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l'Unità -

Toghe e parolacce Eccessi polemici o anche revival antioperaio? 30 dicembre 1982 Blagi, pubblicava su a un articolo fortemente critico contro una sentenza del Tribunale di Genova, sezione lavoro, che ha annullato un licenziamento. Titolo: 'Cambronne assolto dal Tribunale*. Una lavoratrice, si legge, aveva mancato di rispetto ad un superiore invitandolo ad «andare a cagare»; il Tribunale ritenne che questa offesa giustificasse una sanzione disciplinare, ma non il licenziamento. Secondo Blagl la sentenza è ingiusta, contiene una specie di riconoscimento giuridico al turpiloquio di classe, si inserisce nel filone che protegge e giustifica l'assenteismo, provoca lo scivolamento del costume verso il livello di Cambronne; tant'è che

così concludeva: «Se questa valutazione giuridica [quella del Tribunale di Genova]diventa un tollerato modo di vivere, penso che come inno nazionale è opportuno adottare lo scroscio delle cascate 1 cui del Nlagara: una ordinamenti si fondano sull'indiscriminato uso del water closed». Sembrandomi che Blagl avesse dato molto di fuori, mandai a a un articolo, arbitrariamente ritagliato sì da pubblicarlo in veste di fletterà», dove dicevo, sintesi: che la sentenza era giusta e legale perché non aveva affatto stabilito che è lecito offendere superiore gerarchico, ma solo che una non sanguinosa offesa poteva dar luogo a sanzioni minori, non al licenziamento; che esistono norme di garanzia del

A

posto di lavoro di rango non inferiore a quelle che tutelano le libertà personali; che non comprendo la posizione di quel democratici (ci mettevo Blagl) i quali sono tutto garantismo a favore degli politici e niente garantismo quando si tratta del lavoratori; che — infine — ci si ricordi almeno, quando si lamenta l'assoluzione di Cambronne, che esistono, di contro, nel nostro paese tante ma tante situazioni di oppressione e di negazione del diritto al lavoro, che vanno dallo sfruttamento nero, al caporalato, alle retate della cassa ne guadagni. Ho meritato a 13gennaio) una durissima replica di Biagi. di *1935 e dintorni» scrive di aver l'impressione «che quest'uomo di toga [lo]abbia più vocazione per i comizi che per gli pareri: un discorso nel quale corrono l brividi del delirio, tira fuori i licenziamenti collettivi, la cassa caporalato, lo sfruttamento del minori ed il garantismo violato, deplorando che di questi temi non si discuta abbastanza, mentre ci si occupa (fatuità dei cronisti) di una trascurabile vicenda legata, in fondo, a improrogabili necessità corporali». Accosta la sentenza di Genova a quella, celeberrima, che annullò il licenziamento del garzone che aveva una relazione con la moglie del principale; puta a slmili sentenze un contri-

buto 'modesto ma appassionato» allo sfascio di oggi. È un caso, mi domando, che questi eccessi polemici abbiano la data di oggi? Oppure non appartengono anch'essi, modestamente ma appassionatamente come direbbe lo stesso Blagi, al 'revival» antioperaio e padronale che trova tanto spazio di stampa e di opinione? Gli operai in piazza; ila piazza; l'estremismo operalo e comunista; quelli che soffiano sul fuoco; siamo vicini al '22, eccetera. Quando lo scontro politico e sociale torna a farsi duro, è inevitabile il riemergere in piena luce di vecchie parole e di vecchi atteggiamenti *d'ordine». fronte antioperaio si ricompatta immediatamente e contesta al suo antagonista di essere eversore solo perché adopera le armi legali (lo sciopero, le manifestazioni: eliminiamo pretesto di appendici meno corrette) per difendere suoi interessi e suoi diritti. dare per scontato che 11 trevlval» antioperaio cercherà di estendersi al settore giudiziario, dove le conquiste legislative e contrattuali del movimento operalo passano, volta a volta, una per una, al vaglio della giustizia, che è una istituzione dello Stato. Bisognerà, e presto, porre molta attenzione a questo aspetto dello scontro per non perdere punti nella scacchiera delle ga-

ranzie che difendono lavoro: cercando da un lato di impedire che le ragioni tcongiunturall* vengano accettate come *affievolimento» codificato dei diritti individuali e collettivi.di lavoro; ed evitando dall'altro che decisioni giurisprudenziali calligraficamente garantisteoanche tecnicamente errate (non certo quella di Genova) indeboliscano, soprattutto per la strumentalizzazione cui si prestano, la tenuta complessiva di fronte all'attacco avversario. Afa dobbiamo dare per scontato, anche, che questo fronte comprenda uomini ed ambienti ai quali si fa credito democratico? solo un accenno, qui, ma dobbiamo pensarci sul serio. Quanta parte dell'opinione che nega la eslstenza di una classe operala, travolta nella »nuova soggettività», si converte consapevolmente o no in forza di pressione con tro le conquiste legislative di questa stessa tvecchla» classe? Quanta scienza giuridica e quanta letteratura politologica e di costume (di quelle che si esprimono, ad esemplo, nelle colonne de a pubblica»), convinte che tutto 11 mondo delle 'relazioni industriali» e della struttura del lavoro deve essere «rivisitato» chiave di 'modernità», preparano la strada, anche in sede al tentativo di rivincita imprenditoriale?

Marco Ramat

di 93 comunisti in un quartiere di

LETTERE ALL' UNITA' Quando si a di «classe anche ai suoi Caro

direttore,

scrivo a proposito del titolo della lettera apparsa sull'Unità di domenica 2 gennaio 1983: classe operaia non seppe impedire il formarsi di un blocco reazionario-. Questa affermazione è del lutto inesatta. classe operaia però reagì alla violenza fascista. furono gli episodi di lotta, anche armata, da parte degli operai contro le squadracce del rinnegato assoldato dagli industriali e dagli agrari del Nord. Che non si impegnò a fondo e anche disertò la lotta furono i partiti che allora organizzavano grande parte delle messe lavoratrici e operaie. Certo non mancarono nei partiti quei dirigenti che lottarono e pagarono un duro prezzo: questi comunque furono una minoranza. partito operaio per eccellenza era il come sempre alla ricerca di una linea politica, non seppe neppure in quel gravi momenti trovare l'unità necessaria per mobilitare gli operai e lottare conseguentemente contro il fascismo. le test dei 'santoni del socialismo», Turati, Claudio Treves e altri ormai collaboratori di classe: predicarono, nel pieno della violenza fascista, la concordia e il legalitarismo. che già il monarca, la classe dirigente e i loro scagnozzi avevano gettato alle ortiche. stessa non chiamò gli operai alla lotta, non impegnò a fondo l'organizzazione per sbarrare il passo al fascismo. segretario della mentre il fascismo varava le leggi eccezionali e cominciavano a funzionare i tribunali speciali, dette vita alla rivista problemi del lavoro. rivista fu pubblicata fino al 1940: in essa i sindacalisti Colombino. Azimondi ecc. non nascondevano la loro adesione al corporativismo fascista. vero è che gli operai si trovavano senza guida, furono traditi. O (Santarcangclo di a - Forlì)

i hanno voluto

ROMA - Montesacro. une zona che si è sviluppata in modo abnorme negli ultimi decenni. si presenta cosi, con un muro compatto di cemento. a chi vi giunge dal centro.

A — -Ti ricordi l'ono- un po' di diffidenza, qualche revole Angelina? C'era Anna portiere trovava da ridire, in quel film, che ma poi si è stabilita l'abituadesso la gente ti afaceva il diavolo a quattro e dine. commentare si tirava dietro l'intero quar- spetta, vuole tiere. Comune, alla testa con te quello che succede, ti di una folla di baraccate, gri- racconta ciò che ha detto la televisione, ti domanda codava: che moduli!". me la pensi tu. È un lavoro successe un putiferio... noi siamo là, precisamente prezioso: in quella zona di Tonino , infaticabipalazzoni", la chiamano anle organizzatore della diffucora, o anche "Sacco a e anche ideatore": una specie di isola tra sione a e il Nomentano, re di questo incontro, se ne di qua chiusa dalla ferrovia e esce con una battuta provoci sono dei di là dall'Amene. Ventimila catoria: abitanti in un quartiere compagni in qualche sezione il strozzato, più alto che largo, che dicono: diffondere segnato dalla speculazione giornale è come fare accattonaggio...». degli anni Cinquanta. 'Accattonaggio? se è la piegati dei ministeri, commercianti, artigiani, pensio- cosa più valida che abbianati, un po' di giovani. qui mo?'. Anna Candali continua a borbottare: 'Accattonagche lavoriamo-. gio, ma che razza di idea... È a iFilippetti» è una delle gente è duecento sezioni comuniste difficile, questo sì. di . Ed è fra le più gio- diffidente, non apre la porta vani. Non molti mesi fa, volentieri, con tutto quello la cosa imquando fu costituita, aveva che succede. portante è anche questa: che 73 iscritti; oggi ne ha 93. e donne sono 34, i ragazzi della aiuti la gente a vincere il soFGC sette. l PC raccoglie spetto. Quante vecchiette ci poco meno del 30 per cento aprono la porta, ci riconoil dei voti, con punte del 35 per scono dalla voce... giornale non lo comprano, cento. e cifre sono importanti ma non è tanto per magari la vista non le accomquelle che siamo qui. Altrove pagna e ti dicono no, grazie, ce ne sarebbero di più cospi- non riesco a leggerlo: ma senti trun-truncue. Ci interessa invece un' quando trun, le mandate che rienaltra cosa: farci raccontare trano una dopo l'altra, capiquello che c'è dietro le cifre. a nessun mistero. o sci quanto è importante quel le cifre — diciamolo subito lavoro. Succede che gente — c'è l'tUnitàt. a diffusione che vive nella stessa scala, dell'«Unità>. a sezione è na- sullo stesso pianerottolo, si incontra e comincia a parlata, è cresciuta, conta di crescere encora, proprio met- re proprio perché il diffusore tendo ci centro del suo impe- dell'Unità ha bussato cona tutti. gno il quatodiano del partito. temporaneamente stangata, le pensioni, le Né apologia né propaganda: invece una precìsa scelta po- tariffe, la casa, il prezzo del litica, che il giovane segreta- latte che sale, lo sciopero che rio^ o Timarco, spiega ha bloccato il centro: tu vai così: «A/i rifaccio alla mia e- via dopo aver diffuso qualsperienza. Quando ancora che copia e loro continuano a non ero iscritto al il parlare...». n una società che conosce giornale era l'unico punto di contatto, l'unico collega- forme preoccupanti di solitumento. comunisti non li co- dine, di chiusura, di isolanoscevo di persona, non sa- mento, questa non è davvero pevo nemmeno dove stava la cosa da poco; se la politica sezione. canale fu il gior- continua a mettere insieme la nale, e l'interlocutore fu il gente — si tratti di piazza diffusore. Chiaro no? È stato San Giovanni o del cortile per questo che io ed altri, condominiale — è un buon quando ci siamo ritrovati . segno. Tuttavia se la diffusione del quotidiano del partito nella sezione di ormai militanti, abbiamo stenta a divenire fatto coscelto di impegnarci soprat- stante e impegnativo per tuttutto nella aiffusione dell'U- ti, qualche ragione ci dovrà nità. Con noi aveva funzio- pur essere. Bussare alle porte .e imbarazzante? C'èil timore nato*. E con la nuova sezione? di una brutta risposta? Ci si vuole sottrarre ad una di'Abbiamo continuato. gruppo dei militanti e degli scussione politica? O forse è attivisti si è consolidato in- un incarico ritenuto «minore» tomo al giornale. abbia- e non gratificante? mo portato nei bari, nel mere Timarco: «C'è catino, davanti alle fabbri- un po' di tutto questo. c'è che. nelle case, sue giù per le soprattutto la sottovalutaBeale dei condomini. Soprat- ^ itone di uno strumento di tutto la domenica ma anche contatto politico, lo parlo in il sabato fra i commercianti e medio con duecento persone gli artigiani. All'inizio c'era ogni domenica. gior-

Una sezione nata e cresciuta diffondendo l'Unità «Se il diffusore era stato per noi il canale per entrare nel partito, perché non riprovare?» Nelle case prima la diffidenza, poi la voglia di discutere «Ogni domenica parlo con duecento persone»

La politica porta a porta no un anziano professore mi ha raccontato dello sfratto; il figlio di un sarto mi ha parlato della mancanza di lavoro; con un gruppo di donne abbiamo discusso del ticket sui farmaci. e risposta, e alla fine ne sapevano di più toro, ma ne sapevo di più anch'io. Se non parli con la gente puoi intuire, certo, ma se parli tutto è più chiaro, capisci, sai. spieghi: Anna Candali vuole essere

— così dice — «più cattivai. 'È che gli intellettuali, molti intellettuali, pensano di essere sprecati nel lavoro di diffusione. scrivere cose che magari nessuno leggerà. i giovani invece è diverso. Si sentono come strumentalizzati, come quando si tratta di attaccare i manifesti. Coi giovani il rapporto è più difficile, doppiamo saperli capire. Hanno tanti problemi, qualche volta mi fanno pena. Noi avevamo

E LEI LAVORA ?

canzoni, bandiere... no, neanche quello. Se riuscissimo a fargli capire che parlare con la gente è già un modo per sentirsi meno soli...: E qui Anna racconta un episodio che vale riferire. Ne è protagonista un giovane di 20 anni, Giuliano, suo figlio. Accadde il giorno dei funerali di Amendola, tre anni fa. Quella mattina Anna si svegliò presto: triste, angosciata da quella morte, non sapevo che fare. qualche cosa

E .CHI SE LO PUÒ' PIÙ PERMETTERE CON CLUÉLLO CHE COSTA IL LAVORO OGGI

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sentivo di doverla fare. Alle sette uscii di casa, andai all' edicola e comprai un pacco di copie del giornale. Con l' Unità sottobraccio mi misi a fare diffusione al semaforo, in quell'incrocio ancora semideserto. Che vuoi, era il mio modo di rendere omaggio alla memoria di un comunista come pochi. viso, dall'altro capo della piazza, mi sentii chiamare: a ma', a ma'... Giuliano. che allora aveva 17 anni. Aveva avuto la mia stessa idea...'. a sezione «Filippetti», 1' altra domenica ha diffuso centotredici copie; la media mensile è di 350-400 copte; il numero dei diffusori è naturalmente variabile: cinque, sette, dieci. È un criterio rovesciato rispetto ad altre sezioni: il giornale, il contatto conl'esterno, la discussione, l'iniziativa più ampia, «rutti i dirigenti — dice il segretario — dovrebbero impegnarsi, e la stessa diffusione dovrebbe essere preparata qualitativamente, sostenuta e accompagnata da una robusta informazione politica verbale. contatto fra il cittadino e il diffusore deve essere un momento decisivo della nostra iniziativa*. Tonino o ricorda le cifre complessive del recupero del giornale per sottolineare che lo spazio esiste, ma che non lo si riempie se non c'è la convinzione unanime che si tratta di un impegno politico primario. E il giornale è migliorato. Ne è convinto un altro militante, . Bene il rinnovamento grafico, bene i dibattiti, bene la pagina dell'agricoltura e quella degli anziani, bene le lettere, bene la pagina dell'alimentazione. No, non ci sono difficoltà da quel punto di vista nel rapporto coi lettori. È dentro il partito che bisogna lavorare, spiegare e convincere. Non vale per la sezione «Filippetti» ma per altre si. Non è un po' strano?

Eugenio Manca

, si pensa i

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trattuale, sono disgregati e disorganizzati: si può dunque contare che nessuno si levi, magari facendo cadere un governo, a difenderli: siamo dunque in presenza di una manovra economica che tende a far pagare in massima misura la crisi ai ceti più deboli e marginali (i malati, per esempio), non c'è una logica giuridica; ma è chiara la logica cinica e immorale di questo provvedimento. 4) Quando abbiamo deciso di tentare tavventura della scuola, anche per quest'anno scolastico credevamo di vivere in uno stato di diritto: le norme vigenti ci garantivano, sotto condizioni che potevano verificarsi (prestare servizio per almeno 180 giorni, partecipare agli scrutini Jìnali). di poter vivere decorosamente fino all'inizio del prossimo anno scolastico: di quelle norme ci siamo fidati e abbiamo scelto di sottoporci a una condizione di sfruttamento (sei soli giorni di malattia all' anno dopo i quali il licenziamento, stipendi regolarmente in ritardo, a volte anche di mesi ecc.) per compiere un lavoro che amavamo e che pensavamo di poter compiere con competenza. Ora con un colpo di mano ci viene scippato più di un quarto della retribuzione che quelle norme ci garantivano; e questo ad anno scolastico inoltrato, quando ormai le scelte sono fatte. Questa è gestione del potere truffaldina, è spregio per la certezza del diritto. O (Pavia)

La a è stata «Al piano di sotto...»

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Cara Unità, sabato 8 gennaio sono andata a alla manifestazione contro la droga indetta dal Al ristorante, il conto è stato presentato su carta semplice e non su ricevuta. Alla richiesta della stessa, la risposta è stata pronta: al piano di sotto. all'uscita, l'avrebbero consegnata. conto però si pagava al tavolo; mentre l'uscita, quando eravamo arrivati al ristorante, era deserta. Ora il senso della mia lettera è questo: i commercianti sono ovunque molto contenti quando si fanno manifestazioni del perché esse portano guadagni. allora non comportarsi onestamente e presentare la ricevuta senza giocare sulla timidezza e disattenzione dei clienti? //TG1 della sera stessa annunciava l'estensione della ricevuta fiscale ad altre attività; ma chi controlla? Tanto più che in qualcuno può anche sorgere il dubbio che non chiedendo la ricevuta si paghi un po' meno. Se non si determinano controlli rigorosi, il metodo della ricevuta fiscale rischia di essere solo un paravento per una continua ed estesa evasione fiscale. A (Bologna)

Caro direttore. /'Unità del 6 gennaio ha pubblicato l'andamento organizzativo della nella regione e le perdite dei tesserati per settore produttivo. sono stato un lavoratore edile fino al 1980. ora pensionato, e a proposito del sindacato preciso che sono stato da sempre iscritto e attivista: e. con una punta di orgoglio, aggiungo anche perseguitato e licenziato dai padroni. travaglio del sindacato oggi è quello di non essere stati capaci di isotare quei funzio- Se non o o nari che per esempio perseguono in esso il fine politico del centro-sinistra a spese del lavora- quelle «diesel» . tori. dirigenti sindacali hanno voluto strafadirettore. re a dispetto di quegli operai che tanto hanno fatto e stanno facendo all'interno dei luoghi di che la situazione economica italiana sia lavoro per un avvenire migliore. grave lo sanno tutti, ma forse non tutti hanno _ Quando viene minata la democrazia e si chiare idee sui suoi rimedi. mettono alla porta gli interessi dei lavoratori prediche (se così si possono chiamare) per fare avanzare i compromessi interni di tendono nella maggior parte a cercare adepti vertice all'infinito, non c'entra la cassa inte- a chissà quali toccasana o bacchette magiche grazione o la crisi di occupazione: c'è crisi di difficili e quasi inesistenti. identità sindacale. Certo, se tanti automobilisti non avessero Gli operai in passato hanno dato prova di comperato quelle grandi macchine 'diesel* ecoraggio e sacrificio, sono capaci di morire stere (in barba alla crisi nostrana dell'autoanche di fame per sostenere una politica giu- mobile). se tanti commercianti contenessero ì sta: ma non quel tipo di 'politica* all'interno guadagni in certi limiti (senza accaparramenti di lussi inutili), se tante ditte non evadessero del sindacato. fiscalmente l'erario (ma di grazia i sindacati S. . e - Varese) non hanno più volte proclamato la loro vigilanza?). se tanti ammalati non gettassero nella spazzatura medicine, fiale, medicamenti Con senso o vari (miliardi cioè!), se tanta gente, tante ditte, tante associazioni non guardassero troppo m a senza o ai propri tornaconti, forse oggi tanti problemi non sarebbero irrisolti. Caro direttore. gente è disposta anche a sacrifici. Volensull'Unita del 27-12-1982 è stato pubblicato un artìcolo di Saverio sulla morte ti o nolenti dobbiamo divincolarci da soli. C. E O dì Silvio con una ricostruzione delle ) vicende che portarono alla formazione e alla caduta del governo regionale da lui presieduto. Sono , nel caso, l'articolo, se non fosse perché c'erano le date, sarebbe sembrato che gli avvenii ? menti sifossero svolti prima del 1921. quando direttore. il non era stato ancora fondato: nessun sono un pensionato che. dopo una vita di ruolo, infatti, esso vi svolge: né di adesione né duro lavoro, con la liquidazione ed i risparmi di opposizione. accumulali con sacrifici e privazioni di ogni Ora, considerando: 1) che nelle vicende che portarono alla for- genere ha acquistato un modesto appartamenmazione del governo il comu- to in cui vivere con la famiglia. A causa di tale incauto acquisto, pur vivennista svolse un ruolo non secondario: 550.000 2) che nel è lecito avere un'opinione do con una modesta pensione di critica su qualsiasi episodio senza, per questo. mensili ho sempre dovuto pagare una miriade negarne l'esistenza; di tasse e imposte, come se l'essermi procurato un tetto sia stato un reato punibile con una 3) che tu sei stato tra i protagonisti di quelcontinua persecuzione fiscale. Ove ciò non bala fase storica; accecato dal mi sembra opportuna una tua ricostruzione stasse. il nuovo governo di quegli avvenimenti, fatta con tutto il senso facile prelievo fiscale, invece di perseguire i vari corrotti, speculatori ed evasori, vorrebbe critico che si vuole, ma con motto meno imbarazzo. prendere dei provvedimenti fiscali sulla casa O E che avranno il merito di distruggere i più deboli e indifesi. (Alcamo - Trapani) nostri poco avveduti governanti, infatti. avranno tenuto conto che, a causa delle toro Questo colpo di mano inique e frettolose rapine fiscali, motti piccoli proprietari, assillali da tasse, imposte e soè anche o vrimposte. nonché dalle sempre più elevate spese di gestione e di conservazione dell'imper la a del o mobile. non potendo più farvi fronte saranno Caro direttore. costretti a svendere anche l'appartamento in sulla decisione governativa di non pagare cui vivono andando ad accrescere il numero gli insegnanti supplenti nei mesi estivi, la dei senza tetto? sen. in tal caso, come intenderà stampa (e purtroppo anche /'Unità; ha speso ben poche parole; eppure essa è di una gravità risolvere il problema della casa di queste nuotale che credo meriti qualche considerazione. ve famiglie di senza tetto? Avrà pronto per loro un appartamento popolare? 1) esaminiamo la trivialità secondo cui nei mesi estivi i supplenti non lavoO rano e dunque non si vede perchè debbano ) essere pagati. supplente è un cittadino che. ha deciso di cercare lavoro nella scuola. i e il compito Quando generalmente dopo alcuni anni di at- Gli tesa, era giunto a maturare il diritto alla re- Cara Unità. . tribuzione estiva secondo le norme finora viranno nuovo può portare il terremoto, l'algenti. la sua condizione, era ormai quella di lavorare di fatto a tempo pieno, sia pure con luvione, cose che l'uomo non può fare né imun contratto di lavoro precario. lavoro che pedire. Contro queste servono gli auguri, quello che è avvenuto in in questi lo occupa per la parte ai gran lunga maggiore dell'anno è rinsegnamento e non ina material- ultimi anni, è stato soprattutto colpa degli uomini che ci comandavano: perciò io dico che mente la possibilità di dedicarsi ad altre attività nei periodi in cui 'non presta effettiva- insieme all'anno vecchio che è andato via. è nostro compito mandare ria anche quegli uomente servizio*. mini che tanto male hanno dato a noi italiani. parte nessuna legge attribuisce agli O O insegnanti tre mesi diferie: anzi, ogni docente. (Ginosa Taranto) di ruolo o no. alla vigilia del termine delle lezioni sceglie un mese di ferie e nei rimanenti è a disposizione della scuola: i supplenti non Torbidume pretendono di non lavorare durante l'estate. Caro direttore. 2) attraversa una crisi drammatinell'articolo sul Banco di Napoli del 6 genca: i cittadini sono chiamati a pagare di più per servizi o proprietà di cui godono; ma solo naio si leggeva la parola «torbillon». ^on sauna categoria di essi, i supplenti della scuola, rebbe stato meglio mettere «torbidume»? pane al pane e vino al vino! posè chiamata a rinunciare a più di un quarto dello stipendio a cui secondo le norme vigenti sibilmente nella nostra lingua. E avrebbe diritto. (Compagnola E o Emilia) 3) supplenti hanno scarsissimo potere con-


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