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M AGGIO 20 13

sogni»» Il messaggio di Giuliano: «Studiate per realizzare i sogni «Ciao a tutti gli amici del Pon da parte di Giuliano e dei Negramaro. Volevo farvi i migliori auguri per un futuro roseo, per un futuro perfetto. Il miglior futuro: quello che vi posso dare i migliori docenti e la migliore cultura. Vi auguro di inseguire i sogni ma di farlo sempre con la maggiore attenzione a quello che è la base comune di tutti i sogni. Per sognare bisogna studiare per cui, studiate e fatelo con il cuore perché solo così si raggiungono i sogni». Queste parole, contenute in un videomessaggio che Giuliano Sangiorgi ha registrato apposta per noi studenti del Pon di Giornalismo è stata la sorpresa più bella dell’incontro con la profes-

soressa Carmelina Serio. Giuliano non è potuto essere con noi perché impegnato nelle prove per i concerti che vedranno protagonisti i Negramaro per tutta l’estate. Ha voluto, però, mandarci un saluto e ci ha consigliato di studiare sempre per poter realizzare i nostri sogni. Adesso apriremo i libri con un po’ più di entusiasmo e chissà se un giorno , grazie a questi consigli, non diventeremo anche noi bravi e famosi come lui.

L’INCONTRO In classe con Carmelina Serio, la mamma di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

«E mi ritrovo una rock star in casa» di Anastasia D’Andrea Silvia Mariano Bernardetta Mele Camilla Trinchera Lo scorso aprile è stata una giornata emozionante perché abbiamo intervistato Carmelina Serio che, oltre ad essere una professoressa di Italiano nella scuola elementare di via Roma è anche la mamma di Giuliano Sangiorgi, il cantante dei Negramaro. E’ stata un’intervista esclusiva, perché la signora Carmelina non ha mai concesso delle interviste nemmeno alle grandi testate nazionali. Per noi, però, ha fatto una piccola eccezione e in una lunga chiacchierata ci ha raccontato com’è nata la passione per la musica di Giuliano e com’è cambiata la vita della famiglia dopo il successo. Quando è nata la passione per il canto di suo figlio? «Non lo so, perché Giuliano ha questa passione da sempre. Una passione non tanto per il canto, quanto per la musica perché lui è nato come chitarrista e a otto anni già suonava la chitarra. Il canto è arrivato dopo». Quando le ha detto che voleva fare il cantante come l’ha presa? «La sua passione è nata con lui e quindi non c’è stato mai un momento in cui abbia detto: “Mamma, voglio fare il cantante”. Giuliano ha fatto una vita normale: ha frequentato le elementari e le medie in questa scuola, poi ha fatto il liceo Classico. Noi genitori tenevamo molto agli studi e quindi Giuliano, come i suoi fratelli, ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza all’Università di Lecce e parallelamente suonava nei locali della provincia. Le prime band le ha formate proprio mentre ancora frequentava le elementari e suonava nelle feste. Man mano che il talento cresceva, suonava in gruppi più importanti, mentre io ero preoccupata. temevo che trascurasse gli studi. Lui mi rassicurava e continuava a studiare e a suonare: la sua era passione pura».

IN CLASSE In senso orario, foto di gruppo, i Negramaro e Carmelina Serio durante l’intervista

C’è stato un momento in cui si e accorta che suo figlio era diventato famoso? «In famiglia abbiamo sempre pensato che Giuliano avesse un talento straordinario e che se qualcuno lo avesse scoperto sarebbe stata un’ottima cosa per lui. Prima ancora che arrivasse a Sanremo, sapevamo già che sarebbe diventato famoso». Cosa si prova a vivere con una rockrock-star? «Se mi metto al posto dei fan capisco che si possa pensare: “Chissà che vita fa?”, come facevo io con i miei idoli quando ero ragazza. Invece adesso per me averlo in casa è una cosa naturale: è un figlio come gli altri e lo tratto allo stesso modo dei suoi fratelli. E quando mi fa arrabbiare, si prende pure la sua quota di rimproveri». Ha mai scritto una canzone per Giuliano? «No, perché Giuliano scrive da solo le sue canzoni e ha scritto testi anche per i più grandi cantanti come Mina, Patty Pravo e Adriano Celentano. Quello per la scrittura è un dono che in famiglia abbiamo tutti: io scrivo poesie per bambini e anche suo padre scriveva molto bene». E Giuliano ha mai scritto una canzone per lei? «Si, “Apollo 11”. È nata una notte del 2009, quando eravamo al mare, noi da soli, a luci spente a guardare la luna. Raccontai a Giuliano le mie sensazioni nel pomeriggio in cui il primo uomo sbarcò sulla luna: avevo 14 anni e mio padre mi aveva portato al mare, ma

non vedevamo l’ora di tornare a casa perché c’era la diretta e ci aspettavamo grandi cose, mentre invece poi la vita dopo quel grande avvenimento non è cambiata. Il giorno dopo Giuliano aveva scritto questa canzone e quando ho sentito il verso in cui parla di me, quello che fa: “Dice mia madre, che è una bambina di 14 anni” mi sono scappate le lacrime». Qual è la sua canzone preferita dei Negramaro e perché? «Questa è una domanda difficilissima perché le amo tutte. Tra le ultime mi piace “Ottobre rosso”, ma anche “Sole” che è scritta per la mia nipotina, però mi piacciono anche le canzoni più rock». Cosa ha pensato quando ha saputo che Giuliano stava scrivendo un libro? «All’inizio pensavo che lo stava facendo per divertimento, perché aveva subìto un intervento alle corde vocali e non poteva cantare. E invece poi mi ha letto le prime cose e ho visto che c’era veramente della “stoffa” anche lì. Infatti ha avuto critiche pazzesche. Il titolo, “Lo spacciatore di carne”, può spaventare, ma quando si legge si capisce che non è così e il finale... è una sorpresa». Cosa direbbe ai fan di suo figlio? «Ne vengono tanti a casa e mi dicono: “Grazie signora per questo dono che ci ha dato”. Io invece ringrazio loro: perché se Giuliano è quello che è, e fa quello che ama, è anche per merito loro».

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