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INVERNO 2011/12

Magazine dell’area vacanze Valle Isarco

TRACCE NELLa NEVE Val di Funes: camminare nel Patrimonio UNESCO, le Dolomiti

GRANDI VIGNAIOLI, GRANDI VINI Vini bianchi premiati e i loro “creatori”

SLALOM CON PANORAMA

Ampie prospettive per un comprensorio sciistico nuovo


VIE NUOVE Nelle cinque stazioni sciistiche della Valle Isarco si possono scoprire ogni giorno piste nuove, dalla pi첫 facile alla pi첫 ripida. La chiave giusta per muoversi su nuovi percorsi sono gli skipass Valle Isarco, Alta Valle Isarco e il Dolomiti Superski.


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CONTENT

Coverstory COMPRENSORIO SCIISTICO GITSCHBERG-JOCHTAL 06 Ottimi collegamenti: due zone sciistiche collegate per un futuro sicuro.

INTERVISTA CON IL CAMPIONE MONDIALE DI SLITTINO 10 Reinhard Gruber racconta, come imparare ad andare in slittino in sicurezza.

NUOVE LEVE DELLO SCI DI FONDO 12 In Val Ridanna i più giovani si allenano con i grandi campioni del biathlon.

CAMMINATE INVERNALI 13 Con racchette da neve e binocoli per osservare la fauna in Val di Funes.

TONDA E SANA 16 La mela è buona e fa bene.

GRANDI VIGNAIOLI, GRANDI VINI

06 Comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal

18 I vignaioli della Valle Isarco e i loro vini bianchi: freschi, diversi e premiati.

CHIUSA, CITTÁ DEGLI ARTISTI 21 Incredibilmente bella e affascinante: l’artista Sonya Hofer racconta la sua città e la sua vita da ritrattista.

MOSTRA SPECIALE 24 Gli straordinari presepi annuali dei Rainer, una famiglia di artisti, che li espone per la prima volta.

MIX UP 26

Balneum Vipiteno: Benessere con vista Mercatini di Natale in Valle Isarco Attività notturne sulla neve Skisafari Valle Isarco

18 Grandi vignaioli, grandi vini

16 Tonda e sana

GIOIELLI IN MONTAGNA 28 Tutte diverse: le sei zone turistiche della Valle Isarco mostrano tutta la loro individualità.

INFO 30 Tutte le info su come arrivare, sul clima e sui collegamenti.

13 Passeggiata invernale

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Coverstory

Slalom con panorama Panorami incantevoli: ben 500 cime circondano il comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal ed offrono allo sciatore un panorama incantevole. I due paesi Valles e Maranza già negli anni 60 dell’ultimo secolo avevano una visione lungimirante: creare i presupposti per lo sviluppo di un comprensorio sciistico moderno.

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I primi sciatori scendevano negli anni 60 con sci di legno sulle pistine di paese a Valles e a Maranza. Oggi il comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal offre impianti di risalita moderni, piste ottimamente preparate e un panorama unico.

La baita Anratterhütte, la “baita più bella dell’Alto Adige” nel 2010, offre ogni giorno 15 tipi diversi di canederli, piatti di selvaggina e di carne del proprio allevamento agricolo.

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Alcuni decenni fa lo sci non era ancora uno sport di massa. Con semplici sci di legno portati in spalla alcuni appassionati cominciarono a salire sulla montagna per poi scendere in qualche modo lungo il pendio. Appena negli anni 60 dell’ultimo secolo lo sci divenne di moda. “A Maranza e poi anche a Valles alcuni albergatori appassionati costruirono i primi impianti sul pendio in paese”, racconta Karl Leitner, presidente della società impianti Gitschberg-Jochtal. Erano semplici skilift, ma sufficienti per dare a bambini ed adulti l’opportunità di fare le prime sciate su piste battute. Seguì la costruzione dei primi impianti sul “Gitschberg“, la montagna dalla bella forma che sovrasta Maranza, soprannominata “Gitsch” dai locali, ovvero ragazza, e poi anche a Jochtal. Si racconta che all’epoca arrivarono in zona rappresentanti di località d’Oltralpe, ora famose come Ischgl, per informarsi a Maranza, come creare una stazione sciistica perfetta. Lo sci classico fu sostituito negli anni 90 dal moderno e sciancrato sci carving. Allo stesso modo nelle due zone sciistiche molto è stato fatto per agevolare notevolmente lo sciatore moderno. A dicembre sarà inaugurata una moderna cabinovia, che collega le due località sciistiche Gitschberg e Jochtal. Con un unico skipass si possono così utiliz-

zare sia gli impianti e le piste a Maranza come anche a Valles. La zona sciistica Gitschberg-Jochtal agli sciatori non offre solo tante piste diverse, ma anche un panorama incredibile. Quasi 500 cime montagnose, di cui molti tremila, fanno da cornice alle piste. Una vista panoramica strabiliante che va dal Gruppo dell’Ortles alle Dolomiti. Pochi passi sopra la stazione a monte della seggiovia quadriposto sul Gitschberg si trova una piattaforma panoramica rotonda con la spiegazione di nomi e altezze delle montagne tutt’attorno. Ad un tiro di schioppo si vedono le due cime innevate del Gran Pilastro alto 3.500 metri e del Picco della Croce quasi altrettanto alto. La vista panoramica dà la sensazione di assoluta libertà e di leggerezza, sensazione che si rafforza ancora di più durante la successiva, divertente discesa con gli sci carving lungo le piste ottimamente preparate ed innevate. E’ difficile ricordare come si facevano le curve strette con i vecchi sci lunghi. Con il carving oggi anche principianti possono divertirsi a fare ampie curve sulle piste del comprensorio Gitschberg-Jochtal: basta allargare un po’ gli sci, abbassare il baricentro, seguire il tracciato degli spigoli ed ecco che gli sci carving iniziano a curvare quasi da soli. Sono ricordi lontani piegamenti e distensioni


dello stile classico! Con il carving la sensazione di movimento e di velocità è quasi immediata. Bastano poche lezioni e qualche suggerimento da parte del maestro di sci ed è possibile fare una sciata fluida. Le piste del comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal sono ideali per il carving: piste prevalentemente ampie e non troppo ripide dove far mordere bene gli spigoli degli sci nella neve per scivolare dolcemente nelle ampie curve tirate come con un pennello. Sono tanti gli ospiti ma anche gli abitanti del posto che qui hanno iniziato a sciare e poi ritornano sempre volentieri sulle stesse piste. Inoltre la zona sciistica Gitschberg-Jochtal ha un occhio di riguardo per le famiglie con bambini. Per gli sciatori in erba sono a disposizione aree attrezzate per le prime sciate e campetti scuola delimitati per imparare bene a sciare, mentre invece i genitori possono divertirsi sulle piste più impegnative. I maestri di sci ben addestrati hanno nel loro repertorio tanti trucchi efficaci per insegnare in modo facile e divertente come muoversi sulla neve.

Un’offerta per famiglie che ha avuto diversi riconoscimenti internazionali. Nel 1979 a Maranza è stata inaugurata la prima scuola di sci, Jochtal è tra le cinque migliori zone sciistiche per bambini d’Italia, inoltre è stato assegnato il sigillo di qualità d’oro come migliore scuola di sci per bambini dell’Alto Adige ed anche come migliore scuola di sci per principianti. Quello che è iniziato come un’avventura oggi si è dimostrata una destinazione di successo per grandi e piccini. Il comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal ha seguito questo sviluppo fin dall’inizio coniugando inoltre il senso per la tradizione con l’attenzione per le innovazioni continue. Una cosa però non cambierà mai a Gitschberg-Jochtal: la vista panoramica a 360° sulle 500 cime montagnose. www.gitschberg-jochtal.com

Sciare con panorama sul Monte Cavallo e sulla Plose Il Monte Cavallo non a caso viene definito “il terrazzo soleggiato di Vipiteno“: a soli pochi minuti a piedi dal centro storico, il Monte Cavallo offre a oltre 2.000 metri d’altitudine numerose piste con vista panoramica su tanti tremila, come il leggendario Tribulaun. La Plose, la montagna soleggiata di Bressanone, offre agli sciatori un doppio divertimento: la famosa pista Trametsch lunga nove chilometri, la più lunga discesa a valle dell’Alto Adige, e una delle vedute panoramiche più emozionanti sulle Dolomiti, che si può godere da tutte le piste. www.montecavallo.com www.plose.org

Blu per principianti, rosso per progrediti e nero per campioni: grazie ai colori attribuiti alle piste, gli sciatori sono informati sul grado di difficoltà delle singole piste.

Piste con garanzia neve fresca a Racines-Giovo e Ladurns-Colle Isarco Situati sul versante sud delle Alpi i due comprensori sciistici Racines-Giovo e LadurnsColle Isarco godono ogni inverno di un copioso innevamento naturale e sono per questo note come le zone con la maggiore garanzia neve di tutto l’Alto Adige. Racines-Giovo vicino a Vipiteno è un comprensorio sciistico naturale, che offre tante piste diverse per principianti e progrediti. Piccolo e raccolto si presenta invece il comprensorio Ladurns-Colle Isarco in Val di Fleres, comprensorio sciistico ideale per famiglie con bambini. www.racines-giovo.it www.ladurns.it

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INTERVISTA

‘‘I PROFESSIONISTI DELLO SLITTINO’’ Reinhard Gruber, Campione Mondiale ed Europeo su pista naturale, istruttore per maestri di slittino e testimonial del progetto “Slittino sicuro”, racconta la vita da campione e come “slittare” in sicurezza.

VIAE Signor Gruber, da dove nasce la sua passione per lo slittino? REINHARD GRUBER Siamo quattro fratelli in famiglia ed abbiamo imparato fin da piccolissimi da nostro padre Alois, appassionato di slittino e che si è sempre dedicato a questo sport. Mio fratello Martin ed io siamo stati completamente contagiati dalla passione e come slittinisti su pista naturale abbiamo anche raggiunto alcuni piazzamenti importanti a vari campionati. Com’è stata la sua carriera sullo slittino? Ho partecipato per la prima volta alla gara del paese su uno slittino semplice in legno. Da lì sono entrato nella squadra provinciale e poi il salto nella squadra nazionale. Per ben 14 anni ho fatto parte della nazionale A ed ho partecipato a Campionati Europei e Mondiali. Negli anni 1998 e 1999 ho vinto il titolo mondiale nel singolo. Nel 2002 ho terminato la mia carriera, ho finito la mia formazione a fisioterapista e oggi sono attivo anche come istruttore per maestri di slittino. A cosa bisogna fare attenzione quando si va con lo slittino? Bisogna fare attenzione all’attrezzatura giusta: scarponcini alti, abbigliamento impermeabile, mascherina e il casco. Da consigliare sono inoltre delle solette aggiuntive chiodate, che si possono calzare facilmente sopra gli scarponcini. Con queste solette è facile frenare. Anche la qualità dello slittino influisce molto sulla sicurezza e sul divertimento. Lo slittino deve essere flessibile e non troppo alto, per appoggiare bene entrambi i piedi nella neve. Se si scende con bambini allora bisogna fare attenzione che questi tengano i piedi all’esterno dei pattini. Importante è iniziare lentamente, allora anche principianti possono divertirsi. Informazioni e suggerimenti, anche sui corsi di slittino, nel folder del progetto “Slittino sicuro” (www.slittinosicuro.com) Quale importanza ha per la sicurezza la pista da slittino? E’ importante non sottovalutare le proprie capacità e dunque scegliere la pista più adatta. Se la pista è troppo ripida o ghiacciata, non è più un divertimento. Per questo è consigliabile informarsi prima, quale pista da slittino scegliere in base alle proprie capacità. Questo è un fattore di sicurezza fondamentale.

In Valle Isarco si può partecipare a gite e corsi di slittino. Quali sono i vantaggi per lo slittinista occasionale? Alcune persone non si sentono a proprio agio o hanno anche paura, ma lo sport dello slittino non è difficile. Con un maestro di slittino si imparano le principali tecniche fondamentali, come frenare e guidare, in mezza giornata. Per gli slittinisti occasionali una gita o un corso di slittino può aiutare moltissimo per dare più sicurezza e aggiungere tanto divertimento ad ogni discesa. Come Campione Mondiale ci può sicuramente dare qualche suggerimento, come si guida uno slittino in curva? E’ meno complicato di quanto sembri: basta tirare le redini sul lato interno dei pattini e con la gamba si spinge sul pattino esterno, l’altra gamba rimane in aria. Poi si sposta il peso verso l’interno e la curva è già fatta. Con gli slittini nuovi più flessibili rispetto agli slittini vecchi curvare diventa un vero divertimento, facile per tutti… Nella sua vita ha fatto innumerevoli discese con lo slittino. Quale è stata la discesa più bella? Sicuramente quando sono riuscito ad assicurarmi il primo posto nel singolo ai Campionati Mondiali del 1998 a Rautavaara in Finlandia. Il titolo mondiale è stata una grandissima gioia per me, ma altrettanto impressionanti erano le temperature allora registrate di meno 40 gradi. E’ stata un’esperienza unica, veramente unica, anche per il freddo! Mille grazie per l’intervista, sig. Gruber. In Valle Isarco le piste da slittino più lunghe Le due piste da slittino più lunghe dell’Alto Adige si trovano al Monte Cavallo a Vipiteno e alla Plose a Bressanone. Entrambe le piste sono lunghe quasi 10 chilometri e sono servite da cabinovie. La pista del Monte Cavallo è anche illuminata e munita di impianto d’innevamento. www.montecavallo.com – www.plose.org

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Sport

Classico o passo pattinato: sono ben 240 i chilometri di piste da fondo a mezza costa, nelle valli laterali o sulle malghe della Valle Isarco.

GIOVANI IN PISTA In Val Ridanna lo sci di fondo tra i bambini e i giovani è molto praticato. E non è per puro caso. La valle negli ultimi decenni si è sviluppata come centro internazionale per lo sci di fondo e del biathlon. Sono giovani, hanno grandi ideali e obiettivi sportivi ambiziosi: molti bambini e ragazzi della Val Ridanna si allenano più volte la settimana lungo le piste di fondo della valle per trovarsi forse un giorno con una medaglia olimpica al collo. Alcune nuove leve della valle sono già riuscite a diventare professionisti, come ad esempio la biathleta Katja Haller, che da oltre dieci anni fa parte della squadra nazionale e che ha già partecipato a due Olimpiadi invernali. Oppure la ventenne biathleta Federica Sanfilippo dell’Associazione sportiva amatoriale Ridanna, che è riuscita lo scorso inverno a qualificarsi per i Campionati Mondiali juniores. Sulle innumerevoli piste da fondo o nel moderno stadio del biathlon in Val Ridanna, che può essere utilizzato da tutti gli sportivi, le giovani leve incontrano da vicino i loro idoli. Infatti da alcuni anni molte squadre nazionali da tutto il mondo arrivano in valle per allenarsi per le prossime sfide sportive.

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L’ampio fondovalle è ideale per praticare lo sci di fondo e offre oltre 65 chilometri di piste di varie difficoltà. Grazie all’altitudine attorno ai 1.340 metri s.l.d.m. l’innevamento è sempre garantito: sicuramente uno dei motivi perché la Val Ridanna sia diventata a livello internazionale una delle zone di fondo e di biathlon meglio attrezzate. Nel 1993 le gare di Coppa del Mondo di Oberhof in Turingia (D) sono state spostate in Val Ridanna proprio a causa del fatto che nella località designata le gare di eccellenza non si poterono tenere per mancanza di neve. E così si decise di dirottare tutto verso la Val Ridanna. L’evento mondiale fu segnato dal grande successo e anche in seguito la Val Ridanna poté ospitare grandi eventi come i Campionati Europei 1996 e poi anche i Campionati Mondiali e quelli Europei per juniores. Non bisogna dunque meravigliarsi se anche i più piccoli valligiani sono dei veri appassionati del fondo. Già all’età di sette anni molti bambini mettono per la prima volta gli

sci da fondo ed iniziano i loro giri nelle piste. Se poi vengono contagiati dall’ambizione sportiva, i giovani atleti iniziano ad allenarsi all’interno dell’Associazione sportiva amatoriale Ridanna, che si dedica alla promozione giovanile. Si può dire, che in Val Ridanna i campioni del futuro sono già pronti a partire… www.racines.info


Passeggiata invernale

Tracce nella neve L’inverno rende il paesaggio incantevole. Una passeggiata invernale le fa scoprire un universo completamente diverso, fa correre i propri pensieri. Un racconto invernale.

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“IL SILENZIO È RILASSANTE E AVVICINA LO SGUARDO ALLE COSE ESSENZIALI”. “Avete messo tutti le racchette da neve? Partiamo?“ Peter Schatzer, da vent’anni guida alpina e naturalistica, ma anche fotografo in Val di Funes, controlla tutto il gruppo per essere sicuro che tutti abbiano messo in modo corretto le attrezzature noleggiate. Le racchette da neve distribuiscono in modo uniforme il peso, impedendo così di sprofondare nella morbida coltre di neve ai piedi delle Odle in Val di Funes. In fila indiana iniziamo la camminata bastoncini in mano e occhiali da sole sul naso. I rami delle conifere attorno alla malga Zannes si piegano sotto il peso della neve caduta questa notte. “Qui nel bosco dobbiamo essere molto silenziosi per non spaventar i caprioli”, spiega Peter Schatzer. Qualunque rumore fa scappare la selvaggina, provocando loro uno stress inutile. Infatti d’inverno gli animali trovano pochissimo cibo e riducono le proprie attività al minimo. Ogni movimento inutile, ogni scatto per scappare costa agli animali una fatica enorme, talvolta così grande, che perdono tutte le forze e non riescono a sopravvivere. “Se vogliamo osservare gli animali dobbiamo fare molta attenzione e rispettare i ritmi della natura”, ci raccomanda Peter Schatzer.

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Mi piace questo silenzio inconsueto. Un senso di pace ci avvolge mentre lo sguardo coglie le bellezze della natura: i cristalli di neve che luccicano al sole, le guglie delle Odle ricoperte dalla neve che lascia sembrare il gruppo roccioso bianco di marmo, sotto la coltre di neve e ghiaccio il rumoreggiare quasi impercettibile di un ruscello. Quand’è stata l’ultima volta in cui ho fatto attenzione a questi dettagli? Ad un tratto la nostra guida si ferma e indica con il dito qualcosa nel bosco. Due occhi scuri ci guardano un po’ incuriositi. Nella selva folta c’è un capriolo con il suo manto invernale. Dobbiamo stare in assoluto silenzio, cosa non facile perché per l’agitazione vorremmo gridare. L’animale non sembra spaventato, ma la guida ci spiega che è proprio il contrario. D’inverno gli animali scappano solo in casi estremi proprio per non sprecare inutilmente energie assolutamente vitali per la sopravvivenza. Continuiamo la nostra passeggiata attraverso la neve fino a superare il limite del bosco. Davanti a noi un’immensa distesa di neve vergine. “Qualcuno di voi vuole metter le prime tracce?” chiede Peter. I primi passi nella neve incontaminata, è la mia passione! Sono il primo del gruppo, tutti seguono le mie tracce larghe nella superficie


Passeggiata invernale

Le passeggiate invernali in Val di Funes attraversano il Parco Naturale Puez-Odle nelle Dolomiti, da fine giugno 2009 anche Patrimonio Naturale dell’Unesco.

nevosa immacolata. Grazie alle racchette da neve non sprofondo nella neve soffice. Però che fatica fare la traccia nella neve e nonostante la temperatura fredda, ho proprio caldo sotto il mio piumino. Siamo ora arrivati proprio sotto le Odle di Funes, sul famoso sentiero Adolf Munkel. Conosco la zona ancora dalle mie ultime vacanze estive, eppure oggi tutto sembra completamente diverso. L’inverno rende il Parco Naturale Puez-Odle quasi irriconoscibile. “Non attraversate mai da soli pendii scoscesi, possono essere pericolosi”, spiega Peter Schatzer. La buona conoscenza del posto come anche del tempo e della situazione neve sono indispensabili quando si attraversano distese innevate a queste altitudini. E subito dopo la nostra guida ci indica delle tracce quasi invisibili nella neve: “Qui è passata una lepre”, precisa Peter. Le impronte piccole delle zampe anteriori sono vicine, mentre quelle delle zampe posteriori sono più larghe. Anche questo animale porta una specie di racchette da neve: le grandi zampe posteriori sono ricoperte da una folta pelliccia, che danno alla lepre stabilità anche nella neve morbida. Però sarà ben difficile vedere la lepre dal vivo. Infatti questo animale ha d’inverno una pelliccia bianchissima per mimetizzarsi e inoltre si muove per la ricerca di cibo solo all’imbrunire o di notte.

Ora il sole è alto e le nostre ombre grigie si allungano sulla superficie bianca. Sui pali in legno della recinzione davanti a noi sono rimaste leggere cuffiette di neve, come fossero di panna montata. A proposito non sarebbe male fare una piccola sosta. Ho un po’ di fame. “Fra dieci minuti arriviamo alla malga Geisler“, dice Peter, come se avesse letto nei miei pensieri. La baita in legno chiaro è già in vista, i nostri passi si accelerano. L’aria calda della stufa ci accoglie alla soglia della stube. Togliamo le racchette da neve e ci togliamo la neve dai pantaloni. “E per il rientro in valle usiamo gli slittini”, ci sorprende Peter.

Ulteriori informazioni: www.valleisarco.com / Attività / Inverno e www.funes.info

Info Escursioni invernali in Valle Isarco Percorsi invernali si trovano in Val di Funes, sulle alpi di Villandro, Velturno, Luson e Rodengo, come anche in Val d’Eores ai piedi della Plose, a Valles verso la malga Fane e nelle valli laterali di Racines, Ridanna, Vizze e Fleres nell’Alta Valle Isarco. Le escursioni invernali si possono percorrere con o senza racchette da neve.

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La ricetta per lo “Schmarrn” alle mele è sul sito: www.valleisarco.com / Buongustai / Ricette

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I giorni si accorciano, le temperature scendono e il corpo ha ora bisogno di un supporto vitaminico speciale. Ecco che il classico morso nella mela significa un morso di salute. Anche se il raccolto inizia già a fine agosto con le Jonagold e si protrae fino alla fine di ottobre, questo frutto non perde nulla delle sue proprietà salutari. Le mele infatti vengono subito immagazzinate nelle celle frigorifere con la quasi totale assenza di ossigeno. Le mele così entrano come in una sorta di letargo. Il processo di maturazione viene interrotto in modo naturale, in modo tale che la frutta si conservi fresca per un lungo periodo. Questo significa che la mela può essere mangiata e servita sempre fresca, da sola o come ingrediente di deliziosi piatti. E non si parla solo di strudel di mele. Esistono tantissime ricette gustose. In Valle Isarco la frittata spezzettata alla mela, “l’apfelschmarrn” va per la maggiore. Si tratta della famosa omelette spezzata alla quale si aggiungono pezzetti di mela. Ricoperta con zucchero a velo, servita con crema alla vaniglia o marmellata di mirtilli rossi, è uno dei dolci ai quali non si può resistere. Questa specialità tradizionale ha dunque anche un posto fisso nei menu delle Settimane autunnali della mela, “Sunnseitn-Apfelwochen”, a Naz-Sciaves. Le settimane della mela che si tengono ogni anno a ottobre, vengono organizzate a NazSciaves perché lì si sviluppa l’altipiano delle mele della Valle Isarco. Una distesa unica di meleti, ben 270 ettari coltivati unicamente a mele. Il clima mite e le numerose giornate di sole fanno crescere proprio qui mele di altissima qualità. Durante il periodo del raccolto le notti fresche e le giornate ancora calde accrescono l’aroma e la colorazione, aggiungendo croccantezza alla mela e una lunga conservazione. I contadini raccolgono delicatamente a mano per garantire l’alta qualità e l’integrità del frutto. Sull’altipiano delle mele vengono coltivate principalmente cinque varietà di mele: le dolci ed aromatiche Golden Delicious, le Jonagold leggermente acidule, le dolci e croccanti Stark Delicious, la speziata Pinova e la Gala con poca acidità. E tutte queste diverse varietà di mele vanno benissimo per rendere più gustoso il famoso “apfelschmarrn”…

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delizia & Sanità

TUTTA SALUTE Chissà se Eva sapeva che con la sua famosa mela stava regalando anche salute, benessere e bellezza? Adamo in ogni caso ha raggiunto i 930 anni!

Dietetica una mela media contiene solo circa 50 calorie. Dissetante una mela consiste in 85% d’acqua, abbastanza da dissetare. Vitaminica già la buccia contiene da 5 a 35 milligrammi di vitamina C! Antirughe strofinando ogni mattino il proprio viso con mezza mela, si contribuisce ad arricchire la pelle con umidità, rendendola più liscia. Anticolesterolo la pectina contenuta nella mela abbassa i valori del colesterolo. Contro l’intestino pigro le fibre contenute accelerano l’attività intestinale. Fonte di energia il giusto equilibrio degli zuccheri contenuti danno subito energia al corpo. Antinfiammatoria gli acidi e i tannini della mela hanno proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. Salutare componenti secondari come i fenoli e i carotinoidi prevengono patologie cardio-vascolari, come anche il cancro.

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Mura piene di storia: il premiato Riesling Praepositus 2008 nasce nella cantina dell’Abbazia degli Agostiniani di Novacella vicino a Bressanone


delizia & SanitÀ

VIE PROPRIE: I RE DEL VINO Sono particolari i viticoltori della Valle Isarco e i loro vini bianchi. Particolari le loro storie per conquistare l’olimpo dei migliori vini e particolari i loro gusti.

Per i viticoltori della Valle Isarco l’ottobre è un mese speciale. Non solo perché finisce la vendemmia, ma anche perché ad ottobre esce la famosa guida de “I vini d’Italia” del Gambero Rosso, la bibbia per gli amanti del vino. Il riconoscimento più alto, i “tre bicchieri“, significa il salto di qualità a livello internazionale per qualsiasi vino. Negli ultimi anni i viticoltori della Valle Isarco scrutano sempre con ansia la lista dei premiati. E ogni anno i loro vini entrano regolarmente nell’olimpo dei migliori. Nel 2011 ben sette vini della Valle Isarco hanno ricevuto i “tre bicchieri”. Particolarmente contento nello sfogliare la guida di 992 pagine è stato Günther Kerschbaumer del maso Köfererhof di Novacella. Il suo nome appare ben due volte nell’edizione attuale: il suo “Sylvaner R 2009” è stato nominato “miglior vino bianco d’Italia 2011” e inoltre gli esperti della guida hanno assegnato i “tre bicchieri” al suo Pinot Grigio. Nella lista dell’eccellenza enologica si trovano anche il “Riesling Praepositus 2008“ dell’Abbazia di Novacella, il “Veltliner 2009” di Manfred Nössing del maso Hoandlhof di Bressanone, il “Veltliner” di Peter e Brigitte Pliger del maso Kuenhof di Bressanone e quello di Hannes Baumgarrtner del maso Strasserhof a Novacella, come anche il “Sylvaner 2009” di Christian Kersch­ baumer del maso Garlider di Velturno. Nessuno poteva immaginare alcuni decenni fa che la Valle Isarco potesse diventare una delle migliori zone di vini bianchi d’Italia. Fino a cinquant’anni fa qui si coltivavano soprattutto vini rossi. Alcuni viticoltori illuminati hanno intuito che la valle potesse essere il luogo ideale per alcuni tipi di vino bianco. Si concentrarono fin da subito sulla coltivazione di pochi tipi come il Sylvaner, Kerner, Müller Thurgau, Gewürztraminer, Riesling e Veltliner. Dei vini rossi rimasero poche coltivazioni di “Zweigelt” e

“Portugieser”. Questa nuova impostazione fu continuata attorno al 1990 da alcuni giovani viticoltori, che ereditarono i masi dai propri genitori. Questa nuova generazione di viticoltori decise di fare il vino in proprio e di iniziare una via nuova. Vennero anche derisi per questo. Ma la loro tenacia e il loro impegno hanno portato ottimi frutti già dopo pochi anni. Andreas Huber, figlio di uno degli enologi pionieri di Novacella è diventato il “vignaiolo emergente del 2005”. Manfred Nössing del maso Hoandlhof dopo solo due anni di vinificazione in proprio entrò nel giro dei “tre bicchieri” con il suo Kerner. Ma anche le cantine produttori e le cantine tradizionali seguirono la nuova tendenza puntando su una qualità molto alta. E anche in questo caso, il successo è arrivato subito. Nel 2009 Celestino Lucchin della cantina dell’Abbazia di Novacella fu nominato “enologo dell’anno” e i vini delle cantine entrarono nelle graduatorie dei migliori vini.

Il vignaiolo Günther Kerschbaumer di Novacella produce vini bianchi complessi con notevole freschezza e mineralità.

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Il bianco migliore Ha profumo di mela e mela cotogna, erbette e fiori. E’ fragile e saporito al contempo, dal gusto complesso e inconsueto. Il “Sylvaner R 2009” di Günther Kerschbaumer, vignaiolo del maso Köfererhof di Novacella, è stato premiato come miglior vino bianco d’Italia per il 2011. www.koefererhof.it I top bianchi 2011 della Valle Isarco I “tre bicchieri“ del Gambero Rosso sono stati assegnati ai vini della Valle Isarco: Pinot Grigio 2009 Köfererhof, Günther Kerschbaumer - Novacella Riesling Praepositus 2008 Abbazia Novacella Sylvaner 2009 Garlider, Christian Kerschbaumer - Velturno Sylvaner R 2009 Köfererhof, Günther Kerschbaumer - Novacella Veltliner 2009 Hoandlhof, Manfred Nössing - Bressanone Veltliner 2009 Kuenhof, Peter e Brigitte Pliger - Bressanone Veltliner 2009 Strasserhof, Hannes Baumgartner - Novacella Tutte le informazioni sui vignaioli e le cantine della Valle Isarco sul sito www.valleisarco.com / Buongustai / Vino

50 anni Cantina Valle Isarco La Cantina Valle Isarco è la più giovane delle cantine produttori dell’Alto Adige, ma nonostante ciò quest’anno festeggia 50 anni di attività. Un piccolo museo all’interno dell’edificio descrive lo sviluppo della viticoltura in Valle Isarco e durante una visita guidata si possono scoprire i segreti dell’enologia. www.cantinavalleisarco.it Cultura enologica di tradizione Da oltre 850 anni all’Abbazia di Novacella si produce vino. Nell’annesso centro congressi si svolgono corsi e degustazioni speciali. Informazioni su degustazioni e visite guidate sul sito: www.abbazianovacella.it

Aroma fruttato e sottile, corpo elegante e note minerali: queste le caratteristiche principali dei vini bianchi della Valle Isarco da ricondurre alla posizione geografica della zona di coltivazione. Notti fresche, giornate calde e venti tiepidi accentuano la loro semplice acidità. La quantità di pioggia relativamente bassa non è un problema per la viticoltura della Valle Isarco, dove si trovano terreni sedimentari di mica e quarzo, in grado di trattenere bene l’umidità. Questi terreni permeabili come anche le diverse altitudini dei vigneti fanno crescere uve dal gusto e dal carattere molto particolare, che poi trasferiscono ai vini prodotti tutta la loro vigorosità e raffinatezza. Questi sono fattori dati dalla natura, che tuttavia non bastano per creare vini d’eccellenza. Ci vuole anche la mano fine e la sensibilità dell’enologo, che aggiunge ad ogni singolo vino la propria inconfondibile nota personale. I “giovani vignaioli selvaggi“ della Valle Isarco puntano soprattutto a dare ai propri vini un tocco unico ed individuale, una personalità forte, come quella che li ha resi così famosi nel mondo enologico. Le caratteristiche delle viti e del terreno non vengono però messi in disparte, al contrario. Il gusto cambiato degli amanti del vino ha agevolato molto i giovani vignaioli: “Fino a qualche anno fa si prediligevano vini importanti e opulenti, ampiamente inneggiati dalle guide e che furono coltivati in tutto il mondo”, spiega il viticoltore Peter Pliger del maso Kuenhof. “Oggi gli amanti del vino cercano vini intensi, freschi, persistenti e fruttati.“ Peter Pliger è uno dei pionieri dei vini di qualità della Valle Isarco. L’umile vignaiolo, che vive a sud di Bressanone, ha imparato il mestiere del falegname ed è passato solo successivamente alla viticoltura. Da subito però ha scelto una viticoltura responsabile e natu-

rale, quando ancora la biodinamica e l’agricoltura biologica non erano in voga. E’ stato anche il primo a ricevere il premio speciale per la viticoltura biologica. Oggi la viticoltura biologica è molto seguita in Valle Isarco. Così ad esempio il premiato vignaiolo Christoph Kerschbaumer è passato alla coltivazione biologica dei propri vigneti, come anche i vigneti del maso Zöhlhof seguono le direttive biologiche. In cantina bisogna poi valorizzare ulteriormente la qualità delle uve raccolte. Questo avviene grazie a tecnologie innovative, all’esperienza e alla sensibilità del cantiniere ed enologo. Botti di legno o di acciaio, per quanto tempo e in quale quantità, sono decisioni che ognuno prende per se. I vigneti relativamente piccoli e la ricerca dell’alta qualità fanno si che la quantità di vino prodotto è limitata. Questo significa un vantaggio per i viticoltori, che riescono a vendere tutte le bottiglie prodotte ed anche a raggiungere prezzi adeguati alla qualità prodotta. Un situazione che non genera concorrenza tra i vari viticoltori, al contrario si è creato un clima di grande cooperazione e collaborazione. “Il salto di qualità che le aziende agricole hanno compiuto negli ultimi anni nei vigneti e nella vinificazione in cantina non può più essere superato di tanto”, spiega Günther Kerschbaumer del maso Köfererhof. Quando si è arrivati al massimo, i passi successivi da compiere diventano più piccoli. Ma nessuno dei vignaioli della Valle Isarco si sogna di riposarsi sugli allori: “Ora dobbiamo dimostrare, che riusciamo a mantenere le posizioni di eccellenza e che possiamo anche trovare degli ulteriori sviluppi”. A ottobre, quando uscirà l’edizione aggiornata de “I vini d’Italia“, i viticoltori saranno di nuovo lì a sfogliare la guida e a vedere, se sono riusciti di nuovo a raggiungere i loro obiettivi.


cultura

Spazio alla fantasia La pittrice Sonya Hofer da decenni vive a Chiusa, la cittadina degli artisti. E’ per lei un luogo dove si respira ancora la vita dei secoli passati. Se si guarda da una delle grandi finestre rivolte verso l’Isarco al secondo piano della Residenza Griesburg a Chiusa, sul cui portone si trova lo stemma dei Wolkenstein, lo sguardo immancabilmente va verso l’imponente rupe di Sabiona. In primavera e d’estate le rive dell’Isarco si trasformano in un rigoglioso parco, che copre in parte la vista sui diversi comignoli, merletti e alti camini delle case allineate nel centro storico della cittadina. L’artista Sonya Hofer abita in questo edificio storico egregiamente rinnovato. Un legame particolarmente profondo lega l’artista a Chiusa, dove vive e dove è cresciuta artisticamente. “Il centro storico di Chiusa per me è bellissimo, anzi stupendo o per meglio dire particolarmente intatto e ben tenuto. Questo significa che gli edifici originari sono stati conservati e non sono stati fatti lavori eccessivamente invasivi, per fortuna.” Emana un fascino del tutto speciale il percorso dalla Porta Bressanone alla Piazza

Tinne attraverso la via principale. “Qui mi sembra di percepire tutta la vita dei secoli passati”, racconta ancora. Le facciate, a prima vista apparentemente semplici e poco decorative, celano invece tantissime sorprese ed emozioni all’osservatore attento: le grate in ferro battuto sugli erker e sulle finestre, le porte a tutto sesto o tutto tondo, le artistiche insegne dei locali pubblici. Tutte le facciate delle case hanno fessure e anfratti, cosa che conferisce loro un certo carattere. “La calce e la fede in Dio da secoli tengono assieme le nostre case”, si dice a Chiusa. Le facciate non eccessivamente abbellite, grezze e apparentemente imperfette sono la passione di Sonya Hofer. “Queste case mostrano con orgoglio la loro età, lasciano spazio alla fantasia.” E ci indica una casa nel Vicolo Tintori nella città bassa, dove da Piazza Tinne si gira verso l’Isarco. E guardando bene si scorgono due archi tondi, originariamente due archi a tutto sesto,

successivamente murati. Sono proprio questi scorci nascosti della cittadina che affascinano l’artista. Per tre anni ha girato per tutta Chiusa con la macchina fotografica, cogliendo ogni angolo, ogni attimo della cittadina, persino i suoi abitanti. “Vivere a Chiusa” è intitolato il libro fotografico che ne è scaturito. Non immagini scontate, ma istantanee delle vita, della gente e della città, viste da una prospettiva diversa e inconsueta: donne anziane nel loro grembiule a fiori con le

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Qui la Valle Isarco ha il suo punto più stretto, formando una chiusa – che ha anche dato il nome alla cittadina. Chiusa è uno dei “borghi più belli d’Italia“, l’associazione che riunisce le località storiche più significative e belle d’Italia.

Chiusa La piccola cittadina medievale di Chiusa è stata nominata per la prima volta nel 1027. Da sempre è luogo d’incontro per viaggiatori e artisti. Da quando anche Albrecht Dürer durante il suo viaggio in Italia si è fermato qui, Chiusa viene definita “la città di Dürer”. Grazie al centro storico intatto, Chiusa è entrata a far parte dell’associazione “ 100 borghi più belli d’Italia”. La città è sovrastata dall’imponente rupe di Sabiona, anche nota come l’acropoli del Tirolo. Qui si trova il grande convento storico, già sede del principe vescovo dal 550 al 975 fino al suo trasferimento a Bressanone, ed uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Tirolo. www.chiusa.info

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trecce attorno al capo, che camminano attraverso le viuzze. Visitatori del mercato mentre mangiano con gusto una salsiccia durante il mercato contadino e del bestiame, un momento importantissimo per la città di Chiusa. Oppure la rupe di Sabiona avvolta nel bianco della nebbia e i balconi e le finestre ornate con gerani. “Con queste immagini ho voluto cogliere i momenti della quotidianità e trasmettere l’atmosfera particolare di questa cittadina”, racconta Sonya Hofer. Ne è nato un libro fotografico pieno di emozioni, di singoli momenti fissati sulla carta, ma che raccontano il carattere della cittadina e dei suoi abitanti. Da allora sono passati trent’anni, alcune cose sono cambiate, ma tuttavia si percepisce che gli abitanti di Chiusa sono molto attenti a preservare le tradizioni e la loro storia. La cittadina e il suo paesaggio ben coltivato sembrano a Sonya Hofer quasi un’area protetta, una sorta di “biotopo per gli umani”. “Chiusa era da sempre nota per l’allegria e

le sue feste”, racconta Sonya Hofer. Alla soglia tra il 19° e il 20° secolo tanti artisti germanici arrivarono a Chiusa sull’onda del Neoromanticismo. Il loro luogo d’incontro era la Sala Walther, ora rinnovata, nell’ex-albergo Lamm, dove anche oggi si svolgono attività culturali. Tra gli ospiti più illustri di allora a Chiusa il famoso germanista di Innsbruck, Ignaz Vinzenz Zingerle. Lui ha ripreso una tesi esistente secondo la quale il menestrello Walther von der Vogelweide fosse nato in uno dei due masi omonimi a Novale di Laion sopra Chiusa, cercando di confermarla con argomentazioni più fondate. Grazie a questa tesi, per altro mai confermata, artisti e letterati pellegrinarono incitati da animosità nazionaliste a Chiusa come alla mekka, alla culla della cultura germanica. Chiusa divenne luogo d’incontro, di cultura, di feste con un particolare tocco di mondanità. Già alcuni secoli prima un altro grande artista, Albrecht Dürer, durante il suo viaggio in Italia nel 1494 si fermò a Chiusa. “La


cultura

“A Chiusa percepisco la quotidianità dei secoli passati.”

grande fortuna” si chiama l’incisione di Dürer, dove è ripresa una veduta panoramica di Chiusa. La stessa prospettiva, ma da un altro punto sopra Chiusa, Sonya Hofer ha scelto per la foto di apertura del suo libro d’immagini di Chiusa. Oggi è il Museo Civico di Chiusa ad essere al centro della vita culturale. Qui Sonya Hofer ha esposto nel 2008 le sue opere incentrate sui ritratti con il titolo “Il viso svela le mozioni del cuore”. Per l’artista è importante mettere in evidenza l’essenzialità, la verità intrinseca delle persone. E’ l’unica nota importante da mettere in luce. La difficoltà nel dipingere ritratti sta proprio nel cogliere i tratti, le espressioni che rendono uniche le singole persone. Ogni ritratto è una nuova sfida per l’artista, ogni tela bianca la mette davanti a nuove domande. “L’esperienza usando ogni mezzo a nostra disposizione non deve esaurirsi in routine quotidiana”, dice la pittrice. Sono indispensabili impegno totale e tanto, tanto tempo, per scovare il carattere e la per-

sonalità delle persone da ritrarre. Tempo per dipingere la persona “così come io la interpreto”. Passo dopo passo l’artista si avvicina alla persona da ritrarre, disegna schizzi, che poi vengono buttati per ricominciare con altri e tanti schizzi fin quando non riesce a trovare l’espressione giusta: un processo lungo e difficile. Sonya Hofer cerca di mantenere la giusta distanza, per non cadere nella banalità d’espressione. Per non perdere la propria autenticità e individualità, c’è bisogno di molto coraggio, forza interiore e intensità d’animo. Cosa aveva detto sulle antiche facciate delle case nel centro storico di Chiusa? Esattamente: lasciano spazio alla fantasia!

Sonya Hofer Nata nel 1948 , frequenta l’Istituto d’arte a Ortisei/Val Gardena, lavora a lungo come insegnante d’arte, vive e lavora a Chiusa come artista. Le sue opere, per le quali ha ottenuto diversi importanti riconoscimenti, vengono continuamente esposte in varie mostre in tutta Europa e in Alto Adige. Uno dei suoi famosi ritratti si trova nella galleria d’arte moderna nel Museo del Tirolo a Innsbruck.

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Vita in miniatura L’artista Martin Rainer ha creato assieme a sua moglie Klementine e ai suoi figli presepi annuali straordinari. Per la prima volta questi presepi lasciano la casa dell’artista per essere esposti in una mostra straordinaria nel Museo Diocesano di Bressanone. Una stalla, all’interno la mangiatoia con il Gesù Bambino, Maria e Giuseppe in ginocchio, un paio di pastori in adorazione: quando si parla di “presepe”, si pensa subito al presepe di Natale. Ben diversi sono i presepi annuali dell’artista Martin Rainer, uno dei maggiori scultori dell’Alto Adige, che vive e lavora a Bressanone. Le piccole figure in terracotta non rappresentano solo la storia del Natale, ma ritraggono le varie scene della vita di Gesù con lo stile espressivo unico e particolare dell’artista e con riferimenti inconfondibili all’attualità e alla quotidianità odierna. “Il presepe di Natale viene riposto a gennaio, mentre noi volevamo avere in casa un presepe tutto l’anno”, racconta Martin Rainer, nella cui vita ed opera artistica la religione ha sempre avuto un ruolo centrale. I suoi numerosi monumenti in bronzo o pietra, che si trovano all’interno o all’esterno di istituzioni religiose, come ad esempio la fontana in Piazza Duomo a Bressanone che

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racconta il corso della vita, rappresentano uomini che hanno bisogno di aiuto e uomini che aiutano. Una delle sue prime opere pubbliche era però il presepe per la Parrocchia di San Nicolò a Ega, realizzato nel 1953. La creazione di presepi fa parte della tradizione della località d’origine dell’artista, Senales in Val Venosta. Qui ancor’oggi prima delle Festività di Pasqua vengono fatti i presepi della Quaresima, che rappresentano gli ultimi giorni di Gesù. Martin Rainer e sua moglie Klementine hanno voluto trasmettere questa tradizione radicata anche ai loro sette bambini. “E’ stato bellissimo trovarsi tutti attorno al tavolo per creare le figure”, racconta Klementine Rainer. Pochissimo il tempo per creare ogni singola figura, poiché la sottile massa di argilla si asciuga rapidamente tra le mani calde e dopo pochi minuti non è più plasmabile. Le figure sono state poi cotte in un piccolo forno. “Addirittura abbiamo dovuto dividere alcune figure o oggetti troppo grandi e


La mostra speciale “I presepi annuali della Famiglia Martin Rainer“ è aperta al pubblico dal 20 agosto al 31 ottobre e dal 26 novembre 2011 all’ 8 gennaio 2012 nel Museo Diocesano di Bressanone.

poi ricomporli“, racconta Martin Rainer sorridendo e mostrando una quasi invisibile giuntura su un tavolo in una scena del presepe. Per vedere sempre le singole scene del presepe, queste sono state inserite in cornici quadrate di terracotta delle dimensioni di un metro circa per lato, poi fissate alla parete del soggiorno. Per alcuni decenni la famiglia Rainer ha creato un presepe dopo l’altro, fino ad arrivare ad averne una quindicina. I presepi hanno da sempre la funzione di mostrare visivamente i contenuti della storia della Bibbia. Le figure del presepe di Rainer, ricche di dettagli, creano inoltre un facile collegamento con la quotidianità. Ogni figura ha una sua personalità da raccontare: gioia e dolore, paura e speranza, amore e stupore si rispecchiano chiaramente nella mimica delle faccine, esprimendo l’emozionalità della situazione vissuta. “Qui vediamo ad esempio Giuda, che ha tradito Gesù e che ora è triste perché non può più aiutare il suo amico”, racconta Klementine Rainer ed indica la piccola figura in disparte con le spalle ricurve. Ma osservando bene le figure ci si accorge che la storia della Bibbia si tramuta nella storia della vita quotidiana, che ogni singola figura si trasforma nel nostro prossimo. Molti bambini che fanno la Prima Comunione sono venuti per vedere il presepe annuale dei Rainer. Martin e Klementine Rainer sono sempre felici di ospitare nel loro appartamento questi bambini e di raccontare loro la vita di ogni singola figura. Quest’anno per la prima volta il presepe di famiglia lascia l’appartamento dei Rainer. “Una testimonianza unica di presepe annuale contemporaneo sarà esposto per la mostra speciale al Museo Diocesano a Bressanone”, racconta con gioia Johann Kronbichler, direttore del museo, dell’evento particolare. “I presepi con la loro vivacità sono talmente unici e penso che sapranno emozionare tanti visitatori”. Proprio la potenza delle scene ricostruite e la loro intensità colpiscono profondamente tutti – credenti e non credenti. Dopo l’esposizione al pubblico in occasione della mostra i presepi annuali della famiglia Rainer ritorneranno nel luogo per il quale sono stati creati: sulla parete del soggiorno di Klementine e Martin Rainer.

Museo Diocesano Palazzo Vescovile Bressanone In 70 sale espositive si sviluppa il Museo Diocesano con una delle raccolte più grandi di opere sacrali dell’area culturale tedesca. Di particolare pregio la raccolta di presepi presente in una sezione separata con oltre 5.000 figure, presepi in carta pesta, in cera e in avorio dal Tirolo, da Napoli e dalla Sicilia. L’unicità di questa raccolta è data soprattutto dall’alto valore artistico delle figure esposte e dalla grande varietà di raffigurazioni di tutta la sacra storia della Bibbia fatta con le più svariate tecniche. La visita della Mostra dei presepi nel Museo Diocesano nel Palazzo Vescovile è particolarmente consigliata durante il Mercatino di Natale, che è allestito a pochi metri di distanza in Piazza Duomo a Bressanone. www.hofburg.it

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Mix up

Wellness sotto vetro Acqua, vapore ed erbe aromatiche sono ingredienti salutari: al “Balneum“ di Vipiteno il benessere naturale è in primo piano.

Basta poco per passare un inverno senza raffreddori: andare regolarmente in sauna. Un passaggio di circa 15 minuti rafforza il sistema immunitario e attiva la circolazione. Anche la costruzione della sauna stessa può influire positivamente sullo stato di benessere. Pietre naturali, legno di larice o cristalli di rocca provocano stimoli diversi sul corpo e sulla psiche, mentre la vaporizzazione con erbe apre le vie respiratorie e rende la pelle molto liscia. I diversi tipi di saune salutari si possono vivere al “Balneum“, un moderno cubo di vetro con piscina avventura e

varie saune, situato alle porte di Vipiteno. Qui ci si può rilassare nelle amache accoglienti nella stube di cirmolo o sulle sdraio ergonomiche in legno oppure rimanere sospesi nell’acqua temperata dei lettini-massaggio nelle piscine interne ed esterne. La particolare struttura trasparente ha un ulteriore grande vantaggio: attraverso le grandi vetrate si possono ammirare le alte cime dell’Alta Valle Isarco. www.balneum.vipiteno.eu Piscine, saune e benessere anche a Bressanone: www.acquarena.com

Made in Alto Adige Ai Mercatini di Natale di Bressanone e Vipiteno prodotti artigianali locali. Sculture in legno della Val Gardena, pantofole in feltro di produzione propria, decorazioni particolari in vetro per l’albero: un’offerta di prodotti tipici ricca e varia, come lo è l’Alto Adige. Ai Mercatini di Natale di Bressanone e Vipiteno le bancarelle propongono soprattutto prodotti artigianali della zona. Si tratta di oggetti della maestria artigianale altoatesina, che rappresentano la tradizione e lo stile tipici, espressione di manualità tradizionale e design moderno. Anche per gli altoatesini i Mercatini di Bressanone e Vipiteno rappresentano un simpatico momento d’incontro dopo il lavoro. Invece di ritrovarsi nei soliti caffè, durante il periodo pre-natalizio gli stand gastronomici offrono il vin brulé speziato e i tipici dolci natalizi. Ma anche attorno ai Mercatini le città si presentano in un’atmosfera particolarmente suggestiva: viuzze, finestre, portici e le facciate delle case sono ornate da migliaia di luci che illuminano l’attesa per il Natale. I Mercatini di Natale di Bressanone e Vipiteno sono aperti ogni giorno dal 25 novembre 2011 al 6 gennaio 2012. Informazioni sul programma dell’Avvento ai siti: www.mercatinonatalizio-vipiteno.com e www.weihnacht-brixen.com A Chiusa si tiene il “Natale medievale”. Nei weekend (da venerdì a domenica) nel periodo dal 25 novembre al 18 dicembre e l’8 dicembre nella cittadina degli artisti si può vivere l’atmosfera natalizia più romantica. www.chiusa.info / Chiusa / Inverno / Mercatino di Natale

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Mix up

Fuori dalla “stube” Berretto, scarponcini e calze calde: in Valle Isarco è meglio vestirsi bene, se si esce la sera. Basta essere ben coperti, quando ci si vuole divertire alla sera d’inverno. Il divertimento non è nelle discoteche o nei pub della valle, ma in alto in montagna. Ben presto gli occhi si abituano alla luce notturna e vivono le ombre della natura come uno spettacolo mistico coperto da una profonda coltre di silenzio interrotta soltanto dagli scricchiolii dei passi nella neve. Un’atmosfera particolare che si può vivere all’Alpe Fane nella regione delle malghe Gitschberg-Jochtal e sulle malghe delle valli di Fleres e di Funes. Innumerevoli baite tengono le loro accoglienti stube aperte anche alla sera per ospitare escursionisti notturni che arrivano con le racchette da neve, con gli sci da alpinismo o con gli slittini. Si arriva invece comodamente in quota anche in notturna nelle zone sciistiche Plose, Monte Cavallo e Gitschberg-Jochtal. Qui infatti gli impianti di risalita aprono regolarmente anche durante le ore serali aiutando così a superare i dislivelli. Il rientro in valle a notte fonda avviene lungo le piste da sci o da slittino parzialmente illuminate.

Monte Cavallo – Vipiteno Apertura serale della cabinovia per slittini dal 17/12/2011 al 28/02/2012, ogni martedì e sabato, dalle ore 19 – 20. La pista da slittino è illuminata fino a mezzanotte. www.montecavallo.com Plose – Bressanone Apertura serale dalla cabinovia per slittini e serate di sci-alpinismo: dal 6/01 al 9/03/2012, ogni venerdì, dalle ore 18.30 – 23. Le baite della zona sciistica rimangono aperte fino a mezzanotte. www.plose.org Gitschberg-Jochtal Programma settimanale notturno dal 26/12/2011 al 9/04/2012: lunedì fiaccolata a Valles e in Valle d’Altafossa/Maranza; martedì discoteca a 2.000 metri a Valles (cabinovia in funzione fino alle ore 23); mercoledì slittino su pista illuminata all’Alpe Fane a Valles e sci notturno a Maranza (dalle ore 20 alle 22); giovedì serata per sci-alpinisti al Gitschberg. www.gitschberg-jochtal.com

Skisafari in Valle Isarco Se a sud dell’Equatore il ruggito dei leoni ispira romantici safari nella savana, in Valle Isarco il safari si vive sci ai piedi di pista in pista. Partenza per lo skisafari sono le zone sciistiche della Valle Isarco Plose e Gitschberg-Jochtal, entrambe associate nel più grande carosello sciistico del mondo, Dolomiti Superski (1.200 km di piste). Con un unico skipass si può sciare alla Plose; dove si trova la pista più lunga dell’Alto Adige, la Trametsch con 9 chilometri, e a GitschbergJochtal, due piccole zone collegate tra di loro che offrono piste per principianti e progrediti. Più a nord le zone sciistiche dell’Alta Valle Isarco: panorami mozzafiato su cime innevate, piste perfettamente innevate, niente code agli impianti. Tre zone sciistiche per veri appassionati: Monte Cavallo, Ladurns e Racines-Giovo, dove è possibile sciare con uno skipass unico. E i grandi centri sciistici delle Dolomiti, come Val Gardena, Alta Badia, Plan de Corones, Alpe di Siusi e Obereggen-Latemar nelle immediate vicinanze. Con comode navette o con la propria auto si raggiungono in breve tempo le piste più classiche e più famose delle Dolomiti. Di ritorno dalle piste gli appassionati sciatori possono godere della tradizionale accoglienza nelle strutture ricettive a conduzione famigliare della Valle Isarco dal bed&breakfast all’hotel 4 stelle con centro benessere.

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info

Gioielli in montagna

Vipiteno e le sue vallate

Area vacanze Gitschberg-Jochtal

Altopiano delle mele Naz-Sciaves

Bressanone e dintorni

Chiusa e dintorni

Val di Funes

Accogliente cittadina, tanto sole e neve naturale: a Vipiteno, nelle valli laterali e nei tre comprensori sciistici l’inverno ha tante iniziative diverse da offrire. www.vipiteno.com – info@infovipiteno.com www.racines.info – info@racines.info www.colleisarco.org – info@colleisarco.org

Lontano dai grandi circuiti e circondato da montagne incantevoli. L’altipiano a forma di cuore propone una vacanza invernale tra i meleti innevati. La sua posizione centrale è ideale come punto di partenza verso i maggiori comprensori sciistici della vallata. www.naz-sciaves.info – info@naz-sciaves.info

D’inverno Chiusa, la città degli artisti, con la rupe di Sabiona e i piccoli paesini del circondario si veste di un’atmosfera romantica. Chiusa è la porta verso le Dolomiti, dove trovare passeggiate d’incanto. www.klausen.it - info@klausen.it www.laion.info - info@laion.info

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Ampi alpeggi, passeggiate invernali e piste da sci, atmosfera idilliaca e moderna: un paesaggio di malghe vario, dove trovare il proprio stile per la vacanza invernale: Gitschberg-Jochtal, il comprensorio panoramico per eccellenza. www.gitschberg-jochtal.com – info@gitschberg-jochtal.com rodeneck@gitschberg-jochtal.com

Accogliente ed affascinante, ecco Bressanone in veste invernale. La Plose, a poca distanza dalla città, offre tante opportunità per gli amanti degli sport invernali, come i paesini che propongono numerose passeggiate invernali. www.brixen.org – info@brixen.org www.luesen.com – info@luesen.com

Tranquillità e relax in una delle valli dolomitiche più emozionanti e belle. Il gruppo delle Odle nel Parco naturale Puez-Odle è il simbolo inconfondibile della Val di Funes. Passeggiare attraverso la natura incontaminata invernale è un’avventura per grandi e piccini. www.funes.info - info@funes.info


info

Volete ricevere la cartina invernale Valle Isarco aggiornata con informazioni, orari e prezzi? Scrivete a: info@valleisarco.com

Inverno in Valle Isarco: pacchetti vacanze con tante proposte incluse per un soggiorno invernale indimenticabile. I pacchetti sci nei comprensori sciistici della Valle Isarco comprendono lo skipass, la partecipazione ad un corso di sci ed il noleggio dell’attrezzatura. Il pacchetto “Skisafari Valle Isarco“ nelle vicinanze dei comprensori sciistici offre il trasferimento verso le zone sciistiche delle Dolomiti per divertenti sciate su piste sempre diverse. I pacchetti in-

vernali per sport alternativi comprendono passeggiate accompagnate a piedi e con racchette da neve oppure escursioni sulle piste da fondo più belle. Pacchetti vacanza vengono proposti durante tutto l’inverno. I primi pacchetti partono ad inizio dicembre 2011 in concomitanza con i Mercatini di Natale di Bressanone e Vipiteno. Gli ultimi pacchetti propongono sciate primaverili fino alla chiusura della stagione sciistica. www.valleisarco.com

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info

oltre 300 giornate di sole all’anno Come arrivare in auto KEMPTEN ZÜRICH BREGENZ LANDECK Reschenpass

HAMBURG BERLIN FRANKFURT MÜNCHEN KUFSTEIN INNSBRUCK

Venendo da sud, imboccando l‘autostrada del Brennero in direzione Verona-Bolzano, si arriva (uscita Chiusa, Bressanone Nord/Val Pusteria, Vipiteno e Brennero) direttamente nella regione turistica della Valle Isarco. STUTTGART

Timmelsjoch

SALZBURG WIEN

Brennerpass

STERZING

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CORTINA VENEZIA

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Passo Resia

Fermate per tutti i treni IC e EC nelle stazioni di Bressanone, Fortezza e Brennero nonché, per i treni regionali, nelle stazioni di Ponte Gardena, Chiusa e Vipiteno. Servizi navetta collegano poi ogni ora o più volte al giorno, a seconda della località di destinazione, le stazioni di arrivo con le località turistiche prescelte. www.sii.bz.it AMBURGO BERLINO FRANCOFORTE MONACO KUFSTEIN INNSBRUCK

STOCCARDA

Passo Rombo

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TRENTO VERONA MILANO VENEZIA MODENA ROMA

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Lago di Costanza

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VIPITENO BRUNICO BRESSANONE

MERANO GLORENZA

Consorzio Turistico Valle Isarco Bastioni Maggiori, 26A 39042 Bressanone Tel. 0472 802 232 Fax 0472 801 315 info@valleisarco.com www.valleisarco.com

Autobahnausfahrt

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SPITTAL AN DER DRAU VILLACO

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Uscita autostradale

Collegamenti aerei

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Passo Rombo

SALISBURGO VIENNA

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TRENTO VERONA MILANO VENEZIA MODENA ROMA

viae – Magazine dell’area vacanze Valle Isarco Iscrizione al Tribunale Bolzano No. 02/2002 del 30/01/2002

Gennaio -3,8 5,5 Febbraio -1,4 9,1 SALZBURG Marzo 2,9 14,5 WIEN Aprile 7,0 18,6 SS621 Maggio 10,8 23,0 STERZING Giugno 14,0 26,7 SS12 Luglio BRUNECK 15,9 29,0 SS49 Agosto 15,4 28,4 LIENZ BRIXEN Settembre SS5112,2 24,4 SS244 Kreuzbergpass Ottobre 6,7 18,2 Novembre 1,1 10,8 CORTINA Dicembre -2,9 5,9 VENEZIA Sellajoch * Dati a °C

Contatto

SALISBURGO

A13

COIRA

Passo Costalunga

IMPRESSUM

Mese Min. Max.

HAMBURG BERLIN FRANKFURT MÜNCHEN KUFSTEIN INNSBRUCK

Karerpass

TRIENT VERONA ROSENHEIM MAILAND VENEDIG MODENA A12 ROM

INNSBRUCK

LIENZ

Gli aeroporti più vicini sono a Innsbruck (ca. 85 km), a Bolzano (ca. 40 km) e a Verona Villafranca (ca. 190 km). Durante tutto l’anno trasferimenti in pullman dagli aeroporti low cost di Bergamo, Verona e Innsbruck a partire da 25,– €. www.valleisarco.com

Temperature*

MONACO

A22

Passo Sella

SPITTAL AN DER DRAU VILLACH

BRIXEN

GLURNS

Passo Monte Croce

MeBo

A10

INNSBRUCK

SS51

Distanza ed ore di viaggio da/a Bressanone > Verona 190 km ca. 2,0 ore > Milano 330 km ca. 3,5 ore > Venezia 310 km ca. 3,5 ore > Torino 380 km ca. 5,0 ore > Firenze 380 km ca. 4,5 ore > Roma 700 km ca. 6,5 ore BOLZANO

Passo Stelvio

BREGENZ

A3

SS621

BRESSANONE MERANO

SALZBURG

ZÜRICH

SALISBURGO VIENNA

Brennero

SS12

SS38

ROSENHEIM

A95

Autobahnausfahrt

Passo Giovo

Tubre

MÜNCHEN

Bodensee

LUGANO

Come arrivare in treno

KEMPTEN ZURIGO BREGENZ LANDECK

La Mobilcard Alto Adige dà la possibilità di viaggiare con tutti i mezzi pubblici locali e anche con qualche funivia STUTTGART in tutto l’Alto Adige per scoprire anche KEMPTEN ZÜRICH le vallate più remote. La Mobilcard è BREGENZ Brennerpass Timmelsjoch disponibileLANDECK nelle associazioni turistiche della Valle Isarco. Reschenpass www.mobilcard.info A23

Karerpass

TRIENT VERONA MAILAND VENEDIG MODENA ROM

Mobilcard

A22

Passo Sella

CORTINA VENEZIA

Passo Costalunga

Uscita autostradale

Tiratura 34.300 tedesco / 31.700 italiano

Copertina Segnaletica in Val di Funes, Foto: Peter Schatzer

Redazione Doris Brunner / Brixmedia srl, Bressanone

Fotografie Peter Schatzer, Consorzio turistico Valle Isarco, Artprint, Hermann Sobe, Oskar Zingerle / Brixmedia, Thomas Grüner, Marco Santini, Andre Pöhlmann, Anratterhütte, Prodigit by R. Perathoner, Tappeiner, Klaus Peterlin / allesfoto.com, Centro biathlon Ridanna, Balneum, Associazione turistica Bressanone, Associazione turistica Chiusa, Associazione turistica Vipiteno

Responsabile per i contenuti Willy Vontavon

Traduzioni Uta Radakovich

Editore Consorzio turistico Valle Isarco Bastioni Maggiori, 26A, 39042 Bressanone Tel. 0472 802 232, info@valleisarco.com www.valleisarco.com

Progetto, design e redazione fotografica Holger Mertz, Tappeiner SpA, Lana

Stampa Artprint srl, Bressanone


Tutte le varietà del gusto nel ristorante delle esperienze uniche cucina asiatica sushi pizza cucina italiana cucina altoatesina pasticceria propria vinoteca pizza d‘asporto sushi d‘asporto catering CUCINA aperta tutti i giorni fino alle ore 14 e fino alle 23 PIZZERIA aperta tutti i giorni fino alle ore 14.30 e fino alle 24

Mmmmh !

UN BUON CONSIGLIO: abbinate le vostre visite nel ristorante ad una serata al nostro bowling! Bowling aperto su prenotazione: da martedì fino a venerdì dalle ore 19 alle 01 · sabato dalle ore 15 alle 01 · domenica dalle 14 alle 01

365 giorni da gustare

Via Mercato Vecchio, 28/b Bressanone, tel. 0472 262510 info@acquarena-well.com

... cene a lume di candela . pranzi d‘affari . feste in famiglia . feste, ricorrenze . pranzi aziendali . feste di compleanno ...


Foto: www.allesfoto.com

Foto: Brixmedia/zingerle

Foto: www.allesfoto.com

Archivio fotografico Associazione turistica di Bressanone

• Brennero

BreSSAnone / VipiTeno

CittÀ ViPitenO caMPo di trens

• Brunico

Val Pusteria

a22 Fortezza

Varna

CittÀ BreSSanOne • Bolzano

Fare shopping nei centri storici BreSSanOne

ViPitenO

Visitate la città medievale e scoprite un’offerta variegata in un magnifico scenario: 70.000 metri quadrati dove troverete tutto ciò che il vostro cuore può desiderare: moda di qualità di stilisti italiani e internazionali, enorme abbondanza di articoli sportivi e per il tempo libero, creazioni uniche di gioielleria, specialità culinarie locali e italiane, per arrivare a raffinati accessori, rarità e opere d’arte.

I patiti dello shopping troveranno a Vipiteno pane per i loro denti. “Shopping a 360°”: questo il motto degli esercenti. In una città che offre veramente di tutto: dalle prelibatezze culinarie dell’Alto Adige ai vini migliori di questa terra, dalla moda tradizionale tirolese alla ceramica, dai gioielli alle incisioni nel legno e tanto altro ancora. Svariate proposte-evento accompagnano e completano il piacere dello shopping, come ad esempio l’appuntamento “Primavera a Vipiteno” e, in autunno, ���Il tappeto rosso” Per ulteriori informazioni: www.vipiteno.com.

Per ulteriori informazioni: www.brixen.org.


Viae winter magazine