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M AGGIO 20 13

Tutte le nostre interviste

A lezione di

giornalismo di Siria Di Mastrogiovanni Maria Loforese Elisabetta Venturi Prima di cimentarci in articoli, inchieste e interviste, abbiamo voluto conoscere Francesca Vantaggiato, che è la corrispondente da Copertino per il “Quotidiano di Lecce”. E’ grazie a lei che — sia per le notizie buone che per quelle negative — la nostra città compare sul giornale. A lei abbiamo chiesto come funziona il suo lavoro e anche qualche suggerimento per il nostro giornalino scolastico. Come è iniziata la sua carriera da giornalista? «Innanzi tutto ho preso una laurea, prima la triennale in Scienze della Comunicazione a Urbino e poi ho preso la specializzazione in Giornalismo a Lecce. Solo allora mi sono proposta a “Quotidiano” e ho cominciato a scrivere per un periodo di prova. La prova è andata bene e ormai lavoro per il giornale da diversi anni». Come è la sua giornata lavorativa? «La mattina cerco le notizie in modo che quando nel pomeriggio mi chiamano dalla redazione centrale, devo sapere cosa proporre per la pubblicazione, oppure devo essere pronta a muovermi per qualche notizia che mi segnalano da Lecce.

Quando ho raccolto tutto il materiale, inizio a scrivere e spesso finisco molto tardi». Come si rapporta con la redazione? «Con la redazione mi rapporto sempre telefonicamente o tramite e-mail». E’ lei che propone le notizie o le direttive arrivano dalla redazione? «Non c’è uno schema fisso: quando vengo a conoscenza di una notizia, allerto io la redazione. Al contrario, se la notizia arriva prima a Lecce, un redattore mi chiama chiedendomi, ad esempio, di andare sul posto per raccogliere informazioni di prima mano». Fare la corrispondente è un lavoro a tempo pieno? «Certo, perché devi essere sempre aggiornata, sempre in movimento a caccia di notizie. Poi ci sono anche delle intere giornate in cui non succede nulla e quindi non scrivo». È difficile conciliare casa e lavoro? «Non è semplice. Però, come in tutti i mestieri, se il lavoro ti piace (a me piace tantissimo), ce la fai. Anche se poi a volte mi ritrovo a scrivere fino alle 11 di sera e a stirare dopo mezzanotte». Qual è la parte che preferisce del suo lavoro? «Scrivere. Mi piace perché nel momento in cui mi ritro-

vo sola davanti al computer viene fuori tutto quello che ho dentro. Ai ragazzi della vostra età dico sempre di scrivere tanto, di non aver paura nemmeno di parlare, perché dire o scrivere quello che si pensa è liberatorio e fa bene». Qual è il caso più interessante di cui si è occupata? «Ultimamente, il più interessante ed emozionante è stato l’arrivo di San Giuseppe a Copertino. E’ stata un’esperienza forte, anche perché sono riuscita ad entrare nell’elicottero dove c’era la teca e poi ho descritto tutto sulle pagine di “Quotidiano”. Che sensazione prova quando vede un suo articolo sul giornale? «Il battito del cuore è forte, soprattutto le prime volte. Ora ho fatto l’abitudine, ma vedere il proprio nome sul giornale è sempre una soddisfazione che ripaga da tanti sacrifici». Ci dà qualche consiglio sugli argomenti da trattare nel nostro giornale? «Si potrebbe parlare delle buche che ci sono in molte strade, soprattutto periferiche della città, oppure dell’immondizia che fuoriesce dai cassonetti. Ovviamente, non potrà mancare l’arrivo di San Giuseppe, perché è un fatto storico per Copertino».

Questo giornale è stato realizzato con Fondi strutturali europei (Fse 20072007-2013) erogati alle scuole dal Ministero dell'Istruzione sulla base di Programmi operativi nazionali (Pon) per sostenere l’innovazione e la qualità del sistema scolastico in quattro Regioni del Sud Italia (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).


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