica pagano importi inferiori a 70 euro è prevista una rata unica con scadenza il 31 marzo; per i contribuenti che solo di Bonifica pagano importi superiori a 70 euro è

possibile effettuare il pagamento in una rata unica con scadenza 31 marzo oppure dividere il pagamento in due rate il 15 marzo e il 30 aprile. Per 1.890 contribuenti del Fitosanitario con proprietà nei Comuni di Luzzara, Reggiolo e Rolo, al di fuori del comprensorio della Bonifica dell’Emilia Centrale, l’Avviso di Pagamento è previsto in una rata unica con scadenza il 31 marzo, utilizzando le stesse modalità degli altri, sempre attraverso i canali messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Restano inoltre circa 200 intestazioni per le quali non è stato tecnicamente possibile fare confluire i dati dei due Consorzi in un unico Avviso di pagamento. Pertanto, questi contribuenti riceveranno ancora due Avvisi, uno per il Fitosanitario ed uno per la Bonifica. Avvisi importanti: 1) Tutte le scadenze per il pagamento sono prorogate di 15 giorni, senza ulteriori aggravi, in caso di avviso recapitato in ritardo 2) Sono revocati tutti gli ordini di addebito in conto corrente utilizzati finora con Equitalia.

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Opportunita’

cinghiali

I “mangiano” 2 q.li di Parmigiano Reggiano al

giorno

Piano di controllo necessario per ridurre i gravi danni alle coltivazioni agricole e preservare l’ambiente.

I

13 cinghiali per 100 ettari contro i 3 auspicabili, 110 km di filo elettrificato steso per recintare 150 appezzamenti

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I cinghiali “mangiano” in un anno oltre 150mila euro di produzioni agricole reggiane. Danni stimati, danni dichiarati, mancata produzione, mancato fatturato per le aziende agricole e il comparto. Se il foraggio se lo mangiano i cinghiali anziché le bovine è lampante che il danno subito non è solo a carico dell’agricoltura ma della filiera e delle stesse produzioni di qualità! Il foraggio mancato, distrutto dai cinghiali, rappresenta in filiera 2 q.li in meno di Parmigiano Reggiano al giorno, per un valore medio di circa 2 mila euro. L’agricoltura è un’attività economica che nelle zone di montagna ha un’importanza vitale per il mantenimento e la fruibilità del territorio, la conservazione della biodiversità, la protezione delle risorse naturali e la produzione di prodotti di alta qualità. I danni causati dal cinghiale riguardano soprattutto le foraggere e i cereali. Danneggiare oggi i terreni significa compromettere l’intera stagione del raccolto. Un Piano di controllo della fauna selvatica, ed in particolar modo dei cinghiali, è necessario per ridurre finalmente questi gravi

Consumo, scavo e grufolamento danneggiano foraggere e cerealicole per oltre 150mila euro all’anno danni alle coltivazioni agricole e al reddito degli agricoltori. I prelievi straordinari di cinghiali oltre il periodo venatorio sono solo uno degli aspetti del controllo. Infatti molto è investito nella prevenzione dei danni: solo nell’ultima stagione sono già stati stesi oltre 110 chilometri di filo elettrificato Oggi si stima una presenza di circa 13 cinghiali per 100 ettari contro una densità auspicabile di 3 capi. Ad aggravare la situazione quest’anno buona parte dei cinghiali è rimasta rifugiata nelle aree di divieto di caccia durante la stagione venatoria, a causa dell’andamento climatico atipico. La specie presente in numero sostenibile andrebbe a vantaggio sia ambientale sia economico per assicurare la biodiversità, una migliore condizioni di vita per la specie stessa ed anche per una progressiva diminuzione delle spese di indennizzo.


Organizzazione

Organigramma Coldiretti Reggio Emilia in evoluzione

L’

Cambiamenti negli uffici zona e all’ufficio fiscale

L’organigramma di Coldiretti Reggio Emilia si rinnova e porta alcuni cambiamenti ai vertici dell’ufficio zona di Guastalla e all’ufficio Fiscale della sede provinciale. Infatti dopo 23 anni di Coldiretti, Carlo Fornili, ex responsabile Fiscale, lascia l’organizzazione e diventa dirigente del Consorzio agrario di Reggio Emilia. «Colgo con orgoglio la fiducia che presidente e direttore hanno riposto in me offrendomi l’opportunità di seguire questa importante struttura economica della nostra provincia – commenta Carlo Fornili durante i saluti - anche se dopo tanti anni di servizio alla Coldiretti lascio il cuore. Sono pronto a cimentarmi in nuove sfide per continuare a rispondere ai bisogni degli agricoltori». Il suo incarico è assegnato al collega Giovanni Bedogni, che diventa quindi il nuovo responsabile fiscale dopo lunga esperienza come segretario della zona di Guastalla. «Ringrazio i miei colleghi per la collaborazione e la professionalità che ho sempre trovato nella conduzione dell’ufficio di Guastalla. Sono pronto a cimentarmi nella con-

sulenza fiscale che è da sempre un mio grande interesse nella speranza di dare risposte tempestive e adeguate a tutti i soci». A dirige l’ufficio Zona di Guastalla è ora Simone Zarantonello, che esce dall’organico della zona di Correggio e che inizia la sua attività con volontà e determinazione. «Sono veramente contento dell’incarico ricevuto e mi auguro di diventare per i soci della zona di Guastalla un riferimento competente sul sindacato e sui servizi così come è stato il mio predecessore». Grandi cambiamenti dunque ai vertici della struttura reggiana. Auguri di buon lavoro a tutti.

Il coltivatore

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Coldiretti & Co.

Giovani Impresa “Coltiviamo il futuro”

Assemblea

V

Con la Filiera Agricola Italiana i giovani puntano sulla qualità e sull’innovazione

“Siate contagiosi” è l’invito giunto via video dal presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini

20 Il coltivatore

Voglia di mettersi in gioco, innovazione, qualità e perseveranza: sono le parole d’ordine dei giovani imprenditori di Coldiretti che si sono riuniti in assemblea a Reggio Emilia. L’incontro è stato promosso da Giovani Impresa, il movimento che in seno a Coldiretti si occupa della formazione professionale, imprenditoriale e sindacale degli agricoltori dai 18 ai 30 anni, e aveva come tema “Coltiviamo il futuro. La Filiera agricola italiana” alla presenza di Pietro Sandali, Capo Area Azione Economica di Coldiretti che ha presentato il Progetto Coldiretti, Sara Paraluppi, Responsabile nazionale di Campagna Amica per il Progetto Campagna Amica e le conclusioni sono portate da Mattia Dall’olio, Delegato Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna. L’assemblea ha visto la presenza di numerosi giovani agricoltori provenienti da tutta la provincia. «L’agricoltura è vitale per il futuro dei giovani imprenditori agricoli ma anche per l’economia del Paese, per l’intera società, per la crescita e la sostenibilità del pianeta. La Filiera Agricola Italiana è il Pro-

getto per dare un futuro all’agricoltura e ai giovani, con il consolidarsi della rete commerciale di Campagna Amica e delle società di scopo, che rendono protagonista il giovane agricoltore della vendita del suo prodotto». Sono queste le parole del direttore di Coldiretti Reggio Emilia Giovanni Pasquali che ha coordinato l’assemblea. «La Filiera Agricola Italiana è una opportunità economica – ha commentato il presidente Marino Zani nel portare i suoi saluti ai numerosi giovani presenti. Ancora tanto si può fare per dare corpo al progetto e se la “filiera agricola tutta italiana” diventerà il nostro futuro sarà anche grazie all’impegno, al contributo di idee e di lavoro di tutti noi. Le imprese agricole guidate da giovani sono tra le più vitali dell’agricoltura regionale da quanto risulta da una indagine di Giovani Impresa. Le oltre 100 imprese agricole della Coldiretti reggiana guidate da giovani con meno di 40 anni possiedono una superficie superiore del 70% rispetto alla media regionale, rilevata dal censimento agricolo 2010, e un fatturato più elevato del 79% della media e il 55% di occupati in più. «I giovani – afferma Marino Zani – stanno spingendo le loro imprese verso una più elevata capacità competitiva e una maggiore innovazione. Secondo le nostre rilevazioni il 78% delle imprese guidate da giovani investe sul miglioramento dei prodotti aziendali e l’80% per presidiare il mercato punta a nuove formule commerciali, come la vendita diretta».


Notizie Flash

Nuovo

P

servizio centralino

Per rendere il servizio di centralino sempre più efficace e rispondere prontamente alle esigenze dei nostri soci e non solo, dal mese di maggio, componendo il numero 0522 936000, sarà attivo il servizio di “segreteria telefonica“. Per rispondere con professionalità e accuratezza ed evitare che i tempi di attesa dei soci in linea si prolunghino, risponderà una segreteria automatica che orienterà tra i vari uffici. “Coldiretti Impresa Verde Reggio Emilia, Selezionare: 1 per ufficio zona, 2 per ufficio fiscale, 3 per patronato Epaca, 4 per area economico sindacale, 5 per amministrazione, 6 per presidenza e direzione, 7 per parlare con un operatore.

In seguito, dopo aver compiuto la prima scelta e aver selezionato l’area, una nuova guida orienterà sugli interni. Quindi: 1 ufficio zona – premere: 1 per ufficio fiscale (244), 2 per ufficio tecnico (248). 2 ufficio fiscale – premere: 1 per ufficio paghe (244), 2 per ufficio successioni (241), 3 per ufficio iva (237). 4 area economico sindacale – premere: 1 per contratti e benefici fiscali (228), 2 per CAA (223), 3 per premi comunitari (222). 5 amministrazione – premere: 1 per Impresa Verde (214), 2 per relazioni esterne e Campagna Amica (204), 3 per Creditagri (229). I tasti 3, 6 e 7 inoltreranno ai vari diretti senza fare una “seconda segreteria”, nel caso in cui il diretto dopo 7 squilli non dovesse rispondere la telefonata passerà al centralino.

Il coltivatore

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Vacanze

Gite e soggiorni

primavera - estate: si parte!

L’

L’Associazione Pensionati della Coldiretti di Reggio Emilia organizza per i propri associati e non solo, una gita di un giorno per chi ha poco tempo da trascorrere fuori casa, ed un bel soggiorno a Riccione per chi desidera rilassarsi in spiaggia o cogliere l’occasione per prenotare le cure termali nella struttura del luogo. Gita San Gimignano e Siena Mercoledì 30 maggio Partenza ore 7.00 dalle sede provinciale Coldiretti di Via Copernico alla volta di San Gimignano dove una guida ci attenderà per svelarci le bellezze della cittadina. Trasferimento a Siena per il pranzo a base di prodotti tipici e locali, con visita guidata nel primo pomeriggio. Rientro alla sede Coldiretti Reggio Emilia in serata. Costo: 70 euro a persona, con un minimo 50 partecipanti.

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Soggiorno Estivo Dal 02 al 16 giugno 2012 Riccione, hotel Union L’albergo è situato in prossimità del centro, vicino alla spiaggia e a 50 metri dalla struttura termale. Il costo del soggiorno in pensione completa e del viaggio è 700 euro a persona con maggiorazione di 185.00 euro per camera singola su richiesta. Possibilità di carico e scarico a Casina, prenotando servizio navetta al costo di 10.00 euro a persona minimo 20 richiedenti. Per ogni informazione e chiarimento sulle proposte indicate, con organizzazione tecnica Nuova Planetario Gruppi, è possibile contattare la segreteria dell’Associazione Pensionati Coldiretti Reggio Emilia al numero: 0522 936000 – 936009 - 936004 o presso gli uffici zona Coldiretti.


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