Issuu on Google+

Dalla nascita al 3° mese.

Dal 3° al 9° mese.

Dal 9° al 12° mese.

Dal 12° al 24° mese.

Oltre il 24° mese.

Giocare per crescere, in tutti i sensi.

Una guida allo sviluppo psico-senso-motorio del bambino.


Il bambino fin dai primi giorni di vita, attraverso il gioco, esprime se stesso, impara a conoscere ciò che lo circonda, sviluppa la fantasia ed esercita le proprie capacità fisiche e comunicative. L’esperienza e la professionalità acquisite in oltre 50 anni di attività hanno portato Chicco ad essere sempre più vicina alle esigenze del bambino che necessita di stimoli idonei ad ogni tappa del suo sviluppo. L’Osservatorio Chicco, proponendo questa guida, vuole affrontare il tema dello sviluppo psico-sensomotorio attraverso il gioco, per offrire informazioni e consigli pratici ai genitori perché accompagnino serenamente il loro bambino nel graduale cammino verso la conoscenza del mondo e l’autonomia.

L’Osservatorio Chicco ringrazia: Dr. Giuseppe Mele Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri D.ssa Maria Rosaria Filograna Pediatra di famiglia D.ssa Emanuela Iacchia/Psicologa Psicoterapeuta Docente Università degli Studi Milano – Bicocca Socio Didatta della Società Italiana Terapia Cognitivo Comportamentale

E tutte le mamme ed i papà che hanno dato il loro prezioso contributo per la realizzazione di questa guida trasmettendoci il loro entusiasmo, le loro ansie, i loro suggerimenti, la loro grande emozione di essere genitori.

1


Introduzione

- Il ruolo del Pediatra nello sviluppo psico-fisico del bambino. A cura del presidente della Federazione Italiana dei Medici Pediatri Dr. Giuseppe Mele.

Le opinioni degli esperti

- Il punto di vista dello Psicologo: il significato del gioco per il bambino. A cura della D.ssa Emanuela Iacchia. - Il punto di vista del Pediatra: l’itinerario di sviluppo del bambino. A cura della D.ssa Maria Rosaria Filograna.

1.

Dalla nascita al 3° mese.

2.

Dal 3° al 9° mese.

3.

Dal 9° al 12° mese.

4.

Dal 12° al 18° mese.

5.

Oltre il 24° mese.

Guardare, sentire, toccare.

Coccolare, stringere, accarezzare.

Afferrare e lasciare, stringere e gattonare.

Comprendere, parlare, muoversi.

Imitare, creare, socializzare. 2


Introduzione

Il ruolo del Pediatra nello sviluppo psico-fisico del bambino. Conoscersi e conoscere il mondo e la realtà è un “gioco”. Questa parola” magica” per il bambino è il suo mondo, attraverso cui passano le esperienze sensoriali prima e motorie poi, il suo modo di esserci e di scoprire la propria identità e tutto ciò che lo circonda. In altre parole… crescere. Comprenderete bene, come pediatra e come Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, l’interesse che ha destato in me e nella Federazione, l’idea di poter contribuire, in collaborazione con Chicco, alla realizzazione di una “Guida al Gioco” che consenta ai genitori e a noi adulti di poter scoprire le tappe di crescita che il bambino affronta nei primi due anni di vita. L’ambito è molto delicato, perché in questo arco di tempo si compie il suo sviluppo senso-motorio. Autrice della guida, affiancata da un’affermata psicologa dell’età evolutiva, è una valente pediatra di famiglia e la scelta di questa figura professionale ha un significato ben preciso. Il pediatra è il tutor del bambino sin dalla sua nascita e quindi fa parte della sua mission, tra le altre tante cose, occuparsi dell’integrità e del benessere psico–fisico del bambino. E’ del tutto naturale, quindi, che sia affidato a lui il compito di affiancare, sostenere e suggerire ai genitori le modalità più idonee, perché il loro piccolo da grande possa essere un uomo equilibrato e sicuro. La finalità di questa guida, suddivisa per fasce d’età da 0 a 2 anni, è quella di aiutare i genitori a comprendere la funzione, la qualità e l’importanza del gioco e l’utilizzo di giocattoli appropriati, fondamentali per un corretto sviluppo senso-motorio. Ciascun gioco o giocattolo ha una sua peculiarità, una specifica risposta ai bisogni di divertimento ma anche di crescita psichica e motoria del bambino. Sin dai primi momenti della vita, ciascun bimbo richiede grande attenzione; voi genitori e noi pediatri dobbiamo essere consapevoli delle sue necessità ed accompagnarlo nella scoperta del suo mondo fatto di sogni…che diventano realtà. Giuseppe Mele Presidente Nazionale FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri

3


Le opinioni degli esperti

Il punto di vista dello Psicologo: il significato del gioco per il bambino. La psicologia e la pedagogia moderne hanno messo in crisi l’idea del gioco come semplice passatempo a cui il bambino si dedica perché non avrebbe ancora raggiunto la capacità di impegnarsi in “cose serie”. Hanno invece mostrato come il gioco sia “il lavoro del bambino”, uno dei suoi modi per conoscere la realtà e se stesso. Il gioco coinvolge il bambino profondamente, impegna le sue energie e risorse, e soprattutto, lascia durevoli tracce nella sua personalità; favorisce l’acquisizione di molte abilità nuove e il loro consolidamento. Infatti, la caratteristica fondamentale del gioco è quella di suscitare subito piacere, cioè di essere immediatamente gratificante e per questo attraente per il bambino. Grazie alle sue caratteristiche di libertà, di contraddizione, di incoerenza, di piacere, il gioco esprime i contenuti affettivi più segreti dell’animo infantile; realizza anche in forma simbolica i desideri, le tendenze e le contraddizioni del bambino e quindi merita tutta la nostra attenzione. Non è certamente facile dare del gioco una definizione e un'interpretazione univoche perchè le espressioni del gioco infantile variano lungo le diverse tappe dell’età evolutiva. Nei primi mesi di vita, infatti, il movimento e la percezione sensoriale sono già una forma di gioco. All’inizio è la mamma l’oggetto di scoperta e di divertimento del bambino, poi crescendo, aumenta in lui la consapevolezza che tra sé e la mamma c’è differenza. A questo punto inizia a giocare con il suo corpo, muove braccia e gambe, apre gli occhi, succhia il pollice, porta ogni oggetto alla bocca e in questo modo prova delle soddisfazioni che lo appagano e rappresentano la conquista del successo. E’ attratto anche da tutti quegli oggetti che gli permettono nuove forme di esplorazione: giocattoli facili da afferrare, divertenti, colorati e sonori sono di grande stimolo alla sua crescita. Dai sei mesi, il gioco ha il compito di rendere il bambino più consapevole e più padrone dei suoi schemi di comportamento motorio-sensoriale, che gli consentiranno, successivamente, di imitare l’attività adulta.

4


Nel bambino aumenta sempre più l’interesse per ciò che lo circonda, si sviluppa il desiderio di divertirsi, conoscere ed imparare: il giocattolo, che prima era il tramite di conoscenza tra lui e il mondo, ora diventa indispensabile per la sua crescita. Afferrare e lasciare, scuotere e posare, nascondere e ritrovare sono fra i primi movimenti che subito, con un oggetto in mano, diventano gioco. Le emozioni nel gioco si alternano: alla gioia segue la delusione e poi ancora la gioia. Giocare è infatti il modo per crearsi difficoltà e poi provare a superarle, è un sistema di conoscenza e di gioioso apprendimento. Il bambino che gioca è un bambino che cresce e sta bene. Se ha interesse per il mondo che lo circonda, gioca. Molto spesso il bambino chiederà a mamma e papà di giocare con lui, è importante allora che il genitore si lasci coinvolgere volentieri nel gioco. Giocare con il bambino e osservarlo mentre gioca è uno strumento fondamentale di conoscenza, non solo delle sue abilità, ma anche delle sue emozioni più profonde. E’ anche un modo per l’adulto di riscoprire gli entusiasmi dell’infanzia e la capacità di divertirsi.

D.ssa Emanuela Iacchia Psicologa Psicoterapeuta Docente Università degli Studi Milano – Bicocca

5


Il punto di vista del Pediatra: l’itinerario di sviluppo del bambino. Siamo abituati a pensare che la nascita coincida con l’inizio della vita. Ciò è vero solo in parte perchè in realtà le conoscenze che abbiamo oggi sulla crescita del nascituro e la psicologia prenatale ci confermano l’esistenza di uno sviluppo psico-fisico e sensoriale precedente la nascita. Durante questi nove mesi inizia anche il “dialogo” tra madre e figlio, una conversazione intima e particolarissima, carica di messaggi e comunicazioni, che diventa molto significativa con la nascita: infatti, per la soddisfazione dei suoi bisogni, per la sua sicurezza, per il suo benessere, il piccolo dipenderà in modo totale dalla madre. Tuttavia dalla nascita in poi, dovrà pian piano imparare a relazionarsi anche con il mondo esterno, da cui riceverà gli stimoli necessari alla crescita psicologica, sensoriale e motoria. Lo sviluppo del bambino avverrà per fasi successive, ciascuna caratterizzata da specifiche esigenze: è importante quindi che i genitori imparino a conoscerle per aiutarlo a crescere. Quando si parla di sviluppo del bambino si intende sia il suo sviluppo fisico, in termini di capacità motorie e sensoriali (vista, udito, gusto, tatto e olfatto) sia il suo sviluppo mentale (lo sviluppo della psiche e delle sue capacità-psichiche appunto). In generale si parla di sviluppo psico-senso-motorio proprio perché la capacità di muoversi del bambino e di utilizzare tutti i suoi sensi è direttamente connessa a un corretto funzionamento oltre che della sua parte fisica anche di quella psichica. Numerosi sono i fattori che possono influenzare positivamente o negativamente tale sviluppo: genetici, biologici, ereditari, ma anche ambientali, sia familiari sia sociali. In particolare, dal punto di vista del gioco, il proporre un giocattolo non adatto all’età del bambino e quindi alle capacità già effettivamente acquisite, rischia di non essere più uno stimolo alla crescita ma motivo di sconfitta e frustrazione. Affrontiamo allora per tappe lo sviluppo psico-senso-motorio, ricordando che la crescita armonica del bambino ha come grandi artefici l’affetto, le attenzioni e le cure che i genitori gli daranno perché sguardi, sorrisi e coccole lo aiutano a rafforzare la fiducia in se stesso. D.ssa Maria Rosaria Filograna Pediatra di Famiglia

6


1. Dalla nascita al 3° mese.

Guardare, sentire, toccare. I primi stimoli per sviluppare i sensi. Il primo mese. Le principali attività di un neonato sono dormire, mangiare e piangere ma, fin dal primo mese di vita, anche il gioco ha un ruolo importante per il suo sviluppo armonico. Il neonato infatti recepisce tutto ciò che desta in lui sensazioni nuove e le trasforma in informazioni che lo aiutano a conoscere meglio se stesso e, in un secondo momento, il mondo intorno a lui. Nel primo mese di vita l’attività motoria si esprime essenzialmente attraverso riflessi istintivi quali il succhiare, l’aggrapparsi al dito (grasping), lo sgambettare. Inizia anche lo sviluppo sensoriale. Nelle prime 4 settimane il neonato vede in bianco e nero; ha una visione definita, anche se non perfettamente nitida, a una distanza di 20-30 cm. E’ attratto da oggetti in movimento e da figure che abbiano colori contrastanti. Sente e pone attenzione soprattutto ai rumori nuovi, può girarsi verso di essi anche se la coordinazione tra udito e vista non è ancora completa e si svilupperà più avanti. Giostrine con movimenti lenti, accompagnati a suoni ritmici e melodiosi stimolano e favoriscono lo sviluppo delle percezioni visive e sonore e aiutano a sviluppare la coordinazione tra le due sensibilità. Gusto, olfatto e tatto sono presenti già dalla nascita, anche se non completamente sviluppati. Il neonato può ritrarsi di fronte a odori penetranti, ciò che é ruvido lo può infastidire, mentre il contatto con indumenti o copertine morbide, che gli ricordano l’ambiente “protettivo” dentro la pancia, lo tranquillizzano e lo aiutano ad addormentarsi. Il primo mezzo che il neonato utilizza per comunicare è sicuramente il pianto che, in questa fase, serve per esprimere i suoi più elementari bisogni (sete, fame, sonno, ecc.). Quindi non deve essere visto come un capriccio, ma come modalità d’espressione e di richiesta, che presto imparerete ad interpretare.

7


1. Dalla nascita al 3° mese.

BILANCI DI SALUTE: appuntamenti importanti per verificare il corretto sviluppo del bambino e un’occasione preziosa per imparare a conoscerlo meglio.

BILANCIO DI SALUTE AL PRIMO MESE. E’ un appuntamento importante, da non mancare. Il pediatra di famiglia, in questo incontro, ribadisce l’importanza dell’allattamento al seno, controlla se il bambino cresce correttamente in peso e in altezza, se la circonferenza della testa è nella norma. Inoltre per controllare lo sviluppo psico-senso-motorio del neonato gli fa assumere diverse posizioni, provoca rumori improvvisi o passa un dito sulla pianta del piedino e altro ancora. La risposta a questi test gli consente di valutare, rispetto al compimento del primo mese, la normalità nello sviluppo neuromotorio, relazionale e psico-fisico in generale.

Provate anche voi, fatelo giocare… • • • • •

Sfiorate la guancia del neonato, girerà immediatamente il capo cercando di succhiare. Porgetegli un oggetto o un dito, lo afferrerà e lo terrà strettamente saldo nella manina (riflesso di prensione o grasping). Avvicinategli un gioco al naso, chiuderà gli occhi. Proponetegli un gioco che emette all’improvviso un suono, questo lo farà sussultare. Mettetelo a pancia in giù, girerà la testa da un lato. (ricordatevi però di non farlo dormire a pancia in giù!!).

Il secondo mese. Il bambino comincia ad avere un’ attività motoria coordinata e ritmica. Il progresso più evidente ed “entusiasmante” è la sua capacità di sollevare e di sostenere la testa. Infatti se lo sdraiate a pancia in giù sul pavimento e gli mostrate un giocattolo colorato, cercherà di sollevare il capo per guardarlo, esercitando così i muscoli del collo e della schiena. Dal punto di vista dello sviluppo sensoriale, inizia a distinguere i colori forti e riesce a seguire con lo sguardo ciò che rientra nel suo campo visivo. E’ sempre più interessato a suoni nuovi e capisce

8


1. Dalla nascita al 3° mese.

la differenza tra il suono della voce e gli altri rumori. Predilige decisamente le voci, soprattutto quelle dei familiari. In questa fase il bambino è sempre alla ricerca di nuovi stimoli sia visivi sia sonori. Giostrine, carillon e pannelli per il lettino sono i giocattoli ideali per aiutarlo a perfezionare i movimenti degli occhi e del capo e a migliorare la coordinazione tra vista e udito. Per quanto riguarda la comunicazione, iniziano le “relazioni sociali” tra il genitore e il bambino che è in grado di comunicare sempre meglio utilizzando lo sguardo. A questo segue la possibile emissione di suoni (solitamente una o due vocali) che rappresentano il primo passo verso lo sviluppo del linguaggio.

Il terzo mese. I movimenti sono sempre più coordinati e controllati. Anche il riflesso istintivo di prensione o grasping sta lasciando il posto alla capacità volontaria del bambino di afferrare ciò che è davanti a lui per muoverlo o per portarlo alla bocca. Stimolatelo in questa nuova abilità proponendogli oggetti leggeri e facili da afferrare come trillini morbidi e sonagli. Fa nuove conquiste anche per quanto riguarda lo sviluppo sensoriale: comincia a seguire con lo sguardo oggetti anche a parecchi metri di distanza e ha ormai stabilito una chiara relazione tra vista e udito. In questo periodo, in cui il bambino è già in grado di coordinare vista e udito, è importante cambiare spesso la posizione dei suoi giochi preferiti nel lettino. La comunicazione è in pieno sviluppo. Il bambino ricambia i vostri sorrisi, sta sveglio più a lungo e comincia ad emettere i suoni tipici della lallazione (ossia la ripetizione di sillabe). Questa nuova “attività” lo affascina, per questo passerà molto tempo ad ascoltarsi e sarà ancora più felice quando proverete ad imitarlo, guardandolo negli occhi.

9


1. Dalla nascita al 3° mese.

BILANCIO DI SALUTE AL TERZO MESE. Il pediatra verifica ancora peso (è il periodo in cui ne prende maggiormente), lunghezza e circonferenza cranica. Inoltre fornisce indicazioni sulle vaccinazioni da eseguire e si accerta insieme a voi del corretto alternarsi di sonno e veglia del bambino. Dal punto di vista motorio valuta attentamente la capacità del bambino di muovere in modo corretto alcuni muscoli (per esempio quelli del collo) che gli permettono di interagire con l’ambiente circostante. E’ anche il momento di capire se vista e udito si stanno sviluppando adeguatamente e se la sua capacità di comunicare rientra nella normalità.

Provate anche voi, fatelo giocare… •

Sdraiatevi e appoggiatelo a pancia in giù sulla vostra pancia, solleverà testa e torace e cercherà di incontrare il vostro sguardo (tonicità e coordinazione dei muscoli di collo e schiena). Porgetegli oggetti leggeri, ora il bambino è in grado di tenerli in mano e scuoterli, il riflesso di prensione infatti non è più così intenso. Sta sviluppando la capacità di “rilassamento volontario” e di coordinazione occhio-mano. Stimolate l’emissione di vocalizzi da parte del bambino guardandolo negli occhi e ripetendo i suoi suoni. Aiuterete così il processo di lallazione, il primo importante passo verso lo sviluppo del linguaggio. Fategli ascoltare un suono continuo spostandolo da una parte all’altra: il bambino dovrebbe girarsi prima in una direzione e poi nell’altra, seguendo il suono. Potete così verificare se il bambino sente da entrambe le orecchie.

10


Focus Vista e Udito.

Lo sviluppo della vista e dell’udito… per saperne di più. La vista. Alla nascita: distingue la luce dal buio e vede, in maniera abbastanza offuscata, solo in bianco e nero, percepisce i contrasti di chiarezza; la sua acuità visiva è ancora debole, circa cinque decimi; distingue le sagome a non più di 20 cm. 1° mese: non si limita a vedere, ma comincia a guardare (riflesso di fissazione) e la sua distanza visiva è di circa 80 cm; si concentra sui contorni degli oggetti e comincia a percepire le differenze di tinta; è affascinato dagli oggetti che si muovono e che producono suoni. 2°-3° mese: segue le immagini in movimento ruotando il capo ed è in grado di convergere gli occhi se gli si avvicina un oggetto; si guarda intorno cercando di capire dove si trova; distingue il viso umano, guarda la mamma negli occhi, risponde a sorrisi, smorfie e movimenti delle labbra; comincia a distinguere i colori principali: rosso, giallo, verde e blu e percepisce le differenze di luminosità. 4°-5° mese: i suoi occhi cominciano a lavorare insieme per determinare la distanza di un oggetto; mette a fuoco immagini fino a qualche metro di distanza; distingue chiaramente alcuni colori: il rosso, il blu ed il verde. 6° mese: sposta lo sguardo da un oggetto all’altro ed è attratto da quelli di piccole dimensioni; comincia a capire che gli oggetti hanno un fronte ed un retro (arriva a girare e rigirare tra le mani un oggetto un’infinità di volte).

11


Focus Vista e Udito.

10° mese: raggiunge la coordinazione degli occhi e percepisce la profondità; mette in relazione informazioni sensoriali diverse e le memorizza: se guarda un oggetto mentre lo tocca, lo odora e ne sente il gusto poi riuscirà a riconoscere lo stesso oggetto e le sue caratteristiche semplicemente guardandolo. 1° anno: il sistema visivo è paragonabile a quello dell’adulto, ma la coordinazione tra vista e capacità di muoversi può però comparire più tardi (anche al 15° mese). 2° anno di età: ha il pieno controllo dei muscoli oculari; mette a fuoco gli oggetti a qualunque distanza e i dettagli delle sue immagini preferite; distingue tutti i colori e le forme.

L’udito. Neonato: ha già notevoli capacità uditive e fin dai primi giorni di vita è in grado di girare la testa verso uno stimolo sonoro, anche se non riesce ancora a fissare lo sguardo verso la sua origine; comincia a distinguere la voce umana dagli altri suoni; il suono che preferisce è la voce della mamma; è infastidito da suoni troppo forti o acuti anche se è attratto dai suoni persistenti e ripetitivi; un suono improvviso e molto forte lo fa sussultare e può anche scatenare il riflesso di Moro o dell’abbraccio (tipico riflesso neonatale che consiste nell’allargare le braccia e aprire le dita della mano). 2°-3° mese: stabilisce una chiara relazione tra vedere e sentire; è attento a tutti i suoni ma fa ancora fatica a sentire i toni di voce bassi e profondi come quelli maschili; elabora i suoni e li trasforma nella lallazione. 5°-6° mese: si gira verso la fonte di uno stimolo sonoro; riproduce i suoni più e più volte, sia con l’aiuto dei genitori sia ripetendoli semplicemente con la sua stessa voce; al 6° mese si completa lo sviluppo dell’udito, inteso come la capacità di ruotare testa ed occhi verso la sorgente sonora; ora l’udito acquista un ruolo fondamentale per lo sviluppo della comunicazione attraverso il linguaggio.

12


1. Dalla nascita al 3° mese.

Approfondiamo con la psicologa. Il momento della nanna. Il sonno per il bambino è un momento indispensabile per recuperare le energie spese durante le attività della giornata e per favorire il suo sviluppo neuropsicologico. Non dovrebbe mai essere interrotto anche se è l’ora del pasto. Se il bambino piange stategli vicino, confortatelo con delle carezze e parole dolci, senza però sollevarlo dalla culla. A questa età il piccolo può iniziare a soffrire della cosiddetta “ansia da separazione”. Può essere allora utile un gioco adatto per la nanna o un oggetto morbido (oggetto transizionale) che possa consolarlo e aiutarlo nel distacco. Assicuratevi che pupazzi e giocattoli posti nella culla o nel lettino siano conformi alle norme di sicurezza. Le coccole per i bambini non sono un vizio ma una rassicurazione affettiva della quale hanno un assoluto bisogno. Più il bambino si sentirà amato, più presto si sentirà sicuro e più sereno sarà il suo sonno. Una fiaba prima della nanna è un’ottima abitudine: raccontare una fiaba infatti fa bene al bambino e ai genitori perché aiuta il contatto e il costruirsi di un legame affettivo. Se le fiabe sono scelte con cura, il bambino vi si riconoscerà e trarrà da esse degli stimoli per affrontare la sua crescita.

13


1. Dalla nascita al 3° mese.

Consigli pratici e notizie curiose.

Lo sapevate che… … se durante la gravidanza avete ascoltato una particolare musica, il vostro piccolo, sentendola quando è nella culla, la riconoscerà e si tranquillizzerà. … suoni ripetitivi e ritmici che simulano il battito cardiaco che il bimbo ha sentito nel periodo prenatale, lo cullano favorendone il sonno. … non è necessario che l’ambiente dove dorme il vostro bambino sia particolarmente silenzioso. Infatti durante la gravidanza il bimbo era abituato ai rumori ovattati provenienti dall’esterno, al brontolio interno, al battito del vostro cuore. … a volte un vostro indumento posto nella culla vicino al bambino ha il potere di rassicurarlo perché il piccolo sa riconoscere il vostro odore. … il neonato riconosce la vostra voce, che ha sentito durante la gravidanza ed è in grado di distinguerla dalle altre voci. Le voci del papà e dei fratelli sono quelle che, immediatamente dopo la vostra, sentirà con piacere. … il vostro bambino preferisce il gusto dolce perché gli ricorda il sapore del liquido amniotico e quello del vostro latte. … il piccolo ama stare in compagnia ed è felice di essere presente e “partecipare” alle attività della famiglia.

14


2. Dal 3° al 9° mese.

Coccolare, stringere, accarezzare. Un mondo di emozioni per sviluppare l’affettività. Quarto mese. L’aspetto del bambino è proprio quello che mamma e papà avevano sempre immaginato prima della nascita: è bello, paffuto, ha la pelle liscia e quegli inspiegabili puntini rossi, che erano ancora una conseguenza del parto, affiorano più raramente. In questa fase il bambino comincia a spingersi muovendo le gambe in avanti e indietro, utilizza le mani per portare a sè gli oggetti e soprattutto per “colpirli”: sta sviluppando e affinando le capacità motorie. Un tappeto colorato su cui rotolarsi e dal quale provengono suoni e stimoli visivi rappresenta un ambiente confortevole sul quale esercitare nuove abilità. Proponete sempre al bambino giochi adeguati alle sue capacità, leggeri e facili da impugnare e non vi preoccupate se tenterà di “percuoterli” con le mani o contro una superficie: sta semplicemente sperimentando e perfezionando le nuove modalità di movimento che ha appena imparato. Il bambino è ora in grado di mantenere più a lungo l’attenzione su un oggetto e si divertirà ad ispezionarlo più e più volte soprattutto con la bocca. Trillini e pupazzi di forme e consistenze diverse sono particolarmente indicati in questo periodo perchè aiutano il bambino a sviluppare le capacità tattili e sensoriali. Sta diventando una creatura socievole: inizia ad imitare voi e le persone che lo circondano per comunicare. Getta i giochi dal seggiolone, non per dispetto né per provocarvi, vuole solo interagire con voi, vuole giocare. Ride per far capire che riconosce e apprezza il comparire di persone o di oggetti che lo rendono felice e piange se vede persone o oggetti che lo infastidiscono. Non per questo però bisogna evitare di farlo stare con gli altri, prima o poi deve abituarsi “a socializzare” anche con chi ha la barba, i baffi, il cappello, gli occhiali, ecc. Inizia a riconoscere i genitori e a far capire loro, attraverso suoni diversi, il tipo di esigenza: il piagnucolio da fame, la risata di 15


2. Dal 3° al 9° mese.

divertimento e l’urletto fatto per gioco. Comincia anche a distinguere la mamma dal papà. La figura maschile rappresenta generalmente per il bambino il ponte verso il sociale ed il mondo esterno. E’ quindi importante fin da questi primi mesi che il papà giochi con il suo piccolo, anche soltanto standogli vicino o comunicando con lui tramite semplici suoni che il bambino cercherà buffamente di imitare. Il vostro continuo raccontargli storie o proporgli canzoncine con toni alti o bassi, forti o sussurrati, come anche i giochi parlanti lo aiuteranno, in questo periodo, a sviluppare le sue capacità di comunicazione. Sarà anche per voi molto divertente ascoltare il suo continuo farfugliare nel tentativo di imitare i suoni che ha appena ascoltato.

Quinto mese. Il bambino, con sempre maggiore sicurezza, è ormai in grado di coordinare il movimento delle mani con lo sguardo, ha quindi la capacità di toccare ciò che sta guardando. Non è però in grado di distinguere le cose che possono essere toccate da quelle pericolose: se lo sgridate non capirà e vivrà con “frustrazione” il vostro rimprovero che gli impedisce di esplorare e di utilizzare al meglio la nuova capacità motoria. Semplicemente, riorganizzate la casa a misura di bambino di cinque mesi, tenendo presente che ormai avanza o indietreggia strisciando, utilizzando non solo piedi e gambe, ma anche mani e braccia. I suoi sensi si stanno affinando: comincia a vedere non solo gli oggetti posti vicino a lui (20-30 cm di distanza) ma anche quelli più lontani. Comincia a osservare con curiosità la propria immagine riflessa in uno specchio. Ha scoperto che i suoni possono essere estremamente differenti tra loro e che anche lui è in grado di emetterne di diversi. E’ consigliabile, in questo periodo particolarmente recettivo, stimolare il bambino attraverso giochi che gli propongono suoni e musica, meglio se ritmata e vivace. Ancora una volta le mani sono un importante strumento di comunicazione che il bambino utilizza per esplorare volti, capelli e altre mani. Ora il tempo trascorso con lui deve essere il più possibile un’occasione per “dialogare”: non c’è bisogno di sedersi e parlare a lungo, ci si può rivolgere al piccolo mentre si cucina o si riordina la casa, basta anche un “ciao” accompagnato dal suo nome. 16


1. Dalla al 9° 3° mese. mese. 2.nascita Dal 3° al

Sesto mese. A questa età generalmente il bambino riesce ormai a spostarsi strisciando od utilizzando altre personalissime tecniche per esplorare gli ambienti. Spesso arretra buffamente anziché avanzare, ma presto imparerà a coordinare i movimenti. E’ in grado di afferrare con entrambe le mani ed ha imparato a ruotare il polso e coordinare bene il movimento del pollice con quello delle altre dita, riuscendo a tenere in mano anche oggetti piccoli. Tenete ben a mente che non tutti i bambini sono attivi allo stesso modo: c’è chi concentra tutti i suoi sforzi per imparare a muoversi sempre meglio e raggiungere gli oggetti che gli interessano e c’è chi invece preferisce allenarsi nel linguaggio, altri ancora invece concentrano tutta loro energia nell’osservazione. Si divertono molto a guardare gli oggetti, amano osservare i propri giochi capovolti, cambiarne la prospettiva. Lasciate che il vostro bambino segua le sue inclinazioni, non vi allarmate: i tempi e modi dell’apprendimento sono molto individuali. Progredisce anche sul piano sensoriale: riesce ora ad osservare e a mantenere l’attenzione su tutti i movimenti che suscitano il suo interesse; quando la mamma scompare dalla sua vista e va in un'altra stanza, continua a guardare il punto dove è scomparsa consapevole che la vedrà ricomparire: sta sviluppando la memoria visiva. Nascondetegli parzialmente i suoi giochi preferiti (sonagli, trillini, cubetti, palline ecc.) perchè si divertirà un mondo a farli riapparire completamente. Comincia a comunicare anche con semplici gesti: allarga le braccia per darvi il benvenuto, chiude e distende le dita per salutare. E’ molto attivo e non accetta facilmente di stare fermo, felice di poter mettere in atto queste sue nuove capacità. E’ ormai padrone di diversi suoni e preferisce la ripetizione di sillabe come “mama-ma e pa-pa-pa”: è entrato nella fase della lallazione. Incoraggiate quindi il vostro bambino ripetendo con lui queste sue prime espressioni, questo meccanismo di “rinforzo” lo porterà gradualmente al linguaggio. Anche i giochi parlanti possono aiutarlo a familiarizzare con i suoni dei vocaboli più semplici. 17


2. Dal 3° al 9° mese.

BILANCI DI SALUTE: appuntamenti importanti per verificare il corretto sviluppo del bambino e un’occasione preziosa per imparare a conoscerlo meglio.

BILANCIO DI SALUTE AL SESTO MESE. Azione: è soprattutto la capacità di agire, di essere attivo e di esplorare il mondo che viene valutata nel bilancio di salute effettuato dal pediatra al sesto mese. Oltre alle usuali misurazioni legate alla crescita (peso, altezza, circonferenza cranica), il pediatra sarà particolarmente attento alle capacità motorie che il bambino sta acquisendo: comincia a stare seduto con un sostegno? Sta seduto da solo leggermente piegato in avanti? Rotola? Afferra gli oggetti e li esamina attentamente, anche con la bocca? E’ in grado di passare un oggetto da una mano all’altra? Il bambino, in pratica, deve cominciare ad apprendere quella che viene definita “la conoscenza senso-motoria degli oggetti”. Il sesto mese è anche il momento dell’inizio dello svezzamento: seguite attentamente i consigli del vostro pediatra sul passaggio dal solo latte alla progressiva e sequenziale introduzione degli alimenti solidi.

Provate anche voi, fatelo giocare… •

• • • • •

Scuotete un “trillino” davanti al viso del bambino e vi sorriderà: sta imparando che il genitore non è un prolungamento di se stesso ma una persona con cui interagire e che può essere amata come tale. Posizionate i giochi a portata di mano: li prenderà, girerà il polso per osservarli, li passerà anche nell’altra mano e li “esplorerà” anche con la bocca. Utilizzate giochi e oggetti con superfici che riflettono: il bambino sta cominciando a riconoscere la sua immagine e l’immagine dei giocattoli che lo circondano. Ponetelo su un tappetino colorato, ricco di stimoli tattili e sonori: lo vedrete rotolarsi per esplorarne tutte le parti. Faccine simpatiche, sorridenti e facili da “colpire” anche con le mani sviluppano ulteriormente le sue capacità di controllare il movimento che diventa sempre meno casuale. Proponetegli giochi parlanti, che suonano: comincerà a riconoscerli come parte del mondo e intavolerà con loro delle vere e proprie discussioni a base di “strani” vocalizzi. 18


1. Dalla al 9° 3° mese. mese. 2.nascita Dal 3° al

Settimo mese. Afferra ormai con decisione e riesce a trattenere tra le dita anche piccoli oggetti. I muscoli oculari, più efficienti, gli danno una migliore profondità di percezione consentendogli una miglior coordinazione tra mani e occhi. Proponetegli giochi in movimento: palline, macchinine e oggetti che rotolano suscitano ora molto interesse. E’ per il bambino una grande soddisfazione riuscire a intercettarli fermandoli o deviandone il percorso, un grosso incentivo a continuare a giocare. Il suo campo visivo si allarga e il bambino riesce ad abbracciare con lo sguardo un ambiente più vasto e a distinguere oggetti diversi. E’ indaffarato ad osservare un oggetto dopo l’altro ed è interessato a conoscere ogni cosa. Sente, riconosce ed è attratto da suoni nuovi come quello della carta stropicciata e soprattutto percepisce un gioco sonoro che gli è familiare anche quando è parzialmente coperto. Non comprende ancora chiaramente che gli oggetti esistono anche quando non li vede o quando sono uno dentro l’altro o uno sopra l’altro. Questo è anche il periodo dei primi dentini: la dentizione è un fatto del tutto naturale, tanto è vero che in alcuni bambini passa inosservata, mentre in altri è accompagnata da fastidio e irritazione. Alcuni diventano più suscettibili, più insofferenti ed inappetenti. Il bambino sente la bocca diversa e desidera poter alleviare il suo fastidio con qualche cosa da stringere tra le gengive. Dategli da mordere ed esplorare i giochi più adatti allo scopo come trillini con parti morbide e dure. E’ ormai pronto per instaurare una qualche relazione con altri bambini, anche più grandi, osservandoli con interesse. Con quelli della sua età cerca di comunicare imitandoli. In questo periodo migliora decisamente la sua capacità di conservare nella sua memoria immagini e suoni. L’immagine delle persone che ama inizia ad essere così fissa e forte dentro di lui, che può accettare anche di separarsene per qualche minuto. Un oggetto che scompare e poi riappare, un’immagine che c’è e non c’è gli permettono di sperimentare i piccoli distacchi. Il gioco del "cucù" e del "bau…settete" sono ideali in questo periodo e sono apprezzati in tutte le versioni: quella con mamma e papà che si coprono il viso per poi riapparire al suono di “cucù”, oppure quella con le persone che si nascondono dietro la porta o dietro le tende.

19


2. Dal 3° al 9° mese.

Ottavo mese. Scopre di poter manipolare più cose contemporaneamente con entrambe le mani. Non ha però ancora deciso se preferisce usare più la destra o la sinistra. Il bambino è ormai consapevole dei movimenti del suo corpo e comincia a stare seduto senza bisogno delle mani per tenersi in equilibrio. Può già cominciare a sollevarsi in piedi aggrappandosi alle sbarre del lettino ma, quasi sempre, piangerà fino a che qualcuno non lo aiuterà a ritornare nella posizione sdraiata o seduta. E’ interessato ai cambiamenti e il suo viso si illumina quando vede che premendo un tasto si accende una luce, si sente una parola o inizia una canzone. Impara e può divertirsi a far cadere oggetti all’interno di contenitori (palline in barattoli, chiavi in scatole, ecc.) purché la sua azione provochi un qualche effetto sonoro. Tiene bene in mano pupazzi e peluches e se gli mostrate come si fa, li farà anche “ballare”. Comincia ad intuire le nozioni di “dentro e fuori”, di “sopra e sotto”. Inizia a vedere e percepire l’orientamento degli oggetti nello spazio e realizza che un oggetto può essere sopra un altro anche se apparentemente sembrano una sola cosa. Incomincia ad intuire che lo stesso oggetto può essere scomposto in più parti e che gli oggetti stessi possono avere un “davanti e dietro”. Presenta un'accresciuta comprensione della realtà e un sempre più sviluppato utilizzo dei suoi sensi. Per esempio cerca di capire dove è caduto il giocattolo che ha lanciato dal seggiolone quando invece, fino a un mese fa, l’avrebbe lasciato per terra disinteressandosene. Dategli oggetti e giochi con diverse “dimensioni spaziali”: oggetti piatti, oggetti tondi e senza angoli, cubi, oggetti che si scompongono in più parti e che ne contengono degli altri. Potrà stare anche decine di minuti ad esplorarli e a cercare di capirne le differenze. Riconosce il proprio nome e si gira, anche se sta giocando, verso chi lo ha chiamato. Inizia ad utilizzare i gesti per comunicare alcune esigenze, ad esempio puntando il dito verso qualcosa nella stanza che lo interessa. Iniziate anche a dare un nome ai suoi giocattoli: sonaglio, pallina, trottola, cubo. Contribuirete così ad arricchire ulteriormente il vocabolario dei suoni che, in questa fase della crescita, si sta rapidamente evolvendo.

20


1. Dalla nascita al 3° mese. Focus Affettività.

Lo sviluppo delle capacità relazionali… per saperne di più. Il rapporto con gli “altri”. Dalla nascita al 1° mese: non ha una vera relazione con l’esterno ma comincia ad adattarsi a vivere fuori dal ventre materno; dorme e quando è sveglio soddisfa i suoi bisogni fisiologici senza comprendere che esiste qualcuno al di fuori di lui che glieli soddisfa; comincia ad inviare segnali al mondo ma legati a stimoli che partono da lui stesso (per esempio piange quando è a disagio o ha fame). 1°-2° mese: sorriso e pianto cominciano ad essere legati a stimoli esterni che ancora però riconosce come parte del suo mondo e non di un vero e proprio mondo esterno al di fuori di lui; sorride spontaneamente a suoni o a volti familiari ma senza che il sorriso sia necessariamente una risposta voluta a questi stimoli. 3° mese: inizia a regalare sorrisi veri, legati alla gioia di riconoscere un volto, una voce, un odore che lo fanno star bene; vuole stare tanto in braccio, non per un capriccio, ma perché vuole essere partecipe della vita di casa, vuole relazionarsi con i genitori e con l’ambiente in cui vive. 4° mese: passa decisamente molto più tempo sveglio ad esplorare l’ambiente che lo circonda alla ricerca di stimoli; sta cominciando ad acquisire la capacità di piangere intenzionalmente per attirare l’attenzione.

21


Focus Affettività.

5°-6° mese: iniziano gli spostamenti attivi e aumentano quindi le possibilità di entrare in relazione con oggetti e persone che lo circondano; comincia un buffissimo dialogo fatto di sorrisi, espressioni e di incomprensibili vocalizzi. 7°-9° mese: inizia a capire che lui stesso può essere protagonista nell’interazione con persone e oggetti (può trattenerli, mandarli via, giocarci, ignorarli, ecc.); comincia a capire il senso della proibizione ossia il fatto di non poter, per esempio, toccare determinati oggetti o muoversi in zone “pericolose” della casa. 10°-12° mese: comincia ad interagire, nasconde o sottrae oggetti perché voi, insieme a lui, li ritroviate; imita, imita e ancora imita, per avvicinarsi al mondo dei grandi; impara a darvi un oggetto per attirare la vostra attenzione, quasi in segno d’accoglienza; nella relazione comincia a sviluppare il senso dell’umorismo. Dopo i 12 mesi: comincia a capire il significato di “comandi” semplici che lo aiutano a mettersi in relazione con gli adulti; intorno ai 15 mesi nelle relazioni può essere introdotto l’aspetto della disciplina: da questo momento il bambino è in grado di comprendere regole e divieti; man mano che acquisisce la padronanza del linguaggio, ovviamente, la relazione con le persone diviene più simile a quella tra adulti.

22


1. Dalla al 9° 3° mese. mese. 2.nascita Dal 3° al

Approfondiamo con la psicologa. La “coperta di Linus”, il peluche preferito, l’oggetto amico del bambino… Verso la fine del primo anno di vita il bambino tende ad affezionarsi in modo particolare ad un oggetto. Può essere un orsacchiotto, una bambola, un pezzo di stoffa, o qualcosa che appartiene ai genitori. Un oggetto da cui si separa molto raramente e più ancora tende a tenerlo con sé nei momenti cruciali della giornata, magari quando viene rimproverato, quando deve fare la nanna o quando deve separarsi dai genitori. Le mamme conoscono questo rituale e a volte si preoccupano pensando che sia un attaccamento esagerato a un oggetto e quindi da scoraggiare e correggere. In realtà questo comportamento del bambino non ha nulla di strano, anzi è assai frequente. Gli studi di psicologia infantile hanno dimostrato che questo attaccamento a un oggetto è di fondamentale importanza per lo sviluppo psichico e relazionale del bambino. Questo “oggetto amico”, chiamato in gergo specialistico “oggetto transizionale”, rappresenta un tramite tra il suo mondo interiore e la realtà esterna che egli deve conoscere e affrontare. Quando il bambino si deve staccare dai genitori, per compensare questa separazione e sopravvivere all’angoscia, ricorre ad un oggetto che diviene per lui il sostituto dei genitori. Lo tiene vicino al viso, gli parla, lo coccola come se fosse animato, ma anche lo sporca e lo maltratta. In ogni caso non consente a nessuno di portarglielo via e si agita se lo perde o se qualcuno tenta di sottrarglielo. E’ il bambino che decide quando separarsi dal suo oggetto. Gli studi dimostrano che i bambini, che hanno avuto un oggetto transizionale, sono più capaci di rapportarsi con gli oggetti e le persone senza forme di attaccamento morboso. 23


2. Dal 3° al 9° mese.

Consigli pratici e notizie curiose.

Lo sapevate che… … il bambino che fino ad ora dormiva in una piccola culla, raccolta e protettiva, a tre mesi ha bisogno di più spazio e può essere spostato in un lettino. … a quattro mesi si precisa il colore dei capelli e degli occhi, è più facile adesso dire se assomiglia a mamma o a papà. … verso i cinque mesi il bambino pesa quasi il doppio rispetto alla nascita e ora il suo ritmo di crescita rallenta. … a cinque mesi inizia a strisciare a pancia in giù ma può farlo sia muovendosi in avanti sia, suo malgrado, arretrando a causa di qualche iniziale e naturalissima difficoltà di coordinazione. … è importante parlare da subito al bambino perché in questo modo gli si offre, ogni giorno e più volte al giorno, l’esperienza di un mondo di suoni vocali ricco e vario. … dopo il sesto mese, anche se il bambino ha sempre avuto un sonno regolare, la sua voglia di continue stimolazioni può indurlo ad “esplorare” anche durante la notte, tenendo sveglia tutta la famiglia. … già intorno agli otto mesi è bello sfogliare insieme libri illustrati o riviste “raccontando” le immagini al bambino.

24


3. Dal 9° al 12° mese.

Afferrare e lasciare, strisciare e gattonare. Il percorso verso lo sviluppo motorio. Tra il nono e il dodicesimo mese, più che in altri periodi della vita, i bambini possono avere tempi di sviluppo, globale o delle singole abilità, molto diversi uno dall’altro. Difficile quindi definire con precisione a quale particolare età, tra i nove e i dodici mesi, si raggiunga una determinata tappa dello sviluppo. Tenetene conto e non preoccupatevi se il vostro bambino inizia a gattonare dopo un altro o se non gattona affatto e passa direttamente alla posizione eretta; se si fa capire prima o dopo un altro; se non rispetta perfettamente le tappe di sviluppo descritte di seguito: il bambino che avete davanti a voi è il vostro, assolutamente peculiare, bambino.

Nono mese. L’attività motoria del bambino è in evoluzione, il bimbo presenta una buona padronanza del gattonamento attraverso il quale può anche superare ostacoli ed affrontare differenti superfici. Sta potenziando tutta la sua muscolatura e la capacità di coordinarla; le attività motorie che sperimenta durante il giorno possono anche disturbare il sonno: il bambino infatti può svegliarsi e impegnarsi subito a gattonare o a sollevarsi. Proprio per la notevole capacità di spostarsi all’interno della casa, ogni stanza deve avere a disposizione tanti oggetti, sicuri e pensati per la sua tenera età, che possano impegnare in modo vario la sua muscolatura: alcuni leggeri e altri un po’ più pesanti, alcuni facili e altri difficili da trasportare. Tanti stimoli di diverso tipo lo faranno crescere in modo equilibrato. A questa età si afferma l’oggetto prediletto (la famosa “coperta di Linus”) a cui il bambino si “attacca” e che non vuole abbandonare mai. Può comparire anche la paura per oggetti che vede ma sui quali sente di non avere il controllo. Per esempio l’aspirapolvere acceso ora può spaventarlo, 25


3. Dal 9° al 12° mese.

mentre questo oggetto in precedenza non aveva mai suscitato in lui alcuna reazione. Se il bambino è in questa fase, rassicuratelo, portatelo con voi in braccio mentre usate l’aspirapolvere e fategli vedere che siete voi ad usare questo mezzo e non viceversa. Anche per quanto riguarda i suoni il bambino è in grado di discriminarli e addirittura di associarli a particolari eventi della giornata. Per esempio il suono del rasoio indica che il papà si è alzato, lo sbattere della porta in un determinato momento della giornata indica che il fratello è tornato da scuola e così via. Percepisce le diverse proprietà degli oggetti. Non utilizza più la stessa sequenza di esplorazione per i diversi oggetti: esaminarli, scuoterli, portarli alla bocca; ma sa che il sonaglio va scosso, la tazza portata alla bocca e così via. In questa fase sono consigliati soprattutto giochi con differenti funzioni e che, per esempio, possano essere suonati e possano essere oggetto di attività manuali come i tavoli musicali o i giochi a forma di animale che, a seconda dei pulsanti che si schiacciano, emettono musica e luci o addirittura camminano. Cresce anche la sua capacità di comunicare come, per esempio, l’abilità di capire e rispondere alle parole e alle domande semplici come: dov’è il papà? Quale gioco ti piace di più? Mi passi il cucchiaio? Ovviamente le risposte saranno essenzialmente gestuali. Ha ormai imparato che la comunicazione avviene anche se le persone con cui comunica scompaiono o si nascondono per un breve periodo di tempo. I telefoni giocattolo e tutti i giochi che emulano il mondo dei grandi lo entusiasmano perché gli permettono di comunicare con gli adulti ed imitarli. Gli piace giocare a nascondino per essere cercato e trovato. Se gli nascondete le mani sotto un lenzuolo, lo divertirà molto il vedere le sue manine che scompaiono e riappaiono “magicamente”.

26


3. Dal 9° al 12° mese.

Decimo mese. Dal punto di vista delle attività motorie può essere un fantastico gattonatore o aver già cominciato a camminare. Il fatto che un bambino cammini precocemente non è segno di una maggiore intelligenza, ognuno camminerà quando si sentirà pronto a farlo. Si comincia ad osservare la coordinazione tra spalla, braccio, polso e dita. Per esercitare questa nuova capacità di coordinarsi, possono essere utili i giochi che il bambino può sollevare o che possono essere “scoperchiati” o incastrati uno nell’altro (per esempio scatole e cubi impilabili e sovrapponibili). Utili anche i giochi che lo aiutano e lo sostengono nei suoi primi passi. Anche lo sviluppo sensoriale progredisce: sta imparando a capire che gli oggetti che vede allontanarsi, anche se sembrano più piccoli, in effetti mantengono le loro dimensioni. Localizza con precisione la provenienza di un suono e inizia ad apprezzare la differenza dei toni di voce (felici, agitati, calmi ecc.). Se fino ad oggi poi ha imparato a svuotare e rovesciare all’esterno i diversi oggetti contenuti in altri oggetti, ora ha imparato a sollevare i coperchi e a prendere l’oggetto con cui vuol giocare. Utili tutti i giochi che prevedono che il bambino incastri gli oggetti di diverse forme e dimensioni nei fori corrispondenti. Estroverso e amichevole: queste sono solitamente le doti principali, che lo aiutano a comunicare in questo periodo. Conosce le parti del suo corpo e quelle degli altri, le sa indicare con l’indice e lo sa fare anche sulla sua bambola o il suo orsacchiotto.

Undicesimo mese. Comincia a distinguere tra materiali che ama toccare e materiali che lo mettono a disagio (ad esempio non vuole togliersi le scarpine per camminare, a piedi nudi, sulla sabbia). Sta aumentando la sua sensibilità alle esperienze tattili. Toglietegli spesso le scarpine per fargli scoprire, una alla volta le diverse sensazioni che dà il camminare a piedi nudi su un morbido tappeto, su un pavimento ruvido, su un pavimento freddo, ecc.

27


3. Dal 9° al 12° mese.

La lettura dei libri attraverso le immagini è probabilmente una delle attività che preferisce per comunicare. Comunica tantissimo anche attraverso l’imitazione. Inizia a capire il significato dei no. Sta cominciando a vincere la paura della separazione dalla madre e a dare un significato alla parola amicizia (può per esempio accogliere le persone, che gli fa piacere vedere, offrendogli un giocattolo). Utili i libri interattivi: quelli in cui si guardano le figure, si ascoltano voci e suoni ma si toccano anche materiali differenti come cotone, peluche, ecc... Fatelo anche partecipare ai vostri “giochi domestici” come spolverare o sistemare un cassetto, o ai “giochi” che fate quando uscite di casa come “andare a fare la spesa”. Un buon rapporto tra genitori e figlio nasce anche da queste piccole cose. Lavare la tazza insieme, passare la scopa o spolverare un comodino sono occasioni per parlare con il bambino, per arricchire il suo linguaggio, ma anche per abituarlo a sentirsi utile. Tutti i giochi che implichino una separazione lo aiutano a vincere l’angoscia del distacco, soprattutto dalla madre.

Dodicesimo mese. Sia che abbia imparato a camminare, sia che ancora gattoni, ha comunque imparato a muoversi disinvoltamente per casa salendo e scendendo su tutto ciò che ha a portata di mano e gambe e trascinando in giro tutto ciò che riesce. Può essere timoroso soprattutto nello scendere perché comincia ad acquisire la consapevolezza dell’altezza e della relativa pericolosità. Giocattoli che rimbalzano e suonano, quando colpiscono una superficie su cui il bambino li lancia, lo divertono molto. Sedie o cavalcabili su cui “arrampicarsi” e sedersi, giocare con attività manuali e sperimentare suoni gli danno la consapevolezza di essere cresciuto. Sperimenta i suoni che lui stesso può “creare” percuotendo degli oggetti contro altri: per esempio il cucchiaio contro una pentola, contro un bicchiere o addirittura direttamente sul suo seggiolone. La sperimentazione sonora riguarda non solo gli oggetti ma anche la sua voce.

28


3. Dal 9° al 12° mese.

Le sue ricerche tattili e visive prevedono anche l’utilizzo di diversi attrezzi per rimettere insieme gli oggetti (riunire i dadi di una scatola, ricomporre una collana ecc.). A questa età il bambino riesce a restare quasi mezz’ora di seguito ad infilare e sfilare anelli colorati su un bastoncino o a giocare con gli incastri. Utili, ancora una volta, i giochi che “percossi” dal bambino emettono suoni e melodie, luci e colori. Importanti i giochi che possono essere smontati e rimontati senza particolari difficoltà. A questa età solitamente sa pronunciare già tre o quattro parole di senso compiuto. Conosce i nomi dei diversi membri della famiglia e quando vengono nominati si gira verso di essi. Impara ad eseguire semplici comandi ma anche a fare gli scherzi. Per cui, anche se sembra incredibile per un bimbo così piccolo, può andare, per scherzo, a prendere un oggetto diverso da quello che gli era stato richiesto. Comprende chiaramente anche il significato del no: una conquista per lui, una nuova prova per i genitori. Nel gioco comunica attraverso la “sfida” con i grandi. Prendete due tazze e, davanti al bambino, nascondete un piccolo giocattolo, ad esempio una macchinina, sotto una delle due tazze. Fategli vedere il gioco più volte domandandogli: “dov’è la macchinina?”; a un certo punto sarà il bambino stesso a sollevare la tazza sotto cui è nascosta la macchinina.

29


3. Dal 9° al 12° mese.

BILANCI DI SALUTE: appuntamenti importanti per verificare il corretto sviluppo del bambino e un’occasione preziosa per imparare a conoscerlo meglio.

BILANCIO DI SALUTE AL DODICESIMO MESE. Rilevamento di peso, altezza e circonferenza cranica sono ancora elementi fondamentali di verifica dello sviluppo del bambino in questo importantissimo momento della sua esistenza: il compimento del primo anno. Il pediatra indagherà poi l’aspetto della relazione con il mondo e soprattutto con i genitori, che presenta uno sviluppo “esplosivo”. In questo periodo infatti il bambino può cominciare a muovere i primi passi: acquisisce appieno la capacità di imitazione delle persone e del mondo che lo circondano; deve essere in grado di rispondere ai primi rudimentali comandi; comincia a dire qualche parola di senso compiuto.

Provate anche voi, fatelo giocare… • • • •

Cantate una canzoncina e battete le mani, il bimbo dovrebbe avere già acquisito la capacità di imitare il vostro canto con dei versetti e di battere le manine. Chiamatelo per nome, dovrebbe aver imparato il significato di quel suono e dovrebbe girarsi nella direzione del suono stesso. Fategli afferrare oggetti che è in grado di prendere con le prime due dita (è la “presa a pinza” indice di buono sviluppo della motricità fine). "Bau… settete" e "cucù"; due giochi, due modi diversi per verificare il definitivo avvenuto sviluppo, cominciato in precedenza, della capacità di capire che gli oggetti che scompaiono possono però anche ricomparire. Comincia a elaborare in senso transitorio e non definitivo il “distacco”.

30


Focus Motricità Fine e Sviluppo Motorio.

Lo sviluppo della motricità fine e della motricità grossa… per saperne di più. La motricità fine. Neonato: tiene il pugno chiuso e, il più delle volte, il pollice è coperto dalle altre quattro dita. 1° mese: afferra e tiene stretto nella manina qualunque cosa per qualche secondo (riflesso di grasping che solitamente scompare definitivamente solo intorno all’anno di età). 3° mese: comincia ad afferrarsi e a lasciare le mani reciprocamente, giocando con le dita. 6° mese: si serve di tutta la mano ed afferra con il palmo. 9° mese: manipola gli oggetti portandoli da una mano all’altra e viceversa; tocca gli oggetti con la punta dell’indice; afferra tra pollice ed indice; respinge un oggetto facendo presa sulla superficie. 12° mese: si impossessa di piccoli oggetti afferrandoli tra pollice ed indice; lascia cadere i giocattoli volontariamente. 15° mese: afferra con destrezza tra pollice ed indice; prende una matita e scarabocchia. 18° mese: afferra anche piccoli oggetti prendendoli delicatamente; mostra una preferenza netta per una mano. 24° mese: riesce a scartare una caramella; scarabocchia spontaneamente in modo circolare.

Lo sviluppo motorio. La doverosa premessa: insegnare a camminare non si può. Ogni bambino conquista il suo equilibrio gradualmente e un bel giorno non avrà più bisogno di aggrapparsi al divano, alla sedia o al suo gioco per fare i suoi primi passi. Non è sintomo di precocità intellettuale camminare 31


Focus Motricità Fine e Sviluppo Motorio.

o gattonare presto, né di pigrizia iniziare dopo l’anno. Bambini che non hanno gattonato non avranno difficoltà maggiori nell’imparare a camminare rispetto a quelli che hanno gattonato. Le tappe principali. 7° mese: alcuni bambini possono aver già acquisito una certa mobilità; strisciano usando braccia e gambe, più facilmente strisciano all’indietro rispetto all’avanti; ci possono essere i primi tentativi di stare sulle ginocchia e di avanzare carponi. 8-10° mese: imparano a gattonare; una volta imparato, il bambino proverà gusto a gattonare sempre più velocemente. 13-14° mese in media (con una variabilità dal 9° al 18° mese): impara la deambulazione autonoma (ossia il camminare senza sostegni). dopo i 24 mesi: i movimenti degli arti inferiori sono regolari e appare il dondolare ritmico alternato degli arti superiori, tipico dell’automatismo maturo della deambulazione. Semplici consigli per aiutarlo a camminare. Lasciate il bambino libero di muoversi il più possibile. Sedetevi per terra e lasciate che sia il vostro corpo un appoggio sicuro per i suoi primi tentativi di alzarsi. Non mettetegli ai piedi calzini di lana che scivolerebbero sul pavimento trasformandolo in una pista di pattinaggio. Quando è in piedi e sta per cadere sostenetelo con le mani all’altezza delle anche; quando sentite il suo corpicino rilassarsi vorrà dire che il bambino ha ritrovato il suo equilibrio e riprenderà i suoi passi. Verso gli undici mesi lasciategli sperimentare la prima autonomia del movimento con i giochi da cavalcare e da spingere. Sono giochi molto utili per l’acquisizione della posizione eretta e per muovere i primi passi.

32


3. Dal 9° al 12° mese.

Approfondiamo con la psicologa. Il ruolo del papà. I nuovi padri oggi sono diversi: la vecchia immagine dei padri che camminano avanti e indietro fuori dalla sala parto, avvolti in una nuvola di fumo non è più reale. Il padre entra in sala parto e collabora partecipando da subito alla cura del bambino. Ma, mentre per la donna, la gravidanza è un tempo di attesa e di preparazione, nel quale il sentimento materno si evolve spontaneamente perché favorito dal legame biologico che esiste tra madre e figlio, quello paterno è mediato da aspetti razionali e ha bisogno di tempi più lunghi. Si costituisce nell’arco degli anni ed è favorito dalla vicinanza con il figlio. L’attesa di un figlio per un uomo è, fin dall’annuncio del concepimento, un periodo di elaborazione e di trasformazione. Un tempo dedicato a fare i conti con le proprie aspettative, incertezze e dubbi: l’invidia e il senso di inutilità e di emarginazione sono sentimenti normali che passano appena l’uomo si sentirà più partecipe nel ruolo paterno. Il piccolo si rispecchia nella mamma la quale gli fa letteralmente da specchio. Per il piccolo la mamma è il mondo. Gradualmente e in modo naturale, questo mondo limitato alla madre si aprirà a quello più vasto della realtà e sarà proprio il papà ad accompagnare il figlio in questa scoperta. Il padre ha un ruolo forte proprio nell’incoraggiare il proprio figlio ad affacciarsi verso nuove esperienze. Il papà è felice quando può esprimere questo ruolo, sente d’avere molte cose da mostrare e da insegnare. Più il tempo passa, più il bambino cresce e i due ruoli genitoriali tenderanno a connotarsi in modo preciso. Dopo il 1° anno il padre è sempre più chiamato in campo come figura di riferimento e il bambino chiederà al papà più che alla mamma di giocare, di raccontargli una storia, di spiegargli cos’è una certa cosa che non sa. Per quanto ormai i ruoli maschili e femminili si siano quasi completamente sovrapposti, il bimbo, dopo il 2° anno di età, percepisce che esistono “cose che fanno i maschi”, “cose che fanno le femmine”. In questo senso il bambino scopre e orienta la sua sessualità utilizzando come modello i comportamenti dei genitori. 33


3. Dal 9° al 12° mese.

Consigli pratici e notizie curiose.

Lo sapevate che… … se un bambino riceve sempre una risposta quando chiama, crescerà con una maggior fiducia in se stesso e negli altri. … quando è in braccio tira i capelli della mamma e non i propri perché ciò gli serve per rendersi conto che lui è una persona ben diversa dalla mamma. … il bambino impara a dire il “no” prima del “si” senza però collegare questa negazione all’azione di rifiuto, ma solo perché il movimento orizzontale del capo gli riesce molto facilmente visto che è quello che usa fin dal primo mese per seguire con lo sguardo gli oggetti attorno a lui. … non bisogna forzare il bambino ad usare la mano destra se, mentre gioca, privilegia la mano sinistra per afferrare gli oggetti: ciò potrebbe provocare un successivo disturbo dell’apprendimento.

34


4. Dal 12° al 24° mese.

Comprendere, parlare, muoversi. I primi passi per cominciare ad esplorare il mondo. Dai 12 ai 18 mesi. Cerca di afferrare tantissimi oggetti contemporaneamente… anche più di quanti le sue mani riescano a trattenere. Fino ad un anno di età infatti il bambino prende un oggetto per mano e, se gliene viene dato un terzo, lascia uno dei due per prendere quello nuovo. Dopo l’anno invece, il bambino cerca di capire come prendere anche il terzo: ne afferra uno con la bocca oppure lo sistema nell’incavo dell’ascella o, se gli oggetti sono sufficientemente piccoli, ne tiene due per mano. Ha sviluppato le capacità motorie che gli consentono di tenere più oggetti contemporaneamente e di impilarli con sempre maggior precisione senza farli cadere. Dopo i 15 mesi, una volta imparato a camminare passa tutto il giorno a farlo, un vero terremoto! E’ attratto dai giocattoli che riesce a spostare da una stanza all’altra, sia trascinandoli, sia spingendoli, sia facendoli scivolare. Ed ecco allora i trenini, le macchinine, i camion o anche i semplici peluches da “tirarsi dietro” nei suoi spostamenti. Il bambino continua ad essere affascinato anche da giocattoli con forme diverse da incastrare e impilare che gli consentono di mettere in pratica le nuove conquiste fatte nello sviluppo motorio. Se prima provava gusto a stracciare le pagine dei libri ora ha imparato che per vedere un libro deve sfogliarne le pagine… possibilmente una alla volta. In questo periodo tutti i bambini guardano con grande interesse le immagini di un libro magari raffiguranti un animale o situazioni e oggetti a lui familiari. Sarà felice di guardare il libro da solo o di ascoltare un genitore che lo descrive mentre

35


4. Dal 12° al 24° mese.

lo sfoglia insieme a lui. L’amore per la lettura può cominciare fin da ora, il bambino collegherà nella memoria la lettura ad un momento piacevole e amerà i libri anche in seguito. Dai 15 mesi in poi comincia a vedere e riconoscere sé stesso e a percepirsi come entità singola e unica all’interno del mondo. Ne prende coscienza, inizialmente, riconoscendosi allo specchio o in una foto. Ama i giochi che lo aiutano a pensare e a riflettere e mette da parte quelli che non lo interessano o lo infastidiscono, perchè sta diventando più selettivo sugli stimoli che gli vengono proposti. Dall’anno in poi è particolarmente attratto dagli altri bambini, li osserva con attenzione ed è turbato dal loro pianto, anche se passerà ancora un po’ di tempo prima di cominciare ad avere dei rapporti con i coetanei. Continua a comunicare attraverso l’imitazione del comportamento degli adulti e cerca di farlo anche attraverso il linguaggio che sta cominciando a strutturarsi. Dai 12 ai 18 mesi il bambino comincia ad usare qualche parola, ma senza essere in grado di creare delle vere e proprie frasi. E’ tuttavia capace di comprendere diverse parti del linguaggio degli adulti. In questa fase affina la capacità di rispondere a richieste inizialmente semplici e poi via via più complesse. Possono essere formativi anche i giocattoli che parlano in più lingue, proprio per la notevole capacità del bambino di imitare suoni e voci e quindi anche lingue e fonemi stranieri. Aumenta anche la spinta verso l’indipendenza e “no” diventa la parola e il concetto preferito. Utilizza preferibilmente i giochi che "imitano" gli oggetti utilizzati dagli adulti: telefonini, computer, ma anche più banalmente, scope, passeggini, stracci per la polvere ecc...

36


4. Dal 12° al 24° mese.

BILANCI DI SALUTE: appuntamenti importanti per verificare il corretto sviluppo del bambino e un’occasione preziosa per imparare a conoscerlo meglio.

BILANCIO DI SALUTE AL DICIOTTESIMO MESE. Il bilancio di salute del diciottesimo mese, oltre alle usuali misure “fisiche” del bambino (peso, altezza e circonferenza cranica), valuta soprattutto le sue capacità di sviluppo nella vita sociale. La sua vita di relazione in questo periodo dipende infatti dalla capacità di relazionarsi e socializzare con gli altri bambini, ma anche dalla capacità di diventare progressivamente autonomo. E’ autonomo a livello di movimento quando comincia a camminare in modo corretto; a livello di linguaggio quando comincia ad emettere suoni che possano essere, anche se a fatica, compresi perlomeno dai suoi familiari. Dimostra indipendenza, anche se in modo ancora molto parziale, quando esegue piccoli compiti quotidiani come mettersi semplici capi di abbigliamento o lavarsi (anche i denti).

Provate anche voi, fatelo giocare… • • • • •

Lasciate che salga le scale da solo magari stimolandolo con un : “adesso ti prendo…”. Chiedetegli di mettere scarpe e vestiti o lavare i denti ai suoi pupazzi, imparerà a vestirsi da solo. Fatelo bere dalla sua tazza e mangiare nel suo piattino con le posate studiate per lui, riuscirà più facilmente a mangiare da solo. Continuate a parlargli utilizzando parole e suoni da adulto, il suo linguaggio migliorerà. Portatelo spesso a giocare insieme agli altri bambini, imparerà a socializzare.

37


4. Dal 12° al 24° mese.

Dai 18 ai 24 mesi. Fa grandi progressi dal punto di vista dello sviluppo motorio. Si arrampica su tutto ciò che gli capita a tiro e non sembra più avere timore dell’altezza, scavalca le protezioni del lettino, danza, ruota e corre “goffamente”. La sua voglia di esplorare tutto ciò che c’è intorno a lui lo porta a cercare di allontanarsi dai genitori tutte le volte che può. Dopo i 18 mesi il bambino sviluppa la capacità di immaginare gli effetti delle azioni che sta eseguendo e ama quindi tutti i giochi in cui può essere protagonista: direzionare una macchinina, lanciare una palla o interagire con oggetti che possono rispondere ai suoi comandi. Apprezza sempre di più il fatto di vedere e sentire altri bambini. Incomincia ad imitare i loro atteggiamenti preferendoli a quelli dell’ambito familiare. Si riconosce sempre meglio come entità singola rispetto al mondo. Infatti, se fate specchiare un bambino di questa età, togliete lo specchio e glielo riproponete con disegnato un naso rosso esattamente all’altezza del suo naso, vedrete che farà di tutto per cancellare tale segno che ritiene non appartenergli. Incomincerà anche ad esplorare ombelico e genitali e a voler mangiare in autonomia. Sa rimuovere gli ostacoli che impediscono a lui di giocare in libertà o alla sua palla di correre veloce. E’ capace infine di ritrovare gli oggetti nascosti e di capire che sono stati spostati da qualcuno e che non si muovono da soli. Anche in questa fascia d’età, come nella precedente, selezionerà attentamente i giochi che lui predilige: preferirà quindi chitarre, tastiere o qualunque altro strumento musicale che emetta suoni a lui graditi. Proprio per l’estrema voglia d'indipendenza manifestata dal bambino, mai come in questo periodo è necessario che la comunicazione sia chiara e, a volte, risoluta, in modo da evitare malintesi e situazioni pericolose. E’ necessario però anche favorire, in modo assolutamente controllato, questo desiderio d'indipendenza che ci comunica il bambino. Come genitori è importante mostrare interesse per ciò che il piccolo riesce a fare alla sua età, incoraggiando e valorizzando i suoi sforzi. E’ importante che senta esprimere dall’adulto ammirazione per la costruzione di una torre, per aver sistemato i giochi dopo averli usati o per essere riuscito a pronunciare il suo nome, perché questo lo aiuta a persistere nei suoi tentativi, a migliorarsi, in una parola a crescere. Giochi parlanti, magari bilingue e interattivi, sono ideali in questa fase perché permettono al bambino di manifestare appieno la sua nuova, prorompente voglia di comunicare. 38


4. Dal 12° al 24° mese.

BILANCIO DI SALUTE AL VENTIQUATTRESIMO MESE. Il bambino continua a crescere e il pediatra valuterà il suo accrescimento tramite la misurazione del peso, dell’altezza e della circonferenza cranica. Nel bilancio di salute del secondo anno risulta fondamentale la valutazione della progressiva autonomia che deve essere ancora più marcata rispetto a quella riscontrata nel bilancio di salute effettuato al diciottesimo mese. Sale le scale da solo o comunque in modo abbastanza autonomo; si toglie da solo almeno un capo di vestiario; indica, a richiesta, le diverse parti del corpo. Importante infine, a questa età, la valutazione dei denti e di tutto l’apparato masticatorio. Questo per vedere la presenza di carie, ma anche di “posizioni sbagliate” dei denti e delle ossa (mascella e mandibola), che servono a masticare correttamente.

Provate anche voi, fatelo giocare… • • • • •

Continuate a farlo interagire con gli altri bambini anche se può tornare a casa con qualche piccolo graffio o morso. Utilizzate ogni momento per stimolare, attraverso il gioco, il movimento e il linguaggio del bambino. Continuate a divertirvi con lui anche se ora gioca con i bambini della sua età. Giocate con lui accettando anche che imiti tutti i vostri atteggiamenti. Proponetegli nuovi nomi di parti del corpo, anche riferendoli ai suoi amici pupazzi o animali, li ripeterà e apprenderà progressivamente.

39


A

Il linguaggio. Lo sviluppo del linguaggio è molto condizionato dagli stimoli che giungono al bambino dall’ambiente esterno: bambini poco stimolati producono molti meno vocalizzi e si esprimono più tardivamente attraverso le parole. Nel primo anno di vita: dal balbettio si passa all’imitazione di suoni complessi e alla comprensione delle parole che sente dai genitori; ogni cosa prende il suo vero nome e ciò permette di identificare gli oggetti.

B

Entro i 21 mesi: migliorano inflessioni, toni e ritmo ma resta un'incomprensibilità di fondo del linguaggio che viene interpretato, spesso, solo dai genitori. A 21 mesi: inizia l’associazione di due parole.

A 24 mesi: formula le prime frasi di tre parole con apparizione del verbo.

Nell’intera esistenza poi, il linguaggio non smette mai di affinarsi, di evolversi verso una sempre maggiore “perfezione”. In tutte le fasi dell’apprendimento del linguaggio occorre seguire alcune avvertenze: 1) siate graduali: non frastornatelo di parole, fate delle frequenti pause che stimolino l’interesse, l’attenzione e aiutino a memorizzare. Il bambino apprezza molto i giochi parlanti nei quali le parole e le frasi sono intercalate da piacevoli musiche o canzoncine; 2) pronunciate ogni singola parola staccata dalle altre in modo da farla “capire” in tutta la sua nitidezza; 3) utilizzate un linguaggio ripetitivo, faciliterete la memorizzazione delle parole; 4) non esagerate nel pretendere risposte verbali, il bambino deve imparare il linguaggio giocando e divertendosi; 5) nessuna parolaccia, il bambino le assimila e le ripete con estrema facilità.

C

Focus Linguaggio.

Lo sviluppo del linguaggio… per saperne di più.

40


4. Dal 12° al 24° mese.

Approfondiamo con la psicologa. L’autonomia. Vi è una fase dello sviluppo in cui il bambino sembra fare il “bastian contrario”. E’ il periodo dei “no”, una fase delicata che spesso mette alla prova la pazienza dei genitori e coincide con il periodo in cui si cominciano a dare al piccolo regole e comportamenti limite. In questo periodo il bambino può sembrare capriccioso, ostinato e cocciuto e fa nascere nei genitori un senso di frustrazione per il timore di non averlo educato adeguatamente. Non si tratta di una ribellione o di capricci. Il periodo dei NO, collocabile intorno ai due anni di vita, è in relazione con lo sviluppo dell’autonomia motoria e verbale. Il piccolo non vuole essere aiutato o guidato nelle sue scelte perché sta sperimentando la sua capacità di affermazione. Ha bisogno di scoprire il mondo, esplorare lo spazio circostante e verificare le sue capacità. Questa è una fase estremamente importante nella quale il bambino costruisce la sua autostima e la sua amabilità. Il rischio potrebbe essere quello che i genitori non comprendano appieno l’importanza di questa fase e la necessità del bambino di esprimere la sua opposizione. Non è necessario bloccare tutti i “no” del bambino, è invece importante richiedergli di seguire certe regole concordate, offrendogli anche lo spazio per esprimere la sua posizione.

41


4. Dal 12° al 24° mese.

Consigli pratici e notizie curiose.

Lo sapevate che… … ci sono espedienti quotidiani per lo sviluppo del linguaggio: consistono nel cogliere tutte le occasioni per parlare con il bambino. … un bambino che si sente chiamare spesso per nome, lo imparerà prima. … il bambino ama molto le filastrocche in rima e le canzoni. Cantare lo mette di buon umore. … durante l’infanzia le paure sono un fenomeno frequente, ciò che aiuta a superarle è l’amorevole attenzione dei genitori e la loro capacità di rassicurare il bambino. … è importante che tra i genitori ci sia un fermo accordo su come trattare i figli, comportamenti educativi dissonanti confondono il bambino. … gli atteggiamenti dei due genitori possono anche non essere perfettamente sovrapponibili e univoci. Mamma e papà sono due persone distinte e, secondo le più recenti ricerche, devono rispettare le reciproche differenze di comportamento imparando a utilizzarle a beneficio del bambino.

42


5. Oltre il 24° mese.

Imitare, creare, socializzare. Le tappe fondamentali per esprimere sé stessi. Dopo i 24 mesi. Per quanto riguarda lo sviluppo motorio il bambino è in grado di correre bene, di salire e scendere le scale un passo alla volta. Riesce a saltare staccando contemporaneamente i piedi da terra. Sa anche aprire le porte. Il bambino, dopo i 2 anni può essere già in grado di utilizzare macchinine e moto che corrono in pista oppure azionate da semplici telecomandi. A 3 anni poi alterna i passi scendendo le scale e fa lunghi salti a piedi uniti. Comincia ad essere in grado di far avanzare, in modo coordinato, un triciclo. Riesce anche a far muovere gli oggetti nelle direzioni da lui volute sia spingendoli direttamente sia comandandoli a distanza. In questa fase sono adatti tutti i giochi su ruote che non richiedano, però, la capacità di rimanerci sopra in equilibrio. Sono ideali tricicli, camioncini e moto a tre-quattro ruote oppure passeggini e carrozzine dove mettere le bambole. Si sta sviluppando in maniera evidente la capacità di immaginare e di usare la simbologia per interpretare, vedere e sentire il mondo. Questa abilità inizialmente deriva dall’imitazione del comportamento dei grandi ma, mano a mano che cresce, svilupperà sempre di più questa capacità interpretativa e immaginifica. Dopo i due anni nel bambino vi è quindi il passaggio all’attività rappresentativa, ora è in grado di sostituire gli oggetti reali con una loro immagine mentale o con un simbolo grafico o verbale. Intorno ai 3 anni indica se stesso come “io”, dimostra di conoscere abbastanza bene il proprio corpo e riesce ad avere un buon controllo diurno dei propri bisogni fisiologici (urine e feci).

43


5. Oltre il 24° mese.

In grande rilievo i giochi del tipo “facciamo finta che”. Successivamente passerà a giochi che prevedono l’invenzione di personaggi e situazioni che possono allontanarsi, anche di molto, dalla realtà. Dopo i due anni i bambini costruiscono frasi di almeno tre parole di senso compiuto e che contengono un verbo. Iniziano a utilizzare aggettivi e avverbi ma hanno ancora bisogno del “supporto linguistico” dei grandi che li aiutano parlando e comunicando loro in modo adulto, senza storpiare o modificare parole e frasi a uso dei bambini. La comunicazione con i genitori e l’imitazione dei loro atteggiamenti possono indirizzare la scelta dei bambini verso giocattoli considerati prettamente maschili o femminili. In generale comunque, i giocattoli che un bambino preferisce sono quelli che lasciano più spazio alla sua fantasia e alla sua creatività senza differenze di genere/sesso. Nei primi anni di vita sia le bambine sia i bambini usano indistintamente giocattoli “maschili e “femminili”: avremo così bambini che giocano con le pentole e con le bambole e bambine che preferiscono il pallone e le macchinine. Molti genitori si imbarazzano e si preoccupano… sono ansie fuori luogo! I tratti relativi all’identità sessuale si stabilizzano di solito con l’adolescenza. Ciò che porta una bambina ad amare i bambolotti e un bambino a preferire il pallone è, come già detto, l’imitazione dei propri genitori.

44


Focus Socializzazione.

Lo sviluppo del rapporto con gli altri bambini… per saperne di più. La socializzazione. Abbiamo visto come lo sviluppo della personalità infantile vada di pari passo con la scoperta, da parte del bambino, di una realtà che ben presto comincia a popolarsi di figure umane. Entro l’anno infatti, il piccolo, dopo aver imparato a discriminare le figure familiari da quelle estranee, apprende una prima serie di comportamenti a significato sociale che vanno dal salutare con la manina, al mandare baci, a rispondere con il sorriso a stimoli esterni piacevoli. Un aspetto particolare dello sviluppo sociale è quello legato al suo comportamento nei riguardi degli altri bambini: molto presto un bambino mostra notevole interesse per il pianto di un altro bambino e per la sua presenza, ma è solo verso i 18 mesi che comincia ad avere rapporti con i coetanei. All’inizio porrà molta più attenzione ai giocattoli del coetaneo che al bambino stesso e cercherà anche di impossessarsene, ma verso i due anni la situazione si capovolgerà ed egli avrà comportamenti sempre più cooperativi. Quando si trovano insieme bambini di questa età, tendono ad osservarsi l’un l’altro e a compiere gli stessi gesti, ma molto del loro tempo rimane ancora impegnato in attività parallele, con scambi ed interazioni saltuarie. Se un bambino di questa età gioca con un compagno lo fa quasi unicamente per il divertimento di giocare con giochi diversi dai suoi. I genitori devono invogliare i figli ad essere generosi in tal senso e ad imparare a condividere i propri giocattoli con gli altri bambini. Il processo di socializzazione nel gruppo è graduale e si sviluppa dai 2 ai 6 anni, è comunque verso i 5 anni l’età in cui raggiunge il massimo sviluppo. Nel gruppo il bambino ha la possibilità di esprimere le sue capacità e la sua affettività, di confrontarsi con gli altri, di assumere un ruolo sociale o meglio di svolgere ogni volta un nuovo ruolo. La presenza degli altri bambini è quindi di fondamentale importanza perché permette al piccolo di confrontarsi e di riaffermare le sue caratteristiche personali. Il gruppo dei coetanei, inoltre, svolge anche un ruolo normativo e disciplinare poiché, il bisogno di essere accettato dai coetanei fa sì che il bambino apprenda certi comportamenti e che impari a rispettare le regole. 45


Focus Socializzazione.

L’attenzione dei genitori, come sempre molto importante, ha il compito di favorire l’incontro tra i bambini accompagnandoli negli spazi-gioco o nei parchi, specialmente per quei piccoli che si mostrano più timidi ed isolati: nell’incontro con altri infatti, il piccolo stimola ed amplifica le sue capacità relazionali. Non solo il comportamento, ma lo stesso linguaggio muta per effetto del rapporto con gli altri: da semplice strumento espressivo, il linguaggio diviene strumento di comunicazione e di socializzazione. In età prescolare, i bambini fanno amicizia facilmente e tendono ad essere più cooperativi che competitivi ed ostili tra di loro. I fattori che facilitano l’amicizia infantile sono legati all’età, agli interessi e alla voglia di socializzare. Certo molto spesso sono amicizie labili e legate al momento del gioco: un bambino può manifestare una grande simpatia per un compagno e subito dopo decidere invece di condividere il suo gioco con un terzo arrivato. Il rapporto educativo deve quindi tener conto di tutti questi fattori e i genitori non devono spaventarsi di fronte alla svariata gamma di emozioni che manifestano i figli. Le emozioni possono transitare da espressioni genuine di simpatia a momenti di collera, tutto in poco tempo e all’interno di uno stesso gioco. Giocando insieme i bambini si divertono, ma nel contempo imparano a collaborare, a competere, a litigare e a fare la pace. La possibilità di stabilire relazioni ed amicizie nell’infanzia, è di estrema importanza ed esercita una grande influenza sulla personalità del futuro adolescente. Se poi il bambino, verso i tre anni, avrà la possibilità di frequentare la Scuola dell’Infanzia, potrà trarne beneficio sia sul piano intellettivo che affettivo e sociale. Favorire quindi, un sano rapporto con i coetanei è utile per quel processo di separazione graduale dalla figura materna e di autonomia, che i bambini devono iniziare fin da piccoli per poter affrontare con serenità la loro avventura nel mondo.

46


5. Oltre il 24° mese.

Approfondiamo con la psicologa. Il ruolo dei nonni. I nonni sono figure di riferimento nella vita del bambino e considerando che ormai in quasi tutti i nuclei familiari entrambi i genitori lavorano, ai nonni va indubbiamente riconosciuto un ruolo di rilievo nel contesto della continuità educativa tra le generazioni. Per la neo mamma e il neo papà, è importante poter sentire che sia riconosciuta, dai propri genitori, la capacità e la competenza educativa, e il diritto ad esercitarla. La chiarezza di ruoli e il rispetto di questi permette ai nonni di fare i nonni e ai genitori di fare i genitori. E’ molto importante che esista un dialogo tra i genitori e i nonni rispetto all’educazione del piccolo, per rispettarla e non creare confusione. Il bambino, infatti, tenderà a preferire i nonni se questi con amore lo “vizieranno” permettendogli di fare cose che gli sono state vietate dai genitori. Non è l’approccio educativo più giusto! Per questo motivo è opportuno chiarire subito le regole attorno alle quali poi è possibile spaziare. Il bambino deve capire che i genitori hanno uno scopo preciso, educarlo, e i nonni non devono sottovalutare questa importante funzione, essi non devono sminuire le regole educative date  o finirà per farlo anche il bambino, che tenderà a vedere i genitori senza particolare autorità, smettendo di ascoltarli. I bambini hanno bisogno di avere nei genitori il loro punto di riferimento. Quei nonni che correggono o criticano i propri figli di fronte ai nipoti o cercano di correggere sui nipoti stessi certi principi educativi dei genitori, non solo non sono utili a nessuno, ma diventano dannosi ai bambini proprio perché tolgono loro la possibilità di avere un punto di riferimento stabile e sicuro. Ciò che è importante allora è che ognuno sappia qual è il suo compito e lo sappia portare avanti con serenità e gioia, senza rivalità: ai genitori un ruolo educativo, ai nonni un ruolo più rilassato fatto di coccole e giochi insieme.

47


5. Oltre il 24° mese.

Consigli pratici e notizie curiose.

Lo sapevate che… … alla base del processo imitativo sta un processo di carattere affettivo, il bambino imita le persone che ammira. … il pensiero del bambino possiede alcune caratteristiche che lo differenziano dal pensiero adulto: il rapporto tra sé e il mondo è meno netto e il piccolo attribuisce al mondo esteriore i propri pensieri e i propri sentimenti. è un pensiero che si chiama egocentrico. … a tutte le età la passeggiata non deve essere un obbligo ma un piacere per il bambino e per chi lo accompagna. Portatelo in posti tranquilli e ricchi di verde. Godete del piacere di stare con il vostro bambino! … è meno faticoso viaggiare in auto con un bambino piccolo che con uno di 4 anni che va intrattenuto con canti o fiabe. Di grande aiuto dvd portatili o tutti i mezzi che portino in auto le “comodità” di casa.

48


Bibliografia.

• Butterworth G. Origins of joint visual attention in infancy. Monogr Soc Res Child Dev 1998;63:144-66 • Troster, H., Brambring, M. Early motor development in blind infants. Journal of Applied Psycology, 1993,14. • Luppini G. Il controllo della postura nell'uomo. Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma, Parma, 2006 • Forestier M. En marche pour la vie. Editions Thot, Fontaine, 2006 • Hallemans A, Dhanis L, De Clercq D, Aerts P. Changes in mechanical control of movement during the first 5 months of independent walking: a longitudinal study. J Mot Behav 2007;39:227-38 • Salvini, L'apprendimento motorio nello sviluppo cognitivo. Scuola dello Sport, Roma, 1982 • Le Boulch J. Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a 6 anni. Armando Editore, Roma, 1984 • Liao PJ, Zawacki L, Campbell SK. Annotated bibliography: effects of sleep position and play position on motor development in early infancy. Phys Occup Ther Pediatr 2005;25:149-60 • Daris S, Lo sviluppo motorio da o a 5 anni, Tesi di Laurea Università di Trieste,2007 • Herbinet E, Busnel M.C.,L’alba dei sensi,la percezione sensoriale del feto e del neonato. Cantagalli 2000 • Tampieri G.,Forma e colore nel mondo visivo dei bambini,Cappelli Editore,1970 • Valan F., La percezione del colore dalla nascita ai tre anni (consulenza scient. oculistica Prof .P. Nucci-Milano) Settembre 2003 49


Bibliografia.

• Piaget, J. La formazione del simbolo nel bambino. Firenze:La Nuova Italia. 1972 • Bartolini. U, Lo sviluppo fonologico. In G. Sabbadini(a cura di )Manuale di Neuropsicologica dell’età evolutiva. Bologna 1995 • Leopold W., Speech development of a bilingual child (vol. I-IV) New York: AMS Press. • Orsolini,M.”Sviluppo fonologico”- Prima e Seconda Parte. Infantiae.Org. http// www.infantile.org/orsolini050913.asp • Altieri Biagi, M. L. Linguistica essenziale. Mondatore Editore, Roma,1987 • Forssberg H., Neural control of human motor development. Curr Opin Neurobiol 1999;9:676-82 • Stella G., Sviluppo cognitivo.Bruno Mondatori, 2000

50


87373.M.1

Artsana S.p.A. -Via Saldarini Catelli,1 - 22070 Grandate (CO) - Italy Tel. +39 031 382 111 - Fax +39 031 382 500 - www.chicco.com

dove c’è un bambino

Cod. 00 099030 820 900

Osservatorio Chicco. Informazioni, approfondimenti, consigli. Visitaci sul sito www.chicco.com Sezione Osservatorio


Catalogo Chicco