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F A S H I O N PORTFOLIO

Valentina Aldina Iris Olivetti


VALENTINA VALENTINA OLIVETTI OLIVETTI

LAVORO

PERSONALE

NOV 2017/ FEB 2018

TIROCINIO presso l’Associazione culturale Germana Marucelli, Milano

2012-2018

FASHION STYLIST Stylist freelance per fotografi come Petra Errico, Manuel Colombo, Ambra Rossetti, Eviem Photography, Fabrizio Ferri, Nicholas Sudati, Luca Pozzaglio e per Angela Marcato in occasione di Milano VFNO

GIU/LUG 2015

ORGANIZZAZIONE EVENTI Organizzazione e coordinamento di “Fashion Underground Night” presso Palazzo Francesconi a Provaglio d’Iseo (BS)

2012-2014

VESTIARISTA nel backstage delle sfilate di Sergei Grinko alla Milano Fashion Week (p/e 2013, a/i 2013-2014, a/i 2014-2015)

DIC 2012/ MAG 2013

STAGE presso LILLA S.P.A., Molinetto di Mazzano (BS) come assistente fashion buyer e assistente graphic designer

Valentina Olivetti

Nome

Data di nascita 20 Ottobre 1991 Nazionalità

Italiana

Lingue

Italiano, Inglese

CONTATTI

ISTRUZIONE

Cellulare

(+39) 3335086144

Email

val.olivetti@gmail.com

OTT 2015/ MAR 2018

MA ARTI VISIVE E MODA, 110 E LODE IUAV, Università di Venezia

OTT 2011/ FEB 2015

BA FASHION DESIGN, 110 E LODE LABA, Libera Accademia di Belle Arti, Brescia

SOFTWARE ADOBE PHOTOSHOP (CC)

LINKS www.facebook.com/valolivetti www.instagram.com/valeolivetti

ADOBE ILLUSTRATOR (CC)

ADOBE INDESIGN (CC)

www.behance.net/valeolivetti www.linkedin.com/in/vale-olivetti

NJAL

https://www.notjustalabel.com/designer/valentina-olivetti


VOGLIAMO PENSARE 2018

THESIS FASHION COLLECTION I

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Questa collezione di moda è una tra le tante possibili proposte di attraversamento dell’archivio di Germana Marucelli. Questo progetto è una esercitazione di come si possa utilizzare l’archivio in quanto dispositivo creativo, qui inteso come mezzo da cui partire per la creazione di una collezione di moda. Ho deciso di onorare l’eredità di Germana Marucelli concentrandomi su alcuni dettagli, linee, forme, motivi, stampe e colori utilizzati maggiormente dalla creatrice di moda e che più mi hanno colpito. La collezione rappresenta la mia personale reinterpretazione/postproduzione di un brand che ora non esiste più. La collezione è indirizzata soprattutto a tutte le donne di oggi, determinate, indipendenti e dinamiche, come era anche nell’intenzione dell’operato di Germana Marucelli che pensava alla donna a 360 gradi, una nuova donna, non più vestita di balze e fronzoli, ma letteralmente vestita di altro. La sua ricerca si concentrava nella realizzazione di capi che potevano interpretare appieno le esigenze della donna del tempo, in “costante e continuo cambiamento”. I due outfit realizzati, sono stati ispirati soprattutto dalla linea Unisex (autunno/inverno 1966-67) di Germana Marucelli. La realizzazione quindi ha previsto due outfit contraddistinti da linee e forme maschili, ma da colori, stampe, dettagli e accessori provenienti principalmente dall’universo femminile.


M A R U C E L L I M A R U C E L L I

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M AA RR UU CC EE LL LL II M

Art. Art.

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P R I C E

MARUCELLI LO STUDIOM A DEL R UMARUCE C E L L I MARUCELLI LOGO MARUCELLIMARUCE b R MARUCELLI MARUCE A N MARUCELLI MARUCE D MA R U CE L L I MARUCE L M ARUCELL I M A R UA C E M A R U C E L L I B MARUCELLI M A R UE C E L P MARUCELLI M A R U C E R I MARUCELLI M A R U C E C MARUCE MARUCELLI E MARUC MARUCELLI T MARUC A MARUCELLI MARUCE G Euro Euro

T A G


A B S T R A C T La tesi nasce da una riflessione sul tema dell’archivio e sulla sua rivalutazione come possibile metodologia progettuale. Questo percorso è stato reso possibile da un tirocinio svolto presso l’archivio della creatrice di moda Germana Marucelli, divenuta celebre nella Milano del secondo dopoguerra e presente sulle passerelle italiane fino all’inizio degli anni settanta del XX secolo. L’esperienza sul campo ha offerto un materiale unico su cui riflettere ai fini progettuali. Il fine ultimo del progetto è di capire i metodi di lavoro del direttore creativo alle prese con operazioni di riattivazione di brand estinti e di come tali metodi si basino spesso sull’archivio. Quest’ultimo è qui inteso come dispositivo creativo, un mezzo da cui partire per la creazione di una collezione di moda e per una riflessione sul logo del brand. La tesi si articola in tre parti: una teorica di riflessione e di analisi, una esperienziale/tecnica riguardante il tirocinio e infine una di tipo progettuale. Nella parte teorica vengono analizzate e messe a confronto diverse teorie presenti sull’archivio, di chi ci ha già riflettuto in passato e in che modo l’importanza dell’archivio emerge nella moda contemporanea, portando esempi di come l’archivio viene utilizzato attualmente dai brand di moda o da istituzioni e fondazioni. Nella seconda parte esperienziale viene descritto il lavoro che ho svolto durante il tirocinio all’archivio (concentrato principalmente sulla schedatura delle fotografie), tra un excursus sulla vita e le opere di Germana Marucelli e un esempio di percorso delle interconnessioni che possono nascere all’interno di un archivio, svolto insieme alla curatrice e responsabile dell’archivio Silvia Casagrande. La terza e ultima parte si propone come collegamento diretto e conseguente conclusione dell’analisi proposta: l’ipotesi di riattivazione del brand attraverso un mio progetto di collezione secondo una mia ipotesi di lettura e la riflessione sul logo del brand. Questo procedimento è stato influenzato dal metodo dell’hacking couture della interaction designer Giana Pilar González che mi ha permesso di decodi care e riprogrammare per la sensibilità del XXI secolo il “codice sorgente” della maison Marucelli.


Fashion designer / Ph. Valentina Olivetti Model. Bianca Pajaro


LE TEMPS REVIENT

final collection I

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Il titolo della collezione prende in prestito il motto del broncone di Lorenzo il Magnifico. Il punto di partenza è Uomini del ventesimo secolo, un libro di fotografie del fotografo tedesco August Sander. Tramite i suoi ritratti Sander è riuscito ad offrire un panorama fotografico di tipi sociali della Germania di Weimar, tra il 1919 e il 1933. Ho scelto così otto fotografie tratte da questo libro, una fotografia per ogni outfit realizzato. Ho scelto le fotografie che più mi hanno colpito attraverso un capo di vestiario, un fiore, una tappezzeria, una poltrona. Tutte le fotografie sono rigorosamente in bianco e nero e da qui nasce la mia voglia di inserire tanti colori che mi rappresentano. Ho deciso così di manipolare queste fotografie e tramite degli ingrandimenti ho focalizzato l’attenzione sui dettagli che mi hanno interessato di più come i capi d’abbigliamento maschile, da cui sono partita per creare una collezione contemporanea tutta al femminile. Ho preso ispirazione per la manipolazione di queste fotografie anche dal lavoro dell’artista Merve Özaslan. In particolare ho preso ispirazione da un suo progetto: Natural Act, una collezione di collage creativi (in chiave pop) in cui la fotografa fonde foto d’epoca in bianco e nero con elementi naturali a colori. Tra i modelli della collezione sono presenti un abito-gilet dove il gilet di ispirazione maschile è parte integrante dell’abito femminile. Una tutina da pugile, resa femminile da una balza appoggiata sul punto vita. Un cappotto lungo e oversize, sempre di ispirazione maschile, in contrasto con la leggerezza del crop top e della gonna mono-bretella sottostanti. I tessuti utilizzati vanno dai trapuntati in velluto, imbottiti, jersey di cotone, spalmati, voile di seta, plissé ondulati, alcantara, misto lana e cashmere. I tessuti utilizzati sono molto lavorati tramite stampe, motivi, applicazioni e plissé. I colori sono molti e vanno dal viola, bordeaux, rosso, magenta, rosa, bronzo, verde, nero e khaki.


fashion at iuav 2017


FASHION AT IUAV 2017 Ph. Francesca Occhi Models. Anna Meneghetti, Angela Tommasi, Silvia Fogato, Bianca Pajaro, Ludovica Marangoni, Giulia Moretti, Vittoria Fascina, Biancamaria Zanetti


Ph. Petra Errico Model. Simona Carraro Mua. Polly Make-Up Artist


Ph. Petra Errico Model. Ilaria Tonetto Mua. Polly Make-Up Artist


Ph. Petra Errico Models. Ilaria Tonetto, Simona Carraro Mua. Polly Make-Up Artist


Ph. Petra Errico Model. Rachel Tinkham Mua. Jona Isufi


Ph. Petra Errico Model. Rachel Tinkham Mua. Jona Isufi


Ph. Petra Errico Model. Greta Gretchen Mua. Jona Isufi


SLEEP NO MORE


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I MIEI STAPLES 1. PIGIAMA PALAZZO (maxi maglia + maxi panta): pigiama outdoor, a tratti trasparente, dal quale intravedere l’intimo e/o la pelle sotto 2. INTIMO (“sportivo”) 3. CAPPA - KWAY: in materiale plastico trasparente - pvc (con scritte realizzate a mano in vernice nera) e in parte in ecopelle olografica. Una specie di kway fashion e alla moda, da utilizzare anche per le grandi occasioni (impermeabile) ACCESSORIO: turbante per capelli double-face in spugna e in velluto.

PIGIAMA PALAZZO #1: Pigiama palazzo in tessuto fantasia che vuole ricordare il classico pigiama maschile a righe. L’intervento è nel tessuto, nel quale sono state inserite e cucite delle strisce in pvc, così da creare un altro tessuto. Il pvc rende così il tessuto a tratti trasparente, così da poter intravedere l’intimo sottostante: una culotte a vita alta in velluto stretch ottanio. Il pigiama palazzo è costituito da una maxi maglia chiusa sul retro con dei nastri di velluto nero morbido. I maxi panta con chiusura maschile con coulisse in cintura in nastro di velluto nero morbido.

PIGIAMA PALAZZO #2: Pigiama palazzo in shantung di seta color arancio, rivisitato in forma e lunghezza. Nel pigiama l’intervento è nel tessuto, nel quale vengono inserite parti in pvc, così da rendere il pigiama a tratti trasparente. Il pigiama palazzo è costituito da un croptop e da un paio di pantaloni che terminano alla caviglia, con chiusura maschile con coulisse in cintura in nastro di velluto nero morbido. Il capospalla è una cappa, davanti in pvc, verniciata con scritte nere realizzate a mano e dietro in tessuto olografico (similpelle). La cappa è chiusa sul retro con dei nastri di velluto nero morbido.

PIGIAMA PALAZZO #3: Pigiama palazzo: la parte frontale in pvc con scritte realizzate a mano in vernice nera, il retro in tessuto olografico. Nel pigiama l’intervento è nel tessuto utilizzato e nell’artisticità dell’utilizzo della vernice per le scritte. Il tratto caratteristico del pigiama è la trasparenza del davanti e la coprenza del dietro. Dal davanti si può così intravedere l’intimo attraverso il pvc trasparente. Il pigiama palazzo è costituito da una maxi maglia chiusa sul retro con dei nastri di velluto nero morbido. I maxi panta con chiusura maschile con coulisse in cintura in nastro di velluto nero morbido. L’intimo è costituito invece da un top sportivo e da una culotte, entrambi in velluto stretch colore ottanio.


Fashion designer / Ph. Valentina Olivetti Model. Anna Meneghetti


Ph. Angela Frezza Model. Anna Meneghetti


Ph. Petra Errico Model. Bianca Pajaro Mua. Polly Make-Up Artist


Ph. Petra Errico Model. Giorgia Yin Mua. Jona Isufi


A KNITWEAR COLLECTION

PAINT-OVER


Fashion designer / Ph. Valentina Olivetti Models. Giada Maestra, Dario Tosatto


Rei Kawakubo

State of Mind


CONTEMPORARY DANDY


flat sketch


Fashion designer / Ph. Valentina Olivetti Model. Oliver Schneider


sans excuses


I N S P I R A T I O N La mia collezione Sans Excuses riflette ed esplicita, tramite gli abiti, l’idea di una donna forte, una donna di potere, una donna che non deve chiedere mai scusa, come esplicitato anche dal titolo della collezione stessa. Il progetto identifica una donna che sa farsi valere, pur mantenendo la propria femminilità, in un mondo ancora prettamente maschile. L’elemento principale dell’intera collezione, che funge anche da elemento madre è la cappa, capospalla scultoreo che vuole enfatizzare il carattere di ogni outfit. La cappa scultorea, principalmente pensata in feltro, un materiale molto rigido e spesso, rende il capospalla estremamente volumetrico, così da sottolineare ancora di più l’aspetto preponderante di questa donna valorosa. Colori forti, sgargianti, incisivi e sconcertanti come l’oro, l’argento, il fucsia vogliono rendere più appariscente la presenza femminile. In alcuni modelli di cappa sono presenti anche delle particolari applicazioni, più specificamente, due volti specchiati. Questi dettagli hanno origine dalla riflessione di partenza sul tema del simulacro (dal latino simulacrum <figura, statua>, derivazione di simulare <raffigurare in forma simile>). Il simulacro è inteso inizialmente come statua, immagine di divinità o monumento come testimonianza del passato, una cosa che ne imita un’altra in modo più speciale. Nella mia riflessione sul tema del simulacro mi sono soffermata maggiormente sul tema del doppio, esplicitandolo in questa collezione con l’utilizzo di questi doppi volti specchiati.


Fashion designer / Ph. Valentina Olivetti Model. Giada Maestra


Ph. Petra Errico Models. Bianca Pajaro, Barbara Xu Mua. Polly Make-Up Artist


Fashion portfolio  
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