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Loredana Iafano Direttore Responsabile (loredana.iafano@vanitaonline.it)

Lifestyle Diego Ciorra (diego.ciorra@vanitaonline.it)

Lifestyle Anna Teresa Borrea (annateresa.borrea@vanitaonline.it)

Moda Francesca Franzese (francesca.franzese@vanitaonline.it)

Musica Gianluca Terenzi (gianluca.terenzi@vanitaonline.it)

Event & Public relations Fabrizio Spacagna (fabrizio.spacagna@vanitaonline.it)

Direttore commerciale Emiliano Iafano (emiliano.iafano@vanitaonline.it)

Graphic designer Piergiorgio Fassi (grafica@vanitaonline.it) Hanno collaborato: Valentina Risi, Chiara Bonanni, Barbara Molinario, Cecilia Misischi, Alexa Khune, Domenico De Marco, Francesco De Napoli. Thanks to: Benedetto e Pina Tari, Giulia Zompatori, Francesco Verdoso, agli amici che hanno discusso con noi della normalità. VANITA’ è un trimestrale distribuito nei migliori locali di Roma e del Basso Lazio e in abbinamento con i quotidiani Cassino Oggi, Latina Oggi.

Edizioni: Ass.cult. trecento via San Bartolomeo, 17 03043 Cassino / Frosinone Redazione centrale: via San Bartolomeo, 17 03043 Cassino / Frosinone tel e fax: 0776 25360 e-mail: info@vanitaonline.it Pubblicità: Pubblicittà s.a.s Tel: 339 7149939 Registro della Stampa Tribunale di Cassino nr. 3/09

Vanità è un prodotto pubblicitario, tutte le informazioni presenti all’ interno sono state fornite dagli inserzionisti. La collaborazione al trimestrale VANITA’ è da ritenersi del tutto gratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. E’ vietata la riproduzione, anche parziale, di testi grafici, immagini e contributi pubblicitari realizzati da Ass.cult. trecento


Nella foto di copertina Anastasia indossa l’abito di Versace, Valeria Boutique, Cassino.. Suggerimenti di shopping stiloso.

Cambia il tuo look con Vanità.

GUIDE

RE-STYLE

Scopriamo i colori e gli aromi che ci fanno belle.

BEAUTY

Chirurgia plastica, ne parliamo con il dottor Maurizio Vignoli.

ZOOM

Sono una ragazza normale e cerco un ragazzo normale.

CHAT

Lui contro lei, è quasi sempre uno scontro normale.

COPPIA

EDITORIALE

La normalità: spunti di riflessione.

STYLE

Gli anni cinquanta conquistano le passerelle.

STYLE

Finalmente, torna la semplicità e ci piace.

STYLE

Le proposte autunno/inverno che si distinguono, scopriamole.

STYLE

Il corsetto, oggi si porta pendente.

STORIE

Adriana Soares si racconta.

SHOOTING

Atmosfere fiabesche tra couture e urban chic.


LIFE

Aiuto! Abbiamo tutti più bisogno di gentilezza.

TALK

Ha ancora senso parlare di Pari Opportunità?

DESIGN

Piccoli e grandi oggetti per una casa accogliente.

LAB

Impariamo a creare il nostro stile personale.

MUSICA

Al suo esordio come solista, Domenico Sanna si presenta.

ARTE

Si va per mostre.

OROSCOPO

Segno per segno le previsioni di Vanità.

INDIRIZZI

Tutto quello che avete visto su Vanità, lo troverete qui.


P

artiamo dal fatto che parlare di normalità non è semplice. L’ho capito affrontando l’argomento più volte con persone diverse, in momenti e ambienti differenti. Ma è proprio questo che me lo ha reso interessante, sarebbe stato motivo di scoperta e di riflessione per me e per voi, un punto da cui partire per provare a pensare a come il significato di normalità fosse cambiato nel corso degli anni. Io l’ho fatto e ho chiesto di fare lo stesso ai miei collaboratori. Per averne una visione più ampia. Quello che ne è uscito fuori lo leggerete su questo numero, riportato a volte in modo esplicito, altre volte in modo velato attraverso il racconto di uomini e donne incontrate di persona (Mamma per natura pag.22) o attraverso la chat in cui la nostra Annateresa Borrea si è finta una ragazza normale alla ricerca di… leggete cosa abbiamo scoperto nell’articolo di pag,70. Abbiamo assodato il carattere convenzionale della normalità analizzando le hit list stilate da giovani coppie, e abbiamo scoperto che tra Lui&Lei la normalità non è di casa; confermato quando parliamo di chirurgia plastica (Chirurgia plastica, paure infondate? pag.66), di pari opportunità e di moda. Si anche di moda, perché il fascino irrefrenabile a seguire i suoi dettami, diventata per molti una dipendenza, oggi è stato normalizzato, così come alcuni atteggiamenti e modi di essere quali: la maleducazione, il cattivo gusto, l’arroganza e la mancanza di senso civico (La gentilezza + contagiosa dell’influenza pag.73 e Crea la tua immagine pag.86). Abbiamo scoperto che la normalità a molti fa paura, viene identificata con la noia, e allora provano a distinguersi, ad atteggiarsi da anormali, contrastando con i propri atteggiamenti le regole d'uso comune. C'è quasi una rincorsa a fare gli strani, senza accorgersi che poi si finisce in un altro contesto usuale dove la propria stranezza diventa normalità. Pensiamoci su, questo numero di Vanità vuole essere uno spunto di riflessione.

loredana iafano loredana.iafano@vanitaonline.it


di Domenico De Marco

orme quasi castigate che evocano con forza gli anni Cinquanta, trasformano il vintage in un must consolidato, con poche scollature e niente ostentazioni, la donna si prepara per la nuova stagione autunno inverno 2010/2011, guarda al passato e apprezza il rètro style, ma senza rinunciare a un immancabile tocco glamour. In questa continua ricomparsa dei trends stagionali, Louis Vuitton, Prada e Dolce & Gabbana, confermano l’inevitabile ritorno dell’austerità e dell’eleganza tipica degli anni Cinquanta: abiti con corpini aderenti che esaltano il punto vita, gonne a ruota, cinture sottili, balze e ruches. Prada pone l’attenzione sul seno, messo in evidenza da particolari lavorazioni di grande sartoria. Dolce & Gabbana riporta in passerella il seducente pizzo, simbolo del gusto mediterraneo. Ma anche merletti, seta, chiffon, velluto e tessuto di maglia. Louis Vuitton rivaluta il rigore, la sobrietà e la praticità degli abiti-bustier. In ogni caso le forme diventano morbide, avvolgenti ed esaltano le donne che hanno voglia di sottolineare le loro rotondità, mostrando così il volto sbarazzino e un po’ retrò della loro femminilità. E se “l’imperfezione è bellezza”, come sosteneva l’iconica Marylin Monroe, questo è il momento giusto per sentirvi tutte delle splendide donne.

F


’ ora di tornare alla normalità. E’ ora di tornare ad un guardaroba di qualità, legato alla tradizione sartoriale del Made in Italy, insomma al classico anticrisi. Il cappotto di cammello ne è un esempio, uno dei pezzi leader dell’autunno-inverno, capofila di una serie di capospalla up to date torna ad essere protagonista di una stagione che ama il buongusto e lo stile dai toni pacati. L’ultima tendenza parla di gonne al ginocchio, di pantaloni a sigaretta o morbidi con risvolto. Ammicca allo stile Fifties con gonne a ruota e vita strizzata. Fa approdare il guardaroba di montagna in città con calde e avvolgenti maglie dalle fantasie norvegesi. Bandisce le scollature volgari alle “veline” lasciando il posto a corsetti e bustier. Contamina con dettagli da divisa e impronte camouflage le giacche. Rivisita in chiave lusso l’homewear avvolgendo la donna in vestaglie da camera e abiti kimono. Fa arrabbiare gli animalisti riportando in auge la pelliccia. Riscopre il velluto. Finalmente! Per la volgarità e le sperimentazioni di cattivo gusto, questo non è il momento.

E


HAND

MADE

Si è inaugurato a Berlino l’atelier di Cristina Coronese, Textile Designer che, con la Fashion Designer Valentina Risi, realizza accessori per la moda, borse nella produzione attuale. Il tessuto, costruito con la tecnica del feltro, è l’elemento fondamentale di questi prodotti e combina il senso ripetuto nel segno con l’imprevedibilità data da un processo di infeltrimento manuale. Ogni borsa, pensata nella forma secondo linee geometriche definite da cuciture a vivo e assemblate interamente a mano, diventa pezzo unico; ogni parte del tessuto utilizzata non corrisponde mai esattamente alla successiva. info: c.coronese@libero.it


Trend or global ? A lanciare le mode ci pensano gli stilisti, i consumatori creano ed esasperano le tendenze. Chi ci dice che questo sia il modo giusto per essere alla moda? di Valentina Risi

Il bozzetto è di Valentina Risi.

D

agli stilisti si può imparare molto, soprattutto se si vuole un look ricercato e particolare; nella maggior parte dei casi però, sono i consumatori a rendere un accessorio oppure un capo d’abbigliamento di uso comune, quasi come un bigliettino da visita, e secondo il “gusto” di molte persone è importante avere oggetti ed accessori firmati per essere alla moda e di tendenza. Ma chi ci dice che questo sia il modo giusto per essere alla moda? Se proprio desideriamo avere addosso le grandi firme del prèt-à porter e dell’alta moda basta fare un po’ di ricerca ed osservare il look alternativo che Antonio Marras, stilista sardo, propone per l’inverno 2010. Le sue modelle hanno un guardaroba vintage che riserva la sorpresa di pezzi unici, pellicce e cappotti prontamente recuperati, rinnovati e attualizzati. Due personalità si intersecano sulla passerella: il rigore, che è di stampo prettamente maschile, è dettato da tessuti tweed, principe di Galles, lane infeltrite, mentre il romanticismo femminile sta nelle sete fiorate, nei pizzi chantilly, nei jersey e nei dévoré ton sur ton dipinti a mano; una storia a patch arricchita da ricami di cristalli incastrati nei lembi di tessuto che rendono l’insieme prezioso, poetico e nostalgico al tempo stesso. Elegante per vocazione, severa e rigorosa, è invece la donna di Prada per l’inverno 2010. Le linee dal taglio rétro scendono lungo il busto e si aprono sotto la vita, un look che ci rimanda negli anni 50 con il New Look di Dior. Trionfa il taglio a trapezio ed il punto seno è messo in evidenza da una particolare lavorazione che lo esalta. Dunque ricordi degli anni Cinquanta-Sessanta rendono ragione ad una donna sensuale e maliziosa con i suoi tacchi a spillo e con i calzettoni di lana a coste con le décolletée appuntite.

A sinistra sfilano gli abiti Antonio Marras; in alto dettagli della collezione Prada.


Questioni di moda

di Chiara Bonanni*

La meno Prêt delle mode à-porter, quella che pensa che il gioiello, la borsa o la spilla di una donna siano in qualche modo il suo neo tirabaci, qualcosa di minuto e perfetto che completi e arricchisca la sua personalità.

Vitino da vespa Chi bella vuole apparire, un poco deve soffrire. Sareste disposte a trattenere il respiro pur di sfoggiare una circonferenza vita da record? ggi chirurgia plastica, ieri corsetto: un valido strumento di modellamento del corpo femminile. Il risultato era una silhouette forzata a forma di “8”, in cui le forme del seno e dei fianchi venivano messe in risalto da una vita talmente stretta da sembrare quasi solo un punto di giuntura tra il busto ed il bacino. Le signore perfette e imperfette comprimevano il torace per sollevare il seno ed allungare il punto vita, tramite un oggetto talmente complesso che la sua lavorazione diventava una vera e propria arte. I maestri sarti realizzavano il bustino su misura, per far sì che questo si stampasse come una seconda pelle. Indossarlo diveniva parte necessaria del rito quotidiano della vestizione: le donne trattenevano il respiro e si lasciavano fasciare il busto da quell’indumento necessario per sottolineare femminilità, portamento e rigore. Proprio come, in “Via col vento”, Mami tira con forza i nastri del corsetto di Rossella, costringendola a sostenersi al pilastro del letto per non perdere l’equilibrio. Ora la natura del corsetto sembra stravolta: il suo carattere “intimo” è stato amplificato, esasperato, tanto da renderlo un indumento sensuale e trasgressivo. Latex, pelle, plastica e stoffe lucide o merlettate: le sue versioni più stravaganti (per prime quelle di Madonna) si svincolano dall’armonia e si deformano originando geometrie assurde e snaturate come seni conici o piramidali. Oggi veste una scultura contemporanea, più che un bustino, la donna che vuole stupire in maniera eccentrica e puntare sulla sua personalità lo indossa con lo spirito opposto a quella disciplina rigida un tempo dettata dalla moda e dal costume.

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*jewellery designer

Si indossa pendente Cotone bianco panna come base, perline cilindriche argentate per le due bretelline, una fila di tre perle di fiume bianche che sottolineano la simmetria partendo dall’origine del decoltè fino a metà busto, dove è cucito un piccolissimo ornamento a mo’ di bottone. Ad impreziosire il tutto un merletto svedese d’epoca cucito alla base della vita. Dalla combinazione di questi elementi nasce un bustino in miniatura dal gusto romantico e retrò, che ricorda l’elegante biancheria delle nobildonne dei tempi passati.

Ecco un modo alternativo per “indossare” il corsetto nella sua autentica versione.


[vanitĂ : va-ni-tĂ ] s. f. inv. leggerezza, smanceroso compiacimento di mettere in mostra i propri pregi e di compiacersene


I

VanitĂ  www.vanitaonline.it

distribuito anche a

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AMMA PER NATURA “A volte si deve cominciare dalla fine per tornare alle origini, tanto in fondo tutti cerchiamo proprio questo, tornare alle origini. Lì forse si torna sereni, coccolati, protetti, e perchè no, un pò bambini”. di Loredana Iafano

“L

a cosa che mi piaceva di più da bambina era chiudere gli occhi, scollegarmi ogni volta che ero malinconica ed affacciarmi dalla mia finestra, sentire il vento che vibrava gli alberi, spesso in fiore, mi inchiodavo lì a lungo a sentire la brezza profumata sul mio viso e sui capelli. Quel profumo, ogni tanto lo risento… è un po’ come tornare a casa!”. A raccontare il suo mondo fantastico di bambina è Adriana Soares, modella brasiliana, corteggiata dalle più grandi firme della moda dall’età di 15 anni, oggi poco più che trentenne, ha scelto la fotografia e la scrittura per comunicare le proprie emozioni. “Ciò che faccio oggi è un po’ come rifugiarmi su quell’albero, a casa mia, dove solo io posso raggiungere e nascondermi, dietro ad un soggetto, un colore, una forma, dietro la luce, dietro l’ombra… esprimendo innanzi tutto e soprattutto sensazioni, emozioni. Me stessa". E a conoscerla di persona scopriamo che è sincera: sognatrice, sensibile, solare e soprattutto umile. Non ha proprio l’aria di una ragazza cresciuta da professionista delle catwalks, se non per la figura slanciata ed elegante.


Ho letto su Myspace la descrizione che dai di te stessa :“Io sono ciò che creo”. Chi è, dunque, Adriana? “Sono quello che si vede e non faccio finta di essere qualcosa che in realtà non sono, tanto alla fine la maschera cadrebbe tristemente. Le immagini che traggo, sono un modo per interpretare ciò che provo in quel momento, c’è tutta la mia interiorità, fatta di contraddizioni ed entusiasmo a volte puerile, di cui non mi vergogno, anzi credo sia questo a fare di me ciò che sono ora e che sono sempre stata. Fotografa di moda con un passato da modella. Ti ha agevolata l’essere entrata nel mondo della moda da protagonista delle passerelle? Essere stata modella, mi ha permesso di assorbire cose preziose, utili al lavoro che faccio oggi. Certo, deve esserci la predisposizione, un certo gusto, anche perché non tutte le modelle ne sono provviste. Ce ne sono alcune che non sono per nulla raffinate, solo perché sono alte, magre o belle s’improvvisano modelle e le fanno sfilare. L’eleganza, l’allure, il fascino o si hanno o non si hanno.

saggio da modella a fotografa è stata un’evoluzione naturale dei ruoli, o cosa? "Non è che avessi una grande passione. Sì, sono stata sempre bravina a fare le foto, ma parlo di foto ricordo. Poi all’improvviso è scattato qualcosa, mi sono iscritta ad un corso serio di fotografia e adesso eccomi qua". Cos’è per te la fotografia, e quale messaggio ami trasmettere? "E’ comunque un gioco a due. E’ una questione di energie che il fotografo deve essere bravo a tirar fuori. Se la persona che hai di fronte è fredda, non è brava a comunicare o addirittura c’è un antipatia di fondo, allora la magia non riesce e le foto sono vuote. A me a volte capita di dover fare la psicologa, non sto lì a scattare meccanicamente, a chiedere il profilo destro, il profilo sinistro e click. Io invece, studio il volto, la sua prospettiva, e non finisco fin quando non trovo quella più piacevole". Le caratteristiche essenziali che deve avere la modella scelta per i tuoi scatti. “Raramente sono io a scegliere la modella per i lavori, ci sono clienti che hanno un ideale di bellez-

Personalmente provo a tirar fuori qualcosa di speciale da ogni soggetto, però è anche vero che non si può tirar fuori del vino da una bottiglia vuota. La vita da modella non deve essere stata semplice. “Per lo spettatore è tutto bello, luminoso, ma è un lavoro faticoso ed usurante! Ti devi svegliare presto, andare ai casting, correre da una parte all'altra della città in breve tempo, a volte devi essere in due posti quasi in contemporanea, sempre in forma e sorridente. Durante il fashion week sono dolori anche se è eccitante l'atmosfera: correre per fitting (prova abiti per la sfilata ndr), sfilare e correre ancora per un altro fitting in orari non proprio umani. Non hai tempo di mangiare e allora porti dietro una bottiglia di thé o acqua e quando ti trovi catapultata in pedana non riesci neanche a godere il momento. Arrivi a fine giornata che non ne vuoi più sapere di vestiti, di tacchi, e: di ansie, preoccupazioni, stanchezza e gente meschina. Serve del gran pelo sullo stomaco e due grandi spalle per sopravvivere”. Ora sei una fotografa molto apprezzata. Il pas-

za molto soggettivo e particolare. Ma non è la bellezza che mi colpisce, quanto l’intensità di uno sguardo e l’armonia dei movimenti. Purtroppo oggi molte ragazze sono mascoline e si muovono in modo goffo e pesante, creandomi non pochi problemi. Il mio ideale di bellezza e di modella? Una donna anche brutta di lineamenti, ma femmina, femminile, un cigno, una farfalla”. L’Adriana fotografa di oggi, avrebbe scelto di fotografare l’Adriana di allora? “Bella domanda! Dovrei trovarmi lei davanti, e vedere se comunicherebbe qualcosa. Non ti posso dire di sì, sarebbe scontato e troppo banale”. Ho letto che ad un certo punto hai sentito la necessità di una vita normale. Cos’è per te la normalità? “Per me la normalità è svegliarsi con i tuoi affetti e cercarli come prima cosa, prima dello stesso respiro e così anche come ultima cosa, alla fine della giornata”. Hai due figli e un marito. Che posto occupa la famiglia nella tua vita? “Viene prima di me stessa. Non avendo avuto una famiglia come quella delle pubblicità, cerco di offrire ai miei bimbi ciò che mi è mancato. Purtroppo ho


perso il papà a 7 anni e questa perdita mi ha profondamente segnata. La mia mamma non è stata la mamma, come la si intende in Italia; alcune volte madri e figli sono scollegati”. E invece l’ Adriana mamma? “Fare la mamma è il lavoro più complicato che c’è e non esiste un libro di istruzioni. Ho due bambini, Alberto e Riccardo di 9 e 7 anni, vorrei che studiassero e costruissero un avvenire solido e concreto. Vorrei che tramandassero questo valore ai loro figli. Vorrei tanto che fossero forti e che non cercassero le scorciatoie, perchè tanto alla fine il conto ti viene sempre presentato. Lo studio e la formazione sono una ricchezza che nessuno ti potrà mai rubare”. Cos’è per te l’anormalità? “L’anormalità è una coppia sterile per scelta. Oppure una coppia con figli che si considera single.

Io non ho mai abbracciato l’anormalità, sono sempre stata una mosca bianca in un ambiente che non era, per alcuni versi, il mio. Amo il mio lavoro di fotografa come amavo quello da modella, ma ogni cosa ha il suo tempo, si cresce e si cambia. Il mio tempo è prezioso. Il mio tempo libero è dei miei figli, il pomeriggio quando siamo a casa stacco ogni forma di comunicazione esterna e cerco di viverli. Viviamo insieme”. Modella, fotografa, mamma, in quale ruolo ti senti più te stessa? Io sono una madre. La madre. Anzi una mamma per natura e non aggiungo altro.

Nelle immagini i vari volti di Adriana Soares mentre sfila in passerella, con la macchina fotografica e i suoi lavori di fotografa di moda.


In questa pagina lungo abito in seta con applicazioni floreali sul corpetto Giada Curti Couture. Nella pagina accanto: gran soirĂŠe in lungo con tulle e cristalli Giada Curti Couture, Pontecorvo.


In questa pagina: Short coat in panno di lana dalla linea a uovo, Versace Collection. Accessori: guanti lunghi in maglia di lana, Blumarine. Tutto Valeria Boutique, Cassino. Nella pagina accanto: camicia con collo arricchito da ruches, Moschino Cheap&Chic; cardigan over con tasche Moschino Cheap&Chic; giacca con ampi revers in panno di lana Reggiani. Tutto Valeria Boutique, Cassino. Accessori: guanti bianchi Giada Curti Couture, Pontecorvo.


Cappotto classico monopetto in panno di lana con con collo in pelliccia Sandro Ferrone, In Store, Cassino.


In questa pagina: blusa in seta con cuore dĂŠcor Moschino Cheap&Chic, Valeria Boutique, Cassino. Nella pagina accanto: blusa romantica con jabot e mini ruches Talco; cache coeur con applicazioni Disney; gonna in panno a vita alta Talco. Accessori: ankle boots con dettaglio floreale Talco; cintura minimal Strass. Tutto In Store, Cassino.


In questa pagina: camicia in cotone con revers ai polsi e ampia coda, Sandro Ferrone; pantalone skinny Talco. Tutto In Store, Cassino. Nella pagina accanto: montgomery in lana doppiata Burberry; camicia in seta con ruches Reggiani; blusa in seta con cuore dĂŠcor Moschino Cheap&Chic; mini in panno di lana a fantasia scozzese con arricciatura Moschino Cheap&Chic. Tutto Valeria Boutique, Cassino.


Quando PROTAGONISTA è la sposa La scelta dell’abito è un momento importante nella vita di ogni donna. Un sogno che si concretizza all’Atelier Palmina Spose, punto di riferimento per chi ama l’unicità e lo stile raffinato. aper vestire le emozioni del giorno più importante della vita, questo è il segreto dell’ Atelier Palmina Spose. Da oltre trent’anni, l’atelier che si trova a Cassino in via G. Di Biasio 152, consolida la sua naturale passione a rendere unica e incantevole ogni donna esaltandone la femminilità con l’alta qualità dei suoi abiti e la cura maniacale dei dettagli. Linee sartoriali dalla raffinata semplicità ed eleganza fanno parte dello stile e della visione di un’azienda protesa alla ricerca di un prodotto esclusivo, che integra la creatività moderna alla grande e antica sartorialità italiana. Non a caso l’ Atelier Palmina Spose assembla professionalità e punti di vista differenti, l’esperienza della signora Daniela fondatrice dell’attività sartoriale si mescola con gli studi, l’intraprendenza e la visione moderna delle figlie Maura e Roberta: la prima laureata presso l’Istituto Europeo di Design; la seconda presso la scuola di modellismo Ida Ferri a Roma. In comune la passione per la moda, e una grande dote comunicativa, grazie alla quale hanno sviluppato la capacità di ascoltare i desideri delle spose e coglierne la loro personalità. Le spose sono seguite con amore e pro-

S

L’unicità nello stile e nei dettagli rende gli abiti dell’atelier Palmina Spose il sogno di ogni donna

fessionalità dal personale esperto, preparato a suggerire e interpretare le esigenze di ogni cliente, cercando di realizzare per ognuna un’immagine unica e moderna, a partire dallo stile dell’abito alla personalizzazione degli accessori. Indossare un abito Palmina Spose significa condividere lo stile e la professionalità di un’azienda che “non è solo buon gusto, ma anche dedizione nello studio delle nuove tendenze e della capacità di accontentare la sposa più esigente”. Parola di Palmina Spose.


Giro di perle Non solo intorno al collo. Oggi le perle decorano l’intero outfit, e non importa se sono vere oppure no, il loro stile vi renderà uniche, eleganti e, con quel tocco vintage, assolutamente irresistibili. A sign of identity.

Foto Benedetto Tari

Dall’alto in senso orario: perle con pendente grigio e argento euro 69,00; anello in argento con pavè di zirconi euro 62,00; orecchini con perla grigia e brillanti Comete euro 1.098,00; collana con perla grigia e brillanti Comete euro 798,00; anello con perla grigia e brillanti Comete euro 798,00; bracciale in argento rosato con perle euro 97,00; orecchini in argento rosato con perle euro 69,00; bracciale con doppio giro di perle e argento euro 164,00. Tutto Aros Gioielli, Cassino e Sora.


I think blue Un classico che non annoia. È la nuance da sfoggiare per coat design, gilet e camicie dal sapore retrò, abiti da grande soirée e accessori ton sur ton.

Intramontabile.

Dall’alto in senso orario: occhiali Giorgio Armani; borsa a sacchetto con manico oblò; jeans délavé con catene e pietre Just Or; blusa con fiocco Talco; camcia in cotone stampa fantasia Talco; gilet in maglia di lana e inserti in eco pelliccia. Tutto In Store, Cassino.


Winter time

Foto Benedetto Tari

Le tonalità misteriose della natura colorano l’inverno. Piumini a prova di freddo e homewear ultra chic irrompono nel guardaroba femminile. L’attenzione è puntata sugli accessori in versione rigorosamente coordinata.

Dall’alto in senso orario: caban in tessuto tecnico con cappuccio bordato di pelliccia Florence; tuta in ciniglia con paillettes Star Chic; antipioggia, shopping bag e stringate in pelle Burberry. Tutto Valeria Boutique, Cassino.


Dall’alto in senso orario: Tubino in jersey Naughty Dog; tronchetto in camoscio con frange Blumarine; anello argentato con intarsi a rilievo Pinko; ultraflat con borchie Zadig. In basso: cintura con borchie Blumarine; maxi tshirt con paillettes Naughty Dog; bracciale rigido con catene Blumarine.

the dark side Nero integrale, movimentato da un mix di materiali che rimandano luce: paillettes, frange e borchie. Una chiara connotazione di stile.


Abito in mussola di lana con drappeggio e cardigan in maglia di lana con collo sicallato, tutto Agatha Cri; tracolla in pelle spazzolata L’Aura. In basso: top in seta, micro dress in maglia, sciarpa bicolore e guanti, tutto Agatha Cri; tronchetto Get U. Tutto In Store, Cassino.

Easy & urban

Foto Benedetto Tari

Abiti e cardigan leggerissimi, bluson over e pull in lana mixati a leggings e panta slim. Minimale, rigorosamente senza fronzoli, uno stile giovane e creativo che adotta i contrasti cromatici.


Dall’alto in senso orario: cardigan con zip in lana goffrata e maxi pull senza cuciture QBE; handbag lavorata a punto pelliccia Blugirl; ballerina in maglia D&G; gilet a ruota in maglia tricot QBE. In basso cappellino Puerco Espin; abito a trecce e bordo in taffettà QBE; abito senza maniche con collo ad anello Verysimple; Lily bag con inserto in lana D&G.

Knitting club A punto riso, dritto e rovescio, tricot o bouclè, l’effetto handmade contagia la moda. Per un look avvolgente.


Dall’alto a sx abito sottoveste Guess by Marciano; giacca con orlo asimmetrico Guess Jeans; cerchietto Yamamay; collarino Chanel. In basso clutch Accessorize; tronchetto stringato Dior; tulle e pizzo per l’abito Baby Angel by Elio Fiorucci.

Pizzo all over

Foto Benedetto Tari

Basico o elaborato, seducente o pudico il pizzo non manca mai all’appello tra i trend di stagione. Quest’anno torna e non solo per la notte.


Grand soirĂŠe Evviva le pochette. Piccole e scintillanti, irriverenti e sfacciate conquistano la scena quando il pallore lunare fa capolino. Fatte per stupire.

Clutch rigida con scarabei Bottega Veneta.

Pochette in pelliccia Chanel.

Con piume e cristalli Valentino.

Clutch animalier Miu Miu.

Pochette con pietre Accessorize.

In pizzo Baldinini.

Con medaglie gold Dolce&Gabbana.

Clutch con perle nere Bulgari.

Foto Benedetto Tari

Pochette con catena Bulgari.

In velluto e cristalli Maliparmi.


bag by bag Le borse più nuove giocano con i leitmotiv di stagione, e non è solo una questione di praticità. A mano o a tracolla la scelta corre leggera sulla sfumatura della personalità. Accattivanti.

Shopping in suede Jimmy Choo.

“Miss Sicily” con portamonete Dolce&Gabbana.

In shearling con doppi manici a catena Dior.

Con grande fiocco Valentino.

In volpe con tracolla Tod’s.

“Mamma” in volpe e pelle nera Dolce&Gabbana.

Sacca in tessuto monogram Louis Vuitton.

Clutch con fiocchi in raso Marni.

In suede e pelle Salvatore Ferragamo.

Clutch fantasia Furla.


più su Difficile resistere al fascino dei centimetri. A stiletto, a spillo o italiano, i tacchi sono il simbolo della femminilità. Forever.

Mocassino in nabuk con inserto in pelliccia Santoni.

Maculata con cinturino alla caviglia Emporio Armani.

Polacchini stringati con tacco sfilato Santoni.

Ankle boots con plateau Christian Louboutin. Con plateau nascosto e ruches Christian Louboutin. Décolleté argento con doppio fiocco Miu Miu.

Effetto black and white con fibbie Christian Louboutin.


ultraflat Lo stile ballerina sorprende con mood divertenti. Le piĂš originali sono in lana tricot. Irresistibili.

Con cristalli Loriblu.

Profili gold e fibbia Sebastian

In pelle e dĂŠcor pelliccia Manas.

Brillante con strass Kallistè.

In suede con fiocco Yamamay

Con fiore Paco Gil.

Foto Benedetto Tari

A punta tonda Geox.

Rosa con fiocco Miu Miu.

A punta e passamaneria Pretty ballerinas.


Pins & Glam Osare senza paura di esagerare. Si indossano ovunque: stemmi araldici, medaglie al valore, animali, abbondano di pietre, perle e brillanti. Le spille sono i bijoux vincenti di stagione.

Foto Benedetto Tari

Da sx in senso orario: con borchie Stefanel; in smalto H&M: cuore con perle e pietre Alcozer&J; principe ranocchio con pietre Alcozer&J; con macro cristalli Blumarine; vintage e perle Maliparmi.


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IL LATO

FASHION DELL

i-TECH

Q

uando la tecnologia sposa il fashion, nasce la nuova Elcar telefonia: un punto vendita hitech completamente rinnovato dall’eleganza delle nuove forme e dei nuovi colori; un punto di riferimento per chi desidera essere sempre al passo dei tempi e aggiornato sulle ultime novità in fatto di telefonia e accessori super-tecno. Sempre più strabilianti, divertenti e glam, i protagonisti tech-fashion sfilano orgogliosi dinanzi lo sguardo sbalordito e impaziente dei clienti: sanno che farebbero di tutto per accaparrarsi l’ultimo modello della Samsung, il Galaxy s, e dell’Apple, l’ iPhone 4 o il magico e rivoluzionario ipad. Inguaribili fashioniste possono accontentarsi di tenere in borsetta un insulso telefono dalla cover che stona clamorosamente con la french manicure appena fatta? Assolutamente no, meglio l’ultimo modello dual sim Vanity della Ngm. Anche le chiavette usb, i pc portatili e i mouse strizzano il loro occhio richiamando la giusta attenzione; ce ne sono di tremendamente chic, ironici e altamente funzionali: mouse gioiello tempestati di cristalli, chiavette per navigare a forma di fulmine o netbook con webcam da portare sempre con sè. Perché non pensare a questi gadget per un regalo utile e glamorous, in effetti sono loro a scandire il tempo e il ritmo della nostra routine quotidiana! Per gli amanti del piccolo schermo, Elcar telefonia che si trova in p.zza Garibaldi a Cassino, propone modelli rigorosamente innovativi, ad alta definizione e dal design curato ed elegante. I nuovi schermi a led 3D permetteranno di godere delle immagini in una nuova dimensione. E per coloro che non si accontentano di telefonare con un solo operatore, Elcar telefonia è diventato multibrand: a disposizione della clientela, in negozio, ci sono tutti i prodotti wind, vodafone e tim. Terribilmente fashionable!


CHIUDETE GLI OCCHI E SOGNATEVI DIVERSE. ORA RIAPRITELI E ANDATE IN GIRO CON VANITA’ A SCOVARE ABITI E ACCESSORI PER UN CAMBIO DI STILE. QUELLO PIU’ ADATTO ALLA VOSTRA PERSONALITA’. di Francesca Franzese

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erenella Ciolfi è Presidente dell'Unione Popolare per Lirinia, un movimento politico locale della Media Valle del Liri, sensibile al tema delle pari opportunità e della parità di genere e si attiva affinchè le donne siano presenti nei luoghi di potere date le loro capacità di gestione, di affrontare le situazioni di emergenza e le loro capacità organizzative. Serenella ha, molto simpaticamente, preso parte alla nostra rubrica del personal shopper dovendo partecipare ad un convegno a Milano all’inizio del mese di dicembre nel corso del quale si parlerà anche del cambiamento che apporterebbero le donne inserite nelle liste una volta elette. Per l’occasione è stato scelto un abito nero a tubino con applicazioni sulla parte davanti della gonna, che conferisce altezza e slancio alla silhouette, inoltre il tessuto scelto asseconda le linee della figura esaltandola. La collana lunga con swarovski e l’anello coordinato impreziosiscono il look. Serenella parteciperà anche alla prima del ‘Lago dei cigni’ al teatro dell’Opera di Roma, ed in questa circostanza l’abito che abbiamo scelto per lei è un tubino verde che presenta un incrocio sul seno evidenziando uno splendido decoltè illuminato da un collier brillante con orecchini e bracciale coordinati. Il colore particolare dell’abito, dona a Serenella un’immagine armonica, e trasmette una sensazione vivida e stimolante, che rispecchia la sua forte personalità.

In alto Serenella indossa un tubino bicolor Mariella Burani mentre in basso un abito verde dalla scollatura ad incrocio Versace Collection, tutto Valeria Boutique, Cassino. Gli accessori sono di Aros Gioielli, Cassino.

Foto Benedetto Tari

SE ANCHE TU COME SERENELLA VUOI GIOCARE CON VANITA’ E PROVARE A CAMBIARE LOOK INVIA I TUOI DATI A FRANCESCA.FRANZESE@VANITAONLINE.IT

L’ acconciatura e il make-up sono stati curati da Valentina e Daniela di Incontro con la bellezza, Cassino.


ssunta da a a t a t s ma e sono rapporti con gli o entina, l a R i V d o e l m aziona ni e dei Mi chia n zo o i i t z l a u l e m r a e n h e organiz u c i o r l p e b i b p c u e o t p r r o e a no ell ,p lav uparmi d tatti con i clienti ere il mio stile. So c c o r e p o io con ed poc Ho molti i ha invitato a riv Sicuramente il m . i n r e t s e m ri. enti mio capo d ho i capelli scu ma io prediligo un l i a m , i , ,e event no magra vere questo lavoro molto sportiva. o s , m 0 .7 da no alta 1 a aiutata a l, anche perchĂŠ so a Valentin h i m o t a t u e s p a s c a nto molto e m a i l g i b ab

scrivi @ a c s e c n a r F

a, Cara Valentin oggiare abiti sf i d te et m er p il tuo fisico ti Ti vorrei con. o n a z z ri lo a v , che avvitati che ti ntonio Martino A r u le il ta n u sigliare te allo stesso n a eg el ed re la la e’ partico un tubino nero ed , o rn io g il e tempo, per ce ma conferisc li p m se o lt o m cui linea e’ fiocco chamel b n u n co , ra stile alla figu lla. pagne sulla spa tata per la tua o n te en m ra cu Sarai si voro razia. Buon la g e a z z te a rc ce ri

Gli abiti in foto sono della nuova collezione Antonio Martino Couture.


uggestioni da vivere L’arcobaleno colora oggetti belli e utili, pensati e realizzati per dare calore alla vostra casa. Raffinate attenzioni da regalare e regalarvi. Colore, armonia e semplicità sono gli elementi che distinguono La Gabbianella, un elegante salotto al centro di Cassino, dove oggettistica e complementi d'arredo si distinguono per la realizzazione artigianale e i dettagli creativi della loro progettazione: ciotole, scodelle e piatti in ceramica tornita a mano dai colori vivaci e corposi, terre da fuoco e da forno ideate per esaltare il sapore dei cibi, piccoli oggetti disegnati e dipinti a mano che evocano un mondo fiabesco e racconti di vita bucolica da donare agli ospiti in occasione degli eventi più importanti della vita. Ricercatezza, qualità e cura dei dettagli anche per le lampade, l’ oggettistica in legno, e i tessuti proposti: tovaglie, runner, cuscini e grembiuli da scegliere tra una vasta gamma di colori e fantasie. La Gabbianella, un vero e proprio laboratorio di idee, dove poter trovare soluzioni uniche per vestire la casa, e dove è possibile creare sempre la giusta atmosfera affidandosi ai preziosi consigli di Mara e Marcella, anime creative dell’ incantevole store di via Arigni 48. “Vogliamo trasmettere colore e calore da vivere in casa, - è l’intenzione delle titolari del negozio, che evidenziando la lavorazione totalmente artigianale del prodotto, sottolineano la possibilità di personalizzare gli oggetti - tutti gli oggetti presenti in negozio possono essere personalizzati a partire dal colore, dalla forma, agli eventuali messaggi, pensieri o iniziali da riportare”. Presso La Gabbianella è possibile stilare la propria lista di nozze.


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HIRURGIA PLASTICA, PAURE INFONDATE?

Si critica chi se ne serve, ma almeno una volta sarà balenato in mente a molti la voglia di cancellare un difetto o assomigliare ad una persona famosa. di Alexa Khune

uasi come se rientrasse nella normalità vincere il tempo che ci segna ed essere – perché no! – la copia di un personaggio che ci piace è un opportunità a cui difficilmente molti

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resistono. Che lo si ammetta o meno, il ‘ritocchino’ a farlo sono davvero in molti. Ne parliamo con il dottor Maurizio Vignoli, uno dei più noti chirurghi plastici. Va bene correggersi per vivere meglio con se stessi e in mezzo agli altri, ma ci sono casi in cui l’ ossessione per il bisturi a scopo estetico diventa una ‘droga’ a cui ricorrere. Sì è vero. A volte noi chirurghi estetici ci troviamo a dover fare i conti con patologie da psichiatra. Alcuni pazienti perdono la cognizione di dove sia il limite. In questi casi la nostra etica professionale dovrebbe portarci a capire se si tratti effettivamente di un problema che si può risolvere migliorando l’aspetto di una persona o se ci


Il dottor M. Vignoli sceglie le protesi per un intervento al seno.

sia da curare un disturbo della mente. Ci sono state complicanze che hanno lasciato segni profondissimi…Solo casi ? I problemi in chirurgia plastica sono proporzionali al numero di interventi eseguiti. E’ solo un discorso di casistica: più interventi si fanno e più c’è il rischio che possa succedere qualcosa. E si resta più sconvolti nel pensare all’esito infausto di un ritocco estetico che per qualsiasi altro intervento. Ci sono molti dubbi sulla sicurezza delle protesi mammarie. Quanto incide la scelta di questo elemento nel buon esito di una mastoplastica? Quali protesi scegliere? Le protesi sono fondamentali e devono essere le migliori. Su quali preferire non si può dare una risposta precisa perché la scelta dovrebbe essere effettuata sulla base del risultato che si vuole ottenere. Le protesi anatomiche danno generalmente un risultato più naturale, in quanto sono meno visibili o palpabili, ma la misura del seno sarà più piccola rispetto a quella che si può ottenere con le protesi rotonde. Non sono quindi consigliate se si vuole ottenere un seno particolarmente pieno in alto. In genere, le protesi rotonde ad alto profilo permettono di ottenere l’ingrandimento maggiore a parità di visibilità. Ci sono numerosi studi che dimostrano la sicurezza delle protesi mammarie in gel di sili-


cone. La ricerca più completa ed approfondita è quella dell'Institute of Medicine statunitense che dimostra che non vi è alcuna correlazione tra le protesi mammarie e le principali patologie o indebolimento del sistema immunitario La liposuzione fa sempre molta paura. Come mai? In effetti sono stati fatti molti danni con la liposuzione. Sono molti i casi di buchi e depressioni. Da un lato si deve tenere presente che il numero di liposuzioni è davvero grande e la percentuale di danni si aggira attorno allo 0,01 – 0,02% di insuccessi imprevedibili e dall’altro che, mentre gli altri interventi vengono fatti solo da specialisti, la liposuzione viene fatta anche da medici generici. Purtroppo, non di rado, in ambienti non idonei. E allora, dottore, di cosa diffidare? Bisogna dubitare dei ‘viaggi della speranza ’ all’estero per 3000 euro tutto compreso, delle associazioni generiche che fanno della chirurgia plastica una industria e che promettono prezzi stracciati e rateizzi. La chirurgia è ancora privata e personale: bisogna scegliere con attenzione, avere piena fiducia nel chirurgo, sapere di poterlo contattare in ogni momento, anche dopo l’intervento. Ci sono interventi più a rischio? La liposuzione ci sembra più a rischio solo perché è più eseguita dell’operazione al seno. Parliamo di costi. Quelli reali…. Non credere ai prezzi stracciati. Dovrà essere il medico corretto a non far risparmiare sul materiale o la struttura. Chi fa spendere meno vuol dire che non risparmia sul suo guadagno ma sul materiale, sulle strutture e sui collaboratori. Dove ci si opera ? In strutture idonee, dove ci devono essere strumenti e personale altamente specializzato. Quando dice no a un paziente? Quando è troppo giovane o troppo in là con gli anni e poi tengo conto di eventuali patologie, ma soprattutto quando si crea aspettative sbagliate, tipo assomigliare a un personaggio famoso. Le viene in mente una richiesta ‘assurda’? Sono capitate. Mi ricordo di una signora che mi aveva portato la foto di Carol Alt perché voleva che la facessi diventare come lei. Questi interventi saranno gradualmente rimpiazzati da metodi meno invasivi? Non credo che verranno rimpiazzati dai nuovi macchinari o dai filler. Però la novità potrebbe essere l’utilizzo di cellule staminali per ingrandire il seno e rimodellare i glutei.

Il ‘miracolo’ della pausa pranzo: in un’ora il viso torna giovane Nella frenetica Milano della moda c’è chi in una pausa pranzo riesce a perdere dieci anni! Sono i piccoli prodigi offerti dalla città che in fatto di tendenze detta legge. A patto che, naturalmente, si capiti nelle mani giuste. Si chiama ‘happy lift’e già il nome dice tutto. Dottor Vignoli ci parla di questo ‘miracolo’ estetico? “Si tratta di un piccolo intervento chirurgico di nuova generazione, assolutamente non invasivo, eseguito in ambulatorio. Ridona armonia al profilo del viso e contrasta in maniera naturale i primi "cedimenti" dei contorni del volto Il chirurgo “mappa” i punti da trattare, inietta l’anestetico locale e inserisce dei fili sottilissimi e uncinati di materiale anallergico e riassorbibile nel derma del volto e degli zigomi. L’intervento non è assolutamente doloroso. Il tempo di esecuzione è inferiore all’ora (non a caso è conosciuto anche come “lifting della pausa pranzo”), non si applicano né punti di sutura né bendaggi e permette al paziente di riprendere tranquillamente le normali attività subito dopo. Il risultato ottenuto si mantiene per oltre un anno, poiché gradualmente i fili inseriti si riassorbono lasciando una fibrosi che procura una “tensione” fisiologica dei tessuti. La tecnica Happy Lift può essere associata anche ad interventi quali la blefaroplastica oppure la liposuzione del collo o semplicemente all’impiego di fillers o della tossina botulinica; inoltre tale tecnica non pregiudica la possibilità di intervenire ulteriormente nel corso del tempo, sia ripetendo l’Happy Lift stesso, che passando a interventi di natura più invasiva come lifting e minilifting”.


l discorso sulla normalità è allo stesso tempo interessante ed inutile, la normalità è infatti un concetto assolutamente relativo. Per capire quanto sia vera questa affermazione ci siamo affidati ad un’inchiesta svolta in maniera “sperimentale”. Non è stato difficile, è bastato iscriversi con un account assolutamente falso ad una chat di incontri e scrivere nello spazio riservato alla presentazione la frase: “Sono una ragazza normale e cerco un ragazzo normale”. Sono bastati i cinque minuti che generalmente servono per iscriversi ad una chat per cominciare ad essere contattati da decine e decine di persone che lasciavano sulla posta elettronica qualche pensiero sulla normalità. Ovviamente il dubbio che il mostrarsi interessati all’argomento fosse una scusa per “attaccare bottone” ci è venuto immediatamente e allora, per capire quanto potesse essere attendibile questo tipo di sondaggio abbiamo aperto un altro account, in cui si descriveva una persona del tutto simile a quella che si definiva “normale”e scrivere una frase di presentazione simile a quelle degli altri iscritti. Risultato? Il nostro secondo account veniva contattato da pochissime persone. Capito che non ci stavamo sbagliando e che la questione della normalità effettivamente destava interessi siamo andati avanti con il nostro esperimento. Era importante fare in modo che il campione preso in

i TUTTI PAZZI PER LA NORMALITA’

IN UN MONDO IN CUI TUTTI VOGLIONO APPARIRE SOFISTICATI AD AVERE PIU’ SUCCESSO SONO LE PERSONE CHE SI DICHIARANO NORMALI. di Annateresa Borrea


esame non fosse influenzato in alcun modo, spesso infatti quando si intervista una persona si corre il rischio che capisca cosa ci si aspetta da lei e che lo dica senza pensarlo o che, credendo di aver capito chi ha davanti tenda a dire cose che ritiene possano farle fare bella figura con l’interlocutore. Con la chat si è anonimi, non ci si conosce, non si hanno particolari aspettative o pregiudizi nei confronti della persona che sta dall’altra parte dello schermo. Superata questa fase propedeutica abbiamo iniziato a raccogliere informazioni e pensieri… anche incappando in qualche perditempo. Non sono mancate persone che sulla casella di posta elettronica lasciavano messaggi del tipo: “Ciao, mi chiamo … e non sono un extraterrestre!”. A quel punto la battuta di risposta era: “Ma chi ti ha detto che gli extraterrestri non sono normali? Magari per loro quelli strani siamo noi!”. Qualcuno non ha più risposto, qualcun altro, invece, ha espresso qualche pensiero a riguardo ed ha risposto dicendo che effettivamente potrebbe essere così, altri hanno detto che se gli extraterrestri esistessero avrebbero sicuramente un’intelligenza superiore alla nostra per cui, noi a loro non sembreremmo così strani, mentre avendo l’essere umano numerosi limiti, loro a noi apparirebbero sempre e comunque anormali. Durante una conversazione qualcuno ci ha scritto: “Per me la normalità sarebbe avere rispetto per le cose, le opinioni, e le scelte altrui!”

Istintivamente abbiamo pensato che un’affermazione del genere fosse un’ovvietà, fino a quando non abbiamo capito che il succo del discorso stava in quel “sarebbe”: per il nostro Mr. X la normalità è un concetto che nella società contemporanea non esiste o comunque è limitato a poche persone. Qualcuno un po’ più superficiale ha limitato il concetto di normalità all’aspetto fisico… superficiale lui o noi che l’abbiamo giudicato tale solo per aver fatto riferimenti ad altezza colore degli occhi e dei capelli ecc… senza pensare che a volte la gente si iscrive ai social network solo per passare un po’ il tempo senza doversi mettere a fare necessariamente il filosofo? La normalità non è stata accostata solo alle persone, ma anche ai rapporti che queste hanno tra di loro, e così, “Occhiverdi” nel leggere il nostro annuncio (“Sono una ragazza normale e cerco un ragazzo normale”) scriveva: “Vuoi un ragazzo normale e lo cerchi in chat? Qui ci sono un sacco di disadattati sociali che non sono capaci di avere un rapporto faccia a faccia (e quindi normale… almeno secondo lui) con gli altri… a quel punto ci siamo chiesti lui cosa ci facesse in chat!!! Sarebbe veramente impossibile riportare tutto quello che ci hanno scritto, ogni singolo pensiero, e si rischierebbe di non arrivare comunque al dunque, è per questo che alla fine abbiamo deciso di riportare solo quelle opinioni che NOI abbiamo ritenuto più significative… si arriva così alla citazione di G. R. un trentenne romano che, sempre secondo la nostra opinione, ha centrato il bersaglio. G. R. apriva una conversazione scrivendo semplicemente: “la normalità non esiste!”. Poche parole, ma molto decise, che ci hanno portato a ricontattarlo spesso, ma la cosa più significativa l’ha scritta andando avanti con le conversazioni, ribaltando completamente il discorso affermava infatti: “la pazzia non esiste!”. Egli ritiene che dietro il modo di pensare, di agire e di esprimersi di ognuno di noi ci siano delle esperienze, degli ambienti in cui si è vissuti, una certa condizione culturale, sociale ed anche economica che ha a poco a poco strutturato e sviluppato nell’individuo una certa personalità. Per lui non esiste la normalità così come non esistono le banalità o le idiozie, la pazzia, esiste solo qualcosa che per quanto possa sembrare strano e caotico ha una sua logica e che porta ognuno di noi ad essere unico!


David VS Elena Errico VS Claudia La borsa NORMALITA’ è la critica di lui alle troppe borse di lei. ANORMALITA’ è lei che, dopo essere stata criticata, usa la propria borsa come deposito per tutto ciò che limita la comodità estiva del suo lui. E giù dentro la borsa la roba sua: chiavi della macchina, occhiali da sole, cellulare, portafogli, etc... Il calcetto NORMALITA’ è dirle la frase essenziale e sintetica: “Amore, giovedì gioco a calcetto” ANORMALITA’ è vedere lei che si trasforma in Jessica Fletcher (La Signora in giallo, ndr) per interrogarlo su tutto: “ Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché?” e non contenta sentirle dire: “Vengo anch’io, così faccio il tifo. Ma se segni mi dedichi il gol?” Memoria selettiva NORMALITA’ è per lui riconoscere marca, modello, optional ed anno di immatricolazione (dalla targa) di ogni qualsivoglia mezzo motore a quattro o a due ruote. ANORMALITA’ è l’amnesia che lui riscontra ad ogni anniversario, compleanno, onomastico, festa della donna, San Valentino e chi più ne ha più ne metta.

Giorgia VS Carlo Il coraggio NORMALITA’ è vederla urlare perché ha visto un topo, uno scarafaggio, una lucertola dentro casa. ANORMALITA’ è sapere che lui avrà compassione di quell’esserino indifeso che alla peggio si è trovato lei urlante di fronte. La Playstation NORMALITA’ è sentirlo urlare insieme ai suoi amici per aver fatto un eurogol a PES (se non sapete cos'è, vergognatevi) ANORMALITA’ è sapere che lei continuerà a non spiegarsi tale confusione visto che “è solo un gioco”. Il cibo NORMALITA’ è preparare con amore, pazienza e dedizione il piatto preferito di sempre di lui! ANORMALITA’ è chiedergli come sia, sentirsi rispondere: “Buono, ma mamma lo fa diverso” e sapere che “diverso” nella testa di lui significa “più buono”.

LUI VS LEI

In bagno NORMALITA’ è per lei andare in bagno, sedersi e sul più bello scoprire che lui ha finito la carta igienica. ANORMALITA’ è la convinzione di lui che il rotolo venga sostituito automaticamente dal cucciolo di Labrador della pubblicità. Il dramma NORMALITA’ è essere lei e per ogni malessere usare la magica frase jolly “TU NON PUOI CAPIRE”. ANORMALITA’ è la rassegnazione di lui nel capire che il silenzio e l’accondiscendenza sono l’arma migliore che un uomo possa usare in un rapporto.

A volte non è necessario allontanarsi troppo per andare alla ricerca dell'anormalità; spesso le stranezze sono negli occhi di chi ci guarda, e magari ci vuole bene. Abbiamo chiesto ad alcune giovani coppie di mettersi a confronto su temi liberi e capire cosa davvero appare incomprensibile di noi all'altra metà del c i e l o . Indovinate chi ha detto cosa, e rideteci su (ma non troppo). di Diego Ciorra Cecilia Misischi

Il bucato NORMALITA’ è per lei vedere arrivare delle nubi minaccianti pioggia, comunicare al proprio lui di ritirare in casa il bucato e credere realmente che lui faccia ciò che gli è stato chiesto. ANORMALITA’ è la pioggia che scende sul bucato ancora steso , trovare lui “impegnato” a fare altro e sentire come unica e plausibile giustificazione “Erano ancora bagnati”.

Antonietta VS Simone Memoria 2 NORMALITA’ è per lui ricordare la formazione titolare, le sostituzioni, gli ammoniti, i diffidati e i marcatori di ogni partita della sua squadra del cuore, ma a stento il nome dei propri figli. ANORMALITA’ è la memoria a lungo termine di lei, grazie alla quale sono mantenute solide le relazioni pubbliche della coppia con parenti, amici e conoscenti. La gomma bucata NORMALITA’ (o sfiga) è bucare una ruota alla macchina, prendere il cric, svitare i bulloni, sostituire la ruota con la ruota di scorta e ripartire. Per lui seccante, ma fattibile. ANORMALITA’ è per lei il solo fatto di poter bucare una ruota della macchina. Qualora succedesse le fasi del lutto sono sempre 5: 1.negazione (“Non può essere successo a me!”), 2.rabbia (“Perché diamine è successo a me?”), 3.patteggiamento (“Poteva succedere a chiunque!”), 4.depressione (lacrime, fiumi di lacrime) e infine 5.accettazione (si chiama lui, o qualsiasi essere di sesso maschile conosciuto, per farsi venire a salvare).


La gentilezza, + CONTAGIOSA dell’influenza di Iafano Loredana

n un mondo egoista e prepotente essere gentili è considerata un’impresa impossibile, quasi eroica. Ma bisogna provarci, insistere. Magari scopriamo che il regalo più bello lo abbiamo fatto a noi stessi. Parole dure e sguardi taglienti hanno preso il posto di sorrisi e battute cordiali. La maleducazione è ormai ostentata e dispensata ad ogni incrocio, ad ogni fila, in ogni ufficio o luogo di lavoro. Se in coda al semaforo ci mettiamo tre secondi in più a ripartire, il gentiluomo dietro di noi è già pronto a strombazzare nervosamente il clacson. Per non parlare della maleducazione del pedone che, lasciato passare, non ricambia il gesto gentile neppure con un cenno di ringraziamento. E alla barriera autostradale, quanti casellanti ci sorridono salutandoci? E poi, quante volte abbiamo visto gettare dal finestrino dell’auto che ci precede cartacce, plastica e residui alimentari, e ancora imbrattare muri con scritte e materiale pubblicitario? Come se il bene pubblico fosse terra di nessuno. Tanta maleducazione dilagante, povertà sociale, civile e culturale non è solo una questione di bon ton, o per lo meno non solo questo. Secondo gli studiosi è dovuta alla perdita di un valore come la gentilezza. Ma oggi è proprio cosi difficile essere gentili? Le ricerche dimostrano che l’abitudine ad esserlo non è affatto così diffusa, soprattutto tra i ragazzi che considerano la gentilezza fuori moda e una debolezza persino pericolosa, perché “gli altri ne approfittano immediatamente”. Eppure non ci rendiamo conto, ci sono anche studi in merito, del suo straordinario potere. Esprimere con un gesto, un pensiero o un'azione la propria attenzione verso il prossimo può abbattere le barriere più della forza fisica – si legge nel manifesto del movimento italiano della gentilezza- ci fa stare bene in salute, aumenta la nostra autostima ed è contagiosa. Si proprio così, le buone azioni sono contagiose. La scoperta arriva da uno studio Usa, firmato dai ricercatori dell'University of California a San Diego e dell'ateneo di Harvard. Secondo la ricerca, il fatto di beneficiare di una buona azione gratuita ci induce a fare lo stesso con altre persone scatenando una cascata di generosità che si propaga a macchia d’olio anche tra sconosciuti. Modificando la nostra giornata. Allora perché non provare? In fondo in questo momento storico imboccare la via della gentilezza potrebbe essere la nostra salvezza. Pensiamoci quando siamo in mezzo al traffico. E non solo.

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BOOM BOOM CARDS Per diffondere il virus della gentilezza in America spopola un kit di 26 carte, ogni carta suggerisce un gesto gentile da regalare a chi ci sta intorno. Fatta la gentilezza si passerà la carta a quella stessa persona che a sua volta ripeterà il gesto e così via.

PER VIVERE MEGLIO LA FORZA DELLA GENTILEZZA Piero Ferrucci La gentilezza ci fa stare bene e offre immensi vantaggi per la nostra crescita personale, l’efficienza nel lavoro e il successo negli affari. Piero Ferrucci in questo libro, mostra come questa qualità "inattuale" può rivelarsi un potere dirompente che porta all’equilibrio e alla felicità.

LA CIVILTA DELL EMPATIA Jeremy Rifkin L’essere umano non è per sua natura aggressivo e utilitarista come si è sempre pensato, ma uomini e donne manifestano la capacità di relazionarsi con gli altri in maniera empatica. Alla luce di questo approccio J. Rifkin ridefinisce lo sviluppo economico.

IL MIO PSICOLOGO SI CHIAMA GESU Carlo Nesti La testimonianza dell’autore lo porta a rivisitare il Vangelo, e a cercare nelle frasi di Gesù, le indicazioni per rivoluzionare l'esistenza, immaginando così di trasformare Gesù nel suo personale psicologo e in quello del lettore.


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IOVANI COME CI SI SENTE

Non c’è da stupirsi se le persone si preoccupano del loro aspetto, rimanere giovani nel corpo e nella mente permette di vivere meglio il rapporto con se stessi e con gli altri. I suggerimenti, light e non invasivi, per restituire splendore alla pelle e al corpo. di Loredana Iafano


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cegliere di mantenere un viso e una personalità giovanili dopo i quarant’ anni è possibile e i modi per farlo sono due: o votarsi alla chirurgia plastica, o prevenire l’invecchiamento attivando su se stessi un programma di benessere globale, tra mente e corpo”. A parlare è la dottoressa Norma Cristina Massaro, specialista in chirurgia vascolare, da venti anni si occupa di medicina estetica olistica. L’abbiamo incontrata nel suo studio, in via Virgilio 45 a Cassino, con la curiosità di conoscere suggerimenti e tecniche per “apparire giovani come ci si sente”. Dottoressa Massaro cosa intende per “attivare un programma di benessere globale”? “Vuol dire prendere in considerazione il benessere di corpo e mente allo stesso modo: scegliere un’alimentazione sana dopo una diagnostica di analisi nutrizionale, mantenere il cervello attivo, e tenere a bada lo stress.” Tenere a bada lo stress, e come si fa? “Provando a volersi più bene, ma anche praticando attività quali la meditazione o il rilassamento nell’atmosfera di Katharsys, una cabina termale in cui l’impatto sensoriale di luci, colori, suoni e aromi permette un rapido e completo recupero dallo stress”. Bene, lo stress possiamo tenerlo a bada, ma il tempo avanza e lascia il segno sulla nostra pelle. “E’ inevitabile, con l’età che avanza svanisce la giovinezza della pelle! Esistono però interventi efficaci e delicati per contrastare l’invecchiamento, a partire da una serie di suggerimenti, quali: bere molta acqua, proteggere la cute dagli effetti nocivi dei raggi UV, e idratarla regolarmente. Poi è sempre utile ricordare l’importanza di un’attività fisica regolare, di un buon sonno notturno e, molti in questo caso storceranno il naso, il danno arrecato dal fumo”. Si parla sempre più spesso di medicina estetica veloce e non invasiva. Quali le ultime novità per il viso? “Si, vero. Oggi la medicina estetica offre mini interventi di re-freshing totale del viso che in venti/trenta minuti danno risultati visibili istantanei a quasi zero rischio di ecchimosi e gonfiori. Stiamo parlando di peeling cutaneo, che a volte si associa alla microdermoabrasione. e al laser per eliminare macchie e couperose, di biostimolazione e biorivitalizzazione, trattamenti questi che stimolano la produzione di nuovo collagene e migliorano l’idratazione cutanea dando al viso un aspetto più tonico e riposato. Ma anche di trattamenti con la tossina botulinica ad La dottoressa Norma Massaro nel suo studio di Cassino.

Luci e colori, vapori e aromi, doccia emozionale, fanghi e musica, questa è Katharsys l'ultima evoluzione delle terme romane.

azione rilassante, fillers specifici di acido ialuronico per restituire volume al viso e trattamenti di radio frequenza per la rigenerazione cellulare”. A che età iniziare a trattare il viso? “Dai trenta in su. E’ a quest’età che il collagene e l’elastina iniziano a degradarsi mettendo in mostra i primi segni di cedimento cutaneo e perdita di volume”. Parliamo di corpo. Un inestetismo tipico di chi ha qualche chilo di troppo è, specie dopo i 40 anni, la perdita di tono dell’interno cosce e braccia. Cosa si può fare? “Io propongo sedute ravvicinate di radiofrequenza, capace di stimolare la riproduzione di collagene e fibre elastiche.”. Culotte de chaval, cosce e natiche…i metodi per rimodellare e dare tono. “Anche per questi inestetismi esistono trattamenti efficaci, ma mai invasivi, che si possono effettuare ambulatoriamente e richiedono poco tempo. Ottimi risultati si ottengono con la cavitazione, per una disgregazione graduale delle cellule adipose, e l’ Hidrofor, un veicolatore transdemico di principi attivi senza l’uso di aghi”. Efficaci anche per combattere la cellulite diffusa? “Per l’inestetismo della cellulite localizzata ottimi risultati li dà anche la mesoterapia, un infiltrazione di farmaci attraverso microaghi che induce la diminuzione di gonfiore, ritenzione idrica e pesantezza contrastando la cellulite esistente”. Gli up and down sulla bilancia mettono a repentaglio la tonicità di addome, seno e décolleté. Come evitare che accada? E come restituire tono e vigore se già compromessi? “Possiamo utilizzare tutti gli strumenti di cui abbiamo parlato in precedenza per il viso: peeling, biostimolazione e biorivitalizzazione. Sono utili a restituire turgore e luminosità ad una cute compromessa”. Per concludere, la bellezza è rimanere giovani a tutti i costi? Sorride. “Assolutamente no, anche perché è inevitabile invecchiare. La bellezza è avere un corpo e una mente in armonia tra loro. Ha mai notato che alcune persone hanno un viso e una personalità giovanili mentre altre appaiono più anziane di quanto non si sentano soggettivamente? Ecco questi suggerimenti sono per coloro che desiderano essere in armonia. A tal proposito desidero concludere con una frase di Marcel Proust: E’ stato detto che la bellezza è una promessa di felicità. Inversamente la possibilità del piacere può essere un principio di bellezza”.


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’Italia ha cominciato a parlare di pari opportunità già nel 1919, anno in cui viene riconosciuta alle donne la capacità giuridica, ma sembra che non tutti siano convinti dell’effettiva parità, specialmente nella vita economica, sociale, culturale e familiare delle donne di oggi. Ne parliamo con il giudice Paolo Andrea Taviano. Dott. Taviano pensa che le donne abbiano veramente pari opportunità con gli uomini nel campo del lavoro? “Francamente trovo non più attuale parlare di pari opportunità atteso che le donne hanno conquistato con pieno merito un ruolo nella società diverso rispetto al passato, basti pensare che sono inserite in tutte le categorie di mestieri e professioni”. Ma allora perché nel mondo del lavoro si lamenta ancora una certa penalizzazione della carriera delle donne rispetto ai colleghi uomini? “Appartengo ad una categoria nella quale il 50% dei magistrati sono donne, peraltro ottime e bravissime colleghe, che nessuno si sognerebbe mai di penalizzare nella carriera. Quel che è vero è che la donna, per quella che è la sua naturale vocazione alla maternità, si viene a trovare inevitabilmente ad un punto della sua vita in cui dà priorità a valori fondamentali come la famiglia e l’educazione dei figli che possono in qualche modo incidere sullo sviluppo di carriera della lavoratrice, ma questo non vuol dire che ci sia una discriminazione: piuttosto penso sia un problema legato a scelte personali”. C’è una certa insofferenza degli uomini quando a “comandare” in un posto di lavoro è una donna? “Penso che l’insofferenza sia legata solo a soggetti con problemi caratteriali e psichici. Credo invece che la meritocrazia debba premiare chi vale veramente e quando ad essere premiata è una donna bisogna solo applaudire alla sua bravura”. Cosa pensa del c.d. “pedaggio sessuale” che in alcune professioni, si dice, sia necessario per consentire ad una donna di fare carriera? “Beh se il “pedaggio sessuale” è imposto o comunque preteso, rappresenta un fenomeno di rilevanza penale da reprimere, mentre se è una scelta volontaria della donna, è sicuramente censurabile dal punto di vista morale, ma può rientrare in una delle tante strade che si possono intraprendere per fare carriera. In ogni caso credo che per una donna mercificare il proprio corpo e calpestare la propria dignità per fini di carriera sia avvilente”. Qual è la sua opinione sul rapporto tra le donne e la politica? “Nella politica italiana tante donne, e senza necessità di prevedere le c.d. “quote rosa”, si sono affermate in posizione di vertice come Susanna Agnelli, Tina Anselmi, Nilde Jotti, donne che hanno dedicato alla politica, nel senso alto del termine, ed agli ideali in cui credevano, e non alla farsa degli incarichi e delle poltrone, tutta la loro vita. Mi auguro che le donne che attualmente sono impegnate in politica credano nelle idee che hanno propagandato durante la campagna elettorale al pari delle colleghe che le hanno precedute, anche perché se una volta era difficile per una donna affermarsi in un ambiente prevalentemente maschile come la politica, oggi le sfide della società moderna richiedono un impegno e capacità tali che l’essere donna può consentire di affrontarle nel modo giusto, ricordandosi però che le promesse elettorali vanno riempite di contenuti concreti”.

PARI opportunità ha ancora senso parlarne ?

Sono in molti a chiedersi se il termine pari opportunità, utilizzato per interventi atti a ridurre le disparità tra uomini e donne, sia da considerarsi ancora attuale. Il pensiero del giudice. di Iafano Loredana


DA COSA

NASCE COSA

La capacità di incorporare significato in oggetti artistici, la scelta accurata dei materiali e il fine ultimo di sconvolgere l’ideazione umana degli oggetti “tradizionali” hanno portato nel design contemporaneo una visione “anormale” , a volte assurda, di ciò che rientra nella nostra concezione mentale di “normalità”. Ormai avvezzi alla non convenzionalità del design moderno e sempre disposti a mettere in gioco le nostre capacità intuitive, Ci proponiamo spesso di risolvere i quesiti del “che cosa sia” o “a cosa serva” un determinato oggetto dall’insolita forma o un complemento d’arredo dall’insolito stile. Tutto sembra ciò che in realdi Cecilia Misischi tà non è. L’utilizzo finale è ciò che smaschera il genio e la follia di ogni pezzo di design. SEDUTE UP5 + UP6 (1969) Fuori dal tempo per l'idea universale che raccontano, per il progetto che le genera e per la tecnica con cui vengono realizzate, Le sette sedute in schiuma poliuretanica della serie UP nascono nel 1969 dalla collaborazione di B&B Italia e del designer italiano Gaetano Pesce. La UP5, dall’autore stesso battezzata “Donna”, venne “legata” al pouf UP6 (figlio) per ricordare il miracolo della maternità e al tempo stesso contestare la scarsa libertà del genere femminile dell’epoca. Entrata nella storia del design è riprodotta a tutt’oggi da B&B Italia e disponibile nei colori: nero, rosso, giallo, blu, verde scuro e in una soluzione a righe beige e arancio. http://www.bebitalia.it/

WASHING-UP BOWL (2009) La funzione primaria della washing-up bowl, ideata dal designer danese Ole Jensen e prodotta da Normann Copenhagen, dovrebbe essere quella di una “normale” bacinella per lavare piatti e bicchieri, ma ha la particolarità di essere in silicone e di adattarsi alla forma del proprio contenuto. Diventato un ricercato elemento di design multiuso può essere utilizzata come più si ritiene opportuno, andando incontro alla stessa creatività del consumatore. Disponibile nei colori: nero, rosso, blu, giallo, verde, viola, rosa. http://normann-copenhagen.com

JUICY SALIF (1990) Da più di 50 anni a sconvolgere quei canoni funzionali della regola, della norma e dello standard ai quali siamo abituati e ad annoverare tra i suoi collaboratori i nomi più illustri del design contemporaneo, ci pensa Alessi. Emblema simbolo dell’azienda sin dal 1990 è juicy salif, la cui struttura zoomorfa, in alluminio, ricorda il corpo di un ragno dalle lunghissime zampe. Nato come spremiagrumi dalla genialità del designer francese Philippe Starck, è irrimediabilmente antifunzionale ma al contempo opera d’arte, scultura ed oggetto d’arredo. Diventato così un’icona del design e un pezzo d’autore, non può mancare nelle nostre case. In mostra permanente al MOMA di New York, Jucy Salif ha un altro difetto non trascurabile: nel tempo, l’acido citrico degli agrumi tende a rovinarlo! http://www.alessi.it


Dove posso mangiar bene...

Ristorante Braceria Pizzeria via Tosti 36 - Cassino Tel 0776 35 10 37 - 347 9257651 www.ristobraceasadocassino.com


e cerchi un locale accogliente dove trascorrere allegre serate in compagnia di amici, dove il gioco di colori dà vita ad un piacevole contesto ma al contempo non vuoi rinunciare ad una buona cucina da bagnare con una vasta scelta di vini, scegli Asado a Cassino. Racchiuso tra le due vie principali, via Enrico De Nicola e Corso della Repubblica, il locale, diventato un gettonatissimo punto di ritrovo, offre un viaggio tra le innumerevoli proposte di sapori presenti nel suo menù. Si parte dalla “Girandola di sapori” un mega antipasto dove la varietà di assaggini crea un fantastico gioco di colori; si passa poi ad una fragrante e gustosissima pizza cotta al forno a legna e preparata con maestria dalle mani esperte del pizzaiolo Luigi; si continua con la prelibata carne rigorosamente cotta alla brace, freschissima, certificata e tenerissima. Da un paio di etti ad un kilo, puoi scegliere tu che quantità mangiarne: argentina, irlandese, danese, americana, vitellone marchigiano locale, agnello, arrosticini di pecora, sal-

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sicce... entrecote, tagliata, fiorentina, filetto, straccetti, hai solo l’imbarazzo della scelta. Ma Asado è anche saporitissimi primi piatti cucinati dalla giovane chef Stefania, pronta a soddisfare soprattutto la clientela del pranzo che in tempi rapidi vuole mangiar bene e spendere poco! Per questo sono stati studiati vari menù a prezzo fisso a partire da 7 euro. Siamo al dolce, a tal riguardo, la titolare Federica racconta un aneddoto che fa sorridere: “E’ ormai consuetudine nella clientela più golosa “prenotare” appena si siede la propria porzione di cheesecake alla nutella, il tiramisù al cioccolato bianco, la panna cotta, la crema catalana, per timore che finisca!”. Tutti i dessert sono freschissimi e preparati quotidianamente. L’ultima richiesta, prima di chiedere il conto è “un goccetto di liquore alla liquirizia”, sempre di produzione propria, un vero elisir. Tutto ciò fa di Asado un locale vincente, dove ogni singola persona dello staff contribuisce, con la propria professionalità, serietà ed impegno, a garantire sempre la prelibatezza dei piatti che crea.


Chicche di

GUSTO DA MANGIARE CON GLI OCCHI, DA PROVARE E DA REGALARE. LE SPECIALITA’ GASTRONOMICHE CHE IL GOURMET STORE LUIGI PIETROLUONGO PROPONE SONO UN PIACERE A CUI NON POTER RINUNCIARE. E UN DONO GRADITO DA REGALARE A NATALE. e c'è un gusto che accomuna tutti, è quello per la buona tavola, e il gourmet store Luigi Pietroluongo a Cassino in viale Dante è esperto nell'accontentare anche i palati più

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esigenti. Da sempre baluardo della tradizione gastronomica della Città, e icona di eccellenza e ricercatezza, è il punto di riferimento di chiunque desideri qualità e voglia soddisfare il proprio lato gourmand. Entrando nei locali spaziosi ed accoglienti di viale Dante 65, ci si troverà davanti le migliori etichette di vini e bollicine, dalle cantine più blasonate ai piccoli vignaioli, banconi e scaffali dedicati al food di qualità: formaggi, salumi, sott’olio, paste e aceti balsamici, chicche di piccoli artigiani e selezioni delle migliori specialità. Consolidando quella che è una lunga tradizione familiare. Ma forse non ci si aspetterebbe di trovare qui la soluzione all’annoso problema dei regali natalizi. Cosa regalare agli amici, al capo o al vicino di casa? Le proposte in giro sono tante, ma negli ultimi anni la tendenza a donare un pensiero goloso ha preso piede; regalare cibo è un gesto d’intimità generoso e sempre ben accetto. Ecco allora la proposta del gourmet store Luigi Pietroluongo: cesti gastronomici che deliziano gli occhi e il palato. Infinite sono le combinazioni di ingredienti e forme, dai piccoli pensieri a quelli più importanti, tutte di ottima qualità e ricercata fattura.

La passione per il proprio lavoro di ricerca e selezione della migliore enogastronomia made in Italy, traspare nell’accuratezza con cui vengono preparate le confezioni: ogni prodotto è sistemato manualmente con la cura migliore e con la giusta attenzione all’estetica e all’eleganza di un regalo di pregio. E’ possibile personalizzare il proprio cesto, componendolo con l’aiuto del personale sempre cortese, e pronto a fornire idee e delucidazioni sui prodotti presenti in negozio. Sarà delizioso girovagare tra gli scaffali alla ricerca del dono giusto, passando dall’angolo dedicato a Bacco ai banconi del buon cibo. Sarà come un viaggio attraverso i sapori, i gusti e le sensazioni uniche della nostra terra. Si potrà optare per un cesto ricco di prodotti di nicchia per quell’amico che ama l’esclusività e


la scoperta; salse tipiche, mieli e mostarde per la vicina di casa che adora preparare il bollito di buon ora al mattino; dolciumi tipici artigianali per l’amica ghiottona e ancora vini e bollicine che fanno subito festa. E che ne dite di piccoli pensieri come le paste speciali prodotte secondo tradizione, o una bella serie di formaggi dalla diversa stagionatura e salumi scovati dal piccolo produttore locale? Qualunque sia il prodotto scelto sarà comunque un regalo gradito perchÊ ricco di sapori perduti e prelibatezze ritrovate. Non vi resta che inserire il vostro biglietto di auguri, renderete il vostro dono veramente speciale!


Sul piatto

musica & cibo

Degustazioni di qualità e musica selezionata dialogano nell’aperitive time del Caffè Reale. Immancabile, il nuovo appuntamento della domenica.


conviviale. Gustoso. Particolare. E va in scena tutte le domeniche alle ore 11. È il nuovo aperitivo del Caffè Reale a Cassino, nato dall’esperienza di un locale che lo propone da ben dieci anni. L’aperitive time, infatti, si ripete ogni sera dalle 19 con il famoso “stuzzico di Paride”, abbinato a ottime selezioni musicali. Un viaggio fra i sapori del Bel Paese a ritmo di piccoli assaggi serviti al piatto e al tavolo. L'atmosfera del locale è lounge, fra dettagli vintage e comode poltroncine sulle quali rilassarsi. Tutt’intorno il caldo colore del legno. Il buffet è lungo. Molto lungo. Un susseguirsi di vassoi posti l'uno accanto all'altro, da dove attingere stuzzichini a volontà: dalle tartine alle pizzettine, dalle insalate alle verdure, dai salumi ai formaggi. Senza dimenticare le pietanze calde. Piccole e raffinate delizie per iniziare la giornata all’insegna del gusto. Paride è l’anima di questo accogliente locale, cresciuto con gli anni. Le sue proposte sono tesoro dell’esperienza, la carta dei vini interessante e non convenzionale, i cocktails rassicuranti ed energici. Fatevi consigliare e scoprirete un modo di

È’

L’invitante buffet del Caffe Reale è una delizia per gli occhi e per il palato: finger-food di qualità sapientemente preparato e presentato al popolo gourmet. Paride, titolare dell’attività (nella foto a lato), non lascia nulla al caso.

bere insolito e piacevole. Tiene banco e smista piatti e bicchieri senza fretta, apparentemente impermeabile alla confusione che lo circonda, e non poca, visto che il popolo gourmet è qui che si riversa. Connubi arditi e stagionalità, sapori di una volta e sperimentazioni, al Caffè Reale si gioca con il cibo, si sperimenta, si rallegrano i sensi. Schegge di formaggi e cubetti di mortadella occupano un posto privilegiato accanto a pagnottelle deliziose, piacevolmente rustiche. Cascate di salumi selezionatissimi dal profumo intenso ed invitante fanno l’occhiolino a baguette croccanti e focacce tostate. Abbracci di robiola e prosciutto e bruschette dai sapori mediterranei vanno giù che è una delizia. E ancora tortine, crocchette, spiedini, seducenti e mai scontati. In abbinamento, un calice di vino o un buon cocktail. Nella drink list: vini regionali, light cocktails fruttati come rossini e bellini, o il red drink negroni. Da provare il soffocone con ginvodka e..... Insomma l’aperitivo è solo al Caffè Reale, una scusa per una convivialità piacevole e di qualità. Da non dimenticare che il Caffè Reale è anche colazione e pranzo veloce con gustosi panini e tramezzini farciti.


CREA la tua

immagine

L’importanza di scegliere il look appropriato o un dettaglio che esprima la propria unicità è segno di rispetto per se stesse. E lo rivela al mondo. uante volte di fronte ad un armadio pieno di vestiti non sappiamo cosa scegliere? E quante volte acquistiamo cose che già sappiamo non indosseremo mai? Purtroppo capita spesso. Ovviare a questa difficoltà e riuscire ad avere l’immagine appropriata ad ogni occasione della nostra vita personale e professionale, è possibile. Siamo sempre più consapevoli che, in un mondo veloce come quello attuale, il nostro aspetto assume una notevole rilevanza , ma non sempre riusciamo ad esprimere con il nostro abbigliamento il messaggio di personalità e stile desiderose di comunicare. La scelta dei colori giusti per valorizzare incarnato, capigliatura e occhi, il camouflage per esaltare i punti di forza e velare i punti critici del fisico, coniugare le caratteristiche fisiche con quelle caratteriali, con i gusti, gli interessi e lo stile di vita sono alcuni dei temi trattati negli incontri organizzati dall’Associazione Culturale Trecento. Mentre degusterete un tè o una cioccolata calda avrete risposte e suggerimenti per la creazione di uno stile personale, apprenderete come riorganizzare il vostro guardaroba e come creare la shopping list. E non andrete più nel panico quando dovrete scegliere l’abito giusto per una serata speciale o per un importante incontro di lavoro. Durante i 4 incontri previsti, della durata di due ore ciascuno, sarete seguite personalmente per l’analisi di: colore, figura e tecniche di camouflage. L’ultimo giorno sarà dedicato al fashion tour in compagnia del personal shopper. Info: 347 8497615 loredana.iafano@vanitaonline.it www.ultimatelook.it

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ASSOLUTAMENTE

da evitare a fiera degli orrori e del cattivo gusto va in scena ogni giorno sulle nostre strade: signore che vestono rubando abiti e accessori dal guardaroba delle figlie, ragazze, prive di personalità, che seguono pedissequamente i dettami della moda senza pensare se il capo indossato le rispecchi e sia idoneo alle proprie caratteristiche fisiche. Tutte uguali, tutte omologate a ciò che vedono sulle riviste patinate. E poco importa se si è burrose o spigolose, folletti o watusse, pur di uniformarsi si finisce per scegliere il proprio outfit mettendo in evidenza solo difetti e non i pregi. Anche LE STAR (foto a lato).

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Programma 1° incontro Cosa rivela il look - Immagine e stile 2° incontro Analisi del colore - Tecniche di camouflage 3° incontro Riorganizzazione del guardaroba Il look appropriato per ogni occasione Shopping list 4° incontro Sale tour con personal shopper


Le sfide della piccola e MEDIA IMPRESA Una risposta ai molteplici problemi della piccola e media impresa italiana arriva dall’approccio integrato proposto dalla Glocal Art Management srl ai suoi partner

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ecidere sull’opportunità di un investimento, prevedere e rispondere alle sempre più difficili problematiche di mercato, affrontare le decisioni in maniera ottimale, analizzare nuove idee e progetti imprenditoriali, consolidare la propria posizione all’estero,sono sfide non facili da affrontare. La Glocal Art Management srl si propone di affiancare come partner e assistere le piccole e medie imprese nelle problematiche aziendali che via via si presentano, soddisfacendo l’esigenza dell’imprenditore. La società, sita in via Verdi 52 a Cassino, offre la consulenza completa di manager, legali e professionisti abituati a ricercare soluzioni e idee con una sola passione: raggiungere i reciproci obiettivi. La Glocal Art Management affianca le imprese a partire dalla formazione, innovandola e trasformandola in un allenamento a migliorare i comportamenti autonomamente (coaching). Grazie all’esperienza cognitiva del coach, che affianca direttamente sul campo l’imprenditore, sarà possibile ottimizzare il lavoro dei vari comparti aziendali. Per aiutare l’ imprenditore nelle sue decisioni, la società di servizi, inoltre, lo supporta durante la fase di lancio e posizionamento di nuovi prodotti e di nuovi mercati, nell’allargamento distributivo e nel rilevamento prezzi, nelle promozioni aziendali e nella scelta delle migliori tecniche di comunicazione. Di primario interesse poi, il sostegno e la collaborazione nell’applicazione di strategie globali a livello locale. E’ proprio la valorizzazione di risorse locali in un‘ottica globale, la cosiddetta glocalizzazione, ad essere al centro dell’attenzione della Glocal Art Management che affronta, insieme alle potenziali imprese, le nuove idee imprenditoriali, analizzando il progetto, l’esperienza del management e elaborando gli studi di fattibilità. Non manca la consulenza e l’ affiancamento per le procedure di trading internazionale, un valido supporto per determinare il successo di un’ operazione di import/export. Ma lo sviluppo economico delle imprese oggi passa anche attraverso l’innovazione e lo sviluppo di nuove fonti energetiche, ecco perché la Glocal Art Management ha creato, nell’ambito delle proprie competenze ed esperienze acquisite, una struttura interna che cura la promozione e la gestione di progetti di innovazione tecnologica, la ricerca e la sperimentazione di nuove fonti energetiche e la ricerca di investitori privati ed istituzionali per la realizzazione di tali progetti. Nell’ultimo anno, grazie ai risultati ottenuti nel contesto delle energie rinnovabili e in concomitanza all’espandersi delle prospettive, la Glocal Art Management ha rilevato il 50% della TFG impianti, azienda operante nel settore del realizzo di impianti tecnologici elettrici e di condizionamento civile e industriale. Glocal Art Management, un’ opportunità per le aziende: un interlocutore unico per le problematiche del mercato in continua evoluzione. Glocal Art Management Tel. 0776 25540 www.glocalartmanagement.com


Il trio composto da Domenico Sanna, Giorgio Rosciglione e Marco Valeri.

Inizia molto presto l avventura musicale di Domenico Sanna. Con Too Marvelous For Words il giovane pianista al suo debutto da leader, uno scrigno prezioso di note d autore che toccano l anima. di Loredana Iafano


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a musica è sempre stata un elemento essenziale nella vita di Domenico Sanna, uno dei pianisti più raffinati del momento. Il suo ultimo lavoro, primo disco da leader, Too Marvelous For Words, pubblicato nel 2010 dalla Tosky Records vede un repertorio di brani originali e selezionati standard che seguono il solco tracciato da illustri visionari quali Ahmad Jamal, George Shearing e Brad Meldahu in un discorso in cui nulla è lasciato al caso e tutto risulta imprevedibile. “Grazie a Ahmad Jamal – dice Sanna - ho capito per la prima volta cosa significasse il concetto di musica di insieme. Jamal è di quei musicisti che vuole interagire con il resto del gruppo, e non lascia nulla al caso. Miles Davis impazzì quando lo ascoltò e portò la direzione dei suoi gruppi allo stesso approccio, soprattutto per quello che riguarda l'uso dello spazio e della dinamica”. Ad accompagnarlo in questa esperienza due musicisti fra i più rappresentativi delle loro generazioni: Marco Valeri alla batteria, la cui lista di collaborazioni è già lunga quasi quanto quella del suo ben più esperto compagno, Giorgio Rosciglione al contrabbasso, illustre protagonista del jazz italiano fin dai primi anni 60. Nato a Gaeta ventisei anni fa, Sanna inizia all’ età di sei anni i primi studi di pianoforte. “ A tre anni suonavo la musica che ascoltavo in televisione muovendo le dita sul tavolo”, racconta il giovane pianista ricordando che pochi mesi dopo i genitori gli regalarono una pianola. “ Era tutto per me, non vedevo altri giochi al di fuori dei tasti”. E così qualche anno dopo lo iscrissero a scuola di musica e gli regalarono il pianoforte. In occasione di un triste evento che colpì la famiglia, la morte del nonno, compose le sue prime musiche. Aveva sette anni e la strada per il successo era già stata intrapresa. Il passo successivo lo avvicina al jazz, inseguendo uno dei suoi primi maestri Pino Iodice si trasferisce a Roma e nel 2003 inizia gli studi di pianoforte jazz presso l’Università della Musica dove si diplomerà nel 2007. Nel frattempo ha collaborazioni con il gruppo di Fabio Mariani, riceve una borsa di studio dalla Global Music Foundation,

studia pianoforte con Greg Burk e vince il premio di “Miglior Pianista” nel concorso Jimmy Whoody a Soriano del Cimino. Ma non c’è tempo di dormire sugli allori che è già il momento di raccogliere un’altra sfida. Nel 2008 vince il premio “ Luca Flores come miglior solista; entra a far parte dell' orchestra di Mario Raja e del gruppo del cantautore Piji e registra col sassofonista Marco Ferri per l'etichetta Nuccia production. Non pago delle altisonanti collaborazioni registra per l'etichetta Tuscia in Jazz un disco con il sassofonista Rick Margitza e a seguire Piu Sole, il disco di Nicky Nicolai e Stefano di Battista per la Universal e Too High di Marco Acquarelli per la Lhobo. L’ultima impresa l’ ha realizzata registrando “One Night” con Dave Liebman per l’ etichetta Tuscia in Jazz. “ E’ stata un’ esperienza senza paragoni: Dave è una persona molto comunicativa, e poi è nato nello stesso mio giorno”. E si lascia andare ad un sorriso. “ Prima di suonare ero veramente teso ed emozionato –continua- anche perchè ad assistere al concerto c'era tantissima gente: i seminaristi, il pubblico, gli insegnanti e poi Dado Moroni, Eddi Gomez, Kurt Rosenwinkel. Ma è andata!”. E il futuro? “ A marzo sarò impegnato con Rick Margitza in una serie di concerti tra cui Roma all’ Alexander Platz, Bologna, Bari, Gaeta e poi chissà!”. Ascoltare il giovane pianista è un vero piacere per l’ anima. La musica di Domenico Sanna è un giardino segreto “Il riassunto di un insieme di sonorità ascoltate fino ad ora - conclude il pianista -. I brani che ho scelto nel mio disco vengono dai famosi songbooks di Ella Fitzgerald, le songs americane dei grandi compositori d'america di inizio secolo come Irwin Berlin, George Gerswin, Cole Porter, Jerome Kern. Consiglio a tutti di ascoltarli. E poi da tutto il mondo moderno: Brad Mehldau, Aaron Parks, Mark Turner, Kurt Rosenwinkel, ma anche il pop o l'R&B di Meshell Ndegeocello o Erikah Badu o Robert Glasper”. E’ proprio tutto questo che lo rende speciale.

In alto le copertine degli album scelti e consigliati da Domenico Sanna: Aaron Parks, Steve Lehman ed Enrico Bracco.


Saper gestire l’appuntamento del colloquio di lavoro è un passo fondamentale verso il successo. Ecco che diventa necessario pianificare e realizzare una presentazione di sé vincente ed efficace attraverso la proiezione dell’immagina giusta. Che cosa mi metto? Come devo tenere le mani? Riuscirò a dimostrare le mie competenze? Sono solo alcune delle domande che creano ansia alla vigilia di un colloquio professionale. Prepararsi è un segno di rispetto e professionalità. Nulla può essere lasciato al caso. >>>FOCALIZZARSI SU 5 PUNTI Per affrontare professionalmente un colloquio bisogna focalizzarsi principalmente su cinque punti: se stessi, le proprie aspettative, la realtà a cui ci si indirizza, la posizione per cui ci si propone e l’interlocutore. Ci avete mai pensato a tutto ciò? Il candidato spesso sottovaluta il suo ruolo e si limita a gestire passivamente il colloquio. E’ un grave errore, perché solo partecipando attivamente potrà valorizzare la propria storia e acquisire gli elementi necessari per capire se la proposta è in linea con le proprie aspirazioni. Come si vede tra dieci anni? La domanda sulle prospettive piace molto ai selezionatori, ma voi sieti sicuri di avere la risposta pronta? >>>LA COMUNICAZIONE NON VERBALE Uno studio durato tre anni sulla carriera di uomini e donne ha stabilito che i messaggi verbali, quello che diciamo con le parole, influiscono solo per il 7%. Il resto, il 93%, è la parte che determina la formazione delle impressioni, soprattutto della prima impressione. Di questo 93%, il 38% include il timbro della voce, il tono, l’inflessione, il ritmo del discorso, i silenzi, gli intercalari, le buone maniere, il saper vivere e la buona educazione. Il rimanente 55% è formato dal linguaggio corporeo e dal nostro aspetto, come ci presentiamo: portamento, scelta dell’abbigliamento, stile e colori. >>>UNA NECESSITA’ PER I NEO DIPLOMATI E NEO LAUREATI Nonostante ai giovani vengano date numerose possibilità di avvicinare le aziende, arrivano al fatidico colloquio impreparati, bruciando così quell’occasione che probabilmente non si ripeterà. Date per scontate le competenze, quello che crea la “differenza” durante la fase di selezione è la capacità personale di proporsi del candidato. Affrontare un colloquio è come prepararsi per un esame o una trattativa di vendita. Chi andrebbe impreparato? La scuola e l’università non considerano minimamente

Mano a mano che si avvicina il momento del colloquio di lavoro arriva puntualmente anche l’ansia. Una marea di domande da mandare in confusione, a meno che non si segua un insieme di regole utili a pianificare e realizzare una presentazione di sé efficace. Perché è la prima impressione quella che conta. che preparare un giovane, anche con alte competenze, ad affrontare un contesto lavorativo e ad avere la consapevolezza delle proprie attitudini e capacità, possa essere importante per non perdere quell’opportunità. Da qui deriva la necessità di saper comunicare, di sapersi comportare, di avere l’immagine giusta. Proprio per non commettere l’errore di presentarsi impreparati al colloquio di selezione sarebbe bene apprendere un sistema di regole.

Come gestire il colloquio di lavoro Il seminario “Il colloquio efficace” organizzato dall’Associazione culturale Trecento con sede in Cassino ha come obiettivo la preparazione dei candidati al colloquio di selezione. E’ suddiviso in sei moduli: Curriculum vitae, Il colloquio di lavoro, L’immagine personale, La comunicazione efficace, Il galateo professionale, Elementi di diritto del lavoro. Gli obiettivi: - Esplorazione del sé focalizzando le proprie caratteristiche personali - Diventare consapevoli del proprio modo di comunicare. - Entrare in relazione con l’altro migliorando i rapporti interpersonali. - Conoscere, valorizzare e comunicare la propria immagine: il dress code come biglietto da visita. - Sapersi comportare correttamente in ogni occasione della vita professionale: le buone maniere come fattore centrale di successo. - Orientarsi di fronte al cambiamento nell’era della flessibilità. Quanto dura: Otto ore. L’inizio del seminario è previsto a partire da gennaio. Come partecipare: Scrivete a loredana.iafano@vanitaonline.it; francesca.franzese@vanitaonline.it Telefonate al 347 8497615


BRIVIDIECHIeVISIONI I versi diventano strumenti per una confessione individuale di confusione e di irrequietezza. Come ad invocare una normalità dimenticata. di Francesco de Napoli

Paola Casulli in Mundus novus (Edizioni del Leone, Spinea, 2010, pag. 64) stabilisce una serie di fulminei raffronti dialettici tra i “crepuscoli raschiati” della sua giovane età e le immagini primordiali che le giungono da un passato carico di incubi e deliri. Sono ombre fiammeggianti che si protendono minacciose come “imprudenti angeli, / “sprovvisti dell’invisibile” e pertanto destinati a precipitare, senza speranza. Ovunque incombono visioni cupe e funeste, che si ripetono e si amplificano come in sortilegi carichi di “rabbiose equivalenze”. Vi troviamo dipinti scenari addirittura apocalittici, in cui materia e spirito paiono rimescolarsi in una “religiosità tellurica” senza tempo, osserva nella Prefazione Rudy de Cadaval.

“Non conosco il baricentro”, esordisce Marina Mineo nella raccolta Deragliamento (Società Dante Alighieri, Napoli 2010, pag. 68). La silloge è tutta imperniata intorno ad una strana condizione di confusione e sbandamento, non tanto fisica quanto mentale: “In queste giornate / dissimili / dissonanti richiami. / Mi muovo verso distanze / impreviste. Sento in me / la lontananza, il distacco (…)”. Esiste una sensuale, esuberante vitalità che indica all’autrice la via per circoscrivere i propri conflitti interiori commisurandoli con le miserie e le brutture del prossimo, dipinto con contorni incerti e inquietanti: “Si capisce che è / scena da come i personaggi / entrano ed escono dalla / porta.”. Ed ancora: “Il mondo reale è un luogo / molto più oscuro e profondo / di quanto appare.”

Otras voces / Altre voci di Angela Serna (la stanza del poeta, Gaeta, 2009, pag. 38), con traduzione in italiano di Giuseppe Napolitano, rappresenta una sommessa invocazione al valore supremo della “parola-placenta chiostro / di ciascuno dei segni / che il mio liquido alfabeto / disegnano”. E’ una poesia sussurrata e disperata insieme, come il “grido strappato /al vento / (…) per non perire nelle ferite / che si installano sul tavolo / dove scrivo”, accenna l’autrice, nata a Salamanca. E’, altresì, il necessario sottoporsi ad una particolare forma di psicoterapia individuale, alla ricerca delle “lettere primigenie”, dei “suoni di un linguaggio dimenticato”.

Ida Di Ianni in Brividi imperfetti (Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno, 2008, pag. 64) appare “scossa nel sangue da una grande irrequietezza”. Abbondano le espressioni decise e coinvolgenti: nostalgia di assoluto, perpetua metamorfosi, fotogrammi della memoria, pensiero contaminato, naufragio inevitabile dell’orgoglio. L’umanità si presenta miserabile e meschina nella sua disperata ricerca d’un godimento smodato, tanto da scomporsi in degradati “sciami migranti”. Esiste una qualche possibilità di trarre conforto da rare immagini che ispirano fiducia e speranza: “Luci forme colori / i nostri respiri nei passi del tempo (…)”. Ma subito si addensano le ombre: “Confido in forze inesistenti ormai / e le parole sono lava di dolore.”


storie di straordinaria normalità Anche racconti di vita quotidiana, storie d'amore quasi banali, crisi coniugali ed individui senza qualità possono trasformarsi in letture emozionanti che rompono gli schemi tradizionali del fumetto. di Diego Ciorra

Toilet comics, fumetti brevi e lunghi a seconda del bisogno, risponde appunto a tale esigenza (fisiologica od artistica ?), raccogliendo un piccolo zibaldone di racconti disegnati, che durano lo spazio di... beh avete capito. Storie ironiche, drammatiche, poetiche o minimaliste realizzate da un folto gruppo di autori emergenti arruolati nella scuderia di 80144 Edizioni. Consigliato naturalmente a chi ha fatto dei servizi la sua privata sala lettura.

Si farebbe un torto all'autore e ai suoi personaggi se si classificasse Bone semplicemente come un fumetto comico piuttosto che d'avventura. Bone è questo e quello, è contemporaneamente figlio di grandi classici della letteratura come Il signore degli anelli, da cui asporta l'insegnamento che anche l'uomo più comune può diventare straordinario con il suo coraggio, e di letture più scanzonate come i fumetti Disney. La leggerezza che anima ogni tavola, lo ha trasformato in un piccolo grande successo indie.

Il Canemucco è sempre lui. Makkox conserva intatto il dono di affascinare attraverso il mondo delle piccole cose, talento mantenuto dai tempi delle strips su una buffa compagnia di mosche, e sviluppando dialoghi mai banali, sia nei contenuti che nelle forme, spesso dialettali.

Craig Thompson realizza un'opera di straordinaria bellezza: è la storia di un grande amore, attraverso momenti bui e felici, ponendosi domande e arrivando faticosamente a delle risposte. Quella della coperta è una delle immagini più belle del racconto e l'autore ha ben scelto decidendo di dedicarle il nome della novella.


Le donne di Bronzino

di Alexa Khune

a grazia e l’eleganza di Eleonora di Toledo e delle donne di Corte, ‘intrappolate’ nelle tele di Agnolo di Cosimo Tori, noto come il Bronzino, pittore, poeta e scultore che celebrò i fasti di Cosimo I dei Medici, rivivono, a cinque secoli di distanza, in una mostra mai allestita prima. Al Bronzino, ritrattista ufficiale, non sfuggirono gli stati d’animo, la quotidianità, il sentire religioso e il senso storico di uomini e donne che vissero in un’epoca – la sua – cosi piena di contrasti. E la sua Firenze, il centro di quei rivolgimenti, è luogo privilegiato per una esposizione monografica sull’artista, giacché soprattutto agli Uffizi, ma anche negli altri musei cittadini e nelle chiese, è conservata la maggior parte dei suoi dipinti. Un evento unico quanto spettacolare che, accogliendo una scelta di opere solo di altissimo livello del Bronzino e degli artisti a lui legati – come il Pontormo e Alessandro Allori -, permette di ammirare, fino al 23 gennaio 2011 a Palazzo Strozzi, i capolavori mai esposti e di comprendere, attraverso confronti diretti per la prima volta possibili, gli inarrivabili vertici poetici raggiunti dall’artista. Un percorso espositivo che traccia la sua evoluzione artistica raccontandoci dei personaggi della corte medicea: Cosimo I ritratto in abiti marziali, ad indicare la sua potenza e forza; Eleonora amante devota, altezzosa e timida con i suoi sfortunati figli. E con loro una serie di volti, ma anche di raffigurazioni, in cui sensualità e sacralità si fondono e in cui emerge dalla tela il Bronzino scultore, e di preziosi arazzi, che fanno di lui uno dei personaggi più poliedrici della ‘maniera moderna’.

L

Oltre la materia Il 18 dicembre 2010 nella Galleria Kunsthuis XII di Aalst nelle Fiandre orientali si inaugura la mostra sul Transvisionismo dove ad essere protagonista è ancora una volta l'artista cassinate Viviana Faiola (nella foto in alto). La pittrice, che con le sue opere si propone di “guardare oltre” e di vedere cosa ci sia al di là della materia, con gesti depurati e istintivi “porta alla superficie spazi e profondità, inni alla luce, masse, volumi, forme decise e liberatorie, sciabolate di colore, che alludono all’utopia di un universo irraggiungibile, eppure conoscibile”. L’evento prevede inoltre l’ esposizione delle opere del gruppo storico del Movimento composto da Marco Bellagamba, Mario Bernardinello, Ugo Borlenghi, Massimo Meucci, Stefano Sichel, Erminio Tannini (nella foto in basso). Gli artisti sono reduci dal successo della mostra che si è tenuta nelle sale del complesso architettonico del Palazzo dei Normanni a Palermo.

Firenze da vivere Non si può perdere l’occasione di vivere la Firenze mondana che offre davvero tante possibilità. Molti bar e pub propongono degustazioni di vini. È il caso del più cool della città, il Dolce Vita, in p.zza del Carmine . Passando per piazza della Repubblica, che sorge sull'antico quartiere ebraico, si attraversa il crocevia dello shopping cittadino: via dei Calzaiuoli, via Roma, Por san Maria, via Vacchereccia, e da piazza Strozzi, via della Vigna Nuova, via Tornabuoni (vetrine chic con Gucci, Hermès, Armani, Valentino, Dior, Cavalli...). Una tappa obbligatoria è al ristorante Giubbe Rosse, sempre in p.zza della Repubblica, storico locale dove si incontravano gli scrittori futuristi come Marinetti e tanti altri intellettuali fiorentini. Se poi si vuol vivere il lato romantico di Firenze allora lo si può fare cenando e ascoltando musica jazz dal vivo con vista sull’Arno, al Golden View (via dei Bardi, 54/R), aperto già dal mattino per offrire una colazione con panorama spettacolare.


L’ UOMO DEI TUOI SOGNI

WE WANT SEX

NOWHERE BOY

di Woody Allen

di Nigel Cole

di Sam Taylor Wood

Due coppie in crisi e la possibilità di iniziare una nuova vita con nuove prospettive. Quattro persone alla ricerca di realizzare il proprio sogno: lavorativo o personale. Chi tra i protagonisti troverà la felicità? L’ultimo film di Woody Allen non manca del marchio di fabbrica, il consueto cinismo.

La battagliera Rita guida le fila di un'azione generata dalla volontà unanime delle ragazze di Dagenham, operaie della Ford declassate, che, animate da un principio e sostenute dalla solidarietà reciproca, le porterà inaspettatamente lontano: una storia vera, ma che paradossalmente in Inghilterra nessuno conosce.

Tra le sfumature irriverenti del carattere dissoluto e i drammi familiari implosi tra le mura domestiche, Wood mette a nudo l’ adolescente John Lennon, un ragazzo dotato di verve indisciplinata e di un'intelligenza e una sensibilità che ne hanno fatto un uomo tormentato e un musicista leggendario. Si parla di rock.

Grande schermo,

si riparte

Storie avventurose, familiari, tragicomiche: in tutte a essere protagonista una donna. E dietro l’angolo, sempre l’incanto dei sogni.

CYRUS di Jay e Mark Duplass

Pellicola indipendente dove il grandissimo John C. Reilly interpreta un quarantacinquenne divorziato depresso e infantile. Sfortuna o fortuna vuole che alla festa di fidanzamento dell'ex moglie si imbatta in Molly, una donna che comprende al volo il suo umorismo sopra le righe, ma che a casa ha un altro uomo ad attenderla, un figlio ormai adulto. Molly diventerà oggetto di contesa tra i due.


ARIETE (21 Marzo - 20 Aprile) Il fascino personale unito alla naturale eleganza saranno propulsori di un grande periodo. Il vostro modo di fare saprà mettere ognuno a suo agio e questo renderà la comunicazione più facile, con vantaggi anche in campo lavorativo. TORO (21 Aprile - 20 Maggio) I vostri sforzi passati cominciano a mostrare i loro frutti e i segni delle soddisfazioni che vi riserveranno anche in futuro. In amore una situazione sostanzialmente stabile che però annuncia possibilità di nuove esperienze. GEMELLI (21 Maggio - 21 Giugno) Un tumulto di sensazioni stimolerà un'intelligenza particolarmente acuta e ricettiva in questo periodo, accompagnata però dalla difficoltà a organizzare le priorità esistenziali. Favoriti gli studi, con possibilità di ottenere buoni voti, premi ed encomi. CANCRO (22 Giugno - 22 Luglio) Periodo conflittuale sul piano lavorativo, che potrebbe privarvi della lucidità necessaria per tenere testa a una serie di contrattempi. In amore via libera alla trasgressione e all’ anticonformismo. LEONE (23 Luglio - 23 Agosto) Opportunità di crescita in campo lavorativo, specialmente in settori riferibili al mondo dell'editoria o della comunicazione. In campo sentimentale potrebbe essere il momento di dare una svolta a un rapporto che per troppo tempo è rimasto ambiguo. VERGINE (24 Agosto - 23 Settembre) Nel lavoro e negli affari saranno favorite quelle attività che si svolgono in società o comunque in collaborazione con altre persone. Dovrete però combattere per liberarvi da vincoli conformistici che cercheranno di imporvi. BILANCIA (24 Settembre - 23 Ottobre) Vi sentirete più aperti in questo periodo, più interessati del solito allo scambio interpersonale, e anche più disponibili a manifestare il vostro sentire su argomenti delicati, le vostre personali inquietudini. Maggiore cura per gli altri. SCORPIONE (24 Ottobre - 22 Novembre) Il periodo è adatto a produrre idee, opere, definire accordi professionali o economici. Verrà meno la tua naturale timidezza donandoti una grande lucidita' mentale, è ora di dar forma alle esigenze del tuo spirito. SAGITTARIO (23 Novembre - 21 Dicembre) Potrete disporre delle risorse necessarie per sviluppare tutto il vostro potenziale con progressi significativi in campo sociale ed economico. Possibilità di buoni investimenti nel settore immobiliare. CAPRICORNO (22 Dicembre - 20 Gennaio) Avrete la capacità di adattarvi alle condizioni di vita più ruvide e difficili, per non dire estreme.Siete molto attenti agli aspetti etici e morali e questo vi permetterà di trovare una serenità capace di rafforzare le relazioni sociali e affettive. ACQUARIO (21 Gennaio - 18/19 Febbraio) Periodo di intense relazioni sociali sia di carattere mondano che professionale. In campo sentimentale, questa maggiore apertura potrebbe manifestarsi con una dichiarazione d'amore, con una proposta di nozze o con la formalizzazione di un rapporto esistente. PESCI (19/20 Febbraio - 20 Marzo) L’invito è di continuare le azioni intraprese con fiducia. Hai toccato con mano la determinazione che possiedi quando scegli di dare alle persone ed agli eventi la tua impronta. Non credere che sia solo un caso ad averti portato dove sei.


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VANITA' issue #18 autumn 2010