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Vallefiorita

racconto di

verdefronda musa ispiratrice

Iride


Vallefiorita

racconto di

verdefronda musa ispiratrice

Iride


Vallefiorita Nella cittadina di Vallefiorita viveva Nasturzio con i suoi genitori, due sorelle e due fratelli minori di lui. Era un uomo sulla trentina d'anni, non sposato, aveva un suo lavoro, un carattere volitivo e un certo numero di amici con i quali condividere alcuni interessi nelle sue giornate di libertà . Si trovava molto bene anche in famiglia con i genitori i fratelli e le sorelle, per questo non era uscito dalla loro casa e non si era ancora sposato. In realtà non si era sposato perchè aveva sempre in mente uno strano pensiero, voleva conoscere una persona che avesse i suoi stessi


pensieri, le idee, i sentimenti, i gusti, le passioni e gli interessi, in altre parole cercava una donna che fosse un proprio simile. Questo pensiero era ormai diventato un “chiodo fisso” ed il suo simile lo cercava fra i nuovi amici, sia fra le femmine per un eventuale matrimonio ma anche fra i maschi, per condividere meglio le sue giornate, però non riusciva mai a trovare qualcuno veramente simile. Un giorno Nasturzio decise di abbandonare il lavoro, lasciare la famiglia e gli amici per mettersi in viaggio in ogni parte del mondo alla ricerca del proprio simile. Essendo il suo carattere molto socievole riusciva spesso ad intendersi e creare nuove amicizie anche in paesi lontani ma la diversità nelle tradizioni, negli usi e costumi e nelle religioni erigevano sempre delle forti barriere fra gli altri e se stesso. Si rese quindi conto che più lontano andava e più le persone erano diverse e molto lontane dal suo modo di essere.


Molto deluso, decise allora di riavvicinarsi a casa e ricercare più profondamente fra le sue amicizie per riuscire a trovare quelle qualità necessarie a raggiungere una più forte intesa. Ritornò a Vallefiorita dove, tutto sommato, i suoi concittadini erano i più simili a lui, riabbracciò con piacere i suoi familiari e tutti gli amici. Riflettendo bene, si rese conto che nessuno poteva essere simile in tutto a lui, in quanto anche lui cambiava con il cambiare degli eventi, con il passare del tempo e quindi non era più simile a se stesso. Per cancellare il suo “chiodo fisso” Nasturzio pensò di appenderci un cartello con la scritta in grossi caratteri “IN TUTTO IL MONDO IL PROPRIO SIMILE NON ESISTE” ed in effetti il suo “chiodo fisso” sparì definitivamente e lui riprese la sua normale vita. Passarono alcuni anni quando, fra le amicizie, Nasturzio conobbe una bella donna di nome Glicine.


Una strana attrazione lo avvicinava sempre più a Glicine ed in un certo modo si sentiva corrisposto dagli atteggiamenti di lei. Le origini della donna erano molto lontane da quelle di Nasturzio, lei era arrivata a Vallefiorita pochi anni prima e si era ambientata bene al nuovo luogo ed aveva legato anche con le amicizie. Chiaramente i caratteri dei due erano molto diversi e così pure gli interessi. Il nuovo rapporto, così vivo e intenso, però dolcificava e smussava tutte le incomprensioni fra Nasturzio e Glicine sfociando dopo qualche tempo in un sereno fidanzamento. I genitori della coppia approvarono con soddisfazione il nuovo rapporto che pareva preludere ad un ottimo matrimonio. In effetti, dopo qualche mese, la coppia decise di sposarsi. La novità e la curiosità per la scoperta della loro diversa ideologia teneva la coppia molto


affiatata, anche se continui attriti maturavano nel loro rapporto. Dopo due anni nacque un bel bambino a cui diedero il nome Astro. L'affetto per la nuova creatura mantenne un buon rapporto nella coppia nonostante il continuo incremento delle incomprensioni e delle insoddisfazioni. Nasturzio e Glicine si amavano e con grande sforzo mantenevano salda la loro unione che però era continuamente minata dalla loro grande diversità. Il “chiodo fisso” si impiantò di nuovo nella mente di Nasturzio, allora lui pensò di appenderci un altro cartello con un famoso proverbio “MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI”. Il cartello non alleviò peraltro la sua scontentezza, né fece scomparire il suo “chiodo fisso”. Per tutta la vita Nasturzio e Glicine affrontarono con forza e coraggio la loro


unione fra tristezze e piccole gioie. Astro crebbe nella sua famiglia imparando gli alti valori di vita ed umanità offertigli dai genitori ed alla morte del padre conservò il cartello del proverbio, come monito alla sua vita futura

Fine


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racconto di verdefronda

Edizione 2011

Vallefiorita  

racconto sulla ricerca del proprio simile

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