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ASSESTAMENTO DI BILANCIO Vorrei avanzare anch’io qualche valutazione sulla legge di assestamento di bilancio. Prima però mi si conceda una digressione sul modo assurdo di fare le leggi. Le leggi devono introdurre elementi di chiarezza. Ditemi voi che cosa si può capire in un articolo come questo: "In materia di cure odontoiatriche, definite con l'articolo 7 del Decreto 26 Marzo 1996 n.37, modificato ed integrato con il Decreto 5 maggio 2005 n.71 e con il Decreto Delegato 2 agosto 2011 n.123, si stabilisce l'abrogazione del punto 1. Viene inoltre abrogato il punto 4 del Decreto Delegato 11 febbraio 2011 n.26 e il punto 3 del Decreto 5 maggio 2005 n.71. Il costo di tali prestazioni è deducibile dal reddito imponibile ai sensi della lettera h) dell'articolo 6 della Legge 13 ottobre 1984 n.91 e successive modifiche ed integrazioni." Il livello di disordine normativo è scoraggiante. Sarebbe importante cominciare a ragionare anche da noi di strumenti di semplificazione normativa. Può sembrare una questione marginale, soprattutto in questo momento, ma una legislazione farraginosa limita la libertà dei cittadini, scoraggia le imprese, ritarda i tempi dell’amministrazione nel fornire i servizi. -------------------LA CASSA DI RISPARMIO L’assestamento di bilancio. L’assestamento di bilancio è incentrato sull’emissione di titoli del debito pubblico per il rafforzamento patrimoniale della Cassa di Risparmio. La materia è tecnica, ma l’impostazione data all’operazione è iper-tecnicista. Capirci qualcosa è un’impresa. E non solo per me, che ne so quasi niente di tecnica bancaria, ma anche per chi la materia la conosce. Su Facebook si può leggere un carteggio tra un ex segretario alle finanze, un dipendente di banca centrale e un bancario e anche per loro l’operazione è di difficile comprensione.


Quel che ho capito io – poi il Segretario Felici mi correggerà se sbaglio – è che dei 105 milioni di titoli emessi, 85 sono il capitale per il patrimonio della Cassa di Risparmio e i restanti 20 gli interessi sugli 85. La durata del titolo è di 10 anni. Il tasso annuo è inferiore al 2%, cioè molto più basso di quello che il mercato riconosce per un titolo dello stesso tipo, con una forte penalizzazione per i sottoscrittori. Chi saranno i sottoscrittori? La sottoscrizione è riservata a banche sammarinesi, aziende o enti pubblici dello stato, aziende o enti a partecipazione statale, fondi previdenziali di diritto sammarinese, fondo servizi sociali. Per l’operazione si vanno quindi a rastrellare risorse finanziarie nell’intero settore pubblico. Chiedo al Segretario Felici: non è imprudente? Mi riferisco soprattutto ai fondi previdenziali, tra l’altro in questo momento già impiegati per puntellare la crisi di liquidità dell’intero settore bancario. Con questo intervento, dopo il finanziamento alla SUMS di 60 milioni del 2012, lo Stato si espone in favore di Cassa di Risparmio nell’insieme per ben 145 milioni. Cassa di Risparmio non è una banca tra le altre. Va senz’altro salvaguardata. Però dentro ad un piano di interesse collettivo. Nella legge si parla di un piano – non so se di interesse collettivo – che anche io come altri consiglieri prima di me chiedo venga reso noto. Anche perché su Cassa di Risparmio circolano alcune voci preoccupanti. Una di queste la vedrebbe oggetto di una prossima speculazione. Il consigliere Zafferani ricordava che da Delta dovrebbero rientrare 1 miliardo e 200 milioni di euro, una somma che muove gli appetiti. Il pericolo è che gli aiuti di Stato possano servire a tenerla in gioco finché non si realizzino tutte le condizioni per chiudere l’affare. La soluzione che può dare più garanzie – non è mia, ma la faccio mia – è quella di una statalizzazione di Cassa di Risparmio e di una socializzazione di una parte rilevante di quote tramite azionariato popolare. L’operazione sarebbe a costo zero, ed eviterebbe il pericoloso impegno di finanze pubbliche. Con l’azionariato popolare Cassa di Risparmio verrebbe rafforzata e ritornerebbe alle sue origini mutualistiche. Inoltre, uno volta passata sotto il controllo pubblico potrebbe essere utilizzata come banca di sistema per concretizzare un progetto di ripresa economica e occupazionale.


Un’ultima considerazione su Cassa di Risparmio. Per rimborsare i 105 milioni nominali lo Stato dovrà accantonare 10 milioni e 500 mila euro all’anno che equivalgono a quota capitale più interessi. Con un bilancio in caduta si può pensare di avere degli accantonamenti? Non si rischia in questo modo di buttare sulle spalle delle nuove generazioni un enorme debito? -------------------LA PATRIMONIALE Viene abrogata la seconda tranche della patrimoniale. Le proteste dei cittadini hanno quindi avuto la meglio su un’imposta iniqua e discriminatoria. Questo dà coraggio anche per la battaglia sulla riforma fiscale. -------------------I TAGLI ALL’ISTITUTO PER LA SICUREZZA SOCIALE In questi giorni è stata discussa la legge per la libera professione medica. Il governo ha assicurato che il provvedimento non è un passo verso l’abbandono dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, ma anzi verso un suo rafforzamento. E che il rafforzamento dell’ISS è l’intendimento di tutti. Eppure sull’ISS a fronte di un disavanzo di bilancio di 24 milioni, si interviene con un taglio di 500 mila euro. Del resto i segnali di uno smantellamento del sistema socio sanitario sono già presenti da qualche tempo. Circola voce, per esempio, che gli infermieri passeranno presto da 250 circa a 196. Quindi non solo si aprono le porte al libero mercato della salute, ma si vincola l’assistenza sociosanitaria a criteri economicisti, a esigenze di bilancio, si trasformano i diritti in elargizioni. -------------------UNA NOTA SUL TRADING DELL’ENERGIA Nella relazione si parla di un andamento positivo del trading dell’energia. Continua il gioco sulla borsa energetica, nonostante il parere contrario della commissione di controllo della finanza pubblica. Per capire la pericolosità di questa operazione basti dire che si movimentano 125 milioni per guadagnarne poco più di 300mila. I dubbi sono molti e rimarranno finché il governo non si deciderà a fare chiarezza sul passato e sul presente di una gestione nella quale non si capisce chi è che guadagna e chi è che rischia.


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L’ARTICOLO 8 In merito all’art.8 chiedo al Segretario Felici come è possibile che le società finanziarie svolgano funzioni bancarie erogando prestiti a tasso agevolato. Tanto più che dalla relazione di Banca Centrale risulta che si trovano in una situazione disastrosa. -------------------ARTICOLO 19 – DISPOSIZIONI SULLA STRUTTURA DELLA PA L’art.19 non ha niente a che fare con la variazione di bilancio e dovrebbe essere trattato con un apposito provvedimento. -------------------Concludo portando all’aula un esempio alternativo di bilancio: il bilancio partecipativo. Il bilancio partecipativo è uno strumento di democrazia diretta che permette ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica della propria città. Consistente nell'assegnare una quota di bilancio alla gestione diretta dei cittadini. È una realtà già in molti comuni italiani: Capannori, Castel Maggiore, Arezzo, Cinisello Balsamo, San Benedetto del Tronto e altri ancora. Ci sono dei comuni in Italia che stanno facendo delle cose straordinarie. E sono dei comuni. Pensate, noi che siamo uno Stato, se solo lo volessimo cosa potremmo fare. Una curiosità: il bilancio partecipativo di Capannori è stato chiamato “dire, fare, partecipare”, che ricorda molto il “vedo, sento, parlo partecipo” di oggi pomeriggio. Io lo leggo come il segno di un sentimento comune, presente in molti cittadini, anche lontani geograficamente: partecipare, esserci, contare per davvero. Il bilancio partecipativo non è bilancio burocratico, di governo. Il bilancio partecipativo è un bilancio di democrazia, aperto ai cittadini. È una politica al di là della politica. Una politica nuova. Se vogliamo davvero portare San Marino fuori dalla difficile situazione in cui si trova non basta rivedere le aliquote della riforma fiscale.


La manifestazione a cui abbiamo assistito, qui in piazza della libertà, riguarda solo in parte la riforma fiscale. I sammarinesi chiedono di chiudere i conti con un sistema che gli ha tolto dignità e indipendenza. Bisogna rifondare il Paese su altre basi. E lo devono rifondare i cittadini, insieme, dentro a nuovi modelli di democrazia, che li facciano sentire davvero parte di qualcosa, che li rendano responsabili delle scelte che li riguardano. Il bilancio partecipativo è uno di questi. Luca Lazzari


ASSESTAMENTO DI BILANCIO_ CONSIGLIERE LAZZARI