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IMPRESA ARTIGIANA & P.M.I - ANNO XV – N° 2 DEL 01.02.2017 POSTE ITALIANE SPA - SPED. ABB. POST. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1, DCB PO – COPIA: 0,10

Dicembre 2020 | www.cnafc.it

Un nuovo patto per guardare al futuro «Distanti ma vicini»: non uno slogan, ma una pratica quotidiana per CNA. Garantendo un supporto affidabile e puntuale, ascoltando bisogni e cogliendo opportunità per le imprese

/ Indagine SWG

10 mesi di pandemia, uno strumento di lettura per le imprese

/ Sicurezza

Nella crisi, CNA partner affidabile a supporto delle imprese

/ Credito

Risorse e opportunità per le imprese, per ripartire

/ Storie

Aperture, anniversari, novità, in prima linea


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/ Intervento

Un nuovo patto per guardare al futuro In un anno che ha segnato pesantemente le imprese, CNA si è confermata una grande comunità, che nella criticità ha rinsaldato la sua rete di supporto. E che ora guarda avanti di Lorenzo Zanotti, presidente CNA Forlì-Cesena Siamo arrivati in fondo a questo 2020, tanto impegnativo per noi e per le nostre imprese. Un anno che ci ha segnato e che non scorderemo facilmente. La pandemia ci ha costretti a mettere in discussione abitudini consolidate: le relazioni con gli altri, gli spostamenti, le precauzioni per la sicurezza. Abbiamo dovuto ripensare il nostro modo di lavorare, rispettare specifici protocolli di sicurezza per tutelare noi stessi, i nostri dipendenti, i nostri clienti. Come imprenditori, abbiamo dovuto abituarci a convivere con una grande incertezza, che ci impedisce di assumere decisioni, se non per il breve periodo. Un grande impegno, oltre che una forte responsabilità. Il 2020 è stato un anno che ha provato fortemente il nostro tessuto imprenditoriale. Un anno ingestibile con partenze, blocchi e false ripartenze. Abbiamo stimato cali medi del fatturato del 30% che, uniti ai costi per adeguarsi alle misure anti-Covid, rispettando i protocolli di sicurezza, e alla quasi impossibilità di fare programmazione, rischiano di mettere in ginocchio molte realtà anche virtuose. Come CNA, cerchiamo di mettere a disposizione delle imprese strumenti di breve e lungo periodo sulla base dei bisogni emersi in questi dieci mesi di pandemia. La prima necessità è quella dei ristori, che speriamo siano veloci e adeguati, ma poi bisogna riflettere sulla seconda fase. Cosa succederà quando il Covid sarà finito? Oggi più che mai è evidente che il sistema è interconnesso e deve pensare in termini di collaborazione e di rete. È questo il cuore del nuovo patto da stringere, che non riguarda solo le aziende, ma anche lo Stato, che deve creare le infrastrutture digitali, le amministrazioni locali, che devono agire sulla tassazione, le banche, che possono mettere a disposizione

in modo rapido e semplice le risorse finanziarie, e le persone, che devono essere consapevoli dell’impatto delle loro scelte di consumo. Il tessuto economico locale, ma anche italiano, è fatto in gran parte di imprese con meno di dieci addetti, una ricchezza che è un patrimonio di tutta la comunità e che rischia di essere messa in seria discussione. Crediamo che sia importante, tuttavia, non smettere di guardare avanti. Per costruire il futuro delle nostre imprese e del nostro Paese in generale. Come CNA, ci siamo confermati e riconosciuti come una grande comunità, che nella criticità ha serrato le fila e ha rinsaldato la sua rete di supporto e collaborazione. Ora più che mai, restiamo uniti, per superare insieme questo momento di grande difficoltà! 1


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/ Intervento

«Distanti ma vicini»: una pratica quotidiana per CNA Oltre 360 newsletter, la garanzia di 23 sedi, il nuovo sito, 45 webinar, aggiornamento costante, supporto affidabile e puntuale, ascoltando bisogni e cogliendo opportunità per le imprese di Franco Napolitano, Direttore generale CNA Forlì-Cesena In questo anno passato sulle montagne russe, come CNA abbiamo cercato di fare tutto il possibile per sostenere i nostri associati. «Distanti ma vicini» per noi non è uno slogan, ma una pratica quotidiana. Per riuscire a garantire questa vicinanza, ci siamo inventati modalità nuove e nuove soluzioni. Non è mai venuto meno il supporto delle nostre 23 sedi sul territorio provinciale, sempre operative, nel rispetto dei protocolli di sicurezza. I nostri uffici sono stati un punto di riferimento affidabile, per avere informazioni certe e chiare su una normativa in continua evoluzione, per non dire fibrillazione. Seguendo sette giorni su sette i vari DPCM, ordinanze, decreti, li abbiamo trasmessi sotto forma di informazioni tempestive e puntuali ai nostri associati. Sono state più di 360 le newsletter, con una percentuale di lettura di oltre il 50%, a cui si sono aggiunti gli SMS per le informazioni più urgenti, non di rado spediti la sera o nei giorni festivi. Nel pieno della pandemia, abbiamo accelerato i tempi per mettere online il nostro nuovo sito, il 9 aprile; uno strumento più funzionale per mettere a disposizione degli associati informazioni, normative, protocolli, cartelli e altri materiali utili. Altro strumento molto apprezzato dalle imprese sono stati i 46 webinar gratuiti che abbiamo dedicato a diversi temi: dai protocolli sicurezza agli argomenti più caldi, superbonus, credito, inizi attività ecc., con un totale di oltre 2.000 partecipanti. Nelle settimane più buie del lockdown abbiamo ideato una campagna straordinaria di supporto alle imprese, con 2.354 telefonate di vicinanza effettuate con monitoraggio settimanale. Abbiamo portato le richieste delle nostre imprese alle istituzioni locali, regionali, nazionali, e messo in campo un’azione straordinaria e tempestiva per il superbonus 110%.

Tutto questo lo abbiamo fatto ascoltando e cercando di cogliere i bisogni della nostra base associativa, e anche per il 2021 abbiamo diversi progetti in cantiere. Continueremo a lavorare sui settori, e anche nello specifico sui mestieri. Con un occhio di riguardo per chi decide di aprire un’attività, e per chi sta giungendo al termine della sua vita lavorativa e si appresta a passare la mano, ad esempio, a un figlio o a un dipendente. Continueremo la nostra collaborazione con l’istituto di ricerca SWG, per fornire alle imprese seminari di orientamento e altre occasioni di approfondimento. Ma soprattutto continueremo ad ascoltare, a interpretare i bisogni e cogliere le opportunità per le nostre imprese associate. Per non avere solo pensieri corti, ma anche pensieri lunghi. 3


/ Sommario

Impresa Artigiana P.M.I

Periodico – Aut. Trib. n° 12/2020 – Con IR Chiuso in redazione il 23 dicembre 2020 Direttore responsabile: Barbara L. Coordinamento editoriale: Franco Napolitano www.cnafc.it Seguici su www.facebook.com/cnaforlicesena www.linkedin.com/company/cna-forlicesena/ www.youtube.com/user/cnafc Redazione Forlì-Cesena: Veronica Bridi, Alessia Brunelli, Fatima Elghazioui, Riccardo Guardigli, Marco Lucchi, Piergiorgio Matassoni, Massimo Montanari, Giovanni Montevecchi, Franco Napolitano, Davide Prati. Via Pelacano, 29 Forlì - Tel 0543 770200 - e mail: redazione@cnafc.it Artwork e impaginazione: Menabò Group - www.menabo.com Stampa: CILS - Cesena Hanno collaborato a questo numero: Franco Alfonsi, Morena Baldoni, Anna Maria Barbieri, Marco Baroni, Fabio, Maurizio e Andrea Boschetti, Fabio Bianchi, Luca Casadei, Massimo Castellucci, Mirko Castellucci, Arianna Cavina, Gabriele Di Bonaventura, Carlotta Evangelisti, Silvio Fabbri, Stefano Fabbri, Alessia Ferri, Federica e Patrizia Flamigni, Giulio Vidotto Fonda, Davide Ghetti, Laura Giammarchi, Marco Laghi, Fabien Lombardi, Monica Magnani, Benedetta Marchi, Monia Montanari, Massimo Neri, Laura Pedulli, Benedetta Prandini, Pietro Renda, Marco Roncoroni, Luca Rossi, Gabriele Sbrighi, Denis Togni, Enrico Villa, Lorenzo Zanotti, Luca Zarantonello, Maurizio Zoli. Fotografie: Archivio CNA e CNA Nazionale, Andrea Bonavita, Alessandro Mazza (Cesenatico), Master Foto di Mirco Ricci (Cesena), Luca Ravaglia.

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/ Intervento Un nuovo patto per guardare al futuro «Distanti ma vicini»: una pratica quotidiana per CNA

/ Indagine I cittadini attraverso la pandemia

/ Esserci, sempre La domenica in cui tutto cambia: inizia l’emergenza Parola d’ordine per ripartire: sicurezza Telefonate, sms, webinar: distanti, ma vicini Istituzioni chiamate a interventi straordinari

/ Soluzioni Di necessità virtù, il salto digitale delle imprese Un nuovo sito per CNA Forlì-Cesena Credito e tributi, una corsa all’ultimo decreto

/ Comunità Il peso della pandemia su cittadini e pensionati

/ Sistema Dal sistema CNA una risposta concreta alla pandemia

/ Soluzioni Superbonus 110%, un’opportunità per la ripresa Formazione penalizzata ma indispensabile

/ Sguardi Cartoline dal 2020, tra lockdown e ripartenza

/ Settori Un anno vissuto pericolosamente

/ Nuove imprese Il coraggio di andare controcorrente

/ Più forti della pandemia Un 2020 in crescita tra slanci e anniversari

/ Professioni emergenti Nuove competenze e sensibilità

/ Nell’occhio del ciclone In prima linea, a tu per tu con l’emergenza

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/ Indagine

I cittadini attraverso la pandemia Monitoraggio del portato emotivo, delle ansie, delle strategie di vita e di consumo in 10 mesi di pandemia. Uno strumento di lettura per le imprese di Giulio Vidotto Fonda Dieci mesi di pandemia hanno stremato il Paese. Per i cittadini e per le imprese si sta per chiudere l’annus horribilis che molti associano a uno scenario bellico. In questo senso, la seconda e poderosa offensiva autunnale operata dal virus sulla già fievole ripresa, ha assestato un duro colpo alla cittadinanza su tutti i fronti: dalla salute fisica, passando per il lavoro, fino all’intimità della vita privata, rivoluzionando bisogni, priorità, scelte e abitudini. L’osservatorio demoscopico di SWG S.p.a. – che da 40 anni segue l’andamento dell’opinione pubblica – ha monitorato da vicino gli umori e le speranze dei cittadini nell’anno del Covid attraverso indagini continuative ad hoc su tutto il territorio nazionale. I dati descrivono oggi una popolazione fiaccata, frustrata e impoverita, incapace di immaginare e programmare il proprio futuro, nemmeno di breve periodo, ma che al contempo ha mostrato le proprie strategie di adattamento nella vita e nei consumi. A fine anno, per poter leggere la situazione in chiaroscuro e raccogliere meglio la sfida della ripartenza, può essere dunque utile guardare in prospettiva cosa si sia mosso nella pancia e nella testa degli italiani. 1. L’altalena emotiva da marzo a oggi Durante tutto il 2020 la sensazione prevalente è stata l’incertezza, che a fine anno è tornata ai picchi di marzo e si rintraccia nel 57% della popolazione. Incertezza che ha dato la spinta a un’altalena emotiva spesso parallela alla curva dei contagi e al susseguirsi dei diversi DPCM e provvedimenti restrittivi. Se la prima ondata si è accompagnata a un misto di paura (26-30% tra marzo e aprile) e speranza (38%) – ben rappresentato dal tam tam “andrà tutto bene” e dall’immagine di un Paese coeso e solidale – a partire da ottobre la risalita 6

della paura (27-28%) ha invece fatto il paio con un montante sentimento di rabbia (25-27%) tuttora in crescita, fotografia di una Italia frammentata da rivalità e interessi particolari. La preoccupazione per il virus ha toccato il suo picco già a marzo (con un 48% di soggetti “molto preoccupati”) per poi scendere rapidamente fino a giugno e andarsene in vacanza tra luglio e agosto: una bolla nella quale la voglia di prendersi una pausa e rinfrancarsi ha avuto la meglio sull’ansia, con riflessi immediati nei comportamenti. Ci si è rapidamente sentiti più sicuri e disinvolti nelle proprie attività quotidiane, consumi inclusi, seppure con una certa propensione a stare all’aperto e a evitare, se possibile, i mezzi pubblici. A fine agosto, la seconda ondata, seppure di fatto già in corso, era percepita come una remota eventualità. 2. Situazione economica e lavorativa Questa temporanea distensione ha riguardato anche le preoccupazioni legate alla propria situazione economica e lavorativa. Se ad aprile il 56% degli italiani temeva di essere costretto a intaccare i propri risparmi (e il 40% immaginava a breve di non essere più in grado di pagare affitti, muti e bollette) con la bonaccia estiva questi timori sono ridotti fino a divenire minoritari, per poi riprendere corpo in ottobre e novembre. Il timore di perdere il lavoro ha invece serpeggiato in una parte della popolazione attiva lungo tutto il corso dell’anno. A fine ottobre il 66% dei cittadini era favorevole a prorogare il blocco dei licenziamenti ed era quasi un terzo a temere di essere licenziato non appena il proprio datore di lavoro avesse avuto il via libera dal Governo (con picchi di oltre il 40% al Sud e tra i giovani). Tra le varie fratture sociali amplificate dalla pandemia si è acuita, in questo senso, anche quella


Scarica l’indagine SWG

tra lavoratori privati e pubblici, dove i secondi vengono additati come privilegiati dall’80% dei primi. 3. Le ricadute sulle scelte e sui comportamenti Il quadro bellico sin qui delineato non è stato privo di contraccolpi nelle scelte, nei comportamenti e nelle abitudini degli italiani – sia in quelle liberamente attuate sia in quelle imposte – generando una disruption a 360 gradi che merita di essere colta e analizzata in chiaroscuro.

A fine ottobre il 66% dei cittadini era favorevole a prorogare il blocco dei licenziamenti, quasi un terzo temeva di essere licenziato dopo il via libera del Governo Mascherine, gel e distanziamento sociale sono irrotte nella prassi quotidiana e accettate come consuetudine dalla maggioranza, seppure al netto di un 10-15% di cittadini scettici o contrari. Rivoluzione copernicana l’entrata a gamba tesa dello smart working che in poche settimane ha travolto il 34% della forza lavoro (nel 2019 era praticato dal solo 3%) con un impatto enorme e multidimensionale (familiare, economico, immobiliare, dei consumi, tecnologico, di mobilità, di relazione industriali ecc.) impossibile nemmeno da tratteggiare in poche pagine. Sta di fatto che è il 78% dei cittadini e ritenere che non si tornerà indietro e, anzi, per il 24% il lavoro agile è destinato ad aumentare. 7


Le emozioni del 2020: incertezza di fondo per tutto l’anno, tristezza e rabbia montanti con la seconda ondata Quali sono, tra le seguenti, le emozioni che prova più spesso in questo periodo? (Possibili 3 risposte)

incertezza

speranza

rabbia

IL DETTAGLIO AL 13 novembre 2020

tristezza

57

incertezza

57

49 38

29 27 24

29 17 14 marzo

11 aprile

maggio

giugno

luglio

settembre

ottobre

novembre

29

tristezza

27

speranza

paura

25

vulnerabilità

24

angoscia

24 24

rabbia

18

rassegnazione

11

fiducia noia

6 6

gratitudine

gioia

2 Tutti i diritti riservati

4. L’andamento dei consumi Sfaccettato e difficile da decodificare a caldo è l’impatto sui consumi. A partire da marzo il 59% dei cittadini affermava di aver ridotto o eliminato le spese non strettamente necessarie. La situazione è migliorata solo in parte con le fasi cosiddette 2 e 3 (a settembre la quota è scesa di 8 punti) per aggravarsi di nuovo in autunno. Il fatto che la maggioranza dei cittadini abbia mantenuto il freno a mano tirato per buona parte dell’anno non stupisce se si contestualizza nel clima di incertezza generalizzato e nella più concreta perdita di potere d’acquisto, stimata da Confcommercio in un calo di 1.280 euro per ogni famiglia (al netto dell’impatto seconda ondata). Se le previsioni di decrescita del Pil – che con la seconda ondata scendono a un sinistro -13,5% su base annua [Fonte: Banca d’Italia] – non fanno che suggellare la disfatta del 2020, va però rilevato come l’impatto della pandemia sui consumi non riguardi solo la dimensione quantitativa, ma anche qualitativa: una continua evoluzione nella scelta dei canali, dei prodotti e dei servizi privilegiati che, mese per mese ha delineato scenari di consumo complessi che lasciano intravedere una serie di trend e strategie in atto. Partendo dall’analisi dei canali, se nel 2019 solo il 39% degli italiani si era cimentato almeno una volta in acquisti online (contro ad esempio l’80% dei tedeschi), durante il lockdown la quota è salita al 75%, con un balzo di fatturato previsto del +26% su base annua [Fonte: Politecnico di Milano]. Dall’altra parte della barricata in particolare i centri commerciali, a lungo percepiti come luoghi di assembramento e pertanto disertati dalla maggioranza dei cittadini. Va tuttavia notato come la propensione all’e-commerce non sia divenuta strutturale nella popolazione, ma abbia a sua volta subito una battuta di arresto nei mesi di giugno e luglio, per 8

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poi risalire parallelamente alla curva dei contagi negli ultimi mesi dell’anno. Per una quota rilevante di popolazione l’online costituisce quindi una strategia anti-contagio più che una preferenza vera e propria: nella fase di pseudo-normalità vissuta tra luglio e agosto i consumatori si sono invece mostrati piuttosto “multicanali”, ovvero propensi ad acquistare online (37%) così come in negozi grandi (36%), piccoli (32%) e tornando poi nei centri commerciali (28%).

L’e-commerce costituisce una strategia anti-contagio più che una preferenza vera e propria: tra luglio e agosto i consumatori si sono invece mostrati piuttosto “multicanali” I consumi hanno mostrato anche un’ampia variabilità per quanto riguarda le tipologie di beni e servizi acquistati. Il mix delle limitazioni imposte e delle scelte effettuate ha lasciato sul campo di battaglia vincitori e vinti: a farne maggiormente le spese sono stati l’Horeca, di nuovo in stallo dopo una timida ripresa estiva, così come i trasporti, l’abbigliamento e la galassia della cultura e dell’intrattenimento in presenza. Hanno invece visto una crescita sostenuta la grande distribuzione, con gli alimentari e i prodotti per la casa, tecnologia e servizi online, la nuova mobilità (elettrico e velocipedi), con segnali di tenuta anche per l’edilizia e l’automotive, ossigenate dagli incentivi. Anche guardando al prossimo futuro i consumatori italiani prevedono però di risparmiare su tutti i fronti: seppure si dicono meno disposti a


Le misure anti-Covid hanno avuto un impatto su tutti i settori.

farlo sull’alimentazione, sulla salute e sul benessere, oltre la metà cercherà di ridurre le spese in ristorazione, turismo, abbigliamento, tecnologia, cultura e intrattenimento. 5. La risposta del mondo produttivo e delle PMI Per le imprese italiane la pandemia è piovuta sul bagnato, mentre ci si stava finalmente rialzando dalla doppia caduta avvenuta tra il 2008 e il 2012. In particolare per le PMI, questa aveva innescato un severo processo di selezione e ristrutturazione che ha portato a un complessivo miglioramento della solidità finanziaria del segmento: il Rapporto Cerved PMI 2020 aggiornato ad ottobre, segnala un sostanziale dimezzamento delle imprese con bilanci a rischio tra il 2007 e il 2019. Con l’arrivo del Covid, la reazione del sistema produttivo si è mostrata diversificata, spesso messa in crisi dai continui mutamenti di scenario e normativi che per molti hanno reso impossibile una programmazione strategica. Lo stesso Rapporto mette in luce come nel 2020, per la galassia delle PMI, la lunga stagione di

Lavoratori: 3 su 10 si sentono a rischio licenziamento una volta eliminato il blocco in vigore Quanto ritiene probabile che, una volta eliminato il blocco dei licenziamenti, lei possa perdere il suo lavoro? (RISPONDONO I LAVORATORI DIPENDENTI)

per niente

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molto

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A RISCHIO LICENZIAMENTO

30 22 poco

abbastanza

%

% residenti al Sud

% giovani (18-34 anni)

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Tutti i diritti riservati

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sopravvivere e la prima urgenza è la liquidità. La grande sfida per agganciare la ripresa sarà però proprio sintonizzarsi con un mercato e uno scenario dei consumi in divenire. Per farlo bisognerà investire molto e uscire dalla modalità “sopravvivenza”, sfruttando al massimo le opportunità che si apriranno con l’arrivo dei fondi Next Generation EU.

consolidamento si sia di fatto interrotta bruscamente: • un calo di fatturato previsto di circa 11% su base annua, fino a un -16,3% in caso di nuovi lockdown; • una decisa spinta alla riduzione dei costi; • una marcata denatalità delle imprese (-20% di aperture in un anno); • una perdita occupazionale acuta, fino a un terzo nei settori più colpiti (come agenzie di viaggio, strutture ricettive e ristoranti);

Per le PMI sarà vitale unire le forze per poter investire creando nuove sinergie territoriali. Una sfida che da sole non sarebbe possibile affrontare

• una situazione peggiore al Sud che al Nord. Silvia Candiani, Ceo di Microsoft Italia, evidenzia come «storicamente le PMI italiane siano meno sensibili alle tecnologie rispetto a quelle, ad esempio, del Nord Europa, e naturalmente meno delle grandi aziende. Dall’altra parte sono però più flessibili e hanno una maggiore capacità di adattamento e resilienza» [Dialogo con Alberto Orioli, Einaudi, 2020]. Una vitalità che si è ben dimostrata in questo buio anno che, se purtroppo ha soffocato o impedito di proseguire la propria attività a molti, porterà la maggior parte delle PMI italiane a chiudere l’anno in pareggio o in utile, seppure largamente inferiore a quello dell’anno precedente e dovuto almeno in parte agli interventi messi in campo dallo Stato (come la cassa integrazione, i ristori ecc.). Sul piano dell’innovazione, l’adattamento al nuovo scenario è spesso stato improvvisato e pertanto sub-ottimale: il primo obiettivo è tuttora

I due ambiti centrali vengono individuati nella digitalizzazione e nella sostenibilità, che permetteranno alle imprese di essere più flessibili ed efficienti, ma anche più attrattive per gli investitori istituzionali, affrontando al meglio una serie di sfide epocali – come lo smart working, la digitalizzazione dei processi, il pagamento elettronico, le nuove normative, la sicurezza, la mobilità e l’internazionalizzazione – ma anche un consumatore in continua evoluzione che affronta il cambiamento con strategie di adattamento dettate, come abbiamo visto, da una

I canali d’acquisto: e-commerce per difendersi dal virus, ma in tempi normali il consumatore è nomade Se potesse scegliere liberamente dove fare acquisti nella prossima settimana, cosa sceglierebbe? (Possibili 2 risposte)

acquistare online

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47

E-commerce 47

43 negozio di grandi dimensioni negozi di piccole dimensioni un centro commerciale

35 29 27

38 35 31 27

37 32

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27

33 26 24

maggio

giugno

luglio

settembre

ottobre

28 21

2019 – 40% degli italiani comprano online (vs 80% dei tedeschi) Lockdown – 75% degli italiani compra online 2020 – +26% vendite online [previsione Politecnico di Torino]

novembre Tutti i diritti riservati

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Sempre più diffusi gli strumenti di pagamento elettronico.

sorprendente varietà di fattori, e pertanto difficili da prevedere, perlomeno finché il contesto nazionale e globale non si saranno almeno in parte stabilizzati su una qualche situazione di new normal. Per le imprese piccole e medie in questa fase sarà vitale unire le forze creando nuove sinergie territoriali e potenziando capacità di investire e innovare. Una sfida che da sole non potrebbero affrontare. Diviene pertanto centrale più che mai affiancarle e sostenerle attraverso la rappresentanza, la consulenza, l’informazione, l’ascolto e la relazione di prossimità. Nota metodologica: indagini svolte tra febbraio e dicembre 2020 con metodo cati / cawi su campioni di 800-1.200 cittadini maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana per genere, età e zona di residenza.

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/ Esserci, sempre

La domenica in cui tutto cambia: inizia l’emergenza Il giorno in cui il Presidente del Consiglio mette in quarantena undici Comuni del nord Italia, CNA Forlì-Cesena crea la sua Unità di crisi di Luca Casadei Forlì, 23 febbraio 2020, ore 17. In via Pelacano, al terzo piano della sede di CNA Forlì-Cesena, le finestre sono illuminate. A quell’ora, per di più di domenica, solitamente gli uffici sono chiusi, ma non è una domenica qualunque. È la domenica in cui tutto sta per cambiare. All’indomani della scoperta dei primi casi ufficiali di Covid-19 in Italia, Giuseppe Conte ha appena firmato un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM): il primo di una lunga serie, che mette in quarantena oltre cinquantamila persone residenti in undici Comuni del nord Italia. Chiusura delle scuole e dei luoghi di culto, sospensione di tutti gli eventi, serrande abbassate per i negozi: sono misure straordinarie che solo due settimane più tardi verranno estese a tutta Italia, ma in quel momento appaiono ai più come qualcosa di decisamente lontano dalla propria quotidianità. Non è così per otto persone che, convocate d’urgenza dal direttore generale in accordo con il presidente, si sono sedute attorno a un tavolo per fare il punto della situazione e stabilire

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le prime misure organizzative straordinarie che permetteranno all’associazione di governare con efficacia l’incredibile ondata di leggi, ordinanze, cambiamenti e restrizioni che si susseguiranno una dopo l’altra nelle settimane e nei mesi successivi. Nasce così l’Unità di crisi Covid-19, un gruppo di coordinamento tra le varie funzioni aziendali pensato per analizzare in modo esaustivo le problematiche correlate alla pandemia, presidiare le continue evoluzioni normative e coordinare l’attuazione dei conseguenti interventi organizzativi, promuovere la corretta comunicazione verso associati e collaboratori, valutare nel continuo l’evoluzione dei rischi. Alle 19.50 di quella domenica, parte la prima email con comunicazioni organizzative per i collaboratori. “Il ricordo di quel giorno è nitido” racconta il direttore generale Franco Napolitano. “Solo quattro giorni prima, il 19 febbraio, ci eravamo riuniti in plenaria con tutti i collaboratori alla Fiera di Cesena per fare il punto sull’anno passato e condividere le traiettorie per il 2020. Anche se c’erano


to ogni giorno alle ore 12 e integrato al bisogno da ulteriori comunicazioni di taglio generale o specialistico. Per l’intera durata dell’emergenza è stata mantenuta una comunicazione aggiornata e puntuale nei confronti di imprese e professionisti attraverso telefonate dirette, newsletter informative, l’aggiornamento costante del nuovo sito internet e dei social network, l’invio di sms e la realizzazione di webinar di interesse collettivo o mirati a settori specifici. I principali temi sui quali l’Unità di crisi è intervenuta sono stati l’aggiornamento normativo a livello nazionale e regionale, la sicurezza sui luoghi di lavoro nelle proprie sedi e in quelle delle imprese associate, la riorganizzazione aziendale, la comunicazione interna e alle imprese, il potenziamento dei sistemi ICT e il coordinamento delle relazioni di sistema. alcune preoccupazioni, nulla lasciava presagire che di lì a poche ore ci saremmo trovati a dover affrontare una situazione così delicata e complessa, mai vissuta prima e quindi ricca di incognite. C’era incredulità, ma allo stesso tempo la percezione di non dover perdere tempo nonostante non avessimo esperienze passate che potessero guidarci su cosa fare e come farlo. Abbiamo vissuto giorni e settimane molto provanti anche dal punto di vista emotivo, ma che hanno dimostrato il grandissimo senso di responsabilità e appartenenza di dipendenti, collaboratori e imprese”.

Il supporto alle imprese è passato attraverso comunicazioni affidabili e tempestive e la creazione di soluzioni per governare una situazione inedita

Tutte le sedi di CNA Forlì-Cesena hanno esposto la nostra bandiera.

L’azione dell’Unità di crisi Fin dal suo insediamento, riunendosi quotidianamente, l’Unità di crisi ha analizzato e stabilito quale fosse la migliore modalità organizzativa per gestire la situazione reale in continua evoluzione e garantire un supporto efficace e puntuale alle imprese associate. Prevedendo, correttamente, che l’emergenza sarebbe stata di lunga durata e di ampio spettro per quanto riguarda i temi e i servizi coinvolti, è stata presa la decisione di coinvolgere tutti i 300 collaboratori sulle questioni salienti, in modo da poter espandere il potenziale di risposta alle imprese. A tal fine, durante la fase 1, è stato diffuso un bollettino quotidiano di informazione, invia-

Una mole di lavoro straordinaria Grazie alla collaborazione di tutte le funzioni aziendali, le 70 leggi nazionali, le 50 ordinanze regionali e i 30 protocolli di sicurezza emanati nel corso dell’anno sono stati portati a conoscenza di tutti gli associati in modo tempestivo e chiaro attraverso 360 newsletter e 60 bollettini quotidiani, con i quali CNA Forlì-Cesena ha contribuito a diffondere un atteggiamento equilibrato e un senso di responsabilità tra i propri associati e collaboratori cercando di dare certezze a imprese e cittadini in momenti di confusione e smarrimento e contrastando la diffusione di fake news. Mentre è stata intensificata l’attività di confronto con le amministrazioni locali, la Regione e il Governo, parimenti non è venuto meno l’impegno nella lotta all’abusivismo, divenuta ancora più importante per la tutela della salute di tutti. Alle donazioni in denaro e mascherine a sostegno degli ospedali Pierantoni e Bufalini nei mesi del lockdown si è aggiunta la disponibilità a fare formazione gratuita sui protocolli di sicurezza agli operatori di Polizia Municipale. Un’evoluzione naturale Il nuovo scenario venutosi a creare, le inedite istanze provenienti dal mondo imprenditoriale, l’approfondimento delle dinamiche economiche e sociali emergenti e le singole azioni messe in campo per aiutare tutti gli associati a fronteggiare la pandemia hanno portato il sistema CNA Forlì-Cesena a ripensarsi completamente, sia per quanto riguarda i servizi erogati che il proprio ruolo di rappresentanza, evoluto da fornitore di servizi a creatore di soluzioni in un contesto più fragile e in rapida trasformazione, dove la solidità e al contempo la flessibilità dimostrate sono state riconosciute e apprezzate dalle imprese e dai professionisti associati. 13


/ Esserci, sempre

Parola d’ordine per ripartire: sicurezza Da incombenza da assolvere a scelta fondamentale per tutelare imprese e cittadini, il supporto di CNA alle imprese per una sfida epocale di Luca Casadei Tra le parole chiave del 2020, accanto a termini inediti entrati con forza nel nostro vocabolario quotidiano come lockdown e Covid-19, ce n’è una presente da sempre, ma che nell’anno appena trascorso ha assunto un nuovo significato: sicurezza. Se l’elevata possibilità di contagio ha modificato profondamente la nostra percezione di cittadini di ciò che è sicuro e ciò che non lo è, ha prodotto anche un cambiamento profondo sull’approccio ai rischi in ambito lavorativo. Da incombenza da assolvere o problema circoscritto spesso demandato a specialisti, la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventata responsabilità di ciascuno, buona pratica quotidiana, scelta consapevole e indispensabile per tutelare se stessi e gli altri. Già alla fine di febbraio, prima del lockdown generale deciso dal Governo (9 marzo) e dello stato di pandemia decretato

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dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (11 marzo), CNA Forlì-Cesena ha messo in campo tempestivamente le prime misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza Covid-19, convinta della necessità di agire in fretta e in modo coordinato per contrastare l’avanzata dell’epidemia e tutelare le imprese e i lavoratori a ogni livello. Una nuova organizzazione delle sedi CNA Domenica 23 febbraio, al momento della sua costituzione, l’Unità di crisi per la gestione dell’emergenza ha diffuso una prima procedura per la prevenzione del coronavirus sul luogo di lavoro, aggiornata più volte nelle settimane e nei mesi successivi. L’urgenza di quei giorni era garantire la continuità dei servizi a tutti gli associati, salvaguardando al tempo stesso la loro salute e quella dei dipendenti e collabo-


ratori attivi nelle 23 sedi territoriali. L’acquisizione immediata di dispositivi di protezione individuale, il divieto di trasferte e riunioni, l’igienizzazione quotidiana degli ambienti, l’introduzione di plexiglass di separazione e l’organizzazione di gruppi di lavoro distinti e mai compresenti all’interno degli stessi uffici sono state le prime azioni che hanno consentito la piena operatività di CNA e la possibilità di assicurare un supporto costante alle imprese in un momento così delicato. Il passo successivo è stata la riorganizzazione delle 23 sedi territoriali in modo tale che all’interno di ciascun ufficio lavorasse una sola persona nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Ciò ha richiesto l’attivazione di forme di lavoro agile per diverse funzioni, che dal mese di marzo hanno operato dalle proprie abitazioni, e la distribuzione di kit personali con mascherine, disinfettante per le mani e detergente in ogni postazione di lavoro.

Straordinario l’impegno delle imprese per adeguarsi alle nuove normative di sicurezza

Una bussola per le imprese durante il lockdown La nuova organizzazione interna ha permesso a CNA Forlì-Cesena di fornire un prezioso aiuto alle imprese nell’orientarsi nel mare magnum di DPCM, ordinanze e circolari che si sono susseguiti fin dall’inizio del lockdown, quando i dubbi interpretativi di imprenditori e liberi professionisti riguardavano principalmente i codici Ateco autorizzati a operare, le procedure di sanificazione da attuare, i dispositivi di sicurezza consentiti e i cartelli informativi obbligatori da esporre sui luoghi di lavoro. Alla sezione dedicata sul nuovo sito aziendale, newsletter informative quotidiane e contenuti di approfondimento diffusi sui social si sono aggiunti chiarimenti specifici e risposte individuali sollecitati dalle singole imprese che si sono rivolte a CNA o sono state contattate direttamente dalle diverse sedi territoriali.

Ripartire in sicurezza: i webinar di settore Con l’inizio della cosiddetta “fase 2” della pandemia le sedi di CNA Forlì-Cesena sono tornate a riaprirsi gradualmente agli associati, tramite appuntamento, per una ristretta casistica di situazioni in cui era necessario un incontro in presenza. In questa delicata fase di ripartenza, per approfondire i contenuti del Protocollo sicurezza per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e le conseguenti indicazioni regionali, il Servizio Ambiente e Sicurezza di CNA ha realizzato, in coordinamento con le unioni, un ciclo di webinar dedicati alle imprese dei diversi settori già aperte o prossime alla riapertura. Gli operatori dei settori manifattura, trasporti, agroalimentare, benessere, servizi alla persona e comparto casa hanno così potuto ricevere istruzioni dettagliate e chiare sulle misure da adottare all’interno dei luoghi di lavoro, negli spazi chiusi e in quelli aperti, personalizzandole alle loro specifiche realtà. Allo stesso tempo CNA ha predisposto e messo a disposizione dei datori di lavoro un documento attraverso cui poter dimostrare, in caso di controlli, di aver attuato i tredici punti chiave del protocollo di sicurezza stabilito a livello nazionale. Proprio le numerose attività di controllo effettuate dagli organi preposti e la ripresa graduale delle uscite presso le imprese da parte di CNA Forlì-Cesena hanno permesso di attestate l’impegno straordinario messo in campo per l’adeguamento alle nuove normative di sicurezza da parte dei datori di lavoro, mossi da una preoccupazione reale per la salute dei propri lavoratori e clienti al di là degli obblighi normativi. 15


/ Esserci, sempre

Telefonate, sms, webinar: distanti, ma vicini Nei mesi del lockdown CNA Forlì-Cesena è rimasta ogni giorno a fianco delle imprese per rispondere ai bisogni concreti e fornire strumenti utili a ripartire di Luca Casadei

“I veri amici si riconoscono nel momento del bisogno” recita un famoso proverbio per sottolineare come, quando ci troviamo di fronte a delle difficoltà, solo chi ha veramente a cuore la nostra sorte non si tira indietro, ma è pronto a moltiplicare i suoi sforzi per sostenerci. Con questo spirito CNA Forlì-Cesena ha voluto essere ancora più vicina ai propri associati nei mesi dell’emergenza Covid-19, convinta che una situazione straordinaria richieda interventi altrettanto inediti per poter essere affrontata al meglio. Anche nei giorni più duri, quando 16

nessuno aveva soluzioni in tasca, l’associazione ha scelto di metterci la faccia e di essere a fianco delle imprese e dei professionisti, anche solo per condividere uno sfogo, raccogliere una necessità, cercare di fare coraggio. Una scelta di vicinanza concreta e proattiva, che si è tradotta in una serie di azioni mirate a raccogliere bisogni e suggerimenti degli associati, rivelandosi particolarmente apprezzata da questi ultimi. “Come associazione di categoria – afferma il presidente di CNA Forlì-Cesena Lorenzo Zanotti – teniamo molto al tema della comunità allargata e della coesione sociale. Uno degli insegnamenti più preziosi dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato proprio la consapevolezza che da questa crisi se ne esce tutti insieme o non se ne esce affatto. Per questo, quando ci siamo trovati da un giorno all’altro a dover sospendere le abituali visite in azienda presso i nostri soci, abbiamo deciso di mettere in campo iniziative che ci permettessero di comunicare costantemente con loro, esprimendo quella vicinanza che per noi è un valore irrinunciabile. Il telefono è stato lo strumento principale, ma non l’unico, attraverso cui abbiamo contattato imprese e professionisti condividendo impressioni, informando su opportunità di settore e raccogliendo segnalazioni, continuando quindi a essere interlocutori presenti anche in un contesto nuovo e ricco di difficoltà”. Primo passo: ascoltare Di fronte all’impossibilità di visitare di persona le imprese, su incoraggiamento della presidenza provinciale, durante il lockdown primaverile è stata infatti avviata una campagna straordinaria di telefonate di vicinanza per mantenere il contatto con gli associati, rilevarne i bisogni, offrire risposte concrete alle necessità del mo-


Resta in contatto con noi, usa la chat CNA o scrivi

mento, far sentire la propria vicinanza in settimane in cui tutti eravamo e ci sentivamo più soli. Sono state 2.354 le telefonate effettuate dai responsabili Marketing e delle Unioni di settore, un contatto costante che è continuato fino al momento in cui è stato possibile riprendere le visite in azienda. Il monitoraggio settimanale delle chiamate prima e delle visite poi ha permesso a CNA di conoscere più a fondo situazioni particolari o condivise e trarre spunti e idee sulle azioni concrete da mettere in campo a sostegno di imprese e professionisti. Così, mentre nei primi giorni di aprile predominava un sentimento di timore e incertezza sul futuro e le domande più frequenti riguardavano la possibilità di rimanere aperti in base all’elenco delle attività riportate nei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e alle deroghe speciali, il reperimento di dispositivi di protezione individuale certificati, le procedure corrette per l’igienizzazione degli ambienti e la gestione di eventuali casi di positività tra i propri dipendenti, nelle settimane successive i temi caldi per le imprese sono diventati via via l’accesso al credito, i rapporti da tenere con clienti e fornitori, il contrasto all’abusivismo, il Superbonus 110% e i protocolli specifici da seguire per la riapertura della propria attività. All’incertezza primaverile ha fatto posto un po’ più di ottimismo e speranza in un’estate segnata dal calo dei contagi e dal conseguente allentamento delle restrizioni, ma una certa frustrazione e rabbia è tornata a salire a partire da ottobre in occasione del manifestarsi dei primi segni inequivocabili della seconda ondata delle positività da Covid-19 che ha interessato l’Italia come il resto del mondo. Una campagna straordinaria di telefonate di vicinanza.

Secondo passo: informare e aiutare Il contatto telefonico è stato costante anche negli uffici CNA, dove imprese e professionisti hanno

trovato informazioni puntuali e hanno avuto la possibilità di chiarire una molteplicità di dubbi scaturiti da un cambiamento così rapido dello scenario generale. Per fornire contenuti di qualità in modo tempestivo, oltre ai suoi canali di comunicazione consolidati, CNA ha attivato un servizio di messaggistica telefonica per le informazioni più urgenti. Il confronto costante con gli associati ha permesso inoltre di individuare temi particolari su cui le imprese necessitavano di maggiori delucidazioni o di un approfondimento specifico e che sono diventati materia di altrettanti webinar molto partecipati, di cui parleremo più diffusamente nelle prossime pagine. Terzo passo: aiutare Un contatto ancora più stretto con gli associati nelle settimane in cui la possibilità di incontro era preclusa e le informazioni su quello che era la situazione reale si mescolavano troppo spesso con “notizie” prive di qualsiasi fondamento o, nella migliore delle ipotesi, di una verifica fattuale, ha permesso a CNA di offrire un proprio personale contributo al contrasto del dilagare delle fake news che venivano amplificate da siti web inattendibili o sui social network creando allarmismi ingiustificati. Allo stesso tempo l’ascolto quotidiano ha permesso all’associazione di raccogliere bisogni concreti e di fornire rapidamente alcune soluzioni puntuali. Un esempio è stata la creazione sul proprio portale web, rinnovato ad aprile, di una vetrina promozionale per le imprese in cui sono state riportate tutte le attività che durante il lockdown hanno garantito il servizio di consegna a domicilio, i professionisti dei servizi di sanificazione, disinfezione e pulizia, le aziende che si sono convertite alla produzione di mascherine e altri dispositivi di protezione e gli autoriparatori professionali a cui rivolgersi in caso di necessità. 17


/ Esserci, sempre

Istituzioni chiamate a interventi straordinari Il rilancio del sistema economico passa da scelte coraggiose in materia di fisco, credito, appalti e burocrazia. Dall’associazione il richiamo a un intervento forte e tempestivo di Franco Napolitano Ascoltare le imprese, farsi loro portavoce nei confronti dei decisori pubblici, promuovere interventi efficaci per il rilancio economico del Paese. Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 CNA, con lo spirito improntato al confronto e alla proattività che da sempre contraddistingue l’associazione, ha partecipato ai tavoli istituzionali per la gestione della crisi, portando contributi concreti per sostenere le piccole e medie imprese nell’affrontare una situazione mai vista prima e agevolarne la ripartenza nei mesi successivi al lockdown primaverile. A livello locale, di fronte ai primi interventi messi in campo dalle amministrazioni pubbliche con velocità diverse e in condizioni differenti, la propria organizzazione su base provinciale ha consentito a CNA Forlì-Cesena di portare avanti proposte omogenee e diffondere buone prassi tra i Comuni, rivestendo un ruolo di interlocutore autorevole. L’impegno sul territorio è andato di pari passo all’attività di lobby condotta da CNA nazionale nei confronti del Governo e da CNA Emilia Romagna verso la Regione.

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Le richieste portate avanti a livello provinciale hanno preso le mosse da cinque convinzioni basilari. La prima era che per una situazione così inedita fossero necessarie risposte mai date prima. La seconda era la necessità di lasciare liquidità alle imprese, carburante necessario per consentirne la ripartenza. Nessuna sovrapposizione tra decisioni territoriali e nazionali, omogeneità e coordinamento delle risposte a livello locale e una burocrazia ridotta al minimo sono state le altre tre premesse a partire dalle quali CNA Forlì-Cesena ha presentato una serie articolata di richieste riguardanti due priorità essenziali: la tassazione locale e il sostegno alle imprese. La tassazione locale Su questo fronte CNA si è battuta per la riduzione dei contributi locali, dilazionandone le scadenze e posticipandole il più a lungo possibile. In particolare ha sostenuto che le imprese non dovessero pagare la tariffa TARI/TARIP per il periodo di chiusura forzata o di forte riduzione dell’attività, sollecitando


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da parte delle amministrazioni locali una rinegoziazione con i gestori dei servizi sulla base delle mutate condizioni economiche e, in linea più generale, una rimodulazione del carico tariffario per i rifiuti extradomestici. Il rinvio del pagamento dell’IMU alla seconda metà dell’anno per la competenza comunale, la cancellazione del pagamento per l’occupazione del suolo pubblico per tutto il 2020 e la sospensione dei canoni di locazione degli immobili comunali per le attività commerciali costrette a chiudere hanno completato le richieste messe sul tavolo. Il sostegno alle imprese Incentivi diretti e indiretti alle imprese più colpite e virtuose: questa è stata la proposta portata avanti da CNA, che ha sottolineato come non potessero essere dimenticate, oltre alle imprese costrette alla chiusura, anche quelle la cui attività è stata ridotta in modo significativo dalla pandemia o che hanno operato in spirito di servizio a fronte di enormi riduzioni di fatturato. Tra le richieste concrete avanzate sono rientrate la deroga ai regolamenti per dare risposte alle imprese in tempi certi, la facilitazione delle pratiche per l’occupazione del suolo pubblico, l’ampliamento temporaneo dei dehors, la possibilità di agire in deroga a eventuali vincoli di orari, l’introduzione di elementi di premialità alle imprese locali negli appalti pubblici, l’anticipo dei pagamenti da parte delle PA e la riduzione della burocrazia per l’accesso al credito promosso a livello nazionale con il Decreto Liquidità. A fianco, l’incontro col nuovo Comandante dei Carabinieri di Cesena. Sopra, la manifestazione unitaria delle associazioni a Forlì.

Misure di più ampio respiro per il post-emergenza Grazie a un proficuo lavoro coordinato tra provinciale e presidenze di area territoriale, di fronte al perdurare dell’emergenza sanitaria che

ha prodotto una pesante crisi economica, anche in autunno CNA è tornata a ribadire con forza la necessità di “fare squadra” tra istituzioni locali e imprese, sollecitando nuovi interventi urgenti, da integrare con quelli già previsti a livello regionale e nazionale, capaci di avere un respiro più ampio, nel tentativo di porre soluzioni ad alcune problematiche anche nei mesi e negli anni a venire. A sostegno delle imprese è stato richiesto di prorogare tutte le misure precedentemente erogate a livello locale fino alla fine del periodo di emergenza Covid-19. CNA Forlì-Cesena si è poi battuta affinché tutte le esenzioni e gli aiuti garantiti alle imprese venissero concessi a “documenti zero”, in regime di autocertificazione, e il ricorso allo smart working negli uffici pubblici non si traducesse in un aumento esponenziale dei tempi necessari alle imprese per relazionarsi con gli uffici stessi o per accedere agli atti. Di fronte alle nuove limitazioni alle attività economiche disposte a livello nazionale dal mese di ottobre, pur ritenendo importante mantenere elevati i controlli sui territorio, CNA ha espresso la propria contrarietà alla chiusura indiscriminata delle imprese che già avevano investito risorse a tutela della sicurezza di lavoratori e clienti. In linea più generale, all’amministrazione pubblica è stato chiesto di non limitarsi all’applicazione letterale dei disposti normativi, ma di trovare modalità o interpretazioni che consentano alle imprese una più semplice attuazione degli obblighi a loro carico. Una revisione degli appalti pubblici volta a consentire un più facile accesso alle risorse economiche da parte delle piccole e micro imprese e una ripartizione più equa della Tari tra utenza domestica ed extra domestica insieme a uno sgravio complessivo sono stati due punti su cui CNA è tornata a insistere nei tavoli di confronto. 19


/ Soluzioni

Di necessità virtù, il salto digitale delle imprese Il lockdown e il distanziamento sociale hanno portato un’accelerazione nell’uso delle nuove tecnologie. Dai timori iniziali ai vantaggi di un’organizzazione agile di Marco Baroni E alla fine arrivò. Invocato da anni, sostenuto con incentivi e formazione ad hoc, acclamato come passo fondamentale per affrontare le sfide del mercato globale, il salto digitale delle imprese italiane ha avuto una forte impennata durante i mesi dell’emergenza Covid-19. Quando paradossalmente il mondo si è rimpicciolito all’improvviso, il ricorso alle tecnologie informatiche è stata una scelta obbligata di sopravvivenza. Modificando rapidamente le nostre abitudini di vita, il modo di fare acquisti, lavorare e vivere le relazioni, la pandemia ha evidenziato come in un mondo determinato dall’incertezza l’unica strategia applicabile sia quella dell’agilità e del dinamismo continuo alla ricerca di soluzioni tecniche, organizzative e di business più adatte. E in questo nuovo approccio la tecnologia gioca e giocherà sempre più in futuro un ruolo fondamentale. La “trasformazione digitale” che ha investito negli ultimi mesi imprese e cittadini ha i connotati di una vera e propria rivoluzione. Una svolta culturale oltre che tecnologica Anche CNA Forlì-Cesena è stata chiamata a una forte accelerazione digitale, il primo cambiamento è stato di natura “cul-

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turale”. Dover rinunciare a lavorare nel proprio ufficio per farlo da casa ha comportato la necessità di superare alcuni ostacoli non solo tecnici ma anche psicologici, che solo l’esperienza concreta ha rivelato essere meno insormontabili del previsto. Privacy, cyber security e capacità di adattamento personali sono state le iniziali fonti di disagio, ma l’esperienza concreta ha permesso di far emergere i numerosi benefici di un approccio digitale alla propria professione. Da presenza estranea e a volte invasiva, la webcam è diventata l’alleato indispensabile per organizzare riunioni o contattare imprese e clienti. Il rapporto online con le imprese Fin dalle prime settimane dell’emergenza è stato potenziato fortemente il rapporto online di CNA con i propri associati. Il nuovo sito web (si veda nelle pagine seguenti) con form e chat di contatto, le newsletter, i social network e soprattutto i webinar si sono rivelati un ottimo canale di relazione con imprese e liberi professionisti. Le oltre 360 newsletter hanno accompagnato quasi quotidianamente i nostri associati, diventando sempre più un punto


La videoconferenza è diventata uno strumento familiare per molti di CNA.

di riferimento, oltre che uno strumento molto apprezzato (con un tasso di lettura di oltre il 50%). Nonostante non fossero uno strumento semplice, i webinar hanno garantito una comunicazione di alta qualità ottenendo una buonissima risposta da parte delle imprese. Ai 46 webinar organizzati da CNA hanno partecipato complessivamente più di 2.000 persone, 20% delle quali hanno seguito più di un seminario.

In pochi mesi l’accelerazione digitale ha cambiato il modo di lavorare delle imprese. Particolarmente graditi i webinar ideati da CNA per comunicare e formare Particolarmente elevato l’indice di gradimento (voto: 8,5/10) da parte dei partecipanti di questo nuovo strumento, che ha consentito di approfondire i protocolli di sicurezza dei diversi settori al momento delle riaperture, ma anche di rispondere a una serie variegata di necessità delle imprese, spaziando dal Decreto ristori all’economia circolare, dal controllo delle spese energetiche all’accesso a contributi per le zone montane e collinari fino al Superbonus 110% e alle soluzioni per gestire le crisi di liquidità. Grande interesse hanno raccolto anche i webinar dedicati alle nuove imprese e aspiranti imprenditrici e imprenditori, un filone al quale si darà sicuramente continuità nel prossimo anno. Come anche al nuovo ciclo lanciato in collaborazione con l’istituto di ricerca SWG, dal titolo “Niente sarà più come prima”, pensato per fornire alle imprese interessanti e utili occasioni di approfondimento.

Un patrimonio digitale da non disperdere La “dimestichezza” tecnologica conquistata nel 2020 non deve andare perduta; i processi di informatizzazione hanno dimostrato come la tecnologia, se usata in modo consapevole, sia in grado di aiutare e supportare l’impresa aprendole nuove porte e prospettive di sviluppo. Su questo fronte preziosissimo sarà il contributo di CNA HUB 4.0, il punto di accesso ai servizi e agli strumenti per le piccole e medie imprese nell’era della digitalizzazione. Innovazione e ricerca, formazione e competenze, internazionalizzazione, consulenza finanziaria e credito sono le parole chiave da cui passa non più un futuro lontano, e qualche volta non ben definito, ma il qui e l’ora delle imprese, chiamate a muoversi in un nuovo scenario giocando il ruolo di protagoniste.

La vita associativa continua! La stessa vita associativa di CNA è potuta continuare grazie alla possibilità di riunirsi in video da pc, tablet e smartphone per condividere idee e progetti e governare insieme una fase di fortissimo cambiamento: da marzo a dicembre sono state oltre sessanta, solo a livello provinciale, le riunioni a distanza degli organi istituzionali, che si sono mantenuti pienamente operativi durante tutte le fasi dell’emergenza. A queste si aggiungono le numerose occasioni di confronto e scambio realizzate agli altri livelli del sistema, a partire dal regionale per arrivare al nazionale. Anche in questo caso, la tecnologia è stata davvero preziosa, ha permesso di mantenere le relazioni e il confronto seppure a distanza.

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/ Soluzioni

Un nuovo sito per CNA Forlì-Cesena Andato online in piena emergenza Covid-19, il nuovo portale offre notizie, contenuti e approfondimenti di valore sempre aggiornati

Uno spazio completamente rinnovato dedicato alla comunità di imprenditori, artigiani e professionisti della provincia di Forlì-Cesena con finestre aperte su temi di attualità locale e nazionale, notizie riguardanti i diversi settori economici, contenuti multimediali, opportunità, approfondimenti e informazioni di servizio sempre aggiornate. Lo scorso 9 aprile, in piena emergenza Coronavirus, è andato online il nuovo sito web di CNA Forlì-Cesena, una piattaforma ad alto tasso di interattività e personalizzazione progettata per essere uno strumento di qualità al servizio degli associati. Proprio la necessità di comunicare in modo migliore e più rapidamente possibile nelle settimane del lockdown primaverile ha portato l’associazione ad anticipare le tappe della messa online del nuovo portale, attraverso cui è stato possibile fornire un’informazione puntuale sulle disposizioni normative emanate a livello nazionale e regionale, condividere materiali utili a prepararsi alla “fase 2” dell’emergenza, raccontare storie di imprese coraggiose e promuovere un messaggio di coesione sociale ancora più forte in un momento delicatissimo. Un progetto di respiro nazionale Il nuovo sito di CNA Forlì-Cesena si inserisce in un più ampio progetto di rinnovamento della presenza online di CNA nazionale, che nel 2019 si è rifatta il look lanciando un nuovo portale nato con l’ambizione di diventare un punto di riferimento in Italia sui temi del fare impresa. Rivolgendosi a imprenditori, artigiani, start up, liberi professionisti, cittadini e pensionati, il nuovo sito nazionale www.cna. it è stato sviluppato con un formato “magazine”: notizie, riflessioni e articoli di servizio affrontano bisogni concreti dei diversi pubblici di riferimento, fornendo informazioni utili a secon22


da delle specifiche esigenze. La maggiore cura della qualità dei contenuti è stata supportata da un rinnovamento grafico nel segno della piacevolezza e della semplicità della navigazione. L’invito rivolto a tutte le CNA territoriali è stato quello di aggiornare i propri siti alla nuova strategia digitale adottata a livello nazionale, in modo da sviluppare una presenza integrata tra i diversi livelli dell’Associazione e valorizzare al meglio le eccellenze del sistema CNA in tutte le sue articolazioni.

Un modo più funzionale di navigare, attraverso il menù liquido.

CNA Forlì-Cesena pioniera a livello provinciale La sfida è stata colta con entusiasmo da CNA Forlì-Cesena, che attraverso un intenso percorso di condivisione portato avanti con le CNA di Modena, Parma e Ferrara e sulla scia della positiva esperienza di CNA Emilia Romagna, ha giocato un ruolo pioneristico nello sviluppo del sito a livello provinciale, mettendo a frutto un lavoro di cui potranno beneficiare altre sedi d’Italia e testando soluzioni e opportunità offerte dalla nuova piattaforma. Il nuovo sito www.cnafc.it è pienamente responsive, cioè in grado di adattare il suo template e le funzioni di navigazione a seconda delle dimensioni del display usato per la visualizzazione. Integrato con tutti i principali social network per facilitare la condivisione dei contenuti di interesse, consente di interagire in modo rapido con l’Associazione attraverso form di contatto e prenotazione, mentre la maschera di registrazione personale “IO CNA” permette a ogni utente di salvare i contenuti di proprio interesse per poterli ritrovare facilmente anche a distanza di tempo. Punti di forza del nuovo portale sono l’elevata personalizzazione dei layout editoriali attraverso moduli differenti al fine di ottimizzare l’organizzazione dei contenuti e la content syndication, vale a dire la possibilità di ricevere articoli e notizie da CNA

nazionale filtrandoli attraverso le proprie esigenze e aggiornandoli alla propria dimensione provinciale, ma anche quella di compiere il percorso inverso inviando i propri contributi al sito dell’associazione madre. Particolarmente funzionali sono i cosiddetti “menù liquidi”, pulsanti in evidenza attraverso cui facilitare l’accesso a sezioni in cui sono raccolti in modo articolato e chiaro una molteplicità di contenuti riguardanti un tema di stretta attualità. Questa opportunità è stata sfruttata, ad esempio, per creare una sezione dedicata al Coronavirus, in cui rendere disponibili materiali e informazioni di primario interesse sull’emergenza, e una sul Superbonus 110%, altro tema su cui si è convogliato l’interesse di tantissime imprese e professionisti nella seconda parte del 2020.

Artigiani, imprenditori e professionisti al centro di una nuova piattaforma ad alto tasso di interazione e personalizzabile a seconda dei propri interessi Completano le sezioni del sito un’ampia panoramica sui servizi offerti da CNA Forlì-Cesena, la presentazione delle quattro Aree territoriali, delle dieci Unioni di settore e dei sei Raggruppamenti di interesse, i collegamenti a CNA Formazione e a Ecipar Lavoro, un’area dedicata alle convenzioni attive per gli associati, una relativa alle aree tematiche, attraverso cui è possibile accedere ad articoli raggruppati a seconda dei temi trattati, e una dedicata ai contributi radio e tv, alle storie d’impresa, agli eventi e all’house organ. 23


/ Soluzioni

Credito e tributi, corsa all’ultimo decreto La grande sfida dei Servizi Finanziari, Fiscale e Paghe: guidare le imprese tra una babele di atti normativi

di Luca Casadei Se tra le nuove discipline che nel 2021 debutteranno alle Olimpiadi di Tokyo, accanto a karate, surf, skateboard, baseball e arrampicata trovasse posto anche la corsa all’ultimo decreto, il medagliere italiano si arricchirebbe di ori pesanti grazie alle prestazioni degli addetti dei Servizi Finanziari, Servizio Fiscale e Servizio Paghe di CNA Forlì-Cesena. Dopo dieci mesi di allenamento trascorsi a leggere, interpretare e tradurre in indicazioni concrete per le imprese decine di leggi tra DPCM, ordinanze e circolari di chiarimento emanate una dopo l’altra, spesso a ridosso delle scadenze prefissate, difficilmente infatti troverebbero avversari in grado di competere. In attesa che il Comitato Internazionale Olimpico si pronunci al riguardo, i servizi citati hanno già raggiunto un traguardo importante: essere riusciti a sostenere centinaia di piccole e medie imprese in una prova imprevista e imprevedibile.

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Accesso al credito e bandi Offrire un supporto informativo oggettivo senza illudere o scoraggiare le imprese: è questa la sfida che i Servizi finanziari si sono trovati a dover affrontare già durante il lockdown primaverile, quando sono stati emanati i primi provvedimenti a sostegno delle imprese. L’accesso al credito, a differenza dei ristori per i quali l’accredito è avvenuto automaticamente in presenza di determinati requisiti, ha richiesto una valutazione attenta da parte delle imprese. Poiché ogni finanziamento deve sempre poter contare su un piano di ammortamento pluriennale, anche in presenza di prestiti con condizioni agevolate, gli uffici di CNA hanno svolto una continua attività di consulenza che ha portato a decine di pratiche di finanziamenti andate a buon fine. Accanto ad aziende bisognose di liquidità per sostenersi nell’immediato,


anche imprese strutturate e con le riserve necessarie ad affrontare la situazione contingente hanno approfittato delle agevolazioni disponibili per investire, guardando al futuro. Le richieste si sono concentrate principalmente in primavera e in estate, costringendo i servizi preposti a un surplus di lavoro in questi mesi. Sul fronte dei bandi, CNA è intervenuta con successo per ottenere una dilazione sui tempi di realizzazione delle azioni programmate e una riduzione dei vincoli da rispettare per la concessione dei contributi richiesti.

La gestione del personale si è dovuta misurare quest’anno con la sicurezza e le novità connesse allo smart working Lotta contro il tempo per fisco e paghe Anche il Servizio Fiscale e il Servizio Paghe di CNA Forlì-Cesena dalla fine di marzo si sono trovati a dover affrontare l’imponente produzione normativa scaturita dall’emergenza Covid-19. Se in un anno ordinario a dettare le indicazioni da seguire sul versante fiscale è principalmente la Legge di Stabilità, a cui si aggiunge qualche decreto mirato ad aggiustare i conti pubblici o a sostenere le imprese, la mole normativa generata negli ultimi dieci mesi è paragonabile a quella di sei o sette leggi di stabilità. Sospensioni e slittamenti dei versamenti, agevolazioni, decreti ristori: tantissime le novità trasferite ogni settimana alle imprese attraverso un impegno straordinario riconosciuto anche dall’ente certificatore esterno dei servizi.

Sul fronte paghe, oltre agli ammortizzatori sociali e allo smart working, a complicare un quadro già molto complesso è stata la pubblicazione di atti normativi a ridosso delle scadenze degli F24 già fissate, che ha reso necessaria una corsa contro il tempo da parte delle software house e degli operatori addetti al servizio. L’accelerazione digitale dei servizi La necessità di aggiornarsi continuamente sulle ultime novità in materia di credito e fisco e di comunicarle alle imprese con tempestività ha accelerato la svolta digitale di servizi già in buona parte informatizzati, che non si sono fatti trovare impreparati di fronte alla situazione di emergenza. Numerosi e molto partecipati sono stati i webinar su temi specifici dedicati alle imprese con picchi di oltre duecento collegamenti per singolo appuntamento e una platea variegata di partecipanti che ha visto collegarsi anche diversi professionisti e aziende non associati, che in alcuni casi hanno avuto modo di entrare in contatto per la prima volta con il mondo CNA. Mentre non è mai venuta a mancare la presenza del personale in sede, che ha risposto tramite telefono e mail alle richieste di chiarimenti e informazioni su casi specifici provenienti dai soci. Anche sul fronte interno le tecnologie sono state utilissime per consentire uno scambio settimanale di informazioni e aggiornamenti tra i colleghi dei diversi servizi e con quelli delle altre CNA territoriali dell’Emilia Romagna, chiamate a far fronte a situazioni simili e a supportarsi vicendevolmente in modo concreto. Ricordiamo che i servizi di CNA Forlì-Cesena sono certificati ISO 9001-2015 e che negli ultimi anni sono stati messi in campo anche servizi specifici per i mestieri.

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/ Comunità

Il peso della pandemia su cittadini e pensionati Socialità ridotta e nuove emergenze in ambito lavorativo e sanitario: l’impegno di CNA a tutela delle persone più fragili

Se la pandemia ha messo a dura prova la tenuta delle imprese, costringendole a rivedere modelli organizzativi consolidati, adottare nuove strategie e fronteggiare una situazione di emergenza totalmente imprevedibile, non ha risparmiato neppure i singoli cittadini, le famiglie e i pensionati, alle prese con forti limitazioni della socialità quotidiana e inedite problematiche in ambito sanitario e lavorativo. Su quest’ultimo fronte i servizi alla Persona di CNA Forlì-Cesena si sono trovati da un lato a doversi occupare di nuove necessità (come la compilazione delle pratiche per i congedi e le astensioni lavorative causa Covid-19 o la richiesta del bonus da 600 euro a marzo e ad aprile) e dall’altro a rivedere le procedure rodate di fornitura dei propri principali servizi con una dilatazione dei tempi ordinari. È il caso, ad esempio, delle dichiarazioni dei redditi o del calcolo dell’IMU, attività erogate precedentemente in presenza dei cittadini in un unico incontro. Il lockdown prima e le norme sul distanziamento fisico poi hanno reso necessario l’istituzione di un “percorso a tappe” per l’erogazione di questi servizi, con i cittadini chiamati a consegnare in busta chiusa la propria documentazione e a tornare successivamente per le firme necessarie una volta che gli operatori avevano compilato i documenti in solitudine, ricorrendo al telefono o alla mail per il reperimento dei dati mancanti. Particolarmente critica la situazione dei pensionati, le persone più fragili di fronte alla pandemia e, purtroppo, anche le più colpite dalla potenza del virus. Non potendo realizzare il ricco programma di iniziative – gite, visite guidate, momenti conviviali, spettacoli teatrali e non solo – messo a punto per il 2020, ma riproponendosi di dargli seguito non appena le condizioni generali lo consentiranno, CNA Pensionati ha fatto sentire loro la propria vicinanza con il progetto 26

regionale “Parla con me”, che ha fornito un supporto psicologico alle persone anziane attraverso una campagna di telefonate mirata a contrastare il senso di solitudine. Nonni impossibilitati a vedere i propri nipoti, genitori isolati dai propri figli, ospiti di case di riposo a cui era stato precluso ogni contatto con i propri parenti hanno trovato così una voce amica con cui sfogarsi o a cui chiedere indicazioni rassicuranti su alcune incombenze e abitudini quotidiane diventate tutto a un tratto fonte di preoccupazione e incertezza nella nuova situazione venutasi a creare. L’unico evento collettivo che è stato possibile realizzare nel mese settembre è stato vissuto come un auspicio di un rapido ritorno alla normalità.

Particolarmente critica la situazione dei pensionati, più fragili di fronte alla pandemia.


/ Sistema

Dal sistema CNA una risposta concreta alla pandemia A livello nazionale e territoriale è stato chiesto e proposto un nuovo modello di sviluppo economico e sociale

Un contributo forte e coeso, capace di lasciare il segno in tutte le diverse fasi dell’emergenza, indicando la via per la ripartenza verso un nuovo modello di sviluppo imprenditoriale e sociale. Fin dalle prime avvisaglie della pandemia a oggi, il sistema CNA ha fatto sentire la propria voce a livello nazionale e territoriale, dialogando in modo costante e costruttivo con le istituzioni, partecipando ai tavoli di confronto, proponendo strategie e soluzioni, sostenendo il tessuto imprenditoriale che è insieme polmone e cuore pulsante dell’Italia. All’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19, CNA ha lanciato una riflessione strategica con le azioni prioritarie da mettere in campo per sopravvivere, ripartire e accelerare, un manifesto di dodici proposte urgenti e forti in grado di definire un percorso ordinato e chiaro per la riapertura dell’Italia e una visione del futuro capace di rimuovere le criticità strutturali di cui soffre il Paese. Un percorso ribadito con forza anche in occasione della partecipazione agli Stati generali dell’economia promossi dal Presidente del Consiglio Conte a giugno e nell’assemblea associativa annuale di ottobre svoltasi per la prima volta in via telematica con una straordinaria partecipazione da parte di imprese, professionisti e cittadini. In questa occasione il presidente CNA Daniele Vaccarino, scongiurando nuovi lockdown generalizzati, ha ribadito con forza gli elevati standard di sicurezza assicurati dalle imprese attraverso il rispetto rigoroso dei protocolli e si è rivolto alla politica affinché sia capace di porsi in ascolto delle imprese, così come ha fatto in ogni momento l’Associazione, sottoponendo questionari periodici a PMI e professionisti per conoscerne le esigenze reali, sostenute attraverso battaglie concrete come quelle contro le chiusure dei saloni di estetisti e parrucchieri o per far rientrare

nel decreto ristori alcune categorie professionali inizialmente escluse. Anche a livello regionale CNA Emilia Romagna ha richiesto alle istituzioni territoriali misure di tutela reale del mondo imprenditoriale, presentando un proprio piano per l’emergenza, contribuendo alla sigla del primo accordo regionale per l’utilizzo della cassa integrazione in deroga e mantenendo accesi i riflettori su alcune categorie fortemente penalizzate come quella del trasporto privato, oltre ad aver organizzato numerosi webinar dedicati all’informazione e all’aggiornamento delle imprese.

Il presidente Vaccarino all’assemblea nazionale CNA.

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/ Soluzioni

Superbonus 110%, un’opportunità per la ripresa Efficienza energetica, rischi sismici, impianti fotovoltaici e colonnine per veicoli elettrici: da CNA il supporto per sfruttare al meglio un’occasione straordinaria

Il Superbonus, introdotto dal Decreto Rilancio, è un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1/7/2020 al 31/12/2021 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, antisismica, installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Un’opportunità preziosa per il rilancio del comparto Casa italiano e la rigenerazione urbana delle città. CNA sollecitava da tempo il rinnovo del patrimonio edilizio nazionale, molto energivoro, con interventi di restauro sostenibili e con consumo di suolo pari a zero. Prima sostenitrice dei bonus per l’edilizia in Italia, CNA si era espressa più volte a favore anche dell’introduzione della cessione del credito d’imposta, condizione necessaria per ampliare la platea dei beneficiari. L’aiuto di CNA per superare gli eccessi di burocrazia Per illustrare i dettagli del Superbonus, una sintesi parzialmente riuscita degli indirizzi forniti dalla nostra Associazione, CNA Forlì-Cesena ha realizzato tre webinar a cui hanno partecipato 600 imprese e ha istituito uno sportello informativo per rispondere via mail a tutte le domande. Per presentare la richiesta del Superbonus è necessario assolvere una grande mole di pratiche burocratiche, compresi gli adempimenti relativi alla cessione del credito d’imposta: CNA Forlì-Cesena ha creato una piattaforma di supporto per tutti i servizi tecnici necessari a predisporre le documentazioni richieste, tra cui rientrano la prima valutazione di fattibilità normativa e fiscale dell’intervento, quella tecnica, la consulenza contrattuale e quella sul credito, l’utilizzo della piattaforma Enea e il visto di conformità rispetto al Caaf. Imprese e professionisti del settore associati a CNA sono stati invitati a rendersi disponibili attraverso il sito dell’Associazione in un’a28

rea aperta a nuove candidature. Inoltre, grazie a quest’accordo, la rete nazionale dei consorzi territoriali “Riqualifichiamo l’Italia” promossa da CNA Costruzioni, tra cui il Consorzio CEAR di Forlì, potrà aderire in qualità di partner al servizio CappottoMio con la possibilità, in particolare, di cedere a Eni gas e luce i crediti di imposta derivanti dagli interventi, anche in funzione dell’accordo tra CNA Costruzioni nazionale, Eni gas e Luce e Harley&Dikkinson per promuovere le opportunità connesse alla riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica degli edifici. Sono infine stati siglati accordi con Assicoop per Unipol e con BPER per fornire un servizio di rating integrato a chi riceve credito dalla realizzazione degli interventi. Pieno supporto è garantito da CNA Forlì-Cesena anche per gli altri bonus in edilizia attivi: il Sismabonus e l’Ecobonus.

Scopri le imprese e i professionisti che effettuano i lavori su www.cnafc.it/tag/ superbonus-110/


/ Soluzioni

Formazione penalizzata ma indispensabile Nel 2020 i DPCM hanno limitato l’apprendimento all’interno delle imprese, che tuttavia necessitano di nuove competenze per affrontare il futuro

Tra i settori più penalizzati dall’emergenza Covid-19, nell’anno appena trascorso CNA Formazione ha dovuto stravolgere buona parte della propria attività, destreggiandosi tra una giungla di divieti e limitazioni che hanno compromesso le occasioni di apprendimento all’interno delle imprese oltre che i tradizionali corsi in aula. Fin dallo scoppio dell’emergenza il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020 ha sospeso i corsi professionali e formativi di qualsiasi tipo, eccetto quelli rivolti ai medici e agli altri operatori sanitari. Tale decisione ha di fatto impedito il regolare svolgimento della stragrande maggioranza dei corsi in partenza, programmati per essere svolti in presenza a causa della loro specificità. Durante i mesi del lockdown CNA Formazione è riuscita a salvare una parte della didattica in calendario ricorrendo ai webinar laddove è stato possibile, rivedendo al contempo gli orari lavorativi e attivando la cassa integrazione per far fronte al calo di attività. Il ritorno della formazione in azienda A partire da maggio, l’allentamento progressivo delle restrizioni ha consentito di riprendere la formazione continua in azienda, attività principale di CNA Formazione. Tuttavia, la precedente chiusura e l’interruzione della produzione dovute al lockdown hanno ridotto la disponibilità delle aziende a ritagliarsi il tempo necessario alla formazione per concentrarsi sul recupero delle commesse perse. Inoltre, nonostante l’attività formativa in presenza fosse consentita, l’apprendimento a distanza ha continuato a essere proposto come alternativa preferibile per la salute pubblica. In questa fase l’adattamento dell’intera struttura a livello tecnologico e l’aggiornamento delle competenze informatiche ha consentito a CNA Formazione di erogare parte dei propri servizi alle imprese, anche se in forma ridotta rispetto al passato.

Le nuove chiusure e le prospettive per il 2021 Le restrizioni di ottobre hanno impedito di concludere i corsi iniziati nei mesi precedenti. La dilatazione della formazione tecnica è un problema notevole per le imprese, per le quali le ore di apprendimento sono solitamente finalizzate a uno sviluppo immediato della produzione. E il 2021? La speranza è trovare nuove soluzioni per consentire la formazione alle aziende, leva fondamentale per la crescita in un’economia in forte cambiamento. Un’inedita opportunità è rappresentata dal Fondo nuove competenze, che prevede la copertura delle spese del personale impegnato in attività formative da parte dello Stato. Dalla possibilità, ancora da verificare, di combinare questa nuova misura con l’attivazione di finanziamenti per le stesse attività formative dipende l’appetibilità per le piccole medie imprese di questa nuova misura, altrimenti più facilmente attivabile dalle aziende di grandi dimensioni.

Come ti sembra il nuovo sito? Raccontaci la tua esperienza: redazione@cnafc.it

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/ Sguardi

Cartoline dal 2020, tra lockdown e ripartenza Le limitazioni, la paura, le chiusure, l’attività instancabile del personale sanitario, la socialità condizionata, ma anche l’incanto delle nostre città deserte, una bellezza da riscoprire e valorizzare

“Quello che mi ricorderò del periodo del lockdown è il silenzio”, è la testimonianza di una collaboratrice di CNA, probabilmente condivisa da molti di noi. A chi non è capitato, girando a piedi o in bicicletta per le strade delle nostre città, di restare stupiti davanti all’immobilità del paesaggio, al vuoto, al silenzio. Strade deserte, locali e negozi chiusi, un silenzio a tratti spettrale e a tratti quasi magico, come nelle non rare immagini che mostravano un ritorno degli animali selvatici (germani,

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daini, lepri) nei contesti urbani dai quali noi uomini li abbiamo allontanati. Nella drammaticità della situazione, a tratti siamo rimasti incantati dalla bellezza di una piazza vuota, delle nostre chiese e monumenti, come ci è capitato guardando le immagini delle nostre città d’arte – Venezia, Roma, Firenze – solitamente invase dai turisti e per una volta come cristallizzate in una situazione irreale. Quasi come le città metafisiche di De Chirico. Per questo ci è piaciuta l’idea di ripercorrere


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quest’anno attraverso alcune immagini significative, anche grazie al contributo di Luca Ravaglia, valido giornalista cesenate e fotografo dallo sguardo attento. Senza pretesa di esaustività, ma con lo spirito di tenere traccia della memoria visiva di quest’anno, troviamo in queste pagine le foto dei nostri centri storici, della spiaggia deserta, i momenti di socialità condizionati dalle norme sulla sicurezza, l’attività instancabile del personale sanitario. Forse non sarà vero, come si diceva all’inizio

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della pandemia, che “ne usciremo migliori”. Sarebbe bello, però, se riuscissimo a mantenere il senso di meraviglia e gratitudine per le bellezze del nostro paese, costruite nei secoli dalle generazioni che ci hanno preceduto, e che ora abbiamo la possibilità oltre che il dovere di preservare e valorizzare. Imparare a guardare anche noi le nostre piazze con lo sguardo stupito e ammirato con cui le guardano i turisti che arrivano qui da tutto il mondo.


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/ Settori

Un anno vissuto pericolosamente Settore per settore, l’ufficio studi CNA ha misurato le tendenze del 2020. Dall’andamento dei fatturati al ricorso agli ammortizzatori sociali di Veronica Bridi Un anno di grandi fluttuazioni, condizionato pesantemente dall’andamento della pandemia, con sfaccettature diverse nei settori. Dai dati dell’ufficio studi di CNA Forlì-Cesena emerge un 2020 partito bene, con fatturati che, nel primo bimestre, marcano un miglioramento rispetto al 2019. Quasi tutti i comparti analizzati mostrano un segno positivo, con picchi per i settori comunicazione e terziario avanzato (+27%), installazione impianti (+17%) e servizi alla comunità (+12%); mentre parte male l’anno per il comparto moda (-22%). Tra marzo e aprile si registrano gli effetti della pandemia. Tra i settori più colpiti artigianato artistico (-63%), benessere (-62%), moda (-58%) e l’alimentare (-40%). Segno più solo per installazione impianti (+13%), mentre perdono relativamente meno le costruzioni (-19%) e la produzione (-22%). L’estate, con le riaperture, porta pressoché a tutti i settori una boccata di ossigeno, che si traduce nella ripresa dei fattura-

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ti nel periodo maggio-settembre, che si allineano a quelli dell’anno precedente, con picchi di recupero per costruzioni (+26%) e produzione (+11%). Soffrono alimentare (-16%) e trasporto (-13%). La ripresa, purtroppo, non consente però di raggiungere i livelli dell’anno precedente. Oltretutto, le successive nuove chiusure e il permanere dello stato di grande incertezza ci porta a proiettare un calo medio del fatturato del -30%, seppur con qualche differenza tra i diversi settori. Anche gli ammortizzatori sociali sono esplosi, con un utilizzo che arriva a 36 volte tanto rispetto al 2019. Ma andiamo a vedere i principali settori. Partiamo dalle costruzioni, in crisi da anni, che con il lockdown hanno visto la chiusura cantieri. La riapertura ha visto un recupero dei lavori precedenti, ma la forza lavoro non è a pieno regime, segnale di grande incertezza. Le costruzioni dovrebbero rice-


Chi ha continuato a lavorare nel lockdown lo ha fatto con funzione di servizio.

vere una spinta significativa dal superbonus, ma la situazione della pandemia attuale, mixata con la burocrazia connessa con tali incentivi, rallenta di molto una potenziale occasione di sviluppo. Lo stesso discorso vale anche per le imprese del settore installazione e impianti, in sostanziale tenuta, ma non senza difficoltà. Va detto che queste aziende non hanno mai chiuso, infatti nel loro caso è meno evidente l’impatto negativo del lockdown. Anche se, lo diciamo una volta per tutte, chi ha continuato a lavorare lo ha fatto con una funzione di servizio alla collettività, sostenendo i costi a fronte di un fatturato ridotto e rischiando di non ricevere ristori. Lavorando sotto stress, con costi psicologici non indifferenti. Complessa la situazione della produzione, che comprende al suo interno settori con andamenti anche notevolmente diversi. Il rimbalzo positivo del terzo trimestre che abbiamo letto sui giornali, c’è stato, ma contenuto, e non ha prodotto il recupero del fatturato perso. Ne è riprova il fatto che queste aziende non hanno mai smesso di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Made in Italy fa rima con export: la sofferenza delle imprese deriva anche da incertezze sui mercati esteri, una logistica ingolfata e, ultimamente, incrementi dei costi delle materie prime. Molto diversa la situazione delle due anime del comparto dei trasporti: il trasporto merci, con difficoltà enormi ha garantito il servizio e con esso la tenuta delle filiere. Ha tenuto botta, ma non guadagnato, senza dimenticare che chi serve la filiera di ristoranti e bar ha visto una contrazione importante. Drammatica, invece, la situazione del trasporto persone, per la crisi del turismo e per la riduzione della mobilità in generale. La moda, partita già male, non ha visto la luce per tutto l’anno, pesantemente condizionata dalla chiusura dei negozi e dalla minore richiesta da parte dei consumatori per la mancanza

di eventi e occasioni. Preoccupano le riduzioni del fatturato, fin quasi a dimezzarsi, con ripercussioni sull’occupazione e un continuativo e massiccio utilizzo di ammortizzatori. Anche le aziende dei servizi alla comunità non hanno mai chiuso, sebbene i clienti non potessero recarsi da loro. Per gli autoriparatori, la proroga di alcune scadenze ha creato un po’ di confusione sulle normali dinamiche. Anche qui l’utilizzo di ammortizzatori sociali è massiccio. Assistiamo anche ad un cambio delle abitudini, per esempio per le lavanderie.

Il diverso impatto della pandemia per costruzioni, installazione, produzione, trasporti, moda, servizi, benessere, alimentare Il cambio di abitudini è ancor più massiccio nell’estetica e nell’acconciatura, che dopo il lockdown non hanno recuperato a pieno, con un aggravio causato anche della coda lunga dei danni provocati da alcuni “abusivi” o dal fai da te. In generale, i servizi alla persona sono stati, inoltre, penalizzati dalle limitazioni alla mobilità tra comuni. Infine, si sente dire che il comparto alimentare sia quello che ha sofferto meno; i numeri purtroppo dicono il contrario. Hanno tenuto, e anche guadagnato, la grande distribuzione o alcune piccole attività di commercio, ma la filiera dei ristoranti e dei bar e chi li riforniva è andata in grande sofferenza. Dopo la ripresa estiva le limitazioni dell’autunno lanciano ombre fosche sul Natale. 35


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/ Nuove imprese

Il coraggio di andare controcorrente Aprire un’attività in piena pandemia: l’impegnativa sfida delle imprese e dei professionisti che non hanno rinunciato ai propri sogni mentre l’Italia si chiudeva in lockdown Tutte le storie sono a cura di Luca Casadei.

Resta aggiornato anche sulle prossime che racconteremo attraverso il sito cnafc.it L’intraprendenza di Federica e Patrizia Aprire un’osteria in piena emergenza Coronavirus? Si può fare. A Forlimpopoli, in Piazza Garibaldi, il 1° aprile ha cominciato la sua attività “Flambeh Bottega e Cucina”. Al timone del locale Federica Flamigni insieme alla zia Patrizia, che hanno acceso i fornelli in pieno lockdown per portare a domicilio le loro specialità romagnole. Per chi aveva progettato di fare servizio al tavolo e d’asporto la scelta di inaugurare ugualmente la propria attività non è stata affatto scontata e ha richiesto un surplus di lavoro. “Abbiamo considerato i pro e i contro dal punto di vista sanitario ed economico” sottolinea Federica. “Una volta che abbiamo avuto la certezza di poter operare in cucina attraverso linee di preparazione protette e isolate, di poter contare su un approvvigionamento sicuro delle materie prime e di riuscire a effettuare la consegna a domicilio nel pieno rispetto delle normative abbiamo deciso di partire, pubblicando il menù sulla nostra pagina Facebook”. Al pronti e via, la prima giornata di lavoro ha visto Flambeh consegnare oltre venti pasti a domicilio: il telefono è iniziato a squillare per ordini e prenotazioni già alle 8.30 del mattino. Tagliatelle al ragù, seppie con piselli, grigliata, ma anche trippa, pasta e fagioli, maccheroncini alle canocchie e sarde scottadito: ecco alcune specialità del locale, che hanno una lunga tradizione nella storia delle due titolari, già conosciute sul territorio per i servizi di catering e di chef a domicilio. Lascia o raddoppia? La scommessa di sei&60 Il 15 marzo Gian Luigi Fantini, titolare della gelateria sei&60 di Cesena, era pronto a inaugurare la nuova sede in via Giacomo Matteotti 124. Impianti e arredi rinnovati, cinque nuovi dipendenti e un potenziamento del servizio per coccolare ulteriormente i propri clienti. Con l’ar38

rivo della pandemia non ha gettato la spugna. Forte del fatto di essere stato il primo in città a lanciare il servizio a domicilio dieci anni fa, ha raddoppiato lo sforzo lanciando due proposte innovative. Con “Io resto a casa, ma penso a te” ha permesso di regalare gelato ad amici e parenti, mentre un concorso di disegni per la festa della mamma ha allietato le ore dei più piccoli premiandoli con il loro dolce preferito.

In alto, Flambeh Bottega e Cucina di Forlimpopoli. Sotto, la Gelateria sei&60 di Cesena.


A fianco, Conad City di Cesena. Sotto il Panìfico di Forlì.

Partenza con il botto per il nuovo Conad City di Cesena Sempre aperti anche nelle fasi più severe del lockdown e chiamati a soddisfare una domanda crescente di generi alimentari, tra marzo e aprile i supermercati sono stati chiamati a uno sforzo straordinario. Se poi la serrata generale arriva pochi giorni prima l’inaugurazione di un nuovo punto vendita, la sfida di garantire un servizio di qualità è ancora più impegnativa. A riuscire in questa impresa sono stati Silvio Fabbri e Luca Rossi, che a Cesena, nel mese di marzo, hanno aperto un nuovo Conad City in via Cesare Battisti, sostituendo il precedente Simply. L’apertura del supermercato sotto la nuova insegna ha impegnato il personale nella riorganizzazione completa del punto vendita, cresciuto sia nella quantità che nella qualità dei prodotti e dei servizi offerti. “Abbiamo affrontato difficoltà gestionali e burocratiche in condizioni particolarissime – racconta Fabbri – ma l’impegno straordinario di tutti i dipendenti ha reso possibile rispettare i tempi e accogliere i nostri clienti nel migliore modo possibile. Io e il mio socio abbiamo praticamente vissuto dentro al supermercato per far fronte alle necessità che si presentavano ogni giorno”. Lo

sforzo straordinario è stato premiato: nelle prime settimane di apertura il supermercato ha visto un incremento del 50% di presenze rispetto al passato. La prenotazione della spesa e, in alcuni casi, la consegna a domicilio, sono stati servizi particolarmente apprezzati dai clienti così come la rinnovata offerta di prodotti freschi e la valorizzazione delle tipicità locali. Pani antichi e focacce gourmet in centro a Forlì Pani con farine integrali e di grani antichi, focacce, biscotti, torte al forno e, in occasione del periodo natalizio, panettoni e pandori artigianali. È la ricca e fragrante offerta con cui sabato 5 dicembre ha inaugurato a Forlì in piazza Cavour “Panìfico”, rivendita di pane e prodotti da forno dello storico panificio Castellucci di San Colombano. Al timone della nuova attività sono Mirko Castellucci e Benedetta Prandini, che per far breccia nei cuori e nel palato dei forlivesi puntano molto sulla focaccia alla pala, una specialità assente nel centro storico cittadino prima del loro arrivo. “Il periodo non è dei più facili – ha detto Benedetta il giorno dell’inaugurazione – ma crediamo molto in questo progetto e nella qualità dei prodotti che proponiamo”. 39


In basso a sinistra, Majò di Cesena. In basso al centro, l’invenzione di Pleys. A fianco, Sartorius di Cesena. A destra, Vikilù di Forlì.

Gusto e creatività all’ora di pranzo con Majò “Avevamo fatto il rogito a metà febbraio e avremmo dovuto iniziare l’attività a marzo. Il Covid-19 ha cambiato i nostri piani, ma io e mia moglie non ci siamo dati per vinti e durante il lockdown abbiamo perfezionato la nostra proposta curando ancora di più ogni singolo dettaglio”. A parlare è Andrea Lattuga, che il 31 agosto a Cesena ha inaugurato Majò, chiosco con piccola ristorazione a pochi passi dal campus universitario e dalla sede locale di CNA Forlì-Cesena. Dopo anni di esperienza in alcuni rinomati ristoranti della Romagna, Andrea ha deciso di puntare su una cucina veloce, sana e creativa dedicata a chi vuole gustarsi un pranzo sfizioso e mai banale o godersi un aperitivo stuzzicante al giusto prezzo. Da qui la possibilità che offre Majò di comporre la propria bowl, secondo una tendenza che nel campo della ristorazione ha trovato grande apprezzamento negli ultimi anni, soprattutto da parte dei consumatori più giovani e attenti alla qualità e alla provenienza del cibo. Per andare incontro a chi ha i minuti contati in pausa pranzo Majò permette di comporre direttamente sul sito (www.majocesena.it) la propria bowl e passarla a ritirare all’ora preferi-

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ta. Una lavagna con proposte golose preparate con materie prime di alta qualità completa l’offerta del locale. Ogni piatto è proposto anche in versione “tapas” per chi vuole provare diversi sapori, che possono essere ordinati anche con l’asporto o ricevuti a casa grazie al servizio di consegna a domicilio. L’invenzione di Pleys: il supporto per spirali antizanzare con pinzetta Un venerdì notte di lockdown: la figlia di due anni che continua a piangere, le preoccupazioni sul futuro… poi un piccolo colpo di genio. “Ma perché non ci ho pensato prima?” si chiede Stefano Fabbri. Lo spunto arriva da un piccolo problema quotidiano con cui si è trovato a fare spesso i conti nell’officina di elettrauto di famiglia. Lavorando ore sotto le macchine, deve difendersi dalle punture delle zanzare. Il padre, in modo del tutto artigianale, a volte attacca lo zampirone a un pezzo di legno usando una pinza. Succede tutto in fretta: prima il prototipo, poi lo stampo, il deposito del brevetto, la produzione e la distribuzione. Il nome? È il soprannome del suo inventore.


Creatività al potere con Sartorius Un microcosmo unico nel suo genere, capace di far incontrare persone, fantasie, sensibilità e manualità diverse in modo coinvolgente e fuori dagli schemi. L’handmade market Sartorius di Cesena è davvero un’attività unica, che ha saputo sviluppare una proposta originale attorno ai capisaldi dell’artigianalità e della creatività. A Cesena, in via Quinto Bucci 170, due piani di filati, accessori, abbigliamento e prodotti fatti a mano raccontano il talento di tredici creatori provenienti da tutta l’Emilia Romagna, selezionati per offrire al pubblico il meglio dell’artigianato made in Italy. La pandemia ha fatto slittare l’inaugurazione da marzo a metà maggio e ha costretto a rinviare una serie di corsi e attività didattiche in programma all’interno dei 120 metri quadrati complessivi su cui si estende la sede, ma non ha intaccato lo spirito entusiasta delle tre menti ideatrici di Sartorius. “È una realtà fuori dal comune – spiega Monia Montanari, al timone insieme a Fabien Lombardi e Monica Magnani – nata grazie all’incontro con altre due donne intraprendenti e disposte a mettersi in gioco. I primi passi partono dall’associazione creativa di promozione sociale “Mani incantate” con cui abbiamo fatto per cinque anni cor-

si creativi di vario genere”. Da un lato Sartorius propone in vendita tessuti, articoli da merceria, abbigliamento, borse e altri accessori, dall’altro ospita i lavori fatti a mano di tanti talenti creativi che hanno trovato in questo nuovo spazio suggestivo una vera e propria seconda casa. Vikilù handmade: abbigliamento bambini e accessori mamme Una vecchia macchina da cucire, la passione ereditata dalla nonna e l’arrivo di una figlia. Così il 4 maggio è nato Vikilù, marchio di abbigliamento per bambini dietro a cui si nasconde una giovane sarta romagnola autodidatta. “Quando è nata mia figlia – racconta Carlotta Evangelisti – ho iniziato a fare abitini per lei, poi per alcune amiche. A poco a poco la richiesta è cresciuta sempre più”. Pronta a partire a gennaio, ha rinviato di qualche mese l’avvio dell’attività a causa dei ritardi imposti dal lockdown. Nel suo laboratorio di Forlimpopoli oggi Carlotta realizza capi d’abbigliamento per bambini da 0 a 6 anni con stoffe originali e personalizzazioni. Propone anche accessori per le mamme, come i dischetti struccanti lavabili per preservare l’ambiente con stile. 41


/ Più forti della pandemia

Un 2020 in crescita tra slanci e anniversari Anniversari importanti da festeggiare, progetti prestigiosi, la scelta di investire per crescere in un momento delicato. Antidoti di positività nell’anno dell’emergenza Covid-19

Da mezzo secolo sulla buona strada Esperienza, lungimiranza e formazione sono le tre parole che condensano la storia di AutoSette, rinomata officina auto e moto di Gambettola che lo scorso 3 ottobre ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni. Il team che ha brindato a quest’importante anniversario è formato da sei soci, cinque dipendenti che lavorano in officina e altri tre impiegati nell’ufficio in cui sorgeva l’intera attività. “Il primo stabile occupava un’area di 200 metri quadrati – racconta Denis Togni, legale rappresentante dell’azienda – e fu inaugurato da Valeriano Nanni nel 1970 con l’aiuto dei genitori. Alcuni anni più tardi fu fondata una nuova società con l’ingresso di due soci, Claudio Paganelli e Agostino Menghi, e il centro riparazioni divenne autorizzato Alfa Romeo. Successivamente sono stati costruiti due nuovi capannoni e nel 1999 l’officina ha preso il nome che porta ancora oggi: AutoSette”. L’officina ha continuato a crescere nel tempo estendendo l’attività al settore moto e implementando quella di gommista. La capacità di innovarsi e di formarsi per affrontare le nuove sfide è stato il filo conduttore della storia dell’officina, che nel suo staff ha saputo dare vita a un ottimo mix generazionale per garantire ai propri clienti esperienza e conoscenza delle ultime tecnologie. “Come ha fatto chi ci ha preceduto – spiega Togni – anche noi abbiamo inserito nel nostro team ragazzi poco più che ventenni che si sono formati nelle scuole professionali. Il futuro? I veicoli ibridi e, se miglioreranno costi e infrastrutture, quelli elettrici”. Dal 1970 gli specialisti della riparazione auto “A quell’epoca c’erano moltissime Fiat: la 128, la 126 e la 500, che mio padre conosceva a memoria”. Così Massimo Neri, alla guida della Carrozzeria Neri di San Martino Villafranca 42


Nella pagina a fianco in alto, Autosette di Gambettola. In basso, Carrozzeria Neri di Forlì. In questa pagina, a sinistra il Consorzio Arcobaleno Cesena. A fianco, Benedetta Marchi di Tredozio.

con i soci Fabio Giulianini e Andrea Reciputi, ricorda i tempi in cui il padre Ostelio avviò la propria attività. Nel 2020 il centro riparazione auto ha archiviato il suo primo mezzo secolo di storia. “Il modo di lavorare oggi è diverso – spiega Neri – ma non è cambiata l’esigenza del cliente di poter contare su un lavoro ben fatto”. Nell’anno del Covid-19 la Carrozzeria Neri ha dimostrato di avere le spalle larghe rimanendo aperta anche durante il lockdown e portando avanti nei momenti di minor attività lavori già acquisiti, come il restauro di alcune auto d’epoca. Il segreto della sua longevità? La fidelizzazione dei clienti attraverso la garanzia di qualità e affidabilità. Splende l’Arcobaleno dopo la tempesta Covid-19 “Avevamo programmato una grande festa per sabato 16 maggio, ma abbiamo dovuto rimandarla”. C’è un po’ di amaro in bocca nelle parole di Pietro Renda, presidente del Consorzio Arcobaleno Cesena, che aveva sognato di spegnere le prime venti candeline del gruppo di imprese artigiane che guida dal 2012 in una situazione ben diversa da quella imposta dalla pandemia. Nato nel 2000 dall’unione di 23 imprese artigiane termoidrauliche locali, il consorzio conta oggi 52 realtà associate nell’area compresa tra Cesena e la Valle del Savio. Espressione territoriale del Gruppo Arcobaleno Spac, la terza realtà più grande d’Italia nel proprio settore con una presenza capillare in tutta la Romagna e in larga parte della Toscana, nel 2019 aveva registrato un record a livello di fatturato, sfiorando quota 6 milioni di euro. L’arrivo del Covid-19 e il conseguente lockdown hanno picchiato duro anche in questo settore: il Consorzio Arcobaleno ha visto ridursi il proprio giro d’affari ma l’eccellente percorso compiuto negli ultimi anni gli ha consentito di tenere la barra dritta.

Tra i fiori all’occhiello del Consorzio Arcobaleno Cesena c’è il grande showroom inaugurato nel 2013 in via Venezia 224 a Cesena, dedicato ad arredobagno, sanitari, pavimenti, rivestimenti e parquet con i migliori marchi del made in Italy. Punto di riferimento per l’ideazione e la realizzazione di impianti di ogni tipo e dimensione, il consorzio organizza anche numerosi corsi formativi rivolti ai soci e alle aziende.

Formazione, mix generazionale, cura dei clienti e diversificazione delle attività i segreti di chi anche in un anno difficile è continuato a crescere Lo scatto di passione di Benedetta “A settembre ho assunto altre due persone. La mia commercialista ha detto che sono pazza, ma che ama la mia follia”. Benedetta Marchi, fotografa professionista e foodblogger originaria di Tredozio, a soli trentadue anni dirige un’agenzia fotografica di Milano con cui lavora per grandi aziende e multinazionali. Durante il lockdown primaverile, nonostante le restrizioni e i cambiamenti di programma, ha continuato a lavorare per sviluppare il proprio progetto imprenditoriale. “Fino a pochi anni fa vivevo e lavoravo in una stanza di sedici metri quadrati – racconta – ma progettando tutto e riuscendo a giocare d’anticipo, sono riuscita a far crescere la mia agenzia”. A fine anno è andato online il nuovo sito www.blessedbrands.com per proporre servizi aggiuntivi ai suoi clienti.

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In alto, L’impresa dei Cantieri Navali Boschetti di Cesenatico. In basso la lavanderia Lava&Cuce a Forlì e Cesena.

L’impresa dei Cantieri Navali Boschetti Ripartire dalle proprie eccellenze, guardando con fiducia al futuro. Il mantra della fase 2 seguita al lockdown di marzo e aprile ha trovato interpreti eccellenti nei maestri d’ascia dei Cantieri Navali Boschetti di Cesenatico. Giovedì 11 giugno nel porto del borgo marinaro è avvenuto infatti il varo-bis di “Uragano I”, imbarcazione costruita nel 1975 dai Cantieri Foschi e completamente rinnovata dai fratelli Fabio, Maurizio e Andrea Boschetti attraverso un importante intervento durato otto mesi. Lunga 27 metri e costruita interamente in legno, l’imbarcazione ha una capienza di 350 persone e dopo il refit eseguito a Cesenatico ha ripreso la propria attività nel mare della Sardegna. Le grandi dimensioni della nave e un’organizzazione attenta delle lavorazioni hanno permesso di completare questo prestigioso lavoro durante il lockdown nel pieno rispetto delle normative di sicurezza. Non è stata la prima volta che i fratelli Boschetti hanno saputo trasformare una situazione difficile in opportunità. “Già in occasione della crisi del 2008 – raccontano – abbiamo messo a disposizione la nostra competenza per progetti alternativi al 44

nostro core business, come la ristrutturazione di capanni sul molo di Cesenatico e locali del territorio. L’esperienza maturata nel tempo ci ha portato a conoscere bene il nostro mercato di riferimento, probabilmente per un po’ di tempo dovremo lavorare in maniera diversa rimandando alcuni progetti in corso, ma continuando a essere positivi nel futuro”. Lavanderia 4.0 a domicilio e for business Perché andare in lavanderia quando la lavanderia può venire da te? Per far fronte alle restrizioni di mobilità imposte dalla pandemia Alessia Ferri e il padre Andrea della lavanderia Lava&Cuce, responsabili rispettivamente delle due sedi situate al centro commerciale Punta di Ferro di Forlì e al Lungosavio di Cesena, hanno sviluppato una app che consente di prenotare il ritiro dei panni sporchi a casa e la riconsegna di quelli lavati. Un servizio che in autunno è diventato anche “for business” sull’esempio dell’esperienza americana: ritiri e consegne dei capi avvengono in giorni concordati all’interno di uffici e imprese con una gestione semplice e condizioni vantaggiose per i lavoratori.


/ Professioni emergenti

Nuove competenze e sensibilità Dal benessere degli animali a quattro zampe alle strategie social per il business, la parola d’ordine per affermarsi è formazione

È nata la Federazione italiana Toelettatori Buck salta sulla scrivania e ringhia minaccioso al direttore marketing collegato in videoconferenza. Fufi irrompe durante la lezione a distanza di yoga e diventa per acclamazione la mascotte della classe. Attila sale sul pc di lavoro lasciato incustodito e si trasforma in leone da tastiera, componendo con le zampe un lungo “prrr” che lascia di stucco il cliente collegato in chat. Sono scene di ordinaria follia vissute da chi, durante il lockdown, si è trovato chiuso in casa con uno o più amici a quattro zampe. A raccontare com’è stata questa convivenza è Franco Alfonsi, titolare della toelettatura “La Cuccia” di Forlì e membro del direttivo regionale della Federazione Nazionale Toelettatori (FNT) affiliata a CNA. “In alcuni casi si sono vissute situazioni di stress e preoccupazione a causa dell’assenza di importanti punti di riferimento, come i toelettatori e gli addestratori. Diversi proprietari di cani e gatti si sono trovati a dover far fronte a problemi dermatologici senza poter ricorrere a un professionista, in questi casi abbiamo offerto assistenza da remoto”. Quando è scattata la Fase 2 i toelettatori sono stati presi d’assalto, a testimonianza del rapporto della fiducia di cui godono. La Federazione, con il supporto di CNA, è impegnata per il riconoscimento ufficiale della propria categoria e la formazione professionale. Nel 2020 è nata la FNT web tv con dirette e video che aiutano i toelettatori a rimanere aggiornati e offrono una corretta informazione ai proprietari di animali. Da fashion victim a Instagram coach È il percorso originale compiuto da Arianna Cavina, che aiuta imprese e liberi professionisti a sfruttare le potenzialità di Instagram per raggiungere nuovi clienti. Dopo aver studiato moda, nel 2015 ha cominciato ad appassionarsi al social network più in voga studiandone strategie e testandone personalmente l’efficacia. Dopo le prime collaborazioni e un percorso formativo costante, nel 2020 Arianna ha iniziato la sua attività di Instagram Coach. “Ho vissuto la pandemia come un’opportunità per sperimentare ancora di più e mettere a punto meglio la mia attività, che è ufficialmente iniziata nel mese di luglio”. Sul web e sui social Arianna offre spunti e un vero e proprio corso di formazione per aiutare a far crescere diversi tipi di business. 45


/ Nell’occhio del ciclone

In prima linea, a tu per tu con l’emergenza Autotrasportatori, onoranze funebri, servizi sanitari. Il racconto della pandemia da parte di chi è stato costretto a uno sforzo straordinario

Sempre in strada, nonostante tutto Non si sono mai fermati, macinando migliaia di chilometri e attraversato zone rosse in cui l’accesso era precluso alla maggior parte della popolazione. Hanno garantito la tenuta dei rifornimenti alimentari e non solo nel momento in cui i supermercati sono stati presi di assalto. Hanno continuato a fare il loro lavoro, giorno dopo giorno, in condizioni difficili, a volte proibitive, consapevoli del prezioso contributo che stavano assicurando alla collettività. Gli autotrasportatori sono una delle categorie simbolo del lockdown primaverile, quando lungo le strade transitavano quasi esclusivamente camion e veicoli destinati al trasporto merci. “Sono stati mesi duri – racconta Gabriele Sbrighi, presidente del Consorzio Autotrasportatori Artigiani Frigo (CAAF) – e in parte lo sono ancora. Al di là del calo del lavoro, ciò che pesa di più sono le condizioni in cui siamo costretti a lavorare. Con la chiusura di bar e ristoranti, ad eccezione degli autogrill, spesso abbiamo

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avuto difficoltà a trovare un posto in cui mangiare e accedere ai servizi igienici. In alcune zone rosse, nonostante l’elevato numero dei contagi, abbiamo trovato aziende che non si erano messe in regola per la nostra accoglienza. Siamo stati costretti ad aspettare ore sul camion, senza una toilette, o a effettuare il carico e lo scarico senza essere sottoposti ad alcun controllo. Stupisce vedere in alcuni contesti persone che agiscono come se il Covid-19 non esistesse”. Il CAAF conta trenta soci e cinquanta autisti. “Non ci siamo mai fermati, ci siamo sempre protetti per tutelare anche le persone con cui siamo entrati in contatto”. L’ultimo saluto ai tempi del Covid-19 Chiamate a intervenire in situazioni delicate e non prive di rischi, le onoranze funebri hanno garantito la continuità dei loro servizi anche durante il lockdown. “Nel momento peggiore – racconta Anna Maria Barbieri, socia dell’agenzia


rante il lockdown e alla ripresa dell’attività, organizzazione degli spazi nel massimo rispetto delle normative anti-Covid19. Sono i punti chiave della strategia adottata dal Centro Dentistico Romagnolo per garantire la massima sicurezza dei suoi 28 dipendenti, dei 40 collaboratori e di tutti i pazienti delle sedi di Forlì, Cesena, Cervia e Santa Sofia. Specializzata da vent’anni nell’erogazione integrata di servizi di prevenzione e terapia odontoiatrica ed ortodontica per tutta la famiglia, l’azienda è accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale. “Avevamo già protocolli ben definiti dettati dall’accreditamento, che siamo andati a rafforzare ulteriormente – spiega il presidente Massimo Castellucci – ma in un anno così particolare abbiamo scelto di orientare gli investimenti nella sterilizzazione, garantendo la tracciabilità con codice a barre di tutti gli strumenti che vengono usati per un paziente in ogni singola seduta”. di onoranze funebri La Cesenate – ai funerali era limitata addirittura la presenza dei parenti e l’accesso a camere mortuarie e cimiteri era contingentato. Un aspetto difficile da accettare è stato non poter vedere in volto per l’ultima volta il proprio caro defunto per Covid-19, perché la normativa ha imposto che le salme venissero avvolte in lenzuola disinfettate e chiuse”. Protocolli di sicurezza rigidi e un equipaggiamento adeguato hanno consentito a La Cesenate di tutelare la salute dei lavoratori e dei parenti delle vittime.

A fianco, due mezzi del Consorzio Autotrasportatori Artigiani Frigo. In alto il Centro Dentistico Romagnolo.

Centro Dentistico Romagnolo Protocolli di decontaminazione e sterilizzazione certificati e ben collaudati, investimenti in una tecnologia innovativa per consentire la piena tracciabilità della sterilizzazione, formazione continua e tempestiva di tutti gli operatori du-

Per alcuni settori l’attività non si è mai fermata, ma sono cambiate profondamente le condizioni di lavoro e le difficoltà quotidiane a cui far fronte Hanno completato le misure adottate l’utilizzo di tutti gli spazi possibili, un potenziamento degli orari di apertura e dei medici disponibili, la diluizione degli appuntamenti, l’introduzione di plexiglass nelle sedi più frequentate, lo screening telefonico in prenotazione e il giorno precedente la seduta e il potenziamento dei dispositivi di sicurezza individuale. 47


/ Bacheca

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