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la pagina verde

di DaviDe CiCCarese agronomo

La scomparsa della frutta Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne dovremmo mangiarne 400 gr al giorno. Non solo la quantità reale del consumo procapite non si avvicina lontanamente a questa cifra, ma negli ultimi 10 anni gli acquisti sono persino diminuiti del 22%. Cambiare rotta però è facile

Dovremmo mangiare più frutta. Ma non tutta la frutta è buona allo stesso modo. Un recente studio realizzato presso l’Università di Harvard, effettuato su un campione di 185 mila persone, ha rilevato ad esempio che alcune tipologie possono avere un effetto maggiormente preventivo verso il diabete rispetto ad altre. Mangiare uva, mele e pompelmi, per esempio, riduce il diabete di tipo 2, ma vincitore assoluto è risultato il mirtillo. La ricerca di Harvard, come molte altre in questo senso, ha stabilito che mangiare frutta è comunque un buon antidoto al diabete, confermandola sul podio tra gli alimenti salutari. Purtroppo però le notizie che arrivano dall’Europa, evidenziano che il nostro consumo di frutta è in forte calo. Sono 5 milioni i bambini affetti da obesità infantile e 22 milioni quelli sovrappeso: il problema serio è che la dieta dei bambini è sempre più composta da merendine e prodotti ricchi di grassi, zuccheri e sale. L’Europa ha realizzato un programma per distribuire e promuovere il consumo di frutta nelle scuole: tra il 2009 e il 2010 sono stati investiti 33 milioni di euro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il consumo di frutta dovrebbe essere di 400 gr al giorno, ma siamo ben distanti da 24

novembre 2013

questi numeri. Negli ultimi 10 anni gli acquisti di frutta sono invece diminuiti del 22%. Gli agricoltori si trovano poi tra incudine e martello vedendosi diminuire sempre di più il prezzo della frutta, fino al 30% in meno solo nell’estate del 2011; questo spinge i produttori italiani a non raccoglierla e lasciarla marcire sotto il sole. Si aggiungono, a complicare le cose, le grandi difficoltà della filiera: secondo il XIII Rapporto di SOS impresa, l’aumento dei prezzi della frutta al consumo è legato anche alla presenza della criminalità organizzata che è particolarmente presente sul trasporto. Per cambiare questa rotta verso la scomparsa della frutta dai nostri menù e dai nostri campi, possiamo adottare semplici strategie, che ci faranno anche risparmiare. Il punto sta nel farlo davvero. Un esempio? Acquistare frutta di stagione direttamente dai produttori o acquistarla al mercato rionale, ci farebbe risparmiare molto (fino al 30% del prezzo alla grande distribuzione) e riscopriremmo il gusto delle cose buone. Non c’è dolce migliore di un frutto consumato fresco: basta provare, e anche i bambini lasceranno da parte le coloratissime merendine per un fresco e profumato frutto di stagione, garantito!

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Vdg novembre 2013  

VdG Magazine. Gustare, viaggiare, conoscere.

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