Page 1

BOLLETTINO TRIMESTRALE DI CULTURA VEGETARIANA.

A NNO 5, N UMERO 1.

G ENNAIO 2007.

Se ami la vita e la rispetti, se vuoi che qualcosa cambi in meglio, comincia da te stesso: prendi l’impegno di non nutrirti di violenza: diventa VEGETARIANO e ti accorgerai che è l’inizio di un cammino giusto e utile per la tua salute e quella del Pianeta. La nostra associazione ti può aiutare in questa tua scelta. http://www.vegetariani-roma.it

francolibero.manco@fastwebnet.it


Mondo Vegetariano.

Pagina 2.

Gennaio 2007.

CHI SIAMO. L’Associazione Vegetariana Animalista “Armando D’Elia”, già Gruppo Vegetariano “Armando D’Elia”, nasce nell’anno 2002 come Movimento Indipendente di ispirazione olistica. Il nostro interesse nasce dal ripudio di ogni espressione violenta nei confronti dell’uomo, degli animali e della natura, dall’amore verso la Vita e dalla consapevolezza che solo da un corretto modo di vivere e di alimen-

tarsi (secondo le leggi naturali conformi alle nostre esigenze fisiologiche di esseri fruttariani) è possibile conservare la salute del corpo, l’equilibrio mentale, i valori morali e spirituali. Infatti la pratica del vegetarismo favorisce lo sviluppo di una coscienza umana piú giusta e sensibile, una mentalità di pace e di disponibilità verso il prossimo, il superamento dello sfruttamento degli animali e delle risorse naturali, e l’eliminazione della fame nel mondo.

COLLABORAZIONE. La collaborazione a Mondo Vegetariano è gratuita. Le opinioni degli articolisti possono non coincidere perfettamente con la filosofia che anima l'Associazione. Ogni articolista resta, pertanto, responsabile delle sue affermazioni. Coloro che intendono collaborare con il Bollet-

tino possono inviare i loro articoli per posta ordinaria a Franco Libero Manco, in Via Cesena 14, 00182 Roma, oppure per posta elettronica a: francolibero.manco@fastwebnet.it. Quanto ricevuto non verrà restituito e la Redazione si riserva di ridurre, in caso di utilizzo, la sua lunghezza.

Per ricevere il bollettino occorre iscriversi all’Associazione per un anno. Socio sostenitore: 60 Euro; socio ordinario: 30 Euro; studenti, pensionati, disoccupati e minori: 20 Euro. Sede: Via Cesena 14, 00182 Roma, tel. 06

7 022 863. E-mail: francolibero.manco@fastwebnet.it. Conto corrente postale: 58 343 153 intestato ad Associazione Vegetariana Animalista, Via Cesena 14, 00182 Roma. * * *

ARGOMENTI

E

LORO

PAGINE.

Nostra cronaca. Etica universale. Pricipî nutrizionali. Alimentazione e salute. Problemi dell’infanzia. Costume e società. Ipotesi di iniziative. Poveri animali. Hanno detto. L’angolo della poesia. Indirizzi di nostri amici. N UN

O S T R A

RIEPILOGO IN BREVE.

Sabato 18 Novembre. Manifestazione contro la produzione e l’uso delle pellicce, a Roma in Via Del Corso all’altezza di Piazza Di Spagna, in mezzo a un flusso indescrivibile

C R O N A C A

2. 3. 5. 7. 8. 9. 12. 12. 14. 15. 16.

.

di gente. Venerdí 1 Dicembre. Cena e festa vegetariana “Veganinsieme” da noi organizzata e gestita nel locale “Ouverture” a Roma in Via Tripoli 22, con piccoli spettacoli, danze e musiche.


Mondo Vegetariano.

Pagina 3.

Gennaio 2007.

to Internet»).

Sabato 20 Gennaio. Conferenza di Franco Libero Manco nella libreria “Safarà” a Roma in Via Delle Vestali 6 sul tema “Come diventare vegetariani”. PROSSIME OCCASIONI PREVEDIBILMENTE IN ARRIVO.

Giovedí 11 Gennaio. Inaugurazione della nostra nuova sede operativa in Piazza Asti 5 A con la conferenza sul tema “Leggi a tutela degli animali”, tenuta dalla Dottoressa Roberta Pinto del Comune di Roma. (Le nostre precedenti conferenze bisettimanali sono state tenute in Via Celsa 5; le successive proseguono in questo nuovo indirizzo; il loro interessante calendario viene distribuito in un opuscolo, talvolta anche per strada, ed è comunque sempre bene in vista nel nostro «siE

T I C A

Sabato 24 Febbraio. Conferenza di Franco Libero Manco nella libreria “Feltrinelli” a Roma in Viale Guglielmo Marconi 92 sul tema “Perché essere vegetariani”. Giovedí 15 Marzo. Assemblea generale dei nostri soci in Via Celsa 5. Venerdí 30 Marzo. Nostro convegno annuale in Campidoglio sul tema “Un pianeta da salvare: sette miliardi di vegetariani per forza o per amore”. Sabato 31 Marzo. Dalle 17 alle 20 manifestazione di protesta in Via Del Corso contro la strage degli agnelli e degli animali in genere in prossimità della Pasqua.

U N I V E R S A L E

L’INSOSTENIBILE PERBENISMO DEI MODERATI. Franco Libero Manco. [Riportiamo questo articolo, sorpresi nel constatare che sul nostro «sito Internet» è stato subito consultato oltre mille volte.] Quando ci poniamo in difesa della vita,

.

della verità e della giustizia, la moderazione non è mai una virtú, ma è un freno che impoverisce lo slancio. Non si dice di far soffrire poco una persona o di essere moderatamente giusti e leali; non si dice a una madre di parlare con moderazione a coloro che stanno violentando sua figlia o a un uomo di muoversi con calma nello spegnere l’incendio della casa. Davanti alla terribile realtà che viviamo,


Mondo Vegetariano.

Pagina 4.

in cui gli uomini si massacrano a vicenda in assurde guerre fratricide; in cui la povertà, le malattie e la fame nel mondo mietono ventimila vittime al giorno; in cui gli animali vengono sterminati al ritmo di millecinquecento al secondo per essere divorati dagli umani; in cui lo sperpero di risorse naturali e la distruzione dell’ambiente apre prospettive inquietanti; di fronte al decadimento dei valori morali generati dall’egoismo e dall’indifferenza verso le vittime del nostro sistema antropocentrico improntato sull’avere e non sull’essere (che si ripercuote in modo devastante sulla società umana e sulla creazione tutta), i moderati, gli imperturbabili, quelli che si accontentano di limitare i danni delle proprie scelte, quelli che ritengono che la loro vita sia già piena di rinunce, quelli che ci considerano esagerati, estremisti, di fronte alle nostre argomentazioni ritengono che per arginare i mali del mondo sia sufficiente rinunciare al nostro superfluo. Ma si sa, in questo mondo basta essere coerenti per essere considerati estremisti. E quando cerchiamo di evidenziare gli effetti delle nostre abitudini alimentari sulla nostra salute, sull’economia mondiale, sull’inquinamento e sull’ambiente, si sentono accusati, violentati nelle loro scelte, pervasi da un senso di rabbia per ilpericolo di dover rinunciare ad alcuni piaceri della vita. La maggioranza non cerca ciò che serve ad avanzare sul piano dell’etica e della spiritualità, non cerca ciò che è giusto per sè stessi e per il prossimo: cerca conferma alle sue scelte, alle sue posizioni, ai proprî attaccamenti, e si rifiuta di vedere gli effetti delle proprie scelte, di capire che è la sommatoria degli egoismi personali ciò che genera la disarmonia collettiva. Questa è la civiltà degli ipocriti, dei sepolcri imbiancati, lontana dal pensiero di Cristo che affermava «… la verità vi farà liberi». Il mondo è pieno di gente (anche ad alto livello) che opera per il bene dell’uomo, che lotta contro le ingiustizie sociali, contro le guerre, l’aborto, la pena di morte, la tortura e cosí via, ma poi, candidamente (quanto ipocritamente) ritiene giusto, e spesso doveroso, divorare a tavola le membra di un mite agnellino, un coniglio, un pollo, e finge, ipocritamente, di inorridire alla vista di quegli spettacoli

Gennaio 2007.

che mostrano gli effetti di queste sue scelte. Siamo considerati estremisti, esagerati e certo lo siamo: per noi uccidere uno o centomila è la stessa cosa perché il valore della vita non è inversamente proporzionale al numero dei suoi componenti; per noi la violenza e l’ingiustizia non è piú o meno grave a seconda della vittima; per noi quando viene ucciso un cavallo, un uccello o un abete è parte di noi che viene uccisa. Chi ha visto l’inferno dei mattatoî o quello della vivisezione non può parlare con moderazione: tutto dipende dal modo in cui uno vive il problema e da quanto chiara ha la visione della relazione esistente tra le scelte personali e i mali del mondo. L’uomo è capace di uccidere il suo simile perché è abituato a distinguere vita da vita, dolore da dolore, mentre queste sono realtà universali che accomunano tutti gli esseri viventi. Il nostro essere vegetariani e animalisti non è solo uno stile di vita, ma l’anello mancante e il mezzo piú potente per realizzare un mondo migliore. La nostra missione è rendere consapevole l’uomo degli effetti delle sue scelte egoistiche. Il nostro discorso è duro e aggressivo perché mette sotto accusa la coscienza e il superficialismo dei moderati, la comoda sonnolenza della stragrande maggioranza della gente. Il nostro discorso è per chi vuole progredire, non per coloro che cercano giustificazioni ai piaceri cui non vogliono rinunciare, anche se sanno che costano sofferenza, sangue e morte a tante vittime innocenti. Non ci interessiamo di vegetarismo e di animalismo perché in preda ad attacchi di romanticismo: l’essere universalisti è una scelta di vita che coinvolge l’essere umano nella sua interezza mentale, morale, fisica, spirituale, e si estende al contesto naturale. Uno degli scogli principali da superare è proprio quello dei moderati, dei tiepidi, di chi considera il non mangiare la carne una scelta come un’altra e non la decisione di chi sceglie la vita invece della morte, il bene invece che il male, il progresso invece del ristagno. È vero, le medicine vanno prese in dosi diluite altrimenti si ottiene l’effetto contrario: chiedendo tutto forse si finisce col non ottenere nulla, ma noi abbiamo l’obbligo morale di indicare il punto di arrivo. Ci sono problemi piú impor-


Mondo Vegetariano.

Pagina 5.

tanti? C’è forse qualcosa di piú importante della vita delle persone, degli animali e del pianeta? La vivisezione è il crimine piú nero, ma l’ingiustizia suprema verso un animale, oltre a farlo soffrire ingiustamente, è quello di ucciderlo, farlo a pezzi, cucinarlo e mangiarselo. L’errore sta nel non voler capire che tutti i problemi sono interconnessi, che i mali del mondo non possono essere risolti singolarmente perché tutto è inseparabilmente e inesorabilmente collegato. Io piango il dolore delle vittime, la sordida brutalità con cui l’uomo riesce ad annientare un suo simile perché la sua coscienza, che emerge dagli abissi della preistoria, non è stata educata alla compassione, alla condivisione, ma all’indifferenza e al disprezzo della vita P

IL

R I N C I P Î

che lo circonda: abituato a sopraffare gli animali l’uomo è diventato carnefice anche di sè stesso. Io sarò duro nel denunciare questa cultura di sfruttamento e di sistematico massacro dei piú deboli, questa spaventosa indifferenza verso la sofferenza di miliardi di creature innodei piú deboli, questa spaventosa indifferenza verso la sofferenza di miliardi di creature innocenti; so di essere nel giusto perché difendo la vita, la civiltà, il progresso morale, civile e spirituale, non scenderò a compromessi con la mia coscienza, non sarò edulcorato, non celerò la verità dei fatti: parlerò con garbo e gentilezza ma con determinazione; informerò, sensibilizzerò il cuore della gente, sempre ed ovunque, e mi farò ascoltare.

N U T R I Z I O N A L I

. Leila Nicoletti.

LATTE DI DONNA

Contiene il 40 % di caseina e il 60 % di proteine del siero, diversamente dal latte di mucca, che ha l’80 % di caseina e il 20 % di proteine del siero. Non contiene la frazione della caseina «Alfa S 1», ma sette componenti tra cui la «frazione K» ed altre proteine legate al fosforo. Le proteine del siero contengono immunoglobuline «A», soprattutto nel colostro, «G» ed «M». Tra gli amminoacidi contenuti nelle proteine, ci sono un minore contenuto di metionina e uno maggiore di cistina, rispetto a quello

Gennaio 2007.

.

del latte di vacca. Il feto infatti riesce a utilizzare gli amminoacidi solforati a partire dalla cistina e non dalla metionina. La quantità di sostanza azotata non proteica è praticamente uguale a quella del latte di vacca, ma la percentuale di azoto totale risulta maggiore (16 % rispetto al 5 % del latte di vacca). Sono presenti pochi acidi grassi saturi a catena corta, come l’acido butirrico, l’acido caprinico e cosí via, mentre ci sono molti acidi grassi insaturi, soprattutto il linoleico (10,6 %). Il latte di donna permette un maggiore assorbimento di acido palmitico, come monogliceride, mentre nel latte di vacca, pur liberandosi acido palmitico, poiché nel lume intestinale viene a combinarsi con il calcio, quest’ultimo precipita come sapone ed è escreto con le feci. Inoltre, i fosfolipidi contenuti nel latte di donna sono in quantità circa doppia rispetto a quella del latte di vacca. La quantità di glucidi è maggiore rispetto a quella del latte di vacca, come anche il contenuto di ferro, che è meglio assimilabile, di rame e di iodio. Il contenuto di vitamine idrosolubili come tiamina, riboflavina, B 6 e B 12 è minore rispetto al latte di vacca, mentre è maggiore il


Mondo Vegetariano.

Pagina 6.

contenuto di niacina e vitamina C. Una caratteristica che distingue il latte di donna dagli altri latti è quella di permettere lo sviluppo del lactobacillus bifidus, proprio per la presenza del fattore bifido. Tale bacillo è in grado di fermentare il lattosio in acido lattico e acido acetico, determinando nel lattante una diminuzione del «ph» intestinale, che offre una difesa naturale verso germi patogeni, come il tifo.

SALE: INDISPENSABILE NELL’ALIMENTAZIONE?

IL

Herbert Shelton. Esistono quantità di sali che sono essenziali alla vita degli animali (e delle piante). Si tratta dei varî sali organici sintetizzati dalle piante durante la loro crescita. I sali di ferro, di rame, di calcio, di magnesio e cosí via sono necessarî, ma non è a questi sali che ci si riferisce quando si parla della necessità del sale. Mangiare il sale è una violazione delle disposizioni della natura in base alle quali le piante devono ricavare nutrimento dal suolo e gli animali possono sopravvivere con i prodotti delle piante. Nel momento in cui mangiamo il sale stiamo scavalcando il regno vegetale e andando a cercare il nostro cibo direttamente nel regno minerale. Il sale non è affatto nutriente; anzi non offre al corpo alcun nutrimento. È sia indigesto che inassimilabile. Se il sale fosse veramente indispensabile, ne troveremmo l’uso universale tra tutti i tipi umani, e quasi in tutti gli animali. Ma non è cosí. Esistono numerose popolazioni che non usano il sale, e in realtà la maggior parte della razza umana ha vissuto ed è morta senza conoscere la sua esistenza. Generalmente il sale viene prescritto dai

Gennaio 2007.

medici qualificati nei disturbi nei quali l’eliminazione è insufficiente; specialmente nelle insufficienze renali. I medici adoperano una dieta con libero uso di sale nell’epilessia, nel morbo di Bright e spesso nella tubercolosi, a causa della sua influenza deteriorante sui nervi, sui reni e sui polmoni. Alcuni individui sembrano essere «allergici» al sale, consumato nelle quantità usuali. È talmente forte l’illusione che il sale sia indispensabile, che a queste persone viene consigliato non già di smettere di usarlo, bensí di usarlo in quantità ridotte. Il sale è un potente irritante. Un pizzico in un occhio o su una ferita rivelerà il suo potere irritante. Posto su un taglio o su una piaga provoca un acuto dolore. Immesso nel corpo, ha lo stesso effetto sui tessuti e sui nervi. Il sale è dovunque connesso alla resistenza vitale, quando si parla del cosiddetto «effetto stimolante». Un cucchiaio di sale, somministrato a un bambino od a una persona che non ne usi, fa aumentare i battiti del cuore di dieci o piú al minuto. Tutti gli «irritanti» agiscono come «stimolanti». L’uso ripetuto di qualsiasi irritante sfocia in debilitazione e atonia, che si sviluppano in gradi diversi, commisurati all’effetto irritante della sostanza. Una tale irritazione, o «stimolo», è uno spreco di vitalità e non è mai giustificabile. Il sale provoca un decadimento del senso del gusto, fino al punto in cui esso non è piú in grado di apprezzare i sapori delicati del cibo e perde il suo potere discriminante. L’uso del sale, cosí come quello delle spezie, corrompe il senso del gusto e indebolisce, o addirittura distrugge, la nostra capacità di distinguere le varie sostanze alimentari ingerite. Chi abitualmente adopera il sale non è capace di assaporare il suo cibo se esso ne è privo. Il sale contraffà il gusto naturale del cibo, impedendo cosí il preciso adattamento dei succhi gastrici alla natura del cibo mangiato. Esso non può, in nessun modo, migliorare o aiutare la digestione come viene spesso dichiarato. Il senso del gusto non è solo un fattore importante e necessario affinché si verifichi l’adattamento dei succhi gastrici al cibo mangiato, ma anche una guida alla quantità del cibo da mangiare. Un gusto perfettamente nor-


Mondo Vegetariano.

Pagina 7.

male è una guida perfetta e affidabile per sapere quando smettere di mangiare, sempre che si stia mangiando cibo naturale e non conservato. Si dice che il sale renda i cibi piú appetibili. Si dice che i cibi non salati, o poco salati, siano estremamente insipidi. Solo coloro che sono costretti a mangiare tali cibi per lungo tempo possono capire quanto l’ordinario sale ha condizionato tutti noi. Il sale non è, e non è mai stato, universalmente usato per insaporire i cibi. Esso non acuisce il senso del gusto, ma lo ottunde. Non esalta i sapori caratteristici dei varî cibi, bensí li copre. Colui che mangia sale assapora il sale piuttosto che il cibo. Il sale non gratifica il palato di nessuno all’infuori dell’uomo che ha coltivato la perversione di manALIMENTAZIONE ALIMENTAZIONE

VEGETARIANA E PRESTAZIONI ATLETICHE.

Davidi Nieman. Questo articolo è la risposta, pubblicata in una rivista alla domanda di un lettore: «Sono vegetariano; dovrei aggiungere carne alla mia dieta, se voglio allenarmi in maniera intensiva?». Ecco la risposta del Professor Nieman. No, non serve la carne nella tua dieta per sostenere un allenamento intenso. Le convinzioni sbagliate in merito all’esercizio fisico e alla dieta vegetariana sono molto diffuse, e vorrei chiarire qui come stanno le cose. Una dieta vegetariana è per definizione una dieta che non comprende carne, pesce e pollame. Un dieta latto-ovo-vegetariana include latticini e uova, ma non carne. Le diete vegetariane, quando pianificate in modo adeguato, forniscono tutti i nutrienti necessarî, e aiutano a prevenire e curare alcune malattie. Le diete vegetariane offrono un gran numero di benefici nutrizionali, compresi bassi livelli di grassi saturi, colesterolo e proteine animali, e alti livelli di carboidrati, fibre, magnesio, potassio, folati e antiossidanti, come le vitamine C ed E.

Gennaio 2007.

giarlo. In vista dei fatti ben noti che: tanto l’uomo quanto gli animali possono vivere e mantenere il piú alto grado di salute e sviluppo e raggiungere età avanzate senza sale, che il sale non viene metabolizzato nel corpo ma viene espulso nella stessa forma in cui viene consumato, che il sale esercita un’azione inibitoria su alcune funzioni vitali, e che i mangiatori inveterati di sale possono smettere di usarlo bruscamente e permanentemente non solo senza danno, ma con reali benefici, come si può ancora sostenere che questo irritante sia necessario e benefico? Che l’uso del sale non aggiunga piacere alla vita e che al contrario glie ne toglie viene confermato da tutti coloro che hanno smesso di usarlo. E

SALUTE

.

I vegetariani tendono a essere piú magri dei non vegetariani, hanno livelli di colesterolo nel sangue minori, e la pressione piú bassa, e soffrono meno delle media di malattie cardiache, diabete di tipo Due e cancro al colon e alla prostata. Qual è il cibo migliore per gli entusiati della forma fisica e gli atleti? Dopo l’allenamento e l’ereditarietà, per le prestazioni atletiche nulla è piú importante della dieta. E non c'è davvero scarsità di opinioni riguardo al tipo di dieta. Gli atleti e i guerrieri dell’antica Grecia e di Roma enfatizzavano una dieta a base di carne per essere piú competitivi. Milone di Crotone, un leggendario lottatore greco, che consumava enormi quantità di carne, non fu mai messo fuori combattimento in cinque olimpiadi (532 - 516 A. C.). I gladiatori romani credevano che la carne li rendesse combattenti migliori, una convinzione che persiste anche ai nostri giorni tra molti giocatori di football, pallacanestro, baseball. Gli atleti vegetariani hanno contrattaccato durante la seconda metà dell’Ottocento. Le associazioni vegetariane formarono dei club di atleti e di ciclisti, i cui membri spesso ottenevano risultati migliori dei loro avversarî carnivori nelle gare di resistenza come


Mondo Vegetariano.

Pagina 8.

la maratona. Nell’era moderna, varî atleti ad alto livello, come il triatleta Dave Scott, il bodybuilder Bill Pearl, il maratoneta Paavo Numi, le tenniste Martina Navratilova e Billy Jean King, il lottatore olimpico Chris Campbell e la pattinatrice artistica Surya Bonaly, hanno dimostrato che la dieta vegetariana è compatibile con la prestazione atletica ai piú alti livelli. Le ricerche condotte lungo l’ultimo mezzo secolo hanno mostrato che i carboidrati sono il carburante primario per i muscoli che lavorano, per tutti i tipi di sport, compresi il sollevamento pesi, gli sport di squadra e le attività di resistenza (come la corsa, il nuoto e il ciclismo). Dato che la dieta vegetariana è naturalmente ricca di carboidrati, un numero sempre crescente di atleti diventa vegetariano, o almeno quasi vegetariano. I vegetariani riescono a ottenere dalla PROBLEMI

dieta abbastanza ferro e proteine per la salute e per le prestazioni atletiche? Tutti gli studi piú importanti hanno mostrato che le diete vegetariane salutari raggiungono o superano le quantità raccomandate di ferro e proteine, senza bisogno di integratori. L’atleta vegetariano può raggiungere l’introito ottimale di proteine privilegiando i vegetali ricchi di proteine, come legumi, noci e semi e cereali integrali. I cereali da colazione fortificati sono una fonte di ferro importante. David C. Nieman, DrPH, FACSM, è professore e direttore dello Human Performance Laboratory alla Appalachian State University presso Boone, ricercatore, e autore di varî libri di testo sulla salute e il benessere. Fonte: Citizen Times, "Vegetarian diets, when properly planned, provide all the nutrients you need", 19 dicembre 2006. * * *

DELL

MAMMA, CHE COS’È UN VEGETARIANO? Lyndall Greenslade. Spiegare il vegetarianesimo ai bambini che cominciano a parlare. Nella vita di ogni piccolo bimbo vegetariano viene il momento in cui essi capiscono che un altro bimbo, o la nonna, o anche l’animale di casa, sta mangiando qualcosa che a loro non è permesso mangiare. Forse a un anno vostro figlio inconsapevolmente tenta di afferrare il panino al prosciutto di un amichetto. O a due anni piange forte per protesta quando gli sfili dalle mani la salsiccia che la cara zia Betty gli aveva dato con tanta generosità. Quando compirà tre anni, dovrete cominciare a pensare a una strategia! La mia bimba di tre anni ha già capito che non le è consentito mangiare carne. Ha ascoltato abbastanza delle nostre conversazioni per essere consapevole che c’è qualcosa che si chiama «vegetariano». Ora ha cominciato a chiedere perché e, a essere onesti, noi siamo imbarazzati! Naturalmente, sappiamo le nostre ragioni per la scelta vegetariana, ma spiegarle

Gennaio 2007.

’INFANZIA.

a qualcuno di tre anni è estremamente complicato. Lei non accetta piú certe ragioni davvero semplicistiche (che, a essere onesti, includono anche la risposta disperata di mio marito: «Perché noi non la mangiamo»). No, lei vuole la spiegazione completa. Per un momento, spiegare che non vogliamo far del male agli animali sembrò soddisfarla, ma piú tardi volle sapere come mai mangiare carne aveva a che fare con il fare del male agli animali. Ora penserete che dovremmo semplicemente spiegarle l’intero fatto che «la carne viene dagli animali ammazzati», ma se si ha un figlio estremamente sensibile come abbiamo noi, ciò condurrà senz’altro a un disastro. Questa bambina piange quando una formica viene schiacciata accidentalmente! Cosí, stiamo provando con molta cautela a evitare di presentarle una visione rosea del mondo. Abbiamo cominciato a parlare degli animali che muoiono e ciò ha portato a domande insistenti riguardo a quando morirà il nonno. Le persone lo mangeranno? Cosí abbiamo provato a spiegarle che abbiamo fatto una scelta personale di non essere coinvolti nella sofferenza degli animali mangiandoli, al che lei ha


Mondo Vegetariano.

Pagina 9.

Questa non è stata la spiegazione perfetta, ma le ha dato alcune idee generali e ha generato alcune discussioni interessanti. So che, nel suo mondo immaginario di principesse e fate, una storia di una principessa magica che spiega il vegetarianesimo in un modo divertente e allegro sarebbe piú accessibile per lei, ma ciò è il meglio che potevo fare in questa fase. Vale la pena pensarci con un certo anticipo. Quando vostro figlio è ancora un bebè non avrete bisogno di grandi spiegazioni, se non di quelle per i fastidiosi parenti che non la smettono mai con il ferro. Ma verrà il tempo in cui avrete bisogno di dare alcune spiegazioni. E, credetemi, non è facile. Avrei voluto pensare a cosa dire in anticipo, perché è certo che i vostri figli chiederanno perché non mangiano carne all’ora di punta o al bagno o al pranzo di Natale della zia Betty. Cosí pensateci per tempo. Abbiate ben chiare la vostre ragioni, non solo nella vostra testa, ma siate preparati a renderle in parole in un modo che il vostro piccolo vi capisca. E se qualcuno ha un consiglio riguardo a cosa fare quanto raggiungono l’adolescenza e domandano una bistecca, lo prego di chiamarmi!

chiesto: «Allora la nonna è cattiva, perché vedo la carne nel suo frigorifero?» (Va bene, non proprio queste parole, ma questo era il succo). Chiaramente, stavamo brancolando nel buio e avevamo bisogno di ispirazione. Cominciai a cercare un libro per bambini che l’avrebbe aiutata a capire. Dopo una vasta ricerca, trovai un solo libro ed era per bambini di età superiore. Sicuramente, noi non eravamo i soli genitori alle prese con il problema ad aver cominciato a pensare a lungo e con difficoltà a come meglio affrontare il soggetto. Ci sono tre filoni principali con i quali un bambino ha bisogno di familiarizzare a proposito di ciò che ha a che fare con la nostra scelta. Ha bisogno di sapere che da un punto di vista ambientale il vegetarianesimo è la scelta migliore. E che, ancora, il vegetarianesimo è vincente dal punto di vista salutistico e dal punto di vista etico. Con questi tre settori in mente, ho cominciato a ritagliare immagini, scegliendo quelle che meglio si adattavano alle tre categorie. Ho ritagliato foreste, laghi e montagne e ho scritto sotto le immagini una semplice storia su questioni ambientali pertinenti allo stile di vita vegetariano. Il mio «libro della salute», che includeva con brevi spiegazioni immagini di cibi sani e orti di verdure, cosí come paesaggi naturali, animali dei «cartoni animati», animali domestici e altrettante immagini di persone che meditano (noi siamo buddisti), era adatto a una bambina di tre anni per aiutarla a capire la nostra prospettiva etica. COSTUME U N V E G ET A R I A N O C H E N O N A D D I T E R E M M O C O M E E S E M P IO . Ernesto Bianchi. Ci rifacciamo a un articolo comparso il 13 Luglio scorso nella rivista “L’espresso”, firmato da Annalisa Piras, i cui sottotitoli dicevano fra l’altro: «da Londra, il nuovo re della siderurgia». Un uomo indiscutibilmente ammirevole, di capacità straordinarie; un personaggio eroico e benefico. Diceva un altro sottotitolo: «Vegetariano, ascetico, ogni mattina fa yoga nel suo pa-

Gennaio 2007.

Lyndall Greenslade è una mamma australiana buddista, dedita a uno stile di vita vegano e alla coltivazione degli ortaggi. Nel suo tempo libero le piace scrivere articoli, scalare rocce e partecipare a gare di corsa. * * * E

SOCIETÀ

.

lazzo principesco di Kensington». E continuiamo a copiare dalla stessa fonte. «1950. Lakshmi Miwar Mittal nasce il 15 Giugno in un villaggio povero nel Rajasthan. 1956. Il padre Mohan crea una piccola fonderia a Calcutta. Lakshmi prima di iniziare la giornata di lavoro frequenta un corso di commercio al liceo gesuita di San Xavier. 1976. Fonda in Indonesia un’impresa siderurgica. Da lí per i successivi venti anni effettua acquisizioni in tutto il mondo. 1994. Il padre, preoccupato dalle spericolate scorribande, esige la separazione. Alla


Mondo Vegetariano.

Pagina 10.

famiglia l’India; a Lakshmi il resto del mondo: Trinidad, Kazakhistan, Germania, Usa, Sudafrica, Ucraina, Bosnia, Irlanda, Messico. 2004. Il colpo che lo catapulta al primo posto mondiale: tramite la “Ispa” («acciaio» in sanscrito) acquista la “LMN Holding”, che raggruppa la siderurgia in Europa dell’Est. E compra la “ISG”, sesto produttore Usa, per quattro miliardi e mezzo di dollari. 2005. Acquista il 36,7 per cento nella cinese “Hunan Valin”. 2006. Con la conquista di “Arcelor” si impadronisce del dieci per cento della produzione mondiale di acciaio. «Sono diventato globalizzato prima dell’India», dice di sè con una punta di orgoglio. La sua partita si gioca sulla logica industriale e sull’ortodossia dello «sharehold value»: quel che conta è che gli azionisti ci guadagnino. Musica per le orecchie dell’«establishment» finanziario di Londra e New York. L’intera City, dove risiede almeno un venti per cento degli azionisti “Arcelor”, non ha nascosto l’eccitazione alla vista di una battaglia al rialzo che alla fine ha quasi raddoppiato il valore borsistico. Anche il settimanale “The economist” ha applaudito la vittoria degli azionisti che si sono imposti sui dirigenti, salutando l’emergere di uno «stakeholder power» che, premiando il modello Mittal creatore di plusvalore, incoraggerà altre società di economie emergenti ad andare all’arrembaggio di rivali europei stracotti. Insomma Londra non ha nascosto il suo tifo per Lakshmi, che porta il nome della dea indú della ricchezza. Anche un po’ per l’inconfessabile piacere di vedere un figlio delCommonwealth sfidare da Oltremanica l’invi-so protezionismo e statalismo francese.» E se continuassimo a copiare l’articolo per intero renderemmo meglio l’idea. La costante del suo operato sembra essere stata l’avventurarsi nell’acquisizione di organismi malati o moribondi, rinvigorendoli e rendendoli felicemente e floridamente sani. Dunque salvataggi di posti di lavoro in dissolvimento, produzione di posti di lavoro aggiuntivi, miglioramenti lavorativi e retributivi, benessere, una benedizione in tutti i sensi. Però fra lui e i lavoratori che gli dovrebbero gratitudine incondizionata, e soprattutto

Gennaio 2007.

poi il mare delle altre persone piú sfortunate di loro, ci sembra di vedere un abisso invalicabile e per noi inconcepibile: la smodatezza e la sfrenatezza del lusso abbagliante nel quale lui tiene immersa la propria vita. Un lusso che sicuramente, a quei livelli di sottigliezza mentale, calcolo, padronanza e distacco, deve avere le giustificazioni della logica piú ferrea: il gioco si vince adoperando le regole del gioco: niente vittorie ancora piú grandi senza lusso ancora piú grande. Ma quale teorema ci può dimostrare che non potesse vincere lo stesso facendone a meno? D’altra parte forse nel tipo di società piú omologato la sbalorditività del lusso è davvero un’arma in piú. L’articolo che abbiamo preso a riferimento è fatto proprio bene, e riesce a indicare in un colpo solo un aspetto fondamentale dell’andamento del pianeta, che neanche si saprebbe se ritenere nel complesso buono oppure cattivo. Sarebbe meglio leggerselo tutto, e allora vediamone almeno un altro pezzetto. «Non è per caso che l’offensiva piú ardita per il controllo dell’acciaio mondiale l’ha lanciata dal suo ufficio in Berkeley Square: la piazza, tanto per intendersi, dove vissero Winston Churchill e il barone Clive of Plassey, artefice del dominio della “East India Company” sul Subcontinente. Da lí, ogni sera, passando davanti all’“Annabell’s”, il «nightclub» dell’aristocrazia inglese, e un concessionario di automobili “Bentley”, in dieci minuti il terzo uomo piú ricco del mondo arriva a casa. O meglio a palazzo: accanto al Kensington Palace (dove visse Lady Diana) si erge infatti la sua dimora neopalladiana, formata dall’unione di due ambasciate, che Mittal ha consegnato al «guinnes» dei primati comprandola per settanta milioni di sterline. La casa piú costosa del mondo vanta dodici camere, bagni turchi, piscine con mosaici d’oro, pietre preziose e lastre di marmo ispirate al Taj Mahal. Al contrario di tanti colleghi neomiliardarî, pero, Mittal non compra squadre di calcio, né gli si conoscono «yachts» o vizî particolari. Ascetico e vegetariano, non rinuncia allo yoga quotidiano all’aurora. In compenso quando sua figlia Vanisha, ventiquattro anni, si è sposata con un «invest-


Mondo Vegetariano.

Pagina 11.

ment banker» indiano, le organizzò un matrimonio in puro stile «Bolliwood» che durò una settimana: per la cerimonia Mittal affittò la reggia di Versailles. I millecinquecento invitati furono accolti con un’opulenza degna del Re Sole. E l’intrattenimento, oltre a svariate stelle del cinema indiano, di cui Mittal è un generoso mecenate, includeva anche un concerto di Kylie Minogue, per un conto finale da trenta milioni di Sterline (oltre quaranta milioni di Euro). Elefanti e scimmiette ingioiellate figurarono nell’altrettanto sobria cerimonia nuziale del delfino Aditya, trent’anni, al Victoria Memorial di Calcutta.» Il sacrificio di cosí tanti soldi risulta offensivo nei confronti delle dolorose ristrettezze di altrettanti loro connazionali. E d’altra parte il problema piú grave del mondo è la mancanza di distribuzione dei soldi. Parliamo facilmente male della televisione, che difatti non vede mai l’ora di riesibire volgarità meno prestigiose di queste, ma invece avremmo anche il dovere di lodarla per le volte nelle quali si rende veramente ammiravole. Una volta la nostra televisione nazionale, in un suo striminzitissimo «giornalino delle scienze» che si intitola “Leonardo” e viene trasmesso verso le Quattordici E Cinquanta, forse già addirittura due anni fà, fece passare in sordina un minuscolo capolavoro. Un «filmato» di forse sette minuti, ma di un potere di sintesi insuperabile, che sarebbe proprio favoloso riuscire a recuperare. Cominciava dalle camicie di cotone, che cominciavano ad avere prezzi piú buoni, ma forse prospettive non altrettanto buone per la salute di chi le indossasse. Poi l’India, dove tutto sonnolentamente si scontra col cambiamento. Produzioni e quantitativi si organizzano e razionalizzano. I contadini vengono messi in condizione di migliorare produttività e tenore di vita. Con la modernizzazione non si immagina dove si può arrivare. Insetticidi e semi non riproducibili, quantità inimmaginabili di cotone. Non dimentichiamo il ricorrere dell’esasperazione industriale del cotone negli sviluppi catastrofici: piú clamoroso fra gli esempî, quando l’ebbrezza della pianificazione volle concentrare in un solo territorio il fabbisogno di cotone dell’intera Unione Sovietica si arrivò a cancellare dal pianeta addirittu-

Gennaio 2007.

ra un mare tutto intero: il Mare Di Aral. Ma di questo quel filmetto di sette minuti non aveva il tempo di parlare. Anche qui riferire, e poi a distanza di tempo, non rende l’idea: bisognerebbe vedere il piccolo capolavoro che era quel documento filmato. I contadini ottengono credito, ma si cominciano a indebitare. Il prodotto aumenta, ma i semi vanno ricomprati, gli insetticidi chiamano altri insetticidi, magari in misure crescenti, la salute peggiora, la competizione fra contadini non fa aumentare i guadagni, debiti, apprensione, malattie e poi disperazione aumentano, non si sa piú come finire di pagare gli insetticidi già comprati, e, conclusione di tutta la storiella, i contadini che non ne possono piú si suicidano bevendo proprio quegli stessi insetticidi. Accenni a questo panorama indiano da un punto di vista diverso sono capitati anche in un numero precedente di questo nostro bollettino, quello del Luglio Duemilacinque, dove Susanna Bernoldi, riferendo di sue esperienze nel mondo dei poveri, citava anche il cotone dell’India. (E di passaggio faceva notare come nella loro tradizione di mangiare vegetali si insinua ormai una tendenza a conquistarsi proprio quella carne che noi aborriamo). Concludendo, fra India, vegetariani e indiani, ci piacerebbe, senza neanche pretendere di sbilanciarci in preferenze, mettere semplicemente uno accanto all’altra quel vegetariano intraprendente e benefico di cui sopra che ha portato progresso, e Madre Teresa di Calcutta che non era vegetariana e non ha portato progresso. (E poi anche lei, chi sa?, forse avrà mangiato piú vegetali che altro).


Mondo Vegetariano.

Pagina 12. IPOTESI

DI

UN PROGETTO VEGETARIANO DI CONTRIBUTO ALLA SOLIDARIETÀ. Franco Libero Manco. Carissimi, una delle accuse piú frequenti che ci viene rivolta, sia da parte del mondo cattolico, sia da coloro che non condividono il nostro impegno a favore degli animali, è quella di interessarci di animali mentre dovremmo preoccuparci dei poveri, degli ammalati, dei drogati e cosí via. Naturalmente è solo il pretesto di chi, miope ed inerte, magari non si interessa né degli uni né degli altri, chi non considera gli animali degni di protezione e rispetto e sente in pericolo la sua bistecca. Ritengo che debba essere messa in atto un’iniziativa intesa a confutare questa falsa convinzione in modo da essere inattaccabili anche sul piano operativo e dimostrare che noi, a differenza di loro, in virtú dell’etica universale che contraddistingue la nostra filosofia, ci interessiamo anche di animali, oltre che di esseri umani. Per rendere giustizia al nostro disconosciuto impegno sociale e dare al Movimento quelle evidenti credenziali di essere portatori di una morale piú vasta anche sul piano del volontariato a favore degli umani, propongo la messa in atto di un progetto, da parte di ogni associazione vegetariana e animalista, in cui venga destinato, su richiesta del singolo associato, una parte delle quote associative o dei liberi contributi versati (per empio il cinque per cento) per uno specifico progetto contro la fame nel mondo o in qualunque altro settore a favore dei piú bisognosi. A mio avviso la quoP FOCHE:

O V E R I

UNA STRAGE ANNUNCIATA.

Dal «sito Internet» www.focus.it. Centocinquemila foche uccise in Canadà dall’inizio dell’anno. Ecco i perché di una caccia che suscita perplessità e sgomento. Ogni anno la strage si ripete. Il conto aggiornato delle foche uccise in Canadà, solo nel Duemilacinque, è di oltre centocinquemila. Il bilancio finale per il Duemilaquattro ammon-

Gennaio 2007.

INIZIATIVE

.

ta dovrebbe aggirarsi tra il cinque e il dieci per cento, ma sarebbe necessario stabilire in modo univoco tale quota in modo che sia risaputo che il Movimento devolve una percentuale ben precisa a favore del mondo degli sventurati. Ogni associazione si incarichi di indicare ogni anno il progetto che voglia sostenere in quell’anno, assicurandosi che i fondi arrivino a destinazione senza intermediarî, dando a ogni fine anno conto del risultato ottenuto. A tal fine si potrebbe istituire un registro ufficiale delle associazioni aderenti, dando la massima risonanza mediatica. Abbiamo già amici che operano in India e in Africa, impegnati a diffondere l’utilità e il vantaggio dell’alimentazione vegetariana quale rimedio per combattere la povertà e la fame in quei Paesi, che potrebbero indicarci specifiche necessità. Questa iniziativa potrebbe invogliare coloro che ora ci criticano, anche del settore religioso, a fare delle donazioni a favore delle associazioni impegnate in questi progetti, ma soprattutto darebbe a noi, vegetariani e animalisti, la forza della coerenza assoluta, la possibilità di essere inattaccabili sul piano dell’etica e di rispondere a pieno titolo alla visione universalista che ci contraddistingue e che ci spinge a interessarci dei bisogni di ogni essere vivente. Sottrarre anche poche risorse alle nostre già magre casse può essere doloroso, ma i benefici che ne verrebbero sarebbero sicuramente maggiori. Invito ufficialmente ogni associazione in indirizzo e ogni singolo destinatario a esprimersi in merito. * * * A N I M A L I

.

tava a trecentocinquantatremila individui. E per fermare questa strage l’“IFAW” (International Fund for Animal Welfare) sta conducendo una pressante campagna di informazione. Ecco alcuni dati per farsi un’idea di quanto sta succedendo. Il governo canadese (Department of Fisheries and Ocean) ha autorizzato l'abbattimento di novecentosettantacinquemila foche di Groenlandia (Phoca groenlandica) nel triennio


Mondo Vegetariano.

Pagina 13.

Duemilatrè Duemilacinque: il piú grande massacro di questi pinnipedi. E cosí il pack, l'immensa distesa ghiacciata che fino agli inizî di marzo era punteggiata di batuffoli bianchi, le foche appena nate, è oggi costellata da scie di sangue e carcasse abbandonate. La quota di uccisioni stabilita per il Duemilacinque è fissata a trecentodiciannovemilacinquecento esemplari. Perché questo massacro? Secondo il governo canadese le foche, in soprannumero, danneggiano la pesca, «rubando» troppi merluzzi; in piú, la caccia costituisce un’importante fonte di sostentamento per le popolazioni locali. Numerose ricerche smentiscono entrambe le affermazioni. I merluzzi costituiscono il tre per cento della dieta delle foche, che per altro si nutrono anche di pesci predatori di merluzzi; il sovrasfruttamento della pesca è, invece, un fatto ormai ben noto. Si stima che i cacciatori impiegati in questa attività nell'isola di Terranova, dove si svolge il novantatrè per cento della caccia, siano meno di quattromila su cinquecentomila abitanti, e che i proventi di questa attività costituiscano meno dell’uno per mille del prodotto interno lordo dell’isola. Soldi sulla pelle degli altri. Cospicui profitti sono invece assicurati alle aziende che trasformano le pelli. Un’alternativa piú redditizia potrebbe essere lo sviluppo di un turismo in cui le foche siano una risorsa da ammirare, il «seal watching». È la stessa via che si sta cercando di percorrere in Islanda con le balene: sostituire la caccia con il «whale watching», secondo alcuni studî economici piú redditizio. Le denunce degli osservatori riguardano anche la violenza e la crudeltà dei metodi di uccisione: un arpione «tradizionale», lo «hakapik», è percosso sulla testa della foca; raramente sono usate armi da fuoco. Nonostante le norme vigenti impongano di accertarsi della morte dell'individuo prima di passare a quello successivo, o, peggio, prima di scuoiarlo, spesso ciò non avviene: i cacciatori, se vogliono guadagnare, devono essere molto veloci. Caccia crudele. Sebbene la stagione rimanga aperta dal Quindici Novembre al Quindici Maggio, è soprattutto da Marzo che la

Gennaio 2007.

caccia è particolarmente intensa: in questo periodo si trovano i cuccioli e le condizioni climatiche sono piú favorevoli. Testimoni oculari raccontano di foche lasciate agonizzare sul ghiaccio, e ricerche veterinarie hanno trovato che il quarantadue per cento dei corpi esaminati presentavano fratture piccole o nessuna frattura: molto probabilmente quelle foche erano coscienti mentre venivano scuoiate. I cuccioli sono i piú ricercati: il loro pelo è piú morbido e sono piú facili da catturare. Alla nascita hanno il mantello bianco candido e si nutrono del latte ricco di grassi della madre. A dodici giorni di vita, quando il pelo inizia a cambiare e ad assumere toni grigio argentati, sono abbandonati dalla mamma, che va in cerca di un compagno per accoppiarsi. I piccoli non sono ancora capaci di nuotare né di alimentarsi, ma il grasso accumulato con l’allattamento consente loro di crescere. A questa età possono essere cacciati: per il governo canadese sono ormai adulti. Piú del novantacinque per cento delle foche uccise sono cuccioli di età compresa tra i dodici giorni e i tre mesi. Le parti utilizzate sono il grasso e la pelle; la carne non è buona e non ha valore, perciò i corpi vengono abbandonati sul pack. Rischio di estinzione? L'allarme lanciato dalle associazioni riguarda anche i pericoli derivanti da una riduzione cosí drastica della popolazione, e la possibilità di portarla al rischio di estinzione. Occorrerebbero ricerche per disporre un corretto piano di abbattimento e studî scientifici sull’impatto ecologico di un tale intervento. L’Italia è tra i maggiori trasformatori al mondo di prodotti di foca (pellicce, articoli di pelletteria, abbigliamento); in Europa siamo secondi solo ai danesi. Negli ultimi tre anni la nostra importazione di prodotti di foca è stata di otto milioni e quattrocentomila Euro, con una esportazione di circa sedici milioni e duecentomila Euro. La “LAV” (Lega Antivivisezione) sta raccogliendo firme, al momento duecentocinquantamila, per chiedere al governo italiano di vietare l’importazione, la trasformazione e la vendita di prodotti di foca nel nostro paese. Come già è avvenuto negli Stati Uniti, dove il divieto è in vigore dal Millenovecentosettantadue col Marine Mammal Act, un


Mondo Vegetariano.

Pagina 14.

decreto per la tutela di tutti i mammiferi marini. Attualmente Messico, Olanda e Belgio si H

A N N O

«C A P R I O L O Z O P P O »,

U N « S E LV A G G I O » FRATELLO DEGLI ANIMALI.

Lettera del Capo Seattle al Presidente degli Stati Uniti. Nel 1854 il Capo Seattle (Capriolo Zoppo), della tribú dei Duwamish, inviò al presidente degli Stati Uniti d’America il seguente messaggio, qui sfrondato di alcune parti badando però a lasciarne inalterato il profondo significato. «Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. E noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il capo Seattle il grande capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni. Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietarî della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi? Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore dei corpi dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia. Perciò, quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la vostra offerta di acquisto. Ma non sarà

Gennaio 2007.

stanno muovendo nella stessa direzione. * * * D E T T O

.

facile, perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua, ma è il sangue dei nostri antenati, e ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi nella vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli e anche vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che usereste con un fratello. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate. Il suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto. I nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhî dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce. Non c’è alcun posto quieto nella città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra solo che ferisca le orecchie. E che cosa è mai la vita se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o i discorsi delle rane intorno a uno stagno di notte? Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino. L’aria è preziosa per l’uomo rosso perché tutte le cose partecipano dello stesso respiro. L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti


Mondo Vegetariano.

Pagina 15.

giorni in agonia egli è insensibile al cattivo odore. Ma se noi vi vendiamo la nostra terra voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi tutti e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Noi considereremo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano nella prateria, lasciati lí dall’uomo bianco che aveva sparato loro dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere piú importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere. Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero piú gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capita agli animali, presto capita all’uomo. Tutte le cose sono collegate. Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capiti alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su sé stessi. Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo; è l’uomo che appartiene alla terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita: egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, la fa a sé stesso. I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno L’ANGOLO RIFLESSI NELLO SPECCHIO DELL’ANIMA. Franco Libero Manco. Che vuoi, specchio dai riflessi beffardi, parlarmi dell’acqua chiara baciata un tempo nei ruscelli

Gennaio 2007.

provato la vergogna. E dopo la sconfitta essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi, dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribú, che una volta vivevano sulla terra e percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribú sono fatte di uomini, niente di piú. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico ad amico, non può sfuggire al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo. Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso vostro Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribú. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri rifiuti.» Cosí parlò piú di centicinquant’anni fà «Capriolo Zoppo» al rappresentante di quella civiltà bianca insensibile, al pari degli uomini in agonia, al fetore circostante e che, secondo le previsioni di un «selvaggio», sta oggi soffocando nei proprî rifiuti. Parole alle quali ogni commento risulta superfluo.

DELLA

POESIA

o della melma nerastra delle petroliere vomitata sul volto di mari profanati? Vuoi forse parlarmi del limpido volo dei gabbiani o del sangue versato a cataratte

. dal petto inerme di giovani vitelli? Ho cercato nell’uomo l’ombra degli dei, ma l’uomo dorme nel suo sonno mortale. Ho parlato, lo sai? delle albe splendenti


Mondo Vegetariano.

Pagina 16.

e dei cieli sublimi aperti al migratore. Ho percorso sentieri impervî e sconosciuti e ho visto cose che l’uomo crede di vedere. È vero, mi sono illuso e desolato ho pianto nella notte che ci separa dall’uomo. Ma ho respirato, sai? visioni apologetiche dove il gelo dell’anima si stempera come effluvî d’incenso sull’altare. Che vuoi ancora da me, vecchio impostore, blandire forse una mestizia antica? Che giova ormai parlare dell’amore; lasciami andare che è tempo di disgusto!

Gennaio 2007.

e sono pianto per chi non ha il cielo negli occhî. Io cerco colui che sfida le tempeste e non ha catene vincolanti alle caviglie. Prosegui dunque da solo il tuo cammino e cerca altrove

la grandezza umana. Ma non cercarla tra i ranghi dei salotti blasonati, né tra la ridda dei mercati o delle fiere; cercala se vuoi sui patiboli e tra i roghi eretti dalle ombre per nascondere la luce.»

«Fermati, guardami, mi riconosci? Io sono gioia al di là del tempo INDIRIZZI

. (In ordine di «codice postale»).

DI NOSTRI AMICI

Jaya Sai Ma. Cucina vegetariana e musica etnica. Via Angelo Bargoni 10, 00153 (Viale Trastevere, Via Ippolito Nievo). 06 5 812 840. Bibliothé. Cucina ayurvedica vegetariana. Via Celsa 5, 00186 (Piazza Venezia, Largo Argentina). 06 6 781 427.

Tutti i numeri precedenti di questo bollettino sono leggibili e scaricabili nel nostro «sito Internet» www.vegetariani-roma.it. A richiesta possiamo fornirne copie su carta, per consegna a mano da concordare preventivamente, in uno qualsiasi dei nostri incontri, al prezzo simbolico di due Euro ciascuna.

Amí. Prodotti alimentari incruenti per cani e gatti. Corso Milano 5, 35139 Padova. 049 7 801 712. Le scarpe di Linus. Calzature ed accessorî alternativi alla pelle. Via Teatro Filarmonico 3, 37121 Verona. 045 8 010 922. * * *

QUELLI

CHE SI TROVANO PIÚ AVANTI VERSO LE SOLUZIONI DI TUTTI I PROBLEMI SONO I VEGETARIANI.

0701 - N14 Mondo Vegetariano - Gennaio 2007  

BOLLETTINO TRIMESTRALE DI CULTURA VEGETARIANA. http://www.vegetariani-roma.it francolibero.manco@fastwebnet.it Se ami la vita e la rispetti,...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you