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LOCANDINA GUIDE ITALIANO:Layout 1 23/12/11 15:09 Page 1

Valle Camonica: natura e cultura insieme

L’ arte rupestre, il primo sito UNESCO italiano

Il patrimonio archeologico d’epoca romana

La Valle Camonica è una delle vallate più ampie delle Alpi Centrali, si sviluppa per circa 80 km lungo il corso del fiume Oglio partendo dalle sponde del lago d’Iseo nel Comune di Pisogne e giungendo fino al passo del Tonale.

Le incisioni sulle rocce della Valle Camonica, realizzate dalla preistoria fino all’epoca medievale e moderna, costituiscono il più importante complesso di arte rupestre europeo e nel 1979 vennero inserite, come primo sito italiano, nella World Heritage List dell’UNESCO.

La Valle Camonica è molto ricca di resti di età romana in quanto già dal 16 a.C. è testimoniata la presenza dell’Impero Romano sul nostro territorio.

I Camuni che iniziarono ad incidere la pietra a partire dal Mesolitico, scelsero probabilmente luoghi ricchi di valore sacro in quanto per circa 12.000 anni generazioni diverse si recarono sulle stesse rocce per lasciare il proprio segno. E’ forse attribuibile a tale abitudine il fatto che la massima concentrazione di incisioni abbia sede a Capo di Ponte località situata tra le vette del Pizzo Badile e della Concarena, da sempre considerata zona sacra.

L’attuale paese di Cividate Camuno ricalca la pianta della città romana: in origine questo luogo godeva di immenso valore grazie alla sua collocazione, si trova infatti sulle rive del fiume Oglio, in una zona pianeggiante protetta naturalmente dalle montagne circostanti.

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Le più importanti scoperte archeologiche di età romana in Valle Camonica, sono custodite nel Museo Archeologico Nazionale e nel Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro a Cividate Camuno e nei resti del Santuario di Minerva a Breno.

un ponte tra culture

Piccola guida alle ricchezze di un grande territorio

Valle Camonica

Quest’ultimo ha un particolare valore: è infatti un santuario romano risalente al I secolo d.C. che venne scoperto nel 1986. L’imponente edificio, situato sulla sponda orientale del fiume Oglio, sembra costruito su un precedente luogo di culto in cui è stata ritrovata la famosa statua della dea Minerva, alla quale era dedicato il sito, e che oggi è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Cividate Camuno.

Le incisioni più antiche, si trovano nel comune di Darfo Boario Terme nelle aree Luine - Crape mentre la massima concentrazione di incisioni appartenenti all’epoca medievale si trova nella Riserva Regionale delle Incisioni Rupestri di Ceto Cimbergo e Paspardo.

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Il sistema museale: il racconto di una comunità

Gerolamo Romanino e la Cappella Sistina dei poveri

Nei luoghi della spiritualità le radici di un territorio

Il Sistema “Musei di Valle Camonica” è nato per coordinare e raccogliere tutte le strutture museali del territorio e per consentire la conservazione delle tradizioni e della cultura materiale delle comunità locali.

Il Romanino (1484-1559) pittore conosciuto in tutta Italia, arrivò in Valle Camonica successivamente al 1530 dopo aver lavorato presso le città di Cremona, Brescia e Trento.

La Valle Camonica è dotata in ogni suo piccolo borgo di edifici religiosi che raccontano le radici cristiane di questo territorio.

La sua arte si caratterizza per essere lontana dai canoni classici, la volontà dell’artista è quella di dipingere con verità, senza esaltare i personaggi e gli ambienti rappresentati.

Tutti i paesi valligiani hanno una chiesa parrocchiale, un cimitero e delle edicole ed in molti casi esistono chiesette secondarie – magari nelle frazioni o nelle zone di montagna - che vengono utilizzate solo parzialmente o che addirittura restano chiuse durante tutto l’anno.

Il Sistema museale comprende molte strutture dove sono conservati oggetti artistici o di uso domestico, strumenti di lavoro, testi scritti o documenti privati, e resti di attività ormai in disuso utili a raccontare il territorio della Valle Camonica e le antiche lavorazioni che lo hanno caratterizzato.

Gerolamo Romanino è apprezzato da critici e studiosi di fama mondiale, scrissero su di lui Pier Paolo Pasolini e Giovanni Testori, ed è importante ricordare che la sua notorietà dipende proprio dal suo modo semplice e quotidiano di rappresentare i protagonisti delle scene dipinte.

Per fare solo alcuni esempi: a Bienno e Malegno si può scoprire “l’arte della ferrarezza” come tradizione millenaria della comunità locale; nella Casa Museo di Corteno Golgi partendo dalla biografia del protagonista premio Nobel Camillo Golgi, possiamo ricostruire la storia del paese e la cultura medico-scientifica dell’epoca; presso il Museo Etnografico di Ossimo scopriamo il valore degli utensili che hanno accompagnato la vita della gente di montagna; a Temù, nel Museo della Guerra Bianca in Adamello individuiamo le tracce drammatiche sulla nostra Storia recente mentre nel Museo dell’Energia Idroelettrica di Cedegolo scopriamo l’utilizzo dell’acqua a fini produttivi.

Arte

Il primo incarico in Valle Camonica risale al 1534 circa, quando Romanino viene chiamato a Pisogne per dipingere nella chiesa di S. Maria della Neve le Storie della Passione di Cristo. Questo ciclo pittorico considerato uno dei suoi capolavori, è suggestivo e commovente in ogni dettaglio e venne definito come “La Cappella Sistina dei poveri” per la forte espressività attribuita ai personaggi e per la fedeltà al racconto evangelico. Successivamente il Romanino affrescherà il presbiterio della parrocchiale di S. Antonio a Breno, mentre il suo ultimo impegno camuno risale al 1541 - in quell’anno dipingerà tre importanti scene evangeliche: Sposalizio della Vergine, Presentazione al Tempio e Nascita del Battista nella Chiesa di S. Maria Annunciata a Bienno.

antonioligrafica - Stampa Tipografia Mediavalle

L’economia della Valle Camonica che fino a pochi decenni fa era quasi esclusivamente di tipo agricolo oggi si basa su una serie molto ampia di attività che comprendono: il settore industriale, concentrato soprattutto nella zona tra Pisogne – Darfo - Cividate Camuno - Breno e localizzato anche a Cedegolo e Forno Allione; il settore turistico che sta diventando uno dei cardini principali dell’economia valligiana grazie alle molteplici forme di visita che la valle può proporre: turismo scolastico, culturale, religioso, sportivo, termale; il settore commerciale ed artigianale che in molte località della Valle Camonica continua a generare prodotti tipici e di qualità.

Il Sito UNESCO n.94, che comprende numerosi siti e parchi archeologici distribuiti sul territorio, presenta 300.000 immagini incise sulle rocce ed è un vero e proprio racconto della vita quotidiana e della spiritualità dei Camunni, la popolazione che anticamente abitò la Valle e che le diede il nome.

Il patrimonio spirituale della Valle Camonica non si contraddistingue solo per i suoi edifici ma anche per gli eventi religiosi che coinvolgono centinaia di fedeli – come la “Santa Crus” di Cerveno, la “Madonna Grande” di Demo e la “Funsciù” di Gianico e per la presenza di culti legati a Santi locali a cui ampia parte della popolazione è devota, si pensi ad esempio al Beato Innocenzo da Berzo o alla Beata Annunciata Cocchetti.

Testi a cura di Elisa Martinelli

Un territorio ricco di risorse naturalistiche e culturali: in Valle Camonica si estendono il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Regionale dell’Adamello, si possono trovare importanti testimonianze della presenza umana (si tratta di uomo preistorico) e un ricco e variegato patrimonio d’arte e di storia.

In tutto il territorio camuno sono documentati ritrovamenti come: epigrafi, strutture murarie, resti di edifici, necropoli e tracciati stradali che permettono di ricostruire le fasi e i passaggi del popolo romano in Valle Camonica, ma i resti maggiormente visibili hanno sede tra Breno e Cividate Camuno.

Certamente il patrimonio culturale inerente l’ambito religioso più conosciuto ed apprezzato è quello legato agli edifici sacri, spesso dotati di profonda qualità artistica non solo nelle architetture, ma anche nelle decorazioni scultoree e pittoriche. Gli edifici sacri camuni più famosi ed apprezzati anche dal visitatore di passaggio sono indubbiamente la Pieve di San Siro a Capo di Ponte considerata un capolavoro dell’architettura romanica, la Chiesa SS. Annunciata di Piancogno, nota per il ciclo di affreschi realizzato da Giovan Pietro da Cemmo e il Santuario della Via Crucis annesso alla Parrocchiale di Cerveno meta di fedeli e turisti per la presenza del complesso scultoreo compiuto da Beniamino Simoni e rappresentante proprio la Via Crucis a grandezza naturale.

Un laboratorio per l’arte e l’impresa www.vallecamonicacultura.it È un progetto del Distretto Culturale di Valle Camonica, grazie al contributo di

Comunità Montana di Valle Camonica

Consorzio Comuni BIM di Valle Camonica

con il patrocinio di:

AMICI DEL FAI RESTAURO MONUMENTI E PAESAGGIO ONLUS

"E' un'iniziativa finanziata nell'ambito del progetto Valle Camonica in formazione:azioni per la competitività e la coesione in campo turistico con il contributo del Gal Valle Camonica-Val di Scalve"


un ponte tra culture