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July 2012

ISSUE 04

verderame MAG

JOURNEYS

interior, design, food, fine art, beauty, people and places


Tra vent’anni sarete p che non avete fatto ch fatto. Quindi mollate l dal porto sicuro. Prend i venti. Esplorate. S

Twenty years from now you by the things that you didn't do So throw off the bowlines. Sa Catch the trade winds in your s


pi첫 delusi per le cose he per quelle che avete le cime. Allontanatevi dete con le vostre vele Sognate. Scoprite.

u will be more disappointed o than by the ones you did do. ail away from the safe harbor. sails. Explore. Dream. Discover.

Mark Twain


LETTERA DALLA REDAZIONE Viaggiare, partire. Mai come in questo periodo i due verbi sono usati con tanta frequenza. Ma in estate si viaggia o si parte? Per i veri viaggiatori la stagione calda non significa nulla. Loro non sono turisti, ma globetrotter della mente e del cuore. Sono quelli che “partono per partire; cuori leggeri, simili a palloncini, non si allontano mai dal proprio destino e senza sapere perché, dicono ogni volta: “Andiamo”!” diceva Baudelaire. Turista o viaggiatore, la partenza presuppone una preparazione. La destinazione da scegliere, la valigia da fare, i posti da visitare, i solari da portare, gli itinerari (gastronomici e non) da scoprire. L’organizzazione coinvolge ognuno di noi. Ed è così che è stato concepito questo numero, pensando al viaggio e ai suoi preparativi. La redazione suggerisce cosa mettere nella valigia (di design) dell’estate e cosa non farsi mancare, come i pezzi unici dell’emergente Johnny Hermann, l’italiano che questa primavera ha stupito New York con i suoi Popsicle (pag. 10). Scegliamo itinerari che incantano: un’insolita Portofino e una Tuscia da favola, angoli di paradisi nostrani da visitare (pp. 72 e 86). E proponiamo ricette che suggeriscono mete di viaggi lontani (pag. 36). Verderamemag completa il suo personale carnet de voyage raccontando quello che è l’aspetto più affascinante del viaggio e del visitare posti nuovi: l’idea. Così incontriamo personaggi che con il loro lavoro creano luoghi surreali dove affrontare gli itinerari più interessanti. È l’onirico, delicato, a tratti straniante, lavoro di Sara Magni – fotografa milanese – che ci regala con le sue immagini, mondi nuovi che fanno riflettere. Scopriamo poi un altro artista, Nico Baumgarten. Classe 1981. Incanta con il suo lavoro “The lives of a river” (finanziato dal Centro di Arte Contemporaneo di Girona, dove è attualmente in mostra) che proponiamo a pagina 56. Il reportage sociale incontra un linguaggio più soggettivo ed evocativo, orientato a un’analisi critica del contemporaneo, accompagnando il lettore alla scoperta di volti e luoghi. Per esplorare. Sognare. Scoprire. Viaggiare.


LETTER FROM THE EDITORS Travel, departure. Never are these words used as often as they are at this time of year. But in the summertime are we travelling or are we departing? For real travellers the warm season means nothing. They are not tourists but globetrotters in mind and spirit. They are the ones who, as Baudelaire said, “depart For departing's sake; with hearts light as balloons, They never swerve from their destinies, Saying continuously, without knowing why: “Let us go on!'” Tourist or traveller, departure needs preparation. A destination to chose, a suitcase to pack, the places to visit, sunscreens to take, the itineraries (gastronomic or other) to discover. Organisation is needed by all. So it is for these reasons that this edition is born, thinking of travel and its preparations. The team suggests what to add to your (design) suitcase and what not to miss, like the unique creation of the emergent Johnny Hermann, the Italian who this year has taken New York by storm (see page 10). We chose enchanting places; an unusual Portofino and a fairy tale Tuscia, home-grown corners of paradise for all to visit. (read the articles on pages 72 and 86). We add recipes that remind our taste buds of travels to faraway places (page 36). Verderamemag completes its personal travel diaries elaborating upon the most appealing aspect of travels and visiting new places; ideas. And so we meet people who, through their work, create surreal places from where we can face the most interesting itineraries. It’s the dreamlike, delicate, occasionally alienating work of Sara Magni, a Milanese photographer who with her images shows us new worlds which lead us to reflect. We then discover another artist, Nico Baumgarten. Class of 1981 he enchants us with his work “The lives of a river (financed by the Contemporary Art Centre of Girona where it is currently showing), we give you a taste on page 56. This social reportage meets a more subjective and evocative language allowing a critical analysis of the contemporary, taking the reader hand in hand through new faces and places. To explore. Dream. Discover. Depart.


CONTRIBUTORS

Irene Baratto, set designer e grafica. Nata a Milano, laurea in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano. Lavora per alcuni importanti studi come graphic designer e dal 2008 si specializza come set designer. Nel 2010 fonda studioverderame occupandosi di styling per famosi marchi di arredamento e per le più importanti testate nazionali: Alessi, Varaschin, Case da Abitare, La Cucina Italiana, Home, Side. Irene Baratto, set and graphic design. Born in Milan, after graduating in Industrial Design at Politecnico di Milano she works as a graphic designer for a number of recognised Studios. In 2008 she specialises in set design. In 2010 she founds studioverderame styling for well known furnishings brands and for recognised National publications; Alessi, Varaschin, Case da Abitare, La Cucina Italiana, Home, Side.

Sara Gentile, fotografa. Nata a Milano, laurea in Disegno Industriale, si diploma all’Istituto Italiano di Fotografia. Si specializza in still life di beni di lusso (Lorenz). Espone a Milano (Triennale) e Seoul (International PhotoFestival). Pubblica Quando i fauni escono dal bosco e 25days per Gas. Nel 2010 fonda studioverderame, occupandosi di fotografia.

Elisabetta Gentile, copy e stylist. Nata a Milano, laurea in Storia dell’Arte Contemporanea al Dams. È stata redattrice per Libri Scheiwiller e Federico Motta Editore, copy per importanti realtà (Università Bocconi) e producer presso Class Editori. Oggi si dedica alle consulenze editoriali.

Elisabetta Gentile, writer and stylist. Sara Gentile, Born in Milan after photographer. Born graduating in History in Milan she graduates of Contemporary Art in Industrial Design at the Dams university followed by a diploma of Bologna, she from Istituto Italiano was copy editor for di Fotografia. She then Libri Scheiwiller and specialises in still life Federico Motta Editore, for luxury goods writer for the Bocconi (Lorenz). Her work University in Milan is exhibited in Milan and producer for Class (at the Triennale) and Editori. Now her time Seoul (International is entirely dedicated PhotoFestival). She to editorial published Quando consultancies. i fauni escono dal bosco, in collaboration with the IIF and 25days per Gas. In 2010 she founds studioverderame where she is responsible for interiors and design photography.


CONTRIBUTORS

Fosca Piccinelli, fotografa e cuoca. Nata a Locarno, diploma presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano (IIF). Ha collaborato con la rivista Ciak al Festival del Cinema di Venezia. Lavora come free lance, sviluppando progetti personali per esposizioni e pubblicazioni (Rumore, Nuova Presenza, Novecento). Ha unito alla fotografia la passione per la cucina ed è cuoca presso un piccolo ristorante milanese. Fosca Piccinelli, photographer and chef. Born in Locarno (Switzerland) after graduating from Istituto Italiano di Fotografia (IIF) she goes on to collaborate with the Italian publication Ciak at the Venice Film Festival. Currently working as a freelance photographer and focusing on personal projects for exhibitions and publications (Rumore, Nuova Presenza, Novecento). To her photography she has added her passion for good food and is currently head chef in a small restaurant.

Lorenza Narra, curatrice di eventi culturali. Nata a Milano, laurea in Scienze dei Beni Culturali. Si specializza in art business. Collabora con gallerie d’arte dove si occupa dell’organizzazione e dell’allestimento delle esposizioni. Ha curato numerosi cataloghi di mostre, con particolare attenzione agli artisti storicizzati degli anni Sessanta e Settanta. Svolge inoltre attività di ufficio stampa e di promozione per agenzie di comunicazione. Lorenza Narra, cultural events curator. Born in Milan after graduating in Cultural Heritage she specialises in Art Business. Since, she has collaborated with art galleries organising the mounting of exhibitions and has curated various exhibition catalogues, with particular emphasis on the artists of the 60s and 70s. She is also involved in press office activities and promotional activities for communications agencies.


TABLE OF CONTENTS

10-19 20-23 24-31 32-35 36-41 Colour time

Viaggiando con la fantasia

Make up galattico

Il canto delle sirene

Travel memories


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Sparizioni

Following the river

Il mare, un'esperienza a 360°

La qualitĂ abita sugli alberi


COLOUR TIME Photos Sara Gentile and styling Irene Baratto

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Rosa, giallo, blu e rosso. Qual è il colore dell’estate? I must have per il decor vacanziero si tingono di palette accese, sfacciate e tremendamente cool. Pink, yellow, blue and red. What’s the colour of the summer? Our summer must-haves are painted boldly, in your face and incredibly cool.

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1. Sacco Borsa Pink Fluo in fibra di cellulosa lavabile di Essent’ial. 2. Macchina fotografica Sprocket Rocket Pink Deluxe Bundle di Lomography. 3. Radio Tykho in gomma siliconica di Lexon. 4. Orologio da tavolo Plex Led in plexiglass, legno laccato e tecnologia led per l’illuminazione di Diamantini&Domeniconi. 5. Wooden Popsicle serie 4 n° 027/150, opera in legno di Johnny Hermann. 6. Occhiali da sole unisex Cygnus Sun in legno di Feb31st.

1. Cellulose Pink Fluo bag by Essent’ial. 2. Sprocket Rocket Pink Deluxe Bundle, camera by Lomography. 3. Tykho radio in silicon rubber by Lexon. 4. Plex Led plexiglass table clock, varnished wood and LED technology by Diamantini&Domeniconi. 5. Wooden Popsicle series 4 n. 027/150m wooden creation by Johnny Hermann. 6. Cygnus Sun wooden sunglasses by Feb31st.

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1. Mini Sacco Borsa Giallo in fibra di cellulosa lavabile tinto in capo di Essent’ial. 2. Macchina fotografica Sprocket Rocket Yellow Deluxe Bundle di Lomography. 3. Cornetta per iphone Native Union POP in vendita presso La Rinascente. 4. Orologio da polso Neko in poliuretano design Sanaa per Alessi. 5. Occhiali da sole donna Ara Sun in legno di Feb31st. 6. Wooden Popsicle serie 1 n° 009/150, opera in legno di Johnny Hermann.

1. Yellow cellulose mini bag by Essent’ial. 2. Sprocket Rocket Yellow Deluxe Bundle, camera by Lomography. 3. Native Union POP iPhone receiver sold by La Rinascente. 4. Neko wrist watch in polyurethane design by Sanaa for Alessi. 5. Ara Sun wooden women’s sunglasses by Feb31st. 6. Wooden Popsicle series 1 n. 009/150 wooden creation by Johnny Hermann.

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1. Sveglia Side Clock in ABS finitura gommata di Lexon. 2. Macchina fotografica Sprocket Rocket Superpop! Azure di Lomography. 3. Borsa con manici e tracolla della collezione N-Leather designer Naoto Fukasawa per Nava Design. 4. Occhiali da sole donna Ara Sun in legno di Feb31st. 5. Cuffie Oboe di Wesc in vendita presso La Rinascente. 6. Wooden Popsicle serie 6 n° 009/150, opera in legno di Johnny Hermann.

1. Side Clock alarm in ABS with rubber finish by Lexon. 2. Sky blue Sprocket Rocket Superpop! Camera by Lomography. 3. Handbag with leather strap from the N-Leather collection, designed by Naoto Fukasawa for Nava Design. 4. Wooden Ara Sun women’s sunglasses by Feb31st. 5. Oboe earphones by Wesc sold at La Rinascente. 6. Wooden Popsicle series 1 n. 009/150, wooden creation by Johnny Hermann.

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1. Macchina fotografica Sprocket Rocket Superpop! Red di Lomography. 2. Orologio da polso Daytimer design William Alsop e Federico Grazzini per Alessi. 3. Occhiali da sole uomo Crux Sun in legno di Feb31st. 4. Radio Tykho Radio in gomma siliconica di Lexon. 5. Sacchetto Avana in fibra di cellulosa lavabile di Essent’ial. 6. Wooden Popsicle serie 6 n° 005/150, opera in legno di Johnny Hermann.

1. Red Sprocket Rocket Superpop! Camera by Lomography. 2. Daytimer wrist watch designed by William Alsop and Federico Grazzini for Alessi. 3. Tykho radio in silicon rubber by Lexon. 4. Avana cellulose bag by Essent’ial. 5. Wooden Popsicle series 6 n. 005/150, wooden creation by Johnny Hermann.

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VIAGGIANDO CON LA FANTASIA Irene Baratto

Sarebbe bello scoprire, viaggiando, mobili e lampade da chiudere in valigia. Se nella realtà è impossibile chiudere la zip del nostro bagaglio a mano per trasportare la poltrona scovata nel mercatino in Argentina o la lampada di cui ci siamo innamorate a Copenaghen, è ora di giocare a immaginarlo almeno sulla carta. E allora ecco una funivia che trasporta la sedia Ouverture di Miniforms o un rinoceronte che carica nella nostra valigia l’ultima creazione di Patrick Norguet per Tacchini. Perché il viaggio inizia dalla fantasia.

It would be nice to discover furnishings and lamps on our travels, to fit them in our suitcases and bring them home. In reality it is impossible to squeeze the armchair from the Argentinean market or the lamp we fell in love with in Copenhagen, into our hand luggage, and therefore we’ll try to imagine it on these pages. So here’s a funicular carrying the Ouverture chain by Miniforms, or a rhinoceros packing the latest creation by Patrick Nourguet and Tacchini into his suitcase, here our voyage begins with our imagination.

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1. Poltroncina da esterni Norma di Unopi첫. 2. Fodera per cuscino collezione Ps design Maria Vinka di Ikea. 3. Poltroncina da esterni RM630 della collezione PS design Wiebke Braasch per Ikea. 4. Sgabello Hinge design Francesco Rota per Living Divani. 5. Dondolo Granny Hamac di Wadebe. 6. Mobile bagno Collage Cabinet di Ex-t. 7. Sedia-poltroncina Ouverture di Paolo Cappello per Miniforms.

1. Norma, outdoor armchair by Unopi첫 2. Cushion cover from the PS collection designed by Maria Vinka for Ikea. 3. RM630 Outdoor armchair from the PS collection designed by Wiekbke Braasch for Ikea. 4. Hinge stool designed by Franceso Rota for Living Divani. 5. Granny Hamac rocking chair by Wadebe. 6. Collage Cabinet, bathroom cabinet by Ex-t. 7. Ouverture, chair-armchair by Paolo Cappello for Miniforms.

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8. Poltrona Jacket design Patrick Norguet per Tacchini. 9. Ceste Bask di Studio Sebastian Herkner per Moroso. 10. Lampada da soffitto Favourite Things design Chen Karlsson per Studio Eno. 11. Lampada da tavolo Duii Mini di Diesel+Foscarini. 12. Lampada da sospensione Noctiluque design Philippe Nigro per Artuce.

8. Jacket, sofa designed by Patrick Norguet for Tacchini. 9. Bask, baskets by Studio Sebastian Herkner for Moroso. 10. Favourite Things, ceiling lamp designed by Chen Karlsson for Studio Eno. 11. Dui Mini, table lamp by Diesel+Foscarini. 12. Noctiluque, suspension lamp designed by Philippe Nigro for Artuce.

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MAKE UP GALATTICO Photos Sara Gentile, styling Elisabetta Gentile e Irene Baratto

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Nuovi pianeti da esplorare nello spazio della bellezza. Un viaggio extraterrestre alla ricerca dei trucchi migliori per l’estate 2012. Blush, smalti, ombretti e rossetti atterrano su nuovi territori per indicarci traiettorie diverse dove condurre il make up.

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New planets to explore in the beauty universe. An extraterrestrial voyage to discover the best make up for summer 2012. Blushers, nail polishes, eye shadows and lipsticks land in new, other worldly territories to show us the best routes to take with our makeup.


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A pag. 24 e 25: da sinistra rossetto e ombretto Burberry. A destra: Fard Burberry make up. Pezzi iconici per un trucco perfetto, al limite del terrestre! A pag. 26: il mood di stagione? Labbra sexy e a tutto volume. Gloss Design di Collistar, tre nuances diverse per una tenuta duratura a prova di qualsiasi viaggio. Anche extraterrestre. A pag. 27: viso come abbronzato grazie alla nuova formula della powder della nuova collezione estiva di Estèe Lauder Pure Color Illuminating Powder Gelée. Un mix di texture diverse. Oltre i confine della cipria tradizionale. Un nuovo pianeta.

A pag. 28: un profumo con un flacone dalle forme arrotondate. Come una navicella spaziale atterra portando con sé un’essenza che rievoca il mare. È Bulgari Aqva. A pag. 29: sconfigge la kryptonite che occupa il pianeta smalto, il suggestivo colore scelto da Collistar per la palette delle unghie estive. Lattementa è la nuova galassia per lo “Smalto Unghie Perfette”.

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On pages 24 and 25 left: Burberry eye shadow and lipstick. Right: Burberry bronzer. Iconic pieces for flawless make up on the edge of this universe. On page 26: the mood of this season? Fuller, sexier lips. Gloss design by Collistar, three different shades for long lasting colour which will survive any travels. Even extraterrestrial ones. On page 27: a tanned look thanks to the new formula for Estèe Lauder’s new powder from their summer range; pure colour Illuminating Powder Gelée. A mix of textures to make you look even more beautiful. Beyond the boundaries of traditional powder. A whole new world.

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On page 28: a perfume in a rounded bottle. Like a spaceship it lands on a new planet bringing with it an essence which evokes the sea. It’s Bulgari Aqva. On page 29: it beats the kryptonite which occupies the nail polish planet. The suggestive Collistar Lattementa (nb. Mint milk) is the new galaxy for summer nails.


IL CANTO DELLE SIRENE Elisabetta Gentile

Estate. Ci trasformiamo e diventiamo piÚ belle. Mare, sole e viaggi ci rendono creature fantastiche. Siamo sirene che incantano e sorprendono, ma non ingannano nÊ illudono. Nell’oceano della bellezza, i prodotti migliori per le vacanze.

Summer. We transform ourselves becoming increasingly beautiful. Sea, sun and travels which create fantastic and fantastical creatures. Like mermaids we enchant and surprise but we never deceive or mislead. From the ocean of summer beauty we bring you the best products for the season of radiance.

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01. BODY SCRUB BY MOLTON BROWN

Pelle da prova costume? Con lo scrub Molton Brown all’eucalipto a base di sali marini. Luminosità, tono e texture di seta diventano le tue migliori amiche! Swimsuit-proof skin? Try the Molton Brown eucalyptus and sea salt body scrub. Your skin will be left radiant, toned and silky.

02. BODY CREAM BY COLLISTAR

Dopo lo scrub e la doccia, arricchiamo la pelle con la crema Fluido della Felicità di Collistar. Oli essenziali ed estratti mediterranei per un’idratazione a prova di carezze. After shower and scrub we enrich the skin with the Fluido della Felicità body lotion by Collistar. Essential oils and mediterranean extracts for stroke-proof softness.

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03. MAKE UP KIT BY BENEFIT

Il cofanetto più glamour dell’estate? Cabana Glama di Benefit. Tutti i prodotti indispensabili per un incarnato luminoso, riposato e abbronzato! The most glamorous box set of the summer? Cabana and Glama by Benefit. Encompassing all the essential products for a luminous, rested and tanned look.

04. BATH & SHOWER BY MOLTON BROWN

Profumo di mare sulla pelle. L’inebriante bagno doccia paradisiac pink pepperpod alle bacche di pepe rosa della Guinea di Molton Brown regala una sferzata di energia. The smell of sea on your skin. The intoxicating paradisiac pink pepperpod shower gel made from Guinean rosebuds leaves you bursting with energy.

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05. SUN LOTION BY RITUALS

La protezione migliore per la pelle baciata dal sole? Rituals Cosmetics offre una linea solari che contiene filtri naturali ed un potente complesso antiossidante arricchito con Tè Bianco biologico, Vitamina E e Ginkgo Bilboa. These hand painted Humieck&Graef bottles are born from the collaboration with the artist Wouter Dolk. There are 130 of these around the world, carrying three different fragrances, Eau Radieus, Bosque and Clemency. We chose Bosque; primrose, narcissus, buffalo grass, musk, grapefruit, vetiver and saffron. To stand out on our summer nights.

06. FRAGRANCE BY HUMIECKI&GRAEF

Dalla collaborazione con l’artista Wouter Dolk nascono i flaconi dipinti a mano in edizione limitata di Humiecki&Graef. Nel mondo ce ne sono 130 per tre differenti fragranze: Eau Radieus, Bosque e Clemency. Noi scegliamo Bosque: primula, Narciso, Buffalo Grass (Vanilla Grass), Muschio, Pompelmo, Vetiver, Zafferano. Per distinguerci nelle nostre serate estive. The best protection for sun kissed skin? Rituals Cosmetic offers a line of sun care products containing natural protection and a strong antioxidant complex entriched with organic white tea, vitamin E and Ginkgo Biloba.

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TRAVEL MEMORIES Photos and recipes Fosca Piccinelli

Tre ricette per rievocare memorie di viaggi ed emozioni vissute. Un gazpacho al mango fa rivivere una magica avventura in un canyon preistorico, mandorle e menta raccontano un magico Oriente e un tris di tramezzini percorre la Route66.

Three recipes to evoke memories of travels and feelings. A mango gazpacho to relive a magical adventure in a prehistoric canyon, almonds and mint reminiscent of the magic of the Orient, and a collection of sandwiches driving along Rout66.

01. GAZPACHO DI MANGO

01. MANGO GAZPACHO

Ingredienti per 4 persone:

Ingredients for 4 people:

2 manghi maturi ¼ di peperone rosso 1 pezzetto d’aglio (senza anima) 1 pezzetto di radice di zenzero 1 mazzetto di menta 2/3 lime (succo) 2 rapanelli 1 avocado pane sale - pepe q.b.

2 mature mangoes ¼ red pepper 1 small garlic clove 1 small piece of ginger 1 bunch of mint 2/3 of a lime, juiced 2 radishes 1 avocado Bread Salt - pepper

Frullare la menta, l’aglio, lo zenzero e il peperone. Frullare quindi i manghi. Passare tutto al colino separando le parti fibrose dalla polpa. Aggiungere succo di lime, sale e pepe. Tagliare i rapanelli e l'avocado, condirli e decorare il gazpacho. Tostare il pane, tagliarlo a cubetti e servirlo come accompagnamento.

Blend together the mint, garlic, ginger and pepper. Add the mangoes and blend all together. Sieve the mixture in order to get rid of any lumps. Add the lime juice, salt and pepper. Cut the radishes and the avocado, dress them and use to decorate the gazpacho. Toast the bread, cut into small cubes and serve as an accompaniment.

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02. POLLO MARINATO 02. CHICKEN MARINATED ALLO YOGURT CON MANDORLE IN YOGUHURT, ALMONDS E MENTA AND MINT Ingredienti per 4 persone:

Ingredients for 4 people:

500 g di petto di pollo 1 vasetto grande di yogurt bianco 1 mazzetto di menta 150 g di mandorle pelate miele carotine sale - pepe q.b.

500g of chicken breast 1 large tub of natural yoghurt 1 bunch of mint 150g of pealed almonds 1 clove garlic Honey Carrots Salt - pepper

Tagliare il pollo a straccetti e coprirlo con lo yogurt. Tritare la menta e le mandorle e unirle. Dopo una mezz’ora cuocere il pollo in una padella con uno spicchio d'aglio, aggiungere sale e pepe. A cottura quasi ultimata aggiungere ancora dello yogurt e un po’ di miele. Servire accompagnato da carotine al vapore.

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Cut the chicken in long slices and cover in yoghurt. Chop the mint and the almonds and add to the chicken mixture. After half an hour cook the chicken in a pan with a clove of garlic, add salt and pepper. When the chicken is nearly cooked add a little more yoghurt and a bit of honey. Serve with steamed carrots.


03. TRIS DI TRAMEZZINI

03. THREE SANDWICHES

Ingredienti per 4 persone:

Ingredients for 4 people:

4 panini al latte 100g di gorgonzola 10 noci un goccio di blu curaçao qualche foglia di rucola 4 wasa (crakers integrali ndr) 4 fette di salmone affumicato 1 cetriolo 1 confezione di barbabietole alla julienne 4 fette di pane nero 1 avocado 1 pomodoro cuore di bue 4 rapanelli con foglie

4 milk bread rolls 100g of gorgonzola cheese 10 hazelnuts A drop of blue curaçao A handful of rocket 4 wasa crackers (wholemeal crackers) 4 slices of smoked salmon 1 cucumber 1 packet of pickled beetroot 4 slices of rye bread 1 avocado Olive oil Lemon 1 beef tomato 4 radishes (with leaves)

Frullare il gorgonzola con le noci e il blu curaçao. Tagliare a metà i panini al latte, riempirli e decorare con foglie di rucola. Rendere le fette di salmone a striscioline. Ripetere l’operazione con il cetriolo. Spezzare a metà i wasa, adagiarci il salmone e decorare con il cetriolo e la barbabietola. Frullare l’avocado con olio, limone, sale e pepe. Ridurre il pomodoro, i rapanelli e le foglie a fettine sottili. Affettare a metà le fette di pane nero, spalmarci il guacamole e decorare con pomodoro, rapanelli e foglie.

Blend the gorgonzola cheese, hazelnuts and blue curaçao. Slice the milk bread rolls in half, fill them with the mixture and decorate with the rocket leaves. Slice the smoked salmon in strips, repeat with the cucumber. Break the Wasa crackers in half, add the salmon and decorate with the cucumber and the beetroot. Blend the avocado with oil, lemon, salt and pepper. Thinly slice the radishes, tomato and the radish leaves. Slice the rye bread in two, spread with the guacamole and decorate with the tomato, radishes and leaves.

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FREE TUN Photos Sara Gentile, styling Irene Baratto and Elisabetta Gentile

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I solari di nuova generazione sono leggeri, facili da stendere e si assorbono subito. Da tenere in borsa e portare con sĂŠ per proteggere la pelle e non compromettere le nostre vacanze.

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New generation sun protectors are light, easy to apply and quickly absorbed. Keep them in your handbag and have them by your side at all times to look after your skin and not compromise you holidays.


BRONZE GODDESS Lotion for body, Estée Lauder

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VELO SOLARE

Protective hair oil, L'Erbolario

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DIOR BRONZE

Protective face cream, Dior

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OLIO SOLARE

Body sun oil, Maison - Bio

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SPARIZIONI Sara Magni

C’è molto in Sparizioni, progetto fotografico di Sara Magni, fotografa milanese che nella sua personale ricerca crea luoghi assemblando pezzi di cielo, muri, case, prati, nubi ai margini dei quartieri dove colloca sempre una figura umana e lo sconcerto nei suoi occhi. Sparizioni è un viaggio nella nostra contemporaneità dove siamo tutti in dissoluzione, senza orientamenti fissi. La flessibilità è la parola più usata e gli impegni stabili sono evitati. L’autoaffermazione è rincorsa fino a scomparire nell’isolamento. Nascosti dietro collettività virtuali esterniamo il bisogno di condivisione mentre nel mondo reale costruiamo muri, barriere e divisori per separarci dal diverso, attanagliati dall’insicurezza. Sparizioni nasce nel periodo iniziale delle rivolte di piazza in Egitto (poi in Siria), con le proteste del popolo greco e gli Indignados in Spagna. C’è il richiamo a eventi concreti: i fumi colorati che si sono levati nelle città del mondo, le persone che hanno manifestato il loro risentimento e hanno chiesto un cambiamento. La sublimazione dell’evento in un’immagine che si smaterializza, segno dell’illusorietà del mondo. Sparizioni, a cui Sara Magni ha iniziato a lavorare nel settembre 2011, è esposto alla galleria Majke Hüsstege (‘s-Hertogenbosch, Paesi Bassi) fino al 22 luglio. www.majkehusstege.nl/foto-expositie

A lot can be found in Sparizioni (n.b. disappearances), a collection by Milan photographer Sara Magni who, in her personal search creates places by assembling pieces of sky, walls, houses, fields, clouds on the outskirts of spaces always inhabited by a human figure with an uncertain stare. Sparizioni is a journey in our present where we are diluted and lacking a definite direction. The word “flexibility” is in constant use and commitments are avoided. Assertiveness is chased until it disappears in isolation. Hidden behind virtual collectives we express the need to share whilst in the real world we build walls, barriers and dividers to separate ourselves from what is different, tormented by insecurity. Sparizioni is born at the same time as the Arab Spring, as the protests of the Greek people and of the Indignados in Spain. There’s the calling of concrete events: the coloured mists that have risen in cities around the world, the people who expressed their resentment and asked for change. The sublimation of an event into an image that dematerialises, a sign of the delusions of the world. Sara Magni started working on. Sparizioni in September 2011, this is currently exhibited at the Majke Hüsstege gallery (‘s-Hertogenbosch, Netherlands) until the 22nd of July. www.majkehusstege.nl/foto-expositie

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FOLLOWING THE RIVER Interview Fosca Piccinelli and photos Nico Baumgarten

Nico Baumgarten è tedesco, ha 30 anni e ultimamente è stato quasi costantemente in viaggio: Rio de Janeiro, Barcellona, Milano, Girona, Kiel. La passione per la fotografia viene da lontano. Quando da ragazzino, durante le gare in bici, rimane affascinato da tutti quei click. Una formazione in Geografia antropologica dei paesi in via di sviluppo, un anno e mezzo in una favela documentando la vita degli abitanti e poi l’IDEP a Barcellona (Scuola superiore di immagine e disegno ndr). Ed è proprio mentre studia nella città iberica che gli viene l’idea per un nuovo progetto. Seguire il corso del fiume Ter nel Nord della Spagna dalla sorgente alla foce. Un road trip che gli permetta di conoscere la vita della regione dove sta vivendo.

Nico Baumgarten è tedesco, ha 30 anni e negli ultimi anni è stato quasi costantemente in viaggio: Rio de Janeiro, Barcellona, Milano, Girona, Kiel. La passione per la fotografia gli viene da lontano, da quando ragazzino, durante le gare in bici, rimaneva affascinato da tutti quei click. Una formazione in Geografia antropologica dei paesi in via di sviluppo, un anno e mezzo in una favela documentandone la vita degli abitanti e poi l’IDEP a Barcellona (Scuola superiore di immagine e disegno). Proprio mentre studia a Barcellona gli viene l’idea per un nuovo progetto, seguire il corso del fiume Ter nel Nord della Spagna dalla sorgente alla foce, un road trip che gli permetta di conoscere la vita della regione dove sta vivendo.

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COME SEI ARRIVATO ALL’IDEA DEL PROGETTO? Ho vissuto e studiato a Barcellona e come straniero rischiavo di rimanere intrappolato nella città, di conoscere solo quella realtà e niente di quello che avevo intorno. Volevo scoprire la regione della Catalogna e fare un lavoro legato al territorio dove mi trovavo in quel momento. Studiando un po’ i dintorni, il fiume Ter è la parte che più mi ha affascinato. L’avevo visto dall’autostrada, un corso d’acqua non particolarmente interessante o bello. La scelta è stata dettata soprattutto da questo particolare. Quindi sono partito. Durante il mio viaggio avevo in testa le immagini di Robert Frank, Stephen Shore, i classici americani e ovviamente di Alec Soth e il suo meraviglioso lavoro lungo il Mississipi.

PERCHÉ SEGUIRE PROPRIO UN FIUME E NON UNA STATALE, UN SENTIERO? Il fiume è un elemento naturale, non voluto o costruito dall’uomo. Mi piaceva l’idea che fosse lui a guidarmi: dalla fonte alla foce, passando dalla neve alla sabbia. E poi mi interessava indagare il rapporto uomo-natura. I corsi d’acqua sono sempre stati importantissimi per gli insediamenti umani e per capire le diverse interazioni possibili. Il progetto è partito da un’idea molto chiara ma non volevo che fosse definito solo da me. Desideravo che anche il fiume avesse la sua parte. Che mi portasse a svilupparlo e cambiarlo a seconda di quanto avrei incontrato. 58


HAI CERCATO DEI FINANZIAMENTI A LIVELLO REGIONALE, DATO CHE IL PROGETTO È LEGATO AL TERRITORIO? Lavorare con la fotografia sociale è molto difficile quindi sì, è stata una delle prime cose che ho fatto. ll Centro Bòlit (Centro per l’Arte Contemporanea di Girona ndr) presso il quale avevo già esposto un lavoro, si è offerto di finanziarmi. Ed è stato davvero un lusso. Hanno deciso di credere in un progetto che ancora non esisteva. Nel frattempo sono tornato a Milano. Prima della partenza in Triennale era in corso la mostra di Alec Soth Sleeping by the Mississipi. Ho avuto la possibilità di incontrare personalmente Soth e di fargli moltissime domande. Ero affascinato dal suo modo di affrontare il viaggio, andare e vedere cosa succede. Alec mi ha ispirato e ha ribaltato l'idea iniziale del progetto. Avevo la mia cartelletta piena di informazioni sui luoghi che sarebbe stato interessante fotografare, tutto programmato, tutto calcolato ma dopo il nostro incontro ho deciso di lasciare a casa la mia documentazione e di concentrarmi semplicemente su ciò che avrei visto e conosciuto.

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COM’È STATO IL PRIMO IMPATTO CON IL FIUME? Avevo calcolato di stare via tre mesi. Quando sono partito era febbraio. Il fiume Ter nasce al confine con la Francia, nel Nord della Spagna, a 2200 metri d’altezza, faceva maledettamente freddo! Dormivo in furgone per essere più autonomo possibile e anche perché ero affascinato dalla solitudine. È una condizione che non conosco tanto e che volevo imparare a comprendere. Arrivato alle sorgenti pensavo mi sarei ritrovato completamente solo, col mio furgone, il rumore dell’acqua e la purezza dell’ambiente intorno. E invece ero circondato da sciatori attrezzatissimi! La mia idea era scardinata in partenza. Quello era il fiume, quello era il suo inizio. Il confronto/scontro con ciò che avevo immaginato è iniziato immediatamente!

DURANTE IL VIAGGIO HAI SEMPRE DORMITO IN FURGONE? Sì, sempre vicino al fiume, giorno e notte. Ho voluto allontanarmene il meno possibile per poter cogliere tutto quello che accadeva.

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TU, IL FIUME E LA SOLITUDINE. INIZIATO IL VIAGGIO QUALI SONO STATI I PRIMI INCONTRI? Il fiume è lungo 200 km, pochissimo, questo mi ha permesso di percorrerlo molto lentamente. Mi piace avere tempo quando devo fotografare. Non mancava certo l’ansia data dal fatto di aver già ricevuto il finanziamento e voler dimostrare che stavo lavorando, ma il ritmo lento del fiume mi ha calmato. Dopo gli sciatori per un po’ non ho incontrato quasi nessuno. Mi sono quindi focalizzato sulle piccole situazioni silenziose e quotidiane che incontravo. Il fiume è abbastanza abbandonato, ben lontano dall’idea che mi ero fatto. Immaginavo che avrei incontrato bambini che costruivano dighe o che giocavano lungo le rive, invece niente. Non c’è molta vita, gli incontri sono stati sporadici e per questo forse ancora più fondanti ed emozionanti. Quasi come se ci fosse un pizzico di predestinazione, come se il solo fatto di trovarsi lì costituisse un legame.

COSA HAI TROVATO LUNGO IL TUO PERCORSO? All’inizio del corso, in montagna, ci sono paesi piccoli, poi alcune case solitarie. Dove la statale passa vicino al fiume ci sono paesi un po’ più grandi, file di case che si interpongono tra la strada e l’acqua. Poi c’è Girona, la città più grande lungo tutto il percorso. Davvero una varietà di situazioni. 63


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GLI INCONTRI CHE HAI FATTO HANNO MODIFICATO LA TUA IDEA INIZIALE DEL VIAGGIO? Sì, il viaggio è stato guidato dagli incontri, il soggetto del progetto dovevano essere le persone. Il fiume, come sapevo sarebbe accaduto, è passato in secondo piano, è stato la mia guida.

FIUME QUINDI COME CONTENITORE? Sì, l’esperienza che ho vissuto è fatta dalle storie delle persone che ho incrociato lungo il cammino. Ho conosciuto il primo disertore dopo la dittatura di Franco, Ramòn, che ha abitato in una casa solitaria sul fiume per molto tempo. Quando poi provò a tornare a vivere a Barcellona si rese conto di essersi ormai abituato a una vita completamente diversa e slegata dal contesto sociale ordinario e quindi è tornato a vivere nei luoghi del fiume. Una persona molto solitaria e particolare. Mi ha raccontato storie di contrabbando, momenti della scena politica post franchista, mi ha consigliato molti libri che poi ho letto, tutti! Ho passato tre giorni con lui. Gli ho raccontato il mio progetto, gli ho chiesto di poterlo fotografare ma non ha voluto. Inizialmente ho pensato che fosse un problema, che così il lavoro perdeva di senso poi l'ho semplicemente accettato per quello che era stato e per quello che mi aveva lasciato in profondità. E mi sono dedicato agli altri incontri.

CE NE RACCONTI QUALCUNO? Luis, legato a uno dei non luoghi che ho attraversato seguendo il corso d' acqua. Come le periferie delle città o i poligoni industriali o paesi che sono solo una fila di case. Appena sono entrato a Girona, la città più grande che ho attraversato, ho provato immediatamente un forte disagio. Arrivavo da giorni di solitudine, un po’ selvatica, senza lavarmi, dormendo in un furgone, non mi sentivo molto urbano. Vivevo in un parcheggio ai limiti della città, il tempo era pessimo e avevo poche possibilità di fotografare. Un giorno di pioggia costante, con il disagio che continuava, mi sono riparato sotto un ponte vicino a dove dormivo e ho incontrato Luis: un bellissimo signore con gli occhi brillanti e un sorriso continuo che, a differenza di altri senzatetto un po’ schivi, segnati dalla vita e dalle scelte, si è dimostrato da subito molto disponibile. Mi ha raccontato le storie della città, sa tutto di tutti! Recupera le piante abbandonate, quelle che nessuno vuole più e si è creato un suo giardino. Ho passato tutta la giornata con lui. È stato un incontro che mi ha dato nuova energia. David, francese, si autodefinisce “survivor of a storm”, un vero “viajero”! Quando l’ho incontrato era in viaggio da quattro anni in furgone, come me. Il soprannome che si è dato viene da un aneddoto piuttosto infelice. Un anno prima, mentre sostava lungo il fiume, si è trovato il mezzo completamente allagato dalla marea che era salita, una sorta di alluvione. Si è dovuto fermare per mesi cercando di riparare il mezzo. David è un vero abitante del fiume e anche se ha ricominciato a viaggiare, torna spesso dove è accaduto il fatto. 66


Una coppia di tedeschi, Udo e Brigitte. Lui era un camionista nella Germania dell’Est, poi ha avuto un incidente e ora vive con una pensione di invalidità che però non è stata riconosciuta all’avvento dell’unione con la Germania dell’Ovest. Per motivi di salute necessita di un clima caldo e ogni inverno viene con la moglie in un campeggio da queste parti. Vivono in una roulotte, lo spazio è piccolo, con poche cose, molto semplice, non hanno quasi niente se non loro stessi. Sono reciprocamente la più grande ricchezza dell’altro. Li unisce un legame fortissimo, che ho cercato di esprimere in foto. Moises, un emigrato dall’Equador, capitato lì per caso, non particolarmente legato al fiume. Era il tuttofare, l’handyman del primo campeggio che ho incontrato durante il viaggio. Il nostro incontro è avvenuto d’inverno. Io dovevo assolutamente farmi una doccia. L’uomo è stato inizialmente diffidente, poi è diventato mio complice. Ha capito che ero una persona in difficoltà, come altre volte probabilmente era stato lui, e mi ha aiutato.

QUINDI SI È CREATO UN LEGAME? Certo. La foto, l’ho fatta dopo che mi ha permesso di farmi la doccia. Lo scatto esprime proprio questo avvicinamento. La fiducia reciproca.

TRATTO COMUNE DEGLI INCONTRI FATTI PUÒ ESSERE LA SOLITUDINE? Non propriamente la solitudine. Per esempio i tedeschi non erano soli, erano in coppia ma, come gli altri, svincolati dal mondo, ai margini. Persone ai margini della società.

LA SOLITUDINE TI HA ACCOMPAGNATO DURANTE IL VIAGGIO. ERI SOLO E HAI INCONTRATO PERSONE SOLITARIE. QUEST’ESPERIENZA TI HA PERMESSO DI RIFORMULARE IL TUO CONCETTO DI SOLITUDINE, SLEGANDOLO DALLA SENSAZIONE DI MALINCONIA? Le storie avevano sempre due facce, una parte bella e una un po’ meno. Non vedo diversamente la solitudine ma sicuramente ho la sensazione di averla conosciuta meglio. È interessante: è facile viaggiando da soli trovare persone che hanno voglia di conoscersi. Si è soli entrambi e si entra subito in contatto. Anche fotograficamente è più semplice, si crea una situazione molto più intima.

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QUANTE STORIE. HAI TENUTO UN DIARIO? Mi ritrovavo a scrivere ciò che avevo vissuto alla sera. Durante gli incontri, no. Non mi piace l’idea di "svuotare"s la persona delle sue parole. L’incontro presuppone una conoscenza dove il lavoro si confonde con la vita. Sarebbe fuorviante scrivere nel momento del confronto.

SIAMO QUASI ALLA FINE. Sì, dopo tre mesi, l’ultimo tratto di fiume era un po’ monotono: monocolture, alberi da frutto. Sono andato molto più veloce. Questo mi ha permesso di tornare ad approfondire certi luoghi già visitati, quelli che mi interessavano di più, non più guidato dal fiume. Mi è servito questo viaggiare liberamente, senza troppe infrastrutture, ho scattato in analogico, quindi senza il controllo su quanto stavo facendo. Riguardando il materiale ho riscoperto luoghi che mi ero dimenticato d’aver visto.

COSA TI HA LASCIATO QUESTA ESPERIENZA? Tanta calma. Alla fine avevo anche una gran voglia di tornare alla mia vita normale, tra la gente. Spesso nella fretta del quotidiano urbano ho ripensato alla calma del fiume, alle persone che lo abitano e sembrano disporre di più tempo.

C’È STATA POI UNA FASE DI RIELABORAZIONE DEL VIAGGIO, DI TUTTO IL LAVORO. È STATO DIFFICILE FARE L’EDITING PER LA MOSTRA, SCEGLIERE COSA RACCONTARE? Per l’editing mi hanno aiutato la mia amica curatrice Marta Dahò e Rosa Pera, direttrice del Bòlit – Centro per l’Arte Contemporanea di Girona – che ha finanziato tutto il progetto e dove è stata allestita la mostra. Il loro sguardo distaccato sul mio lavoro è stato fondamentale perché non avevo avuto ancora il tempo di allontanarmi emotivamente dalle foto.

QUINDI LA MOSTRA HA SEGNATO DEFINITIVAMENTE LA FINE DEL VIAGGIO? Sì e mi è piaciuta molto. Mi è sembrata quasi unica, qualcosa che non avrei voglia di ripetere. Alcune delle persone fotografate sono passate, altre no e ho portato loro le fotografie. Luis mi aveva promesso che avrebbe visitato l'allestimento ma non l’ha mai fatto, ma lo capisco. Mi è piaciuto ascoltare all’inaugurazione i commenti della gente, vedere quale viaggio il mio percorso ha fatto fare a chi lo osserva. Anche questo completa l’esperienza.

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PERÒ È COME SE MANCASSE UN FINALE. QUALCOSA CHE CHIUDA. Beh sì, la mostra ha segnato la fine, ha tecnicamente chiuso il lavoro. Ma per me, emozionalmente, l’esperienza non ha avuto un punto decisivo di fine. È qualcosa che mi ha cambiato, che ora fa parte di me. C’è stato un inizio ma non una fine e simbolicamente la unisco al fiume, è qualcosa che continua a scorrere dentro di me.

COS’È VIAGGIARE PER TE? E FARLO COME FOTOGRAFO È DIFFERENTE? La fotografia è un continuo viaggiare per me. I viaggi mi fanno trovare situazioni nuove, dei nuovi concetti di vita, modi di fare e vivere molto diversi che confronti con quello che sei e già conosci. Viaggiare mi aiuta a essere più critico verso me stesso e le mie certezze. Mi rende più riflessivo.

PERCHÉ VIAGGIARE È IMPORTANTE? Viaggiare è fondamentale per non finire in una routine che determina tutti i tuoi giorni, ci sono persone che sono completamente intrappolate. Il viaggio è il modo più facile per liberarsi. È lasciare il conosciuto per andare verso ciò che è ignoto e cercare di capirlo e conoscerlo. Bisogna lasciarsi il tempo di osservare, di entrare in ciò che si incontra. Seguendo la corrente. 69


Nico Baumgarten is 30 years old, German and has recently been on a near constant journey; Rio de Janeiro, Barcelona, Milan, Girona, Kiel. His passion for photography comes from afar. When, as a young boy watching bicycle racing, he was left enchanted by all the clicks. A degree in Developing World Anthropology is followed by a year and a half documenting life in the favelas and then the IDEP of Barcelona (School of design and visual arts). Whilst studying in Barcelona he has the idea for a new project; following the river Ter from the north of Spain to the mouth of the river. A road trip which will allow him to learn about life in the region he lives in. HOW DID THE IDEA FOR THIS PROJECT COME TO YOU? I lived and studied in Barcelona and, as a foreigner, I risked being trapped in the city and only learn about its reality not about what was outside of it. I wanted to get to know the Catalan region better and to complete a piece of work tied to the region I was in at that moment in time. Whilst exploring the surrounding areas the river Ter is what struck me the most. I had seen it from the motorway, a body of water of no particular interest or beauty, my choice was mostly influenced by this fact. And so I set off. During my trip I held in my mind the images of Robert Frank, Stephen Shore, the American classics and, obviously, of Alec Soth and his wonderful work along the Mississippi. WHY FOLLOW A RIVER AND NOT A HIGHWAY, A PATH? The river is something natural, not wanted or built by man. I liked the idea that it was he who guided me from the source to the mouth, through snow and sand. I was also interested in exploring the relationship between man and nature. Waterways have always been crucial to human living. The project was born from a very clear idea but I didn’t want it to be defined by me alone. I wanted the river to also play a part. I wanted it to lead me to change and develop it depending on what I met along the way.

DID YOU SEEK FUNDING ON A REGIONAL LEVEL DUE TO THE LOCAL NATURE OF THE PROJECT? Working with “social photography” is very difficult so yes, it was one of the first things I did. The Bòlit Centre – the centre for contemporary art in Girona – where I had already displayed some work, offered to finance my project. It was a real luxury, they decided to believe in a project that at that moment didn’t yet exist. In the meantime I returned to Milan, just before my departure Alec Soth’s project “Sleeping by the Mississippi” was on at the Triennale. I had the opportunity to meet him and to ask him a lot of questions. I was in awe of the way he faced the journey, just setting out and seeing what happened. Meeting Alec inspired me and upturned my initial idea for the project. I had a folder full of information and places that I would be interested in photographing, after the meeting I decided to leave all the documentation at home and to simply concentrate on what I was going to see and learn. HOW WAS THE FIRST MEETING WITH THE RIVER? I had planned to be away for three months. I set off in February . The Ter starts on the French border, in the north of Spain at 2200 metres of altitude, it was bloody cold! I slept in a van so as to be as autonomous as possible and also because I was intrigued by solitude. It’s a condition I didn’t know and that I wanted to learn to understand. When I got to the source of the Ter I thought I would be completely alone, with my van, the noise of the water and the purity of the environment around me. Instead I was surrounded by fully equipped skiers! My idea was flawed from the start, that was the river, that was its beginning and the beginning of the clashes with my pre-conceived ideas. DURING THE TRIP DID YOU ALWAYS SLEEP IN THE VAN? Yes, always, next to the river day and night. I wanted to leave it as little as possible in order to capture everything that happened. 70


YOU, THE RIVER AND SOLITUDE. ONCE THE TRIP BEGAN WHAT WERE YOUR FIRST ENCOUNTERS? The river is only 200 kilometres long. This allowed me to follow it at a very slow pace. I like to have time when I am taking photos. There was of course the stress of it being a funded project and wanting to show that I was working, but the slow rhythm of the river calmed me down. Following my encounter with the skiers I met no one for a while. I therefore focused on the small and quiet moments that I met along the way. The river is rather abandoned, far from the idea I had built of it. I imagined I would meet children building damns and playing along the river bank, instead I met no one. There’s not a lot of life, encounters were sporadic and, probably for this reason, all the more touching and striking. As if there’s a touch of destiny, as if just the experience of finding each other there builds a tie. DID YOU FIND HOMES, TOWNS OR FACTORIES ALONG THE WAY? At the start of the journey, in the mountains, there are small villages, then a few solitary houses. Where the highway nears the river there are somewhat larger towns, rows of houses that sit between the road and the river. Then there’s Girona, the largest city along the banks of the river. Other than that there are people who find themselves there for holidays or work, a true cross section of situations. DID YOUR ENCOUNTERS CHANGE YOUR INITIAL IDEAS ABOUT THIS TRIP? Yes, the trip was guided by who I met, the subject had to be the people. The river, as I knew would happen, slipped into the background, it was my guide. THE RIVER AS A CONTAINER? Yes, the experience I lived is built of the stories of the people I crossed on my way.

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I met the first deserter after Franco’s dictatorship, who lived in a solitary house along the banks for a long time. When he then tried to return to live in Barcelona he realised he was by then used to a completely different life, detached from ordinary social contexts and he therefore returned to live along the river. A very solitary person, very unique. He told me stories of smuggling, moments of the post Franco political scene, he recommended many books and I read them all! I was with him for three days. I told him about my projects and I asked if I could take his picture but he wouldn’t allow it. Initially I thought this was an issue, that in this way the work lost its significance but then I simply accepted the meeting for what it was, for what it gave me. And I dedicated myself to the other encounters. TELL US A FEW Luis, a special encounter, tied to one of the “non-places” I crossed whilst following the river. Like the suburbs of big cities, or business parks or towns made of one row of houses. As soon as I reached Girona, the biggest city I met, I felt a strong discomfort. I was coming from days of solitude, slightly wild, without washing and sleeping in a van, I didn’t feel very urban. I lived in a parking lot on the verges of the city, the rain was incessant therefore I had few opportunities to take photos. One day of constant rain, with the discomfort of the city still with me, I found shelter under a bridge next to where I was living and there I met Luis; a beautiful man with a sparkle in his eye, a constant smile who, unlike many other homeless people who are more cynical and marked by the life they have chosen, was immediately welcoming. He told me the stories of the city, he knows everything about everyone! He collects the abandoned plants in the city, the plants that no one wants and has created his own garden. I spent the day with him. It was a meeting that renewed my energy.


David, French, calls himself “survivor of a storm”, a real “viajero”! When I met him he had been travelling for four years in a van, like me. The nickname he has given himself comes from a rather sad anecdote. A year before, whilst he was parked up along the river, he found himself completely flooded by a rising tide, the result of a storm. He had to stop for months to fix his vehicle. David is a true river dweller and although he has started to travel again, he often returns to the place where the flood happened. A German couple. He was a lorry driver in East Germany, then he had an accident and now lives on a disability pension which has not been recognised following the reunification of Germany. For health reasons he needs a warm climate and every year him and his wife spend the winter camping by the river. They live in a caravan, the space is small and has very few objects, very simple, they live with nothing but each other. They are reciprocally each other’s richness. They are tied together by a very strong bond which really touched me and which I tried to express in my photos. The man from the campsite, an Ecuadorian immigrant, who ended up there by pure chance and is not particularly enamoured with the river. He was the handyman of the first campsite I got to on my journey. Our meeting happened in the winter. I was desperate for a shower, he was initially diffident then he became my accomplice. He understood I was a person in need, like he has probably been many times before, and he helped me. SO A BOND WAS CREATED? Absolutely. The photo was taken after he allowed me to have a shower. The shot expresses the bond, the reciprocal trust.

THE COMMON GROUND OF THESE ENCOUNTERS COULD BE SOLITUDE? Not exactly solitude. For example the Germans were not alone, they were a couple but, like the others, set aside from the world, living in the sidelines. People on the outskirts of society. SOLITUDE ACCOMPANIED YOU ON YOUR JOURNEY. YOU WERE ALONE AND YOU MET SOLITARY PEOPLE. DID THIS EXPERIENCE ALLOW YOU TO REFORMULATE YOUR IDEA OF SOLITUDE, DETACHING IT FROM THE NOTION OF MELANCHOLY? The stories always had two sides to them, one nice side and the other less so. I don’t see solitude differently but I definitely feel that I know it better. It’s interesting; it’s easy to travel alone and meet people who want to know each other. If both are alone then the contact is immediate. Also photographically it is easier, a much more intimate situation is created. The slowness also helps, people are in no rush and therefore are more approachable. The perception of time was slowed down, completely different to the city. SO MANY STORIES. DID YOU KEEP A DIARY? I found myself writing my experiences in the evenings, not during my encounters. I don’t like the idea of “emptying” people of their words. My work had to merge with real life, it would have been wrong to be writing at the moment of our meetings. WE ARE NEARLY AT THE END. Yes, after three months the last bit of river was a bit monotonous; monocultures, fruit trees. I went a lot faster. This allowed me to go back to certain places, the ones that interested me more, no longer guided by the river. I needed this free travelling, without any structure, I was shooting in analogue so I had no constraints. Looking back over the pictures I rediscovered places I had forgotten I had seen. 72


WHAT DID THE EXPERIENCE LEAVE YOU WITH? Calmness. At the end I was also really keen to go back to my normal life, amongst people. Often, in the midst of my city days I think back to the tranquillity of the river, of the people who live it and who seem to have more time at their disposal. THERE WAS THEN THE EDITING OF THE JOURNEY. WAS IT DIFFICULT TO CHOSE WHICH STORIES TO TELL? With the editing I had help from my curator friend Marta Dahò and Rosa Pera, the director of the Bòlit. This help was very important to me as I didn’t have the time to step back from the photos, to detach myself emotively. SO THE EXHIBITION MARKED THE END OF YOUR JOURNEY? Yes and I loved it. It felt unique, something I would not want to do again. Some of the people I photographed came by, others didn’t and I took the photos to them. Luis promised me he would come and never did, but I understand him. I liked listening to people’s comments during the opening, seeing what journey my travels gave to those who saw them. This also completed the experience. BUT IT’S AS IF A FINALE IS MISSING. A CLOSURE. Well, yes, the exhibition market the end, technically it ended the project. But for me, emotionally, the experience didn’t have a clear ending. It’s something that changed me, that is now a part of me. There was a beginning but not an end and, symbolically, I bind it to the river, it’s something that continues to flow inside of me. WHAT IS TRAVEL FOR YOU? IS IT DIFFERENT AS A PHOTOGRAPHER? Photography is constant travel for me. Travels make me find new situations, new concepts, ways of living that are different to what I already know. Travelling helps me to be more critical of myself and my insecurities. It makes me reflect. 73

WHY IS TRAVELLING IMPORTANT? Travelling is essential in order to not fall into a routine which predetermines your every day, there are people who are completely trapped. Travelling is the easiest way to be freed. Travelling is leaving the familiar to go towards the unknown, trying to understand it and learn it. You have to give yourself the time to observe, to enter into what you find along the way. Following the flow. A pag. 57: Marcelino e Miqula vendono vestiti nei mercati al nord di Catalonia. A pag. 58 e 59: Luis sotto un ponte a Girona davanti al giaciglio dove vive. Il suo giardino, fatto di piante che gli altri abbandonano. A pag. 60: David nel suo furgone. Gli piace definirsi "survivor of a storm" perchè il suo camioncino è rimasto danneggiato in un’alluvione. A pag. 61: Udo e Brigitte di Berlino che passano ogni inverno in un campeggio lungo il fiume per motivi di salute. A pag. 62: Moises dall'Equador al lavoro in un campeggio lungo il Ter durante l'inverno. A pag.63: Rafael con i suoi cani da caccia Dic e Laki in un paese lungo le rive del fiume. A pag. 64 e 65: Hardeep e la sua casa ad Anglès. A pag. 69: Iván. On page 57: Images from "The Lives of the River", financed by the Bolit Centre of Contemporary Art and exhibited in the "Paistage" show in Girona. On Pages 58 and 579: Luis under a bridge near Girona sitting in front of his abode. Luis' garden is made of abandoned plants. On page 60: David in his van. He likes to call himself "Survivor of a Storm" because the van was damaged in a storm that trapped him inside for a period of time. On page 61: Udo e Brigitte, a Berlin couple who, for health reasons, spend their winters on a campsite along the river. On page 62: Moises, ecuadorian handyman, working on a campsite, closed over the winter months. On page 63: Rafael with his hunting dogs in a town by the river. On pages 64 and 65: Hardeep and his house in Anglès On page 69: Iván.


IL MARE, UN'ESPERIENZA A 360° Photos and interview Fosca Piccinelli

Visitare la piccola e deliziosa baia di Niasca in Liguria e incontrare Luca Tixi nel primo weekend di giugno è un’esperienza interessante. Ligure, una laurea in Scienze Ambientali Marine e meno di 30 anni; Luca è la prova che le idee semplici, spesso sono anche vincenti. Il sogno era quello di coniugare la passione per lo sport e per il mare e trasformarle in un lavoro. Il risultato dell’addizione è Outdoor Portofino: un’organizzazione che si occupa di ecoturismo nell’Area Marina Protetta di Portofino. Luca e il suo team (dove l’età media non raggiunge i quaranta) propongono iniziative eterogenee: dalle uscite in barca a vela allo snorkeling; dal trekking al seawatching; dai corsi di vela al windsurf; sunset pudding e kajak, in quella parte della Liguria che purtroppo spesso è associata a “un viaggiare superficiale quello dei grossi yacht, quello che si dimentica cosa vuol dire amare il mare, quello che nel suo muoversi non prende e non dà nulla” dice Tixi che ha creato Outdoor Portofino, con l’intento di promuovere un turismo sostenibile e attento e fare scoprire ai propri ospiti un’altra faccia della Liguria. Perché la curiosità è la miglior compagna di viaggi e Luca lo sa.

Visiting the Niasca Bay in Liguria (Italy) and meeting Luca Tixi on the first weekend of June proves to be an interesting experience. A native of Liguria, with a degree in marine environmental science and less than 30 years old; Luca is the proof that simple ideas are often winning ones. The dream was to bind his passion for sport and for the sea and to transform them into a job. The result of the equation is Outdoor Portofino; an organisation that deals with ecotourism in the protected marine area of Portofino and organises nature excursions. Luca and his team (amongst whom the average age does not reach fifty) offer diverse initiatives: from sail boat excursions to snorkeling, from trekking to seawatching, surfing to windsurfing, sunset pudding and kayaking. All of this in the parts of Liguria that are unfortunately often associated with the "superficial travels of large yachts, those who forget what it means to love the sea, those who move on without taking or giving anything". These were the thoughts behind Outdoor Portofino, the intention is to promote a tourism which is sustainable and respecting and to introduce its visitors to another view of Liguria. Because curiosity is the best travel companion, and Luca knows this.

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COME SEI ARRIVATO AL PROGETTO E PERCHÉ HAI SCELTO PROPRIO QUESTA ZONA? Da piccolo, avrò avuto due anni la prima volta, mio padre mi portava in canoa con lui tra Punta Chiappa e San Fruttuoso. Sono di Recco, un paesino qui vicino, e ho studiato Scienze Ambientali Marine a Genova. In questa zona sono cresciuto, ho girato il promontorio di Portofino in lungo e in largo! Studiando mi sono reso conto di quanto quello che conoscevo da sempre, Portofino e l’area marina protetta, fossero unici e preziosi a livello paesaggistico e naturalistico. Questa parte della Liguria è molto turistica, Portofino è piena di grossi alberghi e purtroppo l’immagine che spesso fa venire alla mente è quella di un viaggiare superficiale, per “ricconi”. Quando vedi i grossi yacht invadere l’orizzonte, arrivare, attaccare la musica, mettere l’ancora e calare le moto d’acqua, capisci quanto questa gente non apprezza il mare in nessun modo, nel suo viaggiare non prende e non dà nulla. Così dopo la laurea, desiderando che la gente apprezzasse il mare per quello che è, ho pensato che mi sarebbe piaciuto realizzare qualcosa per far conoscere il mio territorio, unendo al turismo l’aspetto scientifico. Ho cercato il modo migliore per girare in questi luoghi e ho capito quanto la canoa fosse il mezzo ideale, agile, non invasivo e comodo per avvicinarsi alla costa. Alla fine l’idea è arrivata, la canoa non come sport ma come mezzo per un turismo sostenibile e attento. Questa è stata la genesi, il progetto poi si è sviluppato in varie proposte: da quella toccata e fuga, a quella più lunga, di più giorni, con pernottamento. Abbiamo cercato di abbinare alla canoa altre attività ecocompatibili, come lo snorkelling e la vela, che trasmettessero il totale rispetto che abbiamo per questi luoghi, che non vuol dire solo rispetto per la natura ma vuol dire capire e vivere il mare.

DA QUANDO AVETE QUESTA SEDE? Questa sede da pochissimo, tre mesi. L’attività è al secondo anno, l’estate scorsa eravamo ospiti in una struttura a Santa Margherita, eravamo già partiti con le varie proposte ma in misura più ridotta. La baia di Niasca, dove ci appoggiamo ora, tra Paraggi e Portofino, è uno dei luoghi più belli ed è comodo anche a livello logistico. In canoa non si possono coprire distanze eccessive e da qui siamo molto vicino alle zone d’interesse.

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COME FUNZIONANO LE ESCURSIONI? Organizziamo uscite da un minimo di due persone fino a gruppi di venti con una guida ogni otto che si occupa dell’aspetto tecnico, ambientale e della sicurezza. Abbiamo punti di interesse dove ci fermiamo e raccontiamo curiosità a livello storico/tradizionale, diamo spiegazioni a livello ecologico e ambientale o facciamo osservazioni di tipo etologico. Per esempio in questo periodo ci sono i gabbiani cuccioli che stanno imparando a volare. Da un mese stiamo assistendo alla messa in acqua dei piccoli. Ancora una volta puoi renderti conto di come la canoa sia importantissima per un’attività di questo tipo. I gabbiani nidificano in punti poco accessibili all’uomo e in questo modo noi riusciamo ad avvicinarci molto alla costa. Da terra o dai barconi sarebbe impossibile.

LE ESCURSIONI SONO APERTE A CHIUNQUE? O C’È BISOGNO DI SPECIFICHE TECNICHE? Le escursioni sono aperte a tutti. In condizioni di mare calmo, non c’è nemmeno bisogno di essere dei grandi nuotatori. In canoa indossiamo i giubbotti di salvataggio, serve giusto una minima confidenza con l’acqua. A livello tecnico non c’è alcuna complicazione, infatti abbiamo scelto canoe molto semplici, alla portata di tutti. Vogliamo proporre le nostre attività alle persone che non conoscono la canoa. Chi non ci è mai andato apprezza molto questo modo di andare per mare. Pagaiare è divertente, è qualcosa di nuovo. 78


LE VOSTRE ATTIVITÀ SONO PENSATE ANCHE PER I BAMBINI? CHE UTENZA AVETE? Sì, organizziamo dei campus Scuola Natura per bambini. Lavoriamo con piccoli gruppi, di 6/8 ragazzi. Cerchiamo di trasmettere loro i valori nei quali crediamo portandoli in canoa, sott’acqua, a vela, spiegando loro come riconoscere i pesci. In questo modo fanno un’esperienza in mare a 360°, imparano divertendosi. È una sorta di attività di educazione ambientale. Lavoriamo molto con il turismo estero. A Santa Margherita e Portofino vengono inglesi, americani, russi che non disdegnano le nostre attività e sono contenti di lasciarci i bambini e di far vivere loro un’esperienza di questo tipo. Lavoriamo anche con bimbi di Genova, che pur abitando qui vicino non hanno la possibilità di conoscere il mare in modo così diretto. E ancora con persone di Milano, Torino, insomma l’utenza è eterogenea.

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TRA LE VOSTRE VARIE ATTIVITÀ C’È ANCHE QUELLA DI MONITORAGGIO AMBIENTALE. IN COSA CONSISTE? Abbiamo una partnership con l’Area Marina Protetta di Portofino. C’è molto interesse affinché si sviluppino attività di questo tipo in una zona protetta, è un tipo di turismo che incentivano. Abbiamo creato un progetto di monitoraggio di tre specie protette presenti nella zona che sono: il polpo, la magnosa – una specie di aragosta – e la nacchera, una bivalve che è tipo una grande cozza. Come presenza fissa sul territorio possiamo mappare e monitorare le specie, capire quante ce n'è, se aumentano o diminuiscono e in che condizioni vivono.

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COME VI DIFFERENZIATE DA ALTRE REALTÀ PRESENTI IN QUEST’AREA? In verità è molto facile differenziarci perché in questa zona siamo unici come proposta, nessun altro fa attività di questo tipo. Anche in Italia siamo in pochi. C’è qualcosa all’Elba, in Sicilia, sull’Adriatico e nel napoletano però con un legame così forte con l’ambito scientifico siamo solo noi. Le altre realtà presenti sul territorio non hanno competenze specifiche. Un turista che arriva qui ha come mezzi utilizzabili i taxi boats, il battello, può girare a piedi ma in questo modo rimane molto lontano da ciò che vede, può essere bello ma non riesce ad apprezzare davvero il luogo.

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COME AVETE PENSATO CHE TUTTO QUESTO POSSA SVILUPPARSI NEL TEMPO? L’idea è quella di evolverci, di ampliarci ancora, questo è l’inizio del nostro viaggio, una partenza. A noi interessano fortemente l’ecoturismo e quest’area. Amiamo questi luoghi, ci siamo nati e cresciuti e crediamo in questo territorio. Pensiamo possa essere qualcosa di diverso dagli yacht, dal consumismo, da un turismo leggero che passa e se ne va. Ci sono potenzialità enormi a livello di turismo naturalistico. Da noi è una tendenza che sta nascendo ma in altri paesi, tipo in America, sta avendo un boom incredibile! Pochi giorni fa mi trovavo con una coppia di Milano sul monte di Portofino che è rimasta stupita da quanto fosse bello ciò che stava scoprendo. Avevano un’idea molto diversa di quest’area, costruita sui cliché. Ancora, l’anno scorso, una signora di Genova ha scoperto con noi una caletta così bella che ha voluto tornarci altre 5 volte! È rimasta folgorata, diceva di aver girato il mondo, di abitare a mezz’ora da qui e di non avere idea che esistessero luoghi così incantevoli! Siamo coscienti delle potenzialità incredibili che questo luogo ha, il nostro obiettivo è tirarle fuori, farle conoscere. Ci piacerebbe creare qualcosa a livello di educazione ambientale, un modo per trasmettere alle nuove generazioni l’amore per il territorio. Abbiamo un sacco di idee da sviluppare ma ci vuole tempo, ci muoviamo piano per arrivare a qualcosa di grande!

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LUCA, TELL ME HOW YOU CAME TO SETTING UP THIS PROJECT AND WHY YOU CHOSE TO DO IT HERE? I must have been two the first time my father took me canoeing between Punta Chiappa and San Fruttuoso. I'm from Recco, a small town nearby, and I studied Marine Environmental Sciences in Genoa. I grew up in this area, I have travelled every corner of the Portofino coastline! Through my studies I realised that the area I knew so well was truly extraordinary both in terms of landscape and nature. This area of Liguria is very touristy, Portofino is full of large hotels and, unfortunately, the image it gives is often that of a superficial type of travel, travel for the super rich. When you see the large yachts invading the horizon, turning the music up, anchoring to the sea bed and unleashing the water scooters, you realise these people don't appreciate the sea in anyway, in their travels they don’t give or take anything. So after I graduated, with the desire to make people appreciate the sea for what it is, I decided I wanted to do something to introduce people to my region, marrying tourism to science. I looked for the best way to get around the area and I realised that canoeing was ideal, agile, non-invasive and can comfortably get you close to the coastline. And so the idea was born, canoeing not as a sport but as a method of respectful and sustainable tourism. This was the seed, the project then developed into a number of options; from the day trip to the longer travels involving overnight stays. We have tried to combine the canoeing with other eco-compatible activities, for example snorkeling and windsailing, activities that express our complete respect for these places, which doesn’t just mean respect for nature but also for the sea, understanding it and living it. WHEN DID YOU SET UP YOUR HEADQUARTERS? It's very recent, we have been here for three months. The business is in its second year of life, last summer we were guests in a business in Santa Margherita, we were already operating the business but on a smaller scale.

The bay of Niasca, where we are now, between Paraggi and Portofino, is one of the most beautiful areas and is also handy on a logistical level. It's difficult to cover great distances in a canoe and from here we are a lot closer to areas of interest. HOW DO THE EXCURSIONS WORK? We organize trips with a minimum of two people and a maximum of twenty with a guide for every eight, the guide is there to help with the technical, environmental and safety aspects of the trip. We have points of interest where we stop and share stories and information, whether historical/ traditional or ecological and environmental. For example at this time of year baby seagulls are learning to fly, over the last month we have been helping the little ones to get into the water. Again you realise how important the canoe is for this type of activity, seagulls build their nests in inaccessible places and this way we are able to get right up close to the coastline in a way that would be impossible from the ground or in a bigger boat. ARE THE EXCURSIONS OPEN TO EVERYONE? OR ARE SPECIFIC SKILLS NEEDED? The excursions are absolutely open to all. When the sea is calm it's not even necessary to be a great swimmer. In the canoes we wear lifejackets; all you need is a minimum of confidence in the water. Technically there is nothing tricky, in fact we chose simple canoes that can be used by anyone. We want our activities to reach people who don't know canoes. Those who have never done it before love this way of travelling the sea, paddling is fun, it's something new. ARE YOUR ACTIVITIES SUITABLE FOR CHILDREN? WHO'S YOUR AUDIENCE? Yes, we organise summer camps, Scuola Natura (n.b. nature school) for children. We work with small groups of 6 to 8 children. We try to share with them the values in which we believe by taking them canoeing, under water, 84


sailing and explaining how they can recognise the different fish in the sea. This gives them a 360˚ experience of the sea, they learn whilst having fun. It's an environmental learning activity. We work a lot with foreign tourism. Santa Margherita and Portofino have a lot of English, American and Russian travelers who are appreciative of our activities and are more than happy to send their children out with us and allow them to enjoy the experience. We also work a lot with children from Genoa, although they live in the area they have often not had the opportunity to get to know the sea so close up. And also with people from Milan, Turin, basically our audience is varied. ENVIRONMENTAL MONITORING IS AMONGST YOU’RE ACTIVITIES. WHAT DOES THIS CONSIST OF? We have a very strong partnership with the Marine Protected area of Portofino. There is a strong desire to develop these types of activities in a protected area, it's a type of tourism which they incentivise. We created a monitoring project for three protected species in the area, these are; the octopus, the slipper lobster and the pen shell, a large salt water clam. As a constant presence in the area we can map and monitor the species, understand how many are out there, if they are increasing or decreasing and in what conditions they live. HOW DO YOU DIFFERENTIATE YOURSELVES FROM OTHER REALITIES IN THIS AREA? In reality it's easy for us to stand out because there are not many other offers of this type in the area, no one else offers these types of activities. Even in Italy we are rare; there's a few in Elba, in Sicily, on the Adriatic and in the Naples area but having such strong ties with the scientific community is unique to us. Others in the area do not have specific competencies. On arriving here a tourist can get around by boat or on foot but in this way they stay very far from what they see, it can be beautiful but they are not able to truly appreciate the area. 85

HOW DO YOU THINK ALL THIS WILL DEVELOP OVER TIME? The idea is to evolve, to expand further, this is the beginning of our journey, a departure. We are passionate about ecotourism and this area, we love the places around us, we were born and grew up here and we believe in this land. We believe it can be something other than the yachts, the consumerism, than a "light" tourism that passes through and leaves. There is huge potential here for nature tourism. Here it's something that is just being born but in other countries, for example in the USA, it's a booming industry! A few days ago I stood on mount Portofino with a couple from Milan who were taken aback by how beautiful what they were discovering was, they had a completely different idea of what the area was, an idea built on the clichés they associated with it. Last year a lady from Genova discovered a small bay with us that was so beautiful we had to take her back 5 times! She was awestruck, she said she had travelled the world, lived half an hour away and never knew that such magical places existed! We are conscious of the incredible potential these places hold, our aim is to reveal them, to make them known. We would like to create something on the environmental level, a way to transmit our love for this territory to the new generations. We have so many ideas to develop but it needs time, we move slowly to reach something huge! A pag. 75: veduta dall'alto della sede di Outdoor Portofino nella baia di Niasca. A pag. 76: kayak sullo scivolo. A pag. 78 e 79: Luca Tixi in kayak nel golfo di Portofino. A pag. 80: pino marittimo lungo la strada tra Paraggi e Niasca. A pag. 81 e 83: snorkelling nel golfo di Portofino. On page 75: aerial view of the headquarters of Outdoor Portofino in the bay of Niasca. On page 76: Kayak on the ramp On pages 78 and 79: Luca Tixi In a kayak on the gulf of Portofino. On page 80: Marine pine tree along the road from Paraggi to Niasca. On pages 81 and 83: snorkeling in the bay of Portofino.


LA QUALITÀ ABITA SUGLI ALBERI Elisabetta Gentile photos Maurizio Brera

Per il Times è uno dei posti dove soggiornare almeno una volta nella vita. E infatti i suoi clienti provengono da ogni parte del mondo e le prenotazione arrivano fino al 2014. Tutto per dormire nella casa sull’albero più grande d’Europa. Gioiello italiano di turismo eco-chic.

To The Times it’s a “place to stay before you die”. Its guests come from across the globe and the bookings reach as far as 2014. All are waiting to stay in the biggest tree house in Europe, the Italian gem of eco-chic tourism.

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La Provenza si è trasferita ad Arlena di Castro, un piccolo comune a poco più di trenta chilometri da Viterbo. Qui ogni primo weekend di luglio si festeggia la festa della lavanda. Il fiore viola è ovunque. Non per scelta della natura ma per decisione di un illuminato personaggio che da qualche anno è anima di questa parte d’Italia chiamata Tuscia, incastrata tra Toscana, Umbria e Lazio e dalla ricca memoria storica. Lui è Renzo Stucchi, un passato trentennale nella moda come amministratore delegato di un’importante Maison e un presente alla guida dell’azienda agricola La Piantata, nata dal desiderio di fuga da Milano e dalla passione per i cavalli. Non un agriturismo uguale agli altri ma un posto speciale che racchiude un segreto, anzi due: che si svelano sotto gli evocativi nomi di Suite Bleue e Black Cabin, vere e proprie case sugli alberi dove è possibile soggiornare e che sono il fulcro portante del progetto di Stucchi. L’ex manager spiega che l’ispirazione è arrivata dalla complicità di una festa e di un amico “che nella sua tenuta aveva una sorta di rifugio su un albero a dieci metri da terra. Erano gli anni Novanta. Quando poi, successivamente, ho avuto l’occasione di scappare da Milano e di comprare quest’azienda agricola mi è venuta l’idea di fare un agriturismo e di replicare quel riparo sull’albero che tanto mi colpì.”

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L’idea è vincente e davvero affascinante. Nonostante le due case sugli alberi siano il fulcro del progetto, il disegno di cui fanno parte è più ampio e fatto di tre appartamenti, 4 camere, una scuderia, orti messi a disposizioni degli inquilini delle abitazioni, produzione e vendita di prodotti biologici, una linea cosmetica a base di lavanda interamente naturale, certificata ICEA (Istituto per la Certificazione Etica Ambientale ndr) e distribuita in agriturismi ed erboristerie della zona. Inoltre nella proprietà si trova una tomba etrusca del IV secolo a.C. dallo straordinario soffitto affrescato e completamente visitabile. Lo scenario è eccezionale tanto quanto la genesi e la gestazione delle case sugli alberi che “non è stata semplice perché in Italia nessuno aveva mai costruito questo genere di abitazioni e soprattutto perché non capivano proprio quello che volevamo fare” spiega Stucchi “ma alla fine ce l’abbiamo fatta e nel 2005 è nata la Suite Bleue chiamata così perché è in mezzo alla lavanda, quindi in mezzo al blu (unica costruzione in Italia ad essere interamente realizzata su un albero ndr).” Qui gli ospiti arrivano attraverso un suggestivo percorso a piedi segnalato da led colorati in mezzo a 12 ettari di campi. La passeggiata è ricompensata dal traguardo: 8 metri di altezza per 44 metri quadrati di pura pace e charme, arredato con gusto dallo stesso proprietario che racconta: “quando ho deciso di costruire questa prima casa la fortuna mi ha aiutato, nonostante le difficoltà. Infatti sul terreno della proprietà si trovava una quercia alta 25 metri, con una chioma di 50, stimata tra i sette e gli ottocento anni. Per la forestale dovrebbe essere una delle più vecchie di Italia.

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Era davvero perfetta e ideale per costruire la casa.” Il successo è stato immediato e data l’enorme quantità di prenotazioni il Signor Renzo non ha esitato a progettarne un’altra: “la Black Cabin è nata 2 anni fa (2010 ndr). Strutturalmente è diversa dalla Suite Bleue. Per la realizzazione la pianta più idonea era un pino marittimo, ma dai sopralluoghi si è capito che non si poteva costruire direttamente sull’albero e quindi l’abbiamo fatta su palafitta. Cambia il modo di costruire la struttura ma l’effetto è identico alla precedente.” La metratura è stupefacente e ha permesso di creare una vera e propria Cabane high-tech, la casa sull’albero più grande d’Europa. Per allestire questo eco loft di 87 metri quadrati Stucchi ha chiamato l’architetto d’interni Claudia Pelizzari. Colori in contrasto e tessuti naturali, lini e cotoni da coltivazioni biologiche, materiali di gran pregio, in combinazioni inedite, come il legno di cedro canadese, il vetro e l’acciaio. E ancora: luci a led, piastre in acciaio nero o a specchio, pareti in bucchero, tv a led e home theatre Bose, doccia in Corian e cristallo, collocata sorprendentemente dietro la testata del letto, spogliatoio con fotocellula, riscaldamento, aria condizionata e zona relax con vista mare. Il tutto senza offendere alcuna parte dell’albero. Una vera gioia per gli occhi. E non c’è da stupirsi se gli ospiti arrivano da tutto il mondo per vederla e soggiornarci. Lo scenario è così bello che mozza il fiato e le maisons sono davvero uniche tanto che: “le persone una volta venute a trovarci, ritornano, magari un anno con l’altro. Abbiamo ospiti che qui hanno concepito i proprio figli e che vengono a festeggiare i loro anniversari. E poi ci sono davvero molti giovani. La richiesta è trasversale abbiamo dal professionista allo studente e il 70% delle prenotazione è effettuato dalle donne. Forse perché siete più romantiche.” Si interroga Stucchi. Forse perché siamo più curiose e forse perché i luoghi come questo oltre a essere suggestivi regalano la possibilità di un viaggio diverso, alla scoperta del territorio ma anche – e soprattutto – di se stessi.

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The French Province has moved to Arlena di Castro, a little town just over 30 kilometres from Viterbo where every 1st weekend of July the Lavender fete is held. The purple flower is everywhere. Not by nature’s choice but thanks to an illuminated character who, over the past few years, has become the soul of this part of Italy called Tuscia, stuck between Tuscany, Umbria and Lazio and owner of a rich history. He is Renzo Stucchi, at his shoulders a thirty year spell as managing director of a well know fashion house and currently leading the La Piantata agricultural holding, born from the desire to escape from Milan and from his passion for horses. It’s not your standard farm stay but a special place enclosing a secret, actually, two secrets which carry the evocative names Suite Bleue and Black Cabin, real tree houses that serve as accommodation for the guests and which are the driving force behind Stucchi’s business. The ex manager explains that the inspiration came from the complicity of a friend and a party “who, at his lodgings, had a sort of refuge built in the trees ten metres from the ground. It was the nineties. When I then had the opportunity to escape from Milan and to buy this farmland I had the idea to turn it into a farm-stay and to replicate that refuge in the trees which had left such an impression on me.” The idea is a winning and truly appealing one. Although the tree houses are at the centre of the project, they sit within a greater design which comprises of three apartments, 4 rooms, a stable, vegetable patches made available to all guests, the production and sales of organic products, and an entirely natural range of lavender-based cosmetics which is distributed to various outlets throughout the region. In addition the property is also the home to an Etruscan tomb from the IV century BC with an extraordinary ceiling covered in frescos and open to the public.

The scenery is exceptional, as is the creation and running of the tree houses which “wasn’t easy because in Italy no one had ever built these types of dwellings and, mostly, because no one really understood what we were trying to do” explains Stucchi “but in the end we made it and in 2005 the Suite Bleue was born, the name came about due to it being erected in the middle of the lavender, therefore in the middle of the blue (nb. this is the only building in Italy to be built entirely on a tree.)”. Here the guests arrive via an inspiring route marked by coloured LED lights which lead the way amongst 12 hectares of fields. The walk is rewarded by the finale; 8 metres high, 44 square metres of pure peace and charm, decorated with taste by the owner who explains: “ when I decided to build this there were many difficulties in the way but luck was on my side. In fact within the grounds of the property we had this 25 metre-high oak tree, with foliage 50 metres-wide, estimated at 500 to 800 years of age. According to the forestry commission it could be one of the oldest oak trees in Italy. It was truly perfect, ideal for building the house.” Success was immediate and, given the huge number of bookings Renzo immediately started planning a second tree house, “Black Cabin was born 2 years ago (2010 ndr) and is structurally different to Suite Bleue in that it is built on stilts. The tree that was chosen was a maritime pine tree, however, following the initial assessment this was not deemed strong enough to carry the entire structure. The building technique may be different but the effect is identical to the previous construction.” The different construction allowed for a much larger floor plan and for the creation of a truly high-tech cabin, this is the largest tree house in Europe. To decorate the 87 square metres of eco-loft, Stucchi called the interior designer Claudia Pelizzari. Contrasting colours and natural materials, linens and organic cotton, luxury fabrics, all combined in unique ways, Canadian cedar wood used alongside glass and steel to create this unique décor. 98


In addition LED lights, black steel and mirrored tiles, walls made of a rare porcelain, LED TV and Bose home cinema, a Corian and crystal shower stands at the head of the bed, a changing room, heating, air conditioning and a relax area from where you can sit and watch the sea. All done with complete respect for the tree. A true delight to the eye, it’s no surprise that guests arrive from around the world to see it and stay in it. The scenery is so beautiful it will take your breath away and the houses are so unique that “those who come to visit us come back, even if it’s years later. We have had guests who conceived and return for the anniversary. And we see a lot of young people. Demand is mixed; from professionals to students and 70% of bookings is made by women. Maybe because you are more romantic.” Maybe because we are more curious and maybe because places like this are not only evocative but they give us a different voyage, into the territory but also – and mostly – into ourselves.

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A pag. 87: esterno della Black Cabin, la casa sull’albero più grande d’Europa. Progettata da La Cabane Perchée, unica azienda in Europa che progetta esclusivamente case sugli alberi. Le loro creazione sono vere e proprie opere d’arte, costruite sugli alberi senza tagliare un ramo e piantare un chiodo. A pagina 88 e 89 gli interni della Black Cabin. Massimo confort ed eleganza uniti a un impeccabile senso estetico. A pag. 90 e 91: una suggestiva immagine dell’esterno della Black Cabin, la Casa sull’Albero più grande d’Europa. A pag. 92: la Suite Bleue, la casa è stata realizzata nel 2005. A pag. 93: la terrazza della Suite Bleue preparata per la prima colazione. Protagonisti del breakfast sono i prodotti biologici de La Piantata: ricotta di giornata, miele di lavanda, marmellate biologiche e dolci fatti in casa “issati”, grazie a una carrucola, direttamente in camera. A pag. 95: la camera matrimoniale della Suite Bleue. Letto a baldacchino, riscaldamento autonomo, materasso anatomico, frigo bar, lettore cd-mp3 in assoluta armonia con l’ambiente circostante. A pag. 96 e 97: la Black Cabin, al tramonto. Un'incredibile vista a 360° sugli oliveti, le colline di lavanda e il mare di Tarquinia! On page 87: outside of the Black Cabin, the biggest tree house in Europe was designed by La Cabane as the only European company to deal exclusively with these types of constructions. On pages 88 and 89 the interiors of the Black Cabin. Maximum comfort and elegance mixed with impeccable taste. On pages 90 and 91: an evocative image of the outside of the Black Cabin, the biggest tree house in Europe. On page 92: the Suite Bleue, the dwelling was completed in 2005. On page 93: the Suite Bleue’s balcony ready for breakfast. The protagonists of the morning meal are organic products from La Piantata; fresh ricotta, lavender honey, organic jams and homemade cakes are “hauled”, thanks to a pulley, directly into the room. On page 95: the double bedroom in the Suite Bleue. Fourposter bed, heating, ergonomic mattress, mini bar, cd-mp3 reader are all in complete harmony with their surroundings. On pages 96 and 97: the Black Cabin at sunset. An incredible 360˚ view of the olive groves, the lavender and the sea of Tarquinia.


USEFULL ADDRESSES

Agriturismo La Piantata St. Prov. n.113 Arlenese sn, Loc. La Piantata 01010 Arlena di Castro (VT) www.lapiantata.it

Essent’ial prodotto e distribuito da A.G.C. Via G. Pintor, 15 41012 Carpi (MO) www.essent-ial.com

Alessi Spa Via Privata Alessi, 6 28882 Omegna-Crusinallo (VB) www.alessi.it

Estée Lauder Inc. 767 Fifth Avenue New York (NY) www.esteelauder.com

Artuce Avenue d’Occitanie, 46 36250 St Maur (France) www.artuce.com Burberry www.burberry.com Bulgari 625 Madison Avenue New York (USA) www.bulgari.com Christian Dior 30 Avenue Montaigne Paris (France) www.dior.com Collistar Via Pirelli, 19 20124 Milano (MI) www.collistar.it Diamantini & Domeniconi Via Enrico Mattei, 75 61034 Fossombrone (PU) www.diamantinidomeniconi.it Diesel+Foscarini Via delle Industrie, 27 30020 Marcon (VE) diesel.foscarini.com Eno Studio 2, rue d’Uzés 75014 Parigi (France) www.enostudio.net

Ex-t via Arno 26, 50019 Sesto Fiorentino (FI) www.ex-t.it Humiecki & Graef Gmbh Kaiser-Willhelm-Ring 22 50672 Cologne (Germany) www.humieckiandgraef.com Ikea Italia Via dell’Artigianato, 7 20061 Carugate (MI) www.ikea.com Johnny Hermann Corso San Gottardo, 3 20136 Milano (MI) www.johnnyhermann.com L'erbolario Viale Milano, 74 26900 Lodi (LO) www.erbolario.com Lexon distribuito da Gift Company Italy via Speranza, 11/13/15 40068 San Lazzaro di Savena (BO) www.giftcompany.it Living Divani strada del Cavolto 22040 Anzano del Parco (CO) www.livingdivani.it


Lomography Italy Via Mercato, 3 20121 Milano (MI) www.lomography.it

Ritual Cosmetics Rokin, 46 1012 KV Amsterdam (The Netherlands) www.rituals.com

LVMH Italia divisione Sephora Via Winckelman, 1 20146 Milano (MI) Beauty Store Sephora Corso Vittorio Emanuele, 24/28 20122 Milano (MI) www.sephora.it

Tacchini Via Domodossola, 19 20822 Seveso (MB) www.tacchini.it

Maison - Bio prodotto in esclusiva La Gardenia Via Giordania, 111 58100 Grosseto (GR) www.maison-bio.it Miniforms Via Ca' Corner 30020 Meolo (VE) www.miniforms.eu Molton Brown 28 Jamestown Road NW1 7AP London (UK) www.moltonbrown.co.uk Moroso Via Nazionale, 60 33010 Cavalicco (UD) www.moroso.it Native Union in vendita presso La rinascente Piazza del Duomo, 3 20121 Milano (MI) www.designsupermarket.it Nava Design Store Via Durini, 23 20123 Milano (MI) www.navadesign.com

31 Febbraio S.r.l. MagrĂśm, 3 24012 Brembilla (BG) www.feb31st.it/ UnopiĂš S.S. Ortana km 14,500 01038 Soriano nel Cimino (VT) www.unopiu.it Wa.de.be. designers Rue Soyer, 9 92200 Neuilly sur Seine (France) www.wadebe.com/fre Wesc in vendita presso La rinascente Piazza del Duomo, 3 20121 Milano (MI) www.designsupermarket.i


THANKS TO

Antonio Nazarri Props servizio “Travel memories” a pag. 36 Deborah Bucella (Press and Marketing Executive) per tutte le traduzioni. Deborah_bucella@yahoo.co.uk I Benandanti via Ariberto, 19 20123 Milano (MI) Lisa Dalgostino Props servizio “Travel memories” a pag. 36 Luca Tixi, Giulia Pastorino e Sara Venturini per le fotografie del servizio “Il mare, un’esperienza a 360°” a pag. 74 Maurizio Brera per le fotografie del servizio “La qualità abita sugli alberi” a pag. 86 www.breraedintorni.it Nico Baumgarten nico@nicobaumgarten.net Outdoor Portofino via Duca degli Abruzzi, 39a 16034 località Niasca Portofino (GE) www.outdoorportofino.com


Photo Fosca Piccinelli, Festa di S.Erasmo - June 2012

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issue 04 Journeys  

da oggi online il quarto numero della rivista verderamamag

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