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Digisoft Software Solutions for Vending

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Numero 7 - Anno 2013

RIVISTA BIMESTRALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA

IN QUESTO NUMERO Speciale HOST 2013 Caffè Corsini Alba Tramezzini Nayax Vend Caffè Gioia Ricambigardosi Sistemi Vending D.A. Design Group Speciale IVA


BILT srl | Via Maestri del Lavoro, 2 | 44122 Ferrara | Tel 0532 427851 | info@biltsas.com | www.biltsas.com


L’editoriale di Fabio Russo

Siamo giunti all’ultimo numero del 2013 e come ogni fine anno si tirano le somme per verificare l’andamento dei propri affari. Guardando al settore del Vending da outsider, sono necessarie delle considerazioni obiettive e razionali su quanto abbiamo visto e vissuto durante gli ultimi 12 mesi. Al centro dell’attenzione, il decreto governativo di inizi Luglio, che ha sancito l’aumento dell’IVA per la somministrazione attraverso distributori automatici dal 4 al 10% a partire dal prossimo 1° Gennaio 2014. Uno storico passaggio nel nostro settore che, di fatto, rivoluziona e stravolge il consolidato concetto espresso nel 1973 con l’approvazione di una legge che, concedendo un benefit ai lavoratori, ufficializzava una conquista sociale a favore del consumo di bevande e alimenti in ambienti di lavoro.  In questo ultimo numero dell’anno, dedichiamo un servizio proprio a questo sentito argomento, che è diventato oggetto di discussioni e polemiche negli ultimi 5 mesi, a causa dell’atteggiamento negativo di alcune aziende/clienti rispetto all’adeguamento dell’aliquota IVA. Si, perché di adeguamento IVA si tratta e non di aumento del prezzo di vendita. È indispensabile che il gestore, nell’andare a presentarlo al proprio cliente di turno, dia risalto a questo dettaglio che, essendo legge dello Stato, non può che essere applicato senza alcuna discriminazione. È in gioco la sopravvivenza della stessa azienda di gestione, piccola o grande che sia. Il 2013 verrà ricordato per la scomparsa di alcuni padri fondatori della distribuzione automatica italiana che hanno contribuito in modo significativo a rendere questo settore un’eccellenza mondiale così come oggi la conoscono tutti. Ma verrà ricordato anche per l’anno che, grazie anche al perdurare della crisi economica causato anche dall’immobilismo del governo italiano, ha visto un’esplosione delle vendite del prodotto monoporzionato attraverso il web, facendo in molti casi crollare i prezzi al consumatore finale. Ciò ha causato una drastica riduzione dei ricavi dell’indotto per le inevitabili conseguenze che il canale elettronico globale ha portato e, di conseguenza, una forte preoccupazione da parte dei gestori. Per noi di Vending News è stato un anno decisamente importante: nel mese di settembre è nato Vending News Daily, il quotidiano elettronico d’informazione verticale sul nostro settore; la Vending Newsletter ha consolidato la sua forza di penetrazione grazie all’autorevolezza dei contenuti e la grande richiesta di iscrizioni; VendingTV ha realizzato oltre 120 servizi video migliorando la qualità dei contenuti, continuando a fare informazione a tutto tondo e dando un volto ai tanti attori della nostra filiera che senza questo strumento resterebbero nell’anonimato. A tutti voi, un sentito GRAZIE da tutto lo staff! Auspico fiducioso che il 2014 sia più spensierato e florido, con una netta ripresa per il nostro Paese e, in particolare, per l’intera filiera della distribuzione automatica italiana. 


Sommario

Periodico bimestrale della distribuzione automatica Anno 2 - Numero 7 Novembre 2013

L’EDITORIALE pag. 3

pag. 52

Editore

Aziende Sede: Via Benedetto Brin, 69 80142 Napoli - Italia Partita IVA 06552741214 CCIAA 822695

pag. 7

Contatti con la redazione redazione@vendingnews.it Tel. 0810152150 Fax. 0810152151

pag. 24

Sito internet

www.vendingnews.it

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Iscrizione al ROC n°22385 dal 4 Maggio 2012

Ricambigardosi lancia TUBE Intervsta con Massimiliano Gardosi

pag. 48

Porte aperte alla D.A. Design Group Intervista con Alessia Porrello

Direttore editoriale Fabio Russo

Francesco Ippolito Fabio Russo Flora Seta Michela Re Dionigi Sara Di Pietro Cristina Eugeni Salvatore Martella Luisa Chiaromonte Sara Chiariello Serena Alfano Giancarlo Tonon Francesca Oberti Nina Schek Giuseppe Ceraso Roberta Coriasco Stefano Maggi Lisa Cattarinuzzi Virgilio Gari Cristina Vedovi Michele Ferraro Paky Di Bitonto

Venditech

Panafè

pag. 12

Bilt s.r.l.

pag. 13

Caffè Borbone

pag. 14

Rheavendors

pag. 15

Mokarabia

pag. 16

Caffè Moak

pag. 18

Gimoka

Nayax Vend un sistema in evoluzione Intervista con Eugenio Schek

pag. 20

Kimbo S.p.A.

pag. 22

pag. 40

Didiesse s.r.l.

pag. 26

Caffè Mauro

pag. 28

Spinel s.r.l.

pag. 30

Vendorplast

pag. 32

Caffè Corsini

pag. 34

Nutis s.r.l.

pag. 35

Caffitaly System

pag. 36

DB Solutions

pag. 37

BWT Water+More

pag. 44

Lucaffè s.r.l.

pag. 46

My Wish

pag. 51

pag. 10

Widu. La gestione OCS con un colpo di telefono Intervista con Antonella Arnone

Prodotti pag. 38

Dal tramezzino alla frutta Intervista con Mimmo Albano

Stampa Tipografia TETI srl - Napoli

Caffè

Pubblicità: inferiore al 50% Vending News è una rivista tecnica dedicata alla distribuzione automatica. I manoscritti e le fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti

1° gennaio 2014 scatta l’aumento IVA

Caffè Corsini per un vending di qualità Intervista con Patrick Hoffer

Direttore responsabile Francesco Ippolito

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero:

L’esperto

di Fabio Russo

pag. 43

Dimagrire in modo naturale con Green Coffee Bio di Caffè Gioia


6 numeri 2014

50,00 Italia -

130,00 Estero

scrivi semplicemente SUBSCRIBE a redazione@vendingtv.it

IT 93 G 01010 03482 100000002234


Caffè Corsini per un vending di qualità

È

da poco calato il sipario su Host 2013, un’edizione che ha superato ogni più roseo pronostico, registrando dati in crescita rispetto alle precedenti e a dispetto della difficile situazione che l’economia sta vivendo. Vale la pena soffermarsi sui numeri conclusivi della manifestazione, che inducono un velato ottimismo e fanno da traino a quanto si spera accada tra due anni, con l’attesissima edizione di Expo 2015.

Patrick Hoffer, presidente di Caffè Corsini, nonché presidente del Comitato Italiano Caffè e promotore di una scuola per la formazione di baristi professionisti, ci è sembrato la persona più indicata con cui parlarne. Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla chiusura di Host 2013, in un clima di stanchezza ma anche di grande soddisfazione.

7000 addetti per un giro d’affari alla produzione di 3,5 miliardi di euro, di cui circa 950 milioni di euro destinati all’esportazione. Nel   2012 l’Italia si e’ collocata al quarto posto nella graduatoria dei maggiori esportatori di caffé, con circa 2,9 milioni di sacchi, alle spalle di Germania, Belgio e Stati Uniti. Gli sbocchi più importanti per le esportazioni del caffè torrefatto italiano sono stati i Paesi comunitari che hano assorbito oltre il 70% delle esportazioni italiane, soprattutto Francia, Germania e Austria, Stati Uniti, Australia e la Federazione Russa. Per il 2012, si è registrato inoltre una significativa espansione in particolare nell’Europa orientale, in alcuni paesi Arabi e in Cina. Inoltre, nel periodo gennaio-luglio 2013, le importazioni di caffè verde hanno segnato un incremento del  2,07%  complessivo rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre le esportazioni di caffe’ torrefatto mantengono un deciso ritmo di crescita, con un aumento di +9,89%  rispetto al 2012. Consideriamo che, in riferimento al solo mese di luglio 2013, il dato dell’export - pari a 15,19 milioni di kg di caffè tra torrefatto e decaffeinato

corrispondente a un valore di  € 106 milioni e 935 mila - ha superato l’import che si è attestato a 49,293 milioni di kg di caffè verde, equivalente a un giro di affari di € 105 milioni e 316 mila. Un dato che fa ben sperare. Caffè Corsini si posiziona senza dubbio tra le aziende italiane di successo internazionale. Qual è la sua storia? Caffè Corsini comincia ad affrontare i mercati dell’esportazione a metà degli anni ’90 e da allora è stato un crescendo continuo anno dopo anno, paese dopo paese. Oggi esportiamo in più di 60 paesi nel mondo, il primo mercato per noi è rappresentato dalla Russia con oltre un milione di euro di fatturato, seguito da Grecia, Polonia, Germania ecc. L’Azienda sembra non risentire della crisi con numeri in crescita. Quale fatturato sviluppa e su quali mercati e in quali canali? Il fatturato annuo 2013 è stato di poco inferiore ai 20 milioni. Quest’anno rimane difficile continuare a crescere a ritmi superiori al 10% com’è stato negli ultimi anni, però continuiamo a tenere sempre alti i ritmi e abbia-

Bilancio positivo per Host 2013 e bilancio sorprendente per il segmento caffè, come si evince dal comunicato ufficiale diramato in queste ore. Quali sono i numeri del comparto? Host 2013 è stato un evento dedicato al 100% al mondo del caffè, ricco di appuntamenti, workshop, incontri, dibattiti, gare in cui sono stati coinvolti professionisti provenienti da tutto il mondo. Grande internazionalità, ma anche grande affermazione del made in Italy, da sempre apprezzato in questo comparto sia nella produzione di macchine che nella lavorazione del caffè. I dati di settore sono quelli ufficiali, riferiti già durante la manifestazione: oltre 700 torrefazioni con circa

Aziende

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mo un notevole miglioramento della marginalità dovuto alla situazione generale del mercato. Nello specifico, il 30% del nostro fatturato è export, mentre riguardo al mercato Italia, un 70% è destinato alla grande distribuzione e un 30% al bar. Inoltre, un 25% del nostro fatturato è a marchio privato dei distributori. Qual è il segreto del successo?

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La Caffè Corsini è stata la prima in Italia, con la Compagnia dell’Arabica, ad aver inserito nel 1994 nel mercato nazionale caffè monorigine e speciality di particolare pregio qualitativo. Una vera antesignana. Da sempre puntiamo quindi sulla qualità, piuttosto che su prodotti commerciali che probabilmente avrebbero sofferto maggiormente della concorrenza di un mercato agguerrito e inflazionato da prodotti a basso costo. Inoltre, stiamo presentando una serie di prodotti selezionati con il metodo del direct trade, ovvero comprando caffè solo da aziende scelte personalmente nei paesi d’origine, con cui ci sia stata una reale stretta di mano tra il produttore e l’azienda. Un modus operandi che ci rende orgogliosi. Parliamo dell’ingresso ufficiale nel vending. Anche in questo segmento Caffè Corsini ha voluto imporre un discorso di qualità? Il nostro è un progetto importante in cui la Corsini sta investendo molto sia da un punto di vista di budget che di risorse. Stiamo producendo una li-

Aziende

nea completamente nuova di prodotti destinati al vending: caffè in grani, capsule compatibili Lavazza e Nespresso, capsule tipo FAP, cialde, decaffeinato e poi tutta una serie di infusi e tisane, tutto prodotto in casa. Le linee saranno sia in monorigine che in miscela classica italiana. Sarà una linea diversa in packaging e formati, rispetto a quello che già Corsini presenta a private label nella GDO, e in più ci saranno i kit. Questa linea di prodotti verrà venduta al mercato di riferimento e solo in questo contesto. Per rafforzare il nostro ingresso nel vending, stiamo studiando delle partnership con riconosciuti e stimati produttori nel campo OCS, Ho.Re.Ca. e Distribuzione Automatica. Infatti, pensiamo che siano molto importanti le capacità individuali dei singoli ma crediamo fortemente nel gioco di squadra. Con tale proposito ci avviamo in questa avventura, che non nascondiamo essere impegnativa. Per fare un esempio, solo in cialda, lanceremo sul mercato 11 differenti prodotti tra caffè, tisane, infusi. Perché avete deciso di lanciarvi nella produzione di capsule compatibili Nespresso? È un mercato oggi interessantissimo,

dai più grandi ai più piccoli si sono lanciati in questo mercato. Abbiamo avviato una linea di produzione interna e già possiamo considerare piena su due turni di produzione al 50% della sua produttività, con gli ordini in casa. Cambiamo discorso. Caffè Corsini vanta uno spirito green. In cosa si manifesta il rispetto che ponete nei confronti dell’ambiente? La Corsini è attenta da sempre all’ impegno verso il territorio, grazie a strategie di sostenibilità ambientale e energie   rinnovabili. Oltre a riciclare carta, cartone e materiale plastico con l’apposito compattatore, abbiamo infatti di recente sostituito per intero la vecchia copertura del tetto con moduli fotovoltaici, grazie ai quali risparmiamo circa il 50% dell’energia necessaria, evitando così di abbattere ogni anno un bosco di oltre 300 alberi. Ancora oggi, dopo tanti anni e tanti investimenti, la Corsini conserva una caratterizzazione artigiana, in stretta sinergia con le persone che vi lavorano. Dal rispetto per i lavoratori e i consumatori, che da sempre ci contraddistingue, il passo all’ambiente che ci circonda è breve. Altro tassello importante della Corsini è la salvaguardia dei territori di produzione, la tutela dell’ambiente e della popolazione locale che lavora il caffè. Curiamo i rapporti commerciali diretti con i piccoli produttori del sud del mondo, riconoscendo loro pari dignità e opportunità per uno sviluppo autonomo.


Qual è il rapporto con Francesco Sanapo? Francesco, campione in carica di caffetteria per la terza volta nel 2013, è il responsabile master bar dell’azienda. Quello con lui è un rapporto che risale a 7 anni fa, quando ci siamo conosciuti. Con lui abbiamo avviato e portato avanti innumerevoli progetti e stiamo lanciando una nuova linea, che si chiamerà Artigianale, che sarà supportata dall’apertura di un nuovo locale in centro a Firenze. Qui saranno serviti solamente caffè provenienti da microlotti, acquistati direttamente dai produttori e tostati con una microtostatrice da 5 kg, e con vendita diretta su internet ready to order, ovvero oggi riceviamo l’ordine, domani tostiamo, e il giorno dopo consegnamo. Questo è pensato per far si che ci sia sempre la freschezza del prodotto per chi consuma il caffè. Saranno linee solo in grani dedicate ai veri amanti del caffè. Ultima domanda. Divertente l’idea di

un Grande Fratello dei torrefattori. In realtà dietro a quella che può sembrare un’imitazione dei più popolari reality show si nasconde un intento ben più serio. Ce ne parla? Negli ultimi anni si è verificato un impoverimento generale della tipologia media dei baristi: la liberalizzazione ha fatto si che sia decuplicato il numero dei bar in Italia, e ciò ha ovviamente portato ad un abbassamento generale della professionalità. Riteniamo come torrefattori che la cosa

più importante per i nostri clienti sia che i nostri baristi siano esperti e sappiano di cosa stanno parlando quando si parla di caffè. Questo è il motivo per cui sponsorizziamo Barista & Farmer, per allargare la conoscenza del prodotto e mettere in contatto consumatore - che nel caso bar è il barista - e il produttore dal Paese di origine, facendo così in modo che la distanza tra il produttore e il consumatore si accorci il più possibile.

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I

Nayax Vend Un sistema in continua evoluzione

l sistema Nayax, sviluppato da professionisti che vantano oltre 10 anni di esperienza nel vending, sorprende per la velocità con la quale riesce ad evolvere in sintonia con le esigenze sia dei gestori che dei consumatori. Per i primi Nayax è indiscutibilmente un supporto fondamentale per controllare tutte le transazioni effettuate attraverso il proprio parco macchine, ricavandone dati e statistiche che consentono di ottimizzare le vendite e il lavoro di back office. Per i consumatori Nayax è lo strumento più evoluto attraverso il quale effettuare pagamenti utilizzando tutte le modalità attualmente disponibili in totale sicurezza.

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Con oltre 60.000 dispositivi attivati nel mondo in meno di un decennio, Nayax rappresenta oggi una realtà consolidata per soluzioni wireless e telemetria nella distribuzione automatica, oltre che un sistema in continua evoluzione.

dovuta principalmente al fatto che lavora appoggiandosi a dei server Nayax esterni, posti in totale sicurezza e che gestiscono via GPRS tutti i dati, sia quelli dell’operatore che lo usa, sia quelli dei consumatori che pagano attraverso le varie modalità contactless oggi disponibili. Col nostro sistema di pagamento è possibile gestire milioni di micro operazioni al mese attraverso un lettore EMV Nayax VPOS certificato, installato all’esterno della macchina e il VI Nayax installato all’interno della macchina che lavora online con i dati trasmessi via GPRS al server centrale. In altre parole mettiamo a disposizione del gestore una piattaforma centralizzata per lo smistamento e lo stoccaggio dei dati, rendendoli utilizzabili attraverso un’applicazione web per il controllo completo sullo stato delle macchine e del business.  Questo è il motivo per il quale Nayax, che utilizza al meglio la tecnologia cloud, è oggi la soluzione più avanzata per i sistemi di pagamento nel vending. Lavorando con i gestori di tutto il mondo, quali sono le differenze che riscontrate tra il vending negli altri Paesi e quello italiano?

Ne parliamo con l’ingegner Eugenio Schek, CEO dell’Azienda, che ci illustra le ultime novità che prenderanno avvio proprio con la fine di quest’anno. Prima di parlare delle novità, vuole brevemente ricordare come funziona il sistema Nayax? Volentieri! Ciò che va subito sottolineato è la sua estrema affidabilità,

Venditech

Basta dare uno sguardo ai numeri per comprendere quanto in Italia ci sia ancora da lavorare e questo lascia perplessi visto che siamo leader in Europa per la produzione di macchine. Pensi che dei 60.000 apparecchi Nayax attivi nel mondo, 25.000 sono installati su distributori automatici in Europa e di questi poco più di 3.000 in Italia. Nayax migliora costantemente la propria tecnologia guardando al mercato internazionale, rispondendo alle richieste di gestori esteri che hanno bisogno di risposte e soluzioni coerenti con le esigenze dei consumatori in termini di sistemi di pagamento. Tutti i miglioramenti che apportiamo sono però rivolti anche e soprattutto ai gestori italiani, affinché abbandonino procedure e sistemi altrove supe-

rati e si dotino di uno strumento avanzato ed efficace. Quali tipi di pagamento è possibile effettuare attraverso il sistema Nayax? Praticamente tutti: contanti, carte di credito e debito, via smartphone in modalità NFC, utilizzando fidelity card, buoni promozionali, carte aziendali… Cosa c’entrano quest’ultime col vending? C’entrano ed è l’ennesima dimostrazione di come Nayax operi al passo coi tempi. Oggi il vending sta cambiando alla luce delle mutate esigenze dei consumatori che non si accontentano più di caffè e bibite, ma vogliono che un distributore automatico offra ciò di cui hanno bisogno in maniera rapida e nel luogo in cui se ne ha la necessità. Mi spiego con un esempio pratico. Come sappiamo, è in crescita il numero dei negozi automatici, vuoi come vetrina in supporto al negozio tradizionale, vuoi come vero e proprio punto vendita autonomo. Questa tipologia di vendita ha tutta una serie di vantaggi per gli esercenti che possono offrire un servizio h24 semmai risparmiando i costi di un commesso oppure sfoltendo la fila alle casse. È chiaro che altrettanti benefici li avrà il cliente che può usufruire di un servizio sem-


pre attivo, che risolve emergenze in tempi rapidi evitandogli lunghe code alle casse e così via. I sistemi di pagamento del vending devono adeguarsi a tutto ciò e prevedere tutte le possibilità offerte dalla cassa tradizionale, se così la vogliamo chiamare. Ecco perché oltre che i normali strumenti di pagamento, occorre che accettino anche fidelity card e buoni sconto, che gestiscano campagne promozionali, scontistica ed eventuali offerte. Tutto questo il sistema Nayax lo fa! È il caso, allora, che un consumatore che ad esempio vuole acquistare una bottiglia d’acqua abbia a portata di mano una macchina dotata di un sistema Nayax… Questa è proprio una delle ultime novità che abbiamo lanciato: una app per iPhone, presto pronta anche per Android, attraverso la quale l’utente può individuare il distributore automatico dotato di sistema di pagamento Nayax più vicino a lui. Grazie alla geolocalizzazione, saprà dove dirigersi e, una volta giunto da-

vanti alla macchina e identificatosi attraverso un codice che può essere anche un QR Code, fare il proprio acquisto decidendo con quale mezzo pagare. Come abbiamo detto prima, la transazione avverrà in maniera semplice e sicura e soprattutto veloce: da un minimo di 3/4 secondi per una carta privativa a un massimo di 7/8 secondi per una carta di credito. Quanto costa un sistema Nayax? C’è un costo fisso, quello dell’apparecchio, che è di 400 euro, a cui va ag-

giunto il costo servizi e dati che è di € 11,5 al mese per cadauna macchina. Se si usa la carta di credito, a questi costi va aggiunta la commissione bancaria che per le microtransazioni è il 5%, mentre per spese più alte, mediamente intorno a € 20, scende a 3,5%. Quest’ultimo caso si verifica quando facciamo acquisti plurimi ai distributori automatici sommati in un’unica spesa e quindi in un unico pagamento o quando compriamo oggetti più costosi. E oggi le vending machine vendono di tutto, dai prodotti di bellezza alle apparecchiature elettroniche! Non ci sono altri costi per il gestore? No. Tengo a precisare che la trasmissione dei dati è compresa nel canone mensile e questo è un particolare che assume una certa importanza perché comprende tutte quelle informazioni che permettono al gestore di lavorare in BackOffice per quanto riguarda statistiche e analisi di vendita. Inoltre, gli trasmettono tutta una serie di alert sul funzionamento dei distributori, quali fermi macchina, fuori servizio di varia tipologia, stato delle scorte, prodotto rifornito e così via. Dati preziosi che gli consentono di ottimizzare l’operatività, accrescere il business e ridurre i costi. Credo che tutto questo valga ben più di 11,5 euro al mese!

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Grande successo per Panafè, marchio di Commerciale Adriatica, che ha ricevuto ampi consensi da parte dei visitatori di Host 2013, attirati non solo dall’ampia gamma di macchine rappresentate, ma anche e soprattutto dalla novità che l’Azienda romagnola ha lanciato proprio in occasione della kermesse milanese. La new entry è Fox, una macchina compatibile col sistema Nespresso che l’Azienda ha realizzato in risposta ad una precisa esigenza del mercato. La scadenza del brevetto e l’ampia offerta di capsule compatibili Nespresso già a disposizione dei consumatori ha reso necessaria la realizzazione di una macchina che ne permettesse l’erogazione con risultati ottimali e costi accessibili. Panafè, forte della lunga esperienza e produttrice di un’ampia gamma di macchine compatibili col sistema Lavazza, già testate e consolidate sul mercato, spera di replicare con Fox il successo ottenuto a livello internazionale con gli altri suoi modelli. Fox è molto simile nel funzionamento all’oramai collaudatissima CA-NANO: stesso corpo macchina, a cui è stato modificato il funzionamento per l’utilizzo con tipologia di capsule compatibili Nespresso. Come tutti i precedenti modelli anche Fox vanta una componentistica made in Italy: pompa Ulka EP4 Glow wire, termostato di fabbricazione italiana e O-ring in viton o silicone alimentare.

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Altro aspetto fondamentale è la definitiva soluzione al problema del calcare, grazie allo scambiatore anodizzato anticalcare con sistema brevettato Panafè che impedisce la corrosione e la formazione del calcare, proteggendo l’apparecchiatura per tutta la vita dello scambiatore stesso. Diverse le varianti disponibili sul mercato: dal modello base che consente la sola preparazione del caffè espresso ai modelli più accessoriati, equipaggiati con lancia vapore e sistema deconto Panafè, che offre l’indubbio vantaggio di proteggere i propri investimenti e assicurarsi un business duraturo. Fox, inoltre, rispetta l’ambiente ed è stato progettato per funzionare a basso consumo energetico. Per la sua commercializzazione si dovrà attendere ancora qualche mese: la distribuzione è prevista a partire dal 2014.


è un’Azienda affermata nel settore della filtrazione dell’acqua, sempre alla ricerca di soluzioni innovative, pratiche ed economiche. Il segreto sta nelle speciali resine sulle quali lo staff tecnico dell’Azienda lavora dal 2005 allo scopo di ottenere la combinazione ottimale che possa rispondere a ogni diversa esigenza degli operatori professionali. L’attenzione di Bilt è rivolta in particolare a tutti i professionisti dei settori ho.re.ca. e vending e, di conseguenza, a una vasta gamma di macchine: dalle più semplici macchinette per il caffè del segmento O.C.S. ai distributori automatici free-standing fino alle macchine professionali da bar. L’impegno è di offrire prodotti di ottima fattura, funzionali, semplici da usare e che garantiscano il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato. L’intera gamma di filtri prodotti da Bilt spazia dal più semplice Oscar, del quale ha superato le 300.000 unità vendute e per il quale è leader di mercato, alle cartucce della più completa linea B, fino ai miniaddolcitori della serie Nical e ai filtri di grandi capacità in tanica di plastica argentizzata e anti-UV. A Host 2013 Bilt ha riproposto l’intera gamma della sua produzione, dando particolare rilievo ad alcune interessanti novità che hanno ottenuto grande riscontro da parte dei visitatori del Salone. La prima novità riguarda la linea di filtri in cartuccia che si è arricchita con Acqua B, una cartuccia ad alto contenuto di carboni attivi naturali (700 gr.) capace di trattare fino a 100.000 litri d’acqua. Come da obbligo di legge, Acqua B è dotata di una lampada a raggi UV che funziona a LED. Questa è una vera novità che comporta tutta una serie di vantaggi: la luce a Led è una luce fredda che non trasmette calore all’acqua e garantisce al prodotto una maggiore resistenza nel tempo. Ulteriore novità è il collegamento della lampada a raggi UV per mezzo di una dinamo idrica che sfrutta il passaggio dell’acqua per produrre l’energia necessaria al funzionamento della lampada. Al momento la lampada consuma un solo Watt, ma l’Azienda sta lavorando ad una nuova versione a zero consumo energetico, che conta di presentare a Venditalia 2014. Altra soluzione presentata a Host 2013 è la nuova testata delle cartucce della linea B, denominata RV1, che risolve il problema della sostituzione della cartuccia direttamente sulla macchina senza dover interrompere la rete idrica, spesso non raggiungibile dall’operatore. Un’ulteriore importante novità presentata a Host 2013 è Tanirex nella sua versione definitiva. Tanirex è una cartuccia di grande formato contenente 18 chili di resine e collegata alla rete idrica. Non si tratta di una comune tanica, ma di un contenitore in plastica argentizzata, un particolare trattamento che impedisce la formazione della carica batterica. Il funzionamento di Tanirex è mutuato dal vending: un air break, costituito da un rubinetto con galleggiante, trasforma il sistema a vaso aperto aspirando la quantità d’acqua necessaria all’erogazione del caffè. L’idea che è alla base di Tanirex è ancora una volta quella di offrire un prodotto di qualità a un costo contenuto e che consenta all’operatore risparmio, grande autonomia (20.000 litri d’acqua), durata nel tempo (fino a 3 anni). Ultima nota sui prodotti Bilt riguarda l’etichettatura, resa conforme alle disposizioni del DM 2012, e che semplifica il lavoro dell’operatore, il quale ritrova direttamente in etichetta tutte le informazioni necessarie all’uso dei filtri. Una soluzione pratica che di fatto trasforma il manale d’uso in un’unica pagina consultabile direttamente sul prodotto.

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Chi credeva di trovare a Host 2013 il “solito” Caffè Borbone ha dovuto ricredersi. La torrefazione napoletana si è presentata al pubblico dei professionisti intervenuti al Salone internazionale dell’Ospitalità con il nuovo claim “… e ti senti un re” e con nuovi progetti, che lasciano prevedere ulteriori futuri sviluppi. Proprio in occasione di Host 2013, Caffè Borbone ha esordito nell’ho.reca. presentando una linea studiata per il canale bar e già ampiamente testata sul territorio campano. Tre miscele – Red, Blu e Oro – offerte agli operatori delle caffetterie in un packaging elegante e punto di partenza di un nuovo progetto che non mette da parte il canale vending, in cui l’Azienda è affermatissima. L’obiettivo di Caffè Borbone è, al contrario, quello di coinvolgere i clienti già fidelizzati nel comparto del monoporzionato, offrendo il proprio supporto e know-how, nonché i prodotti giusti per intraprendere nel settore delle caffetterie.

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L’ho.re.c.a viene, dunque, considerato un canale ulteriore attraverso il quale diversificare e ampliare il proprio business, avendo alle spalle il supporto di un’Azienda che ha tutti gli strumenti per sostenere chi desideri intraprendere nuove sfide. Oltre alle classiche cinque diverse miscele di caffè in cialde da 38 e 44 mm., Caffè Borbone ha riproposto quelle in grani dedicate al vending, a cui ora vanno ad affiancarsi le neonate miscele da bar. Con i suoi due marchi – Caffè Borbone e Donna Regina – la torrefazione napoletana entra sempre di più nelle preferenze dei consumatori che la scelgono perché sanno che se bevi un Caffè Borbone ti senti un re!


Uno stand diverso da quelli a cui ci ha abituato nelle fiere precedenti, quello allestito da Rheavendors in occasione di Host 2013. Essenziale ed elegante, con una scenografia dominata dal colore bianco in cui le macchine esposte in modo sobrio hanno lasciato spazio all’accoglienza del cliente. L’Azienda ha voluto in qualche modo mettersi in ombra per ricevere i suoi ospiti e lasciare loro tutto lo spazio possibile affinché si sentissero a proprio agio. La messinscena è parte di un’interpretazione nuova del momento di pausa caffè, in cui l’utilizzatore è il protagonista intorno al quale va creata un’atmosfera di piacere e relax. Cool service, lovely drinks e sexi machines sono i claim che devono accompagnare la pausa, concetti che si integrano tra loro e designano tre componenti necessarie a soddisfare il consumatore: servizio eccellente, ottime bevande, macchine accattivanti. In quest’ottica va considerata l’isola pausa, vera novità dell’esposizione, che Rheavendors ha realizzato affidandosi al product designer Marco Goffi il quale per la prima volta si è trovato a sviluppare un concept legato al settore vending. Marco Goffi ha accettato la sfida e ideato per Rhea un angolo caffè definito Otium, un nome che interpreta in pieno l’idea di una pausa caffè vista come distacco totale da ogni attività, come momento che mette in comunicazione consumatore e macchina. Più che essere descritta, l’isola della pausa va vissuta come momento di degustazione e come esperienza visiva in cui le ali espositive accolgono la macchina nello spazio e intrattengono il consumatore isolandolo da ciò che lo circonda.

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Molte le novità per Mokarabia, torrefazione che affonda le radici nella storia dei mercanti veneziani del ‘700 e ha alle sue spalle oltre mezzo secolo di attività e una diffusione internazionale di ampio respiro. A Host 2013 l’Azienda si è presentata con uno stand molto bello e di richiamo, anticipazione di ciò che vedremo nei prossimi mesi, in cui Mokarabia sarà protagonista di un’intensa campagna promozionale. Per il segmento del caffè monoporzionato, a Host 2013 Mokarabia ha presentato una novità che riguarda sia il canale ho.re.ca. che l’O.C.S.: una macchina a capsule semiprofessionale, realizzata in collaborazione con Cimbali, adatta sia alle postazioni ho.re.ca. basso consumanti che a uffici e comunità medio consumanti, dove un distributore automatico vero e proprio sarebbe sovradimensionato. È una macchina ideale per i mercati esteri, in quanto prevede l’erogazione del latte nelle varianti cappuccino e latte macchiato, molto richieste dai consumatori stranieri.

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Per il segmento consumer, Mokarabia ha realizzato in collaborazione con De Longhi, Artemisia una macchina a capsule con sistema chiuso, che sarà distribuita da Eismann, leader nella vendita porta a porta, col quale Mokarabia ha di recente stretto un rapporto di collaborazione. Eismann, che è una holding presente in tutt’Europa e attiva in Italia da 25 anni, si occuperà della distribuzione di Artemisia e delle capsule dedicate al consumo domestico, supportata da una campagna di comunicazione di ampio respiro. Proprio la comunicazione è la vera novità di Mokarabia che si rinnova e rinnova il suo posizionamento con un nuovo claim “Caffè Mokarabia l’arte italiana del buongusto”, in cui sono racchiusi i valori che l’Azienda vuole esprimere a livello internazionale. Non è stata casuale, infatti, la scelta di Gavino Sanna, come partner nella comunicazione, nel momento in cui Mokarabia ha deciso di puntare su un simbolo della creatività italiana apprezzata in tutto il mondo. Dal connubio tra arte e eccellenze della produzione del nostro Paese è nata l’idea di associare un’opera d’arte italiana ad ogni cialda dell’ultima produzione Mokarabia, con l’obiettivo di trasmettere all’estero la nostra migliore tradizione dell’espresso e della cultura. Ne è testimonianza la rivisitazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, rappresentata su un enorme cartellone pubblicitario che scenograficamente ha anticipato a Host la campagna promozionale partita in questi giorni sui più diffusi media nazionali.


Anno nuovo, prodotto nuovo Nasce l’economico distributore automatico di cialde e prodotti monoporzionati, in grado di risolvere il problema della gestione del credito nelle piccole e medie locazioni con eleganza, efficacia e grande capacità: 376 unità di vendita suddivise in 4 linee di erogazione. è personalizzabile e collegabile con la macchina erogatrice di cialde o capsule appoggiata sulla parte superiore.

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Lo stand allestito da Caffè Moak ha certamente lasciato il segno nei visitatori di Host 2013, sia per la scelta della gamma di prodotti proposti, sia per la presenza di alcuni particolari elementi, emblematici dello spirito che anima l’attività dell’Azienda siciliana. La scenografia, che mescolava elementi vintage con messaggi tendenti al futuro inteso come crescita e sviluppo, ha messo in scena la filosofia di Caffè Moak, un’azienda che dal 1967 è impegnata a conservare il passato e riprendere la tradizione modernizzandoli. Ciò spiega la presenza e il riutilizzo di componenti di vecchi aerei ripristinati in chiave moderna e destinati a nuove funzioni: la fusoliera di un vecchio motore diventa base per un tavolino e una sedia da pilota si trasforma in un’originale poltroncina in pelle. Accanto a questi pezzi vintage, un enorme cartellone dalla grafica particolare e del tutto realizzato a mano, ha lanciato un preciso messaggio al pubblico intervenuto alla manifestazione fieristica. Si tratta di Love Generaction, un nuovo progetto che Caffè Moak porta avanti insieme all’associazione umanitaria AMREF a favore delle popolazioni africane. Il progetto sembrerebbe lontano dal mondo del caffè, ma non è così. Come ha spiegato Alessandro Spadola, direttore generale di Caffè Moak, le due realtà sono molto vicine e incontrano appieno lo spirito che è alla base della produzione dell’Azienda dal momento che l’Africa – e nello specifico l’Etiopia – è il Continente dal quale proviene buona parte del caffè crudo lavorato da Caffè Moak. L’Azienda, consapevole delle condizioni in cui i coltivatori africani operano e vivono, ha ritenuto di non poter chiudere gli occhi su questa difficile realtà e ha sentito il bisogno di attivarsi abbracciando le cause portate avanti da AMREF in terra africana. Nel 2010 Caffè Moak ha ottenuto la certificazione Fairtrade, marchio di garanzia del commercio equo e solidale, un riconoscimento che ha reso ancora più stretti i rapporti tra la produzione di caffè e l’attenzione per le popolazioni di Paesi emarginati, rapporti suggellati dalla scelta di operare nell’ambito di una filiera commerciale corta e rispettosa del lavoro dei coltivatori.


In questa filosofia s’inserisce anche il discorso dei prodotti biologici che, insieme a quelli Fairtrade, sono stati protagonisti dell’esposizione di Host 2013. Qui Caffè Moak ha presentato la nuova linea Bio Fair con due miscele: la Superior, 100% Arabica e la Bio Fair, costituita per il 70% da Arabica e per il 30% da Robusta. Le due miscele destinate al canale ho.re.ca. sono state prodotte anche in versione cialda per il canale vending, allo scopo di offrire anche a questo mercato tutta la qualità che contraddistingue il marchio Moak. Le miscele Bio Fair vengono prodotte senza l’utilizzo di fitofarmaci e con antichi metodi di lavorazione, che consentono la conservazione delle proprietà organolettiche della bevanda. Un prodotto certificato Biologico e a sostegno del commercio equo e solidale. Protagonista di punta ad Host 2013 è stata anche Aromatik, la miscela top della gamma Moak, che ha presentato l’ultima novità: Aromatik in cialda, nobile miscela di pregiati caffè, con alta percentuale di arabica. L’offerta Moak per i ristoranti è composta dalla macchina espressa Spinel a due gruppi, e da altre quattro miscele che soddisfano le preferenze degli amanti del caffè espresso: Arabic Cup, Sweet Taste, Espresso Bar e Decaffeinato. Per Caffè Moak il bilancio della presenza a Host 2013 è senz’altro positivo, soprattutto per quanto concerne i contatti con i visitatori stranieri che permetteranno all’Azienda di accrescere la propria presenza sui mercati internazionali. In Cina e negli Stati Uniti Caffè Moak è già un brand affermato, grazie agli investimenti fatti nel tempo. Ora l’Azienda è pronta ad esplorare nuovi mercati, come quelli in via di espansione - Israele, Grecia e Medio Oriente - e a rafforzare la rete vendita in quelli in cui è già presente.

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Con un marchio affermato in tutti i canali di vendita e soprattutto nella distribuzione automatica, Gimoka ha presentato a Host 2013 la nuova linea di capsule compatibili col sistema Nespresso. Dopo oltre sei mesi di test e sperimentazioni, l’Azienda valtellinese ha realizzato un prodotto di qualità, su cui punta per aggredire un’interessante fetta di mercato del caffè porzionato. Quattro le referenze, ognuna contrassegnata dal nome di una pietra preziosa: Diamante per la capsula 100% arabica, Corallo per designare un caffè dal gusto intenso, Perla per la capsula dall’aroma più delicato e Zaffiro per il decaffeinato. Come è accaduto per gli altri caffè monodose, anche per le compatibili Nespresso Gimoka ha progettato e fatto realizzare la macchina che ne permettesse l’erogazione. Anche in questo caso si tratta di un prodotto italiano che, mantenendo un giusto rapporto qualità/prezzo, è affidabile sia dal punto di vista del prodotto erogato che della sua durata nel tempo. Questa novità è solo il preludio del lavoro di rinnovamento che Gimoka ha intrapreso e che porterà a compimento nell’arco dei prossimi mesi.

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L’Azienda ha investito in un completo restyling della torrefazione, acquistando nuove macchine sia per la tostatura che per il confezionamento con l’obiettivo di superare i quantitativi prodotti attualmente fino a raggiungere quota 110 tonnellate di caffè torrefatto al giorno.


Un 2014 ricco di novitĂ  Il 2014 si annuncia come un anno di grandi novitĂ  per la Fiore di Puglia: innovazione, al

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da un punto di vista nutrizionale. Ogni singolo ingrediente conserva nella lavorazione le sue proprietĂ 


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Kimbo ha partecipato per la prima volta a Host con l’obiettivo di presentare la nuova veste grafica internazionale, a dimostrazione di una sempre maggiore apertura della torrefazione napoletana che quest’anno festeggia i suoi 50 anni d’attività. La storia della Cafè do Brasil, oggi trasformata in Kimbo S.p.A. a riprova della volontà dell’Azienda di affermare sempre di più il marchio, è quella di una piccola torrefazione artigianale che, partendo da una realtà locale ha raggiunto in poco tempo una posizione leader nel mercato. Con un fatturato in crescita del 7% - 170 milioni di euro nel 2012 – Kimbo punta sempre di più all’internazionalizzazione, sia con prodotti destinati al canale ho.re.ca. che con linee dedicate al consumo domestico e all’ufficio, identificando ancora di più il marchio con la tradizione dell’espresso. Il nuovo claim Kimbo Espresso Italiano associa il nome dell’Azienda con l’espresso, eccellenza della produzione italiana di cui Kimbo vuol farsi portavoce all’estero. Un’operazione partita già da qualche anno e che si è consolidata attraverso la partnership con Autogrill: milioni di viaggiatori in Italia e all’estero possono gustare un vero espresso italiano sostando in una delle tante aree ristoro Autogrill sparse lungo le reti autostradali. L’operazione, che per Kimbo rappresenta un vero e proprio veicolo di marketing, ha dato ragione all’Azienda. In breve tempo, Kimbo ha consolidato il proprio marchio in Francia, dove l’apertura di caffetterie a marchio ha ulteriormente permesso ai consumatori di apprezzare il prodotto e fidelizzarsi al brand. Per Kimbo la Francia, dove conta oltre 10.000 caffetterie, rappresenta il modello da seguire anche per gli altri Paesi, affinché il processo di internazionalizzazione dia i risultati a cui l’Azienda mira in termini di penetrazione dei mercati non solo europei. Kimbo ha scelto la vetrina internazionale di Host per presentare le miscele dedicate proprio ai mercati esteri e contrassegnate dal claim “Kimbo Espresso Italiano”: Antica Tradizione, Espresso Napoletano, Aroma di Napoli, Aroma Gold, Aroma Classico, Aroma Intenso. È interessante notare come il nome assegnato a ciascuna miscela richiami l’origine partenopea del brand e la tradizione di un caffè dall’aroma ricco, fatto secondo tradizione. Tornando all’Italia, Kimbo ha presentato a Host la sua gamma di cialde studiate per un ambito professionale, con la novità di due cialde di caffè monorigine – Kenya e Perù – e una cialda certificata Rainforest Alliance, che denota la sensibilità dell’Azienda partenopea per le tematiche legate allo sviluppo sostenibile. Si chiama Adesso Espresso la macchina che Kimbo propone per il settore OCS, realizzata in collaborazione con Alessi. Si tratta di un dispenser elegante e dal design lineare, di dimensioni contenute ma dai risultati sorprendenti, per offrire anche in ufficio il gusto e l’aroma unico del caffè Kimbo. La macchina è corredata da tutta un’intera linea di capsule che vanno dal caffè pura arabica all’espresso più corposo, fino al decaffeinato e alle bevande calde alternative al caffè. Non va dimenticata la linea di caffè in grani studiata per il vending, affinché la pausa caffè diventi in ogni luogo di lavoro Kimbo Coffee Hour.


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Gardosiricambi lancia Tube

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mmancabile a Host la presenza di Massimiliano Gardosi, per il quale si tratta di una manifestazione fieristica a cui è particolarmente legato, personalmente e come Azienda.

successo di pubblico e di interesse che abbiamo riscontrato presso il nostro stand è sicuramente anche frutto del duro lavoro che ci ha accompagnato in questi anni e che sicuramente non ci abbandonerà nel futuro.

ne per il caffè, notevole interesse ha riscontrato la nuova gamma di accessori e di depuratori automatici, nonché il nuovo catalogo di ricambi dedicati al settore OCS. Ma non c’è solo questo… Sicuramente la perla della nostra esposizione è stata la presentazione al pubblico della nuova macchina a cialde che abbiamo chiamato TUBE. Progettiamo e realizziamo macchine a cialde da 20 anni, ma mai come in quest’occasione il giudizio dei visitatori è stato così unanime nel promuovere questo nuovo modello, sia in termini estetici che in termini qualitativi. Ci dà qualche caratteristica?

Com’è andata l’edizione di Host 2013 per la Ricambigardosi? Molto bene! Personalmente sono presente a questa fiera fin da bambino. La nostra Azienda partecipa da sempre, anche da prima che la manifestazione approdasse a Milano. Facciamo fiere per i ricambi fin dagli anni ’70.

Cosa avete presentato di nuovo? Oltre alla nuova edizione del catalogo generale ricambi completo di tutti gli aggiornamenti degli esplosi tecnici dei principali produttori di macchi-

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Oggi siamo Ricambigardosi, è cambiata la denominazione, ma noi siamo sempre presenti a Host che considero una vetrina straordinaria di respiro internazionale. E posso testimoniare che quest’edizione è stata una delle più emozionanti che abbia vissuto.

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Partiamo proprio da qui per scambiare con lui quattro chiacchiere e conoscere le novità presentate quest’anno.

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Tube, che è una macchina semplice e lineare, ha di dimensioni contenute. Pensi che è larga solo 15 centimetri! L’abbiamo realizzata per il momento in due colori neutri, bianco e nero, ma stiamo valutando una serie di nuovi colori che saranno presto disponibili. Le caratteristiche più interessanti sono certamente la predisposizione per il deconto e la novità del serbatoio dell’acqua esterno che è posizionabile sui lati o posteriormente, il che consente di adattare Tube allo spazio

Via Prati 3/D - 40069 - Zola Predosa (BO) Italy Tel. +39 051 756075 - Fax +39 051 756640 E-mail: info@ricambigardosi.it

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disponibile o semplicemente al gusto dell’utilizzatore. Torniamo per un attimo a Host. Lei che ne ha lunga esperienza, cosa trova di diverso oggi rispetto al passato? La struttura della fiera è rimasta sostanzialmente la stessa. Host rimane a livello mondiale la principale fiera del settore a cui giungono operatori professionali da tutte le parti del mondo. Credo sia stato un errore scorporare da Host la fiera della distribuzione automatica, perché molti visitatori che vi hanno preso parte non penso torneranno in occasione di Venditalia 2014. A mio avviso, la cosa migliore per il settore sarebbe di creare una sezione specifica per la distribuzione automatica all’interno di Host, così come è stato fatto per il cluster del caffè. Poi ciascuna Azienda valuterà dove collocare il proprio stand in base alle aspettative e al target di riferimento. Un’ultima domanda su Tube. È già disponibile? Manca pochissimo. A dicembre partiremo con la produzione e siamo certi che Tube sarà il nostro successo per il 2014!

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Non è stato sicuramente difficile per i visitatori di Host 2013 distinguere lo stand della Didiesse tra i tanti presenti alla manifestazione. La brillantezza e la vasta gamma dei colori dell’inconfondibile Frog hanno fatto da calamita, attirando i visitatori verso lo spazio espositivo dell’Azienda dove, oltre ai classici della sua produzione, era presente un’autentica novità. Proprio in occasione di Host 2013, Didiesse ha lanciato Avatar, un distributore automatico innovativo, naturale complemento delle macchine per il caffè. Si tratta, infatti, di un dispenser pratico ed elegante, progettato e prodotto in casa dall’Azienda partenopea e destinato a completare il servizio di erogazione attraverso macchine dotate di sistema a capsule e/o a cialde. Semplice nel funzionamento e nell’uso da parte dell’operatore, Avatar automatizza la distribuzione del monoporzionato rendendo sia la macchina per il caffè che il consumatore completamente indipendenti. Avatar, infatti, ottimizza la pausa ristoro, sia nel caso che il caffè venga offerto sia nel caso che il datore di lavoro presso il quale il servizio viene erogato, richieda al dipendente un contributo seppure parziale sul prezzo della bevanda.

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Da questo punto di vista e in considerazione dei sempre maggiori tagli dei costi da parte delle imprese, Avatar svolge un ruolo fondamentale: alleggerisce il datore di lavoro di una spesa, ridistribuendola sui dipendenti senza privare questi ultimi del piacere e del diritto di un momento di pausa durante l’arco della giornata lavorativa. Avatar, che nella foto a fianco è accanto al suo inventore, è dotata di un sistema di erogazione a catenarie, semplici da caricare e tecnicamente affidabili, per una capacità massima di 370 prodotti in cialda e capsula. Il dispenser è stato lanciato sul mercato a un prezzo aggressivo sia nella versione base che in quella dotata di optional, quali il sistema di pagamento o quello di collegamento con la pompa della macchina, grazie al quale il caffè viene erogato automaticamente all’atto dell’acquisto della capsula attraverso Avatar. Un ulteriore optional è la possibilità di brandizzare il dispenser, personalizzandolo con il proprio logo o con elementi grafici particolari. Se ad esempio Avatar andrà collocato nella sala colazione di un hotel, potrà essere graficamente armonizzato con l’arredo dell’ambiente o personalizzato in modo da renderlo parte integrante dei servizi forniti. La novità presentata da Didiesse ha raccolto subito consensi e apprezzamenti, così come è avvenuto per i piccoli miglioramenti che l’Azienda, sempre alla ricerca della massima qualità nelle prestazioni, ha voluto apportare anche alle collaudatissime Frog, Pagoda e Twin: ottimizzato il sistema di estrazione, inserito un comodo portaccessori a bordo, migliorata l’affidabilità del sistema di deconto prodotto in casa da un’Azienda che continua a crescere senza sosta.


Stiamo preparando per voi un sorprendente 2014

Work in progress


Completato il lavoro di ristrutturazione e di rilancio avviato nel 2009 con l’ingresso della famiglia Capua nella compagine aziendale, Caffè Mauro è pronta a pianificare il futuro puntando sulla combinazione di tradizione e modernità, due fattori che caratterizzano da sempre la filosofia dell’Azienda. Lo slogan a tostatura lenta resta il claim della comunicazione di Caffè Mauro e il metodo di lavorazione del caffè sul quale anche la nuova proprietà ha continuato a investire.

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tutto vantaggio del benessere del consumatore.

Questa tecnica tradizionale, studiata dal fondatore Demetrio Mauro già negli anni ’50, prevede 18 minuti di tostatura affinché gli zuccheri contenuti nel caffè caramellino senza bruciare e diano al prodotto finale la nota dolce che contraddistingue da sempre l’espresso di Caffè Mauro. Questo tipo di lavorazione è considerato ideale anche per la salute, in quanto esalta e non distrugge gli antiossidanti presenti nel caffè verde a

Pur conservando metodi tradizionali di torrefazione, oggi Caffè Mauro si presenta con un impianto moderno e adeguato alla produzione di caffè che rispondano alle richieste del mercato. Oltre alle classiche miscele per la Grande Distribuzione, alle miscele studiate per il vending e l’ho.re.ca, un’intera linea è dedicata al segmento O.C.S per il quale Caffè Mauro produce cialde e capsule, destinate sia al mercato nazionale che all’estero.

A Host 2013, in uno stand elegante ideato sul modello di un Concept Bar, Caffè Mauro ha presentato le ultime novità del comparto monoporzionato. Si tratta delle capsule monorigine e delle capsule compatibili col sistema Nespresso. In ambedue i casi l’Azienda mostra di aver compiuto un ulteriore passo avanti posizionandosi in una fascia trendy e ricercata del mercato.


Per quanto concerne le capsule monorigine, esse sono frutto di un lavoro compiuto sulla qualità e mostrano il carattere sempre più consumer oriented dell’Azienda, pronta a rispondere anche a richieste provenienti da consumatori più esigenti e raffinati. Quattro i Paesi produttori prescelti - Brasile, Etiopia, El Salvador, India – dei quali ogni miscela conserva carattere e tipicità. Le capsule classiche sono invece declinate in 3 differenti linee: Fashion 100% arabica, De Luxe composta da 70% di arabica e 30% di robusta e adatta al consumatore medio italiano, Strong composta da 70% di robusta e 30% di arabica più adatta ai gusti del Sud Italia. Per sfruttare al massimo le capsule e ottenere il miglior prodotto in tazza, Caffè Mauro ha lanciato una macchina per il caffè a proprio marchio dalle dimensioni minime – solo 10 cm. di larghezza – lineare ed elegante, dotata di un sistema di estrazione e percolazione separato tra il caffè e il the che ne evita ogni contaminazione. Un cenno merita il particolare packaging adottato da Caffè Mauro, unica Azienda sul mercato a presentare i suoi prodotti in confezioni altamente informative. Tutta la storia del caffè contenuto in un determinato involucro è raccontata direttamente sul pack, che ne riporta ogni dettaglio: dall’origine del caffè alla sua composizione, dalle note speziate alle informazioni tecniche. Una completezza dell’informazione che risponde non solo a precise esigenze normative, ma anche alla volontà dell’Azienda di essere trasparente nei confronti dei consumatori. Grazie alla vasta offerta di prodotti e alla qualità che li contraddistingue, Caffè Mauro s’impone sempre di più sia nel mercato italiano che in quello estero, dove è presente in 42 diversi Paesi.

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A Host 2013 Spinel ha letteralmente messo in scena il meglio della sua produzione e tantissime novità, in un tripudio di macchine sobrie, eleganti e di grande funzionalità, com’è nello stile dell’Azienda salentina. La produzione di macchine per il caffè risponde a una precisa filosofia che Spinel porta avanti da sempre: realizzare un prodotto 100% made in Italy, in cui componentistica, tecnologia e manodopera siano frutto dell’eccellenza del nostro Paese. In particolare, per ciò che concerne le macchine destinate al caffè porzionato, Spinel è a ragione convinta che la tecnologia applicata ai sistemi in capsula e cialda possa garantire un risultato in tazza di grande qualità con piena soddisfazione del consumatore.

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Jasmine e Jessica sono le ultime novità dell’Azienda per il canale ho.re.ca., due macchine studiate per rispondere alle esigenze di luoghi di ristorazione in cui i consumi non giustificano l’installazione di macchine da caffè in grani tradizionali. In questi casi macchine come Jasmine e Jessica, che lavorano con caffè porzionato in capsula nel primo caso e in cialda nel secondo, possono tranquillamente sostituire quelle professionali da bar, con la garanzia per l’operatore di ottenere un prodotto di qualità costante con notevole risparmio economico. Le caratteristiche: gruppi caffè ad accensione separata, caldaia vapore separata per l’erogazione di vapore e acqua calda con capacità da 2 o 5 litri, lance vapore e lance caffè a snodo con sistema antiscottatura, piastra scaldatazze. Caratteristica peculiare di queste macchine è proprio la modularità del sistema che permette di adeguarle alle esigenze del ristoratore, esigenze che possono variare di volta in volta. La disponibilità di gruppi separati ne consente l’utilizzo in funzione del numero di caffè da preparare in un determinato momento e, quindi, in base all’affluenza del luogo di ristoro in cui la macchina è collocata. L’operatore può decidere di accendere un solo gruppo, due o addirittura tre o, ancora, può stabilire se tenere o meno in funzione il gruppo vapore in base alle necessità. È ovvio che queste opzioni permettono di risparmiare energia elettrica e quindi di economizzare, oltre che di evitare sprechi a tutto vantaggio dell’ambiente.


La modularità e la flessibilità delle macchine Spinel è riproposta in un’altra novità JJ HYBRID: una macchina definita ibrida dotata di 3 gruppi, uno per la capsula, uno per la cialda e uno per la doppia cialda. Si tratta però di una configurazione variabile a richiesta del cliente, che può ad esempio aver bisogno di un gruppo per la doppia capsula, piuttosto che per la doppia cialda. Novità anche per il consumo domestico con Valentina, una macchina piccola e maneggevole - pesa solo 5 kg. – essenziale nelle prestazioni, che lavora con cialda in carta ESE. Per quanto di semplice fattura, Valentina conferma la qualità dei prodotti Spinel e l’attenzione per i particolari, come dimostra la chiusura a cloche che permette di preparare il caffè con una sola mano. Il tutto abbinato a un prezzo competitivo, affinché Valentina possa entrare agevolmente nelle case di tutti i consumatori. Quella che secondo noi è davvero la novità Spinel e che dimostra la continua capacità di rinnovamento dell’Azienda si chiama Pinocchio XP12, una macchina a 12V progettata e realizzata per la ristorazione in movimento e per tutti quei luoghi in cui non vi sia disponibilità di una presa elettrica: treni, aerei, street vending. Pinocchio XP12 funziona con batterie a litio, molto più leggere e a lunga durata rispetto alle tradizionali, ed è dotata di una serie di particolari studiati proprio per l’erogazione in movimento, come ad esempio l’alloggio in sicurezza del bicchiere sia nel momento della fuoriuscita del caffè che nel porta bicchieri superiore. Perché svolga al 100% la sua funzione, Pinocchio XP12 può essere dotata di un carrello su cui posizionarla e in cui collocare sia gli accessori che altri prodotti a completamento della pausa caffè: piccoli snack, patatine, biscotti. Il carrello, dotato di comparti e cassetti modulari, ripropone in maniera elegante il classico carrello portavivande degli aerei ed è stato studiato in collaborazione con un’importante azienda inglese, leader nella realizzazione di carrelli per il settore aeronautico. Le proposte di Spinel mostrano ancora una volta la grande attenzione dell’Azienda sia verso gli operatori professionali che verso i consumatori, per i quali sviluppa progetti fermamente legati ad un sistema produttivo che punta alla qualità delle macchine che garantiscono alta qualità del risultato in tazza.

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Vendorplast è un’azienda del gruppo Flo, specializzata nella personalizzazione di bicchieri monouso e nella lavorazione conto terzi. A Host ha presentato l’intera gamma di bicchieri in cartoncino, una linea dedicata alle torrefazioni e all’ho.re.ca. con interessanti novità per ciò che concerne l’ampliamento delle referenze. Allo stesso tempo, Flo ha approfittato del Salone internazionale dell’Ospitalità per riproporre la particolare promozione che l’Azienda di Fontanellato ha lanciato per la linea di bicchieri Hybrid in partnership con Comesterogroup. Si tratta in realtà di una doppia promozione, già presentata in occasione della fiera di Colonia Eu’Vend, che vede le due Aziende impegnate in un’operazione promozionale di ampio respiro. Da una parte viene offerto al gestore/cliente Flo per il bicchiere Hybrid, la possibilità di beneficiare di un voucher da spendere in prodotti Comesterogroup e, dall’altra, di promuovere l’immagine del bicchiere Hybrid, veicolando un messaggio di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente diretto al consumatore finale. L’offerta prevede, infatti, che a fronte dell’acquisto di un bancale di bicchieri della linea Hybrid, il gestore riceva un voucher del valore massimo di 1.100 euro spendibile per l’acquisto di 10 sistemi Eurokey Next prodotti da Comesterogroup, abbinati a 200 card sponsorizzate Hybrid. Al vantaggio economico derivato al gestore, si aggiunge la promozione del bicchiere sponsorizzato dalle card, in un’operazione di marketing grazie alla quale ogni volta che un utente acquista una bevanda al distributore utilizzando la card, gli viene ricordato che scegliere Hybrid significa rispettare l’ambiente.

Va ricordato che Hybrid è il bicchiere prodotto da Flo con minore impatto ambientale in termini di emissioni di CO2 in tutto il suo ciclo vitale: il 25% in meno rispetto ai bicchieri tradizionali di pari peso. Certificato dalla società DNV Business Assurance, in accordo con i parametri internazionali per la misurazione del carbon footprint, Hybrid rappresenta la scelta consapevole in termini ecologici operata da Flo, una scelta che l’Azienda intende trasmettere ai consumatori finali.


Con uno stand di grande appeal, Caffè Corsini si è riproposto a Host 2013 dopo dieci anni di assenza dalla manifestazione. Un lungo periodo in cui l’Azienda aretina ha continuato a crescere e a differenziare la sua produzione, specializzandosi ulteriormente e sperimentando nuovi canali.

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La lavorazione del caffè crudo viene effettuata ancora oggi seguendo i metodi artigianali usati nel 1950 da Corsino Corsini, fondatore dell’impresa. Il rispetto per la tradizione e il carattere artigianale dell’Azienda sono stati messi in evidenza attraverso lo stand, strutturato come un’officina in piena attività, in cui due meccanici hanno lavorato per 5 giorni alla costruzione di una bicicletta vecchio stile, fatta con materiale di recupero a conferma dello spirito green dell’Azienda. L’originale due ruote, battezzata Miscela, è stata consegnata alla fine della manifestazione al vincitore del concorso Latte Art Battle, una gara ideata dalla torrefazione per premiare il barista professionista, autore della migliore decorazione di cappuccino, secondo le regole della Latte Art. Per Caffè Corsini la presenza alla kermesse milanese ha avuto una doppia valenza: riaffermare il carattere artigianale della sua produzione mostrandolo a un pubblico internazionale e comunicare in maniera ufficiale il proprio ingresso nel segmento del monoporzionato. A Host 2013 l’Azienda, che è titolare dei brand Caffè Corsini e Compagnia dell’Arabica, ha puntato l’attenzione sui caffè monorigine, che acquista da piccoli coltivatori dei Paesi di provenienza, scegliendo bacche delle migliori qualità. Dai produttori di Etiopia, Brasile, Colombia, Kenya e Salvador giungono chicchi pregiati che, dopo un’attenta lavorazione, costituiscono i blend monorigine commercializzati a marchio Compagnia dell’Arabica. A Host 2013 è stato presentato l’ultimo nato, il Guatemala Huehuetenango, un presidio Slow Food che proviene da piccole coltivazioni delle montagne del Guatemala, poste a 1.700 metri di altezza. Nell’ottica di perseguire in un discorso che punta alla qualità, anche nel vending Caffè Corsini privilegia i caffè monorigine, che ripropone nelle cialde e capsule della linea Espresso e nella gamma Gran Riserva in capsule, che comprende anche il decaffeinato. Per dare un’ulteriore risposta alle esigenze del mercato, Caffè Corsini propone i caffè monorigine anche nelle capsule compatibili col sistema Nespresso, individuando in questo modo un’ulteriore fetta di mercato in cui imporre il proprio brand.


Sempre molto ampia l’offerta dell’azienda campana Nutis, che ha riproposto a Host 2013 l’intera gamma dei prodotti destinati al mercato dell’ho.re.ca. e del vending. Oltre ai semilavorati per la realizzazione di creme, dolci e gelati studiati per il settore bar e hotellerie, Nutis ha posto particolare accento sui prodotti monodose sia in versione solubile che in capsule e cialde, di cui vanta una grande varietà di gusti. Oltre ai classici the, cioccolato, orzo, ginseng, guaranà e le innumerevoli tisane a base di erbe naturali, va menzionata l’ormai affermata linea Love Energy lanciata proprio a Host nel 2011. Sempre alla ricerca di novità da proporre ai consumatori, Nutis ha realizzato il Love Energy Coffee, una bevanda a base di caffè e muira puama, una  pianta originaria  dell’Amazzonia brasiliana, utilizzata dagli indigeni come afrodisiaco. L’effetto della caffeina unito a quello del muira puama promette risultati straordinari come stimolante dell’eros, oltre che offrire al consumatore una bevanda raffinata, adatta ai palati più esigenti. Nutis ha dedicato un’intera parte dello stand al Caffè Barbaro   che commercializza sia in grani che macinato, oltre che nella versione cialda e capsula destinata all’O.C.S. e al consumo domestico attraverso macchine per il caffè. L’Azienda punta sul made in Italy e sull’ottimo rapporto qualità/prezzo, offrendo cialde che contengono 8 grammi di caffè e rispondono al gusto di un espresso forte e intenso, particolarmente adatto ai consumatori del Sud Italia. Per ciò che riguarda il packaging, inoltre, Nutis ha previsto kit in confezione multipla che rispondono a ogni possibile esigenza: da un quantitativo minimo di 50 capsule si arriva fino a scatole da 300, con soluzioni intermedie da 100 e 150 unità. In questo modo riesce a coprire ogni tipo di richiesta: da quella minima del settore domestico alla necessità di avere una scorta maggiore per gli uffici e le piccole comunità. Altra novità proposta a Host 2013 è una versione particolare della macchina per il caffè realizzata di recente dall’Azienda e commercializzata col nome Bassotto. Anche in questo caso si tratta di un prodotto made in Italy, realizzato in casa in ogni sua parte e costituito da componenti in acciaio a garanzia della resistenza e della durata nel tempo. Ma la particolarità di Bassotto sta tutta nel design e nella sua estrema versatilità. Grazie alle cover intercambiabili, la macchina per il caffè Bassotto può assumere il look preferito dall’utilizzatore o più adatto all’ambiente in cui va collocata: paesaggi, animali, personaggi dello sport rivisitati in chiave ironica e che rendono ogni macchina diversa dalle altre.

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Nuovi modelli, restyling di quelli già affermati, ulteriore ottimizzazione del processo di estrazione del caffè. Tante le novità presentate da Caffitaly in occasione di Host 2013, a testimonianza di un percorso di crescita continuo, intrapreso nel 2004 e arrivato a un volume di fatturato di 120 milioni di euro nel 2012. Merito del costante lavoro di ricerca iniziato nove anni fa con l’ideazione del Caffita System, un sistema di incapsulamento brevettato e progettato da veri esperti, vale a dire da coloro che negli anni ’80 hanno inventato il gruppo in plastica, apportando una vera rivoluzione nella distribuzione automatica. Il sistema, studiato per sfruttare al massimo gli 8 grammi di caffè contenuti nelle capsule abbinate, costituisce la soluzione ideale per le postazioni basso consumanti che necessitano di offrire ad ogni espresso erogato un prodotto di qualità costante. Con l’obiettivo di migliorare sempre di più, l’Azienda ha continuato a investire in ricerca e sviluppo, arrivando a presentare a Host 2013 l’ultima versione del suo sistema, perfezionato ulteriormente al fine di ottenere un caffè ancora più corposo e cremoso. Caffitaly pone grande attenzione anche ai solubili. Oltre al lavoro di ottimizzazione svolto per le bevande classiche quali the, orzo, latte, va sottolineata la collaborazione con Ricola, che ha portato alla realizzazione di particolari tisane, frutto della combinazione di erbe di montagna come melissa, menta, timo, salvia. Mentre per il kit di caffè Caffitaly si attiene agli standard di mercato proponendo scatole da 100 capsule, per i solubili ha ideato un particolare cofanetto da 10 capsule, che meglio risponde alle esigenze dei consumatori per questo tipo di bevande. Una spesa contenuta per un quantitativo facilmente smaltibile invoglia maggiormente l’acquirente che, di fronte a confezioni da 50 capsule, spesso si demotiva rinunciando a provare bevande diverse dal caffè. Oltre alle capsule Caffita System, che comprendono 4 diversi tipi di caffè oltre che the , camomilla, orzo, cioccolato, latte e tisane, allo stand era esposta l’intera gamma di macchine con qualche novità di colore e alcuni modelli rivisitati sia nel design che nelle prestazioni, come la serie P11, P06 e P05. Un accenno a quella che sarà la novità del futuro, ma che per adesso è un progetto in evoluzione, riguarda l’ingresso di Caffitaly nel vending tradizionale. In partnership con Philips Saeco è in fase di test un distributore automatico free-standing con funzionamento a capsule Caffita System, che risponde all’ultima tendenza del mercato in cui si stanno affermando distributori automatici tradizionali che lavorano con capsule piuttosto che con caffè in grani, con tutti i vantaggi che ne derivano da un punto di vista pratico e di resa in tazza. Oggi Caffitaly è concentrata sulla produzione di macchine per O.C.S. e capsule autoprotette, non solo a proprio marchio ma anche e soprattutto conto terzi in tutto il mondo, un segmento dell’attività che copre il 90% della produzione. L’affermazione all’estero è uno dei percorsi intrapresi con successo da Caffitaly, che punta su altri mercati per compensare il generale calo di vendite in Italia e raggiungere l’obiettivo di 180 milioni di fatturato che l’Azienda si è prefissata per il 2015.


Wine Taste e DB Solutions Il beverage vending over 18

Un unico stand per due proposte nuove e diverse per il ven ding, destinate a un canale di vendita particolare, quello delle enoteche, dei wine bar, dei pub e di tutti quei locali di ritrovo in cui in situazioni particolari il lavoro dell’addetto al servizio da solo non basta a soddisfare le richieste dei clienti. Wine Taste ha ideato una soluzione vending per servire vini selezionati e di qualità in maniera automatica e nel pieno rispetto delle caratteristiche di un prodotto, destinato spesso a estimatori capaci di coglierne anche la più piccola variazione di gusto. Il dispenser di vini Wine Taste prevede una doppia refrigerazione, una adatta ai vini bianchi e una adatta ai rossi, che trovano alloggio in due sezioni separate. Proposto in più modelli può contenere fino a 12 bottiglie diverse (6+6), ognuna delle quali può essere accompagnata da un’etichetta riportante le informazioni sul vino contenuto, oltre a quelle relative alla temperatura leggibili sul piccolo display collocato in corrispondenza della postazione in cui la bottiglia di vino si trova. Un’importante caratteristica di questo particolare dispenser è il trattamento con immissione di azoto alimentare, che penetrando nella bottiglia impedisce il contatto tra il vino e l’ossigeno, preservandone le caratteristiche organolettiche per 20-25 giorni. Un’ultima annotazione è relativa al sistema di pagamento: il dispenser Wine Taste può essere corredato di sistema a chiave elettronico, per il quale l’Azienda ha scelto Eurokey di Comesterogroup. Stesso stand e stesso target di riferimento per la Cocktail Vending Machine proposta da DB & Partners. Si tratta di un distributore automatico in grado di preparare cocktail di alta qualità in maniera pratica e veloce. È una macchina brevettata di concezione italiana, ideata per integrare la vendita al banco in locali come disco pub, discoteche, bar in cui in particolari momenti, come l’happy hour tanto di moda, il barman non riesce a soddisfare le richieste a discapito del servizio che diventa approssimativo e poco curato. La Cocktail Vending Machine è in grado di erogare 5 cocktail nel tempo in cui un barman ne riesce a preparare uno solo. Ciò significa che se un gestore si affida alla macchina per la preparazione della bevanda, avrà tempo per curarne la presentazione, offrendo così al cliente un servizio di qualità superiore. La Cocktail Vending Machine va programmata una sola volta con l’inserimento nel database delle “ricette” dei cocktail, di cui vanno tarate proporzioni e dosi. Fatta questa operazione di per sé molto semplice, la macchina lavora da sola, offrendo grande autonomia, velocità del servizio e qualità del prodotto.

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Dal tramezzino alla frutta

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n occasione della tappa fiorentina di VendingtoGo, Alba Tramezzini ha presentato una vera novità per un’Azienda affermata nel settore della ristorazione veloce soprattutto per i suoi sandwich. In particolare, la linea Time Out Snack identifica la gamma di tramezzini, studiata specificatamente per il vending, che ha reso Alba Tramezzini un’Azienda leader non solo per la bontà e la varietà dei suoi prodotti, ma anche e soprattutto per la qualità, frutto di attente e scrupolose procedure di lavorazione.

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Alba Tramezzini, che quest’anno festeggia il 35° anniversario, è stata capace di diversificare la produzione, innovandola nel tempo in base alle mutate esigenze dei consumatori. Nel canale vending, particolare attenzione è stata posta alle problematiche che il gestore deve affrontare nel lavoro quotidiano: packaging maneggevole, informazioni chiare, ingredienti studiati affinché lo shelf life delle referenze consentisse all’operatore una gestione più soft delle scorte, con conseguente riduzione dei rischi legati a scadenze troppo brevi.

Prodotti

Accanto all’affermata gamma di tramezzini freschi Time Out Snack e alla linea Hot Fresh Snack, i microondabili realizzati in collaborazione con Fas International, Alba Tramezzini ha appena lanciato una novità perfettamente in linea con le più recenti tendenze salutistiche Ne parliamo con Mimmo Albano, titolare dell’Azienda. Com’è nata l’idea di uno snack alla frutta per un’Azienda specializzata nella realizzazione di sandwich? In 35 anni di attività, Alba Tramezzini si è sempre distinta per la diversificazione dell’offerta e per l’innovazione anche in uno snack come il sandwich che potrebbe sembrare un prodotto standardizzato. Possono cambiare gli ingredienti della farcitura o il tipo di pane ma sostanzialmente resta un tramezzino. Noi abbiamo sempre voluto offrire un valore aggiunto che, oltre alla qualità delle materie prime con le quali lavoriamo, sta nell’attenzione al consumatore. Perciò, ad esempio, produciamo un tramezzino farcito con maionese realizzata senza uova, più leggera e sicura e che rende il nostro sandwich accessibile anche a chi ne è allergico. Stesso ragionamento vale per i nostri tramezzini kosher e senza glutine. La frutta ci è sembrato il giusto completamento di un pasto veloce o anche

uno spuntino fresco e sano, adatto a qualsiasi momento della giornata. Anche con FruttaBreak avete cercato l’optimum? Certamente! Lavoriamo frutta freschissima e la confezioniamo secondo procedure di massima sicurezza igienica. Le nostre vaschette di frutta a pezzetti non contengono aromatizzanti né conservanti; per renderle stabili nel tempo utilizziamo la tecnologia e succo d’uva concentrato che è un conservante naturale. Si tratta di un prodotto dietetico, in quanto una vaschetta da 120 grammi apporta solo 50 calorie ed è quindi adatto anche a chi segue un particolare regime alimentare. Ulteriori importanti particolari sono lo shelf life di 6 mesi che va incontro alle esigenze di stoccaggio dei gestori, e la conservazione a temperatura ambiente che risolve problemi di magazzino e trasporto. Possiamo parlare di prezzo? Possiamo dire che è un prodotto in linea col mercato in un giusto rapporto qualità/prezzo che aiuta i consumatori e i gestori in questo particolare momento dell’economia. Ma attenzione, senza penalizzare il


il gusto e la qualità che per noi sono sempre al primo posto. Posso tranquillamente dire che anche per FruttaBreak abbiamo applicato la regola che è alla base dello studio di tutti i nostri prodotti. Se l’analisi del prezzo finale giustifica il prodotto e la fascia di consumatori a cui è destinato, allora passiamo alla realizzazione.

Quante sono le varianti di gusto di FruttaBreak? Al momento sono tre, Pesca Ananas e Macedonia, ma stiamo già pensando ad altre referenze e a confezioni di frutta stagionale, a dimostrazione della nostra volontà di offrire sempre

prodotti freschi e naturali. Posso anticipare che Alba Tramezzini guarda già oltre. Stiamo studiando nuove referenze per arricchire la linea dei prodotti microondabili e ci prepariamo a lanciarli sul mercato già nei prossimi giorni. Vogliamo chiudere l’anno dando qualcosa di nuovo e chissà che non sia di buon auspicio per il 2014!

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La gestione OCS con un colpo di telefono

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l controllo delle macchine OCS è un tema molto sentito dai gestori di dispenser a cialde/capsule, che devono confrontarsi con un mercato agguerrito, dove la competizione è svolta soprattutto sul prezzo più basso. Il proliferare delle vendite on-line e la sempre maggiore offerta di prodotti compatibili hanno assestato un duro colpo a un mercato che sembrava non conoscere crisi. Questa preziosa funzione è assolta oggi da WIDU’, un semplice quanto efficace sistema di controllo progettato e realizzato da Sistemi Vending per il settore dell’OCS. Estremamente economico, versatile e semplice da usare, WIDU’ è il prodotto che svolge tutta una serie di funzioni tese a facilitare il lavoro del gestore accrescendone efficienza, qualità del servizio offerto e tutelandone contemporaneamente i guadagni.

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Ne parliamo con Antonella Arnone, responsabile CEO dell’Azienda, alla quale abbiamo chiesto di spiegare come funziona quest’innovativo sistema. Intanto, come nasce il progetto WIDU’? WIDU’ è la naturale evoluzione di un nostro progetto per la telemetria, ma applicato al mercato OCS. La peculiarità di qusto mercato si discosta dai canoni di utilizzo della telemetria classica, in quanto vi è la necessità di raggiungere l’obiettivo senza avere dei costi fissi, che seppur minimi, incidono percentualmente molto in questa fascia di mercato. Siamo riusciti, con un impegno di Ricerca e Sviluppo che è durato più di un anno a trovare una soluzione di estrema semplicità: un apparecchio economico che, applicato a qualsiasi tipo e modello di macchina a cialde o capsule, gestisce a costo zero tutte le informazioni di cui un gestore ha bisogno per controllare l’andamento delle battute e la macchina.

Venditech

WIDU’ è, dunque, una piccola interfaccia hardware. Ma è difficile credere che non abbia costi di gestione… Con un prezzo vicino ai 75 euro e in linea con i competitor del mercato si acquista l’apparecchio, a cui va aggiunto il costo di una normalissima SIM ricaricabile. Il servizio è totalmente a costo zero perché è gestito attraverso chiamate telefoniche a cui non occorre rispondere. Possiamo dire che funziona con un linguaggio basato su squilli… Nessun canone da pagare alla vostra Azienda? Assolutamente no! L’investimento è relativo alla sola interfaccia WIDU’ e tenga conto che abbiamo previsto una scontistica che agevola chi gestisce un parco macchine corposo che implica l’acquisto di molti apparecchi. Vuole spiegare come funziona il sistema? Premesso che siamo pronti a fornire

tutti i dettagli tecnici attraverso il nostro servizio di assistenza, cercherò di farlo in termini semplici così come è semplice il sistema. L’acronimo WIDU’ sta per Wireless Device Unit, un’interfaccia che funziona in modalità autonoma (plug and play) e configurabile per funzionare in piattaforme evolute quali interfaccia WEB e integrato con software gestionali. La modalità autonoma è pensata per chi possiede una piccola quantità di macchine e che può gestire tramite comunissimo telefono cellulare anche da 19,90 euro, per passare dalla configurazione con portale WEB, anch’esso gratuito, fino ad arrivare a una versione totalmente integrata con i più diffusi software gestionali, dedicata a chi gestisce un parco macchine più sostanzioso. Negli ultimi due casi è possibile implementare anche la struttura server presso il cliente. Una volta inserito WIDU’ nella macchina si potranno gestire molteplici funzioni in remoto: deconto con possibilità di ricaricare le battute secondo un taglio prestabilito, che può essere fisso o variabile nella versione autonoma e arbitrario nel caso di interfaccia WEB o con software gestionale; allerta per sottoscorta, fermi macchina, raggiungimento del numero delle battute preimpostate; avviso per ogni battuta effettuata dalla macchina, funzione anch’essa personalizzabile; statistiche sull’andamento delle battute e i flussi di consumo e tanto altro ancora. Il tutto viene gestito attraverso squilli sul cellulare o attraverso web se si utilizza un sistema di gestione.


Andiamo con ordine e seguiamo la procedura di implementazione del sistema dal punto di vista dell’operatore OCS di piccola tipologia. Una volta in possesso del nostro WIDU’, il gestore acquista una SIM ricaricabile voce in una normale rivendita, scegliendo l’operatore telefonico che preferisce, semmai in base alla copertura di rete dell’area in cui lavora. La SIM viene inserita nel dispositivo WIDU’ e questo viene collegato via USB al PC tramite il software fornito gratuitamente. A questo punto, nella versione autonoma, il sistema è pronto per essere programmato inserendo 3 semplici parametri: il numero di telefono che WIDU’ deve chiamare una volta che raggiunge il livello di sottoscorta preimpostato; il numero di telefono autorizzato a ricaricarlo e il taglio della ricarica, ad esempio 50 battute; il numero di telefono autorizzato ad azzerare le consumazioni e pertanto a bloccare la macchina. Tutte queste comunicazioni vengono effettuate attraverso uno squillo telefonico che non prevede risposta e, quindi, a costo zero. E se il gestore possiede un parco macchine costituito da centinaia di dispenser più difficile da gestire? Basta impostare nella modalità di funzionamento del dispositivo, il funzionamento con portale WEB, al quale è sufficiente registrarsi o con integrazione software. In queste due modalità si aprono nuovi scenari, quali allarmi di fermo macchina e di esaurimento consumazioni, oltre agli allarmi classici di sotto scorta. In questo scenario il taglio delle battute non è più predeterminato in

fase di inizializzazione del sistema, ma è arbitrario e scelto al momento. Inoltre in questi sistemi è possibile avere una videata che a colpo d’occhio ci fornisce la localizzazione delle macchine installate e il loro stato (Verde=OK; Rosso=sottoscorta; Lampeggiante=anomalia) e grafici con andamenti delle vendite sempre a costo zero. WIDU’ può gestire anche le alert? Oltre che visualizzarle in tempo reale via web o software, WIDU’ può farlo gratuitamente via e-mail oppure viaSMS, al costo appunto di un SMS. Ma con l’attuale diffusione di smartphone, sarebbe stupido scegliere l’opzione a pagamento. Avete pensato ad un’applicazione di WIDU’ anche sui distributori automatici ? WIDU’ è già inserito su alcuni distributori automatici. Può essere montato sulla pompa o, con una semplice ed economica interfaccia, sul contacolpi presente su tutti i distributori automatici, in quanto per sua natura non vuole essere un vero e proprio dispositivo di telemetria, sia per i costi del dispositivo stesso che per i costi di gestione ricorrenti. In questo caso è necessario utilizzare la modalità di funzionamento con Portale o Software, in quanto in questa versione ci può fornire indicazioni di fermo macchina o avvisi di consumi extra-media. È un valido supporto per il gestore che

41 pur non potendo sempre individuare la natura del problema sa che però deve inviare in tempi brevi un caricatore/tecnico per riportare la macchina alle sue funzioni. Infine dà la possibilità di elaborare statistiche facendo ricerche intelligenti attraverso query mirate. Insomma per quanto semplice, WIDU’ è un valido alleato a basso costo di ogni gestore, piccolo o grande che sia!

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Dimagrire in modo naturale con Green Coffee Bio di Caffè Gioia

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a Labcaffè lancia sul mercato un nuovo prodotto, il Green Coffee Biologico a marchio Caffè Gioia Organic. Come dimostra uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition bere caffè verde, anche senza sottoporsi a particolari regimi alimentari ipocalorici, permetterebbe di perdere peso, grazie al potere brucia grassi dei chicchi di caffè non lavorati.

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Il green coffee, infatti, altro non è che il caffè semplicemente essiccato e non sottoposto al processo di torrefazione. I suoi chicchi mantengono così un’elevata percentuale di acido cloregenico (fino al 10% a tazzina), sostanza che favorisce l’eliminazione di grassi dall’organismo. Questo componente è in grado di ridurre l’assorbimento di zuccheri da parte dell’intestino e di velocizzare al contempo il metabolismo, accelerando il naturale processo per il quale il nostro organismo brucia i grassi accumulati. Test di laboratorio hanno evidenziato che basta una tazza di caffè verde a colazione per perdere fino a un chilo

e mezzo nelle prime due settimane e più di due chili nel giro di un mese. Accanto a questa caratteristica, vanno sottolineate altre proprietà del caffè verde: contiene meno caffeina del caffè tostato; è un antiossidante naturale presente in frutta e verdura e anche nel the verde; non causa dipendenza.

Già esistono in commercio pillole di green coffee, utilizzate come integratori alimentari nelle diete ipocaloriche. Il loro uso però penalizza il piacere di assaporare una bevanda gradevole e corroborante, dal gusto particolare e diverso rispetto alla tazzina di caffè a cui siamo abituati. Proprio per questo motivo e per sfruttare al massimo tutti gli effetti benefici del caffè verde, la Labcaffè ha deciso di produrre e commercializzare cialde in carta filtro realizzate esclusivamente con puro caffè verde, macinato a freddo, senza l’aggiunta di nessun eccipiente e proveniente da coltivazioni biologiche. Le cialde danno la possibilità di ottenere l’infuso di green coffee sia con le macchine per caffè utilizzate nel vending, sia mediante il procedimento d’infusione diretta in acqua calda, come si fa normalmente con le comuni bustine di tè o di tisane. Per maggiori informazioni www.labcaffe.com

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A Host 2013 BWT Water+More si è presentata con un’immagine che ne richiama il ruolo ormai raggiunto da tempo di leader del mercato della filtrazione dell’acqua per l’Horeca e il Vending. Conosciuta da tutti come l’azienda che più di ogni altra riesce a dare soluzioni specifiche per i problemi che l’acqua può avere nelle diverse zone del mondo, ad Host 2013 Water+More ha completato l’offerta a catalogo portando ben tre nuove gamme di prodotto: Bestmax Balance, annunciato da tempo e da tutti atteso come la cartuccia definitiva, sviluppato in sette diverse misure, è l’evoluzione naturale dell’ormai famoso Bestmax. Eroga acqua con un Ph sostanzialmente inva-

44 riato rispetto all’acqua di alimentazione e, grazie a un sistema brevettato, in totale assenza di ioni d’argento nell’acqua erogata. In questo modo Water+More anticipa alcuni dei prossimi temi sul tavolo della Commissione Europea come quello dell’assenza dell’argento. ProSoft soluzione ottimale per la generazione di acqua senza calcare presso clienti con necessità di alte capacità o di trattare l’acqua per lavaggi di pentole o accessori da cucina. Per la prima volta sul mercato la gamma ProSoft introduce anche due addolcitori, il ProSoft 21 e il ProSoft 22, alimentabili ad acqua calda, soluzione questa necessaria e assai richiesta nelle grandi cucine di alberghi e ristoranti. ProRO una gamma di macchine professionali ad osmosi inversa con produzione di acqua da 60, 120 e 180 litri per ora a seconda dei modelli. Le macchine ProRO erogano acqua perfetta per lavaggi di bicchieri e posate oppure, alimentando una cartuccia BestMin a rilascio controllato di minerali ottimali per il caffè, riescono a garantire una costanza di qualità in tazza per decine e decine di migliaia di litri.


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Grande sensibilità per le tematiche salutistiche e ambientali nelle novità presentate a Host 2013 da Lucaffè, torrefazione che ha raggiunto il traguardo di 2 milioni di cialde prodotte all’anno e distribuite sia in Italia che all’estero. Molta curiosità ha destato la particolare confezione in cui è stato presentato il caffè in grani, una bottiglia di vetro che poteva apparire un espediente scenico per rendere più attraente lo stand espositivo. Nella realtà, la speciale confezione è una vera novità del packaging, a cui l’Azienda è arrivata dopo un attento studio del prodotto caffè. L’analisi delle sue caratteristiche chimicofisiche ha portato alla consapevolezza che gli involucri normalmente utilizzati dai torrefattori per confezionare il caffè, incide in qualche modo sul prodotto facendogli perdere o alterare alcune proprietà. L’unico materiale in grado di preservare al 100% tutte le caratteristiche organolettiche del caffè è il vetro il quale, essendo totalmente impermeabile, impedisce in modo assoluto il contatto del caffè con l’ossigeno, suo primo grande nemico.

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Altro vantaggio riguarda gli oli rilasciati in modo naturale dai chicchi che tendono a sciogliere la plastica del sacchetto in cui normalmente sono contenuti, mescolandosi ad essi. Nel caso del confezionamento in vetro, questo fenomeno non si verifica a tutto vantaggio della salute dei consumatori, così come il vetro è l’unico contenitore capace di trattenere i gas, anch’essi prodotti in modo naturale dal caffè. In altri termini, il vetro rappresenta per Lucaffè un modo per esaltare il prodotto, metterne in luce le caratteristiche, preservarne gli aromi e garantire la freschezza nel tempo, oltre che essere un contenitore totalmente riutilizzabile e, quindi, ecologico. È vero anche che il vetro incide sul costo del prodotto, ma l’Azienda prevede di utilizzare bottiglie simili a quelle del latte, meno care e con l’ulteriore vantaggio del tappo richiudibile per un’ottimale conservazione del caffè e una maggiore praticità d’uso. L’idea del barattolo con tappo richiudibile è stata utilizzata da Lucaffè anche per le cialde, intervenendo così sul costo dell’involucro che viene notevolmente ridotto: piuttosto che avere una bustina per ogni cialda, si avrà un unico contenitore per un certo numero di dosi, semmai riutilizzabile e ri-riempibile. L’idea risulta vincente sia per l’abbattimento della quantità di rifiuti da smaltire che per la velocizzazione nella preparazione del caffè. Ecologica anche la bustina singola, che è stata notevolmente alleggerita: un solo grammo in rapporto ai 2-3 grammi delle bustine tradizionalmente usate nel mercato. Nell’ambito del discorso che pone attenzione alla salute del consumatore, Lucaffè ha realizzato un nuovo impianto di torrefazione che lavora a basse temperature riuscendo così a preservare circa il 30% degli antiossidanti presenti nel caffè, le cui proprietà benefiche sulla salute sono ben note e apprezzate. Per ciò che concerne le macchine due le importanti novità: la nuova macchina a cialde denominata Speed e la classica e famosa La Piccola, rinnovata in alcune caratteristiche.


Speed, come dice il nome, è una macchina per il caffè molto veloce nella preparazione dell’espresso grazie alla presenza di due gruppi per l’inserimento in contemporanea di due cialde, manovrati da un unico braccio. Nell’ultima versione presentata a Host 2013, La Piccola si presenta con un basamento in alluminio, la carrozzeria totalmente in acciaio e il contenitore per l’acqua in vetro che la preserva da ogni contaminazione. La Piccola, che come dice il nome è di dimensioni contenutissime, ha tutte le prerogative di una normale macchina per il caffè: monta lo stesso gruppo delle macchine professionali con risultati ottimali nell’erogazione. Allo stesso tempo è pratica, portatile e basso consumante: solo 200 watt rispetto ai 1200 watt consumati in media dalle macchine in commercio. Infiniti i gadget che hanno arricchito la bella esposizione di Lucaffè, tra i quali meritano una particolare menzione le tazze in plastica riutilizzabili 10.000 volte, studiate affinché non assorbano il calore del caffè contenuto e siano capaci di mantenere la crema. Ancora una volta un’idea a favore dell’ambiente resa glamour da una particolare linea di tazze, decorate con i famosi disegni di Milo Manara, il più apprezzato fumettista italiano.

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Porte aperte alla

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l 24 ottobre scorso la D.A. Design Group ha dedicato agli operatori del vending un’intera giornata per mostrare da vicino e far toccare con mano la vasta gamma delle strutture che l’Azienda realizza dal 2006 e di cui è indiscusso leader di mercato. Per quei pochi che non ne fossero a conoscenza, D.A. Design Group progetta e realizza corner per le aree ristoro in cui alloggiare in maniera ordinata i distributori automatici, dotandoli di tutta una serie di accessori a completamento del servizio al consumatore. Si tratta di strutture robuste ma esteticamente belle, adattabili alle esigenze del gestore e dell’area in cui vanno collocate, modulari, perfette in ogni ambiente sia interno che esterno, antivandaliche pur conservando l’elegante design che le contraddistingue. Offrire la possibilità di accedere allo stabilimento di Latina e conoscere in prima persona sia la proprietà che lo staff operativo si è dimostrata una strategia vincente in virtù dell’obiettivo che l’Azienda si era preposto: mostrare la propria disponibilità a risolvere tutte le problematiche che gli operatori della distribuzione automatica si trovano ad affrontare quotidianamente, soprattutto nel vending pubblico, attraverso un confronto costruttivo che porti all’innovazione e all’ottimizzazione delle strutture. Non meno importante si è rivelata la fase pratica dell’incontro. Aver potuto vedere con i propri occhi quanto sia

Aziende

lavoro e soddisfare i clienti, che sono coloro i quali poi nella quotidianità operano utilizzando le nostre strutture. Credo di aver colto interesse, partecipazione e spirito collaborativo in coloro che hanno aderito al nostro invito. Avete illustrato le vostre linee Basic, De Luxe e Strong ormai consolidate e le tante soluzioni che in questi anni avete realizzato per i vostri clienti. Qual è stata la risposta dei partecipanti?

semplice montare, smontare e modificare le aree ristoro realizzate dalla D.A. Design Group ha dimostrato che dotare i distributori automatici di una struttura decorosa, funzionale e tecnologicamente avanzata è un gioco da ragazzi. Incontriamo Alessia Porrello, responsabile commerciale per l’estero, per tirare le somme di una giornata intensa e impegnativa. Qual è il bilancio di quest’esperienza che avete così fortemente voluto? Più che positiva, direi. Abbiamo centrato l’obiettivo che ci eravamo posti: coinvolgere gli operatori, ascoltare le loro esigenze, confrontarci direttamente con loro, recepire i suggerimenti. Solo così si può apportare innovazione e miglioramento al proprio

Direi di aver potuto cogliere anche una certa sorpresa. Forse non tutti erano a conoscenza delle infinite possibilità di composizione dei nostri corner e soprattutto della semplicità con cui possono essere modificati in una stessa postazione via via che cambiano le esigenze. Aver mostrato tante strutture complete e operative sul territorio ha reso i nostri corner qualcosa di vero e reale e non solo un progetto su carta. Ne abbiamo realizzati davvero tantissimi e diversi tra loro anche solo per un dettaglio e questo perché per noi ogni esigenza di un cliente è un particolare in più da aggiungere o modificare sulle strutture di base. Possiamo dire che ogni vostro corner è diverso dall’altro? Assolutamente sì. La gamma degli accessori da poter inserire è talmente ampia che differenzia ogni area ristoro dall’altra. Intanto le dimensioni che variano in virtù del numero di macchine e non solo. Possiamo aggiungere un angolo più riservato e dotato di punti di appoggio in cui consumare tranquillamente una bevanda in compagnia di un collega o un amico. Ogni struttura può essere dotata di recipienti per la raccolta differenziata in numero variabile a seconda dello spazio e delle necessità. Abbiamo predisposto alloggi per il forno a microonde, per i monitor, per piccoli tavolini e addirittura per l’erogatore per l’acqua. Insomma abbiamo voluto mettere fantasia e ingegno al servizio del vending, affinché l’area


basterà cambiare il pannello esterno in lexan e non bisognerà rifare il lavoro grafico. E anche questo è un bel risparmio. Puntate molto sulla brandizzazione delle strutture?

ristoro arredata in modo creativo dia valore alle macchine che accoglie. Se così non fosse la tecnologia di cui i distributori automatici sono oggi dotati sarebbe penalizzata e non esaltata, come invece avviene inserendoli nelle nostre strutture. Quali sono le caratteristiche che accomunano le vostre linee? Senz’altro la modularità, l’estendibilità e la componibilità. Tre fattori che s’intrecciano tra loro in quanto i moduli rendono possibile estendere e comporre le nostre strutture, modificandole con poche semplici operazioni. Ciò permette d’intervenire solo sulla parte che si vuole modificare senza dover stravolgere l’intera struttura. Tutto questo incide positivamente sull’operatività, ma anche sui costi che si riducono notevolmente.

vite esternamente e non avrà nulla da smontare. Le dico che alcune nostre realizzazioni poste in luoghi critici come le stazioni ferroviarie hanno risposto ottimamente anche a tentativi di scasso col classico piede di porco. La struttura, certo, ha subito qualche danno ma il distributore automatico all’interno non è stato toccato. Noi cerchiamo di pensare alla sicurezza a 360° gradi. Pensi che perfino i pannelli pubblicitari sono a prova di vandalo! Usiamo il lexan che è altamente protettivo per colpi e graffi e stampiamo la pubblicità all’interno, sicché a mali estremi

Crediamo che per un’azienda affermare la propria identità sia importante anche nella pausa ristoro. Ecco perché i nostri corner sono totalmente brandizzabili sia con logo e grafica dell’azienda in cui sono collocati o che li gestisce, sia con pubblicità per terzi che rappresenta un ulteriore introito, che mai come oggi non guasta. Noi regaliamo la brandizzazione di tutto il frontale della struttura, mentre quella dei pannelli laterali è addebitata al cliente che a sua volta può beneficiare di un contributo totale o parziale del marchio che sponsorizza. Ad esempio si può accordare con un produttore di snack di una determinata marca che pagherà per veder pubblicizzati i suoi prodotti sulla struttura di quel gestore. Tra l’altro è un tipo di pubblicità ben visibile, grazie anche alle nostre soluzioni per l’illuminazione che ancora una volta sono studiate per aggiungere valore alle macchine come ai brand sponsorizzati attraverso esse. Particolare importante: usiamo illuminazione

Il vostro fiore all’occhiello sono le strutture antivandaliche outdoor. Cosa le rende particolari? Ancora una volta l’eleganza e la sobrietà. Nessuna sbarra o grata protettiva visibile all’esterno. Sono i materiali utilizzati e i rinforzi posti all’interno che garantiscono la sicurezza delle nostre strutture. Un malintenzionato non vedrà neanche una

Aziende

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a led che crea atmosfera ed è ecologica. Quali novità avete in cantiere? Oltre a voler continuare in questo scambio sinergico con i nostri clienti, attualmente stiamo lavorando per trovare una soluzione al problema della coibentazione. Ancora una volta si tratta di una

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Aziende

problematica che ci hanno posto dei clienti esteri dei Paesi nordeuropei, per i quali il problema delle temperature nel vending outdoor è di vitale importanza, considerato che loro arrivano anche a – 20°. Stiamo realizzando un prototipo che sarà pronto all’inizio del 2014, in cui cercheremo di mantenere temperature interne di circa 15°, in modo da

salvaguardare la bontà dei prodotti e le macchine, in particolare quelle del caldo dove l’acqua potrebbe gelare bloccandole e soprattutto rompendole. Stiamo lavorando per realizzare un prodotto che dia sicurezza da questo punto di vista, senza tradire l’eleganza e la sobrietà che contraddistinguono i nostri corner.


L’Azienda campana Italmix S.p.A. ha lanciato sette anni fa il brand MYwish o meglio MYwish for you, col claim il desiderio prende gusto. Si tratta di un’ampia gamma di solubili monodose per il vending, di grande qualità e altamente performanti, che in pochi anni ha ottenuto grande riscontro presso gli operatori del settore e i consumatori. Per quanto giovane, l’Azienda è infatti in crescita nei canali in cui è presente – ho.re.ca. e vending – nonostante i tempi poco favorevoli. Italmix è sul mercato con due linee di solubili: MYwish in bustine monodose e MYcaps, versione in capsula della prima. Fiore all’occhiello di entrambe le versioni è JOY, il cioccolato denso solubile all’istante, frutto dell’attento studio del processo di granulazione compiuto dall’Azienda. Il risultato è un prodotto denso e omogeneo, privo di grumi, piacevole al palato e dal gusto intenso. La gamma di solubili in bustina e capsula è molto ampia, arrivando a contare fino a 14 referenze diverse tra cioccolato, the, latte, cappuccino, orzo, camomilla, caffè al ginseng e al guaranà, tisane. In occasione di Host 2013, Italmix ha presentato una novità studiata per le esigenze del canale ho.re.ca., cioè MYcaps XL, un fap brevettato di doppia dimensione che agevola il lavoro dell’operatore, riducendo costi e tempi di preparazione. Per rendere MYcaps XL utilizzabile su tutti i modelli di macchina, Italmix ha brevettato uno speciale porta filtro universale che consente all’Azienda di vendere i suoi prodotti ovunque nel mondo. Host 2013 è stata sicuramente la migliore vetrina internazionale che Italmix potesse scegliere per raggiungere quest’ambizioso obiettivo.

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C

om’è noto, dal 1° gennaio 2014 l’aliquota IVA per la somministrazione passa dal 4 al 10%, un ritocco di 6 punti percentuale con i quali lo Stato coprirà i 100 milioni di euro destinati a rifinanziare l’Ecobonus. L’abrogazione dell’aliquota IVA agevolata del 4% che faceva parte del DPR 633/72 (voce 38 della Tabella A – II parte) e la conversione in legge del Decreto del 4 giugno 2013, stabilisce che tutti i prodotti somministrati a mezzo distributori automatici posti in stabilimenti, ospedali, scuole, caserme uffici e altri edifici destinati a collettività siano assoggettati all’aliquota del 10% (voce 121 della Tabella A – III parte). In linea generale, il prezzo delle bevande calde dovrebbe aumentare di 5 centesimi, mentre gli altri prodotti dovranno essere ritoccati di 5-10 centesimi.

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Si tratta dunque della variazione di un’imposta sui consumi che colpirà tutti: imprese di gestione e consumatori. Le prime si trovano di fronte ad una vera e propria emergenza dal momento che adeguare i prezzi di tutti i prodotti su tutti i distributori affinché siano pronti allo scattare dell’aumento è impresa titanica e impossibile. D’altro canto partire anticipatamente rasenterebbe la scorrettezza dal momento che i consumatori si troveranno a dover pagare di più prima del tempo stabilito dalla Legge.

1° gennaio 2014 scatta l’aumento I.V.A.

Tutti i costi relativi all’adeguamento delle macchine e dei sistemi ricadranno sui gestori sia in termini di tempo sottratto al lavoro quotidiano – si stimano 8 ore per macchina – sia in termini economici – si calcola una spesa globale per il settore tra i 40 e i 50 milioni di euro. L’intero comparto ha prontamente reagito presso le istituzioni attraverso la voce dell’Associazione di categoria. Confida, anche questa volta supportata da Confcommercio, si è adoperata per evitare un aumento che, va ricordato, segue di soli due mesi quello dal 21 al 22% e che va di nuovo a colpire le tasche dei consumatori. In un periodo di forte contrazioni dei consumi, anche quelli ai distributori automatici, la decisione del Governo contribuirà a impoverire ulteriormente il borsellino e, di conseguenza, a ridurre ancora di più la spesa nel fuori casa. A subirne le conseguenze saranno soprattutto le piccole compagnie di gestione e quanti non potranno assorbire l’aumento, facendosene carico senza apportare aumenti sui propri distributori automatici. Sia Confida che autonomi gruppi di gestori hanno organizzato incontri sul territorio per esaminare la questione e individuare una strategia operativa univoca che permetta all’intero settore di assumere un comportamento omogeneo di fronte ai propri

clienti. Confida, inoltre, ha distribuito nel corso delle riunioni un adesivo da apporre sui distributori in cui è spiegato in maniera semplice e chiara la causa dei rincari delle consumazioni. Ciò affinché tutti fossero al corrente del fatto che l’aumento non dipende da un’iniziativa del settore, ma da una manovra del Governo che colpisce la tassazione indiretta. Nello stesso tempo è emersa da parte di alcuni gestori un’ulteriore tendenza, cioè quella di cogliere l’occasione della variazione dell’IVA per aumentare i prezzi oltre lo stretto calcolo dei 6 punti percentuale. In considerazione del fatto che i prezzi delle consumazioni ai distributori automatici sono rimasti sostanzialmente invariati dal 2002, ossia dal passaggio dalla lira all’euro, nonostante l’aumento dei costi delle materie prime, questa è sembrata l’occasione propizia per un adeguamento globale dei prezzi della somministrazione al costo medio della vita. Nonostante gli sforzi sembra che alla vigilia dell’entrata in vigore della Legge, i consumatori non siano ancora abbastanza informati e che i gestori non siano pronti ad assumere un comportamento univoco. Il timore per molti è di subire ulteriori perdite economiche, oltre quelle già sofferte a causa della contingenza generale negativa.

Abbiamo cercato di capire con quale logica si stia muovendo il comparto, inviando a un campione formato da compagnie di gestione operanti su tutto il territorio, un questionario costituito da alcune domande incentrate sul comportamento dell’azienda rispetto alle procedure di adeguamento prezzi e sulla reazione dei clienti. Non potendo pubblicarle tutte, ne abbiamo scelte alcune significative dei diversi orientamenti che si stanno delineando.

L’esperto


GAVI DISTRIBUZIONE – Marche – Risponde Virgilio Gari Non crediamo che i consumatori siano sufficientemente informati sull’aumento dell’IVA, ma stiamo cercando di farlo noi attraverso i nostri commerciali. Chiaramente l’aumento dei prezzi non trova mai la comprensione del cliente e prevediamo che, almeno all’inizio, ci sarà un calo dei consumi. Ma piuttosto che lasciare i clienti, cercheremo di trovare con loro un punto d’incontro. Secondo la mia opinione, il continuo presentare questo settore come l’isola felice del commercio ha fatto sì che il fisco ci puntasse gli occhi. A ciò si aggiunge il comportamento scorretto dei Grandi Gruppi che per conquistare il mercato non si sono fatti scrupolo di concedere e/o accettare importanti ristorni, oltre che fare acquisizioni sul territorio a prezzi esorbitanti. In un certo senso ciò ha inquinato il mercato. Certo piacerebbe a tutti e sarebbe giusto portare il prezzo del caldo a 50 centesimi ma il mercato lo impedisce.

METHODO srl – Lazio – Risponde Stefano Maggi Purtroppo a pochi giorni dall’aumento ufficiale dell’IVA i nostri clienti non sembrano aver recepito che ci sarà un aumento dovuto ad una decisione del Governo e non dei gestori. Noi abbiamo fatto e facciamo un lavoro d’informazione costante attraverso i nostri commerciali e i nostri caricatori che quotidianamente incontrano i clienti. Dai report devo dedurre che un 60% non sarà d’accordo e minaccerà di cercare alternative sul mercato. Probabilmente convincerli con la qualità del prodotto e del servizio non sarà sufficiente. Per convincere i più ostili, pensiamo di proporre una proroga con scadenza, anche se ci piacerebbe passare direttamente e subito al listino unico a 50 centesimi per le bevande calde.

GRUPPO ILLIRIA - F.V. Giulia, E. Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio – Risponde Lisa Cattarinuzzi Anche se in linea generale i clienti ci sembrano abbastanza informati sull’argomento attraverso i mezzi di comunicazione, ci siamo attivati istruendo il reparto commerciale che svolge un lavoro d’informazione sul territorio. Inoltre, in base alla fascia di clienti, abbiamo provveduto a spedire un’informativa sull’argomento via e-mail attraverso pec. In generale preferiremo lasciare i clienti che si mostreranno restii all’aumento, anche se potremo valutarne l’entità solo più avanti. Certo, ci piacerebbe applicare un listino unico a 50 centesimi ma difficilmente il mercato ce lo permetterà.

LA GRANCORI – Piemonte – Risponde Roberta Coriasco Credo che i clienti non siano affatto informati e quando gli si parla di aumento dell’IVA intendono ancora quello dal 21 al 22% e non quello specifico per il vending, di cui i media, soprattutto i telegiornali, hanno parlato poco. Noi stiamo cercando di fare informazione e tutti i collaboratori della Grancori che hanno contatti con i clienti sono stati istruiti sull’argomento. In ogni caso credo che il 70% di essi si mostrerà comprensivo; cercheremo di convincere il restante 30% per non rischiare di perderlo. Bisogna venirsi incontro perché noi operiamo in Piemonte, una regione che soffre molto la crisi. Figuriamoci se potremmo riuscire a portare i prezzi del caldo ad un listino unico a 50 centesimi, come alcuni suggeriscono. È un’utopia! IL PICCOLO PRINCIPE – Friuli Venezia Giulia – Risponde Cristina Vedovi I nostri clienti non sono preparati sulla questione dell’aumento dell’IVA e, d’altra parte, noi siamo una piccola realtà e gestiremo l’aumento situazione per situazione. Tenendo conto del fatto che noi vendiamo solo caffè del commercio equo e solidale, chiedere di più ci metterebbe fuori mercato. Col calo dei consumi che c’è stato, anche senza l’aumento dell’IVA, rischieremmo di perdere ancora altre battute. SPINEL srl – Puglia – Risponde Cesare Spinelli Per gli operatori del vending aumentare i prezzi significa un importante sforzo commerciale, necessario a sensibilizzare i clienti. Noi lo stiamo facendo attraverso l’intera nostra struttura. È necessario che tutti comprendano che questo provvedimento è stato imposto al settore e non lo abbiamo voluto noi. Anzi, rispondere alla Legge incide notevolmente sui bilanci delle imprese che dovranno modificare i prezzi sui distributori selezione per selezione, spirale dopo spirale. Ma bisogna agire e in fretta perché chi non lo farà vedrà ridotti quotidianamente i propri ricavi del 6%. In questo particolare momento della storia della distribuzione automatica ogni gestore deve assumere un comportamento coerente e responsabile, che valuti non solo l’adeguamento alla nuova aliquota IVA, ma anche l’aumento generalizzato dei costi (carburanti, plastica…). Per questo motivo il listino unico a 50 centesimi sarebbe un giusto riconoscimento agli sforzi, agli investimenti e ai sacrifici che ogni giorno i gestori mettono in campo. Questo potrebbe essere un aspetto positivo dell’aumento dell’IVA, unito alla consolazione che questi sacrifici contribuiranno a regalare ai nostri figli un ambiente più pulito e salutare.

L’esperto

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Adeguamento e non aumento a cura di Antonio Manicone dottore commercialista

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erché bisogna parlare di adeguamento prezzi e non di aumento e perché chi si dice che chi non lo fa è contro la legge?    Visto che a cambiare è solo l’imposta che grava sul consumatore finale e che il gestore assolve all’erario solo perché lui l’ha riscossa, non è corretto parlare di aumento inteso in senso generico. Il prezzo finale chiaramente aumenta, non perché il gestore guadagna di più ma semplicemente perché su quel bene il consumatore deve pagare un’imposta maggiore che è tutta a

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Numero 7 - Anno 2013

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IL CONTROLLO È TUTTO Numero 7 - Anno 2013

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per arrotondamento sarà di 0,32. Per motivi tecnici legati al taglio di moneta accettati dalle gettoniere, diventa necessario un ulteriore arrotondamento a 0,35. I gestori che con l’occasione aumenteranno il prezzo a 0,50 difatti porteranno il prezzo da 0,28846 a 0,4545 che si ottiene dividendo 0,50 per 1,10.   Le maggiori entrate conseguenti all’aumento cosa rappresentano per le compagnie di gestione che vantano crediti nei confronti dello Stato generati dall’ormai ex aliquota agevolata al 4%? Giovamento o perdita?   Per le compagnie l’aumento dell’IVA non sarà né una perdita né un vantaggio, sempre che esse si limiteranno ad adottare la precedente procedura, visto che l’imposta graverà sempre sul consumatore finale che la paga alla compagnia. Semmai, visto che le società dovranno versare più IVA allo stato in quanto ne hanno incassata di più, tenderanno a diminuire i crediti IVA verso l’erario che comunque rimangono, visto il differenziale d’imposta fra gli acquisti e le vendite.

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favore dell’erario. Chi non aumenta il prezzo non infrange la legge ma commette una leggerezza nei suoi stessi confronti. Pur volendo mantenere invariato il prezzo finale, sia in fattura che in corrispettivi dovrà comunque applicare l’aliquota del 10% e di conseguenza diminuire l’imponibile che è il valore su cui guadagna. Quindi, se scorpora o applica il 10% senza modificare i prezzi non infrange la legge ma guadagnerà solo di meno.   Posto un prezzo medio del caffè a 0,30, volendo rispettare la variazione dell’aliquota e tenendo conto che alcuni gestori aspettano questo momento per aumentare i prezzi verso € 0,50, quale sarebbe il prezzo giusto?   Per tutto quanto detto, atteso un prezzo medio di 0,30 per un caffè, il corretto comportamento deve essere quello di stabilire il prezzo attualmente praticato al netto dell’IVA che si ottiene dividendo il prezzo per 1,04 da cui si ottiene: 0,30/1,04= 0,28846 e applicare a questo il 10% che è la nuova imposta. Per cui: 0,28846 x 10%= 0,028846 che sommato allo stesso imponibile (0,28846 + 0,028846  = 0,317306) che

che si chiamerà , che sarà supportata dall’apertura di un nuovo locale in centro a Firenze. Qui saran-

Numero 7 - Anno 2013

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da microtostatrice da 5 kg, e con vendita ready to order, ovvero oggi riceviamo l’ordine, domani mo. Questo è pensato per far si che ci

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ben più serio. Ce ne parla? -

realtà dietro a quella che può sembrare un’imitazione dei più popolari reality show si nasconde un intento

mero dei bar in Italia, e ciò ha ovviamente portato ad un abbassamento generale della professionalità. Rite-

piano di cosa stanno parlando quanziamo Barista & Farmer, per allargare se di origine, facendo così in modo che matore si accorci il più possibile.

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