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ECCO TUTTI I DETTAGLI

Numero 16 Settembre ottobre 2011

SCUOLA: AL VIA I LAVORI DI RESTYLING

Periodico di informazione locale economico culturale edito da Valtiberina Edizioni srl Iscrizione Registro Stampa n.3/08 Autorizzazione Tribunale di Arezzo del 13.02.2008 Iscrizione Roc n.20836 ISSN 2038-6028


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anno IV – numero 16 Settembre Ottobre 2011 Edito da VALTIBERINA EDIZIONI S.R.L. direttore responsabile Cinzia SCATRAGLI responsabile redazione Manuela PULETTI manuelapuletti@yahoo.it

hanno collaborato Manuela PULETTI Cinzia SCATRAGLI Matteo ROMANELLI Catia BIGI Lara CHIARINI Laura GUERRINI Laura MARINI Dr. Riccardo CONTI Valentina MONTI Letizia MICHELINI progetto grafico copertina Studio Inoltre Monterchi impaginazione, grafica e stampa Industria Grafica Valdarnese San Giovanni Valdarno pubblicità VALTIBERINA EDIZIONI S.R.L. Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 www.valtiberinainforma.it press@valtiberinainforma.it foto di copertina Ricardo MÉNDEZ PASTRANA

Redazione Monterchi Informa Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 Quotidiano on.line: www.monterchiinforma.it info@monterchiinforma.it Manoscritti, dattiloscritti, foto non si restituiscono. L’editore non si assume come propria l’opinione di quanti collaborando con MONTERCHI INFORMA esprimono liberamente giudizi ed affermazioni con scritti e servizi a loro firma. La collaborazione non richiesta formalmente per iscritto non sarà retribuita. Le collaborazioni sono prestate a titolo gratuito per diffusione culturale economica. E’ vietata la riproduzione totale o parziale dei testi, disegni, foto riprodotte su questo numero del giornale senza autorizzazione. © Valtiberina Edizioni srl – Tutti i diritti riservati

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MONTERCHI INFORMA Informa Edizione Monterchi iscrizione registro stampa n. 3 – 08 autorizzazione del Tribunale di Arezzo del 13-022008. Iscritta all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) al n. 20836

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Amici lettori,

Ancora un’altra estate volge al termine, e per noi è arrivato il momento di uscire con i nuovi numeri di Monterchi, Anghiari e Sansepolcro Informa. Come sempre il passaggio verso l’autunno è l’inizio di una stagione più intensa sotto tutti i punti di vista. E’ in settembre che si fanno progetti, si delineano gli obiettivi e credetemi per noi sono veramente tanti ed interessanti o meglio ancora innovativi. I programmi fissati sono molteplici forti della presenza costante di un team sempre in crescita di giornalisti professionisti, neo e “futuri” giornalisti che scrivono per voi su tutto ciò che volete sapere, conoscere, approfondire dagli articoli e argomenti di attualità, storia, cultura, ai redazionali di settore. Solo una cosa al di là della qualifica li accomuna: il desiderio di far crescere questo progetto, tenacemente, certi che il futuro dell’informazione sia questo, un connubio tra presente e passato dando così l’opportunità al lettore di conoscere più a fondo il proprio territorio. Questo è il nostro punto forza non farvi conoscere solo quello che è attuale, ma riusciamo a farvi voltare un attimo indietro per riportarvi al passato. Non a caso la scelta di approfondire la storia della nostra terra, delle nostre città, che rendono le nostre edizioni uniche nel suo genere, una fonte inesauribile di conoscenza che arriva direttamente nelle vostre case. Gli obiettivi come accennato precedentemente sono tanti non solo nel cartaceo, ma soprattutto nel web, o meglio nella comunicazione online. La nostra epoca impone alla società di stare al passo con i tempi e non smettere mai di evolversi. E noi in virtù di questo, consapevoli che il mondo del giornalismo è uno degli ambiti in cui si coglie maggiormente questo processo di trasformazione continua, non ci fermeremo anzi cercheremo sempre di innovarsi...sviluppando nuove idee, con la stessa passione di sempre!! Augurandovi buona lettura vi ricordo che il prossimo numero sarà in uscita nel mese di novembre.

Al fianco della

Cinzia Scatragli Direttore responsabile s.cinzia@valtiberinainforma.it


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NOTIZIE DAL COMUNE Scuola: al via i lavori di restyling, ecco tutti i dettagli 8 Addizionale IRPEF allo 0,2% 10 Una compostiera domestica per ridurre i rifiuti 10 CULTURA Bilancio positivo per il Monterchi Festival 2011 11

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SCUOLA Si riapre con un “Grazie” 12 Anno scolastico 2011/2012: date e orari 13 STORIA, CULTURA E TRADIZIONI I Tarlati padroni di Monterchi 14 PERSONAGGI Per Franco Alberti arriva un’importante Argento 17 STORIA La Madonna Bella un culto che dura da secoli 18

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La Valtiberina, un mondo tutto da scoprire 20 ASSOCIAZIONI A San Lorenzo si respira un’aria... di Misericordia 23 SPORT L’Asd Virtus annuncia novità per la prossima stagione 25 Usd Monterchiese 2011/2012 26 Usd Monterchiese: con Ligi ricominciamo da zero 28

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SOMMARIO

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Periodico di

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Il primo periodico di informazione locale economico culturale

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SCUOLA: AL VIA I LAVORI DI RESTYLING,

ECCO TUTTI I DETTAGLI

Per la messa in sicurezza dell’intero plesso ci vorrà circa un anno di Manuela PULETTI e Cinzia SCATRAGLI Al convento delle monache benedettine, in dei container o in locali privati sparsi per il comune, quante voci si sono rincorse in questi mesi sul trasferimento della scuola comunale di Monterchi durante gli interventi di restyling, ma ora tutto è definitivo. I lavori sono partiti lo scorso Giugno ed interesseranno l’edificio per oltre un anno, nessun locale è stato affittato, a Settembre quando la solita campanella suonerà, i ragazzi si ritroveranno ancora nel plesso di via Protoli, seppur con qualche modifica agli ambienti interni. Infatti l’amministrazione comunale, d’accordo con il dirigente scolastico, una volta assicuratasi il totale rispetto delle norma di sicurezza, ha deciso di dividere l’edificio in due grandi sezioni, in una la ditta vincitrice dell’appalto potrà lavorare indisturbata, nell’altra fetta dello stabile, invece, le lezioni proseguiranno come di consueto, poi una volta completati i lavori ecco che gli ambienti si invertiranno. Ma andiamo a vedere nello specifico i dettagli del progetto

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Tra gli interventi previsti ci sarà un adeguamento alle norme vigenti in materia di sicurezza dell’impianto elettrico e di allarme antiincendio. Ciò comporterà: • Uno spostamento all’esterno del gruppo di fornitura elettrica sistemato in un apposito armadietto chiuso con un portello e munito di serratura • La realizzazione di un impianto di illuminazione esteso a tutti i locali in modo da avere, in caso di black out, una quantità sufficiente di luce richiesta dalle normative in vigore • Sarà installato un impianto di allarme antincendio ad azionamento manuale mediante pulsanti di rottura di vetro posti sia a piano terra che al primo piano, l’allarme sarà segnalato con sirene sia interne che esterne • L’illuminazione di emergenza sarà realizzata mediante lampade auto alimentate che consentiranno un’autonomia di un’ora. Tali lampade saranno poste in tutti i locali

Un altro intervento previsto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento alle norme di prevenzione. In questo caso ci sarà: • La cucina a Gpl a gas che verrà trasformata a metano con relative opere di compartimentazione • La realizzazione di una scala di sicurezza esterna, con conseguenti uscite di emergenza • La realizzazione di servizi per disabili e adeguamento igienico sanitario degli altri servizi • L’installazione di porte anti incendio in misure standard, dotate di pulsante di emergenza • La realizzazione di una scala di sicurezza esterna altoparlante con rampa in acciaio e ringhiera a norma • La realizzazione di nuove uscite e allargamento di alcune porte, già esistenti, nella misura prevista di 1,20 metri compresi nuovi infissi


Notizie dal Comune • Il rifacimento dei servizi per disabili completo di ausili • L’installazione di produttori di acqua calda sanitaria elettrici e riattivazione delle tubazioni di adduzione agli apparecchi Nel campo edile, invece, gli interventi più importanti saranno i seguenti: • La rimozione degli infissi esistenti comprensivi di tapparelle con sostituzione di altrettanti più moderni, impermeabili, resistenti all’acqua e al vento oltre che consentano l’isolamento termico ed acustico • L’intonacatura interna con pre miscelato di calce • Ogni parete verticale verrà coibentata • Verrà introdotto anche un contatore di calore dinamico diretto per l’impiego in impianti di riscaldamento La scuola comunale di Monterchi è stata edificata in due periodi diversi, il blocco centrale fu eretto tra il 1968 e il 1969, le due estremità nella seconda metà degli anni ’80 e più specificatamente tra il 1985 e il 1986. Tale distinzione ci permetterà di capire meglio gli interventi che verranno apportati durante l’intera fase dei lavori Nel blocco centrale, che attualmente comprende l’ingresso della scuola materna e alcune classi delle elementari è previsto: • Il rifacimento completo della copertura mediante pannelli di alluminio protetti contro la corrosione, di più facile manutenzione e soprattutto più longevi. Questo per rimediare alle micro fratture ed alle infiltrazioni di acqua verificatesi negli anni precedenti • Verranno rimossi i copri ferro saltati a causa della ruggine, essi saranno completamente ricostruiti così come verrà rifatto l’intonaco • Nella copertura di due porzioni di corridoio al primo piano dell’edificio, ove il sisma del 2001 ha provocato evidenti lesioni al tessuto esterno, causando abbondanti infiltrazioni di acqua, verranno rimosse completamente le coperture e sostituite con delle nuove

sura e conformi alle esigenze richieste • Mentre nella terrazza che è compresa nel blocco di destra verrà completamente rimosso il pavimento, verranno modificate le formazioni di pendenza di scolo delle acque piovane e dei discendenti pluviali • Nella classe 1° ELEMENTARE è prevista la rimozione di tutti i pavimenti e battiscopa in linoleum non classificati incollati Questi i principali interventi, i quali possono essere riassunti in parole semplici come l’inserimento di nuovi strumenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche a favore dei diversamente abili, il rifacimento dell’impianto luce, del sistema antincendio, l’adeguamento della cucina alle nuove norme di sicurezza e soprattutto un’attenzione particolare al settore edile con nuovi intonaci, il rifacimento degli infissi, dei bagni e di molti pavimenti. Tutto secondo le ultime direttive nazionali vigenti. Come già accennato, l’amministrazione comunale, d’accordo con il dirigente scolastico, non ha voluto trasferire gli studenti in altri locali, ma ha preferito dividere il plesso in due parti, una operativa, l’altra a disposizione dell’impresa. Dalle piantine gentilmente concesse dall’Ufficio Tecnico comunale, il primo settore ad essere interessato dai lavori sarà parte del blocco centrale e tutto quello di sinistra, (la parte più vicino al giardino per intenderci). Durante la prima fase di interventi, le classi saranno così disposte: • Le aule dei ragazzi che frequenteranno la scuola primaria di secondo grado (le medie) sono così state predisposte: (nella cartina sono segnalate di verde) • Una al piano terra accanto alla sala insegnati, com’è tutt’ora • Verrà poi rispolverato il vecchio laboratorio di artistica collocato nel piccolo atrio di divisione tra il piano terra e il primo

piano, vicino per intenderci, allo storico il magazzino adibito alle fotocopie • In quello stesso piano,divisa da una porta d’ingresso, si trova anche la terza classe della scuola materna, la quale verrà presa in prestito per allestire provvisoriamente la terza aula mancante delle medie. • Cinque sono invece le classi previste per la scuola primaria (elementari) e saranno così distribuite: (nella cartina sono segnalate di arancione) • Saranno occupate tutte le classi presenti al primo piano, per l’esattezza tre, quelle cioè vicino all’ampio terrazzo, il quale sarà oggetto di ristrutturazione nella seconda fase dei lavori • Le altre due classi sono la classe quarta e quinta delle elementari che rimarranno tali. In linea d’aria queste sono le aule davanti al laboratorio informatico • Più semplice trovare una collocazione per la scuola materna le cui classi sono previste: (nella cartina colorate di giallo) • Nella biblioteca comunale e nel laboratorio tecnico a piano terra proprio di fronte alla mensa, la quale sarà interessata dai lavori in un secondo momento Il resto della scuola sarà completamente chiuso e inaccessibile a disposizione dell’impresa. *Tutte le informazioni sopracitate sono contenute nelle relazioni tecniche ufficiali gentilmente concesse dallo stesso ufficio Tecnico Comunale di Monterchi. E’ tuttavia opportuno sottolineare che la nostra redazione ha trattato solo alcuni punti presenti nelle stesse, poiché si tratta di un elenco di interventi piuttosto ampio difficilmente pubblicabile.

Nei due blocchi estremi ossia quello che riguarda l’intera scuola media e una piccola parte delle elementari e della materna è invece previsto: • La rimozione dello strato di ghiaia nelle armature • La messa in opera un nuovo manto di copertura con pannelli di alluminio su mi9


Notizie dal Comune

ADDIZIONALE IRpEF ALLO 0,2%

“Necessario per compensare i minori trasferimenti dello stato ai comuni” dice il sindaco di Manuela PULETTI

Adeguare l’addizionale Irpef per far fronte ai tagli del governo centrale. Da tempo non si parla d’altro, la maggior parte dei comuni ha deciso di inserire l’imposta per sanare la mancanza di trasferimenti, unico obiettivo far quadrare i conti del bilancio di previsione. Anche Monterchi non è esente da questa operazione, tanto che il sindaco Boncompagni ha ritenuto opportuno adeguare allo 0,2% annuo l’addizionale Irpef. Così durante l’ultimo consiglio comunale lo ha comunicato alla popolazione, sottolineando come questo adeguamento sia una normativa contenuta nel decreto 23/2011 del federalismo municipale.  “Tale  imposta – ha spiegato

il primo cittadino durante l’assise –  è indispensabile per questo comune. Nonostante la manovra effettuata in sede di approvazione del bilancio di previsione 2011, occorre comunque  procedere all’adeguamento dello 0,2% dell’addizionale comunale IRPEF per compensare i minori trasferimenti statali e regionali, con particolare riferimento al contributo sviluppo investimenti, diminuito negli ultimi anni di oltre 45.000 euro. Così facendo potremmo essere ancora in grado di mantenere gli attuali servizi erogati alla collettività senza gravare direttamente sui trasporti scolastici, mensa scolastica e sociale, beni primari per la popolazione”.

UNA COMpOSTIERA DOMESTICA pER RIDURRE I RIFIUTI

E’ possibile richiede la compostiera recandosi presso l’ufficio tecnico comunale

di Manuela PULETTI

Da mercoledì 31 agosto è possibile, per i cittadini di Monterchi, richiedere gratuitamente una compostiera domestica per trasformare il rifiuto organico in terriccio. L’amministrazione comunale rende noto che sono disponibili 34 compostiere, fino ad esaurimento scorte e saranno consegnate ad altrettanti residenti, i quali dovranno essere in regola con i pagamenti della tariffa rifiuti. Per richiedere il moderno strumento  basta recarsi presso l’ufficio tecni-

co comunale in via Garibaldi. La compostiera è alta 120 cm e larga 80 cm, deve essere posizionata al sole, in giardino o nell’orto, è possibile inserirvi foglie, erba o avanzi di cibo ed ottenere in pochi mesi il compost che potrà essere successivamente utilizzato per concimare il giardino o le piante nei vasi. Assieme alla compostiera verrà consegnata al cittadino anche una guida al compostaggio domestico: obiettivo ridurre i rifiuti per restituire le sostanze nutritizie della terra.

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Cultura

Bilancio positivo per il Monterchi Festival 2011, che ha fatto il pieno di pubblico

di Manuela PULETTI e Cinzia Scatragli

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nche per l’edizione 2011 il Monterchi Festival si conferma come uno dei più seguiti e amati appuntamenti estivi nella provincia di Arezzo. Circa 1.500 spettatori hanno seguito gli eventi che quest’anno hanno arricchito il cartellone; la varietà delle proposte è stato l’elemento vincente e più apprezzato dal pubblico che è sempre accorso numeroso agli appuntamenti che si sono susseguiti dal 17 giugno fino al 9 settembre. Quindi quasi tre mesi di programmazione che fanno del Monterchi Festival una delle poche manifestazioni che si protraggono per tutta l’estate. Grande successo ha riscosso il progetto della didattica museale che ha permesso ai moltissimi partecipanti di visitare il Museo della Madonna del Parto vivendo il luogo in un modo nuovo e più vicino alle persone; in molti si sono complimentati per l’iniziativa ed hanno espresso entusiasmo e soddisfazione. Anche la sezione musicale del festival, da sempre punto di forza della manifestazione, ha subito in questa edizione un mescolamento dando spazio a vari generi; dalla Banda dei Perseveranti di Sansepolcro alla canzoni di Vittorio Perla, dal Coro di voci bianche, Voceincanto fino al Quartetto Euphoria. Grande spazio anche genere popolare come gli Antidotum Tarantulae, che nella serata dedicata alla Pizzica e Taranta hanno coinvolto il pubblico di piazza Umberto I° in animazioni e balli. Restando in ambito musicale è da sottolineare il grande successo ottenuto del corso di perfezionamento tenuto dal chitarrista M° Giorgio Albiani che ha registrato il tutto esaurito ed ha costretto l’organizzazione, visto l’alto numero dei partecipanti, ad aggiungere un’ulteriore data per permettere l’esibizione di tutti gli allievi. La sezione delle arti visive ha visto 9 diverse mostre allestite nei locali adiacenti al museo

tra le quali L’Annunciazione di un Paesaggio del Prof. Patrick Verlaak, artista e docente dell’Università di Sint-Lucas di Gent (Belgio) che ha tenuto una seguita conferenza sulla Madonna del Parto in relazione al paesaggio. Grande partecipazione c’è stata anche per il consueto concorso di pittura Paesaggi di Piero, giunto alla V° edizione, affiancato quest’anno dal I° concorso di pittura contemporanea Monterchi Festival, riservato alla opere da studio; in totale sono state presentate dagli artisti partecipanti circa 60 opere che hanno fatto bella mostra nel giardino del Museo. L’ultima sezione è quella dedicata al teatro che quest’anno è stata rafforzata; Esplorazioni Alcoliche è stato uno spettacolo scritto e pensato appositamente per il Monterchi Festival da Silvia Martini e Francesco Maria Rossi e messo in scena il 27 luglio riscon-

trando un largo successo. Non è mancato l’omaggio a Giorgio Vasari, in occasione del cinquecentenario dalla nascita, che è stato rappresentato con la commedia Dico adunque dalla Cooperativa Atlante e il coinvolgimento del progetto Voci Migranti che ha visto una “carovana di viaggiatori” esibirsi presso il giardino del Museo. Si chiude quindi questa edizione del Monterchi Festival con la soddisfazione del Direttore Artistico, il M° Lorenzo Rossi per l’esito di quest’anno che ringrazia con l’occasione il Comune di Monterchi ed in particolare l’Assessore alla Cultura Maria Cristina Polcri, e la Regione Toscana che con il loro contributo hanno permesso la realizzazione del festival. Un ringraziamento particolare viene rivolto anche ai suoi collaboratori come Luca Fiorini, per le Arti Visive e al personale del Museo della Madonna del Parto.

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SI RIApRE CON UN “GRAZIE” Carissimi Genitori, Alunni, Docenti e Personale A.T.A, siamo arrivati già al nuovo anno scolastico, che sarà ricco di esperienze, attività, incontri, conoscenze, ma in particolare sarà l’occasione per ritrovarsi in un cammino di crescita, culturale ed educativa, dove Scuola e Famiglia attraverso un “gioco di squadra” sostengono i ragazzi guidandoli a divenire veri cittadini del domani. Esse, infatti, non possono sentirsi entità distinte nell’adempiere al compito delicato ed importante della formazione dell’uomo creatura unica, originale, dotata di personalità propria. Ci ricorda l’Art 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani che tutti gli individui nascono liberi ed uguali in dignità e diritti e che riconoscere questo principio costituisce il fondamento del-

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la libertà della giustizia e della pace nel mondo. Questo è, a mio modesto avviso, il compito precipuo di Scuola e Famiglia. Occorre quindi un’alleanza forte e basata su principi solidi, per far si che il nostro lavoro porti frutti anche migliori di quelli sperati che gratifichino gli studenti i quali è bene vivano l’esperienza educativo-formativa da protagonisti. Come Dirigente Scolastico mi sono presa questo impegno fin dall’inizio del mio incarico che mi ha portata nella splendida Valtiberina e qui ho avuto il dono di incontrare persone ( Genitori, Docenti Personale A.T.A Rappresentanti di Enti Locali) che hanno pienamente condiviso questi valori . Il nostro sodalizio ci ha permesso di affrontare e superare difficoltà, di migliorare costantemente la qualità della nostra scuola , di essere insieme attori di molte esperienze che si sono caratterizzate per il loro profondo valore educativo come quella dei mercatini di beneficenza organizzati dalle Scuole di Anghiari e Monterchi nell’ambito dell’iniziativa “un paio di scarpe per l’Afghanistan”(legata al progetto “Nassiryah per non dimenticare”), che hanno permesso di raccogliere la somma di € 4.969 dei quali € 2.000 sono stati donati alla “scuola di pace” di Kabul in Afghanistan e serviranno per aiutare i bambini che la frequentano. La somma rimanente ( € 2.969) è stata destinata all’Istituto e sarà utilizzata per l’acquisto di materiale di facile consumo per gli alunni. La “scuola di pace “ di Kabul accoglie bimbi poverissimi spesso malvestiti e malnutriti che sono cresciuti in un clima di guerra costante tra bombe e sparatorie. Essa è guidata da Padre Giuseppe Moretti che con dedizione ed impegno costanti è riuscito a fondarla e farla crescere per garantire ai ragazzi una istruzione e una educazione che diversamente non avrebbero modo di avere. Giorni fa ho

della Preside Dott.ssa Monica CICALINI

ricevuto una commovente lettera di ringraziamento di Padre Giuseppe che mi pregava di estendere la sua gratitudine a tutti gli alunni, i genitori i docenti e il personale A.T.A del nostro istituto e porgeva inoltre a tutti Voi il suo augurio di buon anno scolastico. Mi associo con il cuore alle sue parole e dico GRAZIE , GRAZIE ai genitori, agli alunni al personale tutto della Scuola per la a generosità, la costante presenza e disponibilità che non vengono mai meno; ed è con profonda gioia per tutto ciò, che desidero augurarvi con affetto BUON ANNO SCOLASTICO. Un ringraziamento particolare desidero farlo al Comandante Provinciale dell’Arma dei carabinieri Colonnello Antonio Frassinetto che ha fattivamente partecipato al nostro Progetto “Nassiryah per non dimenticare” e grazie al quale siamo potuti entrare in contatto con Padre Moretti (di cui pubblichiamo la lettera inviata alla preside) e la sua scuola.


Scuola SCUOLA DELL’INFANZIA Senza variazioni. 8,00 - 17,15 SCUOLA PRIMARIA 8,30 – 13,30 per tre giorni 8,30 – 16,30 nei due giorni di rientro. Sabato libero SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 8,30 – 13,30 orario antimeridiano 8,30 – 16,30 nei due giorni di rientro

Calendario scolastico 2011-2012 Inizio Lezioni Lunedì 12 Settembre 2011 Termine lezioni 08 Giugno 2012 Scuola Primaria 09 Giugno 2012 Scuola Secondaria primo grado Termine attività educativa Scuola Infanzia 29 Giugno 2012 ( il 30 Giugno è sabato) Vacanze natalizie da venerdì 23 Dicembre 2011 a sabato 07 Gennaio 2012 (compresi)

Orario anno scolastico 2011/2012 Le lezioni avranno inizio Lunedì 12 Settembre con il seguente orario:

2011

Scuola dell’Infanzia

ore 8.30-12.30 dal 12 al 16 Settembre 2011

Vacanze pasquali da giovedì 5 Aprile 2012 a martedì 10 Aprile 2012 (compresi) Altre festività Martedì 01 Novembre 2011 Giovedì 08 Dicembre 2011 Mercoledì 25 Aprile 2012 Martedì 01 Maggio 2012 Sabato 2 Giugno 2012

Scuola Primaria

Sospensione attività didattiche

ore 8.30-13.30 dal 12 al 16 Settembre 2011

8 Ottobre 2011 (Santo Patrono Monterchi)

Scuola Secondaria primo grado

31 Ottobre 2011 (recupero giorno inizio scuola anticipato)

Si fa presente che nella settimana sopra indicata la scuola funzionerà con il solo orario antimeridiano. Successivamente le scuole osserveranno gli orari e le festività elencate nella colonna a destra

30 Aprile 2012 (recupero giorno inizio scuola anticipato)

ore 8.30-13.30 dal 12 Settembre al 17 Settembre 2011

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I TARLATI PADRONI DI MONTERCHI Piero detto Saccone succedette al celeberrimo Guido Tarlati

di Matteo ROMANELLI Con l’accomandigia del 12 giugno 1266, come avevamo visto nell’ultima puntata, Monterchi passò definitivamente sotto il controllo politico di Arezzo, città che si avviava ad un periodo di cruente lotte intestine che si protrarranno per oltre mezzo secolo e il cui esito condizionerà per quasi duecento anni anche la storia del nostro paese. È quindi necessaria una breve digressione sulle vicende aretine di fine XIII secolo. Arezzo in questo periodo era un comune molto prospero, sia nella vita culturale estremamente vivace (nella letteratura, con Guittone e Cenne de la Chitarra; nella scienza, con Restoro; nella pittura con Margaritone…), sia nella politica, dopo la decadenza del potere vescovile, aveva infatti affidato il governo della città ad un’assemblea generale di tutti i cittadini, nella quale si registrava l’aspra divisione tra la parte guelfa e quella ghibellina. Se fino al 1287 fu la prima, guidati dalla famiglia Bostoli, a tenere le redini del governo cittadino, il potere passò poi ai secondi, che godevano dell’appoggio del vescovo Guglielmino degli Ubertini. Il fatto che le tesi ghibelline trovassero un così importante sostenitore all’interno della chiesa può destare sorpresa, ma nel confuso scenario dell’epoca circostanze del genere non erano infrequenti. È probabile che l’episcopo in tal maniera volesse tutelare l’autonomia del comune aretino, schiacciato territorialmente tra la guelfa Firenze e la pontificia Città di Castello. Per rappresaglia nel biennio successivo le città guelfe della Toscana mossero guerra per ben due volte contro Arezzo. Nel 1288 i senesi furono sconfitti a Pieve al Toppo, mentre nel 1289, nonostante la disfatta di Campaldino, che costò quasi 1700 morti tra cui il vescovo Guglielmino, l’eroica resistenza che gli aretini seppero opporre al susseguente assedio dell’esercito fiorentino segnò la definitiva affermazione della parte ghibellina, che riuscì a trasformare in consenso l’odio della popolazione contro gli assalitori guelfi. In questi anni il potere ghibellino era imperniato sull’autorità di due famiglie: i Faggiolani e i Tarlati da Pietramala, appoggiati da due fazioni chiamate rispettivamente i “secchi” e i “verdi”. I primi erano legati alla personalità di Uguccione della Faggiola, uno dei massimi capitani di ventura italiani, originario di Massa Trabaria, nei dintorni di Sestino, che fu podestà e poi signore di Arezzo dal 1295 al 1302. I secondi erano una no-

bile casata ghibellina di stirpe longobarda che all’inizio trasse il proprio prestigio dal possesso del castello di Pietramala, poco lontano da Arezzo. Per un ventennio a momenti di relativa pace e accordo tra le due fazioni si alternarono frangenti di tensione. Questa situazione di stallo, con termine contemporaneo potremmo dire quasi di guerra fredda, durò fino al 1307, quando il fragore delle armi prese i sopravvento e, come scrive il Pasqui, le due fazioni “fecero più volte bagnar di sangue le vie della città e l’una cacciò l’altra e viceversa più volte”. Nel 1310 i Tarlati stroncarono definitivamente la resistenza dei secchi, scacciarono Uguccione e divennero signori di Arezzo. In quegli anni, per accrescere il proprio prestigio, avevano inoltre esteso la propria giurisdizione, talvolta con le armi, talvolta con l’arte diplomatica, su molti castelli del territorio aretino. Tra questi c’era anche Monterchi, che resterà feudo dei Tarlati fino al 1440. Il primo Tarlati signore di Monterchi (e di Arezzo) fu Guido, nato nel 1283. Uomo dall’abilità politica quasi machiavelliana, coraggiosissimo condottiero, la cui fine cultura pareggiava la sconfinata ambizione, fin da giovane fu avviato alla carriera ecclesiastica. Il primo incarico di grande prestigio che ricevette fu l’arcipretura dell’antichissima e molto importante Pieve di S. Antimo, a cavallo dei secoli XIII e XIV. Come ricorderanno i nostri lettori, all’epoca il territorio monterchiese, pur politicamente aretino, era sotto la giurisdizione del vescovo di Città di Castello. Come sia stato possibile che la cura di quella che era, per estensione territoriale e per beneficio, la terza maggiore pieve della Diocesi sia stata affidata ad un esponente di una famiglia non solo ghibellina ma pure fortemente coinvolta nel governo della nemica Arezzo resta di difficile interpretazione a meno di non assumere per buona l’idea che l’autorità del vescovo tifernate sul territorio monterchiese ormai non fosse che puramente formale. I Tarlati inoltre avevano assunto il patronato di molte chiese del piviere (in questi anni sicuramente di quella di S. Pietro a Pantaneto, ma se andiamo a leggere i verbali delle visite di fine XIV – inizio XV secolo, praticamente tutte si trovavano sotto la loro tutela). Guido, pur essendo nel frattempo divenuto canonico della cattedrale aretina, mantenne questa carica fino al 1312 o 1313 (le fonti sono

Oltre a Monterchi, i Tarlati conquistarono anche Caprese e Sansepolcro

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Storia, cultura e tradizioni discordanti) quando fu eletto vescovo di Arezzo e consacrato da papa Clemente V ad Avignone (era il periodo della famosa “cattività” papale nella città della Provenza). Ben presto però la sua autorità si espanse ben oltre il campo religioso, tanto che nel 1321 fu nominato Signore a vita di Arezzo. Nonostante questa folgorante carriera, rimase sempre molto legato al castello di Monterchi, non solo per ragioni affettive ma anche per la posizione strategica del nostro paese, che risultava una perfetta base logistica per l’ambiziosa politica espansionistica dei Tarlati. E infatti da qui partirono le vittoriose campagne militari contro Citerna nel 1318 e contro Città di Castello nel 1323, che portarono alla conquista delle due città umbre. Nel 1324 proprio a Monterchi si tennero dei colloqui di pace con i diplomatici perugini e pontifici, ma non si giunse ad un accordo. Nel frattempo il territorio controllato da Guido si ampliava: caddero prima Sansepolcro (in precedenza controllato da Uguccione) e poi il castello guelfo di Caprese, capitolato dopo un lungo assedio nel 1324. Questo stato di guerra permanente contro i territori ecclesiastici portarono ad una dura reazione di papa Giovanni XXII che dichiarò decaduta l’autorità episcopale di Guido e nominò un nuovo vescovo di Arezzo: Boso Ubertini. Tuttavia Guido non si sottomise al volere papale ed anzi al suo successore non fu neppure concesso di entrare nella Diocesi. Ovviamente ciò comportò l’immediata scomunica. Nonostante ciò il potere del Tarlati era ormai all’apogeo: addirittura nel 1325 il neo eletto imperatore

del Sacro Romano Impero Ludovico il Bavaro si fece incoronare a Milano dallo scomunicato vescovo aretino. Solo la morte, avvenuta a seguito di una improvvisa malattia il 21 ottobre 1327 presso il castello di Montenero (vicino Livorno), interruppe la parabola di un uomo politico ormai tra i più potenti d’Italia. In punto di morte chiese perdono al papa, si riconciliò con la Chiesa e fu riammesso ai Sacramenti, come ricorda il notista fiorentino del Trecento Giovanni Villani: “… e innanzi che morisse in presenza di più gente o per isdegno preso o per buona coscientia si riconobbe se avere errato … e con molte lacrime domandò penitentia e misericordia, ebbe i Sagramenti di S. Chiesa e con la detta contrizione morì”. Era talmente amato dai sudditi che l’esercito aretino, da circa un mese impegnato nell’assedio del Monte Santa Maria (che, come avevamo visto nelle precedenti puntate era ancora un feudo indipendente di proprietà dei Bourbon dal Monte) una volta appresa la notizia del decesso del loro signore “se ne partirono come in sconfitta e tornarono ad Arezzo” (riporta ancora il Villani). A subire le conseguenze del ritiro delle truppe furono Monterchi e Citerna che furono razziate per rappresaglia dalle milizie perugine e subirono, a quanto risulta dalle fonti, molti danni. Il corpo di Guido Tarlati fu sepolto con grandi solennità in duomo, dove ancora oggi riposa, racchiuso da uno splendido cenotafio realizzato su progetto di Giotto nel 1330, commissionato dai fratelli Delfo e Piero, detto Saccone. Proprio quest’ultimo sarà successore di Guido e nuovo signore di Monterchi.

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itĂ , Storia, Cultura l a u , A Att r te, Me dicin a, T ... urism a i m o, Enogastrono


attualIta’

Sansepolcro, capitale mo In Valtiberina sono arrivati rappresentanti di 11 nazione diverse, oltre ottanta i partecipanti Un autentico evento che ha avuto per scenario la Valtiberina. I recenti Campionati Mondiali di pesca a mosca, categoria juniores, vanno in archivio con grande successo. Quattro giorni di gare, ma anche di cultura, turismo e “contaminazioni” a tutto tondo, per un appuntamento che si è rivelato alla fine, una formidabile occasione promozionale per il territorio bagnato dal Tevere. Una manifestazione di grande prestigio, ottenuta grazie alla Fisaps che si è fatta carico di organizzare i Mondiali in Italia. E nel contempo, un tributo al “Mosca Club Altotevere”, la società che sorge in riva al Tevere e che da anni ormai si è fatta apprezzare per la sua passione e la sua attività, anche e soprattutto fra i giovani, tanto da organizzare nelle scuole corsi specifici relativi alla suggestiva pratica della “Pesca Mosca”, dove si insegnano ai bambini anche il rispetto e l’amore per la natura. Per quasi una settimana la vallata è stata letteralmente “invasa” da pescatori in erba provenienti da ogni parte del Mondo, con il Tevere che si è prestato a diventare teatro di una disciplina sempre più praticata anche da parte dei ragazzi. Ben 11 le Nazioni che hanno preso parte

ai Campionati: Spagna, Inghilterra, Usa, Francia, Repubblica Ceca, Irlanda, Polonia, Slovacchia, Galles, Sudafrica e naturalmente Italia. La parte agonistica della rassegna ha alla fine decretato i suoi verdetti. E il podio si è colorato della bandiera a stelle e strisce nel suo gradino più alto. Primi infatti si sono piazzati i portacolori degli Usa, che hanno preceduto di un soffio Italia e Spagna, piazzatesi alle spalle dei vincitori al termine della competizione che si è dipanata in quel tratto di fiume compreso tra lo sbarramento della diga di Montedoglio e il ponte della Senese Aretina a Sansepolcro. Ma il risultato agonistico è solo una parte di questa bella iniziativa. “Al di là della competizione – ci rivela Mauro Raspini, presidente del “Mosca Club Altotevere” – mi piace pensare che tutti gli atleti presenti, circa una ottantina, i loro staff e i tanti appassionati giunti da ogni parte d’Italia, porteranno con loro un bel ricordo della nostra terra. Abbiamo cercato di organizzare la manifestazione nel migliore dei modi e pensiamo, immodestamente, di esserci riusciti, nonostante le tante difficoltà. E’ stata una sfida che alla fine

abbiamo vinto. Sia perché il corso d’acqua dove si sono tenute le gare è stato molto apprezzato dai competitori, sia perché abbiamo costruito attorno all’evento sportivo vero e proprio una proposta molto ricca e diversificata per tutti i partecipanti”. A dimostrare ciò, la suggestiva cerimonia di chiusura dei Campionati, con la premiazione dei vincitori in una piazza Berta vestita a festa, dove sono sfilate tutte le squadre sulle note dell’inno del proprio paese di appartenenza. Soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale biturgense, che è stata di prezioso supporto agli organizzatori, mentre è da sottolineare il contributo della locale associazione commercianti del centro storico cittadino, che nel corso delle varie giornate ha abbellito le vetrine dei propri negozi con oggettistica legata alla pratica della pesca a mosca. Tutto è riuscito alla perfezione insomma e già si pensa magari ad una prossima edizione da ospitare in Valtiberina. “Portare a Sansepolcro un torneo di livello mondiale – conclude Mauro Raspini – non è mai impresa semplice. Con umiltà e passione ci siamo riusciti e di ciò siamo orgogliosi. Vista la felice esperienza chissà, forse anche in futuro potremo avere ulteriori possibilità e ospitare nuovamente i giochi. Sarà sicuramente una nuova fatica ma ci arriveremo temprati e con l’assenso di chi stavolta ci ha gratificato della propria presenza ed è tornato a casa soddisfatto di come la Valtiberina ha saputo onorare l’evento”.

Riportiamo di seguito la lettera inviata da Jerzy Kowalski, Presidente Internazionale FIPS-Mouche a Mauro Raspini, Presidente Mosca Club Altotevere Dear Mauro, I’m writing to thank you and all your friends and colleagues, as well as your Family, for your support to the championships, for your hospitalityy for all people, who came from different locations, to visit your area, and especially for the hospitality you offered me during all last week and before. It was very exciting to meet so many uinteresting people in Sansepolcro ... I arrived safely in Warsaw on Saturday, at 2:10 p.m., according to schedule ... Many thanks to Massimo, for driving me to the airport so early after the Closing Ceremony ... also many thanks for offering the waters, you developed over the years - I hope that this will be very appreciated by the participants, and advertised in many places in Europe and beyond. I will be grateful for your feedback on this championship, and for the follow-up of the reactions from other people in the area, of your club members, of the adminuistration and of others. Best wishes Jerzy Kowalski Presidente Internazionale FIPS-Mouche

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Caro Mauro, Scrivo per ringraziare lei tutti i suoi amici e colleghi, soprattutto la sua famiglia, per il vostro sostegno per i campionati. Mille grazie anche per la vostra ospitalità a tutte le persone, provenienti da luoghi diversi, che sono venuti a visitare la zona e, soprattutto per l’ospitalità che mi avete offerto durante tutta la settimana scorsa e quella prima. É stato molto emozionante incontrare tante persone così interessanti a Sansepolcro ... Sono arrivato sano e salvo a Varsavia il sabato, alle ore 2:10, secondo i programmi ... Molte grazie Massimo, per il passaggio all’aeroporto in ora tarda dopo la cerimonia di chiusura ... Molte grazie anche per l’offerta delle acque, che avete sviluppato nel corso degli anni - spero che questo sarà stato molto apprezzato da parte dei partecipanti, e pubblicizzati in molti luoghi in Europa e oltre. Sarò grato per il vostro feedback su questo campionato, e per il follow-up delle reazioni da altre persone della zona, dei membri del vostro club, della amministrazione e degli altri. I migliori auguri Jerzy Kowalski Presidente Internazionale FIPS-Mouche


A cura di Francesco Del TegliA e Cinzia SCATrAgli

ondiale di pesca a mosca

Il fatto che la Federazione Internazionale ci abbia chiesto di ospitare i Campionati Mondiali di Pesca a Mosca sulla Tail Water del Tevere (TWT) a Sansepolcro credo sia naturale espressione della notorietà raggiunta grazie al lavoro svolto in questi anni. La TWT è un quadro che è stato dipinto con cura, di cui il fiume e la pesca con la mosca rappresentano il soggetto saliente ma non l’unico. La qualità dell’ambiente è certamente importante, ma il successo in termini di presenze che sfiora i 6000 pescatori all’anno provenienti da tutta Italia ed Europa si deve anche allo scenario di eventi collaterali che da sempre hanno caratterizzato questa realtà. Sono innumerevoli le iniziative che ogni stagione affiancano la pesca vera e propria, dall’altrettanto famosa gara mondiale di costruzione mosche artificiali World Tuscany Open ai raduni Internazionali di costruttori di canne in bamboo (IBRA) e a tutte le scuole di lancio e costruzione artificiali che organizzano stage sfruttando le strutture messe a disposizione dal Mosca Club Altotevere. Se a questo aggiungiamo la cornice di arte e cultura, enogastronomia e l’ospitalità che da sempre contraddistingue il nostro territorio, siamo di fronte ad una vera e propria opera d’arte

realizzata in nome del tanto decantato Sviluppo Sostenibile. L’evento mondiale ha messo a dura prova le nostre capacità organizzative e vedere barrata la casella “Eccellente” in ogni voce del report della Federazione Internazionale è motivo di orgoglio personale, per l’incredibile gruppo che rappresento e per la città e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione. Giro questo plauso all’Amm.ne Regionale e Provinciale, a quelle comunali di Anghiari e Sansepolcro, alla sezione Provinciale FIPSAS ed alla AP Sansepolcro, al Corpo Forestale dello Stato, alla Prot. Civile ed alla Misericordia, ai Balestrieri e Filarmonica di Sansepolcro, alla Ass. Commercianti ed infine a tutti i cittadini, che discretamente e col massimo rispetto si sono goduti con noi questo evento, accettando con consapevolezza l’invasione di quella che infine è divenuta la loro “spiaggia”. Per nostra abitudine però guardiamo avanti e se riusciremo a portare a totale compimento tutta la progettualità relativa allo scenario TWT, sarà come avere ogni anno una edizione dei Mondiali. Grazie a Tutti, Mauro Raspini, Presidente Mosca Club Altotevere. III


MEDICINA

del dott. riccardo conti

Dipartimento della Prevenzione Zona Valtiberina Assistente Sanitaria Sara Bartolini

Vaccinazione contro il Papilloma Virus nella donna Il Carcinoma della cervice uterina è il secondo tipo di tumore maligno più frequente nella donna L’Italia è stato il primo Paese Europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma Virus (HPV), l’agente virale che può essere causa di infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille morti. Per combattere i tumori esistono due strategie principali: prevenirne la comparsa, adottando uno stile di vita sano (prevenzione primaria), oppure diagnosticare la malattia il più precocemente possibile, prima che si manifesti a livello clinico (prevenzione secondaria). Un test di screening è un esame che consente di individuare in fase iniziale una certa malattia, nello specifico un tumore, in persone asintomatiche Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione contro l’HPV è sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di tumore alla cervice uterina. L’utilizzo del vaccino comunque affianca, ma non sostituisce lo screening periodico attraverso il PAP test che rimane lo strumento di screening, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore. A partire dal mese di marzo 2008, la campagna di offerta del vaccino attiva e gratuita è stata rivolta alle ragazze dagli 11 ai 12 in modo uniforme in tutto il territorio italiano e negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione. Per favorire la diffusione in tutto il Paese della vaccinazione pubblica contro il carcinoma della cervice uterina, nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 30 milioni di euro come contributo aggiuntivo alle risorse già previste nell’ambito dei fondi per l’assistenza farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono stati reperiti dai capitoli di bilancio del Ministero della Salute. Tutte le regioni hanno disposto i calendari per la somministrazione dei vaccini contro il virus HPV, le famiglie possono rivolgersi alle proprie ASL per

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informazioni sulle modalità di effettuazione della vaccinazione. Il vaccino contro l’HPV costituisce un importante strumento di prevenzione primaria del carcinoma della cervice uterina. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore. A chi è rivoltA l’offertA pubblicA grAtuitA del vAccino In Italia l’offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli undici e i dodici anni di età (a partire dalle nate nel 1997), perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio. La somministrazione del vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l’inizio dell’attività sessuale e perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle donne in altre fasce di età. QuAli tipi e come vAccinArsi I vaccini a disposizione sul mercato italiano contro il virus Hpv sono due e sono entrambi sicuri ed efficaci: Gardasil, vaccino tetravalente, che protegge contro i genotipi 16-18 dell’HPV, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino, e i genotipi 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi, autorizzato all’immissione in commercio dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) con delibera del 28 febbraio 2007, e il Cervarix, vaccino bivalente potenziato, attivo contro i genotipi 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino, autorizzato dall’Aifa con delibera del 29/10/2007. I vaccini sono somministrati gratuitamente dalle ASL alle bambine tra gli undici e i dodici anni, con la somministrazione per via intramuscolare di una dose iniziale e due richiami, entro i sei mesi dalla prima in tempi diversi a seconda del tipo del vaccino.


Il Papilloma virus (HPV) è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. Esistono circa 120 genotipi del virus HPV che infettano l’uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali. L’infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile. Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, e fino al 50% con un tipo oncogeno. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni. Per questo, la prevenzione del carcinoma è stata basata fino ad ora su programmi di screening, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma. Il Carcinoma della cervice uterina con 500.000 nuovi casi l’anno e 250.000 decessi nel mondo, è il secondo più frequente tipo di tumore maligno della donna. In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 3.500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina e circa 1000 donne muoiono a causa di questa patologia. Negli ultimi vent’anni, grazie ai programmi di screening, la mortalità per tumore dell’utero è diminuita di oltre il 50%, passando da 8,6 casi ogni 100 mila donne nel 1980 a 3,7 casi ogni 100 mila donne nel 2002. Il vaccino non sostituisce il Pap test che va eseguito regolarmente per poter diagnosticare precocemente lesioni precancerose e il tumore della cervice uterina. Il Pap test è infatti uno strumento di prevenzione importante perché consente di identificare non solo le lesioni tumorali molto precoci della cervice uterina, ma anche quelle precancerose. Si tratta di uno strumento in grado di ridurre sia la mortalità per carcinoma, favorendone la diagnosi in una fase precoce in cui il trattamento sanitario può essere efficace, sia l’incidenza della neoplasia stessa intervenendo sulla lesione precancerosa prima che evolva in tumore. Dati dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro relativi 2005 stimano che lo screening mediante Pap test ogni 3-5 anni fornisca una protezione dell’80% rispetto all’insorgenza del tumore della cervice uterina. In Italia per le donne tra i 25 ed i 64 anni è previsto uno screening triennale che rientra tra i Livelli essenziali di assistenza. Le Asl di appartenenza con una lettera di invito comunicano alla donna dove effettuare l’esame, gratis e senza richiesta del medico. Il test viene effettuato da un’ostetrica, generalmente presso il consultorio di zona. Le donne che non rientrano in questa fascia di età, possono effettuare l’esame presso il consultorio della Asl con la prescrizione del medico di famiglia o dello specialista. lA vAccinAzione per hpv La vaccinazione, che prevede tre iniezioni intramuscolari sul braccio nell’arco di sei mesi, è completamente gratuita per tutte le ragazzine residenti in Toscana, in età compresa fra gli undici e i sedici anni compiuti, la regione ha deciso di utilizzare il vaccino bivalente Cervarix.

tumore dellA cervice uterinA Il test impiegato per lo screening del tumore della cervice uterina è il Pap test. Consiste in un prelievo, tramite una spatola e uno spazzolino, di alcune cellule di sfaldamento dal collo dell’utero, che muoiono e si staccano nel corso del normale processo di ricambio dei tessuti. Le cellule vengono strisciate su un vetrino, successivamente colorato e analizzato al microscopio alla ricerca di eventuali cellule anormali. Il Pap test detto anche striscio vaginale oncologico, per differenziarlo dallo striscio batteriologico, che non è un test di screening, ma serve per verificare la presenza di eventuali infezioni. In Italia, i programmi di screening cervicale, attivati o in via di attuazione in gran parte delle Regioni, prevedono l’esecuzione di un Pap test ogni tre anni nelle donne tra i 25 e i 64 anni. L’esecuzione del test e rapida e senza dolore , la donna deve limitarsi ad osservare alcune banali regole come eseguire il test in assenza di perdite di sangue e lontano almeno 3 - 5 giorni dal flusso mestruale, non avere rapporti sessuali o utilizzare ovuli o lavande vaginali almeno 2 giorni prima dell’esame, l’esame dura pochi secondi e consiste nel prelevare poche cellule che poi verranno fissate in un vetrino e analizzate dal laboratorio, il risultato viene poi inviato a domicilio. In caso di risposta negativa la donna viene invitata a ripetere l’esame ogni 3 anni, in caso di risposta positiva la donna viene invitata ad ulteriori accertamenti come ad eseguire la colposcopia. dove si effettuA lA vAccinAzione contro il pApillomA umAno Presso ambulatorio delle vaccinazioni adulti di Sansepolcro per tutta la Zona Valtiberina Toscana per le giovani donne che rientrano nell’offerta gratuita della vaccinazione, e possibile inoltre effettuare la vaccinazione su prenotazione per tutte le altre sino a 25 anni di età pagando un ticket e prenotandosi. dove si esegue il pAp test Nella zona valtiberina Toscana è attivo un consultorio che garantisce l’esecuzione del test tutto l’anno nella sede di Sansepolcro, periodicamente viene effettuato il test anche negli altri 6 comuni.

Ambulatorio vaccinazione adulti

lunedì 12.00 - 13.30 mercoledì 12.00 - 13.30 sabato 11.00 - 12.00 tel. 0575.757869 - 0575.757967 - 0575.757963

Consultorio Familiare Distretto Sanitario Sansepolcro

orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.00 tel. 0575.757751

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MEDICINA

di laura Marini

La celiachia uno stile di vita Come riconoscerla e come gestirla

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino che, se non riconosciuta e curata nel modo appropriato rende molto difficile la vita quotidiana e incide fortemente sulla sfera psicologica dell’individuo. Quando si parla di questa malattia benché si conosce molto sulla patologia, sui sintomi e sulla prognosi, ci sono ancora alcune idee confuse. Proviamo a chiarire alcuni aspetti tali da farci riconoscere preventivamente alcune avvisaglie di questo morbo che, stando alle statistiche, per ogni caso diagnosticato ve ne sono almeno altri sette non ancora identificati i cui prodromi vengono attribuiti vuoi per ignoranza, vuoi perché si manifestano in maniera lieve, ad altre patologie. Ma vediaMo che cos’è la Malattia celiaca… Tecnicamente è un’intolleranza permanente alla gliadina, un insieme di proteine contenute nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro, nel kamut. Tutti gli alimenti derivanti da questi cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione devono essere considerati tossici per i pazienti affetti da questa patologia. Tra le cause della malattia celiaca rientrano sia fattori ambientali sia fattori genetici; i primi come detto sono rappresentati dal glutine, ovvero la componente proteica di certe farine. Per quello che riguarda i fattori genetici possiamo ricordare che alcuni studi sulla patogenesi di questa malattia ci dicono che la prevalenza della malattia aumenta del 10% tra i familiari di primo grado. Quindi vediaMo i sintoMi associati alla celiachia L’intolleranza al glutine causa gravi lesioni alla mucosa dell’intestino tenue, che regrediscono eliminandolo dalla dieta. La malattia celiaca VI

può presentarsi con un ampio spettro di manifestazioni cliniche che vanno da segni e sintomi di un conclamato malassorbimento a quadri più subdoli e sfumati. Passiamo da una forma grave con disturbi intestinali, steatorrea e marcata perdita di peso, ad una forma più lieve con sintomi minori ed extraintestinali come anemia, osteoporosi, lesioni cutanee fino alla così detta malattia celiaca silente che riguarda quei soggetti con diagnosi ma asintomatici. e Quindi coMe si può fare diagnosi ? Mentre nel bambino il quadro di malassorbimento è solitamente l’elemento principale che ci da il sospetto di celiachia, nell’adulto le manifestazioni della malattia assumono aspetti molto vari e ancora non del tutto chiari, infatti frequenti sono le diagnosi formulate in età giovanile in seguito a sintomatologia inizialmente molto simile alla sindrome dell’intestino irritabile. La diagnosi di malattia celiaca si basa su gastroscopia con biopsia in duodeno e sulla ricerca degli anticorpi specifici per celiachia. Dato che altre malattie a livello della biopsia hanno esiti simili per far diagnosi è perciò necessario dimostrare che il paziente sia anche positivo agli anticorpi. Nota molto importante è che quando si pensa che una persona sia affetta da questa sindrome si devono fare le precedenti analisi quando il paziente sta ancora mangiando il glutine. E quindi allo stato attuale la dieta senza glutine è l’unica terapia per la celiachia, ma si stanno studiando nuovi trattamenti. Questo tipo di dieta deve essere molto rigorosa, poiché bastano minime quantità di glutine per impedire il miglioramento dell’assorbimento intestinale e deve essere seguita per tutta la vita. Chi segue una dieta poco rigorosa e che quindi comporta la prolungata esposizione al glutine, per i malati di celiachia, rappresenta il fattore più importante per lo sviluppo delle complicanze della malattia. Il fatto di seguire una dieta particolare comporta la valutazione


periodica di questo regime alimentare: vanno controllati i parametri per l’osteoporosi, la funzionalità della tiroide, le carenze di acido folico, vitamina B12, ferro e altre vitamine. La cosa fondamentale però è ricordare che una persona affetta da celiachia, a condizione di osservare una dieta corretta, può condurre una vita del tutto normale. Come già ampliamente illustrato i risvolti più evidenti sono legati alla necessità di mantenere una dieta senza glutine e questo, può indurre l’individuo a credere di essere diverso rispetto agli altri, e proprio per questo, per dare un supporto sia fisico che psichiatrico e morale è nata nel 1979 l’Associazione Italiana Celiaci. Questa associazione negli anni ha raggiunto molti obiettivi, in considerazione del fatto che i malati di celiachia sono si persone uguali agli altri, ma che necessitano comunque di un appoggio morale, fisico e soprattutto economico diverso da tutto il resto della popolazione. Durante gli anni questa associazione è riuscita a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema non indifferente della spesa sanitaria e sulla varietà degli alimenti per celiaci che fino a poco tempo fa rappresentava un grosso problema per i malati. Non meno di venti anni fa un celiaco se andava al ristorante doveva portarsi da casa, a caro prezzo , i “suoi “alimenti e comunque doveva sempre stare all’erta per quello che riguarda la contaminazione del proprio cibo con alimenti contenenti glutine. Infatti è molto importante che gli alimenti per celiaci non vengano “trattati” con gli utensili con cui si cucinano i cibi abituali per gli altri, poiché come già ribadito, basta una minima contaminazione da parte del glutine per compromettere i sacrifici di tanto tempo. Dal punto di vista della ristorazione privata molti esercizi commerciali hanno adattato le loro cucine in favore dei malati di celiachia fornendo piatti già pronti in loco per i malati e quindi varie opportunità di alimentarsi. In merito al sistema sanitario nazionale la sensibilizzazione fatta dalle associazioni competenti ha portato da alcuni anni all’approvvigionamento gratuito presso farmacie e altre strutture di alimenti senza glutine. Tecnicamente fatta la diagnosi di celiachia una commissione della ASL concede al malato un determinato budget da spendere in un mese, in prodotti senza glutine. Si parte dalla pasta per arrivare alle basi per la pizza, ai succhi di frutta fino alle merendine, passando dagli snack e dai sughi, tutto senza glutine. la nota Per i celiaci è molto importante leggere tutte le composizioni degli alimenti, ma anche e soprattutto i “bugiardini” (foglietto illustrativo) dei medicinali. Molti preparati farmaceutici in compresse vengono addizionati con l’amido di frumento, che i celiaci non tollerano e quindi va sempre controllata la voce eccipienti. Comunque per orientarsi, in generale, esiste un Prontuario degli Alimenti che viene fornito ai celiaci gratuitamente dall’AIC, contenente un elenco di tutti gli alimenti privi di glutine divisi per categoria. in conclusione… Una persona a cui viene diagnosticata la malattia celiaca non deve assolutamente farsi scoraggiare, anzi, è molto importante che il paziente celiaco si rivolga ad un centro specializzato per una visita di controllo una volta l’anno, dove, a seguito di tutti gli accertamenti si potrà valutare le condizioni del paziente. Ricordiamoci anche che i medici di base e le strutture della ASL forniscono sempre delucidazioni su questa patologia e accompagnano il malato nel percorso di consapevolezza della malattia, come fanno del resto per altre patologie. VII


SANITA’

di Laura MaRINI

I Distretti Sanitari e i tanti servizi che offrono In Valtiberina si fa riferimento al presidio ospedaliero di Sansepolcro In ogni comune delle Valtiberina è presente una zona-distretto il cui personale, dislocato sul territorio, collabora con tutte le altre figure che ruotano attorno al mondo Sanità. In una vallata come la nostra dove le distanze tra il presidio ospedaliero di Sansepolcro e le varie realtà sono notevoli (basti pensare Sestino, Badia Tedalda e Caprese Michelangelo), un riferimento sul territorio è una cosa fondamentale che serve alle istituzioni come filtro tra le autocure e l’ospedalizzazione. Allo stesso tempo il personale dei distretti, che per lo più è formato da infermieri, aiuta i medici di medicina generale nelle prestazioni di natura assistenziale e infermieristica. Con la creazione di queste circoscrizioni sanitarie si vuole risparmiare sul numero di ricoveri, dare una continuità al servizio assistenziale e aumentare gli spazi serviti dal sistema sanitario, quindi servire anche le zone territoriali più lontane. A fare da coordinatore a tutti i distretti c’è quello di Sansepolcro in via Santi di Tito, che ha dentro i suoi locali non solo il punto prelievi e l’ambulatorio infermieristico, come in tutti gli altri, ma tanti altri servizi. Partendo dall’ufficio vaccinazioni che da poco tempo ha concentrato su di se tutte le vaccinazioni della zona Valtiberina, pediatriche e per adulti, passando da un centro unico di prenotazioni (CUP), troviamo un dipartimento Veterinario, uffici amministrativi, il dipartimento della prevenzione, l’ufficio assistenti sociali e assistenti sanitari, il dentista. Un altro settore molto importante che opera sempre nel distretto di Sansepolcro è il servizio tossicodipendenze, più comunemente conosciuto con il nome di SERT. Questo servizio oltre che a intervenire nel mondo delle dipendenze da droga, alcool, gioco e altro, organizza una serie di attività rivolte alla prevenzione, all’informazione a tutto campo, dalle famiglie alle scuole e ad altri contesti mirati. Al secondo piano dello stabile di via S. di Tito c’è il consultorio, un servizio socio sanitario presente sul territorio, creato per tutelare e promuovere la salute psico-fisica e sociale, relativa al corpo, al modo di sentire e di relazionarsi con l’ambiente esterno delle donne, delle coppie, degli adolescenti, dei bambini. Il lavoro del distretto inizia con l’esecuzione dei prelievi di sangue che, tramite dei mezzi della Croce Rossa o della Misericordia vengono inviati al laboratorio analisi di Sansepolcro o Arezzo. Allo stesso tempo vengono fatte analisi a domicilio, su appuntamento e dietro richiesta del medico di medicina generale ,a persone che per la loro malattia o per altri problemi fisici non possono recarsi al punto prelievi. L’infermiere del territorio è una figura molto importante, come del resto tutti quelli che esercitano questo mestiere, poiché fa da collante tra le istituzioni sanitarie e le differenti realtà territoriali tramite la valutazione dei bisogni sanitari e sociali della comunità e la definizione dei servizi necessari a soddisfarne i bisogni assistenziali Il personale infermieristico insegna alle famiglie come gestire autonomamente il malato, educa il malato stesso, quando può, all’autogestione, ascolta tutte le esigenze e consiglia come risolvere i problemi e molte volte diventa una figura di riferimento non solo sanitaria ma sociale ed emotiva. Nel distretto di Sansepolcro si coordina anche un altro “strumento” importantissimo per la popolazione della Valtiberina ossia l’Ospedale di Comunità. Questo eroga prestazioni assistenziali avvalendosi di medici di medicina generale, degli specialisti, del personale infermieristico, dei tecnici della riabilitazione e dei medici del Distretto socio-sanitario. Nei suoi locali, siti dentro l’Ospedale biturgense, vengono ospitati anziani non autosufficienti o

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temporaneamente tali; pazienti affetti da patologie croniche ad alto fabbisogno assistenziale, durante i periodi di riacutizzazione o nelle fasi post-acute; malati oncologici e terminali; malati non sostenuti o con scarso supporto familiare, in alternativa all’assistenza domiciliare integrata. In questa struttura se necessari vengono anche effettuati esami diagnostici e terapie di non elevata complessità tecnologica. All’ammissione sono determinati i limiti temporali di permanenza nella struttura per ciascun paziente, rivedibili su proposta del medico curante e comunque non superiori a 120 giorni. L’accesso è programmato ed avviene mediante specifica richiesta di ricovero formulata dal medico di medicina generale o dal medico ospedaliero, la quale deve essere rivolta al medico responsabile della struttura. Anche gli ambienti fisici della Comunità, sono strutturati in maniera molto confortevole e familiare: camere doppie con servizi, una cucina comune dove poter cucinare, spazi di aggregazione per socializzare. Per questo, per informare i cittadini, ci sono a disposizione in primis i medici di medicina generale, e poi tutte le altre istituzioni sopra citate, che saranno pronte a dare qualsiasi informazione. IL CONSULTORIO E’ un servizio socio sanitario presente sul territorio, creato per tutelare e promuovere la salute psico-fisica e sociale, relativa al corpo, al modo di sentire e di relazionarsi con l’ambiente esterno delle donne, delle coppie, degli adolescenti, dei bambini. All’inizio concepito come aiuto alla maternità, con l’evoluzione dei tempi, si è arrivati ad aumentare le sue funzioni come risposta a problematiche diverse quali: la tutela della maternità, l’interruzione volontaria di gravidanza, l’assistenza alla donne in particolari cambiamenti della propria vita, screening, il sostegno alla coppia, la contraccezione, la tutela dei minori, la prevenzione al disagio giovanile e quanto altro necessità di consulenza e supporto da personale esperto nel campo della medicina, psicologia, pedagogia ed assistenza sociale. L’aCCeSSO aL CONSULTORIO è gRaTUITO peR: - Spazio Giovani - Visite ginecologiche per contraccezione, gravidanza, interruzione di gravidanza, sterilità e menopausa - Pap-Test in screening Le aTTIvITà CONSULTORIaLI, pReSeNTI IN TUTTe Le zONe, gaRaNTISCONO Le SegUeNTI pReSTazIONI: - consulenza e visite specialistiche ostetrico-ginecologiche - consulenza in materia di educazione sessuale - assistenza sociale - assistenza psicologica - consulenza per la menopausa - interventi di prevenzione per l’individuazione precoce di tumori femminili - consulenza ed interventi per la sterilità di coppia (Arezzo) - specifiche attività rivolte ai giovani da www.USL8.toscana.it NUMERI UTILI Ufficio Vaccinazioni 0575.757869 Distretto San Sepolcro 0575.757861 Consultorio 0575.757671 SerT 0575.757940 Centralino 0575.7571 www.USL8.toscana.it


Con le manifestazioni fatte in valtiberina l’associazione amici del Meyer Sez. valtiberina sostiene la Fondazione Meyer a 365 gradi sia per l’ospedale che per il progetto accoglienza.


Inverno? Affrontarlo non è un problema se... Vaccini antinfluenzali, attività fisica, integratori e tanta vitamina C possono essere ottimi rimedi Pagina redazionale a pagamento

della Dott.ssa Piera MaDaghiele www.natursalus.it Finita l’estate comincia l’autunno e con l’arrivo delle stagioni meno favorevoli, è importante conoscere come aver cura di se stessi e rafforzare adeguatamente le proprie difese immunitarie per migliorare la capacità di resistenza ad agenti esterni come le malattie da raffreddamento, a carico dell’apparato respiratorio (influenza, raffreddore, otite, laringite, tonsillite, sinusite, bronchite, ecc.). Il nostro organismo possiede tre linee di difesa di base contro gli agenti patogeni. La prima è rappresentata dalle barriere naturali, ovvero la pelle, le membrane mucose, che ricoprono le parti del corpo a contatto con l’ambiente esterno (bocca, naso, orecchie ecc.), le secrezioni ( il sudore, ad esempio, è un liquido così acido, che può uccidere alcuni batteri). Quando questa linea di difesa viene superata da virus e batteri interviene la seconda che comprende l’infiammazione dovuta alla produzione di sostanze da parte dei tessuti colpiti per riparare alle lesioni subite. Per esempio, la febbre è un aumento della temperatura del corpo che uccide i batteri e i virus. Se la febbre non supera i 38-39° non è grave, anzi è un fatto positivo, perché vuol dire che il nostro corpo sta lavorando per distruggere l’infezione. L’aumento della temperatura, infatti, facilita l’attività dei globuli bianchi. Queste due prime linee difensive sono dette difese immunitarie non specifiche La terza linea di difesa, considerata la vera e propria immunità, interviene quando la prima e la seconda linea non sono state capaci di fermare l’aggressione e comprende le difese specifiche, dirette verso determinati Antigeni (sostanze che il nostro corpo non riconosce, Not Self) Oltre ai vaccini antinfluenzali, raccomandati soprattutto per categorie a rischio, come i bambini, i cardiopatici, i diabetici ed altri portatori di patologie croniche, possiamo sicuramente fare qualcosa per rafforzare il nostro sistema immunitario. Fondamentale è l’attività fisica, ma perché sia efficace deve essere continua ed intensa: non abbiate paura di praticare sport all’aperto, perché se l’organismo è ben allenato, riuscirà a superare le avversità del clima poco favorevole, e soprattutto non copritevi in maniera eccessiva. Una seconda strada è l’utilizzo di integratori che innalzano le naturali difese or-

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ganiche come Echinacea, Propoli, Uncaria, Aloe e Astragalo, una radice dal gusto dolciastro di legume. L’astragalo è un adattogeno per il sistema immunitario che sostiene l’organismo nel contrastare le “insidie” del freddo e favorire un veloce recupero organico durante la convalescenza. La Pappa Reale, la quale, tra le tante funzioni, stimola anche la produzione di anticorpi; lo Zinco, un elemento essenziale per la vita degli esseri umani. Secondo alcune fonti, assumere integratori di zinco può dare una certa immunità dal raffreddore e dall’influenza; la classica Vitamina C, largamente presente negli ortaggi e nella frutta (tra le fonti principali vi sono gli agrumi, le fragole, il ribes nero, le verdure a foglia scura, quali broccoli, crescione, spinaci, cavolo, i pomodori e le patate). Altre fonti di vitamina C sono la Rosa Canina e l’Acerola, con un contenuto di vitamina C molto più alto degli agrumi e dei kiwi. Inoltre, estratti dalla parete di lievito di birra concentrato, i betaglucani, utili per quelle persone maggiormente esposte al rischio di problematiche da raffreddamento come anziani, convalescenti, personale sanitario o coloro che svolgono la propria professione in luoghi pubblici. I trattamenti preventivi, nonché quelli curativi, prevedono la presenza, in associazione ad altri integratori, di Probiotici, noti anche come “fermenti lattici”, che per definizione sono microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un integratore. I probiotici devono quindi superare, almeno parzialmente, la barriera costituita dai succhi gastrici e dagli enzimi dell’intestino tenue, per poter esplicare il proprio ruolo. Ecco perché alcuni supplementi probiotici risultano più efficaci di altri. I Prebiotici, sostanze di origine alimentare non digeribili che, se somministrate in quantità adeguata, portano beneficio al consumatore grazie alla promozione selettiva della crescita e/o dell’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti contestualmente al prebiotico. I più noti prebiotici sono: Fos (frutto-oligosaccaridi), inulina, galatto-oligosaccaridi, lattulosio. Tutto ciò per mantenere in buono stato il nostro intestino, che con la sua superficie di 300 mq è l’area più estesa

del corpo umano sottoposta a costante stimolo antigenico, quello degli alimenti ingeriti, ed è il fronte immunitario più importante del corpo, contenendo circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo. L’ultimo punto, sicuramente il più importante sono le misure di igiene e di protezione personale, per prevenire e limitare la trasmissione del virus dell’influenza. In questi casi è fondamentale seguire alcune regole di base, raccomandate dal Ministero della Salute: - Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua, uso di gel igienizzanti) - Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) - Isolare volontariamente a casa le persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale - Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) Inoltre, al fine di evitare il diffondersi dei disturbi tipici del periodo invernale e quindi di ristabilire il fisiologico equilibrio delle nostre difese immunitarie, qualche altro utile consiglio: - Non fumare ed evitare di soggiornare in ambienti carichi di fumo; - Ricordare che stanchezza, stress, fumo e abuso di alcol abbassano le difese immunitarie; - Dormire in ambienti con un giusto tasso d’umidità, non troppo asciutti; - Seguire una dieta ricca di verdure fresche e frutta di stagione, in modo da fornire all’organismo vitamine e sali minerali.

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di Valentina MoNTi

Vita di mamma e di donna, ecco tutti gli appuntamenti di “mamminforma” Dopo il rientro dalle ferie il primo appuntamento è il 21 settembre con Martina Bellucci naturopata Dopo un’estate in cui abbiamo un po’ rim rimpianto la bella nullafacenza sotto l’ombrello l’ombrellone della nostra vita pre-figli, ma capito che si può restare in forma semplicemente inse inseguendo un nanetto nella sua esplorazione della spiaggia, riprendiamo il percorso di MammInforma e gli incontri con i nostri esperti. Il calendario del nuovo ciclo autunnale propone molti argomenti anche molto di diversi fra loro, per permetterci di spaziare fra le mille sfaccettature della nostra vita di mamme e donne. Iniziamo quindi proprio il 21 settembre con Martina Bellucci, naturopata e appassionata di cucina, che ci inizierà ai segreti di una merenda alternativa, attenta alla salute e al buon cibo. Il 5 ottobre proseguiamo con la veterana fra i nostri relatori, psicologa apprezzatissima dalle nostre mamme per la competenza piena di empatia che mette in ogni suo intervento: la dottoressa Gaia Luzzi ci parlerà questa volta della paura, affrontando quelle classiche che fanno parte della vita di una mamma, ma anche quelle dei bambini, per insegnarci come rispondere alle domande che ogni paura nasconde e magari esorcizzarle un po’. Cambio completo di argomento il 19 ottobre quando Marco Valentini, esperto apicoltore, ci introdurrà nel dolcissimo mondo del miele, raccontandoci le particolarità di questo essenziale alimento, sfatando erronee credenze e dandoci preziosi consigli sul suo utilizzo, sia in campo alimentare che in quello dei rimedi naturali. Il 7 novembre sarà invece la volta della bellezza: Luigi Martini, parrucchiere ed esperto di tricologia, ci parlerà dei capelli, di come curarli e mantenerli sani e belli, ma anche delle ultime tendenze moda in fatto di acconciatura. Il 23 ottobre tornerà Martina Bellucci esplorando una delle sue specializzazioni e parlandoci di riflessologia plantare: un metodo di massaggio olistico che opera nell’intento di riequilibrare l’intero organismo attraverso la stimolazione di punti specifici sui piedi, adatto per grandi e piccini. Inizieremo ad assaporare il Natale il 7 dicembre quando la nostra padrona di casa Alessia Uccellini ci insegnerà di nuovo come ricevere gli amici (nonostante i bambini!) declinando la tavola e il menu in funzione delle imminenti feste. Infine, il saluto prima della

fine dell’anno, il 21 dicembre, sarà a cura di Marica Pieralli, giornalista, blogger e mamma a tempo pieno, curatrice del sito aprovadimamma.net, dove realizza test e recensioni di prodotti per bambini, per aiutare i genitori a fare le scelte migliori per gli acquisti dei propri figli. MammInforma prosegue quindi con un ricco e nuovo programma, mantenendo però la propria formula: appuntamento alle 17,30 presso il Ristorante Fiorentino di Sansepolcro, una merenda gustosa e genuina, una babysitter per i bambini e l’allegro (e rumoroso) entusiasmo di tutte noi. Aspettiamo chiunque voglia informarsi in allegria e condividere un momento dedicato a se stesso. Per ulteriori informazioni sul calendario e sui nostri incontri, visitate la pagina Facebook di MammInforma: www.facebook.com/mamminforma Mercoledì 21 settembre Martina Bellucci - naturopata, Non il solito tè Mercoledì 5 ottobre Gaia Luzzi - psicologa, Vincere la paura (o almeno non esserne vittima!) Mercoledì 19 ottobre Marco Valentini - apicoltore, Il miele fra scienza e tradizione Lunedì 7 novembre Luigi Martini - parrucchiere, Cura e bellezza dei capelli Mercoledì 23 novembre Martina Bellucci - naturopata, Riflessologia plantare per tutti Mercoledì 7 dicembre Alessia Uccellini – ristoratrice ed architetto, Ricevere gli amici (nonostante i bambini), a Natale Mercoledì 21 dicembre Marica Pieralli – giornalista e blogger, Aprovadimamma.net: il web per vivere meglio la maternità

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L’adozione dei minori l’avvocato risponde

Decorso di norma un anno dall’affidamento, il Tribunale provvede, con decreto motivato in camera di consiglio, l’autorizzazione o meno dell’adozione.

L’adozione dei minori è l’istituto che Via dell’Acquedotto, 2 - Anghiari (Ar) risponde all’esigenza Tel e Fax 0575.789910 di dare una nuova famiglia al fanciulTutti i sabato mattina ore 9.00/13.00 lo che non ne abbia riceve presso gli uffici di Studio Inoltre una (o la cui famiglia Viale Piero della Francesca, 91/A di origine non sia in Monterchi (Ar) grado di educarlo) Tel e Fax 0575.70490 così da assicurargli un ambiente confortevole ed idoneo allo sviluppo della personalità. Adottare non è dunque un diritto degli adulti bensì il diritto di ogni bambino di avere una famiglia. La materia è disciplinata dalla legge n. 184/83 (Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori), modificata nell’ambito dell’adozione di minori stranieri dalla legge n. 476/98 (Ratifica ed esecuzione della convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, stipulata a L’Aja il 29 maggio 1993), mentre nell’ambito dell’adozione dei minori italiani dalla legge n. 149/01 (Modifiche alla legge n. 183/83 e al titolo 8 del libro I del codice civile). Analizzando l’istituto dell’adozione nazionale dei minori, requisito preliminare per adottare un bambino è che sia intervenuta la dichiarazione dello stato di adottabilità. Lo stasta to di adottabilità di un minore è dichiarato dal Tribunale per i minorenni in tutti quei casi in cui il bambino si trovi in una situazione di abbandono morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, a meno che non si tratti di una situazione di forza maggiore di carattere temporaneo. Una volta dichiadichia rato lo stato di adottabilità, per l’adozione del minore è necessario prepre sentare domanda al Tribunale per i minorenni, specificando l’eventuale disponibilità ad adottare più fratelli. La domanda può essere presentata in carta semplice, è valida tre anni ed è rinnovabile. L’adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, tra i quali non sia intervenuta separazione personale nemmeno di fatto. Con le modifiche introdotte dalla legge n. 149/01, l’adozione è permessa anche alle coppie sposate da un periodo inferiore purché risultino unite in convivenza stabile da almeno tre anni. L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto anni e di non più di quarantacinque quella dell’adottando. Gli aspiranti genitori devono poi essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare. A tale ultimo proposito, il Tribunale per i minorenni dispone adeguate indagini sulla coppia che ha presentato domanda di adozione al fine di accertare l’attitudine ad educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi desiderano adottare. Avv. Lara ChiArini

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Una volta espletate le suddette indagini, il Tribunale per i minorenni sceglie fra le coppie disponibili quella in possesso delle caratteristiche maggiormente rispondenti alle esigenze specifiche dei minori che vengono dichiarati adottabili. Successivamente, il Tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti degli adottanti (qualora vi siano), il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, dispone l’affidamento pre-adottivo determinandone le modalità. Durante questa fase, il Tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell’affidamento direttamente o avvalendosi del giudice tutelare e dei servizi sociali del luogo dove vive il minore con la coppia. Decorso di norma un anno dall’affidamento, il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, sentita la coppia adottante, il minore, il pubblico ministero, il tutore, il giudice tutelare ed i servizi sociali locali qualora incaricati di vigilare, provvede, con decreto motivato in camera di consiglio, l’autorizzazione o meno dell’adozione. In virtù dell’adozione, l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, assume e trasmette a sua volta il cognome degli adottanti, cessa ogni rapporto con la famiglia di origine (salvo gli impedimenti matrimoniali). L’adozione può anche essere revocata in determinati casi: su domanda dell’adottante quando l’adottato maggiore di quattordici anni abbia attentato alla vita di lui o del suo coniuge; su domanda dell’adottato o del pubblico ministero quando è l’adottato ad aver subito dall’adottante i fatti sopra menzionati; su domanda del pubblico ministero per violazione, da parte dell’adottante, dei doveri verso il minore. Si parla, infine, di adozione particolare di un minore nei seguenti casi: adozione dell’orfano da parte di parenti entro il 6° grado; adozione del figlio del coniuge; adozione del minore handicappato ed orfano di entrambi i genitori; adozione del minore in mancanza di affidamento pre-adottivo. In tutti questi i casi il Tribunale per i minorenni deve accertare che l’adozione particolare risponda alle esigenze del minore che, nel caso abbia compiuto i quattordici anni o abbia un età superiore ai dodici, deve essere sentito personalmente al riguardo. Gli effetti dell’adozione in casi particolari sono più limitati rispetto all’adozione ordinaria in quanto il minore conserva i diritti e i doveri verso la famiglia di origine, antepone al proprio cognome quello della famiglia adottiva e non assume alcun legame di parentela rispetto alla famiglia dell’adottante che, dal canto suo, assume la potestà genitoriale, l’obbligo di istruzione, mantenimento ed educazione dell’adottato.


Adozione: un cammino tra perdita e attaccamento La narrazione e il disegno sono due validi strumenti per elaborare la separazione Parlare di adozione significa inevitabilmente affrontare il tema dell’abbandono. Quando un bambino viene adottato, bisogna sempre tenera a mente che ha dovuto affrontare una separazione forzata e innaturale dai propri genitori e dalla propria famiglia e, al di là dei motivi che hanno causato tale scelta, il distacco condizionerà comunque le sue future esperienze. La separazione dal nucleo familiare avviene, di solito, quando il bambino è ancora piccolo e il suo apparato psichicofisico è in corso di formazione; non ha ancora acquisito quella struttura forte e stabile da permettergli un’adeguata difesa per gestire la mancanza di una figura di riferimento pronta a dargli sicurezza, indirizzare e contenere le sue espressioni emotive. Per capire perché l’abbandono è considerato un’esperienza traumatica è necessario ricordare lo sviluppo delle prime fasi di vita. Quando un bambino nasce, porta con sé non solo il suo corredo genetico, ma ha già impresso nella sua mente un vissuto storico ed emozionale che ha sviluppato durante la gestazione e ancor prima. Sul nascituro si proiettano desideri, paure, dinamiche di coppia, speranze, che consciamente e inconsciamente tessono la storia del bambino. Il bambino, fin’ora immaginato, si incontrerà con il bambino reale e per i genitori la realizzazione di tale evento è un misto di meraviglia e timore per l’enorme responsabilità che spetta loro. Il neonato, a sua volta, dopo il difficile passaggio attraverso il canale del parto, si troverà immerso in un ambiente nuovo: cambiano le funzioni fisiologiche quali respirazione, alimentazione e digestione, che richiederanno al neonato una partecipazione attiva, mentre prima era tutto fornito dalla placenta; nuovi stimoli e nuovi ritmi solleciteranno i suoi organi sensoriali. Grazie all’interazione con la madre, il piccolo riuscirà a stabilire una continuità tra la fase intrauterina e neonatale; imparerà a gestire gli stimoli, a riconoscere i propri vissuti e a pensarli. L’interiorizzazione di un buono scambio comunicativo e affettivo con la madre crea le basi per formare quella base si-

cura, quell’attaccamento positivo, che porteranno il bambino al raggiungimento dell’indipendenza. L’interruzione di questa relazione getta il bambino nella confusione e nella disperazione, perché non riesce più a far fronte a tutti quegli stimoli che il suo apparato psichico, ancora fragile e poco strutturato, dovrebbe elaborare. La conseguenza più evidente è la difficoltà a instaurare legami di fiducia con altre figure di riferimento. Il bambino ha necessità di mettere continuamente alla prova la forza del legame che lo unisce ai nuovi genitori e lo fa utilizzando diversi copioni: in maniera provocatoria, rifiutando qualsiasi tipo di aiuto e di vicinanza dell’adulto, instaurando atteggiamenti oppositivi, o, al contrario, con atteggiamenti compiacenti e adesivi. Difficoltà scolastiche, problemi di apprendimento e comportamenti antisociali, testimoniano l’incapacità a fare nuovi investimenti affettivi e intellettivi, perché tutta l’attenzione è assorbita da quei pensieri carichi di angoscia e di dolore che riportano al primo abbandono. Manifestazioni diverse che hanno, però, una base comune: il bisogno di sentirsi accettati e avere continue conferme di amore. L’adozione riattiva tutti quei vissuti dolorosi e carichi di angoscia che hanno segnato l’attaccamento precedente. Nella mente del bambino, anche se adottato a pochi mesi, è ancora attivo il ricordo di quel distacco non elaborato. Il difficile ruolo dei genitori adottivi sarà quello di inquadrare quelle espressioni comportamentali, apparentemente anomale, nel contesto storico del bambino e capire che non sono dirette a loro, ma sono il frutto di un vissuto di angoscia. Accogliere le ferite del bambino adot-

di Laura GUErrini Psicologa Psicoterapeuta

tato senza inquadrarle in schemi già conosciuti e quindi più rassicuranti, permetterà lo stabilirsi di un incontro trasformativo del dolore e dell’angoscia. Sicuro di questa accoglienza, il bambino avrà la possibilità di modificare le sue rappresentazioni interne e di elaborare il doloroso sentimento di non essere voluto. Affrontare il tema dell’abbandono spaventa i figli quanto i genitori. È difficile stabilire il momento più idoneo per parlare delle proprie origini; soltanto la predisposizione emotiva e l’elaborazione continua di tale perdita possono favorire l’emergere di questo vissuto. È Lucia, bambina adottata di 3 anni, durante una seduta clinica, a dire: “Caro Babbo Natale... sono una bambina che si chiama Lu-ci-a. Scrivo la casa. Caro Babbo Natale... dove sei nata? Dove sei nata? … A casa”. Il bambino ha bisogno di dare una rappresentazione concreta alle sue origini, di stabilire una collocazione materiale, uno spazio dove riversare e contenere le sua angosce. E ancora Matteo, che cerca di dare una rappresentazione accettabile ai suoi sentimenti ambivalenti nella paura di tradire una delle due famiglie, gioca con due navi da lui costruite e dice: “Questa è più grande…, questa è più grande… Sono tutte e due grandi”. L’elaborazione metaforica che mette in atto il bambino, servendosi di strumenti quali il gioco, la narrazione, o il disegno, aiuta a ristabilire le fila di quel dialogo interiore che si è interrotto così bruscamente. Il bambino si immagina nuovi modelli di attaccamento, ricostruendo la propria identità all’interno di un contesto in cui si stabiliscono, ancora una volta, legami di reciproca fiducia e appartenenza.

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Piccole e medie imprese: come superare la crisi “Investire ed innovare per combattere la crisi” è questo il consiglio degli economisti della Dott.ssa Letizia MICHELINI “Investire ed innovare per combattere la crisi” il consiglio è quello che economisti, esperti di settore e politici richiamano ogni qualvolta si affronta il tema del come muoversi per sostenere la ripresa economica. Innovare i propri prodotti sviluppando un’ accurata tutela dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale, investire nella propria immagine, nella comunicazione e nella pubblicità, sono fasi necessarie per “rinascere” e per essere competitivi rispetto alle dinamiche del mercato globalizzato che non si arrestano nemmeno di fronte alla crisi mondiale. Nonostante il periodo di difficoltà generalizzata, il 2010 ha fatto registrare un sostanziale incremento delle domande (fra marchi nazionali, modelli d’utilità, disegni, varietà vegetali ed invenzioni) depositate presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti del Ministero dello Sviluppo Economico, un aumento consistente non solo rispetto al 2009 ma anche a confronto con gli ultimi dieci anni. Sono soprattutto le aziende del nord Italia ad aver intuito la strada da percorrere e ad aver tutelato i propri titoli di proprietà industriale e intellettuale, investendo nell’attività di ricerca e di innovazione e puntando su una politica di marketing e di comunicazione pubblicitaria capillare ed efficace. Tali piccole e medie imprese hanno sfidato la crisi percependola come un’opportunità e non come un pericolo e hanno applicato alla propria struttura il principio universale alla base di ogni rivoluzione personale e umana, che passa innanzitutto attraverso un nuovo atteggiamento e ad una nuova percezione della realtà.

Fissare obiettivi chiari e quantificabili, individuare gli strumenti idonei per realizzarli con l’aiuto di esperti professionisti (studi brevettuali e/o legali) ed altri operatori del mercato, sono i punti chiave per concedersi delle nuove opportunità. Soltanto l’offerta di prodotti e servizi innovativi consente alle aziende di “vivere” e non di “sopravvivere” in un mercato internazionale aperto alla concorrenza di imprese che operano a costi inferiori. Oggi è necessario che la nostra realtà imprenditoriale ragioni in termini di differenziazione, che si raggiunge tramite l’innovazione e i cui vantaggi possono essere mantenuti solo con la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e industriale (know-how, copyright, marchi, brevetti). A tale proposito, si segnalano due strumenti di agevolazione predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico, che dispongono di un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro, con l’obbiettivo di incentivare e rafforzare la competitività e l’innovazione dei prodotti delle imprese italiane che intendono tutelarsi utilizzando brevetti, disegni e modelli industriali. E’ infatti prevista l’erogazione di premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali ed internazionali di brevetti e disegni e l’erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design. Tali finanziamenti, a fondo perduto, verranno erogati secondo la procedura a sportello fino ad esaurimento dei fondi stessi; le aziende beneficiarie, saranno le micro, piccole e medie imprese, anche di nuo nuova costituzione, operanti sul territorio nazionale. I bandi per accedere a tali strumenti sono pubblicati sulla GazGaz zetta Ufficiale della Repubblica ItaliaItalia na, Serie Generale n. 179 dello scorso 3 agosto 2011. Dott.ssa Letizia Michelini Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze Esperta in Proprietà Industriale e Intellettuale, Mediatore Professionista. Attualmente svolge la pratica legale presso lo studio dell’Avv. Emanuela Splendorini in Città di Castello

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della Dott.ssa Catia BIGI

La rogna dell’orecchio

Quando gli acari diventano i responsabili dell’otite di cani e gatti Quando il vostro cane o gatto si gratta le orecchie, scuote la testa o la tiene reclinata da un lato andrebbe fatto vedere prontamente dal vostro medico veterinario, poiché probabilmente siamo di fronte ad un problema che riguarda le orecchie. L’infiammazione dell’orecchio prende il nome di otite e può avere svariate cause, tra cui le infezioni batteriche, i corpi estranei, le infezioni fungine, le allergie alimentari... e non per ultima l’otoacariasi o più semplicemente conosciuta come rogna dell’orecchio. Con questo termine si indica un’infezione parassitaria causata generalmente da Otodectes cynotis, un acaro microscopico che può vivere all’interno del condotto uditivo dei nostri animali e cibarsi di cerume e di detriti di cellule. Questi acari di colore bianco, visibili solo grazie all’ausilio di una lente, hanno un ciclo di sviluppo (uovo-larva-ninfa-adulto) che dura circa tre settimane e una vita media da adulti che dura circa due mesi. La trasmissione di questi acari da un animale all’altro avviene attraverso il contatto diretto di un animale parassitato con uno sano o più raramente attraverso l’ambiente (condivisone di cucce, tappeti e coperte). Sicuramente il gatto

è più soggetto all’otoacariasi rispetto al cane. Si ritiene che il 50% o più delle otiti del gatto sia proprio riconducibile agli acari dell’orecchio. Nel cane tale percentuale scende al 20%. L’Otodectes cynotis non vive necessariamente all’interno delle orecchie ma può essere riscontrato su tutto il corpo degli animali specialmente sulla zona del muso, della coda e della groppa. Sembra che le pulci stesse possano veicolare con il loro corpo le uova e gli adulti di questi acari favorendone gli spostamenti ed il contagio. I cani e gatti colpiti si grattano insistentemente le orecchie fino a procurarsi delle vere e proprie ferite sul padiglione auricolare. L’intenso prurito che può causare questo tipo di infezione è dato sia dall’azione meccanica che gli acari svolgono all’interno dell’orecchio che dà una vera e propria reazione allergica. I padiglioni auricolari degli animali infestati appariranno spesso arrossati e dolenti, si potrà notare all’imbocco del condotto uditivo la presenza di un materiale crostoso scuro (color fondo di caffè) riconducibile a cerume misto a sangue secco. Spesso in questi casi le orecchie sono maleodoranti e portate basse. Nonostante questa patologia risulti molto coassolumune non deve assolu sottotamente essere sotto valutata poiché se non trattata prontamente complicapuò favorire complica zioni di tipo batterico (otiti purulente), danni udigravi al condotto udi tivo e al timpano con parpossibile perdita par ziale dell’udito, e non per ultimo, a causa del viocontinuo e talvolta vio lento scuotimento della testa, si può arrivare

alla rottura dei capillari del padiglione auricolare con conseguente otoematoma che nella maggior parte dei casi richiederà una terapia chirurgica. La terapia dell’otoacariasi prevede l’utilizzo di prodotti specifici per le orecchie contenenti un’insetticida in grado di eliminare gli acari nei diversi stadi vitali. Tali preparazioni andranno instillate all’interno del condotto uditivo dopo aver effettuato un’accurata pulizia di questo e rimosso il materiale crostoso presente all’interno. E’ inutile aggiungere che in questo caso le preparazioni umane per le otiti non saranno efficaci poiché chiaramente non contengono tali insetticidi. La terapia generalmente dura da 1 a 3 settimane a seconda della gravità dell’otite e del tipo di farmaco utilizzato e comunque dovrà protrarsi fino a completa risoluzione del problema. Nel caso in cui gli acari dell’orecchio abbiano colpito altre zone del corpo dell’animale sarà necessario trattare anche queste zone con l’utilizzo di prodotti studiati per pulci e zecche, quali spray, spot-on e shampoo. Per quanto riguarda l’ambiente generalmente non è necessario provvede alla disinfestazione poiché questo tipo di parassiti non sopravvive a lungo lontano dagli animali. Ad ogni modo seguite sempre le indicazioni del vostro medico veterinario che dopo aver visitato l’animale saprà indicarvi la terapia più appropriata e darvi direttive precise su come comportarvi.

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Personaggi

pER FRANCO ALBERTI ARRIVA UN’IMpORTANTE MEDAGLIA D’ARGENTO Il monterchiese è arrivato secondo al campionato nazionale di ruzzole

Abita a Monterchi il secondo miglior lanciatore di ruzzole in Italia. Si chiama Franco Alberti, è dipendente comunale e nel suo palmares 25 anni di esperienza e qualche campionato vinto con la squadra “G.S Ruzzola Valtiberina”. Si sono presentati in sessanta al 35° campionato italiano individuale, svoltosi a fine Luglio ad Apiro in provincia di Macerata: otto i rappresentanti della vallata tra cui va segnalato anche Mario Palazzeschi di Anghiari, piazzatosi al quinto posto nella classifica finale. “Aver conquistato la medaglia d’argento ad una manifestazione nazionale– ha spiegato Alberti – è stata una soddisfazione grandissima. Nell’ultima parte della gara, nonostante il mio carattere emotivo, sono stato freddissimo tant’è che se non fosse stato per il tremendo temporale che si è abbattuto durante i lanci finali, forse, oggi porterei al collo una medaglia d’oro. Il distacco tra me e il vincitore, originario di Ancona, è stato di appena dieci metri, l’interruzione della gara per oltre un’ora a causa del maltempo, ha inciso sul risultato finale”. La gioia

di Manuela PULETTI

vissuta da Alberti durante l’ultimo week end di Luglio è tutt’ora percepibile, la si legge nei suoi occhi, la si avverte nelle sue parole . “Dopo due giorni di gare continue e una finale al cardiopalma mi sono goduto in pieno il momento della premiazione – spiega il monterchiese - avvenuto nella sala consiliare di Apiro al seguito di sindaco, assessori comunali e provinciali e autorità sportive rilevanti, se ci ripenso ho ancora i brividi”. Per Alberti si trattava della sua prima partecipazione ad un campionato individuale categoria B, negli anni era stato protagonista con la squadra “G.S. Ruzzole Valtiberina”partecipando e vincendo alcuni campionati come quello regionale dello scorso anno . In vallata questo tipo di sport dalle antiche origini etrusche è molto praticato, ad Anghiari infatti, lungo la ValSovara c’è un’apposita area nella quale la squadra locale si allena con costanza e dedizione “Per raggiungere importanti risultati – conclude Alberti – occorre avere una grande passione, nella mia famiglia si giocava tutti a partire da mio padre, poi io ed i miei fratelli” e alla domanda cosa serve per vincere, Alberti non ha dubbi: “E’ necessaria una buona condizione fisica, tanta concentrazione e un po’ di fortuna che non guasta mai”. A fine Agosto la “G.S Ruzzole Valtiberina” ha partecipato anche al campionato nazionale a squadre a Pescara, nella foto i componenti della squadra A: FRANCO ALBERTI, MARIO ALBERTI, GIORGIO ALBERTI, SILVANO ROSSI (caposquadra) e un altro monterchiese ENZO GRAZIOTTI

La pioggia mi ha ostacolato nella scalata verso il gradino più alto del podio

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LA MADONNA BELLA UN CULTO CHE DURA DA SECOLI

di Matteo ROMANELLI

Il culto della Madonna Bella si affermò soprattutto a partire dal quarto decennio del XVII secolo

L

a storia della chiesa della Madonna Bella affonda le sue radici tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, quando fu eretta una Maestà in onore della Madonna lungo la strada che congiungeva le Ville a Monterchi, esattamente in corrispondenza del bivio da cui una ripida mulattiera conduceva alla Prioria di S. Biagio, posizionata in collina laddove una volta passava la via romana che da Badia S. Veriano, attraverso la Villa del Poggio, portava infine a Città di Castello. Accanto alla piccola edicola, segno della devozione popolare verso la Vergine, sorgeva un pozzo, ancora oggi esistente sul sagrato della chiesa. Proprio in questo luogo, nel 1533 sorgeva un piccolo oratorio su cui tal Cosimo Vagnuzzi di Monterchi aveva costituito un legato di 20 messe annuali, con la donazione di un attiguo appezzamento di terra. Di questo fatto troviamo conferma scritta sia nel verbale della visita pastorale del luglio 1568 effettuata da mons. Niccolò Tornabuoni, vescovo biturgense, (“oratorium sub titulo Beatae Virginis iuxta stratam pubblicam in Villa Pochariae”) sia negli Acta Beneficiaria dal 1563 al 1568, oggi conservati nell’Archivio Vescovile di Sansepolcro. Questo sacello era allora chia-

mato “cappella della Maestà” ed assumerà, in maniera graduale, il nome popolare di Madonna Bella a partire dal 1596, quando fu qui traslata una statua di terracotta di scuola robbiana, attribuita allo scultore fiorentino Benedetto Buglioni (14591521). Probabilmente a questi anni risale l’opera conservata a Pocaia, che per circa un secolo fu venerata in un’altra maestà, situata in località “i Vagnoni”, dove ancora oggi esiste una piccola edicola restaurata alcuni anni fa. Già il solo nome attribuito dagli abitanti di Pocaia alla scultura è sufficiente per spiegarne la bellezza. Come da tradizione robbiana, si parla di una terracotta policroma invetriata, con un volto dolce e materno su un collo leggermente allungato. Siede in un trono regale e mostra il Bambin Gesù, avvolto da una fascia scarlatta, che benedice con la manina. Un velo biancastro sopra i lunghi capelli castani scende sul collo, nascondendo parte delle orecchie. La Madonna veste un manto celeste, orlato di verde, sopra una veste marrone con lembi rossastri ai piedi. Sia Maria che Gesù indossano una corona d’argento, ma si tratta di aggiunte successive a sottolineare la regalità delle figure. Nel corso dei secoli, la statua, almeno nella parte del viso, è stata riverniciata al-

Particolare con vetrata artistica realizzata da Francesca Senesi raffigurante la Madonna del Parto

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meno per tre volte, non sempre con gusto artistico, pertanto, nonostante il restauro eseguito dalle Belle Arti di Arezzo nel 1986, l’originario splendore dell’opera è stato un po’ corrotto. Il culto della Madonna Bella si affermò soprattutto a partire dal quarto decennio del XVII secolo. La grande pestilenza che si abbatté sull’Italia tra il 1630 e il 1631, resa immortale dalla penna manzoniana, colpì il castello di Monterchi in maniera estremamente virulenta. In una nota dello storico anghiarese Lorenzo Taglieschi datata 15 agosto 1631 si legge: “Hoggi (sic) è venuta nuova per cosa sicura che in Monterchi, da che si fece quegli abbruciamenti (il 24 luglio furono bruciate tutte le masserizie dei contagiati – n.d.a), siano morti 106 persone e che soli tra maschi e femmine siano rimasti 18 e malvivi”. Solo nei registri della parrocchia di S. Simeone sono annotati 543 decessi, ma si tratta di una stima per difetto, essendo stato impossibile, nei momenti di maggior forza del contagio, riportare tutte le vittime. Il bando sanitario imposto dalle autorità granducali poi accentuò fortemente le sofferenze della popolazione. La tradizione vuole che invece nella frazione di Pocaia le famiglie che si rivolsero alla statua della Madonna Bella invocando protezione riuscirono a scampare il terribile morbo. In segno di ringraziamento, nel 1633 fu edificato un nuovo oratorio nello stesso punto, più grande e più bello del precedente, grazie alle offerte che giunsero copiose da quanti erano sopravvissuto ad una così terribile calamità. Al momento della consacrazione, si fece voto di celebrare, ogni anno, la seconda domenica di settembre, dedicata al Santissimo Nome di Maria, una solenne festa. Dopo oltre quattro secoli, questa tradizione, pur in forma diversa, come abbiamo visto, si ripete ancora oggi ed ha consentito al culto della sacra immagine di estendersi oltre i confini della frazione


Storia LA FESTA DELLA MADONNA BELLA TRA GIOCHI, PREGHIERE ED ADORAZIONI Il 10 e l’11 Settembre si è svolta la tradizionale festa nella piccola frazione di Pocaia

di Pocaia, in tutto il territorio di Monterchi e della valle del Cerfone. Il Contratto di Fondazione fu rogato da F. Domenico Baldeschi nel marzo 1634 in casa della famiglia Vagnuzzi, proprietaria del terreno su cui fu eretto il “Pubblico Oratorio”. Il sacro edificio storicamente è sempre appartenuto alla Compagnia dei Compatroni della Madonna Bella, costituita dalle maggiori famiglie della frazione (probabilmente quelle che in antichità maggiormente contribuirono alla costruzione o alla dotazione), fino al 1967, quando ogni loro diritto e dovere sulla chiesa fu ceduto alla parrocchia di S. Biagio. Da un punto di vista architettonico, il santuario ha mantenuto la forma seicentesca fino al 1954, anno mariano, quando fu allungato di quattro metri con l’edificazione di una facciata e di un campanile nuovi. All’interno spicca un bell’altare in pietra, adornato da lunghe colonne scanalate che sorreggono un timpano dello stesso materiale e incorniciano un dipinto a tela datato 1634, dell’autore locale Girolamo Monanni, rappresentante il Padre Eterno, che emerge dalla Gloria del Paradiso, con in mano il mappamondo e circondato da numerosi angeli, uno dei quali cala la corona del S. Rosario ai

santi Domenico e Caterina, inginocchiati a pregare la statua della Madonna Bella. Sul portone d’ingresso, invece, si vede una tela settecentesca raffigurante una classica Annunciazione. Nel 1975 il vescovo di Sansepolcro mons. Telesforo Cioli dichiarò la Madonna Bella “Patrona degli autisti e viaggiatori per la valle del Cerfone”, sia perché da sempre sorge lungo una via, sia perché gli incidenti stradali sono un flagello del mondo contemporaneo, così come lo era la peste nel Seicento. Nel 1996 è stato solennemente celebrato il quarto centenario della traslazione della miracolosa Immagine e nell’occasione, con il contributo della popolazione e degli enti locali, il parroco don Quinto Giorgini ha rimesso a nuovo il sacro edificio grazie ad una serie di lavori di restauro e consolidamento. In occasione del Giubileo dell’anno 2000 è stato rifatto il sacrato e costruito un marciapiede in lastre di pietra, mentre tra il 2007 e il 2008 sono state ritinteggiate le pareti esterne e rintonacate quelle interne. Oltre alla sua funzione di santuario mariano, questa chiesa viene oggi utilizzata anche come comoda succursale di quella parrocchiale di S. Biagio, meno facile da raggiungere a causa della sua ubicazione in collina.

Come vuole la tradizione anche quest’anno si è rinnovato il consueto appuntamento di preghiera e di fede con la festa della Madonna Bella a Pocaia, la più antica celebrazione mariana del nostro territorio, svoltasi il 10 e l’11 settembre presso l’omonimo santuario. Preceduta da un triduo preparatorio, la celebrazione ha preso il via la sera del sabato con una processione mariana ‘aux flambeaux’, sul modello di quelle che si svolgono a Lourdes tra la grotta delle apparizioni e la basilica, con partenza di fronte alla chiesa e arrivo al Villaggio Giardino. Con la partecipazione delle Compagnie del SS.mo Sacramento di Monterchi e Padonchia, è stato recitato un suggestivo Rosario al lume delle candele e delle fiaccole. Una breve omelia e la benedizione hanno concluso la pia adunanza. Il giorno successivo invece, sono state celebrate diverse S. Messe, fin dalle 8 del mattino, la più importante delle quali alle 17, quando sono stati benedetti il popolo e gli automezzi sul piazzale. Come in molti sapranno, la Madonna Bella è patrona degli automobilisti e dei viaggiatori. Oltre al programma religioso, una serie di giochi popolari ha intrattenuto i partecipanti, con numerosi premi offerti da ditte ed enti locali distribuiti ai vincitori della pesca di beneficienza. Il comitato organizzatore e il parroco don Quinto Giorgini hanno infine rinnovato l’appuntamento all’8 e 9 settembre 2012 per una nuova edizione della festa in onore di quello che ormai può essere considerato il principale santuario mariano della Valcerfone.

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LA VALTIBERINA, UN MON A parlare la dottoressa Monica Salvini della Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana

“U

n mondo completamente nuovo, tutto da scoprire” questa è la Valtiberina per la Dottoressa Monica Salvini della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. In visita agli scavi di Catiglianello a Monterchi, abbiamo raggiunto la dottoressa per chiederle il passato, il presente e futuro dell’archeologia in vallata. Dottoressa, prima Monterchi con gli scavi di Catiglianello, poi Anghiari con l’inaspettata scoperta delle fornaci a Palazzo Comunale, ma qual è la situazione attuale della Valtiberina? Tutto ciò che da 5 anni a questa parte stiamo trovando per noi è una scoperta continua, non ne sapevamo niente: fornaci, ville o fattorie, se prima avevamo solo del materiale sparso oggi siamo orgogliosi di potergli dare una vera ed importante contestualizzazione Degli scavi di Catiglianello ne abbiamo più volte parlato, ma ci vuole ricordare di cosa si tratta con esattezza? Il primo ritrovamento di questi scavi risale all’estate di due anni fa, quando per caso, un agricoltore del posto trovò questi “strani cocci”. L’anno successivo a distanza di 70 metri verso il basso, abbiamo involontariamente aperto nuovi orizzonti, con la scoperta di una fornace appartenente all’età romana. Nel primo caso si tratta di reperti etruschi databili tra il VI/V secolo a. C, con il loro ritrovamento va a cadere uno stereotipo che ci aveva accompagnato nei nostri studi e nelle nostre ricerche, ossia che gli Etruschi non fossero mai passati in questa parte della vallata. Ritrovamenti importanti sono stati fatti, negli anni, sia a Pieve Santo Stefano sia a Città di Castello, ma mai nella zona bassa della valle. Poco distante da questa prima scoperta, abbiamo recentemente trovato anche una bella fornace molto grossa e ben conservata che restituisce strutture e materiale di epoca romana imperiale

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di Manuela PULETTI e Cinzia SCATRAGLI

Nonostante il ritrovamento sia avvenuto oltre due anni fa, le ricerche e gli scavi continuano e con qualche novità... In effetti da qualche tempo a Catiglianello stiamo sperimentando un’interessante collaborazione fra la Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana, l’Università di Firenze e la Cooperativa Archeologia. La novità è che alcuni studenti della scuola di specializzazione fiorentina per i beni archeologici, durante il periodo estivo sono stati a Monterchi per condurre gli scavi assieme a degli esperti, in questo modo alla ricerca storica ci aggiungiamo anche un concreto spirito didattico, sperimentato sul campo, che non guasta mai Una sperimentazione didattica che si ripete anche a Sansepolcro.. In questo caso opera l’università di Siena, però il format è pressoché lo stesso. Sansepolcro ha un insolito impianto rettangolare, molto schematico, che ha sempre fatto supporre appartenere ad un’epoca romana. In realtà ciò che noi abbiamo trovato sono soltanto testimonianze medievali. Per ora, abbiamo lavorato dentro palazzo Collacchioni, accanto al museo di Aboca e all’interno di una chiesa, in ogni situazione sono rinvenute solo testimonianze medievali Quali sono i rapporti con l’amministrazione di Monterchi? Con l’amministrazione comunale i rapporti sono molto buoni, c’è la voglia e l’intenzione di valorizzare ciò che viene fuori dal territorio, se son rose fioriranno. Non ci dobbiamo comunque dimenticare che parte di questi scavi sono stati finanziati dalla stessa amministrazione comunale con l’ausilio della Comunità Montana Valtiberina Toscana, diciamo che ci sono tutti i presupposti per costruire qualcosa di importante. Diversamente da Anghiari, non abbiamo avuto l’opportunità di lavorare sul piano regolatore perché è una cosa di tantissimi anni fa, però speriamo che si possa continuare a collabo-


Storia

NDO TUTTO DA SCOpRIRE rare tutelando il territorio. Un altro augurio che mi faccio è quello di poter aprire presto il sito di Catiglianello ai turisti, credo sia molto interessante. Ad agosto la chiusura dei lavori, come verranno conservati i reperti fi n qui ritrovati? I lavori sono andati avanti fino a metà agosto. Poi abbiamo ricoperto il tutto con degli appositi teli di tessuto non tessuto e terra. Speriamo che il degrado non sia troppo veloce, queste sono strutture che sono state conservate sotto terra per oltre mille anni, un’ottima soluzione sarebbe la promozione da parte dell’amministrazione comunale, di un progetto importante volto alla valorizzazione di questi reperti in maniera tale da poterli studiare e conservare adeguatamente nel tempo. Da Monterchi ad Anghiari dove recentemente c’è stata un’importante scoperta. Sembra che la patria di Baldaccio abbia addirittura origini romane e non più medievali... E’ più corretto dire che recentemente Anghiari ha restituito una vasca di epoca romana, uno scavo del tutto impensabile, non era previsto, né studiato, sono state delle scoperte uniche, di grande valore. Anghiari, da sempre città medievale, testimonia oggi una pre esistenza romana, la dimostrazione sono le stesse vasche trovate nel palazzo Municipale o la chiesa di Santo Stefano Anghiari si è sempre distinta per un’evidente valorizzazione del territorio, ma, ad oggi, quali sono i rapporti con la nuova amministrazione? Con Anghiari collaboriamo da tanto tempo, insieme abbiamo allestito il museo della Battaglia, abbiamo fatto un piano regolatore al cui interno è stato assunto un livello archeologico di attenzione e ora con i ritrovamenti delle vasche adibite alla lavorazione del vino continuiamo a collaborare. Con questi reperti Anghiari ha avuto una grande fortuna, presto verrà infatti allestita, proprio all’interno di palazzo comunale, una bella vetrata che dà sugli scavi, potrà essere

visibile a chiunque passi per l’ingresso principale del comune, in questo modo non solo Palazzo Pretorio sarà meta indiscussa di turisti, ma gli stessi cittadini potranno avere un municipio come pochi altri in giro.

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A SAN LORENZO SI RESpIRA UN’ARIA... DI MISERICORDIA

In 270 hanno partecipato alla classica merenda prevista per la fine di agosto di Manuela PULETTI Il panorama è di quelli che ti lasciano senza fiato: dall’alto vedi delle suggestive distese di campi alternate a qualche spruzzata di verde, intorno tanto silenzio e il solo rintocco delle campane che ti avverte che manca poco all’inizio dell’ XI festa della Confraternita della Misericordia . Alle 17 del 28 agosto tutto è già pronto: nel piccolo piazzale antistante alla chiesa di San Lorenzo le tavole e le panche messe a disposizione dalla Pro Loco, sono già aperte in attesa di far sedere le 270 persone che poi sarebbero intervenuti alla conviviale. Eh si, anche quest’anno quasi 300 persone non hanno potuto rinunciare al panorama di San Lorenzo e al delizioso rinfresco organizzato dai confratelli e consorelle della Misericordia locale. Iniziava il nuovo secolo quando l’allora governatore della confraternita Vincenzo Rossi, in collaborazione con l’Arcipretura di Monterchi, decise di riunire tutti gli associati per una merenda in compagnia. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata ed oggi per molti monterchiesi non c’è impegno che tenga: “l’ultima domenica d’agosto se deve gi’ a mangè a San Lorenzo”. Semplicità e autenticità, questo è San Lorenzo. Quando arrivi, tutti ti salutano, come succedeva un tempo quando il paese era ancora una piccola grande famiglia, quando an-

cora si poteva lasciare la chiave sull’ ”uscio de casa”. Da Pierino il fotografo, al Bernocche, dal Beppino ad Ivano, da Adriano ad Aldo , senza dimenticare tutte quelle donne in cucina, insomma, tanti personaggi, noti e meno noti, non hanno voluto rinunciare a questa diver-

La confraternita conta oggi 550 soci, quasi in terzo della popolazione tente iniziativa. Oltre trenta chili di pasta buttati in pentola e 20 di sugo, 300 salsicce, 300 stralci di pancetta ed altrettanti filetti cotti alla brace dalle mani esperti di Rosado, Luca, Michele, Ermanno ed altri ancora, in cucina e tra i banchi tante donne e giovani ragazze preparano e servono abbondanti porzioni. Dopo la consueta Messa, celebrata dal parroco Don Quinto Giorgini, è iniziato il banchetto, a tavola, come già detto, 270 persone che hanno potuto gustare le penne al sugo di carne, una grigliata mista fatta di

salsicce, pancetta e filetto, pomodori freschi, una vasta varietà di crostate e il tradizionale cocomero. Poi, come ogni festa che si rispetti, c’è stato anche il momento della lotteria, in palio un tv lcd, una macchina fotografica ed un prosciutto. “E’ stata una serata piacevole – ha affermato il governatore Marco Lacrimini – sono contento che la gente di Monterchi continui a presenziare a questo nostro piccolo banchetto. Un ringraziamento particolare va all’amministrazione comunale, alla Pro Loco e a Lorenzo Lacrimini, oltre che a tutti gli abitanti di San Lorenzo e alle persone che hanno reso possibile ciò. Inoltre quest’anno – spiega ancora il governatore – abbiamo deciso di chiedere ai commensali un contributo per la cena, un piccolo riconoscimento per l’impegno e la fatica che necessita l’intera organizzazione. Tale novità ha avuto il benestare sia dei commensali intervenuti sia dagli altri rappresentanti di associazioni locali”. E come dare loro torto: del resto la Confraternita della Misericordia conta oggi 550 associati, quasi un terzo della popolazione e basta digitare un semplice numero di servizio 0575 70747 begin_of_the_skype_highlighting per avere informazioni su come e cosa occorre fare in caso di soccorso.

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PODERE VIOLINO PAGINA PRONTA


Sport

L’ASD VIRTUS ANNUNCIA

NOVITA’ PER LA PROSSIMA STAGIONE La squadra è stata presentata lo scorso 3 settembre presso il calcetto di Le ville di Manuela PULETTI

Ci hanno creduto, si sono impegnati e alla fine ce l’hanno fatta. Non sono molte le squadre che al primo anno di fondazione conquistano un terzo posto nel campionato Uisp e si assicurano la promozione nella categoria successiva. Eppure l’ ASD Virtus Monterchi c’è riuscita. Era l’estate 2010 quando un gruppo di giovani del posto decise di fondare una squadra alternativa a quella già esistente, un team fatto di ragazzi volenterosi e determinati con un unico grande obiettivo quello di divertirsi mantenendo vivo il collettivo. Nacque così, un po’ per gioco, la Virtus Monterchi, in molti credevano fosse un fuoco di paglia ed invece, oggi, la conferma che si parla di una società sana e consolidata, una realtà locale a tutti gli effetti. Guidati da Leonardo Fabbrucci riconfermato anche per l’anno 2011- 2012, la squadra della Valcerfone ha seminato vittorie su vittorie nel corso del campionato UISP a 5, girone C stagione 2010/2011. E sono i numeri a parlare: 152 gol fatti solo 36 subiti, la miglior difesa di tutto il campionato, non a caso, riconosciuta e premiata. Un gioco dinamico, veloce e concreto, i ragazzi della Virtus non si tirano indietro davanti a niente, hanno nel sangue la determinazione tipica di chi ha ancora poco più di 30 anni, si sacrificano, corrono e vincono. Ma ora, dopo la pausa estiva è ora di ripartire e di non crogiolarsi sugli allori conquistati nella passata stagione. Lo scorso 3 settembre c’è stata la presentazione ufficiale presso il calcetto di Le Ville, i ragazzi

hanno prima fatto una partitella fra loro, poi una grigliata a casa del presidente, dove sono state comunicate e ufficializzate le novità per la prossima stagione. Innanzitutto la location casalinga che probabilmente non sarà più il PalaPiccini di Sansepolcro, ma il palazzetto dello sport di Anghiari. Presentati poi i sei nuovi acquisti : Marco Conti, Vasco Draghi, Matteo Pellegrini, Marco Ceppodomo, Francesco Niccolini, Alessandro Barili e Giacomo Tosti che andranno ad arricchire la rosa. Confermata anche l’intera dirigenza con Gabriele Leonardi come presidente, Enrico Ulivi come segretario, Stefano Mancini, Andrea Ulivi, Massimo Nocetti, Luca Felicetti e Giacomo Lucarini come dirigenti ed Enrico Sediani come Medico sportivo. Al momento in cui andiamo in stampa non sono ancora stati resi noti gli incontri di calendario, di certo sappiamo che l’ASD Virtus è una realtà molto seguita a Monterchi, i supporter si fanno spesso sentire sia durante le partite che sui principali social network, l’entusiasmo non si è mai sopito nemmeno durante la pausa estiva dove i ragazzi hanno continuato a frequentarsi come un vero collettivo. L’appuntamento è quindi ad ottobre con l’inizio del campionato di serie C1, più arduo, più difficile, una sfida ancor più allettante per i giovani della Virtus che, sicuramente daranno il massimo per portare in alto,ancora una volta, il nome di Monterchi.

La Virtus ha segnato 152 gol e subìti 36, è stata la miglior difesa di tutto il campionato

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USD MONTERChI

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Lorenzo ALUNNO

Emanuele BELARDINELLI

Andrea BELLUCCI

Luca CA

Niccolò MANCINI

Mattia MIGLIORATI

Simon MIGLIORATI

Francesco M

Saverio RICCIARDI

Matteo ROSSI

Federico SEVERINI

Dimitri SM


Sport

IESE 2011/2012

ARDINALI

MONTEDORI

MACCHIA

Michael CASACCI

Giuseppe FALLERI

Jacopo LUCHERINI

Marco Maria PELI

Francesco PIERANGELI

Luca REGI

ASSENTI:

Marco BANDINI Michele CAGNONI Matteo CANTARELLI Giovanni CUCCHIARINI Francesco GASPERINI

Massimiliano TOSTI

Mister Fabrizio LIGI

Foto di Manuela di Crescenzo

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USD MONTERCHIESE: CON LIGI

RICOMINCIAMO DA ZERO

di Manuela PULETTI

Per i giallo verdi un nuovo allenatore e tanti giovani acquisti Quali sono le sue esperienze nel mondo calcistico e quali traguardi ha ottenuto negli anni? Ho iniziato la mia esperienza di allenatore proprio a Monterchi, era la metà degli anni ’90, allenavo il settore giovanile. Poi ho avuto esperienze, sempre nello stessa ambito, prima a San Giustino poi a Lama. Qualche anno dopo tornai alla base allenando la Juniores di Monterchi. Nella stagione 2003.04 debuttai in prima squadra: mi chiamarono alla guida del San Giustino in seconda categoria. Contemporaneamente decisi di prendere il tesserino da allenatore, traguardo che raggiunsi nel 2006. Nel frattempo, terminata la mia parentesi in terra umbra, mi dilettavo a guidare qualche amatoriale fino alla stagione calcistica 2006.07 quando mi chiamarono ad allenare l’USD Monterchiese con la quale, proprio in quello stesso anno, vinsi il campionato di terza categoria E poi nel 2008 le strade si divisero fino a ritrovarsi recentemente?

L’USD Monterchiese inaugura, quest’anno una nuova stagione calcistica: obiettivo dichiarato, la salvezza. Le difficoltà economiche, i dissapori con i vecchi giocatori, le controversie con alcuni dirigenti hanno recentemente affondato la società giallo verde che, però, non ha mollato il colpo e annuncia una risalita. Al timone della nuova avventura Fabrizio Ligi. Conosciamolo meglio. Chi è Fabrizio Ligi? Sono nato il 26 agosto 1963. Sono sposato con due figli Simone e Matteo. Di professione faccio il restauratore e ho studiato all’Istituto tecnico industriale statale.

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Dopo la Monterchiese, rimasi fermo qualche anno. In realtà mi arrivarono delle proposte anche in quel periodo, ma nessuna collimava con la mia esigenza di essere padre, marito e libero professionista, insomma per motivi familiari e di lavoro non potei accettare. Poi poco tempo fa la chiamata, inaspettata, da parte della società giallo verde. Mi dissero che volevano ricominciare da zero e costruire una nuova squadra. La situazione era ed è molto precaria, per la prima volta in tanti anni si è rischiato la cancellazione definitiva di una buona fetta di storia cittadina, io ho accettato anche per evitare che questo accadesse Che società ha trovato? Ho trovato una società con evidenti e risaputi problemi economici, una società che si portava dietro e lo porta tutt’ora un fardello molto pesante, ma allo stesso tempo con la voglia di non mollare e ricominciare da zero. In società si respirava un’aria pesante, c’era la mancanza di motivazione e di stimo-


Sport li, le recenti vicissitudini avevano davvero segnato il cammino della squadra. A questo si aggiunge anche il momento che non è dei migliori: da parte degli sponsor c’è difficoltà a sostenere il team, inoltre le critiche della gente non aiutano affatto, in passato sono stati fatti tanti sbagli, non esistono innocenti, la responsabilità è di tutti, ma è l’ora di ricominciare con un altro spirito

Io avevo espresso il solo desiderio che restassero i ragazzi di Monterchi, per il resto avevo chiesto l’allontanamento di tutti, non volevo affrontare una nuova stagione calcistica facendo il giudice e cercando di mettere d’accordo i vecchi giocatori con la società. Inoltre i calciatori che c’erano prima li conoscevo solo di nome, non avendo avuto modo di lavorare con loro, è difficile per me dare un giudizio.

Cosa l’ha spinta ad accettare?

Se la società avesse avuto più denaro da investire, quale reparto avrebbe ulteriormente rafforzato?

La sfida, l’idea di ricominciare da zero, di mettermi alla prova con tanti giovani ragazzi volenterosi e disponibili ad apprendere. Ho rifiutato altre proposte per tornare a Monterchi e non è un caso che nella mia squadra ho chiamato ragazzi che hanno, sì, le capacità tecniche, ma che per demeriti propri o per mancanza di opportunità non hanno mai potuto esprimersi al 100% Che tipo di contratto ha con la società? Per ora non ho nemmeno un contratto, l’unica cosa che ho chiesto è un contratto per la tutela legale A Monterchi, la tifoseria è un po’ latitante, secondo lei cos’è che potrebbe far riaccendere la passione? Beh sicuramente, la presenza di alcuni ragazzi di Monterchi in squadra. Tre o Quattro sono, infatti, tornati come Marco Peli, Marco Bandini (se non smette per problemi di lavoro) e Federico Severini. Questa potrebbe essere, secondo me, una buona soluzione anche se nell’anno in cui vinsi il campionato avevo in rosa tanti monterchiesi, ma anche in quella stagione il pubblico latitava un po’ almeno finchè non siamo andati in testa. C’è anche da dire che il calcio così come strutturato allontana il pubblico, tutto dovrebbe essere più leale, più trasparente e trasmettere il vero significato dello sport. Durante questa fase di pre - campionato, qual è il giocatore che l’ha sorpresa di più? A prescindere dalle loro qualità tecniche e tattiche ciò che mi ha impressionato è la disponibilità di tutti i ragazzi, la loro voglia di costruire e fare gruppo. Conoscono il progetto e si sentono più responsabilizzati sono consapevoli che abbiamo dato loro la possibilità di esprimersi , E’ tuttavia ovvio che i risultati del campo potranno alimentare o diminuire questa coesione

Sognando, si può dire che non mi sarebbe dispiaciuto un uomo con esperienza per ogni reparto, un uomo che abbia maggiore conoscenza del campionato, tuttavia saranno le prima amichevoli a darci più risposte. Lei ha già uno schema di gioco preferito, oppure si adatterà agli avversari Diciamo che per le caratteristiche dei miei giocatori il 4-3-3 o il 4-4-2 saranno di sicuro gli schemi più gettonati, devo pur sfruttare la velocità di questi ragazzi Quale sarà l’obiettivo stagionale? Sicuramente la salvezza, dobbiamo a tutti i costi mantenere questa categoria. E’ giusto essere chiari con tutti, senza alimentare false speranze come accaduto in passato, noi combatteremo per restare in ‘seconda’.

I Nuovi acquisti della USD Monterchiese: ALLENATORE: FABRIZIO LIGI (nuovo) ACQUISTI: BANDINI (a. Giovanili della Baldaccio) Belardinelli (p.Cerbara) Bellucci (a. Virtus San Giustino) Cagnoni (d.Longobarda) Cantarelli (c. Cerbara) Cardinali (d. Citerna) Cucchianini (d. Lama) De stefano (c. Citerna) Gasperini (c. San Secondo) Lucherini (c. Madonna del Latte) Mancini (d. Pistrino) Migliorati (a. San Secondo), Montedori (a. San Secondo) Pauselli (c. Citerna) Peli (d. Grifo Perugia) Regi (c. Virtus San Giustino) Ricciardi (a. svincolato) Tosti (a. giovanili di Città di castello) *la situazione è aggiornata al momento in cui andiamo in stampa

C’è un giocatore che è stato ceduto e che invece avrebbe tenuto?

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LUCIA POLVERINI DIPLOMATA CON 100/100

Lo scorso Giugno, Lucia Polverini si è brillantemente diplomata con 100/100 presso il liceo artistico G.Giovagnoli di Sansepolcro, sez. orafo. Alla giovane Lucia le congratulazioni del suo ragazzo, Gabriele, perché questo importante traguardo raggiunto possa essere per lei un trampolino di lancio sia nella vita professionale che privata. A Lucia le congratulazioni anche della Redazione di Valtiberina Informa 

SARA ANDREOLI

SI E’ DIPLOMATA CON IL MASSIMO DEI VOTI Sara Andreoli si è brillantemente diplomata al liceo socio psicopedagogico Vittoria Colonna di Arezzo con la votazione di 100/100. A lei un sincero abbraccio e tante congratulazioni dalla mamma Renata e dal papà Aldo, dalle sorelle Claudia e Paola oltre che dal fidanzato Matteo. Orgogliosi dei risultati ottenuti, la famiglia Andreoli augura a Sara tante belle soddisfazioni sia nella vita privata che professionale A Sara le congratulazione anche della Redazione di Valtiberina Informa

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Monterchi Informa 16  

Amici lettori, Ancora un’altra estate volge al termine, e per noi è arrivato il momento di uscire con i nuovi numeri di Monterchi, Anghiari...