Issuu on Google+

compie cinquant’anni!!!

NUMERO 7 GIUGNO LUGLIO 2011

La scuola primaria Di Via Bozia

Periodico di informazione locale economico culturale edito da Valtiberina Edizioni srl Iscrizione Registro Stampa n.3/08 Autorizzazione Tribunale di Arezzo del 13.02.2008 Iscrizione Roc n.20836 ISSN 2035-2832


w w w. a n g h i a r i i n f o r m a . i t


Paese che vai, Paese Paese che vai, che trovi. trovi. che trovi.

Punti di distribuzione: Punti di distribuzione: Anghiari Punti distribuzione: Punti dididistribuzione:

Ufficio Turistico Associazione Proloco, C.so Matteotti 103 Anghiari Anghiari Ufficio Turistico Associazione Proloco, C.so Matteotti 103 Anghiari Monterchi Ufficio Turistico Associazione Proloco, C.so Matteotti 103 Ufficio Turistico Associazione Proloco, C.soLoc. Matteotti Bar Frizzino • Ferramenta Senese Aretina, Pocaia 103 Monterchi Monterchi Bar Frizzino • Ferramenta Senese Aretina, Loc. Pocaia Monterchi Sansepolcro Bar Frizzino • Ferramenta Senese Aretina, Loc. Pocaia BarSansepolcro Frizzino • Ferramenta Senese Aretina, Loc. Pocaia Ufficio Turistico Comprensoriale, Via Matteotti 8 • Cartolibreria Edicola Chieli Via XX Settembre 93 Sansepolcro •Ufficio CentroTuristico Commerciale ValtiberinoVia Matteotti 8 • Cartolibreria Edicola Chieli Via XX Settembre 93 Comprensoriale, Sansepolcro Ufficio Comprensoriale, • CentroTuristico Commerciale ValtiberinoVia Matteotti 8 • Cartolibreria Edicola Chieli Via XX Settembre 93 Ufficio Turistico Comprensoriale, • Centro Commerciale ValtiberinoVia Matteotti 8 • Cartolibreria Edicola Chieli Via XX Settembre 93

... e da oggi anche al punto vendita • Centro Commerciale Valtiberino ... e da oggi anche al punto vendita ... e da oggi anche al punto vendita

... e da oggi anche al punto vendita

di Sansepolcro! di Sansepolcro! di Sansepolcro!

di Sansepolcro!


è al fianco di

Informa Edizione Anghiari iscrizione registro stampa n. 3 – 08 autorizzazione del Tribunale di Arezzo del 13-02-2008. Iscritta all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) al n. 20836

anno II – numero 7 Giugno Luglio 2011 Periodico edito da VALTIBERINA EDIZIONI SRL direttore responsabile Cinzia SCATRAGLI responsabile redazione Manuela PULETTI hanno collaborato Manuela PULETTI Lara CHIARINI Claudia MARTINI Catia BIGI Matteo ROMANELLI Cinzia SCATRAGLI Sara MORETTI Pietro GANGANELLI Francesco DEL TEGLIA Laura GUERRINI Paolo MORETTI Michele ROSSI Dr. Riccardo CONTI progetto grafico copertina Studio Inoltre Monterchi & Niccolò Lazzerini Impaginazione, grafica e stampa Industria Grafica Valdarnese San Giovanni Valdarno Pubblicità VALTIBERINA EDIZIONI SRL Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 www.valtiberinainforma.it press@valtiberinainforma.it foto di copertina Ricardo MÉNDEZ PASTRANA

Periodico

di informazione

locale econo

mico cultur

ale edito da

Valtiberina

Edizioni srl

Iscrizione

Registro Stamp

a n.3/08 Autori

NUMERO

ANGHIARI INFORMA

7 GIUGNO

2011

Il primo periodico di informazione locale economico culturale

zzazione Tribun

ale di Arezzo

del 13.02.2008

Iscrizione

Roc n.208

36 ISSN 2035-

2832

Amici lettori, eccoci al numero estivo dei nostri periodici, numero che rimarrà fino a fine agosto. Ogni edizione continua a mantenere la sua caratteristica predominante, dare informazione locale ma sempre con approfondimenti storici e culturali del territorio. Tante le notizie di Monterchi, Anghiari, Sansepolcro e Sestino che fanno essere la nostra testata giornalistica unica nel suo genere. Ogni paese con la propria rivista e un portale specifico. Caratteristica che ci continua a contraddistinguere dalle altre realtà editoriali locali. In contemporanea con l’uscita dei periodici nelle varie edizioni, troverete anche un edizione speciale rivolta in particolar modo ai turisti presenti in Valtiberina nel lungo periodo estivo, con traduzione in inglese. Al suo interno eventi, manifestazioni e non solo. L’edizione, denominata Valtiberina Informa speciale Eventi è un numero unico e seguirà la nostra inconfondibile linea editoriale. La rivista verrà distribuita negli uffici turistici, strutture ricettive, agriturismi e nei nostri punti di distribuzione. Inoltre “Valtiberina Informa speciale Eventi” sarà anche visionabile, sfogliabile e stampabile direttamente dal sito www.valtiberinainforma.it, cosi che con un semplice click chiunque possa documentarsi sulle principali iniziative presenti in Valtiberina. All’interno dello stesso portale e in continua crescita anche il nostro Tg in Web, un appuntamento settimanale da non perdere con ospiti d’eccezione, notizie e servizi esterni di approfondimento. Tanti gli eventi e argomenti trattati. Avrete anche notato che ufficialmente siamo al fianco della Fondazione Meyer, distinguendoci così non solo per la particolarità del nostro progetto, ma anche per essere presenti in iniziative sociali di estrema importanza. L’impegno di Valtiberina Informa sarà quindi quello di dedicare alla Fondazione una pagina informativa per ogni edizione dei nostri periodici, con lo scopo di far conoscere l’attività della Fondazione Meyer nata per raccogliere fondi per l’Ospedale pediatrico toscano e in particolar modo sulle iniziative della sezione valtiberina dell’Associazione stessa. Vi riportiamo concludendo e con grande orgoglio la lettera di ringraziamento che ci è pervenuta in redazione da parte di Andrea Fiori Direttore della Fondazione Meyer. “Siamo felicissimi che Valtiberina Informa, abbia deciso di concederci uno spazio all’interno dei loro periodici nelle varie edizioni locali, che vengono distribuite capillarmente in tutta la Valtiberina . E’ da quasi un anno che dimostrate un interesse verso la nostra attività, da quando grazie all’ impegno di Davide Cerini e Luigi Boncompagni , e’ stato possibile dar vita alla sezione Valtiberina dell’ associazione di volontariato della Fondazione Meyer “ Gli amici del Meyer “. Così facendo la Valtiberina e’ sicuramente più vicina a Firenze . Noi Vi ringraziamo di cuore e cercheremo di essere all’altezza della vostra fiducia . L’ospedale pediatrico Meyer e’ sicuramente una struttura di livello regionale e nazionale che risponde anche alle esigenze della vostra vallata , quando i problemi non sono risolvibili in ambito locale. Questo spazio ci consentirà di tenervi informati sui principali progetti portati avanti dalla Fondazione Meyer al fianco dell’Ospedale e aggiornarvi sull’attività della sezione con il loro impegno importantissimo sull’accoglienza famiglie “. Firmato Andrea Fiori Direttore della Fondazione Meyer Augurandovi Buone vacanze, vi ricordo che il prossimo numero uscirà nel mese di settembre.

Redazione Anghiari Informa Viale Piero della Francesca, 91/A Monterchi (Ar) Tel e Fax 0575/70490 Quotidiano on.line: www.anghiariinforma.it info@anghiariinforma.it Manoscritti, dattiloscritti, foto non si restituiscono. L’editore non si assume come propria l’opinione di quanti collaborando con ANGHIARI INFORMA esprimono liberamente giudizi ed affermazioni con scritti e servizi a loro firma. La collaborazione non richiesta formalmente per iscritto non sarà retribuita. Le collaborazioni sono prestate a titolo gratuito per diffusione culturale economica. E’ vietata la riproduzione totale o parziale dei testi, disegni, foto riprodotte su questo numero del giornale senza autorizzazione. © Valtiberina Edizioni srl – Tutti i diritti riservati

Cinzia Scatragli Direttore responsabile s.cinzia@valtiberinainforma.it

Un augurio speciale e particolarmente sentito a Nilo Agolini che lo scorso 24 giugno ha compiuto 90 anni e alla moglie Libera Inci con la quale, ad Aprile, ha festeggiato 65 anni di matrimonio. I figli, la cognata, i nipoti e tutti i parenti li abbracciano entrambi e augurano a loro tanta serenità. Auguri anche da tutta la redazione di Valtiberina informa


TG TG TG

n WEB n WEB


2011 di informa

zione locale

7 GIUGNO

Periodico

economico

culturale edito da

Valtiberina

Edizioni srl

Iscrizione

Registro Stampa

n.3/08 Autoriz zazione Tribuna

NUMERO

Il primo periodico di informazione locale economico culturale

le di Arezzo

del 13.02.2

008 Iscrizio

ne Roc n.2083

6 ISSN 2035-2

NOTIZIE DAL COMUNE Riccardo La Ferla: 8 per me e per Anghiari si apre un nuovo ciclo Identikit della nuova giunta 10 ATTUALITÀ Un universo diverso per raccontare 11 i diversamente abili

8

SCUOLA Nassirya per non dimenticare 12 STORIA Il Santuario del Carmine, storia di un’apparizione 14 ATTUALITA’ Il Liceo Artistico di Anghiari si fa onore a Firenze 17 SCUOLA La scuola primaria di via Bozia Compie 18 cinquant’anni!!

22

EVENTI Edizione 2011 di Tovaglia a Quadri: Maltiberina 21 Il Palio della Vittoria dal 1440 fino ai giorni nostri 22 L’Anghiari Festival scalda i motori 24 CULTURA Dall’Accademia del Silenzio al Festival 26 dell’Autobiografia: esperienze in cammino ASSOCIAZIONI Notizie dal Gruppo Fratres di Anghiari 28

26

e agin p 6 e di no 1

ich ter all’in on le rubr c

SOMMARIO

832


Riccardo La Ferla: per me e Parla il neo sindaco di Anghiari, eletto con il 70,12% di preferenze

zo Pretorio prima e Palazzo Testi poi, come vice sindaco. Questa volta però è stata una cosa totalmente diversa, unica nel suo genere. Essere stato scelto dal 70% della popolazione per amministrare il comune è una bella sensazione, ti gratifica. Prima di entrare a Palazzo Testi, in veste ufficiale di primo cittadino, mi sono rimbalzate in testa tante immagini di questi nove anni da vice sindaco, sono le gioie e dolori di un amministratore, ma ciò che provavo in quel momento era un sentimento mai vissuto finora: prima ero uno della giunta, oggi sono il punto di riferimento della macchina amministrativa. E’ stata una cosa vecchia per certi aspetti , ma nuova per altri: per me e per Anghiari iniziava in contemporanea un nuovo ciclo

Lunedì 16 Maggio, ore 17,30, Riccardo La Ferla viene nominato ufficialmente sindaco di Anghiari. Una volta scrutinate tutte le schede, l’avvocato aretino, ma anghiarese di adozione vince la partita riscuotendo oltre il 70% delle preferenze. Tra le file del centro sinistra locale c’è soddisfazione per una vittoria forse prevedibile, ma non in queste dimensioni. La Ferla, lo sapeva che con il suo 70,12 % ha stabilito un record nella storia di Anghiari, lei è sindaco che ha ricevuto più consensi in assoluto al primo mandato.. No, non lo sapevo, me l’hanno detto poco dopo gli scrutini. E’ un riconoscimento che fa molto piacere: da una parte ti riempie di gioia, dall’altra ti carica di responsabilità, ma è questo il bello. “Insieme per Anghiari” ha avuto la fiducia di tanti cittadini, noi siamo pronti ad impegnarci e garantire la massima serie8

tà, per ripagarli. Se l’aspettava un plebiscito così ampio? A dire la verità no. Durante i vari incontri avvenuti in campagna elettorale, qualche sentore positivo l’avevamo avvertito, ma non immaginavamo che 7 cittadini su 10 ci scegliessero. E’ stato un risultato inaspettato e allo stesso tempo desiderato. Credo che questo traguardo sia il risultato di molti fattori, tra cui una campagna elettorale sana, trasparente e priva di proposte irrealizzabili, mirata sul territorio e sulle reali esigenze dei nostri cittadini. Ci racconta le emozioni che ha vissuto quando per la prima volta è entrato a palazzo testi in veste di sindaco? L’emozione è stata davvero forte. Per tanti hanno ho varcato la porta di Palaz-

Sappiamo che c’è stata une bella festa in suo onore.. Il giorno dopo le elezioni i funzionari comunali ed alcuni cittadini mi hanno atteso a Palazzo Testi per darmi il benvenuto. E’ pur vero che nove anni da vice sindaco non si dimenticano. Il 28 maggio scorso li ho contraccambiati: abbiamo fatto una bella festa tutti insieme al Castello di Sorci. Anche in quell’occasione, come in molte altre ho avuto la conferma di quanto sia unita e compatta la nostra squadra. Questa è davvero una bella garanzia per il futuro. Quali sono i tre ingredienti che, secondo lei, hanno contribuito al suo successo? Sicuramente la validità dei candidati: avevamo 12 candidati tutti credibili, tutti seri, tutti preparati che fin da subito si sono distinti per il grande impegno messo in questa avventura, nuova per molti di loro. Poi potrei dire la bontà della proposta: ai nostri cittadini abbiamo presentato un programma elettorale


Notizie dal comune di Manuela Puletti

per Anghiari si apre un nuovo ciclo chiaro, realizzabile, senza false ed inutili promesse, abbiamo garantito lavoro, impegno, dedizione ed amore. Inoltre credo che la gente abbia recepito in pieno il nostro messaggio: per tutta la campagna elettorale abbiamo affermato che il cittadino e le sue esigenze sono al centro della nostra politica, la popolazione di Anghiari ci ha creduto e per questo ci ha dato la sua fiducia. Sono convinto che noi non li deluderemo: abbiamo una squadra di persone serie che ha voglia di mettersi a disposizione per il bene del proprio paese e questo è già un ottimo punto di partenza.

Al momento qual è la prima necessità per Anghiari? Considerando i tempi, sicuramente la prima necessità è quella di rimettere in moto la macchina comunale, tutti gli uffici hanno bisogno di ripartire. Negli ultimi tre mesi il comune di Anghiari è stato governato dalla dottoressa Guarino, la quale ha sicuramente fatto un ottimo lavoro. Ora però c’è bisogno di ricominciare, di lavorare a 360° per il bene di questo paese. Una volta rispolverato gli ingranaggi della macchina amministrativa sarà premura di questa squadra, nominare le commissioni, affrontare il tema dell’urbanistica, valutare le osservazioni ed approvare gli strumenti. Contemporaneamente non potremmo, di sicuro, tralasciare la scuola da poco conclusa e le politiche sociali, sempre fondamentali. Pochi giorni fa il referendum: la popolazione italiana era chiamata ad esprimersi anche sulla delicata questione circa la privatizzazione dell’acqua, qual è la vostra posizione in merito? ” Su questo argomento non è cambiato nulla, come ci siamo lasciati da lì ripartiremo. La battaglia contro la privatizzazione dell’acqua è stato inserita nel nostro programma elettorale e fin

dall’inizio è stata condivisa da tutte le forze politiche. Sono convinto che il nostro impegno a tal proposito sarà forte, costante ed incessante. Non a caso, per il referendum, abbiamo cercato di supplire alla mirata e voluta mancanza di informazione nazionale, coinvolgendo i cittadini, spiegando loro perché era così importante scrivere quattro volte SI per dire No.

Lunedì 30 maggio l’insediamento ufficiale con un consiglio comunale straordinario nel quale ha reso noto la sua giunta, quali sono stati i suoi criteri guida nella scelta degli assessori? L’attuale giunta sarà composta da quattro assessori più il sindaco come sancito nel decreto Calderoli. Così facendo i cittadini avranno meno rappresentatività in consiglio comunale e le giunte, specialmente quelle come nei comuni delle nostre dimensioni, avranno grosse difficoltà perché le deleghe rimangono le stesse, ma diminuisce il numero di chi le gestisce. Comunque a parte questo, nel definire i campi d’azione di ogni singolo ho cercato di raggruppare le aree che a parer mio hanno tra di loro affinità e ho così deciso: Sandro Attala è il vice sindaco con deleghe all’urbanistica, assetto

del territorio ed ambiente, Giuseppe Ricceri è stato riconfermato assessore alle politiche sociali e pubblica istruzione. Altre new entry, in una giunta per 3/5 rinnovata, sono Fabrizio Scartoni attuale segretario del Partito Democratico e Miriam Petruccioli insegnante. Al primo sono spettate le deleghe per i lavori pubblici e le attività produttive, mentre alla seconda il turismo, le aree protette e il commercio, per me mi sono tenuto lo sport, la sanità, il personale e il bilancio. C’è anche la possibilità,come scritto nel nostro statuto che ad un consigliere possa essere attribuita una delega particolare. Non c’è niente di definitivo, ma ci stiamo pensando perché ciò vorrebbe dire dare ulteriore responsabilità ai nostri consiglieri e siccome sono convinto che tutti sono molto preparati, la cosa non è da escludere In famiglia e soprattutto suo figlio Rodrigo come hanno preso questa vittoria? Sono stati tutti particolarmente contenti, Rodrigo ha anche vinto la scommessa. Ci vorrà solo del tempo per adeguarsi ai ritmi diversi, ma come ho già detto, per me e per Anghiari è cominciato un nuovo ciclo.

ELEZIONI DEL 15/16 MAGGIO 2011 Preferenze per il Consiglio Comunale di Anghiari LISTA N.1 - Insieme per Anghiari Sandro Attala . ..............168 Alessio Cagnacci ..........102 Elisa Marinelli ...............106 Federico Maurizi ...........115 Luca Mazzoni ...............143 Mirco Meozzi ................165 Giacomo Moretti ...........107 Miriam Petruccioli .........119 Giuseppe Ricceri . .........255 Fabrizio Scartoni ...........202 Simona Senesi . ............94 Gemma Valentini . .........60 NON PASSANO: Valentini, Marinelli, Cagnacci e Senesi

LISTA N.2 RISVEGLIO E PROGRESSO PER ANGHIARI Alessandro Polcri ..........167 Claudio Maggini . ..........114 Vittorio Bianchini ...........23 Valerio Bianchi . ............32 Domenico D’Alvisi .........40 Arianna Roselli . ............8 Lucilla Rossi .................18 Roberto Stowasser . ......27 Loris Rossi ...................44 Massimo Redenti ..........37 Massimo Polverini . .......3 Pierluigi Faltoni .............8 Passano: Polcri, Maggini, Rossi più il candidato a sindaco non eletto Dini

9


Notizie dal comune

IDENTIKIT DELLA NUOVA GIUNTA RICCARDO LA FERLA

Nato ad Arezzo il 26 agosto 1962. Laureato in giurisprudenza di professione fa l’avvocato. E’ sposato ed ha un figlio, Rodrigo. Iscritto inizialmente alla Margherita è poi confluito nel Pd. Prima di diventare sindaco è stato per nove anni nell’Amministrazione anghiarese come assessore all’urbanistica e vice sindaco. Oltre alla carica di sindaco, La Ferla si è tenuto per sé le deleghe allo sport, sanità, personale e bilancio.

GIUSEPPE RICCERI

Nato ad Anghiari il 12 ottobre del 1951. Sposato ha una figlia che si chiama Federica. Diplomato in ragioneria, è pensionato. Durante la legislatura di Danilo Bianchi era assessore alle politiche sociali e pari opportunità, carica rinnovatagli anche dal neo sindaco Riccardo La Ferla. Ha iniziato la sua esperienza politica nelle fila della Margherita per poi passare al Pd.

SANDRO ATTALA

Attuale vice sindaco con deleghe all’urbanistica, assetto del territorio ed ambiente. Nato a Città di Castello il 3 aprile del 1950 è sposato con l’ex sindaco di Anghiari, Maddalena Senesi. Ha quattro figlie Tiziana, Chiara, Letizia, Barbara. Laureato in  medicina e chirurgia con specializzazione igiene sanità pubblica, ricopre l’incarico di dirigente medico alla Asl. Negli anni ha militato nelle file del Pci e in Rifondazione. E’ stato membro del direttivo nazionale di Rifondazione, due volte Consigliere Provinciale oltre che contemporaneamente Consigliere a Badia Tedalda e nell’Assemblea della Comunità Montana.

FABRIZIO SCARTONI Dopo la sua nomina ha assunto le deleghe per

i lavori pubblici e le attività produttive. Nato 5 settembre 1960 ad Chiarreville in Francia è coniugato con due figlie Lucia e Camilla. Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche, è insegnante di matematica al Liceo Città di Piero di Sansepolcro.  Iscritto al Pd,  è stato segretario della sezione di Anghiari dal giungo 2010 fino alle recenti dimissioni in seguito alla nomina ad assessore.

MIRIAM PETRUCCIOLI è l’unica donna alla corte di Riccardo La

Ferla. A lei è il nuovo assessore al turismo, aree protette e commercio. Nata a Città di Castello l’11 febbraio del 1975. Separata. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali svolge la professione di insegnante. Non ha avuto precedenti incarichi in ambito politico.

10


Attualità

UN UNIVERSO DIVERSO PER

RACCONTARE I DIVERSAMENTE ABILI Al premio “Parole suoni e colori” sono giunti centinaia di elaborati provenienti da tutta Italia

“Un universo diverso” è questa l’accezione

che meglio definisce il premio “Parole suoni e colori” di Anghiari, giunto alla quarta edizione. Anche quest’anno, nonostante il tormentone dovuto alle elezioni amministrative, la manifestazione dedicata ai diversamente abili non solo è stata riconfermata, ma ha mantenuto il consueto successo. Centinaia sono stati gli elaborati giunti in comune e valutati da un’apposita commissione, confermato e consolidato l’ impegno di molti volontari e dell’assessore alle politiche sociali Giuseppe Ricceri. “Nonostante le evidenti difficoltà dovute alle dimissioni anticipate dell’ex sindaco Danilo Bianchi che un po’ hanno bloccato il normale svolgimento dell’organizzazione della manifestazione – spiega Ricceri – anche quest’anno abbiamo voluto essere qui per donare attenzione, sentimento ed affetto ai bambini diversamente abili, soggetti con problematiche complesse, ma che hanno un universo da poter offrire al mondo”. Format dunque confermato: ai partecipanti si chiedeva di presentare un elaborato che rientrasse nelle categorie Parole Suoni o Colori, eseguito da uno o più bambini diversamente abili. Alcuni di questi venivano selezionati per poi essere premiati durante una conviviale in programma alla fine di maggio. Vera novità di questa edizione la location “Quest’anno ha spiegato ancora Ricceri – anziché la sala audiovisivi, abbiamo optato per la residenza protetta, un fiore all’occhiello della passata e dell’attuale amministrazione. Qui, oltre ad esserci spazi più confortevoli e dei bellissimi giardini, ogni giorno vivono persone con serie difficoltà, persone che hanno il conforto di tutta la comunità anghiarese e che non devono mai essere dimenticate”. Tra i vincitori, nella sezione Parole, quest’anno spicca l’elaborato di Matteo, veneto, studente arguto e dotato di una formidabile memoria, ma con difficoltà verbali. Ad entusiasmare la giuria, non solo il suo bell’elaborato, ma anche la creatività e l’originalità del metodo con il quale

il professor Angelo Grimaldi dell’istituto Guarino Veronese di San Bonifacio, fa lezione al piccolo Matteo. L’insegnante infatti, adopera un metodo efficace e divertente per spiegare le varie discipline al suo alunno: attraverso il programma Power point, Grimaldi inventa alcune storie di cui Matteo è l’eroe, con fumetti e cartoni animati, che poi puntualmente vengono raffigurati dallo ragazzo stesso. Un metodo moderno ed efficace poiché permette al piccolo Matteo di poter comunicare con il mondo a lui circostante. “Il premio – afferma Grimaldi – è anche un riconoscimento per noi insegnanti di sostegno che spesso lavoriamo nell’ombra». E aggiunge a bassa voce: «Il premio più importante, a dire il vero, è stato poter lavorare accanto a Matteo». Tra gli altri vincitori si segnalano anche nella sezione “Colori” a pari merito due elaborati presentati dall’ dell’Istituto Superiore Statale “Montessori” - Liceo Scienze Sociali “Repetti”, di Marina di Massa e dalla Scuola Media Statale “Da Vinci - Colombo” di Perugia, mentre nella sezione Suoni ad aggiudicarsi il premio sono stati i ragazzi del Centro per l’Impronta di Colle Val d’Elsa (SI), che hanno vinto con la canzone “Kaos Garden”. Ma in questa edizione c’è stato anche uno riconoscimento per alcuni partecipanti: a tre ragazzi dell’Istituto Comprensivo “F. de Andrè” di Cascina amanti del calcio è stata consegnata una maglia inviata dalla società calcistica dell’ Inter e firmata da Zanetti, Snejder, Eto’o e Julio Cesar. Due foto da consegnare con  una dedica speciale sono state indirizzata, invece, a Rinaldo, ragazzo disabile nato ad Anghiari che abita a Sansepolcro, a inviarglieli Javier Zanetti, giocatore dell’Inter, tramite la sua “Fondazione Pupi”. Dopo le premiazioni, svoltesi nella giornata di domenica, è anche tempo di bilanci: soddisfatto l’assessore Ricceri commenta così l’ottima riuscita della manifestazione: “Nonostante le difficoltà anche quest’anno siamo riusciti, come amministrazione, a portare a

di Manuela PULETTI

termine questa bella iniziativa. Voglio dunque ringraziare tutti i volontari senza i quali non era possibile essere qui oggi e la dottoressa Giusti, alla quale, quest’anno abbiamo offerto la medaglia, per la quarta volta consecutiva, donata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Detto questo sono molto soddisfatto per come è andata la manifestazione, oltre al numero sempre importante di lavori che ci giungono dalle parti più disparata di Italia, devo dire che anche i contenuti sono di pregevole fattura. Questo fa onore sia alla nostra manifestazione, sia soprattutto agli insegnati di sostegno, i quali operano in un universo diverso fatto però da persone straordinarie come quelle che nel corso di questa manifestazione mi è più volte capitato di incontrare”.

11


“NASSIRYA PER NON

L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI ANGHIARI RENDE Alla premiazione ha partecipato anche il comandante Provinciale dei carabinieri, colonnello Antonio Frassinetto

G

iovedì 09 Giugno, alle ore 10, presso il Teatro dei Ricomposti di Anghiari, è avvenuta la premiazione ufficiale delle opere scritte e grafiche degli Alunni delle Classi II A– III A dell’Istituto Statale Comprensivo dei Comuni di Anghiari e Monterchi e delle Classi II A – III A della Scuola Media Annessa all’Istituto Statale d’Arte di Anghiari. La premiazione ha rappresentato l’ultima fase prevista all’interno del progetto “Nassirya –Per non dimenticare”. Tale progetto, svoltosi nel corso dell’intero anno scolastico, in collaborazione con il Comune di Anghiari e l’Arma dei Carabinieri, ha previsto molteplici momenti formativi grazie ai quali gli alunni hanno potuto realizzare elaborati articolati rappresentativi del percorso personale di riflessioni e impressioni scaturite a seguito dell’attuazione del progetto. Quest’ultimo prevedeva vari obiettivi, tra i quali: conoscere nel dettaglio una pagina della storia contemporanea (la strage di Nassirya avvenuta il 12 novembre 2003); riflettere sulle esperienze personali di Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri che hanno svolto missioni all’estero; arrivare ad una conoscenza più approfondita dell’Arma in modo da comprendere l’importanza della loro funzione sociale e umana, oltre che militare; riflettere sulla strage di Nassirya attraverso rappresentazioni cinematografiche. Gli studenti potevano scegliere la tipologia dell’elaborato finale: composizione letteraria o realizzazione artistica; all’interno di queste, essi potevano utilizzare più forme e canali espressivi. Gli elaborati finali sono stati valutati da una Commissione giudicatrice, che ha operato la selezione secondo alcuni criteri quali: originalità espressiva dell’elaborato inteso come frutto di riflessione individuale inerente i temi del Progetto; chiarezza espositiva; efficacia rappresentativa e comunicativa; mancanza di contenuti palesemente offensivi (in particolare nei confronti di temi religiosi, razziali, sessuali, sociali o politici lesivi della sensibilità altrui). Gli elaborati finali sono stati sei, tre per categoria prescelta: composizione letteraria e realizzazione artistica. Alla premiazione finale, erano presenti, oltre le suddette Classi, i Dirigenti Scolastici delle due Scuole, i Docenti responsabili del Progetto, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione del Progetto, il neo eletto sindaco di Anghiari Avv. Riccardo la Ferla, l’Assessore alla pubblica istruzione Sig. Giuseppe Ricceri, il Comandante Provinciale Colonnello Antonio Frassinetto che, nonostante i suoi numerosi impegni ha voluto esserci per ringraziare personalmente tutti gli studenti. Dopo i saluti e i doverosi ringraziamenti da parte del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di primo grado, Dott.ssa Monica 12

di Daniela Bonauguri Foto Roberto STOWASSER

Cicalini, del Sindaco La Ferla, dell’assessore Ricceri . e del Dirigente Scolastico della Scuola Media annessa all’Istituto d’Arte Prof. Fabrizio Gai, l’assegnazione dei premi ha avuto inizio con l’ascolto dell’Inno di Mameli cantato da alcuni Alunni dell’Istituto Comprensivo diretti dalla Prof.ssa Tina Marconi. Successivamente si è dato spazio alla premiazione vera e propria. Questi i lavori vincitori: Sezione artistica 1° Classificato colonna in argilla realizzata dalla classe II Sez. A della Scuola media annessa all’Istituto d’Arte. Motivazione: Lodevole il riferimento storico-artistico. Incisiva la forza simbolica del messaggio, che si evidenzia anche nella capacità di elaborare un unicum, frutto di una produttiva sinergia del gruppo classe 2° Classificato Video realizzato da 3 alunni della classe III Sez. A della scuola media L. Da Vinci Istituto Comprensivo ( Ershani Klajdi, Lanzi Elisa Albiani Aura Caterina) Motivazione: Meritevole il ricorso alle moderne tecniche multimediali: ottima la selezione delle immagini presentate e la loro coerenza con i testi e la colonna sonora 3° Classificato Formelle- bassorilievi realizzate dalla classe III Sez. A della Scuola media annessa all’Istituto d’Arte Motivazione : Significativi l’impegno e l’abilità nella ricostruzione dell’evento storico attraverso una realizzazione plastica che, pur nella molteplicità dei manufatti, concorre efficacemente all’unitarietà del messaggio. Sezione letteraria 1° Classificato Black book realizzato da 4 studenti della classe II Sez.A della scuola media L. da Vinci Istituto Comprensivo ( Bozzini Marco, Marzi Andrea, Pieroni Lisa, Tecchioli Federico ) Motivazione: Pulizia del lavoro nella presentazione grafica, chiarezza e completezza nell’esposizione arricchita da profonde riflessioni personali. Lavoro corretto sia dal punto di vista artistico che letterario. 2° Classificato Brano poetico “ Guerra e pace ogni sorriso tace”. Composta dagli alunni della classe III Sez. A Scuola media annessa. Motivazione: Presentazione originale e coerente alla tematica trattata. Messaggio che, pur nella sua semplicità, denota una partecipazione emotiva e consapevole all’esperienza vissuta.


Scuola

on dimenTicaRe”

ende omaggio aLLe FoRZe deLL’oRdine 3° Classificato Manifesto realizzato da tre alunni della classe III sez. A dell’Istituto Comprensivo ( Becatti Isacco, Simone Rubini Daniele Viviani ) Motivazione : Messaggio chiaro, essenziale, incisivo sia sul piano letterario che artistico. Colpisce il linguaggio maturo nella grafica e nella tecnica compositiva. Ai Vincitori è stata donata, la riproduzione della stele commemorativa dei caduti di Nassirya collocata presso il Campo alla Fiera di Anghiari (Autunno 2009); in oro ( 1° premio). in argento ( 2° premio), in bronzo ( 3° premio). A tutti è stato poi consegnato sia l’attestato di partecipazione che la stele in formato più piccolo. Le stele sono state realizzate dall’artista Ianiello Iazzetta. Lo splendido teatro di Anghiari ha fatto da cornice a questa toccante esperienza che ha raggiunto livelli di intensa emozione in particolare quando il Comandante Provinciale Colonnello Antonio Frassinetto, con atteggiamento “paterno”si è rivolto ai ragazzi per ringraziarli, lodarli ed incoraggiarli a fare tesoro di esperienze come questa per il futuro. Nel corso della manifestazione il Sindaco La Ferla, coadiuvato dall’Assessore Ricceri e dal Dirigente Scolastico Dott.ssa Cicalini, ha consegnato una targa ( opera sempre dell’artista Iazzetta), in segno di gratitudine e stima a tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita del Progetto, in particolare a: Comandante Provinciale Colonnello Antonio Frassinetto per aver autorizzato la realizzazione del progetto e per aver portato il proprio prezioso contributo testimoniando le sue esperienze di missione all’estero. Maggiore Angelantonio Sorrentino per aver guidato le scolaresche durante la visita alla sede del Comando Stazione Carabinieri di Arezzo. Capitano Giuseppe Di Matteo instancabile coordinatore del progetto sempre attento a curare ogni fase del progetto Luogotente Maresciallo Luca Chiarentin ideatore del progetto, sempre disponibile, che ha curato la parte storica dello stesso illustrando la nascita e il lungo percorso dell’Arma dei Carabinieri Maresciallo Alessandro Milanesi e Vice Brigadiere Ra���aele Carrino hanno portato la loro testimonianza di missione all’estero. Maresciallo Renato Rossi ( in congedo) ha seguito affettuosamente tutto l’iter del progetto offrendo sempre la propria disponibilità in caso di necessità Sig. Roberto Stowasser “fotografo” ufficiale che ha immortalato con immagini davvero belle i momenti più salienti del progetto.

Al Maresciallo Chiarentin è stata donata una formella con inciso il simbolo dell’Arma, da appendere al comando stazione di Anghiari. Al comandante Provinciali Frassinetto, gli alunni hanno invece donato un “black book” la cui forma ricorda il Calendario dell’Arma all’interno del quale sono riportate le riflessioni degli studenti relative al Progetto. La mattinata si è felicemente conclusa alle ore 12.00.

13


IL SANTUARIO DEL CARMINE,

STORIA DI UN’APPARIZIONE Il 18 ottobre 1540 la costruzione della chiesa era già terminata La storia del Santuario della Madonna del Carmine ha inizio l’11 luglio 1536 quando alla dodicenne pastorella Mariella, figlia di Gambino del Mazza, apparve la Madonna. Il miracolo, che avvenne in località Combarbio (che etimologicamente significa “Crocicchio” o “Trivio”, indica cioè la presenza di un’intersezione tra più strade), vicino ad un castagno, fu il primo di una lunga serie. Le apparizioni durarono per tre mesi, durante i quali la devozione e lo stupore popolare crebbero a tal punto che le autorità civili e religiose, dopo un’accurata inchiesta, dichiararono la veridicità del fenomeno ed autorizzarono l’edificazione di un santuario mariano nel luogo dove si ripetevano i prodigi Nell’archivio Capitolare di Arezzo si conserva un documento elencante decine di grazie ricevute dagli abitanti di Anghari in questo periodo. Il vescovo aretino, mons. Minerbetti, dette così il permesso agli anghiaresi di raccogliere offerte ed elemosine per erigere il sacro edificio. Il progetto fu affidato all’architetto di Bibbiena Giovan Battista Camerini, noto anche per aver coordinato la costruzione delle fortificazioni della marina di Portoferraio, all’Isola d’Elba.

14

L’11 luglio 1537 parteciparono al festeggiamento dell’anniversario dello straordinario evento circa ventimila pellegrini da tutta la Toscana. Per gestire le molte queste raccolte ed organizzare al meglio i lavori, la comunità di Anghiari istituì la “L’Opera della Madonna del Combarbio”. Il 18 ottobre 1540 la costruzione della chiesa era già terminata e mancava poco per completare pure il convento annesso. Per questo motivo furono invitati a reggere il santuario i Padri Minori Osservanti della Verna. Tuttavia il 4 giugno del 1545 essi rinunciarono all’incarico. Per una loro sostituzione alla direzione si dovette attendere il 15 giugno 1548, quando l’oneroso compito fu assegnato ai Frati Carmelitani della provincia di Mantova. I Carmelitani devono il loro nome al monte Carmelo, un’altura della Palestina ai piedi della quale sorge la città di Haifa (anticamente Caifa). Uno dei loro primi atti ad Anghiari, fu il cambio del nome del sacro edificio che, da “Santuario della Madonna del Combarbio” divenne: “Santuario della Madonna del Carmine”. Inoltre, istituirono l’unione della Madonna del Carmine, i cui associati, vivendo devotamente la pro-

di Matteo ROMANELLI

pria fede mariana, godettero a più riprese di indulgenze concesse da vari pontefici e dello scapolare. I lavori furono completamente ultimati nel 1552. Il primo maggio di quell’anno infatti si tenne la solenne consacrazione ed inaugurazione del santuario, celebrata dal vescovo tifernate mons. Filicori. Nell’occasione fu posta sopra l’altar maggiore l’immagine della Madonna proveniente dalla casa di ser Ciaperini. Il castagno presso cui avvennero le apparizioni fu segnalato con un recinto per permettere la devozione popolare. Il santuario apparteneva al territorio della Pieve di S. Maria a Micciano, sotto la giurisdizione della Diocesi di Arezzo. Nel 1571 il papa regnante Pio V emise una bolla con la quale invitava le popolazioni della Valtiberina a visitare e a pregare la Madre di Dio presso il Combarbio. Nel 1782, dopo ben 234 anni, i frati carmelitani lasciarono il santuario. Non si trattò di una libera scelta ma di una imposizione derivante da un motu proprio con cui il granduca Pietro Leopoldo soppresse una ventina di monasteri e conventi. Spesso questo atto viene confuso con la più organica legge sulla Soppressione delle Compagnie, Congregazioni, Congreghe, Centurie e Confraternite del 21 marzo 1785, che abolì tutte le associazioni e compagnie religiose. Il beneficio del sacro edificio passò alla chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze. Nel 1803 la popolazione di Anghiari riuscì finalmente ad affidare il convento agli Eremiti Camaldolesi. Tuttavia dopo soli nove anni, un editto di Napoleone, decretò lo scioglimento di ogni corporazione religiosa. Per questo motivo, nel 1812 il santuario fu annesso come cappellania alla Pieve di S. Maria a Micciano, sul cui rettore quindi ricadde l’onore – onere di gestire un tanto importante luogo di culto. All’inizio del XX secolo fu poi istituita la Pia Unione della Madonna del Carmine che nel 1946 contava oltre quattromila iscritti. Il 14 giugno 1987 il vescovo della neo-unificata diocesi di Arezzo – Cortona - San-


Storia sepolcro mons. Giovanni D’Ascenzi, con proprio decreto, ha posto sotto la diretta autorità episcopale il santuario della Madonna del Carmine, che fino ad allora era rimasto soggetto al pievano pro-tempore di Micciano. Questo atto ufficiale è un’ulteriore prova dell’importanza che ha avuto e che ha tutt’oggi ha questo prestigioso santuario nella espressione della devozione mariana delle genti dell’alta valle del Tevere. Scrive mons. D’Ascenzi nel decreto: “Una testimonianza fervida di fiducia e di amore alla Madonna del Carmine si ebbe la sera del’11 luglio 1986, compiendosi 450 anni dalla data della prima apparizione. All’inizio dell’anno mariano, indetto da Giovanni Paolo Il, avendo riconosciuto la diffusione e la continuità storica della devozione verso la Madre di Dio che si venera nel santuario della Madonna del Carmine, sito in località Combarbio, comune di Anghiari, mons. Giovanni D’Ascenzi, vescovo di Arezzo - Cortona - San sepolcro, decreta che detto santuario sia posto sotto l’autorità del vescovo protempore di Arezzo - Cortona - Sansepolcro, affidandone la cura spirituale e la direzione ad un delegato vescovile, coadiuvato da un consiglio di amministrazione. La Vergine santissima, madre di Dio e madre nostra, accolga questo decreto come atto di ardente amore verso di Lei del popolo di Anghiari, di Sansepolcro e dell’alta Valtiberina e si degni di benedire il clero, i religiosi, le famiglie, particolarmente la gioventù, che affidiamo con fiducia al suo Cuore di Madre”. In questa maniera la chiesa è diventata il principale santuario mariano di tutta la Valtiberina toscana. Il primo delegato nominato fu don Giovanni De Robertis. Nel 1992 gli è succeduto don Marco Salvi, attuale proposto di Anghiari, che ha ricostituito la società dello scapolare, che nel 2006 contava oltre 800 iscritti, persone che si sono impegnate a vivere in conformità con l’esempio mariano. Passiamo ora a descrivere il sacro edificio da un punto di vista architettonico ed artistico. La chiesa si presenta a croce latina con un ampio transetto. Sul lato destro spicca il campanile a vela datato 1566, che sormonta il chiostro del convento. La facciata è caratterizzata da un imponente sviluppo verticale, che conferisce maestosità e robustezza alla struttura e presenta, molto in alto, un piccolo occhio che consente l’illuminazione del fabbricato assieme alle finestre sulle pareti laterali e sul transetto. Gli interni della chiesa presentano alcune evidenti alterazioni del progetto originale, dovute a restauri ottocenteschi. L’altare maggiore in pietra è

decorato da un seicentesco affresco raffigurante i Santi dell’Ordine Carmelitano in atto di invocare Maria, di autore ignoto, ma soprattutto dall’opera di maggior pregio conservata nel santuario: una pregevole tavola che ritrae la Madonna con Bambino e San Giovannino, di scuola fiorentina, dell’inizio del XVI secolo, inserita in un tabernacolo ornato di intagli in legno dorato a grossi fogliami con quattro putti, di stile barocco, ai lati. Fu probabilmente realizzata da Niccolò Soggi, allievo del Perugino ed amico di Vasari, che dipinse un altro quadro di soggetto molto simile (“Madonna con Bambino e San Giovannino sullo sfondo di un paesaggio”, oggi esposta alla Pinacoteca di Arezzo) per il cardinale Antonio del Monte, che la conservò a lungo nella sua camera da letto. Nel corso

dei già citati restauri del XIX secolo furono costruiti otto altari laterali e, attorno al 1860, furono realizzati dipinti murali rappresentanti i Santi Giovanni Battista, Alberto e Andrea, la Madonna Assunta e la Madonna del Rosario. Nel chiostro si trova una pittura dell’Apparizione della Vergine, riportante la scritta: “Apparitio Beate Marie v. 11 juli 1536”. Nel 2001 l’intera struttura fu seriamente danneggiata dal terremoto che colpì la Valtiberina. Furono necessari cinque anni di restauri per riportare il santuario all’antico splendore. In questa circostanza inoltre sono stati realizzati posti letto, spazi per il ristoro e le attività di gruppo che permettono ai visitatori di ricevere un’accoglienza adeguata in una cornice ambientale di indubbio valore.

Nel giorno dell’Ascensione si tiene una solenne cerimonia. Ma è il mese di luglio a rappresentare per il santuario un periodo di festa e devozione straordinario. Cadono infatti a pochi giorni di distanza la ricorrenza dell’apparizione di Maria al Combarbio (11 luglio) e la festa della Madonna del Carmine (16 luglio). Pertanto ogni anno in questa occasione si tengono celebrazioni particolari. Si comincia lunedì 11 luglio con la partenza di due pellegrinaggi, fissata per le ore 20, da Anghiari e da Tavernelle, accompagnato dalla recita del S. Rosario e da canti. Seguirà (ore 21) la S. Messa celebrata dal vescovo mons. Riccardo Fontana, cui sono invitati tutti i parroci e i fedeli della Zona Pastorale Valtiberina. Giovedì e venerdì 14 e 15 luglio alle ore 21 sarà recitato il S. Rosario, accompagnato da meditazioni sulla Parola di Dio e sull’opera della Vergine Maria. Infine il 16 luglio la S. Messa concelebrata dai sacerdoti del Vicariato di Anghiari – Monterchi e la Processione Mariana attorno al Santuario concluderanno un’intensa settimana all’insegna della preghiera e della riscoperta della fede e della devozione cristiana.

15


itĂ , Storia, Cultura, l a u Ar te Att ,M edic ina, Turi smo, Enogastronomia...


ATTUALITA’

Valtiberina Sismica e 2012 Non è possibile prevedere giorno, mese od anno, in cui si verificherà un terremoto. E’ invece possibile stabilire in termini probabilistici che, in un intervallo ragionevole di anni, il sisma avrà alta probabilità di verificarsi

Ci stiamo lentamente ed inesorabilmente avvicinando ad un anno particolarmente importante, almeno per i popoli antichi: il 2012. Il 21 Dicembre di tale anno, secondo i cosiddetti catastrofi sti dovrebbero avvenire cataclismi su scala mondiale che provocherebbero l’estinzione di buona parte delle specie sul nostro pianeta, compreso l’uomo. Ma occorre davvero avere paura? Chiariamo il fatto che questo fantomatico anno è si segnalato da numerose popolazioni del mondo antico, primi tra tutti da i Maya ma non vi è nessuna profezia legata ad esso: nessuno ha mai parlato di sconvolgimenti o di apocalisse, bensì della fi ne di un ciclo e l’inizio di uno nuovo. Si tratta semplicemente della fi ne del calendario Maya: è come se noi arrivassimo al 31 Dicembre del 2011 e ci accorgessimo di non avere altri calendari in casa per l’anno seguente; di sicuro non ci faremmo prendere dal panico ma ci metteremmo a cercare nei negozi un nuovo calendario dell’anno 2012. E’ però vero che il nostro pianeta sembra irrequieto, soprattutto negli ultimi anni. Abbiamo visto tutti cosa è accaduto all’Aquila e in Giappone; che cosa sta succedendo? Andando più nello specifi co e in quella II

che è la nostra realtà ci dobbiamo porre una domanda: dobbiamo avere paura dei terremoti in Valtiberina considerando anche le numerose scosse avvenute negli ultimi periodi? Come sappiamo, la nostra vallata è un luogo dove nel tempo si sono verifi cati numerosi terremoti che hanno provocato ingenti danni e ucciso numerosi cittadini. Ma sono terremoti abituali che non hanno nulla di particolarmente esclusivo; ma la Valtiberina è davvero una zona a rischio? Per capire come stanno le cose abbiamo voluto incontrare Marco Bani, laureato in scienze biologiche ed esperto speleologo della vallata Altotiberina e non solo. Marco Bani ha pubblicato numerosi libri e collabora con il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che si occupa di sbugiardare maghi e leggende metropolitane. Abbiamo posto a Bani numerose domande a cui egli ha risposto con piacere per portare chiarezza in quella che è la “Mania da 2012” e in quelle che sono le verità sulla sismicità della Valtiberina: La Valtiberina è da sempre una zona soggetta a terremoti, in molti oggi hanno timore visti anche i precedenti, ma c’è

di Michele ROSSI

davvero da avere paura? La paura è l’impulso positivo che nell’immediato permette la difesa dai pericoli e nei tempi lunghi consente di prendere le decisioni progettuali giuste. Sbagliata l’ignavia del dimenticarne le cause e anche il suo opposto costituito dalla irrazionale sovrastima del pericolo e dal panico. Ci può spiegare brevemente cosa accade nel sottosuolo della Valtiberina? Come mai è una zona sismica? Il fenomeno va inquadrato nella teoria della “tettonica delle zolle” che vede il nostro paese stretto nella morsa della zolla africana e di quella euro-asiatica. Queste due placche da alcune decine di milioni di anni vanno comprimendosi nel reciproco avvicinamento. Il Mediterraneo è quanto resta di un grande oceano detto Tetide i cui sedimenti sono stati proiettati in alto dal raccorciamento tettonico a formare la catena appenninica. Questi movimenti sono tuttora in atto e i terremoti ne costituiscono la manifestazione. Durante le fasi compressive le rocce sono capaci di contrastare il movimento con deformazioni elastiche. Superata una soglia critica avviene un’ esplosione dell’energia


elastica accumulata con un movimento improvviso lungo fratture dette faglie e con una propagazione della perturbazione in maniera concentrica attorno al punto di rottura sotto forma di onde sismiche. Più in particolare la nostra penisola, essendo posta al limite delle due grandi zolle africana ed euro-asiatica, è caratterizzata da zolle secondarie che interagiscono. In particolare la micro-zolla adriatica entra in subduzione in corrispondenza del mare da est verso ovest e, scivolando sotto l’Appennino, ne causa il sollevamento. A zone implica compressione, in altre stiramento della crosta, generando terremoti la cui collocazione degli ipocentri ha permesso di individuare il piano di scorrimento della microplacca stessa. Le faglie che il movimento tettonico ha generato interessano anche il sottosuolo dell’Alta Valle del Tevere, con almeno due lunghe fratture attive con orientamento appenninico. Esse sono lunghe circa 25 chilometri e sono poste una ai piedi dei rilievi della sinistra idrografi ca e l’altra sotto i rilievi della destra idrografi ca. Dico en passant che sono state queste le considerazioni a farmi scrivere in vari contesti che l’invaso di Montedoglio costituisce un pericolo e che non andrebbe riempito stante l’argine di terra non garantibile rispetto ad una grossa scossa sismica. In molti hanno iniziato a preoccuparsi dopo il terremoto terrificante dell’Aquila del 2009, tecnicamente parlando è possibile che accada qui ciò che è accaduto in Abruzzo? L’ondata emotiva dopo eventi calamitosi è una costante e si presenta in maniera più signifi cativa quando vige l’ignoranza. Il terremoto dell’Aquila poco aggiunge a quanto già sapevamo sui terremoti alto tiberini. La storia ci parla, per il nostro territorio, di una scossa distruttiva ogni secolo, o poco più. Su “Altrapagina” pubblicai, commentando i rischi connessi alla Diga di Montedoglio, le seguenti citazioni: 1353. “A dì 2 dicembre nella terra di Borgo de San Sepolcro e nella Città de Castello fuoro gli magiori terramuoti che già mai fussero, per li quali cadde la maggior parte de la terra et caddero dei casseri, che ce stavan in essa terra: ce morirono per essa cagione più di tre milia persone …” (Magherini Graziani, Storia di Città di Castello) 1458. “Li 26 aprile il tremuoto rovinò quasi la terza parte delle fabbriche della città, e vi morirono circa 13 persone …” (Muzi, Memorie Civili di Città di Castello). 1789. “Il terremoto del 30 settembre 1789 recò vari danni anche in Città di Castello. Propriamente l’origine di questo terremoto fu da un lato di tramontana verso San Sepolcro … Furono molti i danni recati alla città e diocesi da questo terremoto. Cadde la cupola di S.

Maria di Belvedere e quella della Cattedrale …” (Muzi, Memorie Civili di Città di Castello). 1917. “ … Ha come epicentro Monterchi e Citerna, che vennero rase al suolo, mentre Città di Castello viene gravemente danneggiata, tanto che gli abitanti debbono abbandonare le abitazioni e rifugiarsi in tendopoli …” (Il Dovere. 13 maggio 1917) Il geofi sico Enzo Boschi ha recentemente tenuto una conferenza a Città di Castello per avvertirci che tra Gubbio e Sansepolcro insiste l’area che presenta il maggior ritardo di tutto l’Appennino rispetto all’epicentro di un grande terremoto. Non è dato sapere quando questo si scatenerà, ma la notizia non è rassicurante poiché lungo le lunghe faglie attive presenti nel sottosuolo altotiberino potrebbe essersi accumulata energia pronta a liberarsi. Oggi si fa un gran parlare della “prevedibilità degli eventi sismici” ma è realmente possibile prevedere i terremoti (magari con il gas radon) salvando così numerose vite? Non è possibile prevedere giorno, e neanche mese od anno, in cui si verifi cherà un terremoto. E’ invece possibile stabilire in termini probabilistici che in un intervallo ragionevole di anni il sisma avrà alta probabilità di verifi carsi. Questo non è poco, anzi è quanto serve poiché il terremoto non uccide. Sono le case mal costruite ad essere assassine e quindi nelle aree che contemplano la probabilità di terremoti le costruzioni devono ubbidire a opportuni requisiti. Lo hanno capito i giapponesi che nell’ultimo tremendo terremoto migliaia di volte più potente di quello dell’Aquila non hanno avuto morti sotto i crolli, ma solo tanti affogati dallo tsunami. Decine di repliche appena di potenza inferiore alla scossa principale non hanno causato altre vittime. Detto questo aggiungo che, per certe aree, le ricerche che prendono in considerazione le emissioni di Radon sono promettenti e vanno incoraggiate. Recentemente la natura sembra scatenarsi contro l’uomo, esempio lampante è ciò che è accaduto recentemente in Giappone, ma come mai negli ultimi anni questa attività catastrofica naturale sembra essere aumentata? La comunicazione globale fa apparire in aumento i disastri naturali. Se questo è vero per gli uragani a causa dell’aumento della temperatura planetaria, questo non sembra riguardare i fenomeni sismici. Degli tsunami connessi ai grandi fenomeni dei secoli scorsi, come ad esempio l’esplosione del vulcano Krakatoa nel 1883 con onde di maremoto alte 40 metri, in occidente non abbiamo saputo quasi nulla e solo di recente ne abbiamo preso vera coscienza. Le analisi storiche e archeolo-

giche ci testimoniano tanti eventi catastrofi ci remoti. Cito Santorini, la scomparsa della civiltà micenea, Pompei. Ricordo che nel 1906 San Francisco fu distrutta, con migliaia di morti, dal movimento della Faglia di Sant’Andreas. Nel 1908 terremoto e maremoto tra Messina e Reggio Calabria fece circa 100.000 morti. Un grande terremoto distrusse Tokyo nel 1923 con 150.000 morti. Nel 1964 una regione dell’Alaska è stata distrutta dal più potente sisma forse mai registrato, con variazioni orografi che evidenti, e un intero paesaggio variato in pochi minuti. Insomma: “Niente di nuovo sotto il sole”. Siamo alla vigilia di un anno importante, il 2012, un anno che in molti vedono come l’Apocalisse. In molti hanno cercato di spiegare che in tale anno non avverrà nulla di particolare e se dovesse avvenire qualcosa sarà un evento positivo, lei cosa ne pensa? Facendo parte del Cicap avrà sicuramente un’idea razionale di questo fantomatico anno. Non perdo tempo a commentare Idiozie di questo genere. La teoria apocalittica riferita al 2012 non può essere affrontata con argomenti razionali. Una profezia nefasta è stata inventata per Roma, con un terremoto tremendo che doveva avvenire il 12 maggio passato. La previsione è stata attribuita, a torto, a Raffaele Bendandi, sismologo faentino autodidatta scomparso nel 1979, che mai ha scritto una cosa simile. Insomma cosa si sente di dire agli abitanti della Valtiberina che hanno paura del terremoto? Chi abita in case progettate con responsabilità, meglio se realizzate in solido cemento armato, e magari non commissionate a improvvisati cottimisti, può stare tranquillo. Il terremoto non uccide. Le nostre abitazioni possono farlo se non costruite con tecniche e materiali idonei. Il terremoto, uno di quelli seri, verrà. Tra 5 minuti? Tra 50 anni? Non si sa, ma verrà. E non deve essere considerato un evento eccezionale. Deve essere previsto nelle nostre pianifi cazioni. La natura contempla i movimenti tettonici, e quindi i terremoti, come elementi vitali del pianeta. Il naturalista conosce e ama i fenomeni perché sono creativi, costruttivi, e hanno permesso l’evoluzione di questo meraviglioso pianeta che ospita la vita. Non per niente la parola tettonica deriva dal greco τέκτων, tektōn che signifi ca “costruttore”. III


MEDICINA Tratto da: Linnee Guida per il controllo di Culicidi potenziali vettori di Arbovirus in Italia Istituto Superiore di Sanità. www.zanzaratigreonline.it

del dott. Riccardo CONTI

Dipartimento della Prevenzione Zona Valtiberina Assistente Sanitaria Sara Bartolini

La zanzara tigre Appartenente all’ordine dei ditteri, genere Aedes e specie Albopictus, la zanzara tigre, arrivata in Italia più di un decennio fa dal Sudest asiatico, è ormai ben adattata ai nostri ambienti. E’ quindi a tutti gli effetti una zanzara italianizzata. Dal punto di vista dell’aspetto, Aedes si distingue molto bene dalla zanzara comune per la livrea “tigrata”. L’adulto di zanzara tigre, infatti, ha un corpo nero con striature bianche su capo, torace addome e zampe. Le sue dimensioni sono comprese tra i 4 e i 10 mm. Il ciclo vitale della zanzara tigre comprende 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova sono nere e lunghe circa mezzo millimetro. Le larve, che crescono e si sviluppano in acqua, sono disposte in un’unica fi la a pelo dell’acqua, e sono caratterizzata da una grossa spina centrale. L’adulto, infi ne, vive sulla terra ferma. DA DOVE PROVIENE La zanzara tigre ha origine nel Sudest asiatico. Nella seconda metà del ‘900 si è diffusa in numerosi paesi dell’Africa, in 25 stati degli USA, nel Sudamerica, in Australia e nelle isole del Pacifi co. In Europa è stata avvistata per la prima volta in Albania nel 1988. I primi avvistamenti in Italia risalgono a metà anni ’90, associati a depositi di pneumatici usati importati e scaricati al porto di Genova. Oggi è diffusa su gran parte del territorio nazionale. E’ presente anche in Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Austria, Germania è segnalata comunque almeno la presenza in tutta Europa. La presenza di “siti a rischio”, come appunto gli pneumatici usati e altri contenitori dove ristagnano anche piccole quantità di acqua, ha consentito la creazione di “aree primarie di colonizzazione” dalle quali è iniziato l’insediamento del territorio circostante. ABITUDINI Particolarmente aggressiva, la zanzara tigre è attiva anche in pieno giorno. Nonostante possa pungere anche uccelli, rettili e perfi no anfi bi, la femmina di Ae. albopictus attacca preferibilmente l’uomo procurando pomfi e irritazioni fastidiose. Dato che non vola molto in alto, tende a pungere soprattutto le gambe degli esseri umani. Gli adulti di zanzara tigre generalmente preferiscono spazi aperti, al riparo negli ambienti freschi e ombreggiati e trovano quindi rifugio soprattutto tra l’erba alta, le siepi e gli arbusti. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati abbondantemente anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi. Tradizionalmente, si riteneva che la zanzara tigre non si spostasse più di poche decine di metri. Studi recenti svolti in Emilia-Romagna dimostrano al

IV

contrario che è capace di effettuare spostamenti anche di centinaia di metri, avvicinandosi al chilometro. IL CICLO DELLA ZANZARA TIGRE La femmina di Aedes, responsabile delle punture all’uomo, può compiere diversi pasti di sangue a distanza di 3-5 giorni uno dall’altro e in condizioni ottimali (ad esempio in laboratorio) può vivere anche più di 40 giorni. A partire da circa 60 ore dopo il pasto di sangue le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell’acqua. In laboratorio si è visto che ogni femmina è in grado di deporre le uova anche per 7 cicli consecutivi, per un totale di 350-450 uova per individuo in una stagione. Grazie a raffi nati meccanismi bio-fi siologici, le uova di zanzara tigre possono sopravvivere in forma quiescente anche durante il freddo invernale e i periodi di siccità. Una umidità del 60-70% e temperature di 25°C sono suffi cienti a far sopravvivere circa un quarto delle uova deposte per 4 mesi. Addirittura, le uova si sono dimostrate capaci di sopravvivere a -10°C per 24 ore! Basta però che le uova siano sommerse anche in una minima quantità d’acqua per un’ora, a temperature miti, per schiudersi. Se l’immersione si prolunga per almeno 7 giorni, il ciclo adulto della zanzara riparte. In primavera e autunno, dalla deposizione delle uova fi no allo sfarfallamento dell’adulto passano in media 15-20 giorni, mentre in piena estate questo periodo si accorcia a soli 6-8 giorni. COSA POSSONO FARE I CITTADINI La lotta alla zanzara tigre non può avere esiti positivi senza un attivo coinvolgimento della popolazione. I siti a rischio di infestazione da zanzara tigre nelle aree pubbliche sono infatti solo il 20-30% del totale. Il rimanente 7080% delle zone a rischio è di proprietà privata. E’ quindi necessario che i cittadini mettano in atto misure di prevenzione e di trattamento nelle aree di loro competenza. CONTRO LA DEPOSIZIONE DELLE UOVA (Come comportarsi per evitare la proliferazione di zanzara tigre) La zanzara tigre depone le uova nelle parti asciutte di contenitori in cui è presente acqua stagnante. Al momento della schiusa delle uova, il giovane insetto (larva) ha bisogno di pochissima acqua per compiere il proprio ciclo fi no alla trasformazione in adulto È quindi necessario evitare ogni ristagno d’acqua: • eliminare i sottovasi e, se non è possibile, evitare ogni ristagno d’acqua; • pulire accuratamente i tombini e le zone di scolo;


• non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto; • controllare periodicamente le grondaie mantenendole libere e pulite; • controllare fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara; • svuotare frequentemente gli abbeveratoi e le ciotole d’acqua per gli animali domestici; • non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino per evitare che si riempiano di acqua piovana; • coprire le cisterne e tutti i contenitori utilizzati per la raccolta dell’acqua piovana con zanzariere o teli ben stesi; • nei cimiteri pulire periodicamente e con cura i vasi portafiori, cambiare frequentemente l’acqua dei vasi o trattarla con prodotti larvicidi; se si usano fiori sintetici mettere sul fondo del vaso sabbia per evitare ristagni accidentali di acqua; • utilizzare le zanzariere per i pozzetti della raccolta di acqua piovana non accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità d’acqua stagnante; • non lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali e legna. CONTRO LE LARVE Lotta larvicida I prodotti larvicidi sono necessari per trattare i focolai che non si possono eliminare e nei quali permane l’acqua, come i pozzetti stradali, le caditoie, i tombini e tutti gli altri ambienti nei quali si possa verificare un ristagno. Esistono diversi prodotti larvicidi, tutti reperibili con facilità e a basso costo. I trattamenti larvicida devono essere effettuati da Aprile a Ottobre ed è necessario ripetere il trattamento dopo ogni pioggia abbondante. • Tabella riassuntiva principi attivi Principio attivo DIFLUBENZURON

PIRYPROXYFEN BACILLUS THURINGIENSIS ISRAELENSIS (BTI)

Modalità d’azione Soprattutto per ingestione, inibisce la sintesi della chitina, azione chemiosterilizzante Per contatto e ingestione, azione ormonosimile, analogo dell’ormone giovanile Per ingestione

Tipo di formulazione commerciale Sospensione acquosa, compresse, granuli Granuli, compresse, liquido concentrato Fluido, granuli, pastiglie, polvere bagnabili

• Bacillus Thuringensis Insetticida biologico, contro le larve di zanzara, a base di bacillus thuringiensis varietà israelensis, innocuo per l’uomo e gli animali, e non inquinante per l’ambiente. Modalità di impiego Trattamenti a cadenza settimanale, da Aprile a Ottobre, secondo quanto indicato nell’etichetta della confezione. È necessario ripetere il trattamento dopo ogni pioggia abbondante. • Pyriproxyfen Regolatore di crescita degli insetti (IGR) che impedisce la trasformazione della larva in insetto adulto, presenta bassissima tossicità verso gli organismi non bersaglio, viene rapidamente degradato nell’ambiente e non produce derivati tossici. Modalità d’impiego Trattamento da effettuarsi ogni 4/6 settimane, da Aprile a Ottobre, secondo le modalità indicate in etichetta. È necessario ripetere il trattamento dopo ogni pioggia abbondante.Diflubenzuron • Diflubenzuron Regolatore di crescita degli insetti (IGR) che impedisce la trasformazione della larva in insetto adulto, presenta bassissima tossicità verso gli organismi non bersaglio, viene rapidamente degradato nell’ambiente e non produce derivati tossici. Modalità d’impiego Trattamento da effettuarsi ogni 3/4 settimane, da Aprile a Ottobre, secondo le modalità indicate in etichetta È necessario ripetere il trattamento dopo ogni pioggia abbondante

Dove acquistare i prodotti larvicida • Presso le farmacie; • Presso i negozi dedicati al giardinaggio ed agli operatori agricoli.; • Presso i Supermercati, negozi di ferramenta ecc. CONTRO GLI INSETTI ADULTI (Lotta adulticida) • Trattamenti adulticidi in ambiente chiusi In ambito domestico si possono usare le piastrine per fornelletti elettrici, i vaporizzatori o emanatori elettrici per l’erogazione di insetticidi. Questi prodotti, essendo a base di piretroidi, devono essere utilizzati con particolare cautela, seguendo con cura quanto riportato in etichetta. È opportuno evitare il loro funzionamento quando si soggiorna nella stanza, soprattutto se l’arieggiamento non è sufficiente a garantire il ricambio continuo d’aria. • Trattamenti adulticidi all’esterno Nelle aree infestate l’uso di insetticidi nebulizzati è un’opzione a cui ricorrere in casi eccezionali. Anche se questo tipo di trattamento ha l’effetto di abbassare drasticamente la presenza di zanzare, ha una durata limitata nel tempo e l’impatto ambientale è considerevole. Da aprile a novembre, i Comuni possono trovarsi nella necessità, dopo aver chiesto il parere preliminare del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL competente per quel territorio, di effettuare una disinfestazione con trattamenti adulticidi. Ovviamente questo tipo di interventi deve essere condotto solo in casi straordinari ovvero in presenza di un’elevata quantità di zanzare adulte o in siti sensibili, come ad esempio scuole o ospedali. • Con trappole attrattive Recentemente sono comparse, anche sul mercato italiano, trappole attrattive da utilizzare in esterno con una certa capacità di cattura delle femmine basata sull’emissione di anidride carbonica e altre sostanze attrattive. La loro capacità di cattura può rivelarsi utile in piccoli giardini. Sono invece poco efficaci le trappole che agiscono con un attrattivo luminoso per via delle abitudini diurne della zanzara CONTRO LE PUNTURE Prodotti repellenti Le sostanze repellenti da applicare sulla cute ostacolano il raggiungimento della pelle da parte della zanzara, impedendo ai sensori delle zanzare di intercettare i vasi sanguigni. Caratteristiche principi attivi • DEET - dietiltoluamide:presente in commercio a varie concentrazioni dal 7 al 33,5%.Una concentrazione media di 24% conferisce una protezione fino a 5 ore. E’ indicato solo si soggetti al di sopra dei 12 anni. • Picridina/icaridina (KBR 3023): ha protezione sovrapponibile al DEET, nei prodotti in commercio ha una concentrazione tra 10 e 20%, con efficacia di 4-8 ore. Può essere usato nei bambini al di sopra dei 2 anni. • Citrodiol (Eucalyptus citriodora, lemon eucalyptus extract): è protettivo e utilizzabile anche nei bambini a partire, dai tre mesi. • IR3535 (ethyl butylacetylaminopropionate): concentrazione 7,5%, conferisce protezione per 30 minuti, utilizzabile anche nei bambini a partire dai due anni. • Citronella: protezione sino a 20 minuti, concentrazione 5% • Dispositivi quali braccialetti imbevuti di repellente e apparecchiature ad ultrasuoni di tipo fisso o portatile sono inefficaci. Precauzioni nell’uso di repellenti cutanei: • scegliere i prodotti tenuto conto dell’età dei soggetti; • non utilizzare su pelle irritata, abrasa o ferita; non utilizzare spray direttamente sul volto, ma qui applicare il prodotto con le mani; • applicare il prodotto anche sui vestiti; • in caso di forte sudorazione riapplicare il prodotto; • non ingerire, non applicare sulle mucose; • non inalare i prodotti; • leggere attentamente le istruzioni d’uso prima dell’utilizzo.

V


di Valentina MONTI Un anno fa è nato il mio bambino ed è iniziata l’esperienza più incredibile, intima ed appassionante della mia vita. Un viaggio fatto di istinto ed emozioni, sentimenti e contatti profondi, ma anche di dubbi, incertezze, problemi e interrogativi. Ho scoperto che la vita di una mamma è fatta sì di gioie sorprendenti e istanti unici, ma anche di stanchezza e momenti in cui è facile sentirsi sole, inadeguate e smarrite di fronte all’enorme responsabilità che un figlio porta con sé, così come impreparate ad affrontare la nuova vita che questo comporta. Ho pensato che il corso pre-parto era stato fondamentale per affrontare tutto il periodo della gravidanza, ma che era terminato quando il bisogno di informazione e condivisione non era diminuito, ma aumentato. Il modo che ho trovato per cercare di affrontare al meglio tutto questo è stato creare MammInforma: una sorta di corso post-parto autogestito, in cui cercare informazione e condivisione, le due cose di cui sentivo di più il bisogno. Partendo dalle persone più vicine a me, ho così coinvolto amiche e “colleghe” di maternità per creare degli incontri con relatori esperti in varie materie legate alla vita di mamme e bambini, tenuti dapprima negli agriturismi, e poi al Ristorante Fiorentino di Sansepolcro. Una formula semplice ma il cui successo mi ha fatto capire che il bisogno che sentivo non era solo il mio: un relatore professionalmente qualificato ed esperto nella propria materia, una merenda sana e genuina, una babysitter per permettere alle mamme di portare tutti i

VI

propri figli e partecipare serenamente, l’entusiasmo di tutte e la voglia di stare insieme. Iniziata la scorsa estate col passaparola fra amiche, l’iniziativa è cresciuta e nel ciclo invernale siamo arrivate ad avere anche una ventina di partecipanti ad incontro, affrontando temi che spaziano dalla psicologia al trucco, dalla fitoterapia all’arte di ricevere (nonostante i bambini!), dall’omeopatia al fitness e comunque mescolando sempre argomenti seri e faceti per crescere insieme ai nostri piccoli, ma anche per non dimenticare la donna che c’era prima della mamma, e la coppia che c’è sempre e comunque. MammInforma è così diventato un momento dedicato alle mamme di ogni età che vogliono informarsi e restare in forma, che vogliono incontrarsi per condividere esperienze, stati d’animo, gioie e problemi legati alla maternità e ai bambini. Un gruppo allegro e “rumoroso”, ironico e slegato da logiche commerciali, in cui proseguire l’informazione e la condivisione fra donne e provare a fare networking, per affrontare meglio l’impegnativo ruolo di madri e donne, per aiutarci anche solo sentendoci meno sole. https://www.facebook.com/mamminforma. Per il calendario estivo visita anche il sito www.valtiberinainforma.it nella sezione dedicata di Mamminforma e per ulteriori aggiornamenti www.sansepolcroinforma.it


La separazione coniugale: un evento multifattoriale

Per il bambino è importante constatare nella figura genitoriale caratteristiche di stabilità e affidabilità La separazione del nucleo familiare si configura come un evento critico nel ciclo di vita della famiglia e rappresenta per il bambino un evento traumatico. Negli ultimi dieci anni si assiste ad una costante proliferazione di questo fenomeno, tanto da far concentrare l’attenzione degli studiosi sulle conseguenze della separazione e sul vissuto psicologico dei figli, che si trovano a vivere situazioni di separazione/divorzio dei genitori. Considerate le proporzioni del fenomeno, gli studiosi hanno ritenuto opportuno individuare modelli operativi volti a contenere e ridurre i danni che un tale evento produce nella crescita dell’individuo, e, nell’ambito legislativo, a stipulare nuove leggi per tutelare i diritti del bambino (per esempio, la legge n°54/2006 che ha introdotto l’affidamento condiviso). La validità di tali studi ha portato ad un avanzamento di pensiero, superando le concezioni essenzialmente negative relative alla separazione ed ha aperto la strada alla valorizzazione e all’utilizzo delle risorse potenzialmente positive, che si potrebbero sviluppare, se adeguatamente sollecitate. Inoltre, studi recenti hanno dimostrato che, sebbene ci siano maggiori difficoltà di adattamento sociale per i figli di genitori separati rispetto ai figli provenienti da famiglie nucleari, non c’è una correlazione diretta ed esclusiva tra una sintomatologia patologica e l’evento della separazione in sé. La separazione o il divorzio hanno un valore predittivo soltanto se inseriti in un contesto sociale, economico, affettivo-relazionale più ampio, se considerati parte di una rete di eventi reciprocamente interconnessi. Questo significa che la separazione va affrontata nella sua complessità, non come unico fattore di rischio; essa è legata ad una molteplicità di variabili situazionali e relazionali, che intervengono nella genesi delle varie manifestazioni problematiche. Pur rimanendo valido il risultato di alcune ricerche, che mettono in luce le

differenze tra i bambini provenienti da famiglie separate e non separate nella produzione grafica del disegno della famiglia (maggiore/minore valorizzazione dei personaggi), così come si evidenziano differenze importanti in relazione all’età del bambino e le capacità di elaborazione del dolore (il bambino piccolo ha una struttura difensiva più fragile per arginare lo stato ansiogeno, che si sviluppa in seguito ad un conflitto di coppia, rispetto ad un adolescente), tuttavia, la letteratura scientifica è sempre più risoluta ad interpretare la separazione come un fenomeno multifattoriale. A tal proposito, le ricerche si sono concentrate su una molteplicità di variabili oltre il fattore separazione, al fine di dimostrare la presenza di una sintomatologia simile sia in famiglie separate che unite. Per esempio, un importante indice premonitore di disagio nello sviluppo del bambino è stato ritrovato nel livello di conflittualità tra i coniugi. Infatti, non si riscontrano differenze significative nel rendimento scolastico, o nel concetto di Sé, in relazione alla separazione, piuttosto, i disagi sono legati all’alto livello di conflittualità genitoriale, che può essere presente sia in famiglie unite che separate. Un altro luogo comune è pensare che il bambino abbia bisogno della presenza contemporanea e costante di entrambi i genitori. Le ricerche più attuali hanno dimostrato, invece, che sintomi depressivi o ansiogeni non sono legati alla quantità di tempo che un genitore trascorre con il proprio figlio, ma alla qualità: per il bambino è importante constatare nella figura genitoriale caratteristiche di stabilità e affidabilità. Le reazioni del bambino alla separazione dipendono, dunque, sia da fattori legati al suo mondo intrapsichico, i suoi vissuti interiori, la sua maturazione psichica, le convinzioni e le idee che elabora sull’evento separazione; sia da fattori legati al contesto relazionale, quali l’efficacia della comunicazione e

di Laura GUERRINI Psicologa Psicoterapeuta

la qualità dei rapporti sociali. Di conseguenza, studiosi ed esperti sono d’accordo nell’attivare risorse positive per creare idonei contesti di crescita, caratterizzati da una certa quota di -continuità, prevedibilità e affidabilità-. Mantenere la continuità del ruolo genitoriale è importante per arginare le paure di abbandono che caratterizzano lo stato d’animo del bambino all’inizio di ogni separazione. -“Potrò di nuovo incontrare mamma e papà?”-, potrebbe essere un pensiero ricorrente. Il bambino, infatti, non percepisce come differente la relazione che intercorre tra i genitori e quella che intercorre tra genitori e figlio: sono entrambe sullo stesso piano, per questo è portato a sentirsi responsabile del fallimento e teme di essere abbandonato da uno dei due genitori. La prevedibilità riguarda la possibilità per il bambino di capire cosa sta succedendo e gli esiti del suo futuro. - “Chi mi farà da mangiare?”- “Dove dormirò stasera?”-, si domanda. Anche il bambino, come il genitore, ha bisogno di organizzare le sue azioni quotidiane. Per questo è importante comunicargli, utilizzando un linguaggio adeguato alla sua età, cosa sta succedendo, senza lasciarlo nel timore dell’incertezza e nell’angoscia prodotta dalle sue fantasie di sentirsi responsabile ed in colpa del conflitto in atto, -“… Mi vorrai ancora bene?”- chiede desolato alla mamma o al papà. Mantenere relazioni con un alto livello di affidabilità è di fondamentale importanza perché i bambini possano instaurare un rapporto di fiducia con le figure di riferimento. -“Che ne sarà di me?”-, si chiede ancora il bambino. Tutti, genitori e figli, sono chiamati a formulare una risposta e a sperimentare percorsi di crescita condivisi. VII


Freccette, che passione

al Borgo l’ultimo atto del campionato provinciale Una panoramica a 360 gradi sui risultati dopo tre giorni di gara. Uno sport emergente che tra Arezzo e Valtiberina conta 100 tesserati e 16 squadre Sotto l’egida della Fidart (Federazione Italiana Dart) si è svolta nel maggio scorso a Sansepolcro la finale del campionato provinciale della suggestiva disciplina che conta sempre più appassionati in tutta Italia. L’evento, patrocinato dal comune di Sansepolcro e dalla Provincia di Arezzo, è stato organizzato dalla “Shot Bull’s” di Valerio Valeriani, delegato della federazione nazionale. Tre giorni di “lanci” delle accuminate freccette nell’apposito bersaglio, con in palio una marea di titoli individuali e a squadre, in particolare quelli di campione provinciale singolo e a squadre, che hanno tenuto compagnia ai tanti appassionati di ogni età che hanno riempito il Centro Servizi di via Scarpetti, teatro delle gare. Per il pubblico che si è recato ad assi-

X

stere alla manifestazione, la possibilità di ammirare le evoluzioni e la precisione dei tanti atleti in gara in una disciplina che oggi conta circa 100 tesserati con ben 16 squadre all’attivo fra Arezzo e Valtiberina. “Per i prossimi anni – spiega Valerio Valeriani – pensiamo di raddoppiare i tesserati perché nel nostro territorio questo sport sta accrescendo l’interesse di tanti. Nostro scopo è quello di divulgare al massimo questa passione che è anche e soprattutto voglia di stare insieme e di aggregarsi, tanto che i campi di gara ufficiali sono bar, ristoranti, circoli e pub”. E adesso tutti i risultati dell’evento andato in archivio con grande soddisfazione sia degli organizzatori che dei partecipanti. Renè Valenzuela si è laureato campione provinciale maschile, men-

di Francesco DEL TEGLIA

tre Olga D’Urso ha trionfato tra le femmine. A livello di under 18 si è imposto Samuele Giorni per i maschietti mentre la coppia composta da Beatrice Fratini e Paolo Funari si è assicurata la vittoria nella categoria “Doppio Dyp”. Nel trofeo “Barista giocatore” l’ha spuntata Massimo Damen di “Al Borgo ristobar”. Alexandru Mariam ha avuto la mira migliore nella categoria “Cricket cut throat” maschile e femminile, mentre nella stessa specialità ma solo al femminile la vittoria è andata a Tania Milli. Infine, il torneo a squadre. Per la serie amatori, primo posto al “Tigerman” di Lisciano Niccone, per la serie mixed si è imposto il “Bar Cocomerò” di Anghiari, così come gli anghiaresi dell’Eurobar 1 hanno staccato tutti nell’open.


PODIO BARISTA GIOCATORE PODIO CAMPIONE PROVINCIALE MASCHILE

PODIO CAMPIONE PROVINCIALE UNDER 18

PODIO CAMPIONESSA PROVINCIALE FEMMINILE

PODIO SERIE AMATORI

PODIO SERIE MIXED

PODIO TORNEO A SQUADRE OPEN

XI


... Sotto i raggi

del Sole

della dott.ssa Dott.ssa Piera MADAGHIELE www.natursalus.it A Abbronzatissima sotto i raggi del sole...ritornello simbolo degli anni ‘60, divenuto anche il tormentone estivo del 2002 I raggi del sole, il sole stesso che ritroviamo in centinaia di cartoline, in diversi momenti della giornata dall’alba al tramonto, e che suscitano fascino ed emozione, riscaldando il cuore. Ma cosa sono i raggi del sole, e quali sono gli effetti sulla nostra pelle? Prima di parlare di sole e radiazioni solari, vediamo brevemente come è strutturata la nostra pelle. La pelle è uno dei maggiori organi del corpo per peso ed estensione e svolge diverse funzioni: • Protettiva e difensiva: da stimoli dell’ambiente esterno (acqua, neve, vento, calore, radiazioni ultraviolette, pressioni, colpi e traumi), da agenti chimici e microrganismi • Termoregolazione, mantenendo costante la temperatura corporea • Riproduttiva, fondamentale per il continuo rinnovamento cellulare • Secretiva: attraverso il sudore le ghiandole sudoripare provvedono a depurare l’organismo da sostanze di rifiuto • Respiratoria: la pelle respira e permette al corpo di respirare attraverso di lei • Sensoriale: grazie ad una complessa rete di terminazioni nervose, la pelle permette all’individuo un adattamento alle condizioni ambientali esterne (dolore, calore ecc.) La pelle è formata dall’Epidermide, la porzione più esterna e sottile, organizzata a strati. Negli strati profondi dell’epidermide vengono prodotti i cheratinociti che, migrando verso la superficie, danno origine al continuo rinnovamento cellulare che dura in media 15-30 giorni. Si trovano anche i melanociti, cellule che producono la melanina, un pigmento di colore scuro, che successivamente viene assorbito dai cheratinociti. La sintesi di melanina (molto più attiva nei soggetti di carnagione scura) esercita un ruolo protettivo contro le radiazioni solari soprattutto ultraviolette ed è stimolata dall’esposizione alle radiazioni solari e da ormoni ipofisari. Nel Derma sono presenti vasi, nervi ed alcuni recettori, ed è attraversato dai follicoli piliferi e dai dotti delle ghiandole sudoripare. Esso serve a sostenere e nutrire l’epidermide e il sottostante Ipoderma, costituito da tessuto adiposo, principale deposito di energia dell’organismo. Per poter svolgere al meglio le sue funzioni la pelle deve mantenere la sua struttura sempre integra ed inalterata. La qualità e la quantità di melanina presente in condizioni basali nella pelle determina il Fototipo di una persona. Esso indica le reazioni della pelle all’esposizione alla radiazione ultravioletta ed il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere tramite essa. A seconda delle caratteristiche dell’individuo e della reazione all’esposizione ai raggi ultravioletti si distinguono sei tipi di fototipo; dal Fototipo I, per i soggetti con carnagione più chiara, che sviluppano un eritema evidente ad ogni esposizione al sole non protetta, al Fototipo VI, per i soggetti con carnagione nera. Conoscere il proprio fototipo è fondamentale per preservare la salute della propria pelle e per comportarsi correttamente durante l’esposizione alla radiazione ultravioletta della luce solare. La pelle assorbe i vari tipi di radiazione. Le fonti di radiazione più comuni sono quelle naturali, cioè i raggi del sole, quelli cosmici e i corpi radioattivi, ma esistono anche quelle artiXII


ficiali costituite dalle lampade al quarzo e ai vapori di mercurio. Le vibrazioni elettromagnetiche sono costituite dai raggi gamma, dai raggi X, dagli U.V. (ultravioletti), dai raggi luminosi (visibili), dagli infrarossi o I.R., dalle onde hertziane e sono caratterizzate da una maggiore o minore lunghezza d’onda. Il sole è la più importante fonte naturale di energia e di radiazioni. Gran parte delle radiazioni solari vengono assorbite nella ionosfera e nell’atmosfera terrestri: sulla terra giunge circa il 7% di questa immensa energia, le radiazioni ultraviolette, quelle visibili e una parte di infrarossi. Le radiazioni vengono assorbite dalla pelle con modalità diverse e determinano effetti differenti. I raggi U.V. vengono riflessi dallo strato corneo in minima parte e penetrano negli strati più profondi con un’intensità che aumenta con l’aumentare della lunghezza d’onda e a seconda delle caratteristiche di un soggetto e delle zone corporee. I raggi U.V. sono distinti in : • U.V. -C a lunghezza d’onda minore sono trattenuti dall’atmosfera senza effetti particolari sulla pelle • U.V. -B a lunghezza d’onda intermedia colpiscono l’epidermide, stimolando la produzione di melanina e quindi l’apparizione dell’abbronzatura; ma sono anche responsabili delle scottature e sono ritenuti una delle cause di cancro alla pelle, come il melanoma, in quanto altera il DNA delle cellule cutanee. • U.V. -A a lunghezza d’onda maggiore rappresentano il 95% degli UV che colpiscono la pelle. Gli UVA sono presenti tutto l’anno, a tutte le latitudini e attraversano le nuvole e il vetro. Colpiscono il derma in profondità e alterano la struttura cutanea. Sono i principali responsabili dell’invecchiamento prematuro della pelle: rughe, macchie solari, perdita di elasticità, secchezza. Gli UV, fra cui soprattutto gli UVA, sono i principali responsabili dell’80% dell’invecchiamento prematuro della pelle. Per questo motivo è quindi indispensabile includere una protezione UVA nei trattamenti solari quotidiani durante tutto l’anno. La pelle si difende dai danni dei raggi ultravioletti con 2 meccanismi: aumentando la quantità di melanina prodotta dai melanociti dello strato basale dell’epidermide, con conseguente apparizione della tintarella; e ispessendo, in seguito ad un fenomeno di iper-

cheratosi, lo strato corneo che riveste l’epidermide. Naturalmente se l’esposizione al sole è graduale, in ore adatte, opportunamente distanziate, la pelle riesce a difendersi da sola dai danni sia immediati che cronici. Se l’esposizione è eccessiva o troppo brutale, la cute diventa anelastica, giallastra, opaca e abbellita solo per brevi periodi da un’abbronzatura temporanea. L’esposizione ai raggi solari può determinare fenomeni di fototossicità, specialmente in persone che utilizzano particolari farmaci L’esposizione ai raggi UV non ha però soltanto effetti negativi. Queste radiazioni hanno infatti un ruolo importante nella sintesi organica di vitamina D, sostanza coinvolta nello sviluppo dello scheletro e in grado di proteggere le ossa da malattie quali il rachitismo, l’osteomalacia e l’osteoporosi. In generale, basta una minima esposizione ai raggi UV per ottenere questi effetti protettivi Consigli utili Esporsi al sole con gradualità, in quanto il primo giorno è quello più a rischio, limitare molto il tempo di esposizione; Evitare l’esposizione nelle ore più calde dalle 11 alle 15, poiché i raggi del sole sono più verticali e quindi più pericolosi; Stare all’ombra nelle ore più calde, ricordando che alberi, ombrelli e tettoie non proteggono completamente dalla luce solare; Indossare vestiti protettivi: un cappello a falda larga protegge adeguatamente occhi, orecchie, faccia e retro del collo; gli occhiali da sole ad alta protezione riducono enormemente i rischi per gli occhi; abiti aderenti e coprenti offrono un’ulteriore protezione dalla luce solare; Porre attenzione alle superfici riflettenti, come acqua, neve, che aumentano il rischio di eritemi; attenzione all’abbronzatura in quota, perché l’intensità delle radiazioni aumenta con l’altitudine, è più pericolosa l’esposizione in montagna che al mare; Proteggere in particolar modo i bambini, perché sono più a rischio degli adulti: uno degli elementi chiave in proposito è l’educazione sanitaria a scuola; Scegliere una protezione solare adeguata in base al proprio fototipo, all’età, a eventuali patologie presenti, alla zona geografica di esposizione. Per proteggersi dai raggi solari bi-

sogna scegliere veri e propri prodotti di protezione solare, in quanto garantiscono un’effettiva copertura contro i danni causati dal sole. Quei prodotti che hanno protezione inferiore a 6 SPF, secondo la nuova raccomandazione della Comunità Europea non sono prodotti per la protezione solare. Da 6 a 10 è una protezione bassa; da 15 a 25 è media; da 30 a 50 è alta e 50+ è una protezione molto alta I solari specifici per bambini hanno protezioni maggiori rispetto agli adulti e contengono più filtri fisici: questo rende la crema più “pastosa” inconveniente estetico che nelle creme per adulti non è accettabile, ma ai bambini va bene anche perché questo tipo di filtri sono considerati generalmente ben tollerati anche dalle pelli sensibili ed assorbendo i raggi non provocano un eccessivo surriscaldamento della pelle. Per bambini sotto i 3 anni si consigliano protezioni alte o molto alte, la nostra pelle ha memoria e una scottatura subita da piccoli rimane impressa e potrebbe aumentare i rischi di problemi da adulti. Per bambini un po’ più grandi va bene “per adulti” con protezione adeguat. Evitare di esporre i bambini nelle ore più calde, non esporre al sole i bambini fino a sei mesi di età, ed utilizzare sempre un protettivo solare, ripetendo l’operazione spesso perché i bambini si muovono molto, sudano ed entrano ed escono dall’acqua. Per tutti il consiglio è quello di applicare sempre il prodotto (in buona quantità) prima dell’esposizione al sole e più volte, specialmente in caso di forte sudorazione, dopo il bagno e dopo essersi asciugati con l’asciugamano. E, comunque, di non eccedere mai con l’esposizione. È importante abbronzarsi correttamente e proteggersi. Infine preferire un’alimentazione ricca di frutta e verdura e bere molto e spesso.

L’erboristeria

NATUR SALUS si trova a San Giustino in via degli Alfieri 6 presso il centro commerciale

Peter Pan Per ulteriori informazioni contattare lo 075/8560290 o visitate il sito www.natursalus.it XIII


GRATTA E VINCI: L’AVVOCATO RISPONDE

modalità di gioco e tutela del giocatore

Avv. Lara Chiarini Uno degli strumenti più diffusi e veloci per tentare la fortuna Tutti i sabato mattina ore 9.00/13.00 è rappresentato dal riceve presso gli uffici di Studio Inoltre ricorso alle lotterie Viale Piero della Francesca, 91/A istantanee meglio coMonterchi (Ar) nosciute con il nome Tel e Fax 0575/70490 di “gratta e vinci”. Tali modalità di gioco sono state messe a disposizione dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato per conoscere “istantaneamente” il risultato della combinazione vincente e l’ammontare della vincita. La lotteria istantanea viene normalmente ricondotta nel contratto di lotteria autorizzata di cui all’art. 1935 del codice civile secondo cui “le lotterie danno luogo ad azione in giudizio, qualora siano legalmente autorizzate”. Con il termine lotteria, si comprende quindi ogni scommessa organizzata per la quale sia necessaria l’autorizzazione della Pubblica Autorità che rende leciti e tutelabili i rapporti che ne scaturiscono. La mancanza di autorizzazione, comporterà l’illiceità della lotteria e la nullità delle prestazioni. Le modalità di conclusione del contratto di lotteria istantanea sono estremamente semplici: il concorrente, versando il prezzo, conclude un contratto bilaterale con l’Amministrazione che ha istituito la lotteria, dalla quale ha diritto di pretendere le prestazioni che sono esplicitate e regolamentate nel decreto istitutivo della lotteria stessa. Le varie tipologie di lotterie istantanee, incrementate in maniera esponenziale negli ultimi tempi, sono sempre istituite con decreto ministeriale. Sempre con decreto ministeriale si stabiliscono le caratteristiche e i valori della vendita di ciascun biglietto, nonché il numero dei biglietti vendibili e la quota del ricavato da destinare ai vincitori di ciascun premio, secondo un programma collegato alle singole combinazioni vincenti. I venditori hanno l’obbligo di esporre nel locale sede dell’esercizio, in modo ben visibile al pubblico, il decreto istitutivo di ogni singola lotteria a estrazione istantanea. Nelle lotterie ad estrazione istantanea, i partecipanti possono conoscere immediatamente la vincita attraverso l’acquisto del biglietto Via dell’Acquedotto, 2 - Anghiari (Ar) Tel e Fax 0575/789910

XIV

sul quale è stato precedentemente impresso e celato a ogni forma di possibile evidenza o ricognizione esplorativa, il risultato di una combinazione causale di vincita. Il pagamento della somma vinta, viene effettuato direttamente dal venditore al portatore del biglietto fortunato per tutte le vincite che non siano superiori ad € 500,00. Per vincite da € 501,00 ad € 10.000,00, il pagamento è prenotabile presso i punti vendita autorizzati mentre per le fasce di vincita superiori, il biglietto deve essere presentato o inviato all’Ufficio premi del Consorzio lotterie nazionali o presso la Banca tesoreria dello stesso. Entro 30 giorni dalla presentazione del biglietto vincente, previa verifica dello stesso, l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato deve effettuare il pagamento. Giuridicamente si può affermare che la lotteria istantanea debba essere collocata nel complesso dei contratti bilaterali caratterizzati dalla forma dei contratti per adesione sollecitati mediante l’offerta al pubblico nella quale, le condizioni generali, se non addirittura l’intero contenuto del contratto, sono predisposte da una sola delle parti, di modo che all’altra non resta che aderire. L’adesione si manifesta mediante l’acquisto del biglietto, senza alcuna possibilità di partecipare alla determinazione del suo contenuto. La scoperta sul biglietto di una combinazione vincente, non è di per sé sufficiente a far conseguire il premio al suo possessore. Occorre infatti che il biglietto rientri tra quelli identificati, a mezzo dei numeri di validazione, nella lista dei biglietti vincenti predisposta dall’Amministrazione nel rispetto della previsione dell’importo totale dei premi messi a disposizione. Il biglietto del giocatore sarà quindi sottoposto a un ulteriore controllo del codice criptato e sarà verificata la sua corrispondenza alla lista dei biglietti vincenti predeterminata dall’Amministrazione. Se i controlli effettuati non rassicurano l’Amministrazione sul carattere vincente del biglietto, la medesima, senza necessità di alcuna motivazione, non effettuerà il pagamento neanche dopo che siano decorsi i 30 giorni previsti dalla legge. In questo caso, il giocatore, si vedrà costretto a dover attivare l’Autorità Giudiziaria competente per vedersi corrispondere le somme della vincita e per difendersi da tutte le contestazioni che l’Amministrazione solleverà in ordine ai motivi che l’hanno portata a non pagare la vincita medesima.


Il “Forasacco” Un temibile nemico estivo dei nostri cani Oltre ai parassiti, attenzione anche ad alcuni vegetali della dott.ssa Catia BIGI Con l’arrivo della stagione estiva aumentano decisamente i rischi per la salute dei nostri cani, sia per la maggior presenza di parassiti e di malattie da questi trasmesse sia per la presenza di questo insidioso piccolo vegetale, il forasacco. Il termine “forasacco” altro non è che il nome volgare con cui si indica il seme di diverse specie di piante della famiglia delle graminacee, diffuse praticamente ovunque, nei campi, nei giardini, negli spazi verdi urbani o più semplicemente lungo i marciapiedi. La conformazione particolarissima di questi semi (da cui traggono il loro nome volgare, in quanto forano il sacco in cui si trovano) li rende particolarmente appuntiti ed in grado di attaccarsi al mantello dei nostri animali senza staccarsi. I farasacchi sono lunghi da 1 a 3 cm, presentano una punta allungata e delle ali ricoperte di piccoli uncini (non visibili ma facilmente percepibili al tatto) disposti in maniera tale da consentire il movimento solo in una direzione, assicurandone così sempre l’avanzamento. Gli animali più a rischio sono sicuramente i cani, in quanto i gatti risultano più abili e costanti nell’eseguire la toeletta del loro mantello riuscendo a rimuovere da soli i forasacchi attaccati al pelo prima che questi possano causare problemi. I cani più esposti sono quelli che vivono in campagna e soprattutto quelli con pelo lungo e fi tto che magari vengono scarsamente toelettati dai loro proprietari. I forasacchi una volta che si sono attaccati al pelo, grazie ai movimenti che compie l’animale possono infi larsi ovunque, confi ccarsi nella pelle ed avanzare realizzando tragitti fi stolosi più o meno lunghi e più o meno pericolosi a seconda della regione in cui si sono attaccati. Le zone più esposte sono i piedi (il forasacco buca la cute fra gli spazi interdigitali), le ascelle, l’inguine, la zona perianale, la vagina e il prepuzio ma questi piccoli semi possono veramente

insinuarsi in qualsiasi altra zona del corpo. Allo stesso modo possono infi larsi negli occhi o nelle orecchie degli animali. In altre circostanze i forasacchi possono essere aspirati dal cane attraverso il naso o la bocca, soprattutto in quelle razze di cani da caccia abituati a “correre a bocca aperta” come i Pointer, i Bracchi ed i Setter. A seconda di dove penetra i forasacco la sintomatologia sarà molto diversa. Tutte le volte che questo vegetale si insinua nella cute produce un’infezione purulenta che appare dall’esterno come una tumefazione più o meno grande, arrossata, calda e dolente che ad un certo punto si lacera e lascia fuoriuscire del pus. In tutti questi casi si deve intervenire il più precocemente possibile. A volte è possibile riuscire a rimuovere il forasacco “alla cieca” utilizzando apposite pinze introdotte attraverso la fi stola, altre volte non si riesce a localizzarlo e si ricorre ad interventi chirurgici in anestesia generale che in alcuni casi danno luogo a lunghe ricerche non sempre coronate da successo. Qualora il forasacco penetri nelle orecchie il cane manifesterà un continuo scuotimento della testa, grattandosi ripetutamente l’orecchio interessato, a volte portando la testa abbassata e deviata dal lato dell’orecchio coinvolto. Anche in questi casi vi consiglio di rivolgervi tempestivamente al vostro veterinario onde evitare che il forasacco con il tempo possa procedere in direzione del timpano e perforarlo. Quando il forasacco si insinua negli occhi (molto frequentemente anche nei gatti) spesso lo ritroviamo sotto la terza palpebra. Gli animali in questi casi terranno l’occhio interessato chiuso e ci sarà un’ intensa lacrimazione. Sarà opportuno rimuoverlo velocemente (molto spesso sotto sedazione) onde evitare che la sua permanenza all’interno dell’occhio possa fare danni anche gravi come ulcerazione della cornea e conseguenti brutte infezioni. Se il cane dovesse aspirare il forasacco con il

naso comincerà immediatamente a starnutire in modo violento e ripetuto, talvolta fi no alla fuoriuscita di piccole quantità di sangue dalla narice interessata. Anche in questi casi i forasacchi andranno rimossi nel minor tempo possibile onde evitare che questi possano causare profonde infezioni a livello delle cavità nasali o che possano avanzare lungo l’albero respiratorio. Qualora il forasacco non fosse raggiungibile attraverso l’otoscopio introdotto attraverso la narice interessata in questi casi è necessario ricorrere ad un’endoscopia. L’endoscopia diventa invece indispensabile ogni volta che il forasacco viene aspirato dal cane attraverso la bocca. In questi casi il forasacco raggiunge direttamente la gola e si insinua nelle vie respiratorie. In questi casi se non si interviene rapidamente il cane rischia di andare incontro ad una broncopolmonite molto spesso letale poichè non rispondente ai farmaci. Il forasacco è una vera e propria emergenza veterinaria per cui vi consiglio di recarvi immediatamente dal vostro medico veterinario ogni qualvolta abbiate il sospetto di questa evenienza. Altrettanto importante quanto recarsi prontamente dal veterinario sarà evitare di condurre i vostri cani in zone con erba alta o in terreni in cui l’erba sia stata appena tagliata, provvedere alla spazzolatura ed ispezione del mantello (facendo particolare attenzione agli spazi interdigitali e alla zona intorno alle orecchie) dopo ogni rientro da una passeggiata e provvedere regolarmente alla tosatura, soprattutto delle zone intorno alle orecchie e fra le dita.

XV


Attualità

IL LICEO ARTISTICO DI ANGHIARI

SI FA ONORE A FIRENZE

Il Liceo artistico di Anghiari torna trionfante dalla settima edizione di “Scenari di Innovazione”, concorso nazionale per la progettazione di oggettistica e complementi di arredo. Anche quest’anno, la manifestazione rivolta alle scuole ed agli istituti ed università italiane ad orientamento artistico progettuale, è stata organizzata da ARTEX, il Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, in collaborazione con CNA e Confartigianato Imprese Toscana, con le stesse Associazioni di Categoria provinciali e con il contributo determinante della Regione Toscana. L’ unico obiettivo era diffondere e consolidare i fenomeni innovativi nelle produzioni artistiche e tradizionali toscane, attraverso la creazione di rapporti diretti tra scuole, distretti produttivi e mercati di riferimento e di recuperare la storica collaborazione tra essi. Esendo un’iniziativa di calibro nazionale,anche questa volta non sono mancati gli elaborati pervenuti all’organizzazione: 382 i lavori presentati da 28 scuole di tutta Italia, tra Medie Superiori di secondo grado ed Università ad indirizzo artistico progettuali e corredati dalle relative tavole tecniche e fotografie. Impegnativo, quindi, il lavoro della commissione esaminatrice, composta da eminenti esperti del settore e da rappresentanti di quindici aziende produttive. Due le classi di premio, distinte in Scuola Secondaria ed Universita’. Il Liceo Artistico di Anghiari, per l’arte del legno ed il restauro del mobile antico, con le

nuove sezioni di Design ed Arredamento, ha partecipato con ben sette idee progettuali, frutto delle esperienze didattiche e dell’inventiva di alcuni studenti della classe quarta, coordinati dagli insegnanti di disegno tecnico Ugo Pagliaro e di laboratorio Fausto Chiasserini. Una di queste è stata ritenuta così originale ed innovativa dalla commissione giudicatrice da meritarsi il secondo posto in classifica nella relativa sezione. Emblematico il titolo del progetto: Una Morbida Vibrazione. Autore dell’elaborato il giovane Nicola Padelli che ha proposto il progetto per una moderna “chaise longue”, una sedia

E’ una “chaise longue” progettata dall’alunno Nicola Padelli a conquistare la giuria sdraio ergonomica, in legno, che segue nella sua forma le curve del corpo dalla testa ai piedi, assicurando una continua vibrazione grazie all’inserimento di un apposito dispositivo metallico.

del prof. Piero GANGANELLI Grande la soddisfazione di alunni e docenti del Liceo Artistico di Anghiari, nell’apprendere la notizia dell’importante riconoscimento conseguito da uno dei suoi migliori allievi. Esso, se da un lato attesta la giusta considerazione di capacità individuali, dall’altro testimonia la validità dell’azione didattico progettuale portata avanti quotidianamente da insegnanti e studenti della scuola anghiarese, che grazie al nuovo indirizzo di “Design ed Arredamento” potranno così continuare a formare con sempre maggiore ricchezza ed efficacia quanti desiderano conseguire, accanto ad una più marcata preparazione culturale, un qualificato livello professionale con la possibilità, poi, di inserirsi al termine degli studi nel vasto settore della progettazione e del moderno design. Alla cerimonia di premiazione, tenutasi all’interno degli spazi espositivi della LXXV Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze, hanno partecipato oltre al vincitore, l’intera classe quarta e gli insegnanti coordinatori. Tutti i progetti premiati e quelli segnalati dalla commissione del concorso “Scenari di Innovazione” sono stati esposti al pubblico, per tutta la durata dell’importante manifestazione fiorentina.

17


LA SCUOLA PRIMARIA DI VIA BOZIA

COMPIE CINQUANT’ANNI!!

Il plesso fu inaugurato ufficialmente il 23 marzo 1961 Il 16 marzo 1961 tutte le classi della scuola elementare di Anghiari, ospitate fino a quella data nell’edificio scolastico di via Garibaldi dove attualmente c’è il Liceo Artistico, furono trasferite nel nuovo plesso di via Bozia, che fu poi inaugurato ufficialmente il 23 marzo con una cerimonia alla quale presenziarono il prefetto, l’ispettrice scolastica, il direttore didattico dell’epoca Alberto Angeletti, il sindaco dr. Gallo Galletti e l’on. Mauro Ferri, oggi presidente emerito della Corte Costituzionale. Il complesso di via Bozia rappresentava il coronamento di un piano di edilizia scolastica voluto dal sindaco Galletti e che vide sorgere in q uegli anni nuove scuole elementari a S. Leo, a S. Lorenzo, a Tavernelle, al Ponte alla Piera, a Toppole, a Casale, a Barliano. Il plesso era dotato di un ampio ingresso, di 12 aule ciascuna con il proprio giardino, di uffici per la direzione didattica e la segreteria, di un’aula magna per incontri e riunioni collegiali, di un appartamento per il custode e la sua famiglia ed era sorto su una delle più belle aree di Anghiari, isolata e allo stesso tempo vicinissima al centro, ottimamente soleggiata e con un panorama mozzafiato sia sulla parte antica del paese che sulla val Tiberina e sugli Appennini. Come è noto a molti, l’edificio è stato sottoposto, a partire dall’anno 2003 e per determinata volontà dell’amministrazione Bianchi ad una serie di interventi di radicale ristrutturazione, per garantirne la stabilità in caso di terremoto, interventi che fra l’altro devono essere ancora conclusi. Gli insegnanti di via Bozia hanno voluto festeggiare la ricorrenza dei cinquant’anni dall’inaugurazione della Scuola nella mattinata di venerdì 18 marzo, con un felice abbinamento con i 150 anni dell’Unità d’Italia celebrati il giorno precedente. All’incontro erano presenti, oltre agli alunni di oggi ed ai loro insegnanti, anche alunni ed insegnanti del passato. Dopo un saluto del m.o Moretti che, a nome dei colleghi, ha salutato gli intervenuti motivando anche le ragioni della piccola festa, è intervenuto il Dirigente Scolastico dr.ssa Monica Cicalini che ha messo in particolare evidenza l’importanza di non perdere mai la memoria dei fatti salienti del passato, ricordando con riconoscenza i fatti accaduti ed i loro protagonisti. Dopodiché è stato letto il testo scritto da un alunno della quinta di allora, oggi nonno, in cui descriveva l’inaugurazione della nuova Scuola. Poi Dino Cangi ha riletto, dopo cinquant’anni ed ormai passato dal ruolo di alunno a quello di pensionato, una poesia in dialetto anghiarese che fu scritta per l’occasione dal compianto m.o Vandro Franceschini, del quale erano presenti all’incontro la moglie Liliana, la figlia e la nipote. La “rilettura” ha suscitato commozione in quanti fra i presenti l’avevano ascoltata anche cinquant’anni fa, provocando le ripetute e divertite risate fra gli alunni di oggi. Questo momento ha offerto anche l’occasione per ricordare con riconoscenza le maestre e i maestri che oggi non sono più fra noi e che con il loro lavoro hanno contribuito alla formazione di più gene18

di Paolo MORETTI


Scuola razioni di anghiaresi, ma anche le maestre e i bidelli che, ancora pimpanti, hanno partecipato alla festa. Il direttore dr. Giovanni Bianchini, che ha guidato la Scuola per un quinquennio (1990-1995), non ha voluto mancare alla festa, mentre il Dirigente Scolastico prof. Danilo Bozzi, predecessore della Dirigente dr.ssa Cicalini, ha inviato un gradito messaggio di auguri La festa si è conclusa con il canto dell’inno nazionale e, ovviamente, con il canto di “Tanti auguri alla Scuola”. Ovviamente non sono mancate né la torta né le candeline. UN PROGETTO E UN APPELLO! Dalla ricorrenza e dalla festa è scaturita l’idea di un PROGETTO: raccogliere ricordi e testimonianze di fatti (individuali e collettivi) e di esperienze fra gli alunni, i docenti, i dirigenti, i colla-

boratori scolastici, gli assistenti amministrativi che in questi cinquant’anni hanno frequentato l’edificio scolastico di via Bozia. A questa raccolta di scritti potrebbe accompagnarsi anche una raccolta di foto e disegni. Come ben sappiamo il recupero e la valorizzazione della memoria e delle memorie sono valori didattici ed educativi irrinunciabili, come ha ben testimoniato anche la quasi solenne (oltre che gioiosa) attenzione degli alunni durante l’incontro del 18 marzo. Facciamo quindi appello a tutti i “frequentatori” di via Bozia, perché preparino i loro ricordi, per poi consegnarli direttamente presso la Scuola. Il materiale raccolto sarà selezionato per essere custodito in “cartelle” quinquennali o decennali dando come titolo generale (ma ovviamente si tratta di un’idea da valutare…): I MIEI PRIMI CINQUANT’ANNI (1961-2011) La scuola di via Bozia si racconta attraverso i ricordi dei suoi protagonisti

poesia scritta per l’inaugurazione della scuola

ad una scuola senza nome

Cittadini e Autorità presenti, insegnanti, scolari e musicanti, vi prego, date ascolto e state attenti: devo dir due parole a tutti quanti.

Ad Anghiari sotto il poggio del sole Da tanti anni ci sono le nuove scuole. Le chiamavano “scuole”, ma in realtà è una sola, per questo noi la chiameremo “scuola”. Distesa ad effe sopra la collina, dal sole illuminata fin dalla mattina, dopo un cancello un gran piazzale ed un giardino orizzontale, con un ciliegio, un pero e tre noci e dei bambini le grida e le voci. All’ingresso c’è una grande vetrata Con a destra una porta per l’entrata. Dal grande atrio partono tre scale: con una si scende e con due si sale. Se scendi, vai alla mensa, in bagno ed in palestra; in seconda, in prima e in quarta se tu sali a destra. La scala di sinistra porta in terza e in quinta, nell’aula dei gemelli che è tutta ben dipinta. Davanti, giù nell’atrio, ci stanno le bidelle: sembra siano in vetrina come tre modelle.

Prima di cominciare l’argomento, per non sembrarvi zotico e scortese, ho l’obbligo di dar l’avvertimento che debbo recitare in anghiarese. Aprite ben l’urecchie ch’ancumincio e ‘n vurribbi che si ‘n capite chiero v’engrugnaste e m’arizzaste el broncio e pu’ ch’andesti a di’ che so’ ‘n somero. Aivo già sogneto questo giorno! Un tra de me pensevo a ‘na gran festa e ci vidivo el Sindaco, el contorno e ‘na sfileta cu la banda ‘n testa. El sogno finalmente s’è avvereto, el core m’ha tappeto anco la gola però so’ ‘n pochino rattristeto, si penso na mulica a la mi scola ch’ho lasceto milà e abbandoneta come si fusse ‘nfetta de colera.

è vero che pareva ‘n casermone e appena al gabinetto eri rentreto si te provevi a mandè giù ‘n calzone tu t’artrovevi mezzo cungeleto che, si un m’avesse riscaldeto el mi maestro cun ‘no scapaccione, me saribbi artroveto cungeleto. Ma questo me da proprio la riprova Che si uno se mettesse a critichere Sulla bellezza de ‘sta scola nova Vurribbe proprio fosse corbellone. Quand’entretere drento tra ‘n puchino, la gioia splenderà ‘n tul vostro grugno e ‘n tul vedere tutto quel turchino ve parrà de volè come Mudugno. E quando ammirerete i gabinetti Ve metterete certo a cummentere Almanco questo sindeco Galletti Gni ne fa fere senza cungelere. Lascemo andè le burle e ‘sti scherzetti, guardemo tutti quei termosifoni che, grazie al nostro sindeco Galletti ci terren caldi senza scapaccioni.

Confesso che ‘n l’ho manco saluteta, pariva che fuggissi de galera. m.o Vandro Franceschini Parina già me sento stregne drento (marzo 1961) si conto quanta gente c’è passeta e, guesi guesi, mi ci scappa el piento recitata dall’alunno Dino Cangi si penso a tutti i ciuchi ch’ha educheto.

I suoi cinquant’anni abbiamo ricordato con una bella festa che abbiamo organizzato: c’erano vecchi presidi, alunni ed insegnanti e tutti quanti noi come cantanti: per una Scuola così eccezionale abbiamo cantato l’Inno nazionale! Ma a una Scuola che, come una stella, brilla nel cuor d’Anghiari sempre più bella e che tutti gli Anghiaresi han frequentato nessuno ancora un nome proprio ha dato. Perciò il migliore augurio che le possiam fare è che presto un nome le sia voglia dare. (Poesia collettiva degli alunni della terza “A”, fine marzo 2011)

19


vaLTiBeRina inFoRma

speciaLe evenTi edizione speciale

Rivolta in particolar modo ai turisti con traduzione in inglese

“Valtiberina Informa speciale Eventi” è un numero, come dice il nome,  speciale, che seguirà la stessa linea editoriale e grafica della testata giornalistica “Informa” con le sue edizioni locali di Monterchi, Anghiari, Sansepolcro e Sestino: una serie di eventi e manifestazioni che si svolgeranno in vallata nel periodo compreso tra luglio ed ottobre 2011. Un supplemento quindi a tutte le nostre edizioni locali. All’interno di questo numero, curato nei minimi particolari, con una sottile attenzione alla grafica e ai contenuti, tutti tradotti anche in inglese, si possono trovare oltre agli eventi del territorio valtiberino, informazioni utili ai turisti, il noleggio auto, gli orari e i recapiti di strutture sanitarie e museali del territorio oltre a varie informazioni altrettanto necessarie e di carattere generale, ci sono poi, spazi riservati a strutture ricettive, agriturismi, ristoranti e tanto altro. Le varie copie pubblicate saranno distribuite agli agriturismi, alle strutture ricettive del territorio valtiberino, agli uffici turistici di zona, Arezzo compreso, e nei nostri punti di distribuzione. In particolar modo saranno consegnate copie agli agriturismi, i quali così facendo offriranno, al turista un servizio informativo a 360 gradi. Ogni rivista infatti, sarà presente nelle camere delle varie strutture recettive della Valtiberina toscana e in parte dell’Alto Tevere Umbro, regalando a tutti gli ospiti un valido strumento informativo comprensivo di notizie utili alle dinamiche turistiche come il semplice orario di un museo  o un particolare evento che si svolgerà nel nostro territorio e non solo. Inoltre “Valtiberina Informa speciale Eventi” sarà anche visionabile, sfogliabile e stampabile direttamente dal sito www. valtiberinainforma.it, cosi che con un semplice click, chiunque possa documentarsi sulle principali iniziative presenti in Valtiberina. Valtiberina Edizioni srl Monterchi (Ar) – Italy “ Valtiberina Informa Special Events” is a special edition, following the same editorial and graphic format as the newspaper “Informa” with its regional editions of Monterchi, Anghiari, Sansepolcro and Sestino. In this supplementary edition we will highlight a series of events taking place in the valley during the period between July and October 2011. Within this publication, with its splendid graphics and content, all translated into English, you can find out about the events of the Tiber Valley area. There is useful tourist information, rental cars, opening times and addresses of health facilities and museums of the area as well as various useful general. In addition there are spaces reserved for places to stay, restaurants and more. Once published, copies will be distributed to farms, guest houses of the Tiber Valley and the area’s local tourist offices, including Arezzo. In particular, copies will be delivered to farms that have joined the initiative, which in doing so provide a complete tourist information service. Each magazine will indeed be found in rooms of various rental accommodation in theTuscan Tiber Valley and the High Tevere Umbro, giving all guests valuable information such as the opening times of a museum or a particular event taking place in our region and beyond. Furthermore, “Tell Valtiberina Special Events” will also be viewed, browsed and printed directly from the site www.valtiberinainforma.it, so that with a simple click, anyone can read up on these major initiatives in the Valtiberina.


Eventi

Edizione 2011 di Tovaglia a Quadri:

Maltiberina La sedicesima edizione di Tovaglia a Quadri, si terrà ad Anghiari dall’ 10 al 19 agosto 2011, Il titolo dell’edizione 2011 è: MALTIBERINA un gioco di parole che rimanda alle problematiche, ai miti, alle gioie e ai dolori di questo crocevia di terre e di uomini alle sorgenti del Tevere. Una terra millenaria dove si è sviluppata la città di Anghiari. Ma oggi? La discussione si apre sulla piazza, una piccola crisi risolta (?) fra i tavoli e le antiche ricette. La storia è scritta come sempre da Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini e diretta da Andrea Merendelli, ma un contributo fondamentale viene dalle storie raccolte dagli abitanti (spesso anche “attori”) del borgo medievale di Anghiari. Anche quest’anno la “cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate” verrà allestita nella Piazzetta del Poggiolino e “apparecchiata” con le tovaglie del “panno d’Anghiari”.

Cos’è Tovaglia a Quadri “Tovaglia a Quadri è un “cantiere” teatrale ed esistenziale, denso e sperimentale (...) Un patrimonio forte e prezioso, intessuto di umore e di profondità, di gusto e di comunicativa, di critica e di autoironia. Un’esperienza non solo spettacolare, ma civile, unica...” (Gianfranco Capitta) Tovaglia a Quadri è anche un evento di ‘teatro povero’ e gastronomia locale, che si tiene da sedici anni in una piazzetta (il Poggiolino) situata nel cuore antico di Anghiari. Tovaglia a Quadri è un’osteria all’aperto dove ogni anno si racconta una storia diversa, interpretata dalla gente che abita la piazza, fra memorie autentiche e miti locali, fatti accaduti e riferimenti puramente casuali. Fin dalle sue origini, uno degli scopi principali di Tovaglia a Quadri è quello di valorizzare la grande tradizione di teatro, musica popolare e poesia estemporanea di Anghiari (e più genericamente quelle di tutto il territorio aretino), nonché quello di avvicinare le nuove generazioni a una forma di “teatro di comunità”, dove il cibo e le storie assumono un ruolo portante e fortemente “identitario”. Gustando le quattro portate (e i contorni) di un menù a base di piatti tipici locali (crostini neri, fetta con lardo, bringoli al sugo finto, carni di chianina e maiale, pecorino di Monte Mercole con miele, cantucci toscani; acqua, vino rosso, vinsanto, caffè d’orzo con il rum), si partecipa dal vivo ad una storia di paese dove i protagonisti sono gli stessi abitanti: tre generazioni di anghiaresi e le nuove generazioni di “nuovi italiani”. Info: Associazione Culturale Tovaglia a Quadri Corso Matteotti 103 52031 Anghiari (ar) Tel/fax: 0575 749279 email: proloco@anghiari.it 21


iL paLio deLLa viTToRia daL La celeberrima manifestazione si è svolta di Matteo ROMaNELLI

C

he il 29 giugno del 1440 ad Anghiari sarebbe stata una giornata molto più calda di quanto le temperature torride o l’umidità che appesantiva l’aria facessero presagire, il comandante Michelotto Attendolo, al momento di passare in rassegna l’esercito alla mattina, non poteva certo aspettarselo. Anzi, le notizie che giungevano da Firenze e dalla Lombardia erano davvero ottime. Dopo che i Veneziani avevano travolto i milanesi, liberando Brescia da tre anni di assedio e costringendoli a ripiegare su Cremona, infatti, l’esercito visconteo stanziato tra Città di Castello e Perugia pareva allo sbando. Il comandante Niccolò Piccinino era stato richiamato a difendere Milano, ormai esposta all’avanzata nemica. Da Firenze quindi era giunta comunicazione di “astenersi dalla giornata”, insomma di restare in attesa degli eventi in una guerra che pareva essersi vinta da sola, senza colpo ferire. Se non che anche il Piccinino, grazie alla delazione di alcuni informatori, venne a sapere della rilassatezza delle schiere nemiche e subito decise di sfruttarla a suo vantaggio. Diede ordine immediato alle truppe di mettersi in marcia, puntando su Sansepolcro per simulare una ritirata in Romagna. Al Borgo fu accolto da 2000 volontari che si arruolarono nel suo esercito, attratti soprattutto dalla prospettiva di saccheggiare Anghiari. Mentre le milizie fiorentine, pontificie e veneziane si stavano godendo la giornata di licenza, il comandante Attendolo, passeggiando per le mura anghiaresi vide per caso un gran polverone alzarsi dalla piana verso Sansepolcro e, compresa la situazione, dette subito l’allarme. Furono minuti di grande caos, ben descritti da Machiavelli nel libro quinto delle Istorie Fiorentine: “Il tumulto nel campo de’ Fiorentini fu grande, perché campeggiando quelli

22

eserciti per l’ordinario senz’alcuna disciplina, vi si era aggiunta la negligenza, per parer loro avere il nimico discosto, e più disposto alla fuga che alla zuffa; in modo che ciascuno era disarmato, di lungi dagli alloggiamenti, ed in quel luogo dove volontà, o per fuggire il caldo, ch’era grande, o per seguire alcun suo diletto, l’aveva tirato”. I milanesi riuscirono ad arrivare fino alle porte di Anghiari, da dove furono respinti a fatica. Erano circa le tre del pomeriggio (nella misura odierna del tempo). La battaglia si sviluppò poi nella sua quasi totalità attorno ad un ponticello che permetteva il guado di un canale di irrigazione. Fu la chiave strategica del combattimento: i milanesi, dovendo attraversare un restringimento, si ritrovavano sempre in inferiorità numerica al contatto con la prima linea fiorentina e, anche nei rari casi in cui riuscivano a sfondare si trovavano di fronte delle retrovie ben riposate che avevano buon gioco a respingere nemici stanchi. Soltanto la maggior quantità di uomini a disposizione del Piccinino mantenne per quattro ore in equilibrio la contesa. Alle sette però si levò un forte vento che spirava in faccia alle truppe viscontee alzando un gran polverone. La scarsa visibilità unita alla stanchezza obbligò l’esercito milanese a ritirarsi verso Sansepolcro. Scrive sempre Machiavelli: “Ma come il ponte dai Fiorentini fu vinto, talmente che le loro genti entrarono nelle strade, non sendo tempo a Niccolò per la furia di chi veniva e per le incomodità del sito a rinfrescare i suoi, in modo quelli davanti con quelli dietro si mescolarono, che l’uno disordinò l’altro, e fu costretto tutto l’esercito mettersi in volta, e ciascuno senza alcun rispetto si rifuggì verso il Borgo [..] E fu la vittoria molto più utile per la Toscana che dannosa per il duca: perché se i Fiorentini perdevano la giornata, la Toscana era sua; e perdendo quello, non perdé altro che le armi ed i cavalli del suo esercito, i quali con non molti danari si poterono ricuperare”. Dal punto di vista del bilancio di morti, feriti e prigionieri le fonti sono in forte disaccordo tra di loro. Secondo Taglieschi, tuttavia, nelle fila milanesi si contarono 60 morti e 400 feriti, mentre tra i fiorentini perirono in 10 con 300 feriti; furono catturati 3000 prigionieri (di cui la metà biturgensi) con altrettanti cavalli. Si contarono anche 600 carcasse equine (Memorie Historiche e Annali della Terra d’Anghiari, parte II libro IV). In anni recenti, lo storico rinascimentale inglese Micheal Mallett, analizzando documenti dell’epoca, ha ipotizzato un migliaio di caduti. La battaglia d’Anghiari riveste dunque una fondamentale importanza, non solo per la storia della Valtiberina e della Toscana ma anche per quella mondiale. A livello locale, segnò la fine del dominio dei Tarlati da Pietramala (alleati di Filippo Maria Visconti) ed il passaggio del nostro territorio sotto il controllo del Comune fiorentino (cui d’ora in poi sarà sempre legato). La Toscana, con questa vittoria, difese la sua autonomia. Se Firenze fosse caduta nelle mani del duca di Milano sarebbero venute meno le condizioni politico-economiche che hanno costituito la premessa di quello straordinario movimento di cultura e di arte che oggi chiamiamo Rinascimento. In questo senso la battaglia di Anghiari è stata uno di quei bivi nei quali la


Eventi

L 1440 Fino ai gioRni nosTRi

lo scorso 29 Giugno. Ecco tutta la storia storia può imboccare strade completamente divergenti fra di loro. L’importanza dell’evento, troppo spesso sottovalutata, è discussa in un libro di recente pubblicazione dello storico Niccolò, dal titolo “La Battaglia di Anghiari. Il giorno che salvò il Rinascimento”. I fiorentini, a perpetua memoria della vittoria, commissionarono a Leonardo da Vinci una sessantina di anni dopo, agli albori del XVI secolo, di affrescare la parete destra del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con un affresco raffigurante la “Battaglia d’Anghiari”. è noto che tale opera rimase incompiuta e andò poi perduta al momento della riaffrescatura della sala eseguita da Vasari, lasciando dietro sé un alone di mistero e curiosità che ha ispirato decine di libri e studi. Anche agli anghiaresi fu palese fin da subito l’eccezionalità dell’evento cui avevano assistito. Nel luogo esatto in cui le truppe del Piccinino erano state messe in fuga, fu edificata una cappella dedicata alla Madonna della Vittoria, ancora oggi esistente. Da allora, per Anghiari, il 29 giugno non si è più soltanto festeggiato i S.S. Pietro e Paolo, ma anche una ricorrenza da celebrare in maniera solenne, istituendo, secondo l’uso dell’epoca, una giostra o meglio un palio, il Palio della Vittoria. Esso non voleva essere una mera commemorazione della battaglia quanto piuttosto una riaffermazione dell’orgoglio di appartenere alla cultura toscana. Infatti, in contemporanea si correva anche a Firenze da Corso de’ Tintori all’Arco di Sanpierino. La formula dell’evento ha subìto varie modifiche nel corso dei secoli. Ciò che è rimasto costante è l’orario di inizio: al calar del Sole, un colpo di bombarda dava il via ad una corsa. Sono cambiati invece i protagonisti della contesa. Per le prime 43 edizioni, fino al 1484, si sfidavano uomini in una gara podistica che, partendo dall’appena edificata cappelletta, si concludeva presso la Fonte del Mercatale, dove era esposto il Palio, consistente in 12 bracci di teletta. In seguito, si passò ad una corsa ippica, cui erano ammessi solo cavalli maschi. Il Palio fu commutato in un drappo di stoffa rossa. Tuttavia a volte gli animi si esacerbavano eccessivamente e le tensioni sfociavano in risse tra i fantini, coinvolgendo raramente anche gli spettatori. Fu proprio questo il motivo che, dopo quasi quattro secoli, nel 1827, porto all’annullamento della manifestazione, a seguito della morte di un partecipante, rimasto coinvolto in una zuffa. La cancellazione è probabilmente anche un segno del cambiamento dei tempi: si stavano diffondendo in quegli anni gli ideali risorgimentali e quindi una celebrazione dell’identità e dell’indipendenza della Toscana sarebbe sembrata anacronistica (oltre che impopolare). Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento per un paio di volte si provò a riorganizzare l’evento, ma con senza successo: rimasero episodi sporadici di cui si è quasi persa memoria. Nel 2003 invece, finalmente, fortemente voluto dalla popolazione e dalle istituzioni, organizzato e diretto dalla Magistratura del Palio, da un’idea di Andrea Merendelli, il Palio della Vittoria è tornato a vivere. Il formato scelto fu quello delle prime edizioni, vale a dire una corsa a piedi su un percorso di 1400 metri con partenza dalla Cappella della Vittoria e arrivo in Piazza Baldaccio. Il Palio, un drappo disegnato ogni anno da uno studente dell’Istituto Statale d’Arte

di Anghiari e Sansepolcro vincitore di un apposito concorso, viene assegnato al comune di provenienza dell’atleta vincitore. Accorrono partecipanti da tutti i comuni limitrofi della Valtiberina, ma negli ultimi anni la fama del Palio si è diffusa al punto che nell’edizione del 2010 ai nastri di partenza si sono schierati rappresentanti di 32 comuni diversi, tra cui anche Firenze, Roma, Urbania e Cortona. All’ultimo classificato viene assegnato, quale premio di consolazione, un bicchiere di legno. La corsa di per sé dura poco più di cinque minuti, ma grazie ad una serie di eventi collaterali, ogni anno il Palio della Vittoria significa un periodo di festa per tutta Anghiari. Tra i più significativi ricordiamo dal 26 al 29 Giugno la mostra di prodotti artigianali e di antichi mestieri, all’inaugurazione della quale interverrà la Confederazione Arcieri Storici e Tradizionali di Perugia per una dimostrazione. La domenica sera sarà poi particolarmente intensa, con la solenne processione di benedizione, il Palio dei bambini, alla seconda edizione, su un percorso ridotto e la chiusura delle vendite dei biglietti della “Lotteria del Catorcio”. Tra il 27 ed il 28 Giugno si disputerà un originale e pittoresco torneo di scacchi umani, cui parteciperanno quattro comuni della Valtiberina. Infine, il 29 sarà la serata clou, nella quale si ripeterà il cerimoniale ormai tradizionale. Dalle 18,30 in Piazza Baldaccio Bruni si radunerà il corteo storico, con lo schieramento dei gonfaloni, l’esibizione dei Musici e Sbandieratori di Sansepolcro e le varie premiazioni dei concorsi dei giorni precedenti. Alle 19,30 il corteo si metterà in marcia dopo la lettura del regolamento per raggiungere la cappella della Vittoria, da dove alle 20,15 ci sarà la Mossa, ossia la partenza. Chiuderà la serata cena della Vittoria al Castello di Sorci. Ricordiamo infine i vincitori che nelle edizioni moderne hanno consentito al proprio comune di fregiarsi per un anno dell’onore di ospitare il Palio della Vittoria. Nel 2003 a trionfare fu Lorenzo Vergni di Sansepolcro, davanti al concittadino Luca Giorni e all’anghiarese Giulio Calli, il quale l’anno successivo fece sì che il Palio restasse entro le mura anghiaresi imponendosi sul tifernate Antonello Bettacchini e sul biturgense Paolo Zanchi. Nel 2005 per la prima e finora ultima volta il prezioso trofeo uscì dalla Toscana per andare a Città di Castello, grazie all’impresa dello stesso Bettacchini che anticipò ancora una volta Zanchi. Terzo posto per Claudio Braganti di S. Giustino. Calli si prese la rivincita nel 2006, facendo il bis e riportando a “casa” il Palio, dopo una serrata lotta con il biturgensi Luca Crulli e con l’ex-campione Vergni. Nel 2007 fu un trionfo aretino, con la città del Saracino che monopolizzò i tre gradini del podio con Stefano Andreini, Paolo Zacchei e Stefano Bresci. Negli ultimi tre anni si è assistito ad una vera e propria dittatura di Pieve S. Stefano che ormai dal 29 giugno 2008 conserva il prezioso Palio nella Sala del Consiglio comunale grazie alle due vittorie consecutive di Giuseppe Cardelli e a quella dello scorso anno di Marco Donnini (già terzo nel 2008 dietro anche a Stefano Renzetti di Sansepolcro e secondo nel 2009 davanti al biturgense Christian Volpi). Dodici mesi fa completarono il podio ancora Renzetti e l’altro rappresentante di Pieve Mauro Braganti. 23


L’anghiaRi FesTivaL scaLda i moToRi L’appuntamento è dal 16 al 24 Luglio L’Anghiari Festival è ormai un appuntamento fisso dell’estate in Valtiberina. Quest’anno, torna dal 16 al 24 luglio, con la nona edizione. Piazze, giardini, chiese, pievi e castelli faranno da sfondo ad un ricco calendario di appuntamenti che avranno come protagonisti la Southbank Sinfonia di Londra. Una delle orchestre giovanili più innovative del Regno Unito e diretta da Simon Over, fondatore e direttore del Coro Parlamento del Regno Unito nonché direttore artistico del Festival anghiarese. La Southbank Sinfonia non solo è innovativa ma anche dal punto di vista qualitati-

24

vo è tra le orchestre più importanti d’Europa, infatti i musicisti che si esibiscono ad Anghiari sono tutti diplomati al Conservatorio. L’Anghiari Festival prenderà il via alle 18 del 16 luglio, ma il concerto di apertura sarà alle 21 in Piazza del Popolo. Tra gli appuntamenti da segnalare un’esibizione dei bambini della Materna di Santa Fiora il 18 luglio, il Concerto di Gala con il coro della maratona corale di Anghiari in Piazza del Popolo il 23 luglio e il Concerto con il coro Vox Musica nella Chiesa di Sant’Agostino il 21 luglio e la Messa cantata sempre dallo stesso gruppo vocale nella Chiesa della Propositura

di claudia MaRtINI

l’ultimo giorno del Festival. La Southbank Sinfonia e il Coro Vox Cordis sono insomma gli ingredienti fondamentali dell’Anghiari Festival che porta la musica classica in ogni angolo del paese animandolo e regalando un’atmosfera unica per tutta la settimana. Tutti i concerti, ad eccezione di due appuntamenti, sono gratuiti perché come diceva Maria Callas “Non ho bisogno dei soldi. Lavoro per l’arte”. Nessuna citazione è più calzante in una manifestazione come l’Anghiari Festival di quella della più grande cantante lirica di tutti i tempi.


Eventi ANGHIARI FESTIVAL

2011

Sabato 16 Luglio 18.00 Recital di Musica da Camera, Piazza Mameli Barber Summer Music Dvorák Quartetto d’archi op. 96 “Americano” 21.00

Concerto d’apertura, Piazza del Popolo Mozart Overture da Le Nozze di Figaro Richard Sisson Play, Orchestra, Play Vaughan Williams Concerto per Oboe e Archi Nicola Barbagli oboe Beethoven Sinfonia n°8

Mercoledì 20 Luglio 17.00 Recital di Musica da Camera, Chiesa di Santo Stefano Beethoven Settetto

Simon Over direttore

21.00

Domenica 17 luglio 11.45 Recital Lirico, Chiesa della Badia 17.00

21.00

Concerto per le famiglie, Col di Paiolo San Francesco Scopriamo insieme la storia di San Francesco e di come convertì miracolosamente un feroce lupo! “Progressivo”, Centro Storico 1. Trumpet fanfare, l Poggiolino Ibert Trois Pieces Brèves 2. Musica di scena da Don Giovanni, Piazza Mameli 3. Bowen Fantasia per Quartetto di Viole, Via Taglieschi Sammut Zapping Trio 4. Piazzolla Milonga del Angel, Piazza des Amicis Iain Ward violoncello Gershwin Porgy and Bess Suite Ksenia Berezina violino

Giovedì 21 Luglio 18.30 Concerto Coristico, Chiesa di Sant’Agostino Brahms Ein Deutsches Requiem Vox Musica Simon Over e James Longford pianoforte Venerdì 22 Luglio 17.00 Recital di Musica da Camera, Giardino di Villa Gennaioli Mozart Serenata per Fiati Nielson Quintetto per Fiati Arie d’opera arrangiate per quintetto di fiati 21.00

Lunedì 18 luglio 09.30 Concerto dei Bambini, Scuola Materna di S. Fiora 18.00

Recital di Musica da Camera, Piazza Mameli Spohr Nonetto Schubert Quartettsatz

21.00

Verdi Rigoletto - Concert Lirico, Piazza del Popolo Robert Davies Rigoletto Ilona Domnich Gilda Anando Muckerjee Il Duca

Martedì 19 Luglio 17.00 Recital di Musica da CameraCenacolo di Montauto Dvorák Danze Slave Brahms Danze Ungheresi Francaix Quartetto di Fiati Damase Diciassette Variazioni Gershwin Arrangiamento per Quintetto di Fiati 21.00

Concerto con Orchestra, Chiostro del Santuario del Carmine David Corkhill direttore Mozart Overture da Don Giovanni Beethoven Romanza Tanya Sweiry violino Bottesini Concerto per Contrabbasso Josef Bisits contrabbasso Mendelssohn Sinfonia n°4 “Italiana”

Concerto con Orchestra, Castello di Sorci Mendelssohn Ottetto Britten Simple Symphony Mozart Sinfonia n° 38 “Praga” David Corkhill direttore

Musica Inglese per Voci e Archi, Chiesa Pieve di Sovara Finzi Welcome, Sweet & Sacred Feast Vaughan Williams Silence & Music Finzi Romance Harris Bring us O Lord God Howells Serenade for Strings Walton A Litany Finzi Magnificat Michael Berman direttore Vox Musica

Sabato 23 Luglio 18.00 Recital di Musica da Camera, Piazza Mameli Vivaldi Concerto per Flauto Lindsey Ellis flauto Voci Bianche Coro di Bambini Parker Mississippi Five 21.00

Concerto di Gala, Piazza del Popolo Mendelssohn Overture Le Ebridi Weber Concertino in Mib maggiore op.26 Hannah Morgan clarinetto Mozart Messa dell’Incoronazione Simon Over – direttore Coro della “Maratona corale” di Anghiari Membri del Parliament Choir

Domenica 24 Luglio 11.00 Messa, Chiesa della Propositura Mozart Missa Brevis Rossini e Verdi Mottetti Vox Musica

25


Dall’Accademia del Silenzio al Festival dell’Autobiografia: esperienze in cammino L’Accademia del Silenzio nasceva qualche mese fa ad Anghiari, attualmente conta oltre seicento adesioni. Nicoletta Polla- Mattiot, giornalista, saggista, condirettrice del settimanale Grazia è l’ideatrice, insieme a Duccio Demetrio dell’Accademia del Silenzio. Dopo i saluti iniziali che hanno aperto il 10 e l’11 Giugno il convegno Per un manifesto del Silenzio è stata lei a dare inizio alle riflessioni sulla dimensione del silenzio, ricordando come il rumore, sul cui sfondo si staglia il silenzio, sia stato da sempre presente per l’uomo anche in epoche antiche. Oggi però, il bisogno di silenzio nasce da situazioni legate a spazi, tempi e ritmi che provocano una difficoltà di ascoltare. Siamo inoltre sempre collegati con il mondo, attraverso le nuove tecnologie, e viviamo quindi un continuo sottofondo di rumori, ma tutto rimane in superficie. Invece il silenzio può darci la dimensione della risonanza interiore che è quella che dà valore alle parole stesse. Tra la parola, il dialogo, il silenzio, vi è quindi uno stretto legame. Duccio Demetrio ha illustrato il valore della scrittura come strumento che riesce a farci ritrovare il silenzio, anche nei luoghi dove il frastuono manderebbe il messaggio che è impossibile scrivere, come ad esempio in una metropolitana, invece, anche lì, attraverso la scrittura appunto, è possibile ritrovare il silenzio. La scrittura diventa quindi un’esigenza di pacatezza. Emanuela Mancino, ricercatrice dell’Università di Milano Bicocca, ci ha condotto in un viaggio sulla ricerca di silenzio nelle scritture poetiche, da Leopardi a Ungaretti e Montale, e ha sottolineato come nel silenzio le parole permettano un confronto e che quando la parola è poesia essa ci insegna ancora più, attraverso la struttura poetica, a fermarci e posizionarci, prendendo respiro. Il silenzio diviene così uno spazio che accoglie. Oltre ad altre relazioni, la prima giornata è proseguita con approfondimenti in gruppo sul silenzio personale sul silenzio relazionale, infine la prima giornata si è chiusa con una camminata ad ascoltare il silenzio delle stelle in val Sovara. Ecco quanto scrive Gior26

gio Macario, collaboratore scientifico della Libera Università dell’Autobiografia:

IN CAMMINO SILENZIOSO FRA LE COSTELLAZIONI Ci si sente piccoli piccoli, mentre la nostra voce possente e pulsante passa, in punta di piedi, dai pochi secondi-luce di un pianeta a noi noto ai duemiladuecento anni-luce di una stella semisconosciuta. Si naviga con disinvoltura fra stelle alfa e beta –riproposizione alfabetica primordiale – e galassie inenarrabili che si estendono fino ai confini dell’universo. Si osservano, silenti, punti luminosi nel cielo che si muovono seguendo rotte lineari, ma vengono ignorati in quanto prodotti artificiali dell’ingegno umano. Un balzo in avanti per l’umanità, meno di un granello di polvere nell’ingranaggio dell’universo. Si citano invece configurazioni note e meno note che sostano, sfuggenti, nel cielo da millenni. Dalla costellazione dello scorpione, che manca poco possa pungere per davvero, all’orsa maggiore e l’orsa minore, molto distanti invece dall’immagine del plantigrado a noi famigliare. Passando per un caravanserraglio celeste disseminato di cigni e giraffe, dove riesce ad emergere un improbabile bovaro che suona una lucente lira. Tutto è reale, ma a tratti anche surreale. Duecento miliardi di stelle –tante se ne contano nella via lattea- moltiplicate per cento miliardi di galassie –tante se ne stimano nell’universo percepibile- producono uno spaesamento indicibile, una quantità incontenibile e un concetto inafferrabile. Fino a che lo sbigottimento produce una domanda, infantile più che ingenua: “Ma noi siamo al centro?”

di Sara MORETTI

“Né della galassia, né dell’universo!” è la risposta scontata del nostro pastore celeste. E ciascuno, sorridendo, pensa al suo ‘tutto’ che è quasi un ‘niente’ sperduto nell’infinito. Ma è quel ‘quasi’, collocato fra il tutto e il niente, che fa la differenza. Una differenza silenziosa, ma pur sempre una differenza. Durante la giornata del sabato sono proseguiti i momenti di gruppo, si è poi assistito al conferimento del premio Accademia del Silenzio a Città Slow, distintasi per saper cogliere l’occasione del silenzio come pausa e cambiamento di ritmo, per sperimentare che rallentare è un recupero di tempo e che nell’accelerazione complessiva dei nostri stili di vita quello che va perso è il pensiero libero. L’ Accademia del Silenzio quindi, nata pochi mesi fa e che ha riscontrato oltre seicento adesioni in rete, ha ufficialmente aperto le proprie attività ad Anghiari, che proseguiranno a fine Agosto, con una quattro giorni di laboratori intensivi. Da due anni attività centrale dell’estate della Libera è la Settimana Estiva che si terrà quest’anno dall’1 al 7 Agosto, un laboratorio intensivo di iniziazione alla scrittura e alla narrazione di sé rivolto a chi desidera sperimentare in prima persona le tecniche dell’autonarrazione, attraverso una dimensione di laboratorio. Il programma inizierà lunedì 1 con la prima giornata, tenuta da Duccio Demetrio, dedicata ai Primi Passi nell’arte dell’ autobiografia, un’introduzione all’atelier di autonarrazione, come luogo nel quale ci si mette alla prova rispetto a vivere l’esperienza della creatività e dell’innovazione verso sé stessi e alla Scrittura come strumento essenziale per l’autonarrazione. Si proseguirà il 2 con Per far nascere storie: sperimentare per raccontare, con Caterina Benelli, durante la giornata i partecipanti sperimenteranno che il racconto di sé attraversa molte strade, si alimenta con molteplici strumenti, che spesso nascono dalla vita


Cultura e dal raccontare stesso, o, ancora, da ciò che ci circonda e vediamo. Le storie troveranno un loro spazio narrativo attraverso l’esplorazione di vari materiali utilizzati come strumento per rievocare, attraverso sollecitazioni sottili, sensorialità, creatività percettiva, che condurranno allo strumento per eccellenza del racconto di sé: la Scrittura. Mercoledì 3 è la giornata dedicata alla Poesia, con il poeta Stefano Raimondi, che scrive Raccontarsi in poesia è come segnare le date del proprio passaggio nel mondo. È un ricordarsi negli accenni dello stupore, nelle emozioni degli incanti: è un esporsi dai dirupi delle improvvisazioni. I giorni diventano così la tavolozza sulla quale imparare a disegnare/scrivere la propria vita più segreta, più fragile e al contempo più vera. Raccontarsi in poesia è dunque un rivelarsi a furia di sguardi nella felicità delle immagini, nelle esplosioni delle metafore. Poesia dunque come pratica dell’attenzione, come una “preghiera” del cuore. Giovedì 4 è la giornata del Corpo e del Teatro, sperimentato attraverso una dimensione ludica, condotta da Andrea Merendelli. Il teatro fornisce molti strumenti per l’espressione di sé: si sperimenteranno nella dimensione del gioco quali sollecitazioni si possano ritrovare nella percezione del proprio corpo, nello spazio e oltre, ricercando le parole, in spazi reali e metaforici. Dall’esperienza la Scrittura ci guiderà nel narrare quanto sperimentato nel gioco, con sé stessi e con gli altri, dando corpo sul foglio alle parole della propria storia, cercate e trovate. Venerdì 6 è tempo di immersione nel silenzio e nella natura, nel laboratorio Scritture dell’Alba… sguardo in cammino, condotto da Stefania Bolletti e Ludovica Danieli: Cosa si vive nel solcare le vie e gli anfratti di un territorio alle prime luci dell’alba? Dove ci può portare la memoria nel percorrere in silenzio la scrittura lungo strade sconosciute che si risvegliano dalla notte? Si farà l’esperienza di una passeggiata al mattino nell’estate toscana. Accompagnati dallo sguardo come dispositivo di narrazione e di scrittura, per educarlo a guardare nella molteplicità delle opportunità autonarrative a nostra disposizione spesso non valorizzate. Sabato 7 Agosto, con Anna Noferi, si lavorerà sulla dimensione del ricordo legata ai cibi e all’arte di cucinare, lo scopo di questo laboratorio è infatti quello di far affiorare i ricordi sulla scia di un odore o di un sapore, attraverso le mani che impastano, che esprimono cura e passione, ritrovando i gesti di un’arte antica per preparare e gustare insieme il cibo e poi condividerne sensazioni, emozioni e storie. Infine domenica 8 Agosto, ultimo momento della Settimana, verrà dedicato alla ricostruzione dei “passi” vissuti in successione in Atelier soffermandosi sulle implicazioni teoriche e metodologiche. Verrà rielaborato il percorso come singoli e come gruppo, individuando insieme spunti e idee per la sperimentazione di progetti di atelier in situazioni educative, terapeutiche, di animazione socio-culturale. Ricordiamo infine il primo Festival Nazionale dell’Autobiografia, che si svolgerà ad Anghiari dal 1 al 4 Settembre, che vedrà la partecipazione di autori di autobiografie, di performer che hanno raccontato della propria storia, di studiosi. Quattro le dimensioni che caratterizzeranno le quattro giornate di Festival: AREA APPROFONDIMENTI TEORICI: è l’area legata all’approccio di ricerca della Libera Università dell’Autobiografia, con la presenza di studiosi che si confronteranno sul valore auto educativo e auto formativo della scrittura. Interventi per il più vasto pubblico che desideri comprendere le sfaccettature formative che stanno alla base del racconto di Sé. INCONTRI CON AUTORE: è l’area dedicata a chi ha scritto la propria storia di vita, o che dà un taglio strettamente autobiografico alla scrittura: autori minori, che abbiano pubblicato con piccole case editrici o in proprio, e autori noti, giornalisti, scrittori, personaggi del mondo dello spettacolo. AREA ARTISTICA: spazio serale ad alcune delle arti performative, con una particolare attenzione alle suggestioni narrative offerte dal teatro e dalla musica, esplorando lo strumento dell’autobiografia nei vari ambiti. AREA LABORATORIALE: si allestiranno e organizzeranno brevi laboratori di arte dell’autobiografia o legati alla raccolta di biografie. Alcuni saranno durante l’arco della giornata, altri in notturna, per chiudere la serata. Quattro giorni per parlare di Autobiografia, nelle più diverse forme. Anche quest’anno un evento di fine estate, dedicato a chi è curioso, interessato, attento, partecipe al tema dell’Autobiografia. Un’ occasione unica, il Festival è infatti il primo in assoluto sul territorio nazionale. Per approfondire vi invitiamo a visitare il nostro sito www.lua.it, o a contattare la Segreteria (segreteria@lua.it, tel. 0575788847) 27


Si è concluso

il progetto La manifestazione ha visto il Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Anghiari ente capofila e punto di riferimento per tutti Il progetto “Partecipando s’impara” è stato fortemente voluto dal CESVOT e dalla locale Comunità Montana, con lo scopo di aggregare le migliori qualità dell’associazionismo giovanile di vallata attraverso il meccanismo dell’imparare facendo. Il progetto ha coinvolto varie realtà del volontariato valtiberino ed ha visto il Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Anghiari ente capofila e punto di riferimento per tutti. A progetto concluso, riportiamo qui di seguito alcune riflessioni di Gabriele Mazzi, coordinatore per conto nostro e vero protagonista dell’iniziativa. Viaggiando da cittadini della Valtiberina, in Valtiberina, ci sono due cose che non si capiscono: - siamo consapevoli del nostro patrimonio comune? - è possibile farlo crescere senza privarlo di quella sua peculiare mitezza, nel paesaggio come nella genuinità dei comportamenti sociali? Queste due domande generano automatiche risposte appassionate e contraddittorie. Chiunque rispetti questa nostra valle e questi nostri monti, sa in cuor suo che una risposta univoca non esiste. Le diverse sfide che la macro società ci impone non sono alla nostra portata, ma in rapporto ad esse è doveroso trovare soluzioni alternative che mantengano le peculiarità naturali ed antropologiche che ci hanno condotto sin qui. Per trovare risposte, la società ed in particolare chi nella società ci vive, ha la necessità di conoscere cosa ha intorno, per discernere, autonomamente, ciò che sembra giusto da ciò che sembra sbagliato, ma soprattutto per formare una cittadinanza attiva e propositiva, che crei soluzioni e non generi solo preconcetti. È nelle nuove soluzioni che la nostra comunità deve trovare una risposta che abbia come consapevolezza principale l’importanza della qualità del vivere quotidiano. Non dimentichiamoci di questo: la qualità della vita, tutti i giorni. Ciò è importante per comprendere che uno sviluppo rispettoso, deriva da come ognuno di noi percepisce la propria interazione con la comunità ed è in questo rapporto che si fonda la convivenza civile, non solo con gli altri, ma con il passato

28

e le sue testimonianze, con la natura e le sue esigenze, con lo sviluppo e le sue necessità. “Partecipando s’Impara” ha voluto aggiungere solo un piccolo tassello alla consapevolezza di essere parte di questa comunità, facendolo in modo semplice: invitando ragazzi normali con vite normali a prendere coscienza di una parte di se stessi mediante facili camminate attraverso la Valtiberina. In esse divertendoli e divertendoci a prendersi cura, interiormente, dell’insieme di cose scoperte o verificate, di storie taciute o dette, di comportamenti giusti o non giusti, comunque di “roba” vera, spontanea come i migliori frutti della nostra terra. Gli incontri, le camminate, quando hanno avuto successo, avevano come finalità quella di far conoscere, in primis, il nostro territorio a giovani persone, auspicando che l’apprendimento guidato ma autonomo, instillasse una goccia di consapevolezza nell’agire quotidiano, una rinnovata coscienza della propria vita e di conseguenza una informata interazione con la comunità. “Partecipando s’Impara” è riuscito nell’intento previsto? È probabile di no. Sicuramente si! Anche questa domanda suscita automatiche risposte appassionate e contraddittorie. Ed è proprio questo l’intento finale: fare del dubbio una risposta ed al contempo uno stimolo all’inquietudine giovanile valtiberina che, vissuta, porta al distacco ed all’irriverenza (due nostri comuni modi di essere, anche nei più grandi) ma va capita, personalmente, per essere consci delle sue potenzialità. Un doveroso ringraziamento al CESVOT ed alla Comunità Montana Valtiberina Toscana che hanno permesso la realizzazione di questa idea. Le associazioni che hanno contribuito all’organizzazione delle attività: Pro Loco-Anghiari; Pro Loco-Badia Tedalda; Centervol-Sansepolcro; Cesq-Sansepolcro; Associazione il Giglio-Sansepolcro. Maggiori notizie sulle attività svolte e informazioni su quelle future su: http://partecipandosimpara.blogspot.com/ Gabriele Mazzi


Associazioni

IL GRUPPO FRATRES ANGHIARESE SI ARRICCHISCE DI ALTRI SOCI BENEMERITI

Durante l’annuale assemblea Sociale Ordinaria:l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e la cerimonia di nomina dei nuovi soci Momento fondamentale per la vita dell’associazione quello dell’annuale Assemblea Sociale Ordinaria del Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Anghiari, svoltasi qualche settimana fa presso la sala conferenze della locale Confraternita di Misericordia. Al centro di essa, come sempre, la consueta relazione del presidente sulle attività sociali dell’anno appena trascorso e su quelle previste per l’anno in corso e l’approvazione da parte dei soci presenti dei bilanci finanziari consuntivo e preventivo, illustrati a tutti dal segretario economo del gruppo. Occasione importante, quindi, per analizzare lo stato di salute dell’associazione e programmare insieme agli iscritti le strategie future. A conclusione dei lavori assembleari, poi, si è tenuta anche quest’anno la cerimonia di nomina dei nuovi soci benemeriti. In base al nuovo statuto dei Gruppi “Fratres”, infatti, ogni associazione ha il dovere di non dimenticare quanti in passato hanno contribuito, quali donatori di sangue, ad assicurare al sistema trasfusionale le necessarie risorse e che hanno, poi, dovuto sospendere questo nobile gesto di carità umana e cristiana per raggiunti limiti di età o per problemi di salute. E’ giusto infatti che questi si sentano ancora parte viva della grande famiglia dei “Fratres” e possano partecipare a pieno titolo a tutte le iniziative sociali del gruppo! Questi i nominativi degli iscritti che sono entrati a far parte della sezione Soci Benemeriti , ricevendo dalle mani del Presidente, Pietro Ganganelli e del Governatore della Misericordia, Massimo Redenti, il diploma di nomina ed un libro sul tragico evento dello scoppio della bomba alla Caserma dei Carabinieri di Anghiari nell’agosto del ’44, scritto da Daniele Finzi e pubblicato anche grazie al contributo del nostro gruppo: Acquisti Fabiano, Acquisti Simonetta, Carboni Vasco, Festini Assunta, Guerrieri Luigina, Iacopucci Achille, Livi Marino, Monaldi Giovanni, Parreschi Matteo, Pernici Ermindo, Rondoni Marco, Valbonetti Giampiero.

Le donazioni nei primi cinque mesi del 2011 Ancora in miglioramento i “numeri” del Gruppo

mese

sangue intero

plasma totale

diff. anno 2010

Gennaio

41

19

60

+20

Febbraio

35

20

55

+3

Marzo

37

23

60

+2

Aprile

35

21

56

-2

Maggio

28

24

52

+4

LA ROMANTISCHE STRASSE

ED I SUOI SANTUARI

da lunedì 25 a giovedì 28 luglio 2011: in occasione del 35° di fondazione del gruppo “Quattro giorni di emozionanti esperienze tra antichi castelli, celebri santuari e paesi medievali, lungo tutta la parte meridionale della famosa STRADA ROMANTICA, da Fussen ad Augusta, ripercorrendo l’antico tracciato della romana Via Claudia e passando per il fiabesco castello di Neuschwanstein. Chiunque abbia percorso questa meravigliosa via turistica, ne conserva un ricordo indelebile per le straordinarie ricchezze storico culturali ammirate che fanno di essa uno dei percorsi turistici tedeschi più famosi e frequentati “ IN COLLABORAZIONE CON LA PARROCCHIA DI ANGHIARI.

Saldo positivo rispetto anno 2010: + 27

Guida Spirituale: don Marco INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI presso la Parrocchia di Anghiari , l’Ufficio Pro Loco (tel. 0575/749279) o la sede della Misericordia (tel. 0575/789577). 29


advertigo.it


OM O R ShOWEpOLcROciale r SaNlScentro commoe oi

press

in

er Valtib



Anghiari Informa 7