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DIARIO DEL RIMBORSO

DELLA (MANCATA) DEPURAZIONE dalla sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale, al completo rimborso agli utenti.

Le iniziative dei Verdi per Impruneta

(Gennaio 2009 – gennaio 2014)


PERCHE' UN ...

“DIARIO DEL RIMBORSO DELLA (MANCATA) DEPURAZIONE” ? A volte anche le “novelle dello stento” giungono a conclusione. E' il caso della storia della “restituzione dei rimborsi per la mancata depurazione", dovuti da Publiacqua per il periodo compreso fra ottobre 2003 e ottobre 2008. Stanno infatti giungendo in questi giorni nelle case degli utenti del Comune di Impruneta le "note di credito" emesse dal gestore del servizio idrico relative all'ultima tranche dei rimborsi dovuti, con relativi interessi, relativi alle annualità 2003, 2004 e 2005, mentre i rimborsi degli anni 2006/2008 sono avvenuti in più bollette nel corso dello scorso biennio: una sorta di vero e proprio rimborso ... "col contagocce"! Per ricordare l'evento i Verdi per Impruneta pubblicano un "diario" che ripercorre la vicenda, dalla sentenza della Corte costituzionale del 2008 fino ai giorni nostri. Sfogliando il diario e scorrendo i numerosi interventi e le iniziative effettuati dai Verdi sulla questione, le repliche di Publiacqua, gli articoli degli organi di informazione cartacea e online, una cosa risalta all'occhio: ….. [la soluzione nell'ultima pagina]. ll "Diario del rimborso della (mancata) depurazione" è consultabile anche on line, tramite Internet su http://issuu.com/verdiimpruneta


Comunicato ATO3 Medio-Valdarno Toscana , 22/01/2009

Rincari e rimborsi: alcune doverose precisazioni sulle tariffe 2009 del servizio idrico integrato Firenze, 22 gennaio 2009 – In merito alle prese di posizione apparse negli ultimi giorni sulla stampa, riguardo alle tariffe 2009 del servizio idrico integrato e alle conseguenze della sentenza 335/2008 del Corte Costituzionale sulla depurazione, servono alcune doverose precisazioni. La questione nasce da una Sentenza della Corte che per affermare un giusto principio ha cancellato alcuni aspetti della legge Galli: la sentenza sostanzialmente afferma che gli utenti che non usufruiscono della depurazione non devono pagare la tariffa. Per quanto riguarda il passato, le ATO italiane, compresa quella fiorentina, hanno semplicemente applicato le disposizioni della legge, in maniera precisa e legittima e assolutamente non discrezionale; e i relativi introiti hanno coperto i costi del servizio e notevoli investimenti. La Sentenza ha comunque stabilito un diritto e aperto nel contempo un vuoto normativo, tanto profondo che il Governo ha già cercato di intervenire con proprio decreto, poi modificato, perché la materia è stata ritenuta oggetto di iniziativa parlamentare ed è già all’esame del Parlamento un disegno di legge in merito. Quindi l’ATO 3 Medio Valdarno non ha dato interpretazione della Sentenza, ma ha preso atto della necessità di applicare le disposizioni della Corte. Nella propria autonomia e sovranità l’ATO 3 Medio Valdarno ha affrontato il problema del futuro: dal 15 ottobre 2008 chi non usufruisce della depurazione è esonerato dal pagamento della relativa quota tariffaria. In questa situazione il problema dei rimborsi rimane aperto: è un diritto per tutti gli utenti interessati, ed è inaccettabile che vengano erogati a richiesta, come l’ATO ha sottolineato nella lettera ai sindaci dello scorso 17 dicembre che viene menzionata in maniera parziale. Nella lettera, leggendo la frase successiva rispetto a quella commentata, si evidenziava che: “Indubbiamente una simile impostazione (rimborso a richiesta ndr) darebbe spazio non solo a rilevanti difficoltà operative (raccolta e verifica da parte del Gestore di migliaia di istanze di rimborso) ma potrebbe determinare rilevanti disparità di trattamento fra utenti, ponendo in carico a questi l’onere di richiedere l’esenzione”. Per cui, già l’Autorità ha ben presente che se si procedesse in questo modo si determinerebbero pesanti iniquità. Sui rimborsi la rilevanza organizzativa ed economica è tale che è necessario e urgente un chiaro indirizzo normativo. Per quanto riguarda la Tariffa Reale Media l’ATO ha applicato le indicazioni della normativa attraverso le disposizioni prescritte dalla Legge Galli e dal metodo tariffario: i ricavi complessivi del 2009 dovranno aumentare esclusivamente del 6,5 per cento rispetto ai corrispondenti ricavi del 2008. Poiché la tariffa è progressiva per scaglioni di consumo, gli aumenti della spesa complessiva per ciascuna famiglia dipenderanno dal volume consumato e dall’utilizzo o meno dei servizi di depurazione. Per fare qualche esempio, in base agli scaglioni progressivi, una famiglia servita dalla depurazione che consuma 50 metri cubi annui avrà un aumento di 7,15 Euro, chi ne consuma 100 avrà un incremento di 30,36 Euro e chi ne consuma 150 pagherà 37,51 Euro in più. Invece chi è esonerato dalla depurazione pagherà 23,10 Euro in meno se consuma 50 metri cubi, 30,14 Euro in meno se ne consuma 100 e il 53,24 Euro in meno se ne consuma 150.


28 gennaio 2009 Arrivate le nuove bollette dell’acqua … ma lo sconto sulla “mancata depurazione” non c’è ! Stanno arrivando in questi giorni ad Impruneta le nuove bollette di Publiacqua dei consumi idrici relativi al periodo residuo dello scorso anno e fino al 30 dicembre 2008: la cosa che salta subito all’occhio è che non risulta essere stata applicata la decurtazione sulle tariffe prevista per le zone dove non è attivata la depurazione. Come si ricorderà infatti la Corte Costituzionale con la sentenza n.335/2008 ha stabilito che nelle zone non servite dal depuratore, in mancanza del servizio, non possa essere richiesto agli utenti di pagare la relativa quota tariffaria per la depurazione. Questa “dimenticanza” appare singolare perché le fatture di Publiacqua risultano emesse a fine dicembre, mentre già due settimane prima l’ATO3 aveva stabilito la quota della tariffa - 0,55 € a mc da scontare in bolletta in questi casi. L’ATO3 aveva emesso un comunicato per far sapere che questa decurtazione aveva decorrenza dal 15 ottobre 2008 (data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale) In sostanza una famiglia con un consumo medio di 150 mc annui, se gli fosse stata applicata la prevista decurtazione per la mancata depurazione, avrebbe risparmiato circa 15 euro (relativi al periodo dal 25 ottobre al 30 dicembre ’08). Publiacqua intanto si premura di segnalare in bolletta che è “fatto salvo il diritto di conguaglio in conseguenza della sentenza”, però intanto incamera subito dei soldi che doveva fare a meno di fatturare visto che non erano dovuti e che quindi sapeva già che poi dovrà restituirli agli utenti sulle bollette successive. Più ingarbugliata ancora è invece la questione dei rimborsi per tutti i periodi antecedenti al 15 ottobre 2008: nei giorni scorsi è iniziata infatti a circolare la notizia che agli utenti sarebbe stato riconosciuto il diritto al rimborso per quanto pagato in più negli ultimi dieci anni per la “mancata depurazione”, ma che tale rimborso sarebbe stato fatto “solo a chi ne fa esplicita richiesta”. Se ciò fosse confermato sarebbe una vergogna! Si tratterebbe di una procedura che ha l’evidente scopo di “risparmiare” sui rimborsi, che penalizzerebbe i ceti sociali più deboli e meno informati. I Verdi per Impruneta, pertanto, chiedono che siano tutti i Sindaci dei Comuni che compongono l’Assemblea dell’ATO3 a chiedere chiaramente a Publiacqua che questi importi (e la relativa IVA) vengano invece accreditati automaticamente a coloro che ne hanno diritto, anche senza che gli utenti interessati debbano fare domanda o presentare documentazione, essendo le bollette già conosciute dal gestore che le emette, il quale sa bene anche quali sono le aree residenziali che non sono servite dal depuratore. Una cosa è certa con le bollette dell’acqua non ci si annoia mai: ogni giorno ha la sua pena !! Verdi per Impruneta


Corriere di Firenze 29/01/2009


16 giugno 2011 Canone di depurazione (dove manca il depuratore): per il rimborso bisogna presentare la "domandina a Publiacqua.

Adesso è possibile ottenere il rimborso della quota di depurazione pagata sulle bollette dell’acqua, per gli utenti che abitano le zone dove il depuratore in realtà ancora non è stato realizzato: non ci sono ricorsi da fare, occorre però presentare la “domandina” di restituzione degli importi a Publiacqua. E’ questa una situazione che interessava circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera sia da anni stata annunciata e mai realizzata. Come si ricorderà la Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo Dopo un lungo iter, che con la approvazione di successivi decreti ha regolamentato la questione a livello nazionale, siamo quindi giunti alla applicazione di quanto deciso della corte costituzionale, la restituzione agli utenti di quanto non avrebbero dovuto pagare. Per informazioni e presentare la domanda ci si deve rivolgere al gestore Publiacqua (tramite il sito internet dell’azienda, per posta ordinaria o direttamente presso gli uffici al pubblico dell’azienda); è possibile verificare se si ha diritto alla restituzione (saperne l’importo) inserendo il proprio codice utente nella sezione “restituzione quota tariffa depurazione” del sito www.publiacqua.it; oppure telefonando al numero verde 800-238238. Il rimborso riguarda le somme relative versate per la depurazione nel periodo dal 16/10/2003 al 15/10/2008 (giorno della pubblicazione della sentenza): gli importi verranno rimborsati scaglionati tramite le prossime fatture nel periodo dal 2011 al 2014 Finalmente siamo quindi giunti alla fase conclusiva, tuttavia questa modalità di restituzione non ci pare corretta – concludono i Verdi per Impruneta – chiediamo che in ogni caso sia direttamente Publiacqua ad accreditare automaticamente questi importi in bolletta a coloro che ne abbiano diritto. Ci parrebbe ragionevole, in particolare nel caso di “utenze attive”, dove cioè vi è una diretta corrispondenza tra chi ha versato quanto non dovuto e chi ha diritto al rimborso: in questi casi perché deve essere l’utente a chiedere, visto che visto che il gestore conosce già i dati relativi alle fatture e alle aree non servite dal depuratore? Si confida forse sulle dimenticanze e distrazioni degli utenti a rivendicare un proprio diritto? Verdi per Impruneta

link per informazioni sul rimborso http://www.publiacqua.it/servizi/rimborso

Rassegna stampa (clicca sul titolo pe rleggere l'articolo): Canone di depurazione: per il rimborso serve la "domandina" a Publiacqua (Nuovo Corriere di Firenze, 17/6/2011 - Impruneta, l'ambiente al centro del dibattito ... rimborso Publiacqua (In-Chianti.it (18/6/11) - I Verdi per Impruneta e i rimborsi di Publiacqua (Metropoli Chianti 8/7/2011)


21 gennaio 2012 Il Gazzettino dell'acqua di Impruneta Il Presidente di Publiacquastamani all'Impruneta e Tavarnuzze per l'inaugurazione di due fontanelli di acqua di qualità. I Verdi per Impruneta hanno volantinato in piazza distribuendo "Il Gazzettino dell'acqua di Impruneta". Tra i vari temi, anche le richieste dirette a Publiacqua … 

REFERENDUM SULL’ACQUA PUBBLICA I Verdi: “adesso togliete dalle tariffe quel 7% per la remunerazione di Publiacqua”

ACQUA, MANCANZA DEL DEPURATORE : NON SCORDATE DI FARE LA “DOMANDINA” A PUBLIACQUA PER AVERE I RIMBORSI DAL 2004 AL 2008 I Verdi per Impruneta : ma perché Publiacqua non fa i rimborsi in automatico ? Verdi per Impruneta

Rassegna stampa: Fontanelli gratis, doppia inaugurazione. Un volantino distribuito dai Verdi (La Nazione 22/1/2012); Fontanelli, taglio del nastro con polemica. Volantinaggio dei Verdi (Corriere di Firenze, 22/1/2012)


La Nazione 22/1/2012


16 marzo 2012 RIMBORSO DEL CANONE DI DEPURAZIONE (DOVE MANCA IL DEPURATORE): PUBLIACQUA FA LA "SMEMORATA" Le bollette arrivano puntuali, con tanto di aumenti previsti per il 2012, ma la “smemorata Publiacqua” si scorda effettuare il rimborso della quota di depurazione pagata sulle bollette dell’acqua, per gli utenti che abitano le zone dove il depuratore in realtà ancora non è stato realizzato. E’ questa una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera sia da anni stata annunciata e mai realizzata. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato incostituzionale la norma che prevedeva la riscossione della quota di depurazione laddove il depuratore non è stato realizzato, Publiacqua aveva comunque richiesto agli utenti di presentare la loro brava “domandina” per ottenere i rimborsi. In tanti l’hanno fatta ma sulle bollette arrivate col nuovo anno il rimborso non appare. Adesso quindi la domandina le facciamo noi – dichiarano i Verdi per Impruneta – “quando cappero Pubbliacqua pensa di effettuare i rimborsi dovuti che si era impegnata ad effettuare con la prima sulla prima bolletta di ogni anno? E il Comune non ritiene sia il caso di muoversi a tutela degli utenti?” Per favorire il rapido rimborso di quanto dovuto provvederemo quindi ad inviare al Presidente di Publiacqua una confezione di fosforo, quale coadiuvante per la memoria. Come si ricorderà la Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo E’ tuttora possibile verificare se si ha diritto alla restituzione (e conoscere l’importo) inserendo il proprio codice utente nella sezione “restituzione quota tariffa depurazione” del sito www.publiacqua.it ; oppure telefonando al numero verde 800-238238. Il rimborso riguarda le somme relative versate per la depurazione nel periodo dal 16/10/2003 al 15/10/2008 (giorno della pubblicazione della sentenza): gli importi verranno rimborsati scaglionati tramite le fatture nel periodo dal 2011 al 2014. Verdi per Impruneta

Rassegna stampa: "Una cura di fosforo per Publiacqua". La denuncia dei Verdi: "Non rimborsa la quota di depurazione pagata da chi non gode del servizio"; (Nuovo Corriere di Firenze, 17/3/2012) Internet: www.inchianti.it


LA RISPOSTA DI PUBLIACQUA ...

Depurazione: entro giugno i rimborsi Sabato 17 marzo 2012, 19:44 -Cronaca

Publiacqua non ha alcun interesse a ritardare la restituzione della quota di depurazione pagata in passato da una parte degli utenti che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima. Siamo l'azienda dei sindaci e dei cittadini e siamo noi i primi ad essere interessati a ridurre le spese delle famiglie. L'azienda da tempo ha avviato tutte le procedure per restituire il dovuto e non ha problemi a farlo, nonostante la difficile fase di vuoto legislativo e caos normativo per la mancata soluzione delle problematiche poste dal referendum, che ricadono pesantemente sugli investimenti. Anche recentemente l'azienda ha scritto a tutte le associazioni dei consumatori e ai sindacati ricordando le modalità attraverso le quali gli utenti possono far richiesta. Sul sito dell'azienda è inoltre possibile verificare se si ha diritto o meno al rimborso e l'importo dello stesso. Il ritardo nell'erogazione che viene evidenziato dai Verdi Impruneta è dovuto alle implementazioni informatiche necessarie ad adeguare le modalità di restituzione a quanto disposto recentemente dall'Agenzia delle Entrate.

http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b2.03.17.19.44


Corriere di Firenze, 21/3/2012


25 maggio 2012 PUBLIACQUA LA "BELLA SMEMORATA": SI DIMENTICA ANCORA IL RIMBORSO DEL CANONE DI DEPURAZIONE. Vatti a fidare di Publiacqua: la “bella smemorata” anche stavolta ha dato buca ai suoi affezionati utenti scordandosi l'appuntamento per il rimborso della quota di depurazione pagata sulle bollette dell’acqua, a quanti abitano le zone dove il depuratore in realtà ancora non è stato realizzato. E’ questa una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera sia da anni stata annunciata e mai realizzata. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato incostituzionale la norma che prevedeva la riscossione della quota di depurazione laddove il depuratore non è stato realizzato, Publiacqua aveva comunque richiesto agli utenti di presentare la loro brava “domandina” per ottenere i rimborsi. Rimborsi che avrebbero dovuti arrivare già sulla precedente bolletta di marzo, ma alle proteste dei Verdi per la “dimenticanza” Publiacqua aveva risposto che il ritardo era dovuto a nuovi adempimenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate, ma che comunque i rimborsi sarebbero arrivati col mese di giugno ! Detto fatto: in questi giorni sono arrivate le bollette che debbono essere pagate giusto in giugno, ma stranamente anche questa volta di rimborsi nemmeno l’ombra. “Si vede che la cura di fosforo che avevamo consigliato al Presidente di Publiacqua, quale coadiuvante per la memoria, non ha fatto effetto - sottolineano i Verdi per Impruneta – Quindi stavolta alla nuova lettera inviata alla sede di Publiacqua abbiamo allegato anche un libro, consigliandone vivamente la sua lettura: “Pinocchio” . “Quando cappero Pubbliacqua pensa di effettuare i rimborsi dovuti che si era impegnata ad effettuare con la prima sulla prima bolletta di ogni anno? E il Comune non ritiene sia il caso di muoversi a tutela degli utenti?” Come si ricorderà la Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo E’ tuttora possibile verificare se si ha diritto alla restituzione (e conoscere l’importo) inserendo il proprio codice utente nella sezione “restituzione quota tariffa depurazione” del sito www.publiacqua.it; oppure telefonando al numero verde 800-238238. Il rimborso riguarda le somme relative versate per la depurazione nel periodo dal 16/10/2003 al 15/10/2008 (giorno della pubblicazione della sentenza): gli importi verranno rimborsati scaglionati tramite le fatture. Verdi per Impruneta

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22 settembre 2012 “PREMIO PINOCCHIO” A PUBLIACQUA. I VERDI PER IMPRUNETA: “PUBLIACQUA PROMETTE E NON MANTIENE IL RIMBORSO DEL CANONE DI (MANCATA) DEPURAZIONE”.

Vatti a fidare di Publiacqua: la “bella smemorata” persevera nel dare buca ai suoi affezionati utenti, “scordandosi” il rimborso la quota di depurazione pagata negli anni scorsi sulle bollette dell’acqua, a quanti abitano le zone dove il depuratore in realtà ancora non è stato realizzato. E’ questa una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera sia da anni stata annunciata e mai realizzata. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato incostituzionale la norma che prevedeva la riscossione della quota di depurazione laddove il depuratore non è stato realizzato, Publiacqua aveva comunque richiesto agli utenti di presentare la loro brava “domandina” per ottenere i rimborsi. I rimborsi avrebbero dovuti arrivare già sulla prima bolletta dell’anno (emessa a marzo), ma così non è stato; ed alle proteste dei Verdi per la “dimenticanza” Publiacqua aveva allora risposto che il ritardo era dovuto a nuovi adempimenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate, ma che“comunque i rimborsi saranno effettuati col mese di giugno”! “Alla faccia del calendario” … visto che di rimborsi invece finora nemmeno l’ombra: non c’erano né sulle successive bollette in scadenza proprio a giugno (!) e non ci sono neppure in quelle di settembre (!!), giunte alle famiglie in questi giorni. “Si vede che la cura di fosforo che avevamo consigliato al Presidente di Publiacqua, quale coadiuvante per la memoria, non ha ancora fatto effetto” - commentano i Verdi per Impruneta – che chiedono: - Quale nuova scusa accamperà stavolta Publiacqua ? - Cosa debbono fare i cittadini per veder riconosciuto il diritto a ricevere il rimborso dovuto ? - Quando cappero Pubbliacqua pensa di effettuare i rimborsi che si era impegnata ad effettuare scaglionati con la prima sulla prima bolletta di ogni anno? - Il Comune non ritiene sia l'ora di muoversi a tutela dei propri cittadini utenti?” Come si ricorderà la Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo. E’ tuttora possibile verificare se si ha diritto alla restituzione (e conoscere l’importo) inserendo il proprio codice utente nella sezione “restituzione quota tariffa depurazione” del sito www.publiacqua.it; oppure telefonando al numero verde 800-238238. Il rimborso riguarda le somme relative versate per la depurazione nel periodo dal 16/10/2003 al 15/10/2008 (giorno della pubblicazione della sentenza): gli importi verranno rimborsati scaglionati tramite le fatture. Verdi per Impruneta

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6 ottobre 2012 PUBLIACQUA FA IL “GIOCO DELLE TRE CARTE”. LA STORIA INFINITA DEL RIMBORSO DEL CANONE DI (MANCATA) DEPURAZIONE. Novità per la storia infinita del rimborso del canone di (mancata) depurazione da parte di Publiacqua: nei giorni scorsi “parrebbe” siano iniziati ad arrivare parte dei rimborsi. Il condizionale è d’obbligo viste le modalità di rimborso utilizzate dal gestore del servizio. La cosa singolare infatti è che in settembre numerosi cittadini si sono visti recapitare due bollette in appena due settimane: con la prima gli veniva richiesto il pagamento dei consumi idrici pregressi e con quella successiva gli viene comunicata la restituzione di una prima quota del rimborso. Quest’ultima bolletta diviene così una “nota di credito”, che verrà compensata sulla successiva bolletta prevista in novembre. “Perché non è stata emessa una bolletta unica in settembre per rimborsare subito quanto dovuto agli utenti? Quanto è costato stampare e inviare due bollette a distanza di quindici giorni? Così facendo infatti Publiacqua ha semplicemente emesso una bolletta in più; a fine anno ne avrà inviate cinque anziché le consuete quattro bollette trimestrali; ma con questo “giochetto delle carte” di fatto la quota di rimborso che si era impegnata a fare “entro il mese giugno” viene ulteriormente rinviata a fine anno. Già questo sarebbe sufficiente per relegare la faccenda a livello della farsa, ma poiché la fervida mente di Publiacqua è sempre all’opera c’è un’altra perla da segnalare. I cittadini utenti che hanno fatto richiesta di rimborso nel periodo 2010/2011 avrebbero dovuto vedersi rimborsata col 2012 la quota parte di canone di depurazione pagato (ma non dovuto) negli anni 2007 e 2008 (così risulta pure dal prospetto informativo allegato alla bolletta) peccato che invece nell’ultima bolletta la quota rimborsata (si fa per dire) sia solamente quella relativa a l’anno 2008. Non c’è dubbio: con questa gestione di Publiacqua non ci si annoia mai. Ma il Comune non ritiene sia l'ora di muoversi a tutela dei propri cittadini? I Verdi nel frattempo hanno inviato una istanza al Difensore Civico Regionale affinché intervenga verso Publiacqua per richiedere il rimborso relativo agli anni 2007 e 2008 sia interamente effettuato entro quest'anno. Verdi per Impruneta

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23 novembre 2012 IL RIMBORSO ARRIVA ... COL CONTAGOCCE. PUBLIACQUA E LA STORIA INFINITA DEL CANONE DI (MANCATA) DEPURAZIONE

Ponza e riponza con le bollette in arrivo alle famiglie in questi giorni Publiacqua pare sia riuscita nell’opera di restituire una prima parte delle spese richieste agli utenti per la depurazione, ma da loro non dovuti proprio per la mancanza del depuratore (come aveva stabilito la sentenza n. 355/2008 della Corte Costituzionale) Si tratta però solo di un “acconto”, relativo al 2008, mentre con successive bollette dovrebbero essere restituiti anche gli importi relativi agli anni dal 2003 al 2007. Un rimborso col … contagocce, fatto solo a chi ha presentato la “apposita domandina”, che avrebbe dovuto essere avviato “sulla prima bolletta di ogni anno” (come dichiarava Publiacqua), che invece è stato rinviato di bolletta in bolletta. Non contenti di ciò, a Publiacqua se ne sono inventata un'altra per rendere il rimborso ancor più diluito nel tempo. I cittadini utenti che avevano presentato richiesta di rimborso nel periodo 2010/2011 avrebbero dovuto vedersi rimborsata col 2012 la quota del canone di depurazione pagato (ma non dovuto) relativa agli anni 2007 e 2008 (così risulta pure dal prospetto informativo allegato alle bollette) peccato che invece nell’ultima bolletta la quota rimborsata sia solamente quella relativa al 2008. Non c’è dubbio: a Publiacqua la "fantasia" non manca. Ma il Comune, che di Publiacqua è pure socio, non ritiene sia l'ora di far sentire la propria voce a tutela dei propri cittadini? Così come, magari congiuntamente agli altri Comuni che hanno dato in affidamento la gestione del servizio idrico, potrebbe far sentire la propria voce per chiedere come e quando il Publiacqua intenda procedere a decurtare dalle bollette la cosiddetta "remunerazione del capitale investito" che è stata abolita dal referendum popolare dello scorso anno il cui effetto è “immediatamente applicabile”. Verdi per Impruneta

Antefatto: La Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo. E’ questa una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera sia da anni stata annunciata e mai realizzata.

Rassegna stampa: Rimborsi di Publiacqua. I Verdi per Impruneta chiamano in causa il Comune(Metropoli Chianti 30/11/2012) Internet: gazzettinodelchianti; in-chianti


21 febbraio 2013 BOLLETTE DI PUBLIACQUA COME L'UOVO DI PASQUA: C'E' SEMPRE UNA SORPRESA. RIMBORSO DEL CANONE DI (MANCATA) DEPURAZIONE: SMARRITO L'ANNO 2007 ? Sono arrivate ad Impruneta le nuove bollette di Publiacqua, che oramai nelle famiglie è divenuto uso scartare come fosse un uovo di pasqua, nella fremente attesa della nuova sorpresa. Anche stavolta non siamo rimasti senza. La notizia positiva è che nella bolletta è stato inserito un ulteriore quota del rimborso per la “mancata depurazione”, cioè per gli importi che gli utenti avevano pagato per anni al gestore del servizio, ma da loro non dovuti proprio per la mancanza del depuratore (come aveva stabilito la sentenza n. 355/2008 della Corte Costituzionale, che ne ha stabilito il rimborso per i cinque anni precedenti la sentenza, dal 15/10/2003 al 15/10/2008). La quota di rimborso inserita stavolta in bolletta è quella relativa a tutto l'anno 2006 La notizia non positiva è che poiché nelle bollette dell'anno scorso era stato rimborsato quanto pagato in più l'anno 2008 di fatto al momento risulta “saltato” il rimborso del 2007 Nel prospetto informativo allegato alle bollette veniva riportato che gli utenti che avevano presentato richiesta di rimborso nel periodo 2010/2011 avrebbero dovuto vedersi rimborsata già nel 2012 la quota del canone di depurazione pagato (ma non dovuto) relativa agli anni 2007 e 2008. Ma l'annualità del 2007 non è stata rimborsata né lo scorso anno né con le nuove bollette. Ci siamo persi il 2007 e nessuno ci ha avvertiti? Ma il Comune, che di Publiacqua è pure socio, non pensa sia l'ora di far sentire la propria voce a tutela dei propri cittadini? VERDI per IMPRUNETA

Rassegna stampa: Quel rimborso del 2007 ... "Smarrito" da Publiacqua. Secondo i Verdi d'Impruneta, i residenti sono ancora in attesa della restituzione dei soldi che furono pagati "ingiustamente" (Metropoli Chianti (1/3/2013); Rimborso "mancata depurazione", i soldi ancora non si vedono. La denuncia dei Verdi al Comune: "si faccia sentire con Publiacqua, di cui è socio" (La Nazione 23/2/2013) Internet: gazzettinodelchianti.it ; in-chianti.it

La Nazione, 23 febbraio 2013


LA RISPOSTA DI PUBLIACQUA ...

Comunicazione Publiacqua in merito a "rimborso mancata depurazione" Comunicazione Publiacqua in merito a "rimborso mancata depurazione" In merito all'articolo "Rimborso mancata depurazione" uscito il 23 febbraio scorso sul vostro giornale e relativo ai rimborsi della quota depurazione secondo quanto stabilito dalla sentenza n. 335 del 15/10/2008, informiamo i cittadini che, per un problema di inserimento dati, ad alcune utenze del Comune di Impruneta è stata restituita la quota relativa all'anno 2006 invece di quella relativa al 2007. Pur precisando come tale quota sarebbe stata comunque riconosciuta ai cittadini nel 2014, quando al termine dell'operazione di restituzione è previsto un conguaglio finale, Publiacqua ha già posto rimedio al già citato errore provvedendo a restituire la quota 2007 nella prossima bolletta in emissione. Publiacqua si scusa con i cittadini per il disguido

pubblicato sul sito del Comune di Impruneta: http://159.213.91.28/Engine/RAServePG.php/P/480810010100/M/250010010803


23 maggio 2013 BOLLETTE PUBLIACQUA: ARRIVA IL RIMBORSO "SMARRITO" DEL CANONE DI (MANCATA) DEPURAZIONE. “Gutta cavat lapidem” - commentano i Verdi per Impruneta: il detto latino “la goccia scava la pietra” risulta quanto mai appropriato quando si parla di Publiacqua. In questi giorni stanno infatti arrivando alle famiglie imprunetine le nuove bollette di Publiacqua, e finalmente verrà rimborsata la quota del canone di (mancata) depurazione relativo all'anno 2007 e che era “misteriosamente saltata” dai precedenti rimborsi di Publiacqua. Si tratta di una ulteriore quota del rimborso per la “mancata depurazione”, cioè per gli importi che gli utenti avevano pagato per anni al gestore del servizio, ma da loro non dovuti proprio per la mancanza del depuratore, come aveva stabilito la sentenza n. 355/2008 della Corte Costituzionale (che ne ha stabilito il rimborso per i cinque anni precedenti la sentenza, dal 15/10/2003 al 15/10/2008). I rimborsi dovrebbero essere effettuati a scaglioni con la prima bolletta dell'anno, ma con le bollette del marzo scorso risultava rimborsata la quota del 2008, mentre l'anno prima quella del 2006. “Ci siamo persi il 2007 e nessuno ci ha avvertiti?” - avevano chiesto i Verdi per Impruneta, con un quesito prontamente ripreso dagli organi di informazione locale [vedi assegna stampa in fondo], a seguito del quale Publiacqua ammise l'errore impegnandosi a restituire l'annualità mancante: oggi finalmente la restituzione, così l'ultima bolletta è più leggera di circa 50 Euro a famiglia. “Contenti per il risultato ottenuto, peraltro solo grazie al nostro costante monitoraggio” - commentano i Verdi per Impruneta – e ricordiamo infine che fino al 2014 si potrà ancora presentare la domandina per poter ottenere il rimborso. E' possibile verificare se si ha diritto alla restituzione (e conoscere l'importo) inserendo il proprio codice utente nella sezione "restituzione quota tariffa depurazione" del sito di Publiacqua oppure telefonando al numero verde 800-238238. Verdi per Impruneta

Rassegna stampa: Quel rimborso del 2007 ... "Smarrito" da Publiacqua. Secondo i Verdi d'Impruneta, i residenti sono ancora in attesa della restituzione dei soldi che furono pagati "ingiustamente" (Metropoli Chianti (1/3/2013); Rimborso "mancata depurazione", i soldi ancora non si vedono. La denuncia dei Verdi al Comune: "si faccia sentire con Publiacqua, di cui è socio" (La Nazione 23/2/2013) Internet: gazzettinodelchianti.it ; in-chianti.it -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Rassegna stampa: Internet: gazzettinodelchianti.it(25/5/2013); in-chianti.it (26/5/2013)


febbraio 2014 MANCATA DEPURAZIONE: LA NOVELLA DELLO STENTO DEI RIMBORSI PUBLIACQUA ALL'ATTO FINALE. UN “DIARIO” DEI VERDI PER IMPRUNETA PER RICORDARE L'EVENTO. A volte anche le “novelle dello stento” giungono a conclusione. E' il caso della storia della “restituzione dei rimborsi per la mancata depurazione", dovuti da Publiacqua per il periodo compreso fra ottobre 2003 e ottobre 2008 Stanno infatti giungendo in questi giorni nelle case degli utenti del Comune di Impruneta le "note di credito" emesse dal gestore del servizio idrico relative all'ultima tranche dei rimborsi dovuti, con relativi interessi, relativi alle annualità 2003, 2004 e 2005, mentre i rimborsi degli anni 2006/2008 sono avvenuti in più bollette nel corso dello scorso biennio: una sorta di vero e proprio rimborso ... "col contagocce"! Per ricordare l'evento i Verdi per Impruneta hanno pubblicato un "diario" che ripercorre la vicenda, dalla sentenza della Corte costituzionale del 2008 fino ai giorni nostri. Sfogliando il diario e scorrendo i numerosi interventi e le iniziative effettuati dai Verdi sulla questione, le repliche di Publiacqua, gli articoli degli organi di informazione cartacea e on-line, una cosa risalta all'occhio: l'assenza di pubbliche prese di posizione del Comune sulla questione, che pure di Publiacqua sarebbe anche socio. Il "Diario del rimborso della (mancata) depurazione" è consultabile anche on line, tramite Internet su http://issuu.com/verdiimpruneta Come si ricorderà a Corte di Cassazione nell’ottobre 2008 (sentenza n. 335) aveva dichiarato la illegittimità costituzionale di alcuni commi di due normative (la legge 36/1994, cosiddetta “Legge Galli” e del decreto legislativo 152/2006 che detta “Norme in materia ambientale”), nella parte in cui queste prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione sia dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Nella fattispecie la Corte aveva stabilito che la quota relativa alla depurazione, richiesta fino ad allora agli utenti della fornitura idrica, non si configura come tributo, ma costituisce il corrispettivo di un servizio reso: quindi se non vi è il servizio (il depuratore), non può essere chiesto il corrispettivo. E’ questa una situazione che interessa circa un terzo degli utenti del territorio provinciale, tra cui anche gli abitanti del capoluogo imprunetino (e di altre frazioni) dove il depuratore ancora manca, nonostante che l’opera fosse da anni stata annunciata e mai realizzata (e neppure progettata al 2008, motivo per cui su Impruneta il rimborso dovuto per la mancata depurazione è totale, rispetto a quanto pagato dall'utente). Per i ritardatari c'è ancora poco tempo per richiedere il rimborso, ma solo fino al prossimo 30 settembre 2014, per presentare la classica “domandina” a Publiacqua, dopo tale data niente più rimborsi. Dal sito di Publiacqua, digitando il numero riportato sulla bolletta, è possibile conoscere i dati relativi alla propria utenza e sapere se si rientra fra quelle ricomprese nelle zone non servite dalla depurazione. VERDI PER IMPRUNETA

BLOG: www.ondaverde.ilcannocchiale.it

Diario del rimborso della (mancata) depurazione