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distillati dal mondo della comunicazione

vanGoGh secondo

da un po’ di tempo in agenzia è scoppiata la mania della pausa. non so, magari c’è sempre stata, ma adesso mi sembra che la parola sia sulla bocca di tutti. facciamo un break? ci fumiamo una sigaretta? chi vuole un caffè? ogni occasione è buona per trovarsi in cortile e fare una pausa. enrico dice che la pausa è una cosa un po’ “anni ottanta” e forse ha ragione lui, ma sta di fatto che il motivo che mi spinge a scrivere non è quello di discutere dell’utilità, sacrosanta, della pausa ma piuttosto della sua profonda essenza, della sua esegesi. la parola ha ormai assunto, non credo solo qui in vanGoGh, un significato del tipo “smettiamo di fare quello che stavamo facendo e per un po’ facciamo qualcos’altro”. ma se pensate al glorioso videoregistratore, la pausa vi rimanderà immediatamente a quelle due piccole barrette verticali e al tasto che magicamente “sospende” l’azione senza dover ricorrere al brutale “stop”. ma durante quella bolla temporale cosa accade nel film? la risposta non può che essere una: nulla. fare una vera pausa vuol dire staccare la spina e sganciarsi dalla realtà. i dilettanti della pausa li riconosci subito: si sdraiano a sonnecchiare su un prato o fanno meditazione, come se dormire o pensare non fossero azioni dispendiose. vi prego lasciate perdere: fare pausa è roba da professionisti.

vangogh_anno4_numero02_aprile2008


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02>2008

in questa centrifuga

agenzia di creatività e comunicazione integrata

vita d’agenzia

marketing

gadget

tv

free style

g+

gossip

web

cinema

una torta con su scritto grazie.

libri

p.s._

arte

caramel: un film senza peli sulle gambe. sara lometti questione di polso. riccardo barbieri “la figlia perfetta”: un libro da adottare. sara lometti boris, la fuori serie. eugenia bignardelli sewaba: primitività dell’arte senile. g+ interactive landscape. massimo galli orièntati su musicovery. enrico penzo scriva mia. monica baraldi aspettando un taglio netto. eugenia bignardelli partiam per la guerriglia. roberta mancini canale cinema del sole 24 ore. | ancora oscar. | votate! votate! votate! ciao. eugenia bignardelli > copywriter

musica

cinevision hi-tech and you? scriptamanent tubocatodico articolazione 01 articolazione 02 discobolo get the gadget bibìebibò c’è vita sul market pillole d’agenzia vita d’agenzia unoallavolta

infoweb ≥ | www.vangogh-creative.it infoline ≥ | 029243129

| 0292271321 | 0292271346

c l i cca s u l le cove r p e r co l le g a r t i a l s i t o va n G o G h e s ca r i ca re i n u m e r i a r re t ra t i .

00-2005 01-2005

01-2006

02-2006 03-2006

04-2006 05-2006 01-2007 02-2007 03-2007

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06-2007

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subject_cinevision

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idea_sara lometti

contenuti_ cosa abbiamo visto, cosa vorremmo vedere, cosa non avremmo voluto vedere, cosa andremmo a rivedere. al cinema.

caramel: un film senza peli sulle gambe. immaginate di andare dall’estetista e di assistere a questa scena: prima di depilarvi la giovane donna intinge il dito nella ceretta e la assaggia con sensualità. assurdo? in libano no, perché le donne si depilano effettivamente con il caramello. ecco perché questa scena è uno dei momenti più intensi di caramel, film ambientato in un istituto di bellezza di beirut. in quel piccolo rifugio unico e privato, carico di femminilità, si danno appuntamento donne di diverse generazioni che parlano di sé stesse, si scambiano confidenze e discutono dell’ipocrisia insita nel sistema in cui vivono. una realtà in cui sesso prematrimoniale, adulterio e omosessualità esistono ma vengono occultati da un velo di perbenismo, spesso e odioso quasi come un burqua. tra cosmetici, colpi di spazzola e maschere di bellezza, scorre un mondo colorato in cui gli uomini entrano solo per sbaglio e non hanno alcun potere. un universo fatto di passioni, sensualità e lacrime, dolce e aspro come lo zucchero e il limone usati nella preparazione del caramello.

mutpircstsop

per vedere il trailer ∑ www.youtube.com/watch?v=wqt6np3_fc0

una bella realtà. per l’esordiente nadine labaki è stata una vera sfida dirigere e interpretare nello stesso tempo. “ho esitato molto prima di decidere di recitare nel mio film. poi durante il casting si è creato un legame molto forte con le persone che avevo scelto e per mantenere questa complicità ho deciso di diventare una di loro. sono entrata e ho diretto il film da dentro.” il cast è composto quasi interamente da attrici non professioniste a cui nadine non ha chiesto di recitare, ma di essere “reali”. acclamato a cannes il film in italia è uscito quasi esclusivamente nei cineforum ed è stato snobbato dai circuiti tradizionali. anche questa purtroppo è una triste realtà.


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subject_hi-tech and you?

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idea_riccardo barbieri

contenuti_ internet e nuove teconologie spiegate a chi vive sul pianeta terra. e magari vorrebbe saperne qualcosa di più.

questione di polso.

mutpircstsop

quando me lo sono trovato davanti non ci potevo credere, mi sono sentito teletrasportato ai tempi del big jim cambiafaccia e di tutti quei futuribili e improbabili agenti segreti e difensori del bene che comunicavano disinvoltamente con il “quartier generale” attraverso i loro orologi da polso. cellwatch m500 sbarca anche in italia in questi giorni. la particolarità di questo giocattolino dal gusto un po’ retrò consiste nel fatto che dietro le mentite spoglie di un comune (e un po’ ingombrante) orologio da polso, si nasconde un cellulare completo, ovvero senza bisogno di scomodi componenti aggiuntivi da mettere in tasca, che propone tutte le funzionalità di un moderno apparecchio di telefonia. il tutto ad un prezzo (600 euro) che, per fortuna, mi aiuta a reprimere l’irrefrenabile desiderio di averne uno. chi mai si sarebbe immaginato tutto questo progresso in 25 anni? riguardo il mio mac, mi strofino gli occhi un paio di volte ma lui è ancora lì, sul mio schermo: l’icona tecnologica, il sogno dei bambini nati negli anni ’70, il futuro che si palesa davanti a me. mi sento vecchio.

e dentro com’è? la scheda tecnica non è male: il peso dichiarato è di 60 grammi ma le dimensioni sono appena accettabili (5,5x4,5 cm, uno spessore di 1,5 circa). ha una rubrica interna che permette di memorizzare fino a 300 contatti, inviare sms e mms. il display è a led da 1,5” con l’eccitante funzione touchscreen. la praticità di conversazione è garantita da un auricolare bluetooth fornito in dotazione. vogliamo forse farci mancare una memoria interna? no? e allora eccovi i 128mb della dotazione base (forse un po’ pochini). la connettività è garantita dalla presenza di una mini porta usb e trasmissione dati con protocollo bluetooth 2.0.

> http://www.tecnocino.it/s/bluetooth/ > http://www.tecnocino.it/articolo/bluetooth-cosa-significa/2883/


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subject_scriptamanent

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idea_sara lometti

contenuti_ la parola alle parole. libri, scrittori, festival, con-

corsi e quant’altro si può affrontare con il beneficio della lettura o della scrittura.

“la figlia perfetta”: un libro da adottare.

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baltimora, 15 agosto 1997. i donaldson, una coppia molto americana, e gli yazdan, marito e moglie iraniano-americani, si trovano all’aeroporto. il momento è carico di emozioni e aspettative, perché le due coppie stanno aspettando il volo dalla corea per prendere in consegna le loro bambine appena adottate. contro ogni previsione, tra due famiglie piuttosto diverse nasce una lunga amicizia che diventa però anche il luogo “perfetto” in cui dare sfogo alla propria estraneità. le meno straniere di tutti sembrano infatti le bambine, che si integrano con la naturalezza tipica dei più piccoli, mentre i rispettivi parenti non si sentono mai vermente a casa. gli iraniani fanno di tutto per farsi accettare come americani, mentre gli americani vorrebbero essere esotici come gli iraniani. insomma, una storia che solo in apparenza parla di adozione e, più profondamente, tocca invece il tema della reciproca acettazione.

ipse dixit. / "quando esce un nuovo romanzo di anne tyler bisogna lasciar perdere tutto e comprarlo subito. e naturalmente leggerlo. tra i suoi ultimi libri questo è il mio preferito." a dirlo non sono io (altrimenti potreste anche dire “ecchissenefrrr…”) ma nick hornby. e non mi sembra poco.

∑ http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&idlibro=5948&titolo=LA+FIGLIA+PERFETTA


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subject_tubocatodico

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idea_eugenia bignardelli

contenuti_ la tv, tutti la guardano ma chi la legge? noi provia-

mo a scriverla e a parlarvi dei programmi che ci piacciono. oppure no.

boris, la fuori serie. rassegnata allo zapping selvaggio il mio telecomando capitola su fox, canale 110 di sky. sono incuriosita da due medici che recitano talmente male da sembrarmi ridicoli. “sarà la solita fiction italiana”, penso. ad un tratto la telecamera inquadra anche il regista, interpretato da francesco pannofino, che commenta silenziosamente l’attrice: “cagna, cagna maledetta”. così scopro boris, la comica serie tv che racconta le riprese di una non così improbabile fiction italiana “gli occhi del cuore 2”; a dirigerla è rené, molto bravo a comandare la sua truppa contro il nemico auditel. il regista deve accettare di tutto: attori cani raccomandati ma molto pieni di sé, come lo stanis di un esilarante pietro sermonti, gli strampalati sceneggiatori e la fotografia arrangiata di un cocainomane. a sostenerlo c’è sempre la sua assistente arianna, caterina guzzanti, che tormenta il povero stagista interpretato dall’attore emergente alessandro tiberi. con un ottimo cast gli sceneggiatori, quelli veri, raccontano in chiave satirica un modo di lavorare sbagliato in cui la qualità è solo un’inutile perdita di tempo.

mutpircstsop

> www.foxtv.it/boris/

il ritorno. dopo il successo della prima stagione boris torna con l’attesissima seconda su fox (canale 110 di sky) ogni lunedì alle 23.00. corrado guzzanti sarà una delle guest star di questa nuova serie e interpreterà il ruolo di un attore psicologicamente instabile. rivedremo anche tutti coloro che hanno già collaborato in qualche puntata della prima stagione tra cui giorgio tirabassi, margot sikabonyi e massimiliano bruno.

http://it.youtube.com/watch?v=FMen9DTMIqI&feature=related


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subject_articolazioni 01

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idea_g+

contenuti_ qualcosa che non ci si aspetta da un’agenzia di pubblicità che si chiama vanGoGh. una rubrica sull’arte.

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sewaba: primitività dell’arte senile. la storia dell’arte è prima di tutto storia di uomini e, molto spesso, di uomini straordinari. definire cosa sia un artista è un’operazione complicata e forse, tutto sommato, anche un po’ stucchevole. quello che si può dire per certo è che tutti gli artisti, prima di esprimere il proprio pensiero attraverso una forma, hanno percorso strade più o meno lunghe, fatte di incontri, contaminazioni, esperienze visive, insuccessi, illusioni e quant’altro. così almeno pensavo. poi, vagando per la rete, ho scoperto sewaba. newyorkese di adozione, vive una vita come tante: nasce, cresce, studia, trova un lavoro, si innamora, si sposa, ha due figli e alla fine diventa nonno. poi a 76 anni nonno sewaba, per distrarre il nipote, prende una scatola di acquerelli e inizia, senza nemmeno sapere il perché, a disegnare. non l’aveva mai fatto in vita sua e nemmeno aveva mai desiderato di farlo, ma ora lo fa. dipinge quello che vuole, un sole, un albero, una farfalla, una nuvola e lo fa senza ripensamenti o tentennamenti, proprio come fanno i bambini. quelli piccoli. ogni gesto di sewaba, del maestro sewaba, è esattamente ciò che è: un gesto puro e nulla più. questa volta l’arte, bizzarra magia, s’è manifestata senza il bisogno di mercati o di mercanti, di critici o recensioni. è esplosa d’un tratto nel corpo di un vecchio qualsiasi che ha avuto semplicemente il merito, forse l’ardire, di lasciarla fare. ora i suoi quadri sono nei più grandi musei del mondo ma lui, sewaba, continua a fare l’unica cosa possibile: dipingere soli, alberi, farfalle e nuvole.

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mutpircstsop

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un po’ di mistero. sewaba è (mai come in questo caso) un nome d’arte. mentre le foto dell’anziano maestro sono apparse a più riprese su vari magazine americani ed europei, il suo nome, quello vero, resta ancora oggi un enigma. nelle interviste concesse ai giornalisti (rare a dire il vero) ha sempre espresso il desiderio, vezzo l’ha definito lui, di mantenere un po’ di mistero sulle sue origini anagrafiche. “sono un vecchio che dipinge, che altro c’è da sapere?”. dal canto mio ho cercato di raccogliere un po’ di materiale su sewaba ma, incredibilmente, nonostante le sue opere siano già su alcuni testi di storia dell’arte, è stata un’impresa abbastaza improba. quello che c’è, comunque lo trovate qui: ∑ http://sewaba.blogspot.com/

1. butterfly, 2005

2. my black sun, 2007

3. bus on the road, 2006

4. self-portrait, 2007

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subject_articolazioni 02

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idea_massimo galli

contenuti_ qualcosa che non ci si aspetta da un’agenzia di pubblicità che si chiama vanGoGh. una rubrica sull’arte.

interactive landscape. il viaggio m’intriga. il web m’affascina. navigo alla ricerca dell’equilibrio tra arte e corpo umano. alla ricerca di nuovi linguaggi di comunicazione artistici che nascono e si sviluppano grazie alla componente umana che interagisce con l’architettura. così, nel mio introverso peregrinare virtuale, approdo nei paesi bassi ed incontro il padre dell’architettura interattiva olandese, kas oosterhuis, che avvalla espressioni artistiche che interagiscono con l’osservatore il quale diventa a sua volta protagonista dell’evoluzione in tempo reale dell’opera stessa. suo discepolo illuminato, daan roosegaarde, classe ’79, un po’ scultore, un po’ designer, crea con le sue opere installazioni interattive che reagiscono in relazione a chi le frequenta. immaginatevi un muro che modifica la propria superficie tramite pixel tridimensionali che reagiscono alle frequenze sonore, idealmente fondendo uomo e macchina. l’opera è “4dpixel”. un altro percorso sensoriale è “flow 5.0”, un viaggio attraverso un corridoio di piccole ventole (quelle dei computer), che si attivano mediante sensori che interpretano movimenti o suoni. la sensazione di essere di fronte a qualcosa di vivo si ha con “dune 4.0”. un territorio interattivo, un passaggio di fibre reattive e luminose attraverso cui camminare. fibre che reagiscono al suono e al movimento, innescando grazie al software, diversi atteggiamenti, muovendosi più o meno velocemente in simbiosi con il suo interlocutore. sensazioni che non siamo soliti provare, quelle prodotte dall’arte generativa, che non pone limiti al suo sviluppo, ma che colloca, come elemento imprescindibile l’utente che diventa il performer essenziale per l’identità mutevole del lavoro.

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∑ http://www.studioroosegaarde.net/

“..dare arte per me è come avere un sapore in bocca di cui non conosci gli ingredienti. a partire da questa sensazione ho iniziato ad esplorare: leggere, scrivere, viaggiare, parlare... per trovare i giusti ingredienti. ho capito che la cosa più importante per me era il processo creativo, con tutte le sue dinamiche, il disegno e la costruzione. la scultura statica è come vento chiuso in una bottiglia: non è più vento. così ho inziato a lavorare sull'idea che il visitatore dovesse essere parte integrante dell'installazione in tempo reale. la tecnologia è diventata presto una necessità. non sono quella che si potrebbe definire una persona tecnologica, ma fu in conseguenza di questa scoperta che lo divenni. [...] sono realmente interessato all'aspetto umano della ricerca: l'architettura, la tecnologia mi interessano perché sono strettamente connesse agli aspetti generativi e sensibili della realtà.” daan roosegaarde.


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subject_discobolo

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idea_enrico penzo

contenuti_ tutto quello che si può dire sulla musica. gruppi, generi,

tendenze, strumenti, e – perché no? – anche do re mi fa sol.

orientati su musicovery. post-rock minimalista con contaminazioni elettroniche e influenze indie di metà anni ‘90? vi sentite spiazzati di fronte agli infiniti generi musicali che la rete vi propina? se non vi raccapezzate nei meandri delle derivazioni musicali e non volete dedicare una decina di giorni allo studio di discografie, musicovery viene in vostro aiuto. a dire il vero non è del tutto una novità visto che già qualche anno orsono ci siamo lasciati stupire dalle potenzialità di lastfm, social network musical web 2.0 che svolgeva (in modo ancora più allargato) la funzione di orientarci nel mondo della musica. musicovery, è decisamente meno articolato ma sicuramente il mezzo migliore se vi balzassero idee come scoprire in 2 click se negli anni ‘80 esisteva l'r&b o quali furono i primi pezzi elettronici composti negli anni ‘70 che trasferissero sensazioni di calma e positività. tutto sommato un gran bell’esperimento che ci permette di esplorare un vastissimo mondo sonoro senza una laurea in musicologia e in pochi minuti. provare per credere. è gratis.

mutpircstsop

∑ http://www.musicovery.com/ ∑ http://www.lastfm.com/

chicca. interessante, per i più tecnofili, l'utilizzo di flash per la navigazione e l'associazione dei brani, un'interfaccia piuttosto semplice ed intuitiva che sfrutta tutte le capacità del mezzo offrendo una fruizione creativa dei tools di riproduzione video del nostro caro prodotto adobe. aspettiamo ora una versione ancora più perfomante in as3 :)


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subject_get the gadget

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idea_monica baraldi

contenuti_ piccoli oggetti hanno preso possesso delle nostre

scrivanie, delle mensole delle librerie, delle ante dei frigo. chi sono, cosa pensano, cosa vogliono da noi?

scriva mia. da piccola dicevo ‘vado a disegnare sulla scriva di massimo’ (mio fratello), intuendo già quanto la scrivania fosse uno spazio intimo e personale. forse è proprio una cosa che ci portiamo dietro da bambini, da quando sul banco di scuola facevamo la riga in mezzo per distinguere il nostro spazio da quello del nostro compagno. e adesso che siamo grandi, che svolgiamo un lavoro di tutto rispetto, che abbiamo il nostro ufficio con la poltrona in pelle e un fichissimo monitor di super design ultralucido e ultrapiatto, non resistiamo alla tentazione e sulla bella scrivania piazziamo un pupazzetto. ho fatto il giro in vanGoGh e anche qui, dai capi agli stagisti, dai creativi agli account, non esiste scrivania senza gadget: un peluche, uno yo-yo, una scatola di latta o una sorpresa kinder. ognuno di noi ha il suo oggetto speciale, il suo feticcio, qualcosa che va oltre il nostro ruolo e la nostra età, qualcosa che ci ricorda qualcuno o qualcosa e che ci porta in altri luoghi e in altri tempi. e voi, cosa avete sulle vostre scrivanie?

mutpircstsop

g+

monica

roberta

bob’s cube. cercando nella rete qualche riferimento sull’abitudine di personalizzare le scrivanie, ho trovato questo divertente sito. fateci un giro.

enrico

francesca

massimo

>

serena

sara

eugenia

http://www.hostway.com/bobscube/


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subject_bibìebibò

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idea_eugenia bignardelli

contenuti_ anche il gossip può essere intelligente. riflessioni

aspettando un taglio netto.

da poter sfoggiare ovunque, soprattutto dal parrucchiere.

bla

mutpircstsop

ho comprato due riviste molto note, di cui non rivelerò il nome, alla ricerca di spunti interessanti per questa rubrica. lo ammetto, non sono una lettrice di gossip, forse perché il mio parrucchiere di fiducia non si fida di me, forse perché non guardo negli occhi chi impugna una forbice molto vicina alla mia retina, forse perché è da un anno che non vado dal parrucchiere. inizia lo sfoglio e il mio gusto trash non può che cadere su lapo elkann che dà corso al più celebrato adagio popolare accoppiandosi con la cugina bianca brandolini d’adda. considerando che il “roscio” si autodefinisce beauty seeker e creatore di “personal belongings” mi chiedo se bianca faccia parte del ramo “beauty” o, visto il patrimonio personale, dei “belongings”. l’articolo non risponde alle mie domande e mi accorgo che gli argomenti trattati sono noiosi e con luisa corna in cerca di un nuovo amore chiudo le ricerche! il trash dov’è finito? ovvio, in televisione. la tv divora il gossip, spiattella tutto quello che sa, imposta i suoi contenuti sul pettegolezzo e i retroscena. e ai giornali cosa rimane? solo il web si salverà.

e poi. sempre a proposito della tv che comunica spesso solo gossip e vita privata di “famosi sconosciuti”, perché nessuno si ribella pubblicamente ai programmi della fascia oraria, dalle 14.30 alle 17.00, in particolare su canale 5? due ore di giovanni e serena, ex tronista lui, ex tronista lei, in gita a barcellona. è peggio del filmino delle vacanze in montagna che ti propina tuo zio, peggio delle mille foto, nonostante la selezione, che le coppie di tuoi amici ti costringono a vedere, dopo i loro interessantissimi viaggi. tornando ai tronisti di uomini e donne, è tutto un “mi passi la guida, amore?”, “lo spagnolo è semplice basta aggiungere la “s”, amore!”, “buongiorno amore”, “buon pomeriggio amore”. see.. buonanotte.


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subject_c’è vita sul market

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idea_roberta mancini

contenuti_ una rubrica marketing oriented che appassionerà manager e account e – una volta tanto – non farà scappare i creativi.

partiam per la guerriglia. donne nude mandano il traffico in tilt. ecco come titolano molti dei principali quotidiani online del 10 aprile. niente paura però, non siamo di fronte all’ennesima bravata, ma piuttosto ad una singolare (anche se non originalissima) iniziativa pubblicitaria: splendide ragazze in abiti molto succinti (brandizzati di tutto punto con il logo dello sponsor) sono comparse nelle ore di punta per le strade di catania, improvvisandosi lavavetri e attirando l’attenzione dei passanti divertiti. ovviamente, come molti avranno già intuito, dietro l’iniziativa si nasconde uno dei tanti esempi di guerilla marketing. la nuova frontiera del marketing “sensazionalista”, che da qualche anno ha iniziato a prendere piede anche nel nostro paese. una comunicazione creativa e non convenzionale che mira a sorprendere e far parlare di sé l’intero universo dei media. eccolo quindi svelato, l’obiettivo finale (e commerciale) della guerriglia: portare i protagonisti dell’azione sulle bocche di tutti senza l’utilizzo di media costosi o di pianificazioni milionarie. quindi tutti sull’attenti e, confidando nelle armi dei nostri guerriglieri, aspettiamo con trepidazione la prossima imboscata!

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mutpircstsop

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guerril

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e due! anche stavolta, nonostante riproveri formali, la signorina roberta mancini, autrice dell’articolo, si rifiuta di scrivere il postscriptum. “non ho altro da aggiungere” si giustifica la donna col redattore capo e, volendo rincarare la dose aggiunge incauta: “perché, se uno non scrive il postscriptum, cosa gli può succedere?”

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subject_pillole d’agenzia

contenuti_ solo un flash sulle ultime produzioni dei laboratori di vanGoGh.

canale cinema del sole 24 ore. il sole 24 ore.com affida un altro importante progetto all’agenzia vanGoGh: il lancio della sezione cinema del proprio portale. il key-visual ricrea le atmosfere vissute nelle sale cinematografiche all’inizio del film e insieme all’headline, “lo spettacolo è già iniziato”, invita gli utenti ad essere sempre puntuali con le ultime novità sul grande schermo. la campagna è stata pianificata sia su stampa che su internet in perfetto stile vanGoGh, che vede nella comunicazione integrata fra mezzi diversi uno dei suoi punti di forza. il 3d movie è stato realizzato da stefano marchetto.

ancora oscar. visto il grande successo della campagna vanGoGh per oscar mondadori è stata affidata all’agenzia anche la realizzazione dei nuovi soggetti “festa della mamma” e “narrativa contemporanea”. AD

giorgio guzzi

monica baraldi

sara lometti

AD

g. guzzi

m. baraldi

s. lometti

∑ www.vangogh-creative.it


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subject_pillole d’agenzia

contenuti_ solo un flash sulle ultime produzioni dei laboratori di vanGoGh.

votate! votate! votate! getty images (banca di immagini, video e musica di fama internazionale) ha promosso il concorso “make it happen” rivolto ai professionisti della comunicazione e non. l’obiettivo era realizzare spot con tema “un’idea che cambierà il mondo” utilizzando videoclip e colonne sonore provenienti dal loro archivio. vanGoGh partecipa con due progetti che vi invitiamo a vedere e, ovviamente, a votare. così magari vinciamo un viaggio al festival della comunicazione di cannes e ci crogioliamo anche noi nella bella vita dei mega-direttori creativi.

immortality.

change destiny.

un’idea che possa cambiare il mondo? non ci sono dubbi: sconfiggere la morte attraverso un atto di generosità come la donazione degli organi.

monica baraldi

clicca qui per vedere il video (e votarlo!)

sara lometti

non puoi salvare la tua vita se sei su un’aereo che precipita ma puoi farlo se non bevi prima di salire in macchina.

clicca qui per vedere il video (e votarlo!)

eugenia bignardelli

∑ www.vangogh-creative.it


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subject_vita d’agenzia

contenuti_ pagine e pagine di fatti nostri. una specie di grande fratello formato vanGoGh che, in ogni momento, vi aggiornerà su cosa stiamo facendo.

ciao. in questa paginetta solitamente ci occupiamo delle facezie che accadono in agenzia. è l’angolo della “simpatia” ma che stavolta usiamo per raccontarvi, senza eccedere nei dettagli, di una persona che era in vanGoGh e che ora non c’è più. quando qualcuno muore si cercano sempre frasi alternative tipo non è più fra noi oppure è passata a miglior vita. ma noi non lo faremo. il saluto mio e di tutta l’agenzia va a giordana, cinquantatre anni, tipo tosto, brillante, diretto, occhi allegri, risoluta quanto basta, delicata sempre e con tutti. in agenzia si occupava di numeri e fatture ma ha sempre cercato di farlo, per uniformasi all’ambiente, in maniera alquanto creativa. prova certa di tale fatto è la sua scrivania: un campo di battaglia inaccessibile ai più, dove pile instabili di fogli di carta fronteggiavano intrepidi post-it dai colori sgargianti, mentre all’orizzonte spuntavano antichi evidenziatori e, dalle retrovie, una calcolatrice malandata faceva capolino. nessuno può dire con certezza assoluta dove sia andata a finire giordana ma credo che, per un bel pezzo, non avremo più il piacere di vederla entrare sorridente in agenzia pronunciando il solito “ciao”. strano come il suono di quattro semplici lettere possa così, d’improvviso, mancarti da morire. ci manchi. tutti

∑ www.vangogh-creative.it


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subject_unoallavolta

contenuti_ sotto a chi tocca! uno alla volta il vanGoGh team si presenta. ognuno parla per sé, ognuno racconta sogni, illusioni, speranze di vita quotidiana. si mette a nudo. ma è solo un modo di dire.

eugenia bignardelli > copywriter dice di sé ≥ a 6 anni per gioco, mi nascondo nell’armadio della mia vecchia casa di roma. rimango chiusa dentro per un’ora e non ho alcuna intenzione di uscire almeno fino a quando non sento mia madre singhiozzare. a 9 anni la maestra maria mi affida il ruolo di anna frank nella recita di natale. durante lo spettacolo mamma si commuove. ho 18 anni, mia madre è sempre nel pubblico ma adesso piange perché capisce che sua figlia non farà mai il medico o l’avvocato. a 24 anni intasco un 109 su 110, mia madre è seduta sulle poltroncine rosse davanti alla commissione e vuole convincerla a darmi un punto in più. raggiungo i 27, ho appena votato nella mia città, roma, ed ora sto ripartendo per milano. guardo mia madre che mi saluta dal finestrino e nasconde le lacrime. sono ormai 4 anni che le strade da me percorse non portano più alla capitale, ho sfidato il grande nord, parigi, londra, torino, fino ad arrivare qui. ed ora, seduta davanti al mio mac, penso a questo mestiere che ho scoperto pian pianino, passando per il teatro, la scrittura, la fotografia. finalmente le mie ricerche sono finite e di certo non potevo desiderare di meglio e questo grazie a mio padre e a mia madre. la bellezza di questo mestiere è commovente.

iconografia ≥ passione

eroe

antieroe

colori

font

dice di lei [...] “come una pallina di gomma, morbida da stringere, ma dura da rompere. rimbalza da nord a sud, da un estremo all'altro e non si ferma mai” [nicola]

parla per lei [...] “con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole” [ennio flaiano]

> 27 anni, copy junior di vanGoGh da poco.

∑ www.vangogh-creative.it


centrifuga 02-08

1-07-2008

16:29

Pagina 18

vanGoGhteam riccardo barbieri account manager

massimo galli creative director

enrico penzo designer

arnaldo boico digital art director

sara lometti copywriter

monica baraldi art director

giorgio guzzi creative director

p.s. per un mezzo scherzo della burocrazia abbiamo avuto in agenzia (solo per un mese) silvia, una stagista art al secondo anno dell’accademia di comunicazione. trenta giorni sono un soffio e non so davvero dirvi se silvia sia un astro nascente oppure una meteora di passaggio, quello che so è che è una persona, intelligente e delicata (che altro c’è di importante?) e che l’ultimo giorno ci ha portato una torta al cioccolato con su scritto “grazie”. non so voi ma io sono contento di sapere che al mondo ci sono ancora persone così. ecco perché ho scritto questo postscriptum. come al solito, per chi invece volesse, per qualche inspiegabile ragione, aggiungere altro a questo post scriptum, ecco qui: info@vangogh-creative.it.

alberto iob designer eugenia bignardelli copywriter

roberta mancini account executive

luca vinci interactive designer

francesco rachello designer

serena benassai graphic designer

francesca sgarbi graphic designer

giuliana fioretti art buyer


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