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NON ESISTONO DOCUMENTI STORICI ANTERIORI AL X SECOLO

Numero 8 Settembre ottobre 2011

ANGHIARI E LE SUE ORIGINI

Periodico di informazione locale economico culturale edito da Valtiberina Edizioni srl Iscrizione Registro Stampa n.3/08 Autorizzazione Tribunale di Arezzo del 13.02.2008 Iscrizione Roc n.20836 ISSN 2035-2832


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Arezzo

Punti di distribuzione:

Informagiovani, Piazza S. Agostino

Anghiari

Ufficio Turistico Associazione Proloco, C.so Matteotti 103

Monterchi

Bar Frizzino • Ferramenta Senese Aretina, Loc. Pocaia

Sansepolcro

Ufficio Turistico Comprensoriale, Via Matteotti 8 • Cartolibreria Edicola Chieli Via XX Settembre 93 • Centro Commerciale Valtiberino • Punto vendita


Periodico di

anno II – numero 8 Settembre Ottobre 2011 Periodico edito da VALTIBERINA EDIZIONI SRL direttore responsabile Cinzia SCATRAGLI responsabile redazione Manuela PULETTI manuelapuletti@yahoo.it

hanno collaborato Manuela PULETTI Cinzia SCATRAGLI Claudia MARTINI Domenico ROSSI Lara CHIARINI Catia BIGI Laura MARINI Matteo ROMANELLI Sara MORETTI Pietro GANGANELLI Francesco DEL TEGLIA Laura GUERRINI Dr. Riccardo CONTI Letizia MICHELINI Valentina MONTI Fotoreporter e Servizi fotografici Roberto STOWASSER progetto grafico copertina Studio Inoltre Monterchi & Niccolò Lazzerini Impaginazione, grafica e stampa Industria Grafica Valdarnese San Giovanni Valdarno Pubblicità VALTIBERINA EDIZIONI SRL Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 www.valtiberinainforma.it press@valtiberinainforma.it foto di copertina Manuela DI CRESCENZO

Redazione Anghiari Informa Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 Quotidiano on.line: www.anghiariinforma.it info@anghiariinforma.it Manoscritti, dattiloscritti, foto non si restituiscono. L’editore non si assume come propria l’opinione di quanti collaborando con ANGHIARI INFORMA esprimono liberamente giudizi ed affermazioni con scritti e servizi a loro firma. La collaborazione non richiesta formalmente per iscritto non sarà retribuita. Le collaborazioni sono prestate a titolo gratuito per diffusione culturale economica. E’ vietata la riproduzione totale o parziale dei testi, disegni, foto riprodotte su questo numero del giornale senza autorizzazione. © Valtiberina Edizioni srl – Tutti i diritti riservati

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ANGHIARI INFORMA Informa Edizione Anghiari iscrizione registro stampa n. 3 – 08 autorizzazione del Tribunale di Arezzo del 13-02-2008. Iscritta all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) al n. 20836

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Il primo periodico di informazione locale economico culturale

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del 13.02.2008

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2035-2832

Amici lettori,

Ancora un’altra estate volge al termine, e per noi è arrivato il momento di uscire con i nuovi numeri di Monterchi, Anghiari e Sansepolcro Informa. Come sempre il passaggio verso l’autunno è l’inizio di una stagione più intensa sotto tutti i punti di vista. E’ in settembre che si fanno progetti, si delineano gli obiettivi e credetemi per noi sono veramente tanti ed interessanti o meglio ancora innovativi. I programmi fissati sono molteplici forti della presenza costante di un team sempre in crescita di giornalisti professionisti, neo e “futuri” giornalisti che scrivono per voi su tutto ciò che volete sapere, conoscere, approfondire dagli articoli e argomenti di attualità, storia, cultura, ai redazionali di settore. Solo una cosa al di là della qualifica li accomuna: il desiderio di far crescere questo progetto, tenacemente, certi che il futuro dell’informazione sia questo, un connubio tra presente e passato dando così l’opportunità al lettore di conoscere più a fondo il proprio territorio. Questo è il nostro punto forza non farvi conoscere solo quello che è attuale, ma riusciamo a farvi voltare un attimo indietro per riportarvi al passato. Non a caso la scelta di approfondire la storia della nostra terra, delle nostre città, che rendono le nostre edizioni uniche nel suo genere, una fonte inesauribile di conoscenza che arriva direttamente nelle vostre case. Gli obiettivi come accennato precedentemente sono tanti non solo nel cartaceo, ma soprattutto nel web, o meglio nella comunicazione online. La nostra epoca impone alla società di stare al passo con i tempi e non smettere mai di evolversi. E noi in virtù di questo, consapevoli che il mondo del giornalismo è uno degli ambiti in cui si coglie maggiormente questo processo di trasformazione continua, non ci fermeremo anzi cercheremo sempre di innovarsi...sviluppando nuove idee, con la stessa passione di sempre!! Augurandovi buona lettura vi ricordo che il prossimo numero sarà in uscita nel mese di novembre.

Al fianco della

Cinzia Scatragli Direttore responsabile s.cinzia@valtiberinainforma.it


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NOTIZIE DAL COMUNE Nei pressi della stazione il nuovo distributore di acqua 8 Anghiari “paese dove cultura e 9 territorio sono i fattori di sviluppo’’ Bandi pubblici per disoccupati e diversamente abili 9 150…la gallina canta!... 10 Quasi una decina… ricanta la gallina!!!

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SCUOLA Si riapre con un “Grazie” 12 STORIA, CULTURA E TRADIZIONI Anghiari e le sue origini 14 SCUOLA Un’altra importante collaborazione per il Liceo Artistico 16 EVENTI La Maltiberina in numeri 17 A San Martino si brinda con i bringoli e il vino 18 STORIA La Valtiberina, un mondo tutto da scoprire 20

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CULTURA Ad Anghiari il primo Festival nazionale 22 dell’Autobiografia ASSOCIAZIONI Importante riconoscimento nazionale 24 per i Fratres donatori di sangue G.S. Fratres Dynamis, quindici anni di attività 26 La Cronoscalata, una salita che 27 premia un eroe popolare SPORT Ad Anghiari il primo Festival nazionale 28

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SOMMARIO

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Il primo periodico di informazione locale economico culturale


NEI PRESSI DELLA STAZIONE

IL NUOVO DISTRIBUTORE DI ACQUA

L’erogatore ha le stesse caratteristiche di quello al Campo alla Fiera

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ontinua la politica

di sensibilizzazione del comune di Anghiari riguardo all’acqua come bene comune ed universale sul quale non si può fare profitto nè speculazione. L’ultima mossa della squadra del Sindaco Riccardo La Ferla è stata l’installazione del secondo distributore di acqua pubblica inaugurato lo scorso 6 Agosto alle ore 12 in località La Stazione. “ Coerenti con quanto affermato in campagna elettorale – spiega l’assessore

ai lavori pubblici Fabrizio Scartoni – e, soprattutto, sostenuti da tantissimi cittadini ai quali eroghiamo mediamente 1600 litri di acqua al giorno arrivando a punte di 2200 litri nelle giornate estive, siamo orgogliosi di aver inaugurato il secondo distributore di acqua pubblica dopo quello già installato al Campo alla Fiera. Per questa amministrazione” – prosegue l’assessore – la battaglia contro la privatizzazione del sistema idrico è una priorità. Per noi l’acqua è un bene

primario e come tale deve essere garantito a chiunque. Per questo il comune di Anghiari si fa carico di tutte le spese di apertura e di mantenimento dell’erogatore senza intermediari o privati che possano speculare sulla vendita dell’acqua”. Il nuovo distributore di acqua della Stazione avrà le stesse caratteristiche di quello installato al Campo alla Fiera: potrà essere erogata acqua gassata o naturale al prezzo di 0,5 centesimi per ogni litro e mezzo. Questo servizio ha portato e porterà alle famiglie un risparmio annuale di svariate centinaia euro e contribuirà ulteriormente alla riduzione dei quantitativi delle bottiglie in plastica da conferire nella raccolta dei rifiuti e nei cicli di riciclaggio. “Essendo quello del riciclaggio un altro aspetto molto sentito dalla nostra Amministrazione – spiega ancora Scartoni - accanto al nuovo distributore abbiamo posizionato una panchina interamente costruita con plastica derivante da bottiglie riciclate: questo perché vogliamo presentare ai nostri cittadini un semplice esempio di come possa essere riutilizzato un oggetto di uso comune come la bottiglia di plastica. ”

DISTRIBUZIONE DI ACQUA: LA MEDIA E’ DI CIRCA 3000 LITRI AL GIORNO Con il nuovo distributore collocato in zona la Stazione, la distribuzione complessiva di acqua è quasi raddoppiata. Grazie ai dati forniti dall’InformaGiovani di Anghiari è infatti possibili notare come al Campo alla Fiera l’erogazione sia rimasta alta e costante, mentre la nuova Casina nella 8

parte bassa del paese sta già riscuotendo un grande consenso popolare. Casina acqua Campo della Fiera Luglio 2010 - Luglio 2011 litri erogati 600.000 con una media giornaliera di litri 1.643  

Casina acqua La Stazione 5 Agosto - 25 Agosto 2011 litri erogati 27.700 con una media giornaliera di litri 1.385   Dal 5 Agosto al 25 Agosto l’erogazione complessiva delle due casine dell’acqua è stata di litri 60.003 con una media giornaliera di litri 3.003.


Notizie dal Comune di Manuela Puletti

Anghiari “paese dove cultura e

territorio sono i fattori di sviluppo’’ Per questo riconoscimento il comune della Valtiberina viene citato anche da “La Repubblica” Cercate un paese dove la cultura e il territorio siano dei fattori di sviluppo? Benvenuti ad Anghiari. L’ultimo rapporto Censis ha infatti premiato la patria di Baldaccio con un importante “certificato di qualità”il quale attesta proprio come Anghiari, assieme ad altre suggestive realtà nazionali, sia un borgo predisposto a promuovere iniziative culturali di rilievo e a valorizzare il territorio,ottenendo sempre ottimi risultati. Il rapporto del Censis è stato presentato ufficialmente all’assemblea Internazionale delle Città Slow svoltasi quest’estate in Polonia, nella stupenda cornice del castello dei vescovi di Lidzbark Warminski, oltre alla cittadina anghiarese sono state premiate altre 69 realtà nazionali distintesi per cultura, innovazione, valorizzazione e un corretto sviluppo del territorio. L’importanza di un simile studio è testimoniata dal fatto che lo stesso è stato pubblicato il 25 Luglio scorso anche ne “Il Venerdì di Repubblica” celeberrimo inserto settimanale allegato al quotidiano. “Siamo di fronte a una realtà minoritaria e locale ma non localistica e trascurabile” ha spiegato Giuseppe Roma, Direttore del CENSIS “Queste città si contrappongono alla globalizzazione che cancella i confini geografici, che omogeneizza negozi e case, pranzi e modi, perchè propongono un’altra forma di globalizzazione: la presenza sulla scena mondiale di una rete di territori orgogliosi delle proprie tradizioni e capaci di trasformarle in una fonte di guadagno. Sono luoghi che non vogliono svendere il decentramento che li caratterizza, ma trasformarlo in valore”.

BANDI PUBBLICI PER DISOCCUPATI E DIVERSAMENTE ABILI

Il comune di Anghiari è il primo in Valtiberina ad aver acquistato dei voucher inps per attività lavorative occasionali L’occupazione al centro della politica anghiarese: l’amministrazione comunale offre infatti un ausilio lavorativo sia ai disoccupati sia ai diversamente abili. Nel primo caso il sindaco di Anghiari, Avv. Riccardo La Ferla, per far fronte all’emergenza disoccupazione, ha deciso di acquistare dei voucher inps per un totale di 3 mila euro, tali buoni dal valore di 10 euro nominali (7,50 rimarranno all’ interessato, 2,50 all’Inps) saranno il compenso orario dell’attività svolta dal prestatore, il quale potrà poi cambiare il voucher in qualsiasi ufficio postale Sono dunque aperte le iscrizioni per il reclutamento dei lavoratori da impiegare in attività occasionali come giardinaggio, pulizia, tinteggiatura e manutenzione di edifici, strade parchi ed altri immobili di proprietà comunali. Il bando di selezione, Anghiari è l’unico paese in vallata ad avervi aderito, è quindi rivolto a disoccupati, percettori di prestazioni di integrazioni salariale e di sostegno del reddito e inoccupati. Per avere ulteriori informazioni in merito è opportuno rivolgersi all’ufficio Protocollo del Comune di Anghiari o chiedere del responsabile del procedimento relativo alla procedura in oggetto il Dr Ernesto Capruzzi. In un momento di estrema crisi economica ed occupazionale il comune di Anghiari e nello specifico l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Ricceri ha pensato anche ai diversamente abili. E’ stata infatti emanata la direttiva, ben accetta dal comune locale, che definisce i programmi da attuare per conseguire i fini della Riserva Fondo lire UNRRA da destinare a programmi socio assistenziali volti all’inserimento e all’integrazione nel mondo del lavoro delle persone con disabilità. Le istanze di contributo dovranno essere presentate alla Prefettura di Arezzo – Ufficio Territoriale del Governo. Per la modulistica consultare il sito web : www. interno.it – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – sezione “Bandi e gare”

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Notizie dal Comune

150…la gallina canta!... Quasi una decina… ricanta la gallina!!!

Ancora successo per “In centro d’Estate”, le attività estive per i bambini organizzate dal Comune di Domenico ROSSI resp. Informagiovani Anghiari

Sono sicuramente più di 150 i bambini che in questi otto anni hanno frequentato “In centro d’Estate”, i campi estivi organizzati dal Comune attraverso il servizio “Informagiovani” un’ iniziativa nata nel 2003 giunta quest’anno alla nona edizione. Forse non tutti sanno che l’esperienza è sorta da un bisogno emerso con chiarezza all’interno del Centro Giovani il quale una volta finita la scuola, si riempiva di bambini delle elementari, pur essendo un luogo destinato ad un’altra fascia d’età. Venne quindi fatta una riflessione comune tra l’operatore del servizio, l’amministrazione e gli educatori della cooperativa LaRua che lavoravano e lavorano a tutt’oggi all’interno della struttura anghiarese: occorreva rispondere ad un bisogno delle famiglie organizzando delle attività specifiche per i bambini, in modo da poter rendere l’estate un tempo costruttivo e divertente. Venne coinvolta anche l’associazione Tennis Club per le attività sportive. Fin da subito le caratteristiche principali dell’esperienza anghiarese furono quelle di organizzare delle attività ludiche e di laboratorio, con una particolare attenzione all’aspetto della conoscenza e della memoria, attraverso le attività stesse e le passeggiate che spesso hanno previsto la presenza di persone anziane che rendessero vivo il territorio con le loro storie, scegliendo per ogni anno un tema specifico che divenisse filo conduttore delle esperienze. E anche quest’anno il neo assessore alle Politiche Giovanili, già assessore all’Istruzione e alle politiche sociali con la precedente amministrazione, Giuseppe Ricceri, ha riconfermato l’importanza di questa esperienza. Quest’anno il tema era quasi d’obbligo: 150…la gallina canta! L’unità d’Italia in terra d’Anghiari, tra giochi, leggende

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sport e laboratori. I bambini hanno avuto modo di calarsi nell’atmosfera del Risorgimento, attraverso la lettura di un libro (I ragazzi delle barricate), attraverso i laboratori (da giochi inventati sulle bandiere alla creazione di candele e di strumenti musicali, al lavoro sui cocci di Anghiari) e attraverso la visita ad alcuni luoghi che furono importanti per il circolo mazziniano e garibaldino nel nostro territorio. Per due pomeriggi a settimana inoltre è stata inserita, grazie alla collaborazione con alcuni genitori, l’esperienza di “Games in English”, giochi in inglese all’aperto. I bambini che hanno partecipato alle attività sono stati circa 45 distribuiti nell’arco delle settimane per un massimo di 30 a settimana e sono stati accompagnati nelle attività in modo continuativo da tre educatori, da una guida per le escursioni e da un insegnante specifico per lo sport. Crediamo fermamente che un campo estivo sia un’esperienza importante ed educativa, un tempo che, se pur breve, possa far esprimere al bambino le propri potenzialità, possa permettergli di cimentarsi nel gioco e nella relazione, sperimentando la socialità e possa divertirsi imparando. Un successo dunque anche quest’anno per questa iniziativa che ci auguriamo non si fermi nel tempo, ma tocchi appunto la sua “decina”! Un grande ringraziamento naturalmente va a tutti quelli che in questi anni hanno collaborato con l’Informagiovani di Anghiari e in particolare alla Cooperativa La Rua di Sansepolcro formata da operatrici e operatori che svolgono il proprio lavoro con grande e attenta professionalità e sono anche umanamente straordinari e questa cosa, quando si lavora con i bambini, credo che sia fondamentale.


SI RIAPRE CON UN “GRAZIE” Carissimi Genitori, Alunni, Docenti e Personale A.T.A, siamo arrivati già al nuovo anno scolastico, che sarà ricco di esperienze, attività, incontri, conoscenze, ma in particolare sarà l’occasione per ritrovarsi in un cammino di crescita, culturale ed educativa, dove Scuola e Famiglia attraverso un “gioco di squadra” sostengono i ragazzi guidandoli a divenire veri cittadini del domani. Esse, infatti, non possono sentirsi entità distinte nell’adempiere al compito delicato ed importante della formazione dell’uomo creatura unica, originale, dotata di personalità propria. Ci ricorda l’Art 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani che tutti gli individui nascono liberi ed uguali in dignità e diritti e che riconoscere questo principio costituisce il fondamento del-

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la libertà della giustizia e della pace nel mondo. Questo è, a mio modesto avviso, il compito precipuo di Scuola e Famiglia. Occorre quindi un’alleanza forte e basata su principi solidi, per far si che il nostro lavoro porti frutti anche migliori di quelli sperati che gratifichino gli studenti i quali è bene vivano l’esperienza educativo-formativa da protagonisti. Come Dirigente Scolastico mi sono presa questo impegno fin dall’inizio del mio incarico che mi ha portata nella splendida Valtiberina e qui ho avuto il dono di incontrare persone ( Genitori, Docenti Personale A.T.A Rappresentanti di Enti Locali) che hanno pienamente condiviso questi valori . Il nostro sodalizio ci ha permesso di affrontare e superare difficoltà, di migliorare costantemente la qualità della nostra scuola , di essere insieme attori di molte esperienze che si sono caratterizzate per il loro profondo valore educativo come quella dei mercatini di beneficenza organizzati dalle Scuole di Anghiari e Monterchi nell’ambito dell’iniziativa “un paio di scarpe per l’Afghanistan”(legata al progetto “Nassiryah per non dimenticare”), che hanno permesso di raccogliere la somma di € 4.969 dei quali € 2.000 sono stati donati alla “scuola di pace” di Kabul in Afghanistan e serviranno per aiutare i bambini che la frequentano. La somma rimanente ( € 2.969) è stata destinata all’Istituto e sarà utilizzata per l’acquisto di materiale di facile consumo per gli alunni. La “scuola di pace “ di Kabul accoglie bimbi poverissimi spesso malvestiti e malnutriti che sono cresciuti in un clima di guerra costante tra bombe e sparatorie. Essa è guidata da Padre Giuseppe Moretti che con dedizione ed impegno costanti è riuscito a fondarla e farla crescere per garantire ai ragazzi una istruzione e una educazione che diversamente non avrebbero modo di avere. Giorni fa ho

della Preside Dott.ssa Monica CICALINI

ricevuto una commovente lettera di ringraziamento di Padre Giuseppe che mi pregava di estendere la sua gratitudine a tutti gli alunni, i genitori i docenti e il personale A.T.A del nostro istituto e porgeva inoltre a tutti Voi il suo augurio di buon anno scolastico. Mi associo con il cuore alle sue parole e dico GRAZIE , GRAZIE ai genitori, agli alunni al personale tutto della Scuola per la a generosità, la costante presenza e disponibilità che non vengono mai meno; ed è con profonda gioia per tutto ciò, che desidero augurarvi con affetto BUON ANNO SCOLASTICO. Un ringraziamento particolare desidero farlo al Comandante Provinciale dell’Arma dei carabinieri Colonnello Antonio Frassinetto che ha fattivamente partecipato al nostro Progetto “Nassiryah per non dimenticare” e grazie al quale siamo potuti entrare in contatto con Padre Moretti (di cui pubblichiamo la lettera inviata alla preside) e la sua scuola.


Scuola SCUOLA DELL’INFANZIA Senza variazioni. ANGHIARI – S.LORENZO 8,00 17,15 S. LEO 8,00 – 17,00 SCUOLA PRIMARIA ANGHIARI 8,15 – 13,15 orario antimeridiano 8,15 – 16,45 orario nei due giorni di rientro - Sabato libero SCUOLA PRIMARIA TAVERNELLE 8,00 – 13,15 su quattro giorni 8,00 – 16,15 nel giorno di rientro Sabato libero (eventuali recuperi verranno preventivamente comunicati) SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ANGHIARI 8,25– 13,25 tutti i giorni incluso il sabato

Calendario scolastico 2011-2012 Inizio Lezioni Lunedì 12 Settembre 2011 Termine lezioni 08 Giugno 2012 Scuola Primaria 09 Giugno 2012 Scuola Secondaria primo grado

Orario anno scolastico 2011/2012 Le lezioni avranno inizio Lunedì 12 Settembre con il seguente orario:

2011

Scuola dell’Infanzia (Anghiari – S.Leo – S.Lorenzo) ore 8.00-12.30 dal 12 al 16 Settembre 2011

Scuola Primaria (via Bozia)

ore 8.15-13.15 dal 12 al 16 Settembre 20111

Scuola Primaria (Tavernelle)

ore 8.00-13.15 dal 12 al 16 Settembre 2011

Scuola Secondaria primo grado ore 8.25-13.25 dal 12 Settembre 2011

Si fa presente che nella settimana sopra indicata la scuola funzionerà con il solo orario antimeridiano Successivamente le scuole osserveranno gli orari e le festività elencate nella colonna a destra

Termine attività educativa Scuola Infanzia 29 Giugno 2012 ( il 30 Giugno è sabato) Vacanze natalizie da venerdì 23 Dicembre 2011 a sabato 07 Gennaio 2012 (compresi) Vacanze pasquali da giovedì 5 Aprile 2012 a martedì 10 Aprile 2012 (compresi) Altre festività Martedì 01 Novembre 2011 Giovedì 08 Dicembre 2011 Mercoledì 25 Aprile 2012 Martedì 01 Maggio 2012 Sabato 2 Giugno 2012 Sospensione attività didattiche 31 Ottobre 2011 ( recupero giorno inizio scuola anticipato) 30 Aprile 2012 ( recupero giorno inizio scuola anticipato) 3 Maggio 2012 (Santo Patrono Anghiari)

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ANGHIARI E LE SUE ORIGINI Con questo numero cominciamo un lungo percorso che ci porterà a riscoprire la storia di Anghiari, a comprenderne i legami con la Storia italiana ed europea ed a vedere come nei secoli siano cambiati gli stili di vita e i costumi della popolazione.

N

on esistono documenti storici riguardanti Anghiari anteriori al X secolo. Per questo motivo è veramente difficile

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datare e ricostruire le vicende che portarono alla fondazione del paese senza rimanere nel vago. Varie leggende sono state tramandate ma, come vedremo, la

di Matteo ROMANELLI

maggior parte di esse ha scarso rilievo storico. Per fortuna, però, abbiamo a disposizione vari dati empirici (l’esistenza di chiese ed altri edifici ecclesiastici, la conoscenza della geografia politica della nostra regione e dell’Italia in genere, ecc.) che consentono di tentare una ricostruzione degli avvenimenti. Molto probabilmente la fondazione di Anghiari va collocata nella seconda metà del I millennio d.C., quindi in età successiva all’epoca romana. Ciò si può dedurre dall’esistenza, nel territorio anghiarese, di due antichissime pievi paleocristiane (tuttora esistenti), quella di S. Maria Assunta a Micciano e quella di S. Maria Annunziata alla Sovara. La prima risale al V-VI secolo d.C., per la seconda invece ci sono più dubbi ma non dovrebbe essere posteriore al 600. Entrambe sorgevano lungo l’antica via romana che da Arezzo conduceva a Rimini e attorno alla pieve di S. Maria Annunziata una serie di reperti archeologici fa supporre la presenza di un insediamento romano. Anzi, i toponimi Sovara e Upachi sono di origine etrusca o comunque preromana. Ora, pare evidente che se a quest’epoca il paese di Anghiari fosse stato già fondato almeno una delle due pievi sarebbe stata lì ubicata. Al massimo, possiamo supporre che là dove qualche secolo dopo sarebbe sorto il castrum Angulare non ci fosse che un piccolo agglomerato di case di scarsissima importanza. Ma l’ipotesi più probabile è che non esistesse proprio alcun insediamento abitativo. Anzi, anche quando sarà edificato il castello, fino almeno all’XI secolo esso non sarà che una fortezza militare, senza villaggio annesso. Come vedremo meglio nelle prossime puntate, nel 1104 fu edificato nel territorio anghiarese il monastero camaldolese di S. Bartolomeo, che costituirà poi il nucleo originario dell’odierna


Storia, Cultura e Tradizioni chiesa della Badia. È noto a tutti che a differenza dei conventi francescani, domenicani o agostiniani, i monasteri di regola benedettina o camaldolese venivano edificati lontano dai centri abitati. Quindi, ancora in questi anni, ad Anghiari doveva esistere solo un forte con poco lontano un eremo. Difatti, nel testamento con cui la terra viene ceduta ai monaci, di Anghiari non si fa menzione. Ma quale contesto storico – geografico ha portato alla costruzione del castello di Anghiari? Per capirlo cerchiamo di ricostruire la situazione geopolitica della Valtiberina nel VII-VIII secolo d.C. Erano gli anni della contrapposizione tra Longobardi e Bizantini, i primi attestati ad Arezzo e i secondi a Tiferno. Il luogo in cui sorgerà Anghiari si trovava proprio lungo lo spartiacque tra la Valtiberina e il Casentino (che possiamo storicamente considerare il contado di Arezzo), confine naturale difficile da superare. Alla fine i Longobardi riuscirono ad occupare, almeno in parte, le terre bizantine, tanto che saranno loro a ribattezzare il nome latino Tifernum Tiberinum nel più beneaugurante Castello della Felicità (Castrum Felicitatis), da cui l’odierna denominazione Città di Castello. Tuttavia l’instabilità generata da questo lungo conflitto, che poi era più che altro una statica guerra di posizione con improvvise scorribande in territorio nemico, fece si che nella zona alpestre dei Monti Rognosi si insediassero tutta una serie di signori feudali, la maggior parte dei quali di origine germanica, che come da cliché classico del signorotto medievale, dettero vita ad una serie di egoismi e prepotenze, tentativi di espansione e usurpazioni violente, in barba a lasciti e testamenti. Proprio la presenza di questo sottobosco di signori langabardi portò alla singolare condizione per cui, a differenza di tutto il resto della Valtiberina, la pieve di Micciano, e quindi poi Anghiari, fossero sottoposti alla giurisdizione del vescovo di Arezzo e non di quello tifernate. Tra tutti i feudatari alemanni qui insediatisi, la storia ha tramandato fino a noi i nomi di due sole famiglie, quelle che poi ebbero

maggior successo e, nel corso degli anni riuscirono a sottomettere tutte le altre: i Barbolani per la zona di S. Cassiano e Montauto e i discendenti di Ranieri per la zona di Galbino. Degli altri non restano che vaghi accenni ai castelli di residenza. Segnaliamo solo i cosidetti longobardi di Tulliano che per lo storico aretino Pasqui (ma non ci sono documenti a conferma) sarebbero stati gli antenati dei famosi Tarlati da Pietramala, dei quali sentiremo parlare moltissime volte nei prossimi numeri. La zona dove sorge Anghiari era di proprietà dei conti di Galbino. Il motivo per cui decisero di edificarvi un castello risiede probabilmente nella strategica posizione geografica, sia da un punto di vista morfologico che topografico. Infatti, come scrive Federigo Nomi nel suo Catorcio di Anghiari: “… parte è situata sopra un monte, / e parte è situata in un burrone”. Era quindi una fortezza ben difficilmente espugnabile. Inoltre era posizionata al centro di una rete di piccoli castelli e residenze feudali che la rendevano un ideale centro di controllo del territorio e ganglio fondamentale di una linea difensiva tra Arezzo e Città di Castello. Compreso il contesto in cui si arrivò alla fondazione di Anghiari, cerchiamo adesso di comprendere l’etimologia del nome. Un’ipotesi molto fantasiosa è avanzata dallo storico perugino Felipe Ciatti nelle sue Memorie Historiche e Annali della Terra di Perugia e viene ripresa da Lorenzo Taglieschi. Riportiamo qui il passaggio: “Dalle memorie Historiche di Perugia si tra che venendo Ercole libico et Angelo suo compagno di Celtiberia o Spagna alla volta d’Italia, et entrati in terra di Toscana, vi fecero molte opere segnalate, vi seccarono alcuni luoghi paludosi, dove oggi è Monterchi et Anghiari, dando l’esito alla Padonchia, al Cerfone, alla Sovara et alla Libia, che fu detta dal cognome d’Ercole, facendole scaricare nel Tevere. Fabbricò egli medesimo Montercole, oggi Monterchi, et Angelo suo compagno edificò Anghiari, e ciò avvenne, secondo l’opinione del Ciatti, negli anni 2255 del mondo, e dalla fondazione di Perugia anni 328”. Per dare delle coordinate temporali a questa rico-

struzione, il Ciatti pone la fondazione di Perugia nel 2040 a.C. e quindi quella di Anghiari nel 1712 a.C. Si tratta evidentemente di una leggenda senza alcun fondamento storico e d’altronde l’opera del Ciatti è un singolare sincretismo tra fatti storici realmente accaduti, episodi biblici e mitologia greca, romana ed egizia nella quale, ad esempio, Ercole è figlio di Osiride ed intraprende un viaggio in Italia per vendicare i giganti rei della morte del padre. Se proprio volessimo dare qualche credito ad una derivazione del toponimo Anglari dal nome Angelo, ci vedremmo più degli echi longobardi, essendo S. Michele Arcangelo (o S. Angelo) loro patrono. Ma, vedremo, la strada da seguire è un’altra. Nel prossimo numero esamineremo la tesi del Taglieschi circa le origini del nome di Anghiari e cominceremo ad analizzare i documenti storici ed illustrale le principali vicende storiche anghiaresi. 15


Scuola

UN’ALTRA IMPORTANTE COLLABORAZIONE

PER IL LICEO ARTISTICO

di Pietro GANGANELLI

La Fipsas ha richiesto cartelli informativi permanenti lungo un tratto del Tevere Nei suoi cinquanta anni di vita, la scuola anghiarese ha sempre rappresentato un prestigioso punto di riferimento non solo nel vasto settore del restauro e della conservazione dei beni artistici ma anche in quello, più creativo, della progettazione e realizzazione di manufatti lignei. Tantissimi gli interventi e le collaborazioni con enti pubblici e realtà produttive che hanno visto protagonisti studenti ed insegnanti, anche oltre i confini del proprio territorio. Nell’ultima attività didattico-progettuale, inserita a pieno titolo nell’annuale piano dell’offerta formativa, il nuovo Liceo Artistico di Anghiari è stato chiamato a collaborare dalla sezione aretina della FIPSAS, la Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee, impegnata nella promozione della cultura dell’acqua, nella diffusione della pesca e nell’educazione ambientale. Tale associazione di volontariato ha in gestione, unitamente al Mosca Club Sansepolcro, il tratto di Tevere, denominato Tail Water, compreso tra la diga di Montedoglio ed il ponte della strada statale, alle porte della cittadina biturgense. Considerata l’importanza assunta in questi anni da questo tratto del fiume, per la notevole affluenza di pescatori a mosca artificiale provenienti

anche dall’estero, per il continuo passaggio di persone a piedi, a cavallo o in mountain bike, per le frequenti visite di scolaresche, si è avvertita l’esigenza di dotare tutto il percorso di una adeguata cartellonistica informativa, nell’imminenza, anche, dei Campionati Mondiali di Pesca a mosca che si sono tenuti nell’ultimo fine settimana di agosto. In collaborazione con il competente Ufficio dell’Amministrazione Provinciale di Arezzo, sono stati progettati, a tal fine, alcuni pannelli informativi sulle caratteristiche del luogo e sulle specie di flora e fauna presenti in esso, la cui realizzazione è stata poi commissionata agli studenti della scuola anghiarese e coordinata dagli insegnanti di laboratorio. Trattasi di pannelli in legno che, realizzati non solo con le tecniche classiche dell’intaglio e della tarsia, ma anche con l’uso appropriato della tecnologia laser, riportano informazioni sulle specie di pesci e di insetti presenti in quel tratto di fiume. In occasione degli incontri programmati antecedentemente alle gare e riguardanti tematiche ambientali, i pannelli sono stati esposti nella sede dell’Amministrazione Provinciale di Arezzo, prima della loro collocazione lungo le sponde del Tevere.

I pannelli sono stati utilizzati anche per il campionato mondiale di pesca a mosca

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itĂ , Storia, Cultura l a u , A Att r te, Me dicin a, T ... urism a i m o, Enogastrono


attualIta’

Sansepolcro, capitale mo In Valtiberina sono arrivati rappresentanti di 11 nazione diverse, oltre ottanta i partecipanti Un autentico evento che ha avuto per scenario la Valtiberina. I recenti Campionati Mondiali di pesca a mosca, categoria juniores, vanno in archivio con grande successo. Quattro giorni di gare, ma anche di cultura, turismo e “contaminazioni” a tutto tondo, per un appuntamento che si è rivelato alla fine, una formidabile occasione promozionale per il territorio bagnato dal Tevere. Una manifestazione di grande prestigio, ottenuta grazie alla Fisaps che si è fatta carico di organizzare i Mondiali in Italia. E nel contempo, un tributo al “Mosca Club Altotevere”, la società che sorge in riva al Tevere e che da anni ormai si è fatta apprezzare per la sua passione e la sua attività, anche e soprattutto fra i giovani, tanto da organizzare nelle scuole corsi specifici relativi alla suggestiva pratica della “Pesca Mosca”, dove si insegnano ai bambini anche il rispetto e l’amore per la natura. Per quasi una settimana la vallata è stata letteralmente “invasa” da pescatori in erba provenienti da ogni parte del Mondo, con il Tevere che si è prestato a diventare teatro di una disciplina sempre più praticata anche da parte dei ragazzi. Ben 11 le Nazioni che hanno preso parte

ai Campionati: Spagna, Inghilterra, Usa, Francia, Repubblica Ceca, Irlanda, Polonia, Slovacchia, Galles, Sudafrica e naturalmente Italia. La parte agonistica della rassegna ha alla fine decretato i suoi verdetti. E il podio si è colorato della bandiera a stelle e strisce nel suo gradino più alto. Primi infatti si sono piazzati i portacolori degli Usa, che hanno preceduto di un soffio Italia e Spagna, piazzatesi alle spalle dei vincitori al termine della competizione che si è dipanata in quel tratto di fiume compreso tra lo sbarramento della diga di Montedoglio e il ponte della Senese Aretina a Sansepolcro. Ma il risultato agonistico è solo una parte di questa bella iniziativa. “Al di là della competizione – ci rivela Mauro Raspini, presidente del “Mosca Club Altotevere” – mi piace pensare che tutti gli atleti presenti, circa una ottantina, i loro staff e i tanti appassionati giunti da ogni parte d’Italia, porteranno con loro un bel ricordo della nostra terra. Abbiamo cercato di organizzare la manifestazione nel migliore dei modi e pensiamo, immodestamente, di esserci riusciti, nonostante le tante difficoltà. E’ stata una sfida che alla fine

abbiamo vinto. Sia perché il corso d’acqua dove si sono tenute le gare è stato molto apprezzato dai competitori, sia perché abbiamo costruito attorno all’evento sportivo vero e proprio una proposta molto ricca e diversificata per tutti i partecipanti”. A dimostrare ciò, la suggestiva cerimonia di chiusura dei Campionati, con la premiazione dei vincitori in una piazza Berta vestita a festa, dove sono sfilate tutte le squadre sulle note dell’inno del proprio paese di appartenenza. Soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale biturgense, che è stata di prezioso supporto agli organizzatori, mentre è da sottolineare il contributo della locale associazione commercianti del centro storico cittadino, che nel corso delle varie giornate ha abbellito le vetrine dei propri negozi con oggettistica legata alla pratica della pesca a mosca. Tutto è riuscito alla perfezione insomma e già si pensa magari ad una prossima edizione da ospitare in Valtiberina. “Portare a Sansepolcro un torneo di livello mondiale – conclude Mauro Raspini – non è mai impresa semplice. Con umiltà e passione ci siamo riusciti e di ciò siamo orgogliosi. Vista la felice esperienza chissà, forse anche in futuro potremo avere ulteriori possibilità e ospitare nuovamente i giochi. Sarà sicuramente una nuova fatica ma ci arriveremo temprati e con l’assenso di chi stavolta ci ha gratificato della propria presenza ed è tornato a casa soddisfatto di come la Valtiberina ha saputo onorare l’evento”.

Riportiamo di seguito la lettera inviata da Jerzy Kowalski, Presidente Internazionale FIPS-Mouche a Mauro Raspini, Presidente Mosca Club Altotevere Dear Mauro, I’m writing to thank you and all your friends and colleagues, as well as your Family, for your support to the championships, for your hospitalityy for all people, who came from different locations, to visit your area, and especially for the hospitality you offered me during all last week and before. It was very exciting to meet so many uinteresting people in Sansepolcro ... I arrived safely in Warsaw on Saturday, at 2:10 p.m., according to schedule ... Many thanks to Massimo, for driving me to the airport so early after the Closing Ceremony ... also many thanks for offering the waters, you developed over the years - I hope that this will be very appreciated by the participants, and advertised in many places in Europe and beyond. I will be grateful for your feedback on this championship, and for the follow-up of the reactions from other people in the area, of your club members, of the adminuistration and of others. Best wishes Jerzy Kowalski Presidente Internazionale FIPS-Mouche

II

Caro Mauro, Scrivo per ringraziare lei tutti i suoi amici e colleghi, soprattutto la sua famiglia, per il vostro sostegno per i campionati. Mille grazie anche per la vostra ospitalità a tutte le persone, provenienti da luoghi diversi, che sono venuti a visitare la zona e, soprattutto per l’ospitalità che mi avete offerto durante tutta la settimana scorsa e quella prima. É stato molto emozionante incontrare tante persone così interessanti a Sansepolcro ... Sono arrivato sano e salvo a Varsavia il sabato, alle ore 2:10, secondo i programmi ... Molte grazie Massimo, per il passaggio all’aeroporto in ora tarda dopo la cerimonia di chiusura ... Molte grazie anche per l’offerta delle acque, che avete sviluppato nel corso degli anni - spero che questo sarà stato molto apprezzato da parte dei partecipanti, e pubblicizzati in molti luoghi in Europa e oltre. Sarò grato per il vostro feedback su questo campionato, e per il follow-up delle reazioni da altre persone della zona, dei membri del vostro club, della amministrazione e degli altri. I migliori auguri Jerzy Kowalski Presidente Internazionale FIPS-Mouche


A cura di Francesco Del TegliA e Cinzia SCATrAgli

ondiale di pesca a mosca

Il fatto che la Federazione Internazionale ci abbia chiesto di ospitare i Campionati Mondiali di Pesca a Mosca sulla Tail Water del Tevere (TWT) a Sansepolcro credo sia naturale espressione della notorietà raggiunta grazie al lavoro svolto in questi anni. La TWT è un quadro che è stato dipinto con cura, di cui il fiume e la pesca con la mosca rappresentano il soggetto saliente ma non l’unico. La qualità dell’ambiente è certamente importante, ma il successo in termini di presenze che sfiora i 6000 pescatori all’anno provenienti da tutta Italia ed Europa si deve anche allo scenario di eventi collaterali che da sempre hanno caratterizzato questa realtà. Sono innumerevoli le iniziative che ogni stagione affiancano la pesca vera e propria, dall’altrettanto famosa gara mondiale di costruzione mosche artificiali World Tuscany Open ai raduni Internazionali di costruttori di canne in bamboo (IBRA) e a tutte le scuole di lancio e costruzione artificiali che organizzano stage sfruttando le strutture messe a disposizione dal Mosca Club Altotevere. Se a questo aggiungiamo la cornice di arte e cultura, enogastronomia e l’ospitalità che da sempre contraddistingue il nostro territorio, siamo di fronte ad una vera e propria opera d’arte

realizzata in nome del tanto decantato Sviluppo Sostenibile. L’evento mondiale ha messo a dura prova le nostre capacità organizzative e vedere barrata la casella “Eccellente” in ogni voce del report della Federazione Internazionale è motivo di orgoglio personale, per l’incredibile gruppo che rappresento e per la città e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione. Giro questo plauso all’Amm.ne Regionale e Provinciale, a quelle comunali di Anghiari e Sansepolcro, alla sezione Provinciale FIPSAS ed alla AP Sansepolcro, al Corpo Forestale dello Stato, alla Prot. Civile ed alla Misericordia, ai Balestrieri e Filarmonica di Sansepolcro, alla Ass. Commercianti ed infine a tutti i cittadini, che discretamente e col massimo rispetto si sono goduti con noi questo evento, accettando con consapevolezza l’invasione di quella che infine è divenuta la loro “spiaggia”. Per nostra abitudine però guardiamo avanti e se riusciremo a portare a totale compimento tutta la progettualità relativa allo scenario TWT, sarà come avere ogni anno una edizione dei Mondiali. Grazie a Tutti, Mauro Raspini, Presidente Mosca Club Altotevere. III


MEDICINA

del dott. riccardo conti

Dipartimento della Prevenzione Zona Valtiberina Assistente Sanitaria Sara Bartolini

Vaccinazione contro il Papilloma Virus nella donna Il Carcinoma della cervice uterina è il secondo tipo di tumore maligno più frequente nella donna L’Italia è stato il primo Paese Europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma Virus (HPV), l’agente virale che può essere causa di infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille morti. Per combattere i tumori esistono due strategie principali: prevenirne la comparsa, adottando uno stile di vita sano (prevenzione primaria), oppure diagnosticare la malattia il più precocemente possibile, prima che si manifesti a livello clinico (prevenzione secondaria). Un test di screening è un esame che consente di individuare in fase iniziale una certa malattia, nello specifico un tumore, in persone asintomatiche Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione contro l’HPV è sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di tumore alla cervice uterina. L’utilizzo del vaccino comunque affianca, ma non sostituisce lo screening periodico attraverso il PAP test che rimane lo strumento di screening, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore. A partire dal mese di marzo 2008, la campagna di offerta del vaccino attiva e gratuita è stata rivolta alle ragazze dagli 11 ai 12 in modo uniforme in tutto il territorio italiano e negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione. Per favorire la diffusione in tutto il Paese della vaccinazione pubblica contro il carcinoma della cervice uterina, nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 30 milioni di euro come contributo aggiuntivo alle risorse già previste nell’ambito dei fondi per l’assistenza farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono stati reperiti dai capitoli di bilancio del Ministero della Salute. Tutte le regioni hanno disposto i calendari per la somministrazione dei vaccini contro il virus HPV, le famiglie possono rivolgersi alle proprie ASL per

IV

informazioni sulle modalità di effettuazione della vaccinazione. Il vaccino contro l’HPV costituisce un importante strumento di prevenzione primaria del carcinoma della cervice uterina. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore. A chi è rivoltA l’offertA pubblicA grAtuitA del vAccino In Italia l’offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli undici e i dodici anni di età (a partire dalle nate nel 1997), perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio. La somministrazione del vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l’inizio dell’attività sessuale e perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle donne in altre fasce di età. QuAli tipi e come vAccinArsi I vaccini a disposizione sul mercato italiano contro il virus Hpv sono due e sono entrambi sicuri ed efficaci: Gardasil, vaccino tetravalente, che protegge contro i genotipi 16-18 dell’HPV, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino, e i genotipi 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi, autorizzato all’immissione in commercio dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) con delibera del 28 febbraio 2007, e il Cervarix, vaccino bivalente potenziato, attivo contro i genotipi 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino, autorizzato dall’Aifa con delibera del 29/10/2007. I vaccini sono somministrati gratuitamente dalle ASL alle bambine tra gli undici e i dodici anni, con la somministrazione per via intramuscolare di una dose iniziale e due richiami, entro i sei mesi dalla prima in tempi diversi a seconda del tipo del vaccino.


Il Papilloma virus (HPV) è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. Esistono circa 120 genotipi del virus HPV che infettano l’uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali. L’infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile. Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, e fino al 50% con un tipo oncogeno. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni. Per questo, la prevenzione del carcinoma è stata basata fino ad ora su programmi di screening, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma. Il Carcinoma della cervice uterina con 500.000 nuovi casi l’anno e 250.000 decessi nel mondo, è il secondo più frequente tipo di tumore maligno della donna. In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 3.500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina e circa 1000 donne muoiono a causa di questa patologia. Negli ultimi vent’anni, grazie ai programmi di screening, la mortalità per tumore dell’utero è diminuita di oltre il 50%, passando da 8,6 casi ogni 100 mila donne nel 1980 a 3,7 casi ogni 100 mila donne nel 2002. Il vaccino non sostituisce il Pap test che va eseguito regolarmente per poter diagnosticare precocemente lesioni precancerose e il tumore della cervice uterina. Il Pap test è infatti uno strumento di prevenzione importante perché consente di identificare non solo le lesioni tumorali molto precoci della cervice uterina, ma anche quelle precancerose. Si tratta di uno strumento in grado di ridurre sia la mortalità per carcinoma, favorendone la diagnosi in una fase precoce in cui il trattamento sanitario può essere efficace, sia l’incidenza della neoplasia stessa intervenendo sulla lesione precancerosa prima che evolva in tumore. Dati dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro relativi 2005 stimano che lo screening mediante Pap test ogni 3-5 anni fornisca una protezione dell’80% rispetto all’insorgenza del tumore della cervice uterina. In Italia per le donne tra i 25 ed i 64 anni è previsto uno screening triennale che rientra tra i Livelli essenziali di assistenza. Le Asl di appartenenza con una lettera di invito comunicano alla donna dove effettuare l’esame, gratis e senza richiesta del medico. Il test viene effettuato da un’ostetrica, generalmente presso il consultorio di zona. Le donne che non rientrano in questa fascia di età, possono effettuare l’esame presso il consultorio della Asl con la prescrizione del medico di famiglia o dello specialista. lA vAccinAzione per hpv La vaccinazione, che prevede tre iniezioni intramuscolari sul braccio nell’arco di sei mesi, è completamente gratuita per tutte le ragazzine residenti in Toscana, in età compresa fra gli undici e i sedici anni compiuti, la regione ha deciso di utilizzare il vaccino bivalente Cervarix.

tumore dellA cervice uterinA Il test impiegato per lo screening del tumore della cervice uterina è il Pap test. Consiste in un prelievo, tramite una spatola e uno spazzolino, di alcune cellule di sfaldamento dal collo dell’utero, che muoiono e si staccano nel corso del normale processo di ricambio dei tessuti. Le cellule vengono strisciate su un vetrino, successivamente colorato e analizzato al microscopio alla ricerca di eventuali cellule anormali. Il Pap test detto anche striscio vaginale oncologico, per differenziarlo dallo striscio batteriologico, che non è un test di screening, ma serve per verificare la presenza di eventuali infezioni. In Italia, i programmi di screening cervicale, attivati o in via di attuazione in gran parte delle Regioni, prevedono l’esecuzione di un Pap test ogni tre anni nelle donne tra i 25 e i 64 anni. L’esecuzione del test e rapida e senza dolore , la donna deve limitarsi ad osservare alcune banali regole come eseguire il test in assenza di perdite di sangue e lontano almeno 3 - 5 giorni dal flusso mestruale, non avere rapporti sessuali o utilizzare ovuli o lavande vaginali almeno 2 giorni prima dell’esame, l’esame dura pochi secondi e consiste nel prelevare poche cellule che poi verranno fissate in un vetrino e analizzate dal laboratorio, il risultato viene poi inviato a domicilio. In caso di risposta negativa la donna viene invitata a ripetere l’esame ogni 3 anni, in caso di risposta positiva la donna viene invitata ad ulteriori accertamenti come ad eseguire la colposcopia. dove si effettuA lA vAccinAzione contro il pApillomA umAno Presso ambulatorio delle vaccinazioni adulti di Sansepolcro per tutta la Zona Valtiberina Toscana per le giovani donne che rientrano nell’offerta gratuita della vaccinazione, e possibile inoltre effettuare la vaccinazione su prenotazione per tutte le altre sino a 25 anni di età pagando un ticket e prenotandosi. dove si esegue il pAp test Nella zona valtiberina Toscana è attivo un consultorio che garantisce l’esecuzione del test tutto l’anno nella sede di Sansepolcro, periodicamente viene effettuato il test anche negli altri 6 comuni.

Ambulatorio vaccinazione adulti

lunedì 12.00 - 13.30 mercoledì 12.00 - 13.30 sabato 11.00 - 12.00 tel. 0575.757869 - 0575.757967 - 0575.757963

Consultorio Familiare Distretto Sanitario Sansepolcro

orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.00 tel. 0575.757751

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MEDICINA

di laura Marini

La celiachia uno stile di vita Come riconoscerla e come gestirla

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino che, se non riconosciuta e curata nel modo appropriato rende molto difficile la vita quotidiana e incide fortemente sulla sfera psicologica dell’individuo. Quando si parla di questa malattia benché si conosce molto sulla patologia, sui sintomi e sulla prognosi, ci sono ancora alcune idee confuse. Proviamo a chiarire alcuni aspetti tali da farci riconoscere preventivamente alcune avvisaglie di questo morbo che, stando alle statistiche, per ogni caso diagnosticato ve ne sono almeno altri sette non ancora identificati i cui prodromi vengono attribuiti vuoi per ignoranza, vuoi perché si manifestano in maniera lieve, ad altre patologie. Ma vediaMo che cos’è la Malattia celiaca… Tecnicamente è un’intolleranza permanente alla gliadina, un insieme di proteine contenute nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro, nel kamut. Tutti gli alimenti derivanti da questi cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione devono essere considerati tossici per i pazienti affetti da questa patologia. Tra le cause della malattia celiaca rientrano sia fattori ambientali sia fattori genetici; i primi come detto sono rappresentati dal glutine, ovvero la componente proteica di certe farine. Per quello che riguarda i fattori genetici possiamo ricordare che alcuni studi sulla patogenesi di questa malattia ci dicono che la prevalenza della malattia aumenta del 10% tra i familiari di primo grado. Quindi vediaMo i sintoMi associati alla celiachia L’intolleranza al glutine causa gravi lesioni alla mucosa dell’intestino tenue, che regrediscono eliminandolo dalla dieta. La malattia celiaca VI

può presentarsi con un ampio spettro di manifestazioni cliniche che vanno da segni e sintomi di un conclamato malassorbimento a quadri più subdoli e sfumati. Passiamo da una forma grave con disturbi intestinali, steatorrea e marcata perdita di peso, ad una forma più lieve con sintomi minori ed extraintestinali come anemia, osteoporosi, lesioni cutanee fino alla così detta malattia celiaca silente che riguarda quei soggetti con diagnosi ma asintomatici. e Quindi coMe si può fare diagnosi ? Mentre nel bambino il quadro di malassorbimento è solitamente l’elemento principale che ci da il sospetto di celiachia, nell’adulto le manifestazioni della malattia assumono aspetti molto vari e ancora non del tutto chiari, infatti frequenti sono le diagnosi formulate in età giovanile in seguito a sintomatologia inizialmente molto simile alla sindrome dell’intestino irritabile. La diagnosi di malattia celiaca si basa su gastroscopia con biopsia in duodeno e sulla ricerca degli anticorpi specifici per celiachia. Dato che altre malattie a livello della biopsia hanno esiti simili per far diagnosi è perciò necessario dimostrare che il paziente sia anche positivo agli anticorpi. Nota molto importante è che quando si pensa che una persona sia affetta da questa sindrome si devono fare le precedenti analisi quando il paziente sta ancora mangiando il glutine. E quindi allo stato attuale la dieta senza glutine è l’unica terapia per la celiachia, ma si stanno studiando nuovi trattamenti. Questo tipo di dieta deve essere molto rigorosa, poiché bastano minime quantità di glutine per impedire il miglioramento dell’assorbimento intestinale e deve essere seguita per tutta la vita. Chi segue una dieta poco rigorosa e che quindi comporta la prolungata esposizione al glutine, per i malati di celiachia, rappresenta il fattore più importante per lo sviluppo delle complicanze della malattia. Il fatto di seguire una dieta particolare comporta la valutazione


periodica di questo regime alimentare: vanno controllati i parametri per l’osteoporosi, la funzionalità della tiroide, le carenze di acido folico, vitamina B12, ferro e altre vitamine. La cosa fondamentale però è ricordare che una persona affetta da celiachia, a condizione di osservare una dieta corretta, può condurre una vita del tutto normale. Come già ampliamente illustrato i risvolti più evidenti sono legati alla necessità di mantenere una dieta senza glutine e questo, può indurre l’individuo a credere di essere diverso rispetto agli altri, e proprio per questo, per dare un supporto sia fisico che psichiatrico e morale è nata nel 1979 l’Associazione Italiana Celiaci. Questa associazione negli anni ha raggiunto molti obiettivi, in considerazione del fatto che i malati di celiachia sono si persone uguali agli altri, ma che necessitano comunque di un appoggio morale, fisico e soprattutto economico diverso da tutto il resto della popolazione. Durante gli anni questa associazione è riuscita a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema non indifferente della spesa sanitaria e sulla varietà degli alimenti per celiaci che fino a poco tempo fa rappresentava un grosso problema per i malati. Non meno di venti anni fa un celiaco se andava al ristorante doveva portarsi da casa, a caro prezzo , i “suoi “alimenti e comunque doveva sempre stare all’erta per quello che riguarda la contaminazione del proprio cibo con alimenti contenenti glutine. Infatti è molto importante che gli alimenti per celiaci non vengano “trattati” con gli utensili con cui si cucinano i cibi abituali per gli altri, poiché come già ribadito, basta una minima contaminazione da parte del glutine per compromettere i sacrifici di tanto tempo. Dal punto di vista della ristorazione privata molti esercizi commerciali hanno adattato le loro cucine in favore dei malati di celiachia fornendo piatti già pronti in loco per i malati e quindi varie opportunità di alimentarsi. In merito al sistema sanitario nazionale la sensibilizzazione fatta dalle associazioni competenti ha portato da alcuni anni all’approvvigionamento gratuito presso farmacie e altre strutture di alimenti senza glutine. Tecnicamente fatta la diagnosi di celiachia una commissione della ASL concede al malato un determinato budget da spendere in un mese, in prodotti senza glutine. Si parte dalla pasta per arrivare alle basi per la pizza, ai succhi di frutta fino alle merendine, passando dagli snack e dai sughi, tutto senza glutine. la nota Per i celiaci è molto importante leggere tutte le composizioni degli alimenti, ma anche e soprattutto i “bugiardini” (foglietto illustrativo) dei medicinali. Molti preparati farmaceutici in compresse vengono addizionati con l’amido di frumento, che i celiaci non tollerano e quindi va sempre controllata la voce eccipienti. Comunque per orientarsi, in generale, esiste un Prontuario degli Alimenti che viene fornito ai celiaci gratuitamente dall’AIC, contenente un elenco di tutti gli alimenti privi di glutine divisi per categoria. in conclusione… Una persona a cui viene diagnosticata la malattia celiaca non deve assolutamente farsi scoraggiare, anzi, è molto importante che il paziente celiaco si rivolga ad un centro specializzato per una visita di controllo una volta l’anno, dove, a seguito di tutti gli accertamenti si potrà valutare le condizioni del paziente. Ricordiamoci anche che i medici di base e le strutture della ASL forniscono sempre delucidazioni su questa patologia e accompagnano il malato nel percorso di consapevolezza della malattia, come fanno del resto per altre patologie. VII


SANITA’

di Laura MaRINI

I Distretti Sanitari e i tanti servizi che offrono In Valtiberina si fa riferimento al presidio ospedaliero di Sansepolcro In ogni comune delle Valtiberina è presente una zona-distretto il cui personale, dislocato sul territorio, collabora con tutte le altre figure che ruotano attorno al mondo Sanità. In una vallata come la nostra dove le distanze tra il presidio ospedaliero di Sansepolcro e le varie realtà sono notevoli (basti pensare Sestino, Badia Tedalda e Caprese Michelangelo), un riferimento sul territorio è una cosa fondamentale che serve alle istituzioni come filtro tra le autocure e l’ospedalizzazione. Allo stesso tempo il personale dei distretti, che per lo più è formato da infermieri, aiuta i medici di medicina generale nelle prestazioni di natura assistenziale e infermieristica. Con la creazione di queste circoscrizioni sanitarie si vuole risparmiare sul numero di ricoveri, dare una continuità al servizio assistenziale e aumentare gli spazi serviti dal sistema sanitario, quindi servire anche le zone territoriali più lontane. A fare da coordinatore a tutti i distretti c’è quello di Sansepolcro in via Santi di Tito, che ha dentro i suoi locali non solo il punto prelievi e l’ambulatorio infermieristico, come in tutti gli altri, ma tanti altri servizi. Partendo dall’ufficio vaccinazioni che da poco tempo ha concentrato su di se tutte le vaccinazioni della zona Valtiberina, pediatriche e per adulti, passando da un centro unico di prenotazioni (CUP), troviamo un dipartimento Veterinario, uffici amministrativi, il dipartimento della prevenzione, l’ufficio assistenti sociali e assistenti sanitari, il dentista. Un altro settore molto importante che opera sempre nel distretto di Sansepolcro è il servizio tossicodipendenze, più comunemente conosciuto con il nome di SERT. Questo servizio oltre che a intervenire nel mondo delle dipendenze da droga, alcool, gioco e altro, organizza una serie di attività rivolte alla prevenzione, all’informazione a tutto campo, dalle famiglie alle scuole e ad altri contesti mirati. Al secondo piano dello stabile di via S. di Tito c’è il consultorio, un servizio socio sanitario presente sul territorio, creato per tutelare e promuovere la salute psico-fisica e sociale, relativa al corpo, al modo di sentire e di relazionarsi con l’ambiente esterno delle donne, delle coppie, degli adolescenti, dei bambini. Il lavoro del distretto inizia con l’esecuzione dei prelievi di sangue che, tramite dei mezzi della Croce Rossa o della Misericordia vengono inviati al laboratorio analisi di Sansepolcro o Arezzo. Allo stesso tempo vengono fatte analisi a domicilio, su appuntamento e dietro richiesta del medico di medicina generale ,a persone che per la loro malattia o per altri problemi fisici non possono recarsi al punto prelievi. L’infermiere del territorio è una figura molto importante, come del resto tutti quelli che esercitano questo mestiere, poiché fa da collante tra le istituzioni sanitarie e le differenti realtà territoriali tramite la valutazione dei bisogni sanitari e sociali della comunità e la definizione dei servizi necessari a soddisfarne i bisogni assistenziali Il personale infermieristico insegna alle famiglie come gestire autonomamente il malato, educa il malato stesso, quando può, all’autogestione, ascolta tutte le esigenze e consiglia come risolvere i problemi e molte volte diventa una figura di riferimento non solo sanitaria ma sociale ed emotiva. Nel distretto di Sansepolcro si coordina anche un altro “strumento” importantissimo per la popolazione della Valtiberina ossia l’Ospedale di Comunità. Questo eroga prestazioni assistenziali avvalendosi di medici di medicina generale, degli specialisti, del personale infermieristico, dei tecnici della riabilitazione e dei medici del Distretto socio-sanitario. Nei suoi locali, siti dentro l’Ospedale biturgense, vengono ospitati anziani non autosufficienti o

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temporaneamente tali; pazienti affetti da patologie croniche ad alto fabbisogno assistenziale, durante i periodi di riacutizzazione o nelle fasi post-acute; malati oncologici e terminali; malati non sostenuti o con scarso supporto familiare, in alternativa all’assistenza domiciliare integrata. In questa struttura se necessari vengono anche effettuati esami diagnostici e terapie di non elevata complessità tecnologica. All’ammissione sono determinati i limiti temporali di permanenza nella struttura per ciascun paziente, rivedibili su proposta del medico curante e comunque non superiori a 120 giorni. L’accesso è programmato ed avviene mediante specifica richiesta di ricovero formulata dal medico di medicina generale o dal medico ospedaliero, la quale deve essere rivolta al medico responsabile della struttura. Anche gli ambienti fisici della Comunità, sono strutturati in maniera molto confortevole e familiare: camere doppie con servizi, una cucina comune dove poter cucinare, spazi di aggregazione per socializzare. Per questo, per informare i cittadini, ci sono a disposizione in primis i medici di medicina generale, e poi tutte le altre istituzioni sopra citate, che saranno pronte a dare qualsiasi informazione. IL CONSULTORIO E’ un servizio socio sanitario presente sul territorio, creato per tutelare e promuovere la salute psico-fisica e sociale, relativa al corpo, al modo di sentire e di relazionarsi con l’ambiente esterno delle donne, delle coppie, degli adolescenti, dei bambini. All’inizio concepito come aiuto alla maternità, con l’evoluzione dei tempi, si è arrivati ad aumentare le sue funzioni come risposta a problematiche diverse quali: la tutela della maternità, l’interruzione volontaria di gravidanza, l’assistenza alla donne in particolari cambiamenti della propria vita, screening, il sostegno alla coppia, la contraccezione, la tutela dei minori, la prevenzione al disagio giovanile e quanto altro necessità di consulenza e supporto da personale esperto nel campo della medicina, psicologia, pedagogia ed assistenza sociale. L’aCCeSSO aL CONSULTORIO è gRaTUITO peR: - Spazio Giovani - Visite ginecologiche per contraccezione, gravidanza, interruzione di gravidanza, sterilità e menopausa - Pap-Test in screening Le aTTIvITà CONSULTORIaLI, pReSeNTI IN TUTTe Le zONe, gaRaNTISCONO Le SegUeNTI pReSTazIONI: - consulenza e visite specialistiche ostetrico-ginecologiche - consulenza in materia di educazione sessuale - assistenza sociale - assistenza psicologica - consulenza per la menopausa - interventi di prevenzione per l’individuazione precoce di tumori femminili - consulenza ed interventi per la sterilità di coppia (Arezzo) - specifiche attività rivolte ai giovani da www.USL8.toscana.it NUMERI UTILI Ufficio Vaccinazioni 0575.757869 Distretto San Sepolcro 0575.757861 Consultorio 0575.757671 SerT 0575.757940 Centralino 0575.7571 www.USL8.toscana.it


Con le manifestazioni fatte in valtiberina l’associazione amici del Meyer Sez. valtiberina sostiene la Fondazione Meyer a 365 gradi sia per l’ospedale che per il progetto accoglienza.


Inverno? Affrontarlo non è un problema se... Vaccini antinfluenzali, attività fisica, integratori e tanta vitamina C possono essere ottimi rimedi Pagina redazionale a pagamento

della Dott.ssa Piera MaDaghiele www.natursalus.it Finita l’estate comincia l’autunno e con l’arrivo delle stagioni meno favorevoli, è importante conoscere come aver cura di se stessi e rafforzare adeguatamente le proprie difese immunitarie per migliorare la capacità di resistenza ad agenti esterni come le malattie da raffreddamento, a carico dell’apparato respiratorio (influenza, raffreddore, otite, laringite, tonsillite, sinusite, bronchite, ecc.). Il nostro organismo possiede tre linee di difesa di base contro gli agenti patogeni. La prima è rappresentata dalle barriere naturali, ovvero la pelle, le membrane mucose, che ricoprono le parti del corpo a contatto con l’ambiente esterno (bocca, naso, orecchie ecc.), le secrezioni ( il sudore, ad esempio, è un liquido così acido, che può uccidere alcuni batteri). Quando questa linea di difesa viene superata da virus e batteri interviene la seconda che comprende l’infiammazione dovuta alla produzione di sostanze da parte dei tessuti colpiti per riparare alle lesioni subite. Per esempio, la febbre è un aumento della temperatura del corpo che uccide i batteri e i virus. Se la febbre non supera i 38-39° non è grave, anzi è un fatto positivo, perché vuol dire che il nostro corpo sta lavorando per distruggere l’infezione. L’aumento della temperatura, infatti, facilita l’attività dei globuli bianchi. Queste due prime linee difensive sono dette difese immunitarie non specifiche La terza linea di difesa, considerata la vera e propria immunità, interviene quando la prima e la seconda linea non sono state capaci di fermare l’aggressione e comprende le difese specifiche, dirette verso determinati Antigeni (sostanze che il nostro corpo non riconosce, Not Self) Oltre ai vaccini antinfluenzali, raccomandati soprattutto per categorie a rischio, come i bambini, i cardiopatici, i diabetici ed altri portatori di patologie croniche, possiamo sicuramente fare qualcosa per rafforzare il nostro sistema immunitario. Fondamentale è l’attività fisica, ma perché sia efficace deve essere continua ed intensa: non abbiate paura di praticare sport all’aperto, perché se l’organismo è ben allenato, riuscirà a superare le avversità del clima poco favorevole, e soprattutto non copritevi in maniera eccessiva. Una seconda strada è l’utilizzo di integratori che innalzano le naturali difese or-

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ganiche come Echinacea, Propoli, Uncaria, Aloe e Astragalo, una radice dal gusto dolciastro di legume. L’astragalo è un adattogeno per il sistema immunitario che sostiene l’organismo nel contrastare le “insidie” del freddo e favorire un veloce recupero organico durante la convalescenza. La Pappa Reale, la quale, tra le tante funzioni, stimola anche la produzione di anticorpi; lo Zinco, un elemento essenziale per la vita degli esseri umani. Secondo alcune fonti, assumere integratori di zinco può dare una certa immunità dal raffreddore e dall’influenza; la classica Vitamina C, largamente presente negli ortaggi e nella frutta (tra le fonti principali vi sono gli agrumi, le fragole, il ribes nero, le verdure a foglia scura, quali broccoli, crescione, spinaci, cavolo, i pomodori e le patate). Altre fonti di vitamina C sono la Rosa Canina e l’Acerola, con un contenuto di vitamina C molto più alto degli agrumi e dei kiwi. Inoltre, estratti dalla parete di lievito di birra concentrato, i betaglucani, utili per quelle persone maggiormente esposte al rischio di problematiche da raffreddamento come anziani, convalescenti, personale sanitario o coloro che svolgono la propria professione in luoghi pubblici. I trattamenti preventivi, nonché quelli curativi, prevedono la presenza, in associazione ad altri integratori, di Probiotici, noti anche come “fermenti lattici”, che per definizione sono microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un integratore. I probiotici devono quindi superare, almeno parzialmente, la barriera costituita dai succhi gastrici e dagli enzimi dell’intestino tenue, per poter esplicare il proprio ruolo. Ecco perché alcuni supplementi probiotici risultano più efficaci di altri. I Prebiotici, sostanze di origine alimentare non digeribili che, se somministrate in quantità adeguata, portano beneficio al consumatore grazie alla promozione selettiva della crescita e/o dell’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti contestualmente al prebiotico. I più noti prebiotici sono: Fos (frutto-oligosaccaridi), inulina, galatto-oligosaccaridi, lattulosio. Tutto ciò per mantenere in buono stato il nostro intestino, che con la sua superficie di 300 mq è l’area più estesa

del corpo umano sottoposta a costante stimolo antigenico, quello degli alimenti ingeriti, ed è il fronte immunitario più importante del corpo, contenendo circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo. L’ultimo punto, sicuramente il più importante sono le misure di igiene e di protezione personale, per prevenire e limitare la trasmissione del virus dell’influenza. In questi casi è fondamentale seguire alcune regole di base, raccomandate dal Ministero della Salute: - Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua, uso di gel igienizzanti) - Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) - Isolare volontariamente a casa le persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale - Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) Inoltre, al fine di evitare il diffondersi dei disturbi tipici del periodo invernale e quindi di ristabilire il fisiologico equilibrio delle nostre difese immunitarie, qualche altro utile consiglio: - Non fumare ed evitare di soggiornare in ambienti carichi di fumo; - Ricordare che stanchezza, stress, fumo e abuso di alcol abbassano le difese immunitarie; - Dormire in ambienti con un giusto tasso d’umidità, non troppo asciutti; - Seguire una dieta ricca di verdure fresche e frutta di stagione, in modo da fornire all’organismo vitamine e sali minerali.

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di Valentina MoNTi

Vita di mamma e di donna, ecco tutti gli appuntamenti di “mamminforma” Dopo il rientro dalle ferie il primo appuntamento è il 21 settembre con Martina Bellucci naturopata Dopo un’estate in cui abbiamo un po’ rim rimpianto la bella nullafacenza sotto l’ombrello l’ombrellone della nostra vita pre-figli, ma capito che si può restare in forma semplicemente inse inseguendo un nanetto nella sua esplorazione della spiaggia, riprendiamo il percorso di MammInforma e gli incontri con i nostri esperti. Il calendario del nuovo ciclo autunnale propone molti argomenti anche molto di diversi fra loro, per permetterci di spaziare fra le mille sfaccettature della nostra vita di mamme e donne. Iniziamo quindi proprio il 21 settembre con Martina Bellucci, naturopata e appassionata di cucina, che ci inizierà ai segreti di una merenda alternativa, attenta alla salute e al buon cibo. Il 5 ottobre proseguiamo con la veterana fra i nostri relatori, psicologa apprezzatissima dalle nostre mamme per la competenza piena di empatia che mette in ogni suo intervento: la dottoressa Gaia Luzzi ci parlerà questa volta della paura, affrontando quelle classiche che fanno parte della vita di una mamma, ma anche quelle dei bambini, per insegnarci come rispondere alle domande che ogni paura nasconde e magari esorcizzarle un po’. Cambio completo di argomento il 19 ottobre quando Marco Valentini, esperto apicoltore, ci introdurrà nel dolcissimo mondo del miele, raccontandoci le particolarità di questo essenziale alimento, sfatando erronee credenze e dandoci preziosi consigli sul suo utilizzo, sia in campo alimentare che in quello dei rimedi naturali. Il 7 novembre sarà invece la volta della bellezza: Luigi Martini, parrucchiere ed esperto di tricologia, ci parlerà dei capelli, di come curarli e mantenerli sani e belli, ma anche delle ultime tendenze moda in fatto di acconciatura. Il 23 ottobre tornerà Martina Bellucci esplorando una delle sue specializzazioni e parlandoci di riflessologia plantare: un metodo di massaggio olistico che opera nell’intento di riequilibrare l’intero organismo attraverso la stimolazione di punti specifici sui piedi, adatto per grandi e piccini. Inizieremo ad assaporare il Natale il 7 dicembre quando la nostra padrona di casa Alessia Uccellini ci insegnerà di nuovo come ricevere gli amici (nonostante i bambini!) declinando la tavola e il menu in funzione delle imminenti feste. Infine, il saluto prima della

fine dell’anno, il 21 dicembre, sarà a cura di Marica Pieralli, giornalista, blogger e mamma a tempo pieno, curatrice del sito aprovadimamma.net, dove realizza test e recensioni di prodotti per bambini, per aiutare i genitori a fare le scelte migliori per gli acquisti dei propri figli. MammInforma prosegue quindi con un ricco e nuovo programma, mantenendo però la propria formula: appuntamento alle 17,30 presso il Ristorante Fiorentino di Sansepolcro, una merenda gustosa e genuina, una babysitter per i bambini e l’allegro (e rumoroso) entusiasmo di tutte noi. Aspettiamo chiunque voglia informarsi in allegria e condividere un momento dedicato a se stesso. Per ulteriori informazioni sul calendario e sui nostri incontri, visitate la pagina Facebook di MammInforma: www.facebook.com/mamminforma Mercoledì 21 settembre Martina Bellucci - naturopata, Non il solito tè Mercoledì 5 ottobre Gaia Luzzi - psicologa, Vincere la paura (o almeno non esserne vittima!) Mercoledì 19 ottobre Marco Valentini - apicoltore, Il miele fra scienza e tradizione Lunedì 7 novembre Luigi Martini - parrucchiere, Cura e bellezza dei capelli Mercoledì 23 novembre Martina Bellucci - naturopata, Riflessologia plantare per tutti Mercoledì 7 dicembre Alessia Uccellini – ristoratrice ed architetto, Ricevere gli amici (nonostante i bambini), a Natale Mercoledì 21 dicembre Marica Pieralli – giornalista e blogger, Aprovadimamma.net: il web per vivere meglio la maternità

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L’adozione dei minori l’avvocato risponde

Decorso di norma un anno dall’affidamento, il Tribunale provvede, con decreto motivato in camera di consiglio, l’autorizzazione o meno dell’adozione.

L’adozione dei minori è l’istituto che Via dell’Acquedotto, 2 - Anghiari (Ar) risponde all’esigenza Tel e Fax 0575.789910 di dare una nuova famiglia al fanciulTutti i sabato mattina ore 9.00/13.00 lo che non ne abbia riceve presso gli uffici di Studio Inoltre una (o la cui famiglia Viale Piero della Francesca, 91/A di origine non sia in Monterchi (Ar) grado di educarlo) Tel e Fax 0575.70490 così da assicurargli un ambiente confortevole ed idoneo allo sviluppo della personalità. Adottare non è dunque un diritto degli adulti bensì il diritto di ogni bambino di avere una famiglia. La materia è disciplinata dalla legge n. 184/83 (Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori), modificata nell’ambito dell’adozione di minori stranieri dalla legge n. 476/98 (Ratifica ed esecuzione della convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, stipulata a L’Aja il 29 maggio 1993), mentre nell’ambito dell’adozione dei minori italiani dalla legge n. 149/01 (Modifiche alla legge n. 183/83 e al titolo 8 del libro I del codice civile). Analizzando l’istituto dell’adozione nazionale dei minori, requisito preliminare per adottare un bambino è che sia intervenuta la dichiarazione dello stato di adottabilità. Lo stasta to di adottabilità di un minore è dichiarato dal Tribunale per i minorenni in tutti quei casi in cui il bambino si trovi in una situazione di abbandono morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, a meno che non si tratti di una situazione di forza maggiore di carattere temporaneo. Una volta dichiadichia rato lo stato di adottabilità, per l’adozione del minore è necessario prepre sentare domanda al Tribunale per i minorenni, specificando l’eventuale disponibilità ad adottare più fratelli. La domanda può essere presentata in carta semplice, è valida tre anni ed è rinnovabile. L’adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, tra i quali non sia intervenuta separazione personale nemmeno di fatto. Con le modifiche introdotte dalla legge n. 149/01, l’adozione è permessa anche alle coppie sposate da un periodo inferiore purché risultino unite in convivenza stabile da almeno tre anni. L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto anni e di non più di quarantacinque quella dell’adottando. Gli aspiranti genitori devono poi essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare. A tale ultimo proposito, il Tribunale per i minorenni dispone adeguate indagini sulla coppia che ha presentato domanda di adozione al fine di accertare l’attitudine ad educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi desiderano adottare. Avv. Lara ChiArini

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Una volta espletate le suddette indagini, il Tribunale per i minorenni sceglie fra le coppie disponibili quella in possesso delle caratteristiche maggiormente rispondenti alle esigenze specifiche dei minori che vengono dichiarati adottabili. Successivamente, il Tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti degli adottanti (qualora vi siano), il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, dispone l’affidamento pre-adottivo determinandone le modalità. Durante questa fase, il Tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell’affidamento direttamente o avvalendosi del giudice tutelare e dei servizi sociali del luogo dove vive il minore con la coppia. Decorso di norma un anno dall’affidamento, il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, sentita la coppia adottante, il minore, il pubblico ministero, il tutore, il giudice tutelare ed i servizi sociali locali qualora incaricati di vigilare, provvede, con decreto motivato in camera di consiglio, l’autorizzazione o meno dell’adozione. In virtù dell’adozione, l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, assume e trasmette a sua volta il cognome degli adottanti, cessa ogni rapporto con la famiglia di origine (salvo gli impedimenti matrimoniali). L’adozione può anche essere revocata in determinati casi: su domanda dell’adottante quando l’adottato maggiore di quattordici anni abbia attentato alla vita di lui o del suo coniuge; su domanda dell’adottato o del pubblico ministero quando è l’adottato ad aver subito dall’adottante i fatti sopra menzionati; su domanda del pubblico ministero per violazione, da parte dell’adottante, dei doveri verso il minore. Si parla, infine, di adozione particolare di un minore nei seguenti casi: adozione dell’orfano da parte di parenti entro il 6° grado; adozione del figlio del coniuge; adozione del minore handicappato ed orfano di entrambi i genitori; adozione del minore in mancanza di affidamento pre-adottivo. In tutti questi i casi il Tribunale per i minorenni deve accertare che l’adozione particolare risponda alle esigenze del minore che, nel caso abbia compiuto i quattordici anni o abbia un età superiore ai dodici, deve essere sentito personalmente al riguardo. Gli effetti dell’adozione in casi particolari sono più limitati rispetto all’adozione ordinaria in quanto il minore conserva i diritti e i doveri verso la famiglia di origine, antepone al proprio cognome quello della famiglia adottiva e non assume alcun legame di parentela rispetto alla famiglia dell’adottante che, dal canto suo, assume la potestà genitoriale, l’obbligo di istruzione, mantenimento ed educazione dell’adottato.


Adozione: un cammino tra perdita e attaccamento La narrazione e il disegno sono due validi strumenti per elaborare la separazione Parlare di adozione significa inevitabilmente affrontare il tema dell’abbandono. Quando un bambino viene adottato, bisogna sempre tenera a mente che ha dovuto affrontare una separazione forzata e innaturale dai propri genitori e dalla propria famiglia e, al di là dei motivi che hanno causato tale scelta, il distacco condizionerà comunque le sue future esperienze. La separazione dal nucleo familiare avviene, di solito, quando il bambino è ancora piccolo e il suo apparato psichicofisico è in corso di formazione; non ha ancora acquisito quella struttura forte e stabile da permettergli un’adeguata difesa per gestire la mancanza di una figura di riferimento pronta a dargli sicurezza, indirizzare e contenere le sue espressioni emotive. Per capire perché l’abbandono è considerato un’esperienza traumatica è necessario ricordare lo sviluppo delle prime fasi di vita. Quando un bambino nasce, porta con sé non solo il suo corredo genetico, ma ha già impresso nella sua mente un vissuto storico ed emozionale che ha sviluppato durante la gestazione e ancor prima. Sul nascituro si proiettano desideri, paure, dinamiche di coppia, speranze, che consciamente e inconsciamente tessono la storia del bambino. Il bambino, fin’ora immaginato, si incontrerà con il bambino reale e per i genitori la realizzazione di tale evento è un misto di meraviglia e timore per l’enorme responsabilità che spetta loro. Il neonato, a sua volta, dopo il difficile passaggio attraverso il canale del parto, si troverà immerso in un ambiente nuovo: cambiano le funzioni fisiologiche quali respirazione, alimentazione e digestione, che richiederanno al neonato una partecipazione attiva, mentre prima era tutto fornito dalla placenta; nuovi stimoli e nuovi ritmi solleciteranno i suoi organi sensoriali. Grazie all’interazione con la madre, il piccolo riuscirà a stabilire una continuità tra la fase intrauterina e neonatale; imparerà a gestire gli stimoli, a riconoscere i propri vissuti e a pensarli. L’interiorizzazione di un buono scambio comunicativo e affettivo con la madre crea le basi per formare quella base si-

cura, quell’attaccamento positivo, che porteranno il bambino al raggiungimento dell’indipendenza. L’interruzione di questa relazione getta il bambino nella confusione e nella disperazione, perché non riesce più a far fronte a tutti quegli stimoli che il suo apparato psichico, ancora fragile e poco strutturato, dovrebbe elaborare. La conseguenza più evidente è la difficoltà a instaurare legami di fiducia con altre figure di riferimento. Il bambino ha necessità di mettere continuamente alla prova la forza del legame che lo unisce ai nuovi genitori e lo fa utilizzando diversi copioni: in maniera provocatoria, rifiutando qualsiasi tipo di aiuto e di vicinanza dell’adulto, instaurando atteggiamenti oppositivi, o, al contrario, con atteggiamenti compiacenti e adesivi. Difficoltà scolastiche, problemi di apprendimento e comportamenti antisociali, testimoniano l’incapacità a fare nuovi investimenti affettivi e intellettivi, perché tutta l’attenzione è assorbita da quei pensieri carichi di angoscia e di dolore che riportano al primo abbandono. Manifestazioni diverse che hanno, però, una base comune: il bisogno di sentirsi accettati e avere continue conferme di amore. L’adozione riattiva tutti quei vissuti dolorosi e carichi di angoscia che hanno segnato l’attaccamento precedente. Nella mente del bambino, anche se adottato a pochi mesi, è ancora attivo il ricordo di quel distacco non elaborato. Il difficile ruolo dei genitori adottivi sarà quello di inquadrare quelle espressioni comportamentali, apparentemente anomale, nel contesto storico del bambino e capire che non sono dirette a loro, ma sono il frutto di un vissuto di angoscia. Accogliere le ferite del bambino adot-

di Laura GUErrini Psicologa Psicoterapeuta

tato senza inquadrarle in schemi già conosciuti e quindi più rassicuranti, permetterà lo stabilirsi di un incontro trasformativo del dolore e dell’angoscia. Sicuro di questa accoglienza, il bambino avrà la possibilità di modificare le sue rappresentazioni interne e di elaborare il doloroso sentimento di non essere voluto. Affrontare il tema dell’abbandono spaventa i figli quanto i genitori. È difficile stabilire il momento più idoneo per parlare delle proprie origini; soltanto la predisposizione emotiva e l’elaborazione continua di tale perdita possono favorire l’emergere di questo vissuto. È Lucia, bambina adottata di 3 anni, durante una seduta clinica, a dire: “Caro Babbo Natale... sono una bambina che si chiama Lu-ci-a. Scrivo la casa. Caro Babbo Natale... dove sei nata? Dove sei nata? … A casa”. Il bambino ha bisogno di dare una rappresentazione concreta alle sue origini, di stabilire una collocazione materiale, uno spazio dove riversare e contenere le sua angosce. E ancora Matteo, che cerca di dare una rappresentazione accettabile ai suoi sentimenti ambivalenti nella paura di tradire una delle due famiglie, gioca con due navi da lui costruite e dice: “Questa è più grande…, questa è più grande… Sono tutte e due grandi”. L’elaborazione metaforica che mette in atto il bambino, servendosi di strumenti quali il gioco, la narrazione, o il disegno, aiuta a ristabilire le fila di quel dialogo interiore che si è interrotto così bruscamente. Il bambino si immagina nuovi modelli di attaccamento, ricostruendo la propria identità all’interno di un contesto in cui si stabiliscono, ancora una volta, legami di reciproca fiducia e appartenenza.

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Piccole e medie imprese: come superare la crisi “Investire ed innovare per combattere la crisi” è questo il consiglio degli economisti della Dott.ssa Letizia MICHELINI “Investire ed innovare per combattere la crisi” il consiglio è quello che economisti, esperti di settore e politici richiamano ogni qualvolta si affronta il tema del come muoversi per sostenere la ripresa economica. Innovare i propri prodotti sviluppando un’ accurata tutela dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale, investire nella propria immagine, nella comunicazione e nella pubblicità, sono fasi necessarie per “rinascere” e per essere competitivi rispetto alle dinamiche del mercato globalizzato che non si arrestano nemmeno di fronte alla crisi mondiale. Nonostante il periodo di difficoltà generalizzata, il 2010 ha fatto registrare un sostanziale incremento delle domande (fra marchi nazionali, modelli d’utilità, disegni, varietà vegetali ed invenzioni) depositate presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti del Ministero dello Sviluppo Economico, un aumento consistente non solo rispetto al 2009 ma anche a confronto con gli ultimi dieci anni. Sono soprattutto le aziende del nord Italia ad aver intuito la strada da percorrere e ad aver tutelato i propri titoli di proprietà industriale e intellettuale, investendo nell’attività di ricerca e di innovazione e puntando su una politica di marketing e di comunicazione pubblicitaria capillare ed efficace. Tali piccole e medie imprese hanno sfidato la crisi percependola come un’opportunità e non come un pericolo e hanno applicato alla propria struttura il principio universale alla base di ogni rivoluzione personale e umana, che passa innanzitutto attraverso un nuovo atteggiamento e ad una nuova percezione della realtà.

Fissare obiettivi chiari e quantificabili, individuare gli strumenti idonei per realizzarli con l’aiuto di esperti professionisti (studi brevettuali e/o legali) ed altri operatori del mercato, sono i punti chiave per concedersi delle nuove opportunità. Soltanto l’offerta di prodotti e servizi innovativi consente alle aziende di “vivere” e non di “sopravvivere” in un mercato internazionale aperto alla concorrenza di imprese che operano a costi inferiori. Oggi è necessario che la nostra realtà imprenditoriale ragioni in termini di differenziazione, che si raggiunge tramite l’innovazione e i cui vantaggi possono essere mantenuti solo con la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e industriale (know-how, copyright, marchi, brevetti). A tale proposito, si segnalano due strumenti di agevolazione predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico, che dispongono di un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro, con l’obbiettivo di incentivare e rafforzare la competitività e l’innovazione dei prodotti delle imprese italiane che intendono tutelarsi utilizzando brevetti, disegni e modelli industriali. E’ infatti prevista l’erogazione di premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali ed internazionali di brevetti e disegni e l’erogazione di agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design. Tali finanziamenti, a fondo perduto, verranno erogati secondo la procedura a sportello fino ad esaurimento dei fondi stessi; le aziende beneficiarie, saranno le micro, piccole e medie imprese, anche di nuo nuova costituzione, operanti sul territorio nazionale. I bandi per accedere a tali strumenti sono pubblicati sulla GazGaz zetta Ufficiale della Repubblica ItaliaItalia na, Serie Generale n. 179 dello scorso 3 agosto 2011. Dott.ssa Letizia Michelini Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze Esperta in Proprietà Industriale e Intellettuale, Mediatore Professionista. Attualmente svolge la pratica legale presso lo studio dell’Avv. Emanuela Splendorini in Città di Castello

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della Dott.ssa Catia BIGI

La rogna dell’orecchio

Quando gli acari diventano i responsabili dell’otite di cani e gatti Quando il vostro cane o gatto si gratta le orecchie, scuote la testa o la tiene reclinata da un lato andrebbe fatto vedere prontamente dal vostro medico veterinario, poiché probabilmente siamo di fronte ad un problema che riguarda le orecchie. L’infiammazione dell’orecchio prende il nome di otite e può avere svariate cause, tra cui le infezioni batteriche, i corpi estranei, le infezioni fungine, le allergie alimentari... e non per ultima l’otoacariasi o più semplicemente conosciuta come rogna dell’orecchio. Con questo termine si indica un’infezione parassitaria causata generalmente da Otodectes cynotis, un acaro microscopico che può vivere all’interno del condotto uditivo dei nostri animali e cibarsi di cerume e di detriti di cellule. Questi acari di colore bianco, visibili solo grazie all’ausilio di una lente, hanno un ciclo di sviluppo (uovo-larva-ninfa-adulto) che dura circa tre settimane e una vita media da adulti che dura circa due mesi. La trasmissione di questi acari da un animale all’altro avviene attraverso il contatto diretto di un animale parassitato con uno sano o più raramente attraverso l’ambiente (condivisone di cucce, tappeti e coperte). Sicuramente il gatto

è più soggetto all’otoacariasi rispetto al cane. Si ritiene che il 50% o più delle otiti del gatto sia proprio riconducibile agli acari dell’orecchio. Nel cane tale percentuale scende al 20%. L’Otodectes cynotis non vive necessariamente all’interno delle orecchie ma può essere riscontrato su tutto il corpo degli animali specialmente sulla zona del muso, della coda e della groppa. Sembra che le pulci stesse possano veicolare con il loro corpo le uova e gli adulti di questi acari favorendone gli spostamenti ed il contagio. I cani e gatti colpiti si grattano insistentemente le orecchie fino a procurarsi delle vere e proprie ferite sul padiglione auricolare. L’intenso prurito che può causare questo tipo di infezione è dato sia dall’azione meccanica che gli acari svolgono all’interno dell’orecchio che dà una vera e propria reazione allergica. I padiglioni auricolari degli animali infestati appariranno spesso arrossati e dolenti, si potrà notare all’imbocco del condotto uditivo la presenza di un materiale crostoso scuro (color fondo di caffè) riconducibile a cerume misto a sangue secco. Spesso in questi casi le orecchie sono maleodoranti e portate basse. Nonostante questa patologia risulti molto coassolumune non deve assolu sottotamente essere sotto valutata poiché se non trattata prontamente complicapuò favorire complica zioni di tipo batterico (otiti purulente), danni udigravi al condotto udi tivo e al timpano con parpossibile perdita par ziale dell’udito, e non per ultimo, a causa del viocontinuo e talvolta vio lento scuotimento della testa, si può arrivare

alla rottura dei capillari del padiglione auricolare con conseguente otoematoma che nella maggior parte dei casi richiederà una terapia chirurgica. La terapia dell’otoacariasi prevede l’utilizzo di prodotti specifici per le orecchie contenenti un’insetticida in grado di eliminare gli acari nei diversi stadi vitali. Tali preparazioni andranno instillate all’interno del condotto uditivo dopo aver effettuato un’accurata pulizia di questo e rimosso il materiale crostoso presente all’interno. E’ inutile aggiungere che in questo caso le preparazioni umane per le otiti non saranno efficaci poiché chiaramente non contengono tali insetticidi. La terapia generalmente dura da 1 a 3 settimane a seconda della gravità dell’otite e del tipo di farmaco utilizzato e comunque dovrà protrarsi fino a completa risoluzione del problema. Nel caso in cui gli acari dell’orecchio abbiano colpito altre zone del corpo dell’animale sarà necessario trattare anche queste zone con l’utilizzo di prodotti studiati per pulci e zecche, quali spray, spot-on e shampoo. Per quanto riguarda l’ambiente generalmente non è necessario provvede alla disinfestazione poiché questo tipo di parassiti non sopravvive a lungo lontano dagli animali. Ad ogni modo seguite sempre le indicazioni del vostro medico veterinario che dopo aver visitato l’animale saprà indicarvi la terapia più appropriata e darvi direttive precise su come comportarvi.

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Eventi

LA MALTIBERINA IN NUMERI

Grande successo per la kermesse popolare, oltre cento i presenti ad ogni serata Non è bastata neppure una serata in più ad accontentare tutti. Anzi, già il primo giorno di apertura delle prenotazioni i posti erano esauriti. Insomma “Tovaglia a Quadri”, dopo sedici anni, si conferma ancora una volta tra gli appuntamenti più apprezzati dell’estate in Valtiberina. E quest’anno ha fatto il botto, come si suol dire. L’appunt amento con il buon cibo ed il teatro si è svolto dal 10 al 19 agosto ed adesso è già tempo di bilanci. Per parlarne chi meglio di Andrea Merendelli autore, insieme a Paolo Pennacchini, oltre che regista. “E’ stata un’edizione ottima – ha spiegato Merendelli, tirando le somme – Oserei dire migliore di sempre. Nonostante sia stato deciso per la prima volta di aggiungere una serata non siamo comunque riusciti ad accontentare tutti quelli che avrebbero voluto partecipare e non avremmo potuto però fare di più. Siamo arrivati all’ultima sera stremati” Ma, nonostante la fatica, ne è valsa decisamente la pena visti i risultati. I crostini, i bringoli al sugo finto, i bocconcini di chianina, il pecorino di Montemercole con il miele, la mantovana ed i cantucci uniti a “Maltiberina”, questo il titolo dello spettacolo, hanno attirato ad Anghiari ogni sera circa cento persone. Tra gli spettatori/commensali ci sono stati gli habitué ma anche chi non aveva mai partecipato a “Tovaglia a quadri” e sicuramente il prossimo anno non vorrà perdersi l’occasione, almeno stando ai commenti carpiti tra le tavolate. L’unione tra piatti buoni e sani, quattro risate e spunti di riflessione si è confermata ancora una volta una formula vincente. Nello splendido scenario del Poggiolino, cuore storico di Anghiari, la storia di quest’anno ha narrato di “uno strano mal di pancia che ha colpito gli abitanti della Valtiberina. Il fenomeno sembra essere più acuto

ad Anghiari. Può essere pericoloso, contagioso..  Tutti s’interrogano fra medici fatalisti e antichi guaritori. Intanto, dietro a una persiana c’è il malato più malato di tutti, respira a fatica. Senza Ospedale e con l’antica Misericordia che non può muoverlo dentro gli stretti vicoli, chi deciderà il destino della sua pancia?”. Tante battute ma soprattutto tanti temi ancora caldi per la vallata come la vecchia Confraternita, il destino degli ospedali ma anche la chiusura della Buitoni o della Lebole. Nel finale il messaggio è stato comunque chiaro: la cura di questo malessere generale è a portata di mano: sta nella bellezza straordinaria della Valtiberina, amata sia per l’arte sia per la rigogliosa natura, una valle che da tempo sta fronteggiando molte difficoltà, questo è innegabile, ma che se vuole ha le capacità per risalire. Gli autori non hanno certo voluto puntare il dito, il loro intento era quello di affrontare problemi reali, concreti che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni. E non c’è nessuno meglio di chi in Valtiberina ci vive e la vive, per raccontare una storia come questa e come quelle narrate nei sedici anni di Tovaglia a Quadri. Anche quest’anno forte è stata la presenza degli anghiaresi nel cast. “Il gruppo è composto da circa venti persone – spiega Merendelli – delle presenze quasi fisse, che ruotano di anno in anno. In questa edizione ci sono stati dei graditi ritorni come quello del Gnacco (Alessandro Severi), personaggio storico del borgo e nuovi ingressi come quello di Andrea Finsi oltre a momenti significativi come il cameo di Paolone Tofanelli”. A questo punto non resta che dare l’appuntamento al prossimo anno … e chissà quale altra storia emozionerà ancora una volta il grande pubblico di Tovaglia a Quadri.

di Claudia MARTINI

Per il regista Andrea Merendelli è stata la miglior edizione di sempre

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A SAN MARTINO SI BRINDA CON

I BRINGOLI E IL VINO

di Matteo ROMANELLI foto di Roberto STOWASSER

Dal 1980, il secondo fine settimana di Novembre, ad Anghiari, si rievocano le antiche tradizioni Farina, acqua tiepida e sale. Da questi tre semplici ingredienti e dalla maestria ed esperienza delle massaie valtiberine si ottiene uno dei piatti più gustosi della nostra cucina tradizionale: i bringoli. Per i pochi che non li conoscessero, si tratta di un formato di pasta simile agli spaghetti, di maggior spessore e dalla sagoma meno definita. Possono essere conditi anche con salsa di pomodoro o ragù di carne, ma tipicamente sono accompagnati con il sugo finto, preparato con pomodorini “perini”, cipolla, sedano e carota. Per celebrarne il gusto, ad Anghiari dal 1980 il secondo fine settimana di novembre è dedicato alla Festa di S. Martino e dei bringoli, in occasione della quale per due intere giornate questa prelibata pietanza viene servita per la gioia del palato di indigeni e turisti. Ma non solo. Infatti negli stand gastronomici appositamente allestiti è possibile assaggiare anche gustosi brustichini, appetitose salsicce, castagne arrosto e vino novello proveniente da vitigni locali. Anche l’ubicazione della kermesse contribuisce a rendere unica l’atmosfera che circonda l’evento: è la suggestiva Galleria Girolamo Magi, infatti, a far da cornice alla fiera gastronomica. Inaugurata il 15 febbraio 1889, progettata dall’ingegnere Francesco Tuti sul modello delle grandi gallerie di Milano, Genova e Roma, delle quali è coeva, rappresenta un raffinato esempio della cosiddetta “architettura degli ingegneri” di fine Ottocento, un campionario di raffinate soluzioni tecniche, come l’utilizzo del vetro e di portanti in ferro di produzione industriale, che traduce materialmente l’ideale filosofico positivistico – razionalista di quell’epoca. Girolamo Magi fu un valente ingegnere militare al servizio dei Dogi veneziani, nato ad Anghiari nel XVI secolo. E l’appuntamento con questa imperdibile esperienza, che coniuga la bontà del buon cibo alla bellezza dell’arte, si rinnoverà pure quest’anno, per la trentunesima volta, il 12 e 13 novembre. Il programma sarà lo stesso che si è dimostrato vincente nelle ultime edizioni, coinvolgendo fino a tarda sera anghiaresi e forestieri. Il sabato alle 15,30

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è prevista l’apertura degli stand con conseguenze inizio della distribuzione dei prodotti enogastronomici. In contemporanea, sotto le trecentesche Logge della Fonte, sarà inaugurata l’ormai tradizionale Mostra Micologica (che fino al 2002 si è svolta nell’ex convento della Croce). Alle 18,30 poi, alla chiesa della Maddalena, si svolgerà uno dei momenti più significativi della manifestazione, con la benedizione e distribuzione del pane di S. Martino. Significativo perché ci consente di capire le radici storico-folcloristiche da cui ha origine la festa. Se infatti la vicenda di Martino, vescovo di Tours che quando era ancora un soldato romano divise il mantello con un povero, è universalmente nota, non tutti conoscono il “Miracolo di S. Martino”, come gli anghiaresi hanno ribattezzato un evento straordinario avvenuto l’11 novembre 1309. In quel periodo i Tarlati di Pietramala avevano indirizzato le proprie mire espansionistiche verso il castello di Anghiari, che tentarono di occupare con un attacco notturno a sorpresa, “… eccoti che la notte precedente l’XI novembre 1309 comparse all’improvviso intorno alla muraglia d’Anghiari una moltitudine di gente armata delle terre circonvicine, con tutti gl’apparecchi et ordigni di scalar le mura, con speranza di sopragiungere gl’anghiaresi oppressati dal sonno ed impadronirsi della terra” per usare le parole del Taglieschi. A questo punto però, si narra che d’improvviso una nube bianca, apparsa dal nulla, avvolse l’intero paese, accecando gli assalitori e costringendoli alla ritirata. Gli anghiaresi gridarono al prodigio e subito ne dettero il merito a S. Martino, del quale, in quella data si festeggiava la memoria. Per gratitudine edificarono un ospedale in suo onore, presso il quale veniva distribuito ai poveri “il pane di S. Martino”.. Inoltre, nell’immaginario collettivo delle popolazioni rurali, come la nostra, l’11 novembre è il giorno in cui proverbialmente matura il vino nuovo (“A San Martino ogni mosto diventa vino”) ed un tempo era un dì di festa in cui si brindava con il novello appena uscito dalla cantina. La festa oggi riprende queste due antiche tradizioni e le rende moderne abbinandole ad un’eccellenza della nostra cultura gastronomica. In passato, la sera del sabato erano in programma anche interessanti momenti ludici. Si ricorda ad esempio una sfida a pallamano tra Anghiari Nuova e Anghiari Vecchia nel 2004 o il raduno degli equipaggi del Porsche Club Toscana nel 2002. Quest’anno invece la serata sarà interamente dedicata alla degustazione del buon cibo e del buon vino servito ai banchi. Anche perché il programma domenicale si preannuncia piuttosto intenso. Si parte infatti già alle nove di mattina, per il cicloraduno in mountain bike organizzato dal G.S. Dynamis Bike e dalla Fratres di Anghiari che prevede una pedalata turistica non competitiva su un percorso di circa 25 km nell’incantevole campagna anghiarese, un modo per temprare il corpo e lo spirito respirando aria salubre e ammirando scenari da cartolina, spaccati di Toscana che tutto il mondo ci invidia. Il tracciato è molto facile e sarà affrontato a ritmo blando: si tratta quindi di un’esperienza alla portata di tutti, bastano una bicicletta e un pizzico di buona volontà. Al termine della passeggiata, ai partecipanti sarà offerta una ricca colazione, con bruschette e salsicce


Eventi in abbondanza. Alle 10, nel frattempo, gli stand enogastronomici riprenderanno la loro attività e sarà inoltre allestita lungo il Borgo alla Croce la mostra “I mestieri di una volta”, un’occasione unica di vedere all’opera dal vivo maestri artigiani alle prese con attività lavorative ormai desuete, che rischiano di estinguersi dissipando un patrimonio di competenze faticosamente accumulato nel corso dei secoli. Nel pomeriggio, alle 14, avrà inizio la Favolosa Caccia al Tesoro, un’emozionante sfida aperta a tutti tra le suggestive viuzze del centro storico, alla ricerca dell’indizio decisivo per scovare il premio e dare così il successo alla propria squadra, secondo un rituale che ormai si ripete da oltre un lustro. Alle 15,30 spazio alla terza Gara del Bringolo, una sfida tra Anghiari Vecchia e Anghiari Nuova, che trae spunto dallo storico avvenimento del 2008, quando gli anghiaresi si cimentarono nella sfida di distendere un bringolo che, partendo dalla Ruga di S. Martino, arrivasse il più lontano possibile prima di rompersi. L’evento fu ripreso anche dalle telecamere della RAI e mandato in onda nei giorni successivi sul primo canale, nel corso della trasmissione “Festa Italiana”. Infine, alle 17, l’esibizione della Banda della Filarmonica P. Mascagni di Anghiari segnerà la conclusione del programma istituzionale della manifestazione, che tuttavia continuerà fino a tarda sera, dando l’opportunità a tutti i partecipanti di estraniarsi per un giorno dagli affanni e dai pensieri della vita quotidiana, immergendosi in un’irripetibile atmosfera che rievoca i tempi che furono, quelli in cui il ritmo della vita non era scandito dall’organizzazione economica del lavoro ma dal naturale susseguirsi di determinate ricorrenze e i momenti comunitari di compartecipazione del cibo e delle bevande ne costituivano i metronomi. Da questo punto di vista, la “Festa di San Martino” rappresenta una straordinaria riaffermazione della nostra identità culturale, che si manifesta non tanto nella campanilistica diatriba con i senesi sulla primigenia tra bringoli e pici e su chi abbia imitato chi, ma che si esprime pienamente nel completo recupero di quella dimensione propriamente antropologica che nella società contemporanea è andata completamente perduta.

A FINE OTTOBRE RITORNA

ANCHE “I CENTOGUSTI” Tra la fine di ottobre e i primi di novembre, com’è tradizione, si svolgerà ad Anghiari, la XII Edizione dei Cento gusti dell’Appennino. Si tratta di una manifestazione organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’associazione Pro Anghiari ed altri Enti Locali. Si tratta di un evento senza dubbio peculiare, una mostra mercato degli alimenti tradizionali della Valtiberina, nella quale i fondi tipici del centro storico vengono riaperti per un giorno, dando la possibilità agli operatori delle aziende partecipanti di esporre i propri prodotti e farli conoscere al pubblico. Ce n’è per tutti i gusti e palati: tra le innumerevoli degustazioni off erte si segnalano formaggi, salumi, ortaggi, farine, olio, vino, miele, castagne, funghi, tartufi , conserve e marmellate. L’idea era quella di dare una risposta all’esigenza di promuovere le aziende enogastronomiche locali ed i loro prodotti. Così che a livello logistico si decise di agire “sulla falsariga della Festa dell’Artigianato, riaprendo le antiche botteghe del centro storico”. Il successo dell’iniziativa fu immediato ed è rimasto tale tutt’ora. sia in termini di partecipazione popolare che di espositori. Per saperne di più visita il sito www.anghiariinforma.it

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LA VALTIBERINA, UN MON A parlare la dottoressa Monica Salvini della Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana “Un mondo completamente nuovo tutto da scoprire” questa è la Valtiberina per la Dottoressa Monica Salvini della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana Dottoressa, prima Monterchi con gli scavi di Catiglianello, poi Anghiari con l’inaspettata scoperta delle fornaci a Palazzo Comunale, ma qual è la situazione attuale della Valtiberina? Tutto ciò che da 5 anni a questa parte stiamo trovando per noi è una scoperta continua, non ne sapevamo niente: fornaci, ville o fattorie, se prima avevamo solo del materiale sparso oggi siamo orgogliosi di potergli dare

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una vera ed importante contestualizzazione. Andiamo per ordine, Anghiari ha da poco scoperto di avere delle importanti origini romane. E’ più corretto dire che recentemente Anghiari ha restituito una vasca di epoca romana, uno scavo del tutto impensabile, non era previsto, né studiato, sono state delle scoperte uniche, di grande valore. Anghiari, da sempre città medievale, testimonia oggi una pre esistenza romana, la dimostrazione sono le stesse vasche trovate nel palazzo Municipale o la chiesa di Santo Stefano.

di Manuela PULETTI e Cinzia SCATRAGLI

Nello specifico in che cosa consistono questi ritrovamenti? Durante le recenti operazioni di restauro del municipio, sotto una sequenza di strutture medievali, sono emersi i resti di un impianto produttivo romano riferibile, sulla base di un’analisi preliminare dei reperti archeologici, ad epoca imperiale. La struttura è articolata in due vasche in coccio pesto: una probabilmente adibita alla pigiatura dell’uva, l’altra alla raccolta del mosto, una struttura già vista in Valtiberina nell’ambito di contesti come Colle Plinio e Panicale. Tale impianto fa supporre anche l’esistenza di un


Storia

NDO TUTTO DA SCOPRIRE più ampio complesso architettonico, forse una villa, sopra i resti del quale nel medioevo sorse il primo cento abitativo. Alla luce di questi importanti ritrovamenti, quali sono i rapporti con la nuova amministrazione comunale di Anghiari? Con Anghiari collaboriamo da tanto tempo, insieme abbiamo allestito il museo della Battaglia, abbiamo fatto un piano regolatore al cui interno è stato assunto un livello archeologico di attenzione e ora con i ritrovamenti delle vasche adibite alla lavorazione del vino continuiamo a collaborare. Con questi reperti Anghiari ha avuto una grande fortuna, presto verrà infatti allestita, proprio all’interno di palazzo comunale, una bella vetrata che dà sugli scavi, potrà essere visibile a chiunque passi per l’ingresso principale del comune, in questo modo non solo Palazzo Pretorio sarà meta indiscussa di turisti, ma gli stessi cittadini potranno avere un municipio come pochi altri in giro. A Monterchi invece, la scoperta dei reperti risale a circa due anni fa, ma tutt’ora prosegue l’interesse da parte della Soprintendenza. In effetti da poco tempo a Catiglianello stiamo sperimentando un’interessante collaborazione fra la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, l’ Università di Firenze e la Cooperativa Archeologia. La novità è che alcuni studenti della scuola di specializzazione fiorentina per i beni archeologici sono a Monterchi per condurre gli scavi assieme a degli esperti, in questo modo alla ricerca storica ci aggiungiamo anche un concreto spirito didattico, sperimentato sul campo.

Una sperimentazione didattica che si ripete anche a Sansepolcro..

del comune e della Soprintendenza di collaborare assieme?

In questo caso opera l’università di Siena. Sansepolcro ha un insolito impianto rettangolare molto schematico che ha sempre fatto pensare ad un’epoca romana. In realtà ciò che noi abbiamo trovato sono soltanto testimonianze medievali. Per ora, però, abbiamo lavorato dentro palazzo Collacchioni accanto al museo di Aboca e all’interno di una chiesa, in ogni situazione sono rinvenute solo testimonianze medievali e il primo circuito di mura molto importante per la storia della topografia.

Con Monterchi i rapporti sono molto buoni, c’è la voglia e l’intenzione di valorizzare ciò che viene fuori dal territorio, se son rose fioriranno ma non ci dobbiamo comunque dimenticare che parte di questi scavi sono stati finanziati dall’amministrazione comunale con l’ausilio della Comunità montana, ci sono tutti i presupposti per costruire qualcosa di importante per il futuro. Nel piano regolatore non abbiamo lavorato perché è una cosa di tantissimi anni fa, però speriamo che si possa continuare a lavorare assieme tutelando il territorio. Speriamo inoltre di poter aprire presto il sito ai turisti.

Monterchi, diversamente da Anghiari è più restio ad aprirsi, c’è la volontà da parte

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Ad Anghiari il primo Festival nazionale dell’Autobiografia

di Sara MORETTI

Tante le personalità illustri intervenute tra cui Scanzi e Masciari

C

ome si descrivono in poche righe quattro giornate profondamente dense di emozioni, pensieri, riflessioni? A che cosa dare risalto? Non è semplice. Mentre scrivo penso che nei quattro giorni di Festival ho raccolto così tanto che potrei scriverci i prossimi quattro pezzi su Anghiari Informa. O forse di più, perché ogni evento che ha caratterizzato il I Festival Nazionale dell’Autobiografia, svoltosi dall’1 al 4 Settembre, meriterebbe attenzione, approfondimento, racconto per chi non ha potuto essere presente. Il Festival si è aperto con i saluti dell’Assessore Carla Borghesi, del sindaco di Anghiari, Riccardo La Ferla e di Stefania Bolletti, presidente della Libera Università dell’Autobiografia. Poi Duccio Demetrio ha preso la parola e ricordato quanti siano i volti dell’autobiografia: milioni che possono essere quelli di ciascuno di noi, perché ogni storia ha un valore e vale la pensa di essere raccontata e come cita Polster “Ogni storia merita un romanzo”. Il pomeriggio è stato dedicato alla Poesia e Daniele Piccini, che ci ha raccontato l’autobiografia falso-vera del poeta e introdotto gli altri ospiti, tra loro, Adriana Mattorre che non comunica a parole, è una ragazza diversamente abile, ma nella poesia trova la sua parola, che come scrive lei stessa, sostituisce il ronzio che sentiva prima di iniziare a scrivere. E’ sul palco, con gli atri poeti, emozionata. La prima ricca giornata si conclude con lo spettacolo Non mi ricordo, di Ginetta e Pino Maineri. Alla fine il pubblico rimane seduto in

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sala. Nessuno si alza. Le emozioni suscitate arrivano nel profondo dell’anima, è come se nessuno volesse lasciarle scendere, alzandosi. Sul palco Ginetta e Pino hanno raccontato la loro storia, quella della loro vita insieme, della loro vita cambiata dopo l’incidente che ha colpito Pino nel 1996 e gli ha portato via tutta la memoria, lasciando Ginetta a viverla per entrambi, a recuperarla, a ricostruirla. Numerosi, durante le quattro giornate, gli interventi di studiosi, le presentazioni di progetti, che hanno visto un pubblico attento, seduto in Piazza del Popolo, rimanere all’ascolto anche sotto il sole. Un pubblico che non si è perso nulla del ricco programma che ha caratterizzato il Festival, partecipando ai laboratori nei quali era possibile sperimentarsi in prima persona, agli incontri con autore, durante i quali si è parlato di Autobiografia e Poesia, Autobiografia e impegno civile, Autobiografia e cura, agli spettacoli in teatro, la sera. Il venerdì sera Andrea Scanzi, giornalista, ha raccontato il “suo” Gaber, lasciando che chi era in sala potesse rivivere la storia e la straordinaria esperienza artistica di Gaber. Colto, attento, pungente e coinvolgente, Andrea tiene il pubblico attento, in un’alternanza tra il suo racconto e i video, alcuni inediti, che raccontano Gaber e che lui ha raccolto attraverso un’accurata ricerca. Lo spettacolo, lanciato qualche mese fa dalla Fondazione Gaber, era per la prima volta in provincia di Arezzo. E ancora, nel pomeriggio del sabato, una voce da un volto buio buca lo schermo… è quella di


Cultura Emanuela Violani, uno pseudonimo, che racconta di quattro anni di abusi, del suo affetto tradito e rubato, che ha raccolto in un testo: Diario segreto dei miei giorni feroci (ed Claudiana). E’ l’ultima sera, chi è presente ad Anghiari da tre giorni è stanco, ma non si perde d’animo, ed entra in un teatro al completo, dove il caldo torrido e inusuale per il 3 Settembre la fa da padrone, per assistere a CLASH TO ME- racconto punk di provincia, e al pubblico del Festival si aggiungono in molti, che magari lo spettacolo l’hanno già visto, ma lo vogliono rivedere, perché l’intensità della storia di Andrea Merendelli e la musica degli STRA colpiscono. E infatti, nonostante il caldo, rimangono tutti fermi in teatro, ad ascoltare. E alla fine di un Festival, quando si fanno i bilanci, è proprio l’intensità emotiva vissuta che ci accompagna. Così, in quella scelta della quale parlavo all’inizio, non posso che dare maggior spazio ad uno degli eventi più intensi del Festival: l’incontro con Pino Masciari, imprenditore calabrese, che molti anni fa ha deciso di credere nello Stato e di non scendere a patti con la ‘ndrangheta. Questo gli è costato una vita una “da fuggiasco”, sotto protezione, che racconta nel testo Organizzare il coraggio (ADD Editore). Venerdì 2 Settembre, Pino prende la parola. Questo è quanto si vive, descritto da Giorgio Macario, collaboratore della LUA: E’ come se una voce risuonasse imperiosa, ribadendo risolutamente la necessità di scrivere, perché ciò che è stato pronunciato non sia stato detto invano. Ma ad un ascolto più attento il messaggio prende vita. “Scrivilo!”, ammonisce con fermezza. “Scrivi”, comunica con garbo. “Potresti scriverlo”, consiglia caldamente. Ma la voce è la stessa. E l’impegno civile che prorompe sulla piazza fra i raggi del sole impietoso ed i coni d’ombra proiettati a geometrie variabili sul selciato secolare, coglie quasi tutti i presenti un po’ di sorpresa per la sua intensità. Da un lato sento una voce interiore che non trova pace finché lo sguardo della mia mente non si volge al borgo, alla piazza, al due di settembre. Dall’altro la voce dell’imprenditore per vocazione, dell’organizzatore di coraggio per scelta, dell’esule abitatore del limbo per necessità, arriva ai presenti alternativamente come riflessione pacata e come appello accorato, che provoca, a tratti, una inconsueta stretta allo stomaco. L’imprenditore Pino Masciari non è un oratore, lo dichiara da subito. D’altronde nessun oratore si sarebbe azzardato a proseguire per un’ora e mezza, sfidando il caldo soffocante, l’argomento non certo facile e le capacità di resistenza dei presenti. Ma nessuno fiata, si alza o attiva i mille espedienti utili ad estraniarsi in situazioni di ascolto distratto. In realtà nessuno ascolta soltanto, perché tutti partecipano dell’evento che sospende il tempo e trasforma le scelte coraggiose e terribili di questo eroe

suo malgrado in un esempio vivente. Un esempio che fa vergognare dei piccoli compromessi siglati da ciascuno per quieto vivere. Un esempio che sembra trovare tanta più solidarietà quanto più ci si allontani dal luogo del misfatto, la ‘sua’ Calabria. Un esempio che mette la sua vita e quella dei suoi cari in pericolo perché potrebbe essere ‘contagioso’. “Non dovrei essere qui! Non vorrei essere qui!”, tuona la voce dal palco. “Avevo tutto! Potevo accettare di pagare come fanno tutti. Ma non l’ho fatto. Perché?” La domanda è straziante. La risposta è scontata. Le conseguenze, inevitabili. Ma anche ingiuste. Profondamente ingiuste. Qualcuno, anni e decine di denunce con nome e cognome dopo, viene condannato. Ma invece di esiliare chi diffonde il malaffare come strumento abituale di gestione degli investimenti e della ‘cosa pubblica’, si costringe ad una vita blindata ed isolata lontani dagli affetti e da una vita normale chi ha deciso di agire con rettitudine ed i suoi familiari più stretti. Una successione di tappe, fogli, denunce, messaggi, agguati, spaventi e depressioni. Ma anche un crescendo di vicinanza e solidarietà che sembrano comunque non bastare a riempire un buco nero esistenziale che mette a dura prova le capacità di resistenza umana. L’idea della morte si affaccia più volte come possibile male minore. L’immagine di Pino e della moglie Marisa sull’auto che ha già due ruote oltre il burrone, incerti sul da farsi, va oltre la lucida disperazione per dilagare nel dramma indicibile. Ma la disperazione non è rassegnazione; contiene ancora, a suo modo, una spinta vitale che può spronare a proseguire oltre, nonostante tutto. E questa sembra essere la scelta di Pino Masciari e della moglie Marisa. Dare un nome e un cognome alla loro sofferenza. Dare un senso alla loro costernazione. Dare un futuro migliore ai loro figli, e non solo a loro. Non so se esiste già una simile disciplina, ma alla Facoltà di Ingegneria che Pino non ha potuto concludere per la precoce morte del padre e per la necessità di sostituirlo ai vertici dell’azienda di famiglia, dovrebbe essere istituita una nuova cattedra di ‘Imprenditoria etica’ da affidargli. Sarebbe un messaggio potente per costruire il “mondo migliore” che Pino auspica. La voce che parla alla piazza infine si quieta. E come ad un segnale convenuto, se prima Pino era l’unico ad essere in piedi, adesso è l’unico ad essere seduto. Tutti gli altri si sono alzati e applaudono il coraggio, che oggi è di uno, ma domani potrebbe essere di molti. Impossibile, dunque, descrivere tutto il Festival, una cosa è certa, però, questo primo Festival ha regalato delle emozioni e delle suggestioni che rimarranno dentro il cuore e la mente di chi ha potuto essere presente. 23


IMPORTANTE RICONOSCIMENTO

NAZIONALE PER I FRATRES

DONATORI DI SANGUE Intervenuto alla manifestazione il direttore generale della Asl provinciale Dott. Desideri

Primo fine settimana di luglio al Santuario Mariano del Carmine. Autorità politicoistituzionali in prima fila, tra le quali spiccano le presenze del Direttore Generale dell’ASL provinciale dott. Enrico Desideri e del presidente della Consociazione Nazionale dei Gruppi Donatori di Sangue Fratres delle Misericordie d’Italia Luigi Cardini. Navata piena di fedeli e di rappresentanti di altre associazioni di volontariato, come per le grandi occasioni. Mons. Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole, celebrante la solenne S. Messa con la quale sono iniziati i festeggiamenti per il 35° di fondazione del Gruppo Fratres anghiarese. Un appuntamento da non far passare in silenzio ma pensato e progettato per tempo dal consiglio direttivo, al fine di condividere con tutto il paese la gioia e la soddisfazione per il raggiungimento di questo importante traguardo. Un vero momento associativo, per sottolineare ancora una volta il valore della solidarietà e del volontariato sociale, troppo spesso dimenticato nei meandri dell’egoismo umano. Ciliegina sulla torta: un ambito riconoscimento al Gruppo Fratres di Anghiari, da parte della Consociazione Nazionale, per l’impegno profuso e l’importanza dei risultati conseguiti nei trentacinque anni di attività. Accompagnato da un lungo e caloroso applauso dei presenti, il presidente Cardini ha consegnato la targa premio nelle mani del responsabile dell’associazione Ganganelli, al termine della solenne Celebrazione Eucaristica. Tanta la soddisfazione di tutti per questo importante riconoscimento che, se da un lato attesta la positività della passata attività sociale, dall’altro stimola tutta l’associazione a confermare nel tempo questo impegno, nello strategico campo della donazione del sangue. 24

Messaggio del Presidente della Consociazione Nazionale dei Gruppi Donatori di Sangue Fratres d’Italia in occasione del 35° Compleanno del Gruppo Anghiarese Carissimi donatori e donatrici della Fratres di Anghiari. E’ motivo di grande gioia condividere con Voi la ricorrenza del trentacinquesimo anniversario della fondazione; un traguardo significativo nella vostra vita associativa, ma anche un punto di nuova partenza per continuare l’insostituibile missione d’amore e di solidarietà in favore di coloro che da questo gesto molte volte hanno salva la vita. Il vostro dono fatto senza nulla chiedere e senza nulla pretendere, consapevoli come ciò sia anche un dovere civico, rappresenta un gesto di quell’amore fraterno che ci lega tutti come figli di un unico Padre. La ricorrenza è motivo di riflessione su come si possa perpetuare una missione; è evidente che nel tempo si è consolidata la realtà del vostro Gruppo Fratres come qualcosa che si è tramandato di generazione in generazione e lo scorrere di questi trentacinque anni ha sancito in modo chiaro la cultura del

di Pietro GANGANELLI Foto di Roberto Stowasser

dono, quello che tutti Voi avete saputo interpretare come missione di vita. Il mio personale ringraziamento per quanto avete fatto e la mia esortazione affinché questa opera non abbia mai sosta anche attraverso il costante insegnamento dei nostri principi alle future generazioni. Oggi dobbiamo anche far memoria e ricordare coloro che ci hanno preceduto in quest’opera continua, perché da loro è venuta la storia del Gruppo; dobbiamo ringraziare i dirigenti attuali, le donatrici ed i donatori che esprimono questo grande DONO in ogni momento ed in ogni circostanza, affinché mai accada che un nostro fratello continui a soffrire per la mancanza di questo bene prezioso che noi mettiamo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Se, tutti insieme, sapremo fare questo, ci saranno ancora tantissimi compleanni, perché la VITA della Fratres non segue la vita degli uomini, ma da questi può essere resa perenne. Il Presidente Nazionale Fratres Luigi Cardini


Associazioni UN GIUSTO RICONOSCIMENTO

AI VOLONTARI PIU’ ATTIVI Tanti i donatori Fratres recentemente premiati

Nella vita sociale di ogni realtà associativa, è sicuramente importante e doveroso riconoscere periodicamente particolari traguardi conseguiti dai propri iscritti, sia come atto di pubblico ringraziamento per quanto da questi realizzato, sia come esempio concreto di vera solidarietà, da porre all’attenzione di tutti e da cercare di imitare. Pienamente convinti di cuò, tante sono state le cerimonie di premiazione dei propri donatori più meritevoli, effettuate negli anni dal Gruppo Fratres di Anghiari, in occasione di importanti festeggiamenti sociali. Ecco, allora, i nomi dei nostri cinquantotto volontari del sangue che sono stati premiati con diploma e medaglia, in occasione del recente 35° compleanno del Gruppo, con accanto il numero delle donazioni effettuate. Medaglia d’oro: BALDI MARINA (50), BORIOSI MASSIMO(49), DALLA RAGIONE MARCO (49), MEMONTI ALBERTO (49), MONTINI ENRICO (50), PERNICI ERMINDO (48), PODERINI ROBERTO (50), RUBINI ADELMO (53), SENESI MAURIZIO (52), VELLATI FABIANO (73). Medaglia d’argento: ACQUISTI ALESSIO (29), BANELLI MAURIZIO (29), BONCOMPAGNI FRANCESCO (29), BONCOMPAGNI LUIGI (29), CIABATTI GIUSEPPINA (30), INNOCENTINI GRAZIA (29), LOCCI DANILO (29), LODOVICI MANOLA (29), MADIAI FRANCESCA (33), MAGGIONI MARCO (30), MANFRONI COSETTA (32), MEOZZI MIRCO (30), MERCATI LUISA (29), PANICHI ANNA MARIA (29), PERNICI ELENA LORENZA MARIA (33), REDENTI MASSIMO (29), SBRAGI ANDREA (30), VERI FRANCA (30). Medaglia di bronzo: ACQUISTI MAURIZIO (20), BALDELLI LORENZO (19), BERGAMASCHI LUCA (24), BUZZICHINI CATIA (19), CACI GIANFRANCO (23), CASACCI MORENO (19), CESARI VALENTINA (19), CESTELLI STEFANO (19), CROCI MAURO (19), DEL PIA RITA (24), DRESSLER SILVIA (20), FORNACINI SARA (19), GANOVELLI GISMONDO (19), GIORNI ROBERTO (19), GORI ANNA (19), GUADAGNI SILVIO (20), GUELFI MAURIZIO (20), LOMBARDI OFELIA (19), MEAZZINI VANNA (19), MERCATI MARUSKA (19), NICCHI GIORGIO (21), PERNICI ELENA LORENZA MARIA (33), PETRONI SILVIA (19), PIERINI MASSIMO (19), PUCCI LUCA (20), REDENTI SARA (19), SCIMIA MIRELLA (19), SCOLA’ EURO (19), VICHI LUCA (19), VICHI VILMA (19). A tutti quanti i più fraterni ringraziamenti da parte della presidenza, del consiglio direttivo e degli altri componenti la grande famiglia dei fratres di Anghiari, unitamente all’invito di confermare nel tempo questo dono, con la certezza che la gratuità, che così assiduamente hanno praticata, è sicuramente un bel segno di civiltà e di attenzione verso i bisogni del prossimo. 25


G.S. FRATRES DYNAMIS, QUINDICI ANNI DI ATTIVITA’

L’amicizia e la passione per la bicicletta al primo posto tra le priorità di Manuela PULETTI e Cinzia SCATRAGLI

Sole, vento o pioggia, non c’è condizione climatica che tenga, ad una girata n bicicletta non ci si rinuncia mai. Loro sono gli iscritti alla G.S. Fratres Dynamis di Anghiari, un’associazione moderna e giovanile che vanta quasi 15 anni di storia. Era il 1996 quando un gruppo di ragazzi di Anghiari, con una passione smodata per la bicicletta, decise di fondare una piccola associazione e cominciare così a pedalare prima per le vie del paese, poi per l’intera vallata fino a varcare i confini regionali. La nuova piccola realtà territoriale, all’inizio, contava pochi iscritti e prese il nome di Dynamis dalla palestra nella quale i ragazzi si allenavano. Il primo presidente fu Luca Boncompagni, mentre Gaetano Nespoli era il segretario dalle tante mansioni. Prima della Dynamis, ad Anghiari, esistevano già importanti realtà sportive che facevano capo alla Fratres, mancava però una sezione dedicata alla mountain bike. Così, per non creare inutili parallelismi e sovrapposizioni cittadine, si decise di fondere i due gruppi, quello della Fratres e quello della Dynamis. Era il 1998 quando nacque la G.S. Fratres Dynamis e il primo presidente fu Walter Magrini. Nel giro di poco tempo la nuova associazione locale ottenne numerosi consensi tanto da arrivare fino a 60 iscritti. La loro politica era ed è molto semplice, contribuire al benessere del proprio comune con iniziative o piccoli contributi per ogni manifestazione, così da valorizzare il

territorio e aiutare, nel piccolo, la vita cittadina. Note, sono le due iniziative per eccellenza promosse dalla G.S. Fratres Dynamis ossia la Cronoscalata della Croce, in genere organizzata l’ultima domenica di agosto e la pedalata durante la tradizionale festa dei Bringoli a Novembre. Senza dimenticare il consueto pranzo per gli auguri di Natale, la scampagnata in bicicletta verso il Mare, di solito i primi giorni di settembre e la partecipazione alle gran fondo nazionali come “La nove colli” di Cesena, quella delle dolomiti e la Via del Sale sempre in Romagna. La realtà sportiva anghiarese ha fatto dell’amicizia e del rispetto la sua principale prerogativa, all’interno sembra di essere in una grande famiglia, tutti si adoperano per portare il proprio contributo e ogni Martedì è d’obbligo il ritrovo nella propria sede al Campo alla Fiera, si parla dell’associazione, si ipotizzano percorsi da affrontare, ci si scambia opinioni sull’attualità: “solo così – dicono – si può mantenere viva la passione per la bicicletta e l’amicizia che ci contraddistingue”. Nel 2000 a Walter Magrini subentrò l’attuale presidente Fabrizio Graziotti. Ringraziando i propri sponsor, la G.S Fratres Dynamis ricorda che è in corso la campagna di tesseramento per i nuovi soci, per info basta recarsi il Martedì sera dalle 21 in poi, presso la sede ufficiale dell’associazione.

ORGANIGRAMMA G.S. FRATRES DYNAMIS ANGHIARI Presidente: Fabrizio Graziotti Vice Presidente: Marco Franco Fontana Segretari:Francesca Papini, Fabrizio Mugelli Consiglieri: Alessio Chiarini, Pier Luigi Chiarini, Mauro Billi, Ermanno Marghi, Michele Cesari, Michele Albiani, Paola Romolini, Vittorio Bivignani (Capitano)

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Associazioni

LA CRONOSCALATA, UNA SALITA CHE PREMIA UN EROE POPOLARE L’edizione 2011 ha visto un numero più ristretto di partecipanti, ma più esperti di Manuela PULETTI

“Quando arrivi al traguardo non importa chi tu sia, per il pubblico sei un eroe”. Esordisce così Fabrizio Graziotti presidente della G.S Fratres Dynamis associazione che assieme all’Informagiovani, all’amministrazione comunale di Anghiari e alla Pro Loco, ha organizzato l’edizione 2011 della Cronoscalata della Croce. Presidente, ogni anno la Cronoscalata attira una gran bella fetta di pubblico.. Effettivamente si, anche quest’anno c’era tanta gente lungo corso Matteotti, per noi che organizziamo è una grande soddisfazione. La Cronoscalata è un’iniziativa insolita, ardua e alla gente questo piace. C’è tanto tifo, il pubblico capisce i momenti di difficoltà del corridore e lo sostiene, è bellissimo perché appena si taglia il traguardo, non importa chi tu sia, ma sei per tutti un eroe Quando è nata l’idea di organizzare una simile manifestazione? Erano i primi anni del nuovo millennio, ad Anghiari ancora si organizzava la giornata dello sport ed ogni associazione locale promuoveva la sua attività. Così noi, assieme all’Informagiovani, decidemmo di fare la Cronoscalata, 950 metri tutti in salita. Il primo anno fu di pomeriggio poi la spostammo in notturna, molto più suggestiva e accattivante Nel 2004 la Cronoscalata venne però sostituita con la Battaglia Bike.. Dopo un breve periodo durante il quale decidemmo di mettere da parte la Cronoscalata, ecco che ci venne in mente di organizzare la Battaglia Bike. Era una competizione molto suggestiva, in sella alla mountain bike percorrevamo i vicoli di Anghiari, pedalavamo nel cuore del centro storico. Ricordo che si iscriveva tantissima gente Ed era anche un modo per valorizzare il territorio.. Assolutamente si. La nostra associazione ha sempre organizzato delle manifestazioni che portassero gente ad Anghiari. Tra corridori, familiari e supporter, la Battaglia bike allora o la Cronoscalata oggi offre sicuramente un valido contributo per la valorizzazione del territorio Poi cosa successe? Qualche anno dopo, la Battaglia bike fu sospesa. Creavamo qualche disagio a commercianti e abitanti del centro storico e siccome le nostre iniziative devono essere a favore del paese decidemmo di sospenderla per poi nel 2010 rispolverare la vecchia Cronoscalata Quest’anno come hanno risposto i corridori alla Cronoscalata? Nell’edizione del 2010 contammo ben 38 partenti, c’erano tre categorie, la bici da strada, la mountain bike e le bici storiche, arrivarono corridori da tutto il centro Italia. Quest’anno invece non ci sono stati molti ciclisti, appena 25, ma è aumentato il livello di qualità: la maggior parte di loro erano personaggi esperti del settore. Tutti facevano parte di una squadra, arrivavano da Perugia, da Magione, dalla Valdichiana e dal Valdarno. Lo scorso anno, per risalire la Croce, il primo classificato impiegò circa 2 minuti e 30, mentre in questa edizione Marco Morrone ha fissato il cronometro sui 2’18, si vedeva che era un esperto. Vanno però segnalati anche i risultati ottenuti dal nostro corridore Alessio Chiarini, il quale nei primi anni di Cronoscalata si è aggiudicato più volte il gradino più alto del podio, lo scorso anno è arrivato secondo e quest’anno terzo con un tempo di 2 minuti e 23 secondi. È davvero un orgoglio

Secondo lei, cosa vi è mancato per confermare il numero di iscritti dello scorso anno? Ci sono mancati i corridori della Valtiberina. A mio avviso, per la manifestazione è stata fatta un’ottima campagna pubblicitaria altrimenti non venivano corridori da paesi così lontani, però non è stata recepita dai ciclisti delle nostre zone. Diversamente da quanto si può pensare, la Cronoscalata non è una manifestazione riservata a pochi, chiunque la può fare se allenato, è una gara agonistica riconosciuta dalla Uisp ed è una grande emozione che vale la pena vivere Emozioni che possono vivere sia grandi che piccini, sia uomini che donne.. Esatto. La Cronoscalata è aperta a tutti purchè muniti di tesserino agonistico e maggiori di 15 anni. In questa edizione la nostra bandiera è stato Leonardo Fagnoli classe 1941, da due anni assiduo frequentatore della Crono. Quest’anno poi tra i concorrenti c’era anche una campionessa nazionale Laura Vagheggi, una presenza femminile molto gradita come tutte le donne del resto Quindi possiamo già dare l’appuntamento per il prossimo anno? Abbiamo già deciso che rifaremo la Cronoscalata anche nel 2012, con la speranza che ci siano più persone iscritte. E’ una gara che dà tanto, regala emozioni a raffica, sia al pubblico che al corridore, vale la pena sperimentare

NELLE DUE CATEGORIE VINCONO RISPETTIVAMENTE CORSETTI E MORRONE Mountain bike 1.Nicola Corsetti 2’24.88 2. Luca Boninsegni 2’45.92 3. Henri Ceccarelli 3’09.47 4. Alessio Polcri 3’14.59 5. Stefano Farinelli 3’21.58 Categoria strada 1. Marco Morrone 2’18.94 2. Fabrizio Ferri 2.20.65 3. Alessio Chiarini 2.233.16 4. Massimo Cheli 2.32.50 5. Nicola Roggiolani 2.36.30 Al termine della manifestazione c’è stato un succulento rinfresco per tutti in Piazza Baldaccio offerto dalla residenza protetta di Anghiari

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ANDREA BENEDETTI, CON LA BALDACCIO

UNA NUOVA SFIDA TUTTA DA VIVERE

Aretino di adozioni il nuovo mister si è già aggiudicato la sua prima vittoria in campionato di Manuela PULETTI sta di Anghiari? Sicuramente la voglia di cominciare a misurarmi con una prima squadra: questo è stato sempre un mio grande obiettivo, un traguardo che prima o poi avrei voluto raggiungere. Purtroppo non è facile trovare ciò perché il mondo del calcio è un mondo sovraffollato soprattutto di allenatori. Poi è arrivato qualche contatto con alcuni dirigenti della Baldaccio, fin dalla prima telefonato mi sono sentito subito sintonia con la società e sono contento che mi sia stata data questa possibilità Di questi tempi in Valtiberina le società calcistiche fanno fatica a mantenersi compatte, lei che tipo di dirigenza ha trovato?

Allenava insieme a Renato Buso la primavera della Fiorentina. Andrea Benedetti è arrivato ad Anghiari a testa bassa, con la voglia di esprimersi e la determinazione di chi vuole vivere una nuova sfida. Scariche adrenaliche da prima squadra, questo il motivo principale che lo ha portato in Valtiberina. Ma conosciamolo meglio Andrea Benedetti si presenti... Ho 42 anni sono romagnolo di nascita ma aretino di adozione. Da anni, per motivi sia personali che professionali, vivo ad Arezzo. Ho una compagna ed un figlio di due anni. Tra le mie più grandi passioni c’è sempre stato il calcio che pratico fin da bambino.

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In quali categorie ha giocato? Ho cominciato nelle giovanili del Rimini, poi ho fatto qualche anno in serie C, in C1 e in C2, anche se, per lo più, ho militato in campi di serie D Fino a quando non è diventato allenatore.. Ho cominciato questo bellissimo mestiere circa dieci anni fa con il settore giovanile del Cesena, ho allenato per due anni gli allievi regionali, un anno i giovanissimi nazionali, poi sono passato alla Fiorentina e anche lì ho fatto due anni di allievi regionali e per tre anni sono stato il vice di Renato Buso alla primavera della squadra gigliata Cosa l’ha convinta ad accettare la propo-

La Baldaccio Bruni è una società ottima. E’ organizzata sotto tutti gli aspetti, non ho e non credo che avrò alcuna difficoltà a portare avanti il mio lavoro, ho ottimi rapporti con tutti, è un posto ideale dove un allenatore può esprimersi al meglio Che tipo di contratto ha firmato con la società bianco verde? I contratti per un allenatore si rinnovano di partita in partita (ride)....A parte gli scherzi mi auguro di far bene e di raggiungere gli obiettivi prefissati, poi è chiaro che un allenatore viene valutato dai risultati che conquista, io penso solo ad ottenere il massimo, il resto si vedrà Che rapporto ha instaurato con i tifosi? Qui ad Anghiari, nonostante i numeri ab-


Sport bastanza ridotti di supporter, com’è normale che sia, ho potuto constatare che c’è una tifoseria molto vicino alla squadra, è una tifoseria che ci stimola, ci sostiene ed è un ottimo ausilio per lavorare ancora meglio Nelle amichevoli di pre campionato avete avuto delle prestazioni altalenanti, come giudica i risultati conseguiti? La squadra l’ho vista bene nelle prime amichevoli, ho visto una buona base per fare bene poi è ovvio che nelle partite successive, il lavoro di preparazione è aumentato e il gruppo ne ha risentito. Durante le ultime amichevoli abbiamo pagato la stanchezza, non avevamo assimilato i carichi di lavoro. Ma sono convinto che già dalla prima di campionato saremo pronti. Mai profezia fu più azzeccata, il 4 settembre scorso al Saverio Zanchi di Anghiari, la Baldaccio si è imposta sull’Olimpia Colligiana per 2 a 1 con un Giovagnoli in grande spolvero (ndr) Cosa pretende dai suoi ragazzi? Da loro voglio determinazione e spirito di sacrificio. Voglio vederli combattere in ogni momento della partita ancor di più, se e quando, ci troveremo in svantaggio. E’ nei momenti negativi che si tira fuori il carattere di una squadra ed è questo quello che voglio vedere in campo ogni domenica, a prescindere dal risultato

Qual è il giocatore che più l’ha impressionata? Ma no..da noi la differenza la deve fare il gruppo. E’ il collettivo la cosa più importante. Poi se c’è il Gruppo quello con la G maiuscola ecco che vengono fuori anche i singoli, ma ciò che più conta è la coesione e l’affiatamento della squadra. Dei giocatori ceduti chi avrebbe invece tenuto? Nessuno, se la società ha deciso ciò, io rispetto queste scelte, anzi ribadisco il fatto che sono in piena sintonia con il direttore sportivo e con l’intera dirigenza. Come giudica la campagna acquisti di questa estate? Buona, molto buona..mi considero più che soddisfatto Se la società avesse avuto più denaro da investire, quale reparto avrebbe ulteriormente rafforzato? Sono situazione difficili da valutare, con i se e con i ma non si costruisce mai niente. Io posso solo dire che per quelle che sono le potenzialità della società , sono davvero più che soddisfatto Lei ha uno schema preferito oppure il suo gioco sarà un’evoluzione continua? Diciamo che la cosa quasi inamovibile, secondo il mio modo di pensare, è la difesa a

4. Poi al centro campo e in attacco mi piace variare in base a tante cose come il gruppo che ho a disposizione o le caratteristiche dei miei giocatori e degli avversari che andiamo ad affrontare Qual è il suo rapporto con i ragazzi, attingerà dal settore giovanile? Noi abbiamo un organico di 22 giocatori dove la metà sono giovanissimi. Loro saranno utilizzati durante il campionato per due motivi: uno per obblighi imposti dalla categoria secondo cui un ragazzo per ogni classe (1994, 1993 e 1992) deve essere necessariamente in campo, due perché credo nei giovani. Loro sono determinati. Quale obiettivo si è prefissato per questa stagione? Mah.. l’obiettivo minimo è quello di rimanere in categoria, Mi sembra piuttosto cauto nel pronunciarsi, stiamo parlando di una squadra che l’anno scorso ha giocato i play off? L’anno scorso è passato, io penso di avere una squadra competitiva ma il girone è difficile ci sono società importanti che hanno militato in serie di rilievo come la C1 o la C2 e dove vogliono tornare. Noi dobbiamo pensare solo a raccogliere punti partita dopo partita, dobbiamo trovare un’identità, poi dopo possiamo giocarcela con chiunque

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