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Editore

Traversa dei Ceramisti, 8 17012 Albissola Marina (SV) Tel. + 39 019 4500659 Fax + 39 019 4500744 info@vanillaedizioni.com www.vanillaedizioni.com ISBN 978-88-6057-176-2 Testi Lola Airaghi Fabiano Ambu Mauro Antonini Stefano Biglia Bruno Brindisi Moreno Burattini Diego Cajelli Ade Capone Stefano Casini Carlo Chendi Maurizio Dotti Bruno Enna Alessio Ferraro Cosimo Ferri Marco Foderà Sergio Gerasi Roby Giannotti Stefano Grasso Giuseppe Dario Isopo Mauro Laurenti Andrea Longhi Stefano Priarone Val Romeo Michele Rubini Marco Santucci Daniele Statella Matteo Stefanelli Roberto Zaghi Graphic Design Elena Borneto In copertina Disegno dedicato da Michele Rubini ad ALBISSOLACOMICS 2013 Copyright © per immagini e disegni, gli artisti/fumettisti © per i testi, gli autori © ALBISSOLACOMICS 2013 © vanillaedizioni Diabolik © Astorina srl © Sergio Bonelli Editore © Strip Art Features – per l’Italia Editoriale Aurea © Disney Volume finito di stampare nel mese di aprile 2013 a cura di vanillaedizioni. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. Tutti le immagini riportate in questo catalogo sono state fornite all’editore dal committente sotto la sua diretta responsabilità. 2


2a edizione

4-5 maggio 2013 - albissola marina (sv) Albissola Comics è un evento organizzato da Associazione Culturale “Gli Aleramici”

via Santa Lucia, 13r 17100 Savona Sito internet: www.albissolacomics.it E-mail: albissolacomics@gmail.com Facebook: www.facebook.com/AlbissolaComics Twitter: AlbissolaComic1 Direzione artistica e organizzativa Stefano Grasso e Giuseppe Dario Isopo Logistica e mercatino del fumetto Claudio Sugliano Segreteria Anna Maria Raffaele Cartellonistica e pubblicità Aldo De Lorenzo Bellotti Organizzazione Nadia Piana, Marco Tripodi, Sergio Lavagetti, Alex Mezzadri, Simone Giadresco Conferenze a cura di Marco Frassinelli e Umberto Sisia di Associazione Proxima (www.proximanoprofit.it) Fotografia, video e proiezioni

Dietro Le Quinte (www.dietrolequintesavona.it) Con il Patrocinio di Comune di Albissola Marina, Regione Liguria – Assessorato al Turismo, Provincia di Savona, Fondazione De Mari CARISA, Camera di Commercio di Savona, CSEN Centro Sportivo Educativo Nazionale. Con il contributo di Comune di Albissola Marina, Fondazione De Mari CARISA, Camera di Commercio di Savona

Media Partner Contemporary Art Magazine (www.espoarte.net) 3


introduzione ad albissola comics

Raccontare per immagini è una tecnica vecchia come il mondo, a cominciare dalle storie di caccia delle Grotte di Altamira (roba del paleolitico superiore), ai dipinti dei templi egizi, alla Colonna Traiana… per arrivare ai fumetti e al cinema dei giorni nostri. Il «raccontare per immagini» non si sa quando è stato usato per la prima volta, sicuramente dagli uomini delle caverne, mentre l’altro modo di «raccontare per immagini» che è il cinema, si sa chi l’ha inventato: i fratelli Lumière nel 1895. Ma cinema e fumetto, come li conosciamo oggi, sono «rinati» e sono stati lanciati e diffusi, insieme, negli Stati Uniti. Alla fine dell’Ottocento, oltre all’arrivo di masse di immigrati da molti Paesi europei: Italia, Francia, Germania, Polonia, Russia, Irlanda e Gran Bretagna, era cominciato lo sviluppo industriale, in particolare quello delle macchine da stampa che permettevano di pubblicare giornali quotidiani a grandi tirature e addirittura a 4 colori. Due erano i grandi editori della carta stampata:

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Joseph Pulitzer e William Randolph Hearst, quest’ultimo proprietario di una grande catena di giornali che copriva gran parte del territorio nazionale. Il problema, per questi editori in continua espansione, era vendere sempre più copie. Tuttavia, la maggior parte dei «nuovi americani», proprio perché provenienti da svariate nazioni europee, parlavano quasi esclusivamente la  loro lingua: italiano, tedesco, polacco, francese e via  dicendo, e conoscevano molto poco l’inglese. Solo quelli che arrivavano dall’Irlanda o dall’Inghilterra parlavano l’inglese, ma il loro numero non era abbastanza  consistente per assorbire la gran  quantità di copie che sfornavano le nuove rotative. Quindi gli editori dovevano conquistare i nuovi immigrati e cercare di convincerli a comprare, e leggere, i loro giornali. La  soluzione era riempire il quotidiano con molte notizie di cronaca, con brevi articoli e grossi titoli scritti in un linguaggio semplice e essenziale e corredati da molte fotografie, quindi una comunicazione facilmente comprensibile. E poi pubblicando, con il dovuto risalto, «qualcosa» che, comunque, fosse capito da tutti, anche se dell’inglese non conoscevano che qualche parola: brevi storielle illustrate (nientemeno che a colori) che si potevano comprendere anche senza leggere il poco testo dei dialoghi o delle didascalie. E poiché all’inizio le storielle erano comiche, a quel nuovo genere narrativo venne dato il nome di «comics», cioè comici; «comics» che non erano destinati ai bambini, ma ai lettori «adulti» dei quotidiani. Contemporaneamente, alcuni commercianti di New York (tra loro anche venditori di pellicce!) ebbero un’idea  abbastanza simile a quella  di Pulitzer e Hearst: dare a questa massa  di immigrati «panem et circenses», cioè spettacoli di

intrattenimento, in una forma che fosse comprensibile da tutti:  la soluzione era il neonato cinema inventato da  poco in Francia. Il quale cinema, essendo «muto», quindi con sole immagini, proprio come il neonato fumetto, poteva essere capito e apprezzato non solo da chi l’inglese non lo conosceva, ma addirittura dagli analfabeti. Questi due nuovi mezzi di intrattenimento, che sostituivano il «romanzo d’appendice» della carta  stampata e gli spettacoli delle compagnie teatrali, che in Europa riempivano i teatri recitando drammi popolari e farse, come un’epidemia avevano immediatamente contagiato, in America e nel resto del mondo, le pubblicazioni periodiche (facendo uscire nelle edicole di molti Paesi europei, «giornalini» che pubblicavano solamente fumetti) e consentito l’apertura di numerosi «teatri» (negli Stati Uniti denominati «nichelodeon», da odeon, il nome del «teatro» dell’antica Grecia; e «nichel», cioè un nichelino, dieci centesimi di dollaro, il costo del biglietto d’ingresso). Erano così nate le sale cinematografiche dove, per tutta la settimana, si proiettava un film anche quattro volte di seguito al giorno. E fin dall’inizio, i due mass media, i fumetti e il cinema, hanno collaborato, scambiandosi generi, personaggi e autori («cartoonists» come Milt Gross e Ernie Buhmiller erano anche sceneggiatori cinematografici; e anche in Italia, il grande Cesare Zavattini, aveva scritto storie a  fumetti per il Topolino anteguerra). Il personaggio di Charlot, disegnato da Segar, e Topolino da Gottfredson e Paperino da Taliaferro, tanto per fare alcuni esempi, dal cinema erano passati al  fumetto, sotto forma di strips per quotidiani.  Mentre qualche personaggio fumettistico, come Popeye  (Braccio di Ferro), era passato dalle strips sui quotidiani anche al cinema, in cortometraggi e mediometraggi prodotti dai Fratelli Fleischer. Questa collaborazione tra queste due innovative forme di intrattenimento, continua anche ai giorni nostri; anzi, oggi è più facile che personaggi «fumettistici», Superman, Spiderman, Batman, altri supereroi della Marvel e della DC, Dylan Dog, Tex e così via, siano passati al  cinema, che non personaggi cinematografici siano diventati protagonisti di storie disegnate. Da un punto di vista commerciale, però, i due generi hanno seguito strade diverse: per il cinema, che richiede maggiori investimenti economici, è stato necessario fondare case  di produzione cinematografiche che richiedevano l’investimento di grandi capitali. Il fumetto, invece, economicamente parlando, è rimasto il «parente povero»: per fare un


film occorrono, oltre a notevoli mezzi tecnici, decine di persone, tra attori, scenografi, costumisti, eccetera; mentre per realizzare una storia a fumetti di persone ne bastono due: uno sceneggiatore e un disegnatore. Il cinema, per promozionare i propri film presso il grande pubblico e la critica, ha creato i «Festival Cinematografici»: Venezia, Cannes, Berlino, Salt Lake City, e chi più ne ha più ne metta. Il fumetto non è stato da meno e ha «inventato» manifestazioni e mostre per promozionare il «genere», cioè i comics o bande dessinée o manga o historietas, e i personaggi delle pubblicazioni nelle quali essi compaiono. Ecco quindi che manifestazioni dedicate ai fumetti sono sorte a Lucca (Lucca Comics), Napoli (Comicon), Milano (Cartoomics), Roma (Romix), Torino (Torino Comics), Rapallo (Mostra  dei Cartoonists); e altre a Rimini, Treviso e così via; e in Francia il Festival della bande dessinée di Angouleme e in USA quello di San Diego in California. E, last but not least, la neonata (quest’anno 2013, al suo secondo anniversario) Albissola Comics. Nessuna manifestazione è uguale all’altra, tutte cercano di differenziarsi, di specializzarsi. Albissola Comics si dedica, (bisogna considerare che è ancora in rodaggio e quindi in futuro si svilupperà ulteriormente) a quello che io definirei, prendendo spunto dai vari Festival del Cinema, alla «Sfilata  sul Tappeto Rosso», cioè presentando quelli che i fumetti li fanno, vale a dire disegnatori e sceneggiatori, ai lettori: sia a quelli più esperti e informati che fanno parte dello «zoccolo duro» dei fan, sia tutti gli altri, quelli che comprano le pubblicazioni a fumetti solo come svago per i loro momenti liberi; o, come per i pendolari che passano ore sui treni regionali per andare al lavoro e che, per «ammazzare il tempo» durante i noiosi viaggi andata e ritorno, divorano un «giornalino» al giorno: vuoi con i vari personaggi della Sergio Bonelli Editore (Tex, Zagor, Dylan Dog, Martin Mystère e via dicendo) o con Diabolik o con quelli della Walt Disney (Topolino, Paperino e soci). Ad Albissola non c’è un vero e proprio «tappeto rosso», ma i lettori e i fan possono conoscere disegnatori e sceneggiatori (attenzione!, italiani e stranieri) nel corso di incontri e conferenze dove i  nostri «divi» (che non sfoggiano lussuosi abiti disegnati da grandi stilisti) spiegano come lavorano, parlano del backstage del loro mestiere e concedono autografi che, nel caso dei disegnatori, sono «disegnini» dedicati e personalizzati. Albissola Comics contribuisce così all’opera di valorizzazione culturale e artistica di quel-

la forma di «narrazione per immagini» che si chiama fumetto (adesso è diventato di moda riferirsi alle storie a fumetti anche come «Graphic Novel») e a far conoscere a tutti quelli che i fumetti li leggono abitualmente, gli autori e il backstage dove nascono le loro storie.

E a [tentare di] abbattere certi pregiudizi che qualcuno ancora nutre verso questa nuova forma di «narrazione per immagini». Compito non facile: Albert Einstein, infatti, diceva che è più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio.

Foto scattate durante Albissola Comics 2012 5


Fumetto futuro... Un parere personale con un po’ di preveggenza In una recente puntata della trasmissione televisiva: Wonderland (Rai5), lo scrittore Valerio Evangelisti ha sostenuto che la fantascienza ha in più occasioni dato prova di preveggenza, anzi, forse ha inventato il futuro. Nulla di più vero! In effetti gli autori di questo genere letterario immeritatamente sottovalutato non ci hanno solo proposto nei loro romanzi un’infinità di futuri possibili ma ne hanno anche analizzato le più disparate implicazioni: tecnologiche (Solo il mimo canta al limitare del bosco – Walter Tevis), sociali (Il tramonto di Briareo – Richard Cowper), ecologiche (Il gregge alza la testa –John Brunner), politiche e religiose (Guerra al grande nulla – James Blish). Ma sono anche andati oltre e sconfinando nella preveggenza hanno inventato la ruota prima della ruota, ipotizzando mezzi spaziali inimmaginabili coniando per essi vocaboli divenuti di uso comune come: astronavi. Quando a partire dal 1984 William Gibson e Bruce

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Sterling resero immaginabile il cyberspazio (Neuromante) coniando il termine “Net” rete (Island in the net), ispirato alle reti neurali del cervello umano, le realtà virtuali erano ancora oggetto di nebulose sperimentazioni nei laboratori della NASA. Ma cosa ha a che fare tutto questo con il fumetto? In verità ha molto a che fare, perché se come sostiene l’Evangelisti la fantascienza ha inventato tutto – dagli elettrodomestici al vasellame parlante (I giocatori di Titano – Philip K. Dick) – il teletrasporto (che è gia riuscito anche se con un solo atomo) non ha mai previsto nel futuro un uomo oberato da ingombranti PC portatili, tablet, iPad, smartphone, blackberry e altre amenità in procinto di arrivare, ma un uomo estremamente agile e leggero, probabilmente abbigliato con una tuta realizzata con un tessuto intelligente che si adatterà a tutte le circostanze (Le vesti di Caen – Barrington Bayley), dotato di una minuscola card con la quale potrà fare qua-

lunque cosa accedendo a migliaia di postazioni gratuite collocate ovunque, anche nella propria abitazione (L’Incal – Jodorowsky/Moebius). Ergo, se la fantascienza che ha indovinato tutto, non li ha minimamente considerati o previsti, tutti questi orpelli elettronici sono condannati ad esistere solamente nell’attuale, in quanto è palese la loro inutilità nell’evoluzione umana, quintessenza quali sono della potenza mediatica della pubblicità capace di rendere indispensabile l’inutile. La fantascienza infine, non ha mai affossato la potenza del libro che persino nei futuri più temporalmente estremi rimane inamovibile, anzi il possesso diviene mezzo di elevazione sociale, di collezione e di investimento (La svastica sul Sole – Philip K. Dick), quindi il supporto cartaceo viaggerà nelle galassie, raggiungerà mondi e civiltà oggi sconosciute, e con esso viaggerà anche il fumetto che sempre più si sta affermando come romanzo illustrato anche in Italia. La Nona Arte non dovrebbe temere per il proprio futuro tentando avventure improbabili nel freddo del web, privo com’è di contatto e di odore, l’uomo ha bisogno di toccare, di odorare, di guardare, di sentire il fruscio delle pagine, insomma di abbracciare con tutti i sensi gli oggetti della propria soddisfazione, e per molti come noi stringere tra le mani un volumetto ben disegnato e contenente una buona storia è fonte di grande soddisfazione. Iniziative come ALBISSOLACOMICS dedicate interamente agli autori e agli editori del fumetto urlano ai quattro venti “lunga vita al fumetto” e inserendolo, come nel nostro caso, in un contesto cittadino votato all’arte della ceramica, non fanno che agevolare quanto sta accadendo: il fumetto, sia esso verista o antropomorfo, si avvicina sempre più all’arte tradizionale in un momento nel quale l’arte ha perso la percezione di se stessa, cercando di ritrovarsi in universi privi di contenuti, riempiendo scatole di plexiglass di orologi o di monetine, fasciando con teli colorati veri capolavori architettonici o naturali, o ancor peggio, appendendo cavalli ai soffitti. In un’intervista ancor più recente anche il grande Milo Manara ha sostenuto di essere ottimista sul futuro del fumetto e detta da lui questa cosa ci conforta, e ancor di più mi conforta personalmente e mi sprona ad andare avanti il pensiero che questo “incontro” all’arte possa far del bene, figlio idealmente quale sono di John Ruskin e William Morris ai quali il fumetto sarebbe sicuramente piaciuto.


UNA VITA TRA LE NUVOLE... PARLANTI!

I miei ricordi si spingono indietro all’età di 5 anni quando, estasiato, mi immergevo anima e fantasia negli albi di Topolino, dispensatori di divertimento e spensieratezza. Come e da quali esseri superiori fossero creati era per me un enigma incomprensibile, ma benedicevo Dio per la loro esistenza, profondamente grato a mia madre per questi suoi dolci ed oculati regali. In seguito scoprii la soffitta, quel misterioso luogo difficilmente raggiungibile del sottotetto al sesto piano del palazzo in cui abitavo. Io stavo al piano terra e m’occorrevano buone dosi di coraggio ed incoscienza per affrontare da solo quel tragitto, e poi, nella penombra di quella stanza dal soffitto inclinato, in mezzo a montagne di oggetti impolverati e dimenticati, andare alla ricerca degli inquietanti albi neri che ogni tanto riuscivo a trovare. Diabolik, l’incarnazione del male, lo spietato che rubava ed uccideva, ma che tuttavia mi intrigava. Così di nascosto continuavano le mie sempre più lunghe incursioni in quel pericoloso luogo di perdizione, d’estate nel caldo soffocante e d’inverno nel freddo siderale. Fu poi all’età di otto anni che avvenne la folgorazione! Grazie a Maurizio, ai tempi la mia anima gemella, scoprii un eroe senza paura e senza macchia, a metà tra un Tarzan ed un personaggio western, accompagnato da un buffo ma indispensabile ometto rispondente al nome di Cico, più facilmente ricordabile come Felipe Cayetano Gonzales y Rodriguez y Martinez y Consalvo y Morales y Rosales y Ramirez y Hernandez y Espinosa! Za-gor-tenay, lo spirito con la scure, ebbe facile gioco a rapirmi quel giorno. Ricordo di aver passato momenti indimenticabili a sognare sulle storie di Nolitta, momenti che rimangono marchiati a fuoco nella mia memoria, indescrivibili come solo i bei ricordi dell’infanzia possono essere. Ho in testa tutti i titoli, le storie, i personaggi dell’epoca, letteralmente parti integranti del mio imprinting giovanile. A sedici anni poi, da amante del disegno e pieno di idee ed iniziative, mi cimentai in un fumetto che sceneggiai e disegnai: “Il totem maledetto”. La prova naturalmente ebbe scarsi risultati qualitativi, a parte le lodi sperticate dei parenti, ma servì a legarmi in

maniera indissolubile al mondo spensierato e fantasioso del fumetto. Il tempo, come si sa, ha due diversi modi di scorrere. Quando si è adolescenti è lentissimo, in maniera esasperante. Si hanno mille idee in testa e nessuna risorsa per realizzarle. Da adulti invece, è veloce in modo stupefacente. Non si capisce ne come ne quando, con arguta malizia, cambi velocità, ma un anno passa come fosse un giorno. Ci si ritrova a pensare al passato, alle scelte fatte e a quelle non fatte, ad un periodo della vita in cui credi di avere tutto il tempo che l’enorme forza giovanile merita di avere. È così che dopo qualche giorno ti ritrovi ad avere quarant’anni e capire che tutto ciò che hai fatto non l’hai davvero scelto ma accettato di buon grado. Il mio rimpianto è quello di non aver avuto la forza e la convinzione di coltivare le qualità che avevo nel disegno, distratto da tante piccole illusorie speranze giovanili. Oggi colleziono fumetti, disegni, tavole in originale e, quando posso, vado a tutte le manifestazioni comics che il mio poco tempo libero

permette. Già, il poco tempo, ecco tornare in gioco questa bizzarra, inflessibile e poco arbitraria dimensione. Tutto ciò rivela il perché, insieme a Dario, appassionato instancabile, collega e soprattutto amico, abbiamo ideato Albissola Comics. Quale miglior sistema di guadagnar tempo se non portare direttamente a casa la manifestazione e con essa i più grandi rappresentanti di questo mitico mondo parallelo? Un mondo plurale, capace di farci viaggiare liberamente avanti e indietro negli anni, in barba all’insaziabile appetito di Crono. Per quest’impresa ci siamo sentiti definire pazzi, lo siamo senz’ombra di dubbio, ma di una pazzia seminata e nutrita proprio dai mille autori, nessuno escluso, che con passione e dedizione artistica rendono prospero questo mitico mondo. Con la loro fantasia e creatività, piano piano, ci hanno spinto sull’orlo del baratro, facendoci scoprire che sapevamo volare. Oggi io sento come se avessi vinto la guerra, che il miglior modo di prendermi la rivincita sul re dei Titani è proprio questo, vivere tutto l’anno immerso nella nostra Albissola Comics! 7


il programma Apertura museo, gallerie e mostre, mercato del fumetto: Sabato 4 e Domenica 5 maggio 2013 dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,30 Nel corso dei due giorni gli autori saranno disponibili per autografare i “disegni alla firma” prodotti per l’occasione in soli 100 esemplari per ogni disegnatore presente.

Orari incontri con gli Autori:

SABATO 4 Sala Consiliare Comunale Via dell’Oratorio 2, Albissola Marina (SV) Ore 10.00 Inaugurazione con ospiti e autorità. Ore 10.30 L’autore unico fra storytelling e illustrazione. Intervengono Maurizio Mantero, Roberto Bonadimani e Lucio Parrillo. Ore 11.15 La scrittura attraverso le immagini: differenze di approccio rispetto al medium utilizzato. Interviene Ade Capone. Ore 12.00 Albissola Comics ricorda Romano Calisi, fondatore del Salone Internazionale dei Comics. Intervengono il critico Claudio Bertieri e i figli Andrea e Giulia Calisi. Ore 14.00 Cronaca di Topolinia presenta la parodia di Zagor: Aspettando Zavor, lo spirito con la Zavorra. Intervengono Salvatore Taormina, Elena Mirulla e Moreno Burattini. 8


Ore 14.45 80 anni di Topolino in Italia: tanti aneddoti e tante storie ancora da raccontare. Intervengono i fumettisti Disney Carlo Chendi, Giorgio Cavazzano, Bruno Enna, Paolo Mottura e Fabio Celoni. Ore 16.00 Bande dessinée: uno piccolo viaggio negli universi fumettistici d’Oltralpe. Intervengono Hermann Huppen e Riccardo Federici. Ore 17.15 Ayaaaak!!! Zagor e i suoi albi speciali giganti. Intervengono Moreno Burattini, Gallieno Ferri e Marco Torricelli. Ore 18.00 Premiazione dei Premi Albissola Comics 2013 con ospiti e autorità.

DOMENICA 5 Sole Luna Beach Resort Passeggiata degli Artisti, Albissola Marina (SV) Ore 10.30 Diabolik ed Eva Kant: una storia d’amore lunga 50 anni. Intervengono Daniele Statella, Stefano Babini, Giuseppe Di Bernardo e Giorgio Montorio. Ore 11.45 “Bastardi per stirpe” il romanzo western di Stefano Jacurti: il west americano riletto attraverso cinema, fumetti e letteratura. Intervengono gli scrittori Stefano Jacurti e Andrea Nardi. Ore 14.00 Brendon: quindici anni di storie per il coraggioso Cavaliere di Ventura della Nuova Inghilterra. Intervengono Claudio Chiaverotti, Giovanni Talami e Lola Airaghi. Ore 14.45 Oltre la Disney: il fumetto umoristico made in Italy. Interviene Sandro Dossi. Ore 15:30 Dallo spazio profondo di Nathan Never alla provincia Toscana del suo ultimo graphic novel: Stefano Casini presenta “Di altre storie, di altri eroi”. Interviene Stefano Casini. Ore 16.15 Riscriviamo la storia del fumetto italiano. 10 fasi dal 1848 al 2012 in un affresco compiuto dell’evoluzione del fumetto nostrano. Intervengono Matteo Stefanelli e Luigi Bona. 9


la parola a scrittori e sceneggiatori...

Dieci cose che non sai su Albissola

Albissola è l’unico posto al mondo dove potete camminare su un’opera di Fontana senza romperla e senza essere arrestati. Non sono mai stato ad Albissola Comics, e ad Albissola in generale, e dovevo assolutamente rimediare a questa mia mancanza. Secondo una tradizione antichissima, delle lame in ceramica benedette nella chiesa di Nostra Signora della Concordia, potrebbero uccidere i vampiri. Harlan Draka e Caleb Lost stanno comunque indagando.

Ci sono poche informazioni sull’antica tribù ligure dei Docìlii, che occupavano il territorio su cui è sorta Albissola prima dell’arrivo dei romani. Hanno preso a mazzate l’esercito di Roma? Anche tra i Docìlii c’erano due amici, uno basso coi baffi, e uno grosso e panzone caduto nel pentolone della pozione? Domande alle quali gli storici prima o poi daranno una risposta. Il torrente Sansobbia è stato valutato da Diabolik come una possibile via di fuga. Per superare i tratti in secca il Re del Terrore ha installato una lastra di ceramica sulla quale far scivolare un hovercraft. Piano riuscito, Ginko gabbato.

Casa Mazzotti è inserita tra le architetture da vedere dal vivo almeno una volta nella vita, un elenco stilato dal politecnico di Milano. Tutti sanno che l’invasione dei Barbari costrinse il borgo a dividersi in Albissola Marina e Albisola Superiore. Quasi nessuno sa che esiste una Albissola di Mezzo. Ci si arriva grazie ad un varco spaziotemporale che si apre periodicamente alla fine di via Mazzini. “I misteri di Villa Faraggiana” è il titolo di un fumetto mai realizzato. Narra le vicende accadute nel 1821, quando Marcello Durazzo vendette la villa a Giuseppe e Gerolamo Faraggiana, omettendo alcuni particolari sulle presenze occulte all’interno della villa. Presenze che vennero pacificate, grazie alla costruzione della Camera Dorata nel 1845. Marinetti proclamò Albissola: “Libera Repubblica delle Arti”. Non solo, ribaltò il vecchio proverbio e lo trasformò in: impara l’arte e qui farai la tua parte. Oggi, le decine di atelier, laboratori, gallerie d’arte, presenti sul territorio dimostrano che Marinetti non si sbagliava. Lo stemma cittadino è “un agnello seduto su campagna erbosa verde, accompagnato in capo da una stella d’oro su sfondo azzurro”. In realtà è un richiamo a Tex Willer. La stella è quella dei Texas Ranger, e l’agnello... Beh, sì, insomma, la bistecca alta tre dita di cui vanno ghiotti Tex e Carson secondo voi da dove arriva? Nota a margine: le informazioni contenute in questo articolo possono non essere del tutto veritiere. Nessun agnello è stato maltrattato durante la scrittura, ogni riferimento a cose, persone, fatti, è puramente casuale, ci vediamo il 4 e il 5 Maggio!

© Fabio Civitelli

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Quando vengo invitato a una mostra-mercato del fumetto, la prima sensazione che mi assale è la nostalgia. Nostalgia di quando partecipavo almeno a una mostra al mese, e gli altri weekend erano spesso occupati da incontri in fumetteria, su e giù per l’Italia. Erano i tempi d’oro, non solo per Lazarus o Erinni, ma per tantissimi amanti del fumetto che avevano voglia di incontrarsi, chiacchierare, applaudire o criticare, senza barriere tra autori e lettori, solo con l’eccitazione di essere insieme. Poi qualcosa si è rotto. La ripetitività – mostre troppo uguali – ha spento quell’eccitazione, complice anche la mancanza di qualcosa che fosse esclusivo della mostra stessa, perché ogni albo o gadget lo trovavi già in fumetteria, magari sottobanco e sovraprezzo. Ma c’è chi non si è arreso. Organizzatori che

hanno cercato di iniettare nuova linfa nelle loro manifestazioni, guardando come esempio a quel vero e proprio fenomeno di cultura popolare che è diventata Lucca Comics. E c’è addirittura qualche pazzo che ha deciso di creare mostre nuove. Proprio perché il pubblico c’è ancora, c’è sempre stato. È mancata però la creatività (sostituita dall’avidità), proprio in questo che dovrebbe essere il regno della fantasia. I ragazzi che organizzano Albissola Comics fanno parte di questi pazzi. La follia gliel’ho letta negli occhi proprio a Lucca, dove li ho conosciuti di persona, ed è una follia che mi è piaciuta, un misto di passione, di entusiasmo, di voglia di fare. I miei colleghi e amici che sono stati ad Albissola Comics l’anno scorso me ne hanno parlato un gran bene. C’era una gran bella atmosfera, mi hanno detto, un grande entusiasmo (ap-

punto) tracimato dall’organizzazione al pubblico, come ai tempi d’oro. E poi, non dimentichiamocelo, ad Albissola c’è il mare, magico come sa esserlo in una primavera inoltrata che in Liguria è già estate. Credo che il mare sia la ciliegina sulla torta, per una mostra: quella più importante del mondo – San Diego – ne è la dimostrazione. E forse non è necessario andare in California per godersi due giorni di fumetto come si deve. Per questo ho detto sì all’invito, anche se ormai mi si vede poco in giro in questo ambiente, per cui continuo comunque a nutrire un amore profondo. È il richiamo della foresta, se vogliamo metterla così, il bisogno di incontrare di nuovo, di tanto in tanto, quel pubblico a cui devo tanto, e lo dico senza alcuna retorica. Insomma, benvenuti ad Albissola anche da parte mia.

Il fumetto. Che cosa posso dire, su questo gigantesco argomento, che non sia già stato detto e ridetto da colleghi molto più illustri e preparati di me? E infatti, lo anticipo, non dirò proprio nulla d’interessante. La verità è che io i fumetti li ho sempre fatti, senza curarmi troppo di studiarli, catalogarli, smontarli e spiegarli. Mi ci sono trovato in mezzo, nuotando tra le vignette senza mai intravvedere il cartaceo orizzonte. Come molti (tutti?) ho iniziato disegnando, poi ho finito per sceneggiare (sceneggiare, non scrivere: sono due cose del tutto diverse) e non mi sono più fermato. Non credo dunque di avere le carte in regola per parlare dei fumetti in generale, ma penso almeno di poter discutere del “mio” modo di vederli e di farli. In modo egoistico (e semplicistico) affermo che il fumetto è, per me, un sistema privilegiato per poter esprimere concetti e idee, emozioni e sentimenti. Molti autori di fumetti non hanno grande familiarità con le nuove tecnologie, eppure mantengono un certo tipo di contatto con il loro pubblico. Tale contatto, a mio avviso, avviene soprattutto nel fumetto popolare, poiché l’autore che si dedica a questo tipo di fumetto non ha il tempo di razionalizzare più

di tanto: l’urgenza di scrivere e/o disegnare, dettata spesso da fattori esterni, lo costringe ad attingere più o meno consapevolmente da quelli interni. Certo, i generi determinano l’andamento più o meno conosciuto di una storia, le regole stabilite da una casa editrice incanalano e disciplinano uno specifico archetipo narrativo, ma tutti questi elementi (ben lungi dal voler limitare la fantasia e la creatività, come taluni credono) concorrono a veicolare la personalità dell’autore e a gettare, tra lui e il lettore, un ponte: un canale preferenziale, per l’appunto! Attualmente, ho la fortuna di lavorare sia per la Disney sia per la Bonelli, cioè per due grandi realtà editoriali che mi permettono di esprimere diversi stati d’animo e di comunicare con altrettanti tipi di pubblico. Di norma la Disney esalta il mio lato giocoso e ludico, mentre la Bonelli quello emotivo e intellettuale. A volte, però, può avvenire anche il contrario. Capita di rado, ma quando si riesce a far riflettere il lettore, nel contesto di una storia umoristica, allora si toccano davvero corde profonde e si viene ripagati della fatica creativa profusa. Sì, perché sceneggiare è faticoso, anche se in molti (permettetemi il gioco di parole) fa-

ticano a crederlo. È un lavoro che prosciuga mentalmente, moralmente, talvolta fisicamente, che isola dall’esistenza, magari dando l’illusione di vivere in un contesto fantastico con tanto di inizio, sviluppo e fine. Credo che fare fumetti sia un modo per sfuggire alla realtà e, allo stesso tempo, un tentativo disperato di controllarla. In tutto questo, il mestiere aiuta, ma a spingerti ad andare avanti è in primo luogo l’entusiasmo: l’amore per un medium “povero” (all’origine, si sa, bastano un foglio e una matita), eppure incredibilmente ricco e complesso. Di certo si tratta del medesimo entusiasmo che spinge gli organizzatori di Albissola Comics a fare ogni anno questo ciclopico sforzo, interpellando disegnatori e sceneggiatori, convincendoli a uscire dalle loro tane/studio popolate di action figures e fortificate con pile di libri e dvd. Anche io dovrò abbandonare la mia, di tana, ma lo farò con piacere. Chissà che, insieme, non si riesca a intravvedere per un momento quel famoso orizzonte cartaceo... Vi aspetto in riva al mare!

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i disegnatori indice delle tavole

20 LOLA AIRAGHI

ASPETTANDO LA LUNA NERA Personaggi principali: Brendon e Anja China a pennello Brush Pentel, inchiostro nero, penna a sfera, tempera bianca su carta semiruvida Fabriano 220 g/m2, cm 26,75x39

21 GIANCARLO ALESSANDRINI

Incontri ravvicinati... Pennarello Tombo dual brush acquarellato su cartoncino ruvido 300 g/m2, cm 30x42

22 FABIANO AMBU

Nella Fortezza dei Naphidim Personaggi: Harlan Draka Pennarelli Staedtler pigment, liner 02 e 0,05, pennelli in martora n. 3, 2 Windsor e Newron, inchiostro nero W e N su carta liscia Vans, cm 21x29,7

23 STEFANO ANDREUCCI

TONTO CREEK Personaggio: Tex Willer Pennello e china, pennino e pennarello graduato Staedtler su carta liscia Fabriano, cm 35x50

24 Mauro Antonini

Piccioncinema: Everyone loves Picc Corn Personaggio principale: Piccion 2012, matita e china, cm 21x29,7

25 STEFANO BABINI

RED LIGHTS Personaggio: Diabolik Pennarello pantone, china, collage su carta riciclata, cm 15,5x23,5

26 LUCA BERTELÈ

LONG WEI Personaggio: Long Wei China su cartoncino, cm 20x28

27 STEFANO BIGLIA

BANDIERA BIANCA Personaggio: Magico Vento Acquerello su carta semiruvida Fabriano 220 g/m2, cm 21x29 18

28 ALESSANDRO BOCCI

DAMPYR Personaggio: Harlan Draka Pennello con inchiostro di china e acrilico bianco su carta Favini liscia 220 g/m2, cm 24x33

29 roberto bonadimani

Esplorazione di Sirio V China e aniline su cartoncino, cm 25x35

30 LORIS BOZZATO

WAR #1 Personaggi: immaginari senza nome, super eroi precari in una guerra immaginaria l’uno contro l’altro Matita, acquerello, colorazione e collage digitale, stampa unica in formato A3 su carta ruvida 200 g/m2, cm 29,7x42

31 BRUNO BRINDISI

Tre Miti Personaggi: Dylan Dog, Diabolik, Tex Willer Pennarello e pastello, cm 33x48

32 ANDREA CALISI

IL PIPISTRELLO ASSORTO Personaggio: Batman Acrilici su carta, cm 21x29

33 GIAMPIERO CASERTANO

PRIMO PIANO Personaggio: Dylan Dog Matita sfumata su carta liscia, cm 21x29,7

34 STEFANO CASINI

ALTRI EROI Personaggi: Giorgio, Stefano, Nivoe soldato tedesco della graphic-novel ”Di altre storie e di altri eroi” Pennello, pennarello a china ed acquerello su carta ruvida Arches, cm 31x23

35 GIORGIO CAVAZZANO

Mickey Mouse 2012, matita e china su carta, cm 11x15

36 Fabio Celoni

Dracula di Bram Topker Personaggi: Topolino & co 2012, china su carta, cm 25x35 Disegno realizzato appositamente per Albissola Comics 2013

37 giuseppe di bernardo

Diabolik, il fascino dell’ombra Personaggio: Diabolik China su cartoncino, retino digitale, cm 21x29,7

38 SANDRO DOSSI

W le coppie Personaggi: innumerevoli Inchiostro di china su cartoncino, cm 48x33

39 MAURIZIO DOTTI

Tex Willer Personaggio: Tex Willer Ecoline e pastelli Stabilo softcolor, cm 21x29,7

40 COSIMO FERRI

Hatty e l’arte Personaggio principale: Hatty Olio su carta, cm 45x32 Opera realizzata per Albissola Comics 2013

41 MARCO FODERÀ

SAGUARO Personaggio: Saguaro Pennelli e pennarelli graduati, china nera, su carta Fabriano F4 liscia, cm 33x24

42 MASSIMILIANO FREZZATO

Prima del salto 2010, acquarello, matita, tempera su carta, cm 30x42


43 DARIO GENTILINI

51 GIUSEPPE MONTANARI

IL PADRE DEI MOHAWK SIR WILLIAM JOHNSON Personaggi: un ritratto immaginario di Sir William Johnson, fu agente della corona britannica presso i Mohawk nelle seconda metà del Settecento che sposò una nativa, e un Mohawk Pennarello, matita, penna a sfera colorati su cartoncino, cm 10x15

Dylan Dog e l’incubo dei Mostri del Mare Personaggio: Dylan Dog Inchiostro di china, pennello e pennarello, cm 24x32

44 Sergio Gerasi

La coppia Diabolika Personaggi: Eva Kant e Diabolik China e matite colorate su cartoncino, cm 21x29

Un colpo al cuore personaggio: Dylan Dog China a mezzetinte su cartoncino, cm 29,7x42

45 DAVIDE GIANFELICE

Roger Davenport VS Doc. Damage Personaggi principali: Roger Davenport e Doc. Damage China su cartoncino Borden&Riley 180 g/m2, cm 27,8x35,6

46 SERGIO GRASSANI

DYLAN PER ALBISSOLA Personaggio: Dylan Dog Matita e acquarello su cartoncino, cm 33x48

47 HERMANN HUPPEN

EZRA STA BENONE Personaggi: Jeremiha e Curdy Pennelli graduati, china e acquarello su carta semiruvida, cm 33x24

48 MAURO LAURENTI

Il re delle aquile Personaggio: Zagor Grafite ed ecoline, cm 41,58x29,63

49 ANDREA LONGHI

SENZA TITOLO Acquarello e penna stilografica su carta, cm 21x29,7

50 ALESSIA MARTUSCIELLO

FAUGENIA Personaggi: inediti Base china su cartoncino con colorazione digitale, cm 42x29

52 giorgio montorio

53 PAOLO MOTTURA

Senza titolo Personaggi: Paperone, Paperoga, Paperino, Ciccio, Qui Quo Qua, Bassotto China su carta, cm 25x35

54 ANTONIO PANTANELLI

SHAWNEE CHIEF Personaggio: Tecumseh Mista, pennarello, tempera, matite colorate su cartoncino, cm 21x29

55 lucio parrillo

COVER PER VAMPIRELLA Personaggio: Vampirella Olio su illustration board, cm 35x50

56 LUIGI PICCATTO

LE STANZE DEL CUORE Personaggio: Dylan Dog China su cartoncino, cm 21x29,7

57 VAL ROMEO

Sospesi in un addio Personaggi principali: Dylan Dog, Marina, Lillie, Anna, Bree, Manila China su carta, cm 21x29,7

58 MAURO ROSSO

BATCHILD Personaggio: Batman 2011, acrilico su tela yuta, cm 200x100

59 MICHELE RUBINI

INSEGUIMENTO A DARKWOOD Personaggio: Zagor China nera su carta liscia, cm 22,5x29,5

60 Fabrizio russo

Accerchiati! Personaggio principale: Harlan Draka China su cartoncino, cm 29,5x20,9

61 MARCO SANTUCCI

Lynn Redstone, la Mandragore Personaggio: Lynn Redstone China e pennarelli pantone su cartoncino, cm 24x33

62 GIANNI SEDIOLI

Lieto fine Personaggio: Zagor Matita e pennelli Windsor&Newton serie 7 nr 1 e 2, inchiostro di china pelikan, su cartoncino liscio fabriano 220 g/m2, cm 38x25

63 DANIELE STATELLA

COLPO AD ALBISSOLA Personaggi: Diabolik e Eva Kant China, pennarelli graduati e brush pentel su carta Fabriano liscia 220 g/m2, cm 24x33

64 Cristina Stifanic, Roman Tcherpak, Laure Jacquemin BATMAN ad Albissola Personaggio: Batman 2012, photo collage su carta fotografica, cm 30x45

65 Giovanni talami

Brandon 2012, china su cartoncino, cm 20x28

66 ROBERTO ZAGHI

Destinazione Albissola Personaggio principale: Julia Kendall Inchiostro di china su cartoncino semiruvido, cm 20x28 19


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Ti è piaciuta la preview? Continua a leggere! acquista la tua copia durante albissola comics 2013 oppure richiedila subito in prevendita agli organizzatori Stefano Grasso: albissolacomics@gmail.com Dario Isopo: isopo54@vodafone.it DETTAGLI DEL VOLUME Titolo: Albissola Comics 2013 Autore/Artista: AA.VV. Testi: AA.VV. Anno: 2013 ISBN: 978-88-6057-176-2 Dimensione: 21×29,7 cm Rilegatura: brossura grecata e fresata Pagine: 96 Prezzo: € 15,00

Albissola Comics 2013 (preview)  

Preview del catalogo dedicato alla manifestazione Albissola Comics 2013, 4-5 maggio, Albissola Marina (SV)

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